PICCOLO
il puNto, la virgola e aNche i due puNti.
IL
CREMONA
www.issuu.com/ilpiccolocremona Anno 4 • n. 8 • sabato 29 FEbbRaIo 2020
Settimanale di informazione • Non riceve alcun finanziamento pubblico
edizione chiusa alle ore 20.30 Periodico • € 0,02 copia omaggio
Direttore responsabile: Daniele Tamburini • Società editrice: U.P. Uggeri Pubblicità srl • Amministrazione e diffusione: Corso XX settembre 18, Cremona - tel. 0372 20586 • Autorizzazione del Tribunale di Cremona n° 5/2017 del 26/10/2017 Redazione: Corso XX Settembre 18, Cremona - tel. 0372 20586 • ilpiccolocremona@gmail.com • Stampa: Industria Grafica Editoriale Pizzorni I.G.E.P. Srl - Cremona • Pubblicità: U.P. Uggeri Pubblicità srl • 0372 20586 • info@uggeripubblicita.it
“creMoNaviruS” • La nostra Provincia è seconda per numero di contagi dietro Lodi coNfuSioNe
aScoltare gli eSperti: e Se loro litigaNo? raineri alle pagg.4-5
dal dramma al sollievo 9 ma a cremona 1 casi
teStiMoNiaNze
dalla zoNa roSSa: geNte iMpazzita, ora Meglio raineri alle pagg.6-7
reSSa o deSerto
farMacie, Medici, bar e riStoraNti: le iNterviSte fornasari a pagina 8
viruS Nella Storia
le epideMie del paSSato dalla peSte a aidS e SarS raineri a pagina 13
fATEmI CAPIRE... La diffusione del Coronavirus in Europa? E’ colpa dei francesi. Seguitemi: nello stabilimento dell’industria transalpina Alstom è stato fabbricato il macchinario (cosiddetto scambio) difettoso che secondo la Procura di Lodi avrebbe provocato il disastro ferroviario del Frecciarossa il 6 febbraio. Vi domandate come mai tanta gente sia passata in febbraio da Codogno? Semplicemente perché da quel giorno i Frecciarossa, non potendo transitare sui binari “veloci” fuori uso, fermano tutti a Codogno; poi lì, dopo lunghe attese, si cambia per arrivare a Milano con treni interregionali. Attese utilizzate per giretti tra Codogno e Casalpusterlengo da ignari recettori di Coronavirus che poi l’hanno sparso ovunque. A’ Macron, è inutile che mo’ fai l’elegante, hai la coscienza infettata! vanni raineri
Speciale alle pagine 3-13
inquadra il QR CODE e leggi su smartphone e tablet la versione digitale e gratuita del giornale
c a s a l a s c o
due doNNe le priMe poSitive al taMpoNe viSto? Serve l’oSpedale
raineri a pagina 17
c a l c i o
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creMoNeSe oggi iN caMpo a porte chiuSe a cittadella
atleti azzurri protagoNiSti ai MoNdiali iN gerMaNia
volpi a pagina 20
chiodo a pagina 22
SPECIALE
coronavirus
IL PUNTO • Siamo la seconda provincia per numero di positivi: la settimana dell’emergenza Cremona è la seconda provincia per maggior numero di contagi da Coronavirus. Lo certifica il report diffuso nelle scorse ore da Regione Lombardia, che porta a 91 i casi registrati nel cremonese (dato aggiornato alle 17 di ieri), contro i 159 del lodigiano (prima provincia per contagi). Due casi di positività anche nel casalasco, a Casalmaggiore e Martignana di Po.
Cremona sfiora i cento contagi Scuole chiuse un’altra settimana
MELEGNANO MELZO MONZA VEDANO AL LAMBRO ORIO LITTA ORZINUOVI VALDIDENTRO FONTANELLA IZANO
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L’APPELLO DEI MEDICI «Non si può accettare che i nostri medici si trovino a fronteggiare l'emergenza Covid-19 senza le dotazioni per la proteDISTRIBUZIONE PER PROVINCIA zione personale dal virus». So-
spoRt, si RipARte mA A poRte ChiUse
In rosso i focolai in Lombardia no le parole, contenute in una lettera indirizzata al governatore della Lombardia Attilio Fontana, del presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) Filippo Anelli. «Un medico che si ammala - aggiunge - è un medico sottratto al servizio sanitario nazionale e alla tutela del diritto alla salute». OSPEDALI AL COLLASSO Il caso di Cremona è solo uno fra tanti. Gli ospedali della Lombardia impegnati a fronteggiare
Provincia di DOMICILIO 180 159
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altro/in fase di verifica
I casi nelle province Lombarde, Cremona è seconda dopo Lodi PPROVINCIA DI DOMICILIO
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mozi on e A l p iRellone BG 72
Riprende l’attività sportiva anche se per ora solo a porte chiuse. In ordine alla comunicazione dell’Assessorato allo Sport, visti gli aggiornamenti di Regione Lombardia, come recepiti e esplicitati da Anci Lombardia con comunicazione di ieri, il Comune di Cremona ha comunicato ieri di prendere atto che resta consentito lo svolgimento di eventi, competizioni e allenamenti per ogni ordine e disciplina in luoghi pubblici o privati.
l’emergenza coronavirus sono «ai limiti della tenuta», ha detto il professor Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, durante una conferenza stampa nella sede della Regione Lombardia. «Gran parte dei letti, nei reparti di Rianimazione, sono occupati da questa patologia - ha aggiunto -. Alcuni ospedali sono in grave crisi, come Lodi e Cremona, dove registriamo un sovraccarico di pazienti». IL PUNTO IN REGIONE Ieri, nel tardo pomeriggio, a fare il punto sulla prima settimana di emergenza sanitaria è stato l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera. «Otto giorni fa abbiamo registrato il primo caso positivo di coronavirus in Lombardia – ha detto -. Siamo ben consapevoli delle restrizioni e della fatica che abbiamo richiesto ai nostri cittadini predisponendo un piano per l’emergenza». Ad oggi sono stati fatti 4.835 tamponi: di questi il 75 per cento è risultato negativo, l’11 positivo e il 14 deve essere ancora processato.
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«SCUOLE CHIUSE ANCORA PER UNA SETTIMANA» L’intenzione di Regione Lombardia è di mantenere per un’al-
tra settimana le misure di contenimento del virus in zona rossa e gialla. L’assessore all’Economia Davide Caparini ha avanzato la richiesta «di sospendere le lezioni nelle scuole per un’altra settimana». La prospettiva è che il ritorno alla normalità possa scattare lunedì 9 marzo. STOP AGLI ITALIANI IN VIAGGIO ALL’ESTERO Dopo l’allarme coronavirus, che in Italia vede il suo epicentro in Lombardia e Veneto, diverse compagnie aeree hanno ridotto ulteriormente i voli da e per il nord Italia. E scattano le prime misure all’estero. Londra chiede a chi arriva dal Nord Italia di rimanere in autoisolamento a casa per 14 giorni, la Germania impone ai viaggiatori che arrivano da zone a rischio di prendere contatto con gli ospedali. La Grecia annuncia controlli sanitari e una possibile imposizione della quarantena. In America, il presidente Donald Trump ha detto che potrebbe, «al momento opportuno», bloccare i collegamenti con l’Italia. Dalla Francia, intanto, Macron lascia aperte le porte ai “cugini”, annunciando di non voler chiudere le frontiere con l’Italia, come richiesto invece da Marine Le Pen.
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BS 10 CR 91 LO 159 MB 5 MI rischio recessione causato 15 «Il PV 36 imdall’emergenza coronavirus SO pone misure straordinarie:3 per altro/in faseForza di verifica 12 questo Italia ha deciso di 403
18% 2% 23% 39% 1% 4%gruppo di Forza Italia alla Ca9%mera dei deputati e Massimi1%liano Salini, eurodeputato e co3%ordinatore di Forza Italia in
Gelmini e sAlini ChieDono in lombARDiA “zone eConomiChe speCiAli” Anti CRisi
lanciare la proposta di inserire la Lombardia tra le Regioni in cui è possibile istituire “Zone economiche speciali” (Zes). La richiesta al governo di avviare il procedimento per riconoscere l’intero territorio regionale come area depressa, in questo caso a causa dell’evento straordinario del coronavirus, è stata formalizzata in una mozione urgente firmata dal consigliere regionale Fi Gabriele Barucco, da discutere al Pirellone nel prossimo Consiglio regionale, un’iniziativa che i parlamentari lombardi di Forza Italia sono pronti a promuovere e sostenere in Parlamento». E’ quanto annunciano Mariastella Gelmini, capo-
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Asst
il GRAzie Di Rossi AGli opeRAtoRi
GARe e AllenAmenti
821 CONTAGIATI IN ITALIA, 21 MORTI A livello regionale, il picco dei casi si registra nella fascia di età tra i 25 e i 49 anni e in quella tra i 50 e i 64. Solo 16 i casi in tutta la Lombardia che hanno interessato persone di età inferiore ai 24 anni. Il dato nazionale aggiornato parla invece di 821 contagiati per Coronavirus, un numero che tiene conto anche delle 21 vittime e dei pazienti guariti (che nella giornata di ieri avevano superano i quaranta). L’OMS: «MINACCIA MOLTO ALTA» «La minaccia per l’epidemia di coronavirus a livello mondiale è stata elevata a “molto alta” – ha spiegato ieri il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus nel briefing a Ginevra –. Il continuo aumento nel numero dei casi di Covid 19 e del numero di paesi affetti negli ultimi giorni sono motivi di preoccupazione».
Sabato 29 Febbraio 2020
Lombardia. «La Lombardia è il motore economico dell’Italia - spiega Gabriele Barucco, consigliere regionale Fi e firmatario della mozione - un’area fortemente propulsiva che da giorni è in gravi difficoltà: molti stabilimenti sono fermi, investimenti e ordinativi sono destinati a calare, secondo Confcommercio sono a rischio, tra marzo e maggio, oltre 20 milioni di presenze turistiche, con una riduzione di spesa di 2,65 miliardi. Alla Lombardia serve pieno sostegno: salvare l’economia lombarda significa infatti salvare il Paese. In Europa vi sono numerose “Zone economiche speciali”
che promuovono lo sviluppo dell’economia regionale e spingono il Pil in modo rilevante: sono uno strumento utile per intervenire efficacemente e sostenere l’attrattività della Lombardia». «L’emergenza coronavirus sottolineano Gelmini e Salini legittima l’estensione della classificazione, normalmente pensata per zone depresse del Sud Italia, anche a territori strategici per l’economia nazionale ma la cui competitività è minacciata da eventi straordinari come il coronavirus. Turismo, manifattura, agroalimentare, commercio, logistica, sono alcuni dei settori chiave coinvolti: le aziende e le Pmi lombarde trainano il Pil italiano e rischiano una drastica contrazione del fatturato con conseguente perdita di posti
di lavoro a causa dell’epidemia; la costituzione di Zes aiuterebbe ad affrontare la crisi nel medio termine, consentirebbe di ridurre la tassazione, semplificare procedure e burocrazia, agevolerebbe l’accesso ai fondi europei, favorendo la creazione di nuovi posti di lavoro e investimenti. La mozione chiede inoltre che il governo italiano si attivi presso l’Unione Europea per destinare le risorse residue dei Fondi strutturali alle imprese lombarde». «La creazione di Zes sarebbe il contenitore ideale - concludono Gelmini e Salini - per garantire una risposta compatta del territorio, riunendo le numerose proposte che in queste ore stanno arrivando da più parti da categorie economiche e forze politiche».
In questi giorni di emergenza sanitaria desidero ringraziare gli operatori sanitari, sociosanitari, tecnici e amministrativi dell’Asst di Cremona. Lo faccio senza retorica, perché se c’è qualcosa che il coronavirus ci sta insegnando, questa cosa riguarda in primis i professionisti della cura, la loro instancabile dedizione, i turni senza fine, il coraggio e la disponibilità ad oltranza. In meno di una settimana l’Ospedale di Cremona, il più coinvolto sino ad oggi nel nostro territorio, coadiuvato dall’Ospedale Oglio Po, ha saputo eliminare i confini fra reparti, équipe, specialità e diventare una cosa sola per accogliere, proteggere e assistere le persone. Questo è accaduto attraverso un lavoro incessante, svolto a tutti i livelli, che ha visto nascere in poche ore una unità di crisi supportata da tanti professionisti competenti e braccia operose. Da venerdì scorso, ripensare ogni giorno i nostri servizi, creare in simultanea nuove sinergie fra le diverse specialità, modificare il proprio turno, reinventare la geografia degli spazi, da lavoro straordinario è diventato l’ordinario. Non sono mancate certo le tensioni, la stanchezza, il confronto. Ciò che non è mancato e non manca è il coraggio e la volontà dell’essere qui, insieme, complici, oltre l’orario di servizio, con il solo e incondizionato scopo della cura. Grazie alle Istituzioni, a Regione Lombardia, alla Prefettura, al Comune di Cremona, al Comune di Casalmaggiore, alla Protezione civile, alle Forze dell’ordine, all’ATS Val Padana e ai volontari delle Croci con i quali da venerdì scorso abbiamo collaborato per trovare soluzioni e metterle in pratica al meglio delle possibilità. Grazie ai pazienti e ai loro familiari che con altrettanto coraggio e fiducia collaborano con noi, accettando con razionalità e spirito solidale il disagio della temporanea sospensione di alcune attività programmate e ambulatoriali. Giuseppe Rossi Direttore Generale Asst di Cremona
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SPECIALE
Alla fine troveremo i colpevoli, comunque (v.r.) Alla fine cercheremo i colpevoli e li troveremo di certo. Se le conseguenze del virus saranno limitate, la colpa sarà di chi ci ha spaventato e fatto perdere dei punti di pil. Se le conseguenze saranno pesanti, la colpa sarà di chi ha sottovalutato il virus consentendo l’ampliarsi del contagio. Dovremmo fare di più per evitare possibili guai peggiori, oppure stiamo esagerando con le precauzioni, mettendo a repentaglio la nostra economia, il turismo e pure le coronarie? Difficile dare una risposta, anzi impossibile per noi “umani”. Dobbiamo attendere i giudizi della scienza, e sappiamo che la scienza ha una soglia di tolleranza molto bassa nei confronti dell’incognita. Certamente potremmo fare di più per limitare il panico. Viene in mente quella scena de “L’aereo più pazzo del mondo”, in cui una hostess comunica ai passeggeri, con voce affannata, di stare tranquilli nonostante l’aereo abbia perso la rotta e sobbalzi colpito da asteroidi. Le persone perdono la testa, sul display compare la scritta “niente panico” e poi, stante la situazione incontrollabile, “ok, panico”. Ad alimentare il panico abbiamo contribuito un po’ tutti, dai politici che hanno iniziato a litigare alla stampa che ha dato spesso messaggi terroristici, sia pure quasi sempre in modo involontario, utilizzando termini sbagliati e alimentando la psicosi; anche il conteggio costante di infettati e decessi alimenta le paure: solo le malattie del cuore e circolatorie causano in Italia 177mila morti l’anno, vale a dire 500 al giorno. Ebbene, immaginate una linea diretta seguita da tutti che aggiorna il counter con un decesso ogni 3 minuti. Ma al panico hanno contribuito anche le istituzioni, pure quelle locali, che alla stampa hanno addirittura dato i voti. Ci sono le situazioni chiaramente anomale che destabilizzano: ad esempio i tifosi juventini che vanno a Lione mercoledì a vedere la partita e domani sera non potranno farlo nella loro Torino, oppure il cordone sanitario nel Lodigiano dove si tengono in quarantena gli abitanti di una casa ma non i vicini che abitano a pochi
metri, appena fuori dalla zona rossa. Per non parlare del governo, con quell’uscita ampiamente infelice di Giuseppe Conte lunedì sera. Conte che, al netto delle polemiche di Salvini, nel momento più delicato ha minacciato di assumere pieni poteri togliendo le deleghe alle regioni per il protocollo non rispettato a Codogno. Furono proprio i presidenti di quelle regioni che un mese fa proposero un periodo di quarantena per gli studenti appena rientrati dalla Cina, ricevendo accuse di razzismo. La stessa scelta di tagliare i voli aerei diretti da e per la Cina, unico paese europeo, ha costretto chi rientrava a fare scalo altrove, col risultato che gli arrivi nel resto d’Europa erano controllati, quelli in Italia in incognito. Non che la Regione Lombardia stia gestendo tutto alla perfezione: basti pensare alle mascherine che l’Ats non distribuisce proprio ai medici di base, i più esposti al rischio che sono sul piede di guerra. A pagina 6 poi possiamo leggere delle mascherine assenti nella zona rossa, dove i cittadini per entrare nei supermercati (dove sono obbligatorie) devono costruirsele da soli. Contestato anche il fatto che sia la Prefettura a concedere permessi per entrare e uscire dalla zona rossa, con attese lunghissime. Ma ancor più di tutto ciò a sconcertare è la risposta degli esperti, i virologi, chiamati in causa da ogni parte e che non manifestano identità di vedute, anzi. A destra abbiamo raccolto alcune dichiarazioni ottimistiche ed altre pessimistiche. Quel che è certo è che dobbiamo fare comunità, cosa che per noi italiani è sempre risultata difficile, ben sapendo che di certo sarà molto facile a posteriori condannare chi ci ha fatto perdere tempo e soldi qualora l’emergenza si risolvesse senza fare danni enormi (valeva la pena sopportare un costo economico così pesante?), così come criticare chi ha preso troppo alla leggere una situazione che si rivelasse più critica del previsto. Abbiamo solo una strada oggi davanti: quella di seguire le indicazioni delle istituzioni. Come ci consiglia il saggio Piero Angela, «Fidiamoci degli esperti senza cambiare la nostra vita».
