M A G A Z I N E 7,00 spedizione in abbonamento postale 45% - art. 2, lettera b - legge 662/96 - filiale di Firenze - contiene IP - euro
COVER STORY
Irene Grandi FASHION
Knitwear couture Diane von Furstenberg INTERVIEW
Sean Hepburn Ferrer Giorgio Panariello Alba Rohrwacher ITINERARIES
Top lifestyle guide
Traditional Festival Maremma
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82 Irene Grandi L’angelo dalla voce nera Angel with black voice by Francesca Lombardi
P E O P L E
32 Francesca Ceccarelli Arte luminosa - Bright art by Elena Moretti 34 Robert Karlsson Il re del green - The King of the green 36 Magda Gomes La showgirl 38 Patricia Gellar Chianti ranch 40 Tommaso Pecchioli Loft d’autore - An art loft 42 Holly Dunlap Miss Hollywould 44 Paolo Parisi Vieille cuisine 46 Sachiko Bradley Fashion & Design 96 Sean Hepburn Ferrer My Fair Mother by Marta Innocenti Ciulli 183 Lorenzo de’ Medici Tornaquinci Magnifica discendenza Magnificent descendants by Domenico Savini
MO V IE & T H E AT R E 86 92
Giorgio Panariello In mezzo a voi - Among you by Teresa Favi Alba Rohwacher Ritratto fiammingo - Flemish portrait by Giovanni Bogani
SUMMER 194 Giovanni Veronesi Nella pineta del Barone Rampante In the pine forest of the Baron in the Trees 200 Giacomo Puccini Il Puccini sconosciuto - The unfamiliar Puccini
FAS HI ON & DE S I GN
61 It’s object Heart bag 119 Exhibition Ironiche provocazioni - Ironic provocations 124 Designer Leggendaria Diane - Legendary Diane by Eva Desiderio 128 Couture Knitwear by Marta Innocenti Ciulli 138 Jewels Nodi d’amore - Love knots 153 Parfums Sublimazione dell’olfatto - Sublimation of scent 156 Shoes Corri uomo... corri - Run man... run 158 Shopping Only for men 166 Concept store Luisa loves climate 169 Polimoda Affascinante futuro - Alluring future 186 Four Seasons Royal code by Lorenza Bianda 190 Houses Laboratorio estetico - Aesthetic lab 220 yachts Sulla scia di Vespucci - In the wake of Vespucci
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50 Save As Exhibitions, books and theatre 78 Lab art Ritorno al passato - Return to the past by Fabrizio Moretti 163 Watches Al polso di James Bond On the Wrist of James Bond by Sandro Fratini 174 Carole Feuerman Scolpire la vita - Sculpting life by Teresa Favi 179 Giotto Il tratto indelebile The indelible stroke by Francesca Lombardi 214 Olimpiadi Quattro assi per Pechino Four champions for Beijing by Ilaria Ciuti I T I NERA R I E S 74 Ville medicee L’orgoglio del Granduca The Grand Duke’s pride by Cesare Maria Cunaccia 206 Palio di Siena Un sogno tra i canapi A dream between the ‘canapi’ by Guido Parigi 211 Traditional festival A singolar tenzone by Nicky Swallow
F O O D & W I N E
225 aperitivi Sunset on the rocks by Gianni Mercatali 228 Morellino Bacca nera - Black grapes by Paolo Pellegrini
SUMMER 235 Haute cuisine Pièce della leggerezza - Eulogy of lightness 239 Restaurant Full entertainment dei sensi Full entertainment of senses by Alessandra Lucarelli 243 Concierge Tips Tavola con vista - Table with a view by Claudio Meli
WHAT’S C O O L 141 Trends 143 Shoes 145 Bags 147 Glasses 149 Jackets 151 Beauty 171 Design
E V E NTS
104 Capri the divine coast magazine 111 Lucio Dalla 115 The Club
S HOT ON S I TE
103, 107, 108, 112, 116, 247, 248, 251, 252, 255, 256, 259
GUI DE
263 New opening 265 Flo Guide
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trimestrale di moda, eventi e lifestyle
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Publishers FM publishing srl Gianluca Fontani, Luca Gori, Ori Kafri, Alex Vittorio Lana, Matteo Parigi Bini M
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Editor in Chief Matteo Parigi Bini
MAGAZINE STORY Il 7 nella cabala è il numero magico. Noi non siamo scaramantici. Ma questo numero si è arricchito di pagine e quindi di argomenti. Abbiamo 7 interviste, raccontiamo 7 ville medicee, proponiamo 7 tendenze di moda per il prossimo inverno. Questo numero sette si troverà in edicola e si potrà anche acquistare nelle boutique esclusive con una borsa limited edition, creata da Arfango con il contributo di Firenze Magazine. Il ricavato della vendita sarà devoluto interamente alla Fondazione dell’ospedale pediatrico Meyer. Abbiamo dedicato la nostra copertina a Irene Grandi, fiorentina verace, e al suo tour che è partito in questi giorni. Nelle nostre interviste, in esclusiva l’incontro con Sean Hepburn Ferrer nella sua casa arrampicata sulle colline intorno a Firenze. Ci ha parlato di sua madre Audrey, dell’infanzia con lei, della profonda eredità spirituale che gli ha lasciato. Giorgio Panariello e Giovanni Veronesi ci hanno portato un po’ via dalla città e hanno raccontato la Versilia e la Maremma. Da un punto di vista assolutamente personale, per spettatori privilegiati. Lontano dalla città ma non troppo: il nuovo glam fiorentino scalpita per PittiUomo e le anticipazioni della moda del prossimo inverno sono qui, sulle nostre pagine e per le vie di Firenze, un po’ prima che altrove. Firenze Magazine nota e annota. La moda. Ma non solo. Il cinema dei nuovi volti con un’intervista a Alba Rohrwacher, fiorentina tout court con tratti da giovane irlandese. Quello inedito, sul set del film di Paolo Benvenuti che racconta un Puccini sconosciuto, nei 150 anni dalla nascita. E poi l’arte nel senso più ampio del termine: quella antica, grazie all’Opificio che ha aperto le sue stanze in esclusiva per noi. L’arte contemporanea della scultrice newyorkese Carole Feuerman: avanguardia iperrealista in mostra a Firenze. Sulle nostre pagine scatti del backstage delle ultime opere, create in uno spazio industriale a Prato. Sull’onda di scelte non convenzionali, non prima di una rapida incursione nella Versilia d’élite all’ora dell’aperitivo, riaffiora l’anima toscana più ruvida e virile, quella del Palio, della Giostra del Saracino di Arezzo e delle altre feste medievali. 7 is a magic number. We are not superstitious but this small and stubborn number kept popping out over and over again until it got the attention it deserved. The issue contains 7 important interviews and tells about 7 Medicean villas. We suggest 7 fashion trends for the coming winter. The issue number 7 can be purchased in news-stands and in exclusive boutiques along with a limited edition bag made by Arfango with Florence Magazine’s contribution. Proceeds will be entirely donated to the Foundation of the Meyer Children’s Hospital.We have dedicated our cover to an authentic Florentine, Irene Grandi, and to her tour which has just taken off. Our interviews include an exclusive dialogue with Sean Hepburn Ferrer: in his house set in the Florentine hills he talked to us about his mother Audrey, the childhood he spent with her and the profound spiritual legacy that she left him. Thanks to Giorgio Panariello and Giovanni Veronesi, we have escaped from town to the Versilia and Maremma areas, their havens of rest. Far from the city but not too far: Florence is getting ready for Pitti Uomo and the fashion trends for the coming winter are here, in these pages, and along the streets of Florence, in advance of elsewhere. Firenze Magazine notices and notes down. Fashion and more. The rising stars of Italian cinema: an interview with Alba Rohrwacher, a true Florentine with Irish features. The unknown cinema: on the set of the latest film by Paolo Benvenuti about an unfamiliar Puccini, on the 150th anniversary of his birth. After cinema, art in the broadest sense. Ancient art as the one restored by the Opificio that opened its doors exclusively for us. Contemporary art by the sculptor from New York Carole Feuerman: hyperrealist works on view in Florence. In our magazine, photos of the backstage of her latest works, created in an industrial space in Prato for the Florentine exhibit. Before enjoying a foray into the chic Tuscan Riviera for an aperitif, we explore Tuscany’s “manliness”: the Palio, the Saracen’s Joust in Arezzo and other traditional festivals.
Fashion Director Marta Innocenti Ciulli Co-editor Guido Parigi Bini Managing Editor Teresa Favi Editor Matteo Grazzini, Francesca Lombardi, Alessandra Lucarelli Contributors Rossella Battista, Lorenza Bianda, Giovanni Bogani, Barbara Caggiati, Ilaria Ciuti, Cesare Maria Cunaccia, Eva Desiderio, Sandro Fratini, Antonio Fulvi, Felice Limosani Claudio Meli, Gianni Mercatali, Elena Moretti, Paolo Pellegrini, Domenico Savini, Nicky Swallow Photographers Lucia Baldini, Alessandro Bencini, Alex Boyce, Luca Cappelli, Fabio Di Pietro, Giovanni Giannoni, Massimo Listri, Annalisa Mazzoli, Luca Moggi, Moggi e Tani, New Press Photo, Lauro Renzoni, Andrea Varani, Loris T. Zambelli Art Editors Chiara Bini, Alessandro Patrizi Translations Tessa Conticelli, Roberta Fisher, Lexis s.r.l.Firenze, Sophie Minns Advertising Director Alex Vittorio Lana - adv@firenzemagazine.it Advertising Managers Giulia Delli, Alessandra Nardelli, Elif Sallorenzo Editorial office via Piero della Francesca, 2 - 59100 Prato - Italy ph +39.0574.730203 fax +39.0574.730204 - redazione@firenzemagazine.it Branch N. Bayshore Dr. #1101 - FL 33137 - Miami 2000 - Usa ph +1.305.213-9397 fax +1.305.573-3020 Società Editrice
via Piero della Francesca, 2 - 59100 Prato - Italy ph +39.0574.730203 - fax +39.0574.730204 www.firenzemagazine.it - traffic@firenzemagazine.it Registrazione Tribunale di Prato - n° 9/2006 del 15.12.2006 Spedizione in abbonamento postale 45% art. 2, lettera b – legge 662/96 – Filiale di Firenze - Contiene IP Stampa Baroni & Gori - Prato Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana
C O N T R I B U T O R S Rossella Battista. Fiorentina, ma viareggina di adozione. Giornalista professionista da oltre vent’anni si è occupata di musica, arte. Ora è cronista a Viareggio per La Nazione. Si sente un animale metropolitano anche se vive in provincia. Rossella Battista. Born in Florence but Viareggio is her town of adoption. She is a professional journalist and has been dealing with music and art. Now she works as reporter for La Nazione in Viareggio. She describes herself as a “metropolitan animal” even if she lives in a small town. Lorenza Bianda. Nata a Losanna, studia a Colonia e Londra, si diploma da Sotheby’s. Scrive di arredamento, costume e moda. Collabora con le più importanti riviste del mondo di architettura e di design: AD, Elle, Dove, La Stampa. Lorenza Bianda. Born in Lausanne. She studied in Cologne and London and graduated at Sotheby’s. She writes about interior design, custom and fashion. She collaborates with the most important architecture and design magazines: Ad, Elle, Dove, La Stampa. Giovanni Bogani, giornalista, scrive dai festival di Berlino, Cannes, Venezia e Roma per il quotidiano “La Nazione” e per i siti web www.affaritaliani.it e www.cinecitta.it. Ha collaborato con le riviste italo/americane “Us Italia” e “ItalyAmerica”. Giovanni Bogani, a journalist, he writes about the cinema festivals of Berlin, Cannes, Venice and Rome for the newspaper “La Nazione” and for websites www.affaritaliani.it and www.cinecitta. it. He has collaborated with the Italian-American magazines “US Italia” and “ItalyAmerica”americane “Us Italia” e “ItalyAmerica”. Ilaria Ciuti, scrive su Repubblica dal 1988 (redazione di Firenze). Si occupa dai temi dell’ambiente a quelli del traffico, economia, cultura, fenomeni sociali e moda. Viaggia in bicicletta, ha una figlia di ventidue anni, ha sempre vissuto a Firenze. Ilaria Ciuti has been writing for Repubblica (Florentine staff). She deals with matters ranging from environment to traffic, economy, culture, social phenomena and fashion. She travels by bike, has a twenty-two year old daughter and has always been living in Florence. Cesare Maria Cunaccia, giornalista, critico, docente e curatore si occupa prevalentemente di arte, antiquariato e costume. Collabora regolarmente con prestigiosi magazines italiani e stranieri quali Vogue Italia, AD, Style e quotidiani come Libero e Milano Finanza. Cesare Maria Cunaccia. Journalist, critic, teacher and curator, he mostly deals with art, antiques and social issues. He collaborates with prestigious Italian and foreign magazines such as Vogue Italia, AD Italia, and newspapers like Libero and Milano Finanza. Eva Desiderio. Romana ma ormai fiorentinissima, caporedattore di Quotidiano Nazionale - La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno - da venti anni inviato di costume e moda nel mondo. Conosce molto bene Firenze e i suoi protagonisti. Eva Desiderio. Born in Rome, but now totally Florentine, is managing editor of Quotidiano Nazionale - La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno - she has been a fashion correspondent for the last twenty years. She knows Florence and its protagonists very well. Sandro Fratini. Avvocato. Dal 1977 nell’azienda di confezioni del padre Giulio e dello zio Fiorenzo, la Super Rifle spa. Dal 2000 è presidente ed unico socio della Super Rifle. Da anni ha diversificato gli investimenti nell’immobiliare e alberghiero. Sandro Fratini. Laywer. He has also been working in his family’s manufacturing company, Super Rifle Spa, since 1997. He has been president and sole partner of Super Rifle since 2000. In the past years he has diversified his investments in the real estate and hotel industry.
Antonio Fulvi, livornese ma da vent’anni residente sull’isola di Capraia. Giornalista professionista dal 1963, è direttore della “Gazzetta Marittima”, de “Il tagliamare” e scrive per il gruppo QN (Nazione, Carlino e Giorno). E’ un fissato di vela e di gommoni. Antonio Fulvi was born in Leghorn and has been living on the island of Capraia for twenty years. A professional journalist since 1963, he is editor in chief of “La Gazzetta Marittima” and of “Il Tagliamare”. Fulvi also writes for the QN group. He loves sailboats and tenders.
C O N T R I B U T O R S Marta Innocenti Ciulli, 34 anni di moda, di cui 20 passati come direttore di testate con un unico soggetto: moda e tendenze. Un lavoro-passione che le ha corrisposto profondamente. Ama i suoi figli, la casa e il lavoro, la fotografia, il cinema. Marta Innocenti Ciulli, 34 four years in the fashion business, of which twenty spent as editor in chief of magazines specialized in fashion and trends. A job and a passion just right for her. She loves her children, home, job, photography and movies.
Felice Limosani, nato come Dj, ha percorso i fenomeni dell’intrattenimento e dei nuovi linguaggi espressivi. E’ direttore creativo di Luisaviaroma. Oggi lavora in Europa con una formula che associa arte, comunicazione e intrattenimento. Felice Limosani, who started off as a DJ, has explored the entertainment and new expressive languages world. He is art director of the Luisaviaroma store. At present, he has adopted a new formula combining art, communication and entertainment. Massimo Listri, fotografo, vive a Firenze, collabora con continuità alle riviste AD e Fmr e con frequenza a molti periodici stranieri, tra cui Connaissance des Arts e L’Eœil. Ha pubblicato oltre 30 libri di arte e alta architettura. Massimo Listri, photographer, lives in Florence and collaborates with the magazines AD and FMR and frequently with many international magazines such as Connaissance des Arts and L’Eoeil. He has written over thirty art and architecture books. Gianni Mercatali, esperto di comunicazione, osservatore dei comportamenti sociali, giornalista pubblicista, coltiva un amore tenace per la Versilia dove ogni estate trasferisce la propria attività nella sua tenda – ufficio. Gianni Mercatali, communication expert, social behaviours observer, freelance journalist, loves passionately the Versilian coast where every summer he works... under his tent on the beach. Fabrizio Moretti, laureato in lettere indirizzo storico, è un mercante d’arte con gallerie a Firenze, Londra e New York, specializzate in dipinti Rinascimentali. Nel 2004 il Ministro della Cultura e delle Comunicazioni francese lo ha insignito del titolo di Chevalier de l’Ordre des Art et des Lettres. Fabrizio Moretti has an Arts degree with a major in history and is an art dealer with galleries in Florence, London and New York. He specializes in Renaissance period. In 2004, the French Minister of Culture bestowed him with the title of Chevalier de l’Ordre des Art et des Lettres. Paolo Pellegrini lavora a La Nazione, dove si occupa di cultura, spettacoli ed enogastronomia. E’ nato e vive nel Chianti, e certamente deve al fascino di questa meravigliosa terra, l’amore per il bello, il buono e tutto quello che racconta la storia dell’uomo legato al proprio territorio. Paolo Pellegrini works for La Nazione where he writes about culture, shows, food and wine. He was born and lives in the Chianti area and he certainly owes to this wonderful land the passion for beauty, goodness. Domenico Savini, storico delle famiglie fiorentine, esperto di araldica e genealogia, collabora con importanti istituti e con riviste specializzate sulla materia. Tiene periodicamente conferenze sull’argomento. Vive e lavora a Firenze. Domenico Savini, historian and expert in heraldry and genealogy, collaborates with important institutes and specialized magazines. Domenico periodically holds conferences on the subject. He lives and works in Florence. Nicky Swallow si è trasferita a Firenze nel 1981, ha scritto su Firenze e la Toscana per più di 10 anni. Collabora a numerose riviste che si occupano di turismo in Toscana, fra le quali Traveller di Condé Nast. E’specialista di cibo, ristoranti, alberghi. Nicky Swallow moved to Florence in 1981. She has been writing about Florence and Tuscany for more than 10 years. She writes for many magazines specialized in tourism in Tuscany such as Traveller by Condé Nast. She is a food, restaurant and hotel connoisseur.
FLO P E O P L E text Elena Moretti
Arte luminosa
La pittura fiorentina a New York Florentine painting in New York
Nata a Fiesole 28 anni fa. Dopo la formazione artistica con Baraldi, mostre collettive e personali, Francesca Ceccarelli si trasferisce a New York. Le sue opere sono in importanti collezioni internazionali. Vive tra Firenze e New York. She was born in Fiesole 28 years ago. After having studied art with Baraldi and made several collective and solo exhibitions, Francesca Ceccarelli moved to New York. Her works have found place in prestigious international collections. She lives and works between Florence and NYC. NYC
Tre aggettivi per descrivere la tua arte. Corporea, spirituale, reale. Quali sono gli elementi chiave della tua poetica? Cerco di coinvolgere lo spettatore in un rapporto intimo con l’opera, di invitarlo a uno sguardo attento sulle cose, alla ricerca del punto luminoso. Ogni lavoro nasce da un’analisi del mondo, del suo aspetto drammatico e irrazionale, ma in ognuno di essi il dualismo tra la materia fisica e la luce porta in primo piano la speranza di incidere positivamente sul reale. C’è un incontro che ti ha cambiato la vita? Quello con la persona che mi ha detto: “Dimenticati di te stessa, e lascia che tutto scorra”. Ho imparato che “lasciare che tutto scorra” è dare valore a ogni singolo attimo di tempo. L’opera a cui ti senti più legata? Un po’ tutte, perché ognuna ha in sé qualcosa di unico e irripetibile, come negli incontri della vita: qualcuno viene meglio, altri peggio, ma ognuno contiene una realtà preziosa. Hai un sogno ricorrente? “Saper gioire del tempo e non esserne schiavi, saper godere il tempo senza sciuparlo e senza programmarlo rigidamente, saper comprendere e amare il tempo senza esserne travolti”: un sogno e un impegno di vita. Non riesci a fare a meno di... Ascoltare la musica e muovere la testa facendo finta di ballare mentre dipingo, e godermi l’attimo in cui un’opera è finalmente finita. Luoghi di Firenze ad alto tasso di vibrazioni positive... San Miniato di notte, nelle sere d’estate: da lì si respira tutta Firenze. Il tuo motto? Ridere in cerca di un sorriso. What three adjectives would describe your art work? Physical, spiritual, real. What are the key elements of your art? I try to get the viewers involved with the work of art, to make them watch carefully what stands before them and search for the luminous point. Each work results from a careful analysis of the world, of its dramatic and irrational aspect, but in each work the dualism between matter and light is aimed at positively affecting the world around us. Have you ever met someone who changed your life? The person who told me: “Forget about yourself and just let things go”, which means living the present time and not wasting a single moment of your life. What is the work you love the most? I love all my works because each one has something unique, just like the encounters you have through life: some are good, others bad, but they are all precious to you in some way. Do you have a recurring dream? “Being able to enjoy time without being subject to it, without wasting it nor programming it rigidly; being able to understand and love time without being overcome by it”: a dream and a life commitment. What could you never do without? Listening to music and moving my head and dancing while I paint and seizing the moment I finish the work. What places in Florence produce positive vibrations ? San Miniato by night, during summer: you can breathe the whole city What is your motto? Give a laugh to get a smile.
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FLO P E O P L E text Niccolò Cateni
Il re del green
Un campione di golf e le sue passioni A golf champion and his passions Quando nasce la tua passione per il golf ? Cominciai a 5/6 anni con un amico di 2 anni più grande. Vicino a casa c’era un campo sportivo, e con dei piccoli bastoni passavamo pomeriggi interi a tirare dal prato del campo di calcio ad una buca che avevamo fatto nella sabbia. Mio padre quando avevo 8 anni cambiò lavoro per fare il greenkeeper al Golf Club di Katrinenholm. Un sogno per me, cominciai così a giocare sul serio. Il tuo mito sportivo? Da piccolo i miei eroi erano Ben Hogan e Jack Nicklaus che vincevano quasi tutto. Oggi ho in mente più un campione come Lance Armstrong che oltre ad essere un vincente nello sport lo è anche nella vita. Cosa t’ha colpito di più la prima volta al Ponte Vecchio Challenge? Vuoi la verità? Il freddo del primo anno nel 2001! Ma sono stato colpito dall’evento che porta il golf e grandi nomi in mezzo alla città. Nonostante l’atmosfera informale, a Firenze è molto forte la competizione. Come te lo spieghi? Effettivamente siamo passati dai 6 giocatori tra i primi 300 al mondo ai 9 del 2007. L’evento cresce e anche il passaparola tra i giocatori ha il suo valore. Ora l’Approach Championship lo conoscono anche i veri big. L’importante è non cambiare data. Così com’è cade a pennello. Il luogo del cuore a Firenze? E in Toscana? Il Ponte Vecchio, per la sua storia e per le emozioni che mi ha fatto vivere. In Toscana invece, il Chianti ed il castello da Verrazzano. Il tuo motto? La cosa più importante nella vita è dare sempre il 100% in ciò che decidi di fare. Decidi, ma poi fallo!
Svedese, 38 anni, sposato con Ebba e padre di Thea e Cesar. Testimonial della Conte of Florence, Robert Karlsson è il golfista scandinavo che vanta più vittorie nell’European Tour. Swedish, 38 years old, married to Ebba and father of Thea and Cesar. He is the face of Conte of Florence, and he is the Scandinavian golf player with the highest number of professional wins in the European Tour’s history.
34 MAGAZINE
How was your passion for golf born? I started playing at the age of 5/6 with a friend who was two years older than me. There was a sports ground close to my house and we spent many hours trying to hit a ball into a hole in the sand using small sticks. When I was eight years old, my father was hired as greenkeeper at the Katrineholm golf club. It was my dream coming true because I could start playing golf seriously. Who is your sports hero? As a child, my heroes were Ben Hogan and Jack Nicklaus who won nearly everything in their career. At present, I admire a champion such as Lance Armstrong who is successful in both professional and personal life. What impressed you the most at Ponte Vecchio Challenge? To be honest, I will never forget how cold it was in 2001! Anyway, I was impressed by the fact that a golf event attended by great players was held in the heart of the city. The competitive spirit is fierce in Florence. How do you explain it? We passed from 6 among the world’s best 300 players to 9 in 2007. The event is growing and the word-of-mouth advertising among players counts too. All professional players know about the Approach Championship now. The important thing is not to change the date on which it is held. It is perfect the way it is. What is your favorite place in Florence and in Tuscany? The Ponte Vecchio because of its history and the emotions it unleashed in me. In Tuscany, the Chianti area and the Terrazzano Castle. What is your motto? The most important thing in life is giving 100% in whatever you choose to do. Choose and do it!
FLO P E O P L E
La showgirl L’amore per l’arte di Magda Gomes Magda Gomes’ love of art
La prima volta a Firenze? Tanti anni fa, con un mio ex fidanzato. Mi sono subito innamorata di questa città. Sono appassionata di arte, soprattutto quella del ‘500. In questi giorni sono a Firenze per l’artista americana Carole Feuerman. Qual è il luogo di Firenze che ami di più? La Galleria degli Uffizi. Ed i piatti che mangi più volentieri? Mi piacciono soprattutto due cose: la bistecca alla fiorentina e la pappa al pomodoro. Quali sono i tuoi attori italiani preferiti? Roberto Benigni e Vittorio Gassman. Ed i registi? Il mio amico Giovanni Veronesi. Che progetti hai per il futuro? Sto facendo un corso di teatro con il metodo Stanislavskij. Mi piace recitare a teatro perché c’è il contatto con il pubblico e una continua analisi di se stessi. Le qualità che più apprezzi in un uomo? Mi piacciono quelli un po’ misteriosi, non amo gli uomini che parlano troppo di se stessi. E poi una caratteristica che mi colpisce molto è la sincerità. Qualcuno ha mai fatto una pazzia per te? C’è stato chi ha attraversato l’oceano per venire da me nonostante sapesse che ero già con un altro uomo. Il tuo motto? Vivere alla giornata.
Magda Gomes è nata a San Paolo, in Brasile, l’11 febbraio 1978, ha studiato balletto e danza jazz e sta frequentando una scuola di teatro. Parla correttamente quattro lingue. Ha esordito in tv nel 2004 in Markette Markette.. Vive tra Miami, Milano e il Brasile. Magda Gomes was born in São Paulo, Brazil, on February 11, 1978. She studied ballet and jazz dance, and is attending a theatre school. She speaks four languages and debuted on TV in 2004, “Markette” was the show. She lives between Miami, Milan and Brazil.
36 MAGAZINE
You first time in Florence? It was many years ago, with a fiancé. I got in love with the city immediately, because of its art and history. I am an art enthusiast, and in particular I like sixteenth century art. Now I’m in Florence to meet Carole Feuerman, an american artist. What is the place in Florence you like the most? Galleria degli Uffizi, that is it. And what food do you enjoy in particular? I am especially fond of Florentine beefsteaks and pappa col pomodoro (ed’s note: a soup of bread and tomatoes with some garlic) Who are your preferred Italian actors? Roberto Benigni and Vittorio Gassman Directors? My friend Giovanni Veronesi. Tell us about your future projects. I am attending a theater school where the Stanislavskij method is used. I like performing in theaters because you are so close to the audience and a you must analyze yourself all the time. What are the qualities of a man that intrigue you the most? I prefer men who are a bit mysterious, men who do not reveal everything about themselves, yet, their being sincere is a must. Has a man ever made something crazy for you? There has been one who flew across the ocean even if he knew I was already living with another person at that time. Your motto? Live by the day.
FLO P E O P L E text Elena Moretti
Chianti ranch
La vita toscana di una californiana A Californian’s tuscany life
Patricia Geller è una arredatrice d’interni che lavora a Los Angeles. Vive con suo marito nel Chianti in primavera e autunno. Patricia Geller is an Interior Designer working in Los Angeles. She and her husband live in Chianti in the spring and the autumn.
Ci può raccontare la sua storia toscana? Mio marito Marshall ed io abbiamo trascorso la nostra luna di miele a Villa San Michele a Fiesole 22 anni fa e lì è sbocciato il nostro amore per la Toscana. L’Italia, nel corso degli anni, è stata la nostra meta preferita per festeggiare gli eventi di famiglia nella speranza che un giorno potessimo chiamarla casa. Un anno fa, il nostro sogno si è realizzato quando abbiamo trovato una bellissima casa colonica nel Chianti. Qui siamo circondati da vigne e dalla perfetta quiete della campagna toscana. Ha un legame speciale con Firenze? Avendo una profonda passione per i disegni dei grandi artisti europei, Firenze rappresentava il centro del mondo per me. Ho potuto ammirare i disegni esposti agli Uffizi e i capolavori di Michelangelo a Casa Buonarroti. L’arte rinascimentale mi toglie il fiato! A Firenze posso quotidianamente nutrimi del lavoro degli artisti che ammiro così tanto. Come si può definire l’atmosfera di Palazzo Tornabuoni? Palazzo Tornabuoni è di per sé un capolavoro rinascimentale. Oggi ha ricreato quell’ antica e intima atmosfera per i suoi abitanti. Esserne soci permette di instaurare relazioni e partecipare alle importanti iniziative di Friends of Florence e Palazzo Strozzi volte a salvaguardare la storia culturale della città. Come arredatrice, apprezzo la cura dei dettagli dimostrata nel restaurare il palazzo ed anche la bellezza e comodità degli spazi abitativi. Quali sono i luoghi fiorentini che preferisce? Piazza della Signoria, ma tutte le volte che calpesto quelle pietre, sono pervasa da un senso di umiltà al cospetto della storia che mi ha preceduta. San Miniato è un luogo di raffinata bellezza e spiritualità. Ah, la mia gelateria preferita, “Alle Carrozze”. Qual è il suo motto? Vivi il tuo sogno. Can you tell us your history with Tuscany ? My husband, Marshall and I began our love affair with Tuscany while on our honeymoon at Villa San Michele in Fiesole twenty two years ago. Italy became the destination for many family events with the idea that one day we might call this glorious place home. One year ago this dream became a reality when we found our beautiful farmhouse in Chianti. Here we are surrounded by vineyards and the perfect tranquillity of the Tuscan countryside. Do you have special bonds with Florence ? Having developed a passion for Old Master Drawings, Florence, for me, became the unequivocal center of the world. I have been able to study in the drawings cabinet of the Uffizi and view first hand Michelangelo’s masterpieces at Casa Buonarroti. Renaissance art leaves me breathless!! Here in Florence I enjoy a daily feast of the work of artists I so admire. What’s the Palazzo Tornabuoni atmosphere like? Palazzo Tornabuoni is itself a Renaissance masterpiece. Today, is recreating that intimate salon atmosphere for its residents. Membership opens up relationships for exciting and relevant opportunities to be involved with Friends of Florence and Palazzo Strozzi in the preservation of the cultural history of the city. As an Interior Designer, I appreciate the attention to detail given to the restoration of the Palazzo as well as the beauty and comfort of the living spaces. What are the places in Florence you like most? Piazza della Signoria, everytime I tread those stones I am humbled by the history that has gone before me. San Miniato is a place of exquisite beauty and spirituality. Oh, and my favourite gelateria, “Alle Carrozze”. What is your motto ? Live your dream.
38 MAGAZINE
FLO P E O P L E text Elena Moretti
Loft d’autore
L’idea vincente di Tommaso Pecchioli Tommaso Pecchioli’s winning idea Come nasce l’idea di Gerard Loft? E’ nata dall’esigenza di creare una nuova location, seguendo la filosofia e il format di Gerard, il negozio fondato da mio padre nel lontano ‘69. Gerard Loft continua quel genere di ricerca rivolgendosi ad un pubblico più giovane, ma ugualmente molto attento al fashion e ai nuovi trend. Anche gli spazi guardano a un concept molto preciso: mi piaceva l’idea di arredarli con mobili scelti a uno a uno e rifunzionalizzati, lasciando i muri grezzi, con foto giganti come quelle di Toni Thorimbert, incollate alla stregua di manifesti stradali. C’è un incontro che ti ha cambiato la vita? Ci sono stati incontri ricchi di stimoli importanti per il mio percorso professionale, anche se risulta difficile dire quali mi abbiano cambiato la vita. Le tue passioni? Una passione che si intreccia alla mia attività è la ricerca di vintage furniture nei migliori mercati di New York, Londra, Parigi. Ma anche i nostri piccoli mercati delle pulci possono riservare delle sorprese. La soddisfazione più grande? Essere menzionati nella top list dei 100 migliori negozi del mondo. Non rinunceresti mai a... Alla famiglia. E alla gioia di giocare con i figli: Allegra, 8 anni e Tancredi, 2. Cosa trovi sorprendente del vivere a Firenze? Constatare di anno in anno l’esistenza di sempre meno spazi dedicati ai giovani, in controtendenza con ciò che accade nel resto dei paesi civilizzati. A Firenze ti senti a casa se vai... Il centro storico dove vivo e lavoro da sempre: è il luogo che più di ogni altro al mondo sento casa mia. La citazione che faresti tua? I have a dream (Martin Luther King, Jr.).
Classe ‘67, Tommaso Pecchioli è l’anima di Gerard Loft, mecca fiorentina della moda d’avanguardia. Appassionato di interior design, è spesso in viaggio a caccia di nuove tendenze e marchi ma anche di arredi per i suoi negozi. Born in 1967, he is the life and soul of Gerard Loft, the Florentine Mecca of avant-garde fashion. He has a passion for interior design and travels the world in search of new trends and brands but also of furniture for his boutiques
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How was the idea of Gerard Loft born? I wished to find a new location, in step with the philosophy and format of Gerard, the boutique opened by my father in 1969. Gerard Loft is targeted at young people keen on fashion and new trends. The space has been designed according to a very specific concept: I furnished the store using different pieces I personally chose and leaving bare walls with only giant photos, such as the ones by Toni Thorimbert, hanging like road signs. Is there a person who changed your life? I met many stimulating people in my professional life, but it is hard to say which of them really changed my life. What are your passions? A lifelong passion, that has also become an important part of my job, is looking for vintage furniture in the markets in New York, London and Paris. But one can find amazing things even in local flea markets. What has been your greatest satisfaction? Having my store listed among the world’s best one hundred shops. What would you never give up? My family. I would never give up the joy of playing with my children: Allegra, 8 years old, and Tancredi, 2. What is the most amazing thing about living in Florence? I am surprised to see that in Florence there are less and less spaces for young people which opposes the current trend of the other civilized countries. Where do you feel at home in Florence? In the historic center where I have been living and working since always: it is the only place in the world where I really feel at home. What is your motto? I have a dream (Martin Luther King, Jr.).
FLO P E O P L E text Elena Moretti
Miss Hollywould La stilista innamorata dell’Italia A designer in love with Italy
Come è nato il marchio Hollywould? Dopo gli studi di design a Parigi e le collaborazioni con Christian Lacroix e Vivienne Westwood ho deciso di fondare un marchio tutto mio. Ho sempre avuto la passione delle scarpe: perciò sono venuta in Italia a produrle, imparando l’italiano con i corsi audio. Nel 2000 mi sono trasferita a Lucca per lavorare con una piccola fabbrica della zona, realizzando una minicollezione di scarpe che è stata acquistata fin dalla prima stagione da Bergdorf Goodman a New York. Da allora il business si é ampliato, e a distanza di pochi anni ho lanciato una collezione di borse e abbigliamento, prodotta in Toscana. I tuoi legami con l’Italia? L’Italia mi è subito apparsa come il luogo ideale dove far nascere un marchio di calzature. Ero stata in vacanza a Firenze da bambina, ma vivendoci per lavoro mi sono presto innamorata della gente, della cultura e del paese. A cosa non rinunceresti mai delle abitudini americane e cosa invece ti affascina del lifestyle italiano? Quando sono in Italia mi manca la classica colazione americana a base di bacon, uova e pancakes. Per il resto, amo la tradizione del pranzo della domenica che coinvolge tutta la famiglia. Consuetudine piuttosto rara negli States. L’incontro che ti ha cambiato la vita? All’inizio non é stato facile trovare una fabbrica che accettasse di lavorare con uno stilista sconosciuto. Poi ho incontrato tre sorelle titolari di una piccola azienda nei pressi di Lucca, che si sono imbarcate in questa avventura con me. A Firenze ti senti a casa se vai... Niente di meglio che iniziare la giornata con un cappuccino al Caffé Giacosa, e terminarla con un aperitivo sul terrazzo dell’Hotel Continentale. Il tuo motto? Fare tesoro di ogni giorno di vacanza che il lavoro concede.
Holly Dunlap, stilista americana, vive tra Firenze e New York per seguire il suo marchio Hollywould, prodotto in Toscana e distribuito in tutto il mondo. Holly Dunlap is an American fashion designer who lives between Florence and NYC. She is the founder of the brand HOLLYWOULD, which is made in Italy and sold worldwide, with the largest customer base in America.
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How did the Hollywould business start off? I went to school for apparel design in Paris and after working for designers like Christian Lacroix and Vivienne Westwood, I decided to launch my own label. I had always loved shoes so I taught myself Italian by listening to language tapes, and came to Italy to learn shoemaking. In 2000 I moved to Lucca and worked with a small shoe factory there, and then brought back a small sample collection to New York where I sold them to Bergdorf Goodman my first season. From there the business grew and I launched handbags and clothing a few years later, still making everything in Tuscany. Do you have special bonds with Italy? When I decided to make shoes I knew there was no better place in the world than Italy. I had been to Florence on vacation as a child, but when I came to work in Italy I fell in love with the people, culture, and country. What would you never give up as an American and how being in Italy changed you? When I’m in Italy I do miss a full American breakfast of bacon, eggs, and pancakes. I love the Italian tradition of having a big meal together every Sunday, which sadly doesn’t happen as much in the USA. The person that changed your life? When I first started my company it was difficult to find a shoe factory who was willing to work with an unknown designer. I finally met three sisters who had a small factory near Lucca and were willing to take a risk. The place where you feel at home in Florence? There is nothing better than starting the day with a Cappuccino at Cafe Giacosa, and finishing the day with apertivo on the roof of Hotel Continentale. Your motto? Be sure to use every vacation day your job allows!
FLO P E O P L E text Elena Moretti
Vieille cuisine
Sapori tradizionali, qualità garantita Traditional tastes, guaranteed quality Come nasce l’avventura di Olio & Farina? Pochi mesi dopo la morte improvvisa di mia moglie Fabrizia, nel 2005, ho ritrovato un vecchio compagno di scuola degli anni genovesi, Stefano Giusto. Con lui ho deciso di dare vita a una linea che valorizzasse il prodotto alimentare italiano di qualità. Un progetto volto a far conoscere le tradizioni culinarie a una clientela internazionale, che si è sviluppato coinvolgendo i migliori produttori artigianali, maestri nel proprio ambito. C’è un incontro che ti ha cambiato la vita? Quello con Oliviero Toscani. Appena diciannovenne l’avevo conosciuto: in quell’occasione mi aveva proposto di fargli da assistente. L’ho rivisto molti anni dopo in Toscana a una gara di cavalli, di cui poi ci siamo scoperti entrambi appassionati allevatori. Un giorno ho assaggiato il suo olio: gli ho scritto e d è nato un sodalizio con quello che è sempre stato il mio mito. Come vivi la campagna toscana? E’ il mio buen retiro, il crocevia di mille iniziative. La campagna toscana è il migliore dei luoghi possibili dove stabilirsi e crescere una famiglia, ma per chi esercita un’attività come la mia è necessario fare ricerca e anche spostarsi, senza adagiarsi nei cliché della qualità toscana. Un posto speciale di Firenze… L’Enoteca Pinchiorri per l’impareggiabile livello di accoglienza offerta da Giorgio e Annie. E la cucina sapiente di Marco Stabile all’Ora d’Aria. Il piatto che ti riesce meglio? La carbonara a crudo, realizzata con le mie uova e il mio guanciale, che, praparata da Roscioli, va al primo posto fra le 10 migliori carbonare al mondo. L’altra ricetta è dedicata ai palati dei più piccini: la pizza d’uovo, un disco spumoso di albumi montati a neve da farcire a piacere.
Rinomato allevatore di carni di cinta senese, Paolo Parisi è stato fotografato da Oliviero Toscani per il lancio di Olio & Farina, linea top dell’enogastronomia italiana. Nato in Versilia, genovese d’adozione, risiede a Le Macchie, nella campagna toscana. Paolo Parisi, a renowned Cinta Senese pig-breeder, has been photographed by Oliviero Toscani for the launching of “Olio & Farina”, a top-level Italian line of food and wine products. Born in the Versilia area and brought up in Genoa, he live currently at Le Macchie, in the Tuscan countryside.
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How did the “Olio & Farina” adventure begin? A few months after my wife Fabrizia’s sudden death, in 2005, I met an old schoolmate, Stefano Giusto. Together we decided to create a food line enhancing Italian top-quality products. The project was targeted at a high-end international clientele and it implied the involvement of small and medium-sized producers, all masters in their field. Have you ever met someone who changed your life? Yes, Oliviero Toscani. I met him at the age of nineteen: he asked me to work for him as an assistant. I met him again many years later in Tuscany at a horse race. We are both passionate horse-breeders. One day I tasted his olive oil and I had to write to him. That was the day the friendship with the person I have always looked up to started. What kind of relationship do you have with the Tuscan countryside? It’s my idyllic rural retreat, it’s a crossroads for thousands of different initiatives. The Tuscan countryside is the best place in the world to set up a house and raise a family, but my job involves also doing research, moving about without becoming stuck to Tuscan clichés. What is your special place in Florence? Enoteca Pinchorri for Giorgio and Annie’s matchless savoir-faire. But also Ora d’Aria thanks to Marco Stabile’s skilful cooking. What is the best dish you make? Pasta a la carbonara made with my eggs and bacon. When Roscioli prepared it, it came first among the world’s ten best carbonara pastas. The other dish is for children: egg pizza, a mixture of whisked egg whites and whatever else you like best.
FLO P E O P L E text Elena Moretti
Fashion & Design Un lungo percorso iniziato in Nepal A long journey started in Nepal
37 anni, nata in Nepal, prima di trasferirsi in Toscana Sachiko Bradley ha viaggiato col padre Martin, artista inglese e con la madre, modella americana. Modella da giovanissima mantiene le sue radici fiorentine. E’ rappresentata dalla Look Now. 37 years old, born in Nepal. Before moving to Tuscany Sachiko had travelled with her father, Martin, contemporary English artist, and with her American model mother. She became a model when very young and is represented by the agency Look Now, but she still firmly maintains her Florentine base.
Dalla moda all’interior design: ci racconti questo tuo percorso? Sono sempre stata un’appassionata di arte e design: la moda non ne è poi così distante, si tratta sempre della costruzione d’immagine. E’ stato un percorso naturale: dall’allestimento di uno stand per Pitti, l’aiuto ad un’amica stilista, sono passata alle mie collezioni di mobili, alle mie reinterpretazioni degli oggetti in punta di pennello. Mi occupo anche di progetti per fiere, negozi ed eventi speciali. Le qualità che più apprezzi in un uomo? Più che una sola qualità funziona una giusta miscela; mi colpisce molto la bontà. Non amo gli uomini presuntuosi, preferisco il timido e intelligente, mi piace essere me stessa con le persone che mi circondano. Fashion designer preferito? Ho uno stile quasi minimalista: jeans e t-shirt di cotone, spesso quelle di James Perse, poi borse Balenciaga, versatili e leggere. Per le scarpe scelgo Roberto del Carlo o una Birkenstock o, comunque sia, una scarpa comoda. Per i look più sofisticati guardo a Balenciaga e a See by Chloè. Obiettivi da raggiungere? Ogni obiettivo raggiunto ne porta con sé di nuovi: il prossimo è quello di progettare una casa per me e trovare un terreno su cui poterla costruire. A Firenze ti senti a casa... Sempre, specie nelle piccole occasioni di ogni giorno: al bar dove ti salutano per nome, al ristorante dove ti trattano come un vecchio amico, nelle piccole botteghe che ti lasciano il conto aperto, con gli artigiani che vengono incontro alle mie idee. Mi rilasso sul Lungarno in bicicletta: prendo un panino da “I Fratellini” e faccio un salto al mercato dei Ciompi. Il tuo motto? Sognare tanto da realizzare tutto ciò che desideri: niente è impossibile! From fashion to interior design: how did it come about? I’ve always been passionate about art and design: after all, they’re not really so far apart, they are both the result of a constructive imagination. It was a natural development. From arranging a stand at Pitti, with the help of a designer friend, and finally to my own furniture design, the creation of a collection, re-interpreting objects with a brush-stroke. I also work on projects for fairs, shops and special events. The qualities you appreciate most in a man? It’s the mix of qualities that is important. I am struck by kindness. I don’t like presumptuous men, I prefer quiet, intelligent people, I like to be myself with the people around me. Your favourite fashion designer? I have an almost minimalist style: jeans and cotton T-shirt, often those of James Perse, Balenciaga bags, classic, versatile and lightweight. I wear Roberto del Carlo or Birkenstock shoes, or anyway, comfortable shoes. To be more sophisticated, I prefer Balenciaga and a See by Chloé. Objectives? Every objective reached creates new objectives. The next is to design a house for myself and find the land on which to build it. You feel at home in Florence..... Always, particularly in the little things of every day. The bar where they know your name, the restaurant that welcomes you like an old friend, the shop where you have an open account, the craftsmen who are enthusiastic about my ideas. Cycling along Lungarno is wonderful: a sandwich at Fratellini and a look at the Ciompi market. Your motto? To fulfil your dreams. Nothing is impossible.
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SAV E A S EX H I B I T I O N S Alessandra Lucarelli
On view
Le mostre dell’estate. Esposizioni, fotografie, dipinti. Che rivivono lo splendore del passato o sperimentano tecniche avant-garde. Ecco dove vederle Segni documentaristici, testimonianze sospese tra realismo e ambientazioni surreali, esposizioni en première. Di forte impatto visivo. Sono le mostre che nei prossimi mesi estivi trovano spazio nei principali centri d’arte di Firenze. La città d’Arno di fine Ottocento e inizio Novecento è la protagonista di Omaggio a Firenze,
corallina. Strani personaggi rapiti dalla realtà e immortalati in atteggiamenti simbolici sono i soggetti di Working Mates, prima personale di J&Peg, sigla dei due artisti Antonio Managò e Simone Zecubi che richiama il formato delle immagini digitali utilizzate nel loro processo creativo. Un processo che combina scenografia, fotografia, pittura e computer grafica. A cura di Achille Bonito Oliva, la mostra è in scena alla Galleria Poggiali e Forconi fino al 19 luglio. Non fotografiche, ma indubbiamente degne di attenzione per gli appassionati d’arte. A Palazzo Strozzi, oltre sessanta dipinti impressionisti e post-impressionisti per Impressionismo: dipingere la luce, mostra dedicata ai capolavori di artisti come Manet, Monet, Renoir,
On view
Summer exhibitions. Shows, photos, paintings. Reviving the splendour of the past or experimenting avantgarde techniques Symbolic documentary, evidence poised between realism and surreal immanence, exhibition premieres of major visual impact. These are the shows that will be held in the main art sites of Florence in the coming summer months. The city on the Arno between the end of the nineteenth and the early twentieth century is the protagonist of Omaggio a
wrested from reality and immortalised in symbolic attitudes are the subjects of Working Mates, the first one man show of J&Peg. The name used by the two artists, Antonio Managò and Simone Zecubi, echoes the format of the digital images they use in a creative process that melds scenic design, photography, painting and computer graphics. Curated by Achille Bonito Oliva, the show is being staged at the Galleria Poggiali e Forconi up to 19 July. Not photos, but undeniably deserving the attention of art enthusiasts: Palazzo Strozzi will host the display of over sixty Impressionist and Post-Impressionist paintings in Impressionismo: dipingere la luce, an exhibition devoted to the masterpieces of artists such as Manet, Monet, Renoir, Van
I mari dell’uomo - Folco Quilici
Ritratto di giovane donna - Manet
una selezione di quaranta immagini del capoluogo toscano interpretato attraverso l’obiettivo fotografico di grandi autori. Organizzata da Alinari 24Ore in collaborazione con Volkswagen Group Firenze, la mostra è in scena presso il nuovo showroom Volkswagen di viale Europa fino al 19 luglio. I mari dell’uomo - fotografie di Folco Quilici è il titolo della nuova esposizione del Museo Nazionale Alinari della Fotografia (dal 19 giugno al 7 settembre) dedicata al grande documentarista italiano. Un viaggio dagli anni Cinquanta a oggi attraverso tutti i mari del mondo: dalla Polinesia al Mediterraneo, dall’Oceania all’Oceano Indiano, close up particolare sui paesaggi della Groenlandia e della barriera
50 MAGAZINE
Via de’ Pecori e Piazza del Duomo 1915-1920 - Archivi Alinari
Van Gogh, Gauguin e Caillebotte. Le opere, provenienti dal WallrafRichartz-Museum & Fondation Corboud di Colonia e raramente presentate fuori dal museo tedesco, rappresentano uno spunto di riflessione per il pubblico che viene coinvolto attivamente in un lavoro di ricerca sulle tecniche ‘nascoste’ dei noti dipinti (dall’11 luglio al 28 settembre). Autentica première la monografica su Giovanni da Milano, pittore lombardo protagonista della scena fiorentina e toscana della metà del Trecento, che conta tra i molteplici capolavori ben tre polittici provenienti da musei di fama internazionale e collezioni private. Alla Galleria dell’Accademia, dal 10 giugno al 2 novembre.
Bambina tra le rose - Berthe Morisot
Firenze, a selection of forty images of the Tuscan capital seen through the lenses of great photographers. Organised by Alinari 24Ore in collaboration with the Volkswagen Group Firenze, the exhibition will run at the new Volkswagen showroom in Viale Europa up to 19 July. I mari dell’uomo - fotografie di Folco Quilici is the title of the new exhibition devoted to the great Italian documentarist at the Museo Nazionale Alinari della Fotografia (from 19 June to 7 September). A voyage through the seas of the world from the fifties up to the present: from Polynesia to the Mediterranean, from Oceania to the Indian Ocean, with special focus on the landscapes of Greenland and the Great Barrier Reef. Strange figures
I renaioli sull’Arno, 1915 - Archivi Alinari
Gogh, Gauguin and Caillebotte. The works, originating from the Wallraf-Richartz-Museum & Fondation Corboud in Cologne, and rarely shown outside the German museum, offer food for thought to the visitors, who are actively engaged in research into the “hidden” techniques of the famous paintings (from 11 July to 28 September). Then there is an authentic premiere in the form of the retrospective devoted to Giovanni da Milano, the Lombard painter active in Florence and Tuscany in the mid fourteenth century, with no less than three polyptychs among the numerous works from leading international museums and private collections. At the Accademia Gallery from 10 June to 2 November.
SAV E A S BO O K S Alessandra Lucarelli
N.B. nota e annota
N.B. note and annotate
Giovani scrittori emergenti, o penne di culto della narrativa contemporanea. Che devono a Firenze le proprie origini o più semplicemente la giusta ispirazione per un nuovo romanzo. Scrittori fiorentini, coetanei e ormai noti nel
ragazzo che realizza, senza saperlo, la passione del padre. Periferia di Firenze. Speranze, sogni e amori di quattro trentenni, imprevedibili e divertenti, alle prese con l’incertezza lavorativa - e esistenziale - e con un nuovo e inaspettato segreto che cambierà le loro vite. Un autoritratto generazionale dove la rabbia e il sentimento si intrecciano e si scontrano in modo inaspettato: è Poco più di niente, primo romanzo dello sceneggiatore cinematografico e autore di documentari Cosimo Calamini. Siamo nel 1995 e un gruppo di sei giovani amici della provincia toscana è accomunato da un solo interesse: l’uso regolare di sostanze stupefacenti. Riempiono le notti, dormono il
Up and coming young writers or cult figures of the contemporary novel. Authors who come from Florence, or more simply have found here the inspiration for a new book. Marco Vichi and Leonardo Gori, Florentine writers of the same generation, well known by now on the
and the destiny of a youth who unconsciously materialises the passion of his father. The outskirts of Florence. The hopes, dreams and amours of four thirty year-olds, unpredictable and amusing, tackling the uncertainties of work and of existence, and an unexpected new secret that will change their lives. Self-portrait of a generation in which anger and feeling mesh and clash in an unexpected way: this is Poco più di niente, a first novel by the cinema screenwriter and documentary author Cosimo Calamini. The new book by Vanni Santoni, Gli interessi in comune, is set in provincial Tuscany in the year 1995. It is the story of a group of six youths brought together
panorama letterario italiano come Marco Vichi e Leonardo Gori hanno recentemente pubblicato Bloody Mary, storia di uno stravolgente incontro tra due giovanissimi, Marek, arrivato in Italia da Cracovia alla ricerca di un lavoro sicuro e Aleya, ragazza nigeriana troppo bella per passare inosservata nel proprio paese e arrivata sulle coste italiane costretta nel giro dei bordelli di lusso. Libia, 1911-1940. Le guerre coloniali italiane sono lo sfondo di Ali di sabbia, firmato dal fiorentino Valerio Aiolli. Vicende personali e collettive unite dal fil rouge delle sensazioni forti: la dedizione di un’amata, la passione di un amante, il mito di un salvatore della patria e il destino di un
giorno. Un manifesto forte di una generazione che si muove sul ciglio del niente. Il nuovo libro di Vanni Santoni Gli interessi in comune. Il forte dolore dell’agonia del padre diviene per l’autore - e protagonista - lo spunto di riflessione di un’intera vita. In Io che uccidevo le bambole del noto giornalista toscano e nostro collaboratore Umberto Cecchi. L’approssimarsi della morte del genitore scatena una profonda lotta interiore nella vita dell’autore, una lotta che diventerà un ‘viaggio nella memoria’ attraverso il quale il protagonista ripercorrerà la propria storia personale e quella della sua generazione, cresciuta ai tempi della seconda guerra mondiale.
