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il piccolo 14 dell'11/4/2020

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PICCOLO

IL PUNTO, LA VIRGOLA E ANCHE I DUE PUNTI.

IL

CREMONA

www.issuu.com/ilpiccolocremona Anno 4 • n. 14 • SABATO

11 APRILE 2020

Settimanale di informazione • Non riceve alcun finanziamento pubblico

Periodico • € 0,02 copia omaggio

Direttore responsabile: Daniele Tamburini • Società editrice: U.P. Uggeri Pubblicità srl • Amministrazione e diffusione: Corso XX settembre 18, Cremona - tel. 0372 20586 • Autorizzazione del Tribunale di Cremona n° 5/2017 del 26/10/2017 Redazione: Corso XX Settembre 18, Cremona - tel. 0372 20586 • ilpiccolocremona@gmail.com • Stampa: Industria Grafica Editoriale Pizzorni I.G.E.P. Srl - Cremona • Pubblicità: U.P. Uggeri Pubblicità srl • 0372 20586 • info@uggeripubblicita.it

CORONAVIRUS • Intervista al primario di Rianimazione dell’ospedale Oglio Po Mario Riccio

Pani a pagina 5

LE CURE SPERIMENTALI A CREMONA STANNO DANDO BUONI RISULTATI PARLA IL FARMACISTA

STATE TUTTI A CASA FINO AL 3 MAGGIO

Raineri a pagina 3

QUALI MASCHERINE? E COME RIUTILIZZARLE?

Raineri a pagina 6

CURIOSITA’

LE CASE DEI VIP VISTE ALLA TV

Galletti-Raineri a pagina 8

VISTI DAL FUTURO

COSA RICORDEREMO DI QUESTI GIORNI

Galletti a pagina 10

FATEMI CAPIRE...

di Vanni Raineri

Quanto ci mancano i reati. Proviamo anche un po’ di tenerezza verso rapinatori che trovano la banca chiusa, scippatori sperduti in strade deserte, stupratori in attesa ai giardini senza che passi nessuno, blasfemi che non possono entrare in chiesa, ladri di opere d’arte che trovano i musei sbarrati, aggressori di immigrati che non ne trovano per strada e sono costretti a insultarli sul web, donnaioli e uomaiole che non possono raggiungere l’oggetto dell’adulterio, topi d’appartamento senza appartamenti disabitati, truffatori degli specchietti delle auto senza auto, furbetti del cartellino senza lavoro, rapitori che non riconoscono la vittima perché son tutti mascherati. A far danno restiamo noi giornalisti e i politici. Ce la stiamo mettendo tutta, e mi pare che i risultati siano apprezzabili.

I L

R I C O R D O

DON FRANZINI, L’EREDITA’ NEI QUADERNI Articoli a pagina 4

B A S K E T

C U L T U R A

LA BELLEZZA IN 60 OPERE DI VARI ARTISTI

inquadra il QR CODE e leggi su smartphone e tablet la versione digitale e gratuita del giornale

Articolo a pagina 14

C I C L I S M O

ALDO VANOLI: «IL FUTURO DEI CLUB? DIPENDERA’ DA VARI FATTORI»

UNA PRIMAVERA MOLTO TRISTE SENZA LE CLASSICHE DELLE DUE RUOTE

Varesi a pagina 16

Chiodo a pagina 18


CRONACa

Sabato 11 Aprile 2020

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CORONAVIRUS • Da Giuseppe Conte duro attacco a Salvini e Meloni. Continuano a diminuire i ricoveri in terapia intensiva

Salta anche il lungo ponte del 1° maggio VANNI RAINERI

Giornata di lunghissima attesa ieri per la conferenza stampa che il premier Giuseppe Conte aveva annunciato per le 14, poi spostato alle 17, poi rinviato ancora alle 19,30. Davanti ai microfoni, ha confermato quanto si attendeva, vale a dire la proroga delle misure restrittive fino al 3 maggio. Dopo il ponte di Pasqua, salta dunque anche il lungo, atteso ponte del 1° maggio, che quest’anno cade di venerdì. Ovviamente il governo ha pensato di evitare che in quella data si scatenasse la fuga degli italiani verso le località di vacanza, e quindi ancora tutti a casa almeno fino a lunedì 4 maggio. Conte, dopo aver ammonito gli italiani e rimanere a casa per Pasqua, ha anche annunciato alcune riaperture: librerie, cartolerie, negozi di abbigliamento per bambini. Dopo aver detto che l’Italia accetterà di discutere su un Mes non condizionato («Ma non abbiamo firmato alcun impegno»), il premier è stato poi protagonista di un attacco all’opposizione quale raramente è capitato di assistere durante una conferenza stampa di un premier. Facendo apertamente i nomi di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, ha detto: «Da loro falsità. Il Mes non è stato istituito da ieri, come falsamente dicono Salvini e Meloni. C’era dal 2012. Questo governo non lavora con le tenebre», escludendo poi l’eventualità di una patrimoniale alle porte. Il grande ritardo con cui si è pre-

INCREMENTI GIORNALIERI ITALIA 3 aprile

9 aprile

10 aprile

differenza % 9/10 aprile

Positivi Attuali

85388

96877

98273

1,44%

Morti

14681

18279

18849

3,12%

Guariti

19758

28470

30455

6,97%

Casi Totali

119827

143626

147577

2,75%

ITALIA: INCREMENTI GIORNALIERI

Sopra Giuseppe Conte nel momento in cui attacca Salvini e Meloni Sotto ragazzi seduti in un bar all’aperto di Stoccolma sentato davanti ai giornalisti fa pensare a sensibili divergenze tra i leader dei partiti di governo, coi quali si è incontrato prima di prendere la parola pubblicamente. Ma veniamo ai risultati comunicati ieri sera alle 18 con la consueta puntualità (loro sì) dalla Protezione Civile. Il quadro generale conferma il rallentamento della crescita dei contagi, anche se qualcuno sperava che la tendenza fosse più marcata. Almeno i segni + riguardano soprattutto il numero dei guariti. Al di fuori della tabella, ci sono dati importanti, soprattutto sul numero dei pazienti in terapia intensiva, che continua a calare: giovedì erano 3605, ieri 3497, ben 108 in meno. Un altro dato importante è relativo al numero di tamponi ese-

guiti, che cresce sensibilmente ogni giorno: ciò significa che il minor numero di contagiati deriva da una percentuale sempre più bassa di tamponi positivi. Solo ieri sono stati esaminati 53495 tamponi, nunmero più alto di sempre in un solo giorno, dei quali 9396 in Lombardia. Calano, da 610 a 570, i decessi. Entrando nelle singole province lombarde, il numero di contagi a Cremona sale di 73 unità (+1,63%), in una settimana di 465, con un aumento in 7 giorni dell’11,35%, cifre ben lontane rispetto a quelle delle settimane precedenti. Respira anche la provincia di Bergamo, e rallenta la crescita di casi a Milano. Gli incrementi più evidenti di casi riguardano Varese e Como, ma lì si partiva da cifre molto più basse. Diamo infine il consueto sguardo all’estero, ma per valutare correttamente i dati (quelli giornalieri non arrivano alla stessa ora) facciamo il confronto settimanale, da venerdì 3 a venerdì 10. Entra nella triste classifica la Russia, che triplica i casi in 7 giorni. Per il resto, l’unico paese ad aumentare i propri casi oltre il doppio è il Regno Unito (dove Boris Johnson è uscito dalla terapia intensiva). Per l’Italia una crescita lieve (23,16%), mentre la Spagna sale al primo posto e la Francia, con un +98%, arriva ai livelli della Germania. Crescite preoccupanti anche per il Belgio, la solita Irlanda, il Portogallo, la Danimarca e la Svezia, dove il mantenimento di una strategia del “tutto aperto” non sembra aver dato grandi risultati.

3 aprile

9 aprile

10 aprile

differenza % 9/10 aprile

Nuovi Positivi

2339

1615

1396

-13,56%

Morti

766

610

570

-6,56%

Guariti

1480

1979

1985

0,30%

Casi Totali

4585

4204

3951

-6,02%

LOMBARDIA: NUMERO DI CONTAGI PER PROVINCIA 3 aprile

9 aprile

10 aprile

differenza % 9/10 aprile

MILANO

10391

12479

12748

2,16%

BRESCIA

9014

10122

10369

2,44%

BERGAMO

9315

10043

10151

1,08%

CREMONA

4097

4489

4562

1,63%

MONZA

2774

3355

3424

2,06%

PAVIA

2331

2889

2963

2,56%

LODI

2214

2376

2419

1,81%

MANTOVA

1884

2277

2355

3,43%

LECCO

1594

1805

1838

1,83%

COMO

1256

1605

1686

5,05%

VARESE

1085

1491

1589

6,57%

SONDRIO

537

654

661

1,07%

TOTALE

46492

53585

54765

2,20%

EUROPA: NUMERO DI CONTAGI PER NAZIONE 3 aprile

9 aprile

10 aprile

differenza % 3/10 aprile

SPAGNA

112065

153222

157053

40,14%

ITALIA

119827

143626

147577

23,16%

GERMANIA

84794

118181

119624

41,08%

FRANCIA

59929

118781

118790

98,22%

REGNO UNITO

34173

65872

71078

109,84%

BELGIO

15348

24983

26667

73,75%

SVIZZERA

18827

24051

24548

30,39%

OLANDA

14788

21903

23245

57,19%

PORTOGALLO

9034

13956

15472

71,26%

AUSTRIA

11129

13244

13531

21,58%

RUSSIA

4100

10131

11917

190,66%

SVEZIA

5568

9141

9685

73,94%

IRLANDA

3849

6574

6574

70,80%

NORVEGIA

5147

6211

6244

21,31%

DANIMARCA

3573

5830

6014

68,32%

LUTTO I N C I T TA’

O P E R E S T R A D A LI

Morto ieri a 80 anni l’architetto Massimo Terzi, ex assessore

Da martedì lavori in via Bergamo

valore per la vita della nostra comunità e per la sua storia recente come quella dell’architetto Massimo Terzi ci ha lasciato. Ci uniamo al dolore della famiglia e della città intera che perde una persona che tanto aveva dato alla vita culturale e sociale della stessa nel corso del proprio percorso professionale, come architetto, così come nel ruolo di Assessore all’Urbanistica ricoperto nel recente passato e che ancora ci offriva un importante contributo di sapere e di esperienza in qualità di Presidente della Commissione comunale per il Paesaggio. Ci mancheranno la sua raffinata cultura, la sensibilità sociale ed umana di cui tutta la sua vita e la sua opera sono state testimonianza e le sua capacità di visione e d’intervento sulle scelte importanti per lo sviluppo della città, per la sua bellezza e per la tutela del suo patrimonio architettonico e naturalistico.

Dal 14 aprile al 29 maggio, LD Reti sarà impegnata, in accordo con il Comune di Cremona, nei lavori stradali per la sostituzione delle condotte del gas in via Bergamo, nel tratto di strada dal civico 2 a via Crema. Gli interventi comporteranno: il restringimento della sede stradale nel tratto di via Bergamo dal civico 4 a via Crema, garantendo nella carreggiata la totale libera per la corsia con direzione periferia; il divieto di transito, nel tratto di via Bergamo, tra via Crema e Piazza Risorgimento con contestuale deviazione del traffico in via Crema/Ghinaglia per il traffico proveniente dalla periferia, lato via Castelleone. Tutte le modifiche alla viabilità saranno evidenziate con apposita segnaletica. LD Reti e l’Amministrazione Comunale si scusano per i disagi che potrebbero verificarsi durante il cantiere, ma indispensabile per l'efficienza della rete e garantire un servizio migliore agli utenti.