PRIMO PIANO • Chi mette in guardia, chi afferma che si è
Affidiamoci agli
VANNI RAINERI
se scientifica, e questo non ci Affidiamoci agli esperti, ha permesso di tracciare gli stando bene attenti che siano arrivi, perché a quel punto si quelli veri, non pseudo mediè potuto fare scalo e arrivare ci in cerca di pubblicità. E alda altre località». Una borlora vediamo cosa hanno data al governo, tanto che… detto nei gironi scorsi, e per il ministro Speranza lo ha la verità non è che le loro vosubito nominato consigliere ci siano state concordi. del ministro della Salute. Lo Iniziamo dall’istituzione stesso Ricciardi mercoledì si principale mondiale, L’Oms, faceva più ottimista: «DobOrganizzazione Mondiale biamo ridimensionare questo della Sanità, che lunedì ha grande allarme, che è da non tenuto una conferenza stamsottovalutare, ma va posto pa nella quale è stato detto nei giusti termini: su 100 che «la situazione italiana è persone malate, 80 guariscomolto preoccupante, ma non no spontaneamente, 15 hanci sono i criteri per dichiarare no problemi seri ma gestibili, una pandemia. E’ un’epidesolo il 5 per cento è gravissimia, confinata quindi in mo e il 3 per cenun’area geograto muore». fica». Per il diIl picco della porettore dell’Oms lemica era stato Tedros Adharaggiunto, semnom Ghebreye- Gismondo-burioni pre nel fine setsus «la situa- «Una follia. La scorsa timana, con le zione attuale è settimana 217 decessi parole di Maria critica» e ha in- per influenza, 1 per Rita Gismondo, viato un’équipe coronavirus». «Niente dell’Oms in Italia. panico ma niente bugie. direttore del DiWalter Ricciar- Poco più di un’influenza? partimento di Microbiologia, di, membro ita- Non è vero» Virologia e Dialiano dell’Orgagnostica delle nizzazione Monbio emergenze dell’ospedale diale della Sanità ed ex preSacco di Milano, che ha scritsidente dell’Istituto Superiore to sui social: «Il nostro labodi Sanità, così si era pronunratorio ha sfornato esami ciato nel week end: «C’è un tutta la notte. In continuaforte rischio di epidemia in zione arrivano campioni: a Italia. Paghiamo il fatto di me sembra una follia. Guarnon aver messo in quarantedate i numeri. Questa follia na da subito gli sbarcati dalla farà molto male, soprattutto Cina. Abbiamo chiuso i voli, dal punto di vista economico. una decisione che non ha ba-
A sinistra Maria Rita Gismondo, Vi prego, abbassate i toni. Leggete! Non è pandemia! Durante la scorsa settimana la mortalità per influenza è stata di 217 decessi al giorno! Per Coronavirus 1». Il virologo Roberto Burioni, molto attivo sui social già ai tempi in cui combatteva i novax, si gode la riscossa della scienza contro gli antivaccinisti e attacca la Gismondo: «Niente panico, ma niente
CORONAVIRUS
Sabato 29 Febbraio 2020
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trattata da pandemia una influenza o poco più. E si scambiano frecciatine
esperti. Si, ma quali?
a destra Roberto Burioni. In alto Ilaria Capua bugie. Attenzione a chi, superficialmente, dà informazioni completamente sbagliate. Qualcuno, da tempo, ripete una scemenza di dimensioni gigantesche: la malattia causata dal coronavirus sarebbe poco più di un’influenza. Ebbene, questo purtroppo non è vero. Leggete i numeri. Mai allarmismi, ma neanche si possono trattare i cittadini co-
me bambini di 5 anni: il 20% dei casi confermati sono in riamnimazione. Sono numeri che non hanno niente a che vedere con l’influenza (i casi gravi finora registrati sono circa lo 0,003% del totale). Questo ci impone di non omettere nessuno sforzo per tentare di contenere il contagio». Maria Rita Gismondo ha annunciato il suo ritiro dai
social, ma ha controbattuto, sostenendo che non è corretto fare una percentuale di malati sul numero di contagiati di cui siamo a conoscenza, dato che è presumibilmente ben più alto. Mercoledì è poi intervenuta su Repubblica: «C’è un bombardamento di notizie che fomentano la paura, c’è stato un lavaggio del cervello collettivo. Sembra che siamo in guerra. Ma non siamo in guerra. Chi si interessa di salute ha il dovere di spiegare, così tutti i papà e le mamme si tranquillizzano. Se invece li invadi con video di città deserte, ambulanze a sirene spiegate eccetera, crei il panico. Tutte le misure adottate possono sembrare un’esagerazione, dal punto di vista scientifico. Ma bisogna dare risposte alla gente. Poi, spesso la salute viene strumentalizzata a livello politico. E qui mi fermo. Ma è inaccettabile». I due poi han fatto pace. Ad allentare la psicosi è intervenuto anche Ermanno Leo, chirurgo oncologo che ha lavorato per anni all’Istituto Tumori di Milano: «Niente panico. Il coronavirus sta uccidendo meno dell’influenza stagionale; sarebbe interessante capire fra le persone che sono decedute quante potevano essere infettate dal virus
dell’influenza prima che dal Covid-19. Anche i dati che arrivano dalla Cina mostrano una bassa mortalità, ancora più bassa nei paesi occidentali». Interessante anche l’intervista del Corriere a Massimo Galli, ordinario di Malattie Infettive all’Università degli studi di Milano e primario di malattie infettive III dell’ospedale Sacco da. Già prima della scoperdi Milano, che afferma: «In ta del virus in Italia, aveva Italia si è verificata la siaffermato: «Questa non è tuazione più sfortunata una infezione che andrà via possibile, cioè l’innescarsi in una settimana. Arriverà di un’epidemia nel contesto in Italia, farà il giro del di un ospedale. In questi mondo, combinerà dei guai casi, un ospedale si può importanti nei trasformare in Paesi più pouno spaventoveri. Quindi, so amplificabisogna orgatore del contanizzarsi. Le gio. Possiamo ILARIA CAPUA aziende italiasperare che, Disse: «Il virus ne, ad esemdopo quanto arriverà in Italia». accaduto, in E oggi: «E’ meno letale pio, possono qualsiasi pron- di quanto temiamo sia. cominciare a to soccorso Forse dobbiamo essere pensare al telelavoro in d’Italia chiun- meno spaventati di modo da evique arrivi con quanto lo siamo ora» tare il contagio certi sintomi massivo da sia trattato Coronavirus Covid-19. E con un’attenzione specifisoprattutto vi prego: non ca. Se dobbiamo parlare in perdete la fiducia nelle istibase ai dati relativi alla tuzioni». provincia di Hubei, in Cina, A metà di questa settimana la letalità è del 3,8%». ha aggiunto: «Sulla sinUn’altra personalità di ridrome simil-influenzale lievo è la virologa Ilaria causata da Coronavirus ci Capua, che dirige il Centro sono pareri discordanti di eccellenza dedicato alla perché questo virus fino a 3 visione “One Health” mesi fa era in un pipistreldell’Università della Flori-
lo in Cina. Abbiamo pochi dati, una situazione in evoluzione ed un virus pressoché sconosciuto. Il virus sta circolando da settimane, se non da mesi, in Italia. E di questo dobbiamo ritenerci fortunati: perché vuol dire che è meno letale di quanto temiamo sia. E che ci abbiamo convissuto già da tempo senza particolari problemi. Ecco perché forse dobbiamo essere meno spaventati di quanto lo siamo ora». Leggendo tutto ciò, deve prevalere l’ottimismo o la cautela? Non è che, vien da pensare, finalmente i virologi hanno la possibilità di essere in vetrina e abbiano pronti in forno libri da pubblicare sull’argomento? E non è una vendetta dei ricercatori nei confronti di un Paese che li bistratta? Per fortuna non lo pensiamo: sono pensieri che ci infilerebbero dritti dritti nella categoria dei complottisti.
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» dalla zona rossa VANNI RAINERI
, il diario di lunedi sera
«Mi sveglio e faccio i Mestieri di casa, pranzo poi passeggio in caMpagna, leggo e vado in internet. che altro fare?»
«le mascherine? c’è chi se le
Fabio ha 70 anni, da tempo è in pensione, vive solo a Codogno anche se è originario del Cremonese (Volongo per la precisione). Da una decina di giorni si trova isolato in quella che è stata ribattezzata la zona rossa. Lo abbiamo sentito per Sulle mascherine c’è un aneddoto farci raccontare come si viva in che chiarisce la confusione nella condizioni che ricordano più film gestione di una situazione certacatastrofici che la vita reale, e lo mente inedita e difficile: «Sono abbiamo fatto in due tempi: prima andato a fare la spesa al Conad che lunedì sera, al culmine dell’emerera aperto: c’era la fila sino in stragenza, poi ieri pomeriggio, quando da, poiché poteva entrare solo un la tensione si è notevolmente alcomponente della famiglia, e al lentata. massimo 10 persone alla volta in «Giovedì 20 febbraio è esplosa tutto il supermercato. Non solo: questa situazione - esordiva Fabio tutti coloro che entravano dovevalunedì sera -, quando quel ragazzo no indossare guanti e mascherina. con la febbre altissima e problemi Io non avevo la mascherina e sono respiratori è tornato al Pronto Socandato in farmacia per acquistarla corso ed è stato sottoposto al tamma non ne avevano; mi hanno ripone. Dopo l’esito posposto che le avrebbero sitivo tutta la situazioordinate ma senza sane è stata gestita pere quando sarebbero dall’ospedale Sacco, arrivate. A quel punto dove il ragazzo è stato fabio, cremonese ho ricordato di avere in portato, intubato e in «Possiamo entrare casa una mascherina gravi condizioni. Già in negozio uno alla che avevo usato per la nella giornata di vener- volta con guanti e tinteggiatura e sono dì qui sono stati chiusi mascherina. Io ne andato a prenderla. Poi tutti i luoghi di ritrovo, ho usata una mi sono messo in coda, gli uffici pubblici, i cen- servitami per ho aspettato per due tri commerciali tranne tinteggiare» ore e mezza e alla fine uno che quel giorno è sono entrato per fare rimasto aperto. Domeacquisti. C’era anche nica hanno concesso l’apertura di una donna che, non trovando alcuun paio di supermercati nell’intera na mascherina, se l’è costruita in zona rossa (composta da 10 comucasa usando della tela». ni, ndr), alla presenza di un conCome passate le giornate? «Ho trollo costante della protezione parlato ieri col nostro sindaco, il civile e dei carabinieri». quale ci consiglia non di rimanere E i piccoli negozi? «Chi vuole può in strada barricati ma di frequentenerli aperti, ma con cautela. Qui tare i luoghi pubblici il meno posvicino a dove abito io c’è una masibile. Al mattina appena sveglio celleria-salumeria ma può entrare mi metto a fare i mestieri di casa, solo un cliente alla volta e indospoi pranzo e nel pomeriggio faccio sando la mascherina». una camminata in campagna. Poi
Due immagini di Codogno inviateci da Fabio risalenti a martedì mattina: sopra il sagrato della chiesa vuoto, con la gente tutta in fila davanti alla farmacia, a destra la piazza del mercato solitamente brulicante di gente torno a casa, leggo e navigo un po’ in internet. Per il resto, vivo in un condominio quindi ogni tanto qualcuno viene a trovarmi. Vado anche in centro ma trovo tutto chiuso, i pochi che circolano hanno la mascherina, e ci scambio qualche parola. E’ così ormai da tre giorni, speriamo finisca presto. Da quel che sento la situazione si sta stabilizzando: il grosso dei conta-
giati era composto da persone che erano venuti a contatto col ragazzo ricoverato per primo. Mi è arrivato il messaggio dalla Croce Rossa e dai Carabinieri riguardo gli sciacalli che si presentano con tesserino falso dicendo di dover fare un tampone mentre il loro fine è ben meno onesto». Ha amici che hanno avuto seri problemi? «Un mio amico si trova ri-
Sabato 29 Febbraio 2020
il diario di ieri pomeriggio
«Ora c’e’ mOlta menO paura in girO. il miO amicO malatO sta megliO, ha riapertO pure l’edicOla. prima eranO tutti impazziti»
costruisce a casa» coverato al Sacco, ma ora sembra si sia ripreso». C’è qualcosa che le manca? «Possiamo circolare nei 10 paesi della zona rossa, ma per uscire dobbiamo fare richiesta motivata alla Prefettura, così come per entrare servono permessi speciali. Quel che mi manca sono i giornali: senza sono come morto, e purtroppo qui nessuno li porta». Ieri pomeriggio, appunto, la situazione è migliorata: «Il mio amico sta meglio - afferma Fabio appena rientrato a casa dalla passeggiata nei campi - e finalmente ieri hanno riaperto le edicole. Ma già martedì le cose sono cambiate. Lunedì sembravano tutti impazziti, e ancora martedì mattina, giorno di mercato, la piazza era vuota, fatta eccezione per la solita fila in farmacia. Ora finalmente si vedono famiglie circolare in bici. Io ho la app del Comune che invia messaggi dando indicazioni varie, comprese le aperture dei negozi. Ormai tutti i centri commerciali sono aperti, i negozi di alimentari e tutte le farmacie, sia pur con gli stessi criteri di entrata di prima, cioè numero limitato e mascherine». Pensate che la situazione durerà ancora a lungo? «Il blocco era stato fissato fino al 1° marzo, ora sento dire della possibilità di prolungarlo fino a metà marzo. Aspettiamo, ci sono molti infettati asintomatici quindi può essere che presto arrivi il via libera. Di sicuro c’è molta meno paura in giro».
SPECIALE
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CORONAVIRUS VALENTINA DA SAN FIORANO
«Quando tutto sarà finito le campane suoneranno a festa»
«Se lo avessero previsto solo un mese fa, chi ci avrebbe creduto»? Lo ripete almeno un paio di volte Valentina, che con la sua famiglia è a San Fiorano, in una delle zone rosse del lodigiano dove prosegue la quarantena. «La nostra, da qualche giorno, è una vita fatta di ritmi lenti: certo, i disagi ci sono ed è impossibile negarlo. Nel nostro paese di poche anime, che tutto d’un tratto ha dovuto fronteggiare l’emergenza, c’è un solo negozio di alimentari in cui tutti si riversano per fare la spesa. Apre solo al mattino, al pomeriggio fa rifornimento perché le scorte non bastano». Una vita cambiata. «Il ritorno alla normalità ce lo auguriamo, è evidente – continua Valentina -. Pensa che qualcuno, qui in paese, ha proposto di far suonare le cam-
pane a festa quando tutto sarà finito. Intanto cerchiamo di andare avanti con positività. Ci svegliamo la mattina e siamo meno stressati di quando lavoriamo, ci guardiamo tutti negli occhi e siamo ritornati a parlare. Questo, se non altro, è un lato positivo della quarantena». Valentina ha due figli. «A loro comincia un po’ a mancare la scuola, chi l’avrebbe mai detto? Qui a San Fiorano siamo una comunità, però. Ci diamo tutti da fare: i volontari della protezione civile portano le provviste agli anziani, a chi non può muoversi di casa, molti si attivano come volontari per rendere l’emergenza meno faticosa. È questo lo spirito con cui stiamo affrontando tutto. Siamo forti, noi lodigiani. E supereremo anche questa».
