M A G A Z I N E
COVER STORY
Vittoria Puccini: vi racconto la mia Firenze I’ll tell you about my Florence
PEOPLE
Le discendenti di Monna Lisa Mona Lisa’s descendants
F A S H I O N C U LT U R E
I magnifici sette The great seven
Events& lifestyle
ermannoscervino.it
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C O V ER ST ORY 48 Vittoria Puccini
Le radici di una diva The roots of a star by Teresa Favi
PEO PLE
18 Alberto Moretti
Polo je t’aime - Polo I love you 20 Alex Neri DJ internazionale - SuperNight 22 Antonio Cristaudo L’uomo del marketing - Flair by Elena Moretti 24 Gianluca Lelli Una passione per i motori - Movement 55 Sandro Fratini Le ore della passione - The hours of passion 58 Wanda Ferragamo La collezionista infedele The unfaithful collector by Ilaria Ciuti 66 Michele Bonan L’architetto è di moda The fashionable architect by Lorenza Bianda 76 Ermanno Scervino La mia Firenze -My Florence
WINTER 2007 128 Natalia and Irina Strozzi
Quel sorriso, eterno mistero That special, timeless smile by Domenico Savini 140 Renzo Guidi Inchiodato su Luna Rossa Nailed to Luna Rossa by Guido Parigi Bini
FAS HION
80 Pitti Immagine Uomo
La sartoria londinese - The London cut by Eva Desiderio
87 James Sherwood
Il dandy contemporaneo The contemporary dandy by Eva Desiderio 88 New trends I magnifici sette - The great seven by Marta Inncoenti Ciulli 96 Gucci Due ‘G’ straordinarie Two extraordinary ‘Gs’ by Eva Desiderio 100 Luisaviaroma Vi presento Luisa -This is Luisa by Felice Limosani 110 Haute jewellery Caccia grossa - Big-game hunting by Marta Inncoenti Ciulli 138 Tango Se questo è amore - Let’s call it love by Marta Inncoenti Ciulli
Milan · Paris · London · New York
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32 Castello di Sammezzano
Capriccio toscano
Tuscan fancifulness by Massimo Listri 132 Agnolo di Cosimo detto il Bronzino La Venere ritrovata Rediscovering Venus by Fabrizio Moretti 134 Macchiaioli Capolavori dell’altro mondo Masterpieces from the other world by Sonia Farsetti
IT IN ERARI E S 38 Cloister
Le isole del silenzio The oases of silence by Claudio Meli 150 Abetone and Val di Luce Bianco divertimento Snowy fun by Nicky Swallow 156 Pietrasanta Là dove vivono le statue The statues’ home by Gianni Mercatali 164 Wine Ruffino, scrigno folonari Ruffino, Folonari’s treasure by Gianni Mercatali
WINTER 2007 166 Food
La ‘festa’ del maiale - The pig feast
by Gianni Mercatali
E V E NTS
62 Charity event
Un gala per amico - A charity gala 114 Fashion school Creatività per l’India - Creativity for India 146 Marathon New York di corsa - New York on the run by Rossella Battista
WHAT’S C OO L 102 BAGS 104 SHOES 106 CUFF LINKS 108 BEAUTY 120 DESIGN 122 HI TECH 124 TOYS
S HOT ON SITE 29, 30, 44, 73, 74, 117, 118
GU IDE
169 Ristoranti, locali e alberghi
Dining, nightlife and hotels by Claudio Meli
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trimestrale di moda, eventi e lifestyle
Publishers Gianluca Fontani, Luca Gori, Ori Kafri, Alex Vittorio Lana, Matteo Parigi Bini Editor in Chief Matteo Parigi Bini Fashion Director Marta Innocenti Ciulli Co-editor Guido Parigi Bini
MAGAZINE STORY Metti cinque amici davanti ad un caminetto, in una serata di chiacchiere in libertà. Tutti innamorati di Firenze, della Toscana. Dell’aria che si respira, del modo di vivere della gente e della qualità della vita, della cultura e dell’arte. Ma anche delle colline, del mare e dei suoi prodotti più tipici: il vino, l’olio e gli infiniti sapori che si riversano in una cucina sempre straordinaria. E poi la curiosità dell’infinita ricchezza delle storie, conosciute e nascoste, di tanti amici, di personaggi ognuno con il suo vissuto da raccontare. Un mondo da conoscere. Sono queste le motivazioni che ci hanno portato all’idea di “Firenze made in Tuscany”. Intorno a questo caminetto ideale siamo riusciti a interessare e raccogliere un gruppo di giornalisti di vaglia e collaboratori d’eccezione. Il progetto di raccontare Firenze e la Toscana fuori dagli schemi abituali, mostrando le