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MILANO • SABATO 14 MAGGIO 2011 • WWW.METRONEWS.IT

Il Milan conquista il suo diciottestimo scudetto

Speciale

I momenti salienti di un campionato straordinario Dopo sette anni di digiuno è di nuovo scudetto La stagione

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Allegri trasforma dei solisti in gruppo

Photo Alfredo Falcone - LaPresse

I protagonisti

Scusate il ritardo

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È Ibra mister scudetto Il mercato

Da Roma arriva Mexes

p 12-13


Sabato 14 maggio 2011

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GALLIANI SOGNA L’IPPODROMO DEL TROTTO

Foto Luca Lussoso - LaPresse

il film della stagione

“Se ci fosse la possibilità di fare qualcosa all’ippodromo del Trotto sarebbe bellissimo per ampliare l’area dello stadio”. Adriano Galliani non nasconde l’interesse dei club di San Siro sull’area di proprietà della Snai, l’unico spazio che potrebbe consentire ampliamenti dello stadio, per esempio un parco tematico. “Non ci sono trattative in corso – ha precisato l’Ad del Milan - ma diciamo che ci sono desideri da parte nostra: quando uno desidera una cosa bisogna anche che chi è il proprietario legittimo sia della stessa opinione”.

Il digiuno è finito Un’estate da protagonisti E nacque lo squadrone

Foto Luca Lussoso - LaPresse

Dopo sette anni di digiuno il Milan è di nuovo Campione d’Italia. La lunga astinenza - mai così tanto tempo senza tricolore da quando Berlusconi è presidente - si è interrotta forse nell’anno migliore, perché spezza la dittatura lunga un lustro dell’Inter e riporta con i piedi per terra proprio i cugini nerazzurri dopo un 2010 da ‘Mille e una notte’. Uno scudetto importante anche perché permette al Milan di agganciare proprio l’Inter al secondo posto della classifica dei titoli nazionali vinti, ora 18, con la Juventus sempre solida al comando a quota 27. Una vittoria attesa, meritata. LA SOCIETÀ DI VIA TURATI

Robinho, uno degli acquisti super di Galliani e Braida

ARIEDO BRAIDA Ariedo Braida, un passato da calciatore nel ruolo di attaccante, con le maglie di Brescia, Varese e Cesena, inizia la carriera da dirigente come direttore sportivo del Monza a partire dal 1981. Dal 1986 è dirigente sportivo del Milan.

ha dimostrato fin dalla scorsa estate di voler sfidare l’Inter e riportare il tricolore sulla sponda rossonera di Milano. Forse stanco dei successi di Moratti, forse pungolato dal 2010 trionfale dei Nerazzurri, il presidente Silvio Berlusconi ha fatto le cose in grande in sede di Calciomercato, spendendo quasi 70 milioni di euro e consegnando ad Allegri una rosa di assoluto valore. Il primo mattone del trionfo, intanto, lo aveva

precedentemente depositato Galliani, scegliendo proprio l’ex tecnico del Cagliari come uomo della rifondazione milanista. La griglia di partenza del campionato, con l’Inter in pole position obbligatoria, è cambiata notevolmente con l’arrivo di Ibrahimovic a fine agosto. Lo svedese e Robinho sono stati i colpi di un’estate frenetica per Braida e Galliani, senza dimenticare Boateng, acquisto sottovalutato all’inizio, divenuto poi uno degli uomini

simbolo di questo successo. Intenti chiari fin da subito, quindi, ribaditi poi in inverno, quando la società rossonera è intervenuta di nuovo sul mercato, per puntellare una rosa di giocatori già assolutamente competitiva. Galliani e Braida non si sono fatti scivolare dalle mani l’affare-Cassano e hanno puntato con convinzione sull’esperienza di Van Bommel per rinforzare un reparto, il centrocampo, in difficoltà a causa degli infortuni. METRO


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SEEDORF CAVALIERE, DI NOME E DI FATTO Lo scorso 28 aprile il centrocampista del Milan Clarence Seedorf è stato nominatodall’ambasciatore in Italia dei Paesi Bassi, Alphonsus Staelinga, Cavaliere dell’Ordine di Orange Nassau, un’onorificenza reale olandese che viene attribuita, per meriti particolari verso la società, a persone che si siano distinte nei settori del sociale e del culturale. La motivazione per la nomina è legata ai suoi meriti sportivi e soprattutto all’impegno profuso in attività umanitarie di grande rilevanza internazionale da ormai diversi anni.

il film della stagione

Decisivo il ritorno con l’Inter MIlan-Inter, , 3-0, 2 aprile 2011

DAL GIALLOROSSO del Lecce al giallorosso della Roma. Il campionato del Milan è durato 36 partite, dalla netta vittoria all’esordio contro la matricola Lecce (4-0), al pareggio calcolato dell’Olimpico contro i vice-campioni del 2010. La macchina Milan ha sempre tenuto un ritmo sostenuto e costante e ha sempre reagito con carattere alle rare battute d’arresto.

Foto Daniele Badolato - LaPresse

In testa al campionato per venticinque giornate il Milan è stato la squadra più equilibrata e costante In testa per venticinque giornate, a partire dall’ undicesima di campionato, la squadra di Allegri ha dimostrato partita dopo partita di essere la squadra più costante, equilibrata e continua. Dietro si sono alternate all’inseguimento dei Rossoneri, vanamente. Juventus e Roma si sono chiamate fuori praticamente fin dall’inizio, per

limiti evidenti. L’Inter ha provato a rientrare in corsa dopo la vittoria del Mondiale per club e la cura-Leonardo, ex mai dimenticato a Milanello, trasformatosi improvvisamente in traditore da battere a ogni costo. Il tecnico brasiliano ha cercato di metter paura alla sua squadra del passato grazie a una rimonta degna di nota, rimonta però che si è interrotta sul più bello. La svolta decisiva per il Milan, infatti, è arrivata nel derby di ritorno contro l’Inter, prova di forza in un momento delicato per i Rossoneri. Dopo due passaggi a vuoto, il deludente pareggio interno contro un Bari già spacciato e la sconfitta in trasferta contro il Palermo, il Milan ha affrontato la sfida con l’Inter con l’incubo di subire il sorpasso. In piena rimonta, la squadra di Leonardo in caso di vittoria sarebbe tornata padrona della Serie A, cambiando forse l’epilogo del torneo. METRO


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TROFEO BERLUSCONI ABBINATO A Msc CROCIERE Il quinquennale legame tra il Milan e Msc Crociere ha ricevuto l’ennesimo suggello con la presentazione delle novità per la ormai prossima stagione estiva. Uno speciale ‘Trofeo Msc’ per consacrare la conquista dello scudetto numero 18, la presentazione della “Crociera Rossonera” che partirà dal porto di Genova il prossimo 5 giugno con ospiti d’eccezione come i calciatori Mario Yepes e Marek Jankulovski, e il nuovo nome ufficiale del classico appuntamento estivo, ribattezzato “XXI Trofeo Luigi Berlusconi - Msc Crociere”.

il film della stagione

A Torino fa la sua parte anche il vecchio Ringhio all’esame contro la Juve

Foto: Daniele Bottallo- LaPresse

PROPRIO LA SERA del derby

“Ringhio” Gattuso

contro l’Inter, il Milan ha lanciato un chiaro segnale a tutti. Un 3-0 netto, senza possibilità d’interpretazione, frutto di una serata di grazia di Pato. Quella sera lo scudetto si è staccato dalle maglie nerazzurre. Tornando indietro in questo film del campionato, di assoluto valore si è dimostrata anche la vittoria contro il Napoli il 25 ottobre allo stadio San Paolo. Napoli e il Napoli, una città e una squadra che hanno sognato fino alla fine di vincere un duello che mancava dai tempi di Maradona. Dopo appena otto giornate di campionato, nessuno avrebbe mai pensato che la squadra di Mazzarri potesse dar fastidio alla corazzata Milan

fino alle battute finali. Così invece è stato e per questo motivo quella vittoria assume un significato diverso.

Fantantonio contro il Parma s’intende con Robinho e Ibra Una vittoria ancora con firma brasiliana, quella di Robinho, al suo primo vero acuto con la maglia del Milan. Vinto anche il derby d’andata (1-0 con gol dell’ex Ibrahimovic), il gruppo rossonero ha rafforzato partita dopo partita la propria candidatura. L’inverno è scivolato via in fretta con due partite diverse tra loro, ma ugualmente importanti. Contro il Parma, il 12 febbraio è arrivato un 4-0 spettacolare, con

Cassano finalmente protagonista in rossonero. Dopo un mese di ambientamento, il talento mai definitivamente esploso di Bari Vecchia si è finalmente calato nella sua nuova realtà. Non solo un gol e due assist, ma anche la dimostrazione, da parte di Fantantonio, di sapersi intendere alla perfezione con Robinho e Ibra, in attesa del pieno recupero di forma di Pato. Tre partite dopo, invece (siamo alla 28esima), il blitz di Torino contro la Juventus è stato un vero e proprio esame di maturità per la banda di Allegri. Un esame superato a pieni voti, grazie all’insolita firma del vecchietto Gattuso. Una settimana dopo il già citato derby di ritorno datato 2 aprile, vero

spartiacque della stagione rossonera, il Milan è stato capace di resistere a un altro attacco letale. A Firenze, nel posticipo della 32esima giornata, il Milan ha l’obbligo di vincere per tornare a distanza di sicurezza dall’irriducibile Napoli di Mazzarri.

