MISSSELFRIDGE.COM
CONTENUTI 36
Lettera dell' Editor - p.8 Fashion Today, il global trend è la natura - p.12 Essential - editoriale p.18 L'attivista Tedesca Luisa Neubauer - intervista p.32 Cover story: Into the Woods - p.36 ARTE Lisa Wright e i suoi piccoli guardiani della foresta - intervista p.48 Le mostre da non perdere p.55 Emma Witter e la sua arte in ossa - intervista p.56 Dark Ivy - editoriale p.64 AI19 Must Have ispirati dalla natura - p.72 BEAUTY Golden Hours - editoriale p.78 Prodotti beauty per questo inverno? La risposta è Nature Vibe - p.90 CINEMA Da Stranger Things a Doctor Sleep, parliamo con la giovane attrice Chelsea Talmadge - intervista p.100 Pretty Bows - editoriale p.104 ACCESSORI La guida su cosa indossare in una vacanza sulla neve - p.116
TRE COVER cerca la tua preferita nei negozi
La Vita Semplice - editoriale p.122 Cos'è il Greenwashing? E come possiamo sconfiggerlo? - p.140 Cold Lake - editoriale p.148 Selina Wamucii, la coltivatrice Africana che sta davvero aiutando il suo Paese - p.162 L'architettura del futuro è Green, e Visionaria - p.166 Exit - editoriale p.172 PARADISE La nostra vacanza invernale sostenibile: scopri con noi 6 luoghi top nel nord Italia - p.180
LETTERA DELL' EDITOR 36
P
assword: pianeta terra. Con il mondo intero che grida allo scandalo climatico eccoci qui a dedicarci (totalmente stavolta) a quello che, personalmente, più mi emoziona al mondo: la natura. Come si possa ignorare certi argomenti e non dargli importanza nella propria vita privata è una cosa che non capirò mai, se poi hai uno strumento media e non lo usi per fare della giusta informazione allora è anche peggio. La fotografia in particolare è un potente mezzo per lanciare messaggi, spero quindi che apprezzerete il nostro nei 10 editoriali dedicati, interviste e articoli che hanno amorevolmente formato il numero di Dicembre.
Editor-in-chief Facebook: @marta.forgione Instagram: @martaforgione
Marta Forgione
MISSSELFRIDGE.COM
Editor’s letter
Nel tempo dei social network i trend girano così velocemente che è diventato difficile tenergli dietro. Che questo sia un bene o un male è ancora materia di discussione. Da quando è esploso il tema sostenibilità, tutti, nel mondo della moda, sembrano aver messo il turbo e in un paio d’anni c’è stato un gran fermento. Oggi i brand gareggiano ad essere i più verdi del reame e le menti creative cercano sempre nuove soluzioni da adottare, con l’obiettivo di alleggerire un po’ questa nostra Madre Terra dal peso dei suoi (scellerati) figli. Greenwashing a parte, tutto questo parlare di sostenibilità è sicuramente una cosa buona. Che poi alle parole corrispondano i fatti è un altro discorso, ma è comunque un punto di partenza da non sottovalutare. L’ultimo mese dedicato alla moda donna, settembre, è stato dominato dal tema naturale, che è sbocciato, letteralmente, su passerelle e collezioni, red carpet ed eventi serali. Natura, natura, natura, ovunque i nostri occhi si sono posati l’hanno incontrata. Abbiamo fatto un riassunto di ciò che ci ha ispirato di più durante le sfilate, per comprendere come la moda può effettivamente influenzare le nostre scelte e i nostri comportamenti, guidandoci verso un futuro migliore.
FASHION TODAY: IL GLOBAL TREND E'
NATURA Words Giulia Greco - fino a pagina 16 Qui e di fronte: Dior SS20 dettagli | ph. Armando Grillo Di fronte: Collina Strada SS20 | ph. Filippo Fior e Alexander McQueen SS20 | ph. Alessandro Lucioni all shots c/o gorunway.com
p.12
Il set delle sfilate è sempre stato molto importante per la definizione dello show. E’ ancora più importante oggi, perchè l’altissima competizione che esiste nel fashion system costringe i brand ad aguzzare l’ingegno e a cercare soluzioni innovative per catturare l’attenzione del pubblico. Lo storytelling che circonda la collezione è dunque essenziale. Collina Strada ha scelto di presentare la sua collezione a Stuyvesant Square Park, New York. La lista di spunti positivi che questa collezione ha portato agli ospiti è probabilmente troppo lunga per essere vagliata interamente. La maggior parte dei capi è stata realizzata con materiali di riciclo e Hillary Taymour, la designer, ha dichiarato dopo lo show che tutto il suo impegno è volto a rendere il marchio 100% sostenibile: un cammino lungo forse, ma in cui ogni piccolo passo è importante.
