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S/S 26 ITA

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OLIVERBONAS.COM

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CONTENUTI 140

Lettera dell'Editor p.10 Billy Bee - cover story p.14 Intervista con Alex Breaux di Stranger Things - p.28 FASHION Eternal Swag - editoriale p.40 Must Have: tutti i trend di stagione p.58 She, Reframed - editoriale p.80 Afraa Al-Noaimi ci parla della sua prima collezione Autunno-Inverno 2026 - p.92 BEAUTY Twins - editoriale p.98 Bellezza che viene da dentro: prodotti per questa primavera/estate p.114 Il tempo nelle mani - editoriale p.126 ARTE/LIFE Enjoy Little Things - editoriale p.140 Mostre da non perdere in questa primavera/estate p.151 Sirena - editoriale p.152 ACCESSORI La guida perfetta agli accessori di questa primavera/estate p.164 Ethereal Modernism editoriale IA + intervista - p.172

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LETTERA DELL'EDITOR 14

P

assword: transizione. Ci sono momenti nella vita in cui tutto sembra sospeso. Ci guardiamo attorno e niente è più come prima, ma non è ancora qualcosa di definito. Il percorso che abbiamo scelto sembra sfocarsi, i cambiamenti fanno paura. La realtà è che viviamo in un passaggio continuo — estetico, creativo, personale. La moda stessa si muove tra riferimenti che si sovrappongono: passato e presente convivono, si contaminano e si riscrivono. Non esiste nulla di davvero stabile, e forse è proprio questo il punto. Anche il modo di creare sta cambiando. L’intelligenza artificiale non è più qualcosa di lontano: è qui, dentro i processi, nelle immagini e nelle idee. Non si tratta più di accettarla o rifiutarla, ma di capire come convivere con essa senza perdere uno sguardo umano. In questo numero abbiamo esplorato proprio questo spazio intermedio della vita. Un territorio instabile, ma necessario. Perché è lì che succedono davvero le trasformazioni. Editor-in-chief Facebook: @marta.forgione Instagram: @martaforgione

Marta Forgione p.12


MARKSANDSPENCER.COM


BILLY BEE Photography Genevieve Charbonneau c/o FUZE REPS Style Zeina Esmail c/o P1M Agency Hair Style Ryan McGovern Makeup Caroline Levin c/o P1M Agency Model Tania Louise c/o ANM Management Post Production Phyllis Papoulias Digitech Mark Luciani Light assistance Adi Saciragic

Questa casa, un tempo appartenuta al fondatore canadese del marchio di miele Billy Bee, sembra rimasta ferma a un’altra epoca. Oggetti, immagini, frammenti di vita continuano a esistere in parallelo al presente, come in una capsula che non ha mai smesso di conservare. Dentro, la moda si muove in un altro tempo, creando un dialogo continuo tra ciò che è stato e ciò che è adesso. Ogni spazio apre possibilità diverse, come se ogni scelta avesse lasciato una traccia. Vite che scorrono, direzioni che cambiano, momenti che restano impressi. Alla fine tutto convive. Il passato, il presente, e tutto quello che avrebbe potuto essere.

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Dress D&G


Alex Breaux tra recitazione, cambiamento e nuovi inizi

Quando guardiamo un film — o una serie — raramente ci soffermiamo sulle persone dietro ai personaggi. Sul fatto che, prima di tutto, siano attori, con le loro vite e il loro passato. Anche loro attraversano momenti di incertezza, fragilità, esperienze che a un certo punto li portano a cambiare direzione. Per Alex Breaux è successo lontano dal set, nel mondo della finanza, quando si è reso conto che le parti più vive della sua vita restavano ai margini delle sue giornate. Da lì la scelta di lasciare tutto e dedicarsi alla recitazione. Oggi, quello sguardo attento — costruito anche attraverso esperienze da “outsider” — è al centro del suo lavoro: personaggi fatti di contrasti, imprevedibili, mai completamente leggibili. In Stranger Things, dove interpreta il tenente Robert Akers, questa tensione tra realtà e immaginazione trova spazio in un universo visivo potente, capace di rendere tutto incredibilmente concreto — anche ciò che non lo è. Questo editoriale segna anche il suo primo shooting fotografico: un’esperienza nuova, più esposta, in cui — senza il filtro di un personaggio — emerge un’altra forma di autenticità. Nel suo modo di intendere la recitazione, tutto parte da lì: da un avvicinamento graduale, quasi impercettibile, tra sé e il personaggio.

