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Agosto 2018 issue #7 - Italiano

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NEWLOOK.COM


CONTENUTI Lettera dell’Editor 6 Resort collezioni articolo 10 Lost Paradise cover story 16 Il grande cuore di Asos articolo 30 Subversive Beauty editoriale 32 Latest Arte articolo 43 Jeune Soiré editoriale 44 Chiama il trend per ciò che è articolo 54 311 Pearl St editoriale 56 Marina Hoermanseder intervista 64 Siren editoriale 68 Latest Sport articolo 84 It’s coming home editoriale 86 Body Licious editoriale 94 A touch of Grace editoriale 108 Latest Accessori articolo 113 The Nice Moth editoriale 114 Latest Beauty articolo 121 Closer to Dusk editoriale 122 Fancy Swim Gear editoriale 126 Up Close and Personal editoriale 132

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COVER STORY Fotografo Frank Grimm Direzione Artistica Arne Paszkiet Style Leonie Gerner c/o Bigoudi Hair Style, Makeup Melanie Schoene c/o Nina Klein Modella Maya Stepper c/o The Lions Retouch Elektronische Schoenheit


LETTERA DELL’EDITOR

S

iamo giunti al nostro compleanno, il primo. Ancora non mi sembra possibile che questa avventura sia arrivata così lontano in soli 12 mesi. Abbiamo molti importanti cambiamenti per la fine del 2018 e vi consiglio di restare connessi. L’importanza di possedere un mezzo di comunicazione potente, capace di spostare un giorno l’asse di interesse delle persone mi ha mostrato il percorso che desidero intraprendere e il punto di arrivo. Ci muoveremo nel tempo cercando di mostrare il più possibile l’importanza del rispetto dell’ambiente. Mi auguro di portare Latest ad un livello tale da poter fare davvero qualcosa di significativo e poter dire alcuni “no” che ora sono così difficili da gestire. Nel frattempo, godetevi le collezioni Resort e uno stupendo viaggio con un grande team a Tulum, in Messico.

Editor-in-chief Facebook: @marta.forgione Instagram: @martaforgione

Marta Forgione


MADE IN ITALY


Editor’s letter

L’abbigliamento resort ha sicuramente fatto molta strada. Dall’introduzione al calendario della moda come aggiunta semi-ufficiale è diventata uno spettacolo completo. Le sfilate di destinazione, le liste degli ospiti VIP stellati sono solo un’indicazione di quanto seriamente venga preso dai marchi dell’alta moda e non dovrebbe sorprendere. Poiché l’abbigliamento da resort rimane il più lungo sui piani di vendita senza mai essere in vendita, il potenziale reddito monetario è maggiore rispetto alle altre stagioni del calendario della moda. Prima di approfondire ulteriormente gli spettacoli eccezionali o le tendenze prevalenti della stagione, dobbiamo chiarire alcuni termini e idee sbagliate riguardo a questa stagione. Crociera, resort, vacanze o pre-primavera sono solo gergo di moda intercambiabile che si riferisce alla stessa stagione esatta, colma il divario tra l’autunno inverno e la stagione estiva primaverile. Originariamente era destinato al mondo di influenti e ricchi, l’élite del jet set alla ricerca di vestiti da portare con sé per il viaggio di metà inverno verso le isole esotiche. Poiché questo mercato altamente specifico non era abbastanza grande da supportare una maggiore offerta, molti marchi hanno optato per lo spettacolo. Tuttavia, poiché la moda è diventata sempre più aperta e globale, i brands disposti a sfruttare i mercati più nuovi hanno iniziato a diversificare la loro offerta, introducendo articoli in precedenza sconosciuti alla stagione. È assolutamente corretto; anche i clienti che provengono da paesi con diverse condizioni climatiche meritano di essere soddisfatti dei loro bisogni, ribaltando le fondamenta di buone pratiche commerciali, rispetto e soddisfazione del cliente.

