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portfolio 2021

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PORTFOLIO Ilaria Giubellino


INDICE 09/2018-02/2019

Un Anfiteatro

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Terni, Via del Vescovado Atelier restauro e progetto

Magistrale 03/2020-06/2020

Sous les pavés, les friches

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Torino, Mirafiori sud Atelier di urbanistica 03/2020-06/2020

255075100 Torri Ligini

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Roma, EUR Modellazione parametrica dell’involucro edilizio 09/2020-02/2021

ADD Neuville en Ferrain, Vieille Motte Atelier finale di Progettazione B

per la visione del materiale completo: issuu.com/ilariagiubellino

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UN ANFITEATRO Terni, Via del Vescovado Docenti: S. Gron, E. Morezzi progetto conclusivo del triennio

Intervenire sulla discontinuità del tessuto urbano è fra le priorità del progetto presentato, configurando tracciati continui che attraversano l’area Duomo coinvolgendo lo spazio dell’Anfiteatro e il parco ottocentesco. Tutto questo è possibile grazie alla nuova funzione dell’oggetto antico come luogo di transito supportato dalla posa di una nuova pavimentazione che collega tra loro diversi monumenti, il pavè storico della piazza Duomo e il ritmo delle campate della Chiesa del Carmine. Arriva così l’occasione di riflettere sui temi della valorizzazione de territorio, dei beni e della tradizione costruttiva locale. Al centro dell’Anfiteatro è stato inserito un museo archeologico ipogeo, collegato alla rete museale ternana, e progettato un nuovo sistema di visita costituito da passerelle rialzate rispetto al sedime archeologico, ma ad una quota compatibile con il livello strada per permettere la comprensione volumetrica dell’arena. All’ingresso del parco è stato posto un piccolo edificio contenente una boutique legata ai prodotti del territorio, con un punto ristoro e uno spazio per la didattica.

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masterplan

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20

50 m 5


0.0 m

+0.2 m

-2.2 m -6.5 m

+10.0 m +5.0 m 0.0 m

+1.0 m

0.0 m -2.2 m

0

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20

50 m

In alto a sinistra: sezioni territoriali di progetto. In basso a sinistra: vista generale di suggestione . In alto a destra: modello di progetto in cartone vegetale.

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SOUS LES PAVÉS, LES FRICHES Torino, Mirafiori sud Docenti: A. Sampieri, S. Crivello progetto intermedio di urbanistica

Il lavoro propone una lettura della città a partire dai suoi spazi aperti e dalla loro articolazione entro tre paesaggi. Il primo paesaggio individua le aree agricole: discontinue e marginali rispetto la città costruita, spesso costituite dalle vestigia di vecchie organizzazioni. Gli spazi pubblici, dedicati al loisir, frutto di un preciso disegno e programma, definiscono il secondo paesaggio: sono spazi molto diversi tra loro, per morfologie, disegno e suolo, perciò restituiscono un paesaggio non unitario che non è possibile vedere in un colpo d’occhio. Il terzo paesaggio non ha caratteristiche precise, è per lo più imprevisto, residuale e un po’ indomito, come nella definizione di terzo paesaggio di Gilles Clément. I tre paesaggi ci mostrano luoghi, dedicati alla produzione, al welfare, alla residenza, che nel tempo hanno subito mutamenti di usi e spostamenti di significato. Nella differenza di significato che un luogo può assumere inizia il progetto. La vaghezza, ma anche l’apertura, del terzo paesaggio si prestano a produrre configurazioni spaziali molteplici e indefinite. Per questo il progetto si adopera in modo tale che il terzo paesaggio possa diventare predominante rispetto agli altri, immaginando che un giorno l’uomo, almeno in parte, abbandonerà (anche solo temporaneamente) questi spazi, non li riorganizzerà. Resteranno quindi degli spazi promiscui negli usi e nelle relazioni. L’azione progettuale consiste nel dare la possibilità al terzo paesaggio di espandersi provando a contaminare tutto. Ecco allora che i tre paesaggi, finora pensati come tre spazi separati e autonomi, potranno essere abitati senza essere percepiti distinti o in contraddizione tra loro. A sud di Strada Castello di Mirafiori un nuovo grande spazio aperto, prioritariamente agricolo, segnato da un disegno di suolo piuttosto convenzionale, il terzo paesaggio progressivamente conquista nuovi spazi, fatti di membrane, soglie, filtri. Spazi alternativi a quelli consolidati, più ambigui, indefiniti, ibridi, capaci di ospitare attività inattese, autogestite dagli abitanti

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la Torino dei tre paesaggi 9


suggestione dell’ambito rurale

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suggestione dell’ambito urbano e rurale

