INTERVISTE
Pablo Vidan
Supera, dalla Spagna in Italia con un modello vincente
Ilaria Falco
Imprenditrice di successo alla
guida di Falco Sport Village
Marta Bellesso
Pilates alleato degli sportivi
Luigi Vecchio
I 30 anni di Idea Blu Pavia
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Pablo Vidan
Supera, dalla Spagna in Italia con un modello vincente
Ilaria Falco
Imprenditrice di successo alla
guida di Falco Sport Village
Marta Bellesso
Pilates alleato degli sportivi
Luigi Vecchio
I 30 anni di Idea Blu Pavia

Il controllo di gestione nelle SSD - Beatrice Masserini
L’impatto della digitalizzazione su piscine e palestre – Maurizio Taruggi
La rivoluzione silenziosa del fitness – Gerardo Ruberto
Fitness acquatico e classi – Stefano Candidoni






lo spazio UNICO che distingue iltuo centro fitness

È il segno distintivo che trasforma il tuo Club in un’icona

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HA WELLBEING / HA POOL CONSTRUCTION
Periodico cartaceo bimestrale: 4 uscite HA Wellbeing – 2 Speciali HA Pool Construction
Registrazione Tribunale di Padova n. 1727 del 9 marzo
2001
Aggiornamento denominazione testata “HA Wellbeing” depositato in Tribunale di Padova il 24 novembre 2022 - redazione@wbox.it
Redazione: via Praimbole, 7 - 35010 Limena (PD) Telefono: +39 049 9600938
EDITORE/PROPRIETARIO: W.BOX SRL - Via Praimbole 7 – 35010 Limena (PD) - info@wbox.it
DIRETTORE RESPONSABILE: Marco Tornatore - redazione@wbox.it
PUBBLICITÀ:
Professione Acqua srl - ferrario@professioneacqua.it
COME RICEVERE HA:
Per ricevere HA Wellbeing al proprio indirizzo basta inviare richiesta direttamente a info@wbox.it.
Per le uscite degli speciali HA Pool Construction (due numeri/anno), chi fosse interessato deve farne specifica richiesta info@professioneacqua.it o a info@wbox.it.
NOTE ESPLICATIVE SU HA WELLBEING: 4 uscite/anno con servizi su fitness, piscina, hospitality; in versione digitale è aggiornato quotidianamente e accessibile a tutti su wbox.it; per ricevere la newsletter settimanale fare richiesta a info@wbox.it oppure iscriversi dal sito wbox.it
HA POOL CONSTRUCTION: 2 uscite/anno, sotto il coordinamento di Professione Acqua con focus su progettazione, tecnologia, manutenzione e realizzazione di piscine e spa.
COMITATO DI REDAZIONE: Linda Marabello, Antonella Barbieri, Alessandro Favero, Beatrice Tornatore – il Comitato di Redazione per l’edizione HA Pool Construction è composto da Rossana Prola, Paolo Ferrario
HANNO COLLABORATO: Rossana Prola, Sara Zanatta, Rebecca Sapienza, Beatrice Masserini, Viviana Venticinque, Ilaria Falco, Marta Bellesso, Pablo Vidan, Luigi Vecchio, Igor Castiglia, Maurizio Taruggi, Gianluca Scazzosi, Gerardo Ruberto, Stefano Candidoni, Beatrice Tornatore, Ciro Lo Giudice.
PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE: Jump Comunicazione - www.jumpcomunicazione.com
STAMPA: Graphicscalve Spa - Costa di Mezzate (BG) Chiuso in tipografia: 14/07/2026
18 NEXT GEN AND AQUAFITNESS DAYS 2026 La redazione
70 FERMIAMOCI OGNI TANTO! Stefano Candidoni
P.22
PABLO VIDAN, SUPERA, DALLA SPAGNA IN ITALIA PER GUIDARE IL FITNESS E LA PISCINA

28 PISCINE PUBBLICHE PAGATE DAL PRIVATO, UN MODELLO CHE NON FUNZIONA PIÙ
Rossana Prola

P.42
LUIGI VECCHIO, I 30 ANNI DI IDEA BLU
60 GHEDI, LA PISCINA CHE NON DOVEVA RIAPRIRE (E INVECE È DIVENTATA UN MODELLO) La redazione
WELLNESS

P.30
MARTA BELLESSO, IL PILATES ALLEATO DEGLI SPORTIVI: PREVENZIONE, EQUILIBRIO E PERFORMANCE
MANAGEMENT
38 IL CONTROLLO DI GESTIONE NELLE
SSD Beatrice Masserini
64 L’ALLENAMENTO PIÙ IMPORTANTE È QUELLO DELL’AMBIENTE Viviana Venticinque
POOL&TECH
50 COME LA DIGITALIZZAZIONE CAMBIA DAVVERO LE PERFORMANCE DI UN CENTRO SPORTIVO Maurizio Taruggi
34 LA RIVOLUZIONE SILENZIOSA DEL FITNESS Gerardo Ruberto 66 IL POSTO CHE MANCA Igor Castiglia LEADERSHIP


P.54
ILARIA FALCO, IMPRENDITRICE DI SUCCESSO E SPLENDIDO ESEMPIO PER IL SETTORE
MENS SANA IN CORPORE SANO Gianluca Scazzosi
EVENTI
Marco Tornatore
14 STRETCHING ZONE
74 WELLBEING Imprese
80 CALENDARIO EAA Eventi/Fiere
Foto di Copertina: il fitness acquatico e i Vertical Aquatic Styles tornano protagonisti dell’estete, grazie anche all’evento internazionale e innovativo di EAA “NextGen & Aquafitness Days 2026” (4-6 settembre).
Il fitness acquatico e tutte le attività verticali in acqua, se guidate da interpreti aggiornati e professionali, stanno trainando le piscine verso numeri e marginalità impensabili fino ad un paio di anni fa. Anche per questo EAA, sostenuta da Aqquatix, sta rilanciando eventi e iniziative volte ad aggiornare e a fare crescere professionalmente trainer e figure tecniche che saranno decisivi per il futuro delle piscine: la presentazione di questo appuntamento è a pagina 18 e 20.

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Per chi ha piscine scoperte l’estate è iniziata bene. Se luglio regalerà altro caldo e sole, soprattutto nei weekend, i resort estivi di prossimità potranno dirsi soddisfatti.
Una soddisfazione che si traduce in pingui incassi, parte dei quali da destinare ad investimenti su staff, ambienti, attrezzature, tecnologia volti alla crescita della propria realtà, e per dare le risposte più adeguate ad una domanda in forte ascesa: sta già premiando i centri acquatici capaci di interpretare una nuova idea di piscina, ma soprattutto di servizio al cliente.
Un po’ quello che stanno facendo le palestre da ormai tre anni, senza recriminare per la presenza di catene più meno grandi, più o meno low cost, più o meno credibili e insidiose (i gruppi stranieri forse sono quelli da temere di più), bensì cavalcando l’onda del cambiamento, anche perché chi non cambia viene stritolato dai protagonisti del mercato: crescite a doppia cifra percentuale, fidelizzazione e spesa media del socio più elevata sono gli obiettivi.
Oltre a questo, in comune palestre e piscine italiane hanno un denominatore preciso: la frammentazione del mercato, ovvero tanti piccoli titolari/gestori che guidano uno, due, tre club, quando il mercato globale è dominato da catene dalle dimensioni centuplicate rispetto ai tantissimi indipendenti che caratterizzano il nostro settore.
Le sfide sono tante e si possono vincere tutte. Ne parliamo ogni giorno sul portale Wbox e sulla sua newsletter settimanale. Ma non ci limitiamo ad osservare traducendo tutto in articoli ed editoriali. Cerchiamo anche di dare forma ad iniziative che aiutino ogni operatore nel suo percorso evolutivo. A settembre è attesissimo l’appuntamento del trentennale di EAA durante il quale una giornata sarà dedicata a Piscine e Palestre dotati di vasche d’eccellenza e altre due riguarderanno trainer e direzioni tecniche, per aggiornarsi e metabolizzare il meglio delle attività verticali, secondo i più affermati interpreti nazionali e mondiali. Poi a fine ottobre è in calendario l’edizione autunna-

le di Pool&Fitness Contact, l’evento B2B per antonomasia che riesce ad entusiasmare gli operatori. A seguire il nuovo appuntamento FSB Forum Italy di due giorni. A dicembre il ricco menù si completa con Convegno d’Autunno e una giornata tutta dedicata ai gestori.
L’estate aiuta a fare cassa o a pianificare le nuove strategie. Da settembre, con questi appuntamenti, un’ulteriore mano concreta cerchiamo di darla anche noi insieme ai nostri partner, perché i traguardi sono ambiziosi e uniti si cresce meglio. Una sinergia preziosa che aiuta a vincere le sfide che contano.
Marco Tornatore
Le sfide sono tante e si possono vincere tutte
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European Aquatic Association si prepara ad affrontare la stagione 2026-2027 con una proposta formativa ancora più ricca, in linea con i trend che stanno ridefinendo il mercato del fitness, del wellness e dell’attività in acqua. Forte di una storia iniziata nel 1996 e di un ruolo riconosciuto nella diffusione della cultura dei VAS (Ver-
DAL CULTO DELLA
PERFORMANCE AL WELLBEING: CAMBIA IL MODO DI VIVERE IL BENESSERE
Gli italiani stanno cambiando il proprio rapporto con il benessere. Secondo una ricerca Ipsos Doxa, l'85% delle persone prende decisioni legate alla salute e al wellbeing seguendo il proprio stato emotivo e il livello di energia percepito, mentre solo una piccola minoranza continua a perseguire un approccio fortemente orientato alla performance e al controllo costante dei risultati.
Il dato più significativo riguarda la ricerca di equilibrio: il 61% degli intervistati desidera mantenere abitudini salutari senza trasformarle in un'ossessione. Cresce quindi un modello di benessere più sostenibile, basato sulla gestione dell'energia mentale, del recupero e della qualità della vita quotidiana
La ricerca evidenzia inoltre che gli italiani sono sempre più interessati a monitorare aspetti come stabilità emotiva (41%), livello di energia
tical Aquatic Styles), EAA prosegue il proprio percorso di evoluzione con contenuti pensati per accompagnare club, trainer e operatori verso una visione più innovativa dell’Aquatic Wellbeing.
La nuova stagione prenderà slancio già dal grande appuntamento del 4-6
settembre 2026 a Hidron, Campi Bisenzio, con l’evento “Next Gen and Aquafitness Days” che celebrerà i 30 anni di EAA e il ventennale di Aqquatix. Sarà un momento simbolico e formativo, al tempo stesso, pensato per far dialogare i protagonisti storici dell’aquafitness con le nuove generazioni di trainer.
Accanto agli eventi, sono in arrivo nuovi corsi formativi, orientati a superare l’idea tradizionale di aquafitness. Tra i temi che caratterizzeranno il calendario corsi 2026-2027: PT & Small Group, Hydrox e modelli di allenamento integrato acqua-terra, Body & Mind e AquaPilates, Team Building e valorizzazione del ruolo dell’Aquatrainer.
Con la stagione 2026-2027, EAA conferma il suo ruolo di riferimento formativo e culturale per chi interpreta l’acqua come fonte di salute, socializzazione e benessere.
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(39%) e qualità del sonno e del recupero (31%), confermando come il concetto di wellbeing stia progressivamente superando quello di pura performance fisica.
Fra i più giovani, emergono approcci diversi al Wellbeing. I Millennials cercano soprattutto equilibrio pragmatico: il 58% privilegia una pianificazione flessibile, mentre il 28% desidera una tecnologia capace di guidare senza risultare invasiva: be-
nessere significa proteggere concentrazione, stabilità mentale ed energia sociale. La Gen Z, invece, vive il wellbeing in modo più oscillante: alterna momenti di totale recupero, come il “bed rot” (15%), a workout ad alta intensità (14%) usati come valvola di sfogo emotivo. Non a caso, il 37% si aspetta dalla tecnologia un approccio più empatico e adattivo, capace di seguire i bisogni quotidiani senza imporre schemi rigidi.



SOPREMAPOOL è la soluzione Soprema dedicata alle piscine, che offre membrane sintetiche armate in grado di impermeabilizzare, proteggere e rifinire sia piscine di nuova realizzazione sia oggetto di ristrutturazione - private, pubbliche o parchi acquatici - garantendo prestazioni durature e un risultato estetico impeccabile.

I DISPOSITIVI INDOSSABILI EVOLVONO: DA FITNESS TRACKER A STRUMENTI PER LA SALUTE PREVENTIVA
I dispositivi indossabili stanno rapidamente evolvendo da semplici strumenti per il monitoraggio dell'attività fisica a veri e propri ecosistemi personali per la salute. Secondo una ricerca Rock Health, rilanciata da Fitt
PISCINE D’ECCELLENZA DAY:
4 SETTEMBRE, HIDRON
Venerdì 4 settembre 2026 Hidron, a Campi Bisenzio, ospiterà una giornata interamente dedicata al confronto tra gestori, titolari, responsabili tecnici e operatori del mondo piscina. Con il format Piscine d’Eccellenza & B2B Day, EAA e Aqquatix metteranno al centro i grandi temi che oggi incidono sulla crescita e sulla riqualificazione del comparto.
La mattina inizierà con il Talk Piscine d’Eccellenza: grazie alla partecipazione di Edoardo Cognonato, Marco Tornatore, Igor Castiglia e Marco Meli, il confronto verterà su un’analisi dei modelli di business e delle tendenze che stanno ridefinendo il mercato fitness, pool e wellbeing. Il Talk coinvolgerà titolari, manager e responsabili tecnici presenti e sarà arricchito da testimonianze e success story di alcune “Piscine d’Eccellenza”, il progetto di Aqquatix e EAA che punta a valorizzare, su scala nazionale, l’identità, la credibilità, la reputazione e la visione strategica dei centri natatori aderenti. Spazio poi al seminario pomeridia-
Insider, il 46% degli americani possiede oggi un wearable, contro il 13% del 2015. Gli smartwatch restano il formato dominante (93%), mentre cresce anche l'utilizzo simultaneo di più dispositivi.
Il dato più interessante riguarda però l'utilizzo: la maggioranza degli utenti indossa questi strumenti per almeno
no condotto da Igor Castiglia e Fabrizio Cantarini, dedicato a trainer e responsabili tecnici: “Lavorare in piscina oggi: identità, competenze e valore del nuovo istruttore”. Un momento di riflessione e formazione su come stia cambiando il ruolo dell’istruttore di piscina, sempre più vicino a quello di consulente della salute e professionista della relazione.
Nella stessa fascia oraria si terrà “PoolNetwork”, il format B2B organizzato da Wbox & Partners pensato per
L'edizione 2025 del Piscine d'Eccellenza Day; il prossimo settembre sono in programma il talk, i meeting B2B e gli Awards Piscine d'Eccellenza 2026
cinque giorni alla settimana e quasi sei persone su dieci li portano costantemente, affidandosi ai dati raccolti per monitorare non solo attività fisica, ma anche sonno, recupero, stress ed energia.
Sebbene l'indagine sia riferita agli Stati Uniti, il fenomeno è ormai speculare anche in Europa. Pur potendo contare su sistemi sanitari generalmente più accessibili e meno selettivi rispetto a quello americano, i cittadini europei mostrano infatti un crescente interesse verso prevenzione, monitoraggio personale e gestione attiva del proprio benessere.
La prossima frontiera sarà l'integrazione tra wearable, diagnostica domiciliare e servizi digitali, con un ruolo sempre più centrale della prevenzione. Una trasformazione che coinvolge anche fitness club, piscine, spa e centri wellness, chiamati a interpretare una domanda orientata non più soltanto alla performance, ma alla salute e alla qualità della vita.
favorire l’incontro tra aziende Buyer e Seller del settore pool & fitness.
La giornata si concluderà con i “Piscine d’Eccellenza Awards 2026” e con un momento conviviale celebrativo dedicato ai 30 anni di EAA e ai 20 anni di Aqquatix. Un appuntamento che si preannuncia come un’opportunità chiave per comprendere in quale direzione stia andando il mercato e come rendere la propria struttura più competitiva. Per info e iscrizioni contattare info@aqquatix.com





Con un piano di quattro aperture nel 2026-2027, a giugno Fitness Park, catena francese, ha avviato il primo club a Roma, prevedendo una seconda palestra sempre nella capitale. Per il gruppo transalpino dal posizionamento medio-basso, il piano in Italia è piuttosto ambizioso. Altra compagine francese attesa, dal posizionamento un po’ più alto, è OnAir, che dichiara di essere pronta ad aprire fino a quattro club fra il 2026 e il 2027. Come player italiano in crescita, merita una citazione il gruppo veneto Gymnasium, che ha rilevato e riaprirà una palestra a Olbia, confermando il proprio piano espansivo. Il gruppo Aquamore, di cui in questo numero riportiamo il caso di studio di Ghedi, fra settembre e ottobre porterà alla riapertura del complesso acquatico di Legnano, completamente rifatto e modernizzato, e del nuovo centro acquatico di Jesolo. Fra i grandi impianti in fase di progettazione, sarà sicuramente un polo di riferimento acquatico-sportivo del Nord Italia quello in fase di realizzazione presso l’ex stabilimento Aermacchi di Varese: vasca da 50 coperta, due vasche affiancate per diverse attività acquatiche, palestra di circa 800 mq, ambulatori medici. Un’operazione condotta da privati (gestione Robur et Fides), i quali puntano all’apertura per settembre 2027. Fra fine 2026 e 2027 sono attese anche le aperture di altri due grandi club del gruppo spagnolo GO fit a Milano (ex Lido) e a Bologna. Restando alle catene spagnole, come da intervista riportata a pagina 22, il gruppo Supera ha la certezza di aprire due club fra il 2028 e 2029 ad Alessandria e a Reggio Emilia: per loro è solo il primo passo di un programma ambizioso nel nostro Paese. Infine, il comune di Abano Terme, con la formula del PPP ha preferito la proposta per i lavori di ammodernamento di piscine e palazzetto comunali e di gestione di Progettazioni & Gestioni (Aquamore): in attesa della gara d’appalto, l’investimento sarà di 7 milioni di euro e il completamento opere è previsto per il 2028. Infine, la dinamica catena fitness Orange Palestre Italiane ha annunciato a giugno che entro fine 2026 aprirà nel Napoletano il suo 28° Club di 3.500 metri quadri.
FSB FORUM ITALY PORTA A BERGAMO IL FUTURO DELL’IMPIANTISTICA SPORTIVA E DEGLI
Il conto alla rovescia è già iniziato per FSB Forum Italy, la nuova fiera dedicata all’impiantistica sportiva e agli spazi pubblici. In programma a Bergamo l’11 e 12 novembre 2026, la manifestazione ha già registrato numeri importanti e si avvicina al sold out: i due padiglioni espositivi risultano quasi completamente occupati e il 31% degli espositori arriverà dall’estero, con aziende provenienti da 12 Paesi.
Organizzata da Koelnmesse Italia, la fiera si afferma come un nuovo hub di riferimento per il settore, dove imprese, progettisti, amministrazioni e professionisti si incontrano per sviluppare relazioni, business e confrontarsi sulle evoluzioni del comparto degli impianti sportivi. Il programma congressuale accende i riflettori sui grandi temi della trasformazione del comparto: sostenibilità, inclusività, accessibilità, rigenerazione urbana, efficientamento energetico e innovazione tecnologica, con focus dedicati a stadi, impianti sportivi di base e strumenti di finanziamento pubblici e privati.
Il progetto gode del sostegno di diversi enti e realtà istituzionali, tra cui ANCI Lombardia, CONI Lombardia e AIS e come partner istituzionale l’Istituto del Credito Sportivo e Culturale, a conferma del ruolo strategico dell’iniziativa per il settore, in crescita internazionale e per le infrastrutture sportive del futuro.