tante sfaccettature sconosciute e ognuna degna di essere incorniciata, l’idea di far conoscere una Firenze e una Toscana che va avanti in tutti i campi, ha trovato consensi. Li ricerchiamo ora fra i lettori, anche stranieri che scelgono la nostra regione per turismo, desiderio di cultura, qualità della vita, promettendo loro anche per il futuro una grande attenzione alle cose di casa nostra, possibilmente belle, sicuramente curiose e capaci di smuovere passioni. Place five old friends in front of a fireplace during an evening of idle chat. All of them in love with Florence and Tuscany. In love with the atmosphere, people’s way of living, culture and art, but also its hills, sea and its typical products like wine, olive oil and its extraordinary cuisine’s flavours. And, again, the fascinating stories, more or less disclosed, of so many friends and personalities. An entire intriguing world ready for interpretation. These are the reasons why we thought of “Florence made in Tuscany”. Around this ideal and virtual fireplace we were able to gather an interested group of important journalists and extraordinary collaborators. The project to write about Florence and Tuscany, outside the norms, by emphasizing their many facets and their looking ahead in all fields, met everybody’s full approval. Now we are looking for readers who chose Tuscany for vacation, culture and quality of life and promise them our attention and care for all those things, beautiful, if possible, but certainly intriguing and worth of interest.
Managing Editor Teresa Favi Contributors Rossella Battista, Lorenza Bianda, Ilaria Ciuti, Eva Desiderio, Marie Christine Gazal, Sonia Farsetti, Sandro Fratini, Felice Limosani, Massimo Listri, Claudio Meli, Elena Moretti, Fabrizio Moretti, Gianni Mercatali, Domenico Savini, Ermanno Scervino, Nicky Swallow Photographers Lucia Baldini, Alessandro Bencini, Riccardo Germogli, Lauro Lenzoni, Massimo Listri, Stefano C. Montesi (cover), New Press Photo, Riccardo Shirmacher Art Editors Chiara Bini, Manuela Giardi, Alessandro Patrizi Traslations Tessa Conticelli Advertising Director Alex Vittorio Lana - adv@firenzemagazine.it Editorial office via dei Fossi, 14/c - 59100 Prato - Italy ph +39.0574.730203 fax +39.0574.730204 - redazione@firenzemagazine.it Branch piazza S.M. Novella 9/10 r – 50123 Firenze - Italy - ph +39.055.2645282 N. Bayshore Dr. #1101 - FL 33137 - Miami 2000 - Usa ph +1.305.213-9397 fax +1.305.573-3020 Societa Editrice
gRUPPO e DITORIALE
via dei Fossi, 14/c - 59100 Prato - Italy ph +39.0574.730203 - fax +39.0574.730204 www.firenzemagazine.it - traffic@firenzemagazine.it Registrazione Tribunale di Prato - n° 9/2006 del 15.12.2006 Spedizione in abbonamento postale 45% art. 2, lettera b – legge 662/96 – Filiale di Firenze - Contiene IP Distribuzione in edicola SEDI 2003 srl - Servizi Editoriali via Atzoni 9 - Roma - tel 06.50917341 Stampa Baroni & Gori - Prato Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana
patriziapepe.com — 055 874441
CONTRIBUTORS
Rossella Battista, fiorentina, ma viareggina di adozione. Giornalista professionista da oltre vent’anni si è occupata di musica, arte. Ora è cronista a Viareggio per La Nazione. Si sente un animale metropolitano anche se vive in provincia. Rossella Battista was born in Florence but Viareggio is her town of adoption. She is a professional journalist and has been dealing with music and art. Now she works as reporter for La Nazione in Viareggio. She describes herself as a “metropolitan animal” even if she lives in a small town. Lorenza Bianda, nata a Losanna, studia a Colonia e Londra, si diploma da Sotheby’s. Scrive di arredamento, costume e moda. Collabora con le più importanti riviste del mondo di architettura e di design: AD, Elle, Dove, la Stampa. Lorenza Bianda was born in Lausanne. She studied in Cologne and London and graduated at Sotheby’s. She writes about interior design, custom and fashion. She collaborates with the most important architecture and design magazines: Ad, Elle, Dove, La Stampa.