R E S O R T 2019 by Djordje Veljkovic - fino a pagina 15 Immagini courtesy of Vogue | Indigital.tv

Gucci (immagine a sinistra, courtesy of Vogue) ha preso l’élite della moda in un viaggio ad Arles, nel sud della Francia. Alyscamps, una necropoli romana ha fornito lo sfondo per la stravaganza all’aperto che stava per scatenarsi. Una linea di fuoco dimezzava la pista in due, migliorando solo l’atmosfera strisciante della scena. L’universo di Michele è in continua espansione e ha senso perché è un avido collezionista di cose vintage. Raccoglie frammenti di varie sottoculture, epoche storiche e opere d’arte, li mescola dando vita a un prodotto altamente desiderabile e moderno. Questa stagione la collezione vanta un impressionante totale di 114 look. La forza di Alessandro risiede nella sua capacità di mostrare un’ampia varietà di look, ciascuno presentato per uno scopo specifico. Permette ai suoi personaggi di diventare credibili caratterizzando i suoi progetti completamente fuori dal coro. La collezione possiede un grande appeal intergenerazionale. Ognuno era rappresentato in qualche modo o forma, dalla vedova in lutto all’alta sacerdotessa della cappella locale. Questo approccio al fashion design moderno accentua ulteriormente la comprensione del marchio dello spirito del tempo, capendo che si ottiene molto di più dall’inclusione, piuttosto che dall’esclusione.


Louis Vuitton (immagine a sinistra) non va troppo lontano. Il marchio ha anche messo in scena il suo spettacolo nella riviera francese, nei giardini della Fondazione Maeght. La collezione di Nicolas Ghesquiere ha avuto una misura notevole del vintage. Dalle spalle grintose e strutturate anni ‘80 alla metamorfosi delle sneakers, Nicolas è riuscito a reinterpretare i propri codici di design attraverso lo spettro di clienti Louis Vuitton. Gli abiti avevano un’aria di libertà, individualità e autoespressione. Questa capacità di influenzare i clienti a livello psicologico e di telegrafare con successo e precisione il tuo stato d’animo è la ragione per cui abbiamo bisogno di persone come Ghesquiere nella moda. Persone che faranno avanzare la moda senza affidarsi al passato come una stampella, ma usandola per informare e ispirare collezioni struggenti e moderne.

Mugler | look 13

Non estraneo all’auto referenziamento, Raf Simons ha presentato la sua ultima collezione per Calvin Klein attraverso lo stagno. Il marchio ha deciso di mostrare il proprio resort attraverso una presentazione di lookbook. La sua ultima offerta è stata, come al solito, ricca di riferimenti a tutto ciò che era americano. Stivali da cowboy e cappelli, sportswear americani firmati sono tutti elementi fondamentali della visione di Raf per il marchio, ma è stato aggiunto un ulteriore livello di cultura giovanile attraverso l’inclusione di tacchi da pallacanestro e loghi universitari stampati su tasche sul petto e cappucci di alcuni indumenti. La collezione può sembrare un po’ esteriore, ma è evidente l’interesse genuino e l’amore per i riferimenti dietro i vestiti. Una delle più belle sorprese è stata Mugler, dove Casey Cadwallader, recentemente nominato capo designer, ha portato una nuova energia più streetier al marchio. I look erano meno aerodinamici e più pratici e attuali.


PARADISE

LOST Fotografo Frank Grimm Direzione Artistica Arne Paszkiet Style Leonie Gerner c/o Bigoudi Modella Maya Stepper c/o The Lions Hair Style, Makeup Melanie Schรถne c/o Nina Klein Retouch Elektronische Schoenheit


Editor’sCUORE letter DI IL GRANDE ASOS by Laura Zanovello

Parlare di sostenibilità nel mercato dell’abbigliamento di lusso, sebbene non scontato, è un passaggio quasi fluido data la natura del prodotto e del suo metodo di consumo. La qualità della lavorazione e il suo prezzo assicurano che, nella maggior parte dei casi, abbia una vita piuttosto lunga, oltre a permettere margini più ampi di sperimentazione sui metodi produttivi. Spostandosi invece al fast fashion, il discorso diventa più complesso in quanto per definizione i capi hanno quasi sempre un ciclo di vita molto breve. I prezzi estremamente bassi e il minor investimento su manodopera e materie prime, oltre alla velocità con cui vengono prodotti e commercializzati nuovi pezzi, fanno si che il consumo sia estremamente veloce e di conseguenza produca un forte impatto sull’ambiente e sulle persone coinvolte. E’ importante ricordare infatti come il concetto di sostenibilità non sia rivolto solo all’ambiente e al suo inquinamento, ma anche ai lavoratori e al loro benessere.