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Interview by Marta Forgione Team editorial: Production Anastasiia Melnychenko c/o 917 Agency Photography Tina Sokolovska Talent Alex Breaux Style Yulia Tereshchuk Makeup, Hair Style Dosha Moor Nails Yuliia Kovalchuk DOP Roman Petrusyak Gaffer Dmytro Zolotov Video Ivan Meleshko


Eternal Swag Qui non c’è niente da interpretare troppo. C’è una presenza forte, diretta, che sta davanti all’obiettivo senza cercare di adattarsi. Il corpo si vede per quello che è, insieme agli abiti che lo accompagnano. A volte lo seguono, a volte lo contrastano. Tutto resta visibile: i segni, i gesti, il modo di stare. Anche l’idea di bellezza cambia. Cresce, si trasforma, si mostra senza bisogno di essere nascosta. E' un’eleganza diversa, meno prevedibile, più personale. Alla fine resta questo. Un’attitudine precisa, difficile da ridurre a una sola definizione.

Photography Jan Reiser Art Direction Chris Strübing Style Selcukhan Calikoglu Model Rose Langenbein c/o Let it Go Management Hair Style, Makeup Line Frank c/o Liganord using Chanel Beauty, Balmain Hair Couture Style Assistance Shiva Filippzik & Julia Lehmann Photography Assistance Meret Lange & Luzian Göhring Casting Direction Julia Weber

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Coat Herzschlaege


must have

Libertà creativa e Personal Statement Dopo stagioni dominate da un minimalismo rigoroso, la moda sembra oggi allontanarsi dalla ricerca di una perfezione silenziosa per tornare a un territorio più umano, emotivo e profondamente personale. Il 2026 segna così una fase di transizione, in cui le passerelle internazionali non si limitano a presentare nuovi capi o narrazioni estetiche, ma rivelano soprattutto un cambiamento di attitudine progettuale. Dalle collezioni emerge un diffuso bisogno di individualità e concretezza, dove l’espressione personale diventa il vero filo conduttore. Gli abiti non aspirano più a un’estetica univoca; al contrario, invitano chi li indossa a reinterpretarli, sperimentare e costruire combinazioni sempre diverse, aprendo a una pluralità di possibilità stilistiche. Si afferma così una stagione all’insegna della sperimentazione e di una rinnovata libertà creativa, in cui i confini tra codici estetici diventano sempre più permeabili: il tailoring dialoga con lo sportswear, il romanticismo incontra materiali tecnici e superfici performative, mentre gli stilemi iconici del passato vengono riletti con leggerezza e consapevolezza contemporanea, primo fra tutti il ritorno dell’immaginario Y2K, reinterpretato attraverso nuove proporzioni e sensibilità attuali. Parallelamente, le silhouette tornano al centro della ricerca stilistica grazie a un rinnovato interesse per volume e costruzione. Vite definite, fianchi enfatizzati, gonne bombate e proporzioni attentamente studiate restituiscono tridimensionalità al corpo. Il risultato è una commistione tra matericità e dinamicità, capace di valorizzare il movimento e di costruire nuove relazioni tra corpo, abito e spazio.

Trend Primavera / Estate 2026 words Martina Tondo

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Cloud Dancer 4. 4. 4. 1. Bianco morbido, lineare ed etereo. Eletto colore Pantone del 2026, il “colore-non colore” per eccellenza segna un ritorno alla leggerezza visiva. Può diventare una base neutra per look freschi e ariosi oppure trasformarsi nella nuance dominante di un outfit elegante e raffinato. La nostra proposta per questa primavera interpreta al meglio questa tendenza: un total look composto dall’abito in cotone di Maria Elena Villa abbinato ai pantaloni palazzo di Andres Otalora. Anche gli accessori seguono questa estetica essenziale, con i sandali flat di Jacquemus e gli occhiali da sole con lenti a contrasto firmati Kimeze.

2.

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1. KEQIAO 2026 fashion show 2. Jacquemus sandali visti su modaoperandi.com 3. Andres Otalora pantaloni wide leg con cintura visti su modaoperandi.com 4. Kimeze occhiali da sole ivory visti su modaoperandi.com 5. Maria Elena Villamil coat dress in cotone avorio visto su modaoperandi.com 6. Alaia borsa a spalla piccola in pelle vista su modaoperandi.com

4.

