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HA Wellbeing 05 - 2026

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ANNO XXVII - NUMERO 5 SETTEMBRE-OTTOBRE 2026

PALESTRA E PISCINA: FIDELIZZAZIONE E NUOVI CLIENTI

MANAGEMENT La promessa dell’immortalità – Gianluca Scazzosi Il fitness ripete da 40 anni le stesse cose – Gerardo Ruberto

INTERVISTE MICHELE SIMONE Il progetto All Fit di grande prospettiva ANNA E STEFANO RICCI I quattro decenni di Sporting Club Cupramontana FRANCESCO LAZZARI La preparazione nel nuoto di vertice con Pilates Reformer MARCO TORNATORE I 30 (EAA) e 20 anni (Aqquatix) guardando al futuro

La trappola del successo – Viviana Venticinque Il project financing senza diritto di prelazione – Lorenzo Bolognini

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Sommario

ANNO XXVII - NUMERO 05 - SETTEMBRE-OTTOBRE 2026

NEWS HA WELLBEING / HA POOL CONSTRUCTION Periodico cartaceo bimestrale: 4 uscite HA Wellbeing – 2 Speciali HA Pool Construction Registrazione Tribunale di Padova n. 1727 del 9 marzo 2001 Aggiornamento denominazione testata “HA Wellbeing” depositato in Tribunale di Padova il 24 novembre 2022 - redazione@wbox.it Redazione: via Praimbole, 7 - 35010 Limena (PD) Telefono: +39 049 9600938 EDITORE/PROPRIETARIO: W.BOX SRL - Via Praimbole 7 – 35010 Limena (PD) - info@wbox.it DIRETTORE RESPONSABILE: Marco Tornatore - redazione@wbox.it PUBBLICITÀ: Professione Acqua srl - ferrario@professioneacqua.it COME RICEVERE HA: Per ricevere HA Wellbeing al proprio indirizzo basta inviare richiesta direttamente a info@wbox.it. Per le uscite degli speciali HA Pool Construction (due numeri/anno), chi fosse interessato deve farne specifica richiesta info@professioneacqua.it o a info@wbox.it. NOTE ESPLICATIVE SU HA WELLBEING: 4 uscite/anno con servizi su fitness, piscina, hospitality; in versione digitale è aggiornato quotidianamente e accessibile a tutti su wbox.it; per ricevere la newsletter settimanale fare richiesta a info@wbox.it oppure iscriversi dal sito wbox.it HA POOL CONSTRUCTION: 2 uscite/anno, sotto il coordinamento di Professione Acqua con focus su progettazione, tecnologia, manutenzione e realizzazione di piscine e spa. COMITATO DI REDAZIONE: Linda Marabello, Antonella Barbieri, Alessandro Favero, Beatrice Tornatore – il Comitato di Redazione per l’edizione HA Pool Construction è composto da Rossana Prola, Paolo Ferrario HANNO COLLABORATO: Rossana Prola, Sara Zanatta, Rebecca Sapienza, Beatrice Masserini, Viviana Venticinque, Michele Simone, Anna e Stefano Ricci, Francesco Lazzari, Claudia Raimondo, Federico Lavacca, Igor Castiglia, Lorenzo Bolognini, Gianluca Scazzosi, Gerardo Ruberto, Stefano Candidoni, Beatrice Tornatore, Ciro Lo Giudice, Marco Tornatore. PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE: Jump Comunicazione - www.jumpcomunicazione.com STAMPA: Graphicscalve Spa - Costa di Mezzate (BG) Chiuso in tipografia: 18/09/2026

INSERZIONISTI II 2 5 7 9 11 13 15 17 21 27 29 31 35 37 39 43 45 51 55 59 61 65 III IV

HAMMER STRENGHT GENESI - BALANCED BODY MYRTHA POOLS KWELL POLIMPIANTI UNIONTECH FLUIDRA MATRIX RIMINIWELLNESS SOPREMA POOL DESIGN CONVEGNO D’AUTUNNO SPORTREADY WBOX AIREX PROFESSIONE ACQUA PROFESSIONE ACQUA DIGI PROJECT BAW SPORTS VITAL CRYO FSB FORUM ITALY EAA FORUM PISCINE LIFE FITNESS AQQUATIX

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WELLNESS

EAA News

P.30

SPLAS News

FRANCESCO LAZZARI,

ACQUANET News

FIF TY PLUS 18

IL PILATES NELLA PREPARAZIONE DEI NUOTATORI SECONDO UN CAMPIONE

LA PROMESSA DELL’IMMORTALITÀ E LA VERA SFIDA DELLA LONGEVITÀ: DAL BIOHACKING ALLA VITA VISSUTA Gianluca Scazzosi

POOL &GYM

P.20

MARCO TORNATORE,

2026: ANNO DI ANNIVERSARI PER AQQUATIX & EAA

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IL VERO PROBLEMA DELLE PALESTRE NON È TROVARE NUOVI ISCRITTI. È NON PERDERLI Igor Castiglia

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PISCINE D’ECCELLENZA DAY 2026: CONFRONTO E IDEE DI BUSINESS NUOVE PER LA “PISCINA DEL FUTURO” Beatrice Tornatore

FITNESS

P.46

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STEFANO E ANNA RICCI

I PRIMI QUATTRO BRILLANTI DECENNI DI SPORTING CLUB CUPRAMONTANA

IL FITNESS RIPETE DA 40 ANNI LE STESSE COSE, MA LE PERSONE NON SONO PIÙ LE STESSE Gerardo Ruberto

P.54

MICHELE SIMONE E ALL FIT

IL PROGETTO IN EVOLUZIONE DI CATENA FITNESS ITALIANA

MANAGEMENT D’AUTUNNO 2 8 CONVEGNO IL 2 E 3 DICEMBRE 2026

A COLLI DEL TRONTO (AP) La redazione

IVA PER ASD/SSD DAL 1° 38 ESENZIONE GENNAIO 2036

AQUATIC TRAINING

FINE FA IL PROJECT 50 CHE FINANCING SENZA DIRITTO DI

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EXTRA

Beatrice Masserini

PRELAZIONE? Lorenzo Bolognini

LA TRAPPOLA DEL SUCCESSO: QUANDO VINCERE TI IMPEDISCE DI CRESCERE Viviana Venticinque

AQUAPOOL

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COSA PUÒ DARE UNA PISCINA CHE SENTE TUTTI I SUOI ANNI? Rossana Prola

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AQUAFITNESS FRA CONSAPEVOLEZZE E BENEFICI DEL CLIENTE Stefano Candidoni

IL FUTURO PREMIA CHI CAMBIA Marco Tornatore

1 4 STRETCHING ZONE 74 WELLBEING Imprese EAA 80 CALENDARIO Eventi/Fiere

Foto di Copertina: la preparazione di uno dei protagonisti del nuoto azzurro Francesco Lazzari, – plurimedagliato ai Giochi del Mediterraneo 2026, con la sua trainer di Pilates, Claudia Raimondo, si serve anche del Pilates Reformer a riconferma di quanto completa sia questa attività ph Genesi-Balanced Body

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Pilates, sempre più con il Reformer, è decisamente l’attività di tendenza del 2026 con una diffusione su scala globale che tocca tantissimi settori, non ultimo quello agonistico-sportivo. Infatti, sono diversi gli atleti, molti di levatura internazionale, come Francesco Lazzari intervistato in questo numero – pag 30 - che fanno del Reformer uno strumento funzionale e talvolta determinante per la propria preparazione, seguiti però da preparatori e trainer estremamente competenti e preparati. Il Pilates Reformer, come è noto, è per tutti, rivelandosi al contempo premiante per qualsiasi atleta di qualsivoglia disciplina.


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EDITORIALE

IL FUTURO PREMIA CHI CAMBIA Nel corso del Piscine d’Eccellenza Day, che lo scorso 4 settembre ha coinvolto quasi 120 tra titolari, manager e imprenditori, molti dei quali alla guida di fitness club con vasca, si è parlato di presente e soprattutto di futuro. Un futuro che, con scelte precise e modelli gestionali evoluti, può sicuramente arridere a palestre e piscine. A f renare l’evoluzione del settore restano però strutture ancora legate a modelli arcaici. Nel confronto è emerso come esistano piscine quasi orgogliose delle code con centinaia di persone in attesa di iscriversi ai corsi. Una scena difficile da accettare nell’epoca delle app e dei processi digitali. Quando registrazione e pagamento possono avvenire online in pochi istanti, costringere il cliente ad attendere significa ignorare il valore del suo tempo e confermare che una parte del comparto è rimasta ferma a trent’anni fa. Le realtà più evolute operano diversamente puntando su reception efficienti, processi semplici e ambienti accoglienti permettendo di gestire

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migliaia di clienti senza trasformare l’accesso ai servizi in un percorso a ostacoli. Anche molte piscine hanno ormai compreso che il servizio non coincide con il semplice accesso alla vasca: ogni fase rappresenta un tassello nella costruzione di un’esperienza riconoscibile, di valore e decisiva. Professionalità, attenzione e “prodotto” hanno la loro insostituibile centralità. Si parla però di prodotto non del mero corso inserito in un palinsesto: una proposta con identità, promessa e qualità percepita. Nel precedente numero di HA Wellbeing, Maurizio Taruggi spiegava quanto l’automazione possa contribuire a rendere l’esperienza più fluida e personalizzata. In queste pagine, l’intervista a Simone Michele di All Fit e gli interventi di numerosi esperti indicano invece incongruenze e scelte ormai imprescindibili per evolvere. Le soluzioni non mancano. Serve però disponibilità al confronto, capacità di mettersi in discussione e volontà di osservare chi riesce ad attrarre nuovi clienti senza perdere quelli già ac-

quisiti. In questo senso serve dare risalto ad un concetto decisivo, non sempre prevalente: la retention. Conservare e far crescere la relazione con chi ha già scelto la nostra struttura vale spesso più di molti investimenti rivolti esclusivamente all’acquisizione o al miglioramento degli spazi. È bene considerare che il futuro non appartiene a chi ha la struttura più grande o più nuova, ma a chi sa e saprà far percepire più valore, eliminare gli attriti e costruire relazioni che durano. Marco Tornatore

L’obiettivo è far percepire più valore e costruire relazioni che durano © D I R I T T I RIS E RVATI


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EA A N EWS

HA NEWS

EAA 2026-27 CON EVENTI E APPUNTAMENTI IDEALI PER LA CRESCITA PROFESSIONALE DELLA NUOVA GENERAZIONE DI ISTRUTTORI Dopo NextGen & Aquafit­ ness Days che ha avviato la nuova stagione con una kermesse decisamente nuova e riuscita, EAA prosegue nel suo percorso con una serie di appuntamenti territoriali pianificati per facilitare la partecipazione di trainer di tutta Italia. Prende infatti il via il Road Training Show, ovvero una serie di minieventi di una giornata programmati in diverse zone d’Italia, secondo un format nuovo, facile e estremamente proficuo. Si inizia, al Sud, con il primo appuntamento presso Falco Sport Village a Striano (NA) in programma sabato 7 novembre, si proseguirà poi con i corsi a calendario firmati EAA fino ad arrivare al 17-18 marzo a Legnano (Aquamore), con l’evento di cartello di EAA “Spring Aquawellness Weekend”. Riprenderà anche il Road Training Show con delle nuove tappe, le cui sedi e date verranno comunicate entro fine anno. Attesissima a giugno l’11° edizione di Sicilia Conference, organizzata da Sun Club di Siracusa, in stretta collaborazione con EAA e IAA, il 19 e 20. Per aggiornamenti sul calendario eventi e programma di ogni iniziativa, invitiamo a seguirci sui canali social di EAA o su www.euroquatic.it. EAA: FORMAZIONE PER FAR CRESCERE LO STAFF TECNICO E IL VALORE DEL CENTRO Con il nuovo calendario corsi EAA, prende il via la stagione formativa 2026-27 che introduce nuove proposte pensate per interpretare le attività oggi più richieste nelle piscine verso un concetto sempre più ampio di Aquatic Wellbeing. Tra le novità trovano spazio AquaPilates e XWIIT – fitness in acqua ad alta Intensità-, accanto a percorsi dedicati a postura, longevità e inclusività. Si conferma inoltre Aquafitness Instructor First – Q1, come percorso di riferimento per chi vuole iniziare a cimentarsi e ad acquisire solide competenze professionali nell’attività acquatica verticale.

S P L A S H N EWS FSB FORUM ITALY: IL MONDO DELLE PISCINE OLIMPIONICHE TRA I PROTAGONISTI DELLA PRIMA EDIZIONE Si terrà l'11 e il 12 novembre 2026 presso Fiera di Bergamo la prima edizione di FSB Forum Italy, il nuovo e unico appuntamento italiano dedicato all'impiantistica sportiva e agli spazi pubblici. Tra i settori al centro dell'evento ci sarà anche quello delle piscine olimpioniche, un comparto strategico chiamato ad affrontare sfide sempre più rilevanti. Dalla progettazione delle vasche ai sistemi di filtrazione e trattamento dell'acqua, dalle soluzioni per l'efficienza energetica alle tecnologie per la sicurezza e la gestione degli impianti, il settore è protagonista di una profonda evoluzione, con l'obiettivo di realizzare strutture sempre più sostenibili, performanti e capaci di rispondere alle esigenze di atleti, gestori e amministrazioni pubbliche. I principali player del settore hanno già confermato la propria partecipazione a FSB Forum Italy, rafforzando il ruolo della manifestazione come nuovo punto di riferimento per l'innovazione nell'impiantistica natatoria. Con oltre 200 espositori provenienti da 15 Paesi, FSB Forum Italy offrirà un programma congressuale dedicato alle evoluzioni dell'impiantistica sportiva, con sessioni dedicate a progettazione, sostenibilità, gestione e nuove tecnologie, rappresentando anche per il comparto delle piscine olimpioniche un'importante occasione di aggiornamento, networking e confronto.

I corsi saranno proposti online, in presenza o in formula integrata, con l’obiettivo di formare trainer sempre più preparati a rispondere alle esigenze di nuovi target. Lo sguardo al 2027 è già rivolto all’integrazione dell’attività in acqua con l’ambito medicale e fisioterapico, come nel caso di “Scoliosis in Motion”: un progetto di alta formazione dedicato all’allenamento delle persone con scoliosi, tra evidenze scientifiche e workout in palestra e in acqua studiati ad hoc. Per restare aggiornato sul calendario corsi e iniziative di EAA, visita la pagina: https://www.euroaquatic.it/ calendario-corsi.

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S P L A S H N EWS PISCINE D’ECCELLENZA 2026: ASSEGNATI GLI AWARDS ALLE MIGLIORI PISCINE ITALIANE

Il futuro del leisure si dà appuntamento a Bologna. Dal 10 al 12 febbraio 2027, BolognaFiere ospita XLeisure, la piattaforma espositiva nata dall’incontro tra ForumPiscine e ForumClub. Un progetto che supera i confini dei singoli comparti e riunisce in un unico appuntamento gli operatori delle piscine, del wellness, del fitness e dell’ospitalità indoor e outdoor, offrendo una visione integrata di un mercato in continua evoluzione. ForumPiscine conferma il proprio ruolo di riferimento per la filiera dell’acqua con un programma dedicato alle principali sfide del comparto: innovazione, sostenibilità, progettazione e gestione degli impianti. Tra i temi centrali, l'atteso Disegno di Legge per la salute e la sicurezza nelle piscine, approfondito nei suoi aspetti normativi, tecnici e gestionali, con le istituzioni e i massimi esperti della materia. ForumClub rappresenta l’evento espositivo e congressuale B2B di riferimento in Italia per il settore fitness, wellness e sport, con un programma autorevole di convegni, seminari e networking dedicato a manager, imprenditori e operatori della filiera, attraverso contenuti e contributi di esperti nazionali e internazionali. A completare l’offerta saranno OUTEX – Outdoor Experience e Be Fire – International Biomass Heating & Fire Fair, appuntamenti in contemporanea che ampliano la prospettiva del leisure verso mondi complementari: dagli spazi outdoor living alle tecnologie per il riscaldamento a biomassa, fino alle soluzioni legate al fuoco e alla convivialità. www.xleisure.it | www.forumpiscine.it | www.forumclub.it

AQQUATIX ACQUISISCE LO STORICO BRAND ESSENUOTO Aqquatix, dopo una fase di studio e accordi presi con Daniele Delle Donne, figlio del fondatore di Essenuoto, Ernesto Delle Donne, mancato prematuramente nel 2021, ha acquisito marchio e buona parte degli stampi delle linee attrezzature varate dalla società romagnola sotto il marchio PoolGym. In questo modo l’azienda padovana intende dare seguito agli investimenti a suo tempo affrontati da Essenuoto, rafforzando la sua posizione di azienda specializzata nelle attrezzature per le attività acquatiche, vendute oggi in 76 paesi. L’accordo sancito porterà Aqquatix a sviluppare nuovi progetti e attrezzature e, al contempo, ad offrire a clienti di PoolGym/Essenuoto assistenza, pezzi di ricambio e attrezzi Essenuoto che fanno parte dello stock di materiale acquisito. Con questa acquisizione, un marchio storico italiano, da sempre identificatosi con Ernesto Delle Donne, proseguirà il suo cammino, grazie al brand di Aqquatix, fra i più diffusi al mondo nel settore aquafitness e attività verticali in acqua.

foto di repertorio

Nel corso del Piscine d’Eccellenza Day, organizzato il 4 settembre a Hidron (Campi Bisenzio), per la prima volta sono stati consegnati i riconoscimenti che, in coerenza con l’obiettivo di qualificare il settore, intendono dare valore a quanto esprimono le migliori piscine italiane. Gli Awards 2026 prevedevano 10 diverse categorie. L’Award 2026 come Piscina dell’anno è andato a Sporting Club Noale (Noale VE), complesso acquatico che ha sempre saputo rinnovarsi, interpretando in chiave moderna e secondo alti standard qualitativi l’offerta e le attività in piscina, senza trascurare l’impegno sul fronte agonistico. Un premio decisamente meritato e completato dalla società di Noale (5 le nomination ottenute), con l’assegnazione del riconoscimento anche per la categoria “Active Aging”, visti l’impegno e le soluzioni studiate per la clientela meno giovane e in chiave longevity. Particolarmente significative sono state le categorie “Innovazione” e “Staff d’Eccellenza” che hanno visto gli Awards 2026 assegnati rispettivamente a Aquahome di Biassono MB e Blu Fit di Bergamo. Questi gli Awards per le altre categorie: Piscina miglior “Ambassador del progetto PdE”, Lanciano Sport Center CH; “Neonatale”, Idea Blu di Pavia; “Inclusività”, Aquabilitas di Porto Torres SS, guidata dal presidente di FIN Sardegna, Danilo Russu; “Integrazione Palestra-Piscina”, Falco Sport Village, Striano NA; categoria “Team Building” a Sun Club di Siracusa; per la speciale categoria “Open”, ovvero piscine non rientranti fra le Piscine d’Eccellenza, l’ha spuntata InAqua di Castelfranco V.to TV, capace di numeri record nelle attività verticali (2000 iscritti) disponendo di un centro fitness con piscina di dimensioni 23x6 metri. L’appuntamento è per gli Awards 2027, che punteranno a valorizzare ulteriormente il settore.