In questo panorama dunque si inseriscono sempre più iniziative e brand di fast fashion che adottano un approccio “conscious” come ad esempio H&M, che incentiva i clienti al riciclo responsabile, oppure Asos, l’online shop che sta compiendo sempre più passi verso una rivoluzione produttiva. Dopo aver dichiarato il bando a partire da gennaio 2019 di tutti le fibre animali quali mohair, seta, cashmere e piume, in favore di alternative cruelty free, il brand Made in UK ha lanciato un programma di formazione dei suoi designer affinché adottino pratiche sostenibili di ideazione del prodotto moda e in particolare puntino su un modello circolare di progettazione. L’iniziativa è stata per la prima volta trattata al Copenhagen Fashion Summit dello scorso anno, evento che ad ogni edizione raduna centinaia di brand per discutere il futuro della moda e delle sue iniziative sostenibili. Asos ha dunque varato una partnership con il London College of Fashion’s Centre for Sustainable Fashion per formare i suoi designer tramite seminari e workshops in modo che acquisiscano le skill necessarie per avere una visione completa e circolare del processo, dall’ideazione all’utilizzo fino alla sua dismissione, per produrre responsabilmente e fare in modo di generare meno scarto possibile. Oltre a queste due iniziative, Asos adotta un codice etico spiegato nel dettaglio in una sezione dedicata del sito. Qui vengono elencanti tutti gli impegni in campo sociale, etico e ambientale che vengono riassunti con il motto “Do The Right Thing” (fa la cosa giusta). Cosa significa per Asos fare la cosa giusta? Promuovere trasparenza e legalità, combattere la corruzione, essere aperti a suggerimenti e cambiamenti, promuovere modelli etici di produzione in paesi in via di sviluppo e molto molto altro.

E’ in un paese in via di sviluppo come l’Africa che Asos produce uno dei suoi brand, Asos Made in Kenya. Collaborando con SOKO Kenya, un’unità produttiva di abbigliamento che vuole aiutare le comunità locali fornendo ai dipendenti lavoro retribuito equamente, pasti caldi e assistenza sanitaria, vengono prodotti abiti nel rispetto dell’ambiente, utilizzando tessuti riciclati e stampe create a partire dai disegni dei bambini delle scuole locali e promuovendo il commercio equo e solidale. Tutto ciò si traduce in modo concreto per il cliente nella “Eco Edit” dello shop, che dal 2010 raccoglie 36 brand -fra cui Asos stesso- i cui capi e accessori sono realizzati con almeno il 50% di fibre e materiali riciclati, oltre a soddisfare altri criteri di sostenibilità. Il colosso dell’e-commerce dunque offre un perfetto esempio di come anche il fast fashion possa fare molto, garantendo un concetto di moda democratica ma sempre rispettosa e cosciente.


SUBERVIVE BEAUTY

Fotografo Filip Koludrović | Style Petar Trbović | Modella Nadja Marinković c/o Demons model management | Makeup Dajana Pajkić | Produzione Timi Letonja


Apertura: Giacca e maglia in cotone Jil Sander | Cappello Max Mara

Giacca stampata, gonna e maglia Max Mara | Czzappello Panama Maison Michel


JEUNE

SOIRÉE

Fotografo Mateusz Stankiewicz c/o AFPhoto | Style Janek Kryszczak | Modella Monika Sawicka c/o Premium Models Paris | Hair Style Gor Duryan | Makeup Iza Kucmierowska c/o Complete artists Retouch FinalTouch | Assistente Style Paulina Tarnowicz | Assistente Photography Łukasz Kus


Giacca Trussardi Cappello Bizuu


Chiama il trend per quello che è:

Landhausmode

NEL XXI SECOLO

FEMMINILE & FEMMINISTA by Nina Hanz

Entrambe le pagine: Cult Gaia, abiti Willow

Mentre molti decenni hanno fatto il loro giro sulle passerelle per far rivivere le varie tendenze del passato, l’abbigliamento del 18 ° secolo sembra aver fatto un ritorno particolarmente audace questa primavera/estate. Dalle maniche a sbuffo indossate da Alexa Chung al MET Gala ai top a corsetto resi popolari da I.AM.GIA, i designer contemporanei stanno mettendo in risalto le forme più tradizionali di abbigliamento con le loro interpretazioni stile prateria americana, Milkmaid svedese e abiti bavaresi. Questo buffet di costumi d’epoca e abbigliamenti alpini si sovrappone in modo bizzarro agli ambienti urbani in cui viene trovato, ma nessuno sembra concordare su un termine per classificare questo stile ultra-femminile e retrò. Prendendo ispirazione dalle più tradizionali qualità Eurocentriche che questa tendenza sembra promuovere, la lingua tedesca potrebbe offrire un nome adatto. Parole come il dirndl (l’abito consueto indossato nelle aree di lingua tedesca come l’Austria, l’Alto Adige e la Baviera) e il tracht (il termine tedesco dominante per i costumi popolari) sono stati usati. Come le camicie da notte, i vestiti di Gunne Sax, questi due termini sono troppo specifici nel loro riferimento e non riescono a incorporare