Ciò che ci ha veramente affascinato infatti è stata l’atmosfera e la sensazione, a fine show, che anche la più piccola azione individuale può essere di aiuto per il pianeta. A partire dal titolo, Thank You Very Much for Helping Me, e dalle note alla collezione, un memorandum di azioni quotidiane che sono utili al pianeta, come mangiare meno carne, coltivare le proprie verdure e cucinare a casa. Fino al piccolo mercato locale situato vicino alla passerella, dove, a fine show, gli ospiti hanno “fatto shopping” di prodotti a km 0: frutta e verdura, ma anche pane e fiori. Non solo una collezione, ma un vero e proprio stile di vita. Come Collina Strada, molti altri brand hanno deciso di agire in modo pratico e sostanziale, utilizzando materiali riciclati, scarti provenienti da archivi e magazzini, o tessuti innovativi derivati dalla plastica. Sarah Burton per Alexander McQueen ha superato tutti gli altri e ha veramente presentato una collezione che, oltre ad essere incredibilmente bella, è incredibilmente buona. Per il nostro pianeta, certo, ma anche per le persone che l’hanno realizzata. Tutti i tessuti utilizzati sono sostenibili: l’organza, il tulle e i pizzi sono stati recuperati da vecchie collezioni; il lino proviene dall’Irlanda e tutto, anche i più piccoli scarti della produzione, sono stati reinventati e utilizzati per realizzare il damasco; la lana e il mohair sono Inglesi e lavorati artigianalmente. Ogni singolo pezzo viene dalla natura ed è per la natura, nell’essenza e nell’aspetto. E ci insegna che è questa l’unica via alla sostenibilità, l’autenticità delle cose naturali, fatte secondo tradizione e con l’amore che solo la genuinità può avere.
Essential “Ton-sur-ton di colori della terra creano outfits minimal ed estremamente chic. Questo anche per i materiali: pelle, cotone e viscosa. Consistenze rigide e piene, che non vanno a sopraffare la figura ma la esaltano. La bellezza naturale viene dalla forza interiore ed è illuminata dai giusti abbinamenti. Soprattutto, la bellezza naturale ci fa stare bene con noi stessi, perchè non richiede nessun tipo di impegno o di finzione. Semplicemente è. L’essenzialità è il valore più grande, e il più difficile da raggiungere. La bellezza non risiede nell’aggiungere, ma nel saper togliere tutto ciò che è superfluo. ”
Photography Frank Widemann Style Marcello Bona Model Yvonne Wegener c/o A-Management & Next worldwide Makeup, Hair Style Bianca Hartkopf c/o Nina Klein using Dior Post Production Bird Imaging
Luisa NEUBAUER Intervista all'attivista tedesca che sta davvero cercando di cambiare il mondo words Giulia Greco
p.32
Le nuove generazioni non hanno paura di far sentire la propria voce, soprattutto quando si tratta di argomenti spinosi come il cambiamento climatico. Forse perchè, con la gioventù, possiedono anche una buona dose di speranza, intraprendenza e sfrontatezza. O forse, più semplicemente, perchè il futuro appartiene a loro e non hanno nessuna intenzione di farselo portare via. Abbiamo deciso di chiedere direttamente a uno di loro, per confrontarci con le idee e le speranze che muovono i giovani attivisti del Friday for Future, il movimento di sciopero scolastico che scende in piazza per il clima. A iniziare il movimento è stata Greta Thunberg nell’agosto 2018. Da allora si è espanso, sia geograficamente che per il numero di partecipanti, dando vita ad un’entità pacifica e risoluta, che non si può più ignorare. Luisa Neubauer è un’attivista tedesca di 24 anni che, sulle orme di Greta, ha dato il via agli scioperi studenteschi in Germania. Con lei abbiamo parlato di scienza, doveri morali ed educazione, ma anche di fast fashion e impatto ambientale. E abbiamo scoperto che la differenza la fa ognuno di noi, ogni giorno, e che tutto parte sempre dal credere in sé stessi.
ph. ©Jörg Farys - previous page ph. ©Wanda von Bremen
Quando hai iniziato con il Friday for Future e quali erano le tue aspettative durante l'organizzazione dell'evento? Ho iniziato a organizzare il Friday for Future a Berlino nel dicembre 2018, e prima dello sciopero ero davvero spaventata, perché non avevo idea di come pianificarlo e cosa aspettarmi da esso. Avevo paura che nessuno si presentasse. Non mi aspettavo di essere ancora qui a manifestare dieci mesi dopo. Non avevi paura - o hai paura adesso - delle responsabilità che sono arrivate, come leader di un tale movimento? Nessuno ti chiede mai se vuoi essere un cosiddetto leader, qualunque cosa ciò significhi. Quindi penso che sia un salto nel vuoto, il che è positivo. Non mi era stato detto cosa potesse significare per la mia vita, ma immagino che vada bene. Da quando tutto è iniziato, sei stata sottoposta alle attenzioni dei media, sia in modo positivo che negativo. Questo fa parte del gioco, ma in che modo influisce sulla tua vita quotidiana? Cerchi di mantenere una certa distanza tra la tua immagine pubblica e la tua vita privata? L'attenzione dei media è enorme sotto tutti gli aspetti.