XLEISURE 2027: A BOLOGNA IL FUTURO DEL LEISURE TRA INNOVAZIONE, COMPETENZE E SICUREZZA | 10-12 FEBBRAIO

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S P L A S H N EWS ANIF E LA NUOVA CIRCOLARE DELL’AGENZIA DELL’ENTRATE: PIÙ CHIAREZZA PER IL SETTORE SPORTIVO Rappresentare il settore vuol dire anche comunicare le esigenze concrete di imprese e operatori nei luoghi in cui si definiscono quelle regole che ne condizionano l’attività quotidiana. È con questo obiettivo che ANIF Eurowellness porta avanti da anni un dialogo costante con le Istituzioni, affinché la crescita del comparto possa fare affidamento ad un quadro normativo e fiscale sempre più chiaro e sostenibile. Dopo aver inoltrato più di 10 emendamenti per la riforma negli anni passati, ANIF ha dato un nuovo contributo, partecipando a diverse riunioni al Ministero delle Finanze per la realizzazione della Circolare n.7/E del 7 agosto 2026 dell’Agenzia delle Entrate. Tra i punti di maggiore interesse per gli operatori vi è la conferma che l’esclusione dalla base imponibile dei compensi di lavoro sportivo dilettantistico fino a 15.000 euro annui si applica indipendentemente dalla tipologia contrattuale, includendo quindi anche il lavoro subordinato. Un altro chiarimento riguarda l’IRAP: l’agevolazione prevista per le collaborazioni coordinate e continuative nell’area del dilettantismo trova applicazione anche alle collaborazioni di carattere amministrativo-gestionale. Trasformare le istanze del settore in risposte concrete è una delle funzioni centrali dell’attività di ANIF. Un impegno che prosegue nel confronto con le Istituzioni per accompagnare imprese e professionisti verso un sistema sportivo più solido, competitivo e sostenibile. www.anifeurowellness.it

AC Q UA N E T N EWS ACQUANET APPROFONDISCE I PROFILI APPLICATIVI DELL’ARTICOLO 4-BIS Le Linee Guida n.3 sulle aspirazioni Acquanet analizza l’art. 4-bis, recante “Misure per la sicurezza nelle piscine”, inserito nel disegno di legge di conversione del decreto-legge 26 giugno 2026, n. 108, approvato definitivamente dal Senato il 29 luglio 2026. La disposizione stabilisce all’art.4-bis che, “nelle piscine pubbliche o private destinate a un’utenza pubblica, comprese quelle a uso collettivo, il sistema di ricircolo per la depurazione e, in particolare, le prese di aspirazione debbano impedire fenomeni vorticosi di aspirazione con effetto ventosa su qualsiasi parte del corpo dei bagnanti”. In caso di violazione è prevista la chiusura immediata dell’impianto fino all’adempimento degli obblighi. L’Associazione condivide la finalità di tutela della sicurezza ma ritiene indispensabile un chiarimento da parte del Governo, che chiarisca: Ambito di applicazione Chiarire se la disposizione riguardi soltanto le aspirazioni collegate al sistema di ricircolo per la depurazione oppure anche quelle asservite a giochi d’acqua. Concetto di “messa in sicurezza” Considerando la vetustà di alcuni impianti, definire quando un’aspirazione possa considerarsi “messa in sicurezza” e quale rilievo assumano le norme tecniche vigenti al momento della realizzazione. Cosa si intende per chiusura immediata dell’impianto. Va chiarito se ci si riferisce all’intero impianto natatorio oppure al solo impianto tecnologico al quale siano collegate le aspirazioni ritenute non sicure. Controlli. È opportuno identificare le autorità competenti, i criteri ispettivi e le procedure applicabili, così da garantire uniformità sul territorio nazionale. Puoi consultare le Linee Guida n.3 – Aspirazioni – QR code:

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RUBRICA DI ASSOSPORT-ASSOFITNESS A cura di Sara Zanatta e Rebecca Sapienza – assosport@assosport.it

A L V I A L’8° E D I Z I O N E D I P O O L & F I T N E S S C O N TAC T: 27-28 O T T O B R E C E S E NAT I C O, G R A N D H O T E L DA V I N C I

Per chi gestisce una palestra o un impianto natatorio, trovare il tempo per confrontarsi con il mercato non è sempre semplice. Tra gestione operativa, investimenti e organizzazione quotidiana, diventa difficile valutare nuovi fornitori, conoscere le innovazioni disponibili e capire come

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stanno evolvendo settore e modelli di business. È in questo contesto che si inserisce l'ottava edizione di Pool & Fitness Contact, in programma il 27 e 28 ottobre 2026 a Cesenatico. L’evento riunirà un numero selezionato di gestori di centri fitness e impianti natatori, 24 aziende fornitrici ed

esperti del comparto per due giornate dedicate all'aggiornamento professionale e agli incontri B2B. Promosso da Assosport, Associazione Confindustriale tra i Produttori di Articoli Sportivi, Professione Acqua e Wbox/HA Wellbeing, l'appuntamen© D I R I T T I RIS E RVATI


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to giunge all'ottava edizione confermando un format ormai consolidato, costruito per favorire il confronto diretto tra domanda e offerta e creare occasioni di relazione tra gli operatori del settore. Il programma La prima giornata, martedì 27 ottobre, si aprirà in mattinata con una sessione formativa riservata ai titolari e ai gestori delle strutture, dedicata all'analisi degli scenari di mercato e agli strumenti utili per affrontare le principali sfide gestionali.

e Head Watersport, con cui valutare macchinari, impianti, tecnologie e novità di prodotto senza la confusione dei grandi padiglioni fieristici. Dall’altra c’è l’opportunità, sempre più ricercata da chi fa questo lavoro, di sedersi al tavolo con chi gestisce le stesse complessità quotidiane. L’aperitivo sul mare, la cena e i momenti di pausa diventano occasioni di incubazione di idee e progetti condivisi. Proprio da questi momenti informali, nelle precedenti edizioni sono nate collaborazioni e progetti sviluppati successivamente tra le strutture coinvolte.

L'evento si svolgerà presso il Grand Hotel Da Vinci di Cesenatico ed è riservato a un numero limitato di gestori di palestre e impianti natatori, con partecipazione gratuita su invito, così da garantire un calendario di incontri mirato e tempi adeguati per ogni confronto. Per richiedere informazioni o candidarsi a partecipare è possibile contattare la segreteria organizzativa di Assosport: assosport@assosport.it .

Nel pomeriggio prenderà il via la prima sessione di incontri B2B one-toone, organizzati su agenda prefissata, in base alle preferenze espresse, che consentirà ai partecipanti di confrontarsi direttamente con aziende e marchi del comparto. La giornata si concluderà con un momento conviviale sul mare, seguito dalla cena e dal pernottamento presso la sede dell'evento. Mercoledì 28 ottobre, dopo la colazione, è prevista la seconda sessione di incontri B2B, prima del business lunch conclusivo. L'elemento distintivo di Pool & Fitness Contact è la possibilità di bilanciare perfettamente business e relazioni sul campo. Da una parte c’è il contatto diretto con aziende qualificate e top player del settore, tra cui ad esempio Matrix, Life Fitness, Menerga

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Gianluca Scazzosi

scazzosigianluca@gmail.com Tempo di lettura:

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5’

Gli antichi cercavano la fonte dell’eterna giovinezza, nel Novecento abbiamo inseguito la promessa della medicina capace di eliminare ogni limite biologico, oggi viviamo l’epoca dei dati, degli algoritmi e del biohacking. La nuova frontiera della longevità passa attraverso il controllo totale del corpo: misurare, analizzare, correggere. Ogni parametro può diventare un indicatore da migliorare: qualità del

sonno, composizione corporea, livelli ormonali, infiammazione, capacità cardiovascolare, metabolismo. Il caso più conosciuto è quello di Bryan Johnson, imprenditore americano diventato il simbolo di questa nuova filosofia con il progetto Blueprint. La sua giornata è organizzata secondo protocolli rigidissimi: alimentazione calcolata al dettaglio, allenamento programmato, centinaia di analisi biologiche, integratori, tecnologie avanzate e un investimento economico che raggiunge cifre milionarie. L’obiettivo è ambizioso: ral© D I R I T T I RIS E RVATI


G I A N LUCA S CA ZZ O S I

lentare l’invecchiamento biologico e mantenere il corpo giovane il più a lungo possibile. Ma la domanda fondamentale è: stiamo imparando a vivere più a lungo oppure stiamo rischiando di trasformare la longevità in una nuova forma di ossessione? Recentemente Johnson ha raccontato di aver affrontato un problema autoimmune emerso durante il percorso sperimentale seguito con il suo team medico. La vicenda non dimostra che il biohacking sia dannoso, né permette conclusioni scientifiche generalizzabili, ma ricorda un principio essenziale: il corpo umano non è una macchina ed è costituito da una biologia complessa. Ogni intervento produce adattamenti, ogni modifica può generare conseguenze inattese. La ricerca scientifica deve continuare a esplorare nuove strade, ma con la consapevolezza che il confine tra miglioramento e interferenza estrema è molto sottile. Il punto centrale è comprendere che la longevità non nasce necessariamente dalla ricerca dell’eccezionale, ma dalla capacità di applicare con costanza ciò che sappiamo già. • Muoversi ogni giorno. • Allenare la forza muscolare. • Mantenere un peso adeguato. • Curare l’alimentazione. • Dormire bene. • Coltivare relazioni sociali. • Avere uno scopo e un ruolo attivo nella comunità.

nologie sempre più sofisticate. Avverrà anche nei luoghi dove milioni di persone possono trasformare la prevenzione in un’abitudine quotidiana. I CENTRI SPORTIVI HANNO DAVANTI UNA RESPONSABILITÀ NUOVA Non sono più soltanto luoghi dove allenare il corpo o migliorare l’estetica. Sono diventati potenziali presidi di salute, ambienti dove accompagnare le persone nel percorso di invecchiamento attivo. Significa creare programmi dedicati alla forza, all’equilibrio, alla mobilità, alla prevenzione delle cadute, al recupero della fiducia nel proprio corpo. Significa costruire comunità dove l’attività fisica diventa anche relazione, motivazione e qualità della vita. La longevità non è soltanto una questione biologica, è anche una questione sociale. Un sessantenne che mantiene autonomia, energia e relazioni rappresenta un valore per sé stesso, per la famiglia e per la società. La vera sfida della Silver Economy non è semplicemente allungare la vita, ma creare le condizioni perché gli anni aggiunti siano anni vissuti pienamente.

trasformare una speranza universale in un prodotto accessibile soltanto a pochi. L’essere umano è naturalmente orientato al miglioramento. Cercare di ridurre la sofferenza, prevenire le malattie e aumentare la qualità della vita è una delle grandi conquiste della civiltà, ma quando una chimera diventa un fattore di consumo, qualcuno inevitabilmente costruisce un business intorno alla promessa. La domanda allora non è soltanto: “Quanto più a lungo possiamo vivere?” La domanda più importante diventa: “Come vogliamo vivere gli anni che abbiamo davanti?” Perché una vita completamente controllata da numeri, analisi e protocolli non è necessariamente una vita più ricca. La longevità autentica non si misura soltanto con l’età biologica, ma con la capacità di mantenere autonomia, curiosità, movimento, relazioni e piacere di vivere. Il futuro della longevità non sarà una gara contro il tempo.

Il mercato della longevità sta crescendo rapidamente. Integratori, test genetici, terapie avanzate, dispositivi di monitoraggio e trattamenti anti-aging alimentano un settore economico enorme.

Sarà un equilibrio tra scienza e saggezza, tecnologia e umanità, prevenzione e consapevolezza e in questo equilibrio i centri sportivi potranno avere un ruolo decisivo: diventare i luoghi dove la ricerca della salute incontra la vita reale delle persone.

L’innovazione è fondamentale, ma quando il desiderio umano di vivere meglio e più a lungo diventa una leva commerciale, il rischio è quello di

Perché il vero successo della longevità non è aggiungere semplicemente più anni alla tua vita, ma più vita ai tuoi anni.

ph pexels yankrukov

La nuova frontiera della longevità passa attraverso il controllo totale del corpo: misurare, analizzare, correggere

F I F T Y P LUS

Sono comportamenti semplici, ma rappresentano oggi il più grande investimento scientificamente dimostrato per aumentare gli anni vissuti in salute. Ed è proprio qui che l’industria del fitness e del wellness può dare il suo contributo La vera rivoluzione della longevità non avverrà soltanto nei laboratori, nei centri di ricerca o attraverso tec© D I R IT T I R I SE R VAT I

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2 026: A N N O D I A N N I V E RSA R I P E R AQ Q UAT I X & EA A Una storia che guarda al futuro del fitness e dell’aquatic wellbeing Beatrice Tornatore info@wbox.it

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Vent’anni di Aqquatix e trent’anni di European Aquatic Association: abbiamo chiesto a Marco Tornatore (CEO di Aqquatix e Founder di EAA) di raccontarci la storia di queste due realtà; un percorso nato nell’acqua e che oggi, a distanza di tre decenni, dialoga con il fitness, la formazione tecnica, la salute e il benessere. Il 2026 segna, infatti, una doppia ricorrenza per Aqquatix Group: l’azienda è nata nel 2006 e European Aquatic Association è attiva dal 1996 nella formazione e nella diffusione della cultura dei Vertical Aquatic Styles. Due percorsi distinti ma profondamente collegati, che hanno accompagnato la nascita e l’evoluzione dell’aquafitness e che oggi segnano l’inizio di una nuova era che vede integrati fitness, wellness e salute.

Il 2026 celebra due anniversari importanti: 20 anni di Aqquatix e 30 anni di EAA. Che significato rivestono per lei? Parlare di tre e due decenni per noi significa che in qualche modo abbiamo intrapreso un cammino che ci ha

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permesso di contribuire all’ evoluzione del settore in Italia e oltreconfine, condividendolo con tanti operatori e imprese, cercando di distinguerci per spirito innovativo e un occhio attento a qualità e valori in cui crediamo e che stanno a cuore a diversi club © D I R I T T I RIS E RVATI


The aesthetics of water

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Il Team quasi al completo, il vero motore del percorso e dei successi di Aqquatix Group e piscine, sensibili e determinati ad offrire il meglio ad ogni loro cliente. EAA nasce nel 1996, in un periodo storico in cui l’attività verticale in acqua veniva unicamente concepita come “aquagym”. In che modo European Aquatic Association ha contribuito a trasformare questa cultura e quale patrimonio lascia oggi all’intero settore? Nel 1996 parlare di fitness acquatico ai puristi del nuoto era quasi sacrilego: si riteneva che le piscine fossero sold out e non servisse nulla di più. In quella fase, i precursori, più che i gestori e i titolari di piscine, erano gli istruttori, capaci di cogliere il potenziale di un nuovo approccio all’acquaticità. EAA è cresciuta verticalmente grazie alla nuova generazione di istruttori di fine anni ’90. Tempo un paio d’anni e tanti gestori si sono ricreduti, con una corsa a inserire nei palinsesti attività che allora erano aquagym e aquaerobic, oggi decisamente anacronistiche, ma ancora presenti in tante piscine: forse gli stessi centri acquatici che ieri osteggiavano le attività in verticale. Sfuggiva allora che

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questo era un modo per avvicinare nuove categorie di clientela, così come oggi, troviamo ancora nostalgici del fitness acquatico delle origini che frenano l’arrivo di tante persone nelle piscine. Il mondo è cambiato e oggi parlare di nuovi vertical aquatic styles e nuove aquatic experiences è ordinario per EAA: ha seminato agli inizi per aiutare il comparto a trasformarsi ed oggi, dopo trent’anni, continua nella sua missione per sostenere istruttori, professionisti, educatori delle piscine, nonché titolari e gestori, a cavalcare l’onda dirompente del cambiamento. Aqquatix nasce dieci anni dopo, nel 2006. Quale intuizione ha portato a coniugare l’esperienza maturata nella formazione e negli eventi di aquafitness, alla progettazione e realizzazione di attrezzature destinate all’attività in acqua, creando, di fatto, un nuovo mercato? Mancava un’azienda specializzata solo su attrezzature di alto livello, dal design raffinato e dalla biomeccanica ben studiata, sicure e facili da usare: venendo da un’esperienza

Abbiamo intrapreso un cammino che ci ha permesso di contribuire all’ e voluzione del settore in Italia e oltreconfine, condividendolo con tanti operatori e imprese piuttosto antitetica a questi principi, abbiamo ritenuto fosse il momento di lanciare un nuovo brand e una ricca gamma di attrezzature che spaziassero dal fitness acquatico, passando dal materiale didattico, per arrivare alla rieducazione funzionale e al benessere in acqua. Decidemmo così, con Alessandro Favero, mio amico storico e socio in Aqquatix, di partire © D I R I T T I RIS E RVATI


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EAA ha seminato agli ini zi per aiutare il compa rto a trasformarsi ed oggi, dopo trent’anni, continua nella sua missione con il nostro progetto che il mercato accolse piuttosto bene fin dai primi anni, pur prevalendo in Italia l’attenzione al prezzo basso a discapito della qualità e della sicurezza. Allora decidemmo di proporci con un posizionamento elevato e non ci siamo mai pentiti della scelta, molto apprezzata anche nei 78 paesi in cui siamo riusciti a proporre le nostre attrezzature e soluzioni. Oggi fitness, piscina, prevenzione e wellbeing rappresentano degli ecosistemi sempre più integrati. È questa contaminazione la direzione verso la quale si muoveranno i fitness club e i centri natatori del futuro? Dire che tutti i club e le piscine convergeranno verso tale direzione potrebbe essere azzardato, ma è certo che chi oggi riesce ad integrare un’offerta acquatica e fitness, ammiccando a salute, prevenzione per alimentare lo stare bene, il wellbeing di ogni

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persona, abbia un rilevante vantaggio competitivo, ben poco eguagliabile. Sono tante le palestre medie/premium che interpretano splendidamente questo mix. Ma anche diverse piscine, che dispongono di una palestra, sanno proporre percorsi integrati che si traducono in una crescita significativa di iscrizioni e, soprattutto fidelizzazione, parametro ben chiaro alle palestre, meno nitido per alcu-

ne piscine. Non parlerei nemmeno di “contaminazione” ma di una luce che guida gli operatori più avveduti, premiati già oggi dalla risposta convinta della clientela, con una prospettiva ancora più incoraggiante.

Il mercato italiano resta molto frammentato, mentre crescono ca-

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B E AT R I C E T O R NAT O R E

P O O L&GYM tene e gruppi internazionali. Quali sono, oggi, i punti di forza e le principali fragilità di piscine e fitness club indipendenti? Ogni modello può funzionare benissimo, ma dipende molto da chi è al timone. Le grandi catane hanno logiche industriali e standard elevati basati su replicabilità ed economie di scala che sconsigliano agli indipendenti di cercare sul loro terreno la competizione diretta: questi player hanno una forza finanziaria poco sostenibile per il singolo club o piscina. La grande forza degli indipendenti, specchio della frammentarietà del sistema Italia, è di fare del proprio club un valore basato sulla relazione, sulla conoscenza del territorio, sulla forza di identità che vertice e staff valorizzano attraverso nuovi modelli gestionali e di conduzione, sapendo leggere e utilizzare numeri e dati che la tecnologia e la digitalizzazione forniscono. Nel fitness sono diverse le palestre che, da tempo viaggiano su questo binario con successo; nelle piscine il processo è ancora in una fase iniziale, ma stanno aumentando i centri acquatici che hanno cambiato marcia, stagliandosi rispetto a coloro che sono rimasti al palo e che rischiano di essere stritolati da schemi antichi e controproducenti. Aqquatix ha ampliato il proprio raggio d’azione attraverso partnership con marchi come Life Fitness, Hammer Strength, AIREX e BAW

Life Fitness stand e Sales Team a RiminiWellness 2026

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Sports. Qual è il valore strategico di un’offerta così ampia che al contempo è in grado di unire tramite un’unica value proposition acqua, fitness terrestre, riabilitazione e leisure? L’idea di offerta integrata la sposammo a fine 2022: se predichiamo un certo credo, dobbiamo essere coerenti. Così, ancora feriti dalla pesante crisi pandemica e dopo una fase di studio reciproco, decidemmo di distribuire marchi storici come Life Fitness e Hammer Strength, due icone mondiali. Non è facile per gli operatori sposare la doppia opzione palestra-piscina e ancor più scegliere brand dal posizionamento alto; ma credendo noi nella qualità e negli alti standard, non potevamo che scegliere di elevare il nostro valore di azienda con questo gruppo di brand high profile per proporlo a chi strategicamente è allineato a questa convinzione. Conseguenza di tale nostra certezza sono state le scelte di brand qualitativi come BAW Sports per l’acqua e Airex per la palestra. Dal punto di vista commerciale, com’è cambiato in questi anni il cliente Aqquatix? Da artigiano dell’esercizio fisico, di formazione molto tecnica, il nostro cliente è diventato un felice interprete del benessere secondo un approccio più maturo e manageriale, con attenzione crescente alla salute

Nel 2006 decidemmo, con Alessandro Favero, mio amico storico e socio, di partire con il progetto Aqquatix che il mercato acco lse piuttosto bene fin dai primi an ni di ogni cliente. Da qui la scelta di soluzioni premianti per chiunque frequenti la sua piscina o palestra, con un’attenzione crescente al servizio a noi richiesto. Forse manca ancora la consapevolezza piena che, al di là delle attrezzature, per elevare la percezione del cliente, contino molto la capacità di utilizzare al meglio ogni attrezzo, la preparazione e l’aggiornamento dello staff, l’attitudine di regalare ad ogni persona un’esperienza personalizzata e “wow”, che la spinga a rinnovare l’abbonamento o a tornare nella propria palestra e/o piscina. Noi, insieme a molti “partner”, stiamo interagendo in questa direzione. Quali richieste arrivano oggi più frequentemente da gestori e imprenditori? Registriamo un crescendo di domanda dei modelli top di gamma delle nostre attrezzature, in particolare delle Aquabike, l’attrezzo più richiesto su scala mondiale. Il desiderio di legarsi ad un brand come Aqquatix spinge alcuni operatori a scegliere i modelli più accessibili, anche se meno evoluti rispetto a quelli di punta. È il segno che il mercato cerca qualcosa che distingua veramente la propria piscina, sapendo che il cliente oggi è più esigente e non si accontenta. In tal senso è esplosa la domanda di nostre attrezzature rigenerate, quasi sempre sold out. In palestra la domanda più forte e crescente è per Hammer Strength, il brand iconico che dà valore identitario a chi crede nella forza come proposta distintiva: una scelta volta anche ad affrancarsi dalla facile omologazione di tante palestre. Nelle piscine cresce pure la richiesta di moduli gonfiabili BAW Sports, per rendere le vasche più divertenti e attrattive, mentre in palestra quello che guida © D I R I T T I RIS E RVATI


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Tanti gli eventi EAA nel corso di 30 anni, tutti sempre molto partecipati

Il nuovo trainer in piscina de ve in parte mutuare quanto sta avvenendo nel fitness: conta seguire esperti che sanno interpretare il profilo della nuova generazione di istruttori è l’esperienza da offrire al cliente. Quali sono, invece, i driver decisionali degli imprenditori odierni? Le scelte degli imprenditori sono in parte determinate dalla domanda fedele ad un modello wellbeing e meno performante, messo tuttavia in discussione dai tanti che invece guardano alla performance: forza in palestra, con sconfinamento Hyrox, attività verticale in piscina, meglio se in piccoli gruppi, affiancata da nuoto libero che, come tale, soddisfa ogni singolo secondo il piacere di nuotare a ritmi più o meno intensi. Dopo trent’anni come sta cam© D I R IT T I R I SE R VAT I

biando la formazione EAA e quali competenze deve possedere il nuovo Aquatrainer per essere davvero centrale nel progetto di un club? Il nuovo trainer in piscina deve in parte mutuare quanto sta avvenendo nel fitness: sono scomparsi i presenter prevedibili e autoreferenziali degli anni ’90 e 2000 ed oggi conta seguire esperti che sanno interpretare il profilo della nuova generazione di istruttori, campioni di relazione e motivazione, abili nella disamina dei dati che la tecnologia e l’AI forniscono, agendo in perfetta sintonia con la strategia del club. Questo sta facendo una grande differenza in palestra e ha iniziato a farla in piscina. Quindi per EAA, spazio a percorsi personalizzati per il singolo club/piscina, o a

corsi in presenza e online su attività che rappresentano l’evoluzione del fitness acquatico e tutto quanto sia declinabile in chiave benessere, orientato alla salute, rafforzando la parte del marketing relazionale, pilastro distintivo della formazione EAA A quali proposte di attività state lavorando per oltrepassare il concetto di aquafitness tradizionale? Servono le basi, quindi viene mantenuta una formazione d’ingresso per acquisire i fondamentali che, per le nuove generazioni, meno “acquatiche” del passato, sono determinanti. Ci sono poi percorsi più avanzati, con programmi specialistici per tipo di attività (aqua circuit, aquabike, etc.). Quello che cambia rispetto al passato è il tipo di attività da proporre, sapendo che, anche con classi numerose, ogni persona deve vivere la sua esperienza positiva e ben finalizzata ad obiettivi misurabili. E, in questo caso, entra in gioco pure la tecnologia verso la quale accompagniamo i trainer nei nostri percorsi più evoluti. Inoltre, vengono confermate, aggiornate e rafforzate le proposte su neonatale, gestanti, disabiH A WELLBEI N G // 5 - 2026 // 25


