Skip to main content

Il Piccole Magazine Agosto 2018

Page 1

1


Indice Le Interviste Intervista a Pamela Viana Pag. 6 Intervista a Giselly Grigoleto Pag. 8 Laurinha Diniz si racconta Pag. 10 Intervista a Naomy Stella Pag. 12 La mistress Dominae si racconta Pag. 14 A tu per tu con Franca dei Medici Pag. 17 Giò Sensation presenta Miss Trans Abruzzo Pag. 20 A tu per tu con Delizia Pag. 22 Intervista a Venus Tx Pag. 24 Drag Maraya Queen si racconta Pag. 28 Intervista a Micarla Johnsom Pag. 31 Intervista al gigolo Joys Pag. 33 La Wanda Gastrica si racconta Pag. 35 Le favolose creazioni di Giuseppe Glam Studio Pag. 38 Intervista Chanel Monique Pag. 40 Intervista a Mistress Fantasia Pag. 43 A tu per tu con Lolyta Barby Pag. 46 Balena Rodriguez si racconta Pag. 48 La storia incredibile di Giudy Bocca

Pag. 50

Intervista ala stilista Marilia Luthya

Pag. 53

LGBTQ - Le città più aperte

Pag. 57

I gioielli per le stelle di AsterLab

Pag. 60

2


Indice Il piacere attraverso la storia Lacrime - Lamenti - Litigi Pag. 64 Acerrime nemiche Pag. 67 L’amante vecchia! Pag. 70 La Regina di Picche e la Regina di Cuori Pag. 73 Moglie e amante amiche! Pag. 76

Astrologia, Amore e sesso In quale segno l’uomo dell’ARIETE... Come conquistare l’uomo del SAGITTARIO Come conquistare l’uomo del CAPRICORNO Come conquistare l’uomo dell’ACQUARIO Come conquistare l’uomo dei PESCI

Pag. 80 Pag. 83 Pag. 86 Pag. 89 Pag. 92

Cronaca Scopri il servizio di Geolocalizzazione Pag. 96 F to M: senza diploma perchè è trans! Pag. 98 Facciamo chiarezza su che cos’è il BDSM Pag. 99 85 Paesi in tutto il mondo sopprimono sul nascere il movimento LGBT Pag. 100 Germania: si al terzo genere sessuale Pag. 102 Jacopo Laghi è il gay più bello d’Italia Pag. 103 Solo noi ce l’abbiamo di marmo! Pag. 104 Elton John: “la Russia discimina i gay” Pag. 105 In ricordo di Hande Kader... Pag. 106 India: Trans ed eunuchi per proteggere le donne dagli stupri Pag. 107 Supergirl: Nicole MAines interpreterà una supereroina trans! Pag. 108 3


4


5


Miss Trans Abruzzo 2018

Pamela Viana

6


Pamela Viana

“Miss Trans Abruzzo 2018” Secondo te, cosa influenza e colpisce maggiormente la giuria di un concorso? La giuria guarda tutto; in questo caso la femminilità e il non essere volgari. Poi ovviamente anche il vestito, il fisico e come sei curata.

Si sono da poco spenti i riflettori su un’altra edizione di successo di Miss Trans Abruzzo, organizzato da Giò Sensation e che si è svolto venerdì 24 agosto presso il Teatro del Mare a Francavilla al Mare (Ch). Un pubblico entusiasta ed una competente e responsabile giuria hanno decretato come vincitrice per l’Italia la bellissima bionda Pamela Viana.

Ti senti una Miss solo sul palcoscenico o anche nella quotidianità della vita? Io sono nata una Miss e questo concorso mi ha fatto ricredere in me, ho capito di avere tutte le qualità proprie di una vera Miss.

Congratulazioni per la vittoria Pamela. Raccontaci un po’ chi sei. Grazie a tutti voi. Mi chiamo Pamela Viana, sono napoletana ma mi sono trasferita a Terni in Umbria. Il mio hobby è la danza moderna, che ho studiato per 10 anni.

Che progetti hai per il futuro? Eh, sono tanti...però uno in particolare è quello di diventare un’affermata show girl.

Effettivamente si vede che hai un bel fisico tonico. Qualità che ti ha aiutato a vincere Miss Trans Abruzzo 2018. Te lo aspettavi? Vincere Miss Trans Abruzzo è stata una grandissima emozione, non me lo aspettavo. E’ iniziato veramente tutto per gioco, volevo divertirmi e far capire alle persone chi siamo noi trans: questa serata è importante perchè ci da molta visibilità!

E noi te loauguriamo di cuore. Grazie! Colgo l’occasione per ringraziare anche Giò Sensation di avermi fatto partecipare a questo concorso, tutto lo staff e la città di Francavilla Al Mare. Ringrazio tutto il pubblico che mi ha sostenuta e che ha creduto in me e lo sponsor iccole Trasgressioni e Piccole Magazine di avermi dato questa opportunità.

Ti eri preparata in modo particolare? Mi sono preparata organizzandomi con il trucco: Nino Gianserra mi ha curata nei minimi particolari. L’acconciatura l’ho affidata invece al mitico parrucchiere Franco Di Pasquale, una persona squisitissima. E per quanto riguarda l’abito, davvero bellissimo? Il vestito da sera è stato creato dalla famosa Valeria Marini. Anche lei ha indossato quel modello di abito.

7


Intervista a

Giselly Grigoleto

8


Giselly Grigoleto “pronti per Miss Trans Toscana 2018 “ Sabato 1 settembre si svolgerà l’ atteso evento di Miss Trans Toscana, presso Le Fonti di Chianciano Terme, presentato dalla spumeggiante Nikita Magno e con una madrina d’eccezione, la favolosa Bambola Star. Piccole Magazine ha intervistato l’ organizzatrice del concorso, l’apprezzatissima Giselly Grigoleto.

re e responsabilità e non per un interesse personale. Alle ragazze vogliamo sempre dare il meglio come palcoscenico, qualità di giuria e un livello altissimo nel contesto generale. Chi saranno gli ospiti speciali? Come dicevo, sarà presente Bambola Star che è la “sensazione” di Internet del momento, Debora Princess, Lolla Bee che viene di Parigi. E ancora, Miss Trans Europa 2017 Fabiana Alvez, tutte le miss trans toscana che hanno vinto le scorse edizioni ed infine Taissa Oliveira che, oltre a collaborare con me al concorso, farà un bellissimo spettacolo.

Buongiorno Giselly, è quasi il grande giorno di Miss Trans Toscana. Come stanno andando i preparativi, sei emozionata? Si, ormai da settimane sto lavarando per dare il meglio a chi partecipa al concorso e al pubblico che verrà a guardare le nostre meravigliose Miss.

Dopo il concorso a cosa ti dedicherai? Dopo il concorso farò il possibile per portare la vincitrice a tutti gli eventi per dare ancora più visibilità al concorso e a lei. Insieme faremo del nostro meglio per far sentire la voce della comunità Lgbtqia.

Ci puoi dare qualche anticipazione su cosa accadrà al concorso? Si svolgerà su due giornate. Venerdì ci sarà la presentazione delle ragazze che hanno già vinto gli anni scorsi. Abbiamo la presenza di un ospite di onore conosciutissima, Bambola Star. Dopo, si terrà una serata con dj e apericena. Sabato invece la serata sarà tutta incentrata sulle concorrenti, a cui verrà dato il massimo risalto e luce.

Grazie Giselly Grigoleto, ci vediamo a Miss Trans Toscana!

Quante Miss partecipano? Le concorrenti sono tutte molto belle, per un totale di 9, ma probabilmente ce ne saranno anche di più! Chi sarà presente in giuria? La giuria è sempre a sorpresa. Posso garantire che sarà composta da persone molto responsabili e che non hanno vincoli di amicizia o di nessun tipo con le ragazze in gara. Io e il mio staff organizzativo siamo persone che facciamo il concorso con amo9


Laurinha Diniz si racconta!

10


Laurinha Diniz

“sogno un mondo migliore!” Ti eri preparata in modo particolare per Miss Trans Estate? Quest’anno veramente non mi sono preparata per nulla! Mi sono decisa a partecipare che il concorso era già vicino. L’anno scorso invece mi ero preparata per bene “dalla testa ai piedi” ma non ero riuscita a classificarmi. Comunque, non è mai troppo tardi quando hai un sogno da portare avanti!

Abbiamo incontrato la bellissima Miss brasiliana Laurinha Diniz, 29 anni da Recife, che si è aggiudicata il secondo posto del podio al concorso di Miss Trans Estate 2018, organizzato e presentato da Micarla Johnsom. Laurinha è appassionata di viaggi, adora seguire la moda, fare shopping e ballare. Buongiorno Laurinha, congratulazioni per l’ottimo piazzamento a Miss Trans Estate. Sei soddisfatta? Sono molto soddisfatta. Dopo tanti tentativi sono riuscita ad arrivare in classifica e voglio ringraziare tutti coloro che hanno tifato per me, sono molto contenta del risultato. Il prossimo anno farò del mio meglio per arrivare al primo posto, è il mio sogno nel cassetto!

Laurinha, abbiamo capito che il tuo più grande desiderio è proprio vincere Miss Trans Estate! Si (ride). Però ne ho anche un altro: sogno un mondo migliore, di pace senza preconcetti e discriminazioni. E un giorno spero di potermi iscrivermi all’università, sono appassionata di chimica!

Era il primo concorso a cui partecipavi? Come ti sei trovata? Non era il primo concorso. Il primo a cui ho partecipato è stato proprio questo bellissimo concorso, ovvero Miss Trans Estate Italia nel 2011. Mi trovo sempre bene e per me è un immenso piacere participare...continuerò a farlo finchè non arrivo prima! (ride)

Grazie, sei stata gentilissima e in bocca al lupo per il tuo futuro! A voi. Ringrazio ancora tutto lo staff di Piccole Trasgressioni e Piccole Magazine, lo staff di Miss Trans Estate Italia, la giuria e l’organizzatrice Micarla Jhonson. E ovviamente grazie a tutti mie amici che mi hanno sempre sostenuta! Un bacio!

Cosa ti piace di più del partecipare ai concorsi? Fare nuove amicizie. Io partecipo per divertirmi perchè mi piace molto l’ ambiente, mi sento una Top Model in passerella! (sorride) Che caratteristiche deve avere per te una vera Miss? Secondo me, una vera Miss prima di tutto deve essere raffinata nel vestirsi, nel parlare, nella gestualità e nei modi. Deve essere elegante e dimostrare simpatia ed educazione in passerella.

11


Intervista a:

Naomy Stella

12


Naomy Stella

Miss Simpatia Trans Estate 2018 Che caratteristiche deve avere per te un’autentica Miss? Dal mio punto di vista conta l’altezza, la magrezza, l’avere un bel fisico e un bel viso. Poi deve essere sorridente in passerella e saper sfilare. Altra cosa, bisogna investire nei costumi con cui si partecipa, sono importanti.

Energica e divertente, Naomy Stella, vincitrice del premio Miss Simpatia al concorso di Miss Trans Estate 2018, organizzato e presentato con maestria da Micarla Johnsom, è un vero fiume in piena di parole. Nata sotto il segno dell’ariete in Brasile e fisico prorompente, conosciamola meglio. Buongiorno Naomy, congratulazioni per aver vinto il premio Miss Simpatia a Miss Trans Estate. Sei contenta? Sono contenta di avere vinto, è la seconda volta che partecipo a questo concorso qui a Viareggio ed è sempre una esperienza che mi piace un sacco. Ringrazio Micarla e tutte le mie colleghe che mi hanno voluta premiare con questo titolo!

Cosa ti piace di più quando partecipi ad un concorso? Beh, certo che se mi classifico nei primi posti sono contenta (ride), ma la cosa principale che mi piace è proprio partecipare, divertirmi, fare foto e video. E’ bello avere ricordi come questi nella vita.

Che passioni hai nella vita? Mi piace lo sport in generale ma la mia grande passione è la danza africana, in passato ho fatto la ballerina.

Miss Trans Estate era il tuo primo concorso o hai partecipato anche ad altri? È stato il primo concorso a cui ho partecipato. In realtà non sono molto fanatica di questo mondo, però in quel momento la mia autostima era parecchio su (ride) e ho deciso di partecipare anche per fare qualcosa di diverso nella mia giornata! Naomy Stella, progetti per il futuro? Mi piacerebbe aprire un negozio da estetica e parrucchiera. Un bacio a tutti e voi e grazie per questa intervista! 13


A tu per tu con la Mistress

Dominae

14


Dominae

“La mia vita è la mia libertà!” Parlare con Dominae, Mistress veneta, ma come si definisce lei “cittadina di tutta Italia” è una esperienza che apre la mente. Donna intrigante, affascinante e colta, è una Padrona di altissimo livello, che vive il suo modo di essere con uno stile inconfondibile, 24 ore su 24 e 365 giorni all’anno. Se avete veramente il coraggio di vivere una vera situazione bdsm e sadomaso siete nel posto giusto con la persona giusta.

e sono andata da tre psicologi. L’ultimo, mi ha detto che non ero affatto malata, semplicemente appartengo a una categoria di bdsm ma allora non ne ero ancora consapevole, non sapevo definire il mio modo di essere e neppure gli altri. E’ stato un percorso lungo, ma nel tempo mi sono resa conto che frequentavo le persone sbagliate e che dovevo consocere la mia vera identità. Ho iniziato a leggere, ad informarmi su questo mondo e ho scoperto di essere una Padrona.

Buongiorno Dominae. Ci racconti un po’ di Lei. Sono Dominae, una Mistress italiana. Diciamo che mi sento cittadina dell’Italia intera (ride). Da 7 anni esercito la professione di Mistress a tempo pieno. Anche se...alcune pratiche le esercitavo già in convento.

Quanti anni aveva? Avevo 32 anni. Prima di vivere in toto come la Padrona che sono, ho avuto qualche relazione: la cultura della nostra società ti induce ad essere fidanzata, ma io non ci sono portata. Il mio eventuale compagno non potrebbe mai essere dominante, non lo tollero, perchè nessuno mi deve comandare: la mia vita è la mia libertà!

In convento? Che cosa insolita, può spiegarci meglio? Naturalmente. Quando ero piccola, ho frequenato la scuola dalle suore. Il convento è un ambiente abbastanza duro. Io sono del segno del sagittario, quindi sono una giustiziera e quando vedevo che i maschietti facevano dei torti alle mie compagne, che venivano da me piangendo, io escogitavo per i maschi la punizione giusta (sorride).

Da lì, è maturata la decisione di fare la Mistress a tempo pieno? Si. Dopo un po’ di tempo ho capito che non potevo far la Mistress e andare a lavorare, perchè non avevo abbastanza tempo per accudire i miei schiavi. Allora, ho deciso d’unire l’utile al dilettevole. Lei ha molti schiavi? Si, ho schiavi che vengono a fare la “sessione” ma ne ho anche di personali. C’è chi uso come cagnolino quando vado alle feste, chi mi fa le pulizie, chi il “driver” (autista)...ognuno ha la sua peculiarità. Sembra che riesca ad instaurare un rapporto profondo di fidelizzazione con loro. E’ così. Con il tempo lo schiavo si innamora della propria Padrona, quindi, andando avanti, ha bisogno di un legame di dominazione costante, con tanto di contratto in cui lui autorizza la messa in atto di certe pratiche (questo serve

Aveva già l’indole da Padrona fin da bambina, dunque. La mia è proprio una vocazione, sono nata così. Non sono mai stata la classica femminuccia. Mi sento come se i maschi debbano essere puniti per quello che fanno alle donne. Per questo affermo di vivere il mondo “femdom” a 360 gradi: per me la donna deve essere protetta. Come ha vissuto, nell’infanzia, questo suo lato dominante? I miei compagni dicevano che ero malata

15


per tutelare entrambi). Insomma, piano piano, si addentrano nella vita della Padrona.

cui ho frequentato alcuni corsi. C’è qualche pratica che proprio si rifiuta di fare? Il soffocamento estremo: io ci tengo ai miei schiavi e non voglio succeda nulla di male. Parla del suo modo di essere e di ciò che fa con molta passione. E’ una professione che svolgo per guadagnare, ovviamente, perchè mi serve per vivere e che mi appaga. Io sono così e voglio vivere la mia vita in questo modo, fino alla fine. Sto già organizzandomi per viverla in un circuito magari più chiuso.

Perchè ci sono persone che hanno “il bisogno della Mistress?” Generalmente lo schiavo comanda durante la sua vita normale. Quando vengono da me, vogliono sentirsi un po’ “donna” e affidarsi totalmente alla Padrona, perchè sanno lei entro quali limiti può arrivare. Vogliono abbandonarsi, andare in un altra dimensione e staccare completamente la spina. A volte, prima della sessione, mi mandano le loro fantasie; io le elaboro e poi faccio trovare pronta la situazione.

In che senso? Avrò le mie tre case-dungeon a Pordenone, Vicenza e Rimini e i miei schiavi in ognuna di queste città. Non sarò quindi sempre a disposizione di schiavi estranei: preferirò avere i miei schiavi fidati. Forse qualche volta, perchè mi piacciono le novità, troverò spazio ogni tanto anche per altri, giusto per movimentare le acque. E’ decisamente organizzata. Quando capisci cosa vuoi dalla vita lo puoi ottenere, basta organizzarsi. Io parto dal presupposto che mi devo organizzare a lungo termine, per tutta la vita: non è questione di lavoro ma di avere ciò che voglio.

Sicuramente non è facile saperlo fare, servono empatia e capacità. Dominae, i limiti nel rapporto tra Mistress e schiavo, quali sono per Lei? E’ importante che gli schiavi abbiamo una vita normale, in questo settore ci deve essere equilibrio. Però, gli schiavi personali li scelgo senza legami così sono sempre a mia disposizione, quando lo esigo io. Gli schiavi, con me si “fermano” perchè mi riconoscono la capacità di leggergli dentro, diventano dipendenti da me. Sottolineo comunque che io non faccio sesso con loro, anche se alcuni, quando prendono un po’ di confidenza, ci girano attorno, ma i più non osano, perchè faccio timore. Io godo quando loro soffrono, fare sesso con loro non mi interessa, non ne sono degni.

Ci vuole raccontare un episodio curioso che Le è successo nella sua attività? La Padrona ha un’apertura mentale talmente vasta che per me è tutto normale. Non mi sorprende nessuna richiesta e quello che per la gente comune può essere bizzarro per me non lo è.

Lei ha qualche attrezzo preferito? Sono una persona curiosa e mi piace sempre cambiare, dipende da chi mi trovo davanti e cosa mi trasmette a livello empatico. Comunque, i più fanno richiesta dello strap on...ma a me piace usare la mia mano, per la dilatazione. E’ una cosa che mi da molta emozione. Poi, sono attratta dalle tecniche dello Shibari (arte di legatura giapponese) di

Dominae, per concludere, come si vede da qui a qualche anno? Avrò realizzato il mio grande sogno, che per ora deve restare un segreto. Però, posso dire che voglio andare in Inghilterra e Germania, patrie del Bdsm, per verificare e vedere lì il mondo della dominazione e sottomissione come funzionano e come sono.

16


Franka Dei Medici tra spiritualitĂ e jet-set

17


Franka Dei Medici tra spiritualità e jet-set

Franka Dei Medici è un personaggio decisamente affascinante. Originaria di Bari, mamma di Napoli e papà con sangue veneziano, è cresciuta nella splendida città di Torino, ha abitato a lungo in Costa Azzurra e si può definire “cittadina del mondo” visto il suo costante viaggiare. Franka vive una vita all’apparenza dai forti contrasti: alla frequentazione del jet set internazionale e di artisti eccentrici unisce un animo fortemente spirituale, curioso della vita e di tutti i suoi aspetti più inesplorati. Conosciamola meglio.

occhi azzurri. In quel negozio, mi guardava e mi disse che mi vedeva un po’ nervosa. Alloggiava al Dorchester, un hotel di lusso in una suite e mi invitò a passare un po’ di tempo con lui. Io ci andai e da lì ebbe inizio una storia che durò diversi anni. Ricordo che mi aiutava anche finanziariamente, non voleva che mi prostituissi o che lavorassi nei locali a fare lo spogliarello, come si usava all’epoca. Tu hai tanti contatti con il mondo artistico e del jet set. C’è qualche personaggio che ti ha colpito? Certo, ancora oggi vengo sempre invitata alle prime o agli eventi più importanti. Però, ricordo con piacere quella volta che ero in un ristorante a New York, il famoso Indochine, e venni invitata dal famoso pittore Kenny Sharf ad un party pazzesco che si teneva nel suo studio a Brooklyn. Io arrivai con una limousine insieme a degli amici ma non trovavamo il posto. Per fortuna incontrammo due ragazzi vestiti in modo particolare che ci indicarono il posto, che si trovava sotto terra! Una serata pazzesca.

Buongiorno Franka. Mi hanno colpito alcuni aspetti della tua personalità, come mai hai scelto Dei Medici come cognome? Buongiorno a voi. Dei Medici è il cognome di mia nonna, io ho aggiunto Degli Zotti. Richiama alla mente Francesco Medici, Signore di Firenze, che ebbe una realzione con Bianca Cappello, poi morirono entrambi avvelanati. Allora avevo pensato, chissà se Franca conosce la loro storia e si è in qualche modo identificata in questo grande amore. Conosco bene questa storia (sorride). E anche io ho avuto un grande amore, che conobbi in modo stravagante. Ricordo che una mia cara amica fece il cambio di sesso a Londra: ai tempi non avevamo tanti soldi e niente carte di credito. Lei era ricoverata all’ospedale Charing Cross e post intervento ebbe dei problemi; il dottore le disse che doveva restare ricoverata un’altra settimana ma il biglietto di ritorno scadeva, non c’erano più soldi e io allora decisi di fare la “escort volante” per pagare il ricovero e l’hotel. Ma il destino non ha voluto, mi diede una mano facendomi incontrare un ragazzo meraviglioso.

Hai avuto contatti anche con politici? Non si può dire...queste cose qui sono top secret! (ride)...ma quando scriverò il mio libro autobiografico, qualcosa magari svelerò. Allora parliamo dei tuoi gusti letterari, chi è il tuo scrittore o poeata preferito? Adoro le poesie del poeta turco Nazim Hikmet, sono innamorata del modo in cui scrive e poi sono appassionata di biografie, l’ultima che ho letto è quella su Jacqueline Kennedy; in generale amo gli scrittori americani della modernità. Di autori italiani, mi piace Pasolini, ho letto le sue Lettere. Invece, non amo troppo D’Annunzio, era fascista e io non sono di destra, l’unico suo libro che mi piace è “Il Piacere” che mi sembra ispirato alla “Ricerca del Tempo Perduto” di Proust.

Quello che poi sarebbe diventato il tuo grande amore? Si. Andò così: andai in un sexy shop dove lavorava un ragazzo che conoscevo e mi disse di andare a prendere quello che volevo in una cesta...e fu lì che lo vidi. Era un bellissimo ragazzo, biondo e con gli

Sei una persona appassionata di viaggi. Parlaci del tuo amore per l’India. 18


L’India è nel mio cuore, sempre. La prima volta ci sono stata negli anni 80 e dissi che lo trovavo un posto terribile in cui non volevo più tornare...invece dopo 2 anni sono ritornata e ora ogni anno ci torno, più che posso. A ottobre tornerò lì e di solito soggiorno a 15 km da New Delhi, nella “Casa della luce”, dove le suore di Madre Teresa di Calcutta accolgono i bambini con handicap. Mi piace andare lì a fare dei regali e dare il mio aiuto, anche finanziario. Quei bimbi sono i figli che non ho mai avuto.

quando era sul Gran Sasso. Don Gregorio era diventato un cardinale ortodosso che viveva in povertà...aveva una libreria incredibile, in via San Massimo e tutte le mattine passavo da lì a guardare i suoi libri. Un giorno, lui mi disse che ci conoscevamo già e io gli dissi che era impossibile. Ma lui parlava di vite passate, ovviamente. Allora, mi invitò alla sua messa orotodossa e, una volta conclusa, fece un rito per me dove mi disse poi tutte le cose che poi mi sono successe, una cosa bellissima. Quando vado a pregare, dico sempre una preghiera anche per lui, lo ricordo con molto affetto.