Penso che ci sia una tendenza a glorificare l’odio oggi, come se ti dicessero "devi superare questo, devi affrontare quello perché fa parte del gioco”, ma non c’è assolutamente alcun motivo per cui dovrebbe essere glorificato. L'odio non è normale e non dovrebbe mai essere normalizzato. Questa è la prima volta che sperimento l’odio online. Noi di Friday For Future non avevamo la minima idea di come gestirlo, ma ho rapidamente scoperto che non volevo semplicemente accettarlo. Per questo motivo, ho iniziato a lavorare insieme a una ONG che fa causa alle persone se usano un linguaggio che non è più legale. Sto cercando di trovare un buon equilibrio tra la quantità di tempo che trascorro sui social media quando non organizzo le proteste e ovviamente sono diventata più consapevole di ciò che dico, del linguaggio che uso e quanto inclusivo può essere: provo ad usare un linguaggio non violento il più possibile. La distanza tra la mia immagine pubblica e la mia vita privata è difficile da gestire in termini di social media. Su Instagram, le persone si sentono parte della tua vita: ti conoscono, quindi mi salutano per strada chiedendomi come è stato il mio weekend a Berlino, sapendo che l'ho passato lì, mentre io non ho la minima idea di chi essi siano. È difficile e penso che questa distanza sia un po’ sfocata al giorno d’oggi, sempre più labile.
Into THE WOODS “Il Monte Ida, in Turchia, ha una lunga storia mitologica. Omero ne parla più volte nell’Iliade. Il nome deriva da un’antica divinità femminile che coincide poi con la più conosciuta dea Demetra, la Madre Terra. Oggi torna a far parlare di sè, perchè migliaia di alberi sono stati sradicati in cerca dell’oro. E il Dio denaro, così moderno e spietato, sembra vincere ancora, sostituendosi drasticamente a qualsiasi altro credo. ”
COVER STORY Photography Oliver Beckmann c/o MN-Creative Style Elke Dostal c/o Nina Klein agency Model Günce Gözütok c/o M4 models Style Assistant Olivia Dahleiden Hair Style, Makeup Christian Olivier c/o Uschirabe Using Balmain Hair And Chanel Casting Nicholas Forbes Watson Postproduction Retush
Cappotto Salvatore Ferragamo
I PICCOLI GUARDIANI DELLA FORESTA DI
Lisa
WRIGHT words Ludovica Mucci
all images courtesy of Lisa Wright
LATEST INTERVISTE
In occasione del Centenario della Forestry England, la più grande associazione che gestisce i parchi nazionali inglesi, due artisti si sono uniti per le celebrazioni mettendo su un set naturalistico nel mezzo della foresta di Thetford, la più grande foresta di pini situata tra il nord di Suffolk e il sud di Norfolk in Inghilterra. Tom Piper, designer e Lisa Wright, pittrice, hanno creato un’atmosfera magica in cui dei piccoli bambini custodi della foresta proteggono il suo ecosistema. In questo numero di dicembre scopriamo di più sull’artista Lisa Wright e sul suo processo creativo. Conosciuta per i suoi quadri originali raffiguranti figure bambinesche non ancora adolescenti, Lisa Wright ha studiato alla Royal Academy Schools di Londra, per poi trasferirsi in Cornovaglia, dove tuttora vive e lavora. La natura, con i suoi colori seducenti, è molto spesso d’ispirazione, così come lo è l’età dell’infanzia e della prepubertà, periodo in cui si avverte un cambiamento che non può ancora definirsi tale, un momento dell’età così fuggevole e per questo così puro e semplice. Scopriremo come è nata e si è sviluppata la collaborazione per Forestry England e qual è lo scopo dietro alla celebrazione del centenario, un momento profondo in cui sentirsi in comunione con la natura. Attraverso le parole di Lisa ci inoltriamo per un attimo nel suo mondo, accompagnati dagli occhi curiosi delle sue creazioni alla scoperta di fili sottili che collegano il passato al futuro passando per il presente e del ruolo dell’arte nel fare emergere un’emotività libera dalle catene dell’età adulta in simbiosi con la natura. p.49
LATEST interviste words Giulia Greco
Emma Witter è giovane e brillante e la sua carriera di artista si è sviluppata velocemente, sin dai primi anni al college. Molti critici d’arte contemporanea si sono interessati al suo lavoro e le hanno assicurato, ad oggi, un posto alla Sarabande, la Lee Alexander McQueen Foundation che continua il volere del suo fondatore e offre supporto e opportunità a giovani artisti talentuosi e, sopratutto, coraggiosi. Emma Witter rientra alla perfezione in questa descrizione e il suo lavoro, benchè delicato e all’apparenza fragile, possiede una forza espressiva speciale. Proprio alla Sarabande si è tenuta, a Settembre, la personale titolata Remember You Must Die, la seconda nella carriera dell’artista, dopo la BLOOM alla Hix Art Gallery. Due appuntamenti importanti, non solo per l’artista ma per il pubblico, perchè trovarsi di fronte alle sue opere è un’esperienza catartica. Emma Witter realizza infatti sculture floreali con ossa animali e, se l’idea può risultare quantomeno bizzarra, il risultato finale è stupefacente. Insieme alle sculture la Witter ha esposto anche una serie di fotografie correlate.