Italian literary scene, have recently published Bloody Mary, the story of an overwhelming encounter between two youngsters: Marek who has come to Italy from Cracow in search of a steady job, and Aleya, a Nigerian girl too beautiful to go unnoticed in her own country, and forced into the luxury brothel circuit on her arrival in Italy. Libya 1911-1914; the Italian colonial wars provide the backdrop to Ali di sabbia by the Florentine Valerio Aiolli. Personal stories and historic events linked by the guiding thread of strong feelings: the devotion of a loved one, the passion of a lover, the myth of a saviour of the homeland
by a consuming single interest: the regular use of drugs. They fill their nights and sleep all day. A staggering manifesto of a generation living on the brink of the void. The deep grief caused by his father’s agony is the starting point for the author and protagonist’s in depth reflection upon life in Io che uccidevo le bambole by the well-known Tuscan journalist Umberto Cecchi. The approaching of his father’s death triggers off the author’s inner struggle. A struggle which is also a journey through time allowing the protagonist to go over his personal story and the story of the Second World War time generation.
Le novità editoriali made in Florence ricreano il complesso affresco di un secolo di storia toscana e offrono intensi spaccati di contemporaneità
52 MAGAZINE
The Made in Florence editorial novelties recreate the complex fresco of a century of Tuscan history and offer intense glimpses of the present
SAV E A S T HE AT R E
Tuscany on stage Le manifestazioni liriche del periodo estivo
Due le manifestazioni che si distaccano dalle altre nell’estate toscana degli spettacoli e che si rivolgono in particolare agli amanti dell’opera lirica en plein air. Il Festival Puccini, quest’anno segnato dall’inaugurazione del nuovo teatro e dalle celebrazioni per i 150 anni dalla nascita del grande maestro lucchese, e OperaFestival che da otto anni propone un progetto per unire il forte richiamo della lirica ai luoghi più suggestivi della Toscana. Eventi musicali di alto livello combinati all’irripetibile valore ambientale del territorio. Operafestival ha scelto palcoscenici
cartellone intenso: Favole con Paolo Poli (San Galgano 5 luglio, Montevarchi 6 luglio), The Best of Momix (Boboli 14 e 15 luglio) e i concerti di Fiorella Mannoia (Boboli 22 luglio) e dei Sigur Ros (Boboli 11 luglio). Manifestazioni al top a Torre del Lago per il 54° Festival: si aprono il 15 giugno con l’inaugurazione del teatro intorno al quale si svilupperà un parco culturale per Giacomo Puccini, la sua musica e la sua arte, l’indissolubile legame con il lago di Massaciuccoli. Il concerto d’inaugurazione sarà Giacomo Puccini IV atto, Inquietudini moderniste. Il 6 luglio, il Festival apre con Omaggio a Puccini, quindi Turandot (11,19, 27 luglio, 3,10 e 23 agosto), Tosca (12, 18, 27 luglio, 8, 22 agosto) per i costumi di Igor Mitoraj e la regia di Mario Corradi, Madama Butterfly (20 e 26
Tuscany on stage Standing out from the crowd in the Tuscan summer performance scenario are two events aimed in particular at opera lovers. One is the Festival Puccini, marked this year by the inauguration of the new theatre and by the celebrations to mark the 150th anniversary of the birth of the great Lucca maestro. The other is OperaFestival, which for the last eight years has sought to harness the great appeal of the opera to the most evocative sites of Tuscany. High tenor musical events combined with the unrivalled environmental prestige of the territory. Operafestival has selected the most eminent stages: the Boboli gardens in
July), The Best of Momix (Boboli 14 and 15 July) and the concerts of Fiorella Mannoia (Boboli 22 July) and Sigur Ros (Boboli 11 July). Prestigious events at Torre del Lago for the 54th Festival. These are launched on 15 June with the inauguration of the theatre, and taking shape around it a culture park devoted to Giacomo Puccini, his music and his art, and the profound bond with the lake of Massaciuccoli. The inauguration concert will be Giacomo Puccini IV atto, Inquietudini moderniste. On 6 July the Festival opens with Omaggio a Puccini, followed by Turandot (11,19, 27 July, 3,10 and 23 August), Tosca (12, 18, 27 July, 8, 22 August) with costumes by Igor Mitoraj and directed by Mario Corradi, Madame Butterfly (20 and 26 July, 2 and 17 August), and Edgar (9 and 16 August).
Florence, the Abbey of San Galgano in the Sienese Val di Merse, the Medici Villa of Cafaggiolo in Barberino di Mugello, Piazza Varchi in Montevarchi. Among the operas are four novelties: The Magic Flute (San Galgano 18, 21, 28 June and 4 July), The Barber of Seville (Boboli 25 June, 10, 30 July, Cafaggiolo 18 July), La Bohème (Boboli 3, 17, 29 July, San Galgano 25 July, Montevarchi 20 July) and La Traviata (Boboli 8, 23 July, San Galgano 15, 19 July). The Festival also presents Carmina Burana and Bolero (Boboli 24 July, San Galgano 13 June, 26 July, Montevarchi 27 July), and Le Stagioni (San Galgano 12 July, Cafaggiolo 11 July, Montevarchi 13 July). Among the many other appointments of a packed and varied programme: Favole with Paolo Poli (San Galgano 5 July, Montevarchi 6
Deserving of special mention is the Accademia Chigiana di Siena which, as well as offering specialisation courses, also presents the Settimana Musicale Senese. This begins on 7 July in Piazza Jacopo della Quercia with a concert by the St. Petersburg Philharmonic Orchestra. Among the other appointments are, on 8 July, the world premiere of the opera-ballet Y Borges cuenta que... composed and conducted by Luis Bacalov (Rozzi), followed on 10 July by Omaggio a Peter Maxwell Davies, and on 12 and 13 July (Rozzi) Kurt Weill, ballet pantomime in one act by Vladimir Boritsch, then on 17 and 18 July (Rozzi) the first Italian performance of Philemon and Baucis by Franz Haydn, and finally La Serena, with the Lusitania Ensemble (19 July, piazza Jacopo della Quercia).
The most important summer opera events
La Rondine Madama Butterfly
d’eccezione: il Giardino di Boboli di Firenze, l’Abbazia di San Galgano nella Val di Merse senese, la Villa Medicea di Cafaggiolo a Barberino di Mugello, Piazza Varchi a Montevarchi. Fra le opere quattro le novità: Il Flauto Magico (San Galgano 18, 21, 28 giugno e 4 luglio), Il Barbiere di Siviglia (Boboli 25 giugno, 10, 30 luglio, Cafaggiolo 18 luglio), La Bohème (Boboli 3, 17, 29 luglio, San Galgano 25 luglio, Montevarchi 20 luglio) e La Traviata (Boboli 8,23 luglio, San Galgano 15, 19 luglio). Il festival presenta Carmina Burana e Bolero (Boboli 24 luglio, San Galgano 13 giugno, 26 luglio, Montevarchi 27 luglio), Le Stagioni (San Galgano 12 luglio, Cafaggiolo 11 luglio, Montevarchi 13 luglio). Fra i tanti appuntamenti di un
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luglio, 2 e 17 agosto), Edgar (9 e 16 agosto). Un capitolo a sè merita l’Accademia Chiana di Siena che, oltre ai corsi di perfezionamento, presenta la Settimana Musicale Senese. Si apre in piazza Jacopo della Quercia il 7 luglio con il concerto della Filarmonica di San Pietroburgo. Fra gli appuntamenti: l’8 luglio la prima assoluta dell’opera-balletto Y Borges cuenta que... composta e diretta da Luis Bacalov (Rozzi), quindi l’Omaggio a Peter Maxwell Davies, il 12 e 13 (Rozzi) Kurt Weill, balletto pantomima in un atto di Vladimir Boritsch, quindi il 17 e 18 (Rozzi) prima esecuzione italiana di Filemone e Bauci di Franz Haydn, e infine La Serena, con il Lusitania Ensemble (19 luglio, piazza Jacopo della Quercia).
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Un sinonimo di tuberosa? E’ Fracas di Robert Piguet, al suo 60° compleanno. Perché in questo profumo diventato leggenda, l’aroma del fiore carnoso è l’assoluto protagonista. Il segreto nel complesso enfleurage. A synonym for tuberose? It is Fracas by Robert Piguet, for its 60th anniversary. And that because the fragrance of the white waxy and fleshy flower is commanding. The secret lies in the enfleurage. MAGAZINE 63
IT OBJECT
photo Studio Cappelli
e l l te
p o t al
n e D
Incontenibile attitude alla seduzione velata da pizzo bcbg. Per l’inverno è un delicato intarsio che fa sperare in scorci di nudità. Prada lo propone in un crossover di strati. Relentless inclination towards seduction veiled by preppy lace. For the winter, a delicate inlay leaving the hopeful of nudity. Prada proposes it in a crossover of layers. MAGAZINE 65
IT OBJECT
photo Studio Cappelli
? o r ga
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Un pennello cosÏ potrebbe capovolgere il paradosso di Russell: se ogni uomo avesse uno strumento di tale eleganza non rinuncerebbe al piacere di radersi da solo. Tutto Joris distribuito da Herbarium. Such a shaving brush could even revolutionise Russell’s paradox: if every man possessed an instrument of such elegance, who would renounce the pleasure of shaving himself. Joris distribuited by Herbarium. MAGAZINE 67
IT OBJECT
u
v a j é
d c i ist
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F
Dopo l’esclusione dalle Olimpiadi, lo amiamo ancora di più. Match all’ultimo gancio nei lounge bar eleganti, nei loft di ultima generazione, come all’oratorio. Ma ora il biliardino è design, firmato Teckell della B.Lab Italia After elimination from the Olympics, we love it more than ever. Matches through to the last shot in elegant lounge bars and state-of-the-art lofts, just like at Sunday school. Now it’s a design object, Teckell by B.Lab Italia. MAGAZINE 69
FLO I T I NERA R I E S text Cesare Maria Cunaccia photo Massimo Listri
La villa di Artimino e quella di San Pietro in Careggi - The villa of Artimino and San Pietro in Careggi
L’orgoglio del Granduca
La storia dei Medici rivive nella maestosità delle loro ville The Medicis’ story revives in the villas’ grandeur
I
Medici segnano il loro crescere inarrestabile anche con la costruzione di straordinari edifici residenziali in città e in campagna. La zona a nord di Firenze costituisce la prima area di espansione medicea. Cafaggiolo e il Trebbio, strutture compatte e feudali celano nei giardini i segni della cultura agricola, come il pergolato rustico. Sono dimore serene, lontane dall’affollamento cittadino. Il giardino del primo rinascimento si propone quale luogo protetto, vivificato da una spazialità perfetta, astratta, permeata dalla luce dell’ordine matematico. E’ il caso della Villa di Careggi: qui morì Lorenzo il Magnifico l’8 aprile 1492. La villa di San Pietro, acquistata nel 1417, differisce dalle più antiche residenze-castello sotto il profilo funzionale. Non molto distante da Firenze, al centro di un enorme sistema di poderi, era usata per brevi soggiorni o occasioni ufficiali. La ristrutturazione fu affidata a Michelozzo. Il prospetto verso il giardino è simmetrico rispetto all’entrata principale e ha una facies rinascimentale molto più accentuata di quello “castellano” sulla strada. Poggio a Caiano rappresenta un passo avanti verso la grandiosità. La villa fu progettata dallo stesso Lorenzo e da Giuliano da Sangallo e venne iniziata nel 1480. Era un grande volume bianco su un basamento rustico che si ispirava alla composizione di Leon Battista Alberti per la chiesa di San Sebastiano a Mantova. Il portico della facciata si staglia simbolico, col suo fregio robbiano. La costruzione viene interrotta alla morte del Magnifico. Fu suo figlio, divenuto papa Leone X, a imprimere nuovo vigore al cantiere. Affrescano il salone centrale Andrea del Sarto e il Franciabigio, Jacopo Pontormo crea il meraviglioso lunettone Vertumno e Pomona,
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MAGAZINE
The Medici family’s relentless growth was marked also by the building of extraordinary residences both in the countryside and in town. The first Medicean expansion took place north of Florence. Cafaggiolo and the Trebbio, two compact and feudal structures, hide in their gardens the unmistakable signs of the new agricultural ideas like the rustic pergola. These were peaceful dwellings faraway and safe from the town’s hustle and bustle. The garden of Renaissance times was intended as a haven in which the space is perfect, abstract and full of light. The villa in Careggi is exactly that. Here, Lorenzo the Magnificent died on April 8th 1492. The Villa di San Pietro in Careggi, bought in 1417, differs from the older house-castles of the time more from a functional than a formal point of view. Not far from Florence and surrounded by many farms, it was opened for short holidays or official ceremonies. Michelozzo took care of the renovation: the side, opening on the garden, is symmetrical to the main entrance and has a marked Renaissance look in contrast to the “manor” look of the side facing the street. Poggio a Caiano goes a step further toward magnificence. The villa was designed by Lorenzo de’Medici himself and by Giuliano da Sangallo in 1480. At first it was conceived like a great white square over a rustic base inspired by Leon Battisti Alberti’s design for the façade of St. Sebastian church in Mantua. The portico, along the façade, stands out with its elegant Della Robbia decoration. When Lorenzo the Magnificent died, all building projects came to a halt until his son, once become Pope Leone X, resumed the work with enthusiasm. Andrea del Sarto and the Franciabigio were
From the top, clockwise: Villa La libreriaadiCaiano, Villa di Poggio Gattaiolaan- interior Lucca Villa di Artimino, Thedilibrary of Villa view of Villa Lappeggi, Villa Gattaiola - Lucca PoggioImperiale
FLO I T I NERA R I E S
Dimore serene lontane dall’affollamento cittadino Peaceful dwellings faraway and safe from the town’s hustle and bustle
opera centrale dell’esperienza manierista. Infine, con l’arrivo dei Savoia a Firenze, Poggio a Caiano diviene residenza di Vittorio Emanuele II e delle seconda moglie morganatica, Rosa Vercellana, la procace “Bella Rosina”. E’ invece la poliedrica personalità di Bernardo Buontalenti ad apparire dietro al progetto della villa di Artimino, a Prato, chiamata anche La Ferdinanda dal nome del Granduca mediceo che la fece costruire tra il 1594 e il 1600. Il bianco edificio, che si staglia al centro di un vasto “barco” venatorio, costituisce una riedizione della villa fortezza, caratterizzata da quattro possenti bastioni. Destinato a casino di caccia, ha pochi stringati motivi ornamentali. L’impianto interno è risolto in maniera semplificata: un atrio sul quale si aprono due saloni, disimpegno alle stanze che li fiancheggiano. Ricca e articolata si presenta la decorazione pittorica. Lappeggi, nota anche come “Appeggio” o “La Peggio”, prende nome dal crinale del colle tra l’Antella e Grassina, frazioni di Bagno a Ripoli. Venduta dai Ricasoli a Francesco I de’ Medici nel 1569, viene ristrutturata da Bernando Buontalenti: una fabbrica dalla pianta a ferro di cavallo, con cortile centrale chiuso sul lato anteriore da un muro merlato. La facciata era arricchita da due loggiati sovrapposti. C’era un giardino murato con aiuole a tracciato geometrico e un “pomario”. Lappeggi vivrà la sua stagione aurea con il cardinale Francesco Maria de’ Medici, fratello di Cosimo III, che inizia un piano di trasformazione barocca: giardino e parco furono risistemati con parterres terrazzati a livelli differenti, i viali geometrici punteggiati da piante di agrumi, tracciati di siepi di bosso e alloro, ninfei, fontane e sculture. La corte del cardinale, che amava scherzi e burle anche feroci, trascorreva ore liete in banchetti, nella distillazione di profumi, in intermezzi teatrali e musicali e galanti feste. Il poeta Giovan Battista Fagioli ha narrato le delizie della villa, il Redi decantò lo splendore delle sue vendemmie, Giuseppe Zocchi la immortalò in una famosa incisione. Nel 1713 Cosimo III dona Lappeggi a Violante di Baviera, sua nuora, che raduna in villa per un breve periodo artisti, intellettuali, scienziati e letterati e colleziona ritratti. Ma è solo un’illusione: la gran macchina barocca degli Stati medicei è giunta all’ultimo atto. I Lorena trascurano le ville suburbane o le alienano. Nel 1816 Lappeggi viene ceduta alla famiglia Capacci. Resta poco del suo fulgore, solo la scala e la grotta incrostata di conchiglie. L’ultimo piano viene demolito e il parco riportato a uso agricolo. Un’asta mise fine a ogni sogno di rivalsa. Infine Poggio Imperiale, dimora di principesse, non appartenente al nucleo storico delle ville medicee, ma legata alla memoria granducale. Il processo architettonico che segna la realizzazione di questa villa fu complicato. Passata attraverso le mani di diversi casati patrizi fiorentini, la proprietà venne confiscata nel 1565 da Cosimo I de’ Medici. Quindi fu degli Odescalchi che la vendettero nel 1620 a Maria Maddalena d’Austria, moglie di Cosimo II che volle chiamarla con il fiero nome di Poggio Imperiale, affidando all’architetto Giulio Parigi, vincitore del concorso indetto per l’occasione, il compito di ampliarla e abbellirla. Al contempo aveva destinato questo possedimento a residenza per le Granduchesse di Toscana. Passata a Vittoria della Rovere sul finire del XVII secolo e un secolo dopo al Granduca Leopoldo di Lorena, subì ulteriori trasformazioni. L’assetto architettonico della villa di Poggio Imperiale è dovuto alla ristrutturazione che prese forma nel periodo lorenese e con il raddoppio del volume. Il prospetto principale neoclassico, col corpo mediano in aggetto, fu ridisegnato prima di giungere all’aspetto attuale. Se il porticato a bugnato rustico con cinque fornici ebbe nicchie con statue, il piano nobile fu siglato da un luminoso peristilio decorato con affreschi e apparati in stucco. Dal 1864 la villa è sede dell’Educandato Statale della SS. Annunziata, prestigioso collegio femminile. 76
MAGAZINE
called to fresco the central halls. The great and restless Jacopo Pontormo created the superb lunette Vertumno and Pomona, an important Mannerist work. When the Savoia family came to Florence, the capital of Italy from 1865 to 1871, Poggio a Caiano became the residence to King Vittorio Emanuele II and of his second morganatic wife, Rosa Vercellana, known as “Bella Rosina”. Villa Artimino in Prato shows, instead, all the versatile genius of Bernardo Buontalenti. The villa was also called La Ferdinanda after the Medicean Grand Duke who ordered its construction between 1594 and 1600. The white building, standing in the center of a vast hunting land, looks like a fortress with four mighty ramparts. Used mainly as a hunting lodge, the villa is hardly decorated. The interiors are also very simple: a central hall opening onto two lateral ones and several adjacent rooms. The walls are richly and tastefully frescoed. Lappeggi, also known as “Appeggio” or “La Peggio”, gets its name from a hill between Antella and Grassina near Bagno a Ripoli. It was sold by the Ricasoli family to Francesco I de’Medici in 1569 and was restored by Bernardo Buontalenti: it shows a horse shoe design with a central courtyard closed on one side by a battlemented wall. Its façade was enriched by two superimposed loggias. There was a walled garden with formal flowerbeds and fruit trees. Lappeggi’s golden season was under the patronage of pleasure-seeking Cardinal Francesco Maria de’Medici, brother of Grand Duke Cosimo III. Cardinal Francesco had in mind an ambitious plan of Baroque transformation: gardens and parks gained terraced parterres on different levels, the formal avenues were dotted with citrus plants, laurel and boxwood ledges, nymphaea, fountains and sculptures. The “bon vivant” Cardinal and his court used to spend time banqueting and making merry, playing pranks and staging plays “en travesti” and musical comedies. Giovan Battista Fagioli described the villa’s delights in one of his poems and Redi praised its harvest time while Giuseppe Zocchi left us a famous engraving of it. In 1713, Cosimo III donated Lappeggi to his daughter in law, Violante of Baviera. For a short period of time, the Duchess surrounded herself with artists, intellectuals, scientists and men of letters. She also collected portraits. But it was a short-lived time of fame. The Lorenas sadly neglected or alienated all the Medicean suburban properties. In 1816, Lappeggi was sold to the Capacci family. Nowadays little remains of its past splendor: a staircase and one grotto encrusted with shells. The upper floor was demolished and the park destined to agricultural use. It was in the end put up for auction. Last but not least, there is Poggio Imperiale, a house for princesses but not exactly a Medicean dwelling. The building of this villa was difficult and much-discussed. It was initially owned by several Florentine patrician families and then confiscated by Cosimo I de’Medici in 1565. It was later owned by the Odescalchis who, in their turn, sold it in 1620 to the Austrian Maria Maddalena, wife of Cosimo II de’Medici. Maria Maddalena named it Poggio Imperiale and commissioned the renovation to architect Giulio Parigi, making the villa a residence for Tuscan grand duchesses. The villa, owned by Vittoria della Rovere, at the end of the 17th century and one century later by Grand Duke Leopoldo of Lorena, underwent several other transformations. The villa’s renovation at the time of the Lorenas included a double volume and the neoclassical principle façade went through many changes. The portico with ashlar work was enriched with niches and statues and the so-called noble floor had a luminous peristyle decorated with beautiful frescoes and plaster motifs. Since 1864, Villa di Poggio Imperiale has been the seat of SS. Annunziata, a prestigious boarding school for aristocratic girls.
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1. 2. La villa di Artimino 3. Villa Lappeggi 4. Villa Medicea di Poggio a Caiano 5.Poggio Imperiale 6. La villa di Careggi 1. 2. The villa of Artimino 3. Villa Lappeggi 4. Villa Medicea in Poggio a Caiano 5.Poggio Imperiale 6. The Careggi villa
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FLO I T I NERA R I E S text Cesare Maria Cunaccia photo Massimo Listri
La villa di Artimino e quella di San Pietro in Careggi - The villa of Artimino and San Pietro in Careggi
L’orgoglio del Granduca
La storia dei Medici rivive nella maestosità delle loro ville The Medicis’ story revives in the villas’ grandeur
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Medici segnano il loro crescere inarrestabile anche con la costruzione di straordinari edifici residenziali in città e in campagna. La zona a nord di Firenze costituisce la prima area di espansione medicea. Cafaggiolo e il Trebbio, strutture compatte e feudali celano nei giardini i segni della cultura agricola, come il pergolato rustico. Sono dimore serene, lontane dall’affollamento cittadino. Il giardino del primo rinascimento si propone quale luogo protetto, vivificato da una spazialità perfetta, astratta, permeata dalla luce dell’ordine matematico. E’ il caso della Villa di Careggi: qui morì Lorenzo il Magnifico l’8 aprile 1492. La villa di San Pietro, acquistata nel 1417, differisce dalle più antiche residenze-castello sotto il profilo funzionale. Non molto distante da Firenze, al centro di un enorme sistema di poderi, era usata per brevi soggiorni o occasioni ufficiali. La ristrutturazione fu affidata a Michelozzo. Il prospetto verso il giardino è simmetrico rispetto all’entrata principale e ha una facies rinascimentale molto più accentuata di quello “castellano” sulla strada. Poggio a Caiano rappresenta un passo avanti verso la grandiosità. La villa fu progettata dallo stesso Lorenzo e da Giuliano da Sangallo e venne iniziata nel 1480. Era un grande volume bianco su un basamento rustico che si ispirava alla composizione di Leon Battista Alberti per la chiesa di San Sebastiano a Mantova. Il portico della facciata si staglia simbolico, col suo fregio robbiano. La costruzione viene interrotta alla morte del Magnifico. Fu suo figlio, divenuto papa Leone X, a imprimere nuovo vigore al cantiere. Affrescano il salone centrale Andrea del Sarto e il Franciabigio, Jacopo Pontormo crea il meraviglioso lunettone Vertumno e Pomona,
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The Medici family’s relentless growth was marked also by the building of extraordinary residences both in the countryside and in town. The first Medicean expansion took place north of Florence. Cafaggiolo and the Trebbio, two compact and feudal structures, hide in their gardens the unmistakable signs of the new agricultural ideas like the rustic pergola. These were peaceful dwellings faraway and safe from the town’s hustle and bustle. The garden of Renaissance times was intended as a haven in which the space is perfect, abstract and full of light. The villa in Careggi is exactly that. Here, Lorenzo the Magnificent died on April 8th 1492. The Villa di San Pietro in Careggi, bought in 1417, differs from the older house-castles of the time more from a functional than a formal point of view. Not far from Florence and surrounded by many farms, it was opened for short holidays or official ceremonies. Michelozzo took care of the renovation: the side, opening on the garden, is symmetrical to the main entrance and has a marked Renaissance look in contrast to the “manor” look of the side facing the street. Poggio a Caiano goes a step further toward magnificence. The villa was designed by Lorenzo de’Medici himself and by Giuliano da Sangallo in 1480. At first it was conceived like a great white square over a rustic base inspired by Leon Battisti Alberti’s design for the façade of St. Sebastian church in Mantua. The portico, along the façade, stands out with its elegant Della Robbia decoration. When Lorenzo the Magnificent died, all building projects came to a halt until his son, once become Pope Leone X, resumed the work with enthusiasm. Andrea del Sarto and the Franciabigio were
From the top, clockwise: Villa La libreriaadiCaiano, Villa di Poggio Gattaiolaan- interior Lucca Villa di Artimino, Thedilibrary of Villa view of Villa Lappeggi, Villa Gattaiola - Lucca PoggioImperiale
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Dimore serene lontane dall’affollamento cittadino Peaceful dwellings faraway and safe from the town’s hustle and bustle
opera centrale dell’esperienza manierista. Infine, con l’arrivo dei Savoia a Firenze, Poggio a Caiano diviene residenza di Vittorio Emanuele II e delle seconda moglie morganatica, Rosa Vercellana, la procace “Bella Rosina”. E’ invece la poliedrica personalità di Bernardo Buontalenti ad apparire dietro al progetto della villa di Artimino, a Prato, chiamata anche La Ferdinanda dal nome del Granduca mediceo che la fece costruire tra il 1594 e il 1600. Il bianco edificio, che si staglia al centro di un vasto “barco” venatorio, costituisce una riedizione della villa fortezza, caratterizzata da quattro possenti bastioni. Destinato a casino di caccia, ha pochi stringati motivi ornamentali. L’impianto interno è risolto in maniera semplificata: un atrio sul quale si aprono due saloni, disimpegno alle stanze che li fiancheggiano. Ricca e articolata si presenta la decorazione pittorica. Lappeggi, nota anche come “Appeggio” o “La Peggio”, prende nome dal crinale del colle tra l’Antella e Grassina, frazioni di Bagno a Ripoli. Venduta dai Ricasoli a Francesco I de’ Medici nel 1569, viene ristrutturata da Bernando Buontalenti: una fabbrica dalla pianta a ferro di cavallo, con cortile centrale chiuso sul lato anteriore da un muro merlato. La facciata era arricchita da due loggiati sovrapposti. C’era un giardino murato con aiuole a tracciato geometrico e un “pomario”. Lappeggi vivrà la sua stagione aurea con il cardinale Francesco Maria de’ Medici, fratello di Cosimo III, che inizia un piano di trasformazione barocca: giardino e parco furono risistemati con parterres terrazzati a livelli differenti, i viali geometrici punteggiati da piante di agrumi, tracciati di siepi di bosso e alloro, ninfei, fontane e sculture. La corte del cardinale, che amava scherzi e burle anche feroci, trascorreva ore liete in banchetti, nella distillazione di profumi, in intermezzi teatrali e musicali e galanti feste. Il poeta Giovan Battista Fagioli ha narrato le delizie della villa, il Redi decantò lo splendore delle sue vendemmie, Giuseppe Zocchi la immortalò in una famosa incisione. Nel 1713 Cosimo III dona Lappeggi a Violante di Baviera, sua nuora, che raduna in villa per un breve periodo artisti, intellettuali, scienziati e letterati e colleziona ritratti. Ma è solo un’illusione: la gran macchina barocca degli Stati medicei è giunta all’ultimo atto. I Lorena trascurano le ville suburbane o le alienano. Nel 1816 Lappeggi viene ceduta alla famiglia Capacci. Resta poco del suo fulgore, solo la scala e la grotta incrostata di conchiglie. L’ultimo piano viene demolito e il parco riportato a uso agricolo. Un’asta mise fine a ogni sogno di rivalsa. Infine Poggio Imperiale, dimora di principesse, non appartenente al nucleo storico delle ville medicee, ma legata alla memoria granducale. Il processo architettonico che segna la realizzazione di questa villa fu complicato. Passata attraverso le mani di diversi casati patrizi fiorentini, la proprietà venne confiscata nel 1565 da Cosimo I de’ Medici. Quindi fu degli Odescalchi che la vendettero nel 1620 a Maria Maddalena d’Austria, moglie di Cosimo II che volle chiamarla con il fiero nome di Poggio Imperiale, affidando all’architetto Giulio Parigi, vincitore del concorso indetto per l’occasione, il compito di ampliarla e abbellirla. Al contempo aveva destinato questo possedimento a residenza per le Granduchesse di Toscana. Passata a Vittoria della Rovere sul finire del XVII secolo e un secolo dopo al Granduca Leopoldo di Lorena, subì ulteriori trasformazioni. L’assetto architettonico della villa di Poggio Imperiale è dovuto alla ristrutturazione che prese forma nel periodo lorenese e con il raddoppio del volume. Il prospetto principale neoclassico, col corpo mediano in aggetto, fu ridisegnato prima di giungere all’aspetto attuale. Se il porticato a bugnato rustico con cinque fornici ebbe nicchie con statue, il piano nobile fu siglato da un luminoso peristilio decorato con affreschi e apparati in stucco. Dal 1864 la villa è sede dell’Educandato Statale della SS. Annunziata, prestigioso collegio femminile. 76
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called to fresco the central halls. The great and restless Jacopo Pontormo created the superb lunette Vertumno and Pomona, an important Mannerist work. When the Savoia family came to Florence, the capital of Italy from 1865 to 1871, Poggio a Caiano became the residence to King Vittorio Emanuele II and of his second morganatic wife, Rosa Vercellana, known as “Bella Rosina”. Villa Artimino in Prato shows, instead, all the versatile genius of Bernardo Buontalenti. The villa was also called La Ferdinanda after the Medicean Grand Duke who ordered its construction between 1594 and 1600. The white building, standing in the center of a vast hunting land, looks like a fortress with four mighty ramparts. Used mainly as a hunting lodge, the villa is hardly decorated. The interiors are also very simple: a central hall opening onto two lateral ones and several adjacent rooms. The walls are richly and tastefully frescoed. Lappeggi, also known as “Appeggio” or “La Peggio”, gets its name from a hill between Antella and Grassina near Bagno a Ripoli. It was sold by the Ricasoli family to Francesco I de’Medici in 1569 and was restored by Bernardo Buontalenti: it shows a horse shoe design with a central courtyard closed on one side by a battlemented wall. Its façade was enriched by two superimposed loggias. There was a walled garden with formal flowerbeds and fruit trees. Lappeggi’s golden season was under the patronage of pleasure-seeking Cardinal Francesco Maria de’Medici, brother of Grand Duke Cosimo III. Cardinal Francesco had in mind an ambitious plan of Baroque transformation: gardens and parks gained terraced parterres on different levels, the formal avenues were dotted with citrus plants, laurel and boxwood ledges, nymphaea, fountains and sculptures. The “bon vivant” Cardinal and his court used to spend time banqueting and making merry, playing pranks and staging plays “en travesti” and musical comedies. Giovan Battista Fagioli described the villa’s delights in one of his poems and Redi praised its harvest time while Giuseppe Zocchi left us a famous engraving of it. In 1713, Cosimo III donated Lappeggi to his daughter in law, Violante of Baviera. For a short period of time, the Duchess surrounded herself with artists, intellectuals, scientists and men of letters. She also collected portraits. But it was a short-lived time of fame. The Lorenas sadly neglected or alienated all the Medicean suburban properties. In 1816, Lappeggi was sold to the Capacci family. Nowadays little remains of its past splendor: a staircase and one grotto encrusted with shells. The upper floor was demolished and the park destined to agricultural use. It was in the end put up for auction. Last but not least, there is Poggio Imperiale, a house for princesses but not exactly a Medicean dwelling. The building of this villa was difficult and much-discussed. It was initially owned by several Florentine patrician families and then confiscated by Cosimo I de’Medici in 1565. It was later owned by the Odescalchis who, in their turn, sold it in 1620 to the Austrian Maria Maddalena, wife of Cosimo II de’Medici. Maria Maddalena named it Poggio Imperiale and commissioned the renovation to architect Giulio Parigi, making the villa a residence for Tuscan grand duchesses. The villa, owned by Vittoria della Rovere, at the end of the 17th century and one century later by Grand Duke Leopoldo of Lorena, underwent several other transformations. The villa’s renovation at the time of the Lorenas included a double volume and the neoclassical principle façade went through many changes. The portico with ashlar work was enriched with niches and statues and the so-called noble floor had a luminous peristyle decorated with beautiful frescoes and plaster motifs. Since 1864, Villa di Poggio Imperiale has been the seat of SS. Annunziata, a prestigious boarding school for aristocratic girls.
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1. 2. La villa di Artimino 3. Villa Lappeggi 4. Villa Medicea di Poggio a Caiano 5.Poggio Imperiale 6. La villa di Careggi 1. 2. The villa of Artimino 3. Villa Lappeggi 4. Villa Medicea in Poggio a Caiano 5.Poggio Imperiale 6. The Careggi villa
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Ritorno al passato
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Il lavoro dell’Opificio per riportare le opere d’arte all’antico splendore The Opificio work to restore masterpieces to their ancient splendor
a manifattura per la lavorazione di arredi in pietre dure, voluta nel 1588 da Ferdinando I de’ Medici, a laboratorio di restauro unico al mondo. E’ l’Opificio delle Pietre Dure che ha ospitato, studiato e curato nel corso di secoli, capolavori dell’arte mondiale rovinati dal passare degli anni, da calamità naturali, dall’incuria o dalla pazzia dell’uomo. Oggi, dopo la fusione avvenuta tra l’antico opificio mediceo e il Laboratorio dei restauri della Soprintendenza a seguito dell’istituzione del ministero per i Beni Culturali ed Ambientali del 1975, nelle tre sedi dell’istituzione fiorentina ci sono una scuola statale di restauro, laboratori, una biblioteca e un ricco archivio. Ma soprattutto ci sono le mani ferme e gli occhi attenti dei restauratori, professionisti in grado di dominare l’emozione toccando o sfiorando opere dal valore inestimabile. Marco Ciatti, storico dell’arte e direttore della sezione restauri dipinti dell’Opificio, risponde alle nostre domande davanti alla Madonna del cardellino di Raffaello, che non possiamo mostrare prima della presentazione ufficiale, il cui restauro è quasi al termine. “Di questo quadro – dice - abbiamo la storia raccontata dal Vasari ed è interessante per capire le vicissitudini alle quali possono andare incontro le opere d’arte e delle quali dobbiamo tenere conto in sede di restauro”. L’opera è arrivata all’opificio nel 2000? Sì. Quando ci si trova di fronte a casi così complessi non possiamo partire subito con il restauro perchè può essere controproducente. In che modo siete intervenuti? Anche con una Tac. Sperimentale, perchè con queste misure il quadro non può entrare in un’apparecchiatura medicale e così, con l’università di Bologna, facoltà di fisica, abbiamo studiato una tac senza tubo che gira intorno all’opera.
Created by Ferdinando I de’ Medici in 1588, it is a restoration workshop unique of its kind. It is the Opificio delle Pietre Dure (meaning workshop for semi-precious stones) which, over the centuries, has housed, studied and restored priceless works of art badly damaged by time, natural calamities and man’s insanity. Since 1975, the Opificio has been an autonomous institute of the Italian Ministry for Cultural Heritage consisting of a public school of restoration, workshops, a library and archives. Above all, there are the steady hands and observing eyes of the restorers, professionals who are able to control their emotions when touching works of inestimable value. Marco Ciatti, art historian and director of the Opificio’s paintings department, answers our questions facing the Madonna del Cardellino by Raffaello that is nearly completely restored but we cannot show before the official presentation. “The story of this painting- he saysis told by Vasari and it is useful to understand the vicissitudes of the work’s life that we have to take into consideration while restoring it”. Was the painting delivered to the Opificio in 2000? Yes, it was. When we have to deal with such complex works, we cannot directly proceed with the restoration work because it could be counterproductive. What did you do? We used an experimental CAT scan because the painting, because of its big dimensions, did not fit in a medical CAT scan. Therefore, with the collaboration of the faculty of Physics of the University of Bologna, we designed a CAT scan that circles the work. The restoration work MAGAZINE 79
A RT L A B
text Fabrizio Moretti photo Lucia Baldini
Marco Ciatti and Fabrizio Moretti Il risanamento è stato un’operazione di microchirurgia sulle parti scollegate con l’inserzione di piccoli elementi di legno. Poi c’è stata la stuccatura delle parti mancanti e la tecnica di selezione cromatica di collegamento del disegno in modo che sia riconoscibile da vicino per non creare un falso, e salvi l’opera come valore estetico e come valenza di documento da leggersi con criteri filologici. Tra le opere restaurate c’è anche la Pala di San Zeno del Mantegna. Quali problemi avete trovato o troverete nel lavoro? Quando siamo intervenuti si stava già deformando. E’ stata trasferita all’Opificio per un intervento che entrasse nel vivo dei problemi, costituiti soprattutto dal restauro degli anni ’30 di un famoso restauratore del tempo, Mauro Pellicioli, disastroso per il supporto ligneo. Le tavole sono state incise con una miriade di solchi, assottigliate a metà dello spessore; solo l’ottima tecnica di realizzazione degli strati preparatori del Mantegna ha impedito un disastro. Abbiamo parzialmente smontato la struttura posteriore per risanare le fenditure che arrivavano a pochi millimetri dalla pellicola pittorica rendendola di una fragilità incredibile. Poi abbiamo passato l’opera alle colleghe Caterina Toso e Oriana Sartiani per una pulitura molto leggera. L’ultima fase sarà il ricollegamento alla vita successiva, perché non esiste il restauro fine a se stesso, tutto deve essere restaurato in rapporto all’ambiente dove l’opera dovrà vivere. C’è un quadro arrivato qui davanti al quale avete detto “non è possibile fare niente, il tempo ha già fatto tutto...” No. Dire che non si può fare niente sarebbe una sconfitta del restauro, così come sarebbe una sconfitta del buon restauro voler intervenire a tutti i costi. Talvolta ho detto di no se non c’erano i tempi giusti o le possibilità di fare il lavoro come va fatto. Se un quadro non è da restaurare non si restaura, mentre oggi, all’estero, tanti quadri vengono restaurati per errore. Ci sono molte esigenze commerciali, di immagine, ma non solo all’estero, anche in Italia. Il restauro - come diceva Ugo Procacci, storico dell’arte e teorico del restauro che faceva sempre il confronto tra i dipinti e un essere umano - è come un atto chirurgico. A volte è fondamentale, può salvare una vita, ma ha lo stesso livello di pericolo, di invasività, di stress sulle opere e va fatto quando occorre. Dovremmo invece lavorare di più sulla corretta conservazione. Le opere più importanti restaurate sotto la sua direzione? La Croce di Giotto di Santa Maria Novella e la Decollazione del Battista del Caravaggio di Malta. Il restauro più difficile? Ogni quadro ha una storia a sé. Gli alluvionati sono i più difficili perchè si arriva vicino ai limiti del restauro. L’Ultima Cena di Giorgio Vasari, uno degli ultimi grandi cadaveri dell’alluvione di Firenze, sembra impossibile da restaurare, sarà una sfida per noi. E’ un lavoro che va fatto senza scadenze L’opera che vorrebbe restaurare, a Firenze, in Toscana, nel mondo. Vorrei che le opere d’arte stessero così bene da non aver bisogno di restauro. 80
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consisted in inserting small wood pieces between the disconnected parts. Then we filled in the missing parts and applied the chromatic selection technique. Among the works you restored, there is the Pala di San Zeno by Mantegna. What problems have you had with restorations? When we started working on the Pala, we noticed that it had been severely damaged by the man who had restored it in the thirties, Mauro Pellicioli. His restoration work had produced a damaging effect on the wooden base by cutting into it. So we had to remove the back structure to restore the splits which were only a few inches from the painting. Then my colleagues Caterina Toso and Oriana Sartiani carried out the following stage, that is, the cleaning of the painting. The final stage of restoration consists in returning the work to its original location because the restoration work must be done according to the place where the work is kept. Has there ever been a painting that you believed could not be restored because too severely damaged? No, saying that nothing can be done would be a defeat as well as intervening at all costs. Sometimes I said no if I believed there was not enough time or means to do the work properly. If there is no need for restoration, we do not restore the work, unlike what is often done abroad. There are many image and commercial interests involved, both in Italy and abroad. Restoration, as Ugo Procacci ( art historian and restorer who always made a comparison between paintings and human beings) used to say is like surgery: sometimes it is indispensable to save a life, but it is also highly dangerous, invasive and stressful and must be done only when strictly necessary. We should focus on art work preservation. What are the most important works restored under your supervision? The Crucifix of Santa Maria Novella by Giotto and the Decollation of St. John the Baptist by Caravaggio. And what was the most difficult restoration work you have ever done? Each painting has its own story. The ones damaged by the flood are the most difficult to restore. The Last Supper by Giorgio Vasari, one of the works most severely damaged by the flood, seems impossible to be restored. It is a true challenge for us. It is a work that has to be done without deadlines. What is the work of art you would like to restore, in Florence, Tuscany or in the world. I would like the works of art to be so healthy that they do not require restoration.
Oltre al laboratorio l’Opificio ha, nelle altre due sedi, anche una biblioteca, un ricco archivio e una scuola statale di restauro In addition to the workshop, the Opificio’s other two seats house a library, archives and a public school of restoration
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CO V ER ST O R Y text Francesca Lombardi
L’angelo dalla voce nera Irene Grandi. Parla della sua città e del tour estivo She talks about her city and her summer tour
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’Irene ce l’ha fatta!”. In tanti lo avranno pensato nel quartiere popolare fiorentino di San Frediano, in cui la cantante è nata e cresciuta. “L’Irene”, come la chiamano qui per quel vezzo tutto toscano di rendere ancora più familiare un nome proprio anteponendo l’articolo, è Irene Grandi, riccioli da angelo e voce nera. Regina alla corte di molti re della musica, ha duettato con tutti i fuoriclasse italiani, da Pino Daniele a Vasco Rossi, da Jovanotti a Bollani. Sempre alla pari, professionista fra i professionisti, ripagando la fiducia concessa dai tanti big che hanno scritto per lei, con grinta e passione. Non deve essere stato sempre facile: all’inizio era una ragazza carina e esuberante. Sul palco una bomba. Non era difficile trovare serate e suonare nei circuiti fiorentini. Ma Irene voleva di più e, forte di una gran voce, ha sperimentato incalzanti ritmi soul e sonorità rock, cambiato look come un camaleonte per non diventare una delle tante belle promesse.E ce l’ha fatta davvero, Irene. E’ palpabile quando, sinuosa e elegante, ti ricorda Mina mentre intona la prima strofa di Come Tu mi Vuoi nel video remake del famoso brano degli anni ’60.Tutto, scenografia, luci, look, è perfettamente uguale all’originale. Solo lei è diversa dalla grande Mina, simile alla intramontabile icona solo nella capacità di rendere graffiante un testo che altrimenti suonerebbe dolciastro: sono come tu mi vuoi…come dire non hai scelta, sono tua. E questo è il suo stile. Partiamo dagli inizi della tua carriera, quando cantavi nei locali fiorentini con il tuo gruppo.Cosa ricordi di quel periodo? La città era più in fermento di adesso? Mmh …in realtà è passato un po’ di tempo. Vediamo, è stata una gavetta necessaria. No di più: è stato un momento personale molto bello, pieno di energia. Suonavo al Be Bop tutti i venerdì o tutti i martedì sera. Poi c’era il Tenax, la Flog qualche volta, le competizioni rock come Rock Contest o Chianciano Rock. Si suonava sempre e ovunque, per passione. Per me quel periodo ha rappresentato la miglior palestra e quando sono arrivata sul palco di Sanremo la prima volta non avevo nessun imbarazzo, grazie proprio ai cinque anni fiorentini di esibizioni live. Poi ci sono stati tanti compagni di viaggio che hanno reso questo percorso migliore, i fiorentini che hanno fatto qualcosa nella musica e che hanno cominciato con me. Simona Bencini dei Dirotta Su Cuba, Saverio Lanza che adesso suona con Biagio Antoniacci e allora si esibiva al Be Bop come me. Amici, complici in una avventura che poi ci ha portato lontano da Firenze. Ma ogni volta ritrovarsi anche negli appuntamenti a livello nazionale, è stato come ritrovare le radici. La città di oggi è come era allora: c’erano tre, quattro locali ma se volevi le occasioni bastava andarle un po’ a cercare. A Firenze, se gratti un po’ sotto la patina, c’è fermento..sempre! Dopo Sanremo iniziano le collaborazioni con i grandi nomi italiani. Già allora passi dal pop al rock con una capacità straordinaria, che investe non solo la voce ma tutta te. Viene da chiedersi come ci riesci… Istintivamente sono una cantante, mi piace interpretare i pezzi che scrivono 82
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“The Irene’s made it!” That’s what lots of people must have said to themselves in the popular district of San Frediano where the singer was born and bred. “The” Irene, as she’s called here in the typical Tuscan style that renders a name more intimate by using the article in front of it, is Irene Grandi: angelic curls and a black voice. Queen at the court of many kings of music, she’s done duets with all the Italian thoroughbreds, from Pino Daniele to Vasco Rossi, Jovanotti and Bollani. Always on an equal footing, a professional among professionals, repaying the trust of the big names who have written songs for her with her drive and passion. It can’t always have been easy: at the beginning she was pretty and energetic, a bombshell on stage. It wasn’t hard to find venues to play at on the Florentine circuit. But Irene wanted more, and on the strength of a great voice she experimented haunting soul rhythms and rock sounds, changing her appearance like a chameleon so as not to become just another goodlooking promise. And she really has made it, Irene. This is palpable when, sinuous and elegant, she recalls Mina as she croons the first bars of Come Tu mi Vuoi in the video remake of the famous 60s track. Everything – sets, lighting, look – is exactly identical to the original. She alone is different from the great Mina, resembling the timeless icon only in her capacity to render incisive a text that would otherwise be sugary: I’m the way you want me ... as much as to say, I’m yours. And that’s her style. Let’s go back to the beginning of your career, when you used to sing with your band in the Florentine venues. What do you remember about that time? Was the city more lively than it is now? Well, yes ... that is going back a bit. Let me see, it was an essential phase. No, actually, it was more than that, it was a really good personal moment, full of energy. I used to sing at Be Bop every Friday or every Tuesday evening. Then there was Tenax, the Flog sometimes, and the music contests such as Chianciano Rock and the Rock Contest. We used to play all the time and everywhere, because we loved it. For me that period was the perfect training ground, and when I got to the stage of Sanremo for the first time I was completely at my ease, thanks to those five years of live appearances in Florence. And there were so many travelling companions that made the whole process much better and more enjoyable, Florentines who started out with me and have made their names in music. Simona Bencini of Dirotta Su Cuba, Saverio Lanza who now plays with Biagio Antoniacci, who at the time used to appear at Be Bop like me. Friends, companions in an adventure that then took us a long way from Florence. But then every time we met again, even at national events, it was like finding your roots again. The city’s still the way it was then: there were three or four venues, but if you wanted a break you had to go and seek it out. Florence is always pretty lively...but sometimes you have to look beneath the surface! After Sanremo you began to collaborate with the Italian big names. Even then you managed to shift between pop and rock with the most incredible ease, changes that affected not just your voice but the whole of
ph. Morena Brengola - Grazia Neri
Un intenso primo piano di Irene Grandi. Tra gli ultimi successi della cantante Brucia la città di Francesco Bianconi e due famose cover degli anni ‘60: Estate di Bruno Martino e Come tu mi vuoi di Mina An intriguing close-up of Irene Grandi. Among the singer’s latest successe there are Brucia la città by Baustelle’s Francesco Bianconi and two famous covers of the sixties: Bruno Martino’s Estate and Mina’s Come tu mi vuoi
ph. Raffaella Cavalieri - Grazia Neri
Il tour estivo della cantante è partito il 7 giugno e avrà due versioni: una classica all’aperto e una teatrale con un quartetto d’archi ad accompagnare voce e strumenti The Florentine singer’s summer tour started on June 7th, and will come in two versions. Concerts will be outdoors and in theaters. There a string quartet will accompany her voice and the other instruments
COVER STORY
‘San Frediano: i miei ricordi sono tutti legati a quel pezzo della città’ ‘San Frediano: my memories are linked to this part of the city‘ per me. E cambio look, atteggiamento. Anche il mio modo di stare sul palco cambia quando cambio genere. Sono un interprete per natura e questo mi ha spinto a fare continuamente ricerca su nuove sonorità, anche quando i successi ottenuti suggerivano di percorrere strade già battute. Io ascolto di tutto: soul rock, musica brasiliana. E canto di tutto. E’ natura,il mio modo di vivere la musica. Accanto, un inesauribile desiderio di evolversi. Poi arriva anche il cinema con la regia di un altro toscano eccellente, Giovanni Veronesi. E’ il segno di un legame forte con la tua terra d’origine? A proposito abiti ancora in Toscana, vicino a Firenze? In quel momento, nel’95 il film con Giovanni rappresentava un’opportunità per farmi conoscere a livello nazionale. Nel film facevo l’angelo custode, oltre a interpretare alcuni pezzi della colonna sonora. Il più noto è il singolo Stai con me. A distanza di anni comunque mi ricordo soprattutto quanto mi sono divertita durante le riprese a Rio de Janeiro, con la troupe. E poi stare in mezzo ai fiorentini mi fa sempre bene: ho cominciato a viaggiare molto presto, sempre con la valigia in mano. E, un po’ come fanno gli emigranti, ho cercato angoli di Toscana ovunque. Adesso è passata: sarà anche perché ho casa e radici all’Impruneta con mio marito Alessandro. Le ultime tue interpretazioni sono raffinate e di nicchia, con sonorità quasi d’antan. Come hai scelto questi pezzi? Io ho sempre privilegiato la musica italiana, anche se ho dato spesso alle mie interpretazioni un taglio più internazionale utilizzando sonorità caraibiche o prese in prestito alla musica nera. Ultimamente si avverte forte la tendenza a riscoprire la musica del passato, in Italia come all’estero. Ho seguito volentieri questo mood, scegliendo sempre pezzi che si addicono alla mia voce e alla mia interpretazione,. Sta per partire il tuo tour. Mi dai qualche anticipazione? (prima data il 7 giugno a Marina di Ravenna, tutte le informazioni sul sito ndr) E’ un un doppio tour. L’esperienza di questo inverno nei teatri mi ha conquistato: il contatto con la gente, l’emozione di una musica resa più vibrante dalle sonorità degli archi. In alcune città ripropongo questa formula con una scaletta e arrangiamenti ad hoc. Sarò sul palco con chitarra, basso, batteria, tastiere e un quartetto classico di archi. Per chi ama la mia classica tournée estiva, ci sarà una seconda versione del tour un po’ più up: tutto il pubblico in piedi e una chitarra acustica al posto del quartetto classico. Anche i manifesti saranno diversificati. L’altra faccia di Irene è l’impegno umanitario. Ti va di parlarne? E’ un aspetto a cui tengo molto: da diversi anni partecipo a iniziative benefiche. Quest'anno, con il supporto di Extraclub, raccoglieremo fondi per la fondazione Marta Cappelli, che sostiene i genitori dei pazienti del Meyer. Il prossimo appuntamento sarà il 27 giugno a Castel di Poggio: sarò madrina di una serata organizzata da Extraclub. Durante l’evento sarà battututi all’asta pezzi degli artisti Giuliano Ghelli e Gerardo Zei, il cui ricavato sarà devoluto interamente alla fondazione. Torniamo a Firenze. Il luogo dell’anima in città? San Frediano. Perché è rimasto quartiere, con gli artigiani, le trattorie. E’ uno dei pochi luoghi di Firenze che ha conservato un’ anima ancora un po’ rustica, vera. E poi ho passato tante serate in Piazza S. Spirito, tra il Cabiria e il Pop Café, i locali storici: i miei ricordi sono legati aquel pezzo della città E se, adesso che sei famosa in Italia e all’estero, dovessi scegliere un luogo per il “concerto” nella tua città dove lo vorresti fare? Facile, all’Anfiteatro delle Cascine! E’ un posto magico, pieno di energia. Anzi approfitto per fare un appello: mi mortifica vederlo così, buio, abbandonato. Non è un posto facile, sicuramente, ma averlo chiuso non è la soluzione migliore. Il mio concerto lo vorrei li, primo di molti altri.