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Alcuni degli attrezzi di punta della ricca gamma di Aqquatix

lità e wellness, con attenzione rivolta ad aquapilates da un lato e all’interpretazione più performante e attiva dell’Hyrox in chiave acquatica integrata da aqua functional. Insomma, il ventaglio è veramente ampio, ma forse la soluzione ottimale per ogni piscina è puntare su percorsi personalizzati per il proprio staff, servizio su cui EAA è fortemente orientata. L’export di Aqquatix e International Aquatic Academy - IAA di EAA. Che cosa avete imparato dal confronto con mercati e culture differenti e quali elementi dell’esperienza italiana sono maggiormente apprezzati all’estero? L’Italia è la culla del fitness acquatico, poi esportato in tutto il mondo – gli USA seguono modelli diversi, più monotoni e da sempre rivolti a popolazione femminile tendenzialmente sovrappeso: EAA è stata decisiva nella promozione di tale cultura. E proprio la cultura dei diversi Paesi fa una grande differenza, con gli anglosassoni poco orientati alle attività verticali, prediligendo quelle natatorie arrivando ad una penetrazione sor-

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prendente rispetto all’Italia – fino a oltre il 20%. Ma il vero punto di forza, che vede il mondo attratto dal nostro modello, sta proprio nella capacità di interpretare l’aquafitness e tutte le attività collegate con le più svariate attrezzature per ottimizzare l’esercizio fisico, in piena sicurezza e godendo di tutti i benefici dell’acqua...a condizione che il trainer sia all’altezza del compito. Nel segmento hospitality, come piscina e palestra possono diventare parte dell’identità e del valore percepito di hotel, resort e strutture leisure? Solo le realtà alberghiere di vecchia impostazione non colgono la grande opportunità di disporre di palestra e/o piscina ben attrezzate. La gente vuole stare bene attraverso l’esercizio fisico e sceglie le realtà dove l’ospite possa disporre di ambienti idonei. Le grandi catene alberghiere sono attente al tema della palestra ben attrezzata con macchine di qualità. Ma pure hotel e resort di livello interpretano bene questo trend: in particolare quelli in località turistico-balneari investono

sulle attrezzature per aquafitness e wellness in piscina, rendendo l’esperienza dell’ospite unica, divisa fra allenante e divertente, facilitata anche da moduli ludici gonfiabili utilizzabili al bisogno. Insomma, ha valore tutto quanto contribuisca all’identità dell’hotel a dimensione di benessere, completando l’offerta con spa, attività olistiche all’aperto, aree gioco per i bambini. Per concludere, quale messaggio desidera trasmettere al mercato

L’Italia è la culla del fitness acquatico, poi esportato in tutto il mondo: EAA è stata decisiva nella promozione di tale cultura © D I R I T T I RIS E RVATI


B E AT R I C E T O R NAT O R E

Ci piace molto condividere queste tappe significative con chi ci ha permesso di essere un riferimento nel corso di questi anni: i nostri partner- clienti

in occasione della doppia celebrazione dei 30 e 20 anni di EAA e Aqquatix? Escludiamo autocelebrazioni che non si confanno al nostro credo e al nostro profilo. Però ci piace molto condividere queste tappe significative con chi ci ha permesso di essere un riferimento nel corso di questi anni. Perché ogni passo che abbiamo compiuto lo abbiamo affrontato cercando di propor-

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2010, Tornatore, con Favero sulla sinistra, Michael Factor, primo distributore Aqquatix negli USA, e, alle spalle, Claudio Lotto, direttore di produzione re qualcosa che potesse servire ai nostri partner, ai nostri clienti grazie ai quali abbiamo sempre puntato a migliorarci e con cui abbiamo vissuto insieme questo cammino. Desideriamo configurarci come i compagni di viaggio di ogni piscina e palestra che creda nel valore dell’esercizio fisico reso accessibile, sicuro, semplice ed efficace a beneficio di ogni realtà e dei propri clienti, ospiti, pazienti. Ecco,

per noi festeggiare queste ricorrenze è importante, ma sarebbe sterile se non potessimo godere della fiducia di chi ha creduto in noi e continuerà a farlo in futuro: abbiamo tutti la stessa ambizione, rendere la gente felice aiutandola a stare bene, contribuendo insieme al wellbeing, ovvero alla dimensione mentale-fisica ottimale di chi va in palestra o in piscina, in Italia e nel mondo.

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M A NAG E M E N T

M A NAG EM E N T

CONVEGNO D’AUTUNNO IL 2 E 3 DICEMBRE 2026 A COLLI DEL TRONTO (AP)

Un programma più ricco per i gestori di piscine Colli del Tronto (AP) 2-3 dicembre

2026

Il tradizionale evento di Professione Acqua quest’anno accoglie i gestori di piscine pubbliche e parchi acquatici con una giornata dedicata (2 dicembre)

• Avv. Lorenzo Bolognini (esperto di diritto sportivo e amministrativo) • Marco Fioravanti (Presidente ANCI Marche / Sindaco di Ascoli Piceno) • Referente regionale del GSE (Gestore Servizi Energetici) • Giorgio Sebastianelli (Presidente Associazione Gestori Marche) Inoltre: La piscina senza reception – Maurizio Taruggi I parchi acquatici: frontiera dell’innovazione in acqua – Maurizio Crisanti (Assoparchi)

Il tradizionale evento di Professione Acqua ha sempre guardato ai gestori di grandi impianti pubblici ma quest’anno la manifestazione dedicherà a questo comparto qualcosa in più. La giornata del 2 dicembre, infatti, sarà interamente dedicata alla gestione dei grandi impianti pubblici; le relazioni si terranno in una sala dedicata e sarà possibile partecipare alla sola giornata ad un prezzo anch’esso appositamente riservato. Il settore degli impianti pubblici attraversa da anni grandi difficoltà e quelle che si prospettano all’orizzonte appaiono ancora più preoccupanti. È necessario approfondire temi cruciali quali il risparmio energetico, il rapporto economico con gli Enti proprietari, la sicurezza, per cercare di affrontare al meglio le sfide enormi che i gestori sono chiamati ad affrontare. Il programma della giornata: SESSIONE A: Come abbassare i costi di acqua ed energia? L’IMU sugli impianti natatori pubblici Focus: Soluzioni pratiche per il contenimento dei costi energetici e idrici,

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con un approfondimento sulla gestione e l’inquadramento dell’IMU per gli impianti pubblici. Relatori: • Marco Sublimi - Introduzione e moderazione del dibattito • Giuliano Sinibaldi - Aspetti fiscali • Rappresentante della Regione Marche - Il punto su bandi ed efficientamento energetico • Rossana Prola - Soluzioni tecniche applicabili • Giorgio Sebastianelli (Presidente Associazione Gestori Marche) - Il punto di vista dei gestori SESSIONE B: La riforma dello sport come strumento per i Partenariati Pubblico-Privati (PPP) Focus: Come utilizzare le nuove regole della riforma dello sport per facilitare i prolungamenti delle gestioni, creare nuove opportunità ai gestori, normare e rendere sostenibili le concessioni e i rapporti di partenariato tra PA e gestori.

Il tutto in un antico borgo costruito attorno ad una vecchia filanda, nel cuore delle Marche, in un’atmosfera calda, genuina, semplice ma attraente allo stesso tempo. L’Hotel è un’elegante struttura ricavata dalla ristrutturazione di un antico casale rurale. L’organizzazione di questa edizione sarà molto diversa dalle precedenti, sia per la durata che per il format, che alternerà momenti di aggregazione e networking a quello che è sempre stato e che resta il cuore del Convegno d’Autunno, le sezioni congressuali. Come nelle passate edizioni, al Convegno d’Autunno sarà possibile partecipare come Congressisti e come Visitatori. Per chi vorrà pernottare in loco verrà attivata una convenzione alberghiera a tariffa agevolata. Le iscrizioni si aprono il 10 agosto. Come sempre, si consiglia di affrettarsi per assicurarsi il massimo del coinvolgimento! Per saperne di più visitate il sito dell’evento:

Relatori: • Luca Paldino (Istituto per il Credito Sportivo - ICS)

Per contattare l’organizzatore: formazione@professioneacqua.it © D I R I T T I RIS E RVATI


2-3 DICEMBRE

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W E L L N ESS

WELLNESS

I L P I L AT E S N E L L A P R E PA R A Z I O N E D E I N U O TAT O R I S E C O N D O U N CA M P I O N E Intervista a Francesco Lazzari, affermato nuotatore, e ai suoi preparatori Claudia Raimondo e Federico Lavacca redazione@wbox.it

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Il Pilates si conferma un alleato sempre più prezioso anche in uno sport agonistico come il nuoto: la qualità del gesto tecnico, la stabilità del core, la mobilità delle articolazioni, la respirazione e la capacità di mantenere la concentrazione influiscono direttamente sulla prestazione. Per questo motivo sempre più preparatori atletici guardano a questa disciplina nata più di 100 anni fa non come a una semplice attività complementare, ma come a uno strumento capace di integrarsi efficacemente nell’allenamento di uno sportivo professionista. È il caso di Francesco Lazzari, giovane nuotatore che ha recentemente partecipato ai Campionati Europei di Parigi andando poi a medaglia ai Giochi del Mediterraneo. Accanto agli allenamenti quotidiani in vasca e in palestra ha inserito una sessione settimanale di Pilates sull’Allegro Reformer Balanced Body® presso SportClub12 Ispra (VA), seguito dall’insegnante Pilates Claudia Raimondo e dal preparatore atletico Federico Lavacca. Un percorso nato quasi per curiosità e diventato oggi parte integrante della sua preparazione.

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L A R E DA Z I O N E

W E L L N ESS Claudia, raccontaci qual è il tuo percorso professionale. Cosa ti ha portato a diventare insegnante Pilates? Il mio percorso nasce dalla danza che ho studiato al Centre de Danse Rick Odums di Parigi e alla scuola di Rosella Hightower a Cannes. Ho scoperto il Pilates grazie alla mia insegnante di danza classica che già allora lo utilizzava nella preparazione delle allieve. Negli anni ho seguito numerosi percorsi di formazione, tra cui la scuola internazionale Balanced Body® in cui ho trovato grande professionalità e qualità didattica. Oggi insegno Reformer, Matwork, danza e stretching presso SportClub12 Ispra dove, da circa un anno, abbiamo inserito l'attività con il Reformer. Oggi lavori con persone molto diverse tra loro. Cosa ti affascina dell'inserimento del Pilates nella preparazione atletica di uno sportivo? Ogni giorno ho la possibilità di lavorare sia con semplici appassionati che Francesco Lazzari e Claudia Raimondo

con atleti agonisti. In passato ho seguito alcuni nuotatori che avevano inserito il Matwork nella loro preparazione e questo mi ha permesso di conoscere le esigenze specifiche di chi trascorre molte ore in acqua. La cosa che più mi affascina è vederli entrare in un mondo completamente diverso: all'inizio il Pilates è una novità, poi diventa un'esigenza perché ne percepiscono concretamente i benefici. Com’è nato l'incontro con Francesco Lazzari e con il suo preparatore atletico Federico Lavacca? Chi ha avuto l'idea di inserire il Pilates sul Reformer nel programma di allenamento? Lo SportClub12 Ispra è una realtà nata come scuola nuoto e diventata nel tempo un importante centro polisportivo. Francesco si allena qui da sempre, l’ho praticamente visto crescere. Con lui si è creato un bel rapporto di fiducia: è stato molto stimolante accompagnarlo in questo percorso e vedere come, allenamento dopo allenamento, abbia sviluppato una

maggiore consapevolezza del proprio corpo. Federico Lavacca, ex nuotatore agonista e oggi suo preparatore atletico, conosceva già il Pilates perché aveva partecipato alle mie lezioni di Matwork e aveva sperimentato personalmente il Reformer. È stato lui a intuire come questo lavoro potesse rappresentare un valore aggiunto nella preparazione di Francesco. Il nuoto è uno sport estremamente tecnico e ripetitivo. Cosa rende particolarmente efficace l'allenamento con il Reformer per un atleta che passa molte ore in acqua? Chi pratica nuoto ad alto livello sviluppa inevitabilmente adattamenti posturali e squilibri muscolari dovuti alle migliaia di movimenti ripetuti in acqua. Il Reformer permette di lavorare su allineamento, consapevolezza del movimento, controllo del core, respirazione e concentrazione, aspetti fondamentali per un atleta. È un'esperienza completamente diversa rispetto alla vasca o alla palestra, dà una piacevole sensazione di benessere e di equilibrio generale. Francesco, quando ti è stato proposto di inserire il Pilates sul Reformer nel tuo programma di allenamento, qual è stata la tua prima impressione? All’inizio ero curioso. Pensavo che il Pilates Reformer fosse un’attività più orientata al benessere che alla preparazione atletica. In realtà, dopo le prime sedute, mi sono dovuto ricredere: ho scoperto una disciplina impegnativa, che richiede controllo, precisione e una grande consapevolezza del proprio corpo. Non immaginavo potesse avere un impatto così

Ho scoperto il P ilates grazie alla mia insegnante di danza classica che già allora lo utilizzava nella preparazione delle allie ve – Claudia Raimondo 32 // H A WE LLBE I N G // 5 - 2026

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L A R E DA Z I O N E

W E L L N ESS

Francesco Lazzari positivo sulle mie prestazioni. Mi ha aiutato a migliorare stabilità, mobilità e forza, aspetti che poi si riflettono direttamente sugli allenamenti in acqua e in palestra. Quali differenze hai percepito rispetto agli allenamenti tradizionali e che cambiamenti hai notato? Negli allenamenti in acqua o in palestra l’obiettivo è spesso sviluppare forza, resistenza o velocità, mentre con il Reformer si lavora molto sulla qualità del movimento. Qui ogni esercizio richiede controllo, equilibrio e precisione. Ho imparato a percepire meglio il mio corpo e ad attivare muscoli che normalmente tendono a lavorare meno. I cambiamenti li ho notati soprattutto nelle prestazioni: mi sento più stabile, mobile, con una postura migliore e più focalizzato nei momenti di maggiore pressione. C'è un esercizio sul Reformer che ti ha fatto capire quanto il Pilates possa essere utile anche per un atleta professionista? Direi gli esercizi di stabilizzazione del core. All’inizio sembravano semplici, ma mi sono subito reso conto di © D I R IT T I R I SE R VAT I

quanto fosse difficile mantenere il controllo del movimento senza compensare con altre parti del corpo. Sicuramente anche a livello di mobilità ho notato un grande miglioramento, nonostante già di mio lo fossi molto. Federico, come è nata la decisione di inserire il Pilates nella preparazione di Francesco? Mi piace l'idea di integrare gli allenamenti dei miei atleti con attività che possono metterli a dura prova. Ho visto usare il Reformer anni fa da alcune delle nuotatrici più forti al mondo e mi sono subito informato di cosa si trattasse. Conosco Claudia Raimondo da tanti anni e, dopo averlo provato su me stesso, ho pensato che sarebbe stato perfetto anche per Francesco e gli altri atleti. Esistono fasi della stagione agonistica in cui il Pilates diventa particolarmente strategico? Tendenzialmente credo che sia un ottimo alleato durante tutta la stagione. Su questo mi affido all’esperienza di Claudia: ovviamente ci sono periodi in cui lavoriamo di più sul core

Con il Reformer si lavora molto sulla qualità del movimento – Francesco L azzari e periodi di scarico dove cerchiamo l'allungamento muscolare. Grazie alle mille possibilità di lavoro che dà il Reformer, può essere utilizzato sempre ma in modi diversi. Pensi che nei prossimi anni il Pilates possa diventare una presenza stabile nei programmi di preparazione atletica di altri sport, non solo del nuoto? Credo proprio di sì. Il Pilates permette di sviluppare una migliore consapevolezza del proprio corpo e un maggiore controllo del movimento. Sono aspetti fondamentali in qualsiasi sport, perché aiutano l'atleta a muoversi in modo più efficace e a prevenire sovraccarichi e infortuni. Per questo penso che sempre più preparatori atletici lo inseriranno nei loro programmi, non come alternativa agli allenamenti tradizionali, ma come un valido complemento. H A WELLBEI N G // 5 - 2026 // 33


FITNESS

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F I T N ESS

IL FITNESS RIPETE DA 40 A N N I L E ST E S S E C O S E, M A L E P E RS O N E N O N S O N O P I Ù L E ST E S S E

Gerardo Ruberto info@vivimeglio.org

Il settore non può permettersi di restare indietro: le persone non cercano più soltanto spazi, attrezzi e corsi, ma percorsi capaci di accompagnarle nel tempo. Il club o la piscina deve trasformarsi da luogo di allenamento a hub della longevità, unendo scienza, tecnologia ed empatia

Ci sono frasi che nel mondo del fitness sembrano scolpite nella pietra. “Fidelizzare il cliente.” “Attrarre nuovi iscritti.” “Costruire un listino prezzi efficace.” Le leggiamo da quarant’anni, identiche, ripetute, lucidate, riproposte. Espressioni bellissime, certo. Ma il fatto stesso che continuino a essere ripetute è il segnale più chiaro che qualcosa non ha funzionato. Che i cambiamenti attesi non sono arrivati. Che il settore è rimasto fermo mentre

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Tempo di lettura:

il mondo correva. Perché intorno a noi, tutto è cambiato. Le persone sono cambiate. La tecnologia è cambiata. Le esigenze sono cambiate. Il fitness, invece, continua a raccontarsi con le stesse parole di sempre. Le persone non cercano più una palestra o una piscina. Cercano un luogo che si prenda cura della loro vita. L’Europa, nel 2025, ha avuto un incre-

5’

mento di quasi il 6% in più della popolazione che frequenta i centri. Un dato che cresce, che racconta un desiderio di movimento, di salute, di riscatto. Ma dietro quel numero ci sono persone reali, con storie reali. C’è chi arriva con dolori che non sa spiegare. Chi entra con la testa piena di stress e il corpo condizionato da rigidità. Chi non ha mai fatto attività fisica e ha paura di sbagliare. Chi non vuole essere lasciato solo tra le macchine. Chi © D I R I T T I RIS E RVATI


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G E R A R D O RU B E RT O

F I T N ESS non cerca un abbonamento, ma un accompagnamento. E allora la domanda diventa inevitabile: il settore è pronto ad accoglierle davvero? La tecnologia corre. Il settore cammina. Viviamo nell’era dell’intelligenza artificiale, delle scansioni corporee, dei sistemi predittivi. Abbiamo strumenti che permettono di personalizzare l’allenamento come mai prima d’ora. Possiamo monitorare progressi, anticipare rischi, adattare programmi in tempo reale. Eppure, il settore fatica. Fatica a cambiare abitudini. Fatica a superare barriere culturali. Fatica a trasformare la tecnologia in un nuovo modo di servire le persone. Si dice che l’AI “libera tempo agli operatori”. Ma la verità è che l’AI può fare molto di più: può cambiare il destino del cliente, se il settore è disposto a cambiare il proprio. Il vero nodo è che ripetiamo da 40 anni le stesse cose. Se siamo ancora qui a parlare di fi-

delizzazione, motivazione, retention, significa che: • non abbiamo innovato davvero • non abbiamo cambiato il modello • non abbiamo ascoltato le persone • non abbiamo integrato la tecnologia • non abbiamo costruito un servizio all’altezza delle nuove esigenze Il fitness non ha bisogno di nuovi slogan, bensì ha bisogno di una metamorfosi. La metamorfosi: dai club agli “Hub della Longevità” L’epoca in cui i club potevano competere con più metratura, più acqua, più macchinari, più corsi è finita. Oggi le persone cercano qualcosa di più profondo: un luogo che si prenda cura della loro vita. I centri fitness devono diventare hub di longevità e performance personalizzata. Luoghi dove la scienza incontra la relazione. Dove la tecnologia incontra l’empatia.

Intorno a noi, tutto è cambiato. Il fitness , invece, continua a raccontarsi c on le stesse parole di sempre Dove l’allenamento diventa prevenzione. Dove il tempo passato nel club diventa tempo guadagnato alla vita. Cosa fare davvero di diverso rispetto al passato 1. Dalla scheda standard alla salute predittiva. La scheda di allenamento è un simbolo del passato. Oggi serve una programmazione dinamica, adattiva, basata su dati reali. 2. Dallo screening superficiale allo screening integrato. Non si può più iniziare “a caso”. Servono scansioni, analisi del movimento, rilevazioni biometriche, indicatori di rischio. 3. Dall’abbonamento al check‑up di longevità. Il prodotto principale del club non deve essere l’ingresso. Deve essere un check‑up iniziale e periodico che guida tutto il percorso. 4. Dall’accesso ai macchinari alla vendita di anni di vita in salute. Il club non deve vendere attrezzature. Deve vendere qualità della vita, misurabile, concreta, percepibile. Il fitness o la piscina deve cambiare pelle. E deve farlo ora. Il settore è davanti a un bivio storico: può continuare a ripetere gli stessi argomenti di quarant’anni fa, oppure può scegliere di diventare ciò che le persone chiedono davvero.

ph sergio kian-unsplash

Non un luogo dove “si va ad allenarsi”, ma un luogo che migliora la vita, che accompagna, che protegge, che trasforma. Il futuro non sarà fatto di “più fitness”. Sarà fatto di più salute, più scienza, più tecnologia, più umanità, più longevità.