EDIZIONE NUMERO OTTO DI POOL&FITNESS CONTACT – CESENATICO 27-28 OTTOBRE
Da sette edizioni Pool&Fitness ContAct inanella successi in termini di qualificata partecipazione e di apprezzamenti da parte di società/centri sportivi (i Buyer) e aziende fornitrici (i Seller) con una formula che in Italia non ha eguali e che si rivela, tappa dopo tappa, in costante ascesa quanto a gradimento.
Ospitalità piena per i Buyer, che possono vivere un momento di confronto e approfondimento nella sessione manageriale loro dedicata, e ruolo attivo e interattivo per i Seller, che oltre ad animare professionalmente e autorevolmente i meeting B2B, divisi in due giornate, alimentano un positivo e costruttivo networking che soddisfa tutti i presenti.

Lo sport dilettantistico italiano si conferma un comparto giovane, dinamico e sempre più rilevante anche sotto il profilo occupazionale. Secondo l’indagine INPS-Terzjus, nel 2025 risultano iscritti al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche (RAS) 113.043 enti: il 91% è costituito da Associazioni sportive dilettantistiche, affiancate dalle Società sportive dilettantistiche e dalle altre forme previste dal sistema.
Gli enti che operano come datori di lavoro sono 21.010 e impiegano complessivamente circa 115mila persone, delle quali 71mila riconducibili alla figura del lavoratore sportivo dilettantistico. Il dato più significativo riguarda la crescita: rispetto al 2024, l’occupazione complessiva aumenta del 4,3%, mentre i lavoratori sportivi registrano un incremento dell’11,6%.
È inoltre un comparto particolarmente giovane: gli under 35 rappresentano il 45,6% delle posizioni lavorative, mentre la componente maschile raggiunge il 61%. Per palestre, piscine e centri sportivi, realtà in genere organizzate come ASD o SSD, questi numeri descrivono una progressiva professionalizzazione. Istruttori, allenatori, tecnici, assistenti e addetti gestionali costituiscono ormai una vera infrastruttura di competenze. La crescita, tuttavia, richiede maggiore capacità manageriale, sostenibilità economica e attenzione alla qualità del lavoro. Per quello che dicono gli stessi addetti ai lavori, conterebbe anche una remunerazione più congrua al fine di motivare soprattutto i giovani. Per l’Osservatorio HA Wellbeing-Wbox, lo sport di base emerge quindi come servizio sociale, presidio di salute e importante porta d’ingresso nel mercato del lavoro.
Con quella del prossimo autunno, si arriva all’edizione numero otto: per la prima volta Pool&Fitness ContAct approda in Romagna con la collaudatissima e ineguagliabile organizzazione Assosport-Assofitness in collaborazione con Professione Acqua e Wbox/HA Wellbeing
L’ edizione autunnale dell’evento B2B si terrà il 27 e 28 ottobre al Grand Hotel Da Vinci di Cesenatico confermando il format che negli anni ha favorito l’incontro diretto tra imprese e principali operatori del comparto, tra cui gestori e proprietari di fitness club, impianti natatori e centri sportivi. Per i club interessati ad essere invitati o per le aziende che desiderino partecipare come Seller: assososport@assosport.it



I social media, spesso indicati come una delle cause della sedentarietà giovanile, possono diventare anche un potente strumento di promozione dell’attività fisica. A evidenziarlo è una vasta revisione scientifica, “The Impact of Social Media on Health Behaviors”, basata su 436 studi pubblicati tra il 2010 e il 2025. Quando l’utilizzo è attivo e interattivo, community sportive, tutorial, challenge e condivisione dei progressi possono aumentare motivazione, autoefficacia e partecipazione. Secondo le indagini, citate da Sport e Salute, il 72% degli utenti dichiara che i video dedicati a sport e fitness stimolano a muoversi, mentre il 34% afferma di aver iniziato una nuova disciplina o routine dopo aver visto un tutorial online. È così che attività come Japanese Walking, Bio Syncing e Calisthenics hanno conquistato rapidamente visibilità, trasformandosi da tendenze di nicchia in fenomeni globali.
Anche gli sport tradizionali beneficiano della spinta digitale. Negli Stati Uniti il pickleball è cresciuto insieme all’aumento dei contenuti su TikTok; il basket femminile ha visto esplodere video, interazioni e fan edit, con effetti su popolarità, biglietti e diritti televisivi. Il golf, rilanciato dai creator di YouTube, ha persino portato alla nascita del PGA Creator Classic.
Per palestre, piscine e operatori del wellbeing, lo spunto che deriva dalla ricerca è usare questi linguaggi per trasformare l’attenzione online in pratica reale, competente e continuativa.
A cura di Sara Zanatta e Rebecca Sapienza – assosport@assosport.it
Una festa B2C o un appuntamento vero B2B?
Un evento di puro intrattenimento per appassionati o l’appuntamento principale per stringere accordi commerciali e fare business reale? RiminiWellness 2026 ha vissuto su questo doppio binario, spaccando a metà il giudizio degli addetti ai lavori. Eppure, proprio in questa apparente contraddizione tra l’energia della massa e il pragmatismo dei contatti B2B, si nasconde il segreto del mercato che verrà. Chi gestisce un club si è portato a casa idee chiare su cosa la gente vuole comprare domani, a partire dall’allenamento della forza e dalla longevità attiva, grazie ad aziende che hanno trasformato i padiglioni in veri laboratori a cielo aperto.
Una trasformazione profonda della filiera che viene analizzata in prima battuta da Andrea Pavolucci, Presidente del Gruppo Assofitness di Assosport e CEO Fit Interiors: «RiminiWellness si conferma, anno dopo anno, un appuntamento imprescindibile per tutto il nostro settore. Anche questa edizione è stata particolarmente vibrante, ricca di novità, contenuti e opportunità di confronto, dimostrando quanto il comparto del fitness, del wellness e della salute stia assumendo un ruolo sempre più centrale nella società. Il messaggio più forte che portiamo a casa da questa manifestazione è la crescente attenzione verso la persona e la sua esperienza complessiva. Oggi non si parla più soltanto di attività fisica, ma di benessere a 360 gradi, di qualità della vita, prevenzione, inclusione e customer experience. È una trasformazione che coinvolge tutta la filiera, una grande opportunità per le imprese del settore. Il rapporto tra Assofitness e RiminiWellness è più solido che mai. Si tratta di un sodalizio strategico che negli anni ha contribuito a valorizzare il comparto, a dare voce agli operatori e a creare occasioni concrete di crescita, networking e sviluppo per aziende, professionisti e gestori. Insieme promuoviamo la cultura del movimento e del benessere come elementi fondamentali per la salute delle persone e per lo sviluppo del Pa-

ese. I numeri e l’entusiasmo registrati in questa edizione confermano che siamo di fronte a un settore dinamico, innovativo e con grandi prospettive di crescita. Ora la sfida è trasformare questa energia in progetti concreti, continuando a mettere le persone al centro di ogni scelta e di ogni esperienza.”
Per Assosport questa non è stata un’edizione qualunque poiché ha segnato il traguardo dei vent’anni di collaborazione con IEG. Una partnership solida e sviluppata nel tempo, nata con l’obiettivo di rendere la fiera sempre più accessibile e vantaggiosa per le aziende associate, contribuendo parallelamente alla crescita strategica dell’intero settore.
A testimonianza della forza e della rappresentatività del nostro sistema associativo, a questa edizione hanno preso parte 40 imprese associate ad Assosport, che hanno occupato oltre 6.000 metri quadrati di superficie espositiva
A sottolineare la forza di questo legame è Marco Ravasio, Sales and Marketing Manager Compex: “Penso che

+15% delle presenze complessive e un forte slancio internazionale, con il 25% di partecipanti esteri provenienti da 140 Paesi
il lavoro di Assosport in collaborazione con IEG sia un volano incredibile per chiunque partecipi a Riminiwellness. Quest’anno è stato impressionante il grande lavoro svolto per creare ancora più opportunità internazionali, in un evento unico al mondo per interazioni b2b e coinvolgimento b2c, dimostra la voglia di offrire sempre maggiore slancio agli espositori associati.”
Accanto alla componente strategica, l’elemento che ha caratterizzato le quattro giornate è stato il ritorno a una forte interazione sul campo. Un riscontro che trova conferma nelle parole di Luca Bettini, CEO & Founder Kwell “RiminiWellness si conferma ancora una volta una grande festa del fitness e uno degli appuntamenti più importanti per il nostro settore. L’edizione appena conclusa ha dato continuità al trend positivo iniziato tre anni fa, con tanti operatori italiani presenti con entusiasmo durante tutte le quattro giornate e una partecipazione sempre più qualificata di professionisti stranieri. Un risultato che racconta un mercato vivo, dinamico e pieno di energia. Complimen-






ti agli organizzatori per aver riportato la fiera al centro della scena fitness, rendendola un appuntamento ormai imprescindibile.”
In linea con questa centralità dell’esperienza e della connessione umana, si esprime anche Marco Meli, National Business Development Manager LesMills: “RiminiWellness si conferma un appuntamento unico per il nostro settore. L’aspetto più significativo è la capacità di riportare al centro l’energia delle persone, delle esperienze condivise e delle connessioni autentiche che solo il contatto diretto può generare. In un contesto sempre più digitale, ritrovare dal vivo questa passione e questo senso di comunità rappresenta un valore straordinario.”
Anche Roberto Valentino, Founder & Sales Director RealVt evidenzia l’impatto tangibile di questa sinergia sui singoli espositori: “Anche quest’anno RiminiWellness si è confermata una vetrina strategica per RealVT: nel nuovo padiglione A1, con uno stand di 128 mq, abbiamo proposto lezioni dimostrative che hanno coinvolto numerosi appassionati, attirando l’attenzione di visitatori e operatori del settore. L’energia e l’interazione generate nello stand hanno confermato il valore delle fiere in presenza. Grazie al supporto di Assosport e alle agevolazioni dedicate agli associati, l’esperienza è stata molto positiva e siamo già pronti a tornare il prossimo anno.”
La convivenza tra operatori professionali e grande pubblico è da sempre il tratto distintivo di RiminiWellness, un mix che spinge i brand a modulare la propria presenza per dialogare contemporaneamente con i gestori di palestre e con i clienti finali.
Secondo Simona Boscarino, CEO Vi. sa sport, la manifestazione sta vivendo un trapasso fisiologico: “Rispetto agli anni passati ho percepito un’affluenza ancora maggiore, segno della crescente attrattività dell’evento. Al tempo stesso, mi è sembrato che abbia perso in parte quel ruolo di “salotto business” che la caratterizzava. Resta comunque un appuntamento molto valido per dare visibilità al brand e farlo conoscere direttamente all’utente finale. Per questi motivi, ritengo che sia un evento su cui continuare a investire e partecipare anche in futuro.”
Di parere opposto sulla natura degli incontri è invece Guido Gallusi, Export Sales Manager Gommafit, che vede nella fiera un punto di incontro ideale per i professionisti del settore: “Da oltre 12 anni partecipiamo a RiminiWellness, una manifestazione con la quale siamo cresciuti nel tempo e che consideriamo il punto di incontro ideale per i professionisti del settore. È il luogo dove nascono nuove
idee, si sviluppano progetti e si consolidano relazioni professionali. Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti da GOMMA FIT in questa edizione. È sempre un piacere incontrare i nostri clienti dal vivo e percepire come viene apprezzata la qualità dei nostri pavimenti. Crediamo che il benessere psicofisico, che rappresenta l’essenza del fitness, parta anche dalla scelta di materiali affidabili e di alta qualità. Per questo continuiamo a impegnarci ogni giorno per essere un punto di riferimento nel settore, offrendo soluzioni innovative, sicure e durature.”
Allineato a queste opinioni pure Marco Tornatore, CEO di Aqquatix/Life Fitness Italia: “La fiera evolve sensibilmente e IEG ha saputo portare diversi operatori professionali stranieri, che per noi contano molto; rileviamo un crescendo verticale del Consumer a riconferma del richiamo di RiminiWellness, mentre gli addetti ai lavori mantengono una buona presenza e ricercano con più consapevolezza brand e attrezzi di valore; sono tuttavia scomparsi gli operatori della piscina che un tempo non rinunciavano a Rimini”
I padiglioni della fiera hanno restituito una fotografia nitidissima delle trasformazioni in atto nel rapporto tra le persone e l’attività fisica.
Il segnale più evidente è che lo sport non viene più percepito semplicemente come ricerca della performance o mera attività fisica, ma come uno strumento essenziale per stare bene, fare prevenzione e migliorare la qualità della vita a lungo termine. Il concetto di “wellness” si sta allargando per includere salute, alimentazione
e tecnologia in un unico ecosistema integrato.
Per chi gestisce centri sportivi e palestre, girare tra i padiglioni ha permesso di cogliere trend molto chiari ed evoluzioni della domanda (dall’esplosione del fenomeno Hyrox e dell’allenamento della forza, fino al Pilates Reformer e alla longevità attiva) che meritano attenzione nella pianificazione dei palinsesti e degli investimenti futuri. Risposte concrete a queste esigenze arrivano dalle aziende che scelgono di presidiare la fiera con investimenti imponenti.
Ne è un esempio la testimonianza di Jacopo Castellani Account Manager Diamond: “RiminiWellness si conferma anno dopo anno un appuntamento strategico per l’intera industria del fitness e del wellness. Per Diamond, l’edizione 2026 ha rappresentato un traguardo importante: la scelta di essere presenti con un intero padiglione dedicato è stata premiata da una partecipazione straordinaria e da un costante confronto con operatori e professionisti provenienti dall’Italia e dall’estero. Vedere il nostro spazio diventare uno dei punti di riferimento più visitati della manifestazione ci rende orgogliosi del percorso intrapreso e conferma il valore di investire in innovazione, qualità e sviluppo del settore.”
Dopo aver celebrato vent’anni di sinergia tra Assosport e IEG, il futuro del benessere continua a partire da qui. RiminiWellness dà appuntamento a tutti i titolari e gestori di club per la prossima edizione, dal 27 al 30 maggio 2027



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Dal 4 al 6 settembre 2026, Hidron (Campi Bisenzio, Firenze) ospiterà “Next Gen and Aquafitness Days”, l’evento con cui European Aquatic Association e Aqquatix celebreranno due traguardi simbolici: i 30 anni di EAA e i 20 anni di Aqquatix. Oltre ai festeggiamenti, questo evento rappresenterà un’opportunità concreta per rilanciare il valore dell’attività in acqua, riaffermarne la centralità per il benessere della persona e proporre un fil rouge tra passato, innovazione
e futuro.
Da una parte il richiamo alle radici storiche dell’aquafitness, disciplina che EAA ha contribuito a diffondere e a trasformare in Italia e all’estero dalla fine degli anni Novanta; dall’altra, il riferimento alla “Next Gen”, intesa sia come nuova generazione di trainer, sia come nuova fase evolutiva del comparto.
Il programma dei workshop del sabato mattina vedrà al centro temi oggi

sempre più rilevanti per i club e per il mercato: Pilates, body & mind e posturale, longevity, disabilità e inclusività in acqua, personal training e small group. Già da questi titoli emerge con chiarezza la direzione tracciata da EAA: superare una lettura tradizionale dell’aquafitness per abbracciare una visione più innovativa dell’Aquatic Wellbeing, dove l’acqua diventa un’alleata per la salute e il benessere. Accanto ai workshop, da sabato pomeriggio fino a domenica sera, EAA

metterà in scena un’ampia varietà di masterclass: dalle proposte di AquaPilates e controllo posturale, ai format ad alta intensità, dando la possibilità ad appassionati e operatori del settore di disporre delle competenze necessarie per creare modelli d’allenamento mirati al raggiungimento di obiettivi specifici, grazie ad attività come aquatic circuit, aqua boxe, deep water e allenamenti combinati con small equipment e big equipment. Un mosaico di contenuti che testimonia quanto l’acqua possa oggi essere interpretata in modo trasversale e dinamico per coinvolgere nuovi target.
Il programma delle due giornate di evento coinvolgerà presenter italiani e internazionali, con il supporto dei ragazzi del New Generation Trainer Lab, a conferma della volontà di EAA di investire sul ricambio generazionale, sulla crescita dei giovani professionisti e sulla costruzione di un futuro credibile per il settore dell’aquatic wellbeing.
La sera del 5 settembre sarà dedicata ai festeggiamenti con la consegna degli EAA Awards e EAA 30’s Party: una serata per rivivere insieme trent’anni di storia attraverso ricordi, special guest, musica e testimonianze, volte a valorizzare il patrimonio culturale del passato in chiave moderna.
Il racconto dell’evento di settembre non può prescindere da quanto accadrà venerdì 4. Infatti, la stessa cornice di Hidron ospiterà il “Piscine d’Eccellenza Day”, dando avvio ad un talk di confronto. L’interazione tra titolari, dirigenti e responsabili tecnici di piscine e centri fitness entrerà nel vivo grazie al contributo di noti esperti del settore, che analizzeranno modelli di business e i nuovi trend che ca-
ratterizzano oggi il mondo fitness & pool. Nel pomeriggio, verrà proposto un seminario dedicato all’identità e alle competenze del nuovo istruttore di piscina, oltre alla seconda edizione di PoolNetwork, il format di incontri B2B ideato da Wbox & Partners per favorire il dialogo tra aziende Buyer e Seller.
La tre giorni di settembre offrirà così
un’esperienza completa, unendo confronto manageriale, networking, formazione tecnica e momenti di celebrazione, configurandosi come uno degli appuntamenti più significativi della prossima stagione. Per iscriversi è possibile accedere al sito https:// www.euroaquatic.it o richiedere informazioni a info@aqquatix.com e eaa@euroaquatic.it.

I PROTAGONISTI DI NEXTGEN & AQUAFITNESS DAYS 2026 E PISCINE D’ECCELLENZA DAY:
ESPERTI/SPEAKER AI WORKSHOP - TALK
• PIERO BENELLI (DR)
• IGOR CASTIGLIA

• EDOARDO COGNONATO
• MARCO MELI
• ARIANNA VECCHIO
• LUIGI VECCHIO
TRAINER /PRESENTER/SPEAKER
• DEBORAH BENETTI (ITA)
• FABRIZIO CANTARINI (ITA) - Direttore Tecnico-Scientifico di EAA
• DANIELA DE TOIA (GERMANIA)
• FRANCISCO ESTEVAO (PORTOGALLO)
• IRIDE GUERINI (ITA)
• GINA(BYUNGJIN) KANG (COREA DEL SUD)
• EKATERINA KAPKHOVA (RUSSIA)
• KOSTANTINOS KAVOURAS (GRECIA)
• STEFANIA LASTRUCCI (ITA)
• GIA LUCY (USA)
• ANDREA MACERATESI (ITA)
• MARTINA MAISTO (ITA)
• ANNA RITA MISCIGLIA (ITA)
• LEONARDO PICCIONE (ITA)
• ANDREA RONCHI (ITA)
• CAROLINA SANTAMBROGIO (ITA)
• MARIANO SOLIER (ARG)
• CRISTINA TANDURELLA (ITA)

In risposta alle esigenze di ristrutturazione totale o parziale di piscine esistenti Myrtha Pools ha sviluppato l’esclusiva tecnologia RenovAction. Un sistema a pannelli in acciaio inossidabile laminati a caldo che per essere installati non necessitano di demolizioni totali della struttura esistente, riducendo così tempi e costi di installazione.
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Il sistema RenovAction si adatta sia a piscine indoor che outdoor e permette di scegliere tra diverse testate con o senza piastrelle.
Il canale di sfioro è installato direttamente sui supporti d’acciaio ancorati al cemento del bordo esistente ed è disponibile in diversi colori, misure ed inclinazioni.
I pannelli RenovAction sono annessi al corpo piscina esistente tramite speciali guide in acciaio inox intervallate da alcuni distanziali in schiuma ad alta densità che appianano eventuali irregolarità delle pareti originarie della vasca.
Il fondo della piscina può essere rivestito sia con la membrana Myrtha Evolution che con Myrtha Skin: la nuova soluzione tecnologica che consente di rivestire il fondo della vasca in acciaio.
La tecnologia Myrtha RenovAction permette di rinnovare le piscine in cemento ormai obsolete anche senza togliere le piastrelle esistenti sulle pareti, sul fondo vasca o in testata.