you. It comes naturally to wonder how you manage it ... Instinctively I’m a singer. I like to sing the pieces they write for me. And I change my look, my attitude. Even my way of being onstage changes when I shift genre. I’m a natural interpreter, and this has driven me to the constant exploration of new sounds, even when the success attained suggested sticking to the beaten track. I listen to everything: soul, rock, Brazilian music. And I sing everything. It comes naturally, it’s my way of experiencing music. Then came the cinema, with a film directed by another illustrious Tuscan, Giovanni Veronesi. Is this the sign of a strong link with your birthplace? At that time, in 1995, the film with Giovanni represented an opportunity to make myself known at national level. In the film I played a guardian angel, as well as singing some parts of the soundtrack. The most famous was the single Stai con me. Looking back on it now, though, what I remember best is how much I enjoyed myself during the shooting in Rio de Janeiro with the troupe. And then, it’s always good for me to be surrounded by Florentines. I began travelling very young, always with my suitcase in my hand. A bit like the emigrants I tried to seek out corners of Tuscany wherever I went. Now that’s over; probably because I have a home and roots in Impruneta, with my husband Alessandro. Your latest performances are very refined, very niche, with an almost nostalgic sound.How did you come to choose these pieces? I’ve always preferred Italian music, even if I have often given my performances a more international slant by using Caribbean sounds, or sounds borrowed from black music. Lately there’s a definite trend towards rediscovering the music of the past, in Italy as abroad. I’m very happy to follow this mood, always choosing pieces suited to my voice and my mode of performing. You’re about to set off on your tour. Can you give me any hints? (first date 7 June at Marina di Ravenna, information on the website- Ed.] It’s a dual tour. My experience in the theatres this winter has won me over: the contact with the people, the emotion of a music that is made more vibrant by the sounds of the strings. In some cities I’m re-proposing this formula with ad hoc arrangements and song schedule. I will be on stage with guitar, bass, drums, keyboard and a classic string quartet. For those who prefer my classic summer tour there will be a second, more dynamic version, with all the public standing and an acoustic guitar in place of the string quartet. The other side of Irene is your humanitarian commitment. Do you want to talk about it? It’s an aspect I feel very strongly about: for some years now I’ve been involved in initiatives to raise funds for the Marta Cappelli association, which offers support to the families of young patients in the Meyer while they are in hospital. The next appointment is on 27 June at Castel di Poggio. I will be the hostess at an evening event organised by Extraclub. During the evening there will be an auction, and 100% of the proceeds will go to the association. To get back to Florence. Your soul site in the city? San Frediano. Because it’s still an authentic district of the city, with its craftsmen and its trattorias. It’s one of the few places in Florence that has preserved a soul that is still genuine. And then I’ve spent so many evenings in Piazza Santo Spirito: my memories are linked to this part of the city. Where would you want to hold the concert in your city? That’s easy, in the Amphitheatre of the Cascine! Actually, I’d like to take advantage of that question to make an appeal: for me it’s terrible to see it the way it is now, dark and derelict. It’s not an easy place but just closing it up is not the answer. That’s where I’d want to hold my concert, way ahead of many other sites. MAGAZINE 85
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text Teresa Favi photo Loris T. Zambelli/Photomovie
In mezzo a voi
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Giorgio Panariello. Alla vigilia del tour nei luoghi più suggestivi d’Italia On the eve of his tour in most charming locations
iazza Santa Croce sarà tutta sua. Il prossimo 4 settembre. Tappa fiorentina dell’imminente tour estivo di Del mio meglio live. A due passi da Borgo Allegri, dove è nato, a dieci da Caffé Paszkowski dove nel 1981 Giorgio Panariello insieme a Carlo Conti & Co. cominciarono a registrare la loro prima trasmissione televisiva locale. Un programma “archeologico”, che in pochi ricordano per via del grande successo di Succo d’Arancia (poi Vernice Fresca). Secondo, solo per cronologia: perché allora non c’era adolescente toscano che non seguisse quella trasmissione settimanale incollato alla televisione dopo cena. Poi d’improvviso il salto di qualità, e tutti quei ragazzi hanno cominciato a dover premere i canali nazionali se volevano continuare a divertirsi con i suoi esilaranti personaggi. Sembrava il vicino di casa che aveva vinto al totocalcio. Non erano ancora i tempi del Grande Fratello, e faceva effetto vedere uno che dall’oggi al domani passa da recitare sul palcoscenico della parrocchia a quello di Sanremo. Adesso Giorgio Panariello abita a Prato, trascorre quasi tutta la settimana a Roma, capita qualche volte a Firenze, e va a riposarsi in Versilia. Lo placchiamo mentre sta provando per il nuovo spettacolo dal vivo che partirà dall’Arena di Verona il 14 luglio e avrà date in luoghi spettacolari di tutta Italia, non solo a Firenze: dallo Sferisterio di Macerata al Teatro Greco di Taormina fino a Firenze e Roma. E se anche è diventato una grande star nazionale, non ha perso nulla della generosa spontaneità e della semplicità di sempre. Un autentico vulcano di comicità improvvisata, capace di inventarsi di sana pianta un nuovo personaggio nel corso di quest’intervista. Roba da far venire la pelle d’oca. Chissà che dopo questo incontro, Panariello non decida di aggiungere alla sua scuderia di personaggi anche quello che ha inventato per noi. Leggete e vedrete… Toscana, fonte di tanti personaggi portati in scena e trampolino di lancio. Adesso dopo il successo raggiunto, le ispirazioni le cerca altrove? No, lo spirito dei miei personaggi è sempre toscano. Anche Naomo che toscano non è, lo è diventato nello spirito. Oggi mi dispiace solo di non avere più tempo da dedicare al bar e agli amici, come facevo fino a un qualche anno fa, quando tra una chiacchierata e una partita a carte osservavo la gente che passava di lì, focalizzavo sempre qualche personaggio nuovo, singolare. Ogni tanto qualcuno mi dice: “Oh! Sapessi, c’è un personaggio nuovo, corri a vederlo”. Ma ho proprio poco tempo da dedicare alla Toscana, soprattutto in questo periodo. Ma non per questo vado a pescare le idee in altri posti. Magari la camminata, un timbro di voce li posso anche rubare da fuori ma lo spirito dei miei personaggi resta sempre toscano. Un personaggio della storia toscana che Giorgio Panariello 86 MAGAZINE
On the coming September 4th his summer tour, Del mio meglio live, stops in Piazza Santa Croce. Only a few steps from Borgo Allegri, where he was born, and from the Paszkowski Café where, in 1981, Giorgio Panariello, Carlo Conti and friends shot their first local television show. An “archeological” show that few people still remember but, at the time, it kept all Tuscan teenagers glued to the TV set after dinner. Then, suddenly, he made the big leap and took all his hilarious characters to the national channels. He was like your next-door neighbour who wins the lottery. The Big Brother had yet to come; it was strange to see someone pass overnight from the parish church’s stage to Sanremo Festival. Giorgio Panariello currently lives in Prato, he spends most of the week in Rome, he turns up in Florence now and then and relaxes in the Versilia area. We approached him while busy rehearsing his new live show which premieres in Verona on July 14th before traveling around Italy in the most spectacular locations: from the Sferisterio in Macerata tow the Greek Theatre in Taormina, Piazza Santa Croce in Florence and then Rome. Although he is a national celebrity now, he is as direct and unaffected as always. He is a master at improvising comic sketches, he created a new character during the interview, on the spur of the moment. Nail-biting stuff! Who knows, after the interview, he might add this new character to his repertoire. Read and see for yourself.. Tuscany, the source of inspiration of many characters and the springboard to success. Now that you are a celebrity, where do you get inspiration from? My characters always have a Tuscan spirit. Even Naomo, who is not from Tuscany, has a Tuscan spirit. What I really miss is not being able to spend more time with my friends at the bar, as I used to do until a few years ago. While chatting or playing cards, I used to observe people passing by and I could always find a funny guy I drew inspiration from for one of my characters. Now I have very little time to spend in Tuscany. Nonetheless, Tuscany is still a great source of ideas to me and my characters always have a typical Tuscan attitude, in spite of the walk or tone. What figure of Tuscan history would Giorgio Panariello like to play on stage? I would like to play Boccaccio or act in a TV series on Curzio
Giorgio Panariello è nato a Firenze il 30 settembre 1960. Compagno di scuola di Carlo Conti, ha ottenuto i primi successi nazionali imitando Renato Zero Giorgio Panariello was born in Florence on September 30th 1960. He went to school with Carlo Conti and won national popularity with his impersonation of Renato Zero
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Panariello nelle vesti di alcuni dei suoi personaggi più noti: Naomo, Merigo e Pio Bove Panariello disguised as his most famous characters: Naomo, Merigo and Pio Bove
Dal debutto con Carlo Conti al tutto esaurito nei teatri From the debut with Carlo Conti to his sold-out theatre shows
vorrebbe portare sul palcoscenico… Mi piacerebbe recitare il Boccaccio o portare in televisione una fiction su Curzio Malaparte. Ma di personaggi ce ne sarebbero tanti. C’è quello di Pietrasanta, Padre Eugenio Barsanti, che ha inventato il motore a scoppio. Lui potrebbe essere un altro personaggio da fiction, un personaggio storico che ha avuto un’intuizione importante. E poi…ce n’è uno che mi ha sempre incuriosito… è Zoroastro da Peretola. Già il nome è tutto un programma. Era l’allievo di Leonardo da Vinci. Quello che provava gli esperimenti. E’ esistito davvero! Nato e vissuto a Peretola, una frazioncina alle porte di Firenze. Se vai a Peretola c’è anche una via col suo nome. Me l’immagino, Zoroastro, che si buttava giù dal Monte Morello per provare l’elicottero. Pensa che Leonardo gli ha fatto provare anche la catapulta… Io me lo figuro sempre ingessato e incerottato, questo Zoroastro. Se dovessi inventare un personaggio comico-storico farei lui. Uno un po’ sfigato. Magari mentre gli dice: “O maestro unn’inventa’ più nulla, dammi retta, tant’e’ ‘un vanno”. E Leonardo invece gli risponde: “Guarda, guarda Zoroastro…m’è venuto ‘n mente l’idrovolante”, e allora lui gli ribatte: “ascolta me Leonardo, ‘un tu se’ tanto bravo a ppitturare, o ppittura ’nvece di pensar’a ccodeste diavolerie che le ‘un funzionano e io mi ci romp’i’ ccapo ebbasta”. E poi, sono convinto di un’altra cosa, sarà un’intuizione balzana ma ve la voglio dire lo stesso: la Gioconda è Zoroastro da Peretola con la parrucca! A portare questa roba in scena ci sarebbe da divertirsi davvero! Giorgio le è mai successo di non riuscire a far divertire il pubblico? Mi sembra di no. Mai un flop totale, per fortuna e finora. Dipende anche dal tipo di pubblico che si ha davanti. Faccio un esempio. Se ti capita un parterre di magistrati in una convention a Montecarlo: già siamo a Montecarlo, già c’hanno un po’ la puzza sotto al naso, allora sono tutti un po’ frenati, poi, dai, alla fine l’ho sempre riportata a casa la serata… Ha dei personaggi in cantiere? Sto lavorando per il cinema a un personaggio che si chiama Tiberio: un incallito bamboccione che non vuole crescere, in balia della moda, griffatissimo, un po’ come questi che fanno il solco nei negozi di marca, con scarpe a punta di coccodrillo, i fibbioni firmati. 88 MAGAZINE
Malaparte, or play the role of Eugenio Barsanti, a man from Pietrasanta who invented the internal combustion engine. Then there is one historical figure that has always intrigued me: Zoroastro da Peretola. What a name! He was Leonardo da Vinci’s pupil, the one who tested all his inventions. He was born and lived in Peretola, a small town on the outskirts of Florence. In Peretola there is a street named after him. I can imagine Zoroastro jumping from a mountain to test Leonardo’s helicopter or catapult.I picture him as a nerd, constantly in plaster and taped up, trying to persuade Leonardo to give up experimentation and inventions and devote himself to painting!In my opinion, Mona Lisa actually is Zoroastro from Peretola with a wig. It would be funny to play such a character. Giorgio, during your show have you ever failed to make the spectators laugh? No, I don’t think so. Luckily, I’ve never had to deal with a total flop. It depends also on the kind of audience you find. For instance, if you have to entertain a group of snooty judges at a convention in Monaco, well, you’re faced with a serious challenge. Are you working on a new character? Yes, a movie character called Tiberio: a Peter Pan who refuses to grow up and also a fashion victim. He wears only designer clothing, crocodile leather pointed shoes and huge branded belts. In short, “ a man named Cavalli”. Another character I am currently working on is Cateno Rovai, brother of Gilberto Rovai, also known as Leonardo Pieraccioni in the film Ti amo in tutte le lingue del mondo, a very sweet character I would like to play again. Can you tell us any details about your next tour? It is the prosecution of the theatre tour I was on last year which was very successful. It is called Del mio meglio live and it is a collection of the best characters and sketches played in my career. During the show, I get the audience involved. We sing together. It is an interactive show, with a beautiful scenery. I talk about everything: incommunicability,
Giorgio Panariello abita a Prato, ma trascorre quasi tutta la settimana a Roma - Giorgio Panariello lives in Prato but spends most of the week in Rome
Insomma un “uomo chiamato Cavalli”. Poi sto mettendo a punto un altro personaggio che è uscito da poco e che lo ritroverete anche al cinema. E’ Cateno Rovai, fratello di Gilberto Rovai, alias Leonardo Pieraccioni nel film Ti amo in tutte le lingue del mondo, un personaggio molto tenero che vorrei portarmi ancora dietro. Qualche anticipazione sul prossimo tour? E’ il prolungamento della tournée teatrale che ho portato in giro quest’inverno e che ha riscosso un grande successo, per fortuna. Il titolo è Del mio meglio live perché è un insieme dei migliori argomenti, dei personaggi più riusciti e delle battute migliori della mia carriera. In questo spettacolo racconto me stesso, ma com’è mio solito coinvolgo molto anche il pubblico, ci sono momenti in cui cantiamo insieme. E’ un varietà interattivo, con una bella scenografia fatta di tante luci, effetti scenici, un mini-varietà completo, dove parliamo di tutto: dall’incomunicabilità ai computer, dagli anziani ai bambini, la vita. Ecca la politica. La novità è che in ogni data avrò un ospite musicale diverso, invitato da me, scelto tra gli amici conosciuti in tanti anni di palcoscenico e televisione, quelli con cui sono più in confidenza. Amici veri, perché si tratta di un favore che fanno a me: loro il pubblico già ce l’hanno, non hanno bisogno del mio. Finisce qui la nostra intervista. Lasciamo Panariello alle prese coi suoi travestimenti, chiedendoci se oggi sarà la volta di Mario il Bagnino piuttosto che di Naomo, dell’Uomo Vogue o di Clonato Zero, con la promessa di ritrovarlo tra qualche mese in piazza Santa Croce. E il desiderio sottile di vedere apparire sul palcoscenico una strana Monnalisa che ha lasciato la parrucca a Peretola.
“Sto lavorando per il cinema a un personaggio che si chiama Tiberio: un incallito bamboccione che non vuole crescere, in balia della moda, griffatissimo, con scarpe a punta di coccodrillo” “I’m working for a movie character called Tiberio: a Peter Pan who refuses to grow up and also a fashion victim. He wears only designer clothing, and crocodile leather pointed shoes”
computers, old people, children, life, politics. I have a special music guest on every show, a different one each time, a friend chosen among those I have met in many years of performing in television or on stage. True friends who do me a favor: they are very popular and don’t need my public. End of the interview. I leave Panariello to his characters asking myself who he is going to be today- Mario the Lifeguard or Naomo, the Vogue Man or Clonato Zero- and anxious to cheer him in Piazza Santa Croce, hoping to see on stage a strange Mona Lisa who left her wig in Peretola. MAGAZINE 91
Alba Rohrwacher, fiorentina, classe 1979. Il suo ultimo film, Riprendimi,, racconta Riprendimi le incertezze dei trent’anni Alba Rohrwacher, Florentine, born in 1979. Her latest movie, Riprendimi Riprendimi,, explores the uncertainties of young adulthood
M OVIE INTERVIEW text Giovanni Bogani
Ritratto fiammingo
La nuova musa del cinema d’autore ha lineamenti antichi e sensibilità contemporanea The new muse of auteur cinema has ancient features and contemporary sensibility
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a il viso come una studentessa di pianoforte dell’Ottocento, come un dipinto di Manet, come un’eroina romantica. E la pelle bianca come se le avessero tolto il colore con Photoshop. Nello sguardo c’è una punta di dolore, ma appena sorride sprigiona ironia e sensualità. In pochi anni si è imposta nel cinema italiano e agli occhi degli spettatori, come un acquazzone improvviso. E’ Alba Rohrwacher. Nome tedesco, per una ragazza nata e cresciuta a Firenze: di Amburgo il padre, fiorentina la madre. Lei è cresciuta dentro un corpo e un volto nordico, in una città di radici etrusche e di turisti. E’ cresciuta parlando sottovoce, in una città di urla e risate. Chissà quante volte è passata per una delle migliaia di turiste tedesche, americane, irlandesi, olandesi che invadono le nostre strade. Chissà quante volte ha dovuto rispondere in fiorentino a una domanda in inglese. Adesso la gente la riconosce. E non solo per il David di Donatello, Oscar italiano, come migliore attrice non protagonista per Giorni e nuvole di Silvio Soldini. Nell’ultimo anno, è stata la protagonista dei film italiani più importanti, da Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti, applaudito a Cannes 2007, dove interpretava la sorella del fascista per caso Elio Germano, a Caos calmo di Nanni Moretti, film che ha rappresentato l’Italia al festival di Berlino. Poi l’abbiamo ritrovata protagonista in uno dei film più sensibili di questa primavera, Riprendimi, con la regia di Anna Negri. Storia di un lavoro e di un amore precario, di una vita sospesa. Lei è il volto dell’incertezza dell’esistenza, di una domanda che non avrà mai una risposta; Alba ci racconta con un gesto, con un movimento della mano, con una espressione della bocca, tutta la fragilità dei nostri giorni, tutte le tensioni a cui è sottoposta la generazione che oggi ha trenta anni. Ha cominciato ad amare il teatro a Firenze, all’Accademia dei Piccoli, il nostro ‘Actor’s Studio’. “Sono nata nel centro di Firenze, tra via Santa Reparata e via delle Ruote, nel 1979. E’ la zona del mercato dove trovi i fiorentini più veri. Il mercato, quella costruzione Liberty del primo Novecento, con le sue voci, con i suoi colori, è stata la mia casa e la mia prima fonte di meraviglie. Ricordo quando ho visto per la prima volta la scala mobile, dentro il mercato, mi è sembrato come se incontrassi il futuro. L’altro luogo delle meraviglie, per me bambina, è stato l’Orto botanico. Centinaia di specie di alberi e di fiori. E io che facevo un viaggio in luoghi esotici, senza allontanarmi di un passo da casa”. Intanto, Alba scopre il teatro: “Ero un’adolescente inquieta. In mezzo alle mie ansietà, ho trovato il teatro, un modo di essere un’altra, rimanendo me stessa. Certo, non è nato dal nulla. Andavo sempre all’Alfieri, cinema d’essai per veri amatori, che adesso è chiuso. Lì ho visto centinaia di film italiani, francesi,
Her face is reminiscent of a nineteenth-century piano student, a painting by Manet, a romantic heroine. And her skin complexion is so light that the color seems to have been removed with Photoshop. There is a touch of grief in her look, but her smile is ironic and sensuous. In only a few years time, she became a star of Italian cinema catching the public by surprise as a cloudburst. She is Alba Rohrwacher. A German last name for a girl born and raised in Florence: her father is from Hamburg, her mother from Florence. She grew up with north-European features in a city of Etruscan origins and full of tourists. She grew up speaking softly amid street-cries and laughter. Who knows how many times she was taken for one of the many German, American, Irish or Dutch tourists invading the streets of Florence. Now, people recognize her. Not only because she was awarded the David di Donatello, the Italian Oscar prize, as best actress in a supporting role in the movie Giorni e Nuvole by Silvio Soldini. Last year, she starred in many important Italian films, from Mio fratello è figlio unico by Daniele Luchetti presented at Cannes, playing the role of the fascist Elio Germano’s sister, to Caos Calmo by Nanni Moretti, that competed in the Berlin Festival. Then she played the leading role in one of this year’s most touching movies, Riprendimi, directed by Anna Negri. The story of a temporary job and love, of a life left hanging in the balance. She embodies the uncertainty of life, the question that will never be answered; Alba describes, through a gesture of her hand and an expression of her mouth, all the fragility of our age, all the tensions that today’s thirty-year olds have to face. She fell in love with drama in Florence, at the Accademia dei Piccoli, Italy’s Actor’s Studio. “I was born downtown Florence, between Via Santa Reparata and Via delle Ruote, in 1979. It is the market area where true Florentines live. The market, that Art Nouveau building with its voices and colors, was my home and my first source of amazement and wonder. I remember the first time I saw the escalator inside the market, it felt like I had landed in the future. The other place of wonder for me as a child was the Botanical Garden. Hundreds of different trees and flowers. It was like going on an exotic journey without taking a step away from home”. Then, Alba discovered acting. “I was a restless teenager who realized that, through acting, I could be someone else and myself at the same time. Of course, nothing can be made out of nothing. I use to go to the Alfieri Theatre, a place for cinema connoisseurs, which is now shut down. I saw hundreds of Italian, French and German movies there. It was my personal Cinémathèque Française”. MAGAZINE 93
Alba durante le riprese di Riprendimi - Alba during the filming of Riprendimi
tedeschi. E’ stata la mia personalissima Cinémathèque française”. Alba decide di non affidarsi subito a quel mondo così affascinante quanto incerto: “Mi sono iscritta all’università: medicina. Tre anni. Volevo diventare genetista, volevo portare avanti la ricerca scientifica. Poi, un giorno, ho cambiato tutto. Ho preso un treno per Roma. Ho fatto un provino al Centro sperimentale di cinematografia. Non ho mai avuto in mente l’obiettivo di arrivare, ma solo quello di imparare. Finita la scuola, ho fatto piccoli ruoli. Un cammino lento, con molto teatro e qualche film. Non ho mai scelto un ruolo solo perché avevo da farmi conoscere, ma solo se mi sembrava interessante. Poi, quest’anno una serie di coincidenze mi hanno portata a farmi conoscere al grande pubblico. Ma non ho mai sgomitato, non ho considerato la celebrità come il mio obiettivo primario. Fare un ruolo interessante, a teatro come al cinema, è già la mia ricompensa”. A Firenze, Alba torna ogni volta che può. “Mi piace girare per le strade intorno a Santo Spirito, il nostro quartiere latino. Piazza Santo Spirito, piena di studenti, di artisti, di chitarre. Ovunque. Il mio teatro preferito è la Pergola. Lì, nell’Ottocento, lavorava Antonio Meucci come tecnico macchinista. Lui che, qualche anno dopo, andò in America e inventò il telefono. I miei amici – prosegue Alba – sono a Firenze. E’ a Firenze che, nei momenti più difficili, fare una passeggiata mi rilassa ancora. Non riuscirei a rilassarmi a Roma. A Firenze mi basta camminare per le strade e mi sento in armonia con il mondo. E’ una città che mi dà stabilità. Una città che si può attraversare a piedi. Sarà la storia che trasuda, saranno le sue strade, i suoi palazzi. Sarà la sua gente. Non so che cosa sia. So che a Firenze mi sento proprio a casa”.
However, Alba chose not to get involved with that fascinating yet unreliable world in the beginning. “I went to university, I studied medicine for three years. I wanted to become a geneticist, to carry out scientific research. Then, one day, I changed my mind. I took a train for Rome. I did a screen-test at the Experimental Center of Cinematography. I only wished to learn, not to become a star. Once I finished acting school, I played some small roles. My film career proceeded slowly at first, I worked a lot in theatre and very little in the motion-picture world. I never chose to play a role because it would make me become famous, only because I liked it. Then ,this year, a series of coincidences made me known to the general public. But I have never elbowed my way through, popularity has never been my main goal. My reward is being offered an interesting theatre or movie role”. Alba goes back to Florence whenever possible. “I like walking the streets around Piazza Santo Spirito, Florence’s Latin Quarter. Piazza Santo Spirito is always full of students, artists, guitars. My favorite theatre is La Pergola. In the 19th century, Antonio Meucci worked there as a scene-shifter before going to the States where he invented the telephone. My friends – goes on Alba- live in Florence. When I am troubled, taking a walk downtown Florence still makes me relax. I am not able to relax in Rome. In Florence, I just have to take a walk to feel in harmony with the world. Florence, a city you easily walk across, makes me feel stable. It might be the history oozing out of each stone, the streets, the buildings. It might be the people. Whatever it is, I know that in Florence I feel at home”. MAGAZINE 95
IN T ERV I E W P E R S O N AL I T Y
text Marta Innocenti Ciulli photo Lucia Baldini
Sean Hepburn Ferrer
My Fair Mother
Il figlio di Audrey Hepburn e Mel Ferrer abita nella nostra Toscana Audrey Hepburn and Mel Ferrer’s son lives in Tuscany
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i si arrampica su per una strada di campagna tipicamente toscana: bianca, tortuosa in mezzo a quel verde struggente, che sa di intatto, di trascurato perbene, nel senso di abbandonato per le ferie che durano da sei mesi. La vallata è infinita, disseminata di terreno lavorato come si deve, da braccia sapienti. Non è il Chianti che già gode di una inamidatura forestiera, è la parte di qua d’Arno, dove lento scorre il fiume e la campagna è ancora vergine, chissà per quanto. La casa è bella, come potrebbe non esserlo, Sean Hepburn Ferrer ha l’anima addosso, è piantato come una quercia secolare. Ama la casa, la famiglia, il lavoro che svolge, seriamente, come un uomo di antica memoria. “Ho fatto io da architetto, ho voluto che restasse il rispetto della struttura di una casa di altri tempi. Pensi che prima di comprarla è stata un anno e mezzo all’immobiliare, poi dopo la ristrutturazione in un mese l’avrei rivenduta non so quante volte. Ma non ci penso nemmeno, è la casa della mia famiglia, giusta per i miei tre figli. Da qui passano tutti gli animali della zona: i cervi, i cinghiali, le lepri, le volpi, i fagiani, gli scoiattoli, scuola per i miei ragazzi. Ho lavorato di persona per mantenere queste porte vecchie chissà quanto, i camini, i pavimenti, e queste aperture sulla campagna che appena ci svegliamo, io e mia moglie Giovanna, ci fanno ringraziare di essere al mondo.” E’ Sean Hepburn Ferrer che parla e forse non tutti sanno che il figlio di due attori del calibro di Audrey Hepburn e Mel Ferrer, vive nella campagna toscana, lontano da quel clamore del quale potrebbe godere. Come non ricordare sua madre, la cerbiatta Audrey, esile come un uccellino e forte come una roccia. La sua eleganza, il suo fascino, paladino di quel glamour naturalmente miscelato a sentimenti profondi e a un romanticismo velato di tristezza, che detta ancora oggi le regole di uno stile che non finirà mai. Sua madre l’avrebbe amata una casa come questa? Abitavamo una casa-fattoria, in Svizzera vicino a Losanna, un posto isolato, era la sua vita. Raccontava mio padre che quando sono andati nella campagna vicino al lago dietro segnalazioni di una agenzia, e mia madre l’ha vista dall’esterno, è salita sul cofano della macchina e a braccia aperte ha urlato “questa è la mia casa, non la lascio più”. C’era tanto giardino intorno, si prendeva lei cura dei fiori. Amava il silenzio, la vita serena, lontana dai clamori. Noi siamo vissuti così. Sembrava così fragile. Da dove tutta quella sensibilità che emanava? Aveva la predisposizione a mettersi nei panni degli altri. Una personalità a 96
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We walk up a typical Tuscan countryside road: white, winding, immersed in all that shabby-chic, stylishly neglected green, as only something abandoned for no more than six months can be. The valley seems endless, covered with properly cultivated land. It is not the Chianti area, with its assumed air of perfection, it lies on the other side of the Arno, where the river flows softly and the countryside is still virgin, who knows for how long. The house is lovely, no need to say, and Sean Hepburn Ferrer is as solid as a rock. He loves his house and family and carries out his job very seriously, as a man of the past. “I served as my own architect, I wanted to respect the house’s original structure. It had been on sale for over a year, then, after my restoration works, I could have sold it 5 or 6 times over. But I have no intention of selling it, it’s my family’s house, ideal for my three children. All the fauna of the region passes by the house: deer, boars, hares, foxes, pheasants, squirrels. My children go to school here. I personally restored the old doors, fireplaces and floors and those openings giving onto the countryside make my wife Giovanna and I thank God every morning for being alive”. It’s Sean Hepburn Ferrer speaking. Perhaps not all know that he is the son of two actors of the caliber of Audrey Hepburn and Mel Ferrer and lives in the Tuscan countryside, as far from the limelight as possible. How can we possibly forget his mother, Audrey the fawn, so slight and so strong. Her elegance and charm, her glamour mixed with delicacy of feeling and her romanticism veiled with sadness that dictated the rules of a timeless style. Would your mother have loved this house? We lived in a house-farm in Switzerland, near Lausanne, an isolated place, it was her life. My father use to tell me that the first time they saw the house from the outside, my mother jumped on the car and started shouting: “This is my house, I’m never going to leave it”. The house was surrounded by a beautiful garden, full of flowers and plants she personally took care of. She loved silence and leading a quiet life, far from the spotlight. That is how we lived. She seemed so delicate. Where did she get all her sensibility from? She had a facility for putting herself in somebody’s shoes. She sensed other people’s feelings and mood and grief. I was very lucky to have had such a mother and a serene childhood. My mother, as a child, was abandoned by her father and had to face many tragic events: the war, hunger, illness (she
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Audrey Hepburn - 1954 September 29, Rome, Grand Hotel
ph. Audrey Hepburn Estate Collection Copyright © Sean Ferrer & Luca Dotti
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“Sono orgoglioso del suo ruolo di Ambasciatrice Internazionale dell’Unicef” “I am proud of her role as UNICEF Goodwill Ambassador”
amplificatore: percepiva gli stati d’animo, i sentimenti, le tragedie di chi ti sta davanti. Mia madre ha fatto i conti con un abbandono in tenera età - il padre lasciò la famiglia - con la guerra, con la fame, con una brutta forma di pertosse, le cui conseguenze si sono fatte sentire a lungo. Aveva sofferto di fame emotiva: chi ha sofferto è più pronto a capire. In casa non avevo la sensazione di avere una madre famosa, io avevo una madre, famosa per me. Perché non diventò ballerina di danza classica? Era stato un grande desiderio, aveva studiato con Marie Rambert, grande maestra dell’epoca che aveva lavorato con Nijinsky. Ma con l’altezza, con la non muscolatura dovuta ai patimenti della fame, e con quel problema di salute avrebbe potuto sperare solo a un posto di seconda ballerina. E’ stata determinata nelle scelte “cercherò qualcosa dove potrò fare meglio”. E’ seguito un periodo di comparsa nel cinema, modella per la pubblicità, fino a che Colette, la scrittrice francese la sceglie per Gigi. Il resto è storia. Gli scout della Paramount la scoprono e Wyler la vuole per Vacanze Romane, arriva l’Oscar. Ma è sempre stata una diva che non voleva essere diva. Gli abiti sembravano un tutt’uno con la sua persona. Quando conobbe Monsieur de Givenchy, con il quale poi ha stretto un’amicizia per la vita, alla Maison venne annunciata come Miss Hepburn e quindi pensarono di trovarsi di fronte a Katharine Hepburn, allora più famosa. Invece si fece avanti una ragazza esile come un uccellino, ma con le idee molto chiare. Gli abiti, che hanno fatto la fortuna di ambedue, venivano distillati, svuotati di qualsiasi orpello fino all’essenza. Più tardi, negli anni Cinquanta, Givenchy creò anche un profumo per la mamma, Interdit, interdetto a chiunque altra, e usò la sua immagine per il lancio internazionale. Fu il primo vero profumo celebrity nella storia del profumo. Non ci fu nessun scambio monetario. E per lei cos’è la Toscana? Abbiamo comprato una casa al mare in un paese vicino a Camaiore che si raggiunge solo a piedi, una ventina di minuti dal mare, ma la sera era bello stare in un posto all’aperto. Quando abbiamo deciso di tornare in Italia, abbiamo optato per Firenze perché Giovanna ci ha vissuto bene. C’è una grande comunità anglofila e una buona scuola internazionale. La scelta è caduta su una casa dove la campagna è ancora genuina. Questo giardino è il nostro orgoglio. Che cosa ha amato di più in sua madre? E’ impossibile racchiudere tutto quello che mia madre era, e che mi ha dato, in poche parole. Di una cosa sono certo, credeva soprattutto nell’amore. Cosa posso dire di una mamma che nel pieno della sua carriera lascia il cinema, il suo lavoro, per stare accanto ai propri figli. “Nella vita è facile, basta prendere delle decisioni difficili”. E sono orgoglioso del suo ruolo di Ambasciatrice Internazionale Unicef. Le deve essere sembrata una cosa necessaria, un modo di rendere qualcosa della fortuna avuta da star. E’ promotore di All children in school, segue le orme di sua madre. All children in school, progetto per la scolarizzazione dei bambini nei paesi più poveri del mondo, è soltanto uno dei progetti della Audrey Hepburn Children’s Fund, la Fondazione, entità indipendente, che ho fondato un anno dopo la sua scomparsa. Creiamo dei prodotti: campagne di marketing per una causa benefica, mostre, il libro che ho scritto, il cui intero compenso è andato alla Fondazione, un progetto musicale. Invece di organizzare la solita serata di raccolta fondi, vogliamo realizzare prodotti che abbiano vita più lunga e porci come partner business dell’Unicef. La Fondazione va avanti perché la gente compra i prodotti con il nostro marchio. Presto la mostra, Timeless Audrey, verrà in Italia, ha già avuto tanto successo in Giappone. Ho in progetto di girare un film qui in Toscana, del quale ho scritto anche la sceneggiatura. 98
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suffered from a severe form of whooping cough the consequences of which persisted for her whole life). She had also suffered emotionally: those who have experienced suffering are usually more sympathetic. I have never seen my mother as a celebrity, she was my mother and that was enough to me. Why didn’t she become a ballet dancer? In her memories, her dream was to become a ballerina. She had studied with the great Marie Rambért who had worked with Nijinsky. However, her tallness, the lack of muscles due to malnutrition and her health problems would keep her from becoming a prima ballerina. She decided to pursue a career in which she could excel. In the beginning, she appeared as an extra in movies, she posed as an advertising model, until the day Colette, the French writer who was searching for a girl for her novel’s lead character, Gigi, engaged her. The rest is history. The scouts from Paramount found her and Wyler wanted her for Roman Holiday, she won the Academy Award. Nonetheless, she was a star that didn’t want to be a star. Her clothes seemed to fit her so well. The first time she met Monsieur de Givenchy, of whom she became a lifelong friend, she was introduced as “Miss Hepburn”. Givenchy expected to see Katharine who was more popular at the time. Instead he was approached by a girl as slender as a bird but with very clear ideas. The clothes he designed for her were extremely simple, deprived of all frills. Later on, in the fifties, Givenchy created also a perfume for my mother, Interdit, whose use was forbidden to any other woman, and used her face for the international launch. That was the first celebrity perfume in the history of perfumes. Of course there was no exchange of money. What does Tuscany mean to you? We bought a house at the seaside, in a village near Camaiore, that can be reached only on foot, a twenty-minute drive from the beach. We enjoyed spending the evenings in the open. When we decided to come back to Italy, we chose Florence because Giovanna had been happy there years before. There is a big English-speaking community and a good international school. We chose a house set in a less tourist and more genuine countryside area. This garden. It is our pride. What did you love best about your mother? It is impossible to describe in a few words what my mother was and meant to me. But there is one thing I am sure about: she believed in love. At the height of her career, she gave up her job to raise her children. We could not follow her on movie sets anymore, we had to go to school. “Life is easy, it is only a matter of making difficult decisions”. I am proud of her being a Unicef Goodwill Ambassador. She must have believed it was necessary, a way to repay the luck she had had as a star. You are the promoter of the All children in school project. Are you following in your mother’s footsteps? All children in school, a project aiming to educate children from the world’s poorest countries, is only one among the many projects carried out by the Audrey Hepburn Children’s Fund, the Foundation I created one year after my mother’s death. The Audrey Hepburn Children Fund wishes to renew its relation with Unicef. We make some products: marketing campaigns for charitable causes, exhibits, the book I wrote whose proceeds were entirely donated to the Foundation, a music project. Instead of organizing the usual charitable parties, we make things that last over time and serve as Unicef’s business partner. The Foundation lives on because people buy items with our brand that have a life span. The exhibition Timeless Audrey will soon come to Italy. It was very successful in Japan. I have a confession to make: I would like to shoot a movie in Italy made out of a story I wrote.
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1. 5. 7. The interiors of Sean Hepburn Ferrer’s house 2. 4.Frames from Breakfast at Tiffany’s (Paramount Pictures) 3. Sean with his mother in 1980’s © Sean Ferrer&Luca Dotti 6. The view from the garden 8. The actress serving as UNICEF Goodwill Ambassador (ph.John Isac-Unicef) 9. Italy 1954: Audrey Hepburn in Florence at Palazzo Spini Ferroni with Salvatore Ferragamo (ph. Locchi)
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shotonsite EVENTS
Gigi Leung Andrea Tremolada
Benedetta and Renato Cerchiai, Giovanna Gentile Ferragamo
Ferruccio Ferragamo Cristina Ricci and James Ferragamo
Ha festeggiato gli 80 anni la maison Salvatore Ferragamo. Che ha scelto l’oriente di Shangai per il suo party esclusivo. Top star internazionali hanno assistito alla sfilata e alla performance di Roberto Bolle. Chapeau. The Salvatore Ferragamo fashion house celebrates its 80th anniversary, choosing Shanghai as the location for the exclusive birthday party. International celebrities attended the fashion show and the performance of Roberto Bolle. Chapeau.
Jennifer Jason Leigh
Giulia Di San Giuliano and Louise Ferragamo
Ilaria Giusti, Gigi Leung, Ferruccio Ferragamo and Charlie Young
Salvatore Ferragamo MAGAZINE 103
shotonsite EVENTS
Valentina Mattioli,Roberto Ciuni, Flavia Mercatali
Matteo Parigi Bini, Ermanno Daelli, Toni Scervino and Alex Vittorio Lana
Silvia Orsi Bertolini and Raffaello Napoleone
Milena Chillino, Alessandro Fabbrini, Federica Guarducci
Guido Lembo
Paolo Fiorillo, Roy Capasso, Ori Kafri
Aldo Godi, Giuliano Russo, Ginevra Tassi
Ivana Pajkic and Alberto Bresci
Magazine fashion party/2. A Capri. Benvenuto a Capri the divine coast, coast, la nuova rivista patinata, sorella di Firenze magazine magazine.. Dal Pantarei al JK Place, fino allo storico Anima&Core. Sui tavoli Vodka firmata Roberto Cavalli e calici di vino del Borro. Hydrogen, main sponsor della serata. Magazine fashion party/2. In Capri, to welcome Capri the divine coast, coast, the new glossy magazine, sister to Firenze Magazine. Magazine. From Pantarei to JK Place, through to the historic Anima&Core. On the tables Vodka by Roberto Cavalli and goblets of Borro red. Hydrogen, main sponsor of the evening.
Gianni Tedesco, Giovanni Nardelli, Chicco Coda and Bianca Esposito 104 104
MAGAZINE
Costanza and Gianluca Monaci
Salvatore Naldi
Federica Pampagnin, Josef Montresor, Cristina Gamberini
shotonsite EVENTS
Elisa Sergi and Costanza Calabrese
Francesco Giusti, Irene Rossi and Lorenzo Galli
Romina and Emanuela
Alessandro Nuti and Chiara Biondi Alessandra Nardelli, Simona Simoncini and Ricardo Cabibbo
Olga De Caro and Paola Batisti
Carolina, Konnie and Lutsiana
Sandra Salvato, Francesco Poggioli, Elena Moretti Magazine fashion party/1. Firenze magazine per l’uscita numero 6 festeggia in grande stile, con una serata a Villa Montalto. Vini Baroncelli e catering Bachini&Bellini. In occasione, l’anteprima della SL New Generation firmata Mercedes La Rotonda. Magazine fashion party/1. For issue no. 6 Firenze Magazine celebrates in Villa Montalto. Baroncelli wines and catering by Bachini&Bellini. To mark the occasion, preview of the SL New Generation, courtesy of Mercedes La Rotonda.
Caterina Perani, Gianluca Fontani and Luca Gori
Silvano and Lisa Gori
Sara Gherardi, Carlotta Lana, Viviana Picchi
Vladimir Derevianko and Susanna Colombo
Stefano Foschi, Costanza Gregoratti and Francesco Maldarizzi MAGAZINE 107
shotonsite EVENTS
Francesca Nori and Marco Del Panta
Monica Viarengo and Peter Marangoli, Elif Sallorenzo, Elisabeth and Pietro Riani
Francesca Calonaci and Andrea Vignolini
Francesca Minervino and Chiara Cecchin
Gabriele Poli and Maria Novella Ermini
Lorenzo Villoresi and James Bradburne
Valentina Budesta and Carlo Di Plinio
Caterina Oneto and Nadin Paiardi
Gino Franchini, Caterina Zincone, Matteo Grazzini 108 MAGAZINE 108 MAGAZINE
Una sinergia vincente. In nome dell’arte. L’architettura rinascimentale di Palazzo Strozzi come location esclusiva per una soirée ad alto tasso di partecipazioni. Complice, la nuova iniziativa Diventa amico di Palazzo Strozzi. Per gli appassionati d’arte, ma non solo. A winning synergy, in the name of art. The Renaissance architecture of Palazzo Strozzi as exclusive location for a soirée with high attendance figures. Attracted by the new initiative: Become a Friend of Palazzo Strozzi. For art lovers et cetera. Stefano and Federica Prayer Galletti
Francesca Nori and Marco Del Panta
Irene Vitulano, Beatrice Campani and Lara Picone
shotonsite EVENTS
Giacomo Cortesi and Stephanie Rudolph
Matteo Renzi and David Traxler Riccardo and Cristina Maestrelli
Ponte Vecchio. Lucio Dalla canta il genio di Benvenuto Cellini. Evento clou della manifestazione del Genio Fiorentino. Sponsor e dinner party a Villa Poggio Imperiale firmati Chopard. Ponte Vecchio. Lucio Dalla sings of the genius of Benvenuto Cellini. The key event in the Genio Fiorentino festival. Sponsor and dinner party in Villa Poggio Imperiale, by Chopard.
Giovanni and Camilla Monzecchi
Elisabetta Carletti and Cristina Maestrelli
Michele Norsa and wife
Livia Branca
Settimo Caputo and wife MAGAZINE 111
shotonsite EVENTS
Ilaria Pucci, Massimiliano Vivoli with wife and Alessandro Giusti
Alfonso De Virgiliis and Riccardo Catola Milano 25, Alex Model,Cecilia Sandroni
Francesca and Luigi Bellini
Laura Lodigiani, Penko, Cinzia Th Torrini Nicola Cariglia and wife
Grand Hotel. Musica, fiori e glam code per il Gran Ballo di Primavera, iniziativa benefica promossa da Progetto Firenze in collaborazione con Starwood Hotels e in favore dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro. Grand Hotel. Music, flowers and glamour for the Great Spring Ball, a charity event promoted by Progetto Firenze in collaboration with Starwood Hotels in favour of the Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.
Elmira Shohbazi and Alessandro Draghi 112 112
MAGAZINE
Filippo Corsini and Vanni Pozzolini
Mario Bigazzi and Cecilia Sandroni
Orietta Moretti,Antonella Giachetti, Maria Tosti
shotonsite THE CLUB
Amusing spring
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Il lancio della CartaSi Black insieme ai giovani rampanti fiorentini The launch of CartaSi Black attended by the young, up-and-coming Florentines
colori della primavera per presentare una carta Black. E’ stata questa la scelta di The Club e della Banca Federico del Vecchio, l’istituto fiorentino del Gruppo Banca Etruria, che hanno presentato allo Spazio Ferré la nuova CartaSi Black, personalizzata per The Club e pensata per la clientela più esigente. E per il lancio della nuova carta, The Club ha invitato ospiti internazionali alla Festa di primavera: i fratelli Ricci, Niccolo’ Manetti, Roberto Bartolozzi, Gabriele Poli, Ori Kafri e altri giovani toscani a fare da padroni di casa. “Siamo sempre pronti a rispondere a richieste specifiche provenienti dalla realtà economica e istituzionale della città” ha detto Cesare Bircolotti, direttore generale di Banca Federico del Vecchio. The Club, Club, nato per sviluppare la conoscenza di bisogni, problemi e opportunità di servizio a livello locale e internazionale, per coltivare i più alti valori morali, nei rapporti professionali, negli affari e nelle relazioni umane, entra così in sinergia con la Banca Federico del Vecchio per un progetto che sposa un’antica banca con cuore a Firenze, alla filosofia con cui opera l’associazione senza scopo di lucro composta da imprenditori, professionisti e managers, perlopiù fiorentini, tutti impegnati in ambito lavorativo con l’obiettivo di “internazionalizzare” Firenze, con eventi, partecipazioni culturali e serate di beneficenza.
The colours of the spring for the presentation of a Black card. This was the choice of The Club and the Banca Federico del Vecchio, the Florentine institute of the Gruppo Banca Etruria, which presented in the Spazio Ferré the new CartaSi Black, tailor-made for The Club and conceived for the most demanding clientele. And for the launch of the new card, The Club invited international guests to the Spring Party: the Ricci brothers, Niccolo’ Manetti, Roberto Bartolozzi, Gabriele Poli, Ori Kafri and other young Tuscans playing host.“We are always delighted to respond to specific requests emerging from the economic and institutional sectors of the city,” declared Cesare Bircolotti, Director General of the Banca Federico del Vecchio. The Club was conceived to foster an awareness of the needs, problems and opportunities of service at local and international level, to cultivate the highest moral values in professional relations, in business and in human relations. It now enters into synergy with the Banca Federico del Vecchio in a project that fuses an ancient bank with its heart in Florence with the philosophy underlying a non-profit organisation composed of businessmen, professionals and managers, most of them from Florence, who are all committed in their different spheres of operation to the “internationalisation” of the city through events, cultural participation and charity evenings.
MAGAZINE 115
shotonsite THE CLUB
Cristina Sanesi and Fabrizio Moretti
Francesco Nobili, Costanza Rienzi, Leonardo Lampredi and Paola Macarelli
Edoardo Albini and Enrica Motta
Gemma Magrini and Marco Muccini
Alessandra Ghetti, Chiara Berti and Lapo Ermini
Lorenzo Nencini and Patricia Du Reau
Rosa Falchi Picchinesi and Federico Gualtieri
Massimo Mazzoli, Roberto Bartolozzi and Davide Poggesi
Barbara Magonio and Susanna Capponcelli
Claudia Pollert and Daniele Palazzoni
Alberto Barucci, Katia Minardi and Theresa Haffer
Emanuela Marra, Silvia Vignoli and Chiara Gallorini
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MAGAZINE
Carlo Gentili, Giorgio Avanzi and Cesare Bircolotti
Matthew Collins, Sara Reuben and Filippo Scarpelli
Giulia Massai, Niccolò Ricci, Francesca Sbragia, Diletta Massai, Antonio Bisegna jr and Susanna Capponcelli
Walter Van Beirendonck
FA SHION EXHIBITION text Eva Desiderio
Ironiche provocazioni
Lo stile di Walter Van Beirendonck e altre emozioni. Al Pitti Uomo Walter Van Beirendonck’s style and many other emotions at Pitti Uomo. MAGAZINE 119
FA SHION EXHIBITION
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nternazionalità e provocazioni, sorprese e certezze. Il calendario di Pitti Uomo, edizione numero 74, sta tutto tra questi due binari, scintillanti di novità ma anche fermi sulla grande tradizione del made in Italy. Con due special event che regalano subito al salone fiorentino per l’abbigliamento maschile, la medaglia d’oro della creatività perché sono stati scelti due personaggi al tempo stesso lontani e complementari: Diane von Furstenberg per illuminare di chic la seconda edizione di Pitti W-Woman Precollection in un angolo finora segreto del Giardino Torrigiani, e il belga Walter Van Beirendonck coi suoi costumi da e per il futuro fra gli alberi aviti del Giardino del Museo dello Stibbert. Il massimo della portabilità, Diane, si concilia e si sfida col massimo dell’ironia, Walter, una principessa che si confronta con il mago della provocazione, per regalare agli ospiti di Pitti
Corneliani che a Firenze ricorda i cinquant’anni di primato indiscusso nel made in Italy e ancora una volta si sceglie come palcoscenico un palazzo antico come Palazzo Capponi all’Annunziata e un giardino storico come quello della Gherardesca, dove si affacciano le meravigliose sale del Four Seasons. “Abbiamo sempre presentato a Firenze _ racconta il Cavalier Carlalberto Corneliani _ logico perciò decidere di brindare al nostro lavoro con tutti i nostri clienti in arrivo da tutto il mondo. Pitti Uomo ci ha dato tanto, ci ha permesso di farci conoscere in modo planetario, non c’è cornice più autorevole.” Layout della manifestazione stavolta la bicicletta, e il Pitti ne ha brandizzata una davvero speciale, sul tema Free Cycle-Free Mobility, con 100 dueruote a invadere la Fortezza e mille ruote a ricordare la grande attualità di spostarsi e vivere in modo ecosostenibile: una tribù di adepti e
Internationality and provocations, surprises and certainties. The 74th Pitti Uomo fair is poised between the latest fashion developments and the great made in Italy tradition. With two special events celebrating the creativity of two very different yet complementary designers: Diane von Furstenberg who will light up with chicness the 2nd Pitti W-Woman Precollection in an unknown corner of the Torrigiani Garden, and the Belgium Walter Van Beirendonck with his costumes from and for the future amongst the age-old trees of the Stibbert Museum’s garden. The utmost of wearability, Diane, reconciles with and challenges the utmost of irony, Walter; a commercial designer meets the king of provocation-illusion, presenting Pitti Uomo’s guests with the right amount of shock needed to feel the emotions of fashion.
tion at the centuries-old Palazzo Capponi and in the historic della Gherardesca garden of the beautiful Four Seasons Hotel. “We have always presented our collections in Florence- tells the Cavalier Carlalberto Cornelianiit was thus natural to celebrate such an anniversary in Florence with our customers from all over the world. We owe much to Pitti Uomo, it made us worldwide known, no place could have been more appropriate”. This time the symbol of the event is the bicycle. With the slogan “Free Cycle-Free Mobility” , 100 Pitti branded bicycles are ready to invade Florence and 1000 wheels will symbolize the modern wish for eco-friendly means of transport and way of life embodied by celebs such as Leonardo di Caprio who was seen going to a cocktail party in New York by bike or as done in Paris with Three creations by Walter Van Beirendonck, the Pitti branded bicycle and a dress of Diane von Furstenberg.