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250575100 Torri ligini Roma, EUR Docenti: M. Lo Turco, F. Thiébat, M. Calvano, F. Favoino progetto intermedio di modellazione parametrica

La sfortunata realtà delle Torri Ligini, collocate nel quartiere EUR di Roma, inizia alla fine degli anni ’90 quando, una volta trasferita la sede del Ministero delle Finanze, la decadenza e l’abbandono prendono posto alla precedente vita. La situazione viene ad aggravarsi con il collocamento del nuovo centro congressi La Nuvola, le cui vicissitudini durante la costruzione hanno messo in ulteriore difficoltà l’esistenza di questi manufatti. La situazione attuale vede ergersi solo lo scheletro strutturale privo degli elementi che ne connotano l’accessibilità, come i corpi scala e una porzione distributiva dei primi piani oggi fuori terra, ma che secondo questo schema sarebbero stati interrati. Nel tentativo di dare nuova vita a questi corpi nudi, nello specifico la torre C1, è stato definito un programma che vede come punto di partenza le analisi ambientali del contesto in cui sorgono i manufatti, per arrivare alla definizione di un involucro ex novo realizzato secondo i principi della modellazione parametrica.

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suggestione, tramite vista notturna, del progetto concluso 13


sistema di facciata 1

3 2

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C C

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A

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B

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Dimensioni strutturali 1 Montanti in acciaio al carbonio: - passo dei montanti verticali: 150 cm - larghezza montante: 15 cm - profondità montante: 30 cm 2 Traverso in acciaio al carbonio: - passo dei montanti orizzontali: 345 cm - larghezza montante: 17 cm - profondità montante: 135 cm 3 Tiranti in acciaio: - lunghezza: 340 cm - diametro: 0,5 cm

Dati a confronto Alluminio: - densità: 2700 kg/m3 - modulo di Young: 70 GPa - conducibilità termica: 235 WmK - dilatazione termica lineare: 2,3*10-5 K Acciaio al carbonio - densità: 7800 kg/m3 - modulo di Young: 230 GPa - conducibilità termica: 27 WmK - dilatazione termica lineare: 1,2*10-5 K

4 Braccio di sostegno in acciaio al carbonio: - altezza:15 cm - larghezza: 12 cm - profondità: 63 cm 5 Elementi di ancoraggio - chiusura a coppia dado bullone M8 in acciaio al carbonio

Dimensioni del modulo scelto 6 Elemento a croce in alluminio ottenuto dall’accoppiamento di due profilati T12: - altezza: 345 cm - larghezza: 12 cm - lunghezza: 12 cm Elemento di schermatura in alluminio: 7 - altezza: 320 cm - larghezza: 135 cm - profondità: 60 cm - distanza del vertice in uscita: 50 cm - peso: 24 kg Elementi di ancoraggio: 8 -chiusura a coppia dado bullone M8 in -acciaio al carbonio

La corrosione galvanica

A Attacco profilato ad X con il braccio.

In questo caso si stende una mano di primer sull’elemento ad X in alluminio. Il bullone non essendo filettato ed essendo anche protetto dal film non genera corrosione.

B Attacco schermatura a profilo ad X.

Pur essendo entrambi in alluminio, ma con dado bullone in acciaio al carbonio non genero corrosione galvanica sia per la morfologia del bullone, non filettato, sia per il rapporto di superfici.

Trattamenti

C Trattamento del pacchetto serramento in Magnelis per rendere le prestazioni dell’acciaio al carbonio simili ad un acciaio inox, abbattendo costi di realizzazione e di manutenzione.

L’approccio alla fase del sistema permette una visione complessiva delle scelte progettuali effettuate precedentemente e delle conseguenze che queste scelte determinano nella visione d’insieme. Il modulo si integra nella struttura della facciata continua attraverso la collocazione di bracci di sostegno. I carichi applicati su questi elementi vengono ridistribuiti grazie alla presenza di tiranti in acciaio e golfari. A questi si aggancia poi la schermatura composta dal modulo in alluminio e dal suo ancoraggio ottenuto da due profilati a T accoppiati. Attraverso l’uniformità delle dimensioni del modulo, pur lasciando una forte eterogeneità nella forma, potrebbe essere possibile, in un futuro, applicare un qualsiasi modulo in un qualsiasi luogo dell’edificio. Questo ne fa quindi un sistema adattivo, in quanto i pezzi sono interscambiabili.

