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Italian - The New Testament

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Il Nuovo Testamento


Indice Vangelo secondo Matteo Vangelo secondo Marco

1 23

Vangelo secondo Luca Vangelo secondo Giovanni Atti degli Apostoli Lettera ai Romani

37 61 79 102

Prima lettera ai Corinzi Seconda lettera ai Corinzi Lettera ai Galati

112 122 128

Lettera agli Efesini Lettera ai Filippesi Lettera ai Colossesi

132 135 138

Prima lettera ai Tessalonicesi Seconda lettera ai Tessalonicesi Prima lettera a Timoteo

141 143 145

Seconda lettera a Timoteo Lettera a Tito Lettera a Filemone

148 150 151

Lettera agli Ebrei Lettera di Giacomo Prima lettera di Pietro

152 159 162

Seconda lettera di Pietro Prima lettera di Giovanni Seconda lettera di Giovanni

165 167 170

Terza lettera di Giovanni Lettera di Giuda Apocalisse

170 171 172


Matteo

25 E non la conobbe finché ella non ebbe partorito il suo figlio primogenito; e gli pose nome Gesù.

CAPITOLO 1

1 Ora, essendo Gesù nato a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme, 2 dicendo: «Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei? Poiché abbiamo visto la sua stella in oriente e siamo venuti per adorarlo». 3 Quando il re Erode udì queste cose, restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4 E, riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informò da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. 5 Ed essi gli dissero: In Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: 6 E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei la più piccola fra i principi di Giuda, perché da te uscirà un governatore, che pascerà il mio popolo Israele. 7 Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, chiese loro con esattezza a che ora era apparsa la stella. 8 E li mandò a Betlemme, dicendo: Andate e informatevi accuratamente del bambino; e quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo. 9 Udito il re, essi partirono; ed ecco, la stella che avevano visto nel suo sorgere li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10 Quando videro la stella, provarono una gioia grandissima. 11 Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono; e aperti i loro scrigni, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra. 12 E, avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese. 13 Essi erano appena partiti, quando ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo». 14 Egli si alzò, prese il bambino e sua madre nella notte e si ritirò in Egitto. 15 E rimase lì fino alla morte di Erode, affinché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall'Egitto ho chiamato il mio figlio». 16 Allora Erode, vedendosi beffato dai Magi, si adirò grandemente e mandò a uccidere tutti i bambini che erano a Betlemme e in tutto il suo territorio, dall'età di due anni in giù, secondo il tempo del quale si era informato accuratamente dai Magi. 17 Allora si adempì ciò che era stato detto dal profeta Geremia: 18 Si udì in Rama una voce, un lamento, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più. 19 Ma dopo la morte di Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto, 20 dicendo: «Alzati, prendi il bambino e sua madre e va' nel paese d'Israele, perché sono morti quelli che cercavano la vita del bambino». 21 Egli si alzò, prese il bambino e sua madre e venne nel paese d'Israele.

CAPITOLO 2

1 Libro della generazione di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo. 2 Abramo generò Isacco; Isacco generò Giacobbe; Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli; 3 E Giuda generò Fares e Zara di Tamar; e Fares generò Esrom; ed Esrom generò Aram; 4 E Aram generò Aminadab; e Aminadab generò Naasson; e Naasson generò Salmon; 5 E Salmon generò Booz da Racab; e Booz generò Obed da Rut; e Obed generò Iesse; 6 E Iesse generò Davide, il re; e Davide, il re, generò Salomone da quella che era stata moglie di Uria; 7 E Salomone generò Roboamo; e Roboamo generò Abia; e Abia generò Asa; 8 Asa generò Giosafat; Giosafat generò Ioram; Ioram generò Ozia; 9 E Ozia generò Joatham; e Joatham generò Achaz; e Achaz generò Ezechia; 10 Ed Ezechia generò Manasse; e Manasse generò Amon; e Amon generò Giosia; 11 E Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo in cui furono deportati a Babilonia. 12 Dopo che furono condotti a Babilonia, Ieconia generò Salatiel; e Salatiel generò Zorobabele; 13 E Zorobabele generò Abiud; e Abiud generò Eliakim; ed Eliakim generò Azor; 14 E Azor generò Sadoc; e Sadoc generò Achim; e Achim generò Eliud; 15 Ed Eliud generò Eleazar; ed Eleazar generò Matthan; e Matthan generò Giacobbe; 16 E Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale nacque Gesù, chiamato Cristo. 17 Così tutte le generazioni da Abramo a Davide sono quattordici; e da Davide fino alla deportazione in Babilonia sono quattordici; e dalla deportazione in Babilonia fino a Cristo sono quattordici. 18 Ora la nascita di Gesù Cristo avvenne in questo modo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19 Allora Giuseppe, suo sposo, che era uomo giusto e non voleva esporla a infamia, decise di licenziarla segretamente. 20 Mentre però stava pensando a queste cose, ecco, un angelo del Signore gli apparve in sogno e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo». 21 Ed ella partorirà un figlio, e tu gli porrai nome Gesù, perché egli salverà il suo popolo dai suoi peccati. 22 Tutto questo avvenne affinché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: 23 Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio, e lo chiameranno Emmanuele, che significa Dio con noi. 24 Allora Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

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MATTEO

22 Ma quando udì che Archelao regnava nella Giudea al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi; ma, avvertito in sogno da Dio, si ritirò nelle parti della Galilea. 23 E venne ad abitare in una città chiamata Nazaret, affinché si adempisse ciò che era stato detto dai profeti: «Sarà chiamato Nazareno».

5 Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: 6 E gli disse: Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù, perché sta scritto: Egli darà ordini ai suoi angeli a tuo riguardo, ed essi ti porteranno sulle loro mani, perché il tuo piede non urti contro una pietra. 7 Gesù gli disse: « Sta scritto anche: Non tentare il Signore Dio tuo». 8 Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria, e gli disse: 9 E gli disse: Tutte queste cose ti darò se, prostrandoti, mi adorerai. 10 Allora Gesù gli disse: « Vattene, Satana! Poiché sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi il culto». 11 Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano. 12 Quando Gesù ebbe udito che Giovanni era stato gettato in prigione, si ritirò nella Galilea; 13 E, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, sulla riva del mare, ai confini di Zabulon e di Neftali. 14 Affinché si adempisse ciò che era stato detto dal profeta Isaia: 15 Il paese di Zabulon e il paese di Neftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti; 16 Il popolo che giaceva nelle tenebre ha visto una grande luce; su quelli che giacevano nella regione e nell'ombra della morte, una luce si è irradiata. 17 Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: « Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino». 18 Mentre camminava lungo il mare della Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, perché erano pescatori. 19 E disse loro: « Seguitemi, vi farò pescatori di uomini». 20 Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono. 21 Poi, passando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo, loro padre, riparavano le reti; e li chiamò. 22 Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono. 23 E Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità tra il popolo. 24 E la sua fama si diffuse per tutta la Siria; e gli portarono tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. 25 E grandi folle lo seguirono dalla Galilea, dalla Decapoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.

CAPITOLO 3 1 In quei giorni venne Giovanni il Battista, predicando nel deserto della Giudea, 2 E dicendo: Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino. 3 Egli è colui del quale parlò il profeta Isaia quando disse: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri. 4 Or Giovanni portava un vestito di peli di cammello e una cintura di cuoio attorno ai fianchi; e il suo cibo erano locuste e miele selvatico. 5 Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la regione attorno al Giordano uscirono a lui, 6 E si facevano battezzare da lui nel Giordano, confessando i loro peccati. 7 Ma vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire all'ira imminente? 8 Fate dunque frutti degni del ravvedimento, 9 E non pensate di dire dentro di voi: Abbiamo Abramo per padre; perché io vi dico che Dio può da queste pietre far sorgere figli ad Abramo. 10 E già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non fa buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. 11 Io vi battezzo con acqua, in vista del ravvedimento; ma colui che viene dopo di me è più potente di me, e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e con il fuoco. 12 Egli ha il ventilabro in mano, pulirà completamente la sua aia e raccoglierà il suo grano nel granaio, ma brucerà la pula con un fuoco inestinguibile. 13 Allora Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. 14 Ma Giovanni glielo proibiva, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». 15 E Gesù, rispondendo, gli disse: Lascia che sia così per ora, perché conviene che così adempiamo ogni giustizia. Allora lo lasciò fare. 16 E Gesù, appena battezzato, salì fuori dall'acqua: ed ecco, i cieli gli si aprirono, ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire sopra di lui. 17 Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto».

CAPITOLO 5 1 E, vedendo le folle, Gesù salì sul monte; e, postosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. 2 Ed egli, aperta la bocca, li ammaestrava dicendo: 3 Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. 4 Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. 5 Beati i mansueti, perché erediteranno la terra. 6 Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. 7 Beati i misericordiosi, perché otterranno misericordia. 8 Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

CAPITOLO 4 1 Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. 2 E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. 3 E il tentatore, avvicinatosi, gli disse: Se tu sei Figlio di Dio, di' che queste pietre diventino pani. 4 Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di pane soltanto vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».

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MATTEO

9 Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. 10 Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. 11 Beati voi, quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. 12 Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli; poiché così hanno perseguitato i profeti prima di voi. 13 Voi siete il sale della terra; ma se il sale diventa insipido, con che cosa lo si renderà salato? Non serve più a nulla se non ad essere gettato via e calpestato dagli uomini. 14 Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può restare nascosta. 15 Né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candeliere, e fa luce a tutti quelli che sono nella casa. 16 Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli. 17 Non pensate che io sia venuto ad abolire la legge o i profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento. 18 Poiché in verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un apice dalla legge, senza che tutto sia adempiuto. 19 Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi comandamenti e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli; chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli. 20 Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. 21 Avete udito che fu detto agli antichi: Non uccidere; chiunque avrà ucciso sarà sottoposto al giudizio. 22 Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto al giudizio; chiunque avrà detto al proprio fratello: "Raca", sarà sottoposto al sinedrio; e chiunque gli avrà detto: "Pazzo", sarà sottoposto al fuoco della Geenna. 23 Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare, e lì ti ricordi che il tuo fratello ha qualcosa contro di te, 24 Lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. 25 Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei per cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu non venga gettato in prigione. 26 In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all'ultimo spicciolo. 27 Avete udito che fu detto agli antichi: Non commettere adulterio. 28 Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore. 29 E se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te; perché conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna. 30 E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te; perché conviene che perisca uno dei tuoi

membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna. 31 Fu detto: Chiunque ripudia la propria moglie, le dia l'atto di ripudio; 32 Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di fornicazione, la espone all'adulterio; e chiunque sposa colei che è stata ripudiata, commette adulterio. 33 E avete anche udito che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi al Signore i tuoi giuramenti. 34 Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio; 35 Né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran Re. 36 Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. 37 Ma sia il vostro parlare: Sì, sì; No, no; perché il di più viene dal maligno. 38 Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; 39 Ma io vi dico: non opponetevi al malvagio; anzi, se uno ti percuote la guancia destra, porgigli anche l'altra. 40 E se qualcuno vuole farti causa e toglierti la tunica, lasciagli anche il mantello. 41 E se uno ti costringe a fare un miglio, fanne con lui due. 42 Da' a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle. 43 Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. 44 Ma io vi dico: amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a coloro che vi odiano, e pregate per coloro che vi maltrattano e vi perseguitano, perché siano il vostro Dio e il vostro Dio. 45 affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli, poiché egli fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. 46 Infatti se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno lo stesso anche i pubblicani? 47 E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno altrettanto anche i pubblicani? 48 Siate dunque perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste. CAPITOLO 6 1 State attenti a non praticare la vostra elemosina davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. 2 Quando dunque fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere onorati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 3 Ma quando tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra; 4 affinché la tua elemosina sia fatta in segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. 5 E quando pregate, non siate come gli ipocriti, perché amano pregare stando in piedi nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.

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MATTEO

6 Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. 7 Ma nel pregare, non usate inutili ripetizioni come fanno i pagani, i quali credono di essere esauditi per il gran numero delle loro parole. 8 Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno, prima che gliele chiediate. 9 Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome. 10 Venga il tuo regno. Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. 11 Dacci oggi il nostro pane quotidiano. 12 E rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori. 13 E non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male: perché tuo è il regno, la potenza e la gloria, nei secoli dei secoli. Amen. 14 Perché se voi perdonate agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; 15 Ma se voi non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe. 16 E quando digiunate, non siate mesti d'aspetto come gli ipocriti, perché essi sfigurano la loro faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 17 Ma tu, quando digiuni, ungiti il capo e lavati la faccia; 18 affinché non appaia agli uomini che tu digiuni, ma solo al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. 19 Non accumulatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano; 20 Ma fatevi tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano né rubano; 21 Perché dov'è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore. 22 La lampada del corpo è l'occhio; se dunque il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà illuminato. 23 Ma se il tuo occhio è malvagio, tutto il tuo corpo sarà pieno di tenebre. Se dunque la luce che è in te è tenebre, quanto grandi saranno quelle tenebre! 24 Nessuno può servire a due padroni: perché o odierà l'uno e amerà l'altro; oppure si atterrà all'uno e disprezzerà l'altro. Voi non potete servire a Dio e a mammona. 25 Perciò vi dico: Non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del cibo, e il corpo più del vestito? 26 Guardate gli uccelli del cielo: perché non seminano, né mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non siete voi molto più di loro? 27 E chi di voi, per quanto si preoccupi, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? 28 E perché vi preoccupate del vestire? Osservate i gigli del campo, come crescono: non faticano, né filano; 29 Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. 30 Ora, se Dio veste in questa maniera l'erba del campo, che oggi è e domani è gettata nel forno, non vestirà molto di più voi, gente di poca fede? 31 Non siate dunque in ansia, dicendo: Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?

32 (Perché sono i pagani che cercano tutte queste cose); il Padre vostro celeste, infatti, sa che avete bisogno di tutte queste cose. 33 Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in più. 34 Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà per sé stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno. CAPITOLO 7 1 Non giudicate, affinché non siate giudicati. 2 Perché con il giudizio col quale giudicate, sarete giudicati; e con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi. 3 E perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? 4 Oppure, come potrai dire al tuo fratello: Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre ecco, la trave è nel tuo occhio? 5 Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio, e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello. 6 Non date ciò che è santo ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi. 7 Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto. 8 Perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. 9 Oppure chi è l'uomo tra voi che, se il figlio gli chiede un pane, gli dia una pietra? 10 Oppure se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? 11 Se voi dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a coloro che gliele chiedono? 12 Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini facciano a voi, fatele anche voi a loro: questa infatti è la legge ed i profeti. 13 Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa. 14 Poiché stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano. 15 Guardatevi dai falsi profeti, i quali vengono a voi in vesti da pecore, ma dentro sono lupi rapaci. 16 Li riconoscerete dai loro frutti. Si raccolgono forse uva dalle spine, o fichi dai cardi? 17 Così ogni albero buono produce frutti buoni; ma ogni albero cattivo produce frutti cattivi. 18 Un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. 19 Ogni albero che non fa buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. 20 Perciò li riconoscerete dai loro frutti. 21 Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. 22 Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo? E in nome tuo cacciato demòni? E in nome tuo compiuto molti miracoli?

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MATTEO

23 E allora dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi tutti operatori di iniquità. 24 Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà paragonato a un uomo avveduto, che ha costruito la sua casa sulla roccia. 25 E la pioggia è caduta, e sono venuti i torrenti, e i venti hanno soffiato e si sono abbattuti su quella casa, ed essa non è caduta, perché era fondata sulla roccia. 26 Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà paragonato a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. 27 E la pioggia cadde, e strariparono, e i venti soffiarono e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande. 28 Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle restavano stupite del suo insegnamento. 29 Poiché egli insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.

18 Gesù, vedendo attorno a sé una gran folla, ordinò di passare all'altra riva. 19 E uno scriba si avvicinò e gli disse: Maestro, ti seguirò dovunque tu vada. 20 E Gesù gli disse: Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo. 21 E un altro dei suoi discepoli gli disse: Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre. 22 Ma Gesù gli disse: « Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti». 23 E quando fu salito sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. 24 Ed ecco, si fece nel mare una tempesta così grande che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva. 25 E i suoi discepoli, accostatisi a lui, lo svegliarono, dicendo: «Signore, salvaci, siamo perduti». 26 Ed egli disse loro: Perché avete paura, o gente di poca fede? Allora egli si alzò e sgridò i venti e il mare; e si fece una gran bonaccia. 27 Ma quegli uomini si meravigliarono e dissero: «Chi è mai costui, al quale perfino i venti e il mare ubbidiscono?». 28 E quando giunse all'altra riva, nel paese dei Ghergheseni, gli vennero incontro due indemoniati, usciti dai sepolcri, tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada. 29 Ed ecco, gridarono, dicendo: Che c'è tra noi e te, Gesù, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo? 30 A una certa distanza da loro c'era una numerosa mandria di porci al pascolo. 31 E i demòni lo pregarono, dicendo: «Se tu ci scacci, mandaci nella mandria dei porci». 32 Ed egli disse loro: Andate. E quando furono usciti, entrarono nella mandria dei porci; ed ecco, tutta la mandria dei porci si precipitò giù dal dirupo nel mare, e perì nelle acque. 33 E quelli che li custodivano fuggirono, e andarono nella città, e raccontarono ogni cosa, e il fatto che era accaduto agli indemoniati. 34 Ed ecco, tutta la città uscì incontro a Gesù; e quando lo videro, lo pregarono che si allontanasse dal loro territorio.

CAPITOLO 8 1 Quando Gesù fu sceso dal monte, grandi folle lo seguirono. 2 Ed ecco, venne un lebbroso e gli si prostrò davanti, dicendo: Signore, se vuoi, tu puoi purificarmi. 3 E Gesù stese la mano e lo toccò, dicendo: Lo voglio; sii mondato. E in quell'istante la sua lebbra fu mondata. 4 E Gesù gli disse: « Guardati dal dirlo a nessuno; ma va', mostrati al sacerdote e presenta l'offerta prescritta da Mosè, come testimonianza per loro». 5 E quando Gesù fu entrato in Cafarnao, gli venne incontro un centurione, pregandolo: 6 E dicendo: Signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre terribilmente. 7 E Gesù gli disse: Io verrò e lo guarirò. 8 Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di' soltanto una parola e il mio servo sarà guarito». 9 Perché io sono un uomo sottoposto ad autorità, e ho dei soldati sotto di me; e dico a uno: Va', ed egli va; e a un altro: Vieni, ed egli viene; e al mio servo: Fa' questo, ed egli lo fa. 10 Udito questo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: « In verità vi dico, neppure in Israele ho trovato una fede così grande». 11 E io vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli. 12 Ma i figli del regno saranno cacciati nelle tenebre di fuori. Lì sarà pianto e stridore di denti. 13 E Gesù disse al centurione: Va', e come hai creduto, così ti sia fatto. E il suo servo fu guarito in quell'istante. 14 Entrato Gesù nella casa di Pietro, vide la suocera di lui che giaceva a letto con la febbre. 15 E le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e si mise a servirli. 16 Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati; ed egli scacciò gli spiriti con la parola e guarì tutti i malati. 17 Affinché si adempisse ciò che era stato detto dal profeta Isaia: Egli ha preso le nostre infermità e ha portato le nostre malattie.

CAPITOLO 9 1 Poi, salito su una barca, passò all'altra riva e giunse nella sua città. 2 Ed ecco, gli portarono un paralitico, disteso su un letto. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: « Coraggio, figliolo, i tuoi peccati ti sono perdonati». 3 Ed ecco, alcuni scribi dicevano tra sé: Costui bestemmia. 4 E Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: Perché pensate cose malvagie nei vostri cuori? 5 Infatti, che cosa è più facile, dire: «Ti sono perdonati i tuoi peccati», oppure dire: «Alzati e cammina»? 6 Ora, affinché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati: «Alzati», disse allora al paralitico, «prendi il tuo lettuccio e va' a casa tua». 7 Poi si alzò e se ne andò a casa sua. 8 E le folle, vedendo ciò, si meravigliarono e glorificarono Dio, che aveva dato un tale potere agli uomini.

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9 E come Gesù usciva di là, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte; e gli disse: Seguimi. Ed egli, alzatosi, lo seguì. 10 Mentre Gesù sedeva a tavola in casa, ecco, molti pubblicani e peccatori sopraggiunsero e si misero a tavola con lui e con i suoi discepoli. 11 E i farisei, veduto ciò, dissero ai suoi discepoli: «Perché il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». 12 Ma Gesù, udito questo, disse loro: Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. 13 Ma andate e imparate che cosa significhi: Voglio misericordia e non sacrificio; perché non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a ravvedimento. 14 Allora si avvicinarono a lui i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo spesso, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». 15 E Gesù disse loro: Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo sposo è con loro? Ma verranno i giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno. 16 Nessuno mette un pezzo di stoffa nuova su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito, e lo strappo diventa peggiore. 17 Né si mette vino nuovo in otri vecchi, altrimenti gli otri si rompono, il vino si versa e gli otri periscono; ma si mette vino nuovo in otri nuovi, e l'uno e gli altri si conservano. 18 Mentre egli diceva loro queste cose, ecco, uno dei capi si avvicinò e gli si prostrò dinanzi, dicendo: Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei, ed ella vivrà. 19 E Gesù, alzatosi, lo seguì con i suoi discepoli. 20 Ed ecco, una donna, che da dodici anni soffriva di perdite di sangue, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. 21 Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare la sua veste, sarò guarita». 22 Ma Gesù, voltatosi, e quando la vide, disse: « Figlia, sta' di buon animo; la tua fede ti ha salvata». E da quell'ora la donna fu salvata. 23 E quando Gesù entrò nella casa del capo e vide i suonatori di cetra e la gente che faceva rumore, 24 Egli disse loro: « Lasciate posto, perché la fanciulla non è morta, ma dorme». E loro lo deridevano. 25 Ma quando la gente fu cacciata fuori, egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò. 26 E la fama di ciò si diffuse per tutto quel paese. 27 Mentre Gesù si allontanava di là, due ciechi lo seguirono, gridando e dicendo: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi». 28 E quando egli fu entrato in casa, i ciechi si avvicinarono a lui; e Gesù disse loro: Credete voi che io possa far questo? Essi gli dissero: Sì, Signore. 29 Allora toccò loro gli occhi e disse: « Sia fatto a voi secondo la vostra fede». 30 E i loro occhi furono aperti; e Gesù li ammonì severamente, dicendo: Badate che nessuno lo sappia. 31 Ma essi, una volta partiti, diffusero la sua fama per tutto quel paese. 32 Mentre uscivano, ecco, gli presentarono un muto indemoniato.

33 E, dopo che il diavolo fu scacciato, il muto parlò; e le folle si meravigliarono, dicendo: Non si è mai vista una cosa simile in Israele. 34 Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni per mezzo del principe dei demòni». 35 E Gesù andava attorno per tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità tra il popolo. 36 Vedendo le folle, ne ebbe compassione, perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore. 37 Allora disse ai suoi discepoli: « La messe è molta, ma gli operai sono pochi! 38 Pregate dunque il Signore della messe che mandi operai nella sua messe. CAPITOLO 10 1 E, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. 2 Ora i nomi dei dodici apostoli sono questi: il primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello; 3 Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo figlio di Alfeo e Lebbeo, soprannominato Taddeo; 4 Simone il Cananeo e Giuda l'Iscariota, quello poi che lo tradì. 5 Questi dodici Gesù inviò, dando loro questi ordini: « Non andate fra i pagani e non entrate in alcuna città dei Samaritani. 6 Rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele. 7 E strada facendo, predicate, dicendo: Il regno dei cieli è vicino. 8 Guarite gli infermi, mondate i lebbrosi, risuscitate i morti, scacciate i demoni: gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. 9 Non procuratevi né oro, né argento, né denaro nelle vostre cinture, 10 Né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché l'operaio è degno del suo nutrimento. 11 E in qualunque città o villaggio entriate, informatevi se vi è qualcuno degno, e lì rimanete finché non sarete partiti di là. 12 Quando entrate in una casa, rivolgetele il saluto. 13 E se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. 14 E se qualcuno non vi riceve e non ascolta le vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dai vostri piedi. 15 In verità vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sodoma e Gomorra avrà una sorte più tollerabile di quella città. 16 Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. 17 Ma guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; 18 E sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.

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19 E quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà suggerito in quella stessa ora ciò che dovrete dire. 20 Poiché non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. 21 E il fratello darà a morte il fratello, e il padre il figlio; e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. 22 E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. 23 Ma quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un'altra, perché in verità vi dico: non avrete finito di percorrere le città d'Israele, prima che il Figlio dell'uomo venga. 24 Il discepolo non è da più del maestro, né il servo da più del suo signore. 25 Basta al discepolo di essere come il suo maestro, e al servo come il suo signore. Se hanno chiamato Beelzebub il padrone di casa, quanto più chiameranno quelli della sua famiglia? 26 Non li temete dunque, perché non vi è nulla di nascosto che non debba essere svelato, né di segreto che non debba essere conosciuto. 27 Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce; e quello che udite all'orecchio predicatelo sui tetti. 28 E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l'anima; temete piuttosto colui che può far perire e l'anima e il corpo nella Geenna. 29 Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia. 30 Ma perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. 31 Non temete dunque: voi valete più di molti passeri. 32 Chiunque dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli. 33 Ma chiunque mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli. 34 Non pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. 35 Perché sono venuto a separare l'uomo dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera. 36 E i nemici dell'uomo saranno quelli della sua stessa casa. 37 Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; e chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me. 38 E chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. 39 Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà. 40 Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. 41 Chi accoglie un profeta nel nome di profeta, riceverà la ricompensa di un profeta; e chi accoglie un giusto nel nome di giusto, riceverà la ricompensa di un giusto. 42 E chiunque avrà dato da bere anche solo un bicchiere d'acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è un discepolo, in verità vi dico: non perderà la sua ricompensa.

2 Or Giovanni, avendo udito nella prigione le opere del Cristo, mandò due dei suoi discepoli, 3 E gli dissero: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». 4 Gesù rispose e disse loro: Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete. 5 I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano e ai poveri è predicata la buona novella. 6 E beato è colui che non si scandalizzerà di me. 7 E mentre se ne andavano, Gesù cominciò a dire alle turbe riguardo a Giovanni: Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna scossa dal vento? 8 Ma che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito di morbide vesti? Ecco, quelli che vestono morbide vesti stanno nelle case dei re. 9 Ma che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, e più che un profeta. 10 Poiché egli è colui del quale sta scritto: Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te, che preparerà la tua via davanti a te. 11 In verità vi dico: fra i nati di donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni Battista; però il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. 12 E dai giorni di Giovanni Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono. 13 Poiché tutti i profeti e la legge hanno profetato fino a Giovanni. 14 E se lo volete accettare, egli è l'Elia che doveva venire. 15 Chi ha orecchie per udire, oda. 16 Ma a che cosa paragonerò questa generazione? È simile a bambini seduti nei mercati, e chiamano i loro compagni, 17 E dicendo: Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato; vi abbiamo cantato un lamento e non vi siete lamentati. 18 Poiché è venuto Giovanni, che non mangia né beve, e dicono: Ha un demonio. 19 Il Figlio dell'uomo è venuto mangiando e bevendo, e dicono: Ecco un uomo mangione e beone, amico dei pubblicani e dei peccatori. Ma la sapienza è stata giustificata dai suoi figli. 20 Allora cominciò a rimproverare le città nelle quali erano state compiute la maggior parte delle sue opere potenti, perché non si erano convertite: 21 Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida! Perché se in Tiro e Sidone fossero state fatte le opere potenti compiute tra voi, già da tempo si sarebbero pentite, vestendo il sacco e cospargendosi di cenere. 22 Ma io vi dico che nel giorno del giudizio Tiro e Sidone saranno trattate con una sorte più tollerabile della vostra. 23 E tu, Capernaum, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino all'inferno, perché se in Sodoma fossero state fatte le opere potenti compiute in te, essa esisterebbe ancora oggi. 24 Ma io vi dico che nel giorno del giudizio la terra di Sodoma avrà una sorte più tollerabile della tua. 25 In quel tempo Gesù prese a dire: « Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. 26 Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. 27 Ogni cosa mi è stata data in mano dal Padre mio; e nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno

CAPITOLO 11 1 Quando Gesù ebbe finito di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città.

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conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio voglia rivelarlo. 28 Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo. 29 Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e troverete ristoro per le anime vostre. 30 Poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero.

24 Ma i farisei, udito ciò, dissero: Costui non scaccia i demòni se non per mezzo di Beelzebub, principe dei demòni. 25 E Gesù, conosciuti i loro pensieri, disse loro: Ogni regno diviso in se stesso cade in rovina; e ogni città o casa divisa in se stessa non può reggere. 26 Ora, se Satana scaccia Satana, egli è diviso contro se stesso; come dunque potrà reggere il suo regno? 27 E se io scaccio i demoni per mezzo di Beelzebub, per mezzo di chi li scacciano i vostri figli? Per questo saranno loro i vostri giudici. 28 Ma se io scaccio i demoni per mezzo dello Spirito di Dio, allora è giunto fino a voi il regno di Dio. 29 Oppure, come può uno entrare nella casa dell'uomo forte e rapirgli i suoi beni, se prima non lega l'uomo forte? Allora gli saccheggerà la casa. 30 Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde. 31 Perciò io vi dico: ogni peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini; ma la bestemmia contro lo Spirito Santo non sarà perdonata. 32 E chiunque parli contro il Figlio dell'uomo, gli sarà perdonato; ma chiunque parli contro lo Spirito Santo, non gli sarà perdonato né in questo mondo né in quello futuro. 33 O fate l'albero buono, e buono anche il suo frutto; o fate l'albero cattivo, e cattivo anche il suo frutto; perché dal frutto si conosce l'albero. 34 Razza di vipere, come potete dire cose buone, essendo malvagi? Poiché la bocca parla dall'abbondanza del cuore. 35 L'uomo buono trae cose buone dal buon tesoro del suo cuore; e l'uomo malvagio trae cose cattive dal suo malvagio tesoro. 36 Ma io vi dico: di ogni parola oziosa che avranno detta, gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio. 37 Poiché in base alle tue parole sarai giustificato, e in base alle tue parole sarai condannato. 38 Allora alcuni scribi e farisei presero a dire: «Maestro, vorremmo che tu ci facessi vedere un segno». 39 Ma egli rispose e disse loro: Una generazione malvagia e adultera chiede un segno; ma segno non le sarà dato, se non il segno del profeta Giona. 40 Poiché come Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell'uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. 41 Gli uomini di Ninive risorgeranno nel giudizio con questa generazione e la condanneranno, perché essi si convertirono alla predicazione di Giona; ed ecco, qui c'è più di Giona. 42 La regina del sud si alzerà nel giudizio con questa generazione e la condannerà, perché ella venne dalle estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone; ed ecco, qui c'è uno più grande di Salomone. 43 Quando lo spirito immondo esce da un uomo, si aggira per luoghi aridi cercando riposo, ma non lo trova. 44 Allora egli dice: Ritornerò nella mia casa da cui sono uscito; e quando arriva, la trova vuota, spazzata e adorna. 45 Allora va e prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui, ed entrano e vi abitano; e l'ultima condizione di quell'uomo è peggiore della prima. Così avverrà anche a questa malvagia generazione. 46 Mentre egli parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli, rimasti fuori, cercavano di parlargli.

CAPITOLO 12 1 In quel tempo, Gesù passò in giorno di sabato tra i campi di grano; e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. 2 Ma i farisei, veduto ciò, gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli fanno quello che non è lecito fare in giorno di sabato». 3 Ma egli disse loro: Non avete letto quello che fece Davide, quando ebbe fame, lui e quelli che erano con lui? 4 Come entrò nella casa di Dio e mangiò i pani della presentazione, che non era lecito mangiare né a lui né a coloro che erano con lui, ma solo ai sacerdoti? 5 O non avete letto nella legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio violano il sabato e tuttavia non ne sono colpevoli? 6 Ma io vi dico che qui c'è qualcosa di più grande del tempio. 7 Se aveste compreso che cosa significa: Voglio misericordia e non sacrificio, non avreste condannato gli innocenti. 8 Perché il Figlio dell'uomo è Signore anche del sabato. 9 E partito di là, entrò nella loro sinagoga; 10 Ed ecco, c'era un uomo che aveva la mano secca. E gli chiesero: È lecito guarire in giorno di sabato? per poterlo accusare. 11 E disse loro: Chi di voi, avendo una pecora, se questa cade in una fossa in giorno di sabato, non l'afferra e la tira fuori? 12 Quanto vale dunque un uomo da una pecora? Perciò è lecito fare del bene in giorno di sabato. 13 Allora disse all'uomo: Stendi la tua mano. Ed egli la stese; e quella fu restituita sana, come l'altra. 14 Allora i farisei, usciti, tennero consiglio contro di lui per farlo morire. 15 Ma Gesù, saputolo, si allontanò di là; e grandi folle lo seguirono, ed egli li guarì tutti; 16 E ordinò loro di non rivelarlo; 17 Affinché si adempisse ciò che era stato detto dal profeta Isaia: 18 Ecco il mio servo che io ho scelto; il mio diletto, nel quale l'anima mia si è compiaciuta. Io metterò il mio Spirito sopra di lui, ed egli annuncerà la giustizia alle nazioni. 19 Non contenderà, né griderà, né si udrà la sua voce nelle piazze. 20 Non spezzerà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante, finché non abbia fatto trionfare il giudizio. 21 E nel suo nome spereranno le genti. 22 Allora gli fu portato un indemoniato, cieco e muto; ed egli lo guarì, sicché il muto parlava e vedeva. 23 E tutto il popolo rimase stupito e diceva: «Non è costui il figlio di Davide?».

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47 Allora uno gli disse: Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti. 48 Ma egli rispose e disse a colui che gli parlava: Chi è mia madre? E chi sono i miei fratelli? 49 Poi stese la mano verso i suoi discepoli e disse: Ecco mia madre e i miei fratelli! 50 Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre.

22 Quello seminato tra le spine è colui che ascolta la parola; ma la preoccupazione del mondo e l'inganno delle ricchezze soffocano la parola, e questa rimane infruttuosa. 23 Ma quello che ha ricevuto il seme nella buona terra è colui che ascolta la parola e la comprende; egli dà frutto e produce l'uno il cento, l'altro il sessanta, l'altro il trenta. 24 Un'altra parabola espose loro, dicendo: « Il regno dei cieli è simile a un uomo che seminò del buon seme nel suo campo. 25 Ma mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. 26 Ma quando la zizzania germogliò e fece frutto, allora apparve anche la zizzania. 27 Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? 28 Egli disse loro: Un nemico ha fatto questo. I servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierli? 29 Ma egli disse: No, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. 30 Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura; e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; ma il grano riponetelo nel mio granaio. 31 Un'altra parabola espose loro, dicendo: « Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. 32 Esso è il più piccolo di tutti i semi; ma una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell'orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami. 33 Disse loro un'altra parabola: « Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata. 34 Tutte queste cose Gesù disse alla folla in parabole; e non parlava loro se non in parabole. 35 Affinché si adempisse ciò che era stato detto dal profeta: «Aprirò la mia bocca in parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo». 36 Poi Gesù congedò la folla ed entrò in casa; e i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». 37 Ed egli rispose loro: « Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo; 38 Il campo è il mondo. Il buon seme sono i figli del regno; la zizzania sono i figli del maligno. 39 Il nemico che le ha seminate è il diavolo; la mietitura è la fine del mondo; e i mietitori sono gli angeli. 40 Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. 41 Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità; 42 E li getteranno nella fornace ardente. Lì sarà pianto e stridore di denti. 43 Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del loro Padre. Chi ha orecchie per udire, oda. 44 Ancora, il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo lo trova e lo nasconde, poi, per la gioia, va e vende tutti i suoi averi e compra quel campo. 45 Ancora, il regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose.

CAPITOLO 13 1 Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. 2 E si radunò attorno a lui una folla numerosa, tanto che egli salì su una barca e vi si sedette, mentre tutta la folla stava sulla riva. 3 E disse loro molte cose in parabole, dicendo: Ecco, il seminatore uscì a seminare. 4 E mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; e vennero gli uccelli e la divorarono. 5 Un'altra cadde in luoghi rocciosi, dove non aveva molta terra; e subito germogliò, perché non aveva un terreno profondo; 6 E quando il sole si levò, fu bruciata; e perché non aveva radice, seccò. 7 E un'altra cadde tra le spine; e le spine crebbero e la soffocarono. 8 Un'altra parte cadde nella terra buona e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. 9 Chi ha orecchie per udire, oda. 10 Allora i discepoli si avvicinarono e gli dissero: «Perché parli loro in parabole?». 11 Egli rispose e disse loro: « Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli; ma a loro non è dato». 12 Perché a chiunque ha sarà dato, e sarà nell'abbondanza; ma a chiunque non ha sarà tolto anche quello che ha. 13 Per questo parlo loro in parabole, perché vedendo non vedono, udendo non odono e non comprendono. 14 E si adempie in loro la profezia di Isaia che dice: Udrete coi vostri orecchi, e non comprenderete; guarderete coi vostri occhi, e non vedrete. 15 Perché il cuore di questo popolo si è fatto insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non odano con gli orecchi, non intendano con il cuore, non si convertano e io non li guarisca. 16 Ma beati i vostri occhi, perché vedono; e i vostri orecchi, perché odono. 17 Perché in verità vi dico che molti profeti e giusti hanno desiderato vedere le cose che voi vedete, e non le hanno viste, e udire le cose che voi udite, e non le hanno udite. 18 Ascoltate dunque la parabola del seminatore. 19 Quando uno ascolta la parola del regno e non la comprende, allora viene il maligno e porta via ciò che è stato seminato nel suo cuore. Questo è colui che ha ricevuto il seme lungo la strada. 20 Ma quello che ha ricevuto il seme in luoghi rocciosi è colui che ode la parola e subito l'accoglie con gioia, 21 Però non ha radice in sé, ed è incostante, e quando giunge la tribolazione o la persecuzione a causa della parola, subito è scandalizzato.

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46 Il quale, trovata una perla di gran valore, andò, vendette tutto quello che aveva e la comprò. 47 Di nuovo, il regno dei cieli è simile a una rete gettata in mare, che raccoglie ogni genere di pesci. 48 Quando fu piena, la tirarono a riva e, sedutisi, raccolsero il buono nei vasi, e buttarono via quello cattivo. 49 Così avverrà alla fine del mondo: gli angeli verranno e separeranno i malvagi dai giusti, 50 E li getteranno nella fornace ardente. Lì sarà pianto e stridore di denti. 51 Gesù disse loro: Avete capito tutte queste cose? Essi gli dissero: Sì, Signore. 52 Allora disse loro: «Per questo ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa, che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose vecchie. 53 E avvenne che, quando Gesù ebbe terminato queste parabole, partì di là. 54 E giunto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga, tanto che restavano stupiti e dicevano: «Da dove vengono a costui questa sapienza e queste opere potenti?». 55 Non è costui il figlio del falegname? Sua madre non si chiama Maria? E i suoi fratelli Giacomo, Ioses, Simone e Giuda? 56 E le sue sorelle, non sono tutte con noi? Donde ha dunque quest'uomo tutte queste cose? 57 Ed erano scandalizzati in lui. Ma Gesù disse loro: Un profeta non è senza onore se non nella sua patria e in casa sua. 58 E non fece lì molti miracoli a causa della loro incredulità.

15 E quando fu sera, i suoi discepoli gli si avvicinarono e gli dissero: «Il luogo è deserto e l'ora è ormai avanzata; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». 16 Ma Gesù disse loro: « Non occorre che se ne vadano; date loro voi stessi da mangiare». 17 Ed essi gli dissero: Non abbiamo qui altro che cinque pani e due pesci. 18 Egli disse: Portatemeli qua. 19 E dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull'erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. 20 E tutti mangiarono e furono saziati; e dei pezzi avanzati si raccolsero dodici ceste piene. 21 Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini. 22 Subito dopo Gesù costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull'altra riva, mentre egli avrebbe congedato la folla. 23 Dopo aver congedato la folla, salì sul monte, in disparte, per pregare. E, venuta la sera, egli se ne stava lassù, tutto solo. 24 La barca intanto distava già parecchio la riva, ed era agitata dalle onde, perché il vento era contrario. 25 E alla quarta vigilia della notte Gesù andò verso di loro, camminando sul mare. 26 E i discepoli, vedendolo camminare sul mare, si turbarono e dissero: «È un fantasma!» E si misero a gridare dalla paura. 27 Ma subito Gesù parlò loro, dicendo: « Coraggio, sono io, non temete». 28 E Pietro gli rispose e disse: Signore, se sei tu, comandami di venire da te sulle acque. 29 Ed egli disse: Vieni. E quando Pietro fu sceso dalla barca, camminò sulle acque, per andare a Gesù. 30 Ma quando vide che il vento era forte, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: Signore, salvami. 31 E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: « Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». 32 E quando furono saliti sulla barca, il vento cessò. 33 Allora quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Veramente tu sei il Figlio di Dio!». 34 E, compiuta la traversata, giunsero nel paese di Gennesaret. 35 E quando la gente di quel luogo lo riconobbe, mandarono a chiamare per tutto quel paese all'intorno e gli portarono tutti i malati; 36 E lo pregavano che potessero toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccarono furono guariti completamente.

CAPITOLO 14 1 In quel tempo Erode, il tetrarca, udì parlare della fama di Gesù, 2 E disse ai suoi servi: «Questi è Giovanni il Battista; è risuscitato dai morti; e per questo in lui si compiono opere potenti». 3 Erode infatti aveva arrestato Giovanni, lo aveva legato e messo in prigione a causa di Erodiade, moglie di suo fratello Filippo. 4 Giovanni infatti gli diceva: «Non ti è lecito averla». 5 E benché egli volesse farlo morire, ebbe paura della folla, perché lo considerava un profeta. 6 Ma quando si celebrò il compleanno di Erode, la figlia di Erodiade danzò davanti a loro e piacque a Erode. 7 Allora egli promise con giuramento di darle tutto quello che avesse chiesto. 8 Ed ella, istruita in precedenza da sua madre, disse: Dammi qui, su un piatto, la testa di Giovanni Battista. 9 Il re ne fu rattristato; tuttavia, a causa del giuramento e dei commensali, comandò che le fosse data. 10 E mandò a decapitare Giovanni nella prigione. 11 E la sua testa fu portata su un piatto e data alla fanciulla, ed ella la portò a sua madre. 12 E i suoi discepoli andarono, presero il corpo, lo seppellirono e andarono a informare Gesù. 13 Udito questo, Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. E le folle, saputolo, lo seguirono a piedi dalle città. 14 E Gesù, sceso dalla barca, vide una grande folla e ne ebbe compassione e guarì i loro malati.

CAPITOLO 15 1 Allora si avvicinarono a Gesù alcuni scribi e farisei di Gerusalemme, dicendo: 2 Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Infatti non si lavano le mani quando prendono cibo. 3 Ma egli rispose e disse loro: E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio a motivo della vostra tradizione?

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4 Poiché Dio ha comandato, dicendo: Onora tuo padre e tua madre; e: Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte. 5 Ma voi dite: Chiunque dice al padre o alla madre: Ciò con cui potrei aiutarti è un'offerta, non gliela fa pagare. 6 E non onorate suo padre o sua madre, egli sarà libero. Così avete reso nullo il comandamento di Dio con la vostra tradizione. 7 Ipocriti, ben profetizzò di voi Isaia, dicendo: 8 Questo popolo si avvicina a me con la bocca e mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. 9 Ma invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini. 10 Poi, chiamata la folla, disse loro: Ascoltate e intendete: 11 Non ciò che entra nella bocca contamina l'uomo; ma ciò che esce dalla bocca, questo contamina l'uomo. 12 Allora i suoi discepoli si avvicinarono e gli dissero: «Sai che i farisei si sono scandalizzati dopo aver udito queste parole?». 13 Ma egli rispose: Ogni pianta che il Padre mio celeste non ha piantata, sarà sradicata. 14 Lasciateli stare: sono ciechi e guide di ciechi. E se un cieco guida un altro cieco, entrambi cadranno nella fossa. 15 Allora Pietro prese la parola e gli disse: Spiegaci questa parabola. 16 E Gesù disse: Siete anche voi ancora senza intelletto? 17 Non capite ancora che tutto ciò che entra nella bocca, passa nel ventre e viene gettato nella fogna? 18 Ma ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore, e contamina l'uomo. 19 Poiché dal cuore provengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, bestemmie; 20 Queste sono le cose che contaminano l'uomo; ma il mangiare senza lavarsi le mani non contamina l'uomo. 21 Poi Gesù, partito di là, si diresse verso la regione di Tiro e di Sidone. 22 Ed ecco, una donna Cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Abbi pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è terribilmente tormentata da un demonio». 23 Ma egli non le rispose parola. E i suoi discepoli, accostatisi, lo pregarono, dicendo: Mandala via, perché ci grida dietro. 24 Ma egli rispose: « Io non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa d'Israele». 25 Allora essa venne e gli si prostrò davanti, dicendo: Signore, aiutami. 26 Ma egli rispose: « Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». 27 Ed ella disse: «È vero, Signore; eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». 28 Allora Gesù rispose e le disse: O donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi. E da quell'istante sua figlia fu guarita. 29 Poi Gesù partì di là e giunse presso il mare di Galilea; salì sul monte e là si pose a sedere. 30 E grandi folle si avvicinarono a lui, recando con sé zoppi, ciechi, muti, storpi e molti altri malati; li deposero ai piedi di Gesù, ed egli li guarì.

31 Tanto che la folla si meravigliava nel vedere i muti parlare, gli storpi guarire, gli zoppi camminare e i ciechi vedere, e glorificava il Dio d'Israele. 32 Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: « Sento compassione per la folla, perché ormai da tre giorni sta con me e non ha da mangiare; e non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». 33 E i suoi discepoli gli dissero: «Dove troveremo nel deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?». 34 E Gesù disse loro: Quanti pani avete? Ed essi dissero: Sette, e pochi pesciolini. 35 E ordinò alla folla di sedersi per terra. 36 Poi prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li diede ai suoi discepoli, e i discepoli alla folla. 37 E tutti mangiarono e furono saziati; e dei pezzi avanzati portarono via sette ceste piene. 38 Quelli che mangiarono erano quattromila uomini, senza contare le donne e i bambini. 39 Poi, licenziata la folla, salì sulla nave e giunse nella regione di Magdala. CAPITOLO 16 1 Si avvicinarono anche i farisei con i sadducei e, per metterlo alla prova, gli chiesero di mostrare loro un segno dal cielo. 2 Egli rispose e disse loro: Quando è sera, voi dite: Ci sarà bel tempo, perché il cielo è rosso. 3 E la mattina, Oggi sarà cattivo tempo, perché il cielo è rosso e basso. O ipocriti, sapete discernere l'aspetto del cielo; ma non sapete discernere i segni dei tempi? 4 Una generazione malvagia e adultera cerca un segno; e non le sarà dato alcun segno, se non il segno del profeta Giona. E, lasciatili, se ne andò. 5 E quando i suoi discepoli giunsero all'altra riva, avevano dimenticato di prendere il pane. 6 Allora Gesù disse loro: « Fate attenzione e guardatevi dal lievito dei farisei e dei sadducei. 7 Ed essi ragionavano tra loro, dicendo: È perché non abbiamo preso il pane. 8 Gesù, accortosene, disse loro: « Uomini di poca fede, perché discutete tra voi del fatto che non avete pane? 9 Non capite ancora e non vi ricordate dei cinque pani per i cinquemila, e quante ceste ne avete raccolto? 10 E neppure i sette pani per i quattromila, e quante ceste ne avete raccolto? 11 Come mai non capite che non vi ho parlato di pane? Vi dovete guardare dal lievito dei farisei e dei sadducei. 12 Allora compresero che egli non aveva detto loro di guardarsi dal lievito del pane, ma dalla dottrina dei farisei e dei sadducei. 13 Essendo giunto Gesù nella regione di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: « Chi dice la gente che sia il Figlio dell'uomo?». 14 Ed essi dissero: Alcuni dicono Giovanni il Battista; altri, Elia; altri, Geremia o uno dei profeti. 15 Egli disse loro: « E voi, chi dite che io sia?». 16 E Simon Pietro rispose: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. 17 E Gesù, rispondendo, gli disse: « Tu sei beato, Simone, figlio di Giona, perché né la carne né il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli.

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18 E io ti dico: tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa; e le porte dell'inferno non la potranno vincere. 19 E io ti darò le chiavi del regno dei cieli; e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli. 20 Allora ordinò ai suoi discepoli di non dire a nessuno che egli era Gesù il Cristo. 21 Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molte cose da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso, e risuscitare il terzo giorno. 22 Allora Pietro, presolo in disparte, cominciò a rimproverarlo, dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti avverrà mai». 23 Ma egli, voltatosi, disse a Pietro: « Vattene via da me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non hai il senso delle cose di Dio, ma di quelle degli uomini». 24 Allora Gesù disse ai suoi discepoli: « Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 25 Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. 26 Infatti, che giova all'uomo se guadagna il mondo intero e poi perde l'anima sua? O che cosa darà l'uomo in cambio dell'anima sua? 27 Perché il Figlio dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue opere. 28 In verità vi dico: vi sono alcuni qui presenti che non morranno, finché non abbiano visto il Figlio dell'uomo venire nel suo regno.

voluto. Allo stesso modo anche il Figlio dell'uomo dovrà soffrire da loro. 13 Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni Battista. 14 E quando giunsero alla moltitudine, si avvicinò a lui un uomo, che gli si inginocchiò davanti e disse: 15 Signore, abbi pietà di mio figlio, perché è epilettico e soffre molto; spesso cade nel fuoco e spesso nell'acqua. 16 E l'ho portato dai tuoi discepoli, ma non sono riusciti a guarirlo. 17 Allora Gesù rispose e disse: O generazione incredula e perversa, fino a quando sarò con voi? Fino a quando vi sopporterò? Portatelo qui da me. 18 E Gesù sgridò il diavolo, e il diavolo uscì da lui; e da quell'istante il ragazzo fu guarito. 19 Allora i discepoli, avvicinatisi a Gesù in disparte, gli chiesero: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». 20 E Gesù disse loro: « A causa della vostra poca fede; perché in verità vi dico: se avete fede quanto un granellino di senape, direte a questo monte: "Passa da qui a là", ed esso passerà; e niente vi sarà impossibile. 21 Questa specie di demòni non si scaccia se non con la preghiera e il digiuno. 22 Mentre si trovavano insieme nella Galilea, Gesù disse loro: « Il Figlio dell'uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini; 23 E lo uccideranno, e il terzo giorno sarà risuscitato. Ed erano grandemente addolorati. 24 Quando giunsero a Capernaum, quelli che riscuotevano il tributo si avvicinarono a Pietro e dissero: «Il vostro maestro non paga il tributo?». 25 Egli rispose: Sì. E quando fu entrato in casa, Gesù lo prevenne, dicendo: Che ti pare, Simone? Da chi prendono i re della terra la tassa o il tributo? Dai propri figliuoli, o dagli stranieri? 26 Pietro gli disse: Dagli stranieri. Gesù gli disse: Dunque i figli sono esenti. 27 Ma perché non li scandalizziamo, va' al mare, getta l'amo e prendi il primo pesce che verrà su; aprigli la bocca e vi troverai una moneta d'argento. Prendila e consegnala loro per me e per te.

CAPITOLO 17 1 Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, sopra un alto monte. 2 E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. 3 Ed ecco, apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. 4 Allora Pietro, rispondendo, disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui; se vuoi, faremo qui tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia». 5 Mentre egli parlava ancora, ecco una nuvola luminosa li avvolse nella sua ombra. Ed ecco una voce dalla nuvola che diceva: «Questo è il mio amato Figlio, nel quale mi sono compiaciuto; ascoltatelo». 6 All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. 7 E Gesù si avvicinò, li toccò e disse: « Alzatevi e non temete». 8 E, alzati gli occhi, non videro nessuno, se non Gesù solo. 9 Mentre scendevano dal monte, Gesù diede loro quest'ordine: «Non raccontate a nessuno questa visione, finché il Figlio dell'uomo non sia risuscitato dai morti». 10 E i suoi discepoli lo interrogarono, dicendo: Perché allora gli scribi dicono che prima deve venire Elia? 11 E Gesù rispose e disse loro: Certo, Elia verrà per primo e ristabilirà ogni cosa. 12 Ma io vi dico che Elia è già venuto, e non l'hanno riconosciuto, anzi gli hanno fatto tutto quello che hanno

CAPITOLO 18 1 In quello stesso momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi è il più grande nel regno dei cieli?». 2 E Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: 3 E disse: In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. 4 Perciò chiunque si umilierà come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli. 5 E chiunque accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me. 6 Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse gettato nel profondo del mare. 7 Guai al mondo per gli scandali! Poiché è inevitabile che avvengano degli scandali; ma guai all'uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!

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8 Perciò se la tua mano o il tuo piede ti è motivo di scandalo, tagliali e gettali via da te; è meglio per te entrare nella vita zoppo o monco, che avere due mani o due piedi ed essere gettato nel fuoco eterno. 9 E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita con un occhio solo, che averne due ed essere gettato nella Geenna del fuoco. 10 Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli. 11 Perché il Figlio dell'uomo è venuto a salvare ciò che era perduto. 12 Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e una di queste si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà in cerca di quella che si è smarrita? 13 E se riesce a ritrovarla, in verità vi dico che si rallegra più di quella pecora che delle novantanove che non si erano smarrite. 14 Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neppure uno di questi piccoli perisca. 15 Se poi il tuo fratello commette una colpa contro di te, va' e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello. 16 Ma se non ti ascolta, prendi con te ancora una o due persone, affinché ogni parola sia confermata sulla bocca di due o tre testimoni. 17 E se rifiuta di ascoltarli, dillo alla chiesa; e se rifiuta di ascoltare anche la chiesa, sia per te come il pagano e il pubblicano. 18 In verità vi dico: tutto ciò che legherete sulla terra sarà legato nel cielo, e tutto ciò che scioglierete sulla terra sarà sciolto nel cielo. 19 Di nuovo vi dico che se due di voi sulla terra si accordano per domandare qualunque cosa, questa sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli. 20 Perché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro. 21 Allora Pietro si avvicinò e gli disse: Signore, quante volte, peccando il mio fratello contro di me, gli perdonerò? Fino a sette volte? 22 Gesù gli disse: « Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette». 23 Per questo il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. 24 E quando ebbe cominciato a fare i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti. 25 Ma poiché costui non aveva da restituire, il suo padrone comandò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e tutto quanto possedeva, e che il debito fosse saldato. 26 Allora il servo, prostratosi, lo adorò, dicendo: Signore, abbi pazienza con me e ti pagherò tutto. 27 Allora il padrone ebbe compassione di quel servo, lo liberò e gli perdonò il debito. 28 Ma quel servo, uscito, trovò uno dei suoi conservi, che gli doveva cento denari; e, afferratolo, lo soffocava, dicendo: Paga ciò che devi. 29 E il suo conservo, gettatosi ai suoi piedi, lo pregava dicendo: Abbi pazienza con me, e ti pagherò tutto. 30 Ma egli non volle, anzi andò e lo fece gettare in prigione, finché non avesse pagato il debito.

31 Quando i suoi conservi videro ciò che era accaduto, ne furono molto dispiaciuti e andarono a raccontare al loro padrone tutto l'accaduto. 32 Allora il suo padrone lo chiamò e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito, perché tu me ne hai pregato; 33 Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, come io ho avuto pietà di te? 34 E il suo padrone, adirato, lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse pagato tutto quello che gli doveva. 35 Così anche il mio Padre celeste farà con voi, se ciascuno di voi non perdona di cuore al proprio fratello. CAPITOLO 19 1 Dopo aver terminato questi discorsi, Gesù lasciò la Galilea e andò nella regione della Giudea, al di là del Giordano; 2 E grandi folle lo seguirono; e là egli li guarì. 3 Allora si avvicinarono a lui alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?». 4 Ed egli rispose e disse loro: Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina, 5 E disse: Per questo l'uomo lascerà il padre e la madre e si unirà alla sua moglie, e i due saranno una sola carne? 6 Perciò non sono più due, ma una sola carne. Ciò dunque che Dio ha unito, l'uomo non lo separi. 7 Gli dissero: «Perché allora Mosè comandò di darle l'atto di ripudio e di mandarla via?». 8 Egli disse loro: « Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; ma da principio non fu così. 9 E io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di fornicazione, e ne sposa un'altra, commette adulterio; e chiunque sposa colei che è stata ripudiata, commette adulterio. 10 I suoi discepoli gli dissero: Se questa è la condizione dell'uomo rispetto alla moglie, non conviene sposarsi. 11 Ma egli disse loro: « Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso». 12 Poiché vi sono degli eunuchi, che sono nati così dal grembo della loro madre; e vi sono degli eunuchi, che sono stati resi eunuchi dagli uomini; e vi sono degli eunuchi, che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi è in grado di riceverlo, lo riceva. 13 Allora gli furono presentati dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li sgridavano. 14 Ma Gesù disse: « Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi è il regno dei cieli». 15 E, dopo aver imposto loro le mani, se ne andò di là. 16 Ed ecco, un tale si avvicinò e gli disse: Maestro buono, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna? 17 Ed egli gli disse: Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non uno solo, Dio. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti. 18 Egli gli chiese: Quali? Gesù disse: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, 19 Onora tuo padre e tua madre, e ama il tuo prossimo come te stesso.

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20 Il giovane gli disse: Tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza; che mi manca ancora? 21 Gesù gli disse: « Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che hai, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi». 22 Ma il giovane, udite queste parole, se ne andò rattristato, perché aveva molti beni. 23 Allora Gesù disse ai suoi discepoli: « In verità vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. 24 E ancora vi dico: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio. 25 I suoi discepoli, udito ciò, rimasero molto stupiti e dicevano: «Chi dunque può essere salvato?». 26 Ma Gesù, guardandoli, disse loro: « Questo è impossibile agli uomini; ma a Dio ogni cosa è possibile». 27 Allora Pietro, rispondendo, gli disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne otterremo?». 28 E Gesù disse loro: « In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele. 29 E chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o moglie, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto, e avrà in eredità la vita eterna. 30 Ma molti dei primi saranno ultimi, e gli ultimi saranno primi.

13 Ma egli, rispondendo a uno di loro, disse: Amico, io non ti faccio alcun torto: non hai forse convenuto con me per un denaro? 14 Prendi ciò che è tuo e vattene; io darò anche a quest'ultimo quanto a te. 15 Non mi è forse lecito fare del mio ciò che voglio? Il tuo occhio è forse malvagio, perché io sono buono? 16 Così gli ultimi saranno primi e i primi ultimi, perché molti sono chiamati, ma pochi eletti. 17 Poi, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli lungo il cammino e disse loro: 18 Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi, che lo condanneranno a morte. 19 e lo consegneranno ai pagani perché sia schernito, flagellato e crocifisso; e il terzo giorno risusciterà. 20 Allora si avvicinò a lui la madre dei figli di Zebedeo con i suoi figli, e si prostrò per chiedergli qualcosa. 21 Ed egli le disse: Che vuoi? Ella gli disse: Concedi che questi miei due figli siedano, l'uno alla tua destra e l'altro alla tua sinistra, nel tuo regno. 22 Ma Gesù rispose e disse: Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io berrò, ed essere battezzati del battesimo con cui io sarò battezzato? Essi gli dissero: Noi lo possiamo. 23 E disse loro: « Voi certamente berrete il mio calice, e sarete battezzati nel battesimo con cui io sono battezzato; ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo, ma è dato a coloro per i quali è stato preparato dal Padre mio». 24 E gli altri dieci, udito ciò, si sdegnarono contro i due fratelli. 25 Ma Gesù, chiamatili a sé, disse: Voi sapete che i principi delle nazioni le dominano, e i grandi esercitano su di esse il potere. 26 Ma tra voi non sarà così; anzi chiunque tra voi vorrà diventare grande, sarà vostro servitore; 27 E chiunque vorrà essere il primo tra voi, sarà vostro servitore; 28 Come il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti. 29 Mentre uscivano da Gerico, una grande folla lo seguì. 30 Ed ecco, due ciechi seduti lungo la strada, avendo udito che passava Gesù, gridarono dicendo: Abbi pietà di noi, Signore, figlio di Davide. 31 E la folla li rimproverava perché tacessero; ma essi gridavano più forte, dicendo: Abbi pietà di noi, Signore, figlio di Davide. 32 E Gesù, fermatosi, li chiamò e disse: Che cosa volete che io vi faccia? 33 Gli dissero: «Signore, che i nostri occhi siano aperti». 34 Allora Gesù ebbe compassione di loro e toccò i loro occhi; e subito i loro occhi ricuperarono la vista e lo seguirono.

CAPITOLO 20 1 Poiché il regno dei cieli è simile a un padrone di casa, il quale uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. 2 E, convenuto con i lavoratori per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna. 3 Uscito poi verso l'ora terza, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, 4 E disse loro: Andate anche voi nella vigna, e tutto ciò che è giusto vi darò. Ed essi se ne andarono. 5 Uscì di nuovo verso l'ora sesta e l'ora nona e fece altrettanto. 6 Uscito poi verso l'undicesima ora, ne trovò altri che se ne stavano lì senza far niente e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente? 7 Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Egli disse loro: Andate anche voi nella vigna, e riceverete tutto ciò che è giusto. 8 Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama gli operai e dà loro la paga, cominciando dagli ultimi fino ai primi. 9 E quando giunsero quelli dell'undicesima ora, ricevettero ciascuno un denaro. 10 Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più; ma anch'essi ricevettero un denaro per ciascuno. 11 E quando l'ebbero ricevuto, mormorarono contro il padrone di casa, 12 dicendo: Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto, e tu li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso e il caldo della giornata.

CAPITOLO 21 1 Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero a Betfage, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli,

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2 dicendo loro: Andate nel villaggio che vi sta di fronte e subito troverete un'asina legata e con essa un puledro. Scioglieteli e conduceteli a me. 3 E se qualcuno vi dice qualcosa, direte: Il Signore ne ha bisogno; e li manderà subito. 4 Tutto questo avvenne affinché si adempisse ciò che era stato detto dal profeta: 5 Dite alla figlia di Sion: Ecco, il tuo re viene a te, mansueto, seduto su un'asina, e su un puledro figlio di bestia da soma. 6 E i discepoli andarono e fecero come Gesù aveva loro ordinato, 7 E condussero l'asina e il puledro, vi misero sopra i loro mantelli e lo fecero sedere. 8 E una folla grandissima stese i suoi mantelli sulla strada; altri tagliarono rami dagli alberi e li stese sulla strada. 9 E la folla che precedeva e quella che seguiva, gridava: Osanna al Figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli! 10 E quando egli fu entrato in Gerusalemme, tutta la città fu commossa e si diceva: «Chi è costui?». 11 E la folla diceva: «Questi è Gesù, il profeta da Nazaret di Galilea». 12 Poi Gesù entrò nel tempio di Dio e scacciò tutti quelli che vendevano e compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe, 13 E disse loro: « Sta scritto: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera; ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri». 14 E vennero da lui nel tempio ciechi e zoppi, ed egli li guarì. 15 E i sommi sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che egli faceva e i fanciulli che gridavano nel tempio: Osanna al figlio di Davide, ne furono grandemente sdegnati. 16 E gli dissero: Odi tu ciò che dicono? E Gesù disse loro: Sì; non avete mai letto: Dalla bocca dei bambini e dei lattanti hai tratto lode? 17 E, lasciatili, uscì dalla città, verso Betania, e là abitò. 18 La mattina dopo, mentre rientrava in città, ebbe fame. 19 E quando vide un fico sulla strada, gli si avvicinò, e non vi trovò altro che foglie, e gli disse: Non nasca più frutto da te in eterno. E subito il fico si seccò. 20 E i discepoli, veduto ciò, rimasero meravigliati e dissero: Come mai il fico si è seccato in un istante? 21 Gesù rispose e disse loro: In verità vi dico: se avete fede e non dubitate, non solo farete ciò che è stato fatto al fico, ma anche se dite a questo monte: Togliti di lì e gettati nel mare, ciò avverrà. 22 E tutte le cose che chiederete nella preghiera, se avete fede, le otterrete. 23 E quando fu entrato nel tempio, i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo si avvicinarono a lui, mentre insegnava, e dissero: Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità? 24 E Gesù rispose e disse loro: Anch'io vi farò una domanda; se voi mi rispondete, anch'io vi dirò con quale autorità faccio queste cose. 25 Il battesimo di Giovanni, donde veniva? Dal cielo o dagli uomini? Ed essi ragionavano tra loro, dicendo: Se diciamo: Dal cielo, egli ci dirà: Perché dunque non gli credeste?

26 Ma se diciamo: "Dagli uomini", abbiamo timore della folla, perché tutti ritengono Giovanni un profeta. 27 Ed essi risposero a Gesù, e dissero: Non lo sappiamo. Ed egli disse loro: Neppure io vi dico con quale autorità faccio queste cose. 28 Ma che ve ne pare? Un uomo aveva due figli; e avvicinatosi al primo, disse: Figlio, va' oggi a lavorare nella mia vigna. 29 Egli rispose e disse: Non lo farò; ma poi si pentì e vi andò. 30 E venuto al secondo, disse lo stesso. Ed egli rispose e disse: Vado, signore; e non andò. 31 Chi di loro due fece la volontà del padre? Gli dissero: Il primo. Gesù disse loro: In verità vi dico che i pubblicani e le meretrici vi precedono nel regno di Dio. 32 Poiché Giovanni venne a voi nella via della giustizia, e non gli avete creduto; ma i pubblicani e le prostitute gli hanno creduto; e voi, dopo aver visto queste cose, non vi siete pentiti per credergli. 33 Ascoltate un'altra parabola: C'era un padrone di casa, il quale piantò una vigna, la circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio, vi costruì una torre, poi l'affittò a dei vignaioli e se ne andò lontano. 34 Quando fu vicino il tempo dei frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. 35 E i contadini presero i servi e ne bastonarono uno, ne uccisero un altro e ne lapidarono un altro. 36 Di nuovo mandò altri servi, in maggior numero dei primi; ma quelli trattarono loro lo stesso. 37 Ma da ultimo mandò loro il proprio figlio, dicendo: Avranno rispetto per mio figlio. 38 Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: Costui è l'erede; venite, uccidiamolo e prendiamoci la sua eredità. 39 E, presolo, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. 40 Quando dunque verrà il padrone della vigna, che cosa farà a quei vignaioli? 41 Gli dissero: «Farà perire miseramente quegli uomini malvagi e affitterà la vigna ad altri vignaioli, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». 42 Gesù disse loro: « Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata la pietra angolare; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia agli occhi nostri?». 43 Perciò io vi dico: il regno di Dio vi sarà tolto e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti. 44 Chiunque cadrà su questa pietra sarà sfracellato; e chiunque essa cadrà sul medesimo sarà stritolato. 45 Udite le sue parabole, i capi sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. 46 Cercarono però di prenderlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta. CAPITOLO 22 1 E Gesù, rispondendo, parlò loro di nuovo con parabole e disse: 2 Il regno dei cieli è simile a un re, che fece delle nozze per suo figlio, 3 E mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze; ma questi non vollero venire.

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4 Di nuovo mandò altri servi, dicendo: Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze. 5 Ma quelli non se ne curarono e se ne andarono, chi al suo campo, chi ai suoi commerci; 6 E il resto prese i suoi servi, li insultò e li uccise. 7 Ma quando il re lo seppe, si adirò, mandò i suoi eserciti, distrusse quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. 8 Poi disse ai suoi servi: Le nozze sono pronte, ma gli invitati non ne erano degni. 9 Andate dunque ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. 10 Allora quei servi, usciti per le strade, radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni; e la sala delle nozze si riempì di commensali. 11 E quando il re entrò per vedere i commensali, vide lì un uomo che non indossava l'abito nuziale. 12 E gli disse: Amico, come sei entrato qui senza avere un abito da nozze? Ed egli rimase senza parola. 13 Allora il re disse ai servi: Legatelo mani e piedi, prendetelo e gettatelo nelle tenebre di fuori. Là sarà pianto e stridore di denti. 14 Poiché molti sono chiamati, ma pochi eletti. 15 Allora i farisei, ritiratisi, tennero consiglio per vedere di coglierlo in fallo nei suoi discorsi. 16 E mandarono a lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità, e non ti curi di nessuno, perché non guardi in faccia ad alcuno. 17 Dicci dunque: Che ne pensi? È lecito o no pagare il tributo a Cesare? 18 Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, disse: « Perché mi tentate, ipocriti? 19 Mostratemi la moneta del tributo. Ed essi gli portarono un denaro. 20 Poi disse loro: « Di chi è questa immagine e questa iscrizione?». 21 Gli dissero: Di Cesare. Allora egli disse loro: Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio. 22 Udite queste parole, rimasero meravigliati e, lasciatolo, se ne andarono. 23 In quello stesso giorno vennero da lui i sadducei, i quali dicono che non c'è risurrezione, e lo interrogarono: 24 Dicendo: Maestro, Mosè ha detto: Se uno muore senza figli, suo fratello ne sposerà la moglie e darà una discendenza al proprio fratello. 25 Ora, c'erano tra noi sette fratelli; e il primo, dopo aver preso moglie, morì e, non avendo discendenza, lasciò la moglie a suo fratello. 26 Così pure il secondo, e il terzo, fino al settimo. 27 E, per ultima, morì anche la donna. 28 Nella risurrezione, dunque, di quale dei sette sarà moglie? Poiché tutti l'hanno avuta. 29 Gesù rispose e disse loro: « Voi vi sbagliate, perché non conoscete le Scritture, né la potenza di Dio. 30 Nella risurrezione infatti non si prende né moglie né marito, ma si è come angeli nel cielo. 31 Quanto poi alla risurrezione dei morti, non avete letto quello che vi è stato detto da Dio: 32 Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe? Dio non è il Dio dei morti, ma dei viventi.

33 E la folla, udendo queste cose, era stupita della sua dottrina. 34 Quando i farisei ebbero udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme. 35 Allora uno di loro, dottore della legge, lo interrogò per metterlo alla prova e disse: 36 Maestro, qual è il più grande comandamento della legge? 37 Gesù gli disse: « Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente». 38 Questo è il grande e il primo comandamento. 39 E il secondo, simile a questo, è: Amerai il tuo prossimo come te stesso. 40 Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti. 41 Mentre i farisei erano riuniti insieme, Gesù chiese loro: 42 Dicendo: Che vi par egli del Cristo? Di chi è figlio? Essi gli dissero: Di Davide. 43 Egli disse loro: Come mai allora Davide, mosso dallo Spirito, lo chiama Signore, dicendo: 44 Il SIGNORE ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io abbia posto i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi? 45 Se dunque Davide lo chiama Signore, come può essere suo figlio? 46 E nessuno era in grado di rispondergli parola e, da quel giorno in poi, nessuno osò più interrogarlo. CAPITOLO 23 1 Poi Gesù parlò alla folla e ai suoi discepoli, 2 dicendo: Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. 3 Osservate dunque e fate tutto quello che vi dicono di osservare; ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. 4 Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente; ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. 5 Ma tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filatteri e allungano le frange delle loro vesti, 6 E amano i primi posti nei conviti e i primi seggi nelle sinagoghe, 7 e i saluti nelle piazze, e di essere chiamati dalla gente: Rabbi, Rabbi. 8 Ma voi non fatevi chiamare "Rabbì", perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo, e voi siete tutti fratelli. 9 E non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli. 10 E non fatevi chiamare maestri, perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo. 11 Ma il più grande tra voi sarà vostro servitore. 12 Chiunque si innalzerà sarà abbassato, e chiunque si umilierà sarà innalzato. 13 Ma guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché non entrate voi, e non lasciate entrare neppure quelli che vogliono entrare. 14 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché divorate le case delle vedove e fate lunghe preghiere per farsi vedere; perciò riceverete una condanna più grande.

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15 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché scorrete il mare e la terra per fare un solo proselito e, fattolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi. 16 Guai a voi, guide cieche, che dite: Se uno giura per il tempio, non è nulla; ma se uno giura per l'oro del tempio, è obbligato. 17 Stolti e ciechi! Che cosa è più grande, l'oro o il tempio che santifica l'oro? 18 E se uno giura per l'altare, non è nulla; ma se giura per l'offerta che vi è sopra, è colpevole. 19 Stolti e ciechi! Che cosa è più grande, l'offerta o l'altare che santifica l'offerta? 20 Chi dunque giura per l'altare, giura per esso e per tutto ciò che vi sta sopra. 21 E chi giura per il tempio, giura per esso e per Colui che l'abita. 22 E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso. 23 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti! Perché pagate la decima della menta, dell'aneto e del cumino, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: il giudizio, la misericordia e la fede. Queste sono le cose che bisognava praticare, senza tralasciare le altre. 24 Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello. 25 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché pulite l'esterno del bicchiere e del piatto, mentre all'interno sono pieni di rapina e di intemperanza. 26 Fariseo cieco, pulisci prima l'interno del bicchiere e del piatto, perché anche l'esterno diventi netto. 27 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché siete simili a sepolcri imbiancati, che all'esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. 28 Così anche voi, di fuori apparite giusti davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquità. 29 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché edificate i sepolcri dei profeti e adornate i sepolcri dei giusti, 30 E dite: Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non saremmo stati loro complici nello spargere il sangue dei profeti. 31 Perciò voi testimoniate contro voi stessi che siete figli di coloro che uccisero i profeti. 32 Colmate dunque la misura dei vostri padri. 33 Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare al giudizio della Geenna? 34 Perciò ecco, io vi mando profeti, sapienti e scribi; e di questi alcuni ne ucciderete e crocifiggerete; altri ne flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città. 35 Affinché ricada su di voi tutto il sangue giusto sparso sulla terra, dal sangue del giusto Abele fino al sangue di Zaccaria, figlio di Barachia, che voi uccideste tra il tempio e l'altare. 36 In verità vi dico: tutte queste cose ricadranno su questa generazione. 37 Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! 38 Ecco, la vostra casa vi è lasciata deserta.

39 Poiché vi dico che da ora in poi non mi vedrete più, finché non direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore! CAPITOLO 24 1 Mentre Gesù usciva dal tempio, se ne andava; e i suoi discepoli gli si avvicinarono per mostrargli gli edifici del tempio. 2 E Gesù disse loro: Non vedete tutte queste cose? In verità vi dico: non sarà lasciata qui pietra su pietra che non sia diroccata. 3 E mentre egli sedeva sul monte degli Ulivi, i discepoli gli si avvicinarono in disparte, dicendo: Dicci, quando avverranno queste cose? E quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo? 4 E Gesù rispose e disse loro: Guardate che nessuno vi inganni. 5 Poiché molti verranno nel mio nome, dicendo: Io sono il Cristo; e ne sedurranno molti. 6 E udrete parlare di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, perché bisogna che tutto questo avvenga, ma non sarà ancora la fine. 7 Poiché si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno carestie, pestilenze e terremoti in vari luoghi. 8 Tutto questo non sarà che l'inizio dei dolori. 9 Allora vi abbandoneranno alla tribolazione e vi uccideranno, e sarete odiati da tutte le genti a causa del mio nome. 10 E allora molti saranno scandalizzati, e si tradiranno e si odieranno a vicenda. 11 E sorgeranno molti falsi profeti e ne inganneranno molti. 12 E perché l'iniquità sarà moltiplicata, l'amore di molti si raffredderà. 13 Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. 14 E questo vangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo, affinché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine. 15 Quando dunque vedrete l'abominio della desolazione, predetto dal profeta Daniele, stare nel luogo santo (chi legge comprenda), 16 Allora quelli che sono nella Giudea fuggano ai monti; 17 Chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere qualcosa dalla sua casa; 18 E chi sarà nel campo non torni indietro a prendere la sua veste. 19 E guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni! 20 Ma pregate che la vostra fuga non avvenga d'inverno, né di sabato; 21 Perché allora vi sarà una tribolazione grande, quale non vi fu dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà. 22 E se quei giorni non fossero stati abbreviati, nessuno si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati. 23 Allora se qualcuno vi dice: «Ecco, il Cristo è qui», oppure: «Ecco, è là», non ci credete. 24 Perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti. 25 Ecco, ve l'ho già detto.

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CAPITOLO 25

26 Perciò se vi dicono: Ecco, è nel deserto, non andate; ecco, è nelle stanze nascoste, non ci credete. 27 Poiché come il lampo esce da oriente e risplende fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo. 28 Perché dovunque sarà il cadavere, lì si raduneranno le aquile. 29 Subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno scrollate. 30 E allora apparirà nel cielo il segno del Figlio dell'uomo; e allora faranno cordoglio tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e gloria. 31 Egli manderà i suoi angeli con un gran suono di tromba e raduneranno i suoi eletti dai quattro venti, da un'estremità all'altra dei cieli. 32 Ora imparate questa parabola dal fico: quando il suo ramo diventa già tenero e mette le foglie, sapete che l'estate è vicina. 33 Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, proprio alle porte. 34 In verità vi dico: questa generazione non passerà prima che tutte queste cose siano avvenute. 35 Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. 36 Ma quanto a quel giorno e a quell'ora nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Padre mio solo. 37 E come fu ai giorni di Noè, così sarà anche alla venuta del Figlio dell'uomo. 38 Infatti, come nei giorni prima del diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca, 39 E non si accorsero di nulla, finché venne il diluvio e portò via tutti: così sarà anche alla venuta del Figlio dell'uomo. 40 Allora due saranno nel campo: l'uno sarà preso e l'altro lasciato. 41 Due donne macineranno al mulino: una sarà presa e l'altra lasciata. 42 Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il vostro Signore verrà. 43 Ma sappiate questo, che se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. 44 Perciò anche voi siate pronti, perché nell'ora che non pensate, il Figlio dell'uomo verrà. 45 Chi è dunque il servo fedele e prudente, che il padrone ha costituito sui suoi domestici per dar loro il cibo a suo tempo? 46 Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. 47 In verità vi dico che lo costituirà sopra tutti i suoi beni. 48 Ma se quel servo malvagio dice in cuor suo: Il mio padrone tarda a venire; 49 E comincerà a percuotere i suoi conservi, a mangiare e a bere con gli ubriaconi; 50 Il padrone di quel servo verrà nel giorno che non se l'aspetta e nell'ora che non sa, 51 E lo farà a pezzi e gli assegnerà la sorte degli ipocriti. Lì sarà pianto e stridore di denti.

1 Allora il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. 2 Cinque di loro erano sagge e cinque stolte. 3 Le stolte, nel prendere le loro lampade, non presero con sé l'olio; 4 Le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l'olio nei loro vasi. 5 Poiché lo sposo tardava, tutte divennero assopite e si addormentarono. 6 E sulla mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, uscitegli incontro! 7 Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. 8 E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. 9 Ma le avvedute risposero: No, perché non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene. 10 Ora, mentre quelle andavano a comprarne, arrivò lo sposo; e quelle che erano pronte, entrarono con lui alle nozze; e la porta fu chiusa. 11 Più tardi arrivarono anche le altre vergini, dicendo: Signore, Signore, aprici! 12 Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco. 13 Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora. 14 Poiché il regno dei cieli è simile a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. 15 E a uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno; a ciascuno secondo la sua capacità; e subito partì. 16 Poi colui che aveva ricevuto i cinque talenti andò a impiegarli e ne guadagnò altri cinque. 17 Similmente, anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. 18 Ma colui che ne aveva ricevuto uno, andò a fare una buca nella terra e vi nascose il denaro del suo padrone. 19 Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. 20 Venne dunque colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. 21 Il suo padrone gli disse: Bene, servo buono e fedele, sei stato fedele nel poco, ti costituirò sopra molto; entra nella gioia del tuo padrone. 22 Si presentò poi anche colui che aveva ricevuto due talenti e disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due. 23 Il suo padrone gli disse: Bene, servo buono e fedele, sei stato fedele nel poco, ti costituirò sopra molto; entra nella gioia del tuo padrone. 24 Poi si presentò anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: Signore, sapevo che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; 25 E ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotterra: ecco, quello che è tuo. 26 Il suo padrone rispose e gli disse: Servo malvagio e infingardo, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso;

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27 Avresti dovuto dunque affidare il mio denaro ai banchieri e allora, ritornando, avrei ritirato il mio con l'interesse. 28 Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. 29 Perché a chiunque ha sarà dato, e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. 30 E il servo inutile gettatelo nelle tenebre di fuori. Là sarà pianto e stridore di denti. 31 Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i santi angeli, siederà sul trono della sua gloria. 32 E saranno radunate davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri. 33 E porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. 34 Allora il Re dirà a quelli che saranno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 35 Perché ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui forestiero e mi accoglieste; 36 Ero nudo e mi avete vestito; ero malato e mi avete visitato; ero in prigione e siete venuti a trovarmi. 37 Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando ti abbiamo veduto aver fame e ti abbiamo dato da mangiare? o aver sete e ti abbiamo dato da bere? 38 Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo accolto? o nudo e ti abbiamo vestito? 39 Quando mai ti abbiamo visto ammalato o in prigione e siamo venuti a visitarti? 40 E il re risponderà e dirà loro: In verità vi dico: in quanto avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. 41 Poi dirà anche a quelli alla sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. 42 Perché ebbi fame e non mi deste da mangiare; ebbi sete e non mi deste da bere; 43 Ero forestiero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. 44 Allora anche questi gli risponderanno: Signore, quando ti abbiamo visto aver fame, o sete, o essere straniero, o nudo, o malato, o in prigione, e non ti abbiamo assistito? 45 Allora risponderà loro: In verità vi dico: in quanto non avete fatto queste cose a uno di questi minimi, non l'avete fatto neppure a me. 46 E questi se ne andranno al supplizio eterno; ma i giusti alla vita eterna. CAPITOLO 26 1 E avvenne che, quando Gesù ebbe terminato tutti questi discorsi, disse ai suoi discepoli: 2 Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua, e il Figlio dell'uomo sarà tradito per essere crocifisso. 3 Allora i capi sacerdoti, gli scribi e gli anziani del popolo si riunirono nel palazzo del sommo sacerdote, chiamato Caifa, 4 E deliberarono di prendere Gesù con inganno e di ucciderlo. 5 Ma dicevano: «Non durante la festa, perché non avvenga un tumulto tra il popolo».

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6 Ora, mentre Gesù si trovava a Betania, in casa di Simone il lebbroso, 7 Poi venne da lui una donna con un vaso di alabastro pieno di olio profumato molto prezioso, e glielo versò sul capo mentre era a tavola. 8 Ma i suoi discepoli, vedendo ciò, si indignarono e dissero: «A che scopo questo spreco? 9 Perché quest'unguento si sarebbe potuto vendere a caro prezzo e darlo ai poveri. 10 Quando Gesù se ne accorse, disse loro: « Perché date fastidio a questa donna? Ella ha compiuto un'azione buona verso di me». 11 Perché i poveri li avete sempre con voi; ma me non mi avete sempre. 12 Poiché versando questo unguento sul mio corpo, ella lo ha fatto in vista della mia sepoltura. 13 In verità vi dico che dovunque sarà predicato questo vangelo, nel mondo intero, si racconterà anche ciò che questa donna ha fatto, in ricordo di lei. 14 Allora uno dei dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai sommi sacerdoti e disse loro: 15 E disse loro: Che cosa mi darete, e io ve lo consegnerò? E fecero con lui un patto di trenta pezzi d'argento. 16 E da quel momento cercò l'occasione propizia per tradirlo. 17 Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che ti prepariamo da mangiare la Pasqua?». 18 Ed egli disse: Andate in città da un tale e ditegli: Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli. 19 E i discepoli fecero come Gesù aveva loro ordinato, e prepararono la Pasqua. 20 Quando fu sera, si mise a tavola con i Dodici. 21 Mentre mangiavano, disse: « In verità vi dico: uno di voi mi tradirà». 22 Ed essi, grandemente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». 23 Ed egli rispose: « Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà». 24 Il Figlio dell'uomo se ne va, come è scritto di lui; ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo è tradito! Meglio sarebbe per quell'uomo se non fosse mai nato. 25 Allora Giuda, che lo tradiva, rispose: «Maestro, sono forse io?». Gli disse: « Tu l'hai detto». 26 Mentre mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli, dicendo: « Prendete e mangiate; questo è il mio corpo». 27 Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: Bevetene tutti, perché è il mio corpo che è nei cieli. 28 Perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, che è sparso per molti per il perdono dei peccati. 29 Ma io vi dico che da ora in poi non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio. 30 E dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. 31 Allora Gesù disse loro: « Questa notte tutti voi sarete scandalizzati per causa mia, perché sta scritto: Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge». 32 Ma dopo la mia risurrezione, vi precederò in Galilea.


MATTEO

33 Pietro rispose e gli disse: «Quand'anche tutti si scandalizzassero di te, io non mi scandalizzerò mai». 34 Gesù gli disse: « In verità ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte». 35 Pietro gli disse: Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò. Lo stesso dissero anche tutti i discepoli. 36 Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsemani, e disse ai discepoli: « Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». 37 E presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. 38 Allora disse loro: « L'anima mia è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me». 39 E andato un poco innanzi, si prostrò con la faccia a terra e pregava, dicendo: « Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però, non come voglio io, ma come vuoi tu». 40 Poi venne dai discepoli e li trovò addormentati, e disse a Pietro: « Così, non siete stati capaci di vegliare un'ora sola con me?». 41 Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole. 42 E, allontanatosi di nuovo per la seconda volta, pregò dicendo: « Padre mio, se questo calice non può passare oltre da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà». 43 E tornato di nuovo, li trovò addormentati, perché i loro occhi erano appesantiti. 44 E, lasciatili, se ne andò di nuovo e pregò per la terza volta, dicendo le stesse parole. 45 Poi si avvicinò ai suoi discepoli e disse loro: « Dormite ormai e riposatevi! Ecco, l'ora è vicina e il Figlio dell'uomo sarà consegnato nelle mani dei peccatori». 46 Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce è vicino. 47 Mentre egli parlava ancora, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una gran folla con spade e bastoni, mandata dai sommi sacerdoti e dagli anziani del popolo. 48 Or colui che lo tradiva aveva dato loro un segnale, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; tenetelo stretto». 49 E subito si avvicinò a Gesù e disse: «Salve, maestro!» E lo baciò. 50 E Gesù gli disse: Amico, perché sei qui? Allora vennero e misero le mani addosso a Gesù e lo presero. 51 Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù, stesa la mano, estrasse la spada e colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l'orecchio. 52 Allora Gesù gli disse: « Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, periranno di spada». 53 Pensi forse che io non possa pregare il Padre mio, che mi darebbe subito più di dodici legioni di angeli? 54 Ma come allora si adempirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire? 55 In quello stesso momento Gesù disse alle turbe: « Siete usciti come contro un ladro con spade e bastoni per prendermi? Ogni giorno sedevo in mezzo a voi nel tempio a insegnare, e non mi avete preso. 56 Ma tutto questo avvenne affinché si adempissero le Scritture dei profeti. Allora tutti i discepoli, abbandonatolo, se ne fuggirono. 57 Quelli poi che avevano arrestato Gesù lo condussero dal sommo sacerdote Caifa, presso il quale si erano riuniti gli scribi e gli anziani.

58 Ma Pietro lo seguì da lontano fino al palazzo del sommo sacerdote; ed entrato anche lui, si pose a sedere tra i servi, per vedere la fine. 59 Ora i sommi sacerdoti, gli anziani e tutto il sinedrio cercavano qualche falsa testimonianza contro Gesù, per metterlo a morte; 60 Ma non ne trovarono nessuno: sì, benché si fossero presentati molti falsi testimoni, non ne trovarono nessuno. Alla fine si presentarono due falsi testimoni, 61 E disse: Costui ha detto: Io posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni. 62 E il sommo sacerdote, alzatosi, gli disse: Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te? 63 Ma Gesù tacque. E il sommo sacerdote rispose e gli disse: Io ti scongiuro per il Dio vivente, che tu ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio. 64 Gesù gli disse: Tu l'hai detto; anzi io vi dico che d'ora in poi vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra della Potenza e venire sulle nuvole del cielo. 65 Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti, dicendo: «Ha bestemmiato; che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia». 66 Che ve ne pare? Essi risposero e dissero: È reo di morte. 67 Allora gli sputarono in faccia e lo schiaffeggiarono; altri lo percossero con le palme delle mani, 68 dicendo: «Profetizzaci, Cristo Gesù: Chi ti ha percosso?». 69 Pietro intanto sedeva fuori, nel cortile; e una serva gli si avvicinò e gli disse: «Anche tu eri con Gesù, il Galileo». 70 Ma egli negò davanti a tutti, dicendo: Non capisco che cosa dici. 71 E mentre usciva nel portico, un'altra serva lo vide e disse a quelli che erano lì presenti: Anche costui era con Gesù Nazareno. 72 Ed egli di nuovo negò con giuramento: Non conosco quell'uomo. 73 Dopo un poco, gli astanti si avvicinarono e dissero a Pietro: «Certamente anche tu sei uno di loro, perché la tua parlata ti tradisce». 74 Allora cominciò a imprecare e a giurare, dicendo: Non conosco quell'uomo. E subito il gallo cantò. 75 E Pietro si ricordò della parola di Gesù, che gli aveva detto: Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte. E, uscito fuori, pianse amaramente. CAPITOLO 27 1 Venuta la mattina, tutti i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. 2 E, dopo averlo legato, lo condussero via e lo consegnarono al governatore Ponzio Pilato. 3 Allora Giuda, che lo aveva tradito, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì e riportò le trenta monete d'argento ai sommi sacerdoti e agli anziani, 4 dicendo: Ho peccato, perché ho tradito il sangue innocente. Ed essi dissero: Che ci riguarda? Pensaci tu. 5 E, gettate le monete d'argento nel tempio, se ne andò e andò ad impiccarsi. 6 E i capi dei sacerdoti, presi i sicli d'argento, dissero: «Non è lecito metterli nel tesoro, perché sono prezzo di sangue».

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MATTEO

7 E tenuto consiglio, comprarono con quel denaro il Campo del vasaio per la sepoltura degli stranieri. 8 Perciò quel campo fu chiamato "campo di sangue" fino al giorno d'oggi. 9 Allora si adempì quanto era stato detto dal profeta Geremia: «E presero i trenta sicli d'argento, il prezzo di colui che fu valutato, che i figli d'Israele avevano valutato; 10 E li diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore. 11 E Gesù comparve davanti al governatore; e il governatore lo interrogò, dicendo: Sei tu il re dei Giudei? E Gesù gli disse: Tu lo dici. 12 E mentre lo accusavano i sommi sacerdoti e gli anziani, non rispose nulla. 13 Allora Pilato gli disse: «Non senti quante cose testimoniano contro di te?». 14 E non gli rispose neppure una parola, tanto che il governatore ne rimase grandemente meravigliato. 15 Ora, in quella festa, il governatore era solito liberare al popolo un carcerato, quello che essi volevano. 16 Avevano allora un prigioniero famoso, chiamato Barabba. 17 Quando dunque furono radunati, Pilato disse loro: Chi volete che vi liberi? Barabba o Gesù, detto Cristo? 18 Sapeva infatti che glielo avevano consegnato per invidia. 19 Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non avere a che fare con quel giusto, perché oggi ho sofferto molto in sogno, a causa sua». 20 Ma i sommi sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. 21 Il governatore rispose e disse loro: Quale dei due volete che vi liberi? Essi dissero: Barabba. 22 Pilato disse loro: Che farò dunque di Gesù, detto Cristo? Tutti gli dissero: Sia crocifisso. 23 E il governatore disse: Ma che male ha fatto? Ma essi gridavano più forte, dicendo: Sia crocifisso. 24 Pilato, vedendo che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava sempre più, presa dell'acqua, si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Io sono innocente del sangue di questo giusto; pensateci voi». 25 Allora tutto il popolo rispose e disse: Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli. 26 Allora liberò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso. 27 Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e radunarono attorno a lui tutta la coorte. 28 E spogliatolo, gli misero addosso un mantello scarlatto. 29 E intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, e una canna nella mano destra; e, piegando le ginocchia davanti a lui, lo schernivano, dicendo: «Salve, re dei Giudei!» 30 E sputarono addosso a lui, gli tolsero di mano la canna e gli percossero il capo. 31 Dopo averlo schernito, lo spogliarono del mantello e gli fecero indossare i suoi vestiti, poi lo condussero via per crocifiggerlo. 32 Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a prendere la sua croce. 33 E quando giunsero a un luogo detto Golgota, che significa luogo del cranio, 34 Gli diedero da bere aceto mescolato con fiele; ma egli, assaggiatolo, non ne volle bere.

35 Poi lo crocifissero e si spartirono le sue vesti, tirandole a sorte, affinché si adempisse ciò che era stato detto dal profeta: Hanno spartito tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte. 36 E sedutisi, lo osservavano; 37 E al di sopra del suo capo posero scritto il suo motivo di condanna: QUESTO È GESÙ, IL RE DEI GIUDEI. 38 Insieme con lui furono crocifissi due ladroni, uno a destra e l'altro a sinistra. 39 E quelli che passavano di là lo insultavano, scuotendo il capo, 40 E dicendo: Tu che distruggi il tempio e lo riedifichi in tre giorni, salva te stesso. Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce. 41 Allo stesso modo anche i sommi sacerdoti con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe di lui, dicevano: 42 Ha salvato altri; non può salvare se stesso. Se è il re d'Israele, scenda ora dalla croce, e noi gli crederemo. 43 Ha confidato in Dio; lo liberi ora, se gli è gradito, perché ha detto: Sono Figlio di Dio. 44 Anche i ladroni crocifissi con lui gli rimproveravano lo stesso. 45 Ora, dall'ora sesta fino all'ora nona si fecero tenebre su tutta la terra. 46 E verso l'ora nona, Gesù gridò a gran voce: « Elì, Elì, lemà sabactàni?» , che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». 47 Alcuni degli astanti, udito ciò, dicevano: Costui chiama Elia. 48 E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli diede da bere. 49 Gli altri dicevano: «Lascia, vediamo se Elia viene a salvarlo». 50 E Gesù, emesso di nuovo un forte grido, spirò. 51 Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo; la terra tremò e le rocce si spezzarono; 52 E i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi che dormivano risuscitarono, 53 E, usciti dai sepolcri dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. 54 Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, visto il terremoto e le cose accadute, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio». 55 E c'erano là anche molte donne che osservavano da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. 56 Tra queste c'erano Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Ioses, e la madre dei figli di Zebedeo. 57 Venuta la sera, giunse un uomo ricco di Arimatea, chiamato Giuseppe, il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. 58 Andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò che gli fosse consegnato il corpo. 59 Giuseppe, preso il corpo, lo avvolse in un candido lenzuolo, 60 E lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; poi, rotolata una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò. 61 Or Maria Maddalena e l'altra Maria, sedute di fronte al sepolcro, erano lì.

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MATTEO

62 Il giorno seguente, quello dopo la Preparazione, si riunirono presso Pilato i sommi sacerdoti e i farisei, 63 Dicendo: Signore, ci siamo ricordati che quell'impostore, mentre era vivo ancora, disse: Dopo tre giorni risusciterò. 64 Ordina dunque che il sepolcro sia vigilato fino al terzo giorno, perché non vengano i suoi discepoli di notte, lo rubino e poi dicano al popolo: È risuscitato dai morti. Così l'ultimo errore sarebbe peggiore del primo. 65 Pilato disse loro: «Avete una guardia; andate e assicuratevi come meglio credete». 66 Andarono dunque e assicurarono il sepolcro, sigillando la pietra e mettendovi la guardia.

20 Insegnando loro di osservare tutte quante le cose che vi ho comandato; ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. Amen.

CAPITOLO 28 1 Passato il sabato, all'alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l'altra Maria andarono a visitare il sepolcro. 2 Ed ecco, si fece un gran terremoto, perché l'angelo del Signore, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si sedette su di essa. 3 Il suo aspetto era come la folgore e la sua veste bianca come la neve; 4 E per lo spavento che ne ebbero le guardie tremarono e rimasero come morte. 5 E l'angelo rispose e disse alle donne: «Non temete, voi, perché so che cercate Gesù, il crocifisso. 6 Egli non è qui, perché è risuscitato, come aveva detto. Venite, vedete il luogo dove giaceva il Signore. 7 E andate presto a dire ai suoi discepoli: Egli è risuscitato dai morti; ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco, ve l'ho detto. 8 E, allontanatesi in fretta dal sepolcro con timore e gioia grande, corsero a darne notizia ai suoi discepoli. 9 E mentre andavano a dirlo ai suoi discepoli, ecco, Gesù venne loro incontro, dicendo: Salute a voi! Ed esse, avvicinatesi, gli strinsero i piedi e lo adorarono. 10 Allora Gesù disse loro: « Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno». 11 Mentre esse andavano, ecco, alcuni della guardia giunsero in città e riferirono ai capi dei sacerdoti tutto quello che era accaduto. 12 E, radunatisi con gli anziani, e tenuto consiglio, diedero una buona somma di denaro ai soldati, 13 dicendo: Dite: I suoi discepoli sono venuti di notte e l'hanno rubato, mentre noi dormivamo. 14 E se questo verrà alle orecchie del governatore, noi lo persuaderemo e vi metteremo in salvo. 15 Ed essi, preso il denaro, fecero secondo le istruzioni ricevute; e questa diceria è stata divulgata fra i Giudei fino a oggi. 16 Poi gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. 17 E quando lo videro, gli si prostrarono davanti; ma alcuni dubitarono. 18 E Gesù si avvicinò e parlò loro, dicendo: Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra. 19 Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo,

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Vangelo di Marco

27 E tutti furono stupiti, tanto che si chiedevano tra loro: «Che cosa è mai questo? Quale nuova dottrina è mai questa? Egli comanda con autorità perfino agli spiriti immondi, e gli ubbidiscono». 28 E subito la sua fama si diffuse dovunque nei dintorni della Galilea. 29 E subito, usciti dalla sinagoga, entrarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. 30 Ora la suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. 31 Ed egli si avvicinò, le prese la mano e la sollevò; e subito la febbre la lasciò, ed ella si mise a servirli. 32 E fatta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portarono tutti i malati e gli indemoniati. 33 E tutta la città era radunata davanti alla porta. 34 E guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demoni; e non permetteva ai demoni di parlare, perché lo conoscevano. 35 La mattina dopo, essendo ancora molto buio, Gesù si alzò e, uscito, si ritirò in un luogo deserto e là pregava. 36 E Simone e quelli che erano con lui lo seguirono. 37 E quando lo ebbero trovato, gli dissero: Tutti ti cercano. 38 E disse loro: « Andiamo nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; perché per questo sono uscito». 39 E predicava nelle loro sinagoghe per tutta la Galilea e scacciò i demoni. 40 E venne da lui un lebbroso, che lo supplicò in ginocchio e gli disse: «Se vuoi, puoi purificarmi». 41 E Gesù, mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: « Lo voglio, sii purificato». 42 E subito la lebbra scomparve da lui e fu purificato. 43 E, dopo avergli fatto severe amministrazioni, lo mandò via subito; 44 E gli disse: « Guarda di non dire nulla a nessuno; ma va', mostrati al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». 45 Ma egli, uscito, cominciò a proclamare e a divulgare il fatto, al punto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente nella città, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

CAPITOLO 1 1 Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio; 2 Come è scritto nei profeti: Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te, egli preparerà la tua via davanti a te. 3 Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri. 4 Giovanni battezzò nel deserto e predicò un battesimo di ravvedimento per il perdono dei peccati. 5 E tutta la Giudea e tutti quelli di Gerusalemme accorrevano a lui, e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. 6 E Giovanni era vestito di peli di cammello, e con una cintura di pelle attorno ai fianchi; e mangiava locuste e miele selvatico; 7 E predicava, dicendo: Dopo di me viene uno che è più forte di me, al quale io non sono degno di chinarmi per sciogliere il legaccio dei sandali. 8 Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo. 9 Or avvenne in quei giorni che Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato da Giovanni nel Giordano. 10 E subito, mentre saliva dall'acqua, vide i cieli aperti e lo Spirito discendere su di lui come una colomba. 11 E venne una voce dal cielo che disse: Tu sei il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto. 12 E subito lo Spirito lo sospinse nel deserto. 13 E rimase nel deserto quaranta giorni, tentato da Satana; stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. 14 Dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù venne nella Galilea, predicando il vangelo del regno di Dio, 15 E dicendo: Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete al vangelo. 16 Mentre camminava lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, suo fratello, che gettavano la rete in mare; erano infatti pescatori. 17 E Gesù disse loro: « Seguitemi, e vi farò diventare pescatori di uomini». 18 Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono. 19 Andando un po' più avanti, vide Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello, che anch'essi nella barca riparavano le reti. 20 E subito li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre Zebedeo nella barca con i servi, lo seguirono. 21 Giunsero a Cafarnao e subito, di sabato, Gesù entrò nella sinagoga e si mise ad insegnare. 22 Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché egli insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi. 23 Or nella loro sinagoga c'era un uomo posseduto da uno spirito immondo, il quale si mise a gridare: 24 dicendo: Lasciaci stare; che v'è fra noi e te, o Gesù Nazareno? Sei tu venuto a distruggerci? Io so chi sei: il Santo di Dio. 25 E Gesù lo rimproverò, dicendo: Taci, ed esci da lui. 26 E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.

CAPITOLO 2 1 Dopo alcuni giorni, entrò di nuovo a Cafarnao; e si seppe che era in casa. 2 E subito si radunarono tante persone, che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunziava loro la parola. 3 E vennero da lui portando un paralitico, portato da quattro persone. 4 E non potendo avvicinarlo innanzi a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov'egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico. 5 Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: « Figliolo, ti sono perdonati i tuoi peccati». 6 Or erano lì seduti alcuni scribi, i quali ragionavano in cuor loro, 7 Perché costui dice bestemmie in questo modo? Chi può perdonare i peccati se non Dio solo? 8 E Gesù, conoscendo subito nel suo spirito che così ragionavano tra sé, disse loro: « Perché ragionate queste cose nei vostri cuori?

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Vangelo di Marco

9 Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono perdonati i tuoi peccati, oppure dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina? 10 Ora, affinché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati (dice al paralitico): 11 Io ti dico: Alzati, prendi il tuo lettuccio e vattene a casa tua. 12 E subito egli si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti; talché tutti si stupirono e glorificavano Dio, dicendo: Non abbiamo mai visto una cosa simile. 13 Poi uscì di nuovo lungo il mare; e tutta la folla veniva a lui, ed egli li ammaestrava. 14 E mentre passava, vide Levi, figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: Seguimi. Ed egli si alzò e lo seguì. 15 E avvenne che, mentre Gesù era a tavola in casa di lui, molti pubblicani e peccatori si sedettero insieme con Gesù e con i suoi discepoli; erano infatti molti quelli che lo seguivano. 16 E gli scribi e i farisei, vedendolo mangiare con i pubblicani e i peccatori, dicevano ai suoi discepoli: Come mai mangia e beve con i pubblicani e i peccatori? 17 Udito questo, Gesù disse loro: « Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a ravvedimento». 18 Or i discepoli di Giovanni e i farisei digiunavano. E vennero da lui e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». 19 E Gesù disse loro: Possono forse gli invitati a nozze digiunare mentre lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. 20 Ma verranno i giorni in cui lo sposo sarà loro tolto; allora, in quei giorni, digiuneranno. 21 Nessuno cuce un pezzo di stoffa nuova su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa dal vecchio, e lo strappo diventa peggiore. 22 E nessuno mette vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino nuovo spacca gli otri, e il vino si versa, e gli otri si rovinano; ma il vino nuovo bisogna metterlo in otri nuovi. 23 E avvenne che, in giorno di sabato, egli passava attraverso i campi di grano; e i suoi discepoli, camminando, cominciarono a cogliere delle spighe. 24 E i farisei gli dissero: Ecco, perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito? 25 Ed egli disse loro: Non avete mai letto quello che fece Davide, quando si trovò nel bisogno e ebbe fame, lui e coloro che erano con lui? 26 Come egli entrò nella casa di Dio, al tempo del sommo sacerdote Abiatar, e mangiò i pani della presentazione, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche a quelli che erano con lui? 27 E disse loro: Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato. 28 Perciò il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato.

3 Poi disse all'uomo che aveva la mano inaridita: « Alzati qui». 4 E disse loro: È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male? Salvare una vita o ucciderla? Ma essi tacquero. 5 E quando egli li ebbe guardati tutt'intorno con ira, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all'uomo: Stendi la tua mano. Ed egli la stese; e la sua mano fu restituita sana come l'altra. 6 E i farisei uscirono e tennero subito consiglio con gli erodiani contro di lui, per farlo morire. 7 Ma Gesù si ritirò con i suoi discepoli presso il mare; e una grande folla lo seguì dalla Galilea e dalla Giudea, 8 E da Gerusalemme, dall'Idumea, da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidone, una grande folla, avendo udito le grandi cose che aveva fatto, si recò da lui. 9 Poi disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. 10 Poiché ne aveva guariti molti, tanto che quanti avevano qualche malattia si gettavano su di lui per toccarlo. 11 E gli spiriti immondi, quando lo vedevano, si gettavano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». 12 E ordinò loro severamente di non rivelarlo. 13 Poi salì sul monte e chiamò a sé quelli che volle; ed essi andarono da lui. 14 E ne costituì dodici perché stessero con lui e anche per mandarli a predicare, 15 e di avere il potere di guarire le malattie e di scacciare i demoni; 16 E a Simone pose il nome Pietro; 17 e Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni, fratello di Giacomo; e li chiamò Boanerges, che significa: figli del tuono; 18 E Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo di Alfeo, Taddeo e Simone il Cananeo, 19 e Giuda Iscariota, quello che poi lo tradì. Ed entrarono in una casa. 20 E la folla si radunò di nuovo, tanto che non potevano neppure mangiare pane. 21 E i suoi parenti, sentito ciò, uscirono per andare a prenderlo, perché dicevano: «È fuori di sé». 22 E gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: Egli ha Beelzebub e scaccia i demòni per mezzo del principe dei demòni. 23 E, chiamatili a sé, diceva loro in parabole: « Come può Satana scacciare Satana? 24 E se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà reggere. 25 E se una casa è divisa contro se stessa, quella casa non può reggere. 26 E se Satana si ribella contro se stesso ed è diviso, non può resistere, ma deve finire. 27 Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapirgli i beni, se prima non lega l'uomo forte; allora gli saccheggerà la casa. 28 In verità vi dico: tutti i peccati saranno perdonati ai figli degli uomini e anche tutte le bestemmie che avranno pronunziate; 29 Ma chi bestemmia contro lo Spirito Santo non ha perdono in eterno, ma è in pericolo di dannazione eterna. 30 Perché dicevano: Ha uno spirito immondo.

CAPITOLO 3 1 Poi entrò di nuovo nella sinagoga; e lì c'era un uomo che aveva una mano paralizzata. 2 E lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per poi accusarlo.

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Vangelo di Marco

31 Giunsero allora i suoi fratelli e sua madre e, fermatisi fuori, mandarono a chiamarlo. 32 E la folla gli sedeva attorno e gli dissero: Ecco, tua madre e i tuoi fratelli fuori ti cercano. 33 Ed egli rispose loro, dicendo: Chi è mia madre o i miei fratelli? 34 E, guardando attorno a quelli che gli sedevano attorno, disse: Ecco mia madre e i miei fratelli! 35 Perché chiunque avrà fatto la volontà di Dio, egli sarà per me fratello, sorella e madre.

21 Poi disse loro: « Si porta forse la lampada per metterla sotto il moggio o sotto il letto? O piuttosto per metterla sul candeliere?». 22 Poiché non vi è nulla di nascosto che non debba essere manifestato, né nulla è stato tenuto segreto che non debba venire alla luce. 23 Se uno ha orecchi per udire, oda. 24 Poi disse loro: « Fate attenzione a ciò che udite: con la stessa misura con cui misurate, sarà misurato a voi; e a voi che udite, sarà dato di più». 25 Perché a chi ha sarà dato; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. 26 E diceva: « Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra; 27 E dorma e si alzi, di notte e di giorno, e il seme germogli e cresca, egli stesso non sa come. 28 Poiché la terra produce spontaneamente il suo frutto: prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga. 29 Ma quando il frutto è maturato, subito vi si mette mano, perché è giunta la mietitura. 30 E diceva: A che cosa paragoneremo il regno di Dio? O a quale paragone lo paragoneremo? 31 Esso è simile a un granello di senape, che, quando è seminato nella terra, è il più piccolo di tutti i semi che sono nella terra; 32 Ma quando è seminato, cresce e diventa più grande di tutti gli ortaggi e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra. 33 E con molte parabole di questo genere annunziava loro la parola, secondo che potevano intendere. 34 Ma egli non parlava loro senza parabole; e quando erano in disparte, spiegava ogni cosa ai suoi discepoli. 35 E in quello stesso giorno, fattosi sera, disse loro: Passiamo all'altra riva. 36 E, congedata la moltitudine, lo presero così com'era nella barca. E c'erano anche altre piccole barche con lui. 37 E si alzò una gran tempesta di vento e le onde si abbattevano sulla barca, tanto che ormai era piena. 38 Egli stava a poppa della barca, dormendo sul cuscino. E lo svegliarono e gli dissero: Maestro, non t'importa che noi moriamo? 39 E si alzò, e sgridò il vento, e disse al mare: Taci, calmati! E il vento cessò, e si fece una gran calma. 40 Ed egli disse loro: « Perché siete così paurosi? Come mai non avete fede?». 41 Ed essi furono presi da grande timore e si dicevano l'un l'altro: Chi è mai costui, al quale perfino il vento e il mare ubbidiscono?

CAPITOLO 4 1 Poi cominciò di nuovo a insegnare presso il mare. E si radunò attorno a lui una folla così numerosa che egli salì su una barca e vi si sedette stando in mare; mentre tutta la folla era a terra lungo la riva. 2 E insegnava loro molte cose in parabole, e diceva loro nel suo insegnamento: 3 Ascoltate: ecco, uscì un seminatore a seminare: 4 E avvenne che, mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; e vennero gli uccelli del cielo e la divorarono. 5 Un'altra cadde in un luogo sassoso, dove non aveva molta terra; e subito spuntò, perché non aveva un terreno profondo. 6 Ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radice, seccò. 7 Un'altra cadde tra le spine; e le spine crebbero, la soffocarono e non diede frutto. 8 E un'altra parte cadde sulla terra buona e diede frutto che germogliò e crebbe; e diede il trenta, il sessanta e il cento. 9 E disse loro: Chi ha orecchi per udire, oda. 10 Quando fu solo, quelli che gli stavano attorno con i Dodici gli chiesero la parabola. 11 Ed egli disse loro: « A voi è dato di conoscere il mistero del regno di Dio; ma a quelli di fuori tutte queste cose vengono presentate in parabole, 12 affinché, pur vedendo, vedano, ma non vedano; pur udendo, odano, ma non intendano, affinché non si convertano e i loro peccati non siano loro perdonati. 13 Ed egli disse loro: « Non capite questa parabola? E come comprenderete tutte le parabole?». 14 Il seminatore semina la parola. 15 E questi sono coloro lungo la strada, nei quali viene seminata la parola; ma quando l'hanno ascoltata, subito viene Satana e porta via la parola seminata nei loro cuori. 16 Quelli poi che ricevono il seme in luoghi rocciosi sono coloro che, quando hanno ascoltato la parola, subito l'accolgono con gioia, 17 e non hanno radice in sé, sono di corta durata; e quando poi giunge la tribolazione o la persecuzione a causa della parola, subito sono scandalizzati. 18 Quelli poi che ricevono il seme tra le spine sono coloro che ascoltano la parola, 19 Poi le preoccupazioni del mondo, l'inganno delle ricchezze e le altre passioni, penetrati in loro, soffocano la parola, e questa rimane infruttuosa. 20 Quelli poi che ricevono il seme sulla terra buona sono coloro che ascoltano la parola, l'accolgono e portano frutto: chi il trenta, chi il sessanta, chi il cento per uno.