Hai avuto occasione, in questi viaggi, d’incontrare Maestri spirituali come Osho o Sai Baba? Tre anni fa sono andata per sciogliere un voto, insieme ad una mia amica giornalista americana. Un giorno, ho visto passare due monaci che mi vengono vicino. Io, che per tutta la settiamana avevo cercato un monaco buddista senza trovarlo (seguo questa filosofia, un vero e proprio modus vivendi) dissi loro di questo mio bisogno di sciogliere il voto ed allora loro mi hanno portato in una sala dove c’era un giovane Lama. Era un ragazzo molto giovane, pieno di “luce” e con un’aura incredibile, che mi chiese se seguivo tutti i loro i loro insegnamenti. Io gli dissi che non sempre lo facevo e lui disse che mi perdonava (sorride). Comunque, poi ha voluto fare un selfie con me, è stato un bel momento, molto intenso.

Hai detto di credere nella reincarnazione, quindi sai che si dice che spesso i sogni ci aprono “finestre” sulle nostre vite passate. Tu hai qualche sogno ricorrente? Il mondo onirico è affascinante. Quando vivevo in famiglia sognavo sempre di volare, che significa avere voglia di scappare. Ma io dimentico i sogni...un famoso astrologo mi diceva sempre che toccandosi i capelli alla mattina, gesto che io compio spesso, i sogni “volano via”...ed è vero. Ti va di dirci qualcosa di tuo, un messaggio da lanciare a chi ci legge? Io sono una persona curiosa, ho visitato tanti Paesi, sono stata molto fortunata perchè ho avuto la possibilità di fare più volte il giro del mondo e di vedere quasi tutto il bello che c’è. Ho incontrato persone particolari, artisti, gente di strada...e tuti mi hanno dato qualcosa e io penso di aver dato qualcosa a loro. Però, sono sempre alla ricerca di qualcosa, fa parte della mia natura curiosa.

E con l’astrologia invece che rapporto hai, visto che è un mondo molto legato alla cultura indiana? Si è vero, è legata. Io sono del segno dell’ariete e ho diverse amiche astrologhe. Conoscevo il sensitivo torinese Gustavo Rol. Lui non mi ha mai toccato però..sai che si dice che se ti toccava poi trovavi qualcosa nelle tasche...a me non è mai successo, diceva sempre che io avevo già tutto (sorride). Una sua amica mi fece leggere il libro “Alla ricerca di Omy Seti”, che tratta di reincarnazione. Io ci credo fortemente, tutti i miei viaggi in India sono avvenuti perchè voglio capire perchè siamo sulla Terra.

Quindi, il messaggio che vuoi lasciare ai lettori di Piccole Magazine è di nascere curiosi, perchè solo la curiosità ti consente di entrare in contatto con gli aspetti più belli della vita. Si, poi serve anche un pizzico di fortuna... la buona sorte. Oggi il mondo ci vuole tutti con lo stesso format, perfetti, bellini...invece, ogni tanto, è bello uscire dal “binario”.

Ti è mai capitato qualche episodio un po’ fuori dall’ordinario? Tanti anni fa a Torino, incontrai Don Gregorio, che fu anche confessore di Mussolini

Grazie a Franka Dei Medici per questa bella intervista e a presto! 19


20


Giò Sensation presenta Miss Trans Abruzzo 2018 Venerdì 24 agosto, a partire dalle ore 22.00, torna il tanto atteso appuntamento con la bellezza, “Miss Trans Abruzzo”, firmato Giò Sensation. Ormai giunto alla sua dodicesima edizione, il concorso avrà luogo a Francavilla al Mare (CH) in una nuova location, lo “Stadio del Mare” in via F. Paolo Tosti nel lungomare sud.

tore Antonio Fazio nelle vsti di Maleficus. Dulcis in fundo, ci sarà anche il curatore di immagine Franco di Pasquale. E per quanto riguarda l’intrattenimento tra una sfilata e l’altra? Ci saranno vari spettacoli di drag queen, uno spettacolo della bellissima ex Miss Trans World Veronika Havenna e una performance di Maleficus.

Buongiorno Giò, siamo ai nastri di partenza con Miss Trans Abruzzo 2018, sei emozionata? Si, molto emozionata ma soddisfatta, perchè dopo un lavoro che porto avanti da un paio di mesi siamo quasi giunti al grande giorno. L’emozione cresce ma anche per quest’anno ce l’abbiamo fatta.

Un consiglio che ti senti di dare a tutte le Miss in gara? Quest’anno in gara ci saranno Miss di una bellezza “fresca”, mai viste prima in altri concorsi. E’ un evento in cui, con piacere, ho visto credono fortemente. Il mio consiglio è questo: siate voi stesse e prendete Miss Trans Abruzzo come una possibilità in più per manifestare per i vostri diritti negati. Giocate sulla passerella e vivete tutto come un momento magico. Miss lo siete tutti i giorni, con la vostra realizzazione come persone.

Puoi svelarci in anteprima qualcosa sullo svolgimento del concorso? Quest’anno, nuovamente, siamo patrocinati dal comune di Francavilla al Mare, che ci da l’opportunità di svolgerlo all’aperto. I riflettori punteranno soprattutto sulle concorrenti come persone, mettendo in luce le loro difficoltà e le cose belle della loro vita. Per questo, ho pensato che a inizio serata farò uscire tutte le concorrenti sul palco e si presenteranno su base musicale. Poi, ci saranno le uscite tradizionali in abito da sera, dove la giuria vedrà la bellezza, l’eleganza, la femminilità e il portamento di queste aspiranti Miss. Infine, come di consueto, la sfilata in costume olimpionico regalato da Piccole Trasgressioni, che comparirà anche nella premiazione finale.

Grazie Giò Sensation. Dopo Miss Trans Abruzzo a cosa ti dedicherai? A molto relax, perchè questa avventura mi sta impegnando tanto e dopo mi aspetta un meritato riposo! (ride). Miss Trans Abruzzo 2018 sarà visibile in diretta streaming sul sito Piccole Magazine Tv.

Per la giuria, che avrà il difficile compito di eleggere la più bella, a chi hai pensato? In giuria ho invitato delle persone “importanti” al di fuori del mondo trans. Ci sarà l’Assessore all’Ambiente del comune di Francavilla al Mare, William Marinelli, lo scrittore Paolo Ciufici, il Segretario Regionale del Partito Sinistra Italiana Daniele Licheri, una dirigente dei servizi sociali, dott.ssa Gabrieli Maria Cristina e ci raggiungerà da Roma il performer-at-

21


A tu per tu con la girl

Delizia

22


A tu per tu con la girl Delizia Qual è il tuo punto forte? Mi piace ricevere chi mi cerca abbigliata con lingerie sexy e tacchi a spillo. Tengo molto a presentarmi sempre al meglio, elegante e raffinata. In più, sono attrezzata con tanti tipi di sex toys diversi, adoro i giochi di ruolo con uomini distinti, cordiali e riservati.

Conosciamo meglio Delizia, affascinate girl di Ravenna. Alta 1,75, viso bellissimo e corpo stupendo, è una sensuale latina che saprà diventare la vostra complice perfetta. Ciao Delizia, i nostri lettori sono curiosi di sapere qualcosa di più di te... Ciao a tutti! Sono nata in Colombia ma cresciuta in Brasile e, viste le mie origine latine, sono molto caliente, passionale e con un cuore gradissimo. Sono del segno dell’acquario, che rispecchia in tutto il mio modo di essere.

Prima hai detto che ami la libertà, quindi immagino ti piaccia viaggiare. Tantissimo: il più bel viaggio che ho fatto è quando sono andata in Thailadia: é un posto unico! Delizia, hai qualche desiderio che vorresti realizzare? Come no, come tutti! (ride). Per adesso, il mio sogno nel cassetto sarebbe quello di passare più tempo con la mia famiglia, che adoro.

Come ti descriveresti nella vita privata? Per prima cosa, amo la libertà. Poi, mi piace mangiare sano e fare shopping. Adoro ballare la salsa e la zumba e mi piace mantenermi in perfetta forma fisica grazie a palestra e ballo.

Cosa che ti auguro di cuore. Lasciaci infine con un tuo pensiero libero su quello che vuoi. Cerco sempre di fare contenti i miei clienti, soprattutto quando con loro si crea un certo legame. Chiamatemi, un bacio a tutti dalla vostra Delizia!

Come ti descriveresti di carattere? Sono una ragazza sorridente, solare e molto dolce. Come sei entrata nel mondo delle escort? Ho iniziato a fare la escort poco dopo il mio arrivo in Italia, quando lavoravo come ragazza immagine in un locale a Roma. Ti piace come lavoro? Si. E’ una professione che mi permette di conoscere uomini fantastici. Credo di essere molto fortunata perché trovo sempre uomini carini e gentili! Unico neo, a volte alcuni uomini pensano di poterti “comprare” in tutto, ma con me non funziona, ho molta dignità e ci tengo a farmi rispettare. Sei molto apprezzata e richiesta. 23


Venus Tx

“la libertà non ha prezzo!” 24


Venus Tx

“la libertà non ha prezzo!” Dalla Colombia alle calde spiagge di Pescara: conosciamo oggi Venus Tx, bellissima trans nata in Venezuela ma cresciuta in Colombia. Nata sotto il segno della vergine, Venus ha lunghi capelli neri, voce sensuale e fisico perfetto ed è una ragazza dolcissima, sensibile e simpatica.

perchè la maggior parte del tempo non li vedo. Emani molta serenità. Sono innamorata della vita, dell’amore, delle brave persone...adoro la gente positiva, anche se mi piace ascoltare chi ha problemi e se posso cerco di consigliare, anche perchè nella mia vita ho avuto diverse esperienze che magari possono aiutare.

Ciao Venus, è un piacere conoscerti. Sei arrivata dal caliente Sud America e attualmente vivi a Pescara giusto? Come ti trovi? Ciao a tutti voi. Ormai vivo a Pescara da diverso tempo, dopo aver girato tutta Italia e le sue isole. Mi trovo benissimo qui, è piccola ma bellissima, abitata da brave persone. Mi piace perchè a 5 minuti c’è il mare e ha le montagne vicine, si passa dal caldo al fresco in poco tempo e la trovo una cosa pazzesca! Ti piace stare all’aria aperta, fare escursioni? Mi piacciono le cose semplici da fare: godermi una giornata soleggiata, fare una passeggiata, uscire a mangiare un gelato, andare al cinema. Adoro tutto ciò che è arte, le mostre di quadri e di scultura e sono affascinata dall’architettura, dalla musica e dalla danza. Ecco, direi che la mia vera passione è tutto ciò che è Arte. Venus, come ti descriveresti di carattere? Penso di essere una persona molto tranquilla e altruista, ho la capacità di vedere le difficoltà degli altri e se posso dò sempre una mano. Cerco sempre di essere simpatica con le persone che hanno voglia di conoscermi, sono allegra, un pochino timida quando mi trovo in situazioni un po’ difficili. Con la tua famiglia che rapporti hai? Ottimi. Sono una persona “di famiglia”, quando vado nel mio paese in vacanza mi piace stare con loro il più possibile, anche 25

A questo proposito, da ragazza transessuale, come hai vissuto la tua transizione? Hai subito discriminazioni? Penso che tutti, indifferentemente dal genere, hanno subito nella vita episodi di discriminazioni. Io, ovviamente si, vista la mia “diversità”, però ho sempre avuto l’appoggio della mia famiglia, presente in questi momenti di difficoltà. In realtà, più che discriminazioni li chiamerei capitoli di bullismo. Una persona delicata, androgina e ambigua come ero io da piccola, molto femminile, ovviamente non rientrava nei canoni maschili dell’epoca. Io mi sentivo malissimo ma appunto, grazie alla mia famiglia, ho capito che si può superare tutto. Con forza ho affrontato situazioni con persone che, nella loro ignoranza, cercavano di farmi del male, ma rispondendo con forza poi ho fatto capire loro che erano dalla parte sbagliata. Il tuo percorso vero e proprio quando è cominciato? A 15 anni, dopo il collegio, ho iniziato a prendere di nascosto gli ormoni. Non c’era, come oggi, un percorso endocrinologico apposito per persone come me e quindi ho iniziato a scolpire il mio fisico cercando di adattarlo al pensiero che avevo di me stessa. Fortunatamente, non ho avuto aggressioni fisiche da parte di nessuno, aggressioni verbali tutto il tempo, ma sono cose che si superano e ora sono molto felice, sono esattamente come pensavo sarei diventata anni fa e mi piaccio molto.


Come sei entrata nel mondo delle escort? È stata una situazione un po’ traumatica, in Colombia non facevo questo lavoro. Comunque, la prima volta che sono arrivata in Europa, in Germania, era per studiare e vivevo a casa di una mia amica trans, che già faceva questo lavoro. Lei manteneva entrambe, perchè mi trovavo in una situazione economica pesante, e si può dire che sono stata “indotta” nel farlo anche io, per guadagnare qualche soldo.

gravi che mi creano ansia e rompono la mia tranquillità. Che cosa fai quando le incontri? Cerco di condurle, il più gentilmente possibile, fuori dalla mia vita (sorride). Nella tua esperienza, ti sarai fatta un’idea di cosa cercano le persone da una escort. Più che un momento di sesso, che passa quasi sempre in secondo piano, ho visto che cercano tranquillità, pace e relax. Vogliono essere ascoltati e entrare in confidenza con qualcuno, rilassarsi fisicamente e psicologicamente. Oggi viviamo in tempi in cui non ci si ascolta più e queste persone vogliono sentirsi ascoltate protette e coccolate, avere le attenzioni che forse manca loro durante il resto della loro giornata. La cosa bella è che dopo l’incontro con me, escono rilassati e con un sorriso.

Ti ricordi i primi tempi? Ricordo che era strano farlo con persone che non conoscevo e che non erano il mio compagno ma a lungo andare ci si abitua. Ho fatto anche lavori tradizionali come la parrucchiera, l’assistente anziani, la barista..ma però c’era sempre qualcuno che voleva stare con me....e io, per soppravvivere e andare avanti, accettavo.

Una richiesta che ti fanno spesso? Ultimamente mi cercano molte coppie. Ma a me le donne non mi attirano nello stare in intimità, non provo curiosità e non è la mia indole stare con le ragazze, non è proprio nelle mie corde, quindi rifiuto sempre.

Un lato positivo del tuo lavoro? Ce ne sono diversi (sorride). Non hai padroni, non hai orari, se vuoi farlo lo fai o se no, niente. Sei totalmente libera di scegliere, almeno, per me è così e la libertà non ha prezzo. Un altro pregio è la possibilità di garantirti un futuro agiato, se sai come gestirti economicamente. Inoltre, conosco tante persone che valgono la pena. Persone per bene, con punti di vista diversi dal mio mio e che gradiscono le mie attenzioni verso di loro.

Hai un sogno nel cassetto da realizzare? E’ quello di conoscere il più possibile questo pianeta che si chiama Terra. Vorrei viaggiare per il mondo e conoscere tutte le culture, altri modi di pensare e religioni.. Questo è un sogno che piano piano cerco di realizzare. Per esempio, ogni volta che vado in vacanza, vado in posti che non conosco. Mi sento privilegiata a vivere in Italia perchè da qui posso raggiungere tutta l’Europa e il mondo.

Un lato negativo? In quasi tutti i lavori ci sono momenti non piacevoli. Nel mio, è incontrare persone che non vorrei mai più vedere, persone presuntuose, scontrose, con problemi psicologici

26


Desiderate un abito sexy ma al contempo elegante per una serata particolare? Con il mini abito Jacky, vi sentirete sexy e comode, grazie al tessuto che accompagna le curve del vostro corpo, con un sensuale gioco di trasparenze. Lo potete acquistare nel sexy shop Boutique “I Tragressivi”. Sotto, indossate la Sexy coulotte Empressia Obsessive, in morbido pizzo nero. Sarete irresistibili.

Venus, vuoi lasciarci con un tuo pensiero libero su quello che vuoi? Mi auguro che un domani la gente che ha tanti pregiudizi verso le persone trans abbia voglia di conoscerci senza pregiudizi e senza generalizzare, perchè non siamo persone cattive, Purtroppo viviamo in una società dove regna l’ignoranza e noi cerchiamo di difenderci da questa. Ora dirò una frase da reginetta di bellezza (ride): se tutti ci ascoltassimo, pian piano arriverebbe la pace nel mondo! Insomma, non bisogna giudicare il prossimo senza conoscere. Esatto, perchè non si sa che croce portano le altre persone. E’ un compito difficile ma non impossibile da realizzare, tutto parte dall’ educazione che riceviamo, dalla famiglia, dalla scuola, dalla chiesa. L’educazione e la cultura contano tanto, soprattutto in questi momenti dove la parola ha perso il valore che aveva una volta. Comunicare è difficile e conoscere gli altri attraverso i suoi pensieri è difficile: sforziamoci tutti di farlo per vivere in un posto migliore!

27


Drag Maraya Queen “mai soffocare la tua natura!” 28


Drag Maraya Queen “mai soffocare la tua natura!”

Maraya Queen, nome d’arte di Mario, talentuoso 50 enne di Voghera, è un’esuberante ed apprezzata drag queen che dal 2013 calca tutti i palchi più importanti degli eventi drag italiani. Maraya non è solo una performer prorompente, è anche cantante e scrittrice ed in questa intervista, ha alzato per noi il sipario sul suo luccicante mondo.

volte i due aspetti s’intrecciano e sono uno e l’altro. Fare la drag queen è diventato un lavoro a tempo pieno o ti dedichi anche ad altro? Lavoro come drag da 5 anni e solo da quest’anno ho concentrato più energie e tempo a Maraya. Ho realizzato dei desideri, quello di girare il video inedito “On my skin”, pubblicato su Youtube e poi ho scritto un libro per raccontarmi a tutto il mio pubblico che amo alla follia.

Buongiorno Maraya, raccontaci chi sei. Buongiorno a voi. Sono Mario di Voghera e dal 2013, appena compiuti 50 anni, mi sono dedicato anima e cuore a far debuttare Maraya Queen a un concorso diretto da La Wanda gastrica, Miss drag queen Lombardia. In quel concorso, svoltosi ad agosto al locale “Mamma Mia”, mi sono classificata seconda e ho poi avuto la possibilità di accedere alla finale di “Miss Drag Queen Italia”.

Si tratta del tuo libro “Io Maraya Queen sarò”, pubblicato nell’aprile di quest’anno per Primula Editore. Questo libro, che ho dedicato a mia mamma, la mia forza di vita e luce, è una biografia, un racconto veloce e sofferto della mia vita da ragazzo omosessuale. Parla del coming out di Mario e dei bei successi che poi ha avuto anche grazie al suo coraggio perchè la sua forza ha fatto crescere un’artista come Maraya Queen.

Dove anche lì hai lasciato il segno e hai potuto esprimere la tua arte drag. Si, lì ho interpretato il coinvolgente pezzo che poi ha costellato tutta la mia carriera “io Maraya Queen sarò”. A proposito di questa canzone, come è nata? E’ stata scritta dal cantautore Mario Oliva, che mi aveva notata a Miss Drag Queen Lombardia. La mia peculiarità è che porto in giro pezzi cantati da me, cover di celebri canzoni o inediti veri e propri. Cosa rappresenta per te Maraya Queen? Maraya sono io, è un pezzo della mia personalità e con lei ho la gioia e il piacere di dire e fare ciò che da Mario non posso esprimere. Come vivi il contrasto tra la vita di tutti giorni in cui sei un uomo come tutti gli altri e la notte, quando ti travesti da Maraya? Solitamente riesco a dividere le cose ma a 29


Come mai hai deciso di scrivere questo libro? E’ stato liberatorio? L’ho scritto per dire al mondo - il libro è in traduzione in diverse lingue e presto uscirà in inglese su ibooks - che non si può soffocare la natura ma si deve vivere al meglio. Inoltre, i diritti di questo libro li ho lasciati ad Arcigay, per far sì che i giovani possano trarne positività. Torniamo un attimo a parlare dei mondo dei concorsi Drag. Cosa ne pensi? Il mondo dei concorsi ti da tanta visibilità e ti fa notare, aprendoti le porte per lavorare come drag in vari locali. Certo, devi essere tu e il tuo personaggio a piacere e sapervi imporre. Ma io adoro questo mondo, ho partecipato a tantissimi concorsi...sono la “regina” (ride)! Bisogna farne altri, sempre di più perchè servono tantissimo!

Volete un Mini Dress del materiale più richiesto del momento? Non perdetevi e vestitevi di seduzione con il bellissimo vestitino in Latex BLK GP, realizzato in gomma naturale e tessuto a maglia elastica .E’ comodo da indossare grazie alla grande estensibilità del latex e vi regalerà un look sofisticato e difficile da dimenticare! Il lattice o latex è un’emulsione chimica che ad oggi viene utilizzata in molti settori dell’industria ed è sempre in crescita, conquistando il campo della medicina, della moda e tanti altri. Grazie alle diverse lavorazioni e a diverse combinazioni con altri materiali, è diventato il materiale più “in” nel campo della moda, utilizzato non solo nel mondo BDSM ma anche dagli stilisti di alta moda, realizzando vestitini, top, gonne e leggins.

Che progetti hai per il futuro? Ti piacerebbe scrivere anche un altro libro o vuoi rimanere nel mondo dello spettacolo? Vorrei ampliare il mio libro attuale con altri aneddoti e foto ma resto nel mondo drag, che adoro. Vorrei scrivere una bella sceneggiatura e magari emozionare qualche regista e produttore che abbiano poi voglia di raccontare la mia bella storia (sorride). Ho tanti sogni ancora da realizzare ma per scaramanzia li tengo per me... ma state sintonizzati perchè sentirete ancora parlare di me! sentirete parlare di me. Bacioni!

30


Micarla Johnsom

invita tutti al Miss Trans Estate! 31


Micarla Johnsom

invita tutti al Miss Trans Estate! Stasera, venerdì 17 agosto, prende il via la prima giornata dello storico concorso “Miss Trans Estate”, che si svolgerà presso il Ristorante Ipanema Brasil di Viareggio. L’evento è organizzato dalla favolsa Micarla Johnsom, che ci svela in anteprima qualche “chicca” delle due serate.

re bella, ovviamente, ma la cosa più importante di tutte è la simpatia, il sorriso. Inoltre, deve essere disinvolta in passarella, requisito fondamentale. Verrà eletta anche “Miss Web”, ovvero, la ragazza che avrà ottenuto più visualizzazioni sulla pagina Facebook di Piccole Trasgressioni.

Buongiorno Micarla, allora sei emozionata? Sono molto onorata di organizzare questo concorso, che giunge quest’ anno alla sua nona edizione. Inizialmente era abbastanza difficile far quadrare tutto, ora invece, grazie alla mia esperienza, so come muovermi per far andare tutto al meglio, senza stressarmi tanto. Ci dai qualche info in più sul concorso? Si tiene nella bellissima città di Viareggio, al Ristorante Ipanema Brasil. Questa sera ci saranno le prove con tutte le 13 partecipanti, si sceglieranno con attenzione le luci giuste, le musiche...e dopo, ci sarà una sontuosa cena di gala con tutte le Miss. Un bel momento di convivialità. Si, in attesa della gara vera e propria che si svolgerà sabato 18 agosto. Le concorrenti si sfideranno in diverse sfilate: una d’apertura con il costume da bagno dello sponsor e la maglietta, dopo con il costume da bagno ufficiale “estivo”, e l’ultima sfilata sarà in abito da sera. La Miss eletta sarà però incoronata con il costume da bagno, perchè si tratta appunto di Miss Trans Estate!