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SPECIALE
CORONAVIRUS
COMMERCIO • Cittadini sconcertati e spaventati prendono d’assalto farmacie e ambulatori. Bar e ristoranti in crisi benedetta fornasari
La vita al tempo del Coronavirus. Non è il titolo di un romanzo e nemmeno di un film, ma la realtà di chi vive e lavora nella cosiddetta zona gialla della Lombardia. Dallo scorso 23 febbraio sono in vigore misure cautelative e restrittive che, inevitabilmente, limitano la quotidianità e le relazioni sociali. Paura, ansia, panico e isteria si alternano alla voglia di continuare a fare le cose di sempre e al desiderio di normalità. C’è anche chi approfitta di questo stop forzato per una tregua dagli affanni e dalla frenesia della vita e per assaporare la tranquillità della vita famigliare. Ognuno cerca di debellare il virus come può. Già, perché le conseguenze, anche a livello produttivo ed economico, iniziano a farsi sentire e, a vari livelli, in qualità di cittadini e lavoratori, siamo tutti coinvolti LA FARMACIA Giuliana Bonfanti, presidente dell’Ordine Farmacisti di Cremona, spiega il ruolo fondamentale che svolgono le farmacie in questo particolare momento. «Innanzitutto, perché sono il primo presidio sanitario distribuito in modo capillare sul territorio (in provincia di Cremona ne sono presenti oltre 120), dunque sono il primo punto di contatto con la popolazione, il primo luogo in cui le persone si recano per chiedere consigli e rimedi per la propria salute. In secondo luogo, perché il personale della farmacia deve svolgere un compito educativo, invitando a mantenere la calma e a rispettare le semplici norme igieniche senza alimentare la legittima preoccupazione dei cittadini, che devono invece essere aiutati e tranquillizzati. Tutte le scorte di mascherine, gel
La vita ai tempi del virus A sinistra la farmacia di Sospiro, a destra il ristorante El Sorbir di via Dante a Cremona e prodotti igienizzanti per le mani, acqua ossigenata e altri disinfettanti sono stati esauriti in un solo giorno. Le aziende non riescono a rifornire la distribuzione intermedia e i magazzini, a loro volta, non riescono a consegnare alle farmacie. Ci riforniamo abitualmente da due grandi gruppi del Nord Italia, ma per mancanza o difficoltà di reperimento delle materie prime non possiamo ricorrere nemmeno ai preparati galenici, in sostituzione degli igienizzanti normalmente in commercio». IL MEDICO DI FAMIGLIA «I miei assistiti - racconta Massimiliano Bonci, medico di famiglia nel comune di Sospiro - desiderano per prima cosa essere rassicurati. Ravviso una diffusa sensazione di paura e una altissima attenzione per disturbi poco significativi, come un semplice mal di gola. I numeri sono comunque nella media stagionale, in linea con lo scorso inverno: dei 1500 pazienti totali ne visito mediamente 40 al giorno e ricevo una trentina di telefonate. Le
persone che hanno la febbre non hanno accesso all’ambulatorio pertanto, dopo un primo consulto telefonico, si procede con l’eventuale visita a domicilio. Per una prima diagnosi è sicuramente fondamentale la conoscenza del paziente: il suo stato di salute, la professione che svolge e lo stile di vita che conduce, per esempio se frequenta luoghi pubblici e affollati oppure se viaggia e si sposta frequentemente, magari transitando nella “zona rossa” del contagio. Il Covid-19, come noto, presenta gli stessi sintomi del 90% delle forme parainfluenzali e influenzali virali: febbre, mal di testa, tosse e raffreddore. A fronte di tale sintomatologia non è quindi possibile determinare a priori, senza analisi specifiche, la tipologia di virus contratto. In presenza di pazienti a rischio perché potenzialmente contagiati, oppure di persone affette da altre patologie e con un quadro clinico complesso, il dovere di noi medici di medicina generale è quello di indirizzare i nostri assistiti ai canali di assistenza istituiti da Re-
gione Lombardia per un successivo accertamento». IL BAR CINESE «Anche noi abbiamo paura». I gestori cinesi di un bar e ristorante-pizzeria della Bassa Cremonese fanno i conti – in tutti i sensi - con il Coronavirus. «Un paio di clienti ci hanno detto che il virus è partito da noi. Non ci siamo offesi, ma anche noi siamo preoccupati soprattutto perché lavoriamo in un locale pubblico lungo la strada provinciale che collega Cremona al Casalasco. Siamo nuovi del posto perché per quasi 15 anni abbiamo gestito un bar vicino a Bolzano e poi, per ragioni economiche, abbiamo recentemente deciso di spostarci. Le nostre famiglie provengono dalla città di Hangzhou, distante circa 200 chilometri da Shanghai dunque tutt’altra zona rispetto a Wuhan. In questi pochi giorni gli avventori, e dunque anche gli incassi, sono calati addirittura del 60%. La maggior parte della clientela è limitata alle ore della colazione, azzerata all’aperitivo di mezzogiorno e il ristorante, per
pranzo, viene tenuto aperto soltanto per cinque, sei persone al massimo. L’ordinanza di chiusura del bar dalle 18 alle 6 del mattino ha messo in difficoltà anche l’attività della pizzeria d’asporto quindi, non potendo somministrare bevande in quella fascia oraria, abbiamo deciso di chiudere momentaneamente il servizio serale della pizzeria e del ristorante . Confidiamo che, grazie alla revoca del divieto di apertura del bar nella fascia serale e notturna, la clientela sia incoraggiata a uscire di casa. Noi lavoriamo sette giorni su sette, dal lunedì alla domenica, dalle 5 a mezzanotte». IL RISTORANTE «Voglio tenere aperto il ristorante il più possibile, ma se non ho prenotazioni tengo chiuso il locale, così contengo i costi fissi». Davide Vanni Lazzari, titolare del ristorante “El Sorbir” di Cremona, cerca di limitare i danni economici per la sua attività che, fortunatamente, può contare su una buona clientela fissa per il pranzo di lavoro. «Negli ultimi sei giorni abbiamo dimezzato gli incassi, ho ricevuto molte disdette di prenotazione per la cena e per questo motivo ho dovuto ridurre l’orario di servizio del personale. Per il pranzo possiamo contare ancora sugli operai e gli impiegati delle ditte della zona di via Dante e finché le aziende sono aperte e i dipendenti devono lavorare è chiaro che hanno esigenza di mangiare. Sono preoccupato per il prossimo futuro. Siamo in attesa dell’evolversi della situazione, senza certezze riguardo tempistiche e modalità di ripresa di tutte le attività. Non abbiamo garanzie che la situazione possa risolversi in tempi brevi. Non resta che aspettare e cercare di limitare anche i danni economici».
SPECIALE
coronavirus
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L’INTERVISTA • Il punto di vista del dottor Renzo Morandi, pneumologo: «Ceppo fratello di quello della Sars»
«A preoccupare è la facilità di diffusione» Il Coronavirus. Ci spieghi che cos’è: una brutta forma virale vicina all’influenza o più preoccupante? «Questo nuovo ceppo di coronavirus è sostanzialmente fratello di quello che ha provocato in passato la Sars (sindrome respiratoria acuta grave) in quanto può causare una infezione polmonare grave con polmonite che porta a sviluppare una insufficienza respiratoria. Ovviamente non colpisce tutte le persone in modo uguale e con la stessa sintomatologia, sta il fatto che rispetto ad una influenza banale ha una predisposizione ad interessare maggiormente l’apparato respiratorio». Su una scala da uno a dieci, quanto ci deve preoccupare il Coronavirus? E perché? «Sicuramente la facilità di diffusione della malattia è fonte di preoccupazione e la possibile gravità del quadro richiede cure che non possono essere gestite in reparti medici convenzionali ma richiedono l’intervento di reparti con strutture di livello superiore: reparti con letti per ventilazione non invasiva (di solito presenti nelle pneumologie) sino alla terapia intensiva dove il paziente viene intubato e ventilato. Per questi motivi direi che da una scala da uno a dieci direi che il livello di preoccupazione è 7». Quanto si muore di polmonite in Italia, nell’ordinario? Percentuale di mortalità messa a
confronto con quella per cononavirus. «E’ difficile stabilire la percentualità di mortalità per polmonite perchè dipende molto dall’età e dalle condizioni del paziente, nel 2017 i dati Istat danno circa 13mila morti sul territorio per polmonite , sicuramente le percentuali dell’infezione da coronavirus rispetto
alle altre sindromi influenzali sono maggiori». C’è una vera e propria corsa alle precauzioni. Quali sono secondo lei le più efficaci, tra le tante che conosciamo? «Le precauzioni da prendere sono di evitare i contatti stretti, gli assembramenti, il virus si trasmette con le goccie di saliva quindi bisogna cercare di man-
tenere una certa distanza con le altre persone». E le mascherine? «Le mascherine chirurgiche sono totalmente inefficaci perché non hanno uno strato sufficiente da impedire il passaggio delle gocce di saliva, bisogna ricorrere alle altre mascherine (P2 P3)». Qual è la portata dell’emergenza per gli immunodepres-
si? E per gli anziani? «Nei pazienti immunodepressi qualsiasi infezione causa danni maggiori e quindi anche questa infezione da coronavirus può causare più facilmente la polmonite, per quanto riguarda gli anziani sono la presenza di altre comorbidità che complicano in quadro clinico, in questi pazienti una cardiopatia, l’insufficienza renale, una già presente insufficienza respiratoria possono ulteriormente peggiorare facendo precipitare il quadro clinico generale». Come siamo attrezzati, nel nostro paese, per far fronte a questa emergenza? «Nel nostro paese i tagli che si sono avuti negli ultimi anni nella sanità pubblica hanno ridotto i posti letto e ridotto in modo preoccupante il personale medico ed infermieristico. Il numero chiuso a Medicina ha portato alla carenza di alcuni specialisti che in certe branche si fatica a reperire. Inoltre si sta assistendo ad un progressivo fuggi fuggi di medici dalla sanità pubblica». Il sistema sanitario rischia di andare in tilt se si diffonderà ulteriormente il contagio? «Sicuramente con la diffusione della malattia si può correre il rischio che le terapie intensive, in media già sature al 90%, non riescano a far fronte a a questa nuova richiesta». Dott. Renzo Morandi Pneumologo
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CORONAVIRUS
Lavarsi le mani (nel modo giusto), non farsi prendere dal panico e usare correttamente la mascherina
Le regole per prevenire il contagio Da quando è scoppiata l’emergenza, li sentiamo ripetere spesso. Vogliamo ricordarvi quali sono i dieci punti fermi, dalle indicazioni su come lavarsi le mani o pulire le superfici, utili a scongiurare il contagio da coronavirus. A stilarli in un apposito piano, che ha raccolto anche il favore degli ordini professionali medici e delle principali società scientifiche e associazioni professionali, oltre che della Conferenza Stato Regioni, sono stati l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute. Vediamo insieme quali sono i dieci messaggi del manifesto: 1. lavati spesso le mani 2. evita il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute 3. non toccarti occhi, naso e bocca con le mani 4. copri bocca e naso se starnutisci o tossisci 5. non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico 6. pulisci le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol 7. usa la mascherina solo se sospetti di essere malato o assisti persone malate 8. i prodotti Made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi 9. contatta il numero 1500 se hai febbre o tosse e sei tornato dalla Cina da meno di 14 giorni 10. gli animali da compagnia non diffondono il coronavirus. A entrare nel dettaglio delle re-
chi transita negli scali ha mani pulite, ossia lavate con acqua e sapone per almeno 15 secondi nell'ultima ora. Il rimanente 80% è potenziale diffusore di patogeni nel tempo che intercorre tra un volo e l'altro” ACQUA E SAPONE SONO SUFFICIENTI? “E’ necessario lavarsi con acqua e sapone o con disinfettanti a base di alcol e asciugarsi con cura strofinando palmi, dorsi e l’interno delle dita. Secondo l’Oms la formula dei disinfettanti in gel ha meno efficacia rispetto a quelli che contengono alcol in una concentrazione tra il 60% e il 95%”.
gole è stata la professoressa Gabriella Fabbrocini, direttore di Dermatologia e Venereologia presso l’Università degli Studi Federico II di Napoli. Sicuri di conoscere la vera importanza di lavarsi le mani? AVERE LE MANI PULITE “Lavarsi spesso le mani quando
ci troviamo in luoghi affollati come gli aeroporti rallenterebbe in modo significativo la corsa dei patogeni, nonostante la via di trasmissione principale siano le vie aeree. Lo studio pubblicato sulle pagine della rivista tedesca Risk Analysis il 23 dicembre 2019, avrebbe individuato una possibilità di resistenza per
9 giorni sugli oggetti che tocchiamo. I viaggiatori affrontano in modo superficiale il tema dell'igiene delle mani, pensiamo per esempio ai braccioli delle sedie, le maniglie dei bagni, i banchi dei check-in, che sono toccati ogni giorno da milioni di persone provenienti da ogni parte del mondo. Solo il 20% di
LA GIUSTA MISURA Anche nella pulizia, occorre non essere maniacali. I lavaggi compulsivi possono alterare la natura strutturale della pelle distruggendone i microrganismi buoni, con il rischio di essere ancora di più esposti a infezioni, ma anche dermatiti sia irritative che allergiche. I prodotti a base di alcol hanno lo svantaggio di seccare molto la pelle. CHI SI MANGIA LE UNGHIE? E’ importante evitare di mangiarsi le unghie e le pellicine affinché non si creino microferite. Infine, maggiore attenzione per chi soffre di dermatite atopica e ha una pelle infiammata e quindi a rischio di contrarre le infezioni più comuni.
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Incentivi allo smart working anche fuori dalle zone rosse, i sindacati chiedono supporto per chi non può stare a casa
Lavoro da casa per salvare la produttività Fino al 15 marzo è stato allargato a Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Veneto e Liguria lo smart working in forma agevolata che inizialmente era previsto solo per le aziende con sede negli undici comuni della zona rossa, epicentro dell’emergenza Coronavirus. A stabilirlo è il decreto della presidenza del Consiglio dei ministri che, all’articolo due, prevede la possibilità di applicare le modalità di lavoro agile a ogni rapporto di lavoro subordinato e anche in assenza degli accordi individuali previsti dalla legge 81 del 2017. Una vera e propria impennata di questa modalità lavorativa, che prevede il lavoro da casa spesso senza vincoli orari o spaziali, si è avuta nell’ultima settimana, quando l’emergenza Coronavirus ha costretto molte aziende a chiudere per precauzione e per evitare la moltiplicazione dei contagi. IL FRONTE CREMONESE Anche in Comune a Cremona è stato attivato lo smart working, la forma di lavoro che non si svolge nella sede di servizio, utilizza strumenti informatici e presenta caratteri di flessibilità tali da conciliare il rapporto di lavoro con esigenze di carattere personale legate alla cura dei familiari o a percorsi di studio, per far fronte alla situazione sanitaria legata al nuovo coronavirus COVID-19. Lo ha deciso l’Assessore alle Risorse Umane
Maura Ruggeri di concerto con la Giunta e con lo staff tecnico incaricato da tempo di mettere in atto tale iniziativa. L’Amministrazione comunale ha spiegato infatti di essere stata già pronta a far decollare 13 progetti programmati che coinvolgono circa 48 persone, «ma ora - si apprende dal Comune - questa forma di lavoro, anche sulla base delle disposizioni ministeriali che consentono di estenderlo ed avviarlo in tempi brevi, costituisce uno strumento che verrà
attivato da subito, anche al di là dei progetti programmati, così da permettere ai genitori lavoratori, che non possono contare su reti di appoggio, di lavorare da casa dal momento che le scuole sono chiuse». Si tratta di una opportunità che può essere valutata ed adottata in modo rapido anche da tutte le realtà aziendali che sono nelle condizioni minime per poterla applicare e che non solo agevola i lavoratori, ma anche le imprese che possono contare sul contri-
buto prezioso dei propri collaboratori senza vincoli spaziotemporali e giova all’ambiente, in quanto riduce gli spostamenti tra casa e lavoro. MA C’E’ CHI NON PUO’ LAVORARE DA CASA Resta però il nodo delle categorie di lavoratori - dagli addetti alle pulizie agli operai, fino agli addetti al settore della ristorazione - non compatibili con lo smart working. «Molti di questi - hanno spiegato dalla Fisascat
Cisl di Milano - nell’incertezza generale vengono invitati a mettersi in ferie o a prendere permessi retribuiti». I sindacati uniti hanno chiesto, a livello lombardo, ai Prefetti di creare «una cabina di regia che assicuri omogeneità negli interventi a tutela delle lavoratrici e lavoratori dei servizi pubblici, oltre al tavolo chiesto a Regione Lombardia per trovare misure a sostegno dell’emergenza lavorativa che si sta determinando».
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Tante disdette, ma anche richieste di partire, come conferma Massimo Agliardi (agenzia viaggi The Crown Jewels)
Turismo vuol dire reagire all’emergenza fabio varesi
Con il Nord Italia nella morsa del Coronavirus, anche il turismo ha avuto pesanti ricadute. Molti viaggi sono stati cancellati, numerosi turisti hanno deciso di non partire, per non parlare della sospensione di grandi eventi come il Carnevale di Venezia, meta raggiunta da turisti di tutto il mondo. Come per altri settori commerciali, anche il comparto turistico sta facendo la conta dei danni economici, difficili però da quantificare. Per avere una testimonianza diretta, abbiamo interpellato Massimo Agliardi dell’agenzia viaggi The Crown Jewels di Cremona. Ha pensato che curiosamente crown in inglese vuole dire corona? «No, ma è giusto riderci su, per cercare di stemperare la tensione. Sicuramente dobbiamo affrontare un grande problema, ma mi conforta che molti clienti ci chiedano se rifaremo le gite cancellate. A mio parere non si è ragionato in modo approfondito, invece si doveva vedere caso per caso. Diciamo che lo Stato ha fatto bene ad intervenire, ma con riserva. Il mio consiglio è di contattarci per tutti i dubbi, perché noi ci mettiamo la faccia e non faremmo mai partire clienti in presenza di pericolo. Siamo in contatto con la Farnesina, quindi siamo in-
formati sulle località off limits. Insomma, ci vuole un po’ di ottimismo, anche se dovremo convivere per un po’ con questa emergenza». Anche voi avete ricevuto molte disdette? «Qualcosina, ma non in modo esagerato. Per esempio, una nostra comitiva è pronta a partire per un viaggio organizzato in Birmania e una sola persona ha disdetto, perché è un medico che deve tornare al lavoro in questo momento di emergenza. L’unica preoccupazione è che la autorità della Thailandia, dove l’aereo deve fare scalo, blocchi il trasferimento in Birmania. Inoltre, mentre stiamo parlando, ho ricevuto una prenotazione per il Mar Rosso, a conferma che le persone vogliono reagire, naturalmente viaggiando in totale sicurezza. In conclusione, dico che dobbiamo prendere in mano la nostra vita». Prudenza e ottimismo, quindi, anche se i turisti italiani rischiano di essere trattati ingiustamente come “untori” da governi stranieri. Come è accaduto a quella comitiva italiana che non è stata fatta sbarcare alle Mauritius. Inoltre, molti Stati hanno bloccato voli da e per l’Italia, come ha deciso di fare l’Olanda. Passerà anche questa emergenza e gli italiani potranno tornare a pensare in serenità alle loro meritate vacanze.