CAPITOLO 5 1 Poi giunsero all'altra riva del mare, nel paese dei Geraseni. 2 E come egli fu sceso dalla barca, subito gli venne incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo, 3 Il quale aveva la sua dimora fra i sepolcri; e nessuno poteva tenerlo legato, neppure con catene; 4 Perché era stato spesso legato con ceppi e catene, e le catene erano state da lui spezzate e i ceppi spezzati; e nessuno era riuscito a domarlo.

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Vangelo di Marco

5 E sempre, notte e giorno, stava sui monti e tra le tombe, gridando e percuotendosi con pietre. 6 Ma quando vide Gesù da lontano, corse e gli si prostrò davanti, 7 E gridò con gran voce, e disse: Che v'è fra me e te, Gesù, Figlio dell'Iddio altissimo? Io ti scongiuro, per Dio, che tu non mi tormenti. 8 Poiché gli diceva: « Esci, spirito immondo, da quest'uomo!». 9 E gli chiese: Qual è il tuo nome? Ed egli rispose, dicendo: Il mio nome è Legione, perché siamo molti. 10 E lo pregava molto che non li mandasse via dal paese. 11 Ora c'era là, presso i monti, una grande mandria di porci al pascolo. 12 E tutti i demòni lo pregarono, dicendo: Mandaci da quei porci, perché entriamo in loro. 13 E subito Gesù diede loro licenza. E gli spiriti immondi uscirono, ed entrarono nei porci; e la mandria si precipitò giù per un dirupo nel mare (erano circa duemila) e affogarono nel mare. 14 E quelli che pascevano i porci fuggirono, e raccontarono il fatto nella città e nella campagna. E uscirono per vedere che cosa fosse accaduto. 15 Giunsero da Gesù e videro l'indemoniato, seduto, vestito e sano di mente, che era stato posseduto dalla Legione; ed ebbero paura. 16 Quelli che avevano visto raccontarono loro come era avvenuto all'indemoniato e anche il fatto dei porci. 17 E cominciarono a pregarlo che se ne andasse dal loro territorio. 18 E quando fu salito sulla barca, colui che era stato indemoniato lo pregò di poter stare con lui. 19 Ma Gesù non glielo permise, ma gli disse: « Va' a casa tua, dai tuoi, e racconta loro quali grandi cose il Signore ha fatto per te e ha avuto compassione di te». 20 E se ne andò, e cominciò a proclamare nella Decapoli quanto Gesù aveva fatto per lui; e tutti ne erano meravigliati. 21 E, quando Gesù fu di nuovo passato in barca all'altra riva, una gran folla si radunò attorno a lui, ed egli era lungo la riva del mare. 22 Ed ecco, venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro; e quando lo vide, gli si gettò ai piedi, 23 E lo pregò con insistenza, dicendo: «La mia figlioletta è agli estremi; vieni, ti prego, e imponi le mani su di lei, perché sia guarita e viva». 24 E Gesù andò con lui; e una grande folla lo seguiva e lo stringeva attorno. 25 E una certa donna, che aveva un flusso di sangue da dodici anni, 26 E aveva molto sofferto da molti medici, e aveva speso tutti i suoi averi, senza alcun miglioramento, anzi era piuttosto peggiorata, 27 Udito ciò, venne tra la folla da dietro e toccò il suo mantello. 28 Perché diceva: Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò guarita. 29 E subito il flusso del suo sangue si seccò, e sentì nel suo corpo che era guarita da quel male. 30 E subito Gesù, avvertendo dentro di sé che una potenza era uscita da lui, voltatosi nella folla, disse: Chi mi ha toccato i vestiti?

31 E i suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che ti si stringe attorno e dici: Chi mi ha toccato?». 32 E si guardò attorno per vedere colei che aveva fatto questo. 33 Ma la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò ai piedi e gli disse tutta la verità. 34 E Gesù le disse: « Figlia, la tua fede ti ha salvata; va' in pace e sii guarita dal tuo male». 35 Mentre egli parlava ancora, dalla casa del capo della sinagoga vennero a dirgli: «Tua figlia è morta; perché infastidisci ancora il Maestro?». 36 Gesù, udite le parole pronunciate, disse al capo della sinagoga: « Non temere; soltanto abbi fede». 37 E non permise a nessuno di seguirlo, se non a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. 38 Giunse poi alla casa del capo della sinagoga e vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. 39 Ed entrato, disse loro: Perché fate tanto strepito e piangete? La fanciulla non è morta, ma dorme. 40 E lo deridevano. Ma quando li ebbe cacciati tutti fuori, prese il padre e la madre della fanciulla e quelli che erano con lui, ed entrò dove giaceva la fanciulla. 41 E presa la mano della fanciulla, le disse: Talitha cumi; che tradotto significa: Fanciulla, io ti dico, alzati. 42 E subito la fanciulla si alzò e camminò; perché aveva dodici anni. E furono stupiti di grande stupore. 43 E ordinò loro con insistenza che nessuno lo venisse a sapere, e comandò che le fosse dato qualcosa da mangiare. CAPITOLO 6 1 Poi partì di là e venne nella sua patria; e i suoi discepoli lo seguirono. 2 E venuto il sabato, egli cominciò a insegnare nella sinagoga; e molti, udendolo, si stupivano e dicevano: «Da dove vengono a costui queste cose? E quale sapienza è mai questa che gli è stata data, che perfino tali potenti opere sono compiute dalle sue mani?». 3 Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non sono qui con noi? E si scandalizzavano di lui. 4 Ma Gesù disse loro: « Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua. 5 E lì non poté fare nessun miracolo, ma solo imporre le mani a pochi malati e guarirli. 6 E si meravigliava della loro incredulità. E andava attorno per i villaggi, insegnando. 7 E chiamò a sé i Dodici, e cominciò a mandarli a due a due, e diede loro potere sugli spiriti impuri; 8 E ordinò loro che non prendessero nulla per il viaggio, eccetto un bastone soltanto; né bisaccia, né pane, né denaro nella cintura; 9 Ma calzatevi di sandali e non portate due tuniche. 10 E disse loro: « In qualunque luogo entriate in una casa, rimanete lì finché non ve ne andiate da quel luogo». 11 E chiunque non vi riceverà né vi ascolterà, quando ve ne andrete, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, in testimonianza contro di loro. In verità vi dico che nel giorno del giudizio sarà più tollerabile per Sodoma e Gomorra che per quella città. 12 E, partiti, predicarono che gli uomini si ravvedessero.

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Vangelo di Marco

13 E scacciarono molti demoni, unsero con olio molti infermi e li guarirono. 14 E il re Erode sentì parlare di lui (perché la sua fama si era diffusa), e diceva: «Giovanni il Battista è risuscitato dai morti, e per questo in lui si compiono miracoli». 15 Altri dicevano: Che è Elia. E altri dicevano: Che è un profeta, o come uno dei profeti. 16 Ma Erode, udito ciò, disse: «Quel Giovanni che io ho fatto decapitare è risuscitato dai morti». 17 Poiché Erode stesso aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva fatto incatenare in prigione a causa di Erodiade, moglie di suo fratello Filippo, perché egli l'aveva sposata. 18 Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere la moglie di tuo fratello». 19 Perciò Erodiade aveva una lite con lui e avrebbe voluto farlo morire; ma non ci riusciva. 20 Erode infatti temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e lo osservava; e, dopo averlo ascoltato, faceva molte cose e lo ascoltava volentieri. 21 E giunse il giorno opportuno, in cui Erode, nel giorno del suo compleanno, fece una cena per i suoi grandi, i capitani e i notabili della Galilea; 22 E quando la figlia della suddetta Erodiade entrò e danzò e piacque a Erode e a quelli che erano venuti a tavola con lui, il re disse alla fanciulla: Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò. 23 E le giurò: «Qualunque cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». 24 E ella uscì e disse a sua madre: Che cosa chiederò? Ed ella rispose: La testa di Giovanni Battista. 25 E subito andò in fretta dal re e gli chiese: «Voglio che tu mi dia subito, su un piatto, la testa di Giovanni Battista». 26 E il re ne fu molto rattristato; tuttavia, per amore del giuramento e per amore di coloro che sedevano con lui, non volle respingerla. 27 E subito il re mandò una guardia e comandò che gli fosse portata la testa; e quella andò e lo decapitò nella prigione, 28 E portò la sua testa su un piatto e la diede alla fanciulla; e la fanciulla la diede a sua madre. 29 E i suoi discepoli, saputolo, vennero, presero il suo cadavere e lo deposero in un sepolcro. 30 E gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli raccontarono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. 31 Poi disse loro: « Venite in disparte, in un luogo deserto, e riposatevi un po', perché era molta la gente che andava e veniva, e non avevano neppure il tempo di mangiare». 32 E partirono in nave verso un luogo deserto, in disparte. 33 E la gente li vide partire e molti lo riconobbero, e da tutte le città accorsero a piedi e li precedettero e si radunarono attorno a lui. 34 E Gesù, sceso dalla barca, vide una grande folla e ne ebbe compassione, perché erano come pecore senza pastore; e si mise a insegnare loro molte cose. 35 Essendo ormai tardi, i suoi discepoli gli si avvicinarono e gli dissero: «Questo luogo è deserto e l'ora è ormai avanzata; 36 Lasciali andare, perché vadano per le campagne e i villaggi circostanti e si comprino del pane, perché non hanno da mangiare.

37 Egli rispose e disse loro: Date loro voi da mangiare. Ed essi gli dissero: Andremo noi a comprare duecento denari di pane e daremo loro da mangiare? 38 Egli disse loro: Quanti pani avete? Andate a vedere. E quando se ne furono accorti, dissero: Cinque, e due pesci. 39 E ordinò loro di farli sedere tutti a gruppi sull'erba verde. 40 E si sedettero per gruppi di cento e di cinquanta. 41 E, presi i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli perché li distribuissero; e divise i due pesci fra tutti. 42 E tutti mangiarono e furono saziati. 43 E portarono via dodici ceste piene di pezzi di pane e anche i resti dei pesci. 44 Quelli che avevano mangiato i pani erano circa cinquemila uomini. 45 E subito costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull'altra riva, a Betsaida, mentre egli avrebbe congedato la folla. 46 Dopo averli congedati, salì sul monte a pregare. 47 Quando fu sera, la barca era in mezzo al mare, ed egli solo sulla terra. 48 E li vide affaticati nel remare, perché il vento era loro contrario; e verso la quarta vigilia della notte egli andò verso di loro, camminando sul mare, e voleva oltrepassarli. 49 Ma quando lo videro camminare sul mare, pensarono che fosse un fantasma e gridarono: 50 Poiché tutti lo videro e si turbarono. E subito egli parlò con loro e disse: State di buon animo, sono io; non temete. 51 Poi salì con loro sulla barca; e il vento cessò; ed essi erano grandemente stupiti in se stessi, e meravigliati. 52 Perché non avevano capito il fatto dei pani, perché il loro cuore era indurito. 53 E, passati all'altra riva, approdarono a Genèsaret e approdarono alla terraferma. 54 E quando furono scesi dalla barca, subito lo riconobbero, 55 E corsero attorno a tutta quella regione e cominciarono a portare qua e là sui lettucci quelli che stavano male, dovunque udivano che si trovasse. 56 E dovunque egli giungeva, in villaggi, città o campagne, mettevano gli ammalati nelle piazze e lo pregavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano venivano guariti. CAPITOLO 7 1 Allora si riunirono attorno a lui i farisei e alcuni scribi, venuti da Gerusalemme. 2 E quando videro che alcuni dei suoi discepoli mangiavano il pane con mani impure, cioè non lavate, ne furono sgridati. 3 Infatti i farisei e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati spesso le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi. 4 E quando vengono dal mercato, se non si lavano, non mangiano. E ci sono molte altre cose che hanno ricevuto da osservare, come il lavaggio di tazze, e pentole, vasi di rame, e di tavole. 5 Allora i farisei e gli scribi gli domandarono: «Perché i tuoi discepoli non seguono la tradizione degli antichi, ma prendono cibo senza lavarsi le mani?».

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Vangelo di Marco

6 Ed egli rispose loro: « Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me». 7 Ma invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini. 8 Trascurando infatti il comandamento di Dio, vi attenete alla tradizione degli uomini, come il lavacro dei vasi e dei bicchieri, e fate molte altre cose simili. 9 E disse loro: « Come ben sapete annullare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione? 10 Mosè infatti disse: Onora tuo padre e tua madre; e: Chi maledice il padre o la madre sia punito con la morte. 11 Ma voi dite: Se uno dice al padre o alla madre: Tutto ciò con cui potrei aiutarti è Corbàn, cioè un'offerta, sarà libero. 12 E non gli permettete più di fare cosa alcuna per suo padre o per sua madre; 13 annullando così la parola di Dio con la tradizione che vi siete tramandata; e di cose simili ne fate tante. 14 E, convocata tutta la folla, disse loro: Ascoltatemi tutti e intendete. 15 Non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; ma sono le cose che escono da lui a contaminare l'uomo. 16 Se uno ha orecchi per udire, oda. 17 Quando poi fu entrato in casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogarono sul significato della parabola. 18 Ed egli disse loro: Siete anche voi così privi di intelletto? Non capite che tutto ciò che dal di fuori entra nell'uomo non può contaminarlo; 19 Perché non gli entra nel cuore, ma nel ventre, e se ne va nella latrina, purificando tutti i cibi? 20 E disse: Ciò che esce dall'uomo, quello contamina l'uomo. 21 Poiché dal di dentro, dal cuore degli uomini, escono pensieri malvagi, fornicazioni, omicidi, adultèri, 22 Furti, cupidigie, malvagità, inganno, dissolutezza, sguardo maligno, bestemmia, superbia, stoltezza: 23 Tutte queste cose cattive vengono dal di dentro e contaminano l'uomo. 24 Poi, partito di là, andò verso i confini di Tiro e Sidone; entrò in una casa e non voleva che nessuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto. 25 Una donna, la cui figlia era posseduta da uno spirito immondo, avendo sentito parlare di lui, venne e gli si gettò ai piedi. 26 La donna era greca, di origine sirofenicia, e lo pregava di scacciare il demonio da sua figlia. 27 Ma Gesù le disse: Lascia che prima si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini. 28 Ed ella rispose e gli disse: Sì, Signore, ma i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli. 29 E lui le disse: « Per questa tua parola, va', il diavolo è uscito da tua figlia». 30 Quando giunse a casa, trovò il demonio uscito e sua figlia coricata sul letto. 31 Poi, partendo di nuovo dalla regione di Tiro e di Sidone, arrivò al mare di Galilea, in mezzo al territorio della Decapoli. 32 E gli condussero un sordo che parlava a fatica, e lo pregarono di imporgli le mani.

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33 E lo prese in disparte lontano dalla folla, gli mise le dita negli orecchi, sputò e gli toccò la lingua; 34 E, alzati gli occhi al cielo, sospirò e gli disse: Effatà, cioè: Apriti. 35 E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. 36 E ordinò loro di non dirlo a nessuno; ma più egli lo proibiva, più lo divulgavano; 37 E, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto ogni cosa bene: fa udire i sordi e fa parlare i muti». CAPITOLO 8 1 In quei giorni, essendo la folla molto numerosa e non avendo nulla da mangiare, Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse loro: 2 Ho compassione di questa folla, perché ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare; 3 E se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno per via, perché molti di loro sono venuti da lontano. 4 E i suoi discepoli gli risposero: «Come si potrebbe saziare di pane questa gente qui, in un deserto?». 5 E chiese loro: Quanti pani avete? Ed essi dissero: Sette. 6 E ordinò alla folla di sedersi per terra; e prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li diede ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. 7 Avevano anche alcuni pesciolini; egli li benedisse e comandò di porli anche a loro. 8 Così mangiarono e furono saziati; e dei pezzi avanzati portarono via sette ceste. 9 Quelli che avevano mangiato erano circa quattromila; poi li congedò. 10 E subito, salito sulla barca con i suoi discepoli, andò dalle parti di Dalmanuta. 11 Allora i farisei vennero e si misero a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. 12 E, sospirando profondamente nel suo spirito, disse: Perché questa generazione chiede un segno? In verità vi dico: non sarà dato alcun segno a questa generazione. 13 E, lasciatili, risalì nella barca e se ne andò all'altra riva. 14 Or i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé nella barca che un solo pane. 15 E diede loro quest'ordine: « Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode». 16 Ed essi ragionavano tra loro, dicendo: È perché non abbiamo pane. 17 Accortosene, Gesù disse loro: « Perché discutete del fatto che non avete pane? Non capite ancora e non intendete? Avete il vostro cuore ancora indurito?». 18 Avete occhi e non vedete? Avete orecchi e non udite? E non ricordate? 19 Quando spezzai i cinque pani per i cinquemila, quante ceste piene di pezzi raccoglieste? Gli dissero: Dodici. 20 E quando faceste i sette pani per i quattromila, quante ceste piene di pezzi levaste? Ed essi dissero: Sette. 21 Ed egli disse loro: Come mai non capite? 22 Giunse a Betsaida; e gli condussero un cieco e lo pregarono di toccarlo. 23 E, preso il cieco per mano, lo condusse fuori dal villaggio; e dopo avergli sputato negli occhi e imposto le mani, gli chiese se vedeva qualcosa.


Vangelo di Marco

24 Poi alzò lo sguardo e disse: Vedo gli uomini come alberi, che camminano. 25 Dopo ciò, gli impose di nuovo le mani sugli occhi e lo fece guardare in alto; ed egli fu guarito e vedeva ogni uomo chiaramente. 26 E lo rimandò a casa sua, dicendo: « Non entrare nel villaggio e non dirlo a nessuno nel villaggio». 27 Poi Gesù uscì con i suoi discepoli verso i villaggi di Cesarea di Filippo; e per via interrogava i suoi discepoli, dicendo loro: Chi dice la gente che io sia? 28 Ed essi risposero: Alcuni dicono Giovanni il Battista; altri Elia; altri uno dei profeti. 29 Ed egli disse loro: E voi, chi dite che io sia? E Pietro, rispondendo, gli disse: Tu sei il Cristo. 30 E ordinò loro di non parlare di lui a nessuno. 31 E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell'uomo doveva soffrire molto, ed essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risuscitare. 32 E disse queste parole apertamente. E Pietro, presolo, cominciò a rimproverarlo. 33 Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro, dicendo: « Va' dietro a me, Satana! Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini». 34 Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: « Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 35 Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà. 36 Infatti, che gioverà all'uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà l'anima sua? 37 Oppure che cosa darà l'uomo in cambio della sua anima? 38 Chi dunque si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con i santi angeli.

9 Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non quando il Figlio dell'uomo fosse risuscitato dai morti. 10 Ed essi tennero per sé quella parola, chiedendosi tra loro che cosa significasse risuscitare dai morti. 11 E gli domandarono: «Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». 12 Ed egli rispose e disse loro: « Certo, Elia deve venire prima e ristabilire ogni cosa; e come sta scritto del Figlio dell'uomo che deve soffrire molte cose ed essere disprezzato». 13 Ma io vi dico: Elia è già venuto e gli hanno fatto tutto quello che hanno voluto, come è scritto di lui. 14 E giunto presso i suoi discepoli, vide una gran folla attorno a loro e degli scribi che discutevano con loro. 15 E subito tutta la folla, quando lo vide, restò stupita e corse a salutarlo. 16 Poi domandò agli scribi: « Che cosa discutete con loro?». 17 E uno della folla rispose e disse: Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto; 18 E dovunque lo afferra, lo strazia, ed egli schiuma, digrigna i denti e si consuma; e ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti. 19 Egli gli rispose e disse: O generazione incredula, fino a quando sarò con voi? Fino a quando vi sopporterò? Conducetelo da me. 20 E glielo condussero. E quando lo vide, subito lo spirito lo straziò, ed egli cadde a terra e si rotolava schiumando. 21 E chiese a suo padre: Quanto tempo è passato da quando gli è accaduto questo? Ed egli rispose: Da un fanciullo. 22 E spesso lo ha gettato nel fuoco e nell'acqua per distruggerlo; ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci. 23 Gesù gli disse: « Se tu puoi credere, ogni cosa è possibile per chi crede». 24 E subito il padre del fanciullo esclamò con lacrime: «Credo, Signore; aiuta la mia incredulità». 25 Quando Gesù vide che la folla accorreva, sgridò lo spirito immondo, dicendogli: Spirito muto e sordo, io te lo ordino, esci da lui e non rientrare più in lui. 26 E lo spirito, gridando e straziandolo forte, uscì da lui; e il fanciullo divenne come morto, tanto che molti dicevano: «È morto». 27 Ma Gesù, presolo per mano, lo sollevò ed egli si alzò in piedi. 28 Quando poi fu entrato in casa, i suoi discepoli gli chiesero in privato: «Perché non abbiamo potuto scacciarlo noi?». 29 Ed egli disse loro: « Questa specie di demòni non si può scacciare in altro modo, se non con la preghiera e il digiuno». 30 Poi, partiti di là, attraversarono la Galilea; ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. 31 Infatti egli insegnava ai suoi discepoli e diceva loro: « Il Figlio dell'uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, dopo essere stato ucciso, risusciterà il terzo giorno». 32 Ma essi non compresero queste parole e avevano timore di interrogarlo.

CAPITOLO 9 1 Poi disse loro: « In verità vi dico che alcuni di quelli che sono qui presenti non gusteranno la morte, finché non abbiano visto il regno di Dio venire con potenza». 2 Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse sopra un alto monte, in disparte, loro soli. E fu trasfigurato davanti a loro. 3 E le sue vesti divennero splendenti, bianchissime come la neve; nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. 4 E apparve loro Elia con Mosè, e conversavano con Gesù. 5 E Pietro, rispondendo, disse a Gesù: Maestro, è bello per noi essere qui; facciamo tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia. 6 Poiché egli non sapeva che cosa dire, perché erano spaventati. 7 Poi venne una nuvola che li avvolse nella sua ombra; e dalla nuvola uscì una voce che diceva: «Questi è il mio Figlio diletto; ascoltatelo». 8 E all'improvviso, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro.

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Vangelo di Marco

33 Poi giunse a Capernaum; e quando fu in casa, domandò loro: Di che cosa stavate discutendo tra voi durante il cammino? 34 Ma essi tacevano, perché per il cammino avevano discusso tra loro chi fosse il più grande. 35 E, sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: « Se uno vuol essere il primo, sarà l'ultimo di tutti e il servitore di tutti». 36 E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro; e presolo in braccio, disse loro: 37 Chiunque accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chiunque accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato. 38 Giovanni gli rispose: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demòni nel tuo nome e non ci seguiva; e glielo abbiamo vietato, perché non ci seguiva». 39 Ma Gesù disse: « Non glielo proibite, perché non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e poi possa subito parlar male di me». 40 Perché chi non è contro di noi è per noi. 41 Perché chiunque vi darà da bere un bicchiere d'acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità vi dico: non perderà la sua ricompensa. 42 E chiunque scandalizza uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse messa al collo una macina da mulino e fosse gettato nel mare. 43 E se la tua mano ti fa cadere in peccato, tagliala; è meglio per te entrare nella vita monco, che avere due mani e andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile. 44 Dove il loro verme non muore e il fuoco non si spegne. 45 E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo; è meglio per te entrare zoppo nella vita, che avere due piedi ed essere gettato nella Geenna, nel fuoco inestinguibile. 46 Dove il loro verme non muore e il fuoco non si spegne. 47 E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, cavalo; è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, che averne due ed essere gettato nella Geenna del fuoco. 48 Dove il loro verme non muore e il fuoco non si spegne. 49 Poiché ognuno sarà salato col fuoco, e ogni sacrificio sarà salato col sale. 50 Il sale è buono; ma se il sale diventa insipido, con che cosa lo condirete? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri.

8 E i due saranno una sola carne; sicché non sono più due, ma una sola carne. 9 Ciò dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi. 10 E a casa i suoi discepoli lo interrogarono di nuovo sullo stesso argomento. 11 E disse loro: Chiunque ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio verso di lei. 12 E se una donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio. 13 E gli presentarono dei bambini perché li toccasse; ma i suoi discepoli sgridarono quelli che glieli presentavano. 14 Ma Gesù, veduto ciò, s'indignò grandemente e disse loro: « Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché di tali è il regno di Dio». 15 In verità vi dico: chiunque non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso. 16 E li prese tra le braccia, impose loro le mani e li benedisse. 17 Mentre egli usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, inginocchiatosi davanti a lui, gli chiese: «Maestro buono, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». 18 E Gesù gli disse: Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non uno solo, Dio. 19 Tu conosci i comandamenti: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre. 20 Ed egli, rispondendo, gli disse: Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza. 21 Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: « Una cosa ti manca: va', vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni, prendi la tua croce e seguimi». 22 Ed egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, perché aveva molti beni. 23 E Gesù, guardandosi attorno, disse ai suoi discepoli: Quanto difficilmente coloro che hanno delle ricchezze entreranno nel regno di Dio! 24 E i discepoli si stupirono delle sue parole. Ma Gesù rispose di nuovo e disse loro: Figlioli, quanto è difficile per coloro che confidano nelle ricchezze entrare nel regno di Dio! 25 È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio. 26 Ed erano grandemente stupiti, dicendo tra loro: Chi dunque può essere salvato? 27 E Gesù, guardandoli, disse: « Questo è impossibile agli uomini, ma non a Dio, perché a Dio ogni cosa è possibile». 28 Allora Pietro cominciò a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato ogni cosa e ti abbiamo seguito». 29 E Gesù rispose e disse: In verità vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o moglie, o figli, o campi per amor mio e del vangelo, 30 Ma egli riceverà già ora, in questo tempo, cento volte tanto: case, fratelli, sorelle, madri, figli e campi, insieme a persecuzioni; e nel mondo a venire la vita eterna. 31 Ma molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi. 32 E stavano percorrendo la strada che saliva a Gerusalemme; e Gesù andava davanti a loro; e si stupivano; e mentre lo seguivano, avevano paura. E prese di nuovo i

CAPITOLO 10 1 Poi, partito di là, venne nel territorio della Giudea, oltre il Giordano; e la folla tornò a lui; ed egli di nuovo li ammaestrava, come era solito fare. 2 E i farisei si avvicinarono a lui e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie?», per metterlo alla prova. 3 Ed egli rispose e disse loro: Che cosa vi ha comandato Mosè? 4 E dissero: Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla. 5 E Gesù rispose e disse loro: Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. 6 Ma dall'inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina. 7 Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie;

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Vangelo di Marco

dodici, e cominciò a dire loro le cose che gli sarebbero accadute, 33 dicendo: Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani. 34 E lo scherniranno, lo flagelleranno, gli sputeranno addosso e lo uccideranno; e il terzo giorno risusciterà. 35 E Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, si avvicinarono a lui, dicendo: Maestro, noi vorremmo che tu facessi per noi tutto quello che ti chiederemo. 36 Ed egli disse loro: Che cosa volete che io faccia per voi? 37 Essi gli dissero: «Concedici di sedere uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nella tua gloria». 38 Ma Gesù disse loro: « Voi non sapete ciò che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo con cui io sono battezzato?». 39 Ed essi gli dissero: Lo possiamo. E Gesù disse loro: Voi certamente berrete il calice che io bevo; e anche voi sarete battezzati col battesimo col quale io sono battezzato. 40 Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; sarà dato a coloro per i quali è stato preparato. 41 Udito questo, gli altri dieci si indignarono molto con Giacomo e Giovanni. 42 Ma Gesù, chiamatili a sé, disse loro: « Voi sapete che coloro che sono considerati governanti delle nazioni le signoreggiano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. 43 Ma tra voi non sarà così; anzi chiunque tra voi vorrà diventare grande, sarà vostro servitore. 44 E chiunque di voi vorrà essere il primo, sarà servo di tutti. 45 Poiché anche il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti. 46 E giunsero a Gerico. E mentre Gesù usciva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. 47 E, udito che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me». 48 E molti lo sgridavano perché tacesse; ma egli gridava più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». 49 E Gesù, fermatosi, comandò che fosse chiamato. E chiamarono il cieco, dicendogli: «Stai di buon animo, alzati, ti chiama». 50 Ed egli, gettato via il mantello, si alzò e venne da Gesù. 51 E Gesù rispose e gli disse: Che vuoi che io ti faccia? Il cieco gli disse: Signore, che io ricuperi la vista. 52 E Gesù gli disse: Va', la tua fede ti ha salvato. E subito riacquistò la vista e seguiva Gesù per la via.

4 E andarono e trovarono il puledro legato fuori, vicino a una porta, in un luogo dove due strade si incrociavano; e lo sciolsero. 5 E alcuni di quelli che stavano lì presenti dissero loro: Che fate, sciogliendo il puledro? 6 Ed essi dissero loro come Gesù aveva ordinato; e li lasciarono andare. 7 Condussero quindi il puledro a Gesù, gli gettarono addosso i loro mantelli ed egli vi montò sopra. 8 Molti stendevano i loro mantelli sulla strada, altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. 9 E quelli che precedevano e quelli che seguivano, gridavano: Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! 10 Benedetto il regno che viene nel nome del Signore, del nostro padre Davide. Osanna nel più alto dei cieli. 11 Gesù entrò a Gerusalemme e nel tempio; e dopo aver guardato ogni cosa tutt'intorno, essendo ormai sera, uscì con i Dodici verso Betania. 12 E il giorno seguente, mentre uscivano da Betania, egli ebbe fame. 13 E vedendo da lontano un fico che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualche cosa; ma quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie, perché non era ancora la stagione dei fichi. 14 E Gesù rispose e gli disse: Nessuno mangi frutto da te in eterno. E i suoi discepoli lo udirono. 15 E giunsero a Gerusalemme. Ed egli entrò nel tempio e cominciò a scacciare quelli che vendevano e compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe; 16 E non permetteva che alcuno portasse alcun oggetto attraverso il tempio. 17 E insegnava loro dicendo: « Non è forse scritto: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti? Ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri». 18 Gli scribi e i capi sacerdoti udirono queste cose e cercavano il modo di farlo morire; avevano infatti paura di lui, perché tutto il popolo era ammirato del suo insegnamento. 19 E quando fu sera, uscì dalla città. 20 La mattina dopo, passando, videro il fico seccato fin dalle radici. 21 E Pietro, ricordatosi, gli disse: Maestro, ecco, il fico che hai maledetto è seccato. 22 E Gesù, rispondendo, disse loro: Abbiate fede in Dio. 23 Poiché in verità vi dico: chiunque dirà a questo monte: Togliti di lì e gettati nel mare, e non dubiterà in cuor suo, ma crederà che quanto dice avverrà, gli sarà fatto. 24 Perciò vi dico: tutte le cose che domanderete pregando, credete di riceverle, e le otterrete. 25 E quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, affinché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi i vostri falli. 26 Ma se voi non perdonate, neppure il Padre vostro che è nei cieli perdonerà le vostre colpe. 27 E giunsero di nuovo a Gerusalemme; e mentre egli passeggiava nel tempio, vennero da lui i sommi sacerdoti, gli scribi e gli anziani, 28 E digli: Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità di fare queste cose?

CAPITOLO 11 1 Quando furono vicini a Gerusalemme, verso Betfage e Betania, presso il monte degli Ulivi, mandò due dei suoi discepoli, 2 E disse loro: Andate nel villaggio che vi sta di fronte; e subito, come sarete entrati, troverete un puledro legato, sul quale nessuno è mai salito; scioglietelo e conducetelo. 3 E se qualcuno vi dice: «Perché fate questo?», rispondete che il Signore ne ha bisogno, e subito lo rimanderà qui.

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Vangelo di Marco

29 E Gesù rispose e disse loro: Anch'io vi farò una domanda e, se mi risponderete, vi dirò con quale autorità faccio queste cose. 30 Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondimi. 31 Ed essi ragionavano tra loro, dicendo: Se diciamo: Dal cielo, egli dirà: Perché allora non gli avete creduto? 32 Ma se diciamo: dagli uomini, ebbero paura della folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse davvero un profeta. 33 Ed essi risposero e dissero a Gesù: Non lo sappiamo. E Gesù, rispondendo, disse loro: Neppure io vi dico con quale autorità faccio queste cose. CAPITOLO 12 1 E cominciò a parlare loro in parabole. Un uomo piantò una vigna, vi pose attorno una siepe, scavò un luogo per il vino, costruì una torre, la diede in affitto a dei vignaioli e se ne andò lontano. 2 E a suo tempo mandò un servo ai vignaioli, perché gli dessero il frutto della vigna. 3 E, presolo, lo percossero e lo rimandarono a mani vuote. 4 E di nuovo mandò loro un altro servo; e anche quello gli scagliarono pietre, lo ferirono alla testa e lo rimandarono via trattato con infamia. 5 E ne mandò un altro ancora, e questo lo uccisero; e molti altri ancora; alcuni li bastonarono, altri li uccisero. 6 Avendo dunque ancora un figlio, il suo prediletto, lo inviò loro anche per ultimo, dicendo: Avranno rispetto per mio figlio. 7 Ma quei contadini dissero tra loro: Costui è l'erede; venite, uccidiamolo e l'eredità sarà nostra. 8 E, presolo, lo uccisero e lo cacciarono fuori dalla vigna. 9 Che farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà perire quei vignaioli e darà la vigna ad altri. 10 E non avete letto questa Scrittura: La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata la pietra angolare; 11 Questo è stato fatto dal Signore ed è una cosa meravigliosa ai nostri occhi? 12 Cercarono di prenderlo, ma ebbero paura della folla, perché avevano capito che aveva detto quella parabola contro di loro. E, lasciatolo, se ne andarono. 13 E gli mandarono alcuni farisei ed erodiani per coglierlo in fallo nelle sue parole. 14 E quando furono venuti, gli dissero: Maestro, sappiamo che sei verace e non ti curi di nessuno, perché non guardi in faccia agli uomini, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? 15 Dobbiamo darlo o non darlo? Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: Perché mi tentate? Portatemi un denaro, perché lo veda. 16 E glielo portarono. Ed egli disse loro: Di chi è questa immagine e questa iscrizione? Ed essi gli dissero: Di Cesare. 17 E Gesù, rispondendo, disse loro: Rendete a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio. E si meravigliarono di lui. 18 Allora vennero a lui i sadducei, i quali dicono che non c'è risurrezione, e lo interrogarono, dicendo:

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19 Maestro, Mosè ci ha scritto: Se muore il fratello di uno e lascia la moglie senza figli, suo fratello ne prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. 20 C'erano dunque sette fratelli; il primo prese moglie e morì senza lasciare discendenza. 21 Poi la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e così pure il terzo. 22 E tutti e sette la generarono, e non lasciarono discendenza; alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. 23 Nella risurrezione dunque, quando risorgeranno, di chi di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta per moglie. 24 E Gesù, rispondendo, disse loro: Non siete forse in errore perché non conoscete le Scritture, né la potenza di Dio? 25 Quando infatti risuscitano dai morti, non prendono né moglie né marito, ma sono come angeli nel cielo. 26 Quanto poi ai morti e alla loro risurrezione, non avete letto nel libro di Mosè come Dio gli parlò nel roveto, dicendo: Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe? 27 Egli non è il Dio dei morti, ma il Dio dei viventi; perciò voi vi sbagliate di grosso. 28 E uno degli scribi, uditili discutere e visto che aveva loro risposto bene, gli chiese: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». 29 Gesù gli rispose: « Il primo comandamento è: Ascolta, Israele: il Signore Dio nostro è l'unico Signore. 30 Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza: questo è il primo comandamento. 31 E il secondo è simile, cioè questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c'è altro comandamento più grande di questi. 32 E lo scriba gli disse: Bene, Maestro, hai detto il vero, perché c'è un solo Dio e non ve n'è altri all'infuori di lui. 33 Amarlo con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutta l'anima, con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici. 34 E quando Gesù vide che aveva risposto con discrezione, gli disse: Tu non sei lontano dal regno di Dio. E nessuno osava più interrogarlo. 35 E Gesù rispose e disse, insegnando nel tempio: Come mai dicono gli scribi che il Cristo è il Figlio di Davide? 36 Poiché Davide stesso disse per mezzo dello Spirito Santo: Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io abbia posto i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi. 37 Perciò Davide stesso lo chiama Signore; e donde è dunque suo figlio? E il popolo lo ascoltava volentieri. 38 E diceva loro nel suo insegnamento: « Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti e ricevere saluti nelle piazze, 39 e i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei conviti; 40 Essi divorano le case delle vedove e, per pretesto, fanno lunghe preghiere. Costoro riceveranno una condanna più grave. 41 E Gesù, sedutosi di fronte alla cassa delle offerte, osservava come la gente gettava denaro nella cassa delle offerte; e molti ricchi ne gettavano molto. 42 E venne una povera vedova, e vi gettò due spiccioli, che fanno un soldo.


Vangelo di Marco

43 E, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: In verità vi dico che questa povera vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. 44 Poiché tutti hanno gettato del loro superfluo; ma essa, nella sua povertà, ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere.

22 Perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti. 23 Ma voi fate attenzione: ecco, vi ho predetto ogni cosa. 24 Ma in quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà e la luna non darà la sua luce, 25 E le stelle del cielo cadranno e le potenze che sono nei cieli saranno scrollate. 26 E allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nuvole con grande potenza e gloria. 27 E allora egli manderà i suoi angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall'estremità della terra fino all'estremità del cielo. 28 Ora imparate questa parabola dal fico: quando il suo ramo diventa già tenero e mette le foglie, sapete che l'estate è vicina. 29 Così anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, proprio alle porte. 30 In verità vi dico che questa generazione non passerà prima che tutte queste cose siano avvenute. 31 Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. 32 Ma quanto a quel giorno e a quell'ora nessuno li sa, neppure gli angeli nel cielo, neppure il Figlio, ma solo il Padre. 33 State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà quel momento. 34 Poiché il Figlio dell'uomo è simile a un uomo che, partendo per un lungo viaggio, ha lasciato la sua casa, ha dato autorità ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. 35 Vegliate dunque, perché non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; 36 Perché non giunga all'improvviso e vi trovi addormentati. 37 E quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate.

CAPITOLO 13 1 Mentre usciva dal tempio, uno dei suoi discepoli gli disse: Maestro, guarda che pietre e che costruzioni sono qui! 2 E Gesù, rispondendo, gli disse: Vedi queste grandi costruzioni? Non sarà lasciata pietra su pietra che non sia diroccata. 3 E mentre egli sedeva sul monte degli Ulivi, di fronte al tempio, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea gli domandarono in disparte: 4 Dicci quando avverranno queste cose? E quale sarà il segno quando tutte queste cose si compiranno? 5 E Gesù, rispondendo, cominciò a dire loro: « Guardate che nessuno vi inganni. 6 Perché molti verranno nel mio nome, dicendo: Io sono il Cristo; e ne sedurranno molti. 7 E quando udrete parlare di guerre e di rumori di guerre, non vi turbate, perché è necessario che ciò avvenga, ma non sarà ancora la fine. 8 Poiché si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti in vari luoghi, carestie e calamità; questo sarà il principio dei dolori. 9 Ma state attenti a voi stessi, perché vi consegneranno ai tribunali, sarete percossi nelle sinagoghe, sarete condotti davanti ai governatori e ai re, per causa mia, per dare testimonianza contro di loro. 10 E prima bisogna che il vangelo sia predicato fra tutte le genti. 11 Ma quando vi condurranno via e vi consegneranno, non preoccupatevi in anticipo di ciò che dovrete dire, né premeditate; ma dite ciò che vi sarà dato in quell'ora, perché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo. 12 Ora il fratello darà a morte il fratello, e il padre il figlio; e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. 13 E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. 14 Quando poi vedrete l'abominio della desolazione, predetto dal profeta Daniele, stare dove non deve essere (chi legge comprenda), allora quelli che saranno nella Giudea fuggano ai monti; 15 E chi si trova sulla terrazza non scenda nella casa, né vi entri per prendere qualcosa da casa sua; 16 E chi sarà nel campo non torni indietro a prendersi il mantello. 17 Ora guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni! 18 E pregate che la vostra fuga non avvenga d'inverno. 19 Perché quei giorni vi sarà una tribolazione, quale non vi fu dall'inizio della creazione, che Dio ha creato, fino ad ora, né vi sarà più. 20 E se il Signore non avesse abbreviato quei giorni, nessuna carne si salverebbe; ma a motivo degli eletti, che egli ha scelto, ha abbreviato quei giorni. 21 E allora se qualcuno vi dice: Ecco, il Cristo è qui; oppure: Ecco, è là, non gli credete;

CAPITOLO 14 1 Due giorni dopo era la festa della Pasqua e degli Azzimi; e i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di coglierlo con inganno e farlo morire. 2 Ma dissero: «Non durante la festa, perché non vi sia tumulto di popolo». 3 E mentre era a Betania, in casa di Simone il lebbroso, mentre era a tavola, venne una donna che aveva un vaso di alabastro pieno di olio profumato di nardo puro, di gran valore; ruppe il vaso e glielo versò sul capo. 4 E alcuni si indignarono dentro di sé e dissero: «Perché si è fatto questo spreco di unguento?». 5 Perché si sarebbe potuto vendere per più di trecento denari e darli ai poveri. E mormoravano contro di lei. 6 E Gesù disse: Lasciatela stare! Perché le date fastidio? Ella ha compiuto una buona azione verso di me. 7 Perché i poveri li avete sempre con voi e potete far loro del bene quando volete; ma me non mi avete sempre. 8 Ella ha fatto ciò che poteva: è venuta in anticipo per ungere il mio corpo per la sepoltura. 9 In verità vi dico che dovunque sarà predicato questo vangelo, in tutto il mondo, anche ciò che ella ha fatto sarà raccontato in ricordo di lei.

33


Vangelo di Marco

10 E Giuda Iscariota, uno dei dodici, andò dai sommi sacerdoti per consegnarlo loro. 11 E quando lo udirono, si rallegrarono, e promisero di dargli del denaro. E lui cercava il modo conveniente per tradirlo. 12 E il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: Dove vuoi che andiamo a preparare perché tu possa mangiare la Pasqua? 13 Poi mandò due dei suoi discepoli e disse loro: Andate nella città e vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d'acqua; seguitelo. 14 E là dove entrerà, dite al padrone di casa: Il Maestro dice: Dov'è la stanza in cui mangerò la Pasqua con i miei discepoli? 15 Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala arredata e pronta; là preparate i piatti per noi. 16 E i suoi discepoli andarono e, entrati nella città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua. 17 E la sera venne con i Dodici. 18 Mentre erano seduti e mangiavano, Gesù disse: « In verità vi dico: uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà». 19 E cominciarono ad essere rattristati e a dirgli uno dopo l'altro: Sono forse io? E un altro diceva: Sono forse io? 20 Ed egli rispose e disse loro: « È uno dei dodici, che intinge con me nel piatto». 21 Il Figlio dell'uomo se ne va, come è scritto di lui; ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo è tradito! Sarebbe stato meglio per quell'uomo se non fosse mai nato. 22 Mentre mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunciata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: « Prendete e mangiate; questo è il mio corpo». 23 Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, e ne bevvero tutti. 24 E disse loro: « Questo è il mio sangue, il sangue del patto, che è versato per molti». 25 In verità vi dico che non berrò più del frutto della vite fino a quel giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio. 26 E dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. 27 E Gesù disse loro: « Questa notte tutti voi sarete scandalizzati per causa mia, perché sta scritto: Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse». 28 Ma dopo che sarò risuscitato, vi precederò in Galilea. 29 Ma Pietro gli disse: «Anche se tutti si scandalizzassero, io non mi scandalizzerei». 30 E Gesù gli disse: « In verità ti dico che oggi, in questa stessa notte, prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai tre volte». 31 Ma egli parlava con più veemenza: Se dovessi morire con te, non ti rinnegherò in alcun modo. Lo stesso dicevano anche tutti gli altri. 32 E giunsero a un podere chiamato Getsemani; ed egli disse ai suoi discepoli: Sedetevi qui, mentre io prego. 33 E, presi con sé Pietro, Giacomo e Giovanni, cominciò a provare spavento e angoscia; 34 E disse loro: « L'anima mia è profondamente triste fino alla morte; restate qui e vegliate». 35 Poi, andato un poco in avanti, cadde a terra e pregava che, se fosse possibile, quell'ora passasse via da lui.

36 E diceva: « Abbà, Padre! Ogni cosa è possibile a te; allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu». 37 Poi tornò e li trovò addormentati e disse a Pietro: Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare un'ora sola? 38 Vegliate e pregate, affinché non entriate in tentazione. Lo spirito è veramente pronto, ma la carne è debole. 39 E di nuovo si allontanò e pregò, e disse le stesse parole. 40 E quando ritornò, li trovò di nuovo addormentati, perché i loro occhi erano appesantiti, e non sapevano che cosa rispondergli. 41 Poi venne la terza volta e disse loro: Dormite ormai e riposatevi! Basta, è venuta l'ora: ecco, il Figlio dell'uomo è consegnato nelle mani dei peccatori. 42 Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce è vicino. 43 E subito, mentre egli parlava ancora, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una gran folla con spade e bastoni, mandata dai sommi sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. 44 E colui che lo tradiva aveva dato loro un segnale, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; prendetelo e conducetelo via con cura». 45 E appena giunto, subito gli si avvicinò e disse: «Rabbì, maestro!» E lo baciò. 46 E gli misero le mani addosso e lo arrestarono. 47 E uno di quelli che erano presenti, tratta la spada, colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l'orecchio. 48 E Gesù rispose e disse loro: Siete venuti con spade e bastoni, come contro un ladro, per prendermi? 49 Ogni giorno ero in mezzo a voi a insegnare nel tempio, e non mi avete preso; bisogna però che si adempiano le Scritture. 50 E tutti, abbandonatolo, fuggirono. 51 E lo seguiva un certo giovane, che aveva un lenzuolo avvolto attorno al corpo nudo; e i giovani lo afferrarono. 52 Ed egli, lasciato il lenzuolo, fuggì via da loro nudo. 53 Poi condussero Gesù dal sommo sacerdote, e con lui si riunirono tutti i capi dei sacerdoti, gli anziani e gli scribi. 54 E Pietro lo seguì da lontano, fin dentro il palazzo del sommo sacerdote; e se ne stava seduto tra i servi, e si scaldava al fuoco. 55 E i sommi sacerdoti e tutto il sinedrio cercarono una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte; ma non la trovarono. 56 Molti infatti dettero falsa testimonianza contro di lui; ma le loro testimonianze non erano concordi. 57 E si alzarono alcuni e testimoniarono falsamente contro di lui, dicendo: 58 Noi lo abbiamo udito dire: Io distruggerò questo tempio fatto da mani d'uomo, e in tre giorni ne edificherò un altro, non fatto da mani d'uomo. 59 Ma neppure così concordavano le loro testimonianze. 60 E il sommo sacerdote, levatosi in mezzo a loro, interrogò Gesù, dicendo: Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te? 61 Ma egli tacque e non rispose nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò e gli disse: Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto? 62 E Gesù disse: « Io lo sono; e vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra della Potenza e venire sulle nuvole del cielo». 63 Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti, dicendo: «Che bisogno abbiamo ancora di testimoni?».

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Vangelo di Marco

64 Avete udito la bestemmia: che ve ne pare? E tutti lo condannarono a morte. 65 E alcuni cominciarono a sputargli addosso, a coprirgli il volto, a schiaffeggiarlo e a dirgli: «Indovina!» E i servi lo percuotevano. 66 E mentre Pietro era giù nel palazzo, venne una delle serve del sommo sacerdote. 67 E, vedendo Pietro che si scaldava, lo guardò e disse: Anche tu eri con Gesù Nazareno. 68 Ma egli negò, dicendo: Non so, e non comprendo ciò che dici. E uscì fuori nel portico, e il gallo cantò. 69 E una serva lo vide di nuovo e cominciò a dire a quelli che gli stavano accanto: Costui è uno di loro. 70 Ed egli lo negò di nuovo. E poco dopo, quelli che erano lì presenti dissero di nuovo a Pietro: Sicuramente tu sei uno di loro, perché sei Galileo, e il tuo parlare è conforme a questo. 71 Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quest'uomo di cui parlate». 72 E la seconda volta il gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola che Gesù gli aveva detto: Prima che il gallo canti due volte, tu mi rinnegherai tre volte. E quando ci pensò, pianse.

17 E lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero sul capo, 18 E cominciarono a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». 19 E gli percossero il capo con una canna, gli sputarono addosso e, piegate le ginocchia, lo adorarono. 20 Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo. 21 E costrinsero un certo Simone di Cirene, che passava di là, tornando dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la sua croce. 22 E lo condussero al luogo del Golgota, che significa luogo del cranio. 23 E gli diedero da bere del vino mescolato con mirra; ma egli non lo prese. 24 Dopo averlo crocifisso, si spartirono le sue vesti, tirando a sorte su di esse quello che ciascuno avrebbe preso. 25 Era l'ora terza quando lo crocifissero. 26 E la soprascritta con la motivazione della sua accusa era la seguente: IL RE DEI GIUDEI. 27 E con lui crocifissero due ladroni: uno alla sua destra e l'altro alla sua sinistra. 28 E si adempì la Scrittura che dice: «Egli fu annoverato fra i malfattori». 29 E quelli che passavano di là lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: Ehi, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, 30 Salva te stesso e scendi dalla croce. 31 Similmente anche i sommi sacerdoti con gli scribi, facendosi beffe di lui, dicevano tra loro: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso». 32 Scenda ora Cristo, il re d'Israele, dalla croce, affinché vediamo e crediamo. E quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano. 33 Quando giunse l'ora sesta, si fece buio su tutta la terra fino all'ora nona. 34 E all'ora nona Gesù gridò a gran voce: Eloì, Eloì, lamà sabactàni?, che tradotto significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? 35 E alcuni degli astanti, udito ciò, dicevano: Ecco, chiama Elia. 36 E uno corse a riempire una spugna di aceto e, postala su una canna, gli diede da bere, dicendo: «Lasciate, vediamo se viene Elia a toglierlo dalla croce». 37 E Gesù, emesso un forte grido, spirò. 38 E il velo del tempio si squarciò in due, dall'alto in basso. 39 E il centurione che gli stava di fronte, vistolo aver gridato in quel modo e aver reso lo spirito, disse: «Veramente quest'uomo era Figlio di Dio». 40 C'erano anche delle donne che osservavano da lontano, tra le quali Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome; 41 (Le quali anche quando egli era in Galilea lo seguivano e lo servivano), e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme. 42 E giunta ormai la sera, poiché era la Preparazione, cioè la vigilia del sabato, 43 Venne Giuseppe d'Arimatea, consigliere stimato, che aspettava anch'egli il regno di Dio, e andò coraggiosamente da Pilato e chiese il corpo di Gesù. 44 Pilato si meravigliò che fosse già morto; e, chiamato a sé il centurione, gli domandò se fosse morto da tempo.

CAPITOLO 15 1 La mattina dopo, i sommi sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, legarono Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato. 2 E Pilato gli domandò: Sei tu il re dei Giudei? Ed egli, rispondendo, gli disse: Tu lo dici. 3 E i capi dei sacerdoti lo accusarono di molte cose; ma egli non rispose nulla. 4 E Pilato lo interrogò di nuovo, dicendo: Non rispondi nulla? Ecco, di quante cose testimoniano contro di te. 5 Ma Gesù non rispose più nulla, tanto che Pilato ne rimase meravigliato. 6 Ora, in quella festa, egli rilasciò loro un carcerato, chiunque essi desiderassero. 7 Or vi era un tale, di nome Barabba, che giaceva in carcere insieme a quelli che si erano ribellati con lui, i quali nella rivolta avevano commesso un omicidio. 8 E la folla, gridando a gran voce, cominciò a chiedergli di fare come aveva sempre fatto loro. 9 Ma Pilato rispose loro, dicendo: Volete che vi rilasci il re dei Giudei? 10 Sapeva infatti che i sommi sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. 11 Ma i sommi sacerdoti indussero la folla a chiedere piuttosto che liberasse loro Barabba. 12 E Pilato rispose e disse loro di nuovo: Che cosa volete dunque che io faccia a colui che voi chiamate il re dei Giudei? 13 Ed essi gridarono di nuovo: Crocifiggilo! 14 Allora Pilato disse loro: «Ma che male ha fatto?». Ed essi gridarono ancora più forte: «Crocifiggilo!». 15 Allora Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, liberò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso. 16 E i soldati lo condussero dentro il cortile, detto pretorio, e radunarono tutta la coorte.

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Vangelo di Marco

45 E, saputolo dal centurione, consegnò il corpo a Giuseppe. 46 Poi, comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla croce, lo avvolse nel lenzuolo e lo depose in un sepolcro scavato nella roccia; poi rotolò una pietra all'entrata del sepolcro. 47 E Maria Maddalena e Maria madre di Ioses stavano a guardare dove veniva deposto. CAPITOLO 16 1 Passato il sabato, Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono degli aromi per andare a ungerlo. 2 La mattina molto presto del primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levar del sole. 3 E dicevano tra loro: Chi ci rotolerà via la pietra dall'entrata del sepolcro? 4 E, guardando, videro che la pietra era stata rotolata via, benché fosse molto grande. 5 Ed entrate nel sepolcro, videro un giovane seduto sulla destra, vestito d'una lunga veste bianca; ed ebbero paura. 6 Ed egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risuscitato, non è qui. Ecco il luogo dove l'avevano deposto. 7 Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea; là lo vedrete, come vi ha detto. 8 Ed esse, uscite in fretta, fuggirono via dal sepolcro, perché erano piene di timore e di stupore; e non dissero nulla a nessuno, perché avevano paura. 9 Risuscitato al mattino, il primo giorno della settimana, Gesù apparve prima a Maria Maddalena, dalla quale aveva scacciato sette demòni. 10 E andò a raccontarlo a quelli che erano stati con lui, mentre erano in lutto e piangevano. 11 Ed essi, quando udirono che egli era vivo ed era stato visto da lei, non credettero. 12 Dopo ciò, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino e andavano verso la campagna. 13 E andarono e lo annunziarono agli altri; ma neppure a loro credettero. 14 Alla fine apparve agli undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato. 15 E disse loro: Andate per tutto il mondo e predicate il vangelo a ogni creatura. 16 Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato. 17 E questi sono i segni che accompagneranno coloro che credono: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove, 18 Prenderanno in mano dei serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani agli ammalati e questi guariranno. 19 Dopo che il Signore ebbe parlato loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. 20 E se ne andarono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava con loro e confermava la parola con i segni che la accompagnavano. Amen.

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Luca

24 Dopo quei giorni, sua moglie Elisabetta concepì e si tenne nascosta per cinque mesi, dicendo: 25 Così ha fatto con me il Signore nei giorni in cui si è degnato di togliere il mio obbrobrio tra gli uomini. 26 Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, 27 A una vergine promessa sposa di un uomo chiamato Giuseppe, della casa di Davide; e il nome della vergine era Maria. 28 E l'angelo, entrato da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne». 29 Quando lo vide, rimase turbata dalle sue parole e si domandava che senso avesse un saluto del genere. 30 E l'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio». 31 Ed ecco, concepirai nel grembo e partorirai un figlio, e gli porrai nome GESÙ. 32 Egli sarà grande e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo; e il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre, 33 Egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno e il suo regno non avrà mai fine. 34 Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». 35 E l'angelo, rispondendo, le disse: Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra; perciò anche colui che nascerà da te sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. 36 Ed ecco, Elisabetta, tua cugina, ha concepito anch'essa un figlio nella sua vecchiaia; e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile. 37 Poiché nulla è impossibile a Dio. 38 E Maria disse: Ecco la serva del Signore; avvenga di me secondo la tua parola. E l'angelo si partì da lei. 39 In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda; 40 Ed entrò nella casa di Zaccaria e salutò Elisabetta. 41 E avvenne che, appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo, ed Elisabetta fu piena di Spirito Santo. 42 E ad alta voce esclamò: «Benedetta sei tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo!». 43 E donde mi viene questo, che la madre del mio Signore venga a me? 44 Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. 45 E beata colei che ha creduto, perché le cose dettele dal Signore avranno compimento. 46 E Maria disse: L'anima mia magnifica il Signore, 47 E il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore. 48 Poiché egli ha guardato l'umiltà della sua serva; ed ecco, d'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. 49 Poiché grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente, e Santo è il suo nome. 50 E la sua misericordia si estende di generazione in generazione su quelli che lo temono. 51 Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore. 52 Ha rovesciato i potenti dai loro troni e ha innalzato gli umili. 53 Ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. 54 Egli ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia;

CAPITOLO 1 1 Poiché molti hanno intrapreso a esporre con ordine la dichiarazione delle cose che sono state sicuramente credute tra noi, 2 Come ce le hanno trasmesse coloro che fin dal principio ne furono testimoni oculari e divennero ministri della Parola, 3 Anche a me è parso bene, dopo aver compreso ogni cosa fin dall'inizio, di scrivertene per ordine, illustre Teofilo, 4 Affinché tu riconosca la certezza delle cose che hai imparato. 5 Al tempo di Erode, re della Giudea, c'era un sacerdote chiamato Zaccaria, della classe di Abia, e sua moglie era delle figlie di Aaronne, e il suo nome era Elisabetta. 6 Ed erano entrambi giusti davanti a Dio, camminando irreprensibili in tutti i comandamenti e nelle prescrizioni del Signore. 7 E non avevano figli, perché Elisabetta era sterile, ed erano tutti e due ormai avanti negli anni. 8 E avvenne che, mentre egli esercitava l'ufficio di sacerdote davanti a Dio, nell'ordine del suo turno, 9 Secondo l'usanza del sacerdozio, gli toccò in sorte di bruciare l'incenso quando entrava nel tempio del Signore. 10 E tutta la moltitudine del popolo pregava fuori, durante l'ora dell'incenso. 11 E gli apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell'altare dell'incenso. 12 Quando Zaccaria lo vide, si turbò e fu preso da timore. 13 Ma l'angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, perché la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti partorirà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni». 14 E avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita. 15 Perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà né vino né bevande inebrianti, e sarà pieno di Spirito Santo fin dal grembo di sua madre. 16 E molti dei figli d'Israele egli convertirà al Signore loro Dio. 17 Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti, per preparare al Signore un popolo ben disposto. 18 E Zaccaria disse all'angelo: Come conoscerò questo? Perché io sono vecchio, e mia moglie è avanzata negli anni. 19 E l'angelo, rispondendo, gli disse: Io sono Gabriele, che sto al cospetto di Dio; e sono stato mandato a parlarti e ad annunciarti queste buone novelle. 20 Ed ecco, sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si adempiranno a loro tempo. 21 Intanto il popolo aspettava Zaccaria e si meravigliava che si trattenesse così a lungo nel tempio. 22 Quando uscì, non poteva parlare loro; e capirono che aveva avuto una visione nel tempio; perché aveva fatto loro cenno, e rimaneva senza parola. 23 E avvenne che, appena compiuti i giorni del suo ministero, egli se ne andò a casa sua.

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LUCA

55 Come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. 56 Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua. 57 Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. 58 E i suoi vicini e i suoi cugini udirono che il Signore aveva usato grande misericordia verso di lei, e si rallegrarono con lei. 59 E avvenne che l'ottavo giorno vennero per circoncidere il bambino, e lo chiamarono Zaccaria, dal nome di suo padre. 60 Ma sua madre rispose: No, si chiamerà Giovanni. 61 Ed essi le dissero: Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome. 62 E domandavano con cenni al padre come voleva che si chiamasse. 63 E chiese una tavoletta, e scrisse, dicendo: Il suo nome è Giovanni. E tutti si meravigliarono. 64 E in quell'istante la sua bocca si aprì e la sua lingua si sciolse, e parlava e benediceva Dio. 65 E tutti gli abitanti d'intorno furono presi da timore; e tutte queste cose si divulgavano per tutta la regione montuosa della Giudea. 66 E tutti quelli che le udirono le serbarono nel loro cuore, dicendo: Che genere di bambino sarà mai questo? E la mano del Signore era con lui. 67 E Zaccaria, suo padre, fu ripieno di Spirito Santo, e profetò dicendo: 68 Benedetto sia il Signore, Dio d'Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, 69 E ha suscitato per noi un potente salvatore nella casa di Davide, suo servo; 70 Come aveva promesso per bocca dei suoi santi profeti fin dall'inizio del mondo: 71 Affinché fossimo salvati dai nostri nemici e dalle mani di tutti quelli che ci odiano; 72 Per usare misericordia verso i nostri padri e ricordarsi della sua santa alleanza; 73 Il giuramento fatto al nostro padre Abramo, 74 Affinché ci concedesse che, liberati dalla mano dei nostri nemici, lo servissimo senza paura, 75 In santità e giustizia al suo cospetto, tutti i giorni della nostra vita. 76 E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo, perché andrai innanzi alla faccia del Signore per preparargli le vie; 77 Per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza mediante la remissione dei loro peccati, 78 Per la tenera misericordia del nostro Dio, per mezzo della quale ci ha visitati un sole che sorge dall'alto, 79 per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell'ombra della morte, per dirigere i nostri passi sulla via della pace. 80 E il bambino cresceva e si fortificava nello spirito; e stette nei deserti fino al giorno della sua manifestazione a Israele.

2 (E questa tassazione fu fatta per la prima volta quando Cirenio era governatore della Siria.) 3 E tutti andavano a farsi registrare, ciascuno nella propria città. 4 Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nazaret, salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, perché era della casa e della famiglia di Davide. 5 Da tacciare insieme con Maria, sua sposa, che era incinta. 6 Ora, mentre si trovavano là, si compirono per lei i giorni del parto. 7 Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo. 8 C'erano in quella stessa regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. 9 Ed ecco, l'angelo del Signore venne su di loro e la gloria del Signore risplendette intorno a loro; e furono presi da grande paura. 10 E l'angelo disse loro: «Non temete, perché ecco, vi porto la buona novella di una grande gioia, che sarà di tutto il popolo. 11 Poiché oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore, che è Cristo, il Signore. 12 E questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia. 13 E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio e diceva: 14 Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà. 15 E avvenne che, mentre gli angeli se ne erano andati verso il cielo, i pastori dissero l'uno all'altro: «Andiamo fino a Betlemme e vediamo questa cosa che è avvenuta e che il Signore ci ha fatto sapere». 16 Andarono senza indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. 17 E dopo averlo visto, divulgarono ciò che era stato detto loro riguardo al bambino. 18 E tutti quelli che li udirono si stupirono delle cose dette loro dai pastori. 19 Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. 20 E i pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro. 21 Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, che era stato chiamato così dall'angelo prima che fosse concepito nel grembo. 22 Quando furono compiuti i giorni della sua purificazione secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore; 23 (Come è scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà chiamato sacro al Signore); 24 e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come dice la legge del Signore. 25 Ed ecco, c'era a Gerusalemme un uomo di nome Simeone; quest'uomo era giusto e timorato di Dio, e aspettava la consolazione d'Israele; e lo Spirito Santo era su di lui. 26 E gli fu rivelato dallo Spirito Santo che non avrebbe visto la morte prima di aver veduto il Cristo del Signore.

CAPITOLO 2 1 Or avvenne in quei giorni che un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra.

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CAPITOLO 3

27 E, mosso dallo Spirito, andò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, 28 Poi lo prese tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: 29 Ora, Signore, lascia che il tuo servo se ne vada in pace, secondo la tua parola; 30 Poiché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, 31 Che hai preparato davanti a tutti i popoli; 32 Luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele. 33 E Giuseppe e sua madre si meravigliavano delle cose che si dicevano di lui. 34 Simeone li benedisse e disse a Maria, sua madre: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele, e come segno di contraddizione, perché il Padre mio che è nei cieli è nei cieli». 35 (E anche a te una spada trafiggerà l'anima), affinché siano svelati i pensieri di molti cuori. 36 C'era anche una certa Anna, profetessa, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età e aveva vissuto col marito sette anni dal tempo della sua verginità; 37 Era vedova da circa ottantaquattro anni e non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38 Sopraggiunta in quello stesso momento, anche lei rese grazie al Signore e parlò del bambino a tutti quelli che aspettavano la redenzione di Gerusalemme. 39 Dopo aver compiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, ritornarono in Galilea, alla loro città di Nazaret. 40 E il bambino cresceva e si fortificava nello spirito, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui. 41 Ora i suoi genitori si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. 42 Quando egli ebbe dodici anni, salirono a Gerusalemme secondo l'usanza della festa. 43 E quando furono trascorsi quei giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che Giuseppe e sua madre lo sapessero. 44 Ma essi, credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di cammino, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti. 45 E non avendolo trovato, tornarono di nuovo a Gerusalemme in cerca di lui. 46 E avvenne che dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. 47 E tutti quelli che l'udivano erano stupiti della sua intelligenza e delle sue risposte. 48 Quando lo videro, rimasero stupiti; e sua madre gli disse: Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo. 49 Ed egli disse loro: Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio? 50 Ed essi non compresero le parole che egli aveva detto loro. 51 E scese con loro e venne a Nazaret, e stava loro sottomesso. E sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. 52 E Gesù cresceva in sapienza, in statura e in grazia davanti a Dio e agli uomini.

1 Ora nell'anno quindicesimo dell'impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell'Iturea e della Traconitide, e Lisania tetrarca dell'Abilene, 2 Essendo Anna e Caifa i sommi sacerdoti, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. 3 E percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di ravvedimento per il perdono dei peccati; 4 Come è scritto nel libro delle parole del profeta Isaia: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri. 5 Ogni valle sarà riempita, ogni monte e ogni colle saranno abbassati; le vie tortuose saranno raddrizzate e le vie scoscese saranno appianate; 6 E ogni carne vedrà la salvezza di Dio. 7 Poi disse alla folla che andava a farsi battezzare da lui: Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire all'ira a venire? 8 Fate dunque frutti degni del ravvedimento, e non cominciate a dire dentro di voi: Abbiamo Abramo per padre; perché io vi dico che Dio può da queste pietre far sorgere figli ad Abramo. 9 E già la scure è posta alla radice degli alberi; ogni albero dunque che non fa buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. 10 E la gente lo interrogò, dicendo: Che cosa dobbiamo fare allora? 11 Ed egli rispose loro: Chi ha due tuniche, ne faccia parte a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto. 12 Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: Maestro, che dobbiamo fare? 13 Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato ordinato». 14 E i soldati similmente gli domandarono, dicendo: E che dovremo fare? Ed egli disse loro: Non fate violenza ad alcuno, e non accusate alcuno falsamente; e siate contenti della vostra paga. 15 Mentre il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro se Giovanni fosse il Cristo o no, 16 Giovanni rispose, dicendo a tutti: Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non sono degno di sciogliere il legaccio dei sandali; egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e con il fuoco. 17 Egli ha il ventilabro in mano, pulirà completamente la sua aia e raccoglierà il grano nel suo granaio; ma brucerà la pula con fuoco inestinguibile. 18 E molte altre cose annunziava al popolo nella sua esortazione. 19 Ma Erode, il tetrarca, essendo da lui rimproverato a causa di Erodiade, moglie di Filippo suo fratello, e per tutte le malvagità che Erode aveva commesso, 20 Aggiunse anche questo a tutte le altre cose: fece rinchiudere Giovanni in prigione. 21 Ora, mentre tutto il popolo era battezzato, avvenne che, dopo che Gesù fu battezzato anche lui, mentre pregava, il cielo si aprì, 22 E lo Spirito Santo scese su di lui in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il mio Figlio diletto: in te mi sono compiaciuto».

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23 E Gesù stesso cominciò ad avere circa trent'anni, ed era (come si credeva) figlio di Giuseppe, che era figlio di Eli, 24 Che era figlio di Matthat, che era figlio di Levi, che era figlio di Melchi, che era figlio di Janna, che era figlio di Giuseppe, 25 Che era figlio di Mattatia, che era figlio di Amos, che era figlio di Naum, che era figlio di Esli, che era figlio di Nagge, 26 Che era figlio di Maath, che era figlio di Mattatia, che era figlio di Semei, che era figlio di Giuseppe, che era figlio di Giuda, 27 Che era figlio di Giovanna, che era figlio di Resa, che era figlio di Zorobabele, che era figlio di Salatiel, che era figlio di Neri, 28 Che era figlio di Melchi, che era figlio di Addi, che era figlio di Cosam, che era figlio di Elmodam, che era figlio di Er, 29 Che era figlio di Jose, che era figlio di Eliezer, che era figlio di Jorim, che era figlio di Matthat, che era figlio di Levi, 30 che era figlio di Simeone, che era figlio di Giuda, che era figlio di Giuseppe, che era figlio di Ionan, che era figlio di Eliakim, 31 Che era figlio di Melea, che era figlio di Menan, che era figlio di Mattatha, che era figlio di Nathan, che era figlio di Davide, 32 Che era figlio di Iesse, che era figlio di Obed, che era figlio di Booz, che era figlio di Salmon, che era figlio di Naasson, 33 Che era figlio di Aminadab, che era figlio di Aram, che era figlio di Esrom, che era figlio di Fares, che era figlio di Giuda, 34 Che era figlio di Giacobbe, che era figlio di Isacco, che era figlio di Abramo, che era figlio di Thara, che era figlio di Nacor, 35 Che era figlio di Saruch, che era figlio di Ragau, che era figlio di Phalec, che era figlio di Heber, che era figlio di Sala, 36 che era figlio di Cainan, che era figlio di Arpacsad, che era figlio di Sem, che era figlio di Noè, che era figlio di Lamech, 37 Che era figlio di Mathusala, che era figlio di Enoch, che era figlio di Jared, che era figlio di Maleleel, che era figlio di Cainan, 38 Che era figlio di Enos, che era figlio di Set, che era figlio di Adamo, che era figlio di Dio.

7 Se dunque tu mi adori, tutto sarà tuo. 8 E Gesù rispose e gli disse: Vattene via da me, Satana! Poiché sta scritto: Adora il Signore Dio tuo, e a lui solo rendi il culto. 9 Poi lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; 10 Poiché sta scritto: Egli darà ordine ai suoi angeli a tuo riguardo, affinché ti custodiscano. 11 Ed essi ti porteranno sulle loro mani, perché il tuo piede non urti contro una pietra. 12 E Gesù, rispondendo, gli disse: È stato detto: Non tenterai il Signore Dio tuo. 13 E quando il diavolo ebbe esaurito ogni tentazione, si allontanò da lui per un certo tempo. 14 E Gesù ritornò nella potenza dello Spirito in Galilea; e la sua fama si diffuse per tutta la regione circostante. 15 E insegnava nelle loro sinagoghe, essendo glorificato da tutti. 16 E venne a Nazaret, dove era stato allevato; e, com'era suo solito, di sabato entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. 17 E gli fu consegnato il libro del profeta Isaia. E quando ebbe aperto il libro, trovò il luogo dove era scritto, 18 Lo Spirito del Signore è sopra di me, perché mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per proclamare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi, per rimettere in libertà gli oppressi, 19 Per predicare l'anno accettevole del Signore. 20 E, chiuso il libro, lo riconsegnò al ministro e si sedette. E gli occhi di tutti quelli che erano nella sinagoga erano fissi su di lui. 21 E cominciò a dire loro: « Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi. 22 E tutti gli resero testimonianza, e si meravigliarono delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca. E dicevano: Non è costui il figliuolo di Giuseppe? 23 Ed egli disse loro: Voi certamente mi citerete questo proverbio: Medico, cura te stesso; tutto ciò che abbiamo udito essere accaduto a Cafarnao, fallo anche qui nella tua patria. 24 E disse: In verità vi dico: nessun profeta è accetto nella sua patria. 25 Ma in verità vi dico: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; 26 Ma a nessuna di loro fu mandato Elia, se non a una donna vedova a Sarepta di Sidone. 27 C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naaman, il Siro. 28 E tutti nella sinagoga, udite queste cose, furono pieni di sdegno, 29 E si alzarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù dal precipizio. 30 Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò, 31 E scesero a Cafarnao, città della Galilea, e insegnavano alla gente nei giorni di sabato. 32 Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché la sua parola era con potenza. 33 E nella sinagoga c'era un uomo che aveva uno spirito di un demonio immondo, e gridò a gran voce:

CAPITOLO 4 1 Gesù, pieno di Spirito Santo, ritornò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto, 2 Essendo stato tentato dal diavolo per quaranta giorni. E in quei giorni non mangiò nulla; e quando furono finiti, ebbe fame. 3 E il diavolo gli disse: Se tu sei Figlio di Dio, di' a questa pietra che diventi pane. 4 E Gesù gli rispose, dicendo: Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola di Dio. 5 E il diavolo, conducendolo sopra un alto monte, gli mostrò in un attimo tutti i regni del mondo. 6 E il diavolo gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché è stata data a me e io la do a chi voglio».

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34 dicendo: Lasciaci stare; che v'è fra noi e te, Gesù Nazareno? Sei tu venuto a distruggerci? Io so chi sei: il Santo di Dio. 35 E Gesù lo sgridò, dicendo: Taci, ed esci da lui. E quando il diavolo lo ebbe gettato in mezzo, uscì da lui, e non gli fece alcun male. 36 E tutti furono stupiti e dicevano tra loro: «Che parola è questa? Con autorità e potenza comanda agli spiriti immondi, e questi se ne vanno». 37 E la sua fama si diffuse in ogni luogo della regione circostante. 38 E, levatosi dalla sinagoga, entrò in casa di Simone. E la suocera di Simone era presa da una gran febbre; e lo pregarono per lei. 39 E chinatosi su di lei, sgridò la febbre, e la febbre la lasciò; e subito ella si alzò e si mise a servirli. 40 Al tramonto del sole, tutti quelli che avevano infermi colpiti da varie malattie li condussero a lui; ed egli impose a ciascuno le mani e li guarì. 41 E da molti uscivano anche dei demoni, gridando e dicendo: Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio. Ed egli, sgridandoli, non permetteva loro di parlare, perché sapevano che egli era il Cristo. 42 Fattosi giorno, egli uscì e andò in un luogo deserto; e la folla lo cercava, e andava da lui, e lo trattenevano perché non si allontanasse da loro. 43 E disse loro: « Anche alle altre città bisogna che io predichi il regno di Dio, perché per questo sono stato mandato». 44 E predicava nelle sinagoghe della Galilea.

12 Mentre si trovava in una città, ecco un uomo pieno di lebbra; il quale, veduto Gesù, si gettò con la faccia a terra e lo pregò dicendo: «Signore, se vuoi, tu puoi purificarmi». 13 E stesa la mano, lo toccò, dicendo: Lo voglio, sii mondato. E subito la lebbra si ritirò da lui. 14 E gli ordinò di non dirlo a nessuno, ma va', mostrati al sacerdote e offri per la tua purificazione, come Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro. 15 Ma la sua fama si diffondeva sempre più; e grandi folle si radunavano per ascoltarlo e per farsi guarire dalle loro infermità. 16 Poi si ritirò nel deserto e pregò. 17 Un giorno, mentre egli insegnava, sedevano lì farisei e dottori della legge, venuti da ogni villaggio della Galilea, della Giudea e da Gerusalemme; e la potenza del Signore era presente per guarirli. 18 Ed ecco, degli uomini portarono su un letto un uomo paralitico, e cercavano il modo di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. 19 Non trovando da che parte farlo entrare, a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il suo lettuccio nel mezzo, davanti a Gesù. 20 E, veduta la loro fede, disse all'uomo: «I tuoi peccati ti sono perdonati». 21 E gli scribi e i farisei cominciarono a ragionare, dicendo: Chi è costui che proferisce bestemmie? Chi può rimettere i peccati, se non Dio solo? 22 Ma Gesù, conosciuti i loro pensieri, rispose loro: « Che cosa ragionate nei vostri cuori? 23 Che cosa è più facile, dire: «Ti sono perdonati i tuoi peccati», oppure dire: «Àlzati e cammina»? 24 Ora, affinché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati, io ti dico (disse al paralitico) : alzati, prendi il tuo lettuccio e va' a casa tua. 25 E subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e se ne andò a casa sua, glorificando Dio. 26 E tutti furono stupiti e glorificavano Dio; e, pieni di timore, dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose». 27 Dopo queste cose, egli uscì e vide un pubblicano, chiamato Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: Seguimi. 28 Ed egli, lasciato tutto, si alzò e lo seguì. 29 E Levi gli preparò un gran banchetto in casa sua; e c'era una grande compagnia di pubblicani e di altra gente che sedeva con loro. 30 Ma i loro scribi e i farisei mormoravano contro i suoi discepoli, dicendo: «Perché mangiate e bevete con i pubblicani e i peccatori? 31 E Gesù, rispondendo, disse loro: Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. 32 Io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a convertirsi. 33 E gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere, e lo stesso fanno i discepoli dei farisei, mentre i tuoi mangiano e bevono?». 34 E disse loro: « Potete forse far digiunare gli invitati a nozze, mentre lo sposo è con loro?» 35 Ma verranno i giorni in cui lo sposo sarà loro tolto; allora, in quei giorni, digiuneranno. 36 Disse loro anche una parabola: « Nessuno mette un pezzo di un vestito nuovo su uno vecchio; altrimenti, il

CAPITOLO 5 1 Ora, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, egli, stando in piedi presso il lago di Gennesaret, 2 E vide due barche ferme presso il lago; da cui erano scesi i pescatori e lavavano le reti. 3 Ed egli entrò in una delle barche, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. E sedutosi, ammaestrò la gente dalla barca. 4 Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: Prendi il largo e calate le vostre reti per la pesca. 5 E Simone, rispondendo, gli disse: Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; però, sulla tua parola, getterò la rete. 6 E fatto questo, presero una gran quantità di pesci e le loro reti si rompevano. 7 E fecero cenno ai loro compagni, che erano nell'altra barca, di venire ad aiutarli. Ed essi vennero e riempirono entrambe le barche, tanto che cominciarono ad affondare. 8 Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontanati da me, perché sono un peccatore». 9 Infatti lui e tutti quelli che erano con lui erano rimasti stupiti per la pesca che avevano fatto; 10 E così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. E Gesù disse a Simone: Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini. 11 E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

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nuovo fa uno strappo, e il pezzo preso dal nuovo non si adatta al vecchio». 37 E nessuno mette vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. 38 Ma il vino nuovo bisogna metterlo in otri nuovi; e l'uno e l'altro si conservano. 39 Nessuno poi, dopo aver bevuto il vino vecchio, ne desidera subito il nuovo, perché dice: «Il vecchio è migliore».

19 Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una potenza che guariva tutti. 20 Poi, alzati gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio. 21 Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché riderete. 22 Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come malvagio, a causa del Figlio dell'uomo. 23 Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli; poiché i loro padri facevano lo stesso con i profeti. 24 Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione. 25 Guai a voi che siete sazi! perché avrete fame. Guai a voi che ridete ora! perché farete cordoglio e piangerete. 26 Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi! Poiché allo stesso modo facevano i loro padri con i falsi profeti. 27 Ma io vi dico: amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, 28 Benedite coloro che vi maledicono e pregate per coloro che vi maltrattano. 29 E a chi ti percuote su una guancia, porgi anche l'altra; e a chi ti toglie il mantello, non impedire di toglierti anche la tunica. 30 Da' a chiunque ti chiede; e a chi toglie il tuo, non richiederlo indietro. 31 E come volete che gli uomini facciano a voi, fatelo anche voi a loro. 32 Perché se amate quelli che vi amano, quale grazia ne avete? Anche i peccatori amano quelli che li amano. 33 E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, quale gratitudine ne avete? Anche i peccatori fanno lo stesso. 34 E se prestate a coloro dai quali sperate di ricevere, quale grazia ne avete? Anche i peccatori infatti prestano ai peccatori per riceverne altrettanto. 35 Ma amate i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell'Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi. 36 Siate dunque misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. 37 Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato. 38 Date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel seno; perché con la stessa misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio. 39 Poi disse loro una parabola: « Può un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due nella fossa?». 40 Il discepolo non è da più del maestro; ma ogni discepolo perfetto sarà come il suo maestro. 41 E perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? 42 O come puoi dire al tuo fratello: Fratello, lascia che io tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, quando tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio, e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello. 43 Poiché non c'è albero buono che faccia frutto cattivo, né albero cattivo che faccia frutto buono.

CAPITOLO 6 1 Or avvenne che, nel secondo sabato dopo il primo, egli passava attraverso i campi di grano; e i suoi discepoli coglievano delle spighe e le mangiavano, sfregandole con le mani. 2 E alcuni dei farisei dissero loro: Perché fate ciò che non è lecito fare in giorno di sabato? 3 E Gesù, rispondendo, disse loro: Non avete letto neppure questo, quello che fece Davide, quando lui e quelli che erano con lui ebbero fame? 4 Come entrò nella casa di Dio, prese i pani della presentazione, li mangiò e ne diede anche a quelli che erano con lui, sebbene non fosse lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti? 5 E disse loro: «Il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato». 6 Un altro sabato egli entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C'era lì un uomo che aveva la mano destra paralizzata. 7 E gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare un'accusa contro di lui. 8 Ma egli conosceva i loro pensieri, e disse all'uomo che aveva la mano secca: Alzati, e mettiti in mezzo. Ed egli si alzò e si mise in mezzo. 9 Poi Gesù disse loro: « Vi domanderò una cosa: è lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male? Salvare una vita o perderla? 10 E guardandoli tutti intorno, disse all'uomo: Stendi la tua mano. Ed egli fece così: e la sua mano fu restituita sana come l'altra. 11 Ed essi furono pieni di follia e discutevano tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù. 12 In quei giorni egli se ne andò sul monte a pregare e passò la notte in orazione a Dio. 13 Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli; 14 Simone, che chiamò anche Pietro, e Andrea suo fratello, Giacomo e Giovanni, Filippo e Bartolomeo, 15 Matteo e Tommaso, Giacomo figlio di Alfeo e Simone detto Zelota, 16 e Giuda fratello di Giacomo, e Giuda Iscariota, che fu anche il traditore. 17 Poi scese con loro e si fermò nella pianura. C'era una gran moltitudine di suoi discepoli e una gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dalla costa di Tiro e di Sidone, che erano venuti per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro malattie. 18 E quelli che erano tormentati da spiriti immondi, furono guariti.

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44 Poiché ogni albero si riconosce dal suo frutto: perché non si raccolgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva da un rovo. 45 L'uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore; e l'uomo malvagio trae fuori il male dal malvagio tesoro del suo cuore, perché dall'abbondanza del cuore la sua bocca parla. 46 E perché mi chiamate: Signore, Signore, e non fate quello che dico? 47 Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: 48 Egli è simile a un uomo che costruì una casa, scavò molto profondo e pose le fondamenta sulla roccia; e, venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla, perché era fondata sulla roccia. 49 Ma chi ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta; la fiumana l'ha investita con violenza, e subito è crollata; e la rovina di quella casa è stata grande.

16 E tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi, e Dio ha visitato il suo popolo». 17 E questa fama riguardo a lui si diffuse per tutta la Giudea e per tutta la regione circostante. 18 E i discepoli di Giovanni gli riferirono tutte queste cose. 19 E Giovanni, chiamati a sé due dei suoi discepoli, li mandò da Gesù a dirgli: «Sei tu colui che deve venire? O ne aspettiamo un altro?». 20 Quando quegli uomini giunsero da lui, dissero: Giovanni Battista ci ha mandati da te per domandarti: Sei tu colui che deve venire? oppure ne aspettiamo un altro? 21 E in quello stesso momento guarì molti da infermità, da malattie, da spiriti maligni e a molti ciechi donò la vista. 22 Allora Gesù, rispondendo, disse loro: Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunziata la buona novella. 23 E beato è colui che non si sarà scandalizzato di me. 24 E quando i messaggeri di Giovanni se ne furono andati, egli cominciò a parlare al popolo riguardo a Giovanni: Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna scossa dal vento? 25 Ma che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito di morbide vesti? Ecco, quelli che sono vestiti splendidamente e vivono in modo delicato, sono nei cortili dei re. 26 Ma che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, e molto più di un profeta. 27 Egli è colui del quale sta scritto: Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te, egli preparerà la tua via davanti a te. 28 Poiché io vi dico: fra i nati di donna non c'è nessuno più grande di Giovanni Battista; ma il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui. 29 E tutto il popolo che lo udì, compresi i pubblicani, giustificarono Dio, ricevendo il battesimo di Giovanni. 30 Ma i farisei e i dottori della legge, non facendosi battezzare da lui, resero vano per loro il consiglio di Dio. 31 E il Signore disse: A chi dunque paragonerò gli uomini di questa generazione? E a chi sono simili? 32 Sono simili a bambini seduti in piazza, che gridano gli uni agli altri e dicono: Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato; vi abbiamo cantato un lamento e non avete pianto. 33 Poiché è venuto Giovanni il Battista, che non mangia pane né beve vino, e voi dite: Ha un demonio. 34 È venuto il Figlio dell'uomo che mangia e beve, e voi dite: Ecco un mangione e un beone, un amico dei pubblicani e dei peccatori. 35 Ma alla sapienza è stata resa giustizia da tutti i suoi figli. 36 E uno dei farisei lo pregò di mangiare con lui. Ed egli entrò nella casa del fariseo e si sedette a tavola. 37 Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che Gesù era a tavola in casa del fariseo, portò un vaso di alabastro pieno di olio profumato, 38 E stando ai suoi piedi, dietro, piangendo, cominciò a bagnargli di lacrime i piedi, e li asciugava con i capelli del suo capo, e li baciava e li ungeva con l'unguento.

CAPITOLO 7 1 Dopo aver terminato tutti i suoi discorsi al popolo in udienza, entrò in Cafarnao. 2 Or il servo di un certo centurione, a lui molto caro, era malato e stava per morire. 3 Avendo udito parlare di Gesù, gli mandò gli anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di guarire il suo servo. 4 E giunti da Gesù, lo pregarono subito, dicendo: «Egli era degno di ricevere questo; 5 Perché egli ama la nostra nazione e ci ha costruito una sinagoga. 6 Allora Gesù andò con loro. E quando non fu più molto lontano dalla casa, il centurione gli mandò degli amici a dirgli: Signore, non darti questo disturbo, perché io non son degno che tu entri sotto il mio tetto; 7 Per questo non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di' una parola e il mio servo sarà guarito. 8 Perché anch'io sono un uomo sottoposto ad autorità, e ho sotto di me dei soldati, e dico a uno: Va', ed egli va; e a un altro: Vieni, ed egli viene; e al mio servo: Fa' questo, ed egli lo fa. 9 Quando Gesù udì queste cose, si meravigliò di lui e, voltatosi, disse alla folla che lo seguiva: « Io vi dico che in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande». 10 E gli inviati, tornati a casa, trovarono il servo che era stato malato guarito. 11 Il giorno dopo, Gesù si recò in una città chiamata Nain; e con lui camminavano molti dei suoi discepoli e una gran folla. 12 Quando giunse vicino alla porta della città, ecco, si portava alla tomba un morto, figlio unico di madre vedova; e molta gente della città era con lei. 13 E quando il Signore la vide, ebbe compassione di lei e le disse: Non piangere. 14 Ed egli si avvicinò e toccò la bara; e quelli che lo portavano si fermarono. Ed egli disse: Giovane, io ti dico, alzati. 15 E il morto si levò a sedere e cominciò a parlare. E lo consegnò a sua madre.

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39 Quando il fariseo che l'aveva invitato vide ciò, pensò tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che genere di donna è colei che lo tocca: perché è una peccatrice». 40 E Gesù, rispondendo, gli disse: Simone, ho qualcosa da dirti. Ed egli disse: Maestro, di' pure. 41 C'era un creditore che aveva due debitori: l'uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta. 42 E non avendo essi nulla da pagare, egli condonò apertamente a entrambi. Ditemi dunque, chi di loro lo amerà di più? 43 Simone rispose e disse: Io suppongo che sia colui al quale ha condonato di più. E Gesù gli disse: Hai giudicato giustamente. 44 E, rivoltosi alla donna, disse a Simone: Vedi questa donna? Io sono entrato in casa tua, e tu non mi hai dato acqua per i piedi; ma lei mi ha lavato i piedi con le lacrime, e li ha asciugati coi capelli del suo capo. 45 Tu non mi hai dato un bacio; lei invece da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. 46 Tu non mi hai unto il capo con olio profumato; ma lei mi ha unto i piedi con profumo. 47 Perciò ti dico: i suoi molti peccati sono perdonati, perché ha molto amato; ma colui al quale poco è perdonato, poco ama. 48 Poi disse a lei: « I tuoi peccati ti sono perdonati». 49 E quelli che erano a tavola con lui, cominciarono a dire tra sé: Chi è costui che perdona anche i peccati? 50 E disse alla donna: « La tua fede ti ha salvata; va' in pace».

13 Quelli sulla roccia sono coloro che, quando ascoltano, accolgono la parola con gioia; ma questi non hanno radice, credono per un certo tempo, ma quando viene la tentazione, si tirano indietro. 14 E quello caduto tra le spine sono coloro che, dopo aver ascoltato, se ne vanno e sono soffocati dalle preoccupazioni, dalle ricchezze e dai piaceri di questa vita, e non giungono a perfezione. 15 Quello caduto sulla terra buona sono coloro che, dopo aver ascoltato la parola, la custodiscono con cuore onesto e buono e producono frutto con perseveranza. 16 Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la mette sul candelabro, perché chi entra veda la luce. 17 Poiché non vi è nulla di segreto che non debba essere manifestato, né nulla di nascosto che non debba essere conosciuto e venire alla luce. 18 Badate dunque a come ascoltate: perché a chiunque ha, sarà dato; ma a chiunque non ha, sarà tolto anche quello che pensa di avere. 19 Allora sua madre e i suoi fratelli vennero da lui, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. 20 E gli fu riferito da alcuni che dicevano: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti». 21 Ed egli rispose e disse loro: Mia madre e i miei fratelli sono questi che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica. 22 Ora, un giorno avvenne che egli salì in una barca coi suoi discepoli, e disse loro: Passiamo all'altra riva del lago. E salparono. 23 Ma mentre navigavano, egli si addormentò; e una tempesta di vento si abbatté sul lago, e i velivoli si riempirono d'acqua, ed erano in pericolo. 24 E vennero a lui e lo svegliarono, dicendo: Maestro, maestro, noi periamo. Allora egli si alzò e sgridò il vento e la furia dell'acqua; e cessarono, e si fece bonaccia. 25 Ed egli disse loro: Dov'è la vostra fede? Ed essi, spaventati, si meravigliarono, dicendosi l'un l'altro: Chi è costui? Poiché egli comanda anche ai venti e all'acqua, e gli ubbidiscono. 26 E giunsero nel paese dei Geraseni, che è di fronte alla Galilea. 27 E quando egli scese a terra, gli venne incontro un uomo dalla città, il quale da molto tempo era posseduto dai demoni, e non indossava vestiti, e non abitava in alcuna casa, ma solo nei sepolcri. 28 Quando vide Gesù, diede un grido, e gli si gettò ai piedi, e disse a gran voce: Che v'è fra me e te, Gesù, Figlio dell'Iddio altissimo? Ti prego, non tormentarmi. 29 (Poiché egli aveva comandato allo spirito immondo di uscire dall'uomo. Infatti spesso lo aveva preso; e lo teneva legato con catene e in ceppi; e lui, spezzati i legami, era spinto dal diavolo nel deserto.) 30 E Gesù gli domandò: Qual è il tuo nome? Ed egli rispose: Legione, perché molti demoni erano entrati in lui. 31 E lo pregarono che non comandasse loro di andare nell'abisso. 32 E vi era là una mandria di molti porci che pascolavano sul monte; e lo pregarono che permettesse loro di entrare in essi. Ed egli lo permise loro. 33 Allora i demòni, usciti dall'uomo, entrarono nei porci; e la mandria si precipitò giù dal precipizio nel lago e affogò.

CAPITOLO 8 1 In seguito egli andava attorno per ogni città e villaggio, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio. Con lui erano anche i Dodici, 2 E alcune donne, che erano state guarite da spiriti maligni e da infermità, Maria detta Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni, 3 e Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode, e Susanna e molte altre, che lo assistevano con i loro beni. 4 E come si radunava una gran folla e accorreva a lui da ogni città, egli disse con una parabola: 5 Il seminatore uscì a seminare la sua semente; e mentre seminava, una parte cadde lungo la strada, fu calpestata e gli uccelli del cielo la divorarono. 6 Un'altra cadde sulla roccia; e appena germogliata seccò, perché non aveva umidità. 7 Un'altra cadde tra le spine; e le spine crebbero insieme ad essa e la soffocarono. 8 E un'altra cadde in buona terra, e germogliò, e portò frutto il centuplo. E dopo aver detto queste cose, esclamò: Chi ha orecchi per udire, oda. 9 E i suoi discepoli gli chiesero: «Che cosa significa questa parabola?». 10 Ed egli disse: « A voi è dato di conoscere i misteri del regno di Dio; ma agli altri solo in parabole, affinché vedendo non vedano e udendo non intendano». 11 Ora la parabola è questa: il seme è la parola di Dio. 12 Quelli lungo la strada sono coloro che hanno ascoltato; ma poi viene il diavolo e porta via la parola dai loro cuori, affinché non credano e siano salvati.

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CAPITOLO 9

34 Quando quelli che li mantenevano videro ciò che era accaduto, fuggirono e andarono a raccontarlo nella città e nella campagna. 35 Allora uscirono per vedere l'accaduto; e, giunti da Gesù, trovarono l'uomo dal quale erano usciti i demòni, vestito e sano di mente, seduto ai piedi di Gesù; ed ebbero paura. 36 Quelli che avevano visto, raccontarono loro come l'indemoniato era stato guarito. 37 Allora tutta la moltitudine della regione dei Geraseni all'intorno lo pregò che si allontanasse da loro, perché erano presi da grande paura. Egli allora salì sulla barca e tornò indietro. 38 Ora l'uomo dal quale erano usciti i demoni lo pregava di poter stare con lui; ma Gesù lo congedò, dicendo: 39 Ritorna a casa tua e racconta le grandi cose che Dio ti ha fatto. E se ne andò, e proclamò per tutta la città le grandi cose che Gesù gli aveva fatto. 40 E avvenne che, quando Gesù fu ritornato, la folla lo accolse volentieri, perché tutti lo stavano aspettando. 41 Ed ecco, venne un uomo, chiamato Giàiro, che era capo della sinagoga; e gettatosi ai piedi di Gesù, lo pregò di entrare in casa sua. 42 Poiché egli aveva una sola figlia, di circa dodici anni, e questa giaceva morente. Ma mentre egli andava, la gente lo stringeva attorno. 43 E una donna che aveva un flusso di sangue da dodici anni, e aveva speso tutti i suoi beni con i medici, senza poter essere guarita da nessuno, 44 Gli si avvicinò di dietro e gli toccò il lembo del mantello; e subito il suo flusso di sangue si arrestò. 45 E Gesù disse: Chi mi ha toccato? E quando tutti lo negarono, Pietro e quelli che erano con lui dissero: Maestro, la folla ti stringe e ti schiaccia, e tu dici: Chi mi ha toccato? 46 E Gesù disse: Qualcuno mi ha toccato, perché ho sentito che una potenza è uscita da me. 47 E quando la donna vide che non era rimasta nascosta, venne tremando e, gettatasi ai suoi piedi, gli dichiarò davanti a tutto il popolo per quale motivo lo aveva toccato e come era stata guarita all'istante. 48 Ed egli le disse: « Figlia, la tua fede ti ha salvata; va' in pace». 49 Mentre egli parlava ancora, arrivò uno dalla casa del capo della sinagoga, dicendogli: «Tua figlia è morta; non disturbare più il Maestro». 50 Ma Gesù, udito ciò, gli rispose: « Non temere; soltanto abbi fede, e sarà salvata». 51 Entrato nella casa, non permise a nessuno di entrare, se non a Pietro, Giacomo, Giovanni e il padre e la madre della fanciulla. 52 E tutti piangevano e facevano cordoglio per lei. Ma egli disse: « Non piangete, perché non è morta, ma dorme». 53 E lo deridevano, sapendo che era morta. 54 E, cacciati tutti fuori, le prese la mano e disse: « Fanciulla, alzati!». 55 E il suo spirito tornò, ed ella si alzò subito; ed egli comandò di darle del cibo. 56 E i genitori di lei rimasero stupiti; ma egli ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che era accaduto.

1 Poi, convocati i suoi dodici discepoli, diede loro potere e autorità su tutti i demòni e di guarire le malattie. 2 E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi. 3 E disse loro: « Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, e non abbiate due tuniche per ciascuno. 4 E in qualunque casa entriate, là rimanete e di là ripartite. 5 E se qualcuno non vi accoglie, quando uscite dalla città, scuotete la polvere dai vostri piedi, come testimonianza contro di loro. 6 E partirono e giravano per i villaggi, predicando dappertutto il vangelo e operando guarigioni. 7 Erode, il tetrarca, udì parlare di tutte le cose che erano state fatte da lui e rimase perplesso, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risuscitato dai morti», 8 E di alcuni, che era apparso Elia; e di altri, che era risuscitato uno degli antichi profeti. 9 Ed Erode disse: Giovanni l'ho fatto decapitare io; ma chi è costui, del quale sento dire tali cose? E desiderava vederlo. 10 E gli apostoli, quando furono tornati, gli raccontarono tutto quello che avevano fatto. Ed egli li prese con sé e se ne andò in disparte, in un luogo deserto appartenente alla città chiamata Betsaida. 11 E la folla, quando lo seppe, lo seguì; ed egli li accolse e parlò loro del regno di Dio e guarì quelli che avevano bisogno di guarigione. 12 E quando il giorno cominciava a declinare, i Dodici si avvicinarono e gli dissero: Licenzia la folla, perché vada nei villaggi e nelle campagne vicine, per alloggiare e procurarsi cibo, perché qui siamo in un luogo deserto. 13 Ma egli disse loro: Date loro voi da mangiare. Ed essi dissero: Non abbiamo altro che cinque pani e due pesci; a meno che non andiamo a comprare del cibo per tutta questa gente. 14 Poiché erano circa cinquemila uomini. E disse ai suoi discepoli: Fateli sedere a gruppi di cinquanta. 15 E fecero così e li fecero sedere tutti. 16 Poi prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, li benedisse, li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero alla folla. 17 E mangiarono e furono tutti saziati; e dei pezzi avanzati furono portati via dodici ceste. 18 E avvenne che, mentre egli era in disparte a pregare, i suoi discepoli erano con lui. Ed egli domandò loro: « Chi dice la gente che io sia?». 19 Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia; altri ancora, uno degli antichi profeti che è risuscitato». 20 Egli disse loro: E voi, chi dite che io sia? Pietro, rispondendo, disse: Il Cristo di Dio. 21 E ordinò loro severamente di non dire a nessuno quella cosa; 22 dicendo: « Il Figlio dell'uomo deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai capi sacerdoti e dagli scribi, essere ucciso e risuscitare il terzo giorno». 23 E diceva a tutti: « Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua.

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24 Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. 25 Infatti, che vantaggio avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà se stesso o sarà gettato via? 26 Perché chi si vergognerà di me e delle mie parole, di lui si vergognerà il Figlio dell'uomo, quando verrà nella gloria sua e del Padre e dei santi angeli. 27 Ma io vi dico in verità: vi sono alcuni qui presenti che non morranno finché non avranno visto il regno di Dio. 28 Circa otto giorni dopo questi discorsi, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. 29 E mentre pregava, l'aspetto del suo volto cambiò e la sua veste divenne candida e sfolgorante. 30 Ed ecco, due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia. 31 Egli apparve nella gloria e parlò della sua dipartita che avrebbe compiuto a Gerusalemme. 32 Ora Pietro e quelli che erano con lui erano aggravati dal sonno; e quando si furono svegliati, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. 33 Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quello che diceva. 34 Mentre egli parlava così, venne una nuvola e li avvolse nella sua ombra; ed essi ebbero paura quando entrarono nella nuvola. 35 E una voce uscì dalla nuvola, dicendo: «Questi è il Figlio mio, l'amato; ascoltatelo». 36 E quando la voce fu passata, Gesù fu trovato solo. E lo tacettero, e non raccontarono a nessuno in quei giorni nulla di ciò che avevano visto. 37 E avvenne che il giorno seguente, quando scesero dal monte, una gran folla gli venne incontro. 38 Ed ecco, un uomo della folla si mise a gridare: «Maestro, ti prego, volgi lo sguardo a mio figlio, perché è l'unico mio». 39 Ed ecco, uno spirito lo prende, e subito egli grida; e lo sconvolge, tanto che di nuovo schiuma, e il livido a stento si allontana da lui. 40 E ho pregato i tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti. 41 E Gesù, rispondendo, disse: O generazione incredula e perversa, fino a quando sarò con voi e vi sopporterò? Porta qui tuo figlio. 42 E mentre egli si avvicinava ancora, il diavolo lo gettò a terra e lo straziò. E Gesù sgridò lo spirito immondo, e guarì il fanciullo, e lo riconsegnò a suo padre. 43 E tutti erano stupiti della grande potenza di Dio. E mentre tutti si meravigliavano di tutte le cose che Gesù faceva, egli disse ai suoi discepoli: 44 Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell'uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini. 45 Ma essi non compresero queste parole; e per loro era un mistero, tanto che non le comprendevano; e avevano timore di interrogarlo su quelle parole. 46 Allora nacque tra loro una discussione: chi di loro fosse il più grande. 47 E Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, lo pose vicino a sé,

48 E disse loro: « Chiunque accoglie questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chiunque accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato; perché chi è il più piccolo fra tutti voi, sarà grande». 49 Giovanni rispose: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demòni nel tuo nome e glielo abbiamo vietato, perché non ti segue con noi». 50 E Gesù gli disse: Non glielo proibite, perché chi non è contro di noi, è per noi. 51 E avvenne che, mentre stava per compiersi il tempo in cui sarebbe stato assunto in cielo, egli si diresse risolutamente verso Gerusalemme, 52 E mandarono davanti a lui dei messaggeri; ed essi partirono ed entrarono in un villaggio dei Samaritani per preparargli l'alloggio. 53 Ma non lo accolsero, perché il suo volto era come se dovesse andare a Gerusalemme. 54 Quando videro questo, i suoi discepoli Giacomo e Giovanni dissero: Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi, come fece Elia? 55 Ma egli, voltatosi, li rimproverò e disse: « Voi non sapete di quale spirito siete. 56 Poiché il Figlio dell'uomo non è venuto per distruggere le vite degli uomini, ma per salvarle. E andarono in un altro villaggio. 57 E avvenne che, mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: Signore, ti seguirò dovunque tu andrai. 58 E Gesù gli disse: Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo. 59 E disse a un altro: Seguimi. Ma egli disse: Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre. 60 Gesù gli disse: Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va' e predica il regno di Dio. 61 E un altro disse: Signore, ti seguirò; ma lascia che prima io vada a salutare quelli di casa mia. 62 E Gesù gli disse: « Nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio». CAPITOLO 10 1 Dopo queste cose il Signore ne designò altri settanta e li inviò a due a due davanti a sé, in ogni città e luogo dove egli stesso stava per andare. 2 Perciò disse loro: « La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il Signore della messe che mandi operai nella sua messe». 3 Andate, ecco, io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi. 4 Non portate né borsa, né sacca, né sandali e non salutate nessuno per strada. 5 E in qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa. 6 E se lì sarà un figlio della pace, la vostra pace riposerà su di lui; altrimenti, tornerà a voi. 7 E rimanete nella stessa casa, mangiando e bevendo di quello che vi danno, perché l'operaio è degno della sua mercede. Non andate di casa in casa. 8 E in qualunque città entriate e vi accolgano, mangiate ciò che vi sarà messo davanti, 9 E guarite i malati che saranno lì, e dite loro: Il regno di Dio si è avvicinato a voi.

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10 Ma in qualunque città entriate e non vi accolgono, uscite sulle piazze di quella città e dite: 11 Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata a noi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però questo, che il regno di Dio è vicino a voi. 12 Ma io vi dico che in quel giorno la sorte di Sodoma sarà più tollerabile di quella città. 13 Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida! Perché se in Tiro e Sidone fossero state fatte le opere potenti compiute tra voi, già da tempo si sarebbero pentite, vestendo il sacco e coprendosi di cenere. 14 Ma nel giudizio Tiro e Sidone saranno trattate con una sorte più tollerabile della vostra. 15 E tu, Cafarnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino all'inferno sarai abbassata. 16 Chi ascolta voi ascolta me; chi disprezza voi disprezza me; e chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato. 17 E i settanta tornarono pieni di gioia, dicendo: Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome. 18 Ed egli disse loro: Io vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. 19 Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni, e sopra tutta la potenza del nemico; e nulla potrà farvi del male. 20 Tuttavia non rallegratevi perché gli spiriti vi sono sottomessi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli. 21 In quello stesso momento Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: « Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così ti è piaciuto. 22 Ogni cosa mi è stata data in mano dal Padre mio; e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare. 23 E, rivoltosi verso i suoi discepoli, disse in disparte: Beati gli occhi che vedono le cose che voi vedete! 24 Perché vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere le cose che voi vedete, e non le hanno viste, e udire le cose che voi udite, e non le hanno udite. 25 Ed ecco, un certo dottore della legge si alzò per metterlo alla prova, dicendo: Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna? 26 Gli disse: Che cosa sta scritto nella legge? Come leggi? 27 Ed egli rispose: «Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». 28 E quegli gli disse: Hai risposto rettamente; fa' questo e vivrai. 29 Ma egli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?». 30 Gesù rispose: « Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti, che lo spogliarono, lo ferirono e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. 31 Per caso, un sacerdote scendeva per quella stessa strada; e quando lo vide, passò oltre dall'altra parte. 32 Anche un levita, mentre era in quel luogo, giunse e lo vide, poi passò oltre dall'altra parte. 33 Ma un Samaritano, che era in viaggio, giunse presso di lui e, quando lo vide, ne ebbe compassione,

34 E andarono da lui, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino, poi lo caricarono sulla sua cavalcatura, lo portarono a una locanda e si presero cura di lui. 35 E il giorno dopo, presi due denari e li diede all'oste, dicendo: Prenditi cura di lui; e tutto ciò che spenderai in più, te lo rimborserò al mio ritorno. 36 Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che incappò nei ladroni? 37 Ed egli disse: Colui che gli ha usato misericordia. Allora Gesù gli disse: Va', e fa' anche tu lo stesso. 38 Mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. 39 Or ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola. 40 Marta invece era affaccendata in molti servizi; e si fece avanti e disse: Signore, non t'importa che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti. 41 E Gesù, rispondendo, le disse: Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose; 42 Ma una cosa sola è necessaria: Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta. CAPITOLO 11 1 E avvenne che, mentre egli pregava in un certo luogo, quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli. 2 Ed egli disse loro: Quando pregate, dite: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo, così in terra. 3 Dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano. 4 E perdonaci i nostri peccati; perché anche noi perdoniamo a chiunque ci sia debitore. E non ci indurre in tentazione; ma liberaci dal male. 5 Poi disse loro: « Se uno di voi ha un amico e va da lui a mezzanotte e gli dice: Amico, prestami tre pani, 6 Perché un mio amico è giunto da me durante il suo viaggio e io non ho nulla da offrirgli? 7 E colui dal di dentro risponderà e dirà: Non darmi fastidio; la porta è già chiusa e i miei bambini sono con me a letto; non posso alzarmi e darteli. 8 Io vi dico che, anche se non si alzasse a darglieli perché è suo amico, tuttavia, per la sua importunità, si alzerà e gli darà tutti i pani di cui ha bisogno. 9 E io vi dico: Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto. 10 Perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. 11 E chi è tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? 12 Oppure se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? 13 Se dunque voi, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono! 14 E stava scacciando un diavolo, ed era muto. E avvenne che, quando il diavolo fu uscito, il muto parlò; e la gente si meravigliò. 15 Ma alcuni di loro dissero: «Egli scaccia i demòni per mezzo di Beelzebub, capo dei demòni».

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16 Altri poi, per metterlo alla prova, gli chiedevano un segno dal cielo. 17 Ma egli, conoscendo i loro pensieri, disse loro: Ogni regno diviso in se stesso cade in rovina, e una casa cade contro un'altra casa. 18 Se anche Satana è diviso contro se stesso, come potrà durare il suo regno? Poiché voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebub. 19 E se io scaccio i demoni per mezzo di Beelzebub, per mezzo di chi li scacciano i vostri figli? Per questo saranno loro i vostri giudici. 20 Ma se io scaccio i demoni con il dito di Dio, allora è giunto fino a voi il regno di Dio. 21 Quando un uomo forte e armato custodisce il suo palazzo, i suoi beni sono al sicuro: 22 Ma quando uno più forte di lui giunge su di lui e lo vince, gli toglie tutta l'armatura nella quale confidava e ne divide il bottino. 23 Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde. 24 Quando lo spirito immondo esce da un uomo, si aggira per luoghi aridi cercando riposo; e non trovandone, dice: Ritornerò nella mia casa da cui sono uscito. 25 E quando arriva, la trova spazzata e adorna. 26 Allora va e prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui, ed essi entrano e vi prendono dimora; e l'ultima condizione di quell'uomo diventa peggiore della prima. 27 E avvenne che, mentre egli diceva queste cose, una donna di mezzo alla folla alzò la voce e gli disse: Beato il grembo che ti ha portato e le mammelle che hai succhiato! 28 Ma egli disse: Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano! 29 Mentre il popolo si radunava, Gesù cominciò a dire: « Questa generazione è una generazione malvagia; cerca un segno, ma non le sarà dato nessun segno, se non il segno del profeta Giona». 30 Poiché come Giona fu un segno per quelli di Ninivea, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione. 31 La regina del mezzogiorno si alzerà nel giudizio con gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dalle estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone; ed ecco, qui c'è uno più grande di Salomone. 32 Quelli di Ninive risorgeranno nel giudizio con questa generazione e la condanneranno, perché essi si convertirono alla predicazione di Giona; ed ecco, qui c'è più di Giona. 33 Nessuno accende una lampada e la mette in un luogo nascosto o sotto il moggio, ma sul candeliere, perché chi entra veda la luce. 34 La lampada del corpo è l'occhio; se dunque il tuo occhio è sano, tutto il tuo corpo sarà illuminato; ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà nelle tenebre. 35 Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebre. 36 Se dunque tutto il tuo corpo è luminoso, senza avere alcuna parte nelle tenebre, sarà tutto luminoso, come quando la lampada ti illumina con il suo splendore. 37 Mentre egli parlava, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli entrò e si mise a tavola. 38 Il fariseo, vedendo ciò, si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo.