Emma Witter: la vita che si rinnova p.57
"Luci e ombre, come quelle che si alternano in una radura nel bosco: c’è qualcosa di insidioso nella natura che ci circonda. Indomabile e vendicativa: più che una madre benigna è un’amante con cui dobbiamo imparare a fare i conti. Bellissima nella maggior parte dei casi, ma può trasformarsi nel nostro incubo peggiore se maltrattata o sottovalutata. "
Dark Ivy
Photography Kevin Alexander Style Kimmi Ade Model Madhulika Sharma c/o MUSE NYC Photography assistant David Gannon Cinematography and lighting Joel Wolter Lead hair style Nicole Higgins Hair style Graham Nation Makeup Brad Van Dyke Set design Luciano Sandoval Jr
Abito Whisper Bridal Cappotto Victoria Hayes Collane R.J. Graziano Apertura: Abito Cessani Orecchini Victoria Hayes Stivalit Dr. Martens
must have words Giulia Greco
Ogni artista che si rispetti prende ispirazione dal mondo che lo circonda. Persona, paesaggi, situazione ed emozioni sono la linfa vitale di un’opera d’arte e la moda non fa eccezione. I designers passeggiano per il mondo e compongono il loro vocabolario estetico, poi tornano in laboratorio e creano. Questo è vero oggi più che mai, perchè la Natura è il grande tema a cui tutti (sì, tutti) si sono ispirati per le due ultime stagioni. Mare e montagna, foreste e campi di lavanda, abbiamo visto veramente di tutto. Alcuni designers hanno preferito arrivare al cuore del discorso partendo dal lato opposto: landscape urbani e giardini curati sono i luoghi in cui la natura è addomesticata dall’uomo, ma non è per questo meno interessante. La moda oggi ha un ruolo assolutamente centrale nel dibattito sull’ecosostenibilità. Non solo da un punto di vista prettamente fattuale, dove politiche più accorte nel sistema di produzione possono cambiare in meglio l’impatto ambientale del settore. Ma anche da un punto di vista culturale: fino a dove può spingersi l’opera dell’uomo? Qual è il punto in cui le nostre azioni diventano nocive e dove invece la nostra intelligenza può effettivamente giovare all’ambiente? L’unico must have delle prossime stagioni sarà l’ecosostenibilità, tutto il resto passa in secondo piano. Di conseguenza, ci siamo lasciati ispirare dai paesaggi naturali per definire cosa sarà trendy nel 2020. La giungla urbana di luci e palazzi sembra essere il nostro habitat naturale nel XXI secolo: abiti strutturati, spalline importanti e materiali fatti per brillare arrivano direttamente dagli anni ’80 e suggeriscono un nuovo ottimismo per l’unione delle nostre forze. I campi di fiori diventano stampe e invadono abiti e completi, le trasparenze sembrano acqua limpida di mare sulla pelle e lasciano intravedere la lingerie sottostante. Infine le montagne innevate ci invitano per un apres ski sulle piste, tra maglioni lavorati e sciarpe coprenti. Dal mare alla montagna, con un semplice cambio di outfit. Trends autunno inverno 2019/20
STRUTTURE ARCHITETTONICHE
1.
Un buon cappotto è sempre l’investimento migliore. Quest’anno è un vero e proprio pezzo cult in grado di definire l’interno outfit. Di buona qualità, con proporzioni ampie e spalle esagerate, non ha bisogno di nient’altro. Le linee rigide ci ricordano le architetture geometriche moderne delle metropoli. Questo di Saint Laurent abbinato con la jumpsuit di Marine Serre e gli stivaletti alla caviglia di Balenciaga è un look di grande impatto, in grado di accompagnarci in giro per le strade. Super moderno.
2.
3.
Balenciaga stivali visti su netaporter.com
1. JW Anderson FW19/20 Runway show | Ph: Alessandro Lucioni / gorunway.com 2. Sain Laurent cappotto visto su mytheresa.com 3. Marine Serre tuta intera vista su mytheresa.com
Gucci occhiali da sole visti su mytheresa.com
p.73
“C’è un preciso momento della giornata in cui, se il cielo è limpido e l’orizzonte infinito, la luce dorata del sole che muore si posa sugli oggetti e tutto assume la stessa tinta: un giallo ocra con milioni di sfumature e toni, che luccica e manda bagliori. Proprio in quel momento, in cui, come l’oro, tutto è fuso e liquido, allora ci si sente parte del tutto e si prova una leggerezza d’animo che è difficile descrivere a parole. Per questo ci servono le immagini, per comprendere ciò che le parole non possono dire.”