Il Coronavirus ha fatto un’altra vittima illustre a Cremona nella giornata di ieri. E’ mancato l’architetto Massimo Terzi, già assessore comunale all’Urbanistica (dal 1995 al 1999, nella prima giunta Bodini) e tuttora presidente della Commissione comunale per il Paesaggio. Terzi aveva 80 anni, era ricoverato da qualche settimana ma le sue condizioni si sono aggravate sino al triste epilogo. La voglia di combattere per una città migliore non gli è mai venuta meno, tanto da sostenere ancora oggi con forza alcune posizioni critiche verso alcune scelte architettoniche e di difesa del “bello” esistente. Anche la giunta comunale, tra i tanti personaggi politici e non solo, ha voluto ricordarlo col seguente comunicato: Con grandissimo dolore e sgomento abbiamo appreso che, a causa del Coronavirus, un’altra figura di grande


4

Cronaca

Sabato 11 Aprile 2020

DIOCESI • “Auguro ai malati di guarire, ai medici e agli infermieri di farcela e, presto, di potersi riposare”

Il messaggio di Pasqua del Vescovo Napolioni Pubblichiamo il messaggio per la Pasqua del Vescovo di Cremona, Sua Eccellenza Monsignor Antonio Napolioni. Durante questa drammatica Quaresima di lotta contro l’epidemia e contro la morte, abbiamo già dato voce a tanti pensieri e sentimenti, utili a sentirci tutti coinvolti nella medesima prova. In questa Pasqua, che accogliamo davvero come un dono del cielo, mi limito a fare gli auguri. Quelli che ci saremmo fatti per strada, nel vociare delle piazze e alla fine delle Messe. Ne faccio alcuni, sapendo di dimenticarne altri. Semmai, continuerete voi… Auguro ai malati di guarire. Auguro ai medici e agli infermieri di farcela e, presto, di potersi riposare. Auguro a chi ha avuto lutti in famiglia o in

LU TTO

CI HA LASCIATO IL PARTIGIANO OMOBONO MAGLIA

comunità di poter presto celebrare degnamente il loro ricordo. Auguro alle famiglie di uscire dalla quarantena più unite di prima. Auguro ai responsabili delle Istituzioni di riconoscere quanto han fatto insieme, e di non dividersi in polemiche sterili. Auguro ai sacerdoti di poter celebrare belle domeniche con le loro comunità. Auguro ai bambini di giocare tranquilli. Auguro ai mass-media di poterci raccontare tante buone notizie. Auguro alle imprese di avere tanto lavoro. Auguro ai più deboli di non venire dimenticati. Auguro … Lo so che non sarà facile realizzare presto tutti questi auspici. Perciò, auguro a tutti di non dimenticare,

CORONAVIRUS • La sua morte ha scosso le comunità di Cremona, Casalmaggiore e Bozzolo

Don Alberto Franzini: l’eredità nei quaderni VANNI RAINERI

MOTTA BALUFFI - Non l’ha fermato la seconda guerra mondiale, e non ha mai smesso di difendere la Liberazione come patrimonio dell’Italia intera, e non solo di una parte politica, per questo rinunciando sistematicamente a partecipare agli eventi del 25 aprile. Omobono “Mobino” Maglia (che vediamo nella foto proprio con don Franzini) è morto giovedì all’età di 93 anni. Padre di Jim Graziano e di Antonella (la moglie è Clara Luzzara), 5 anni fa ci occupammo di lui dedicandogli una pagina intera, decisamente meritata per raccontare la sua vicenda di partigiano che al termine del conflitto ricevette l’attestato di patriota dal comandante supremo delle forze alleate del Mediterraneo, l’americano Harold Rupert Alexander. Dopo la guerra “Mobino” si è dedicato alla lavorazione del ferro, di cui era un maestro. Ci raccontò delle sue avventure in guerra, di cui conservava il ricordo di un proiettile nel braccio, dalla fuga da un treno diretto in Baviera a 17 anni all’adesione ai partigiani della 3ª Brigata Garibaldina L. Ruggeri”.

di riflettere ancora nel silenzio, di invocare lo Spirito perché ci dia luce sul nostro futuro, di imparare la lezione, di osare cambiare ciò che va cambiato. Auguro a me stesso e a ciascuno di voi di riconoscere che anche così il Cristo Risorto, Signore del cosmo e della storia, eppure rifiutato e crocifisso da noi peccatori, ci è venuto incontro per amore, per salvarci, per prenderci per mano e rimetterci sul giusto cammino, verso il Padre. Se non fosse così, che Pasqua sarebbe? Ma se è così, è una Pasqua gravida di risurrezione e di gioia. Che riempie i nostri cuori di più sospirati e maturi “Alleluia”. Non solo ve lo auguro, ma ve lo annuncio e prometto, in nome di Dio. + Antonio Napolioni vescovo di Cremona

La scomparsa di don Alberto Franzini ha suscitato un vasto cordoglio nelle comunità di Bozzolo, Casalmaggiore e Cremona, oltre che su tutto il territorio e in Vaticano, dove, tra i vari incarichi prestigiosi, qualche anno fa tenne anche una relazione in Sala Nervi. Dal 2014 don Alberto era il parroco della Cattedrale di Cremona, in precedenza, dal 1997, ha guidato la parrocchia del Duomo di Santo Stefano a Casalmaggiore. Bozzolo è il luogo in cui è nato, e dove fu chierichetto di don Primo Mazzolari (per il quale è aperta la causa di beatificazione), in tale veste assistendo anche ai suoi funerali. Vi è stato sepolto lunedì (il giorno prima del suo 73° compleanno) al cimitero dopo una breve funzione cui erano presenti il parroco di Bozzolo don Luigi Pisani (suo compagno di studi) con gli altri sacerdoti don Nicola Premoli e don Bruno Grassi, il suo vicario casalese don Davide Barili e il sindaco Giuseppe Torchio. Proprio sulla figura di don Mazzolari è dedicato l’ultimo dei tanti libri che ci ha lasciato in eredità. A Cremona era già stato come parroco di Sant’Imerio, ed aveva diretto, prima di don Vincenzo Rini (come lui stroncato dal Coronavirus), il settimanale La Vita Cattolica. Ho conosciuto don Alberto nei miei primi anni di cronista casalasco, potendone apprezzare non solo la grande fede, ma anche la vasta cultura e l’estremo interesse verso

gli eventi di attualità, mondiali e locali. E poi per vent’anni l’ho frequentato nel Rotary Club Casalmaggiore Oglio Po, dove alla vigilia di ogni Pasqua e Natale lui, socio onorario, ci ha regalato osservazioni profonde che davano origine a vive riflessioni. Don Franzini succedette a Casalmaggiore a don Paolo Antonini (dal ’78 al ’97 in Santo Stefano) e ha preceduto don Claudio Rubagotti: tre personalità tanto diverse e così efficaci nell’affrontare la loro missione. Don Alberto non era sacerdote capace di suscitare immediato gradimento al di fuori del mondo cattolico, come capita invece ai “preti di carità”, vicini agli ultimi, esponenti vi-

cini al volontariato laico che strappano consensi anche in quella parte della società che non frequenta abitualmente la chiesa. Di quelli come don Alberto si dice che sono studiosi, teologi, ma pensarlo immerso nei libri e senza contatti col mondo reale è assolutamente fuori luogo. Ci lascia tante riflessioni sempre attuali grazie ai suoi quaderni, e in chi l’ha conosciuto anche l’immagine di una persona dotata di ironia, e disponibile a mettersi in gioco. Lo conferma anche il pensiero, che qui sotto pubblichiamo, del regista e attore teatrale Jim Graziano Maglia, che l’ha diretto nelle vesti di attore (il suo ruolo era quello di

Sant’Ambrogio) in “Io, Agostino, soprattutto cristiano”. Maglia che, come leggiamo nell’altro articolo a sinistra, ha perso il padre Omobono giovedì mattina: anche per questo, esprimendogli le condoglianze della nostra redazione, lo ringraziamo del contributo.

“SOLO” PRETE Sopra don Alberto: poteva certamente ambire a ruoli prestigiosi nella gerarchia ecclesiastica. Come per don Primo, la pur elevata considerazione lo ha conservato semplice prete

IL RIC O R DO

JIM GRAZIANO MAGLIA: «IMPECCABILE LA SUA INTERPRETAZIONE DI S. AMBROGIO» Riportiamo la lettera che, all’indomani della morte di don Alberto Franzini, Jim Graziano Maglia ha indirizzato a don Davide Barili, già vicario di Don Alberto per oltre 10 anni a Casalmaggiore. Che giornata, quante emozioni e ricordi! Non smetterò mai di ringraziare il Signore per averci donato uno straordinario sacerdote e uomo quanto lo fu il compianto Don Alberto. E la tua presenza accanto a lui per oltre 10 anni fu altrettanto preziosa. Un binomio perfetto e di riferimento non solo locali, nella vita spirituale come quella del quotidiano, per tantissimi, tra i quali lo scrivente. Per non parlare (tra i tantissimi ricordi) del “mio” progetto drammaturgico agostiniano e della sua impeccabile interpretazione come S. Ambrogio. Ma soprattutto quello di dire subito di sì alla richiesta di far parte del “cast”. Questo la dice lunga su quella che fu una sua proverbiale sensibilità e versatilità culturale già di per sé profonda e altamente pregevole, che unita a quella teologica lo fecero assurgere a vero faro di speranza, di aiuto e di insegnamento sia nel territorio casalasco che in tante altre parti d'Italia. Tra i vari ricordi conservo in me quello di quando fu “rivestito” della carica di canonico in Cattedrale a Cremona. Quel mattino fui tra i presenti alla cerimonia insieme alla Carla, la mitica signora tuttofare del Duomo di Casalmaggiore e

altri amici casalesi. L’emozione mista a gioia fu tantissima. E riserbo tanti altri ricordi più personali e “confessionali” che ho chiuso e terrò per sempre nel mio cuore. Ma poi c'e il Don Alberto scrittore, autore della collana “I quaderni”. Memorabili. E quello delle sue omelie, vere “scosse energetiche” per l'assemblea lì radunata. E i concerti da lui voluti in San Francesco a Casalmaggiore o i lunedì culturali presso il Santuario della Fontana sempre a Casalmaggiore. Ma ci sono anche i tanti altri momenti meno formali ed “istituzionali” e altri ancora teatrali, come “Factum est, Nativitas” eccetera. Ricordi schietti e sinceri nel nome dell'amicizia più pura. Come quello del suo ingresso al Rotary Club Casalmaggiore Oglio Po in qualità di socio onorario, in cui ebbi il privilegio di “presentarlo” (come da prassi) a tutti i convenuti quella sera di anni fa in una nota e locale sede conviviale. E così tante altre suggestive e numerose “foto” che mai ingialliranno... Grazie Don Alberto. Grazie Don Davide poiché attraverso te e pochi altri al Cimitero di Bozzolo, sindaco Torchio compreso oltre all'officiante Don Pisani, abbiamo potuto recargli il nostro e personale estremo saluto, che è quello che in questi tempi balordi e altamente conflittuali ci è “permesso'' di fare, ahimé, e non quello di potere piangerlo ''de visu'', ma come pure a pensarlo ora e per sempre nella Sua Eterna Luce.


Cronaca

Sabato 11 Aprile 2020

CORONAVIRUS • Parla il primario di Rianimazione: «Non si parli più di riduzioni nei piccoli ospedali» FEDERICO PANI

Riccio: «All’Oglio Po buoni risultati dalle nuove cure»

Come si sta misurando con la pandemia da Coronavirus l’Ospedale Oglio Po e, in particolare, una delle prime linee della lotta al virus, cioè il reparto di Anestesia e Rianimazione? Lo chiediamo al direttore, Mario Riccio. Dottor Riccio, com’è la situazione nel vostro reparto? «Qui a Oglio Po, è il caso di dirlo, stiamo ricominciando a respirare un po’. Attualmente abbiamo ricoverati nove pazienti, su dieci posti disponibili, sebbene il reparto in tempi non emergenziali sia pensato per ospitarne non più di quattro. Nei momenti più difficili siamo arrivati a dodici pazienti, una situazione infernale. In certi casi, siaA sinistra il dottor Mario Riccio. A destra l’ingresso dell’ospedale Oglio Po a Vicomoscano mo stati costretti a mandarne alcuni a Mantova o dal Coronavirus. Proprio farmaco antimalarico, sta anticorpale autononel Milanese. Ad ogni invece, ha funzioni proa livello nazionale si ma, come gli immunodemodo, il calo relativo dei tettive. Il Tocilizumab, stanno avendo dei buoni pressi o i malati di canricoverati conferma che riducendo la risposta inriscontri sulla sua efficacro. Sull'efficacia e sui le misure di distanziafiammatoria provocata cia. Nel caso di Oglio Po, possibili sviluppi della mento sociale stanno coterapia, però, la parola dal virus, può migliorare dei tre pazienti in terapia minciando ad avere un intensiva a cui è stato lo scambio di ossigeno spetta, più che ad altri, effetto positivo». somministrato il farmaco nei polmoni. Ad oggi, peagli infettivologi». È vero che alcuni padue sono stati estubati. rò, l’unico presidio mediForse è il caso di ricorzienti rapidamente midare che la diminuzione Dire che sia stato proprio co che permette ai pagliorati nei giorni scorsi del numero dei contagi quel farmaco a permetzienti più gravi di non nel vostro reparto sono terne il miglioramento, registrati e dei morti soccombere alla malattia stati sottoposti a teraperò, è difficile: non diresta la ventilazione non deve fare abbassapie particolari? mentichiamo che questi meccanica». re la guardia. «Più che parlare di terapazienti erano sottoposti E la cura che prevede il «I numeri in calo non pie particolari, concontemporaneadevono fare pensare che trasferimento di antifermo che l’Ospecorpi mediante il plamente ad altre l’emergenza sia finita; è il dale Oglio Po è sma? terapie, come la momento, anzi, in cui - in quanto «Sono anticorpi che ventilazione dobbiamo tenere duro. Asst di Cremoprovengono da individui meccanica, e i Sarebbe un errore fatale na - uno di i posti di terapia guariti, cioè da individui farmaci antivipermettere proprio ora, a intensiva quelli ingagche risultano negativi a rali e antimalatutti, di uscire liberadisponibili giati a livello mente di casa. Signifiun secondo tampone e rici. Del resto, nazionale nella cherebbe fare ripartire la nei quali si verifica ci sia non esistono terasperimentazione delcurva dei contagi e il sistato lo sviluppo di antipie specifiche per l’inla cura a base di Tocilizucorpi contro il virus. Al stema sanitario che, nofezione: i farmaci antivimab, un farmaco usato momento, si sta cercannostante tutto, finora ha rali in uso, per esempio, per ridurre l’infiammado di capire se questo retto, non terrebbe più. vengono somministrati zione da malattie reuperché colpiscono forme Un conto, per quanto diftrasferimento può avere matiche che sarebbe caun effetto concreto nei di virus analoghi e, dunficile, è stato passare nel pace di lenire anche pazienti che non sono in que, potrebbero colpire nostro reparto da due o quella ai polmoni causata tre malati a dodici; ben grado di dare una rispoanche il Coronavirus. Il

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diverso vorrebbe dire vedersene arrivare, proprio ora, altri dieci. Fare qualcosa, a quel punto, sarebbe impossibile. Inoltre, non dimentichiamoci dei pazienti che restano in attesa di essere operati a cui servono posti in terapia intensiva: non possiamo rimandare per sempre i loro interventi». Superata l’emergenza, come potrebbe cambiare in meglio il sistema sanitario? «Ci sarebbe molto da dire. Per ora, dico solo questo: spero che non si parli più di riduzione di posti letto nei piccoli ospedali come il nostro Presidio sanitario Oglio Po o, peggio ancora, di chiusura. Bisogna dirlo: gli ospedali come il nostro si sono dimostrati capaci di dare un apporto senza il quale gli ospedali più grandi non avrebbero retto come hanno fatto».