Marco Tornatore info@wbox.it
Il gruppo Supera entra ufficialmente in Italia con grandi prospettive, forte di un nuovo fondo proprietario, del modello PPP e di una progettualità di ampio respiro focalizzata sul servizio offerto alla famiglia e, come hub sportivo, alla popolazione
Da tempo stavate valutando di entrare in Italia e ora avete la certezza delle prime realizzazioni e gestioni ad Alessandria e a Reggio Emilia: che significato ha per voi questo primo risultato costruito con pazienza ed equilibrio?
L'Italia rappresenta per noi un elemento strategico fondamentale. Dedichiamo tempo all'analisi di questo mercato perché coniuga due elementi essenziali: una solida tradizione sportiva e l'urgente necessità di modernizzare gran parte delle in-
frastrutture esistenti.
I progetti di Alessandria e Reggio Emilia sono il risultato di un lavoro rigoroso e ben pianificato. Si tratta di progetti solidi e sostenibili, capaci di generare valore in tutti gli ambiti, sia per le amministrazioni locali che per i cittadini.
Per un gruppo spagnolo in costante sviluppo come Supera, che valore strategico ha, dopo Spagna e Portogallo, considerare l’Italia come paese target?

L'Italia è attualmente la nostra massima priorità nella strategia di internazionalizzazione.
Riprendiamo il percorso di successo intrapreso quasi 15 anni fa in Portogallo, dove abbiamo costruito una piattaforma per una crescita sostenibile a lungo termine.
Vediamo un potenziale di sviluppo straordinario, poiché la domanda di servizi legati al benessere, alla salute e allo sport è in costante crescita,

La differenza più rilevante fra Italia e Spagna risiede nell’elevata frammentazione del mercato italiano
mentre le strutture pubbliche esistenti spesso necessitano di investimenti e ammodernamenti significativi, in particolare per migliorarne l'efficienza energetica.
È in fase di perfezionamento il passaggio della vostra Società ad un nuovo fondo, Ancala Partners, e la valutazione di Supera è stata di 300 milioni di euro: un bel biglietto da visita per un Gruppo che punta a dialogare con le Amministrazioni Locali agendo secondo il modello di PPP. Cosa ne pensa e quali sono gli ostacoli che incontrate per arrivare alle corrette intese con i Comuni?
Le trattative con Ancal Partners sono in corso, ma quel che è certo è che il settore delle infrastrutture sportive e del benessere è attualmente percepito come un segmento resiliente e anticiclico con ampie prospettive di sviluppo.
Le amministrazioni pubbliche sono alla ricerca di partner affidabili che garantiscano stabilità finanziaria, comprovata esperienza operativa e una visione industriale.
Le principali difficoltà in Italia sono ben note: la complessità del processo burocratico e le tempistiche decisionali. Tuttavia, quando vi è convergenza di obiettivi e trasparenza, i partenariati pubblico-privato (PPP) si dimostrano uno strumento formidabile per sbloccare investimenti che i comuni, da soli, difficilmente potrebbero realizzare.
Il vostro successo è frutto di un vero piano industriale su scala europea: in sintesi quali sono i vostri valori e i punti di forza che reputate determinanti per affermarvi anche in paesi diversi dalla Spagna?
Il nostro modello si basa su cinque pilastri fondamentali e valori ben definiti: eccellenza del servizio, prezzi accessibili, sostenibilità ambientale, un forte impatto sociale e, infine, una particolare attenzione alla facilità di accesso per le famiglie
Questo quinto pilastro è fondamentale per noi. Vogliamo tutelare i nostri clienti e rendere l'esperienza il più
semplice possibile per le famiglie, consentendo a genitori e figli di allenarsi insieme, nello stesso momento e nello stesso luogo, in un ambiente sicuro, accogliente e di altissima qualità.
Il nostro vero punto di forza risiede nell'aver rotto con il vecchio concetto di impianto sportivo frammentato Offriamo una formula "tutto incluso" basata su un unico canone mensile altamente competitivo che garantisce l'accesso gratuito e completo a tutte le aree dell'impianto sportivo.
Non ci limitiamo a costruire palestre o piscine; progettiamo centri sportivi che diventano veri e propri punti di riferimento per la comunità. La combinazione di questa visione industriale a lungo termine e della nostra capacità di investimento è il vero elemento distintivo del Gruppo Supera in Europa. Supera offre un pacchetto "chiavi in mano": eliminazione del rischio finanziario per la pubblica amministrazione, know-how gestionale internazionale, tecnologie verdi all'avanguardia e, soprattutto, un modello sociale che tutela le famiglie.


Analizzando il mercato italiano, che vede fra i player presenti altre realtà spagnole, in cosa vi distinguete e quali sono le maggiori differenze che avete rilevato in Italia rispetto alla Spagna?
La differenza risiede nell'elevata frammentazione del mercato italiano rispetto a quello iberico.
Supera si posiziona in una nicchia molto specifica: lo sviluppo e la gestione di grandi complessi sportivi multifunzionali attraverso concessioni PPP a lungo termine. Rispetto a Spagna e Portogallo, dove la nostra presenza è dominante, in Italia troviamo ampi margini di modernizzazione, con comuni sempre più sensibili all'efficienza energetica e alla transizione ecologica degli impianti, nonché alla volontà di integrare nuovi modelli gestionali che meglio si adattino alle esigenze dei cittadini.
Oggi in Spagna, soprattutto per il fitness, si parla di una penetrazione del 15% nella popolazione, quando in Italia siamo a malapena intorno al 10%: reputa che con il vostro in
L’Italia è attualmente la nostra massima priorità nella strategia di internazionalizzazione

gresso anche gli italiani saranno più propensi ad andare in piscina e in palestra?
Siamo convinti che il tasso di partecipazione allo sport sia direttamente proporzionale alla qualità delle strutture offerte. Quando una città mette a disposizione dei suoi cittadini impianti moderni, sicuri e accoglienti a prezzi accessibili, la risposta del pubblico è immediata. Il nostro obiettivo va oltre il semplice aumento del numero di iscritti: vogliamo stimolare un cambiamento culturale verso uno stile di vita più attivo e sano
Pur sapendo dei limiti burocratici e


normativi del sistema italiano, che programmi avete e quali soluzioni state studiando per replicare il successo registrato in Spagna e Portogallo?
La nostra strategia è molto chiara: crescita graduale, ordinata e sostenibile. Vogliamo consolidare la nostra presenza in Italia attraverso nuovi progetti di partenariato pubblico-privato, investimenti strutturali e una profonda integrazione con la comunità locale. Lavoriamo sempre con una prospettiva di medio-lungo termine perché gli impianti sportivi sono infrastrutture sociali che devono creare valore per le generazioni future.
Come diceva anche lei, il mercato italiano è molto frammentato, con prevalenza fino all’85% di piscine e palestre indipendenti: è un bene o un male per il vostro modello e per un gruppo abituato a competere in Paesi dove prevalgono le grandi catene?
Riteniamo senza dubbio questa un'opportunità strategica straordinaria. La frammentazione è un'istantanea di un mercato storicamente gestito a livello locale, che riflette la grande ricchezza, passione e portata dello sport in Italia. Tuttavia, nell'attuale contesto economico, questo modello presenta significative limitazioni strutturali.
La frammentazione evidenzia l'urgente necessità di operatori industriali strutturati in grado di fornire tre elementi che i piccoli operatori o la gestione artigianale non possono garantire: elevata capacità di investimento, digitalizzazione dei processi e innovazione tecnologica applicata alla sostenibilità energetica
La nostra strategia è molto chiara: crescita graduale, ordinata e sostenibile
Oggi, la gestione di un grande impianto sportivo richiede competenze complesse: dall'efficienza energetica (essenziale per mitigare la volatilità dei costi di fornitura) all'implementazione di sistemi digitali per migliorare l'esperienza dell'utente. Supera entra in questo ambito non come un semplice concorrente, ma come un attore competente, apportando economie di scala e standard di gestione di livello europeo
Il mercato italiano si evolverà inevitabilmente verso il consolidamento e modelli aggregati più efficienti, moderni e finanziariamente sostenibili.
Con quali aspettative guardate al nostro Paese, considerando costi poco arginabili determinati da complessità sistemiche, tempi dilatati,
burocrazia da una parte e buona copertura di impianti, ancorché spesso obsoleti, nel Centro/Nord?
Guardiamo all'Italia con rispetto per la sua identità e con ottimismo per il futuro. Siamo pienamente consapevoli che ogni Paese ha la sua anima, la sua storia e le sue specificità amministrative, che non vanno semplicemente accettate, ma piuttosto profondamente comprese e valorizzate. Non abbiamo alcuna intenzione di esportare un modello rigido e standardizzato; il nostro obiettivo è lavorare a fianco delle comunità locali, integrando il nostro know-how internazionale con le reali e specifiche esigenze delle comunità in cui operiamo.
Non sottovalutiamo le complessità burocratiche o i processi amministrativi del Paese, che richiedono pazienza, rigore e un dialogo costante con le istituzioni. Tuttavia, consideriamo queste sfide parte di un percorso condiviso di crescita reciproca
Il potenziale che vediamo in Italia è innegabile. Esiste una domanda latente di sport che attende solo di essere soddisfatta da strutture all'altezza delle aspettative moderne.
Il nostro obiettivo primario è diventare un partner credibile e duraturo per le amministrazioni pubbliche e
i cittadini.
In una logica di PPP che ci sembra prediligiate (in passato avete anche optato per operazioni di M&A), come può rinunciare un’Amministrazione Locale avveduta ad una vostra proposta, visti gli oneri di cui vi fate carico, i piani tariffari molto smart per l’utenza, la modernità impiantistica di cui siete espressione e l’inclusività alla base del vostro progetto?
Un'amministrazione locale oculata valuta ogni proposta con il massimo rigore, ed è proprio questo che apprezziamo. Il fatto che Supera abbia utilizzato in passato anche fusioni e acquisizioni (M&A) dimostra la nostra flessibilità strategica, ma oggi privilegiamo la logica dei partenariati pubblico-privati (PPP).
Ciò che offriamo ai comuni non è semplicemente un accordo commerciale; è un'alleanza sociale. Proponiamo una formula in cui il settore privato si assume interamente il rischio operativo e finanziario, riducendo a zero la spesa pubblica. Questo permette ai sindaci di liberare risorse di bilancio per altre priorità, senza rinunciare all'opportunità di offrire ai propri cittadini impianti sportivi all'avanguardia, efficienti dal punto


di vista energetico e a impatto zero. Inoltre, offriamo una filosofia di prezzi competitiva. La nostra formula "tutto incluso", a tariffa unica e competitiva, è pensata proprio per tutelare le famiglie e garantire l'inclusione sociale. Offriamo una qualità eccezionale a prezzi accessibili a tutti.
Un'amministrazione lungimirante si trova attualmente a un bivio: mantenere strutture obsolete e costose da gestire, oppure attivare un partenariato pubblico-privato con un solido partner industriale come Supera.
Quali sono i parametri che ritenete imprescindibili per realizzare un
La frammentazione evidenzia l’urgente necessità di operatori industriali strutturati
impianto e perché l’esercizio gestionale dia ricavi e profitti in linea con il vostro piano finanziario e industriale?
Per garantire che un investimento si traduca in successo economico e sociale in linea con il nostro piano industriale, ci basiamo su tre pilastri:
• Demografia e posizione: ci concentriamo su città con una popolazione superiore a 80.000100.000 abitanti, in posizioni che garantiscano massima visibilità, accessibilità e, idealmente, una forte integrazione con il flusso quotidiano della città (zone scolastiche, aree commerciali o snodi di trasporto).
• Efficienza energetica e ingegneristica: nell'attuale contesto macroeconomico, la sostenibilità energetica è una variabile finanziaria critica. Una struttura Supera deve essere costruita con tecnologie all'avanguardia: ampi parchi fotovoltaici, sistemi di recupero termico dell'acqua della piscina e domotica avanzata per la gestione dei consumi.
• Standardizzazione dei processi operativi: profitto e margine non derivano dall'aumento dei prezzi, ma dall'ottimizzazione della gestione. Applichiamo un
modello operativo digitalizzato e standardizzato a livello europeo, che minimizza i costi operativi mantenendo la massima qualità del servizio. Solo la perfetta armonia tra la massa critica di utenti, il controllo dei costi energetici e l'efficienza gestionale ci consente di mantenere la nostra formula tariffaria competitiva, garantendo al contempo la redditività a lungo termine richiesta dai nostri investitori.
Come si connota il vostro impianto tipo, cosa non deve mai mancare e cosa ritenete debba contemplare l’offerta che incontri gusti e bisogni della gente, perché venga numerosa in un centro Supera?
La nostra struttura standard non è una semplice palestra, ma un vero e proprio centro benessere e sociale progettato specificamente per le famiglie.
L'elemento essenziale è la coesistenza di tre aree principali:
• Area acquatica: una piscina semi-olimpionica per il nuoto libero e i corsi, affiancata da una piscina ludica e educativa per bambini e neonati, e completata da un'area



spa/benessere per il relax.
• Area fitness: un'imponente sala pesi e centro fitness (oltre 1.000 metri quadrati), dotata delle più avanzate tecnologie digitali sul mercato, supportata da ampi spazi per corsi di gruppo.
• Aree dedicate alle famiglie: parcheggi riservati, spogliatoi spaziosi e funzionali anche per chi viaggia con bambini e aree dedicate alla socializzazione.
Per garantire che i cittadini scelgano Supera in gran numero, l'offerta deve rispondere a un'esigenza fondamentale della vita moderna: l'equilibrio tra vita lavorativa e vita privata. La nostra proposta permette a un genitore di allenarsi in sala fitness o di partecipare a un corso guidato mentre il figlio frequenta contemporaneamente un corso di nuoto.
Da qui ai prossimi dieci anni quale è il programma espansivo di Supera in Italia e in altre nazioni?
Nei prossimi dieci anni, l'Italia svolgerà un ruolo centrale come motore di questa espansione.
In Italia, l'obiettivo iniziale è consolidare e affermare la nostra presenza, partendo dalle regioni del Centro e del Nord, per poi cogliere le opportunità in tutto il Paese. Puntiamo a strutturare una solida rete di centri nell'ambito di partenariati pubblico-privati (PPP), diventando il partner di riferimento per i comuni di medie e grandi dimensioni che desiderano modernizzare le proprie strutture senza gravare sui contribuenti.
Oltre a concentrarci sull'Italia, il Gruppo Supera continuerà a monitorare attentamente il resto d'Europa. Continueremo a consolidare le nostre posizioni di leadership in Spagna e Portogallo, valutando al contempo l'ingresso in nuovi mercati europei con un'elevata domanda di benessere e la necessità di modernizzare le infrastrutture.
La nostra filosofia per il prossimo decennio rimane "crescita sostenibile e redditizia".



Rossana Prola prola@professioneacqua.it
Un segnale che i Comuni non sanno cogliere, con il serio rischio di trovarsi con piscine chiuse, arrecando un pesante disservizio alla collettività e un danno al patrimonio impiantistico
Un tempo le piscine pubbliche, soprattutto quelle coperte, erano poche e localizzate esclusivamente nelle grandi città. Si trattava di opere pubbliche importanti, solitamente grandi ed imponenti; impianti di rilevanti dimensioni, molto costosi, destinati all’utilizzo di pochi perché allora poche erano le persone che potevano permettersi di praticare sport.
Lo sviluppo delle nuove piscine si
è evoluto in modo diverso rispetto a quella degli altri impianti sportivi
Come molti altri aspetti della nostra società moderna anche quello della diffusione degli impianti sportivi sul territorio è cambiato profondamente, poiché la pratica sportiva è alla portata di tutti ed il numero dei praticanti aumenta costantemente da decenni. Per quanto riguarda le piscine lo sviluppo delle nuove strutture si è evoluto in modo diverso rispetto a

quella degli altri impianti sportivi. Va premesso che la costruzione di una piscina aperta ad un pubblico indifferenziato, la classica “piscina comunale”, per intenderci, è complessa e comporta investimenti considerevoli, molto maggiori rispetto a quelli di un campo da gioco all’aperto. La redditività di questa tipologia di impianti negli anni passati era inferiore rispetto ai costi, soprattutto nel caso delle piscine coperte, i cui costi energetici sono per

Lo sviluppo delle nuove piscine si è evoluto in modo diverso rispetto a quella degli altri impianti sportivi
forza di cose molto alti, ed i Comuni proprietari degli impianti gestivano direttamente le strutture pagandone i costi ed assorbendo nel bilancio pubblico l’inevitabile disavanzo. Questo fino agli anni Ottanta, quando sono cominciate le offerte di gestione diretta degli impianti da parte di società private
Le prime società di gestione, soprattutto nel nord dell’Italia, non erano società sportive, ma società di persone o di capitali ed acquisivano le gestioni in modo relativamente semplice, poiché il Codice degli Appalti ancora non era stato introdotto nel nostro ordinamento.
Negli anni Novanta arrivò lo sviluppo di attività in acqua diverse dal nuoto e l’agonismo smise di essere la principale attività della piscina, consentendo un aumento della redditività importante: portò alla nascita di altre società di gestione che, per battere la concorrenza, iniziarono a chiedere ai Comuni contributi sempre più bassi, fino ad arrivare ad offrire denaro nel momento in cui all’inizio degli anni Duemila la legislazione cambiò e il regime fiscale applicato alle società sportive divenne molto vantaggioso. Le società di gestione si trasformarono tutte in società sportive e la posta si alzò, fino ad arrivare ad offrire ai Comuni l’investimento relativo alla costruzione degli impianti.
I primi dieci anni degli anni Duemila videro un fiorire di costruzioni di nuove piscine finanziate dalla società di gestione private, realizzate mediante collaborazioni tra pubblico e privato. Di queste realizzazioni, molte sono fallite e molte altre sono in crisi, ma alcune hanno funzionato e funzionano tutt’ora.
Da almeno dieci anni, però, si assiste ad un progressivo aumento delle difficoltà economiche delle società di gestione. I motivi sono diversi e per analizzarli correttamente serve un serio approfondimento, ma è ormai certo che il modello di gestione del privato che si assume tutti i costi di una piscina pubblica non regge più, se non solamente in alcune aree e situazioni nelle quali il bacino di utenza è molto grande oppure
dove i costi, per varie ragioni, sono particolarmente ridotti
Di questa situazione devono essere ben consapevoli per primi i Comuni proprietari degli impianti, perché è a loro che resta il cerino in mano al momento del tracollo economico del gestore. Il rischio di un Comune è quello di trovarsi con una piscina chiusa, magari con un mutuo da finire di pagare, e la popolazione in rivolta. L’invito è quindi quello di non utilizzare la costruzione di un impianto a fini elettorali e di verificare con molta attenzione il piano economico finanziario prima della costruzione dell’impianto.
I costi energetici non diminuiranno a breve, è molto più probabile che continuino a crescere; il costo del personale aumenterà, se non altro perché i pochi giovani rimasti non saranno più disponibili ad accettare contratti sottopagati e senza tutele; i costi e
le procedure legati alla sicurezza dei dipendenti ma, soprattutto, degli utenti diventeranno sempre più ineludibili; i costi legati alla manutenzione, sia ordinaria che straordinaria di impianti spesso vecchi e, ancora più spesso mal realizzati, diventeranno nel giro di breve insostenibili per un privato, ma potrebbero esserlo anche per la parte pubblica.
È quindi più che mai necessario pensare oggi a come affrontare un futuro che è già qui, programmando laddove è possibile investimenti per le piscine pubbliche che fino ad oggi non sono stati presenti in bilancio e, soprattutto, è necessario evitare di costruire nuovi impianti dove non sono economicamente sostenibili
È importante effettuare scelte attente ed accurate quando la piscina necessita di investimenti per la ristrutturazione, evitando scelte “comode” ed affrettate, che possono rivelarsi dannose. Il modello che abbiamo utilizzato fino a pochi anni fa va abbandonato e va sostituito con un altro nel quale il Comune proprietario deve tornare ad essere protagonista: investendo denaro, ma investendo anche e soprattutto in attenzione e corretta valutazione.




