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L'Alpone numero 2 2016

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l ’alpone

Autorizz. del Tribunale di Verona del 3 Luglio 1986 - R:S: 705 - Sped. in abbonamento Post. - 45 % art. 2 comma 20/b legge 662/96 - Filiale di Verona da Verona C.M.P. - 50 % - Trimestrale di informazione e cultura - Anno 31 - N. 2 - GIUGNO 2016 - Recapito a cura dell’ Ente Poste Italiane

www.ilarione.it

Saluto del Presidente Eccoci qua, ad affrontare un’altra stagione di manifestazioni, peraltro già ricca di appuntamenti alle spalle: dopo il Carnevale, ricordiamo la magnifica serata di Frammenti di Sogno, il 7 maggio scorso, poi la serata all’interno della corsa ciclistica “Granfondo del Durello”… Insomma, appuntamenti impegnativi, ma che hanno dato soddisfazione agli organizzatori e a chi ci ha lavorato con passione ed entusiasmo. Anche per questo, rinnovo l’invito, per chi volesse impegnarsi a favore del proprio paese, ad iscriversi alla Pro Loco: abbiamo sempre bisogno di forze nuove che portino idee nuove. Un grazie, come sempre, caloroso poi a tutti voi che sostenete il nostro giornale attraverso i contributi che arrivano in redazione: è il segno inequivocabile che L’Alpone rimane per molti, soprattutto per chi è lontano, il punto di riferimento preferito per mantenere il contatto con il proprio paese. Malgrado le difficoltà, soprattutto di carattere economico, noi cercheremo di dare sempre il meglio, sapendo che possiamo contare su tutti voi. Segnalate pure se qualcosa nelle spedizioni non funziona: sebbene non dipenda da noi, cercheremo di intervenire presso chi di dovere perché L’Alpone possa arrivare puntuale nelle vostre case, anche di chi è all’estero. Presidente Pro Loco Franco Cavazzola

Pro Loco | San Giovanni Ilarione

Giugno 2016

IL LEONE DI SAN MARCO Una storia da TORNA NELLA SUA... FORESTA

Sara’ posta in opera e messa a dimora l’ultima domenica di luglio una copia ( proprio conforme all’originale, è il caso di dirlo) del cippo marmoreo di confine con Tregnago malauguratamente strappato dal luogo originale negli anni ’70 e che a seguito di alterne vicende è stato poi posizionato definitivamente nella sala civica municipale. Risale al 1472 e costituisce un eccezionale documento storico circa le vicissitudini della nostra gente di allora. Pensato e totalmente pagato da persone di buona volontà che amano il proprio paese, caparbiamente voluto per riparare ad un errore storico, sarà collocato nello stesso punto dell’originale. Per le giovani generazioni e per i non addetti ai lavori questa operazione può sembrare alquanto marginale e forse superflua, ma se si opera un tentativo di capire del perché in antico questo cippo era stato posto in essere, ci si rende conto della bontà dell’opera e si riscopre una parte della nostra storia ormai dimenticata. Nella vita agricola sono sempre risultati importanti il possesso e l’utilizzo di campi e pascoli e le controversie con i paesi vicini erano all’ordine del giorno. Nel XV secolo esplodono in maniera a volte anche violenta i contrasti tra il comune di San Giovanni Ilarione con il comune di Tregnago per il possesso dei pascoli sulla Belloca e per un definitivo accordo sui confini. In realtà già da due secoli il contenzioso va avanti. E qui, per meglio capire, si attinge a piene mani dalla pubblicazione di Mario Gecchele, molto esauriente sull’argomento. Nel 1429 San Giovanni Ilarione presenta una supplica al Doge di Venezia per ottenere il possesso di tale monte, scatenando l’opposizione di Tregnago. Venezia invia i Vicari di Verona e Vicenza a dirimere la questione e detti giudici scelgono quattro persone fidate per parte le quali, sotto solenne giuramento, raggiungono l’accordo circa la linea di confine . Essa parte dalla corte di quelli di Cazzano, in linea retta avanza per le cime dei monti detti di Prealta dalla parte di Tregnago e della Masonaga da parte di San Giovanni, si inoltra sempre in linea [continua a pag. 2]

A.S.D. BASALTI: GRANFONDO E DINTORNI SAN GIOVANNI ILARIONE, 16 aprile 2016: un nuovo capitolo per l'ASD Basalti si apre con un fantastico pomeriggio di sole. Sono minuti concitati quelli che anticipano il via della 3a Durellina Cup baby. I genitori che iscrivono i propri ragazzi sono rilassati ed efficienti: hanno procurato ai piccoli bikers bici fiammanti e caschetti per la messa in sicurezza. Solo un papà rivela tra un paio di sorrisi emozionati un po' di preoccupazione per la sua bimba: "Ha imparato a pedalare senza rotelle solo la settimana scorsa... Proviamo a farcela e speriamo in bene!" Le ragazze che raccolgono le iscrizioni sor-

Anno 31 Nr. 2

ridono alla bambina bionda che afferra un po' insicura la targa per la sua bici: colore viola, numero 5, categoria G0, anni 5. "Buona prima gara!" E via. Si parte. Con un sottofondo musicale che carica di adrenalina i piccoli corridori e uno speaker che annuncia entusiasta il numero dei partecipanti: 154! È record di iscritti. Il sole continua a splendere, il percorso è perfetto e divertentissimo. All'arrivo è festa e le premiazioni sono di un'allegria inarrestabile: per la seconda volta lo staff della Basalti è costretto a riparare e ritinteggiare il podio: "Ce l'hanno distrutto anche quest'anno!" Afferma ri-

dendo il presidente, con un tono genuino che rivela solo soddisfazione e gioia per l'ottima partenza del lungo evento dedicato alle ruote grasse. È così lo stesso podio rimesso a nuovo che si ritrova in Piazza Martiri il weekend seguente, sotto una doppia scalinata simmetrica che sembra essere una scenografia perfetta e studiata appositamente per accogliere i vincenti. Fa freddo la mattina del 24 aprile e il cielo uggioso non promette nulla di buono. Lo staff della Basalti è teso e stanco: la sera precedente ha lavorato tanto e il Durello Night Party è stata una festa goduta giustamente anche da tutti loro. Anche lo speaker d'eccezione Paolo Malfer è impegnato ad intervistare gli atleti, dai quali emerge inconfondibile la volontà di partecipare e portare a termine la competizione a qualsiasi costo. Al contrario il presidente Davide Creasi sembra tranquillo e annuncia davanti ai bikers già schierati in griglia carichi e scalpitanti: "Va molto bene. Sono rilassatissimo. Abbiamo fatto un buon lavoro e auguro a tutti una buona gara in terra veronese!" La fiducia e la complicità di tutto lo staff Basalti è tanta e traspare dai sorrisi stanchi di chi sa di aver lavorato bene ed è pronto ad ogni evenienza. Al via i partenti per questa 14a edizione della Granfondo del Durello sono 750: Veneto, Toscana, Emilia Romagna, Lazio e [continua a pag. 12]

libro Cuore

E’ bello accostarla ad una delle storie raccontate nel libro “Cuore” da Edmondo De Amicis, racconti di amicizia, di solidarietà, di comprensione, di altruismo; racconti che sembrano relegati ad un nostalgico lontano passato, ma che nel nostro caso vivono e si riflettono nella solidarietà, nell’intesa e nella collaborazione di due nostri ragazzi di terza media, Federico Galiotto e Matteo Zamichele, due ragazzi solari, dal sorriso aperto, dallo sguardo limpido, provenienti dalla medesima zona geografica. Federico presenta problemi di carattere deambulatorio, che lo costringono all’utilizzo di supporti d’appoggio, ma non per questo è meno felice. Al suo fianco, infatti c’è sempre Matteo, il suo amico per la pelle già fin dalla scuola dell’infanzia, a supplire alle necessità, pronto a portargli lo zainetto, pronto a giocare insieme, pronto a condividere ogni attimo di scherzo e di gioco. E’ per entrambi una gara di solidarietà ed amicizia che spinge a ve[continua a pag. 2]

All'interno del giornale il programma della SAGRA DI SAN GIOVANNI BATTISTA 38a MOSTRA DELLE CILIEGIE e della 41a SAGRA A CATTIGNANO a pag. 5

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ha sempre la necessità di condividere e confrontare i propri desideri, i propri progetti, le proprie aspirazioni con gli altri. Mentre si parla, i nostri due protagonisti ammiccano simpatici e furbi. Sono giunti al capolinea della scuola media inferiore,a giugno sosterranno gli esami, si cambierà scuola, cambierà pure l’ambiente, ma sono entrambi concordi nel ricordare in maniera serena la scuola di San Giovanni. Per essi si prospetterà un avvenire diverso, con interessi anche diversi, a Matteo infatti piacciono la caccia, i trattori, i motori, ambisce di fare l’agricoltore, Federico invece è patito per la bicicletta, per lo sci, la moto e sogna un futuro come impiegato di concetto, ma la loro amicizia e la loro condivisione saranno sempre da protagoniste. Gianni Sartori

[continuazione art. "Il Leone di San Marco"]

L’ultimo rimasto in piedi è quello oggetto della nostra dissertazione, quasi sconosciuto ai più,se non alla gente del luogo; è una lastra di marmo di Verona, largo 0,60,0,20 di spessore e alto circa m.3,15. Sono ben evidenti in alto il leone alato di San Marco e sotto, ben in risalto, gli stemmi di Verona e dei nobili Paolo Priuli e Marco Barbarico, con la scritta in basso:”ILLUSTRISSIMI SENATUS VENETI / DECRETO VERONAE PAULUS / PRIULUS PATAVII /MARCUS BARBARIGUS JUSTISSIMI / URBIUM PRAEFECTI INTER / AGRUM TRENIACENSEM ET SANCTUM / JAANNEM IN LARONIA HIC / DISCRIMINARI COLUMNA / IUDICAVERUNT / MCCCCLXXII---VI JUNII / ANNO SALUTIS”. (Per decreto dell’illustrissimo Senato Veneto, i giustissimi Vicari delle città di Verona Paolo Priuli e di Padova Marco Barbarigo giudicarono giusto qui essere posto il pilastro di confine fra il territorio di Tregnago e di San Giovanni Ilarione --6 giugno 1472 anno di salvezza). Non finiscono però gli scontri e le contese e solo il 9 novembre 1508 si giungerà alla sentenza per una pace definitiva, con aggiunta di nuovi pilastri più piccoli in pietra liscia. In tale occasione vengono bevute due secchie di vino e “per quella interpositione fu poi messo a perpetuo silentio tra dette comunità, che il Sig.Iddio le feliciti in perpetua Pace…sino alla fine del Mondo; Amen”

retta in una strada chiamata – el colo dei Sovegi- , scende poi fino ad incontrare un grande albero secolare detto –el cerro de Bironno- nel quale sono scolpite alcune croci, continua fino ad arrivare a – el cerro de Gategnano- , prosegue attraverso un argine fino a due cerri segnati con croci ,piegando poi fino a valle. I due Vicari allora ordinano a Ventura da Cavicli sindaco di Tregnago e a Bartolomeo detto Dusio di San Giovanni di rispettare tali confini , a non molestarsi, non fare risse e non venire alle armi. A questa sentenza del 20 maggio 1436 son presenti anche i rappresentanti di Verona e Vicenza i quali dichiarano di accettarla solo nella parte a loro favorevole. Tutto da rifare. Nella primavera del 1471 quelli di San Giovanni salgono armati sul monte, si impossessano a forza dei pascoli rubando il bestiame ai Tregnaghesi e provocando il ricorso di questi ultimi ai rettori di Verona e quindi al Doge Cristoforo Moro. Questi, dopo aver aspramente criticato l’operato dei Sangiovannesi, li ammonisce a rivolgersi al giudice per far valere le proprie ragioni. E così scatta la lite tra i due Comuni. La causa viene delegata ai capitani di Vicenza, Verona e Padova, i quali nel maggio 1472 si portano sui luoghi e su un baldacchino eretto sulla Belloca ascoltano le ragioni delle parti in causa. San Giovanni reclama i confini descritti in una pergamena del 1308 “Haec sunt confinia inter curiam Sancti Joannis Henlarogna”, Tregnago , dopo aver chiesto il risarcimento dei danni provocati dalla parte avversa, avanza la richiesta del confine fino al fiume Alpone, come da sentenza del 1224. I capitani Paolo Priuli per Verona e Marco Barbarigo per Padova stabiliscono definitivamente i confini, che sono quelli del 1436, ordinando, a spese di Tregnago, che nei luoghi dove c’erano certi alberi –cerriricordati, fossero posti dei pilastri come termini. I Tregnaghesi fanno costruire i pilastri, ma per vederli piantati al loro posto bisogna attendere fino al 1487.

Un altro pilastro in seguito ritrovato è stato assegnato al Comune di Tregnago. Ora si avvera il desiderio di chi ha sempre voluto e cercato di riparare ad un grave errore storico, riportando il Leone alato a “ruggire” nella sua foresta originale , come ricordo e monito al rispetto, alla salvaguardia della propria storia e delle proprie origini. Un grazie a tutti coloro che , di tasca propria , hanno reso possibile questa realizzazione. G.S.

E’ deceduto in Belgio Agostino, ma da tutti conosciuto come Mario, Rigodanzo, emigrato da Castello a fine anni ’50. Lo ricordiamo con simpatia per il suo attaccamento al paese d’origine e per il suo impegno nell’associazione “Veronesi nel mondo”, accanto alla moglie Teresa Veronesi. Attraverso il loro impegno sono stati possibili gli scambi culturali, le manifestazioni in Belgio e nel nostro paese dei gruppi di emigranti ancora legati a San Giovanni Ilarione. E’ venuto a mancare un tassello nella nostra storia dell’emigrazione. Ai figli le condoglianze da parte del giornale. G.S.

Da dx a sx i fratelli Angelo, Lina, Maria e Pietro Pandian, in gita turistica, posano sorridenti sulla scalinata del grande ossario che raccoglie le spoglie dei caduti della I^ Guerra Mondiale. Sorrisi giovani e volti spensierati... voglia di fare e di progettare... Bei tempi!