Infine, puoi anticiparci i nomi di qualche ospite speciale? Certamente. Come madrina della serata ci sarà l’amatissima icona della comunità Lgbtqia mondiale Bambola Star. Poi, dalla Francia avremo lo spettacolo di cabaret di Lolla Bee. Tra il pubblico saranno presenti anche le 8 miss vincitrici delle passate edizioni e poi ancora tanti ospiti a sorpresa! Venite alla serata e scoprirete tutto! Grazie Micarla Johnsom. Vi ricordiamo che l’intero evento sarà visibile in diretta streaming sul sito Piccole Magazine Tv.

Micarla, aggiudicarsi la corona non sarà facile. La Miss vincente, che caratteristiche dovrà avere? La Miss che deve vincere dovrà esse32


Intervista al gigolò

Joys

33


Il gigolò Joys il diamante nero Parlare con Joys, desideratissimo e bellissimo Boy giamaicano, gigolò di professione, è stata una piacevole rivelazione. Sotto il fisico perfetto e due occhi che incantano, è celato un animo sensibile e profondo, un’intelligenza non comune e parole mai banali.

particolare mondo, nel 2006 ho scritto il libro “Diario di un gigolò” pubblicato dalla casa editrice Giulio Perone e per presentarlo sono stato ospite di vari programmi televisivi italiani (la prima volta da Chiambretti, poi da Costanzo nel suo programma pomeridiano, su La7 ed altri). Sono apparso anche su vari giornali come Panorama.

Ciao Joys, le nostre lettrici sono curiose di conoscerti meglio! Ciao a tutti, sono di origini giamaicane e amo viaggiare. Ho vissuto infatti in diversi Paesi, sono stato in Canada, in Francia, in Germania e in tante altre città Europee, poi ho deciso di stabilirmi in Italia perché mi piace la moda, il lusso, la classe e il vostro stile di vita. Ora abito a Roma ma mi sposto spesso nella penisola.

Ti contattano solo donne? No, anche coppie, ma oggi il concetto di coppia è cambiato molto. Molto spesso mi contattano coppie che in realtà non sono tali, sono persone lontane tra di loro che non cercano più il gioco, quel tocco di trasgressione buona e peccaminosa per arricchire il rapporto: ci mettono un po’ di malizia e richiedono gli incontri solo perché “devono” avere il rapporto.

Cosa ti piace fare nel tempo libero? Ho molte passioni tra cui cinema, teatro, concerti musicali di vari generi. Amo mantenermi in forma, ho costruito il mio fisico con anni di danza e vado in palestra almeno tre volte a settimana. Curo molto il mio corpo con cure termali, creme e massaggi per essere sempre piacevole agli occhi (e non solo) delle donne.

E’ uno scenario piuttosto “arido”. I rapporti sono molto più freddi e si fanno le cose tanto per fare, perché vanno di moda, lo fanno tutti e non per curiosità e voglia di fare. A volte mi contattano mariti che vogliono far contenta la moglie, ma non perché vogliono davvero la felicità della compagna ma perché sono “obbligati” e vogliono togliersi questo peso.

Status che devi tenere sempre al massimo visto anche il lavoro che fai. (Ride) Sono nato come personaggio della notte. Sono sempre stato affascinato dal mondo notturno e infatti il mio debutto è stato proprio li, ma man mano che passavano gli anni ho capito che volevo di più ed eccomi qui: di professione faccio il “gigolò”, l’accompagnatore a tempo pieno.

Tu sei un gigolò molto apprezzato e richiesto. Quale è il tuo segreto? Io cerco di rendere unici tutti gli incontri, già dalla prima telefonata cerco di capire che tipo di persona ho davanti, la faccio parlare e raccontare per capire cosa vuole e come muovermi per accontentarle. Cerco di rendere felici e divertire le persone tenendo loro il gioco. Il mio lavoro è molto psicologico e mi piace avere a che fare sempre con persone di classe e di alto livello, si imparano sempre cose nuove.

Un lavoro decisamente non per tutti. Come hai iniziato? Anni fa lavoravo in una discoteca a Parigi come ballerino jazz. Una sera, una coppia mi offrì di passare una notte con loro...e fu la prima di una lunga serie (sorride).

Joys, hai qualche sogno nel cassetto? Chi non ha sogni nel cassetto? Chi dice di non averli è un falso! Io non desidero qualcosa di materiale ma di stare bene e continuare a stare bene in futuro, conoscere nuove persone e aiutarle.

Ti va di parlarci del tuo lavoro, delle persone con cui entri in contatto? Incontro molte donne insicure e impaurite, magari vittime di stupro, che hanno bisogno di essere ascoltate, di confidarsi e sfogarsi e questo rende molto difficile il mio lavoro perché la gente non si fida più delle altre persone, si hanno tanti pregiudizi e soprattutto c’è molta solitudine. Per raccontare le mie esperienze in questo

Grazie Joys, vuoi lasciare un pensiero ai nostri lettori? Attorniatevi di persone che vi vogliono bene e coltivate sani rapporti, io intanto continuerò a portare la felicità in tutto il mondo e togliere dalle persone tutti i pregiudizi dettate dalle violenze e da questa società. 34


Intervista a

La Wanda Gastrica

35


Intervista a La Wanda Gastrica Oggi abbiamo il piacere di presentarvi una delle più note drag queen italiane: stiamo parlando della favolosa La Wanda Gastrica, pugliese di Bari e organizzatrice del concorso Miss Drag Queen Italia 2018.

tanto tempo (ride), mi ci sono poi affezionato. Quindi ho deciso che a questo punto, se avessi dovuto appunto vivere da Drag Queen avrei dovuto farlo nel modo migliore e quindi ho iniziato ad impegnarmi maggiormente.

Buongiorno La Wanda Gastrica, raccontaci un po’ come è nato il tuo personaggio. Ciao a tutti e grazie per avermi dedicato questo spazio. Allora, La Wanda Gastrica è un personaggio che nasce nel 1997 per puro caso perché lavoravo come costumista in uno staff di animazione turistica in Umbria. Nella messa in scena di una commedia nel villaggio, si è ammalata una delle attrici e io l’ho sostituita, quindi lì ho interpretato il mio primo ruolo femminile che era quello di una delle sorellastre di Cenerentola. Da lì, è piaciuto come comparivo e recitavo in vesti femminili ed è stato tutto un susseguirsi: ho fatto tratro, tv, trasmissioni in radio e poi dal 2006 ho iniziato a livello nazionale.

Il giorno del tuo debutto ufficiale di La Wanda Gastrica, lo ricordi? Il vero debutto di La Wanda Gastrica è stato in Puglia il 30 giugno 2006, all’inaugurazione di un locale gay e li sono comparso proprio come La Wanda Gastrica. Interpretai un brano napoletano di Maria Nazionale, se non erro la canzone era “penso sempr a iss” (penso sempre a lui). Sono nato come personaggio trash, comico, cabarettista. In precedenza avevo già presentato diversi concorsi - arrivo appunto dal teatro dalla presentazione e dalla conduzione - e solo nel 2006 sono approdato nelle discoteche come vocalist. Ora parliamo del tuo lavoro di organizzatrice di concorsi. Quando hai sentito il desiderio di organizzare il primo? Ho iniziato con i concorsi perché Regina Miami, ideatrice di Miss Drag Queen Italia, nel 2007 mi affidò Miss Drag Queen Puglia, Basilicata e Molise. Ho visto che erano delle belle occasioni per ritrovare colleghe che magari vedevi solamente su internet o solamente sui giornali ma che non avevo mai conosciuto dal vivo e mi piaceva questa idea della convivialità e del ritrovarsi. Poi nel 2008, quindi già solo dopo un anno, dato che Miss Drag era l’unico concorso esistente allora e si svolgeva in estate, ho lanciato “Regina d’Inverno” come concorso invernale per fare in modo che almeno ci si vedesse ogni 6 mesi. Ma, ripeto sempre, perché mi piaceva l’idea di rincontrare le colleghe, confrontarsi e conoscersi.

Il tuo nome come l’hai scelto? Inizialmente non mi chiamavo La Wanda Gastrica, per tanti anni in realtà non pensavo ci fosse neanche bisogno di un vero e proprio nome d’arte, ma quello che usavo più spesso e che mi avevano “affibbiato” era Felicia Swarovski, che però non piaceva. Quindi, quando poi ho deciso di andare avanti con questo lavoro in maniera esclusiva, ho scelto il nome La Wanda Gastrica. Si può dire dunque che sei finita sotto i riflettori un po’ per una felice combinazione di eventi. In realtà io sono sempre stata affascinata dal mondo dello spettacolo ma non pensavo che avrei mai calcato un palco, infatti avevo scelto di fare il costumista proprio per stare dietro le quinte e non comparire mai. Mi ci sono ritrovata per caso e col tempo, 36


L’ultimo evento che hai organizzato è stata la finale del Miss Drag Queen Italia, ce ne vuoi parlare? E’ un concorso che è molto complicato da organizzare. Prima e soprattutto dopo (ride), perché è un evento che ti porta ad avere a che fare con una madrina per ogni regione con tantissime concorrenti, ognuna con le proprie problematiche: di regione, con le madrine, personali e tutto quanto.

punto sia dalle 20 persone che sono in pizzeria, sia dalle mille persone che ti trovi davanti in altre circostanze. Davvero lodevole. Hai qualche sogno nel cassetto che vorresti realizzare? Si ed è quello di portare un programma con delle Drag Queen in tv, anche se non credo che al momento si sia pronti per un concorso per Drag Queen in tv qui in Italia, credo ci siano ancora tante cose da risolvere a livello proprio personale tra le drag. Quindi, vorrei portare in tv un progetto che prevede delle Drag Queen ma che non le metta in competizione, ma che le presenti semplicemente per quelle che sono, cioè dispensatrici di allegria ed emozioni.

E immagino tu ti debba “armare” di pazienza! Devi avere una grandissima pazienza! (ride). E’ importante avere tutto sotto controllo e cercare di trattare tutti con il giusto rispetto. Io, da molte concorrenti e madrine sono apprezzata proprio per il forte rispetto che ho nei confronti di tutti, dall’ultima arrivata a quelle più conosciute. Tratto tutte nello stesso modo, soprattutto perché so che per partecipare ai concorsi vengono da lontano, affrontano viaggi, spese e stress, l’ansia stessa del concorso e allora cerco, per quanto mi è possibile, di mettere tutti quanti a loro agio ed esprimersi nel modo migliore.

Grazie La Wanda Gastrica. Lasciaci con un tuo pensiero libero o un saluto… Ringrazio Piccole Magazine per l’attenzione nei confronti del concorso e del mio personaggio. Spero di poter collaborare con voi quanto prima, tra l’altro il 16 agosto presenterò il concorso “Il Gay più bello d’Italia”. Vi mando un bacio fortissimo e vi invito a seguire le mie pagine di La Wanda Gastrica, su Instagram, Facebook e Youtube.

Che progetti hai per il futuro? Allora, nel mio futuro prossimo, grazie al trasferimento a Milano, ci sono tanti progetti, tantissimi. Molti legati al teatro ed eventi di spessore. “Regina d’Inverno” da quest’anno non è più un concorso ma un Gran Galà di beneficenza a tutti gli effetti, come è stato già l’anno scorso quando abbiamo dedicato l’intero concorso alla Lega per la lotta contro i tumori raccogliendo ben 2.500 euro che abbiamo consegnato poi all’associazione. Poi, non mancano le serate in discoteca ma anche le serate in pizzeria...e dappertutto perché sono quelle che ti fanno fare le ossa, che ti formano e che ti accrescono al meglio. Sono quelle che ti fanno appezzare quando poi arrivi su palchi molto importanti e trovi riscontro ap37


Le meravigliose creazioni di

Giuseppe Glamstudio 38


Le meravigliose creazioni di Giuseppe Glamstudio I gioielli in strass creati da Giuseppe Glamstudio, designer foggiano ma bolognese d’adozione, parlano da sole: sono di forte impatto visivo ma raffinate e glamour al contempo. Di seguito, la bella chiacchierata con Giuseppe a proposito della sua arte.

stenti, perchè il mondo della moda è fatto così, inutile nascondersi dietro un dito. Però, bisogna sapere rielaborare con gusto per rendere ancora più bella la proposta di partenza. Giuseppe, chi sono i tuoi clienti? Ho clientela di vario genere, principalmente del mondo dello spettacolo e intrattenimento. Giuseppe Glamstudio “veste” tante persone, di tutti i tipi: dalla donna che vuole un accessorio particolare, appariscente e luminoso; alle drag queen, alle trans che fanno spettacoli e amano questo tipo di gioielli. Sono molto richiesti anche da chi fa spettacoli di burlesque e da qualche uomo, che magari chiede un bracciale o una collana particolare per andare in discoteca.

Ciao Giuseppe, da dove è nata l’idea di creare gioielli in strass? E’ nata quasi subito dopo aver iniziato a fare la drag queen (Giuseppe è in arte “Simona Sventura” drag queen) prendendo spunto in giro. Osservando le altre drag, ho visto che andavano di moda gioielli con strass molto grandi, luminosi e particolari. Allora, visto che sono stilista di moda (in passato ho lavorato per aziende dell’haute couture) mi sono detto che mi sarebbe piaciuto trovare elementi per realizzare gioielli simili, inizialmente per uso personale. Ho trovato i fornitori e l’occorrente per iniziare e ho iniziato a fare i prototipi. Nel tempo la mia mano è migliorata, ho acquisito tanta tecnica e ora riesco a fare anche cose più elaborate.

Sarebbero perfetti anche come gioielli per matrimoni. Infatti ho fatto “parure” in strass anche a diverse ragazze che si sono sposate (sorride). Sono gioielli che fanno molta scena e per le spose è importante avere un punto luce.

Quindi si può dire che nel campo dell’oreficeria sei autodidatta? In realtà per i gioielli si. Non ho mai fatto corsi da goielliere ma ho “rubato con gli occhi” la tecnica, sperimentando vari materiali fino a che non ho trovato la mia strada, utilizzando i giusti “mix” per realizzare gioielli dal disegno particolare che calzano in maniera perfetta addosso alla persona. Bisogna saper proporre creazioni alternative alle solite cose che si vedono in giro.

Dove si possono acquistare le tue creazioni? Online, sul mio sito web sulla pagina delle Queen Sisters Show, oppure sulla pagina Facebook. Lì potete trovare tutte le mie creazioni, i video e richiedermi preventivi, prezzi o espormi l’idea per gioielli di vostra fantasia. Potete anche contattarmi sul profilo Fb Giuseppe Glam. E chi volesse collaborare con te? Naturalmente sono aperto a diversi tipi di collaborazione, dal partire dal disegno del cliente, al far sfilare i miei gioielli ad eventi e premiazioni, quali concorsi di bellezza trans, drag o tradizionali. Mi piace confrontarmi con le persone perchè l’anima del commercio sono la pubblicità e la collaborazione!

Sicuramente i tuoi gioielli si fanno notare. A chi o cosa ti ispiri? Mi ispiro a tutto ciò che è intorno a me: essendo uno stilista ho imparato che qualsiasi cosa può infuluenzare o aiutare ad elabarore una creazione: dalla natura, all’opera di arte, all’opera di un altro stilista. Il 50% delle mie creazioni nasce di sana pianta per mia inventiva ma l’altro 50% nasce dalla rielaborazione di cose già esi-

Grazie Giuseppe Glamstudio e a presto! 39


Chanel Monique

vincitrice Miss Drag Queen Italia 2018

40


Chanel Monique vincitrice Miss Drag Queen Italia 2018 Insomma un destino segnato che ha visto la sua incoronazione con la vittoria al Miss Drag Queen Italia 2018, complimenti! Sei emozionata? Grazie! (sorride) Si sono ancora molto emozionata ed onorata... non me l’aspettavo ed è stata una grande sorpresa! Ho ancora nitido nella mente il momento in cui ho sentito pronunciare il mio nome, la sensazione e la soddisfazione che ho provato dopo tutti i sacrifici.

Abbiamo avuto il piacere di conoscere la bellissima e scintillante Chanel Monyque che ci ha raccontato di se, del suo personaggio e della sua vittoria al Miss Drag Queen Italia 2018. Buongiorno Chanel, raccontaci un po’ di te! Buongiorno a tutti voi, sono Marcelo Almeida ma voi mi avete conosciuto nei panni di Chanel Monyque! (sorride) Ho 29 anni, sono nato in Brasile poi mi sono trasferito in Italia più di 10 anni fà. Appena arrivato, nel 2008, ho lavorato in ambasciata a Roma per 4 anni, poi ho iniziato a fare volontariato nella Croce rossa e attualmente lavoro come infermiere a Genova, città che amo e in cui convivo con il mio compagno.

A proposito di sacrifici, ti eri preparata in modo particolare per questo concorso? Certo, insieme al mio team che non smetterò mai di ringraziare. Abbiamo creato da zero tutta la mia esibizione: lo spettacolo, l’outfit e tutti i dettagli per creare uno spettacolo unico e che trasmettesse qualcosa al pubblico. Sono molto orgogliosa del risultato!

Una vita molto impegnata insomma, ma quando e perché è nato il tuo personaggio? Il mio personaggio è nato, un po’ timidamente, nel 2012 ad una parata Pride a Torino, a cui partecipavo con amici... è stato un divertimento unico! Era la prima volta che vestivo i panni di una Drag, ho ricevuto tanti complimenti per il mio portamento, la mia simpatia, il rispetto e l’educazione! Tutti i miei amici hanno continuato a parlarne e mi hanno convinto a creare il mio personaggio, e così l’anno seguente è nata Chanel Monyque.

Uno spettacolo davvero emozionante e d’impatto. Dove hai trovato l’ispirazione? Mi sono ispirata alle mie origini: “l’Africa”. Il mio obiettivo era togliere tutti i pregiudizi che hanno le persone e che ci porta ad essere sempre discriminati e considerati “diversi” ma anche noi abbiamo arte e bellezza da mostrare.

Hai sempre avuto la passione per il mondo dello spettacolo? Il mondo dello spettacolo mi ha sempre affascinato...aggiungiamoci il mio sangue brasiliano, la nostra allegria contagiosa e il nostro carnevale e potete immaginare che salire sul palco era il mio destino! 41


E direi che hai colpito nel segno! Hai un’artista famosa preferita e dove ti esibisci di solito? Le mie muse sono Grace Jones e Whitney Huston, due icone del mondo dello spettacolo mondiale. Ho sempre amato lavorare nelle discoteche e infatti attualmente, dopo una pausa di un paio di anni per motivi personali, mi sono rimessa in gioco e mi sto concentrando sulle serate Extrafresh a Celle Ligure.

anno al Pride. E il prossimo anno seguirò l’onda Pride e parteciperò a le manifestazione in Italia e se riuscirò andrò anche all’estero per rappresentare l’Italia. Partecipo per difendere i nostri diritti e fare vedere che non siamo dei mostri come pensano ma siamo dottori, infermieri, pompieri, maestri, avvocati, stilisti, architetti, persone normalissime a cui non si possono negare diritti e doveri, e soprattutto una vita libera di essere vissuta senza paure e ansie!

Era il primo Concorso a cui partecipavi? In realtà avevo già partecipato ad altri concorsi, amo l’adrenalina che si vive in questi eventi e per questo sono tornata quest’anno al Miss Drag Queen Liguria!

Hai qualche progetto per il futuro? Ho diversi progetti, alcuni che seguo da diverso tempo e che voglio continuare a portare avanti,come ad esempio le parate Pride di cui vi parlavo sopra, ed altri che però sono ancora idee e per scaramanzia non voglio svelare...

Indossavi abiti davvero bellissimi. Li crei tu o hai uno stilista? Grazie, in realtà si tratta di una collaborazione o meglio me li crea Jorge D’Glamour, un caro amico stilista a cui dico le mie idee e insieme le rendiamo realtà. Cerchiamo sempre di creare qualcosa di esotico con un tocco di glamour, qualcosa che si adatti alla mia persona e al mio carattere.

C’è qualche persona che vorresti ringraziare? Vorrei ringraziare in primis il mio compagno Paolo per essermi stato sempre vicino. Il mio costumista e mio amico Jorge D’Glamour. La mia Madrina Milonga (Christian Biasi) e la mia amica Stefany Dias. I miei ballerini Antonio e Riccardo Greg. Grazie anche a Fabio Acquaviva che realizza le mie acconciature. Un grazie speciale a tutte le concorrenti, alle madrine e a tutti le persone presenti e non, ma soprattutto grazie a La Wanda Gastrica che ha organizzato un evento indimenticabile e ci ha regalato grandi emozioni!

Cosa ti è piaciuto di più di questa esperienza? Mi è piaciuto la sintonia, la semplicità, le amicizie nate dietro il sipario tra noi candidate, le madrine e tutto lo staff. Sarà un’ esperienza indimenticabile a cui ripenserò sempre con un sorriso. Ho imparato tanto e ognuna di loro mi ha regalato qualcosa che porterò sempre nel cuore!

Grazie Chanel, complimenti ancora e in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti. Grazie a voi e un ultimo pensiero a tutte le drag italiane e non: porterò sempre alta la nostra bandiera e lotterò per noi! Un bacio della vostra Miss Drag Queen Italia 2018.

Che belle parole! Dicevi che il tuo personaggio è nato a una parata Pride, ti schieri in prima fila per difendere i diritti LGTQIA quindi, parlacene un po’... Sono diversi anni che partecipo ogni 42


Mistress Fantasia la Venere del Bdsm

43


Mistress Fantasi la Venere del BDSM

Oggi facciamo la conoscenza di Fantasia, bellissima padrona italiana, intransigente e spietata venere, maestra di giochi sado con stupendi piedini adorabili racchiusi in tacchi a spillo. Mistress Fantasia è un’altera regina che gode nello schiavizzare e farsi servire dagli uomini e, oltre che molto sensuale, è dotata anche di spiccata intelligenza.

denti via mail, per capire come dirigersi nelle sessioni: questo vale specialmente per i novizi. Poi, una volta approvato l’appuntamento, ci si incontra di persona. Prima di entrare nel dungeon, mi piace accoglierli con un caffè e chiacchierare, per distendere un po’ l’atmosfera perchè in tantissimi si presentano emozionatissimi, in particolare se è la loro prima sessione.

Buongiorno, è un piacere. Ci racconti un po’ di Lei. Buongiorno a tutti. Sono italiana, abito a Padova e ho 37 anni. Da che ricordo, ho sempre avuto un carattere autoritario e nella vita amo comandare.

Una sessione quanto dura, all’incirca? Durano circa un’oretta e vanno eseguite in modo diverso per i novizi, a scalare, in base alla conoscenza e a che cosa ognuno di loro è portato. Comunque, la prima cosa che chiedo è quella di visitare il mio sito, dove spiego esattamente come comportarsi prima di un incontro con me.

Lei è una delle Mistress più richieste d’Italia. Quando ha sentito la “vocazione” per questo ruolo? Ormai 15 anni fa, pubblicando una foto in internet di me con un vibratore. La consideravo una trasgressione diversa dai soliti rapporti sessuali e, in seguito alla sua pubblicazione, si è scatenata la curiosità e sono arrivate tantissime richieste in cui mi si chiedeva di fare sessioni Bdsm. Quindi, ho fatto un percorso da Mistress in Svizzera dove ho collaborato con un’altra Padrona e ho imparato l’arte del bdsm. La Svizzera, come la Germania e l’Austria sono molto più avanti rispetto all’Italia per queste discipline.

E per quanto riguarda gli schiavi “esperti”? Se uno schiavo è un veterano del mondo fetish e bdsm, la sessione si può estendere anche a 2-3 ore. Con loro, che io definisco “extreme” (estremi), mi faccio indicare le fantasie preferite o mi faccio dare carta bianca. C’è una pratica che va per la maggiore? Va molto l’umiliazione psicologica, con il ruolo da sottomesso. Alla maggior parte dei novizi piacciono i giochi fetish e la sodomia con strap on e l’adorazione dei piedini. Potete scrivere che io concedo il sesso SOLO ai novizi, perchè con loro il percorso inizialmente non è basato sul dolore ma più sul gioco psicologico delle fantasie. A volte, su di loro mi spingo al bondage, ma senza incatenamento totale...valuto le reazioni per capire fin dove posso arrivare. Gli schiavi esperti invece non hanno quasi limiti, quindi via libera a femminizzazione, vibratori, sex machine, fruste, clinical-sex...ho un dungeon attrezzatissimo per ogni perversione (sorride).