Da disciplina di nicchia a strumento di allenamento trasversale: perché chi pratica sport dovrebbe integrare il Pilates nel proprio percorso. Ne parliamo con Marta Bellesso, Educator Balanced Body®, punto di riferimento mondiale in ambito Pilates
Tempo di lettura: 6’ redazione@wbox.it
Pallavolo, tennis, nuoto, golf, running, padel: sport diversi tra loro, eppure accomunati da una sfida fisica che spesso viene sottovalutata. Capita che gli atleti, a prescindere dal livello o dalla disciplina, si trovino a fare i conti con affaticamento, dolori cronici e infortuni ricorrenti. La risposta più comune è puntare sul potenziamento muscolare o sullo stretching mirato. Metodi validi, ma che tendono a trascurare la muscolatura profonda, essenziale per la stabilità, il controllo del corpo e la longevità sportiva.
È qui che il Pilates, un metodo di allenamento con più di 100 anni di storia, fa la differenza. Ne abbiamo parlato con Marta Bellesso, chinesiologa, personal trainer e Educator Balanced Body®, brand nato in California 50 anni fa e partner in Italia di Genesi Company.


Marta, come è nata la sua passione per il Pilates applicato allo sport e cosa l'ha convinta che potesse diventare un complemento imprescindibile per chi già pratica un'altra attività?
Sono sempre stata un'amante degli sport di squadra: da giovane ho giocato a pallavolo e a calcio. Per me lo sport è sinonimo di divertimento, ma anche di impegno fisico. Praticando attività ad alta intensità — come corsa e discipline endurance — ho capito quanto il Pilates potesse fare la differenza non solo nel recupero, ma nella qualità del movimento. È stato un punto di svolta: ho iniziato a vedere il corpo non più solo come qualcosa da "spingere", ma come qualcosa da educare al movimento efficiente. Per chi corre, solleva pesi,
pedala o si allena intensamente, il Pilates diventa un complemento quasi imprescindibile perché migliora stabilità, controllo, respirazione, mobilità articolare e percezione del corpo. In pratica, aiuta a muoversi meglio, consumando meno energie e riducendo il rischio di sovraccarichi.
Gli sportivi tendono a concentrarsi sulla muscolatura superficiale, trascurando quella profonda. In che modo il Pilates colma questo vuoto?
Il corpo trova sempre un modo per fare quello che gli chiediamo, anche compensando. Quando mancano controllo e stabilità profonda, nel tempo compaiono rigidità, dolori articolari o cali di performance. Il Pila-


tes colma questo vuoto perché lavora sulla qualità del movimento prima ancora che sulla quantità. Attraverso respirazione, controllo, allineamento e attivazione del core profondo, insegna al corpo a distribuire meglio il carico e a muoversi in modo più fluido ed economico. Quando parlo di muscolatura profonda non mi riferisco solo agli addominali, ma a tutto quel sistema stabilizzatore fatto da pavimento pelvico, trasverso dell'addome, multifidi, diaframma e muscoli posturali, che dovrebbero collaborare continuamente durante il gesto sportivo.
Può raccontarci, con un esempio concreto, come ha personalizzato un programma di Pilates per uno sportivo con esigenze specifiche?
Ho seguito individualmente due atleti di alto livello dell'atletica leggera: un velocista specializzato nei 200 metri e una ragazza impegnata nelle prove multiple. Entrambi arrivavano da periodi complicati segnati da infortuni ricorrenti. Con il ragazzo il lavoro si è focalizzato sulla mobilità e sulla qualità del movimento: aveva una rigidità molto marcata nella catena posteriore e nelle anche, che limitava l'efficienza della corsa. Attraverso il Pilates abbiamo lavorato su allungamento attivo, mobilità articolare e controllo del bacino. Nel tempo ha iniziato a percepire una corsa più fluida, meno "bloccata".
Con lei la situazione era quasi opposta: era molto flessibile, persino troppo, e mancava di stabilità. Il Pilates è diventato uno strumento fondamentale per rinforzare il core e migliorare il controllo del movimento Dopo un periodo di lavoro costante, non solo è riuscita a risolvere i problemi alla schiena, ma è tornata a ga-
Per chi pratica sport Pilates è un complemento imprescindibile: migliora stabilità, controllo, respirazione, mobilità articolare e percezione del corpo

reggiare ad alto livello conquistando anche un titolo nazionale.
Questi percorsi confermano che il Pilates non è un lavoro uguale per tutti: è uno strumento estremamente personalizzabile, capace di aiutare sia chi ha bisogno di più mobilità, sia chi deve imparare a costruire stabilità e controllo.
Il Pilates è un metodo integrato che prevede il lavoro a corpo libero e l’utilizzo dei macchinari, come ad esempio il Reformer. Esistono errori ricorrenti quando il Pilates viene proposto senza una visione d'insieme e senza la guida di un trainer certificato?
Con la grande diffusione del Reformer nelle palestre e nei format fitness più commerciali, l'errore comune è proporre esercizi molto sfidanti senza costruire prima le basi necessarie di controllo, stabilità e consapevolezza del movimento. Il rischio è che il Pilates venga percepito solo come qualcosa di "coreografico" o intenso, perdendo il suo vero obiettivo. Il Reformer è un attrezzo complesso e instabile (le molle, il carrello in movimento e il continuo lavoro di controllo), e richiede competenze tecniche precise. Quando manca una progressione adeguata, si rischia di far lavorare il corpo in compenso, sovraccaricando schiena, spalle e cervicale. È proprio qui che un trainer certificato fa la differenza:
Il vero obiettivo, anche nelle palestre, è aiutare le persone a stare meglio, costruendo un benessere che duri nel tempo
non si tratta di "far fare esercizi", ma di saper leggere il corpo, capire cosa serve davvero e scegliere il livello corretto di difficoltà.
Nella mia esperienza, il Pilates dà i risultati migliori quando viene utilizzato come un percorso progressivo e personalizzato, non come una gara a chi riesce a fare l’esercizio più difficile o scenografico.
Il Pilates viene spesso percepito come una disciplina "per donne" o adatta esclusivamente alla riabilitazione. Siamo a un punto di svolta culturale nel modo in cui il mondo sportivo guarda al Pilates? Che ruolo possono avere i centri fitness?
Premetto che per me, che ho iniziato il mio percorso professionale nei centri fitness, è molto bello vedere che il Pilates, compreso il lavoro con i macchinari come il Reformer, è entrato anche nelle palestre. Credo che questo rappresenti davvero un cambiamento culturale importante
Per anni il Pilates è stato visto come una disciplina di nicchia, quasi esclusivamente femminile o legata alla ri-

abilitazione. Oggi sempre più atleti e sportivi che si allenano con i pesi stanno capendo quanto possa essere utile. Il contesto della palestra, proprio perché accoglie un pubblico molto variegato, può trarre enormi benefici da questa integrazione che tuttavia porta con sé una grande responsabilità. Il Pilates non dovrebbe diventare semplicemente una moda o un format da seguire perché "funziona" sui social. Il vero obiettivo è aiutare le persone a stare meglio, costruendo un benessere che duri nel tempo.
www.martabellesso.it
IG @martabellessotrainer
ph ashford marxunsplash


Gerardo Ruberto info@vivimeglio.org
Quale miglioramento concreto suggerire alle imprese del fitness terrestre e acquatico?
È la domanda che ha guidato la stesura di questo articolo. A prima vista l’offerta sembra già completa. Articoli, libri e discussioni sui social, etc. dimostrano che gli strumenti per il cambiamento sono ormai noti alla maggior parte degli operatori del settore. Eppure, la mia convinzione resta: “la rivoluzione del fitness non avverrà da un giorno all’altro”. Il modello tradizionale di palestre o piscine “gene-
ralista” non basta più. Oggi il pubblico cerca esperienze personalizzate, flessibilità e un concetto di benessere che vada oltre lo sforzo fisico. Non ci saranno una singola tecnologia o una data precisa sul calendario a segnare l’inizio di una nuova era. Gli imprenditori e i responsabili dei centri dovranno compiere scelte consapevoli per guidare l’azienda verso i traguardi e gli obiettivi dichiarati.

Guardando da qui al 2030, la vera rivoluzione è già in atto, fatta di piccoli e costanti progressi quotidiani, un software gestionale, un sensore biometrico più accurato, un nuovo modo di rispondere alla domanda di benessere globale e longevità. In questo scenario, gli imprenditori dovranno guidare le risorse umane sia sul piano tecnico sia su quello relazionale, “allineandole” ai bisogni dei futuri clienti. Saranno le persone – for-

• VERIFICA CONFORMITÀ NORMATIVE
• PIANI DI AUTOCONTROLLO
• STUDI DI FATTIBILITÀ
• PIANI ECONOMICO FINANZIARI
• CONSULENZA PER GARE D’APPALTO
• POOL SAFETY TEST
mate, competenti, empatiche – a trasformare i piccoli cambiamenti in un vantaggio competitivo reale. Questa microevoluzione sta già ridefinendo in silenzio il mercato.
La vera sfida per i manager non è un cambiamento improvviso, ma la capacità di guidare un’evoluzione continua e inarrestabile. Il mercato del fitness non è più quello di una volta. Se fino a qualche anno fa l’obiettivo di una palestra o di una piscina era semplicemente riempire la sala pesi, i corsi o le corsie e vendere abbonamenti annuali standard, oggi lo scenario è radicalmente mutato. Spinte dalle nuove esigenze dei consumatori, dalla digitalizzazione pervasiva e da una crescente sensibilità verso la salute, le imprese del fitness devono affrontare una vera metamorfosi. Non si tratta più solo di “fare sforzo” fisico, ma di intercettare stili di vita complessi e frammentati. Rimanere
fermi significa diventare invisibili Oggi il settore del fitness e del wellness non deve più vendere solo abbonamenti, ma salute e longevità Il successo delle imprese dipenderà dalla capacità di unire tecnologia all’avanguardia e competenze umane empatiche. Per capire come dovranno cambiare e/o adeguarsi, le imprese dovranno comprendere per chi stanno cambiando. Il target evolve continuamente e, di conseguenza, anche servizi e risorse umane devono adattarsi. Tra le categorie che si avvicineranno sempre di più ai centri fitness troviamo: la categoria di professionisti e genitori che hanno poco tempo, molto stress, bisogno di efficienza. Cercano flessibilità oraria e allenamenti rapidi ma efficaci. Generazione Z e Millennials non cercano solo attrezzi o corsi, ma community ed esperienza. Sono guidati da sfi-

La popolazione meno giovane sia in piscina che in palestra va seguita e guidata con un approccio e un'accoglienza diversi rispetto ad altri clienti

de digitali, app, gamification e valori come esclusività e sostenibilità. Over 60 attivi: la popolazione invecchia, ma resta attiva. Questo target cerca longevità, mobilità, prevenzione degli infortuni e ambienti accoglienti, lontani dagli stereotipi dell’atleta muscoloso. Il target “mindful”: cresce il numero di persone che vedono il fitness come pilastro della salute mentale oltre che fisica. Per loro una sessione di yoga o mindfulness ha lo stesso valore di un allenamento tradizionale.
In uno scenario così dinamico, le imprese non possono perdere l’orienta-
Non ci sarà una singola tecnologia o una data precisa sul calendario a segnare l’inizio di una nuova era del fitness e della piscina


mento: devono rispondere a richieste sempre più precise e personalizzate.
Il fattore umano come vero vantaggio competitivo
Per ottimizzare i risultati i gestori devono investire nelle risorse umane e in servizi orientati al benessere globale del cliente. Di recente, tuttavia, molte imprese hanno drasticamente ridotto i budget destinati alla formazione del personale. Trattenere e aggiornare il personale è ormai imperativo strategico. le aziende devono investire in formazione continua su:
• intelligenza artificiale applicata al fitness
• soft skills scienze della longevità
Mentre l’intelligenza artificiale automatizza la programmazione tecnica, il fattore umano diventerà un vero e proprio servizio premium, per il quale i clienti saranno disposti a pagare di più. La tecnologia automatizza i compiti ripetitivi: di conseguenza il valore dello staff aumenterà, ma solo se dotato di nuove competenze. Lo staff tecnico non può più limitarsi a predisporre la scheda di allenamento o contare ripetizioni e vasche. Deve
Il valore del club sarà determinato in modo crescente dallo Staff quanto più professionale, empatico e preparato sulle nuove tecnologie
saper leggere i dati, interpretare i segnali del corpo, comprendere le emozioni e guidare il cliente in un percorso personalizzato.
L’accoglienza non serve più a registrare presenze: a questo pensa la tecnologia. Il ruolo del front office (delle persone in prima linea tecnico-amministrativa) evolve verso una funzione molto più strategica. Oggi chi accoglie le persone non si deve limitare a gestire ingressi o procedure: diventa il cuore pulsante della relazione. La sua missione è:
creare community — trasformare gli utenti in persone che si riconoscono tra loro
• combattere la solitudine — offrire uno spazio umano, non solo funzionale generare senso di appartenenza — far sentire ogni persona parte di qualcosa
• costruire l’effetto tribù — creare identità, rituali, connessioni È qui che si gioca la partita del futuro: nella capacità di trasformare un semplice ingresso in un’esperienza significativa. La trasformazione del fitness non è un evento da calendario, ma un movimento lento, continuo, quasi impercettibile. È una rivoluzione che non fa rumore, ma cambia tut-

Saranno le persone – lo staff formato, competente, empatico – a trasformare i piccoli cambiamenti in un vantaggio competitivo reale
to. Le imprese che sapranno ascoltare questi segnali – i nuovi bisogni delle persone, la richiesta di benessere totale, la fusione tra tecnologia e umanità – saranno quelle che guideranno il settore nei prossimi anni.
Il centro fitness non è più un luogo dove si va: “è un’esperienza che si vive”. È un ecosistema che deve accogliere, comprendere, motivare, connettere. E soprattutto, deve prendersi cura. Le imprese che sapranno investire nelle persone costruiranno il vero vantaggio competitivo dei prossimi anni.
Non basteranno più macchine nuove o app scintillanti: servirà la capacità di formare competenze, di leggere i segnali deboli, di interpretare dati ed emozioni. I centri che faranno questo salto diventeranno luoghi capaci non solo di allenare i corpi, ma di migliorare la vita delle persone. Spazi dove ci si sente accolti, ascoltati, compresi. Dove la tecnologia amplifica l’umanità, non la sostituisce. Dove ogni interazione diventa un’occasione per creare relazione, fiducia, appartenenza. Il futuro premierà chi avrà il coraggio di investire nel capitale umano, non solo in quello strutturale. Perché il fitness che verrà sarà un ecosistema di cura, di motivazione, di connessione.
E chi saprà guidare questo cambiamento diventerà un punto di riferimento per tutta la comunità.
In definitiva, il futuro del fitness non risiede in macchinari sempre più tecnologici. La vera rivoluzione appartiene alle imprese che avranno il coraggio di cambiare pelle, trasformandosi in veri hub esistenziali. Il domani del settore è di chi saprà coltivare la salute, promuovere longevità e soprattutto creare comunità: “luoghi che sapranno ri-mettere al centro la relazione.


Beatrice Masserini
beatrice.masserini@studiocassinis.com
Tempo di lettura: 6’
Strumenti, indici e buone pratiche per la sostenibilità economica dei centri sportivi
L’evoluzione normativa e gestionale delle Società Sportive Dilettantistiche (SSD), oggi disciplinate dal D. Lgs. 36/2021, impone un approccio sempre più manageriale alla gestione economica. Pur beneficiando di agevolazioni fiscali e lavoristiche, le SSD restano società di capitali e, come tali, devono adottare una contabilità ordinaria ed un sistema di controllo di gestione fondato sugli indici di bilancio
1. Il controllo di gestione come strumento di sostenibilità
Il controllo di gestione in una SSD non è solo uno strumento di verifica contabile, ma una bussola strategica per coniugare perfor-

mance sportiva, equilibrio economico e sostenibilità patrimoniale
L’obiettivo non è massimizzare il profitto — data la natura non lucrativa — ma garantire equilibrio finanziario e continuità gestionale, mantenendo un corretto rapporto tra costi, ricavi e capacità di investimento.
Elemento base è la partita doppia, con un piano dei conti strutturato secondo i criteri del Codice Civile (artt. 2423 ss.), ma adattato alla specificità sportiva.
2. Una contabilità per centri di costo
In molte SSD, un’unica Società gestisce più impianti o poli sportivi. È, quindi, opportuno suddividere la


contabilità per centri di costo, assegnando ad ogni impianto (piscina, palestra, campo) propri conti di gestione:
• Centro di costo “impianto sportivo”: comprende i costi diretti ed indiretti dell’impianto (utenze, manutenzione, personale tecnico);
• Centro di costo “amministrativo-gestionale”: include attività di segreteria, marketing, personale amministrativo, consulenze;
• Centro di costo “istituzionale-sportiva”: rappresenta l’attività formativa, di tesseramento e partecipazione agonistica.
La riconciliazione extracontabile consente, poi, di raccordare i dati di contabilità analitica con quelli del bilancio civilistico.
Il controllo di gestione, applicato con metodo e costanza, è la chiave per la crescita consapevole dello sport dilettantistico organizzato
3. Gli indici di bilancio come strumento di analisi
Un efficace controllo di gestione parte dall’analisi per indici, mantenendo nel tempo un set omogeneo di indicatori. Le SSD possono adottare indicatori mutuati dalle società di capitali, calibrandoli sulle proprie peculiarità operative:
a) Indicatori economici
• Valore di produzione / costi energetici : misura l’incidenza dell’energia sul volume d’attività, cruciale nei centri natatori o multidisciplinari.
• Costo del lavoro / valore della produzione: include le retribuzioni dirette ed i costi per servizi (tecnici, istruttori, personale sportivo autonomo).
• Peso del costo del lavoro sportivo rispetto al costo gestionale complessivo.
• Incidenza dei costi per servizi (voce B7) e dei costi per materie prime e consumi (voce B6) sul totale dei costi operativi.
b) Indicatori di struttura e solidità
• Indice di autonomia finanziaria (Patrimonio netto / Totale attivo);
• Indice di liquidità corrente (Attività correnti / Passività correnti);
• Cash flow operativo / Ricavi totali: misura la capacità della SSD di autofinanziarsi.
c) Indicatori settoriali specifici
• Rapporto ricavi istituzionali /

ricavi commerciali: consente di monitorare il peso delle diverse aree d’attività;
• Costo per trasferte, vitto e alloggio / costi totali sportivi: per società impegnate in campionati federali;
• Costi di affiliazione ed enti di promozione / valore aggiunto sportivo: indicatore della dimensione federativa.
Costruire serie storiche di questi dati è essenziale per cogliere trend, analizzare scostamenti ed individuare tempestivamente criticità gestionali.
4. L’importanza di una contabilità analitica interna
L’adozione di un piano dei conti esaustivo e coerente con la mission sportiva consente di distinguere:
• costi diretti vs indiretti;
• attività istituzionali vs commerciali; lavoratori sportivi vs personale amministrativo;
• costi fissi (impianti, affitti, ammortamenti) vs variabili (utenze, forniture, gare).
Questa impostazione favorisce la trasparenza contabile, facilita la rendicontazione verso enti pubblici e federazioni, e semplifica la verifica del rispetto del divieto di distribuzione indiretta di utili.
5. Il Rapporto 2025 e le nuove linee di riferimento
Il Rapporto 2025 sul sistema economico-sportivo, pubblicato nel 2026, ha confermato la necessità per le società sportive di adottare un set di indicatori di performance standardizzati, calibrati su dimensione, disciplina e modello gestionale. Tra le proposte: l’adozione di KPI su efficienza energetica, margine operativo sportivo ed indice di autofinanziamento
Si prospetta, nei prossimi anni, una convergenza verso strumenti comuni con gli enti del Terzo settore, ispirati alle linee guida della Fondazione Nazionale Commercialisti (2023)
6. Conclusioni operative: dieci punti di buona gestione
Strutturare la contabilità su centri di costo
• Introdurre un piano dei conti dedicato ai processi sportivi e gestionali.
• Applicare la partita doppia per tutte le operazioni.
L’obiettivo di una SSD non è massimizzare il profitto — data la natura non lucrativa — ma garantire equilibrio finanziario e continuità gestionale
• Effettuare riconciliazioni extracontabili periodiche.
• Analizzare con costanza indici economici e finanziari omogenei nel tempo.
Monitorare i rapporti tra ricavi istituzionali e ricavi commerciali
• Separare e controllare il costo del lavoro sportivo
Evidenziare i costi energetici e di consumo (B6 e B7) come elementi critici.
• Costruire uno storico pluriennale dei principali costi e ricavi.
• Utilizzare il controllo di gestione non come adempimento,
ma come strumento di guida manageriale per la sostenibilità dell’ente.
In sintesi, il futuro delle SSD passa da una gestione sempre più strutturata, trasparente ed orientata alla sostenibilità economica. Il controllo di gestione, applicato con metodo e costanza, diventa così la chiave per garantire non solo la sopravvivenza, ma la crescita consapevole dello sport dilettantistico organizzato.