ECONOMIA • In settimana si è arrestata definitivamente l’operatività della Ferriera di Servola a Trieste

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IN BREVE

ASSOCANOTTIERI: NULLA DI DECISO SU RIAPERTURA A seguito dei servizi televisivi usciti in questi giorni ed onde evitare erronee e soggettive interpretazioni di voci informali filtrate da canali non ufficiali, Assocanottieri, al fine di tutelare gli interessi di tutti i propri soci ed associati, comunica quanto segue. “In questi giorni si è tenuto un Consiglio Direttivo di Assocanottieri, in modalità videoconferenza, allargato ai nostri Consulenti fiscali, per condividere le informazioni e le indicazioni delle normative vigenti in vista del prossimo 13 aprile e dei periodi seguenti. Assocanottieri comunica che nessuna decisione è ancora stata presa in tema societario al fine della riapertura, la stessa, seguirà le indicazioni date dagli organismi competenti in tema di emergenza sanitaria, sicurezza e fiscale.Teniamo a sottolineare che i presidenti della Assocanottieri si sono trovati concordi nella sola decisione di concordare le riaperture in modo omogeneo, naturalmente seguendo tutte le prescrizioni ufficiali del governo e delle altre istituzioni/ autorità, con particolare riferimento alle norme di attività sportive e societarie. Gli organismi societari torneranno a riunirsi tra circa 3 settimane per aggiornarsi sulle attività condivise da intraprendere e per confrontarsi su altri temi circa i quali ogni scelta potrebbe oggi essere azzardata, a meno di ulteriori disposizioni nazionali e regionali in merito. Chiunque volesse informazioni corrette e formali può comunque rivolgersi alle segreterie delle proprie società”.

Arvedi: «E’ uno dei miei giorni più tristi»

RACCOLTA RIFIUTI ANCHE LUNEDI’ SERVIZIO ATTIVO

Con il turno della notte tra mercoledì e giovedì scorsi, va ad arrestarsi definitivamente l’operatività dell’area a caldo della Ferriera di Servola a Trieste, rilevata dal Gruppo Arvedi nel 2014. Questo il comunicato stampa rilasciato dall'azienda. “In cinque anni di presenza, Acciaieria Arvedi ha investito a Trieste oltre 250 milioni di euro, riattivando l’attività di produzione di ghisa nel rispetto delle prescrizioni previste dall’Aia, adempiuto interamente alle prescrizioni dell’Accordo di Programma, insediato una nuova unità produttiva di laminazione a freddo e salvaguardato i livelli occupazionali dello stabilimento. Su richiesta formale delle istituzioni locali, Acciaieria Arvedi ha proceduto con grande senso di responsabilità ed in coordinamento con il Mise (Ministero dello Sviluppo Economico) ad avviare un processo di decarbonizzazione e riconversione in-

Il servizio di raccolta dei rifiuti urbani sarà regolarmente svolto anche lunedì 13 aprile (Pasquetta). La decisione è stata presa in accordo tra il gestore del servizio, Linea Gestioni, e il Settore Ambiente del Comune di Cremona in considerazione della attuale situazione di emergenza sanitaria determinata dall’epidemia da COVID-19. Pertanto il servizio di raccolta dei rifiuti urbani lunedì 13 aprile si svolgerà secondo le consuete modalità e seguendo il calendario dei giorni feriali.

dustriale del sito, di cui questo evento, marcato dall’ultima colata dell’altoforno, rappresenta il primo passo. Le complesse operazioni di spegnimento, iniziate a fine marzo, si sono svolte regolarmente e nel pieno rispetto delle nor-

mative di sicurezza e delle restrizioni sanitarie imposte dalla pandemia di Coronavirus, e con la supervisione dell’ Arpa del Friuli Venezia Giulia. Durante il processo di fermata, non ci sono state emissioni anomale di nessun tipo: né dal-

la cokeria, né dall’impianto di agglomerazione o dall’ altoforno. Il Presidente cavalier Giovanni Arvedi ha così commentato: «Questo è uno dei giorni più tristi nella mia lunga vita di lavoro».


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Cronaca

Sabato 11 Aprile 2020

CORONAVIRUS • Quelle con valvola sono dannose per gli altri? Chiariamo ogni dubbio grazie al dottor Guglielmo Leggeri

Mascherine: consigli su scelta e riutilizzo VANNI RAINERI

FPP1, 2 o 3, con la valvola o senza, chirurgiche, in microfibra, fatte in casa. Non si parla che di mascherine, ma per la verità non è che le informazioni siano molto precise. E pensare che molto probabilmente dovremo convivere indossandole per i prossimi mesi. Andando anche per negozi, certo, potendo passeggiare e magari andando al mare e in montagna, ma sempre indossandole per giusta precauzione. Già, perché il virus non sarà stato comunque sconfitto, sarà stato indebolito dalla nostra perseveranza nel rinchiuderci in casa e spiegabilmente anche dal caldo in arrivo, ma se non faremo attenzione è prevedibile che torni a farsi minaccioso in autunno. A meno che per allora non siano pronti nuovi farmaci dei tanti che si stanno sperimentando. Per il vaccino con ogni probabilità dovremo attendere almeno l’anno prossimo. Perché non ci spiegano con chiarezza come comportarci con le mascherine? Quali sono le caratteristiche di ognuna, quali privilegiare a seconda della nostra attività, per quanto tempo usarle. Che sia per evitare indicazioni che, nell’incertezza generale sul virus, domani potrebbero essere rinfacciate a chi le ha date? E poi: è vero o no che quelle con la valvola proteggono ottimamente chi le indossa ma sono pericolose per gli altri, e quindi sono destinate solo ai sanitari? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza noi grazie al contributo del dottor Guglielmo Leggeri, titolare della Farmacia

Sopra la Farmacia Sant’Ambrogio in via Fabio Filzi. Sotto l’interno e una mascherina FFP2 con valvola Sant’Ambrogio a Cremona. Partiamo proprio con le FFP2 e FFP3: possiamo usarle anche noi comuni cittadini? «Innanzitutto chiariamo che entrambe, e anche le FFP1, possono avere la valvola o no. Il termine FFP sta ad indicare il livello di filtraggio del tessuto, cioé il livello di protezione contro le particelle disperse nell’aria. Più è alto il valore numerico, più è elevata la protezione. Noi in farmacia le FFP3 non riusciamo ad averle, a prescindere dal prezzo, le FFP2 le abbiamo ricevute su ordinazione». Parliamo delle mascherine con valvola: sono giustificati i timori di chi è nelle vicinanze di gente che le indossa dato che possono fuoriuscire esalazioni? «Direi di no, perché se contagiassero con facilità non le farebbero indossare nemmeno ai medici. Ritengo questa una forzatura. Non dico che non ci sia un fondo di verità: qualcosa in più dal filtro passa, ma è smorzato, non diretto verso l’esterno. La valvola serve a consentire una migliore respirazione. Sono convinto che se tutti avessero utilizzato queste mascherine con filtro, di casi oggi ce ne sarebbero un ventesimo».

E le altre? «Ci sono le mascherine chirurgiche che consentono di smorzare il flusso del fiato infetto e nello stesso tempo proteggono da quello altrui: sono meno adatte a chi agisce in ambienti molto ricchi di virus e batteri, ma per la popolazione vanno benissimo. In ogni caso, meglio di niente. Ora abbiamo anche quelle in tessuto trattate, che danno una buona protezione e sono certificate. In generale l’importante è indossare la mascherina, a parte quella presa in giro che sono state le “mascherine swiffer” distribuite tempo fa dal governo. In ogni caso, se le avessimo indossate subito, oggi non saremmo a questi livelli di emergenza. Il problema è che non arrivavano. Oggi si fatica ancora ad averle, ma almeno le nostre industrie hanno iniziato a produrle». A proposito, e l’accusa dei ritardi perché la burocrazia le bloccava? Si diceva che mancasse “il timbro”. «Era molto importante averle subito a disposizione, e in questo momento uno stop burocratico non era giustificato poiché l’alternativa era non avere una mascherina, non di averla corretta. Una classica gestione

all’italiana, ma il problema ora si sta risolvendo poiché le ultime che arrivano, in tessuto lavabile fatte in Italia, sono certificate». Ci sono cittadini che avevano già a disposizione, per altri usi, mascherine, come ad esempio gli agricoltori con le FPP2 usate per le operazioni di diserbo e i lavoratori dei colorifici. Queste vanno bene? «Quelle usate per i diserbanti hanno una diversa valenza ma sono le stesse, fatte con lo stesso concetto di filtrare aria dai microcomponenti. Quanto a

quelle in uso nei colorifici, alcune sono buone, ad esempio parecchie sono FFP1, altre invece hanno una struttura in tessuto a maglie larghe e non servono a molto. Teniamo sempre conto che tutte le mascherine con indicata la sigla FFP sono ottime». Veniamo ora al dilemma dell’uso continuato. Per parecchie mascherine il consiglio è di usarle una volta e poi gettarle, ma chi ne ha così tante da poterselo permettere? Come fare allora? «Idealmente una mascherina non si dovrebbe utilizzare per più di 8 ore, ma a questo punto servirebbero a ciascuno di noi 90 mascherine al mese: ipotesi impraticabile. Riutilizzando la mascherina si respirano nel tessuto i batteri presenti. Però ovviare al problema è semplice: basterebbe disinfettare la mascherina con alcol a 96 gradi, quello alimentare, magari spruzzandolo con lo spray sul tessuto. In questo modo siamo certi che la carica batterica presente sarebbe cancellata» Dalla Regione sono arrivate parecchie mascherine, ma in media una ogni tre persone… «E’ iniziata martedì la distribuzione gratuita: a me ne hanno date 100, ma se pensiamo che normalmente ne vendo un migliaio in poche ore… La soluzione definitiva è produrne del tipo lavabile, e ora le ho e posso venderle. In ogni caso la cosa più importante è uscire indossandone una». Tanto più che è obbligatorio.

Consegnati da Ancos al Primario di Pneumologia di Cremona Giancarlo Bosio. Versati anche i 20mila euro a “Uniti per la Provincia di Cremona”

Ospedale: in funzione i ventilatori di Confartigianato Si è concretizzata l’8 aprile, con il versamento di 20.000 euro alla onlus “Uniti per la Provincia di Cremona” e la consegna dei ventilatori polmonari pressometrici che Confartigianato e ANCoS, l’Associazione del Sistema Confartigianato che si occupa di progetti solidali, la prima azione concreta degli artigiani cremonesi. La consegna dei respiratori è avvenuta all’Ospedale Maggiore di Cremona, direttamente nelle mani del Primario di Pneumologia dott. Giancarlo Bosio e dei suoi collaboratori. Nelle scorse settimane altri apparecchi erano stati donati all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, all’Ospedale Luigi Sacco di Milano e agli Spedali Riuniti di Brescia.

Con questa iniziativa gli artigiani di Confartigianato fanno un gesto concreto di aiuto alle situazioni più drammatiche con la caratteristica che li contraddistingue: fatti e non parole. «E’ con i fatti – dice Massimo Rivoltini, Presidente di Confartigianato Cremona – che vogliamo offrire un contributo concreto alla battaglia che tutto il Paese sta combattendo contro il virus, a cominciare dalle nostre strutture sanitarie che sono in prima linea a fronteggiare l’emergenza. Siamo convinti che facendo ciascuno la propria parte, uniti, responsabili e solidali al fianco delle persone e degli imprenditori, potremo superare l’emergenza sanitaria e costruire le condizioni della ripresa economica».

«In questo drammatico momento – dice Vittorio Pellegri, Presidente provinciale e regionale di ANCoS Confartigianato – abbiamo sentito il dovere di aiutare il personale medico e infermieristico che senza sosta sta lavorando per garantire assistenza ai malati. Mai come ora sentiamo forte il richiamo alla solidarietà, per la quale ci adoperiamo da sempre». La raccolta però non si ferma qui. Prosegue, infatti, sui canali di Confartigianato Cremona l’iniziativa #forzacremona per sostenere concretamente coloro che si trovano a fronteggiare in prima linea questa urgenza. Tutto il ricavato delle donazioni sarà devoluto alla onlus “Uniti per la Provincia di Cremona”.