La classe di Seedorf Il cinismo spietato di fasdfasdf Pato in area di rigore E per l’ennesima volta non ha fallito, grazie alla classe intramontabile di Clarence Seedorf e al cinismo spietato di Pato in area di rigore. Poi Sampdoria, Brescia e Bologna, nove punti fino al primo match point a disposizione contro la Roma, subito sfruttato. METRO


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LO CHIAMAVANO ‘IL CAMPIONE SENZA MAGLIA’

il film della stagione

“Per brevità chiamato Ibra, il campione senza maglia”, scritto da Stefano Corsi ed edito da Limina, è un libro del 2009 dedicato al fuoriclasse svedese. A ogni cambio di casacca del campione, lo scritto torna in auge come accaduto infatti all’inizio di questa stagione ormai agli sgoccioli, poiché non è una semplice biografia di Zlatan Ibrahimovic, ma piuttosto un viaggio intorno al personaggio, alle sue gesta sportive e al suo modo di proporsi dentro il campo e fuori. Dall’Inter al Barcellona fino all’approdo al Milan sono cambiate molte cose ma una è rimasta costante: dove va il ‘mago svedese’ si vince.

E Allegri trasformò in squadra un gruppo di fantastici solisti TUTTI D’ACCORDO: è la vit-

toria del gruppo. Ha vinto il Milan come squadra, nel suo complesso, ha vinto un gruppo capace di remare sempre nella stessa direzione. Altro grande merito di Allegri: saper trasformare in squadra un gruppo di fantastici solisti: Ibrahimovic, Pato, Robinho, Cassano, Seedorf, Ronaldinho fino a gennaio: primi attori capaci di accettare l’idea di lasciare le luci del palcoscenico anche a tutti gli altri compagni di squadra. I numeri raramente mentono nel calcio e i numeri dicono che Allegri ha impiegato 32 giocatori in questa stagione, un record, facendo sentire importanti tutti allo stesso modo. I numeri dicono anche che quest’anno è stato dannatamente difficile far gol al Milan: miglior

difesa con distacco, 23 gol pochissimi gol subiti non come era accasubiti in 36 partite, sola- sono solo merito suo. duto con mente 6 reti al passivo nel Zaccheroni girone di ritorno. Emble- Nesta è tornato agli nella stagione matico per capire che, antichi splendori 1998-1999. Alesnonostante il parco attac- Zambrotta coglie sandro Nesta è torcanti da vetrina di lusso, la il finale di stagione nato agli antichi splenforza di questo Milan è stadori; sugli esterni Abate ha ta soprattutto la difesa. Abbiati è stato ancora confermato la sua Thiago Silva in questo momento è in assoluto uno capace di esser decisivo costante dei migliori difensori al mondo. L’anno scorso il Massimiliano Allegri portato in trionfo brasiliano ha spesso sofferto senza Nesta al suo fianco, ma durante questa stagione ha dimostrato di saper interpretare anche il ruolo di leader del reparto difensivo e di formare con l’ex laziale una coppia quasi insuperabile. Thiago Silva è stato il giocatore più presente dopo Abbiati e il migliore in assoluto per media voto. L’oscar della stagione va a lui, anche se è ovvio che i

crescita; Gianluca Zambrotta ha fatto in tempo nel finale di stagione a sentirsi protagonista e Antonini ha sostituito con buoni risultati il Campione del mondo. Fondamentale anche il lavoro del centrocampo, dopo il definitivo assetto a tre mediani scelto da Allegri. Ambrosini e Gattuso, vecchietti dati per bolliti, sono i simboli di una generazio-

ne di giocatori ancora affamata di vittorie. Insieme a loro, Seedorf: esemplare nella prima parte di stagione piena di panchine, decisivo quando è stato chiamato in causa. Da Seedorf a Boateng: due modi così diversi di interpretare lo stesso ruolo. Allegri ha saputo trarre vantaggio dalle prestazioni di entrambi, dall’eleganza e la fantasia dell’olandese e dallo strapotere fisico e la corsa del nazionale ghanese. METRO

AP Photo/Antonio Calanni


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SCUDETTO E AMORE PER IL BOMBER PATO

8 il film della stagione

Alla coppia più chiacchierata del calcio italiano Roma non ha regalato solo la gioia dello scudetto anticipato. Il bomber del Milan Pato e Barbara Berlusconi, vicepresidente del Club, come ormai tutti sanno, sono infatti innamorati e la scorsa domenica, mentre il resto della squadra si rilassava in albergo dopo i meritati festeggiamenti, loro due hanno preferito dedicarsi a una intensa giornata culturale nel cuore della Capitale. Dopo una visita mattutina al Vaticano, si sono recati alla mostra dedicata a Michelangelo Pistoletto, uno dei fondatori dell’Arte povera.

DELUSIONE CHAMPIONS AD ALLEGRI È STATO chiesto lo scudetto e così è stato. Ma il Milan poteva fare di più in Europa e questo il tecnico livornese lo sa benissimo. È l’unico neo della sua stagione. Un girone eliminatorio non convincente e la sconfitta di San Siro contro il Tottenham hanno dimostrato che il Milan deve ancora crescere per poter competere in Champions League, per poter pensare di giocarsela alla pari contro Manchester United e Barcellona.

L’appuntamento con l’Europa va all’anno prossimo “I regalini del Presidente”

15 febbraio 2011, Milan-Tottenham 0-1

Una rosa forte, di valore, ma forse non in grado di supportare il doppio impegno del Campionato e della Champions con la stessa intensità. Per il momento va bene così, ma Allegri sa che il prossimo anno Berlusconi

vuole tornare a essere protagonista nell’Europa che conta. Scudetto al primo anno, Champions al secondo: ci è riuscito solo Sacchi ed è il prossimo obiettivo di Allegri: “In estate penseremo a come rinforzare questo gruppo. Aspettiamo i regalini che ci ha promesso il Presidente”. In realtà un paio sono già arrivati: Mexes e Taiwo, terzino sinistro del Marsiglia, sono praticamente due giocatori del Milan, tra l’altro con esborso di denaro pari a zero. La difesa è sistemata, ma il mercato del Milan sarà di nuovo da primo della classe, parola di Berlusconi: “Finalmente è arrivato questo scudetto, la rosa è molto forte, ma faremo di tutto per rafforzare ulteriormente questa squadra. Nel calcio per poter vincere, soprattutto in Europa, bisogna poter spendere molti soldi, ma anche saperlo fare azzeccando le scelte. Il Milan continuerà a essere protagonista, pun-

tiamo a innesti dal mercato sudamericano per poter vincere la prossima Champions League”. Gli fanno eco le parole del suo braccio destro, Adriano Galliani: “Complimenti ad Allegri e alla squadra, ma questo scudetto è merito del presidente Berlusconi.

La Coppa con le orecchie manca da Via Turati dal 2006-2007 Una sfida per Allegri Finché ci sarà lui alla giuda del Milan, rimarremo sempre al top. Ha fatto tantissimo per questa squadra, con sforzi economici importanti”. Tutto chiaro: il pensiero di tutti è già al futuro, per riportare nella bacheca di via Turati la ‘Coppa con le orecchie’ che manca dalla stagione 2006-2007. È il chiodo fisso di Berlusconi e di tutta la dirigenza rossonera, è la sfida che verrà per Allegri. METRO


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LUGLIO A MONACO DI BAVIERA PER L’AUDI CUP

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Tra gli appuntamenti del Milan con i trofei estivi c’è la partecipazione alla prossima edizione della Audi Cup, in programma il 26 e 27 luglio all’Allianz Arena di Monaco di Baviera. Al torneo prenderanno parte anche i padroni di casa del Bayern Monaco, gli spagnoli del Barcellona e i brasiliani dell’Internacional di Porto Alegre. Nella semifinale del torneo il Milan incontrerà proprio i tedeschi del Bayern come deciso dai tifosi che hanno avuto la possibilità di votare attraverso un sondaggio sul sito ufficiale dell’evento.