Forte delle Sue conoscenze, siamo curiosi di sapere per Lei una Mistress che caratteristiche deve avere. Deve essere autoritaria e femminile, sensuale nello stesso tempo. E’ fondamentale che riservi del tempo per il dialogo con gli schiavi, in modo da capire di cosa hanno bisogno e come accontentarli al meglio. Lei come si approccia con gli schiavi che la contattano? Innanzitutto, prima di ricevere schiavi nuovi, preferisco avere contatti prece44


A Lei invece che cosa piace? Mi piace l’abbigliamento in latex e i giochi fetish, credo siano una qualifica in più nel sesso. Sono momenti in cui posso comandare e fare il gioco che voglio io in modo sensuale. Provo piacere nel sottomettere, ovviamente. Immagino Lei sia molto selettiva. Si, seleziono molto la clientela. Non concedo il mio tempo agli stranieri, accetto solo uomini italiani, niente donne, non mi interessano. Inoltre, pratico sempre e solo sesso sicuro con il preservativo: dico si a trasgredire, ma con la testa! Tengo particolarmente anche all’igiene che per me è fondamentale.

Il regalo perfetto per tutti gli amanti del BDSM? Il nuovo kit per coppie della linea Darker è composto da oggetti di materiali di prima scelta e dotati di motore e caratteristiche estremamente avanzate. In particolare questo kit è composto da un’elegante benda, un nastro costrittivo, un anello fallico vibrante in silicone, un trasgressivo sculacciatore, un fallo anale in silicone con curva per stimolare il punto P ed una corda e un bullet per far vibrare tutti i punti più eccitanti. Lo trovate nel sexy shop Boutique “I Trasgressivi”. Noi consigliamo di utilizzare i sex toys insieme al lubrificante neutro BIOglide, biologico al 100%. BIOglide soddisfa i più elevati standard di qualità ed è estremamente skin-friendly, amico della pelle, e può essere utilizzato per periodi di tempo illimitati.

Mistress Fantasia, l’uomo che si rivolge alla Padrona, perchè lo fa? Penso che alcuni abbiano avuti dei traumi da piccoli, spesso si tratta di figli unici con genitori autoritari e vedono nella Mistress una trasgressione. Altri invece, nella vita, ne hanno fatte talmente tante che vogliono spingersi oltre il limite. Ho notato che chi richiede e lascia carta bianca è gente che nella vita quotidiana comanda e ha un potere forte in mano: si affidano alla Mistress per provare qualcosa di diverso. Come si vede da qui a qualche anno? Cosa le piacerebbe fare? Come progetto di vita mi piacerebbe vivere a Malaga, in Spagna e scrivere dei libri. Mi piace il mare. Ah, e mi ci vedo sola e senza uomini, basto a me stessa! (ride).

Per acquistare clicca qui!

45


Lolyta Barby un angelo sexy

46


Lolyta Barby un angelo sexy

Grazie alla tua bellezza sei diventata una escort di successo. Ti va di raccontarci un po’ del tuo lavoro? Certo. Ho scelto di fare questo mestiere perchè mi piace tantissimo il sesso, lo dico schiettamente (ride). Non trovo particolari contro in quello che faccio... unica cosa è che le persone mi cercano troppo e destreggiarmi tra tutti gli appuntamenti a volte è davvero complicato. Ma meglio così, in effetti!

Conoscere Lolyta Barby è come entrare in un sogno: sembra un angelo caduto dal cielo, biondissima, fisico da urlo, una bellezza sofisticata e perfetta difficile da dimenticare. Attualmente a Bergamo, l’abbiamo intervistata per voi. Ciao Lolyta, raccontati ai nostri lettori. Ciao a tutti voi, sono Lolyta, di lavoro faccio la escort e la modella di alta moda. Vengo dal Paese più bello del mondo, il Brasile, precisamente dalla città di Rio Grande de Norte. Sono del segno della bilancia.

I tuoi clienti tipo che cosa cercano di solito in te? La richiesta che mi fanno più spesso è di uscire a cena assieme. Ho una presenza di classe e sono una compagnia simpatica e spigliata e mi trovo perfettamente a mio agio negli ambienti di alto livello. Quando ricevo, invece, mi piace farmi trovare sempre vestita con lingerie sexy e tacchi a spillo.

E che cosa ti ha portato in Italia? Sono qua da 8 anni ed ho scelto di viverci perchè l’Italia è il paese più simile a casa mia. Ci sono le spiagge, le temperature sono calde, la gente è bella. Nel tempo libero che cosa ti piace fare, invece? Andare al cinema e fare la vita “da mare” quando posso: quindi, prendere il sole in spiaggia, fare una passeggiata, shopping..magari mangiare un gelato...e fare sesso! (ride)

Grazie Lolyta Barby per il tempo che ci hai dedicato. Un’ultima domanda: hai un sogno nel cassetto da realizzare? Grazie a voi...per adesso no, direi che sono sodisfatta in tutto!! Un bacione!

Lolyta, come sei di carattere? Vediamo, penso di essere una ragazza molto sicura di se, molto curata e decisamente molto bella in ogni senso, oltre che interiormente. Tu sei transessuale, il tuo percorso di transizione come è stato? In maniera molto naturale: anche se a questo mondo non c’è niente di facile, dobbiamo essere forti. Sicuramente, il mio percorso non è stato facile, ho avuto le mie difficoltà ma non c’è niente di impossibile da superare. 47


Balena Rodriguez

“2 etti di pailettes per far brillare i miei sogni!�

48


Balena Rodriguez “2 etti di pailettes per far brillare i miei sogni!” Conosciamo meglio la terza classificata al concorso di Miss Drag Queen Emilia-Romagna, la giovanissima e talentuosa drag queen Balena Rodriguez!

Queen più brave di me, le mie compagne di Crew e spesso anche da Asi@ stessa che mi aiuta facendo uscire idee strepitose! Una grande mano me la da anche il mio compagno, senza di lui Balena non esisterebbe.

Ciao Balena, presentati ai nostri lettori. Buonasera a tutti piccoli cetacei! Nella vita privata sono Filippo, ho 20 anni, studio psicologia e lavoro come animatore in una struttura psichiatrica. Posso dire che Balena aiuta spesso Filippo, forse queste due forti personalità collaborano strettamente nella vita di tutti i giorni. Anche perchè penso che senza l’una, neanche l’altro esisterebbe.

Con la tua Crew dove fai gli spettacoli di solito? Grazie alla mia Chiocciolina, Asi@, mi esibisco soprattutto in Emilia-Romagna, nelle feste dell’unità, nei ristoranti e nelle feste di paese. Non da molto tempo, ho avuto anche l’occasione di esibirmi in discoteche come il RED di Bologna e l’ArtClubDisco di Desenzano del Garda.

Complimenti per esserti aggiudicata il terzo posto a Miss Drag Queen Emilia-Romagna 2018. Sei soddisfatta? Sono molto felice di essermi aggiudicata questo terzo posto a Miss Drag Queen E.R! Facendo la drag queen da solo un anno è stato un grande traguardo e una grandissima soddisfazione.

Hai un artista preferito? Agli alti livelli drag, penso che il mio artista preferito sia senza dubbio Baby Marcelo la Troya de Ibiza, un giorno sarebbe un sogno incontrarla. I costumi che indossi invece chi li crea? I miei abiti? Beh, i miei abiti sono tutti di un importante marca famosissima, ovviamente firmati Balena Rodriguez! (ride)

Sei agli esordi ma già raccogli successi. Il tuo personaggio come è nato? Balena nasce nei miei peggiori incubi, dove mi difende nei momenti più difficili, come a farmi da scudo verso il mondo con la sua ironia, la sua fantasia e la sua sempre voglia di sorridere. Ovviamente, se poi questo sogno è diventato realtà è tutto merito di Asi@ Drag Queen. Ho sempre voluto fare la drag e un giorno, ad una sua serata, mi ha chiamato sul palco e li ci siamo conosciuti. Da quel momento è nata ufficialmente la signora Balena.

Per concludere, svelaci qualche tuo progetto per il futuro, se ti va. Il futuro è tutto da scoprire, vorrei indossare abiti sfavillanti, parrucche giganti, dipingermi la faccia per spaventare il destino e i nemici della fantasia! Mi piacerebbe avere una voce brillante, che faccia sorridere il cuore di tutti, per superare i momenti difficili. Non mi sembra di chiedere tanto. 2 etti di Paillettes per far brillare i miei sogni, 400 grammi di ottimo fondotinta per nascondere la mia timidezza, un microfono sempre acceso e un palcoscenico per essere sempre pronto a mostrare la mia determinazione ed il mio coraggio.

Sei autodidatta o frequenti qualche scuola di spettacolo? Ho studiato teatro e regia facendo corsi sia extrascolastici sia professionali, è sempre utile saper improvvisare. Dove trovi l’ispirazione per le tue esibizioni? Ascoltando i consigli di amiche, vedere Drag

Grazie Balena Rodriguez e in bocca al lupo per tutto! 49


L’incredibile storia di

Giudy Bocca

50


L’incredibile storia di Giudy Bocca Quando abbiamo avuto il piacere di parlare con l’abruzzese Giudy Bocca, una delle più famose escort trans a livello nazionale e web star, abbiamo capito subito che sarebbe stata un’intervista diversa dalle altre. Giudy, oltre ad essere bellissima, ha un’energia incredibile, è un fiume in piena di parole emozionanti e al contempo trasgressive. Questa è la storia della sua vita, narrata da lei stessa.

coppiarmi con alcuni soggetti della sua bisca clandestina fino ad accompagnarmi in affollati cinema porno, scegliendo lui per me i militari a cui mi sarei dovuta concedere. Solo molto tempo dopo capii che era un guardone, tanto quanto alcuni mariti che adesso portano le mogli da me. Ecco, lui fu il primo maestro”. Gli anni a Londra e il primo contatto con il mondo BDSM “L’incontro davvero determinante arrivò qualche anno dopo, alla fine del liceo, quando venni contattata da Channel 4, una televisione inglese, che mi proponeva un contratto di una settimana per partecipare a Londra alla trasmissione Eurotrash, condotta dallo stilista francese Jean Paul Gautier in cui dovevo rappresentare me stessa, un giovanissima transessuale sgrammaticata senza arte né parte. Un ruolo ben retribuito in cui non dovevo fare praticamente nulla se non passare tra le mani di truccatrici, parrucchiere e costumiste. L’impatto con Londra fu stravolgente, per intensità, cultura, libertà di pensiero e di costumi. La produttrice del programma mi parlò di un locale trendy, il Torture Garden, che organizzava una volta al mese degli eventi a tema BDSM, regalandomi il biglietto d’ingresso. Quello che veniva richiesto era rigido un dress-code in latex o uniforme attraverso cui si poteva oltrepassare il severo controllo all’ingresso. Venni catapultata improvvisamente in un mondo in cui tutto era inimmaginabile e in cui io, li dentro, ero una neofita all’oscuro di tutto. Tra le tante figure che gravitavano al centro del palco, feci amicizia con quella che poi scoprii essere la più famosa e quotata Mistress d’Inghilterra, alla quale raccontai del mio contratto in scadenza con la tv. Lei mi propose un periodo di “prova” a casa sua, che era una enorme struttura al centro di Carnaby Street, in cui un’ala era adibita ad attrezzatissimo dungeon, sala torture e perversioni di ogni genere”.

I primi anni “La mia è una vita segnata dal più assoluto dinamismo. Grazie al lavoro di mio padre, io e i miei fratelli, avevamo una vita itinerante che ci portava anno dopo anno a cambiare città, scuola ed abitudini. La mia spiccata propensione alla socialità e il delinearsi di tratti inconfutabilmente femminili mi permisero di entrare in profonda sintonia con i compagni con i quali mi intrattenevo, approffittando del fatto che le ragazze “se la tiravano” e non la davano via così facilmente. Utilizzando di nascosto autoreggenti, make-up, tacchi e vestitini di mia sorella mi accorsi velocemente quanto il travestitismo piacesse al maschio italico”. La formazione sessuale “Il primo incontro vero e determinante per la mia formazione arrivò tra il primo e il secondo liceo in un assolato pomeriggio di piena estate. Camminando per la città, mi fermò un uomo in moto, un quarantenne proprietario di una sala giochi del quartiere che mi chiese se mi andava di farmi un giro. Non ci pensai un attimo, salii velocemente abbracciandolo forte da dietro mentre sferrava velocemente nel traffico delle strade. Mi portò ad aprire la sua attività, che più che di ricreazione scoprii poco dopo essere un centro di scommesse illegali con giocatori di poker che nel retrobottega facevano notte fonda. Quella persona mi soggiogò prima fisicamente e poi psicologicamente, e forte della passione che si instaurò tra noi e della notevole differenza d’età, fece di me una compagna di avventure alla quale tutto poteva chiedere: da ac51


Una vera Mistress “Furono anni determinanti per la mia formazione professionale in cui, pezzo dopo pezzo, con assoluta gratitudine imparai ogni segreto del mestiere. Quando non mi era concesso partecipare ad alcuni incontri, avevo la possibilità di spiare dai glory hole (buchi alle pareti) e attraverso quelle sessioni quotidiane mi sono definitivamente formata come Mistress. Esattamente come a scuola ognuno di noi eccelle in qualche materia, io ho imparato tutto, ma ho portato con me le discipline che sentivo più mie. In primis la dominazione psicologica, cioè condurre qualcuno verso qualcosa attraverso degli step, poi il travestimento di uomo in sgualdrina che considero il mio fiore all’occhiello, i giochi di ruolo-di gruppo-di coppia, il fisting, il clinical, lo scat e il pissing del quale, dico sempre sorridendo, di avere il brevetto italiano, in quanto capace di praticarlo a comando “a cazzo duro” con tutte le meravigliose declinazioni che questo può comportare in ambito di un rapporto sessuale”.

Unica e inimitabile “Certo, pian piano ho visto crescere dei cloni. Oggi tutte, parlo anche di donne, si improvvisano esperte in quello che io ho portato in Italia dopo anni di curioso e certosino lavoro all’estero. Quello che conta, dico sempre, è il risultato e il feedback che ricevi dai clienti. Non basta indossare un vestitino in pelle e avere una frusta tra le mani per essere definita una mistress coi “controcoglioni”. Per proteggermi dalle copie cinesi e mettere sotto gli occhi di tutti le attività di cui vi ho parlato, da una decina di anni ho creato un blog, insignito l’anno scorso come unico sito italiano dal prestigioso SEXGUIDE USA, nel quale settimanalmente vengono aggiornate le mie attività hard corredate anche da foto e video, attraverso cui il mio pubblico ha la possibilità di scrivere e interagire con me”. Tra presente e futuro “Sono anche produttrice e regista, giro tutte le pellicole che si possono acquistare sul mio sito, captando i desideri e le fantasie che quotidianamente vengono raccontate dalle persone che frequento. Ora, per esempio, sono in partenza per Cuba e Perù, telecamera in spalla, per girare la nuova serie “Giudy Bocca conquista il Sudamerica”, pronto da settembre appena finito il montaggio. Dormo pochissimo e passo almeno la metà dell’anno all’estero, sempre adrenalinica, propositiva e felice di raggiungere contesti sempre più internazionali. Se ho un sogno nel cassetto? No: la mia vita è già un sogno e vorrei che rimanesse tale, coi miei fans che continuino ad amarmi”.

Il ritorno in Italia Alla fine di quel triennio, presa anche dalla responsabilità d’iniziare e finire un percorso universitario in lingue, decisi di tornare in Italia con il mio bagaglio, portando queste pratiche come prima transessuale sul territorio nazionale. Venni contattata dall’organizzatore di una fiera erotica estiva che affrontai, tappa dopo tappa, al fianco delle più famose pornostar, prima di dedicarmi completamente a quella che sarebbe diventata la mia professione attuale. Un paio di registi mi convinsero a girare porno sul circuito nazionale ma presto capii che quello non era il mio mondo quando vidi lo sfruttamento al quale noi attrici eravamo sottoposte e i turni massacranti a cui eravamo costrette. Per rendere l’idea, al mio primo film ero al trucco alle 7 del mattino e le mie scene venivano girate alle 20. Con molta eleganza diedi il benservito al circuito e mi buttai a capofitto nella mia attività di escort che, da allora, ha raggiunti livelli altissimi e mai neanche lontanamente immaginati”. 52


Intervista alla stilista

Marilia Luthya

53


Intervista alla stilista Marilia Luthya Safira Bengell, Commendadora, attivista per i diritti LGBTQIA in Brasile e nel mondo e nostra inviata speciale, ha intervistato la famosa stilista di moda brasiliana Marilia Luthya.

essermi trasferita a Rio de Janeiro ho raggiunto il titolo massimo di Miss Brasil, che ho vinto a Juiz de Fora nel 1990. Ora crei costumi per il famoso Carnevale di Rio. Sì, realizzo i costumi di alcuni importanti performer del carnevale, da Jozinho Trinta fino a Paulo Barros.

Come ti definiresti come trans e come professionista stilista? Non mi definisco, chi mi deve definire sono le altre persone, se lo facessi io, mi etichetterei e diventerei prigioniera di uno stereotipo. Sono solo Marilia, niente di più.

In Europa, proprio in Italia, sei stata una delle artiste che maggiormente ha collaborato con il mondo dei concorsi. Come ricordi quel periodo? È stato un periodo molto divertente e mi manca molto. Non dimenticherò mai quella competizione in cui c’erano solo due candidati e in cui il nostro amico L.L. riuscito a ottenere il terzo! (ride)

Come hai iniziato la tua carriera di stilista in Brasile? Da adolescente già disegnavo e cucivo i miei vestiti. Ho imparato il mestiere osservando mia madre che è una sarta a Sao Luis de Maranhao. Dopo essermi trasferita a Rio de Janeiro, ho iniziato a lavorare come modellista nel miglior atelier di Cidade Maravilhosa, dal defunto Luis Fernando, dove ho imparato tutte le tecniche di haute couture.

L’Europa ha influenzato il tuo attuale lavoro? Il mio soggiorno in Italia mi ha permesso di osservare da vicino il lavoro dei migliori designer e di arricchire le mie conoscenze.

Quando hai iniziato ad interessarti alla moda? Quando avevo circa 10 anni, ho visto su una copertina di una rivista la foto di una modella che indossava una splendida creazione di Coco Chanel e in quel momento ho capito cosa volevo fare da grande.

Come vedi la situazione attuale degli stilisti in Brasile, in particolare Trans? Parlare di questo sarebbe esprimere un mio giudizio, ma non penso sia giusto giudicare il lavoro di altri stilisti, né la situazione della haute couture in Brasile, non sarebbe deontologicamente corretto. Deve giudicare il pubblico, non io.

Qual è stato il lavoro più importante nella tua carriera? Tutti sono stati importanti, perché ognuno è stato un passo nel cammino di miglioramento e perfezionamento del mio lavoro e della mia arte.

La presenza di stilisti trans nel mercato della moda è importante per la lotta contro la discriminazione? Nella lotta contro la discriminazione, non importa che lavoro fai, ma come lo svolgi tu. Ciò che conta è il rispetto, che non si conquista con il lavoro, ma con il modo di essere e di comportarsi nel quotidiano.

Sappiamo che collabori con i concorsi di bellezza. Come è iniziato tutto? Da adolescente, ho iniziato a partecipato ai concorsi nella mia terra natale, Maranhao, fino a quando non ho ottenuto il titolo di Miss Maranhao nel 1986. Da allora, ho continuato a competere fino a quando ho ottenuto il titolo di Miss Ceará 1987, e dopo

Non pensi che l’alta moda dovrebbe essere più organizzata come categoria professionale? L’alta moda più che una professione è arte e non c’è modo di organizzare gli artisti, 54


O que te levou a gostar da moda? Quando eu tinha uns 10 anininhos eu vi em uma capa de revista a foto de uma modelo vestindo uma deslumbrante criacao de Cocó Chanel, e naquele instante eu soube o que queria fazer quando crescer

ogni volta che qualcuno cerca di organizzarli come categoria professionale, la loro arte sarebbe banalizzata e non sarebbe più tale, evaporerebbe come neve al sole. Perché gli stilisti trans non cercano maggiori specializzazioni? L’alta moda è e sarà sempre un’arte e le arti non si apprendono nelle scuole. In un corso superiore o professionalizzante si possono imparare i principi di base, a maneggiare un pennello, un violino o un paio di forbici, che sono gli strumenti dell’artista. L’arte non è questione di ricercare una specializzazione, ma è ricerca in se stessi, che va fatta con dedizione, perseveranza e pazienza.

Cite alguns trabalhos que foram importantes em sua carreira. Todos foram importantes, pois cada um deles foi um passo dado na jornada do aprimoramento e aperfeçoamento do meo oficio e da minha arte Sabemos que você tem uma ligação com os concursos de beleza, e de que maneira iniciou- se esta relação. Desdé de adolescente comencei partecipar de concursos na minha terra natal, o Maranhao, até chegar ao titulo de Miss Maranhao em 1986, continuei brincando del Miss na minha estadia no Ceará, até conquistar o titulo de Miss Ceará 1987, e depois de me mudar para o Rio de Janeiro cheguei ao titolo maximo de MissBrasil, que ganhei em Juiz de Fora em 1990. Você desenvolve o no Carnaval do Rio de Janeiro Sim, desenvolvo os figurinos de algun carnavalescos importantes, desdé Joazinho Trinta até Paulo Barros

** Traduzione portoghese

Na Europa, precisamente na Itália você foi uma das artistas que passaram por nossas mãos e colaboraram com os concursos por nos realizados. O que foi para voce estes momentos naquele periodo? Foi um periodo muito divertido e do qual tenho muita saudade. Eu nunca esquecerei aquele concurso no qual só tinha dois candidadas e no qual a nossa amiga L.L. conseguiu chegar em terceiro lugar! KKKKKKKKK!!!

Como você se define como mulher trans e como profissional? Eu nao me defino, que tem que me definir sao os outros, se eu me definisse de un jeito o de um outro estaria me rotulando e ficando prisoneira de um estereotipo. Eu sou simplismente Marilia, nada mais que isso. Como iniciou sua carreira como estilista no Brasil? Desdé de adolescente já desenhava e costurava as minhas roupas, aprendí o oficio observando minha mae, que é costureira em Sao Luis de Maranhao. Depois de me mudar para o Rio de Janeiro passei a trabalhar como modelista no melhor atelier da Cidade Maravilhosa, o do saudoso Luis Fernando, onde aprendí todas as tecnicas da Alta Costura.

O que a Europa influenciou no seu trabalho atual? A minha estadia na Italia me permeteu de observar de perto os trabalhos dos melhores estilistas e de enriquecer os meus conhecimentos 55


Como você vê a atual situação dos estilistas no Brasil, principalmente as Trans? Para falar da situação dos estilista no Brasil deveria manifestar um meo juizo, mas eu não acho certo julgar os trabalhos dos outros estilista, nem a situação da alta costura, nao seria deontologicamente correto, que tem que julgar isso é o publico, nao eu. É importante para a luta contra a discriminação a presença desta população no mercado da moda? Na luta contra a discriminacao nao importa o trabalho que vc faz, mas como vz o faz, na luta contra a discriminacao o que importa é o respeito que vc conquista nao com seu trabalho, mas com o seu modo de ser e de se comportar no dia a dia

Ecco a voi un abito incredibilmente sexy! E-Z Street è realizzato con parti in rete, elasticizzato e morbido sui fianchi quasi totalmente aperti con intaglio particolare. E’ perfetto per incontri romantici o come indumento intimo eccitante e sensuale, una lingerie sexy da non lasciarsi scappare se si vuole essere le più notate! Abito sexy E Z Street Mini dress pink lipstick. L’abitino non vi sembra abbastanza? Completatelo con il boa in piume rosa di Ouch e con i bellissimi guanti in raso fucsia medi di Music Legs. Trovate tutto nel sexy shop Boutique “I Trasgressivi”.