Golden HOURS
Photography Eva Schwank Model Bianca Henry c/o Premier Models Makeup Kristina Vidic using Nars, Skincare Omorovicza Hair style Abra Kennedy using Maria Nila
PRODOTTI BEAUTY PER L'INVERNO? La risposta è
Nature
Vibe words Giulia Greco
Photography Aleksandra Buca Style Paulina Biernacka Model Maja c/o United For Models Makeup, Hair Style Susanna Helén
p.90
Ormai siamo agli sgoccioli e presto dovremo salutare il 2019 per entrare a testa alta nel nuovo anno. Per farlo al meglio abbiamo raccolto gli ultimi trend beauty, abbiamo svolto ricerche incrociate sui migliori prodotti in circolazione e, sì, abbiamo anche sperimentato su noi stessi per stilare una mini lista dei must have per il 2020. Lo scorso settembre è stato ovviamente un mese prolifico: tra sfilate, street style e red carpet abbiamo fatto il pieno di ispirazioni e da lì siamo partiti. Sicuramente la tendenza generale dominante, non solo nella moda ma nel lifestyle, è il ritorno a ciò che è naturale e il più possibile puro. Questo vale anche in materia di beauty e capelli. La cura personale è il trend più grande degli ultimi tempi e segnerà gli anni a venire. Tutto parte dai prodotti che usiamo quotidianamente, che devono essere nostri alleati per preservare e migliorare ciò che la genetica ci ha già offerto. Pelle e capelli sono lasciati liberi di respirare e “di essere se stessi”, perchè la perfezione non è più di moda da un pezzo ormai e ciò che ci rende speciali sono le nostre, irripetibili, peculiarità. L’inverno, così come le altre stagioni, nasconde le sue insidie. Il freddo, l’umidità e la parentesi delle feste possono essere un ostacolo, ma se seguirete i nostri consigli potrete preservare il vostro incarnato senza problemi. D’altra parte però, se la naturalezza e il minimalismo sono così di moda, per alcuni brand make up e hair style sono stati il terreno per la sperimentazione. Sugli occhi si gioca con eyeliner colorato e glitter, ciglia e sopracciglia extra lunghe grazie ad extension (sì, anche sulle sopracciglia! Vedi la sfilata di Gucci). Sui capelli si sperimenta con acconciature elaborate, trecce - tantissime trecce - e accessori di vario tipo, che ancora abbiamo visto ovunque nei front row. Anche la manicure è tornata al centro dell’interesse: c’è chi ha riportato in passerella la french, direttamente dagli anni ’90, e chi ha invece proposto unghie stravaganti, con forma, colore e applicazioni 3D esagerate. Bellezza naturale o sperimentazione, questi sono i due poli tra cui altalena il mondo beauty oggi. Ma ecco i trend che dovete assolutamente provare nei prossimi mesi!
LATEST BEAUTY l mondo della cosmetica è ultimamente protagonista di un cambiamento molto lontano dall’essere
Foto by Daria Shevtsova
Smart Mirror - HiMirror
Camicia Marni p.114 p.59 p.97 p.133
CHELSEA TALMADGE Da Stranger Things a Doctor Sleep, parliamo con questa giovane attrice in ascesa words Ludovica Mucci
All images in this interview © Ben Cope p.100
Una promessa della recitazione e della musica, Chelsea Talmadge è la protagonista dell'intervista cinema di questo numero. Nata e cresciuta circondata dal mondo della musica e dell’arte, abbiamo ammirato Chelsea nella prima e seconda stagione di Stranger Things, in cui recitava la parte di Carol, un’amica del liceo di Steve Harrington (Joe Keery) e Nancy Wheeler (Natalia Dyer). Partendo dal racconto della sua esperienza sul set, torniamo indietro nel tempo con lei ripercorrendo la strada che l’ha orientata verso la recitazione e verso la musica, una passione che un giorno spera di poter unire alla sua carriera di attrice. Chelsea recita la parte di Deenie nel sequel di Shining “Doctor Sleep” al fianco di Ewan McGregor. Il film è uscito l’8 novembre, assolutamente da non perdere. Scopriamo di più attraverso le sue parole, che parlano di sogni, passioni ed entusiasmanti progetti futuri.
Stranger Things: com’è stata l’esperienza sul set? Incredibile. Faccio continuamente le lodi dei Duffer e di Shawn Levi. Ci hanno sempre dato molta libertà nel recitare; “fai qualsiasi cosa ti faccia sentire bene” era una frase che sentivo spesso sul set. Sono estremamente grata di averne fatto parte. Puoi dirci di più riguardo al film in uscita a novembre “Doctor Sleep” e al tuo personaggio Deenie? Sì, Doctor Sleep è il sequel di The Shining. Non voglio dire troppo, in quanto non voglio dare alcun spoiler a coloro che non l'hanno ancora visto, ma interpreto Deenie e ho un incontro nel film. Com’è stato lavorare accanto ad attori così celebri come Ewan McGregor? Lavorare con Ewan McGregor era sicuramente sulla mia lista dei desideri. È stato fin da subito accogliente e invitante, mi sentivo come se lo conoscessi da tutta la vita. Ho imparato così tanto da lui sul set e abbiamo condiviso tantissime risate! Come ti sei avvicinata alla recitazione? Hai qualche aneddoto relativo a una o più esperienze nel campo? La mia famiglia ha una certa storia nell'industria, sono cresciuta attorno a molta musica. Il mio prozio Sir Talmadge è stato presidente della Record Merchandising Co., responsabile della distribuzione di diversi artisti Motown e A&M Records. Mia zia, Crickett Haskell, era una talent agent e partner di Jim Gibson presso la J. Carter Gibson Agency e suo marito, mio zio Peter Haskell, era un attore prima che morisse nel ‘10. Anche da bambina, sono sempre stata attratta dal mondo dello spettacolo. Mia madre mi portò a vedere il Mago di Oz” quando avevo solo tre anni e anche lei ti direbbe che ero completamente ipnotizzata.