HARLEY-DAVIDSONSPEEDSHOP La concessionaria, aperta a Firenze dal 1995 nel 2004 ha inaugurato un grande showroom dove e’ possibile conoscere tutte le ultime proposte della casa americana H-D e Buell, curiosare tra l’abbigliamento ufficiale, gadgets e i diversi accessori Genuine®. All’interno del negozio ci si può rilassare leggendo riviste specializzate in un ambiente completamente dedicato al mito americano su due ruote. Da marzo ad ottobre è attivo il programma Authorized Rental®. Potrete scegliere tra una vasta gamma di modelli da noleggiare dalla più piccola Sporster® alla Electra Glide®; saranno in offerta pacchetti giornalieri, ma anche per una settimana o 15 giorni, con particolari promozioni per i soci H.O.G. e con itinerari dedicati per il turista che vuole scoprire le più belle strade della toscana in sella ad una Harley. The authorized dealer, in Florence since 1995, opened, in 2004, a new showroom where one can find all the latest developments of the American brand H-D and Buell, the official clothing, the gadgets and Genuine® accessories. One can also browse at specialized magazines in a store completely devoted to the American two-wheel myth.
The programme Authorized Rental® is operative from March to October. One can chose among a wide range of models for hire, from the small Sporster® to the Electra Glide®, for one day only or for a week or fifteen days. There are special promotions for H.O.G members. and tours meant for those who want to ride the best Tuscan roads driving a Harley.
HARLEY-DAVIDSON SPEED SHOP Via Pratese, 99 - 50145 Firenze tel. 055 315879 La più grande concessionaria ufficiale
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Harley-Davidson e Buell in Toscana
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Ilaria Ciuti, scrive su Repubblica dal 1988 (redazione di Firenze). Si occupa dai temi dell’ambiente a quelli del traffico, economia, cultura, fenomeni sociali e moda. Viaggia in bicicletta, ha una figlia di ventidue anni, ha sempre vissuto a Firenze. Ilaria Ciuti has been writing for Repubblica (Florentine staff). She deals with matters ranging from environment to traffic, economy, culture, social phenomena and fashion. She travels by bike, has a twenty-two year old daughter and has always been living in Florence. Eva Desiderio, romana ma ormai fiorentinissima, caporedattore di Quotidiano Nazionale - La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno - da venti anni inviato di costume e moda nel mondo. Conosce molto bene Firenze e i suoi protagonisti. Eva Desiderio, born in Rome, but now totally Florentine, is managing editor of Quotidiano Nazionale - La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno. She has been a fashion correspondent for the last twenty years. She knows Florence and its protagonists very well. Sonia Farsetti di Farsettiarte, casa d’aste e gallerie d’arte con sedi a Prato, Milano e Cortina d’Ampezzo, è presidente dell’ Associazione Nazionale Case d’Asta e vice presidente dell’European Federation of Auctioneers. Sonia Farsetti of Farsettiarte, Auction House and Art Gallery, based in Prato, Milan and Cortina D’Ampezzo, is president of the National Association of Auction Houses and vice-president of the European Federation of Auctioneers. Sandro Fratini, avvocato. Dal 1977 nell’azienda di confezioni del padre Giulio e dello zio Fiorenzo, la Super Rifle spa. Dal 2000 è presidente ed unico socio della Super Rifle. Da anni ha diversificato gli investimenti nell’immobiliare e alberghiero. Sandro Fratini is a laywer. He has also been working in his family’s manufacturing company, Super Rifle Spa, since 1997. He has been president and sole partner of Super Rifle since 2000. In the past years he has diversified his investments in the real estate and hotel industry. Marta Innocenti Ciulli, 34 anni di moda, di cui 20 passati come direttore di testate con un unico soggetto: moda e tendenze. Un lavoro-passione che le ha corrisposto profondamente. Ama i suoi figli, la casa e il lavoro, la fotografia, il cinema. Marta Innocenti Ciulli, 34 four years in the fashion business, of which twenty spent as editor in chief of magazines specialized in fashion and trends. A job and a passion just right for her. She loves her children, home, job, photography and movies.