39 E il Signore gli disse: « Voi farisei purificate l'esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di rapina e di malvagità. 40 Stolti, colui che ha creato l'esterno non ha creato anche l'interno? 41 Ma fate piuttosto elemosina di quello che avete, ed ecco, tutto per voi sarà puro. 42 Ma guai a voi, farisei! Perché pagate la decima della menta, della ruta e di ogni erbaggio, e poi trascurate la giustizia e l'amore di Dio. Queste cose bisognava fare, senza tralasciare le altre. 43 Guai a voi, farisei, perché amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze. 44 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché siete come sepolcri che non si vedono, e la gente che vi cammina sopra non se ne accorge. 45 Allora uno dei dottori della legge rispose e gli disse: Maestro, dicendo così, tu offendi anche noi. 46 E disse: Guai anche a voi, dottori della legge, perché caricate gli uomini di pesi difficili da portare, e voi non li toccate neppure con un dito. 47 Guai a voi! Perché edificate i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. 48 Voi testimoniate davvero che approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite loro i sepolcri. 49 Per questo la sapienza di Dio ha detto: Manderò loro profeti e apostoli, ed essi ne uccideranno alcuni e li perseguiteranno. 50 Affinché sia chiesto conto a questa generazione del sangue di tutti i profeti, versato fin dalla fondazione del mondo; 51 Dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria, che fu ucciso tra l'altare e il tempio, in verità vi dico: ne sarà chiesto conto a questa generazione. 52 Guai a voi, dottori della legge, perché avete tolto la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare, l'avete impedito. 53 Mentre egli diceva loro queste cose, gli scribi e i farisei cominciarono a insistere con lui e a provocarlo a parlare su molte cose. 54 tendendogli insidie e cercando di sorprenderlo in qualche cosa dalla bocca, per poterlo accusare. CAPITOLO 12 1 In quel tempo, essendosi radunata una moltitudine di persone a migliaia, al punto che si calpestavano a vicenda, Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli: « Guardatevi dal lievito dei farisei, che è l'ipocrisia. 2 Poiché non c'è nulla di nascosto che non debba essere svelato, né di segreto che non debba essere conosciuto. 3 Perciò tutto ciò che avete detto nelle tenebre sarà udito nella luce; e ciò che avete detto all'orecchio nelle stanze più nascoste sarà proclamato sui tetti. 4 E io dico a voi, amici miei: non abbiate paura di coloro che uccidono il corpo e dopo non possono fare più nulla. 5 Ma vi mostrerò chi dovete temere: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geenna. Sì, vi dico, temete lui. 6 Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio.

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7 Ma perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete dunque: voi valete più di molti passeri. 8 E io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell'uomo riconoscerà lui davanti agli angeli di Dio; 9 Ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio. 10 E chiunque avrà parlato contro il Figlio dell'uomo, gli sarà perdonato; ma a chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato. 11 E quando vi condurranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa risponderete a vostra difesa, o di che cosa direte; 12 Perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che dovete dire. 13 E uno della compagnia gli disse: Maestro, di' a mio fratello che divida con me l'eredità. 14 E quegli gli disse: « Uomo, chi mi ha costituito giudice o spartitore sopra di voi?». 15 E disse loro: « Fate attenzione e guardatevi da ogni avarizia, perché non è dall'abbondanza dei beni che uno possiede, che egli ha la sua vita». 16 Poi disse loro una parabola: « La campagna di un uomo ricco fruttò abbondantemente. 17 Ed egli ragionava tra sé, dicendo: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti? 18 E disse: Questo farò: demolirò i miei granai e ne costruirò di più grandi, e vi raccoglierò tutti i miei raccolti e i miei beni. 19 E dirò all'anima mia: Anima, tu hai molti beni ammassati per molti anni; prenditi il tuo riposo, mangia, bevi e divertiti. 20 Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa la tua anima ti sarà richiesta; e quello che hai preparato, di chi sarà? 21 Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce davanti a Dio. 22 Poi disse ai suoi discepoli: «Per questo vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di quello che mangerete; né per il vostro corpo, di quello che indosserete. 23 La vita vale più del cibo e il corpo più del vestito. 24 Osservate i corvi: non seminano né mietono, non hanno dispensa né granaio, e Dio li nutre. Quanto più valete voi degli uccelli! 25 E chi di voi, con la sua sollecitudine, può aggiungere alla sua statura un'ora sola? 26 Se dunque non potete fare neppure la minima cosa, perché vi preoccupate del resto? 27 Considerate i gigli, come crescono: non filano, non filano; eppure io vi dico che Salomone, con tutta la sua gloria, non vestiva come uno di loro. 28 Se dunque Dio veste in questa maniera l'erba che oggi è nel campo e domani è gettata nel forno, quanto più vestirà voi, gente di poca fede! 29 E non cercate che cosa mangerete o che cosa berrete, e non siate indecisi. 30 Perché tutte queste cose le cercano le genti del mondo; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. 31 Cercate piuttosto il regno di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. 32 Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno.

33 Vendete ciò che avete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nei cieli, dove ladro non arriva e tignola non consuma. 34 Perché dov'è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore. 35 Siano cinti i vostri fianchi e accese le vostre lampade; 36 E siate simili a uomini che aspettano il loro padrone quando tornerà dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa. 37 Beati quei servi che il padrone, arrivando, troverà vigilanti! In verità vi dico, egli si cingerà le vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. 38 E se giungerà nel secondo o nel terzo giorno della settimana e li troverà così, beati loro! 39 E sappiate questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. 40 Anche voi siate pronti, perché nell'ora che non pensate, il Figlio dell'uomo verrà. 41 Allora Pietro gli disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». 42 E il Signore disse: Chi è dunque quell'amministratore fedele e prudente, che il padrone costituirà sui suoi domestici per distribuire loro la razione di cibo a suo tempo? 43 Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. 44 In verità vi dico che lo costituirà sopra tutti i suoi beni. 45 Ma se quel servo dice in cuor suo: «Il mio padrone tarda a venire», e comincia a battere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, 46 Il padrone di quel servo verrà nel giorno in cui non se l'aspetta e nell'ora che non sa, e lo punirà severamente e gli assegnerà la sorte che meritano gli infedeli. 47 E quel servo che ha conosciuto la volontà del suo padrone e non si è preparato né ha fatto secondo la sua volontà, riceverà molte percosse. 48 Ma colui che non ha conosciuto, e ha fatto cose degne di percosse, sarà battuto con poche percosse. Perché a chiunque è stato dato molto, molto sarà richiesto; e a chi gli uomini hanno affidato molto, molto di più chiederanno. 49 Io sono venuto a gettare il fuoco sulla terra; e che cosa farò, se è già acceso? 50 Ma ho un battesimo nel quale devo essere battezzato; e come sono angosciato finché non sia compiuto! 51 Pensate forse che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, vi dico; ma piuttosto divisione. 52 Poiché da ora in poi, se ci sono cinque persone in una casa, saranno divise tre contro due e due contro tre. 53 Il padre sarà diviso contro il figlio e il figlio contro il padre; la madre contro la figlia e la figlia contro la madre; la suocera contro la nuora e la nuora contro la suocera. 54 Diceva ancora al popolo: « Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: Viene la pioggia; e così avviene. 55 E quando vedete soffiare lo scirocco, dite: Ci sarà caldo; e così accade. 56 Ipocriti, sapete discernere l'aspetto del cielo e della terra; ma come mai questo tempo non lo discernete? 57 E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto? 58 Quando vai con il tuo avversario dal magistrato, durante il viaggio, studiati di liberarti da lui, perché non ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni alla guardia e la guardia ti getti in prigione.

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59 Io ti dico che non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo.

24 Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. 25 Quando il padrone di casa si sarà alzato e avrà chiuso la porta, e voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: Signore, Signore, aprici; ma egli, rispondendo, vi dirà: Non so di dove siete. 26 Allora comincerete a dire: Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza, e tu hai insegnato nelle nostre piazze. 27 Ma egli dirà: Io vi dico: non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di iniquità. 28 Lì ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco, Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, e voi cacciati fuori. 29 E verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno, e siederanno a mensa nel regno di Dio. 30 Ed ecco, vi sono degli ultimi che saranno primi, e vi sono dei primi che saranno ultimi. 31 In quello stesso giorno si avvicinarono alcuni farisei e gli dissero: «Parti e vattene di qui, perché Erode ti vuole uccidere». 32 Ed egli disse loro: Andate e dite a quella volpe: Ecco, io scaccio i demòni e compio guarigioni oggi e domani, e il terzo giorno sarò compiuto. 33 Tuttavia è necessario che io cammini oggi, domani e il giorno seguente, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme. 34 Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come la gallina raccoglie la sua covata sotto le ali, e voi non avete voluto! 35 Ecco, la vostra casa vi sarà lasciata deserta. In verità vi dico che non mi vedrete più, finché non verrà il tempo in cui direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!

CAPITOLO 13 1 In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli il fatto dei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato a quello dei loro sacrifici. 2 E Gesù, rispondendo, disse loro: « Pensate voi che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, perché hanno sofferto tali cose? 3 No, vi dico; ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. 4 Oppure quei diciotto, sui quali cadde la torre di Siloe e li uccise, pensate che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? 5 No, vi dico; ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. 6 Disse anche questa parabola: « Un uomo aveva un fico piantato nella sua vigna; andò a cercarvi frutto, ma non ne trovò. 7 Allora disse al vignaiolo: Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, e non ne trovo; taglialo; perché ingombra il terreno? 8 Ed egli, rispondendo, gli disse: Signore, lascialo ancora quest'anno, finché io gli abbia zappato attorno e vi abbia messo del concime; 9 E se porterà frutto, bene; se no, allora lo taglierai dopo. 10 E insegnava in una sinagoga, in giorno di sabato. 11 Ed ecco, c'era una donna che da diciotto anni aveva uno spirito di infermità, ed era curva e non poteva in alcun modo raddrizzarsi. 12 E Gesù, vedutala, la chiamò a sé e le disse: « Donna, sei liberata dalla tua infermità». 13 E pose le mani su di lei, e subito ella fu raddrizzata e glorificava Dio. 14 E il capo della sinagoga, indignato perché Gesù aveva operato una guarigione di sabato, rispose alla folla: «Ci sono sei giorni nei quali si deve lavorare; venite dunque in quelli e fatevi curare, e non in giorno di sabato». 15 Allora il Signore gli rispose e disse: Ipocrita, non scioglie ciascuno di voi, di sabato, il suo bue o il suo asino dalla mangiatoia, per condurlo all'abbeveratoio? 16 E questa figlia di Abramo, che Satana ha tenuta legata per ben diciotto anni, non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato? 17 Quando ebbe detto queste cose, tutti i suoi avversari furono svergognati, e tutto il popolo si rallegrò per tutte le opere gloriose da lui compiute. 18 Allora disse: « A che cosa è simile il regno di Dio? E a che cosa lo assomiglierò?». 19 È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo orto; e crebbe, e divenne un grande albero; e gli uccelli del cielo fecero il nido fra i suoi rami. 20 E di nuovo disse: A che cosa paragonerò il regno di Dio? 21 È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché tutta fu lievitata. 22 E Gesù attraversava città e villaggi, insegnando, mentre camminava verso Gerusalemme. 23 Allora uno gli disse: Signore, sono pochi quelli che si salvano? Ed egli disse loro:

CAPITOLO 14 1 Or avvenne che, mentre egli entrava in casa di uno dei capi dei farisei per mangiare, in giorno di sabato, essi lo osservavano. 2 Ed ecco, davanti a lui c'era un uomo idropico. 3 E Gesù, rispondendo ai dottori della legge e ai farisei, disse: È lecito guarire in giorno di sabato? 4 Ed essi tacquero. Ed egli lo prese, lo guarì e lo lasciò andare; 5 E risposero loro, dicendo: Chi di voi, se un asino o un bue cade in una fossa, non lo tira fuori subito in giorno di sabato? 6 E non potevano rispondergli più nulla su queste cose. 7 Poi, notando come sceglievano le prime stanze, propose loro una parabola: 8 Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non sederti nel posto più alto, perché non venga invitato da lui un uomo più onorabile di te; 9 E colui che ha invitato te e lui, venite e vi dite: Cedi il posto a quest'uomo! E tu, con vergogna, cominci a occupare l'ultimo posto. 10 Ma quando sarai invitato, va' e siediti all'ultimo posto, affinché quando colui che ti ha invitato verrà, ti dica: Amico, sali più su; allora avrai onore in presenza di coloro che sono a tavola con te. 11 Perché chiunque si esalta sarà abbassato, e chi si umilia sarà innalzato.

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12 Disse poi anche a colui che l'aveva invitato: « Quando fai un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i vicini ricchi, perché non ti invitino anch'essi a loro volta e tu abbia il contraccambio». 13 Ma quando fai un banchetto, invita i poveri, gli storpi, gli zoppi, i ciechi; 14 E sarai beato, perché non hanno modo di ricambiarti; perché la tua ricompensa sarà nella risurrezione dei giusti. 15 E uno di quelli che erano a tavola con lui, udite queste cose, gli disse: Beato chi mangerà il pane nel regno di Dio! 16 Poi gli disse: Un uomo fece una gran cena e invitò molti; 17 E all'ora della cena mandò il suo servo a dire agli invitati: Venite, perché tutto è pronto. 18 E tutti quanti, di comune accordo, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: Ho comprato un campo e bisogna che vada a vederlo; ti prego, scusami. 19 E un altro disse: Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego, scusami. 20 E un altro disse: Ho preso moglie, e perciò non posso venire. 21 Quel servo dunque venne e raccontò queste cose al suo signore. Allora il padrone di casa, adirato, disse al suo servo: Va' subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, gli zoppi e i ciechi. 22 E il servo disse: Signore, è stato fatto come hai comandato, e c'è ancora posto. 23 E il signore disse al servo: Esci per le strade e lungo le siepi e costringili a entrare, perché la mia casa si riempia. 24 Poiché io vi dico che nessuno di quegli uomini che erano stati invitati assaggerà la mia cena. 25 E grandi folle andavano con lui; ed egli, voltatosi, disse loro: 26 Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. 27 E chi non porta la sua croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo. 28 Chi di voi, infatti, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa per vedere se ha i mezzi per portarla a termine? 29 Che talora, dopo aver posto il fondamento e non aver potuto finire il lavoro, tutti coloro che lo vedono non comincino a deriderlo, 30 dicendo: Quest'uomo ha cominciato a costruire, ma non è stato capace di finire. 31 Oppure quale re, partendo per muovere guerra a un altro re, non siede prima a esaminare se può con diecimila uomini affrontare chi gli viene incontro con ventimila? 32 Oppure, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda un'ambasciata e chiede le condizioni della pace. 33 Così pure chiunque di voi non rinuncia a tutto quello che ha, non può essere mio discepolo. 34 Il sale è buono; ma se il sale diventa insipido, con che cosa lo si renderà saporito? 35 Non è adatto né per la terra, né per il letame; ma gli uomini lo gettano via. Chi ha orecchie per udire, oda.

2 E i farisei e gli scribi mormoravano, dicendo: Costui accoglie i peccatori e mangia con loro. 3 E disse loro questa parabola: 4 Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova? 5 E quando l'ha trovata, tutto contento se la carica sulle spalle. 6 E giunto a casa, chiama insieme gli amici e i vicini, dicendo loro: Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la mia pecora, quella che era perduta. 7 Io vi dico che così vi sarà più gioia in cielo per un solo peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione. 8 Oppure quale donna, avendo dieci dramme e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova? 9 E quando l'ha trovata, chiama insieme le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduto. 10 Allo stesso modo, vi dico: c'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte. 11 E disse: Un uomo aveva due figli: 12 E il più giovane di loro disse al padre: Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta. Ed egli divise tra loro il suo sostentamento. 13 Non passarono molti giorni e il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò i suoi beni vivendo dissolutamente. 14 E quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia, ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. 15 E andò e si mise con uno degli abitanti di quel paese, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. 16 Avrebbe voluto riempirsi il ventre con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. 17 Allora ritornò in sé e disse: Quanti servi salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io invece muoio di fame! 18 Io mi alzerò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te, 19 E non sono più degno di essere chiamato tuo figlio: trattami come uno dei tuoi servi salariati. 20 E si alzò e andò da suo padre. Ma quando era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione, e corse, e gli si gettò al collo, e lo baciò. 21 E il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. 22 Ma il padre disse ai suoi servi: «Presto, portate qui la veste più bella e fategliela indossare, mettetegli un anello al dito e dei sandali ai piedi». 23 E conducete qua il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa. 24 Perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita; era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa. 25 Ora il figlio maggiore si trovava nei campi; e mentre tornava e si avvicinava alla casa, udì la musica e le danze. 26 E chiamato uno dei servi, gli chiese che cosa significassero queste cose. 27 E quello gli disse: È tornato tuo fratello e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo.

CAPITOLO 15 1 Allora si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo.

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28 Egli si adirò e non volle entrare; allora suo padre uscì e lo pregò. 29 Ed egli, rispondendo, disse a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comandamento; e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. 30 Ma quando è tornato questo tuo figlio, che ha divorato le tue sostanze con le prostitute, hai ammazzato per lui il vitello grasso. 31 E gli disse: Figlio, tu sei sempre con me, e tutto ciò che è mio è tuo. 32 Ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato.

18 Chiunque ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio; e chiunque sposa colei che è stata ripudiata dal marito, commette adulterio. 19 C'era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di bisso, e ogni giorno si divertiva lautamente. 20 E c'era un mendicante, di nome Lazzaro, che giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, 21 E desiderosi di sfamarsi con le briciole che cadevano dalla tavola del ricco, vennero anche i cani a leccare le sue piaghe. 22 E avvenne che il mendicante morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo; morì anche il ricco e fu sepolto; 23 E nell'inferno, essendo tra i tormenti, levò gli occhi e vide da lontano Abramo e Lazzaro nel suo seno. 24 Allora egli gridò e disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell'acqua e a rinfrescarmi la lingua, perché questa fiamma mi tormenta. 25 Ma Abramo disse: Figlio, ricordati che tu hai ricevuto i tuoi beni durante la vita, e Lazzaro similmente i suoi mali; ma ora lui è consolato, e tu sei tormentato. 26 Oltre a tutto questo, tra noi e voi è fissato un grande abisso: coloro che vorrebbero passare da qui a voi non possono; né coloro che vorrebbero venire da lì possono passare da noi. 27 Allora egli disse: Ti prego dunque, padre, che tu lo mandi a casa di mio padre, 28 Perché ho cinque fratelli, affinché egli li attesti, affinché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento. 29 Abramo gli disse: Hanno Mosè e i profeti; ascoltino loro. 30 Ed egli disse: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si pentiranno. 31 E Gesù gli disse: Se non ascoltano Mosè e i profeti, non saranno persuasi neppure se uno risuscitasse dai morti.

CAPITOLO 16 1 Disse anche ai suoi discepoli: « C'era un uomo ricco che aveva un amministratore; e questi fu accusato davanti a lui di sperperare i suoi beni. 2 E lo chiamò e gli disse: «Come mai sento dire questo di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non puoi più essere amministratore». 3 Allora l'amministratore disse tra sé: Che farò? Poiché il mio signore mi toglie l'amministrazione. Non sono capace di zappare e di mendicare, mi vergogno. 4 Ho deciso che cosa fare affinché, quando sarò stato rimosso dall'amministrazione, mi accolgano in casa loro. 5 Chiamò dunque uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: Quanto devi al mio padrone? 6 Ed egli disse: Cento misure d'olio. E gli disse: Prendi la tua ricevuta, e siediti, e scrivi subito cinquanta. 7 Poi disse ad un altro: E quanto devi? Ed egli rispose: Cento misure di grano. E gli disse: Prendi la tua ricevuta, e scrivi ottanta. 8 E il padrone lodò l'amministratore disonesto, perché aveva agito con avvedutezza; perché i figli di questo mondo, verso i loro pari, sono più avveduti dei figli della luce. 9 E io vi dico: Fatevi degli amici con la ricchezza ingiusta, affinché, quando verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne. 10 Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è ingiusto nel poco, è ingiusto anche nel molto. 11 Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza ingiusta, chi vi affiderà quella vera? 12 E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? 13 Nessun servitore può servire due padroni: perché o odierà l'uno e amerà l'altro; oppure si atterrà all'uno e disprezzerà l'altro. Voi non potete servire a Dio e a mammona. 14 Anche i farisei, che erano avidi, ascoltavano tutte queste cose e lo deridevano. 15 Ed egli disse loro: Voi siete quelli che si giustificano davanti agli uomini; ma Dio conosce i vostri cuori; perché ciò che è eccelso fra gli uomini è abominio davanti a Dio. 16 La legge e i profeti fino a Giovanni; da allora in poi viene annunziato il regno di Dio e ognuno si sforza di entrarvi. 17 Ed è più facile che passino il cielo e la terra, anziché cada un solo trattino della legge.

CAPITOLO 17 1 Allora disse ai discepoli: « È impossibile che non avvengano scandali; ma guai a colui per colpa del quale avvengono!» 2 Sarebbe meglio per lui che gli fosse messa al collo una macina da mulino e lo si gettasse nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. 3 State attenti a voi stessi: se il tuo fratello pecca contro di te, rimproveralo; e se si pente, perdonagli. 4 E se pecca contro di te sette volte al giorno e sette volte torna a te, dicendo: "Mi pento", tu gli perdonerai. 5 E gli apostoli dissero al Signore: Aumenta la nostra fede. 6 E il Signore disse: Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo sicomoro: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ubbidirebbe. 7 Ora chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà subito, quando torna dal campo: Vieni subito e mettiti a tavola? 8 E non gli dirà piuttosto: Preparami la cena, rimboccati le vesti e servimi, finché io abbia mangiato e bevuto; e dopo mangerai e berrai tu? 9 Ringrazia forse quel servo perché ha fatto le cose che gli erano state comandate? Io non credo. 10 Così anche voi, quando avrete fatto tutte quelle cose che vi sono comandate, dite: Siamo servi inutili; abbiamo fatto ciò che dovevamo fare.

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CAPITOLO 18

11 Mentre si recava a Gerusalemme, Gesù attraversò la Samaria e la Galilea. 12 E come egli entrava in un certo villaggio, gli vennero incontro dieci uomini lebbrosi, i quali si fermarono da lontano, 13 E alzarono la voce e dissero: «Gesù, Maestro, abbi pietà di noi». 14 E quando li vide, disse loro: Andate a mostrarvi ai sacerdoti. E avvenne che, mentre andavano, furono purificati. 15 E uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro e glorificò Dio a gran voce, 16 E si prostrò con la faccia a terra ai suoi piedi, ringraziandolo. Or egli era un Samaritano. 17 E Gesù, rispondendo, disse: Non sono stati purificati i dieci? E gli altri nove dove sono? 18 Non si è trovato nessuno che sia tornato indietro per rendere gloria a Dio, se non questo straniero. 19 E Gesù gli disse: « Àlzati e va'; la tua fede ti ha salvato». 20 Interrogato poi dai farisei sul quando sarebbe venuto il regno di Dio, rispose loro: « Il regno di Dio non viene in modo da attirare l'attenzione, 21 Né si dirà: Eccolo qui, oppure: Eccolo là, perché ecco, il regno di Dio è dentro di voi. 22 Poi disse ai discepoli: « Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell'uomo, ma non lo vedrete. 23 E vi diranno: Eccolo qui; oppure: Eccolo là; non andate dietro a loro e non li seguite. 24 Perché come il lampo, balenando da un'estremità all'altra del cielo, risplende fino all'altra estremità del cielo, così sarà anche il Figlio dell'uomo nel suo giorno. 25 Ma prima bisogna che egli soffra molte cose e sia reietto da questa generazione. 26 E come avvenne ai giorni di Noè, così avverrà anche ai giorni del Figlio dell'uomo. 27 Mangiarono, bevvero, presero moglie, si maritarono, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca, e venne il diluvio e li fece perire tutti. 28 Allo stesso modo, come avvenne anche ai giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; 29 Ma nello stesso giorno in cui Lot uscì da Sodoma piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece perire tutti. 30 Così sarà nel giorno in cui il Figlio dell'uomo sarà manifestato. 31 In quel giorno, chi sarà sulla terrazza e avrà le sue cose in casa, non scenda a prenderle; e chi sarà nel campo, non torni indietro. 32 Ricordatevi della moglie di Lot. 33 Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita, la salverà. 34 Io vi dico: in quella notte due saranno in un letto: l'uno sarà preso e l'altro lasciato. 35 Due donne macineranno insieme; una sarà presa e l'altra lasciata. 36 Due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e l'altro lasciato. 37 Ed essi risposero e gli dissero: Dove, Signore? Ed egli disse loro: Dovunque sarà il corpo, là si raduneranno le aquile.

1 Poi disse loro una parabola per mostrare che bisognava pregare sempre, senza stancarsi: 2 Dicendo: C'era in una città un giudice, che non temeva Dio e non aveva riguardo per alcun uomo. 3 Or in quella città c'era una vedova, la quale andava da lui, dicendo: Fammi giustizia del mio avversario. 4 E per un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcun uomo, 5 Ma poiché questa vedova mi dà fastidio, le farò giustizia, perché non venga continuamente a rompermi la testa. 6 E il Signore disse: Ascoltate ciò che dice il giudice ingiusto. 7 E Dio non vendicherà i suoi eletti che gridano giorno e notte a lui, anche se li sopporta a lungo? 8 Io vi dico che egli li vendicherà prontamente. Tuttavia, quando il Figlio dell'uomo verrà, troverà la fede sulla terra? 9 Disse ancora questa parabola per certuni che confidavano in se stessi di essere giusti e disprezzavano gli altri: 10 Due uomini salirono al tempio per pregare; uno era fariseo e l'altro pubblicano. 11 Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano. 12 Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto ciò che possiedo. 13 Il pubblicano invece, fermatosi lontano, non osava neppure alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto, dicendo: O Dio, sii placato verso me peccatore. 14 Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell'altro, perché chiunque si esalta sarà abbassato e chi si umilia sarà esaltato. 15 E gli presentarono anche i bambini perché li toccasse; ma i suoi discepoli, vedendo ciò, li sgridarono. 16 Ma Gesù li chiamò a sé e disse: « Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché di tali è il regno di Dio». 17 In verità vi dico: chiunque non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso. 18 E uno dei capi lo interrogò, dicendo: Maestro buono, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna? 19 E Gesù gli disse: Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non uno solo, cioè Dio. 20 Tu conosci i comandamenti: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non dire falsa testimonianza, onora tuo padre e tua madre. 21 E disse: Tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza. 22 Udito questo, Gesù gli disse: « Una cosa ancora ti manca: vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi». 23 Udito questo, egli ne fu molto rattristato, perché era molto ricco. 24 E Gesù, vedendolo molto rattristato, disse: Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio! 25 È più facile infatti che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio. 26 Quelli che udirono dissero: Chi dunque potrà essere salvato?

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27 E disse: Le cose impossibili agli uomini sono possibili a Dio. 28 Allora Pietro disse: Ecco, noi abbiamo lasciato ogni cosa e ti abbiamo seguito. 29 E disse loro: « In verità vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa, o genitori, o fratelli, o moglie, o figli per il regno di Dio, 30 Chi non ne riceverà molte volte tanto nel tempo presente, e nel mondo futuro la vita eterna? 31 Poi prese con sé i Dodici e disse loro: « Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e si compiranno tutte le cose scritte dai profeti riguardo al Figlio dell'uomo. 32 Poiché egli sarà consegnato ai pagani, e sarà schernito, e oltraggiato, e gli sarà sputato addosso; 33 E lo flagelleranno e lo uccideranno; e il terzo giorno risusciterà. 34 Ma essi non compresero nulla di queste cose; quel parlare era per loro oscuro e non capivano le cose che erano state dette. 35 E avvenne che, mentre egli si avvicinava a Gerico, un certo cieco sedeva lungo la strada, mendicando. 36 E, udendo la folla passare, chiese che cosa significasse. 37 E gli dissero che passava Gesù il Nazareno. 38 E gridò, dicendo: Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me. 39 Quelli che andavano avanti lo sgridavano perché tacesse; ma lui gridava più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me». 40 E Gesù, fermatosi, comandò che glielo conducessero; e quando gli fu vicino, gli chiese: 41 dicendo: Che vuoi che io ti faccia? Ed egli disse: Signore, che io ricuperi la vista. 42 E Gesù gli disse: « Riacquista la vista; la tua fede ti ha salvato». 43 E subito recuperò la vista e lo seguì, glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo ciò, diede lode a Dio.

pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi immediatamente. 12 Disse dunque: « Un uomo nobile partì per un paese lontano per ricevere un titolo regale e poi ritornare. 13 E chiamati i suoi dieci servi, consegnò loro dieci mine, e disse loro: Utilizzatele finché io venga. 14 Ma i suoi cittadini lo odiavano e gli mandarono dietro un messaggero per dire: «Non vogliamo che quest'uomo regni su di noi». 15 E avvenne che, quando egli fu ritornato, dopo aver ricevuto il regno, comandò che gli fossero chiamati quei servi ai quali aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato trafficando. 16 Poi venne il primo e disse: Signore, la tua mina ha fruttato altre dieci mine. 17 Ed egli gli disse: Bene, servo buono, poiché sei stato fedele nel poco, abbi autorità sopra dieci città. 18 Poi venne il secondo e disse: Signore, la tua mina ha fruttato altre cinque mine. 19 E disse anche a lui: Sii anche tu a capo di cinque città. 20 Poi venne un altro, dicendo: Signore, ecco la tua mina, che ho tenuta riposta in un fazzoletto; 21 Poiché ho avuto paura di te, perché sei un uomo severo; prendi ciò che non hai depositato e mieti ciò che non hai seminato. 22 E gli disse: Dalla tua bocca ti giudicherò, servo malvagio. Tu sapevi che ero un uomo severo, che prendevo ciò che non avevo deposto e mietevo ciò che non avevo seminato; 23 Perché allora non hai consegnato il mio denaro alla banca? Al mio ritorno, io avrei dovuto riscuoterlo con l'interesse. 24 Poi disse a quelli che gli stavano attorno: Toglietegli la mina e datela a quello che ha le dieci mine. 25 (E gli dissero: Signore, ha dieci mine.) 26 Poiché io vi dico: a chiunque ha sarà dato; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. 27 Ma quei miei nemici che non volevano che io regnassi su di loro, conduceteli qui e uccideteli davanti a me. 28 Dopo aver detto queste cose, Gesù andava avanti salendo a Gerusalemme. 29 Quando fu vicino a Betfage e a Betania, presso il monte detto degli Ulivi, mandò due dei suoi discepoli, 30 dicendo: Andate nel villaggio che vi sta di fronte; entrando nel quale troverete un puledro legato, sul quale nessuno è mai salito; scioglietelo e conducetelo qui. 31 E se qualcuno vi domanda: Perché lo sciogliete?, gli risponderete così: Perché il Signore ne ha bisogno. 32 Quelli che erano stati mandati andarono e trovarono tutto come aveva detto loro. 33 E mentre slegavano il puledro, i suoi padroni dissero loro: Perché slegate il puledro? 34 Ed essi dissero: Il Signore ne ha bisogno. 35 E lo condussero da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. 36 E mentre egli camminava, stendevano i loro mantelli sulla strada. 37 E quando fu vicino alla discesa del monte degli Ulivi, tutta la folla dei discepoli, con gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutte le opere potenti che avevano veduto; 38 dicendo: Benedetto il Re che viene nel nome del Signore: pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli.

CAPITOLO 19 1 Gesù entrò e attraversò Gerico. 2 Ed ecco, c'era un uomo chiamato Zaccheo, il quale era il capo dei pubblicani, ed era ricco. 3 Cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. 4 Allora corse avanti e salì su un sicomoro per vederlo, perché doveva passare di là. 5 Quando Gesù giunse sul luogo, alzò lo sguardo, lo vide e gli disse: « Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». 6 E si affrettò, scese e lo accolse pieno di gioia. 7 E quando videro ciò, tutti mormorarono, dicendo: «È andato ad alloggiare in casa di un peccatore». 8 E Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno con false accuse, gli restituisco quattro volte tanto. 9 E Gesù gli disse: Oggi la salvezza è venuta per questa casa, perché anch'egli è figlio di Abramo. 10 Perché il Figlio dell'uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto. 11 Mentre udivano queste cose, Gesù aggiunse una parabola, perché era vicino a Gerusalemme e perché

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39 E alcuni farisei tra la folla gli dissero: Maestro, rimprovera i tuoi discepoli. 40 Ed egli rispose loro: Io vi dico che se questi tacessero, griderebbero subito le pietre. 41 E quando fu vicino, vide la città e pianse su di essa, 42 dicendo: Oh, se tu avessi riconosciuto almeno in questo giorno le cose che servono alla tua pace! Ma ora sono nascoste ai tuoi occhi. 43 Poiché verranno su di te dei giorni nei quali i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti assedieranno da ogni parte, 44 E abbatterò te e i tuoi figli dentro di te, e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata. 45 Poi entrò nel tempio e cominciò a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; 46 dicendo loro: Sta scritto: La mia casa è casa di preghiera; ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri. 47 E ogni giorno insegnava nel tempio. Ma i sommi sacerdoti, gli scribi e i capi del popolo cercavano di farlo morire, 48 E non sapevano che cosa fare, perché tutto il popolo stava attento ad ascoltarlo.

16 Verrà e distruggerà quei vignaioli, e darà la vigna ad altri. Ed essi, udito ciò, dissero: Dio non voglia. 17 E, guardandoli, disse: Che cosa è dunque ciò che è scritto: La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata la pietra angolare? 18 Chiunque cadrà su quella pietra sarà sfracellato; e colui sul quale essa cadrà, lo stritolerà. 19 In quello stesso momento i sommi sacerdoti e gli scribi cercarono di mettergli le mani addosso; ma ebbero paura del popolo, perché avevano capito che quella parabola l'aveva detta per loro. 20 E lo osservarono, e mandarono delle spie, che si spacciassero per uomini giusti, per cogliere in fallo le sue parole e poi consegnarlo al potere e all'autorità del governatore. 21 E lo interrogarono, dicendo: Maestro, sappiamo che parli e insegni con rettitudine e non hai riguardo per la persona di nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. 22 È lecito o no per noi pagare il tributo a Cesare? 23 Ma egli, conoscendo la loro astuzia, disse loro: « Perché mi tentate?». 24 Mostratemi un denaro. Di chi è l'immagine e l'iscrizione? Essi risposero e dissero: Di Cesare. 25 E disse loro: « Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». 26 E non poterono coglierlo in fallo davanti al popolo; e si meravigliarono della sua risposta, e tacquero. 27 Allora vennero a lui alcuni sadducei, i quali negano che vi sia risurrezione, e gli chiesero: 28 Dicendo: Maestro, Mosè ci ha scritto: Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello ne prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. 29 C'erano dunque sette fratelli; il primo prese moglie e morì senza figli. 30 E il secondo la prese in moglie, e morì senza lasciare figli. 31 E il terzo la prese; e così pure tutti e sette; e morirono senza lasciare figli. 32 Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. 33 Nella risurrezione, dunque, di chi di loro sarà moglie? Poiché sette l'hanno avuta per moglie. 34 E Gesù, rispondendo, disse loro: I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; 35 Ma quelli che saranno ritenuti degni di ottenere quel mondo e la risurrezione dai morti, non prendono moglie né sono dati in moglie; 36 E non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e sono figli di Dio, essendo figli della risurrezione. 37 Che poi i morti risuscitano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando chiama il Signore: Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. 38 Poiché egli non è Dio dei morti, ma dei viventi, perché tutti vivono per lui. 39 Allora alcuni scribi, rispondendo, dissero: Maestro, hai detto bene. 40 E dopo ciò non osarono più rivolgergli alcuna domanda. 41 Ed egli disse loro: Come mai dicono che il Cristo è figlio di Davide? 42 E Davide stesso dice nel libro dei Salmi: Il SIGNORE ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra,

CAPITOLO 20 1 Or avvenne che in uno di quei giorni, mentre insegnava al popolo nel tempio e predicava il vangelo, sopraggiunsero i sommi sacerdoti e gli scribi con gli anziani, 2 E gli dissero: «Dicci con quale autorità fai queste cose? O chi è che ti ha dato questa autorità?». 3 Ed egli rispose e disse loro: Anch'io vi domanderò una cosa; e voi rispondetemi: 4 Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? 5 Ed essi ragionavano tra loro, dicendo: Se diciamo: Dal cielo, egli dirà: Perché allora non gli avete creduto? 6 Ma se diciamo: "Dagli uomini", tutto il popolo ci lapiderà, perché è convinto che Giovanni era un profeta. 7 Ed essi risposero che non sapevano dire da dove venisse. 8 E Gesù disse loro: « Neppure io vi dico con quale autorità faccio queste cose». 9 Poi cominciò a dire al popolo questa parabola: « Un uomo piantò una vigna, la diede in affitto a dei vignaioli e se ne andò lontano per molto tempo. 10 E a suo tempo mandò un servo ai contadini perché gli dessero del frutto della vigna; ma i contadini lo bastonarono e lo rimandarono a mani vuote. 11 E mandò di nuovo un altro servo; ma anche questo, dopo aver percosso e insultato, lo rimandarono a mani vuote. 12 Ne mandò ancora un terzo, ma anche questo lo ferirono e lo cacciarono via. 13 Allora il padrone della vigna disse: Che farò? Manderò il mio amato figlio: forse lo riveriranno quando lo vedranno. 14 Ma i contadini, quando lo videro, ragionarono tra loro, dicendo: Costui è l'erede; venite, uccidiamolo, e l'eredità sarà nostra. 15 E lo cacciarono fuori della vigna, e l'uccisero. Che farà dunque a loro il padrone della vigna?

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LUCA

43 Finché non avrò fatto dei tuoi nemici uno sgabello per i tuoi piedi. 44 Davide dunque lo chiama Signore; come dunque è suo figlio? 45 Poi, mentre tutto il popolo ascoltava, disse ai suoi discepoli: 46 Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti e ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei conviti; 47 che divorano le case delle vedove e fanno lunghe preghiere per farsi vedere; costoro riceveranno una condanna più grande.

21 Allora quelli che sono nella Giudea fuggano ai monti; quelli che sono dentro la città se ne allontanino; e quelli che sono nella campagna non entrino in essa. 22 Poiché questi saranno giorni di vendetta, affinché tutte le cose scritte siano adempiute. 23 Ma guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni! Perché vi sarà grande calamità nel paese e ira su questo popolo. 24 E cadranno sotto il taglio della spada e saranno condotti prigionieri fra tutte le genti; e Gerusalemme sarà calpestata dai pagani, finché i tempi dei pagani siano compiuti. 25 E vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle; e sulla terra, angoscia di nazioni in ansia, mentre il mare e le onde rimbombano; 26 Gli uomini verranno meno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere al mondo, perché le potenze dei cieli saranno scrollate. 27 E allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nuvola con grande potenza e gloria. 28 Quando queste cose cominceranno ad accadere, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. 29 Poi disse loro una parabola: « Guardate il fico e tutti gli alberi; 30 Quando ormai germogliano, guardandoli, riconoscete da voi stessi che l'estate è ormai vicina. 31 Così anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. 32 In verità vi dico: questa generazione non passerà prima che tutto sia compiuto. 33 Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. 34 State attenti a voi stessi, che talora i vostri cuori non siano aggravati da crapula, ubriachezza e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all'improvviso. 35 Poiché come un laccio verrà sopra tutti quelli che abitano sulla faccia di tutta la terra. 36 Vegliate dunque e pregate in ogni tempo, affinché siate ritenuti degni di scampare a tutte queste cose che stanno per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell'uomo. 37 E durante il giorno insegnava nel tempio; e la notte usciva e pernottava sul monte detto degli Ulivi. 38 E tutto il popolo, la mattina presto, andava da lui nel tempio per ascoltarlo.

CAPITOLO 21 1 Poi alzò gli occhi e vide i ricchi che gettavano i loro doni nel tesoro. 2 E vide anche una povera vedova che vi gettava due spiccioli. 3 E disse: In verità vi dico che questa povera vedova ha gettato più di tutti; 4 Poiché tutti costoro hanno gettato nelle offerte a Dio del loro superfluo; ma questa, della sua povertà, ha gettato tutto quanto aveva per vivere. 5 E mentre alcuni parlavano del tempio, e di come fosse adorno di belle pietre e di doni votivi, egli disse: 6 Quanto a queste cose che ammirate, verranno giorni nei quali non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà diroccata. 7 E gli domandarono: «Maestro, quando accadranno queste cose? E quale sarà il segno, quando queste cose staranno per accadere?». 8 Ed egli disse: « Guardate di non lasciarvi ingannare, perché molti verranno nel mio nome, dicendo: Io sono il Cristo; e il tempo è vicino; non andate dunque dietro a loro». 9 Ma quando sentirete parlare di guerre e di sommosse, non vi terrorizzate, perché bisogna che queste cose avvengano prima; ma la fine non verrà subito. 10 Allora disse loro: Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno; 11 E vi saranno grandi terremoti in vari luoghi, carestie e pestilenze; e vi saranno fenomeni terrificanti e grandi segni dal cielo. 12 Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. 13 E ciò vi servirà da testimonianza. 14 Decidetevi dunque in cuor vostro di non meditare prima ciò che dovrete rispondere a vostra difesa; 15 Poiché io vi darò una bocca e una sapienza a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere né contraddire. 16 E sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici; e faranno morire alcuni di voi. 17 E sarete odiati da tutti a causa del mio nome. 18 Ma non perirà neppure un capello del vostro capo. 19 Nella vostra pazienza salverete le vostre anime. 20 E quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, sappiate allora che la sua desolazione è vicina.

CAPITOLO 22 1 Si avvicinava ormai la festa degli Azzimi, chiamata Pasqua. 2 E i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di farlo morire, perché avevano paura del popolo. 3 Allora Satana entrò in Giuda, detto Iscariota, che era nel numero dei Dodici. 4 Poi andò e si consultò con i capi dei sacerdoti e con i capitani sul modo di consegnarlo nelle loro mani. 5 E si rallegrarono e convennero di dargli del denaro. 6 E promise e cercò l'occasione propizia per consegnarlo loro, di nascosto alla folla. 7 Poi venne il giorno degli azzimi, nel quale si doveva immolare la Pasqua. 8 E mandò Pietro e Giovanni dicendo: Andate e preparateci la Pasqua, perché possiamo mangiare. 9 Ed essi gli dissero: Dove vuoi che prepariamo?

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LUCA

10 Poi disse loro: « Ecco, quando sarete entrati nella città, vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d'acqua; seguitelo nella casa dove entrerà. 11 E direte al padrone di casa: Il Maestro ti dice: Dov'è la stanza in cui mangerò la Pasqua con i miei discepoli? 12 Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala arredata; là preparate. 13 Ed essi andarono e trovarono come aveva detto loro, e prepararono la Pasqua. 14 Quando giunse l'ora, egli sedette e con lui i dodici apostoli. 15 Ed egli disse loro: Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione; 16 Poiché io vi dico che non ne mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio. 17 Poi, preso il calice, rese grazie e disse: Prendete questo e dividetelo tra voi, 18 Poiché io vi dico che da ora in poi non berrò più del frutto della vite, finché non venga il regno di Dio. 19 Poi, preso il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me. 20 Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: « Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per voi». 21 Ma ecco, la mano di colui che mi tradisce è con me, sulla tavola. 22 E il Figlio dell'uomo se ne va, secondo quanto è stabilito; ma guai a quell'uomo dal quale è tradito! 23 E cominciarono a domandarsi tra loro chi di loro avrebbe fatto questa cosa. 24 E vi fu anche una contesa tra loro: chi di loro doveva essere considerato il più grande. 25 E disse loro: « I re delle nazioni le signoreggiano, e coloro che esercitano autorità su di esse si fanno chiamare benefattori». 26 Ma tra voi non sarà così; anzi, il più grande tra voi diventi come il più piccolo, e chi governa come colui che serve. 27 Infatti, chi è più grande, colui che sta a tavola o colui che serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sono in mezzo a voi come colui che serve. 28 Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie tentazioni. 29 E io dispongo per voi un regno, come il Padre mio ha disposto per me; 30 Affinché mangiate e beviate alla mia tavola nel mio regno, e sediate su troni per giudicare le dodici tribù di Israele. 31 E il Signore disse: Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano; 32 Ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno; e tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli. 33 E quegli gli disse: Signore, con te sono pronto ad andare anche in prigione e alla morte. 34 E Gesù disse: Pietro, io ti dico che oggi il gallo non canterà, prima che tu abbia negato tre volte di conoscermi. 35 Ed egli disse loro: Quando vi mandai senza borsa, senza bisaccia e senza sandali, vi è forse mancato qualcosa? Ed essi dissero: Niente.

36 Allora disse loro: « Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così pure una sacca; e chi non ha spada, venda la sua veste e ne compri una». 37 Poiché io vi dico che deve compiersi in me questa parola della Scrittura: E fu annoverato tra i malfattori; perché le cose che mi riguardano giungono al termine. 38 Ed essi dissero: Signore, ecco qui due spade. Ed egli disse loro: Basta. 39 Poi uscì e andò, come al solito, al monte degli Ulivi; e anche i suoi discepoli lo seguirono. 40 E quando fu sul luogo, disse loro: Pregate, per non entrare in tentazione. 41 E si staccò da loro circa un tiro di sasso, e inginocchiatosi, pregò, dicendo: 42 dicendo: Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Però non la mia, ma la tua volontà sia fatta. 43 E gli apparve un angelo dal cielo per confortarlo. 44 Ed essendo in agonia, pregava ancor più intensamente; e il suo sudore diventò come grosse gocce di sangue che cadevano a terra. 45 Poi, alzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò addormentati per la tristezza. 46 E disse loro: « Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione». 47 Mentre egli parlava ancora, ecco una folla; e colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, li precedeva e si avvicinò a Gesù per baciarlo. 48 Ma Gesù gli disse: Giuda, tradisci il Figlio dell'uomo con un bacio? 49 Allora quelli che gli stavano attorno, vedendo ciò che stava per accadere, gli dissero: «Signore, dobbiamo colpire con la spada?». 50 E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l'orecchio destro. 51 E Gesù rispose e disse: « Soffrite fin qui». E gli toccò l'orecchio e lo guarì. 52 Allora Gesù disse ai capi dei sacerdoti, ai capitani del tempio e agli anziani che eran venuti contro di lui: « Siete venuti con spade e bastoni, come contro un ladro? 53 Ogni giorno, quando ero con voi nel tempio, non avete mai steso le mani contro di me; ma questa è l'ora vostra e il potere delle tenebre. 54 Allora lo presero, lo condussero e lo fecero entrare nella casa del sommo sacerdote. E Pietro lo seguiva da lontano. 55 E, dopo aver acceso un fuoco in mezzo alla sala e essersi seduti insieme, Pietro sedette in mezzo a loro. 56 Ma una certa serva lo vide mentre sedeva presso il fuoco e, fissandolo intensamente, disse: Anche quest'uomo era con lui. 57 Ed egli lo negò, dicendo: Donna, non lo conosco. 58 E poco dopo un altro lo vide e disse: Anche tu sei di loro. E Pietro disse: Uomo, io non lo sono. 59 E circa un'ora dopo, un altro affermava con fermezza, dicendo: «In verità, anche questo era con lui, perché è Galileo». 60 E Pietro disse: Uomo, non so quello che dici. E subito, mentre egli parlava ancora, il gallo cantò. 61 E il Signore, voltatosi, guardò Pietro. E Pietro si ricordò della parola del Signore, come gli aveva detto: Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte. 62 E Pietro, uscito fuori, pianse amaramente.

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LUCA

63 E gli uomini che avevano in custodia Gesù lo schernivano e lo percuotevano. 64 E dopo averlo bendato, gli percossero il volto e gli chiesero: «Indovina: chi ti ha percosso?». 65 E molte altre cose bestemmiavano contro di lui. 66 Appena fu giorno, si riunirono gli anziani del popolo, i sommi sacerdoti e gli scribi e lo condussero davanti al loro sinedrio, dicendo: 67 Sei tu il Cristo? Diccelo. Ed egli disse loro: Se ve lo dico, non crederete; 68 E se vi interrogo anch'io, non mi risponderete e non mi lascerete andare. 69 Da ora in poi il Figlio dell'uomo siederà alla destra della potenza di Dio. 70 Allora tutti dissero: Sei tu dunque il Figlio di Dio? Ed egli disse loro: Voi dite che io lo sono. 71 Ed essi dissero: «Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza? Poiché noi stessi l'abbiamo udito dalla sua bocca».

19 (Il quale fu gettato in prigione per una certa sedizione scoppiata in città e per omicidio.) 20 Pilato dunque, volendo liberare Gesù, parlò loro di nuovo. 21 Ma essi gridarono: «Crocifiggilo, crocifiggilo!». 22 Ed egli disse loro per la terza volta: Che male ha egli fatto? Io non ho trovato in lui alcuna causa di morte; perciò lo castigherò e lo lascerò andare. 23 E insistevano a gran voce, chiedendo che fosse crocifisso. E le voci loro e dei capi sacerdoti prevalevano. 24 E Pilato decise che fosse fatto come avevano chiesto. 25 E liberò loro colui che era stato gettato in prigione per sedizione e omicidio, e che essi avevano richiesto; ma abbandonò Gesù alla loro volontà. 26 Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirene, che tornava dalla campagna, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. 27 E lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. 28 Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: « Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. 29 Poiché ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato. 30 Allora cominceranno a dire ai monti: Cadete su di noi! e ai colli: Copriteci! 31 Perché se fanno queste cose al legno verde, che avverrà al legno secco? 32 Insieme a lui venivano condotti anche altri due malfattori per essere messi a morte. 33 E quando giunsero al luogo detto del Calvario, là crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. 34 Allora Gesù disse: Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno. E divisero le sue vesti e le tirarono a sorte. 35 E il popolo stava a guardare; e anche i capi con loro lo schernivano, dicendo: Ha salvato altri; salvi se stesso, se è il Cristo, l'eletto di Dio. 36 Anche i soldati lo schernivano, accostandosi a lui e porgendogli dell'aceto, 37 E dicendo: Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso. 38 E sopra di lui c'era anche questa iscrizione in lettere greche, latine ed ebraiche: QUESTO È IL RE DEI GIUDEI. 39 E uno dei malfattori appesi lo insultava, dicendo: Se tu sei il Cristo, salva te stesso e noi. 40 Ma l'altro, rispondendo, lo rimproverava, dicendo: Non hai timore di Dio, mentre ti trovi nella stessa condanna? 41 Noi giustamente, perché riceviamo la giusta ricompensa per le nostre azioni; ma costui non ha fatto nulla di male. 42 E disse a Gesù: Signore, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno. 43 E Gesù gli disse: In verità ti dico: oggi sarai con me nel paradiso. 44 Era circa l'ora sesta e si fecero tenebre su tutta la terra fino all'ora nona. 45 E il sole si oscurò e il velo del tempio si squarciò nel mezzo. 46 E Gesù, gridando a gran voce, disse: « Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». E detto questo, spirò. 47 Visto ciò che era accaduto, il centurione glorificò Dio dicendo: «Veramente quest'uomo era giusto».

CAPITOLO 23 1 E tutta l'assemblea si alzò e lo condusse da Pilato. 2 E cominciarono ad accusarlo, dicendo: Abbiamo trovato costui che sovvertiva la nazione e impediva di pagare i tributi a Cesare, affermando di essere il Cristo re. 3 E Pilato lo interrogò, dicendo: Sei tu il re dei Giudei? Ed egli gli rispose e disse: Tu lo dici. 4 Allora Pilato disse ai capi dei sacerdoti e al popolo: «Non trovo nessuna colpa in quest'uomo. 5 E quelli si infuriavano ancora di più, dicendo: «Egli solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea fino a qui». 6 Udito ciò, Pilato chiese se quell'uomo fosse Galileo. 7 E, saputo che apparteneva alla giurisdizione di Erode, lo mandò da Erode, che in quei giorni si trovava anch'egli a Gerusalemme. 8 Quando Erode vide Gesù, si rallegrò molto, perché da molto tempo desiderava vederlo, perché aveva sentito parlare di lui, e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. 9 Poi lo interrogò con molte parole; ma egli non gli rispose nulla. 10 E i sommi sacerdoti e gli scribi si presentarono e lo accusavano con insistenza. 11 Allora Erode, con i suoi soldati, lo disprezzò e lo schernì, gli fece indossare una splendida veste e lo rimandò a Pilato. 12 E in quello stesso giorno Pilato ed Erode diventarono amici tra loro; prima infatti erano inimicizia tra loro. 13 Pilato, riuniti i sommi sacerdoti, le autorità e il popolo, 14 Disse loro: «Voi mi avete portato quest'uomo come uno che sovverte il popolo; ed ecco, io, dopo averlo esaminato davanti a voi, non ho trovato in quest'uomo nessuna delle colpe di cui lo accusate. 15 No, e neppure Erode, perché sono io che vi ho mandati a lui; ed ecco, non gli è stato fatto nulla che meriti la morte. 16 Perciò lo castigherò e lo libererò. 17 (Poiché era necessario che egli liberasse loro qualcuno per la festa). 18 E tutti insieme gridarono: «Togli costui dalla faccia e liberaci Barabba!».

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LUCA

48 E tutta la gente che si era radunata a quello spettacolo, ripensando alle cose accadute, si batteva il petto e se ne tornava indietro. 49 E tutti i suoi conoscenti e le donne che lo avevano seguito dalla Galilea, stavano da lontano, osservando queste cose. 50 Ed ecco, c'era un uomo chiamato Giuseppe, consigliere; ed era un uomo buono e giusto. 51 Costui non aveva acconsentito al consiglio e all'azione di loro; era di Arimatea, una città dei Giudei, e aspettava anche lui il regno di Dio. 52 Quest'uomo andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. 53 E, trattolo dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo depose in un sepolcro scavato nella roccia, nel quale nessuno era stato ancora deposto. 54 Or quel giorno era la Preparazione e stava per giungere il sabato. 55 Anche le donne che erano venute con lui dalla Galilea seguivano Gesù e osservarono il sepolcro e come era stato deposto il suo corpo. 56 Poi tornarono indietro e prepararono aromi e unguenti; e si riposarono durante il giorno di sabato, secondo il comandamento.

18 E uno di loro, di nome Cleopa, rispondendo gli disse: «Tu solo sei forestiero in Gerusalemme e non hai saputo le cose che vi sono accadute in questi giorni?». 19 Ed egli disse loro: Quali cose? Ed essi gli dissero: Di Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo: 20 E come i sommi sacerdoti e i nostri governanti lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. 21 Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; e, con tutto ciò, oggi sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. 22 E anche certe donne, tra di noi, ci hanno stupiti; erano andate di buon mattino al sepolcro; 23 E non avendo trovato il suo corpo, vennero dicendo di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. 24 E alcuni di quelli che erano con noi sono andati al sepolcro e hanno trovato tutto come avevano detto le donne; ma lui non l'hanno visto. 25 Allora disse loro: O insensati e lenti di cuore a credere a tutte le cose che hanno detto i profeti! 26 Non doveva il Cristo soffrire queste cose per entrare nella sua gloria? 27 E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo riguardavano. 28 E quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se volesse proseguire più lontano. 29 Ma essi lo costrinsero, dicendo: Rimani con noi, perché si fa sera e il giorno è già al tramonto. Ed egli entrò per rimanere con loro. 30 E avvenne che, mentre era a tavola con loro, prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e lo diede loro. 31 E i loro occhi si aprirono e lo riconobbero; ma egli scomparve dalla loro vista. 32 Ed essi dissero l'uno all'altro: «Non ardeva forse il nostro cuore dentro di noi mentre egli conversava con noi lungo il cammino e ci spiegava le Scritture?». 33 E si alzarono in quella stessa ora e tornarono a Gerusalemme, e trovarono riuniti gli Undici e quelli che erano con loro, 34 dicendo: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone». 35 E narrarono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane. 36 E mentre parlavano di queste cose, Gesù stesso stette in mezzo a loro e disse: Pace a voi! 37 Ma essi, spaventati e spaventati, pensavano di vedere uno spirito. 38 Ed egli disse loro: « Perché siete turbati? E perché sorgono pensieri nel vostro cuore? 39 Guardate le mie mani e i miei piedi, perché sono proprio io; toccatemi e guardate; perché uno spirito non ha carne e ossa come vedete che ho io. 40 E detto questo, mostrò loro le mani e i piedi. 41 E poiché per la gioia non credevano ancora ed erano stupiti, disse loro: Avete qui qualche cosa da mangiare? 42 E gli diedero una porzione di pesce arrostito e un favo di miele. 43 Egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. 44 Poi disse loro: « Queste sono le parole che io vi dicevo quando ero ancora con voi: che bisognava che si

CAPITOLO 24 1 Il primo giorno della settimana, di buon mattino, esse si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. 2 E trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro. 3 Ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. 4 E avvenne che, mentre erano molto perplesse di ciò, ecco due uomini si presentarono a loro in vesti sfolgoranti. 5 Ed essendo esse impaurite e avendo chinato il volto a terra, dissero loro: Perché cercate il vivente tra i morti? 6 Egli non è qui, ma è risuscitato; ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea, 7 dicendo: «Bisogna che il Figlio dell'uomo sia consegnato nelle mani di uomini peccatori, sia crocifisso e risuscitato il terzo giorno». 8 E si ricordarono delle sue parole, 9 E, tornati dal sepolcro, annunziarono tutte queste cose agli undici e a tutti gli altri. 10 Erano Maria Maddalena, Giovanna, Maria madre di Giacomo e le altre donne che erano con loro quelle che raccontarono queste cose agli apostoli. 11 E le loro parole parvero loro come favole, e non credettero ad esse. 12 Allora Pietro si alzò e corse al sepolcro; e chinatosi, vide le bende per terra, e se ne andò, meravigliandosi dentro di sé per l'accaduto. 13 Ed ecco, in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sessanta stadi da Gerusalemme, chiamato Emmaus. 14 E parlavano insieme di tutte queste cose che erano accadute. 15 E avvenne che, mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. 16 Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. 17 E disse loro: Che genere di discorsi sono questi che avete tra voi, mentre camminate e siete tristi?

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LUCA

adempissero tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, nei profeti e nei salmi. 45 Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture, 46 E disse loro: Così è scritto: così era necessario che il Cristo patisse e risuscitasse dai morti il terzo giorno. 47 e che nel suo nome si predicasse il pentimento e il perdono dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme. 48 E di queste cose voi siete testimoni. 49 Ed ecco, io mando su di voi la promessa del Padre mio; ma voi restate nella città di Gerusalemme, finché non siate rivestiti di potenza dall'alto. 50 Poi li condusse fuori verso Betania e, alzate le mani, li benedisse. 51 E avvenne che, mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato su, nel cielo. 52 Ed essi, adoratolo, tornarono a Gerusalemme con grande gioia. 53 E stavano continuamente nel tempio, lodando e benedicendo Dio. Amen.

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Giovanni

28 Queste cose avvennero in Betania, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando. 29 Il giorno dopo, Giovanni vide Gesù venire verso di lui e disse: «Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo». 30 Questi è colui del quale io dissi: Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me. 31 Io non lo conoscevo; ma è perché egli sia manifestato a Israele che io sono venuto a battezzare con acqua. 32 E Giovanni rese testimonianza, dicendo: Ho visto lo Spirito scendere dal cielo come una colomba e fermarsi su di lui. 33 Io non lo conoscevo, ma colui che mi ha mandato a battezzare con acqua mi aveva detto: Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e rimanere, è lui che battezza con lo Spirito Santo. 34 E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio. 35 Il giorno dopo, Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli; 36 E, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: Ecco l'Agnello di Dio! 37 E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. 38 Allora Gesù, voltatosi, e vedendo che lo seguivano, disse loro: Che cercate? Essi gli dissero: Maestro (che, interpretato, significa: Maestro), dove abiti? 39 Egli disse loro: Venite e vedete. Andarono e videro dove abitava, e rimasero con lui quel giorno; era circa l'ora decima. 40 Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. 41 Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» (che, tradotto, significa il Cristo). 42 E lo condusse a Gesù. E Gesù, fissatolo, disse: Tu sei Simone, il figlio di Giona; sarai chiamato Cefa, che significa Pietro. 43 Il giorno dopo, Gesù volle partire per la Galilea; incontrò Filippo e gli disse: « Seguimi». 44 Filippo era di Betsaida, la città di Andrea e di Pietro. 45 Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nazaret». 46 E Natanaele gli disse: Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret? Filippo gli disse: Vieni e vedi. 47 Gesù, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: « Ecco davvero un Israelita in cui non c'è frode». 48 Natanaele gli chiese: «Come mi conosci?» Gesù gli rispose: « Prima che Filippo ti chiamasse, quando eri sotto il fico, io ti ho visto». 49 Natanaele gli rispose: Maestro, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele. 50 Gesù gli rispose: « Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, credi? Vedrai cose maggiori di queste». 51 Poi gli disse: «In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell'uomo».

CAPITOLO 1 1 In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. 2 Lo stesso era in principio presso Dio. 3 Tutte le cose sono state fatte per mezzo di lui; e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste. 4 In lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini. 5 E la luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l'hanno accolta. 6 Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. 7 Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. 8 Egli non era la Luce, ma fu mandato per rendere testimonianza alla Luce. 9 Quella era la vera Luce, quella che illumina ogni uomo, che viene nel mondo. 10 Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non lo conobbe. 11 Venne fra i suoi, e i suoi non lo accolsero. 12 Ma a tutti coloro che l'hanno ricevuto, ha dato il potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome. 13 i quali non da sangue, né da volontà di carne, né da volontà di uomo, ma da Dio sono stati generati. 14 E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi, pieno di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre. 15 Giovanni rese testimonianza di lui, esclamando: «Ecco colui del quale io dissi: Colui che viene dopo di me mi è avanti, perché era prima di me». 16 E dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia. 17 Poiché la legge fu data per mezzo di Mosè, ma la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. 18 Nessuno ha mai visto Dio; il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato. 19 Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a chiedergli: «Chi sei?». 20 Ed egli confessò e non negò; confessò: Io non sono il Cristo. 21 E gli domandarono: Che dunque? Sei tu Elia? Ed egli disse: Non lo sono. Sei tu quel profeta? Ed egli rispose: No. 22 Allora gli dissero: Chi sei tu? affinché diamo una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che dici di te stesso? 23 Egli disse: «Io sono la voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia». 24 Quelli che furono mandati erano dei farisei. 25 E lo interrogarono e gli dissero: Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta? 26 Giovanni rispose loro: «Io battezzo con acqua; ma in mezzo a voi è presente uno che voi non conoscete, e lo battezzo con acqua». 27 Colui che viene dopo di me è stato anteposto a me, al quale io non sono degno di sciogliere il legaccio del sandalo.

CAPITOLO 2 1 Il terzo giorno ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea; e c'era la madre di Gesù.

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2 E sia Gesù che i suoi discepoli furono invitati alle nozze. 3 E venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: Non hanno più vino. 4 Gesù le disse: « Che ho a che fare con te, o donna? La mia ora non è ancora giunta». 5 Sua madre dice ai servi: Fate tutto quello che vi dirà. 6 Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre misure. 7 Gesù disse loro: Riempite d'acqua le giare. E le riempirono fino all'orlo. 8 Ed egli disse loro: Ora attingete e portate al governatore della festa. Ed essi gliene portarono. 9 Quando il maestro di tavola ebbe assaggiato l'acqua diventata vino (egli non sapeva di dove venisse, ma lo sapevano i servi che avevano preso l'acqua), chiamò lo sposo e gli disse: 10 E gli disse: Ognuno serve da principio il vino buono; e quando si è bevuto molto, quello meno buono; tu invece hai serbato il vino buono fino ad ora. 11 Questo fu l'inizio dei suoi miracoli compiuto da Gesù in Cana di Galilea, e manifestò la sua gloria, e i suoi discepoli credettero in lui. 12 Dopo questo, scese a Cafarnao, lui con sua madre, i suoi fratelli e i suoi discepoli; e rimasero là per non molti giorni. 13 Or la Pasqua dei Giudei era vicina, e Gesù salì a Gerusalemme, 14 E trovarono nel tempio quelli che vendevano buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti. 15 E fatta una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; sparpagliò il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i tavoli; 16 E disse a quelli che vendevano i colombi: Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato. 17 E i suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divora. 18 Allora i Giudei presero a dirgli: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». 19 Gesù rispose loro: « Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». 20 Allora i Giudei dissero: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu lo farai risorgere in tre giorni?». 21 Ma egli parlava del tempio del suo corpo. 22 Quando dunque fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. 23 Mentre egli era a Gerusalemme, durante la festa di Pasqua, molti credettero nel suo nome, vedendo i miracoli che egli compiva. 24 Ma Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti, 25 E non aveva bisogno che alcuno gli desse testimonianza sull'uomo, perché egli stesso sapeva quello che c'era nell'uomo.

3 Gesù rispose e gli disse: In verità, in verità ti dico che se uno non nasce di nuovo, non può vedere il regno di Dio. 4 Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». 5 Gesù rispose: « In verità, in verità ti dico che se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio». 6 Ciò che è nato dalla carne è carne; e ciò che è nato dallo Spirito è spirito. 7 Non ti meravigliare se ti ho detto: dovete nascere di nuovo. 8 Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito. 9 Nicodemo rispose e gli disse: Come possono avvenire queste cose? 10 Gesù rispose e gli disse: Tu sei maestro d'Israele e non sai queste cose? 11 In verità, in verità ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. 12 Se vi ho parlato delle cose terrene e non credete, come crederete se vi parlerò delle cose celesti? 13 E nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell'uomo che è nel cielo. 14 E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell'uomo sia innalzato, 15 Affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. 16 Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. 17 Dio infatti non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 18 Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. 19 E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato le tenebre più della luce, perché le loro opere erano malvagie. 20 Poiché chiunque fa il male, odia la luce e non viene alla luce affinché le sue opere non siano scoperte. 21 Ma chi opera la verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio. 22 Dopo queste cose, Gesù andò con i suoi discepoli nel paese della Giudea; e là rimase con loro e battezzava. 23 Anche Giovanni battezzava a Ennon, vicino a Salim, perché c'era là molta acqua; e la gente andava e si faceva battezzare. 24 Giovanni infatti non era ancora stato gettato in prigione. 25 Nacque allora una discussione tra alcuni discepoli di Giovanni e i Giudei riguardo alla purificazione. 26 E vennero da Giovanni e gli dissero: Maestro, colui che era con te dall'altra parte del Giordano, al quale hai reso testimonianza, ecco, sta battezzando, e tutti accorrono a lui. 27 Giovanni rispose e disse: L'uomo non può ricevere nulla se non gli è dato dal cielo. 28 Voi stessi mi siete testimoni che ho detto: "Non sono io il Cristo", ma che sono stato mandato davanti a lui.

CAPITOLO 3 1 C'era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei Giudei. 2 Costui venne da Gesù di notte e gli disse: Maestro, sappiamo che sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui.

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29 Colui che ha la sposa è lo sposo; ma l'amico dello sposo, che è presente e l'ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo; questa mia gioia è dunque completa. 30 Egli deve crescere e io invece diminuire. 31 Chi viene dall'alto è al di sopra di tutti; chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra; chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. 32 E ciò che ha visto e udito, quello testimonia; ma nessuno accetta la sua testimonianza. 33 Chi ha ricevuto la sua testimonianza ha confermato che Dio è veritiero. 34 Poiché colui che Dio ha mandato dice le parole di Dio, perché Dio non gli dà lo Spirito con misura. 35 Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. 36 Chi crede nel Figlio ha vita eterna; chi invece rifiuta di credere al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio rimane su di lui.

18 Poiché hai avuto cinque mariti; e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero. 19 La donna gli disse: Signore, vedo che tu sei un profeta. 20 I nostri padri hanno adorato Dio su questo monte; e voi dite che a Gerusalemme è il luogo dove bisogna adorare. 21 Gesù le dice: « Donna, credimi, l'ora viene che né su questo monte, né a Gerusalemme adorerete il Padre». 22 Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. 23 Ma l'ora viene, anzi è questa, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché tali sono gli adoratori che il Padre cerca. 24 Dio è Spirito; e quelli che l'adorano devono adorarlo in spirito e verità. 25 La donna gli disse: «So che deve venire il Messia (cioè il Cristo): quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». 26 Gesù le disse: « Sono io, che ti parlo». 27 In quel mentre giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che egli parlasse con una donna. Nessuno però gli disse: «Che cosa cerchi?» o: «Perché parli con lei?». 28 Allora la donna lasciò la sua brocca, andò in città e disse alla gente: 29 Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Non è forse lui il Cristo? 30 Allora uscirono dalla città e andarono da lui. 31 Intanto i suoi discepoli lo pregavano, dicendo: Maestro, mangia. 32 Ma egli disse loro: « Io ho un cibo da mangiare che voi non conoscete». 33 Perciò i discepoli si domandavano l'un l'altro: «Forse qualcuno gli ha portato da mangiare?». 34 Gesù disse loro: « Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. 35 Non dite voi: Ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, vi dico: Levate i vostri occhi e guardate le campagne come già sono bianche per la mietitura. 36 E chi miete riceve salario e raccoglie frutto per la vita eterna, affinché chi semina e chi miete ne gioiscano insieme. 37 E in questo è vero il detto: uno semina e l'altro miete. 38 Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato, e voi siete subentrati nella loro fatica. 39 Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che attestava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». 40 Quando dunque i Samaritani giunsero da lui, lo pregarono di rimanere con loro; ed egli rimase là due giorni. 41 E molti di più credettero a causa della sua parola; 42 E disse alla donna: «Non è più per le tue parole che crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il Cristo, il Salvatore del mondo». 43 Dopo due giorni, Gesù partì di là e andò in Galilea. 44 Gesù stesso infatti aveva attestato che un profeta non riceve onore nella sua patria. 45 Quando dunque giunse in Galilea, i Galilei lo accolsero, perché avevano visto tutte le cose che aveva fatto a Gerusalemme durante la festa; anch'essi infatti erano andati alla festa. 46 Gesù dunque venne di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l'acqua in vino. C'era un certo nobile, il cui figlio era malato a Capernaum.

CAPITOLO 4 1 Quando dunque il Signore seppe che i farisei avevano udito che Gesù faceva e battezzava più discepoli di Giovanni, 2 (Sebbene non fosse Gesù stesso a battezzare, ma i suoi discepoli), 3 Lasciò la Giudea e si diresse di nuovo verso la Galilea. 4 Ora era necessario che egli attraversasse la Samaria. 5 Giunse quindi a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio. 6 Or quivi era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, essendo stanco del cammino, sedeva così presso il pozzo; ed era circa l'ora sesta. 7 Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Gesù le dice: « Dammi da bere». 8 (I suoi discepoli infatti erano andati in città a comprare del cibo). 9 Allora la donna samaritana gli disse: «Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?» I Giudei infatti non hanno relazioni con i Samaritani. 10 Gesù le rispose: « Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva. 11 La donna gli disse: Signore, tu non hai un mezzo per attingere, e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest'acqua viva? 12 Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede questo pozzo e ne bevve lui, i suoi figli e il suo bestiame? 13 Gesù rispose e le disse: Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; 14 Ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d'acqua che zampilla in vita eterna. 15 La donna gli dice: Signore, dammi di quest'acqua, perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua. 16 Gesù le disse: « Va' a chiamare tuo marito e poi ritorna qui». 17 La donna rispose e disse: Non ho marito. Gesù le disse: Hai detto bene: Non ho marito;

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47 Quando egli udì che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, andò da lui e lo pregò di scendere e guarire suo figlio, perché stava per morire. 48 Allora Gesù gli disse: « Se non vedete segni e prodigi, voi non credete. 49 Il nobile gli disse: Signore, scendi prima che il mio bambino muoia. 50 Gesù gli disse: Va', tuo figlio vive. E quell'uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detta, e se ne andò. 51 E mentre scendeva, i suoi servi gli vennero incontro e gli riferirono: «Tuo figlio vive». 52 Allora egli domandò loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Ed essi gli dissero: Ieri all'ora settima la febbre lo lasciò. 53 Il padre riconobbe che era successo proprio in quell'ora che Gesù gli aveva detto: « Tuo figlio vive»; e credette lui con tutta la sua casa. 54 Questo fu il secondo miracolo che Gesù fece quando tornò dalla Giudea in Galilea.

19 Allora Gesù rispose e disse loro: « In verità, in verità vi dico: il Figlio non può fare nulla da se stesso, se non ciò che vede fare dal Padre; perché le cose che egli fa, anche il Figlio le fa allo stesso modo. 20 Poiché il Padre ama il Figlio e gli mostra tutto quello che fa; e gli mostrerà opere più grandi di queste, affinché voi ne siate meravigliati. 21 Poiché come il Padre risuscita i morti e li vivifica, così anche il Figlio vivifica chi egli vuole. 22 Poiché il Padre non giudica nessuno, ma ha affidato tutto il giudizio al Figlio, 23 Che tutti gli uomini onorino il Figlio, come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. 24 In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. 25 In verità, in verità vi dico: l'ora viene, anzi è questa, che i morti udranno la voce del Figlio di Dio; e quelli che l'avranno ascoltata, vivranno. 26 Poiché come il Padre ha la vita in se stesso, così ha dato anche al Figlio di avere la vita in se stesso, 27 E gli ha dato autorità di giudicare, perché è Figlio dell'uomo. 28 Non meravigliatevi di questo, perché l'ora viene in cui tutti quelli che sono nei sepolcri udranno la sua voce, 29 E ne usciranno: quelli che hanno fatto il bene, per una risurrezione di vita; e quelli che hanno fatto il male, per una risurrezione di condanna. 30 Io non posso far nulla da me stesso; come ascolto, giudico; e il mio giudizio è giusto, perché cerco non la mia volontà, ma la volontà del Padre che mi ha mandato. 31 Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. 32 C'è un altro che rende testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli rende di me è verace. 33 Voi avete inviato messaggeri a Giovanni, ed egli ha reso testimonianza alla verità. 34 Io però non ricevo testimonianza dall'uomo; ma dico queste cose affinché siate salvati. 35 Egli era una lampada ardente e splendente, e voi avete voluto per un momento rallegrarvi alla sua luce. 36 Ma io ho una testimonianza maggiore di quella di Giovanni: perché le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io faccio, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. 37 E il Padre stesso, che mi ha mandato, ha reso testimonianza di me. Voi non avete mai udito la sua voce, né avete visto il suo aspetto. 38 E la sua parola non avete dimorante in voi, perché non credete in colui che egli ha mandato. 39 Voi investigate le Scritture, perché pensate di avere in esse la vita eterna, ed esse sono quelle che rendono testimonianza di me. 40 E non volete venire a me per avere la vita. 41 Io non ricevo onore dagli uomini. 42 Ma vi conosco: non avete in voi l'amore di Dio. 43 Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi ricevete; se un altro venisse nel proprio nome, lo ricevereste. 44 Come potete credere, voi che prendete onore gli uni dagli altri e non cercate l'onore che viene da Dio solo?

CAPITOLO 5 1 Dopo queste cose ci fu una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. 2 Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, c'è una piscina, chiamata in ebraico Betesda, con cinque portici. 3 In questi giaceva una moltitudine di infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici, che aspettavano l'agitarsi dell'acqua. 4 Perché un angelo scendeva nella piscina in certi momenti e agitava l'acqua; il primo che vi entrava dopo l'agitazione dell'acqua era guarito da qualsiasi malattia fosse affetto. 5 E c'era lì un uomo che era infermo da trentotto anni. 6 Gesù, vedendolo giacere e sapendo che già da molto tempo era così, gli disse: « Vuoi guarire?». 7 L'infermo gli rispose: Signore, io non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l'acqua è agitata; e mentre ci vado io, un altro scende prima di me. 8 Gesù gli disse: « Àlzati, prendi il tuo lettuccio e cammina». 9 E in quell'istante l'uomo fu guarito, prese il suo lettuccio e camminava. Quel giorno era un sabato. 10 Perciò i Giudei dissero all'uomo guarito: «È sabato e non ti è lecito portare il tuo lettuccio». 11 Egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina». 12 Allora gli domandarono: «Chi è quell'uomo che ti ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina?». 13 Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse, perché Gesù si era allontanato, perché c'era folla in quel luogo. 14 Poi Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: « Ecco, sei guarito; non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». 15 Quell'uomo se ne andò e disse ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. 16 Per questo i Giudei perseguitavano Gesù e cercavano di ucciderlo, perché aveva fatto tali cose di sabato. 17 Ma Gesù rispose loro: « Il Padre mio opera fino ad ora, e anch'io opero. 18 Perciò i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma diceva che Dio era suo Padre, facendosi uguale a Dio.

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45 Non crediate che sarò io ad accusarvi presso il Padre; c'è già chi vi accusa, Mosè, nel quale avete riposto la vostra speranza. 46 Perché se credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. 47 Ma se non credete ai suoi scritti, come crederete alle mie parole?

23 (Or altre barche giunsero da Tiberiade, presso il luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie.) 24 Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e neppure i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse a Cafarnao alla ricerca di Gesù. 25 E trovatolo di là dal mare, gli dissero: Maestro, quando sei venuto qua? 26 Gesù rispose loro: « In verità, in verità vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei miracoli, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. 27 Adoperatevi non per il cibo che perisce, ma per il cibo che dura in vita eterna, che il Figlio dell'uomo vi darà; perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo. 28 Allora gli dissero: Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio? 29 Gesù rispose e disse loro: Questa è l'opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato. 30 Allora gli dissero: «Quale segno fai dunque perché vediamo e ti crediamo? Che cosa fai?». 31 I nostri padri mangiarono la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo. 32 Allora Gesù disse loro: « In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il vero pane dal cielo. 33 Poiché il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo. 34 Allora gli dissero: Signore, dacci sempre questo pane. 35 E Gesù disse loro: « Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà mai fame e chi crede in me non avrà mai sete». 36 Ma io vi ho detto che anche voi mi avete visto, e non credete. 37 Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me; e colui che viene a me, non lo caccerò fuori. 38 Perché io sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. 39 Questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di tutto quello che egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell'ultimo giorno. 40 Questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. 41 Allora i Giudei mormoravano di lui perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». 42 E dicevano: «Non è costui Gesù, il figlio di Giuseppe, del quale conosciamo il padre e la madre? Come mai dunque dice: Sono disceso dal cielo?». 43 Gesù allora rispose e disse loro: Non mormorate tra voi. 44 Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. 45 È scritto nei profeti: E saranno tutti istruiti da Dio. Ogni uomo dunque che ha udito e ha imparato dal Padre, viene a me. 46 Non che alcuno abbia visto il Padre; solo colui che è da Dio ha visto il Padre. 47 In verità, in verità vi dico: chi crede in me ha vita eterna. 48 Io sono il pane della vita. 49 I vostri padri mangiarono la manna nel deserto e morirono. 50 Questo è il pane che discende dal cielo, affinché chi ne mangia non muoia.

CAPITOLO 6 1 Dopo queste cose, Gesù se ne andò all'altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberiade. 2 E una grande folla lo seguiva, perché vedeva i miracoli che faceva sugli infermi. 3 Gesù salì sul monte e là si sedette con i suoi discepoli. 4 Or la Pasqua, la festa dei Giudei, era vicina. 5 Gesù allora alzò gli occhi e vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: « Dove compreremo il pane perché questa gente abbia da mangiare?». 6 Diceva questo per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per fare. 7 Filippo gli rispose: Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ciascuno possa riceverne un pezzo. 8 Uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro, gli disse: 9 C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci; ma che cosa sono per tanta gente? 10 E Gesù disse: Fate sedere gli uomini. Ora c'era molta erba nel luogo. Così gli uomini si sedettero, in numero di circa cinquemila. 11 Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li distribuì ai discepoli, e i discepoli a quelli seduti; lo stesso fece dei pesci, quanto ne vollero. 12 E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla si perda. 13 Li raccolsero dunque e riempirono dodici ceste con i pezzi dei cinque pani d'orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato. 14 Allora quegli uomini, visto il miracolo che Gesù aveva fatto, dissero: Questi è davvero il profeta che deve venire nel mondo. 15 Quando dunque Gesù capì che stavano per venire a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, tutto solo. 16 E quando fu sera, i suoi discepoli scesero al mare, 17 E, saliti in una barca, andarono all'altra riva del mare, verso Capernaum. Or era già buio, e Gesù non era ancora venuto da loro. 18 E il mare si mosse a causa del gran vento che soffiava. 19 Dopo aver remato per circa venticinque o trenta stadi, videro Gesù camminare sul mare e avvicinarsi alla barca; ed ebbero paura. 20 Ma egli disse loro: « Sono io, non temete». 21 Allora lo accolsero volentieri sulla barca, e subito la barca toccò la terra alla quale erano diretti. 22 Il giorno seguente, la folla, rimasta dall'altra parte del mare, vide che c'era soltanto una barca e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma che i suoi discepoli erano partiti da soli.

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51 Io sono il pane vivo, disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo. 52 Allora i Giudei si misero a discutere tra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». 53 Allora Gesù disse loro: « In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete la vita in voi. 54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. 55 Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda. 56 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me, e io in lui. 57 Come il Padre vivente ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche chi mangia di me vivrà per me. 58 Questo è il pane disceso dal cielo; non come quello che mangiarono i vostri padri e morirono; chi mangia questo pane vivrà in eterno. 59 Queste cose disse Gesù, insegnando nella sinagoga a Cafarnao. 60 Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: «Questo parlare è duro; chi può ascoltarlo?». 61 Gesù, conoscendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano di questo, disse loro: « Questo vi scandalizza?». 62 Che dire allora se vedeste il Figlio dell'uomo ascendere dov'era prima? 63 È lo Spirito che vivifica; la carne non giova a nulla; le parole che vi dico sono spirito e vita. 64 Ma vi sono alcuni tra voi che non credono. Perché Gesù sapeva fin dal principio chi erano quelli che non credevano, e chi lo avrebbe tradito. 65 E disse: Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è dato dal Padre mio. 66 Da quel momento molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui. 67 Allora Gesù disse ai dodici: « Volete andarvene anche voi?». 68 Gli rispose allora Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna». 69 E noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. 70 Gesù rispose loro: « Non ho forse scelto io voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo. 71 Egli parlava di Giuda Iscariota, figlio di Simone: questi infatti stava per tradirlo, essendo uno dei Dodici. CAPITOLO 7 1 Dopo queste cose, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più andare per la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo. 2 Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. 3 Allora i suoi fratelli gli dissero: «Parti di qui e va' nella Giudea, affinché anche i tuoi discepoli vedano le opere che tu fai». 4 Poiché non c'è alcuno che faccia alcuna cosa in segreto, e lui stesso cerchi di essere riconosciuto apertamente. Se fai queste cose, mostrati al mondo. 5 Poiché neppure i suoi fratelli credevano in lui.

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6 Allora Gesù disse loro: « Il mio tempo non è ancora venuto; il vostro invece è sempre pronto. 7 Il mondo non può odiare voi; ma odia me, perché di lui attesto che le sue opere sono malvagie. 8 Salite voi a questa festa; io non salgo ancora a questa festa, perché il mio tempo non è ancora compiuto. 9 Dopo aver detto loro queste cose, rimase ancora nella Galilea. 10 Ma quando i suoi fratelli furono saliti, allora salì anche lui alla festa, non apertamente, ma come di nascosto. 11 I Giudei dunque lo cercavano durante la festa e dicevano: «Dov'è?». 12 E vi fu un gran mormorio tra la folla riguardo a lui; perché alcuni dicevano: «È un uomo buono»; altri dicevano: «No, anzi, seduce la folla». 13 Nessuno però parlava di lui apertamente, per paura dei Giudei. 14 Or verso la metà della festa, Gesù salì al tempio e si mise a insegnare. 15 E i Giudei si meravigliavano e dicevano: «Come mai costui conosce le Scritture, senza aver studiato?». 16 Gesù rispose loro: « La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato. 17 Se uno vuol fare la sua volontà, conoscerà se questa dottrina è da Dio o se io parlo di mio. 18 Chi parla di suo cerca la propria gloria; ma chi cerca la gloria di colui che lo ha mandato, è verace, e non vi è ingiustizia in lui. 19 Non vi ha forse dato Mosè la legge? Eppure nessuno di voi osserva la legge. Perché cercate di uccidermi? 20 La gente rispose e disse: Tu hai un demonio; chi cerca di ucciderti? 21 Gesù rispose e disse loro: Un'opera sola ho fatto, e tutti ne siete meravigliati. 22 Mosè vi ha dato la circoncisione (non che venga da Mosè, ma dai padri); e voi circoncidete un uomo in giorno di sabato. 23 Se un uomo riceve la circoncisione in giorno di sabato affinché la legge di Mosè non sia violata, vi adirate voi contro di me perché ho guarito completamente un uomo in giorno di sabato? 24 Non giudicate secondo l'apparenza, ma giudicate con giusto giudizio. 25 Allora alcuni di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere?». 26 Ma ecco, egli parla con franchezza, e non gli dicono nulla. I governanti sanno forse che questi è il Cristo? 27 Ma costui sappiamo di dov'è; ma quando Cristo verrà, nessuno saprà di dove sia. 28 Gesù allora esclamò, mentre insegnava nel tempio: « Voi mi conoscete e sapete di dove sono; però io non sono venuto da me stesso, ma colui che mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete». 29 Ma io lo conosco, perché vengo da lui, ed egli mi ha mandato. 30 Cercarono allora di arrestarlo, ma nessuno gli mise le mani addosso, perché non era ancora giunta la sua ora. 31 E molti della folla credettero in lui, e dicevano: «Quando il Cristo verrà, farà forse più miracoli di quelli che ha fatto costui?».


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32 I farisei udirono che la gente mormorava queste cose di lui; e i farisei e i capi dei sacerdoti mandarono delle guardie per arrestarlo. 33 Allora Gesù disse loro: « Ancora per poco tempo sono con voi; poi vado da colui che mi ha mandato». 34 Voi mi cercherete e non mi troverete; e dove sono io, voi non potete venire. 35 Allora i Giudei dissero tra loro: «Dove andrà dunque costui, che noi non potremo trovarlo? Andrà forse da quelli che sono dispersi fra i pagani e insegnerà ai pagani?». 36 Che cosa è questo che egli ha detto: Mi cercherete e non mi troverete; e dove sono io, voi non potete venire? 37 Nell'ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù, stando in piedi, esclamò: « Se qualcuno ha sete, venga a me e beva». 38 Chi crede in me, come ha detto la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno. 39 (Or egli disse questo dello Spirito che avrebbero ricevuto coloro che avrebbero creduto in lui; poiché lo Spirito Santo non era ancora stato dato, perché Gesù non era ancora glorificato). 40 Molti dunque della gente, udite queste parole, dicevano: «Questi è davvero il profeta». 41 Altri dicevano: Questi è il Cristo. Ma alcuni dicevano: Il Cristo verrà forse dalla Galilea? 42 Non ha detto la Scrittura: Il Cristo verrà dalla discendenza di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide? 43 E vi fu dissenso tra la gente a causa sua. 44 Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno gli mise le mani addosso. 45 Le guardie tornarono quindi dai capi sacerdoti e dai farisei, e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto?». 46 Gli ufficiali risposero: «Mai un uomo ha parlato come quest'uomo». 47 Allora i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? 48 Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? 49 Ma questa gente che non conosce la legge è maledetta. 50 Nicodemo (uno di loro, quello che era andato di notte da Gesù) disse loro: 51 La nostra legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che ha fatto? 52 Essi risposero e gli dissero: Sei anche tu della Galilea? Cerca, e vedrai, perché dalla Galilea non sorge profeta. 53 E ognuno se ne andò a casa sua.

7 E poiché continuavano a interrogarlo, egli si alzò e disse loro: Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei. 8 E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. 9 Quelli, udito ciò, e ritenuti colpevoli dalla loro coscienza, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi; e Gesù fu lasciato solo, con la donna che stava in mezzo. 10 Gesù, alzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: « Donna, dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?». 11 Ella disse: Nessuno, Signore. E Gesù le disse: Neppure io ti condanno; va' e non peccare più. 12 Allora Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: « Io sono la luce del mondo; chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita. 13 Allora i farisei gli dissero: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera». 14 Gesù rispose e disse loro: « Anche se io rendo testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove vengo e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo né dove vado». 15 Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. 16 E anche se giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. 17 Nella vostra legge è scritto che la testimonianza di due uomini è vera. 18 Io sono quello che rende testimonianza di me stesso, e anche il Padre che mi ha mandato rende testimonianza di me. 19 Allora gli dissero: Dov'è tuo Padre? Gesù rispose: Voi non conoscete né me né il Padre mio; se aveste conosciuto me, avreste conosciuto anche il Padre mio. 20 Queste parole pronunciò Gesù nel luogo del tesoro, mentre insegnava nel tempio. E nessuno gli mise le mani addosso, perché non era ancora giunta la sua ora. 21 Allora Gesù disse loro di nuovo: « Io me ne vado e voi mi cercherete, e morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». 22 Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi? Poiché dice: Dove vado io, voi non potete venire». 23 E disse loro: « Voi siete di quaggiù; io sono di lassù; voi siete di questo mondo; io non sono di questo mondo». 24 Perciò vi ho detto che morirete nei vostri peccati; perché se non credete che io sono, morirete nei vostri peccati. 25 Allora gli dissero: Chi sei? E Gesù disse loro: Proprio quello che vi dissi dal principio. 26 Molte cose avrei da dire e da giudicare sul vostro conto; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo. 27 Non capirono che egli parlava loro del Padre. 28 Allora Gesù disse loro: « Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora conoscerete che Io Sono (il Cristo) e che non faccio nulla da me stesso, ma dico queste cose come il Padre mi ha insegnato. 29 E colui che mi ha mandato è con me; il Padre non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli piacciono. 30 Mentre egli diceva queste cose, molti credettero in lui. 31 Allora Gesù disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: « Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli;

CAPITOLO 8 1 Gesù andò al monte degli Ulivi. 2 E la mattina presto egli tornò nel tempio, e tutto il popolo venne da lui; ed egli, sedutosi, li ammaestrava. 3 Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio; e, postala in mezzo, 4 Gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio». 5 Ora Mosè nella legge ci ha comandato di lapidare tali persone; ma tu che ne dici? 6 Questo dicevano per metterlo alla prova, per poterlo accusare. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito in terra, come se non li udisse.

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32 E conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi. 33 Gli risposero: «Noi siamo discendenza di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: Diventerete liberi?» 34 Gesù rispose loro: « In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. 35 Ora, lo schiavo non rimane per sempre nella casa; il figlio invece vi rimane per sempre. 36 Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. 37 So che siete discendenza di Abramo; ma cercate di uccidermi perché la mia parola non trova posto in voi. 38 Io dico quello che ho veduto presso il Padre mio; e anche voi fate quello che avete veduto presso il padre vostro. 39 Essi risposero e gli dissero: Abramo è il nostro padre. Gesù disse loro: Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. 40 Ma ora cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità che ho udito da Dio. Questo non lo fece Abramo. 41 Voi fate le opere del padre vostro. Allora gli dissero: Noi non siamo nati da fornicazione; abbiamo un solo Padre, Dio. 42 Gesù disse loro: « Se Dio fosse vostro Padre, mi amereste, perché da Dio sono proceduto e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. 43 Perché non comprendete il mio parlare? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. 44 Voi siete del padre vostro il diavolo, e volete fare i desideri del padre vostro. Egli fu omicida fin dal principio, e non si fermò nella verità, perché non c'è verità in lui. Quando dice una menzogna, parla del suo, perché è bugiardo e padre della menzogna. 45 E perché vi dico la verità, voi non credete a me. 46 Chi di voi mi convince di peccato? E se dico la verità, perché non mi credete? 47 Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non le ascoltate, perché non siete da Dio. 48 Allora i Giudei risposero e gli dissero: Non diciamo noi con ragione che sei un Samaritano e che hai un demonio? 49 Gesù rispose: « Io non ho un demonio, ma onoro il Padre mio e voi mi disonorate. 50 Io non cerco la mia gloria; c'è chi la cerca e giudica. 51 In verità, in verità vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte. 52 Allora i Giudei gli dissero: Ora sappiamo che hai un demonio. Abramo è morto, e anche i profeti; e tu dici: Se uno osserva la mia parola, non gusterà mai la morte. 53 Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi fai tu stesso? 54 Gesù rispose: « Se io glorifico me stesso, la mia gloria è nulla; chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: "È vostro Dio". 55 E voi non lo avete conosciuto; ma io lo conosco; e se dicessi di non conoscerlo, sarei un bugiardo come voi; ma io lo conosco e osservo la sua parola. 56 Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e se ne rallegrò. 57 Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant'anni e hai visto Abramo?». 58 Gesù disse loro: « In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono.

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59 Allora raccolsero delle pietre per scagliarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio. Passando in mezzo a loro, se ne andò. CAPITOLO 9 1 Mentre Gesù passava, vide un uomo cieco dalla nascita. 2 E i suoi discepoli lo interrogarono, dicendo: Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco? 3 Gesù rispose: « Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così affinché siano manifestate in lui le opere di Dio». 4 Bisogna che io compia le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, in cui nessuno può operare. 5 Finché sono nel mondo, io sono la luce del mondo. 6 Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva e spalmò il fango sugli occhi del cieco, 7 E gli disse: « Va' a lavarti nella piscina di Sìloe» (che significa Inviato). Egli dunque andò, si lavò e tornò che ci vedeva. 8 Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era cieco, dicevano: «Non è costui quello che stava seduto a chiedere l'elemosina?». 9 Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «Gli somiglia»; ma egli ha detto: «Sono io». 10 Allora gli dissero: «Come ti sono stati aperti gli occhi?». 11 Egli rispose e disse: Un uomo chiamato Gesù fece del fango, mi spalmò gli occhi e mi disse: Va' alla piscina di Sìloe e làvati! Io andai, mi lavai e ricuperai la vista. 12 Allora gli dissero: Dov'è costui? Egli rispose: Non lo so. 13 Condussero dai farisei colui che era stato cieco. 14 Era il giorno di sabato, quando Gesù fece il fango e gli aprì gli occhi. 15 Allora di nuovo i farisei gli chiesero come avesse ricevuto la vista. Egli disse loro: Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo. 16 Perciò alcuni dei farisei dicevano: Quest'uomo non è da Dio, perché non osserva il giorno di sabato. Altri dicevano: Come può un uomo peccatore fare tali miracoli? E vi era dissenso tra loro. 17 Dissero di nuovo al cieco: Che dici tu di lui, che ti ha aperto gli occhi? Egli rispose: È un profeta. 18 Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e avesse ricuperato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. 19 E li interrogarono, dicendo: È questo il vostro figlio, che dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede? 20 I suoi genitori risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; 21 Ma come ora ci veda, non lo sappiamo; né sappiamo chi gli abbia aperto gli occhi. Ha l'età, chiedetelo a lui, parlerà lui di sé. 22 Questo dissero i suoi genitori perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. 23 Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l'età; chiedetelo a lui». 24 Allora chiamarono di nuovo l'uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da' gloria a Dio! Noi sappiamo che quest'uomo è un peccatore».


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25 Egli rispose: «Se egli sia un peccatore, non lo so; una cosa so: ero cieco e ora ci vedo». 26 Allora essi gli dissero di nuovo: Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi? 27 Egli rispose loro: «Ve l'ho già detto e non avete ascoltato; perché volete ascoltarlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». 28 Allora lo insultarono e dissero: «Tu sei suo discepolo! Noi siamo discepoli di Mosè». 29 Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia. 30 L'uomo rispose e disse loro: Questo è strano: che voi non sappiate di dove sia, e tuttavia mi ha aperto gli occhi. 31 Ora, noi sappiamo che Dio non ascolta i peccatori; ma se uno è timorato di Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. 32 Da che mondo è mondo, non si è mai udito che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. 33 Se quest'uomo non fosse da Dio, non potrebbe far nulla. 34 Essi risposero e gli dissero: Tu sei nato tutto nei peccati e insegni a noi? E lo cacciarono fuori. 35 Gesù seppe che l'avevano cacciato fuori; e quando lo trovò, gli disse: Credi nel Figlio di Dio? 36 Egli rispose: «Chi è, Signore, perché io creda in lui?». 37 E Gesù gli disse: Tu l'hai visto: è proprio lui che parla con te. 38 Ed egli disse: Signore, io credo. E l'adorò. 39 E Gesù disse: « Io sono venuto in questo mondo per giudicare, affinché coloro che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi». 40 E alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: Siamo ciechi anche noi? 41 Gesù disse loro: « Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: "Noi vediamo", il vostro peccato rimane».

12 Ma il mercenario, che non è pastore e a cui le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde. 13 Il mercenario fugge, perché è mercenario e non gli importa delle pecore. 14 Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me. 15 Come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. 16 E ho altre pecore che non sono di quest'ovile; anche quelle devo raccogliere, ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge, un solo pastore. 17 Per questo mi ama il Padre: perché io depongo la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. 18 Nessuno me la toglie, ma la depongo da me stesso. Ho il potere di deporla e ho il potere di riprenderla. Questo comandamento ho ricevuto dal Padre mio. 19 Nacque dunque di nuovo un dissenso tra i Giudei per queste parole. 20 Molti di loro dicevano: «Ha un demonio ed è fuori di sé; perché lo ascoltate?». 21 Altri dicevano: Queste non sono parole di chi ha un demonio. Può un demonio aprire gli occhi dei ciechi? 22 Or a Gerusalemme ricorreva la festa della Dedicazione; era inverno. 23 E Gesù passeggiava nel tempio, sotto il portico di Salomone. 24 Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dissero: Fino a quando ci farai dubitare? Se tu sei il Cristo, diccelo apertamente. 25 Gesù rispose loro: Ve l'ho detto, e non credete; le opere che faccio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. 26 Ma voi non credete, perché non siete delle mie pecore, come vi ho detto. 27 Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco, ed esse mi seguono. 28 E io do loro la vita eterna; e non periranno mai, e nessuno le rapirà dalla mia mano. 29 Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti; e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio. 30 Io e il Padre siamo uno. 31 Allora i Giudei presero di nuovo delle pietre per lapidarlo. 32 Gesù rispose loro: « Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre mio; per quale di queste opere mi lapidate?». 33 I Giudei gli risposero: «Non ti lapidiamo per un'opera buona, ma per bestemmia e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». 34 Gesù rispose loro: Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: Voi siete dèi? 35 Se dunque ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio (e la Scrittura non può essere annullata), 36 Dite forse di colui che il Padre ha santificato e mandato nel mondo: Tu bestemmi, perché ho detto: Sono Figlio di Dio? 37 Se non faccio le opere del Padre mio, non credetemi. 38 Ma se le faccio, anche se non credete a me, credete alle opere, affinché sappiate e crediate che il Padre è in me e io nel Padre.

CAPITOLO 10 1 In verità, in verità vi dico: chi non entra per la porta nell'ovile delle pecore, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. 2 Ma chi entra dalla porta è pastore delle pecore. 3 A lui apre il portinaio, e le pecore ascoltano la sua voce; ed egli chiama le sue pecore, una per una, e le conduce fuori. 4 E quando ha messo fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. 5 Ma un estraneo non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei. 6 Questa parabola disse loro Gesù; ma essi non capirono di che cosa parlava loro. 7 Allora Gesù disse loro di nuovo: « In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. 8 Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono stati ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. 9 Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato, entrerà e uscirà, e troverà pascolo. 10 Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza. 11 Io sono il buon pastore; il buon pastore dà la sua vita per le pecore.

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39 Perciò cercarono di nuovo di prenderlo; ma egli sfuggì dalle loro mani, 40 E se ne andò di nuovo al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. 41 Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha fatto nessun miracolo, ma tutto quello che Giovanni ha detto di quest'uomo era vero». 42 E lì molti credettero in lui.

27 Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo». 28 Dopo aver detto questo, se ne andò e chiamò di nascosto Maria, sua sorella, dicendo: «Il Maestro è qui e ti chiama». 29 Ella, udito questo, si alzò subito e andò da lui. 30 Gesù non era ancora entrato nel villaggio, ma si trovava ancora nel luogo dove Marta gli era andata incontro. 31 Allora i Giudei che erano in casa con lei e la consolavano, quando videro Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, dicendo: «Va al sepolcro per piangere là». 32 Quando Maria giunse dov'era Gesù, e lo vide, gli si gettò ai piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto». 33 Quando Gesù la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, fremette nello spirito e si turbò, 34 E dissero: Dove l'avete posto? Essi gli dissero: Signore, vieni a vedere. 35 Gesù pianse. 36 Allora i Giudei dissero: «Guarda come lo amava!». 37 E alcuni di loro dissero: Costui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che questi non morisse? 38 Gesù dunque, di nuovo commosso in se stesso, si recò al sepolcro. Era una grotta, e sopra di essa era posta una pietra. 39 Gesù disse: Togliete la pietra! Marta, la sorella del morto, gli disse: Signore, egli puzza già, perché è di quattro giorni. 40 Gesù le disse: Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio? 41 Tolsero dunque la pietra dal luogo dove era stato posto il morto. E Gesù alzò gli occhi e disse: Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato. 42 Io sapevo che tu mi dai sempre ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato. 43 E, detto questo, gridò a gran voce: « Lazzaro, vieni fuori!». 44 E il morto uscì, legato mani e piedi con bende, e il suo volto era avvolto in un sudario. Gesù disse loro: Scioglietelo e lasciatelo andare. 45 Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista delle cose compiute da Gesù, credettero in lui. 46 Ma alcuni di loro andarono dai farisei e raccontarono loro quello che Gesù aveva fatto. 47 Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dicevano: «Che cosa facciamo? Quest'uomo fa molti miracoli». 48 Se lo lasciamo fare così, tutti crederanno in lui; e i Romani verranno e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazione. 49 E uno di loro, di nome Caifa, che era sommo sacerdote quell'anno, disse loro: «Voi non capite nulla, 50 E non considerate come sia utile per noi che un solo uomo muoia per il popolo e non perisca la nazione intera. 51 Or egli non disse questo di suo, ma, essendo sommo sacerdote quell'anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione, 52 E non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio dispersi. 53 Da quel giorno in poi deliberarono di farlo morire.

CAPITOLO 11 1 Ora c'era un malato, chiamato Lazzaro di Betania, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella. 2 (Maria era quella che unse di olio profumato il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato). 3 Le sue sorelle mandarono dunque a dirgli: Signore, ecco, colui che tu ami è malato. 4 Udito questo, Gesù disse: « Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio sia glorificato». 5 Gesù amava Marta, sua sorella e Lazzaro. 6 Quando dunque sentì che era malato, rimase ancora due giorni nel luogo dove si trovava. 7 Poi disse ai suoi discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea». 8 I suoi discepoli gli dissero: Maestro, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo? 9 Gesù rispose: Non vi sono forse dodici ore nel giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo. 10 Ma se uno cammina di notte, inciampa, perché non c'è luce in lui. 11 Queste cose disse; poi disse loro: « Il nostro amico Lazzaro dorme; ma io vado a svegliarlo dal sonno». 12 Allora i suoi discepoli dissero: Signore, se egli dorme, sarà salvo. 13 Or Gesù parlava della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. 14 Allora Gesù disse loro apertamente: Lazzaro è morto. 15 E mi rallegro per voi di non essere stato là, affinché crediate; ma andiamo da lui. 16 Allora Tommaso, chiamato Didimo, disse ai suoi condiscepoli: Andiamo anche noi a morire con lui. 17 Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che era già da quattro giorni nel sepolcro. 18 Or Betania era vicina a Gerusalemme, circa quindici stadi di distanza; 19 E molti Giudei andarono da Marta e Maria per consolarle per il loro fratello. 20 Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. 21 Marta allora disse a Gesù: Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto. 22 Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, Dio te la darà. 23 Gesù le disse: « Tuo fratello risusciterà». 24 Marta gli disse: «So che risusciterà nell'ultimo giorno». 25 Gesù le disse: « Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26 E chiunque vive e crede in me non morirà mai. Credi tu questo?

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54 Gesù dunque non andava più in giro apertamente tra i Giudei, ma si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Efraim, e là rimase con i suoi discepoli. 55 Or la Pasqua dei Giudei era vicina; e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. 56 Cercavano dunque Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Che non verrà alla festa». 57 Ora i sommi sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che se qualcuno sapeva dove si trovava, lo denunciasse, perché potessero arrestarlo.

21 Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsaida di Galilea, e gli chiesero: «Signore, vorremmo vedere Gesù». 22 Filippo va a dirlo ad Andrea; e di nuovo Andrea e Filippo lo dicono a Gesù. 23 E Gesù rispose loro, dicendo: « È venuta l'ora che il Figlio dell'uomo sia glorificato. 24 In verità, in verità vi dico: se il granello di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. 25 Chi ama la sua vita, la perderà; e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. 26 Se uno mi serve, mi segua; e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno mi serve, il Padre lo onorerà. 27 Ora l'anima mia è turbata; e che dirò? Padre, salvami da quest'ora! Ma per questo sono giunto a quest'ora. 28 Padre, glorifica il tuo nome. Allora venne una voce dal cielo, dicendo: L'ho glorificato e lo glorificherò di nuovo. 29 Perciò la folla che era presente e aveva udito diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: Un angelo gli ha parlato. 30 Gesù rispose: « Questa voce non è venuta per me, ma per voi. 31 Ora avviene il giudizio di questo mondo; ora sarà gettato fuori il principe di questo mondo. 32 E io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me. 33 Questo disse per indicare di quale morte doveva morire. 34 La folla gli rispose: «Noi abbiamo udito dalla legge che il Cristo rimane in eterno; come mai dici tu che bisogna che il Figlio dell'uomo sia innalzato? Chi è questo Figlio dell'uomo?». 35 Allora Gesù disse loro: « Ancora per poco tempo la luce è con voi. Camminate mentre avete la luce, affinché non vi sorprendano le tenebre; perché chi cammina nelle tenebre non sa dove va». 36 Mentre avete la luce, credete nella luce, affinché siate figli della luce. Queste cose disse Gesù, e se ne andò, e si nascose da loro. 37 Sebbene avesse fatto tanti miracoli davanti a loro, non credevano in lui; 38 Affinché si adempisse la parola detta dal profeta Isaia: Signore, chi ha creduto alla nostra predicazione? E a chi è stato rivelato il braccio del Signore? 39 Perciò non potevano credere, perché Isaia aveva detto ancora: 40 Ha accecato i loro occhi e ha indurito il loro cuore, affinché non vedano con gli occhi e non comprendano con il cuore e non si convertano, e io non li guarisca. 41 Queste cose disse Isaia, quando vide la sua gloria e parlò di lui. 42 Tuttavia, anche tra i capi, molti credettero in lui; ma a causa dei farisei non lo confessavano, per non essere espulsi dalla sinagoga. 43 Poiché amavano la gloria degli uomini più della gloria di Dio. 44 Gesù allora esclamò: « Chi crede in me, non crede in me, ma in colui che mi ha mandato». 45 Chi vede me, vede colui che mi ha mandato. 46 Io sono venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. 47 Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo giudico, perché non sono venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo.

CAPITOLO 12 1 Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betania, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. 2 Qui gli prepararono una cena; Marta serviva, e Lazzaro era uno di quelli che erano a tavola con lui. 3 Allora Maria, presa una libbra di olio profumato di nardo puro, di gran valore, unse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli; e tutta la casa si riempì del profumo dell'unguento. 4 Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: 5 Perché non si è venduto questo unguento per trecento denari e non si sono dati ai poveri? 6 Questo egli disse non perché gli importasse dei poveri, ma perché era ladro e, tenendo la borsa, ne portava via quello che vi mettevano dentro. 7 Allora Gesù disse: « Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura». 8 Perché i poveri li avete sempre con voi; me invece non mi avete sempre. 9 Una gran folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là; e accorsero non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. 10 Ma i sommi sacerdoti deliberarono di far morire anche Lazzaro; 11 Poiché per causa sua molti Giudei se ne andarono e credettero in Gesù. 12 Il giorno seguente, molta folla che era venuta alla festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, 13 Prese dei rami di palma e uscì incontro a lui, gridando: Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il Re d'Israele! 14 E Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto: 15 Non temere, figlia di Sion! Ecco, il tuo re viene, seduto sopra un puledro d'asina. 16 Queste cose non le compresero dapprima i suoi discepoli; ma quando Gesù fu glorificato, allora si ricordarono che queste cose erano state scritte di lui e che loro gliele avevano fatte. 17 Perciò la folla che era con lui quando chiamò Lazzaro fuori dal sepolcro e lo risuscitò dai morti, ne rese testimonianza. 18 Per questo la folla gli andò incontro, perché aveva udito che aveva compiuto quel miracolo. 19 Perciò i farisei dissero tra loro: «Vedete che non guadagnate nulla? Ecco, il mondo gli è andato dietro». 20 Or tra quelli che erano saliti per adorare durante la festa, c'erano anche alcuni Greci.

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48 Chi mi respinge e non accetta le mie parole, ha chi lo giudica: la parola che ho annunziata è quella che lo giudicherà nell'ultimo giorno. 49 Perché io non ho parlato da me, ma il Padre che mi ha mandato, mi ha ordinato lui che cosa devo dire e di che cosa devo parlare. 50 E so che il suo comandamento è vita eterna; le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre mi ha detto.

23 Ora, uno dei discepoli, quello che Gesù amava, stava appoggiato al petto di Gesù. 24 Allora Simon Pietro gli fece cenno di domandare chi fosse colui del quale parlava. 25 Egli allora, chinatosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». 26 Gesù rispose: « È colui al quale darò il boccone, dopo averlo intinto». E intinto il boccone, lo diede a Giuda Iscariota, figlio di Simone. 27 E dopo il boccone Satana entrò in lui. Allora Gesù gli disse: Ciò che fai, fallo presto. 28 Or nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo. 29 Alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la borsa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello di cui abbiamo bisogno per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. 30 Egli dunque, preso il boccone, uscì subito. Ed era notte. 31 Quando dunque fu uscito, Gesù disse: « Ora il Figlio dell'uomo è glorificato, e Dio è glorificato in lui». 32 Se Dio è glorificato in lui, Dio lo glorificherà anche da parte sua e lo glorificherà subito. 33 Figlioli, ancora per poco sono con voi. Voi mi cercherete; e come ho detto ai Giudei: Dove vado io, voi non potete venire, così ora lo dico a voi. 34 Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, anche voi amatevi gli uni gli altri. 35 Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri. 36 Simon Pietro gli chiese: Signore, dove vai? Gesù gli rispose: Dove vado io, per ora non puoi seguirmi; ma mi seguirai più tardi. 37 Pietro gli disse: Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per amor tuo. 38 Gesù gli rispose: Darai la tua vita per amor mio? In verità, in verità ti dico: il gallo non canterà, prima che tu mi abbia rinnegato tre volte.