Você não acha que deveria ser mais organizada como categoria profissional? A alta costura mais que profissao é arte, e nao tem como organizar os artistas, no momento que alguem tentasse organizarlos como categoria profissional a arte deles seria banalizada e nao seria mais arte, que evaporaria como neve no sol. Porque as estilistas Trans na maioria nao buscam a formação superior? Porque a moda antes que uma profissao é arte, a Alta Costura é e sempre será uma arte, e as artes nao se aprendem nas escolas. Em um curso escolar, superior ou professionalizante que seja, pode se aprender os principios fundamentais, os basicos, pode se aprender como manusear um pincel, um violino o uma tesoura, que são os instrumentos do artista, mas saberlos manusear nao que dizer ser um artista, a arte nao é coisa de se buscar num curso superior o em um instrumento, mas em se mesmos, com dedicaçao, perseverança e paciencia. 56


Lgbtq: le cittĂ piĂš aperte 57 Amsterdam - Berlino - San Francisco - Londra - Stoccolma


Lgbtq: le città più aperte

Amsterdam, Berlino, San Francisco, Londra e Stoccolma Riportiamo integralmente la bella intervista della giornalista Barbara Ardù di Repubblica a Raffaella Temporiti, Hr director di Accenture Italia, azienda che fa parte di Open for Business (la coalizione di 26 aziende multinazionali impegnate a promuovere i diritti Lgbt in tutto il mondo), che ha raccontato a Repubblica.it cosa significa portar avanti i diritti delle persone Lgbt e quali sono i vantaggi economici.

sono declinate in modo trasversale su tutta l’organizzazione sia internamente, con momenti di confronto e networking organizzati ad hoc, sia esternamente, con il coinvolgimento dei clienti nelle iniziative di sensibilizzazione. L’azienda fonda il suo successo sul valore delle sue persone, che in Italia sono oltre 13mila, e delle loro singole peculiarità. Il team di Inclusion & Diversity crea programmi di formazione, incontro, ascolto, volti a migliorare e monitorare l’ambiente di lavoro. Si tratta di online training, disponibili sempre e per tutti i dipendenti e sono mirati ad accrescere la consapevolezza sui vari aspetti della diversità.

Ci sono città più aperte e dove fare businnes è più facile, altre più chiuse all’innovazione e alle diversità. E c’è un Report che esce annualmente che le certifica anche dal punto dell’accoglienza che riservano agli omosessuali. Nell’ultimo, quello del 2018, viene fuori come l’inclusione della comunità Lgbt coincida ovunque con l’acquisizione di livelli più elevati di innovazione, maggiori competenze e una migliore qualità della vita che, a loro volta, contribuiscono a migliorare la performance economica e l’aumento del Pil pro capite. Tra le città più aperte ci sono Amsterdam, Berlino, San Francisco, Londra e Stoccolma. Milano e Roma,insieme a Tel Aviv, Hong Kong, Johannesburg e Shanghai rappresentano una via di mezzo. Sono aperte, ma non troppo. Tra le più chiuse si contano al contrario Nairobi, Dakar, Kiev, Istanbul e Mosca. Sono 121 le metropoli prese in considerazione in base al loro grado di inclusività, competitività economica e progresso. Ventitrè i parametri economici e sociali utilizzati (consultabili qui).

Cosa ha di più un’azienda dove le persone sono integrate e non c’è differenza tra neri, bianchi e omosessuali? C’è più produttività, più innovazione? La diversità dei talenti è tenuta in forte considerazione proprio perché chi vive e lavora in un contesto inclusivo riesce ad esprimere a pieno il proprio potenziale. Basta leggere il Report 2018 Open For Business: strengthening the economic case, dove viene evidenziato come l’inclusione della community Lgbt coincida ovunque con l’acquisizione di livelli più elevati di innovazione, maggiori competenze e una migliore qualità della vita che, a loro volta, contribuiscono a migliorare la performance economica e l’aumento del Pil pro capite. Allo stesso modo, le aziende che adottano un approccio inclusivo hanno maggiori probabilità di migliorare le proprie performance finanziarie.

Come si crea un’azienda dove le differenze di orientamento sessuale non influiscono sull’ambiente di lavoro? Le politiche Lgbt friendly di Accenture

Da chi dipende l’inserimento di questi lavoratori in azienda? Capo del personale e chi altro? L’azienda non ha né il diritto né l’interes58


se a indagare l’identità sessuale dei candidati che desiderano entrare in Accenture o di chi già ci lavora. L’ingresso di una persona Lgbt non è monitorato e di conseguenza non dipende da nessuno. L’azienda offre semplicemente alle persone Lgbt le medesime opportunità che offre a tutti i candidati, senza che questo incida in modo negativo o positivo sulla valutazione dei recruiter, che seguono appositi training per saper identificare e superare eventuali pregiudizi inconsci. Quello che accade dopo è che le persone, Lgbt e non, hanno la possibilità di iscriversi al network Lgbt Ally, una rete aperta a tutti i dipendenti Lgbt e alleati della community”, che si propongono come catalizzatori e ambasciatori dell’inclusione all’interno dell’organizzazione, contribuendo a definire strategie e iniziative da implementare trasversalmente a tutta l’organizzazione.

“Sconvolti. Viaggio nelle realtà transgender” di Chiara dalle Luche e Roberta Rosin Il libro si snoda attraverso un itinerario dove la Disforia di Genere appare attraverso il percorso di transizione di Andrea e Sara. Due vite, due transessuali che hanno deciso di andare fino in fondo. L’opera diventa strumento per riflettere su alcuni temi che trovano poco dibattito, discussione e comprensione. Desiderare il possibile, mettere insieme i pezzi dell’intero tra frammentazione e ricostruzione, riempire il vuoto, soffermarsi sulla teoria degli opposti, ondeggiare tra noto ed ignoto, sconvolgersi e acquietarsi, sognare l’altra faccia di sé, è possibile. Andare oltre la zona d’ombra attraverso informazioni utili sulla varianza di genere ed il transgenderismo sono inoltre presenti per un percorso di conoscenza alla luce del modello della Psicologia Funzionale e del protocollo ONIG (Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere).

Conta la linea tracciata dall’amministratore delegato? Certamente, è fondamentale che l’ad indichi la direzione e, insieme a team specifici guidati da esponenti della leadership e dedicati in azienda alla valorizzazione della diversità, sostenga i programmi dedicati all’inclusione. Accenture ha un amministratore delegato globale, Pierre Nanterme, e uno italiano, Fabio Benasso, che credono fortemente nella necessità di creare un luogo di lavoro il più inclusivo possibile. Sono entrambi forti sostenitori di queste politiche aziendali che, oltre a consentire a ciascuno di vivere e lavorare in un ambiente inclusivo, sono capaci di valorizzare tutte le differenze, consentendo anche all’azienda, attraverso il confronto di punti di vista sempre diversi tra loro, di essere più flessibile e sempre pronta a interpretare e anticipare le esigenze del mercato e dei clienti.

Per comprare il libro clicca qui.

59


Aster LAB

gioielli per le Stelle

60


Aster LAB

gioielli per le Stelle I vostri gioielli sono stati indossati recentemente dalla vincitrice del concorso Miss Drag Queen Triveneto 2018 Satine Saty. Fate spesso creazioni per concorsi? (C e R): Assolutamente sì. E’ un qualcosa che ci riempie sempre di entusiasmo perché si tratta di una “messa alla prova”, di un’occasione per proporre al concorrente della competizione qualcosa di completamente unico e diverso da quanto proposto fino a quel momento. Ma questa non è la sola maniera nella quale prendiamo parte ai concorsi di drag queen o di performer. Per il secondo anno di fila, Aster LAB è, infatti, sponsor ufficiale della finale nazionale di Miss Travestie Hollande, nonché di alcune finali regionali della stessa Olanda. Questo per non parlare, certo, delle numerose collaborazioni con vari format di concorsi su territorio italiano.

Dopo mesi di studio e ricerca di materiali idonei alla creazione di gioielli atti a soddisfare i canoni dello stile e dell’alta moda, nell’aprile 2014 è nato ufficialmente “Aster LAB – Light for Stars”, il progetto creativo di Claudio e Roberta Menichini, artigiani gioiellieri di Napoli. Un’idea che i due fratelli accarezzavano da tempo, dal momento che, da generazioni, la loro famiglia lavora nel settore della sposa e della bijoutteria. Buongiorno Claudio e Roberta. Da dove è nata l’idea di creare gioielli? (C e R): L’idea in sé, è nata un po’ per caso. Nel febbraio del 2014, conoscemmo una celebre drag queen italiana famosa ormai nel mondo, Priscilla, e fin da subito si iniziò ad abbozzare uno schema di progetto che potesse, in un certo modo, adattare al mondo artistico le nozioni di design e innovazione che hanno da sempre caratterizzato il marchio Diana de Simone for Bridal. Visto che l’arte del creare gioielli è di famiglia, vi sono state tramandate le tecniche di lavorazione? (C e R): Esattamente. Come tutti i lavori di artigianato, credo che il corso migliore che abbiamo potuto seguire sia stato accanto a un maestro. Nel nostro caso, è stato nostro padre a instradarci, già da molto prima che nascesse Aster LAB, nel mondo dell’HANDMADE (fatto a mano) insegnandoci tecniche e modalità di lavorazione che vengono, ormai, tramandate da generazioni nella nostra famiglia. All’alto profilo tecnico, inoltre, va associato anche un altro fattore assolutamente importante per noi: la continua ricerca di materiali innovativi e uno studio accurato delle esigenze del pubblico al quale si rivolge Aster LAB. 61


Quali sono le vostre fonti di ispirazione? (C e R): Parlare di un’unica fonte di ispirazione sarebbe riduttivo dal momento che, come azienda, cerchiamo di soddisfare esigenze sceniche spesso estremamente eterogenee fra loro. Anzitutto, è la storia dell’arte a dare il miglior supporto alla creatività, dal momento che abbiamo proposto un’intera linea di gioielli ispirata ai quadri più famosi al mondo (primi fra tutti, La notte stellata di Van Gogh e Guernica di Picasso), ma non sono mancati anche riferimenti alla mitologia greca (il nostro fiore all’occhiello resta un copricapo ispirato alla figura di Medusa reinterpretata in chiave egizia). A seconda delle richieste del pubblico, spesso le fonti di ispirazione sono state anche gioielli indossati ad Hollywood, come il famoso collier di Satine in Moulin Rouge, oppure le maestose corone regali britanniche.

da performer delle discoteche Pacha e dell’Ushuaia di Ibiza. Tuttavia, Aster LAB non ha mai perso la sua “anima drag” che ne ha favorito la nascita, nonostante l’evoluzione negli anni. Ecco, dunque, perché siamo un’azienda che principalmente si rivolge all’universo drag queen. Dove si possono acquistare le vostre creazioni? (C e R): Le piattaforme social sono certamente il veicolo migliore per questo genere di attività dal momento che lavoriamo molto per corrispondenza. Spesso personalizziamo qualsivoglia creazione da campionario per tutelare l’unicità di ogni pezzo, per cui l’ascolto delle esigenze del cliente è fondamentale per un buon lavoro. In questa prospettiva, i social media come Facebook e Instagram favoriscono un dialogo col cliente, oltre che un mero acquisto. Che obiettivi vi proponete per il futuro? (C e R): Certamente siamo un’azienda che vuole ancora crescere, perché sentiamo di avere ancora tanto da dare in questo settore. Col tempo, ci piacerebbe molto uscire dall’Europa e conquistare anche il pubblico americano. Si tratta di un progetto in cui crediamo tanto e nel quale riversiamo gran parte delle nostre energie… e chissà se presto non ci riusciremo!

C’è un personaggio famoso che vi piacerebbe “vestire”? (C e R): Di personaggi famosi nel panorama italiano abbiamo avuto il piacere di “vestire” Vladimir Luxuria e Romina Falconi, ma non nascondo l’ambizione di riuscire, un giorno, a consegnare un nostro prodotto a Chiara Ferragni. Quanto, invece, al panorama internazionale, il sogno nel cassetto sarebbe far indossare un gioiello Aster LAB al personaggio più estroso e stravagante del mondo della musica: Lady Gaga. A che genere di clientela vi rivolgete principalmente? (C e R): Chiudere l’artigianato e la creatività in un solo tipo di clientela sarebbe sul serio riduttivo. Possiamo dire che Aster LAB si rivolge ai palcoscenici, dal momento che collabora con molte compagnie teatrali in Europa e non sono mancate richieste specifiche 62


63


LACRIME - LAMENTI - LITIGI 64


LACRIME - LAMENTI - LITIGI Il piacere attraverso la storia

Enrico IV di Francia era convinto che fosse dovere della regina accontentare il marito in tutto, tra cui accettare le sue amanti, ma sposò due donne che erano di opinione contraria. Enrico, all’epoca in cui era solamente re di Navarra, aveva sposato la principessa Margherita e nei primi anni di matrimonio ebbe numerose relazioni con dame di compagnia della moglie. La regina Margherita, bruna ed affascinante, a sua volta di amanti ne ebbe parecchi; fingeva di non vedere, anche perché non avrebbe voluto sposare Enrico, un piccolo principe con il ginocchio varo ed un naso più grande del suo regno, che aveva avversione all’igiene e puzzava fortemente. Accadde poi che Enrico si innamorò di Francoise de Montmorency, nota come Fosseuse. Nel 1581, la quindicenne Fosseuse rimase incinta e sparse la voce che il re aveva promesso di divorziare dalla regina e sposare lei se gli avesse dato un figlio maschio. Margherita, che figli continuava a non averne, si sentì minacciata e cercò di allontanare la ragazza, ma Enrico infuriato, non permise che fosse allontanata e divenne freddo ed indifferente verso la moglie, negando la gravidanza dell’amante. Quando Fosseuse ebbe le doglie del parto, Enrico chiese a Margherita di assisterla nel travaglio. La moglie acconsentì, poi Margherita suggerì al re di andare a caccia; quando Enrico fu di ritorno, apprese che l’amante aveva

partorito una bambina morta. Il re addolorato chiese alla regina di tornare dall’amante per consolarla e fu a questo punto che Margherita esplose in un indignato rifiuto, facendo scoppiare una terribile lite. I rapporti fra i coniugi peggiorarono al punto che Margherita tentò di organizzare una ribellione contro il marito; la rivolta fallì e lei venne esiliata in stato di prigionia in un remoto castello. Quando il fratello di Margherita, Enrico III, morì senza lasciare figli, Enrico di Navarra, suo cugino, divenne re di Francia e divorziò da Margherita, che nel frattempo aveva cominciato a bere, a mangiare in modo smodato e ad andare a letto con i servi. Nel 1599 morì Gabrielle d’Estrées, l’amante che Enrico aveva progettato di sposare, così il 46enne re cominciò a cercare moglie. La scelta cadde su Maria de’ Medici, nipote del granduca di Toscana; la decisone fu presa per l’inadeguatezza delle rivali e per la dote che portava. inoltre, Enrico aveva ricevuto ingenti prestiti dallo zio di Maria e sperava che i debiti sarebbero stati condonati se avesse fatto della nipote la regina di Francia. Mentre erano in corso le trattative matrimoniali, il re si innamorò perdutamente di Henriette-Catherine de Balzac d’Entragues, cortigiana d’alto bordo. Henriette era bella, possedeva grazia, fascino, vivacità intellettuale e un’impetuosa passionalità; era snella, flessuosa, ma soprattutto ambiziosa e voleva diventare 65


regina di Francia. Tuttavia, prima di andare a letto con il re chiese l’incredibile somma di 100.000 corone, che Enrico accettò prontamente di sborsare e ordinò al suo ministro, il duca di Sully, di effettuare il pagamento: questi fu costretto a prenderli dal tesoro reale e per dissuadere il re dalla folle spese prese la somma in pezzi d’argento e li sparse sul pavimento, ma Enrico, senza recedere, si limitò ad esclamare:”E’ un piacere che si paga caro”. Dopo avere intascato il denaro, Henriette pretese una promessa scritta di matrimonio, che il re fece condizionandola al parto di un figlio maschio, se fosse rimasta incinta entro sei mesi. La compromettente dichiarazione, che all’epoca costituiva un contratto legittimo, poteva essere portata in tribunale per annullare un eventuale successivo matrimonio di Enrico con un’altra donna; ad Henriette non restava che partorire un figlio maschio per diventare regina di Francia. Quando Henriette era ormai incinta di sette mesi ed in procinto di soddisfare la propria parte di accordo, Enrico firmò il contratto di matrimonio con il granducato di Toscana. Subito dopo, Enrico nominò Henriette marchesa di Vernuil, assegnandole un’ampia tenuta ed un castello, ma la donna non si ritenne soddisfatta e minacciò di rendere pubblica la promessa di matrimonio qualora non avesse rinunciato a sposare Maria de’ Medici. Il re scrisse immediatamente ad Henriette con toni dissuasivi e minacciosi chiedendo la restituzione della promessa di matrimonio, che non venne fatta, ma la donna tornò ad essere dolce e disponibile; così Enrico la invitò a palazzo reale per partorire. Il travaglio del parto ebbe inizio in una notte, durante un violento temporale, con lampi e tuoni; sfortunatamente un fulmine penetrò nella camera della partoriente passando proprio sotto i letto. Henriette ebbe una crisi isterica: per ore non fece che gridare ed all’alba nacque un bimbo morto. Il re, lieto dello scampato pericolo, ora il contratto era nullo, si trasformò in un amante premuroso ed Henriette si rassegnò a non diventare regina, ma a godere di tutti i privilegi della sua posizione.

Il 3 novembre 1600, Maria de’ Medici venne accolta nel porto di Marsiglia come regina di Francia. La sposa aveva 26 anni, non era bella perché tendeva alla pinguedine, ma ai francesi piacque il suo portamento dignitoso, mentre Enrico lamentò l’inganno dei ritratti mostratigli, trovandosi davanti una donna corpulenta con una faccia da contadina; ciononostante riuscì a compiere il proprio dovere e mise incinta Maria, ma contemporaneamente ingravidò anche l’amante. Quando Henriette venne presentata a corte alla regina, il re, con rude franchezza, disse:”Questa è la mia amante, che ora desidera servirvi”, parole che ferirono ferocemente la dignità di Maria. Il sangue di Maria ribolliva per l’insulto, anche perché Henriette usava ogni stratagemma per punire la donna che, a suo parere, aveva usurpato il posto che spettava a lei, così tra le due ci furono collerici litici ed il re fu costretto a separarle più volte. La regina definiva l’amante del marito “la puttana del re”; l’amante definiva la regina “la grassa banchiera fiorentina”, che inoltre imitava nell’accento e nell’andatura per deriderla. Dopo dieci mesi dalle nozze, Maria diede ad Enrico il sospirato erede maschio, poi anche Henriette mise al mondo un maschio, e per la regina non c’era pace. Ci fu una storia di lettere d’amore su di un amante di Henriette, che la regina consegnò al re, ma risultando false Maria perse completamente il favore del marito, che risarcì l’amata con la strabiliante somma di seimila sterline d’oro. Nel 1602 Maria partorì una principessa, ma poco tempo dopo anche Henriette ebbe una figlia. Henriette perse il favore del re soltanto nel 1608, dopo aver complottato con gli spagnolo, convinta che avrebbero deposto Enrico e posto sul trono il suo bastardo reale. Quando poi, nel 1610, Enrico venne assassinato, la nuova reggente, Maria de’ Medici, poté liberamente sfogare il proprio odio nei confronti di Henriette ed allontanarla dalla corte. L’ex favorita sfogò le proprie frustrazioni nel cibo e divenne orribilmente grassa. Morì sola nel 1633, 25 anni dopo l’assassinio di Enrico,all’età di 55 anni, e nessuno la pianse. 66


ACERRIME NEMICHE 67


ACERRIME NEMICHE Il piacere attraverso la storia

Due tra le più acerrime nemiche furono Caterina di Braganza, principessa del Portogallo, e Lady Barbara Castlemaine; la prima, moglie e la seconda l’amante di re Carlo II d’Inghilterra. Caterina di Braganza era giunta a Portsmouth nel maggio del 1662 per sposare il monarca inglese; non era una gran bellezza, era una brunetta minuta dai denti sporgenti ed era cattolica, ma era stata scelta per la ricca dote che portava con sé: la cessione di Tangeri e Bombay, che avrebbe aperto le porte dell’India alla penetrazione britannica. Caterina aveva un carattere ferreo ed aveva promesso alla madre che mai avrebbe tollerato alla propria corte la famigerata amante di Carlo, Lady Barbara Castlemaine. Questa tradiva apertamente l’amante, depredava il tesoro reale ed aveva dato diversi figli al re. Lady Barbara era bellissima, mentre Caterina all’apparenza non aveva nulla che potesse renderla in grado di far dimenticare al re la passione nei confronti della contessa di Castlemaine, la più bella donna dell’epoca. Quando Carlo la vide per la prima volta disse:”ho pensato che invece di una donna mi avessero portato un pipistrello”, per via della pettinatura di moda in Portogallo, dove i capelli erano arricciati, tirati orizzontalmente sopra le orecchie e poi lasciati cadere sulle spalle come salcicce. Le sofferenze per Caterina cominciarono subito, perché il re, impegnato con Lady