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Grazie Presidente E Mattarella risponde a Niccolò 12 anni, disturbi dello spettro autistico, aveva scritto dopo il discorso del capo dello Stato perchè non esistano più "cittadini invisibili" «Caro Niccolò, il tuo biglietto mi ha fatto molto piacere: sono io che ti ringrazio per questo pensiero. Un saluto affettuoso»: firmato, Sergio Mattarella. È scritto a mano il biglietto che il Presidente della Repubblica ha inviato a Niccolò, un ragazzino di Montecchia di Crosara con disturbi dello spettro autistico che gli aveva spedito un biglietto il 30 marzo. «Nella giornata nazionale delle persone con disabilità intellettiva il presidente Mattarella aveva incontrato al Quirinale le associazioni dei disabili psicorelazionali. In quella occasione», spiega la mamma di Niccolò, «Mattarella si era detto preoccupato del rischio che le persone con disabilità diventino cittadini di serie B». Ad ascoltare il Capo dello Stato c'era anche il papà di Niccolò, alla radio mentre guidava. Fu un passaggio in particolare a stamparsi nella sua mente. Mattarella stava divendo: «La disabilità non è una malattia, tanto meno un problema da scaricare sul singolo individuo o sui suoi familiari. Le condizioni di disabilità divengono gravi soprattutto se il mondo circostante non tiene conto delle diversità e trasforma la differenza in fattore di esclusione. A creare le barriere sono soprattutto, purtroppo, i limiti della nostra organizzazione sociale e le nostre mancanze culturali, a partire dai riflessi lenti di fronte agli ostacoli che impediscono la piena espressione delle personalità». Una volta a casa il papà aveva scelto le parole più semplici che conosceva per raccontare la cosa a Niccolò, buttando lì la considerazione che sarebbe stato giusto ringraziare Mattarella. E Niccolò aveva recepito al volo. «Ha fatto prima la brutta copia, che è questa», dice la mamma mostrando il biglietto, «e poi l'ha ricopiato. Ci ha scritto solo grazie presidente, con la data e la sua firma. Io ho aggiunto un bigliettino in cui ho spie-

gato che Niccolò ha 12 anni, disturbi dello spettro autistico e che l'idea di ringraziarlo era maturata dopo aver ascoltato il discorso. L'indomani l'ho spedito». Nessuno ci pensava più, ma non molti giorni fa ecco la sorpresa: «Nella cassetta della posta ho trovato una busta con l'intestazione del Presidente della Repubblica. Mi sono commossa, e quando poi ho visto che Mattarella ha preso carta e penna per rispondere personalmente a Niccolò è stata un'emozione grandissima», racconta la mamma. Quando Niccolò è tornato da scuola gli ha mostrato il biglietto: «Lui ha cominciato a ripetere insistentemente quello che c'era scritto in grande, cioè "il Presidente della Repubblica, il Presidente della Repubblica": gli brillavano gli occhi».Mamma e papà di Niccolò, che non vogliono comparire perché non vogliono pubblicità, hanno però deciso di raccontare il fatto ritenendolo un segnale importante: «Il Presidente ha scritto a Niccolò, ma è come se lo avesse fatto a tutti gli autistici e ai disabili per dire che la massima istituzione della Repubblica è con loro».La pensa così anche il sindaco Edoardo Pallaro, commosso per quanto è accaduto a questo suo piccolo cittadino: «È bellissimo aver visto a quanto può arrivare una persona che, facendo leva sulle proprie forze, crede ancora nelle istituzioni e quanto le istituzioni siano una realtà viva». La mamma di Niccolò si stringe nelle spalle: «È stato un po' come il 22 novembre 2014 quando, all'udienza generale di papa Francesco rivolta ai partecipanti alla Conferenza internazionale sull'autismo, non ci siamo sentiti più invisibili». Termine, questo, utilizzato anche nel monito con cui Mattarella aveva chiuso il suo discorso: «Non possiamo accettare che tanti diventino cittadini invisibili» P.D.C. Articolo de "L'Arena" del 17 aprile 2016

La società dev'essere più consapevole «Meno soli nella battaglia quotidiana, perché è chi sta bene che deve adattarsi e capire quant'è fortunato»: così la mamma di Niccolò sintetizza la vita di una famiglia con figli affetti da autismo o disturbi dello spettro autistico. «Di autismo si parla poco e fino a poco tempo fa solo di autismo conclamato: è avvilente dover giustificare quel che fa mio figlio, doloroso dover affrontare l'impreparazione». La mamma di Niccolò racconta di insegnanti di sostegno non sempre adeguati, di episodi capitati ad altri: «A un ragazzo venne negata un' ecografia perché considerato maleducato». Da quel fatto nacque un'iniziativa di Abal, l'Associazione bambino autistico Lessinia: una maglietta con la scritta «Non sono maleducato, sono autistico». La mamma di Niccolò insiste: «C'è una mentalità assurda. Come si può pretendere che siano questi ragazzi a doversi adattare? Casomai il contrario». Da mamma si sente fortunata, «il mio comune! è sem-

pre stato sensibile, ma non è per tutti così. Posso mandare Niccolò al Grest perché mi aiuta col sostegno, con il trasporto, perché non guido». «Sono fortunata», ribadisce, «perché il Centro diagnosi, cura e ricerca per l'autismo di Marzana è facilmente raggiungibile, ma in altre regioni non c'è nulla. Vedo periodicamente famiglie che arrivano dal sud per cercare aiuto, sostegno e cura». Insomma: «Serve più informazione, perché nessuno resti sgomento davanti a un bambino con disabilità. E serve, per noi genitori, un futuro più sereno». Ed è il tema del dopo di noi, toccato da Mattarella sempre nel discorso del 30 marzo: «Le difficoltà sono quotidiane e sapere già chi si prenderà cura di Niccolò dopo di noi è un' angoscia in meno. Abbiamo festeggiato la legge sull'autismo, speriamo solo che per mancanza di risorse non risulti inapplicabile: se finisse così, che senso avrebbe?», conclude la mamma. P.D.C. Articolo de "L'Arena" del 17 aprile 2016

Giochiamoci dodici righe sulla nostra vallata. Io la chiamerei così: la Bella Addormentata. Che sia bella, nessun dubbio. Basta guardarla con i ciliegi in fiore (cartolina ormai stereotipata del nostro paesaggio), o negli autunni carichi di soffusa malinconia (ah, il tempo delle castagne!), o nelle sempre più rare nevicate che rasserenano anche i declivi più aspri dei monti tutt’intorno. Che sia addormentata, ditemelo voi: c’è qualcosa di nuovo, di veramente nuovo che succede? Circolano idee, modi di vivere, modi di fare (di far politica, economia, sport, lavoro, cultura, religione…) che possiamo definire davvero innovativi o, almeno, fuori dall’ordinario? Sapete come si dice: c’è chi nasce attaccante e chi difensore. Ecco: la Val d’Alpone è nata per giocare in difesa, sempre e comunque in difesa. Della propria terra, del proprio passato, dei propri valori, di quello che si ha e perfino di quello che non si ha ma che si vorrebbe avere. Buona gente, non c’è che dire, ma non troppo, perché sappiamo per cosa si passa ad essere due volte buoni. Insomma, calma e gesso. Tutto passa, tutto si risolve, basta starsene fermi e tranquilli. Ssst… Non svegliamo la Bella Addormentata… D.B.

DODICIRIGHE

[continuazione art. "Una storia da libro cuore"]

dere nell’altro un altro se stesso. Non si tratta assolutamente di lacrimevole pietà o di puro spirito di sacrificio, è l’autentica amicizia che li aiuta a crescere e a non vedere le differenze, a migliorare e a portare i propri valori agli altri, ad essere persone impegnate e costruttive nella vita. Ma che cosa è la vera amicizia? Forse i nostri protagonisti non lo sanno a spiegare a parole, ma lo dimostrano nella vita: vedere i problemi dell’altro come problemi propri, condividere gli stessi ideali e dare il massimo della propria disponibilità. Le mamme degli interessati concordano che questo li aiuta a crescere, a rendersi conto della realtà degli altri al di fuori del proprio Io, ad essere più persone. Ed allora è bello vivere in condivisione, poter contare su qualcuno, perché nessuno è un’isola, si


San Giovanni Ilarione e Vestenanova

Come accade ogni anno, l’Assemblea ordinaria dei Soci è l’occasione per ritrovarci e fare il punto sulla situazione donazionale e delle attività di promozione svolte nell’anno appena terminato. Quest’anno, questo importante incontro si è svolto presso il Ristorante-pizzeria “Bice” a San Giovanni Ilarione lo scorso 13 febbraio. Nella relazione morale delle attività si è voluto porre l’attenzione sul fatto che la nostra associazione non ha più quel trend di crescita che da anni ci ha contraddistinti. Infatti , pur essendo aumentati anche se di poco i donatori, le donazioni hanno subito una leggera flessione. E’ vero che abbiamo un’ottima percentuale di donatori in rapporto agli abitanti dei nostri due comuni e di questo dobbiamo ringraziare la sensibilità e l’altruismo delle nostre genti. Però questo calo deve essere un campanello d’allarme. Non dobbiamo aspettare che i buoi fuggano dalla stalla prima di chiudere la porta. Nell’anno appena trascorso con il nostro gruppo di 574 soci abbiamo comunque donato 922 sacche di sangue intero, 209 di plasma e 16 di emocomponenti per un totale di 1147 donazioni. Nel compiere le nostre azioni quotidiane abbiamo delle priorità, che possono essere: il lavoro, la scuola per uno studente, ecc. Ma non possiamo dimenticare coloro che, solo con il nostro dono, possono guardare alla vita con altri occhi. Non possiamo mettere l’impegno per la donazione del sangue all’ultimo posto. Dobbiamo essere più attenti alla scadenza del tempo prescritto per fare la nostra donazione. Voglio ricordare che alcuni fanno, si e no, una donazione all’anno. Questo, salvo motivi particolari, sarebbe un po’ pochino. Dobbiamo acquistare più consapevolezza nell’importante opera che facciamo. Quella sacca di sangue che il donatore offre ha un valore inestimabile perché riesce dare vita e speranza a chi è nella sofferenza e ha bisogno di questo nostro piccolo atto di generosità. Ripeto ancora un volta: proviamo a metterci dalla parte dell’ammalato e pensiamo che potrebbe capitare anche a noi di avere bisogno del gesto di un donatore. Allora tutte le altre priorità passeranno in secondo piano. Le iniziative di promozione e propaganda al dono del sangue che l’Avis mette in campo sono innumerevoli. Si va dagli incontri con le scuole primarie e secondarie di primo grado ai ritrovi con adolescenti e giovani. All’ambiente dello sport cerchiamo di dedicare particolare attenzione perché

in esso i giovani imparano a valorizzare la collaborazione e la solidarietà. In questo ambito partecipiamo e collaboriamo a molti eventi organizzati nei nostri due comuni. Tra i molti altri piccoli interventi ci sono i sacchetti del pane a Natale, la partecipazione all’Università del tempo libero, l’adozione a distanza di una bambina albanese, la donazione del tovagliato alla Scuola materna di Bolca, la collaborazione con l’Unità Pastorale della Lessinia Orientale per l’organizzazione di serate culturali, la partecipazione al Concerto per la vita, la collaborazione con la Corale Vestenanova. Non c’è manifestazione, piccola o grande nel Comune di San Giovanni Ilarione o Vestenanova, durante la quale non ci siano gli ormai immancabili bicchieri AVIS. Infine il fiore all’occhiello delle iniziative è la realizzazione del cortometraggio “IL SORRISO CI DONA” ideato dal nostro giovane donatore Mirko Sartori e prodotto dalla nostra Avis. Come si può vedere le attività dell’Associazione sono molteplici e continue in tutto l’arco dell’anno. Anche se a volte sono piccoli interventi, siamo convinti che sia la presenza costante e puntuale sul territorio che fa mantenere i risultati sopra descritti. Se si riesce anche ad aumentarli tanto di guadagnato a favore degli ammalati. Inoltre, con il nostro sostegno finalizzato alla promozione della donazione del sangue, si dà una mano ad altre associazioni del territorio che come noi fanno del volontariato. Nel trarre delle conclusioni, nonostante il leggero rallentamento, possiamo affermare che l’Avis di San Giovanni Ilarione e Vestenanova è un gruppo generoso ed altruista. Ne sono prova le molte donazioni effettuate. Certo si potrebbe fare di più ma non disperiamo. Quando incontriamo i nostri giovani notiamo che molti sono figli o nipoti di donatori. Ciò vuol dire che la solidarietà e l’altruismo li vivono in famiglia e sono ben radicati. Quindi, se il buon giorno si vede dal mattino… Luigi Pandolfo Avviso: Il Centro Trasfusionale di San Bonifacio è aperto dalle ore 07,30 alle 11,00 per Donatori e Aspiranti anche l’ultima domenica di giugno, settembre, ottobre e novembre. L’AVIS ricorda che durante l’estate il bisogno di sangue aumenta. Quindi ricordiamoci dei nostri ammalati e andiamo a donare!