CONTRIBUTORS Felice Limosani, nato come Dj, ha percorso i fenomeni dell’intrattenimento e dei nuovi linguaggi espressivi. E’ direttore creativo di Luisaviaroma. Oggi lavora in Europa con una formula che associa arte, comunicazione e intrattenimento. Felice Limosani, who started off as a DJ, has explored the entertainment and new expressive languages world. He is art director of the Luisaviaroma store. At present, he has adopted a new formula combining art, communication and entertainment. Massimo Listri, fotografo, vive a Firenze, collabora con continuità alle riviste «AD» e «Fmr» e con frequenza a molti periodici stranieri, tra cui «Connaissance des Arts» e «L’Eœil». Ha pubblicato oltre 30 libri di arte e alta architettura. Massimo Listri, photographer, lives in Florence and collaborates with the magazines “AD” and “FMR” and frequently with many international magazines such as “Connaissance des Arts” and “L’Eoeil”. He has written over thirty art and architecture books. Gianni Mercatali, esperto di comunicazione, giornalista pubblicista, bon vivant, appassionato di enogastronomia. Osservatore dei comportamenti sociali, coltiva un amore tenace per la cultura nazionalpopolare, in particolare dei mitici anni ‘60. Gianni Mercatali, communication expert, journalist, “bon vivant”, food-and-wine lover. As a social behaviour observer, he cultivates a strong passion for national-popular culture, in particular for the legendary sixties. Fabrizio Moretti, laureato in lettere, inizia a dirigere a soli 22 anni la Galleria Moretti, nel cuore di Firenze. Specializzata nei dipinti di alta epoca italiani, soprattutto toscani. Nel 2005 ha aperto una galleria in New Bond Street a Londra. Fabrizio Moretti graduated in arts and letters and at the age of twenty-two opened the Moretti Gallery. Located in the heart of Florence, the Moretti Gallery is specialized in ancient Italian paintings, especially Tuscan. In 2005 Fabrizio opened a gallery in New Bond Street in London. Domenico Savini, storico delle famiglie fiorentine, esperto di araldica e genealogia, collabora con importanti istituti e con riviste specializzate sulla materia. Tiene periodicamente conferenze sull’argomento. Vive e lavora a Firenze. Domenico Savini, historian and expert in heraldry and genealogy, collaborates with important institutes and specialized magazines. Domenico periodically holds conferences on the subject. He lives and works in Florence. Ermanno Scervino, stilista tra i più amati nel panorama della moda internazionale. Nato a Milano, ha scelto di vivere e lavorare a Firenze. Con le sfilate femminili a Milano e le sue tante boutique nel mondo ha conquistato molti e importanti primati nel campo della moda. Ermanno Scervino, is one of the most loved fashion designers in the world. Born in Milan, he has decided to live and work in Florence. Thanks to his women’s fashion and his many boutiques worldwide, he has conquered a leading position in the luxury fashion world Nicky Swallow si è trasferita a Firenze nel 1981, ha scritto su Firenze e la Toscana per più di 10 anni. Collabora a numerose riviste che si occupano di turismo in Toscana, fra le quali Traveller di Condé Nast. E’specialista di cibo, ristoranti, alberghi. Nicky Swallow moved to Florence in 1981. She has been writing about Florence and Tuscany for more than 10 years. She writes for many magazines specialized in tourism in Tuscany such as Traveller by Condé Nast. She is a food, restaurant and hotel connoisseur.