Barbara, all’epoca in cinta,la fece attendere sei giorni al porto di Portsmouth prima di raggiungerla. Anche la guerra tra le due cominciò subito: il giorno del matrimonio, per dispetto, Lady Barbara ordinò che la sua biancheria intima fosse lavata e stesa ad asciugare nel parco del palazzo, in modo che tutti gli ospiti potessero vederla. Immediatamente Caterina si innamorò perdutamente del marito, alto, scuro di carnagione e spavaldo, e Carlo, gran amatore, affermò spesso di essere soddisfatto della moglie. Certo, Caterina timida e casta doveva combattere con una rivale focosa che offriva al re ben altro. Carlo aveva promesso, per farsi perdonare del matrimonio, a Lady Castlemaine di nominarla dama di camera della regina, la qual cosa avrebbe sconvolto Caterina, perché la carica dava accesso ad ogni intimità reale ed avrebbe rafforzato la posizione dell’amante in una corte alla quale era invisa. Due mesi dopo le nozze reali, Lady Barbara diede alla luce un secondo figlio e Carlo decise di presentarla ufficialmente e pubblicamente a Caterina. Quando le due vennero presentate, Caterina si alzò sorridente e le tese la mano, ma immediatamente dopo ebbe una reazione sorprendente: sbiancò e si lasciò cadere sulla sedia palesemente sconvolta, mentre le lacrime le riempivano gli occhi. Poi, improvvisamente, le uscì sangue dal naso e cadde a terra svenuta; venne subito 68


portata nella stanza accanto, ma Carlo non la seguì, interpretando lo svenimento come una sfida ed infuriato riaccompagnò l’amante alla carrozza. Quando poi la rimproverò per il suo comportamento, Caterina si mostrò intransigente e non certamente pentita. Allora, Carlo si vendicò rimandando a Lisbona i monaci e le dame portoghesi che facevano parte del seguito della moglie, molte delle quali erano amiche di infanzia. Non solo, ma isolò ulteriormente Caterina ignorandola completamente e trascorrendo le notti divertendosi in compagnia degli amici . Fu allora che, il fedele Lord Cancelliere, Edward Claredon, pregò Carlo di lasciare Lady Castlemaine e salvare il suo matrimonio da quell’amante malvista dall’intera corte e dai sudditi. Re Carlo difese l’amante e sostenne che non aveva alcuna intenzione di “rendersi ridicolo agli occhi del mondo” perdendo la battaglia con la nuova moglie, sotto gli occhi di tutti. Saputa la risposta di Carlo, Caterina rispose così: “L’insistenza del re non può che provenire dall’odio nei miei confronti, dal momento che desidera espormi al disprezzo della corte e del mondo. Ma se io mi sottoporrò a un tale affronto, tutti riterranno che lo abbia meritato. No, prima di accettare una cosa simile salirò a bordo della prima imbarcazione che mi capiti sotto mano e mi farò riportare a Lisbona”. Testardamente, Carlo presentò alla moglie un elenco di dame perché le approvasse come candidate al prestigioso ruolo di “dama di camera della regina” ed in cima alla lista c’era il nome di Lady Barbara Castlemaine; altrettanto testardamente, Caterina cancellò l’odiato nome e minacciò nuovamente il ritorno in Portogallo. A questo punto, il re trasferì l’amante in un appartamento sopra al suo, con una scala segreta. Carlo a tavola prendeva posto accanto a Lady Barbara, ridendo e scherzando con lei, senza rivolgere la parola alla regina che sedeva in silenzio; inoltre nessuno voleva essere visto conversare con Caterina per

paura di irritare il re e la sua amante. Alla fine, Caterina crollò, lontana da casa e da ogni affetto, non riuscì più a sopportare l’isolamento; si scusò con Carlo e accettò che la sua amante entrasse nella cerchia ristretta delle proprie dame di compagnia. Riconoscente, Carlo divenne un marito premuroso; il rispetto nei confronti di Caterina si trasformò in amicizia ed infine in una sorta di amore. Per altro, Caterina ubbidendogli senza lagnarsi ebbe talvolta occasione di togliersi delle soddisfazioni e le nemiche di ieri si ritrovarono alleate per il domani. Ironia della sorte, quando nel 1663, Caterina si ammalò gravemente e pareva prossima alla morte, Lady Barbara sperava assolutamente nella sua guarigione, perché se la regina fosse morta, Carlo avrebbe sposato Frances Stuart, una bella nobildonna di soli sedici anni, che aveva suscitato la libidine del re ma aveva rifiutato di andare a letto con lui. Pertanto, qualora avesse potuto soddisfare la propria passione, Carlo non avrebbe più avuto alcun bisogno della sua bisbetica amante, verso la quale gli impeti si stavano spegnendo. Analogamente, nel 1670, le amanti di Carlo, che nel frattempo si era fatto un vero harem, diedero il proprio appoggio a Caterina, la cui posizione di regina era minacciata dalla sua sterilità. Senza indugio le amanti reali insistettero perché la regina, sterile ed impotente, restasse al proprio posto: una nuova sovrana avrebbe certamente allontanato la loro posizione. Così, Carlo blocco la legge che gli consentiva di divorziare dalla regina a causa della sterilità e sposare una donna fertile. Nella circostanza Carlo affermò che : “era una malvagità rendere miserevole una povera donna soltanto perché era sua moglie e non gli aveva partorito dei figli, cosa di cui non aveva colpa”. Carlo fu un gran “signore” e Caterina vinse la sua ultima definitiva battaglia: Lady Barbara finirà poi cacciata dalla corte e Caterina ritornò in Portogallo solo quando rimase vedova. 69


L’AMANTE VECCHIA 70


L’AMANTE VECCHIA Il piacere attraverso la storia

A partire dal 1714, la dinastia tedesca degli Hannover salì sul trono d’Inghilterra ed i fasti di corte furono notevolmente dimensionati, ma l’abitudine del re di avere delle amanti rimase. Così la regina Carolina d’Inghilterra, a proposito delle amanti del consorte, un giorno disse: “la loro presenza le spiaceva perché dava scandalo, ma che da parte sua non se ne curava più di quanto le interessasse sapere se il re andava al gabinetto”. Il marito di Carolina di Brandeburgo-Ansbach, il futuro Giorgio II, quando era ancora il principe Giorgio Augusto di Hannover, aveva scelto come amante la trentenne Henrietta Howard, che era graziosa simpatica e discreta. Henrietta era descritta come “garbata con tutti, amichevole con molti, ingiusta con nessuno”. Carolina, sensibile ed intelligente, accettava di buon grado questa amante perché comprese che non avrebbe depredato il tesoro reale, non l’avrebbe snobbata quando fosse diventata regina, non avrebbe intrigato per acquistare potere politico e non avrebbe fomentato altri problemi. Carolina saggiamente preferiva sopportare una che disprezzava, piuttosto che fare

spazio ad una nuova amante, che il marito amasse davvero. Henrietta, come la maggior parte delle amanti reali divenne dama di compagnia della regina, ma la sua posizione non era particolarmente invidiata, perché Giorgio andò controcorrente amando la moglie e sopportando l’amante: strano, ma può succedere questo anche oggigiorno. Tuttavia, Giorgio II sebbene ritenesse che Carolina fosse la donna più bella, intelligente ed affascinante del mondo, era anche dell’opinione che per un re un’amante fosse un accessorio indispensabile. Giorgio andava dunque ogni sera a far visita all’amante, ma la maggior parte dei cortigiani ritenevano che di solito passassero la serata giocando a carte. Nel 1722, dopo i quarant’anni, Henrietta cominciò ad avere forti problemi di udito fino a diventare prematuramente e completamente sorda. Poiché Giorgio apprezzava in lei le doti di ascoltatrice, la sordità lo infastidì notevolmente e divenne sgarbato verso l’amante sorda; tuttavia preferì non congedarla definitivamente. Nel 1729, il marito di Henrietta, che da 15 anni viveva separato dalla moglie, decise 71


fortemente critici verso la corona, e quando Carolina rimproverò il marito per il modo villano con cui trattava Henriette, re Giorgio replicò infuriato: “Perché diavolo vuoi farmi trattenere una bestia vecchia, noiosa, sorda e fastidiosa quando finalmente mi capita l’occasione buona per liberarmene?”. Così finì una relazione durata vent’anni: non molto tempo dopo, Henriette rimase improvvisamente vedova e ben presto si risposò. Quando la regina informò il marito dell’avvenuto matrimonio, re Giorgio rise di gioia e disse: “ La mia vecchia amante ha sposato quel vecchio spilungone di George Berkeley e mi fa proprio piacere. Non farei mai un regalo simile ai miei amici, ma quando i miei nemici mi portano via qualcosa, piaccia a Dio che lo facciano sempre così”. Non fu certamente un modo elegante ed affettuoso per congedare un’amante a cui si era stati legati per tanti anni, ma Henrietta se la cavò benissimo. Il matrimonio con “il vecchio” George Berkeley, che in realtà aveva 12 anni meno della sposa, fu molto felice. Henrietta morì vent’anni dopo il secondo marito e visse confortevolmente nella sua tenuta di campagna. Come temeva Carolina, Henrietta venne sostituita da amanti più giovani, più belle e più intriganti. Nel 1737, in punto di morte a seguito della rottura dell’ombelico, con le viscere trattenute all’interno del ventre da asciugamani, la regina cosciente fino alla fine, suggerì al marito di risposarsi. Il re, che le rimase accanto in quegli ultimi terribili e dolorosi momenti, giurò di non risposarsi mai più e di avere soltanto delle amanti. “Oh, mio Dio!”, esclamo in francese la regina morente, con il suo solito senso pratico, “non è che ci sia molta differenza !”.

di non potere più sopportare una simile umiliazione e le ordinò di tornare a vivere con lui. Howard, il marito di Henrietta, riuscì ad ottenere che l’autorità giudiziaria emettesse un mandato che lo autorizzava a riportarla a casa con la forza ovunque fosse riuscito a trovarla. Allora, Henrietta si rifugiò nel palazzo reale senza più uscirne. La regina, preoccupata per il fatto che il re non voleva più Herietta ed il marito si, si adoperò per proteggerla nel palazzo reale. Infatti, se Henrietta se ne fosse andata, Giorgio si sarebbe sentito in dovere di scegliersi un’altra amante ufficiale, e la nuova favorita poteva non essere altrettanto malleabile. Il brutale signor Howard, spesso arrabbiato, raramente sobrio, cercò di avvicinarsi alla carrozza della regina minacciando di prelevare la moglie; allora Carolina ed il re decisero di fare qualcosa. Una soluzione era consegnare 1.200 sterline l’anno a Howard purché lasciasse in pace la moglie, al che però la regina obiettò che le sembrava eccessivo no solo “tenersi in casa le sgualdrine del marito, ma addirittura pagarle”. Invece, Giorgio pagò le 1.200 sterline l’anno, che era indubbiamente quello cui aveva aspirato Howard, quando aveva montato l’intera vicenda. Al signor Howard venne chiesto di firmare un documento di liberatoria, con il quale si impegnava, nei confronti di Henrietta, a non procurarle in futuro alcun disturbo. Regolata la faccenda, il re continuò a pagare 1.200 sterline l’anno per possedere una donna che non gli interessava affatto, ed il signor Howard le ricevette per lasciare la moglie che gli sarebbe dispiaciuto doversi tenere: una vera commedia buffa! Nel 1734, Giorgio prese a maltrattare Henrietta per l’amicizia che la legava a numerosi uomini importanti, tra cui il poeta Alexander Pope, i cui versi sarcastici erano 72


La regina di Picche e le regine di Cuori 73


La regina di Picche e le regine di Cuori Il piacere attraverso la storia

La fanciulla aveva 17 anni e si chiamava Louise de la Vallière, figlia di un aristocratico modesto. Louise aveva, capelli biondo cenere, una luminosa pelle bianca e grandi occhi azzurri. Aveva una gamba più corta dell’altra, difetto cui ovviava portando speciali scarpe con il tacco di diversa altezza, poi come si sa, quando si è sdraiate in un letto le misure delle gambe non contano. Ciò che attraeva maggiormente il giovane re era la genuina aria di innocenza, di gentilezza, di modestia e di religiosità che la fanciulla possedeva. Quando la regina seppe che il marito aveva un amante ne rimase sconvolta e cominciò ad odiarla apertamente, anche se al confronto con altre amanti reali, Louise non meritava tale disprezzo. Infatti, Louise vergognandosi per l’adulterio trattava Maria Teresa con umiltà e rispetto, ma la sovrana la snobbava puntigliosamente in ogni occasione. In verità, pur sapendo che il marito aveva un amante, Maria Teresa continuava ad essere terribilmente ingenua e credeva alla improbabili scuse di Luigi, per giustificare le sue assenze dal letto matrimoniale, come quando le raccontò che aveva passato la notte a sbrigare la corrispondenza di Stato.

Luigi XIV nel 1660, all’età di 22 anni, sposò la principessa Maria Teresa di Spagna. Maria Teresa era una nanerottola frutto di generazioni di matrimoni tra consanguinei, ma fortunatamente non soffriva dei disturbi psicofisici che avevano colpito i suoi parenti, dando luogo a diversi casi di conclamata pazzia. Il suo maggiore handicap era un’ingenuità fanciullesca; non imparò mai a parlare bene il francese; non si interessava di politica o di letteratura; non aveva una conversazione brillante e preferiva passare molte ore a giocare a carte. I cortigiani più avidi ambivano di trovare posto al suo tavolo da gioco, perché la vincita era certa , dal momento che la sovrana giocava molto male e puntava ingenti somme. Luigi le fu fedele durante tutto il primo anno di matrimonio, poi iniziò ad amoreggiare con la moglie del fratello, Henrietta di Inghilterra. Per allontanarlo da una scelta tanto inopportuna, sua madre Anna, la regina vedova, mise sulla strada di Luigi tre giovani bellissime, che gli sedevano sempre accanto durante le cene. Lo stratagemma finì per attecchire ed re si innamorò perdutamente di una di loro. 74


Nel 1670, in occasione di una campagna militare, Luigi portò con sé la regina e Athènais de Montespan insieme a Louise de la Vallière, per confondere le idee circa le sue relazioni. Il duca di Saint-Simon, a proposito di tale episodio, racconta:”Le esibiva tutte e due, nella stessa carrozza della regina, mentre si spostava a ridosso della frontiera e negli accampamenti militari … Lungo la strada, la folla accorreva da ogni parte, e indicando la carrozza c’era chi invitava i presenti ad ammirare le tre regine !”. Nel 1671, la regina si ritrovò nuovamente in carrozza insieme al marito ed alle sue due amanti e quella notte dovettero soggiornare in una unica stanza, nrlla quale furono alloggiati altri illustri ospiti, tra cui sua cognata Henrietta. Nell’unico letto fu messa la regina, mentre gli altri si sistemarono su materassi sul pavimento. La regina esclamò sbalordita: ”Come? Dormiremo qui tutti insieme?”; al che il marito ribatté:”Se lascerete aperte le cortine del letto, potrete tenerci d’occhio tutti!”. Maria Teresa spesso attendeva fino a notte inoltrata il marito che, per cortesia, non mancava mai di raggiungerla nel letto coniugale, talvolta addirittura all’alba. Quando arrivava, la moglie lo accoglieva con un sorriso, grata del rispetto che, così facendo, il re le mostrava di fronte a tutta la corte ed un cortigiano osservò che: “Il re la tratta con tutti gli onori dovuti alla sua posizione … Di solito fa l’amore con la regina due volte al mese”. A un certo punto la regina smise di opporre resistenza alla marea di donne giovani e belle che cercavano di attirare l’attenzione del re, e forse, il tempo rimarginò le prime dolorose ferite, trasformandole in cicatrici.

Inoltre, Maria Teresa era sempre l’ultima a sapere che Luigi aveva una nuova amante; per esempio, era ancora convinta che Luigi avesse una relazione con sua cognata Henrietta, quando invece si era già legato a Mademoiselle de la Vallière; poi, sette anni dopo, continuava a sputare veleno contro Louise senza rendersi conto che non era più l’amante del re. Luigi, ormai trentenne, non era più attratto da un’amante dolce e pudica; al contrario si era invaghito della focosa e spudorata Athénais de Montespan, la migliore amica di Louise nonché dama di compagnia della regina. A corte, il fatto che la regina ignorasse il passaggio di consegne era oggetto di battute e di derisione, finché ad un certo punto qualcuno si prese la briga di informarla. Madame de Caylus scriveva: “La sovrana aveva nutrito molto affetto nei confronti di Madame de Montespan perché era convinta che fosse una donna rispettabile, fedele al marito e ligia al proprio dovere … Di tutte le amanti del re, è quella che ha fatto soffrire di più la sovrana; non soltanto perché la passione del re nei suoi confronti durò molto a lungo, non soltanto perché non si curò minimamente di non umiliare la regina, ma soprattutto perché si trattava di un dolore inflitto da una donna di cui Sua Maestà si era fidata e a cui aveva concesso la propria amicizia”. Mentre Louise de la Vallière aveva sempre trattato la regina con rispetto e deferenza, Madame de Montespan cercava di eclissarla e di insultarla a ogni occasione. Infatti, come dama di compagnia della regina, invece di servirla le faceva fretta o la sgridava. Maria Teresa, che non si lamentava con il re, si sfogava con gli amici e spesso disse: “Quella puttana sarà la mia morte !” e “Quella sgualdrina finirà per uccidermi !”.

75


MOGLIE E AMANTE AMICHE 76


MOGLIE E AMANTE AMICHE Il piacere attraverso la storia

sue dame di compagnia, che era una donna semplice e gentile, disposta a non chiedere soldi e favori al re. Le due successive amanti di Luigi, entrambe sorelle della prima (il re si fece così tre sorelle), non erano altrettanto disinteressate: insolenti ed avide si permettevano di insultare la regina, sottolineando la propria bellezza ed evidenziando la sua scarsa avvenenza e la sua ottusità. La quarta amante, Madame de Chateauroux arrivò al punto di far spiare la regina per deriderla. Quando infine Luigi si scelse una nuova amante, una borghese di Parigi invece di una altezzosa nobildonna, Maria tirò un sospiro di sollievo sperando in un trattamento migliore. Per ricoprire la prestigiosa posizione di favorita, o maitresse-en-titre, e vivere a Versailles, l’amante di Luigi doveva possedere un titolo nobiliare ed essere presentata ufficialmente a corte, così il re assegnò il marchesato di Pompadour alla ventiquattrenne Jeanne-Antoinette d’Etioles. La neo-marchesa venne presentata al re ed alla regina secondo un preciso cerimoniale. La presentazione avvenne in due sale diverse; in una c’era il re, nell’altra la regina, La presentata entrò indossando una enorme gonna, che pesava oltre venti chili e che si allargava circa un metro attorno alla persona, fece la riverenza ed ascoltò le

Il quindicenne Luigi XV sposò nel 1725 una principessa polacca alquanto bruttina, Maria Leczinska, di sette anni più grande di lui, che era stata scelta per la nota fertilità della sua famiglia. Maria era sciatta, noiosa, religiosamente devota ed intellettualmente limitata, definita dal suo stesso padre una delle due regine più ottuse d’Europa: l’altra era sua madre ! La regina preferiva trascorrere le sue mattinate in chiesa a pregare ed i pomeriggi ricamando e giocando a carte; aveva studiato musica e pittura, come tutte le nobildonne del suo , ma i suoi disegni e dipinti erano infantili e suonava il pianoforte in modo orrendo. La polacca era dunque del tutto fuori posto nella splendida corte francese che annoverava le donne più attraenti e sofisticate e gli uomini più affascinanti e brillanti d’Europa, in compenso rispettò pienamente le attese di fecondità, mettendo al mondo dieci figli in altrettanti anni. Luigi per otto anni fu una anomalia restando rigorosamente fedele alla moglie. Nel frattempo, il promettente adolescente era diventato un bell’uomo, con un fisico atletico, mascella volitiva, zigomi alti e naso aquilino e Maria era lieta che Luigi non guardava altre donne. Rimase scioccata quando il marito si prese come amante Madame de Mailly, una delle 77


na le valse l’approvazione dei cortigiani più equanimi. L’amante aveva cura di inviare a Maria grandi mazzi dei suoi fiori preferiti e convinse Luigi a pagare i debiti della moglie, che per lo più servivano a finanziare opere di carità. Inoltre, mentre la corte si trovava a Fontainebleau, fece ridecorare l’appartamento che la regina occupava a Versailles. Pertanto, quando fu di ritorno, Maria trovò che le sue vecchie e polverose stanze erano state trasformate secondo uno stile in voga e con il gran buon gusto della marchesa, che riconobbe, e che per compiacere la regina aveva fatto appendere alle pareti arazzi con scene bibliche. Per il capodanno, la regina ebbe l’ulteriore sorpresa di ricevere un costoso regalo dal marito, il primo dopo anni: era una magnifica tabacchiera di smalto e oro, con un piccolo orologio incastonato nel coperchio. Fortunatamente Maria non sapeva che originariamente Luigi aveva commissionato il prezioso oggetto per donarlo alla madre di Madame de Pompadour, che nel frattempo era morta. E’ pur vero che tutte le mogli soffrono quando i mariti si prendono delle amanti e la regina avrebbe preferito avere Luigi interamente per sé; tuttavia, spesso esclamava, sospirando: “Se proprio deve avere un’amante, meglio lei che un’altra”. Potenza dell’intelligenza e Madame de Pompadour fu una delle donne più intelligenti ed ammanierate della storia. Ricordando che in realtà la Pompadour era frigida, per un disturbo cronico di cui soffriva, è proprio il caso di affermare che conquistò re e regina con le parti alte, testa e cuore, e non certamente quelle basse, seppur preziose, della propria persona.

poche parole rivoltelle. Il tutto fu compiuto con scioltezza e senza dare l’impressione del minimo sforzo. Quando Madame de Pompadour gli venne presentata, Luigi era nervoso e agitato, ma a quella prima presentazione assistettero poche persone dal momento che la maggior parte dei cortigiani affollava la sala attigua, ansiosi di vedere il ben più interessante incontro tra la moglie e l’amante. La presentazione avvenne di sera e la regina era una donna pesante di mezz’età, mentre la marchesa era una giovane magnifica, splendidamente vestita. La regina Maria non fece nessuna temuta osservazione su di lei, sorrise ed espresse l’augurio di approfondire la reciproca conoscenza; l’amante sollevata dalla cortese accoglienza della sovrana, mormorò: “Ho un profondo desiderio di compiacervi, signora”. In totale, le due dame scambiarono dodici frasi, con straordinaria affabilità, che sancirono definitivamente il benvenuto a corte di Madame de Pompadour. Si trattò di una cortesia che non sarebbe mai stata dimenticata e di cui la regina avrebbe beneficiato lungamente. Dopo poche settimane, il re si ammalò di itterizia e Maria chiese di potergli fare visita nel suo castello di Choisy; Luigi che normalmente le avrebbe risposto negativamente, accettò con insolito entusiasmo e durante la cena cui parteciparono sia la regina, sia l’amante, le due dame conversarono amabilmente tra di loro. La regina sapeva che la gentilezza del marito era dovuta alle insistenze dell’amante; non per nulla il principe di Croy osservava che Madame de Pompadour era “in buoni rapporti con la regina, poiché aveva convinto il re a trattare la moglie con maggior cortesia”. A parte il naturale buon cuore, Madame de Pompadour sapeva che l’amicizia della regina le sarebbe stata utile in un ambiente ipocrita come quello di corte e l’atteggiamento rispettoso nei confronti della sovra78


79


Astrologia, Amore e Sesso

In quale segno l’uomo ARIETE può trovare la donna giusta ? 80


In quale segno l’uomo Ariete può trovare la donna giusta ? Astrologia, amore e sesso

ARIETE E’ difficile che l’uomo dell’Ariete ceda il comando alla donna dello stesso segno. Lui vuole essere sempre il primo in tutti i campi, ma anche lei vuole essere sempre la prima. Una iniziale passione può trasformarsi in battaglie quotidiane per il primato. Buoni i rapporti amichevoli tra uomo e donna dello stesso segno, perché si stimolano e danno entusiasmo, ma pessimi quelli amorosi.

l’Ariete che detesta le donne intellettuali, perché parlare di cose serie gli piace solo sul lavoro. Inoltre, le cose le vuole sapere lui, non vuole che nessuno gli insegni nulla, non vuole stancarsi quando sta con una donna. Qualche volta la donna Gemelli è troppo magra, ma sempre troppo poco femminile per un uomo che cerca la femmina. CANCRO L’Ariete è sbrigativo ed ha pazienza solo all’inizio. Il rapporto tra donna Cancro e uomo Ariete può andare bene solo nei primissimi tempi, quando lui cerca ancora di scoprirla, ma appena si accorge che la donna tenta il gioco difficile rendendo tutto complicato, si spazientisce e manda tutto all’aria. Se formano una coppia, il Cancro sarà infelice perché l’Ariete cercherà l’allegria altrove.

TORO E’ l’unione perfetta. All’Ariete, che si illude di essere molto maschile, piace questa donna molto femminile, abbastanza remissiva, forse un po’ noiosa, ma a lui non importa: a lui basta avere l’illusione del dominio. L’unione è felice se la donna del Toro riesce a mettere da parte l’eccessiva possessività, che è il suo difetto maggiore, perché potrebbe stancare terribilmente il libero Ariete.

LEONE I due segni possono andare benissimo se entrambi hanno un livello di educazione e cultura elevato. Possono formare una

GEMELLI La donna dei Gemelli parla sempre e stanca 81


molto attiva e sufficientemente indipendente per incuriosire l’Ariete, il quale desidera un certo tipo di amore per non annoiarsi. La donna del Sagittario farà sempre breccia nel cuore dell’Ariete: hanno interessi in comune che consigliano l’unione; sono due allegroni che si divertono sempre e non mancherà una sincera amicizia.

coppia gloriosa che si impone agli altri, anche perché la donna riesce a trasmettere all’uomo quella perseveranza che serve all’ambizione. All’Ariete piace lo stile e l’indipendenza del Leone. Pericolo da complessi d’inferiorità dell’Ariete verso il Leone. VERGINE La donna della Vergine è molto indicata per diventare una collaboratrice o una amica dell’Ariete, ma l’amore è difficile tra due persone così diverse: lui irruento, lei sempre timorata. Lui vede solo le grandi linee, mentre lei è fanatica del dettaglio; lui è passionale, lei prudente. In una unione lei diventerebbe la governatrice della casa e lui cercherebbe fuori le distrazioni emozionali.