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Oggetto/Esposto: Progetto per la realizzazione senso unico lungo Via Umberto I e sopra Valle Ranfani. Esame ed approvazione progetto preliminare. Con la presente siamo a segnalare a Codesti Spett. Istituti che, dopo numerose segnalazioni preoccupazioni e insoddisfazioni dei cittadini, sono state raccolte molte firme e ne saranno raccolte tante altre ancora, a tutela e salvaguardia del patrimonio storico "LA VALLE" che attraversa il paese di San Giovanni Ilarione VR. - VISTO che l'Amministrazione Comunale, con DGC n.112 del 03/12/2015 ha deliberato di modificare la viabilità del Paese con l'esame ed il progetto preliminare per la realizzazione di un senso unico in Via Umberto I - sopra Valle Ranfani, e la conseguente copertura della stessa. - RITENUTO che detto piano non trova l'apprezzamento di una buona parte della comunità ilarionese esponiamo le nostre ragioni: 1. Trattasi di bene storico, di una bellezza che da molti visitatori viene apprezzata per la sua originalità, una caratteristica non comune che unisce due zone del paese e che pertanto sarebbe da valorizzare e non da distruggere; 2. La Valle è stata già sistemata in parte dalla Forestale negli anni ottanta, resa più bella e sicura. Bisognerebbe ora invece provvedere alla pulizia più a monte e a valle della stessa e non disinvestire i soldi già spesi, considerate le somme eccessive da dover far uscire dalle casse del nostro Comune che deve, come tutti, far i conti con i ricorrenti tagli statali; 3. É un progetto alquanto dubbioso circa il problema della sicurezza. Vorremmo a tal riguardo ricordare le varie alluvioni, lo straripamento della Valle nell'agosto 1945 con una vera e propria "bomba d'acqua" che ha allagato tutto il centro del Paese, l'esondazione degli anni '70, l'aumento delle precipitazioni degli ultimi anni, il rigonfiamento sistematico della Valle quando piove ed in ultimo la presenza di unità abitative pre-esistenti che vedrebbero modificato il loro status; 4. L'alveo della Valle, di accertato valore storico, deve essere invece valorizzato nel suo corso naturale con un'area pedonale adiacente che permetta ai cittadini di scoprire il territorio e non coprire il territorio con il rischio di infiltrazioni future e conseguenti straripamenti. Sarebbe invece opportuno investire i soldi dei cittadini per lo spurgo dei tombini ostruiti e la pulizia di tutta la condotta fognaria che si trovain pessime condizioni!!! 5. Altra priorità all'attenzione dell'Amministrazione comunale dovrebbe essere l'evidente problema delle strade dissestate e delle numerose frane e slavine presenti nel nostro territorio. - CONSIDERATO che con la presente non si contesta la possibile modifica della transitabilità del Paese, bensì il punto in cui si attua tale progetto, visto che soluzioni alternative già esistenti, riguardo il senso unico, non sono state minimamente prese in considerazione come ad esempio la salita Santa Caterina. - PRESO ATTO che con tale progetto si deturperebbe ulteriormente il Paese e si metterebbe in stato di pericolo tutta la cittadinanza, l'Amministrazione comunale, contrariamente a quanto sta facendo, dovrebbe optare per scelte opportune, da condividere con gli abitanti. Per i sopra indicati motivi chiediamo agli Istituti interessati di rilasciare eventuali pareri e di valutare potenziali elementi di illegittimità con coscienza, professionalità e diligenza. Questo è quanto dovevamo segnalare bonariamente. Precisiamo che la presente non costituisce nè una minaccia, nè un avvertimento, ma un'importante segnalazione agli Istituti a cui oggi ci rivolgiamo al fine di renderli consapevoli anche del fatto che saranno i diretti responsabili per eventuali autorizzazioni o pareri favorevoli che potrebbero mettere in pericolo l'incolumità del Paese con disgrazie che nascono talvolta, proprio da superficiali concessioni. Augurando buon lavoro, cordialmente salutiamo e anticipatamente ringraziamo per l'attenzione a noi concessa. In nome dei cittadini Maurizio Confente

Egregio Direttore, sono Claudio Gambaretto, già amministratore comunale di San Giovanni Il.. Nell'ambito delle ricerche dei caduti della grande guerra, di cui sono in corso le manifestazioni per la ricorrenza del centenario, ho avuto la necessità di consultare dati anagrafici per ricostruire la vita e la chiamata alle armi di un prozio, classe 1887, che morì in combattimento sul Piave nel 1918. Come è risaputo presso il nostro comune gli archivi dell'anagrafe sono incompleti a causa di un incendio avvenuto agli inizi del secolo scorso, che ha distrutto interi faldoni e che l'archivio della parrocchia di Santa Caterina in Villa decorre a partire dall'anno 1890 circa. Pertanto ho chiesto se era possibile cercare negli archivi della parrocchia di San Giovanni Battista a Castello dove ho trovato i dati che mancavano alla mia ricerca. Il motivo per cvui le scrivo è il desiderio di esprimere, attraverso questo organo di informazione, tanto letto e apprezzato, un grazie grandissimo al comitato che gestisce la biblioteca parrocchiale di Castello, in quanto è tenuta davvero in ordine e aggiornata per la sua finalità e nonostante i volumi e registri più vecchi siano del XVI-XVII secolo, essi sono conservati con cura, gelosamente custoditi e consultabili grazie alla disponibilità di volontari a partire dal Prof. Dario Bruni, Lorenzo Gecchele e altri. Davvero è il caso di dire che si tratta di un tesoro di enorme valore storico e culturale per la nostra comunità, che offre la possibilità, con un piccolo tributo per le spese della fotocopiatrice e della carta, di conoscere secoli e secoli di storia delle famiglie del nostro paese. Grazie e davvero complimenti. Claudio Gambaretto

Piazza Colonna, 2 - 37035 San Giovanni Ilarione (VR) Tel./Fax 045 6550671 - Cell. 348 3549869 stefano.marcigaglia@consultinvest.it Piazza Grande, 33 - 41100 Modena Via Giorgio Giulini, 3 - 20123 Milano

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MUSIC IS LIFE Venerdì 22 aprile nel lungo week end del “Granfondo del Durello 2016” si è svolta la serata targata “MusiclSlife” della Pro Loco di San Giovanni Ilarione, “il party di primavera più esagerato che vi accompagnerà tutta la notte con la migliore musica dance” così era l’invito su Facebook. Alla console Steven Smith e Alberto Ruffo che hanno suonato e intrattenuto i nostri giovani per tutta la serata dando dimostrazione delle loro capacità e dei loro

talenti. Una serata ricca di divertimento che ha visto molta gente non solo ilarionese ma molti dai paesi limitrofi a ballare in piazza Martiri. Il grazie dalla direzione della Pro Loco va a tutti i giovani che volontariamente hanno collaborato per la riuscita della serata, dando ancora una volta sfoggio di quanto è importante far cultura anche con queste serate. L.G.

Ad oltre un anno dalla morte, le sorelle ricordano il caro Severino Tonin in un momento di festa

UNA HOSTESS IN MEDIO ORIENTE PARTITA DALLA VAL D'ALPONE Si chiama Anna Zandonà e ha 32 anni; i suoi genitori le hanno insegnato a viaggiare e il suo sogno era quello di fare la hostess. Ora quel sogno si è realizzato. Fin da piccola le piaceva l’idea di volare e di lavorare sugli aerei. Così dopo le scuole superiori si è impegnata per apprendere al meglio le lingue straniere, in particolare l’inglese. Dopo qualche vacanza studio si è imbattuta in una compagnia aerea italiana: era il giugno del 2004, e per due anni e mezzo ha perfezionato la professione di assistente di volo. Successivamente ha risieduto in Australia, dove è rimasta per tre mesi, per migliorare la pronuncia, cosa che le avrebbe dato tante opportunità nel corso degli anni. Ad un certo punto della sua vita la fortuna la portò a partecipare a delle selezioni per una compagnia aerea del medio oriente che si svolsero a Roma e che si risolsero, due mesi dopo, nell’annuncio della tanto attesa assunzione. Una selezione semplice, senza complicazioni né raccomandazioni, eseguita sulla base di alcuni criteri fondamentali, all’interno di una compagnia che oggi è una delle più importanti al mondo. Dopo 9 anni, Anna Zandonà si trova ad essere una 'Supervisor'. “L’aereo è un mezzo sicuro e non importa cosa può accadere, perché quando si è in divisa si lavora”. Così ci racconta Anna Zandonà oggi responsabile della “Classe Business o Economy ”. L’aereo è a due piani e in media viaggiano 500 passeggeri e 30 membri dell’equipaggio. Le tratte (di percorso) variano da 40 minuti a 16 ore e mezza. L’organigramma è diviso in questo modo: il Comandante ( seduto a sinistra nella cabina di pilotaggio) con un Primo Ufficiale (per i tratti più lunghi, si arriva a quattro piloti), un capo cabina (Purser), due o tre Cabin Supervisor (responsabili del personale per la classe business o economy), 4 hostess per la “prima classe”, 8 hostess per la “business class” e 8 hostess per “l’Economy”. La compagnia di volo ha suddiviso i passeggeri in tre classi, ovviamente a seconda del costo del biglietto: “Economy”, in cui ci sono i sedili con tv e oltre 200 film nelle varie lingue; la “Business Class”, che oltre ai confort della economy in più a disposizione sedili che diventano letti il piano bar con svariate bevande, e la “Prima Classe”, che dà la possibilità di dormire nelle mini Suites e ovviamente di fare una doccia nell’apposita SPA. Da nove anni Anna vive a Dubai, un paese multietnico con la popolazione del posto al 2/3 %, “ma sono i padroni di casa”, quindi a lavorare è personale straniero che arriva da ogni parte del mondo. In città la temperatura può arrivare a 50° in estate con l’umidità altissima e i 20° in inverno molto secco, ma le alte temperature non sono un problema, in quanto si vive all’interno degli edifici, ovviamente tutti con il climatizzatore; d’inverno piove una settimana soltanto, è il periodo giusto per andare in spiaggia apprezzando le meraviglie del medio oriente. “La città modernissima non ha limiti su come far passare il tempo, decidi di fare qualcosa e a Dubai lo puoi fare”, così Anna racconta il suo tempo libero, “a cominciare da uno sport qualsiasi, come lo sci: sebbene all’esterno ci siano 50°, si trova la possibilità di sciare. Il costo della vita è assai elevato: per fare un calcolo, (tralasciando il caffè e lo spritz), una cena

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FRAMMENTI DI SOGNO 2016 Un nuovo successo nella collezione della Pro Loco con Frammenti di Sogno 2016, una vera spinta di energia, collaborazione e realtà del territorio. normale ti costa 50 euro, anche se lo si recupera sulla benzina, in quanto un pieno ti costa 10/12 euro. Gli arabi stanno acquistando molte cose preziose nel nostro continente, questo per “creare” la storia antica che a Dubai non è per niente presente, essendo una città completamente nuova, costruita in mezzo al deserto. Grazie al lavoro, Anna ha la possibilità di visitare molte località sparse in tutto il mondo, calcolando che le destinazioni della compagnia aerea sono più di 100 e che per contratto le vengono assegnate 24 o 48 ore di libertà per ogni scalo. Il 20 di ogni mese viene aggiornato il calendario-turni del mese successivo e così ha la possibilità di farsi sostituire, avendo a disposizione 20.000 colleghi “L’assurdo è essere al Central Park di New York a correre in maniche corte e il giorno dopo trovarsi a Mosca, con meno venti di temperatura, oppure essere al carnevale di Rio o passare sul Polo Nord con la visuale dell’aurora boreale”. Tutto questo comporta ovviamente anche delle difficoltà, come lo “sballamento” dell’orologio biologico e la fatica psicologica che ne consegue. Per questo Anna sa già che sarà un lavoro che riuscirà a svolgere per qualche anno ancora, perché alla lunga si rivela distruttivo. Alla domanda “hai paure delle turbolenze?”, lei serenamente risponde che non è un pericolo, in quanto l’aereo è così grande che sono molto rare, ma non manca il soccorso sanitario per vari malori che possono accadere ai passeggeri e, addirittura, per qualche parto avvenuto in volo. “La cosa più bella del mio lavoro è trovare qualche persona che conosci, in particolare avere a bordo i miei genitori”, così Anna racconta le sue giornate, trovandosi lontana da casa e avendo la possibilità di tornare 2/5 giorni al mese nella sua amata Verona. Ma sulla domanda “e il tuo futuro?”, ecco affiorare un grande sospiro e una lunga risata: “Sicuramente il ritorno permanente a Verona, che è la città più bella che abbia mai visitato, magari con la possibilità di costruirsi una famiglia”. Qualche suggerimento ai giovani: “è fondamentale l’appoggio dei genitori, in quanto ti danno la possibilità di provare e di non cadere, poi l’impegno di non mollare e quando si ha un sogno nel cassetto, perché non provarci? Il mio si è realizzato”. Lorenzo Gecchele

Anche quest’anno dopo un lungo inverno di preparazione, presso il teatro parrocchiale di Santa Caterina in Villa, si è svolto lo spettacolo che tutti i bambini e ragazzi di svariate età attendevano con molta frenesia di partecipare. Tante le domande poste a questi giovani talenti che aspettavano di mettersi in mostra: cosa vorresti fare da grande? Se vinci il superenalotto cosa faresti? Il tuo sogno nel cassetto … e tanto ancora. Le risposte erano dei “rebus” ognuno con una fantasia più complessa, chi vorrebbe partire per il Giappone, chi vorrebbe viaggiare in tutto il mondo e imparare ogni lingua, chi la materia preferita a scuola la ricreazione o, ancora, chi vorrebbe vincere il superenalotto per pagare la mamma affinché non venga più rimproverato… Ma lo spettacolo si è fatto intenso quando a dirigere la canzoni non era la solita base scaricata da internet ma un vero gruppo

formato da Fulvio Rossi alla tastiera, Carlo Gromeneda alla batteria, Andrea al basso, Lucio e Stefano Gaiga alla chitarra. Una vera band che ha accompagnato i ragazzi nelle loro esibizioni. Per poi vedere gli amici accompagnati dalle scuole elementari che tifavano i loro compagni ad esibirsi e le maestre che hanno diretto e coordinato questi splendidi momenti. Il tutto incoronato dalla scuola Energy Studio di Federico Gallo che ha animato in vari momenti della serata con balletti e coreografie spettacolari. Un doveroso ringraziamento all’impegno della direttrice del coro Giuseppina Vanzo e della oramai professionista Martina Rossetto che hanno coordinato con il direttore artistico Angelina Beschin la manifestazione. Sicuramente in un ambiente così qualche sogno nel cassetto si è avverato soprattutto per i bambini alla loro prima esibizione in pubblico. L.G.