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ADD Abitare Dimensioni Diversificate Neuville en Ferrain, Vieille Motte Docenti: P. Simeone, G. Ambrosini, G. Callegari, A. Capozzoli progetto finale magistrale

L’ipotesi di trasformazione alle diverse scale architettoniche ha luogo in una porzione del quartiere Vieille Motte di Neuville-en-Ferrain, quartiere sul quale la necessità di azione è stata dichiarata dal programma REHA. L’attenzione alle diverse scale ha rilevato nella piccola città diffusa delle carenze di servizi rispetto alle necessità primarie della comunità che, seppur compatta, è connotata dalla importante presenza di generazioni più fragili, quali anziani. La situazione abitativa presenta forti: una struttura tradizionale dalle dimensioni non più adeguate e dalle carenti performance energetiche. Seguendo la scia di queste constatazioni si evince la necessità di ragionare sull’uomo reale, con particolare attenzione a quella generazione che REHA caratterizza come principale utenza di intervento, mettendo al centro l’uso e non la funzione. La volontà è che il progetto ammetta differenti possibilità, contempli il disordine e diverse modalità di appropriazione e partecipazione. Il nome del progetto “ADD” esprime l’azione di addizione propria dell’intervento: da un lato si tratta di un’addizione fisica di sopraelevazioni, di pergolati adibiti a spazi filtro e di superficie di copertura utilizzabile. Dall’altro vi è un’addizione di usi, utenze, interazioni, modi di vivere lo spazio interno ed esterno, al fine di permettere agli abitanti del quartiere di “abitare dimensioni diversificate”. Il progetto prevede nuovi spazi dell’abitare per utenze diverse: appartamenti per l’abitare tradizionale, ripensati nella dimensione e distribuzione, e due cohousing destinati a senior. Con attenzione rivolta agli obiettivi del Green Deal, l’operazione di addizione prevede, in primo luogo, la conversione degli spazi occupati delle auto in spazi vivibili dall’uomo. Le coperture piane rappresentano una potenzialità propria del contesto attualmente non utilizzata in modo adeguato. Il nuovo suolo pubblico, caratterizzato da precise gerarchie spaziali, viene connesso allo spazio interno e alle porzioni pubbliche delle coperture piane tramite spazi filtro a pergolato. Tali spazi sono architetture flessibili, vestiboli che permettono di accedere a locali adibiti a servizi, quali bar, boutique alimentare, spazio di ascolto. L’intento rimane quello di permettere di vivere l’esterno con la medesima accoglienza di uno spazio indoor, uno spazio flessibile che non si neghi al susseguirsi delle stagioni, anzi, che permetta di viverle per quello che sono. Parallelamente è stato predimensionato l’impianto solare termico, fotovoltaico e di trattamento aria, non allegato.

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sistema pergolato

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Struttura, portapilastro a croce XS10, Rothoblaas Scala autoportante in acciaio Controdato, Soltech Tondino di acciaio inox Ø12 mm Struttura in legno lamellare dbsh di larice, Hasslacher Norica Timber, 20x30 cm Finitura, rete per la vegetazione rampicante Cavi in acciaio a sostegno della rete, Ø8 mm


dettaglio del sistema di facciata

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Finitura, lamiera in alluminio, Kalzip® 40/444, 0.35 cm Ancoraggio, Kalzip E-Klipp 50, 40 cm Strato termico, isolante in fibra di legno S MULTHITERM 110, 13+11 cm Struttura, pannello CLT essepi XXL 100, 10 cm Strato termico, isolante in fibra di legno S MULTITHERM 140, 4 cm Sottostrato, lastra in gessofibra, 1.25 cm, Fermacell Finitura, intonaco, 3 cm Tubo multistrato ECO DRY Floortech, 16/2 Finitura, parquet in legno di ciliegio, 1.2 cm Sottostrato, pannello ECO DRY Foortech, 3 cm Sottofondo, massetto alleggerito, 8 cm

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Strato termico, isolante strutturale XPS, 3 cm Strato termico, isolante in fibra di legno S MULTITHERM 140, 4 cm Struttura, calcestruzzo armato, 14 cm Struttura, calcestruzzo armato, 14 cm Finitura, mattone a vista, ρ=1800 kg/m³, 10 cm Sottostrato, pannello OSB,ρ=660 kg/m³, 1.5 cm Strato termico, isolante in fibra di legno S MULTHITERM 110, 11+11 cm Serramento, telaio SHUKO AWS 90.SI+, alluminio Strato termico, isolante strutturale XPS, 3 cm Struttura, telaio in abete rosso, 7x22 cm Sottostruttura, profilato in acciaio, 3 cm Finitura, listelli di Quercia, 5x5 cm

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sistema di facciata esistente

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sistema di facciata soprelevazione

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