CAPRICORNO Tra i due c’è opposizione sul piano umano. L’arrivismo della donna Capricorno dà fastidio all’Ariete. La mancanza di vera passionalità, ed il calcolo della donna, innervosiscono l’Ariete. L’incomprensione esistente non impedisce un iniziale interessamento dell’Ariete, che è sempre curioso, ma se l’abilità della donna porterà ad una unione, essa non sarà felice e serena.

BILANCIA I due segni vanno benissimo insieme; la donna della Bilancia è soprattutto una femmina curata e l’uomo dell’Ariete ama solo le donne fisicamente in ordine. La dolcezza e la praticità della Bilancia conquista l’Ariete, inoltre, l’umore stabile della donna calma i suoi nervi. Il lato esibizionistico di lui gode del successo che lei riesce a riscuotere e si pavoneggia in sua compagnia.

ACQUARIO L’inizio sarà idilliaco e l’Ariete diventerà romantico. La donna dell’Acquario avrà la capacità di trasportarlo nel suo mondo. Il tutto va benissimo per un’amicizia amorosa, ma dopo un po’ l’Ariete si stanca di vivere con una donna troppo occupata di problemi astratti e cercherà altre. Se l’Acquario tollera e perdona, l’uomo Ariete tornerà da lei, ma non sarà più come prima.

SCORPIONE Inizialmente l’Ariete sarà attratto da questa donna passionale, ma la possessività e la gelosia di lei può trasformare la violenta attrazione fisica in odio. Chi ci rimette è la donna dello Scorpione alla quale le ferite non si rimarginano mai. L’Ariete invece calpesta con indifferenza i sentimenti che non capisce e dimentica subito le delusioni amorose. Unione assolutamente sconsigliabile.

PESCI La donna dei Pesci sarebbe una vittima nell’unione con l’uomo Ariete. I suoi pianti svegliano nell’Ariete i peggiori istinti e lui la brutalizza con la massima disinvoltura. L’unione sarebbe un successo solo per chi si basa su principi sadomasochistici e per coloro che hanno questo tipo di tendenza, dove solo il dolore produce piacere.

SAGITTARIO Unione ideale. La donna del Sagittario è

82


Astrologia, Amore e Sesso

Come conquistare l’uomo del SAGITTARIO 83


Come conquistare l’uomo del SAGITTARIO Astrologia, amore e sesso

L’uomo del Sagittario è inconquistabile, segue l’estro del momento e niente sembra avere presa su di lui; ma è difficile che una donna si convinca che non c’è nessun mezzo per conquistarlo. Eppure il Sagittario è imprendibile. Il Sagittario è divertente, simpatico , sempre in movimento, mai noioso. Lui è incontenibile, pieno di entusiasmo verso di voi e vi parrà che avendovi incontrato abbia scoperto l’America; poi un bel giorno sparirà. Voi penserete ad una disgrazia, mentre semplicemente si è dimenticato del vostro rapporto. Queste amnesie si ripeteranno anche se vi adora ed è affettuoso. Se lo rimproverate, lui vi parla della sua libertà ed indipendenza, così finirete per sentirvi noiosa ed asfissiante. Se volete fare presa su lui dove anticipare i suoi lunghi discorsi sulla libertà, dicendogli che odiate il matrimonio, che avete uno spirito ribelle ed assolutamente indipendente. Con lui vince soltanto la pazienza; pazienza a sopportare le sue lunghe assenze, la sua vera o finta sete di libertà

e le sue svariate infedeltà. Se avete bisogno di protezione non è l’uomo giusto per voi: anche se sembra protettivo non lo è; la protezione è una delle sue tante invenzioni per conquistavi. E’ un grande conquistatore e, nei momenti di emergenza, diventa grande; forse dovreste creargli sempre una perenne condizione di emergenza, E’ un uomo generoso e gli piace vivere in un clima eccezionale; evitate di essere banale e di presentargli le grigie quotidianità della vita. E’ snob e gli piace frequentare gente di un certo livello, o che almeno siano eccezionali in qualche aspetto della loro vita. Vi frequenterà volentieri se siete al centro della mondanità; a lui piace vivere in mezzo alla gente perché ha un forte senso sociale e si sente ben inserito nella società. Eppure è capace di impeti con i quali tradisce la sua personalità. Lui, qualche volta, bluffa ma voi non cercate di imitarlo perché ha fiuto per l’autenticità delle cose e la ricerca della 84


verità è una sua fissazione. E’ un idealista e combatte con entusiasmo per un’idea politica, per la difesa di qualcuno che si trova a patire delle ingiustizie. Se vi unite a lui, avrete un compagno molto distratto, sempre gentile, certamente generoso, ma al quale dovrete concedere parecchie evasioni. Non è un passionale e gli piace il rapporto amoroso impostato sull’amicizia; gli piace parlare e, nonostante la sua distrazione, troverete che si intromette sin troppo nella vostra vita. E’ un curioso, più che un possessivo; la sua curiosità va stimolata e dovete sempre divertirlo. Cercate di essere sempre “nuova”; non pensate che ciò sia faticoso, perché anche lui è stimolante. La sua intelligenza brillante, il suo spirito sarcastico ed il suo senso dell’umorismo renderanno la vostra vita sempre varia e divertente. E’ un idealista ed ha bisogno di un lavoro non solo finalizzato al guadagno per il quotidiano, ma che tenga conto delle sue notevoli esigenze intellettuali. Nonostante la sua indipendenza è facilmente incerto ed ha bisogno di essere guidato. Se lo aiutate, vi sarà eternamente grato e la gratitudine nel Sagittario conta, perché non dimentica mai chi gli ha fatto del bene. Se proprio lo volete conquistare dovete riuscire a farvi sposare; solo con il matrimonio possiederete almeno una parte di questo personaggio, che agli altri mostra mille volti ma che, in fondo, ha un cuore solo. Vi occorre però una notevole quantità di pazienza per aspettarlo: non c’è altra strada.

“L’arte di essere normale” di Lisa Williamson David Piper ha quattordici anni, ed è sempre stato un emarginato. I suoi genitori sono convinti che sia gay, a scuola è vittima dei bulli. I suoi due migliori amici sono gli unici a sapere la verità: David sente di essere una ragazza. Leo Denton viene da una realtà disagiata e, al suo primo giorno alla prestigiosa scuola di Eden Park, ha un solo obiettivo: passare inosservato. Ma ben presto cominciano a circolare voci sulla sua espulsione dalla scuola precedente. E il fatto che la bella e popolarissima Alicia si innamori di lui non aiuta a tenerlo lontano dai guai… Per acquistare il libro clicca qui!

85


Astrologia, Amore e Sesso

Come conquistare l’uomo del CAPRICORNO 86


Come conquistare l’uomo del CAPRICORNO Astrologia, amore e sesso

Conquistare un uomo del Capricorno è difficile e può essere doloroso. Quindi, prima di tentare di farlo bisogna verificare se si hanno determinate caratteristiche, come la tenacia e la resistenza. Quando cercherete di farlo passerete dalla speranza alla delusione almeno tre volte al giorno. L’inizio con un Capricorno è sempre sorprendentemente facile perché mostra un lato remissivo ed infelice che stimola il vostro senso materno. Lui accetterà la vostra corte e vi darà ampio spazio raccontandovi le sue disgrazie, che sono sempre abbondanti e diffuse in ogni aspetto della sua vita. Vi sembrerà un uomo serissimo per il quale le donne non esistono, anche perché così acciaccato ed infelice non può dedicarsi a conquiste femminili, ma questo lo penserete solo fino a quando non sbatterete contro una realtà che vi mostra il contrario. Se lo rimproverate peggiorate la situazione e lui vi racconterà le più incredibili bugie, dopo di che farà la vittima e se esternate

dei dubbi dichiarerà che fra voi due non ci può essere altro che una buona amicizia, che non vuole illudervi perché è una persona per bene, che vi renderebbe infelice e che è meglio che vi lasciate. Ricordate che il Capricorno è un bugiardo, anche se sembra l’uomo più sincero del mondo; non vuole mai affrontare la verità, perché detesta le discussioni e perché è fondamentalmente un pietoso, un uomo che non vuole vedere soffrire e quindi preferisce la bugia alla cruda realtà. Inoltre, detesta farsi riconoscere: solo lui sa come è dentro, agli altri mostra una facciata ben costruita. Non fate mai domande e non mostratevi troppo interessata; uno spiccato spirito di contraddizione lo anima e gli fa desiderare tutto quello che gli sfugge. Dovete armarvi di una straordinaria pazienza; se siete sensibili, emotive e bisognose d’affetto, state alla larga dal Capricorno. Con lui dovete accontentarvi delle briciole, non vi darà mai tutto di se stesso, è molto economo, anche nei suoi sentimenti. 87


Con lui, dovete rinunciare alle piccole attenzioni che fanno parte di un rapporto amoroso. Le vostre rinunce, un giorno vi premieranno; se voi avete atteso senza dargli noia , senza fargli rimproveri, accettando la concezione un po’ arida che ha dell’amore, allora lui penserà che meritate la sua riconoscenza e di diventare la sua compagna definitiva. Essere la compagna di un Capricorno è un fatto positivo, perché è un uomo sicuro ed affidabile. Il guaio è che un vero Capricorno ama i lunghi fidanzamenti; la sua indecisione ha delle radici profonde e se lo ascoltate, il vostro fidanzamento può durare 20 anni. Siete voi che ad un certo momento dovete commettere un’azione di forza costringendolo all’unione; lui ve ne sarà grato perché ogni decisione è una liberazione; in tal caso si tratta di regolarizzare una situazione e lui ama le regole della società. Questa è la facciata, ma dietro alle apparenze ci sono sempre delle sorprese: potrà succedere che dopo lunghi anni di unione, quando già eravate convinte di esservi unite ad un uomo assolutamente restio al richiamo dell’altro sesso, scopriate che lui in tutto questo tempo ha saputo nascondervi delle relazioni non proprio innocenti. Non disperatevi, lui non si separerà mai da voi perché la sua fedeltà è di un altro genere: è fatta di una profonda solidarietà verso la famiglia ed i figli, e se riuscite a svegliare in lui il lato pietoso, la vera compassione che ha per le disgrazie altrui, allora scoprirete che è meglio accontentarsi della facciata senza scavare troppo in profondità. Lui si difende gelosamente e non vuole essere scoperto, accettatelo così com’è, non ve ne pentirete.

Identità transgender e benessere: Dai comportamenti a rischio alla resilienza di Mariana Caputo La formazione dell’identità di genere è un processo delicato durante la crescita di un bambino, soprattutto quando lo stesso segue uno sviluppo atipico dell’identità di genere che spesso non viene riconosciuto all’interno della società dicotomica occidentale che definisce solo due categorie di genere: quelle di maschile e femminile. Il non sentirsi riconosciuti all’interno della propria cultura di riferimento può costituire, così, un alto fattore di vulnerabilità per bambini e adolescenti con sviluppo atipico dell’identità di genere e può aumentare la probabilità che essi mettano in atto comportamenti a rischio. D’altra parte, però, la presenza di fattori protettivi, tra cui emerge l’importanza del supporto da parte della rete sociale, può contribuire a determinare una forma di resilienza e una sensazione di benessere e soddisfazione per la propria vita da parte delle persone con sviluppo atipico dell’identità di genere. Per acquistare il libro clicca qui.

88


Astrologia, Amore e Sesso

Come conquistare l’uomo dell’ACQUARIO 89


Come conquistare l’uomo dell’ ACQUARIO Astrologia, amore e sesso

Per conquistare un uomo dell’Acquario bisogna capire una cosa fondamentale: lui fa e farà soltanto quello che vuole; pertanto vi sarà impossibile trasformarlo. Il suo atteggiamento più consueto è quello di un uomo svagato: ha un’aria dolce e dei modi gentili ed a voi parrà di avere trovato il ragazzo d’oro, buono, un po’ influenzabile, forse debole che riuscirete a cambiare a modo vostro. I veri problemi cominceranno quando vi considererete fidanzata, perché lui frequenta la vostra casa, vi accompagna ovunque e vi parla dei suoi progetti per l’avvenire. Se dopo qualche anno di un simile rapporto gli parlerete di unione e di vivere insieme, lo vedrete inorridire e vi dirà che il matrimonio o la convivenza è una situazione sbagliata e lui non la farà mai. A nulla vale disperarsi e pensare agli anni perduti; dovete invece convenire che anche voi siete nemica del matrimonio e della prassi borghese della convivenza.

Sostenete che difendete il diritto all’amore libero e che disprezzate le convenzioni della società, e lui che si crede un ribelle sarà entusiasta. Convinto di avere trovato in voi l’unica donna anticonformista, che abbia mai conosciuto, creerà una unione definitiva. Certo è che quando vivrete insieme dovete dimostrargli di non essere conformista. In fondo, la sua ribellione sociale si riduce, a qualche innocente manifestazione di anticonformismo, che non incide oltre le chiacchiere del quotidiano. Lui è sicuramente un Piccolo inventore perché riuscirà a fare funzionare meglio o in maniera diversa qualsiasi oggetto di cui si interesserà. Dovete considerare che è sempre proiettato verso il futuro, perché passato e presente non lo interessano; quindi non mostrate alla sua inesauribile fantasia il vostro lato banale. Non si accorgerà di questa accorta modalità: vive sempre chiuso nel suo mondo e quello che dicono e fanno gli 90


altri non lo interessa. Se volete scuoterlo, dovete sbalordirlo; fate i capricci, li adora; raccontategli avvenimenti in modo fantastico e associateli alla musica, che lui adora. Se riuscirete a stimolare la fantasia di un Acquario, troverete in lui un compagno delizioso, pieno di estro, con il quale ogni giorno sarà diverso dall’altro. Forse non sarà una cosa seria, ma con un Acquario non è mai una cosa seria; eppure apparentemente è un uomo tranquillo, perché i cambiamenti d’umore avvengono tutti dentro di lui e voi ve ne accorgerete solo da certi silenzi o assenze. E’ il più originale degli uomini e la genialità lo contraddistingue in varie manifestazioni. E’ un generoso, ma non è difficile trovare Acquari che perdono tempo e denaro in azioni strane; così come è possibile vederli coinvolti in assurde pignolerie ed avarizie. L’Acquario non fa per voi se siete una donna precisa e calcolatrice; lui non sopporterebbe i vostri calcoli e voi non capireste il suo lato migliore. L’Acquario non è un passionario, la gelosia è un sentimento che non prova e che ritiene spaventoso negli altri. A lui piace l’emozione che può dare la comunione di due anime, gli pace il gioco intellettuale, l’amicizia amorosa. Rispettate il suo bisogno di solitudine e se lo vedete assente sta certamente pensando a qualcosa di interessante; non sottovalutatelo perché ogni giorno ha idee nuove. Solo dopo che lo avrete abbandonato, poiché pensavate di non potere sopportare oltre le sue stranezze, vi accorgerete di quanto fosse benefica la sua presenza . L’Acquario riesce a rendersi invisibile e a sparire dalla vostra vita e se perdete le sue tracce vi sarà difficile ritrovarlo.

I travestiti vanno in Paradiso di Maurizia Paradiso Fare scandalo è il suo mestiere. Ma Maurizia Paradiso, la più famosa trans italiana, che da oltre vent’anni è la regina delle notti trash sulle tv locali, questa volta getta la maschera dell’ironia e della provocazione che l’hanno resa celebre. E si mette a nudo sul serio, raccontandosi in un libro crudo, feroce, spietato. Dall’infanzia passata con una madre prostituta che a otto anni le mette una pistola in mano per uccidere una rivale, all’ingresso in un collegio dove subisce le sevizie di un prete. E ancora le percosse, la solitudine adolescenziale. La drammatica decisione di cambiare sesso quando ancora nessuno in Italia aveva fatto operazioni di questo genere: Maurizia ricorda passo passo le offese, le umiliazioni, le molestie patite quando da reietto travestito diventa l’oggetto proibito del desiderio. Maurizia non fa sconti a nessuno, scava e racconta, trita e svela senza timore alcuno. Giunta oggi al giro di boa dei cinquantuno anni, può permettersi di entrare all’Università di Palermo e tenere un seminario di tre lezioni sul transessualismo. Per acquistare il libro clicca qui.

91


Astrologia, Amore e Sesso

Come conquistare l’uomo dei PESCI 92


Come conquistare l’uomo dei PESCI Astrologia, amore e sesso

L’uomo dei Pesci ha bisogno di vivere in un suo mondo, in un suo ambiente ed appena lo tirate fuori di lì, muore. Come il pesce fugge sempre e quando pensate di tenerlo bene in mano vi scivola via,; fa un salto e scompare. Quindi la prima regola è considerarlo come un essere particolare, certamente diverso dagli altri. Cominciate col creargli intorno quel determinato clima, quell’elemento che per lui è l’acqua necessaria per sopravvivere. Siate estremamente gentili; è estremamente permaloso e si offende subito. Valorizzatelo continuamente, è pieno di complessi; lodate le cose che fa, perché non è troppo intraprendente, ma piuttosto pigro ed anche fatalista, perché non crede assolutamente che si possa raggiungere qualcosa forzando il destino. Quindi dovrete forzarlo voi e prendere l’iniziativa, facendogli capire chiaramente che siete innamorata, chiedendogli il primo appuntamento; se non scappa subito avete vinto. Ricordatevi che con lui il tempo è vostro alleato, perché a nulla si affeziona il Pesce quanto alle sue abitudini.

Mangiare bene e bere meglio è una abitudine che adora. Ha una spiccata tendenza alla malinconia che lo porta facilmente ad amare il bicchiere. Il Pesce è tollerante e non critica mai nessuno, ma proprio per questo non ammette che lo si giudichi; non esprimete mai una vostra opinione su quello che fa, non impeditegli di fumare, anche se fuma cento sigarette al giorno. Lui è affezionato alle sue abitudini, ai suoi traumi, alle sue nevrosi. E’ un nevrotico, qualche volta un po’ matto e come i veri matti non dimostra la sua follia. Ogni Pesce ha una sua particolare follia che esplode quando meno ve l’aspettate. Scompare per un certo periodo di tempo e riappare sicuro di essere accolto con lo stesso entusiasmo di una volta: è una sua particolarità e non esiste Pesce che non adotti questo sistema nella sua vita amorosa. E’ una forma inconscia di autodifesa, il tentativo di sottrarsi all’unione, perché teme di diventare vittima della compagna. Il Pesce è un compagno docile e spesso si 93


unisce con donne con uno spiccato senso del comando. La sua sottomissione è però solo apparente, perché la difesa del Pesce è passiva ma tenace ed un bel giorno può accadere che se ne vada in silenzio e non torni più. E’ statisticamente accertato che la più alta percentuale di divorzi avvenga in coppie con un marito del segno dei Pesci. Lui non ha bisogno di una unione istituzionalizzata, perché è sempre coccolato da qualche donna; ha dei modi dolci, suadenti ed è eternamente preoccupato del benessere delle sue amiche: in genere ha più amiche che amici. L’uomo Pesci sveglia nella donna l’istinto materno perché pare costantemente bisognoso d’aiuto; quindi tutte lo viziano. Tenete presente che per conquistarlo definitivamente dovete essere più interessante di quel manipolo di donne alle quali lui si è affezionato e dovete calcolare che se mancate ad un incontro, lui vi sostituisce immediatamente con una delle sue tante confidenti. Inutile essere gelose, lui detesta le donne gelose ed è convinto di non fare nulla di male in tante relazioni. Ispira fiducia, non è un lavoratore accanito, né ambizioso; appartiene ancora ai pochi che hanno il tempo e la serenità di spirito per ascoltare una donna. Vi dedicherà molto del suo tempo, perché lui riesce a trovare dei lavori non troppo impegnativi: sa guadagnare il denaro come “un poeta” ed ha la capacità di spenderlo come “un ragioniere”. E’ importante che siate benestante, lui facilmente non lo è; ha molte idee, fa tanti affari, la sua fantasia lavora incessantemente sui metodi per fare denaro rapidamente e con poca fatica. Purtroppo, spesso, lui ha solo la fantasia, ma in compenso lui vi darà la vera “buona compagnia” e non vi farà mai sentire il peso della solitudine.

GENDER (R)EVOLUTION di Monica Romano

Vogliamo presentarvi un titolo molto importante da aggiungere alla vostra collezione di Libri Gender: Gender (r) evolution di Monica Romano. Scopriamo meglio di cosa parla questo libro: «Le battaglie delle persone transgender hanno portata universale e possono migliorare la vita di tutti, perché le rigide aspettative di genere del nostro sistema culturale opprimono ogni essere umano, senza distinzioni.» Dalla rivolta di Stonewall all’uccisione dell’attivista trans Hande Kader, passando per le battaglie del movimento LGBT italiano, Monica Romano racconta in prima persona la storia di quel lungo percorso di affermazione delle libertà individuali che ha visto protagonisti il movimento e la comunità transgender italiana e internazionale. La sua esperienza di attivista e militante si intreccia a quella di alcuni fra i più noti e principali esponenti del movimento.

94


95


Scopri il servizio di Geolocalizzazione

La copertina TRANS è dedicata alla bellissima MONICA KICELLI, di Parma. Sguardo ammaliante e tanta trasgressione, sa come rendere bollente ogni situazione.

E’ online la GEO DEL MESE DI AGOSTO dove troverete le inserzioniste di Piccole Trasgressioni più desiderate e cliccate in tutta Italia!

Nella categoria TRAV troviamo invece l’avvenente ISABELLA TRANSEX, incantevole bionda bellezza di Trieste.

Scoprite con noi chi sono e fate diventare i vostri sogni realtà con le nostre meravigliose Transex (trav e trans), Escort (girls e transex), Girls, Mistress (Girl e Transex) e i nostri fantastici Boys! Oltre a tutte le inserzioniste geolocalizzate mensilmente, vogliamo ricordare che le copertine sono dedicate appunto alle inserzioniste più seguite e cliccate, suddivise per categoria. Ecco qui i fantastici protagonisti di questo mese bollente! 96


Il titolo di GIRL del mese se lo aggiudica la bellissima e dolce DELIZIA di Ravenna, affascinante latina altamente sensuale e con fisico da top model che adora i giochi di ruolo.

Per la gioia di tutte le donne, il favoloso gigolò JOYS, seduce con il suo sguardo e il suo indiscutibile charme dalla copertina dei BOYS.

Passiamo ora alla ESCORT più cercata di agosto, la procace ESMERALDA: pelle color cioccolata e forme sensuali.

LADY MARIA ITALIA domina, è il caso di dirlo, il trono delle MISTRESS più desiderate. Padrona italiana fine ed elegante, ha un dungeon attrezzatissimo a Faenza, ama giocare solo con schiavi convinti del proprio ruolo.

Per la categoria TRAV ESCORT, ecco a voi la brasiliana MORENA MAZZONE; calda e sensuale, vi aspetta a Poggibonsi.

LADY VICKY invece si aggiudica la corona per la MISTRESS TRAV più cliccata. Di Treviso, è una padrona autoritaria e inflessibile.

97


F to M: senza diploma perché è trans!