6.

p.59 p.53


A volte basta spostare leggermente lo sguardo per cambiare tutto. Le cose si trasformano piano, quasi senza farsi notare. In questo editoriale la figura si muove dentro spazi che sembrano trattenerla, attraversandoli come se cercasse qualcosa che ancora non riesce a definire. Tra influenze orientali e codici occidentali, ogni immagine diventa un tentativo, un modo per avvicinarsi a una nuova prospettiva di sé e della propria vita. È una ricerca silenziosa, fatta di attese e piccoli spostamenti.

SHE, REFRAMED Photography Seong Jip Hong Creative Direction, Style Alessandra Minto Model Jisu Kim c/o Jennifer Model Management Makeup Yujin Han Hair Style Jiinjeong Photography Assistance Do Kyun Woo

p.12 p.80


Trench, Skirt, Top Daily Mirror Shoes Sunnei Gloves Gestuz Ring Panconesi Earrings Hugo Kreit


AFRAA AL-NOAIMI PRESENTA EASTWARD ELEGANCE quando la moda diventa strumento di dialogo tra culture words Martina Tondo

Durante la Milano Fashion Week, la designer qatariota Afraa Al-Noaimi ha presentato Eastward Elegance, la sua prima collezione Autunno-Inverno 2026. Un progetto che nasce dall’incontro tra due mondi: la profondità culturale del Qatar e l’eccellenza della tradizione sartoriale italiana. Fondato a Doha nel 2019, il marchio AFRAA sviluppa e realizza le proprie collezioni principalmente in Lombardia, grazie alla collaborazione con atelier e manifatture locali tra Milano, Como e Bergamo. Qui, il patrimonio artigianale del Made in Italy dialoga con una visione stilistica internazionale. Imprenditrice e designer, Afraa Al-Noaimi ha recentemente ricevuto il Doctorate Business Award presso l’Università Bocconi per una ricerca dedicata all’empowerment femminile nei settori della moda, dell’impresa e della creatività. In questa intervista per Latest, la designer racconta il suo percorso, il valore del dialogo culturale e la visione che guida il suo brand.

Immagini courtesy of Guitar: La designer Afraa e la sua nuova collezione alla Milano fashion week

p.12 p.92


La tua carriera attraversa diversi ambiti e ruoli. Quale momento o decisione ha definito il tuo percorso come leader? Uno dei momenti più significativi del mio percorso è stato comprendere che la creatività può essere una forma di leadership. Spesso moda, arte e cultura vengono percepite come discipline puramente estetiche, ma io le ho sempre considerate strumenti di narrazione e di influenza. Scegliere di lavorare all’intersezione tra cultura, moda e strategia mi ha permesso di creare piattaforme che vanno oltre il design. È stato un modo per contribuire a conversazioni più ampie sull’identità, sulla cultura e sul ruolo che la creatività può avere nel plasmare le società.

Qual è stata la sfida più grande che hai affrontato come designer emergente sulla scena internazionale? Una delle sfide principali è muoversi all’interno di un’industria globale mantenendo allo stesso tempo autenticità rispetto alla propria prospettiva culturale. Il sistema moda internazionale si muove molto rapidamente e tende spesso a privilegiare determinate narrazioni. Per me la sfida, ma anche l’opportunità, è stata portare una voce radicata nella mia cultura, pur restando rilevante per un pubblico globale. L’autenticità è ciò che, alla fine, distingue un designer, e mantenerla richiede una grande chiarezza di visione.


Photography Charlotte Navio c/o Fma Le Bureau Style Alexandra Conti Makeup Maud Eigenheer c/o Wise & Talented Hair Style Damien Lacoussade Casting Olivier Duperrin Style Asssistance Emeline Devendeville Light Assistance Anthony Karayan Models in order of appearance Jeanne & Emma, Robin & Melvin at Success Models, Chloe & Louise, Moti & Maeko at NWM, Juliette & Charlotte, Enzo & Mathieu at Surface Models, James & John at Men Model Managemebnt Kenzo & Shinji, Esther & Eleonore, Davou & Shom at Rock Men Paris

TWINS Due figure, una presenza doppia che si riflette e allo stesso tempo si allontana. Ci sono parti di noi che restano identiche, radicate, riconoscibili. Altre che cambiano direzione, si muovono, cercano qualcosa di diverso anche dentro scenari familiari. Dentro la stessa immagine convivono continuità e trasformazione, ciò che scegliamo di portare con noi e ciò che lasciamo indietro.