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Cronaca

Sabato 11 Aprile 2020

AGRICOLTURA

COLDIRETTI: STOP ALLE FAKE SULLE STALLE Mentre nelle stalle lombarde si lavora a pieno regime per garantire le forniture di latte e carne alle famiglie italiane, il crollo dell’inquinamento nella pianura padana per il blocco della circolazione delle auto e le limitazioni alle attività lavorative, come mostrano le immagini del satellite Sentil 5 sui livelli di biossido di azoto, smentisce una delle più diffuse fake news sull’impatto ambientale dell’allevamento. E’ quanto afferma la Coldiretti Lombardia nel sottolineare che, smascherata la falsa notizia sulle responsabilità reali dell’inquinamento dell’aria, vanno anche condannati i fantasiosi tentativi fuori dalla realtà di far immaginare un collegamento, del tutto inesistente, tra l’attività di allevamento e l’epidemia coronavirus. Un’ipotesi senza fondamento - continua la Coldiretti regionale - che rischia di avere il pericoloso effetto di screditare e depotenziare la capacità produttiva degli allevamenti e di favorire le speculazioni. La carne e il latte italiani – precisa la Coldiretti – nascono invece da un sistema di allevamento che per sicurezza e qualità non ha eguali al mondo, consolidato anche grazie a iniziative di valorizzazione messe in campo dagli allevatori, con l’adozione di forme di alimentazione controllata, disciplinari di allevamento restrittivi, sistemi di rintracciabilità elettronica. «La zootecnia italiana è la più sostenibile al mondo e il benessere degli animali è una priorità per gli allevatori - commenta Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Lombardia – ma negli ultimi anni l’attenzione rivolta a questo tema ha fatto passare in secondo piano questioni altrettanto importanti come quello della sicurezza degli alimenti che arrivano nel nostro Paese, troppo spesso di dubbia qualità e pericolosi per la salute dei consumatori come dimostrano i dati degli allarmi alimentari». Non è il tempo delle polemiche inutili e pretestuose - continua Coldiretti Lombardia -. Insinuare dubbi su presunte responsabilità del settore agricolo o sull’opportunità di aver lasciato pienamente operative attività produttive non primarie che movimentano migliaia di persone, in questo momento è fuori luogo. Adesso quello che conta è agire tutti nella stessa direzione, per poter risolvere quanto prima e al meglio delle nostre possibilità una situazione difficile e complessa. «Noi pensiamo a lavorare nel miglior modo possibile – afferma Voltini – senza scaricare su altri responsabilità non nostre».

CORONAVIRUS • Obbligati a collegarsi dalla propria abitazione, svelano gustosi retroscena E. GALLETTI E V. RAINERI

Arredo vintage, quadri d’autore (a volte storti), salotti, cucine, fornelli a gas ancora da scrostare. E poi, immancabili: i libri. Siano benedetti, dagli amanti del gossip (mica da noi!), i collegamenti Skype, che è vero che saltano neanche fossero dirette con il Polo Nord, ma in questo periodo di quarantena ci fanno entrare, in punta di piedi, nelle case di politici, opinionisti, vip e celebrità. Non servono tour: gli sfondi dei mezzibusti dicono già tutto. Dicevamo, i libri. Si va da William Blake all’ultimo di Topolino. Sono lo sfondo ideale di gran parte di coloro che si collegano da casa, che siano intellettuali o virologi, ma anche sportivi e gente dello spettacolo. Dai, diciamocelo: tra la libreria e una parete bianca, meglio la prima. E poi i libri, anche quelli mai sfogliati, danno un tocco di aristocrazia, impreziosiscono, oltre a spersonalizzare la casa, impedendo di inquadrare oggetti troppo personali (qualcuno aveva in primo piano i figli minorenni ad esempio: grande svista). Inoltre dei libri difficilmente il telespettatore è in grado di distinguere i titoli, quindi si va sul sicuro. Non è andata proprio così però per un grande intellettuale, che probabilmente non se ne è reso conto, ma alle spalle in una libreria gigantesca aveva solo gialli. Quando uno si aspetta le ultime tre riedizioni dell’Enciclopedia Treccani e si trova Agatha Christie… Ci sono poi giornalisti e scrittori che non rinun-

Sposta il quadro, metti i libri Le case dei vip vanno in tv ciano a un tocco di vanità, come un cremasco, firma del Corriere della Sera, che dietro di sé in collegamento non aveva saggi, ma quadri che contenevano copertine, sì, ma di suoi libri. In poche parole: gigantografie di se stesso. Curiosa poi la scelta dell’ex presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani: dietro di lui uno specchio che inquadra parte della casa (quella che altrimenti non sarebbe visibile) e due quadretti raffiguranti vecchi papi. E che dire di un noto ribelle, uno di quelli che per i suoi toni da stadio finisce sempre nelle fila dei Nuovi Mostri, che in collegamento tv era spalleggiato da una gigante Sacra Famiglia d’oro. Tutta quella purezza, quel candore, scontrarsi con certe urla… Non è indicativa, ma almeno fa sorridere la scelta strategica di alcuni esponenti istituzionali. Il sindaco di Milano Beppe Sala e quello di Brescia Emilio Del Bono, entrambi Pd, avevano dietro la scrivania le bandiere giganti dell’Unione Europea, dell’Italia e della loro città. Uno, due, tre. Grande assente, però, la quarta: la bandiera lombarda, la cui giunta è notoriamente di centrodestra. Rosa Camuna che, neanche a dirlo, appare invece in grande evidenza

(tavolta addirittura sulle felpe…) alle spalle di esponenti regionali del centrodestra. Per Luciana Littizzetto un grande poster con la cartina geografica mondiale (nostalgia dei viaggi?), per Enrico Brignano una squallida credenza rustica e un diffusore per l’ambiente con tre bastoncini, per Nicola Zingaretti due vasi dimensioni-mausoleo in salotto. Senza contare le mar-

che che, volente o nolente, appaiono in chiaro: dal logo sui computer a bottiglie, lattine e macchine del caffè griffate. Gianfranco Battisti, direttore generale delle Ferrovie dello Stato, va ospite a Porta a Porta con dei trenini sulla scrivania (almeno quelli, pare, in orario). Qualcuno ha la pipa appoggiata sulla mensola, altri hanno appeso ferri di cavallo e talismani al muro. Dimmi che

sfondo hai e ti dirò chi sei. Ma occhio ai magneti sul frigo: ok che hai visto tanti posti, ma se la cucina è bianco-futuristica e il fornello è a induzione, tutti quei pezzi di gesso colorati appiccicati al frigo sono un pugno nell’occhio, specie se in un momento di orgoglio nazionale predominano Tour Eiffel, Partenone e Camp Nou. Una caduta di stile, se casa tua è diventata un set tv.

PROVINCIA • Signoroni: «Urgono nuove misure finanziarie per Enti locali ed Aziende»

Consegnate le prime mascherine ai Comuni «La Protezione Civile, che ringrazio per l’attività svolta dai nostri Funzionari e per l’assiduo impegno di tutti i volontari, ha terminato sul territorio, in meno di 24 ore, la consegna di tutto il materiale prelevato presso la Regione - ha commentato il Presidente della Provincia di Cremona Paolo Mirko Signoroni -. Ho inoltre condiviso con Upl, ed i colleghi, una lettera di richiesta, firmata dal presidente Vittorio Poma, indirizzata al Presidente Attilio Fontana ed agli Assessori regionali Foroni, Gallera e Caparini affinché giunga al territorio lombardo una seconda fornitura per coprire la rimanente parte della popolazione». Ha concluso Signoroni: «Inoltre vi è un capitolo completamente scoperto da affrontare: i bilanci degli enti locali. Dopo le imprese, gli enti piú vicini al territorio, Comuni e Province dovranno ricevere dal Governo misure finanziarie che vadano incontro al deficit di

A sinistra le operazioni di consegna delle mascherine, a destra il presidente della Provincia Mirko Signoroni entrate ed alla necessità di provvedimenti ad hoc, a partire da ora e per il prossimo triennio, sotto il profilo degli investimenti.

Accanto a tali misure (regionali e nazionali, ndr) occorre attivare azioni per le aziende in termini di accesso al credito, salvaguardia occupazione, un

piano strategico per la valorizzazione del made in Italy, interventi per la liquidità e sulla fiscalità e semplificazione burocratica».


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Cronaca

Sabato 11 Aprile 2020

IL RACCONTO • Un giornalista ventenne e la drammaticità di oggi vista con gli occhi di chi un giorno ricorderà ENRICO GALLETTI

Avevo vent’anni. Venti. Che nessuno dica che quelli, per la mia generazione, furono i giorni più belli. Era febbraio, quando l’Italia entrò nella crisi più grande dal dopoguerra. Si chiamava Covid 19, lo chiamavano coronavirus, era un’epidemia senza precedenti. A vent’anni ci ritrovammo chiusi in casa, mentre in tv dicevano «tutto passa» e noi, a tavola, ci chiedevamo «ma quando passa». Rileggendo Manzoni, parve che quella peste a Milano parlasse proprio di noi. Ci ritrovammo le mascherine al posto delle labbra, non ci si baciava più. Eravamo sempre noi, la generazione nata all’alba del millennio, la prima a incrociarsi con le culture degli altri, a viaggiare, a varcare i confini, a parlare tre lingue da autodidatti. Se non avessimo rottamato gli album delle foto, in quegli scatti ci vedresti tristi, soli in coda per fare la spesa. Di colpo le città si svuotarono, rimasero asfalto e tombini. Dove ora la folla intorno al Duomo è tornata ad abbracciarsi, prima c’era il vuoto. Il colpo più duro fu scontrarsi con la paura, scoprirsi diffidenti: il timore di avvicinarsi agli altri, il metro di distanza imposto dalle autorità che cozzava con la nostra idea di fratellanza. Regole ferree, rigide: la paura del contagio, il passo indietro ad ogni sguardo. Ogni giorno trascorso, poi, sembrava privarci di un po’ di libertà. Ecco, sulle prime parve che a man-

Ti ricordi gli anni del virus? Uno sguardo dal futuro

Piazza San Pietro a Roma deserta: una scena difficile da osservare prima di questi giorni drammatici care fosse proprio quello: la nostra assenza di confini. Gli ospedali erano zone calde, di frontiera, campi di battaglia dove a morire, ora dopo ora, per molti era la speranza stessa di salvarsi. I nostri genitori ci avevano parlato degli eroi dell’11 settembre, i vigili del fuoco che domavano le fiamme al World Trade Center. Avevamo eroi moderni, in quei giorni di quando avevamo vent’anni. Medici e infermieri correva-

no per le corsie e i nostri telefonini vomitavano foto di ferite, volti stanchi, rientri a casa che sapevano di tristezza e di cene riscaldate. E poi i morti. Ce ne furono migliaia. Quell’anno, a vent’anni, perdemmo i nostri nonni: la nostra generazione migliore. Perdemmo il conto delle bare che si sommavano, una dopo l’altra, troppe: venivano trasportate dall’esercito perché ci fosse spazio ogni giorno per nuovi morti da bru-

ciare. I volti stanchi dei nostri nonni intubati buttavano le braccia a terra e si fermavano. Fine della corsa. E niente saluti, privilegio negato. Un’asettica benedizione, il profumo dei garofani, un biglietto di addio con le cose non dette da far infilare nel taschino. Non ci si poteva avvicinare, niente funerali, le lacrime non versate da sopprimere dentro. Perdemmo la generazione della storia, quella dei racconti in braccio, dei segni vivi

della guerra: i cantori di un passato fermato a suon di aneddoti masticati fino alla noia. Era l’anno degli addii non detti: chi entrava in ospedale interrompeva il contatto con la gente a casa: i portelloni dell’ambulanza che si chiudevano erano per molti l’ultimo saluto a madri, padri e figli che non si sarebbero rivisti più. Mentre ogni cosa seguiva il suo corso, fuori, nonostante tutto, sbocciava la primavera. C’era il profumo dei tigli nei giar-

dini che continuava a ricordare gli ultimi giorni di scuola, quando a scuola non ci si andava. I primi soli illuminavano i nostri volti di ventenni usciti fuori sui balconi a brandire il tricolore. Si cantava tanto, quell’anno lì, e mica roba dei tempi nostri. Si cantava Modugno, Battisti, Battiato. Li si cantava a squarciagola alle diciotto tutti i giorni, ognuno a casa sua. Le case, appunto, le finestre: puntini luminosi che si accendevano alle sette e diventavano il buio a mezzanotte. Le cucine affollate, la pasta fatta in casa, l’odore del pane, le famiglie sedute attorno al tavolo. E nessuno lontano. Ci sentimmo proprio uniti, quell’anno lì, nonostante tutto. Forti perché combattevamo la stessa battaglia e fratelli perché insieme ne saremmo usciti. Avevamo vent’anni, quando tutto scoppiò. Venti come gli anni che ci vollero per dare un senso a quelle cose. Come i mesi che passarono prima di intravedere la normalità. Vennero tempi nuovi, un po’ più tardi. Le città ripresero a riempirsi, tornarono gli affari, i rumori, le liti per il parcheggio. Ne uscimmo tutti un po' più poveri. Ci ritrovammo cresciuti in fretta e senza nonni. Tornammo di colpo ad abbracciarci, a baciarci, a tenerci stretti, noi che per mesi avevamo vissuto senza guardarci in faccia. Avevamo vent’anni, quell’anno. Avevamo paura. Eravamo noi, figli del nostro tempo con le nostre cicatrici da raccontare.