La musica è un’altra parte di te che hai potuto sperimentare e produrre con la tua canzone “Love Bites” contenuta nell’album degli Ice Nine Kills “The Silver Scream”. Come è nata questa collaborazione?? Ho conosciuto il cantante Spencer Charnas tramite un amico comune. Siamo finiti tutti in un bar karaoke, dopo aver bevuto qualche bicchiere ho preso coraggio e ho cantato “You and I” di Lady Gaga. In seguito, Spencer aveva mostrato interesse per una collaborazione. In realtà non pensavo che ne sarebbe venuto fuori qualcosa, ma un paio di mesi dopo si è messo in contatto con me proponendomi un brano ed è così che ho iniziato a registrare canzone per l'album.
y tt e r P Bows Analog Photography Mattia Pasin Style Letizia Maria Allodi Model Emma Frick c/o Milk Management Makeup Chantal Amari Hair Style Kei Takano Photo Asisstant Luca Strano Special Thanks Cre8 Studio London
"Per chi lavora con l’arte, il consiglio migliore che si possa ricevere è “tieni gli occhi aperti”. Osservare ogni cosa, riflettere su ogni cosa, trarre ispirazione da ogni cosa. A conti fatti, questo è un buon consiglio proprio per chiunque. Madre Natura è la più benigna dispensatrice di ispirazione. Fiocchi, rouches e drappeggi imitano la sofisticatezza dei fiori e la leggerezza delle farfalle."
Camicia in cotone bianca, top in seta Cari2ie
La guida per quali accessori indossare in una vacanza sulla neve
Glam WINTER
Tempranti, gelide folate di vento in un’atmosfera romantica e innevata in montagna, sorseggiare della cioccolata calda, camminare per boschi, pattinare sul ghiaccio, sfoggiare abilità sciistiche in piste avventurose e concludere le giornate con serate in eleganti chalet. La perfetta vacanza sulla neve deve necessariamente essere accompagnata dai giusti accessori, quelli funzionali, adatti ad attività sportive, ma anche quelli più briosi ed eclettici, adatti a serate eleganti all’ombra di un caldo caminetto.
All show images courtesy of gorunway.com | All products images courtesy of the reference brand and modaoperandi Here: Fendi ph. Armando Grillo, Louis Vuitton ph. Andrea Adriani FW19 show Opposite: Kenzo show ph. Alessandro Lucioni | Versace sunglasses | Casadei and Chanel Boots | Burberry, Loewe, Max Mara sunglasses
words Ludovica Mucci
Le sfilate autunno-inverno 2019 ci hanno suggerito molti spunti di riflessione e di stile che oscillano tra tendenze minimal ad altre più stravaganti ed eclettiche. Così anche gli accessori si colorano di varie sfumature, assecondando lo stile asciutto e pulito da un lato e accentuando quello più eccentrico, colorato ed esuberante dall’altro, ampliando lo spettro di un’estetica che sempre più si rifà ad epoche lontane e contemporaneamente si affaccia al futuro. Scorrendo tra gli archivi delle sfilate, il team Latest ha scovato alcuni degli accessori indispensabili per una perfetta vacanza innevata ed ecco una guida comprensiva di alcuni compagni di viaggio assolutamente immancabili. Sulla neve si sa, la prima regola è essere ben protetti, quindi perché non iniziare da un bel paio di occhiali? Oltre ad essere un accessorio in grado di definire e valorizzare la conformazione del viso e sfoggiare una determinata allure, gli occhiali sono al tempo stesso funzionali in quanto proteggono dai raggi UV e da altri agenti esterni che potrebbero danneggiare gli occhi. Per una vacanza sulla neve diventa quindi un must-have ma anche di praticità. Alcune opzioni possono adattarsi ad atmosfere fredde e nevose. La forma che per eccellenza è perfetta per gli sport invernali è sicuramente la maschera, che per le collezioni autunno-inverno 2019 è stata interpretata in diverse nuance di colore. Esemplare è il modello firmato Emilio Pucci con sfumature di rosa e quella più aggressiva e sportiva di Emporio Armani in arancione. Per un tocco di femminilità in più vi sono le opzioni Givenchy e Fendi con le loro lenti sottili e colori sfumati. Per un look post-sciata un occhiale dalle interessanti forme geometriche potrebbe essere l’ideale per starsene comodi al sole invernale e sorseggiare una buona cioccolata calda in grande stile. L’occhiale Zimmerman dai toni nude potrebbe fare centro, come anche quello di Self-Portrait dalla forma esagonale in tonalità rosse che rievoca lo stile aviatore. Per rimanere sul classic-chic un occhiale rotondo è quello che serve per affrontare una giornata di neve in pista o qualche sentiero di montagna. Zimmerman e Prada con i colori tenui tendenti al verde offrono soluzioni pratiche sfoggiando nuance in perfetto pendant con le atmosfere naturali. p.117
LA Vita SEMPLICE Photography Katharina Werle Style Michaela Konz Model Ivana c/o Louisa Models Hair Style, Makeup Adina Hensel
“La ricerca della felicità ci porta sempre su strade contorte e, forse, il viaggio non ha mai veramente fine. Dopotutto, conta di più il cammino che la meta, non è così che dicono? Oggi sembra che la felicità risieda soprattutto nella riscoperta di ciò che è genuino. L’erba sotto i piedi e il cielo sopra la testa, nelle orecchie il suono del vento. Almeno per un weekend, ci meritiamo di respirare l’aria fresca dei campi, che si estendono in lande brumose e indisturbate. Anche ciò che indossiamo viene dalla natura e ci avvolge senza costringerci. Maglioni e smanicati in lana vergine, camicie di cotone bianco e abiti lunghi. Non ci serve altro. Ora, godetevi il paesaggio.”