LE R E G O LE
Cosa suCCede se...? I dIrITTI deI ConsumaTorI
Il Cosa succede per i diritti dei consumatori, per esempio, se uno spettacolo viene annullato, se un treno non non parte o non ferma ad una stazione, se un volo aereo viene annullato?
re il dovuto completamente, e non si stupisca se da parte del consumatore che avrebbe dovuto fruire di quel servizio gli possano anche essere chiesti i danni.
A - Se a decidere l’annullamento è una qualche autorità (voli bloccati per la Cina, partite di qualche sport, gite scolastiche, manifestazioni a pagamento, etc), chi ha raccolto la prenotazione non può pretendere il pagamento di nulla. Chi ha già avuto il pagamento deve integralmente rimborsare quanto già versato dal consumatore.
C - Se è il consumatore a decidere di non partecipare ad un evento o non fare un viaggio o non prendere un mezzo di trasporto (tutte situazioni in cui il servizio comunque viene erogato), lo stesso consumatore si paga la propria precauzione non percependo rimborsi se non rispetto alle regole del singolo servizio. Vi è una sola possibile eccezione: chi ha acquistato un pacchetto turistico o "tutto incluso" in zona a rischio potrà pretendere la risoluzione del contratto e il rimborso del prezzo pagato per impossibilità di fruire dello scopo del viaggio (relax, piacere, ecc.).
B - Se a decidere l’annullamento è la precauzione del singolo organizzatore (del viaggio, del trasporto, dell’evento), ognuno si paga le proprie precauzioni. Quindi l’organizzatore deve rimborsa-
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I VIRUS NELLA STORIA RECENTE • Dalla peste raccontata da Boccaccio e Manzoni alla terribile spagnola, poi Aids e Sars
Epidemie e pandemie che scolvolsero il mondo
VANNI RAINERI
Ovviamente vi sono diverse terribili malattie che di quando in quando fanno capolino nella storia mietendo morti: il vaiolo (debellato solo nel 1977: fece mezzo miliardo di morti solo nel Novecento), il tifo, la sifilide, la malaria, il morbillo, la tubercolosi, il ropa di allora. Boccaccio colera, ebola. Oggi la difnel suo Decameron racfusione delle malattie avconta episodi di questa peviene molto più rapidaste, di cui era contemporamente a causa del livello di neo. I colpevoli additati di comunicazione, scambi allora furono gli ebrei, la commerciali, collegamenti “colpa” era invece intercontinentali, ma delle pulci che si proprio questi spostarono dai scambi consentoratti all’uomo. no una risposta Alla peste nera immediata, che i milioni di morti ne seguirono diin passato spesche si stima dovuti verse altre. In so non arrivava particolare fino al alla spagnola per scarsa cono1480 l’Europa ne fu scenza scientifica colpita a intervalli di ma anche per la presenpochi anni. La sola Parigi za di regimi assolutistici perse un milione di abitanche negavano le malattie e ti nel 1466. i rapporti tra nazioni molto conflittuali. Quel che è LA PESTE DI SAN CARLO cresciuto oggigiorno purE’ quella che scoppiò nel troppo è anche il panico, Milanese nel 1576, quando per la cui diffusione il ruoarcivescovo era San Carlo lo dei social media è fonBorromeo: quell’anno Midamentale. Vediamo un lano ottenne l’estensione elenco di malattie comdel giubileo romano, che parse improvvisamente portò in città tanti fedeli che hanno contrassegnato contribuendo al diffonderla nostra storia a partire si della malattia. dal Trecento.
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LA MORTE NERA Ovviamente di pestilenze è piena la storia antica, fatto sta che a metà del Trecento si scatenò questa pandemia, probabilmente importata dalla Cina. In questo caso Milano (grazie alle restrizioni imposte dai Visconti) fu meno colpita rispetto al resto d’Europa, dove la malattia si rivelò un flagello, uccidendo circa 20 milioni di persone, un terzo degli abitanti dell’Eu-
LA PESTE DEL SEICENTO E’ quella raccontata mirabilmente da Alessandro Manzoni (che visse due secoli dopo) ne “I promessi sposi”. L’arrivo nel 1629 dei lanzichenecchi a Mantova e quello successivo delle truppe tedesche dirette nel capoluogo virgiliano diffuse la peste. Il territorio di Lecco e Bergamo, ovvero i luoghi del romanzo, furono i primi colpiti dall’epidemia. Invano
Sopra la peste de Seicento a Milano. Sotto la peggiore pandemia, l’influenza spagnola le autorità sanitarie chiesero alle istituzioni milanesi di creare una sorta di cordone sanitario attorno a quella che già allora era la città più popolosa della Lombardia. La negligenza delle autorità fu ben raccontata da Manzoni: importava la guerra, e se c’era da festeggiare la nascita del primogenito del re di Spagna (novembre 1629) non veniva presa alcuna misura contro l’affollamento, che anzi era stimolato, e che indubbiamente favorì l’espansione del contagio. Solo una decina di giorni più tardi fu ordinato il cordone sanitario, quando ormai era troppo tardi. Anche a quel tempo si cer-
cò affannosamente il paziente zero, il nome della persona che per prima portò a Milano la peste. Si trovò concordia attorno a tal Lovato o Locati, un soldato entrato in Milano con un fagotto di vestiti comprati dai tedeschi. Nell’inverno tra il 1629 e il 1630 la peste non fece molte vittime, e queste furono attribuite per lo più ad altre malattie. Si accusarono gli uomini di Medicina di fomentare l’allarme senza motivo, e le autorità si mossero troppo lentamente, e nella primavera del 1630 la situazione si fece drammatica, peggiorata poi dal caldo. Il basso livello culturale scatenò la caccia all’untore, nella convinzione che ci fossero persone che volontariamente spargevano unguenti per diffondere il male. Manzoni cita due esempi: un vecchio intento a spolverare la panca in chiesa fu accusato di essere un untore, e linciato, mentre tre francesi la scamparono dopo essere stati accusati di spargere il malefico unguento sul muro esterno della chiesa. Dopo qualche reticenza, il cardinal Borromeo (cugino di Carlo) acconsentì alla processione dell’11 giugno con l’esposizione del corpo
venerato di San Carlo: la gran folla accelerò il contagio, ma per la gente la colpa era ovviamente degli untori che avevano approfittato della ressa. L’estate fu terribile: a Milano i cadaveri erano ovunque, morivano fino a 1500 persone al giorno. La situazione migliorò nell’inverno successivo. Solo a Milano i morti furono circa 150mila. LA SPAGNOLA Le pestilenze dopo di allora risparmiarono l’Europa (eccezioni furono Londra che perse un quinto della popolazione nel 1665 e Marsiglia che ne perse la metà nel 1720), in compenso martoriarono altri continenti. La spagnola fu un’influenza molto violenta che nel mondo provocò decine di milioni di morti al termine della prima guerra mondiale (dal 1918 al 1920). Aveva un elevato tasso di mortalità, e colpiva soprattutto giovani adulti sani. Non arrivava dalla Spagna, fu chiamata così perché la Spagna era l’unico paese non soggetto alla censura di guerra e là si poteva parlarne. Inizialmente il virus non fu molto letale, ma lo divenne mutando, trasformandosi in quella che per tanti, è stata la più terribile epide-
mia della storia umana: se la prima ondata del virus colpì soprattutto i soggetti anziani e già malati, la seconda si diffuse tra i soggetti più giovani e sani. In Italia contagiò 4,5 milioni di persone (il 12% degli abitanti) causando circa mezzo milione di morti. HIV/AIDS Dalla Cina si scatenò nel 1957 l’influenza asiatica, seguita nel 1968 da quella di Hong Kong: entrambe fecero decine di migliaia di vittime anche negli Usa, ma in Europa l’impatto fu meno pesante. Altro discorso per l’Aids, che si calcola abbia ucciso sinora 25 milioni di persone. Ricordiamo tutti la psicosi iniziata nel 1981, dovuta anche al legame della malattia con fattori comportamentali. Ancora oggi non esiste un vaccino, ma è stata realizzata una terapia a base di farmaci che, pur non eliminando il virus, ne blocca il decorso rendendolo raramente letale. SARS Anche questa è comparsa per la prima volta in Cina, a fine 2002, quando l’Oms lanciò per la prima volta un allarme mondiale. In Italia i casi furono pochissimi, l’isolamento funzionò e nessun contagiato si ammalò, tranne il medico Carlo Urbani, il primo a identificarla, che ne fu vittima. A livello mondiale il tasso di letalità fu elevato, ma morirono solo 774 persone. L’Europa fu risparmiata dalla malattia ma non dal panico. Il vaccino non fu mai prodotto, anche perché la malattia si esaurì. INFLUENZA SUINA Tecnicamente A H1N1, è così chiamata perché trasmessa all’uomo dai suini. Originatasi nel 2009 in Messico, ha fatto circa 3mila morti, un centinaio dei quali in Europa. MERS Come la Sars, e come sarà per Covid-19, si tratta di un coronavirus, rilevato per la prima volta nei Paesi Arabi nel 2012. Finora ha provocato circa 800 morti. Non esiste un trattamento specifico, ma l’isolamento dei pazienti ha consentito di limitarne la diffusione.
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Cronaca
Sabato 29 Febbraio 2020
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auser unipop cremona, al via due corsi Auser Unipop Cremona informa la cittadinanza che sono aperte le iscrizioni a due corsi: uno di Operatore Fiscale Modello 730 e uno di degustazione Birriamo: conoscere la birra. Il corso di Operatore Fiscale Modello 730 partirà sabato 7 marzo dalle 9 alle 12. Il corso si strutturerà in 10 lezioni, sarà condotto dalla docente Attilia Cantarelli e si terrà presso la Sala Corsi di Auser Unipop Cremona, in via Brescia, 207. Il corso ha l’obiettibo di fornire ai partecipanti le conoscenze necessarie per poter operare nell’ambito di un Centro Assistenza Fiscale, ed è rivolto a coloro che vogliono conoscere e approfondire la materia fiscale del Modello 730 e sono interessati a intraprendere un cammino professionale nell’ambito tributario e fiscale. Il costo del corso è di 150 euro più il tesseramento all’Auser Unipop Cremona per l’a.a. 2019/20 di 22 euro. Il corso di degustazione Birriamo: conoscere la birra, in partenza da martedì 10 marzo dalle 20 alle 21, si strutturerà in 5 lezioni, si terrà presso il Bar Vigno, in via Mantova, 1/H e sarà condotto dal docente agrotecnico Ezio Casali. Gli argomenti del corso saranno i cereali, le fermentazioni, la birra nella storia dell’uomo, la coltivazione dell’orzo e degli altri cerreali per l’industria brassicola, il luppolo, la produzione, le tipologie e gli stili della birra, la degustazione e gli abbinamenti cibo-birra. Ogni lezione sarà suddivisa in una parte teorica e una pratica con degustazione di una o due birre. Il costo del corso è di 80€ più la tessera associativa ad Auser Unipop Cremona. Per informazioni dettagliate sull’attività di Auser Unipop Cremona contattare la segreteria nei seguenti orari di apertura al pubblico: lunedì/martedì/ giovedì 10-13/14-18, mercoledì (orario continuato) 10-16 e venerdì 10-13, tel. 0372/448678, email: unipop.cremona@auser.lombardia.it.
DIOCESI DI CREMONA • Il messaggio del Vescovo Napolioni in occasione di questa Quaresima singolare
Lavorare… per il Regno di Dio e la sua giustizia Pubblichiamo il messaggio inviato dal Vescovo di Cremona Antonio Napolioni in occasione della Quaresima 2020. Nel discorso della montagna, Gesù ci dice: «Cercate anzitutto il Regno di Dio e la sua giustizia» (Mt 6,33), perché vuole liberarci dall’affanno del cuore, spesso schiavo delle cose, e coinvolgerci nella logica della Divina Provvidenza. Chi crede davvero nella Provvidenza non si disimpegna, non cade nello spiritualismo, davanti alle sfide della povertà e dell’ingiustizia non se ne lava le mani, ma – confidando in Dio e seguendo Gesù – si fa provvidenza per gli altri. I cristiani di Lombardia ne danno concreta testimonianza, da sempre e in tantissimi modi. Il Papa, nella Evangelii Gaudium spiega che “la proposta del Vangelo non consiste solo in una relazione personale con Dio. E neppure la nostra risposta di amore dovrebbe intendersi come una mera somma di piccoli gesti personali nei confronti di qualche individuo bisognoso… si tratta di amare Dio che regna nel mondo. Nella misura in cui Egli riuscirà a regnare tra di noi, la vita sociale sarà uno spazio di fraternità, di giustizia, di pace, di dignità per tutti. Dunque, tanto l’annuncio quanto l’esperienza cristiana tendono a provocare conseguenze sociali” (180). La Quaresima ci chiama ad accogliere più profondamente l’annuncio del Regno e l’invito alla conversione del cuore e della vita. Traendone anche conseguenze sociali, perché ci sia pane e speranza per tutti, nel piccolo villaggio globale che oggi abitiamo. I Vangeli che ci conducono alla Pasqua rivelano la vita nuova di chi si è consegnato a Cristo, unico redentore dell’uomo e del cosmo: la Samaritana ritrova dignità e fede, il cieco recupera la vista, Lazzaro risorge dalla morte! A noi è possibile declinare questa radicale energia di cambiamento nei rapporti umani, nella vita sociale, economica, politica. È compito di tutti gli uomini e le donne di buona volontà, dei laici credenti e testimoni, delle famiglie e delle comunità, direi anche delle aziende, delle istituzioni e delle associazioni. Nel mese di marzo, 2.000 giovani economisti di tutto il mondo si incontreranno ad Assisi, anche con il Papa, per disegnare una economia secondo lo stile di Francesco, solidale e sostenibile. Tra essi, alcuni giovani cremonesi saranno protagonisti.