Fondata nel 1996 da Luigi Vecchio e la moglie Silvia Fagioli, la micro piscina innovativa di allora è andata evolvendosi in un centro bello e moderno, estendendo l’intervento gestionale e l’alta esperienza professionale ad altre realtà del Pavese e nazionali: un percorso vissuto sempre da protagonisti
Ciro Lo Giudice info@wbox.it
Luigi Vecchio, con Silvia Fagioli, sua moglie, trent’anni fa fondò e avviò Idea Blu, una realtà di dimensioni contenute ed altamente specializzata su Nuoto Bebè, su Attività per Persone con Disabilità ed altre attività allora definite di nicchia. Fin dall’inizio questa piscina confetto è stata un riferimento non solo per la città di Pavia, bensì per tutto il Nord Italia e non solo: grazie all’intraprendenza dei titolari, sostenuti da uno Staff di prim’ordine, in tre decenni Idea Blu ha fatto passi da gigante, evolvendo in una nuova struttura più grande e moderna, sempre fedele ad una dimensione valorizzante relazione e accoglienza, e allargando il raggio di intervento ad iniziative convegnistiche di alto livello, nonché ad altre esperienze gestionali. Il tutto senza siano mai venuti meno i valori e i principi fondanti di Idea Blu e gli alti standard qualitativi di cui questo centro acquatico gioiello di Pavia è intramontabile espressione. Una storia bellissima, che Luigi Vecchio ci racconta con le sue risposte.





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Tre decenni: che effetto fa parlare di Idea Blu a distanza di anni trascorsi alla guida di una piscina di qualità, riferimento unico e insostituibile per tante generazioni di cittadini pavesi?
Per festeggiare i trent’anni abbiamo organizzato diversi eventi e ogni volta che ci raccontiamo il tempo sembra essersi fermato. Ci colpisce il grande affetto che ci circonda. Il susseguirsi di iniziative, novità e progetti sembra aver fermato il tempo.
Un segreto, o più, per mantenere il costante successo di un cammino condiviso fino ad oggi con Silvia, Arianna, vostra figlia, e il vostro team.
Ricordare il passato per progettare il futuro, fare tesoro degli errori, evitare le triangolazioni comunicative. Continuare a formarsi, a confrontarsi e accogliere le critiche sempre come costruttive.
Quali momenti ami ricordare e reputi fondamentali per la crescita e l’affermazione di Idea Blu?

Periodicamente abbiamo organizzato convegni e sempre ci siamo stupiti per il numero dei partecipanti. Nuoto Bebè nel 2001 e Acqua e Disabilità nel 2015 sono stati i più importanti.
EAA sempre presente! Anche la chiamata dell’Università di Pavia come piscina di riferimento è stata significativa. Molti professionisti che lavorano nelle piscine italiane si sono for-


mati con noi.
Trent’anni di alta professionalità in attività che altre piscine considerano, sbagliando, di nicchia o marginali: quali sono gli ambiti nei quali credi di più, che ti danno più soddisfazione e che sono il marchio di fabbrica di Idea Blu?
Il nuoto bebè rimane il nostro fiore all’occhiello, l’attività più bella in assoluto! Alcuni nostri insegnanti frequentavano come bebè insieme ai loro genitori. Il metodo che abbiamo maturato si è rivelato particolarmente efficace e utile a tutta la famiglia.
L’attività con persone con disabilità ci caratterizza molto e ogni giorno ci mostra quanto i limiti siano spesso effimeri e apparenti. Ma per noi la disabilità è quotidianità e, scusandoci per il gioco di parole, “normalità”. Ogni nostro insegnante accoglie le persone con disabilità con una semplicità estrema, possibile solo grazie a una importante competenza.
Tante battaglie e impegni condivisi con colleghi e amici per la crescita del settore: da Acquanetwork, al progetto certificativo Salute e Be
Il nuoto bebè rimane il nostro fiore all’occhiello, l’attività più bella in assoluto!

nessere, all’impegno in EAA nella formazione di trainer e oggi il riconoscimento come Piscina d’Eccellenza. Perché questa dedizione personale e di Idea Blu su tanti fronti?
Il confronto con i migliori professionisti del nostro settore e la profonda amicizia che ci ha legato, ci hanno permesso di dare valore alle nostre
scelte strategiche Acquanetwork richiama ricordi bellissimi di momenti vissuti insieme indimenticabili. La collaborazione con EAA ci rende orgogliosi. Le bellissime relazioni con le persone che hanno speso molto tempo e macinato tanti chilometri “solamente” per ragionare insieme su temi per noi importanti, accettando anche le piccole realtà come noi, ci hanno

Metodo di soft cryo sistemica, attraverso il palmo delle mani: non invasivo, rapido e pensato per percorsi di wellbeing, recupero e performance.

Un nostro “segreto”: ricordare il passato per progettare il futuro, fare tesoro degli errori, evitare le triangolazioni comunicative
insegnato moltissimo. Proprio EAA e Acquanetwork ci hanno introdotto ad esperienze fondamentali come la certificazione di qualità S&B e l’adesione a Piscine di Eccellenza.
Le fasi per te più belle e significative alla guida di Idea Blu e quelle


La bella piscina estiva, acquisita in un secondo tempo, e gestita da Idea Blu

più difficili, ma evidentemente superate in modo brillante, visto che la luce di Idea Blu continua a splendere a distanza di sei lustri.
Tra le tante situazioni di successo e di difficoltà il momento più drammatico è legato alle chiusure Covid, alla sensazione di abbandono istituzionale e al poco valore attribuito al nostro settore. Contemporaneamente è stato un periodo di tenacia e operatività: incontri continui con lo staff, ideazione e azione, contatti continui con i tesserati, previsione di
scenari futuri.
Naturalmente contatti settimanali con gli amici di Acquanetwork!
Alla seconda riapertura abbiamo ricontattato uno ad uno tutti i tesserati che avevano lezioni in sospeso. Non capisco ancora come il nostro staff di segreteria sia riuscito in poco tempo a parlare con oltre ottocento persone.
Alla riapertura eravamo più forti e determinati, anche se molto provati
EAA e IDEA Blu sono nate insieme e le definirei “cugine” nel loro percorso di successo

Il trentennale di Idea Blu coincide con quello di EAA, cui tu hai dato a più riprese un contributo sostanziale come docente, formatore, speaker: quanto c’è di Idea Blu nei tuoi insegnamenti e cosa rappresenta per te EAA?
EAA e IDEA Blu sono nate insieme e le definirei “cugine” nel loro percorso di successo.
Per me è estremamente significativo il rapporto di stima e amicizia che lega me e il mio staff alle persone di EAA, relazione fatta di contenuti eccellenti ma anche di condivisioni e di valori vissuti giorno dopo giorno. Naturalmente non mancano le idee da sviluppare e concretizzare, ma non voglio anticipare nulla.
30 anni possono sembrare abbastanza, ma, conoscendoti, è proba


bile che tu non sia pago e che abbia ancora lo stesso entusiasmo e tanti progetti come quando varasti Idea Blu. Che programmi a medio e lungo termine stai considerando per la tua Società?
La storia di IDEA Blu è soprattutto una storia di relazioni che rimangono per sempre. L’anniversario di quest’anno è l’occasione per fare il punto. Molti stanno scoprendo ora tutti i benefici per le persone che entrano in acqua che noi viviamo da anni. Penso sia il momento di sottolineare sempre più questa realtà. Sarebbe interessante favorire la ricerca scientifica in merito. Magari con le altre Piscine di Eccellenza
Tutte le storie di successo come quella tua/vostra hanno rapporti importanti con persone che hanno contribuito alle tante affermazioni e soddisfazioni raggiunte. Questa
Le prime persone che voglio ringraziare sono tutti i miei collaboratori, che in primis condividono pienamente i nostri valori
è la sede per ricordare chi ha dato molto a Idea Blu e al settore, mentre noi, non possiamo che ringraziare te e la tua Società per quanto avete offerto al comparto tutto.
Le prime persone che voglio ringraziare sono tutti i miei collaboratori, che in primis condividono pienamente i nostri valori. Alcuni insegnanti, conosciuti come studenti, si sono fidati di noi, ci hanno seguito e ora sono loro l’immagine di IDEA Blu. Altri non lavorano più con noi ma non ci hanno dimenticato. Poi ci sono persone che dietro le quinte consolidano il no-
stro lavoro grazie a confronti continui. In questa occasione voglio ricordare anche due persone mancate recentemente: Suor Dena Grassi, salesiana innamorata dello sport e dei bambini, dalle competenze enormi e dalla tenacia unica, e il professore Antonio Negrini, “guru” del rachide e delle scoliosi, per i suoi suggerimenti strategici e per essere stato modello di gentilezza ed entusiasmo.
Grazie anche a te Marco e al tuo gruppo per le attività vissute insieme e per questa piacevole intervista!





Entusiasma il tuo pubblico con esperienze uniche e divertenti. Attività ludico-didattiche, eventi a tema, feste di compleanno per grandi e piccini.
Saremo presenti a InOut 2026 dal 14 al 16 ottobre


Nelle strutture sportive che contano, chi decide non ha bisogno di esercizi di stile. Ha bisogno di numeri

Maurizio Taruggi maurizio@athlonroma.it
Tempo di lettura: 8
Negli ultimi mesi ho lavorato con organizzazioni molto diverse: grandi centri, catene in espansione, realtà complesse e multinazionali del settore. Contesti differenti, ma con un elemento comune: processi ancora troppo spesso costruiti su logiche di vent’anni fa.
Il disagio è quasi sempre lo stesso: tanto lavoro operativo, strumenti scollegati, decisioni prese a sensazione e una domanda che resta sospesa: dove stiamo perdendo valore?
La digitalizzazione serve a questo: non a “modernizzare” l’azienda in modo generico, ma a spostare numeri misurabili Prima viene il risultato, poi il software.
Le leve principali sono cinque: acquisizione, costo del personale, retention del personale, retention dei soci e compliance. Una sola le tiene insieme: il controllo di gestione
1. Acquisizione
Il primo indicatore è il tasso di conversione da contatto a iscritto
In molti centri sportivi il marketing è cambiato, ma il processo commerciale è rimasto lo stesso. I lead arrivano da campagne online, sito, social, Google, form e WhatsApp, ma vengono ancora gestiti come se fossero walk-in di dieci o quindici anni fa.
Un lead online, però, spesso sta valutando più strutture contemporaneamente. Se non riceve risposte rapide, chiare e coerenti, passa oltre.
Qui la digitalizzazione produce uno dei quick win più evidenti. Il sito deve diventare uno strumento informativo e commerciale. Un chatbot può rispondere 24 ore su 24 alle domande ricorrenti. Un CRM può assegnare ogni contatto, tracciare i tempi di risposta, automatizzare i ricontatti e misurare le chiusure.
Il punto non è sostituire la relazione umana, ma farla intervenire nel momento giusto. Senza processo, più lead significano più confusione. Con un processo digitale, l’acquisizione diventa misurabile e scalabile.
2. Costo del personale
Il secondo indicatore è l’incidenza del costo del personale sul fatturato
In una struttura non digitalizzata, molto tempo viene assorbito da attività a basso valore: ricopiare dati, aggiornare fogli, controllare scadenze, produrre report, rincorrere informazioni sparse tra software diversi. Questo non è il costo del lavoro. È il costo della disorganizzazione
Digitalizzare significa liberare le persone da attività ripetitive e spostarle
su ciò che genera valore: relazione, vendita, assistenza, controllo, qualità del servizio
Nel mio club, Athlon, l’incidenza del costo del personale resta intorno al 25% del fatturato. L’operatività di segreteria, commerciale, front office e back office è gestita da quattro persone a tempo pieno, con circa il 70% degli abbonamenti venduto online
Questo dato non nasce da un singolo software, ma da un’architettura di processo: vendita online, pagamenti digitali, automazioni, CRM, procedure chiare e dati in tempo reale.
3. Retention del personale
Il terzo indicatore è il turnover
Spesso si parla di digitalizzazione solo in termini di efficienza, ma c’è un tema più profondo: la qualità del lavoro. Le persone migliori non vogliono passare le giornate a fare copia e incolla, rincorrere errori o gestire manualmente attività che potrebbero essere automatizzate.
Automatizzare le attività ripetitive riduce stress, errori e frustrazione. Permette di assegnare ruoli più chiari e trattenere chi vale. Anche questa è performance: non si vede solo nel conto economico, ma lo condiziona profondamente.
4. Retention dei soci
Il quarto indicatore è il tasso di rinnovo
Un socio non lascia sempre perché trova un prezzo migliore. Spesso lascia perché si sente poco seguito, per-
La digitalizzazione non serve a “modernizzare” l’azienda in modo generico, ma a spostare numeri misurabili
ché un problema non viene gestito, perché una scadenza non viene comunicata, perché nessuno si accorge in tempo che sta diminuendo la frequenza.
La digitalizzazione permette di anticipare questi segnali. Scadenze, reclami, feedback, rinnovi e opportunità commerciali devono entrare in un flusso tracciato. Se un socio segnala un problema, qualcuno deve prenderlo in carico. Se un abbonamento sta per scadere, il sistema deve attivare un processo. Se la frequenza cala, il club deve saperlo prima che il socio sparisca.
La retention non è solo gentilezza. È metodo.
5. Compliance
Il quinto indicatore è il tasso di errore e di esposizione normativa.
Certificati medici, tesseramenti, consensi, contratti, pagamenti, fiscalizzazione dei corrispettivi: sono aree nelle



quali molte strutture lavorano ancora con controlli manuali e responsabilità poco chiare.
Quando questi elementi vengono integrati nel flusso digitale, il margine di errore si riduce drasticamente. Il sistema può bloccare un accesso in assenza di certificato, ricordare una scadenza, registrare un consenso, produrre documenti corretti e rendere verificabile ogni passaggio.
La compliance non deve essere un’attività straordinaria. Deve diventare una conseguenza naturale del processo
Guidare guardando lo specchietto retrovisore
Le cinque leve hanno bisogno di un punto unico di osservazione: il cruscotto direzionale
L’indicatore chiave è la latenza del dato: il tempo tra ciò che accade e il momento in cui l’azienda riesce a misurarlo. Troppi centri sportivi guidano guardando nello specchietto retrovisore: analizzano i numeri quando il mese è già finito, quando il problema si è già prodotto, quando il margine di correzione è ormai ridotto. Il report tradizionale fotografa il pas-
sato. Il cruscotto, invece, deve aiutare a leggere la strada davanti.
Per questo il dato in tempo reale, da solo, non basta. Serve anche un confronto. Un buon cruscotto deve mostrare il month to date, cioè l’andamento del mese in corso aggiornato a oggi, e confrontarlo con lo stesso periodo del mese precedente o dell’anno precedente.
Non basta sapere quanto ho incassato a fine mese. Devo sapere, al giorno 12, se sto andando meglio o peggio rispetto al giorno 12 del mese scorso o allo stesso periodo dell’anno precedente.
È questa lettura comparativa che trasforma il dato in decisione. Se i lead crescono ma le conversioni calano, il problema non è il marketing ma il processo commerciale. Se gli incassi sono sotto trend, posso intervenire subito. Se i rinnovi rallentano, posso capire dove si blocca il processo prima che il dato diventi una perdita consolidata.
Una sincronizzazione tra gestionale, CRM, strumenti di pagamento e dashboard riduce questa latenza. Il management può vedere prima, confrontare prima, correggere prima. È

qui che la digitalizzazione smette di essere tecnologia e diventa controllo di gestione
La tecnologia da sola non basta Oggi la tecnologia, compresa l’intelligenza artificiale, rende molti interventi più accessibili. Possiamo collegare strumenti diversi, automatizzare attività, leggere dati e costruire ecosistemi più flessibili rispetto al passato. Ma la tecnologia non sostituisce il metodo.
Digitalizzare un centro sportivo significa prima di tutto mettere mano ai processi. Significa osservare come lavora davvero l’operatività, capire dove si perde tempo, dove si generano errori, dove il socio si blocca, dove il commerciale non riesce a seguire i contatti, dove l’amministrazione ricostruisce dati che dovrebbero essere già disponibili.
Per questo il coinvolgimento delle persone è decisivo. Reception, commerciale, amministrazione, coordinamento tecnico e direzione devono essere parte del percorso. Sono loro che conoscono i punti di frizione quotidiani. Sono loro che sanno dove il processo funziona sulla carta, ma si rompe nella realtà.
Il punto di partenza resta sempre lo stesso: quale numero voglio migliorare?
Da lì si ridisegna il processo. Poi si sceglie lo strumento. Poi si misura l’effetto.
È un lavoro bello, utile e ad alto impatto, ma richiede know-how. Serve conoscere la tecnologia, certo. Ma serve anche conoscere il funzionamento reale di un centro sportivo: vendite, soci, pagamenti, scadenze, certificati, reclami, rinnovi, personale, gestione quotidiana.
Non vincerà chi avrà più software. Vincerà chi saprà collegare ogni software a una leva di performance misurabile, trasformando la tecnologia in metodo, il metodo in controllo e il controllo in risultati.
Digitalizzare un centro sportivo significa prima di tutto mettere mano ai processi
UNA GRANDE FIERA PER IL SETTORE DELL’IMPIANTISTICA SPORTIVA IN

“EXHIBITOR




Marco Tornatore info@wbox.it
Falco Sport Village è il modello di hub sportivo moderno ed evoluto, guidato da una persona di rare capacità che insegna come il Sud sappia esprimere qualità, valori ed eccellenza, frutto di talento e competenze personali non comuni e dell’ottima interazione con management e team
15’
Non tutti nel nostro settore sanno interpretare in modo adeguato il ruolo imprenditoriale; ancora poche, inoltre, sono le donne alla guida di società che si distinguano in un ambiente dominato da figure maschili; gli imprenditori di successo poi, espressione di innovazione, visione e capacità uniche, sono un numero veramente ristretto, forse troppo limitato nell’ambiente sportivo-benessere. Ilaria Falco, con il suo Falco Sport Village, è sicuramente una delle rare personalità italiane che illuminano il nostro comparto attraverso un progetto imprenditoriale avviato quindici anni fa e che oggi continua a mantenere la sua leadership, con ulteriori programmi di crescita ed evolutivi. Ilaria Falco è in sintesi la riconferma che essere donna fa spesso una grande differenza in un settore che sovente fatica a vivere i cambiamenti e lo sviluppo necessari, di cui invece la nostra è fulgida, inarrivabile protagonista.