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AUGUSTO GAMBARETTO:

41a Sagra a CATTIGNANO 2016 GIOVEDI’ 7 LUGLIO 2016 19.30 apertura chioschi 20.00 Inizio torneo calcetto saponato VENERDI’ 8 LUGLIO 2016 19.30 Apertura chioschi 20.00 Inizio torneo calcetto saponato 22.30 ROBADAMATTI SABATO 9 LUGLIO 2016 17.30 Inizio torneo volley acquatico 20.00 Fasi finali torneo calcetto saponato 22.30 MEGA SCHIUMA PARTY con Alberto Ruffo Lady Hellen Steven Smith DOMENICA 10 LUGLIO 2016 8.30 Torneo volley acquatico 9.00 Santa Messa 11.30 Aperitivo Time Steven Smith- Alberto Ruffo- Filippo Raminello -Jack Leroy- Ronketto- Neke 13.00 Fasi finali Volley acquatico 18.30 Finalissima torneo calcetto saponato 22.00 ONEnoONE Durante la manifestazione troverete stand enogastronomici, ricca pesca di beneficenza e gonfiabili per bambini

Castello di San Giovanni Ilarione 25/26 giugno 2016

SAGRA DI SAN GIOVANNI BATTISTA 38^ MOSTRA DELLE CILIEGIE Sabato 25 giugno ore 20.00 S. Messa e processione all’antico capitello di S. Giov. Battista ore 21.00 Apertura giochi con maxigonfiabili per bambini e ragazzi ore 22.00 Discoteca all’aperto

Domenica 26 giugno

ore 10.00: Santa Messa Solenne ore 11.00 - 14.00 Consegna ciliegie per la Mostra ore 16.00 Apertura giochi con maxigonfiabili per bambini e ragazzi ore 17.00 Apertura al pubblico 38^ Mostra provinciale delle ciliegie ore 18.00 Esibizione della Banda “G. Verdi” di Montecchia di Cr. e S. Giov. Il. ore 19.00 Premiazione della Mostra ore 20.00 Serata danzante Durante la manifestazione funzioneranno fornitissimi chioschi enogastronomici Pesca di Beneficenza

90° compleanno di Lovato Maria con i figli Rita, Vittorino e Silvano Confente.

una ne pensa, cento ne fa!

Il gruppo di solidarietà sociale A.N.T.E.A.S. di San Giovanni Ilarione ha appena redatto il bilancio consuntivo 2015 con successi lusinghieri nel campo sociale, che spaziano dalla fondazione del gruppo di ballo ANTEAS alla realizzazione del progetto “acqua come bene comune” con i ragazzi delle scuole media, dalle quattro uscite all’Expò di Milano alla scuola italiana per stranieri, dalle serate culturali presso la sala civica comunale all’allestimento del presepio, dall’assistenza gratuita sui pulmini scolastici all’organizzazione di pranzi e lotterie con lo scopo di riscoprire il bello di stare insieme. Di tutto questo va dato atto ad Augusto Gambaretto, presidente della locale ANTEAS e al Consiglio direttivo . Questa volontà di fare, di mettersi a disposizione degli altri, di voler dare una mano a tutti ha portato il nostro Augusto

Associazioni:

a spaziare oltre i confini del paese, rendendosi conto di poter dare di più. Ed ecco allora che al rinnovo delle cariche per il coordinamento delle 38 sezioni di ANTEAS della provincia di Verona svoltosi il 05 aprile 2016 presso la sede FNP CISL il nostro protagonista è risultato eletto all’unanimità Presidente, una carica certamente di prestigio, ma piena zeppa di impegni, per la quale non è previsto alcun ritorno economico, salvo un rimborso spese documentato. Sarà affiancato da due Vice presidenti e da un Consiglio direttivo composto da 11 consiglieri. La gratuità del servizio mette ancora una volta in risalto l’importanza del volontariato e a far tacere eventuali critiche di protagonismo. Sono previste per statuto almeno 5 riunioni all’anno, ma, conoscendo il nuovo Presidente, saranno molte di più

Una domanda diretta: Con quale spirito si affronta il nuovo incarico? Una risposta altrettanto diretta: con il medesimo spirito di dedizione , con il consueto impegno, puntando alla valorizzazione dei pensionati e delle persone in difficoltà, in collaborazione con il CSVCentro Servizi Volontariato , che persegue fini analoghi. Il campo di lavoro è certamente molto vasto, la possibilità di fare del bene raddoppiata ed allora non ci resta che di augurare al Neo Presidente un grande -In bocca al Lupo!- nel portare avanti il suo nuovo incarico, ma non ci sono fin da adesso dubbi , perchè di Augusto tutti conoscono l’impegno, la tenacia, la dedizione e la fermezza nel portare avanti gli impegni presi. Al nuovo Presidente gli auguri da parte di tutto il giornale. Gianni Sartori

SALE E PEPE compagnia teatrale amatoriale

La compagnia teatrale amatoriale “Sale e Pepe” è una associazione no profit di San Giovanni Ilarione, attualmente composta da 21 soci e 24 partecipanti ai corsi. Sale e Pepe compie i suoi primi passi nel 1989, con una breve esperienza di teatro assieme ai ragazzi delle scuole elementari e medie del nostro paese ed alcuni adulti che muovono i loro primi passi sulle scene con la regia di Marisa Rissotto. Il buon successo riscosso, invoglia il gruppo a proseguire nella sua attività, proponendo nuovi lavori, fra i quali ricordiamo: “Non c’è posto per gli angeli” di Franco Roberto, “Leonia è in anticipo”, di Georges Feydeau e “La bella di mammà” di Germano Benincaso. Nel 1999 il gruppo si costituisce ufficialmente con un proprio statuto; ed accoglie al suo interno chiunque è veramente animato dalla passione per il teatro, avvalendosi della collaborazione esterna di professionisti per l’allestimento delle scene, la formazione degli attori e la regia. Nell’aprile del 2002 la Compagnia propone al pubblico della provincia e delle zone limitrofe la commedia “I pettegolezzi delle donne” di Goldoni con la regia di Vincenzo Rose, e con la stessa regia l’anno successivo mette in scena la commedia brillante “Harvey” di Mary Chase: entrambi i lavori riscuotono un notevole interesse nel pubblico. Negli anni seguenti vanno in scena due lavori di David Conati: “Da Fiaschetto trippe e letto” con la regia di Luciano Prando nel maggio 2005, e “Radio Primavera” con la regia di Enzo Forleo nel febbraio 2007. Nel 2008 ancora una nuova commedia: “I rusteghi” di Goldoni sempre con la regia di Forleo, che raccoglie molti consensi dalla critica e dal pubblico. E poi ancora nel 2009, “Zente refada” di Giacinto Gallina, e nel 2012 “Parenti serpenti” di Carmine Amoroso, sempre con la regia di Forleo. Dal 2013 il gruppo cambia genere teatrale e propone al pubblico “L’amore del secolo”, con trama e regia di Giulia Magnabosco, socia del gruppo teatrale, ed attuale regista. L’ultimo lavoro in ordine di tempo, anche questo di successo, è “Che affare la casa popolare” di Loredana Cont. La compagnia ha calcato in questi anni vari teatri nelle province di Verona e nelle provincie di Vicenza, Brescia, Mantova, Bolzano e Rovigo.

Alcuni lavori hanno avuto un successo notevole: “I pettegolezzi delle donne” con 42 repliche, “I rusteghi” con 30 repliche e “Da Fiaschetto trippe e letto” con 25 repliche. La compagnia a partire dall’anno 2000 ha puntato molto al miglioramento artistico dei suoi componenti, avvalendosi del supporto esterno di quotati professionisti nell’organizzazione di corsi di dizione, movimento ed uso dello spazio di scena, improvvisazione ed interpretazione. Alcuni componenti della compagnia hanno frequentato anche corsi esterni presso scuole prestigiose di teatro e di animazione teatrale per ragazzi. Dal 2008 la compagnia stessa ha organizzato autonomamente degli apprezzatissimi corsi di

avvicinamento al teatro ed al movimento corporeo per bambini delle scuole elementari del paese. Sotto la guida di Giulia Magnabosco, la compagnia organizza anche un annuale laboratorio teatrale per bambini, ragazzi, adolescenti ed adulti. Molte sono le richieste di collaborazione nell’organizzazione di serate culturali che pervengono a Sale e Pepe, dalle Amministrazioni comunali di San Giovanni Ilarione e paesi limitrofi, dalle scuole elementari e medie ed anche dall’Università di Verona. Non è mancata nemmeno un’esperienza televisiva di alcuni componenti del gruppo nella realizzazione di due cortometraggi. E’ stato davvero indimenticabile lo scambio culturale e la collaborazione nel 2004 con il liceo francese “Madeleine Fourcade” di Gardanne che metteva in scena “I pettegolezzi delle donne” in lingua francese e che sono venuti a San Giovanni a recitare in francese. Successivamente alcuni componenti della compagnia sono andati in Francia a fare loro visita.

Il fiore all’occhiello della compagnia però, è l’organizzazione dell’annuale rassegna di primavera “Invito a teatro” che quest’anno ha raggiunto la sedicesima edizione, e che ottiene ogni anno un successo sempre maggiore, con una presenza in teatro di un folto pubblico proveniente in parte dai paesi della vallata e limitrofi. Giulia Magnabosco, storica componente del gruppo Sale e Pepe e attuale regista, dal 2013 ha fatto del teatro la sua professione e conduce laboratori per privati a San Giovanni Ilarione, a Monteforte d'Alpone e San Bonifacio. Circa sei anni fa il gruppo ha avviato dei progetti di educazione al teatro rivolto alle scuole ed ai privati allo scopo di espandere l'attività della compagnia nella nostra comunità, facendo sperimentare a bambini, ragazzi ed adulti, il potenziale creativo e ludico del teatro; le pionere dei laboratori teatrali presso l'istituto comprensivo di San Giovanni Ilarione sono state Luciana Damini e Maria Lovato. Nella mentalità comune c’è la tendenza ad associare il teatro al solo allestimento di uno spettacolo, ma quest’ultimo è solo una parte dell'attività teatrale; dietro una rappresentazione ci sono molti aspetti che spaziano dall’empatia di gruppo, alla conoscenza di sé, alla capacità di concentrazione, al saper esprimersi senza costrizioni. I laboratori che vengono proposti partono da esercizi di ascolto, di creatività, di espressione vocale e corporea e solo in un secondo momento passano a una messa in scena che nasce dal lavoro del gruppo. Così facendo il teatro non diventa più fine a se stesso ma si tramuta in pretesto per un’educazione della persona, e chi sperimenta acquisisce tecniche di espressione vocale ed impara più o meno consapevolmente ad utilizzarle nella vita in società. Non è un caso che recentemente il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca abbia inserito il teatro nell’offerta formativa scolastica. Negli anni di attività e applicazione di questo metodo i risultati sono stati molti; quello che più sta a cuore alla compagnia è diffondere la passione per l'arte teatrale coinvolgendo piccoli e grandi con la speranza che si riesca ad espanderla in tutto il territorio. Vogliamo ringraziare i componenti della Compagnia teatrale Sale e Pepe per l’impegno profuso all’arte del teatro, con grande impiego di tempo, molti sacrifici, senza scopo di lucro e solo per fare della cultura e del sano divertimento. A.P.

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CALENDARIO EVENTI ESTIVI 2016 A SAN GIOVANNI ILARIONE PROMOSSI DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE IN COLLABORAZIONE CON ASS.NE CARTABIANCA, SALE & PEPE E LE PARROCCHIE per passare delle belle serate estive all’aperto in compagnia:

TEATRO IN CORTE Domenica 17 luglio ore 17.00 Teatro Alambicco "FIACCO POLTRONE" spettacolo per ragazzi su Jules Verne presso la Chiesetta di San Zeno Giovedì 4 agosto, ore 21.00 Compagnia I Melomani commedia dell'arte "IL BARBIERE DI SIVIGLIA" in Corte Vandin in centro paese Sabato 20 agosto Compagnia Cast “DOVE VAI TUTTA NUDA” commedia brillante in piazza a Cattignano

CINEMA ESTATE A CASTELLO

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Il 23 Luglio serata conclusiva, con EL BIRON a Castello, del primo Grande Festival della Coralità Internazionale “Vallata d’Alpone”

Il prossimo mese di Luglio vedrà la luce il primo Festival della Coralità internazionale in VALDALPONE organizzato dal nostro Comune in collaborazione con i comuni della vallata ed il Festival Internazionale Corale Verona Garda Estate. Un ricco calendario di 7 serate con ben 17 cori provenienti da diverse parti del mondo che coinvolgeranno molti paesi della nostra valle. A chiudere la manifestazione sarà protagonista il nostro amato e validissimo coro EL BIRON, assieme ad un coro polifonico proveniente dal Libano il prossimo 23 Luglio alle ore 20:30 presso la chiesa di Castello. Vi aspettiamo tutti per una magica serata di bel canto e grandi emozioni!

Giovedì 14 luglio HOTEL TRANSYLVANIA animazione (2013, regia di Genndy Tartakovsky) Giovedì 21 luglio IL DISCORSO DEL RE vince ben tre Oscar nel 2011 come miglior film (2011, regia di Tom Hooper) Giovedì 28 luglio LA SPADA NELLA ROCCIA un classico dell'animazione che merita di essere scoperto anche dai bambini di oggi (regia di Wolfgang Reitherman) Giovedì 11 Agosto BIG FISH le storie di una vita incredibile (2003, regia di Tim Burton)

Un grazie sentito al gruppo di volontari di Cattignano!

LA PAROLA ALLA MINORANZA SALVIAMO LA VALLE RANFANI! Nonostante le sollecitazioni al nostro Comune e alle Autorità competenti, non si riesce ancora a trovare un’intesa per la Valle Ranfani che non è solo un patrimonio storico da valorizzare anziché distruggere, ma è un bene comune che dovrebbe essere migliorato. Come procedere? Si potrebbe, in alternativa , programmare la pulizia e la pavimentazione di tutto il suo percorso e creare un nuovo tratto pedonale, di fianco all’ alveo, come prosecuzione di quello già esistente. Benchè il progetto comunale risulti essere dubbioso relativamente al problema sicurezza, derivante dalla copertura, il Comune vuole andare avanti rendendosi sordo alle richieste di salvaguardia della Valle, avanzate da moltissimi cittadini. Sono state raccolte firme, sono state inviate sollecitazioni scritte e richieste di incontri, ma a quanto pare questa Valle deve essere assolutamente assorbita dal cemento!!! La valida alternativa del progetto sarebbe la salita Santa Caterina che nessuno però prende in considerazione, come anche resta inascoltata la proposta di fare della valle un’isola pedonale che permetterebbe di raggiungere a piedi la zona Ranfani dal centro del paese. Vogliamo precisare che le rimostranze non contestano la modifica della transitabilità del Paese, ma il punto in cui si attua tale progetto.

Noi cittadini esistiamo?