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I club che sapranno compiere questa metamorfosi guideranno il settore e diventeranno punti di riferimento per la comunità. Gli altri resteranno ancorati a un passato che non esiste più. Il cambiamento non è un’opzione. È una responsabilità. Ed è il momento di assumerla. © D I R I T T I RIS E RVATI


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M A NAG E M E N T

M A NAG EM E N T

E S E NZ I O N E I VA P E R A S D/S S D DA L 1° G E N NA I O 2036 Dieci anni in più prima del passaggio dall’esclusione all’esenzione IVA: una lunga moratoria che evita uno shock immediato, ma apre una fase decisiva di adeguamento per statuti, contabilità, software e organizzazione delle società sportive

Beatrice Masserini

beatrice.masserini@studiocassinis.com Tempo di lettura:

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12’

I NUMEROSI RINVII

avviata dall’UE nei confronti dell’Italia.

Si è tenuta in data 20 novembre 2025 la seduta n. 149 del Consiglio dei Ministri nel corso della quale è stato approvato il Decreto Legislativo n. 186 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 288 del 12 dicembre 2025, che prevede la proroga della riforma IVA che era prevista dal 1° gennaio 2026 per adeguare la normativa nazionale alle disposizioni europee al fine di chiudere la procedura di infrazione

Tutto, almeno sulla carta, era pronto per entrare nel vivo della riforma IVA per gli enti del Terzo settore dal 1° gennaio 2026. Su un piano pratico, però, serve più tempo ed il Governo ha deciso di prorogare ancora una volta il passaggio alle novità da noi riassunte nelle pagine che qui seguono. Infatti, l’applicazione della nuova nor© D I R I T T I RIS E RVATI


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M A NAG EM E N T

mativa in materia di imposta sul valore aggiunto, inizialmente prevista per il 1° luglio 2024, era stata spostata al 1° gennaio 2025. Ma poi il Decreto Milleproroghe aveva concesso ancora 12 mesi di tempo (al 1° gennaio 2026). L’obiettivo della proroga e dell’interlocuzione aperta con l’UE è quello di guadagnare molto più tempo per permettere alle organizzazioni di adeguarsi. In effetti gli enti del Terzo settore, e le ASD/SSD, non sono pronti per un passaggio da un regime di esclusione ad un regime di esenzione IVA come sotto descritto, che comporta una serie di impegni dal punto di vista fiscale ed amministrativo, nonché un carico di adempimenti del tutto nuovo. Ma è lo stesso contesto in cui sono immersi a non essere pronto: non sono stati disposti particolari chiarimenti, eccezioni alla regola, esoneri anche temporanei per favorire un passaggio light alle novità. Nel panorama italiano i tempi non sono maturi per la rivoluzione IVA. Ed è per questo che il Governo ha lavorato in sede europea per una “moratoria lunghissima”. In conclusione, il Decreto Legislativo approvato il 20 novembre 2025 in

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Consiglio dei Ministri ha confermato fino al 31 dicembre 2035 il regime di esclusione Iva per i corrispettivi specifici versati da associati, partecipanti o tesserati per prestazioni di servizi e cessioni di beni effettuate in conformità alle finalità istituzionali ex art. 4, comma 4, del DPR 633/72. Questo rinvio al 2036 dell’efficacia delle disposizioni introdotte dal DL 146/2021 consente di stabilire un orizzonte temporale entro cui proseguire il confronto con la Commissione UE per una soluzione in grado di rispondere alle esigenze del diritto unionale e di graduare gli obblighi IVA in base alla natura ed alle dimensioni delle realtà coinvolte. COSA PREVEDE LA LEGGE CON DECORRENZA 01 GENNAIO 2036 Dal 1° gennaio 2036 entrerà in vigore il nuovo regime di esenzione IVA per le prestazioni sportive, in attuazione della riforma avviata dal D.L. 146/2021. Fino al 31 dicembre 2035 continuerà ad applicarsi il regime di esclusione previsto dall’art. 4, comma 4, del DPR 633/72 per cui le prestazioni rese nei confronti di soci e tesserati restano fuori campo IVA. Dal 1° gennaio 2036, invece, tali prestazioni saranno esenti IVA ex art. 10, DPR 633/1972,

L’obiettivo della proroga e dell’interlocuzione aperta con l’UE è quello di guadagnare molto più tempo per permettere alle organizzazioni di adeguarsi come modificato dall’art. 5, comma 15-quater, DL 146/2021 (convertito in L. 215/2021). Decorrenza rinviata più volte e fissata definitivamente al 1° gennaio 2036. Tale nuova disciplina Iva per le ASD e le SSD è stata emanata per evitare una procedura d’infrazione UE n. 2008/2010, all’art. 132 della Direttiva 2006/112/CE, avviata da tempo dalla Commissione UE, che ritiene la vigente normativa italiana IVA a favore delle ASD e delle SSD una violazione delle regole della concorrenza e del © D I R I T T I RIS E RVATI


B E AT R I C E M ASS E R I N I mercato. Il nuovo regime prevede che le prestazioni di servizi, comprese le attività didattiche e formative, strettamente connesse con la pratica sportiva o l’educazione fisica, rese da ASD e da SSD, siano esenti da IVA ai sensi dell’art. 10 del DPR 633/72. L’estensione dell’esenzione riguarderà anche le prestazioni rese a soggetti non tesserati, ampliando così il perimetro rispetto all’attuale disciplina. Dal punto di vista operativo, la transizione dall’esclusione all’esenzione comporterà importanti conseguenze contabili ed amministrative. Le ASD/SSD dovranno emettere fattura elettronica o documento equivalente per le prestazioni esenti e memorizzare e trasmettere i corrispettivi telematicamente. Sarà, quindi, necessario distinguere contabilmente le operazioni esenti da quelle imponibili (sponsorizzazioni, vendita di beni, somministrazioni, ecc.). Occorrerà, inoltre, verificare che lo statuto societario preveda espressamente l’assenza di scopo di lucro, condizione essenziale per l’applicazione del regime di esenzione. Le ASD/SSD dovranno anche formare il personale ed aggiornare i propri software gestionali per gestire la nuova classificazione delle prestazioni. Quindi, a decorrere dal 1° gennaio 2036: • Viene eliminata l’esclusione IVA per le prestazioni a soci (ASD) e tesserati (SSD), com’è previsto dall’art. 4 del DPR 633/72. • Nuova esenzione IVA per servizi connessi allo sport ed all’educazione fisica (art. 10 DPR 633/72): esenzione su corsi, lezioni e competizioni non soltanto per soci (ASD) e tesserati (SSD), ma anche per terzi, cioè anche a clienti occasionali e non tesserati.

M A NAG EM E N T cambiamento è stato introdotto dalle modifiche normative apportate dal DL 146/2021, che ha esteso l’ambito di applicazione dell’esenzione IVA per le ASD/SSD. La nuova disposizione prevede che le prestazioni rese dalle ASD/SSD a “persone che esercitano lo sport o l’educazione fisica” siano esenti da IVA, indipendentemente dall’esistenza di un valido rapporto associativo o di tesseramento. In altre parole, dal 1° gennaio 2036, le ASD/SSD potranno offrire i propri servizi sportivi sia ai propri tesserati e soci, sia a soggetti esterni, applicando in entrambi i casi l’esenzione IVA. Questa novità rappresenta un’importante opportunità per le ASD/SSD, che potranno ampliare la propria base di utenti senza dover rinunciare ai benefìci fiscali previsti dalla normativa.

L a transizione dall’esclusione all’esenzione comporterà importanti conseguenze contabili ed amministrative Imposte sui Redditi (IRES ed IRAP)

Tuttavia, è opportuno sottolineare che, nonostante l’esenzione IVA, le ASD/SSD saranno comunque tenute ad adempiere agli obblighi formali, come l’emissione di fatture con l’indicazione dell’applicazione dell’esenzione e la presentazione della dichiarazione IVA. Sarà, quindi, necessario adeguare i processi amministrativi e gestionali per far fronte a questi adempimenti, garantendo al contempo la corretta applicazione del regime di esenzione IVA.

Per quanto riguarda le imposte sui redditi, il trattamento dei servizi offerti dalle ASD/SSD ai tesserati ed ai non tesserati presenta alcune differenze. Nel caso dei servizi offerti ai tesserati, le ASD/SSD godono del regime di non imponibilità ai fini delle imposte sui redditi, come previsto dall’art. 148, comma 3, del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). Questo significa che i corrispettivi percepiti per le prestazioni rese ai propri associati o tesserati non concorrono alla formazione del reddito imponibile, a condizione che le ASD/SSD siano in possesso dei requisiti statutari e documentali previsti dalla normativa.

In conclusione, l’estensione dell’esenzione IVA ai servizi sportivi erogati ai non tesserati ed ai non soci a partire dal 1° gennaio 2026 rappresenta un significativo passo avanti per le ASD/SSD, che potranno ampliare la propria offerta e raggiungere un pubblico più vasto, beneficiando al contempo di un trattamento fiscale agevolato.

Per quanto riguarda i servizi offerti ai non tesserati, invece, la situazione è diversa. I corrispettivi percepiti per tali prestazioni concorrono alla formazione del reddito imponibile e sono soggetti a tassazione secondo le regole ordinarie previste per le società e gli enti commerciali. Tuttavia, è importante sottolineare che le ASD/ SSD possono optare per il regime

Ovvero, dall’01.01.2036 tutte le prestazioni sportive, comprese quelle didattiche e formative, verso qualsiasi persona fisica (soci, tesserati, associati o semplici frequentatori) saranno esenti IVA. Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) A partire dal 1° gennaio 2036, i servizi sportivi erogati dalle ASD/SSD ai non tesserati ed ai non soci rientreranno nell’esenzione IVA, esattamente come per i tesserati ed i soci. Questo © D I R IT T I R I SE R VAT I

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B E AT R I C E M ASS E R I N I

M A NAG EM E N T

D al 1° gennaio 2036 tutte le prestazioni sportive saranno esenti IVA forfetario di cui alla Legge 398/1991, che prevede una tassazione agevolata sui proventi commerciali. In sintesi, mentre i servizi offerti ai tesserati beneficiano del regime di non imponibilità ai fini delle imposte sui redditi, i servizi offerti ai non tesserati concorrono alla formazione del reddito imponibile e sono soggetti a tassazione ordinaria. Tuttavia, le ASD/SSD possono optare per il regime forfetario della Legge 398/1991, che consente una tassazione agevolata sui proventi commerciali, compresi quelli derivanti dai servizi offerti ai non tesserati. 📌 Attività che benef iceranno dell’esenzione IVA dall’01.01.2036: ✔ Prestazioni sportive e di educazione fisica rese da enti senza scopo di lucro (art. 36-bis DL 75/2023). ✔ Prestazioni didattiche e formative legate allo sport.

✔ Biglietti per eventi sportivi organizzati da enti non profit (da confermare). 📌 Aspetti critici Le attività “diverse” (art. 9 D. Lgs. 36/2021): restano commerciali ai fini delle imposte dirette. Quando sono obbligatori la fattura elettronica/lo scontrino telematico? ✔ Per tutte le prestazioni sportive, didattiche e formative rese a: • Soci e tesserati • Clienti occasionali e non tesserati 📌 Indicazione in fattura ✔ Obbligo di citare l’art. 10 DPR 633/72 per le prestazioni esenti IVA. Obbligo di Memorizzazione e Trasmissione Telematica (dal 2026). 📌 Nuovi obblighi per ASD/SSD ✔ Certificazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate. ✔ Obbligo di scontrino telematico e registrazione su “Fatture e Corrispettivi”.

📌 Regime fiscale aggiornato ✔ Esenti IVA, ma con distinzione ai fini IRES: • De-commercializzati: incassi da iscritti, associati ed affiliati dello stesso ente. • Commerciali: incassi da non iscritti o ASD/SSD affiliate ad altri enti. 📌 Adeguamenti richiesti ✔ Registratore telematico obbligatorio od utilizzo della procedura web dell’Agenzia delle Entrate. ✔ Lettore ottico codice fiscale consigliato per emettere scontrino parlante ed agevolare le detrazioni fiscali. Esclusi dall’obbligo: Quote associative per le ASD (attività istituzionali). Liquidazioni periodiche IVA (LI.PE) ✔ Obbligo di LI.PE per ASD/SSD che svolgono attività commerciali. ❌ Esonero da LI.PE se si svolgono solo operazioni esenti e non c’è IVA da versare. ❌ Nessun obbligo di LI.PE per i soggetti in regime L. 398/91. Dichiarazione IVA Annuale 📌 Obbligo di dichiarazione IVA ✔ Solo per ASD/SSD che svolgono attività commerciali.

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✔ Servizi sportivi di ASD/SSD per soci, associati e tesserati.

✔ Aff itto di spazi ed attrezzature sportive (dal 17.08.2023 - DL 75/2023 / dall’01.01.2026 - DPR 633/72).

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M A NAG EM E N T

❌ Esonerati i soggetti in regime L. 398/91 e chi effettua solo operazioni esenti. 📌 Proventi esclusi da IVA ✔ Non rilevanti ai fini IVA:

• Quote associative delle ASD. • Rimborsi tesseramenti. • Erogazioni liberali. • 5x1000. • Contributi pubblici non corrispettivi. • Contributi per bandi. 📌 Obbligo di certificazione ✔ Per corrispettivi specifici (corsi, gare, lezioni):

re documentate e registrate. • L’obbligo di partita IVA Gli enti che percepiscono corrispettivi specifici per i servizi resi agli associati (ad esempio lezioni sportive, corsi di formazione, colloqui psicologici, ecc.) saranno obbligati ad aprire partita IVA. Questo significa: • emissione di ricevute o fatture esenti IVA (salvo i casi in cui la legge ammetta modalità alternative); • tenuta dei registri IVA; • presentazione della dichiarazione IVA annuale (salvo esenzione in mancanza di operazioni anche imponibili). • Requisiti statutari

Dal 1° gennaio 2036 in concreto:

L’esenzione IVA si applica solo agli enti che hanno statuti od atti costitutivi contenenti specifiche clausole (Clausole statutarie richieste: art. 10, comma 5, DPR 633/72 in continuità con art. 148, comma 8 TUIR ed art. 21 e seguenti Codice del Terzo Settore), tra le quali:

• non si applicherà l’IVA ai corrispettivi specifici; • ma le operazioni dovranno esse-

• divieto di distribuzione, anche indiretta, di utili ed avanzi di gestione;

➡ Fattura elettronica o scontrino telematico.

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• obbligo di devoluzione del patrimonio in caso di scioglimento; • disciplina uniforme del rapporto associativo e diritto di voto dei soci; • redazione ed approvazione annuale di un rendiconto; • libera eleggibilità degli Organi sociali e principio del voto singolo; • intrasmissibilità e non rivalutabilità della quota associativa. Queste clausole sono già previste per gli enti iscritti al RUNTS e per molte ASD, ma sarà necessario verificare la corretta conformità degli statuti. Cosa cambia nella pratica Per le ASD che oggi incassano corrispettivi specifici senza partita IVA, dal 2036 cambierà molto: • sarà obbligatoria l’apertura della partita IVA; • ogni pagamento dovrà essere documentato (ricevuta o fattura esente IVA); • sarà necessario tenere una contabilità IVA; • l’IVA sugli acquisti non sarà detraibile e resterà, quindi, un costo. © D I R I T T I RIS E RVATI


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M A NAG EM E N T

TABELLE RIASSUNTIVE Dal 17.08.2023 ed almeno sino al 31.12.2035 l’esenzione ex art. 36 bis DL 75/2023 va coordinata con le previsioni dell’art 4, DPR 633/72, contesto che sta generando i seguenti dubbi: Contemporaneo esercizio di attività imponibili, non soggette ed esenti Ipotizziamo una ASD/SSD che stia svolgendo le seguenti attività: ATTIVITÀ

Sino al 16.08.2023

Regime attuale applicato

Regime dal 2036

Somministrazione/Pubblicità

10% o 22%

10% o 22%

10% o 22%

Didattica verso terzi od a tesserati/associati in mancanza dei requisiti di cui all’art. 4, c. 7, DPR 633/72

22%

Esente Iva art. 36bis, DL 75/2023

Esente Iva art. 10, co. 4, n. 2 DPR 633/72 (*)

Didattica a tesserati/associati, nel rispetto dei requisiti di cui all’art. 4, c.7, DPR 633/72

Fuori Campo Iva

Fuori Campo Iva

Esente Iva art. 10 co. 4, n. 2 DPR 633/72 (*)

(*) la norma dovrà essere coordinata con l’art. 36-bis: non potranno ovviamente coesistere due disposizioni che regolano, in modo diverso, la medesima fattispecie

Tabella: ASD/SSD iscritta al RAS FINO AL 16/08/2023 IVA

17/08/2023 – 31/12/2035 IVA

FUORI CAMPO

FUORI CAMPO

Didattica verso meri frequentatori od a tesserati/associati in assenza dei requisiti di cui all’art. 4, c 7 DPR 633/72

22%

ESENTE ART 36 BIS DL 75/2023

ESENTE ART 10, COMMA 4 N. 2 DPR 633/72

Affitto campi od attrezzature (1)

22%

ESENTE ART 36 BIS DL 75/2023

ESENTE ART 10, COMMA 4 N. 2 DPR 633/72

Quote associative

FUORI CAMPO

FUORI CAMPO

FUORI CAMPO

Somministrazione

10%

10%

10%

Sponsor/Pubblicità

22%

22%

22%

TIPO ENTRATE Didattica verso tesserati/associati, in presenza dei requisiti di cui all’art. 4, c 7, DPR 633/72

DALL’ 01/01/2036 IVA ESENTE ART 10, COMMA 4 N. 2 DPR 633/72

(1) Attività diverse (art 9 D. Lgs. 36/2021), prestazioni strettamente connesse allo sport classificate come operazioni esenti, prestando la massima attenzione e prudenza, dato che l’Agenzia delle Entrate segue un’interpretazione estremamente restrittiva.

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M A RCO T O R NAT O R E

ST E FA N O E A N NA R I C C I: I P R I M I Q UAT T RO BRILLANTI DECENNI DI S P O RT I N G C LU B C U P R A MO N TA NA Il quarantennale del club fondato dagli imprenditori marchigiani è solo una tappa del percorso iniziato negli anni 80 che proseguirà per continuare ad offrire il meglio a giovani e meno giovani desiderosi di vivere una piacevole esperienza fra esercizio fisico, benessere e salute Ciro Lo Giudice info@wbox.it

Che significato hanno per lei i quarant’anni del suo club e quali tappe di questo bellissimo cammino ricorda più volentieri? Pensare di avere raggiunto questo traguardo ci inorgoglisce, la sfida di aprire una palestra negli anni 80, in un centro relativamente piccolo come Cupramontana, è stata vinta. Guardando le tappe principali di questo percorso penserei al 1995 con l’apertura della sala per corsi fitness, all’anno 2000 con il lancio della scuola di danza (alla quale siamo molto legati) e nel 2007 l’apertura della piscina realizzata in uno spazio particolare, delle vecchie cantine sotto-

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Tempo di lettura:

stanti la palestra, questo passaggio ha fatto veramente la differenza. Devo dire che l’aspetto che più ci ha aiutati in questo cammino è che abbiamo sempre lavorato in accordo e in prospettiva futura. Vista la doppia identità di SC Cupramontana, cosa distingue di più il vostro club fra piscina e palestra e che valore attribuisce alla doppia opzione che vi caratterizza? La piscina dello Sporting Club è arrivata dopo circa 20 anni dall’apertura della nostra attività, quando nel territorio eravamo già relativamente conosciuti. Ma è evidente che ab-

8’

biamo fatto un passo decisivo verso un’offerta ampia e diversificata che ci consente di proporre un modello di benessere a 360° per gli adulti, alla quale abbiniamo per il mondo dei bambini corsi di danza, le attività in piscina dedicate e i corsi di kick boxing, questi corsi vengono proposti anche in forme abbinate. Oggi, ben più di ieri, il mix di offerta palestra-piscina risulta premiante per una domanda molto cambiata da dieci anni a questa parte: che cosa ne pensa e come state vivendo questa fase di cambiamento © D I R I T T I RIS E RVATI


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Stefano e Anna Ricci, titolari dello Sporting Club Cupramontana nonché di forte spinta verso l’esercizio fisico in chiave salute e benessere? Va premesso che la nostra formazione ISEF ci ha visti impostare fin da subito la nostra attività in funzione della salute. Pur attraversando e cavalcando le mode del momento, abbiamo sempre dato precedenza agli aspetti legati alla salute all’interno delle tendenze a volte eccessive che ci hanno accompagnati in questi 40 anni. Il cambiamento che stiamo vivendo è musica per le nostre orecchie, le persone sono sempre più attente a cosa scegliere: è quello che aspettavamo da anni e siamo pronti da tempo a dare suggerimenti, impostare piani di lavoro, consigliare attività in funzione dei bisogni dei nostri associati e proporre una serie di corsi in acqua e a terra in grado di coprire le esigenze dei soci. Il mix di offerta palestra-piscina ci permette sempre di dare risposte a qualsiasi richiesta di salute e benessere.