Come nasce l’idea di realizzare Falco Sport Village e come si è evoluto negli anni questo hub leisure/wellness la cui completezza è un unicum del nostro Paese?
L’idea e l’intero progetto affondano le radici nella visione lungimirante di mio padre, guidato dal profondo desiderio di restituire e lasciare qualcosa di concreto, duraturo e di immenso valore al nostro territorio. Nel corso degli anni, quella prima pietra miliare si è evoluta costantemente, trasformandosi in un vero e proprio hub del benessere. Oggi il Falco Sport Village rappresenta un unicum proprio perché ha saputo in-
tercettare le sfumature del concetto moderno di tempo libero e cura di sé, declinandole in un’offerta integrata che non teme confronti.
Quanto è per lei importante avere un padre che l’ha avviata all’attività d’impresa, lasciandole poi autonomia piena perché potesse esprimere il suo talento e le sue capacità?
Avere una figura paterna che mi ha introdotta e avviata al mondo dell’impresa è stato indubbiamente fondamentale, un pilastro insostituibile per la mia formazione. Tuttavia, l’aspetto che ha davvero fatto la differenza nel mio percorso non è stata solo la trasmissione delle competenze originarie, ma soprattutto la sua straordinaria capacità di lasciarmi libera. Questo mi ha permesso di sperimentare in autonomia, di assumermi le mie responsabilità e di maturare, offrendomi lo spazio necessario per esprimere appieno le mie attitudini e le mie capacità gestionali.
Il passaggio generazionale nel nostro settore, tendenzialmente dominato da figure maschili, sem
bra una transizione complessa: che cosa ne pensa e quanto la sua affermazione è stata condizionata dal “maschile” che permea e frena l’evoluzione del comparto?
Il passaggio generazionale è un nodo cruciale e, purtroppo, ancora fortemente complesso nel nostro comparto. Al momento, la sensazione prevalente è quella di una diffusa mancanza di ascolto reciproco. Spesso ci si trincera dietro a una rigidità di vedute dove ognuno resta fermo nelle proprie posizioni. Il rischio reale, che purtroppo si concretizza fin troppo spesso, è che a fare le spese di questo muro contro muro sia proprio l’azienda stessa: l’attività viene sacrificata e la crescita bloccata a causa di dinamiche vecchie che faticano a lasciare spazio a una nuova visione, indipendentemente dal genere.
Falco Sport Village cosa rappresenta per lei, come guida ineguagliabile, e per il territorio?
Per me il Falco Sport Village non è semplicemente un’azienda, ma racchiude tre concetti cardine che guidano la mia quotidianità: accoglienza,

“La qualità non è mai un traguardo casuale, ma il risultato di una visione chiara, investimenti costanti e un’attenzione totale verso il benessere delle persone che frequentano il nostro centro” Ilaria Falco

famiglia e apprendimento costante. È un luogo vivo dove la cura dell’ospite si fonde con lo spirito di squadra, e dove ogni giorno rappresenta un’opportunità per imparare e migliorare. Per il territorio, di riflesso, vuole essere quel punto di riferimento sicuro, un’eccellenza che genera valore e benessere sociale.
Quali aree stanno fornendo i risultati per lei più soddisfacenti e quali sono le ragioni alla base del vostro successo che negli anni viene costantemente replicato?
Se devo identificare i veri fattori di successo che continuano a premiarci, non penso a un singolo settore tecnico o a una struttura specifica, ma all’anima del nostro servizio. I risultati più soddisfacenti arrivano dalla qualità indiscussa della nostra accoglienza, dalla forza comunicativa del sorriso e, sopra ogni cosa, dal valore inestimabile del mio staff. Sono le persone a fare la differenza e a replicare, giorno dopo giorno, quel modello di eccellenza che i nostri iscritti ci riconoscono.
Falco Sport Village, realtà bella, completa e sontuosa che non è possibile trovare nemmeno nelle grandi città del Nord, offre già moltissimo, ma avete importanti programmi di ulteriore sviluppo: quali e con che obiettivi?
Sì, il Falco Sport Village è già una realtà straordinaria, ma non ci fermiamo Il nostro prossimo grande obiettivo è l’ampliamento dell’area outdoor, un progetto ambizioso a cui teniamo moltissimo. Non nascondo che portare avanti una simile evoluzione sia complesso, soprattutto a causa delle lungaggini e delle difficoltà nell’ottenere le autorizzazioni necessarie in un contesto territoriale in cui, purtroppo, la cultura della legalità non è sempre posta all’apice dei valori condivisi. Nonostante queste barriere, continuiamo a investire con determinazione per donare al territorio uno spazio ancora più completo ed eccellente.
Essere donna e guidare una realtà così complessa e impegnativa comporta maggiori sacrifici e difficoltà o ha potuto dedicarsi al suo percorso imprenditoriale senza disagi rilevanti? Un suo parere sul nostro sistema, con riferimento particolare a palestre, piscine, sport e benessere.
Guidare un’azienda di queste dimensioni è indubbiamente un compito impegnativo, inserito in un “sistema Italia” che purtroppo fa ancora molta fatica a riconoscere e dare il giusto valore all’enorme lavoro che le donne compiono quotidianamente. Tuttavia, ci tengo a precisarlo: non mi sento affatto una vittima del mio genere. Conosco perfettamente le mie priorità, la mia forza e il mio valore. Le difficoltà strutturali esistono e sono

L’idea e l’intero progetto affondano le radici nella visione lungimirante di mio padre, desideroso di restituire e lasciare qualcosa di concreto, duraturo
e di immenso valore al nostro territorio
innegabili, ma si affrontano con la consapevolezza del proprio ruolo e dei propri obiettivi.
Guidare un’impresa come quella sua, non è certo facile, conciliando i carichi di responsabilità e gli impegni con la famiglia, i figli, il quotidiano fittissimo: sembra lei stia armonizzando al meglio affetti e alta progettualità di cui Falco Sport Village è felicissima espressione: tanti sacrifici o riesce a trovare un giusto equilibrio?
Trovare il giusto equilibrio tra i cari-

L’acqua è il bene primario di una piscina, è importante sapere come gestirla al meglio.
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chi di responsabilità aziendali e la sfera familiare richiede grandi sacrifici, ma è un bilanciamento che riverso ogni giorno nella mia quotidianità. C’è un motore potente dietro a tutto questo: il senso profondo del mio lavoro, ciò che dà significato a ogni singola rinuncia o fatica è il desiderio intenso di vedere i miei figli orgogliosi della propria madre. Questo pensiero ripaga ogni sforzo e orienta la mia progettualità.
Lei, in ragione dell’alta qualità che esprimete, ha deciso di aderire al progetto Piscine d’Eccellenza, ottenendo per meriti indiscutibili tale riconoscimento: perché questa scelta e con quali obiettivi o aspettative?
La scelta di aderire al progetto nasce da una constatazione evidente: noto una netta differenza tra i nostri standard e la media del territorio circostante. Il Falco Sport Village esprime un livello qualitativo superiore e sentivo l’esigenza di uscire da dinamiche troppo locali per confrontarmi e approcciarmi a realtà nazionali ben più complesse ed evolute. L’obiettivo è continuare a misurarci con i migliori per non smettere mai di elevare i nostri parametri di gestione.
Nel cammino di imprenditrice e nel costante successo di Falco Sport Village, quali fattori o persone sono risultati fondamentali nel vostro percorso costellato di affermazioni e risultati tanto positivi?
Se devo isolare il fattore davvero de-

terminante in questo cammino, rispondo senza esitazione: la costanza. La costanza ferrea nel perseguire la legalità e il rispetto delle norme, unita a un aggiornamento continuo e rigoroso. In un mercato instabile, la conformità e la competenza tecnica sono state le nostre bussole più grandi.
Cosa le dà vivere l’esperienza imprenditoriale nel contesto sporti


vobenessere e cosa mancherebbe perché chi opera al suo livello non sia una mosca bianca, ma una delle tante, brillanti e determinanti leader del nostro settore?
Manca la capacità collettiva di credere in una visione a lungo termine che vada “al di là” dell’ordinario. Purtroppo, nel nostro Paese, per chi fa impresa in modo virtuoso, non esiste ancora un reale riconoscimento, né economico né meritocratico. Di conseguenza, fare leadership oggi significa spesso trovarsi a combattere in prima linea contro l’ignoranza e l’approssimazione di un sistema che fatica a evolversi.
Per me il Falco Sport Village racchiude tre concetti cardine che guidano la mia quotidianità: accoglienza, famiglia e apprendimento costante

Anno di nascita: 2011
Aree e dimensioni:
Fitness: mq1600, Piscina/e Indoor mq1800

Piscina Outdoor: mq2000 (dimensioni e area solarium)
SPA: mq200
Bowling: mq1500, Area Ludica: mq300, Bar: mq80
Numero di iscritti complessivo (anno 2025): 4300
Numero iscritti Palestra: 2560
Numero iscritti Piscina: 1740
Abbonamento medio: €780/anno
Numero di collaboratori: 63






Come un partenariato pubblico-privato ha restituito a una comunità bresciana il suo centro natatorio. Uno spunto anche per altri comuni
redazione@wbox.it
Cinque anni di chiusura. Una struttura degradata, costi energetici alle stelle, fondi pubblici insufficienti e una comunità che, nel frattempo, aveva perso un polo sportivo e sociale che sembrava molto difficile da recuperare.
C’è, però, una dimensione di questa storia che sfugge sia ai report finanziari che ai dati tecnici. Una piscina
comunale non è solo un impianto sportivo: è il posto dove i bambini imparano a nuotare, dove gli anziani fanno riabilitazione in acqua, dove le famiglie trascorrono il sabato pomeriggio. Cinque anni senza quella struttura significano cinque anni di un tessuto sociale più fragile.
A settembre 2025, finalmente la piscina comunale di Ghedi, in provin-

Tempo di lettura: 6’
cia di Brescia, è stata riaperta. Non per un miracolo amministrativo, ma grazie a un percorso che ha saputo integrare risorse pubbliche e private in una logica di complementarità e condivisione degli obiettivi che merita attenzione ben oltre i confini lombardi.
Queste le parole di Paolo Calvi, guida e ideatore del modello Aquamore,
a commento di questo rilancio impiantistico, impensabile fino a pochi mesi fa:
“L’operazione di Ghedi è un buon esempio di quanto possa essere potente lo strumento del PPP nella riqualificazione e nel recupero del patrimonio acquatico sul territorio Attraverso il combinato disposto di una prima fase di finanza pubblica ed il completamento dell’intervento grazie alle leve permesse dal project financing, infatti, lavorando a stretto contatto con la Pubblica Amministrazione, siamo riusciti a restituire alla comunità un Centro chiuso da parecchi anni rifunzionalizzandolo e aggiornando i contenuti sia dal punto di vista tecnologico sia dal punto di vista dei servizi ai clienti. Poter contare su un contratto di lunga durata ci permette inoltre di mantenere alta la qualità e la sostenibilità del Centro nel tempo”.
La sinergia pubblico-privato
In Italia ci sono migliaia di impianti natatori pubblici costruiti tra gli anni Settanta e Novanta. Molti funzionano ancora, a fatica. Altri sono chiusi. Il motivo è quasi sempre lo stesso: costi di gestione insostenibili, strutture energeticamente inefficienti, manutenzioni rinviate da anni. E risorse pubbliche che non bastano mai.
Ghedi non era un caso eccezionale. Era, semmai, un caso emblematico Dopo lo stop legato al Covid, la piscina non aveva più riaperto. Il Comune aveva avviato una riflessione seria: non si trattava solo di trovare i soldi per riaprire, ma di immaginare un modello gestionale sostenibile per i prossimi decenni.
La riapertura è avvenuta grazie ad un articolato progetto di riqualificazione fondato sul modello del Partenariato Pubblico Privato (PPP).
Un percorso che ha saputo integrare risorse pubbliche e private in una logica di complementarità e condivisione degli obiettivi
Il Comune di Ghedi ha utilizzato fondi PNRR, contributi GSE e risorse proprie per un investimento complessivo di oltre 4,5 milioni di euro, concentrato principalmente sulla riqualificazione energetica dell’involucro edilizio e degli impianti. Un intervento necessario, ma non sufficiente: le vasche, i sistemi di trattamento dell’acqua, le aree esterne richiedevano risorse aggiuntive che le casse comunali non potevano coprire.
Determinante è stata l’esperienza maturata da Myrtha Pools nel settore della progettazione e realizzazione di piscine pubbliche e di Aquamore nella gestione degli impianti natatori. Due soggetti che negli ultimi anni hanno sviluppato numerose esperienze nell’ambito di PPP per la rigenerazione di strutture sportive.
L’approccio adottato a Ghedi è partito da un’analisi preliminare dell’impianto e delle prospettive di sostenibilità economica dell’intervento: con un’operazione di Partenariato Pubblico Privato del valore di 2,5 milioni di euro. La struttura finanziaria ha combinato contributo comunale a conto costruzione (550.000 euro), equity privato (400.000 euro) e finan-
La scelta di una concessione di lungo periodo rappresenta uno degli elementi qualificanti dell’operazione
ziamento bancario (1.550.000 euro). In cambio: la gestione dell’impianto per trent’anni.
La scelta di una concessione di lungo periodo rappresenta uno degli elementi qualificanti dell’operazione.
La durata trentennale, infatti, permette a un concessionario altamente specializzato come Aquamore di sviluppare una programmazione manutentiva efficace, evitando il rischio di progressivo degrado che spesso caratterizza le strutture pubbliche prive di una visione gestionale di lungo periodo.



Qualità ed efficienza
Sul fronte tecnico, il cuore dell’intervento è stato il completo rifacimento delle vasche con tecnologia Myrtha Pools: pannelli modulari in acciaio inossidabile, precisione millimetrica, manutenzione ridotta rispetto al cemento tradizionale e durata certificata nel lungo periodo. Una tecnologia made in Italy protagonista di sei edizioni dei Giochi Olimpici, ma soprattutto garantita da centinaia di installazioni in centri comunali in Italia e migliaia nel mondo.
Per un centro acquatico pubblico la qualità dell’acqua rappresenta uno dei fattori più importanti, da esso dipendono sia la salute degli utenti
che una grossa fetta di costi energetici e di manutenzione.
Aquamore Ghedi rappresenta quindi un modello grazie all’adozione del sistema Myrtha Shark per il trattamento delle acque. Una piattaforma intelligente che ottimizza in tempo reale i processi di filtrazione e disinfezione, riducendo i consumi di acqua ed elettricità e abbassando i costi
operativi di manutenzione.
I lavori di riqualificazione, iniziati nel febbraio 2025, prevedevano un cronoprogramma particolarmente sfidante, finalizzato a restituire quanto prima alla cittadinanza un servizio atteso da anni.
Realizzato in soli sette mesi, il centro si propone come punto di riferimento per famiglie e sportivi grazie a tre vasche indoor: una piscina da 25 metri a 8 corsie, una vasca per l’apprendimento del nuoto e una dedicata alle attività terapeutiche. Completano l’offerta un parco estivo di 10.000 metri quadrati con laguna di 500 metri quadrati, area ristorazione e spazi pensati per il divertimento dei più piccoli
Un modello da replicare
Il caso Ghedi dimostra come la combinazione tra investimenti pubblici e capitali privati possa consentire la rigenerazione di infrastrutture sportive che, diversamente, rischierebbero di rimanere inutilizzate per molti anni.
Uno degli aspetti più significativi dell’esperienza di Ghedi riguarda il contributo apportato dal partner privato in termini di competenze specialistiche.
La gestione di un moderno impianto natatorio richiede infatti conoscenze estremamente articolate che spaziano dall’ingegneria impiantistica all’organizzazione dei servizi, dalla manutenzione programmata alla gestione energetica, fino al marketing sportivo e alla customer experience. Per molte amministrazioni locali alle prese con strutture acquatiche obsolete, la domanda non è più “troviamo i fondi per ristrutturare”, ma “costruiamo un modello che regga per i prossimi trent’anni”. La risposta, a Ghedi, è arrivata dall’incontro tra un Comune disposto a ragionare in termini strategici e un operatore privato capace di portare competenze, capitali e tecnologia.
Un equilibrio raro. Ma, come dimostra questa storia, non impossibile.
Realizzato in soli sette mesi, il centro si propone come punto di riferimento per famiglie e sportivi grazie a tre vasche indoor


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In un settore che negli ultimi anni ha registrato una crescita significativa, il ruolo del trainer continua spesso a essere valutato principalmente sulla base delle competenze tecniche e dei risultati fisici ottenuti dai clienti.
Eppure, limitare la professione a questo aspetto significa ignorarne una delle responsabilità più importanti: contribuire alla creazione di un am-
Non basta conoscere gli esercizi: chi lavora nel mondo del fitness contribuisce ogni giorno a costruire l’ambiente in cui le persone vivono il proprio percorso di benessere
biente di lavoro e di allenamento sano, sicuro e inclusivo.
Ogni trainer rappresenta il volto della struttura nella quale opera. Attraverso le sue parole, i suoi atteggiamenti e le sue scelte quotidiane, trasmette valori che influenzano non solo i clienti, ma anche colleghi, collaboratori e l’intera cultura organizzativa della struttura. La responsabilità pro-

fessionale non si esaurisce nella prescrizione di un programma di allenamento. Un trainer è chiamato a creare fiducia, a promuovere il rispetto reciproco e a garantire che ogni persona venga accolta senza discriminazioni legate all’età, al genere, alla forma fisica o al livello di preparazione.
In una società in cui l’immagine corporea è spesso fonte di pressione e
disagio, il fitness dovrebbe rappresentare un luogo di crescita e benessere, non di giudizio. Purtroppo, il settore non è immune da criticità. Esistono ancora realtà in cui l’attenzione eccessiva all’estetica prevale sulla salute, dove la ricerca del risultato immediato rischia di mettere in secondo piano la sicurezza e il benessere della persona.
In questi contesti, il trainer ha il dovere etico di contrastare pratiche scorrette e messaggi fuorvianti, promuovendo una cultura fondata su evidenze scientifiche, professionalità e rispetto dei limiti individuali. Anche il rapporto con i colleghi merita particolare attenzione. Le strutture sportive moderne richiedono sempre più lavoro di squadra, con figure professionali diverse che collaborano per offrire un servizio di qualità.
Un trainer che favorisce il confronto, la condivisione delle competenze e il supporto reciproco contribuisce a creare un ambiente lavorativo positivo. Al contrario, rivalità e individualismi possono compromettere non solo il clima interno, ma anche la qualità dell’esperienza offerta ai clienti. La leadership del trainer si manifesta soprattutto attraverso l’esempio. Puntualità, preparazione continua, rispetto delle regole, correttezza professionale e capacità di ascolto rappresentano comportamenti che influenzano direttamen-
Trainer capaci sono la miglior guida per Group Traiining e per attività di VAS accessibili a tutti

te chi frequenta la struttura.
Le persone osservano più di quanto ascoltino e spesso sono proprio i comportamenti quotidiani a determinare il livello di credibilità di un professionista. Oggi il fitness non può più essere considerato esclusivamente un’attività orientata alla performance fisica. Le strutture sportive sono diventate luoghi di socializzazione, prevenzione e promozione della salute. In questo scenario, il trai-


ner assume una funzione educativa e sociale che comporta responsabilità sempre maggiori.
Le strutture che investono nella formazione continua del proprio staff e nella costruzione di una cultura organizzativa basata sul rispetto e sulla collaborazione ottengono risultati più duraturi, sia in termini di fidelizzazione dei clienti sia di reputazione sul territorio. Il successo non dipende soltanto dalle attrezzature o dalle strategie commerciali, ma dalla qualità delle relazioni umane che si sviluppano all’interno del centro fitness.
Per questo motivo, la vera sfida del trainer moderno non consiste soltanto nel far raggiungere un obiettivo fisico, ma nel contribuire a creare un ambiente nel quale ogni persona possa sentirsi accolta, valorizzata e supportata. È qui che la competenza tecnica incontra la responsabilità professionale. Ed è qui che si misura il reale valore di un trainer.
Allenare un corpo richiede competenza costruire un ambiente in cui le persone possano crescere richiede leadership