CAPITOLO 13 1 Ora, prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. 2 E mentre cenavano, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, 3 Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, 4 Si alzò da cena, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse. 5 Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugamano di cui era cinto. 6 Venne poi da Simon Pietro, e Pietro gli disse: Signore, tu lavi i piedi a me? 7 Gesù gli rispose: « Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». 8 Pietro gli disse: Non mi laverai mai i piedi. Gesù gli rispose: Se non ti lavo, non avrai parte con me. 9 Gli disse Simon Pietro: «Signore, non soltanto i miei piedi, ma anche le mani e il capo». 10 Gesù gli disse: « Chi è lavato, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». 11 Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: Non tutti siete puri. 12 Dopo che ebbe lavato loro i piedi, riprese le vesti, si sedette di nuovo e disse loro: « Capite quello che vi ho fatto?». 13 Voi mi chiamate Maestro e Signore, e dite bene, perché lo sono. 14 Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. 15 Poiché vi ho dato un esempio, affinché come ho fatto io, facciate anche voi. 16 In verità, in verità vi dico: il servo non è più grande del suo padrone, né il mandato è più grande di colui che lo ha mandato. 17 Se sapete queste cose, siete beati se le fate. 18 Non parlo di tutti voi; io so chi ho scelto; ma si deve adempiere la Scrittura: Colui che mangia il pane con me, ha levato contro di me il suo calcagno. 19 Ve lo dico ora, prima che avvenga, affinché, quando sarà avvenuto, crediate che Io Sono. 20 In verità, in verità vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. 21 Dette queste cose, Gesù fu turbato nello spirito e dichiarò: « In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà». 22 Allora i discepoli si guardarono l'un l'altro, non sapendo di chi parlasse.

CAPITOLO 14 1 Non sia turbato il vostro cuore; abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. 2 Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, ve l'avrei detto. Io vado a prepararvi un posto. 3 E quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi. 4 E del luogo dove io vado, sapete anche la via. 5 Tommaso gli disse: Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via? 6 Gesù gli disse: « Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me». 7 Se aveste conosciuto me, avreste conosciuto anche il Padre mio; e fin da ora lo conoscete e lo avete veduto. 8 Filippo gli disse: Signore, mostraci il Padre e ci basta. 9 Gesù gli disse: « Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come mai dici allora: Mostraci il Padre? 10 Non credi che io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che dimora in me, compie le sue opere.

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11 Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse. 12 In verità, in verità vi dico: chi crede in me, compirà anch'egli le opere che io compio; e ne farà di più grandi di queste, perché io me ne vado al Padre. 13 E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, affinché il Padre sia glorificato nel Figlio. 14 Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò. 15 Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. 16 E io pregherò il Padre, ed egli vi darà un altro Consolatore, perché rimanga con voi per sempre; 17 lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce; ma voi lo conoscete, perché dimora presso di voi e sarà in voi. 18 Non vi lascerò orfani: verrò da voi. 19 Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; ma voi mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. 20 In quel giorno conoscerete che io sono nel Padre mio, e voi in me e io in voi. 21 Chi ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui. 22 Gli disse Giuda (non l'Iscariota): Signore, come è accaduto che ti manifesterai a noi e non al mondo? 23 Gesù gli rispose: « Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio lo amerà, e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. 24 Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. 25 Queste cose vi ho detto, mentre ero ancora presente tra voi. 26 Ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto. 27 Vi lascio la pace, vi do la mia pace; non come la dà il mondo, io ve la do. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. 28 Avete udito che vi ho detto: Io me ne vado e torno a voi. Se mi amaste, vi rallegrereste che io abbia detto: Io me ne vado al Padre; perché il Padre mio è più grande di me. 29 E ora ve l'ho detto prima che avvenga, affinché, quando sarà avvenuto, crediate. 30 Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe di questo mondo e non ha nulla in me. 31 Ma affinché il mondo sappia che io amo il Padre; e come il Padre mi ha comandato, così faccio. Alzatevi, andiamo via di qui.

6 Se uno non rimane in me, viene gettato via come il tralcio e si secca; poi questi tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano. 7 Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, chiederete quello che volete e vi sarà fatto. 8 In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli. 9 Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi: rimanete nel mio amore. 10 Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore. 11 Queste cose vi ho detto affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia piena. 12 Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi. 13 Nessuno ha amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. 14 Voi siete miei amici, se fate tutto quello che vi comando. 15 Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi. 16 Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, egli ve lo dia. 17 Queste cose vi comando: che vi amiate gli uni gli altri. 18 Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. 19 Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia. 20 Ricordatevi della parola che vi ho detto: Il servo non è più grande del suo signore. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. 21 Ma tutto questo ve lo faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. 22 Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato. 23 Chi odia me, odia anche il Padre mio. 24 Se non avessi fatto tra loro le opere che nessun altro ha mai fatto, non avrebbero alcun peccato; ma ora le hanno viste e hanno odiato me e il Padre mio. 25 Ma questo avvenne affinché si adempisse la parola scritta nella loro legge: «Mi hanno odiato senza ragione». 26 Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me; 27 E anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio.

CAPITOLO 15 1 Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. 2 Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie via; e ogni tralcio che porta frutto, lo pota affinché porti più frutto. 3 Ora voi siete puri, a causa della parola che vi ho annunziata. 4 Dimorate in me e io in voi. Come il tralcio non può da sé dare frutto se non rimane nella vite, così neppure voi potete darvi frutto se non rimanete in me. 5 Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.

CAPITOLO 16 1 Vi ho detto queste cose affinché non siate scandalizzati. 2 Vi cacceranno fuori dalle sinagoghe; anzi, verrà l'ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. 3 E faranno questo perché non hanno conosciuto né il Padre né me.

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4 Ma queste cose vi ho dette, affinché quando verrà il tempo, vi ricordiate che ve le ho dette. E queste cose non ve le ho dette dal principio, perché ero con voi. 5 Ma ora me ne vado da colui che mi ha mandato; e nessuno di voi mi domanda: Dove vai? 6 Ma perché vi ho detto queste cose, la tristezza ha riempito il vostro cuore. 7 Tuttavia io vi dico la verità: è utile per voi che io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vado, ve lo manderò. 8 E quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio; 9 Quanto al peccato, perché non credono in me; 10 Quanto alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; 11 Quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato. 12 Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. 13 Ma quando verrà lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annunzierà le cose a venire. 14 Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l'annunzierà. 15 Tutte le cose che il Padre ha sono mie; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l'annunzierà. 16 Ancora un poco e non mi vedrete più; e ancora un poco e mi vedrete, perché vado al Padre. 17 Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos'è questo che ci dice: "Tra poco non mi vedrete più"; e: "Tra un altro poco mi vedrete", e: "Perché me ne vado al Padre"?». 18 Dicevano dunque: «Che cos'è questo "fra poco" di cui parla? Non sappiamo che cosa voglia dire». 19 Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: « Vi domandate tra voi perché ho detto: "Tra poco non mi vedrete più", e: "Tra un altro poco mi vedrete"?» 20 In verità, in verità vi dico: voi piangerete e farete cordoglio, e il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza sarà cambiata in gioia. 21 La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è giunta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell'afflizione, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. 22 E anche voi ora siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi toglierà la vostra gioia. 23 E in quel giorno non mi chiederete nulla. In verità, in verità vi dico: tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, egli ve lo darà. 24 Finora non avete chiesto nulla nel mio nome; chiedete e riceverete, perché la vostra gioia sia piena. 25 Queste cose vi ho detto in similitudini; ma l'ora viene che non vi parlerò più in similitudini, ma apertamente vi farò conoscere il Padre. 26 In quel giorno chiederete nel mio nome; e non vi dico che pregherò il Padre per voi; 27 Poiché il Padre stesso vi ama, perché mi avete amato e avete creduto che io sono proceduto da Dio. 28 Io sono proceduto dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio il mondo e vado al Padre.

29 I suoi discepoli gli dissero: «Ecco, adesso parli apertamente e non fai più uso di similitudini». 30 Ora sappiamo che sai ogni cosa e non hai bisogno che alcuno t'interroghi; per questo crediamo che sei proceduto da Dio. 31 Gesù rispose loro: Ora credete? 32 Ecco, l'ora viene, anzi è venuta, che sarete dispersi, ciascuno per conto suo, e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me. 33 Queste cose vi ho dette, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi animo, io ho vinto il mondo. CAPITOLO 17 1 Queste cose disse Gesù. Poi, alzati gli occhi al cielo, disse: Padre, l'ora è venuta; glorifica il Figlio tuo, affinché il Figlio glorifichi te. 2 Poiché tu gli hai dato potere sopra ogni carne, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. 3 Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. 4 Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare. 5 E ora, o Padre, glorificami tu presso di te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse. 6 Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e tu me li hai dati, ed essi hanno osservato la tua parola. 7 Ora hanno conosciuto che tutte le cose che mi hai dato vengono da te. 8 Perché le parole che tu hai dato a me le ho date a loro; ed essi le hanno accolte e hanno veramente conosciuto che sono proceduto da te, e hanno creduto che tu mi hai mandato. 9 Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. 10 E tutte le cose mie sono tue, e le cose tue sono mie; e io sono glorificato in loro. 11 E ora io non sono più nel mondo, ma essi sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che tu mi hai dato, affinché siano uno, come noi. 12 Mentre ero con loro nel mondo, io li conservavo nel tuo nome; quelli che tu mi hai dato, li ho anche custoditi, e nessuno di loro è perito, tranne il figlio della perdizione, affinché si adempisse la Scrittura. 13 E ora vengo a te; e dico queste cose nel mondo, affinché abbiano compiuta in se stessi la mia gioia. 14 Io ho dato loro la tua parola; e il mondo li ha odiati, perché non sono del mondo, come io non sono del mondo. 15 Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno. 16 Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. 17 Santificali nella verità: la tua parola è verità. 18 Come tu hai mandato me nel mondo, anch'io ho mandato loro nel mondo. 19 E per loro io santifico me stesso, affinché siano anch'essi santificati nella verità. 20 Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola:

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21 affinché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una sola cosa, affinché il mondo creda che tu mi hai mandato. 22 E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, affinché siano uno come noi siamo uno. 23 Io in loro e tu in me, affinché siano perfetti nell'unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me. 24 Padre, voglio che dove sono io, siano anch'essi con me quelli che mi hai dato, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della fondazione del mondo. 25 Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. 26 E io ho fatto conoscere loro il tuo nome, e lo farò conoscere, affinché l'amore con il quale mi hai amato sia in loro, e io in loro.

18 Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano; e Pietro stava con loro e si scaldava. 19 Allora il sommo sacerdote interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e alla sua dottrina. 20 Gesù gli rispose: « Io ho parlato apertamente al mondo; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho detto nulla in segreto. 21 Perché interroghi me? Domanda a quelli che mi hanno udito che cosa ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto. 22 E mentre egli parlava così, una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo: «Così rispondi al sommo sacerdote?». 23 Gesù gli rispose: « Se ho parlato male, dimostra il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?». 24 Ora Anna lo mandò legato a Caifa, sommo sacerdote. 25 E Simon Pietro stava lì a scaldarsi. Gli dissero dunque: Non sei anche tu uno dei suoi discepoli? Egli lo negò e disse: Non lo sono. 26 Uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l'orecchio, disse: Non ti ho forse visto con lui nel giardino? 27 Allora Pietro negò di nuovo, e subito il gallo cantò. 28 Poi condussero Gesù dalla casa di Caifa al pretorio. Era mattina presto e loro non entrarono nel pretorio per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. 29 Pilato dunque uscì verso di loro e disse: Quale accusa portate contro quest'uomo? 30 Essi risposero e gli dissero: Se costui non fosse un malfattore, non te l'avremmo consegnato. 31 Allora Pilato disse loro: Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra legge. I Giudei gli dissero: A noi non è lecito mettere a morte alcuno; 32 Affinché si adempissero le parole che Gesù aveva detto, indicando di quale morte doveva morire. 33 Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Sei tu il re dei Giudei?». 34 Gesù gli rispose: « Dici questo da te, oppure altri te l'hanno detto di me?». 35 Pilato rispose: Sono io forse Giudeo? La tua nazione e i capi sacerdoti ti hanno consegnato a me: che hai fatto? 36 Gesù rispose: « Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». 37 Pilato gli disse: Dunque sei tu re? Gesù rispose: Tu lo dici, io sono re. Per questo sono nato, e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce. 38 Pilato gli disse: Che cosa è verità? E, detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: Io non trovo in lui alcuna colpa. 39 Ma tra voi c'è l'usanza che io vi liberi uno in occasione della Pasqua: volete dunque che vi liberi il re dei Giudei? 40 Allora tutti gridarono di nuovo, dicendo: Non costui, ma Barabba! Ora Barabba era un ladro.

CAPITOLO 18 1 Dopo aver detto queste cose, Gesù uscì con i suoi discepoli e andò di là dal torrente Cedron, dove c'era un giardino, nel quale entrò con i suoi discepoli. 2 Anche Giuda, che lo tradiva, conosceva quel luogo, perché Gesù si era spesso ritirato là con i suoi discepoli. 3 Giuda dunque, presa una coorte di uomini e delle guardie fornite dai sommi sacerdoti e dai farisei, si recò là con lanterne, fiaccole e armi. 4 Gesù dunque, sapendo tutto quello che gli sarebbe accaduto, si fece avanti e disse loro: Chi cercate? 5 Gli risposero: Gesù il Nazareno. Gesù disse loro: Io sono. E Giuda, che lo tradiva, era là con loro. 6 Appena dunque ebbe detto loro: «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra. 7 Allora egli domandò loro di nuovo: Chi cercate? Ed essi dissero: Gesù il Nazareno. 8 Gesù rispose: Vi ho detto che sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano; 9 Affinché si adempisse la parola che egli aveva detta: « Di quelli che mi hai dato, non ho perduto nessuno». 10 Allora Simon Pietro, avendo una spada, la trasse fuori, e colpì il servo del sommo sacerdote, e gli tagliò l'orecchio destro. Il nome di quel servo era Malco. 11 Allora Gesù disse a Pietro: « Rimetti la tua spada nel fodero; non berrò forse il calice che il Padre mi ha dato?». 12 Allora la coorte, il comandante e le guardie dei Giudei presero Gesù e lo legarono, 13 E lo condussero prima da Anna, perché egli era suocero di Caifa, che era sommo sacerdote quell'anno. 14 Or Caifa era quello che aveva consigliato ai Giudei: «È opportuno che un solo uomo muoia per il popolo». 15 Or Simon Pietro seguiva Gesù, assieme a un altro discepolo; quel discepolo era noto al sommo sacerdote, ed entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote. 16 Ma Pietro stava fuori, alla porta. Allora quell'altro discepolo, che era noto al sommo sacerdote, uscì e parlò a colei che custodiva la porta, e fece entrare Pietro. 17 Allora la serva portinaia disse a Pietro: Non sei anche tu uno dei discepoli di quest'uomo? Egli rispose: Non lo sono.

CAPITOLO 19 1 Allora Pilato prese Gesù e lo fece flagellare.

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2 E i soldati intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora, 3 E dicevano: «Salve, re dei Giudei!» E gli davano schiaffi. 4 Pilato dunque uscì di nuovo e disse loro: Ecco, ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui nessuna colpa. 5 Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: Ecco l'uomo! 6 Quando dunque i capi sacerdoti e le guardie lo videro, gridarono, dicendo: Crocifiggilo, crocifiggilo! Pilato disse loro: Prendetelo voi e crocifiggetelo, perché io non trovo in lui alcuna colpa. 7 Gli risposero i Giudei: «Noi abbiamo una legge e secondo questa legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio». 8 Quando Pilato udì queste parole, ebbe ancor più paura; 9 E di nuovo entrò nel pretorio, e disse a Gesù: Donde sei? Ma Gesù non gli diede risposta. 10 Allora Pilato gli disse: Non mi parli? Non sai che ho il potere di liberarti e il potere di crocifiggerti? 11 Gesù rispose: « Tu non avresti alcun potere su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall'alto; per questo chi mi ha consegnato a te ha una colpa più grande. 12 Da quel momento Pilato cercò di liberarlo; ma i Giudei gridarono: «Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque si fa re si oppone a Cesare». 13 Pilato dunque, udite queste parole, fece condurre fuori Gesù e sedette nel tribunale, nel luogo detto Litòstroto, e in ebraico Gabbatà. 14 Era la Preparazione della Pasqua, verso l'ora sesta. Gesù disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!». 15 Ma essi gridarono: Via, via, crocifiggilo! Pilato disse loro: Crocifiggerò il vostro re? I capi sacerdoti risposero: Non abbiamo altro re che Cesare. 16 Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso. E presero Gesù e lo condussero via. 17 Ed egli, portando la sua croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, 18 Dove lo crocifissero, e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù in mezzo. 19 E Pilato scrisse un'iscrizione e la pose sulla croce. E vi era scritto: GESÙ IL NAZARENO, IL RE DEI GIUDEI. 20 Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; era scritta in ebraico, in greco e in latino. 21 Allora i sommi sacerdoti dei Giudei dissero a Pilato: «Non scrivere: Il re dei Giudei, ma che egli ha detto: Io sono il re dei Giudei». 22 Pilato rispose: Ciò che ho scritto, ho scritto. 23 Poi i soldati, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una parte per ciascun soldato, e anche la tunica. Ora la tunica era senza cuciture, tessuta per intero dall'alto in basso. 24 Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocchi; affinché si adempisse la Scrittura che dice: Hanno diviso tra loro le mie vesti e hanno tirato a sorte la mia tunica. Questo dunque fecero i soldati. 25 Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèopa e Maria di Màgdala.

26 Gesù dunque, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: « Donna, ecco il tuo figlio!». 27 Poi disse al discepolo: Ecco tua madre! E da quell'ora il discepolo la prese in casa sua. 28 Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era ormai compiuta, affinché si adempisse la Scrittura, disse: Ho sete. 29 Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero una spugna, imbevuta di aceto, in cima a un issopo e gliela accostarono alla bocca. 30 Dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: « È compiuto!». E, chinato il capo, rese lo spirito. 31 Era la Preparazione e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. 32 Vennero allora i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi anche all'altro che era stato crocifisso insieme con lui. 33 Ma giunti a Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe; 34 Ma uno dei soldati gli colpì il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue e acqua. 35 E colui che ha visto ne ha reso testimonianza, e la sua testimonianza è vera; ed egli sa che dice il vero, affinché anche voi crediate. 36 Poiché questo avvenne affinché si adempisse la Scrittura: Non gli sarà spezzato alcun osso. 37 E ancora un'altra Scrittura dice: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto. 38 Dopo queste cose, Giuseppe d'Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di poter prendere il corpo di Gesù; e Pilato glielo permise. Egli dunque venne e prese il corpo di Gesù. 39 Venne anche Nicodemo, quello che in precedenza era andato da Gesù di notte, e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre. 40 Allora presero il corpo di Gesù e lo avvolsero in teli insieme ad aromi, com'è usanza seppellire per i Giudei. 41 Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era ancora stato deposto. 42 Là dunque deposero Gesù, a causa della Preparazione dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino. CAPITOLO 20 1 Il primo giorno della settimana, Maria Maddalena si recò al sepolcro di buon mattino, quando era ancora buio, e vide la pietra tolta dal sepolcro. 2 Allora corse e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: Hanno tolto il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto. 3 Pietro dunque uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. 4 Correvano tutti e due insieme; ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. 5 E chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. 6 Giunse allora anche Simon Pietro che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, 7 e il sudario, che era sul suo capo, non per terra con le bende, ma ripiegato in un luogo a parte.

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CAPITOLO 21

8 Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. 9 Infatti non avevano ancora capito la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti. 10 Allora i discepoli se ne tornarono di nuovo a casa. 11 Maria invece stava fuori, presso il sepolcro, a piangere. E mentre piangeva, si chinò e guardò dentro il sepolcro, 12 E vide due angeli in bianche vesti, seduti uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. 13 Ed essi le dissero: Donna, perché piangi? Ella rispose loro: Perché hanno tolto il mio Signore, e non so dove l'abbiano posto. 14 Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù in piedi; ma non sapeva che era Gesù. 15 Gesù le disse: Donna, perché piangi? Chi cerchi? Ella, pensando che fosse l'ortolano, gli disse: Signore, se tu l'hai portato via, dimmi dove l'hai posto, e io lo prenderò. 16 Gesù le disse: Maria. Ella, voltatasi, gli disse: Rabboni! che significa: Maestro. 17 Gesù le disse: « Non toccarmi, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli e di' loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro». 18 Maria Maddalena andò ad annunziare ai discepoli che aveva visto il Signore e che le aveva detto queste cose. 19 La sera di quello stesso giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: « Pace a voi!». 20 E detto questo, mostrò loro le mani e il costato. Allora i discepoli si rallegrarono, quando videro il Signore. 21 Allora Gesù disse loro di nuovo: « Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi». 22 E dopo aver detto questo, soffiò su di loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo. 23 A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi li riterrete, saranno ritenuti. 24 Or Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. 25 Gli altri discepoli dunque gli dissero: Abbiamo veduto il Signore. Ma egli disse loro: Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, e non metto il mio dito nel segno dei chiodi, e non metto la mia mano nel suo costato, io non crederò. 26 Otto giorni dopo, i suoi discepoli erano di nuovo in casa e Tommaso era con loro. Venne Gesù, a porte chiuse, e stette in mezzo a loro, e disse: Pace a voi! 27 Poi disse a Tommaso: « Porgi qua il tuo dito e guarda le mie mani; e porgi la tua mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente». 28 E Tommaso rispose e gli disse: Mio Signore e mio Dio. 29 Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, hai creduto; beati quelli che pur non avendo visto crederanno!». 30 Or Gesù fece in presenza dei suoi discepoli molti altri segni miracolosi, che non sono scritti in questo libro: 31 Ma questi sono stati scritti, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e affinché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

1 Dopo queste cose, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli presso il mare di Tiberiade; e si manifestò in questa maniera. 2 Erano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Didimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due suoi discepoli. 3 Simon Pietro disse loro: Io vado a pescare. Essi gli dissero: Anche noi veniamo con te. Uscirono e salirono subito sulla barca; e quella notte non presero nulla. 4 Quando già era mattina, Gesù si presentò sulla riva; ma i discepoli non sapevano che era Gesù. 5 Allora Gesù disse loro: Figlioli, avete qualcosa da mangiare? Gli risposero: No. 6 Ed egli disse loro: Gettate la rete dal lato destro della barca, e troverete. Essi dunque la gettarono, e non potevano più tirarla su per la moltitudine dei pesci. 7 Perciò quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: È il Signore. Quando Simon Pietro udì che era il Signore, si cinse la tunica da pescatore (perché era nudo) e si gettò in mare. 8 Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: infatti non erano lontani da terra se non circa duecento cubiti. 9 Appena scesi a terra, videro lì della brace con del pesce sopra, e del pane. 10 Gesù disse loro: « Portate un po' del pesce che avete preso ora». 11 Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci; e nonostante fossero tanti, la rete non si ruppe. 12 Gesù disse loro: Venite a mangiare. E nessuno dei discepoli osava domandargli: Chi sei?, sapendo che era il Signore. 13 Allora Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. 14 Questa era già la terza volta che Gesù si manifestava ai suoi discepoli, dopo essere risuscitato dai morti. 15 Quando ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: Simone, figlio di Giona, mi ami più di questi? Gli rispose: Sì, Signore, tu sai che ti amo. Gli disse: Pasci i miei agnelli. 16 Gli disse di nuovo la seconda volta: Simone, figlio di Giona, mi ami? Gli rispose: Sì, Signore; tu sai che ti amo. Gli disse: Pasci le mie pecore. 17 Gli disse per la terza volta: Simone, figlio di Giona, mi ami? Pietro fu rattristato che gli avesse detto per la terza volta: Mi ami? E gli disse: Signore, tu sai ogni cosa; tu sai che ti amo. Gesù gli disse: Pasci le mie pecore. 18 In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane, ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio, stenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti condurrà dove tu non vuoi. 19 Questo egli disse, per indicare con quale morte avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, gli disse: Seguimi. 20 Pietro allora, voltatosi, vide che lo seguiva quel discepolo che Gesù amava; quello stesso che durante la cena si era chinato sul suo petto e gli aveva chiesto: «Signore, chi è che ti tradisce?». 21 Pietro, vedutolo, disse a Gesù: Signore, e costui che cosa farà?

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22 Gesù gli disse: « Se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te? Tu, seguimi». 23 Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto; Gesù però non gli aveva detto: «Non morirà», ma: « Se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te?». 24 Questo è il discepolo che rende testimonianza di queste cose e le ha scritte; e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. 25 E vi sono ancora molte altre cose che Gesù fece, le quali, se fossero scritte ad una ad una, suppongo che il mondo stesso non potrebbe contenere i libri che se ne dovrebbero scrivere. Amen.

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20 Poiché sta scritto nel libro dei Salmi: La sua dimora diventi deserta e nessuno vi abiti; e il suo incarico lo prenda un altro. 21 Perciò, tra questi uomini che ci hanno accompagnato per tutto il tempo in cui il Signore Gesù è andato e venuto tra noi, 22 Bisogna che, cominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui egli fu di tra noi assunto in cielo, uno diventi testimone, insieme a noi, della sua risurrezione. 23 E ne designarono due: Giuseppe, detto Barsabba, che era soprannominato Giusto, e Mattia. 24 E pregarono e dissero: Tu, Signore, che conosci i cuori di tutti, mostra quale di questi due hai scelto, 25 Affinché egli possa prendere parte a questo ministero e apostolato, dal quale Giuda si è allontanato per trasgressione, per andarsene al suo posto. 26 Gettarono quindi le sorti e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli.

CAPITOLO 1 1 Il primo trattato l'ho fatto, o Teofilo, di tutto ciò che Gesù cominciò a fare e a insegnare, 2 Fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato dei comandamenti agli apostoli che aveva scelto mediante lo Spirito Santo, 3 Ai quali anche, dopo la sua passione, si presentò vivente con molte prove, facendosi vedere da loro per quaranta giorni e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. 4 E, trovatosi insieme a loro, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre, quella, egli disse, che avete udito da me. 5 Poiché Giovanni battezzò sì con acqua, ma voi sarete battezzati in Spirito Santo, fra non molti giorni. 6 Quando dunque furono riuniti, gli domandarono: «Signore, è in questo tempo che ristabilirai il regno a Israele?». 7 Ed egli disse loro: Non spetta a voi conoscere i tempi o i momenti che il Padre ha riservato alla sua propria autorità. 8 Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, in tutta la Giudea e Samaria e fino all'estremità della terra. 9 Dopo aver detto queste cose, mentre essi guardavano, fu elevato in alto; e una nuvola lo sottrasse al loro sguardo. 10 E come essi avevano gli occhi fissi al cielo, mentre egli se ne andava, ecco due uomini in vesti bianche si presentarono a loro e si misero a gridare: 11 E dicevano anche: Uomini Galilei, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà nella stessa maniera in cui l'avete visto andare in cielo. 12 Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammin permesso in un sabato. 13 Entrati, salirono nella sala superiore, dove abitavano Pietro, Giacomo, Giovanni, Andrea, Filippo, Tommaso, Bartolomeo, Matteo, Giacomo di Alfeo, Simone lo Zelota e Giuda fratello di Giacomo. 14 Tutti costoro erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne, con Maria, la madre di Gesù, e con i fratelli di lui. 15 In quei giorni Pietro si alzò in mezzo ai discepoli (il numero delle persone radunate era circa centoventi) e disse: 16 Fratelli, era necessario che si adempisse questa parola della Scrittura, che lo Spirito Santo predisse per bocca di Davide riguardo a Giuda, che fece da guida a coloro che arrestarono Gesù. 17 Poiché egli era stato annoverato tra noi e aveva ottenuto la parte di questo ministero. 18 Or costui acquistò un campo con il ricavato della sua iniquità; e precipitando in avanti, si squarciò in mezzo, e si sparsero tutte le sue viscere. 19 E questo è divenuto noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme, tanto che quel campo è chiamato nella loro lingua Aceldama, cioè: Campo di sangue.

CAPITOLO 2 1 Mentre il giorno della Pentecoste stava per giungere, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. 2 E all'improvviso venne dal cielo un suono come di vento che soffia gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. 3 E apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro. 4 E tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi. 5 Or a Gerusalemme dimoravano Giudei, uomini osservanti, di ogni nazione sotto il cielo. 6 Quando questo si fece sentire, la folla si radunò e rimase confusa, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. 7 E tutti stupivano e si meravigliavano, dicendosi l'un l'altro: Ecco, questi che parlano non sono forse tutti Galilei? 8 E come mai ciascuno di noi sente parlare la propria lingua natia? 9 Parti, Medi, Elamiti e gli abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadocia, del Ponto e dell'Asia, 10 della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, e stranieri di Roma, Giudei e proseliti, 11 Cretesi e Arabi, li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio. 12 E tutti stupivano e si domandavano l'un l'altro: Che significa questo? 13 Altri, beffardi, dicevano: Questi uomini sono pieni di vino nuovo. 14 Allora Pietro, levatosi in piedi con gli undici, alzò la voce e disse loro: «Uomini di Giudea, e voi tutti che abitate in Gerusalemme, vi sia noto questo e fate attenzione alle mie parole. 15 Poiché costoro non sono ubriachi, come voi supponete, poiché è appena la terza ora del giorno. 16 Ma questo è ciò che fu detto dal profeta Gioele: 17 E avverrà negli ultimi giorni, dice Dio, che io spanderò del mio Spirito sopra ogni persona; i vostri figli e le vostre figlie profeteranno, i vostri giovani avranno delle visioni e i vostri vecchi faranno dei sogni.

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18 E sui miei servi e sulle mie serve, in quei giorni, spanderò del mio Spirito, e profeteranno; 19 E farò prodigi su nel cielo e segni giù sulla terra: sangue, fuoco e vapore di fumo. 20 Il sole sarà mutato in tenebre e la luna in sangue, prima che giunga quel giorno grande e glorioso del Signore. 21 E avverrà che chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato. 22 Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nazaret, uomo accreditato da Dio fra voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio operò per mezzo di lui tra di voi, come voi stessi ben sapete. 23 Costui, dopo essere stato dato nelle mani secondo il determinato consiglio e la prescienza di Dio, voi l'avete preso e, per mani di iniqui, l'avete inchiodato alla croce e l'avete ucciso. 24 Dio lo ha risuscitato, avendo sciolto gli angosciosi legami della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse. 25 Poiché Davide dice di lui: Io ho avuto sempre il Signore davanti agli occhi, perché egli è alla mia destra, affinché io non vacilli; 26 Per questo si è rallegrato il mio cuore, e si è rallegrata la mia lingua; anche la mia carne riposerà nella speranza. 27 Poiché tu non abbandonerai l'anima mia nell'inferno, né permetterai che il tuo Santo veda la corruzione. 28 Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza. 29 Uomini fratelli, lasciatemi dirvi apertamente riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto, e la sua tomba è ancora oggi tra noi. 30 Perciò, essendo profeta e sapendo che Dio gli aveva giurato con giuramento che sul suo trono avrebbe suscitato un Cristo secondo la carne, 31 Avendo previsto questo, egli parlò della risurrezione di Cristo, dicendo che la sua anima non sarebbe stata abbandonata nell'inferno e che la sua carne non avrebbe visto la corruzione. 32 Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato; del che noi tutti siamo testimoni. 33 Egli dunque, essendo stato esaltato dalla destra di Dio e avendo ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite. 34 Poiché Davide non è salito al cielo; anzi egli stesso dice: Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra, 35 Finché non avrò fatto dei tuoi nemici uno sgabello per i tuoi piedi. 36 Sappia dunque con certezza tutta la casa d'Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso. 37 Udito questo, essi furono compunti nel cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Fratelli, che dobbiamo fare?». 38 Allora Pietro disse loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. 39 Poiché per voi è la promessa, per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, per quanti il Signore Dio nostro ne chiamerà. 40 E con molte altre parole li scongiurava e li esortava: «Salvatevi da questa perversa generazione».

41 Allora coloro che accolsero volentieri la sua parola furono battezzati; e in quello stesso giorno furono aggiunte a loro circa tremila persone. 42 Ed erano perseveranti nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nella comunione, nel rompere il pane e nelle preghiere. 43 E un timore venne su tutti; e molti prodigi e segni erano fatti dagli apostoli. 44 E tutti coloro che credevano stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; 45 E vendevano le loro proprietà e i loro beni e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. 46 E tutti i giorni, perseverando con una sola mente nel tempio e rompendo il pane nelle case, prendevano il cibo con letizia e semplicità di cuore, 47 Lodando Dio e avendo favore presso tutto il popolo. E il Signore aggiungeva ogni giorno alla chiesa coloro che erano salvati. CAPITOLO 3 1 Pietro e Giovanni salivano insieme al tempio verso l'ora nona della preghiera. 2 E ogni giorno veniva portato un uomo zoppo fin dalla nascita, e lo ponevano presso la porta del tempio detta Bella, per chiedere l'elemosina a coloro che entravano nel tempio. 3 Costui, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, chiese loro l'elemosina. 4 E Pietro, fissando lo sguardo su di lui insieme a Giovanni, disse: Guarda noi. 5 Ed egli li guardava con attenzione, sperando di ricevere qualche cosa da loro. 6 Allora Pietro disse: «Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, alzati e cammina». 7 E presolo per la mano destra, lo sollevò; e subito i suoi piedi e le caviglie si rafforzarono. 8 E balzò in piedi e camminò; ed entrò con loro nel tempio, camminando, saltando e lodando Dio. 9 E tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio: 10 E riconobbero che era colui che sedeva a chiedere l'elemosina alla porta Bella del tempio; e furono ripieni di meraviglia e di stupore per quello che gli era accaduto. 11 E mentre lo zoppo guarito teneva stretto a sé Pietro e Giovanni, tutto il popolo, stupito, accorse verso di loro al portico detto di Salomone. 12 E Pietro, veduto ciò, rispose al popolo: Uomini d'Israele, perché vi meravigliate di questo? O perché fissate lo sguardo su di noi, come se per nostra potenza o nostra santità avessimo fatto camminare quest'uomo? 13 Il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei nostri padri, ha glorificato il suo Figlio Gesù, che voi avete consegnato e rinnegato di fronte a Pilato, mentre egli aveva deciso di liberarlo. 14 Ma voi avete rinnegato il Santo e il Giusto, e avete chiesto che vi fosse graziato un assassino; 15 E uccisero il Principe della vita, che Dio ha risuscitato dai morti; di ciò noi siamo testimoni. 16 E il suo nome, mediante la fede nel suo nome, ha reso forte quest'uomo che vedete e conoscete; sì, la fede che si

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ha per mezzo di lui gli ha dato questa perfetta guarigione in presenza di tutti voi. 17 Ora, fratelli, so che voi lo avete fatto per ignoranza, come pure i vostri governanti. 18 Ma Dio ha così adempiuto quelle cose che aveva prima annunziato per bocca di tutti i suoi profeti, che cioè il suo Cristo avrebbe sofferto. 19 Ravvedetevi dunque e convertitevi, affinché i vostri peccati siano cancellati e affinché vengano i tempi del refrigerio dalla presenza del Signore; 20 Ed egli manderà Gesù Cristo, che vi è stato predicato prima; 21 che il cielo deve accogliere fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose, di cui Dio ha parlato per bocca di tutti i suoi santi profeti fin dal principio del mondo. 22 Mosè infatti disse veramente ai padri: Il Signore Dio vostro susciterà per voi un profeta come me in mezzo ai vostri fratelli; lo ascolterete in tutto quello che egli vi dirà. 23 E avverrà che ogni anima che non ascolterà quel profeta, sarà distrutta di fra il popolo. 24 Sì, e tutti i profeti, da Samuele in poi, quanti hanno parlato, hanno predetto anch'essi questi giorni. 25 Voi siete i figli dei profeti e del patto che Dio stabilì con i nostri padri, dicendo ad Abramo: Nella tua discendenza saranno benedette tutte le famiglie della terra. 26 A voi per primi Dio, dopo aver risuscitato il suo Figlio Gesù, lo ha mandato per benedirvi, convertendo ciascuno di voi dalle sue iniquità.

13 Vedendo la franchezza di Pietro e di Giovanni e considerando che erano uomini senza istruzione e senza conoscenza, si meravigliavano e riconoscevano che erano stati con Gesù. 14 E vedendo l'uomo guarito in piedi accanto a loro, non potevano dire nulla in contrario. 15 Ma dopo aver comandato loro di uscire dal sinedrio, si consultarono tra loro, 16 dicendo: Che faremo a questi uomini? Poiché un evidente miracolo è stato compiuto da loro, è noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme; e noi non possiamo negarlo. 17 Ma affinché la cosa non si divulghi maggiormente tra il popolo, li ordiniamo con minacce severissime di non parlare più a nessuno in questo nome. 18 E, chiamatili, ordinarono loro di non parlare né di insegnare affatto nel nome di Gesù. 19 Ma Pietro e Giovanni risposero e dissero loro: Se sia giusto innanzi a Dio ubbidire a voi anziché a Dio, giudicatelo voi stessi. 20 Poiché non possiamo non parlare delle cose che abbiamo visto e udito. 21 E, dopo averli ulteriormente minacciati, li rilasciarono, non trovando come punirli, a causa del popolo; perché tutti glorificavano Dio per l'accaduto. 22 Infatti l'uomo sul quale era avvenuto questo miracolo della guarigione aveva più di quarant'anni. 23 Dopo essere stati rilasciati, tornarono dai loro fratelli e riferirono tutto quello che i sommi sacerdoti e gli anziani avevano detto loro. 24 Udito questo, alzarono tutti insieme la voce a Dio e dissero: «Signore, tu sei Dio, che hai fatto il cielo, la terra, il mare e tutto ciò che è in essi; 25 Che per bocca del tuo servo Davide hai detto: Perché si sono agitate le genti e i popoli hanno tramato cose vane? 26 I re della terra si sollevarono e i principi si radunarono insieme contro il Signore e contro il suo Cristo. 27 Poiché proprio contro il tuo santo Figlio Gesù, che tu hai unto, si sono radunati Erode e Ponzio Pilato con i pagani e il popolo d'Israele, 28 Per fare tutto ciò che la tua mano e il tuo consiglio avevano in precedenza determinato che avvenisse. 29 Ed ora, Signore, considera le loro minacce, e concedi ai tuoi servi di annunziare con ogni franchezza la tua parola, 30 Stendi la tua mano per guarire; e affinché segni e prodigi siano compiuti nel nome del tuo santo figlio Gesù. 31 Dopo che ebbero pregato, il luogo in cui erano radunati tremò, e tutti furono riempiti di Spirito Santo, e annunziavano la parola di Dio con franchezza. 32 E la moltitudine di coloro che avevano creduto era di un solo cuore e di una sola anima; nessuno di loro diceva sua proprietà quello che possedeva, ma ogni cosa era in comune tra loro. 33 E con grande potenza gli apostoli rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù; e grande grazia era sopra tutti loro. 34 Non vi era alcun bisognoso tra loro, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano l'importo delle cose vendute, 35 E li deposero ai piedi degli apostoli; e veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno.

CAPITOLO 4 1 E mentre parlavano al popolo, i sacerdoti, il capitano del tempio e i sadducei, giunsero davanti a loro, 2 Essendo rattristati perché insegnavano al popolo e annunziavano per mezzo di Gesù la risurrezione dai morti. 3 E misero loro le mani addosso e li arrestarono fino al giorno dopo, perché era ormai sera. 4 Molti di quelli che avevano udito la parola credettero; e il numero degli uomini era di circa cinquemila. 5 E avvenne il giorno seguente che i loro governanti, gli anziani e gli scribi, 6 E Anna, il sommo sacerdote, Caifa, Giovanni, Alessandro e tutti quelli che appartenevano alla famiglia dei sommi sacerdoti, si radunarono a Gerusalemme. 7 E dopo averli fatti comparire in mezzo, chiesero: Con quale potere o in nome di chi avete fatto questo? 8 Allora Pietro, pieno di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani d'Israele, 9 Se oggi veniamo esaminati circa il bene fatto all'uomo infermo, per sapere in che modo egli è stato guarito; 10 Sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele che è stato fatto nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti; per mezzo di lui quest'uomo si presenta sano e salvo davanti a voi. 11 Questa è la pietra che è stata sprezzata da voi costruttori, e che è diventata la pietra angolare. 12 E in nessun altro c'è salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, mediante il quale noi dobbiamo essere salvati.

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36 E Giuseppe, soprannominato dagli apostoli Barnaba (che significa: figlio della consolazione), levita, originario di Cipro, 37 Avendo egli un campo, lo vendette e ne portò il ricavato deponendolo ai piedi degli apostoli.

dei figli d'Israele, e mandarono alla prigione per farli condurre. 22 Ma quando le guardie giunsero e non li trovarono nella prigione, tornarono indietro e riferirono: 23 dicendo: Abbiamo trovato la prigione ben chiusa e ben sbarrata, e le guardie in piedi davanti alle porte; ma quando abbiamo aperto, non abbiamo trovato nessuno dentro. 24 Quando il sommo sacerdote, il capitano del tempio e i capi sacerdoti udirono queste cose, si domandavano perplessi che cosa ciò potesse portare. 25 Poi venne uno a riferire loro: «Ecco, gli uomini che avete messo in prigione, stanno nel tempio e insegnano al popolo». 26 Allora il capitano andò con gli ufficiali e li condusse via, senza violenza, perché temevano di essere lapidati dal popolo. 27 E dopo averli condotti, li presentarono al sinedrio; e il sommo sacerdote li interrogò, 28 dicendo: Non vi abbiamo espressamente ordinato di non insegnare in questo nome? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme della vostra dottrina e volete far ricadere su di noi il sangue di quell'uomo. 29 Allora Pietro e gli altri apostoli risposero: «Bisogna ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini. 30 Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo al legno. 31 Dio lo ha innalzato con la sua destra facendolo capo e salvatore, per dare a Israele il ravvedimento e il perdono dei peccati. 32 E di queste cose noi siamo testimoni; e lo è anche lo Spirito Santo, che Dio ha dato a coloro che gli ubbidiscono. 33 All'udire ciò, si sentirono trafiggere il cuore e deliberarono di ucciderli. 34 Allora si alzò nel sinedrio un fariseo, di nome Gamaliele, dottore della legge, stimato presso tutto il popolo, e comandò di far uscire per un po' gli apostoli. 35 E disse loro: Uomini d'Israele, badate bene a ciò che state per fare riguardo a questi uomini. 36 Infatti prima di quei giorni sorse Teuda, che si vantava di essere qualcuno; al quale si aggregarono circa quattrocento uomini; ma egli fu ucciso; e tutti quelli che gli avevano obbedito furono dispersi e annientati. 37 Dopo di lui sorse Giuda il Galileo, al tempo del censimento, e trascinò dietro a sé molta gente; ma anche lui perì e tutti quelli che gli avevano obbedito furono dispersi. 38 E ora vi dico: astenetevi da questi uomini e lasciateli stare; perché se questo consiglio o quest'opera è dagli uomini, verrà a nulla; 39 Ma se è da Dio, non potete distruggerla; altrimenti vi troverete a combattere anche contro Dio. 40 Ed essi acconsentirono a lui; e, chiamati gli apostoli, li fecero percuotere e ordinarono loro di non parlare nel nome di Gesù; poi li lasciarono andare. 41 Ed essi se ne andarono dal sinedrio, lieti di essere stati ritenuti degni di subire oltraggi per il nome di Gesù. 42 E ogni giorno, nel tempio e in ogni casa, non cessavano di insegnare e di annunciare che Gesù è il Cristo.

CAPITOLO 5 1 Ma un certo uomo, di nome Anania, con la moglie Saffira, vendette una proprietà, 2 E, tenendo per sé una parte del prezzo, d'accordo anche sua moglie, ne portò un'altra parte e la depose ai piedi degli apostoli. 3 Ma Pietro disse: «Anania, perché Satana ha così riempito il tuo cuore da farti mentire allo Spirito Santo e trattenere parte del prezzo del podere? 4 Finché rimaneva, non era forse tua proprietà? E dopo che era venduto, non era forse in tuo potere? Perché hai concepito questa cosa nel tuo cuore? Tu non hai mentito agli uomini, ma a Dio. 5 E Anania, udite queste parole, cadde e spirò; e un gran timore venne su tutti quelli che udivano queste cose. 6 E i giovani si alzarono, lo avvolsero, lo portarono fuori e lo seppellirono. 7 Circa tre ore dopo, entrò anche sua moglie, ignara dell'accaduto. 8 E Pietro le rispose: Dimmi se avete venduto il campo per tanto. Ed ella disse: Sì, per tanto. 9 Allora Pietro le disse: «Perché vi siete accordati per tentare lo Spirito del Signore? Ecco, i piedi di coloro che hanno seppellito tuo marito sono alla porta e porteranno via anche te». 10 Allora ella cadde subito ai suoi piedi e spirò. E i giovani entrarono, la trovarono morta e, portatala fuori, la seppellirono accanto a suo marito. 11 E un gran timore venne su tutta la chiesa e su tutti coloro che udirono queste cose. 12 E per mano degli apostoli avvenivano molti segni e prodigi tra il popolo; e tutti quanti erano insieme nel portico di Salomone. 13 E degli altri nessuno osava unirsi a loro, ma il popolo li esaltava. 14 E sempre più credenti si aggiungevano al Signore, moltitudini di uomini e donne.) 15 Al punto che portavano gli ammalati nelle piazze e li ponevano su lettucci e giacigli, perché anche solo la sua ombra, quando Pietro passava, ne coprisse qualcuno. 16 Anche la folla delle città vicine accorreva a Gerusalemme, portando malati e persone tormentate da spiriti immondi; e tutti venivano guariti. 17 Allora il sommo sacerdote si alzò con tutti quelli che erano con lui, cioè la setta dei sadducei, e furono pieni di indignazione, 18 E misero le mani sugli apostoli e li gettarono nella prigione pubblica. 19 Ma l'angelo del Signore, di notte, aprì le porte della prigione, li fece uscire e disse: 20 Andate, mettetevi in piedi e dite al popolo nel tempio tutte le parole di questa vita. 21 E, udito questo, entrarono nel tempio la mattina presto, e insegnarono. Ma il sommo sacerdote venne, e quelli che erano con lui, e convocarono il sinedrio, e tutto il senato

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CAPITOLO 6

6 E Dio parlò in questo modo: che la sua progenie avrebbe soggiornato in terra straniera, e che sarebbero stati ridotti in schiavitù e maltrattati per quattrocento anni. 7 E la nazione alla quale saranno schiavi, io la giudicherò, disse Dio; e dopo ciò usciranno e mi serviranno in questo luogo. 8 E gli diede il patto della circoncisione: e così Abramo generò Isacco e lo circoncise l'ottavo giorno; e Isacco generò Giacobbe; e Giacobbe generò i dodici patriarchi. 9 E i patriarchi, mossi dall'invidia, vendettero Giuseppe perché fosse condotto in Egitto; ma Dio era con lui, 10 E lo liberò da tutte le sue afflizioni e gli diede grazia e sapienza agli occhi del faraone, re d'Egitto, il quale lo costituì governatore dell'Egitto e di tutta la sua casa. 11 Or venne una carestia su tutto il paese d'Egitto e di Canaan, e una grande miseria; e i nostri padri non trovarono sostentamento. 12 Ma quando Giacobbe seppe che c'era del grano in Egitto, vi inviò per primi i nostri padri. 13 E la seconda volta Giuseppe fu fatto conoscere ai suoi fratelli, e la parentela di Giuseppe fu fatta conoscere al faraone. 14 Allora Giuseppe mandò a chiamare suo padre Giacobbe e tutta la sua parentela, settantacinque anime. 15 Così Giacobbe scese in Egitto e morì, lui e i nostri padri, 16 E furono trasportati a Sichem e posti nel sepolcro che Abramo aveva acquistato con una somma di denaro dai figli di Emmor, padre di Sichem. 17 Ma quando si avvicinò il tempo della promessa che Dio aveva fatto ad Abramo, il popolo crebbe e si moltiplicò in Egitto, 18 Finché non sorse un altro re, che non conosceva Giuseppe. 19 Egli stesso agì con astuzia contro i nostri fratelli e maltrattava i nostri padri, al punto che scacciarono i loro bambini, affinché non vivessero. 20 In quel tempo nacque Mosè, e fu molto bello, e fu allevato nella casa di suo padre per tre mesi. 21 E quando fu cacciato via, la figlia del faraone lo raccolse e lo allevò come suo figlio. 22 Mosè fu istruito in tutta la sapienza degli Egiziani ed era potente nelle parole e nelle opere. 23 Quando ebbe compiuto quarant'anni, gli venne in mente di visitare i suoi fratelli, i figli d'Israele. 24 E vedendo uno di loro che era stato trattato ingiustamente, lo difese, e vendicò l'oppresso, e percosse l'Egiziano; 25 Egli pensava infatti che i suoi fratelli avrebbero capito che Dio li avrebbe liberati per mano sua; ma essi non compresero. 26 E il giorno seguente egli si presentò a loro mentre litigavano, e voleva rimetterli d'accordo, dicendo: Uomini, voi siete fratelli; perché vi fate torto l'un l'altro? 27 Ma colui che faceva torto al prossimo lo respinse, dicendo: Chi ti ha costituito capo e giudice sopra di noi? 28 Vuoi forse uccidermi, come hai ucciso ieri l'Egiziano? 29 Allora Mosè fuggì a queste parole e andò a vivere come forestiero nel paese di Madian, dove generò due figli. 30 E, trascorsi quarant'anni, gli apparve nel deserto del monte Sinai un angelo del Signore, in una fiamma di fuoco in un roveto.

1 Or in quei giorni, moltiplicandosi il numero dei discepoli, sorse un mormorio degli Greci contro gli Ebrei, perché le loro vedove venivano trascurate nell'assistenza quotidiana. 2 Allora i Dodici convocarono la moltitudine dei discepoli e dissero: «Non è ragionevole che noi tralasciamo la parola di Dio per servire alle mense. 3 Perciò, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito Santo e di sapienza, ai quali affideremo quest'incarico. 4 Ma noi ci dedicheremo continuamente alla preghiera e al ministero della parola. 5 E questa proposta piacque a tutta la moltitudine, ed elessero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Procoro, Nicanore, Timone, Parmena e Nicola, proselito di Antiochia. 6 Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani. 7 E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli si moltiplicava grandemente a Gerusalemme; e anche un gran numero di sacerdoti ubbidiva alla fede. 8 E Stefano, pieno di fede e di potenza, faceva grandi prodigi e miracoli tra il popolo. 9 Allora alcuni della sinagoga detta dei Libertini, dei Cirenei, degli Alessandrini e di quelli di Cilicia e d'Asia si alzarono a discutere con Stefano. 10 E non potevano resistere alla sapienza e allo spirito con cui egli parlava. 11 Allora istigarono degli uomini che dissero: «Lo abbiamo udito pronunziare parole blasfeme contro Mosè e contro Dio». 12 E sollevarono il popolo, gli anziani e gli scribi, e, piombati su di lui, lo catturarono e lo condussero al sinedrio. 13 E presentarono falsi testimoni, che dissero: Quest'uomo non cessa di proferire parole blasfeme contro questo luogo santo e contro la legge. 14 Poiché lo abbiamo udito dire che questo Gesù Nazareno distruggerà questo luogo e muterà i costumi che Mosè ci ha tramandato. 15 E tutti quelli che sedevano nel sinedrio, fissando gli occhi su di lui, videro il suo volto come quello di un angelo. CAPITOLO 7 1 Allora il sommo sacerdote disse: «Stanno proprio così queste cose?». 2 E disse: Fratelli e padri, ascoltate: il Dio della gloria apparve al nostro padre Abramo, quando era in Mesopotamia, prima che abitasse in Carran, 3 E gli disse: «Va' via dal tuo paese e dalla tua parentela, e va' nel paese che io ti mostrerò». 4 Allora egli uscì dal paese dei Caldei e abitò a Carran; e di là, dopo la morte del padre, lo fece trasferire in questo paese, dove ora abitate. 5 E non gli diede alcuna eredità in esso, neppure quanto l'orma di un piede; tuttavia promise di darlo in proprietà a lui e alla sua discendenza dopo di lui, benché non avesse ancora figli.

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31 Quando Mosè vide ciò, rimase meravigliato della visione; e come si avvicinava per osservare, la voce del Signore gli venne incontro, 32 Dicendo: Io sono il Dio dei tuoi padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe. Allora Mosè tremò e non osava guardare. 33 Allora il Signore gli disse: Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale stai è suolo sacro. 34 Ho visto, ho visto l'afflizione del mio popolo che è in Egitto, e ho udito il loro gemito, e sono sceso per liberarli. E ora vieni, ti manderò in Egitto. 35 Quel Mosè che avevano rinnegato dicendo: «Chi ti ha costituito capo e giudice?», Dio lo mandò come capo e liberatore per mezzo dell'angelo che gli era apparso nel roveto. 36 E li fece uscire, dopo aver operato prodigi e segni nel paese d'Egitto, nel Mar Rosso e nel deserto per quarant'anni. 37 Questo è quel Mosè che disse ai figli d'Israele: Il Signore vostro Dio vi susciterà un profeta come me in mezzo ai vostri fratelli; lui ascolterete. 38 Questi è colui che era nella chiesa nel deserto, con l'angelo che gli parlava sul monte Sinai e con i nostri padri; egli ricevette parole viventi per darle a noi. 39 A lui i nostri padri non vollero dare ascolto, ma lo respinsero e, con il cuore, si volsero di nuovo verso l'Egitto, 40 dicendo ad Aaronne: Facci degli dèi che vadano alla nostra testa, perché a questo Mosè che ci ha fatto uscire dal paese d'Egitto non sappiamo che cosa sia accaduto. 41 In quei giorni fecero un vitello, offrirono sacrifici all'idolo e si rallegrarono delle opere delle loro mani. 42 Allora Dio si voltò e li abbandonò al culto dell'esercito del cielo, come è scritto nel libro dei profeti: O casa d'Israele, mi avete forse offerto vittime e sacrifici per quarant'anni nel deserto? 43 Sì, avete preso la tenda di Moloch e la stella del vostro dio Refan, immagini che avete fatto per adorarli; e io vi deporterò oltre Babilonia. 44 I nostri padri avevano il tabernacolo della testimonianza nel deserto, come egli aveva ordinato, dicendo a Mosè di costruirlo secondo il modello che aveva visto. 45 Che anche i nostri padri, venuti dopo, condussero con Gesù nella conquista dei pagani, che Dio aveva scacciati davanti ai nostri padri, fino ai giorni di Davide; 46 Egli trovò grazia davanti a Dio e desiderò trovare una tenda per il Dio di Giacobbe. 47 Ma Salomone gli costruì una casa. 48 Ma l'Altissimo non abita in templi fatti da mani d'uomo, come dice il profeta: 49 Il cielo è il mio trono e la terra lo sgabello dei miei piedi: quale casa mi edificherete? dice il Signore. O qual è il luogo del mio riposo? 50 Non ha forse creato la mia mano tutte queste cose? 51 Uomini testardi e incirconcisi di cuore e di orecchi, voi opponete sempre resistenza allo Spirito Santo; come fecero i vostri padri, così fate anche voi. 52 Quale dei profeti non hanno perseguitato i vostri padri? E hanno ucciso quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete stati traditori e uccisori. 53 Essi hanno ricevuto la legge per mezzo degli angeli e non l'hanno osservata. 54 All'udire queste cose, si sentirono trafiggere il cuore e digrignavano i denti contro di lui.

55 Ma egli, pieno di Spirito Santo, fissati gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio, 56 E disse: Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio. 57 Allora gridarono a gran voce, si turarono gli orecchi e tutti insieme si avventarono su di lui, 58 E lo cacciarono fuori della città e lo lapidarono; e i testimoni deposero i loro mantelli ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. 59 E lapidarono Stefano, che invocava Dio e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito». 60 E, inginocchiatosi, gridò a gran voce: Signore, non imputare loro questo peccato. E, detto questo, si addormentò. CAPITOLO 8 1 E Saulo era consenziente alla sua morte. E in quel tempo ci fu una grande persecuzione contro la chiesa che era a Gerusalemme; e tutti furono dispersi per le regioni della Giudea e della Samaria, eccetto gli apostoli. 2 E uomini pii portarono Stefano al suo sepolcro e fecero un grande lamento su di lui. 3 Quanto a Saulo, egli devastava la chiesa, entrando in ogni casa, trascinando con sé uomini e donne e li metteva in prigione. 4 Perciò quelli che erano stati dispersi andarono dappertutto, predicando la parola. 5 Filippo scese nella città di Samaria e predicò loro il Cristo. 6 E la folla, unanime, prestava attenzione alle cose dette da Filippo, udendo e vedendo i miracoli che egli faceva. 7 Poiché da molti indemoniati uscivano spiriti immondi, gridando a gran voce; e molti paralitici e zoppi erano guariti. 8 E vi fu grande gioia in quella città. 9 Or vi era già da tempo in quella città un uomo, di nome Simone, che esercitava la magia e ammaliava la popolazione di Samaria, spacciandosi per un gran personaggio. 10 A lui tutti, dal più piccolo al più grande, davano ascolto, dicendo: «Questi è la potenza di Dio, la Grande». 11 E a lui prestarono attenzione, perché da molto tempo li aveva ammaliati con le sue magie. 12 Ma quando credettero a Filippo, che annunziava loro la buona novella del regno di Dio e del nome di Gesù Cristo, uomini e donne si facevano battezzare. 13 Anche Simone credette e, dopo essere stato battezzato, stava sempre con Filippo; e rimaneva meravigliato nel vedere i miracoli e i segni che avvenivano. 14 Quando gli apostoli che erano a Gerusalemme seppero che la Samaria aveva accolto la parola di Dio, inviarono loro Pietro e Giovanni. 15 E quando scesero, pregarono per loro affinché ricevessero lo Spirito Santo; 16 (Poiché non era ancora disceso su nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù). 17 Allora imposero loro le mani e quelli ricevettero lo Spirito Santo. 18 E Simone, vedendo che lo Spirito Santo veniva conferito mediante l'imposizione delle mani degli apostoli, offrì loro del denaro,

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19 dicendo: Date anche a me questo potere, affinché chiunque io imponga le mani riceva lo Spirito Santo. 20 Ma Pietro gli disse: «Il tuo denaro vada con te in perdizione, perché hai pensato che il dono di Dio si possa acquistare con denaro». 21 Tu non hai né parte né sorte in questa cosa, perché il tuo cuore non è retto davanti a Dio. 22 Pentiti dunque di questa tua malvagità e prega Dio che, se è possibile, ti sia perdonato il pensiero del tuo cuore. 23 Poiché io vedo che tu sei nel fiele dell'amarezza e nei legami dell'iniquità. 24 Allora Simone rispose: «Pregate voi per me il Signore, affinché nessuna delle cose che avete detto mi accada». 25 Ed essi, dopo aver testimoniato e annunziato la parola del Signore, ritornarono a Gerusalemme e predicarono il vangelo in molti villaggi dei Samaritani. 26 E l'angelo del Signore parlò a Filippo, dicendo: «Àlzati, e va' verso mezzogiorno, sulla strada che scende da Gerusalemme a Gaza, che è deserta». 27 Egli si alzò e andò; ed ecco un uomo Etiope, eunuco, funzionario di Candace, regina degli Etiopi, custode di tutti i suoi tesori, che era venuto a Gerusalemme per adorare. 28 Egli stava tornando, seduto sul suo carro, e leggeva il profeta Isaia. 29 Allora lo Spirito disse a Filippo: «Avvicinati e unisciti a quel carro». 30 Filippo corse da lui e, udito che leggeva il profeta Isaia, gli disse: «Capisci quello che leggi?». 31 Ed egli disse: E come potrei, se nessuno mi guida? E pregò Filippo di salire e di sedere con lui. 32 Il passo della Scrittura che stava leggendo era questo: Egli fu condotto al macello come una pecora; e come un agnello muto dinanzi a chi lo tosa, così egli non aprì la bocca. 33 Nella sua umiliazione il suo giudizio è stato tolto via; e chi racconterà la sua generazione? Poiché la sua vita è stata tolta dalla terra. 34 E l'eunuco, rispondendo a Filippo, disse: Ti prego, di chi dice questo il profeta? Di se stesso o di qualche altro? 35 Allora Filippo, aperta la bocca, cominciò da quel passo della Scrittura e gli annunziò la buona novella di Gesù. 36 E mentre camminavano per la strada, giunsero a un luogo dove c'era acqua. E l'eunuco disse: Ecco qui dell'acqua; che cosa impedisce che io sia battezzato? 37 E Filippo disse: Se tu credi con tutto il tuo cuore, puoi. Ed egli rispose e disse: Io credo che Gesù Cristo è il Figlio di Dio. 38 E comandò al carro di fermarsi; e discesero tutti e due nell'acqua, Filippo e l'eunuco; ed egli lo battezzò. 39 Quando furono usciti dall'acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo, e l'eunuco non lo vide più; e continuò il suo cammino pieno di gioia. 40 Filippo invece si trovò ad Azoto; e passando, predicò in tutte le città, finché giunse a Cesarea.

3 E mentre era in viaggio, giunse vicino a Damasco; e all'improvviso una luce dal cielo gli sfolgorò attorno. 4 E caduto a terra, udì una voce che gli diceva: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? 5 Ed egli disse: Chi sei, Signore? E il Signore disse: Io sono Gesù che tu perseguiti: ti è duro ricalcitrare contro gli stimoli. 6 Ed egli, tremando e stupito, disse: Signore, che vuoi che io faccia? E il Signore gli disse: Alzati, ed entra nella città, e ti sarà detto ciò che devi fare. 7 E gli uomini che camminavano con lui si fermarono ammutoliti, perché sentivano la voce, ma non vedevano nessuno. 8 Saulo si alzò da terra e, aperti gli occhi, non vide nessuno. Ma, guidandolo per mano, lo condussero a Damasco. 9 E rimase tre giorni senza vedere, e non mangiò né bevve. 10 E vi era a Damasco un certo discepolo, chiamato Anania; e il Signore gli disse in una visione: Anania. Ed egli disse: Eccomi, Signore. 11 E il Signore gli disse: « Alzati, va' nella strada chiamata Diritta, e cerca nella casa di Giuda un tale chiamato Saulo, di Tarso; ecco, egli sta pregando, 12 E ha visto in visione un uomo, chiamato Anania, venire e imporgli le mani perché ricuperi la vista. 13 Allora Anania rispose: Signore, ho udito da molti parlare di quest'uomo, di quanto male ha fatto ai tuoi fedeli in Gerusalemme. 14 E qui ha l'autorità dai sommi sacerdoti di incatenare tutti quelli che invocano il tuo nome. 15 Ma il Signore gli disse: Va', perché egli è per me uno strumento eletto per portare il mio nome dinanzi alle genti, ai re e ai figli d'Israele. 16 Perché io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome. 17 Allora Anania andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse: «Fratello Saulo, il Signore Gesù, che ti è apparso sulla via per cui venivi, mi ha mandato perché tu riacquisti la vista e sia pieno di Spirito Santo». 18 E subito gli caddero dagli occhi come delle scaglie; e subito ricuperò la vista; e si alzò, e fu battezzato. 19 E dopo aver preso del cibo, fu rafforzato. Poi Saulo rimase alcuni giorni coi discepoli che erano a Damasco. 20 E subito cominciò a predicare nelle sinagoghe che egli è il Figlio di Dio. 21 E tutti quelli che l'udivano si stupivano e dicevano: «Non è costui quel tale che a Gerusalemme infieriva contro quelli che invocavano questo nome, ed era venuto qui proprio per condurli incatenati ai capi dei sacerdoti?». 22 Ma Saulo si rafforzava sempre più e confondeva i Giudei che abitavano a Damasco, dimostrando che Gesù è il Cristo. 23 E dopo che furono trascorsi molti giorni, i Giudei deliberarono di ucciderlo. 24 Ma il loro agguato fu noto a Saul. E sorvegliavano le porte giorno e notte per ucciderlo. 25 Allora i discepoli lo presero di notte e lo calarono giù dal muro in una cesta. 26 Quando Saulo giunse a Gerusalemme, cercò di unirsi ai discepoli; ma tutti avevano paura di lui e non credevano che fosse un discepolo. 27 Allora Barnaba lo prese con sé, lo condusse dagli apostoli e raccontò loro come durante il viaggio aveva

CAPITOLO 9 1 Saulo, sempre spirante minacce e stragi contro i discepoli del Signore, andò dal sommo sacerdote, 2 E gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco, affinché se avesse trovato qualcuno, seguace della Via, uomini o donne, li potesse condurre legati a Gerusalemme.

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visto il Signore, che gli aveva parlato, e come aveva predicato con franchezza a Damasco nel nome di Gesù. 28 Ed egli stava con loro, andando e venendo a Gerusalemme. 29 E parlava con franchezza nel nome del Signore Gesù e disputava con i Greci; ma questi cercavano di ucciderlo. 30 Quando i fratelli lo seppero, lo condussero a Cesarea e lo mandarono a Tarso. 31 Allora le chiese avevano pace per tutta la Giudea, la Galilea e la Samaria; erano edificate e, camminando nel timore del Signore e nel conforto dello Spirito Santo, si moltiplicavano. 32 E avvenne che, mentre Pietro andava e veniva da tutti i luoghi, scese anche dai santi che abitavano a Lidda. 33 E qui trovò un uomo di nome Enea, che da otto anni giaceva a letto ed era paralitico. 34 E Pietro gli disse: Enea, Gesù Cristo ti guarisce; alzati e rifatti il letto. Ed egli si alzò subito. 35 E tutti gli abitanti di Lidda e di Saron lo videro e si convertirono al Signore. 36 Ora a Ioppe c'era una certa discepola chiamata Tabita, che significa Gazzella. Questa donna abbondava in buone opere e faceva molte elemosine. 37 Or avvenne in quei giorni che ella si ammalò e morì; e, dopo averla lavata, la deposero in una stanza al piano superiore. 38 E poiché Lidda era vicina a Giaffa, e i discepoli avevano udito che Pietro si trovava là, gli mandarono due uomini per pregarlo che non tardasse a venire da loro. 39 Allora Pietro si alzò e andò con loro. Quando fu arrivato, lo condussero nella stanza di sopra; e tutte le vedove gli stavano accanto piangendo, e mostravano le tuniche e i vestiti che Gazzella faceva, mentre era con loro. 40 Ma Pietro, fatti uscire tutti quanti, si inginocchiò e pregò; e, rivolto al corpo, disse: Tabita, alzati. Ed ella aprì gli occhi; e quando vide Pietro, si mise a sedere. 41 E le diede la mano, la sollevò e, chiamati i santi e le vedove, la presentò viva. 42 E ciò fu risaputo in tutta Giaffa, e molti credettero nel Signore. 43 E avvenne che egli rimase molti giorni a Giaffa, presso un certo Simone conciatore. CAPITOLO 10 1 C'era a Cesarea un uomo chiamato Cornelio, centurione della coorte detta Italica, 2 Un uomo pio e timorato di Dio con tutta la sua famiglia, che faceva molte elemosine al popolo e pregava sempre Dio. 3 Egli vide chiaramente in visione, verso l'ora nona del giorno, un angelo di Dio venire da lui e chiamarlo: Cornelio. 4 E quando lo guardò, ebbe paura e disse: Che c'è, Signore? E Gesù gli disse: Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite, come una commemorazione, davanti a Dio. 5 Ora manda degli uomini a Giaffa e fa' venire un certo Simone, soprannominato Pietro; 6 Egli alloggia presso un certo Simone, conciatore di pelli, la cui casa è presso il mare. Lui ti dirà ciò che devi fare.

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7 E quando l'angelo che parlava a Cornelio se ne fu andato, egli chiamò due dei suoi servi e un pio soldato tra quelli che lo servivano continuamente; 8 Dopo aver raccontato loro tutte queste cose, li mandò a Giaffa. 9 Il giorno seguente, mentre erano in viaggio e si avvicinavano alla città, Pietro salì sulla terrazza della casa, verso l'ora sesta, a pregare. 10 E gli venne fame e voleva mangiare; ma mentre glielo preparavano, cadde in estasi, 11 E vide il cielo aperto e un oggetto che scendeva verso di lui, simile a un gran lenzuolo, tenuto per i quattro capi e calato sulla terra. 12 Nella quale c'erano ogni sorta di quadrupedi della terra, fiere, rettili e uccelli del cielo. 13 E una voce gli disse: «Alzati, Pietro, uccidi e mangia». 14 Ma Pietro disse: «No, Signore, perché io non ho mai mangiato nulla di impuro o di contaminato». 15 E la voce gli disse di nuovo per la seconda volta: Ciò che Dio ha purificato, non chiamarlo più profano. 16 Questo avvenne per tre volte; poi il vaso fu di nuovo ricevuto in cielo. 17 Ora, mentre Pietro dubitava dentro di sé sul significato della visione che aveva avuto, ecco, gli uomini mandati da Cornelio, dopo aver chiesto della casa di Simone, si fermarono davanti alla porta. 18 E chiamati, chiesero se Simone, soprannominato Pietro, alloggiava lì. 19 Mentre Pietro rifletteva sulla visione, lo Spirito gli disse: Ecco, tre uomini ti cercano. 20 Alzati dunque, scendi e va' con loro senza farne una questione, perché io li ho mandati. 21 Allora Pietro scese verso gli uomini che gli erano stati mandati da Cornelio, e disse: Ecco, sono io quello che cercate. Per quale motivo siete venuti? 22 Ed essi dissero: Il centurione Cornelio, uomo giusto e timorato di Dio, stimato da tutta la nazione dei Giudei, è stato avvertito da Dio per mezzo di un santo angelo di mandarti a chiamare nella sua casa e di ascoltare ciò che hai da dire. 23 Allora li chiamò e li ospitò. E il giorno seguente Pietro partì con loro, e alcuni fratelli di Ioppe lo accompagnarono. 24 E il giorno seguente entrarono in Cesarea. E Cornelio li aspettava, e aveva convocato i suoi parenti e gli amici più stretti. 25 E mentre Pietro entrava, Cornelio gli venne incontro e cadde ai suoi piedi e lo adorò. 26 Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Alzati, anch'io sono un uomo». 27 E mentre parlava con lui, entrò e trovò molti che erano riuniti. 28 Ed egli disse loro: Voi sapete che non è lecito a un Giudeo unirsi o unirsi a uno straniero; ma Dio mi ha mostrato che non devo chiamare nessun uomo profano o impuro. 29 Per questo sono venuto da voi senza opporre resistenza, subito dopo essere stato mandato a chiamarmi. Vi chiedo dunque perché mi avete mandato a chiamare. 30 E Cornelio disse: Quattro giorni fa stavo digiunando fino a quest'ora; e all'ora nona pregavo nella mia casa, ed ecco, un uomo si presentò davanti a me in vesti splendenti,


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31 E disse: Cornelio, la tua preghiera è stata esaudita e le tue elemosine sono state ricordate davanti a Dio. 32 Manda dunque qualcuno a Giaffa e fa' venire qui Simone, soprannominato Pietro; egli è ospite in casa di un certo Simone conciatore, presso il mare. Quando arriverà, lui ti parlerà. 33 Perciò subito mandai a chiamarti; e tu hai fatto bene a venire. Ora dunque siamo tutti qui presenti davanti a Dio, per udire tutte le cose che ti sono comandate da Dio. 34 Allora Pietro, aperta la bocca, disse: «In verità io comprendo che Dio non ha riguardo alla persona; 35 Ma in qualunque nazione, chi lo teme e opera giustizia gli è accettevole. 36 La parola che Dio ha mandato ai figli d'Israele, annunziando la pace per mezzo di Gesù Cristo, che è il Signore di tutti. 37 Voi sapete quella parola che è stata divulgata per tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; 38 Come Dio unse in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale andò attorno facendo del bene e guarendo tutti coloro che erano sotto l'oppressione del diavolo, perché Dio era con lui. 39 E noi siamo testimoni di tutte le cose che egli ha fatto nel paese dei Giudei e in Gerusalemme; lo uccisero e lo appesero a un legno; 40 Dio lo risuscitò il terzo giorno e lo fece conoscere apertamente, 41 Non a tutto il popolo, ma ai testimoni prescelti da Dio, a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. 42 E ci ha comandato di predicare al popolo e di testimoniare che egli è colui che è stato costituito da Dio giudice dei vivi e dei morti. 43 Di lui rendono testimonianza tutti i profeti: chiunque crede in lui riceve la remissione dei peccati mediante il suo nome. 44 Mentre Pietro stava ancora dicendo queste cose, lo Spirito Santo scese su tutti coloro che ascoltavano la Parola. 45 E tutti quelli che erano venuti con Pietro, circoncisi e credenti, si stupirono che il dono dello Spirito Santo fosse stato effuso anche sui pagani. 46 Poiché li udivano parlare in altre lingue e magnificare Dio. Allora Pietro rispose: 47 Può forse qualcuno proibire l'acqua, perché non siano battezzati questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo come noi? 48 E comandò che fossero battezzati nel nome del Signore. Allora lo pregarono di rimanere alcuni giorni.

5 Io ero nella città di Giaffa e pregavo; e in estasi ebbi una visione: un oggetto scendeva, simile a un gran lenzuolo, calato dal cielo per i quattro capi; e giunse fino a me. 6 Fissai lo sguardo su di esso e vidi quadrupedi della terra, fiere, rettili e uccelli del cielo. 7 E udii una voce che mi diceva: «Alzati, Pietro, ammazza e mangia». 8 Ma io dissi: «No, Signore, perché nulla di profano o di impuro è mai entrato nella mia bocca». 9 Ma la voce mi rispose di nuovo dal cielo: Ciò che Dio ha purificato, non chiamarlo più profano. 10 E questo avvenne per tre volte; poi tutti furono di nuovo sollevati nel cielo. 11 Ed ecco, subito tre uomini vennero alla casa dove mi trovavo, mandati da Cesarea a me. 12 E lo Spirito mi ordinò di andare con loro, senza alcun dubbio. Inoltre questi sei fratelli mi accompagnarono, e noi entrammo nella casa di quell'uomo: 13 E ci raccontò come aveva visto un angelo in casa sua, che gli si presentò e gli disse: Manda degli uomini a Giaffa e fa' venire Simone, detto anche Pietro; 14 Chi ti dirà parole per le quali sarai salvato tu e tutta la tua casa? 15 E appena avevo cominciato a parlare, lo Spirito Santo scese su di loro, come in principio era sceso su di noi. 16 Allora mi ricordai della parola del Signore che diceva: « Giovanni battezzò con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo». 17 Poiché dunque Dio ha dato a loro lo stesso dono che a noi, che abbiamo creduto nel Signore Gesù Cristo, che cosa ero io per potermi opporre a Dio? 18 Udite queste cose, essi tacquero e glorificarono Dio, dicendo: «Dio ha dunque concesso anche ai pagani il ravvedimento perché abbiano la vita». 19 Ora quelli che erano stati dispersi a causa della persecuzione scoppiata a motivo di Stefano, arrivarono fino alla Fenicia, a Cipro e ad Antiochia, e non predicarono la parola a nessuno fuorché ai soli Giudei. 20 E alcuni di loro, uomini di Cipro e di Cirene, giunsero ad Antiochia e si misero a parlare ai Greci, predicando il Signore Gesù. 21 E la mano del Signore era con loro; e un gran numero credette e si convertì al Signore. 22 La notizia di queste cose giunse agli orecchi della chiesa che era in Gerusalemme, e mandarono Barnaba perché andasse fino ad Antiochia. 23 Quando egli giunse e vide la grazia di Dio, si rallegrò ed esortò tutti ad aderire con animo risoluto al Signore. 24 Poiché egli era un uomo dabbene, pieno di Spirito Santo e di fede; e una folla considerevole fu aggiunta al Signore. 25 Allora Barnaba partì per Tarso, per cercare Saulo; 26 E quando lo ebbe trovato, lo condusse ad Antiochia. E avvenne che un anno intero si radunarono con la chiesa, e insegnarono a molta gente. E i discepoli furono chiamati Cristiani per la prima volta ad Antiochia. 27 In quei giorni alcuni profeti giunsero da Gerusalemme ad Antiochia. 28 E uno di loro, di nome Agabo, si alzò e predisse per mezzo dello Spirito che ci sarebbe stata una grande carestia su tutta la terra; la quale avvenne al tempo di Claudio Cesare.

CAPITOLO 11 1 Gli apostoli e i fratelli che erano nella Giudea seppero che anche i pagani avevano accolto la parola di Dio. 2 E quando Pietro fu salito a Gerusalemme, quelli della circoncisione contestarono con lui, 3 dicendo: «Tu sei entrato in casa di uomini incirconcisi e hai mangiato con loro». 4 Ma Pietro raccontò loro la cosa dal principio e la spiegò loro per ordine, dicendo:

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29 Allora i discepoli, ciascuno secondo le sue possibilità, decisero di mandare un soccorso ai fratelli che abitavano nella Giudea. 30 E così fecero, e lo inviarono agli anziani, per mano di Barnaba e Saulo.

20 Erode era molto indignato contro i cittadini di Tiro e di Sidone; ma questi, tutti d'accordo, vennero da lui e, dopo essersi fatto amico Blasto, ciambellano del re, chiesero la pace, perché il loro paese era sostentato dal paese del re. 21 E nel giorno stabilito Erode, vestito delle vesti regali, sedette sul trono e tenne loro un discorso. 22 E il popolo diede in grido, dicendo: «È la voce di un dio e non di un uomo». 23 E subito l'angelo del Signore lo colpì, perché non aveva dato gloria a Dio; e fu roso dai vermi, e spirò. 24 Ma la parola di Dio cresceva e si moltiplicava. 25 Barnaba e Saulo, compiuto il loro ministero, tornarono da Gerusalemme, prendendo con sé Giovanni, soprannominato Marco.

CAPITOLO 12 1 Or verso quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa. 2 E uccise di spada Giacomo, fratello di Giovanni. 3 E poiché vide che ciò era gradito ai Giudei, prese con sé anche Pietro. Erano allora i giorni degli azzimi. 4 Dopo averlo catturato, lo mise in prigione e lo consegnò in custodia a quattro picchetti di quattro soldati, con l'intenzione di condurlo alla presenza del popolo dopo Pasqua. 5 Pietro dunque era tenuto in prigione; ma dalla chiesa si levava incessantemente una preghiera a Dio per lui. 6 E quando Erode voleva farlo comparire davanti a Dio, quella stessa notte Pietro dormiva in mezzo a due soldati, legato con due catene; e le guardie davanti alla porta custodivano il carcere. 7 Ed ecco, l'angelo del Signore venne sopra lui, e una luce risplendette nella prigione; e percosse Pietro sul fianco, e lo svegliò, dicendo: Alzati, presto! E le sue catene gli caddero dalle mani. 8 E l'angelo gli disse: Cingiti, e allacciati i sandali. E così fece. E gli disse: Getta il tuo mantello, e seguimi. 9 Ed egli uscì e lo seguì; ma non sapeva che era vero ciò che stava accadendo per mezzo dell'angelo; credeva infatti di avere una visione. 10 Quando ebbero superato la prima e la seconda guardia, giunsero alla porta di ferro che conduce alla città, la quale si aprì loro spontaneamente; uscirono e percorsero una strada; e subito l'angelo si allontanò da lui. 11 E Pietro, rientrato in sé, disse: Ora so con certezza che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha liberato dalla mano di Erode e da tutto ciò che si aspettava il popolo dei Giudei. 12 Dopo aver riflettuto sulla cosa, giunse alla casa di Maria, madre di Giovanni, soprannominato Marco, dove molti erano riuniti in preghiera. 13 E come Pietro bussò alla porta, una serva di nome Rode si avvicinò per ascoltare. 14 E quando riconobbe la voce di Pietro, per la gioia non aprì la porta, ma corse dentro e annunziò come Pietro stava davanti alla porta. 15 E le dissero: Tu sei pazza. Ma lei affermava costantemente che era proprio così. Allora dissero: È il suo angelo. 16 Pietro intanto continuava a bussare; e quando aprirono la porta e lo videro, rimasero stupiti. 17 Ma egli, fatto loro cenno con la mano di tacere, raccontò loro come il Signore lo aveva tratto fuori dalla prigione. E disse: Andate a riferire queste cose a Giacomo e ai fratelli. E se ne andò, e andò in un altro luogo. 18 Fattosi giorno, ci fu non piccolo trambusto tra i soldati, che cosa fosse accaduto di Pietro. 19 E Erode, dopo averlo cercato e non averlo trovato, esaminò le guardie e comandò che fossero messe a morte. E scese dalla Giudea a Cesarea, e quivi dimorò.

CAPITOLO 13 1 Ora nella chiesa di Antiochia c'erano alcuni profeti e dottori: Barnaba, Simeone detto Niger, Lucio di Cirene, Manaen, compagno d'infanzia di Erode il tetrarca, e Saulo. 2 Mentre celebravano il culto del Signore e digiunavano, lo Spirito Santo disse: «Separate per me Barnaba e Saulo per l'opera alla quale li ho chiamati». 3 E dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li congedarono. 4 Essi dunque, inviati dallo Spirito Santo, giunsero a Seleucia e di là salparono per Cipro. 5 Giunti a Salamina, predicarono la parola di Dio nelle sinagoghe dei Giudei; avevano anche Giovanni come loro ministro. 6 E, attraversata tutta l'isola fino a Pafo, trovarono un certo mago, un falso profeta, un Giudeo, il cui nome era BarGesù. 7 Egli era con il proconsole Sergio Paolo, uomo prudente, il quale, fatti chiamare Barnaba e Saulo, desiderava ascoltare la parola di Dio. 8 Ma Elima, il mago (questo infatti è il significato del suo nome), si oppose a loro, cercando di distogliere il proconsole dalla fede. 9 Allora Saulo, detto anche Paolo, pieno di Spirito Santo, fissò gli occhi su di lui, 10 E disse: O uomo pieno di ogni frode e di ogni malizia, figlio del diavolo, nemico di ogni giustizia, non cesserai tu di pervertire le rette vie del Signore? 11 Ed ora, ecco, la mano del Signore è sopra di te, e sarai cieco, senza vedere il sole per un periodo. E subito cadde su di lui una nebbia e un'oscurità; e andava in giro cercando qualcuno che lo conducesse per mano. 12 Allora il proconsole, visto ciò che era accaduto, credette, essendo stupito della dottrina del Signore. 13 Ora, dopo che Paolo e i suoi compagni partirono da Pafo, giunsero a Perge di Panfilia; e Giovanni, lasciatoli, ritornò a Gerusalemme. 14 Ma essi, partiti da Perge, giunsero ad Antiochia di Pisidia; ed entrati nella sinagoga nel giorno di sabato, si sedettero. 15 Dopo la lettura della legge e dei profeti, i capi della sinagoga mandarono a dire loro: «Fratelli, se avete qualche parola di esortazione per il popolo, ditela». 16 Allora Paolo si alzò e fatto cenno con la mano disse: Uomini d'Israele, e voi che temete Dio, ascoltate.

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17 Il Dio di questo popolo d'Israele scelse i nostri padri, esaltò il popolo durante il suo soggiorno come forestiero nel paese d'Egitto, e con braccio potente li fece uscire di là. 18 E per circa quarant'anni sopportò i loro costumi nel deserto. 19 E dopo aver distrutto sette nazioni nel paese di Canaan, divise loro a sorte il loro paese. 20 E dopo ciò diede loro dei giudici, per circa quattrocentocinquant'anni, fino al profeta Samuele. 21 Poi chiesero un re e Dio diede loro Saul, figlio di Cis, uomo della tribù di Beniamino, per lo spazio di quarant'anni. 22 E dopo averlo rimosso, suscitò per loro Davide come loro re, al quale rese questa testimonianza: «Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore, che adempirà tutti i miei voleri». 23 Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio ha suscitato a Israele un salvatore, Gesù. 24 Giovanni, prima della sua venuta, aveva predicato il battesimo di conversione a tutto il popolo d'Israele. 25 E mentre Giovanni compiva il suo corso, disse: Chi pensate che io sia? Io non sono lui. Ma ecco, viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di sciogliere i calzari dei piedi. 26 Uomini fratelli, figli della stirpe di Abramo, e quanti fra voi temete Dio, a voi è stata inviata la parola di questa salvezza. 27 Infatti gli abitanti di Gerusalemme e i loro capi, non avendo riconosciuto lui, hanno adempiuto le voci dei profeti che si leggono ogni sabato, condannandolo. 28 E benché non trovassero in lui alcuna colpa degna di morte, chiesero a Pilato che fosse ucciso. 29 Dopo aver compiuto tutto quanto era stato scritto di lui, lo deposero dal legno e lo misero nel sepolcro. 30 Ma Dio lo ha risuscitato dai morti, 31 E apparve per molti giorni a quelli che erano saliti con lui dalla Galilea a Gerusalemme, e questi sono i suoi testimoni davanti al popolo. 32 E noi vi annunziamo la buona novella che la promessa fatta ai padri, 33 Dio ha adempiuto questa promessa per noi, loro figli, risuscitando Gesù, come sta scritto anche nel salmo secondo: Tu sei mio Figlio, oggi ti ho generato. 34 E riguardo al fatto che lo ha risuscitato dai morti, per non tornare più alla corruzione, dice così: Vi darò le misericordie sicure di Davide. 35 Per questo dice anche in un altro salmo: Non permetterai che il tuo Santo veda la corruzione. 36 Poiché Davide, dopo aver servito la sua generazione secondo la volontà di Dio, si addormentò e fu ricongiunto ai suoi padri, e vide la corruzione. 37 Ma colui che Dio ha risuscitato non ha visto la corruzione. 38 Vi sia dunque noto, fratelli, che per mezzo di lui vi è annunziato il perdono dei peccati. 39 E per mezzo di lui tutti coloro che credono sono giustificati da tutte le cose dalle quali non avete potuto essere giustificati mediante la legge di Mosè. 40 State dunque attenti che non vi accada ciò che è detto nei profeti:

41 Guardate, o sprezzatori, stupitevi e perite, perché io compio un'opera ai vostri giorni, un'opera che non credereste, nemmeno se un uomo ve la raccontasse. 42 Quando i Giudei furono usciti dalla sinagoga, i pagani li pregarono che queste parole fossero loro predicate il sabato seguente. 43 Quando l'assemblea si fu sciolta, molti Giudei e proseliti credenti seguirono Paolo e Barnaba; i quali, parlando con loro, li persuasero a perseverare nella grazia di Dio. 44 Il sabato seguente quasi tutta la città si radunò per ascoltare la parola di Dio. 45 Ma i Giudei, vedendo la folla, furono pieni di invidia e contraddicevano le cose dette da Paolo e bestemmiavano. 46 Allora Paolo e Barnaba presero coraggio e dissero: «Era necessario che la parola di Dio fosse annunziata a voi per primi; ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco, noi ci rivolgiamo ai pagani. 47 Poiché così ci ha ordinato il Signore: Io ti ho costituito luce delle genti, perché tu porti la salvezza fino all'estremità della terra. 48 E i pagani, udendo questo, si rallegrarono e glorificavano la parola del Signore; e tutti quelli che erano ordinati alla vita eterna credettero. 49 E la parola del Signore fu divulgata per tutta la regione. 50 Ma i Giudei sollevarono le donne pie e rispettate e i notabili della città e suscitarono una persecuzione contro Paolo e Barnaba e li scacciarono dal loro territorio. 51 Ma essi, scossa contro di loro la polvere dei piedi, giunsero a Iconio. 52 E i discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo. CAPITOLO 14 1 Or avvenne che a Iconio essi entrarono tutti e due insieme nella sinagoga dei Giudei e parlarono in modo tale che una gran moltitudine di Giudei e di Greci credette. 2 Ma i Giudei increduli istigarono i pagani e resero i loro animi malvagi contro i fratelli. 3 Rimasero dunque per molto tempo parlando con franchezza nel Signore, che rendeva testimonianza alla parola della sua grazia e concedeva che segni e prodigi si facessero per mano loro. 4 Ma la moltitudine della città era divisa: alcuni stavano dalla parte dei Giudei, altri dalla parte degli apostoli. 5 E quando ci fu un assalto da parte dei pagani e anche dei Giudei con i loro capi, per trattarli ingiustamente e lapidarli, 6 Essi, se ne accorsero, e fuggirono a Listra e a Derbe, città della Licaonia, e nella regione circostante. 7 E là predicarono il vangelo. 8 Or a Listra c'era un uomo, paralizzato ai piedi, storpio fin dalla nascita, che non aveva mai camminato. 9 Egli udì parlare Paolo, il quale, fissandolo e vedendo che aveva fede per essere guarito, 10 Disse a gran voce: «Stai ritto in piedi». E saltò e camminò. 11 Quando la gente vide ciò che Paolo aveva fatto, alzò la voce, dicendo in lingua licaonica: «Gli dèi sono scesi tra noi in figura umana». 12 E chiamavano Barnaba Giove, e Paolo Mercurio, perché era lui il principale oratore.

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13 Allora il sacerdote di Giove, che era davanti alla loro città, portò buoi e ghirlande alle porte e volle fare un sacrificio insieme al popolo. 14 Udito ciò, gli apostoli Barnaba e Paolo si stracciarono le vesti e corsero tra la folla, gridando: 15 E dicendo: Signori, perché fate queste cose? Anche noi siamo uomini con passioni simili alle vostre, e vi predichiamo che vi convertiate da queste vanità al Dio vivente, che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi; 16 Egli nei tempi antichi ha lasciato che tutte le nazioni seguissero le loro vie. 17 Tuttavia egli non ha lasciato se stesso senza testimonianza, facendo del bene, dandoci dal cielo piogge e stagioni fruttifere, riempiendo i nostri cuori di cibo e di letizia. 18 E con queste parole riuscirono a stento a trattenere la folla dal sacrificare loro. 19 E giunsero là alcuni Giudei da Antiochia e da Iconio, i quali persuasero la folla e, dopo aver lapidato Paolo, lo trascinarono fuori della città, credendolo morto. 20 Ma mentre i discepoli gli si facevano attorno, egli si alzò e entrò nella città; e il giorno dopo partì con Barnaba per Derbe. 21 E dopo aver evangelizzato quella città e averne istruiti molti, ritornarono di nuovo a Listra, a Iconio e ad Antiochia, 22 confermando gli animi dei discepoli ed esortandoli a perseverare nella fede, e dicendo che dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni. 23 E dopo averli costituiti anziani in ogni chiesa e aver pregato e digiunato, li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto. 24 E, attraversata la Pisidia, giunsero in Panfilia. 25 Dopo aver annunziato la parola a Perge, scesero ad Attalia. 26 E di lì salparono per Antiochia, da dove erano stati raccomandati alla grazia di Dio per l'opera che avevano compiuto. 27 E quando furono arrivati e radunarono la chiesa, raccontarono tutto ciò che Dio aveva fatto per mezzo loro e come aveva aperto la porta della fede ai gentili. 28 E rimasero là per parecchio tempo insieme ai discepoli.

6 E gli apostoli e gli anziani si riunirono per esaminare questa questione. 7 E dopo una grande discussione, Pietro si alzò e disse loro: Fratelli, voi sapete che già da molto tempo Dio ha fatto una scelta fra voi, perché per bocca mia i pagani ascoltassero la parola del Vangelo e credessero. 8 E Dio, che conosce i cuori, rese loro testimonianza, dando loro lo Spirito Santo, come a noi; 9 E non fece alcuna distinzione tra noi e loro, purificando i loro cuori mediante la fede. 10 Ora dunque, perché tentate Dio, imponendo sul collo dei discepoli un giogo che né i nostri padri né noi siamo stati in grado di portare? 11 Ma noi crediamo che per la grazia del Signore Gesù Cristo saremo salvati, come loro. 12 Tutta la moltitudine tacque e stette ad ascoltare Barnaba e Paolo, che raccontavano quanti miracoli e prodigi Dio aveva compiuto tra i pagani per mezzo loro. 13 E dopo che si furono zittiti, Giacomo rispose, dicendo: Fratelli, ascoltatemi. 14 Simeone ha raccontato come Dio inizialmente visitò le genti, per scegliere da loro un popolo per il suo nome. 15 E con questo concordano le parole dei profeti, come sta scritto: 16 Dopo queste cose ritornerò e riedificherò la tenda di Davide, che è caduta; ne riedificherò le rovine e la rimetterò in piedi. 17 affinché il resto degli uomini e tutte le genti sulle quali è invocato il mio nome cerchino il Signore, dice il Signore che fa tutte queste cose. 18 Sono note a Dio tutte le sue opere fin dal principio del mondo. 19 Per questo motivo ritengo che non si debba dare molestia a quelli che tra i pagani si convertono a Dio, 20 Ma che scriviamo loro di astenersi dalle contaminazioni degli idoli, dalla fornicazione, dagli animali soffocati e dal sangue. 21 Poiché Mosè fin dai tempi antichi ha chi lo predica in ogni città, poiché viene letto nelle sinagoghe ogni sabato. 22 Allora parve bene agli apostoli e agli anziani, con tutta la chiesa, di eleggere alcuni uomini di loro e di mandarli ad Antiochia insieme a Paolo e Barnaba: cioè Giuda, soprannominato Barsabba, e Sila, uomini autorevoli tra i fratelli. 23 E scrissero per mezzo loro delle lettere in questo modo: Gli apostoli, gli anziani e i fratelli, ai fratelli che sono tra i pagani, in Antiochia, in Siria e in Cilicia, salute. 24 Poiché abbiamo udito che alcuni di noi, partiti senza alcun incarico da parte nostra, vi hanno turbato con parole, pervertendo le vostre anime, dicendo: "Dovete circoncidervi e osservare la legge", 25 Ci è parso bene, essendo tutti d'accordo, di inviare a voi degli uomini scelti insieme ai nostri cari Barnaba e Paolo, 26 Uomini che hanno messo a repentaglio la loro vita per il nome del nostro Signore Gesù Cristo. 27 Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, i quali vi riferiranno anch'essi a voce le stesse cose. 28 Poiché è parso bene allo Spirito Santo e a noi di non imporvi altro peso al di fuori di queste cose necessarie, 29 Che vi asteniate dalle carni sacrificate agli idoli, dal sangue, dalle cose soffocate e dalla fornicazione; dalle quali cose, se vi guardate, farete bene. State bene.

CAPITOLO 15 1 Or alcuni, venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli, dicendo: «Se non vi fate circoncidere secondo il rito di Mosè, non potete essere salvati». 2 Essendo dunque sorto un non piccolo dissidio e disputa tra Paolo e Barnaba, fu stabilito che Paolo, Barnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione. 3 E, accompagnati per un tratto dalla chiesa, attraversarono la Fenicia e la Samaria, raccontando la conversione dei pagani; e suscitarono grande gioia in tutti i fratelli. 4 Giunti a Gerusalemme, furono accolti dalla chiesa, dagli apostoli e dagli anziani, e raccontarono tutte le cose che Dio aveva fatto per mezzo loro. 5 Ma alcuni della setta dei farisei, che avevano creduto, si alzarono dicendo: «Bisogna circonciderli e comandare loro di osservare la legge di Mosè».

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Atti degli Apostoli

30 Dopo che furono congedati, giunsero ad Antiochia; e, radunata la moltitudine, consegnarono la lettera. 31 Dopo averla letta, si rallegrarono per la consolazione. 32 Or Giuda e Sila, essendo anch'essi profeti, con molte parole esortarono i fratelli e li confermarono. 33 E dopo che furono rimasti colà un certo tempo, furono lasciati andare in pace dai fratelli agli apostoli. 34 Ciononostante a Sila piacque di rimanere ancora là. 35 Paolo e Barnaba rimasero ad Antiochia, insegnando e predicando, insieme a molti altri, la parola del Signore. 36 E dopo alcuni giorni Paolo disse a Barnaba: «Torniamo di nuovo a visitare i fratelli in ogni città dove abbiamo annunziato la parola del Signore, per vedere come stanno». 37 E Barnaba decise di prendere con loro anche Giovanni, soprannominato Marco. 38 Ma Paolo non ritenne opportuno prender con loro colui che si era separato da loro fin dalla Panfilia e non aveva voluto partecipare all'opera con loro. 39 E la contesa fu tanto acuta tra loro, che si separarono l'uno dall'altro; e Barnaba prese con sé Marco e navigò verso Cipro; 40 Paolo invece scelse Sila e partì, raccomandato dai fratelli alla grazia di Dio. 41 E attraversò la Siria e la Cilicia, confermando le Chiese.

il Signore le aprì il cuore, perché prestasse attenzione alle cose dette da Paolo. 15 E quando fu battezzata, lei e la sua famiglia, ci pregò, dicendo: Se mi avete giudicata fedele al Signore, venite nella mia casa, e rimanete là. E ci costrinse. 16 E avvenne che, mentre andavamo alla preghiera, ci venne incontro una certa fanciulla posseduta da uno spirito di divinazione, la quale procurava molto guadagno ai suoi padroni facendo l'indovina. 17 Costui seguiva Paolo e noi, gridando: «Questi uomini sono servi del Dio altissimo, e vi annunziano la via della salvezza». 18 E fece questo per molti giorni. Ma Paolo, essendo addolorato, si voltò e disse allo spirito: Io ti comando nel nome di Gesù Cristo che tu esca da lei. E uscì in quell'istante. 19 E i suoi padroni, vedendo che la speranza del loro guadagno era svanita, presero Paolo e Sila e li trascinarono nella piazza principale davanti ai magistrati, 20 E li presentarono ai magistrati, dicendo: Questi uomini, essendo Giudei, turbano grandemente la nostra città, 21 E insegnate usanze che a noi Romani non è lecito accettare né osservare. 22 E la moltitudine si sollevò tutta insieme contro di loro; e i magistrati strapparono loro le vesti e comandarono di percuoterli. 23 E dopo averli colpiti con molte percosse, li gettarono in prigione, ordinando al carceriere di custodirli con cura. 24 Egli, ricevuto un tale ordine, li gettò nella parte più interna del carcere e strinse i loro piedi nei ceppi. 25 Verso mezzanotte Paolo e Sila pregarono e cantarono inni a Dio; e i prigionieri li ascoltarono. 26 E all'improvviso si fece un gran terremoto, tanto che le fondamenta della prigione furono scosse; e in quell'istante tutte le porte si aprirono e le catene di tutti si sciolsero. 27 E il carceriere, svegliatosi dal sonno e viste le porte della prigione aperte, tirò fuori la spada e voleva uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. 28 Ma Paolo gridò a gran voce: «Non farti del male, perché siamo tutti qui». 29 Allora egli chiese un lume, e balzò dentro, e tutto tremante venne e si gettò ai piedi di Paolo e Sila, 30 E, condottili fuori, dissero: Signori, che cosa devo fare per essere salvato? 31 Ed essi dissero: Credi nel Signore Gesù Cristo, e sarai salvato tu e la casa tua. 32 E annunciarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli che erano nella sua casa. 33 E li prese in quella stessa ora della notte, lavò le loro piaghe e subito fu battezzato lui e tutti i suoi. 34 E dopo averli condotti in casa sua, apparecchiò la tavola e si rallegrò con tutta la sua famiglia, perché aveva creduto in Dio. 35 Quando fu giorno, i magistrati mandarono le guardie a dire: Lasciate andare quegli uomini. 36 E il direttore della prigione riferì queste parole a Paolo: «I magistrati hanno ordinato di lasciarvi andare; ora dunque partite e andate in pace». 37 Ma Paolo disse loro: «Ci hanno percossi in pubblico senza essere condannati, noi che siamo Romani, e ci hanno gettati in prigione; e ora ci cacciano fuori di nascosto? No di certo; vengano loro stessi a prenderci».

CAPITOLO 16 1 Poi giunse a Derbe e a Listra; ed ecco, c'era quivi un certo discepolo, chiamato Timoteo, figlio di una certa donna giudea credente; ma suo padre era greco. 2 Di ciò rendevano buona testimonianza i fratelli di Listra e di Iconio. 3 Paolo volle che partisse con lui, e lo prese e lo circoncise per riguardo ai Giudei che si trovavano in quelle regioni; perché tutti sapevano che suo padre era greco. 4 E mentre attraversavano le città, trasmettevano loro le decisioni prese dagli apostoli e dagli anziani di Gerusalemme, perché le osservassero. 5 E così le chiese venivano confermate nella fede e crescevano di numero ogni giorno. 6 Ora, dopo aver attraversato la Frigia e la regione della Galazia, essendo stati impediti dallo Spirito Santo di annunziare la parola in Asia, 7 Giunti nella Misia, tentarono di andare in Bitinia; ma lo Spirito non lo permise loro. 8 E, passando per la Misia, scesero a Troas. 9 E durante la notte apparve a Paolo una visione: gli stava davanti un uomo della Macedonia, e lo pregava, dicendo: Passa in Macedonia e aiutaci. 10 E dopo che ebbe avuto la visione, subito cercammo di partire per la Macedonia, convinti che il Signore ci aveva chiamati ad annunziare loro il vangelo. 11 Perciò, salpati da Troas, per la via diretta giungemmo a Samotracia e il giorno seguente a Neapoli; 12 E di là a Filippi, che è la città principale di quella parte della Macedonia e una colonia britannica; e restammo in quella città alcuni giorni. 13 E il sabato uscimmo fuori dalla città, lungo il fiume, dove era solito fare la preghiera; e sedutici, parlavamo alle donne che erano là radunate. 14 E una certa donna, di nome Lidia, commerciante di porpora, della città di Tiatiri, che temeva Dio, ascoltava; e

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38 E le guardie riferirono queste parole ai magistrati; e questi ebbero paura, quando udirono che erano Romani. 39 E vennero, li supplicarono, li fecero uscire e chiesero loro di andarsene dalla città. 40 Ed essi, usciti dalla prigione, entrarono nella casa di Lidia; e, visti i fratelli, li confortarono e se ne andarono.

20 Poiché tu ci rechi agli orecchi certe cose strane; vorremmo dunque sapere che cosa significano. 21 (Infatti tutti gli Ateniesi e i forestieri che si trovavano là non passavano il tempo in altro modo che nel raccontare o nell'ascoltare qualche novità.) 22 Allora Paolo, stando in piedi in mezzo all'Areopago, disse: «Cittadini ateniesi, vedo che in ogni cosa siete troppo superstiziosi. 23 Poiché, passando, e osservando le vostre devozioni, ho trovato un altare con questa iscrizione: AL DIO SCONOSCIUTO. Colui che voi adorate ignorantemente, io ve lo annunzio. 24 Il Dio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo Signore del cielo e della terra, non abita in templi fatti da mani d'uomo, 25 E non è servito dalle mani dell'uomo, come se avesse bisogno di qualche cosa, poiché è lui che dà a tutti la vita, il respiro e ogni cosa, 26 E ha tratto da uno solo tutte le nazioni degli uomini, perché abitino su tutta la faccia della terra, e ha determinato le epoche prestabilite e i confini della loro abitazione; 27 affinché cerchino il Signore, se mai giungano a trovarlo come a tastoni, benché non sia lontano da ciascuno di noi; 28 Poiché in lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo, come anche alcuni dei vostri poeti hanno detto: Poiché siamo anche sua progenie. 29 Essendo dunque stirpe di Dio, non dobbiamo pensare che la divinità sia simile all'oro, all'argento o alla pietra, che porti l'impronta dell'arte e dell'immaginazione umana. 30 E Dio ha chiuso un occhio sui tempi dell'ignoranza; ma ora comanda a tutti gli uomini, in ogni luogo, di pentirsi: 31 Perché egli ha stabilito un giorno, nel quale giudicherà il mondo con giustizia per mezzo dell'uomo che egli ha designato, e ne ha dato prova a tutti, risuscitandolo dai morti. 32 Quando sentirono parlare della risurrezione dei morti, alcuni lo deridevano; altri dissero: «Ti sentiremo su questo un'altra volta». 33 Allora Paolo si separò da loro. 34 Ma alcuni uomini aderirono a lui e credettero; fra questi c'era Dionigi l'Areopagita, una donna di nome Damaris e altri con loro.

CAPITOLO 17 1 Dopo aver attraversato Anfipoli e Apollonia, giunsero a Tessalonica, dove c'era una sinagoga dei Giudei. 2 E Paolo, come era solito fare, entrò da loro e per tre sabati disputò con loro basandosi sulle Scritture, 3 Aprendo e sostenendo che Cristo doveva necessariamente soffrire e risuscitare dai morti; e che questo Gesù che io vi predico è il Cristo. 4 E alcuni di loro credettero e si unirono a Paolo e Sila; così pure una grande moltitudine di Greci credenti in Dio e non poche donne della nobiltà. 5 Ma i Giudei che non credettero, mossi dall'invidia, presero con sé alcuni uomini dissoluti di bassa lega, radunarono una moltitudine e misero in subbuglio tutta la città, assaltarono la casa di Giasone e cercarono di condurli davanti al popolo. 6 E non avendoli trovati, trascinarono Giasone e alcuni fratelli dai capi della città, gridando: Questi che hanno messo il mondo sottosopra sono venuti anche qui; 7 Il quale Giasone ha accolto; e tutti costoro vanno contro i decreti di Cesare, dicendo che c'è un altro re, un certo Gesù. 8 E turbarono il popolo e i capi della città, quando udirono queste cose. 9 E dopo aver preso la cauzione da Giasone e dagli altri, li lasciarono andare. 10 E i fratelli subito, di notte, fecero partire Paolo e Sila per Berea; e, giunti là, entrarono nella sinagoga dei Giudei. 11 Questi erano più generosi di quelli di Tessalonica, perché accolsero la parola con ogni premura, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano così. 12 Perciò molti di loro credettero, e anche alcune donne greche rispettabili e non pochi uomini. 13 Ma quando i Giudei di Tessalonica vennero a sapere che la parola di Dio era stata annunziata da Paolo anche a Berea, vennero anche là e sollevarono la folla. 14 Allora i fratelli mandarono subito Paolo verso il mare; ma Sila e Timoteo rimasero ancora là. 15 Quelli che accompagnavano Paolo lo condussero ad Atene; e, ricevuto l'ordine per Sila e Timoteo di raggiungerlo al più presto, partirono. 16 Mentre Paolo li aspettava ad Atene, il suo spirito si commosse nel vedere la città interamente dedita all'idolatria. 17 Discuteva dunque nella sinagoga con i Giudei e con le persone pie e ogni giorno sulla piazza con quelli che incontrava con lui. 18 Allora alcuni filosofi degli Epicurei e degli Stoici gli si fecero incontro. E alcuni dicevano: Che dirà questo ciarlatano? Altri altri: Sembra che sia un annunciatore di dei stranieri: perché ha predicato loro Gesù e la risurrezione. 19 E presolo, lo condussero all'Areopago, dicendo: Possiamo sapere qual è questa nuova dottrina di cui tu parli?

CAPITOLO 18 1 Dopo queste cose Paolo partì da Atene e venne a Corinto; 2 E trovato un certo Giudeo, chiamato Aquila, nativo del Ponto, giunto di recente dall'Italia, con la moglie Priscilla (perché Claudio aveva ordinato che tutti i Giudei se ne andassero da Roma), andò da loro. 3 E poiché era dello stesso mestiere, stava con loro e lavorava; perché del loro mestiere erano fabbricanti di tende. 4 E ogni sabato discuteva nella sinagoga e cercava di convincere Giudei e Greci. 5 Quando Sila e Timoteo giunsero dalla Macedonia, Paolo si sentì spinto dallo Spirito e rese testimonianza ai Giudei che Gesù era il Cristo. 6 E poiché essi si opponevano e bestemmiavano, egli scosse le vesti e disse loro: «Il vostro sangue ricada sul vostro capo; io sono puro; da ora in poi andrò dai pagani».

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CAPITOLO 19

7 E partito di là, entrò nella casa di un uomo chiamato Giusto, un uomo che onorava Dio, la cui casa era attigua alla sinagoga. 8 Crispo, capo della sinagoga, credette nel Signore con tutta la sua famiglia; e molti dei Corinzi, udendo ciò, credettero e si facevano battezzare. 9 Allora il Signore disse a Paolo di notte in visione: « Non temere, ma continua a parlare e non tacere. 10 Perché io sono con te e nessuno ti assalirà per farti del male, perché ho un popolo numeroso in questa città. 11 E rimase là un anno e sei mesi, insegnando tra loro la parola di Dio. 12 Mentre Gallione era proconsole dell'Acaia, i Giudei, tutti d'accordo, si sollevarono contro Paolo e lo condussero al tribunale. 13 dicendo: Costui persuade la gente a rendere culto a Dio, contrariamente alla legge. 14 E mentre Paolo stava per aprire bocca, Gallione disse ai Giudei: Se si trattasse di un'ingiustizia o di un'infamia, o Giudei, la ragione vorrebbe che io vi sopportassi. 15 Ma se si tratta di questioni di parole, di nomi e della vostra legge, badateci voi; perché io non sarò giudice di tali questioni. 16 E li cacciò dal tribunale. 17 Allora tutti i Greci presero Sostene, capo della sinagoga, e lo percossero davanti al tribunale. E Gallione non si curava di nessuna di queste cose. 18 Dopo queste cose Paolo rimase là ancora parecchio tempo; poi prese congedo dai fratelli e s'imbarcò per la Siria, in compagnia di Priscilla e Aquila; si era fatto tagliare il capo a Cencrea, perché aveva fatto un voto. 19 Poi giunse a Efeso e, lasciatili là, entrò nella sinagoga e si mise a discutere con i Giudei. 20 Sebbene lo pregassero di fermarsi più a lungo con loro, egli non acconsentì; 21 Ma li salutò, dicendo: «Devo assolutamente celebrare questa festa che si celebra a Gerusalemme; ma tornerò di nuovo da voi, se Dio vorrà». E salpò da Efeso. 22 E, sbarcato a Cesarea, e salito a Gerusalemme, salutò la chiesa, e scese ad Antiochia. 23 Dopo aver trascorso colà un po' di tempo, partì e percorse di seguito tutta la regione della Galazia e della Frigia, confermando tutti i discepoli. 24 Or giunse a Efeso un Giudeo, di nome Apollo, nativo di Alessandria, uomo eloquente e versato nelle Scritture. 25 Quest'uomo fu istruito nella via del Signore; ed essendo fervente nello spirito, parlava e insegnava diligentemente le cose del Signore, pur conoscendo soltanto il battesimo di Giovanni. 26 E cominciò a parlare con franchezza nella sinagoga; e, dopo averlo udito, Aquila e Priscilla lo presero con loro e gli spiegarono più approfonditamente la via di Dio. 27 E quando egli si dispose a passare in Acaia, i fratelli scrissero, esortando i discepoli ad accoglierlo; il quale, quando fu giunto, fu di grande aiuto a quelli che avevano creduto per grazia; 28 Poiché egli convinse vigorosamente i Giudei, e lo fece pubblicamente, dimostrando attraverso le Scritture che Gesù era il Cristo.