Foto: Jonathan Moscrop – LaPresse

Galliani & Allegri Coppia senza pregiudizi Prima di tutto complimenti ad Adriano Galliani per aver scelto e voluto fortemente Allegri sulla panchina del Milan. L’amministratore delegato rossonero si è assunto tutta la responsabilità della scelta, vagliando nome per nome tutte le alternative che il mercato offriva. Ha scelto Allegri perché convinto che potesse aprirsi con lui un nuovo ciclo vincente. Se il buon giorno si vede dal mattino, Galliani ha fatto tombola. Questo scudetto milanista è soprattutto lo scudetto di Massimiliano Allegri, tecnico capace di farsi scivolare addosso tutti i pregiudizi estivi per poi prendersi gustose rivincite strada facendo. Un po’ Ancelotti per la sua calma olimpica in panchina, un po’ Capello per il suo pragmatismo, il tecnico livornese è campione d’Italia al suo terzo anno di serie A e all’esordio sulla panchina del Milan. Esordio con il botto, come fu per Sacchi e Capello. L’ultimo a riuscirci fu Zaccheroni, ma Berlusconi e Galliani sarebbero capaci di firmare un assegno in bianco se avessero la garanzia di aver trovato l’erede di due mostri sacri rossoneri. Il presente ci dice che Allegri ha dimostrato che in Italia si può vincere anche parlando poco. È stato capace di superare ben presto la suggestione di plasmare un Milan tutto spettacolo con Ibrahimovic e il trio samba Ronaldinho-Pato-Robinho tutti in campo appassionatamente. Solo un peccato di gioventù, prima di capire che Dinho non era più utile alla causa e che gli altri tre avrebbero potuto giocare insieme solo in casi straordinari o in periodi di grazia dal punto di vista fisico. È stato bravo ad avere pazienza quando ha avuto bisogno di tempo per capire il nuovo ambiente, i ragazzi a disposizione e il modo migliore per tirare fuori il massimo da ognuno di loro. Dal 4-3-3 iniziale al definitivo 4-3-1-2 a rombo, ha provato anche ‘Albero di Natale’ e 4-2-3-1 senza mai perdere la bussola. Ha capito che pur essendo abituati bene al Milan, il fine avrebbe giustificato i mezzi: meglio affidarsi ai muscoli di Ambrosini, Gattuso, Flamini e Van Bommel in mezzo al campo. Tre mediani a ‘far legna’ e lo straripante Boateng nel ruolo di incursore dietro le punte sono il marchio di fabbrica della prima volta di Allegri. Bravo e umile: “Sono stato fortunato ad avere a disposizione una squadra piena di campioni” – ha detto dopo la festa dell’Olimpico. In realtà è stato straordinario nel motivare giocatori che in molti davano per finiti come Gattuso, Zambrotta, Ambrosini e Seedorf, audace nel lanciare nella mischia all’occorrenza giovani di belle speranze come Merkel e Strasser, temerario nel sacrificare un certo Pirlo per portare avanti le proprie idee. METRO

(AP Photo/Antonio Calanni)

i protagonisti


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MAGLIA NUOVA, STILE ANTICO

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La nuova maglia della squadra ha un design che è un esplicito richiamo alle divise da gioco rossonere d’inizio Novecento. Ventuno strisce il cui spessore si restringe dai nove centimetri attuali a due, girocollo bianco (come i calzoncini) e innesti tricolore sul retro del collo e ai lati. In più, le tre bande Adidas sulle spalle per la prima volta sono bianche. “E’ un richiamo alla tradizione che si rifà anche alle maglie degli anni 60-70 e a quella del centenario - ha detto Adriano Galliani - Ricorda le prime maglie del Milan e in particolare quella del 1901 del primo scudetto”.

Foto: Jonathan Moscrop – LaPresse

i protagonisti

Ibra, mister scudetto CAPITOLO A PARTE MERITA L’ATTACCO con mister scudetto Zlatan Ibrahimovic. Un finale di stagione passato più in tribuna squalificato che in campo, non deve far dimenticare che lo svedese ha praticamente trascinato il Milan in vetta quando questa squadra ancora non aveva un’identità. Ibrahimovic ha vinto il suo nono scudetto in carriera, l’ottavo consecutivo. Il primo successo nella stagione 2003-2004 con l’Ajax, poi due con la Juventus successivamente revocati, tre con l’Inter più lo scorso anno nella Liga con il Barcellona. Ora il Milan: non può essere un caso. Da qui alla fine della stagione Ibra si giocherà il titolo di miglior marcatore della squadra con Pato. Per ora sono appaiati a quota 14 goal. METRO

La sicurezza Abbiati

Foto Davide Anastasi/LaPresse

QUESTO SCUDETTO PASSA LETTERALMENTE PER LE SUE MANI: Christian Abbiati, il portiere che tra i pali è una sicurezza. Classe 1977, qualcuno lo definirebbe un po’ vecchio, almeno per la Nazionale, ha tuttavia presidiato con piglio la porta rossonera, compiendo spesso veri e propri miracoli. Molto abile nelle uscite e nel parare i rigori, forte di doti fisiche davvero invidiabili, ha fatto delle parate in questo campionato che pesano davvero come gol segnati. La più importante e più bella, per sua stessa ammissione, è quella su Thiago Motta nel derby di ritorno. “Ma sono tutte bellissime - ha detto entusiasta - questo scudetto è bellissimo”. METRO

ECCOLO UN ALTRO PROTAGONISTA: IL PAPERO. A soli 21 anni è cresciuto nel fisico e nella personalità. La tecnica non è mai stata in discussione e neppure il controllo di palla. Semplicemente straordinario nel rapporto partite giocategol, a gennaio di quest’anno è diventato il più giovane giocatore di sempre a raggiungere e superare la quota di 50 gol in partite ufficiali con il Milan. Deve solo superare i suoi limiti di tenuta fisica. Ma il futuro è suo. METRO

(AP Photo/Luca Bruno)

BELLA STAGIONE ROSSONERA PER L’ATTACCANTE DI BARI VECCHIA. Noto alle cronache sportive spesso più per il suo comportamento esuberante che per le capacità tecniche Cassano ha dimostrato più volte di avere un carattere difficile e molto particolare, fino ad arrivare agli eccessi e all’indisciplina, tanto che tali gesti sono stati definiti “cassanate” dall’allenatore Fabio Capello. Ma il caratteraccio e i rapporti turbolenti con le società e i compagni di squadra che hanno caratterizzato la sua storia passata non hanno impedito a Fantantonio di rivelarsi un tassello importante nel mosaico di giocatori che hanno portato a casa il diciottesimo scudetto del Milan. Contribuendo più con gli assist che con effettive reti segnate Cassano METRO intasca così il suo primo scudetto.

Foto Luca Lussoso – LaPresse

Il papero Pato

N0n solo “cassanate”


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ALLEGRI HA CONQUISTATO IL PREMIO CHE FU DI BARESI

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A settembre 2010, all’inizio della folgorante stagione che lo avrebbe visto conquistare la testa del campionato con la sua squadra, Massimiliano Allegri è stato il vincitore della 35a edizione del Pulcino d’argento, il premio assegnato ogni anno dalla Polisportiva Misericordia di Cascina a personaggi del mondo del calcio che si sono particolarmente distinti nella stagione precedente. In passato il premio è stato assegnato, tra gli altri, a Gianluca Pessotto, Igor Protti, Luciano Spalletti, Beppe Bergomi, Franco Baresi, Marcello Lippi, Giancarlo Antognoni e Giacinto Facchetti.

Il mercato

Il rinnovamento ancora non è finito I SACRIFICI HANNO PAGATO. Ma guai a pensare che il Milan avesse sulla carta la rosa migliore. È sul campo che la formazione di Allegri ha saputo fare la differenza. Dal punto di vista tattico il Milan ha sorpreso, cambiando pelle, facendo fronte ai vari infortuni e sapendosi ridisegnare ogni volta in maniera assai efficace. Il tecnico livornese ha saputo cambiare in corsa, passando da un 4-3-3 che è apparso troppo sbilanciato (coi 3 tenori, Pato, Ibra e Robinho in campo) a un 4-3-1-2 che ha esaltato le qualità di Boateng. E con Pirlo infortunato è salito in cattedra Van Bommel, prezioso acquisto di gennaio, che ha dato solidità al centrocampo. In estate si giocava a preparare le griglie, nelle chiac-

chiere da bar si pronosticava una Inter ancora campione, una Roma seconda e una Juventus in zona Champions. Il Milan non c’era quasi mai, almeno fino al colpo Ibrahimovic.

I Rossoneri non hanno mai mollato Lì qualcuno ha iniziato ad annusare qualcosa. Anche perché giornata dopo giornata il club di via Turati si avvicinava sempre più convinto al tricolore. E in questo proprio Ibra ha dato un contributo sostanziale, giocando almeno due terzi di stagione da grandissimo campione. A lui sono andati molti palloni sporchi, a lui è toccato il compito di far salire la squadra e creare

L’sms di Kaka

spazio per i compagni. Cosa che in Italia fa tutta la differenza del mondo. E dire che l’avvio non è stato dei più semplici. Il Milan non era brillante, nessuno poteva prevedere una cavalcata del genere che invece è “iniziata” all’undicesima giornata e non è mai terminata. Perché i Rossoneri non hanno mai mollato la vetta, nonostante un Napoli combattivo e una Inter che nel dopo Benitez ha saputo riprendere vita. La fotografia del trionfo è negli scontri diretti di questa stagione. Testimonianza di uno scudetto assolutamente meritato. Ora il difficile è ripetersi, ma le prime mosse di mercato già lasciano presagire un Milan ancora più forte.