CORONAVIRUS • Un contributo di un milione e 250mila euro per interventi sociali a Cremona e 15 nuovi letti tecnologici a Crema

Da Banca d’Italia e Fujifilm un sostegno ai nostri ospedali Tra i tanti contributi che arrivano da ogni parte per fronteggiare il Coronavirus, segnaliamo due importanti iniziative, della Banca d’Italia a favore di Cremona e di Fujifilm per Crema BANCA D’ITALIA La Banca d’Italia ha disposto un contributo liberale di 1.250.000,00 euro a favore del Comune di Cremona per l’attuazione di interventi destinati a persone che versano in condizioni di fragilità economica e sociale, una situazione determinata dall’emergenza per l’epidemia da COVID-19. In questo particolare momento la priorità dell’Amministrazione Comunale è senza dubbio indirizzata alla salvaguardia e alla tutela di coloro che versano in maggiori difficoltà. Il congestionamento delle strutture sanitarie di ricovero e cura e la necessità di “liberare” posti letto per far fronte ai casi più gravi, determina nell’immediato un significativo incremento delle segnalazioni ai Servizi Sociali. Inoltre, le condizioni lavorative ed economiche sempre più complicate e difficili determineranno una crescita progressiva di esigenze e di richieste. «Ci stiamo confrontando con

anziani debilitati, con persone rimaste improvvisamente sole, anche giovani, e, in generale, già ora e sempre più saremo chiamati a rispondere ad un incremento delle persone che necessitano di accompagnamento, sussidi per invalidità e integrazione al reddito», è la prima considerazione della Giunta. «Come già ora sta avvenendo proseguono Sindaco ed Assessori - nei mesi che seguiranno vi sarà ancora di più l’esigenza di ripensare i servizi e gli interventi a supporto del sistema educativo a partire da quelli destinati all’infanzia fino all’università, dovendo fare i conti con un lungo periodo di lezioni sospese e scuole chiuse». «Sarà necessario riconvertire le progettualità destinate alle scuole per sostenere il diritto allo studio, serviranno risorse finalizzate in primo luogo a garantire sia il necessario supporto tecnologico, sia per quanto riguarda la formazione che l’accompagnamento dei processi, per collaborare all’affermarsi, in tempi brevi, attraverso la didattica a distanza, di un nuovo contesto di insegnamento e apprendimento, fondamentale anche

per il post emergenza. Esprimiamo pertanto un grande ringraziamento per questa pregevole iniziativa che ci dà la possibilità di impiegare risorse importanti in una situazione difficile per i Comuni anche per la loro situazione economica-finanziaria», dichiarano infine all’unisono Sindaco ed Assessori. FUJIFILM Fujifilm Italia, partner strategico della Azienda Socio Sanitaria Territoriale di Crema, contribuisce a dotare la struttura ospedaliera di 15 letti tecnologici da destinare alla terapia subintensiva, sostenendola nel suo impegno all’accoglienza e alla cura dei pazienti affetti da Covid-19. «Dal 20 di febbraio, l’Ospedale di Crema ha modificato la sua missione fondamentale di rispondere ai bisogni di salute in generale della comunità» spiega Davide Campari, General Manager divisione Medical Systems Fujifilm Italia. «I reparti originari, ad eccezione della ostetricia e della ginecologia, sono stati convertiti all’accoglienza e alla cura dei pazienti affetti dal Nuovo Coronavirus, stravolgendo completamente il proprio lavoro. Siamo rimasti sconvolti da que-

sta situazione, e al contempo impressionati dal repentino cambio di mentalità da parte dei medici e di tutto il personale della struttura. Abbiamo voluto far parte di questa squadra portando un contributo che sappiamo essere necessario, per migliorare l’approccio a tutti i pazienti che sono afflitti da questo nuovo, orribile virus». Fujifilm e Asst Crema sono partner strategici nel campo dell’endoscopia flessibile, sia dal punto di vista tecnologico che educazionale: i reparti di gastroenterologia e di pneumologia sono dotati di tecnologie Fujifilm all’avanguardia per la diagnosi ed il trattamento delle lesioni, anche le più precoci, dell’apparato digerente e respiratorio; inoltre il reparto di gastroenterologia è centro di formazione all’interno del circuito internazionale di Fujifilm “Endotraining”, dedicato a medici specialisti, nel contesto della “Gastroscopia di Qualità”. Oggi, le due aziende iniziano un nuovo percorso insieme. I 15 letti forniti sono specifici per la gestione del paziente con criticità: sono infatti provvisti di dispositivi tecnologicamente avanzati per facilitare l’operatività da

parte degli addetti sanitari e per migliorare il comfort del paziente. Sono realizzati con materiali facilmente sanificabili e antibatterici ed inoltre dotati di attuatori elettrici per la movimentazione indipendente di tutte le sezioni. I letti per terapia sub-intensiva arriveranno a breve e verranno inseriti nell’Unità Operativa di Gastroenterologia diretta dalla Professoressa Elisabetta Buscarini. «Nel contesto della grave necessità presente, che ha visto la nostra azienda ospedaliera impegnata a tutti i livelli nell’assistenza ai pazienti con COVID 19, anche il nostro reparto è stato dedicato all’assistenza subintensiva di tale patologia dall’inizio dell’emergenza. Siamo estremamente grati di questa generosa donazione all’azienda Fujifilm, che ha pienamente compreso la criticità del momento che attraversiamo ed ha deciso di sostenere il nostro sforzo: grazie a questo contributo, l’ospedale potrà ampliare e migliorare l’accoglienza dei pazienti, e al contempo, sostenere in modo più efficace l’intenso lavoro degli operatori sanitari e i trattamenti dedicati».


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Sabato 11 Aprile 2020

L’ATTUALITA’ SPIEGATA A UN BAMBINO CURIOSO «Stamattina ero su Rtl e ho ascoltato Davide Giacalone» Bravo «Lui?» Sì, lui è bravo, e bravo tu che ascolti cose interessanti «Ha difeso l’Europa, ora che tutti la attaccano» Il vertice tra gli stati si è chiuso prevedendo un debito mutualizzato a condizione che le spese siano fatte per la sanità, ed è un buon risultato. Ha inoltre sottolineato l’importanza dell’azione della Bce (la Banca centrale europea) che ha acquistato i nostri titoli di stato consentendo nell’ultima asta di piazzare a buone condizioni i buoni del tesoro. Su questo tema è intervenuto anche Carlo Cottarelli «Quello di Cremona?» Proprio lui. Ha affermato che sarebbe molto utile avere eurobond, ma che dobbiamo considerare che la Bce sta aiutando l’Italia in modo massiccio «Come?» Si è impegnata quest’anno a comprare 2200 miliardi di titoli di stato, il 12% del nostro pil,

dichiarandosi pronta ad aumentare l’importo se necessario. Sono soldi, ha detto, che lo stato può usare per finanziare il suo deficit, e soprattutto in questo modo hanno calmierato i tassi di interesse che paghiamo quando lo stato prende a prestito soldi dal mercato finanziario. Un’operazione importante «E perché allora si parla male dell’Europa?» E’ quello che si chiede Cottarelli. E’ incredibile, dice, che si voglia far passare l’immagine di un’Europa che non aiuta l’Italia. Se fossimo fuori chi farebbe questo a nostro favore? Come si può pensare che l’Italia starebbe meglio fuori dall’Europa? Speriamo negli eurobond, ma non solleviamo polemiche inutili «Però gli aiuti contro il virus vengono da altri paesi» Qui c’è un articolo di ieri sul Corriere della Sera che spiega bene, sul quale è tornato proprio Giacalone. Si parla, ha detto, di aiuti cinesi, russi e cubani, ma la realtà, come scrive il Corriere, è che dalla Cina sono arrivate 200mila mascherine, 250mila dalla

Russia, 830mila dalla Germania, un milione dalla Francia. Di respiratori ne sono arrivati 40 dalla Cina, 45 dalla Russia e 300 dalla Germania. In Germania poi ci sono 45 ricoverati italiani in terapia intensiva, alcuni trasportati da Cremona, oltre ai voli tedeschi per riportare in patria italiani da mezzo mondo. Cosa hanno a che vedere questi numeri, ha detto Giacalone, con quanto spacciato dall’informazione? «Poi ha parlato della polemica sulla mafia» Die Welt ha scritto che la mafia aspetta i soldi da Bruxelles, e il ministro Di Maio ha chiesto che il governo tedesco si dissoci. Ebbene, la stampa nei paesi democratici scrive quel che vuole, inoltre fu proprio Grillo 6 anni fa al Parlamento Europeo a dire di non dare i soldi all’Italia perché finivano in tre regioni: Sicilia, Calabria e Campania, a mafia, n’drangheta e camorra «Ha ragione Salvini a criticare il governo?» Beh, sono i suoi amici europei a non volere gli eurobond… «Buonanotte» Buonanotte Pericle Vanni Raineri

IL PERSONAGGIO DELLA SETTIMANA

LO SCATTO DELLA SETTIMANA GIULIO

e quelle di Abbey Road, ma Le strisce pedonali di Fiumetto com e. Siamo a Pietrasanta al posto dei Beatles un gruppo di 7 och

Un tavolo, una sedia, un tablet, un cellulare e comincia la lezione on line. Siamo nelle campagne di Pomonte, nel comune di Scansano. Giulio ha 12 anni e pur di seguire le lezioni online ogni giorno va a un chilometro da casa e si “accampa” in mezzo alla natura. Giulio frequenta la prima media a Marsiliana, all’istituto comprensivo Pietro Aldi di Manciano. La sua scuola ha da subito adottato la didattica a distanza per sopperire alla chiusura delle scuole per combattere l’emergenza coronavirus. A casa sua la connessione non è veloce e lo streaming non funziona. Allora, con un tavolino pieghevole, la sedia e un tablet Giulio ha creato il suo angolo di studio in mezzo alla natura.

ISTITUZIONI • Ieri in forma simbolica, per salvaguardare la salute della comunità e dei poliziotti

Polizia di Stato, celebrato il 168° anniversario Ieri, 10 aprile, si è celebrato il 168° Anniversario della fondazione della Polizia di Stato. Quest’anno per salvaguardare la salute della comunità e dei poliziotti l’Anniversario della Fondazione è stato celebrato in forma simbolica, con la sola deposizione della corona in memoria dei Caduti. Avevamo previsto una cerimonia in un bellissimo contesto cremonese afferma il comunicato della Polizia -, avevano immaginato uno scenario completamente diverso. Gli eventi, però, ci hanno imposto altre regole e la cerimonia è solo un momento di raccoglimento, non solo per le vittime della Polizia di Stato, ma anche per le numerose vittime del COVID19. “Esserci sempre” è il modo di dire a tutti che potete e dovete contare su di noi. Sappiamo che in questi giorni ci siete vicini, ma siamo anche convinti che stando dalla stessa parte “uniti e responsabili” ce la faremo. Ecco perché è fondamentale rispettare le regole ed avere ancora la giusta pazienza. Continuate a darci la fiducia e l’affetto che ci avete sempre dimostrati ed “uniti, insieme e responsabili” questo incubo finirà. Grazie di cuore. W la Polizia di Stato ma soprattutto W l’Italia. Nell’occasione sono stati comunicati i dati statistici dell'attività svolta nell'ultimo anno, dall'11 aprile 2019 all'8 aprile 2020. L’Ufficio di Gabinetto ha com-

plessivamente curato la pianificazione sull’intero territorio provinciale di 137 servizi di Ordine Pubblico, in relazione a manifestazioni, eventi sportivi, iniziative politiche, rassegne espositive eccetera. A seguito della nota emergenza epidemiologica da COVID-19, sono stati realizzati n. 54 servizi specifici nel territorio provinciale dal mese di marzo 2020 ad oggi, finalizzati al controllo del rispetto delle particolari disposizioni volte al contrasto della diffusione del virus, che hanno prodotto, con l’impiego degli equipaggi della Questura, del Commissariato, delle Specialità della Polizia Stradale e della Polizia Ferroviaria, e dei nuclei del Reparto Prevenzione Crimine Lombardia, complessivamente i seguenti risultati. 7173 persone controllate; 146 persone denunciate ex art 650 c.p. (anteriormente al 26.03.2020); 165 persone sanzionate ex art. 4 c.1 del d.l.19/2020; 486 attività controllate; 1 titolare di attività sanzionato ex art. 4 c.1 del d.l. 19/2020; 1 chiusura provvisoria di attività ex art. 4 c.4 del d.l. 19/2020. L’attività svolta nel periodo dall’Ufficio Prevenzione Generale Soccorso Pubblico ha prodotto i seguenti risultati: 20 persone tratte in arresto; 187 persone deferite all’Autorità Giudiziaria; 54

persone sottoposte a fermo per identificazione; 109 altre infrazioni amministrative rilevate; 110 verbali elevati per violazione del Codice della Strada; 70.016 persone controllate; 4.552 veicoli controllati; 1.978 pattuglie complessivamente impiegate nell’attività di controllo del territorio con turni che coprono le 24 ore; 137 controlli di persone sottoposte agli arresti domiciliari; 118 interventi in attività di Soccorso Pubblico; 5.143 chiamate ricevute alla linea 112 N.U.E.; 2.456 interventi su richiesta del 112 N.U.E.. Nell’ambito dell’attività svolta dalla Divisione Anticrimine, sono state emesse le seguenti misure di prevenzione: 94 provvedimenti di Divieto di Ritorno; 27 provvedimenti di Avviso Orale; 19 provvedimenti di Ammonimento. Il personale del Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica ha eseguito: 72 sopralluoghi sulla scena del crimine; 274 attività di fotosegnalamento di persone; concorso in 133 servizi di ordine pubblico per le attività di specifica competenza. L’attività investigativa svolta dalla Squadra Mobile nel periodo ha generato i seguenti risultati: 30 persone tratte in arresto; 30 persone deferite all’Autorità Giudiziaria; Sequestro di sostanze stupefacenti così suddivise: eroi-

na 66,7 grammi, cocaina 17,14 grammi, hashish 148,21 grammi, marjuana 50,83 grammi. Inoltre è rilevante ricordare un’importante operazione di Polizia Giudiziaria terminata nell’Agosto 2019 con l’applicazione della misura cautelare del collocamento in comunità di tre minorenni, tutti appartenenti al famigerato gruppo che gestiva la pagina Instagram “Cremona Dissing”. Per quanto riguarda l’attività informativa ed investigativa svolta dagli uffici D.I.G.O.S. si raccolgono i seguenti dati: 126 persone denunciate in stato di libertà; 404 informative preventive inerenti i servizi di ordine pubblico; 2.235 informative generali, politiche su cittadini stra-

nieri, sodalizi extraparlamentari, di carattere sindacale ed eventi sportivi; 4 perquisizioni effettuate; 219 servizi di tutela svolti. Questa l’attività della Sezione di Cremona della Specialità della Polizia Stradale: 4259 pattuglie impiegate; 19662 infrazioni accertate; 279 patenti ritirate; 649 incidenti rilevati; 3598 attività di soccorso prestate; 28859 persone controllate; 28232 veicoli controllati; 291 persone denunciate; 15 persone arrestate; 44 esercizi pubblici controllati; 50 classi scolastiche e 1260 alunni incontrati nell’ambito delle attività di formazione sul tema della sicurezza stradale. Questa è solo una parte dell'attività, che comprende altre sezioni.