Uomo quella scossa necessaria per vivere l’emozione della moda. Intorno a questi due show tra charme femminile ed eccentricità maschile, un ciclone di eventi, feste, presentazioni, debutti, aperture di boutique e lanci di nuovi feticci che porteranno in riva all’Arno il pubblico variopinto dei modaioli e quello serioso degli addetti ai lavori. Tema imperante l’ecologia, nei materiali e nella filosofia nuova del vestire che sembra affermarsi ovunque e conquista i ventenni con una ritrovata e curatissima semplicità. Torna Hugo Boss scappato da tre edizioni dal megastand alla Fortezza, ma solo per una sfilata in una villa michelangiolesca sulle colline e le news della collezione Boss Orange Women’s and Men’s per la primavera-estate 2009. Decide di festeggiare con un gran gala e un’istallazione di arte contemporanea
spesso addirittura di fanatici che nel mondo scelgono di pedalare anche per andare ad un cocktail mondano come ha fatto di recente a New York Leonardo Di Caprio, e come fanno da Parigi coi Vélib e da Barcellona coi Bicing bianchi e rossi. Tutta la fiera sarà invasa da simboli e da icone cycle e negli stand la parola d’ordine sembra orientata verso un classico sportivissimo, spesso addirittura tecnico specie per gli accessori. E dopo gli ‘uomini in mutande’ delle scorse edizioni anche Dirk Bikkembergs continua a giocare sul Pitti con 100 calciatori schierati alla Leopolda per presentare le nuove scarpe da calcio e da città prodotte in sinergia con Zeis, mentre Ballantyne celebra l’eleganza del cardigan in omaggio alla sua storia e alla recente apertura della boutique del mitico marchio inglese in via de’ Tornabuoni: con il presidente di
In addition to these two shows of feminine charm and man’s eccentricity, a wealth of events, parties, presentations, debuts, boutique openings and launch of new fashion fads that will bring to Florence a colourful crowd of socialites, fashionistas and experts. The dominating theme is ecology, meant as the use of organic materials but also as the youngsters’ latest guiding philosophy in the world of fashion. Hugo Boss is back (he had ignored the past three editions ), but only for a fashion show in a Michelangelesque villa in the hills to present the Boss Orange Women’s and Men’s collections for spring-summer 2009. Corneliani is going to celebrate its fifty years of primacy in the strictly made in Italy men’s clothing sector with a gala party and a contemporary art installa-
the “Velib” or in Barcelona with the white and red “Bicing”. The whole fair is going to be full of cycle symbols and icons and the key word among exhibitors seems to be “classic-sportsman look” , or even technical, especially when it comes to accessories. After the “men in underpants” , this year Dirk Bikkembergs plays with 100 football players lined up at the Leopolda to present his new football and city shoes produced with Zeis, while Ballantyne celebrates the elegance of cardigans as an homage to its history and its new boutique in Via Tornabuoni: the president of Ballantyne Alfredo Canessa alongside Luca Cordero di Montezemolo and his son Matteo, who control the brand through the Charme fund, will welcome friends and guests in Palazzo Antinori’s magnificent courtyard.
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FA SHI O N E X H I B I T I O N Ballantyne Alfredo Canessa anche Luca Cordero di Montezemolo con il figlio Matteo che con il fondo Charme controllano il marchio, per ricevere gli amici e i clienti nello splendore del cortile di Palazzo Antinori. Sundek invece sceglie la Palazzina Presidenziale della Stazione per mettere in mostra i costumi da bagno che raccontano cinquant’anni di amore col mare, con una mostra retrospettiva e le immagini più belle per gli amanti del surf. Omaggio allo sport, specie alle Olimpiadi, a Villa Vittoria, ancora un giardino, con First, l’allegato mensile di Panorama, con gli scatti di Efrem Raimondi, mentre in Fortezza si accende la grande sfida dei marchi. Con Mason’s che organizza una backstage performance un inno alla bellezza dei più giovani, con Eton che festeggia 80 anni di pura eleganza, con Puma che lancia il progetto stilistico con Mihara Yasuhiro per Playstation
Numerose le inaugurazioni di negozi come quello in via della Vigna di un camiciaio dei sogni come Alessandro Gherardeschi, tante le mostre d’arte come quella organizzata delle opere di Renato Missaglia al Museo Salvatore Ferragamo, il lancio della nuova linea Gold di Everlast, il brindisi da Brooks Brothers in collaborazione con Bang & Olufsen. Debutta al Pitti la famiglia Braccialini al gran completo con due importanti iniziative: il party evento per Amazonlife, nuovo progetto ecologico della maison guidata da Carla Braccialini e dai suoi figli, e la mostra retrospettiva che esalta l’arte dei graffiti di strada per il rilancio alla grande di Gherardini, storico marchio della pelletteria di lusso fiorentina rilevato da Braccialini. Alla Leopolda mostrerà strepitosi pezzi d’archivio che raccontano la secolare storia della G che invase il mondo negli anni Settanta-Ottanta con le sue borsette stampate.
Sundek chose the train station’s Palazzina Presidenziale to show its beachwear documenting fifty years of passion for the sea with a retrospective exhibition and the best photos for surf lovers. An homage to sports, in particular to the Olympic Games, at Villa Vittoria, a garden again, by First, the monthly magazine enclosed with Panorama, featuring photos by Efrem Raimondi. In the meantime, at the Fortezza, the challenge between brands begins. Mason’s organizes a backstage performance, a sort of praise of young beauty; Eton celebrates 80 years of pure elegance; Puma launches its style project with Mihara Yasuhiro for Playstation 3; Tateossian’s limited edition cuff links; Brunello Cuccinelli’s beautiful cashmere creations, the launch of the Police collection by Alessandro Bastagli produced by Amoda; Messagerie’s fashion
a new eco-friendly project by the fashion maison run by Carla Braccialini and her children, and the retrospective exhibit on street graffiti for the relaunching of Gherardini, the historic Florentine brand of luxury bags taken over by Braccialini. On view at the Leopolda, extraordinary vintage pieces telling the story of the “G” that invaded the fashion world in the ’70s-‘80s with its printed handbags. Many cultural events also: from the inauguration of the exhibition The evolution of fabric in sports at the Textile Museum of Prato to the unpublished photos of the G.B.Giorgini Archives at the Museum of the Roberto Capucci Foundation, up to the exhibition La moda in mostra showing the works by the Polimoda students at Villa Favard. Levi’s, with its timeless 501 jeans, counts on the reopening, after
show, the Sweet Years party. And then the gala dinners such as the customary and always sumptuous one organized by Classico Italia in Palazzo Pitti’s courtyard. Stefano Ricci, who founded Classico Italia, has organized the Heritage Trophy, inspired by the legendary elegance competition between cars of the fifties, showing the best Italian sports cars, such as the Ferrari 250 Mille Miglia of Eugenio Castelletti. Many new boutique openings, such as Alessandro Gherardeschi’s dream shirts store; many art exhibits, like the one by Renato Missaglia at the Salvatore Ferragamo Museum; the launch of Everlast’s new Gold line; the party at Brooks Brothers in collaboration with Bang&Olufsen. The Braccialini family debuts at Pitti with two important initiatives: the party for Amazonlife,
months of restoration works, of the Luisa Via Roma boutique. Andrea Panconesi has filled the newly renovated store with contemporary works of art and added elegant suites for the wealthiest and most demanding customers who usually shop behind closed doors. Levi’s launches in Florence the jeans trimmed with 24-carat gold. For few sophisticated and rich collectors only.
From left: Pitti Rooms, Carri Mundane’s portrait, an outfit for s/s o8, Walter Van Beirendonck, W.&L.T. a/w 95-96 ph. J.B. Mondino
3, coi gemelli limited edition di Tateossian, con le meraviglie in cashmere di Brunello Cucinelli, il lancio vero della collezione Police prodotta da Amoda di Alessandro Bastagli, la sfilata di Messagerie, il party di Sweet Years. E poi le cene di gala come quella consueta e sempre sontuosa del Classico Italia al Cortile dell’Ammannati di Palazzo Pitti, vero teatro di conversazione e confronto per i buyers internazionali più prestigiosi. Stefano Ricci che ha fondato il Classico Italia e che coi suoi prodotti di lusso ne sintetizza al meglio l’anima, ha scelto di organizzare nel cortile della Fortezza un Heritage Trophy brandizzato ispirato al mitico Concorso di Eleganza per automobili degli anni Cinquanta con una sfavillante mostra delle sportive italiane, blasonate auto da competizione come la Ferrari 250 Mille Miglia di Eugenio Castelletti.
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Non mancano gli eventi culturali, dall’inaugurazione della mostra L’evoluzione del tessuto nello sport al Museo del Tessuto di Prato alle immagini inedite dell’Archivio G.B.Giorgini al Museo della Fondazione Roberto Capucci a Villa Bardini regalate a Pitti da Neri Fadigati, fino all’esposizione La moda in mostra a Villa Favard dei lavori degli studenti del Polimoda. Levis’ coi suoi intramontabili jeans 501punta sulla riapertura, dopo vari mesi di restauri di Luisa via Roma, boutique del mito della moda che Andrea Panconesi ha arricchito con opere d’arte contemporanea ed eleganti suite riservate ai clienti più facoltosi ed esigenti, quelli che per fare i loro acquisti spesso chiedono che si chiudano le porte dei negozi. Levis’ lancia da Firenze il jeans profilato d’oro,con tanto di rivetti a 24 carati, per pochi sofisticati e ricchi collezionisti.
Il layout di questa edizione è la bicicletta, sul tema Free Cycle-Free Mobility This time the symbol of the event is the bicycle. With the slogan Free Cycle-Free Mobility
Diane von Furstenberg, è nata in Belgio da una famiglia dell’alta borghesia. Sposa nel 1969 il principe Egon von Furstenberg Diane von Furstenberg was born in Belgium into an upper-middle class family. In 1969 she married the Prince Egon von Furstenberg 124 124
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Leggendaria Diane
Dal wrap dress a La Petite Valise ma sempre abiti passe-partout transgenerazionali From the wrap dress to La Petite Valise, but always passe-partout dresses for all generation
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icominciare. E vincere sparigliando le carte del fashion system sempre a caccia di facce e feticci nuovi. Con la forza e la passione che solo certe donne sanno mettere in pista, specie quando la metà della vita è già trascorsa. E’ questa la storia fantasticamente creativa di Diane von Furstenberg, nata in Belgio in una solida famiglia borghese, gli Halfin, e diventata principessa negli anni della rivoluzione giovanile, nel ‘69, con le nozze per amore con il principe-stilista Egon von Furstenberg, biondo, affascinante, cosmopolita, esuberante e mondanissimo nipote dell’Avvocato Agnelli. Una vita passata tra successi e salotti, con una pausa professionale ed umana di oltre dieci anni e la sfida, nel 1997, di ritentare con le passerelle e lo studio stilistico. Fino alla ritrovata ribalta di oggi, con tutti i media che la cercano per farsi raccontare come si fa a ricominciare e a tornare ad essere, a più di sessant’anni, una star della moda. Tanto da essere invitata come ospite d’onore da Pitti Immagine per presentare nell’antico Giardino Torrigiani la collezione Cruise pre/spring 2009 per il secondo appuntamento con Pitti W_ Woman Pre Collection alla Dogana. “Essere stata chiamata da Pitti? Una gioia infinita”, racconta Diane, capelli sempre lunghi e gambe nervose, lo sguardo sicuro di chi ha saputo navigare nel bel mondo mantenendo una schiettezza e una sincerità senza eguali, che la fanno essere sempre a suo agio ai pranzi alla Casa Bianca come tra i ragazzi del suo studio stilistico a New York nel Meatpacking District. “Questo approdo a Firenze con i miei vestiti che tanta strada hanno fatto da quel primo abito del 1971 + continua lady Furstenberg - mi permette di riannodare i fili con l’Europa. Ed è meraviglioso poter tornare nel mio continente con tante linee complete e di successo, in un momento in cui il mio marchio sta vivendo un’espansione globale ed è presente in 56 paesi e in 22 boutique monomarca nel mondo”. E come sempre Diane spiazza critici ed invidiosi presentandosi con un progetto dall’apparenza modesta, dedicato alle donne che viaggiano per lavoro ma che rischia di trasformarsi nella chiave di volta del nuovo chic, semplice e concentrato. Con abiti creati per entrare nella trolley. La collezione che sfila a Firenze si chiama La Petite Valise, perché secondo la mondanissima signora che ha inventato il wrap dress “se sai fare la valigia sai come vivere al meglio la tua vita”. Focus sul vestito, alleato storico della femminilità, rilanciato dalla von Furstenberg in tutta la sua modernità, nei tagli, nella leggerezza, nei colori squillanti. Comodo anche per un pic nic al chiaro di luna come quello che si terrà dopo il defilé nel giardino dove nel ‘51 nacque la moda italiana con i fashion show di Giovan Battista Giorgini. “Che batticuore e che responsabilità per questa passerella che ha dietro una storia tanto fantastica!”, sorride la stilista che è anche la nuova presidente del Consiglio degli Stilisti Americani (CFDA), eletta per aver sempre creduto nella moda americana. Ma cosa ha fatto durante gli anni bui della sua griffe, a fine anni Ottanta? “Mi sono dedicata ai miei due figli, ho trovato un nuovo amore e il mio secondo marito, Barry Diller, e ho scritto tre libri, Beds, The Bath e The Table, manuali per il moderno lifestyle dove ho riversato tanta parte delle mie esperienze e degli incontri fortunati che nel jet set”. Poi non si è fermata ed è passata alle televendite con una collezione ad hoc, Silk Assets. Fino al ritorno in pista, alle origini della vintage-mania, con i primi pezzi del nuovo concetto di wrap dress, prodotti per Saks Fifth Avenue, nel ‘97. Non contenta di tanta iperattività Diane esce l’anno dopo anche con la sua biografia, Diane: A signature Life. E continua a marciare con la linea, arricchendola di accessori e di profumi, conquistando consensi entusiasti alle sfilate di New York. “Non sono una donna che aspetta che le cose si risolvano da sole, io ho un carattere deciso, forte - spiega la stilista - e quando tutto sempre passare questa forza interiore è di grande aiuto”. Una lezione di carattere imparata da sua madre, sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti. “Lei mi ripeteva sempre che dal fuoco si può sempre rinascere se si è migliori e che bisogna sempre avere speranza. E mi ha insegnato anche a contare solo su se stessi. Ho imparato la lezione - conclude sorridendo con tenerezza Diane - e sono sempre più convinta che le donne sono intrinsicamente forti e che hanno però la delicatezza di non mostrarlo troppo”. Ed ecco da queste parole il segreto della sua simpatia e gloria stilistica. Starting all over again, successfully. And taking by surprise the fashion system constantly in search of new faces and fads. With the determination and passion that only few women have, especially when they are halfway through life already. This is the incredibly creative story of Diane von Furstenberg, born in Belgium into an upper-middle class family, the Halfins, who became Princess in 1969, in the years of the students’ revolution, by marrying for love the designer and Prince Egon von Furstenberg, the fair-haired, handsome, cosmopolitan, exuberant and fashionable nephew of Gianni Agnelli. Diane has spent her life between professional success and exclusive circles, taking a break of about ten years and, in 1997, venturing again into the fashion business. Up to today’s recaptured media attention, because of our eagerness to find out the secret behind an over sixty-year old lady’s lost and regained popularity in the high fashion world. To the point that she was invited to Pitti Immagine as guest of honor to present her pre-spring 2009 Cruise collection within the second Pitti W-Woman Pre-collection event in the beautiful setting of the centuries-old Torrigiani Garden. “Being invited by Pitti? It makes me very happy”, says Diane, sporting long hair, sinewy legs and the knowing glance of a woman who has been leading a flamboyant life in high society for years without losing the straightforwardness and frankness that make her feel perfectly at ease at the White House as well as among her designers in her New York studio in the Meatpacking district. “Going back to Florence with my creations, which have gone a long way since 1971, when I designed my first dress- goes on Ms. von Furstenberg- gives me the opportunity to renew my relations with Europe. It is fantastic to go back to my continent with my many complete lines, at a time when my brand is successfully exported to 56 countries and sold in 22 flagship stores throughout the world”. As usual, Diane wrong-foots critics and rivals with a collection devoted to women who travel for business, seemingly plain-looking, but actually simple, practical and very, very chic. Garments specially made to fit in a trolley: the collection that will be shown in Florence is, in fact, named La Petite Valise, because, according to this society lady who invented the wrap dress “if you know how to pack, you know how to live”. So Ms. von Furstenberg relaunches the dress, woman’s traditional ally, in all its modernity, cuts, light-weight and bright colors. Perfect for the moonlight picnic taking place, after the fashion show, in the ancestral garden where in 1951 Italian fashion was born with Giovan Battista Giorgini’s shows. “What a thrill and what a responsibility I have by sending my creations down such a historic runway! – says with a smile the designer who was named president of the Council of Fashion Designers of America (CFDA) because of her unshakable faith in American fashion. What has she done during the dark years of her career, in the late eighties? “I devoted myself to my two children, I found a new love and second husband, Barry Diller, I wrote three books, Beds, The Bath and The Table, coffee table books on modern lifestyle reflecting my personal experiences and many happy encounters with Jet Set members”. She then pioneered TV-shopping with the live on-air selling of her Silk Assets collection. In 1997, she made her comeback with a line of signature dresses for Saks Fifth Avenue stores. Not content with all her achievements, the year after she published her memoirs, Diane: A signature life. The number of her successful businesses include perfumes and accessories which, along with her apparel line, conquer the New York fashion shows’ audience again and again. “I am not a woman who waits for things to happen, I have a firm, determined natureexplains the designer- and my inner strength has always helped me through life”. A lesson she learned from her mother, a Holocaust survivor. “She used to tell me that you can always rise from your ashes if you are a better person and you must live on hope. And she also taught me to rely on myself alone. I learned the lesson- concludes Diane with a sweet smile - and I am more and more convinced that women are intrinsically strong but sensitive enough not to show it”. And with these words, we find out her secret. 126
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FA SHION DESIG NER text Eva Desiderio
Alcune immagini della stilista nella sua case e due modelli in passerella a New York nel 2007. Some photos of the fashion designer in her house and two models on the runway in New York in 2007.
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MOSCHINO CHEAP & CHIC Canotta di lana grossa rifinita da maniche e collo in chiffon. Panta di maglia. Wool top with chiffon sleeves and neck. Knitted pants. Scarpe/Shoes: ChloĂŠ at Luisaviaroma
Knitwear. Couture
Il filo di Arianna percorre strade inedite Ariadne’s thread follows unusual paths
Marta Innocenti Ciulli photo Andrea Varani make up and hair Paolo Baroncelli
DEBORA SINIBALDI Collo alto, maniche a campana con decorazioni a rilievo. Turtleneck, flared sleeves with relief decorations. Scarpe/Shoes: Marsèll at Luisaviaroma Gonna/Skirt: Marni at Space
MARIELLA BURANI Abito in maglia con scollo a barca, maniche lunghe e gonna lavorata. Knitted dress with boat neck, long sleeves and embroidered skirt. Scarpe/Shoes: ChloĂŠ at Luisaviaroma Collana/Necklace: Marni at Space
BLUGIRL Maglione a trecce con maniche corte e collo alto. Su un abito di chiffon. Cable sweater with short sleeves and turtleneck overa chiffon dress. Scarpe/Shoes: ChloĂŠ at Luisaviaroma
KENZO Linea a uovo, orlo asimmetrico, scollo rotondo. L’abito in maglia. Egg-shaped, asymmetrical border, rounded neckline. Knitted dress. Scarpe/Shoes: ChloÊ at Luisaviaroma
DIANE VON FURSTENBERG Gilet grigio appena incrociato portato sull’abito sottoveste. Slightly criss-crossed grey vest over a slip dress. Scarpe/Shoes: Chloé at Luisaviaroma
MIU MIU Piccolo l’abito a mezza manica con orlo fantasia. Half-sleeved dress with fancy border. Pantaloni/Pants: Dries Van Noten at Space Scarpe/Shoes: ChloÊ at Luisaviaroma Calzini/Socks: Prada
ANTONIO MARRAS Maglione XL con fili di lurex, maniche a kimono. Sulla gonna di tulle. Extralarge sweater with Lurex threads and kimono sleeves over a tulle skirt. Scarpe/Shoes: Marsèll at Luisaviaroma
J.P. GAULTIER Sotto un abito di satin un abito/pull a rete con collo e maniche importanti. A satin dress over a net dress/cardigan with big neck and sleeves. Scarpe/Shoes: ChloĂŠ at Luisaviaroma
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1. Chopard - Happy Diamond € 14.150 2. Cartier - price upon request 3. Dior Joaillerie - price upon request 4. Tiffany - Blue Box Charm - € 120 5. Chanel - € 780 6. Pomellato - Forever - €3.680 7. Rosato - Armonia - € 1.640 8. Dior Joaillerie - price upon request
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Marta Innocenti Ciulli
Love knots
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Un intreccio romantico, quasi innocente, che simboleggia un legame che non si scioglierĂ mai. Il fiocco. Fil rouge della haute joaillerie A romantic, almost innocent interlace, symbolising a bond that will never be loosed. The bow. The leitmotif of top jewellery
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Scacco matto
Bianco e nero. Bene e male. L’eterno binomio investe oggetti hi-tech e mobili di design, abiti e accessori couture in un gioco che non lascia spazio all’incertezza. Black and white. Good and bad. The dualism can be recognized in hi-tech objects and design furniture and accessories in a play that leaves no room for doubt. 1. Fornasetti - € 756 - at authorized sellers 2. Chanel - €1.220 - piazza della Signoria 10/r - Firenze 3. La Perla - € 148, € 124 - via della Vigna Nuova - Firenze 4. Givenchy - € 670 -at Luisaviaroma - via Roma 19/21r - Firenze 5. Angela Caputi - € 148 - at Giuggiù di Angela Caputi - borgo Ss Apostoli 48/r - Firenze 6. Chanel - dress € 7.210 - piazza della Signoria 10/r - Firenze 7. 6267 - skirt € 900 -at authorized sellers. 8.Fornasetti - € 114 each - at authorized sellers 9. MacBook, Apple - € 1.099 - www. apple.com. 10. Marni - price upon request - at Space - via de’ Tornabuoni 17/r - Firenze 11. Chanel - € 720 - piazza della Signoria 10/r - Firenze. 12. Diorshow BlackOut Waterproof - € 26.79 - at authorized sellers. MAGAZINE 141
WH AT’ S COOL SHOES
Marta Innocenti Ciulli text Francesca Lombardi
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Addio stivali da gatta. Sinuose caloches che avvolgono tutta la lunghezza della gamba, addio! Il prossimo inverno ha il passo lesto di tronchetti con tacco altissimo. Goodbye cat-like boots. Adieu tight-fitting sinuous high boots! The coming winter walks at a brisk pace on spike heel demi boots 1. Givenchy- € 720 - at Luisa Via Roma - via Roma 19-21/r - Firenze 2. Vicini - € 600 - at authorized sellers 3-4. Louis Vuitton - € 7.200 and € 550 - piazza degli Strozzi, 21/r - Firenze 5. Kristina T - price upon request - via IV novembre 7/a- Forte dei Marmi 6. Marni - at Space - via de’ Tornabuoni, 17/r - Firenze 7. Giuseppe Zanotti Design - € 600 - at authorized sellers 8. Prada - price upon request - via de’ Tornabuoni - Firenze 9. Casadei - price upon request - via de’ Tornabuoni 33/r - Firenze MAGAZINE 143
WHAT’ S COOL BAGS
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Chi non ama le piccole borse, gli scrigni di dimensioni mignon, avrà la sua rivincita. E, per l’inverno godrà di eleganti maxi borse in pelle che contengono tutto. Those who are not too keen on clutches and mini handbags, take their revenge at last! With winter maxi bags in ultrasoft leather carrying nearly anything. 1. Corto Moltedo - € 850 - at authorized sellers 2. Prada - € 1.050 each- via de’ Tornabuoni - Firenze 3. Ermanno Scervino - € 1.230 Piazza Antinori 10/r - Firenze 4. Serapian - € 740 - at authorized sellers 5. Gianfranco Lotti - € 675 - Via Della Vigna Nuova, 45/r - Firenze 6. Bottega Veneta - price upon request- piazza Strozzi, 6 - Firenze 7. Kristina T - € 885 - via IV novembre 7/a- Forte dei Marmi 8. Ballantyne - € 1.570 - via de’ Tornabuoni- Firenze 9. Louis Vuitton - € 990 - piazza degli Strozzi, 1 - Firenze 10. Zagliani - € 12.500 - at authorized sellers 11. Marni - price upon request- at Space - via de’ Tornabuoni, 17/r - Firenze 12. Givenchy - price upon request - at Luisa Via Roma - via Roma 19-21/r - Firenze MAGAZINE 145
WHAT’ S COOL GLASSES
Marta Innocenti Ciulli text Francesca Lombardi
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Red-therapy
Se basta indossare un paio di occhiali rosa per vedere il mondo con più entusiasmo, che succede se gli occhiali sono rossi? Forse raddoppia l’euforia e sparisce il grigio dell’inverno. If it only takes pair of pink glasses to look at life with enthusiasm, who knows how you see things through red-colored glasses? Perhaps euphorically and winter’s grey diseappers. 1. Cavalli - € 150 - www.robertocavalli.com 2-3. Versace - price upon request - www.versace.com 4. Armani - € 125 - www.giorgioarmani.com 5. Louis Vuitton - € 345 and 365 - www.louisvuitton.com 6. Ermanno Scervino - price upon request - www.ermannoscervino.it 7. Carrera - €110 - www.carrerasport.com 8. Max Mara- € 175 - www.maxandco.com 9. Blue Bay - price upon request - www.safilo.com MAGAZINE 147
WHAT’S COOL JACKETS
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Piumini couture
Che siano caldi, è un obbligo. Ma la moda esige di più, e loro si adattano. Colori vinilici, tessuti avant-garde, dettagli di pelliccia. E le basse temperature non ci spaventano più. The warmth is a must. But fashion demands more, and so the down jackets adapt. Vinyl colours, avant-garde fabrics, fur details. Low temperatures no problem. 1. Moschino - € 398 - at Luisa Via Roma, 19-21/r - Firenze 2. Blumarine - € 1.984 - Chiasso de’ Soldanieri, 18/r - Firenze 3-6. Moncler - € 329 and € 502 in Italy - at Luisa Via Roma - via Roma, 19-21/r - Firenze 4. Ermanno Scervino - € 2.488 - piazza Antinori, 10/r - Firenze 5. Bottega Veneta - price upon request - via Strozzi, 6 - Firenze 7. Dsquared2 - € 1.534 - at Luisa Via Roma, 19-21/r - Firenze 8. Add - € 202 - at Gerard Loft - via de’ Pecori, 34-36/r - Firenze MAGAZINE 149
WHAT’ S COOL BEAUTY
Marta Innocenti Ciulli text Alessandra Lucarelli
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Sfilano i profumi
Sotto la doccia però. Gli stilisti firmano fragranze che portano il mood della loro moda. E ne completano il look della stagione. Questa volta, solo per lui. But under the shower. Designer fragrances that convey the mood of their fashion. To round off the look of the season. This time, only for him. 1. Emporio Armani diamonds - € 31,50 2. Arpège - Lanvin - € 20 3. Black XS - Paco Rabanne - € 20 4. Dior Homme - Dior - € 25,17 5. L’Eau d’Issey pour homme - Issey Miyake - € 25,55 6. Tom Ford 7. Versace € 21 - 8. Paul Smith story - € 22 9. Kenzo - € 24,40 10. Tsar - Van Cleef & Arpels - € 24 11. Burberry London - € 24,50 12. Prada - € 31 MAGAZINE 151
PA SSION PA RFU M
text Francesca Lombardi
Nobile 1942
Saponificio Campostrini
Bois 1920
Odori
Sublimazione dell’olfatto
L’
Percorso fiorentino nel mondo dei profumi Florentine itinerary through the world of fragrances
elisir di lunga vita di Firenze è una complessa alchimia di fragranze diverse, un jus di tradizione artigianale e cultura profumiera che ha radici lontane: ci piace immaginare così tutti i profumi che da sempre nascono in questa città, quasi legati da un fil rouge sottile, che unisce e distingue allo stesso tempo. Come spiegare altrimenti le tante maison profumiere che il capoluogo toscano vanta, gli appuntamenti per scoprire nuove e inedite essenze, le antiche profumerie quasi istituzionali? Solo con una passione che ha radici lontane, con usi e costumi di matrice rinascimentale. Una passione gemella a quella che dagli inizi del’ 900 anima la ricerca della famiglia Galardi a partire dal capostipite Guido, creatore delle prime formule. Nel 2005 il nipote di Guido, Enzo, realizza il suo primo sogno con la creazione di Bois 1920: otto fragranze dal bouquet complesso distribuite
Florence’s elixir of long life is a complex alchemy of different fragrances, a discreet blend of artisan tradition and perfumier culture deeply embedded in the past. This is how we like to imagine all the fragrances that this city has given birth to, linked by a subtle guiding thread that at once unites and distinguishes them. Otherwise, how can we explain the number of perfume maisons that the Tuscan capital boasts, the appointments conceived to divulge new and original essences, the ancient perfumeries that are almost institutions? Only by a passion that has distant roots, deriving from customs and usage of a Renaissance matrix. A passion twin to that which, since the early twentieth century, has animated the research of the Galardi family starting with its founding father Guido, the creator of the original formulas. In 2005, the first dream of Guido’s grandson Enzo materialised in the creation of “Bois 1920”: a refined collection of eight MAGAZINE 153
PA SSIO N PA R F UM
aaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaa Dr Vranjes
Dr Vranjes
in selezionati negozi. Solo un anno dopo in casa Galardi nasce un secondo marchio della profumeria di nicchia: Odori, cinque essenze forti, decise, naturali tout court che sono un omaggio alla città. Tra le altre Tabacco, Cuoio, Spigo Toscano, raccontano la storia di Firenze attraverso i suoi profumi. L’Orto della Botanica Inferiore del Giardino di Boboli ha ospitato per il secondo anno consecutivo una selezionata mostra mercato della tradizione floreale e profumiera, I profumi di Boboli: 18 espositori d’élite racchiusi in uno scrigno di verde, là dove nel Rinascimento sembra sorgesse La Spezieria voluta da Francesco dei Medici per trattare le piante e ricavarne distillati fragranti. Profumi personali ma anche essenze per la casa, altrettanto uniche e preziose, sono i prodotti creati dal Dr Vranjes nel suo laboratorio nel cuore di Firenze e in vendita nello showroom di Borgo La Croce. Frutto di una instancabile ricerca del suo creatore, i prodotti Dr Vranjes conciliano aromaterapia e cosmetologia, innovazione e tradizione in piccole bottiglie gioiello. Un ultimo indirizzo da segnalare per questo percorso fiorentino nel mondo dei profumi, I profumi di Via Maggio: un atelier di aromi selezionati dalle migliori maison del mondo.
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MAGAZINE
Saponificio Campostrini
Bois 1920
fragrances of complex bouquet distributed in selected stores. Just one year later a second label of elite perfumery saw the light in the Galardi workshops: “Odori”, five strong, decisive essences, in short natural scents, that are a tribute to the city. Tobacco, Leather and Tuscan Lavender tell the story of Florence through its perfumes. For the second year running, the Lower Botanical Garden in the Boboli Gardens has been home to a select fair devoted to the floral and fragrance tradition called “I profumi di Boboli”. 18 elite exhibitors displaying their treasures within a green casket, on the very spot where in Renaissance times, it would appear, Francesco de’Medici built the Spezieria, where the plants were processed to extract fragrant distillates. Perfumes for the person, but also essences for the home that are equally unique and precious: these are the products created by Dr. Vranjes in his workshop in the heart of Florence, and on sale in the showroom in Borgo La Croce. Fruit of the tireless research of their creator, Dr. Vranjes’ products mingle aromatherapy and cosmetology, innovation and tradition, with the resulting nectar encapsulated in tiny jewel bottles. A last address to note: I profumi di Via Maggio: an atelier of selected perfumes from leading maisons throughout the world.
Gucci
Church’s
Classici, lucidi, colorati. Ma solo mocassini, please Classic, shiny, colored. Only moccasins, please Marta Innocenti Ciulli photo Alessandro Bencini
Arfango
Corri uomo... 156
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Fendi
Salvatore Ferragamo
Tod’s
corri MAGAZINE 157
Burberry
Milord
Brooks Brothers
Ermenegildo Zegna
Brooks Brothers
Ermenegildo Zegna
Milord
Burberry Brooks Brothers
Burberry
Michele Negri
Burberry
Milord
Brooks Brothers
Raspini Luisaviaroma
Milord
Ermenegildo Zegna
Raspini
Michele Negri Raspini
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Brooks Brothers
Raspini
Burberry
Michele Negri
Only for men
Versione maschile della moda. A Firenze, dove The other half of fashion. Where in Florence
Marta Innocenti Ciulli photo Giovanni Giannoni
Michele Negri
Ermenegildo Zegna
Michele Negri
Ermenegildo Zegna
Brooks Brothers
Milord
Burberry
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n giro per boutique che pensano a lui. Firenze Magazine nota e annota. Brooks Brothers - Via della Vigna Nuova. Boiserie lucide, salotti di riflessione, grandi tavoli, caminetti. Da regalare subito lo smoking dal taglio classico, il set da barba e i pigiami con giacca profilata come quella del nonno. Al piano superiore si scelgono i tessuti per la camicia e l’abito su misura, in una zona off limits di assoluta tranquillità. Burberry – Via de’ Tornabuoni. Aperto da poco, nella strada ad alta concentrazione del fashion. Due piani condensati di filosofia new mods di invidiabile durata, in un ambiente soft e rilassante. Intramontabili e up to date i trench-coat con raddoppi e spalline obbligatori nel guardaroba, le bottom-down dalle fantasie calibrate, i V di cachemire, le borse a tracolla vestite dell’anima della Maison. Ermenegildo Zegna - Via de’ Tornabuoni. Luminoso, dai colori cremosi, tappezzato di foto in b/n che fermano l’immagine dell’artigianalità. Alta garanzia dei materiali, data dalle esperienze acquisite in campo tessile. Vasta scelta di ready-to-wear abbinata alla linea couture su misura, tutta al piano inferiore in assoluta privacy. Dalla camicia all’abito, dagli over-coat alla cravatta, dalle scarpe alle cinture, ai capi in pelle. Michele Negri – Via degli Agli. L’interno è spazioso, molto luminoso. Belle le giacche di cachemire leggere più di una piuma della linea Michele Negri, il bomber a edizione limitata in pelle e cachemire della Kiton, l’abito classico di lino della Boglioli, le scarpe di Allen Edmond Milord – Piazza degli Strozzi. Storico negozio di abbigliamento solo per uomo. L’arredamento, per la gioia degli occhi, è quello di una volta, sembra di respirare anche l’odore di un buon sigaro stagionato. Al piano superiore la parte del tayloring, si prendono le misure, si prova, si tira un filo di imbastitura, si scelgono le stoffe. Il nuovo profumo Antonio de Curtis, solo in boutique selezionate. Raspini – Angolo via Roma con piazza Duomo. Reparto uomo, al piano superiore: una serie di stanze suddivise dalla tipologia di target di abbigliamento: classico più informale, fashion, e particolarmente sport. Oltre alla linea Raspini, che propone abiti e camiceria, attuale la griffe Dondup, abbigliamento sportchic e Boglioli Le Marais.
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Milord
A tour of the boutiques for him. Firenze Magazine looks and writes. Brooks Brothers – Via della Vigna Nuova. Shiny furniture, rooms where to relax and ponder, large exhibition and sale tables, fireplaces. The traditional tuxedo, the shaving set, the pajamas like those of our grandfathers make wonderful gifts. The fabrics for the custom-made shirt and suit are selected on the upper floor. This is a “restricted area” where tranquility reigns. Burberry – Via de’ Tornabuoni. Opened recently in a street with a high concentration of fashion stores. Its two floors contain the paradigm of longlasting new mods philosophy in a relaxing atmosphere. Timeless, yet up-to-date are the double-breasted trench coats with epaulets that are a must in a man’s wardrobe. There are the soft patterned button-down shirts, the cashmere Vneck sweaters, the shoulder bags lined with the Maison’s soul. Ermenegildo Zegna – Via de’ Tornabuoni. Bright, painted creamy colors and full of b/w pictures that glow with craftsmanship. Guarantee that materials are of the highest quality, given the producer’s experience in textiles. Ample choice of ready-to-wear clothing and a section for custom-made items. One can have his shirt, suit, overcoat, tie, shoes, belt and leather clothes.. Michele Negri – Via degli Agli. The interior is roomy and flooded. The cashmere jackets lighter than a feather, the limited edition, cashmere and leather bomber jackets by Kiton, the classical linen suits by Boglioli and the stippled shoes by Allen Edmond are very fine. Milord – Piazza degli Strozzi. An historical shop that carries men’s apparel only. The old furniture is a joy for the eye, it even gives the impression you are smelling the scent of a good, well-matured cigar. The tailoring section is located on the first floor. There measurements are taken, fabrics are chosen, tacking threads are sewn. Perfume “Antonio de Curtis” is available only at a few, selected boutiques. Raspini – Via Roma-piazza Duomo corner The men’s section on the upper floor consists of a number of rooms divided by target: classical and more informal, fashion and sports. In addition to the Raspini brand that includes suits and shirts, Dondup sport-chic clothing and Boglioli Le Marais are particularly fashionable.
Brooks Brothers
Raspini
Michele Negri
Ermenegildo Zegna
C OLLECTOR WATCHES
text Sandro Fratini
Da sx: Gladio, Gmt bachelite e oro giallo, Turn-O-Graph, Gmt per il mercato arabo e Submariner senza spallette
Al polso di James Bond
I Rolex sono tra gli orologi tecnici, militari e sportivi più ricercati sul mercato Rolex, some of the most coveted technical, military and sports wristwatches on the market
I
n un mondo pieno di paradossi dove potrebbero esser nati gli orologi militari più famosi se non in una nazione che universalmente è conosciuta come la più pacifica e neutrale? E’ infatti la Svizzera la patria della Rolex, fondata nel 1905 dal tedesco Hans Wilsdorf e dal fratellastro Alfred Davis, grazie alla quale, soprattutto dopo la seconda Guerra Mondiale, è nata una tra le più importanti produzioni di orologi tecnici, sportivi e militari. Nessuno sa come sia nato il nome Rolex ma una versione mai confermata vuole che derivi dal francese horlogerie exquise, ovvero squisita ditta di orologi. Quello che è certo è che sotto questo nome sono nati alcuni orologi destinati ad entrare nella storia del costume e della tecnica, soprattutto nel settore dei militari-sportivi da polso, sempre più ambiti e ricercati dai collezionisti e dagli appassionati, tanto da aver fatto lievitare molto i prezzi sul mercato. Parlare di Rolex significa parlare di orologi che per primi hanno proposto il datario, il doppio fuso orario e l’impermeabilità. Per questo il viaggio tra questi unici esempi di perfezione tecnica non può che iniziare dal Turn-O-Graph, predecessore del Submariner, creato nel 1950 in acciaio e acciaio ed oro e prodotto in qualche migliaia di esemplari. E’ infatti nel 1953 che Rolex produce il primo orologio da polso subacqueo e automatico, il Submariner, capace di resistere fino a 100 metri di profondità.
In a world full of paradoxes, where else could the most famous military watches be created if not in a country universally renowned as the most pacific and neutral? Yes. Switzerland, the homeland of the Rolex, founded in 1905 by the German Hans Wilsdorf and his stepbrother Alfred Davis, thanks to whom one of the most important manufacturers of technical, sports and military watches came into being after the Second World War. No one knows where the name Rolex came from, but an unconfirmed legend holds that it derives from the French term “horlogerie exquise”, that is exquisite watchmakers. What is certain is that this is the name borne by a number of watches destined to make their mark in social and technical history, especially in the sphere of military and sports wristwatches. Increasingly sought after and coveted by collectors, the market prices for these articles have gone sky high. Speaking of Rolex means talking about the first wristwatches to have a date window, dual time zones and to be waterproof. This explains why a journey through these unique exemplars of technical perfection has to begin with the Turn-O-Graph, the predecessor of the Submariner, produced in a couple of thousand exemplars in 1950 in steel and steel and gold. It was in fact in 1953 that Rolex produced the first automatic underwater watch, the Submariner, with a resistance up to a depth of 100 metres. Dating to 1954, instead, is the Gmt Master, a waterproof chronograph
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CO L L E CT O R WAT C H E S
Da sx: Gmt prototipo, Gmt bachelite acciaio, Explorer, Milgauss
Nel 1954 è stato creato il primo cronografo con due fusi orari e calendario In 1954 was created first chronograph with two times zones and calendar Del 1954 è invece il Gmt Master, cronografo impermeabile con calendario e due fusi orari concepito su richiesta delle aerolinee Pan Am per i propri piloti destinati ai voli transcontinentali. Con il passare degli anni sono arrivate varie trasformazioni dei modelli sia per il Submariner che per il Gmt: tra i più noti il “Cornino”, il Gmt con ghiera in bachelite e freccia piccola e il Submariner “James Bond”, indossato nei primi film di 007 da Sean Connery (mentre nella versione romanzesca di Ian Fleming il modello era un Oyster Perpetual). E’ inoltre da ricordare che con un GMT al polso, Tom Sheppard fa la prima traversata del Sahara sopportando le alte temperature e le frequenti tempeste di sabbia. Nel 1967 è stato realizzato il primo Oyster Sea Dweller, tra i primi modelli sportivi della Rolex, arrivato nella versione del 1971 a dotarsi di una valvola a rilascio di elio per far defluire il gas durante la decompressione nelle immersioni. Tra i più ambiti per la sua rarità è il Rolex Oyster Milgauss, che dal 1954 in poi ha avuto tre varianti e che nelle sue versioni più ricercate supera i 100 mila euro di quotazione. Tra le caratteristiche ha la lancetta dei secondi a forma di fulmine, il quadrante a nido d’ape e la capacità di funzionare perfettamente anche in presenza di forti campi magnetici. Particolare appeal anche per il cosiddetto Freccione Explorer e per il 5517, un modello di Submariner realizzato per l’esercito britannico con le lancette a gladio (e non mercedes come le altre) il quale viene considerato il Rolex militare per eccellenza.
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with calendar and two time zones, conceived to order for Pan Am airlines for pilots on transcontinental flights. Over the years, various modifications were made to the models of both the Submariner and the Gmt: among the most famous the “Cornino”, the Gmt with bezel in bakelite and small hand, and the “James Bond” Submariner, worn by Sean Connery in the first 007, (while in Ian Fleming’s novel the model was an Oyster Perpetual). Tom Sheppard made the first crossing of the Sahara desert with a GMT on his wrist, which proved able to withstand the high temperatures and the frequent sandstorms. In 1967 the first Oyster Sea Dweller was made, one of Rolex’s first sports models; for the benefit of deep sea divers, in the 1971 version it was equipped with a helium release valve that allowed the gas to escape during decompression. Among the most coveted for its rarity is the Rolex Oyster Milgauss, produced in three variants from 1954 on, the most sophisticated versions of which exceed quotes of 100 thousand Euro. Among the features are the second hand in the form of a lightning-flash, the honeycomb dial and the ability to function perfectly even in the presence of strong magnetic fields. Other timepieces of particular appeal are the so-called Freccione Explorer and the 5517, a model of Submariner specially created for the British Army with sword hands (rather than mercedes hands like the others), which was considered as the quintessential military Rolex.
CONCE P T S T O R E text Felice Limosani
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e sono accadute di cose da quando Andrea Panconesi nel 1982 rimodernò l’azienda di famiglia. Nasceva allora, così come oggi è conosciuta, Luisaviaroma, luogo culto della moda, spazio anticipatore delle tendenze. Partendo da questo concetto e animati dalla mia creatività, il racconto continua con la consapevolezza che per la messa a punto del futuro, la cassetta degli attrezzi è cambiata. La nostra metamorfosi è in corso e passa attraverso le tecnologie sul grande palcoscenico di internet. Come? Mi concedo un’affermazione impegnativa ma di certo la più innovativa e attuale per un punto vendita: social shopping! Nella nostra dimensione gravitano clienti affezionati e occasionali, o visitatori che danno una semplice occhiata. I nostri eventi sono veri e propri momenti di aggregazione tra amici e addetti ai lavori per non parlare del sito luisaviaroma.com che ormai tocca 500.000 contatti mensili. Non siamo più semplicemente Luisa in via roma ma un social -network con cui agire e inter-agire. Il nostro intento è di offrire sempre più collezioni moda di altissimo livello. In uno spazio, sia fisico che virtuale, in cui vendita,
parole dell’ambasciatore italiano di Climate Project Mario Alverà, cos’è l’Associazione no profit fondata da Al Gore. “Le Nazioni Unite hanno fatto molto per quanto riguarda i cambiamenti climatici. Hanno costituito un comitato Intergovernmental Panel for Climate Change (I.P.C.C.) per lo studio dei cambiamenti climatici e chiesto a tutti i governi di inviare i loro scienziati. Ogni tre, quattro anni il comitato rilascia una relazione sullo stato di salute del pianeta. Queste relazioni superano le 10.000. pagine e sono scritte con un linguaggio molto tecnico poiché si rivolgono agli scienziati. Al Gore ha pensato di tradurre queste relazioni in un linguaggio rivolto a chi tecnico non è. Per questo lavoro sono stati premiati con il Premio Nobel per la Pace, sia l’I.P.C.C. che Al Gore. La motivazione fornita del comitato che rilascia i Premi Nobel parte dalla valutazione che i cambiamenti climatici saranno la prima causa di guerre future. Quali obbiettivi si è posto in Italia The Climate Project? Poiché anche in Italia saremo tutti chiamati a fare delle difficili scelte per via dei cambiamenti climatici in atto (il nucleare è affidabile? il solare è
Many things have happened since Andrea Panconesi, in 1982, restructured his family’s company. That is how Luisaviaroma was born: a cult fashion place, a space anticipating modernity and trends. Starting from fashion and moved by creativity, the story goes on being aware that the tools needed to face the challenges which lie ahead are new and different. Internet technology is producing a metamorphosis in us. How? I will try to impress using a big word but certainly the most appropriate for a store like ours: social shopping! Our store is frequented by both regular and occasional customers or simply by onlookers. Our events gather friends and experts of the sector, not to mention the website luisaviaroma.com visited by 500.000 users per month. Now we are not only Luisaviaroma but a social network people can interact with. Our intent is to offer top-end fashion collections in a space- both
love-climate. The Italian ambassador of Climate Project, Mario Alverà, explains what the no profit association founded by Al Gore is. “The United Nations have done a lot in the climate change field. They established the Intergovernmental Panel for Climate Change (IPCC) and invited all member countries to participate. Every three, four years the committee issues a report on the planet’s health. These reports consist of over 10.000 pages and are written in a very technical and scientific language. Al Gore decided to translate these relations in a language that ordinary people easily understand. This work gained both IPCC and Al Gore the Nobel Peace Prize. The grounds for the award are that climate change will be the primary cause of wars in the future. What are The Climate Project’s goals in Italy? “As even Italians will have to make difficult decisions because of the climate change (is nuclear energy reliable? Is
Il nuovo store dedica la riapertura all’ambiente The new store devotes its opening to environment intrattenimento, arte e comunicazione creino un network di grande spessore culturale. Sono certo che il prodotto oltre ad essere un prodotto deve avere un senso. Il nostro gruppo mentre fa shopping si arricchisce di incontri, esperienze, divertimento e perché no, riflette! Ecco perché abbiamo deciso di dedicare l’apertura del 17 giugno, negli spazi completamente rinnovati a una causa che intendiamo sostenere ora e in seguito: il clima. Per farlo mi sono ispirato alle tre A finali di luisA viA romA e che per interconnessione mi ha portato alle altrettante A di abbigliamento, arredamento e alimentazione, per parlare di ambiente. Un dibattito breve, informale e non accademico sostenuto dagli amici Mario Alverà, Raffaello Napoleone, Aldo Colonnetti e Davide Paolini che ringrazio pubblicamente per aver aderito come relatori di Luisa-loveClimate. Cerchiamo di capire, attraverso le
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Luisa loves Climate
utopia? e l’eolico?) vogliamo dare al più gran numero di persone possibile le nozioni di base, perché ognuno possa fare autonomamente queste scelte. Questo obiettivo sarà realizzato tramite un ciclo di conferenze da tenersi nelle principali città italiane. Se nei confronti del pianeta è necessario avere una presa di coscienza, altri importanti passi possono essere fatti attraverso un cambiamento di mentalità quotidiano. Aldo Colonetti, presidente dello IED - Istituto Europeo Design - formula un nuovo concetto di design, in grado di limitare l’impatto ambientale. “Progettare l’entropia significa pensare ad un design che tenga conto che il consumo degli oggetti è sempre più veloce. L’oggetto ha un carattere passivo ma allo stesso tempo costruito; è il prodotto dell’homo faber. L’homo faber deve mettere al centro della sua attività una visione in grado di declinare le funzioni e le necessità della civiltà industriale alla luce di
physical and virtual-in which selling, entertainment, art and communication create a highly cultural network. A group of people that goes shopping and, at the same time, meets other people, has fun and, why not, has time for reflection. That is why we decided to devote the opening of the newly renovated store to the cause we have embraced: the climate. I drew inspiration from the three A’s of LuisA viA RomA which led to the A’s of Abbigliamento (apparel), Arredamento (furniture) and Alimentazione (food) to talk about climate. A brief, informal and non-academic forum supported by our friends Mario Alverà, Raffaello Napoleone, Aldo Colonnetti and Davide Paolini whom I publicly thank for being the speakers of Luisa-
solar energy an utopia? And what about wind energy?), we wish to provide the highest number of people possible with the basic information on the matter, through a series of conferences in Italy’s major cities”. Becoming aware of the problem is important, but other steps can be taken to change people’s mentality. Aldo Colonetti, president of IED, European Institute of Design, has conceived a new, low environmental impact design concept. “Today’s consumption of objects is faster and faster. Objects have a passive yet a man-made nature: they are the homo faber’s products. Today’s homo faber’s vision has to change in the light of three new elements: natural resources, balance between nature and
tre elementi nuovi: le risorse naturali, l’equilibrio tra natura e artificio e una nuova attenzione all’idea di consumo. Un oggetto serve per, non è mai, semanticamente ed esteticamente, autosufficiente.” Alimentazione e abbigliamento, nella loro accezione eco, offrono soluzioni di più facile e rapida attuazione: un modus vivendi che investe la nostra vita di ogni giorno. “Quello dell’eco-moda è un tema attualissimo ma che ha già una sua storia – spiega Raffaello Napoleone AD Pitti Immagine - Gli americani segnano come data ufficiale di inizio della tendenza le sfilate FutureFashion durante la fashion week newyorkese del febbraio 2005. In Italia lo arretrano invece al 1994, alla prima Mostra dell’Abbigliamento e del Tessile Ecologico tenutasi a Milano (promotrice LegaAmbiente, presenti una decina di aziende)che, due anni dopo, sortisce nella presentazione del marchio europeo Eco-Label sui prodotti ecologici ed eticamente corretti. Si cita anche il Gruppo LineaPiù che per primo in Europa lancia il filo di viscosa ecologica sotto quel marchio e la mostra In the Mood pensata nel 2001 da Li Edelkoort per
man-made products and a renewed attention to the idea of consumption. An object has a function, it never is selfsufficient”. Food and apparel, in their organic version, offer a simple solution, a modus vivendi affecting our everyday life. “Eco-friendly fashion is a topical subject but it also has a history behind it- explains Raffaello Napoleone, managing director of Pitti Immagine. According to the Americans, the official starting date of the trend is February 2005 with the FutureFashion shows during the New York fashion week. In Italy it dates back to 1994, with the first exhibition on organic textiles and clothing held in Milan, promoted by LegaAmbiente and attended by a dozen companies. Two years after, the exhibition led to the creation of the European brand Eco-Label for organic and ethically correct products. The LineaPiù group was the first company to launch in Europe the organic viscose
Pitti Filati. Se posso continuare a farmi un po’ di auto-pubblicità e senza Internet, potrei citare anche le sezioni Eco-Ethic e Eco-Luxe inaugurate qualche edizione fa a Pitti Bimbo e a Pitti Filati.” Ma è nel cibo che occorre una profonda rieducazione afferma Davide Paolini, giornalista e fondatore de Il Gastronauta. Romagnolo per carattere e globetrotter per scelta, autore di Cibo come arte, l’arte come cibo per Sperling&Kupfer. Afferma testualmente: “Per un minor impatto ambientale sarebbe importante rispettare la stagionalità dei prodotti, evitando la movimentazione del cibo da un paese all’altro, le importazioni e il ricorso al cibo surgelato”. Il cibo non è solo cibo, é tutto interconnesso. Davide mi dà lo spunto per concludere, affermando, che tutto quello che facciamo lascia un’impronta e noi nel nostro piccolo vorremmo lasciarne una pulita.
yarn under that brand and the exhibit In the Mood conceived, in 2001, by Li Edelkoort for Pitti Filati. If I can go on selfpromoting myself, I could also mention the sections Eco-Ethic and Eco-Luxe inaugurated a few editions ago at Pitto Bimbo and Pitti Filati. However, food is the field in which re-education is particularly important, says Davide Paolini, journalist, sociologist and founder of Il Gastronauta. “For a lower environmental impact, it is important to respect food’s seasonality, limiting the use of imported and frozen food”. I would like to conclude by saying that whatever we do leaves an indelible mark and we, in our own small way, would like to leave a clean one.