1 Ora, mentre Apollo era a Corinto, Paolo, attraversate le regioni settentrionali, giunse a Efeso e, trovati alcuni discepoli, 2 Egli disse loro: Avete ricevuto lo Spirito Santo quando avete creduto? Ed essi gli dissero: Non abbiamo neppure sentito dire che ci sia uno Spirito Santo. 3 Ed egli disse loro: Con quale battesimo dunque siete stati battezzati? Ed essi dissero: Con il battesimo di Giovanni. 4 Allora Paolo disse: Giovanni battezzò con il battesimo di ravvedimento, dicendo al popolo che avrebbe creduto in colui che sarebbe venuto dopo di lui, cioè in Cristo Gesù. 5 Dopo aver udito questo, si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù. 6 E dopo che Paolo ebbe imposto loro le mani, lo Spirito Santo scese su di loro, e parlavano in altre lingue e profetizzavano. 7 E tutti gli uomini erano circa dodici. 8 Poi entrò nella sinagoga e parlò con franchezza per tre mesi, discutendo e persuadendo sulle cose riguardanti il regno di Dio. 9 Ma poiché alcuni si indurirono e non credevano, e parlavano male di quella via davanti alla folla, egli si staccò da loro e separò i discepoli, e ogni giorno discuteva nella scuola di un certo Tiranno. 10 E questo durò per due anni, così che tutti gli abitanti dell'Asia, Giudei e Greci, udirono la parola del Signore Gesù. 11 E Dio operò miracoli straordinari per mano di Paolo: 12 Così che si portavano fazzoletti o grembiuli che erano sul suo corpo e sui malati, e le malattie si allontanavano da loro e gli spiriti maligni uscivano da loro. 13 Allora alcuni esorcisti giudei vagabondi si provarono a invocare il nome del Signore Gesù su coloro che avevano spiriti maligni, dicendo: «Vi scongiuriamo per Gesù, che Paolo predica». 14 E vi erano sette figli di un certo Sceva, un Giudeo, e capo dei sacerdoti, che fecero così. 15 E lo spirito maligno rispose e disse: Gesù, lo conosco, e Paolo; ma voi chi siete? 16 E l'uomo che aveva lo spirito maligno si scagliò su di loro, li sopraffece e li fece tanto violenza che fuggirono da quella casa nudi e feriti. 17 E questo fu risaputo da tutti i Giudei e dai Greci che abitavano a Efeso; e tutti furono presi da timore, e il nome del Signore Gesù era magnificato. 18 E molti di quelli che avevano creduto vennero, confessarono e dichiararono le loro opere. 19 Molti di quelli che esercitavano le arti magiche portarono insieme i loro libri e li bruciarono alla presenza di tutti; e ne calcolarono il prezzo, e trovarono che era di cinquantamila pezzi d'argento. 20 Così la parola di Dio cresceva potentemente e prevaleva. 21 Dopo che queste cose furono compiute, Paolo si propose nello Spirito di attraversare la Macedonia e l'Acaia e di recarsi a Gerusalemme, dicendo: «Dopo essere stato là, bisogna che io veda anche Roma». 22 Allora mandò in Macedonia due dei suoi assistenti, Timoteo ed Erasto; ma lui rimase in Asia per qualche tempo.

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23 E in quel tempo sorse non piccolo trambusto riguardo a quella via. 24 Poiché un certo uomo, chiamato Demetrio, argentiere, che faceva tempietti d'argento per Diana, procurava non piccolo guadagno agli artigiani; 25 Li radunò insieme agli altri che lavoravano con loro e disse: Uomini, voi sapete che da questa attività proviene la nostra ricchezza. 26 Del resto, voi vedete e udite che questo Paolo ha convinto e sviato molta gente, non solo in Efeso, ma quasi in tutta l'Asia, dicendo che non sono dèi quelli fatti con mani. 27 Non solo dunque questa nostra arte corre il rischio di essere disprezzata, ma anche che il tempio della grande dea Diana venga disprezzato e che venga distrutta la magnificenza di colei che tutta l'Asia e il mondo adorano. 28 All'udire queste parole, si riempirono di sdegno e gridarono: «Grande è la Diana degli Efesini!». 29 Tutta la città fu ripiena di confusione; e, trascinati dietro di sé Gaio e Aristarco, Macedoni, compagni di viaggio di Paolo, si precipitarono tutti insieme nel teatro. 30 E benché Paolo volesse presentarsi alla folla, i discepoli non glielo permisero. 31 E alcuni dei capi dell'Asia, che gli erano amici, mandarono a pregarlo di non avventurarsi nel teatro. 32 Perciò alcuni gridavano una cosa, altri un'altra; l'assemblea infatti era confusa e i più non sapevano il motivo per cui erano radunati. 33 E trassero Alessandro dalla moltitudine, e i Giudei lo fecero avanzare. E Alessandro fece cenno con la mano, e voleva fare la sua difesa al popolo. 34 Quando però seppero che era Giudeo, tutti insieme, per circa due ore, esclamarono: «Grande è la Diana degli Efesini!». 35 E dopo che il segretario ebbe calmato la folla, disse: Uomini di Efeso, chi è l'uomo che non sappia che la città degli Efesini è custode del culto della grande dea Diana e della sua statua caduta da Giove? 36 Poiché dunque queste cose non possono essere contraddette, dovete stare tranquilli e non fare nulla con temerarietà. 37 Poiché avete condotto qui questi uomini, che non sono né ladri di chiese, né bestemmiatori della vostra dea. 38 Perciò se Demetrio e gli artigiani che sono con lui hanno una questione contro qualcuno, la legge è aperta e vi sono dei proconsoli; si accusino a vicenda. 39 Ma se chiedete qualche cosa riguardo ad altre questioni, la decisione sarà presa in un'assemblea legittima. 40 Poiché corriamo il rischio di essere chiamati in causa per il tumulto di oggi, non essendoci alcun motivo per cui possiamo rendere conto di questa folla. 41 E dopo aver detto questo, sciolse l'assemblea.

4 E là lo accompagnò in Asia Sopatro di Berea; e dei Tessalonicesi, Aristarco e Secondo; e Gaio di Derbe e Timoteo; e dell'Asia, Tichico e Trofimo. 5 Questi, partiti prima di noi, si fermarono ad aspettarci a Troas. 6 E noi salpammo da Filippi dopo i giorni degli Azzimi e in cinque giorni li raggiungemmo a Troas, dove rimanemmo sette giorni. 7 E il primo giorno della settimana, mentre i discepoli si riunivano per spezzare il pane, Paolo, che doveva partire il giorno seguente, continuò il suo discorso fino a mezzanotte. 8 E c'erano molte luci nella stanza superiore, dove erano radunati. 9 Or un certo giovane, di nome Eutico, seduto sulla finestra, fu preso da un sonno profondo; e mentre Paolo continuava a predicare, sopraffatto dal sonno, cadde dal terzo piano e fu raccolto morto. 10 E Paolo scese giù, e si gettò su di lui, e abbracciandolo disse: Non vi turbate, perché la sua vita è in lui. 11 Poi risalì, spezzò il pane, mangiò e, dopo aver parlato ancora a lungo fino allo spuntar del giorno, partì. 12 E ricondussero il giovane vivo, e furono non poco consolati. 13 E noi, partiti prima per nave, navigammo verso Asso, con l'intenzione di prendere a bordo Paolo; perché così aveva stabilito, volendo partire a piedi. 14 E quando ci incontrò ad Asso, lo prendemmo con noi e arrivammo a Mitilene. 15 E salpammo di là, e il giorno dopo giungemmo di fronte a Chio; e il giorno dopo giungemmo a Samo, e restammo a Trogillio; e il giorno dopo giungemmo a Mileto. 16 Paolo infatti aveva deciso di passare da Efeso, per non subire ritardi nella provincia d'Asia; si affrettava infatti ad essere a Gerusalemme, se possibile, per il giorno della Pentecoste. 17 E da Mileto mandò a chiamare a Efeso gli anziani della chiesa. 18 E quando giunsero da lui, disse loro: Voi sapete in che modo mi sono comportato con voi in ogni tempo, dal primo giorno che giunsi in Asia, 19 Servendo il Signore con ogni umiltà, tra lacrime e prove, che mi vennero dalle insidie dei Giudei, 20 E come non vi ho nascosto nulla di ciò che vi era utile, ma ve l'ho mostrato e insegnato pubblicamente e nelle case, 21 Testimoniando ai Giudei e ai Greci il ravvedimento verso Dio e la fede nel nostro Signore Gesù Cristo. 22 Ed ecco ora, legato nello Spirito, io vado a Gerusalemme, senza sapere le cose che là mi accadranno; 23 Salvo che lo Spirito Santo attesta in ogni città che mi attendono catene e tribolazioni. 24 Ma nessuna di queste cose mi muove, né ritengo la mia vita preziosa per me stesso, pur di condurre a termine con gioia la mia corsa e il ministero che ho ricevuto dal Signore Gesù, di testimoniare il vangelo della grazia di Dio. 25 Ed ecco, ora so che voi tutti, tra i quali sono andato predicando il regno di Dio, non vedrete più la mia faccia. 26 Perciò vi dichiaro oggi a testimonianza che io sono puro del sangue di tutti gli uomini. 27 Poiché non mi sono tirato indietro dall'annunziarvi tutto il consiglio di Dio. 28 Badate dunque a voi stessi e a tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per

CAPITOLO 20 1 Dopo che il tumulto fu cessato, Paolo chiamò a sé i discepoli, li abbracciò e partì per la Macedonia. 2 Dopo aver percorso quelle regioni e averli esortati con molte parole, giunse in Grecia. 3 E là rimasero tre mesi. E quando i Giudei gli tesero un agguato, mentre stava per salpare per la Siria, egli si propose di tornare attraverso la Macedonia.

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pascere la chiesa di Dio, che egli ha acquistata con il proprio sangue. 29 Perché io so che dopo la mia partenza entreranno fra voi lupi rapaci, i quali non risparmieranno il gregge. 30 Anche tra voi stessi sorgeranno degli uomini che insegneranno cose perverse per trascinarsi dietro i discepoli. 31 Perciò vegliate, ricordando che per tre anni, notte e giorno, non ho cessato di ammonire ciascuno di voi con lacrime. 32 E ora, fratelli, vi affido a Dio e alla parola della sua grazia, che può edificarvi e darvi l'eredità con tutti i santificati. 33 Non ho desiderato né l'argento, né l'oro, né le vesti di nessuno. 34 Voi stessi sapete che queste mani hanno provveduto alle necessità mie e di coloro che erano con me. 35 In tutte le cose vi ho mostrato che lavorando così si devono soccorrere i deboli, e ricordarsi delle parole del Signore Gesù, che disse: « È più beato dare che ricevere». 36 Dopo aver detto questo, si inginocchiò e pregò con tutti loro. 37 E tutti piansero forte, e gettatisi al collo di Paolo, lo baciarono, 38 Addolorati soprattutto per le parole che aveva dette, che non avrebbero più rivisto la sua faccia. E lo accompagnarono alla nave.

12 Udite queste cose, noi e quelli del luogo lo pregammo di non salire a Gerusalemme. 13 Allora Paolo rispose: «Perché piangete e mi spezzate il cuore? Io sono pronto non solo a essere legato, ma anche a morire a Gerusalemme per il nome del Signore Gesù». 14 E poiché non si lasciava persuadere, cessammo, dicendo: «Sia fatta la volontà del Signore». 15 Dopo quei giorni, montammo in carrozza e salimmo a Gerusalemme. 16 Vennero con noi anche alcuni discepoli da Cesarea, e ci condussero un certo Mnasone di Cipro, un discepolo anziano, presso il quale dovevamo alloggiare. 17 Quando fummo giunti a Gerusalemme, i fratelli ci accolsero con gioia. 18 E il giorno seguente Paolo andò con noi da Giacomo; e tutti gli anziani erano presenti. 19 Dopo averli salutati, raccontò dettagliatamente quanto Dio aveva operato tra i pagani per mezzo del suo ministero. 20 Ed essi, udito ciò, glorificarono il Signore, e gli dissero: «Tu vedi, fratello, quante migliaia di Giudei ci sono che hanno creduto; e tutti sono zelanti della legge. 21 E hanno saputo di te che insegni a tutti i Giudei che sono tra i pagani ad abbandonare Mosè, dicendo che non devono circoncidere i loro figli e non devono seguire le usanze. 22 Che cosa dunque? Bisogna che la folla si raduni, perché udranno che tu sei venuto. 23 Fa' dunque questo che ti diciamo: abbiamo quattro uomini che hanno un voto da sciogliere; 24 Prendili, purificati insieme a loro e paga le spese con loro, perché possano radersi il capo; e tutti sappiano che le cose di cui sono stati informati riguardo a te non sono nulla; ma che anche tu cammini ordinatamente e osservi la legge. 25 Quanto ai pagani che hanno creduto, abbiamo scritto e deciso che non osservino alcuna cosa del genere, se non che si astengano dalle cose sacrificate agli idoli, dal sangue, dagli animali strangolati e dalla fornicazione. 26 Allora Paolo prese con sé quegli uomini e il giorno seguente, purificatosi insieme con loro, entrò nel tempio, per simboleggiare il compimento dei giorni della purificazione, finché non fosse presentata l'offerta per ciascuno di loro. 27 E quando i sette giorni stavano per finire, i Giudei dell'Asia, vedutolo nel tempio, aizzarono tutta la folla e gli misero le mani addosso, 28 Gridando: Uomini d'Israele, aiuto! Questo è l'uomo che insegna a tutti e dovunque contro il popolo, contro la legge e contro questo luogo; e ha introdotto perfino dei Greci nel tempio e ha profanato questo luogo santo. 29 (Infatti avevano già veduto prima con lui nella città Trofimo di Efeso, e pensavano che Paolo lo avesse condotto nel tempio). 30 Tutta la città fu in subbuglio e il popolo accorse; presero Paolo e lo trascinarono fuori dal tempio; e subito le porte furono chiuse. 31 E mentre cercavano di ucciderlo, giunse notizia al tribuno della coorte che tutta Gerusalemme era in subbuglio. 32 E subito, presi con sé dei soldati e dei centurioni, corsero verso di loro; e quando videro il tribuno e i soldati, cessarono di percuotere Paolo.

CAPITOLO 21 1 E avvenne che, dopo che ci fummo separati da loro e fummo salpati, giungemmo per rotta diretta a Cos, e il giorno seguente a Rodi, e di là a Patara. 2 E trovata una nave che faceva la traversata per la Fenicia, vi salimmo e partimmo. 3 Dopo aver scoperto Cipro, la lasciammo a sinistra, navigammo verso la Siria e approdammo a Tiro, perché là la nave doveva scaricare il suo carico. 4 E avendo trovati i discepoli, rimanemmo colà sette giorni. Questi, mossi dallo Spirito, dicevano a Paolo di non salire a Gerusalemme. 5 Quando fummo compiuti quei giorni, partimmo e ci mettemmo in viaggio; e tutti ci accompagnarono per il nostro cammino, con le mogli e i figli, finché fummo fuori della città; e ci inginocchiammo sulla riva e pregammo. 6 E dopo esserci salutati a vicenda, salimmo sulla nave; e loro tornarono a casa. 7 E dopo aver terminato il nostro viaggio da Tiro, giungemmo a Tolemaide, e salutammo i fratelli, e restammo con loro un giorno. 8 E il giorno seguente noi che eravamo della compagnia di Paolo partimmo e giungemmo a Cesarea; ed entrati nella casa di Filippo l'evangelista, che era uno dei Sette, restammo con lui. 9 E lo stesso uomo aveva quattro figlie vergini, le quali profetizzavano. 10 E mentre eravamo là da parecchi giorni, scese dalla Giudea un profeta, di nome Agabo. 11 E quando egli venne da noi, prese la cintura di Paolo, e si legò i piedi e le mani, e disse: Questo dice lo Spirito Santo: Così legheranno i Giudei a Gerusalemme l'uomo a cui appartiene questa cintura, e lo consegneranno nelle mani dei pagani.

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33 Allora il tribuno si avvicinò, lo prese e comandò che fosse legato con due catene; e gli chiese chi fosse e che cosa avesse fatto. 34 E tra la moltitudine alcuni gridavano una cosa, altri un'altra; e non potendolo sapere con certezza a causa del tumulto, comandò che fosse portato nel castello. 35 E quando giunse alle scale, fu portato a spalla dai soldati, a causa della violenza del popolo. 36 La moltitudine del popolo infatti lo seguiva, gridando: «Toglilo di mezzo!». 37 E mentre Paolo stava per essere condotto nel castello, disse al capitano capo: Posso parlarti? Il quale disse: Sai parlare il greco? 38 Non sei tu quell'Egiziano che in questi giorni fosti oggetto di sommossa e conducesti nel deserto quattromila uomini assassini? 39 Ma Paolo disse: «Io sono un uomo Giudeo di Tarso, città della Cilicia, cittadino di una città non certo di poco conto; e ti prego, permettimi di parlare al popolo». 40 E quando gli ebbe dato licenza, Paolo si fermò sui gradini e fece cenno con la mano al popolo. E quando si fece un gran silenzio, parlò loro in lingua ebraica, dicendo:

14 E disse: Il Dio dei nostri padri ti ha scelto perché tu conosca la sua volontà, veda il Giusto e ascolti la voce della sua bocca. 15 Perché tu sarai suo testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito. 16 E ora, perché indugi? Alzati, sii battezzato e lavati dai tuoi peccati, invocando il nome del Signore. 17 E avvenne che, quando fui di nuovo tornato a Gerusalemme, mentre pregavo nel tempio, fui rapito in estasi; 18 E vidi lui che mi diceva: « Affrettati ed esci presto da Gerusalemme, perché non riceveranno la tua testimonianza su di me». 19 E io dissi: Signore, essi sanno che io incarceravo e percuotevo in ogni sinagoga quelli che credevano in te; 20 E quando veniva sparso il sangue del tuo martire Stefano, anch'io ero presente e approvavo la sua morte, e custodivo le vesti di coloro che lo uccidevano. 21 Poi mi disse: «Va', perché io ti manderò lontano, ai pagani». 22 E lo ascoltarono fino a questa parola, e poi alzarono la voce, e dissero: Togli via dal mondo un tale individuo, perché non è degno che viva. 23 E mentre gridavano, e gettavano via le loro vesti, e gettavano polvere in aria, 24 Il capitano in capo comandò che fosse condotto al castello e ordinò che fosse interrogato tramite flagellazione, per sapere perché gridavano così contro di lui. 25 E mentre lo legavano con le cinghie, Paolo disse al centurione che gli stava accanto: Vi è lecito flagellare un uomo che è cittadino romano, non ancora condannato? 26 Udito questo, il centurione andò a riferirlo al tribuno, dicendo: «Sta' attento a quello che fai, perché quest'uomo è romano». 27 Allora il tribuno venne e gli disse: Dimmi, sei tu Romano? Egli rispose: Sì. 28 E il capitano rispose: Con una grande somma ho ottenuto questa libertà. E Paolo disse: Ma io sono nato libero. 29 Allora quelli che avrebbero dovuto interrogarlo si allontanarono subito da lui; e anche il tribuno ebbe paura, perché seppe che era Romano e che lo aveva fatto legare. 30 Il giorno dopo, volendo conoscere con certezza il motivo per cui era accusato dai Giudei, lo sciolse dai legami e ordinò ai sommi sacerdoti e a tutto il loro sinedrio di presentarsi; fece scendere Paolo e lo presentò loro.

CAPITOLO 22 1 Uomini, fratelli e padri, ascoltate la mia difesa che ora vi rivolgo. 2 (E quando udirono che egli parlava loro in lingua ebraica, fecero ancor più silenzio. Ed egli disse:) 3 Io sono veramente un uomo Giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma allevato in questa città, ai piedi di Gamaliele, istruito secondo la perfetta osservanza della legge dei padri, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi. 4 E perseguitai a morte questa via, legando e gettando in prigione uomini e donne. 5 Come mi rendono testimonianza anche il sommo sacerdote e tutta la famiglia degli anziani, dai quali ho ricevuto lettere per i fratelli e sono andato a Damasco per condurre legati a Gerusalemme quelli di là, per essere puniti. 6 E avvenne che, mentre ero in viaggio e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno, all'improvviso una gran luce dal cielo risplendette attorno a me. 7 E caddi a terra, e udii una voce che mi diceva: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? 8 E io risposi: Chi sei, Signore? Ed egli mi disse: Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti. 9 Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono la voce di colui che mi parlava. 10 E io dissi: Che farò, Signore? E il Signore mi disse: Levati, e va' a Damasco; e là ti saranno dette tutte le cose che ti è ordinato di fare. 11 E poiché non ci vedevo più, a causa del fulgore di quella luce, guidato per mano da coloro che erano con me, giunsi a Damasco. 12 E un certo Anania, uomo pio secondo la legge, che aveva buona reputazione presso tutti i Giudei che abitavano là, 13 Venne a me, e standomi in piedi, mi disse: Fratello Saulo, recupera la vista. E in quello stesso momento io alzai lo sguardo su di lui.

CAPITOLO 23 1 E Paolo, fissando attentamente lo sguardo sul sinedrio, disse: Fratelli, io mi sono comportato fino a questo giorno in tutta buona coscienza davanti a Dio. 2 E il sommo sacerdote Anania ordinò a quelli che gli stavano accanto di percuoterlo sulla bocca. 3 Allora Paolo gli disse: «Dio percuoterà te, muro imbiancato! Tu siedi a giudicarmi secondo la legge e contro la legge comandi che io sia percosso». 4 E quelli che erano lì presenti dissero: «Insulti il sommo sacerdote di Dio?». 5 Allora Paolo disse: «Non sapevo, fratelli, che egli fosse il sommo sacerdote, perché sta scritto: Non dirai male del capo del tuo popolo».

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6 Ma Paolo, sapendo che una parte del popolo era composta di sadducei e l'altra di farisei, esclamò nel sinedrio: «Fratelli, io sono fariseo, figlio di farisei; sono giudicato a motivo della speranza e della risurrezione dei morti». 7 Dopo aver detto questo, nacque una contesa tra i farisei e i sadducei e la moltitudine si divise. 8 Poiché i sadducei affermano che non c'è risurrezione, né angelo, né spirito; ma i farisei confessano entrambe le cose. 9 E si levò un gran grido; e gli scribi della parte dei farisei si alzarono e contendevano, dicendo: Non troviamo nulla di male in quest'uomo; ma se uno spirito o un angelo gli ha parlato, non combattiamo contro Dio. 10 Essendosi sviluppata una grande contesa, il tribuno, temendo che Paolo venisse fatto a pezzi da loro, comandò ai soldati di scendere, di prenderlo con la forza di mezzo a loro e di condurlo nella fortezza. 11 E la notte seguente il Signore gli si presentò e gli disse: « Coraggio, Paolo, perché come hai reso testimonianza di me a Gerusalemme, così bisogna che tu renda testimonianza anche a Roma». 12 E fattosi giorno, alcuni Giudei si radunarono e fecero voto con giuramento esecratorio di non mangiare né bere finché non avessero ucciso Paolo. 13 E quelli che avevano fatto questa congiura erano più di quaranta. 14 E vennero dai sommi sacerdoti e dagli anziani e dissero: «Ci siamo obbligati con una grande maledizione a non mangiare nulla finché non avremo ucciso Paolo». 15 Ora dunque voi, con il sinedrio, fate sapere al tribuno che ve lo conduca domani, come se voleste informarvi più approfonditamente di lui; e noi, prima che si avvicini, siamo pronti a ucciderlo. 16 Quando il figlio della sorella di Paolo venne a sapere del loro agguato, andò, entrò nella fortezza e ne informò Paolo. 17 Allora Paolo, chiamato uno dei centurioni, disse: «Conduci questo giovane dal tribuno, perché ha qualcosa da riferirgli». 18 Allora lo prese e lo condusse dal tribuno, e disse: Paolo, il prigioniero, mi ha chiamato e mi ha pregato di condurre da te questo giovane, che ha qualcosa da dirti. 19 Allora il tribuno lo prese per mano, andò con lui in disparte e gli chiese: «Che cosa hai da dirmi?». 20 Ed egli disse: «I Giudei si sono accordati per chiederti di condurre domani Paolo nel sinedrio, con il pretesto di informarsi più approfonditamente riguardo a lui». 21 Ma tu non cedere a loro, perché più di quaranta di loro gli tendono un agguato, e si sono impegnati con giuramento di non mangiare né bere finché non l'abbiano ucciso; e ora sono pronti, aspettando una promessa da te. 22 Allora il tribuno lasciò andare il giovane e gli diede quest'ordine: «Guardati dal dire a nessuno che mi hai fatto sapere queste cose». 23 E, chiamati due centurioni, disse: Preparate duecento soldati, settanta cavalieri e duecento lancieri per andare a Cesarea, verso le tre del pomeriggio. 24 E procurate loro delle cavalcature, perché possano caricare Paolo e condurlo sano e salvo al governatore Felice. 25 E scrisse una lettera in questo modo:

26 Claudio Lisia all'eccellentissimo governatore Felice, salute. 27 Quest'uomo è stato preso dai Giudei e avrebbe dovuto essere ucciso da loro; ma sono intervenuto io con un esercito e l'ho liberato, perché avevo capito che era Romano. 28 E quando volli sapere il motivo per cui lo accusavano, lo condussi davanti al loro sinedrio. 29 Io sapevo che era accusato di questioni relative alla loro legge, ma che non gli era stata mossa alcuna accusa meritevole di morte o di prigionia. 30 E quando mi fu riferito che i Giudei avevano teso un agguato contro quell'uomo, mandai subito a te, e diedi ordine anche ai suoi accusatori di dire davanti a te ciò che avevano contro di lui. Addio. 31 Allora i soldati, come era stato loro ordinato, presero Paolo e lo condussero di notte ad Antipatride. 32 Il giorno dopo lasciarono i cavalieri con lui e tornarono al castello: 33 Giunti a Cesarea, consegnarono la lettera al governatore e gli presentarono anche Paolo. 34 E quando il governatore ebbe letta la lettera, gli chiese di quale provincia fosse. E quando seppe che era della Cilicia; 35 Io ti ascolterò, disse, quando saranno venuti anche i tuoi accusatori. E comandò che fosse custodito nel tribunale di Erode. CAPITOLO 24 1 Cinque giorni dopo, il sommo sacerdote Anania scese con gli anziani e un certo oratore di nome Tertullo e accusarono il governatore contro Paolo. 2 E quando fu chiamato fuori, Tertullo cominciò ad accusarlo, dicendo: Poiché per mezzo tuo godiamo di grande tranquillità, e per mezzo della tua provvidenza si compiono azioni molto degne verso questa nazione, 3 Noi lo accettiamo sempre e in ogni luogo, nobilissimo Felice, con ogni riconoscenza. 4 Tuttavia, per non prolungarti ulteriormente, ti prego di volerci ascoltare nella tua clemenza, con poche parole. 5 Poiché abbiamo trovato che quest'uomo è una peste, un fomentatore di sedizioni fra tutti i Giudei che sono nel mondo, e un capo della setta dei Nazareni. 6 Il quale è anche andato in giro a profanare il tempio; noi lo abbiamo preso e volevamo giudicarlo secondo la nostra legge. 7 Ma il capitano Lisia ci assalì e con grande violenza lo strappò dalle nostre mani, 8 Comandando ai suoi accusatori di venire da te, affinché, esaminandolo, tu stesso possa renderti conto di tutte queste cose, delle quali noi lo accusiamo. 9 E anche i Giudei acconsentirono, dicendo che le cose stavano così. 10 Allora Paolo, dopo che il governatore gli ebbe fatto cenno di parlare, rispose: So che da molti anni sei giudice di questa nazione, perciò parlo con maggior entusiasmo in mia difesa. 11 Perché tu sappia che non sono ancora passati dodici giorni da quando sono salito a Gerusalemme per adorare.

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12 E non mi hanno trovato nel tempio a discutere con alcuno, né a sollevare il popolo, né nelle sinagoghe, né nella città; 13 E non possono provare le cose di cui ora mi accusano. 14 Ma questo ti confesso: che secondo la via che essi chiamano setta, io adoro il Dio dei miei padri, credendo in tutte le cose che sono scritte nella legge e nei profeti. 15 E hanno in Dio la speranza, che anche loro nutrono, che vi sarà una risurrezione dei giusti e degli ingiusti. 16 E per questo mi esercito ad avere sempre una coscienza irreprensibile davanti a Dio e davanti agli uomini. 17 Ora, dopo molti anni, sono venuto a portare elemosine e offerte al mio popolo. 18 Dopo di che alcuni Giudei dell'Asia mi trovarono purificato nel tempio, senza folla né tumulto. 19 I quali avrebbero dovuto comparire qui davanti a te e contestare, se avessero avuto qualcosa contro di me. 20 Oppure dicano costoro se hanno trovato in me qualche cattiva azione mentre ero presente davanti al sinedrio, 21 Se non fosse per questa sola voce che gridai stando in mezzo a loro: Circa la risurrezione dei morti, oggi sono chiamato in giudizio da voi. 22 E Felice, udite queste cose, avendo una conoscenza più approfondita di quella Via, le rimandò, e disse: Quando scenderà il tribuno Lisia, io conoscerò l'intero tuo affare. 23 E ordinò a un centurione di tenere Paolo sotto controllo, di lasciarlo libero e di non impedire a nessuno dei suoi conoscenti di ministrargli o di andare da lui. 24 Dopo alcuni giorni, Felice arrivò con la moglie Drusilla, che era giudea, e mandò a chiamare Paolo, e lo ascoltò riguardo alla fede in Cristo. 25 E mentre egli ragionava di giustizia, di temperanza e del giudizio futuro, Felice tremò e rispose: Per ora va'; quando avrò il tempo opportuno, ti chiamerò. 26 Sperava anche che Paolo gli avrebbe dato del denaro per liberarlo; perciò lo mandava a chiamare più spesso e parlava con lui. 27 Ma dopo due anni Porcio Festo entrò al posto di Felice; e Felice, volendo fare cosa gradita ai Giudei, lasciò Paolo legato.

8 Egli rispose a sua difesa: «Non ho commesso alcuna colpa né contro la legge dei Giudei, né contro il tempio, né contro Cesare». 9 Ma Festo, volendo fare cosa gradita ai Giudei, rispose a Paolo e disse: Vuoi salire a Gerusalemme e là essere giudicato di queste cose davanti a me? 10 Allora Paolo disse: «Io sto davanti al tribunale di Cesare, qui mi spetta il giudizio; non ho fatto alcun torto ai Giudei, come anche tu sai molto bene». 11 Poiché se sono un trasgressore, o ho commesso qualcosa degna di morte, non rifiuto di morire; ma se non c'è nessuna di queste cose di cui costoro mi accusano, nessuno può consegnarmi a loro. Io mi appello a Cesare. 12 Allora Festo, dopo aver conferito col sinedrio, rispose: Ti sei appellato a Cesare? A Cesare andrai. 13 Dopo alcuni giorni, il re Agrippa e Berenice giunsero a Cesarea per salutare Festo. 14 E dopo che furono rimasti là per molti giorni, Festo espose al re il caso di Paolo, dicendo: C'è un uomo lasciato in catene da Felice. 15 A proposito di lui, mentre ero a Gerusalemme, i sommi sacerdoti e gli anziani dei Giudei mi presentarono delle accuse, desiderando di avere un giudizio contro di lui. 16 A cui risposi: Non è usanza dei Romani consegnare qualcuno alla morte prima che l'accusato abbia avuto gli accusatori faccia a faccia e abbia avuto il permesso di rispondere di sé stesso del crimine contestatogli. 17 Perciò, quando furono venuti qui, il giorno seguente, senza indugio, sedetti sul tribunale e comandai che quell'uomo fosse condotto fuori. 18 Gli accusatori, quando si presentarono contro di lui, non portarono nessuna accusa di quelle che io supponevo; 19 Ma avevano contro di lui alcune questioni riguardanti la loro superstizione e intorno a un certo Gesù, morto, che Paolo affermava essere vivo. 20 E poiché ero dubbioso su tali questioni, gli chiesi se volesse andare a Gerusalemme e là essere giudicato su queste questioni. 21 Ma avendo Paolo fatto appello perché fosse riservato all'udienza di Augusto, ordinai che fosse tenuto sotto custodia finché potessi inviarlo a Cesare. 22 Allora Agrippa disse a Festo: Vorrei anch'io ascoltare quell'uomo. Domani, disse, lo ascolterai. 23 Il giorno dopo, Agrippa e Berenice giunsero con grande pompa e furono entrati nella sala delle udienze con i capitani e i notabili della città. Per ordine di Festo, Paolo fu condotto fuori. 24 E Festo disse: Re Agrippa, e voi tutti che siete qui presenti con noi, voi vedete quest'uomo, riguardo al quale tutta la moltitudine dei Giudei si è rivolta a me, sia a Gerusalemme che qui, gridando che non deve più vivere. 25 Ma quando ho scoperto che egli non ha commesso nulla di degno di morte e che si è appellato ad Augusto, ho deciso di mandarlo. 26 Del quale non ho nulla di certo da scrivere al mio signore. Perciò l'ho condotto davanti a voi, e specialmente davanti a te, o re Agrippa, affinché, dopo averlo interrogato, potessi avere qualcosa da scrivere. 27 Poiché mi sembra irragionevole mandare un prigioniero, senza insieme indicare i crimini imputati a lui.

CAPITOLO 25 1 Festo, giunto nella provincia, dopo tre giorni salì da Cesarea a Gerusalemme. 2 Allora il sommo sacerdote e i capi dei Giudei lo accusarono contro Paolo e lo pregarono: 3 e chiesero un favore contro di lui, affinché lo mandasse a Gerusalemme, e gli tendessero un agguato lungo il cammino per ucciderlo. 4 Ma Festo rispose che Paolo sarebbe stato trattenuto a Cesarea e che lui stesso sarebbe partito presto là. 5 Quelli dunque di voi che possono, disse, scendano con me e accusino quest'uomo, se vi è in lui qualche malvagità. 6 Dopo essersi trattenuto tra loro più di dieci giorni, scese a Cesarea; e il giorno seguente, sedendo in tribunale, ordinò che gli fosse condotto Paolo. 7 Quando egli giunse, gli si fecero attorno i Giudei discesi da Gerusalemme, e gli muovevano contro molte e gravi accuse, senza però riuscire a provarle.

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CAPITOLO 26

non dicendo nulla se non quello che i profeti e Mosè dissero che doveva accadere: 23 Che Cristo avrebbe sofferto, e che egli sarebbe stato il primo a risuscitare dai morti, e avrebbe annunziato la luce al popolo e ai pagani. 24 Mentre egli parlava così in sua difesa, Festo disse ad alta voce: «Paolo, tu sei fuori di te; la troppa dottrina ti rende pazzo». 25 Ma egli disse: «Non sono pazzo, eccellentissimo Festo, ma pronuncio parole vere e sagge». 26 Poiché il re, davanti al quale parlo apertamente, è al corrente di queste cose; perché sono convinto che nulla di tutto ciò gli è nascosto, perché ciò non è avvenuto in segreto. 27 Re Agrippa, credi tu ai profeti? So che ci credi. 28 Allora Agrippa disse a Paolo: «Per poco non mi persuadi a farmi cristiano». 29 E Paolo disse: Vorrei supplicare Dio che non soltanto tu, ma anche tutti quelli che oggi mi ascoltano, diventassero per poco o per tutto tali quale sono io, eccetto queste catene. 30 E dopo che ebbe parlato così, il re si alzò, e con lui il governatore, Berenice e quelli che sedevano con loro. 31 E, quando furono usciti in disparte, parlavano tra loro, dicendo: Quest'uomo non ha fatto nulla che meriti la morte o la prigione. 32 Allora Agrippa disse a Festo: Quest'uomo poteva essere liberato, se non si fosse appellato a Cesare.

1 Allora Agrippa disse a Paolo: Ti è permesso di parlare per te stesso. Allora Paolo stese la mano e rispose per sé: 2 Io mi ritengo felice, o re Agrippa, di potermi oggi difendere davanti a te di tutte le cose di cui sono accusato dai Giudei. 3 Soprattutto perché so che sei esperto in tutti i riti e le questioni che riguardano i Giudei; per questo ti prego di ascoltarmi pazientemente. 4 La mia vita fin dalla mia giovinezza, trascorsa tra la mia nazione a Gerusalemme, la conoscono tutti i Giudei; 5 I quali mi hanno conosciuto fin da principio, se mai volessero renderne testimonianza, che, secondo la setta più rigida della nostra religione, sono vissuto come fariseo. 6 E ora sto qui e sono giudicato a causa della speranza della promessa fatta da Dio ai nostri padri: 7 A questa promessa le nostre dodici tribù, servendo Dio giorno e notte, sperano di giungere. Per questa speranza, o re Agrippa, io sono accusato dai Giudei. 8 Perché mai si dovrebbe ritenere incredibile tra voi che Dio risusciti i morti? 9 In verità, io pensavo dentro di me che avrei dovuto fare molte cose contro il nome di Gesù il Nazareno. 10 La stessa cosa feci anche a Gerusalemme; e molti dei santi li rinchiusi in prigione, avendone ricevuto l'autorizzazione dai capi dei sacerdoti; e quando venivano condannati a morte, io stesso ho dato la mia voce contro di loro. 11 E spesso li punivo in ogni sinagoga e li costringevo a bestemmiare; e, infuriato oltremodo contro di loro, li perseguitavo fin nelle città straniere. 12 Dopo ciò, mentre andavo a Damasco con autorità e incarico da parte dei capi dei sacerdoti, 13 A mezzogiorno, o re, vidi sulla strada una luce dal cielo, più splendente del sole, che avvolse me e coloro che viaggiavano con me. 14 E quando tutti fummo caduti a terra, udii una voce che mi parlava e diceva in lingua ebraica: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Ti è duro ricalcitrare contro gli stimoli. 15 E io dissi: Chi sei, Signore? Ed egli disse: Io sono Gesù che tu perseguiti. 16 Ma alzati e sta' in piedi, perché per questo ti sono apparso: per costituirti ministro e testimone delle cose che hai visto e di quelle per le quali ti apparirò ancora. 17 Liberandoti dal popolo e dai pagani, ai quali ora ti mando, 18 per aprire loro gli occhi e convertirli dalle tenebre alla luce e dal potere di Satana a Dio, affinché ricevano il perdono dei peccati e l'eredità in mezzo a coloro che sono santificati mediante la fede in me. 19 Perciò, o re Agrippa, non fui disubbidiente alla visione celeste; 20 Ma prima a quelli di Damasco, poi a Gerusalemme e in tutta la regione della Giudea e poi ai pagani, annunziai che si ravvedessero e si convertissero a Dio, facendo opere degne del ravvedimento. 21 Per queste ragioni i Giudei mi presero nel tempio e cercarono di uccidermi. 22 Avendo dunque ottenuto l'aiuto di Dio, durai fino a questo giorno, rendendo testimonianza a piccoli e a grandi,

CAPITOLO 27 1 Quando fu deciso che salpassimo per l'Italia, consegnarono Paolo e alcuni altri prigionieri a un certo centurione di nome Giulio, della coorte di Augusto. 2 E saliti su una nave di Adramitto, salpammo, con l'intenzione di navigare verso le coste dell'Asia; aveva con noi un certo Aristarco, Macedone di Tessalonica. 3 E il giorno seguente toccammo Sidone. E Giulio cortesemente pregò Paolo, e gli diede libertà di andare dai suoi amici per ristorarsi. 4 E quando fummo salpati di là, navigammo sotto Cipro, perché i venti erano contrari. 5 Dopo aver attraversato il mare della Cilicia e della Panfilia, giungemmo a Mira, una città della Licia. 6 E quivi il centurione trovò una nave di Alessandria che salpava per l'Italia, e ci fece salire a bordo. 7 E dopo aver navigato lentamente per molti giorni, e appena giunti di fronte a Cnido, poiché il vento non ce lo permetteva, navigammo sotto Creta, di fronte a Salmone; 8 E, oltrepassandolo a fatica, giunsero a un luogo chiamato Bei Porti, vicino al quale era la città di Lasea. 9 Or essendo trascorso molto tempo, e la navigazione era ormai pericolosa, perché il digiuno era ormai passato, Paolo li ammonì, 10 E disse loro: Signori, vedo che questo viaggio sarà con danno e molta rovina, non solo per il carico e per la nave, ma anche per le nostre vite. 11 Tuttavia il centurione credette al capitano e al padrone della nave più che alle parole di Paolo. 12 E poiché quel porto non era comodo per svernare, la maggior parte fu del parere di partire anche di là, se in qualche modo potessero raggiungere Fenice e svernare lì,

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che è un porto di Creta, e si trova verso sud-ovest e nordovest. 13 E poiché il vento di scirocco soffiava dolcemente, credendo di aver raggiunto il loro scopo, salparono e navigarono vicino a Creta. 14 Ma non molto tempo dopo si levò contro di essa un vento tempestoso, chiamato Euroaquilone. 15 E quando la nave fu travolta e non potendo più resistere al vento, la lasciammo andare alla deriva. 16 E passando sotto una certa isola chiamata Clauda, avemmo molta fatica a venire con la barca; 17 Dopo averle tirate su, servirono di aiuti, cingendo di sotto la nave; e, temendo di cadere nelle sabbie mobili, abbassarono le vele, e così andavano alla deriva. 18 E noi, essendo sbattuti oltremodo dalla tempesta, il giorno seguente alleggerirono la nave; 19 E il terzo giorno gettammo via con le nostre mani l'attrezzatura della nave. 20 E poiché per molti giorni non apparvero né il sole né le stelle, e non piccola tempesta ci colpì, ogni speranza di essere salvati fu allora tolta. 21 Ma dopo una lunga astinenza, Paolo, alzatosi in mezzo a loro, disse: Uomini, era necessario che mi deste ascolto e non partiste da Creta, e avreste dovuto procurarvi questo danno e questa perdita. 22 E ora vi esorto a essere di buon animo, perché non ci sarà perdita di vite umane tra voi, tranne quella della nave. 23 Poiché questa notte mi è apparso l'angelo di Dio, al quale appartengo e che servo, 24 dicendo: Non temere, Paolo; tu devi comparire davanti a Cesare; ed ecco, Dio ti ha dato tutti quelli che navigano con te. 25 Perciò, uomini, siate di buon animo, perché ho fede in Dio che avverrà proprio come mi è stato detto. 26 Ma dovremo essere gettati su una certa isola. 27 Ma quando giunse la quattordicesima notte, mentre andavamo alla deriva nell'Adriatico, verso mezzanotte i marinai ritennero di essere vicini a qualche paese; 28 E scandagliarono, e trovarono venti braccia; e quando furono andati un po' più lontano, scandagliarono di nuovo, e trovarono quindici braccia. 29 Allora, temendo di finire sugli scogli, gettarono quattro ancore da poppa, aspettando con ansia che facesse giorno. 30 E come i marinai stavano per fuggire dalla nave, quando ebbero calato la scialuppa in mare, sotto le mentite spoglie di chi volesse gettare le ancore dalla prua, 31 Paolo disse al centurione e ai soldati: «Se costoro non rimangono sulla nave, non potete salvarvi». 32 Allora i soldati tagliarono le funi della barca e la lasciarono cadere. 33 Mentre si avvicinava il giorno, Paolo esortò tutti a prendere cibo, dicendo: «Oggi è il quattordicesimo giorno che passate digiuni e non prendete nulla». 34 Perciò vi prego di prendere del cibo, perché questo è per la vostra salute; e non cadrà neppure un capello dal capo di alcuno di voi. 35 Dopo aver detto questo, prese il pane e rese grazie a Dio davanti a tutti; poi lo spezzò e cominciò a mangiare. 36 Allora tutti si fecero animo e presero anch'essi un po' di carne. 37 E noi eravamo in tutto sulla nave duecentosessantasedici anime.

38 E quando si furono rifocillati, alleggerirono la nave e gettarono il grano in mare. 39 Quando fu giorno, non riconoscevano la terra; ma scoprirono una certa insenatura con una riva, e decisero, se possibile, di spingere la nave nella stessa direzione. 40 E dopo aver levato le ancore, si affidarono al mare, sciolsero i timoni, spiegarono la vela maestra al vento e si diressero verso la riva. 41 E, essendo caduti in un luogo dove due mari si incontravano, la nave si incagliò; e la parte anteriore si incagliò e rimase immobile, ma la parte posteriore si sfasciava per la violenza delle onde. 42 E il consiglio dei soldati fu di uccidere i prigionieri, perché nessuno di loro potesse uscire a nuoto e fuggire. 43 Ma il centurione, volendo salvare Paolo, li distolse dal loro proposito, e ordinò che quelli che sapevano nuotare si gettassero per primi in mare e raggiungessero la terra. 44 E gli altri, alcuni su tavole, e altri su pezzi rotti della nave. E così avvenne che tutti scamparono sani e salvi a terra. CAPITOLO 28 1 E quando furono fuggiti, allora seppero che l'isola si chiamava Melita. 2 E la gente barbara ci mostrò non poca gentilezza: accesero infatti un fuoco e ci accolsero tutti quanti, a causa della pioggia che c'era e del freddo. 3 E mentre Paolo raccoglieva un fascio di sterpaglie e le gettava sul fuoco, una vipera, a causa del calore, uscì e gli si attaccò alla mano. 4 E quando i barbari videro la bestia velenosa appesa alla sua mano, dissero tra loro: Senza dubbio quest'uomo è un assassino, perché, sebbene sia scampato al mare, la vendetta non gli permette di vivere. 5 E scosse la bestia nel fuoco, e non sentì alcun male. 6 Ma essi si aspettavano che si gonfiasse o cadesse morto all'improvviso; ma dopo aver atteso a lungo e aver visto che non gli accadeva alcun male, cambiarono idea e dissero che era un dio. 7 In quei luoghi c'erano i possedimenti del capo dell'isola, di nome Publio; egli ci accolse e ci ospitò cortesemente per tre giorni. 8 Or avvenne che il padre di Publio giaceva malato di febbre e di dissanguamento; Paolo andò da lui, pregò, gli impose le mani e lo guarì. 9 Dopo questo fatto, anche gli altri che avevano malattie nell'isola vennero e furono guariti. 10 Essi ci onorarono con molti onori e, al momento della nostra partenza, ci rifornirono di tutto il necessario. 11 E dopo tre mesi partimmo su una nave di Alessandria, che aveva svernato nell'isola, la cui insegna era Castore e Polluce. 12 E approdati a Siracusa, restammo là tre giorni. 13 E di là, proseguendo la navigazione, giungemmo a Reggio; e dopo un giorno si levò il vento di scirocco, e il giorno dopo giungemmo a Pozzuoli. 14 Qui trovammo dei fratelli e fummo pregati di restare con loro sette giorni; e così partimmo verso Roma. 15 E di là, avendo sentito parlare di noi, i fratelli ci vennero incontro fino al Foro Appio e alle Tre Taverne. Quando Paolo li vide, rese grazie a Dio e si fece coraggio.

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16 Giunti a Roma, il centurione consegnò i prigionieri al capitano della guardia; ma a Paolo fu concesso di abitare per conto suo, con un soldato che gli faceva la guardia. 17 E avvenne che, dopo tre giorni, Paolo convocò i principali dei Giudei; e quando furono radunati, disse loro: Fratelli, senza aver commesso nulla contro il popolo o contro le usanze dei padri, sono stato arrestato a Gerusalemme e consegnato nelle mani dei Romani. 18 Dopo avermi esaminato, mi avrebbero rilasciato, perché non c'era in me alcuna causa di morte. 19 Ma poiché i Giudei si opponevano, fui costretto ad appellarmi a Cesare, senza che avessi nulla da accusare contro il mio popolo. 20 Per questo dunque vi ho chiamati, per vedervi e parlarvi, perché è per la speranza d'Israele che io sono legato con questa catena. 21 Ed essi gli dissero: Noi non abbiamo ricevuto lettere dalla Giudea a tuo riguardo, né alcuno dei fratelli è venuto a riferire o a dire alcun male di te. 22 Ma desideriamo sentire da te ciò che pensi; perché quanto a questa setta, sappiamo che dappertutto essa trova disapprovazione. 23 E avendogli fissato un giorno, molti vennero da lui nel suo alloggio; ai quali egli spiegò e rese testimonianza del regno di Dio, persuadendoli riguardo a Gesù, dalla mattina alla sera, in base alla legge di Mosè e ai profeti. 24 E alcuni credettero alle cose dette, ma altri non credettero. 25 E non essendo d'accordo tra loro, se ne andarono, dopo che Paolo ebbe detto questa sola parola: Ben ha parlato lo Spirito Santo per mezzo del profeta Isaia ai nostri padri, 26 Dicendo: Va' da questo popolo e di': Udrete coi vostri orecchi, ma non comprenderete; guarderete coi vostri occhi, ma non vedrete; 27 Poiché il cuore di questo popolo si è fatto insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non odano con gli orecchi, non intendano con il cuore, non si convertano e io non li guarisca. 28 Vi sia dunque noto che la salvezza di Dio è mandata ai pagani, e che essi l'ascolteranno. 29 Dopo che ebbe detto queste cose, i Giudei se ne andarono e discutevano animatamente tra loro. 30 E Paolo abitò due anni interi nella casa che aveva preso in affitto, e riceveva tutti quelli che venivano da lui, 31 predicando il regno di Dio e insegnando le cose riguardanti il Signore Gesù Cristo, con tutta franchezza, senza che alcuno glielo impedisca.

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23 e hanno mutato la gloria dell'incorruttibile Dio in un'immagine simile a quella dell'uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili. 24 Per questo Dio li ha abbandonati all'impurità secondo i desideri del loro cuore, tanto da disonorare fra loro i propri corpi. 25 Che hanno cambiato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura anziché il Creatore, che è benedetto in eterno. Amen. 26 Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami: poiché le loro donne hanno cambiato l'uso naturale in quello che è contro natura, 27 Similmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi nella loro libidine gli uni per gli altri, commettendo uomini con uomini atti indecenti, ricevendo così in se stessi la convenuta ricompensa del loro traviamento. 28 E siccome non hanno ritenuto opportuno conoscere Dio, Dio li ha abbandonati in balìa di una mente perversa, sì che facessero ciò che è sconveniente; 29 essendo ricolmi di ogni ingiustizia, fornicazione, malvagità, cupidigia, malizia; pieni d'invidia, di omicidio, di contesa, di frode, di malignità; maldicenti, 30 Maldicenti, nemici di Dio, ingiuriosi, superbi, vanagloriosi, inventori di cose malvagie, disubbidienti ai genitori, 31 Senza intelligenza, senza legge, senza affetto naturale, spietati, 32 I quali, pur conoscendo il giudizio di Dio, secondo cui quelli che fanno tali cose sono degni di morte, non solo le continuano a fare, ma anche approvano chi le fa.

CAPITOLO 1 1 Paolo, servo di Gesù Cristo, chiamato ad essere apostolo, appartato per annunziare il vangelo di Dio, 2 (che egli aveva già promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture), 3 Riguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne, Gesù Cristo, nostro Signore; 4 e dichiarato Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità mediante la risurrezione dai morti; 5 Per mezzo del quale abbiamo ricevuto grazia e apostolato per ottenere l'ubbidienza della fede fra tutte le genti, per amore del suo nome, 6 Tra i quali siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo; 7 A tutti coloro che sono in Roma, amati da Dio, chiamati santi: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo. 8 Anzitutto rendo grazie al mio Dio per mezzo di Gesù Cristo riguardo a tutti voi, perché la fama della vostra fede si diffonde in tutto il mondo. 9 Poiché Dio, al quale rendo culto nel mio spirito annunziando il vangelo del Figlio suo, mi è testimone che io non cesso mai di ricordarmi di voi nelle mie preghiere; 10 Chiedendo che in qualche modo ora possa finalmente avere un viaggio prospero, per volontà di Dio, per giungere fino a voi. 11 Poiché desidero ardentemente vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale perché siate fortificati, 12 Cioè, affinché io sia confortato insieme a voi mediante la fede che abbiamo in comune, voi e io. 13 Ora, fratelli, non voglio che ignoriate che molte volte mi sono proposto di venire fino a voi (ma finora ne sono stato impedito) per avere qualche frutto anche tra voi, come tra gli altri Gentili. 14 Io sono debitore verso i Greci come verso i barbari, verso i sapienti come verso gli ignoranti. 15 Perciò, per quanto sta in me, sono pronto ad annunziare il vangelo anche a voi che siete a Roma. 16 Infatti io non mi vergogno del vangelo, perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco. 17 Poiché in esso la giustizia di Dio si rivela da fede a fede, come sta scritto: Il giusto vivrà per fede. 18 Poiché l'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità nell'ingiustizia; 19 Poiché ciò che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, perché Dio lo ha loro manifestato. 20 Poiché le sue qualità invisibili, come la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo, essendo percepite per mezzo delle opere da lui compiute; perciò sono inescusabili. 21 Poiché, pur avendo conosciuto Dio, non l'hanno glorificato né l'hanno ringraziato come Dio, ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore senza senno si è ottenebrato. 22 Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti,

CAPITOLO 2 1 Perciò sei inescusabile, o uomo, chiunque tu sia che giudichi; perché nel giudicare gli altri, condanni te stesso; infatti tu che giudichi, fai le stesse cose. 2 Ma noi siamo certi che il giudizio di Dio è secondo verità contro coloro che commettono tali cose. 3 E pensi tu, o uomo, che giudichi coloro che fanno tali cose e le fai tu stesso, di sfuggire al giudizio di Dio? 4 Oppure disprezzi le ricchezze della sua bontà, della sua pazienza e della sua pazienza, non riconoscendo che la bontà di Dio ti spinge al ravvedimento? 5 Ma tu, con la tua durezza e il tuo cuore impenitente, accumuli su di te un tesoro d'ira per il giorno dell'ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio; 6 Il quale renderà a ciascuno secondo le sue opere: 7 A coloro che con perseveranza nel bene operare cercano gloria, onore e immortalità, la vita eterna: 8 Ma a quelli che sono contenziosi e non ubbidiscono alla verità, ma ubbidiscono all'ingiustizia, indignazione e ira, 9 Tribolazione e angoscia sopra ogni anima d'uomo che fa il male, del Giudeo prima e poi del Greco; 10 Ma gloria, onore e pace a chiunque opera il bene, al Giudeo prima e poi al Greco, 11 Poiché davanti a Dio non c'è parzialità. 12 Poiché tutti coloro che hanno peccato senza legge, periranno anche senza legge; e tutti coloro che hanno peccato mediante la legge, saranno giudicati mediante la legge;

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13 Infatti non coloro che ascoltano la legge sono giusti davanti a Dio, ma coloro che mettono in pratica la legge saranno giustificati. 14 Infatti, quando i pagani, che non hanno la legge, per natura fanno le cose contenute nella legge, essi, non avendo legge, sono legge a se stessi; 15 I quali dimostrano che quanto la legge esige è scritto nei loro cuori, come testimonia la loro coscienza e i loro pensieri che ora si accusano ora si scusano a vicenda. 16 Nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini per mezzo di Gesù Cristo, secondo il mio vangelo. 17 Ecco, tu ti chiami Giudeo e ti riposi nella legge e ti glori di Dio, 18 E conosci la sua volontà e discerni le cose più eccellenti, essendo istruito dalla legge; 19 E sei convinto di essere guida dei ciechi, luce di coloro che sono nelle tenebre, 20 Istruttore degli insensati, maestro dei piccoli, che hai nella legge la forma della conoscenza e della verità. 21 Tu dunque che insegni agli altri, non insegni a te stesso? Tu che predichi che non si deve rubare, rubi? 22 Tu che dici che l'uomo non deve commettere adulterio, commetti adulterio? Tu che hai in abominio gli idoli, commetti sacrilegio? 23 Tu che ti glori della legge, disonori Dio trasgredendo la legge? 24 Poiché il nome di Dio è bestemmiato per causa vostra tra i pagani, come sta scritto. 25 Infatti la circoncisione è utile se osservi la legge; ma se trasgredisci la legge, la tua circoncisione diventa incirconcisione. 26 Se dunque l'incirconciso osserva le cose giuste della legge, la sua incirconcisione non gli sarà forse considerata come circoncisione? 27 E colui che è incirconciso per natura, se adempie la legge, non giudicherà te, che con la lettera e la circoncisione trasgredisci la legge? 28 Infatti Giudeo non è colui che appare tale all'esterno; e la circoncisione non è quella visibile nella carne; 29 Ma Giudeo è colui che lo è interiormente; e la circoncisione è quella del cuore, nello spirito, non nella lettera; di questo Giudeo la lode non viene dagli uomini, ma da Dio. CAPITOLO 3 1 Quale vantaggio ha dunque il Giudeo? O quale guadagno viene dalla circoncisione? 2 Molto in ogni modo, principalmente perché a loro erano stati affidati gli oracoli di Dio. 3 Infatti, che importa se alcuni non hanno creduto? La loro incredulità renderà forse vana la fede in Dio? 4 Dio non voglia! Anzi, sia Dio verace e ogni uomo bugiardo, come sta scritto: «Affinché tu sia riconosciuto giusto nelle tue parole e vinca quando sei giudicato». 5 Ma se la nostra ingiustizia fa risaltare la giustizia di Dio, che diremo? È ingiusto Dio che fa la vendetta? (Parlo da uomo) 6 Dio non voglia! Altrimenti, come giudicherà Dio il mondo?

7 Infatti, se la verità di Dio è risplenduta per mezzo della mia menzogna, a sua gloria, perché sono ancora giudicato come peccatore? 8 E non piuttosto (come ci calunniano e come alcuni affermano che diciamo), facciamo il male affinché ne venga il bene? La cui condanna è giusta. 9 Che dunque? Siamo noi migliori di loro? No, in nessun modo; perché abbiamo prima provato che Giudei e Gentili sono tutti sotto peccato; 10 Come sta scritto: Non c'è nessun giusto, neppure uno; 11 Non c'è nessuno che capisca, non c'è nessuno che cerchi Dio. 12 Tutti si sono sviati, tutti quanti sono divenuti inutili; non c'è più nessuno che faccia il bene, neppure uno. 13 La loro gola è un sepolcro aperto, con le loro lingue hanno tramato inganni, c'è un veleno di serpenti sotto le loro labbra. 14 La cui bocca è piena di maledizione e di amarezza: 15 I loro piedi sono veloci a spargere il sangue: 16 Distruzione e miseria sono sulle loro vie: 17 E non hanno conosciuto la via della pace: 18 Non c'è timore di Dio davanti ai loro occhi. 19 Ora, noi sappiamo che tutto quello che la legge dice, lo dice a coloro che sono sotto la legge, affinché ogni bocca sia chiusa e tutto il mondo sia riconosciuto colpevole davanti a Dio. 20 Perciò mediante le opere della legge nessuno sarà giustificato davanti a lui, perché mediante la legge si ha la conoscenza del peccato. 21 Ma ora, indipendentemente dalla legge, si è manifestata la giustizia di Dio, testimoniata dalla legge e dai profeti; 22 La giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, per tutti coloro che credono; perché non c'è distinzione. 23 Poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio; 24 Essendo giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù: 25 Il quale Dio ha prestabilito come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare la sua giustizia, avendo usato pazienza per i peccati passati, al tempo della sua divina pazienza; 26 per dimostrare, dico, la sua giustizia nel tempo presente, affinché egli sia giusto e giustificatore di colui che ha fede in Gesù. 27 Dov'è dunque il vanto? È escluso. Per quale legge? Delle opere? No: ma per la legge della fede. 28 Perciò concludiamo che l'uomo è giustificato mediante la fede, senza le opere della legge. 29 È egli il Dio dei soli Giudei? Non è egli anche dei Gentili? Sì, anche dei Gentili: 30 Poiché c'è un solo Dio, il quale giustificherà i circoncisi mediante la fede e gli incirconcisi mediante la fede. 31 Rendiamo dunque nulla la legge mediante la fede? Dio non voglia; anzi, noi stabiliamo la legge. CAPITOLO 4 1 Che diremo dunque che Abramo, nostro padre, ha ottenuto secondo la carne? 2 Perché se Abramo è stato giustificato per le opere, avrebbe di che gloriarsi; ma non davanti a Dio.

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3 Infatti, che cosa dice la Scrittura? Abramo credette a Dio e ciò gli fu messo in conto come giustizia. 4 Ora a chi opera, la ricompensa non è calcolata come grazia, ma come debito. 5 Ma a chi non opera, ma crede in colui che giustifica l'empio, la sua fede è considerata come giustizia. 6 Come Davide descrive anche la beatitudine dell'uomo al quale Dio imputa la giustizia senza opere, 7 dicendo: Beati coloro le cui iniquità sono perdonate e i cui peccati sono coperti. 8 Beato l'uomo a cui il Signore non imputa il peccato. 9 Questa beatitudine riguarda dunque solo i circoncisi o anche gli incirconcisi? Perché noi diciamo che la fede fu imputata ad Abramo come giustizia. 10 Come dunque gli fu imputato? Quando era circonciso o quando era incirconciso? Non quando era circonciso, ma quando era incirconciso. 11 Poi ricevette il segno della circoncisione, come sigillo della giustizia derivante dalla fede che aveva avuto quando era ancora incirconciso, affinché fosse il padre di tutti quelli che credono, anche se non sono circoncisi, affinché anche a loro sia imputata la giustizia. 12 E il padre dei circoncisi, per quelli che non soltanto sono circoncisi, ma che seguono anche le orme della fede del nostro padre Abramo, che egli ebbe quando era ancora incirconciso. 13 Infatti la promessa di essere erede del mondo non fu fatta ad Abramo o alla sua discendenza mediante la legge, ma mediante la giustizia che viene dalla fede. 14 Poiché se quelli che sono dalla legge sono eredi, la fede è resa vana e la promessa è annullata; 15 Poiché la legge produce ira; perché dove non c'è legge, non c'è neppure trasgressione. 16 Perciò è per fede, affinché sia per grazia, affinché la promessa sia sicura per tutta la discendenza; non soltanto per quella che è sotto la legge, ma anche per quella che è sotto la fede di Abramo, il quale è padre di noi tutti, 17 (come sta scritto: «Io ti ho costituito padre di molte nazioni»), davanti a Dio, nel quale credette, che fa rivivere i morti e chiama all'esistenza le cose che non sono. 18 Egli, sperando contro ogni speranza, credette, per diventare padre di molte nazioni, secondo ciò che gli era stato detto: Così sarà la tua progenie. 19 E non essendo debole nella fede, considerò che il suo corpo era ormai morto (aveva circa cent'anni), e che il grembo di Sara era ormai morto; 20 Egli non vacillò per incredulità davanti alla promessa di Dio, ma fu fortificato nella fede e diede gloria a Dio; 21 Ed essendo pienamente convinto che quanto egli aveva promesso, era anche potente da compierlo. 22 E perciò gli fu imputato a giustizia. 23 Or non fu scritto per lui solo, che ciò gli fu imputato; 24 Ma anche per noi, ai quali sarà attribuito il merito di credere in colui che ha risuscitato Gesù, il nostro Signore, dai morti, 25 Il quale è stato dato a morte per i nostri peccati ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione.

2 Per mezzo del quale abbiamo anche avuto, mediante la fede, l'accesso a questa grazia nella quale stiamo fermi, e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio. 3 E non soltanto questo, ma ci gloriamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, e la pazienza produce perseveranza. 4 E la pazienza, l'esperienza; e l'esperienza, la speranza: 5 Or la speranza non delude, perché l'amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. 6 Infatti, mentre noi eravamo ancora senza forza, Cristo morì per gli empi, a suo tempo. 7 Difficilmente qualcuno muore per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. 8 Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo morì per noi. 9 Tanto più dunque, essendo ora giustificati per mezzo del suo sangue, saremo salvati dall'ira per mezzo di lui. 10 Infatti, se, mentre eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto di più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. 11 E non solo, ma ci gloriamo anche in Dio per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo, per mezzo del quale ora abbiamo ottenuto la riconciliazione. 12 Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte, e così la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato. 13 Infatti, fino alla legge, il peccato era nel mondo; ora il peccato non viene imputato quando non c'è legge. 14 Tuttavia la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire. 15 Ma non come l'offesa, così anche il dono. Perché se per l'offesa di uno solo molti sono morti, molto di più la grazia di Dio e il dono per grazia, che è di un solo uomo, Gesù Cristo, hanno abbondato verso molti. 16 E non è accaduto ciò che avvenne per mezzo di uno solo che peccò; perché il giudizio avvenne per mezzo di uno solo per la condanna, mentre il dono avviene per mezzo di molte trasgressioni per la giustificazione. 17 Infatti, se per la trasgressione di uno solo la morte ha regnato a causa di quell'uno, molto di più quelli che ricevono l'abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo di quell'uno, Gesù Cristo.) 18 Perciò, come per la trasgressione di uno solo la condanna si è estesa a tutti gli uomini, così anche per la giustizia di uno solo la giustificazione che dà vita si è estesa a tutti gli uomini. 19 Poiché, come per la disubbidienza di un solo uomo i molti sono stati costituiti peccatori, così anche per l'ubbidienza di uno solo i molti saranno costituiti giusti. 20 Or la legge sopraggiunse affinché il fallo abbondasse; ma dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata; 21 Affinché, come il peccato ha regnato nella morte, così anche la grazia regni mediante la giustizia per la vita eterna, per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore.

CAPITOLO 5 1 Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo,

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CAPITOLO 6

CAPITOLO 7

1 Che diremo dunque? Rimarremo forse nel peccato affinché la grazia abbondi? 2 Dio non voglia. Come potremo noi, che siamo morti al peccato, vivere ancora in esso? 3 Non sapete che quanti siamo stati battezzati in Gesù Cristo, siamo stati battezzati nella sua morte? 4 Noi dunque siamo stati sepolti con lui mediante il battesimo nella morte, affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi camminassimo in una vita nuova. 5 Poiché se siamo stati completamente uniti a lui a somiglianza della sua morte, lo saremo anche a somiglianza della sua risurrezione; 6 Sappiamo questo: che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui, affinché il corpo del peccato sia annullato e noi non serviamo più al peccato. 7 Infatti chi è morto è liberato dal peccato. 8 Ora, se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui: 9 Sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui. 10 Poiché in quanto egli morì, morì al peccato una volta per tutte; ma in quanto egli vive, vive per Dio. 11 Allo stesso modo anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore. 12 Non regni dunque il peccato nel vostro corpo mortale, sì da ubbidirgli nei suoi desideri. 13 E non prestate le vostre membra al peccato come strumenti d'iniquità, ma presentate voi stessi a Dio come di morti fatti viventi, e le vostre membra come strumenti di giustizia a Dio. 14 Poiché il peccato non avrà più potere su di voi, perché non siete sotto la legge, ma sotto la grazia. 15 Che dunque? Peccheremo noi, perché non siamo sotto la legge, ma sotto la grazia? Così non sia. 16 Non sapete che se vi offrite come servi a qualcuno per ubbidirgli, siete servi di colui al quale ubbidite: o del peccato che conduce alla morte, o dell'ubbidienza che conduce alla giustizia? 17 Ma sia ringraziato Dio perché eravate schiavi del peccato, ma avete obbedito di cuore a quella forma d'insegnamento che vi è stata trasmessa. 18 Essendo dunque liberati dal peccato, siete diventati servi della giustizia. 19 Io parlo secondo l'uso umano, a causa della debolezza della vostra carne: come avete prestato le vostre membra a servizio dell'impurità e dell'iniquità per commettere l'iniquità, così ora prestate le vostre membra a servizio della giustizia per commettere la santificazione. 20 Infatti, quando eravate schiavi del peccato, eravate liberi riguardo alla giustizia. 21 Quale frutto avevate allora da quelle cose di cui ora vi vergognate? Poiché la loro fine è la morte. 22 Ma ora, essendo stati liberati dal peccato e fatti servi di Dio, voi avete per frutto la santificazione e per fine la vita eterna. 23 Perché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.

1 Non sapete forse, fratelli (poiché parlo a persone esperte della legge), che la legge ha potere sull'uomo per tutto il tempo in cui egli vive? 2 Infatti la donna sposata è legata dalla legge al marito finché egli vive; ma se il marito muore, ella è sciolta dalla legge che la lega al marito. 3 Perciò se, mentre vive il marito, ella passa a un altro uomo, sarà chiamata adultera; ma se il marito muore, ella è libera da quella legge; perciò non è adultera, anche se passa a un altro uomo. 4 Perciò, fratelli miei, anche voi siete morti alla legge mediante il corpo di Cristo, per appartenere a un altro, a colui che è risuscitato dai morti, affinché portiamo frutto a Dio. 5 Infatti, quando eravamo nella carne, le passioni peccaminose, che erano sotto la legge, operavano nelle nostre membra per produrre frutti per la morte. 6 Ma ora siamo stati liberati dalla legge, essendo morti a quella legge nella quale eravamo tenuti, affinché serviamo nel nuovo spirito e non nel vecchio spirito della lettera. 7 Che diremo dunque? La legge è forse peccato? Dio non voglia. Anzi, io non avrei conosciuto il peccato se non per mezzo della legge; perché non avrei conosciuto la concupiscenza, se la legge non avesse detto: Non concupire. 8 Ma il peccato, prendendo occasione dal comandamento, produsse in me ogni sorta di concupiscenza. Perché senza la legge il peccato era morto. 9 Infatti un tempo io vivevo senza la legge; ma, sopraggiunto il comandamento, il peccato prese vita, e io morii. 10 E il comandamento che era ordinato alla vita, scoprii che conduceva alla morte. 11 Poiché il peccato, colta l'occasione per mezzo del comandamento, mi sedusse e per mezzo di esso mi uccise. 12 Perciò la legge è santa, e il comandamento è santo, giusto e buono. 13 Ciò che è buono è dunque divenuto morte per me? Dio non voglia. Ma il peccato, affinché apparisse peccato, producendo la morte in me per mezzo di ciò che è buono; affinché il peccato per mezzo del comandamento diventasse estremamente peccaminoso. 14 Sappiamo infatti che la legge è spirituale; ma io sono carnale, venduto come schiavo del peccato. 15 Infatti, quello che faccio, non lo comprendo; perché quello che voglio, non lo faccio, ma quello che odio. 16 Se dunque faccio quello che non voglio, riconosco che la legge è buona. 17 Ora dunque non sono più io che lo faccio, ma il peccato che abita in me. 18 Infatti, io so che in me, cioè nella mia carne, non abita alcun bene; poiché ben si trova in me il volere del bene, ma il modo di compierlo, no. 19 Perché il bene che voglio, non lo faccio; ma il male che non voglio, quello faccio. 20 Ora, se faccio ciò che non voglio, non sono più io che lo faccio, ma il peccato che abita in me. 21 Io trovo dunque questa legge: quando voglio fare il bene, il male è presente in me. 22 Poiché io mi diletto nella legge di Dio secondo l'uomo interiore,

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23 Ma vedo un'altra legge nelle mie membra, che combatte contro la legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra. 24 O infelice uomo che sono! Chi mi libererà da questo corpo di morte? 25 Io rendo grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. Così dunque io stesso con la mente servo la legge di Dio; ma con la carne la legge del peccato. CAPITOLO 8 1 Non c'è dunque più alcuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù, i quali non camminano secondo la carne ma secondo lo Spirito. 2 Poiché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte. 3 Poiché ciò che era impossibile alla legge, perché la carne la rendeva impotente, Dio lo ha fatto: mandando il proprio Figlio in carne simile a quella del peccato e in vista del peccato, ha condannato il peccato nella carne, 4 affinché la giustizia della legge si adempia in noi, che camminiamo non secondo la carne ma secondo lo Spirito. 5 Poiché quelli che sono secondo la carne, hanno la mente rivolta alle cose della carne; ma quelli che sono secondo lo Spirito, hanno la mente rivolta alle cose dello Spirito. 6 Infatti la mente ispirata dalla carne produce morte, mentre la mente ispirata dallo Spirito produce vita e pace. 7 Poiché la mente carnale è inimicizia contro Dio, perché non è sottomessa alla legge di Dio, né può esserlo. 8 Quindi quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio. 9 Ma voi non siete nella carne, ma nello Spirito, se è vero che lo Spirito di Dio abita in voi. Ora, se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non è dei suoi. 10 E se Cristo è in voi, il corpo è morto a causa del peccato; ma lo Spirito è vita a causa della giustizia. 11 E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi. 12 Perciò, fratelli, noi siamo debitori, non verso la carne per vivere secondo la carne. 13 Perché se vivete secondo la carne, voi morrete; ma se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, voi vivrete. 14 Poiché tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, sono figli di Dio. 15 Infatti non avete ricevuto uno spirito di schiavitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà, Padre». 16 Lo Spirito stesso attesta insieme al nostro spirito che siamo figli di Dio; 17 E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con lui per essere anche con lui glorificati. 18 Infatti ritengo che le sofferenze del momento presente non siano paragonabili alla gloria futura che dovrà essere manifestata in noi. 19 Poiché la creazione aspetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio.

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20 Poiché la creazione è stata sottoposta alla vanità, non di sua spontanea volontà, ma a motivo di colui che l'ha sottoposta, nella speranza 21 Poiché la creatura stessa sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella gloriosa libertà dei figli di Dio. 22 Poiché sappiamo che fino ad ora tutta la creazione geme insieme ed è in travaglio. 23 E non soltanto loro, ma anche noi, che abbiamo le primizie dello Spirito, gemiamo dentro di noi, aspettando l'adozione, la redenzione del nostro corpo. 24 Poiché noi siamo salvati nella speranza; or la speranza di ciò che si vede non è speranza; perché ciò che uno vede, come potrebbe ancora sperarlo? 25 Ma se speriamo ciò che non vediamo, lo aspettiamo con pazienza. 26 Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito stesso intercede per noi con sospiri ineffabili. 27 E colui che scruta i cuori sa quale sia il desiderio dello Spirito, perché egli intercede per i santi secondo Dio. 28 Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di coloro che amano Dio, che sono chiamati secondo il suo disegno. 29 Perché quelli che egli ha preconosciuti, li ha anche predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli. 30 E quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati, li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati. 31 Che diremo dunque a queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? 32 Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà anche ogni cosa insieme con lui? 33 Chi accuserà alcunché degli eletti di Dio? Dio è colui che giustifica. 34 Chi è colui che condanna? Cristo è colui che è morto, anzi, che è risuscitato, che è alla destra di Dio, che anche intercede per noi. 35 Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? 36 Come sta scritto: Per amor tuo siamo messi a morte tutto il giorno; siamo stati considerati come pecore da macello. 37 Anzi, in tutte queste cose noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati. 38 Poiché io sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, 39 Né altezza, né profondità, né alcun'altra creatura potrà separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore. CAPITOLO 9 1 Io dico la verità in Cristo, non mento, perché me ne dà testimonianza anche la mia coscienza nello Spirito Santo, 2 Che ho una grande tristezza e un continuo dolore nel mio cuore.


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3 Poiché desidererei essere io stesso anatema, separato da Cristo, per i miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne, 4 Chi sono gli Israeliti, ai quali appartengono l'adozione, la gloria, i patti, la legislazione, il culto e le promesse; 5 dei quali sono i padri, e dai quali, quanto alla carne, è venuto Cristo, che è sopra tutti, Dio benedetto nei secoli. Amen. 6 Non che la parola di Dio non abbia avuto alcun effetto; perché non tutti quelli che sono d'Israele sono Israele: 7 E non perché sono discendenza di Abramo, sono tutti figli; ma: In Isacco ti sarà chiamata una discendenza. 8 Cioè: non i figli della carne sono figli di Dio, ma i figli della promessa sono considerati come progenie. 9 Poiché questa è la parola della promessa: In questo tempo verrò e Sara avrà un figlio. 10 E non solo questo; ma anche Rebecca concepì da uno solo, da nostro padre Isacco; 11 (Infatti, prima che i figli fossero ancora nati e che avessero fatto alcun bene o alcun male, affinché rimanesse fermo il proponimento di Dio secondo l'elezione, non in base alle opere, ma in base a colui che chiama), 12 Le fu detto: «Il maggiore servirà il minore». 13 Come sta scritto: Ho amato Giacobbe e ho odiato Esaù. 14 Che diremo dunque? C'è forse ingiustizia presso Dio? Dio non voglia. 15 Poiché egli dice a Mosè: Io avrò misericordia di chi avrò misericordia, e avrò compassione di chi avrò compassione. 16 Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia. 17 Dice infatti la Scrittura al faraone: Proprio per questo ti ho suscitato: per mostrare in te la mia potenza e perché il mio nome sia proclamato per tutta la terra. 18 Perciò egli usa misericordia con chi vuole, e indurisce chi vuole. 19 Tu mi dirai allora: Perché trova ancora da ridire? Poiché chi ha resistito alla sua volontà? 20 Anzi, o uomo, chi sei tu che replichi a Dio? La cosa formata dirà essa a colui che l'ha formata: Perché mi hai fatto così? 21 Il vasaio non ha forse autorità sull'argilla, per trarre dalla stessa pasta un vaso per uso nobile e un altro per uso ignobile? 22 Che dire dunque se Dio, volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta pazienza dei vasi d'ira preparati per la perdizione? 23 e per far conoscere le ricchezze della sua gloria verso i vasi di misericordia, che aveva già preparati per la gloria, 24 Noi, che egli ha chiamato non solo fra i Giudei, ma anche fra i pagani? 25 Come dice anche in Osea: Chiamerò mio popolo quello che non era mio popolo, e amata quella che non era amata. 26 E avverrà che nel luogo dove fu detto loro: «Voi non siete mio popolo», là saranno chiamati figli del Dio vivente. 27 Anche Isaia esclama riguardo a Israele: Anche se il numero dei figli d'Israele fosse come la sabbia del mare, un residuo sarà salvato. 28 Poiché egli compirà l'opera e la abbrevierà con giustizia, perché il Signore compirà un'opera breve sulla terra. 29 E come Isaia aveva detto prima: Se il Signore degli eserciti non ci avesse lasciato una discendenza, saremmo

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diventati come Sodoma e saremmo stati resi simili a Gomorra. 30 Che diremo dunque? Che i Gentili, che non cercavano la giustizia, hanno conseguito la giustizia, quella che viene dalla fede. 31 Ma Israele, che cercava la legge della giustizia, non è giunto alla legge della giustizia. 32 Perché? Perché non la cercarono per fede, ma come per opere della legge. Infatti inciamparono in quella pietra d'inciampo; 33 Come sta scritto: Ecco, io pongo in Sion una pietra d'inciampo e una roccia di scandalo; e chiunque crede in lui non sarà svergognato. CAPITOLO 10 1 Fratelli, il desiderio del mio cuore e la mia preghiera a Dio per Israele è che siano salvati. 2 Perché rendo loro testimonianza che hanno zelo per Dio, ma non secondo conoscenza. 3 Poiché, ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio. 4 Poiché il termine della legge è Cristo, per la giustificazione di chiunque crede. 5 Mosè infatti descrive la giustizia che viene dalla legge, dicendo: L'uomo che mette in pratica queste cose vivrà per esse. 6 Ma la giustizia che viene dalla fede dice così: Non dire nel tuo cuore: Chi salirà in cielo? (cioè, per far scendere Cristo dall'alto): 7 Oppure: Chi scenderà nell'abisso? (cioè, per far risalire Cristo dai morti). 8 Ma che dice? La parola è vicina a te, nella tua bocca e nel tuo cuore: cioè la parola della fede che noi predichiamo; 9 Perché se confesserai con la tua bocca il Signore Gesù e crederai nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. 10 Infatti col cuore si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa confessione per ottenere la salvezza. 11 Poiché la Scrittura dice: Chiunque crede in lui non sarà deluso. 12 Poiché non c'è distinzione tra Giudeo e Greco, perché lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. 13 Perché chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato. 14 Come dunque invocheranno colui nel quale non hanno creduto? E come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? E come ne sentiranno parlare senza uno che lo annunzi? 15 E come predicheranno, se non sono mandati? Come sta scritto: Quanto sono belli i piedi di coloro che annunziano il vangelo della pace e annunziano buone novelle! 16 Ma non tutti hanno ubbidito al vangelo. Infatti Isaia dice: Signore, chi ha creduto alla nostra predicazione? 17 La fede dunque viene dall'udire, e l'udire viene dalla parola di Dio. 18 Ma io dico: Non hanno udito? Sì, in verità, il loro suono è andato per tutta la terra, e le loro parole fino ai confini del mondo.


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19 Ma io dico: Israele non ha forse saputo? Mosè per primo dice: Io vi provocherò a gelosia con gente che non è popolo, e vi farò adirare con una nazione stolta. 20 Ma Isaia è molto ardito e dice: Sono stato trovato da quelli che non mi cercavano; sono stato manifestato a quelli che non mi chiedevano. 21 Ma a Israele dice: Tutto il giorno ho steso le mani verso un popolo disubbidiente e contraddittorio. CAPITOLO 11 1 Io dico dunque: Ha Dio rigettato il suo popolo? Dio non voglia. Perché anch'io sono un Israelita, della progenie di Abramo, della tribù di Beniamino. 2 Dio non ha rigettato il suo popolo, che egli ha preconosciuto. Non sapete che cosa dice la Scrittura di Elia? Come egli intercede presso Dio contro Israele, dicendo: 3 Signore, hanno ucciso i tuoi profeti, hanno demolito i tuoi altari; io sono rimasto solo e cercano la mia vita. 4 Ma che cosa gli dice la risposta di Dio? Io mi sono riservato settemila uomini, che non hanno piegato il ginocchio all'immagine di Baal. 5 Così dunque anche al presente c'è un residuo secondo l'elezione della grazia. 6 E se è per grazia, allora non è più per opere; altrimenti la grazia non è più grazia. Ma se è per opere, allora non è più grazia; altrimenti l'opera non è più opera. 7 Che dunque? Israele non ha ottenuto ciò che cerca; ma l'elezione l'ha ottenuto, e gli altri sono stati accecati 8 (Come sta scritto: Dio ha dato loro uno spirito di torpore, occhi per non vedere e orecchi per non udire), fino a questo giorno. 9 E Davide dice: La loro mensa diventi per loro un laccio, una trappola, un inciampo e una retribuzione. 10 Siano oscurati i loro occhi perché non vedano, e curva loro la schiena in ogni tempo. 11 Io dico dunque: Hanno forse inciampato per cadere? No di certo; ma piuttosto per la loro caduta la salvezza è giunta ai Gentili, per provocarli a gelosia. 12 Ora, se la loro caduta è la ricchezza del mondo e la loro diminuzione la ricchezza dei Gentili, quanto più lo sarà la loro pienezza? 13 Poiché io parlo a voi, Gentili, in quanto sono apostolo dei Gentili, io glorifico il mio ministero, 14 Nella speranza di provocare in qualche modo quelli della mia carne e di salvarne alcuni. 15 Infatti, se il loro rifiuto è la riconciliazione del mondo, che sarà la loro riammissione, se non una vita dai morti? 16 Perché se la primizia è santa, anche la massa è santa; e se la radice è santa, anche i rami lo sono. 17 E se alcuni rami sono stati troncati, e tu, che sei un olivo selvatico, sei stato innestato al loro posto e sei diventato partecipe della radice e della grassezza dell'olivo, 18 Non vantarti contro i rami; ma se ti vanti, non sei tu che porti la radice, ma è la radice che porta te. 19 Allora dirai: I rami sono stati troncati perché io fossi innestato. 20 Bene; a causa dell'incredulità furono troncati, e tu stai su per fede. Non insuperbire, ma temi; 21 Perché se Dio non ha risparmiato i rami naturali, guarda che non risparmi neppure te.

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22 Considera dunque la bontà e la severità di Dio: severità verso quelli che sono caduti; ma bontà verso di te, se pur perseveri nella sua bontà; altrimenti anche tu sarai reciso. 23 E anche quelli, se non perseverano nell'incredulità, saranno innestati, perché Dio è potente da innestarli di nuovo. 24 Perché se tu sei stato tagliato dall'olivo che per natura è selvatico e sei stato contro natura innestato su un olivo buono, quanto più essi, che sono i rami naturali, saranno innestati sul loro proprio olivo? 25 Poiché, fratelli, non voglio che ignoriate questo mistero, affinché non siate presuntuosi: un indurimento parziale è avvenuto a Israele finché non sia entrata la pienezza dei pagani. 26 E così tutto Israele sarà salvato, come è scritto: «Il liberatore verrà da Sion, e allontanerà l'empietà da Giacobbe, 27 Poiché questo sarà il mio patto con loro, quando toglierò via i loro peccati. 28 Quanto al vangelo, sono nemici per causa vostra; ma quanto all'elezione, sono amati per causa dei padri. 29 Perché i doni e la vocazione di Dio sono senza pentimento. 30 Poiché, come un tempo non avete creduto a Dio, ora avete ottenuto misericordia per la loro disubbidienza, 31 Così anche costoro ora non hanno creduto, affinché, per la tua misericordia, anch'essi ottengano misericordia. 32 Poiché Dio ha rinchiuso tutti nella disubbidienza, per usare misericordia a tutti. 33 O profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto imperscrutabili sono i suoi giudizi e ininvestigabili le sue vie! 34 Infatti, chi ha conosciuto la mente del Signore? O chi è stato suo consigliere? 35 Oppure chi gli ha dato per primo, e gli sarà reso? 36 Poiché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose: al quale sia la gloria nei secoli. Amen. CAPITOLO 12 1 Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro ragionevole culto. 2 E non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual è la volontà di Dio, quella buona, gradita e perfetta volontà. 3 Poiché, per la grazia che mi è stata data, dico a ciascuno fra voi: non abbia di sé un concetto più alto di quanto deve avere, ma abbia di sé un concetto sobrio, secondo la misura di fede che Dio ha distribuito a ciascuno. 4 Poiché, come in un solo corpo abbiamo molte membra e tutte le membra non hanno la stessa funzione, 5 Così noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo, e ciascuno per la sua parte siamo membra gli uni degli altri. 6 Avendo dunque doni differenti secondo la grazia che ci è stata data, se abbiamo dono di profezia, profetizziamo secondo la proporzione della fede; 7 Chi si occupa di ministero, attenda al ministero; chi insegna, all'insegnamento;


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8 Oppure chi esorta, nell'esortazione; chi dà, lo faccia con semplicità; chi presiede, lo faccia con diligenza; chi fa opere di misericordia, lo faccia con gioia. 9 L'amore sia senza dissimulazione. Aborrite ciò che è male; attaccatevi a ciò che è bene. 10 Amatevi a vicenda con affetto fraterno; stimatevi a vicenda nello stimarvi a vicenda; 11 Non siate pigri nello studio, siate ferventi nello spirito, servite il Signore; 12 Siate allegri nella speranza, pazienti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera; 13 Distribuendo per le necessità dei santi; dedito all'ospitalità. 14 Benedite coloro che vi perseguitano; benedite e non maledite. 15 Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che piangono. 16 Abbiate gli stessi sentimenti gli uni verso gli altri. Non aspirate a cose alte, ma condiscendete alle persone umili. Non siate savi da voi stessi. 17 Non rendete a nessuno male per male. Procurate cose oneste al cospetto di tutti gli uomini. 18 Se possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini. 19 Non fate le vostre vendette, carissimi, ma lasciate fare all'ira di Dio, perché sta scritto: A me la vendetta; io darò la retribuzione, dice il Signore. 20 Se dunque il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere; perché, facendo questo, ammasserai carboni ardenti sul suo capo. 21 Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene.

se vi è qualche altro comandamento, si riassume in questa parola: Amerai il tuo prossimo come te stesso. 10 L'amore non fa alcun male al prossimo: l'amore è quindi l'adempimento della legge. 11 E questo, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarci dal sonno, perché la salvezza è più vicina adesso di quando credemmo. 12 La notte è avanzata, il giorno è vicino; gettiamo via perciò le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. 13 Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno; non in gozzoviglie e ubriachezze, non in impurità e dissolutezze, non in contese e invidie. 14 Ma rivestitevi del Signore Gesù Cristo e non abbiate cura della carne per soddisfarne i desideri. CAPITOLO 14 1 Accogliete colui che è debole nella fede, ma non per discutere su questioni difficili. 2 Uno infatti crede di poter mangiare di tutto; l'altro, che è debole, mangia solo legumi. 3 Colui che mangia non disprezzi colui che non mangia; e colui che non mangia non giudichi colui che mangia, perché Dio lo ha accolto. 4 Chi sei tu che giudichi il servo altrui? Sta in piedi o cade, al suo padrone. Sì, sarà sostenuto, perché Dio è potente da farlo stare in piedi. 5 L'uno stima un giorno più di un altro; l'altro stima tutti i giorni uguali. Ciascuno sia pienamente convinto nella sua mente. 6 Chi ha riguardo al giorno, lo ha riguardo al Signore; e chi non ha riguardo al giorno, non lo ha riguardo al Signore. Chi mangia, mangia al Signore, perché rende grazie a Dio; e chi non mangia, non mangia al Signore, e rende grazie a Dio. 7 Poiché nessuno di noi vive per se stesso, e nessuno muore per se stesso. 8 Poiché se viviamo, viviamo per il Signore; e se moriamo, moriamo per il Signore. Sia dunque che viviamo o che moriamo, siamo del Signore. 9 Poiché per questo Cristo morì, risuscitò e tornò in vita: per essere il Signore dei morti e dei viventi. 10 Ma tu, perché giudichi il tuo fratello? O perché disprezzi il tuo fratello? Poiché tutti compariremo davanti al tribunale di Cristo. 11 Poiché sta scritto: «Com'è vero che io vivo», dice il Signore, «ogni ginocchio si piegherà davanti a me e ogni lingua darà gloria a Dio». 12 Quindi ciascuno di noi renderà conto di se stesso a Dio. 13 Perciò non giudichiamoci più gli uni gli altri; ma pensate piuttosto a questo: che nessuno sia causa di inciampo o di caduta al fratello. 14 Io so, e sono persuaso nel Signore Gesù, che nulla è impuro in sé stesso; ma per chi stima qualcosa come impuro, per lui è impuro. 15 Ma se il tuo fratello è rattristato dal tuo cibo, tu non cammini ora con carità. Non distruggere col tuo cibo colui per il quale Cristo è morto. 16 Non permettere dunque che il vostro bene sia biasimato; 17 Poiché il regno di Dio non consiste in cibo o bevanda, ma in giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo.

CAPITOLO 13 1 Ogni anima sia sottomessa alle autorità superiori. Poiché non vi è autorità se non da Dio; le autorità che esistono sono ordinate da Dio. 2 Chi dunque si oppone all'autorità, si oppone all'ordine di Dio; e quelli che si oppongono si attireranno addosso la condanna. 3 Poiché i governanti non sono un terrore per le opere buone, ma per le cattive. Non avrai dunque paura del potere? Fa' ciò che è bene, e ne avrai lode; 4 Poiché egli è ministro di Dio per il tuo bene. Ma se fai il male, temi; perché egli non porta la spada invano; perché egli è ministro di Dio, un vendicatore per eseguire l'ira su chi fa il male. 5 Perciò è necessario stare sottomessi, non solo per timore dell'ira, ma anche per motivo di coscienza. 6 Per questo motivo pagate anche i tributi, perché sono ministri di Dio dediti continuamente a questo stesso compito. 7 Rendete dunque a ciascuno ciò che gli è dovuto: il tributo a chi è dovuto il tributo; la tassa a chi è dovuta la tassa; il timore a chi è dovuto il timore; l'onore a chi è dovuto l'onore. 8 Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di amarvi gli uni gli altri, perché chi ama il suo simile ha adempiuto la legge. 9 Poiché questo: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non dire falsa testimonianza, non desiderare; e

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18 Perché chi serve Cristo in queste cose è gradito a Dio e approvato dagli uomini. 19 Cerchiamo dunque le cose che contribuiscono alla pace e alla mutua edificazione. 20 Poiché il cibo non distrugge l'opera di Dio. Tutte le cose sono pure, certo; ma è male per quell'uomo che mangia con scandalo. 21 È bene non mangiare carne, né bere vino, né fare alcuna cosa per cui il tuo fratello possa inciampare, scandalizzarsi o indebolirsi. 22 Hai tu fede? Abbila per te stesso davanti a Dio. Beato colui che non condanna se stesso in quella cosa che tollera. 23 E chi dubita, se mangia, è condannato, perché non mangia con fede; perché tutto ciò che non viene dalla fede è peccato.

18 Poiché non oserei dire cosa alcuna che Cristo non abbia operata per mezzo mio, per condurre i pagani all'ubbidienza, con parole e opere, 19 Con potenti segni e prodigi, con la potenza dello Spirito di Dio, così che da Gerusalemme e dintorni fino all'Illiria, ho portato a termine la predicazione del vangelo di Cristo. 20 Sì, mi sono cercato di annunziare il vangelo dove non era ancora giunto il nome di Cristo, per non costruire sul fondamento altrui; 21 Ma come sta scritto: «Coloro ai quali non era stato annunziato, lo vedranno; e coloro che non ne avevano udito parlare, comprenderanno». 22 Per questa stessa ragione sono stato molto impedito dal venire da voi. 23 Ma ora, non avendo più posto in queste contrade, e avendo da molti anni un gran desiderio di venire da voi, 24 Quando andrò in Spagna, verrò da voi: perché spero di vedervi durante il mio viaggio e di essere da voi condotto fin là, se prima sarò un po' sazio della vostra compagnia. 25 Ma ora vado a Gerusalemme per ministrare ai santi. 26 Poiché è piaciuto a quelli della Macedonia e dell'Acaia di fare una contribuzione per i poveri santi che sono a Gerusalemme. 27 In verità è piaciuto loro; e sono loro debitori. Perché se i Gentili sono stati resi partecipi delle loro cose spirituali, il loro dovere è anche di ministrare loro nelle cose carnali. 28 Quando dunque avrò compiuto questo e avrò consegnato loro questo frutto, verrò in Spagna, passando da voi. 29 E sono certo che, quando verrò da voi, verrò nella pienezza della benedizione del vangelo di Cristo. 30 Ora vi prego, fratelli, per amore del Signore Gesù Cristo e per amore dello Spirito, che combattiate con me nelle vostre preghiere a Dio per me; 31 Affinché io sia liberato da quelli che non credono nella Giudea, e il mio servizio che svolgo per Gerusalemme sia accettevole ai santi; 32 Affinché io possa venire da voi con gioia, se Dio vuole, e possa essere con voi rigenerato. 33 Ora il Dio della pace sia con tutti voi. Amen.

CAPITOLO 15 1 Noi dunque che siamo forti dobbiamo sopportare le infermità dei deboli, senza compiacere noi stessi. 2 Ciascuno di noi cerchi di compiacere il prossimo nel bene, per edificarlo. 3 Poiché anche Cristo non cercò di piacere a se stesso, ma, come sta scritto: «Gli oltraggi di coloro che ti oltraggiavano sono caduti su di me». 4 Poiché tutto ciò che fu scritto prima, fu scritto per nostra istruzione, affinché mediante la pazienza e la consolazione che ci vengono dalle Scritture, conserviamo la speranza. 5 Ora il Dio della pazienza e della consolazione vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti, secondo Cristo Gesù, 6 affinché con un solo animo e una sola bocca glorifichiate Dio, il Padre del nostro Signore Gesù Cristo. 7 Perciò accoglietevi gli uni gli altri, come anche Cristo accolse noi, per la gloria di Dio. 8 Ora io dico che Gesù Cristo è stato ministro della circoncisione a favore della verità di Dio, per confermare le promesse fatte ai padri; 9 E affinché i pagani glorifichino Dio per la sua misericordia, come sta scritto: Per questo ti celebrerò tra i pagani e canterò inni al tuo nome. 10 E ancora dice: Rallegratevi, o Gentili, insieme al suo popolo. 11 E ancora: Lodate il Signore, voi tutti, Gentili; e voi tutti, popoli, esaltatelo. 12 E ancora Isaia dice: Sorgerà la radice di Iesse, e colui che sorgerà per regnare sulle genti; in lui spereranno le genti. 13 Ora il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e pace nel credere, affinché abbondiate nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo. 14 E io stesso sono persuaso di voi, fratelli miei, che anche voi siete pieni di bontà, ricolmi di ogni conoscenza, capaci anche di ammonirvi a vicenda. 15 Tuttavia, fratelli, vi ho scritto in qualche modo con maggiore audacia, come per ricordarvi qualcosa, a causa della grazia che mi è stata data da Dio, 16 che io fossi ministro di Gesù Cristo tra i pagani, ministrando il vangelo di Dio, perché i pagani diventassero un'offerta gradita, santificata dallo Spirito Santo. 17 Io ho dunque di che gloriarmi in Gesù Cristo, nelle cose che riguardano Dio.

CAPITOLO 16 1 Vi raccomando Febe, nostra sorella, che è diaconessa della chiesa di Cencrea. 2 affinché l'accogliate nel Signore, come si addice ai santi, e l'assistiate in qualunque cosa abbia bisogno di voi, perché ella ha prestato soccorso a molti e anche a me stesso. 3 Salutate Priscilla e Aquila, miei collaboratori in Cristo Gesù. 4 che per salvare la mia vita hanno messo a repentaglio la loro stessa vita; ai quali non io soltanto rendo grazie, ma anche tutte le chiese dei Gentili. 5 Salutate anche la chiesa che è in casa loro. Salutate il mio caro Epeneto, che è la primizia dell'Acaia per Cristo. 6 Salutate Maria, che si è affaticata molto per noi. 7 Salutate Andronico e Giunia, miei parenti e compagni di prigionia, i quali sono segnalati tra gli apostoli e che erano in Cristo prima di me. 8 Salutate Ampliato, mio diletto nel Signore. 9 Salutate Urbano, nostro collaboratore in Cristo, e il mio caro Stachi.

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10 Salutate Apelle, approvato in Cristo. Salutate quelli della casa di Aristobulo. 11 Salutate Erodione, mio parente. Salutate quelli della casa di Narciso, che sono nel Signore. 12 Salutate Trifena e Trifosa, che si affaticano nel Signore. Salutate la cara Perside, che ha molto faticato nel Signore. 13 Salutate Rufo, eletto nel Signore, e sua madre, che è anche la mia. 14 Salutate Asincrito, Flegonte, Erma, Patroba, Ermete e i fratelli che sono con loro. 15 Salutate Filologo, Giulia, Nereo e sua sorella, Olimpa e tutti i santi che sono con loro. 16 Salutatevi gli uni gli altri con un bacio santo. Le chiese di Cristo vi salutano. 17 Ora, fratelli, vi prego di stare attenti a coloro che provocano divisioni e scandali contro la dottrina che avete imparato, e di tenerli lontani da voi. 18 Poiché costoro non servono il nostro Signore Gesù Cristo, ma il proprio ventre, e con buone parole e modi di dire ingannano i cuori dei semplici. 19 Poiché la vostra ubbidienza è giunta a conoscenza di tutti gli uomini. Perciò mi rallegro per voi; ma vorrei che foste saggi nel bene e semplici riguardo al male. 20 E il Dio della pace schiaccerà presto Satana sotto i vostri piedi. La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con voi. Amen. 21 Timoteo, mio compagno di lavoro, e Lucio, Giasone e Sosipatro, miei parenti, vi salutano. 22 Io, Terzo, che ho scritto questa lettera, vi saluto nel Signore. 23 Gaio, il mio ospite, e tutta la chiesa, vi saluta. Erasto, il ciambellano della città, vi saluta, e Quarto, il fratello. 24 La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con tutti voi. Amen. 25 Ora a colui che è potente da confermarvi secondo il mio vangelo e la predicazione di Gesù Cristo, secondo la rivelazione del mistero che è stato tenuto segreto fin dall'inizio del mondo, 26 Ma ora è stato manifestato e, per mezzo delle Scritture dei profeti, secondo il comandamento dell'eterno Dio, è stato reso noto a tutte le genti affinché ubbidiscano alla fede: 27 A Dio solo sapiente, per mezzo di Gesù Cristo, sia la gloria nei secoli dei secoli. Amen. (Scritto ai Romani da Corinto, e inviato da Febe, serva della chiesa di Cencrea.)

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25 Perché la stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e la debolezza di Dio è più forte degli uomini. 26 Poiché, fratelli, guardate la vostra vocazione: non ci sono tra voi molti sapienti secondo la carne, né molti potenti, né molti nobili; 27 Ma Dio ha scelto le cose stolte del mondo per svergognare i sapienti; e Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; 28 E Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose disprezzate, anzi le cose che non sono, per ridurre al nulla le cose che sono. 29 Affinché nessuna carne si glori alla sua presenza. 30 Ma grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale da Dio è stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione. 31 affinché, come sta scritto: Chi si gloria, si glori nel Signore.

CAPITOLO 1 1 Paolo, chiamato ad essere apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio, e il fratello Sostene, 2 Alla chiesa di Dio che è in Corinto, ai santificati in Cristo Gesù, chiamati ad essere santi, con tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome di Gesù Cristo, Signore nostro, Signore loro e nostro: 3 Grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo. 4 Ringrazio sempre il mio Dio per voi, per la grazia di Dio che vi è stata data per mezzo di Gesù Cristo; 5 affinché in ogni cosa siate arricchiti da lui, in ogni dono della parola e in ogni conoscenza; 6 Come la testimonianza di Cristo è stata confermata tra voi: 7 Così che non vi manca alcun dono, mentre aspettate la venuta del nostro Signore Gesù Cristo. 8 il quale vi confermerà sino alla fine, affinché siate irreprensibili nel giorno del nostro Signore Gesù Cristo. 9 Fedele è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione del Figlio suo Gesù Cristo, nostro Signore. 10 Ora vi esorto, fratelli, per il nome del nostro Signore Gesù Cristo, ad avere tutti un medesimo parlare, e a non avere divisioni tra voi, ma ad essere perfettamente uniti nello stesso modo di pensare e di sentire. 11 Poiché mi è stato riferito a vostro riguardo, fratelli miei, da quelli della casa di Cloe, che vi sono contese tra voi. 12 Questo dunque dico: ciascuno di voi dice: Io sono di Paolo, io di Apollo, io di Cefa, e io di Cristo. 13 Cristo è forse diviso? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete stati battezzati nel nome di Paolo? 14 Ringrazio Dio di non aver battezzato nessuno di voi, se non Crispo e Gaio; 15 Perché nessuno possa dire che vi ho battezzati nel mio nome. 16 E ho battezzato anche la famiglia di Stefana; del resto non so se ho battezzato qualcun altro. 17 Poiché Cristo non mi ha mandato a battezzare, ma a predicare il vangelo; non con sapienza di parola, affinché la croce di Cristo non sia resa vana. 18 Infatti la predicazione della croce è stoltezza per quelli che periscono, ma per noi che siamo salvati è potenza di Dio. 19 Poiché sta scritto: «Distruggerò la sapienza dei sapienti e annienterò l'intelligenza degli intelligenti». 20 Dov'è il sapiente? Dov'è lo scriba? Dov'è il disputatore di questo mondo? Non ha Dio reso stolta la sapienza di questo mondo? 21 Poiché, nella sapienza di Dio, il mondo non ha conosciuto Dio mediante la sua sapienza, è piaciuto a Dio di salvare i credenti mediante la stoltezza della predicazione. 22 Poiché i Giudei chiedono un segno e i Greci cercano la sapienza. 23 Ma noi predichiamo Cristo crocifisso, che è scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani; 24 ma per quelli che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio.

CAPITOLO 2 1 Io, fratelli, quando venni tra voi, non venni ad annunziarvi la testimonianza di Dio con eccellenza di parola o di sapienza. 2 Poiché io mi proposi di non sapere altro fra voi, se non Gesù Cristo e lui crocifisso. 3 Ed ero presso di voi con debolezza, timore e molto tremore. 4 E la mia parola e la mia predicazione non consistettero in discorsi persuasivi di sapienza umana, ma in dimostrazione di Spirito e di potenza, 5 Affinché la vostra fede non sia fondata sulla sapienza degli uomini, ma sulla potenza di Dio. 6 Tuttavia tra quelli che sono perfetti parliamo di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono annientati; 7 Ma parliamo della sapienza di Dio misteriosa e nascosta, che Dio ha preordinato prima dei secoli per la nostra gloria. 8 Che nessuno dei principi di questo mondo ha conosciuto; perché, se l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. 9 Ma come sta scritto: «Le cose che occhio non vide, e che orecchio non udì, e che non salirono nel cuore dell'uomo, sono quelle che Dio ha preparato per coloro che lo amano». 10 Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito, perché lo Spirito scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio. 11 Infatti, chi tra gli uomini conosce le cose dell'uomo se non lo spirito dell'uomo che è in lui? Così anche le cose di Dio nessuno le conosce se non lo Spirito di Dio. 12 Ora noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito che viene da Dio, affinché conosciamo le cose che Dio ci ha donato. 13 Di queste cose parliamo, non con parole insegnate dalla sapienza umana, ma insegnate dallo Spirito Santo, adattando parole spirituali a cose spirituali. 14 Ma l'uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché sono follia per lui, e non le può conoscere, perché devono essere giudicate spiritualmente. 15 Ma colui che è spirituale giudica ogni cosa, e non è giudicato da nessuno. 16 Poiché chi ha conosciuto la mente del Signore, per poterlo istruire? Ma noi abbiamo la mente di Cristo.

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CAPITOLO 3

CAPITOLO 4

1 Io, fratelli, non ho potuto parlarvi come a uomini spirituali, ma come a uomini carnali, come a bambini in Cristo. 2 Vi ho dato da mangiare il latte e non il cibo solido, perché finora non eravate capaci di sopportarlo, e non lo siete neppure ora. 3 Poiché siete ancora carnali; poiché c'è tra voi invidia, contesa e divisioni, non siete forse carnali e non vi comportate secondo l'uomo? 4 Poiché mentre uno dice: «Io sono di Paolo»; e un altro: «Io sono di Apollo», non siete voi carnali? 5 Chi è dunque Paolo e chi è Apollo, se non ministri per mezzo dei quali avete creduto, secondo quanto il Signore ha concesso a ciascuno? 6 Io ho piantato, Apollo ha annaffiato, ma è Dio che ha fatto crescere. 7 Perciò né chi pianta né chi annaffia è qualche cosa, ma Dio che fa crescere. 8 Ora, colui che pianta e colui che annaffia sono una stessa cosa, ma ciascuno riceverà la propria ricompensa secondo la propria fatica. 9 Poiché noi siamo collaboratori di Dio, voi siete l'agricoltura di Dio, l'edificio di Dio. 10 Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un saggio architetto, ho posto il fondamento, e un altro vi costruisce sopra. Ma ciascuno badi come vi costruisce sopra. 11 Poiché nessuno può porre altro fondamento oltre a quello già posto, che è Gesù Cristo. 12 Ora, se uno costruisce su questo fondamento con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, stoppia, 13 L'opera di ciascuno sarà manifestata, perché la manifesterà quel giorno; poiché sarà manifestata mediante il fuoco, e il fuoco proverà quale sia l'opera di ciascuno. 14 Se l'opera che uno ha costruito sul fondamento resiste, egli ne riceverà una ricompensa. 15 Se l'opera di qualcuno finisce bruciata, egli ne subirà la perdita; nondimeno egli sarà salvato; però come attraverso il fuoco. 16 Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? 17 Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui, perché il tempio di Dio è santo, e questo tempio siete voi. 18 Nessuno inganni se stesso. Se qualcuno tra voi si crede sapiente in questo mondo, diventi stolto per diventare sapiente. 19 Poiché la sapienza di questo mondo è stoltezza presso Dio; poiché sta scritto: Egli prende i sapienti nella loro astuzia. 20 E ancora: Il Signore conosce i pensieri dei sapienti, e sa che sono vani. 21 Perciò nessuno si glori negli uomini, perché tutte le cose sono vostre; 22 Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, il presente, il futuro: tutto è vostro; 23 E voi siete di Cristo, e Cristo è di Dio.

1 Così ci consideri ciascuno come ministri di Cristo e amministratori dei misteri di Dio. 2 Del resto, ciò che si richiede dagli amministratori è che ciascuno sia trovato fedele. 3 Ma a me importa ben poco di essere giudicato da voi o da un giudizio umano; anzi, io non giudico me stesso. 4 Poiché io non sono consapevole di nulla; e tuttavia non sono giustificato per questo; ma chi mi giudica è il Signore. 5 Perciò non giudicate nulla prima del tempo, finché venga il Signore, il quale metterà in luce le cose nascoste delle tenebre e manifesterà i consigli dei cuori; allora ciascuno avrà lode da Dio. 6 E queste cose, fratelli, le ho applicate a me stesso e ad Apollo per amor vostro, affinché impariate da noi a non pensare degli uomini al di sopra di quanto è scritto, e affinché nessuno di voi si gonfi a favore di uno contro un altro. 7 Chi infatti ti distingue dagli altri? E che cosa possiedi che tu non abbia ricevuto? E se l'hai ricevuto, perché ti glori come se non l'avessi ricevuto? 8 Ora siete sazi, ora siete ricchi, avete regnato come re senza di noi; e vorrei che voi regnaste, affinché anche noi regnassimo con voi. 9 Poiché ritengo che Dio abbia messo noi, gli apostoli, all'ultimo posto, come condannati a morte, poiché siamo diventati spettacolo al mondo, agli angeli e agli uomini. 10 Noi siamo stolti a causa di Cristo, ma voi siete sapienti in Cristo; noi siamo deboli, ma voi siete forti; voi siete onorati, ma noi siamo disprezzati. 11 Fino a questo momento soffriamo fame, sete, siamo nudi, siamo schiaffeggiati e non abbiamo una dimora fissa; 12 E ci affaticamo lavorando con le nostre mani; oltraggiati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo; 13 Diffamati, preghiamo; siamo diventati come la spazzatura del mondo e siamo fino a questo giorno il rifiuto di tutti. 14 Non vi scrivo queste cose per farvi vergognare, ma vi ammonisco come figli miei carissimi. 15 Infatti, anche se aveste diecimila pedagoghi in Cristo, non avreste però molti padri, perché sono io che vi ho generati in Cristo Gesù, mediante il Vangelo. 16 Perciò vi prego: siate miei imitatori. 17 Per questo motivo vi ho mandato Timoteo, che è mio figlio diletto e fedele nel Signore, il quale vi ricorderà le mie vie in Cristo, come insegno dappertutto in ogni chiesa. 18 Ora alcuni si sono gonfiati d'orgoglio, come se io non dovessi venire da voi. 19 Ma verrò presto da voi, se il Signore vorrà, e conoscerò non il parlare di quelli che sono gonfi, ma la potenza. 20 Poiché il regno di Dio non consiste in parole, ma in potenza. 21 Che volete? Devo venire da voi con la verga, o con amore e con spirito di mansuetudine? CAPITOLO 5 1 Si sente spesso dire che tra voi c'è fornicazione, e una fornicazione tale che non si riscontra neppure tra i pagani, al punto che uno convive con la moglie del proprio padre.