Siamo tutti d’accordo nel riconoscere che l’urgenza prioritaria è quella del lavoro. Papa Francesco, in EG 192, scrive che “nel lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale, l’essere umano esprime e accresce la dignità della propria vita”. Ma innanzitutto occorre che il lavoro ci sia, per tutti, nelle diverse stagioni della vita. Facendo attenzione a non acuire l’emarginazione dei più deboli e svantaggiati. Diceva il Papa ai lavoratori di Genova nel 2017: “Chi perde il lavoro e non riesce a trovare un altro buon lavoro, sente che perde la dignità, come perde la dignità chi è costretto per necessità ad accettare lavori cattivi e sbagliati”. Da tempo la Chiesa Cremonese è attenta a questa dimensione della carità, perché non ci si limiti all’assistenza e alla beneficenza, ma si attivino percorsi di promozione effettiva delle persone, anche attraverso l’attività della cooperativa Carità e lavoro. Ora abbiamo pensato di dare lo stesso nome ad un Fondo, che la nostra diocesi costituisce a partire da questa Quaresima, con lo scopo di sostenere l’inserimento o reinserimento lavorativo di persone fragili, in stato di disoccupazione, ad esempio giovani under 25 con titolo di studio non superiore alla licenza media, adulti over 50, donne con figli a carico. La Caritas Cremonese specificherà le modalità di gestione del Fondo, in sinergia con agenzie
del territorio accreditate ai servizi al lavoro. Sin da ora faccio appello alle tante aziende sensibili, perché siano disponibili a provare l’inserimento (anche per tirocinio, formazione, ecc.) di nuovi lavoratori, con le facilitazioni e le tutele previste dal progetto. Il Fondo sarà costituito a partire dalla raccolta di offerte nelle parrocchie in occasione della Quaresima di carità 2020, e potrà essere incrementato dalle donazioni dei fedeli e dei cittadini e dalle aziende stesse. Il Signore Gesù ha dato la sua vita per introdurre nel mondo lo Spirito d’amore, la carità che dilata il nostro senso di giustizia. «Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia» (Mt 5,6), e che operano, ossia lavorano per essa, seminando così pace nel mondo, teatro del regno di Dio in divenire. La Quaresima ci convertirà veramente al Vangelo del Regno, se ci rimboccheremo le maniche da buoni operai della vigna del Signore, chiamando altri a lavorare nel campo. È il nostro lavoro… per il lavoro di tutti. Così, il bene ricevuto non si inceppa e ammuffisce, ma diventa bene donato, condiviso, con fiducia e gratuità. Accogliendo insieme, come Chiesa e società, questo invito, potremo celebrare la Pasqua di risurrezione con una gioia tangibile, quella di aver permesso a qualche famiglia di festeggiarla con ritrovata dignità e fi-
ducia nella vita. La vittoria della vita sulla morte, mistero di gloria che ci fa guardare con speranza verso l’eterno, purifichi e cambi il nostro sguardo anche sui problemi di quaggiù. La preghiera ci tocchi nel profondo, là dove i sentimenti di Cristo possono e vogliono diventare i nostri. Cari fratelli e sorelle, questo è quanto avevo scritto prima del diffondersi del virus che ora tiene in ansia e in casa molti di noi. Gesù ha fatto anche Lui la sua «quarantena», di lotta con il male, e ha vinto nutrendosi della Parola del Padre. Anche noi, privati momentaneamente della celebrazione eucaristica che ci fa Chiesa, siamo chiamati a vivere questo deserto come occasione di recupero del silenzio interiore. Della fame del Vangelo. Dell’intimità familiare. Di ciò che è essenziale nella vita. Scopriremo che la nostra fragilità è custodita dall’amore di Dio, pronto a riaprirci le vie della vitalità e della gioia. Per condividere questo tempo, in cui penso a tanti bambini e anziani che restano in casa più a lungo, busserò discretamente attraverso i media per una sosta di riflessione e preghiera. Spero che vi risulti gradita. La benedizione di Dio accompagni tutti, specie chi è più impegnato per farci superare questa prova e per alleviare le sofferenze degli altri.
comunichiamo ai lettori che, a seguito della cancellazione della maggior parte degli eventi di vario tipo, la pagina con la rubrica “da zero a cento” è rinviata. speriamo, è l'augurio che ci e vi facciamo, alla prossima settimana
7GIORNI
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l’ATTUAlITA’ SPIEgATA A UN BAMBINo CURIoSo «Non riesco a dormire» Non riesco a crederci, Pericle «Dico davvero, ho paura del Coronavirus» Ma va, e poi dicono che i bambini non li contagia «Ho paura per i miei genitori e i miei nonni» Usare precauzioni e fare attenzione seguendo i consigli degli esperti non significa lasciarsi andare alla paura «Alla televisione non fanno che parlare di questa malattia» E sbagliano, perché creano allarme, ma d’altra parte non è possibile non testimoniare le anomalie che si stanno verificando, far finta di non vedere che a pochi chilometri da noi c’è gente isolata con varchi controllati dall’esercito. Piuttosto va spiegato bene che si tratta di precauzioni assunte per limitare il contagio di una malattia che per ora si sta dimostrando poco pericolosa. Ma trattandosi di un virus nuovo, non conosciuto e che può evolversi, è meglio tenere alta l’attenzione
«Non vado nemmeno a scuola. Cosa posso fare io?» Intanto toglierti quella mascherina, che a letto non serve, e per la verità non serve a molto nemmeno fuori, a parte casi speciali «Ma c’è tanta gente che la indossa per la strada» Vedi, anche le cose più negative insegnano tanto, anzi più delle altre. Ad esempio nei momenti di paura collettiva emerge la vera essenza delle persone, il loro altruismo e l’egoismo a volte sfrenato. Così capita di vedere un medico nell’area più contagiata che ritarda la sua pensione per aiutare a fronteggiare l’emergenza, e nello stesso tempo il tipo che chiama il numero verde già intasato per chiedere all’operatore sanitario se è pericoloso il fatto che a 30 metri da lui qualcuno stia tossendo. C’è il medico di famiglia che continua a visitare nel suo ufficio senza gli sia data la mascherina e c’è chi circola in auto da solo con la mascherina indossata. Comportamenti che ti dico-
no molto di quelle persone senza che ci scambi una sola parola «Sarà. Intanto io non posso nemmeno allenarmi con i miei compagni di squadra» Ancora per poco, tranquillo. Sai che ci sono bambini nel mondo che non solo non possono giocare, ma non hanno nemmeno un letto e… «Ancora con questa storia, ma non puoi pensare che io mi prenda le colpe della cose brutte che accadono nel mondo. Io voglio giocare perché sono un bambino» Sì, su questo hai ragione. Però ricorda sempre che siamo una comunità, e che le emergenze dobbiamo affrontarle assieme, ognuno facendo qualche sacrificio, anche per gli altri. In fondo è quel che succede anche nella vostra squadra, no? Tutti per uno, uno per tutti… Pericle? «Ronf ronf ronf ronf» Buonanotte Pericle Vanni Raineri
Lo sCatto DeLLa settImana
IL PERSONAGGIO DELLA SETTIMANA GIORGIO SCANZI
sdrammatizzare, oggi abbiaIl post della gelateria di Casalmaggiore. «Per iamo, non dovete avere paura» mo creato le Corona Cake. Di queste, vi assicur
Doveva andare in pensione proprio oggi, ma di fronte all’emergenza del coronavirus ha deciso di rientrare e si è rimesso in corsia, all’ospedale di Codogno. Si chiama Giorgio Scanzi e ha 65 anni il protagonista di questa storia che ha fatto il giro delle cronache nazionali. Il primario è rientrato nello stesso ospedale in cui, una settimana fa, è arrivata la conferma della positività al virus del primo italiano, un paziente trentottenne. «Macché eroe - ha commentato lui che si è ritrovato sui giornali, di fronte a una popolarità del tutto inattesa -, nient’affatto: mi sono comportato come ogni persona civile
deve fare. E poi, il mio lavoro è proprio questo, ovvero stare ogni giorno al servizio dei malati».
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Rubrica
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GRANDI AUTORI DIMENTICATI • Fu tra le protagoniste della letteratura al femminile che spopolò a inizio ’900 alessandro zontini
Mura, l’innovatrice scrittrice in rosa
Dall’unità d’Italia e fino alla scoppio della prima guerra mondiale si ebbe, lungo l’arco della penisola, un profondo processo di scolarizzazione cui si accompagnava, in parallelo, sia la diffusione sempre più capillare di giornali, riviste e libri ma, anche, l’accesso al mondo culturale da parte di segmenti della popolatraevano vantaggio da questa zione che, da secoli, ne era stata nuova, inattesa, passione. La pretermessa e che trovava, ora, diffusione di questa letteratura ampi margini di rivalsa sia sodal gusto sentimental-amoroso ciale che culturale. non solo veniva abilmente ageIn particolare, precluse in larga volata ma, pure, fortemente veiparte e da tempo dalla vita socolata al chiaro fine di proteggeciale, le donne individuavano in re e consolidare l’immagine delquella precisa fase storica a cala famiglia come cellula di una vallo tra i due secoli, un sempre società “forte” e ben radicata maggior numero di opportunità (non va trascurato che l’Italia culturali, in special modo nel teaveva raggiunto la propria unità atro e nella stampa in genere. solo da pochi decenni); una faSoprattutto alla fine dell’Ottomiglia nella quale i singoli indicento in Italia iniziava a diffonvidui trovavano riparo e protedersi una letteratura non impezione a scapito di figure che, gnata, passionale e di carattere viceversa, miravano a distrug“amoroso” che trovava, nelle gerla (il bellimbusto “sciupafasce borghesi, in quelle piccolofemmine”, la maliarda seduttriborghesi e in quelle proletarie, ce, etc. in un catalogo di stereoneo alfabetizzate, migliaia di tipi oggi tanto frusti quanto, potenziali fedeli lettrici. allora, attraenti e coinvolgenti Ampi strati di popolazione femper le incuriosite lettrici). minile venivano a contatto con L’intraprendenza femminile modi di vivere e di pensare “inedell’epoca, peraltro, non riguarditi” e rivoluzionari e la lettura dava solo il crescente numero di diventava il veicolo di un’emanlettrici sempre alla ricerca di apcipazione non solo possibile ma passionanti episodi amorosi su che si profilava all’orizzonte cocui fantasticare, ma si manifeme fortemente probabile. stava anche nell’apparire di una Il ruolo della donna, tra la fine piccola ed agguerrita schiera di dell’800 e la prima guerra monscrittrici in “rosa”. Queste, quasi diale, era ancora ingenerosaa fronteggiare la crescente e, per mente relegato a una posizione certi versi, sorprendente richiedi subalternità rispetto a quella sta del pubblico (esclusivamente dell’uomo, ma un’intraprendenfemminile), avviava una sorta di za nuova ed un’autonoma nuova canale comunicativo con il moncapacità di scelta consentivano do femminile, caratterizzato da all’universo femminile di equilielementi narrativi e stilistici che brare l’assenza di esperienza si ripetono all’infinito ma che concreta con quella - seppur stanno alla base di un successo fantasiosa - che la lettura poteancor oggi incomprensibile va offrire. (specie se si considera che, L’editoria, complice il progressinell’Italia di inizio ‘900, sussivo aumento di richieste, vedeva stevano ancora larghe sacche di proliferare un genere letterario analfabetismo al contrario, che si caratterizzava per le per esempio, della Gersconvolgenti passioni mania ove l’alfabetizamorose e le turbolente zazione riguardava il vicissitudini senti100% dell’intera pomentali che, tuttavia, La sua età quando polazione). avevano (quasi) semTra le autrici più intrascomparve in un pre un lieto fine (il prendenti, per capacità matrimonio, l’interven- incidente aereo narrativa ed inventiva nel to salvifico dell’uomo, dipanare trame e vicende principe azzurro riattualizpassionali, non si possono trazato, la nascita del sospirato scurare Liala, Delly, Neera, Capargolo, la ritrovata unità famirola Prosperi, Annie Vivanti, gliare, sempre all’interno di un Regina di Luano, Pina Ballario quadro descrittivo rassicurante, ed altre ancora. per non turbare le lettrici). Singolare e tragico, per la sua Il singolare interesse dimostrato prematura morte, il caso di Mudalle masse femminili per questa ra, nome di battaglia di Maria nuova letteratura (oggi la defiAssunta Giulia Volpi, bolognese niremmo “d’evasione”) lasciava di nascita (1892), tragicamente sconcertati sia il mondo culturascomparsa in un incidente aereo le che quello politico che, però,
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Sopra un’immagine di Mura A fianco la copertina del suo romanzo più celebre, “Sambadù, amore negro” con la copertina di Marcello Dudovich
a Stromboli, nel 1940. A differenza delle autrici sopra elencate (con l’unica eccezione di Liala), Mura non indugiava soltanto su canovacci intrisi di amore traboccante e di passioni emozionanti ed avvincenti ma, complice un’indole audace e, per i parametri dell’epoca, prossima a lambire l’immoralità, esplorava sentieri letterari e tematiche decisamente innovative. L’impostazione narrativa e le originali tematiche affrontate incontravano un così rilevante favore di pubblico che la Sonzogno (la casa editrice che la pubblicava) si vedeva costretta a ristampare i suoi lavori più volte, per un successo colossale, secondo solo a quello di Liala. Dotata di un’arguzia non comune, Mura (nome che pare mutuato da una celebre contessa russa, avventuriera e bellissima) fa vivere le proprie eroine nel “solito” quadro di sentimenti ribollenti, ma le storie sono connotate da pulsioni peccaminose che si
snodano sovente tra illusioni amorose e conferme “ideologiche” della famiglia tradizionale. Ma anche questo tema viene superato. Con il romanzo “Perfidie” del 1919, l’“eversiva” Mura pubblica un lavoro nel quale è affrontato, con toni quasi disinvolti, il tema dell’amore lesbico. Un romanzo dell’effetto sociale dirompente cui seguirono, copiose, le polemiche. Analogamente, anche la successiva uscita, il volumetto “Piccola” (anno 1921) dedicato alle passioni adolescenziali suscitava malumori e perplessità, andando a toccare temi considerati non consoni ad essere affrontati a livello non strettamente medico. Ma il vero successo, corredato da gigantesche polemiche, Mura lo incontrava nel 1934 allorquando consegnava alle stampe il suo lavoro “Sambadù, amore negro”. La trama è costituita dalla “solita” storia connotata dall’amore passionale e sconvolgente ma, stavolta, il protagonista maschi-
le è un “negro” dell’Africa, laureato in Italia che intreccia una “love story” con una giovane vedova. Il contenuto del tomo, che, peraltro, si pregia della bella copertina di Marcello Dudovich, raffigurante una donna bianca abbandonata tra le braccia del suo innamorato africano, destava talmente scalpore che le autorità preposte alla censura ne disponevano l’immediato sequestro. Anche Dudovich, probabilmente il massimo illustratore di pubblicità dell’epoca, veniva severamente ammonito a che non si cimentasse di nuovo in tali inopportune illustrazioni. Come altri autori (ed autrici!) dell’epoca, Mura lascia una produzione di romanzi davvero imponente (ma non mancano, anche, incursioni nel mondo del teatro, del cinema e della letteratura per l’infanzia), non indugiando soltanto sui temi “coerenti” con l’epoca in cui scrisse (per Liala l’uomo è spesso un eroe, anche in guerra, e talvolta perisce ma sempre con virile ed italica fierezza e grande senso patriottico; per Mura, viceversa, l’uomo ha mille sfaccettature), ma esplorando, anche, ambiti allora - pionieristici (l’amore saffico, l’amore tra “razze” diverse, le prime pulsioni sentimentali adolescenziali) pur non omettendo mai gli “ingredienti” di un genere di grande successo: il traviamento dei sensi, le passioni sconvolgenti, il desiderio anche peccaminoso, l’amore sensuale. Un personaggio che meriterebbe una rivalutazione per le forti doti narrative ed intuitive che ha dimostrato di avere nella sua troppo breve vita.
ilpiccolocasalmaggiore@gmail.com
curiosita’
sindaca “anti-juventus” originaria dell’oglio po Ha fatto discutere la sua presa di posizione contraria alla presenza di tifosi della Juventus nella trasferta di mercoledì in Champions League sul campo del Lione. Parliamo della sindaca di Décines (comune che ospita lo stadio) Laurence Fautra, la quale ha fatto notare come in Italia settentrionale gli stadi fossero chiusi al pubblico, così come chiese, musei ed uffici, e risultasse così assurdo che gli stessi tifosi provenienti soprattutto dal Nord Italia potessero raggiungere lo stadio. La sindaca non si è presa la responsabilità di ordinare la chiusura dello stadio, lasciando la decisione al ministro francese che ha dato il via libera. «Nulla di personale contro i tifosi italiani - ha detto Laurence Fautra ai giornali italiani - tanto più che mia mamma è italiana, della zona tra Mantova e Cremona».
scandolara ravara
rinviata la rassegna “da sganasas dal rider” SCANDOLARA RAVARA - L'emergenza Coronavirus ha bloccato anche la 7ª rassegna “Da sganasas dal rider” organizzata da ArciBassa. E così la commedia programmata per domenica scorsa non si è tenuta, così come salta anche quella in programma domani pomeriggio. Gli organizzatori, intenzionati a recuperare le due date, comunicheranno gli aggiornamenti appena possibile.
provincia di cremona
cinque borse di studio per studenti casalaschi Ricordiamo che è stato emanato il bando per l'assegnazione delle cinque borse di studio istituite a seguito della donazione modale del Comprensorio Argine Maestro Inferiore Cremonese al Fiume Po. Il bando è riservato a studenti universitari, residenti da almeno tre anni a decorrere dal termine della presentazione delle domande, nei Comuni di Bonemerse, Casteldidone, Cella Dati, Cingia de’ Botti, Gussola, Martignana di Po, Motta Baluffi, Pieve d’Olmi, San Daniele Po, San Giovanni in Croce, San Martino del Lago, Scandolara Ravara, Solarolo Rainerio, Sospiro, Spineda, Stagno Lombardo e Torricella del Pizzo. La borsa in parola ammonta a complessivi € 3.000. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata alle ore 12 di mercoledì 27 maggio 2020. Per ulteriori informazioni relative alle modalità di presentazione della domanda si rinvia a quanto pubblicato sul sito provinciale all'indirizzo: www.provincia.cremona.it – Istruzione e Formazione – Istruzione – Borse di Studio - Borsa di studio del Comprensorio argine maestro inferiore cremonese – Bando anno 2020.
casalmaggIore
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SANITA’ • Riflessione sull’emergenza: quanto vale un ospedale di un’area vasta con pochi abitanti?