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FA SHION SCOU TING Teresa Favi
Sara Galardi
Camilla Minuti
Alice Pagnini
Gaia Baleani Elena Savasta
Camilla Minuti
Alice Minacci
Svava Halldorsdottir
Marisol Vite Avila
Daniele Davitti
Cesare Zanon
Laura Pesci
Affascinante futuro
Dalla sfilata di Polimoda, le promesse dello stile secondo Firenze Magazine From Polimoda’s fashion show, promising stylists according to Firenze Magazine
Cosa ci riserva la moda, il più sensibile termometro delle tendenze di domani? Siamo andati a scoprirlo alla sfilata finale di Polimoda, faro tra le fashion school internazionali. 38 collezioni degli studenti del terzo e ultimo anno, otto outfit ciascuno, tre giurie che nel corso della serata hanno premiato le migliori collezioni. Le cifre del primo debutto in passerella degli stilisti di domani. Questa che vi presentiamo è la nostra personale selezione. Nella scelta abbiamo valutato oltre la qualità stilistica anche lo styling, gli accessori, la maglieria, gli scenari meno déjà vu. What does fashion, the most accurate sensor of the upcoming trends, have in store for us? This author went to find that out at the closing show of Polimoda, a beacon for the international fashion schools. 38 collections by the students of the third and last year, eight outfits each, three juries that assigned awards to the best collections. Here are the figures of the runway debut of tomorrow’s fashion designers. And the following is this author’s choice, based not only on the dresses, but also on overall styling, accessories, knitwear and on the less déjà vu scripts.
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WHAT’ S COOL DESIGN
Marta Innocenti Ciulli text Alessandra Lucarelli
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Linee nobili
Per l’oggetto che arreda. Entrato nell’olimpo del design, esaudisce ogni desiderio di forma, dimensione e colore. Essenziali pezzi cult del nostro soggiorno. For the accessory that furnishes. Ranked in the design elite, satisfying every whim of shape, size and colour. Essential cult components of our lounges. 1. 4to8 - Desalto - € 1.173 - www.desalto.it 2. Post modern - Glas Italia - from € 2.640 - www.glasitalia.com 3-7. Archie and Seven - B&B Italia - price upon request - www.bebitalia.it 4. Container table - Moooi - € 1.083 - www.moooi.com 5. Bambi design Nendo - Cappellini - € 1.380 - www.cappellini. it 6. Mantis design Patricia Urquiola - DePadova - price upon request - www.depadova.it 8. Pathos - Maxalto B&B Italia - price upon request - www. bebitalia.it 9. Tao - Slide Design - € 240 - www.slidedesign.it 10. Ligne Roset - from € 2.149 - www.ligne-roset.it 11. Victor - Giorgetti - price upon request - www.giorgetti-spa.it MAGAZINE 171
WHAT’ S COOL DESIGN
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Carpet diem
Tornano i mitici Seventies, ma non solo nell’abbigliamento. Nuovo pezzo cult di design, il tappeto. Un’isola di relax della nostra stanza preferita. Tutta da vivere. The legendary Seventies are back, not only in clothing. The new must-have design object is the carpet. An oasis of relax in your favorite room. Enjoy it. 1. Casa di Nepi - € 2.800 - www.casadinepi.it 2. Arte Espina - Sirecom Tappeti - € 300 - www.sirecomtappeti.it 3-5-7. Gandiablasco - price upon request - www.gandiablasco.com 4. Splash - Ligne Roset - € 1.199 - www.ligne-roset.it 6. Loop House - price upon request - www.loophouse.com 8. Kasthall - € 203 - www.kasthall.com 9. Rangoli - Nanimarquina - € 2.092 - www.nanimarquina.com 10. Mondo design Lorenzo Damiani - Cappellini - € 9.800 - www.cappellini.it 11. Fes - DePadova - from € 840 - www.depadova.it MAGAZINE 173
La scultrice Carole Feuerman nella fonderia Art’ù di Firenze in due suggestivi momenti della fusione delle sue opere The sculptor Carole Feuerman in the Art’ù foundry of Florence while casting her work
C ONTEM P ORA RY A RT
text Teresa Favi photo Alessandro Moggi
Carole Feuerman
Scolpire la vita
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Da Manhattan a Firenze. Le statue umane di Carole Feuerman From Manhattan to Florence. Carole Feuerman’s human statues
a studiato illustrazione alla School of Visual Arts di New York. Carole Feuerman, oggi fra i più grandi rappresentati della scultura iperrealista statunitense, per mantenersi agli studi lavorò per una società che realizzava copertine di dischi. La sua prima commissione fu la copertina del disco di un cantante di flamenco. Per quello successivo fu fortunata: venne incaricata di realizzare la pagina centrale del libro dei Rolling Stones sul loro tour mondiale. Si ispirò alla canzone Monkey Man, il modello posò come fosse una scimmia, con un giubbotto di pelle, su una motocicletta. Un’illustrazione quasi tridimensionale perché usava l’aerografo per creare le ombre. Quel lavoro fu il lasciapassare per la prima scultura commissionata dal National Lampoon Magazine: fu la prima volta che Carole utilizzò la tecnica del life-casting (realizzazione della copia tridimensionale del corpo umano con un calco, ndr.), e andò in copertina. Era il 1977, fu un successo. Arrivò così alla sua importante scultura (Catalina) nel 1980, la prima nuotatrice di una lunga serie: la immaginò come una figura nell’atto di uscire dall’acqua, i capelli tirati dietro, grondante d’acqua e un’espressione estatica sul viso. L’anno successivo allestì una personale alla Hanson Gallery di Manhattan. Malcolm Forbes di Forbes Magazine ne fece una recensione. Fu l’inizio. Il resto è storia. Adesso approda a Firenze, con una nuova mostra alla Galleria Moretti. Signora Feuerman, con quali sculture si presenta al pubblico fiorentino? Con un progetto nato in Italia, che vede coinvolti anche alcuni personaggi del mondo dello spettacolo: Irene Grandi, Magda Gomez e Luca Calvani. Io e i miei assistenti abbiamo lavorato per alcuni mesi in un suggestivo studio di Prato ricavato in uno spazio industriale degli anni Cinquanta, l’ex tintoria del gruppo Colle, concessa all’associazione culturale Marginalia. Qui abbiamo realizzato alcune sculture di grande impatto visivo iperrealista, utilizzando un materiale sintetico innovativo per riprodurre fedelmente i lineamenti del volto e i minimi dettagli della pelle. E’ una tecnica che coinvolge direttamente il modello per via dei calchi in silicone, in gesso, quindi in resina sintetica eseguiti sul loro corpo. A Firenze ho portato una
She studied illustration at the School of Visual Arts of New York. Carole Feuerman, one of America’s major hyperrealist sculptors, started her career by working for a company making album covers to pay for her art education. Her first assignment was to design the album cover for a flamingo vocalist. For her next job she was fortunate enough to be commissioned to create the centerfold poster for the Rolling Stones world tour book. She was inspired by the song Monkey Man. The model posed as a monkey on a motorcycle with a leather jacket on. The drawings was three-dimensional because she used airbrush techniques for the shadows. That work led to her first sculpture for the National Lampoon Magazine: it was Carole’s first life-casting. It was the year 1977 and the cover got worldwide recognition. After that, in 1980, she created her first real sculpture (Catalina), the first of a long series of swimmers: she visualized her as a figure coming out of the water, hair slicked back, water dripping off her skin and the look of ecstasy on her face. In 1981 the Hanson Galley in Manhattan gave her a solo exhibition. Malcolm Forbes of Forbes Magazine brought out the entire show. That was the beginning. The rest is history. She is coming soon to Florence for a new exhibition at the Moretti Gallery. Ms. Feuerman, what sculptures are you going to unveil to the Florentine public? A project born in Italy involving some celebrities: Irene Grandi, Magda Gomez and Luca Calvani. My assistants and I have been working for a few months in an art studio in Prato located in an industrial space of the ‘50s, a former dyeing mill owned by the Colle Group, which has been given to the cultural association Marginalia. Here we created some impressive hyperrealist sculptures by using a new synthetic material which reproduces facial features and skin in their minutest details. Silicone, plaster and synthetic resin moulds are taken directly from the model’s body. About ten of these sculptures, a few bronze
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CO NT EMP O R AR Y AR T
Magda Gomes, Luca Calvani e Irene Grandi, models for Carole Feuerman’s sculptures
“Esporre a Firenze mi fa venire la voglia di restare qui” “The exhibition in Florence makes me want to stay here”
decina di queste sculture, tra cui alcune in bronzo, fuse in Toscana. Come sceglie i modelli, come interagisce con loro per ottenere quel movimento, quell’espressione, quel dettaglio? Una scultura nasce da un’idea, da una storia. Scelgo modelli che desiderano veramente di essere ritratti e che comprendono la mia storia, solo così possiedono quella carica d’energia che contribuisce al successo dell’opera. Cosa significano sorpresa ed emozione nel mondo artistico di Carole Feuerman? Credo che tutte le mie opere abbiano un contenuto emotivo. Quando riesco a catturare bene certe emozioni, allora spero di creare un collegamento con l’osservatore ben più profondo di quello che posso ottenere sul piano strettamente visivo. Che cosa prova uno scultore ad esporre a Firenze? Sento di avere un legame speciale con Firenze. Sono perfettamente a mio agio, felice che la mia carriera mi abbia portata sulle belle rive dell’Arno. Venire in Italia per la mostra alla galleria Moretti è eccitante e mi fa desiderare di restare in questa città. Come è nata la sua collaborazione con la galleria Moretti? Tutto è cominciato a Open 2008, la mostra internazionale di scultura, un evento collaterale dell’ultimo Festival del Cinema e della Biennale di Venezia. La mia The Survival of Sarena era esposta in cima alle scale del caffé all’aperto dell’Hotel Excelsior al Lido. Fu notata da un affascinante maestro del cerimoniale del Festival del Cinema, Luca Calvani. Un collega chiese a Luca se era interessato a posare per una mia scultura. Luca aveva visto già i miei lavori a New York e disse che, ok, gli sarebbe piaciuto. Il giorno dopo progettammo la sua scultura. Volevo rappresentare Luca come un re moderno, e intitolare l’opera Luca the King. Un re vestito solo con una t-shirt, jeans e scarpe sportive. Mentre stavamo lavorando, gli dissi che amavo l’Italia e gli chiesi se conosceva qualche galleria interessata a farmi esporre. Luca, amico di Fabrizio dai tempi della scuola, pensò subito a lui e organizzò l’incontro. Grazie a quell’incontro quasi casuale, all’intelligenza di Luca, alla professionalità di Fabrizio e all’aiuto di molte altre persone, oggi le mie opere sono esposte nel cuore della città dell’arte per antonomasia. 176
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ones also, cast in Tuscany, will be on view in Florence. What relation do you establish with your models, how do you choose them, how do get from them the gesture, expression or feature you want? Making a sculpture starts with an idea, a story. I choose models excited to pose for those themes. Models who really want to be sculpted have an energy that makes the work more successful. What do surprise and emotion mean in Carole Feuerman’s artistic world? All my work has emotional content. When I capture certain emotions, I hope to connect to the viewer on a deeper level than just visual. What does a sculptor feel when exhibiting in Florence? I feel a special bond with Florence. I feel at home here, I am happy to see my career going along this path. Going to Italy for my exhibition at the Moretti Gallery is exciting and makes me want to stay in Italy. What led to the collaboration with the Moretti Gallery? It all started at Open 2008, an international sculpture exhibition running parallel with the Venice Film Festival and the Venice Biennale. My sculpture, The Survival of Sarena, was exhibited at the top of the stairs in the outdoor café of the Hotel Excelsior in Lido. It caught the attention of the handsome master of ceremonies at the Venice Film Festival, Luca Calvani. A colleague of mine asked Luca if he would be interested in posing for me for a life-casting. Luca had seen my art work in New York and said that, yes, he would be interested. The next day we planned the sculpture. I wanted to portray Luca as a modern king, in his dress of simple jeans, t-shirt and sneakers and call the sculpture Luca the King. While working with Luca, I mentioned that I loved Italy and asked him if he knew of any galleries interested in giving me an exhibition. Luca had gone to school with Fabrizio Moretti and arranged an interview with him. Thanks to that chance encounter, Luca’s cleverness, Fabrizio’s professional competence and to the help of many other people, now my work can be seen in the heart of the art city “par excellence”.
Le varie fasi di lavorazione delle sculture di Carole Feuerman, dal calco in silicone alla colorazione. The processing stages of Carole Feuerman’s sculptures, from the silicone mould to the coloring
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A RT EXHIBITION
text Francesca Lombardi
Pietà di San Remigio, Giottino
Il tratto indelebile
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Agli Uffizi un’importante retrospettiva. Con caposcuola Giotto A big retrospective exhibit on Giotto and his School at the Uffizi
a storia racconta che Cimabue scoprì l’artista straordinario in un bambino che disegnava una pecora su di un sasso. E lo scelse come suo allievo, nel laboratorio fiorentino. Probabillmente non andò esattamente così: gli inizi del percorso artistico di Giotto si perdono nella mitologia, nei racconti romanzati di un’ epoca di talenti straordinari ma vessata dalle vicende drammatiche delle lotte tra guelfi e ghibellini e della peste nera del 1348. Un dato è certo: questo scenario drammatico fu lo sfondo del periodo fiorentino di Giotto, e le vicende che investirono la città sconvolsero la sensibilità dei tanti artisti che ne animavano la vita culturale. Da un altro lato, le ingenti risorse finanziarie che si liberarono negli scolvolgimenti, prepararono il terreno a quel fenomeno culturale imponente che fu il Rinascimento e che vide Firenze elevarsi a centro del panorama artistico mondiale. Dal 10 giugno al 2 novembre gli Uffizi dedicano a questo periodo
As the story has it, Cimabue discovered this extraordinary artist when he was only a child intent on drawing a sheep on a rock. He took him as his apprentice and trained him in his Florentine workshop. It probably is only a legend: there are very few certainties about Giotto’s early life and career. What is beyond doubt is that Giotto’s Florentine period coincided with the years of struggle between Guelfs and Ghibellines and the Black Death (1348). hese dramatic events deeply affected the life and work of the artists dominating the city’s cultural scene. However, the mobilization of considerable financial resources resulting from those devastating events paved the way for the great cultural phenomenon known as Renaissance in which Florence played a leading role. The Uffizi Gallery, from June 10th to November 2nd, devotes an exhibition, curated by Angelo Tartufieri, Giotto’s Heritage.
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Polittico Peruzzi, Giotto
Accanto ai capolavori di Giotto opere di scultori come Andrea Pisano e Alberto Arnoldi In addition to Giotto’s masterpieces sculptures by Andrea Pisano and Alberto Arnoldi storico una mostra curata da Angelo Tartufieri dal titolo L’eredità di Giotto. Arte a Firenze 1340-1375, che documenta i fermenti artistici della città intorno alla metà del trecento. La pittura, che trova in Giotto un caposcuola fondamentale, ma anche scultura e grande artigianato si allineano in un imponente affresco di 60 capolavori. Tante le opere importanti dopo assenze secolari: è il caso del Polittico che Giotto dipinse per la Capella Peruzzi all’interno della Chiesa di Santa Croce, che torna per la prima volta nella città d’origine. Inoltre, da segnalare, uno straordinario inedito, I Due apostoli, attribuito soltanto ora, dopo anni di studi, alla mano del pittore fiorentino. Accanto a Giotto, scultori come Andrea Pisano e Alberto Arnoldi, pittori come Maso di Banco, Taddeo e Agnolo Gaddi, Antonio Veneziano e il pronipote e vero erede di Giotto, Giottino. “Non un’eredità millantata, bensì capi d’opera d’artefici che dalla costola di Giotto, innovatore supremo, sortirono; o che, per converso, dalla sua scia deviarono, ancorché da lui suggestionati”, come riassume efficacemente Antonio Natali, direttore degli Uffizi, descrivendo la mostra. 180
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Art in Florence between 1340 and 1375, to that historical period, by documenting the city’s artistic flurry in the mid 1300s. 60 extraordinary and wonderful works of painting, sculpture and handicrafts. Among the famous works on view in Florence after many centuries, the Polyptych that Giotto painted for the Peruzzi Chapel in Santa Croce Church and I Due Apostoli, a painting which has been recently attributed to Giotto after many years of study and has never been shown to the public. In addition to Giotto’s masterpieces, the exhibition shows the sculptures by Andrea Pisano and Alberto Arnoldi and the paintings by Maso di Banco, Taddeo and Agnolo Gaddi, Antonio Veneziano and Giotto’s descendant and rightful heir, Giottino. “It is not a false heritage, but works by artists arisen out of Giotto’s rib, the supreme innovator, or, vice-versa, who deviated from his course, although they were influenced by him” as the director of the Uffizi Gallery Antonio Natali says, giving an effective description of the exhibition.
DI R ECT DESCENDA NTS text Domenico Savini
Marquis Lorenzo de’ Medici Tornaquinci and a picture of his forefather ‘Magnifico’
Magnifica discendenza Vive in via de’ Tornabuoni l’erede del Magnifico
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The Magnificent’s descendant lives in via de’ Tornabuoni
nche a non voler credere alle cronache di famiglia e tanto meno al Dna, basta guardare Lorenzo de’ Medici Tornaquinci marchese della Castellina per capire che ci troviamo di fronte al discendente della più illustre famiglia della storia di Firenze. Se poi percorriamo gli sterminati saloni di palazzo Pitti, dove si susseguono i ritratti di questa grande stirpe, o se immaginiamo il nostro Lorenzo con parrucca e jabot seicenteschi, il gioco è fatto: siamo di fronte alla rappresentazione vivente di un personaggio di casa Medici. Lorenzo discende infatti per linea paterna dai Medici, dai Tornaquinci, dagli Altoviti, dai Capponi, dai Biondi di Castelfalfi e, via via risalendo attraverso i rami dell’albero genealogico, da tutte le più antiche casate fiorentine e toscane, fino ad arrivare a quel Giovenco di Chiarissimo di Gianbono de’Medici, che staccò il suo ramo dall’immenso ceppo mediceo, per unirsi in seguito, dopo molte generazioni, con quello altrettanto e forse più antico dei Tornaquinci, a loro volta ramo staccato dei Tornabuoni. Nell’albero genealogico del giovane discendente c’è quindi tutta la storia delle grandi famiglie della Toscana. Se guardiamo invece il lato materno, troviamo forse il più illustre nome del patriziato veneziano. La madre di Lorenzo è una Foscari, casata dalla storia millenaria che ha dato alla Repubblica Veneziana il più importante e celebre dei suoi Dogi: Francesco Foscari. Per volere del padre, grande studioso della storia di famiglia e della storia fiorentina, è stato chiamato così in onore del personaggio più illustre della sua casata, e sempre per volere del padre è stato
Should one be skeptical about family trees or about DNA’s supposed revelations, one look at Lorenzo de’Medici Tornaquinci, Marquis of Castellina, would be enough to reassure about his true lineage. Furthermore, an impromptu tour through the many halls of Palazzo Pitti showing the Medicean portraits, would clearly state that Lorenzo, arrayed perhaps in Renaissance garb, is the living image of his illustrious ancestors. Lorenzo, on his paternal side, claims to be a direct descendant of the Medici, Tornaquinci, Altoviti, Capponi and Biondi di Castelfalfi families and, step by step, along the family tree, of all the most important and ancient Tuscan and Florentine families of the times. It is only when the family tree indicates the name of a certain Giovenco di Chiarissimo di Gianbono de’Medici that there is a division. Giovenco separates from the de’Medicis to reunite several generations later, with the ancient and important branch of the Tornaquinci already separated from the Tornabuoni stock. Lorenzo’s family tree is therefore like a splendid tapestry showing the entire history of the greatest Tuscan families. On the maternal side we encounter, instead, a most illustrious Venetian family. Lorenzo’s mother is a Foscari, related to the most famous Doge of the Venetian Republic, Francesco Foscari. Lorenzo’s father, a great Florentine scholar, named his son after his most famous ancestor and wanted him baptized according MAGAZINE 183
DIRE CT DE S C E N D AN T S
Un vecchio dipinto dell’albero genealogico dei Medici - An old picture of Medici family’s tree
Lorenzo vive nella strada più illustre della città, quella famosa nel mondo anche per la sua eleganza Lorenzo lives in the most famous street of Florence, well known abroad for its elegant stores battezzato come tutti i veri Cives di Firenze, nel “bel san Giovanni” così caro a Dante. Lorenzo vive nella strada più illustre della città, quella famosa nel mondo anche per la sua eleganza e che già al tempo dei suoi avi si chiamava via dei Tornabuoni, nell’ angolo principale che si snoda nel canto de’ Tornaquinci, in quello splendido palazzo con loggia che domina la città e che fu prima di Palla Strozzi poi degli Altoviti, infine per eredità, dei Medici Tornaquinci. Nel palazzo, che dall’esterno appare più come una vera e propria fortezza situata nel centro della città, Lorenzo vive nel cosiddetto piano nobile. L’illustre rampollo si occupa della gestione del patrimonio di famiglia, avendo compiuto studi giuridici all’Università di Bologna. Profondamente religioso e praticante ha uno spiccato intuito per l’arte e per la musica con una particolare predisposizione per il Melodramma. Non dimentichiamo che il Melodramma come rappresentazione nasce proprio sulle rive dell’Arno, per volere e impulso degli stessi Medici, e a Firenze vede la luce, sempre in epoca Granducale, il primo antenato del pianoforte. Lorenzo de’Medici ha anche studiato alla Scuola di Musica di Fiesole ed è dotato di una buona voce da baritono. E’un grande collezionista di dischi: la sua collezione di musica leggera degli anni 50-80 è sicuramente la raccolta più importante del capoluogo toscano. Alle celebrazioni annuali del 18 febbraio in memoria di Anna Maria Luisa de’Medici, uno dei grandi personaggi che hanno fatto la storia della casata fiorentina, lo troviamo con la madre e la sorella Elisabetta a rappresentare la storia del mecenatismo artistico fiorentino. 184
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to tradition, in the San Giovanni Baptistery, so dear to Dante Alighieri. Lorenzo lives in the most famous street of Florence, well known abroad for its elegant stores and called since always via de’ Tornabuoni. His home is a splendid palace with loggia with breathtaking view on the city’s roofs, once residence to Palla Strozzi, then to the Altovitis and finally inherited by the Medici Tornaquinci family. The palace, appearing from the outside like a veritable fortress in the heart of the city, has a so-called “noble floor” where Lorenzo resides. The illustrious offspring, a degree in law from Bologna University, manages his family’s patrimony. He is a profoundly religious man and loves art and music with a marked preference for operas. It is not by chance that melodrama was born on the banks of the Arno river, initially promoted by the Medicis and that the first ancestor of the modern piano was made in Florence. Lorenzo de’ Medici has also attended the School of music of Fiesole and is gifted with a baritone voice. He is also a great record collector; his collection of pop music from the ‘50s to the ‘80s is undoubtedly the most important in all Tuscany. On February 18th, for the memorial day in honor of Anna Maria Luisa de’Medici, one of the greatest women of the noble Florenitne house, he is always present alongside his mother and sister Elisabetta, as the illustrious representative of the history of Florentine artistic patronage.
PEO PL E A RC H I T E C T
text Lorenza Bianda photo Francesco Bedini
Pierre-Yves Rochon and Giorgio Galletti
Royal code
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Four Seasons. Ultimo nato tra gli hotel di grande charme a Firenze The Four Seasons is the latest luxury hotel to take up residence in Florence
irenze si presenta agli occhi dei milioni di visitatori non più solo come perla del Rinascimento ma anche come fucina di nuovi talenti dell’architettura e del design, capaci di dare nuova linfa alla nutrita schiera di grandi alberghi. Con quest’ultimo sforzo di architettura conservativa la città diviene polo dell’hotellerie di lusso internazionale. Nuovissimo nato, il battesimo è in estate, l’hotel Four Seasons, un concentrato di charme discreto e senza tempo; questo hotel forma un unicum armonico con il tessuto storico cittadino. Acquistato dieci anni fa dal gruppo Fingen, il cinquecentesco palazzo della Gherardesca e l’annesso Conventino, una dependance che accoglieva un convento di clausura, oggi rivive nuovi fasti tra Borgo Pinti, via Gino Capponi ed il viale Matteotti. Un museo vivente circondato da mura cinquecentesche nella tranquillità del giardino privato più esteso d’Italia. Di committenza medicea, grazie al cardinale Alessandro, asceso allo scranno papale con il nome di Leone XI, passa ai conti della Gheradesca, dai quali l’antica magione prese il nome e poi viene venduta a fine Ottocento al Viceré d’Egitto Ismail Pascià, che se ne disfa poiché le autorità impediscono al suo harem di cento giovinette di adibirlo a loro residenza privata. Gli attuali proprietari lo acquisiscono nel 2000 dalla Società Metallurgica Italiana (SMI) proprietaria fin dagli anni ’40 del secolo scorso. Progettato alla fine del 1400 da Giuliano da Sangallo, l’albergo ha richiesto un restauro conservativo strettamente supervisionato dalla Sovrintendenza alle Belle Arti di Firenze. L’attuale lobby, un tempo corte centrale, è un intricato gioco di bassorilievi e di stucchi con scene di eventi classici con figure mitologiche. Incursioni ottocentesche di pennelli in seta con uccelli e foliages, alternati a dipinti murari à la chinoise con pagode e personaggi dai tipici cappelli spioventi, si intersecano a bassorilievi dorati in stile ventennio prebellico, in un excursus dal quattrocento ad oggi. Gran maestro ed interprete principale nell’opera di restauro e di decorazione d’interni l’architetto francese Pierre-Yves Rochon. Parigino d’adozione ma orgoglioso delle sue origini bretoni, 186
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In the eyes of tourists, Florence is now not only a Renaissance gem but also a breeding ground of young talented architects and designers involved in the restoration of grand Florentine hotels. Thanks to its latest new hotel, Florence rightly acquires a place of primacy on the international luxury resorts scene. The newborn, opening during summer, is the Four Seasons Hotel, a world of discreet and timeless charm which blends perfectly with the city’s historic fabric. Purchased ten years ago by the Fingen Group, the sixteenth-century Palazzo della Gherardesca and the Conventino, an ancient enclosed convent, located near the historic center, between Borgo Pinti, Via Gino Capponi and Viale Matteotti, have been restored to their original splendor. A veritable museum enclosed by sixteenth-century walls and immersed in the peace of Italy’s largest private garden. Its building was commissioned by Cardinal Alessandro de’ Medici, the later Pope Leone XI. It was then owned by the Counts della Gherardesca after whom the place was named. In the late 1800s, the palace was sold to the Viceroy of Egypt Ismail Pascià who, being annoyed at the fact that he was not allowed, by the local authorities, to settle there with his harem (consisting of over one hundred girls), soon sold it again. The current owners purchased it, in 2000, by the Società Metallurgica Italiana (SMI), that had owned the property since the ‘40s. Designed in the late 1400s by Giuliano da Sangallo, at the height of the Renaissance period, the hotel underwent a conservative restoration under the close supervision of Florence’s Monuments and Fine Arts Office. The current lobby, once the palace’s central court, is decorated with bas-reliefs and stuccoes representing classical scenes with anthropomorphic and mythological figures, surrounded by porticos, barrel vaults and dominated by a coffered ceiling and a wealth of frescoes. Nineteenth-century painted decorations of birds and foliages alternate with wall paintings “à la chinoise” depicting pagodas and figures wearing typically oriental hats and with gilt bas-reliefs of the Fascist period, in a sort of journey through time, from the 15th century
Gli interni del Four Seasons uniscono vari stili artistici e storici The Four Seasons’ interior is a mix of different artistic and historical styles
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1. Il tempietto 2. 3. La vasca 4. La facciata dell’hotel 5. Il giardino 6. La spa con la piscina 1. The temple 2.3 The fountain basin 4. The hotel’s façade 5. The garden 6. The spa and pool
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PEOP LE A RCHITECT
Pierre-Yves Rochon e Giorgio Galletti hanno recuperato gli interni e il giardino Pierre-Yves Rochon and Giorgio Galletti restructured the interior and the garden
dopo gli studi di architettura e design alla Sorbona apre il primo studio a Parigi e poi a Chicago. Ha al suo attivo grandi templi dell’hotellerie mondiale, dal Ritz di Lisbona in stile contemporaneo alla grandeur Ancien Régime del George V nella capitale francese, al classicamente teutonico Hermitage a Monaco di Baviera. “L’approccio qui è stato diverso rispetto agli altri alberghi - spiega Rochon -. Stavo ore seduto in contemplazione come sospeso in uno stato mantrico, cercavo gli spunti che riuscissero a coniugare la bellezza intrinseca alla funzionalità che un albergo deve possedere”. Lascia fluire retaggi artistici conservando un’aura di assoluto storico che sfocia in un décor dalla magnificenza velata, dall’allure inconfondibile espressa solo da chi è in grado di interpretare lo scorrere del tempo. Uno spartito dove nessuna nota è stonata e lo charme francese dell’architetto viene esaltato da un puro stile fiorentino. Dall’ingresso al patio, dalla reception allo wine bar, fino agli arredi delle 117 tra camere e suite, si percepisce l’attenzione per i dettagli, la maestria dell’uso dei colori nelle ricche tende in seta e damasco, nei rivestimenti delle poltrone con motivi floreali, nei velluti dei divani impero. Stoffe Italiane e francesi in sintonia con ogni dettaglio: la nuance azzurro cielo di un affresco settecentesco, il verde sottobosco di un dipinto rinascimentale e il glicine e il vinaccia di un’antica carta da parati. Gli oggetti antichi, i mobili e le sculture originali sono affiancate a perfetti rifacimenti realizzati su disegno di Rochon dai più abili artigiani fiorentini. Il ristorante, diretto dal grande chef Vito Mollica, propone degustazioni di sapore autoctono e specialità della cucina internazionale, offendo una vista spettacolare sul giardino. L’architetto paesaggista fiorentino Giorgio Galletti non si fa certo intimorire dai sei ettari coltivati all’inglese nel settecento secondo la moda dell’epoca. Un romantic garden rimaneggiato durante il periodo bellico dal più celebre architetto di giardini italiano, Pietro Porcinai. Non mancano gli spunti per il professore che ricrea gli assetti originali del giardino anglosassone. Ai piedi delle due colline artificiali create da Porcinai degradano distese erbose mosse da soggetti architettonici: una Kafeehaus simile a quella del giardino di Boboli, un tempio dedicato a Apollo e una profusione di Ginko Biloba, cedri atlantici o del Libano ed una sequoia Redwood ritenuta tra le più alte piante finora catalogate. Galletti restaura bordure a scogliera, cordoli e vialetti decorati con conchiglie, tipici delle reazioni del Porcinai mentre riesce a realizzare in una posizione poco impattante con l’Eden circostante una piscina nascosta dalla vista delle camere e con l’interno dipinto nei toni della terra di Siena. Ai lati, coperta da un triage di gelsomini, la Spa con calidarium, bagno turco e sauna dedicata al benessere psico-fisico di clienti più che coccolati.
up to the present day. The person in charge of restoration works and interior design was the French architect Pierre Yves Rochon. Breton by birth and Parisian by choice, a passionate traveler and art lover, as a child he dreamt of becoming a pianist. He studied architecture and design at the Sorbonne University and later on opened his first office in Paris and a second one in Chicago. He has designed some of the world’s most prestigious hotels, from the contemporary Ritz in Lisbon to the Ancien Régime-style George V in Paris to the classic German-looking Hermitage in Munich. “My approach to this hotel was completely different from what I have done before- explains Rochon-. I spent hours sitting there in a contemplative state, trying to find in that magical place the inspiration that would have allowed me to create a perfect blend of beauty and comfort which is essential to modern hotels”. And that he did! He designed the hotel like he would have played a piano score: with no false notes, nothing out of tune, French charm superbly mixed with pure Florentine style. From the entrance to the patio, from the reception hall to the wine bar, up to the 117 rooms and suites, one can appreciate the attention to detail, the skilful use of colors on the rich silk and damask curtains, the armchairs’ floral upholstery, the Empire style velvet sofas. Italian and French fabrics are in harmony with every single detail: the light blue nuances of an eighteenth-century fresco, the forest green of a Renaissance painting and the lilac and wine red of old wallpapers. Ancient objects, original furniture and sculptures stand alongside faithful copies designed by Rochon and made by the best Florentine artisans. The restaurant, run by the famous chef Vito Mollica, offers both regional and international cuisine and a breathtaking view onto the unique garden.The Florentine landscape designer Giorgio Galletti did not let himself be intimidated by the six hectares of the eighteenthcentury English-style garden. A romantic garden that, in wartime, was restructured by the most famous Italian landscape designer of the time, Pietro Porcinai. Nonetheless, Galletti was faced with a difficult task. At the foot of the two artificial hills created by Porcinai, there are sloping green turfs dotted with peculiar constructions: a Kafeehaus similar to the one in the Boboli Garden, a temple dedicated to Apollo and a wealth of trees, ginkgos, cedars and even a giant sequoia known as Redwood. Galletti restored the borders, kerbs and footpaths decorated with shells by Porcinai and designed a pool placed in a secluded part of the garden which is not visible from the rooms. The pool’s inner surface is painted in warm earth of Siena tones and the overflowing water seems to mingle with the surrounding green. To the sides, covered by a jasmine plant, the spa with calidarium, Turkish bath and sauna where guests are pampered and indulged. MAGAZINE 189
FLO HO U SES photo Massimo Listri
Massimo Listri
Laboratorio estetico La casa di Massimo Listri nel cuore di Firenze
Massimo Listri’s house, in the heart of Florence
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i sono case impossibili da raccontare. Luoghi dello spirito, orditura onirica di spazi assoluti, dove la memoria, la bellezza, il mistero invadono fino allo stordimento. La casa fiorentina di Massimo Listri appartiene a buon diritto a questa categoria. Listri, fotografo d’interni e di still life, venticinque anni di lavoro e oltre 34 libri pubblicati, celebrato in tante occasioni espositive, di cui l’ultima l’ha visto protagonista di una personale a Palazzo Reale di Milano. Molti conoscono la sua capacità di svelare l’universo decorativo abbandonato all’oblio, la facoltà di far emergere la bellezza appannata dalla polvere del tempo. Forse la parabola del suo lavoro non sarebbe stata la stessa senza quel laboratorio estetico che Listri ha creato componendo la sua casa nel cuore antico di Firenze. Dietro un’anonima facciata ottocentesca, si cela un cosmo devoluto all’arte e all’ispirazione. La sorpresa di un giardino concluso da alte mura, tracciato da siepi di bosso concentriche, conche di limoni e pergole di rose antiche, abitato da statue sibilline e giochi d’acqua. Un percorso estetico da vero collezionista accumulato con passione. “Quando arrivammo qui - racconta Listri - tutto versava in uno stato fatiscente. Le ampie volumetrie patrizie originali erano state stravolte o interrotte da tramezzi non pertinenti, che ne avvilivano il respiro. Con la mia compagna, architetto Marianna Gagliardi, il primo passo fu proprio quello di recuperare la ritmica definizione antica degli ambienti, rimettendo in valore i piedritti e le cornici delle porte rinascimentali in pietra serena, liberando le volte e le vele dei soffitti, riportando alla luce le pavimentazioni risalenti alla prima metà del XIX secolo.” Massimo non è certo tipo da perdersi d’animo. In breve ridette vita alla casa seguendo unicamente i suggerimenti del luogo, ridisegnando scansioni di pura geometria cartesiana, esprimendosi in un esercizio di décor giocato sul tema delle assonanze e dell’evocazione di secoli di civiltà. A pianterreno, attraversato l’atrio d’ingresso a doppia altezza affollato di marmi classici, sculture in gesso urne cinerarie, teste 190
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Some houses can hardly be described. They embody a space of the soul, a dream-like construction of unlimited spaces where memory, beauty and mystery surround and urge the eye to the point of dizziness. Massimo Listri’s Florentine house belongs, by right, to such a category. Listri is a photographer of interiors and still life. He has been working for 25 years, had more than 34 books published and many a solo art exhibitions the latest of which was held at the Royal Palace in Milan. Well known is his skill in revealing and proposing an entire decorative universe otherwise doomed to oblivion and the beauty of things forgotten. Perhaps his work’s course might have been different had he not created such a laboratory of beauty within the ancient heart of Florence. The façade is anonymous and goes back to the 19th century but right behind it one discovers beauty and art aplenty. There is even a walled garden outlined by concentric boxwood hedges, large earthenware basins with lemons, an ancient pergola full of roses, statues and fountains. A true aesthetic course built with passion by a sophisticated collector. “When we first arrived- Listri tells- everything was falling into ruin. The original patrician spaces had been transformed or interrupted by unsightly partition walls. Together with my fiancée, architect Marianna Gagliardi, it was decided, as first step, to restore the ancient spaces as defined originally. We brought back to life piers and the Renaissance stone frames of the doors, freeing vaulted ceilings and rib vaults and restored old floors dating back to the first half of the 19th century”. Massimo doesn’t certainly lose heart when challenged. He followed his instinct and the place’s needs. He expressed himself by playing with beauty and centuries of civilization. On the ground floor, past the high-ceilinged hall graced by a multitude of classical marbles,
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1. The Wunderkammer 2. Una finestra sul giardino - A window on the garden 3. L’atrio - The lobby 4. Il camino - The fireplace 5. Il salone The sitting room 6. Il giardino - The garden
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FLO HO U SES
La grande biblioteca - The big library
e busti, vasi biansati in porfido, si apre una biblioteca che custodisce migliaia di volumi e un salone con camino cinquecentesco affacciato, grazie a un loggiato, sul verde segreto del giardino. Al giardino vuole direttamente connettersi anche la stanza da pranzo, le cui pareti sono ornate da tempere paesaggistiche neoclassiche. Persino le salle de bain si trasfigurano, divenendo l’una un piccolo grotto manierista di citato buontalentiano, l’altra una policroma esercitazione cosmatesca, su cui troneggia la vasca neoclassica poggiata su zampe leonine. Una scala voltata in pietra serena, dall’ingresso conduce al piano superiore. Superati due cabinet d’amateur fitti di suggestive opere fotografiche di Listri e sculture grandi e piccole, si giunge al cuore pulsante, alla Wunderkammer. Il soffitto è stato decorato di pitture allegoriche à la Zuccari. Alle finestre, vetri boemi piombati, ambrati e smeraldini, creano un mood magico e rarefatto. Ovunque stipi e curiosities, scrigni gemmati e bronzi antichi, denti di narvalo e coralli montati, piatti Iznik e sorcières. Ma il vero fulcro, regno esclusivo di Massimo, è la galleria-biblioteca, che per oltre 16 metri corre liberamente fino alla veranda abbracciata dal giardino. Colori tenui, azzurro pallido, giallo pagliesco, grigio perlaceo, smaterializzano l’ambiente. Librerie dall’imprinting neogotico sotto un soffitto appena voltato, e la luce struggente che penetra dalle finestre in sequenza, rimbalzando sul verde del giardino sottostante. E poi sale e saloni, colonnati, cieli magrittiani solcati da nuvole esatte, specchiere e dorature rococò. D’intorno vecchie bergères di cuoio consunto, sommiers di velluto ametista, bronzi empire e sculture Khmer, gessi da Grand Tour, manufatti contemporanei, africani e oceanici. E Massimo Listri appare come un padrone senza tempo, osa perturbare, sovrapporre ricordi e regole prestabilite, miscela a proprio talento epoche e solchi stilistici, i più lontani e differenti. Da vero connaisseur. 192
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plaster casts, cinerary urns, heads and busts, two-handled porphyry vases, one enters a library with thousands of books and a large hall with a huge sixteenth-century fireplace opening, through a portico, on the luscious green of the garden. The dining hall is also directly connected to the garden. Its walls are frescoed with neoclassical landscapes. Even the bathrooms become the first, a small mannerist grotto Buontalenti-style and the other a polychrome jewel in which a neoclassical bath tub stands out on four leonine paws. A spiral stone flight of steps leads to the upper floor. One passes two “cabinet d’amateur” full of Listri’s photographic works and sculptures and reaches the heart of the house: Listri’s Wunderkammer. The ceiling is decorated with allegorical paintings à la Zuccari. The Bohemian amber and emerald windows conjure up a rarefied, magical atmosphere. And all around cabinets and curios, jeweled boxes and ancient bronzes, narwhal teeth and corals and Iznik plates. However, Massimo’s “piece de resistance” is, undoubtedly, his library-gallery over 16 meters long, extending to the veranda and garden. Its colors are soft: pale blue, straw yellow, pearl grey and create a rarefied atmosphere. Neo-Gothic style bookshelves dominate the room under a vaulted ceiling and catch the bewitching light filtered through the windows. And then again halls after halls, colonnades, Magritte’s skies with their orderly clouds, rococo mirrors and gildings, worn leather armchairs and velvet bed bases in a faded amethyst hue, Empire bronzes and Khmer sculptures, Grand Tour plasters and contemporary handmade art from Africa and Oceania. And Massimo Listri, superb and timeless master, mixes rules and reminiscences, periods and styles, old and contemporary, spanning all ages like a true connoisseur.
IN T ERV I E W D I R E C T O R text Giovanni Bogani photo Moggi e Tani
Giovanni Veronesi
Nella pineta del Barone Rampante
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Giovanni Veronesi. Il racconto dei segreti di Roccamare, paradiso maremmano Roccamare’s secrets, a piece of paradise in Maremma
occamare: si scrive così, tutto attaccato e si vive tutta d’un fiato. Un paradiso quasi sconosciuto in fondo alla Maremma toscana. Un angolo selvaggio di vento, roccia, sabbia, acqua di mare. E pini marittimi in una pineta fitta, riccioli verdi sulla testa del mondo che nascondono le poche case. Lì ognuno può pensare di essere solo. Chi conosce e ama questo pezzetto di terra non ne parla volentieri per paura che venga presa d’assalto. Anche Giovanni Veronesi ha la tentazione di non dire niente, eppure il suo mestiere è regalare parole. Più di trenta storie per il cinema scritte in vent’anni, molte sono diventate dei successi. Tra i più clamorosi Il ciclone, uno dei film italiani che ha superato i 70 miliardi di vecchie lire di incasso. O Manuale d’amore, gioia del suo produttore De Laurentiis. più le commedie e un film western girato in Toscana, con David Bowie e Harvey Keitel, film diretti e interpretati, anche come attore. Il cinema è la sua droga. “Farei cinema anche se non mi pagassero: e la cosa straordinaria è che mi pagano anche!” dice. La gioia è vedere una sua idea trasformata in un film. Ma quando gli si chiede di Roccamare è come se raccontasse il suo vero gioco. Da quanto tempo vai a Roccamare? Da trentacinque anni. Da quando ero bambino. Grazie alla grande passione di mio padre per il mare. In realtà, Roccamare è per me l’unico posto che si associa alla parola mare, al mare vero. Dune che arrivano sulla spiaggia, natura che ti viene addosso e ti fa sentire il suo respiro. Qual è stato il tuo primo incontro importante, lì? Quando ero ragazzino, o meglio un selvaggio, c’era un vecchio che camminava sempre con il suo dalmata. Io gli passavo vicino, quasi sfiorandolo con il mio motorino, per spaventarlo. Quel vecchio col bastone, ho saputo dopo, era Italo Calvino. Lo scrittore delle Lezioni americane e di Se una notte d’inverno un viaggiatore. Non vi siete mai parlati? Mai. Io, però, dopo essermi fatto odiare da lui, ho imparato a amarlo. E ho capito che gli alberi che ci circondavano erano quelli su cui lui faceva salire il Barone rampante. Ho capito che la pineta era magica e non soltanto per me. Hai incontrato altri personaggi celebri a Roccamare? Moltissimi. Roger Moore, per esempio. Lo 007 di quando ero ragazzo. Passava lì la sua estate, insieme a sua figlia, bellissima. Io passavo davanti alla sua villa su e giù decine di volte: gli sorridevo, ammiccavo. Poi ho scoperto che era la controfigura quella che si affacciava fuori dalla villa! Aveva portato in vacanza anche il suo stand in, che gli faceva da guardia del corpo. Chi, ancora? Herbert von Karajan, il direttore d’orchestra. Mitico, anche nel nome. La leggenda diceva che avesse una villa insonorizzata in modo assolutamente
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You spell it “Roccamare” and love it intensely. A nearly unknown paradise in the southernmost part of Tuscan Maremma. A wild corner of wind, rock, sand and sea water. And a wealth of cluster pines in a pine forest, hiding the houses from one’s view. A place where anyone feels alone in the world. Those who know and love this strip of land, do not enjoy talking about it, being afraid that it might be assaulted by tourists. Even Giovanni Veronesi would like to avoid the subject, in spite of the fact that words are his job. He has written over thirty screenplays in twenty years, many of them being hits. Just to mention the most popular ones, Il Ciclone, which grossed over 70 billion lira at the box office; Manuale d’amore, the pride and joy of his producer De Laurentiis; many comedies and a Western film shot in Tuscany, starring David Bowie and Harvey Keitel; many movies directed and played by himself. Cinema is like a drug to him. “I would work in the film business for free: the amazing thing is that I get paid for it!” he says. What really makes him happy is seeing his stories being made into a film. But when you ask him about Roccamare, he sounds like child talking about his favorite game. How long have you been going to Roccamare? For thirty-five years. Since I was a child. Thanks to my father’s passion for the seaside. Actually, Roccamare is the only place I associate with the word seaside. Sand dunes on the beach, nature surrounding you and breathing on you. Who is the first important person you met there? When I was a young boy, I often saw an old man with a stick walking his Dalmatian dog. I used to get close to him on my scooter to scare him. I was told that that old man was Italo Calvino, the author of Lezioni americane and Se una notte d’inverno un viaggiatore. You never spoke to each other? Never. But, although I made myself detested by him, I learned to love him. And I realized that the trees surrounding us were the ones climbed by the Barone rampante. I realized that that pine forest was magical and not to me only. Have you met other famous people in Roccamare? Many. Roger Moore, for instance. The James Bond of my teenage years. He would spend his summer holidays there, with his beautiful daughter. I used to pass in front of his villa many times: I smiled and winked to him. Then I discovered that that person was Roger Moore’s stand-in and bodyguard as well. Who else? Herbert von Karajan, the conductor. A legendary figure, starting from the
Un suggestivo tramonto sulla spiaggia di Roccamare Romantic sunset on Roccamare’s beach
La casa di Giovanni Veronesi e alcuni scorci della pineta e della spiaggia di Roccamare - Giovanni Veronesi’s house, the pine forest and the beach in Roccamare
Gli incontri con Calvino, la villa di von Karajan e le svedesi nel villaggio vicino Encounters with Calvino, von Karajan’s villa and Swedish girls in the nearby holiday village
perfetto. Avrebbe potuto suonare con tutta un’orchestra all’interno e da fuori non si sarebbe sentito niente. Allora ho corrotto l’amico custode, e un giorno sono riuscito a entrare. Ho urlato con tutto il fiato che avevo. E ho chiesto al mio amico custode che cosa avesse sentito. Assolutamente niente, disse. Ho scoperto poi che era quasi sordo. Che cosa ti affascina di Roccamare? Qual è il segreto per cui tante persone, tanti vip ci sono andati, e continuano ad andarci? Il fatto che sia un posto bellissimo, ma non ‘civilizzato’. Non ci sono gli ombrelloni, la gente si sdraia sulla spiaggia, così come viene. Un lembo incontaminato di pochi chilometri. A quattro chilometri da lì c’è Riva del sole, con gli ombrelloni, le schiacciatine, le docce, i ghiaccioli. La civiltà. Un episodio che ti ha coinvolto, durante la tua adolescenza La scena che apre Caos calmo, il film con Nanni Moretti tratto dal romanzo di mio fratello Sandro, è accaduta veramente, lì a Roccamare. Nel film Nanni Moretti e Alessandro Gassman salvano due donne che stanno annegando. Nella realtà quei due eravamo io e mio fratello. E la donna che io salvai da morte certa era Carla Boni, la stilista. Nel libro uno dei due fratelli, mentre salva la vita alla donna, ha un’erezione. E’ vero? Eri tu? No, era mio fratello Sandro. Quando me ne sono accorto, gli ho dato un cazzotto in testa. Dal porto più vicino a Roccamare, Castiglione della Pescaia, partì l’impresa di navigazione solitaria controcorrente di Ambrogio Fogar. L’hai conosciuto? Sì, ma di sfuggita. Ho conosciuto molto meglio il suo compagno sfortunato di un’avventura tragica, Mauro Mancini. Mancini era un giornalista della Nazione, un uomo grande e grosso, sincero, innamorato del mare. Viveva in un due alberi rosso. Era un giornalista di immensa classe, e un appassionato vero del mare. Naufragarono insieme, nell’Atlantico del sud. Due mesi su una zattera, senza cibo né acqua. Per uno scherzo atroce del destino, Mancini morì
name. The story has it that his villa was completely soundproof. He could have conducted his orchestra in there and not a note would have been audible from the outside. I persuaded the villa’s keeper, a friend of mine, to make me get in. I shouted as loud as I could and asked my friend if he had heard anything. Absolutely nothing, he said. I discovered that he was nearly deaf. What is so fascinating about Roccamare. Why do so many VIPs keep going there? Because it is a beautiful place which has not been “civilized” yet. There are no beach umbrellas, sun-beds, you just lie on the sand. A pure and untouched strip of land. Just four kilometers away, there is Riva del Sole, with its beach umbrellas, showers, food. Civilization. What event affected you deeply during your boyhood? The opening scene of Caos Calmo, the movie starring Nanni Moretti made out of my brother Sandro’s novel, really happened in Roccamare. In the movie, Nanni Moretti and Alessandro Gassman save two women who are drowning. My brother and I really did it and the woman whose life we saved was Chiara Boni, the fashion designer. In the novel, one of the two brothers, while saving the woman, has an erection. Is it true? Was it you? No, it was my brother Sandro. When I noticed it, I punched him in the head. Ambrogio Fogar’s single-handed sailing feat took off from Castiglione della Pescaia, the port nearest to Roccamare. Have you ever met him? Yes, but briefly. I knew his companion in misfortune, Mauro Mancini. Mancini was a journalist, a great big man who had a passion for sailing. He lived on a red sailboat. He was a brilliant journalist and a true sea lover. They were shipwrecked together in the South Atlantic and survived for two months in a life raft, with no food nor water. In a cruel twist of fate, MAGAZINE 197
poche ore dopo che i due furono tratti in salvo da una nave greca. Personaggi fuori dal comune, momenti speciali. Ma che cosa è che rende così straordinario questo posto? E’ il fatto che la pineta è selvaggia, ma è anche recintata. Quindi è una Disneyland nella quale ti puoi perdere. Dove ho imparato a guidare l’automobile a 15 anni, perché non ci sono vigili e non ci sono incroci pericolosi. Qual è l’odore di Roccamare? Quello del rosmarino selvatico. Immagino che lì, in quella pineta, tu abbia vissuto i tuoi primi amori. Sognavo di fare l’amore con una ragazza tedesca che stava vicino al nostro capanno. Di farlo alle tre del pomeriggio. Poi, una notte, quella ragazza commise l’errore di cedermi. Ma era all’una di notte. E il sogno mi è svanito. Accanto alla pineta c’era un villaggio frequentato da ragazze svedesi. Tutti i ragazzi locali andavano lì, con i loro colletti enormi stile Toni Manero di Saturday Night Fever. E molti sono usciti sposati con delle svedesi. Era un gioco semplice anche per i più timidi di noi: perché anche le ragazze svedesi venivano lì per incontrarci. C’è una caratteristica speciale della gente della Maremma? Il maremmano è brusco, duro, aspro, testardo, ma anche intelligente e brillante. E’ in Maremma che ho incontrato persone eccezionali, come non mi è mai accaduto in giro. Io vorrei essere maremmano ad honorem: mi piacerebbe che, alla fine della mia carriera mi dessero la cittadinanza maremmana. Dove vai a mangiare, quando sei lì? Al ristorante Annetta, per esempio, dal mio amico Claudio a Castiglione della Pescaia. Il pesce fresco che si mangia lì è il migliore dell’universo, non del mondo. Ma qual è la sensazione che vivi, quando sei a Roccamare? Quella di poter ricominciare da capo. Di poter resettare tutto. Ogni volta che ho vissuto momenti difficili, nel lavoro o nella vita personale, sono andato a Roccamare, per pulirmi l’anima. Per me, lì è casa. E poi la casa che ha fatto costruire mio padre è speciale. Alla Lloyd Wright: vetro e cemento. E pareti mobili. 198
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Mancini died a few hours after they were rescued by a Greek ship. Uncommon personalities, special moments. But what makes this place so extraordinary? The fact that the pine forest is wild but also fenced. It is a sort of Disneyland where you can get lost. I learned to drive the car there at the age of fifteen because there were no traffic policemen and no dangerous crossings. What is Roccamare’s most typical scent? The aroma of wild rosemary. I suppose that, in that pine forest, you experienced you first love affairs. I dreamt of making love to a German girl I had met on the beach. I dreamt of doing it at three o’clock in the afternoon. One night, she gave herself to me, but it was one o’clock in the morning, the wrong time, so my dream vanished. There was a holiday village frequented by Swedish girls near the pine forest. All local boys used to go there dressed up as Tony Manero in Saturday Night Fever. Many of them married those Swedish girls. It was easy even for the shiest boy: the girls were excited to meet us as much as we were to meet them. Do people from Maremma have a special feature? They are rough, hard, bitter but also smart and clever. In Maremma I have met extraordinary people as nowhere else in the world. At the end of my career, I would like to be appointed honorary citizen of Maremma. Where do you go out for dinner when you are there? At the restaurant Annetta owned by my friend Claudio, in Castiglione della Pescaia. His freshly caught fish is the best in the universe, not only in the world. What is your feeling when you are in Roccamare? I feel that I can start all over again, that I can reset my whole life. Every time I have gone through difficult moments, in my professional and personal life, I have gone to Roccamare, to purify my soul. Roccamare is my home. And the house built by my father is special. Lloyd-Wright style: glass and concrete. And sliding walls.