Per noi è un onore essere in questo gruppo, ci è venuto naturale aderire perché ne condividiamo le idee e i valori: potersi confrontare con centri all’avanguardia su tematiche attuali e prospettive future non potrà che farci crescere, si tratta di una opportunità unica e di un modo nuovo di fare impresa. In un settore altamente frammentato prendere l’iniziativa di dar vita a Piscine d’Eccellenza poteva essere rischioso e trasformarsi in un flop; invece, ringrazio chi ha avuto la lungimiranza e il coraggio di tentare, dando il via a questa avventura e approfitto per salutare i colleghi che ne fanno parte, sono convinto che sarà un’esperienza molto positiva.

Abbiamo sempre dato precedenza agli aspetti legati alla salute all’interno delle tendenze a volte eccessive che ci hanno accompagnati in questi 40 anni.

Per essere protagonisti così positivi del settore da quattro decenni, quali sono i fattori su cui avete puntato maggiormente e dove intendete arrivare in futuro per valorizzare ulteriormente il vostro brand e la struttura?

ora la sfida è metterle in pratica, bene lo sviluppo tecnologico, ma in fondo siamo esseri organici e abbiamo bisogno sempre di rapporti umani. I centri sportivi, dal mio punto di vista, devono organizzarsi anche con spazi per una maggiore socialità.

Abbiamo sempre lavorato con senso di responsabilità e di questo dobbiamo ringraziare i nostri genitori che ce l’hanno trasmesso. Poi tanta passione per questa professione, uno spiccato senso del servizio verso i nostri associati e la ricerca continua di migliorare l’offerta. Credo che la ricetta possa funzionare ancora, vedo un futuro florido per il nostro settore, le condizioni sono ideali per mettere a terra il tanto parlare che abbiamo fatto in questi anni di benessere, consapevolezza, servizio alla persona:

La vostra palestra non è stata costruita investendo cifre eccessive nell’attrezzatura, bensì puntando sul rapporto con il cliente e su una serie di servizi che la distinguono sul territorio: ci può parlare della vostra strategia in merito e di quali siano le proposte più apprezzate dai vostri soci? È vero, gli spazi contenuti ci limitano da questo punto di vista, abbiamo puntato da sempre sul servizio alla

Zona Fitness attrezzata di SC Cupramontana

Come diversi suoi colleghi intervistati da HA Wellbeing, credete nel progetto Piscine d’Eccellenza: quali sono le ragioni di questa scelta e del riconoscimento ottenuto, e quali i valori che condividete, dal momento che la vostra piscina esprime sicuramente quel di più a beneficio dei vostri soci? © D I R IT T I R I SE R VAT I

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C I RO L O G I U D I C E

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Il nostro obiettivo è quello di far acquisire ai nostri baby soci acquatici l’autosufficienza i n acqua il prima possibile persona, alle richieste dei soci e alle loro caratteristiche personali; ci aiutano la nostra formazione e quella del personale, sia in piscina che in palestra. Ci affidiamo a laureati in scienze motorie, ai quali cerchiamo di trasmettere oltre che la nostra esperienza anche i modi di approcciarsi e di trattare le persone che iniziano il loro percorso nel nostro centro. Da sempre ogni socio ha un proprio programma di allenamento che aggiorniamo individualmente includendolo nell’abbonamento. Tra i corsi più frequentati ci sono quelli di Pilates matwork e in sospensione, e i corsi di Funzionale. Un discorso a parte va fatto per la scuola di danza, è per noi un biglietto da visita importante, una vetrina alla quale teniamo tanto: proponiamo corsi di danza classica, hip hop e moderna e gioco danza dai tre anni di età; oltre alle rappresentazioni di fine anno, partecipiamo durante la stagione a gare e rassegne. Senza trascurare il progetto “Gioia di muoversi” rivolto ai bambini dai 3 ai 6 anni di età che prevede due sedute settimanali divise tra corsi di acquaticità e avvio alla danza. Per quanto riguarda la sala pesi, viene regolarmente frequentata da giovani e meno giovani e, da alcuni anni, ci stiamo dedicando al Power Lifting: il lavoro svolto inizia a dare le prime soddisfazioni: alcuni nostri atleti si sono distinti in gare interregionali piazzandosi al primo posto. Da questa stagione abbiamo inserito uno spazio il sabato mattino chiamato “Sporting club lab” gruppi di massimo quattro persone, età media dei partecipanti 55 anni: si parte con un’analisi posturale molto semplice, si individuano i limiti articolari e posturali e si inizia a fare esercizi di mobilità e coscienza corporea. La soddisfazione dei clienti è alta, si capisce dal fatto che ritornano ogni sabato desiderosi di migliorare ancora la loro condizione. Per la prima volta

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il giorno della Vigilia di Natale è stato proposto dai nostri frequentatori della zona attrezzata “il Fanta palestra” un simpatico gioco di previsione del carico sollevato negli esercizi base del power e street lifting. La piscina, anche per le dimensioni contenute, si staglia per un’offerta di qualità e di precise attività: quali le scelte più premianti e il percorso evolutivo su cui vi state orientando per un crescendo di risultati? L’orario settimanale è dedicato a giorni alterni ai bambini e agli adulti. Per i primi l’impostazione delle attività è basata sul gioco finalizzato: siamo convinti che sia il mezzo migliore per far scoprire e apprezzare l’acqua in maniera naturale. Il nostro obiettivo è quello di far acquisire ai nostri baby soci acquatici l’autosufficienza in acqua il prima possibile. Per gli adulti proponiamo un buon numero di corsi in tutte le fasce orarie del giorno, dal mattino alle 08.30 fino alla sera alle ore 20.00; tra i corsi di fitness in acqua viene molto apprezzata la modalità ad ingressi che lascia le persone più libere di frequentare anche altre attività in palestra; per continuità di

Punteremo anche su quella parte della popolazione che non ha messo piede in una palestra o in una piscina frequenza e numero di iscritti i corsi di acquasoft dedicati agli over 70 ci danno moltissime soddisfazioni, molto apprezzato anche il corso di acqua circuit training con piccoli e grandi attrezzi. Tra le proposte della prossima stagione proveremo ad inserire attività in acqua più performanti per un pubblico desideroso di aumentare l’intensità (Acqua hiit – Pool running) In materia di sostenibilità e costi energetici che stanno penalizzando il comparto, come pensate di regolarvi? È proprio di inizio luglio l’avviso ricevuto da parte del GSE dell’auto© D I R I T T I RIS E RVATI


C I RO L O G I U D I C E

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La piscina di SC Cupramontana rizzazione ad eseguire un impianto fotovoltaico sul tetto della nostra struttura. Quindi, per fronteggiare il problema dei costi energetici così insidiosi, tra qualche mese renderemo operativo un impianto 13 kW di auto consumo e distribuzione nell’ambito della CER (Comunità energetica rinnovabile) dell’eccesso di produzione.

popolazione che non ha messo piede in una palestra o in una piscina per pregiudizi o paure ingiustificate: siamo consapevoli della forza rigenerativa del movimento, delle sue capacità di rallentare l’invecchiamen-

to e di farci vivere meglio. Per questo, per le nostre dimensioni e modi di fare, potremmo coniare questo slogan che ci piace molto “artigiani del benessere”.

Come si celebrano 40 anni di attività e quali novità sta studiando perché il vostro club risulti sempre giovane e al passo con i cambiamenti velocissimi cui stiamo assistendo? Dal punto di vista dei festeggiamenti il primo marzo di quest’anno ricorrevano i 40 anni precisi dall’apertura ufficiale del centro, avvenuta il primo marzo del 1986: in quell’occasione abbiamo organizzato un pomeriggio di festeggiamenti presso il Teatro “Concordia” di Cupramontana, invitando quanti in questi anni ci sono stati vicini, gli istruttori che si sono succeduti e la popolazione. Per il futuro prossimo oltre ad augurarci di poter aumentare gli spazi a disposizione, al fine di migliorare i nostri servizi, continueremo la politica di attenzione ai soci, punteremo anche su quella parte della © D I R IT T I R I SE R VAT I

Anna e Stefano Ricci con lo Staff di SC Cupramontana H A WELLBEI N G // 5 - 2026 // 49


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C H E F I N E FA I L P ROJ E C T F I NA N C I N G S E NZA D I R I T T O D I P R E L A Z I O N E?

Pur con la cancellazione della prelazione, non verrebbero inficiate l’efficacia e l’adeguatezza dello strumento del project financing Lorenzo Bolognini

lorenzo.bolognini@studiobolognini.com

Ormai è un tema noto: la sentenza della Corte di Giustizia del 5.2.2026 (Causa C-810-24) ha, di fatto, abolito il diritto di prelazione nel project financing. Tutto è accaduto nel corso di pochi mesi. La disciplina del project financing (art. 193 del Codice dei Contratti Pubblici) era stata riformata in modo, peraltro, non marginale con il d.Lgs. n. 209/2024, entrato in vigore il 31.12.2024. Il Correttivo al Codice era intervenuto su tale disciplina introducendo alcuni accorgimenti che avevano lo scopo di aumentare la trasparenza e, quindi, la concorrenza nella prima fase della procedura, vale a dire proprio quella finalizzata al riconoscimento della prelazione. Non è stato sufficiente, posto che la Commissione Europea, con una nota dell’ottobre 2025, aveva comunque espresso una riserva sul diritto di prelazione aprendo un procedimento di infrazione. Le censure, in estrema sintesi, attenevano al fatto che non era prescritto di predeterminare criteri puntuali per seleziona-

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Tempo di lettura:

re la proposta che avrebbe meritato la prelazione e, inoltre, al fatto che la pubblicazione dell’avviso finalizzato a sollecitare la presentazione di proposte era prevista soltanto sul sito istituzionale dell’Ente e non sulla Gazzetta Ufficiale. Senza nemmeno avere il tempo di valutare tali censure, è intervenuta la Corte di Giustizia con la citata sentenza, che ha rilevato l’incompatibilità della prelazione con il diritto eurounitario e, in particolare, con alcuni dei fondamentali principi da esso affermati tra cui quelli di parità di trattamento, di non discriminazione e di trasparenza. Considerato che la Corte di Giustizia era intervenuta su una vicenda regolata dal previgente Codice (il d.Lgs. n. 50/16) e considerato che la struttura della disciplina del project financing era stata riformata con il Correttivo al nuovo Codice proprio nel senso di rendere più contendibile il diritto di prelazione, in un primo momento, si era pensato che la sentenza non potesse avere effetti sull’attuale disciplina. Una tale ipotesi è stata prontamen-

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te smontata da due Delibere della Corte dei Conti nn. 14 e 15, entrambe del 26.2.2026. La Corte dei Conti ha affrontato una questione specifica: come si deve comportare un Ente che ha già avviato una procedura di project financing contemplando il diritto di prelazione se tale procedura si protrae successivamente alla sentenza della Corte di Giustizia che ne ha dichiarato il contrasto con i principi del diritto eurounitario? La soluzione indicata è netta e decisamente impattante: il funzionario pubblico non fa nulla di male se non ammette il diritto di prelazione a favore del promotore nonostante la sua aspettativa generata dalla lex specialis di gara che, basata sulla disciplina precedente alla sentenza della Corte di Giustizia, lo prevedeva, perché la disapplicazione delle norme che prevedevano la prelazione, anzi, è dovuta proprio in ossequio al precetto di tale sentenza. In sostanza e in estrema sintesi, il funzionario che disapplica la prelazione non corre alcun rischio di contestazione di danno erariale anche ove il promotore che vi faceva affidamento, perché origi© D I R I T T I RIS E RVATI


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Lo strumento del project financing per portare capitali privati nella realizzazione di impianti pubblici

nariamente la prelazione era prevista dalla lex specialis, lamentasse un danno procurato dall’Ente per la relativa disapplicazione; viceversa, tale funzionario sarebbe passibile di contestazione di danno erariale se, nonostante quanto affermato dalla Corte di Giustizia, si ostinasse a riconoscere il diritto di prelazione e ciò determinasse un contenzioso a carico dell’Ente, con conseguenti esborsi per spese legali e per risarcimenti. Nell’affermare quanto sopra, la Corte dei Conti chiarisce che l’incompatibilità del diritto di prelazione con il diritto eurounitario riscontrata dalla Corte di Giustizia non è riferibile alla sola specifica norma del previgente d.Lgs. 50/16, su cui la stessa Corte di

Il funzionario sarebbe passibile di contestazione di danno erariale se si ostinasse a riconoscere il diritto di prelazione determinando un contenzioso a carico dell’Ente 52 // H A WELLBEIN G // 5 - 2026

Giustizia si è pronunciata: tale incompatibilità è da ricondurre ai principi fondamentali dell’ordinamento europeo, da applicarsi anche nella vigenza del nuovo Codice dei Contratti Pubblici, cosicché la prelazione non può ammettersi in termini generali. Lo scenario che ne è venuto fuori è molto complicato. Infatti, interessa tutte le operazioni di project financing future, ancora da avviare ma, ovviamente, interessa anche tutte le procedure di project financing ancora in essere (e non sono poche, considerato peraltro che lo strumento si è molto diffuso negli anni e che i suoi tempi non sono brevi, il che fa intuire che le procedure rimaste “a metà del guado” non sono poche). In un contesto di questo genere, è risultata completa, precisa e lucida l’analisi effettuata dall’ANCI con una nota pubblicata sul proprio sito web il 12 marzo scorso. La nota, da cui questo approfondimento prende spunto, valuta tutte le casistiche vale a dire, in estrema sintesi: • nel caso in cui l’Ente ha già ricevuto la proposta di project financing che è ancora in corso di valutazione, la procedura può avere seguito secondo la disciplina dell’attuale d.Lgs. n. 36/23 ma senza riconoscimento del diritto di prelazione a favore del promotore; • nel caso in cui l’Ente ha ricevuto la proposta e l’ha già valutata positivamente, la pubblicazione del

bando di gara che apre la seconda fase della procedura non deve prevedere il riconoscimento della prelazione al promotore; • nel caso in cui l’Ente ha già pubblicato il bando di gara con la previsione del diritto di prelazione, occorre procedere all’annullamento della gara in autotutela, per tornare a pubblicarla senza la previsione della prelazione; • nel caso in cui l’esito della procedura ha avuto luogo attraverso l’esercizio della prelazione da parte del promotore “e il contratto non è stato ancora affidato, l’amministrazione potrà intervenire, ai sensi dell’art. 17, comma 5, del Codice dei contratti rinviando la procedura all’organo preposto alla valutazione delle offerte, il quale dovrà procedere a riesaminare l’esito della gara alla luce della non applicabilità del diritto di prelazione”; • nel caso in cui il contratto è già stato sottoscritto, la posizione giuridica dell’affidatario si può considerare consolidata. Per quanto riguarda il futuro, fermo restando che non potrà essere previsto il diritto di prelazione nelle more dell’intervento di una nuova disciplina che riformi quella attuale alla luce della sentenza della Corte di Giustizia, l’ANCI offre alcuni spunti. Uno di questi spunti attiene alla previsione di un punteggio premiale, nella fase di gara, a favore del promotore e ciò in linea con il modello spagnolo che, infatti, contempla un punteggio tecnico aggiuntivo a beneficio del promotore. Un’altra soluzione (non necessariamente alternativa a quella precedente) riguarda un intervento sulla regola del rimborso delle spese di redazione della proposta dovuto al promotore, nel caso in cui lo stesso non ottenga l’aggiudicazione. A tal proposito, l’ANCI precisa che la sentenza della Corte di Giustizia non mette in alcun modo in discussione la regola già presente nella disciplina del project financing secondo la quale il promotore, nel caso di aggiudicazione a favore di un soggetto terzo, abbia diritto ad ottenere il rimborso delle spese di predisposizione della proposta posta a base di gara, nei limiti del 2,5% del valore dell’investimento. L’ipotesi è quella di incrementare la percentuale di rimborso (e, a parere di chi scrive, dovrebbe essere anche quella di identificare in modo più chiaro il parametro su cui calcolare la percentuale, considerato che ben pos© D I R I T T I RIS E RVATI


L O R E NZ O B O L O G N I N I sono esserci concessioni di soli servizi o con investimenti in lavori piuttosto limitati costituenti oggetto di proposte che, in ogni caso, richiedono sforzi ed esborsi non trascurabili). In ogni caso, non c’è dubbio che la ratio ispiratrice di qualsivoglia novità da introdurre in sede di riforma deve essere indirizzata a continuare a garantire uno stimolo adeguato ed efficace affinché i privati sostengano i costi di una progettazione complessa da mettere a disposizione della Pubblica Amministrazione mediante una proposta finalizzata ad attivare il project financing: è infatti ampiamente noto che questo risulta essere un canale indispensabile per garantire lo sviluppo di opere e di servizi pubblici la cui importanza è enorme sotto ogni profilo, a partire da quello economico e da quello sociale. È possibile che, nel momento in cui il presente articolo sarà pubblicato, la riforma sia già intervenuta posto che il Governo sta lavorando da tempo in questo senso. Non ci si dilunga oltre, quindi, sull’identificazione delle possibili soluzioni fermo restando che, ad oggi, risulta che le principali ipotesi al vaglio sono proprio quelle di cui sopra.

dell’istituto. A parere di chi scrive sì. Infatti, pur dovendo ricordare (a causa di una ultraventennale esperienza in materia) che quando la prelazione fu abolita (in effetti c’è un precedente!) con il secondo correttivo al Codice del 2006, per essere reintrodotta con il terzo Correttivo, circa nel corso di quell’anno, gli operatori economici hanno manifestato la tendenza a snobbare il project financing, oggi la reazione pare essere diversa. Nella fase attuale, non mi risulta che gli operatori economici si siano tirati indietro. Chi aveva intenzione di approcciare una operazione con il project financing, anche quando la prelazione è stata abolita, ha deciso di dare comunque seguito alla proposta. E a mio parere questa è la scelta giusta. Certamente, sarebbe ingenuo negare che la prelazione costituiva un elemento molto stimolante, una garanzia non di poco conto. Tuttavia, non c’è dubbio che chi è il promotore di un progetto e che, pertanto, lo studia, lo elabora, lo approfondisce nel dettaglio in tutti i suoi aspetti e, poi, presentandolo all’Amministrazione, lo costruisce insieme ad essa durante tutta la fase prodromica alla gara, in quella gara avrà un vantaggio competitivo di fatto e più che legittimo. Non ci sono più vere e proprie garanzie ma ci sono ottime chances che il promotore arriverà ad ottenere l’aggiudicazione e questo è sempre l’esperienza a dimostrarlo. Certamen-

L’ANCI sul fut uro off re alcuni spunti, f ra cui la pre visione di un punteggi o premiale, nella fase di gara , a favore de l promotore te, questa considerazione non pare bastare per il caso in cui la proposta riguardi una concessione nella quale la componente lavori risulti molto limitata cosicché il rimborso delle spese della proposta stessa, se calcolato sull’importo di tali lavori, renda del tutto antieconomico assumere l’iniziativa senza la garanzia data dalla prelazione. È per questo che uno degli elementi su cui occorrerebbe mettere grande attenzione (e su cui si spera si sia messa l’attenzione se la riforma sarà già intervenuta al momento della pubblicazione del presente articolo) è, come detto, il criterio di calcolo delle spese di proposta che, avendo assunto a pieno titolo le concessioni di servizi nel novero dei PPP, deve essere adeguato anche per tale tipo contratto che, altrimenti, rischierebbe di rimanere completamente fuori dai meccanismi dell’iniziativa privata. E sarebbe un vero peccato.

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Piuttosto, la riflessione interessante è un’altra: ci si chiede se il project financing continuerà ad essere uno strumento appetibile visto che, qualunque sarà (o è stata, se nel momento della pubblicazione del presente articolo sarà già intervenuta) la concreta risposta del Legislatore a fronte della sentenza della Corte di Giustizia, la prelazione non farà più parte

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F I T N ESS

FITNESS

M A RCO T O R NAT O R E

M I C H E L E S I MO N E E A L L F I T : I L P RO G E T T O I N EVO LUZ I O N E D I CAT E NA F I T N E S S I TA L I A NA Idee chiare, competenza e un approccio giovane, dinamico e smart sono alcuni degli aspetti persuasivi del disegno che muove dal Bellunese per allargarsi al territorio nazionale Ciro Lo Giudice info@wbox.it

Come nasce l’idea All Fit e quando matura la convinzione di dare vita ad un gruppo che possa connotarsi come catena presente in diverse città? L'idea di All Fit nasce nel 2016, quando avevo appena 22 anni. Era ancora un progetto, una visione più che un'azienda, ma avevo già ben chiaro il tipo di esperienza che volevo offrire alle persone. Quella visione si è concretizzata nel gennaio 2017 con l'apertura del primo club.