Camicetta Tory Burch | Pantaloni Nobi Talai | Scarpe Jimmy Choo
The ECOLOGISTA Photography Flavia Sistiaga Style Louis Guimard Model Gabrielle Dubois Style assistant Loic Bourgeois Makeup, Hair Style Helena Henrion
Parlare di sostenibilità è diventato molto semplice oggi. Chiunque è disposto ad ascoltarti ed è un terreno fertile su cui costruire la propria reputazione: una carta da giocare senza troppi rischi. Proprio per questa relativa semplificazione del termine è di vitale importanza parlare di greenwashing. Per evitare prima di tutto che la sostenibilità divenga uno strumento facile con cui abbindolare il pubblico - tutti noi compresi. In secondo luogo, per assicurarci che ci sia effettivamente un riscontro positivo nelle pratiche e nelle politiche dei produttori, non solo nel campo della moda ma anche in tutti gli altri settori. In un mercato saturo saper scegliere cosa acquistare è un dovere morale prima di tutto. Il greenwashing, per chi non fosse ancora entrato a contatto con il termine, è la pratica di utilizzare la sostenibilità come strategia di marketing per accrescere il numero di clienti, senza avere un effettivo riscontro a livello pratico. In poche parole, possono essere accusati di greenwashing tutti quei marchi che si dichiarano eco friendly e ne fanno una bandiera, salvo poi impegnarsi veramente poco. O anche chi “nasconde” pratiche produttive dannose sotto comportamenti positivi non strettamente correlati. Pubblicità ingannevole, ecco di cosa si tratta in parole povere. Non è difficile immaginare quanto il greenwashing sia effettivamente capillare nel sistema pubblicitario della moda, oggi che la sostenibilità si sta rivelando valore di importanza cruciale nella scelta di consumo da parte dei clienti, soprattutto i più giovani. Non è difficile fare ricerca e, anche a piccoli passi, iniziare a saper distinguere tra ciò che è buono e ciò che non lo è. Basta un po’ di buona volontà. words Giulia Greco - fino a pag 147
p.140
“Incapace di percepire le Tue forme, Ti sento tutto intorno a me”. Anche senza guardare, percepisco il mondo che mi circonda, perchè entra sotto pelle. Non ho bisogno di un’immagine mentale, per sapere se il sole splende o se invece le nuvole formano uno strato tra me e l’universo. Riconosco l’odore dell’aria rarefatta quando è quasi inverno e siedo nell’erba alta e secca, sulla riva del lago. So che colore hanno i sassi del sentiero. Non ho bisogno di vederlo, né di sentirlo, né di odorarlo. Il mondo intorno a me parla il mio stesso linguaggio e io lo sento.