ASSOCIAZIONE SOLE LUNA: IL BELLO DE/AL VOLONTARIATO

Le nostre richieste rimarranno aleatorie o troveranno attuazione? La speranza è che il Comune si ravveda ed eviti, con la copertura della Valle, di mettere in pericolo il Paese con disgrazie che nascono talvolta da superficiali concessioni.

Dobbiamo , ancora una volta, essere uniti e compatti per salvare la nostra amata Valle! 6

Anche quest’anno il gruppo di volontari della Parrocchia di Cattignano si è rimboccato le maniche con lo sfalcio dell’erba lungo la strada e la pulizia dei fossati. E’ stata inoltre pulita la scarpata adiacente al cimitero ed abbellito il percorso con la piantumazione di ben 22 Cipressi di cui 15 acquistati dall’Amministrazione comunale. Proprio un bel lavoro e davvero complimenti per la preziosa colaborazione e per la cura e l’attenzione verso il territorio.

Un vivo ringraziamento è rivolto alle volontarie, facenti parte dell 'associazione "Sole Luna" di San Giovanni Ilarione. Qui di seguito qualche numero per illustrare quanto da loro realizzato, per abbellire ed impreziosire il nostro Comune, nel corso del 2015. In circa 1300 ore di attività si sono prodigate per: curare i giardini in piazza Aldo Moro, nonche' i giardini della scuola primaria "A.Stefani" e scuola secondaria di primo grado, "M.Marcazzan"; la pulizia di Piazza A.Moro , oltre che quella del cimitero; la realizzazione di addobbi pasquali, natalizi e in concomitanza della sagra delle castagne, con relativo posizionamento nelle diverse zone del paese. Le volontarie di "Sole Luna" hanno saputo dare prova di dedizione e spirito di collaborazione a favore dell’intera comunità di San Giovanni, e l'Amministrazione comunale, confidando nel prosieguo di questo percorso di fattiva collaborazione, le ringrazia a nome della comunità tutta.


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O M U N A L E I N F O R M A L’APERTURA DEL CENTRO PRELIEVI DIVENTA REALTA’ Fra i primi in provincia di Verona a concretizzare un servizio che aiuta i cittadini a dire addio alle code ed i trasferimenti all’ospedale di San Bonifacio

Il centro prelievi vicino a casa? Detto fatto! Un servizio importante che migliora la qualità della vita dei cittadini che ne hanno necessità e che ha richiesto un’iter piuttosto lungo e burocratico iniziato con una richiesta di autorizzazione all’ULSS 20 già nel Novembre del 2013 e che ha portato ad una prima approvazione da parte della Regione lo scorso 7 Maggio 2015; è iniziata così una fase di verifiche e prassi che solo alla fine del 2015 hanno prodotto il decreto autorizzativo deliberato dalla giunta regionale. Il 2 Aprile scorso quindi è stato inaugurato il centro prelievi a San Giovanni Ilarione in Via Alpini 12, fra i primi in provincia di Verona con la presentazione da parte del Sindaco Ellen Cavazza che ne ha costantemente seguito l’iter bu-

rocratico e del Presidente della Fondazione "Don Mozzatti Aprili" di Monteforte dott. Claudio Betteli: parte del progetto assieme all’ULSS 20 di cui ringraziamo la Dirigente Maria Giuseppina Bonavina e l'Assessore regionale Luca Coletto. L’operatività è iniziata lo scorso 4 Aprile e, ad oggi, sono oltre 40 i prelievi effettuati, permettendo di guadagnare tempo ed evitare la trasferta mattutina verso l’ospedale "Fracastoro" di San Bonifacio ed in modo completamente gratuito, grazie allo stanziamento a bilancio di 5000 EU. Oltre a ciò l’Amministrazione Comunale ha messo a disposizione dei cittadini anche un servizio di trasporto gratuito su prenotazione, per chi avesse difficoltà nei trasferimenti da casa. Ma per chi è riservato

questo servizio e come fare per prenotare un prelievo presso il nuovo ambulatorio del nostro paese ? Il servizio è rivolto a persone ultra 65enni, oppure con esenzione totale del ticket ed esclusivamente per i cittadini residenti nel Comune di S. Giovanni Ilarione. Prevede il prelievo del sangue venoso e/o di consegnare i campioni di feci ed urine solo previa prenotazione, da effettuarsi ogni giovedì dalle ore 9:00 alle ore 12:00 presso l’Ufficio dell’Assistente Sociale del Comune di San Giovanni Ilarione in Via Aldo Moro

n° 5 (terzo piano con ascensore) consegnando l’impegnativa del medico curante. I referti saranno disponibili il giorno dopo collegandosi al sito internet dell'Ulss 20, oppure presso la Farmacia San Paolo; in entrambi i casi è necessario utilizzare un codice personale identificativo consegnato al momento del prelievo.. I prelievi verranno effettuati ogni primo e terzo lunedì del mese dalle ore 7:30 alle ore 8:30. Per ulteriori informazioni è possibile chiamare il numero 045 6550444 – interno 220

APERTURA DEL MERCATO CERASICOLO VALDALPONE Riapre il mercato cerasicolo Valdalpone, rinnovato come sede e macchina operativa. Un nuovo Presidente per il comitato di gestione: il Sig. Sergio Cavazza, una nuova sede in via Alpone 11 nell’ex stabilimento dell’Artigianale rilevato dall’Impresa edile Percam di Perazzolo Domenico e Camponogara Denis che ringraziamo per la disponibilità e per averlo reso agibile ed a disposizione di produttori e commercianti in tempi da record. La parte logistica viene data in gestione alla cooperativa Monscleda Lavoro sotto la direzione del Direttore Antonio Stoppele. Le ciliegie della Valdalpone, sono ricercate e pregiate per la loro bontà e qualità e sono un’importante risorsa economica per i produttori Per questo i tre comuni della vallata: Vestenanova, San Giovanni Ilarione

e Roncà, forniranno anche quest’anno il loro appoggio al Comitato che promuove questa iniziativa, che ha come obiettivo la promozione di questo prodotto tipico e di mantenerne il più possibile alto il valore per i produttori locali. Vi invitiamo quindi al nuovo mercato cerasicolo ed auguriamo una buona stagione e buone ciliegie a tutti.

RECUPERATI DA UNA SOFFITTA OLTRE 300 TESTI DEL PROF. MARIO MARCAZZAN Enrico Marcazzan (figlio del Prof. Mario Marcazzan a cui è dedicata la Scuola secondaria di primo grado del ns paese e di cui abbiamo scritto nei numeri precedenti) lo scorso Aprile ha contattato la Prof.ssa Anna Bevilacqua, informandola della sua intenzione di donare oltre trecento testi di letteratura, storia della letteratura, biografie storiche, ecc di proprietà di suo Padre. La Professoressa Bevilacqua mi ha quindi informato a riguardo e già pochi giorno dopo mi sono personalmente recato a Milano per il ritiro dei testi tenuti in una soffitta al settimo piano di un palazzo. Per chi volesse consultare questi preziosi testi, li può trovare ora catalogati presso la nostra biblioteca in un’area dedicata. Ringraziamo quindi Enrico Marcazzan per questo regalo che arricchisce la nostra biblioteca e ci permette inoltre di conoscere meglio la figura del Prof. Mario Marcazzan.

L'US CALCIO SAN GIOVANNI ILARIONE IN PRIMA CATEGORIA L'Amministrazione Comunale si congratula con l'US Calcio San Giovanni Ilarione per la meritatissima promozione in Prima Categoria, ottenuta al termine di un'appassionante partita di spareggio, dopo una lunga stagione da protagonista. Oltre ai ringraziamenti a giocatori, allenatori, dirigenti, accompagnatori e simpatizzanti, una particolare menzione va al bomber Mirko Cengia, che, come pare ormai certo, chiude con l'ennesima soddisfazione la propria carriera, lasciando in eredità la bellezza di ben 400 goal, orgoglio e vanto per lo sport Ilarionese.

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DAL GRUPPO ALPINI

LUIGINO PRANDO

è andato avanti...

Di ritorno dall’Adunata nazionale di Asti attorno a noi c’è un grande vuoto: quest’anno Luigino Prando, fedele compagno di tutte le nostre avventure alpine, non è sfilato con noi… Lo scorso 24 marzo improvvisamente è andato avanti, lasciando in un composto dolore la sua famiglia: la moglie, i figli, i nipoti, i fratelli ed i suoi alpini con i quali aveva fatto la storia e per tanti anni condiviso le vicende del gruppo. Luigino era nato il 22 giugno del 1937; esperto muratore, aveva lavorato nel settore dell’edilizia con i fratelli Giuseppe e Gaetano fino all’età della pensione. Con i fratelli formava un gruppo molto affiatato nel lavoro, nel volontariato e nella vita. Del suo impegno con gli alpini vogliamo citare come esempio la realizzazione della baita del gruppo, le mura di recinzione della canonica di Villa, il muro di sostegno della piazza della chiesa di Cattignano, poi il restauro del capitello di Soeio, e tanto altro ancora. E’ stato sempre una persona integerrima, onesta, laboriosa e sempre disponibile e presente quando veniva richiesta la sua opera o la sua presenza; è sempre stato molto sensibile ed attento ai giovani, con i quali si fermava a parlare volentieri sempre con il sorriso sulle labbra. Ha sempre operato con molta discrezione, senza farsi notare, in vero spirito evangelico “…non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra…”. Gli alpini vogliono manifestare la loro vicinanza e la loro solidarietà ai suoi famigliari, certi che dal Paradiso di Cantore, Luigino è loro vicino, è vicino a tutti noi e da lassù ci aiuta e ci guida nei momenti difficili. Grazie Luigino! I tuoi alpini.

ILARIONESI "DOC":

NELLO MARCAZZAN Figlio di un minatore, è diventato funzionario/dirigente di banca e Dottore Commercialista a Padova Una storia davvero avvincente, quella che ci racconta Nello Marcazzan, classe 1943, nato in Via Farinei (Pila) e figlio di Giovanni Battista (Nini Pila) e di Baldo Chiarina e fratello di Enzo (el postin). L’abbiamo incontrato nella sua “nella sua casetta” (come lui affettuosamente la chiama), da dove ammira la chiesetta di San Den (San Zeno) e ricorda quando la campanara ogni giorno partiva da Castello per andare a suonare il “miodì” (mezzogiorno). Terminate le scuole medie e malgrado le precarie condizioni economiche (il papà faceva il minatore nella Val dell’Ame e arrotondava con quanto ricavava da un piccolo terreno di sua proprietà, e in casa allora non c’era nemmeno la correte elettrica), i genitori assecondarono quanto consigliato dagli insegnanti e fecero iscrivere il ragazzo all’Istituto Commerciale "A.M. Lorgna" di Verona. Vita non facile, quella del giovane studente ilarionese, costretto a sobbarcarsi ore di viaggio ogni giorno per frequentare le lezioni, al punto che in quarta gli stessi genitori decisero di trovargli una sistemazione a Verona. A fronte di ciò, i risultati scolastici si rivelarono eccellenti, con voti finali mai raggiunti da nessun diplomato dell’Istituto Lorgna; altro primato di cui andar fieri, essere il primo cittadino nato nel Comune a diplomarsi Ragioniere. Si aprivano così le porte dell’Università, ma fu allora che accadde un evento imprevisto: fu invitato dalla Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo a partecipare a una “selezione speciale” per impiegati. Lo stipendio era ottimo e, pur senza esserne convinto, Nello si presentò all’esame tranquillo ed espose alla Commissione della Banca alcuni argomenti economici specifici. La prova fu brillantemente superata e con essa giunse immediato l’invito a prendere servizio, cosa che mise in crisi il giovane diplomato, indeciso fra l’accettare un lavoro sicuro e redditizio o iscriversi all’amata Università.

maestro Luigi Bevilacqua, nella giunta del quale lui operò come assessore al bilancio. Quelli che seguirono furono anni particolarmente movimentati: ogni mercoledì e venerdì doveva tornare a casa per i lavori di giunta e ritornare a Padova a lavorare in banca il mattino successivo. Incombeva inoltre l’università e, dulcis in fundo, conobbe la donna della sua vita, Francesca, con la quale giunse in breve al matrimonio e che, dopo un anno, lo fece diventare padre del primo figlio, Luca, che assorbì il tempo e le attenzioni dei neo-genitori. Fu proprio Francesca, con la sua personalità, a dare una svolta decisiva agli studi universitari di Nello e a permettergli di giungere in breve alla laurea, conseguita a Padova con 110 e lode il 14 novembre 1974, proprio mentre lei iniziava la professione di tributarista. La vita della giovane famiglia non conosceva soste: nell’agosto del ’76 nasceva la seconda figlia, Michela, mentre nemmeno due anni dopo, nell’aprile 1978, Nello superava [continua a pag. 9]

A Santa Caterina in Villa il 3 aprile scorso hanno festeggiato il loro anniversario di matrimonio i coniugi che hanno raggiunto i 25, 30, 40, 45, 50, 60 anni di matrimonio.

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Ci pensò il medico condotto Aldo Cavaggioni a sciogliere il dubbio amletico, con una sentenza che non lasciava scampo: “Toso, vista la fortuna che te riva e vista la situazione dela to famea, va a lavorare subito, a tornare indrìo te ghe sempre tempo!” Fu così che il 9 dicembre del 1963 Nello partiva in corriera per Verona e poi in treno fino a Rovigo, primo cittadino di San Giovanni ad esercitare la professione di bancario! Il sogno dell’Università non era stato comunque trascurato e nel giugno dell’anno viene affrontato e superato con un 30 il primo esame del suo curriculum universitario. Gli impegni professionali incombono e il giovane è chiamato dalla sua Banca a partecipare a dei corsi di Informatica organizzati dalla IBM. Ma un altro “fronte” si stava aprendo, quello dell’impegno politico nel Consiglio comunale di San Giovanni Ilarione: dopo aver rinunciato alla carica di sindaco, eccolo operare come vicesindaco (il più giovane nella provincia di Verona) del

Sabato 25 aprile 2016, Nozze d'oro per due coppie "eccellenti" di Nogarotto: Bertilla Dal Zovo e Lino Mainente da una parte, Teresa Zandonà e Luigi Fochesato dall'altra, hanno festeggiato insieme i primi 50 anni di matrimonio, accompagnati dalle note beneauguranti del coro "El Biron" e da uno stuolo di parenti, amici e conoscenti.