p.98


Left Necklace Mathilde Hiron Cardigan, Top, Skirt R.L.E Right Necklace Mathilde Hiron Sweater, Skirt R.L.E Top Petit Bateau


La Bellezza che parte

Editoriale IA ispirato ai beauty trends di stagione Photography & Art Direction Marta Forgione Words Martina Tondo

da Dentro

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Il mondo della bellezza sta attraversando un cambio di paradigma profondo, spostando l’attenzione dallo studio della superficie alla biologia della pelle, dall’effetto estetico immediato a una visione di salute e benessere a lungo termine. L’ultima frontiera di questo approccio olistico si chiama cellness: un’evoluzione del concetto di wellness applicato alla pelle e al corpo, che pone la salute cellulare al centro della bellezza visibile.

In questo scenario l’impiego di biomarcatori, test diagnostici e protocolli personalizzati permette di monitorare lo stato di salute della pelle e di intervenire in modo mirato, prima che i danni diventino irreversibili. Parallelamente, gli integratori beauty assumono un ruolo strategico nel supportare la pelle dall’interno, contribuendo alla produzione di collagene, migliorando elasticità e luminosità, proteggendo le cellule dallo stress ossidativo e rafforzando le membrane cellulari.

Superato l’approccio tradizionale del beauty, storicamente focalizzato sulla correzione di rughe, macchie e imperfezioni, il cellness si concentra sulla funzione, vitalità e resilienza delle cellule cutanee, con l’obiettivo di supportare i processi biologici che mantengono la pelle efficiente, giovane e performante nel tempo. Non si tratta più di “riparare” i segni dell’età, ma di preservare l’equilibrio cellulare: stimolare la rigenerazione, garantire un’idratazione profonda, proteggere la pelle dagli agenti inquinanti e sostenere un’azione antiossidante costante.

Completano questo approccio l’integrazione crescente di tecnologie avanzate come microcorrenti, LED e ultrasuoni, che stimolano collagene e microcircolazione, insieme a roller e gua sha smart per il drenaggio e il rilassamento muscolare, cryo tools per calmare e tonificare, nebulizzatori per un’idratazione profonda e maschere wearable personalizzate. Questi strumenti trasformano la beauty routine in un’esperienza sempre più data-driven, orientata al monitoraggio continuo della salute cutanea.

Quando la pelle è esposta a stress ambientali e a processi di invecchiamento biologico (spoiler: costantemente!), diventa fondamentale comprendere come le cellule cambiano nel tempo, come si infiammano e come vanno incontro a senescenza.

Nel 2026, la bellezza diventa consapevole e basata sulla scienza: non riguarda più solo ciò che si applica sulla pelle, ma ciò che la costituisce. Un trend che si inserisce nel più ampio movimento dell’healthy aging, dove l’obiettivo non è sembrare più giovani, ma invecchiare meglio.


LATEST BEAUTY l mondo della cosmetica è ultimamente protagonista di un cambiamento molto lontano dall’essere

Foto by Daria Shevtsova

Smart Mirror - HiMirror

p.115 p.114 p.59 p.97 p.133


IL TEMPO NELLE MANI Il tempo si accumula. Nei gesti, negli oggetti, nelle abitudini che restano. Ci sono scelte che hanno preso forma e altre che sono rimaste sospese. Tutto convive nello stesso spazio, tra ciò che è stato costruito e ciò che avrebbe potuto essere. Arriva un momento in cui si guarda indietro con più chiarezza. E si tiene tutto tra le mani.

Photography Luca Fancellu Style, Creative direction Astrid Zorzetto Model Marjolein van de Peppel c/o Street People Casting Makeup, Hair Style Rossella Ferri Nails Valeria Basilico Light Assistance Miriam Limongi Digital Assistance Blanca Postigo Style Assistance Arianna Zocca Production Lucidi/Studio Press Agency LDR22, Around Studio, Next Agency

Shirt Meimeij - Pants Atelier Emé - Coat Takaturna - Earrings Criloi - Tie Dixie - Shoes Sebago x Forte Forte

p.12 p.126


ENJOY LITTLE THINGS A volte basta poco per sentirsi bene. Un gesto semplice, un momento che scivola via troppo in fretta. Rallentare diventa una scelta concreta, uno spazio da ritagliarsi dentro giornate piene. I dettagli tornano al centro, le abitudini cambiano ritmo, e ciò che sembrava marginale prende valore. Serve fermarsi, scegliere, creare tempo. Le piccole cose esistono già — bisogna decidere di viverle.