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LA

CULTURA

lettereilpiccolo@gmail.com

I NI ZI ATI V A

ANCHE IL SAN DOMENICO DI CREMA HA ADERITO A “DONA IL TUO BIGLIETTO AL TEATRO” In un momento molto difficile anche per la cultura, il Teatro San Domenico di Crema ha aderito all’iniziativa di tanti teatri nazionali “Dona il tuo biglietto al teatro”. Le persone che hanno acquistato i bigliet-

re il teatro via mail (all'indirizzo comunicazione@teatrosandomenico.com). Naturalmente, i biglietti acquistati possono anche essere utilizzati quando verranno recuperati gli spettacoli rinviati.

ti dei concerti o degli spettacoli del San Domenico possono donare l’importo al teatro cremasco, come sostegno alla cultura in questo momento fortemente penalizzata. Per informazioni, si può contatta-

MUS IC A

DA VENERDI’ PROSSIMO SARA’ DISPONIBILE IL BRANO “LE TUE PAURE” DI FREY Da venerdì 17 aprile sarà disponibile online e sulle migliori piattaforme streaming la canzone “Le tue paure”, il sesto capitolo di “Baci del vento” (Malamente/Artist First), il nuovo disco della giovane cantautrice cremonese Frey, uscito lo scorso 21 febbraio. Franziska Freymadl, in arte Frey (nel-

la foto) con “Le tue paure” torna a parlarci dei suoi sentimenti e la base di questo singolo è accompagnata dal suono ascendente della chitarra e del tamburello. «Il brano esorta a lasciare andare le paure da cui si cerca di liberare il cuore. Una canzone per farci sentire compresi - commenta Frey -

anche nei momenti di fragilità, imparare a prendere per mano la parte più scura di noi. Indagare sulle proprie paure è un argomento che mi ha spesso tormentata e interessata, guardarle in faccia, accettare il passato e cercare di vivere il presente in tutti i suoi significati. Le tue paure non sono

un errore, neanche una deviazione, sono parte del percorso, attraversarle ci rende vulnerabili, più consapevoli, le trasforma in esperienza, in cicatrice, in forza». Il brano è stato scritto dalla stessa Frey, prodotto da Stefano Giungato e Alessio Bongi, registrato e mixato da Giungato.

Sarà inaugurata online il giorno di Pasqua (alle ore 17) la mostra organizzata da Simone Fappanni

Il tema della bellezza nelle opere di 60 artisti DALLA REDAZIONE

Sessanta artisti hanno risposto all’appello di svolgere una mostra sul tema della bellezza che sarà inaugurata domani, giorno di Pasqua, alle ore 17. Naturalmente online, nelle pagine del Blog Art is Life (fappanni.altervista.org/). «Pensavo che a questo invito – spiega il curatore Simone Fappanni – rispondessero al massimo una decina di autori. Invece, in pochi giorni i partecipanti sono stati davvero tantissimi». Scopo dell’esposizione, continua il critico, è quello di cercare di contribuire a dare sollievo a quanti, chiusi in casa, vivono ore d’angoscia e di attesa per via del diffondersi della pandemia. Il titolo della rassegna si ispira volutamente a un passaggio della “Lettera” inviata da Papa Giovanni Paolo II agli artisti, in cui li definisce “geniali costruttori di bellezza”. Ed è forse anche per questa ragione che da tutta Italia pittori, grafici e scultori hanno voluto apportare il loro personale contributo partecipando a questa iniziativa che rientra nell’ambito del progetto VirArt. Si tratta di Cristina Patti, Mi-

Dolce creatura di Enrica Sessa

Disegno divino di Floriana Melzani

cky Canzi, Francesco Merzoni, Ambra Pavesi, Elisa Migliaccio, Maria Angela Fiorasi, Ottilia Fiorasi, Enrica Sessa, Domenico Barbati, Anna Paola Cozza, Giorgio Armelloni, Eugenia Affronti Spina, Giovanni Conti, Enrica Borghesi, Franco Mat-

Anna Nawrocka, Terry Mangiatordi, Marina Venturi, Lorenza Pasquali, Manuela Scaratti, Mirella Valenti, Alice Bufo, Silvana Testa, Simonetta Barini, Marino Torta, Paola Reoli, Lorella Facchetti, Dario Romano, Raffaele Morgioni,

tanza, Duilio Busdon, Angelo Augelli, Maria Giovanna Girardi, Vittorio Politi, Claudio Pezzini, Isa Scaccabarozzi, Federica Zanetti, Tiziano Cavaletto, Mara Conserva, Cristina Alletto, Antonella Agnello, Roberto Romagnoli, Emi Ferrari,

Emanuela Terragnoli, Maria Cavaggioni Giovanna Ferrari, Natalia Shchedrova, Loredana Boldini, Franco Menini, Graziamaria Giandini, Maria Grazia Bonomi, Riccardo Bozzuffi, Loretta Cantachin, Emma Azzi, Gordana Djordjevic, Ornel-

la Guerrini, Marco Canu, Ramona Begni, e Frida Brusegan. Numerose le sezioni della rassegna: paesaggio, figure, fiori, frutta, composizioni, astrattismi, opere simboliche e surrealiste. Per informazioni: cell. 3387475657.

Lettere & Opinioni Per dire la vostra, scrivete a: lettereilpiccolo@gmail.com • ilpiccolocremona@gmail.com LA PROPOSTA

Una cabina di regia provinciale per rilanciare l’attività industriale nella cosiddetta “fase due” Signor direttore, una task force regionale e una cabine di regia provinciali per un nuovo piano industriale e un nuovo piano di sviluppo lombardo. Ecco l’oggetto della lettera che il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni, insieme al collega Samuele Astuti, ha inviato alle categorie economiche e sociali della provincia di Cremona. «In queste difficili e drammatiche settimane stiamo ragionando molto sull’emergenza, ma riteniamo altrettanto urgente iniziare a pianificare e delineare la cosiddetta “fase due” per

la ripresa economica e sociale della nostra Regione», dice Piloni, spiegando il contenuto della comunicazione che nasce proprio all’indomani della richiesta sottoposta al presidente Fontana di costituire una task force regionale e delle cabine di regia in ogni territorio, «per cercare di mettere a sistema un nuovo progetto di politica industriale ed un nuovo piano di sviluppo lombardo, contemperando le peculiarità territoriali delle diverse Lombardie, che individui delle nuove filiere produttive e corregga le distorsioni di quelle in essere, così da farci trovare pronti al momento della ripartenza e nei fondamentali mesi successivi. Una proposta che intende valorizzare le differenze territoriali, partendo anche dalla diversità

con i quali i nostri territori sono stati colpiti dall’emergenza sanitaria. Cremona risulta, infatti, la provincia più colpita, in rapporto al numero dei contagiati rispetto alla popolazione e la seconda provincia dopo Bergamo che sta registrando l’aumento più alto di mortalità. Bisogna agire in fretta, non possiamo permetterci di attendere che finisca l’emergenza sanitaria». Pd Lombardia ••• LA REPLICA

Una proposta davvero bizzarra dopo aver interrotto le riunioni del Tavolo della competitività Egregio direttore, «apprendiamo con stupore -

dichiara il commissario provinciale della Lega, Fabio Grassani - che il Pd, tramite i consiglieri Matteo Piloni e Samuele Astuti, vorrebbe istituire una cabina di regia provinciale per il piano industriale e di sviluppo nel post emergenza coronavirus. Una proposta che troviamo assai bizzarra, dopo che le riunioni del Tavolo della competitività susseguitesi per mesi sino all'inizio dell'emergenza e alle quali hanno partecipato tutti i più alti rappresentanti politici del territorio (i parlamentari, i consiglieri regionali, i sindaci), si sono improvvisamente e inspiegabilmente interrotte. Se la proposta del Pd è questa, spieghino allora a chi ci ha creduto, che l'ultima riunione del Tavolo della compe-

titività sia stata uno scherzo di carnevale. Il virus e le sue conseguenze - osservano inoltre i parlamentari Bossi e Comaroli - sono talmente democratici da non avere alcun colore politico. Invitiamo quindi Piloni e tutto il Pd a non trasformare il territorio in una partita a Risiko in cui piantare le proprie bandierine, ma a far sì che il Tavolo della competitività venga al più presto riconvocato e che, come da noi richiesto durante l'ultima sessione, vengano finalmente coinvolti in prima persona anche gli esponenti del Governo, i quali nonostante i ripetuti inviti, si stanno mantenendo ben alla larga da Cremona e dai suoi problemi. Segreteria provinciale Lega Cremona


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Responsabile Fabio Varesi • lettereilpiccolo@gmail.com

SPORT

ATLETICA LEGGERA

I MONDIALI SLITTANO DI UN ANNO

Con lo slittamento delle Olimpiadi di Tokyo al 2021 (dal 23 luglio all’8 agosto), viene riprogrammato il calendario dell’atletica leggera. Per dare spazio alla rassegna a cinque cerchi, vengono spostati al 2022 i Mondiali di Eugene (nell’Oregon). «Stiamo lavorando con gli organizzatori dei Mondiali di Eugene per trovare le nuove date nel 2022», ha fatto sapere la World Athletics. Na-

turalmente restano confermati nel 2023 i Mondiali di Bupadest, quindi avremo due rassegna iridate più ravvicinate. Ancora in bilico, invece gli Europei in programma questa estate dal 26 al 30 agosto allo Stadio Charlety di Parigi. Dipenderà dall’evolversi dalla pandemia, ma non è escluso che anche la rassegna continentale slitti al prossimo anno.

CANOTTAGGIO • Il tecnico Gigi Arrigoni commenta la dolorosa cancellazione della Coupe de la Jeunesse

«Speriamo in qualche gara in autunno» Un altro importante appuntamento remiero getta la spugna. Il comitato esecutivo della Coupe de la Jeunesse, unitamente al comitato organizzatore Linz 2020 (fa sapere canottaggio.org) ha comunicato di aver deciso congiuntamente di annullare la Coupe de la Jeunesse 2020 che si sarebbe dovuta tenere proprio a Linz, in Austria, dal 7 al 9 agosto. Tale decisione si è resa necessaria per il perdurare della pandemia da Covid-19 la quale non consente, ad oggi, di fare una programmazione adeguata per mantenere

l’organizzazione della Coupe 2020. Il comitato esecutivo ha reso noto inoltre che, per le successive edizioni, si sta discutendo con i comitati organizzatori di Linz 2020, Castrello e Minho 2021 ed Amsterdam 2022 del possibile slittamento di un anno in avanti degli eventi assegnati ai menzionati comitati organizzatori. Cosa ne pensi di questo annullamento? Mah. Ormai tutto se ne va! Penso che fra Mondiali e Campionati italiani - afferma Gigi Arrigoni, allenatore del settore olimpico femminile e della Bissolati - rimarrà poco

da fare. Abbiamo lavorato bene tutto l’inverno in società con 4 atleti che avrebbero fatto una stagione da protagonisti. Ora stiamo comunque lavorando nelle rispettive cantine per non perdere tutto il lavoro fatto, ma senza una meta per i ragazzi. Personalmente la vedo ancora lunga e a questo punto confido in almeno qualche gara regionale o interregionale in autunno. Non dimentichiamo, però, che in autunno riapriranno le scuole e chissà quale sarà l’impegno da parte dei ragazzi. Comunque nessuno cede».