Coronavirus, primi due casi nell’Oglio Po VANNI RAINERI
Fino a ieri il Casalasco, così come l’Oglio Po mantovano e tutta la provincia virgiliana, era rimasto immune dal coronavirus. Fino a ieri, quando è giunta la notizia dei primi due casi di infettati, una donna di Casalmaggiore (ricoverata però da diversi giorni a Cremona) e una di Martignana di Po. Sono così circa un centinaio i positivi al tampone della nostra provincia, senza che al momento sia giustificato lanciare alcun allarme. Viene però da fare qualche riflessione che si allaccia alle recenti polemiche sul depotenziamento dell’ospedale Oglio Po. A decidere sono sempre i numeri, e questi dicono che il bacino di utenza del nosocomio di Vicomoscano è inferiore ai 100mila abitanti, nonostante l’area sia molto vasta. Qui le deroghe previste per i comuni montani non vengono contemplate, ma proprio la recente emergenza coronavirus ha mostrato come sia importante la disponibilità di presidi in grado di far fronte a situazioni inattese, come mostra la carenza di posti letto registrata a Cremona. Che sarebbe sucesso se il focolaio, invece che nel lodigiano, si fosse verificato da noi? Ne parliamo con l’ex primario, e portavoce degli Amici dell’ospedale Oglio Po, Luigi Borghesi, che raggiungiamo, e chi pensava il contrario, mentre da pensionato offre il suo sostegno di anestesista facendo il
turno di guardia in funzione della sala operatoria all’Oglio Po. «Abbiamo una serie di urgenze da soddisfare - attacca il dottor Borghesi -: stiamo attendendo proprio ora un malato che avrebbe dovuto essere operato al Maggiore di Cremona e verrà operato qui. Questa emergenza mette in risalto l’importanza della rete periferica. Condivido quindi pienamente il fatto che questa emergenza mostri come al di là dei numeri ci siano altre esigenze, e sottoscrivo l’appello. Abbiamo sempre sostenuto che l’Asst di Cremona ha la fortuna di avere due ospedali, uno pronto
per supplire alle necessità dell’altro. E’ quanto si è sempre fatto in terapia intensiva: quando pianificammo la rete del trauma maggiore, data la presenza a Cremona di Neurochirurgia che è di riferimento anche per il territorio mantovano, l’idea era proprio di predisporre letti di terapia intensiva sempre pronti ad accogliere emergenze di altri siti. L’accordo prevedeva che la terapia intensiva dell’Oglio Po si facesse carico dei malati da spostare da Cremona. Si tratta di una sinergia fondamentale, la cui utilità si manifesta chiaramente nei momenti di emergenza».
l’ e m e r g e n z a
spettacoli rinviati e cancellati, attivita’ limitata in ospedale In attesa di nuove disposizioni, resta in vigore il divieto in Lombardia, e quindi anche nel nostro territorio, che prevede, oltre alla sospensione delle attività delle scuole di ogni ordine e grado, asili nido, Università, anche quelle di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico. Solo da ieri sono consentiti allenamenti e incontri sportivi, ma solo a porte chiuse. Questo ha costretto al rinvio di alcuni eventi previsti. Ad esempio la Direzione del Teatro Comunale ha annullato gli appuntamenti in programma da lunedì scorso a domani, domenica 1 marzo, in adempimento all’ordinanza emanata dal Ministero della
Salute d’intesa con la Regione Lombardia. Sarà cura della Direzione del Teatro Comunale informare il pubblico sulla ripresa delle attività. Problemi anche per il Teatro Zenith di Piazza Garibaldi, costretto a sospendere lo spettacolo “Finché Social Non Ci Separi”, con Angelo Pisani e Katia Follesa, in programma proprio questa sera. La data è stata riprogrammata per il 21 maggio sempre presso il Teatro Zenith. I biglietti già acquistati saranno validi per la nuova data in programma. Chi invece volesse chiedere il rimborso del prezzo pagato, potrà farlo entro il 7 marzo presso il sito (online o fisico) nel quale ha effettuato l’acquisto. Non solo, ma lo Zenith ha già deciso di annullare anche lo spettacolo “Fino alle stelle! Scalata in musica lungo lo stivale…” che era in programma sabato 14
marzo. In questo caso il termine per la richiesta dei rimborsi è quello del 28 marzo, con le stesse modalità già descritte sopra. Anche il Centro di Medicina dello Sport Interflumina ha sospeso le visite medicosportive per coloro che abbiano sintomi influenzali o infezioni respiratorie, o provengono dalle località sottoposte a quarantena. E’ consentito l’accesso singolarmente (i minori accompagnati da un solo genitore), indossando all’interno dei locali la mascherina dopo essersi lavato le mani prima dell’accettazione. Riguardo l’accesso all’ospedale Oglio Po, resta in vigore la decisione comunicata dall’Asst lunedì: sono garantite tutte le prestazioni in urgenza, consigliando a scopo cautelativo ai visitatori di recarsi in ospedale solo in caso
di reale necessità. Sono attive le attività di: dialisi, day hospital oncologico, Mac cardiologiche, Terapia anticoagulante, Centro Psicosociale (solo di Casalmaggiore: a Viadana è chiuso) e Servizio Dipendenze. Sospese temporaneamente tutte le altre attività, vale a dire attività chirurgica programmata, Day Surgery, punti prelievo, attività ambulatoriale ospedaliera e territoriale, centro servizi. La nota ripete quanto ormai di pubblico dominio: in caso di sintomi influenzali o problemi respiratori l’indicazione perentoria è di non recarsi in Pronto Soccorso, ma di contattare direttamente il numero 112. Per le informazioni ai cittadini sono attive due linee telefoniche prioritarie: linea nazionale un numero dedicato 1500, linea regionale il numero verde 800894545.
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GLI ORARI
LA DIETA SECONDO LE INTOLLERANZE ALIMENTARI
PRESIDIO OSPEDALIERO DI CREMONA
Buongiorno Dottoressa, sono appena stata diagnosticata dal medico ipotiroidea (cioè la mia tiroide non funziona) dopo anni di esami. Ora il medico sta cercando la cura a me piu’ adatta ma sto aumentando di peso. Esiste un’alimentazione correlata? Lina Buongiorno Lina, molto spesso accade che la tiroide dia problemi nel suo funzionamento. Le cause scatenanti non sono del tutto note, ma da diversi studi scientifici emerge che la responsabilità potrebbe ricercarsi anche in una poca varietà alimentare ed ad un basso consumo di iodio (che si trova nel pesce). In questi casi, oltre alla terapia farmacologica impostata dal medico, si segue anche un’alimentazione specifica. Importante evitare i digiuni: infatti la tiroide è il motore del nostro organismo, funziona già poco, il digiuno porta a ridurre ancora di più la sua funzione. Così come la modalità di alimentazione , importante evitare certi alimenti che risultato “pesanti” per essere metabolizzati. Per esempio non eccedere in pomodoro, glutine, pane e pasta raffinati, cavoli, broccoli, melone ed anguria. Abbondate invece con pesce, ricco di iodio, sostanza che stimola la ghiandola tiroidea.
CUP Centro Unificato di Prenotazione Dove: padiglione n. 12, a fianco del Centro Prelievi, prospiciente Largo Priori Orari di apertura al pubblico: lunedì - venerdì dalle 7.30 alle18.00 orario continuato, il sabato dalle 8.00 alle 12.00; Prenotazioni telefoniche: è possibile telefonare al numero verde 800.638.638, da lunedì a sabato dalle 08.00 alle 20.00. PRENOTAZIONI CHE NON SI EFFETTUANO AL CUP Attraverso il CUP si prenotano tutte le prestazioni ad eccezione delle seguenti, che devono essere prenotate direttamente presso le singole unità operative o servizi come indicato di seguito: ANATOMIA PATOLOGICA secreti e agoaspirati (non Tac e non Ecoguidati) Dove: Poliambulatori, piano Terra. Orario: giovedì dalle 15 alle 16. Per prenotare contattare la segreteria dell’Anatomia Patologica dal lunedì al venerdì, dalle 10.30 alle 16.00. Telefono: 0372 405477, dalle 9.30 alle 16.00. Consegna campioni istologici e citologici La consegna dei campioni citologici urinari è prevista, presso il padiglione 5, da lunedì a venerdì, dalle 08.00 alle 09.30; per gli altri esami da lunedì a venerdì dalle 08.00 alle 16.00 (accesso diretto). RADIOLOGIA Dove: piano 1, corpo H (ala destra). TC, risonanza magnetica, ecografie urgenti e richiesta di prestazioni con bollino verde Le prenotazioni vanno effettuate di persona o via fax. Orario: da lunedì a venerdì dalle 08.00 alle 13.00, sabato dalle 08.00 alle 12.00. Tel: 0372 405760. Angiografia Le prenotazioni vanno effettuate di persona. Orario: da lunedì a venerdì dalle 08.00 alle 15.30. Telefono: 0372 405367. SENOLOGIA: Screening mammografico preventivo biennale Asl Cremona (45-69 anni) Tutti i giorni dalle 8.30 alle 12.30, il mercoledì dalle 14 alle 16. La prenotazione va effettuata al CUP dell’Asl 800 318 999. Prestazioni con carattere di urgenza, risonanze alla mammella, agoaspirati, ecografie Dove: piano 1, corpo M. Ora: da lunedì a venerdì dalle 11.00 alle 13.00. Telefono: 0372 405614. Per ulteriori informazioni è stata inoltre attivata una nuova linea telefonica dotata di risponditore automatico in funzione 24 ore su 24: 0372 405612. RADIOTERAPIA E MEDICINA NUCLEARE Dove: piano Cantina, (utilizzare la scala o ascensore a sinistra vicino l’Ufficio Informazioni nell’atrio di ingresso) corpo M, monoblocco ospedaliero. Orario: da lunedì a venerdì dalle 07.30 alle 17.30. Telefono: 0372 405485. MEDICINA DEL LAVORO: Visite specialistiche di medicina del lavoro Tel: 0372 405777 da lunedì a venerdì, dalle 08.00 alle 15.30; oppure, personalmente presso l’Ambulatorio Specialistico di Medicina del Lavoro negli stessi orari. CENTRO DIABETOLOGICO Dove: piano 6, corpo H (lato destro), monoblocco ospedaliero. Orari: da lunedì a venerdì dalle 08.00 alle 13.30 (prima visita per inquadramento diagnostico-terapeutico e visita di controllo per monitoraggio metabolico e screening delle complicanze croniche). Per le prime visite è preferibile che la prenotazione avvenga di persona comunque possibile prenotare telefonicamente da lunedì a venerdì, dalle 11.00 alle 13.30. Telefono: 0372 405715. centro prelievi - LABORATORIO ANALISI accesso diretto da parte dei cittadini, con la richiesta del Medico di famiglia o dello specialista. Dove: Centro Prelievi all’ingresso dell’ospedale. Orario: da lunedì a venerdì dalle ore 07.30 alle 10.30. Telefono: 0372 405663 - 0372 405452 CENTRO EMOSTASI E TROMBOSI Monitoraggio delle terapie anticoagulanti. previsto accesso con prenotazione al numero 0372 405666 - 0372 405663. Dove: Presso la palazzina del Cup Orario: dalle 07.30 alle 12.00 da lunedì a venerdì. CENTRO AZIENDALE DI ALLERGOLOGIA Test di tolleranza al lattosio e patch test Accesso con impegnativa del medico curante. Le prenotazioni si effettuano telefonicamente al numero 0372/408178 da lunedì a venerdì, dalle 10.30 alle 12; oppure di persona presso l’Ambulatorio di Allergologia (Padiglione 10) da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 13.00. IMMUNOEMATOLOGIA E MEDICINA TRASFUSIONALE: Emotrasfusioni, salassi, autotrasfusioni, terapia marziale endovenosa, preparazione di nuovi emocomponenti ad utilizzo non trasfusionale: Gel Piastrinico, Concentrato Leucopiastrinico. Dove: Piano terra, corpo D, monoblocco ospedaliero.Tel: 0372 435887 - 0372 405461 dalle 10.00 alle 17.00 da lunedì a venerdì GENETICA Dove: piano 2 lato destro del monoblocco ospedaliero. Prenotazioni telefoniche: 0372 405783 da lunedì a venerdì dalle 13.00 alle 14.30. MEDICINA LEGALE Prenotazioni presso Direzione Medica di Presidio piano Rialzato monoblocco ospedaliero. Tel: 0372 405200. PSICOLOGIA Dove: settimo piano a sinistra. Prenotazioni da lunedì a venerdì dalle ore 09.00 alle ore 10.00 presso il servizio di Psicologia, oppure anche telefonicamente agli stessi orari al numero 0372 405409. ONCOLOGIA MEDICA Dove: Piano 4 ala Destra Prenotazione in reparto da lunedì a venerdì dalle ore 8.00 alle ore 17.00. Tel: 0372 405248. TERAPIA DEL DOLORE Dove: palazzina n. 9 La prenotazione può essere effettuata telefonicamente al numero 0372 405330 dalle 11.00 alle 15.00, da lunedì a venerdì. Negli altri orari è possibile chiamare lo stesso numero lasciando un messaggio in segreteria telefonica con il nome e numero di telefono: al più presto sarete richiamati.
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Il 3 marzo si celebra la giornata mondiale: in Italia 7 milioni di persone hanno funzionalità uditiva ridotta
Udito, l’importanza di un intervento tempestivo GIULIA SAPELLI
Si celebra il 3 marzo il World Hearing Day, la Giornata mondiale dell'udito, che come ogni anno viene organizzata dall'Oms per richiamare i governi mondiali sull’importanza dell’udito. Il tema proposto dall’Oms evidenzia che interventi tempestivi ed efficaci possono garantire alle persone con disturbi uditivi di raggiungere il loro pieno potenziale. In particolare sottolineando come in tutte le fasi della vita, la comunicazione e la buona salute dell’udito permettono le relazioni, tra le persone, tra le comunità e nel mondo. Gli esperti sottolineano l'importanza di identificare precocemente un’eventuale perdita dell'udito e intervenire in tempi brevi. Molte sono infatti le persone che vivono con un abbassamento dell'udito non identificato mentre controllarsi è il primo passo per affrontare il problema. Secondo l'Oms oltre il 5% della popolazione mondiale, circa
466 milioni di persone, ha una riduzione dell’udito che incide sulla qualità della vita. Le stime indicano che entro il 2050 oltre 900 milioni di persone (ovvero 1 su 10) avrà una perdita uditiva disabilitante. La metà di tutti i casi di ipoacusia può essere prevenuta, attraverso misure di sanità pubblica. In Italia sono 7 milioni le persone con
problemi di udito, corrispondenti all’11,7% della popolazione. Nel nostro Paese l’ipoacusia riguarda una persona su tre (tra gli over 65). Solo il 31% della popolazione ha effettuato un controllo dell’udito negli ultimi 5 anni, mentre il 54% non l’ha mai fatto. Solo il 25% di coloro che potrebbero averne beneficio usa l’apparecchio
acustico, nonostante l’87% di chi ne fa uso, dichiari migliorata la propria qualità di vita. Ma cosa fare per preservare il proprio udito? Tutte le persone dovrebbero controllare di tanto in tanto l'udito, specialmente quelli che sono a più alto rischio, come gli adulti sopra i 50 anni, quelli che lavorano in luoghi rumorosi, quelli che ascoltano musica ad alto volume per lunghi periodi di tempo e quelli che hanno già problemi all'orecchio. Secondo i dati di Passi d'Argento, la sorveglianza di popolazione dell'Istuto superiore di sanità, fra gli ultra 64enni residenti in Italia complessivamente il 20% riferisce un deficit dell’udito (il 5% supera questa difficoltà facendo ricorso all’apparecchio acustico, mentre il 14% non fa ricorso ad alcun ausilio). Questa quota, che non sembra mostrare differenze di genere significative, aumenta all’avanzare dell’età e raggiunge il 45% fra gli ultra 84enni, ma tre quarti di loro non corregge questo difetto in alcun modo.
SENSIbILIzzARE AL DONO DEL SANguE: PROTOCOLLO DI INTESA TRA COMuNE E AVIS Promuovere la sensibilizzazione al dono del sangue come importante gesto di partecipazione alla vita sociale della propria comunità. Questa la finalità del Protocollo d’intesa sottoscritto nei giorni scorsi dal sindaco Gianluca Galimberti e da Andreina Bodini, presidente dell’Avis Comunale di Cremona, affiancata dal vice presidente Antonio Cavaglieri. Viene così sancita la realizzazione di un progetto di collaborazione che prevede la raccolta dei dati di cittadini interessati a ricevere maggiori informazioni sulla possibilità di diventare donatori di sangue. Tutto questo è in linea con quanto stabilito dall’accordo del 2018 tra Anci nazionale e gli aderenti alle associazioni e federazioni di donatori di sangue riunite nel Civis (Avis, C.R.I., Fidas e Fratres) e l’accordo di collabo-
razione sottoscritto tra Anci Lombardia e AVIS Regionale Lombardia nel maggio 2019. Il Comune di Cremona si impegna, tramite il personale dei Servizi Demografici e Statistica, che verrà opportunamente formato, a chiedere ai cittadini, in occasione delle pratiche amministrative, se siano interessati a ricevere maggiori informazioni da parte di Avis sulla possibilità di diventare donatori di sangue. Qualora il cittadino esprima il suo consenso, l’impiegato gli consegnerà un modulo nel quale indicare i propri dati personali, il consenso al trattamento e alla trasmissione degli stessi ad Avis che poi lo contatterà. Sarà inoltre messo a disposizione uno spazio al piano terra dei locali dei Servizi Demografici e Statistica (via Ala Ponzone, 32) dove Avis potrà creare un cor-
ner dotato di un totem istituzionale, di materiale promozionale e di una cassetta per la raccolta dei moduli denominati “scheda raccolta dati”. Sono naturalmente garantite le norme inerenti la tutela della privacy. L’Avis comunale, attraverso i propri volontari, supporterà il Comune e i potenziali donatori in tutte le fasi attuative del progetto. Vi è dunque un’affinità di missione per cui l’obiettivo comune è contribuire alla crescita e allo sviluppo della cittadinanza attiva e partecipata, espressione di civismo, di solidarietà e di attenzione ai bisogni della società civile, che in questo caso si traduce in una promozione e comunicazione congiunta indirizzata ai cittadini che, quotidianamente, si rivolgono agli sportelli del Comune di Cremona.
