Narciso
text .
editing .
luca.mortellaro
ignazio.mortellaro
I
Narciso, inginocchiato e immobile era ormai un impercettibile particolare nel mezzo di quella densa folla di verdi alberi colossali ancora impregnati dell’umida aria di pioggia. Minuscolo se non invisibile osservava una pozzanghera come mille altre ce n’erano lì intorno dopo il potente temporale della scorsa notte. Totalmente immerso nel rumoroso seppur sereno brusio naturale rimaneva fermo come un tronco, anzi ad uno sguardo più preciso il suo gracile corpo dondolava impercettibilmente avanti e indietro seguendo il ritmo delle foglie che tutt’intorno si carezzavano infinitamente. Tenero e attento osservava ogni sfumatura dell’oggetto in cui convergevano tutti i suoi desideri. Narciso amava, amava e amava ancora ciò che osservava. Amava la compagna che non lo avrebbe mai tradito. Amava colei che tutti potevano apprezzare meglio di quanto lui potesse fare -maledizione che spesso lo trafiggeva-. Amava enormemente colei che viveva solo quando era guardata, che viveva solo grazie alla sua attenzione. E Narciso anche questa volta le donava l’esistenza pur sapendo che non l’avrebbe mai posseduta, terribilmente mai. Eccolo Narciso mentre guardava una fangosa pozzanghera placida e piatta, una lucida pennellata di senape in mezzo al vialetto pietroso di quel giardino. Ce n’erano tante altre dopo il disperato pianto notturno del cielo, ma lui osservava proprio quella, solo quella poiché in mezzo alle immense radici aggrovigliate dei maestosi ficus era l’unica che ospitava la sua amante: l’immagine del suo meraviglioso riflesso. Era perfetta ma inesistente, perfetta e inconsistente. Non era reale, mancava di uno spessore fisico. Non esisteva, solamente rifletteva l’esistenza. Proprio per questo Narciso, che invece esisteva maledettamente, non l’avrebbe mai avuta. Lì poteva solo ammirare quella splendida ma ingannevole visione delle sue inconsce brame e dei suoi bisogni abissali incisa su uno specchio d’acqua. Di notte aveva piovuto e la possente natura regnava sovrana ancora per un poco.
Eccolo Narciso che correva tra le immense radici, si nascondeva nel fogliame dei cespugli che lo solleticavano con mille gocciolanti dita. Correva Narciso, oppure rincorreva il suo riflesso in un gioco disperato, e l’immagine a sua volta si divertiva saltellando sorridente da una pozzanghera all’altra, nascondendosi nella terra e sbucando qua e là in piccole pozze d’acqua. Così continuarono fino al tramonto, quando la compagna di Narciso stava assopendosi nella crescente oscurità; era stata una giornata intensa, trascorsa nel lungo cercarsi di un amore quasi infantile e banale, ma enormemente infinito. Esiste forse momento più bello o stimolo più irresistibile per avvolgersi in un bacio siderale e condividere finalmente la propria felicità? Così, ormai tanto sicuro di sé quanto il guerriero al momento del sudato colpo di grazia, Narciso si fece avanti spinto dalle vigorose braccia del desiderio e, piegandosi in ginocchio sulla terra fangosa, abbassò il capo fino quasi allo specchio d’acqua ad incontrare quelle labbra onnipotenti, bellissime. Era vicino e fissava i dolci e fragili occhi dell’immagine sdraiata di fronte a lui… più vicino… più vicino ancora… un altro po’… solo un altro poco… Ecco. Il freddo disgustoso dell’acqua putrida si impadronì delle sue labbra ormai rattrappite e la sua amata, la sua amata scappò via, si dissolse e scappò chissà dove, fuggendo tra le vibrazioni che ora cavalcavano lo specchio d’acqua. E Narciso, il povero Narciso terrorizzato scattò in piedi e corse, corse, corse come mai aveva fatto, con gli occhi di una disperata Maddalena sbarrati al cielo, finché stremato cadde con il viso sul pietrisco fangoso lacerandosi la soffice pelle. Con gli occhi intrisi di terra pianse, pianse e pianse ancora. Nel silenzio pianse. Eccolo il dolore di Narciso che singhiozzava stringendo forte i denti, Narciso che serrava i pugni e li sbatteva sul terreno freddo, mentre il petto sussultava forte di pianto. Era ormai il tramonto quando iniziò un’altra furiosa notte di bufera.