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1. Giacomo Puccini 2. 6. Il regista Paolo Benvenuti 3. Il casolare di Giulia Manfredi 4. 7. Riccardo Moretti nei panni di Puccini 5. La casa di Puccini 1. Giacomo Puccini 2. 6. The director Paolo Benvenuti 3. Giulia Manfredi’s cottage 4.7 Riccardo Moretti in the role of Puccini 5. Puccini’s house
Il Puccini sconosciuto
Le celebrazioni per i 150 anni dalla nascita di Giacomo Puccini 150th anniversary of Puccini’s birth. The celebrations
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ANN IVERSA R Y A R TIST
text Francesca Lombardi photo Lucia Baldini
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editore Giulio Ricordi aveva soprannominato l’amico Giacomo Puccini “Il Doge”. E il geniale compositore doge lo era davvero: doge di una piccola città sul lago di Massaciuccoli, che amava tanto per l’anima rustica, i canali navigabili, i tramonti “lussuruosi e straordinari” come lui stesso li descrive. Doge soprattutto per la personalità imponente, per l’inesauribile vena nostalgica che si respira a Venezia più che in ogni altro posto del mondo. Del compositore lucchese si è detto e scritto tanto ma niente commuove come la sua musica. Commuove e esorta, quasi sconvolge. Perché la sua è musica da anima a anima, senza vizi di forma. Torre del Lago celebra i 150 anni dalla nascita del maestro con un calendario di eventi importanti. E' stato appena inaugurato il nuovo teatro all’aperto nel Parco della scultura e della musica, nei luoghi dell’ispirazione di Puccini. Il concerto inaugurale dell’arena, Inquietudine Moderniste, opera conclusiva della quadrilogia promossa dal comitato nazionale celebrazioni pucciniane, è stato solo il primo atto di una serie di appuntamenti importanti che si svolgeranno tra luglio e agosto. Gli eventi collaterali non sono meno interessanti. Tra gli altri, la mostra Opera Frame by Frame riporta su pellicola l’emozione del teatro: film opera girati in quasi cent’anni di storia del cinema, ma anche tanti documentari e film biografici che gettano stralci di luce sulla vita del maestro, saranno proiettati negli spazi del grande auditorium dal 28 giugno al 30 settembre. Un piccolo cameo: il filmato inedito Una giornata con Puccini, recentemente recuperato dal regista Paolo Benvenuti nel corso delle ricerche per il suo nuovo film sull’artista, sarà proiettato nei giorni della mostra. Il filmato, 8 minuti di vita quotidiana del musicista, insieme a lettere e foto originali, scrivono una nuova pagina della vita di Puccini.
Publisher Giulio Ricordi had given his friend Giacomo Puccini a nickname: “Il Doge”. And rightly so! Puccini was indeed the chief of a small town on the Lake Massaciuccoli, much loved for its simplicity, ship canals and “lascivious and extraordinary” sunsets as he was fond saying. He was also a doge because of his exuberant personality and his nostalgic soul so typical of Venetian atmosphere. Almost everything has been said and written about the composer from Lucca but nothing moves one’s soul like his music. It travels straight to one’s heart without intermediaries. Torre del Lago celebrates the 150th anniversary of the Maestro’s birth with a series of important events. On June 15th the new open-air theatre was inaugurated within the Park of Sculpture and Music. The inaugural concert, Inquietudine Moderniste, (the closing opera of a tetralogy promoted by the national committee for Puccini Celebrations) is but the first of a series of important events held between July and August. Collateral events will be of much interest also. Among them, the exhibition Opera Frame by Frame that shows on the movie screen all the emotions lived on an opera stage: film-operas shot over nearly one hundred years of history of cinema but also documentaries and movies on the maestro’s life will be shown at the great auditorium from June 23rd through September 30th . A must-see for cinema connoisseurs: the film clip One day with Puccini recently discovered by film director Paolo Benvenuti while researching on the artist’s life for his new movie, will be shown during the exhibition. The film: 8 minutes of the composer’s daily life, together with letters and original photographs, tell us much more about Puccini the man. For instance, his secret passion for Doria Manfredi’s cousin. Doria herself, albeit nubile and chaste, was accused by Elvira, Giacomo’s wife, MAGAZINE 201
ANNI VER SAR Y T H E A T R E
Il barchetto con il quale Puccini raggiungeva la casa di Giulia Manfredi - The small boat that took Puccini to Giulia Manfredi’s cottage
Quella della sua passione segreta per la cugina di Doria Manfredi, che si intreccia con la vita della stessa Doria, la quale, sebbene ancora vergine, fu accusata di essere l’amante di Giacomo dalla moglie Elvira e per questo si uccise. L’episodio sconvolse la vita del musicista e la sua opera. Proprio da questa vicenda Benvenuti inizia a raccontare il Maestro lucchese negli ultimi anni di vita. Nel film La fanciulla del lago il regista ha preferito il muto: una voce narrante, fuori campo, legge frammenti originali di lettere e memorie. Una scelta radicale che restituisce poesia ad un’opera che, per fedeltà al reale, potrebbe essere un documentario. Il set è stato ricostruito a Torre del Lago, nei luoghi dove Puccini si trasferì nel 1891. Gli interni della villa che il compositore si fece edificare all’inizio del secolo sono stati fedelmente ricostruiti in un casolare in riva al lago. Con lo stesso rigore biografico è stato ricostruito lo chalet Emilio, punto di approdo e di ristoro per i cacciatori e gli artisti amici di Puccini. In alcune scene del film appare anche il barchetto, l’imbarcazione che portò Puccini da Villa Ginori alla sua casa di Torre del Lago dopo l’incidente automobilistico del 1903, restaurata per la pellicola, e il casolare dove abitava Giulia Manfredi, l’adolescente amante di Giacomo. Questo casolare, secondo la ricostruzione di Benvenuti, era probabilmente meta degli incontri segreti dei due innamorati. Al di là del reale svolgimento dei fatti, Doria e Giulia fanno parte di quell’universo femminile che è fonte inestinguibile di ispirazione per Puccini. Doria, che nella realtà muore tragicamente per la vergogna, sulla scena diventa la Liù della Turandot. Minnie della Fanciulla del West ha il fascino e la personalità dell’amata Giulia. 202
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Il set per il film di Paolo Benvenuti è stato ricostruito a Torre del Lago The Paolo Benvenuti’s film set has been reconstructed in Torre del Lago to be his lover and for this she committed suicide. Benvenuti chronicles the composer’s late years starting from this dramatic event. La fanciulla del lago is a silent film: an off-stage voice reads extracts from original letters and memoirs. A poetic touch to an otherwise beautiful and faithful biography. The film is set in Torre del Lago where Puccini moved in 1891. The interiors of the villa, built at the beginning of the century, were recreated in a cottage on the lake shore. The chalet Emilio, where Puccini and his friends, artists and hunters, used to eat and rest, was also rebuilt. Some scenes also show the small boat that ferried Puccini across the lake from Villa Ginori to his house in Torre del Lago after the car accident of 1903 and the chalet where Giulia Manfredi, Giacomo’s adolescent lover, lived and where they probably met for their secret rendezvous. Doria and Giulia belong indeed to that feminine universe which was an endless source of inspiration for a genius like Puccini. Doria, tragically lost in real life and unjustly accused, became Turandot’s Liù. Minnie in the Fanciulla del West has the strong and charming personality of his beloved Giulia.
ANNIVERSA RY THEATRE
text Rossella Battista photo Aldo Umicini
Scene da opere pucciniane - Images from Puccini’s operas
Musica sul lago
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Il teatro da 3370 posti impreziosisce il nuovo corso del Festival Puccini The theatre with 3370 seats enriches the Festival’s Puccini new program
n tempo era uno dei luoghi meno ambiti dove in pochi osavano cantare nella speranza che l’umidità non rubasse loro la voce. E’ diventato uno dei teatri più ambiti dai cantanti internazionali disposti a sfidare pericolose raucedini pur di esibirsi sul lago che tanto ispirò Giacomo Puccini. Molto grazie anche a quel connubio tra arte e lirica, creato dalla Fondazione (presidente Manrico Nicolai, direttore Franco Moretti e direttore artistico Sandro Veronesi) che ogni anno promuove nuovi allestimenti e produzioni. Un sodalizio che ha portato alla creazione del grande teatro con un’arena da 3370 posti (in parte coperto) sul lago. Inaugurato il 15 giugno, apre anche il nuovo corso del Festival Puccini, grazie al sostanzioso contributo della Fondazione del Monte dei Paschi di Siena. Il presidente Gabriello Mancini si dice lieto di aver legato il nome della banca al Pucciniano che segue nelle preferenze senesi solo la Chigiana. Ma le celebrazioni per i 150 anni della nascita del maestro (il 22 dicembre 1858), sono state anche l’occasione per rivoluzionare il collaudato carnet degli eventi e delle produzioni. Sempre col sostegno degli artisti chiamati a ‘scolpire l’opera’ e con l’introduzione di filmati poi offerti in dvd sulla creazione di ogni lirica, come un film nel film e soprattutto con l’allestimento di tutta la produzione artistica di Puccini. Protagoniste sono dunque le opere minori alcune, mai allestite a Torre del Lago, come Edgar, che debutta quest’anno (9-16 agosto) con le scene di Roger Dean (famoso per le copertine dei dischi dei Pink Floyd) o come La Rondine, con un ritmo già da musical (più veloce e scene cambiate durante la rappresentazione) sperimentata l’anno scorso. Questo 54° Festival tuttavia parte con la grande incompiuta di Puccini: Turandot (11,19,25 luglio, 3,10 e 23 agosto). L’opera che debuttò il 25 aprile del ‘26 (Puccini morì il 29 novembre del ‘24) con le scene di Galileo Chini, ha stavolta la regina di Maurizio Scaparro e due grandi nomi della storia del costume italiano Ezio Frigerio e Franca Squarciapino (vinse l’Oscar nel ‘91 per i costumi di Cyrano) e il ritorno Francesca Patané, applaudita principessa già nel 2004, nell’opera con le scene di Pietro Cascella (scomparso lo scorso 17 maggio). Sarà poi la volta di Tosca con le scene scolpite da Igor Mitoraj che ne ha disegnato anche i costumi (12,18, 27 luglio; 8 e 22 agosto) e Madama Butterfly (20, 26 luglio; 2 e 17 agosto) con le scene e i costumi firmati da Ugo Nespolo e la regia di Stefano Vizioli.
Once it was one of the most unpopular theatres among opera singers who dreaded to think what humidity might have done to their voice. Today it hosts the most famous names of world opera who can’t wait to perform on the lake that so much inspired Giacomo Puccini. Thanks also to the Foundation (president Manrico Nicolai, director Franco Moretti, art director Sandro Veronesi) that every year promotes new productions and supported the construction of the open-air theatre with a seat capacity of 3370 (partially under cover) on the lake. It was inaugurated on June 15th with the financial support of the Monte dei Paschi di Siena bank. The president Gabriello Mancini says he is very happy to have associated the name of the bank with the Puccini Festival which is a very popular choice among Sienese people. The celebrations for the 150th anniversary of the Maestro’s birth (December 22nd 1858) were also the occasion to revolutionize the Festival’s program with the help of the artists and through the introduction of films on the creation of each opera and, above all, through the staging of all Puccini’s operas, even the minor ones which have never been performed in Torre del Lago before such as Edgar (9-16 August) with stage design by Roger Dean (famous for having designed the Pink Floyd’s album covers) and La Rondine featuring a musical comedy rhythm and scenes changed during the performance. However, the 54th Puccini Festival opens with Puccini’s great unfinished opera, Turandot (11,19,25 July and 3,10,23 August). The opera, which made its debut on April 25th 1926 (Puccini died on November 29th 1924) with stage design by Galileo Chini, is directed this year by Maurizio Scaparro and costume design is by Ezio Frigerio and Franca Squarciapino (who won the Academy Award in 1991 for Cyrano), starring Francesca Patané (who performed also in the 2004 production with stage design by Pietro Cascella). Tosca follows with stage and costume design by Igor Mitoraj (12,18,27 July; 8 and 22 August) and then Madama Butterfly (20,26 July; 2 and 17 August) directed by Stefano Vizioli and stage and costume design by Ugo Nespolo. MAGAZINE 205
TUSCA NY HI S T O R Y text Guido Parigi photo Fabio di Pietro
Un sogno tra i canapi
Palio di Siena. Non solo tre giri di piazza del Campo Not only three laps of the Piazza del Campo
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on vi aspettate una corsa di cavalli, seppur anomala. I tre giri sul tufo di piazza del Campo, un galoppo mozzafiato, un chilometro in un minuto, sono soltanto l’acme di una festa che coinvolge un’intera città. Da sempre, da quando la Siena della fierezza comunale fu il coagulo per le contrade che dal 1555 ebbero confini ferrei. E diciassette bandiere con un’organizzazione capillare, ciascuna una micro-repubblica, che ha superato le insidie dei secoli. Non senza preoccupazioni né contenziosi: i guai non sono stati pochi, soprattutto da quando la sfida è stata talvolta strumentalizzata. Del Palio si ha negli occhi la frenesia della corsa, le spettacolari e cruente cadute dei cavalli, ma la doppia festa – 2 luglio e 16 agosto – vive tutto l’anno. Le contrade nell’inverno seguono i fantini e valutano quei cavalli che potranno essere nel lotto per il tufo di piazza del Campo. Vengono scelti mezzosangue compatti, robusti e agili, adatti a superare indenni la curva di San Martino e quella del Casato, veri Everest dell’equilibrio. E’ folkore l’idea che vengano dopati: i purosangue sono stati abbandonati perché erano naturalmente troppo veloci per reggere le curve. Quaranta giorni prima del palio la cerimonia che dà l’avvio della carriera: l’estrazione a sorte delle contrade che si aggiungono a quelle che corrono di diritto, solitamente tre (quelle di diritto sono le sette escluse l’edizione precedente). Poi la città comincia a trasformarsi: si montano i palchi in piazza del Campo, viene steso il tufo sulla pietra serena, i veterinari danno gli ultimi ok ai cavalli. Oggi, oltre alle visite della vigilia, ci sono anche le previste. I vicoli delle contrade fioriscono di tavoli e sedie, di festoni di illuminazione e tante bandiere. Sotto le quali ci si riunisce fino a notte alta per rievocare e fare propositi. I canti si sprecano. La notte prima che cominci il rosario della festa, la piazza si anima: molti cavalli sono portati a saggiare il tufo ma anche ad una passerella di propaganda fra i contradaioli. Siamo a quattro giorni dalla corsa, è il momento della tratta: i dieci 206
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Don’t expect a normal or just a peculiar race. The three laps of the Piazza del Campo, at breakneck speed, one full kilometer in one minute time, are but the culminating moment of a festival involving the whole town, passionately. Since ancient time, the Palio has been the strongest bond for the contrade or neighborhoods which, starting in 1555, had the strictest boundaries and seventeen flags, a widespread organization, a sort of micro-republics that have defied the perils of centuries and all sorts of rivalry. Speaking of the Palio, the tourist usually thinks of the frenzy of the race and the often ruthless and bloody falls of the horses without knowing that the real beginning of the Palio- held on July the 2nd and August the 16th comes months before the race. During the winter season, the contrade examine jockeys and horses for the following Palio. The horses must be solid, fit and agile half-breeds able to overcome the difficult turns of San Martino and Casato. There is no doping involved: purebreds were left out because they were too fast when reaching the bends. About forty days before the Palio, three contrade are chosen randomly and added to the seven automatically included (the ones which did not take part in the previous race). At this point the entire city begins to transform: platforms are erected in Piazza del Campo, stones are covered with dirt and veterinarians check the horses repeatedly. The old alleys are decked with banners, garlands and special lighting, tables and chairs. Nights are spent in recalling past victories or defeats and in making bets while people shout and sing. The night when a special rosary is said, Piazza del Campo becomes animated and the horses are brought out to be shown to the residents of each contrada.
TUSCA NY HI S T O R Y
L’estrazione delle dieci contrade dà il via alla grande festa The drawing of ten contradas kick-starts the celebrations
“barberi” estratti a sorte. E’ una mattinata intensa: i cavalli vengono divisi in batterie e corrono i tre giri sotto gli occhi dei capitani e dei loro esperti. I capitani scelgono i dieci cavalli, talvolta non per selezionare davvero i migliori ma sperando che la “brenna” vada all’avversario. Così, verso le una del pomeriggio, la piazza ribolle di speranze e di paure. E’ uno dei momenti più intensi del palio. I dieci cavalli vengono estratti a sorte dal sindaco e portati nelle stalle di contrada fra canti di gioia o di speranza. Non potranno essere più cambiati: se si infortuna può essere esonerato da una o più prove; se il malanno è più grave la contrada non corre. Territorio off limits, guardato a vista, la stalla: il barbaresco (il responsabile della stalla, che non abbandonerà mai il cavallo) e il fantino prendono confidenza con il frutto della sorte. Sul far della sera ecco la prima delle sei prove: l’ordine ai canapi è sempre estratto a sorte, le regole sono puntigliose ma in sostanza semplici. Il mossiere chiama i fantini per disporsi fra i canapi e, quando riesce nel possibile allineamento, abbassa il canape. Se la mossa non è valida, colpo di mortaretto e si ricomincia. Spesso le operazioni sono complesse, sfibranti perché ogni fantino cerca la posizione migliore o il favore del complice. Talvolta il mossiere richiama i fantini, li può ammonire, con ripercussioni da parte della giustizia paliesca. Le prove proseguono, una la mattina e una la sera. Nel frattempo si è scoperto com’è stato dipinto il “cencio”, lo stendardo di seta unico premio del palio. Il giorno della corsa si apre con la provaccia. Quindi i capitani consegnano al sindaco i nomi dei fantini, che non potranno essere più sostituiti. Le chiese delle contrade si aprono nel primo pomeriggio per la benedizione dei cavalli e quando inizia a suonare il campanone della Torre del Mangia ogni comparsa si concentra in piazza del Duomo da dove si snoda il corteo per l’omaggio alle autorità, Monte dei Paschi compreso, e approdare lentamente in piazza. Intanto ha già cominciato a sfilare il corteo storico che si concluderà in un paio d’ore con l’ingresso del carroccio e del palio. Quindi i cavalli escono dall’entrone, i fantini ricevono il nerbo di bue con il quale difendersi o offendere, infine l’ingresso nei canapi e… quando Dio vorrà, la partenza, i tre giri e lo scoppio del mortaretto con il tripudio dei vincitori. Si forma il corteo dei vincitori che portano il palio per un Te Deum di ringraziamento: in Provenziano a luglio, in Duomo ad agosto. La notte impazza nel centro storico per il corteo ossessivo dei vincitori, un corteo che si ripeterà per molte notti di seguito. 208
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The moment of the so-called tratta takes place four days before the race. Horses are divided into groups and run three times for captains and experts. The captains choose ten horses and hope for the best. Around one p.m., the atmosphere is highly changed, the mayor assigns by lot the horses to each of the ten contrade participating into the race and from that point on no changes can be made. Should the horse injure itself or worse, the contrada is out. The stable is strictly guarded and off limits, the barbaresco (the man who takes care of the horse and never leaves it unattended) and jockey get acquainted with the horse and towards evening the first of the six trial races is run. Rules are strict but simple. The start is given by the mossiere who has to wait for all horses to be in the correct position and when this (usually with great difficulty) is achieved, he removes the canape, the starting rope. This operation may be repeated many times because the jockeys usually look for the best position or other jockeys’ assistance. The starter may rebuke the jockeys and reprimand them and trial races go on, one in the morning and one in the evening. Meanwhile the cencio (the silk banner and Palio’s first prize) is revealed. The day of the race is opened with the so-called provaccia and the captains hand the jockeys’ names over to the mayor and this makes them final. The contrada churches will bless the horses in the afternoon and as soon as the Torre del Mangia’s bell begins to chime, everybody goes to Piazza del Duomo for the procession honoring the town’s authorities and the Monte dei Paschi. The procession will lead the entry, two hours later, of the war chariot bearing the Palio into Piazza del Campo. Horses are ready and the jockeys receive their whips which they are allowed to use also for disturbing other horses and riders; then the start is given, the three laps around the piazza, the bursting of firecrackers and the shouts of the winners who later form a procession and take the Palio to the church in thanksgiving, in July to Provenziano and to the Duomo in August. The night of the Palio, the historic center of the town is full of celebrations and the residents of the winning contrada, deliriously happy and proud, extend their merrymaking to several following nights.
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5 1. Cavallo estratto 2. I contradaioli reclamano il Palio 3. Preparativi nell’entrone 4. 9. 10. Il corteo storico. 5. Il tripudio della vittoria 6. Le chiarine 7. La mossa 8. Il saluto dei fantini 11. La benedizione del cavallo in chiesa 12. Orme sul tufo 13. Il te deum in Duomo 14. Cena in contrada 15. La tratta 1. Horse assigned 2. The contrada inhabitants demand the Palio 3. Preparations in the entrone 4. 9. 10. Historical parade 5. The jubilant 6. The tipical trumpets 7. The start 8. Jockeys ready to go 11. The blessing of the horses in the church 12. Hoofprints 13. Te deum prayer in the cathedral 14. Party in the contrada 15. The horse selection
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A SINGOLAR TENZONE
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TR A DIT I O NA L F E S T I VAL text Nicky Swallow photo Press Photo
Domanda: in quale parte d’Italia avvengono ogni anno scene bizzarre come quelle che seguono? Omaccioni grandi e grossi che piangono senza vergogna dopo che la loro contrada ha perso una corsa a cavallo durata non più di tre minuti; una partita di calcio giocata su di un terreno di sabbia in cui i giocatori sono autorizzati a strappare la maglia dell’avversario; un carro di 70 tonnellate trascinato attraverso un ponte da giganti muscolosi; botti di vino di 80 chili issate su per una collina sotto il sole d’agosto; cavalieri in costume medievale che cercano di colpire un orso di legno; grandi forme di pecorino rotolate lungo le strade tra gli incitamenti dei concittadini. Risposta: a Siena, Firenze, Pisa, Montepulciano, Pistoia e Pienza, cioè nei luoghi che ospitano ogni anno le tradizionali feste toscane. Dopo il Palio di Siena, forse il più famoso tra queste è il torneo del Calcio Storico fiorentino, che ha ripreso vita nel 2008 dopo due anni di sospensione. Quest’anno ci sono regole che dovrebbero limitare la violenza che provocò la sospensione delle semifinali del 2006 dopo undici minuti e la cancellazione della gara nel 2007. Conosciuto anche come Calcio in Costume, questo gioco (un misto di calcio, rugby, pugilato e wrestling) risale al XVI secolo.Tre incontri di 50 minuti ciascuno fra squadre che rappresentano i quattro storici quartieri della città vengono giocati in Piazza Santa Croce, con la finale, quest’anno, il 24 giugno. Prima della partita, i 27 giocatori di ciascuna squadra sfilano con l’antico costume per le strade della città accompagnati da dignitari, musicanti e sbandieratori, in costume rinascimentale. Alla fine della partita i vincitori ricevono in premio una giovenca chianina bianca inghirlandata di fiori e condotta in processione. Vi sono anche molti altri avvenimenti più modesti ma non meno interessanti che si svolgono d’estate nelle città e paesi della Toscana. Il primo “Gioco del Ponte”, una specie di tiro alla fune sul Ponte di Mezzo di Pisa l’ultima domenica di giugno, avvenne nel 1568 fra due squadre sulle rive dell’Arno (Tramonto e Mezzogiorno) il cui scopo era conquistare la riva opposta. La vittoria era assicurata grazie alla forza bruta e anche ai brutali corpo a corpo dei partecipanti protetti da corazza e bastoni. Oggi si evita il contatto fisico grazie all’uso di un carro su ruote di 70 tonnellate. La gara è preceduta da un corteo in costume con 700 partecipanti comprese le due squadre di 20 uomini che, con fatica, spingono carro e avversari dall’altra parte del ponte. Ma una forza ancora più bruta è necessaria per il “Bravio delle Botti” di Montepulciano, una sfida del XIV secolo che si tiene fra otto contrade l’ultima domenica d’agosto. Botti di 80 chili ciascuna vengono rotolate da due “spingitori” lungo i 1800 metri in salita delle stradine medievali per finire sui gradini della cattedrale in piazza Grande. La squadra vincitrice conquista il palio (un drappo dipinto). Famosa è la Giostra del Saracino nella Piazza Grande di Arezzo, la terza domenica di giugno e la prima di settembre. Commemora lo sforzo cristiano di contenere l’invasione islamica del XIV secolo e risale al 1535. Poco prima della gara, una processione di cavalli e cavalieri arriva nella piazza e dà inizio alla gara. I cavalieri che rappresentano i quattro quartieri della città tentano di guadagnare punti colpendo con la loro lancia la sagoma di un soldato arabo (il Saracino), piazzato su una piattaforma girevole, a braccia aperte, quindi la bravura sta anche nell’evitare il colpo di ritorno. Al vincitore una lancia d’oro. Nella Giostra dell’Orso, a Pistoia, il bersaglio è rappresentato da due orsi con un mantello a quadri. La gara avviene in Piazza del Duomo il 25 luglio in onore di San Giacomo, ed è l’attrazione maggiore del festival pistoiese che offre anche concerti, mercati, cortei e spettacoli vari. Qualora si desiderasse una immersione totale nella Toscana medievale, si consiglia di recarsi a Monteriggioni: qui si tiene l’annuale Festa Medievale (quest’anno i due primi fine settimana di luglio). Gli abitanti indossano costumi d’epoca e musicanti, acrobati e giocolieri intrattengono i visitatori. Si possono acquistare oggetti di artigianato solo dopo aver cambiato il denaro in valuta medievale che può essere usata anche per mangiare nelle trattorie. Infine, l’avvenimento più eccentrico è quello che si svolge la prima settimana di settembre per celebrare il pecorino di Pienza. I partecipanti del Cacio al Fuso rotolano una grossa forma di pecorino verso un fuso di legno. Roba da brividi! 212
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Question: where in Italy do the following bizarre scenes take place each year? Grown men weeping in the streets after their contrada loses a bareback horse race that lasts barely three minutes; a football game played in a glorified sand pit where the rules allow for player’s shirts to be ripped off; a 70-ton cart being pushed over a bridge by teams men with muscles a-bulging; 80-kilo wine barrels being heaved uphill on a sweltering Sunday in August; knights in medieval garb taking pot shots at a wooden bear: rounds of pecorino cheese being rolled down the street cheered on by the locals. Answer: in Siena, Florence, Pisa, Montepulciano, Pistoia and Pienza, all among the settings for Tuscany’s many annual traditional festivals. After Siena’s Palio, the most famous of these is arguably Florence’s notoriously violent football tournament, the Calcio Storico, re-instated in 2008 after a twoyear suspension. This years’ rules have been modified in the hope of avoiding the violent inter-team fighting that provoked the suspension of the 2006 semifinal after only 11 minutes of play and the cancellation of 2007 tournament. Also known as Calcio in Costume, this game (a hybrid of football, rugby, boxing and wrestling) dates back to at least the early 16th century. Three bitterly fought 50-minute matches between teams representing the city’s four historic neighbourhoods are played out in Piazza Santa Croce culminating in the finale, this year on June 24th. The teams of 27 men parade through the streets accompanied by dignitaries, musicians and flag-throwers, all in Renaissance garb. The victorious team is presented with a white Chianina heifer. There are also plenty of other lower-profile events in Tuscany’s towns during the summer. Most of these have ancient origins and are played out in period costume accompanied by music, dancing, and plenty of eating and drinking. The first Gioco del Ponte, a kind of inverted tug-of-war contest that is held on Pisa’s Ponte di Mezzo on the last Sunday of June, took place in 1568 between teams from the two banks of the Arno (the Tramonto and the Mezzogiorno) whose aim it was to gain control of the section of the bridge. Victory was secured by the sheer brute force of the participants who, protected by armour and wielding cudgels, fought viciously man-to-man. The 20th century version avoids physical contact by using a 70-ton cart on rails. The contest is preceded by a costumed parade of 700 participants including the two teams of 20 men who push the cart plus the opposing team to the other side of the bridge. More brute force is required for Montepulciano’s Bravio delle Botti, a race with 14th century origins that takes place between the town’s eight contrade or neighbourhoods on the last Sunday in August. 80 kilo wooden barrels are rolled by two spingitori some 1,800 metres up the steep and winding medieval streets, finishing at the cathedral steps in Piazza Grande. Parades in period costume precede the competition and a street banquet follows; the winning team is awarded a palio or painted cloth banner. The most splendid jousting contest is the Giostra del Saracino (the Saracen’s Joust) held in Arezzo’s Piazza Grande on the third Sunday in June and the first Sunday in September. Commemorating Christian efforts to hold back the tide of Islamic insurgents the 14th century, the tournament dates back to 1535. A procession of horses, knights arrives in the square and the action begins. Pairs of riders representing the city’s four quartieri attempt to score points by hitting with their lances the dummy of an Arab soldier (the Saracino), mounted on a swivel and has his arm outstretched, as if ready to punch his foe, so part of the skill is to avoid being hit back. To the winner a golden lance. The targets in Pistoia’s medieval jousting tournament, the Giostra dell’Orso, are two wooden bears dressed in checked cloaks. The competition is held in Piazza del Duomo on July 25th to honour St. James. For total immersion in Medieval Tuscany, head to Monteriggioni for the annual Festa Medievale, held this year on the first two weekends in July. The local inhabitants are dressed in period garb and street musicians, jugglers and acrobats provide entertainment. You can buy crafts, but only if you exchange euros for ‘medieval’ coins which will also buy a meal from hostelries. Finally the most eccentric event takes place on the first Sunday of September celebrating pecorino cheese in Pienza. The Cacio al Fuso involves participants rolling a form of sheep’s cheese towards a wooden spindle. Nail-biting stuff!
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1. 4. 6. 9. 12. 15. Giostra del Saracino 2. 8. 13. 16. Giostra dell’Orso 3. 5. 14. Calcio Storico Fiorentino 7. 11. Gioco del Ponte 10. Fiera del cacio
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OLY MP I C GA M E S text Ilaria Ciuti
Il Palazzo Imperiale di Pechino
Quattro assi per Pechino
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Con Benelli, Baldini, Montano e Sensini la Toscana va alle Olimpiadi Tuscany goes to the Olympic games with Benelli, Baldini, Montano and Sensini
a Toscana a Pechino. Partiranno da Firenze, Grosseto, Livorno. Quattro campioni toscani alla sfida delle Olimpiadi. Chi, come Andrea Benelli, classe 1960, nato a Firenze, un oro in tasca a Atene e un bronzo a Sydney, ha venti anni di tiro a volo alle spalle. Chi, invece, è esordiente come Andrea Baldini, il ventitreenne schermidore livornese, fresco del titolo europeo conquistato lo scorso luglio e della megaglia d’argento ai mondiali di fioretto maschile a San Pietroburgo, nel settembre 2007. C’è poi Aldo Montano, il bello dello sport nazionale, occhi verdi e spirito brillante da livornese doc, che gli è valso la celebrità televisiva. Non manca la quota rosa. In arrivo a Pechino, dalla sua Maremma dove è nata a Grosseto, la donna che ha collezionato più medaglie della vela italiana, la grossetana Alessandra Sensini. Cosa vogliono dire le Olimpiadi: emozione, abitudine? Sensini - Altro che abitudine, le Olimpiadi non sono dietro l’angolo. Sono ogni quattro anni e non si ha l’opportunità di parteciparvi tante volte in una carriera sportiva. E’ un evento mondiale in cui lo sport diventa protagonista, una gara con un valore diverso da tutte le altre. Benelli - Per me è la sesta Olimpiade. Ma non si è mai vaccinati. La sensazione più forte credo però di averla provata a Atene. Senti che quella è la vera sede delle Olimpiadi. Baldini - Beh, un po’ emozionato, non posso negarlo, lo sono. Per me è la prima volta, è la realizzazione di un sogno iniziato a sei anni quando ho cominciato a fare scherma. 214
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Tuscany in Beijing. 4 Tuscan champions will set out from Florence, Grosseto, Livorno: direction, the Olympics. Andrea Benelli, born in 1960 in Florence, won a gold medal in Athens, a bronze medal in Sydney, and twenty years of sporting clay pigeon shooting experience. Andrea Baldini is at the beginning of his career; this 23 year old fencer from Livorno won the title of European champion last July and a silver medal won at the world cup of mens’ fencing in St. Petersburg, in September 2007. Then there is Aldo Montano, the good looking guy of Italian National sport, green eyes and a brilliant wit, typical of the “Livornesi doc”, this has helped his celebrity in television. A female presence is going to Beijing from the area of Maremma in Tuscany where she was born, in the town of Grosseto, and now living in Grosseto, Alessandra Sensini has collected the greatest number of medals for womens’ sailing. What do the Olympics represent: emotion, normality? Sensini - Not normality, that’s for sure, the next Olympics are nearly starting; they are every four years so a sportsman hasn’t many opportunities to participate during his career. It is a world event where sport becomes the protagonist, a competition of special value, different from all the others. Benelli - For me it is the sixth Olympic but it never becomes normality. I think Athens was the most emotional because it is the “home” of the Olympics. Baldini - Well, a bit excited, I can not deny it, I am. For me it is the first time and it is the realization of a dream begun when I was six years old when I started fencing.
From top clockwise: Aldo Montano, Alessandra Sensini, Andrea Benelli e Andrea Baldini
OLYM P IC G A M ES
Benelli, Baldini, Sensini e Montano. Olimpiadi: quattro dei nostri atleti a Pechino Olympic games: the most famous tuscan champions in Beijing
“Non esiste competizione che possa essere paragonata alle Olimpiadi” “There is no competition that can be compared with the competition that exists at the Olympics” Montano - Non esiste competizione che possa essere paragonata alle Olimpiadi. E’ il momento più alto di confronto sportivo, anche più del mondiale di calcio. Il calcio, anche se molto seguito, rimane pur sempre una disciplina diffusa a macchia di leopardo. Per esempio negli Stati Uniti ha poco seguito. Le Olimpiadi invece comprendono ogni sport, è davvero un evento globale. Non si può non provare una grandissima emozione. In particolare che fantasie vi suscita Pechino? Sensini - Per me conta non tanto la città quanto il mare. Andiamo a Qindao, lo conosco, so già cosa mi aspetta. Un mare difficile, molte correnti e poco vento. Benelli - Ci sono stato recentemente per la coppa del mondo. Ho visto alberghi, centri commerciali, grandi strade, un cambiamento grandissimo. Temo, soprattutto per chi fa sport all’aperto, un inquinamento pazzesco. Ti frizzano gli occhi senti il raschio in gola. In più è molto lontano, devi partire con largo anticipo per abituarti al fuso. Di positivo prevedo una grande organizzazione, un’ottima ospitalità, molte gentilezze. Baldini - Mi immagino il caldo a agosto. Noi della scherma però siamo abituati a viaggiare molto, anche lontano. Montano - Mai un’Olimpiade è stata organizzata in una nazione così popolosa. Pechino è una città affascinate ma molto caotica e piena di traffico. Ci saranno molti problemi da affrontare, immagino. E’ vero che l’importante è partecipare?
Montano - There is no competition that can be compared with the competition that exists at the Olympics. It is the supreme moment, even greater than the world football championship. Football, even though it is very popular, is a widely but unevenly spread sport. In the US, for example, it is not very popular. The Olympics include all sorts of sport, it a real World event. It is impossible not to be very excited. In particular what do you think about Beijing? Sensini - For me it is not the city that is important but the sea. We will be going to Qindao, I know it, I all ready know what to expect. A difficult sea, lots of currents and not much wind. Benelli - I have recently been there for the World Cup. I have seen the Hotels, the commercial centers, the big roads, an enormous change. I’m afraid, especially for those who do open air sport, there is terrible pollution. Your eyes sting and you feel it in your throat. Moreover, it is far from Italy, therefore you have to go a few days before the beginning in order to get used to the change of time zone. Very positive, I’m sure, will be the great organization, an excellent hospitality and kindness. Baldini - I imagine the heat in August; though I am used to travelling a lot for fencing, also changing time zones. Montano - The Olympics have never been organized in such a populated country. Beijing is a fascinating city but also very chaotic and there is lots of traffic. There will be lots of problems to face, I imagine. MAGAZINE 217
Alessandra Sensini (sx) in una gara internazionale - Alessandra Sensini (on the left) in an international race
Alessandra Sensini è alla quarta Olimpiade: ha già vinto un oro e due bronzi Alessandra Sensini has collected the greatest number of medals for womens’ sailing.
Sensini - Dipende dalle tue aspettative. Se stai andando bene, vuoi vincere. Io sto andando bene, lotterò per il podio. Benelli - Non sarà facile. I cinesi sono esperti di tiro a volo, hanno una disciplina pazzesca, conoscono già le strutture, si sono allenati li. Vinceranno molte medaglie. Ma non mollo, io spero in una medaglia. Baldini - A 22 anni andare a Pechino è già un risultato. Mi darò da fare per il podio. Essere giovane mi aiuterà a sentire meno tensione, a essere più spregiudicato. Montano - Qualunque atleta, anche quello della gara della domenica, punta al risultato. Noi ci alleniamo duro per anni non per partecipare, ma per vincere. Cosa fate quando non vi allenate? Sensini - Sto a casa perché sono sempre in giro. Oppure, vado per città, mostre, qualcosa che non sia il mare. Benelli - Mi occupo del mio agriturismo a Petrognano, sulle colline vicino a Firenze. Chissà che dopo Pechino non ci arrivino anche i cinesi. Baldini - Faccio quello che fanno i ragazzi della mia età, pizza, cinema, discoteca. E siccome vivo a Livorno vado al mare. Montano - Di tempo libero ne ho poco. Quel poco lo occupo per stare con la mia fidanzata e tornare qualche volta a Livorno dai miei genitori. 218
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Is it true that the important thing is to partecipate? Sensini - Depends on what you expect to do. If you are doing well, you want to win. I’m doing well, I will fight to win. Benelli - It won’t be easy. The Chinese are experts in clay pigeon shooting, they have incredible discipline, they already know the places, they have been training in the Olympic structures. They will win lots of medals, but I won’t give in, I hope to win a medal. Baldini - To go to Beijing at the age of 22 is already an important result. I’ll do my best to win. Being young will help me to cope with the stress and to be positive. Montano - Any athlete, even the ones who only practice on Sundays, want to do well. We train hard for years not in order to participate, but to win. What do you do when you are not training? Sensini - I like to stay at home because I am always travelling. Maybe I go visiting cities, shows or anything but only that isn’t to do with the sea. Benelli - I have an “agriturismo” in Petrognano, in the hills near Florence. Who knows, after Beijing I might even have some Chinese guests. Baldini - I do what everybody does at my age, pizza, cinema, disco. As I live in Livorno I also go to the sea. Montano - I don’t have much free time. What little I have I spend with my girlfriend or seeing my parents in Livorno.
PA SSIO N YA C H T S text Antonio Fulvi
Luca Guidetti
Sulla scia di Vespucci Stile e storia delle barche di Luca Guidetti Style and history of Luca Guidetti’s boats
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avvero, c’è gente baciata dagli Dei. Che di mestiere fa cose e vede gente - come diceva quel tale - tutte collegate alla propria passione. Che per Luca Guidetti è fare barche: o meglio belle, bellissime barche in terra di Toscana. Guidetti non è certo il solo imprenditore nautico e la Toscana ha una tradizione ultrasecolare nella marineria. Ma cosa è la tradizione? Ce lo spiega lui stesso con questa nostra chiacchierata. Partiamo dal cantiere di Massarosa. Come è nato, quali sono stati e sono oggi i suoi punti di forza, quali i progetti per il prossimo futuro? Il cantiere di Massarosa è nato nei primi anni ottanta su terreni di famiglia ed è stato uno tra i primi a produrre semilavorati in Vtr, quelli che hanno dato vita alle Maiora sportive ed ai modelli 50 e 57 fly, per anni vero fiore all’occhiello del cantiere. Il nostro punto di forza è stato sin dall’inizio la flessibilità, sia negli allestimenti che nella personalizzazione delle imbarcazioni, a livello di impianti, di accessori, e non solo. Nel nostro prossimo futuro sarà sempre più presente la realizzazione di navi in acciaio ed alluminio di dimensioni via via maggiori, oltre a tutte quelle imbarcazioni che ad oggi rappresentano nicchie particolari del mercato come i Fly veloci (navi da oltre 40 nodi), oppure navi tre ponti da oltre 25 nodi. La Fipa Italiana Yachts opera in un settore sul quale chiunque oggi in Italia faccia barche di prestigio sembra aver trovato - o magari spera di trovare - l’Eldorado. Vero è che la grande nautica cresce bene, ma non teme che il settore possa essere inflazionato da troppa offerta? È uno dei settori dove la ricerca, l’innovazione, la sperimentazione e soprattutto lo spirito imprenditoriale hanno maggiori libertà. Abbiamo la fortuna di avere fra i nostri clienti armatori che intendono realizzare sogni e concretizzare passioni. Ed è per questo che fintanto che un armatore intenderà far nascere qualcosa, troverà sempre pronta una barca del gruppo Fipa: Maiora, Ab-Yachts o Cbi Navi. E’ la nostra concezione del lavoro. Alcuni dei marchi più importanti in Italia nel campo dello yachting di alta gamma, stanno dotandosi di “services” esclusivi, nella consapevolezza che seguire il cliente anche post-vendita rappresenti non solo fidelizzazione, ma anche un importante ritorno economico. Così si costruiscono marinas più o meno esclusivi (Azimut), ci si garantisce aree sul mare in zone appetibili (Ferretti), si privatizzano porti storici come il Mediceo di Livorno (Benetti). Qual’è la sua opinione in merito? 220
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There are people whom fortune smiles on. People who, for a living, have the privilege of pursuing their passions. Luca Guidetti’s passion is making boats, beautiful boats, dream boats in Tuscany. Guidetti is not the only Tuscan shipbuilder: Tuscany boasts a centuries-old tradition in this field. But what is tradition about? He personally explains it in this interview. Let’s start from the Massarosa shipyard. How was it born, what was and is its strength and what are your plans for it in the future? The Massarosa shipyard was created in the early ‘80s on a familyowned property and it was one of the first shipyards to build semi-finished VTR boats which led to the Maiora boats and the 50 and 57 fly models, the shipyard’s show-pieces for many years. Our strength has always been flexibility in all fields, from design to customization, equipment, accessories etc. In the coming future, we will focus on the construction of big steel and aluminum boats, in addition to all those models targeted at niche markets such as the high speed Fly models (over 40 knots cruising speed) or threedeck crafts reaching 25 knots cruising speed. Fipa Italiana Yachts operates in a very successful sector and many are riding this uptrend. Shipbuilding has been doing very well lately, but aren’t you afraid that the market might be soon inflated? This is a sector in which research, innovation, experimentation and entrepreneurial spirit have no limits. Among our customers, there are shipowners who wish to make their dreams come true. And the Fipa Group- Maiora, Ab-Yachts, Cbi Navi- will always be willing to fulfill these dreams. It is our working philosophy. Lately, some of the most important Italian brands in the topclass yachting business have been providing exclusive services to their customers, being aware that post-sale assistance ensures customer loyalty and profits. Azimut builds exclusive marinas, Ferretti monopolizes attractive sea areas, Benetti privatized some historic ports such as the Mediceo of Leghorn. What is your opinion on the matter?
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L’AB 92 è l’ammiraglia della flotta AB Yachts. Per le prestazioni si affida a una coppia di MTU da 2.400 HP l’uno con propulsioni idrogetto Rolls Royce-Kamewa AB 92 is the flagship of AB Yachts’ fleet. It features two engines MTU 2.400 HP each and Rolls Royce Kamewa water- jet propulsion system
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PA SSIO N YA C H T S
Ritengo che i servizi post-vendita rappresentino un settore molto importante, e lo saranno sempre di più per noi Italiani: al centro del Mediterraneo, con oltre 2000 miglia di coste, ma con lo stesso numero di porti di paesi con minor vocazione nautica del nostro. È naturale questa propensione per colmare una carenza cronica di servizi. Anche noi stiamo cercando spazi fuori da Viareggio, anche fuori Italia. Un servizio del genere rappresenta fidelizzazione reciproca: ci garantisce un ritorno economico, il cliente si sente al sicuro... Parliamo delle sue barche. Quali le caratteristiche salienti delle sue linee, da Maiora ad Ab Yacht fino a Cbi Navi ? Sono tutte contraddistinte da una spiccata personalizzazione sia degli esterni sia degli interni. E’ ovvio che le linee accentuano l’aerodinamicità dei nostri yacht pur mantenendo volumetrie generose grazie alla sapiente costruzione artigianale, abile a sfruttare ogni piccolo interstizio. Evitiamo di ricorrere alla produzione in serie anche perché obbliga a squadrare gli spazi ed a perdere utili volumi a bordo. Altro aspetto centrale della nostra produzione è la costruzione secondo rigide specifiche di sicurezza dettate dai piu alti registri: Rina, Lloyd’s e Dnv. La cura degli interni e la loro personalizzazione, ormai indispensabile per il range delle sue barche, sembra puntare anche sulla scelta di impiantistica di intrattenimento di vertice. La tecnologia Bang & Olufsen, per esempio, viene molto apprezzata sia per il look che per la qualità. E’ una filosofia di cantiere o avviene solo su richiesta del cliente? La nostra filosofia guida è la personalizzazione degli interni, così B&O è accettata come elemento di arredo, e non solo come impianto di intrattenimento. Ciò soprattutto sulle imbarcazioni di taglia superiore, dove anche gli spazi rendono piu facile l’integrazione degli strumenti B&O. Una domanda su di lei: chi è, che cosa l’ha portato a occuparsi di yachts, quali sono le sue aspettative. E infine: quanto crede nella Toscana e nel suo futuro? Vengo da una tradizione di costruttori navali: mio padre iniziò negli anni ‘80 grazie al boom del Malora, iniziato con mio zio negli anni ‘70, quando la vetroresina era ancora avveniristica e le barche in vetroresina venivano realizzate solo da una piccola cerchia di appassionatii. Il nostro primo modello fu il Maiora 40, prodotto in più di 20 esemplari, poi il 45, con oltre 30 barche. Oggi costruiamo ogni anno circa 30 unità con i vari marchi del gruppo. Confido di riuscire ad espandere la produzione, creando una realtà aziendale in grado di rendere tutti partecipi della volontà di realizzare qualcosa di cui andare fieri. Per quanto riguarda la Toscana, è una delle regioni più eclettiche, dove le attività manifatturiere e artigianali presentano potenzialità elevatissime. La Toscana è una regione variegata, naturalmente vocata al turismo, anche se purtroppo non incentiva sufficientemente il turismo d’elite e quello nautico. Dovremmo prestare più attenzione alle nostre coste, investendo maggiormente nelle infrastrutture, nei porti. 222
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Una tradizione nata negli anni ‘70 con le prime barche in vetroresina A tradition born in the seventies with the first fiberglass boats I believe that post-sale services will be increasingly important to Italians: Italy is located in the center of the Mediterranean area, has over 2000 miles of coastline and about the same number of ports as countries with lesser sailing vocation. So it is natural for us to try to alleviate our chronic lack of services. We are looking for spaces outside of Viareggio or even outside of Italy. Let’s talk about your boats. What are the key features of your lines, from Maiora to Ab Yachts and Cbi Navi? They all feature a marked customization of both exterior and interior. Obviously the lines emphasize our yachts’ aerodynamic properties in spite of their big dimensions, thanks to the skillfully artisan-made structure which makes maximum use of every single interstice. We do not make mass products because we would be forced to square off the spaces and reduce the volumes on board. Another important aspect of our production is that our boats are built according to the most severe standards of safety established by the highest registers: Rina, Lloyd’s and Dnv. The attention given to details and customization includes the use of top-quality entertainment equipment. For instance, Bang&Olufsen products are very popular for both look and quality. Is it your idea or does it respond to a customer need? Our guiding philosophy is the customization of interiors. We use B&O products for furnishing also, not only its entertainment equipment which is ideal for big yachts. A personal question: what brought you to the shipbuilding business, what are your expectations and how do you see Tuscany’s future? I come from a family of shipbuilders : my father started in the ‘80s thanks to the boom of Maiora boats created by my uncle in the ‘70s when the use of fiberglass was still in its infancy and only few shipbuilders made boats in fiberglass. Our first model was the Maiora 40, of which only 20 were made, then the Maiora 45, over 30 boats. At present, we build about 30 boats per year under the group’s various brands. I believe I will soon be able to expand the production. As for Tuscany, it is a very versatile region and its manufacturing activities have a great potential for development. Tuscany is a varied region with a natural vocation for tourism although elite and sailing tourism is not sufficiently encouraged. We should pay more attention to our coastline and invest more on infrastructures and ports.