LA
lettereilpiccolo@gmail.com
CULTURA
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p o st ic ip a t i g li alt r i due sp e t t ac o li c a n c e lla t i
Da luneDi’ si può richieDere il rimborso Del biglietto Della hubbarD street Dance chicago A causa dell’emergenza Coronavirus, la biglietteria del Teatro Ponchielli rimarrà chiusa al pubblico sino al 1º marzo. Per richiedere il rimborso del biglietto della Hubbard Street Dance Chicago, è necessa-
rio presentarsi alla biglietteria da lunedì 2 e sino a domenica 15 marzo. Lo spettacolo “Canto Libero. Omaggio a Battisti e Mogol” è stato posticipato a sabato 18 aprile alle ore 21, mentre “Fellini 2020 è stato ripro-
grammato venerdì 3 aprile alle ore 20.30. In entrambi i casi, I biglietti già acquistati restano validi per la nuova data. Stop anche a tutte le attività di programmazione del Teatro San Domenico di Crema.
Fino al prossimo 23 marzo è possibile presentare nuovi progetti legati a tre filoni tematici relativi a Cremona
“Cultura partecipata” stimola la fantasia DALLA REDAZIONE
“Cultura partecipata 2020”, ci siamo. Fino al prossimo 23 marzo, infatti, è possibile presentare nuovi progetti all’interno del programma, che da quest’anno si è rinnovato con una ridefinizione dei filoni tematici, un aggiornamento delle modalità di presentazione delle proposte e un incremento delle risorse disponibili. L’obiettivo è accogliere più progetti e migliorare le condizioni per la loro realizzazione. Per quanto riguarda i filoni tematici, questi sono diventati strutturali e stabili: questo significa che ogni anno i filoni generali saranno sempre confermati e potranno essere declinati dai proponenti con progetti di volta in volta differenti. Ecco i temi proposti: “Cremona bellissima” (Cremona ha un grande patrimonio fatto di arte e di luoghi ma anche di relazioni, eventi e manifestazioni); “Cremona nella storia” (riscopriamo la nostra città attraverso i momenti storici e gli eventi che hanno costruito Cremona e i suoi cittadini); “Cremona dei giovani” (spazio al protagonismo, alla creatività e ai linguaggi giovanili, dalla musica all’arte contemporanea). In linea con i tre filoni individuati, il Comune invita enti, as-
sociazioni e gruppi di cittadini a presentare proposte. Ogni progetto dovrà riguardare uno di questi filoni. E’ possibile presentare più proposte. Sono i cosiddetti fattori premianti che consistono in un’attenzione particolare verso uno o più di questi aspetti: attenzione alla disabilità, attenzione alla promozione turistica, elementi di innovazione tecnologica e digitale, relazioni con iniziative dell’amministrazione comunale; rigenerazione urbana; centro storico e quartieri; soste-
nibilità ambientale. E a proposito di sostenibilità ambientale, il Comune di Cremona ha aderito a GreenFest, progetto cofinanziato dal programma comunitario “Life – Governance e Informazione Ambientale”, che mira a diffondere le buone pratiche esistenti in Italia di Green Public Procurement, accettando in particolare di partecipare al processo in corso per la definizione dei “Criteri ambientali minimi” (Cam) nell’ambito degli eventi culturali. In ogni caso i progetti
che non presenteranno proposte in questa direzione, non saranno penalizzati dal momento che non tutte le tipologie di attività culturali si prestano alla messa in pratica di azioni ambientali. Inoltre, il tema della sostenibilità ambientale non riguarda i contenuti dei progetti proposti, ma la loro organizzazione e realizzazione. I proponenti sono pertanto invitati da inserire, laddove possibile, azioni specifiche che vadano nella direzione di una migliore tutela dell’ambiente, attraverso, ad esempio, forme di risparmio energetico o di riciclo di materiali. I progetti che proporranno azioni idonee allo scopo saranno premiati con un ulteriore incentivo economico. Possono partecipare al bando associazioni, enti pubblici e privati, società e organizzazioni di altro tipo. Da quest’anno non è più possibile presentare progetti in qualità di persone fisiche. Non sono, inoltre, più considerati progetti che richiedono esclusivamente patrocinio e collaborazione, dato che per questo tipo di richieste sono già attive modalità consolidate disponibili tutto l’anno. Per partecipare è necessario compilare l’apposito form online (contenente il link con tutti i documenti da allegare) e poi pre-
sentare all’Ufficio protocollo del Comune, entro lunedì 23 marzo, la ricevuta elettronica stampata e firmata in originale che arriverà all’indirizzo mail del proponente una volta completata la compilazione online. I risultati saranno diffusi da venerdì 10 aprile. Scaduto il termine per l’invio, l’amministrazione procederà alla valutazione con l’obiettivo di accompagnare e sostenere il maggior numero possibile di progetti. Le forme di sostegno che verranno concesse sono: collaborazione, che consiste nella possibilità di utilizzare spazi, servizi e attrezzature comunal, contributo nella misura massima di 1.500 euro per ciascun progetto. Il valore di ogni progetto dovrà essere almeno il doppio del contributo richiesto. In altre parole il Comune di Cremona sostiene i progetti vincitori nella misura massima del 50% delle spese complessive correttamente documentate. Indicazioni dettagliate su contenuti e modalità si trovano nella sezione dedicata sulla home page del sito del Comune. Per informazioni è possibile contattare il Settore Cultura e Musei, in particolare: Lamberto Ghilardi (0372 407252), Emanuela Rustici (0372 407584), Michele Ginevra (0372 407780).
Volvo S60 D3 momentum grigio savile km 52000 € 12.950 2.0d 136cv imm. settembre 2013
Volvo V40 CC Business plus nero km 0 € 25.300 2.0d 120cv imm. agosto 2019
Vw Caddy autocarro 5 posti argento met km 179000 € 7.900 1.6d 102cv imm. novembre 2013
Mini d Cou-man all4 Aut bianca km 61800 € 13.950 2.0d 112cv imm. dicembre 2011
Peugeot 108 active neopatentati rossa km 0 € 11.850 1.0b 72 cv imm. dicembre 2019
Fiat New Panda Twin air metano bianca km 73000 € 6.950 0,9cc 85 cv imm. novembre 2013
Peugeot 108 active neopatentati blu met km 0 € 12.250 1.0b 72 cv imm. dicembre 2019
Volvo V60 CC D3 Plus Aut bianca km 19900 € 29.900 2.0d 150cv imm. dicembre 2017
Volvo V40 D2 Business plus blu denim km 12.100 € 19.500 2.0d 120cv imm. dicembre 2018
Volvo V90 CC PRO d5 awd Aut grigio savile km 0 € 53.900 2.0d 235cv imm. giugno 2019
Fiat 500 Pop neopatentati grigio met km 0 € 11.400 1.2b 69cv imm. ottobre 2018
Lancia Ypsilon Platinium Neopat bianco km 0 € 13.300 1.2b 69cv imm. settembre 2019
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lo
Responsabile Fabio Varesi • lettereilpiccolo@gmail.com
SPORT
AtleticA leggerA
Assoluti, dester d’Argento
Dario Dester (nella foto) ancora sugli scudi. Sono stati due giorni super per il rappresentante della Cremona Sportiva-Atletica Arvedi ai Campionati italiani Assoluti indoor di Ancona, durante i quali ha stabilito il nuovo record italiano dell’eptathlon Promesse con 5.680 punti, migliorando di ben 143 punti il
precedente record di Franco Casiean. Dario, al primo anno nella categoria Promesse, ha conquistao l’argento alle spalle ad un ritrovato Simone Cairoli (5.939 punti). Titolo regionale Promesse per Nicolas Brighenti, che a Mariano Comense ha vinto il lancio del martello con la misura di metri 58,24 (primato stagionale).
s eri e A (F.V.) Ironia della sorte, l’atteso ritorno di Antonio Conte allo Stadium sarà senza spettatori. Anche se a porte chiuse, Juventus-Inter resta una partita cruciale per la lotta allo scudetto, con i nerazzurri che non possono permettersi di perdere, mentre i bianconeri provano a riscattare l’amarezza patita in Champions. Diretta in-
Anche se A porte chiuse, juVentus-inter e’ cruciAle per il Vertice teressata al risultato di Torino è la lanciatissima Lazio, che oggi contro il Bologna ha la possibilità di salire provvisoriamente in vetta alla classifica. Sono in tutto 5 le partite senza spettatori. 25ª giornata: Atalanta-Sassuolo
rinviata, Bologna-Udinese 1-1, Brescia-Napoli 1-2, FiorentinaMilan 1-1, Genoa-Lazio 2-3, Inter-Sampdoria rinviata, RomaLecce 4-0, Spal-Juventus 1-2, Torino-Parma rinviata, VeronaCagliari rinviata.
Classifica: Juventus 60; Lazio 59; Inter* 54; Atalanta* 45; Roma 42; Napoli, Milan 36; Verona*, Parma *35; Bologna 34; Cagliari* 32; Sassuolo*, Fiorentina 29; Torino*, Udinese 27; Lecce 25; Sampdoria* 23; Genoa 22; Brescia 16;
Spal 15. *Una partita in meno. 26ª giornata (01-03 h 15): Cagliari-Roma (h 18), Lazio-Bologna (29-02 h 15), Lecce-Atalanta, Juventus-Inter* (h 20.45), Milan-Genoa* (h 12.30), NapoliTorino (29-02 h 20.45), ParmaSpal*, Sassuolo-Brescia*, Udinese-Fiorentina* (29-02 h 18). *A porte chiuse.
CalCio serie B • Dopo un lungo stop, i grigiorossi tornano a giocare a porte chiuse sul campo del Cittadella
Cremo oggi in campo per pochi intimi Non si può mai stare tranquilli. In piena emergenza (e in piena fobìa…) da Coronavirus, la Cremonese torna in campo oggi pomeriggio nella sfida a porte chiuse in programma al “Tombolato” di Cittadella. Una gara difficile, contro una formazione forte, reduce da due vittorie consecutive contro Pescara e Juve Stabia e che anche quest’anno si dimostra una delle squadre più solide ed equilibrate di tutto il campionato. Ma che il tecnico Venturato, di origini venete, ma residente a Cremona, sia l’uomo giusto nel posto giusto, ormai, non è più una novità. Anche quest’anno, dalla truppa granata è emerso un bomber (diverso ogni anno), che risponde al nome di Davide Diaw, possente attaccante classe ’92, nato a Cividale del Friuli da madre italiana e padre sene-
Cremonese-Cittadella giocara all’andata allo “Zini” (foto © Ivano Frittoli)
galese. Uno che, come tanti elementi che hanno fatto la fortuna del Cittadella, è realmente partito dal basso: prima di diventare professionista, infatti, ha lavorato come magazziniere, prima di fare il salto tra i professionisti con la chiamata della Virtus Entella nel 2016. L’undici di Venturato è molto ordinato, imperniato
su capitan Iori davanti alla difesa e vertice basso di un rombo di centrocampo che offre imprevedibilità ed equilibrio. In difesa ritroveremo l’ex Romano Perticone. La Cremonese, dal canto suo, è ancora alla ricerca di una vera e nuova identità: la roboante vittoria contro i Trapani è ormai un ricordo, resta da vedere se la
pausa forzata abbia giovato o meno alla truppa grigiorossa. Vedremo quale formazione deciderà di mandare in campo mister Rastelli, ma sembra probabile la conferma della difesa a tre con Arini e Valzania a dare ordine e sostanza in mediana ed aprire le porte ad un attacco più corposo. Probabile, soprattutto in avanti, una rotazione delle varie frecce a disposizione del tecnico (Gaetano, Parigini, Piccolo e soprattutto Palombi, al momento più imprescindibile di Ciofani e Ceravolo), anche in vista della sfida doppia sfida ravvicinata. Martedì alle 21, infatti, si tornerà in campo allo “Zini” contro l’Empoli per il turno infrasettimanale (ovviamente Coronavirus permettendo). Probabile formazione (3-42-1): Ravaglia; Bianchetti, Claiton, Terranova; Zortea, Arini, Valzani, Migliore; Piccolo, Palombi, Gaetano.
risultAti
25ª
Ascoli-Cremonese rinviata, Cittadella-Juve Stabia 3-0, Cosenza-Frosinone 0-2, CrotonePescara 4-1, Perugia-Empoli 0-1, Pisa-Venezia 1-2, Pordenone-Chievo 0-1, Salernitana-Livorno 1-0, Trapani-Spezia 1-1, Virtus EntellaBenevento 0-4.
clAssiFicA Benevento Frosinone Spezia Crotone Salernitana Cittadella Chievo Pordenone Empoli Virtus Entella
26ª
Franchi, match winner contro il Renate
Perugia Pescara Juve Stabia Ascoli* Venezia Pisa Cremonese* Cosenza Trapani Livorno
33 32 32 31 31 30 26 23 20 14
Benevento-Spezia, Chievo-Livorno* (h 18), Cittadella-Cremonese*, Empoli-Pordenone, Frosinone-Salernitana (h 18), Juve Stabia-Trapani, Pisa-Perugia, Venezia-Cosenza*, Pescara-Ascoli (01-03 h 21), Virtus Entella-Crotone* (ieri sera). *A porte chiuse.
lA pergolettese e’ tornAtA in corsA per lA sAlVezzA rimbalzato male davanti a Satalino, sorprendendolo, per ottenere la seconda vittoria consecutiva dei cremaschi, dopo un inizio di ritorno non all’altezza delle aspettative. Una vittoria arrivata in un momento di difficoltà, per i numerosi infortuni che hanno assottigliato le scelte a disposizione del duo Piacentini-Albertini. Oltre alle assenze previste di Fanti, Girgi, Mosti, Ciccone e Russo, all’ultimo momento anche Manzoni ha dovuto dare forfait per una indisposizione e nel
60 43 41 40 39 39 37 36 36 35
giornAtA ( 29 - 0 2 h 1 5 )
seri e c
Anche la serie C è a riposo forzato. Quindi niente turno infrasettimanale e quello in programma nel week end. Ma prima dello stop, la Pergolettese ha fatto in tempo ad assestare un colpo esterno, che rilancia alla grande le chance di salvezza dei gialloblu, passati 2-1 sul campo del Renate, terzo in classifica. C’e’ voluto anche un pizzico di fortuna, in particolare sul gol decisivo di Franchi (dopo il vantaggio di Duca e il pareggio milanese di Sorrentino), con la palla che ha
giornAtA
*Una partita in meno
matteo volpi
corso del match si è fatto male anche Brero. Questo lungo stop permette ai gialloblu di recuperare gli acciaccati, prima del rush finale per la salvezza. Classifica (27ª giornata): Monza 61; Carrarese 45; Renate 43; Pontedera 42; Robur Siena, Alessandria 40; AlbinoLeffe 39; Novara* 38; Arezzo 37; Juventus Under 23 36; Pistoiese 33; Pro Patria*, Como* 32; Pro Vercelli* 31; Lecco* 28; Pergolettese 27; Giana Erminio* 26; Olbia 25; Pianese 24; Gozzano 22. *Una partita in meno.
serie d
i prossimi 2 turni sono posticipAti Compionato fermo fino al 4 marzo (slittano 2 turni). Classifica (25ª): Mantova 51; Fiorenzuola 44; Correggese*, Calvina* 41; Fanfulla, Lentigione 40; Mezzolara* 36; Forlì 32; Franciacorta 31; Breno 30; Progresso, Sasso Marconi*, Vigor Carpaneto 29; Sammaurese* 26; Crema, Ciliverghe* 25; Alfonsine* 22; Savignanese* 21. *Una partita in più.
Sport
Sabato 29 Febbraio 2020
21
basket a • Se tutto va bene, la Vanoli tornerà sul parquet l’8 marzo dopo quasi un mese di stop
Il difficile è tenere alta la concentrazione 23ª
fabio varesi
Anche il basket è in quarantena. E lo stop è molto lungo, visto che il massimo campionato si era già fermato due settimane a causa della final eight prima e degli impegni della Nazionale poi. Si doveva giocare in questo fine settimana, ma a causa dell’emengenza causata dal Coronavirus «la Federazione Italiana Pallacanestro, di concerto con la Lega Basket serie A, la Lega Nazionale Pallacanestro e la LegA Basket femminile, preso atto dei provvedimenti governativi e regionali in tema di salvaguardia della salute pubblica, ha disposto la sospensione ed il conseguente rinvio di tutte le gare del prossimo turno di serie A, A2 e B maschile, della serie A1 e A2 femminile. Rinviato anche il recupero tra Varese e Virtus Bologna». Ciò significa
g io r n a t a ( 01 - 03 r i n v i at a)
serie B
Brescia-F. Bologna (h 18.30), Cantù-Cremona (h 18), Pesaro-Treviso (h 19), Roma-Sassari (07-03 h 20.30), Trieste-Pistoia (07-03 h 20), VareseMilano (h 17), Venezia-Brindisi (h 20.45), Virtus Bologna-Reggio Emilia (h 20.30). Riposa Trieste.