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Il 2022 ha rappresentato una svolta decisiva: nell'arco dello stesso anno siamo passati da una a tre strutture. È stato il momento in cui ho capito che All Fit non era più solo un singolo centro fitness, ma un modello capace di crescere e replicarsi. Ripensandoci oggi, credo che il vero punto di svolta non sia stato tanto l'apertura di nuovi club, quanto il cambiamento delle persone che avevo accanto. Ho imparato quanto sia importante allontanarsi da chi ali-

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menta dubbi e limita le ambizioni, per circondarsi invece di persone che condividono la stessa visione, che trasmettono energia, fiducia e passione ogni giorno. È anche grazie a questo cambio di prospettiva che All Fit ha potuto compiere il salto di qualità e intraprendere un percorso di crescita così importante. C’è qualcuno o qualcosa cui si ispira nel processo evolutivo che caratterizza le palestre All Fit e su quali © D I R I T T I RIS E RVATI


C I RO L O G I U D I C E pilastri si basa il suo credo imprenditoriale? Provo una profonda stima per gli imprenditori che sono riusciti a costruire realtà con decine di club. Più che invidia, la definirei un'ammirazione che diventa motore di crescita: vedere ciò che altri hanno saputo realizzare mi spinge a migliorarmi ogni giorno. Credo molto nel valore del confronto. Avere l'opportunità di dialogare con chi ha già raggiunto risultati importanti permette di apprendere, evitare errori e ridurre il divario tra dove si è oggi e dove si desidera arrivare. Ogni incontro con chi "ce l'ha fatta" rappresenta per me un'occasione per tornare in azienda con nuove idee, maggiore consapevolezza e ancora più tenacia. Alla fine, il vero concorrente non sono gli altri: è la versione di me stesso del giorno prima. Se ogni giorno riesco a fare anche solo un piccolo passo avanti, so di essere nella direzione giusta. La cosa che più colpisce è che lei, imprenditore decisamente giovane, carismatico e empatico, cresciuto nella provincia veneta, ragiona

F I T N ESS come avesse vissuto in una grande città e fosse stato parte del management di una grande catena: da cosa nascono tali passione, inclinazione e capacità interpretativa? Se oggi continuo a crescere come imprenditore, è anche grazie alle persone che hanno scelto di investire tempo e fiducia in me. Per questo desidero ringraziare Fausto Di Giulio, CEO di REX, che mi ha dato l'opportunità di entrare a far parte di una round­table di altissimo livello. Confrontarmi periodicamente con imprenditori che hanno costruito realtà più grandi e consolidate della mia è uno stimolo continuo: ogni incontro mi permette di ampliare la mia visione. Ho sempre creduto che la crescita personale e quella imprenditoriale procedano di pari passo. Negli anni ho investito molto nella formazione, in particolare nell'ambito della comunicazione e del coaching, un percorso che continua ancora oggi attraverso sessioni costanti con un coach. Recentemente ho inoltre concluso un Master dell'Università Bocconi dedicato all'imprenditorialità, un'esperienza che ha ulteriormente

Il punto di svolta nel percorso di All Fit lo individuo nel cambiamento delle persone che ave vo accanto nei primi anni rafforzato il mio approccio strategico al business. Credo però che la formazione non sia qualcosa da collezionare, ma da allenare ogni giorno. Partecipare a un corso o conseguire un titolo ha valore solo se ciò che si apprende viene messo in pratica con costanza. È per questo che cerco quotidianamente il confronto con persone capaci di mettermi in discussione, ispirarmi e trasmettermi nuove competenze. Infine, c'è un aspetto che considero il più importante di tutti. Il sostegno della mia compagna e la nascita del

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C I RO L O G I U D I C E

F I T N ESS nostro piccolo Edoardo hanno dato un significato ancora più profondo a tutto ciò che faccio. Sono loro la mia più grande fonte di energia, la motivazione che mi accompagna ogni giorno e il "perché" che dà senso a ogni sacrificio e a ogni traguardo. Lei nei suoi club punta molto su un valore identitario che la distingua da altre realtà, anche se, come accade spesso, tende a ricercare le differenze in elementi invece molto comuni nelle palestre italiane: quali ritiene siano i fattori che fanno la differenza e che vengono effettivamente colti dal cliente, vero giudice del successo più o meno grande di un club? Oggi differenziarsi nel settore del fit­ness è sempre più complesso. Per questo credo che la vera differenza non sia tanto nei servizi che si offrono, quanto nella visione che si ha del proprio ruolo nella società. La mia convinzione è che l'attività fisica debba essere accessibile al maggior numero di persone possibile. Allenarsi non significa soltanto migliorare il proprio aspetto estetico: significa investire nella propria salute, nella qualità della vita e nella longevità. Le più recenti evidenze scientifiche dimostrano come l'esercizio fisico regolare contribuisca a rallentare l'invecchiamento biologico, oltre che a prevenire numerose patologie. Fare attività fisica oggi significa aumentare le probabilità di essere, domani, un genitore, uno zio o un nonno più autonomo, più attivo e con una migliore qualità di vita. La palestra, inoltre, è molto più di un luogo in cui allenarsi: è uno spazio di aggregazione, dove si costruiscono relazioni, si condividono obiettivi e nasce un vero senso di comunità. Naturalmente anche l'esperienza ha

Conf rontarmi periodicamente con imprenditori che hanno costruito realtà più grandi e consolidate della mia è uno stimolo continuo 56 // H A WE LLBE I N G // 5 - 2026

un peso determinante. Il cliente è sempre più attento agli ambienti in cui trascorre il proprio tempo: spazi curati, un layout funzionale, design moderno e attenzione ai dettagli contribuiscono a creare un elevato valore percepito. Per noi di All Fit ogni struttura deve trasmettere, fin dal primo ingresso, qualità, energia e professionalità, perché l'ambiente è parte integrante dell'esperienza di allenamento. Per essere un gruppo come lei ha ideato, su quanti club e aperture – finanziabili - annuali è necessario puntare e con quale formula fra proprietà, gestione, franchising o altro che consenta di esprimere numeri di rilievo? Sono partito davvero da zero. Il giorno dell'inaugurazione del primo All Fit, nel gennaio 2017, sul mio conto corrente erano rimasti poco più di 70 euro. Avevo investito tutto ciò che avevo nel progetto, perché ero convinto che quella visione meritasse di essere realizzata. Guardandomi indietro, però, credo che il capitale più importante non sia stato quello economico, ma la disponibilità a mettermi continuamente in discussione. Ho commesso molti errori, alcuni anche costosi, ma ciascuno di essi mi ha insegnato qualcosa.

È proprio grazie a quelle esperienze che oggi All Fit dispone di processi chiari, di un'organizzazione solida e di un modello replicabile. La crescita non è stata casuale. È il risultato di anni di lavoro, di standard costruiti giorno dopo giorno e della volontà di migliorare continuamente. Oggi siamo arrivati a un punto in cui il format è maturo e pronto per una nuova fase di espansione. Da quest'anno, anche grazie alla fiducia dei nostri partner bancari, possiamo programmare uno sviluppo più ambizioso, con l'obiettivo di aprire uno o due nuovi club ogni anno, mantenendo gli stessi valori e la stessa qualità che hanno contraddistinto All Fit fin dal primo giorno. E questo è solo l'inizio. Abbiamo progetti importanti su cui stiamo lavorando e che, sono certo, sorprenderanno il mercato. Per ora posso solo dire una cosa: ci vediamo presto. I Club All Fit oggi sono tre, tutti di proprietà? Quali le tappe successive e necessarie per lo sviluppo atteso e quali sono gli elementi base del suo modello? Nei prossimi sei mesi abbiamo già pianificato due nuove aperture: la prima tra settembre e ottobre, la seconda tra gennaio e marzo. È un © D I R I T T I RIS E RVATI


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F I T N ESS

O ggi siamo arri vati a un punto in cui il format è maturo e pronto per una nuova fase di espansione termi in discussione quando serve e aiutarmi a mantenere il focus sulle priorità. Ogni imprenditore dovrebbe avere accanto qualcuno che non si limiti a dire sempre di sì, ma che contribuisca a prendere decisioni migliori. Se potessi tornare indietro, investirei ancora prima nella costruzione di un team di questo livello, perché è proprio la qualità delle persone a determinare la qualità dei risultati.

passo importante all'interno di un percorso di crescita che stiamo costruendo con metodo, senza mai perdere di vista la qualità del servizio e la sostenibilità del progetto. Parallelamente, restiamo aperti a valutare opportunità di acquisizione quando rappresentano un reale valore strategico. Crescere, per noi, non significa aprire a tutti i costi, ma farlo nei luoghi giusti e con le persone giuste.

Accanto a me ci sono figure con competenze molto diverse ma complementari: Fausto, che porta una solida esperienza internazionale nell'ambito amministrativo e finanziario; Lorenzo, che conosce ogni dinamica operativa dei nostri club e monitora costantemente le performance; e i nostri Team Leader, che ogni giorno guidano le squadre con responsabilità, equilibrio e grande senso di appartenenza. Se però dovessi individuare ciò che fa davvero la differenza, non parlerei di numeri o procedure. Parlerei di passione. È un elemento difficile da misurare, ma immediatamente percepibile. Quando ami ciò che fai, quell'entusiasmo si riflette nel modo in cui accogli le persone, le ascolti, le motivi e le accompagni nel loro percorso. E il cliente lo percepisce fin dal primo ingresso.

Fra posizionamento di All Fit, qualità professionale del team, organizzazione, tipologia e range di offerta o altri fattori che vi distinguono, quali sono gli elementi su cui punta maggiormente e che a suo parere stanno dando ragione alle vostre scelte?

Naturalmente esistono anche elementi concreti che caratterizzano All Fit: un prezzo accessibile, la possibilità di allenarsi sette giorni su sette con orari estesi, ambienti moderni e curati e un team sempre presente, sia in reception sia in sala. Ma sono convinto che siano le persone a trasformare un buon servizio in un'esperienza capace di fidelizzare i clienti e farli sentire parte di una vera comunità.

Credo che il vero valore di All Fit siano le persone. Oggi posso contare su un board composto da professionisti di grande esperienza, ma soprattutto da persone che credono profondamente nel progetto e condividono gli stessi valori.

Grandi aziende leader globali sono partite dal Bellunese per conquistare il mondo e ci sono riuscite: possiamo ipotizzare che, quantomeno su scala nazionale, All Fit potrebbe arrivare a questo risultato? Il dise-

L'obiettivo che condivido con tutto il team è ambizioso: arrivare al 2030 con dieci club All Fit. Per chi, come me, è cresciuto in un piccolo paese della provincia di Belluno, è un traguardo che va ben oltre i numeri. Rappresenta la dimostrazione che anche partendo da un territorio periferico si possono costruire progetti di valore, creando opportunità per le persone e contribuendo alla crescita della propria comunità. Sono convinto che questo obiettivo sia concreto perché oggi All Fit non dipende più da una sola persona. Negli anni abbiamo costruito un gruppo di professionisti che condivide la stessa visione e lavora ogni giorno per trasformarla in realtà. Un ruolo fondamentale lo ricopre il mio General Manager, Gabriele, il mio principale punto di confronto: una persona capace di supportarmi, met© D I R IT T I R I SE R VAT I

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C I RO L O G I U D I C E

F I T N ESS gno e il sogno di Michele Simone. Affronto questa domanda con grande umiltà. Sono una persona ambiziosa, ma credo che ogni obiettivo debba essere costruito su basi solide e raggiunto un passo alla volta. Oggi il nostro traguardo è chiaro: arrivare al 2030 con dieci club All Fit. Tutte le nostre energie sono concentrate su questo percorso, perché preferisco consolidare ogni fase della crescita prima di guardare a quella successiva. Una volta raggiunto questo obiettivo, sarà il momento di definire il passo seguente: capire dove vogliamo arrivare, con quali partner, con quale modello di sviluppo e in quali tempi. Credo che i grandi risultati non nascano dalla fretta, ma dalla capacità di prendere le decisioni giuste al momento giusto. L'ambizione è ciò che mi spinge ogni

giorno a migliorare, ma è l'umiltà che mi ricorda che c'è sempre qualcosa da imparare e che ogni traguardo rappresenta semplicemente il punto di partenza per una nuova sfida. Lei è parte attiva nel REX e si confronta con imprenditori suoi pari: quanto è utile questo costante misurarsi e conoscere e su cosa investe ulteriormente per la crescita personale e del suo Team? L'esperienza in REX ha rappresentato uno dei momenti di maggiore crescita del mio percorso imprenditoriale. Mi ha aiutato a cambiare prospettiva e a comprendere che gestire un'azienda nel settore fitness richiede le stesse competenze imprenditoriali necessarie in qualsiasi altro mercato. Spesso chi apre una palestra è innanzitutto un eccellente professionista

del movimento: un istruttore preparato, animato da una grande passione per questo lavoro. È una qualità fondamentale, ma da sola non basta. Per costruire un'azienda solida servono anche visione strategica, capacità di leggere i numeri, organizzazione, leadership e controllo della gestione. REX mi ha insegnato proprio questo: che la passione deve essere affiancata da un metodo. Imparare a prendere decisioni basandosi sui dati, monitorare le performance, pianificare gli investimenti e costruire processi efficienti è ciò che permette a un'impresa di crescere in modo sano e sostenibile. Oggi continuo a considerarmi uno studente. Ogni confronto con imprenditori che operano in settori diversi dal mio mi offre nuovi punti di vista e conferma una convinzione: le aziende di successo non si distinguono solo per ciò che vendono, ma soprattutto per il modo in cui vengono gestite. Che tempi si dà per raggiungere risultati in linea con la sua pianificazione e, se mancassero le condizioni, su quale piano B si orienterebbe per proseguire nel suo cammino di autentico protagonista del settore? C'è una frase che mi accompagna da sempre: "Perché il piano A funzioni, bisogna crederci fino in fondo." Non significa ignorare gli imprevisti, ma avere una direzione chiara e la determinazione di perseguirla con costanza. Il nostro obiettivo è arrivare a dieci club entro il 2030. Non è uno slogan, ma un traguardo supportato da un piano industriale costruito con attenzione, coerente con le nostre capacità e con una crescita sostenibile. Abbiamo scelto di sviluppare All Fit principalmente con risorse proprie e con il supporto dei nostri partner bancari, senza fare affidamento, almeno in questa fase, su fondi di investimento o soci finanziari.

L’obiettivo che condivido con tutto il team è amb izioso: arrivare al 2030 con dieci club All Fit 58 // H A WE LLBE I N G // 5 - 2026

Sono consapevole che la responsabilità di questo percorso ricade innanzitutto su di me. È una responsabilità che sento ogni giorno nei confronti dei miei collaboratori, delle loro famiglie e di tutte le persone che hanno deciso di credere nella visione di All Fit. Ed è proprio questa responsabilità, più ancora dell'ambizione, a spingermi a prendere decisioni ponderate e a dare ogni giorno il massimo per trasformare quel traguardo in realtà. © D I R I T T I RIS E RVATI


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I L V E RO P RO B L E M A D E L L E PA L E ST R E N O N È T ROVA R E N U OV I I S C R I T T I. È NON PERDERLI Igor Castiglia

igorcastiglia@gmail.com

Il mercato cresce, gli investimenti aumentano e l’offerta si trasforma. Ma mentre continuiamo a guardare l’ingresso, una parte rilevante del valore economico dei club continua a uscire silenziosamente dalla porta. Tempo di lettura:

Da molti anni il settore fitness racconta la propria crescita attraverso gli stessi numeri: nuovi iscritti, nuovi club, metri quadrati inaugurati, campagne lanciate, abbonamenti venduti. L’acquisizione è visibile e restituisce subito la sensazione che qualcosa stia funzionando. Ma mentre misuriamo quante persone entrano, troppo spesso sappiamo molto meno di quante rimangono e in quale momento iniziano ad allontanarsene. Nel 2025 il mercato europeo ha rag-

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giunto 75,5 milioni di iscritti e 39,1 miliardi di euro di ricavi. L’Italia, con circa 5,5 milioni di iscritti e una penetrazione stimata attorno all’8,3 per cento, rimane sotto la media europea del 9,3 per cento. Lo spazio di sviluppo è ancora enorme, ma rischia di trasformarsi in un secchio bucato se continuiamo ad acquisire persone senza costruire una relazione capace di trattenerle. Il benchmark pubblicato dalla Health & Fitness Association nel 2025, co-

6’

struito su 175 aziende e oltre 17.000 strutture in 27 Paesi, indica una retention media annua del 66,4 per cento. Tradotto in modo meno rassicurante, ogni anno un club medio perde circa un iscritto su tre. È qui che la retention smette di essere una questione accessoria, affidata alla buona volontà dello staff o a qualche telefonata prima della scadenza, e diventa una delle variabili economiche più importanti dell’intero modello di business.

© D I R I T T I RIS E RVATI


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W E L L N ESS

L a crescita potenziale rischia di trasformarsi in un secchio bucato se il sistema continua ad acquisire persone senza costruire una relazione capace di trattenerle ture, indicate dal 16,7 per cento del campione. Al primo posto compare la scarsa professionalità dello staff, con il 22,9 per cento. È un dato che dovrebbe far riflettere un settore disposto a investire molto nell’ammodernamento degli spazi, ma che continua spesso a considerare la formazione, la qualità della relazione e la capacità di accompagnare il cliente come costi difficili da sostenere.

Il trainer, professionale e ben formato, ha un ruolo decisivo nel processo volto a fidelizzare il cliente La cancellazione arriva alla fine, l’abbandono comincia molto prima Uno degli errori più diffusi consiste nel pensare che il churn inizi quando una persona comunica di non voler rinnovare. In realtà quella comunicazione è soltanto l’ultimo atto amministrativo di un processo iniziato settimane prima. Il cliente comincia ad abbandonare quando riduce la frequenza, smette di prenotare, non apre più l’applicazione, lascia invariata la propria scheda o entra nel club senza che nessuno si accorga che qualcosa è cambiato. La finestra più delicata è quella dei primi novanta giorni. Tra la quarta e l’ottava settimana, quando i risultati non sono ancora evidenti e la routine non è consolidata, molti nuovi iscritti iniziano a ridurre gli accessi. Per questo l’onboarding non può essere una visita iniziale o un messaggio automatico di benvenuto, ma un percorso con contatti programmati, verifica della frequenza, piccoli traguardi e

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una presenza umana riconoscibile. Le ricerche riportate nel report mostrano che può portare la retention a sei mesi fino all’87 per cento, contro valori attorno al 60 per cento quando tutto è lasciato alla spontaneità. Il prezzo viene nominato spesso, ma non è quasi mai il punto da cui partire Quando una persona smette di frequentare, la spiegazione più comoda è quasi sempre il prezzo. Ma spesso il prezzo è soltanto il modo con cui il cliente traduce un valore percepito diventato troppo basso. Se utilizzo poco il club, non vedo progressi e nessuno mi guida, anche una quota modesta inizierà a sembrarmi eccessiva. I dati italiani raccolti dalla ricerca Sport Plus nel 2023 spostano l’attenzione dal ferro alle persone. La prima causa di abbandono dichiarata non è il costo, che pesa per il 10,4 per cento, e non sono nemmeno le attrezza-

Tecnologia e attrezzature contano, ma inserite in un sistema relazionale debole non creano automaticamente fedeltà. Il cliente può essere attratto dalla novità, ma rimane quando quella novità diventa un percorso che sente proprio. Quanto vale davvero un punto di retention Prendiamo un club con 800 iscritti e una quota media di 60 euro al mese. Con una retention del 60 per cento perde ogni anno 320 persone, equivalenti a 230.400 euro di ricavi potenziali. Portando la retention al 75 per cento, gli iscritti persi diventano 200 e il valore recuperato arriva a 86.400 euro all’anno, senza aver acquisito un solo nuovo cliente. In questo scenario ogni punto percentuale di retention vale 5.760 euro annui. È un calcolo semplice, ma cambia il modo di leggere il conto economico. Siamo abituati a valutare il marketing attraverso lead, conversioni e nuovi contratti, molto meno ad attribuire un valore economico a un onboarding ben costruito, a due interazioni significative al mese o a una telefonata fatta nel momento giusto. Eppure, sono proprio queste azioni, poco spettacolari, a proteggere ricavi già acquisiti.

© D I R I T T I RIS E RVATI


I G O R CAST I G L I A

W E L L N ESS

Misurare prima di automatizzare

concreta, di essere riconosciuto.

Oggi si parla molto di intelligenza artificiale, sistemi predittivi, automazioni e CRM evoluti. Ma un club che non conosce retention annua, churn mensile, frequenza media, numero dei dormienti e completamento dell’onboarding non ha innanzitutto un problema tecnologico. Ha un problema di cultura manageriale.

Questo richiede una regia: chi prende in carico il nuovo iscritto, quali contatti avvengono nei primi novanta giorni, come si segnala una riduzione della frequenza, chi richiama una persona inattiva e quali informazioni vengono condivise tra reception, sala, corsi e personal trainer. Finché la relazione rimane affidata alla casualità, anche i migliori professionisti lavoreranno in modo disomogeneo.

Il primo cruscotto può essere semplice: retention annua, churn mensile, frequenza degli accessi, iscritti dormienti, rinnovo alla prima scadenza e completamento dell’onboarding. Il dato, però, da solo non trattiene nessuno. La differenza sta nel costruire un processo in cui qualcuno riceve il segnale, lo interpreta e agisce. La retention è un comportamento organizzativo

Forse è arrivato il momento di cambiare la domanda che accompagna ogni riunione commerciale. Non soltanto quanti nuovi iscritti abbiamo fatto questo mese, ma quanti degli iscritti che avevamo stanno ancora utilizzando davvero il club, quanti stanno diminuendo la frequenza, quanti non vediamo da settimane e quanto valore economico stiamo lasciando uscire senza accorgercene.

L’onboarding de ve essere un percorso con contatti programmati, verifica della f requenza , piccoli traguardi e una presenza umana riconoscibile

ph gilson gomes-unsplash

Pensare alla fidelizzazione come a un compito del reparto commerciale è riduttivo. La retention è il risultato di ciò che il cliente vive ogni volta che entra in contatto con il club: accoglienza, pulizia, qualità dei corsi, competenza tecnica, precisione amministrativa, comunicazione e sensazione, molto

In un mercato sempre più polarizzato tra grandi modelli organizzati e realtà specializzate, la retention diventa molto più di una metrica. È una prova della solidità del progetto, perché un club che trattiene bene dimostra di conoscere i propri clienti e trasformare l’utilizzo in relazione.

Perché il problema del fitness italiano non è la mancanza di persone da convincere a iniziare. Il problema è che troppe persone iniziano senza essere realmente accompagnate a continuare. E finché non considereremo la permanenza come un processo da progettare, misurare e gestire con la stessa attenzione con cui costruiamo una campagna di acquisizione, continueremo a chiamare crescita ciò che, in parte, è soltanto sostituzione.