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Via Roubaix, 33 - Prato
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text Gianni Mercatali photo Lauro Renzoni
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uella dell’ aperitivo in Versilia è una lunga storia Fatta di aneddoti, momenti di cultura, abitudini che sono diventate rito. Dagli anni venti fino al secondo dopoguerra il bar del Grand Hotel Principe di Piemonte di Viareggio è stato luogo di incontro di nobili italiani, famiglie regnanti e industriali. A Forte dei Marmi, punto di riferimento per l’ aperitivo era la Capannina di Franceschi. Vi si ritrovavano conti e baroni, dai Visconti di Modrone ai Della Gherardesca per giocare a carte e rilassarsi. Mentre Italo Balbo ammarava davanti al locale con il suo idrovolante. E il signor Tarabella, il posteggiatore, andava a prenderlo con il pattino. Nel ’39 troviamo in Capannina all’ora dell’aperitivo John Kennedy, allora giovane di 22 anni, con una fidanzata americana che studiava a Firenze, accompagnati dal marchese Bargagli. Prima del tramonto si davano appuntamento al quarto platano del caffè Roma gli intellettuali del Novecento: Montale e Ungaretti, Primo Levi e Leonida Repaci, il poeta Enrico Pea. Negli anni novanta l’ ora dell’ aperitivo diventa l’ happy hour. Un incontro fra la cultura europea del drink e quella caraibico-sudamericana. Oggi si è tornati all’aperitivo, mantenendo dalla precedente esperienza l’ abitudine di proporre tante tapas. L’ aperitivo non è una cosa, o un momento. E’ un’occasione di incontro. Nell’era di internet e degli sms rimane una delle occasioni per ritrovarsi e dialogare. Cosa succede oggi fra le sette e le nove del pomeriggio al Forte, a Marina di Pietrasanta o a Viareggio? La novità dell’estate è che molti locali sono diventati anche wine bar. Accanto ai cocktail e ai super alcolici spesso viene proposta una carta di vini al bicchiere. I bar si sono infatti attrezzati con innovativi wine dispenser di Enomatic che proteggono l’integrità del vino, una volta aperta la bottiglia. Alla Capannina di Franceschi la tradizione si vive con il Negroni: si dice che il Conte Camillo Negroni già nell’ estate del ‘29 facesse aggiungere del gin al già noto cocktail americano. Per celebrare i 150 anni della nascita di Giacomo Puccini quest’ anno viene proposto un soft drink chiamato Almarosa Mimì, dal nome del personaggio della Bohème. Per l’ aperitivo viene aperto il bar a piano terra. Lo spazio si affaccia sul nuovo privé che si inserisce con la storica struttura architettonica. Poco più avanti il Costes lounge bar con quattro barman di cui uno è Simona. Buffet ricco e ampia proposta di vini spumanti e champagne. Sul viale Morin ci sono i cento metri quadrati più affollati di tutta la Versilia. Attratti dall’ atmosfera eclettica e modaiola dell’ art music & bar Almarosa si sosta anche sul marciapiede e sulla strada a traffico limitato di fronte al locale, dove convivono anche un disco bar con dj e una piccola galleria d’ arte. Un ambiente modaiolo ma non nottambulo al cui timone c’è ancora quello stesso Leonardo Grossi che lo aprì nel giugno del ’97. Al bar solo barman al femminile, gli aperitivi principe sono champagne e mojto. A Marina di Pietrasanta trionfa il Twiga con il suo ciringuito a forma ottagonale dove lavorano cinque barman, in sottofondo musica lounge su cd prodotta dai dj del locale. E’ consuetudine chiedere solo champagne Cristal o Dom Perignon ma anche vino bianco e rosé selezionato e imbottigliato con etichette Twiga. Andando verso Viareggio l’appuntamento è all’ Ostras Beach. Il giovedì è la serata Amadeus che si sposta in spiaggia. Il venerdì è la volta del dj Riccardo Cioni. Il sabato è organizzato dal giovane Alberto Maglione. La domenica via libera a Davide Campinotti. Ottimo per un aperitivo anche il Voice, sulla passeggiata, molto vicino alla Galleria del Disco. I due locali si sono uniti da oltre dieci anni e sono stati fra i primi esercizi in Italia a integrare ibar e negozio di dischi. Dietro al bancone due barman, Sabrina e Diego. Frequentato da giovani, da qualche tempo il locale si è trasformato anche in wine bar, come ci racconta Daniela Barbani alla guida di questo ambiente veramente unico. Una ricca carta con etichette italiane ed estere propone vini al bicchiere.
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The story of the aperitivo in Versilia is a lengthy tale, made up of anecdotes, snatches of cultural, habits that have morphed into ritual. From the twenties up to after the Second World War, the bar of the Grand Hotel Principe di Piemonte in Viareggio was a favourite haunt of Italian aristocrats, European crowned heads and captains of industry. In parallel, in Forte dei Marmi the venue that was de rigueur for the aperitivo was the Capannina di Franceschi. Counts and Barons, from the Viscounts of Modrone to the Della Gherardesca, would meet here to play cards and relax. Italo Balbo, would alight on the water straight in front, and Mr. Tarabella, the attendant, would go to pick him up in the rowing boat. In 1939 the apertivo hour at La Capannina the Capannina was graced by the presence of the 22-year-old John Kennedy, with an American girlfriend who was studying in Florence, accompanied by the Marquis Bargagli. Also in Forte dei Marmi the intellectuals of the time – Montale and Ungaretti, Primo Levi and Leonida Repaci – had a regular rendezvous before sunset at the fourth plane tree of Caffè Roma. In the nineties, the apertivo was transformed into the happy hour, extraneous to the Italian tradition, this was something between the European culture of the drink and the South-American/Caribbean concept. Now we’re back to the aperitivo again, retaining from the interim experience the habit of offering tapas. The aperitivo is not a thing, or a time, but rather an opportunity to meet. In the era of internet and the text message, it remains one of the few opportunities to meet and chat. So what happens now between seven and nine in the evening at the Forte, in Marina di Pietrasanta or in Viareggio? The novelty this summer is that many venues have also become wine bars. Alongside the cocktails and the shorts, a menu with wines by the glass is often on offer. The bars have equipped themselves with innovative Enomatic wine dispensers. At the Capannina di Franceschi tradition lives on in the Negroni. This year, to celebrate the 150th anniversary of the birth of Giacomo Puccini, a new soft drink called Mimi is being proposed, named after the heroine of La Bohème. For the aperitivo the ground floor bar is opened. This area overlooks the new exclusive music space incorporated into the historic architectural structure. A little further ahead is the Costes lounge bar, with four “barmen” one of whom is Simona: lavish buffet and extensive offer of spumante wines and champagne. Attracted by the eclectic and fashionable atmosphere of the art music & bar Almarosa, people gather even on the pavement and the restricted-traffic road. It’s a trendy haunt but not nocturnal, with Leonardo Grossi – who opened it in June 97 – still at the helm. Topping the charts in Marina di Pietrasanta is Twiga, with its octagonalshaped ciringuito where five barmen can work at the same time. Moving towards Viareggio, the must appointment is at the Ostras Beach. Thursday is the Amadeus evening; Friday is the turn of the dj Riccardo Cioni. Saturday is organised by the young Alberto Maglione, on Sunday carte blanche for Davide Campinotti. Excellent for an aperitivo is the Voice, in Viareggio Behind the bar two barmen:, Voice Sabrina and Diego.
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1.3.11. Almarosa. 2.8. Capannina 4.6.9.12.14 Voice 5.13.16. Costes 7.10.15. Grand Hotel Principe di Piemonte
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text Paolo Pellegrini photo New Press Photo - Alex Boyce
Bacca nera
Il Morellino è l’ultima perla delle vigne maremmane Morellino is the latest gem of Maremma vineyards
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n vino chiamato... cavallo. Già: pare proprio che a un bel quadrupede debba il nome il Morellino, scoperta recente, creatura vincente, anima nuova di una Maremma in rampa di lancio verso qualcosa che non è più solo un riscatto, ma è un’affermazione vera e propria. Morellino, come il cavallo migliore del branco, dal manto nero e dal carattere difficile: “cavallo morello poco cervello”, dice un vecchio proverbio, e si sa che in genere è viziato, non ci pensa due volte a mollarti un calcione. Insomma, un bel caratterino, sarà per questo che non sono pochi i “morelli” ad aver trionfato sul tufo di piazza del Campo, nel Palio di Siena. E sarà per questo, allora, che quando si trattava di trovare un nome a questo vino così particolare, intenso e vinoso ma al tempo stesso ricco di profumi delicati, è venuto fuori questo Morellino. Che è sintesi perfetta, dunque, di storia antica e di grandi novità: una bella bandiera, un bell’emblema per la “nuova” Maremma. La terra che non è più quella delle paludi, delle zanzare e della malaria, dei lavori stagionali pagati una miseria, di vite stentate e sofferte, di briganti e analfabeti, quella “amara” di una famosissima canzone popolare dell’Ottocento; la Maremma è oggi quella dei distretti più organizzati dell’intera Toscana, della zootecnia e della trasformazione alimentare, del turismo rurale abbinato alla riscoperta delle risorse naturali, matrimonio che ha visto sorgere alcune tra le stazioni termali più celebrate, più esclusive, più suggestive, più amate da tanti vip che ormai affollano i borghi e le campagne, e ne hanno favorito in qualche modo la rinascita riacquistando e tirando di nuovo a lucido tutta la splendida edilizia a rischio dopo le pesanti ondate di abbandono dei decenni passati. Una terra che nell’agricoltura ha individuato la via del successo, e tra i prodotti a cui l’affida c’è per l’appunto il vino. Con il Morellino in prima fila. La storia di questo vino parte da lontano, negli anni recenti ha subito un’accelerazione pazzesca, parallela solo a quella di un altro prodotto con caratteristiche anche simili, il Sagrantino di Montefalco che però si produce in Umbria. Già gli Etruschi, in queste terre coltivavano la vite ed era probabilmente la vite-madre, da quella dev’essere nato l’odierno sangiovese, re delle colline toscane. Già in scritti ottocenteschi si leggeva che “i vini di Magliano, di Pereta e Scansano sono eccellenti”, e che “in pochi luoghi il vino si produce di qualità così squisita”, fino a dire che “assomiglia alquanto al Chianti”. Eccolo là, il Morellino. Nasce in un territorio di collina - che comprende tutto il comune di Scansano, parte di quelli di Manciano, Magliano in Toscana, Grosseto, Campagnatico, Semproniano, Roccalbegna - che in realtà sale dal mare alla montagna, all’Amiata.Tra l’Ombrone e l’Albegna. Eccola là, la grande complessità di aromi e di gusto: profumi che salgono dal mare, che sanno però di sole e di boschi, di prati e di una terra tutta speciale. Dove il sangiovese ha una maturazione personalissima: e riceve grazia speciale, nel naso e in bocca, dal connubio con un 15% - ammesso dal disciplinare di produzione - di vitigni a bacca nera non aromatici: nei nuovi impianti, le uve più diffuse sono Cabernet, merlot, alicante, grenache. Ne esce un vino profumato e asciutto, 228
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A wine named after a horse. Many people think that Morellino comes from the name of a horse breed with a black coat and a nasty disposition. It is probably owing to their fiery temper that Morello horses are used to run the Palio of Siena. And that is probably why, when it was time to name such a special, intense yet delicately scented wine, Morellino seemed the best choice. A name evoking both ancient history and modern development, in a word, Maremma. The land that freed itself from marshes, mosquitos and malaria, from miserably paid seasonal jobs, hard life, bandits and illiterates, the “bitter Maremma” as a 19th century folksong goes. Today, Maremma is one of Tuscany’s most economically developed areas, devoted to zootechnics ,food processing and rural tourism which led to the rediscovery of natural resources and the construction of worldwide renowned and exclusive spa resorts in small villages or in the open countryside that had been neglected for decades. However, Maremma’s most successful business is wine. Above all, Morellino wine. This wine boasts an ancient history but only in the past few years its potential has been fully exploited and its boom is comparable only to the Sagrantino di Montefalco’s which is, however, produced in Umbria. The Etruscans cultivated the grape variety from which the modern Sangiovese, the king of Tuscan grapes and basis of Tuscan wines, derived. Nineteenth-century documents mention the “wines of Magliano, Pereta and Scansano” described as “excellent”, “of exquisite quality” and “similar to Chianti”. The Morellino is made in a hilly territory enclosing the towns of Scansano, Manciano, Magliano in Toscana, Grosseto, Campagnatico, Semproniano, Roccalbegna and extending from the seaside to the Amiata mountain, between the Ombrone and Albegna rivers. That is why Morellino features such a wide range of aromas and tastes: the scent of sea mixed with the taste of sun, woods, meadows and of a special soil on which the Sangiovese variety grows. In fact, Morellino is made from at least 85% Sangiovese and, according to the production disciplinary, up to 15% of non aromatic black grapes: Cabernet, Merlot, Alicante and Grenache are the most used varieties. The result is a fragrant and dry, austere and warm wine, to be enjoyed with traditional Maremma dishes: “acquacotta”, meat, game, “cacciucco”.
Immagine delle vigne maremmane. Frames of Maremma vineyards
Il Morellino nasce in un territorio di collina che comprende tutto il comune di Scansano The Morellino is made in a hilly territory enclosing the towns of Scansano
austero e caldo, da abbinare ai grandi piatti della cucina maremmana: dall’acquacotta alle splendide carni, anche di selvaggina, e in ogni caso a un buon cacciucco. Specialmente la riserva, oltre due anni di invecchiamento con almeno 12 gradi di alcol naturale: lo stabilisce la storia, soprattutto la più recente, quella della corsa veloce al successo. Cominciata nel 1978, appena trent’anni fa, con il riconoscimento della Doc, culminata meno di due anni fa quando, nel novembre 2006, è arrivata la Docg. E sono arrivati i mercati del mondo intero, dagli Usa alla Finlandia, da Londra all’Oriente. Prima, come si diceva, erano arrivati i blasoni: ci sono nomi importanti, tra le 69 aziende consorziate, ma i produttori a dire il vero sono 450, di cui 130 imbottigliatori, mentre in dieci anni la superficie vitata è più che triplicata: da 450 a 1,150 ettari, la produzione è salita da 21mila a 110mila quintali di uva, e sul mercato oggi vanno 9 milioni di bottiglie (erano 2,3 milioni nel ‘97), di cui il 34% varca i confini nazionali. Ci sono i blasoni, già: a Belguardo si sono stabiliti i Mazzei, a Montepò Jacopo Biondi Santi che combatte l’aspra battaglia contro il parco eolico, a S. Maria i Frescobaldi, a Poggio al Lupo ecco Antonio Moretti e a Val delle Rose i Cecchi, perfino la Loacker che fa biscotti a Bolzano ci ha piantato le tende. Fianco a fianco con gli storici: la splendida Elisabetta Geppetti, vera regina del Morellino, a Istia d’Ombrone, e Moris Farms, e tutti gli altri che ci sono da sempre. Dove “sempre” è il baleno di una cavalcata, di corsa verso il successo. In groppa a un morello di razza. Le aziende, dunque. La prima visita facciamola da Elisabetta Geppetti, a Le Pupille, a Piaggio del Maiano di Istia d’Ombrone (tel. 0564.409517/18 – 335.1272063, www.elisabettageppetti.com), dove
The reserve wine (two years of ageing and 12% alcohol) is particularly good as proved by its enormous success. The wine was granted DOC status thirty-years ago, in 1978, and upgraded to DOCG status in November 2006. It soon became world famous, from the US to the Far East. The wineries producing Morellino, members of the Consortium, are 69 but the total number of Morellino producers amounts to 450 of which 130 are bottlers. In ten years time, the hectarage planted with vines has tripled: from 450 to 1,150 hectares; production increased from 21 thousand to 110 thousand quintals of grapes and 9 million bottles (2,3 million in 1997) are released on the market (34% is exported). Famous Italian wine makers have set foot in the area and produce Morellino: Mazzei in Belguardo, Jacopo Biondi Santi in Montepò, the Frescobaldis in S.Maria, Antonio Moretti at Poggio al Lupo, the Cecchis in Val delle Rose, even biscuit maker Loacker from Bolzano, side by side with those who have always been there, above all, Elisabetta Geppetti, the Queen of Morellino, and Moris Farms. Elisabetta Geppetti’s estate is called Le Pupille and is located in Piaggio del Maiano di Istia d’Ombrone (ph. 0564.409517/18 – 335.1272063, wwweilsabettageppetti. com). Here a first class Morellino is made as well as other MAGAZINE 231
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Deve il suo nome al cavallo migliore del branco. Dal manto nero e dal carattere difficile It owes its name to a breed of horse with a black coat and a fiery temper nasce un grande Morellino e altri grandi rossi come il morellino cru Poggio Valente, il regale Saffredi, un bel bianco (Poggio Argentato) e uno splendido vino da dessert, il Solalto. Duecento anni ha invece la storia maremmana della famiglia Moris, partita dalla Spagna per stabilirsi in questa terra, a Massa Marittima, dov’è la sede alla Fattoria Poggetti - Località Cura Nuova (Tel. 0566.919135, www.morisfarms.it); i prodotti ripagano questa storia d’amore, ecco il Morellino, ma anche il Monteregio di Massa Marittima, ecco il superbo e pluripremiato Avvoltore Igt e poi nei bianchi un vermentino e un Monteregio, e infine il passito di uve rosse Scalabreto, e infine l’olio e le grappe. Lo splendido, spettacolare castello di Montepò è il regno di Jacopo Biondi Santi a Pancole (tel. 0564.580231, www.biondisantimontepo.com): accanto al Morellino d’annata e alla Riserva, ecco gli splendidi e celebrati Montepaone, Sassoalloro e Schidione, senza dimenticare naturalmente l’olio e le grappe. DOVE MANGIARE
Nella zona, il ristorante più celebrato è naturalmente Caino, a Montemerano (via della Canonica 3, tel. 0564.602817, www.dacaino.it), cento euro spesi volentieri per un pranzo memorabile con la tradizione che si sposa a un inimitabile estro creativo. A Saturnia, ecco Bacco e Cerere (via Mazzini 4, tel. 0564.601235), aperto solo la sera, piatti del territorio proposti però senza cotture imbarazzanti. E al territorio si richiama anche la cucina di Aurora, a Magliano in Toscana (via Chiasso lavagnini 12, tel. 0564.592030), meno di cinquanta euro per materie prime scelte con grande attenzione e ben cucinate. 232 MAGAZINE
excellent wines: Poggio Valente, Saffredi, Poggio Argentato (white), Solalto (sweet wine). The Moris family, two hundred years ago, left Spain to settle down in Massa Marittima and start the Fattoria Poggetti (Cura Nuova, ph. 0566.919135, www.morisfarms.it). The wines are superb: the Morellino but also the Monteregio di Massa Marittima, the multi-awarded Avvoltore IGT, the whites Vermentino and Monteregio, the red passito Scalabreto, and last but not least, olive oil and grappa. The beautiful, impressive Castle of Montepò is the kingdom of Jacopo Biondi Santi (Pancole, ph. 0564.580231, www. biondisantimontepo.com) where the Morellino, also reserve, the celebrated Montepaone, Sassoalloro and Schidione wines are made, along with olive oil and grappa. WHERE TO EAT
The most renowned restaurant of the area is Caino Caino, in Montemerano (Via della Canonica 3, ph. 0564.602817, www.dacaino.it). 100 euros are worth an unforgettable meal based on both traditional and creative dishes. In Saturnia, Bacco e Cerere (Via Mazzini 4, ph. 0564.601235), open only for dinner, local dishes simply prepared. In Magliano in Toscana, Aurora (Via Chiasso Lavagnini 12, ph. 0564.592030), less than 50 euros for traditional dishes made with top-quality ingredients, carefully and tastefully cooked.
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P H O T O G R A P H Y passio n, y o u can see it
Studio Fotografico RIGHI sas - Via G. Garibaldi, 101/103, 59100 - PRATO (I) - Tel. +39 0574 28166 - Fax: +39 0574 30037 - info@righiprato.it - www.righiprato.it
HA U TE CU ISINE text Francesca Lombardi
Pièce della leggerezza
Da Lorenzo in Versilia, la semplicità sublimata Lorenzo’s in Versilia, simplicity at its finest
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HAUT E CU IS I N E
Bavette sul pesce Bavette with fish Ingredienti per 4 persone: 280 gr. di bavette 180 gr. Di calamaretti, seppioline, scampetti, sparnocchi (tagliati a pezzetti) 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva 1/3 bicchiere di vino bianco secco 1 spicchio di aglio 1 peperoncino sale e prezzemolo q.b. Tempo di cottura 8 minuti Tempo di preparazione 15 minuti Mettere in padella olio aglio e peperoncino e far rosolare. Aggiungere il pesce tagliato e pulito. Bagnare con vino bianco e far cuocere per pochi minuti. Mettere quindi le bavette a crudo e aggiungere acqua calda come fosse un risotto. Per ben amalgamare la pasta, girare con un mestolo di legno fino a cottura ultimata. Ingredients for four: 280 gr. bavette (thin, flattened type of spaghetti) 180 gr. calamari, cuttlefish, scampi, prawns (cut into pieces) 4 tablespoons extra-virgin olive oil 1/3 glass of dry white wine 1 clove of garlic 1 hot pepper Salt and parsley to taste Cooking time: 8 minutes Preparation time: 15 minutes Heat the olive oil, garlic and hot pepper in a frying pan. Add the cut and clean fish. Add the white wine and cook for a few minutes. Add the bavette and warm water in small amounts when needed (as with risotto). Stir with a wooden spoon till cooked through. Recipe by Ristorante Lorenzo Gioacchino Pontrelli
Baccala’ sottovuoto cotto a bassa temperatura su passata di ceci umbretti, cipolla di tropea in agrodolce e petali di pomodoro Vacuum-packed dried salt cod cooked at a low temperature with chickpea puree, sweet-and-sour Tropea onion and tomato petals Ingredienti per 4 persone: 600 gr. di baccalà “ Morro “ 400 gr. di ceci 20 gr. di cipolla di Tropea aglio – olio – salvia 1 peperoncino 20 gr. di zucchero di canna mezzo bicchierino di aceto di vino rosso Ammollare i ceci per 24 ore con acqua corrente. Cuocerli a fuoco lento per 4 ore circa con 1 spicchio d’aglio, un poco di salvia e qualche buccia di limone. A cottura ultimata passare al blinder e poi al setaccio. Per la cipolla in agrodolce, tagliarla finemente e farla appassire lentamente con un filo d’olio, aceto e un po’ di zucchero. Portarla quindi a cottura facendo in maniera che rimanga ben croccante. Prendere il baccalà, tagliarlo a trance da 150 gr. cad.,metterlo sottovuoto con un filo di olio extravergine di oliva e cuocerlo a vapore per 14 minuti a 60°. A completamento di tutto mettere la passatina di ceci su un piatto fondo, adagiare sopra il baccalà e la cipolla in agrodolce irrorando con un filo d’olio extravergine Ingredients for four: 600 gr. dried salt cod “Morro” 400 gr. chickpeas 20 gr. Tropea onion Garlic, olive oil, sage 1 hot pepper 20 gr. cane sugar Half small glass of red wine vinegar Soften the chickpeas in water for 24 hours. Cook on low heat for about 4 hours with 1 clove of garlic, sage and lemon peel. When done, purée the chickpeas in the blender. Finely cut the onion and sauté it slowly with little olive oil, vinegar and sugar. Cook till crispy. Cut the cod into pieces (150 gr. each), vacuum-pack them with little olive oil and steam cook for 14 minutes at 60°. Place the chickpea puree on the plate, add the cod and sweet-and-sour onion on top and sprinkle with olive oil. Recipe by Ristorante Lorenzo Gioacchino Pontrelli
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From left: the restaurant - the chef Gioacchino Pontrelli and his staff - Lorenzo Viani
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“Perché il pesce ha 24 qualità e ne perde una ogni ora” “Because fish is rich in 24 nutrients and loses one per hour”
orte dei Marmi non ha sicuramente l’eleganza del riccio. Piuttosto totalmente il contrario: dietro il savoir vivre raffinato, quell’aria un po’ da Côte d’Azur che si respira negli ultimi anni sul lungomare e per le vie dei negozi, nasconde un’anima ruvida, decadente, di pinete aspre e sapori intensi. Lo sa perfettamente Lorenzo Viani, proprietario del celebre ristorante Lorenzo e nipote dell’omonimo pittore espressionista, che in quest’angolo della Toscana è nato e vissuto da sempre. Il locale nella centralissima via Carducci ha aperto ventisei anni fa. All’inizio era una trattoria elegante con piatti ottimi e semplici. Oggi si è trasformato in un locale blasonato, conosciuto a livello internazionale e apprezzato da critici e da semplici amanti del buon cibo. Ma la sua anima non è cambiata: Lorenzo punta oggi come ieri sulla materia prima, il pesce o la carne a seconda della stagione, e ne esalta il gusto naturale, la inclinazione originaria. La carta dei vini, come la selezione dei circa quaranta olii e dei caffè, è curata dal proprietario con instancabile dedizione. La stessa che ogni giorno, durante i mesi estivi, lo fa andare sul molo o in darsena per ben due volte a aspettare le barche per comprare il pesce più fresco. “Perché il pesce - spiega - ha ventiquattro qualità e ne perde una ogni ora”. Se Lorenzo è l’anima del locale, il suo primo chef Giocchino Pontrelli, con lui dal 1983, è il cuore pulsante: è lui che dirige una cucina votata alla semplicità tout court, sempre lui che bandisce il burro e si permette di scegliere un olio diverso piatto dopo piatto. Se chiedi a Lorenzo quanto è cambiata Forte, sorvola. Forse questo è un tasto dolente anche per chi continua ad avere successo con una platea tanto diversa rispetto a venti anni fa. Preferisce invece parlare di come è cambiato il modo di mangiare, a tutte le latitudini e per tutti i palati. “E’ per lo stress..Dobbiamo mangiare e bere tutti in modo più leggero” spiega. Ma allo chef di Lorenzo bastano dei tagliolini e 5 foglie di insalata, senza burro, per cucinare un piatto che ti fa sciogliere. Sarà solo merito della materia prima ?
Forte dei Marmi does not have the elegance of the hedgehog. Rather the opposite: behind the refined savoir vivre and that Cote d’Azur atmosphere in the air along the promenade and the streets lined with boutiques, there is a rough, decadent spirit made up of wild pine forests and intense tastes. Lorenzo Viani knows it well. He is the owner of the famous restaurant “Lorenzo” and grandson of the well-known expressionist painter having the same name who was born and lived his whole life in this corner of Tuscany. The restaurant, located in the very central via Carducci, was opened twenty-six years ago. In the beginning, it was an elegant trattoria offering excellent yet simple dishes. Today it is an internationally renowned restaurant acclaimed by both critics and gourmands. Nonetheless, it remained faithful to is origins: Lorenzo, today like yesterday, relies on good basic ingredients, fish or meat, depending on the season, and enhances their natural taste. The wine list, as well as the selection of about 40 olive oils and coffee blends, is prepared by Lorenzo in person with untiring zeal. The same zeal he shows in going twice a day, during the summer months, to the wharf or wet dock to buy freshly caught fish. “Because fish- he explains- is rich in twenty-four nutrients and loses one per hour”. If Lorenzo is the restaurant’s soul, his first chef Gioacchino Pontrelli is its heart. He has been working with Lorenzo since 1983, rules over the kitchen and is devoted to absolute simplicity in cooking. If you ask Lorenzo how much Forte dei Marmi has changed over time, he ignores the question. Perhaps it is a delicate subject even for someone who is today as successful as he was twenty years ago although customers are very different. He prefers talking about how eating habits have changed over time, in all countries and at all levels. “It depends on stress. We all need lighter dishes and drinks- he explains”. And Lorenzo’s chef needs only a few tagliolini and five salad leaves, with no butter, to make a mouth-watering dish. Is it only due to the ingredients? MAGAZINE 237
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HA U TE CU ISINE text Alessandra Lucarelli
The Ritz Carlton Hotel
Full entertainment dei sensi Benvenuti a Pechino. Dove un ristorante toscano sta conquistando premi importanti
Welcome to Beijing, where a Tuscan restaurant is garnering acclaim and important awards
L
a cucina toscana incontra la capitale del nord. A Pechino, dove tutto cambia così rapidamente che il cambiamento sembra rappresentare l’unica costante esiste, racchiuso nella elegante e suadente atmosfera delle cinque stelle Ritz Carlton, un ristorante italiano che in appena due anni di attività è riuscito a farsi eleggere da Forbes.com (classifica del 2008) come uno dei dieci migliori ristoranti del mondo. Un premio, ambitissimo, che segue il World’s Top Power Dining Spots dell’anno precedente e ne anticipa un altro, traguardo fondamentale nella storia della ristorazione che conta e ancora assolutamente top secret. Il ristorante è Cepe, e il fautore del suo successo è il manager toscano Lorenzo Maraviglia. Perché ha scelto Pechino? Lavoravo a Milano per una compagnia londinese, quando hanno aperto il Ritz Carlton qui a Pechino. Conoscevo il direttore, che mi propose di occuparmi di uno dei ristoranti. Lui adesso è tornato in Italia, mentre io sono ancora qui e gestisco tutti e tre i ristoranti dell’albergo. Cucina toscana e cucina cinese: sembra una combinazione insolita invece Cepe è la prova che funziona. Come è possibile? E’ possibile perché sono due cucine che si incontrano bene, in modo particolare nella Cina del nord, e quindi a Pechino. Qui infatti si preferiscono i sapori più forti, come quello dei funghi che rappresentano il 50% dell’alimentazione generale. Al sud invece prevale la cucina cantonese e una dieta più leggera, spesso a base di pesce. Qual è il segreto di Cepe? La cucina toscana è una cucina semplice, povera oserei dire, che con i giusti ingredienti diventa preziosissima. Il nostro segreto sta nel mantenere questa combinazione: prodotti genuini, importati al 100%, con un tocco di elaborazione da parte dei nostri chef. Tra i piatti più richiesti, la zuppa di fagioli o contadina, solo ed esclusivamente con i fagioli di Sorana, la trippa alla fiorentina, il cacciucco alla livornese. Tutto condito con olio di Bolgheri o Sassicaia. E le etichette vinicole, così determinanti nel nostro paese, che importanza assumono a Pechino?
Full entertainment of the senses. Tuscan cuisine encounters the “northern capital”. In Beijing, where everything changes so rapidly that change seems to be the only constant, tucked away within the suave elegance of the five-star Ritz Carlton is an Italian restaurant that after just two years has notched up the Forbes.com listing as one of the ten best restaurants in the world (2008 classification). This coveted award follows its naming among the World’s Top Power Dining Spots the previous year and precedes another, a pivotal benchmark in the upper echelons of catering that is still absolutely top secret. The restaurant is Cepe, and the man behind its success is its Tuscan manager Lorenzo Maraviglia. Why did you choose Beijing? I was working in Milan for a London firm when they opened the Ritz Carlton here in Beijing. I knew the manager, and he asked if I’d like to take charge of one of the restaurants. He’s gone back to Italy now, while I’m still here and am managing all three of the hotel’s restaurants. Tuscan cooking and Chinese cuisine: it seems like an unusual combination, yet Cepe is the proof that it works. How come? It works because they are two types of cooking that meld well. Especially in northern China, hence in Beijing. In fact here people prefer strong flavours, like mushrooms, which actually account for about 50% of the food consumed. Southern China instead is dominated by Cantonese cuisine, a lighter diet with a lot of fish. What is the secret of Cepe? Tuscan food is simple fare, humble even, but with the right ingredients it becomes superb. Our secret lies in maintaining this combination: genuine products, 100% imported, with a dash of flair added by our chefs. The dishes most in demand are bean or country soup – made using solely and exclusively Sorana beans – Florentine tripe and Livorno cacciucco. All garnished with olive oil from Bolgheri or Sassicaia. And the wine labels that are so important in Italy, how are they considered in Beijing? MAGAZINE 239
Lorenzo Maraviglia and some images of Cepe Restaurant
E’ interessantissimo vedere come i cinesi si stiano appassionando al mondo del buon bere. Cerco di insegnare loro la nostra tradizione vinicola e devo ammette che si lasciano guidare completamente, rivelando un forte interesse alla nostra cultura e una grande voglia di imparare. Le etichette italiane rappresentano il 35% della carta dei vini di Cepe. Nomi come Frescobaldi e Antinori sono già particolarmente presenti ed è grazie a loro se il mondo vinicolo toscano sta mettendo radici anche qui a Pechino. Sebbene ancora non abbia raggiunto il livello di quello francese, considerato il vino di lusso e quindi più prezioso. Ma ho fiducia nelle nostre capacità. Chi sono i clienti di Cepe? La Financial Street di Pechino è la zona finanziaria e del governo, un po’ come la Wall Street di New York. I nostri clienti sono soprattutto i grandi politici cinesi: il primo ministro, i grandi governatori e la classe dirigenziale politica. Ma anche i toscani non mi tradiscono. La scorsa settimana ho avuto il piacere di avere qui Andrea Bocelli, importanti personaggi del settore vinicolo toscano poi vengono spesso a trovarmi e a consigliarmi. Anche la Delegazione Puccini di Viareggio è stata da noi poco tempo fa, al completo. Come si trova un toscano doc (è nato a Montecatini, ndr) a vivere nella capitale del nord? Sto bene, anche se mi mancano la tranquillità e lo stile di vita tipicamente italiani. Pechino è frenetica e soprattutto competitiva, in ogni settore. Ma la cosa che mi manca di più è lo shopping: con la tassa del lusso che viene applicata su qualunque cosa arrivi dall’estero è proibitivo comprare qua. Almeno che non sia un falso! Un’ultima curiosità: il suo piatto preferito? Spaghetti pomodoro e basilico. Un grande chef si riconosce dalle piccole cose. 240
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It’s interesting to see how the Chinese are becoming enthusiastic wine connoisseurs. I attempt to teach them about our wine tradition and I have to say they are excellent students; they show a great interest in our culture and are extremely eager to learn. The Italian labels account for about 35% of the Cepe wine list. Names like Frescobaldi and Antinori in particular, and it’s thanks to them that the Tuscan wine world is making great headway here in Beijing too. We still haven’t reached the level of French wine, which is considered a luxury product and hence more precious. But I have complete faith in our capacities. Who are Cepe’s customers? Beijing’s Financial Street is the financial and government district of the city, a bit like Wall Street in New York. Our customers are mostly leading Chinese politicians: the Prime Minister, top governors and the political ruling classes. But the Tuscans don’t desert us either. Last week I had the pleasure of having Andrea Bocelli here, and then leading figures from the Tuscan wine world often come to see me and advise me. A while ago the entire Puccini delegation from Viareggio was here with us. How does a DOC Tuscan [he was born in Montecatini - Ed.] find life in the northern capital? I like it here, even though I miss the peace and the typical Italian lifestyle. Beijing is frenetic and above all competitive, in every sphere. But what I miss most is shopping, because with the luxury tax that is clapped on anything coming from abroad it’s impossible to buy here. Unless you go for the forgeries! One last question, what’s your own favourite dish? Spaghetti with tomato sauce and basil. You can recognise a great chef in the simple things.
CONCIERG E TIP S
text Claudio Meli - www.bravoconcierge.it
Onice Lounge&Restaurant
Tavola con vista
E
Suggerimenti per una cena dove il piatto da gourmet è il panorama Tips for a dinner where the main course is the view
cco alcuni suggerimenti preziosi per trascorrere una cena in ristoranti toscani racchiusi tra le mura di capolavori architettonici ereditati dai secoli passati. Partendo dal capoluogo, salendo per il viale dei Colli, concepito dall’architetto Poggi al tempo di Firenze capitale del Regno d’Italia, si raggiunge l’Hotel Villa La Vedetta, Relais Chateaux di charme. Nella villa, Onice Lunge & Restaurant, dopo il riconoscimento nella prestigiosa guida Michelin, una stella, e le recensioni nelle guide L’Espresso e Gambero Rosso, scommette ancora su una ristorazione di alto livello che combina tecnica e esperienza a innovazione e tradizione, per proporre piatti della tradizione italiana senza rinunciare ai sapori delle cucine di tutto il mondo. Dal giardino con piscina, Firenze avvolge i commensali nelle serate di primavera. Sempre sulle colline che circondano la città, a Fiesole troviamo l’Hotel Villa San Michele. Dalla Loggia, portico dell’antico monastero nel quale è ubicato il lussuoso resort Orient Express, si gode uno stupendo panorama. Aperitivo al tramonto nel cocktail bar del chiostro, con raggi di sole che donano nuances struggenti al curatissimo giardino tutto intorno, a seguire degustazione di tipica cucina italiana e toscana servita con eleganza e tanta professionalità. Tornando verso Firenze, in piena campagna tra Greve e Passignano, ci imbattiamo nella Cantinetta di Rignana. Una trattoria casalinga dove poter gustare la tradizione toscana com’era una volta: pasta fatta in casa, carni pregiate alla brace e ottimi vini. Dalla veranda o direttamente ai tavoli
Here is some precious advice on how to spend an unforgettable evening dining in Tuscan restaurants housed in centuries-old architectural gems. In Florence, along the Viale dei Colli, the avenue designed by architect Poggi when Florence was the capital of Italy, there is the Hotel Villa La Vedetta, a charming Relais & Chateaux. The villa houses the Onice Lounge & Restaurant, a one-star Michelin restaurant recommended also by L’Espresso and Gambero Rosso guides, offering top-quality Italian and international cuisine, a mix of innovation and tradition. From the garden with swimming pool, experience a breathtaking view of Florence. In the hills surrounding Florence, in Fiesole to be precise, there is Hotel Villa San Michele. Enjoy the beautiful view of Florence from the Loggia, the portico of the ancient monastery in which the luxury resort Orient Express is located. A drink at the cocktail bar giving onto the perfectly tended garden while the sun goes down followed by an exquisite dinner of Italian and Tuscan dishes elegantly and professionally served. In the countryside, between Greve and Passignano, we recommend the Cantinetta di Rignana. A typical trattoria where food is prepared according to Tuscan tradition: homemade pasta, grilled meat and excellent wines. You can have a seat in the veranda or in the garden surrounded by vineyards. MAGAZINE 243
Villa San Michele Pepenero
Quattro Gigli
Onice Lounge&Restaurant
Quattro Gigli
Villa San Michele
Ci sono ristoranti in cui la location gioca un ruolo di primo piano For some restaurants the location is very important
apparecchiati sul prato circostante, ci si affaccia su un vasto vigneto. Dalla parte opposta della regione, a San Miniato Alto provincia di Pisa, c’è Pepenero. Ristorante modern chic nel centro storico. Cucina attenta alla qualità delle materie prime solo del territorio, prodotti di stagione proposti con semplicità e gusto. In autunno il tartufo bianco fa da padrone. Anche qui possibilità di cenare in terrazza, circondati da un paesaggio dolce e bucolico. Non troppo lontano, sempre in provincia di Pisa a Montopoli Valdarno il ristorante Quattro Gigli. Degustazione di cucina rinascimentale nelle sale ricavate dagli antichi magazzini della Podesteria, luci soffuse, atmosfere delicate e romantiche. Prenotando un tavolo in terrazza, la magia dello scenario rende già l’ottimo servizio e l’interessante cucina ancora più apprezzabili. Se dovete far colpo su qualcuno affidatevi a questo indirizzo. Per apprezzare i profumi e i colori della costa Versiliana, a Forte dei Marmi è consigliata una sosta per la cena all’Orsa Maggiore. Unico ristorante ad avere i tavoli sulla spiaggia. Ottimi piatti di pesce accompagnati da vini eccellenti. Al tramonto il sottofondo musicale soft e il colore bianco delle apparecchiature che si fonde con le sfumature della sabbia e i profumi del mare, garantiscono la riuscita della serata. Scendendo verso sud, a Bibbona, arriviamo a La Pineta. Si parcheggia direttamente sulla sabbia per raggiungere questo ristorante dall’ atmosfera familiare che, per l’ottima qualità culinaria di tradizione livornese proposta, ha guadagnato una stella dalla guida Michelin. Piatti consigliati caciucco e pesce crudo. Prenotazione assolutamente obbligatoria. 244
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Orsa Maggiore
On the opposite side of the region, in San Miniato Alto, near Pisa, there is Pepenero. A modern chic restaurant downtown. Local and seasonal products simply and tastefully prepared. In fall, you can have a taste of white truffles. Tables are set on the terrace surrounded by a sweet and bucolic landscape. Not too far from there, in Montopoli Valdarno, near Pisa, the restaurant Quattro Gigli. Renaissance dishes served in ancient rooms, soft light, intimate and romantic atmosphere. If you reserve a table on the terrace, the view will add to the excellent service and interesting menu. If you wish to make a big impression on someone, this is your place! For a full immersion into the scents and colors of the Tuscan Riviera, stop in Forte dei Marmi at the Orsa Maggiore. It is the only restaurant having tables on the beach. Excellent fish and seafood dishes accompanied by first class wines. At sunset, the soft background music and the white table setting combined with the sand and sea scents, greatly contribute to the evening’s success. Going southwards, in Bibbona, don’t miss La Pineta. The parking on the beach leads to this restaurant offering a friendly atmosphere and an excellent local cuisine awarded with one star on the Michelin guide. We recommend the “cacciucco” and raw fish. By reservation only.
Rolando Elisei by Gino De Stefano coiffeurs
Acconciatore dei Vincitori di SANREMO 2008 Campionato Europeo Internazionale 2007 BRONZE MEDAL Festival internazionale Acconciatura 2007 GOLD MEDAL
Via Ponte alle Mosse, 178/r (ang. Piazza Puccini) 50144 FIRENZE Tel. 055 3289970
shotonsite EVENTS
Fiona di San Giuliano, Filippo Mazzei, Nencia Bolzano, Ilaria Balduino
Anna Lebole and Ilaria Baschera Sabina Corsini and Andrea Franzi
Olivia Toscani and Veronica Passerini d’Entreves
Letizia Manetti and Maria Ricceri Olivia di Colloviano and Alessandro de Renzis
Nomi importanti del mondo del vino, per un charity event di tutto rispetto a Villa Le Corti, San Casciano. Un evento a sostegno della ricerca sui tumori infantili per l’Associazione Settimo Piano di Milano e l’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Big names from the wine world in the shape of the charity auction at Villa Le Corti in San Casciano. Organised to support research into child cancer, the proceeds go to the Milanese Associazione Settimo Piano and the Meyer paediatric hospital in Florence.
Beatrice Contini Bonacossi and Caterina de Renzis
Gaddo della Gherardesca,Vittorio Frescobaldi
Fulvio Pierangelini and Filippo Corsini
Francesca Dall’ Acqua and Maria Pia la Scala
Duccio Corsini and Clotilde Trentinaglia de Daverio MAGAZINE 247
shotonsite EVENTS
Andrea Ghini and Michela Sostegni
Martina Mancini, Silvia Batacchi,Valentina Costanzo
Stefano and Silvia Sanesi
Paola Macarelli and Leonardo Lampredi
Giovanni Lotti,Cristian Masetti,Marco Ambrosetti
Emiliano Leporini and Arianna Stella
Emiliano Leporini and Michela Sostegni
Loris Ceffa, Andrea Cisici, Loriano Belli, Giovanni and Andrea Leone
Bruno, Filippo and Giulia Cei
Emanuele Colzi 248 248
MAGAZINE
Un evento dedicato alle donne, e firmato Ferrari. Alla nuova concessionaria toscana del famoso gruppo automobilistico. Presentata per l’occasione la nuova collezione Brooks Brothers. Oltre alla haute technology di Bang&Olufsen, illustrata direttamente dal patron Bruno Cei. An event dedicated to women, bearing the Ferrari label and held at the premises of the new Tuscan dealer for the famous automobile group. To mark the occasion, the new Brooks Brothers collection along with the high tech of Bang&Olufsen, illustrated by the chief in person, Bruno Cei.
Giovanni and Andrea Leone
Alessia Anni and Filippo Bruni
Giulia Borsi, Edoardo de Pol, Carolina Mariani
Viale XI Agosto - 50127 Firenze tel. +39 055 4250057 www.lokacasa.it info@lokacasa.it
shotonsite EVENTS
Gaia Cinotti and Katia Ridolfi
Moreno Torricelli
Elisa Vianello and Walter Nestola
Bernardo Bongini and Piergiovanni Paoli
Giorgio Moretti and Paolo Rossi Azzurra Devincenzi and Diletta Casprini Casprini
Giancarlo Desisti, Patrizia Zagnoli, Eugenio Giani, Giuliano Sarti Campioni del mondo a Coverciano per la festa organizzata dalle palestre Klab, per l’apertura di “Goal! Storie di Calcio, Storie di Vita”, il festival del cinema ideato da Giovanni Bogani. Degustazione con il maestro della gastronomia toscana Dario Cecchini, da Ino. World champions in Coverciano for the party organised by the gym chain Klab for the inauguration of “Goal! Storie di Calcio, Storie di Vita”, the festival of football cinema conceived and organised by Giovanni Bogani.Tastings with the maestro of Tuscan gastronomy Dario Cecchini at Ino.
Dario Cecchini and Alessandro Frassica Frassica
Filippo Usenti, Luisa Augusta Quinterio Brentano
Chiara De Franco and Chiara Bellacci
Giulia Dirindelli and Simonetta Doni
Ilaria Gambetti and Silvia Papini MAGAZINE 251
shotonsite EVENTS
Stefano Dammicco and Yvonne Sciò
Paola Iezzi, Raffaello Tonon, Giovanna Benatti, Giorgia Surina, Chiara Iezzi
Malika Ayane
Antonio Tosti and Jasmine Spezie
Maria Sole Brivio Sforza, Patrizia Lorena Gaia Bermani Amaral and Ugo Cacciatori
Sarah Felberbaum
252 252
Claudia Kibbela and Daniela Fossati
Monica Cecconi
Un evento a favore dell’ecosistema marino: il World Ocean Day 2008. Tourbillon di ospiti importanti per la serata organizzata dalla prestigiosa maison cosmetica La Mer per supportare la Fondazione Oceana, al Forte dei Marmi. In stile anticonformista, firmata dalla designer Paola Navone. E’ la nuova boutique fiorentina Dodo di Pomellato, in via de’ Tornabuoni. An event in favour of the marine ecosystem: the World Ocean Day 2008. A dazzling bevy of important guests for the evening organised by the prestigious cosmetics company La Mer to support the Fondazione Oceana,at Forte dei Marmi. In nonconformist style orchestrated by the designer Paola Navone, it is the new Florence Dodo di Pomellato boutique in Via de’ Tornabuoni.
Giovanna Manetti and Laura Terreni
Dodo boutique
Riccardo Sciutto and the staff
Lucia Papini and Claudio Marinai
MAGAZINE
shotonsite EVENTS
Duccio Mannucci,Chiara Taddeucci Sassolini Enrico Bruni and Lorenza Bianda
Gianni Pieraccioni
Luciana Mortola and Susanna Renzi Petra Casini,Carlotta Busigliani,Mauro Casini
Stefano Mingaia, Laura Lodigiani and Vladimir Derevianko Tour de luxe. Da via de’Calzaiuoli, per l’inaugurazione dell’esclusiva boutique Breil Milano. Un passaggio in via della Vigna Nuova per ammirare il nuovo scrigno di Swarovski. E poi al cocktail party di Petra Casini. Tour de luxe. Departure from Via de’Calzaiuoli, for the inauguration of the exclusive Breil Milano boutique. A stroll through Via della Vigna Nuova to admire the new all-red casket of Swarovski. Then on to the Petra Casini cocktail party.
Maria Laura Seazzu and Stefano del Corona
Helga Fani, Simona Cennini,Marinella Fani
Liliana Talarico,Prospero Colonna,Cristina Apponi
Elio Gentili e Zelal Elbistan
Moreschina Fabbricotti, Giulia Tessadri, Patrizia Faltoni and Elif Sallorenzo
Olga Baranova MAGAZINE 255
shotonsite EVENTS
Silvana Rizzi and Antonio Russo
Luisa and Andrea Caporale, Massimo Bencini, Cecilia Farsetti
Roberto Manetti and Giulia Papini
Sabrina Forati and Orietta Galanti
Vieri Ceccherini and Camilla Dei
Chiara Conti and Walter Santillo
Anna Nigro and Giuditta Giovannardi
Walter Santillo, Carlo Conti, Laura Torrisi, Leonardo Pieraccioni
Gianfranco Monti and Paolo Vallesi
Paolo Bacciotti and Marco Donadel 256 256
MAGAZINE
Charity&Vip. Premio Renzo Montagnani il nome del prestigioso dinner all’Hotel Tornabuoni Beacci, organizzato da Harry’s Bar. Vicino Fiesole invece il galà realizzato dalla Fondazione Tommasino Bacciotti al Castello di Vincigliata di Testamatta. Charity&Vip. The prestigious dinner at the Hotel Tornabuoni Beacci for the award of the Premio Renzo Montagnani. By Harry’s Bar. Finally, the gala organised by the Fondazione Tommasino Bacciotti at the Castello di Vincigliata di Testamatta, close to Fiesole.
Leonardo Pieraccioni
Giulia Montanarini, Nicola Amoruso and Gaetano Gennai
DAX Interni d’elitte Via del Parione, 32/r 50123 Firenze tel./fax 055 212578 dax@sinergysrl.com
shotonsite EVENTS
Petra Casini and Anna Fantechi
Federico Berti, Francesca Roberti,Anastessia Tascibova
Salvatore Di Salvo and Monia Segato
Maria Sole Carcione and Enzo Galardi Gianni Santi, Julia Mancoulte, Nathan Devi
Mary Tondato and Barbara Brilli
Nicola Bianchi and Angela Peragnoli Simone Pavan and Marta Bonansegna
Paolo Messina, Alberto Peragnoli, Massimo Rondoni and Luca D’Onofrio Vernissage per l’apertura della profumeria di Via Maggio 43. Inaugurazione della sede fiorentina della concessionaria Volvo Peragnoli. Il nuovo spazio espositivo Bebi’s del ristorante Borgo Antico di Santa Croce. Vernissage for the opening of the perfumery of Via Maggio 43. Inauguration of the new Florence Volvo concessionaire. Inauguration of Bebi’s space in the Borgo Antico restaurant of Santa Croce.
Giovanni Lombardi and Lucia Plano
Martin Leal and Lorella Nutini
Giuseppe Gozzi, Giuliano Gargani, Alberto Gargelli
Carlo Nocentini and Michele Nannelli
Kara and Leo Bieber MAGAZINE 259
NEW OP ENING
Alessandra Lucarelli
Dodo
boutique. Menswear, womenswear and the world preview of the ‘Boss jewelry’ in the new Hugo Boss boutique. A linear and contemporary style, again in Via de’Tornabuoni, anticipating a new store devoted to the accessories of the maison. First Florentine single-brand boutique for the international knitwear leader Ballantyne, with a total look that melds Anglo-Saxon colourways with Italian creativity. A store of 70 sq. m. opposite Palazzo Strozzi. Individual, in perfect Ballantyne style. From LA, the urban chic that has driven America wild arrives in Florence: the new American Apparel store in Piazza Rucellai flaunts a minimal youthful decor and a continual turnover of photo exhibi-
Hugo Boss
tions. Authentic works of olfactory art are proposed by Maria Sole Carcione, make-up teacher and owner of the new profumeria via Maggio 43. Exclusive products waiting to be discovered in a symbolic site, in one of the oldest palazzi in the city centre. Few names: the American Perricone cosmeceuticals, GloMinerals natural make-up or Frapin, perfumes to savour. Total white decor, suffused lighting and paintings by young artists to round off the intimate atmosphere of Garbo, a new restaurant in Borgo San Frediano . In Santo Spirito, the Borgo Antico restaurant has expanded its activ-
Ristorante Garbo
tari del rinomato Filipepe. In Santo Spirito, il ristorante Borgo Antico ha esteso la sua attività con il nuovo spazio BeBi’s. All’interno, esposizioni fotografiche in bianco e nero di Leopoldo Bieber. Quando l’arte incontra la buona cucina. Da Firenze a Forte dei Marmi, per una doppia apertura che merita un’attenzione speciale. La maison francese Lanvin, apre la sua prima boutique italiana. E lo fa in via Carducci accanto al quarto, nuovissimo, multimarca de luxe Fiacchini, negozio di riferimento storico per l’abbigliamento donna che propone solo i marchi più esclusivi, accanto ad un innovativo servizio di customize.