BASKET SERIE A • Lo ribadisce il presidente Aldo Vanoli. Rinviato al 22 giugno 2021 il torneo di qualificazione olimpica

Serviranno consistenti aiuti alle società sponsor), da detassazione, dal ridimensionamento, dai balzelli, ecc. ecc.». Insomma, tanti fattori Malgrado le speranze di Lega e Fedovranno contribuire all’iscrizione derazione, anche il massimo camdi molte società, che già la scorsa pionato di basket ha dovuto arestate hanno faticato a rientrare rendersi alla pandemia, ritenendo nei parametri fissati da Federazioinutile tentare una ripresa a porte ne e Lega. Naturalchiuse. Oltretutto, le mente, è presto per squadre italiane annoipotizzare scenari fuverano tanti americani, turi, ma il covid-19 è che da tempo sono toruno tsunami anche per nati a casa e il loro ri- IL FUTURO DEI CLUB lo sport e non solo per entro in Italia in tempi Il presidente Vanoli: il mondo del lavoro. La utili, appariva un’im- «Dipenderà molto chiusura anticipata presa complicata. Del da detassazione, della stagione amaresto, la settimana ridimensionamento, reggia più di tutti la scorsa il presidente balzelli, ecc. ecc.» Virtus Bologna, nettabiancoblu Aldo Vanoli mente al comando riteneva difficile una ridella regular season e tra le granpresa del campionato e i fatti gli di favorite per la vittoria delle scuhanno dato pienamente ragione. detto. La gloriosa società boloPresidente, complimenti per la gnese ha cercato in tutti i modi di lungimiranza... Ora però una doposticipare la chiusura del cammanda nasce spontanea: crede che pionato ed è comprensibile, ma ci saranno più società costrette a alla fine anche le “V nere” si sono ripartire dalla A2? «Dipenderà dovute arrendere al volere di tutti dagli aiuti allo sport, dall’andagli altri club. Naturalmente lo scumento della ripresa (intendo gli FABIO VARESI

Aldo Vanoli e i giocatori biancoblu dopo il match contro la Virtus Bologna, una delle più belle vittorie in questa tribolata stagione (foto studio Passamonti)

detto non verrà assegnato e lo stesso discorso vale per retrocessioni e promozioni dalla A2, anche se la crisi economica che si abbatterà sul basket, potrebbe portare a una diversa fisionomia della prossima serie A. Da prendere in seria considerazione la proposta della Germani Basket Brescia, che ipotizza di mettere lo scudetto sulle

maglie di tutte le squadre della massima serie. Un gesto che darebbe il senso di unità della palla a spicchi tricolore. Speriamo che l’auspicio di Umberto Gandini, presidente della Lba, trovi conferma in tempi brevi: «Speriamo di avere da parte di tutte le istituzioni coinvolte un quadro normativo di sostegno alle società stesse e

alle attività imprenditoriali collegate alla pratica della pallacanestro, presupposto imprescindibile per affrontare il momento di straordinaria difficoltà che il nostro e tutto lo sport, al pari del nostro Paese, sta attraversando». Classifica finale: Virtus Bologna* 36; Sassari 32; Brescia, Milano 28; Brindisi 26; Cremona* 24; Venezia, Fortitudo Bologna, Trento 22; Varese**, Cantù*, Reggio Emilia 18; Treviso 16; Roma#, Pistoia#, Trieste# 14; Pesaro* 2. *Una partita in meno. #Una partita in più. News • La Fiba ha deliberato che i tornei di qualificazione olimpica si giocheranno tra il 22 giugno e il 4 luglio 2021 (gli azzurri di Meo Sacchetti saranno impegnati a Belgrado). Euro 2021 slitta al 2022 (dall’1 al 18 settembre). Ieri, infine, è stato raggiunto l’accordo tra Lega e associazioni di giocatori e allenatori sulla riduzione dei compensi (il 20% sugli ingaggi superiori a 50mila euro, meno per chi guadagna meno di questa cifra).

SO LID A RIE T A’

Pacco con cibo e mascherine agli abbonati over 70 In questo periodo difficile e delicato, anche la Vanoli Basket Cremona pensa alla solidarietà. La società biancoblu, infatti, ha voluto omaggiare ai propri abbonati over 70 (una cinquantina circa) un pacco speciale contenente sia generi alimentari che mascherine e gel igienizzante per le mani forniti dalla Ferramenta Vanoli. Olio, vino, formaggi, uova, cioccolato e dolcetti vari sono stati consegnati direttamente presso le proprie abitazioni – nel rispetto di tutte le norme igieniche – con l’aiuto di Nicola Akele (nella foto), in prima linea per la consegna porta a

porta dei pacchi. “Un piccolo gesto - afferma la società - per esprimere la nostra vicinanza ai tifosi più anziani che, più di chiunque altro, è raccomandabile rimangano a casa e non si espongano a rischi. Un piccolo gesto per farli sentire parte della #VanoliFamily nonostante l’assenza del basket e dal palazzetto, con l’augurio di rivederli presto sugli spalti. Non possiamo esimerci dal ringraziare di cuore i partner alimentari che ci hanno permesso di realizzare questa iniziativa: Oleificio Zucchi con una bottiglia di Olio Evo 1oo% italiano e sostenibile, Fattorie

Cremona-Plac con il proprio Grana Padano, Auricchio con il proprio Provolone Dolce e Piccante, Azienda Agricola L’uovo di Rebecca e Riccardo con le proprie uova, Witor’s con le proprie praline di cioccolato, Somm Wine enoteca & wine bar con una bottiglia di vino, Pasticceria Maristella con i propri dolci, Ferramenta Vanoli (con 10 mascherine lavabili e riutilizzabili e gel igienizzante mani) ed Edilkamin sempre a sostegno di tutte le iniziative del club”. Davvero un bel gesto di una società da sempre vicina ai propri tifosi.

SE RIE B Anche la serie B ha dovuro alzare bandiera bianca. Ecco il commento della Pallacanestro Crema: «Nulla è andato come volevamo, probabilmente. Ce lo ricordiamo ancora il primo giorno di agosto. I sorrisi, gli abbracci (oggi sembra strano anche solo pensarlo un abbraccio), le aspettative, i sogni. E poi, quando ancora si parlava di numeri e classifiche, le cose non andavano certo benissimo. Ma ci

LA PALLACANESTRO CREMA ASSICURA: «TORNEREMO PIU’ FORTI DI PRIMA» abbiamo creduto sempre che tutto si poteva raddrizzare. Sono arrivati ragazzi nuovi, anche loro, come chi ha salutato, carichi di mille progetti e con il fuoco dentro. E prima che si potesse anche solo sognar, è arrivato l’incubo che stiamo vivendo. Ora sembra tutto lontano e resta solo la con-

sapevolezza che la salute di atleti, staff, dirigenti e tifosi venga prima di tutto. Come il rispetto per il dolore che troppi di noi hanno dovuto attraversare. Torneremo più forti di prima e con tanta voglia di basket, di vita, di gioia. Aspettateci. Presto saremo di nuovo insieme! E ci abbracceremo tutti».

Classifica finale: Bernareggio 38; San Vendemiano* 36; Padova 32; Lecco*, Pavia* 28; Monfalcone 26; Vigevano* 24; Mestre* 22; Piadena*, Sangiorgese* 20; JuVi Cremona** 18; Vicenza*, Olginate 16; Crema*, Robur Varese 12; Gilbertina Soresina* 8. *Una partita in meno.

A2 femminile • Anche il Basket Team Crema, protagonista di un’ottima stagione, dà appuntamento al prossimo campionato. Classifica finale: Moncalieri 38; Crema* 34; Alpo** 30; Bolzano* 26; Carugate** 24; Castelnuovo Scrivia* 22; Milano* 20; San Martino di Lupari* 20; Albino*, Udine, Sarcedo 18; San Giorgio 14; Ponzano** 12; Marghera** 4; Vicenza* 2. *Una partita in meno.


Sport

Sabato 11 Aprile 2020

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CALCIO SERIE B • In caso di mancato ritorno in campo, i grigiorossi potrebbero resettare una stagione da dimenticare

La chiusura? Buona occasione per la Cremo MATTEO VOLPI

Mondo virtuale, persino un campionato di serie B virtuale… E se anche tutta questa attesa fosse virtuale? Onestamente parlando, sarebbe meglio così. Lo tsunami di nome covid-19 si è abbattuto sulla nostra società senza alcuna pietà, provocando effetti terrificanti che ci hanno portato a dover rinunciare a persone care, senza poterle nemmeno salutare e soprattutto a temere il peggio ogni qual volta una di noi o i nostri cari fa uno starnuto o ha due linee di febbre. Com’è possibile ripensare di poter spensieratamente assistere ad un evento sportivo dall’oggi al domani, solo per concludere la stagione? Le leghe nazionali di quasi tutti gli sport hanno sciolto gli indugi congelando tutti i campionati, dai movimenti giovanili ai rispettivi massimi vertici professionistici. Imbarazzante che il calcio non sia liberamente in grado di prendere una decisione in tal senso. Gli interessi in gioco sono talmente esagerati da rendere la Federazione stessa sostanzialmente “schiava” del volere delle leghe, in modo particolare quella di serie A. Hanno rinviato gli Europei, ma vogliono provare a finire i campionati. Hanno sospeso

Un’uscita di Ravaglia contro il Trapani (foto @ Ivano Frittoli) Roland Garros e Wimbledon (addirittura rinviato al 2021), ma il calcio per adesso prende tempo. Diciamolo chiaramente, è un vero scempio, di fronte al quale anche gli ultimi dei tifosi rimasti “romantici” potrebbero perdere ogni stimolo. Il problema vero, peraltro, è che più ci si ostina a voler far concludere anche con

alcuni mesi di ritardo la stagione in corso e più sarà complicato per tante società programmare la prossima. Probabilmente con meno introiti, visto che il mondo economico si è fermato in diversi settori per due mesi e probabilmente anche con meno entusiasmo. In casa grigiorossa, ad esempio, dando per scontato di

disputare ancora un campionato di serie B, l’occasione sarebbe propizia per voltare pagina. Cancellare una stagione sostanzialmente assurda come quella iniziata il settembre scorso e resettare tutto pensando alla prossima, sarebbe la cosa migliore. Ripartendo dal culto dei giovani, lo ribadiamo, anche questa è una delle brutali e ciniche sentenze che questo maledetto virus ci sta obbligando a fare. Guardare avanti, nel rispetto di quello che ci sta succedendo intorno. Intanto, nei giorni scorsi l’assemblea di Lega B, ha deciso all’unanimità su emolumenti e richieste anticrisi ed in particolare “la mancata corresponsione della retribuzione annua lorda omnicomprensiva (anche riguardo alla parte premiale e di incentivo all’esodo) corrispondente al periodo di inattività. Il tutto sempre nell’ambito dell’autonomia di trattativa e di accordo che le società hanno con i propri tesserati”. Classifica (28ª giornata): Benevento 69; Crotone 49; Frosinone 47; Pordenone 45; Spezia 44; Cittadella 43; Salernitana 42; Chievo 41; Empoli 40; Virtus Entella 38; Pisa, Perugia, Juve Stabia 36; Pescara 35; Ascoli*, Venezia 32; Cremonese* 30; Trapani 25; Cosenza 24; Livorno 18. *Una partita in meno.

SERIE A

GLI INTERESSI ECONOMICI IMPONGONO LA RIPRESA Mentre tutti gli altri sport hanno chiuso anzitempo la stagione, il calcio (in particolare la massima serie), non si arrende ed anzi continua a programmare il ritorno in campo. Un atteggiamento spinto anche dalla Uefa, che ha ribadito l’intenzione di concludere i vari campionati a tutti i costi, anche giocando in piena estate. E’ inutile nasconderlo: i troppi interessi in campo (diritti tv e sponsor), senza il ritorno al calcio giocato, rischiano di mandare sul lastrico tante società, anche quelle più celebrate. I tifosi si chiedono: ma il covid-19 non è pericoloso per i calciatori? Certo che lo è, ma per il vil denaro... Classifica (26ª giornata): Juventus 63; Lazio 62; Inter* 54; Atalanta* 48; Roma 45; Napoli 39; Milan* 36; Verona*, Parma* 35; Bologna 34; Sassuolo*, Cagliari* 32; Fiorentina 30; Udinese 28; Torino* 27; Sampdoria* 23; Genoa, Lecce 25; Spal 18; Brescia 16. *Una partita in meno.

SERIE C • E’ l’auspicio di Cesare Fogliazza, amministratore delegato della Pergolettese, che si dice piuttosto scettico sulla ripresa del campionato MASSIMO MALFATTO

Obbligato, come tutti, a restare ai “domiciliari”, ma impegnato, parecchio l’amministratore delegato della Pergolettese sta trascorrendo un periodo difficile tra lavoro e affetti familiari. «Qui a Crema - afferma Cesare Fogliazza siamo al centro di questo tsunami che sta sconvolgendo il mondo. Dal 23 febbraio camminiamo tutti i giorni nel buio più totale: un’ecatombe che porta via giornalmente qualche persona cara. Devastanti per me e per tutti noi come Pergolettese, la scomparsa di mio nipote Andrea Micheli a soli 37 anni che ricordo, oltre ad essere stato presidente per quattro stagioni, anche socio con il sottoscritto della società. Pochi giorni dopo è arrivata anche la morte del mio amico d’infanzia, il dottor Rosario Gentile, storico medico sociale e di famiglia». Opinione che serie A

«Spero che la ragione abbia il sopravvento» e B vorrebbero portare a termine la stagione e di conseguenza anche la serie C sarebbe costretta ad adeguarsi? «Nei giorni scorsi abbiamo fatto un’assemblea, via internet conference con tutte le società di serie C molto costruttiva, conoscitiva ma non decisionale: la settimana prossima ce ne sarà un’altra in cui si potrà votare ed arrivare a delle conclusioni certe. Il presidente Ghirelli ha messo a conoscenza di tutti lo scenario che dovrebbe esserci nell’immediato futuro per una ipotetica ripresa della stagione sportiva, ma che oggi come oggi non c’è. Bisogna fare un distinguo tra le società di serie A e il resto - prosegue Fogliazza - in quanto loro hanno una struttura medico-sanitaria molto diversa rispetto alle nostre realtà. Loro vivono in una

Cesare Fogliazza, amministratore delegato della Pergolettese

dimensione e con molteplici interessi, hanno 40-50 milioni all’anno solo di diritti televisivi, tutto un altro mondo. Noi siamo in un momento in cui molte società sono in ginocchio: spero che prevalga il buon

senso. Il 90% di noi presidenti in questo momento è propenso a chiudere qui il campionato di serie C. Mi spiegate che credibilità potrebbe avere se si dovesse riprendere ai primi di maggio dopo 70 giorni di stop?