QUANDO 2 ANNI fa è

partito è stato un colpo al cuore per tutti. In primis per il presidente Berlusconi, ma certamente anche per Adriano Galliani. Oggi riportare Kakà al Milan potrebbe non essere solo un sogno. Il contatto c’è stato il giorno del XVIII scudetto. AP Photo/Arturo Rodriguez Un sms del brasiliano sul cellulare di Galliani diceva: «I campioni dell’Italia siamo noi». Segno che quel feeling con via Turati non è mai scemato. E da lì è nata una piccola suggestione. Perché non è un mistero che Kakà potrebbe lasciare il Real Madrid. In Spagna il fenomeno che aveva stregato e fatto innamorare di sé il Milan non è mai riuscito a ripetersi. Certo, sbagliato sarebbe pensare che il Real possa “svendere” un giocatore pagato a peso d’oro (circa 60 milioni di euro). È questo il nodo più importante da sciogliere, oltre ovviamente all’oneroso ingaggio (9 milioni netti a stagione, fino al 2015). Ma le parole di Galliani lasciano uno spiraglio: «Io per Kakà farei qualunque cosa, è un giocatore e un ragazzo straordinario. Quando l’ho venduto è stato uno dei momenti più tristi, ho pianto». Il Milan, state sicuri, ci proverà. Ma anche il Chelsea pare in agguato. METRO

METRO

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IL CALCIO È UNA COSA DA GENTLEMEN Il Premio Gentleman San Siro da oltre 15 anni celebra i campioni del Fair-play di Milan e Inter e dell’intero campionato. L’edizione di quest’anno si terrà lunedì 16 maggio e sarà condotta da Massimo Caputi insieme con Elisabetta Gregoraci. Le categorie in gara sono: Gentleman AC Milan, Gentleman F.C. Internazionale e Gentleman Campionato serie A. Ma saranno assegnati riconoscimenti anche per il miglior goal Milan e Inter della stagione 2010-2011, poi uno speciale Gentleman allenatore, Gentleman europeo, uno speciale Gentleman alla carriera e Gentleman allo spettacolo.

13 Il mercato Seedorf Incerto destino

Roma piange Mexes

È A CENTROCAMPO

Foto Spada – LaPresse

SE NE È PARLATO per mesi, ma alla fine è arrivata la conferma. La difesa ripartirà da Philippe Mexes, difensore centrale della Roma che la prossima stagione giocherà con la maglia rossonera. Il francese è oggi alle prese con la rieducazione dopo la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro, ma è Foto Alfredo Falcone - LaPresse un giocatore di sicuro affidamento, che in questi anni nella Capitale ha mostrato solidità e ottimo senso della posizione. Caratteristiche che, affiancante alla splendida stagione che hanno fatto Nesta e Thiago Silva, dovrebbero rendere la difesa del Milan ancora più bilanciata. Si interverrà, probabilmente, sulle fasce, dove serve invece maggior qualità. In quest’ottica va letta la firma di Taiwo, nigeriano del Marsiglia: inizialmente, il suo status di extracomunitario pareva aver fermato l’operazione, ma è stato proprio Galliani a chiarire che il ragazzo arriverà lo stesso al Milan, perché si ha la sensazione che a breve riesca a ottenere il passaporto francese. Non è da escludere anche il rientro alla base di Astori dal Cagliari, mentre sembrano in partenza sia Jankulovski che Papasthatopoulos. Anche il giovane spagnolo Didac Vilà potrebbe fare le valige. METRO

che il Milan, in vista della Champions del prossimo anno, potrebbe optare per una sorta di rivoluzione. Tutto passerà dagli eventuali rinnovi. Resterà Mark Van Bommel, che tanto bene ha fatto dal suo arrivo, e anche Massimo Ambrosini è praticamente già d’accordo con Adriano Galliani. Con loro è sicuro il riscatto di Boateng, mentre per Clarence Seedorf, Andrea Pirlo e Gattuso la situazione è ancora in alto mare. Pirlo ha un ingaggio altissimo (6 milioni) e deve accettare una riduzione, così come Seedorf, che a 35 anni non può avere pretese altissime nonostante il finale di stagione in crescendo. “Ringhio” Gattuso, invece, sta tentennando perché dall’estero gli offrono contratti faraonici, ma anche lui potrebbe scegliere di “sposare” la causa Milan e terminare la carriera in rossonero. Ma se per il centrocampo si parla di grandi cambiamenti in attacco, con ogni probabilità, saranno pochissimi i movimenti. L’unico innesto potrebbe essere Ganso, attaccante del Santos che però al momento non vuole saperne di abbassare le richieste. Allegri comunque vorrebbe un ariete che possa fare le veci di Ibrahimovic. METRO


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CALCIATORI ATTENTI A FACEBOOK, L’ARBITRO NON SI TOCCA Il mondo del calcio deve stare attento. Sfogarsi su Facebook può costare caro: così è stato per un giocatore della Polisportiva Gambatesa, compagine molisana che milita nel campionato regionale Juniores, per il quale la Commissione disciplinare della Figc molisana ha stabilito lo stop per due turni. Il giovane calciatore se l’era presa con un arbitro su Facebook, coprendolo di ingiurie e facendo illazioni sulla sua vita privata. Adesso lui non gioca e la società dovrà pagare 200 euro di ammenda.

Il mercato

LISTA DELLA SPESA

(AP Photo/Rick Bowmer)

City in due-tre anni può diventare una delle squadre top d’Europa”. Zlatan è ovviamente Ibrahimovic che però non ci pensa per niente a svestire la maglia rossonera. Le ambizioni non si fermano qui. In una intervista al quotidiano Sun, Mancini è stato secco. Alla domanda: “chi vorresti per la prossima stagione?”, ha risposto, “Cesc Fabregas”. Poi ha sparato la cannonata su Ibra. Tanto sognare non costa niente. METRO

OLTRE A MEXES, il Milan ha già preso Taye Taiwo, nigeriano e quindi extracomunitario, non potrebbe quindi metterne altri sotto contratto. Ma le regole potrebbero cambiare e, soprattutto, Taiwo potrebbe arrivare a Milano con un nuovo passaporto francese. C’è spazio per altri e le ambizioni sono molte, soprattutto sudamericane. METRO

CI SI È MESSO anche l’infortunio muscolare a complicare il futuro di Paul Henrique Ganso. Il trequartista brasiliano del Santos dovrà stare fermo per i prossimi 45 giorni; sembrava destinato a un arrivo in Europa, magari a Milano, ma il Milan pare aver, almeno per il momento, preso tempo. Secondo la stampa brasiliana, però, Ganso avrebbe praticamente raggiunto l’accordo per un suo trasferimento al Corinthians. Secondo il quotidiano “Lance”, il “Timao” ha pronto un contratto di un anno e mezzo da 260mila euro di ingaggio al mese. Poi, Ganso potrebbe trasferirsi in Europa.

(AP Photo/Andre Penner)

non la manda a dire. “Se Zlatan volesse venire a Manchester, un posto glielo troverei certamente”. “Sono orgogliosi dei miei ragazzi - ha aggiunto l’ex allenatore dell’Inter -, adesso dobbiamo concentrarci sulla finale di sabato. Il nostro obiettivo a inizio stagione era la qualificazione alla Champions LeaRoberto Mancini gue e disputare una finale e credo che li abbiamo cenSOGNA ROBERTO MANCINI, Manchester City in Cham- trati entrambi. Come ho evidentemente non con- pions League e in Fa Cup. detto quando sono arrivatento dei successi del suo Vorrebbe uno squadrone e to su questa panchina, il

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Foto Gibireporter- LaPresse

(AP Photo/Jon Super)

I sogni di un italiano all’estero

“GALLIANI HA DETTO di non aver mai seguito Balzaretti? Per quello che so io - dice Marcello Bonetto, agente del difensore esterno del Palermo - la società non ha mai parlato di Federico con il Milan, ma non dimentichiamo che l’accostamento alla squadra rossonera era nato dalle parole di un ex giocatore della formazione siciliana, Zaccardo. Il fatto, comunque di non tener in considerazione, da parte dei campioni d’Italia, uno dei migliori giocatori italiani, è una loro scelta”. METRO