modifiche contemporanee come il marchio trovato sul corsetto I.AM.GIA. Tuttavia, la parola tedesca Landhausmode potrebbe essere adatta per descrivere questi abiti. Tradotto in “moda da country house”, questo termine sarebbe sufficientemente ampio da comprendere l’aspetto variegato della fattoria urbana senza escludere allusioni storiche offerte da questa tendenza. Chiamando la tendenza per quello che è e provando a collocarla nell’ambientazione attuale, Landhausmode può essere vista come un ritorno a tempi più semplici, deliziosamente passabili. Nella sua propagazione di epoche più romantiche e umili si evolve una nostalgia idealizzata, in contraddizione con l’età progressista in cui ci troviamo attualmente. Landhausmode è la lunga storia che allude a sfidare le complessità della vita urbana e sottolinea il nostro paesaggio dinamico. Mentre le donne oggi hanno molta autonomia sulle loro vite, alcuni di questi diritti fondamentali rimangono minacciati, come si è visto nella crisi anti-abortista in America. Il desiderio di tornare a un’età in cui le donne condividevano una frazione delle libertà oggi è controintuitivo, ma una fuga dalle difficoltà della vita urbana rimane in qualche modo attraente. Potrebbe esserci qualcosa di sbagliato o addirittura anti-femminista nell’idea di tornare indietro di qualche secolo? Questa tendenza potrebbe essere predittiva di ciò che accadrà in termini di uguaglianza femminile? Con più donne che corrono in ufficio e con la continua resistenza alla tirannia dell’amministrazione Trump, un riflesso del femminismo e della femminilità nella moda diventa più importante che mai. Il femminismo è un movimento sociale e politico che ha visto molte ondate ideologiche. Obiettivo comune dell’uguaglianza per tutti, il movimento è diventato gradualmente più inclusivo in termini di età, razza, sessualità, religione e genere.

Tuttavia, il femminismo può ancora sembrare una radicale crociata per coloro che vedono la parola come sinonimo di stereotipi datati o ostili. Ciò che le femministe oggi stanno dimostrando è che femminilità e femminismo non sono termini mutuamente esclusivi. Per essere all’altezza degli uomini, le donne non devono emularli e non dovrebbero scendere a compromessi nella scelta dei vestiti. Di conseguenza, quando marchi popolari come Staud e Cult Gaia promuovono la tendenza apparentemente regressiva della casa di campagna, stanno partecipando a un movimento più grande che normalizza la femminilità nel nostro fragile clima socio-politico. L’allusione romantica del Landhausmode è semplicemente questo, non un’allusione all’abbandono degli standard del 21 ° secolo. Le donne possono esplorare tutti gli aspetti della loro personalità: moderne e romantiche, gentili e audaci e, naturalmente, possono essere sia femminili che femministe.


311 PEARL STREET Fotografo Patrick Schwalb | Concept & Style Martina Nelles | Supporto Digitale Maik Denecke Modella Victoria Tuaz c/o Munich Models | Hair style, Makeup Jasmin Zelenko c/o Nina Klein ha usato Bumble & Bumble and Charlotte Tilbury


Apertura: Abito Valentino Qui: Abito Dries Van Noten Cappotto Brunello Cucinelli Calzini Falke Stivali Hugo


Intervista esclusiva con la designer

by Nina Hanz

MARINA HOERMANSEDER

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a qualche parte oltre l’arcobaleno, sei sicuro di trovare una delle stelle piÚ brillanti della Settimana della moda di Berlino: Marina Hoermanseder