Igor Castiglia igorcastiglia@gmail.com
L’esperienza conta. Ma non basta. Negli ultimi anni ho partecipato a decine di eventi dedicati al fitness, al wellness e al business. Alcuni erano grandi fiere internazionali, altri congressi verticali, altri ancora occasioni costruite attorno a gruppi ristretti di imprenditori e decision maker. Ogni volta torno a casa con la stessa domanda: cosa mi resterà davvero tra una settimana?
Ho sempre amato studiare e approfondire i fenomeni che influenzano il nostro settore. Ma ho anche sempre creduto che la teoria abbia valore soltanto quando riesce a trasformarsi in qualcosa di concreto. Quando partecipo a un evento, i miei appunti devono aiutarmi a migliorare qualcosa: un servizio, un processo, una strate-
Perché il valore di un evento non si misura da quante persone partecipano, ma da ciò che ci portiamo a casa il giorno dopo
gia o una relazione professionale. Se il giorno successivo tutto rimane esattamente come prima, probabilmente ho vissuto un’esperienza piacevole, ma non necessariamente utile.
L’esperienza, naturalmente, conta moltissimo. Conta l’accoglienza, conta l’atmosfera, conta la capacità degli organizzatori di creare un ambiente favorevole all’ascolto e al confronto. Ma il contenitore, da solo, non basta. Alla fine, servono contenuti reali, concreti e applicabili
Cosa ci insegnano i grandi eventi
Per questo continuo a considerare appuntamenti come RiminiWellness una risorsa importante per il nostro settore. Negli anni è diventato molto più di una semplice fie-

ra: è un luogo dove fitness, wellness, salute, tecnologia e business si incontrano e dove è possibile osservare l’evoluzione del mercato.
Lo stesso vale per realtà internazionali come Beyond Activ , che hanno costruito il proprio valore mettendo in connessione imprenditori, investitori, operatori e aziende provenienti da mercati differenti.
Quest’anno FIBO mi ha confermato una sensazione che avevo già maturato osservando il settore: il fitness continua a vivere una fase di crescita estremamente positiva. Ma il valore di un evento come FIBO non è soltanto nei numeri o nell’affluenza. È nella capacità di rendere visibili le direzioni che il mercato sta prendendo.
Il segnale del recovery
Uno degli aspetti che più mi ha colpito è stato il peso crescente attribuito al mondo del recovery. Non più inteso come semplice estensione del concetto di benessere o relax, ma come area sempre più integrata nei percorsi di fitness, performance e longevity. Nuovi spazi dedicati al recupero, alla rigenerazione, alla prevenzione e alla gestione intelligente dello stress fisico stanno diventando parte attiva dell’esperienza di allenamento.
Questo non significa che ogni centro debba introdurre una recovery area domani mattina. Significa però che il mercato sta inviando segnali che meritano attenzione.
Dall’ispirazione all’applicazione
Naturalmente, osservare una tendenza non significa poterla replicare automaticamente. Non tutto ciò che funziona negli Stati Uniti funziona in Italia. Per questo gli eventi internazionali e quelli nazionali non sono alternativi: sono complementari. I primi servono ad allargare la visione. I secondi aiutano a trasformare quella visione in azioni concrete.
In Italia esistono già esempi importanti di questo percorso. ForumClub, oggi evoluto all’interno dell’ecosistema di BolognaFiere, ha contribuito per anni a portare l’attenzione sui temi dell’imprenditorialità e del management nel fitness. Pool & Fitness
Contact ha costruito un modello efficace di incontro tra domanda e offerta, dimostrando quanto possa essere utile creare contesti professionali orientati al business reale.
Palacongressi di Rimini, sede ideale per eventi, in particolare convegnistici e B2B

Le quattro domande
Prima di partecipare a qualsiasi evento, oggi mi pongo sempre quattro domande:
Perché sto andando?
• Quale problema sto cercando di risolvere?
• Chi sono le persone che devo assolutamente incontrare?
Cosa voglio portare a casa di concreto il giorno dopo?
Sembrano domande semplici, ma cambiano completamente il modo di vivere un evento. Senza un obiettivo preciso si accumulano informazioni. Con un obiettivo preciso si costruisce valore
Il progetto che verrà È da questa riflessione che nasce il progetto che stiamo sviluppan-


do insieme a Carmine Preziosi e in collaborazione con Italian Exhibition Group e che vedrà la luce nel corso della stagione 2026-27
Non perché manchino gli eventi. Non perché ciò che esiste oggi non abbia valore. Al contrario. Proprio perché il settore ha saputo costruire appuntamenti importanti e riconosciuti, crediamo ci sia ancora spazio per un contesto complementare, progettato per mettere al centro il confronto tra imprenditori, manager e operatori che ogni giorno affrontano sfide simili
Perché il vero valore di un evento non è ciò che accade durante quei due giorni. È ciò che continua a produrre nei mesi successivi, quando un’idea diventa una decisione e una conversazione si trasforma in un’opportunità concreta.
Esiste ancora spazio per un contesto complementare, progettato per mettere al centro il confronto tra imprenditori, manager e operatori che ogni giorno affrontano sfide simili





Mai come oggi, la celebre massima latina (tratta dalle Satire di Giovenale) esprime una connessione imprescindibile. Se l’allungamento dell’aspettativa di vita rappresenta uno dei più straordinari traguardi della società contemporanea, la vera sfida metodologica ed etica consiste nel garantire che la quantità degli anni coincida con la qualità delle funzioni biologiche, ovvero, non solo aggiungere più anni alla propria vita, ma, soprattutto, più vita a propri anni. Parlando di Longevity, noi che operiamo nell’industria del movimento, ci concentriamo principalmente sulla preservazione dell’apparato muscolo-scheletrico e sulla prevenzione delle patologie cardiovascolari. Tuttavia, esiste una dimensione altrettanto cruciale e intimamente connessa alla salute strutturale: la longevità cognitiva.
Invecchiare bene non significa soltanto mantenere un corpo efficiente e autonomo, ma preservare la lucidità mentale, la memoria, l’attenzione e la capacità di interazione sociale. In questo scenario, l’industria del fitness e del wellness è chiamata a compiere un ulteriore salto evolutivo. La palestra e la piscina non devono più essere considerate solo come strutture dove si allenano i muscoli, ma come veri e propri incubatori di neuroplasticità e salute cerebrale per la popolazione Over 50.

Il cervello che si rinnova: il paradigma della neuroplasticità
Per lungo tempo la neuroscienza tradizionale ha sostenuto che il cervello umano fosse un organo statico, destinato a un inevitabile e irreversibile declino neuronale con l’avanzare dell’età. Oggi la letteratura scientifica ha ampiamente smentito questo dogma, introducendo il concetto di neuroplasticità: la capacità del cervello di riorganizzarsi, creare nuove connessioni sinaptiche e, in certe aree come l’ippocampo, generare persino nuovi neuroni (neurogenesi) anche in età avanzata.
Il principale catalizzatore biologico di questo processo è il movimento. Numerosi studi clinici dimostrano che l’attività fisica aerobica e l’allenamento contro-resistenza stimolano la produzione del BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor), una proteina fondamentale per la sopravvivenza dei neuroni e per la plasticità sinaptica. Mantenere uno stile di vita attivo non è quindi solo una misura preventiva contro la sarcopenia, ma rappresenta la più potente strategia non farmacologica per contrastare il declino cognitivo legato all’età, ridurre il rischio di demenze e migliorare l’efficienza metabolica cerebrale.
La sinergia tra corpo e mente: l’allenamento coordinativo e dual-task
All’interno dei centri wellness, la traduzione operativa di questi principi scientifici non può limitarsi alla riproposizione di protocolli standardizzati. Per stimolare realmente la salute cognitiva, i programmi di allenamento dedicati alla popolazione matura devono evolvere verso la complessità
Una delle frontiere più interessanti è rappresentata dall’allenamento dualtask (doppio compito), che consiste nell’eseguire un esercizio motorio — come un percorso di agilità, un esercizio di equilibrio o una camminata cadenzata — contemporaneamente a un compito cognitivo (risolvere calcoli matematici, ripetere sequenze di parole o rispondere a stimoli visivi e sonori). Questo approccio non solo incrementa la coordinazione e la stabilità posturale, riducendo drasticamente il rischio di cadute, ma attiva simultaneamente diverse aree della corteccia cerebrale, potenziando le funzioni esecutive
In questo ambito, sia la sala attrezzi sia l’ambiente acquatico offrono opportunità straordinarie. L’acqua, in particolare, grazie alle sue proprietà di galleggiamento e resistenza fluido-dinamica, permette di esplorare movimenti complessi, rotazioni e compiti coordinativi in totale sicurezza e assenza di carico articolare, stimolando profondamente i recettori propriocettivi e il sistema vestibolare. Strategie gestionali: trasformare i club in Hub di Salute Cognitiva
Per i gestori di impianti sportivi e piscine, la strutturazione di un’offerta orientata alla longevità cognitiva rappresenta un posizionamento di mercato unico, ad alto valore aggiunto e non replicabile dalle piattaforme digitali domestiche. Per intercettare questa domanda crescente, è necessario agire su tre leve strategiche:
• Riprogettazione dei protocolli e degli spazi - Creare corsi specifi-


Parlando di Longevity una dimensione cruciale e intimamente connessa alla salute strutturale è quella della longevità cognitiva
ci di “Ginnastica Neuro-Motoria”, dove la componente ludica, la sfida coordinativa e la stimolazione sensoriale siano integrate in modo scientifico e progressivo.
• Formazione transdisciplinare dello staff - Gli istruttori e i wellness coach devono acquisire competenze che vadano oltre la pura biomeccanica. È fondamentale comprendere i meccanismi neurobiologici dell’invecchiamento, le dinamiche della motivazione e saper utilizzare un linguaggio empatico, inclusivo e altamente stimolante.
• La socializzazione come pilastro neurologico - L’isolamento sociale è uno dei principali fattori predittivi del declino cognitivo. I centri sportivi possiedono la capacità intrinseca di generare comunità Favorire i momenti aggregativi, il lavoro di squadra e l’interazione intergenerazionale all’interno del club stimola il rilascio di ossitocina e dopamina, potenziando gli effetti benefici dell’esercizio fisico sull’umore e sulla salute mentale.
Verso una longevità integrata
La longevità non può più essere frammentata in compartimenti stagni: il benessere del corpo rispecchia la vitalità della mente. In un’epoca transitoria in cui l’età anagrafica non definisce più il potenziale di un individuo, i centri wellness hanno l’opportunità e la responsabilità sociale di evolversi in presidi di salute pubblica globale.
Offrire alla popolazione senior soluzioni integrate capaci di allenare contemporaneamente la forza muscolare e la resilienza cognitiva non è solo una strategia di fidelizzazione commerciale lungimirante, ma un contributo fondamentale alla costruzione di una società più equa, sostenibile e attiva. Investire sulla salute del cervello attraverso il movimento significa, nel senso più nobile del termine, restituire autonomia, dignità e futuro agli anni che avanzano.

Con le classi numerose, qualche minuto di spiegazione e dialogo al gruppo fa percepire ad ogni cliente una sorta di personalizzazione del programma, purché ogni spiegazione sia preparata a monte


Stefano Candidoni stefanocandidoni@gmail.com
Partiamo da un assunto sacrosanto: se il Personal Training è la migliore offerta che possiamo fare per un soggetto in funzione dei suoi obiettivi, ogni volta che un trainer si trova davanti più persone si perderà valore nell’offerta personalizzata. È tanto vero per l’attività in acqua quanto per quella a terra. Solo che il PT a terra esiste da sempre, in acqua è un’eccezione, e si fa fatica molto spesso a pianificare Small Group. Passa il tempo ma questa situazione stenta a cambiare.
La limitatezza delle lezioni di gruppo super affollate è per me evidente. Non è in discussione l’effetto positivo di allenarsi in collettivo, come in una sorta di comunità che si raccoglie durante la settimana, incoraggiandosi a vicenda. Ma continuo a vedere in giro persone che entrano alla spicciolata, il trainer che non parla con nessuno, persone che attendono in solitudine l’inizio della seduta.
Ognuno vede il futuro a suo modo, non c’è giudizio nelle mie parole, piuttosto qualche piccolo, modesto suggerimento che si può adottare per far sì che 20 persone presenti in acqua riescano ad avere una
Con i gruppi numerosi la spiegazione dei benefici, dei muscoli impegnati e la focalizzazione sugli esercizi potrebbero dare a ciascuno dei presenti l’idea di una attività ad personam

minima percezione che la lezione pensata dal trainer è valida per ciascuno di loro. Possiamo parlare con tutti i presenti prima di cominciare? Possiamo farlo mentre ci si allena? Possiamo modificare qualcosa in base a variabili del cliente emerse rispetto all’ultima volta? No! Allo stesso tempo, le 20 persone presenti, se potessero esprimersi, vorrebbero qualcosa di speciale per quel giorno, attivando la magica cascata ormonale che influenza umore, energia e benessere generale. Che si può fare allora, mediando un po’, per così dire, tra rimanere ancorati al passato e andare avanti?
Due minuti, prima di cominciare la lezione, per spiegare cosa si andrà a fare sarebbe una prima iniziativa importante. La visualizzazione di eventuali benefici da portare a casa, piuttosto che dei muscoli impegnati, come ancora la focalizzazione sugli esercizi potrebbero già dare a ciascuno dei presenti idea di una attività ad personam. Perché questi due minuti abbiano un senso compiuto, suggerisco uno script preciso da prepararsi, imparare a memoria, per non disperdersi in chiacchiere, “evitando” abilmente domande che arriverebbero di certo e non riuscendo più a stare nei tempi.
Poi però la lezione è lunga, c’è bisogno di rinfrescare la memoria alle persone, continuare a tenere alta attenzione sugli esercizi, sulle posture in acqua, sull’intensità. Sempre riferendomi alle 20 persone, anche

con un trainer qualificato, è molto difficile garantire che ogni esercizio venga eseguito correttamente, rispetto alle diverse capacità dei partecipanti e seguendo il ritmo della musica. Nell’ipotesi di dedicare pochissimi secondi a ciascuno, impiegheremmo minuti con l’evidenza che, continuando l’allenamento, ci si perda nel contesto complessivo. Invece, potremmo fermarci per altri due minuti, anche in questo caso facendo uno script preciso per un paio di suggerimenti e consigli, dare un cinque virtuale a tutti per quanto fatto prima, ricaricare le batterie per quello che seguirà. E così potremmo farlo ancora, ipotizzando lezioni a blocchi che abbiamo un significato, lo stesso significato che andremmo a raccontare ed osservare se viene colto. Facciamo un esempio: 40 minuti di allenamento da plan, 2 minuti iniziali, tre stop da 2 minuti in mezzo alla lezione, 4 blocchi di attività da 8 minuti ciascuno. Nessun momento dedicato ad inutili esercizi relax finali, a parer mio superflui in acqua, quantomeno quando le lezioni non sono lunghissime e dove c’è spazio per tutto.
Qualche minuto impiegato in non attività, che all’inizio potrebbe far storcere il naso ai clienti, sono certo diventerebbe così importante da portare i clienti ad attendere con trepidazione le parole sagge del trainer, come gli uccellini a becco aperto nel nido in attesa del cibo in arrivo dalla mamma.
Il tradizionale evento di Professione Acqua quest’anno si sposta sull’Adriatico con una formula rivista e una giornata dedicata ai gestori di piscine pubbliche e parchi acquatici

Professione Acqua è una società di consulenza che si occupa solo ed esclusivamente di piscine, di qualunque tipologia e destinazione d’uso, applicando alla propria specializzazione una vocazione alla formazione, intesa come scambio di informazioni e crescita culturale e tecnica degli operatori del settore.
Questa visione si respira profondamente nei giorni del Convegno d’Autunno, che è fatto di molti aspetti che si intersecano tra loro. La formazione, l’informazione e l’aggiornamento prima di tutto, ma non solo. Pari importanza hanno lo scambio di idee, di saluti, di caffè bevuti insieme, di strette di mano, e allo stesso modo importante è il cibo, senza il quale nessun rapporto umano può davvero farsi profondo: i pranzi, le cene, l’open bar. Non va infine dimenticata la parte espositiva della manifestazione, che richiama numerose aziende del settore e che quest’anno verrà maggiormente coinvolta nelle azioni di networking.
Il tutto in un antico borgo costruito attorno ad una vecchia filanda, nel cuore delle Marche, in un’atmosfera calda,
genuina, semplice ma attraente allo stesso tempo. L’Hotel è un’elegante struttura ricavata dalla ristrutturazione di un antico casale rurale.
Tre giorni di relax, trascorsi anche lavorando, ma con tranquillità.
L’organizzazione di questa edizione sarà molto diversa dalle precedenti, sia per la durata che per il format, che alternerà momenti di aggregazione e networking a quello che è sempre stato e che resta il cuore del Convegno d’Autunno, le sezioni congressuali.
Un’ntera giornata sarà dedicata ai gestori di piscine e di parchi acquatici. Il 2 dicembre, primo giorno di evento, infatti, una delle due sale convegno sarà interamente dedicata a gestori e manager di piccoli e grandi impianti aperti al pubblico, con relazioni su marketing, organizzazione dei centri acquatici, sicurezza dei bagnanti e ottimizzazione dei consumi, mentre nella seconda sala verranno trattati temi dedicati alla manutenzione ed agli aspetti più tecnici degli impianti natatori. Nella sezione dedicata ai gestori di piscine pubbli-

che ed ai parchi acquatici si parlerà in termini concreti, come è abitudine di Professione Acqua, di sicurezza a tutto tondo, ma anche di modalità di gestione innovative, nonché di risparmio energetico, di rapporti con il personale, del futuro dei grandi impianti di proprietà pubblica.
Il settore degli impianti pubblici attraversa da anni grandi difficoltà e quelle che si prospettano all’orizzonte appaiono ancora più preoccupanti. È necessario approfondire temi cruciali quali l’efficientamento delle strutture, la manutenzione, la sicurezza, il rapporto economico con gli Enti proprietari, per cercare di affrontare al meglio le sfide enormi che i gestori sono chiamati ad affrontare.
Al Convegno d’Autunno sarà possibile partecipare come Congressisti e come Visitatori. Per chi vorrà pernottare in loco verrà attivata una convenzione alberghiera a tariffa agevolata. Le iscrizioni si apriranno a inizio settembre. Come sempre, si consiglia di affrettarsi per assicurarsi il massimo del coinvolgimento!
Per saperne di più visitate il sito dell’evento:
Per contattare l’organizzatore: formazione@professioneacqua.it 2026
Colli del Tronto (AP) 1-2-3 dicembre



ALLEGRO NEXTGEN
REFORMER™:
L’ICONICO MODELLO
ALLEGRO RINNOVATO
CON INFINITY
FOOTBAR
Allegro Nextgen Reformer™ porta l’esperienza di Allegro, il Reformer in metallo più diffuso al mondo e punto di riferimento per affidabilità e qualità da 25 anni, a un nuovo livello. Un progetto che combina design elegante e lineare a nuove funzionalità tecniche, senza alterarne l’identità.
Essenziale nelle forme, sofisticato nelle prestazioni, impeccabile nella resa funzionale, garantisce le performance professionali che da 50 anni contraddistinguono le attrezzature Balanced Body®.
Design e caratteristiche tecniche:
Allegro Nextgen Reformer™ mantiene il linguaggio estetico del modello Allegro, introducendo dettagli progettuali pensati per migliorare l’esperienza di utilizzo. Elemento distintivo è l’Infinity Footbar, che scorre lungo l’intera lunghezza del telaio, ampliando le possibilità di esercizio e di personalizzazione dell’allenamento. Ogni transizione diventa così più naturale, fluida e continua.
Completano il progetto i riser rinforzati, per sostenere anche le sessioni più intense di Group Reformer, e i rialzi dal nuovo design contemporaneo.
Allegro Nextgen Reformer™ è il Reformer versatile e innovativo che unisce l’affidabilità di sempre a una nuova libertà di movimento. www.balancedbody.it info@balancedbody.it

L'hybrid training unisce forza, resistenza e componente aerobica in un unico percorso e richiede macchinari cardio capaci di sostenere intensità elevate e utilizzi intensivi. Con la nuova linea, KWELL presenta tre strumenti pensati esattamente per questo: Air Ski Trainer, Air Rower e Air Bike
Si tratta di macchinari autoalimentati, che sfruttano la resistenza ad aria, ideali sia per il lavoro aerobico continuo che per sprint più esplosivi. Presentano una struttura rinforzata, durevole e resistente nel tempo, e sono dotati di ruote per facilitare lo spostamento. Attraverso il monitor, è possibile tracciare numerosi parametri e monitorare i propri progressi.
Un'area hybrid training completa va oltre il cardio. KWELL propone anche piste in erba sintetica di alta qualità, nelle versioni tinta unita, sprint o con scala numerata, e slitte per gli esercizi di spinta e traino, indispensabili in questa disciplina.