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ant’Efisio SPECIALE

30 APRILE 2011 • WWW.METRONEWS.IT

Primo maggio processione del Santo festeggiamenti in onore di Sant’Efisio si sviluppano nel rinnovato fervore che investì la vita religiosa di Cagliari e dell’intera isola durante il 1600. A questo periodo risale un proliferare di Confraternite laiche che si dedicavano a iniziative caritatevoli. In quest’ambito si inserisce il culto del santo martire Efisio da parte dell’Arciconfraternita del Gonfalone, oggi Confraternita di Sant’Efisio, che aveva la sua sede nella chiesa di Sant’Efisio, nel rione di Stampace Alta. La chiesa fu costruita nel 1780, ma sullo stesso luogo dove già esisteva la chiesa più antica. In una delle cappelle è conservata la statua del Santo che viene portata in processione fino a Nora, luogo del martirio, dove sorge una chiesa - sulla spiaggia presso le rovine della città - restaurata nel 1656 grazie alla donazione di Alfonso Gualbus, Marchese di Palmas, sfuggito anch’egli alla peste. Secondo la tradizione la cripta sotto la chiesa di Stampace è il luogo dove il martire venne incarcerato e torturato prima della morte. Ancora oggi i festeggiamenti si ripetono con la stessa passione religiosa e, come 355 anni fa, i preparativi e l’organizzazione dei riti dedicati al Santo sono a cura esclusiva dell’Arciconfraternita del Gonfalone. Il programma dei riti religiosi si apre il 29 aprile con la vestizione del simulacro del Santo; il 30 nella chiesa di Sant’Efisio si tengono messe solenni e l’intronizzazione del simulacro del Santo nel cocchio. Il Primo maggio, alle ore 11 si tiene la messa dell’Alter Nos e alle 12 ha inizio la processione. METRO

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CAGLIARI IN FESTA


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sabato 30 maggio 2011

Manifestazione unica in Europa

Soltanto in Spagna cerimonie più lunghe, numerose e solenni. Una coreografia di colori, profumi, costumi e riti. L’arciconfraternita del Gonfalone sfila in abito penitenziale.

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ant’Efisio

SPECIALE

Quattro giorni di festa in onore e ricordo del Martire guerriero OGNI ANNO, all’inizio di

Neanche i bombardamenti fermarono la processione La festa di Sant’Efisio fu celebrata anche nel 1943, nonostante le macerie che coprivano la città di Cagliari, distrutta dai bombardamenti alleati avvenuti circa due mesi prima. La statua del Santo fu portata in processione su un camioncino del latte, seguita da pochi ma devoti fedeli. A parte le processioni che si svolgono in Spagna, che possono essere simili per valenza e durata, la festa di Sant’Efisio è tra le più importanti del bacino del Mediterraneo per lunghezza del percorso, numero dei partecipanti, paesi coinvolti e tipicità dei costumi, alcuni dei quali risalgono a diverse centinaia di anni fa. METRO

maggio, un corteo di carri, cavalieri, pellegrini, devoti, turisti e curiosi invade le strade di Cagliari per rendere omaggio a Sant’Efisio. Dall’1 al 4 maggio il simulacro del Santo martire è al centro di un grande evento religioso dal carattere popolare. Il simulacro del Santo parte dalla chiesetta intitolata al suo nome a Cagliari, nel quartiere storico di Stampace, e compie una processione sino al luogo del suo martirio, a Nora. La festa di maggio dedicata al “Martire guerriero” nasce come voto solenne indetto dalla città durante una terribile pestilenza. Nel corso di oltre 350 anni di vita la festa si è arricchita, però, anche di una

Anche i buoi in parata sfilano bardati di fiori sfumatura folcloristica che rende omaggio ai costumi tradizionali della Sardegna. Il culto del Santo è diffuso inoltre nell’intera Isola, venerato in particolare nell’area sud-occidentale. La statua vestita di oro e gioielli degli ex-voto La custodia, la tradizione e l’organizzazione dei riti dedicati al Santo è di esclusiva competenza dell’Arciconfraternita del Gonfalone i cui membri partecipano alla processione in

abito penitenziale. L’Arciconfraternita procede alla vestizione del simulacro a fine aprile, momento che scandisce l’inizio dei festeggiamenti. Il 30 aprile viene completata la vestizione con l’aggiunta di oro e gioielli donati dai fedeli come ex-voto, solo dopo la statua viene deposta nel cocchio dal presidente dell’Arciconfraternita e dal Sacrista maggiore. La mattina del primo maggio “Su Carradori”, colui che guiderà i buoi che traineranno il cocchio, addobba gli animali con fiori e campanelli. Così il

Terzo Guardiano a cavallo, accompagnato dalla “Guardianìa”, si reca al Palazzo Civico dove lo aspetta l’Alter Nos, ovvero il rappresentante del sindaco della città. Insieme si recano alla chiesa di Sant’Efisio dove viene celebrata la messa dell’Alter Nos. Ogni anno arrivano migliaia di turisti

È una festa rappresentativa dell’identità sarda che richiama però ogni anno molti turisti, affascinati dalla moltitudine di colori, profumi, costumi tradizionali e riti che danno luogo a una coreografia di particolare suggestione. METRO


sabato 30 maggio 2011

Dall’artigianato, all’edilizia, all’agroalimentare Intervista con Benedetto Etzi, direttore generale della Fiera della Sardegna. L’appuntamento annuale internazionale attira quasi tremila aziende. Quest’anno gli ospiti d’onore locali sono l’Ogliastra e il Medio Campidano.

S Mercato mediterraneo

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ant’Efisio

SPECIALE

La Sardegna autentica in mostra LA FIERA CAMPIONARIA

internazionale della Sardegna è il fulcro della programmazione annuale della Fiera della Sardegna. Una vetrina che ogni anno raggiunge il mezzo milione di visitatori e colloca Cagliari ai vertici delle fiere campionarie generali d’Italia. Per saperne di più ne parliamo con Benedetto Etzi, direttore generale della Fiera.

allestimento della Fiera comportano un costo del lavoro pari a un’azienda con 124 dipendenti per tutto l’anno. Il volume di affari è tra i 25 e i 30 milioni di euro all’anno.

che spaziano dall’artigianato all’edilizia, all’agricoltura e all’agroalimentare. Da un po’ di anni abbiamo la presenza dei Gal (i gruppi di acquisto locale) che raggruppano una serie di aziende col Quali i settori principali? La Fiera raccoglie settori meglio della produzione

Come nasce questo appuntamento annuale?

La Camera di commercio di Cagliari e la Regione decisero di creare un quartiere fieristico nella città 63 anni fa. All’inizio era solo un nucleo di aziende locali, oggi abbiamo il 20% di espositori stranieri oltre a sardi e italiani. Quante aziende espongono in totale?

Mediamente sono presenti un migliaio di espositori e 2.500- 3mila aziende. Questo fa sì che si abbia un indotto notevole. Realizzazione, svolgimento e Benedetto Etzi, direttore generale della Fiera

locale. Questo dà modo di vedere uno spaccato produttivo di alcune zone della Regione: quest’anno avremo l’Ogliastra e il Medio Campidano. Poi c’è il padiglione dell’artigianato estero che è tra i più visitati. Ci sono eventi collaterali?

La Fiera ogni anno promuove, all’interno dei padiglioni, eventi e spettacoli o incontri patrocinati dalle varie istituzioni locali, per esempio legate alla cultura enogastronomica o ai servizi al cittadino. Ci sono anche spazi di collaborazione con le università. Lei è direttore dal 1979. Quali le nuove sfide della Fiera?

Mi considero la memoria storica di questo evento che si è adeguato con gli anni alle nuove necessità del mercato. Cagliari, attraverso un rinnovamento del quartiere fieristico che abbiamo in progetto, ha enormi potenzialità perché affacciata sul mare.

Pensiamo allo sviluppo di eventi nautici e legati alla pesca sportiva. Inoltre il Mediterraneo, da sempre crocevia di culture e scam-

bi, terminata si spera presto questa fase di conflitto in Libia, è un’ottima piattaforma di crescita commerciale. METRO

Musica, teatro, commerci a margine della festa Nei quattro giorni della festa di Sant’Efisio sono tante le manifestazioni collaterali. Al Teatro Lirico di Cagliari si svolge il Festival musicale di Sant’Efisio, concerti dedicati al Patrono; in parallelo la rassegna “Echi Lontani - Feste Musicali per Sant’Efisio” che propone musiche d’epoca. Dal pomeriggio del 1 maggio fino a sera inoltrata è la volta della rassegna folkloristica cui partecipano i gruppi più rappresentativi della Sardegna, affiancati da gruppi “a tenores”, unici al mondo per le loro peculiarità. La sera del 4 maggio, giorno del rientro del cocchio del Santo nella chiesa di Stampace, sulle scalinate del Municipio in via Roma va in scena lo spettacolo “Su contu de Sant’Efis” realizzato dalla compagnia Medas. Immancabile la manifestazione “Monumenti Aperti” con l’apertura di un centinaio di siti di importanza storica e archeologica e la presenza di guide specializzate. A carattere internazionale è la Fiera campionaria generale, quest’anno alla 63esima edizione, che si tiene dal 29 aprile al 9 maggio a Cagliari. Vetrina commerciale che tasta il polso all’economia regionale. METRO


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Corteo da Cagliari a Nora Dopo la prima tappa a Giorgino il Santo spogliato dei gioielli. Nell’ultima parte del viaggio la statua sistemata su un carro. Il rientro in città previsto per il 4 maggio dopo la commemorazione.