Summer overture. For jewellery lovers there are two new proposals. Via dei Calzaiuoli is home to the newlyopened Breil Milano boutique: not just watches and jewellery, but also eyewear, leather goods and perfumes. An ample and delectable space located in the quintessential shopping street, Via de’ Tornabuoni. This is the site chosen by Pomellato’s Dodo for its new Florentine
Profumeria via Maggio 43
Breil Milano
ta con un arredamento minimal, giovane e un continuo turnover di esposizioni fotografiche. In piazza Rucellai. Opere d’arte olfattive quelle proposte da Maria Sole Carcione, make-up teacher e proprietaria della nuova profumeria via Maggio 43. In uno dei palazzi più antichi del centro, un luogo ideale che nasconde prodotti esclusivi. Qualche nome? I cosmeceutici americani Perricone, i make-up naturali GloMinerals o le idee di Frapin, profumi da degustare nel calice da cognac. Arredamento total white, luci soffuse e quadri di giovani artisti completano l’atmosfera intima di Garbo, nuovo ristorante in Borgo San Frediano che nasce dall’esperienza più che consolidata dei cuochi e proprie-
Ballantyne
O
uverture d’estate. In via dei Calzaiuoli, inaugurata da poco la nuova boutique Breil Milano: non solo orologi e gioielli ma anche occhiali, pelletteria e profumi esposti in un innovativo concept architettonico che sarà esteso ai negozi già esistenti e alle nuove aperture internazionali. Un delizioso spazio, interpretato in stile giocoso e anticonformista, nella strada dello shopping per eccellenza, via de’ Tornabuoni. E’ la scelta di Dodo di Pomellato per la sua nuova boutique fiorentina. Pareti che ricordano la sabbia bagnata, dal soffitto un fittissimo tappeto di lunghi fili d’erba e in vetrina una vasca d’acqua in cui galleggiano le ‘isole’ dove sono esposti i gioielli. Menswear, womenswear e l’anteprima mondiale della collezione Boss jewelry nella nuova boutique Hugo Boss. Uno stile lineare e contemporaneo, sempre in via de’Tornabuoni, che anticipa un nuovo punto vendita dedicato agli accessori della maison. Primo monomarca fiorentino per Ballantyne, marchio leader del settore maglieria che fonde nel suo total look toni anglosassoni e creatività italiana. Uno store di 70 mq, davanti a Palazzo Strozzi. Individuale, sofisticato e attuale, in perfetto stile Ballantyne. Da LA, l’urban chic che ha fatto impazzire l’America - e non solo - approda a Firenze: il nuovo store American Apparel si presen-
All that changed
ity to the new BeBi’s premises. Art meets fine cuisine. From Florence to Forte dei Marmi, for a dual inauguration. Lanvin, the outstanding French maison opens its first Italian boutique in Via Carducci, right next to the ultra-new – fourth – luxury multibrand Fiacchini store, a historic benchmark for women’s fashion that proposes only the most exclusive labels, along with an innovative customising service.
MAGAZINE 263
FLO GUIDE
Claudio Meli - www.bravoconcierge.it
RESTAURANT FIRENZE
Acqua al 2 - Via della Vigna Vecchia 40r, ph 055.284170 Frequentatissimo dagli studenti americani. Piccolo ristorante con atmosfere cosmopolite ed ottime pietanze mai scontate. Much frequented by American students. Small restaurant with an international atmosphere and good food. Angels - via del Proconsolo 29, ph 055.2398762 Ambiente raffinato per una cena in palazzo storico reso moderno da sapienti arredi black & white. Sophisticated ambience in an historic palazzo with contemporary black and white interiors. Angiolino - via S. Spirito, 36r, ph. 055.2398976 Trattoria tipica fiorentina dove gustare la tradizione al 100%. Cucina a vista, musica anni ‘60 in sottofondo e ambiente rustico ed accogliente. Typical Florentine trattoria where you can enjoy pure traditional dishes. Fully visible kitchen, background music of the sixties and rustic and friendly atmosphere. Antica Porta - via Senese 23r, ph 055.220527 Pizzeria sempre affollatissima di fiorentini. Ottimi anche i primi piatti. A pizzeria always packed with locals. Excellent pasta dishes. Associazione La Raccolta via Giacomo Leopardi 2, ph 055.2479068 Ristorante vegetariano aperto solo a pranzo dal lunedì al sabato, nel retro di una bottega bio molto fornita. Ottimi dolci senza zucchero. Vegetarian restaurant, open only at lunch from Monday to Saturday, at the back of a biofood shop. Excellent sugar-free cakes. Boccanegra - via Ghibellina 124r, ph 055.2001098 Tre spazi distinti: ristorante, enoteca, pizzeria. Da provare tutti. Ristorante perfetto anche dopo il teatro. Three places in one: restaurant, wine bar and pizzeria. They are all worth a visit. Ideal after-theatre dining. Borgo San Jacopo - borgo San Jacopo 14, ph 055.27261 Quattro tavoli in terrazzino con vista ineguagliabile sul Ponte Vecchio. Cucina per palati moderni. Four tables on a small terrace overlooking the Ponte Vecchio. Contemporary cuisine. Buca Lapi - via Trebbio 1r, ph 055.213768 Tradizionale ristorante fiorentino tra i più antichi, nelle ex-cantine di Palazzo Antinori. Piatti tipici toscani abilmente proposti da Luciano il padrone di casa. Traditional Florentine restaurant, one of the oldest in town, built in the Palazzo Antinori’s wine cellars. Typical Tuscan dishes prepared by the patron Luciano. Caffè Gilli - via Roma 1/r angolo piazza della Repubblica, 3/r ph 055.213896 Fascino e tradizione dal 1733. Rinomato per la pasticceria, interessante carta dei vini, aperitivi e servizio di ristorazione impeccabile. Since 1733 renowned for its tradition and fascinating atmosphere. Known for its patisserie, its wine list, aperitives and impeccable service. Caffè Pitti - piazza Pitti 9, ph 055.2399863 Location idilliaca di fronte a Palazzo Pitti. Specializzato in tartufo. Accanto la botteghina dove acquistare prelibatezze legate al prezioso tubero. Chiedete di Gianni. Across the street from Palazzo Pitti. Try their truffle dishes. Next door, there is a shop where one can buy truffle specialities. Ask for Gianni. Caffè Paszowski piazza della Repubblica 6r, ph 055.210236 Caffè letterario per eccellenza è anche un ottimo ristorante. Cucina Toscana ed internazionale, aperitivi e gelateria anche all’aperto nel dehor in piazza. State of the Art Literary Caffè, also an excellent restaurant. Tuscan and international cooking, aperatives and icecream parlour, seating outside in the piazza. Cantina Barbagianni via Sant’Egidio 13r, ph 055.2480508 Su due piani, sala nel sottosuolo dai colori tenui e dalle sedute molto confortevoli. Cucina italo/toscana con originali rivisitazioni. Two-floor restaurant. The underground floor is light-colored and has very comfortable seating. Italian-Tuscan revised cuisine. Cantinetta Antinori piazza degli Antinori 3 ph 055.292234 Nella cornice di Palazzo Antinori in via Tornabuoni un classico della ristorazione di qualità. Vini eccellenti. Located in Palazzo Antinori in Via Tornabuoni, it is a
classic of top-quality dining. Excellent wine list. Cenacolo del Pescatore borgo Ognissanti, 68r ph 055. 2776280 Daniele, lo chef, è un abile giocoliere che diverte con i suoi accostamenti e le coreografie che inebriano i commensali. Pesce e non solo. Daniele, the chef, is a like a juggler who amuses his guests with a variety of dishes and settings. Not only fish. Cibreo - via Andrea del Verrocchio, 8r ph 055.2341100 Fantasia e cura in cucina. Ormai un classico in città. Da provare, sempre della famiglia, Cibreino e Teatro del Sale nella stessa strada. Creativity and attention to details. A “classic” in town. Worth trying are also the Cibreino and Teatro del Sale run by the same family and in the same street. Cupoli - via Leonardo da Vinci 32, ph 055.8721028 Sulle colline di Firenze una cucina tradizionale e un’atmosfera familiare. Traditional cuisine and friendly atmosphere in the hills of Florence Da Alberto - piazza Cestello 8, ph 055.2645364 Cucina toscana in ristorante d’atmosfera. Piano Bar nel fine settimana. Chiedete ovviamente di Alberto. Tuscan cuisine and great atmosphere. Piano bar on weekends. Ask for Alberto, of course. Eito - via de’ Neri 72r, ph 055.210940 Primo ristorante giapponese a Firenze. Ottima qualità. Locale moderno e minimalista. Efficiente staff interamente giapponese. Best Japanese restaurant in Florence. Modern and minimalist ambience. Very professional Japanese staff. Enoteca Pinchiorri - via Ghibellina 87, ph 055.242777 Fra i primi 10 ristoranti nel mondo. Cantina con collezione di vini prestigiosissimi. Ambiente elegante, servizio perfetto. Tre stelle Michelin. One among the ten best restaurants in the world. Wine cellar containing a rare wine collection. Elegant ambience, impeccable service. It has achieved the highest culinary distinction: three Michelin stars. Finisterrae - piazza Santa Croce 12, ph 055.2638675 Locale etnico, menù mediterraneo. Ethnic restaurant, Mediterranen menu Fuor d’Acqua - via Pisana 37, ph 055.222299 Pesce freschissimo. Antipasti di crudo di elevatissima qualità. Very fresh fish. Top-quality raw fish entrees. Garbo - Borgo San Frediano 23/25r, ph 055.295311 Piatti di mare, tradizione toscana e ottimi vini in uno degli ultimi nati in città. Seafood dishes, traditional Tuscan, and excellent wines in one of the latest eateries of the city Garga - via del Moro, 48 ph 055.2398898 Trattoria con pareti affrescate da artisti contemporanei. Carne e pesce elaborati dall’estroso chef. Trattoria with walls frescoed by contemporary artists. Fish and meat prepared by the creative chef. Gino in Beccaria viale G. Amendola, 24r ph 055 2476268 Piccola trattoria molto intima poco fuori dalle porte del centro. Comodissimo parcheggio a due passi. Piccolo dehor. Small, very intimate trattoria, just beyond the city gates. Handy car park nearby. Small outdoor area. H&B Hostaria Bibendum via dei Pescioni, 8 ph 055 2665620 Atmosfera lounge, rilassante per il ristorante e bar dell’Hotel Helvetia & Bristol. A due passi da via Tornabuoni per un aperitivo comodamente seduti nel dehors che guarda Palazzo Strozzi o per una cena romantica. Lounge and relaxing atmosphere at the Hotel Helvetia & Bristol’s restaurant and bar. Just a few steps from Via Tornabuoni for a drink comfortably seated at the bar overlooking Palazzo Strozzi or for a romantic dinner. Harry’s Bar Lungarno A. Vespucci, 22r ph 055.2396700 Dagli anni 50 ritrovo per clientela internazionale e fiorentina. Assolutamente da provare il famoso cocktail Bellini. A place that has been attracting an international and Florentine clientele since the 50s. The famous Bellini cocktail is a must. J.K. Lounge Piazza Santa Maria Novella, 7 ph 055.2645181 Al J.K Place: lounge bar, salotto con caminetto, isola felice nel centro storico per light lunch, aperitivi. Pink room per eventi e feste private. At the J.K. Place Hotel: lounge bar, sitting room with fireplace, an oasis of peace in the city’s centre for a light lunch or a drink. Pink room
for events and private parties. Kome - via dei Benci 41r – ph 055.2008009 Primo autentico Kaiten Suhi a due passi da S. Croce. Al piano superiore interessante e divertente barbeque restaurant dove poter apprezzare la cucina Yakiniku. First authentic Kaiten Suhi a few steps from Piazza S.Croce. On the upper floor, an interesting and fun barbecue restaurant where one can enjoy Yakiniku cooking L’Altro 1 rosso - borgo Ognissanti, 1r ph 055-290978 Atmosfere easy-chic a lume di candela. Sapori semplici senza eccessive elaborazioni per una cucina mediterranea presentata con gran gusto. Chic-informal atmosphere by candlelight. Simple and Mediterranean dishes, tastefully presented. L’Antica Scuderia via Badia a Passignano, 17 Tavarnelle Val di Pesa (FI) ph 055.8071623 Nuovissimo ristorante-wine bar-food store a due passi dalla Badia di Passignano. Fresca terrazza che si affaccia sui vigneti del Tignanello. Spanking new restaurantwine bar-food store just a stone’s throw from Badia di Passignano. Cool terrace overlooking the vineyards of Tignanello. L’Incontro - piazza della Repubblica 7, ph 055.27351 Servizio elegante, ambiente confortevole e ricco di atmosfera. Ottimi vini accompagnano piatti di tradizione Toscana preparati con abilità dallo Chef. Elegant service, comfort and atmosphere. Excellent wines accompany Tuscan dishes prepared by the skilful chef. La Casalinga - via dei Michelozzi, 9r ph 055.218624 Vicino alla meravigliosa chiesa di Santo Spirito. Trattoria popolare con rapporto qualità prezzo ottimo. Close to the beautiful Church of Santo Spirito. A trattoria with excellent price/quality ratio. La Giostra - borgo Pinti, 10r ph 055.241341 Locale in voga tra i turisti che si mescolano con una clientela fiorentina affezionata. Ottimi piatti mediterranei con contaminazioni di cucina nord-europea. Eccellente carta dei vini. Soldano, il padron di casa, valore aggiunto alla già speciale atmosfera.Much frequented by tourists and local clientele. Good mediterranean food with a touch of north European cuisine. Excellent wine list. Soldano, the owner, is a plus value to the very special atmosphere La Martinicca - via del Sole, 27r ph 055.218928 A due passi dal cuore dello shopping. Ristorante con menù molto variegato e ottimi vini. Ottimo rapporto qualità prezzo. Located downtown. It offers a wide variety of food and excellent wine. Good value for money. La Mucca sul tetto Via Ghibellina, 134r ph 055.2344810 Nuova creatura dei proprietari dell’Osteria dei Benci. Proprio di fronte al Teatro Verdi. Locale easy chic aperto tutte le sere. Nel mezzo del quartiere della movida fiorentina. New restaurant of Osteria dei Benci’s owners, just in front of the Teatro Verdi in the centre of the Florentine movida. Easy chic, open every evening. La Tenda Rossa piazza del Monumento, 9/14 ph 055.826132 Gestito da generazioni dalla famiglia Salcuni, celebre e pluripremiato caposaldo della ristorazione. Run by generations of the Salcuni family, celebrated stronghold of the restaurant tradition. Latini - via dei Palchetti, 6r ph 055.210916 Antica trattoria con tavoli da dividere con gli altri commensali. Mitica Bistecca alla Fiorentina. Cantina per cene private con eccezionale collezione di vini. Old trattoria with tables shared with other people. Excellent Florentine steak. Wine cellar available for private dinners and great wine collection . La via dell’acqua - Via dell’Acqua 2, ph 055.290748 Sull’onda del successo dell’Acqua al 2, nasce questo piccolo intimo locale dove degustare ottimi piatti rigorosamente a base di pesce fresco. A small, intimate restaurant where you can taste excellent fresh fish. Following the success of Acqua al 2. Le Barrique - via del Leone 40r, ph 055.224192 In San Frediano. Alessandro, il proprietario, cura il servizio come in una casa privata. Ottimi vini. Materie prime direttamente dal mercato Centrale. Located in the San Frediano area. Alessandro, the owner, makes his guests feel at home. Excellent wines. Fresh products coming directly from the central market. Mario - via Rosina 2, ph. 055.218550 Tipica trattoria fiorentina, aperta solo a mezzogiorno,
meta dei fiorentini che lavorano nei pressi del Mercato Centrale. Bistecca alla fiorentina gustata gomito a gomito con i numerosi frequentatori. Typical Florentine “trattoria”, open only at lunchtime, the favourite place of the Florentines who work near the Central Market. Enjoy the famous Florentine steak seated side by side with the many frequent customers. Muna - O’Munaciello - Via Maffia 31r, ph 055.287198 Stravagante pizzeria tipica napoletana dove poter gustare i prodotti partenopei per antonomasia. Vicino a S. Spirito. Estravagant pizzeria with Neapolitan products par excellence. Near S. Spirito. Nana Muta - corso Italia, 35 ph 055.2675612 Aperto anche dopo teatro. Cucina di impronta toscana. Ambiente raffinato. Servizio dinamico con staff giovane. Open only after theater. Cuisine with Tuscan touch. Polished ambiance. Dynamic service with a young staff. Nobilis - via Pietrapiana 82r, ph 055.2345696 Nuovo indirizzo per una cucina di alta qualità. Ambiente molto raccolto. Eccellente lista di vini con possibilità di acquisto di etichette prestigiose. A new top-quality restaurant. Very intimate ambience. Excellent wine list. Oliviero - via delle Terme, 51r ph 055.287643 Ambiente raffinato e cucina tipica. Sophisticated atmosphere and local cuisine Onice - viale Michelangiolo, 78 ph 055.681631 Sonorità Lounge si diffondono nell’ambiente rilassante dove gustare prelibati piatti all’insegna di spezie e accostamenti fantasiosi. Stella Michelin. Il tutto nel contesto della villa neoclassica dov’è ubicato il prestigioso Hotel Villa La Vedetta. Lounge music spreads through a relaxing ambience where one can taste delicious and creative dishes. One Michelin star. It is the restaurant of the Hotel La Vedetta located in a neoclassical villa. Ora d’aria - Via Ghibellina, 3c ph 055.2001699 Ambiente molto elegante e cucina di altissimo livello. In grande crescita. Elegant atmosphere and top-level cuisine. It is growing increasingly popular. Orvm Hotel Excelsior piazza Ognissanti, 3 ph 055.27152785 Ristorante con proposte culinarie di stampo mediterraneo scaturite dalle mani dello Chef Giuseppe Dalla Rosa. Marmi black and white, atmosfera understated elegant. Restaurant offering Mediterranean dishes prepared by the chef Giuseppe Dalla Rosa. Black and white marble, understated elegant atmosphere. Osteria dei Benci - Via dei Benci, 13r ph 055.2344923 Trattoria frequentata da molti giovani fiorentini e non. Per una cena casual tra amici a base di ottima carne cotta sui carboni. Carbonata di Chianina un must! Trattoria much frequented by Florentine youngers. For a casual dinner with friends cooking over charcoal. Carbonata di Chianina a must! Osteria del Cinghiale Bianco borgo San Jacopo, 43r ph 055.215706 Locale caratteristico. Tavolino per innamorati sul terrazzino interno. Trattoria divertente, gestita con professionalità da più di venti anni da Massimo Masselli. Typical Florentine restaurant. A romantic table for two on the indoor terrace. A trattoria that has been professionally run by Massimo Masselli for over twenty years. Elegant atmosphere and top-level cooking. Very popular. Parione - via del Parione, 76r ph 055.214005 Trattoria tipica. Cucina a vista. Piacevole sala per cene private. Ottima carne. Decorazioni in stile alle pareti. Typical trattoria. Kitchen in view. Nice dining room for private dinners. Excellent meat. Wall decorations. Porfirio Rubirosa - viale Strozzi 18/20r, ph. 055.490965 Locale di culto per aperitivi e dopocena proprio di fronte alla Fortezza da Basso, è luogo ideale per poter degustare ottimo sushi e sashimi e deliziosi piatti di pesce accompagnati da vini provenenti da tutto il mondo. A cult place for pre and after-dinner drinks facing the Fortezza da Basso. It is the ideal place for enjoying excellent sushi, sashimi and delicious fish dishes accompanied by wines from all over the world. Restaurant Cafè Lounge B-Gallo piazza San Giovanni 1r, ph 055.219251 Davanti al Battistero, questo caffè offre una sosta nel cuore fiorentino in ambienti di suggestiva atmosfera lounge. In front of the Baptistry, this caffè offers a moment of relaxation in the heart of Florence with its suggestive lounge atmosphere and modern furnishings. MAGAZINE 265
Rossini - lungarno Corsini, 4 ph 055.2399224 Raffinato ristorante all’interno di un suggestivo palazzo rinascimentale. Cucina innovativa. Visitate assolutamente la cantina. Refined restaurant in a magnificent Renaissance palazzo. Innovative cuisine. The wine cellar is worth a visit. Santo Bevitore - via Santo Spirito, 64r 055.211264 Cucina tradizionale con rivisitazioni soft a cena. Informale, frequentato da molti giovani. Traditional cooking, a bit revisited for dinner. Casual place for young people. Targa Bistrot - lungarno Colombo 7, ph 055677377 Magico chalet sospeso sulle acque dell’Arno, con atmosfera eclettica con menù secondo le stagioni. Cantina importante con forti accenti sui distillati. A magic chalet suspended above the Arno, an eclectic atmosphere and seasonal menu. An important wine cellar with a distinctive collection of distilled wines. Taverna del Bronzino - via delle Ruote, 27r ph 055.495220 Atmosfera rilassante. Sia carne che pesce soddisferanno gli amanti della buona tavola. Servizio sempre attento ed elegante. Relaxing ambience. Both fish and meat should satisfy gourmands. The Fusion Bar - vicolo dell’Oro, 3 ph 055.27263 All’interno del Gallery Hotel, cucina mediterranea e giapponese si fondono sinuosamente. Pranzo sostituito dal brunch il fine settimana. A due passi dal Ponte Vecchio. Inside the Gallery Hotel. Japanese and Mediterranean cuisine combined perfectly. Brunch replaces lunch on weekends. Just a few steps from the Ponte Vecchio. Trattoria Baldovino via San Giuseppe 22r, ph 055.241773 Cucina stagionale italiana ed ottima piazza sia a pranzo che a cena, dietro la splendida Piazza Santa Croce. Formaggi, salumi,focacce e dolci fatti in casa. Seasonal Italian cooking and an excellent place for lunches and suppers. Situated behind the splendid Piazza Santa Croce. Cheeses, salame, homemade ‘focacce’ and desserts. Tredici Gobbi - Via Porcellana 9r, ph 055.285015 Atmosfera dove la “fiorentinità” trionfa. Vecchie pubblicità e locandine cinematografiche alle pareti. Corte interna presa d’assalto nella bella stagione. I Rigatoni nella zuppiera, un assoluto must! Florentine atmosphere. Old advertising and cinematographic posters on the wall. Internal courtyard much frequented in the good weather. Not to be missed, rigatoni nella zuppiera. Tre Panche - via Pacinotti, 32r ph 055.583724 Piccolissimo ristorante. Cucina tradizionale rivisitata. Arredamento in legno, collezione vini antichi. Tortelli con formaggio di fossa al tartufo: un must. Very small restaurant. Traditional revisited cuisine. Wooden furnishing, old wine collection. Tortelli with truffled pecorino cheese: a must-have. Wabi Sabi - viale dei Mille, 53r ph 055587779 Cucina giapponese in ambiente informal-chic. All’ingresso bancone del sushi preparato davanti a voi. Japanese cuisine and informal-chic ambience.There’s a sushi bar at the entrance.
OUTSIDE
Donnini via di Rimaggio 22 (Bagno a Ripoli), ph 055.630076 Appena fuori città, offre una cucina fiorentina davvero ben fatta. Just outside town, it offers good Florentine dishes. F.lli Giusti - località Prulli (Reggello), ph. 055.863.255 Stategica posizione non lontana da outlet The Mall. Ottimi pici al cinghiale. Carne chianina di qualità. Pizze strepitose. Terrazza con musica. A strategic location, not far from The Mall outlet. Great the pici al cinghiale. Quality carne chianina. Excellent pizza. Terrace with music. L’Appalto – Vecchia Osteria di Zela via Coianese, 31 Coiano - Castelnuovo d’Elsa (FI) ph 0571.673435 Completamente rinnovato nel 2005, in estate pergolato affacciato sulla via Francigena. Cucina di tradizione toscana con impronta moderna. Renovated in 2005, in summer have a seat under the pergola overlooking the Via Francigena. Typical Tuscan cuisine in a modern version. La Cantinetta località Spedaluzzo (Greve in Chianti) ph. 055.8572000 Trattoria di campagna. Servizio molto friendly. Eccellenti piatti toscani. Possibilità di cenare in veranda con caminetto. A country trattoria. Very friendly service. Excellent Tuscan dishes. There is also a veranda with fireplace.
La Cantinetta di Rignana località Rignana (Greve in Chianti) ) ph. 055.852601 Genuina trattoria isolata nella meravigliosa campagna. Gran piatto della cantinetta: un must. A genuine trattoria in the countryside. The “Cantinetta” dish: a must-have La Casa di Caccia località Farneto - Roti (Vicchio di Mugello), ph. 055.8407629 Immersa in una verdeggiante riserva di caccia nel cuore del Mugello. Cacciagione e piatti tipici dai sapori autentici. Immersed in a verdant game preserve in the heart of the Mugello area. Game meat and tasty local dishes. La Martellina via di Pancole,1 (Strada in Chianti), ph. 055.858348 Ottimi piatti di carne e non solo. Dopo cena divertitevi a giocare con i rompicapo che Franco vi proporrà. Excellent meat and not only that. After dinner, have fun with the brain teasers proposed by Franco. La Reggia degli Etruschi via San Francesco, 18 (Fiesole), ph 055.59385 Vista mozzafiato sulla città. Trattoria condotta con passione da Leonardo ed il padre Mario. Piacevolissima terrazza estiva. A breathtaking view of the town. A trattoria passionately run by Leonardo and his father Mario. In the summer, a lovely terrace. Malafemmina via del Girone 38 loc. Girone, ph. 055-690830 Wine bar, ristorante, pizzeria con piacevole giardino fiorito. Romantico gazebo di gelsomini solo per 2 persone. Cordialità e professionalità. Informal chic. Wine bar, restaurant, pizzeria with a lovely flower garden. Romantic jasmine gazebo fit just for two people. Politeness and professionalism. Informal-chic. Osteria di Passignano Badia a Passignano (Tavarnelle Val di Pesa) ph 055.8071278 Osteria raffinata proprietà della famiglia Antinori. Possibile visita alle cantine e scuola di cucina. Vini e cibo ad alti livelli. A sophisticated “osteria” owned by the Antinori family. It is possibile to visit the wine cellars and take cooking lessons. Top-quality food and wine. Ostrica Blu - via Vittorio Veneto 6 (Campi Bisenzio) Locale tutto pesce, fra i primi a lanciare la moda del crudo. Only fish and well-known for its raw fish dishes. Perseus Fiesole - piazza Mino 9r (Fiesole), ph 05559143 Assaporare carni di elevatissima qualità e piatti appetitosi, chiaramente di impronta toscana, in sale che ricordano quelle di una casa privata di campagna. Meat of the highest quality and mouth-watering Tuscan dishes. Rooms recalling the atmosphere of a private home in the countryside. Solociccia - (Panzano in Chianti), ph 055.852020 Mangiare dal famoso macellaio Dario Cecchini. Tavolo unico, niente menu, carne naturalmente fantastica. Il vino lo si può portare da casa. Solo per cena alle 19 o alle 21. The famous Dario Cecchini’s place. One large table only. No menu. Fabulous meat, of course. Feel free to bring your own bottle of wine. Only for dinner at 7pm or 9pm. Villa San Michele via Doccia, 4 (Fiesole) ph 055.5678200 Ristorante dello scenografico Orient Express Hotel a Fiesole. Loggia con vista su Firenze e piccolo terrazzino ambitissimo per la cena a lume di candela. The restaurant of the Orient Express Hotel in Fiesole. A loggia with view over Florence and small terrace for a romantic candlelight dinner.
AREZZO
I Tre Bicchieri piazzetta Sopra i Ponti, 3 ph. 0575.26557 Enoteca con cucina che fonde toscanità e creatività. Vicino al corso che porta alla città alta. Wine bar and restaurant combining tradition and creativity. Near the street leading to the upper town. La Lancia D’Oro piazza Grande, 18 ph 0575.21033 Sotto le meravigliose logge del Vasari, nella celebre piazza delle manifestazioni storiche. Cucina tradizionale. Under the loggias of Vasari, in the main piazza. Traditional cooking Acquamatta piazza della Vittoria 13 (Capolona), ph. 0575.420999 Elegante, servizio al top. Notevoli le proposte di menù degustazione e della cucina locale. Elegant place. Good tasting menus and local dishes. Fiorentino via Luca Pacioli 60 (Sansepolcro), ph. 0575 742033 Locale esistente da circa duecento anni. Gestione attuale da oltre cinquant a accoglie i propri clienti con professionalità. In stagione tartufi.A two hundred years
FLO GUIDE
old restaurant. The current owners, who have been running it for fifty years, are highly professional. Truffles in season. Osteria del Teatro via Maffei, 2 (Cortona) ph 0575.630556 La passione per il teatro si ritrova sia nelle sale cinquecentesche con camino sia nella zona più conviviale in stile trattoria. 16th century dining rooms with fireplace and also a more trattoria-style area. Osteria di Rendola loc. Rendola (Montevarchi) ph 055.9707491 In aperta campagna accanto ad un relais, presenta importanti piatti del territorio. In the countryside near a relais hotel, offers local dishes.
GROSSETO
Buca San Lorenzo via Manetti, 1 ph 0564.25142 Specialità di pesce e locali in ambiente ricavato nelle mura medicee. Pietanze proposte a voce. Medicean walls made into a restaurant offering fish specialities and no written menu. Canapone - piazza Dante, 3 ph 0564.24546 Ristorante elegante e raffinato nel cuore del centro storico. Enoteca Canapino a pranzo con piatti tipici a prezzo contenuto. Elegant and refined restaurant in the town center. Enoteca Canapino for lunch: local dishes at a fair price. Da Caino località Montemerano (Manciano), ph 0564.602817 Uno dei locali più celebrati, dove è tuttavia ancora viva la tradizione culinaria della Maremma. Tre forchette del Gambero Rosso. One of the most famous Italian restaurants, where one can enjoy the traditional cooking of the Maremma area. It has been awarded “Three Forks” by the Gambero Rosso guide. Il Fiore del Tesoro località Valpiana (Massa Marittima), ph 056692971 In campagna, in un ambiente delizioso, lo chef Heros De Agostinis propone piatti che spaziano fra mare e terra. In the countryside, in a lovely place, the chef Heros De Agostinis prepares both fish and meat dishes. Il Frantoio - piazza della Provvidenza, 11 (Capalbio) ph 0564896484 Cucina creativa pur ispirandosi alla tradizione della Maremma. Al piano superiore una sala per la vendita di prodotti etnici. Creative cuisine inspired by the traditional cooking of the Maremma area. Upstairs, ethnic products on sale. Il Gambero Rosso - lungomare Andrea Doria, 62 (Porto Ercole), ph. 0564.832650 Punto di riferimento per gli appassionati delle specialità di mare a Porto Ercole. In estate terrazza all’aperto. The favorite place of fish lovers in Porto Ercole. Terrace in the summer. Il Tufo Allegro - vicolo Costituzione, 5 (Pitigliano) ph 0564.616192 Intricato nelle splendide viuzze del paese. Locale di grande fascino con proposte toscane. Salette ricavate nel tufo. Located in one of the many alleys of the town. Very fascinating place offering Tuscan dishes. Trattoria Toscana località Badiola (Castiglione della Pescaia) ph 0564.944800 Parte del prestigioso complesso ricettivo dell’hotel L’Andana, cucina paesana proposta da Alain Ducasse rispettando i sapori della Maremma. Eccellente lista vini. The trattoria of the hotel L’Andana, local cooking revisited by Alain Ducasse. Excellent wine list.
LIVORNO
Da “11” - via Bassa, 8 ph 0586.880304 Trattoria familiare. Cucina genuina, cacciucco e zuppe cucinate come tradizione vuole. Atmosfera colorata dai simpatici frequentatori del quartiere. A family-run trattoria. Genuine cooking, “cacciucco” and soups made according to tradition. Friendly atmosphere. Da Galileo - via della Campana, 20 ph 0586.889009 Piatti tipici livornesi a prezzi interessanti. Typical Leghorn dishes and fair prices. Osteria del Mare - borgo dei Cappuccini, 5 ph 0586.881027 In zona portuale una semplice trattoria con buona scelta di piatti di cucina marinara a costi contenuti. A simple trattoria in the port area with good fish dishes and reasonable prices. Il Cantuccio - largo Garibaldi, 6 (Marina di Campo 268 MAGAZINE
Isola d’Elba)ph 0565.976775 Notevole soprattutto la cucina di mare, con il pesce appena pescato. Vasta la cantina. Great fish dishes made with fish caught and cooked. Many wines. Il Gambero Rosso - piazza della Vittoria, 13 (San Vincenzo) ph 0565.701021 Due stelle Michelin, tre forchette Gambero Rosso. Sul porto, locale storico con cucina raffinata e creativa. Two Michelin stars, three Gambero Rosso forks. On the harbour, a famous restaurant offering refined and creative cuisine. Il Garibaldi Innamorato - via Garibaldi, 5 (Piombino) ph 0565.49410 Delizioso ristorante di pesce nel centro storico. Da provare soprattutto i priatti ottenuti con il pesce “povero”. Lovely fish restaurant in the town center. Try the dishes made with the so-called “poor” fish. La Baracchina - Punta Righini Castiglioncello (Livorno) ph 0586.752003 Incantevole location sugli scogli. Pesce freschissimo servito con gusto. Dal 1946 un punto di riferimento a Castiglioncello. Enchanting location on the rocks. The freshest of fish served with style. An institution in Castiglioncello since 1946. La Pineta - via Cavalleggeri Nord, 27 (Marina di Bibbona) ph 0586.600016 Per tutti gli amanti di pesce un indirizzo indimenticabile. Locale situato proprio sulla spiaggia. Stella Michelin. An unforgettable place for all fish lovers. Right on the beach. One Michelin star. Osteria di Suvereto da I’ Ciocio - località Colombaia, 31 (Suvereto) ph. 0565.829947 Lo chef Fabrizio Caponi vi condurrà in un viaggio culinario di sapori legati al territorio. Bel terrazzo. Antipasti e primi di pesce consigliati. The chef Fabrizio Caponi will take you on journey through local tastes. Nice terrace. We recommend starters and pasta with fish. Osteria del Noce - via della Madonna, 18 (Marciana - Isola d’Elba) ph 0565.901284 A mezza costa del Monte Capanne, d’estate si mangia sotto un pergolato con una vista indimenticabile del mare. Buoni i piatti di pesce, ma intrigante anche l’offerta di piatti di terra. Halfway up the Capanne mountain. When the weather is good, one can enjoy the food under the pergola overlooking the sea. Good fish and meat dishes. Scacciapensieri - via Verdi, 22 (Cecina) ph 0586.680900 Locale moderno. Specialità di mare di grande qualità. Moglie in cucina e marito in sala per un connubio vincente. A modern restaurant. Top-quality fish prepared and served by a winning couple. Stella Marina - via Vittorio Emanuele II, 1 (Portoferraio - Isola d’Elba) ph 0565.915983 Accanto allo scalo dei traghetti, propone una cucina di mare molto curata nella qualità. Buona la lista dei vini. Near the ferry port, it makes use of quality products. Good wine list.
LUCCA
All’olivo - piazza S. Quirico, 1 ph 0583.496264 Piccolo ristorante situato in una delle caratteristiche piazzette del centro. Cucina di mare e terra. Piacevole veranda. Small restaurant in one of the picturesque small piazzas of the town. Fish and meat dishes. Nice veranda. Buca di Sant’Antonio via della Cervia, 3 ph 0583.55881 In palazzo di origini settecentesche. Prosciutti e pentole alle pareti. Piatti tradizionali e tipici. In an 18th century building. Prosciuttos and pots hanging from the walls. Traditional and local dishes Gazebo (Hotel Locanda l’Elisa) via Elisa, 25 ph 0583.494539 Raffinatezza in questo ristorante situato all’interno di un originale gazebo circondato da un rigoglioso parco. Refined restaurant placed under a gazebo and surrounded by a luxuriant park. Creative cuisine. Ristorante Bagno Pinocchio Terrazza della Repubblica, 18 (Viareggio) ph 0584 50629 Una delle più belle terrazze sulla spiaggia di Viareggio. Fiore all’occhiello dello storico bagno. One of the best terrace on Viareggio beach. Flagship of the historical bathing establishment. Al Porto Via Coppino, 118 (Viareggio) ph 0584.388293 Pesce fresco di giornata in questo classico ristorante ubicato proprio accanto ai cantieri Perini. Piatti tradizionali viareggini. Daily-caught fish in this classic restaurant located near Perini shipyard.
MAGAZINE 269
FLO GUIDE
270 MAGAZINE
Da Giorgio via Zanardelli ,71 (Viareggio) ph 0584.44493 Ristorante familiare con piacevole atmosfera. Curata proposta di antipasti e vasta scelta di crostacei. Informal restaurant, friendly atmosphere. Many entrees and wide choice of shellfish. Enoteca Marcucci via Garibaldi, 40 (Pietrasanta) ph 0584.791962 Locale molto in auge tra i giovani. Carta dei vini molto ampia. Cucina semplice e appetitosa. Very popular restaurant among young people. Extensive wine list. Simple and tasty cooking. L’Antonio piazza Crispi, 11 (Pietrasanta) ph 0584.793384 Location strepitosa, cantina di alto livello, cucina notevole e l’esperienza di Antonio. Amazing location, top-level wine cellar, excellent cuisine prepared by the skilful Antonio Lorenzo via Carducci, 61 (Forte dei Marmi) ph 0584.874030 Gli amanti del mare non possono mancarlo. Punto di riferimento signorile in Versilia. Proprio nel centro cittadino. Perfect place for fish lovers. A famous exclusive restaurant of the Versilia area. Downtown. L’Orsa Maggiore via Arenile, 29 (Forte dei Marmi) ph. 0584.82219 Ristorante all white con spiaggia attrezzata. Tavoli sulla sabbia in estate. Tramonti mozzafiato e candele che rendono magica l’ambientazione. Ottimo pesce. All-white restaurant on the beach. Breathtaking sunsets and candles that add to the magic atmosphere. Excellent fish. Maitò via Arenile 28 (Forte dei Marmi), ph 0584. 80940 Sul lungomare. Raffinato locale con ottime proposte di cucina marinara. Lista dei vini curata. On the promenade. Elegant restaurant with excellent fish dishes. Carefully selected wine list. Romano via Mazzini 120 (Viareggio), ph 0584.31382 Stella Michelin per questo ristorante che da 35 anni riscuote ottimo successo per le sue proposte culinarie. Recentemente rinnovato. One Michelin star for this restaurant that has been at the top of the list for thirty five years thanks to its excellent cuisine. Recently renovated.
MASSA CARRARA
Caveau del Teatro piazza Santa Cristina (Pontremoli) ph 0187.833328 Ripropone in chiave moderna piatti locali tradizionali, ma anche piatti di impronta mediterranea. Local cooking in a modern version, but also Meditteranean dishes. Da Riccà - lungomare di Ponente (Marina di Massa) ph 0585.41070 Piccolo ristorantino che dagli anni Sessanta con la stessa gestione propone ottime specialità di mare. Small restaurant run by the same family since the sixties. Excellent fish. La Peniche lungobrugiano (Marina di Massa) ph 0585.240117 Location molto particolare su di una palafitta. Ambiente con arredamento che riporta alla Francia. Specialità marinare ed anche ottime pizze. Built on piles, French-style interiors. Fish specialities and also very good pizzas. Ninan - via L. Bartolini, 3 (Carrara) ph 0585.74741 Classica signorilità in questo locale con proposte della tradizione rivisitate dall’abile mano del giovane chef. A classic and refined restaurant offering traditional dishes revisited by the skilful young chef.
PISA
Osteria dei Cavalieri via San Frediano, 16 ph 050.580858 Ambiente caloroso. Nei pressi dell’Università. Cucina genuina a prezzi molto interessanti. Warm atmosphere. Near the university. Genuine cooking at reasonable prices. Osteria del Porton Rosso vicolo del Porton Rosso, 1 ph 050.580566 Fratello e sorella in cucina. Solo cucina marinara. In una delle zone più caratteristiche di Pisa. Ambiente rustico. Brother and sister in the kitchen. Only fish. In one of Pisa’s most characteristic areas. Dante e Ivana
viale del Tirreno, 207c (Tirrenia) ph 050.32549 Pregevole offerta di vini per una cantina a vista in locale elegante e intimo. Cucina marinara fantasiosa. Good wines and elegant and intimate place. Creative fish cooking. Dal Duca via di Casphlo, 2 (Volterra) ph 0588.81510 Nel centro storico, wine bar e ristorante. Si può optare per uno spuntino veloce, oppure sedersi a gustare la ribollita con colombaccio e tartufo locale. In the historic center, wine bar and restaurant. For a quick snack or to enjoy “ribollita” or truffle dishes. Foresta via Litoranea, 36 (Marina di Pisa) ph 050.35082 Molti piatti di pesce di ottima fattura. Piccolo ristorante affacciato sul mare. Excellent fish dishes. Small restaurant overlooking the sea. Pepenero via IV Novembre,13 (San Miniato) ph 0571.419523 Locale trendy-chic nel centro di San Miniato. Tartufo un must da settembre a dicembre. Ampia terrazza con suggestiva vista. Local trendy-chic in the center of San Miniato. Truffle is a must from September to December. Large terrace with an extraordinary view. Peperino via IV Novembre, 1 (San Miniato) ph 0571.419523 Ristorante solo per 2. Un unico tavolo. Prenotare con anticipo per concordare ogni singolo particolare, dal menu ai fiori, alla musica preferita. Restaurant only for two. A unique table. Reserve ahead to arrange every single detail, from the menu to the flowers, to preferred music. Perbacco viale Vittorio Veneto, 30 (Montescudaio) ph 0586.650324 Cucina di buon livello che valorizza i prodotti locali. Specialità i risotti, i tortelli, la bistecca di Chianina. High quality restaurant and local dishes. The chef’s specialities are risotto, tortelli and Chianina steak.
FLO GUIDE
PISTOIA Baldovino - piazza San Lorenzo, 5 ph 0573.21591 Enoteca molto fornita. Piacevoli piatti presentati in modo raffinato. Tavolo d’ingresso immerso in piccola libreria colma di testi di enologia. Well-stocked wine bar. Good dishes and elegant presentation. The table at the entrance is buried in wine books. Manzoni - corso Gramsci, 112 ph 0573.28101 Materie prime di qualità in questo locale per appassionati di pesce. Rapporto qualità prezzo eccellente. Pietanze offerte a voce. For fish lovers. Excellent quality/price ratio. No written menu. Enoteca Da Giovanni - via Garibaldi, 25 (Montecatini Terme) - ph 0572.71695 Ottimi vini, carne e pesce da assaporare in due sale una più elegante l’altra più casual. La sera d’estate servizio nel dehors. Very good wines, fish, meat. Two dining rooms: one elegant, the other more casual. In summer one can eat outside. Gourmet - via Amendola, 6 (Montecatini Terme) ph 0572.771012 Elegante locale dall’ampia scelta di piatti sia di carne che di pesce con una predilezione per quest’ultimi. Elegant restaurant with a wide choice of both fish and meat dishes.
PRATO
Il Piraña - via Valentini, 110 ph 0574.25746 Vero indirizzo di riferimento per cultori del pesce. Da anni sulla cresta dell’onda. The favorite spot of fish fans. It has been riding high for years. Volver - via Bovio Giovanni, 2 ph 0574. 22382 Moderno e raffinato è diventato un locale da guida grazie all’attenzione alla cucina, alla cantina e al servizio di qualità. A modern and refinest restaurant awarded by the guides thanks to its attention to the cuisine and wine list and high-quality service. Logli - via di Carteano, 1 (località Filettole) ph 0574.23010 Trattoria tipica situata sui colli. Carne alla griglia. Accoglienza molto calorosa. Typical trattoria set on the hills. Grilled meat.Very friendly reception. Da Delfina - via della Chiesa, 1 (Artimino) ph 055.8718074 Antica trattoria. Oggi locale raffinato ed accogliente. In estate servizio in terrazza con splendida vista sulle circostanti colline. Old trattoria. wIn summer, meals are served on the terrace with view of the surrounding hills. MAGAZINE 271
SIENA
Antica Osteria da Divo via Franciosa, 25 ph 0577.284381 Trattoria con piatti tipici senesi presentati in modo originale. Atmosfera di classe con sala principale di stampo medioevale e sale interne e sottosuolo originariamente tombe Etrusche. Trattoria offering typical Sienese dishes presented in a very original way. Sophisticated atmosphere with a medieval main dining room. The other rooms and basement were once Etruscan tombs. Bottega Nuova strada Chiantigiana, 29 ph 0577.284230 Tre menù degustazione: pesce, carne, misto. Nessuno tradisce. Three tasting menus: fish, meat or mixed. They are all fantastic. Il Canto dell’Hotel Certosa di Maggiano strada di Certosa, 86 ph 0577.288180 L’estro di Paolo Lopriore profonde tecnica e mano sapiente nell’equilibrio dei sapori per stuzzicare l’appetito. Cantina importante. Creative dishes prepared by the chef Paolo Lo Priore and fine wines. Mugolone - via dei Pellegrini, 12 ph 0577.283039 Cucina tipica senese. In stagione sublimi tartufi e funghi. Typical Sienese cooking. Excellent truffles and mushrooms in season. Osteria Le Logge - via del Porrione, 33 ph 0577.48013 A pochi passi da piazza del Campo, un laboratorio di nuove e interessanti proposte della cucina tipica senese. Just a short walk from Piazza del Campo, typical Senese cooking with new and interesting ideas. Arnolfo - via XX Settembre, 50 (Colle di val D’Elsa) ph 0577.920549 In un palazzo del ‘500, due salette intime e una terrazza per l’estate. Cucina raffinata e fantasiosa. Due stelle Michelin. Located in a 16th century building, two intimate rooms and a terrace in summer. Creative and refined cuisine. Two Michelin stars. Badia a Coltibuono - sulla strada Chiantigiana (Gaiole in Chianti) ph 0577.749479 Spettacolare monastero oggi proprietà privata, chiesa visitabile soltanto durante le messe. Accanto il ristorante con corsi di cucina e vini di qualità. Once a monastery, today a private property. The church is open only during mass. Cooking lessons and good wines. Banfi località Sant’Angelo Scalo (Montalcino) ph 0577.816054 Piatti creativi e moderni, fra terra e mare, in un contesto unico, quello del Castello Banfi. E ovviamente la cantina promette tutti i profumi di cui sono capaci i settecento ettari di vigneti. Creative and modern dishes, both fish and meat, served in the most beautiful setting: the Banfi Castle. Of course, wine for all tastes. Il Colombaio località Colombaio (Casole) ph 0577949002 Vincenzo Di Grande ne ha saputo fare un ottimo ristorante, dove si possono gustare mix di pesce e prodotti locali. Cantina all’altezza. Vincenzo Di Grande transformed it into an excellent restaurant where one can enjoy fish and local products. Good wine list. Il Pozzo Monteriggioni piazza Roma, 2 (Monteriggioni) ph 0577.304127 Tradizioni culinarie locali in ambiente familiare. Proprio sulla deliziosa piazza del borgo. Local cuisine and a family atmosphere. Located in the main piazza. La Frateria di Padre Eligio convento San Francesco (Cetona) ph 0578.238261 In un luogo straordinario, la cucina offre un menù unico di otto portate che spaziano dalla norcineria casalinga a piatti di grande inventiva. Located in a beautiful place. The restaurant has only one menu consisting of eight dishes combining tradition and creativity. La Leggenda dei Frati piazza Garfonda, 7 (Abbadia Isola - Monteriggioni) ph 0577.301222 Antico complesso abbaziale. Intimo ristorante condotto con passione da una coppia di fratelli divisi tra cucina e sala. Orto privato con grandi varietà di spezie. An ancient abbey. A small restaurant passionately run by two brothers, one is the chef and the other the maïtre. Private vegetable garden with all kinds of herbs. Osteria di Fonterutoli - località Fonterutoli (Castellina in Chianti) - ph 0577.741125 Nuova Osteria dove gustare ottime materie prime del territorio toscano abbinandole con i grandi vini della famiglia Mazzei. A new osteria offering the finest ingredients from Tuscany matched with the Mazzei family’s great wines.
HOTELS FIRENZE
AC Hotel via Luciano Bausi, 5 ph 055.3120111 fax 055.3120112 - www.hotelacfirenze.com Albani via Fiume, 12 ph 055.26030 fax 055.211045 - www.hotelalbani.it Albergotto via de’ Tornabuoni 13, - ph 055 2396464 – fax 055 2398108 All-Suite Palazzo Magnani Feroni - borgo San Frediano 5, ph 055 2399544 fax 055.2608908 www.palazzomagnaniferoni.com Antica Torre di Tornabuoni via de’ Tornabuoni 1, - ph 055.2658161 fax 055.218 841 www.tornabuoni1.com B&B In Piazza della Signoria via dei Magazzini 2, - ph 055.2399546 fax 055.2676616 www.inpiazzadellasignoria.com Brunelleschi piazza Santa Elisabetta 3, - ph 055.27370 fax 055.219653 www.hotelbrunelleschi.it Continentale vicolo dell’Oro 6r, - ph 055.27262 fax 055.2831 www.lungarnohotels.com Excelsior Westin piazza Ognissanti 3, - ph 055.27151 fax 055.210278 www.starwoodhotels.com Gallery Art vicolo dell’Oro 5, - ph 055.27263 fax 055.268557 www.lungarnohotels.com Grand Hotel piazza Ognissanti 1, - ph 055.288781 fax 055.217400 www.starwoodhotels.com Grand Hotel Baglioni piazza Unità Italiana 6, - ph 055.23580 fax 055.23588895 www.hotelbaglioni.it Grand Hotel Minerva piazza Santa Maria Novella 16, ph 055.27230 fax 055.268281 www.grandhotelminerva.com Helvetia & Bristol via dei Pescioni 2, - ph. 055 26651 fax 055 288353 http://www.hotel-royaldemeure.it/firenze/ Bernini Palace Baglioni piazza San Firenze 29, ph 055.288621 fax 055.268272 - www.baglionihotels.com Hotel Regency piazza Massimo D’Azeglio 3, ph 055.245247 fax 055.2346735 www.regency-hotel.com J&J via di Mezzo 20 , ph 055.26312 055.240282 www.cavalierehotels.com/firenze JK Place piazza Santa Maria Novella 7, ph 055.2645181 fax 055.2658387 - www.jkplace.com Lungarno borgo San Jacopo 14, - ph 055.27261 fax 055.268437 www.lungarnohotels.com Lungarno Suites lungarno Acciaiuoli 4, - ph 055.2726 8000 fax 055.2726 8888 www.lungarnohotels.com Montebello Splendid via Garibaldi 14 , - ph 055.27471 fax 055.2747700 www.hotel-florence-montebellosplendid.com Palazzo Niccolini al Duomo Via dei Servi 2, ph. O55.282412 www.niccolinidomepalace.com Plaza Hotel Lucchesi lungarno della Zecca Vecchia 38, ph 055.26236 fax 055.2480921 www.plazalucchesi.it Relais S.Croce via Ghibellina 87, - ph 055.2342230 fax 055.2341195 www.relaisantacroce.com Residenza del Moro via del Moro 15, - ph 055.290884 fax 055.2648494 www.residenzadelmoro.com S. M. Novella piazza Santa Maria Novella 1, ph 055.271840 fax 055.27184199 www.hotelsantamarianovella.it Savoy piazza della Repubblica 7, - ph 055.27351 fax 055.2735888 www.roccofortehotels.com
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LUCCA
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SIENA
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