Inoltre, giocare in Lombardia sarebbe diverso rispetto ad altre regioni meno colpite e penso ai calciatori, con che testa e con che serenità verrebbero da noi in questa zona ad alto rischio? C'è da rifletterci bene». Tema del giorno lo stipendio a giocatori e tecnici. Lega ed associazioni consapevoli della grave situazione hanno lanciato un appello al Governo e al Parlamento affinché si riesca in breve tempo a concedere l’utilizzo degli ammortizzatori sociali per i tesserati sotto i 50mila euro di reddito annuo: «E’ un argomento che più volte è stato toccato nelle conferenze. Il presidente Ghirelli ha ascoltato le varie richieste fatte dalle società e si farà carico di portarle ai tavoli dei vari organi competenti. Ho letto, a tal proposito, le dichiarazioni del presidente dell’ Aic,

e Damiano Tommasi dell’avvocato Calcagno al riguardo. Ma si rendono conto della situazione in cui versano le nostre società? Dovrebbero usare il buon senso e oggi non lo stanno usando: ma di cosa stanno parlando? Se non ci fossero quei “matti” di presidenti, quegli imprenditori che con tanta passione e sacrifici si sono messi a fare calcio nelle nostre categorie (parlo della serie C) chi manderebbe avanti questo movimento con i costi che bisogna affrontare quotidianamente? Confido che la ragione abbia il sopravvento». Classifica (27ª giornata): Monza 61; Carrarese 45; Renate 43; Pontedera 42; Robur Siena, Alessandria 40; AlbinoLeffe 39; Novara* 38; Arezzo 37; Juventus Under 23 36; Pistoiese 33; Pro Patria*, Como* 32; Pro Vercelli* 31; Lecco* 28; Pergolettese 27; Giana Erminio* 26; Olbia 25; Pianese 24; Gozzano 22. *Una partita in meno.

Canoa • Bonfiglio è preoccupato per le società Anche la canoa, uno sport non certo ricco, che con fatica è stato rilanciato grazie al lavoro di Perri, tornato al timone della Nazionale, lancia l’allarme a causa del coronavirus. «Stiamo vivendo una fase drammatica - afferma il presidente federale Luciano Bonfiglio (nella foto) - prima di tutto per il nostro Paese. L’emergenza sanitaria ha messo in risalto le priorità della nostra esistenza, ma questo non deve farci dimenticare le nostre responsabilità. Anche il mondo dello sport sta vivendo momenti molto difficili e mi riferisco in particolare allo sport di base, a quello amatoriale, che dovremo necessariamente sostenere con forza. Ho una

convinzione: ci riusciremo, insieme. Ne verremo fuori, con coraggio e determinazione e riprenderemo a correre verso i nostri sogni ed i nostri obiettivi». Nella lettera inviata al presidente del Coni fa riferimento alle società: «Inutile dirti quanto stiano soffrendo a causa della inattività, della chiusura legittima, corretta degli impianti sportivi. Diminuiscono i ricavi derivanti dalle già esigue sponsorizzazioni e dai tesseramenti, mentre continuano ad insistere i costi delle utenze e del personale, sebbene i canoni di concessione siano solo attualmente sospesi. Ho ricevuto decine di risposte dal mio mondo, sollecitate dalla tua nota del

12 marzo scorso e sinteticamente posso rappresentarti un danno che equivale a circa 6.500.000 di euro. Sono certo che lo Stato ci sosterrà, con ancora più energia rispetto a quanto già abbia ben fatto finora, perché davvero dietro ai nostri atleti, tecnici e staff, ci sono tante famiglie, che oggi sono in difficoltà e che domani potrebbero non riuscire più a fronteggiare le spese per far praticare sport ai nostri figli, alle future generazioni. Ecco, caro Giovanni (Malagò), penso che il nostro impegno lo dobbiamo soprattutto a loro, per senso di comunità e di socialità. Sono certo che farai il massimo, affinché lo sport possa tornare a sorridere».


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Sport

Sabato 11 Aprile 2020

Vbc: «Non si poteva fare diversamente»

IL CAOS • SI SONO DIMESSI I PRESIDENTI DELLE LEGHE

campionati italiani di volley. Niente scudetti, promozioni e retrocessioni, mentre prossimamente verranno scelte le squadre partecipanti alle prossime coppe europee. «Il rammarico ovviamente è grande - fa sapere la Vbc - ma non si poteva fare diversamente per tutelare la salute di tutto il mondo pallavolistico». Classifica finale: Conegliano* 57; Busto Arsizio 48; Novara 38; Scandicci* 36; Monza* 34; Casalmaggiore* 33; Chieri 27; Bergamo, Firenze* 24; Cuneo 23; Brescia* 21; Filottrano 17; Perugia 12; Caserta 8. *Una partita in più.

Ma la definitiva chiusura della stagione 20192020, certificata dalla Fipav, ha suscitato le ire dei due presidenti delle Leghe di serie A, Mauro Fabris (femminile) e Diego Mosna (maschile). Una decisione congiunta, formalizzata tramite una lettera aperta: “La nostra ferma posizione è dovuta alla incomprensibile, inaccettabile mancanza di rispetto dei ruoli dimostrata dal Consiglio federale nei confronti delle Leghe, a cui è demandata l’organizzazione dei campionati di serie A, senza dare la legittima possibilità di partecipare alla riunione ai rappresentanti dei club al momento di discutere una scelta di simile drasticità”, si legge in passaggio delle lettera.

VOLLEY A1 FEMMINILE • E’ il commento della società di Casalmaggiore sulla chiusura della stagione

Game over! E’ arrivata, infatti, la decisione che già si sentiva nell’aria: dopo una lunga ed intensa video conferenza, lunedì scorso il presidente della Lega Volley Femminile, Mauro Fabris, ha diramato le decisioni prese dalla riunione di tutte le società: il campionato 2019-2020 è stato dichiarato concluso. La decisione, presa dalla maggior parte delle squadre presenti tra cui la Vbc èpiù Pomì Casalmaggiore (nella foto Storti), è stata presa per tre fondamentali condizioni: la prima di ordine sanitario, perché ormai non c’erano più i requisiti minimi anche per l’allenamento

sia per le giocatrici che per lo staff e i dirigenti, né tantomeno per le gare, la seconda di carattere tecnico, visto che tantissime giocatrici straniere sono dovute rientrare nei propri Paesi e il ritorno in Italia diventa molto difficile e la terza di carattere sportivo visto che, partendo dai presupposti delle prime due condizioni, viene meno il progetto iniziale di ogni squadra, costruite in un modo ed ora “orfane” di giocatrici fondamentali. Arriva quindi il classico rompete le righe di fine stagione, dopo che è arrivata la conferma anche dalla Fipav, che ha interrotto tutti i

CICLISMO • Per la prima volta sono state cancellate Porto e Dondeo. Pegoiani: «E’ stata la decisione più giusta»

La tristezza di una primavera senza classiche FORTUNATO CHIODO

La pandemia di cui non si vede ancora la fine ha messo i paletti sul 54° Circuito del Porto-Trofeo Arvedi, decana delle classiche internazionali di primavera per Elite, Under 23 e Continental. Corsa di grande bellezza, programmata a Cremona il 3 maggio, con il patrocinio del CC Cremonese 1891Gruppo Arvedi, con il presidente Rozzano Grazioli ed il direttore di organizzazione Antonio Pegoiani, che si è arresa al tsunami coronavirus. «Non era mai successo uno spostamento del “Porto” - ha affermato Pegoiani - anche se è la decisione più che giusta. Al momento dell’annullamento erano più di 220 le richieste di partecipazione, ma essendo una corsa internazionale, al massimo potevano essere 176 i partenti, con un massimo di 5 atleti per team (minimo 4 partenti) che avevano fatto richiesta, sia nazionali, che provenienti da Colombia, Australia, Svizzera, Inghilterra, Austria, Slovenia, Croazia e Francia. Le nostre formazione iscritte erano la Continental di Team Colpack-Ballan, Biesse- Arvedi, Casillo-Petroli Firenze e Zalf Desiree Fior, Mastromarco-Sensi, tanto per citarne qualcuna. Sarebbe stato come sempre un “piccolo mondiale per velocisti”, ma l’appun-

L’Uci sta lavorando al nuovo calendario internazionale da adottare una volta che l’emergenza coronavirus verrà superata (speriamo presto). L’ente che governa il ciclismo ha già messo alcuni paletti durante la riunione: tutto fermo fino al 1° giugno, stagione prolungata, si correrà anche a novembre, i corridori avranno a disposizione almeno quattro settimane di allenamento e una breve corsa a tappe prima di un Grande Giro. Le priorità nel nuovo calendario sono Giro d’Italia, Tour de France, Vuelta di Spagna e le quattro classiche Monumento: Milano-Sanremo, Giro delle Fiandre, Parigi-Roubaix e Liegi-Bastogne-Liegi. La pandemia si sta facendo sentire, purtroppo il numero dei contagi e dei morti cresce giorno dopo giorno, la situazione non è delle più semplici, ma si guarda comunque al futuro

L’arrivo del “Porto” 2019

Lo sprint della “Dondeo” 2019

quattro orette movimentate tamento è stato rinviato a di ciclismo a Cremona, 2 maggio domenica senza tirar fuori un soldo: 2021». “Porto” quanto ci 179,900 chilometri di famanchi. Mai come in L’edizione tiche a velocità vertigiquesto periodo ci aggrapdella “Dondeo” nosa, con atleti capaci di cancellata piamo alle parole con il cimentarsi in acrobazie folprefisso “ri” che rafforza e li, nel senso buono della parola, da speranza a un verbo, a un soa rischiare l’osso del collo, anstantivo: rinascere, riavviare, ridando in bicicletta a sessanta accendere, riscossa, riscatto…. all’ora (46,214 km orari di media Per la nostra copertina abbiamo oraria finale nell’ultima edizioscelto ricominciare… Sono state

73ª

ne), un esercizio di abilità e sinergia, uno sprint serratissimo e affollato, con gli ultimissimi mille metri di viale Po con sullo sfondo il Torrazzo di Cremona e con le squadre più attrezzate pronte a pilotare sulla testa del gruppo lo sprint. Insomma, l’adrenalina a mille, l’immenso pubblico da stadio presente oltre le transenne, infine il grande il boato... Riuscì nell’impresa di ve-

stire la maglia del Trofeo Internazionale Arvedi 2019, Luca Mozzato (classe 1988) veneto di Arzignano, portacolori della Dimension Data For Qhubeka, che sprigionò la sua potenza resistendo alla rimonta del velocista colombiano Jamarillo Nicolas David Gomez (Team Colpack) e mettendosi alle spalle Juri Colonna (Casillo Maserati), Stefano Moro (Arvedi Cycling) e il rivoltano Alessio Brugna, figlio d’arte e portacolori della Viris Vigevano. Addio anche alla “Coppa Attilio Dondeo” • Niente da fare anche per la classica, giunta alla sua 73ª edizione, concellata dalla pandemia. Sarà una Pasquetta particolare, senza la “Dondeo”, classica monumento in linea riservata alla categoria Juniores, organizzata dal Velo Club Cremonese presieduto da Cristiano Colleoni, con partenza e arrivo in via Dante a Cremona e con epicentro sulle colline piacentine. Il ciclismo è uno sport di grande fatica, ma che dà una sensazione unica. Le ultimi tre edizioni portano la firma di ragazzi senza grilli per la testa: Samuele Rubino (20172018) e il tricolore marchigiano Gianmarco Garofoli (2019) della formazione bergamasca Team Lvf. Insomma, un altro appuntamento importante e patrimonio sportivo della città, rovinato dal coronavirus.

L’Uci spera di recuperare le corse più importanti

L’arrivo della Milano-Sanremo 2019

e si sta già lavorando per trovare delle nuove date alle corse simbolo del grande ciclismo. Ci sono alcune ipotesi abbastanza chiare. Rispettando questa

tabella di marcia al recupero delle grandi classiche del Nord, mentre la Classicissima Sanremo potrebbe essere la corsa d’apertura del nuovo calendario, nella

migliore delle ipotesi a inizio luglio, come piacerebbe anche al presidente della federciclo italiana Renato Di Rocco. In coda alle classiche, trasferite da prima-

vera a fine estate, il Campionato del mondo in Svizzera, sulle strade da Aigle, quartier generale dell’Uci, fino a Martigny a quota 471 metri sul livello del mare. Sfida severa ai piedi delle Alpi. Occhio alla Petit Forclas, 244 chilometri, la corsa per uomini Elite, che potrebbe mantenere la sua data originaria, domenica 27 settembre. Prima di lasciar spazio al Giro d’Italia, che in uno scacchiere disegnato così, potrebbe riempire le caselle con il via il 3 ottobre e conclusione il 25, sempre 21 tappe, con percorso tutto italiano dalla Sicilia a Milano, sostituendo la mancata partenza di Budapest, in Ungheria, con un paio di tappe in più al Sud. Il Tour de France, senza Olimpiade, vuole legare la prossima edizione alla ripartenza della Francia. La

Grande Boucle potrebbe essere il primo giro a disputarsi dal 25 luglio per concludersi il 16 agosto. Vuelta di Spagna subito a seguire e senza le prime tappe in Olanda. A chiudere questa stagione compromessa sarebbe come sempre il Giro di Lombardia, slittato al 31 ottobre o anche al 7 novembre, ammesso che la pandemia consenta di avere quasi cinque mesi per fare spazio a un calendario italiano rivisitato. Lutto • I nostri occhi sono ormai lucidi da troppo tempo e il nostro cuore scosso dal dolore fatica a sopportare questo interminabile stillicidio. Ora piangiamo un amico del ciclismo, Paolo Colnago, 76 anni di Cambiago (Mi) fratello di Ernesto, meccanico di grandi campioni. «Nessuno cambiava le ruote più velocemente di lui», ha affermato Eddy Merckx. Ciao Paolino...


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