[continuazione art. "Nello Marcazzan"]

l’esame di Stato di Dottore Commercialista (primo fra i nati nel nostro paese) Questi eventi, unitamente all’attività svolta in banca gli consentirono di spiccare il volo: fu assegnato al Servizio Organizzazione e Studi, alcuni anni dopo diventò capo Responsabile della gestione degli immobili di tutta la banca e degli enti ad essa collegati, con contestuale promozione dalla carriera di impiegato a quella di Funzionario/dirigente. Questa carica lo portò a continui contatti con gli enti pubblici e in particolare con gli Uffici Finanziari (Imposte Dirette, Iva e Registro nonché a spostamenti non solo nel Veneto ma in altre città (Milano, Roma,…) con continue riunioni, assemblee a tutte le ore e in tutti i giorni, week-end compresi. Fu un periodo lungo e intenso che lo impegnò al massimo. Anche perché, avendo nel frattempo conseguito il titolo di Revisore Contabile (ora Revisore Legale) fu eletto a più riprese a sindaco di detto ente e a relative società, incarico che ancor oggi svolge. Il tempo però trascorreva e venne il momento della scelta di lasciare l’incarico coperto come responsabile della Gestione Immobiliare e dedicarsi totalmente alla professione di Dottore Commercialista, tanto desiderata dalla moglie che così lo poteva avere con sé anche come valido collaboratore, nonché assumere incarichi di Revisore Legale (Sindaco) nelle società ed enti compresi quelli collegate alla Cassa di Risparmio del Veneto Spa. La dedizione al Lavoro non diminuiva, convinto che il tempo (mentre per tanti è denaro) per lui è vita e va vissuta intensamente. E gli hobby? – gli chiediamo. “Come tutti ho avuto la passione per il calcio, anzi nei primi anni 60, con alcuni amici di San Giovanni e di Vestena abbiamo partecipato ad alcuni tornei estivi, pur non avendo un campo nostro dove allenarci. In uno di questi riuscimmo a battere il Terrossa (squadra forte, per 3 a 2) e il San Bonifacio per 5 a 2. All’età di 6 anni, mio padre mi regalò un pallone (era il 1949) e la domenica in contrà Pila c’erano 20 ragazzi che correvano dietro un pallone!”. Tiene a precisare che nonostante si sia trasferito ancora giovane a Padova, si è sempre considerato “di San Giovanni”, dove ritorna spesso in compagnia della moglie, dei figli e delle nipoti. Una riflessione sulla situazione attuale? “In generale la storia insegna che gli eventi storici e non solo si ripetono perché l’uomo, anche se civilizzato, conserva purtroppo, per natura, certe caratteristiche. Ricordo che espressi queste idee anche al tema della mia maturità (nel 1963), incentrato su “la coesistenza pacifica”. Stesi 5 fogli protocollo (venti pagine scritte fitte) e alla consegna la Commissione, visto il cognome e ed essendo il prof. Mario Marcazzan, nostro concittadino, ben noto anche perché presidente all’epoca della Biennale di Venezia, mi venne chiesto: siamo letterati in famiglia? Io risposi che il professore era nato nello stesso comune, quanto a parenti stretti no, alla larga non sapevo. Da allora però nulla è cambiato sul tema della coesistenza pacifica, anzi”. Nello termina, anche se avrebbe tanto ancora da raccontare, con un invito ai giovani a prendere atto che non bisogna arrendersi mai, e impegnarsi sempre più, soprattutto in questo periodo. Tramite il giornale vuole lanciare un saluto a tutti i Sangiovannesi (conosciuti e non) e un caldo augurio di vita serena. E noi de “L’Alpone”, come ad ogni concittadino che ha fatto ben figurare il nome del nostro paese in giro per il mondo, ricambiamo con altrettanto affetto e gratitudine. Dario Bruni

PELLEGRINAGGIO A MEDJUGORJE avuto la fortuna di assistere a due apparizio- alla fine dell’udienza, nella sua estatica Si è svolto dal 29 aprile al 3 maggio il pellegrinaggio a Medjugorje di un gruppo di nostri parrocchiani con la partecipazione straordinaria del nostro caro Don Efrem. Sono stati 5 giorni molto intensi di appuntamenti e avvenimenti straordinari. Abbiamo

ni della “Regina della Pace”; una apparizione al mattino del 2 maggio con la veggente Mirjana e una straordinaria la stessa sera alle ore 22,00 davanti alla statua posta sul monte Podbrdo con il veggente Ivan. Molto toccante anche l’udienza di Vicka con un stuolo di pellegrini ad ascoltarla e poi ammirarla,

preghiera durata almeno 50 minuti. Ancora entusiasmante l’adorazione serale nella spianata retrostante la chiesa di S. Giacomo alla quale partecipavano almeno diecimila pellegrini, italiani e di molte altre nazioni, tutti accomunati in un profondo e rispettoso silenzio. E’ un luogo dove veramente si sente aleggiare la pace, la speranza e la sensazione che veramente la Madre del Signore abbia scelto quella gente così povera e così piena di fede per portare i suoi messaggi che quasi giornalmente invitano l’uomo alla conversione, all’amore verso il prossimo e quindi alla ricerca della pace e della giustizia in questo mondo venale, inquieto e spesso martoriato dalle guerre. Conversioni che là si toccano con mano e che Don Efrem ci ha confermato dall’esperienza del confessionale e del ministero del perdono che tutti i giorni ha elargito con grande misericordia. Ringraziamo la famiglia Marcazzan autotrasporti per l’organizzazione ed il diacono Gabriele per l’ispirata assistenza spirituale. E’ stata un’impagabile esperienza che merita in futuro di essere rifatta e che consigliamo caldamente a chi non ha ancora avuto la chiamata. Giovanni Ciman

UNA LUNGA RICERCA SU

COME I BAMBINI VEDONO I LORO NONNI Se si passa davanti a qualche scuola dell’infanzia o elementare, soprattutto nelle città, nel momento dell’uscita, si rimane colpiti dalla presenza di persone di età avanzata che aspettano e accompagnano a casa amorevolmente i bambini: si tratta dei nonni, una presenza sempre più diffusa e importante per il vivere quotidiano. Molti bambini poi vanno spesso dai loro nonni, a pranzo, nelle feste, durante le vacanze o semplicemente quando i loro genitori sono occupati nei lavori. Quella del nonno è una figura nuova per il modo con cui si presenta e si esplica nel suo ruolo. Su questo argomento si è cimentato in una lunga ricerca, ben trent’anni, come dice il sottotitolo, il nostro compaesano professore Mario Gecchele, che già altre volte si è occupato di questo argomento. Il libro che ne è uscito nel settembre del 2014 s’intitola L’immagine dei nonni nei bambini e nei preadolescenti ed è stato oggetto di premiazione da parte della Società dei pedagogisti italiani il primo aprile a Foggia e il 15 maggio è stato presentato alla Fiera internazionale del libro di Torino. Per capire come i nipoti vedono i loro nonni si è andati nelle scuole (anche a San Giovanni Ilarione) e si è sottoposto ai bambini delle elementari e ai ragazzi delle scuole medie un semplice compito: Dite tutto quello che vi viene in mente pensando ai nonni; si è chiesto loro poi di fare un disegno sui nonni e di rispondere ad alcune brevi domande. Oltre alle affermazioni dei bambini e dei ragazzi, (circa 22.000 frasi trascritte sul computer) sono stati analizzati più di 2000 disegni. La ricerca del 2012 era la terza volta che veniva ripetuta negli stessi luoghi (province di Verona, Vicenza, Rovigo, Trento, Mantova, Belluno), nelle stesse modalità, ma con un campione più vasto: se nel 1982 il campione era di 535, nel 1998 era di 1488 e nel 2012 ha raggiunto la cifra di 3180, fra bambini e ragazzi. In trent’anni sono avvenute alcune modificazioni sociali come l’aumento della longevità, la diminuzione della natalità e della fecondità; sono aumentate le famiglie unipersonali, come pure le famiglie ricostru-

ite in seguito a separazioni e divorzi; sono aumentate le famiglie plurigenerazionali e quindi anche la modalità di essere genitori e nonni. Oggi i nipoti dispongono di più nonni e più a lungo: se nel 1982 erano il 5,8% quelli del campione che non avevano nonni viventi, nel 1982 la percentuale si è ridotta al 3,3% e nel 2012 è arrivata all’1,6%. Un’altra caratteristica che emerge dalla ricerca è la presenza di bambini provenienti da altre nazioni: nel 1982 non se ne segnalavano, nel 1998 rappresentavano il 5%, mentre nel 2012 erano saliti al 10,5%, in linea

con le statistiche nazionali. Essere nonno è vissuto in modo diverso da una persona all’altra e variabili sono il sesso, l’età, il luogo dove si vive, lo stato civile, il livello di istruzione e il numero dei nipoti. Ecco di seguito alcuni risultati della ricerca. L’immagine che i nipoti hanno dei nonni è cambiata dal 1982 al 2012: i nonni del 1982 apparivano generalmente vecchi, più malandati, più passivi anche se presenti; ma era una presenza discreta e non essenziale. I nonni odierni, sempre secondo quando dicono i ragazzi, appaiono più attivi, più attenti al fisico, più in gamba, più sportivi, più

simpatici e giocherelloni. La loro presenza è molto forte ed importante. Ma ogni nonno appare diverso da un altro, con le sue caratteristiche fisiche e caratteriali. Le descrizioni dei nipoti sottolineano la bontà, la simpatia, la saggezza, l’attività e molto meno altri aspetti che potremmo definire negativi (cattiveria, antipatia, scontrosità, introversione). I nipoti ammirano anche il rapporto che esiste fra nonna e nonna e si meravigliano della durata della loro relazione. A casa dei nonni i nipoti si divertono e compiono le più svariate esperienze: mangiano, coltivano l’orto, curano gli animali, aiutano i nonni quando hanno difficoltà o sono ammalati; si sentono più liberi e accettati; giocano, fanno passeggiate, fanno la spesa, vanno al bar, al parco giochi, a pesca, a caccia; trascorrono dei giorni di vacanza, pranzano e cenano, preparano dei cibi, fanno i compiti. Per cui i nonni appaiono come delle figure gratificanti, sia oralmente che affettivamente. I nipoti scrivono di sentirsi felici, coccolati, ‘viziati’, compresi, ascoltati, apprezzati. E’ un rapporto che può dirsi certamente educativo, perché il vivere insieme con persone che si rivelano importanti produce una crescita nei nipoti e genera un imprinting che i piccoli conserveranno per tutta la vita. “Quando tutto mi va storto vado a vedere mia nonna. – scrive una ragazzina di 12 anni - Ella non mi chiede niente, non come i genitori, ma il fatto di essere con lei mi ricarica il morale”. E un altro ragazzo della stessa età: “Se volessi definire mia nonna con una parola sola direi albero. In primavera gemma, portando felicità. In estate fa ombra con la sua grande chioma, rinfrescando. In autunno si prepara a lasciare cadere le foglie, per poi in inverno scaldarti”. Una ricerca, quindi, che fa il punto sull’importanza del rapporto nonni-nipoti in una società dove ci sono meno nipoti che nonni e dove la presenza di questi ultimi sembra essere diventata più importante di un tempo. Un libro che piace molto ai nonni, ma anche a quelli che lo diventeranno e a tutti coloro che amano riflettere sui rapporti e sulla condizione umana. ●

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TORTA DI CILIEGIE

VAL D'ALPONE

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sempre regalare.

VESTENANOVA

Manifestazioni estive a Vestenanova e nelle Alte Valli della Lessinia Orientale

Anche nel 2016 sono stati pubblicati i calendari delle manifestazioni estive del comune di Vestenanova e dei comuni delle Alte valli della Lessinia Orientale (Vestenanova, Badia Calavena, Selva di Progno e Crespadoro). Sono due utili strumenti per conoscere il territorio e tutti gli eventi che sono stati programmati dalle associazioni dei singoli paesi per allietare gli abitanti e i turisti. Il pieghevole di Vestenanova e il libretto delle Alte Valli sono reperibili a Vestenanova nei luoghi pubblici. Il libretto “Alte Valli” è stato distribuito anche nelle vallate dell’Alpone, del Chiampo e di Illasi.

Raduno dei cugini Valentini. Chi si riconosce?