Fondato nel 2013, l’omonimo marchio

di Marina è diventato uno dei più riconoscibili della Germania. Mentre i disegni sono facilmente individuabili dalle fibbie delle cinture, la stilista austriaca avanza e altera sempre i suoi lavori. Spesso in pelle, a contrasto con tessuti più morbidi come tulle e balze, le creazioni di Marina scolpiscono il corpo in una forma femminile ma potente. Per i suoi fan, si è sempre chiesta che cosa immaginerà per la prossima passerella. Nella sua stravagante collezione Primavera/Estate 2019, Marina Hoermanseder ha creato fantasia e meraviglia. Con la versione trasparente della amata gonna con cinturino, un sacco di schemi olografici e romantiche forme a cuore sparse per lo show, l’ultima collezione introduce un caleidoscopio di colori e immagini. Accostando materiali come il lattice e la maglieria, Marina è stata in grado di produrre illusioni ottiche con le silhouette da ballerina. Durante il finale, Marina stessa ha allacciato la sua gonna con un cinturino arcobaleno, portando una fine da fiaba al suo spettacolo. Latest magazine ha condotto un’intervista in seguito con la giovane ma influente designer. 1. I tuoi disegni rimangono sempre molto giocosi e giovanili; a che età hai iniziato il tuo viaggio come stilista di moda? Dopo il liceo mio padre mi ha costretto a imparare “qualcosa con prospettiva”, così ho iniziato a studiare International Business Administration e ho conseguito il

master a Vienna, Londra e Hawaii. Dopo di ciò sono stato finalmente autorizzatoa a studiare moda. Quindi mi sono trasferita a Berlino a 24 anni - una grande età per iniziare - ancora giocosa e spensierata ma abbastanza vecchia per sapere di non essere parte della scena da festa di Berlino. Così mentre i miei amici andavano ai party passavo i miei giorni e notti a lavorare sulle mie collezioni e idee. Durante il mio stage da Alexander McQueen nel 2012 ho imparato cosa significa lavorare duro nel settore della moda e sapevo che questa sarebbe stata la mia strada giusta. Ho fondato la mia etichetta nel 2014 per la quale sto ancora lavorando duramente ogni giorno per avere successo. 2. L’evoluzione del tuo marchio è stato rapido, tuttavia la tua opera rimane iconica e fedele a te. Come descriveresti il tuo stile personale e l’immagine del tuo brand? Usando l’ortopedia come ispirazione principale all’inizio, sculture in pelle e fibbie sono i miei elementi iconici - non solo perché amo lavorare con essi, ma anche perché sono diventati l’identità aziendale. Ecco perché troverai sempre fibbie in tutte le varianti delle mie collezioni ... mini, maxi, a maglia, stampate ... Mi piace anche giocare con i contrasti - duro e morbido, carino e fetish. Per non andare troppo nella direzione fetish non ho mai usato la pelle nera fino alla mia sesta collezione - prima si essa sempre colori tenui. Anche se abbiamo aggiunto molti pezzi indossabili e vendibili


SIREN

SIREN

Fotografo Katia Wik Style Anita Krizanovic Modella Sina c/o Seeds Model Management Hair style, Makeup Sarah Marx Ringraziamenti a Steffen Seeger & Alex Marcus


Latest Sport

By Masha Mitrofanova

La 21a Coppa del Mondo Fifa ci ha travolto con notizie, media e social feed con la Francia che porta a casa il leggendario trofeo.

Fashion per lo sport o sport per il fashion?

Victoria Beckham&Shaquille O’Neal

Inutile dire che l’influenza dell’evento si è svolta senza problemi nel mondo della moda e dello street wear, per non parlare del recente hype sulle collaborazioni sportive a destra e sinistra. Presto promessa sposa Hailey Baldwin è diventata parte di Adidas #CreatorSeries, sia che si tratti di uno stilista o di un designer il suo tocco eponimo sicuramente venderà. Nel frattempo Puma mostra una donna con il seguito più grande su Instagram - Selena Gomez. Fila colpisce ogni giorno con giovani culturalmente diversi, mostrando influencer grandi e piccoli. Le vittorie di Reebok toccano vari atleti, Gigi Hadid e Wonder Woman, Gal Gadot (o la versione umana di). Preparati per un’altra ondata di sport in stile street questa estate e nelle stagioni a venire. Meglio andare in palestra prima o poi.


La prima collezione di Victoria Beckham per Reebok A novembre Victoria Beckham ha annunciato la sua prossima collaborazione con il marchio sportivo. La partnership programmata a lungo termine parte da una capsule collection ispirata all’idolo degli anni ‘90 per molti: Shaquille O’Neal. L’edizione limitata comprende T-shirt da strada, felpe con cappuccio e altri piccoli accessori. Le caratteristiche minimaliste del designer si scontrano con un vero tributo a O’Neal.