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F L O PEO P LE T HE CLUB Teresa Favi
Polo je t’aime L’ora d’aria di Alberto Moretti Alberto Moretti’s exercise time
La tua passione al di là del lavoro? Sono stato sempre appassionato di sport, ma da quando il lavoro mi lascia pochissimo tempo libero ho dovuto sceglierne uno. Ho deciso per il polo. Allora, è una storia d’amore seria? Serissima, anzi una sfida. Sono un mancino incallito ma il regolamento ufficiale del polo prevede che il giocatore tiri solo di destro. E’ stata un’impresa imparare a tirar bene. Una passione nata come? Dalla famiglia ho ereditato l’amore per i cavalli, ma è stato mio fratello Andrea a trascinarmi nel polo. E’ successo qualche anno fa durante una partita giocata a Punta Ala dove c’è un bel campo da gioco. Segni particolari? Quando cavalchi ti preoccupi di trovarti in sintonia con il tuo cavallo, ma in uno sport come il polo devi fare gol, e qui scatta l’adrenalina. Inoltre è l’unico sport a cavallo che si gioca in squadra: la dinamica delle relazioni e della tattica si allarga - giocatore, cavallo e squadra - e tutto si fa più complicato. Dove ti alleni? Nella tenuta vitivinicola di famiglia a Sette Ponti ad Arezzo, dove ho fatto costruire un campo da gioco che è il punto di riferimento per tutta la mia squadra. Premi? Miglior giocatore non professionista a maggio in Argentina, titolo riconfermato lo scorso dicembre durante un torneo a Porto Cervo in Sardegna. Idolo? L’argentino Adolfo Cambiaso, il numero uno del polo.
Voce squillante e un piglio d’adolescente che gioca a “nascondino” con la solidità dell’imprenditore. Alberto Moretti, 31 anni, è a capo dell’azienda calzaturiera di famiglia Arfango ma sembra il ragazzo della porta accanto tanto l’ombra della pedanteria lo distanzia anni-luce. A ringing voice and the expression of a child playing hide-and-seek combined with entrepreneurial pragmatism. Alberto Moretti, 31 years old, runs the family shoe company called Arfango but he so unassuming , he looks more like the “boy next door”.
18 MAGAZINE
Your other passion besides working? I’ve always been a sports fan, but since my job leaves me very little free time, I’ve had to make a choice. I’ve opted for polo. So it’s a serious love story? Very serious, or rather a challenge. I’m left-handed and, according to the official polo rules, the player can hit the ball only with the right hand. It was not easy to learn how to hit well. How did this passion begin? I’ve inherited the love of horses from my family, but it was my brother Andrea who convinced me to play polo. It happened a few years ago during a game played in Punta Ala where there is a nice field. What’s so special about it? Well, when you play polo you have to be in harmony with the horse, but you have to score goals as well . That’s why it is so exciting . It is also the only team sport played on horseback. The player, the horse and the team are all involved in the game. It can be very complicated. Where do you practise? At my family’s estate in Sette Ponti near Arezzo, where I built a field for my team and I. Any distinctions? Best non-professional player in May in Argentina and, again, last December during a tournament played in Porto Cervo, Sardinia. Your idol? The Argentine Adolfo Cambiaso, the best polo player in the world.
F L O PEO P LE DJ s Elena Moretti
SuperNight Alex Neri, Dj nato per la musica Alex Neri, born to be a Dj
Primo disco acquistato? Non mi ricordo perché mio padre era un Dj, e mi son ritrovato sin da piccolo in mezzo ai dischi. La serata più cool? Barrumba a Londra nel ‘94, i sabati del Tenax, e d’estate le feste private a Ibiza. L’incontro che ti ha cambiato la vita? Ne ho tanti.. e ogni incontro importante mi ha aiutato a cambiare e a crescere. La tua auto? La cambio spesso… con i chilometri che faccio ogni mese….diciamo che è la mia seconda casa! Il sogno più ricorrente? Mio padre che mi rompe le scatole per continuare gli studi e io che mi oppongo per fare musica Il tuo mito? Sono tanti…John Lennon, Benigni, Ghandi, Martin Luther King, Bob Marley, K. Cobain, Marvin Gaye Cosa immaginavi di fare da grande? Quello che faccio Il piatto che ti riesce meglio? Spaghetti allo scoglio Meta di viaggio preferita? Troppe!!... Stato d’animo attuale? Incerto come sempre…up & down…. Il tuo motto? Mettersi in discussione…sempre e comunque!!
Alex Neri è uno dei Dj più famosi e in voga della scena elettronica italiana e internazionale. In un ventennio di carriera, come Dj e produttore, ha suonato nei club più prestigiosi del mondo, fondato un’importante etichetta - la Tenax Recordings - fino a diventare una vera e propria icona pop. One of the most famous and trendy Dj’s of the Italian and international electronic music scene. In the past twenty years, as a Dj and producer, he has performed in the most popular nightclubs in the world, has created the Tenax Recordings label and has become a true pop icon.