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Partendo dalla ricetta della classica torta di mele americana o “Apple pie“ e sostituendo le mele con le nostre gustose ciliegie ho preparato una “Cherry pie” che ho chiamato “TORTA DI CILIEGIE VAL D'ALPONE“. Ho utilizzato la“ pasta brisée “ e ciliegie sode e ben mature seguendo due procedimenti per la pasta e per il ripieno. Ingredienti per il ripieno: - 1 kg di ciliegie sode e ben mature - 3 cucchiai di zucchero - uno o più cucchiai di farina (in base alla consistenza delle ciliege) Ingredienti per la pasta: - Farina 00 gr 5O0 - Burro freddo da frigo gr 200 - Sale 8 grammi - Zucchero 20 grammi - Latte freddo 75 grammi - Tuorlo d'uovo 1 Procedimento: Setacciate la farina con il sale e mettete al centro il burro a pezzetti, lo zucchero ed il tuorlo d'uovo. Lavorate gli ingredienti con le punte delle dita ottenendo un composto

CRAMPI NOTTURNI I crampi notturni sono contrazioni involontarie ricorrenti e dolorose che interessano in genere i muscoli del polpaccio e talvolta del piede e della coscia. Si calcola che soffre di questo disturbo circa il 60 % dei soggetti adulti e nel 7% dei bambini. Nel 20% di casi il distrubo si presenta con frequenza quotidiana ed e' sufficentemente grave da costringere il paziente a rivolgersi ad un medico. Anche se talvolta segnalano la presenza di malattie del muscolo, del sistema nervoso o di alterazioni del metabolismo, nella maggior parte dei casi i crampi si verificano su arti perfettamente sani. Non è ancora stato chiarito con precisione il meccanismo fisiologico che e' alla base dei crampi ma sono solamente state formulate delle teorie. E stato tuttavia dimostrato che un esercizio fisico di intensità superiore alla norma, specialmente in soggeti piuttosto sedentari, può favorire i crampi. Altre situazioni che favoriscono la comparsa di crampi possono essere rappresentate da una scarsa introduzione di liquidi soprattutto dopo profuse sudorazioni a seguito di una intensa attività fisica o in una carenza di sali minerali quali il potassio ed il magnesio. A volte il disturbo può essere un vero e proprio segnale di allarme che ci indica di essere affetti da un

simile a tante briciole. Versate al centro il latte ed impastate per qualche minuto. Avvolgete il composto con pellicola trasparente e lasciate riposare in frigorifero per almeno un'ora. A questo punto possiamo dedicarci al ripieno. Lavate le ciliegie, snocciolatele, e cuocetele per qualche minuto in una pentola antiaderente. Lasciatele raffreddare ed aggiungete lo zucchero e la farina. Imburrate le pareti di una tortiera di circa 25 cm. Togliete l'impasto dal frigorifero e dividetelo con un coltello in due parti in proporzione di 60/40 circa. Stendete la parte più grande con un mattarello fino ad ottenere un disco di circa 5 mm di spessore che adagerete nel fondo della tortiera. Bucherellate il fondo, stendete sopra la pasta il ripieno di ciliegie e copritelo con la parte rimanente dell'impasto tirato con il mattarello fino a formare un altro disco della misura adeguata. Sigillate bene i bordi pizzicando la pasta con al punta delle dita. Pennellate la superficie con il latte e, cospargente con lo zucchero. Cuocete in forno a 180° per 45 minuti. Servite tiepida o fredda con una o due palline di gelato. Luciana Damini

problema cardiovascolare di tipo arterioso o di tipo venoso . Anche alcuni farmaci quali i diuretici, possono favorire la comparsa dei crampi . Una certa attenzione va posta anche allo stile di vita che si conduce. Se, da un lato è dannoso stare molte ore della giornata seduti, dall'altro svolgere una attività fisica molto intensa alla quale i nostri muscoli non sono abituati può creare le condizioni predisponenti alla comparsa del diturbo. Il fenomeno è frequentemente presente anche nel corso della gravidanza, soprattutto nei mesi estivi e nella fase più tardiva, dal settimo mese in poi. I rimedi per combattere i crampi possono essere molteplici. Esistono anche dei farmaci specifici ai quali è consigliato ricorrere solo nei casi gravi e ribelli, inquanto questi farmaci possono dare effetti collaterali di una certa gravità ( chinina, mexiletina, benzodiazepine, verapamile, vit E ecc.. ). Un certo beneficio lo possono dare anche gli integratori alimentari a base di potassio e magnesio che sono molto meglio tollerati dal nostro organismo. Possono rivelarsi utili anche alcuni cibi quali: succo di carota, zucca, melone, semi di girasole e fruta seccca, patate ,banane e pomodori. L'alcool ed il caffè andrebbero limitati mentre si dovrebbe ampliare l'assunzione di acqua. Andrebbe ricordata anche l'importanza quando si svolgono sports o attività fisica di un certo impegno di allenarsi gradualmente e fare esercizi di riscaldamento muscolare sia prima che dopo l'allenamento. Dott. Vincenzo Magnabosco


COM'ERA UNA VOLTA SAN GIOVANNI ILARIONE

Pensieri e ricordi

Con questo numero dell’Alpone inizia un nuovo appuntamento che di certo appassionerà i lettori più affezionati e magari incuriosirà quelli più giovani, interessati a scoprire il passato del nostro paese. Ho avuto il piacere di conoscere Giancarlo Piubelli nel corso della rassegna culturale “Lo Zibaldone di Cartabianca”, durante

la quale è stato presentato il suo libro “L’albero delle ciliegie”, raccolta di disegni, dipinti, fotografie, poesie e racconti che l’autore ha voluto offrire alle amate montagne del Piemonte, senza dimenticare il paese natale a cui sono dedicati i primi due racconti, affresco struggente della sua vita di bambino negli anni '40 a San Giovanni. Giancarlo “Lucio” Piubelli, infatti, è nato a San Giovanni Ilarione nel 1942 e dal 1953 vive in Piemonte nelle Alpi Occidentali; è uno degli ultimi “orsi” che ha scelto di abitare in una baita isolata nella valle del Monviso, per vivere la montagna apprezzandone la vita semplice e in totale armonia con la Natura. Il soprannome " Lucio" deriva, forse, da un'abbreviazione di "Carluccio", ed è proprio con questo nome che lo ricordano i parenti e gli amici qui in paese. Giancarlo si è offerto di esprimere l’affetto per le proprie radici attraverso una serie di piccoli racconti, dipinti e fotografie che rievocano gli anni dell’infanzia trascorsi a San Giovanni e descrivono con esattezza, emozione e, magari, anche un po’ di poetica nostalgia, la vita della sua famiglia e dei nostri compaesani, come la si viveva a metà del secolo scorso. Alessandro Spadiliero

Mamma Elisa Mamma Elisa ritratta con i tre figli

San Giovanni Ilarione, nelle valli della Lessinia, è un paese moderno e attivo, segue le leggi e le mode dettate dagli uomini che negli anni lo governarono. Nei tempi passati il paese era diviso: “la Villa”, adagiata sul letto del torrente Alpone, detto “il Fiume”, modellato dalle alluvioni, e su un’altura “Il Castello”; le due parti del paese si contesero la superiorità campanilistica per lungo tempo. Sui monti attorno c’erano le contrade, dapprima poche case sommerse nella vegetazione ed in seguito più numerose e popolate. La contrada detta “del Mangano”, situata al margine della parte bassa del paese oltre il fiume, era unita alla Villa da un ponte di solido legno, e in quel luogo nacque alla fine del 1800 Maria Sartori, prima di tre sorelle con Caterina e Angelina. Maria si innamorò di Augusto che viveva lassù al Castello e, sfidando le consuetudini che ostacolavano gli amori tra i giovani delle parti rivali del paese, i due si sposarono e si trasferirono a Verona, dove nacque Elisa, prima di tre fratelli. Elisa, durante le vacanze scolastiche, amava moltissimo tornare al Mangano dagli zii Caterina e Angelo; lì trascorse molte estati felici, giocando con la cugina Rosetta, mentre lo zio Angelo, pacato e saggio, raccontava loro fantastiche storie. Dopo alcuni anni, morti Caterina e Angelo, Rosetta si sposò ed Elisa, quando si trovava a San Giovanni, iniziò a frequentare con assiduità la zia Angelina e lo zio Doro, che abitavano nella via principale, sotto la muraglia della piazza della “Pesa”, in una vecchia

casa a due piani. Lo zio Doro, Artidoro Soprana, un artigiano che faceva di tutto, era chiamato lo “stagnaro” perché rivestiva di stagno l’interno delle pentole, lavorava il rame battuto e vendeva le macchine da cucire, mentre zia Angelina, sarta esperta, insegnava l’uso alle ragazze del paese. La bottega era al pianterreno attigua alla cucina, al piano di sopra due stanze a cui si accedeva con una ripida scala interna e, sotto il tetto di tegole rosse, un’ampia soffitta deposito di segatura e legna da ardere. Elisa, ancora giovane, subì un grande dolore quando a Verona morì la sua mamma e, da allora, si affezionò ancora di più alla zia Angelina, che la considerava come una figlia, e che fu felice di vederla sposata, dopo anni di assidui corteggiamenti, con Mario, un giovane della vicina valle di Illasi. Il talento ingegnoso e la capacità di Mario nel campo della meccanica lo condussero a lavorare a Torino, città fermento di iniziative e progetti; così Elisa e Mario vi si trasferirono, insieme al piccolo Giorgio, il primogenito. Ma nel 1940 la gioia per la nascita di Paolo, il secondo figlio, fu adombrata dall’inizio della guerra, che nel 1942 costrinse Elisa con i due bimbi e in attesa del terzogenito a separarsi da Mario, comandato a rimanere in fabbrica a Torino per costruire ordigni bellici. San Giovanni, come tanti paesi di campagna, divenne rifugio delle genti sfollate dalle città e così, con un lungo viaggio in treno sovente interrotto da incursioni aeree, Elisa giunse dagli zii Angelina e Doro. Giancarlo "Lucio" Piubelli

CONSIGLI DI LETTURA Paola Dalli Cani, COME PASSERI SPERDUTI. Ennio Trivellin, un sedicenne al lager, 2016, Cierre Edizioni Verona, 2 ottobre 1944: in via Stella, dov'è la bottega del mobiliere Zeffirino Trivellin, arrivano le SS. Hanno appena ribaltato da capo a fondo casa sua trovandoci delle armi. Le ha nascoste in granaio, senza dirglielo, suo figlio Ennio, studente sedicenne dell'Istituto tecnico "Ferraris". Zeffirino viene portato via, e poco dopo la stessa sorte tocca pure ad Ennio, uno dei pesci piccoli della Brigata Montanari. Gli interrogatori in città, la prigionia all'ex forte di San Leonardo, la traduzione al campo di transito di Bolzano e, infine, Mauthausen. Ennio ci arriva ai primi di dicembre e nel giorno di Santa Lucia viene definitivamente trasferito al sottocampo di Gusen. Compirà tra quelle baracche 17 anni. Ci vorranno più di cinquant'anni perché il dolore di Ennio cambi, perché il "testimoniare per dovere morale" prenda il posto del "dimenticare per sopravvivere". Annie Proulx, I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN, 2008, Dalai Editore Questo libro è composto da meno di cento pagine in tutto. Eppure, si ha l'impressione di trovarsi di fronte a un romanzo ad altissima concentrazione. L'intreccio è una specie di ingranaggio esplosivo. I due personaggi centrali sono uomini semplici, rudi cowboy abituati alle lunghe solitudini delle transumanze e dei pascoli estivi. Nel desolato paesaggio, tra i due gradualmente si accende una passione erotica, una vera pulsione amorosa. Siamo però nel cuore dell'America tradizionale, dove i ruoli sessuali sono rigidi e le identità tagliate a colpi di accetta e di auto-censure. Questo sentimento "proibito" è quindi destinato a scatenare conflitti, che sconvolgeranno tutto il loro mondo. Neil Gaiman, STARDUST, 2005, Mondadori In una fredda sera di ottobre una stella cadente attraversa il cielo e il giovane Tristan, per conquistare la bellissima Victoria, promette di andarla a prendere. Dovrà così oltrepassare il varco proibito nel muro di pietra a est del villaggio e avventurarsi nel bosco dove ogni nove anni si raccoglie un incredibile mercato di oggetti magici. È solo in quell'occasione che agli umani è concesso inoltrarsi nel mondo di Faerie. Tristan non sa di essere stato concepito proprio lì da una bellissima fata dagli occhi viola e da un giovane umano e non sa neppure che i malvagi figli del Signore degli Alti Dirupi sono anche loro a caccia della stella... Jadoul Émile, BACIOESPRESSO, 2012, Babalibri Questi papà moderni vanno sempre di fretta! Spesso, di mattina, vanno a lavorare così spediti che hanno appena il tempo di dare un bacio superveloce al loro bambino e già si sono precipitati fuori dalla porta. E di sera, quando finalmente tornano dal lavoro, spesso sono attaccati al telefono ed è molto fortunato se il loro bambino può ricevere un bacioespresso prima di andare a nanna! Corrono talmente veloci che sembrano treni in stazione. Però, in mezzo a tanta fretta, c'è anche qualche bambino che non ci sta, tanto da annunciare a tutti quanti: "Attenzione, attenzione, il Papà Espresso delle 7,30 oggi non esce di casa prima di avermi ricoperto di baci e accumulerà un ritardo indeterminato!" Età di lettura: da 3 anni.

U.S. CALCIO OBIETTIVO RAGGIUNTO... SIAMO IN PRIMAAA!!!

Dopo un torneo passato al comando la beffa è arrivata alla penultima giornata con una sconfitta che ha portato la nostra squadra a terminare il campionato al secondo posto perdendo cosi la possibilità della promozione diretta che spetta solo a chi arriva primo. La delusione e l'amaro in bocca per un obiettivo cosi vicino perso proprio in vicinanza dello striscione del traguardo era evidente sui volti di tutti i nostri giocatori, ma fin da subito in tutti loro c'era la volontà di non arrendersi e di giocarsi tutto nella finale dei Play off acquisita di diritto visto il cospicuo vantaggio inflitto alla terza squadra classificata. E cosi, Domenica 22 Maggio, al termine della finale dei Play off giocata sul campo neutro di Tregnago contro il Pozzo, la

nostra Prima squadra ha conquistato la tanto sognata e meritata promozione in Prima Categoria!!! Grande soddisfazione e grande gioia per un obiettivo tanto ambito e tanto cercato che grazie ad uno splendido lavoro di gruppo da parte di tutti i giocatori e dirigenti è finalmente stato raggiun-

to. Da queste righe vogliamo ringraziare per il lavoro svolto il direttore sportivo, Omar Rossetto, ed il suo fedele ed instancabile collaboratore , Beltrame Flavio, nonchè il timoniere, l'allenatore Omar Lovato con il suo braccio destro Ciman Renato per la perseveranza e la professionalità dimostrata nel guidare la squadra. Ed infine, un lungo ed interminabile applauso va fatto all'intero gruppo di giocatori che ha dimostrato che la forza del gruppo, l'amicizia ed il duro lavoro pagano sempre anche difronte a mille impreviste avversità!! Ed ora si va avanti, in cerca di nuovi obiettivi e nuovi sogni da coronare! Sempre e comunque.... FORZA SANGIO!!!!!! Luca Rossetto

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[continuazione art. "Granfondo e dintorni"]