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2 E voi vi siete gonfiati e non avete fatto piuttosto cordoglio, affinché colui che ha commesso una tale azione fosse tolto di mezzo a voi. 3 Poiché io, assente nel corpo ma presente nello spirito, ho già giudicato, come se fossi presente, colui che ha commesso un'azione simile, 4 Nel nome del nostro Signore Gesù Cristo, quando siete riuniti insieme, e il mio spirito, con la potenza del nostro Signore Gesù Cristo, 5 per consegnare quel tale in balìa di Satana, per la distruzione della carne, affinché lo spirito sia salvato nel giorno del Signore Gesù. 6 Il vostro vanto non è buono. Non sapete che un po' di lievito fa lievitare tutta la pasta? 7 Purificatevi dunque dal vecchio lievito, affinché siate una nuova pasta, poiché siete senza lievito. Poiché anche Cristo, la nostra pasqua, è stato immolato per noi. 8 Celebriamo dunque la festa, non con vecchio lievito, né con lievito di malizia e di malvagità, ma con azzimi di sincerità e di verità. 9 Vi ho scritto nella mia epistola di non mischiarvi con i fornicatori; 10 Ma non del tutto con i fornicatori di questo mondo, o con gli avari, o con i ladri, o con gli idolatri; perché altrimenti dovreste uscire dal mondo. 11 Ma ora vi ho scritto di non mischiarvi con chi, chiamandosi fratello, è un fornicatore, un avaro, un idolatra, un maldicente, un ubriacone, un ladro; con un tale non dovete nemmeno mangiare. 12 Infatti, che ho io da fare per giudicare quelli di fuori? Non giudicate voi quelli di dentro? 13 Ma quelli di fuori Dio li giudica. Perciò togliete di mezzo a voi stessi il malvagio. CAPITOLO 6 1 C'è forse tra voi qualcuno che, avendo una questione con un altro, osa farsi processare davanti agli ingiusti anziché davanti ai santi? 2 Non sapete che i santi giudicheranno il mondo? E se il mondo sarà giudicato da voi, siete voi indegni di giudicare cose di minima importanza? 3 Non sapete che giudicheremo gli angeli? Quanto più le cose di questa vita! 4 Se dunque avete da giudicare cose di questa vita, costituite giudici coloro che sono i meno stimati nella chiesa. 5 Io parlo per farvi vergognare. È forse così, che non c'è un uomo saggio tra voi? No, nessuno che possa giudicare tra i suoi fratelli? 6 Ma il fratello viene processato dal fratello, e ciò davanti ai non credenti. 7 Ora dunque c'è del tutto una colpa tra voi, perché andate in giudizio gli uni con gli altri. Perché non subite piuttosto un torto? Perché non vi lasciate piuttosto defraudare? 8 Anzi, voi fate torto e frodate, e questo ai vostri fratelli. 9 Non sapete voi che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non siate ingannati: né i fornicatori, né gli idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né gli omosessuali, 10 Né i ladri, né gli avari, né gli ubriaconi, né gli oltraggiatori, né i rapinatori erediteranno il regno di Dio.

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11 E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, ma siete stati santificati, ma siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù e mediante lo Spirito del nostro Dio. 12 Ogni cosa mi è lecita, ma non ogni cosa è utile; ogni cosa mi è lecita, ma non mi lascerò dominare da nulla. 13 Le vivande sono per il ventre, e il ventre per le vivande; ma Dio distruggerà sia questo che quelle. Ora il corpo non è per la fornicazione, ma per il Signore; e il Signore è per il corpo. 14 E Dio ha risuscitato il Signore, e risusciterà anche noi con la sua potenza. 15 Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo e ne farò membra di una meretrice? Dio non voglia. 16 Che cosa? Non sapete che chi si unisce alla meretrice forma con essa un corpo solo? Poiché, egli dice, i due saranno una sola carne. 17 Ma chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. 18 Fuggite la fornicazione. Ogni peccato che l'uomo commette è fuori del corpo; ma chi commette fornicazione pecca contro il proprio corpo. 19 Che cosa? Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? 20 Poiché siete stati comprati a caro prezzo; glorificate dunque Dio nel vostro corpo e nel vostro spirito, che appartengono a Dio. CAPITOLO 7 1 Ora, quanto alle cose di cui mi avete scritto: è bene per l'uomo non toccare donna. 2 Tuttavia, per evitare la fornicazione, ogni uomo abbia la propria moglie e ogni donna il proprio marito. 3 Il marito renda alla moglie la dovuta benevolenza; ugualmente anche la moglie verso il marito. 4 La moglie non ha potere sul proprio corpo, ma il marito; e similmente anche il marito non ha potere sul proprio corpo, ma la moglie. 5 Non privatevi l'uno dell'altro, se non di comune accordo e per un tempo, per dedicarvi alla preghiera; e poi ritornate insieme, affinché Satana non vi tenti a causa della vostra incontinenza. 6 Ma questo lo dico per concessione e non per comando. 7 Poiché io vorrei che tutti gli uomini fossero come me; ma ciascuno ha il suo proprio dono da Dio, uno in un modo, uno in un altro. 8 Ai non sposati e alle vedove dico: è bene per loro che rimangano come me. 9 Ma se non riescono a contenersi, si sposino, perché è meglio sposarsi che ardere. 10 E agli sposati ordino, non io, ma il Signore: che la moglie non si separi dal marito, 11 Ma se si separa, rimanga senza sposarsi o si riconcili con il marito; e il marito non ripudi la moglie. 12 Ma agli altri dico io, non il Signore: se un fratello ha una moglie non credente e questa acconsente a dimorare con lui, non la ripudi. 13 E la donna che ha un marito non credente, e questi acconsente ad abitare con lei, non lo lasci. 14 Poiché il marito non credente è santificato dalla moglie credente, e la moglie non credente è santificata dal marito


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credente; altrimenti i vostri figli sarebbero impuri; mentre ora sono santi. 15 Ma se il non credente si separa, si separi pure. Un fratello o una sorella non sono sotto schiavitù in tali casi; ma Dio ci ha chiamati alla pace. 16 Infatti, che sai tu, o moglie, se salverai il marito? O che sai tu, o uomo, se salverai la moglie? 17 Ma come Dio ha distribuito a ciascuno, come il Signore ha chiamato ciascuno, così cammini. E così ordino in tutte le chiese. 18 Qualcuno è stato chiamato essendo circonciso? Non si faccia incirconciso. Qualcuno è stato chiamato mentre era incirconciso? Non si faccia circoncidere. 19 La circoncisione non conta nulla, e l'incirconcisione non conta nulla; ma l'osservanza dei comandamenti di Dio. 20 Ciascuno rimanga nella condizione in cui era quando fu chiamato. 21 Sei stato chiamato essendo schiavo? Non preoccuparti; ma se puoi diventare libero, usa piuttosto questa libertà. 22 Perché colui che è stato chiamato nel Signore, essendo schiavo, è un liberato del Signore; similmente anche colui che è stato chiamato, essendo libero, è schiavo di Cristo. 23 Siete stati comprati a caro prezzo; non diventate schiavi degli uomini. 24 Fratelli, ciascuno rimanga davanti a Dio nella condizione in cui è stato chiamato. 25 Quanto alle vergini, non ho alcun comandamento dal Signore; tuttavia do il mio parere, come uno che ha ottenuto misericordia dal Signore per essere fedele. 26 Ritengo dunque che, a causa della presente difficoltà, sia bene per l'uomo restare così. 27 Sei legato a una moglie? Non cercare di essere sciolto. Sei sciolto da una moglie? Non cercare una moglie. 28 Ma se ti sposi, non hai peccato; e se una vergine si sposa, non ha peccato. Tuttavia tali persone avranno tribolazione nella carne; ma io vi risparmio. 29 Ma questo io dico, fratelli: il tempo è ormai abbreviato; ora, anche quelli che hanno moglie, siano come se non l'avessero; 30 Quelli che piangono, come se non piangessero; quelli che si rallegrano, come se non si rallegrassero; quelli che comprano, come se non possedessero; 31 e quelli che usano di questo mondo, come se non ne abusassero, perché la scena di questo mondo passa. 32 Ma io vorrei che foste senza sollecitudine. Chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; 33 Ma chi è sposato si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie. 34 C'è anche differenza tra una moglie e una vergine. La donna non sposata si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa sia nel corpo che nello spirito; ma quella maritata si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito. 35 Questo lo dico per il vostro bene, non per gettarvi un laccio, ma per indirizzarvi a ciò che è decoroso e perché possiate dedicarvi al Signore senza distrazione. 36 Ma se qualcuno pensa di comportarsi in modo sconveniente verso la sua vergine, se ella ha passato il fiore dell'età, e così richiede, faccia ciò che vuole: non pecca. Si sposino.

37 Tuttavia chi sta fermo nel suo cuore, non avendo alcuna necessità, ma è arbitro della propria volontà, e ha determinato in cuor suo di conservare la sua vergine, fa bene. 38 Perciò chi la dà in sposa fa bene; ma chi non la dà in sposa fa meglio. 39 La moglie è vincolata dalla legge finché vive il marito; ma se il marito muore, ella è libera di sposare chi vuole, purché ciò avvenga nel Signore. 40 Ma, secondo il mio giudizio, è più felice se rimane così; e penso anche di avere lo Spirito di Dio. CAPITOLO 8 1 Ora, quanto alle cose sacrificate agli idoli, sappiamo che tutti abbiamo conoscenza. La conoscenza gonfia, ma la carità edifica. 2 Se qualcuno pensa di sapere qualcosa, non ha ancora imparato nulla di come si deve sapere. 3 Ma se uno ama Dio, egli è conosciuto da lui. 4 Quanto dunque al mangiare le carni sacrificate agli idoli, sappiamo che un idolo non è nulla al mondo e che non c'è nessun altro Dio, se non uno solo. 5 Poiché, sebbene vi siano cosiddetti dèi, sia nel cielo che sulla terra (e ci sono molti dèi e molti signori), 6 Ma per noi c'è un solo Dio, il Padre, dal quale sono tutte le cose e noi siamo in lui; e un solo Signore Gesù Cristo, per mezzo del quale sono tutte le cose e noi siamo in lui. 7 Ma non in tutti è la conoscenza; perché alcuni, avendo fino a questo momento una coscienza dell'idolo, mangiano quella cosa come se fosse sacrificata a un idolo; e la loro coscienza, essendo debole, ne è contaminata. 8 Ma non è un cibo che ci fa graditi a Dio; perché se ne mangiamo, non abbiamo né più né meno di noi, se non ne mangiamo. 9 Ma badate che questa vostra libertà non diventi un inciampo per i deboli. 10 Perché se uno vede te, che hai conoscenza, seduto a tavola in un tempio dedicato agli idoli, la sua coscienza, che è debole, non sarà forse incoraggiata a mangiare le carni sacrificate agli idoli? 11 E per la tua conoscenza perirà il debole, il fratello per il quale Cristo è morto? 12 Ma quando peccate così contro i fratelli e ferite la loro debole coscienza, voi peccate contro Cristo. 13 Perciò, se un cibo scandalizza mio fratello, non mangerò mai più carne, per non dare scandalo a mio fratello. CAPITOLO 9 1 Non sono forse un apostolo? Non sono forse libero? Non ho veduto Gesù Cristo, il nostro Signore? Non siete voi la mia opera nel Signore? 2 Se non sono apostolo per altri, lo sono almeno per voi, perché il sigillo del mio apostolato siete voi nel Signore. 3 La mia risposta a coloro che mi esaminano è questa: 4 Non abbiamo forse il potere di mangiare e di bere? 5 Non abbiamo forse il potere di condurre con noi una sorella, una moglie, come fanno anche gli altri apostoli e i fratelli del Signore e Cefa?

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6 Oppure soltanto io e Barnaba non abbiamo il diritto di non lavorare? 7 Chi mai fa la guerra a proprie spese? Chi pianta una vigna e non ne mangia il frutto? O chi pasce un gregge e non mangia il latte del gregge? 8 Dico queste cose come un uomo? O non dice anche la legge lo stesso? 9 Poiché è scritto nella legge di Mosè: Non metterai la museruola alla bocca del bue che trebbia il grano. Forse Dio si prende cura dei buoi? 10 Oppure lo dice del tutto per amor nostro? Per amor nostro, senza dubbio, questo è scritto: che colui che ara ari nella speranza; e che colui che trebbia nella speranza sia partecipe della sua speranza. 11 Se abbiamo seminato per voi i beni spirituali, è forse gran cosa se mieteremo i beni materiali? 12 Se altri hanno questa potestà su di voi, non l'avremmo noi molto di più? Tuttavia noi non abbiamo fatto uso di questa potestà; ma sopportiamo ogni cosa, per non ostacolare il vangelo di Cristo. 13 Non sapete che coloro che celebrano il culto vivono di ciò che è offerto nel tempio? E coloro che attendono all'altare hanno parte all'altare? 14 Così anche il Signore ha ordinato che coloro che annunziano il Vangelo vivano del Vangelo. 15 Ma io non ho fatto uso di nessuna di queste cose, né ho scritto queste cose perché mi si faccia così; perché sarebbe meglio per me morire, piuttosto che qualcuno renda vano il mio vanto. 16 Infatti, se predicassi il vangelo, non avrei nulla di cui gloriarmi, perché una necessità mi è imposta: guai a me se non predicassi il vangelo! 17 Perché se lo faccio volontariamente, ho una ricompensa; ma se lo faccio contro la mia volontà, mi è stata affidata una dispensazione del vangelo. 18 Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di predicare il vangelo gratuitamente, senza abusare del mio potere nel vangelo. 19 Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti, per guadagnarne il maggior numero. 20 E con i Giudei mi sono fatto come Giudeo, per guadagnare i Giudei; con quelli che sono sotto la legge, mi sono fatto come uno che è sotto la legge, per guadagnare quelli che sono sotto la legge; 21 Con quelli che sono senza legge, mi sono fatto come se fossi senza legge (non essendo senza la legge di Dio, ma sotto la legge di Cristo), per guadagnare quelli che sono senza legge. 22 Mi sono fatto debole con i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto a tutti, per salvarne ad ogni costo alcuni. 23 E questo lo faccio per amore del vangelo, per esserne partecipe insieme a voi. 24 Non sapete voi che coloro che corrono nello stadio, corrono tutti, ma uno solo riceve il premio? Correte in modo da riportarlo. 25 E chiunque si sforza per la padronanza è temperante in ogni cosa. Ora, essi lo fanno per ottenere una corona corruttibile; ma noi una incorruttibile. 26 Io dunque corro, ma non in modo incerto; io combatto, ma non come chi batte l'aria;

27 Anzi, tratto duramente il mio corpo e lo riduco in schiavitù, perché non succeda che, dopo aver predicato agli altri, io stesso sia riprovato. CAPITOLO 10 1 Ora, fratelli, non voglio che ignoriate che i nostri padri furono tutti sotto la nuvola, tutti attraversarono il mare, 2 E tutti furono battezzati in base al battesimo di Mosè nella nuvola e nel mare; 3 E tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale; 4 E tutti bevvero la stessa bevanda spirituale, perché bevevano dalla Roccia spirituale che li seguiva: e quella Roccia era Cristo. 5 Ma della maggior parte di loro Dio non si compiacque, perché furono abbattuti nel deserto. 6 Or queste cose avvennero come esempi per noi, affinché non desiderassimo cose cattive, come loro le desiderarono. 7 E non diventate idolatri come alcuni di loro, come sta scritto: «Il popolo si sedette per mangiare e per bere, poi si alzò per divertirsi». 8 E non fornichiamo, come alcuni di loro fornicarono, e ne caddero in un giorno ventitremila. 9 E non tentiamo Cristo, come alcuni di loro lo tentarono, e perirono per colpa dei serpenti. 10 E non mormorate, come alcuni di loro mormorarono, e perirono per mano dello sterminatore. 11 Or tutte queste cose avvennero loro come esempio, e sono scritte per ammonimento nostro, che ci troviamo nella fase conclusiva dei tempi. 12 Perciò chi pensa di stare in piedi, guardi di non cadere. 13 Nessuna tentazione vi ha finora colti, che non sia stata umana; però Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscita, affinché la possiate sopportare. 14 Perciò, miei cari, fuggite l'idolatria. 15 Io parlo come a persone intelligenti; giudicate voi ciò che dico. 16 Il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? Il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? 17 Poiché c'è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo, perché partecipiamo tutti dell'unico pane. 18 Guardate Israele secondo la carne: quelli che mangiano i sacrifici non sono forse partecipi dell'altare? 19 Che dico dunque? Che l'idolo sia qualche cosa? O che ciò che è sacrificato agli idoli sia qualche cosa? 20 Ma io dico che le cose che i pagani sacrificano, le sacrificano ai demòni e non a Dio; ora, io non voglio che abbiate comunione con i demòni. 21 Voi non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni; non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demòni. 22 Vogliamo provocare la gelosia del Signore? Siamo forse più forti di lui? 23 Tutto mi è lecito, ma non tutto è utile; tutto mi è lecito, ma non tutto edifica. 24 Nessuno cerchi il proprio interesse, ma ciascuno cerchi quello degli altri. 25 Tutto ciò che è in vendita al macello, mangiatelo senza fare domande per motivo di coscienza.

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26 Poiché al Signore appartiene la terra e tutto ciò che è in essa. 27 Se qualcuno dei non credenti vi invita a un banchetto e volete andarci, mangiate tutto quello che vi viene messo davanti, senza fare domande per motivo di coscienza. 28 Ma se qualcuno vi dice: «Questo è sacrificio agli idoli», non mangiatelo, per riguardo a colui che ve l'ha detto e per motivo di coscienza, perché al Signore appartiene la terra e tutto ciò che contiene. 29 La coscienza, dico, non la tua, ma quella dell'altro; perché infatti la mia libertà sarebbe giudicata dalla coscienza altrui? 30 Infatti, se io partecipo alle cose per grazia, perché sarei biasimato per ciò di cui rendo grazie? 31 Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate alcun'altra cosa, fate tutto alla gloria di Dio. 32 Non date alcun motivo di scandalo né ai Giudei, né ai pagani, né alla chiesa di Dio; 33 Come anch'io cerco di piacere a tutti in ogni cosa, senza cercare l'utile mio ma quello di molti, perché siano salvati. CAPITOLO 11 1 Siate miei imitatori, come io lo sono di Cristo. 2 Ora vi lodo, fratelli, perché vi ricordate di me in ogni cosa e osservate i precetti come ve li ho trasmessi. 3 Ma voglio che sappiate che il capo di ogni uomo è Cristo, il capo della donna è l'uomo e il capo di Cristo è Dio. 4 Ogni uomo che prega o profetizza a capo coperto, fa disonore al proprio capo. 5 Ma ogni donna che prega o profetizza a capo scoperto, commette disonore nei confronti del proprio capo, perché è come se fosse rasata. 6 Perché se la donna non si copre, si faccia anche tagliare i capelli; ma se è vergogna per una donna farsi tagliare i capelli o radere, si veli. 7 Poiché l'uomo non deve coprirsi il capo, perché egli è immagine e gloria di Dio; ma la donna è gloria dell'uomo. 8 Poiché non l'uomo è dalla donna, ma la donna è dall'uomo. 9 Né l'uomo fu creato per la donna, ma la donna per l'uomo. 10 Per questo la donna deve avere un segno sul capo, a causa degli angeli. 11 Tuttavia, nel Signore, né la donna è senza l'uomo, né l'uomo senza la donna. 12 Poiché come la donna deriva dall'uomo, così anche l'uomo deriva dalla donna; ma tutto è da Dio. 13 Giudicate voi stessi: è conveniente che una donna preghi Dio senza essere coperta? 14 Non vi insegna forse la natura stessa che è una vergogna per l'uomo lasciarsi crescere i capelli? 15 Ma se una donna porta la chioma, ciò è per lei un onore, perché la chioma le è data a guisa di velo. 16 Se poi a qualcuno piace essere contenzioso, noi non abbiamo tale consuetudine, né le chiese di Dio. 17 Ora, mentre vi dichiaro questo, non vi lodo perché vi riunite non per il meglio, ma per il peggio. 18 Infatti, prima di tutto, sento dire che quando vi radunate in assemblea vi sono divisioni tra voi; e in parte lo credo. 19 Poiché è necessario che ci siano anche delle setta tra voi, affinché quelli che sono approvati siano manifestati tra voi.

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20 Quando dunque vi riunite insieme, il vostro non è più un mangiare la cena del Signore. 21 Poiché, quando mangiano, ciascuno prende prima la propria cena; e uno ha fame, l'altro è ubriaco. 22 Che cosa? Non avete voi case per mangiare e per bere? O disprezzate la chiesa di Dio e fate vergognare quelli che non hanno? Che vi dirò? Vi loderò in questo? Io non vi lodo. 23 Poiché io ho ricevuto dal Signore quello che vi ho anche trasmesso: che il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane, 24 E dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: « Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». 25 Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: « Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». 26 Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finché egli venga. 27 Perciò chiunque mangia questo pane o beve questo calice del Signore indegnamente, sarà colpevole verso il corpo e il sangue del Signore. 28 Ora, ciascuno esamini se stesso e poi mangi di quel pane e beva di quel calice. 29 Perché chi mangia e beve indegnamente, mangia e beve la propria condanna, non discernendo il corpo del Signore. 30 Per questo motivo molti tra voi sono infermi e malati, e molti muoiono. 31 Perché se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati. 32 Ma quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore, per non essere condannati col mondo. 33 Perciò, fratelli miei, quando vi riunite per mangiare, aspettatevi gli uni gli altri. 34 E se alcuno ha fame, mangi a casa, affinché non vi riuniate per condannarvi. E il resto lo sistemerò quando verrò. CAPITOLO 12 1 Riguardo ai doni spirituali, fratelli, non voglio che siate nell'ignoranza. 2 Voi sapete che quando eravate pagani, eravate trascinati dietro gli idoli muti, secondo che vi conducevano. 3 Perciò vi faccio sapere che nessuno, parlando per lo Spirito di Dio, dice: «Gesù è anatema», e nessuno può dire: «Gesù è il Signore», se non per lo Spirito Santo. 4 Ora vi è diversità di doni, ma uno solo è lo Spirito. 5 Vi sono diversità di ministeri, ma non vi è che un solo Signore. 6 E vi è diversità di operazioni, ma non vi è che un medesimo Dio, che opera tutto in tutti. 7 Ma a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per l'utilità comune. 8 Infatti a uno è data, per mezzo dello Spirito, parola di sapienza; a un altro, per mezzo del medesimo Spirito, parola di conoscenza; 9 a un altro la fede per mezzo del medesimo Spirito; a un altro, il dono delle guarigioni per mezzo del medesimo Spirito;


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10 A un altro il potere dei miracoli; a un altro la profezia; a un altro il discernimento degli spiriti; a un altro diversità di lingue; a un altro l'interpretazione delle lingue. 11 Ma tutte queste cose le opera quell'unico e medesimo Spirito, distribuendo i doni a ciascuno in particolare come egli vuole. 12 Poiché, come il corpo è uno e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, benché siano molte, sono un corpo solo, così è anche di Cristo. 13 Poiché noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un solo Spirito. 14 Infatti il corpo non è formato da un membro solo, ma da molte membra. 15 Se il piede dicesse: «Poiché io non sono mano, non sono del corpo», non sarebbe per questo del corpo? 16 E se l'orecchio dicesse: «Poiché io non sono occhio, non sono del corpo», non sarebbe per questo del corpo? 17 Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l'udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l'odorato? 18 Ma ora Dio ha disposto ciascun membro nel corpo, come ha voluto. 19 E se tutto fosse un solo membro, dove sarebbe il corpo? 20 Ora invece ci sono molte membra, ma c'è un solo corpo. 21 E l'occhio non può dire alla mano: Non ho bisogno di te; né la testa ai piedi: Non ho bisogno di voi. 22 Anzi, molto più quelle membra del corpo che sembrano più deboli sono necessarie, 23 E quelle parti del corpo che stimiamo essere meno onorevoli, le circondiamo di maggior onore, e le nostre parti indecorose sono trattate con maggior decoro. 24 Poiché le nostre parti decorose non ne hanno bisogno; ma Dio ha formato il corpo, dando maggior onore alla parte che ne mancava, 25 Affinché non vi fosse divisione nel corpo, ma che le membra avessero la stessa cura le une per le altre. 26 E se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra ne gioiscono con lui. 27 Ora voi siete il corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per parte sua. 28 E Dio ha costituito nella chiesa in primo luogo apostoli, in secondo luogo profeti, in terzo luogo dottori; poi miracoli, poi doni di guarigioni, assistenze, doni di governo, diversità di lingue. 29 Sono forse tutti apostoli? Sono forse tutti profeti? Sono forse tutti dottori? Sono forse tutti operatori di miracoli? 30 Hanno tutti i doni delle guarigioni? Parlano tutti in lingue? Interpretano tutti? 31 Ma desiderate ardentemente i doni più grandi; e vi mostrerò una via per eccellenza. CAPITOLO 13 1 Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, divento un bronzo che risuona o uno squillante cembalo. 2 E se avessi il dono di profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e avessi tutta la fede in modo da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla.

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3 E se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri e dessi il mio corpo per essere arso, ma non avessi la carità, niente mi giova. 4 La carità è paziente, è benigna; la carità non invidia, la carità non si vanta, non si gonfia, 5 Non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non si irrita facilmente, non sospetta il male; 6 Non si rallegra dell'ingiustizia, ma si rallegra della verità; 7 Tutto sopporta, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. 8 La carità non verrà mai meno; ma le profezie cesseranno; il dono delle lingue cesserà; la conoscenza verrà abolita. 9 Poiché conosciamo in parte e in parte profetizziamo. 10 Ma quando ciò che è perfetto sarà venuto, allora quello che è parziale sarà abolito. 11 Quando ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino; ma quando sono diventato uomo, ho smesso le cose da bambino. 12 Poiché ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro; ma allora vedremo a faccia a faccia; ora conosco in parte; ma allora conoscerò, come anche sono conosciuto. 13 Ora dunque queste tre cose durano: fede, speranza e carità; ma la più grande di tutte è la carità. CAPITOLO 14 1 Desiderate ardentemente la carità e ricercate i doni spirituali, soprattutto quello di profezia. 2 Poiché chi parla in altra lingua non parla agli uomini, ma a Dio; poiché nessuno lo comprende; ma in spirito proferisce misteri. 3 Ma chi profetizza, parla agli uomini per edificazione, esortazione e consolazione. 4 Chi parla in altra lingua edifica se stesso; ma chi profetizza edifica la chiesa. 5 Vorrei che tutti parlaste in altre lingue, ma molto più che profetizzaste, perché chi profetizza è più grande di chi parla in altre lingue, a meno che egli interpreti, affinché la chiesa ne riceva edificazione. 6 Ora, fratelli, se io venissi a voi parlando in altre lingue, che cosa vi gioverei se la mia parola non vi fosse rivelata, o mediante conoscenza, o mediante profezia, o mediante dottrina? 7 E anche le cose inanimate che danno suono, come il flauto o la cetra, se non danno distinzione nei suoni, come si riconoscerà ciò che è suonato con il flauto o con la cetra? 8 Infatti, se la tromba dà un suono confuso, chi si preparerà alla battaglia? 9 Così anche voi, se non pronunziate con la lingua un linguaggio comprensibile, come si capirà ciò che dite? Parlerete infatti all'aria. 10 Ci sono forse tanti tipi di voci nel mondo, e nessuna di esse è priva di significato. 11 Perciò se non comprendo il significato della voce, sarò un barbaro per chi parla, e chi parla sarà un barbaro per me. 12 Così anche voi, poiché siete desiderosi dei doni spirituali, cercate di abbondarne per l'edificazione della chiesa. 13 Perciò chi parla in altra lingua preghi di poter interpretare. 14 Perché se prego in altra lingua, il mio spirito prega, ma la mia intelligenza rimane infruttuosa.


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CAPITOLO 15

15 Che cosa dunque? Pregherò con lo spirito, e pregherò anche con l'intelletto; canterò con lo spirito, e canterò anche con l'intelletto. 16 Altrimenti, quando tu benedici con lo spirito, colui che occupa il posto del profano, come potrà dire Amen al tuo rendimento di grazie, poiché non comprende ciò che dici? 17 Poiché tu fai un bel ringraziamento, ma l'altro non viene edificato. 18 Io ringrazio il mio Dio, perché parlo in lingue più di tutti voi; 19 Ma nella chiesa preferisco dire cinque parole con la mia intelligenza per istruire anche gli altri, piuttosto che diecimila parole in altra lingua. 20 Fratelli, non siate bambini per senno; siate però bambini quanto a malizia, ma quanto a senno, siate uomini fatti. 21 Nella legge è scritto: «Per mezzo di uomini di altre lingue e con labbra straniere parlerò a questo popolo; e nonostante tutto questo non mi ascolteranno», dice il Signore. 22 Perciò le lingue sono un segno non per i credenti, ma per i non credenti; mentre la profezia non è per i non credenti, ma per i credenti. 23 Se dunque tutta la chiesa si riunisce insieme, e tutti parlano in altre lingue, ed entrano degli estranei o dei non credenti, non diranno forse che siete pazzi? 24 Ma se tutti profetizzano e subentra qualche non credente o un non iniziato, egli viene convinto da tutti, viene giudicato da tutti; 25 E così i segreti del suo cuore saranno manifestati; e così, prostrandosi con la faccia a terra, adorerà Dio e annuncerà che Dio è veramente in voi. 26 Che dire dunque, fratelli? Quando vi riunite, ciascuno di voi ha un salmo, ha una dottrina, ha una lingua, ha una rivelazione, ha un'interpretazione. Si faccia ogni cosa per edificare. 27 Se qualcuno parla in altra lingua, lo facciano in due o al massimo in tre, e per ordine; e uno interpreti. 28 Se non vi è chi interpreti, tacciano nell'assemblea e parlino solo a se stessi e a Dio. 29 I profeti parlino due o tre, e gli altri giudichino. 30 Se a uno di quelli che sono seduti viene rivelata qualcosa, il precedente taccia. 31 Poiché tutti, uno alla volta, potete profetizzare, affinché tutti imparino e tutti siano confortati. 32 E gli spiriti dei profeti sono sottoposti ai profeti. 33 Poiché Dio non è un Dio di confusione, ma di pace. E così si fa in tutte le chiese dei santi. 34 Le vostre donne nelle assemblee tacciano, perché non è loro permesso parlare; ma è loro comandato di stare sottomesse, come dice anche la legge. 35 E se vogliono imparare qualcosa, interroghino i loro mariti a casa, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea. 36 Che cosa? La parola di Dio è proceduta da voi? O è giunta soltanto a voi? 37 Se qualcuno si stima profeta o spirituale, riconosca che le cose che vi scrivo sono comandamenti del Signore. 38 Ma se qualcuno lo ignora, resti ignorante. 39 Perciò, fratelli, desiderate ardentemente di profetizzare e non impedite di parlare in altre lingue. 40 Tutto sia fatto con decoro e ordine.

1 Ora, fratelli, vi rammento il vangelo che vi ho annunziato, che voi avete anche ricevuto e nel quale restate saldi, 2 Per mezzo del quale anche voi siete salvati, se ritenete nella memoria quale ve l'ho annunziato; a meno che non abbiate creduto invano. 3 Poiché vi ho trasmesso, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto: che Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture; 4 e che fu sepolto e che risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture: 5 e che apparve a Cefa, poi ai Dodici; 6 Dopo ciò, apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, la maggior parte dei quali vive ancora oggi, mentre alcuni sono morti. 7 Dopo ciò apparve a Giacomo e poi a tutti gli apostoli. 8 E, ultimo fra tutti, apparve anche a me, come all'aborto. 9 Poiché io sono il minimo degli apostoli, e non sono degno di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la chiesa di Dio. 10 Ma per la grazia di Dio io sono quello che sono; e la sua grazia verso di me non è stata vana; anzi, ho faticato più di tutti loro; non io però, ma la grazia di Dio che è con me. 11 Perciò, sia io che loro, così predichiamo, e così avete creduto. 12 Ora, se si predica che Cristo è risuscitato dai morti, come mai alcuni tra voi dicono che non esiste risurrezione dei morti? 13 Ora, se non esiste risurrezione dei morti, neppure Cristo è risuscitato; 14 E se Cristo non è risuscitato, vana allora è la nostra predicazione, e vana anche la vostra fede. 15 E noi siamo trovati falsi testimoni di Dio, perché abbiamo testimoniato di Dio che egli ha risuscitato Cristo; il quale non ha risuscitato, se è vero che i morti non risuscitano. 16 Perché se i morti non risuscitano, neppure Cristo è risuscitato; 17 E se Cristo non è risuscitato, vana è la vostra fede; voi siete ancora nei vostri peccati. 18 Quindi anche quelli che dormono in Cristo sono periti. 19 Se abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo i più miserabili di tutti gli uomini. 20 Ma ora Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. 21 Poiché, se per mezzo di un uomo venne la morte, così anche per mezzo di un uomo venne la risurrezione dei morti. 22 Poiché, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saranno tutti vivificati. 23 Ma ciascuno nel suo ordine: Cristo, la primizia; poi quelli che sono di Cristo, alla sua venuta. 24 Poi verrà la fine, quando egli avrà consegnato il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato, ogni potestà e ogni potenza. 25 Poiché bisogna che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. 26 L'ultimo nemico che sarà annientato sarà la morte. 27 Poiché egli ha posto ogni cosa sotto i suoi piedi. Ma quando dice che ogni cosa gli è sottoposta, è manifesto che è eccettuato colui che gli ha posto ogni cosa sottoposta.

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28 E quando ogni cosa gli sarà sottoposta, allora anche il Figlio stesso sarà sottoposto a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, affinché Dio sia tutto in tutti. 29 Altrimenti, che faranno quelli che sono battezzati per i morti? Se i morti non risuscitano affatto, perché allora sono battezzati per i morti? 30 E perché ci esponiamo ogni ora al pericolo? 31 Io, per il vostro vanto che ho in Cristo Gesù, nostro Signore, affronto la morte ogni giorno. 32 Se solo per pura abitudine umana ho combattuto con le belve a Efeso, che vantaggio ne ho? Se i morti non risuscitano, mangiamo e beviamo, perché domani moriremo. 33 Non vi ingannate: le cattive compagnie corrompono i buoni costumi. 34 Risvegliatevi per la giustizia e non peccate; perché alcuni non hanno la conoscenza di Dio; lo dico per vostra vergogna. 35 Ma qualcuno dirà: Come risuscitano i morti? E con quale corpo verranno? 36 Stolto, ciò che tu semini non è vivificato, se prima non muore; 37 E quello che semini, non semini il corpo che ha da nascere, ma un semplice chicco, come per esempio di grano o di qualche altro seme. 38 Ma Dio gli dà un corpo come ha stabilito, e a ciascun seme il proprio corpo. 39 Non ogni carne è la stessa carne; ma altra è la carne degli uomini, altra quella delle bestie, altra quella dei pesci, altra quella degli uccelli. 40 Vi sono anche corpi celesti e corpi terrestri; ma altra è la gloria dei celesti e altra quella dei terrestri. 41 Altra è la gloria del sole, altra la gloria della luna, e altra la gloria delle stelle, perché una stella differisce dall'altra in gloria. 42 Così è anche la risurrezione dei morti: è seminato nella corruzione, è risuscitato nell'incorruttibilità. 43 È seminato ignobile e risuscita glorioso; è seminato debole e risuscita potente; 44 È seminato un corpo naturale; è risuscitato un corpo spirituale. C'è un corpo naturale e c'è un corpo spirituale. 45 E così sta scritto: Il primo uomo, Adamo, divenne anima vivente; l'ultimo Adamo divenne spirito vivificante. 46 Tuttavia non vi fu prima ciò che è spirituale, ma ciò che è animale; e poi ciò che è spirituale. 47 Il primo uomo, tratto dalla terra, è terreno; il secondo uomo è dal cielo. 48 Quale è l'uomo terreno, tali sono anche quelli di terra; e quale è l'uomo celeste, tali sono anche quelli celesti. 49 E come abbiamo portato l'immagine dell'uomo terreno, porteremo anche l'immagine dell'uomo celeste. 50 Questo io dico, fratelli: che la carne e il sangue non possono ereditare il regno di Dio, né la corruzione può ereditare l'incorruttibilità. 51 Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo trasformati, 52 In un momento, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba; perché la tromba suonerà, e i morti saranno risuscitati incorruttibili, e noi saremo trasformati. 53 Poiché bisogna che questo corruttibile rivesta incorruttibilità e questo mortale rivesta immortalità.

54 Quando poi questo corruttibile avrà rivestito incorruttibilità e questo mortale avrà rivestito immortalità, allora sarà adempiuta la parola della Scrittura: «La morte è stata inghiottita nella vittoria». 55 O morte, dov'è il tuo pungiglione? O tomba, dov'è la tua vittoria? 56 Il pungiglione della morte è il peccato; e la forza del peccato è la legge. 57 Ma ringraziato sia Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo. 58 Perciò, fratelli miei carissimi, state saldi, incrollabili, abbondanti sempre nell'opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore. CAPITOLO 16 1 Quanto poi alla colletta per i santi, fate anche voi come ho ordinato alle chiese della Galazia. 2 Ogni primo giorno della settimana ciascuno di voi metta da parte ciò che gli è stato concesso, secondo la prosperità concessagli, perché non si facciano più collette quando verrò io. 3 E quando sarò giunto, quelli che avrete approvato con le vostre lettere, li manderò a portare la vostra liberalità a Gerusalemme. 4 E se sarà opportuno che ci vada anch'io, essi verranno con me. 5 Ora verrò da voi quando sarò passato per la Macedonia, perché passerò per la Macedonia. 6 E può darsi che io rimanga, e anche che trascorra l'inverno con voi, affinché voi mi accompagniate nel mio viaggio dovunque io vada. 7 Poiché non voglio vedervi per via; spero però di fermarmi un po' di tempo con voi, se il Signore lo permetterà. 8 Ma resterò a Efeso fino alla Pentecoste. 9 Perché mi si è aperta una porta grande ed efficace, e gli avversari sono molti. 10 Ora se viene Timoteo, fate in modo che stia tra voi senza timore, perché anche lui lavora per l'opera del Signore, come faccio anch'io. 11 Nessuno dunque lo disprezzi; ma accompagnatelo in pace, perché venga da me; perché io lo aspetto con i fratelli. 12 Quanto al nostro fratello Apollo, l'ho molto pregato di venire da voi con i fratelli; ma non ha voluto affatto venire ora; verrà però quando ne avrà l'opportunità. 13 Vegliate, state fermi nella fede, comportatevi virilmente, siate forti. 14 Tutte le vostre cose siano fatte con carità. 15 Ora, fratelli, vi prego (voi conoscete la famiglia di Stefana, che è primizia dell'Acaia e che si è dedicata al servizio dei santi), 16 Che vi sottomettiate a tali persone e a chiunque collabora e si affatica con noi. 17 Mi rallegro della venuta di Stefana, Fortunato e Acaico, perché hanno supplito alla vostra mancanza. 18 Poiché hanno ristorato il mio spirito e il vostro; riconoscete dunque coloro che sono tali. 19 Le chiese dell'Asia vi salutano. Aquila e Priscilla vi salutano molto nel Signore, con la chiesa che è in casa loro. 20 Tutti i fratelli vi salutano. Salutatevi gli uni gli altri con un bacio santo.

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21 Il saluto è di mia propria mano, di me, Paolo. 22 Se qualcuno non ama il Signore Gesù Cristo, sia anatema Maranatha. 23 La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con voi. 24 Il mio amore sia con tutti voi in Cristo Gesù. Amen. (La prima epistola ai Corinzi fu scritta da Filippi da Stefana, Fortunato, Acaico e Timoteo.)

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2 Corinzi CAPITOLO 1 1 Paolo, apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio, e il fratello Timoteo, alla chiesa di Dio che è in Corinto, insieme a tutti i santi che sono in tutta l'Acaia, 2 Grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo. 3 Benedetto sia Dio, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione; 4 il quale ci consola in ogni nostra tribolazione, affinché, mediante la consolazione con cui noi stessi siamo consolati da Dio, possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione. 5 Poiché come abbondano le sofferenze di Cristo in noi, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione. 6 E se siamo afflitti, è per la vostra consolazione e salvezza, la quale si ottiene sopportando le stesse sofferenze che anche noi patiamo; o se siamo confortati, è per la vostra consolazione e salvezza. 7 E la nostra speranza nei vostri confronti è salda, sapendo che come siete partecipi delle sofferenze, così sarete anche partecipi della consolazione. 8 Poiché non vogliamo, fratelli, che ignoriate circa la tribolazione che ci colpì in Asia, che siamo stati oltremodo provati, al di là delle nostre forze, tanto che eravamo incerti perfino della vita. 9 Ma avevamo già in noi stessi la sentenza di morte, affinché non confidassimo in noi stessi, ma in Dio che risuscita i morti; 10 Il quale ci ha liberati e ci libera da un sì gran pericolo di morte; e nel quale confidiamo che ci libererà ancora; 11 Aiutate anche voi con le vostre preghiere per noi, affinché, per il dono che ci è stato concesso per mezzo di molte persone, siano rese grazie da molti per noi. 12 Questo infatti è il nostro vanto: la testimonianza della nostra coscienza: ci siamo comportati nel mondo e, più che mai, verso di voi, con semplicità e sincerità di Dio, non con sapienza carnale, ma con la grazia di Dio. 13 Poiché non vi scriviamo altro se non quello che leggete o riconoscete; e spero che riconoscerete fino alla fine; 14 Come in parte avete già riconosciuto, noi siamo il vostro vanto, come anche voi sarete il nostro nel giorno del Signore Gesù. 15 E con questa fiducia ero intenzionato a venire prima da voi, affinché abbiate un secondo beneficio; 16 e di passare da voi in Macedonia, e di ritornare di nuovo dalla Macedonia a voi, e da voi di essere condotto in Giudea. 17 Quando dunque ho preso questa decisione, ho forse agito con leggerezza? Oppure le cose che delibero, le delibero secondo la carne, in modo che in me ci sia il «Sì, sì» e il «No, no»? 18 Ma come Dio è verace, la nostra parola verso di voi non è stata "sì" e "no". 19 Perché il Figlio di Dio, Gesù Cristo, che è stato predicato tra voi da noi, cioè da me, da Silvano e da Timoteo, non fu "sì" e "no", ma in lui fu il "sì".

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20 Poiché tutte le promesse di Dio in lui hanno il loro sì, e anche in lui l'Amen, alla gloria di Dio per mezzo di noi. 21 Ora colui che ci conferma insieme a voi in Cristo e ci ha unti, è Dio; 22 Il quale ci ha anche suggellati e ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori. 23 E chiamo Dio a testimonianza sulla mia anima, che per risparmiarvi non sono ancora venuto a Corinto. 24 Non già che dominiamo sulla vostra fede, ma siamo collaboratori della vostra gioia, perché voi state saldi per fede. CAPITOLO 2 1 Ma ho deciso dentro di me di non venire di nuovo da voi con tristezza. 2 Perché se io vi rattristo, chi sarà allora che mi rallegrerà, se non colui che è stato rattristato da me? 3 E vi ho scritto questo perché non avessi, quando verrò, tristezza da quelli di cui dovrei rallegrarmi, avendo persuasione di voi tutti che la mia gioia è la gioia di tutti voi. 4 Poiché vi ho scritto con molte lacrime in mezzo a molta afflizione e angoscia di cuore, non perché siate rattristati, ma perché conosciate l'amore che ho grandissimamente per voi. 5 Ma se qualcuno mi ha causato tristezza, non ha rattristato me, ma solo in parte, per non aggravare tutti voi. 6 A un uomo simile è sufficiente questa punizione inflitta da molti. 7 Al contrario, dovreste piuttosto perdonarlo e consolarlo, perché non avvenga che un tal uomo venga sopraffatto da troppa tristezza. 8 Perciò vi prego di confermare il vostro amore verso di lui. 9 Poiché anche per questo vi ho scritto: per conoscere alla prova se siete ubbidienti in ogni cosa. 10 A chi voi perdonate qualcosa, perdono anch'io; perché se ho perdonato qualcosa, a chi l'ho perdonata, l'ho perdonata per amore vostro, davanti a Cristo; 11 Affinché non siamo raggirati da Satana, perché non ignoriamo le sue macchinazioni. 12 Poi, quando giunsi a Troas per annunziare il vangelo di Cristo, e mi fu aperta una porta dal Signore, 13 Non ebbi pace nello spirito, perché non trovai Tito, mio fratello; perciò, preso congedo da loro, me ne andai in Macedonia. 14 Ora ringraziamo Dio, che ci fa sempre trionfare in Cristo e manifesta per mezzo nostro in ogni luogo il profumo della sua conoscenza. 15 Poiché noi siamo per Dio il profumo soave di Cristo fra quelli che sono salvati e fra quelli che periscono, 16 Per l'uno noi siamo il sapore della morte a morte; e per l'altro il sapore della vita a vita. E chi è sufficiente per queste cose? 17 Poiché noi non siamo come molti che corrompono la parola di Dio, ma parliamo con sincerità e come mossi da Dio, davanti a Dio, in Cristo. CAPITOLO 3 1 Cominciamo forse di nuovo a raccomandare noi stessi? Oppure abbiamo bisogno, come alcuni, di lettere di raccomandazione a voi o da voi?


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2 Voi siete la nostra lettera, scritta nei nostri cuori, conosciuta e letta da tutti gli uomini: 3 Poiché è manifesto che voi siete una lettera di Cristo, redatta mediante il nostro ministero, scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente; non su tavole di pietra, ma su tavole di carne che sono nei vostri cuori. 4 E tale è la fiducia che abbiamo per mezzo di Cristo presso Dio: 5 Non che da noi stessi siamo capaci di pensare alcunché come proveniente da noi stessi; ma la nostra capacità viene da Dio; 6 Egli ci ha anche resi capaci di essere ministri del nuovo patto, non della lettera, ma dello Spirito; perché la lettera uccide, ma lo Spirito dà vita. 7 Ora, se il ministero della morte, scritto e inciso su pietre, fu glorioso, al punto che i figli d'Israele non potevano fissare lo sguardo sul volto di Mosè a causa della gloria del suo volto, gloria che doveva essere abolita, 8 Quanto non sarà più glorioso il ministero dello Spirito? 9 Poiché se il ministero della condanna fu glorioso, molto di più abbonda in gloria il ministero della giustizia. 10 Infatti, anche quello che era reso glorioso, non aveva gloria alcuna, a motivo della gloria che è superiore. 11 Perché se ciò che è scomparso fu glorioso, molto più sarà glorioso ciò che è durato. 12 Avendo dunque questa speranza, usiamo grande franchezza nel parlare: 13 E non come Mosè, che si metteva un velo sul volto, perché i figli d'Israele non fissassero lo sguardo sulla fine di ciò che era destinato a finire; 14 Ma le loro menti furono accecate; perché fino a questo giorno lo stesso velo rimane, senza essere rimosso, nella lettura dell'Antico Testamento; velo che è stato eliminato in Cristo. 15 Ma fino a questo giorno, quando si legge Mosè, un velo resta sul loro cuore. 16 Ma quando si sarà convertito al Signore, il velo sarà rimosso. 17 Ora, il Signore è quello Spirito; e dove c'è lo Spirito del Signore, lì c'è libertà. 18 E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione dello Spirito del Signore.

6 Poiché Dio, che disse: «Splenda la luce fra le tenebre», risplendette nei nostri cuori per far brillare la luce della conoscenza della gloria di Dio sul volto di Gesù Cristo. 7 Ma noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché questa grande potenza appartenga a Dio e non a noi. 8 Siamo tribolati da ogni parte, ma non ridotti all'estremo; siamo perplessi, ma non disperati; 9 Perseguitati, ma non abbandonati; abbattuti, ma non distrutti; 10 Portiamo sempre e dovunque nel nostro corpo la morte del Signore Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo. 11 Infatti, noi che viviamo siamo sempre esposti alla morte per amore di Gesù, affinché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale. 12 Così dunque la morte opera in noi, ma la vita in voi. 13 Avendo noi lo stesso spirito di fede, secondo che sta scritto: «Ho creduto, perciò ho parlato», anche noi crediamo, perciò parliamo; 14 Sapendo che colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà accanto a voi. 15 Tutto infatti è per voi, affinché la grazia, moltiplicandosi, abbondi per la gloria di Dio. 16 Per questo motivo non ci perdiamo d'animo; ma, anche se il nostro uomo esteriore si disfa, quello interiore si rinnova di giorno in giorno. 17 Perché la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria; 18 Mentre abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono; perché le cose che si vedono sono per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne. CAPITOLO 5 1 Sappiamo infatti che se questa tenda, che è la nostra casa terrena, viene disfatta, abbiamo da Dio un edificio, una casa non fatta da mano d'uomo, eterna, nei cieli. 2 Poiché in questo noi gemiamo, desiderando ardentemente di essere rivestiti della nostra casa che è dal cielo, 3 Se è vero che saremo trovati vestiti, non nudi. 4 Poiché noi che siamo in questa tenda gemiamo, aggravati, non per essere spogliati, ma rivestiti, affinché ciò che è mortale sia assorbito dalla vita. 5 Ora colui che ci ha creati per questo è Dio, il quale ci ha anche dato la caparra dello Spirito. 6 Perciò siamo sempre pieni di fiducia e sappiamo che mentre abitiamo nel corpo siamo assenti dal Signore, 7 (Poiché camminiamo per fede e non per visione:) 8 Noi siamo fiduciosi e preferiamo partire dal corpo e abitare presso il Signore. 9 Perciò ci sforziamo di essere a lui graditi, sia che siamo presenti sia che siamo assenti. 10 Poiché tutti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione delle cose fatte nel corpo, secondo quel che avrà fatto, sia in bene che in male. 11 Conoscendo dunque il timore del Signore, noi persuadiamo gli uomini; ma siamo resi manifesti a Dio; e spero di essere resi manifesti anche alle vostre coscienze.

CAPITOLO 4 1 Perciò, avendo questo ministero, secondo la misericordia che ci è stata fatta, non ci perdiamo d'animo; 2 Ma abbiamo rinunziato alle cose nascoste e vergognose, non camminando con astuzia né falsificando la parola di Dio, ma mediante la manifestazione della verità, raccomandando noi stessi alla coscienza di ogni uomo, davanti a Dio. 3 Ma se il nostro vangelo è nascosto, è nascosto per quelli che sono in perdizione; 4 Nei quali il dio di questo mondo ha accecato le menti di quelli che non credono, affinché non risplenda loro la luce del glorioso vangelo di Cristo, che è l'immagine di Dio. 5 Poiché noi non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù il Signore; e noi stessi siamo i vostri servitori per amore di Gesù.

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12 Poiché non ci raccomandiamo di nuovo a voi, ma vi diamo occasione di gloriarvi di noi, affinché abbiate di che rispondere a coloro che si gloriano nell'apparenza e non nel cuore. 13 Infatti, se siamo fuori di senno, è per Dio; e se siamo sobri, è per voi. 14 Poiché l'amore di Cristo ci costringe, perché siamo giunti a questa conclusione: che se uno solo morì per tutti, quindi tutti morirono; 15 E che egli morì per tutti, affinché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che morì e risuscitò per loro. 16 Perciò d'ora in poi non conosciamo più nessuno secondo la carne; e anche se abbiamo conosciuto Cristo secondo la carne, ora però non lo conosciamo più così. 17 Perciò se uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove. 18 E tutte le cose sono da Dio, che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Gesù Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione; 19 Infatti Dio era in Cristo nel riconciliare il mondo a sé stesso, non imputando agli uomini i loro falli, e ha affidato a noi la parola della riconciliazione. 20 Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: siate riconciliati con Dio. 21 Poiché egli ha fatto diventare peccato per noi colui che non ha conosciuto peccato, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui.

13 Ora, per la stessa ricompensa (parlo come a figli), siate anche voi più grandi. 14 Non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo che non è per voi; perché quale comunione c'è tra la giustizia e l'iniquità? O quale comunione tra la luce e le tenebre? 15 E quale concordia ha Cristo con Belial? O quale parte ha chi crede con l'infedele? 16 E quale accordo ha il tempio di Dio con gli idoli? Poiché voi siete il tempio del Dio vivente, come Dio ha detto: Io abiterò in loro e camminerò in loro; e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo. 17 Perciò uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d'impuro; e io vi accoglierò, 18 E sarò per voi un Padre, e voi sarete per me figli e figlie, dice il Signore Onnipotente. CAPITOLO 7 1 Avendo dunque queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni contaminazione di carne e di spirito, compiendo la nostra santificazione nel timore di Dio. 2 Accoglieteci; non abbiamo fatto torto a nessuno, non abbiamo corrotto nessuno, non abbiamo frodato nessuno. 3 Non dico questo per condannarvi, perché vi ho già detto che siete nei nostri cuori, per morire e vivere con voi. 4 Grande è la franchezza della mia parola verso di voi, grande è il mio vanto per voi; sono pieno di consolazione, gioisco enormemente in ogni nostra tribolazione. 5 Infatti, da quando siamo giunti in Macedonia, la nostra carne non ha avuto requie alcuna, ma siamo stati tribolati da ogni parte: combattimenti all'esterno, timori all'interno. 6 Ma Dio, che consola gli afflitti, ci ha consolati con la venuta di Tito; 7 E non solo con la sua venuta, ma anche con la consolazione con cui è stato consolato a vostro riguardo, quando ci ha raccontato il vostro vivo desiderio, il vostro pianto, il vostro fervore verso di me; così che ne ho gioito ancora di più. 8 Infatti, anche se vi ho rattristati con una lettera, non me ne pento, anche se mi sono pentito; perché vedo che quella stessa lettera, benché per un breve momento, vi ha rattristati. 9 Ora mi rallegro, non perché siete stati rattristati, ma perché siete stati rattristati a ravvedimento; poiché siete stati rattristati secondo Dio, affinché non riceveste alcun danno da parte nostra. 10 Infatti la tristezza secondo Dio produce un ravvedimento che porta alla salvezza, del quale non c'è da pentirsi; ma la tristezza del mondo produce la morte. 11 Poiché ecco questa stessa cosa, che vi siete rattristati secondo Dio, quale sollecitudine ha operato in voi, sì, quale schiarimento di voi stessi, sì, quale indignazione, sì, quale timore, sì, quale desiderio veemente, sì, quale zelo, sì, quale vendetta! In ogni cosa vi siete dimostrati puri in questa faccenda. 12 Perciò, anche se vi ho scritto, non l'ho fatto per colui che ha fatto il torto, né per colui che ha subito il torto, ma perché la nostra cura per voi fosse manifestata a voi davanti a Dio. 13 Perciò siamo stati consolati nella vostra consolazione; e ci siamo rallegrati ancor più per la gioia di Tito, perché il suo spirito è stato ricreato da voi tutti.

CAPITOLO 6 1 Noi dunque, come suoi collaboratori, vi preghiamo di non accogliere invano la grazia di Dio. 2 (Poiché egli dice: «Io ti ho esaudito nel tempo accettevole, e ti ho soccorso nel giorno della salvezza». Ecco ora il tempo accettevole, ecco ora il giorno della salvezza.) 3 Non dare alcun motivo di scandalo, affinché il ministero non sia biasimato; 4 Ma in ogni cosa ci presentiamo come ministri di Dio, con molta pazienza, nelle afflizioni, nelle necessità, nelle angustie, 5 Nelle percosse, nelle prigionie, nei tumulti, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni; 6 Con purezza, con conoscenza, con pazienza, con benevolenza, con lo Spirito Santo, con amore non finto, 7 Con la parola di verità, con la potenza di Dio, con le armi della giustizia a destra e a sinistra, 8 Con onore e disonore, con cattiva fama e buona fama; come ingannatori, eppure veritieri; 9 Come sconosciuti, e tuttavia ben conosciuti; come moribondi, e tuttavia eccoci vivi; come castigati, e tuttavia non uccisi; 10 Come afflitti, eppure sempre allegri; come poveri, eppure facciamo ricchi molti; come non avendo nulla, eppure possediamo tutto. 11 O Corinzi, la nostra bocca è aperta a voi, il nostro cuore si è allargato. 12 Non siete voi allo stretto in noi, ma siete allo stretto nelle vostre viscere.

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14 Perché se mi sono vantato in qualche cosa di voi con lui, non ne sono stato confuso; ma come vi abbiamo detto ogni cosa in verità, così anche il nostro vanto, di cui mi vantavo con Tito, è risultato verità. 15 E il suo affetto interiore verso di voi è più grande, mentre si ricorda dell'ubbidienza di voi tutti, e come lo avete accolto con timore e tremore. 16 Mi rallegro perciò di poter confidare in voi in ogni cosa. CAPITOLO 8 1 Ora, fratelli, vogliamo farvi sapere della grazia di Dio concessa alle chiese della Macedonia; 2 Come in mezzo a una grande prova di afflizione, l'abbondanza della loro gioia e la loro profonda povertà si sono trasformate in ricchezze della loro liberalità. 3 Poiché, io rendo testimonianza, secondo il loro potere, anzi, anche oltre il loro potere, hanno voluto spontaneamente; 4 Pregandoci con molte suppliche affinché riceviamo il dono e prendiamo su di noi la comunione del ministero verso i santi. 5 E questo non lo fecero come noi speravamo, ma prima si diedero al Signore e poi a noi, per la volontà di Dio. 6 Tanto che abbiamo pregato Tito che, come l'ha cominciata, così porti a compimento tra voi quest'opera di carità. 7 Perciò, come abbondate in ogni cosa, nella fede, nella parola, nella conoscenza, in ogni diligenza e nell'amore che avete verso di noi, vedete di abbondare anche in questa grazia. 8 Non lo dico per darvi un comando, ma per mettere alla prova la sincerità del vostro amore, prendendo spunto dalla premura degli altri. 9 Infatti voi conoscete la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: egli, essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà. 10 E qui vi do un consiglio: perché ciò è utile per voi, che fin dall'anno scorso avete cominciato non solo a fare, ma anche ad essere pronti. 11 Ora dunque mettete in pratica ciò che avete, affinché, come ci fu la prontezza del volere, così ci sia anche la prontezza di agire, secondo i vostri mezzi. 12 Infatti, se c'è la volontà dell'uomo, essa è gradita in base a quello che ha e non in base a quello che non ha. 13 Poiché non intendo che gli altri siano sollevati e voi gravati; 14 Ma mediante un'uguaglianza, affinché ora, in questo tempo, la vostra abbondanza supplisca alla loro indigenza, affinché la loro abbondanza supplisca anche alla vostra indigenza, affinché vi sia uguaglianza. 15 Come sta scritto: «Chi ha raccolto molto non ne ha di troppo; chi ha raccolto poco non ne ha di meno». 16 Ma grazie siano rese a Dio, che ha messo nel cuore di Tito la stessa sollecitudine per voi. 17 Poiché egli accettò certamente l'esortazione; anzi, mosso da zelo, spontaneamente partì da voi. 18 E abbiamo mandato con lui il fratello, la cui lode è diffusa in tutte le chiese nel Vangelo; 19 E non solo, ma che è stato anche scelto dalle chiese per viaggiare con noi con questa grazia, che è amministrata da

noi per la gloria dello stesso Signore, e per dimostrare la vostra prontezza d'animo: 20 Evitando questo, che nessuno ci biasimi in questa abbondanza che è amministrata da noi: 21 Cercando di fare cose oneste non soltanto davanti al Signore, ma anche davanti agli uomini. 22 E con loro abbiamo mandato anche il nostro fratello, del quale abbiamo spesso sperimentato lo zelo in molte cose, ma che ora è molto più zelo, per la grande fiducia che ho in voi. 23 Se qualcuno consulta Tito, egli è mio compagno e collaboratore presso di voi; se qualcuno consulta i nostri fratelli, essi sono inviati delle chiese e gloria di Cristo. 24 Date perciò a loro e alle chiese la prova del vostro amore e del nostro vanto per voi. CAPITOLO 9 1 Quanto poi al ministero verso i santi, è superfluo che io ve ne scriva: 2 Infatti conosco la prontezza dei vostri pensieri, della quale mi vanto presso i Macedoni, dicendo che l'Acaia è pronta fin dall'anno scorso; e il vostro zelo ha spinto moltissimi a unirsi a voi. 3 Ma ho mandato i fratelli affinché il nostro vanto riguardo a voi non risulti vano a questo riguardo; affinché, come ho detto, siate pronti. 4 Che talora, se venissero con me quelli della Macedonia e vi trovassero impreparati, noi (per non dire voi) avremmo a essere svergognati in questa nostra fiducia nel vanto. 5 Perciò ho ritenuto necessario esortare i fratelli a venire prima da voi e a preparare in anticipo la vostra liberalità, della quale avete avuto notizia in precedenza, affinché sia pronta come una questione di liberalità e non di avarizia. 6 Ma questo io dico: chi semina scarsamente mieterà altresì scarsamente; e chi semina generosamente mieterà altresì generosamente. 7 Ciascuno dia secondo quanto ha deliberato in cuor suo; non di mala voglia, né per forza, perché Dio ama un donatore allegro. 8 E Dio è potente da far abbondare su di voi ogni grazia, affinché, avendo sempre in ogni cosa tutto ciò che vi è necessario, abbondiate per ogni opera buona. 9 (Come sta scritto: «Egli ha distribuito, ha dato ai poveri, la sua giustizia dura in eterno»). 10 Ora colui che fornisce la semente al seminatore, fornirà anche il pane per il vostro cibo, moltiplicherà la semente che avete seminato e accrescerà i frutti della vostra giustizia;) 11 Essendo arricchiti in ogni cosa per ogni liberalità, la quale produce per mezzo di noi rendimento di grazie a Dio. 12 Infatti l'amministrazione di questo servizio liturgico non solo supplisce alle necessità dei santi, ma produce anche abbondanza di ringraziamenti a Dio; 13 Mentre mediante l'esperimento di questo ministero essi glorificano Dio per la vostra professata sottomissione al vangelo di Cristo e per la vostra generosa distribuzione a loro e a tutti gli uomini; 14 E con le loro preghiere per voi, che vi seguono con affetto per la straordinaria grazia di Dio che è in voi. 15 Grazie siano rese a Dio per il suo dono ineffabile.

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CAPITOLO 10

ricevere un altro spirito che non avete ricevuto, o un altro vangelo che non avete accettato, voi lo sopportate volentieri. 5 Infatti ritengo di non essere stato per nulla inferiore ai sommi apostoli. 6 Ma anche se sono rozzo nel parlare, non però nella conoscenza; ma siamo stati pienamente manifestati tra voi in ogni cosa. 7 Ho forse commesso un peccato abbassando me stesso affinché voi foste esaltati, perché vi ho annunziato gratuitamente il vangelo di Dio? 8 Ho derubato altre chiese, prendendo da loro il loro salario per servire voi. 9 E quando ero presente tra voi e mi trovavo nel bisogno, non sono stato di peso a nessuno, perché i fratelli venuti dalla Macedonia hanno supplito al mio bisogno; e in ogni cosa mi sono astenuto dal darvi peso, e così mi assicurerò ancora. 10 Com'è vero che la verità di Cristo è in me, nessuno mi impedirà di vantarmi in questa regione dell'Acaia. 11 Perché? Perché non vi amo? Dio lo sa. 12 Ma quello che faccio, lo farò: per stroncare ogni occasione a coloro che desiderano un'occasione, affinché in ciò di cui si vantano siano trovati come noi. 13 Poiché tali falsi apostoli sono operai fraudolenti, che si travestono da apostoli di Cristo. 14 E non c'è da meravigliarsi, perché Satana stesso si trasforma in angelo di luce. 15 Non è dunque gran cosa se anche i suoi ministri si trasformano in ministri di giustizia; la loro fine sarà secondo le loro opere. 16 Lo dico di nuovo: nessuno mi consideri un pazzo; se altrimenti, accoglietemi come un pazzo, affinché io possa vantarmi un po'. 17 Ciò che dico, non lo dico secondo il Signore, ma come in modo stolto, nella fiducia di cui mi vanto. 18 Poiché molti si gloriano secondo la carne, anch'io mi glorierò. 19 Infatti voi sopportate volentieri gli stolti, mentre siete sapienti. 20 Perché voi soffrite se un uomo vi riduce in schiavitù, se un uomo vi divora, se un uomo vi prende, se un uomo si esalta, se un uomo vi percuote in faccia. 21 Io parlo come per rimprovero, come se fossimo stati deboli. Tuttavia, dovunque qualcuno è ardito, (parlo stoltamente), anch'io sono ardito. 22 Sono Ebrei? Lo sono anch'io. Sono Israeliti? Lo sono anch'io. Sono la progenie di Abramo? Lo sono anch'io. 23 Sono forse ministri di Cristo? (Parlo da stolto). Io lo sono di più: molto più di me nelle fatiche, molto più di me nelle percosse, molto più di me nelle prigioni, spesso in pericolo di morte. 24 Dai Giudei cinque volte ho ricevuto quaranta colpi meno uno. 25 Tre volte sono stato battuto con le verghe, una volta sono stato lapidato, tre volte ho fatto naufragio, ho trascorso un giorno e una notte in acque profonde; 26 Spesso in viaggi, in pericoli di fiumi, in pericoli di briganti, in pericoli da parte dei miei connazionali, in pericoli da parte dei pagani, in pericoli nella città, in pericoli nel deserto, in pericoli nel mare, in pericoli tra falsi fratelli;

1 Ora io stesso, Paolo, vi esorto per la mansuetudine e la dolcezza di Cristo, che quando sono presente tra voi sono umile, ma quando sono assente sono ardito verso di voi: 2 Ma vi prego di non usare, quando sarò presente, quella sicurezza con cui ritengo di poter essere ardito contro alcuni che ci ritengono come se camminassimo secondo la carne. 3 Infatti, anche se camminiamo nella carne, non militiamo secondo la carne; 4 (Infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze); 5 distruggendo i ragionamenti e ogni altezza che si eleva contro la conoscenza di Dio, e facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo; 6 E siamo pronti a punire ogni disubbidienza, quando la vostra ubbidienza sarà completa. 7 Guardate voi alle cose secondo l'apparenza esteriore? Se uno confida in se stesso di essere di Cristo, pensi di nuovo da sé stesso che, come lui è di Cristo, così anche noi siamo di Cristo. 8 Infatti, anche se mi vantassi un po' di più dell'autorità che il Signore ci ha data per la vostra edificazione e non per la vostra distruzione, non ne sarei svergognato. 9 Affinché non sembri che io voglia spaventarvi con le mie lettere. 10 Perché le sue lettere, dicono, sono gravi e potenti; ma la sua presenza fisica è debole e la sua parola spregevole. 11 Quel tale pensi questo: quali siamo a parole, per iscritto, quando siamo assenti, tali saremo anche nei fatti quando saremo presenti. 12 Poiché noi non osiamo annoverarci o paragonarci con alcuni che si raccomandano da sé; ma costoro, misurando se stessi e paragonandosi con se stessi, non sono saggi. 13 Ma noi non ci vanteremo oltre misura, ma secondo la misura del dominio che Dio ci ha assegnato, per arrivare fino a voi. 14 Poiché non ci estendiamo oltre misura, come se non fossimo arrivati fino a voi; perché fino a voi siamo giunti anche con la predicazione del vangelo di Cristo. 15 Non ci vantiamo di cose smisurate, cioè di fatiche altrui, ma abbiamo la speranza che, crescendo la vostra fede, saremo accresciuti tra voi secondo la nostra norma, 16 per evangelizzare anche le regioni al di là del vostro, senza vantarci di beni altrui già predisposti. 17 Ma chi si gloria, si glori nel Signore. 18 Infatti non colui che raccomanda se stesso è approvato, ma colui che il Signore raccomanda. CAPITOLO 11 1 Oh, se solo poteste sopportare un po' la mia stoltezza! E sopportatemi pure. 2 Poiché io provo gelosia per voi con una gelosia di Dio, perché vi ho fidanzati a un unico sposo, per presentarvi come una casta vergine a Cristo. 3 Ma temo che, come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così le vostre menti vengano corrotte e sviate dalla semplicità e dalla semplicità nei riguardi di Cristo. 4 Perché se uno viene a predicarvi un altro Gesù, diverso da quello che abbiamo predicato noi, o se si tratta di

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2 CORINZI

27 Nella fatica e nel dolore, nelle veglie senza numero, nella fame e nella sete, nei digiuni senza numero, nel freddo e nella nudità. 28 Oltre a queste cose esteriori, quello che mi assale ogni giorno è la preoccupazione per tutte le chiese. 29 Chi è debole, che anch'io non lo sia? Chi è scandalizzato, che io non arda? 30 Se è necessario gloriarmi, mi glorierò delle cose che riguardano le mie debolezze. 31 Il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che è benedetto in eterno, sa che non mento. 32 A Damasco il governatore del re Areta tenne una guarnigione nella città dei Damasceni, desideroso di catturarmi. 33 E attraverso una finestra fui calato giù in una cesta lungo il muro e sfuggii alle sue mani. CAPITOLO 12 1 Non è certamente opportuno per me gloriarmi. Verrò alle visioni e alle rivelazioni del Signore. 2 Conosco un uomo in Cristo che, quattordici anni fa (se con il corpo o fuori del corpo non lo so, lo sa Dio), fu rapito fino al terzo cielo. 3 E io conosco quell'uomo (se con il corpo o senza il corpo non lo so, lo sa Dio); 4 Come fu rapito in paradiso e udì parole ineffabili, che non è lecito ad alcuno pronunziare. 5 Di lui mi glorierò; ma di me stesso non mi glorierò, se non delle mie debolezze. 6 Poiché anche se volessi gloriarmi, non sarei uno stolto, perché direi la verità; ma ora me ne astengo, perché nessuno mi giudichi più di quello che vede che sono o sente dire da me. 7 E perché io non avessi a insuperbire per l'eccellenza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un angelo di Satana per schiaffeggiarmi, affinché io non insuperbisca. 8 Per questo motivo ho pregato tre volte il Signore che l'allontanasse da me. 9 Ed egli mi ha detto: La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza. Perciò molto volentieri mi glorierò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su me. 10 Per questo mi compiaccio nelle mie debolezze, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per amore di Cristo: perché quando sono debole, allora sono forte. 11 Sono diventato pazzo nel vantarmi; siete voi che mi avete costretto, perché avrei dovuto essere raccomandato da voi; perché non sono per nulla inferiore ai sommi apostoli, benché io non sia nulla. 12 Veramente i segni dell'apostolo sono stati compiuti tra voi con ogni pazienza, con segni, prodigi e opere potenti. 13 In che cosa infatti siete stati inferiori alle altre chiese, se non nel fatto che io stesso non vi sono stato di peso? Perdonatemi questa ingiuria. 14 Ecco, è la terza volta che sono pronto a venire da voi; e non vi sarò di peso, perché non cerco i vostri beni, ma voi; perché non sono i figli a dover mettere da parte per i genitori, ma i genitori per i figli.

15 E molto volentieri spenderò e sarò speso per voi; anche se vi amo più intensamente, sono amato di meno. 16 Ma sia pure, io non vi sono stato di peso; tuttavia, essendo astuto, vi ho presi con inganno. 17 Ho forse tratto vantaggio da voi per mezzo di qualcuno di quelli che vi ho mandato? 18 Ho pregato Tito, e con lui ho mandato un fratello. Tito ha forse tratto profitto da voi? Non abbiamo camminato nello stesso spirito? Non abbiamo camminato nelle stesse orme? 19 Ancora, pensate che ci giustifichiamo con voi? Noi parliamo davanti a Dio, in Cristo; ma facciamo tutto, carissimi, per la vostra edificazione. 20 Perché temo che, quando verrò, non vi trovi quali vorrei, e che io stesso sia trovato da voi quale non mi vorreste; che non vi siano contese, invidie, ire, risse, maldicenza, insinuazioni, orgoglio, tumulti. 21 E che talora, quando verrò di nuovo, il mio Dio non mi umilierà davanti a voi, e io non piangerò su molti che hanno già peccato e non si sono pentiti dell'impurità, della fornicazione e della dissolutezza che hanno commesso. CAPITOLO 13 1 Questa è la terza volta che vengo da voi. Ogni parola sarà confermata dalla bocca di due o tre testimoni. 2 Ve l'ho detto prima e ve lo predico, come se fossi presente, la seconda volta; e ora, essendo assente, scrivo a coloro che hanno peccato in passato e a tutti gli altri che, se verrò di nuovo, non risparmierò nessuno; 3 Poiché cercate la prova che Cristo parla in me, egli non è debole verso di voi, ma è potente in voi. 4 Poiché egli, benché sia stato crocifisso per debolezza, vive tuttavia per la potenza di Dio. Poiché anche noi siamo deboli in lui, ma vivremo con lui per la potenza di Dio verso di voi. 5 Esaminate voi stessi se siete nella fede; mettete alla prova voi stessi. Non riconoscete voi stessi che Gesù Cristo è in voi, a meno che non siate reprobi? 6 Ma io spero che voi sappiate che noi non siamo dei riprovatori. 7 Ora prego Dio che non facciate alcun male; non perché noi appariamo approvati, ma perché facciate ciò che è onesto, anche se noi siamo come riprovati. 8 Poiché non possiamo far nulla contro la verità, ma a favore della verità. 9 Poiché ci rallegriamo quando noi siamo deboli e voi siete forti; e questo desideriamo anche: la vostra perfezione. 10 Perciò scrivo queste cose da assente, per non dover usare severità, quando sarò presente, con il potere che il Signore mi ha dato per l'edificazione e non per la distruzione. 11 Infine, fratelli, addio. Siate perfetti, siate di buon animo, siate di una sola mente, vivete in pace; e il Dio dell'amore e della pace sarà con voi. 12 Salutatevi a vicenda con un bacio santo. 13 Ti salutano tutti i santi. 14 La grazia del Signore Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi. Amen. (La seconda epistola ai Corinzi fu scritta da Filippi, una città della Macedonia, da Tito e Luca.)

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Galati

CAPITOLO 2

CAPITOLO 1 1 Paolo, apostolo (non da parte di uomini, né per mezzo di uomo, ma per mezzo di Gesù Cristo e di Dio Padre, che lo ha risuscitato dai morti); 2 E tutti i fratelli che sono con me, alle chiese della Galazia: 3 Grazia a voi e pace da Dio Padre e dal Signore nostro Gesù Cristo, 4 che ha dato se stesso per i nostri peccati, per liberarci dal presente mondo malvagio, secondo la volontà del nostro Dio e Padre, 5 Al quale sia la gloria nei secoli dei secoli. Amen. 6 Mi meraviglio che così presto da colui che vi ha chiamati mediante la grazia di Cristo passiate a un altro vangelo. 7 Il quale non è un altro; ma vi sono alcuni che vi turbano e vogliono pervertire il vangelo di Cristo. 8 Ma anche se noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anatema. 9 Come abbiamo detto prima, lo dico di nuovo ora: se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema. 10 Infatti, cerco io ora di persuadere gli uomini, oppure Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Perché se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo. 11 Ora, fratelli, vi dichiaro che il vangelo da me annunziato non è secondo l'uomo. 12 Poiché io stesso non l'ho ricevuto né l'ho imparato da uomini, ma l'ho ricevuto per rivelazione di Gesù Cristo. 13 Voi infatti avete sentito parlare della mia condotta in passato nel giudaismo, come perseguitavo smisuratamente la chiesa di Dio e la devastavo. 14 E mi distinguevo nella religione giudaica più di molti miei coetanei nella mia nazione, essendo straordinariamente zelante nelle tradizioni dei miei padri. 15 Ma quando piacque a Dio, che mi scelse fin dal grembo di mia madre e mi chiamò con la sua grazia, 16 per rivelare in me il Figlio suo, perché io lo annunziassi fra i pagani; subito, senza consultarmi con carne e sangue, 17 E non salii a Gerusalemme da coloro che erano stati apostoli prima di me, ma andai in Arabia e poi ritornai a Damasco. 18 Poi, dopo tre anni, salii a Gerusalemme per vedere Pietro e rimasi presso di lui quindici giorni. 19 Ma non vidi nessuno degli apostoli, se non Giacomo, il fratello del Signore. 20 Ora, riguardo alle cose che vi scrivo, ecco, davanti a Dio non mentisco. 21 Poi giunsi nelle regioni della Siria e della Cilicia; 22 Ed ero sconosciuto di persona alle chiese della Giudea che sono in Cristo; 23 Essi avevano soltanto sentito dire: «Colui che un tempo ci perseguitava, ora predica la fede che un tempo egli distruggeva». 24 E glorificarono Dio in me.

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1 Poi, dopo quattordici anni, salii di nuovo a Gerusalemme con Barnaba, prendendo con me anche Tito. 2 E vi salii in seguito a una rivelazione, e spiegai loro il vangelo che io predico tra i pagani, ma lo esposi privatamente a coloro che erano più ragguardevoli, per timore di correre o di aver corso invano. 3 Ma neppure Tito, che era con me, essendo Greco, fu costretto a farsi circoncidere; 4 E questo a causa di falsi fratelli introdotti di nascosto, i quali erano venuti di nascosto per spiare la nostra libertà che abbiamo in Cristo Gesù, per ridurci in schiavitù. 5 A lui abbiamo ceduto con sottomissione, neppure per un momento, affinché la verità del vangelo rimanesse salda tra voi. 6 Ma da quelli che erano considerati qualche cosa (qualunque cosa fossero, non mi importa: Dio non ha riguardo alla persona di nessuno), quelli che erano considerati qualche cosa nel convegno non mi aggiunsero nulla; 7 Ma al contrario, quando videro che il vangelo degli incirconcisi era stato affidato a me, come quello dei circoncisi a Pietro; 8 (Infatti colui che aveva agito efficacemente in Pietro per l'apostolato della circoncisione, aveva agito efficacemente in me verso i pagani). 9 E quando Giacomo, Cefa e Giovanni, che erano ritenuti colonne, riconobbero la grazia che mi era stata data, diedero a me e a Barnaba la mano destra in segno di comunione, affinché noi andassimo ai pagani ed essi alla circoncisione. 10 Soltanto, vollero che ci ricordassimo dei poveri; e anch'io mi sono impegnato a farlo. 11 Ma quando Pietro giunse ad Antiochia, io gli resistetti in faccia, perché era da biasimare. 12 Infatti, prima che giungessero alcuni da parte di Giacomo, egli mangiava con i pagani; ma quando quelli giunsero, si ritirò e si separò, per timore dei circoncisi. 13 E anche gli altri Giudei si misero a simulare con lui, al punto che anche Barnaba si lasciò trascinare dalla loro simulazione. 14 Ma quando vidi che non camminavano rettamente secondo la verità del vangelo, dissi a Pietro in presenza di tutti: Se tu, che sei Giudeo, vivi secondo la tradizione dei pagani e non secondo i Giudei, perché costringi i pagani a vivere secondo la tradizione dei Giudei? 15 Noi che siamo Giudei per natura e non peccatori tra i pagani, 16 Sapendo che l'uomo non è giustificato per le opere della legge ma per mezzo della fede in Gesù Cristo, abbiamo creduto anche noi in Gesù Cristo, per essere giustificati mediante la fede in Cristo e non mediante le opere della legge; perché per mezzo delle opere della legge nessuna carne sarà giustificata. 17 Ma se, mentre cerchiamo di essere giustificati in Cristo, siamo anche noi trovati peccatori, è forse Cristo il ministro del peccato? Dio non voglia. 18 Perché se io riedifico le cose che ho distrutto, mi presento come trasgressore. 19 Poiché mediante la legge io sono morto alla legge, affinché io viva per Dio.


Galati

20 Io sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. E la vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me. 21 Io non annullo la grazia di Dio; perché se la giustizia viene dalla legge, Cristo è morto invano. CAPITOLO 3 1 O Galati insensati, chi vi ha ammaliati perché non ubbidiate alla verità, voi, davanti ai cui occhi Gesù Cristo è stato rappresentato crocifisso tra voi? 2 Questo soltanto vorrei sapere da voi: avete ricevuto lo Spirito mediante le opere della legge o mediante la predicazione della fede? 3 Siete così insensati? Dopo aver cominciato nello Spirito, siete ora resi perfetti nella carne? 4 Avete sofferto tante cose invano? Se pure è stato invano. 5 Colui dunque che vi somministra lo Spirito e opera miracoli tra voi, lo fa mediante le opere della legge o mediante la predicazione della fede? 6 Come Abramo credette a Dio, e ciò gli fu accreditato come giustizia. 7 Sappiate dunque che quelli che hanno la fede sono figli di Abramo. 8 E la Scrittura, prevedendo che Dio avrebbe giustificato i pagani mediante la fede, predicò ad Abramo questo vangelo: In te saranno benedette tutte le genti. 9 Così dunque coloro che hanno fede sono benedetti col fedele Abramo. 10 Poiché tutti quelli che si basano sulle opere della legge sono sotto la maledizione, poiché sta scritto: Maledetto chiunque non persevera in tutte le cose scritte nel libro della legge per praticarle. 11 Ora, che nessuno sia giustificato mediante la legge davanti a Dio, è evidente: il giusto vivrà per fede. 12 Or la legge non si basa sulla fede; ma: L'uomo che le mette in pratica, vivrà per esse. 13 Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi (poiché sta scritto: «Maledetto chiunque è appeso al legno»); 14 affinché la benedizione di Abramo giungesse ai pagani per mezzo di Gesù Cristo, e noi ricevessimo la promessa dello Spirito mediante la fede. 15 Fratelli, io parlo secondo la tradizione umana: un patto, anche se è un patto umano, una volta ratificato, nessuno lo annulla o vi aggiunge qualcosa. 16 Ora ad Abramo e alla sua discendenza furono fatte le promesse. Egli non dice: E alle discendenti, come di molti; ma come di uno solo: E alla tua discendenza, che è Cristo. 17 Or questo io dico: il patto, che fu confermato prima da Dio in Cristo, la legge, che venne quattrocentotrent'anni dopo, non può annullarlo, così da rendere nulla la promessa. 18 Infatti, se l'eredità viene dalla legge, non viene più dalla promessa; ma Dio la diede ad Abramo mediante la promessa. 19 A che serve dunque la legge? Essa fu aggiunta a causa delle trasgressioni, finché venisse la progenie alla quale era stata fatta la promessa; e fu ordinata dagli angeli nella mano di un mediatore. 20 Ora, un mediatore non è mediatore di una sola persona, ma Dio è uno solo.

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21 La legge è dunque contraria alle promesse di Dio? Dio non voglia: perché se fosse stata data una legge che potesse dare la vita, certamente la giustizia sarebbe stata per mezzo della legge. 22 Ma la Scrittura ha rinchiuso ogni cosa sotto peccato, affinché la promessa fosse data ai credenti mediante la fede in Gesù Cristo. 23 Ma prima che venisse la fede, noi eravamo custoditi sotto la legge, rinchiusi, in attesa della fede che doveva essere rivelata. 24 Perciò la legge è stata il nostro pedagogo per condurci a Cristo, affinché fossimo giustificati per fede. 25 Ma quando la fede è venuta, non siamo più sotto un pedagogo. 26 Poiché voi tutti siete figli di Dio per mezzo della fede in Cristo Gesù. 27 Poiché quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. 28 Non c'è né Giudeo né Greco, non c'è né schiavo né libero, non c'è né maschio né femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù. 29 E se siete di Cristo, siete dunque discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa. CAPITOLO 4 1 Ora io dico che per tutto il tempo che l'erede è minorenne, non differisce in nulla dal servo, benché sia signore di tutto; 2 Ma è sotto tutori e amministratori fino al tempo stabilito dal padre. 3 Così anche noi, quando eravamo bambini, eravamo tenuti in schiavitù dagli elementi del mondo; 4 Ma quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, 5 per riscattare coloro che erano sotto la legge, affinché noi ricevessimo l'adozione a figli. 6 E perché siete figli, Dio ha mandato lo Spirito del suo Figlio nei nostri cuori, che grida: Abbà, Padre. 7 Perciò non sei più schiavo, ma figlio; e se figlio, sei anche erede di Dio per mezzo di Cristo. 8 Ma allora, quando non conoscevate Dio, avete servito coloro che per natura non sono dèi. 9 Ma ora, dopo aver conosciuto Dio, o meglio, essere stati conosciuti da Dio, come mai vi rivolgete di nuovo ai deboli e poveri elementi, ai quali volete di nuovo essere asserviti? 10 Voi osservate giorni, mesi, stagioni e anni. 11 Ho paura di voi, di aver faticato invano per voi. 12 Fratelli, vi prego, siate come me, perché io sono come voi; non mi avete fatto alcun torto. 13 Voi sapete che fu per debolezza della carne che vi annunziai la buona novella fin dal principio. 14 E voi non disprezzate né respinte la mia tentazione nella carne, ma mi accogliete come un angelo di Dio, come Cristo Gesù. 15 Dov'è dunque la beatitudine di cui parlavate? Poiché io vi rendo testimonianza che, se fosse stato possibile, vi sareste cavati gli occhi e me li avreste dati. 16 Sono forse diventato vostro nemico perché vi dico la verità? 17 Vi trattano con zelo, ma non nel modo giusto; anzi, vorrebbero escludervi affinché li trattaste male.


Galati

18 Ma è bene essere sempre zelanti nel bene, e non solo quando sono presente tra voi. 19 Figlioli miei, che di nuovo partorisco nel dolore finché Cristo non sia formato in voi, 20 Desidero essere presente ora con voi e cambiare la mia voce, perché ho dei dubbi su di voi. 21 Ditemi, voi che volete essere sotto la legge: non ascoltate la legge? 22 Sta scritto infatti che Abramo ebbe due figli, uno dalla schiava e l'altro dalla donna libera. 23 Ma quello nato dalla schiava, fu generato secondo la carne; quello nato dalla donna libera, in virtù della promessa. 24 Queste cose sono un'allegoria: poiché queste sono le due alleanze: quella del monte Sinai, che genera alla schiavitù, che è Agar. 25 Poiché questa Agar è il monte Sinai in Arabia, e corrisponde alla Gerusalemme attuale, che è schiava con i suoi figli. 26 Ma la Gerusalemme di lassù è libera, ed è la madre di tutti noi. 27 Poiché sta scritto: Rallegrati, o sterile, che non partorisci; prorompi in grida di gioia, tu che non conosci le doglie, perché la donna abbandonata ha più figli di colei che ha marito. 28 Ora noi, fratelli, siamo figli della promessa, come lo fu Isacco. 29 Ma come allora colui che era nato secondo la carne perseguitava quello che era nato secondo lo Spirito, così avviene anche ora. 30 Tuttavia, che dice la Scrittura? Cacciate via la schiava e suo figlio, perché il figlio della schiava non sarà erede col figlio della donna libera. 31 Così dunque, fratelli, noi non siamo figli della schiava, ma della libera.

12 Vorrei che fossero tagliati fuori quelli che ti turbano. 13 Poiché, fratelli, siete stati chiamati alla libertà; soltanto non usate questa libertà per dare un'occasione alla carne, ma per mezzo dell'amore servite gli uni gli altri. 14 Poiché tutta la legge trova la sua pienezza in questa sola parola: Amerai il tuo prossimo come te stesso. 15 Ma se vi mordete e vi divorate a vicenda, guardate di non essere distrutti gli uni dagli altri. 16 Questo vi dico: camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne. 17 Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose sono opposte tra loro, sicché non potete fare quello che vorreste. 18 Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la legge. 19 Ora le opere della carne sono manifeste, e sono: adulterio, fornicazione, impurità, dissolutezza, 20 Idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, sedizioni, eresie, 21 Invidie, omicidi, ubriachezze, orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come vi ho già detto, che chi le fa non erediterà il regno di Dio. 22 Ma il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, 23 Mansuetudine e temperanza: contro queste cose non c'è legge. 24 Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con i suoi affetti e i suoi desideri. 25 Se viviamo nello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito. 26 Non cerchiamo vanagloria, provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri. CAPITOLO 6 1 Fratelli, se uno viene sorpreso in qualche fallo, voi che siete spirituali, correggetelo con spirito di dolcezza; badate bene a te stesso, affinché anche tu non sia tentato. 2 Portate i pesi gli uni degli altri e così adempirete la legge di Cristo. 3 Perché se uno pensa di essere qualcosa, mentre non è nulla, inganna se stesso. 4 Ma ciascuno esamini la propria opera, e allora avrà motivo di vanto solo in se stesso e non negli altri. 5 Poiché ciascuno porterà il proprio fardello. 6 Chi viene istruito nella Parola faccia parte di tutti i suoi beni a chi lo istruisce. 7 Non vi ingannate; Dio non si lascia beffare; perché tutto quello che l'uomo semina, quello pure mieterà. 8 Perché chi semina per la sua carne, dalla carne mieterà corruzione; ma chi semina per lo Spirito, dallo Spirito mieterà vita eterna. 9 E non stanchiamoci di fare il bene; perché, se non ci stanchiamo, mieteremo a suo tempo. 10 Perciò, finché ne abbiamo l'opportunità, operiamo del bene verso tutti, ma soprattutto verso i fratelli nella fede. 11 Vedete con quale grande carattere vi ho scritto di mia mano. 12 Tutti quelli che vogliono fare bella figura nella carne, vi costringono a farvi circoncidere, solo per non essere perseguitati a causa della croce di Cristo.

CAPITOLO 5 1 State dunque saldi nella libertà nella quale Cristo ci ha liberati, e non vi lasciate di nuovo imporre il giogo della schiavitù. 2 Ecco, io Paolo vi dico che se vi fate circoncidere, Cristo non vi gioverà a nulla. 3 Poiché io attesto ancora una volta a ogni uomo circonciso che egli è obbligato ad osservare tutta la legge. 4 Cristo non ha più alcun valore per voi, tutti voi che siete giustificati mediante la legge; siete decaduti dalla grazia. 5 Poiché noi mediante lo Spirito aspettiamo la speranza della giustizia mediante la fede. 6 Poiché in Cristo Gesù non ha alcun valore né la circoncisione né l'incirconcisione, ma la fede che opera per mezzo dell'amore. 7 Voi correvate bene; chi vi ha impedito di ubbidire alla verità? 8 Questa persuasione non viene da colui che vi chiama. 9 Un po' di lievito fa lievitare tutta la pasta. 10 Io ho fiducia in voi nel Signore che non la penserete diversamente; ma chi vi turba, ne subirà la condanna, chiunque egli sia. 11 E io, fratelli, se predico ancora la circoncisione, perché sono ancora perseguitato? Allora sarà cessato lo scandalo della croce.

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Galati

13 Infatti neppure quelli che sono circoncisi osservano la legge, ma vogliono che siate circoncisi per potersi vantare della vostra carne. 14 Ma quanto a me, non sia mai che io mi vanti di altro che della croce del nostro Signore Gesù Cristo, mediante la quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo. 15 Poiché in Cristo Gesù né la circoncisione né l'incirconcisione hanno alcun valore, ma l'essere una nuova creatura. 16 E su tutti coloro che cammineranno secondo questa regola, pace e misericordia siano su di loro, e su tutto l'Israele di Dio. 17 D'ora in poi nessuno mi dia molestia, perché io porto nel mio corpo le stigmate del Signore Gesù. 18 Fratelli, la grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito. Amen. (Ai Galati scritto da Roma.)

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Efesini

CAPITOLO 2

CAPITOLO 1 1 Paolo, apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio, ai santi che sono in Efeso e ai fedeli in Cristo Gesù: 2 Grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo. 3 Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo, 4 Poiché in lui ci ha scelti prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi e irreprensibili al suo cospetto nell'amore, 5 Avendoci predestinati ad essere adottati come suoi figli per mezzo di Gesù Cristo, secondo il beneplacito della sua volontà, 6 A lode della gloria della sua grazia, che ci ha dato nel suo amato Figlio. 7 Nel quale abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati, secondo le ricchezze della sua grazia; 8 Nella quale egli ci ha riversato abbondantemente ogni sapienza e intelligenza; 9 avendoci fatto conoscere il mistero della sua volontà, secondo il disegno benevolo che egli aveva prestabilito in se stesso, 10 per riunire sotto un solo capo, in Cristo, tutte le cose: quelle che sono nei cieli, come quelle che sono sulla terra. 11 Nel quale siamo anche stati fatti eredi, essendo predestinati secondo il proposito di colui che opera tutte le cose secondo il consiglio della sua volontà, 12 affinché fossimo a lode della sua gloria, noi che per primi abbiamo sperato in Cristo. 13 Nel quale anche voi, dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della vostra salvezza, e aver creduto in lui, avete ricevuto il suggello dello Spirito Santo promesso, 14 Il quale è caparra della nostra eredità, fino alla piena redenzione di colui che Dio si è acquistato, a lode della sua gloria. 15 Perciò anch'io, dopo aver sentito parlare della vostra fede nel Signore Gesù e del vostro amore verso tutti i santi, 16 Non cesso mai di rendere grazie per voi, ricordandovi nelle mie preghiere; 17 affinché il Dio del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una più profonda conoscenza di lui, 18 illuminando gli occhi del vostro cuore, affinché sappiate a quale speranza vi ha chiamati e quali siano le ricchezze della gloria della sua eredità tra i santi, 19 E qual è verso di noi che crediamo, l'immensità della sua potenza, secondo l'efficacia della sua potenza, 20 che egli ha operato in Cristo, quando lo ha risuscitato dai morti e lo ha fatto sedere alla sua destra nei luoghi celesti, 21 Al di sopra di ogni principato, potenza, potenza, signoria e di ogni altro nome che si nomina non solo in questo mondo, ma anche in quello futuro. 22 E ha posto ogni cosa sotto i suoi piedi e lo ha dato per capo supremo alla chiesa, 23 che è il suo corpo, la pienezza di colui che porta a compimento ogni cosa in tutti.

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1 E anche voi, che eravate morti nei falli e nei peccati, egli ha vivificati; 2 nei quali un tempo camminaste, seguendo il corso di questo mondo, secondo il principe della potestà dell'aria, di quello spirito che al presente opera nei figli della disubbidienza; 3 Tra i quali anche noi tutti un tempo vivemmo nelle passioni della nostra carne, adempiendo i desideri della carne e della mente, ed eravamo per natura figli d'ira, come gli altri. 4 Ma Dio, che è ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, 5 Anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo (per grazia siete stati salvati); 6 E ci ha risuscitati con lui e ci ha fatti sedere con lui nei luoghi celesti in Cristo Gesù, 7 Affinché egli mostri nei secoli futuri l'immensa ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi per mezzo di Cristo Gesù. 8 Poiché è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi, è il dono di Dio. 9 Non in virtù di opere, affinché nessuno si vanti. 10 Poiché noi siamo opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha precedentemente predisposto perché le praticassimo. 11 Perciò ricordatevi che un tempo voi, che eravate pagani nella carne, chiamati incirconcisi da quelli che si dicono circoncisi nella carne per mano d'uomo, 12 Che in quel tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d'Israele, estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio nel mondo. 13 Ma ora, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani siete diventati vicini grazie al sangue di Cristo. 14 Poiché egli è la nostra pace, colui che ha fatto dei due popoli un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, 15 Avendo abolito nella sua carne la legge dei comandamenti, fatta di precetti, per creare in se stesso dei due un solo uomo nuovo, facendo la pace; 16 e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo per mezzo della croce, avendo ucciso l'inimicizia su di essa, 17 E venne ad annunziare la pace a voi che eravate lontani e a quelli che erano vicini. 18 Poiché per mezzo di lui abbiamo, gli uni e gli altri, accesso al Padre in un solo Spirito. 19 Perciò ora non siete più stranieri né pellegrini, ma concittadini dei santi e familiari di Dio; 20 E siete edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare; 21 Nel quale l'edificio intero, ben collegato insieme, si va innalzando per formare un tempio santo nel Signore, 22 Nel quale anche voi siete edificati insieme per diventare una dimora di Dio per mezzo dello Spirito. CAPITOLO 3 1 Per questa ragione io, Paolo, il prigioniero di Gesù Cristo per voi Gentili, 2 Se avete sentito parlare della dispensazione della grazia di Dio che mi è stata data a vostro favore:


Efesini

3 Come per rivelazione mi ha fatto conoscere il mistero (come ho scritto prima in poche parole, 4 Per mezzo delle quali, leggendo, potrete comprendere la mia conoscenza del mistero di Cristo. 5 Che nelle altre età non fu fatto conoscere ai figli degli uomini come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito; 6 che i Gentili siano coeredi, membri dello stesso corpo e partecipi della promessa in Cristo mediante il Vangelo, 7 Di questo io sono stato fatto ministro, secondo il dono della grazia di Dio a me data secondo l'operazione efficace della sua potenza. 8 A me, che sono il più piccolo di tutti i santi, è stata data questa grazia di annunziare tra i pagani le imperscrutabili ricchezze di Cristo; 9 e per far risplendere a tutti qual è la comunione del mistero che fin dal principio del mondo è nascosto in Dio, che ha creato tutte le cose per mezzo di Gesù Cristo. 10 Affinché ora, per mezzo della chiesa, ai principati e alle potenze nei luoghi celesti sia fatta conoscere la multiforme sapienza di Dio, 11 Secondo il proposito eterno che egli ha attuato in Cristo Gesù, nostro Signore: 12 Nel quale abbiamo libertà di accesso e fiducia mediante la fede in lui. 13 Perciò desidero che non vi perdiate d'animo per le tribolazioni che sopporto per voi, che sono la vostra gloria. 14 Per questo motivo piego le mie ginocchia davanti al Padre del nostro Signore Gesù Cristo, 15 Dal quale ogni famiglia nei cieli e sulla terra prende nome, 16 Affinché egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere rafforzati con potenza, per mezzo del suo Spirito, nell'uomo interiore; 17 Affinché Cristo abiti nei vostri cuori per mezzo della fede, affinché, essendo radicati e fondati nell'amore, 18 Che siano in grado di comprendere con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, la profondità e l'altezza; 19 e conoscere l'amore di Cristo, che sorpassa ogni conoscenza, affinché siate ripieni di tutta la pienezza di Dio. 20 Or a colui che può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente di più di quanto chiediamo o pensiamo, 21 A lui sia la gloria nella chiesa, in Cristo Gesù, per tutte le età, nei secoli dei secoli. Amen. CAPITOLO 4 1 Io dunque, il prigioniero nel Signore, vi esorto a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, 2 Con ogni umiltà e mansuetudine, con pazienza, sopportandovi a vicenda con amore; 3 Sforzandovi di conservare l'unità dello Spirito per mezzo del vincolo della pace. 4 Vi è un solo corpo e un solo Spirito, come pure siete stati chiamati a un'unica speranza, quella della vostra vocazione; 5 Un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, 6 Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è in tutti voi. 7 Ma a ciascuno di noi è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo.

8 Per questo dice: «Salito in alto, ha portato con sé prigionieri e ha dato dei doni agli uomini». 9 Ora, che cosa significa questo: che egli è salito, se non che prima è anche disceso nelle parti più basse della terra? 10 Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per riempire ogni cosa.) 11 Ed è lui che ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori. 12 per il perfezionamento dei santi, per l'opera del ministero, per l'edificazione del corpo di Cristo, 13 finché giungiamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomini fatti, all'altezza della statura perfetta di Cristo. 14 Affinché non siamo più come bambini sballottati e trasportati da ogni vento di dottrina, per la frode degli uomini, per l'astuzia che trae nell'errore. 15 Ma, dicendo la verità nell'amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, Cristo. 16 Da lui tutto il corpo ben collegato e connesso mediante l'aiuto fornito da tutte le giunture, trae il suo sviluppo nella misura del vigore di ogni singola parte, per edificare se stesso nell'amore. 17 Questo dunque dico e attesto nel Signore: non comportatevi più come camminano gli altri pagani nella vanità della loro mente, 18 avendo l'intelletto ottenebrato, estranei alla vita di Dio, a causa dell'ignoranza che è in loro, a causa dell'indurimento del loro cuore. 19 I quali, avendo perduto ogni sensibilità, si sono abbandonati alla dissolutezza, fino a commettere ogni impurità con avidità. 20 Ma voi non avete imparato così a conoscere Cristo; 21 Se pure lo avete ascoltato e siete stati istruiti in lui secondo la verità che è in Gesù, 22 affinché, per quanto riguarda la vostra condotta di prima, vi spogliate dell'uomo vecchio che si corrompe seguendo le passioni ingannevoli, 23 E siate rinnovati nello spirito della vostra mente; 24 e a rivestire l'uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità. 25 Perciò, bando alla menzogna, ciascuno dica la verità al suo prossimo, perché siamo membra gli uni degli altri. 26 Adiratevi e non peccate; il sole non tramonti sopra la vostra ira; 27 E non date luogo al diavolo. 28 Chi rubava non rubi più; anzi si affanni piuttosto a lavorare onestamente con le proprie mani, per avere di che dare a chi è nel bisogno. 29 Nessuna parola cattiva esca dalla vostra bocca; ma se ne avete qualcuna buona, che edifichi e conferisca grazia a chi la ascolta, 30 E non contristate lo Spirito Santo di Dio, col quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione. 31 Sia tolta via da voi ogni amarezza, ogni ira, ogni cruccio, ogni clamore e ogni maldicenza con ogni sorta di cattiveria. 32 E siate benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come anche Dio ha perdonato a voi in Cristo. CAPITOLO 5 1 Siate dunque imitatori di Dio, come figli carissimi;

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Efesini

2 E camminate nell'amore, come anche Cristo ci ha amati e ha dato se stesso per noi, in offerta e sacrificio a Dio, come profumo di soave odore. 3 Ma come si addice ai santi, neppure la fornicazione e ogni impurità o avarizia siano nominate tra voi; 4 Né oscenità, né discorsi insensati, né scherzi, che sono sconvenienti; ma piuttosto rendimento di grazie. 5 Perché questo dovete sapere: nessun fornicatore, né impuro, né avaro (il quale è un idolatra), ha eredità nel regno di Cristo e di Dio. 6 Nessuno vi inganni con vani ragionamenti; perché per queste cose viene l'ira di Dio sui figli della disubbidienza. 7 Non siate dunque loro compagni. 8 Poiché un tempo eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Comportatevi come figli di luce, 9 (Poiché il frutto dello Spirito consiste in ogni bontà, giustizia e verità;) 10 Provando ciò che è gradito al Signore. 11 E non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto riprovatele. 12 Poiché è vergognoso perfino parlare delle cose che vengono fatte da costoro in segreto. 13 Ma tutte le cose che sono condannate sono manifestate dalla luce, perché tutto ciò che è manifestato è luce. 14 Per questo dice: «Svégliati, o tu che dormi, risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà». 15 Badate dunque a comportarvi con circospezione, non da stolti, ma da saggi, 16 Riscattando il tempo, perché i giorni sono malvagi. 17 Perciò non siate disavveduti, ma intendete quale sia la volontà del Signore. 18 E non ubriacatevi di vino, nel quale c'è dissolutezza, ma siate ripieni dello Spirito; 19 Parlandovi a vicenda con salmi, inni e cantici spirituali, cantando e inneggiando con tutto il vostro cuore al Signore; 20 Rendendo continuamente grazie per ogni cosa a Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo; 21 Sottomettendovi gli uni agli altri nel timore di Dio. 22 Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti, come al Signore. 23 Poiché il marito è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, ed egli è il salvatore del corpo. 24 Perciò come la chiesa è sottomessa a Cristo, così le mogli siano sottomesse ai loro mariti in ogni cosa. 25 Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei; 26 per santificarla, purificandola lavandola con l'acqua mediante la parola, 27 per far comparire davanti a sé la sua Chiesa, gloriosa, senza macchia, senza ruga o alcunché di simile, ma santa e irreprensibile. 28 Così gli uomini devono amare le loro mogli come i loro propri corpi. Chi ama sua moglie ama se stesso. 29 Nessuno infatti ha mai odiato la propria carne, ma la nutre e la cura teneramente, come anche il Signore fa con la Chiesa. 30 Poiché noi siamo membra del suo corpo, della sua carne e delle sue ossa. 31 Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno una sola carne. 32 Questo mistero è grande; or lo dico in riferimento a Cristo e alla chiesa.

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33 Ma ciascuno di voi in particolare ami la propria moglie come se stesso; e la moglie rispetti il marito. CAPITOLO 6 1 Figli, ubbidite ai vostri genitori nel Signore, perché ciò è giusto. 2 Onora tuo padre e tua madre (questo è il primo comandamento con promessa); 3 Affinché tu stia bene e possa vivere a lungo sulla terra. 4 E voi, padri, non provocate ad ira i vostri figli, ma allevateli nella disciplina e nell'ammonizione del Signore. 5 Servi, siate obbedienti ai vostri padroni secondo la carne, con timore e tremore, nella semplicità del vostro cuore, come a Cristo; 6 Non servendo per essere visti, come per piacere agli uomini, ma come servi di Cristo, facendo la volontà di Dio di cuore; 7 Servendo con benevolenza, come se serviste il Signore e non gli uomini; 8 Sapendo che qualunque cosa buona uno faccia, la riceverà dal Signore, sia che sia schiavo o libero. 9 E voi, padroni, fate lo stesso verso di loro, astenendovi dalle minacce, sapendo che il vostro Signore è nel cielo e che presso di lui non c'è parzialità. 10 Del resto, fratelli miei, fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza. 11 Rivestitevi della completa armatura di Dio, affinché possiate resistere alle insidie del diavolo. 12 Poiché la nostra lotta non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti. 13 Perciò prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere. 14 State dunque saldi, avendo la verità come cintura dei vostri fianchi, rivestiti con la corazza della giustizia; 15 E i vostri piedi siano calzati con lo zelo che dà il vangelo della pace; 16 Prendete soprattutto lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno. 17 Prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio; 18 Pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni sorta di preghiere e di suppliche, vegliando a questo scopo con ogni perseveranza e supplica per tutti i santi, 19 E anche per me, affinché mi sia data la parola, perché, aprendo la bocca, io possa far conoscere con franchezza il mistero del vangelo, 20 Per questo io sono ambasciatore in catene, affinché io possa parlarne con franchezza, come è mio dovere. 21 Ma affinché anche voi sappiate come sto e come faccio, Tichico, il caro fratello e fedele ministro nel Signore, vi farà sapere ogni cosa. 22 Ve l'ho mandato proprio per questo, affinché conosciate le nostre cose e conforti i vostri cuori. 23 Pace ai fratelli e amore con fede da parte di Dio Padre e del Signore Gesù Cristo. 24 La grazia sia con tutti quelli che amano il nostro Signore Gesù Cristo con sincerità. Amen. (Agli Efesini scritto da Roma, per mano di Tichico.)


Filippesi

26 Affinché il vostro vanto abbondi in Cristo Gesù a mio riguardo, per la mia venuta di nuovo tra voi. 27 Soltanto, comportatevi come si addice al vangelo di Cristo, affinché, sia che io venga e vi veda, sia che io sia assente, senta parlare di voi, e che state fermi in un medesimo spirito, combattendo insieme con un medesimo animo per la fede del vangelo, 28 e non essendo in nulla spaventati dagli avversari; questo è per loro un segno evidente di perdizione, ma per voi di salvezza, e ciò da parte di Dio. 29 Poiché a voi è stata concessa la grazia, rispetto a Cristo, non soltanto di credere in lui, ma anche di soffrire per lui, 30 Avendo lo stesso combattimento che avete visto in me e che ora udite essere in me.

CAPITOLO 1 1 Paolo e Timoteo, servi di Gesù Cristo, a tutti i santi in Cristo Gesù che sono a Filippi, con i vescovi e i diaconi: 2 Grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo. 3 Ringrazio il mio Dio ogni volta che mi ricordo di te, 4 Sempre in ogni mia preghiera, chiedendo con gioia per voi tutti, 5 A motivo della vostra partecipazione al vangelo dal primo giorno fino al presente; 6 Essendo sicuro di questo: che colui che ha cominciato in voi un'opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù. 7 Ed è giusto che io pensi questo di tutti voi, perché vi ho nel cuore; in quanto sia nelle mie catene, sia nella difesa e nella conferma del Vangelo, voi tutti siete partecipi della mia grazia. 8 Poiché Dio mi è testimone del profondo affetto che provo per tutti voi, nel seno di Gesù Cristo. 9 E questo prego, che il vostro amore abbondi sempre più in conoscenza e in ogni discernimento; 10 affinché possiate apprezzare le cose eccellenti, affinché siate sinceri e senza offesa per il giorno di Cristo; 11 Essendo ripieni di frutti di giustizia che si hanno per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio. 12 Ma voglio che sappiate, fratelli, che le cose che mi sono accadute hanno contribuito piuttosto al progresso del Vangelo; 13 Così che le mie catene in Cristo sono manifeste in tutto il palazzo e in tutti gli altri luoghi; 14 E molti fratelli nel Signore, incoraggiati dalle mie catene, hanno preso maggior ardire nell'annunciare la parola senza timore. 15 Alcuni, è vero, predicano Cristo anche per invidia e contesa; ma alcuni anche di buona volontà. 16 Quelli che predicano Cristo con spirito di contesa, non sinceramente, credendo di aggiungere afflizione alle mie catene; 17 Ma l'altra è quella dell'amore, sapendo che sono posto a difesa del vangelo. 18 Che dire dunque? Tuttavia in ogni modo, sia con ipocrisia, sia in verità, Cristo è annunziato; e di questo io mi rallegro e continuerò a rallegrarmene. 19 Perché so che questo tornerà a mia salvezza, mediante la vostra preghiera e l'aiuto dello Spirito di Gesù Cristo, 20 secondo la mia ardente attesa e la mia speranza che in nulla sarò svergognato; ma che con ogni franchezza, come sempre, anche ora Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia mediante la vita, sia mediante la morte. 21 Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno. 22 Ma se il vivere nella carne è frutto della mia fatica; ciò che poi scelgo, non lo so. 23 Poiché sono stretto da due cose: ho il desiderio di partire e di essere con Cristo, il che sarebbe molto meglio. 24 Ma il rimanere nella carne è più necessario per voi. 25 E avendo questa fiducia, so che rimarrò e continuerò a essere con tutti voi per il vostro progresso e la gioia della vostra fede;

CAPITOLO 2 1 Se dunque vi è qualche consolazione in Cristo, se vi è qualche conforto d'amore, se vi è qualche comunione di Spirito, se viscere e compassioni, 2 Rendete perfetta la mia gioia, avendo uno stesso sentimento, uno stesso amore, un solo accordo e un solo sentire. 3 Non fate nulla per spirito di contesa o vanagloria, ma ciascuno, con umiltà, stimi gli altri superiori a se stesso. 4 Ciascuno non cerchi soltanto il proprio interesse, ma anche quello degli altri. 5 Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù: 6 il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; 7 ma svuotò se stesso, prendendo forma di servo e divenendo simile agli uomini; 8 E, trovato esteriormente come un uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. 9 Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, 10 Affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra e sotto terra; 11 e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre. 12 Perciò, miei cari, come avete sempre ubbidito, non solo come in mia presenza, ma molto più ora che sono lontano, compite la vostra salvezza con timore e tremore. 13 Poiché è Dio che produce in voi il volere e l'agire, secondo il suo disegno benevolo. 14 Fate ogni cosa senza mormorii e senza dispute; 15 affinché siate irreprensibili e integri, figli di Dio senza biasimo in mezzo a una generazione storta e perversa, nella quale risplendete come astri nel mondo; 16 Tenendo alta la parola di vita, affinché nel giorno di Cristo io possa vantarmi di non aver corso invano, né invano faticato. 17 E se anche io sono offerto in sacrificio e in offerta per la vostra fede, ne gioisco e me ne rallegro con tutti voi. 18 Per lo stesso motivo anche voi rallegratevi e gioite con me. 19 Ma ho speranza nel Signore Gesù di mandarvi presto Timoteo, affinché anch'io sia confortato nel conoscere la vostra condizione. 20 Infatti non ho nessuno che abbia gli stessi sentimenti e che abbia spontaneamente a cuore la vostra condizione.