Con KWELL, l'area cardio e hybrid training può diventare un punto chiave del tuo centro: costruisci uno spazio completo, capace di differenziare la tua offerta e di offrire ai clienti numerose possibilità di allenamento.
www.kwell.it info@kwell.it
Fluidra, leader mondiale nella produzione di componenti per piscine, ha sviluppato un ecosistema digitale che consente di gestire da remoto i principali dispositivi dedicati alla filtrazione, al trattamento e alla manutenzione dell’acqua.
L’app Fluidra Pool, disponibile per iOS e Android, permette di controllare in modo semplice e immediato pompa di filtrazione, elettrolisi, pompa di calore, quadro elettrico, illuminazione e robot pulitore. Tramite un’unica piattaforma è possibile accendere e spegnere le apparecchiature, modificarne i parametri operativi, ricevere segnalazioni di eventuali anomalie e ottimizzarne prestazioni ed efficienza.
Completamente integrato nell’ecosistema Fluidra, Blue Connect di Zodiac monitora costantemente i principali parametri dell’acqua e invia aggiornamenti in tempo reale tramite notifiche push. Il sistema può inoltre essere condiviso con il manutentore della piscina, facilitando il monitoraggio da remoto e rendendo più rapidi ed efficaci gli interventi.
https://astralpool.it/


Come le esperienze acquatiche innovative creano valore duraturo nell’ospitalità
Gli ospiti non sono più colpiti solo da una piscina bella. Cercano esperienze che migliorino il loro benessere, favoriscano il recupero, riducano lo stress e creino ricordi che restano nel tempo.
Questa evoluzione sta trasformando il ruolo degli spazi acquatici. Le piscine diventano ambienti integrati di benessere, dove acqua, temperatura e idroterapia lavorano insieme per offrire benefici concreti e una connessione emotiva più profonda con gli ospiti.
In PoolDesign uniamo ingegneria, sostenibilità e innovazione per progettare soluzioni acquatiche ad alto valore aggiunto. Le nostre tecnologie comprendono sistemi ad elevata efficienza energetica, trattamento avanzato dell’acqua e concept esclusivi come il Thermal Cycle Experience e il Three-Zone Thermal Hydrotherapy System, sviluppati per aiutare hotel, resort e centri benessere a distinguersi attraverso esperienze realmente memorabili.
Queste soluzioni aiutano hotel, resort e centri benessere a trasformare le piscine tradizionali in esperienze significative che promuovono relax, recupero e benessere a lungo termine. Il futuro dell’ospitalità non apparterrà a chi costruirà più strutture, ma a chi saprà creare esperienze che gli ospiti ricorderanno, consiglieranno e sceglieranno di vivere ancora. www.pooldesign.gr | info@pooldesign.gr


PER UNA PALESTRA
PIÙ CONNESSA,
INTELLIGENTE ED
EFFICACE
Nel fitness contemporaneo, l’innovazione non riguarda più solo le attrezzature: oggi un club deve essere in grado di connettere dati, persone ed esperienze di allenamento in un unico ecosistema. È in questa direzione che si sviluppano le Digital Solutions di Life Fitness e Hammer Strength, distribuite in Italia da Aqquatix Group: un insieme di strumenti pensati per rendere la gestione della struttura più smart, per offrire a membri e trainer un’esperienza coinvolgente e personalizzata.
Life Fitness / Hammer Strength propone un sistema wireless che mette in relazione attrezzature, utenti e operatività del club. Facility Connect consente agli operatori di monitorare in tempo reale l’utilizzo delle macchine, i tempi di attività, la manutenzione e i trend di fruizione da un’unica dashboard cloud. Il Connect System rende digitalmente smart le attrezzature compatibili tramite NFC, mentre l’app Life Fitness Connect introduce programmi personalizzati supportati dall’AI, offrendo ai personal trainer proposte di allenamento che possano andare incontro alle esigenze dei clienti.
Per club, hotel, corporate gym e strutture premium, queste soluzioni permettono ai gestori di aumentare l’efficienza delle proprie aree fitness, migliorare il servizio e rafforzare il coinvolgimento degli utenti. Per info visita la pagina www.lifefitness.com/it-it/prodotti/digital-solutions o contatta Aqquatix lifefitnessitalia@aqquatix.com

UNIONTECH - DAL
OLTRE 10 ANNI AL
SERVIZIO DEL FITNESS
Uniontech realizza da oltre un decennio apparecchiature elettroniche temporizzate per il mondo del fitness e dell’hospitality. La parola UNIONTECH è stata pensata proprio con l’intento di poter “UNIRE” la tecnologia al servizio delle persone e dell’ambiente.
DI COSA CI OCCUPIAMO?
Realizziamo una vasta gamma di docce temporizzate e di asciugacapelli che si attivano tramite card o bracciale per coprire ogni esigenza dei nostri clienti. Spesso ci troviamo di fronte ad impianti doccia vecchi e fatiscenti dove le perdite e gli sprechi fanno da padroni.
Inoltre, i nostri sistemi doccia e phon utilizzano la tecnologia RFID (acronimo di radio frequency identification) in modalità stand alone oppure collegate in rete tramite WIFI o RS485. Forniamo un servizio di consulenza gratuito anche attraverso rendering fotografici, sulle possibili soluzioni di intervento, questo al fine di accompagnare il cliente verso la scelta ottimale per il proprio impianto sia da un punto di vista di rinnovamento estetico che funzionale.
Possiamo realizzare anche delle personalizzazioni su richiesta che rendono uniche le nostre apparecchiature. https://uniontechsrl.com/ info@uniontechsrl.it

Il dispositivo VITAL CRYO è un’apparecchiatura per il benessere e il rilassamento, progettata per applicare in modo controllato stimoli termici attraverso i palmi delle mani.
Il sistema è dotato di una superficie di contatto dedicata alle mani, collegata a un’unità di controllo che regola in maniera automatica i parametri di funzionamento (tempo di applicazione e profilo termico). Durante la sessione, il cliente appoggia semplicemente le mani nell’area di trattamento e rimane seduto in posizione confortevole per tutta la durata del trattamento.

L’obiettivo del dispositivo è quello di:
1. Favorire una sensazione soggettiva di rilassamento e benessere.
2. Supportare il recupero percepito dopo giornate impegnative o dopo attività fisica.
3. Migliorare i valori dell’HRV e quindi metteew in equilibrio il sistema nervoso autonomo. https://www.vitalcryo.it/ www.vitalcryo.it 360fitaffi@gmail.com

Una piscina si può considerare sicura quando è sicura per chi la frequenta, per chi vi lavora e, soprattutto, per chi la gestisce perché solo con una piscina sicura si può dormire tranquilli. In una piscina aperta al pubblico sono molti gli aspetti da verificare: la sorveglianza in vasca, lo scivolamento, la sala macchine, il carico e lo stoccaggio dei prodotti chimici, la salubrità di acqua e ambienti, il rischio legionellosi, ecc. Non meno importante è poi l’aspetto documentale perché “la carta” è la prima cosa che verificano gli enti di controllo. Noi di Professione Acqua ci occupiamo di tutto questo (e anche di altro) da 25 anni. Affidarsi a noi significa avvalersi del know-how di una delle più esperte società di consulenza italiane del settore piscine, l’unica che presidia da più di 10 anni, tutti i tavoli di normazione.

Se poi le tue prese di aspirazione sono prive della certificazione di conformità, chiamaci per un Pool Safety Test, prevenire è sempre meglio che curare!
L’APP CHE SEMPLIFICA
PISCINA: MYDOLPHIN
PLUS TM

Questa smart app consente di gestire i robot pulitori Dolphin dotati di trasformatore IoT direttamente da smartphone o tablet. Grazie alla connessione cloud, il pulitore è sempre collegato e può essere controllato da remoto, ovunque e in qualsiasi momento.
L’app permette di avviare e programmare i cicli di pulizia, impostare partenze differite e scegliere tra diverse modalità di pianificazione settimanale. È inoltre disponibile il controllo manuale per guidare il robot nelle aree che richiedono interventi specifici mentre il Pick-up Mode facilita l'estrazione guidando autonomamente il robot a pelo d'acqua.
Tra le funzionalità più utili, disponibili nel modello professionale Dolphin Wave 90i, figurano notifiche e consigli d’utilizzo, cronologia dei cicli effettuati, indicatore di filtro intasato, sensore di temperatura dell’acqua e sensore “out of water”. La connessione continua consente anche aggiornamenti software da remoto e assistenza proattiva, migliorando efficienza e affidabilità del sistema. Questa tecnologia garantisce a hotel e impianti pubblici una gestione predittiva e costi di esercizio fortemente ottimizzati.
info@polimpianti.it www.polimpianti.it


www.professioneacqua.it info@professioneacqua.it tel. 0376854931



Il lavoro in acqua a circuito rappresenta oggi una delle modalità più efficaci per rendere l’allenamento in piscina più dinamico, coinvolgente e capace di rispondere a esigenze di target differenti. In questa direzione, Aqquatix propone un range di attrezzature che permette di progettare sessioni complete, progressive e ad alta performance, combinando Advanced Big Equipment e Small Equipment
Aquabike, Aquatreadmill, jump, postazioni combat e piccoli attrezzi si integrano per dare vita a circuiti che alternano cardio, tonificazione, coordinazione, lavoro metabolico e controllo posturale. Il risultato è una proposta moderna, adatta a chi desidera proporre allenamenti di gruppo per valorizzare lo spazio acqua e aumentare il percepito qualitativo del servizio offerto dal club.
In alternativa alle tante attività cardio facilitate dalle attrezzature dell’azienda padovana, per un’attività muscolarmente più impegnativa il circuito Functional di Aqquatix rappresenta una delle novità su scala mondiale, resa oggi più accattivante da aggiornamenti estetici e ottimizzazione di alcune funzioni. In pratica, una risposta concreta ai trend di mercato che premiano allenamenti funzionali, small group e proposte orientate allo stare bene. Con Aqquatix, il circuito in acqua accelera l’evoluzione della piscina verso una nuova idea di aquatic wellbeing. www.aqquatix.com info@aqquatix.com


Mantenere una piscina impeccabile non è solo questione di estetica, ma una formula di puro benessere e longevità. Il Manuale di Manutenzione Sopremapool si propone come guida essenziale per preservare l'acqua e il rivestimento liner in condizioni sempre ottimali. Il pilastro della gestione è l'equilibrio chimico: il pH va mantenuto tra 7,2 e 7,6, monitorando cloro e valori due volte a settimana. Per il riempimento, l'uso dell'acqua di rete pubblica evita la presenza di metalli pesanti. Anche i piccoli gesti contano: una doccia prima del tuffo limita l'apporto di creme e oli, salvaguardando la brillantezza del manto.
La filtrazione giornaliera deve poi adattarsi alla temperatura dell'acqua per prevenire la proliferazione batterica. Infine, in autunno con temperature sotto i 13°C, si raccomanda lo svernamento (attivo o passivo), preceduto da una pulizia profonda e da una clorazione d'urto.
Per maggiori informazioni su come preservare al meglio la propria piscina nel tempo, il Manuale di Manutenzione Sopremapool è disponibile su soprema.it. Seguire queste linee guida significa proteggere l’investimento nel tempo, assicurando una balneazione sicura e rigenerante. Con Sopremapool, la cura dei dettagli si traduce nella massima espressione del wellbeing. www.soprema.it


Da oltre vent’anni, DiGi Project è un punto di riferimento nel settore dell’accessibilità agli ambienti acquatici, offrendo soluzioni affidabili e innovative per l’abbattimento delle barriere architettoniche in piscina. L’azienda mantovana sviluppa e produce una gamma completa di sollevatori, sia fissi che mobili, progettati per consentire alle persone con ridotta mobilità di accedere all’acqua in modo sicuro, autonomo e confortevole. Ogni soluzione è studiata per garantire la massima tranquillità sia all’utente sia all’operatore, contribuendo a rendere l’esperienza in piscina inclusiva e piacevole.
I sollevatori mobili DiGi Project sono dotati di avanzati sistemi di sicurezza e offrono capacità di carico comprese tra 120 e 150 kg, rispondendo alle diverse esigenze di strutture pubbliche, private e ricettive.
La gamma mobile comprende:
• BluOne, il modello bestseller che dal 2005 rappresenta un punto di riferimento nel mercato;
• BluPool, evoluzione di BluOne con caratteristiche tecniche ancora più performanti;
• PandaPool, l’unico sollevatore completamente motorizzato disponibile sul mercato;
• EcoPool, soluzione essenziale, pratica ed estremamente versatile;
• PelicanPool, l’ultima innovazione DiGi Project, dotata di braccio motorizzato per le operazioni di trasporto, rotazione e immersione in acqua.
Grazie a una costante attività di ricerca e sviluppo, DiGi Project continua a promuovere un concetto di piscina realmente accessibile, dove sicurezza, affidabilità e inclusione rappresentano valori fondamentali.
Per scoprire la soluzione più adatta alla tua struttura: www.digiproject.biz


Una piscina dedicata all'apprendimento del nuoto deve offrire un ambiente sicuro, accogliente e versatile, in grado di accompagnare ogni fase: dai primi approcci all'acqua fino ai corsi per adulti. Per questo Myrtha Pools ha sviluppato soluzioni tecnologiche che trasformano una singola vasca in uno spazio sicuro e multifunzionale. Grazie ai fondi mobili Myrtha, la profondità può essere modificata, consentendo di ospitare nella stessa piscina corsi di acquaticità per bambini e nuoto per adulti. Questa soluzione se combinata con una parete mobile Myrtha che divide la vasca in diverse aree, consente di svolgere differenti attività in una stessa vasca, massimizzando il ritorno dell'investimento.
L’integrazione di una panca sommersa dà un pratico punto di appoggio durante le lezioni, favorendo un apprendimento graduale e sicuro anche grazie allo speciale Myrtha Softwalk unito a una speciale superficie antiscivolo. A completare l’offerta l’esclusivo Myrtha White che garantisce un'eccellente visibilità per istruttori e bagnini, un aspetto questo fondamentale per la sicurezza in acqua. Myrtha White inoltre contribuisce a limitare la proliferazione batterica, riducendo il fabbisogno di prodotti chimici e rendendo la gestione della piscina più sostenibile. www.myrthapools.com
adidas, attraverso il distributore ufficiale Advanced Distribution, propone per le società sportive e le piscine abbigliamento sportivo di altissima qualità, realizzato per garantire performance di livello superiore in un settore nel quale ogni dettaglio è determinante.
La linea adidas Swim si distingue per l’elevato standard qualitativo e per un approccio progettuale orientato alla performance. Ogni capo è sviluppato per accompagnare atleti e praticanti in allenamenti intensivi e competizioni, offrendo materiali resistenti al cloro, vestibilità ergonomiche e un design funzionale che non rinuncia allo stile distintivo del brand adidas.

In un settore dove resistenza, comfort e performance sono imprescindibili, adidas Swim rappresenta una scelta solida e affidabile per piscine e club che puntano all’eccellenza.
Per ulteriori informazioni sulla collezione adidas Swim ed i servizi offerti per i club sportivi, contatta Advanced Distribution ai seguenti riferimenti:
info@advanced-distribution.com https://advanced-distribution.com/
Per piscine commerciali, resort, camping, glamping e strutture leisure, oggi l’acqua rappresenta sempre più un contenuto da attivare. In questo scenario BAW Sports, brand francese distribuito in Italia da Aqquatix, propone soluzioni che aiutano a trasformare la vasca in uno spazio di gioco, relazione e intrattenimento ad alto valore percepito. Tra queste, Pool Track e Aquaplay rappresentano due delle linee più versatili per aumentare l’attrattività della struttura e creare nuove opportunità di business.
Pool Track è il percorso modulare galleggiante pensato per piscine indoor e outdoor: una soluzione che consente di organizzare attività ludico-ricreative, sfide di gruppo, eventi a tema e momenti di coinvolgimento per utenti dai 6 anni in su. Aquaplay offre, invece, giochi acquatici pensati per bambini, famiglie e gruppi, ideali per animare la piscina con formule semplici e d’impatto sull’esperienza degli ospiti.
Entrambe le linee sono realizzate in PVC rinforzato e rientrano in una proposta modulare e certificata che consente alle strutture di differenziare la propria offerta, valorizzando la piscina come spazio di intrattenimento capace di generare nuove fonti di reddito. info: https://aqquatix.com/baw-sports/ www.aqquatix.com



Da 25 anni Professione Acqua si occupa solo e soltanto di piscine. Ogni anno il suo staff progetta, analizza ed offre consulenze a circa 400 piscine di ogni parte d’Italia, ognuna diversa dalle altre, ognuna con le proprie caratteristiche e criticità, acquisendo così una competenza unica in Italia, ulteriormente arricchita nei meeting con gli altri Esperti europei sui tavoli di normazione tecnica e nei confronti con enti ed Istituzioni. Professione Acqua mette oggi il suo know-how a disposizione di gestori e proprietari di piscine pubbliche e parchi acquatici per verifiche normative, analisi documentali e Pool Safety Test. Con noi conoscerai lo stato effettivo del tuo impianto e saremo al tuo fianco in caso di contestazioni mosse dagli Enti Ispettivi. Notevole esperienza l’abbiamo anche acquisita come periti nelle cause per danni ed incidenti, sia civili che penali. Augurandoti che non ti debba mai servire, affidati ai migliori!

SportReady è il progetto che porta nel mondo sportivo un nuovo modo di concepire il merchandising. Sviluppato per club, piscine, palestre e realtà sportive, il progetto si appoggia alla piattaforma Hoplix e adotta un modello digitale basato sul print on demand, superando i limiti della gestione tradizionale delle forniture del tessile e della personalizzazione legata al magazzino, allo stock e al rischio di invenduto.


www.professioneacqua.it info@professioneacqua.it tel. 0376854931
AIREX è un brand di riferimento internazionale nel mondo dei tappetini e dei balance pad per training, terapia e riabilitazione, distribuito da Aqquatix Group nel territorio italiano. Da decenni il marchio svizzero è riconosciuto per la qualità dei materiali e per la capacità di offrire superfici sicure, confortevoli e performanti, adatte a un utilizzo professionale in ambito fitness, wellness, fisioterapia, ergoterapia e balneoterapia.

Le soluzioni AIREX nascono per accompagnare una grande varietà di utilizzi: esercizio funzionale, Pilates, body & mind, attività di equilibrio, lavoro posturale, prevenzione, recupero e training sensomotorio. I tappetini e i balance pad del brand offrono supporto ottimale a singoli e gruppi, grazie a caratteristiche che favoriscono comfort e qualità dell’esperienza di utilizzo.
Attraverso SportReady, ogni realtà può attivare un proprio store online, vendere prodotti personalizzati e lasciare che ordini, produzione e spedizioni vengano gestiti in modo semplificato. Questo significa alleggerire il carico organizzativo interno del club e, allo stesso tempo, rafforzare l’identità e l’immagine del brand, attraverso una linea dedicata di prodotti tecnici e lifestyle.
Il valore del progetto sta proprio nella concretezza di SportReady nel rendere il merchandising uno strumento di visibilità e di opportunità economica; un ecosistema pensato per accompagnare il mondo sportivo verso una gestione più innovativa, orientata alla valorizzazione del brand dei club e delle società sportive.
Se sei interessato a ricevere maggiori informazioni, contatta Wbox info@wbox.it



Per centri fitness e strutture orientate al wellbeing, AIREX rappresenta una scelta affidabile e ad alto valore percepito. Una proposta che unisce competenza, durata e riconoscibilità internazionale, confermando il ruolo di Aqquatix Group come partner capace di selezionare e distribuire brand coerenti con alta qualità e una visione evoluta del movimento e del benessere. info@aqquatix.com | www.aqquatix.com







FACILITY CONNECT
Controllo e gestione centralizzata
• Stato macchine in tempo reale
• Manutenzione semplificata

CONNECT SYSTEM
Esperienza utente connessa
• App e allenamenti personalizzati
• Comunicazione diretta con i clienti

PARTNER CONNECT
Integrazione totale
• App, wearable e software gestionali
• Visione completa del club