S Al suono delle launeddas ant’Efisio

SPECIALE

Il corteo sfila lungo quattordici strade di Cagliari

LA PROCESSIONE - L’apice

della festa di Sant’Efisio da Cagliari è rappresentato dalla processione del Primo maggio che porta in corteo il simulacro del Santo. La processione parte da viale Fra Ignazio e viene

aperta dalle “traccas”, i caratteristici carri all’interno dei quali sono esposti i prodotti più genuini del territorio; seguono i gruppi folk, i Cavalieri del Campidano, i miliziani e la Guardanìa che porta il

Gonfalone dell’Arciconfraternita. Segue il cocchio con il simulacro, annunciato dal suono delle launeddas, antichi strumenti a fiato. Il corteo sfila lungo 14 strade di Cagliari fino al Porto Canale, sulla laguna di Santa Gilla. Da qui inizia il vero pellegrinaggio che seguirà la statua del Santo fino a Nora. La prima tappa è il villaggio di Giorgino dove vengono rimossi i gioielli e sostituiti i vestiti del simulacro con altri più semplici. La statua prosegue quindi il suo viaggio su un carro, passando da Maddalena Spiaggia, dalla località detta “Su Loi”, Sarroch, Villa San Pietro e Pula. Verso le ore 21 del 2 maggio il simulacro arriva a Nora (località che dista una trentina di chilometri da Cagliari) e la giornata seguente è dedicata alla commemorazione del Santo. Il 4 maggio il simulacro rientra a Cagliari. METRO

Traccas

Gruppi folk

Cavalieri

CARRI TRAINATI da buoi

SONO CIRCA SEIMILA le per-

APRONO LA SFILATA in ono-

ornati a festa, con splendide e variopinte rappresentazioni della vita agropastorale e della tradizione sarda. Alla processione ne partecipano più di trenta, provenienti dal circondario di Cagliari, che trasportano anche frutta e cibi locali. METRO

sone che sfilano in costume; sono i gruppi folk che rappresentano vari comuni della Sardegna e partecipano alla processione con i propri costumi tipici, recitando e cantando i “goccius”, preghiere della tradizione religiosa isolana.

re di Sant’Efisio i Cavalieri del Campidano, spesso in compagnia delle loro donne, finemente vestite e ornate con numerosi gioielli. I cavalli sono addobbati per la festa, con coccarde e rosette e le code arricciate e ornate di fiori.

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In giro fra le bancarelle / 1

Oltre ottantamila metri quadri di esposizione nei padiglioni fieristici e all’aperto. Prendersi tempo per visitare gli stand è come viaggiare nella storia della Sardegna. Antiquariato e arredamento attirano gli appassionati del collezionismo.

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ant’Efisio

SPECIALE

Tradizione e innovazione alla Fiera Campionaria

Spirali di asfodelo nei campi e in cucina

I LAVORI DI INTRECCIO in

Una rassegna che racchiude diversi settori merceologici e che offre il meglio della produzione negli ambiti della vita quotidiana, del lavoro, dello svago e del tempo libero. La Fiera Campionaria ha saputo recepire le innovazioni tecnologiche proposte dal mercato internazionale, contribuendo così a modernizzare i settori trainanti dell’economia isolana. La manifestazione occupa l’intero spazio del quartiere fieristico di Cagliari, sia le aree coperte di 46.000 metri quadri che quelle all’aperto di 36.000 metri quadri. Trovano ampio spazio i settori dedicati all’artigianato di qualità e all’enogastronomia. Da un lato, il comparto artigiano della Sardegna propone le migliori produzioni legate alla tradizione e all’innovazione: dalla cestineria alla lavorazione del legno, per arrivare alle elaborate produzioni che riguardano il ferro battuto e la realizzazione di coltelli. Il settore dell’enogastronomia, poi, è uno dei punti di forza dell’esposizione; in questo ambito singoli produttori e organizzazioni di settore propongono al pubblico formaggi e vini di alta qualità, accompagnati da dolci e paste fresche. Di grande richiamo anche i comparti dell’antiquariato e dell’arredamento, ai quali vanno aggiunti i settori dedicati alle macchine agricole e al tempo libero. METRO

Compagni di vita di pastori e cacciatori OGGI SONO SPESSO ricer-

cati come souvenir, ma i coltelli sardi vantano una lunga tradizione. Alcuni di questi manufatti si possono considerare vere e proprie opere artistiche: coltelli con manici in corno di ogni forma e colore, intarsiati e scolpiti a forma di cervo, cinghiale, muflone, aquila, a rappresentare la fauna sarda, impreziositi dall’accostamento acciaio-ottone nelle lame e negli anelli. Il connubio tra pastorizia (attività primaria) e questo utensile fu immediato. Si dice che il coltello non è nient’altro che il prolun-

gamento della mano del pastore. Infatti il coltello anticamente era ritenuto un compagno di vita. Una sorta di spada che veniva portata alla cintola La prima “leppa” (coltello) sarda non assomigliava a quella che conosciamo oggi, ma era una sorta di spada che misurava 50-60 cm e veniva portata nella cintola. Con quel tipo di coltello si sono combattute diverse guerre per difendere l’Isola dagli invasori. METRO

Sardegna sono stati, sin dall’antichità, una delle attività principali. L’Isola, terra ricca di materie prime, è da sempre culla perfetta per lo sviluppo dei lavori di intreccio volti alla creazione di contenitori rustici di ogni tipo. Cesti e cestini sono diffusissimi: le abitazioni rustiche, dei pastori e dei contadini, in alcuni paesi in particolare, sono piene di tali oggetti, alcuni utilizzati per la conservazione degli alimenti. I cesti e i panieri, che possono avere forma differente a seconda dell’utilizzo cui sono destinati, vengono realizzati secondo la tecnica sarda detta “a spirale”: a partire da un ordito a spirale, viene intrecciata su di esso la paglia, che viene cucita punto per punto con un ago di ferro.

Con la paglia, solitamente colorata, vengono realizzati bellissimi disegni; i più tradizionali sono le rose e le stelle. I colori più ricorrenti sono il rosso, il nero, il blu e il verde. Alcuni cesti presentano sul fondo una pezza circolare di broccato. Per comporre questo manufatto, prezioso e popolare al tempo stesso, occorrono piante come il lentisco, la palma, il giunco, la canna, l’asfodelo e la paglia, reperibili sul territorio. METRO

Metro Diario è uno speciale di Metro, quotidiano indipendente del mattino pubblicato dal lunedì al venerdì e distribuito gratuitamente da N.M.E. New Media Enterprise Srl Registrazione RS del Tribunale di Roma 254/2000. Direttore responsabile: Giampaolo Roidi Realizzazione AXIA editrice società cooperativa, Viale Giulio Cesare 51 00192 Roma - tel 06 50697894 e-mail: axia@axiaonline.it Pubblicità Visibilia2 Pubblicità via della Purificazione 94/95 Roma Tel: +39 06.95.21.32.00 Corso Garibaldi 99 Milano Tel: +39 02.36.58.67.50 Concesionaria clienti locali di Cagliari e Sardegna: AB Advertising, via Lanusei, 29 - Cagliari - Tel. 335 8108389 Stampa, Grafiche Ghiani srl - S.S. 131 km. 17, 450 Zona Monastir (CA) Amministratore unico Mario Farina Sede legale N.M.E. via Carlo Pesenti, 130 00156 - Roma


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In giro fra le bancarelle / 2 Dalla tradizione agroalimentare vere delizie per la tavola. Già in epoca nuragica i sardi sapevano apprezzare il buon vino. Dalla ricchezza dei campi gli ingredienti per la pasticceria.