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Filippesi

21 Poiché tutti cercano i propri interessi, non quelli di Gesù Cristo. 22 Ma voi conoscete la prova da lui data, perché egli ha servito con me nel vangelo, come un figlio col padre. 23 Spero perciò di mandarvelo presto, appena avrò visto come andrà a finire la cosa. 24 Ma ho fiducia nel Signore che anch'io verrò presto. 25 Ma ho ritenuto necessario mandarvi Epafrodito, mio fratello, mio compagno di lavoro e di lotta, vostro messaggero e colui che ha provveduto alle mie necessità. 26 Poiché egli aveva grande desiderio di vedere tutti voi ed era angosciato perché avevate saputo che era stato malato. 27 Poiché egli era veramente malato e prossimo alla morte; ma Dio ebbe pietà di lui; e non solo di lui, ma anche di me, perché non avessi tristezza su tristezza. 28 Perciò ve l'ho mandato con tanta premura, perché vi rallegriate quando lo vedrete di nuovo, e io sia meno rattristato. 29 Accoglietelo dunque nel Signore con ogni gioia e abbiate stima di persone simili a voi. 30 Perché per l'opera di Cristo egli è stato vicino alla morte, non avendo riguardo alla propria vita, per supplire alla vostra mancanza di servizio verso di me. CAPITOLO 3 1 Del resto, fratelli miei, rallegratevi nel Signore. A me non è gravoso scrivervi le stesse cose, ma a voi è sicuro. 2 Guardatevi dai cani, guardatevi dai cattivi operai, guardatevi dalla concisione. 3 Poiché i veri circoncisi siamo noi, che rendiamo culto a Dio nello Spirito e ci gloriamo in Cristo Gesù, e non ci confidiamo nella carne. 4 Sebbene potessi confidare anche nella carne. Se un altro pensa di avere di che confidare nella carne, io molto di più: 5 Circonciso l'ottavo giorno, della stirpe d'Israele, della tribù di Beniamino, Ebreo da Ebrei; quanto alla legge, fariseo; 6 Quanto allo zelo, perseguitando la chiesa; quanto alla giustizia che è nella legge, irreprensibile. 7 Ma le cose che per me erano un guadagno, le ho considerate una perdita, a causa di Cristo. 8 Anzi, ritengo che ogni cosa sia una perdita di fronte all'eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho perso tutte le cose e le ritengo come spazzatura per guadagnare Cristo, 9 e di essere trovato in lui, non avendo una mia giustizia derivante dalla legge, ma quella che si ha mediante la fede in Cristo: la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede; 10 Affinché io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la comunione delle sue sofferenze, essendo reso conforme alla sua morte; 11 Se in qualche modo potessi giungere alla risurrezione dei morti. 12 Non che io abbia già ottenuto tutto questo o sia già arrivato alla perfezione; ma proseguo il cammino per cercare di afferrare il premio, perché anche sono stato afferrato da Cristo Gesù. 13 Fratelli, io non ritengo di averlo già afferrato; ma una cosa faccio: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti,

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14 Corro verso la mèta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù. 15 Noi dunque, quanti siamo perfetti, abbiamo questi sentimenti; e se in qualche cosa avete diverso sentimento, anche questo Dio vi rivelerà. 16 Tuttavia, ciò a cui siamo già giunti, camminiamo secondo la stessa regola, abbiamo gli stessi pensieri. 17 Fratelli, siate miei imitatori e osservate coloro che si comportano secondo l'esempio che avete in noi. 18 (Poiché molti camminano da nemici della croce di Cristo (ve l'ho detto spesso e ora ve lo dico piangendo), 19 La cui fine è la perdizione, il cui Dio è il ventre e la cui gloria è nella loro vergogna, e hanno l'animo alle cose della terra.) 20 Poiché la nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il Salvatore, il Signore Gesù Cristo, 21 il quale trasformerà il nostro misero corpo rendendolo conforme al suo corpo glorioso, in virtù del potere che egli ha di sottomettere ogni cosa a sé stesso. CAPITOLO 4 1 Perciò, fratelli miei carissimi e desideratissimi, mia gioia e mia corona, rimanete saldi nel Signore, carissimi. 2 Esorto Evodia ed esorto Sintìche ad avere un medesimo sentimento nel Signore. 3 E prego anche te, vero compagno di giogo, aiuta quelle donne che hanno lottato con me per il Vangelo, con Clemente e con gli altri miei collaboratori, i cui nomi sono nel libro della vita. 4 Rallegratevi sempre nel Signore; lo ripeto: rallegratevi. 5 La vostra moderazione sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è vicino. 6 Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio mediante preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti. 7 E la pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù. 8 Infine, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, se vi è qualche virtù e se vi è qualche lode, pensate a queste cose. 9 Quelle cose che avete imparato, ricevuto, udito e veduto in me, fatele; e il Dio della pace sarà con voi. 10 Ma mi sono rallegrato grandemente nel Signore, perché finalmente la vostra sollecitudine per me è rifiorita; e voi eravate già solleciti, ma vi è mancata l'opportunità. 11 Non lo dico perché mi trovi nel bisogno, perché ho imparato ad accontentarmi dello stato in cui mi trovo. 12 So vivere nella miseria e so vivere nell'abbondanza; in ogni cosa e in ogni cosa sono ammaestrato a essere sazio e ad aver fame, ad abbondare e a soffrire la miseria. 13 Io posso ogni cosa in colui che mi dà la forza. 14 Tuttavia avete fatto bene a prender parte alla mia afflizione. 15 Ora, anche voi Filippesi sapete che all'inizio della predicazione del vangelo, quando partii dalla Macedonia, nessuna chiesa mi fece parte di alcunché di dare o di avere, se non voi soli. 16 Poiché anche a Tessalonica mi avete mandato una prima e una seconda volta di provvedere al mio bisogno.


Filippesi

17 Non perché io ricerchi i doni, ma perché il frutto abbondi a vostro favore. 18 Ora, io ho tutto e abbondo: sono ricolmo, avendo ricevuto da Epafrodito ciò che mi avete mandato, un profumo di soave odore, un sacrificio accettevole e gradito a Dio. 19 Ma il mio Dio provvederà a ogni vostro bisogno secondo la sua gloriosa ricchezza, in Cristo Gesù. 20 Ora a Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen. 21 Salutate ogni santo in Cristo Gesù. I fratelli che sono con me vi salutano. 22 Vi salutano tutti i santi, principalmente quelli della casa di Cesare. 23 La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con tutti voi. Amen. (Ai Filippesi scritto da Roma, da Epafrodito.)

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Colossesi CAPITOLO 1 1 Paolo, apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio, e il fratello Timoteo, 2 Ai santi e fedeli fratelli in Cristo che sono a Colosse: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo. 3 Rendiamo grazie a Dio, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, pregando continuamente per voi, 4 Poiché abbiamo sentito parlare della vostra fede in Cristo Gesù e dell'amore che avete verso tutti i santi, 5 Per la speranza che vi è riservata nei cieli, della quale avete già udito parlare nella parola di verità del vangelo; 6 che è giunto fino a voi, come in tutto il mondo, e porta frutto, come avviene anche tra voi, dal giorno che ne avete udito parlare e avete conosciuto la grazia di Dio in verità. 7 Come avete imparato anche da Epafra, nostro caro compagno di servizio, che è per voi un fedele ministro di Cristo; 8 Egli ci ha anche fatto conoscere il vostro amore nello Spirito. 9 Per questo anche noi, dal giorno che ne abbiamo sentito parlare, non cessiamo di pregare per voi e di chiedere che siate ricolmi della conoscenza della sua volontà in ogni sapienza e intelligenza spirituale, 10 affinché camminiate in modo degno del Signore, per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio; 11 Fortificati con ogni forza, secondo la sua gloriosa potenza, per essere in ogni pazienza e longanimità, con gioia; 12 Rendendo grazie al Padre che ci ha messi in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce, 13 Egli ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio, 14 Nel quale abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati, 15 Egli è l'immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura; 16 Poiché in lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili: troni, signorie, principati, potenze; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. 17 Egli è prima di ogni cosa, e tutte le cose sussistono in lui. 18 Egli è il capo del corpo, cioè della chiesa; egli è il principio, il primogenito dai morti, affinché in ogni cosa abbia il primato. 19 Poiché piacque al Padre che in lui abitasse ogni pienezza, 20 E avendo fatto la pace mediante il sangue della sua croce, per mezzo di lui riconciliare tutte le cose a sé stesso; per mezzo di lui, dico, tanto le cose che sono sulla terra, quanto quelle che sono nei cieli. 21 E voi, che un tempo eravate estranei e nemici a causa dei vostri pensieri e delle vostre opere malvagie, ora egli vi ha riconciliati.

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22 nel corpo della sua carne mediante la morte, per presentarvi santi, senza macchia e senza riprova davanti a lui, 23 Se perseverate nella fede, fondati e saldi, e non vi lasciate smuovere dalla speranza del vangelo che avete udito, che è stato predicato a ogni creatura sotto il cielo, e di cui io, Paolo, sono diventato ministro; 24 Ora mi rallegro delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la chiesa. 25 Di cui io sono diventato ministro, secondo l'incarico che Dio mi ha affidato a vostro favore, per portare a compimento la parola di Dio; 26 Il mistero nascosto da secoli e da generazioni, ma ora manifestato ai suoi santi: 27 Ai quali Dio ha voluto far conoscere qual è la gloriosa ricchezza di questo mistero tra i pagani: Cristo in voi, la speranza della gloria. 28 che noi predichiamo, ammonendo ogni uomo e ogni uomo istruendo con ogni sapienza, affinché presentiamo ogni uomo perfetto in Cristo Gesù, 29 Per questo anch'io mi affatico, combattendo con la sua azione, che opera in me con potenza. CAPITOLO 2 1 Poiché vorrei che sapeste quale grande lotta io sostengo per voi, per quelli di Laodicea e per tutti coloro che non hanno visto il mio volto di persona; 2 affinché i loro cuori siano consolati, essendo uniti insieme nell'amore, e giungano a tutte le ricchezze della piena certezza dell'intelligenza, per il riconoscimento del mistero di Dio, del Padre e di Cristo; 3 Nel quale sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza. 4 Questo lo dico affinché nessuno vi inganni con parole seducenti. 5 Perché, anche se sono assente con la carne, sono tuttavia con voi con lo spirito, gioendo e contemplando il vostro ordine e la fermezza della vostra fede in Cristo. 6 Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui; 7 Radicati e fondati in lui, e resi saldi nella fede, come vi è stato insegnato, abbondando in essa con rendimento di grazie. 8 Guardate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vani raggiri ispirati alla tradizione degli uomini, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo. 9 Poiché in lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità. 10 E voi avete raggiunto la pienezza in lui, che è il capo di ogni principato e di ogni potestà, 11 Nel quale siete anche stati circoncisi di una circoncisione non fatta da mano d'uomo, mediante la circoncisione di Cristo, nello spogliamento del corpo dei peccati della carne. 12 Essendo stati sepolti con lui nel battesimo, nel quale siete anche stati risuscitati con lui mediante la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti. 13 E voi, che eravate morti nei vostri peccati e nella incirconcisione della vostra carne, Dio ha vivificati con lui, perdonandoci tutti i peccati,


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14 Egli ha cancellato il documento a noi ostile, i cui comandamenti erano contro di noi, e lo ha tolto di mezzo, inchiodandolo sulla croce; 15 E avendo spogliato i principati e le potenze, ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro per mezzo della croce. 16 Nessuno dunque vi giudichi riguardo al cibo o al bere, o rispetto a feste, a noviluni o a sabati; 17 I quali sono ombra di cose future; ma il corpo è di Cristo. 18 Nessuno vi privi della ricompensa con un'umiltà volontaria e con il culto degli angeli, occupandosi di cose che non ha visto, vanamente gonfio della sua mente carnale, 19 e non attenendosi al Capo, dal quale tutto il corpo, ricevendo nutrimento mediante giunture e legami, è unito e cresce nella crescita che viene da Dio. 20 Perciò se siete morti con Cristo agli elementi del mondo, perché vi lasciate imporre dei precetti come se viveste nel mondo, 21 (Non toccare; non assaggiare; non maneggiare; 22 Tutte queste cose periranno con l'uso secondo i comandamenti e le dottrine degli uomini? 23 Queste cose hanno davvero una parvenza di sapienza nella loro adorazione volontaria, nell'umiltà e nel disprezzo del corpo, ma non in alcun onore che soddisfi la carne. CAPITOLO 3 1 Se dunque siete risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassù, dove Cristo è seduto alla destra di Dio. 2 Abbiate come animo le cose di lassù, non quelle che sono sulla terra. 3 Poiché voi siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio. 4 Quando Cristo, la nostra vita, apparirà, allora anche voi apparirete con lui nella gloria. 5 Fate dunque morire le vostre membra che sono sulla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e avarizia, che è idolatria. 6 Per queste cose l'ira di Dio viene sui figli della disubbidienza; 7 Nelle quali anche voi camminaste un tempo, quando vivevate in esse. 8 Ma ora deponete anche voi tutte queste cose: ira, collera, cattiveria, bestemmia e parole oscene dalla vostra bocca. 9 Non mentite gli uni agli altri, perché vi siete spogliati dell'uomo vecchio con le sue azioni, 10 e vi siete rivestiti dell'uomo nuovo, che si rinnova nella conoscenza ad immagine di colui che lo ha creato; 11 Dove non c'è né Greco né Giudeo, circoncisione né incirconcisione, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo è tutto e in tutti. 12 Rivestitevi dunque, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di benevolenza, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza; 13 Sopportandovi a vicenda e perdonandovi a vicenda, se uno ha di che dolersi di un altro. Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi. 14 E al di sopra di tutte queste cose rivestitevi della carità, che è il vincolo della perfezione.

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15 E la pace di Dio, alla quale siete stati chiamati per essere un solo corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti. 16 La parola di Cristo abiti tra voi abbondantemente; ammaestratevi e ammonitevi a vicenda con ogni sapienza, cantando di cuore e sotto l'impulso della grazia al Signore salmi, inni e cantici spirituali. 17 E qualunque cosa facciate, in parola o in opera, fate ogni cosa nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie a Dio Padre per mezzo di lui. 18 Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti, come si conviene nel Signore. 19 Mariti, amate le vostre mogli e non inaspritevi contro di loro. 20 Figli, ubbidite ai vostri genitori in ogni cosa, perché questo è gradito al Signore. 21 Padri, non provocate all'ira i vostri figli, perché non si scoraggino. 22 Servi, ubbidite in ogni cosa ai vostri padroni secondo la carne; non servendo solo per essere visti, come per piacere agli uomini, ma con semplicità di cuore, temendo Dio. 23 E qualunque cosa facciate, fatela di cuore, come per il Signore e non per gli uomini; 24 Sapendo che dal Signore riceverete la ricompensa dell'eredità, perché servite Cristo, il Signore. 25 Ma chi fa ingiustizia riceverà la retribuzione del torto che ha fatto, e non c'è parzialità. CAPITOLO 4 1 Padroni, date ai vostri servi ciò che è giusto ed equo, sapendo che anche voi avete un Padrone nei cieli. 2 Perseverate nella preghiera e vegliate in essa con rendimento di grazie; 3 Pregando nel contempo anche per noi, affinché Dio ci apra la porta della parola, per annunziare il mistero di Cristo, per il quale sono anche in catene; 4 Affinché io lo renda manifesto, come è mio dovere parlarne. 5 Cammina con saggezza verso coloro che sono fuori, riscattando il tempo. 6 Il vostro parlare sia sempre con grazia, condito con sale, per sapere come dovete rispondere a ciascuno. 7 Tutto ciò che mi riguarda ve lo racconterà Tichico, che è un caro fratello e un fedele ministro e compagno nel servizio del Signore: 8 Il quale io vi ho mandato proprio per questo, affinché conosca la vostra condizione e conforti i vostri cuori; 9 Con Onesimo, fedele e caro fratello, che è uno di voi. Essi vi faranno conoscere tutte le cose che si fanno qui. 10 Vi salutano Aristarco, mio compagno di prigionia, e Marco, figlio della sorella di Barnaba, riguardo al quale avete ricevuto degli ordini: se verrà da voi, accoglietelo. 11 E Gesù, che è chiamato Giusto, che è della circoncisione. Questi soli sono miei collaboratori per il regno di Dio, che sono stati un conforto per me. 12 Vi saluta Epafra, che è uno di voi, servo di Cristo, il quale si sforza sempre per voi nelle sue preghiere, affinché siate saldi, perfetti e compiuti in tutta la volontà di Dio. 13 Perché gli rendo testimonianza che ha molto zelo per voi, per quelli di Laodicea e per quelli di Gerapoli. 14 Vi salutano Luca, il caro medico, e Dema.


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15 Salutate i fratelli di Laodicea, Ninfa e la chiesa che è in casa sua. 16 E quando questa epistola sarà letta tra voi, fate che sia letta anche nella chiesa dei Laodicesi; e anche voi leggete l'epistola di Laodicea. 17 E dite ad Archippo: Bada al ministero che hai ricevuto nel Signore, per compierlo. 18 Il saluto è di mia mano, Paolo. Ricordatevi delle mie catene. La grazia sia con voi. Amen. (Scritto da Roma ai Colossesi da Tichico e Onesimo.)

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10 Voi siete testimoni, e lo è anche Dio, come santamente, giustamente e irreprensibilmente ci siamo comportati verso voi che credete, 11 Come sapete, abbiamo esortato, consolato e scongiurato ciascuno di voi, come fa un padre verso i suoi figli, 12 Affinché camminiate in modo degno di Dio, che vi ha chiamati al suo regno e alla sua gloria. 13 Per questo anche noi rendiamo grazie a Dio senza cessare, perché quando avete ricevuto la parola di Dio che noi vi abbiamo predicato, l'avete accolta non come parola di uomini, ma, quale è veramente, come parola di Dio, che opera efficacemente in voi che credete. 14 Poiché voi, fratelli, siete diventati imitatori delle chiese di Dio che sono nella Giudea, in Cristo Gesù, perché anche voi avete sofferto da parte dei vostri connazionali le stesse cose che loro hanno sofferto da parte dei Giudei. 15 Essi hanno ucciso il Signore Gesù e i loro profeti, hanno perseguitato noi, e non piacciono a Dio e sono contrari a tutti gli uomini. 16 Proibendoci di parlare ai pagani perché siano salvati, colmano sempre più i loro peccati, perché l'ira è giunta al colmo. 17 Ma noi, fratelli, essendo stati separati da voi per breve tempo, di persona ma non col cuore, ci siamo sforzati con grande desiderio di vedere il vostro volto. 18 Per questo abbiamo voluto venire da voi, io, Paolo, una e due volte; ma Satana ce l'ha impedito. 19 Poiché qual è la nostra speranza, o gioia, o corona di esultanza? Non siete forse voi stessi alla presenza del nostro Signore Gesù Cristo alla sua venuta? 20 Poiché voi siete la nostra gloria e la nostra gioia.

CAPITOLO 1 1 Paolo, Silvano e Timoteo alla chiesa dei Tessalonicesi che è in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo. 2 Noi rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere; 3 Ricordandoci incessantemente, davanti a Dio e Padre nostro, dell'opera della vostra fede, della fatica del vostro amore e della costanza della vostra speranza nel nostro Signore Gesù Cristo; 4 Conoscendo, fratelli carissimi, la vostra elezione da parte di Dio. 5 Poiché il nostro vangelo non vi è stato annunziato soltanto con parole, ma anche con potenza, con lo Spirito Santo e con grande convinzione; e sapete come ci siamo comportati fra voi per amor vostro. 6 E voi siete diventati imitatori nostri e del Signore, avendo ricevuto la parola con la gioia dello Spirito Santo in mezzo a molte tribolazioni. 7 Così che siete diventati un esempio per tutti i credenti della Macedonia e dell'Acaia. 8 Poiché da voi la parola del Signore ha risuonato non soltanto nella Macedonia e nell'Acaia, ma la divulgazione della vostra fede in Dio si è estesa dovunque; così che non abbiamo bisogno di parlarne. 9 Poiché sono loro stessi a narrare quale sia stata la nostra venuta tra voi e come vi siete convertiti dagli idoli a Dio per servire il Dio vivente e vero, 10 e aspettare dai cieli il suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti, Gesù, che ci ha liberati dall'ira ventura.

CAPITOLO 3

CAPITOLO 2 1 Poiché voi stessi, fratelli, sapete che la nostra venuta tra voi non è stata vana. 2 Ma anche dopo aver sofferto in precedenza ed essere stati oltraggiati, come sapete, a Filippi, abbiamo avuto il coraggio nel nostro Dio di annunziarvi il vangelo di Dio in mezzo a molte lotte. 3 Poiché la nostra esortazione non è basata su inganno, né su impurità, né su frode; 4 Ma come siamo stati approvati da Dio e ci è stato affidato il vangelo, così parliamo, non per piacere agli uomini, ma a Dio, che prova i nostri cuori. 5 Poiché non abbiamo mai usato parole di adulazione, come ben sapete, né pretesti di cupidigia; Dio ne è testimone. 6 E non abbiamo cercato gloria dagli uomini, né da voi, né da altri, pur potendo essere di peso, come apostoli di Cristo. 7 Ma noi siamo stati amorevoli in mezzo a voi, come una nutrice che alleva teneramente i suoi figli; 8 Perciò, mossi da un profondo affetto per voi, eravamo disposti a comunicarvi non solo il vangelo di Dio, ma anche le nostre stesse anime, perché ci eravate cari. 9 Poiché, fratelli, vi ricordate della nostra fatica e del nostro travaglio: lavorando notte e giorno per non essere di peso ad alcuno di voi, vi abbiamo annunziato il vangelo di Dio.

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1 Perciò, quando non potemmo più resistere, pensammo che fosse bene restare soli ad Atene; 2 E abbiamo mandato Timoteo, nostro fratello e ministro di Dio, e nostro collaboratore nel vangelo di Cristo, per confermarvi e confortarvi nella vostra fede; 3 Affinché nessuno sia scosso da queste afflizioni; poiché voi stessi sapete che a questo siamo destinati. 4 Poiché in verità, quando eravamo tra voi, vi predicevamo che avremmo sofferto tribolazione, come poi è accaduto, e voi lo sapete. 5 Per questo motivo, non potendo più resistere, mandai a informarmi sulla vostra fede, perché il tentatore non vi avesse tentati e la nostra fatica fosse risultata vana. 6 Ma ora, quando Timoteo venne da voi a noi e ci portò la buona novella della vostra fede e carità, e che avete sempre buon ricordo di noi, desiderando grandemente di vederci, come anche noi desideriamo vedere voi, 7 Perciò, fratelli, siamo stati consolati a vostro riguardo, in tutta la nostra afflizione e angoscia, mediante la vostra fede, 8 Poiché ora viviamo, se voi rimanete saldi nel Signore. 9 Quale ringraziamento possiamo infatti rendere a Dio per voi, per tutta la gioia che proviamo per voi davanti al nostro Dio? 10 Noi che notte e giorno preghiamo intensamente di poter vedere il tuo volto e di poter completare ciò che ancora manca alla tua fede? 11 Ora Dio stesso, nostro Padre, e il Signore nostro Gesù Cristo dirigano il nostro cammino verso di voi.


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12 E il Signore vi faccia crescere e abbondare nell'amore gli uni verso gli altri e verso tutti, come anche noi abbondiamo verso di voi. 13 per rendere saldi i vostri cuori, irreprensibili nella santità davanti a Dio e Padre nostro, quando verrà il Signore nostro Gesù Cristo con tutti i suoi santi. CAPITOLO 4 1 Del resto, fratelli, vi preghiamo e vi esortiamo nel Signore Gesù, che, come avete imparato da noi il modo in cui dovete comportarvi e piacere a Dio, così abbondiate sempre più in questo. 2 Poiché sapete quali comandamenti vi abbiamo dato per mezzo del Signore Gesù. 3 Poiché questa è la volontà di Dio: la vostra santificazione: che vi asteniate dalla fornicazione. 4 che ciascuno di voi sappia possedere il proprio vaso in santità e onore; 5 Non nella concupiscenza, come i pagani che non conoscono Dio; 6 Che nessuno frodi o frodi in alcuna cosa il proprio fratello, perché il Signore è vindice di tutte queste cose, come vi abbiamo già detto e attestato. 7 Poiché Dio non ci ha chiamati all'impurità, ma alla santificazione. 8 Chi dunque disprezza, non disprezza un uomo, ma Dio, che ci ha anche donato il suo Spirito Santo. 9 Quanto poi all'amore fraterno, non avete bisogno che ve ne scriva, perché voi stessi avete imparato da Dio ad amarvi gli uni gli altri. 10 E in verità lo fate verso tutti i fratelli che sono nell'intera Macedonia; ma vi preghiamo, fratelli, di crescere sempre più, 11 E che vi studiate di vivere in pace, di fare i fatti vostri e di lavorare con le vostre mani, come vi abbiamo ordinato; 12 Affinché camminiate onestamente verso quelli di fuori e non vi manchi nulla. 13 Ora, fratelli, non vogliamo che siate nell'ignoranza circa quelli che dormono, affinché non siate contristati come gli altri che non hanno speranza. 14 Infatti, se crediamo che Gesù morì e risuscitò, crediamo pure che Dio, per mezzo di Gesù, ricondurrà con lui anche quelli che si sono addormentati. 15 Poiché questo vi diciamo per parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati. 16 Perché il Signore stesso, con un potente comando, con voce d'arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; 17 Poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre con il Signore. 18 Perciò consolatevi a vicenda con queste parole. CAPITOLO 5 1 Quanto poi ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva. 2 Poiché voi stessi sapete molto bene che il giorno del Signore verrà come un ladro di notte.

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3 Poiché quando diranno: «Pace e sicurezza», allora all'improvviso una rovina verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno affatto. 4 Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che quel giorno abbia a sorprendervi come un ladro. 5 Voi tutti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte né delle tenebre. 6 Perciò non dormiamo come gli altri, ma vegliamo e siamo sobri. 7 Poiché quelli che dormono, dormono di notte; e quelli che sono ubriachi, sono ubriachi di notte. 8 Ma noi, che siamo del giorno, siamo sobri, rivestiti con la corazza della fede e dell'amore, e avendo come elmo la speranza della salvezza. 9 Poiché Dio non ci ha destinati all'ira, ma ad ottenere la salvezza per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo, 10 Il quale è morto per noi affinché, sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con lui. 11 Perciò consolatevi a vicenda e edificatevi a vicenda, come già fate. 12 Vi preghiamo, fratelli, di avere riguardo per coloro che faticano fra voi, che vi sono preposti nel Signore e vi ammoniscono, 13 E di stimarli grandemente nell'amore per l'opera loro. E siate in pace tra voi. 14 Ora vi esortiamo, fratelli: ammonite gli indisciplinati, confortate gli illusi, sostenete i deboli, siate pazienti verso tutti. 15 Badate che nessuno renda male per male ad alcuno; ma cercate sempre il bene tra voi e verso tutti. 16 Rallegratevi sempre. 17 Pregate incessantemente. 18 In ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. 19 Non spegnete lo Spirito. 20 Non disprezzate le profezie. 21 Esaminate ogni cosa e ritenete ciò che è buono. 22 Astenetevi da ogni apparenza di male. 23 E il Dio della pace vi santifichi completamente; e tutto il vostro spirito, anima e corpo siano conservati irreprensibili per la venuta del nostro Signore Gesù Cristo. 24 Fedele è colui che vi chiama, e farà anche questo. 25 Fratelli, pregate per noi. 26 Salutate tutti i fratelli con un bacio santo. 27 Vi scongiuro, per il Signore, che questa epistola sia letta a tutti i fratelli santi. 28 La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con voi. Amen. (La prima epistola ai Tessalonicesi fu scritta da Atene.)


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9 la cui venuta avverrà, secondo l'azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e prodigi bugiardi, 10 e con ogni sorta di inganno d'iniquità a danno di quelli che periscono, perché non hanno accolto l'amore della verità per essere salvati. 11 E per questo Dio manderà loro una potenza d'inganno perché credano alla menzogna; 12 affinché tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma si sono compiaciuti nell'iniquità, siano condannati. 13 Ma noi dobbiamo rendere sempre grazie a Dio per voi, fratelli amati dal Signore, perché Dio fin dal principio vi ha scelti a salvezza mediante la santificazione nello Spirito e la fede nella verità. 14 A questo egli vi ha chiamati per mezzo del nostro vangelo, per ottenere la gloria del nostro Signore Gesù Cristo. 15 Perciò, fratelli, state saldi e ritenete gli insegnamenti che avete appreso sia dalla nostra parola sia dalla nostra lettera. 16 Ora lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio, nostro Padre, che ci ha amati e ci ha dato una consolazione eterna e una buona speranza mediante la grazia, 17 Conforti i vostri cuori e vi confermi in ogni buona parola e in ogni buona opera.

CAPITOLO 1 1 Paolo, Silvano e Timoteo alla chiesa dei Tessalonicesi che è in Dio Padre nostro e nel Signore Gesù Cristo: 2 Grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo. 3 Noi dobbiamo sempre ringraziare Dio per voi, fratelli, come è giusto, perché la vostra fede cresce grandemente e l'amore di ciascuno di voi tutti verso gli altri abbonda; 4 Così che noi stessi ci gloriamo di voi nelle chiese di Dio, per la vostra pazienza e fede in tutte le vostre persecuzioni e tribolazioni che sopportate, 5 Questo è un segno manifesto del giusto giudizio di Dio, affinché siate ritenuti degni del regno di Dio, per il quale anche soffrite. 6 Poiché è cosa giusta da parte di Dio rendere afflizione a coloro che vi affliggono; 7 E a voi che siete afflitti, riposo con noi, quando il Signore Gesù si rivelerà dal cielo con gli angeli della sua potenza, 8 in un fuoco fiammeggiante, per far vendetta di coloro che non conoscono Dio e di coloro che non ubbidiscono al vangelo del nostro Signore Gesù Cristo; 9 I quali saranno puniti con la distruzione eterna, lontano dalla presenza del Signore e dalla gloria della sua potenza; 10 Quando egli verrà per essere glorificato nei suoi santi e ammirato in tutti quelli che crederanno, perché la nostra testimonianza in mezzo a voi è stata creduta in quel giorno. 11 Per questo preghiamo sempre per voi, affinché il nostro Dio vi ritenga degni di questa vocazione e compia con potenza ogni vostro buon desiderio e l'opera della vostra fede, 12 Affinché il nome del nostro Signore Gesù Cristo sia glorificato in voi, e voi in lui, secondo la grazia del nostro Dio e del Signore Gesù Cristo.

CAPITOLO 3 1 Infine, fratelli, pregate per noi, affinché la parola del Signore si diffonda e sia glorificata, come lo è anche tra voi. 2 e affinché siamo liberati dagli uomini irragionevoli e malvagi, perché non tutti hanno la fede. 3 Ma il Signore è fedele ed egli vi renderà saldi e vi preserverà dal male. 4 E abbiamo confidenza nel Signore riguardo a voi, che fate e farete le cose che vi comandiamo. 5 E il Signore diriga i vostri cuori all'amore di Dio e alla pazienza di Cristo. 6 Ora, fratelli, vi ordiniamo nel nome del nostro Signore Gesù Cristo, di tenervi lontani da ogni fratello che si comporta disordinatamente e non secondo la tradizione che ha ricevuto da noi. 7 Infatti voi stessi sapete come ci dovete imitare, perché non ci siamo comportati disordinatamente tra voi, ma abbiamo agito secondo la vostra volontà. 8 E non abbiamo mangiato gratuitamente il pane di alcuno, ma abbiamo lavorato con fatica e con pena notte e giorno per non essere di peso ad alcuno di voi. 9 Non che non ne abbiamo il diritto, ma abbiamo voluto darvi noi stessi un esempio, perché ci seguiate. 10 Infatti, quando eravamo presso di voi, vi comandavamo questo: se qualcuno non voleva lavorare, neppure doveva mangiare. 11 Infatti sentiamo che alcuni tra voi si comportano disordinatamente, senza lavorare affatto, ma sono indaffarati. 12 Ora, a questi tali ordiniamo e li esortiamo nel Signore nostro Gesù Cristo, che mangino il proprio pane lavorando in silenzio. 13 Ma voi, fratelli, non stancatevi di fare il bene. 14 E se qualcuno non ubbidisce a quanto diciamo in questa epistola, notate quell'uomo e non abbiate relazione con lui, affinché si vergogni.

CAPITOLO 2 1 Ora, fratelli, vi preghiamo, per la venuta del nostro Signore Gesù Cristo e per il nostro raduno con lui, 2 affinché non siate così facilmente scossi nella vostra mente né turbati né da ispirazioni, né da discorsi, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia imminente. 3 Nessuno vi inganni in alcun modo; perché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l'apostasia e non sia stato manifestato l'uomo del peccato, il figlio della perdizione. 4 L'avversario, colui che s'innalza sopra tutto ciò che è chiamato Dio o oggetto di culto, fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio. 5 Non ricordate che, quando ero ancora con voi, vi dicevo queste cose? 6 E ora sapete ciò che lo trattiene affinché egli sia manifestato a suo tempo. 7 Poiché il mistero dell'iniquità è già all'opera; soltanto chi ora lo trattiene, lo tratterà finché sia tolto di mezzo. 8 E allora sarà manifestato quell'empio, che il Signore distruggerà con il soffio della sua bocca e annienterà con l'apparizione della sua venuta.

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2 Tessalonicesi

15 Tuttavia non consideratelo un nemico, ma ammonitelo come un fratello. 16 Ora il Signore della pace vi dia egli stesso la pace sempre e in ogni modo. Il Signore sia con tutti voi. 17 Il saluto è di mia propria mano, di Paolo; questo è il segno in ogni mia epistola; così scrivo. 18 La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con tutti voi. Amen. (La seconda epistola ai Tessalonicesi fu scritta da Atene.)

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1 Timoteo

CAPITOLO 2 1 Esorto dunque, prima di tutto, che si facciano suppliche, preghiere, intercessioni e ringraziamenti per tutti gli uomini, 2 per i re e per tutti quelli che sono costituiti in autorità, affinché possiamo condurre una vita tranquilla e quieta in ogni pietà e dignità. 3 Poiché questo è buono e gradito davanti a Dio, nostro Salvatore; 4 Il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità. 5 Poiché c'è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, 6 Egli ha dato se stesso come prezzo di riscatto per tutti. Questa testimonianza sarà resa a suo tempo. 7 Per questo sono stato costituito banditore e apostolo (dico la verità in Cristo, non mento), dottore dei pagani nella fede e nella verità. 8 Voglio dunque che gli uomini preghino, in ogni luogo, alzando mani pure, senza ira e senza contese. 9 Allo stesso modo, le donne si adornino di vesti modeste, con pudore e modestia, non di trecce e d'oro, o di perle, o di vesti costose, 10 Ma (ciò che si addice a donne che fanno professione di pietà) con buone opere. 11 La donna impari in silenzio, con ogni sottomissione. 12 Ma non permetto alla donna di insegnare, né di usare autorità sull'uomo, ma stia in silenzio. 13 Perché Adamo è stato formato per primo, poi Eva. 14 E non fu Adamo a essere ingannato, ma fu la donna, essendo stata ingannata, a cadere in trasgressione. 15 Tuttavia sarà salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia.

CAPITOLO 1 1 Paolo, apostolo di Gesù Cristo per comando di Dio, nostro Salvatore, e del Signore Gesù Cristo, nostra speranza; 2 A Timoteo, mio figlio nella fede: grazia, misericordia e pace da Dio Padre nostro e da Gesù Cristo Signore nostro. 3 Come ti pregai di rimanere a Efeso quando andai in Macedonia, affinché tu ordinassi ad alcuni di non insegnare dottrine diverse, 4 E non prestate attenzione a favole e a genealogie senza fine, che servono solo a fornire questioni anziché all'edificazione di Dio, che è basata sulla fede. 5 Ora il fine del comandamento è la carità che sgorga da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede non finta. 6 Da queste cose alcuni, sviatisi, si sono rivolti a vane chiacchiere; 7 Volendo essere dottori della legge, ma non comprendendo né quello che dicono, né quello che affermano. 8 Ma noi sappiamo che la legge è buona, se uno la usa legittimamente; 9 Sapendo questo, che la legge non è fatta per il giusto, ma per gli empi e i ribelli, per gli empi e i peccatori, per gli scellerati e i profani, per i parricidi e i matricidi, per gli omicidi, 10 Per i fornicatori, per coloro che si contaminano con gli uomini, per i ladri di uomini, per i bugiardi, per gli spergiuri e se c'è qualche altra cosa contraria alla sana dottrina; 11 Secondo il glorioso vangelo del beato Dio, che mi è stato affidato. 12 E ringrazio colui che mi ha reso forte, Cristo Gesù, nostro Signore, perché mi ha ritenuto degno di fiducia, ponendomi al ministero; 13 Io che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento; ma mi è stata usata misericordia, perché lo agivo ignorantemente, nella mia incredulità. 14 E la grazia del Signore nostro sovrabbondò con la fede e con l'amore che è in Cristo Gesù. 15 Questa parola è degna di fede e di essere pienamente accettata: Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo. 16 Ma per questo mi è stata fatta misericordia, affinché Gesù Cristo dimostrasse in me, per primo, tutta la sua pazienza, e io servissi di esempio a quanti in seguito avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna. 17 Ora al Re eterno, immortale, invisibile, al solo Dio sapiente, siano onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen. 18 Questo incarico ti affido, figlio Timoteo, secondo le profezie che sono state fatte in precedenza a tuo riguardo, affinché tu combatta per mezzo di esse la buona guerra, 19 avendo fede e buona coscienza; alcuni, avendola abbandonata, hanno fatto naufragio nella fede; 20 Tra questi vi sono Imeneo e Alessandro, che ho consegnato a Satana perché imparino a non bestemmiare.

CAPITOLO 3 1 Questa parola è vera: se uno desidera l'ufficio di vescovo, desidera un'opera buona. 2 Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie, sobrio, sobrio, dignitoso, ospitale, atto a insegnare; 3 Non dedito al vino, non violento, non avido di guadagno disonesto, ma paziente, non litigioso, non avaro; 4 Uno che governi bene la propria famiglia e tenga i figli in sottomissione e con ogni gravità; 5 (Infatti, se uno non sa governare la propria famiglia, come potrà aver cura della chiesa di Dio?) 6 Non sia un novizio, perché non diventi vanaglorioso e non cada nella condanna del diavolo. 7 Bisogna inoltre che egli abbia una buona reputazione da quelli di fuori, per non cadere in discredito e nel laccio del diavolo. 8 Allo stesso modo i diaconi siano dignitosi, non doppi, non dediti a troppo vino, non avidi di guadagno disonesto; 9 Custodendo il mistero della fede in una coscienza pura. 10 Anche questi siano prima sottoposti a prova; poi, se trovati irreprensibili, possano esercitare l'ufficio di diaconi. 11 Allo stesso modo le loro mogli siano dignitose, non calunniatrici, sobrie, fedeli in ogni cosa. 12 I diaconi siano mariti di una sola moglie e sappiano dirigere bene i propri figli e le proprie famiglie.

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1 Timoteo

13 Poiché coloro che hanno ben servito, si acquistano un grado onorifico e una grande franchezza nella fede in Cristo Gesù. 14 Queste cose ti scrivo, sperando di venire presto da te; 15 Ma se dovessi tardare, affinché tu sappia come bisogna comportarsi nella casa di Dio, che è la chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità. 16 E, senza dubbio, grande è il mistero della pietà: Dio è stato manifestato in carne, è stato giustificato nello Spirito, è apparso agli angeli, è stato predicato tra i pagani, è stato creduto nel mondo, è stato elevato in gloria.

4 Ma se una vedova ha figli o nipoti, imparino prima a praticare la pietà verso la propria famiglia e a rendere il contraccambio ai genitori, perché ciò è gradito a Dio. 5 Ora, quella che è veramente vedova e sola, ha riposto la sua speranza in Dio e persevera nelle suppliche e nelle preghiere notte e giorno. 6 Ma colei che si abbandona ai piaceri, pur vivendo, è già morta. 7 E ordina queste cose, affinché siano irreprensibili. 8 Ma se uno non provvede ai suoi, e principalmente a quelli della sua casa, ha rinnegato la fede ed è peggiore di un infedele. 9 Non sia ammessa nel numero delle vedove una vedova che abbia meno di sessant'anni, essendo stata moglie di un solo uomo, 10 Sia ben testimoniata per le sue buone opere: se ha allevato figli, se ha ospitato forestieri, se ha lavato i piedi ai santi, se ha soccorso gli afflitti, se si è impegnata in ogni opera buona. 11 Ma le vedove più giovani rifiutano, perché, quando hanno cominciato a desiderare ardentemente Cristo, vogliono sposarsi; 12 Essendo condannati, perché hanno rinnegato la loro prima fede. 13 E con ciò imparano a essere oziosi, andando attorno per le case; e non soltanto oziosi, ma anche pettegoli e curiose, dicendo di cose di cui non si deve. 14 Voglio dunque che le giovani si maritino, abbiano figli, governino la casa e non diano all'avversario alcun motivo di maldicenza. 15 Poiché alcuni si sono già sviati dietro a Satana. 16 Se qualche uomo o donna credente ha delle vedove, le soccorra, e non ne sia gravata la chiesa, affinché essa possa soccorrere quelle che sono veramente vedove. 17 Gli anziani che esercitano bene la presidenza siano ritenuti degni di doppio onore, soprattutto quelli che si affaticano nella parola e nell'insegnamento. 18 Poiché la Scrittura dice: Non metterai la museruola al bue che trebbia il grano; e: L'operaio è degno della sua ricompensa. 19 Non ricevere accuse contro un anziano, se non sulla parola di due o tre testimoni. 20 Quelli che peccano, riprendili alla presenza di tutti, perché anche gli altri abbiano timore. 21 Io ti scongiuro davanti a Dio, al Signore Gesù Cristo e agli angeli eletti, di osservare queste cose senza preferire gli uni agli altri e di non fare nulla per favoritismo. 22 Non imporre con troppa fretta le mani ad alcuno, e non partecipare ai peccati altrui; conserva te stesso puro. 23 Non bere più acqua, ma fa' uso di un po' di vino a causa del tuo stomaco e delle tue frequenti infermità. 24 I peccati di alcuni uomini sono manifesti in anticipo, e precedono il giudizio; e di altri uomini li seguono dopo. 25 Allo stesso modo anche le opere buone di alcuni sono manifeste; e quelle che non lo sono non possono rimanere nascoste.

CAPITOLO 4 1 Ma lo Spirito dice espressamente che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demoni; 2 Dicono menzogne per ipocrisia, avendo la loro coscienza marchiata con un ferro rovente; 3 Proibendo di sposarsi e comandando di astenersi da cibi che Dio ha creato perché quelli che credono e conoscono la verità ne prendano parte con rendimento di grazie. 4 Poiché tutto ciò che Dio ha creato è buono e nulla è da rigettare, se preso con rendimento di grazie. 5 Poiché essa è santificata dalla parola di Dio e dalla preghiera. 6 Se ricordi queste cose ai fratelli, sarai un buon ministro di Gesù Cristo, nutrito con le parole della fede e della buona dottrina che hai imparato. 7 Ma rifiuta le favole profane e da vecchie, ed esercitati piuttosto alla pietà. 8 Poiché l'esercizio fisico è utile a poca cosa, mentre la pietà è utile a ogni cosa, avendo la promessa della vita presente e di quella futura. 9 Questa parola è degna di fede e di essere pienamente accettata. 10 Per questo infatti ci affatichiamo e siamo oltraggiati, perché abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente, che è il Salvatore di tutti gli uomini, ma soprattutto di quelli che credono. 11 Queste cose comanda e insegna. 12 Nessuno disprezzi la tua giovane età, ma sii esempio ai fedeli nel parlare, nel comportamento, nell'amore, nella fede, nella purezza. 13 Finché io venga, dedicati alla lettura, all'esortazione, all'insegnamento. 14 Non trascurare il dono che è in te e che ti è stato dato per profezia, con l'imposizione delle mani da parte del collegio degli anziani. 15 Medita su queste cose; dedicati ad esse interamente, affinché il tuo profitto sia manifesto a tutti. 16 Bada a te stesso e all'insegnamento, persevera in queste cose, perché, facendo questo, salverai te stesso e coloro che ti ascoltano. CAPITOLO 5

CAPITOLO 6

1 Non rimproverare aspramente un anziano, ma esortalo come un padre; e i più giovani come fratelli; 2 Le donne anziane come madri; le più giovani come sorelle, con ogni purezza. 3 Onorate le vedove che sono veramente vedove.

1 Tutti quelli che sono sotto il giogo, considerino i loro padroni degni di ogni onore, perché il nome di Dio e la sua dottrina non vengano bestemmiati.

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1 Timoteo

2 E quelli che hanno padroni credenti, non li disprezzino, perché sono fratelli; ma piuttosto li servano, perché sono fedeli e amati, partecipi del beneficio. Queste cose insegnate ed esortate. 3 Se qualcuno insegna diversamente e non acconsente alle sane parole del Signore nostro Gesù Cristo e alla dottrina che è secondo pietà, 4 Egli è orgoglioso, non sa nulla, ma si occupa di questioni e contese di parole, da cui nascono invidia, contesa, maldicenze, cattivi sospetti, 5 Contese perverse di uomini corrotti nella mente e privi della verità, che considerano la pietà come fonte di guadagno. Da costoro allontanati. 6 Ora, la pietà con contento del proprio stato è un grande guadagno. 7 Poiché non abbiamo portato nulla in questo mondo, e non possiamo portarne via nulla. 8 E avendo di che mangiare e di che coprirci, saremo di questo contenti. 9 Ma quelli che vogliono arricchirsi cadono nella tentazione, nel laccio e in molte passioni insensate e funeste, che affondano gli uomini nella rovina e nella perdizione. 10 Infatti l'amore del denaro è la radice di ogni genere di mali; e alcuni che vi si sono dati, si sono sviati dalla fede e si sono procurati molti dolori. 11 Ma tu, uomo di Dio, fuggi queste cose e ricerca la giustizia, la pietà, la fede, l'amore, la pazienza, la mansuetudine. 12 Combatti la buona battaglia della fede, afferra la vita eterna alla quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto quella bella professione di fede davanti a molti testimoni. 13 Io ti do ordine davanti a Dio, che vivifica ogni cosa, e davanti a Cristo Gesù, che rese testimonianza con questa bella confessione davanti a Ponzio Pilato, 14 che tu osservi questo comandamento senza macchia, irreprensibile, fino alla manifestazione del nostro Signore Gesù Cristo, 15 La quale a suo tempo mostrerà colui che è il beato e unico Potentato, il Re dei re e Signore dei signori; 16 Il quale solo ha immortalità, abitando nella luce alla quale nessun uomo può avvicinarsi; che nessun uomo ha visto, né può vedere: al quale siano onore e potenza eterna. Amen. 17 Ordina ai ricchi in questo mondo di non essere orgogliosi, di non riporre la loro speranza nell'incertezza delle ricchezze, ma nel Dio vivente, che ci dà abbondantemente ogni cosa perché ne godiamo; 18 Che facciano del bene, che siano ricchi di buone opere, pronti a dare, disposti a condividere; 19 accumulando per sé un tesoro ben fondato per l'avvenire, per ottenere la vita eterna. 20 O Timoteo, custodisci il deposito che ti è stato affidato, evitando le chiacchiere profane e vane e le opposizioni di quella che falsamente si chiama scienza; 21 Alcuni professando la quale hanno deviato dalla fede. La grazia sia con te. Amen. (La prima a Timoteo fu scritta da Laodicea, che è la città principale della Frigia Pacatiana.)

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2 Timoteo CAPITOLO 1 1 Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, secondo la promessa della vita che è in Cristo Gesù, 2 A Timoteo, mio carissimo figlio: grazia, misericordia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù nostro Signore. 3 Ringrazio Dio, che servo con pura coscienza come i miei padri, ricordandomi incessantemente di te nelle mie preghiere, notte e giorno; 4 Desiderando ardentemente rivederti, ricordandomi delle tue lacrime, per essere ripieno di gioia; 5 Quando ricordo la fede non finta che è in te, fede che abitò prima nella tua nonna Loide e nella tua madre Eunice; e sono persuaso che abitò anche in te. 6 Per questo ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te mediante l'imposizione delle mie mani. 7 Poiché Dio non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di amore e di autocontrollo. 8 Non vergognarti dunque della testimonianza del nostro Signore, né di me, suo prigioniero; ma sii partecipe anche tu alle afflizioni del vangelo, secondo la potenza di Dio, 9 Egli ci ha salvati e ci ha rivolto una santa chiamata, non in base alle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la sua grazia, che ci è stata data in Cristo Gesù prima dell'inizio del mondo, 10 Ma è stata ora manifestata con l'apparizione del Salvatore nostro Gesù Cristo, che ha distrutto la morte e ha fatto risplendere la vita e l'immortalità per mezzo del Vangelo, 11 Per questo io sono stato costituito banditore, apostolo e dottore dei pagani. 12 Per questa ragione soffro anche queste cose; ma non me ne vergogno, perché so in chi ho creduto, e sono convinto che egli è capace di custodire il mio deposito fino a quel giorno. 13 Mantieni il modello delle sane parole che hai udito da me, con la fede e con l'amore che è in Cristo Gesù. 14 Custodisci il buon deposito mediante lo Spirito Santo che abita in noi. 15 Questo tu sai, che tutti quelli che sono in Asia, tra i quali Figello ed Ermogene, si sono allontanati da me. 16 Il Signore conceda misericordia alla casa di Onesiforo, perché egli mi ha spesso confortato e non si è vergognato delle mie catene. 17 Ma quando fu a Roma, mi cercò con grande premura e mi trovò. 18 Gli conceda il Signore di trovare misericordia presso il Signore in quel giorno; e quanti servizi mi abbia reso a Efeso, tu lo sai molto bene. CAPITOLO 2

4 Nessuno che va alla guerra s'immischia negli affari della vita, se vuole piacere a colui che lo ha scelto come soldato. 5 E se uno lotta anche per le arti marziali, non riceve la corona se non ha lottato secondo le leggi. 6 Il contadino che lavora deve essere il primo a godere dei frutti. 7 Considera ciò che dico, e il Signore ti dia intelligenza in ogni cosa. 8 Ricordatevi che Gesù Cristo, della stirpe di Davide, è risuscitato dai morti, secondo il mio vangelo: 9 Nel quale io soffro tribolazione, come un malfattore, fino a essere incatenato; ma la parola di Dio non è incatenata. 10 Perciò sopporto ogni cosa per amore degli eletti, affinché anch'essi ottengano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna. 11 Questa parola è degna di fede: perché se moriamo con lui, anche vivremo con lui; 12 Se perseveriamo, con lui anche regneremo; se lo rinneghiamo, anch'egli ci rinnegherà; 13 Se non crediamo, egli rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso. 14 Ricorda loro queste cose, scongiurandoli davanti al Signore di non fare dispute di parole, che non giovano a nulla, ma servono solo alla rovina degli ascoltatori. 15 Sforzati di presentare te stesso approvato davanti a Dio, operaio che non abbia di che vergognarsi, che tagli rettamente la parola della verità. 16 Ma evitate le chiacchiere profane e vane, perché esse vi porteranno sempre più all'empietà. 17 E la loro parola roderà come fa la cancrena; tra i quali sono Imeneo e Fileto; 18 I quali si sono sviati dalla verità, dicendo che la risurrezione è già avvenuta, e così sovvertono la fede di alcuni. 19 Tuttavia il fondamento di Dio rimane fermo, avendo questo sigillo: Il Signore conosce quelli che sono suoi. E: Chiunque nomina il nome di Cristo si ritragga dall'iniquità. 20 Ora in una casa grande non vi sono soltanto vasi d'oro e d'argento, ma anche di legno e di terra; e alcuni sono destinati ad uso nobile e altri a uso ignobile. 21 Se dunque uno si purifica da queste cose, sarà un vaso nobile, santificato, utile al servizio del padrone, pronto per ogni opera buona. 22 Fuggite le passioni giovanili, ma ricercate la giustizia, la fede, l'amore, la pace con quelli che invocano il Signore con cuore puro. 23 Ma evita le questioni sciocche e sciocche, sapendo che generano contese. 24 Il servo del Signore non deve contendere, ma essere mite verso tutti, atto ad insegnare, paziente, 25 Correggendo con dolcezza quelli che si oppongono, nella speranza che Dio conceda loro di ravvedersi e di riconoscere la verità; 26 e affinché siano liberati dal laccio del diavolo, che li ha presi prigionieri perché facessero la sua volontà. CAPITOLO 3

1 Tu dunque, figlio mio, fortificati nella grazia che è in Cristo Gesù. 2 E le cose che hai udito da me in presenza di molti testimoni, affidale a uomini fedeli, i quali siano capaci di insegnarle anche ad altri. 3 Anche tu, dunque, sopporta le sofferenze, come un buon soldato di Cristo Gesù.

1 Sappi anche questo: negli ultimi giorni verranno tempi difficili. 2 Perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, irreligiosi,

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2 Timoteo

3 Senza affetto naturale, sleali, calunniatori, incontinenti, spietati, senza amore per il bene, 4 Traditori, temerari, orgogliosi, amanti dei piaceri più che di Dio; 5 Aventi l'apparenza della pietà, ma avendone rinnegato la potenza: da costoro allontaniamoci. 6 Poiché nel numero di costoro vi sono quelli che si insinuano nelle case e seducono donnicciole cariche di peccati, agitate da vari desideri, 7 imparando sempre, e non potendo mai giungere alla conoscenza della verità. 8 Ora, come Ianne e Iambre contrastarono a Mosè, così anche costoro contrastano alla verità: uomini dalla mente corrotta, riprovati quanto alla fede. 9 Ma non andranno oltre, perché la loro stoltezza sarà manifesta a tutti gli uomini, come avvenne per loro. 10 Ma tu hai conosciuto pienamente la mia dottrina, il mio modo di vivere, il mio proposito, la mia fede, la mia pazienza, la mia carità, la mia pazienza, 11 Persecuzioni e afflizioni come quelle che mi vennero ad Antiochia, a Iconio e a Listra; quali persecuzioni ho sopportato? Ma il Signore mi ha liberato da tutte. 12 Sì, e tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati. 13 Ma gli uomini malvagi e gli impostori andranno di male in peggio, ingannando e lasciandosi ingannare. 14 Ma tu persevera nelle cose che hai imparato e delle quali sei stato accertato, sapendo da chi le hai imparate, 15 e che fin da bambino hai avuto conoscenza delle sacre Scritture, le quali possono darti la sapienza che conduce alla salvezza mediante la fede in Cristo Gesù. 16 Tutta la Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, 17 affinché l'uomo di Dio sia completo e pienamente preparato per ogni buona opera.

10 Perché Dema mi ha abbandonato, avendo amato il mondo presente, e se n'è andato a Tessalonica; Crescente in Galazia, Tito in Dalmazia. 11 Solo Luca è con me. Prendi Marco e conducilo con te, perché mi è utile per il ministero. 12 E Tichico ho mandato a Efeso. 13 Quando verrai, porta con te il mantello che ho lasciato a Troade presso Carpo, e anche i libri, soprattutto le pergamene. 14 Alessandro, il fabbro, mi ha fatto molto male: il Signore gli renda secondo le sue opere. 15 Guardati anche tu da lui, perché egli ha duramente resistito alle nostre parole. 16 Nella mia prima difesa nessuno mi ha assistito, ma tutti mi hanno abbandonato. Prego Dio che ciò non venga loro imputato. 17 Ma il Signore mi è stato vicino e mi ha rafforzato, affinché per mezzo mio la predicazione fosse portata a termine e tutti i pagani la ascoltassero; e sono stato liberato dalla bocca del leone. 18 E il Signore mi libererà da ogni opera malvagia, e mi preserverà nel suo regno celeste; al quale sia la gloria nei secoli dei secoli. Amen. 19 Salutate Prisca e Aquila e la famiglia di Onesiforo. 20 Erasto rimase a Corinto; ma Trofimo l'ho lasciato malato a Mileto. 21 Fa' diligenza per venire prima dell'inverno. Ti salutano Eubulo, Pudente, Lino, Claudia e tutti i fratelli. 22 Il Signore Gesù Cristo sia col tuo spirito. La grazia sia con voi. Amen. (La seconda epistola a Timoteo, ordinato primo vescovo della chiesa degli Efesini, fu scritta da Roma, quando Paolo fu portato davanti a Nerone per la seconda volta.)

CAPITOLO 4 1 Io ti scongiuro dunque davanti a Dio e al Signore Gesù Cristo, che deve giudicare i vivi e i morti, nella sua apparizione e nel suo regno: 2 Predica la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, rimprovera, rimprovera, esorta con ogni pazienza e dottrina. 3 Poiché verrà il tempo che non sopporteranno la sana dottrina, ma, per prurito di udire, si accumuleranno maestri secondo le proprie voglie; 4 E distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole. 5 Ma tu vigila attentamente, sopporta le afflizioni, compi l'opera di evangelista, adempi a pieno il tuo ministero. 6 Poiché io sto per essere offerto in sacrificio e il tempo della mia dipartita è vicino. 7 Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede: 8 Ormai mi è riservata la corona di giustizia che il Signore, il giusto giudice, mi assegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che avranno amato la sua manifestazione. 9 Fa' di tutto per venire presto da me;

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Tito CAPITOLO 1 1 Paolo, servitore di Dio e apostolo di Gesù Cristo, secondo la fede degli eletti di Dio e la conoscenza della verità che è secondo pietà; 2 Nella speranza della vita eterna, che Dio, che non può mentire, promise prima che il mondo fosse; 3 Ma a suo tempo ha manifestato la sua parola mediante la predicazione, che mi è stata affidata secondo il comandamento di Dio nostro Salvatore; 4 A Tito, mio figlio secondo la comune fede: grazia, misericordia e pace da Dio Padre e dal Signore Gesù Cristo, nostro Salvatore. 5 Per questo motivo ti ho lasciato a Creta, affinché tu sistemassi le cose che mancano e costituissi degli anziani in ogni città, come ti avevo ordinato. 6 Se qualcuno è irreprensibile, marito di una sola moglie, che ha figli fedeli non accusati di sommossa o disordine. 7 Poiché il vescovo deve essere irreprensibile, come amministratore di Dio; non ostinato, non collerico, non dedito al vino, non dedito allo sciopero, non dedito al lurido guadagno; 8 Ma amante dell'ospitalità, amante degli uomini buoni, sobrio, giusto, santo, temperante; 9 Attenendosi fedelmente alla parola come gli è stata insegnata, affinché con la sana dottrina possa esortare e convincere i contrari. 10 Poiché vi sono molti chiacchieroni e ingannatori indisciplinati e vani, soprattutto quelli della circoncisione. 11 A cui bisogna tappare la bocca, che sovvertono intere case, insegnando cose che non dovrebbero, per amore di immondo guadagno. 12 Uno di loro, un loro profeta, disse: I Cretesi sono sempre bugiardi, bestie malvagie, ventri lenti. 13 Questa testimonianza è vera. Rimproverateli dunque severamente, affinché siano sani nella fede; 14 Non prestando ascolto alle favole giudaiche e ai comandamenti degli uomini che si allontanano dalla verità. 15 Tutte le cose sono pure per i puri, ma per i contaminati e gli increduli nulla è puro; ma anche la loro mente e la loro coscienza sono contaminate. 16 Dichiarano di conoscere Dio; ma lo rinnegano nelle opere, essendo abominevoli, disobbedienti e reprobi ad ogni opera buona. CAPITOLO 2 1 Ma tu di' ciò che diventa sana dottrina: 2 Che gli uomini anziani siano sobri, seri, temperanti, sani nella fede, nella carità, nella pazienza. 3 Anche le donne anziane, affinché abbiano una condotta consona alla santità, non false accusatrici, non dedite a molto vino, maestre di cose buone; 4 Perché insegnino alle giovani ad essere sobrie, ad amare i loro mariti, ad amare i loro figli, 5 Essere discrete, caste, custodi della casa, buone, ubbidienti ai propri mariti, affinché la parola di Dio non sia bestemmiata. 6 Anche i giovani esortano ad essere sobri. 7 Mostrandoti in ogni cosa modello di opere buone; mostrando nella dottrina incorruttibilità, gravità, sincerità,

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8 Parole sane, che non possono essere condannate; affinché chi è dalla parte contraria si vergogni, non avendo nulla di male da dire di te. 9 Esorta i servi ad essere obbedienti ai loro padroni e ad accontentarli in ogni cosa; non rispondere più; 10 Non rubare, ma mostrare ogni buona fedeltà; affinché adornino in ogni cosa la dottrina di Dio nostro Salvatore. 11 Poiché la grazia di Dio, portatrice di salvezza, è apparsa a tutti gli uomini, 12 Insegnandoci che, rinunciando all'empietà e alle passioni mondane, dovremmo vivere in questo mondo presente con sobrietà, giustizia e devozione; 13 Aspettando quella beata speranza e l'apparizione gloriosa del grande Dio e nostro Salvatore Gesù Cristo; 14 Il quale ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e purificare per sé un popolo particolare, zelante nelle buone opere. 15 Di' queste cose, esorta e rimprovera con ogni autorità. Nessuno ti disprezzi. CAPITOLO 3 1 Ricorda loro che siano soggetti a principati e potestà, che obbediscano ai magistrati, che siano pronti ad ogni opera buona, 2 Non parlare male di nessuno, non essere litigiosi, ma miti, mostrando ogni mansuetudine verso tutti gli uomini. 3 Infatti anche noi talvolta siamo stati stolti, disobbedienti, ingannati, servendo diverse passioni e piaceri, vivendo nella malizia e nell'invidia, odiosi e odiandoci gli uni gli altri. 4 Ma dopo ciò apparvero la bontà e l'amore di Dio, nostro Salvatore verso gli uomini, 5 Egli ci ha salvati non per opere giuste da noi compiute, ma secondo la sua misericordia, mediante il lavacro della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo; 6 Che egli ha sparso su di noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, nostro Salvatore; 7 Affinché, giustificati dalla sua grazia, diventiamo eredi secondo la speranza della vita eterna. 8 Questa è una parola fedele, e voglio che tu affermi costantemente queste cose, affinché coloro che hanno creduto in Dio siano attenti a mantenere le buone opere. Queste cose sono buone e vantaggiose per gli uomini. 9 Ma evita le domande stolte, le genealogie, le contese e le dispute intorno alla legge; perché sono inutili e vani. 10 Un uomo che è un eretico dopo la prima e la seconda ammonizione rigettalo; 11 Sapendo che colui che è tale è pervertito e pecca, essendo condannato da se stesso. 12 Quando ti manderò Artema, o Tichico, abbi cura di venire da me a Nicopoli: poiché ho deciso di trascorrere lì l'inverno. 13 Conduci Zena il dottore della legge e Apollo con diligenza nel loro viaggio, affinché non manchi loro nulla. 14 E anche i nostri imparino a conservare le opere buone per gli usi necessari, affinché non siano infruttuose. 15 Tutti quelli che sono con me ti salutano. Salutate coloro che ci amano nella fede. La grazia sia con tutti voi. Amen. (Fu scritta a Tito, ordinato primo vescovo della chiesa dei Cretesi, da Nicopoli di Macedonia.)


Filemone CAPITOLO 1 1 Paolo, prigioniero di Gesù Cristo, e il nostro fratello Timoteo, a Filemone, nostro carissimo e compagno d'opera, 2 E alla nostra diletta Appia, e ad Archippo, nostro compagno d'armi, e alla chiesa che è in casa tua: 3 grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo. 4 Ringrazio il mio Dio, ricordandomi sempre di te nelle mie preghiere, 5 Udito del tuo amore e della tua fede che hai verso il Signore Gesù e verso tutti i santi; 6 Affinché la comunicazione della tua fede diventi efficace mediante il riconoscimento di ogni bene che è in te in Cristo Gesù. 7 Poiché proviamo grande gioia e consolazione nel tuo amore, perché da te, fratello, vengono ristorate le viscere dei santi. 8 Pertanto, anche se potessi essere molto audace in Cristo nel comandarti ciò che è conveniente, 9 Ma per amore preferisco pregarti, io che sono Paolo, il vecchio e ora anche prigioniero di Gesù Cristo. 10 Ti prego per mio figlio Onesimo, che ho generato nei miei legami: 11 Ciò che un tempo ti era stato inutile, ma ora è utile a te e a me: 12 Colui che io ho mandato di nuovo: accogli dunque lui, cioè le mie viscere. 13 Il quale avrei trattenuto con me, affinché al posto tuo potesse ministrarmi nei vincoli del Vangelo: 14 Ma senza il tuo pensiero non farei nulla; che il tuo beneficio non dovrebbe essere come se fosse necessario, ma volentieri. 15 Forse infatti è partito per un breve periodo affinché tu lo accogliessi per sempre; 16 Non ora come un servo, ma soprattutto come un servo, un fratello caro soprattutto a me, ma quanto più a te, sia nella carne che nel Signore? 17 Se dunque mi consideri tuo socio, accoglilo come me stesso. 18 Se ti ha fatto torto o ti è debitore, imputalo a me; 19 Io Paolo l'ho scritto di mia mano, lo ripagherò: anche se non ti dico come tu mi devi oltre a te stesso. 20 Sì, fratello, lasciami rallegrarmi di te nel Signore: ristora le mie viscere nel Signore. 21 Confidando nella tua obbedienza ti ho scritto, sapendo che anche tu farai più di quanto ti dico. 22 Ma preparami anche un alloggio: poiché confido che attraverso le tue preghiere ti sarò dato. 23 Là ti saluta Epafra, mio compagno di prigionia in Cristo Gesù; 24 Marco, Aristarco, Dema, Luca, miei compagni di lavoro. 25 La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il tuo spirito. Amen.

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Ebrei

8 Tu hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi. Poiché, avendogli sottoposto ogni cosa, non ha lasciato nulla che non gli sia sottoposto. Ma al presente non vediamo ancora che ogni cosa gli sia sottoposta. 9 Ma vediamo coronato di gloria e di onore, per la morte che ha sofferto, Gesù, che è stato fatto per un po' di tempo inferiore agli angeli, affinché per la grazia di Dio gustasse la morte per tutti. 10 Poiché era conveniente a colui, per il quale e per mezzo del quale sono tutte le cose, nel condurre molti figli alla gloria, rendere perfetto per mezzo delle sofferenze l'autore della loro salvezza. 11 Infatti sia colui che santifica sia quelli che sono santificati provengono tutti da uno; per questo egli non si vergogna di chiamarli fratelli, 12 Dicendo: Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli, in mezzo all'assemblea canterò le tue lodi. 13 E ancora: Io metterò la mia fiducia in lui. E ancora: Ecco me e i figli che Dio mi ha dato. 14 Poiché dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne, egli pure vi è similmente partecipe, per ridurre all'impotenza mediante la morte colui che aveva il potere sulla morte, cioè il diavolo, 15 E liberate quelli che per timore della morte erano tenuti schiavi per tutta la vita. 16 Poiché egli non assunse la natura degli angeli, ma assunse la discendenza di Abramo. 17 Perciò egli doveva rendersi in ogni cosa simile ai suoi fratelli, per essere un sommo sacerdote misericordioso e fedele nelle cose che riguardano Dio, per compiere l'espiazione dei peccati del popolo. 18 Infatti, poiché egli stesso ha sofferto la tentazione, può venire in aiuto di quelli che sono tentati.

CAPITOLO 1 1 Dio, che nei tempi antichi aveva parlato molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, 2 In questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha costituito erede di tutte le cose e mediante il quale ha anche creato il mondo; 3 Egli, che è splendore della sua gloria e impronta della sua sostanza, e sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza, dopo aver compiuto la purificazione dei peccati, si è seduto alla destra della Maestà nell'alto dei cieli, 4 Essendo diventato tanto superiore agli angeli, quanto ha ereditato un nome più eccellente del loro. 5 Infatti, a quale degli angeli disse mai: Tu sei mio Figlio, oggi ti ho generato? E ancora: Io gli sarò Padre, ed egli mi sarà Figlio? 6 E di nuovo, quando introduce il primogenito nel mondo, dice: E tutti gli angeli di Dio lo adorino. 7 E degli angeli dice: Egli fa dei suoi angeli dei venti, e dei suoi ministri una fiamma di fuoco. 8 Ma del Figlio dice: Il tuo trono, o Dio, dura nei secoli dei secoli; lo scettro del tuo regno è uno scettro di giustizia. 9 Hai amato la giustizia e hai odiato l'iniquità; perciò Dio, il tuo Dio, ti ha unto con olio di letizia, a preferenza dei tuoi compagni. 10 E tu, Signore, nel principio hai fondato la terra; e i cieli sono opera delle tue mani; 11 Essi periranno, ma tu rimani; e tutti quanti invecchieranno come un vestito; 12 E come una veste li avvolgerai, e saranno cambiati; ma tu sei lo stesso, e i tuoi anni non verranno meno. 13 Ma a quale degli angeli disse mai: Siedi alla mia destra, finché io abbia posto i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi? 14 Non sono essi tutti spiriti servitori, mandati a servire coloro che devono ereditare la salvezza?

CAPITOLO 3 1 Perciò, fratelli santi, partecipi della vocazione celeste, considerate attentamente l'apostolo e sommo sacerdote della fede che professiamo, Cristo Gesù; 2 Il quale fu fedele a colui che lo aveva costituito, come anche Mosè lo fu in tutta la sua casa. 3 Poiché egli è stato ritenuto degno di una gloria tanto maggiore di quella di Mosè, quanto più l'onore che riceve colui che ha costruito la casa è superiore a quello della casa stessa. 4 Ogni casa infatti è costruita da qualcuno; ma chi ha costruito tutte le cose è Dio. 5 E Mosè fu veramente fedele in tutta la casa di lui, come servitore, per rendere testimonianza delle cose che dovevano essere dette in seguito; 6 ma Cristo lo ha fatto come Figlio, sopra la sua casa; e la sua casa siamo noi, se conserviamo ferma sino alla fine la nostra franchezza e il vanto della nostra speranza. 7 Perciò (come dice lo Spirito Santo: Oggi, se udite la sua voce, 8 Non indurite i vostri cuori come nel giorno della provocazione, come nel giorno della tentazione nel deserto; 9 Quando i vostri padri mi tentarono e mi misero alla prova, e videro le mie opere per quarant'anni. 10 Perciò mi disgustai di quella generazione e dissi: «Sono sempre sviati nel loro cuore e non hanno conosciuto le mie vie».

CAPITOLO 2 1 Perciò dobbiamo prestare più attenzione alle cose udite, per timore di essere tralasciati. 2 Infatti, se la parola pronunziata per mezzo degli angeli fu ferma e ogni trasgressione e disubbidienza ricevette una giusta ricompensa, 3 Come scamperemo noi se trascuriamo una così grande salvezza? Questa, dopo essere stata annunziata dapprima dal Signore, ci è stata confermata da coloro che l'avevano udita; 4 E Dio stesso rendeva loro testimonianza con segni e prodigi, con miracoli di ogni genere e con doni dello Spirito Santo, distribuiti secondo la sua volontà. 5 Poiché non è agli angeli che egli ha sottomesso il mondo a venire, del quale parliamo. 6 Ma uno in un certo luogo rese testimonianza, dicendo: Che cosa è l'uomo, perché tu ti ricordi di lui? O il figlio dell'uomo, perché tu te ne prenda cura? 7 Tu l'hai fatto di poco inferiore agli angeli, di gloria e di onore l'hai coronato e l'hai costituito sopra le opere delle tue mani.

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Ebrei

11 Perciò giurai nella mia ira: Non entreranno nel mio riposo.) 12 State attenti, fratelli, che talora non ci sia in nessuno di voi un cuore malvagio e incredulo, che si allontani dal Dio vivente. 13 Ma esortatevi a vicenda ogni giorno, finché si può dire: Oggi, perché nessuno di voi si indurisca per l'inganno del peccato. 14 Poiché siamo divenuti partecipi di Cristo, a condizione che manteniamo ferma sino alla fine la fiducia che avevamo da principio, 15 Mentre è detto: «Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori come nel giorno della provocazione». 16 Poiché alcuni, quando lo udirono, lo provocarono; non però tutti quelli che erano usciti dall'Egitto, per bocca di Mosè. 17 Ma di chi si adirò per quarant'anni? Non di quelli che avevano peccato, i cui cadaveri caddero nel deserto? 18 E a chi giurò che non sarebbero entrati nel suo riposo, se non a quelli che non credettero? 19 Perciò vediamo che non poterono entrare a causa della loro incredulità.

14 Poiché dunque abbiamo un grande sommo sacerdote, che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della nostra fede. 15 Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poiché egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza commettere peccato. 16 Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati al momento opportuno. CAPITOLO 5

CAPITOLO 4 1 Dobbiamo dunque temere che, pur essendoci ancora la promessa di entrare nel suo riposo, qualcuno di voi ne sia ritenuto escluso. 2 Poiché anche a noi è stata annunziata la buona novella, come a loro; ma la parola annunziata non giovò loro nulla, perché non fu amalgamata con la fede in quelli che l'avevano ascoltata. 3 Poiché noi che abbiamo creduto entriamo nel riposo, come egli disse: «Come ho giurato nella mia ira: Non entreranno nel mio riposo!»; benché le sue opere fossero compiute fin dalla fondazione del mondo. 4 Infatti in un certo luogo del settimo giorno egli parlò così: E Dio si riposò il settimo giorno da tutte le sue opere. 5 E di nuovo in questo luogo: Se entreranno nel mio riposo. 6 Poiché dunque resta che alcuni entrano in esso, e quelli ai quali fu annunziato per primi la buona novella non vi entrarono a causa della loro incredulità, 7 Di nuovo, egli fissa un giorno, dicendo in Davide: Oggi, dopo tanto tempo; come è detto: Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori. 8 Perché se Gesù avesse dato loro il riposo, Dio non avrebbe parlato in seguito di un altro giorno. 9 Rimane dunque un periodo di riposo per il popolo di Dio. 10 Perché chi è entrato nel suo riposo, si è riposato anch'egli dalle opere proprie, come Dio si riposò dalle proprie. 11 Sforziamoci dunque di entrare in quel riposo, affinché nessuno cada seguendo lo stesso esempio di disubbidienza. 12 Poiché la parola di Dio è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a doppio taglio, e penetrante fino alla divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla, ed è in grado di giudicare i pensieri e i pensieri del cuore. 13 E non vi è alcuna creatura che non sia manifesta davanti a lui; ma tutte le cose sono nude e scoperte agli occhi di colui al quale dobbiamo rendere conto.

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1 Infatti ogni sommo sacerdote, preso fra gli uomini, è costituito a favore degli uomini nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati, 2 Il quale può aver compassione degli ignoranti e degli erranti, perché anch'egli è circondato da infermità. 3 E per questa ragione egli deve offrire sacrifici per i peccati, come per il popolo, così anche per se stesso. 4 E nessuno prende da sé questo onore, ma lo prende quando è chiamato da Dio, come nel caso di Aaronne. 5 Così anche Cristo non si attribuì la gloria di essere fatto sommo sacerdote, ma la attribuì colui che gli disse: «Tu sei mio Figlio, oggi ti ho generato». 6 Come dice anche in un altro passo: Tu sei sacerdote in eterno secondo l'ordine di Melchisedec. 7 Egli nei giorni della sua carne, avendo offerto preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva salvarlo dalla morte, e fu esaudito per il suo timore; 8 Benché fosse Figlio, imparò l'ubbidienza dalle cose che soffrì; 9 E, reso perfetto, divenne per tutti coloro che gli ubbidiscono, autore di salvezza eterna; 10 Essendo stato da Dio chiamato sommo sacerdote secondo l'ordine di Melchisedec. 11 Circa il quale abbiamo molte cose da dire, ma difficili a esprimersi perché siete lenti ad ascoltare. 12 Infatti, mentre dovreste essere maestri, avete di nuovo bisogno che vi siano insegnati i primi elementi degli oracoli di Dio; e siete diventati come se avessimo bisogno di latte e non di cibo solido. 13 Infatti chiunque usa il latte è inesperto nella parola della giustizia, perché è un bambino. 14 Ma il cibo solido è per gli uomini fatti, per coloro che, per via dell'uso, hanno i sensi esercitati a discernere il bene e il male. CAPITOLO 6 1 Perciò, lasciando l'insegnamento elementare su Cristo, tendiamo a quello perfetto, senza porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio, 2 Della dottrina dei battesimi, dell'imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno. 3 E questo faremo, se Dio lo permette. 4 Poiché è impossibile che quelli che sono stati una volta illuminati e hanno gustato il dono celeste e sono stati fatti partecipi dello Spirito Santo, 5 E hanno gustato la buona parola di Dio e le potenze del mondo a venire,


Ebrei

6 Se cadono, rinnovateli di nuovo a ravvedimento, poiché crocifiggono di nuovo per conto loro il Figlio di Dio e lo espongono a infamia. 7 Poiché la terra, che beve la pioggia che cade spesso su di essa e produce erbe utili a coloro per mezzo dei quali è coltivata, riceve benedizione da Dio; 8 Ma quella che produce spine e rovi è riprovata e prossima alla maledizione; la sua fine è quella di essere arsa. 9 Ma, carissimi, anche se parliamo così, siamo convinti di cose migliori a vostro riguardo e attinenti alla salvezza. 10 Poiché Dio non è ingiusto da dimenticare l'opera vostra e l'amore che avete dimostrato verso il suo nome, con i servizi che avete reso e che rendete tuttora ai santi. 11 E desideriamo che ciascuno di voi dimostri il medesimo zelo per giungere alla piena certezza della speranza sino alla fine. 12 affinché non siate pigri, ma siate imitatori di coloro che mediante la fede e la pazienza ereditano le promesse. 13 Infatti, quando Dio fece la promessa ad Abramo, poiché non poteva giurare per nessuno maggiore di lui, giurò per se stesso, 14 dicendo: «Certamente ti benedirò e ti moltiplicherò grandemente». 15 E così, dopo aver sopportato pazientemente, ottenne la promessa. 16 Poiché gli uomini giurano per qualcuno maggiore di loro; e per loro il giuramento è la conferma che pone fine ad ogni contesa. 17 Nel quale Dio, volendo mostrare più ampiamente agli eredi della promessa l'immutabilità del suo consiglio, intervenne con un giuramento, 18 Affinché mediante due cose immutabili, nelle quali è impossibile che Dio abbia mentito, abbiamo una potente consolazione, noi che abbiamo cercato rifugio nell'afferrare saldamente la speranza che ci è stata proposta: 19 La quale speranza noi abbiamo come un'àncora dell'anima, sicura e ferma, e che penetra fino a là oltre il velo; 20 Dove è entrato per noi il precursore, Gesù, costituito sommo sacerdote in eterno secondo l'ordine di Melchisedec. CAPITOLO 7 1 Poiché questo Melchisedec, re di Salem, sacerdote del Dio altissimo, che andò incontro ad Abramo mentre ritornava dalla sconfitta dei re e lo benedisse; 2 A lui anche Abramo diede la decima di ogni cosa, essendo in primo luogo, secondo l'interpretazione, Re di giustizia, e poi anche Re di Salem, che significa Re di pace; 3 Senza padre, senza madre, senza genealogia, senza principio di giorni né fin di vita, ma reso simile al Figlio di Dio, rimane sacerdote in eterno. 4 Ora considerate quanto grande fosse quest'uomo, al quale il patriarca Abramo diede la decima del bottino. 5 E in verità quelli che sono dei figli di Levi, che ricevono l'ufficio del sacerdozio, hanno il comandamento di prendere le decime dal popolo secondo la legge, cioè dai loro fratelli, benché provengano dai lombi di Abramo: 6 Ma colui che non è della loro stirpe, ricevette le decime da Abramo e benedisse colui che aveva le promesse. 7 E senza alcuna contraddizione, l'inferiore è benedetto dal superiore.

8 E qui riscuotono le decime gli uomini che muoiono; là invece le riscuote colui del quale si attesta che vive. 9 E per così dire, anche Levi, che riceve le decime, pagò le decime in Abramo. 10 Egli infatti si trovava ancora nei lombi di suo padre, quando Melchisedec gli incontrò. 11 Se dunque la perfezione fosse stata possibile per mezzo del sacerdozio levitico (sotto di esso infatti il popolo ha ricevuto la legge), che bisogno c'era ancora che sorgesse un altro sacerdote secondo l'ordine di Melchisedec e non fosse chiamato secondo l'ordine di Aaronne? 12 Infatti, mutato il sacerdozio, avviene necessariamente anche un mutamento di legge. 13 Infatti colui del quale si dicono queste cose appartiene a un'altra tribù, della quale nessuno fu addetto all'altare. 14 Poiché è noto che il nostro Signore è sorto dalla tribù di Giuda, della quale Mosè non disse nulla riguardo al sacerdozio. 15 E la cosa è ancora più evidente: a somiglianza di Melchisedec sorge un altro sacerdote, 16 Il quale è stato creato non secondo la legge di un comandamento carnale, ma secondo la potenza di una vita senza fine. 17 Poiché egli rende questa testimonianza: Tu sei sacerdote in eterno secondo l'ordine di Melchisedec. 18 Poiché in questo caso si ha veramente l'annullamento del comandamento precedente, a causa della sua debolezza e inutilità. 19 Poiché la legge non ha portato nulla alla perfezione; ma ha introdotto una speranza migliore, mediante la quale ci accostiamo a Dio. 20 E poiché non fu fatto sacerdote senza giuramento, 21 (Infatti quelli sono stati costituiti sacerdoti senza giuramento; questi invece con giuramento, da parte di colui che gli ha detto: Il Signore ha giurato e non si pente: Tu sei sacerdote in eterno secondo l'ordine di Melchisedec). 22 Di tanto migliore fu il patto di cui Gesù si fece garante. 23 E in verità erano molti sacerdoti, perché a causa della morte non era loro concesso di durare; 24 Ma costui, poiché rimane in eterno, ha un sacerdozio che non si trasmuta. 25 Perciò egli può anche salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio, dal momento che vive sempre per intercedere per loro. 26 Poiché a noi conveniva un sommo sacerdote come questo: santo, innocente, immacolato, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli; 27 Egli non ha ogni giorno bisogno di offrire sacrifici, come gli altri sommi sacerdoti, prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo; perché egli fece questo una volta sola, quando offrì se stesso. 28 Poiché la legge costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti a infermità; ma la parola del giuramento, fatto dopo la legge, costituisce il Figlio, che è stato reso perfetto in eterno. CAPITOLO 8 1 Ora, il punto essenziale delle cose che abbiamo detto è questo: noi abbiamo un sommo sacerdote così grande, che si è seduto alla destra del trono della Maestà nei cieli;

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Ebrei

2 Ministro del santuario e del vero tabernacolo, che il Signore, e non un uomo, ha eretto. 3 Poiché ogni sommo sacerdote è costituito per offrire doni e sacrifici; per questo è necessario che anche lui abbia qualcosa da offrire. 4 Perché se fosse sulla terra, non sarebbe neppure sacerdote, perché vi sono sacerdoti che offrono doni secondo la legge; 5 I quali servono all'immagine e all'ombra delle cose celesti, come Dio ammonì Mosè quando stava per costruire il tabernacolo: «Guarda, disse, di fare ogni cosa secondo il modello che ti è stato mostrato sul monte». 6 Ma ora egli ha ottenuto un ministero tanto più eccellente, quanto migliore è il patto che egli è mediatore, fondato su migliori promesse. 7 Infatti, se quel primo patto fosse stato senza difetto, non si sarebbe cercato alcun posto per il secondo. 8 Infatti, biasimandoli, dice: Ecco, verranno giorni, dice il Signore, nei quali io concluderò con la casa d'Israele e con la casa di Giuda un patto nuovo. 9 Non come il patto che ho concluso con i loro padri nel giorno in cui li presi per mano per farli uscire dal paese d'Egitto; perché essi non perseverarono nel mio patto e io non li guardai con attenzione, dice il Signore. 10 Poiché questo è il patto che farò con la casa d'Israele dopo quei giorni, dice il Signore: Io metterò le mie leggi nella loro mente, le scriverò nei loro cuori; e sarò per loro Dio, ed essi saranno per me un popolo. 11 E non insegneranno più ciascuno al suo compagno, né ciascuno al suo fratello, dicendo: Conosci il Signore! Perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande. 12 Poiché avrò pietà della loro iniquità, e non mi ricorderò più dei loro peccati e delle loro iniquità. 13 In quanto egli dice: Un nuovo patto, egli ha reso vecchio il primo. Ora, ciò che decade e invecchia è pronto a svanire. CAPITOLO 9 1 In verità anche il primo patto aveva ordinanze per il culto divino e un santuario terreno. 2 Poiché fu fatto un primo tabernacolo, nel quale si trovavano il candelabro, la tavola e i pani della presentazione, che si chiamava il santuario. 3 E dietro il secondo velo, il tabernacolo che è chiamato il Luogo Santissimo di tutti; 4 Che aveva il turibolo d'oro e l'arca del patto ricoperta d'oro tutt'intorno, nella quale si trovavano il vaso d'oro contenente la manna, la verga di Aaronne che era germogliata e le tavole del patto; 5 E sopra di esso i cherubini della gloria, che adombravano il propiziatorio; dei quali non possiamo ora parlare in modo particolare. 6 Ora, quando queste cose erano così disposte, i sacerdoti entravano sempre nel primo tabernacolo, compiendo il servizio di Dio. 7 Ma nel secondo entrava solo il sommo sacerdote, una volta all'anno, non senza sangue, che egli offriva per se stesso e per gli errori del popolo; 8 Lo Spirito Santo voleva così significare che la via del santuario non era ancora manifestata, finché sussisteva il primo tabernacolo.

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9 La quale era figura del tempo presente, nella quale venivano offerti doni e sacrifici che non potevano rendere perfetto, quanto alla coscienza, colui che offriva il culto; 10 I quali consistevano soltanto in cibi e bevande, e varie abluzioni, e precetti carnali, imposti loro fino al tempo della riforma. 11 Ma Cristo è venuto, sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso un tabernacolo più grande e più perfetto, non fatto da mani, cioè non di questa creazione; 12 Non mediante sangue di capri e di vitelli, ma mediante il proprio sangue entrò una volta per sempre nel santuario, avendo ottenuto per noi una redenzione eterna. 13 Poiché se il sangue dei tori e dei capri e la cenere di una giovenca sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano, purificando la carne, 14 Quanto più il sangue di Cristo, che mediante lo Spirito eterno offrì se stesso senza macchia a Dio, purificherà la nostra coscienza dalle opere morte per servire il Dio vivente? 15 E per questo egli è mediatore di un nuovo patto, affinché, mediante la sua morte per la redenzione delle trasgressioni commesse sotto il primo patto, coloro che sono stati chiamati ricevano la promessa dell'eredità eterna. 16 Infatti, dove c'è un testamento, è necessario che ci sia anche la morte del testatore. 17 Infatti un testamento è valido solo dopo la morte; altrimenti non ha alcuna forza finché vive il testatore. 18 Perciò neppure il primo patto fu inaugurato senza sangue. 19 Infatti, quando Mosè ebbe proclamato ogni comandamento a tutto il popolo, secondo la legge, prese il sangue dei vitelli e dei capri, con acqua, lana scarlatta e issopo, e asperse il libro e tutto il popolo, 20 dicendo: Questo è il sangue del patto che Dio vi ha imposto. 21 Asperse poi di sangue il tabernacolo e tutti gli utensili del culto. 22 E quasi tutte le cose sono purificate con sangue secondo la legge; e senza spargimento di sangue non c'è perdono. 23 Era dunque necessario che le cose raffiguranti i cieli fossero purificate con questi mezzi; ma le cose celesti stesse dovevano essere purificate con sacrifici più eccellenti di questi. 24 Poiché Cristo non è entrato in un santuario fatto da mani d'uomo, figura del vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio per noi; 25 E neppure per offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote, che entra ogni anno nel santuario con sangue altrui; 26 In questo caso, egli avrebbe dovuto soffrire più volte fin dalla fondazione del mondo; ma ora, una volta sola, alla fine dei tempi, è stato manifestato per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. 27 E come è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio, 28 Così anche Cristo, dopo essere stato offerto una volta sola per portare i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza peccato, a coloro che l'aspettano per la salvezza.


Ebrei

CAPITOLO 10

26 Infatti, se pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non resta più alcun sacrificio per i peccati, 27 Ma una terribile attesa del giudizio e un fuoco ardente che divorerà gli avversari. 28 Colui che trasgredì la legge di Mosè morì senza misericordia sulla parola di due o tre testimoni. 29 Di quanto peggior castigo pensate che sarà ritenuto degno colui che avrà calpestato il Figlio di Dio e avrà ritenuto profano il sangue del patto, col quale è stato santificato, e avrà oltraggiato lo Spirito della grazia? 30 Poiché noi conosciamo colui che ha detto: A me la vendetta, io darò la retribuzione, dice il Signore. E ancora: Il Signore giudicherà il suo popolo. 31 È cosa terribile cadere nelle mani del Dio vivente. 32 Ma ricordate i giorni di prima, nei quali, dopo essere stati illuminati, avete dovuto sostenere una lotta grande e dolorosa, 33 In parte, mentre eravate esposti a insulti e afflizioni, in parte, mentre facevate partecipi coloro che erano trattati in questo modo. 34 Infatti avete avuto compassione di me quando ero in catene e avete accettato con gioia la spogliazione dei vostri beni, sapendo di avere in voi stessi dei beni migliori e duraturi nei cieli. 35 Non abbandonate dunque la vostra franchezza, alla quale è riservata una grande ricompensa. 36 Infatti avete bisogno di costanza, affinché, fatta la volontà di Dio, otteniate la promessa. 37 Ancora un brevissimo tempo e colui che deve venire verrà e non tarderà. 38 Ora il giusto vivrà per fede; ma se qualcuno si tira indietro, l'anima mia non lo gradirà. 39 Ma noi non siamo di quelli che si tirano indietro a loro perdizione, ma di quelli che credono per la salvezza dell'anima.

1 Poiché la legge, avendo solo un'ombra dei beni futuri e non la realtà stessa delle cose, non può mai, per mezzo di quei sacrifici che si offrono continuamente, anno dopo anno, rendere perfetti coloro che si accostano a Dio. 2 In tal caso non si sarebbe forse cessato di offrirli, perché gli adoratori, una volta purificati, non avrebbero più avuto coscienza dei peccati? 3 Ma in quei sacrifici si rinnova ogni anno il ricordo dei peccati. 4 Infatti è impossibile che il sangue di tori e di capri tolga i peccati. 5 Per questo, entrando nel mondo, dice: Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, ma mi hai preparato un corpo. 6 Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. 7 Allora ho detto: Ecco, io vengo (nel rotolo del libro è scritto di me) per fare, o Dio, la tua volontà. 8 Prima, quando disse: Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrificio, né offerta, né olocausti, né sacrificio per il peccato, cose che vengono offerte dalla legge, 9 Allora egli disse: Ecco, io vengo per fare la tua volontà, o Dio. Egli toglie il primo, per stabilire il secondo. 10 Per mezzo di questa volontà noi siamo stati santificati, mediante l'offerta del corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre. 11 E ogni sacerdote è in piedi ogni giorno a ministrare e ad offrire spesse volte gli stessi sacrifici, che non possono mai togliere i peccati; 12 Ma questi, dopo aver offerto un unico sacrificio per i peccati, e per sempre, si è seduto alla destra di Dio; 13 D'ora in poi aspetta che i suoi nemici siano posti come sgabello dei suoi piedi. 14 Poiché con un'unica offerta egli ha reso perfetti per sempre quelli che sono santificati. 15 Di ciò anche lo Spirito Santo ci rende testimonianza, perché, dopo aver detto prima: 16 Questo è il patto che farò con loro dopo quei giorni, dice il Signore: metterò le mie leggi nei loro cuori e le scriverò nelle loro menti; 17 E non mi ricorderò più dei loro peccati e delle loro iniquità. 18 Ora, dove c'è la remissione di queste cose, non c'è più alcuna offerta per il peccato. 19 Avendo dunque, fratelli, libertà di entrare nel santuario per mezzo del sangue di Gesù, 20 Per quella via nuova e vivente che egli ha inaugurata per noi attraverso il velo, cioè la sua carne, 21 E avendo un sommo sacerdote sopra la casa di Dio; 22 Accostiamoci con cuore sincero e con piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi di quell'aspersione che li purifica da una cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura. 23 Manteniamo ferma la professione della nostra fede, senza vacillare, perché fedele è colui che ha promesso. 24 E consideriamoci gli uni gli altri per stimolarci all'amore e alle opere buone: 25 Non abbandonando la nostra comune adunanza come alcuni hanno l'abitudine di fare, ma esortandoci a vicenda; tanto più che vedete avvicinarsi il giorno.

CAPITOLO 11 1 Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono. 2 Infatti per mezzo di essa gli anziani ricevettero buona testimonianza. 3 Per fede comprendiamo che i mondi furono formati dalla parola di Dio, così che le cose visibili non hanno preso origine da cose apparenti. 4 Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio più eccellente di quello di Caino; mediante questa fede ricevette la testimonianza di essere giusto, quando Dio attestò di gradire i suoi doni; e per mezzo di essa, benché morto, parla ancora. 5 Per fede Enoc fu trasportato in modo da non vedere la morte; e non fu più trovato, perché Dio lo aveva trasportato; infatti prima di essere trasportato ebbe la testimonianza di essere stato gradito a Dio. 6 Ma senza fede è impossibile piacergli, perché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che è il rimuneratore di quelli che lo cercano. 7 Per fede Noè, divinamente avvertito di cose che non si vedevano ancora, mosso da pio timore, preparò un'arca per la salvezza della sua famiglia; con la quale condannò il

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mondo e divenne erede della giustizia che si ha per mezzo della fede. 8 Per fede Abramo, quando fu chiamato, ubbidì per andarsene in un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava. 9 Per fede soggiornò nella terra promessa come in terra straniera, abitando in tende, come Isacco e Giacobbe, coeredi della stessa promessa; 10 Egli aspettava infatti la città che ha le vere fondamenta, e il cui architetto e costruttore è Dio stesso. 11 Per fede anche Sara, benché fuori dell'età, ricevette la forza di concepire e partorì, perché ritenne fedele colui che glielo aveva promesso. 12 Perciò da uno solo, e già quasi morto, nacque una stirpe numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia che è lungo la riva del mare, che non si può contare. 13 Nella fede morirono tutti costoro, senza aver ricevuto le cose promesse, ma le videro e le salutarono da lontano, e confessarono di essere stranieri e pellegrini sulla terra. 14 Poiché coloro che dicono tali cose dimostrano chiaramente che cercano una patria. 15 E in verità, se avessero avuto cura di quella patria da cui erano usciti, avrebbero avuto l'opportunità di ritornarvi. 16 Ma ora ne desiderano una migliore, cioè quella celeste; per questo Dio non si vergogna di essere chiamato il loro Dio, perché ha preparato loro una città. 17 Per fede Abramo, quando fu provato, offrì Isacco; e colui che aveva ricevuto le promesse offrì il suo unigenito figlio, 18 del quale fu detto: In Isacco ti sarà chiamata una discendenza. 19 Considerando che Dio è potente da risuscitare anche dai morti; di qui lo riebbe anche in figura. 20 Per fede Isacco benedisse Giacobbe ed Esaù anche riguardo a cose future. 21 Per fede Giacobbe, morente, benedisse i due figli di Giuseppe e adorò appoggiato alla cima del suo bastone. 22 Per fede Giuseppe, quando morì, fece menzione dell'esodo dei figli d'Israele e diede ordini circa le sue ossa. 23 Per fede Mosè, quando nacque, fu tenuto nascosto per tre mesi dai suoi genitori, perché videro che il bambino era bello; e non ebbero paura dell'editto del re. 24 Per fede Mosè, divenuto grande, rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del faraone, 25 Scegliendo piuttosto di soffrire afflizione con il popolo di Dio, piuttosto che godere per breve tempo i piaceri del peccato; 26 stimando il vituperio di Cristo ricchezza maggiore dei tesori d'Egitto, perché aveva lo sguardo rivolto alla ricompensa. 27 Per fede abbandonò l'Egitto, senza temere l'ira del re, perché rimase costante, come se vedesse colui che è invisibile. 28 Per fede celebrò la Pasqua e fece l'aspersione del sangue, perché lo sterminatore dei primogeniti non toccasse quelli degli uomini. 29 Per fede attraversarono il Mar Rosso come se fosse terra asciutta; e gli Egiziani, tentando di fare ciò, furono inghiottiti. 30 Per fede caddero le mura di Gerico, dopo che erano state circondate per sette giorni.

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31 Per fede la meretrice Raab non perì con quelli che non credettero, avendo accolto con benevolenza le spie. 32 E che dirò di più? Poiché il tempo mi mancherebbe se volessi raccontare di Gedeone, di Barak, di Sansone, di Iefte, di Davide, di Samuele e dei profeti. 33 I quali per fede conquistarono regni, esercitarono la giustizia, ottennero le promesse, chiusero le fauci dei leoni, 34 Spensero la violenza del fuoco, scamparono al taglio della spada, trassero forza dalla loro debolezza, divennero valorosi in guerra, misero in fuga eserciti stranieri. 35 Alcune donne ricevettero di nuovo i loro morti risuscitati; altri invece furono torturati, non accettando la liberazione, per ottenere una risurrezione migliore. 36 Altri ancora subirono scherni e flagelli, e anche catene e prigionia. 37 Furono lapidati, furono segati, furono torturati, furono uccisi di spada, andarono in giro coperti di pelli di pecora e di capra, bisognosi, afflitti, maltrattati; 38 (di loro il mondo non era degno): vagarono per i deserti, sui monti, tra le spelonche e le caverne della terra. 39 E tutti costoro, pur avendo ricevuto buona testimonianza per la loro fede, non ottennero ciò che era stato promesso; 40 Dio aveva in vista per noi qualcosa di meglio, affinché essi non ottenessero la perfezione senza di noi. CAPITOLO 12 1 Perciò anche noi, essendo circondati da così grande schiera di testimoni, deposto ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta, 2 tenendo gli occhi su Gesù, colui che crea la fede e la porta a compimento; egli, per la gioia che gli era posta dinanzi, soffrì la croce, disprezzando l'infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio. 3 Considerate attentamente colui che ha sopportato una tale ostilità dei peccatori contro se stesso, affinché non vi stanchiate perdendovi d'animo. 4 Voi non avete ancora resistito fino al sangue, nella lotta contro il peccato. 5 E avete dimenticato l'esortazione che vi parla come a figli: «Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non perderti d'animo quando sei ripreso da lui; 6 Perché il Signore corregge colui che ama e flagella chiunque riconosce come figlio. 7 Se sopportate la correzione, Dio vi tratta come figli; infatti, qual è il figlio che il padre non corregge? 8 Ma se siete senza correzione, della quale tutti hanno avuto la loro parte, allora siete bastardi e non figli. 9 Inoltre abbiamo avuto per correttori i nostri padri secondo la carne, e li abbiamo rispettati; non ci sottometteremo molto di più al Padre degli spiriti, per avere la vita? 10 Quelli infatti ci corressero per pochi giorni, come volevano; ma egli lo fa per il nostro bene, affinché siamo partecipi della sua santità. 11 Ora, nessuna correzione sembra sul momento causa di gioia, ma di tristezza; in seguito però produce un pacifico frutto di giustizia in coloro che sono stati esercitati per mezzo suo.


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12 Perciò rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia vacillanti, 13 E fate sentieri diritti per i vostri piedi, perché ciò che è zoppo non esca fuori di strada; sia piuttosto guarito. 14 Procacciate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà il Signore. 15 Badando bene che nessuno resti privo della grazia di Dio; che nessuna radice velenosa spunti fuori da voi e vi dia molestia, e molti ne siano contaminati. 16 Che non vi sia alcun fornicatore o profano, come Esaù, che per una sola pietanza vendette la sua primogenitura. 17 Perché sapete che in seguito, quando volle ereditare la benedizione, fu respinto, perché non trovò luogo al pentimento, sebbene glielo chiedesse con lacrime. 18 Poiché voi non vi siete accostati al monte che si poteva toccare, e che era avvolto nel fuoco, né alla caligine, alle tenebre, alla tempesta, 19 E il suono della tromba e la voce delle parole; la quale voce coloro che l'udirono supplicarono che la parola non fosse più rivolta a loro; 20 (Poiché non potevano sopportare ciò che era stato comandato: «Se anche una bestia tocca il monte, sia lapidata o trafitta con una freccia»); 21 E tanto terribile era lo spettacolo, che Mosè disse: Sono spaventato e tremante. 22 Ma voi vi siete accostati al monte Sion e alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a miriadi di angeli, 23 All'assemblea generale e alla chiesa dei primogeniti scritti nei cieli, a Dio giudice di tutti e agli spiriti dei giusti resi perfetti, 24 e a Gesù, il mediatore del nuovo patto, e al sangue dell'aspersione che parla meglio di quello di Abele. 25 Guardatevi dal rifiutare colui che parla. Perché se quelli non scamparono quando rifiutarono colui che parlò sulla terra, molto meno scamperemo noi, se voltiamo le spalle a colui che parla dal cielo. 26 La cui voce allora scosse la terra; ma ora egli ha fatto questa promessa: Ancora una volta farò tremare non solo la terra, ma anche il cielo. 27 E questa parola «ancora una volta» significa la rimozione delle cose scosse, come di cose fatte, affinché rimangano quelle che non sono scosse. 28 Perciò, ricevendo un regno che non può essere scosso, siamo riconoscenti, e serviamo Dio in modo gradito, con riverenza e timore. 29 Perché il nostro Dio è un fuoco divoratore.

6 Così possiamo dire con fiducia: Il Signore è il mio aiuto, e non temerò che cosa mi potrà fare l'uomo. 7 Ricordatevi dei vostri conduttori, i quali vi hanno annunziato la parola di Dio; considerate la fine della loro condotta e imitate la loro fede. 8 Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno. 9 Non siate trasportati qua e là da dottrine diverse e strane. Perché è bene che il cuore sia reso saldo dalla grazia, non da cibi che non hanno giovato a coloro che vi si sono dedicati. 10 Noi abbiamo un altare, del quale non hanno alcun diritto di mangiare quelli che servono il tabernacolo. 11 Infatti i corpi degli animali, il cui sangue viene portato nel santuario dal sommo sacerdote per il peccato, vengono bruciati fuori dell'accampamento. 12 Perciò anche Gesù, per santificare il popolo con il proprio sangue, soffrì fuori della porta. 13 Usciamo dunque fuori dall'accampamento e andiamo verso di lui, portando il suo obbrobrio. 14 Poiché non abbiamo quaggiù una città stabile, ma cerchiamo quella futura. 15 Per mezzo di lui dunque offriamo continuamente a Dio un sacrificio di lode, cioè il frutto di labbra confessanti il suo nome. 16 Ma non dimenticate di fare del bene e di condividere i beni con gli altri, perché di tali sacrifici Dio si compiace. 17 Ubbidite ai vostri conduttori e sottomettetevi a loro, perché essi vegliano per le vostre anime come chi deve renderne conto, affinché lo facciano con gioia e non sospirando, perché ciò non vi sarebbe di alcun vantaggio. 18 Pregate per noi, perché siamo convinti di avere una buona coscienza e di voler vivere onestamente in ogni cosa. 19 Ma vi prego ancora di farlo, affinché io vi sia restituito al più presto. 20 Ora il Dio della pace, che ha ricondotto dai morti il nostro Signore Gesù, il grande pastore delle pecore, in virtù del sangue del patto eterno, 21 Vi renda perfetti in ogni opera buona, affinché facciate la sua volontà, operando in voi ciò che è gradito davanti a lui, per mezzo di Gesù Cristo; al quale sia la gloria nei secoli dei secoli. Amen. 22 Ora, fratelli, vi prego di accogliere la parola di esortazione, perché vi ho scritto brevemente una lettera. 23 Sappiate che il nostro fratello Timoteo è stato liberato; con lui, se arriva presto, vi vedrò. 24 Salutate tutti quelli che hanno il vostro governo, e tutti i santi. Quelli d'Italia vi salutano. 25 La grazia sia con tutti voi. Amen.

CAPITOLO 13 1 L'amore fraterno continui. 2 Non dimenticate l'ospitalità, perché alcuni, praticandola, senza saperlo, hanno accolto degli angeli. 3 Ricordatevi dei carcerati, come se foste in carcere con loro; e di quelli che soffrono, come se anche voi foste nel corpo. 4 Sia onorato il matrimonio fra tutti e il letto coniugale sia senza macchia; poiché Dio giudicherà i fornicatori e gli adulteri. 5 La vostra condotta sia senza avarizia e accontentatevi di quello che avete, perché Dio stesso ha detto: «Io non ti lascerò e non ti abbandonerò».

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smemorato ma come facitore dell'opera, costui sarà beato nel suo operare. 26 Se qualcuno tra voi pensa di essere religioso, ma non tiene a freno la lingua e inganna il proprio cuore, la religione di quel tale è vana. 27 La religione pura e senza macchia davanti a Dio e Padre è questa: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni, e conservarsi puri dal mondo.

CAPITOLO 1 1 Giacomo, servo di Dio e del Signore Gesù Cristo, alle dodici tribù che sono nella dispersione, salute. 2 Fratelli miei, considerate una grande gioia quando venite a trovarvi in prove svariate, 3 Sapendo questo: la prova della vostra fede produce costanza. 4 E la pazienza compia pienamente l'opera sua in voi, perché siate perfetti e integri, senza mancare di nulla. 5 Se qualcuno di voi manca di sapienza, la chieda a Dio che dona a tutti liberalmente senza rinfacciare, e gli sarà data. 6 Ma chieda con fede, senza dubitare; perché chi dubita è simile a un'onda del mare, agitata dal vento e spinta qua e là. 7 Poiché non pensi quel tale di ricevere qualcosa dal Signore. 8 L'uomo dal cuore doppio è instabile in tutte le sue vie. 9 Il fratello di umile condizione si rallegri di essere stato esaltato; 10 Ma il ricco, perché è stato umiliato, perché passerà come il fiore dell'erba. 11 Poiché il sole, appena spuntato col suo calore ardente, fa seccare l'erba, e il suo fiore cade, e la sua bellezza perisce; così anche il ricco appassirà nelle sue vie. 12 Beato l'uomo che sopporta la tentazione, perché, dopo essere stato provato, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promesso a coloro che lo amano. 13 Nessuno, quando è tentato, dica: «Sono tentato da Dio», perché Dio non può essere tentato dal male, né tenta nessuno. 14 Ma ciascuno è tentato quando è attratto e adescato dalla propria concupiscenza. 15 Poi la concupiscenza, quando ha concepito, partorisce il peccato; e il peccato, quando è compiuto, produce la morte. 16 Non v'ingannate, fratelli miei carissimi. 17 Ogni cosa buona e ogni dono perfetto vengono dall'alto e discendono dal Padre degli astri luminosi, presso il quale non c'è variazione né ombra di cambiamento. 18 Egli ci ha generati di sua volontà mediante la parola di verità, affinché fossimo in un certo senso le primizie delle sue creature. 19 Perciò, fratelli miei carissimi, sia ogni uomo pronto ad ascoltare, lento a parlare, lento all'ira; 20 Poiché l'ira dell'uomo non compie la giustizia di Dio. 21 Perciò, deposta ogni impurità e ogni superfluo di malizia, ricevete con docilità la parola che è stata piantata in voi, e che può salvare le anime vostre. 22 Ma siate facitori della parola e non soltanto ascoltatori, illudendo voi stessi. 23 Perché se uno è ascoltatore della parola e non esecutore, è simile a un uomo che guarda il suo volto naturale in uno specchio. 24 Poiché egli osserva se stesso e se ne va, e subito dimentica com'era. 25 Ma chi guarda attentamente nella legge perfetta, quella della libertà, e in essa persevera, non come ascoltatore

CAPITOLO 2 1 Fratelli miei, non abbiate riguardo alla persona la fede del nostro Signore Gesù Cristo, il Signore della gloria. 2 Perché, se nella vostra assemblea entra un uomo con un anello d'oro, vestito splendidamente, e poi entra anche un povero vestito di brutto, 3 E voi avete riguardo a colui che indossa la veste splendida e gli dite: Siediti qui, in un bel posto; e al povero dite: Tu mettiti lì in piedi, oppure siediti qui sotto i miei piedi; 4 Non siete dunque parziali in voi stessi e non siete diventati giudici di pensieri malvagi? 5 Ascoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto i poveri secondo il mondo, ricchi nella fede ed eredi del regno che ha promesso a coloro che lo amano? 6 Ma voi avete disprezzato i poveri. Non vi opprimono forse i ricchi e vi trascinano davanti ai tribunali? 7 Non bestemmiano forse il buon nome con il quale siete invocati? 8 Se adempite la legge regale secondo la Scrittura: Amerai il tuo prossimo come te stesso, fate bene; 9 Ma se fate distinzione di persone, commettete peccato e siete condannati dalla legge come trasgressori. 10 Infatti chiunque osserva tutta la legge, ma la trasgredisce in un punto solo, si rende colpevole di tutti i punti. 11 Poiché colui che ha detto: Non commettere adulterio, ha detto anche: Non uccidere. Ora, se tu non commetti adulterio, ma uccidi, sei divenuto trasgressore della legge. 12 Parlate e agite come persone che devono essere giudicate secondo la legge della libertà. 13 Poiché il giudizio sarà senza misericordia per colui che non avrà usato misericordia; e la misericordia si rallegra del giudizio. 14 A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede e non ha opere? Può la fede salvarlo? 15 Se un fratello o una sorella sono nudi e mancano del cibo quotidiano, 16 E uno di voi dice loro: Andate in pace, riscaldatevi e saziatevi; ma non date loro le cose necessarie al corpo; a che serve? 17 Così anche la fede: se non ha opere, è morta per se stessa. 18 Sì, un uomo potrebbe dire: Tu hai la fede, e io ho le opere: mostrami la tua fede senza le tue opere, e io ti mostrerò la mia fede con le mie opere. 19 Tu credi che c'è un solo Dio; fai bene; anche i demòni lo credono e tremano. 20 Ma vuoi tu sapere, o uomo vano, che la fede senza le opere è morta? 21 Abramo, nostro padre, non fu forse giustificato per le opere, quando offrì Isacco, suo figlio, sull'altare?