La decisione del cliente a confermare l'abbonamento dipende dalla percezione di essere al centro delle attenzioni del club e dello staff Fonti principali utilizzate: European Health & Fitness Market Report 2026, Health & Fitness Association 2025 Fitness Industry Benchmarking Report, Ricerca Sport Plus 2023, ForumClub e SportClubby 2025, Survey Fitness Italia TeamSystem e IFO 2022. © D I R IT T I R I SE R VAT I

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WELLNESS

W E L L N ESS

PISCINE D ’ E C C E L L E NZA DAY 2026 : CONFRONTO E IDEE DI BUSINESS NUOVE PER L A “PISCINA DEL FUTURO”

Beatrice Tornatore info@wbox.it

Tempo di lettura:

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3’

Il 4 settembre a Hidron titolari, gestori e responsabili tecnici di centri acquatici, si sono riuniti in occasione di una giornata di confronto dedicata ai nuovi modelli di sviluppo del comparto pool&fitness. Dal talk del mattino al B2B PoolNetwork del pomeriggio, fino alla consegna dei “Piscine d’Eccellenza Awards” serali, la giornata ha avuto l’obiettivo di mettere in relazione idee strategiche, nuove competenze e opportunità di crescita per distinguersi all’interno del panorama attuale. © D I R I T T I RIS E RVATI


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B E AT R I C E T O R NAT O R E

W E L L N ESS La giornata del 4 settembre ha aperto i Next Gen & Aquafitness Days 2026 con un programma dedicato alle figure che rappresentano il cuore pulsante delle piscine italiane: a Hidron (Campi Bisenzio, Firenze) si sono riuniti titolari, manager e responsabili tecnici del network Piscine d’Eccellenza, il progetto di Aqquatix e EAA ideato per riqualificare il comparto piscina. Tra i presenti anche noti opinion leader e aziende Seller dei settori pool, fitness & wellness. Il filo conduttore del Talkshow? La piscina del futuro e le strategie per affrontare il mercato attuale Il talk del mattino “Modelli di Business da trend fitness & pool” La mattinata è entrata nel vivo con il Talk “Piscine d’Eccellenza – Modelli di Business da trend del settore fitness & pool”, moderato da Edoardo Cognonato e animato dagli interventi di Marco Meli, Igor Castiglia e Marco Tornatore. Il confronto ha tratto ispirazione dalle principali tendenze che stanno ridisegnando il fitness e dal modo in cui alcune di queste dinamiche possono essere tradotte nel mondo piscina. Negli ultimi anni, le grandi catene di club fitness internazionali stanno entrando nel mercato italiano con maggiore decisione, avvalendosi di grandi investimenti, operazioni di M&A, standardizzazione e scalabilità economica dei modelli di business, attivazione di strategie di community management per incrementare i livelli di soddisfazione e fidelizzazione dei soci, proposte di format orientati al benessere e alla longevità, e una maggiore attenzione alla spesa me-

PoolNetwork, il riuscito format di incontri B2B

dia dei clienti. La piscina, seppur ancor oggi legata a modelli imprenditoriali anacronistici e a palinsesti rigidi, dimostra altresì la necessità di rendere la vasca più innovativa e più vicina ai bisogni contemporanei dei clienti. Partendo da tale prospettiva, il con-

fronto si è focalizzato su salute, performance orientata al benessere, nuovi target, integrazione tra acqua e fitness e centralità del ruolo dello staff tecnico. L’idea alla base, emersa dal confronto, è quella di ripensare all’acqua oltre la scuola nuoto: uno spazio di benessere complementare al fitness a secco che consenta di offrire ai clienti un ventaglio di discipline acquatiche in verticale (Vertical Aquatic Styles). DICONO DI NOI «Il confronto tra colleghi e professionisti durante il Talk Piscine d’Eccellenza ci ha permesso di scambiare opinioni e modi di lavorare: per noi gestori questo è fondamentale.» - Oscar Cavasin, InAqua – Castelfranco Veneto, TV Il valore del confronto

La consegna del riconoscimento “Piscina d’Eccellenza 2026” a Sporting Club Noale

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La parte centrale ha dato spazio al confronto tra i presenti, arricchito dalle testimonianze di due realtà

© D I R I T T I RIS E RVATI


B E AT R I C E T O R NAT O R E

W E L L N ESS

Cognonato, Confalonieri, Tornatore figure storiche di EAA

della community Piscine d’Eccellenza, Aquahome (Biassono, MB) e Sporting Club Noale (VE), grazie alla condivisione delle strategie adottate, gestione dello staff e risultati dell’innovazione sulla redditività. Il progetto Piscine d’Eccellenza ha così trovato in questo scambio uno dei suoi elementi più riconoscibili: condividere esperienze e soluzioni tra realtà diverse per struttura, territorio e modello gestionale. DICONO DI NOI «Essere una Piscina d’Eccellenza significa capire che non siamo soli: condividiamo sfide comuni con altre realtà e ci uniamo come collettività.» - Michele Mazzoni, BSC Fitness – San Giorgio di Piano, BO PoolNetwork: il pomeriggio dedicato agli incontri B2B Dopo il pranzo conviviale, il programma si è sviluppato su due percorsi paralleli: titolari e gestori hanno preso

© D I R IT T I R I SE R VAT I

parte a PoolNetwork, il format B2B organizzato da Wbox & Partners per favorire incontri diretti tra Buyer e Seller. Il format ha privilegiato il confronto mirato e la qualità delle relazioni, con un’impostazione studiata strategicamente per trasformare il networking in opportunità di business concrete. DICONO DI NOI «Gli incontri mi hanno permesso di parlare direttamente con le aziende e approfondire nuove soluzioni e proposte utili per i nostri progetti.» - Oscar Cavasin, InAqua – Azienda Buyer «Entrare in contatto con il cuore pulsante del settore ci permette di capire le difficoltà reali dei gestori e offrire soluzioni concrete per superarle.» - Marco Meli, Les Mills – Azienda Seller

Mentre il PoolNetwork ha visto impegnate le figure manageriali dei centri presenti, i responsabili tecnici hanno partecipato ad un seminario organizzato da EAA: “Lavorare in piscina oggi: identità, competenze e valore del nuovo istruttore”. La scelta di separare i due percorsi ha consentito di lavorare contemporaneamente sui due livelli che determinano la qualità di una struttura: visione imprenditoriale e professionalità tecnica. Fabrizio Cantarini, direttore tecnico scientifico di EAA, e Igor Castiglia, hanno parlato del ruolo del trainer, sottolineando l’importanza di acquisire competenze tecniche che rispondano ai bisogni dell’utenza moderna, sviluppando capacità relazionali con i propri clienti e partecipando attivamente alla mission e agli obiettivi del centro. DICONO DI NOI «Saper creare un punto d’unione tra attività a secco e in acqua è la competenza decisiva per contribuire alla crescita del centro.» - Team Trainer di Life Planet – Ravenna H A WELLBEI N G // 5 - 2026 // 67


L’ O P I N I O N E

ph Fluidra

AQ UA P O O L

C O SA P U Ò DA R E U NA P I S C I NA C H E SENTE TUTTI I SU O I A N N I? Rossana Prola

Ci sono imprenditori che non cercano capitali per fatturare milioni, ma usano le loro poche risorse per comprare la cosa più preziosa: la propria indipendenza. Il loro successo non si conta in filiali aperte, ma in sorrisi quotidiani e nella libertà di decidere del proprio futuro

prola@professioneacqua.it Tempo di lettura:

Il mondo di oggi è dominato dalle grandi imprese, sostenute dai grandi capitali, dai grandi imprenditori che hanno grandi idee… La realtà della maggior parte delle persone che cerca di lasciare un piccolo segno nel mondo con la propria opera è però diversa. Non ci sono mai abbastanza soldi, non ci sono grandi possibilità. Ci sono, spesso, grandi sogni, sostenuti da una grande volontà di riuscire. Ma non basta. Prima si comprende que-

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4’

sta verità, prima si smette di cercare di raggiungere l’irraggiungibile. Nessun gestore di piscine italiano, parlando dei “normali” gestori di “normali” piscine, riuscirà mai ad investire decine di milioni per costruire o ristrutturare un centro natatorio innovativo, non nascondiamoci dietro le illusioni. Nessun fondo internazionale cercherà altro se non un dipendente, meglio ancora se autonomo, da scartare alla prima occasione. R IS E RVATI © D I R I T T I RIS


AQ L’ OUA P I NPIOOO NLE

ph Edinburgh Leisure_thespaces.com

Ci sono, spesso, grandi sogni, sostenuti da una grande volontà di riuscire. Ma non bastano per raggiungere l’irraggiungibile

Quindi, si resterà piccoli e senza soldi. Questa è la realtà e da qui bisogna partire. C’è ancora speranza per i piccoli gestori, che hanno a disposizione una piscina datata, per non dire vecchia, che nessuno ha i soldi per ristrutturare? Dobbiamo per forza risponderci di sì, perché l’alternativa è cambiare mestiere e pochi lo vogliono fare. Perché c’è un ingrediente speciale che nessuna quantità di denaro potrà mai comprare, che è la passione. La passione può fare miracoli, se ben utilizzata. In fondo, perché le persone scelgono una piscina invece di un’altra? Gli scivoli nella vasca coperta possono vincere sulla pulizia? Una spa può vincere su uno staff con un sorriso coinvolgente? Per alcune tipologie di ©©DDI R I RITI TTTI IRRI SE I SERRVAT VATI I

utenti certamente sì, chi non sorride mai preferirà la spa all’ultima moda. Ma chi sorride sempre, o ha tanto bisogno di sorrisi, della spa non saprà che farsene e sceglierà sempre la piscina vecchia si, non più alla moda sì, ma perfettamente pulita e con quelle ragazze e ragazzi che ti sorridono sempre, anche quando devono dirti che, purtroppo, non c’è più posto per il corso del martedì e venerdì alle cinque. E pazienza, per tre mesi si farà un sacrificio in più e si cambierà turno. Non scoraggiatevi, gestori di piccole e vecchie strutture, le persone si conquistano anche con il cuore, non solo con i soldi. Qualcosa si può sempre fare per rendere la vostra piccola vecchia e modesta piscina un posto accogliente, simpatico, piacevole e prezioso per i vostri fedelissimi utenti. Ci vogliono tanta buona volontà, olio di gomito, impegno costante, un po’ di paura in molti momenti, qualche lacrima di delusione in altri, ma si può fare. Non avrete mai la favolosa modernissima struttura, non guadagnerete mai uno stipendio da centinaia di

migliaia di euro, questo è importante saperlo, ma avrete in cambio qualcosa che rimarrà nelle persone che trovano nella vostra piscina un posto da non abbandonare mai. Il vertice della piramide, la tanto agognata eccellenza, l’effetto wow, vanno bene se hai la base solida. Meglio un tronco di piramide, se non ci sono i soldi per l’ultimo pezzo, ma che non crollerà mai.

C’è un ingrediente speciale che nessuna quantità di denaro potrà mai comprare: la passione, che può fare miracoli, se ben utilizzata H HAA WELLBEI WELLBEIN NG G //// 51 - 2026 // 69


AQ UAT I C T R A I N I N G

ST E FA NO CA N D I D O N I

ph EAA

AQ UAT I C T R A I N I NG

AQ UA F I T N E S S F R A C O NSA P EVO L E Z Z E E BENEFICI DEL CLIENTE ph EAA

Siamo davvero sicuri che il cliente di tutti i giorni conosca i vantaggi di questa attività? E che i benefici siano per tutti allo stesso modo?

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© D I R I T T I RIS E RVATI


ST E FA NO CA N D I D O N I

ph AquaMoves

AQ UAT I C T R A I N I NG

Stefano Candidoni

stefanocandidoni@gmail.com Tempo di lettura:

5’

Sappiamo ormai bene che “l’acquafit­ ness”, definita così che possa ricomprendere tante sfumature di attività in acqua, sfrutta le proprietà fisiche dell’ambiente per un allenamento efficace e a basso impatto articolare. Per l’adulto è una risposta scientificamente fondata che risponde a esigenze diverse: mantenimento di un buon condizionamento muscolare, stimolazione delle capacità del sistema cardiovascolare, gestione dello stress e recupero funzionale. L’acqua oppone una resistenza proporzionale alla velocità del gesto: più il movimento è rapido, maggiore il carico muscolare richiesto, senza sovraccarichi esterni. Questa resistenza, fino a 12-14 volte superiore a quella dell’aria, recluta simultaneamente muscoli agonisti e antagonisti, migliorando forza e stabilità articolare. La spinta di galleggiamento riduce il peso corporeo percepito fino al 90%, abbassando il carico su ginocchia, anche e colonna vertebrale. Basterebbe fermarsi qui per sgranare gli occhi ed affermare: come è possibile non farla? Magari dovremmo chiederci se tutti i presenti ad una lezione siano in grado di sostenere lo stesso lavoro e di conseguenza ottenere gli stessi risultati. La pressione idrostatica favorisce il ritorno venoso e riduce il lavoro cardiaco a parità di intensità percepita, permettendo sessioni prolungate con minore affaticamento soggettivo. Recenti studi hanno decretato che, per chi si allena regolarmente con i pesi, l’acquafitness è un valido cross-training: la resistenza multidirezionale allena la muscolatura stabilizzatrice diversamente dal lavoro isotonico in palestra, con benefici sulla propriocezione. Una meta-analisi del 2024 ha stimato un effetto significativo sulla forza muscolare (SMD = 0,56), con benefici già a partire da due-tre sessioni settimanali e un plateau intorno ai 100-200 minuti totali a settimana. Attrezzi come manubri galleggianti, cavigliere e noodles permettono di modulare il carico e rendere l’allenamento progressivo. Confermo: che aspettiamo a promuo© D I R IT T I R I SE R VAT I

L' allenamento in acqua non è un'alternativa light a quello in palestra e permette di lavorare su intensità personalizzabili vere questa attività negli impianti, in modo più scientifico e meno con linguaggio da bar? Siamo ancora all’attività dimagrante e rassodante (nella speranza che si riveli tale), peraltro in netta contrapposizione con la palestra. L’ambiente acquatico è indicato in fase di ripresa post-infortunio, poiché consente di mantenere l’attività motoria riducendo il carico articolare. Tralasciando l’attività specifica di riabilitazione post infortuni/traumi/ interventi chirurgici, quanti clienti abbiamo che arrivano portandosi limiti articolari, funzionali, muscolari semplicemente dettati dall’età, dalle dinamiche lavorative, da fattori costituzionali? Per l’adulto, l’acquafitness non è un’alternativa “leggera” all’allenamento a secco, ma una modalità con caratteristiche biomeccaniche e fisiologiche proprie, efficace e stimolante. Tutta questa ricchezza di significati, di vantaggi mi sembra che rimanga per gli addetti ai lavori e, ammesso che proprio gli addetti ai lavori sappiano come giocarsi tali e tanti fattori positivi, la realtà è che continuo a vedere che si definisce bravo, o lo si addita come bravo, chi riesce a riempire le vasche/spazi! Allora la gestione è “ottima”, il trainer è “bravo”. Continuo a sostenere che riempimento degli spazi (quasi sovraffollamento che vedo in questi giorni di calura estiva) e qualità del lavoro in acqua non vanno di pari passo ed il rischio è che così facendo non si al-

D ovremmo chiederci se tutti i presenti ad una lezione di aquafitness siano in grado di sostenere lo stesso lavoro e di conseguen za ottenere gli stessi risultati zerà mai l’asticella sul valore di una attività fondamentale per tanti soggetti che, potrei dire per esperienza, non possono fare altro date le condizioni fisiche. Quindi parliamo davvero di salute, quella vera, guadagnata sul campo…anzi in vasca. Giustamente, dal lato imprenditore, ancora siamo al riempimento degli spazi senza minimamente tenere conto neanche dell’età. Quindi termino con una domanda, che mi faccio e rigiro a trainer e imprenditori: come fa una attività ad essere davvero produttiva e di significato, appunto, se in acqua ci sono nello stesso momento clienti che vanno da vent’anni a ultrasettantenni? H A WELLBEI N G // 5 - 2026 // 71


M A NAG E M E N T ph andrew rivera--unsplash

M A NAG EM E N T

LA TRAPPOLA DEL SUCCESSO: QUANDO VINCERE TI IMPEDISCE DI CRESCERE – parte 1

Le convinzioni principali che frenano l’evoluzione del club o della piscina Viviana Venticinque info@metodo25.it

Questo articolo vuole essere volutamente provocatorio, poiché esiste un nemico del business che non viene segnalato dai KPI e non appare mai nelle analisi di rischio. Eppure, è il più letale di tutti. Si chiama successo. Non il fallimento. Il successo. C’è un momento preciso in cui le aziende smettono di evolvere. Non è quando arriva un concorrente agguerrito ma quando il CEO entra in sala riunioni

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e dice, con soddisfazione: “Il nostro modello funziona. Continuiamo così. In quel momento, l’orologio comincia a ticchettare. Il successo è una “droga” a rilascio lento. Ti dà euforia, certezze, conferma che le tue scelte erano giuste. E proprio per questo ti rende cieco. Chi ha raggiunto il vertice smette di guardare in alto guarda in basso, per difendere la posizione conquistata. Il risultato? Stasi

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mascherata da stabilità. Questo è il meccanismo della trappola: più sei bravo in qualcosa, meno sei disposto a smettere di farlo. Il tuo stesso vantaggio competitivo diventa la gabbia. Il successo crea immobilismo. I meccanismi interni di un impianto sportivo costruiscono la propria gabbia Ho individuato i punti chiave che a

© D I R I T T I RIS E RVATI


V I V I A NA V E N T I C I NQ U E

ph EAA

mio avviso, determinano la costruzione di una prigione dorata che diventa l’alibi del non rinnovamento. Non è una questione di mercato. Non è colpa delle low-cost, del Covid, del fitness digitale o dei mutamenti delle abitudini dei consumatori. Quando un impianto sportivo smette di evolvere, il problema è quasi sempre interno. È strutturale. È gestionale. Il successo non ti immobilizza dall’esterno. Ti costruisce una prigione dall’interno.

M A NAG EM E N T

In quasi tutti gli impianti sportivi che hanno smesso di crescere, il processo di budgeting funziona allo stesso modo: si parte dai numeri dell’anno precedente, si aggiunge una percentuale di crescita prudente, si difendono le voci di costo consolidate e si taglia ciò che non ha ancora dimostrato di funzionare. In apparenza è razionale. In realtà è un meccanismo che premia sistematicamente il passato e penalizza il futuro, Chi gestisce un progetto che funziona da tre anni ha numeri solidi da portare. Chi propone qualcosa di nuovo non ha numeri, ha una logica, ha un’analisi di mercato, ha una visione. E in un sistema che vota i numeri, la visione perde quasi sempre. Il risultato? Anno dopo anno, il budget si consolida attorno a ciò che già esiste. I corsi di nuoto, le lezioni collettive, che riempiono da dieci anni, ricevono risorse. La formazione degli istrut-

tori su nuove metodologie viene rimandata. Il budget non mente: dice esattamente cosa un’organizzazione considera importante; e in molti impianti di successo, dice che il futuro può aspettare. Chiediti: cosa viene premiato, concretamente, nel tuo impianto sportivo? Se i tuoi responsabili di area vengono valutati sul tasso di rinnovo degli

abbonamenti, sull’affluenza ai corsi, sul margine operativo della stagione, stai premiando la gestione dell’esistente. Non l’innovazione. Non la capacità di intercettare nuovi segmenti. Non il coraggio di sperimentare qualcosa che potrebbe non funzionare subito. Le persone fanno quello per cui vengono valutate. Se vuoi che il tuo staff proponga idee nuove, cambi approccio commerciale, metta in discussione processi consolidati devi costruire un sistema di incentivi che premi anche questo. Altrimenti chiedi alle persone di agire contro il proprio interesse, e poi ti sorprendi che non lo facciano. Chiedergli di rischiare su qualcosa di nuovo significa chiedergli di mettere a rischio la propria reputazione interna. Senza una rete di sicurezza culturale e organizzativa, non lo farà. Queste persone sono un patrimonio e riprenderemo nella prossima puntata le ragioni per capire come valorizzare l’esperienza (anche loro) senza che si connoti come un ostacolo.

ph EAA

Fine prima parte; la seconda parte, verrà pubblicata su HA Wellbeing nr 01 del 2027.

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Il successo è una “droga” a rilascio lento. E proprio per questo ti re nde cieco H A WELLBEI N G // 5 - 2026 // 73


W E L L B E I NG I M P R ES E AC C E S SO R I P RO F E S S I O NA L I P E R FITNESS E WELLNESS AIREX porta negli spazi f itness e rehab una gamma di accessori professionali pensati per accompagnare il lavoro su equilibrio, mobilità, coordinazione e controllo del corpo. Una gamma di soluzioni il cui denominatore comune è l’altissima qualità del materiale, che rende uniche, su scala mondiale, le tante referenze della storica azienda svizzera. Tra i prodotti più riconoscibili del brand, i Balance-pad permettono di introdurre superfici instabili all’interno di esercizi propriocettivi e funzionali, adattandosi a livelli di preparazione e obiettivi differenti. I mat AIREX offrono invece una base confortevole per stretching, mobilità, body & mind e lavoro a terra, trovando spazio tanto nelle sessioni individuali quanto negli allenamenti in small group. Soluzioni semplici da integrare nella programmazione quotidiana, capaci di ampliare le possibilità di lavoro del trainer e di accompagnare percorsi che spaziano dal fitness al recupero funzionale. La versatilità della gamma e l’alto posizionamento qualitativo rendono AIREX un riferimento per palestre, centri sportivi, studi di personal training e strutture dedicate al benessere. Aqquatix è distributore ufficiale AIREX in Italia.