Photography Albina Abdullina Style, Art Direction Stela Plaka Makeup, Hair Style Vanessa Sacchett Model Ronja Kogler c/o Elite Models Style Assistance Anastasiia Melekhova

p.12 p.140


Dress Barbara Bologna Shoes Lolo


SIRENA Photography Marco Guastalla Style Francesca Bocca Makeup Eri Umetsu Hair Style Maiko Shibata Model Elisabeth Uhl c/o Monster Management Location Spazioarqua

Certe cose si fanno sentire anche senza fare rumore. Tornano, si infilano nei pensieri e restano lì. Le sirene sono un richiamo che prende forma, qualcosa che attira e ti sposta. Portano altrove, aprono possibilità, fanno emergere il bisogno di cambiare ritmo, direzione o prospettiva. A un certo punto si sceglie. Si segue quella voce.

p.12 p.152


Dres: Barbara Rizzi Earcuff Voodoo Jewels Mules Calvin Klein su Zalando


More is More

S/S 2026

accessori

words Martina Tondo

All’estremo opposto del minimalismo si afferma nel design un massimalismo dichiaratamente espressivo: un approccio estetico che non teme l’eccesso, ma lo assume come vero e proprio linguaggio progettuale, esaltando l’abbondanza sia materica sia visiva. Per la primavera 2026 le passerelle hanno scelto di enfatizzare accessori capaci di dominare la scena, trasformandoli in veri e propri punti focali del look: gioielli dalle forme scultoree, texture opulente e quasi sensoriali, e una palette cromatica che alterna la purezza del bianco etereo a lampi di colori saturi e vibranti. In questo contesto il dettaglio smette di essere marginale e diventa struttura narrativa dell’outfit. Gli occhiali, con montature oversize, assumono proporzioni quasi protettive che emanano un’aura “big energy”, più simili a visiere che a semplici accessori, mentre le cinture abbandonano la funzione puramente decorativa per trasformarsi in oggetti ibridi, a metà tra ornamento e strumento, come i modelli utility dotati di clip, micro-tasche e dispositivi. Infine le bandane e i foulard si trasformano in top o annodati sui fianchi per conferire ai look una costruzione più stratificata. Anche i ciondoli abbandonano lo stile giocoso e nostalgico per diventare simbolo dell’espressione di sé attraverso l’uso di talismani e pendenti. Vengono chiamati “les nouveau charms” e vengono scelte in modo tale che rappresentino icone legate a protezione, fortuna o intuizione, come quadrifogli, mani di Fatima, stelle e lune, decorati con l’accostamento di metalli classici e pietre come il quarzo rosa e l’ametista viola.

Di fronte: Khaite black boden tie flat, Balenciaga lime green mini bag visti su modaoperandi.com HUI backstage dalla sfilata S/S 2026 p.12 p.164


p.171


Ethereal Modernism Nell’evoluzione continua del panorama dell’immaginario contemporaneo, Det Kempke si muove con una visione che mette in discussione i confini tradizionali della fotografia di moda. Si definisce un creatore di immagini, che attraversa strumenti e media diversi mantenendo una forte identità autoriale. Nel suo ultimo editoriale, l’intelligenza artificiale diventa un’estensione naturale del suo sguardo: non un fine, ma un mezzo per costruire mondi visivi altrimenti impossibili, sospesi tra retro-futurismo e riferimenti iconici. Ispirandosi all’estetica di Verner Panton, Kempke crea ambienti immersivi in cui la moda interagisce con spazi sintetici, mantenendo al tempo stesso un approccio sorprendentemente “classico” alla creazione dell’immagine. In questa conversazione con Latest, il fotografo riflette sul ruolo dell’IA all’interno del processo creativo e mette in discussione le idee di autorialità, standardizzazione e futuro dell’immaginario della moda.

Interview by Martina Tondo Team Editorial: Concept, AI Photography, Post Production Det Kempke Style, Research Ingrid Zerbaum Talent Avatar Jean by Det Kempke

p.12 p.172


Dress Ann Demeulemeester


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