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CAPITOLO 4

22 Vedi come la fede operava insieme alle opere di lui, e come per mezzo delle opere la fede fu resa perfetta? 23 E si adempì la Scrittura che dice: «Abramo credette a Dio e ciò gli fu accreditato come giustizia, e fu chiamato amico di Dio». 24 Vedete dunque che l'uomo è giustificato per mezzo delle opere e non per mezzo della fede soltanto. 25 Allo stesso modo anche Raab, la meretrice, non fu forse giustificata per le opere, quando accolse gli inviati e li rimandò per un'altra strada? 26 Poiché come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta. CAPITOLO 3 1 Fratelli miei, non siate molti maestri, sapendo che riceveremo una condanna più severa. 2 Poiché in molte cose tutti manchiamo. Se uno non manca nel parlare, è un uomo perfetto, e capace anche di tenere a freno tutto il corpo. 3 Ecco, noi mettiamo il freno in bocca ai cavalli perché ci ubbidiscano, e noi guidiamo anche tutto il loro corpo. 4 Ecco anche le navi, che, benché siano così grandi e siano spinte da venti impetuosi, tuttavia sono guidate da un piccolo timone, dovunque voglia il timoniere. 5 Così anche la lingua è un piccolo membro, e si vanta di grandi cose. Ecco, un piccolo fuoco accende una grande questione! 6 Anche la lingua è un fuoco, il mondo dell'iniquità; così è la lingua tra le nostre membra, che contamina tutto il corpo e incendia il corso della natura; ed è incendiata dalla Geenna. 7 Poiché ogni specie di bestie, di uccelli, di serpenti e di cose che sono nel mare è domata, ed è stata domata dall'uomo; 8 Ma la lingua nessun uomo può domarla: è un male ribelle, è piena di veleno mortale. 9 Con essa benediciamo Dio, il Padre; e con essa malediciamo gli uomini, fatti a somiglianza di Dio. 10 Dalla stessa bocca procede benedizione e maledizione. Fratelli miei, queste cose non debbono essere così. 11 Una fontana getta forse nello stesso luogo acqua dolce e amara? 12 Può forse, fratelli miei, un fico produrre ulivi? O una vite produrre fichi? Così nessuna fonte può dare acqua salata e dolce. 13 Chi tra voi è saggio e dotato di conoscenza? Mostri con la buona condotta le sue opere con mansuetudine e sapienza. 14 Ma se avete nel vostro cuore amara invidia e spirito di contesa, non vantatevi e non mentite contro la verità. 15 Questa sapienza non discende dall'alto, ma è terrena, sensuale, diabolica. 16 Poiché dove c'è invidia e contesa, lì c'è disordine e ogni sorta di azioni malvagie. 17 Ma la sapienza che viene dall'alto è anzitutto pura, poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale, senza ipocrisia. 18 E il frutto della giustizia si semina nella pace per coloro che fanno opera di pace.

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1 Da dove vengono le guerre e le contese tra voi? Non provengono forse dalle passioni che guerreggiano nelle vostre membra? 2 Voi bramate e non avete; voi uccidete e bramate avere e non potete ottenere; voi combattete e fate guerra, e non avete, perché non domandate. 3 Voi chiedete e non ricevete, perché chiedete male per spendere nei vostri piaceri. 4 Adulteri e adultere, non sapete che l'amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio. 5 Pensate forse che la Scrittura dica invano: «Lo Spirito che abita in noi ci brama fino alla gelosia»? 6 Ma egli dà più grazia. Perciò dice: Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili. 7 Sottomettetevi dunque a Dio; resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi. 8 Avvicinatevi a Dio, ed egli si avvicinerà a voi. Mondate le vostre mani, o peccatori; e purificate i vostri cuori, o doppi d'animo. 9 Siate afflitti, fate cordoglio e piangete; il vostro riso si muti in lutto e la vostra allegria in tristezza. 10 Umiliatevi davanti al Signore, ed egli vi innalzerà. 11 Non parlate male gli uni degli altri, fratelli. Chi parla male del fratello e giudica il fratello, parla male della legge e giudica la legge; ma se tu giudichi la legge, non sei un esecutore della legge, ma un giudice. 12 C'è un solo legislatore, che può salvare e distruggere: chi sei tu che giudichi il tuo prossimo? 13 Ora a voi che dite: Oggi o domani andremo nella tale città, vi resteremo un anno, compreremo, venderemo e guadagneremo; 14 Mentre non sapete cosa sarà domani. Perché che cos'è la vostra vita? È un vapore che appare per un po' di tempo e poi svanisce. 15 Poiché dovreste dire: Se il Signore vorrà, vivremo e faremo questo o quello. 16 Ma ora voi vi rallegrate delle vostre vanterie; ogni simile vanto è malvagio. 17 Perciò chi sa fare il bene e non lo fa, commette peccato. CAPITOLO 5 1 Orsù, o ricchi, piangete e urlate per le miserie che vi colpiranno. 2 Le vostre ricchezze sono corrotte e le vostre vesti sono mangiate dalle tarme. 3 Il vostro oro e il vostro argento sono incancreniti; e la loro ruggine sarà una testimonianza contro di voi, e divorerà la vostra carne come fosse fuoco. Avete accumulato tesori per gli ultimi giorni. 4 Ecco, il salario dei lavoratori che hanno mietuto i vostri campi, da voi trattenuto con frode, grida; e le grida dei mietitori sono giunte alle orecchie del Signore degli eserciti. 5 Avete vissuto nei piaceri sulla terra, e siete stati dissoluti; avete pasciuto i vostri cuori, come nel giorno del massacro. 6 Avete condannato e ucciso il giusto; ed egli non vi resiste. 7 Siate dunque pazienti, fratelli, fino alla venuta del Signore. Ecco, l'agricoltore aspetta il prezioso frutto della


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terra e ha lunga pazienza per esso, finché non abbia ricevuto la pioggia della prima e dell'ultima stagione. 8 Siate pazienti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina. 9 Non lamentatevi gli uni degli altri, fratelli, affinché non siate condannati; ecco, il giudice è alla porta. 10 Prendete, fratelli miei, come esempio di sofferenza e di pazienza i profeti che hanno parlato nel nome del Signore. 11 Ecco, noi consideriamo beati coloro che hanno sopportato. Voi avete udito della pazienza di Giobbe, e avete visto la fine del Signore; che il Signore è molto pietoso, e di tenera misericordia. 12 Ma soprattutto, fratelli miei, non giurate né per il cielo, né per la terra, né con altro giuramento; ma il vostro sì sia sì; e il vostro no, no, affinché non cadiate in condanna. 13 C'è qualcuno tra voi afflitto? Preghi. C'è qualcuno allegro? Canti salmi. 14 C'è qualcuno tra voi che è malato? Chiami gli anziani della chiesa, ed essi preghino su di lui, ungendolo con olio nel nome del Signore. 15 E la preghiera della fede salverà il malato e il Signore lo rialzerà; e se ha commesso dei peccati, gli saranno perdonati. 16 Confessate i vostri falli gli uni agli altri e pregate gli uni per gli altri, affinché siate guariti. La preghiera fervente ed efficace del giusto ha una grande efficacia. 17 Elia era un uomo soggetto alle nostre stesse passioni, e pregò intensamente che non piovesse; e non piovve sulla terra per tre anni e sei mesi. 18 E pregò di nuovo, e il cielo diede la pioggia, e la terra produsse il suo frutto. 19 Fratelli, se qualcuno di voi si svia dalla verità e uno lo converte, 20 Sappia che chi converte il peccatore dall'errore della sua via salverà un'anima dalla morte e coprirà una moltitudine di peccati.

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1 Pietro CAPITOLO 1 1 Pietro, apostolo di Gesù Cristo, agli stranieri dispersi nel Ponto, nella Galazia, nella Cappadocia, nell'Asia e nella Bitinia, 2 Eletti secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, ad ubbidire e ad essere aspersi del sangue di Gesù Cristo: grazia e pace vi siano moltiplicate. 3 Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, a una speranza viva, 4 A un'eredità incorruttibile, incontaminata e immarcescibile, conservata nei cieli per voi, 5 che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, per la salvezza che sta per essere rivelata negli ultimi tempi. 6 Nel quale voi esultate grandemente, anche se ora, per un po' di tempo, se necessario, siete afflitti da svariate prove. 7 affinché la prova della vostra fede, che è ben più preziosa dell'oro che perisce, e tuttavia è provato col fuoco, sia motivo di lode, di gloria e di onore al momento della manifestazione di Gesù Cristo, 8 Il quale, pur senza averlo visto, voi amate; nel quale, benché ora non lo vediate, credendo, voi esultate di gioia ineffabile e gloriosa, 9 Ottenendo il fine della vostra fede: la salvezza delle vostre anime. 10 Sulla quale salvezza hanno indagato e indagato diligentemente i profeti, i quali profetizzarono della grazia a voi destinata: 11 Cercando di capire quale sia il momento o quali i tempi in cui lo Spirito di Cristo che era in loro attestava le sofferenze di Cristo e le glorie che dovevano seguirle. 12 Ai quali fu rivelato che non a se stessi, ma a noi, ministravano quelle cose che ora vi sono state annunziate da coloro che vi hanno predicato il vangelo mediante lo Spirito Santo mandato dal cielo; cose nelle quali gli angeli desiderano fissare lo sguardo. 13 Perciò, avendo cinto i fianchi della vostra mente, siate sobri, e abbiate piena speranza nella grazia che vi sarà recata nella rivelazione di Gesù Cristo; 14 Come figli ubbidienti, non conformatevi alle passioni del tempo passato, quando eravate nell'ignoranza; 15 Ma come colui che vi ha chiamati è santo, così siate santi in tutta la vostra condotta, 16 Poiché sta scritto: Siate santi, perché io sono santo. 17 E se invocate come Padre colui che giudica senza riguardi personali, secondo l'opera di ciascuno, comportatevi con timore durante il tempo del vostro pellegrinaggio. 18 Sapendo che non con cose corruttibili, con argento o oro, siete stati riscattati dalla vana condotta tramandatavi dai vostri padri, 19 ma col prezioso sangue di Cristo, come di agnello senza difetto e senza macchia, 20 Egli fu preordinato prima della fondazione del mondo, ma si è manifestato negli ultimi tempi per voi,

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21 I quali per mezzo di lui credete in Dio, che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, affinché la vostra fede e la vostra speranza fossero in Dio. 22 Avendo purificato le vostre anime nell'ubbidienza alla verità mediante lo Spirito per un amore fraterno non finto, amatevi intensamente gli uni gli altri di cuore puro, 23 Essendo rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, per mezzo della parola di Dio vivente e permanente. 24 Poiché ogni carne è come l'erba, e tutta la gloria dell'uomo come il fiore dell'erba. L'erba si secca, e il suo fiore cade via: 25 Ma la parola del Signore dura in eterno. E questa è la parola che vi è annunziata mediante il vangelo. CAPITOLO 2 1 Perciò, deposta ogni malizia, ogni frode, le ipocrisie, le invidie e ogni maldicenza, 2 Come bambini appena nati, desiderate ardentemente il latte puro della parola, affinché per mezzo di esso cresciate nella verità; 3 Se pure avete gustato che il Signore è misericordioso. 4 Accostato a lui, come a pietra vivente, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, 5 Anche voi, come pietre viventi, siete edificati per formare una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo. 6 Per questo anche nella Scrittura è contenuto: Ecco, io pongo in Sion una pietra angolare, eletta, preziosa; e chi crede in essa non sarà svergognato. 7 Per voi dunque che credete egli è prezioso; ma per quelli che sono disubbidienti, la pietra che gli edificatori hanno riprovata è divenuta la pietra angolare, 8 e una pietra d'inciampo e una roccia di scandalo per quelli che, essendo disubbidienti, inciampano nella parola; a questo sono stati anche destinati. 9 Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtù di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa, 10 I quali un tempo non erano un popolo, ma ora sono il popolo di Dio; i quali non avevano ottenuto misericordia, ma ora hanno ottenuto misericordia. 11 Carissimi, vi esorto come stranieri e pellegrini ad astenervi dai desideri carnali, che combattono contro l'anima; 12 Tenendo una condotta onesta tra i pagani, affinché laddove parlano contro di voi come di malfattori, per le vostre buone opere, che contempleranno, glorifichino Dio nel giorno della visitazione. 13 Sottomettetevi, per amore del Signore, a ogni autorità costituita dagli uomini: al re come sovrano; 14 oppure ai governatori, come mandati da lui per punire i malfattori e per lodare quelli che fanno il bene. 15 Poiché questa è la volontà di Dio: che facendo il bene mettiate la taciturna all'ignoranza degli uomini stolti. 16 Come liberi, e non usando della libertà un velo di malizia, ma come servi di Dio. 17 Onorate tutti gli uomini. Amate la fratellanza. Temete Dio. Onorate il re. 18 Servi, siate con ogni timore sottomessi ai vostri padroni: non solo ai buoni e miti, ma anche ai perversi.


1 Pietro

19 Poiché questo è gradito se uno, per motivo di coscienza verso Dio, sopporta afflizioni, soffrendo ingiustamente. 20 Infatti, che gloria c'è se, quando siete percossi per i vostri falli, li sopportate pazientemente? Ma se, quando fate il bene e soffrite, li sopportate pazientemente, questo è gradito a Dio. 21 Poiché a questo siete stati chiamati, perché anche Cristo ha sofferto per voi, lasciandovi un esempio, perché seguiate le sue orme. 22 Egli non commise peccato e non si trovò inganno nella sua bocca; 23 Il quale, oltraggiato, non rispondeva con oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva a colui che giudica giustamente. 24 Egli portò i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della croce, affinché, morti al peccato, vivessimo per la giustizia; mediante le sue lividure siete stati guariti. 25 Poiché eravate erranti come pecore, ma ora siete tornati al Pastore e Vescovo delle vostre anime.

16 Avendo una buona coscienza, affinché, laddove parlano male di voi come di malfattori, restino svergognati quelli che calunniano la vostra buona condotta in Cristo. 17 Poiché è meglio, se questa è la volontà di Dio, che soffriate facendo il bene, piuttosto che facendo il male. 18 Poiché anche Cristo ha sofferto una volta per i peccati, lui giusto per gli ingiusti, per condurci a Dio. Fu messo a morte nella carne, ma vivificato nello Spirito, 19 Con questo andò anche a predicare agli spiriti in prigione; 20 I quali un tempo furono disubbidienti, quando la pazienza di Dio aspettava ai giorni di Noè, mentre si preparava l'arca, nella quale poche persone, cioè otto, furono salvate attraverso l'acqua. 21 La stessa figura del quale anche il battesimo (non la rimozione di sporcizia dal corpo, ma la richiesta di una buona coscienza verso Dio) ora salva anche noi mediante la risurrezione di Gesù Cristo, 22 Il quale è salito al cielo, ed è alla destra di Dio, mentre angeli, principati e potenze gli sono sottoposti.

CAPITOLO 3 1 Allo stesso modo, voi mogli, siate sottomesse ai vostri mariti, affinché, se alcuni non ubbidiscono alla parola, siano guadagnati anch'essi, senza la parola, dalla condotta delle mogli; 2 Mentre osservano la vostra casta conversazione unita al timore. 3 Il vostro ornamento non sia quello esteriore di intrecciatura dei capelli, di monile, di vestimento; 4 Ma sia l'uomo nascosto del cuore, in ciò che non è corruttibile, cioè l'ornamento di uno spirito mite e pacifico, che agli occhi di Dio è di gran valore. 5 Infatti anche anticamente le sante donne, che speravano in Dio, si adornavano così, stando sottomesse ai loro mariti, 6 Come Sara ubbidì ad Abramo, chiamandolo signore; di lei siete figlie, purché facciate il bene e non vi lasciate spaventare da alcuno stupore. 7 Allo stesso modo, voi mariti, vivete con loro con conoscenza di causa, rendendo onore alla moglie, come al vaso più debole, e onorandola perché coeredi con lei della grazia della vita, affinché le vostre preghiere non siano impedite. 8 Infine, siate tutti concordi, compassionevoli, amore fraterno, misericordiosi, cortesi. 9 Non rendendo male per male, né oltraggio per oltraggio, ma, al contrario, benedicendo, sapendo che a questo siete stati chiamati affinché ereditiate la benedizione. 10 Poiché chi vuole amare la vita e vedere giorni buoni, trattenga la sua lingua dal male e le sue labbra dal parlare con inganno; 11 Fugga il male e faccia il bene, cerchi la pace e la persegua. 12 Poiché gli occhi del Signore sono sui giusti e i suoi orecchi sono attenti alle loro preghiere; ma la faccia del Signore è contro quelli che fanno il male. 13 E chi vi farà del male, se seguite ciò che è bene? 14 Ma se soffrite per amore della giustizia, beati voi! E non abbiate paura del loro terrore e non siate turbati, 15 Ma santificate il Signore Dio nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi, ma con dolcezza e rispetto.

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CAPITOLO 4 1 Poiché dunque Cristo ha sofferto nella carne, armatevi anche voi dello stesso pensiero, perché chi ha sofferto nella carne ha cessato dal peccato, 2 Affinché non dedicasse più il tempo che gli restava nella carne ai desideri degli uomini, ma alla volontà di Dio. 3 Poiché il tempo trascorso della nostra vita ci è sufficiente per aver fatto la volontà dei pagani, quando ci siamo abbandonati a dissolutezze, passioni, vino, orge, banchetti e abominevoli idolatrie. 4 Per questo trovano strano che voi non corriate con loro agli stessi eccessi di tumulto, e parlano male di voi. 5 Il quale renderà conto a colui che è pronto a giudicare i vivi e i morti. 6 Per questo infatti è stata annunziata la buona novella anche ai morti, affinché, essendo giudicati secondo gli uomini nella carne, vivano secondo Dio nello spirito. 7 Or la fine di tutte le cose è vicina; siate dunque sobri e vigilanti per dedicarvi alla preghiera. 8 E soprattutto abbiate tra voi un amore intenso, perché l'amore copre una moltitudine di peccati. 9 Siate ospitali gli uni verso gli altri, senza mormorare. 10 Come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio, ciascuno, secondo il dono che ha ricevuto, lo metta a servizio degli altri. 11 Se uno parla, parli come oracoli di Dio; se uno esercita un ministero, lo faccia come con la capacità che Dio dà, affinché Dio sia glorificato in ogni cosa per mezzo di Gesù Cristo, al quale siano la lode e il dominio nei secoli dei secoli. Amen. 12 Carissimi, non vi stupite della prova di fuoco che è in atto in mezzo a voi per provarvi, come se vi accadesse qualcosa di strano. 13 Ma rallegratevi nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, affinché anche nella rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare. 14 Se siete insultati per il nome di Cristo, beati voi, perché lo Spirito della gloria e lo Spirito di Dio riposa su di voi. Da parte loro egli è biasimato, ma da parte vostra egli è glorificato.


1 Pietro

15 Nessuno di voi soffra come omicida, ladro, malfattore o intromettente negli affari altrui. 16 Ma se uno soffre come cristiano, non se ne vergogni, anzi glorifichi Dio per questo. 17 Poiché è giunto il tempo in cui il giudizio deve cominciare dalla casa di Dio; e se comincia prima da noi, quale sarà la fine di coloro che non ubbidiscono al vangelo di Dio? 18 E se il giusto a stento sarà salvato, dove compariranno l'empio e il peccatore? 19 Perciò anche quelli che soffrono secondo la volontà di Dio, affidino le loro anime a lui, come al fedele Creatore, facendo il bene. CAPITOLO 5 1 Esorto gli anziani che sono tra voi, io che sono anziano come loro e testimone delle sofferenze di Cristo e anche partecipe della gloria che deve essere manifestata: 2 Pascete il gregge di Dio che è fra voi, sorvegliandolo, non per forza, ma volentieri; non per vile guadagno, ma di buon animo; 3 Non come signori di quelli che Dio vi ha affidato, ma come modelli del gregge. 4 E quando apparirà il Pastore supremo, riceverete la corona della gloria che non appassisce. 5 Allo stesso modo, voi più giovani, siate sottomessi agli anziani. Sì, siate tutti sottomessi gli uni agli altri e rivestitevi di umiltà, perché Dio resiste ai superbi e dà grazia agli umili. 6 Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli vi innalzi a suo tempo, 7 Gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi. 8 Siate sobri, vegliate, perché il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare. 9 Resistetegli stando fermi nella fede, sapendo che le stesse sofferenze si verificano nei vostri fratelli sparsi per il mondo. 10 Ma il Dio di ogni grazia, che vi ha chiamati alla sua gloria eterna per mezzo di Cristo Gesù, dopo che avrete sofferto per breve tempo, vi perfezionerà, vi renderà fermi, vi fortificherà e vi renderà saldi. 11 A lui sia la gloria e il dominio nei secoli dei secoli. Amen. 12 Per mezzo di Silvano, un fratello fedele come me, vi ho scritto brevemente, esortandovi e attestando che questa è la vera grazia di Dio nella quale state fermi. 13 Vi saluta la chiesa che è in Babilonia, eletta come voi; e anche Marco, mio figlio. 14 Salutatevi gli uni gli altri con un bacio di carità. La pace sia con tutti voi che siete in Cristo Gesù. Amen.

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La seconda lettera di Pietro

21 Infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell'uomo, ma degli uomini parlarono da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo. CAPITOLO 2 1 Ma vi furono anche falsi profeti tra il popolo, come pure vi saranno falsi dottori tra voi, i quali introdurranno di nascosto eresie di perdizione e, rinnegando il Signore che li ha riscattati, si attireranno addosso una rovina immediata. 2 E molti seguiranno le loro vie perniciose; a causa loro la via della verità sarà diffamata. 3 E nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole finte; il loro giudizio è già da tempo incombente, e la loro rovina non sonnecchia. 4 Poiché se Dio non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li precipitò nell'inferno e li conservò in catene tenebrose per essere giudicati, 5 E non risparmiò il mondo antico, ma salvò Noè, l'ottava persona, un predicatore di giustizia, portando il diluvio sul mondo degli empi; 6 E riducendo in cenere le città di Sodoma e Gomorra, le condannò alla distruzione, ponendole come esempio per coloro che in seguito avrebbero vissuto empiamente; 7 E liberò il giusto Lot, che era irritato per la condotta dissoluta degli empi; 8 (Poiché quel giusto, che abitava in mezzo a loro, vedendo e udendo, si tormentava ogni giorno nella sua anima giusta a causa delle loro opere inique); 9 Il Signore sa liberare i pii dalla prova e riservare gli ingiusti per essere puniti nel giorno del giudizio. 10 Ma principalmente quelli che camminano secondo la carne nella concupiscenza dell'impurità e disprezzano il governo. Sono presuntuosi, ostinati, non hanno paura di parlare male delle dignità. 11 Mentre gli angeli, che sono superiori per potenza e potenza, non portano contro di loro alcun giudizio ingiurioso davanti al Signore. 12 Ma questi, come bestie naturali, create per essere prese e distrutte, parlano male delle cose che non comprendono; e periranno completamente nella loro stessa corruzione; 13 E riceveranno la ricompensa dell'ingiustizia, come coloro che considerano piacere il tumulto durante il giorno. Sono macchie e difetti, che si divertono con i loro inganni mentre banchettano con voi; 14 Hanno occhi pieni di adulterio e non possono smettere di peccare; adescano le anime instabili; hanno un cuore esercitato alla cupidigia; sono figli di maledizione. 15 I quali hanno abbandonato la retta via e si sono sviati, seguendo la via di Balaam, figlio di Bosor, che amò il salario dell'iniquità; 16 Ma fu rimproverato per la sua iniquità: l'asina muta, parlando con voce umana, impedì la follia del profeta. 17 Costoro sono fonti senz'acqua, nuvole portate via dalla tempesta; ai quali è riservata per sempre la caligine delle tenebre. 18 Infatti, con discorsi gonfi e vani, adescano con le loro passioni carnali e con molte dissolutezze quelli che si erano già allontanati da coloro che vivono nell'errore. 19 Mentre promettono loro la libertà, essi stessi sono schiavi della corruzione: perché colui dal quale uno è vinto, dallo stesso diventa schiavo.

CAPITOLO 1 1 Simon Pietro, servo e apostolo di Gesù Cristo, a coloro che hanno ottenuto una fede preziosa quanto la nostra mediante la giustizia del nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo: 2 Grazia e pace vi siano moltiplicate nella conoscenza di Dio e di Gesù, nostro Signore, 3 Poiché la sua potenza divina ci ha donato tutto ciò che riguarda la vita e la pietà mediante la conoscenza di colui che ci ha chiamati con la propria gloria e virtù, 4 Per mezzo delle quali ci sono state elargite le sue preziose e grandissime promesse, affinché per mezzo di esse voi diventaste partecipi della natura divina dopo essere sfuggiti alla corruzione che è nel mondo a causa della concupiscenza. 5 E oltre a questo, mettendoci ogni impegno, aggiungete alla vostra fede la virtù; e alla virtù la conoscenza; 6 alla conoscenza la temperanza; alla temperanza la pazienza; alla pazienza la pietà; 7 alla pietà l'affetto fraterno; all'affetto fraterno la carità. 8 Perché se queste cose si trovano in voi e abbondano, non sarete né sterili né sterili nella conoscenza del nostro Signore Gesù Cristo. 9 Ma colui che non ha queste cose è cieco e non vede da lontano, e ha dimenticato di essere stato purificato dai suoi vecchi peccati. 10 Perciò, fratelli, impegnatevi sempre di più a rendere sicura la vostra vocazione ed elezione; perché se farete queste cose, non inciamperete mai. 11 Poiché così vi sarà ampiamente concesso l'ingresso nel regno eterno del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. 12 Perciò non tralascerò di ricordarvi sempre queste cose, benché le conosciate e siate saldi nella verità presente. 13 Anzi, ritengo opportuno, finché sono in questa tenda, di tenervi desti ricordandovi queste cose; 14 Sapendo che presto dovrò lasciare questa mia tenda, come mi ha fatto sapere il Signore nostro Gesù Cristo. 15 E mi impegnerò affinché, anche dopo la mia dipartita, abbiate sempre nella memoria queste cose. 16 Infatti, non vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del nostro Signore Gesù Cristo seguendo favole artificiosamente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua maestà. 17 Poiché egli ricevette da Dio Padre onore e gloria, quando dalla maestosa gloria risuonò questa voce: «Questi è il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto». 18 E questa voce che veniva dal cielo noi l'abbiamo udita, quando eravamo con lui sul monte santo. 19 Abbiamo anche la parola profetica più certa, alla quale fate bene a prestare attenzione, come a una lampada che risplende in un luogo oscuro, finché spunti il giorno e la stella mattutina sorga nei vostri cuori. 20 Sapendo prima di tutto questo: che nessuna profezia della Scrittura proviene da un'interpretazione privata.

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La seconda lettera di Pietro

20 Perché se dopo essere fuggiti dalle contaminazioni del mondo mediante la conoscenza del Signore e Salvatore Gesù Cristo, si lasciano di nuovo intrappolare in quelle e vincere, la loro condizione ultima diventa peggiore della prima. 21 Poiché sarebbe stato meglio per loro non aver conosciuto la via della giustizia, piuttosto che, dopo averla conosciuta, voltare le spalle al santo comandamento che era stato loro dato. 22 Ma è avvenuto loro ciò che dice il proverbio: Il cane è tornato al suo vomito, e la scrofa lavata è tornata a voltolarsi nel fango.

comprendere, che gli ignoranti e gli instabili travisano, come fanno anche con le altre Scritture, per la loro propria distruzione. 17 Voi dunque, carissimi, sapendo già queste cose, state in guardia per non cadere dalla vostra fermezza, travolti anche voi dall'errore degli scellerati. 18 Ma crescete nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. A lui sia la gloria ora e nei secoli dei secoli. Amen.

CAPITOLO 3 1 Questa è la seconda epistola, carissimi, che vi scrivo; in entrambe tengo desta la vostra pura mente mediante la memoria. 2 affinché ricordiate le parole dette in passato dai santi profeti e il comandamento del Signore e Salvatore impartitoci dagli apostoli, 3 Sapendo questo prima di tutto, che negli ultimi giorni verranno schernitori schernitori, i quali cammineranno secondo i propri desideri, 4 E dicendo: Dov'è la promessa della sua venuta? Poiché dal giorno in cui i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano come dal principio della creazione. 5 Perché ignorano volontariamente che i cieli esistevano già da tempo, e che la terra, uscita dall'acqua e in mezzo all'acqua, per opera della parola di Dio; 6 Per le quali ragioni il mondo di allora, sommerso dall'acqua, perì; 7 Ma i cieli e la terra attuali, dalla stessa parola, sono conservati, riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della perdizione degli uomini empi. 8 Ma, carissimi, non dovete ignorare quest'unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni come un giorno solo. 9 Il Signore non ritarda l'adempimento della sua promessa, come alcuni credono; ma è paziente verso di voi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento. 10 Ma il giorno del Signore verrà come un ladro di notte; in quel giorno i cieli passeranno stridendo, gli elementi si dissolveranno consumati dal calore, la terra e le opere che sono in essa saranno bruciate. 11 Poiché dunque tutte queste cose devono dissolversi, quali non dovreste essere voi, per santità di condotta e per pietà, 12 Aspettando e affrettando la venuta del giorno di Dio, a causa del quale i cieli infuocati si dissolveranno e gli elementi infiammati si fonderanno? 13 Ma noi, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e una nuova terra, nei quali abita la giustizia. 14 Perciò, carissimi, aspettando queste cose, fate in modo di essere trovati da lui senza macchia e irreprensibili, nella pace. 15 E considerate che la pazienza del nostro Signore è per la vostra salvezza, come anche il nostro amato fratello Paolo vi ha scritto, secondo la sapienza che gli è stata data. 16 Come anche in tutte le sue epistole, parlando in esse di queste cose; nelle quali vi sono alcune cose difficili da

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La prima lettera di Giovanni CAPITOLO 1 1 Ciò che era dal principio, ciò che abbiamo udito, ciò che abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, del Verbo della vita; 2 (Poiché la vita è stata manifestata, e noi l'abbiamo veduta, e ne rendiamo testimonianza, e vi annunziamo la vita eterna, che era presso il Padre e che fu manifestata a noi;) 3 Quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, affinché anche voi abbiate comunione con noi; e la nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo. 4 E queste cose vi scriviamo, affinché la vostra gioia sia piena. 5 Questo è dunque il messaggio che abbiamo udito da lui e che vi annunziamo: Dio è luce e in lui non ci sono tenebre alcuna. 6 Se diciamo di avere comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, mentiamo e non mettiamo in pratica la verità; 7 Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, abbiamo comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù Cristo, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato. 8 Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. 9 Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. 10 Se diciamo di non aver peccato, lo facciamo bugiardo e la sua parola non è in noi. CAPITOLO 2 1 Figlioli miei, queste cose vi scrivo affinché non pecchiate; e se alcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre, Gesù Cristo, il giusto; 2 Egli è la propiziazione per i nostri peccati; e non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo. 3 E da questo sappiamo che lo abbiamo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. 4 Chi dice: «Io l'ho conosciuto» e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui. 5 Ma chi osserva la sua parola, in lui l'amore di Dio è veramente perfetto. Da questo conosciamo che siamo in lui. 6 Chi dice di dimorare in lui, deve comportarsi anche lui come camminò lui. 7 Fratelli, non vi scrivo un comandamento nuovo, ma un comandamento vecchio che avete avuto dal principio. Il comandamento vecchio è la parola che avete udito dal principio. 8 E ancora, vi scrivo un comandamento nuovo, il che è vero in lui e in voi, perché le tenebre stanno passando e la vera luce già risplende. 9 Chi dice di essere nella luce e odia suo fratello, è ancora nelle tenebre. 10 Chi ama suo fratello rimane nella luce e non c'è in lui nulla che lo faccia inciampare.

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11 Ma chi odia suo fratello è nelle tenebre, cammina nelle tenebre e non sa dove va, perché le tenebre gli hanno accecato gli occhi. 12 Figlioli, vi scrivo perché vi sono stati perdonati i peccati in virtù del suo nome. 13 Scrivo a voi, padri, perché avete conosciuto colui che è dal principio. Scrivo a voi, giovani, perché avete vinto il maligno. Scrivo a voi, figlioli, perché avete conosciuto il Padre. 14 Ho scritto a voi, padri, perché avete conosciuto colui che è dal principio. Ho scritto a voi, giovani, perché siete forti, e la parola di Dio dimora in voi, e avete vinto il maligno. 15 Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui. 16 Perché tutto quello che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. 17 E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno. 18 Figlioli, è l'ultima ora; e come avete udito che l'anticristo deve venire, di fatto fin da ora sono sorti molti anticristi; da questo conosciamo che è l'ultima ora. 19 Sono usciti di mezzo a noi, ma non erano dei nostri; perché se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi; ma ciò è avvenuto affinché fosse manifestato che non tutti erano dei nostri. 20 Ma voi avete l'unzione dal Santo e conoscete ogni cosa. 21 Non vi ho scritto perché non conoscete la verità, ma perché la conoscete, e perché nessuna menzogna viene dalla verità. 22 Chi è bugiardo se non colui che nega che Gesù è il Cristo? Egli è l'anticristo, che nega il Padre e il Figlio. 23 Chiunque nega il Figlio, non ha neppure il Padre; ma chi riconosce pubblicamente il Figlio, ha anche il Padre. 24 Dimori dunque in voi ciò che avete udito dal principio. Se rimane in voi ciò che avete udito dal principio, anche voi dimorerete nel Figlio e nel Padre. 25 E questa è la promessa che egli ci ha fatto: la vita eterna. 26 Queste cose vi ho scritto riguardo a coloro che vi seducono. 27 Ma l'unzione che avete ricevuto da lui rimane in voi, e non avete bisogno che alcuno vi insegni; ma siccome la sua unzione vi insegna ogni cosa ed è veritiera e non è menzogna, rimanete in lui come essa vi ha insegnato. 28 E ora, figlioli, rimanete in lui, affinché quando egli apparirà, abbiamo confidenza e non siamo svergognati dinanzi a lui alla sua venuta. 29 Se sapete che egli è giusto, sappiate che chiunque opera la giustizia è nato da lui. CAPITOLO 3 1 Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio. Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. 2 Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è stato ancora manifestato ciò che saremo. Sappiamo che quando egli si sarà manifestato, saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. 3 E chiunque ha questa speranza in lui, si purifica, come egli è puro.


La prima lettera di Giovanni

4 Chiunque commette il peccato, trasgredisce anche la legge, perché il peccato è la violazione della legge. 5 E voi sapete che egli si è manifestato per togliere i nostri peccati; e in lui non c'è peccato. 6 Chiunque dimora in lui non pecca; chiunque pecca non lo ha visto né lo ha conosciuto. 7 Figlioli, nessuno vi inganni: chi pratica la giustizia è giusto, come egli è giusto. 8 Chi commette il peccato è dal diavolo, perché il diavolo pecca fin dal principio. Per questo è stato manifestato il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo. 9 Chiunque è nato da Dio non commette peccato, perché il seme di Dio rimane in lui; e non può peccare perché è nato da Dio. 10 Da questo si distinguono i figli di Dio dai figli del diavolo: chiunque non pratica la giustizia non è da Dio, come neppure chi non ama il suo fratello. 11 Poiché questo è il messaggio che avete udito fin da principio: che ci amiamo gli uni gli altri. 12 Non come Caino, che era del maligno, e uccise il suo fratello. E perché lo uccise? Perché le sue opere erano malvagie, e quelle del suo fratello erano giuste. 13 Non vi meravigliate, fratelli miei, se il mondo vi odia. 14 Sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli. Chi non ama il proprio fratello rimane nella morte. 15 Chiunque odia il proprio fratello è omicida; e voi sapete che nessun omicida ha la vita eterna dimorante in sé. 16 Da questo abbiamo conosciuto l'amore: egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli. 17 Ma chi ha beni di questo mondo e vede il proprio fratello nel bisogno e gli chiude le sue viscere, come dimora in lui l'amore di Dio? 18 Figlioli miei, non amiamo a parole né con la lingua, ma coi fatti e nella verità. 19 E da questo conosceremo che siamo dalla verità e rassicureremo i nostri cuori davanti a lui. 20 Perché se il nostro cuore ci condanna, Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa. 21 Carissimi, se il nostro cuore non ci condanna, abbiamo fiducia in Dio. 22 E qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo le cose che gli sono gradite. 23 E questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il comandamento che ci ha dato. 24 E chi osserva i suoi comandamenti dimora in lui, ed egli in lui. E da questo conosciamo che egli dimora in noi, dallo Spirito che ci ha dato.

dell'anticristo, del quale avete udito che deve venire; anzi, ora è già nel mondo. 4 Voi siete da Dio, figlioli, e li avete vinti, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo. 5 Essi sono del mondo; per questo parlano delle cose del mondo e il mondo li ascolta. 6 Noi siamo da Dio: chi conosce Dio ci ascolta; chi non è da Dio non ci ascolta. Da questo conosciamo lo spirito della verità e lo spirito dell'errore. 7 Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. 8 Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. 9 In questo si è manifestato l'amore di Dio verso di noi: che Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, affinché noi avessimo la vita per mezzo di lui. 10 In questo sta l'amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che egli ha amato noi, e ha mandato il suo Figlio per essere il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati. 11 Carissimi, se Dio ci ha amati, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. 12 Nessuno ha mai visto Dio. Se ci amiamo gli uni gli altri, Dio dimora in noi e il suo amore è perfetto in noi. 13 Da questo conosciamo che dimoriamo in lui ed egli in noi: dal fatto che egli ci ha fatto dono del suo Spirito. 14 E noi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il Figlio per essere il Salvatore del mondo. 15 Chiunque confessa che Gesù è il Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio. 16 E noi abbiamo conosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi. Dio è amore; e chi dimora nell'amore dimora in Dio, e Dio in lui. 17 In questo l'amore è reso perfetto: perché abbiamo fiducia nel giorno del giudizio: che come egli è, tali siamo anche noi in questo mondo. 18 Non c'è timore nell'amore; anzi l'amore perfetto caccia via il timore, perché il timore suppone un castigo. Chi teme non è reso perfetto nell'amore. 19 Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo. 20 Se uno dice: «Io amo Dio», e odia suo fratello, è bugiardo; perché chi non ama suo fratello che ha visto, come può amare Dio che non ha visto? 21 E questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello. CAPITOLO 5

CAPITOLO 4 1 Carissimi, non credete a ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti per sapere se provengono da Dio, perché molti falsi profeti sono comparsi nel mondo. 2 Da questo potete conoscere lo Spirito di Dio: ogni spirito che confessa che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio; 3 E ogni spirito che non confessa che Gesù Cristo è venuto nella carne, non è da Dio; e questo è lo spirito

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1 Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio; e chiunque ama colui che ha generato, ama anche chi è stato generato da lui. 2 Da questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. 3 Poiché questo è l'amore di Dio: che osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi. 4 Poiché tutto quello che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede. 5 Chi è che vince il mondo, se non colui che crede che Gesù è il Figlio di Dio? 6 Questi è colui che è venuto con acqua e sangue, cioè Gesù Cristo; non con acqua soltanto, ma con acqua e sangue. Ed è lo Spirito che rende testimonianza, perché lo Spirito è verità.


La prima lettera di Giovanni

7 Poiché tre sono quelli che rendono testimonianza nel cielo: il Padre, la Parola e lo Spirito Santo; e questi tre sono una cosa sola. 8 E tre sono quelli che rendono testimonianza sulla terra: lo Spirito, l'acqua e il sangue; e questi tre sono concordi in uno. 9 Se accettiamo la testimonianza degli uomini, la testimonianza di Dio è maggiore; perché questa è la testimonianza di Dio, quella che egli ha reso riguardo al suo Figlio. 10 Chi crede nel Figlio di Dio ha questa testimonianza in sé; chi non crede a Dio, lo fa bugiardo, perché non crede alla testimonianza che Dio ha reso riguardo al suo Figlio. 11 E la testimonianza è questa: Dio ci ha dato la vita eterna, e questa vita è nel suo Figlio. 12 Chi ha il Figlio ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio non ha la vita. 13 Queste cose vi ho scritto, affinché sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio; affinché crediate nel nome del Figlio di Dio. 14 E questa è la fiducia che abbiamo in lui: che se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce; 15 E se sappiamo che egli ci ascolta in qualunque cosa gli chiediamo, sappiamo di aver ottenuto le cose che gli abbiamo chiesto. 16 Se qualcuno vede il proprio fratello commettere un peccato che non è a morte, pregherà, e Dio gli darà la vita per coloro che non peccano a morte. C'è un peccato a morte: non dico che egli preghi per questo. 17 Ogni iniquità è peccato; e c'è un peccato che non conduce alla morte. 18 Sappiamo che chiunque è nato da Dio non pecca; ma chi è nato da Dio preserva se stesso, e il maligno non lo tocca. 19 E noi sappiamo che siamo da Dio, mentre tutto il mondo giace nel maligno. 20 E sappiamo che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato intendimento, affinché conosciamo colui che è il vero, e noi siamo in colui che è il vero, cioè nel suo Figlio Gesù Cristo. Questo è il vero Dio e la vita eterna. 21 Figlioli, guardatevi dagli idoli. Amen.

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Secondo Giovanni CAPITOLO 1 1 L'anziano alla dama eletta e ai suoi figli, che amo nella verità; e non solo io, ma anche tutti coloro che hanno conosciuto la verità; 2 Per amore della verità, che abita in noi e sarà con noi per sempre. 3 Grazia sia con voi, misericordia e pace da Dio Padre e dal Signore Gesù Cristo, Figlio del Padre, nella verità e nell'amore. 4 Mi sono rallegrato moltissimo di aver trovato dei tuoi figli che camminano nella verità, come abbiamo ricevuto un comandamento dal Padre. 5 Ed ora ti prego, signora, non come se ti scrivessi un nuovo comandamento, ma quello che avevamo fin dal principio, che ci amiamo gli uni gli altri. 6 E questo è l'amore, che camminiamo secondo i suoi comandamenti. Questo è il comandamento: camminate secondo esso, come avete udito fin dal principio. 7 Poiché nel mondo sono entrati molti ingannatori, i quali non confessano che Gesù Cristo è venuto nella carne. Questo è un ingannatore e un anticristo. 8 Badate a voi stessi, che non perdiamo ciò che abbiamo fatto, ma che riceviamo una ricompensa completa. 9 Chiunque trasgredisce e non rimane nella dottrina di Cristo, non ha Dio. Chi rimane nella dottrina di Cristo, ha sia il Padre che il Figlio. 10 Se qualcuno viene a voi e non porta questa dottrina, non accoglietelo in casa vostra e non augurategli che Dio lo accompagni. 11 Perché colui che gli augura che Dio lo accompagni è partecipe delle sue cattive azioni. 12 Avendo molte cose da scrivervi, non vorrei scrivere con carta e inchiostro: ma confido di venire da voi e parlarvi faccia a faccia, affinché la nostra gioia sia completa. 13 Ti salutano i figli della tua sorella eletta. Amen. Terzo Giovanni CAPITOLO 1 1 L'anziano al carissimo Gaio, che amo in verità. 2 Carissimo, desidero soprattutto che tu prosperi e goda di salute, come prospera la tua anima. 3 Poiché mi sono rallegrato molto quando i fratelli sono venuti e hanno testimoniato della verità che è in te, proprio come tu cammini nella verità. 4 Non ho gioia più grande di quella di sapere che i miei figli camminano nella verità. 5 Carissimo, tu fai fedelmente tutto ciò che fai ai fratelli e agli estranei; 6 Quelli che hanno testimoniato della tua carità davanti alla chiesa; che se li guiderai secondo pietà nel loro viaggio, farai bene. 7 Perché partirono per amore del suo nome, senza prendere nulla dai gentili. 8 Dobbiamo dunque riceverli, per poter essere compagni di aiuto nella verità. 9 Ho scritto alla chiesa: ma Diotrefe, che ama avere il primato tra loro, non ci accoglie. 10 Perciò, se verrò, mi ricorderò delle opere che fa, ciarlando contro di noi con parole maligne; e non contento di ciò, non accoglie egli stesso i fratelli, vieta loro che lo vogliano e li scaccia dalla chiesa. 11 Carissimo, non seguire ciò che è male, ma ciò che è bene. Chi fa il bene è da Dio, ma chi fa il male non ha visto Dio. 12 Demetrio ha una buona reputazione presso tutti gli uomini e anche riguardo alla verità stessa; sì, e anche noi ne rendiamo testimonianza; e voi sapete che il nostro record è vero. 13 Avrei molte cose da scrivere, ma non ti scriverò con inchiostro e penna: 14 Ma confido che ti vedrò presto e parleremo faccia a faccia. La pace sia con te. I nostri amici ti salutano. Saluta gli amici per nome.

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Giuda CAPITOLO 1 1 Giuda, servo di Gesù Cristo e fratello di Giacomo, a coloro che sono stati santificati e preservati da Dio Padre in Gesù Cristo, e si chiama: 2 Grazia a te, pace e amore siano moltiplicati. 3 Carissimi, quando ho fatto ogni sforzo per scrivervi riguardo alla salvezza universale, era necessario che lo facessi scrivendovi ed esortandovi a lottare strenuamente per la fede un tempo donata ai santi è stato consegnato. 4 Poiché ci sono alcuni che si sono insinuati di sorpresa, che sono predestinati a questo giudizio, malvagi persone che trasformano la grazia del nostro Dio in libertà e nell'unico Signore Dio e nostro Signore Gesù Cristo rinunciato 5 Allora ti ricorderò, anche se una volta lo sapevi, che il Signore, dopo aver mandato fuori il popolo salvò l'Egitto, poi distrusse i miscredenti. 6 E gli angeli che non mantennero il loro primo stadio, ma lasciarono la propria dimora, li tiene in catene eterne sotto le tenebre durarono fino al giudizio del gran giorno. 7 Proprio come Sodoma e Gomorra e le città intorno a loro allo stesso modo, dandosi alla fornicazione e hanno inseguito carne estranea, sii di esempio, mentre soffrono la vendetta del fuoco eterno. 8 Allo stesso modo questi immondi sognatori contaminano la carne, disprezzano il dominio e parlano male della dignità. 9 Ma l'arcangelo Michele, quando contendeva al diavolo per il corpo di Mosè, non non osò muovere contro di lui un'accusa ingiuriosa, ma disse: Il Signore ti sgridi. 10 Ma dicono male di cose che non conoscono; ma ciò che sanno per natura, come le bestie brute, in tal modo si distruggono. 11 Guai a loro! poiché seguirono la via di Caino e corsero avidamente dietro all'errore di Balaam ricompensa, e perì nella contraddizione di Core. 12 Queste sono macchie sulle tue feste d'amore, quando banchettano con te, nutrendosi senza timore: nuvole sono forse senz'acqua, trasportati dai venti? alberi il cui frutto appassisce, senza frutto, due volte morti, al radici sradicate; 13 Onde furiose del mare, schiumanti la loro vergogna; stelle erranti, a cui l'oscurità del l'oscurità è preservata per sempre. 14 Ed anche Enoch, il settimo da Adamo, profetizzò riguardo a loro e disse: Ecco, il Signore viene con diecimila i suoi santi, 15 per eseguire il giudizio su tutti e per convincere tutti quelli che sono malvagi tra loro di tutte le loro opere malvagie che hanno malvagiamente commesso, e di tutte le dure parole che i malvagi peccatori hanno pronunciato contro di lui. 16 Questi sono mormoratori, lamentatori che camminano secondo le proprie concupiscenze; e le loro bocche parlano di grande eccitazione parole, con ammirazione per le persone di cui trarne vantaggio. 17 Ma, carissimi, ricordatevi delle parole dette prima dagli apostoli del Signore nostro Gesù Cristo; 18 Come vi hanno detto che negli ultimi tempi devono esserci degli schernitori che secondo loro sono malvagi le concupiscenze devono camminare. 19 Questi sono coloro che si separano, sensualmente, senza lo Spirito. 20 Ma voi, carissimi, rafforzatevi nella vostra santissima fede, pregando nello Spirito Santo, 21 Mantenetevi nell'amore di Dio, aspettando la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo fino al vita eterna. 22 E con alcuni abbi compassione, il che fa la differenza: 23 E altri salvano con timore tirandoli fuori dal fuoco; odia anche la veste macchiata dalla carne. 24 E a colui che può preservarvi da cadute e presentarvi irreprensibili dinanzi alla sua gloria posato con grande gioia, 25 All'unico Dio sapiente, nostro Salvatore, sia gloria e maestà, dominio e potenza, ora e sempre. Amen

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Rivelazione

CAPITOLO 2 1 All'angelo della chiesa di Efeso scrivi: Queste cose dice colui che tiene le sette stelle nella sua destra, e cammina in mezzo ai sette candelabri d'oro: 2 Io conosco le tue opere, la tua fatica e la tua costanza, e che non puoi sopportare i malvagi; e hai messo alla prova quelli che si dicono apostoli e non lo sono, e li hai trovati bugiardi. 3 E hai sofferto, e hai avuto pazienza, e hai lavorato per amore del mio nome, e non ti sei stancato. 4 Ma ho questo contro di te: che hai abbandonato il tuo primo amore. 5 Ricordati dunque da dove sei caduto, ravvediti e compi le opere di prima; altrimenti verrò presto da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto, se non ti ravvedi. 6 Ma questo hai: che odi le opere dei Nicolaiti, che anch'io detesto. 7 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese: A chi vince io darò da mangiare dell'albero della vita, che è nel paradiso di Dio. 8 E all'angelo della chiesa di Smirne scrivi: Queste cose dice il primo e l'ultimo, che fu morto e tornò in vita: 9 Io conosco le tue opere, la tua tribolazione, la tua povertà (ma sei ricco), e la bestemmia di quelli che si dicono Giudei e non lo sono, ma sono una sinagoga di Satana. 10 Non temere nulla di ciò che soffrirai; ecco, il diavolo sta per gettare alcuni di voi in prigione, affinché siate provati; e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte, e ti darò la corona della vita. 11 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese: Chi vince non sarà colpito dalla seconda morte. 12 E all'angelo della chiesa di Pergamo scrivi: Queste cose dice colui che ha la spada affilata a due tagli: 13 Io conosco le tue opere e dove abiti, cioè là dove è il trono di Satana; e tu ritieni fermo il mio nome e non hai rinnegato la mia fede, neppure nei giorni in cui Antipa, il mio fedele testimone, fu ucciso tra voi, dove abita Satana. 14 Ma ho alcune cose contro di te: hai là alcuni che seguono la dottrina di Balaam, il quale insegnava a Balac a porre inciampo davanti ai figli d'Israele, inducendoli a mangiare cose sacrificate agli idoli e a commettere fornicazione. 15 Così hai anche tu di quelli che seguono la dottrina dei Nicolaiti, cosa che io odio. 16 Ravvediti, altrimenti verrò presto da te e combatterò contro di loro con la spada della mia bocca. 17 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese: A chi vince darò la manna nascosta e gli darò una pietruzza bianca e sulla pietruzza scritto un nome nuovo, che nessuno conosce, se non chi lo riceve. 18 E all'angelo della chiesa di Tiatiri scrivi: Queste cose dice il Figlio di Dio, che ha gli occhi come fiamma di fuoco e i piedi simili a bronzo splendente: 19 Io conosco le tue opere, la tua carità, la tua fede, il tuo servizio, la tua costanza e so che le tue ultime opere sono più numerose delle prime. 20 Ma ho questo contro di te: che tolleri quella donna, Iezabel, che si spaccia per profetessa e insegna e seduce i miei servi inducendoli a fornicare e a mangiare carni sacrificate agli idoli.

CAPITOLO 1 1 La rivelazione di Gesù Cristo, che Dio gli diede per mostrare ai suoi servi le cose che devono accadere tra breve; e che egli fece conoscere mandandola per mezzo del suo angelo al suo servo Giovanni, 2 il quale ha reso testimonianza della parola di Dio e della testimonianza di Gesù Cristo, e di tutte le cose che ha visto. 3 Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e serbano le cose che vi sono scritte, perché il tempo è vicino. 4 Giovanni alle sette chiese che sono in Asia: Grazia a voi e pace da colui che è, che era e che viene, e dai sette Spiriti che sono davanti al suo trono; 5 E da Gesù Cristo, che è il testimone fedele, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra. A lui che ci ha amati e ci ha lavati dai nostri peccati nel suo sangue, 6 E ci ha fatti re e sacerdoti a Dio e Padre suo; a lui siano gloria e dominio nei secoli dei secoli. Amen. 7 Ecco, egli viene con le nuvole; e ogni occhio lo vedrà, e anche quelli che lo trafissero; e tutte le tribù della terra faranno cordoglio per lui. Sì, Amen. 8 Io sono l'Alfa e l'Omega, dice il Signore, che è, che era e che viene, l'Onnipotente. 9 Io, Giovanni, vostro fratello e compagno nella tribolazione, nel regno e nella costanza di Gesù Cristo, ero nell'isola chiamata Patmos a causa della parola di Dio e della testimonianza di Gesù Cristo. 10 Io ero in estasi nel giorno del Signore, e udii dietro a me una voce potente, come di tromba, che diceva: 11 dicendo: Io sono l'Alfa e l'Omega, il primo e l'ultimo; e: Ciò che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette chiese che sono in Asia: a Efeso, a Smirne, a Pergamo, a Tiatiri, a Sardi, a Filadelfia e a Laodicea. 12 E mi voltai per vedere la voce che parlava con me. E, voltatomi, vidi sette candelabri d'oro; 13 E in mezzo ai candelabri uno simile a un figlio d'uomo, vestito con una veste lunga fino ai piedi e cinto al petto con una cintura d'oro. 14 La sua testa e i suoi capelli erano bianchi come lana, come neve; e i suoi occhi erano come una fiamma di fuoco; 15 E i suoi piedi erano simili a bronzo splendente, arroventato in una fornace; e la sua voce era come il fragore di grandi acque. 16 E teneva nella sua mano destra sette stelle; e dalla sua bocca usciva una spada affilata a due tagli; e il suo volto era come il sole quando splende nella sua forza. 17 E quando lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ed egli pose la sua mano destra su di me, dicendomi: Non temere; io sono il primo e l'ultimo. 18 Io sono colui che vive; e fui morto; ma ecco, sono vivo per sempre, Amen; e ho le chiavi della morte e dell'inferno. 19 Scrivi le cose che hai visto, quelle che sono e quelle che devono avvenire in seguito; 20 Il mistero delle sette stelle che hai visto nella mia destra, e dei sette candelabri d'oro. Le sette stelle sono gli angeli delle sette chiese; e i sette candelabri che hai visto sono le sette chiese.

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Rivelazione

21 E le diedi tempo per pentirsi della sua fornicazione; ma lei non si pentì. 22 Ecco, io getterò lei in un letto di dolore, e coloro che commettono adulterio con lei in una grande tribolazione, se non si pentono delle loro opere. 23 E farò morire i suoi figli; e tutte le chiese conosceranno che io sono colui che scruta le reni e i cuori; e darò a ciascuno di voi secondo le sue opere. 24 Ma a voi e al resto di Tiatiri che non avete questa dottrina e non avete conosciuto le profondità di Satana, come le chiamano, dico: non vi imporrò nessun altro peso. 25 Ma quello che avete, tenetelo fermo finché io venga. 26 E a chi vince e persevera nelle mie opere sino alla fine, io darò potere sulle nazioni; 27 Egli le reggerà con una verga di ferro e saranno frantumate come vasi di vasaio, come anch'io ho ricevuto dal Padre mio. 28 E gli darò la stella del mattino. 29 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese. CAPITOLO 3 1 E all'angelo della chiesa di Sardi scrivi: Queste cose dice colui che ha i sette Spiriti di Dio e le sette stelle: Io conosco le tue opere: tu hai fama di vivere e sei morto. 2 Sii vigilante e rinvigorisci ciò che rimane e sta per morire, perché non ho trovato le tue opere perfette davanti a Dio. 3 Ricordati dunque come hai ricevuto e udito, e serbalo, e ravvediti. Se perciò non vegli, io verrò come un ladro, e tu non saprai a quale ora verrò su di te. 4 Tu hai alcuni nomi anche a Sardi, che non hanno contaminato le loro vesti; essi cammineranno con me in vesti bianche, perché ne sono degni. 5 Chi vince sarà vestito di vesti bianche, e io non cancellerò il suo nome dal libro della vita, ma confesserò il suo nome davanti al Padre mio e davanti ai suoi angeli. 6 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese. 7 E all'angelo della chiesa di Filadelfia scrivi: Queste cose dice il Santo, il Verace, colui che ha la chiave di Davide, colui che apre e nessuno chiude, che chiude e nessuno apre, che apre e nessuno chiude. 8 Io conosco le tue opere. Ecco, ti ho posto davanti una porta aperta, che nessuno può chiudere, perché, pur avendo poca forza, hai custodito la mia parola e non hai rinnegato il mio nome. 9 Ecco, ti faccio dono di alcuni della sinagoga di Satana, che si dicono Giudei e non lo sono, ma mentono; ecco, li farò venire a prostrarsi ai tuoi piedi e a conoscere che io ti ho amato. 10 Poiché hai custodito la parola della mia pazienza, anch'io ti custodirò dall'ora della tentazione che sta per venire sul mondo intero, per mettere alla prova coloro che abitano sulla terra. 11 Ecco, io vengo presto; tieni saldamente quello che hai, perché nessuno ti tolga la corona. 12 Chi vince io lo farò una colonna nel tempio del mio Dio, ed egli non ne uscirà mai più; e scriverò su lui il nome del mio Dio e il nome della città del mio Dio, della nuova Gerusalemme che scende dal cielo da presso il mio Dio, e il mio nuovo nome. 13 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese.

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14 E all'angelo della chiesa di Laodicea scrivi: Queste cose dice l'Amen, il testimone fedele e verace, il principio della creazione di Dio: 15 Io conosco le tue opere: tu non sei né freddo né fervente. Oh, fossi tu pure freddo o fervente! 16 Perciò, poiché sei tiepido e non sei né freddo né fervente, sto per vomitarti dalla mia bocca. 17 Poiché tu dici: «Io sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di nulla», e non sai che sei un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo. 18 Io ti consiglio di comprare da me oro affinato nel fuoco, affinché tu arricchisca; e vesti bianche, affinché tu ti vesta e non appaia la vergogna della tua nudità; e collirio per ungerti gli occhi, affinché tu veda. 19 Io riprendo e castigo tutti quelli che amo; abbi dunque zelo e ravvediti. 20 Ecco, sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui, cenerò con lui ed egli con me. 21 A chi vince farò sedere presso di me, sul mio trono, come anch'io ho vinto e mi sono seduto col Padre mio sul suo trono. 22 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese. CAPITOLO 4 1 Dopo queste cose guardai, ed ecco una porta aperta nel cielo; e la prima voce che avevo udito, come di tromba, che parlava con me, diceva: Sali quassù, e ti mostrerò le cose che devono avvenire in seguito. 2 E subito fui rapito in spirito: ed ecco, un trono era posto nel cielo, e sul trono uno sedeva. 3 E colui che sedeva era nell'aspetto simile a una pietra di diaspro e di sardina; e intorno al trono c'era un arcobaleno simile a uno smeraldo. 4 E intorno al trono c'erano ventiquattro troni; e sui troni vidi seduti ventiquattro anziani, vestiti di bianche vesti; e avevano sul capo corone d'oro. 5 E dal trono uscivano lampi, voci e tuoni; e davanti al trono c'erano sette lampade ardenti, che sono i sette Spiriti di Dio. 6 E davanti al trono c'era un mare di vetro simile a cristallo; e in mezzo al trono e attorno al trono c'erano quattro creature viventi piene di occhi davanti e dietro. 7 E la prima bestia era simile a un leone, e la seconda bestia simile a un vitello, e la terza bestia aveva un aspetto come un uomo, e la quarta bestia era simile a un'aquila volante. 8 E le quattro bestie avevano ciascuna sei ali intorno a sé; ed erano piene di occhi dentro; e non cessavano mai, giorno e notte, di dire: Santo, santo, santo il Signore Dio Onnipotente, che era, che è, e che viene. 9 E quando quelle bestie danno gloria, onore e grazie a colui che siede sul trono, che vive nei secoli dei secoli, 10 I ventiquattro anziani si prostrano davanti a colui che siede sul trono e adorano colui che vive nei secoli dei secoli e gettano le loro corone davanti al trono, dicendo: 11 Tu sei degno, o Signore, di ricevere la gloria, l'onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà esse esistono e furono create.


Rivelazione

CAPITOLO 5

6 E udii una voce in mezzo ai quattro esseri viventi che diceva: Una misura di grano per un denaro e tre misure d'orzo per un denaro; e non danneggiare né l'olio né il vino. 7 E quando l'Agnello aprì il quarto sigillo, udii la voce del quarto essere vivente che diceva: «Vieni e vedi». 8 E guardai, ed ecco un cavallo pallido; e colui che lo cavalcava si chiamava Morte, e l'Inferno lo seguiva. E fu dato loro potere sulla quarta parte della terra, di uccidere con la spada, con la fame, con la morte e con le bestie della terra. 9 E quando l'Agnello aprì il quinto sigillo, vidi sotto l'altare le anime di quelli che erano stati uccisi per la parola di Dio e per la testimonianza che avevano resa. 10 E gridarono a gran voce, dicendo: Fino a quando, o Signore, che sei il Santo e il Verace, non giudicherai e non vendicherai il nostro sangue su quelli che abitano sulla terra? 11 E a ciascuno di loro fu data una veste bianca e fu detto loro che si riposassero ancora per un po' di tempo, finché fosse completo il numero dei loro conservi e dei loro fratelli, che dovevano essere uccisi come loro. 12 Poi vidi quando l'Agnello aprì il sesto sigillo: e si fece un gran terremoto; il sole diventò nero come un sacco di crine, e la luna diventò come sangue; 13 E le stelle del cielo caddero sulla terra, come quando un fico scosso da un vento impetuoso lascia cadere i suoi fichi immaturi. 14 E il cielo si ritirò come una pergamena che si arrotola; e ogni montagna e isola furono smosse dal loro posto. 15 E i re della terra, i grandi, i ricchi, i capitani, i potenti, ogni schiavo e ogni uomo libero si nascosero nelle spelonche e tra le rocce dei monti; 16 E dicevano ai monti e alle rocce: Cadete su di noi e nascondeteci dalla presenza di colui che siede sul trono e dall'ira dell'Agnello. 17 Perché è venuto il gran giorno della sua ira; e chi potrà resistere?

1 E vidi nella mano destra di Colui che sedeva sul trono un libro scritto di dentro e di fuori, sigillato con sette sigilli. 2 E vidi un angelo forte che proclamava a gran voce: «Chi è degno di aprire il libro e di scioglierne i sigilli?». 3 E nessuno, né in cielo, né sulla terra, né sotto terra, era in grado di aprire il libro, né di guardarlo. 4 E piansi molto, perché non si trovò nessuno degno di aprire e leggere il libro, né di guardarlo. 5 E uno degli anziani mi disse: Non piangere; ecco, il Leone della tribù di Giuda, la Radice di Davide, ha vinto per aprire il libro e i suoi sette sigilli. 6 Poi guardai, ed ecco, in mezzo al trono e ai quattro esseri viventi e in mezzo agli anziani, un Agnello ritto, come immolato, che aveva sette corna e sette occhi, che sono i sette Spiriti di Dio mandati su tutta la terra. 7 E venne e prese il libro dalla mano destra di Colui che sedeva sul trono. 8 E quando ebbe preso il libro, i quattro esseri viventi e i ventiquattro anziani si prostrarono davanti all'Agnello, avendo ciascuno una cetra e delle coppe d'oro piene di profumi, che sono le preghiere dei santi. 9 E cantavano un cantico nuovo, dicendo: Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato e hai redento a Dio con il tuo sangue uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione, 10 E ci hai costituiti per il nostro Dio un regno e dei sacerdoti, e regneremo sulla terra. 11 Poi guardai e udii la voce di molti angeli intorno al trono, alle creature viventi e agli anziani; e il loro numero era miriadi di miriadi e migliaia di migliaia; 12 dicendo a gran voce: «Degno è l'Agnello che è stato immolato di ricevere potenza e ricchezza e sapienza e forza e onore e gloria e benedizione». 13 E tutte le creature che sono nel cielo, sulla terra, sotto la terra, nel mare e tutte le cose che sono in essi, udii che dicevano: A colui che siede sul trono e all'Agnello siano la benedizione, l'onore, la gloria e la potenza, nei secoli dei secoli. 14 E le quattro bestie dissero: Amen. E i ventiquattro anziani si prostrarono e adorarono colui che vive nei secoli dei secoli.

CAPITOLO 7 1 Dopo queste cose, vidi quattro angeli che stavano in piedi ai quattro angoli della terra e trattenevano i quattro venti della terra, perché non soffiassero sulla terra, né sul mare, né su alcun albero. 2 Poi vidi un altro angelo che saliva dall'oriente, il quale aveva il sigillo del Dio vivente; e gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di danneggiare la terra e il mare, dicendo: 3 dicendo: Non danneggiate la terra, né il mare, né gli alberi, finché non abbiamo segnato sulla fronte i servi del nostro Dio. 4 E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati da tutte le tribù dei figli d'Israele. 5 Della tribù di Giuda furono segnati dodicimila. Della tribù di Ruben furono segnati dodicimila. Della tribù di Gad furono segnati dodicimila. 6 Della tribù di Aser furono segnati dodicimila. Della tribù di Neftali furono segnati dodicimila. Della tribù di Manasse furono segnati dodicimila.

CAPITOLO 6 1 Poi vidi quando l'Agnello aprì uno dei sigilli e udii uno dei quattro esseri viventi, come con voce di tuono, che diceva: «Vieni e vedi». 2 Poi vidi, ed ecco un cavallo bianco; e colui che lo cavalcava aveva un arco; e gli fu data una corona, ed egli uscì fuori vittorioso, e per vincere. 3 E quando ebbe aperto il secondo sigillo, udii il secondo essere vivente dire: «Vieni e vedi». 4 E uscì un altro cavallo, rosso; e a colui che lo cavalcava fu dato potere di togliere la pace dalla terra perché gli uomini si uccidessero a vicenda; e gli fu data una grande spada. 5 E quando ebbe aperto il terzo sigillo, udii la terza bestia dire: Vieni e vedi. E vidi, ed ecco un cavallo nero; e colui che lo cavalcava aveva una bilancia in mano.

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7 Della tribù di Simeone furono segnati dodicimila. Della tribù di Levi furono segnati dodicimila. Della tribù di Issacar furono segnati dodicimila. 8 Della tribù di Zabulon furono segnati dodicimila. Della tribù di Giuseppe furono segnati dodicimila. Della tribù di Beniamino furono segnati dodicimila. 9 Dopo queste cose guardai, ed ecco una folla immensa, che nessuno poteva contare, di tutte le nazioni, tribù, popoli e lingue. Stavano in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, vestiti di bianche vesti e con delle palme in mano. 10 E gridarono a gran voce, dicendo: La salvezza appartiene al nostro Dio che siede sul trono e all'Agnello. 11 E tutti gli angeli stavano in piedi attorno al trono, agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si prostrarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio, dicendo: 12 Dicendo: Amen. La benedizione, la gloria, la sapienza, il ringraziamento, l'onore, la potenza e la forza siano al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen. 13 E uno degli anziani mi rispose, dicendo: Chi sono queste persone vestite di bianco? E da dove vengono? 14 E io gli dissi: Signore, tu lo sai. Ed egli mi disse: Questi sono quelli che sono venuti dalla grande tribolazione, e hanno lavato le loro vesti, e le hanno rese bianche nel sangue dell'Agnello. 15 Per questo sono davanti al trono di Dio e gli servono giorno e notte nel suo tempio; e colui che siede sul trono dimorerà in mezzo a loro. 16 Non avranno più fame né sete; non li colpirà più il sole, né alcuna arsura. 17 Perché l'Agnello che è in mezzo al trono li pascerà e li guiderà alle fonti delle acque della vita; e Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi.

10 Poi suonò il terzo angelo e cadde dal cielo una grande stella, ardente come una lampada, e cadde sulla terza parte dei fiumi e sulle sorgenti delle acque; 11 E il nome della stella è Assenzio; e la terza parte delle acque divenne assenzio; e molti uomini morirono a causa di quelle acque, perché erano diventate amare. 12 Poi suonò il quarto angelo e la terza parte del sole, la terza parte della luna e la terza parte delle stelle fu colpita; la terza parte di esse si oscurò e il giorno non risplendette per un terzo di esso, e lo stesso avvenne per la notte. 13 Poi guardai e udii un angelo che volava in mezzo al cielo e diceva a gran voce: Guai, guai, guai agli abitanti della terra, a causa degli altri suoni di tromba dei tre angeli, che devono ancora suonare! CAPITOLO 9 1 Poi suonò il quinto angelo, e vidi una stella cadere dal cielo sulla terra; e gli fu data la chiave dell'abisso. 2 Egli aprì il pozzo dell'abisso e salì dal pozzo un fumo, come il fumo di una grande fornace; e il sole e l'aria furono oscurati dal fumo del pozzo. 3 E dal fumo uscirono delle locuste sulla terra, e fu dato loro un potere pari a quello degli scorpioni della terra. 4 E fu loro ordinato di non danneggiare l'erba della terra, né alcuna verdura, né alcun albero, ma soltanto gli uomini che non avessero il sigillo di Dio sulla fronte. 5 E fu loro concesso, non di ucciderli, ma di tormentarli per cinque mesi; e il loro tormento era come il tormento dello scorpione quando punge un uomo. 6 E in quei giorni gli uomini cercheranno la morte, e non la troveranno; desidereranno morire, e la morte fuggirà da loro. 7 E l'aspetto delle locuste era simile a cavalli pronti per la battaglia; e sulle loro teste c'erano come corone simili ad oro, e i loro volti erano come volti di uomini. 8 E avevano capelli come capelli di donne, e i loro denti erano come denti di leoni. 9 Avevano delle corazze simili a corazze di ferro, e il rumore delle loro ali era come il rumore di carri trainati da molti cavalli lanciati alla battaglia. 10 E avevano code simili a quelle degli scorpioni, e c'erano pungiglioni nelle loro code; e il loro potere era di danneggiare gli uomini per cinque mesi. 11 E avevano un re sopra di loro, che è l'angelo dell'abisso, il cui nome in ebraico è Abaddon, ma in greco ha nome Apollion. 12 Il primo guaio è passato; ed ecco, vengono ancora due guai dopo. 13 Poi il sesto angelo suonò e udii una voce dai quattro corni dell'altare d'oro che è davanti a Dio: 14 Dicendo al sesto angelo che aveva la tromba: Sciogli i quattro angeli legati sul gran fiume Eufrate. 15 E furono sciolti i quattro angeli che erano stati preparati per un'ora, un giorno, un mese e un anno, per uccidere la terza parte degli uomini. 16 E il numero dell'esercito dei cavalieri era di duecentomila migliaia; e udii il loro numero. 17 E così vidi nella visione i cavalli e coloro che li cavalcavano: avevano corazze di fuoco, di giacinto e di zolfo; le teste dei cavalli erano come teste di leoni e dalle loro bocche usciva fuoco, fumo e zolfo.

CAPITOLO 8 1 Quando l'Agnello aprì il settimo sigillo, si fece silenzio nel cielo per circa mezz'ora. 2 Poi vidi i sette angeli che stavano in piedi davanti a Dio, e furono date loro sette trombe. 3 Poi venne un altro angelo e si fermò presso l'altare, reggendo un turibolo d'oro; e gli furono dati molti profumi perché li offrisse insieme alle preghiere di tutti i santi sull'altare d'oro che era davanti al trono. 4 E il fumo degli aromi, unito alle preghiere dei santi, salì dalla mano dell'angelo davanti a Dio. 5 Poi l'angelo prese l'incensiere, lo riempì del fuoco dell'altare e lo gettò sulla terra: e ne seguirono voci, tuoni, lampi e un terremoto. 6 E i sette angeli che avevano le sette trombe si prepararono a suonare. 7 Il primo angelo suonò la tromba, e seguirono grandine e fuoco mescolati a sangue, e furono scagliati sulla terra; e la terza parte degli alberi fu bruciata, e ogni erba verde fu bruciata. 8 Poi suonò il secondo angelo, e qualcosa come una gran montagna ardente di fuoco fu gettata nel mare; e la terza parte del mare diventò sangue; 9 E la terza parte delle creature che erano nel mare e avevano vita morì; e la terza parte delle navi fu distrutta.

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18 Da questi tre fu uccisa la terza parte degli uomini: dal fuoco, dal fumo e dallo zolfo che usciva dalle loro bocche. 19 Poiché il loro potere era nella loro bocca e nelle loro code; poiché le loro code erano simili a serpenti e avevano teste, e con esse facevano del male. 20 E il resto degli uomini che non furono uccisi da queste piaghe, non si pentirono delle opere delle loro mani, così da non adorare i demoni e gli idoli d'oro, d'argento, di bronzo, di pietra e di legno, che non possono né vedere, né udire, né camminare. 21 E non si pentirono dei loro omicidi, né delle loro stregonerie, né della loro fornicazione, né dei loro furti. CAPITOLO 10 1 Poi vidi un altro angelo potente scendere dal cielo, avvolto in una nuvola; aveva un arcobaleno sul capo, la sua faccia era come il sole e i suoi piedi come colonne di fuoco. 2 E aveva in mano un piccolo libro aperto; e pose il suo piede destro sul mare, e il suo piede sinistro sulla terra, 3 E gridò a gran voce, come quando ruggisce un leone; e quando ebbe gridato, i sette tuoni fecero udire le loro voci. 4 E quando i sette tuoni ebbero fatto udire le loro voci, io stavo per scrivere; ma udii una voce dal cielo che mi disse: «Sigilla le cose che i sette tuoni hanno pronunciato e non scriverle». 5 E l'angelo che avevo visto stare in piedi sul mare e sulla terra alzò la mano verso il cielo, 6 E giurò per colui che vive nei secoli dei secoli, che ha creato il cielo e le cose che sono in esso, la terra e le cose che sono in essa, il mare e le cose che sono in esso, che non vi sarebbe più tempo; 7 Ma nei giorni della voce del settimo angelo, quando egli suonerà la tromba, si compirà il mistero di Dio, come egli ha annunziato ai suoi servi, i profeti. 8 E la voce che avevo udito dal cielo mi parlò di nuovo e disse: Va', prendi il libro aperto nella mano dell'angelo che sta ritto sul mare e sulla terra. 9 E andai dall'angelo e gli dissi: Dammi il piccolo libro. Ed egli mi disse: Prendilo e divoralo; e renderà il tuo ventre amaro, ma sarà nella tua bocca dolce come il miele. 10 E presi il libretto dalla mano dell'angelo e lo divorai; e fu dolce nella mia bocca come il miele; ma, appena l'ebbi divorato, le mie viscere divennero amare. 11 Poi mi disse: «Tu devi profetizzare ancora su molti popoli, nazioni, lingue e re». CAPITOLO 11 1 Poi mi fu data una canna simile a una verga; e l'angelo si fermò, dicendo: «Àlzati e misura il tempio di Dio e l'altare e il numero di quelli che vi adorano». 2 Ma il cortile fuori del tempio, tralascialo e non misurarlo, perché è stato dato ai pagani, i quali calpesteranno la città santa per quarantadue mesi. 3 E darò ai miei due testimoni il potere di profetizzare, ed essi profetizzeranno per milleduecentosessanta giorni, vestiti di sacco. 4 Questi sono i due ulivi e i due candelabri che stanno davanti al Dio della terra.

5 E se qualcuno vuole far loro del male, esce fuoco dalla loro bocca e divora i loro nemici; e se qualcuno vuole far loro del male, deve essere ucciso in questo modo. 6 Essi hanno il potere di chiudere il cielo, affinché non cada pioggia nei giorni della loro profezia; e hanno potere sulle acque per convertirle in sangue, e per colpire la terra con ogni sorta di piaghe, tutte le volte che vorranno. 7 E quando avranno compiuto la loro testimonianza, la bestia che sale dall'abisso farà guerra contro di loro, li vincerà e li ucciderà. 8 E i loro cadaveri giaceranno sulla piazza della grande città, che spiritualmente si chiama Sodoma ed Egitto, dove anche il nostro Signore fu crocifisso. 9 E quelli dei vari popoli, tribù, lingue e nazioni vedranno i loro cadaveri per tre giorni e mezzo, e non permetteranno che i loro cadaveri siano deposti nelle tombe. 10 E gli abitanti della terra si rallegreranno di loro, faranno festa e si manderanno doni gli uni agli altri, perché questi due profeti tormentavano gli abitanti della terra. 11 E dopo tre giorni e mezzo lo Spirito di vita procedente da Dio entrò in loro, e si alzarono in piedi; e grande timore cadde su quelli che li videro. 12 E udirono una gran voce dal cielo che diceva loro: Salite quassù. E salirono al cielo in una nuvola; e i loro nemici li videro. 13 E in quello stesso momento si fece un gran terremoto, e la decima parte della città cadde, e nel terremoto furono uccisi settemila uomini; e il resto fu spaventato, e diede gloria al Dio del cielo. 14 Il secondo guaio è passato; ed ecco, viene presto il terzo guaio. 15 Poi il settimo angelo suonò la tromba e si fecero grandi voci nel cielo, che dicevano: «Il regno del mondo è diventato regno del nostro Signore e del suo Cristo; ed egli regnerà nei secoli dei secoli». 16 E i ventiquattro anziani seduti sui loro troni davanti a Dio, si prostrarono con la faccia a terra e adorarono Dio, 17 dicendo: Noi ti rendiamo grazie, o Signore Dio onnipotente, che sei, che eri e che hai da venire, perché hai preso in mano il tuo gran potere e hai instaurato il tuo regno. 18 E le nazioni si sono adirate, e la tua ira è giunta, e il tempo dei morti, affinché siano giudicati, e affinché tu dia la ricompensa ai tuoi servi, i profeti, e ai santi, e a coloro che temono il tuo nome, piccoli e grandi; e distrugga quelli che distruggono la terra. 19 E il tempio di Dio fu aperto nel cielo, e si vide nel suo tempio l'arca del suo patto; e vi furono lampi, voci, tuoni, un terremoto e una forte grandine. CAPITOLO 12 1 E apparve un gran segno nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. 2 Ed ella era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. 3 Poi apparve un altro segno nel cielo: un gran dragone rosso, con sette teste e dieci corna e sette diademi sulle sue teste. 4 E la sua coda trascinava la terza parte delle stelle del cielo e le gettò sulla terra. E il dragone si fermò davanti

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alla donna che stava per partorire, per divorarne il figlio, appena lo avesse partorito. 5 Ed ella partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con verga di ferro; e il figlio di lei fu rapito presso Dio e il suo trono. 6 E la donna fuggì nel deserto, dove ha un luogo preparato da Dio, perché là sia nutrita per milleduecentosessanta giorni. 7 E ci fu una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combatterono contro il dragone; e il dragone combatterono e i suoi angeli, 8 E non prevalsero; e il loro posto non fu più trovato nel cielo. 9 E il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato diavolo e Satana, il seduttore di tutto il mondo, fu gettato giù; fu gettato sulla terra e con lui furono gettati anche i suoi angeli. 10 E udii una gran voce nel cielo che diceva: Ora è venuta la salvezza, la potenza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, perché è stato gettato giù l'accusatore dei nostri fratelli, che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte. 11 E lo vinsero per mezzo del sangue dell'Agnello e con la parola della loro testimonianza; e non amarono la loro vita fino alla morte. 12 Perciò rallegratevi, o cieli, e voi che abitate in essi. Guai agli abitanti della terra e del mare! Perché il diavolo è disceso a voi, avendo grande ira, perché sa di avere poco tempo. 13 Quando il dragone si vide gettato sulla terra, perseguitò la donna che aveva partorito il figlio maschio. 14 E furono date alla donna le due ali della grande aquila, affinché volasse nel deserto, nel suo luogo, dove è nutrita per un tempo, dei tempi e la metà di un tempo, lontano dalla presenza del serpente. 15 E il serpente gettò fuori dalla sua bocca come un fiume d'acqua dietro alla donna, per farla travolgere dal fiume. 16 E la terra venne in soccorso della donna; aprì la sua bocca e inghiottì il fiume che il dragone aveva vomitato dalla sua bocca. 17 E il dragone si adirò contro la donna e andò a far guerra contro il resto della sua discendenza, che osserva i comandamenti di Dio e custodisce la testimonianza di Gesù Cristo.

5 E le fu data una bocca che proferiva parole arroganti e bestemmie, e le fu dato potere di agire per quarantadue mesi. 6 E aprì la bocca per bestemmiare contro Dio, per bestemmiare il suo nome, il suo tabernacolo e quelli che abitano nel cielo. 7 E le fu dato di far guerra ai santi e di vincerli; e le fu dato potere sopra ogni tribù, lingua e nazione. 8 E l'adoreranno tutti gli abitanti della terra, i cui nomi non sono scritti fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell'Agnello immolato. 9 Se uno ha orecchi, ascolti. 10 Chi conduce in cattività andrà in cattività; chi uccide con la spada deve essere ucciso con la spada. Qui sta la pazienza e la fede dei santi. 11 Poi vidi un'altra bestia salire dalla terra, e aveva due corna simili a quelle di un agnello, ma parlava come un dragone. 12 Ed esercita tutto il potere della prima bestia davanti a lei, e fa sì che la terra e i suoi abitanti adorino la prima bestia, la cui ferita mortale era stata guarita. 13 E operò grandi prodigi, fino a far scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini, 14 E sedusse quelli che abitavano sulla terra per mezzo dei prodigi che le fu concesso di fare in presenza della bestia, dicendo agli abitanti della terra di erigere un'immagine alla bestia che aveva ricevuto la ferita della spada ed era tornata in vita. 15 E le fu concesso il potere di dare uno spirito all'immagine della bestia, affinché l'immagine della bestia parlasse e facesse sì che tutti coloro che non adorassero l'immagine della bestia fossero uccisi. 16 E faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte. 17 E che nessuno potesse comprare o vendere se non chi avesse il marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. 18 Qui sta la sapienza. Chi ha intendimento conti il numero della bestia, perché è un numero d'uomo; e il suo numero è seicentosessantasei. CAPITOLO 14 1 Poi guardai, ed ecco l'Agnello stava in piedi sul monte Sion, e con lui erano centoquarantaquattromila persone che avevano il suo nome e il nome del Padre suo scritto sulla fronte. 2 E udii una voce dal cielo, come il rumore di molte acque, e come il rumore di un forte tuono; e udii il suono di arpisti che suonavano con le loro arpe. 3 E cantavano un cantico nuovo davanti al trono, davanti ai quattro esseri viventi e davanti agli anziani; e nessuno poteva imparare quel cantico se non i centoquarantaquattromila, i quali sono stati riscattati dalla terra. 4 Questi sono quelli che non si sono contaminati con donne, perché sono vergini. Questi sono quelli che seguono l'Agnello dovunque vada. Questi sono stati redenti di fra gli uomini, essendo primizie a Dio e all'Agnello. 5 E nella loro bocca non è stata trovata menzogna, perché sono irreprensibili davanti al trono di Dio.

CAPITOLO 13 1 Poi mi fermai sulla sabbia del mare e vidi salire dal mare una bestia che aveva sette teste e dieci corna, sulle sue corna dieci diademi e sulle sue teste nomi di bestemmia. 2 E la bestia che vidi era simile a un leopardo, e i suoi piedi erano come i piedi di un orso, e la sua bocca come la bocca di un leone; e il dragone le diede la sua potenza, il suo trono e grande autorità. 3 E vidi una delle sue teste come ferita a morte; e la sua piaga mortale fu guarita; e tutta la terra si meravigliò dietro alla bestia. 4 E adorarono il dragone che aveva dato il potere alla bestia, e adorarono la bestia dicendo: «Chi è simile alla bestia? Chi può combattere con lei?».

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Rivelazione

6 Poi vidi un altro angelo volare in mezzo al cielo, recante l'evangelo eterno per annunziarlo a quelli che abitano sulla terra, e ad ogni nazione, tribù, lingua e popolo, 7 dicendo a gran voce: Temete Dio e dategli gloria, perché è giunta l'ora del suo giudizio; e adorate colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e le fonti delle acque. 8 Poi un altro angelo lo seguì, dicendo: «È caduta, è caduta Babilonia la grande, perché ha fatto bere a tutte le nazioni il vino dell'ira della sua fornicazione». 9 E il terzo angelo li seguì, dicendo a gran voce: «Se qualcuno adora la bestia e la sua immagine e ne riceve il marchio sulla fronte o sulla mano, 10 Egli berrà il vino dell'ira di Dio, versato puro nel calice della sua ira, e sarà tormentato con fuoco e zolfo nel cospetto dei santi angeli e nel cospetto dell'Agnello. 11 E il fumo del loro tormento salirà nei secoli dei secoli; e non avranno requie né giorno né notte quanti adorano la bestia e la sua immagine e chiunque riceve il marchio del suo nome. 12 Qui sta la pazienza dei santi: qui stanno coloro che osservano i comandamenti di Dio e la fede di Gesù. 13 E udii una voce dal cielo che mi diceva: Scrivi: Beati i morti che da ora in poi muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, affinché si riposino dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono. 14 Poi guardai, ed ecco una nuvola bianca, e sulla nuvola stava seduto uno simile a un Figlio d'uomo, con sul capo una corona d'oro e in mano una falce affilata. 15 E un altro angelo uscì dal tempio, gridando a gran voce a colui che sedeva sulla nuvola: «Getta la tua falce e mieti, perché è giunta per te l'ora di mietere, perché la messe della terra è matura». 16 E colui che sedeva sulla nuvola lanciò la sua falce sulla terra, e la terra fu mietuta. 17 E un altro angelo uscì dal tempio che è nel cielo, tenendo anch'egli una falce affilata. 18 E un altro angelo uscì dall'altare, che aveva potere sul fuoco, e gridò a gran voce a quello che aveva la falce affilata: «Getta la tua falce affilata e vendemmia i grappoli della vigna della terra, perché le sue uve sono mature». 19 E l'angelo lanciò la sua falce sulla terra, vendemmiò la vigna della terra e gettò l'uva nel grande tino dell'ira di Dio. 20 E il tino fu pigiato fuori della città, e dal tino uscì sangue fino ai freni dei cavalli, per una distanza di milleseicento stadi.

adoreranno davanti a te, perché i tuoi giudizi sono manifestati. 5 Dopo queste cose guardai, ed ecco, il tempio del tabernacolo della testimonianza fu aperto nel cielo; 6 E i sette angeli uscirono dal tempio, avendo i sette flagelli, vestiti di lino puro e risplendente, e avendo il petto cinto di cinture d'oro. 7 E uno dei quattro esseri viventi diede ai sette angeli sette coppe d'oro piene dell'ira di Dio, che vive nei secoli dei secoli. 8 E il tempio si riempì del fumo che proveniva dalla gloria di Dio e dalla sua potenza; e nessuno poteva entrare nel tempio finché non fossero compiute le sette piaghe dei sette angeli. CAPITOLO 16 1 E udii una gran voce dal tempio che diceva ai sette angeli: Andate e versate sulla terra le sette coppe dell'ira di Dio. 2 E il primo andò e versò la sua coppa sulla terra; e un'ulcera maligna e dolorosa colpì gli uomini che avevano il marchio della bestia e che adoravano la sua immagine. 3 Poi il secondo angelo versò la sua coppa nel mare; e il sangue divenne come quello di un morto; e ogni essere vivente nel mare morì. 4 Poi il terzo angelo versò la sua coppa nei fiumi e nelle fonti delle acque; e le acque diventarono sangue. 5 E udii l'angelo delle acque dire: «Sei giusto, o Signore, che sei e che eri, e che sarai, perché hai così giudicato». 6 Perché hanno sparso il sangue dei santi e dei profeti, e tu hai dato loro sangue da bere; perché ne sono degni. 7 E udii un altro dall'altare che diceva: Sì, Signore Dio onnipotente, veraci e giusti sono i tuoi giudizi. 8 Poi il quarto angelo versò la sua coppa sul sole, e gli fu dato potere di bruciare gli uomini con il fuoco. 9 E gli uomini furono bruciati dal gran calore e bestemmiarono il nome di Dio che ha potere su queste piaghe; e non si pentirono per dargli gloria. 10 E il quinto angelo versò la sua coppa sul trono della bestia; e il suo regno fu pieno di tenebre; e gli uomini si mordevano la lingua per il dolore, 11 E bestemmiarono il Dio del cielo a causa dei loro dolori e delle loro ulcere, e non si pentirono delle loro opere. 12 Poi il sesto angelo versò la sua coppa sul gran fiume Eufrate, e le sue acque si prosciugarono, affinché fosse preparata la via ai re che vengono dall'oriente. 13 E vidi uscire dalla bocca del dragone, dalla bocca della bestia e dalla bocca del falso profeta tre spiriti immondi, simili a rane. 14 Poiché sono spiriti di demoni che operano miracoli e vanno dai re della terra e del mondo intero per radunarli per la battaglia del gran giorno di Dio Onnipotente. 15 Ecco, io vengo come un ladro. Beato chi veglia e custodisce le sue vesti, per non camminare nudo e non si veda la sua vergogna. 16 E li radunò nel luogo che in ebraico si chiama Harmaghedon. 17 Poi il settimo angelo versò la sua coppa nell'aria; e uscì una gran voce dal tempio del cielo, dal trono, dicendo: «È fatto».

CAPITOLO 15 1 Poi vidi nel cielo un altro segno grande e meraviglioso: sette angeli che avevano sette flagelli, gli ultimi; perché con essi si compie l'ira di Dio. 2 E vidi come un mare di vetro misto a fuoco; e quelli che avevano ottenuto vittoria sulla bestia, sulla sua immagine, sul suo marchio e sul numero del suo nome, stavano in piedi sul mare di vetro, avendo delle arpe di Dio. 3 E cantavano il cantico di Mosè, servo di Dio, e il cantico dell'Agnello, dicendo: Grandi e meravigliose sono le tue opere, Signore Dio onnipotente; giuste e veraci sono le tue vie, o Re dei santi. 4 Chi non ti temerà, o Signore, e non glorificherà il tuo nome? Poiché tu solo sei il Santo; tutte le genti verranno e

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Rivelazione

18 E ci furono voci, tuoni e lampi; e ci fu un gran terremoto, tale quale non vi fu mai da quando gli uomini sono stati sulla terra, un terremoto così forte e così forte. 19 E la grande città fu divisa in tre parti, e le città delle nazioni caddero; e Dio si ricordò della grande Babilonia, per darle la coppa del vino dell'ardente sua ira. 20 E ogni isola scomparve e i monti non furono più trovati. 21 E cadde dal cielo sugli uomini una grandine enorme, del peso di circa un talento; e gli uomini bestemmiarono Dio a causa del flagello della grandine, perché il suo flagello era molto grande.

17 Poiché Dio ha messo nei loro cuori di realizzare la sua volontà e di concordare e di dare il loro regno alla bestia, finché le parole di Dio siano adempiute. 18 E la donna che hai vista simboleggia la grande città, che regna sui re della terra. CAPITOLO 18 1 Dopo queste cose, vidi un altro angelo scendere dal cielo, con grande potenza; e la terra fu illuminata dalla sua gloria. 2 E gridò con voce forte e forte, dicendo: «È caduta, è caduta Babilonia la grande, ed è diventata covo di demoni, covo di ogni spirito immondo e ricetto di ogni uccello impuro e abominevole». 3 Poiché tutte le nazioni hanno bevuto del vino dell'ira della sua fornicazione, e i re della terra hanno fornicato con lei, e i mercanti della terra si sono arricchiti con l'abbondanza delle sue delizie. 4 Poi udii un'altra voce dal cielo che diceva: «Uscite da essa, o popolo mio, affinché non siate partecipi dei suoi peccati e non siate coinvolti nei suoi flagelli». 5 Poiché i suoi peccati si sono accumulati fino al cielo, e Dio si è ricordato delle sue iniquità. 6 Ricompensatela come lei vi ha ricompensato, e rendetele il doppio delle sue opere; nella coppa in cui ha riempito, riempitela il doppio. 7 Quanto si è glorificata e ha vissuto nella squisitezza, altrettanto datele tormento e dolore, perché dice in cuor suo: Io seggo regina, non sono vedova e non vedrò mai dolore. 8 Perciò in uno stesso giorno verranno le sue piaghe: morte, lutto e fame; e sarà consumata dal fuoco, perché potente è il Signore Dio che la giudica. 9 E i re della terra, che hanno fornicato e vissuto nel lusso con lei, faranno cordoglio e si lamenteranno per lei, quando vedranno il fumo del suo incendio, 10 Fermandosi da lontano per timore del suo tormento, dicevano: «Ahi, ahi, Babilonia la grande città, la potente città! In un'ora sola è venuto il tuo giudizio». 11 E i mercanti della terra piangeranno e faranno cordoglio per lei, perché nessuno comprerà più le loro merci. 12 Merci d'oro, d'argento, di pietre preziose, di perle, di lino fino, di porpora, di seta, di scarlatto, e ogni sorta di legno di tiglio, e ogni sorta di utensili d'avorio, e ogni sorta di utensili di legno preziosissimo, di bronzo, di ferro e di marmo, 13 E cannella, e profumi, e unguenti, e incenso, e vino, e olio, e fior di farina, e grano, e animali, e pecore, e cavalli, e carri, e schiavi, e anime degli uomini. 14 E i frutti che la tua anima desiderava ardentemente se ne sono andati da te, e tutte le cose deliziose e belle se ne sono andate da te, e non le troverai più. 15 I mercanti di queste cose, che si sono arricchiti per mezzo di lei, staranno da lontano per timore del suo tormento, piangendo e lamentandosi, 16 E dicendo: Ahimè, ahimè, la gran città, che era vestita di lino fino, di porpora, di scarlatto, e adorna d'oro, di pietre preziose e di perle! 17 Poiché in un'ora una così grande ricchezza è andata in fumo. E ogni capitano di nave, e tutta la compagnia delle navi, e i marinai, e quanti commerciano per mare, se ne stavano da lontano,

CAPITOLO 17 1 Poi venne uno dei sette angeli che avevano le sette coppe e parlò con me, dicendo: Vieni, ti mostrerò il giudizio della grande meretrice che siede su molte acque. 2 Con la quale hanno fornicato i re della terra, e gli abitanti della terra si sono inebriati del vino della sua fornicazione. 3 Allora egli mi trasportò nello Spirito nel deserto; e vidi una donna seduta sopra una bestia scarlatta, piena di nomi di bestemmia, con sette teste e dieci corna. 4 E la donna era vestita di porpora e di scarlatto, adorna d'oro, di pietre preziose e di perle, e aveva in mano una coppa d'oro piena di abominazioni e delle immondizie della sua fornicazione. 5 E sulla sua fronte aveva scritto un nome: MISTERO, BABILONIA LA GRANDE, LA MADRE DELLE PROSTITUTE E DEGLI ABOMINAMENTI DELLA TERRA. 6 E vidi la donna ebbra del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù. E quando la vidi, mi meravigliai di grande ammirazione. 7 E l'angelo mi disse: Perché ti sei meravigliato? Io ti dirò il mistero della donna e della bestia che la porta, che ha le sette teste e le dieci corna. 8 La bestia che hai visto era, e non è, e salirà dall'abisso, e andrà in perdizione. E gli abitanti della terra, i cui nomi non sono scritti nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, si meraviglieranno, vedendo la bestia che era, e non è, e tuttavia è. 9 E qui è la mente che ha sapienza. Le sette teste sono sette monti, sui quali la donna siede. 10 E ci sono sette re: cinque sono caduti, uno è, e l'altro non è ancora venuto; e quando sarà venuto, dovrà rimanere per poco tempo. 11 E la bestia che era e non è più, è anch'essa un ottavo re, e viene dai sette, e se ne va in perdizione. 12 E le dieci corna che hai viste sono dieci re, i quali non hanno ancora ricevuto regno, ma riceveranno potere regale, per un'ora insieme alla bestia. 13 Questi hanno un solo pensiero e daranno la loro potenza e potenza alla bestia. 14 Questi combatteranno contro l'Agnello, e l'Agnello li vincerà, perché egli è il Signore dei signori e il Re dei re; e quelli con lui sono i chiamati, gli eletti e i fedeli. 15 Poi mi disse: Le acque che hai viste e sulle quali siede la meretrice, simboleggiano popoli, moltitudini, nazioni e lingue. 16 E le dieci corna che hai visto sulla bestia odieranno la meretrice, la renderanno desolata e nuda, mangeranno le sue carni e la bruceranno col fuoco.

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Rivelazione

18 E, vedendo il fumo del suo incendio, esclamarono: «Quale città è simile a questa grande città?». 19 E si gettarono polvere sul capo e gridarono, piangendo e facendo cordoglio, dicendo: Ahi, ahi, la gran città, nella quale si erano arricchiti con la sua magnificenza tutti coloro che avevano navi in mare! In un momento è stata ridotta in un deserto. 20 Rallegrati su di lei, o cielo, e voi santi apostoli e profeti, perché Dio vi ha reso giustizia su di lei. 21 E un potente angelo sollevò una pietra grande come una macina, e la gettò nel mare dicendo: Così, con violenza, sarà gettata giù Babilonia, la grande città, e non sarà più ritrovata. 22 E non si udrà più in te voce di arpisti, di musici, di flautisti e di trombettieri; e nessun artefice, di qualsiasi mestiere egli sia, sarà più trovato in te; e non si udrà più in te rumore di macina; 23 E non brillerà più in te la luce della lampada, e non si udrà più in te la voce dello sposo e della sposa, perché i tuoi mercanti erano i grandi della terra; perché tutte le nazioni sono state sedotte dalle tue magie. 24 E in lei fu trovato il sangue dei profeti, dei santi e di tutti quelli che furono uccisi sulla terra. CAPITOLO 19 1 Dopo queste cose udii una gran voce di una immensa folla nel cielo, che diceva: Alleluia! La salvezza, la gloria, l'onore e la potenza appartengono al Signore nostro Dio. 2 Poiché veri e giusti sono i suoi giudizi; egli ha giudicato la grande meretrice che corrompeva la terra con la sua fornicazione, e ha vendicato il sangue dei suoi servi dalla mano di lei. 3 E di nuovo dissero: Alleluia. E il suo fumo si levò per sempre e per sempre. 4 E i ventiquattro anziani e i quattro esseri viventi si prostrarono e adorarono Dio seduto sul trono, dicendo: Amen; Alleluia. 5 E una voce uscì dal trono, dicendo: «Lodate il nostro Dio, voi tutti, suoi servi, e voi che lo temete, piccoli e grandi». 6 Poi udii come la voce di una grande moltitudine e come il rumore di grandi acque e come il rumore di forti tuoni, che diceva: Alleluia, perché il Signore Dio, l'Onnipotente, ha preso possesso del suo regno. 7 Rallegriamoci, esultiamo e rendiamo a lui la gloria, perché sono giunte le nozze dell'Agnello e la sua sposa si è preparata. 8 E le è stato concesso di vestirsi di lino fino, risplendente e puro, perché il lino fino sono le opere giuste dei santi. 9 E mi disse: Scrivi: Beati coloro che sono invitati alla cena delle nozze dell'Agnello. E mi disse: Queste sono le veraci parole di Dio. 10 E caddi ai suoi piedi per adorarlo. Ed egli mi disse: Guardati dal farlo: io sono tuo conservo e dei tuoi fratelli che hanno la testimonianza di Gesù; adora Dio, perché la testimonianza di Gesù è lo spirito della profezia. 11 Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco; e colui che lo cavalcava si chiamava Fedele e Verace; egli giudica e combatte con giustizia. 12 I suoi occhi erano come una fiamma di fuoco, e sul suo capo c'erano molti diademi; e aveva scritto un nome che nessuno conosceva se non lui.

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13 Era vestito con una veste intrisa di sangue, e il suo nome è la Parola di Dio. 14 E gli eserciti che sono nel cielo lo seguivano su cavalli bianchi, vestiti di lino fino, bianco e puro. 15 E dalla sua bocca usciva una spada affilata per colpire con essa le nazioni; egli le governerà con una verga di ferro e pigerà il tino del vino dell'ira ardente dell'Iddio Onnipotente. 16 E sulla veste e sulla coscia porta scritto questo nome: RE DEI RE E SIGNORE DEI SIGNORI. 17 Poi vidi un angelo che stava in piedi nel sole, e gridò a gran voce, dicendo a tutti gli uccelli che volano in mezzo al cielo: Venite, radunatevi per il convito del grande Dio; 18 affinché mangiate carni di re, carni di capitani, carni di uomini prodi, carni di cavalli e di cavalieri, carni di tutti gli uomini, liberi e schiavi, piccoli e grandi. 19 E vidi la bestia e i re della terra e i loro eserciti radunati per muovere guerra contro colui che sedeva sul cavallo e contro il suo esercito. 20 E la bestia fu presa, e con lei il falso profeta che aveva fatto miracoli davanti a lei, con i quali aveva sedotto quelli che avevano ricevuto il marchio della bestia e quelli che avevano adorato la sua immagine. Questi due furono gettati vivi in uno stagno di fuoco ardente di zolfo. 21 E il resto fu ucciso con la spada di colui che cavalcava il cavallo, la quale spada usciva dalla sua bocca; e tutti gli uccelli si saziarono delle loro carni. CAPITOLO 20 1 Poi vidi un angelo scendere dal cielo con la chiave dell'abisso e una gran catena in mano. 2 E afferrò il dragone, il serpente antico, che è il diavolo e Satana, e lo legò per mille anni, 3 e lo gettarono nell'abisso, lo chiusero e vi posero il sigillo, perché non seducesse più le nazioni finché fossero compiuti i mille anni; dopo di che bisognava che fosse sciolto per un po' di tempo. 4 Poi vidi dei troni e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare; e vidi le anime di quelli che erano stati decapitati per la testimonianza di Gesù e per la parola di Dio, e di quelli che non avevano adorato la bestia né la sua immagine e non avevano ricevuto il suo marchio sulla fronte o sulla mano; essi tornarono in vita e regnarono con Cristo per mille anni. 5 Ma il resto dei morti non tornò in vita finché non furono compiuti i mille anni. Questa è la prima risurrezione. 6 Beato e santo è colui che prende parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e di Cristo e regneranno con lui mille anni. 7 E quando i mille anni saranno compiuti, Satana sarà sciolto dalla sua prigione, 8 E usciranno per sedurre le nazioni che sono ai quattro angoli della terra, Gog e Magog, per radunarle per la guerra: il loro numero è come la sabbia del mare. 9 E salirono sulla distesa della terra e circondarono l'accampamento dei santi e la città diletta; e un fuoco scese dal cielo da parte di Dio e li divorò. 10 E il diavolo che li aveva sedotti fu gettato nello stagno di fuoco e zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta; e saranno tormentati giorno e notte nei secoli dei secoli.


Rivelazione

11 Poi vidi un grande trono bianco e Colui che vi sedeva sopra, dalla cui presenza fuggirono la terra e il cielo e non fu più trovato posto per loro. 12 E vidi i morti, grandi e piccoli, ritti davanti a Dio; e i libri furono aperti; e fu aperto un altro libro, che è il libro della vita; e i morti furono giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le loro opere. 13 E il mare restituì i morti che erano in esso; e la morte e l'Ades restituirono i morti che erano in loro; e ciascuno fu giudicato secondo le sue opere. 14 E la morte e l'inferno furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la seconda morte. 15 E chiunque non fu trovato scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco. CAPITOLO 21 1 Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il primo cielo e la prima terra erano scomparsi e il mare non c'era più. 2 E vidi la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da presso Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. 3 E udii una gran voce dal cielo che diceva: «Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro, essi saranno suoi popoli e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio». 4 E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né fatica, perché le cose di prima sono passate. 5 E colui che sedeva sul trono disse: Ecco, io faccio nuove tutte le cose. E mi disse: Scrivi, perché queste parole sono fedeli e veraci. 6 Ed egli mi disse: È fatto. Io sono l'Alfa e l'Omega, il principio e la fine. A chi ha sete io darò gratuitamente della fonte dell'acqua della vita. 7 Chi vince erediterà tutte le cose; io sarò il suo Dio ed egli sarà mio figlio. 8 Ma per i codardi, gl'increduli, gl'abominevoli, gli omicidi, i fornicatori, gli stregoni, gli idolatri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda. 9 Poi venne da me uno dei sette angeli che avevano le sette coppe piene degli ultimi sette flagelli, e parlò con me, dicendo: «Vieni, ti mostrerò la sposa, la moglie dell'Agnello». 10 E mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la santa città, Gerusalemme, che scendeva dal cielo da presso Dio, 11 Avendo la gloria di Dio; e il suo splendore era simile a quello di una pietra preziosissima, come pietra di diaspro cristallino; 12 E aveva un muro grande e alto, e aveva dodici porte, e alle porte dodici angeli, e nomi scritti sulle porte, che sono i nomi delle dodici tribù dei figli d'Israele. 13 A oriente tre porte; a settentrione tre porte; a mezzogiorno tre porte; e a occidente tre porte. 14 E il muro della città aveva dodici basamenti, e su quelli erano i dodici nomi dei dodici apostoli dell'Agnello. 15 E colui che parlava con me aveva una canna d'oro, per misurare la città, le sue porte e il suo muro.

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16 E la città è quadrata, e la lunghezza è grande quanto la larghezza: e misurò la città con la canna, dodicimila stadi. La sua lunghezza, la sua larghezza e la sua altezza sono uguali. 17 Ne misurò anche il muro: era di centoquarantaquattro cubiti, secondo la misura dell'uomo, cioè dell'angelo. 18 La costruzione del suo muro era di diaspro e la città era di oro puro, simile a vetro puro. 19 E le fondamenta del muro della città erano guarnite con ogni sorta di pietre preziose. La prima fondazione era di diaspro; la seconda, di zaffiro; la terza, di calcedonio; la quarta, di smeraldo; 20 Il quinto, sardonice; il sesto, sardonio; il settimo, crisolito; l'ottavo, berillo; il nono, topazio; il decimo, crisopraso; l'undicesimo, giacinto; il dodicesimo, ametista. 21 E le dodici porte erano dodici perle; ogni porta era fatta di una sola perla; e la piazza della città era d'oro puro, come vetro trasparente. 22 E non vidi alcun tempio in essa, perché il Signore Dio Onnipotente e l'Agnello sono il suo tempio. 23 E la città non ha bisogno della luce del sole, né della luce della luna, perché la gloria di Dio la illumina e l'Agnello è la sua lampada. 24 E le nazioni di coloro che sono salvati cammineranno alla sua luce; e i re della terra porteranno a lei la loro gloria e il loro onore. 25 E le sue porte non saranno mai chiuse durante il giorno, perché là non ci sarà più notte. 26 E porteranno in lei la gloria e l'onore delle nazioni. 27 E nulla d'impuro, nessuno che commetta abominio o falsità, entrerà in essa; ma solo quelli che sono scritti nel libro della vita dell'Agnello. CAPITOLO 22 1 Poi mi mostrò il fiume puro dell'acqua della vita, limpido come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell'Agnello. 2 In mezzo alla piazza della città e da una parte e dall'altra del fiume c'era l'albero della vita, che produceva dodici raccolti e produceva il suo frutto ogni mese; e le foglie dell'albero servivano a guarire le nazioni. 3 E non ci sarà più alcuna maledizione; e in essa sarà il trono di Dio e dell'Agnello, e i suoi servi lo serviranno. 4 E vedranno la sua faccia, e il suo nome sarà sulla loro fronte. 5 E non vi sarà più notte; e non avranno bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà, e regneranno nei secoli dei secoli. 6 Poi mi disse: «Queste parole sono fedeli e veraci; e il Signore, il Dio dei santi profeti, ha mandato il suo angelo per mostrare ai suoi servi le cose che devono accadere tra breve». 7 Ecco, io vengo presto: beato chi custodisce le parole della profezia di questo libro. 8 E io, Giovanni, vidi queste cose e le udii. E quando le ebbi udite e viste, caddi per adorare ai piedi dell'angelo che mi aveva mostrato queste cose. 9 Allora egli mi disse: «Guardati dal farlo, perché io sono servo tuo e dei tuoi fratelli, i profeti, e di coloro che custodiscono le parole di questo libro. Adora Dio». 10 Poi mi disse: «Non suggellare le parole della profezia di questo libro, perché il tempo è vicino».


Rivelazione

11 Chi è ingiusto, continui a essere ingiusto; chi è impuro, continui a essere impuro; chi è giusto, continui a essere giusto; chi è santo, continui a essere santo. 12 Ed ecco, io vengo presto e la mia ricompensa è con me, per rendere a ciascuno secondo le sue opere. 13 Io sono l'Alfa e l'Omega, il principio e la fine, il primo e l'ultimo. 14 Beati coloro che osservano i suoi comandamenti, per avere diritto all'albero della vita e per entrare per le porte nella città. 15 Fuori i cani, gli stregoni, i fornicatori, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna. 16 Io, Gesù, ho mandato il mio angelo per testimoniarvi queste cose nelle chiese. Io sono la radice e la progenie di Davide, e la stella luminosa e mattutina. 17 E lo Spirito e la sposa dicono: Vieni. E chi ascolta dica: Vieni. E chi ha sete venga. E chi vuole, prenda gratuitamente l'acqua della vita. 18 Poiché io dichiaro a chiunque ascolta le parole della profezia di questo libro: se qualcuno vi aggiunge qualcosa, Dio aggiungerà ai suoi mali i flagelli descritti in questo libro. 19 E se qualcuno toglie qualcosa dalle parole del libro di questa profezia, Dio gli toglierà la sua parte dal libro della vita e dalla città santa, e dalle cose scritte in questo libro. 20 Colui che attesta queste cose dice: Certo, vengo presto. Amen. Sì, vieni, Signore Gesù. 21 La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con tutti voi. Amen.

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