BU R A N: L A R I VO LU Z I O N E D E L R E C OV E RY 100% E L ET T R I C O P E R I L T U O F I T N E S S C LU B

Il fitness sta evolvendo verso un’esperienza integrata, in cui performance, benessere e longevità diventano parte di un unico percorso. In questo scenario, l’area recovery è un’opportunità concreta per differenziare il proprio fitness club, aumentare il valore percepito dell’offerta e generare nuove linee di ricavo. JHT Italia S.p.A. distribuisce Buran, la criocabina 100% elettrica per trattamenti half e full body a -40 °C. A differenza dei sistemi ad azoto, non utilizza bombole né gas: il freddo è generato da un sistema frigorifero alimentato a 230 V, con un consumo medio di soli 1800 W. Una soluzione semplice da installare, sicura per staff e utenti e priva delle complessità e dei costi legati ai gas tradizionali. Grazie all’interfaccia touch, lo staff può scegliere programmi Soft, Medium, Hard o Custom e adattare ogni sessione alle esigenze dell’utente. Buran supporta il recupero muscolare, contribuisce a ridurre l’indolenzimento post-workout e risponde alla crescente domanda di servizi dedicati al benessere. Le sessioni brevi possono essere vendute singolarmente, inserite in pacchetti o integrate negli abbonamenti premium. Buran è ideale per fitness club, studi di personal training e strutture hospitality che vogliono valorizzare gli spazi, attrarre nuovi segmenti e ampliare l’esperienza oltre la sala attrezzi. GUARDA IL VIDEO SU BURAN Distributore per l’Italia: JOHNSON HEALTH TECH ITALIA SPA Zona Industriale Campolungo 11 – 63100 – Ascoli Piceno Tel: 0736/2269 jht@jht.it | www.matrixfitness.com

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Uniontech realizza da oltre un decennio apparecchiature elettroniche temporizzate per il mondo del fitness e dell’hospitality. La parola UNIONTECH è stata pensata proprio con l’intento di poter “UNIRE” la tecnologia al servizio delle persone e dell’ambiente. DI COSA CI OCCUPIAMO? Realizziamo una vasta gamma di docce temporizzate e di asciugacapelli che si attivano tramite card o bracciale per coprire ogni esigenza dei nostri clienti. Spesso ci troviamo di fronte ad impianti doccia vecchi e fatiscenti dove le perdite e gli sprechi fanno da padroni. Inoltre, i nostri sistemi doccia e phon utilizzano la tecnologia RFID (acronimo di radio frequency identification) in modalità stand alone oppure collegate in rete tramite WIFI o RS485. Forniamo un servizio di consulenza gratuito, anche attraverso rendering fotografici, sulle possibili soluzioni di intervento, questo al fine di accompagnare il cliente verso la scelta ottimale per il proprio impianto sia da un punto di vista di rinnovamento estetico che funzionale. Possiamo realizzare anche delle personalizzazioni su richiesta che rendono uniche le nostre apparecchiature. info@uniontechsrl.it | www.uniontechsrl.com

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W E L L B E I NG I M P R ES E MY RT H A S H A R K: F I LT R A Z I O N E I N T E L L I G E N T E P E R R I D U R R E I C O N S UM I Myrtha Shark è il nuovo modulo di filtrazione compatto sviluppato da Myrtha Pools per automatizzare la gestione dell’acqua e garantire massime prestazioni. Grazie alla tecnologia rigenerativa con filtri a perlite, assicura un’elevata qualità dell’acqua riducendo sensibilmente il consumo di acqua, energia e prodotti chimici, eliminando la necessità del controlavaggio. Il sistema integra una piattaforma digitale intelligente che monitora in tempo reale qualità dell’acqua, consumi ed efficienza della filtrazione, offrendo analisi predittive, notifiche automatiche e accesso da remoto per ottimizzare la gestione e limitare gli interventi di manutenzione. Già adottato in piscine pubbliche e parchi acquatici, Myrtha Shark è perfetto nei locali tecnici di dimensioni ridotte ed è in linea con i principali standard di sostenibilità (LEED, BREEAM), confermando l’impegno di Myrtha Pools verso un futuro sempre più efficiente, digitale e responsabile. www.myrthapools.com

A N N I V E RSA RY A L L E G RO ® 2 R E F O R M E R: L A L I M I T E D E D I T I O N P E R I 50 A N N I D I ST O R I A BA L A N C E D B O DY

L E D I G I TA L SO LU T I O N S D I L I F E FITNESS PER UN FITNESS SEMPRE PIÙ C O N N E S SO Tecnologia, dati e personalizzazione stanno diventando parte integrante dell’esperienza di allenamento. Le Digital Solutions di Life Fitness aiutano club e operatori a creare un ecosistema più connesso, mettendo in relazione attrezzature, struttura, trainer e utenti. Facility Connect consente di monitorare l’utilizzo delle macchine, gestire impostazioni e aggiornamenti e avere una visione più chiara del parco attrezzature; Connect System accompagna invece l’esperienza dell’utente e favorisce l’integrazione tra equipment, app e percorso di allenamento. A queste soluzioni si affianca Workout Intelligence powered by AugieAI, sviluppato per rendere l’esperienza ancora più personalizzata e guidata. Per il Club significa migliorare la conoscenza dei comportamenti di utilizzo, semplificare alcune attività gestionali e offrire un servizio più evoluto. Aqquatix Group è distributore ufficiale Life Fitness, Hammer Strength e ICG per l’Italia. www.aqquatix.com lifefitnessitalia@aqquatix.com

Il brand californiano reinterpreta Allegro 2 Reformer attraverso una nuova identità estetica. L’edizione limitata, con una finitura monocromatica nera e dettagli in legno di noce, celebra mezzo secolo di ricerca, progettazione e innovazione Balanced Body. Design e caratteristiche tecniche Dalla collaborazione con IDEO, una delle più importanti design consultancy al mondo, Allegro 2 Reformer ha introdotto una nuova visione dell’attrezzo iconico del metodo Pilates, unendo design e una profonda conoscenza del movimento. La all-black limited edition, mantiene tutte le caratteristiche che hanno reso Allegro 2 Reformer un punto di riferimento in tutto il mondo: versatilità, intuitività e fluidità. Tra gli elementi distintivi, l’Infinity Footbar in acciaio, che scorre lungo l’intera lunghezza del telaio, e il sistema di regolazione delle corde rapido e silenzioso grazie alla leva integrata. Anniversary Allegro 2 Reformer diventa la scelta per chi vuole distinguersi con una proposta Pilates all’interno del club che coniuga performance, design e storia. www.balancedbody.it info@balancedbody.it

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W E L L B E I NG I M P R ES E KW E L L - G RO U P T R A I N I N G: L A SA L A C O RS I C H E N O N L A SC I A S PA Z I O A L C OM P ROM E S SO Il group training è tra i format più solidi del fitness club moderno: genera frequenza, costruisce comunità e fidelizza nel tempo. Ma la qualità dell'esperienza che si offre in sala corsi dipende, in misura importante, dall'attrezzatura che la supporta.

sce un centro di livello.

SO P R E M A P O O L P E R P I SC I N E PU B B L I C H E: U NA SO LU Z I O N E P E R D U R A B I L I TÀ, S I C U R EZ Z A E Q UA L I TÀ E ST ET I CA

Progettare uno spazio per il training di gruppo significa scegliere prodotti capaci di reggere utilizzi intensivi, senza perdere prestazioni nel tempo. Materiali selezionati, finiture curate: requisiti fondamentali per chi gesti-

KWELL risponde a questa esigenza con una linea completa e collaudata di accessori - come step, sacchi fitboxe, bilancieri e dischi pump, tappetini e molto altro - con marchi presenti sul mercato da oltre vent’anni come Aerobika e Fitboxe, che hanno formato generazioni di istruttori e soddisfatto migliaia di centri in tutto il mondo. Prodotti che nascono dall'esperienza diretta nel settore e che si traducono in soluzioni concrete: affidabili in ogni sessione, stagione dopo stagione. Scegliere KWELL significa dotare la propria sala corsi di attrezzature che non richiedono compromessi, sulla qualità, sulla durata, sulla sicurezza, in grado di garantire classi che funzionano davvero. Se desideri ricevere un preventivo personalizzato per ampliare la tua offerta corsi o rinnovare le tue attrezzature, puoi contattarci via e-mail a info@kwell.it oppure telefonicamente allo 0547 313288. www.kwell.it

P O O L D E S I G N: DA L L E P I SC I N E A L L E D E ST I NA Z I O N I D E L BENESSERE Come il Three-Zone Thermal Hydrotherapy System ridefinisce l’esperienza wellness negli hotel di lusso Gli ospiti oggi cercano esperienze autentiche, memorabili e capaci di generare un reale beneficio per il corpo e la mente. Per questo motivo il benessere sta diventando uno dei principali fattori di scelta di una destinazione alberghiera. Il Three-Zone Thermal Hydrotherapy System di PoolDesign rappresenta una nuova generazione di idroterapia. Un percorso continuo che integra acqua calda, zona di transizione e acqua fredda in un unico sistema armonizzato, consentendo agli ospiti di vivere un rituale completo di contrasto termico senza interruzioni. L'alternanza controllata delle tre temperature favorisce il rilassamento muscolare, stimola la circolazione, contribuisce al recupero fisico e offre una sensazione di benessere profondo. Il risultato è un'esperienza esclusiva che aumenta il valore percepito della spa e rafforza il ricordo positivo del soggiorno. Progettato con l'approccio ingegneristico di PoolDesign, il sistema combina efficienza energetica, gestione ottimizzata dell'acqua e design elegante. È una soluzione ideale per hotel, resort, centri benessere e strutture termali che desiderano distinguersi con un'esperienza proprietaria e ad alto valore aggiunto. Il futuro dell'ospitalità appartiene alle strutture che non offrono semplicemente piscine, ma esperienze capaci di emozionare, rigenerare e fidelizzare gli ospiti.

Nelle piscine pubbliche, la scelta del sistema di rivestimento e impermeabilizzazione non riguarda soltanto l’aspetto estetico, ma incide direttamente sulla durabilità della vasca, sulla sicurezza degli utenti e sulla gestione manutentiva della struttura. Per questo motivo, nelle nuove realizzazioni come negli interventi di riqualificazione, cresce l’attenzione verso soluzioni capaci di unire prestazioni tecniche, rapidità di posa e qualità finale del risultato. In questo contesto si inserisce Sopremapool, sistema in membrana armata pensato per piscine pubbliche, private e parchi acquatici. Una soluzione che consente di impermeabilizzare e rifinire la vasca in un unico intervento, offrendo una risposta concreta alle esigenze tipiche degli impianti ad alta frequentazione: resistenza all’usura, continuità di esercizio, facilità di manutenzione e affidabilità nel tempo. Un esempio significativo è rappresentato dalla case history di Gino Paradise, parco acquatico di Tbilisi, in Georgia. Qui Soprema è intervenuta nel risanamento di due attrazioni principali, la Wavy Pool e il Wild River, per una superficie complessiva di 3.834 m². Per l’intervento sono state utilizzate le membrane Sopremapool Premium azure blue e Sopremapool Feeling azure blue, abbinate al geotessile Geoland HT 300. info@soprema.it - www.soprema.it

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W E L L B E I NG I M P R ES E F LU I D R A E A ST R A L P O O L: PA RT N E R P E R S P O RT E WELLNESS Fluidra, soprattutto attraverso il brand AstralPool, è il partner ideale per la realizzazione di spazi d’acqua dedicati allo sport e al wellness. Un partner che mette a disposizione componentistica di qualità e un know-how consolidato, seguendo e personalizzando ogni progetto di costruzione di un centro benessere fin dalle prime fasi, senza trascurare alcun dettaglio. Dalla consulenza preliminare alla progettazione, fino alla realizzazione, AstralPool affianca il cliente con competenza ed esperienza pluriennale. L’offerta comprende infinite soluzioni e attrezzature caratterizzate da elevati standard qualitativi certificati, realizzate nei siti produttivi di proprietà. La qualità dei materiali si unisce a innovazione, sostenibilità ed efficienza energetica, grazie all’impiego di tecnologie avanzate che contribuiscono a garantire prestazioni affidabili e la durata delle strutture nel tempo. Un esempio concreto è rappresentato dai centri della catena GO Fit in apertura in Italia, dove gli spazi d’acqua sono firmati Fluidra. Capofila del progetto è il centro di Torino Mercato dei Fiori, a cui seguiranno le nuove strutture di Milano e Bologna: luoghi in cui sport, benessere e innovazione si incontrano, con la qualità delle soluzioni Fluidra.

POLIMPIANTI G E N2: I L G R A F E N E R I VO LU Z I O NA I L M E RCAT O Le coperture isotermiche sono essenziali per ottimizzare i costi di gestione di piscine e centri fitness. Come specialisti, selezioniamo i materiali più innovativi sul mercato per trasformarli in coperture su misura per i vostri impianti. Oggi, la tecnologia GEN2 per SolGuard detta i nuovi standard. Il segreto è l'integrazione del grafene. Questo materiale impiega il 20% di plastica in meno, riducendo l'impatto ambientale, ma garantendo performance superiori: +51% di resistenza alle forature e +24% allo strappo. Ha la robustezza di un telo da 500 micron, risultando però più leggero e facile da manovrare per lo staff nelle operazioni di apertura e chiusura. Il design GeoBubble™ massimizza la resa termica: scalda l'acqua fino a +8°C, azzera l'evaporazione (oltre il 98%) e taglia drasticamente i costi di riscaldamento e l'uso di prodotti chimici. Una copertura per piscine su misura con tecnologia GEN2 è l'investimento perfetto per la vostra struttura: assicura un rapido rientro economico, efficienza operativa sostenibile e il massimo comfort per i bagnanti.

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La recente approvazione dell’articolo 4bis al DL sport prevede che le piscine pubbliche con prese di aspirazioni non sicure debbano essere chiuse. Fortunatamente, la quasi totalità delle piscine di categoria A1/-pubbliche è dotata di un numero sufficiente di aspirazioni sul fondo da renderle sicure. Il problema però è come dimostrarlo in caso di ispezione. Il servizio Analisi Aspirazioni di Vasca di Professione Acqua è nato per aiutare il Gestore e/o il proprietario della piscina a dimostrare la sicurezza delle aspirazioni. Attraverso alcuni dati ed alcune foto che ti chiederemo, in pochi giorni conoscerai lo stato delle spirazioni della tua piscina, in modo chiaro, dettagliato e dimostrabile. Chiamaci per una verifica, il servizio costa meno di quello che pensi! www.professioneacqua.it | info@professioneacqua.it |tel. 0376854931 © D I R IT T I R I SE R VAT I

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W E L L B E I NG I M P R ES E I L F R E D D O C H E R I G E N E R A: V I TA L C RYO È I L N U OVO A L L E AT O D E L B E N E S S E R E E D E L R E C U P E RO P O ST A L L E NA M E N T O Il dispositivo VITAL CRYO è un’apparecchiatura per il benessere e il rilassamento, progettata per applicare in modo controllato stimoli termici attraverso i palmi delle mani. Il sistema è dotato di una superficie di contatto dedicata alle mani, collegata a un’unità di controllo che regola in maniera automatica i parametri di funzionamento (tempo di applicazione e profilo termico). Durante la sessione, il cliente appoggia semplicemente le mani nell’area di trattamento e rimane seduto in posizione confortevole per tutta la durata del trattamento. L’obiettivo del dispositivo è quello di: 1.

Favorire una sensazione soggettiva di rilassamento e benessere.

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Supportare il recupero percepito dopo giornate impegnative o dopo attività fisica.

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S P O RT R E A DY, L A SO LU Z I O N E D I G I TA L E P E R P E RSO NA L I Z Z A R E L’A B B I G L I A M E N T O D E L T E A M S P O RT I VO E D E L C LU B SportReady, frutto della partnership Wbox - Hoplix con la collaborazione di Aqquatix, offre a società sportive, piscine e palestre un modo semplice, vantaggioso e sostenibile di gestire la vendita di accessori e abbigliamento palestra e piscina, oltre alla personalizzazione di kit e sportswear per le squadre e lo staff, senza escludere il merchandising. La piattaforma Hoplix permette a SportReady di offrire un servizio basato sul print on demand che supera i limiti e gli oneri della gestione tradizionale: nessuno stock da acquistare in anticipo, nessun rischio di invenduto, logistica semplificata e possibilità di personalizzare anche il singolo pezzo. La piattaforma consente di attivare uno store white label, automatizzare ordini e spedizioni, proporre un catalogo ampio di prodotti tecnici e lifestyle e garantire un’esperienza d’acquisto diretta e autonoma per atleti e famiglie, evitando carichi per la piscina o la palestra. Significa alleggerire l’organizzazione di ogni club, generando in automatico margini di guadagno e rafforzando l’identità del brand. SportReady è al servizio di ogni palestra e piscina che non intenda impegnare risorse nella vendita, assicurando il miglior servizio ad ogni cliente, atleta, squadra agonistica e alle famiglie. Un moderno modello che assicura zero stock e zero rischi. https://sportready.it/ | info@wbox.it | info@aqquatix.com

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D I G I P RO J E C T, S I C U R EZ Z A E A F F I DA B I L I TÀ I N P I SC I NA Da oltre vent’anni, DiGi Project è un punto di riferimento nel settore dell’accessibilità agli ambienti acquatici, offrendo soluzioni affidabili e innovative per l’abbattimento delle barriere architettoniche in piscina. L’azienda mantovana sviluppa e produce una gamma completa di sollevatori, sia fissi che mobili, progettati per consentire alle persone con ridotta mobilità di accedere all’acqua in modo sicuro, autonomo e confortevole. Ogni soluzione è studiata per garantire la massima tranquillità sia all’utente sia all’operatore, contribuendo a rendere l’esperienza in piscina inclusiva e piacevole. I sollevatori mobili DiGi Project sono dotati di avanzati sistemi di sicurezza e offrono capacità di carico comprese tra 120 e 150 kg, rispondendo alle diverse esigenze di strutture pubbliche, private e ricettive. La gamma mobile comprende: • BluOne, il modello bestseller che dal 2005 rappresenta un punto di riferimento nel mercato; • BluPool, evoluzione di BluOne con caratteristiche tecniche ancora più performanti; • PandaPool, l’unico sollevatore completamente motorizzato disponibile sul mercato; • EcoPool, soluzione essenziale, pratica ed estremamente versatile; • PelicanPool, l’ultima innovazione DiGi Project, dotata di braccio motorizzato per le operazioni di trasporto, rotazione e immersione in acqua. Grazie a una costante attività di ricerca e sviluppo, DiGi Project continua a promuovere un concetto di piscina realmente accessibile, dove sicurezza, affidabilità e inclusione rappresentano valori fondamentali. Per scoprire la soluzione più adatta alla tua struttura: www.digiproject.biz.

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W E L L B E I NG I M P R ES E P O O L SA F ET Y T E ST D I P RO F E S S I O N E AC Q UA Il Pool Safety Test è un servizio che Professione Acqua offre da alcuni anni, nato dalla nostra profonda conoscenza delle norme tecniche sulle piscine e perfezionato con l’esperienza sul campo come Periti Tecnici in alcuni degli incidenti degli ultimi anni. La recente approvazione dell’articolo 4bis al DL sport rende il nostro servizio insostituibile per dimostrare la sicurezza delle aspirazioni, soprattutto nelle piscine con giochi d’acqua e acquascivoli o negli impianti non nuovissimi o privi della Dichiarazione di Conformità. Con le nostre attrezzature possiamo effettuare i test di intrappolamento dei capelli e del corpo sulle aspirazioni sul fondo della vasca su quelle a parete, rilasciando un report scritto che dimostra la sicurezza delle aspirazioni in caso di controlli. Nel caso in cui dovessimo trovare qualche aspirazione pericolosa, mettiamo la nostra competenza a disposizione del cliente per renderla sicura. Chiamaci per un Pool Safety Test, prevenire è sempre meglio che curare! www.professioneacqua.it info@professioneacqua.it tel. 0376854931

N U OV E E S P E R I E N Z E P E R L A P I SC I NA I N D O O R F I R M AT E BAW S P O RT S Con l’arrivo della stagione indoor, la piscina può diventare un vero e proprio luogo di incontro, divertimento e relazione. I Pool Track di BAW Sports, distribuiti in Italia da Aqquatix, trasformano la vasca in un percorso galleggiante modulare pensato per coinvolgere bambini, ragazzi e famiglie con attività semplici, dinamiche e ad alto impatto. La modularità consente di adattare il percorso acquatico agli spazi disponibili e di creare proposte diverse durante la stagione: feste di compleanno, giornate a tema, sfide tra gruppi, attività ludico-ricreative e momenti dedicati alla community del centro. Per piscine commerciali, centri sportivi e strutture leisure, i Pool Track rappresentano quindi una soluzione capace di arricchire il palinsesto e generare nuove occasioni di frequenza e redditività. Tutte le soluzioni BAW Sports sono certificate EN ISO 25649 e sono progettate per unire sicurezza, qualità e forte appeal per il pubblico. aqquatix.com/baw-sports info@aqquatix.com

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29/11/2026 Dicembre

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XWIIT • Aquafitness Alta Intensità

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I NOSTRI PROSSIMI EVENTI

06/12/2026 Novembre

EVENTO

ROAD TRAINING SHOW

Italia

Falco Village (NA)

07/11/2026

EVENTO

ROAD TRAINING SHOW

Italia

Rovigo

29/11/2026 Marzo 2027

EVENTO

SPRING AQUAWELLNESS WEEKEND

Italia

Legnano (MI)

17/03/2027 18/03/2027 Giugno 2027

EVENTO

SICILIA CONFERENCE 2027

Italia

Siracusa

19/06/2027 20/06/2027

EVENTO

SCOLIOSIS IN MOTION

Italia

Pisa

26/06/2027 27/06/2027

Attenzione: date e sedi del calendario potrebbero variare per motivi organizzativi. Suggeriamo di verificare sempre sul Calendario Corsi del sito • Questa pagina è stata aggiornata il giorno 17 settembre 2026 CORSI IN PRESENZA E ONLINE PERSONAL TRAINER AZIENDALI

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