POLISPORTIVA ILARIONE UNA MARCIA DA RECORD

Lunedì 28 marzo 2016. La primavera, arrivata da poco, lasciava presagire l’imminente fioritura dei ciliegi e tutta la vallata, come d’incanto, si sarebbe rivestita di un manto bianco che avrebbe trasformato il paesaggio in uno splendido scorcio di luce e colori. Puntualmente, invece, è arrivata la Marcia tra i ciliegi, evento tradizionale delle vacanze pasquali per San Giovanni Ilarione e atteso da molti. La quindicesima edizione della marcia è stata straordinaria per la partecipazione di molte persone. Gli iscritti sono stati ben 2364, di cui più di un migliaio erano i partecipanti dei gruppi podisti organizzati, in totale 45. Alcuni di questi provenivano dalla vallata (Montecchia, Monteforte, Prova, San Bonifacio), ma molti da tutta la provincia (Albaredo, Arcole, Boschi Sant’Anna, Bovolone, Cerea, Cologna Veneta, Castagnaro, Illasi, Legnago, Montorio, Palù, Roverchiara, San Pietro di Morubio, Sanguinetto, Spinimbecco, Vallese, Valeggio, Vangadizza, Vigasio, Villafontana, Zevio, Zimella), fino alla zona lago (Colà e Lazise) e alcuni, addirittura, da altre province (Breganze, Brendola, Montebello, Montecchio Precalcino e Noventa Vicentina). Molte anche le persone di San Giovanni e dei paesi vicini che hanno partecipato singolarmente, a piccoli gruppi, come famiglie, cane compreso in molti casi. Il luogo di ritrovo, da programma, era previsto alle ore 7.30 presso il piazzale della chiesa ma ben prima gli irriducibili podisti

davano il buongiorno agli organizzatori e ai bar che si apprestavano ad aprire i battenti. Dalle 8.30 si notava un crescendo del via vai di gente che raggiungeva la piazza da qualsiasi parte e, dopo un veloce passaggio al tavolo delle iscrizioni, si dileguava nei tre suggestivi percorsi: 7, 13 e 20 chilometri. Questi percorsi per tanti sono stati l’occasione per scoprire il paesaggio, i colori e i sapori della Val d’Alpone. Spesso i ristori che accoglievano i marciatori erano collocati in contrade molto caratteristiche o in scorci particolarmente belli e suggestivi, dove oltre alle cose di rito (thé, frutta, fette biscottate con marmellata), la fantasia di chi li gestiva sapeva andare oltre e offriva un assaggio fugace ai frettolosi viandanti. La buona riuscita della marcia, ancora una volta, è stata possibile per il coinvolgimento di tante realtà e associazioni del paese, alle quali la Polisportiva rivolge un doveroso grazie, con la consapevolezza che lavorare insieme, oltre ad essere un piacere, offre anche la possibilità di realizzare manifestazioni importanti. Un ringraziamento in particolare va all’associazione Avis-Aido che assegna il «Trofeo Federico» in memoria di Federico Bellaria, sempre attenta e presente in questi eventi. Siamo, inoltre, riconoscenti a tutti i marciatori, per la qualità e la quantità della loro presenza, sempre entusiasta, allegra e riconoscente. Stefano Gaiga

PINK VOLLEY

La felicità delle ragazze del Pink Volley per la promozione in Prima Divisione. In testa dalla prima all'ultima giornata, la giovane squadra ha meritato la prestigiosa categoria

Vanzo Francesco 24 febbraio 2016 - Università degli Studi di Padova Laurea in Ingegneria Meccanica e Meccatronica

Comune di SAN GIOVANNI ILARIONE Totale nati: Totale matrimoni: Totale morti:

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Trimestrale di informazione e cultura c/c postale n. 15684376 Se vuoi inviare il tuo contributo all'Alpone utilizza c/c postale n. 15684376 intestato a: Pro Loco di San Giovanni Ilarione - Piazza Aldo Moro, 5. Coordinate bancarie Poste Italiane: IBAN IT23 T076 0111 7000 0001 5684 376 - Cod. Bic/Swift: BPPIITRRXXX Direttore responsabile: Delio Vicentini Redazione: Dario Bruni, Lucia Burato, Luciana Damini, Lorenzo Gecchele, Mario Gecchele, Angelo Pandolfo, Giovanni Sartori.

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Al 30/04/2016: Totale residenti maschi: Totale residenti femmine: Totale residenti: Totale famiglie:

Gli ALLORI

2.626 2.490 5.116 1.837

Recapito: Franco Cavazzola - Presidente Pro Loco - Via Risorgimento 3/C - San Giovanni Ilarione (VR) - Cell. 347 2600161 - E-mail: cavazzola@utenti.ilarione.it Pubblicità: Franco Cavazzola (vedi contatti Recapito) Prestampa e Stampa: Grafica Alpone srl Via del Lavoro, 90 Tel. 045 6550833 - Fax. 045 6550221 E-mail: grafica@graficaalpone.com San Giovanni Ilarione (VR)

molte altre sono le regioni di appartenenza dei bikers che sono pronti a sfidare il maltempo e solcare i sentieri della Lessinia Orientale. La folla di spettatori si dispone pressata lungo le transenne. Ore 9,30, e sono gli accordi adrenalinici degli ACDC a caricare la partenza scenografica con il consueto giro di lancio: un treno inarrestabile di bikers che fende energicamente le vie centrali del paese di San Giovanni, che da compatto si diluisce sempre più tra gli applausi degli astanti che attendono il secondo passaggio degli atleti. È una fuga spettacolare. La gara si fa subito tosta, con Alexey Medvedev (Selle San Marco-Trek) che attacca a 3 kilometri in località Castello guadagnando venti secondi di vantaggio su Johnny Cattaneo (Team Wilier Force) Francesco Casagrande (Cicli Taddei) e il colombiano Roman Santiago Arango (Ktm - Protek – Dama). Il fondo è pesante e scivoloso ma Medvedev conosce troppo bene il percorso e non molla un attimo. Alle sue spalle rimane solo Cattaneo, notoriamente abile con queste condizioni di percorso, e poco dietro Casagrande. Tra le donne Maria Cristina Nisi (Bike Garage Revolution) domina interamente la corsa senza mai preoccuparsi delle rivali. Solo dopo un'ora e 46 minuti gli applausi nel centro paese ripartono: il primo a ritornare è dunque Alexey Medvedev, accolto da un coro di entusiasmo. Gli occhi gli brillano, come brillano i flash delle fo-

tocamere che lo immortalano nel suo momento di gloria. E’ lu il vincitore dell’Ottavo trofeo Avis offerto dal Gruppo Avis di San Giovanni Ilarione e Vestenanova. Seguono a ruota tutti gli altri corridori, completamente imbrattati di fango. In poco tempo la piazza si ripopola di ciclisti che rivelano nell'insieme un misto di eroismo e pazzia: le bici costosissime, le tutine firmate, i volti spremuti dalla fatica sono quasi irriconoscibili: completamente sporchi di pantano misto a sudore. Folli. "Voi siete dei pazzi!! Grazie!! Mi sono divertito come un matto!! Mi è sembrato di tornare a quando avevo 5 anni!!" Grida un biker davanti al ristoro centrale e a tutto lo staff Basalti che lo guarda e inizia ad applaudire. Sembra un cerchio che si chiude: il pensiero torna a quella bimba, con la targhetta numero 5. Il numero di quel corridore della Granfondo del Durello non si legge: è sporco di terra, ma lo sguardo e l'atteggiamento sono inconfondibili. L'amore per la Mountain bike scorre nelle vene di entrambi e si declina in pedalate di un'energia inesauribile e inarrestabile. Buffo pensare che alcuni possano ancora descrivere tutto ciò come una "gara di biciclette". L’ A.S.D. BASALTI desidera ringraziare l’Amministrazione Comunale di San Giovanni Ilarione, tutte le associazioni, gli artigiani, i commercianti ed i volontari che ogni anno collaborano per la buona riuscita di questa manifestazione. A.S.D. Basalti

OFFERTE per l'Alpone Aldighieri Alice Allegri Augusto Ambrosi Lorenzo Ambrosi Sante Andriolo Anna Andriolo Giuseppe Andriolo Maria Arvotti Daniela Bacco Guerrino Bar Trattoria Albaromatto Bellaria Albino Beltrame Giannino Beltrame Mirco Beltrame Nadia Beschin Isidoro Beschin Maria Biondaro Glavier Biondaro Pietro Biondaro Simone Calzaturificio Sartori Cavazza Albino Cavazza Gino Cengia Lorenzo Cerato Elvira Ciman Angelo Ciman Domenico Ciman Luigia Ciman Olimpio Ciman Silvano Luigi Colognato Aurora Colognato Daniela Colognato Mirko Conterno Stefania Corradini Margherita Cristofari Antonietta Dal Ben Claudio Dal Cero Assunta Dal Cero Dorina Dal Cortivo Antonietta Dal Fitto Pietro Dal Grande Pietro Dalla Verde Flavia Damini Bruno Damini Cornelio Danda Roberta Danese Andrea De Marni Silvano Eriani Antonio Erzonelli Augusto Fattori Zini Rita Filipozzi Giuseppina Filipozzi Onorio Filipozzi Pasquina Fochesato Rudi Gaiga Carlo Galiotto Giovanni Galiotto Pia Gallo Gianpaolo Gambaretto Albino Gambaretto Ernesto Gambaretto Luigi Gambaretto M. Teresa Gazzo Spedito Gecchele Giuseppe Giarolo Luigi Gobbo Don Maurizio Gugole Giancarla Gugole Remigio Incontro Giorgio Leorato Silvano Lovato Adelina Lovato Anna Lovato Benedetto Lovato Bruno Lovato Elisa Lovato Roberto Lovato Rosario Lovato Teresa Mainente Claudio

Montecchia di Cr. S.Giov.Il. S.Giov.Il. S.Giov.Il. S.Giov.Il. S.Giov.Il. S.Giov.Il. Chiampo (VI) S.Giov.Il. Vestenanova S.Giov.Il. S.Gov.Il. S.Giov.Il. S.Gov.Il. S.Giov.Il. S.Giov.Il. Belgio S. Giov. Il. Tunisia S.Giov.Il. S.Giov.Il. Chiampo (VI) S.Giov.Il. Vestenanova Bonavigo (VR) Saronno Varesino S.Bonifacio Ozzano Monferrato AL S.Giov.Il. S.Giov.Il. Albaredo D'Adige Albaredo D'Adige Brognoligo Monteforte S.Giov.Il. Montecchia di Cr. Brescia S.Bonifacio Montecchia di C. S.Giov.Il. S.Giov.Il. Chiampo (VI) S.Giov.Il. S.Giov.Il. S.Giov.Il. Chiampo (VI) S.Giov.Il. Nova Milanese (MB) Varese S.Giov.Il. Milano Vestenanova S.Giov.Il. Vestenanova S.Giov.Il. S.Giov.Il. S.Gov.Il. S.Giov.Il. S.Giov.Il. S.Gov.Il. S.Giov.Il. S.Gov.Il. Vestenanova S.Giov.Il. S.Giov.Il. S.Bonifacio S.Giov.Il. Vestenanova S.Giov.Il. Gazzolo D'Arcole Montecchia di Cr. Verona Fittà Soave S.Giov.Il. S.Giov.Il. Albaredo D'Adige S.Giov.Il. S.Giov.Il. S.Bonifacio S.Giov.Il.

Marcazzan Aristide Marcazzan Celeste Marcazzan Domenico Marcazzan Federico Marcazzan Giuseppe Marcazzan Giuseppe Marcazzan Lidovina Marcazzan Teresa Marcazzan Tiziana Marchesini Norma Marchetto Adelina Marchetto Agostina Marchetto Liliana Marchetto Mariella Marchetto Marisa Marcigaglia Federico Mazzasette Bertilla Mazzasette Giorgio Mella Maria Miori Lino e S. Lucia Munaretti Elena Munaretti Giovanni Munaretti Ottavio Nardi Maria Fernanda Oliosi Alessio Panarotto Delio Panarotto Dott.Augusto Panarotto Imelda Panato Bernardo Panarotto Pio Pandian Pietro Pandolfo Cesarina Perazzolo Angelo Perazzolo Teresina Piccinin Agnese Piccinin Cesarino Pietro Maria Posenato Giandomenico Pozza Anna e Saverio Pozza Bertilla Pozza Dora Pozza Franco Pozza Germano Pozza Gino Prando Gemma Pressi Bruno Pressi Ivan Rivato Agostino Rivato Ilenia Rampo Rosetta Rossetto Claudio Sabbadoro Lino Salgaro Pietro Santacasa Bertilla Santolini Cipriano Sartori Gina Scuola d.Infanz.Sacro Cuore Soprana Giovanni Sperotti Giancarla Tibaldi Maria Tomiozzo Silvano Tonin Angelina Urbani Bruno Valentini Gianpaolo Vandin Gabriella Vanzo Ferdinando Vanzo Gina Vanzo Luciano Vanzo Maria Venturini Maria Pellegrina Vesentini Dino Vicentini Giovanni Vicentini Marco Xompero Enrico Zandonà Ernesto Zandonà Agnese Zandonà Italico Zandonà Mario

Roncà S.Giov.Il. S.Giov.Il. Cornedo Vicentino Lonigo S.Giov.Il. Boarie S.Giov.Il. Boarie Montecchia di C. S.Bonifacio Montecchia di C. S.Giov.Il. Montecchia di Cr. Villimpenta (MN) Montecchia di C. Monteforte D'Alpone S.Giov.Il. Albaredo D'Adige Montecchia di Cr. Nuvolinto (BS) Torino Montecchia di C. S.Giov.Il. S.Giov.Il. Montecchia di Cr. Castelnuovo D.Garda S.Giov.Il. S.Bonifacio S.Giov.Il. S.Giov.Il. Castello S.Giov.Il. S.Giov.Il. Chiampo (VI) S.Giov.Il. S.Giov.Il. Mons Belgio S.Giov.Il. S.Giov.Il. S.Giov.Il. Vestenanova Chiampo (VI) S.Giov.Il. S.Giov.Il. Montecchio Magg.(VI) Vestenanova S.Giov.Il. S.Giov.Il. S.Giov.Il. S.Giov.Il. Svizzera S.Giov.Il. S.Giov.Il. S.Giov.Il.Scandolaro S.Giov.Il. S.Martino D.Battaglia S.Giov.Il. Clusone (BG) Castello S.Giov.Il. S.Bonifacio S.Giov.Il. S.Giov.Il. S.Giov.Il. Montichiari (BS) S.Bonifacio Bolzano S.Giov.Il. S.Giov.Il. S.Giov.Il. S.Giov.Il. Montecchia di Cr. Vestenanova S.Giov.Il. Montecchia di Cr. S.Giov.Il. Cattignano S.Giov.Il. Vestenanova Milano S.Giov.Il.


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