A Roma, un ragazzo transessuale di 19 anni (il cui nome resterà anonimo per sua volontà) è ancora in attesa di ricevere il suo diploma di maturità, conseguito alla scuola alberghiera di Velletri. Una situazione spiacevole, nata dal fatto che il ragazzo, nato biologicamente donna ma che da sempre si sentiva uomo, nel 2015 ha iniziato il percorso di transizione di genere, fatto di cui la scuola era a conoscenza. Poco dopo essersi diplomato, Luca ha ottenuto la sentenza esecutiva del cambio di genere da parte del giudice, con relativo aggiornamento del nome anagrafico sui documenti di identità ma l’istituto, nonostante il suo cambio d’identità, non ha ancora provveduto a stampare il diploma con i dati anagrafici corretti. “Quando ho ottenuto la sentenza, nel settembre dello scorso anno, appena uscito dal tribunale con le copie, ne ho portata subito una alla scuola, molto prima che il diploma fosse stampato, e la vicepreside mi ha garantito che mi sarebbe stato rilasciato con i dati anagrafici corretti” - ha raccontato il ragazzo ai media - “ma non mi è stato dato ancora nulla perché dicono che quando mi sono diplomato avevo ancora il mio vecchio nome”. “Un istituto scolastico che si rifiuta di

cambiare il nome sul diploma in presenza di una sentenza esecutiva non sta dando esecuzione a un ordine dell’autorità giudiziaria. Il mancato ottemperamento di un provvedimento dell’autorità è un reato penale”, ha affermato l’avvocata e attivista per i diritti Lgbtqia Cathy La Torre. “Dal punto di vista giuridico il cambiamento dei dati anagrafici per le persone transgender che hanno una sentenza esecutiva è previsto dalla legge per tutti i documenti, non solo per codice fiscale e carta di identità. Per ragioni di certezza del diritto,non è possibile avere documenti con dati discordanti”. E ha così concluso: “La segreteria amministrativa dell’istituto, contattata telefonicamente, afferma che i diplomi devono essere ancora compilati, e che, in accordo con la preside, il documento verrà stampato con le nuove generalità del ragazzo. Ma resta ancora da capire il motivo del rifiuto da parte della segreteria a rilasciare un certificato attestante la maturità del ragazzo, richiesto dall’università al fine di perfezionare l’iscrizione”. Nel frattempo, per iscriversi all’università, il ragazzo ha dovuto presentare un’autocertificazione, sperando che l’iscrizione non venga invalidata causa mancanto ricevimento del diploma originale. 98


Facciamo chiarezza su che cos’è il BDSM.

BDSM è una sigla che indica “Bondage/ Disciplina/Dominazione/Sottomissione/ Sadismo/Masochismo”. Si tratta di un acronimo diffuso in USA verso la metà degli anni ‘80 con cui si intende una serie di giochi erotici ed inclinazioni sessuali basati sul dolore, sul disequilibrio di potere e sull’umiliazione tra due o più partner adulti e consenzienti. Il fine ultimo di un rapporto simile è il benessere delle parti coinvolte, che non sempre coincide con l’esplosione del piacere sessuale. In alcuni casi, più che l’orgasmo, si vuole raggiungere un’intensa soddisfazione mentale e, a questo scopo, sono molte le persone che si sentono eccitate infliggendo dolore o sottomettendosi ai voleri del partner. Nonostante sia considerata una pratica scandalosa e “degradante” secondo il pensiero comune, le coppie che la sperimentano la trovano estremamente stuzzicante e riescono addirittura a migliorare la comunicazione nella relazione. Ma chi pratica il BDSM? E’ una pratica più diffusa di quanto si pensi: secondo le statistiche, in Italia più di 4 milioni di persone li praticano. Una persona su dieci

ha provato questa pratica almeno una volta ed è, in qualche modo, interessata a farlo ancora. Dunque, non si tratta di psicopatici ma di persone estroverse, aperte a nuove esperienze, coscienti di sé e meno nevrotici rispetto a quelli che vengono comunemente definiti “normali”. E’ proprio perché sanno cosa vogliono e perché non hanno paura di comunicare i propri desideri al partner che vivono con meno frustrazione le relazioni fisiche ed emotive. Vi abbiamo incuriosito? Per passare dalla fantasia alla realtà, il primo passo è aprirsi con il partner, descrivendo dettagliatamente i propri gusti ed i propri desideri. Deve essere poi instaurato un accordo tra i due, sottolineando quali sono le cose che non possono essere fatte durante il rapporto e soprattutto specificando che c’è la possibilità di cambiare idea in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo. A questo scopo sarà necessario definire una “parola di sicurezza” da utilizzare quando si vuole interrompere una determinata pratica. A questo punto, si potrà definire precisamente chi sarà il padrone e chi lo schiavo. Per le prime volte, si consiglia di 99


cingere il capo, realizzato con cinghie e fibbie da allacciare dietro la nuca. Può essere utilizzato come “museruola” che impedisce di aprir bocca durante il rapporto BDSM oppure può fornire un punto di aggancio per altri generi di bavagli. Per quanto riguarda invece i Master e le Mistress, questi si rifanno alla cultura “leather” che prevede uno stile d’abbigliamento molto preciso caratterizzato da capi in latex, pelle o pvc. Altri simboli del BDSM sono l’anello d’O, che si rifà a quello indossato dalla protagonista del romanzo “Histoire d’O”. Se ora vi state domandando come sia possibile che il BDSM provochi piacere mentale, questo accade grazie alla dinamica di potere che si viene a creare tra sottomesso e dominante. Il primo viene gratificato dall’umiliazione, dall’assenza di potere e dalla sensazione di impotenza dinanzi al suo “padrone” che invece trae godimento dalla libertà di poter disporre al 100% del suo “schiavo”. Nonostante il dolore e la violenza inflitta, nei rapporti BDSM non mancano gli atti di tenerezza e di rilassamento, delle “riappacificazioni” al termine del gioco della dominazione. Spesso infatti il padrone si dedica alla cura del suo schiavo elargendogli anche dei premi, soprattutto quando ha svolto alla perfezione il suo ruolo. Le pratiche di dominazione e sottomissione vengono definite solitamente di natura sessuale, ma il più delle volte la penetrazione è completamente assente in questi rapporti.

cominciare con qualcosa di “leggero”, come le sculacciate, per passare poi a frustate, legature bondage o veri e propri rapporti di dominazione. L’importante è dare libero sfogo alle proprie fantasie in modo graduale. In un rapporto BDSM è inoltre fondamentale che nessuna delle due parti si senta costretta, tutto deve essere fatto consensualmente in piena libertà, ricordando che non sempre si raggiunge la soddisfazione sessuale. Realizzare le proprie fantasie di BDSM può rivelarsi estremamente eccitante anche senza l’orgasmo poiché permette di esplorare un’energia erotica che in precedenza aveva solo stuzzicato la propria immaginazione. Questo tipo di rapporto prevede sempre che uno dei due partner domini sull’altro ed è proprio per questo che ognuno deve decidere fin dal primo momento quale ruolo ricoprire. Coloro che sono interessati ad entrambi i lati del rapporto sono chiamati “switch”, mentre invece sono “master” o “mistress” quando vogliono essere esclusivamente la parte dominante. Chi vuole essere il sottomesso all’interno del rapporto è invece chiamato “slave”, cioè schiavo. La regola base da seguire è che ci sia il consenso da entrambe le parti e che gli atti di violenza messi in pratica non siano una costrizione o una coercizione. Per il resto, una volta stabiliti i ruoli da interpretare nel gioco erotico, si può cominciare a dare libero sfogo alle proprie fantasie. All’interno della comunità BDSM, le persone tendono ad utilizzare dei simboli convenzionali per riconoscersi tra loro e per chiarire fin da subito il ruolo interpretato, senza dover ricorrere ad alcun tipo di spiegazioni. Il sottomesso, ad esempio, è riconoscibile grazie al collare e all’head harness, entrambi simboli di umiliazione e di sottomissione. L’head harness, in particolare, è una specie di bavaglio per 100


85 Paesi in tutto il mondo sopprimono sul nascere il movimento LGBT

Condividiamo il bell’articolo scritto da Federico Boni di Gay.it e pubblicato anche sulla pagina del Consultorio Transgenere di Torre del Lago Puccini. Quasi la metà dei Paesi del Mondo impedisce attivamente alle persone LGBT di combattere per l’uguaglianza. A dimostrarlo un nuovo rapporto dell’OutRight Action International, intitolato The Global State of LGBTI Organizing: The Right to Register, che ha confermato come 85 dei 194 Paesi del Mondo non consentano la formazione di un movimento LGBT, di fatto ostacolato sin dalla nascita. “La storia dimostra che i progressi sui diritti LGBTIQ sono diventati realtà attraverso l’attivismo e la visibilità”, ha affermato Maria Sjodin, Vice Direttore Esecutivo di OutRight Action International. “Quando gli Stati sopprimono le organizzazioni LGBTIQ, stanno davvero cercando di impedire alle persone LGBTIQ di ottenere diritti umani fondamentali e uguaglianza”.

Negli ultimi anni si è registrata un’impennata delle repressioni sulle persone LGBTQ, in particolare in Egitto, Indonesia, Tanzania e Russia. La relazione di OutRight evidenzia come sia più difficile incontrare i funzionari governativi, senza la possibilità di avere un registro riguardante le organizzazioni LGBTQ del Paese. Costringere i gruppi LGBTQ a operare di nascosto, inoltre, impedisce loro l’attivismo pubblico e impedisce loro di fare pressioni per il cambiamento. Il report ha poi smascherato molti governi, che spesso negano la registrazione alle associazioni LGBT sulla base di convinzioni religiose o morali. In alcuni casi estremi, le autorità hanno etichettato i gruppi LGBTQ come una minaccia alla sicurezza nazionale. Questo rapporto arriva pochi giorni dopo la retata della polizia russa ha arrestato 30 attivisti LGBTQ a San Pietroburgo, perché colpevoli di aver organizzato un Pride non autorizzato.

101


Germania: si al terzo genere sessuale

Secondo stime recenti, in Germania, le persone che si identificano come intersessuali vanno dalle 80.000 alle 120.000. Alcune di queste hanno sia testicoli che ovaie, altre invece non producono gli ormoni che determinano le comuni caratteristiche del genere binario. Per tutelarle maggiormente, nei giorni scorsi, il governo tedesco ha approvato il progetto di legge che consente una terza opzione di genere sui certificati di nascita per i bambini intersessuali: è ufficiale così il terzo genere. Tecnicamente, la decisione del Consiglio dei ministri ha ancora bisogno dell’approvazione parlamentare prima di poter essere considerata legge a tutti gli effetti ma ci sono buone possibilità perchè questo avvenga in tempi brevi. Questo fa si che ora sia possibile registrare come “vario” il sesso dei neonati (ricordiamo che già dal 2013 in Germania nei documenti dei bambini nati con caratteristiche di entrambi i sessi si può non indicare se il genere è maschio e femmina). Il provedddimento voluto dalla coalizione della Cancelliera Angela Merkel segue una sentenza del Tribunale superiore tedesco dello scorso novembre secondo cui le norme vigenti sullo stato civile sono

discriminatorie nei confronti delle persone intersessuali, osservando che l’identità sessuale di un individuo è protetta come diritto fondamentale. La pronuncia della corte ha origine dal ricorso di una persona intersessuale, Vanja, nata con un corredo cromosomico atipico, quindi né uomo, né donna. Vanja, registrata all’anagrafe con il sesso femminile, aveva chiesto nel 2014 di modificare la sua iscrizione, inserendo l’opzione “inter/divers“, ma la sua richiesta era stata respinta in tutti i gradi di giudizio, fino alla Corte di cassazione federale. Il ministro della Giustizia Katarina Barley, dell’SPD, ha accolto il progetto di legge con entusiasmo: “i lavori per modernizzare la legge sullo stato personale sono in atto ormai da lungo tempo e nessuno può essere discriminato a causa della sua identità sessuale”. Il ministro Socialdemocratico per la famiglia Franziska Giffey ha definito questa decisione “un passo importante verso il riconoscimento legale di persone la cui identità di genere non è né maschile né femminile”. Contrari al caso, invece, il Comitato centrale dei cattolici tedeschi e l’Associazione federale dei cancellieri tedeschi. 102


Jacopo Laghi è il Gay più bello d’Italia!

Giovedì 16 agosto è stato eletto, alla terrazza Baddy di Marina di Torre del Lago Puccini il “Gay più bello d’Italia 2018”. Il concorso, giunto quest’anno alla sua quarta edizione, è stato presentato con il solito brio dalla famosa drag La Wanda Gastrica ed ha decretato come vincitore il bellissimo 27enne romagnolo Jacopo Laghi, di Ravenna. Il vincitore ha sbaragliato la concorrenza degli altri 8 finalisti, selezionati in giro per l’Italia e suddivisi in tre rappresentanti del Nord Italia, tre del Centro, tre del Sud ed il vincitore di Mister Trash & Chic. Il bellissimo nuovo rappresentate della comunità Lgbtqia italiana è moro, ha un fisico perfettamente scolpito dalla palestra, occhi intensi e fa l’infermiere al 118 di Perugia (ed è fidanzato, quindi... smettete subito di sognare!). Non è stato facile per la giuria, presieduta da Deianira e da altri rappresentati della stampa della Versilia, scegliere il vincitore: gli sfidanti hanno sfilato davanti ad un folto ed entusiasta pubblico, prima in tenuta casual, poi in abiti eleganti e, infine, in costume da

bagno. Oltre alla bellezza, sono state valutate anche le risposte dei ragazzi su temi importanti come la famiglia e le adozioni, ma sempre poste in un tono tra il serio e il faceto, con uno spirito “leggero” e divertente. La Wanda Gastrica, ha così commentato: “sono molto soddisfatta dell’andamento della serata, è stata davvero bellissima: i concorrenti erano tutti belli, simpatici e alla mano. Sono contenta del risultato perchè rientrava nella rosa dei miei favoriti. Ha vinto il classico bravo ragazzo, che ha colpito la giuria per il suo lavoro di soccorritore e perchè ha dimostrato di avere un bel carattere, di essere disponibile e di sani principi. Sono felice quindi che queste sue qualità abbiano primeggiato sulla sua, pur innegabile, gran bella fisicità”. Ora, il bel Jacopo avrà l’importante compito di farsi portavoce del messaggio che essere omosessuali rientra nella normalità e che bisogna combattere ogni pregiudizio e l’omofobia. 103


Solo noi ce l’abbiamo di marmo!

Avete presente il detto: “freddo come il marmo”? Bene, dimenticatelo perchè da oggi il marmo diventa “hot”. Se pensavate che questo pregiato materiale fosse proprio solo degli interni di lusso, oggi, vi apriremo nuovi orrizzonti. Grazie anche al ritrovato gusto per le decorazioni, infatti, questo materiale è tornato di gran moda: è straordinariamente longevo ed ancora in grado di innovare. La parola d’ ordine per i designer del marmo è creatività, ovvero reinterpretare in modo innovativo e anticonformista uno dei materiali più classici esistenti. Ma per quale motivo? Semplice, si tratta di un materiale affascinante, di straordinaria eleganza, capace ancora di emozionare, di farci immergere nella tradizione più antica e nello stesso tempo di essere estremamente moderno. E cosa c’è di più innovativo se non ti impiegarlo come oggetto di lusso per il piacere erotico? Per il sexy shop Boutique “I Trasgressivi”, è stato ideato in esclusiva questo strepitoso fallo realistico, interamente realizzato a mano. Ed è così che la pietra, un materiale così insolito per i giocattoli erotici, diventa improvvisamente calda e sensuale, oltre che raffinata esteticamente. Questo splendido sex toy di design, un vero

pezzo unico d’artigianato è davvero bellissimo: bianco, con le tipiche sfumature marroni-rosate, è un lussuoso oggetto di uso non comune, per chi vuole vivere un’esperienza tattile ed erotica a 360 gradi. Dopo l’uso, prendetevi cura di lui igienizzandolo accuratamente (non con prodotti abrasivi) e riponetelo nella sua elegante e morbida pochette nera dei Trasgressivi. Seguite ogni giorno la nostra sezione Spicy Shopping e scoprite tutti gli articoli studiati per voi e le vostre esperienze più bollenti!

104


Elton John: “la Russia discrimina i gay”

Alla 22ma conferenza di Amsterdam per la lotta contro l’AIDS, l’annuale raduno per tracciare un bilancio della lotta alla pandemia, il popolare cantate inglese Elton John si è scagliato contro la Russia e i governi dell’Est Europa. Li ha accusati di discriminare le persone gay e di avere un atteggiamento di odio e bigottismo, denunciando quanto questi atteggiamenti possano danneggiare la lotta contro l’Aids. Il cantante si trovava alla conferenza internazionale sulla malattia ad Amsterdam per presentare il suo progetto “MenStar” insieme al principe Harry, che riguarda l’accesso alle cure per gli uomini affetti da questa terribile malattia. Elton John ha così dichiarato: “capirete la rabbia delle mie affermazioni, ma è terribilmente frustrante per tutti noi essere qui in una stanza come questa mentre sappiamo bene che,se non ci fossero questo bigottismo e questo odio, la malattia potrebbe essere eliminata più velocemente di quanto si possa pensare”, aggiungendo che, in sostanza, quello che ne deriva è che i Paesi

come la Russia e altri dell’Est, a suo parere stanno discriminando fortemente le persone appartenenti alla comunità LGBTQIA. “E’ mio dovere, come uomo visibilmente gay, e non affetto da Hiv, andar lì e cercare di dare un aiuto per migliorare la situazione”. I dati sull’AIDS nel 2018: Ad oggi nel mondo 36,9 milioni di persone vivono col virus dell’Hiv - che potrebbe successivamente aggravarsi in Aids/Sida - e per la prima volta dall’inizio del secolo il numero di infezioni è in diminuzione, inferiore alla soglia del milione (da 990mila nel 2016 a 940mila nel 2017). Nel mentre, è aumentato il numero di malati che hanno avuto accesso a cure. I dati presentati dall’UNICEF sono invece alquanto allarmanti. Sempre più adolescenti, in particolare le ragazze, circa 30 ogni ora si infettano con il virus dell’HIV. Queste 30 nuove infezioni nel 2017, in genere hanno riguardato ragazzi di età tra i 15 ei 19 anni.

105


In ricordo di Hande Kader, trans attivista per i diritti LGBTQIA in Turchia

la discriminazione sessuale contro di me, chiedendo solo rispetto per il mio corpo. Sono una vittima del maschilismo cresciuto in questa società, come una malattia orribile, fino a diventare cancrena. Sono una vittima dei vostri valori morali che servono solo agli interessi politici di un’autorità patriarcale, che ha sollevato questo odio che mi ha bruciata viva. Il mio omicidio non è semplice omicidio, è un crimine politico. La misoginia e la transfobia sono i mostri che mi hanno ucciso a sangue freddo. So che i morti non parlano, ma il mio silenzio è il grido di tante altre donne là fuori che stanno scrivendo queste parole, perché potevano essere loro nella mia stessa situazione. Scendete per le strade con il mio nome sulle labbra e abbiate il coraggio di lottare per i vostri diritti, fate del vostro corpo uno scudo per le battaglie per la libertà di essere voi stessi, per la democrazia, per il rispetto! So che i morti non parlano, ma io sono te e tu sei me! E quando sentirai il mio silenzio, fai con che la nostra voce diventi più forte!”

In memoria di Hande Kader, una giovane donna transgender simbolo della rivolta contro la repressione LGBT nella Turchia di Erdogan, attivista per l’uguaglianza e per i diritti civili. Nell’agosto 2016, Hande è stata barbaramente uccisa, stuprata, mutilata e bruciata viva a Istanbul, durante una manifestazione per i diritti LGBT.Aveva soltanto 22 anni. Il mio nome è Hande Kader e sono una donna transgender turca. Ho avuto la sfortuna di vivere in un mondo molto ingiusto e di combattere in un paese che vuole opprimere il mio corpo, politicizzare la mia esistenza e togliermi la voce. Qui, in questa foto, cammino fieramente alla parata LGBT a Istanbul. Tengo la testa alta, anche se i miei occhi sono pieni di lacrime. La mia stessa esistenza è una forma di resistenza alla repressione sociale e politica che mi circonda. Sono costretta a lavorare nell’industria del sesso, come la maggior parte di molte donne trans nel mondo. Anche se la società ha cercato di governare con disprezzo la mia vita, sono qui per mettere in discussione 106


India: trans e eunuchi per proteggere le donne dagli stupri

cui sono ammesse solo donne, al riparo da attenzioni indesiderate maschili e ci sono tantissimi taxi che portano orgogliosamente l’adesivo “io aderisco alla campagna contro gli stupri”. Non resta che auspicarsi che queste nuove misure di sicurezza rafforzino davvero la sicurezza in questi centri di protezione.

Il Governo dello Stato orientale del Bihar ha deciso che nei centri di riabilitazione per le donne violentate, le guardie saranno eunuchi o transessuali. La scelta è stata fatta perchè in India c’è un grave problema di violenza contro le donne. Troppo spesso, sia in città sia in campagna, donne di ogni età vengono violentate contro il proprio volere. La scelta di far lavorare trans o eunuchi in questi centri di protezione e accoglienza è anche dovuta al fatto che, per fare un esempio, nelle città di Muzaffarpur e Chapra si sono verificati decine di casi di aggressioni contro le donne accolte in questi centri. Si tratta solitamente di ex prostitute, ragazze violentate o strappate alla tratta delle schiave che purtroppo, a volte, anche in questi centri trovano chi si approffitta della loro fragilità. In India, comunque, è attiva già da tempo una massiccia campagna a favore della protezione delle donne: nella nuova metropolitana di Dehli esistono, in testa e in coda ad ogni convoglio, speciali “vagoni rosa” in 107


Supergirl: Nicole Maines interpreterà una supereroina trans!

Un annuncio che ha fatto scalpore quello dato alla fiera dei fumetti Comic Con di San Diego, perchè rappresenta una vera e propria rivoluzione nel mondo dei fumetti DC Comics, e non solo. L’attrice trans Nicole Amber Maines, è stata infatti chiamata ad interpretare la prima supereroina trans nella storia: sarà infatti Niala Nal, alias Dreamer, nella quarta stagione di Supergirl. La serie, ritornerà il 14 ottobre sul canale The CW e nelle puntate inedite ci sarà appunto il suo debutto, il primo di una supereroina transgender nella storia della televisione, interpretata oltretutto da una vera trans. Si tratta della rivisitazione di un personaggio già esistente nei fumetti DC, che nei fumetti fa parte della Legione dei Super Eroi e non è trans. Nicole Maines entrerà nel cast al fianco della protagonista Melissa Benoist e ha commentato così: “non mi sono ancora resa conto di quanto accaduto, dell’aver ottenuto per prima cosa la possibilità di essere una supereroina e poi di essere il primo personaggio eroico transgender nel mondo della televisione. Penso sia adatto dire che con grandi poteri arrivano delle grandi responsabilità. Sono nervosa perché voglio che sia tutto giusto, e interpretare nel modo corretto il personaggio”. E ha poi proseguito: “spero che i fan riescano a capire meglio le persone transgender, che possiamo essere chi vogliamo, possiamo fare quello che vogliamo, che possiamo

essere supereroi perché in molti modi lo siamo. La parte più importante è che la storia del mio personaggio non ruota intorno al suo essere trans. Mia è molto di più rispetto alla sua sessualità: è una reporter, è piena di speranza, è una brava persona, ha potere, è saggia, si preoccupa degli altri, è un’amica grandiosa... Voglio che Mia sia molto di più rispetto al suo essere transgender”. L’attrice ha quindi concluso: “abbiamo avuto delle rappresentazioni del mondo trans in televisione da un po’, ma non penso sia stata la rappresentazione giusta”. Non resta che attendere con trepidazione il suo debutto! Chi è Nicole Maines Attrice classe 1997, nata maschio, venne adottata alla nascita insieme al gemello Jonas. Già all’età di tre anni sentì di essere femmina e alle scuole elementari ricevette lamentele perché utilizzava il bagno delle ragazze, con il risultato che le fu proibito accedervi. La sua famiglia denunciò per discriminazione la scuola, che venne accusata di aver violato l’Human Rights Act e condannata a un risarcimento economico. Alla storia di Nicole e dei Maines è stato dedicato il libro “Becoming Nicole: The Transformation of an American Family” e lei è apparsa nel documentario “The Trans List”. Prima di girare “Supergirl”, ha recitato nella serie “Royal Pains” e sta girando il film “Bit”. 108


109


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Il Piccole Magazine Agosto 2018 by Il Piccole Magazine - Issuu