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LA PALESTRA VIRTUALE

Il lungo periodo di lockdown a causa del Covid19 ha messo a dura prova le capacità di reazione dei centri sportivi. Un evento improvviso, devastante sul piano economico. La pioggia di istanze provenienti dal settore in piena crisi incanalate in primis da ANIF verso le Istituzioni (MEF, Ministero dello Sport, Ministero del Lavoro) sono state fortunatamente, almeno in parte, accolte attraverso una serie di voluminosi DPCM in verità non sempre lineari e di facile lettura. Il supporto di validi professionisti, scesi in campo nell’occasione a fianco del Presidente di ANIF Giampaolo Duregon, ha consentito di cogliere le opportunità di sopravvivenza offerte al settore sul piano fiscale, previdenziale e contributivo con i decreti Cura Italia, Liquidità, Rilancio, Testo Unico Sport. Al contempo i gestori hanno moltiplicato i loro sforzi nella messa in sicurezza degli impianti e dei sistemi tecnico operativi prima ancora che venissero emanati i Protocolli di contrasto al Covid dal Ministero dello Sport.

Il fenomeno dell’online non deve essere trascurato, bensì osservato e studiato con sempre maggiore attenzione, senza lasciarsi però condizionare dai troppo facili entusiasmi

Occorreva infatti coniugare la voglia di fare sport con la piena sicurezza degli impianti. Ma tutto questo non bastava. Occorreva infatti anche e soprattutto non perdere i contatti con la base associativa del centro sportivo che da un giorno all’altro si è trovata costretta a rimanere in casa e quindi ad interrompere bruscamente i programmi di attività sportiva. L’intraprendenza, la professionalità, ma anche quel pizzico di italica fantasia degli operatori sportivi (dai gestori degli impianti ai tecnici, dagli allenatori ai club manager) hanno saputo creare la palestra virtuale, ovvero programmi e lezioni online utilizzando piattaforme digitali che fornivano schemi e schede di allenamento pronte per essere utilizzate da remoto. Attraverso i social fitness, le APP dedicate e i social network, il centro sportivo ha pertanto raggiunto i propri iscritti e ha mantenuto con loro un crescente e proficuo rapporto attivo. Il fenomeno si è diffuso rapidamente raggiungendo un successo che è andato ben oltre le aspettative.

La professionalità del Trainer in palestra è ancora più significativa in questa fase storica
ph Ipersonal Trainer

Gli ottimi risultati hanno suscitato un tale entusiasmo nell’ambiente che ha finito per far nascere, soprattutto nella categoria degli istruttori, il desiderio di esplorare il nuovo mondo dell’attività fisica che si era aperto improvvisamente. Si è insomma sempre più diffusa la convinzione che questo fenomeno avrebbe potuto rappresentare non solo una soluzione al problema Covid, ma addirittura il futuro dell’attività fisica. La stampa specializzata, i guru modaioli, i tecnici digitali e gli istruttori hanno intravisto così la possibilità di allargare la loro sfera di interesse e quindi hanno fatto a gara nel sostenere le loro entusiastiche considerazioni e le innovative proposte riguardo le interessanti strade che si aprivano nel mondo del fitness. Indubbiamente c’è del vero in tutto questo. Il fenomeno quindi non deve essere trascurato, bensì osservato e studiato con sempre maggiore attenzione, senza lasciarsi però condizionare dai troppo facili entusiasmi.

Nelle palestre e nei centri sportivi vengono coltivati e difesi con crescente professionalità valori che non potranno mai essere sostituiti da surrogati di qualunque genere, meno che mai dalla “palestra digitale”

Da qui a dire infatti che il nuovo modo di praticare sport possa prescindere dall’universo degli impianti sportivi ce ne corre. Il club, il centro sportivo, la piscina, la palestra rappresentano un microcosmo che svolge un ruolo fondamentale sul piano della tutela e della crescita psicofisica dell’individuo che va ben oltre la pura attività fisica. In questi siti vengono coltivati e difesi con crescente professionalità valori che non potranno mai essere sostituiti da surrogati di qualunque genere, meno che mai dalla “palestra digitale”. L’amicizia, l’emulazione, lo spirito di squadra, l’aggregazione sociale, la guida e l’occhio professionale dell’istruttore e, per finire, il puro e semplice, ma non per questo meno fondamentale, divertimento sono fenomeni che il mondo digitale non potrà mai garantire e dai quali non si può prescindere nell’impostare i programmi dei vari livelli di attività: da quelli di base a quelli amatoriali, da quelli agonistici a quelli finalizzati allo sport di vertice, volti ad arricchire il medagliere olimpico e quello dei campionati europei e mondiali. La “palestra virtuale” ha svolto in sostanza un ruolo di fondamentale importanza nel periodo di lockdown, ma pensare che questa soluzione possa sostituire, ma anche semplicemente integrare, il lavoro che viene svolto storicamente all’interno del centro sportivo è semplicemente improponibile. Quanto potrà durare infine questo fenomeno? Infatti al di là dei risultati, quanti sportivi, atleti e non, potranno continuare ad allenarsi da remoto senza fare i conti, con un nemico molto pericoloso sempre in agguato per chi pratica una qualsiasi attività fisica cioè la noia?

L’intraprendenza, la professionalità, ma anche quel pizzico di italica fantasia degli operatori sportivi hanno saputo creare la palestra virtuale
Staff, con mascherina, per vincere le sfide del periodo pandemico e accogliere chi ama allenarsi in palestra
ph Suhaib Ziyad