Crema ha ingaggiato il Centro Fadilou seCk Dopo le poche partite giocate lo scorso week end, il campionato si ferma. Intanto, Crema ha ufficializzato l’ingaggio del centro senegalese Fadilou Seck (classe ’97), in uscita da Ravenna in Legadue. Classifica (23ª giornata): Bernareggio 38; San Vendemiano 36; Padova 32; Lecco, Pavia* 28; Monfalcone 26; Vigevano* 24; Mestre* 22; Piadena*, Sangiorgese* 20; JuVi Cremona** 18; Vicenza*, Olginate 16; Crema*, Robur Varese 12; Gilbertina Soresina* 8. *Una partita in meno.
C la s s iF iC a Varese** 18 Cantù* 18 Reggio Emilia 18 Treviso 16 Roma 14 Pistoia 14 Trieste 12 Pesaro* 2 *una partita in meno
Virtus Bologna* 36 Sassari* 30 Brescia 28 Milano 28 Brindisi 26 Cremona* 24 Venezia 22 Fortitudo Bologna 22 Trento 22
24ª
saunders in azione all’andata contro Cantù (foto studio Passamonti) che salta l’atteso match tra Vanoli e Reyer Venezia, fresca vincitrice della Coppa Italia (i biglietti sono
validi per il recupero). I biancoblu di Sacchetti (reduce dal doppio successo con la Nazionale) sono
g io r n a t a ( 0 8 - 0 3 )
Brescia-Fortitudo Bologna (h 18.30), CantùCremona (h 18), Pesaro-Treviso (h 19), Roma-Sassari (07-03 h 20.30), Venezia-Brindisi (h 20.45), Virtus Bologna-Reggio Emilia (h 20.30), Trieste-Pistoia (07-03 h 20), Varese-Milano (h 17). Riposa Trento
quindi fermi dallo scorso 13 febbraio (ko con Milano in Coppa Italia) e se tutto va bene, torneranno sul
serie a 2 Femminile
la Capolista gioCa e VinCe Crema Ferma ed ora a -4
parquet domenica prossima contro Cantù. Tenere alta la concentrazione è l’obiettivo della squadra.
Prima dello stop, Moncalieri ha vinto ed ora è a +4 su Crema. Classifica (22ª giornata): Moncalieri 38; Crema* 34; Alpo* 30; Bolzano 26; Carugate* 24; Castelnuovo Scrivia* 22; Milano 20; San Martino di Lupari 20; Albino*, Udine, Sarcedo 18; San Giorgio 14; Ponzano 12; Marghera 4; Vicenza* 2. *Una partita in meno.
Canottaggio
gli altri sport
Ferme anChe Cremona hoCkeY e Videoton Futsal
Causa emergenza Coronavirus, hanno dovuto rinviare le proprie partite sia il Cremona Hockey (campionato di hockey pista di A2), sia il Videoton Crema, impegnato nella serie B di futsal. Curiosamente, sono state le uniche partite rinviate dei rispettivi gironi.
in quattro nel gruppo olimpiCo
Il Gruppo Olimpico ha iniziato a Sabaudia il terzo raduno del 2020, che terminerà al 15 marzo. Il collegiale fa parte della serie di raduni di avvicinamento ai Giochi Olimpici di Tokyo. Convocati 41 atleti, tra i quali i cremonesi Andrea Cattaneo, Giacomo Gentili, Alessandra Montesano e tra tra i Pesi Leggeri, Valentina Rodini.
V o lle Y a 1
prima dello stop Forzato, la e’piu’ pomi’ ha ConFermato di essere in CresCita
21 ª
gi o r n a t a
Brescia-Perugia rinviata, Busto ArsizioBergamo rinv., Chieri-Filottrano rinviata, Conegliano-Cuneo rinviata, FirenzeScandicci 1-3, Monza-Casalmaggiore 3-2, Novara-Caserta rinviata.
C la s s iFi C a Conegliano 54 Busto Arsizio 48 Novara 38 Scandicci* 36 Monza* 34 Casalmaggiore* 33 Chieri 27
2
22 ª
Carcaces che suonava la sveglia alle compagne, che si riprendevano vincendo il quarto set per 25-19. Purtroppo il tie break premiava la Saugella (15-11), che
Bergamo Firenze* Cuneo Brescia Filottrano Perugia Caserta
giornata ( 2 6 - 02
24 24 23 21 17 12 8
rinviata)
Bergamo-Firenze, Casalmaggiore-Chieri, Cuneo-Busto Arsizio, Filottrano-Brescia, Monza-Novara, Perugia-Caserta, Scandicci-Conegliano. Rinviata anche la 23ª giornata (01-03).
Le rosa in azione (foto Manuel Bongiovanni)
si portavano nel secondo sul 20-17. Poi però si è spenta la luce, con Monza che chiudeva sul 26-24 e faceva suo il terzo parziale per 25-20. Era ancora
*una partita in più
compreso. Rispetto ad altri sport, la concentrazione delle squadre di vertice del E meno male che si è decivolley è dislocata proprio so di disputare la finale nelle zone a rischio: nella scudetto in gara unica, sola A1 femminile ci sono sennò chissà fino a quando 5 squadre lombarde e 3 si sarebbe dovuto giocare. piemontesi su un totale di Già le gare in programma 14, circa il 60%, il che ha mercoledì scorso (tra cui favorito la drastica deCasalmaggiore-Chiecisione. La èpiù Pori) sono state rinmì ha giocato il viate a causa delderby lombardo di i punti di distacco l’allarme CoronaviMonza solo perché delle rosa rus, poi si è deciso era programmato dal 5º posto di rinviare anche sabato scorso, prima tutte le gare del turno dello stop ed ha conferche si sarebbe dovuto dimato di essere in ripresa, sputare tra oggi e domani costringendo le brianzole (Firenze-Casalmaggiore). al tie break. Sfumato il La Federazione Italiana sorpasso in quinta posiPallavolo, infatti, congiunzione, resta comunque la tamente alle due Leghe di prova positiva. L’inizio di serie A maschile e femmigara è stato ottimo, con le nile, ha deciso di sospenrosa trascinate da Kenia dere l’intera attività pallaCarcaces che si aggiudicavolistica nazionale a tutti i vano il primo set 25-20 e livelli fino al 1° marzo vanni raineri
r i s u lt a t i
ha così sfruttato l’occasione per allungare a +2 in classifiche sulle casalasche. Per il resto si è giocato solo il derby toscano, con Scandicci che ha espu-
gnato Firenze. Quando si riprenderà l’8 marzo ci saranno, per gran parte delle squadre, da recuperare tre turni: si prevede quindi un tour de force.
BOCCE • A Casalpusterlengo Alberto Furregoni supera Alessandro Fornasari in finale. Attività ferma
Il Coronavirus non ferma la bocciofila Signorini massimo malfatto
Non smettono di vincere Stefano Guerrini e Giovanni Travellini che “sfidano” la paura del Coronavirus e si aggiudicano il 38° Gran Premio vini Bonelli, gara regionale organizzata dalla bocciofila piacentina Valtrebbia. I portacolori della “Arcos Bocce” eliminavano Ferrari-Vuoto, a seguire Colleoni-Guardamagna, in semifinale s’imponevano su Bocchio-Picano (12-8) ed in finale avevano la meglio sui bissolatini Germana Cantarini e Pierantonio Comizzoli per 12-5. Trofeo Mcl Capergnanica • C’è il marchio di fabbrica “Codognese 88” sulla gara (separata possibile) organizzata dalla omoni-
ma bocciofila e giunta alla decima edizione. Fanno festa Mario Groppi e Jacopo Gaudenzi, un successo agevole e meritato. Sofferta è stata la vittoria all’esordio sui rivieraschi Sonzogni-Caccialanza (12-11) nei quarti, poi una marcia irresistibile di Groppi-Gaudenzi che s’imponevano sui beniamini di casa Leccese-Bonfichi (12-7) ed in finale avevano la meglio sui pianenghesi Alfonso Ruotolo e Sergio Marazzi per 12-1. Quarto posto per Corrado Galli e Francesco Vezzoni. Ha diretto la gara Eugenio Barbieri. Memorial Gianni Baronio • Nonostante l’emergenza coronavirus si è conclusa regolarmente a Casalpusterlengo la gara regionale individuale (con tre finali separate)
organizzata dalla bocciofila Baronio Scavi. Non sono mancate le belle notizie per i bocciofili cremonesi. Nella categoria A successo di Jacopo Gaudenzi che superava Andrea Zagheno (12-6), Roberto Visconti (12-5) ed in finale s’imponeva sul lodigiano Vincenzo Monico per 12-3. Quarto posto per lo scannabuese Camillo Valcarenghi. Nella categoria C c’è da festeggiare per la bocciofila Signorini (primo e secondo posto) ed esulta Alberto Furregoni. Dopo aver eliminato Paolo Gaddia (12-5), Furregoni superava il beniamino di casa Goffredo Livraghi (12-10) ed in finale aveva la meglio sul compagno di società Alessandro Fornasari per 12-3. Quarto posto per il madigna-
la premiazione di Furregoni e Fornasari
nese Dante Pietrobelli sconfitto in semifinale 11-12 da Fornasari. Infine nella categoria B successo di Flavio Ventura che in finale s’imponeva sul “capergnanichese” Felice Leccese per 12-3. Ha diretto la gara Vanni Capelli.
22
Sport
Sabato 29 Febbraio 2020
CICLISMO • Ottima prestazione della cremasca nel torneo della sprint. I quartetti dell’inseguimento qualificati per Tokyo
Miriam Vece, record italiano ai Mondiali fortunato chiodo
Mentre in Italia lo sport deve affrontare l’emergenza Coronavirus, a Berlino sono in svolgimento gli attesi Mondiali su pista, molto importanti in ottica olimpica. In Germania sono presenti anche le stelline azzurre cremonesi Marta Cavalli, Miriam Vece ed Elena Bissolati, mentre in campo maschile il ct cremasco Marco Villa ha convocato quattro atleti della Biesse-Arvedi Cycling di Cremona: Davide Plebani, Francesco Lamon, Stefano Moro e Michele Scartezzini. I primi a scendere in pista sono stati i quartetti dell’inseguimento. I ragazzi (Simone Consonni, Francesco Lamon, Filippo Ganna e Jonathan Milan, questi ultimi due protagonisti nell’individuale), dopo il 4º tempo in batteria, hanno corso splendidamente in semifinale, stabilendo il nuovo record italiano (3’46”513) e perdendo contro la fortissima Danimarca per soli 2 centesimi. Gli azzurri i sono dovu-
Miriam Vece in azione
ti così accontentare della finalina, vinta contro l’Australia per un meritato bronzo. «Grande soddisfazione, anche se credo che la cosa che ci dà maggiore fiducia è il tempo fatto segnare in semifinale, che ci spinge a dire che a Tokyo possiamo sognare in grande», ha affermato Villa. Bene anche le ragazze (Martina Alzini, Elisa Balsamo, Letizia Paternoster e Silvia Valsecchi), seste in batteria (alle
fine settime) e come i maschi qualificate per Tokyo. Nella prova di team sprint femminile Elena Bissolati e Miriam Vece hanno corso in 34”914, (15º tempo), non sufficiente per passare il turno . La cremasca Vece (22 anni) si è rifatta nel torneo della sprint, superando la qualificazione con il nuovo record italiano (10”580, alla media di 67.302). Un grande exploit per la campionessa europea Under 23
della disciplina, che è poi stata eliminato per soli 16 millesimi nei sedicesimi di finale contro la forte lituana Simona Krupeckaite. Miriam partecipa anche alla prova del keirin. Italia sul podio anche nel grazie a Simone Consonni, argento nello scratch. Di rilievo, anche il quinto posto di Arianna Fidanza sempre nello scratch, vinto dalla neozelandese Kirsten Wild. Quaranta del Team Lvf • Samuel Quaranta, 17enne figlio d’arte dell’ex professionista Ivan, dopo tre successi, tre secondi posti e il titolo di campione d’Italia della cronosquadre Juniores del Team Lvf nel 2019, è pronto a cimentarsi tra gli Junior del secondo anno, sempre nel Team Lvf di patron Patrizio Lussana. Sfogliano le cifre adella scorsa stagione del team bergamasco, si contano 49 vittorie, due titoli tricolori, uno su strada conquistato dal marchigiano Gianmarco Garofoli e l’altro nella cronosquadre. Un’annata straordinaria, che la squadra procerà a
ripetere con sette nuovi arrivi, mentre tra i riconfermati ci sono Garofoli, Quaranta, Immanuel D’Aniello e Antonio Pio Bevilacqua, tutti vincitori l’anno scorso. Con obiettivi mirati alla crescita e ad essere protagonisti in campo nazionale ed internazionale, il team orobico coltiva il sogno del Mondiale su strada in Svizzera. La squadra: Islam Besnik, Antonio Pio Bevilacqua, Alex Bono, Nicolas Borsarini, Luciano Campione, Lino Colosio, Immanuel D’Aniello, Gianmarco Garofoli, Mattia Mangiaterra, Sebastiano Minoia, Samuel Quaranta, Gabriele Raccagni, Federico Luigi Rustioni, Mattia Stacchiotti, Enrico Valoti, Michael Vanni. Direttori sportivi: Paolo Valoti, Marco Della Vedova, Raoul Parsani, Paolo Marinelli. News • Come tante altre manifestazioni sportive, salta il 2° Trofeo B&P Recycling per Elite e Under 23, in programma domani a San Daniele Po. Si correrà, invece, sabato prossimo la Strade Bianche.
d i lettan ti
sprint d’autore di Zanoncello nella coppa san Geo-trofeo caduti di sopraZocco Enrico Zanoncello, 22enne veronese di Isola della Scala, in forza alla Zalf Euromobil Dèsirèe Fior, ha firmato la 96ª edizione della Coppa San GeoTrofeo Caduti di Soprazocco, la classica più antica di apertura della stagione su strada dei dilettanti, con partenza da Ponte San Marco e arrivo a San Vito di Bedizzole, nel Bresciano. Zanoncello, grazie al lavoro dei compagni di squadra, con Filippo Rocchetti splendido ulti-
mo uomo, allo sprint ha superato nettamente Filippo Bertone della Iseo Serrature Rime Carnovali e Francesco Di Felice della Sangemini Trevigiani. La corsa (175 partenti) è vissuta su continui allunghi, che il gruppo dei velocisti ha sempre controllato, presentandosi compatto in dirittura d’arrivo dove Zanoncello ha dato la stoccata vincente. «Che liberazione. La squadra è stata davvero forte, i miei compagni
mi hanno pilotato alla perfezione sino ai 200 metri in impercettibile, ma continua ascesa. Sono davvero contento di aver completato il loro lavoro e a scaricare tutte le energie sui pedali, così nessuno è più riuscito a rim, che ha ricevuto i complimenti del ct azzurro Marino Amadori e del presidente nazionale della Federciclismo Renato Di Rocco. Marchiori fa doppietta • Dopo il successo nella Firenze-Pi-
stoia, corsa per Elite e Under 23 di apertura del calendario, il veneto della Ntt Continental Cycling ha concesso il bis in Toscana, nel 58° Gran Premio La Torre, corso a Torre di Fucecchio (Firenze). Ancora un arrivo a ranghi compatti con Leonardo Marchiori che si è lasciato alle spalle il bresciano Michele Gazzoli (Team Colpack- Ballan) ed il toscano Tommaso Nencini (Mastromarco Sensi Nibali).
Lo sprint vincente di Zanoncello
SPECIALE
Viaggi
Sabato 29 febbraio 2020
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Le proposte dell’agenzia The Crown Jewels: Dal 23 maggio al 5 giugno un viaggio alla scoperta di un Paese che lascia nel cuore un esperienza unica ed indimenticabile
Perù, tra i resti imponenti della civiltà Inca Tutto, in questo affascinante Paese, sembra avvolto nel mistero. I monti sovrastano le nuvole e non si vede dove finiscano. Spesso racchiudono enigmi storici tali da mettere a dura prova legioni di studiosi che si arrovellano per giungere a spiegazioni plausibili: basta
evocare Machu Picchu, splendido e imponente nido d’aquila edificato dagli Incas tra vette apparentemente inaccessibili, o gli inquietanti disegni di Nazca, che si scorgono solo dal cielo e rimandano a un’antichissima civiltà preincaica, di cui non sappiamo quasi nulla. Questo è un
viaggio che lascia nel cuore una esperienza indimenticabile perché è capace di toccare ogni momento tutte le corde della nostra anima. I resti imponenti della civiltà Inca aggiungono meraviglia alla meraviglia di un panorama sempre superlativo. Il tut-
to con quell’alone di mistero che sempre aleggia di fronte alle espressioni di un mondo difficile da interpretare. Il mondo delle linee di Nasca, dei templi dei dio Giaguaro, delle 45 isole flottanti dove vivono gli Uros, del lago Titicaca e di molto altro ancora.
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