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SPECIALE

La Vernaccia battezzata Dolci, rotondi sospiri dall’invasore romano di mandorle e miele

L’arte della pastorizia esaltata nel pecorino IL FORMAGGIO è una pecu-

liarità della gastronomia sarda. I latticini sardi hanno straordinarie qualità in quanto i pascoli dell’Isola sono un ottimo nutrimento di greggi di pecore che spesso vivono allo stato brado. Famosissimi il fiore sardo (pecorino leggermente affumicato stagionato in grotte di montagna) e il pecorino sardo, dal sapore aromatico e acidulo; poi le ottime ricotte e formaggi freschi di latte ovino e vaccino. Il più particolare è la fresa, formaggio cremoso, preparato con latte prodotto dalle vacche che

pascolano sulle colline di Marghine, nei dintorni di Macomer; da consumarsi fresca. Altro prelibato formaggio è il frue, fatto con latte di capra salato dal gusto simile alla feta greca. L’isola attualmente offre la più vasta produzione di formaggi pecorini d’Europa, esportati in molti mercati esteri. Le pecore sarde appartengono a una razza autoctona di origini antichissime, la razza sarda, come antichissime sono le origini del famoso pecorino che risalirebbero addirittura alla preistoria. METRO

Un momento di relax alla Fiera di Cagliari GIÀ IN EPOCA nuragica i sardi coltivavano la vite. Il Cannonau, famoso vino originario della Sardegna, secondo alcuni studiosi sarebbe uno dei vini più antichi del Mediterraneo. Mentre la Vernaccia, altro celebre vino sardo, sembra che derivi dal latino vite vernacula, quindi originaria del luogo; altri studiosi sostengono anche che esistono riscontri storici sull’esistenza del celebre vino già nella città di Tharros, l’antichissimo centro punico-romano di cui oggi restano maestose vestigia. Non è un caso che oggi l’Isola produca numerosi vini di

elevata qualità, apprezzati per le loro caratteristiche organolettiche (di buon corpo, freschi e aromatici); a oggi si contano un vino a Docg e 19 vini Doc. Per quanto riguarda le caratteristiche generali della viticoltura sarda, a fronte dei vitigni autoctoni quali ad esempio il Nuragus, la Vernaccia, il Cagnulari, tipico del sassarese, il Cannonau e l’Arvesiniadu, vitigno autoctono del Goceano che rischiava di scomparire - sono presenti anche la Malvasia, il Torbato e il Monica, il Vermentino e il Sangiovese. METRO

I DOLCI TRADIZIONALI sardi sono da vassoio. Ogni territorio dell’Isola ha i suoi dolci tipici. Protagonisti sono le mandorle e il miele. Famosi gli amaretti, fatti con pasta di mandorle dolci e amare, oppure i “sospiri”, dolci molto piccoli, di forma rotonda, preparati con mandorle tritate, zucchero, miele e limone e avvolti in carta colorata come caramelle. Ci sono poi i bianchini, o “bianchittos”, che ricordano le meringhe. Inoltre il “gateau”, un croccante fatto con mandorle e buccia d’arancia tagliata a listarelle immerse nello zucchero sciolto. E ancora il torrone, i “pinos”, dolci di forma sferica, e i “mangadagas”, detti anche trizzas o acciuleddi, spaghetti di pasta ripiegati a formare una treccia, fritti e poi ricoperti di miele bollente. Ricordiamo infine le

“caschettas”, il dolce della sposa, sfoglie di pasta sottili come il velo di una sposa con miele, zafferano, mandorle e nocciole. Un’altra produzione tipica è la “saba”, o “sapa”: una pasta, soffice e marrone, ottenuta dalla cottura del vino d’uva o, in alcune località, dal succo del fico d’India. Anche i “papassini” o “pabassinos” si preparano con saba, mandorle, e uva passa; ricoperti dalla glassa puntellata a sua volta di diavoletti colorati. Alcuni dolci sardi vengono serviti caldi, come le “zippulas”, o le “seadas”, o “sebadas”: fritte nell’olio e ricoperte di miele o zucchero, con all’interno pecorino fresco. Il formaggio si trova anche nelle formaggelle, o “casadinas”, e nelle “pardulas”, canestri di pasta ripieni nel primo caso di formaggio, nel secondo di ricotta insaporita con zafferano. METRO


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Un persecutore folgorato e convertito Il culto del Santo radicato in Sardegna dopo la peste del Seicento. Fra gli attributi quello di Comandante supremo dei combattenti. La festa apre la Sagra di maggio che dura un mese.

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SPECIALE

EFISIO NACQUE nell’Asia Minore, ad Elia, intorno al 250 d.c., destinato dalla madre Alessandra a divenire soldato dell’imperatore Diocleziano il quale gli affidò il comando di parte del suo esercito con il compito di perseguitare i cristiani. Giunto in Italia, mentre era in marcia verso Napoli (o Brindisi), un bagliore

Il voto di Cagliari Pellegrini a Nora

improvviso lo colpì, facendolo cadere dal cavallo e una voce dal cielo si rivolse a lui, chiedendo quale fosse la sua missione. Mentre rispondeva una croce splendente apparve nel cielo e si impresse nel palmo della mano di Efisio che da quel giorno dedicò la sua vita a diffondere il Vangelo e a difendere i cristiani dalle

continue persecuzioni. L’ira dell’Imperatore non lo risparmiò ed Efisio venne preso, condotto a Nora e lì giustiziato il 15 gennaio del 303 d.c. (secondo alcuni l’anno è il 286 d.c.). Sant’Efisio, patrono dell’Arcidiocesi e compatrono di Cagliari, è venerato, con grandiose celebrazioni che si svolgono nel mese di maggio in molte zone della Sardegna, soprattutto nella parte sud-occidentale, ma a Cagliari la devozione nei confronti del Santo è tale da aver superato, nel cuore e nel culto della popolazione, San Saturno, primo patrono di Cagliari. Nulla di strano se pensiamo che, secondo la tradizione, Efisio salvò i cagliaritani dalla peste del 1600 e dai bombardamenti francesi. Le celebrazioni in onore di Efisio risalgono al 1652,

anno in cui, l’11 luglio, la Municipalità di Cagliari si appellò al Santo affinché proteggesse la città dalla terribile peste: Cagliari si impegnava con un voto a tributare ogni anno una solenne processione al Santo. A maggio del 1657 ci fu la prima solenne processione per lo sciogli-

mento del voto, con il simulacro del Santo portato nella chiesetta di Nora, luogo del suo martirio, seguito dalle autorità e dai rappresentanti dei paesi liberati dalla peste. Nel 1793 un altro intervento miracoloso di Sant’Efisio protesse Cagliari e i suoi cittadini. Tra il 17

La vestizione di Sant’Efisio prima della processione

e il 18 febbraio l’ammiraglio francese Laurent Truguet, al comando della sua flotta, pose sotto assedio Cagliari e si preparava al bombardamento della città quando i cagliaritani invocarono Sant’Efisio: a questo punto tra le truppe da sbarco scoppiò un’insurrezione e le milizie popolari, condotte da Girolamo Pitzolo, respinsero i francesi sbarcati lungo le coste di Quartu Sant’Elena, riportando una schiacciante vittoria. Da allora al Santo di Elia fu attribuito anche il titolo di “Comandate supremo dei combattenti”. Il culto di Sant’Efisio si onora ogni anno, da quel lontano 1657, con la solenne processione del primo maggio, che si snoda da Cagliari fino a Nora, e i concomitanti festeggiamenti, la Sagra di maggio, che durano tutto il mese. METRO


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L’assessore al Turismo: l’Unesco ci faccia patrimonio dell’umanità

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Chilometri di tela ignifuga per rendere più sicuri gli spazi riservati a fedeli e spettatori. Da quest’anno la processione si può seguire scaricando le audioguide sul cellulare. Prima del cocchio del Santo il pubblico vedrà la statua sacra ai fanti della Sardegna.

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Dimonios China su fronte si ses sezzidu pesa! ch'es passende sa Brigata tattaresa boh! boh! e cun sa mannu sinna sa mezzus gioventude de Saldigna Semus istiga de cudd'antica zente ch'à s'innimigu frimmaiat su coro boh! boh! es nostra oe s'insigna pro s'onore de s'Italia e de Saldigna Da sa trincea finas' a sa Croazia sos "Tattarinos" han'iscrittu s'istoria boh! boh! sighimos cuss'olmina onorende cudd'erenzia tattarina Ruiu su coro e s'animu che lizzu cussos colores adornant s'istendarde boh! boh! e fortes che nuraghe a s'attenta pro mantenere sa paghe

Le reliquie della Brigata Sassari portate in corteo dai Dimonios DOMANI la Brigata Sassari sfilerà a Cagliari con la processione di Sant’Efisio. Quattro militari precederanno il cocchio del Santo, portando una statua d’argento con dentro le nuove reliquie consegnate alla Brigata dalla diocesi di Pisa, come ha spiegato Fabrizio Pau, presidente

Sa fide nostra no la pagat dinari aioh! dimonios! avanti forza paris. (parole e musica del Capitano Luciano Sechi)

La Brigata Sassari durante la Prima guerra mondiale e, in alto, durante la parata del 2 giugno a Roma

dell’arciconfraternita del Gonfalone che concorre all’organizzazione della tradizionale sfilata, arrivata quest’anno alla 355ª edizione. A questa edizione parteciperanno 91 Comuni con 92 gruppi folk, 56 cavalieri, cinque milizie e 2.600 persone in costume sardo. “Ci sarà grande attenzione ai particolari, perché

speriamo che l’Unesco riconosca la festa di Sant’Efisio come patrimonio dell’umanità”, ha sottolineato Gianni Giagioni, assessore al Turismo del Comune di Cagliari. “Anche per questo motivo le transenne del Largo Carlo Felice saranno tutte rivestite. Stiamo anche sostituendo gli abiti dei miliziani e per ora sono pronte 25 uniformi”. L’Amministrazione ha bandito una gara per il confezionamento dei drappi delle tribune coperte, realizzati in materiale ignifugo per garantire maggiore sicurezza. Tra le novità di questa edizione si segnalano sono le audioguide, che i turisti potranno scaricare direttamente sul cellulare dal sito www.visit-cagliari.it per avere tutte le informazioni sulla festa e sulle manifestazioni collegate. METRO

Lussu con i fanti sull’Altipiano Emilio Lussu (1890–1975) politico e scrittore cagliaritano, prese parte alla Prima guerra mondiale e si congedò con il grado di capitano nella 151ª fanteria Brigata Sassari, costituita su base regionale per la maggior parte da contadini e pastori sardi. Nel 1916 la Brigata fu inviata sulle montagne di Asiago per creare un fronte che resistesse a qualunque costo. L’esperienza ispirò a Lussu il romanzo “Un anno sull’Altipiano”, del 1937. METRO


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Nonostante i tagli al bilancio resta vivace lo scenario culturale Intervista con Giorgio Pellegrini, assessore alla Cultura del Comune di Cagliari. La vocazione internazionale della città sintetizzata nella Mediateca del Mediterraneo. Al Museo di arte orientale una mostra birmana dedicata a Aung San Suu Kyi.