Cold
LAKE
Photography Jaan Eric Fischer c /o Katrin Hohberg Style Izabela Macoch c /o Katrin Hohberg Model Esme Ham c/o Le Management Makeup, Hair Style Bert Kietzerow using Chanel, Londa professional, Kadus professional
Cappotto Fassbender | Top Odeeh
s
Selina WAMUCII l'imprenditrice agricola Africana che sta davvero aiutando la produzione del suo Paese words Ludovica Mucci Si chiama Selina Wamucii l’azienda africana che gestisce una comunità di piccoli agricoltori locali attraverso una piattaforma social. L’obbiettivo dell’organizzazione è garantire un elevato standard di qualità del cibo prodotto e al contempo assicurare l’integrazione di piccoli proprietari terrieri provenienti anche da aree remote dell’Africa nel complesso sistema di buying e distribuzione agricola. Secondo le stime dell’azienda, circa il 60% di alimenti prodotti da alcuni terreni in Africa rischia di non raggiungere il mercato per via della residenza del produttore in aree remote o per la mancanza delle certificazioni adeguate a distribuire il raccolto a livello mondiale, con il rischio di sprecare del cibo di ottima qualità e di peggiorare le precarie condizioni di vita degli agricoltori. Il lavoro di Selina inizia proprio tra il produttore e il buyer; infatti, attraverso la sua piattaforma sarà possibile stabilire contatti tra queste due realtà e garantire il tracciamento del raccolto e la sua qualità. L’accesso al servizio si effettua tramite smartphone contattando un codice USSD. p.162
courtesy of Expo2020Dubai.com
Entro il 2025, l'azienda mira a coprire ogni singolo produttore Africano
Selina Wamucii garantisce inoltre un vero e proprio programma di training attraverso il quale il produttore potrà migliorare il suo processo di lavorazione e coltivazione utilizzando strumenti e prodotti non dannosi per l’ambiente e così raggiungendo un equilibrio tra lo sviluppo dell’economia e il rispetto dell’ecosistema sul quale si lavora. Il cibo prodotto potrebbe corrispondere ad un sostentamento sano e completo, poiché riguarda ogni categoria alimentare, dalla frutta e verdura, al pesce e carne, spezie ed erbe, semi e legumi e altri beni tra cui il caffè e tè. Al momento, il sistema implementato dall’organizzazione si sta occupando della valorizzazione delle value chain in Etiopia, Kenya, Tanzania, Rwanda, Uganda, Mozambico e Madagascar. Entro il 2025, l’azienda punta a coprire ogni singolo produttore africano e cooperare così allo sviluppo e alla crescita di
uno dei settori più importanti del continente. Ecco che in questo scenario di innovazione ed espansione si colloca il lavoro dell’Expo Dubai 2020 e in particolare il contributo di Expo Live, il programma di finanziamento ordito dall’Expo Dubai 2020, che ha infatti stabilito una partnership con Selina Wamucii con l’obiettivo di sostenerla e accompagnarla verso il raggiungimento di questo importante obiettivo. La collaborazione prevede un programma della durata di un anno, in cui l’associazione affiancherà Selina Wamucii nell’implementazione di nuove funzionalità per l’applicazione social, tra cui il reclutamento di nuovi agricoltori e il raggiungimento della certificazione GLOBAL GAP, una delle più riconosciute e richieste da parte di molte aziende europee della Grande Distribuzione Organizzata insieme all’Organic Certification. p.161 p.153 p.155 p.177
ARCHITETTURA DEL FUTURO?
è Green
La linea tra sogno e realtà si fa sempre più sottile Il cambiamento climatico, l’innalzamento dei livelli dei mari, le emissioni di anidride carbonica sono questioni discusse all’ordine del giorno e che ormai rappresentano la sfida più grande che l’umanità abbia mai dovuto affrontare per cercare di invertire la rotta su cui ha impostato la sua evoluzione.
Hyperions Eco-Neighborhood India | courtesy of Vincent Callebaut
words Ludovica Mucci fino a pag 171
p.167
“Righe dritte e strutture geometriche controllate. Chi vive in città conosce la regolarità delle cose realizzate dall’uomo. Una vita che si svolge sulla scala del bianco e nero, in cui le sfumature e le incertezze hanno ben poco spazio. Qui i dettagli diventano fondamentali: come una camicia con applicazioni floreali, che porta con sè il caos frizzante del mondo al di fuori delle mura..”
Exit Photography Christina Kapl
Style Marcello Bona Model John-Lloyd c/o Izaio Management Grooming Stefanie Stürmer Using Oribe and Dior
Vacanza
INVERNALE
SOSTENIBILE
Hotel Ice Q |©Rudi Wyhlidal
LATEST Paradise words Marta Forgione fino a pag 185
E' già da tutto il 2019 che si parla di turismo ecosostenibile e, come sapete se seguite già LATEST da tempo, siamo molto interessati a scoprire tutti i paradisi del mondo in cui poter godere della visita in resort da sogno senza andare ad impattare con l'ambiente. Chiudiamo quindi l'anno con la perfetta vacanza green sulla neve: quale luogo migliore dove poter passare le festività? O perchè no, prendersi una pausa dopo dicembre che, si sa, non è mai davvero un mese di grande relax. In Italia questo è stato proprio l'anno del "Turismo Lento", volto a promuovere i nostri paradisi riducendo al minimo la rovina degli ecosistemi. Mete sciistiche car free, cibo a chilometro zero, soluzioni energetiche e costruttive eco-friendly, possibilità di ricaricare bici e auto elettriche gratuitamente. Molti paesi stanno cercando di fare il possibile per attirare turisti in questo nuovo modo di fare vacanza, riuscendo perfettamente nell'intento. Guardare un panorama, mangiare in un rifugio di montagna sapendo che i nostri bisogni non andranno a creare problema all'ambiente della cui ospitalità stiamo godendo, è davvero una bella sensazione e in tanti la stanno scoprendo. Forse il weekend sportivo nel pieno del freddo e dell’inverno non fa al caso vostro, ma in questi magici hotel qualsiasi passeggiata, anche la più dura, sarà pienamente ripagata dalle molteplici opzioni spa e culinarie. Vediamo quindi la nostra selezione per la perfetta vacanza sostenibile invernale. p.181
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