Vêtements Primavera - Estate 2019 Sebbene Demna Gvasalia riferisse i suoi ricordi d’infanzia della guerra civile in Georgia, gli ingranaggi degli anni ‘90 e le felpe con oscenità scritte in russo passeranno come abbigliamento sportivo casual per gli assenti. Lo spettacolo ribelle che si è tenuto a Parigi lo scorso luglio ha suscitato scalpore nei media, che hanno anche soprannominato la collezione “vivace” e “senza paura”, insieme agli schieramenti dell’ossessivo, seguace del culto. Vieni alla settimana della moda, i pezzi distintivi saranno le ciliegie in cima a tutti i look stile street. In questo modo, spendere un mese di affitto in una giacca sportiva sembra ragionevole.

Givenchy e il suo Sportswear ispirato agli anni 80 La collezione Resort 2019 dell’omonima casa di moda ha dato un sottile cenno alla linea sportiva di Hubert de Givenchy intorno agli anni ‘80. Tavolozza di colori saturi con colori vivaci e rosa, stampe grafiche e tessuti tecnici uniti all’influenza giapponese. Questa è la prima collezione Resort per la direttrice artistica Clare Waight Keller.


IT’S_COMING_HOME

Fotografo Heidi Rondak Style Danny Muster Modella Liza Sotnikova c/o ICONIC Management Makeup, Hair style Catrin Kreyss Assistente fotografo Sofie Axelsson


THE NICE MOTH FOTOGRAFO Anna Goncharova

RETOUCH Zahar Bakutin

STYLE, MAKEUP, HAIR Elena Varel ha usato MAC, Dolce&Gabbana, Promakeup, Nars, Lime Crime, Make Up For Ever

MODELLA Alina Glunina c/o BMModels

ASSISTENTE FOTOGRAFO Vlodimir Yak ASSISTENTE MAKEUP Tamara Tohtarova


Apertura: Trench Ben Traverniti Unravel Project


LATEST Beauty By Nguyen Thuong

1. Foundation Giorgio Armani Luminous Silk (€49) Il nome stesso descrive magnificamente il prodotto, che in questo periodo viene definito il fondotinta di fascia alta più prestigioso. Rimarremo sorpresi dalla sua copertura totale ma super-senza peso come non-trucco, la crema è perfetta per ragazze che amano un effetto naturale. Tuttavia, se ti preoccupi della capacità di nascondere il difetto, devi solo applicarne un po’ di più o usarlo con il correttore. 2. Foundotinta Charlotte Tibury Magic (€36) Il punto forte di questa crema è l’alta copertura, è considerato estremamente delicato come una strega magica che aiuta a nascondere perfettamente l’acne della pelle. Inoltre, con le calde giornate estive, l’utilizzo di Charlotte Tilbury Magic Foundation darà alla tua pelle un trucco levigato, asciutto e ordinato. Questo prodotto fornisce anche acqua e minerali che aiutano a idratare efficacemente, estremamente importante nel periodo estivo. 3. Fondotinta non pesante a lunga tenuta Bobby Brown (€40) Il prodotto è ben noto in diversi forum di bellezza e sicuramente con ragione. Porta sulla nostra pelle l’aspetto della rugiada, ma copre perfettamente tutti i pori e i difetti. Inoltre, l’aggiunta di oil-free rende il fondotinta Bobby la scelta migliore per l’estate. 4. Foundotinta Nars Sheer matte (€31) Questa è una base molto adatta per l’uso estivo a causa della texture liscia e setosa che la rende una scelta perfetta per la pelle grassa. Aiuterà a coprire l’area T ma non in modo pesante. Il trucco sarà molto naturale senza essere troppo luminoso. 5. The Rodial Airbrush Makeup foundation ( €40) L’essenza di questo fondotinta è una texture estremamente liscia, quindi solo una piccola quantità di esso può coprire principalmente i difetti della pelle e aiutarla a diventare liscia e bella senza essere “cakey” .


FANCY

SWIM GEAR

Fotografo Julia Keltsch c/o Avenger Photographers Style Karin Postert Modella RenĂŠe c/o Model Management (DE) Hair Style, Makeup Evelyn Innerhofer c/o Bigoudi, ha usato Zoeva Cosmetics


Fotografo Sally Rose McCormack Modella Numbia c/o Milk Management Makeup Katy Jane ha usato NARS Retoucher Joe Puolli

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