S “Il nostro appuntamento col Santo ant’Efisio

SPECIALE

è un Museo etnografico all’aperto” Sant’Efisio attira molti turisti?

Giorgio Pellegrini, assessore alla Cultura del Comune di Cagliari “È UN MUSEO etnografico

all’aria aperta: un’occasione da non perdere”. Giorgio Pellegrini, assessore alla Cultura del Comune di Cagliari, non nasconde l’entusiasmo per la festa di Sant’Efisio: “una straordinaria festa barocca ereditata dalla dominazione spagnola, con almeno 60 gruppi folkloristici che giungono da tutta la Sardegna. Perché ogni paese qui ha il suo costume tradizionale”.

La festa ha un notevole valore religioso cui si sovrappone ormai una dimensione turistica. Ma non vogliamo che quest’ultima prenda il sopravvento, anche se ce n’è per tutti: per il turista curioso e per il devoto. Questo Santo, che ci ha salvato dalla peste nel 600, ci ha salvato anche dall’invasione francese all’indomani della rivoluzione. Gli appuntamenti culturali cagliaritani non terminano con questa festa Siamo riusciti, nonostante i tagli crudeli al bilancio culturale, a ricavare uno scenario culturale adeguato alle richieste della città. Al ghetto ebraico è in mostra una spettacolare collezione di cartine storiche dell’Isola, nello spirito del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Con un omaggio ad Alberto Ferrero della Marmora,

piemontese e primo grande cartografo della Sardegna, che per noi sardi è stato un mediatore tra individualità e internazionalità. Ci ha presentati all’Europa e al mondo attraverso i suoi libri scritti in francese. A proposito di internazionalità, nel cartellone culturale ci sono contaminazioni?

Presentiamo un grande artista algerino che vive in Francia, Ghani Ghouar, protagonista all’Exmà (l’ex mattatoio ottocentesco della città). Sempre lì c’è la mostra dal titolo “Ex-voto” di Cristiana Carta, artista di Oristano. Poi abbiamo la personale di Roberto Ziranu, artigiano del ferro del nuorese: riflessione antichissima sul ferro battuto con nuove proposte. È vero che quest’estate Cagliari avrà una faccia “catalana”?

Sì, ci siamo inventati con pochi soldi una soluzione interessante. Una serie di

mostre di grafica: incisioni, litografie, serigrafie di Joan Mirò che distribuiremo nei diversi centri; un omaggio corale al grande artista. È nata poi la Mediateca del Mediterraneo, che ospiterà anche mostre temporanee, laboratori, la cineteca e il centro di cultura del Maghreb. Per questo progetto il Comune di Cagliari si è presentato come ospite, unico non arabo, all’appuntamento fieristico parigino Les Maghreb des Livres. Infine, una rarità: al Museo di arte orientale c’è in mostra una collezione di arte birmana, donata da un viaggiatore di ritorno dal Siam. Queste sculture birmane sono rarissime, proprio perché la giunta al potere nel Paese non ha preservato l’arte. Noi l’abbiamo dedicata al premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi. METRO


sabato 30 maggio 2011

Gli appuntamenti tradizionali dell’estate cagliaritana Fino alla fine di settembre molte le occasioni per riscoprire culti e specialità alimentari della provincia. Alle cerimonie religiose si accompagnano mostre, fiere e iniziative culturali. Chi vuole passare serate spensierate sulle piste da ballo e sotto le stelle non ha che da scegliere.

S

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ant’Efisio

SPECIALE

FRA UN MESE ALTRA FESTA

GIUGNO, SAN VITO Estate

conviviale, ricca di appuntamenti religiosi che coniugano la tradizione con il buon vivere all’insegna della semplicità. Nel cagliaritano la serie di eventi estivi che accompagnano cittadini e turisti inizia idealmente con la festa di Sant’Efisio, poi il 15 giugno è la volta di San Vito. Nell’omonimo paese in provincia di Cagliari si svolge una solenne processione durante la quale viene portata per le vie del paese la statua del Santo fanciullo, seguita dai cavalieri in costume. Giunti alla chiesa si celebrano i riti religiosi, poi iniziano le gare di balli sardi tra diversi

gruppi folkloristici in costume. Durante i balli si PROCESSIONE suonano gli antichi stru- E PRANZO menti sardi a fiato, “Is Launeddas”; a San Vito vivono infatti alcuni tra i migliori AGOSTO, VILLASPECIOSA A interpreti di questo stru- Villaspeciosa, come ogni mento. anno, durante la settimana precedente l’ultima domenica di agosto si preSACRO parano le vivande da offrire durante la festa, che si E PROFANO svolge sul grande piazzale e nel parco intorno alla LUGLIO, SOLEMINIS La festa chiesa. La domenica cominpiù importante dell’anno cia con una processione soleminese è senz’altro quella in onore del patrono San Giacomo e della copatrona Sant’Anna, tra il 25 e il 26 luglio: cerimonie religiose e civili si fondono nei due giorni di festeggiamenti cui partecipa tutta la popolazione, coinvolta in mostre dell’artigianato, di pittura, rassegne cinematografiche e spetdurante la quale la statua tacoli pirotecnici. di San Platano viene portata da un giogo di buoi, seguita da tantissimi fedeli provenienti anche dai paesi vicini. In seguito viene offerto il pranzo in piazza, a base di “fregua groga” (tipica pasta di grano duro) e carne. Infine la sera si organizzano i balli in piazza.

TRE GIORNI DUE SANTI SETTEMBRE, SERDIANA Mol-

to suggestivi i festeggiamenti in onore di Santa Maria di Sibiola, considerata a Serdiana la più importante ricorrenza dell’anno. La Vergine venerata prende il nome dalla località campestre a circa 3 Km dall’abitato, in cui sorge l’omonima chiesetta. I riti della festa rievocano, in un certo modo, l’antico culto pre-nuragico del pellegrinaggio delle persone dal centro dell’insediamento a un luogo sacro. La sera del 7 settembre il simulacro viene accompagnato in processione verso la Chiesa campestre. La mattina dell’8 settembre si svolge la processione propiziatoria attraverso i campi circostanti la chiesetta, per scongiurare

le avversità atmosferiche e avere salvo il raccolto. La sera dopo la Messa il simulacro, su un cocchio trainato da buoi, fa rientro nel paese: al seguito della Santa oltre ai cavalieri, ai gruppi folk, ai suonatori di launeddas, sono presenti anche “le traccas”, l’unico mezzo di locomozione che i sardi avevano anticamente, vale a dire una casa mobile con all’interno vesti, arredi, provviste e naturalmente la famiglia. Il rientro in paese viene accolto con cascate di luce e spettacoli pirotecnici. Infine, il giorno 9 (San Raffaele), si celebrano al mattino riti religiosi e alla sera manifestazioni in piazza. Numerose, in questi giorni le manifestazioni culturali, folcloristiche, con specifico riferimento ai balli e canti tradizionali, nonché mostre di artigianato locale e concorsi di pittura.

all’Antico Sposalizio Selargino, che si celebra nella chiesa parrocchiale dell’Assunta. Si tratta della rievocazione storica della cerimonia nuziale sarda campidanese. Gli sposi sono vestiti con l’antico abito nuziale sardo e vengono incatenati l’uno all’altra alla fine della cerimonia. Si recano infine all’antica chiesa di San Giuliano, dove si scambiano la promessa e scrivono su una pergamena un messaggio per i futuri figli, che verrà custodito e consegnato ai figli della coppia 25 anni dopo. Per questa festa tutto il paese si mobilita: molte persone indossano il costume sardo, si addobbano le ANTICO strade con fiori, si espongono arazzi alle finestre e SPOSALIZIO si offrono dolci per strada. Seguono in serata manifeSETTEMBRE, SELARGIUS Per stazioni con gruppi folklochiudere in bellezza l’esta- ristici di tutta l’Isola. te vale pena di assistere METRO


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STADIO Milano 15/05/2011