20 MAGAZINE
The first record you bought? I don’t remember because my father was a Dj and I’ve been surrounded by records since I was child! Your coolest nights out? At the Barrumba in London in 1994, Saturday nights at the Tenax and private parties at Ibiza. The person that changed your life? Many...and every single one helped me change and grow. What car do you have? I change it often....I travel a lot...it’s my second house! Your recurring dream? My father who wants me to complete my studies and me objecting that I only want to play music. Your idol? So many....John Lennon, Benigni, Ghandi, Martin Luther King, Bob Marley, K. Cobain, Marvin Gaye. What did you dream to become as a child? What I’m now. Your best dish? Spaghetti with shellfish. Your favourite destination? Too many! Your current mood? Up and down, as usual Your motto? Question oneself.......anytime and anyway.
F L O PEO P LE M ANAG E R S Elena Moretti
Flair Antonio Cristaudo, gli occhi di Pitti Antonio Cristaudo, the eyes of Pitti
Il tratto principale del tuo carattere? La caparbietà, l’ottimismo e il credere negli altri. Connotati di un marchio per distinguersi oggi? Il prodotto anzitutto, inteso come qualità, sostanza. In seconda battuta l’atmosfera, quell’aura che lo differenzia dagli altri. Fashion designer preferito? Inevitabilmente Rei Kawakubo di Comme des Garçons. L’incontro che ti ha cambiato la vita? Quello con me stesso... Ristorante dove ti senti a casa a Firenze? Pane e Vino in piazza del Cestello. Il sogno più ricorrente? Ne ho due. Il primo è quasi un incubo: non riuscire a portare a termine qualcosa, come l’ultimo esame all’università. L’altro è la sensazione di volare, camminando nell’aria. Il tuo mito? Pedro Almodovar. Cosa immaginavi di fare da grande? L’edicolante, oppure quello che faccio adesso. La tua petite madeleine? I mandarini, inconfondibile sapore della mia terra, la Calabria. Città più cool? New York per un tuffo nel 2010. L’Avana per il suo coacervo di razze e colori, per il suo fascino decadente che riconduce immediatamente agli anni ’50. L’accessorio di cui non puoi fare a meno oggi? La sciarpa. Il tuo motto? Si chiude una porta, si apre un portone.
Responsabile marketing di sviluppo, ovvero: “gli occhi di Pitti Immagine”. Cacciatore di brand, si occupa di sviluppare la qualità delle presenze e degli allestimenti desaloni fieristici gestiti dal pool di via Faenza. Lo si trova ovunque ci sia da annusare novità e tendenze, ma con la classe di chi non ha bisogno del chiasso. Adora la videomusica e gli piace tanto dormire. Antonio Cristaudo, Development Marketing Manager of Pitti Immagine, that is, “the eyes of Pitti Immagine”. A brand hunter, he is in charge of developing the quality of exhibitors and setting up of the fairs organized by the Pitti Immagine group. He can be found wherever there are new trends, but he is not a show-off. He loves video music and sleeping.
22 MAGAZINE
What are the chief traits in your character? Wilfulness, optimism and confidence in other people. What distinguishes a brand from its competitors? First of all the product, meant as quality, substance. Secondly, the atmosphere, the aura that makes it stand out from the crowd. Your favourite fashion designer? Of course Rei Kawakubo of Comme des Garçons The person that changed your life? I did it myself.... The Florentine restaurant where you feel at home ? Pane e Vino at piazza del Cestello Your recurring dream? Two. The first one is almost a nightmare: I’m unable to finish something, like the last university exam. The second is being able to fly, walk in the air. Your idol? Pedro Almodovar What did you dream to become as a child? A news dealer, or perhaps what I am now. Your “petite madeleine”? The mandarin oranges that remind me of my homeland, Calabria The coolest city? New York, for a plunge into 2010. Havana for its mixture of races and colors, for its decadent charm that takes you back to the fifties. The accessory you cannot do without? A scarf. Your motto? When one door closes, another opens.
JAGUAR.COM/IT
JAGUAR FIRENZE Via del Cantone 43, Osmannoro Sesto Fiorentino (FI) Tel. 055 302621 Fax 055 3026226/7
JAGUAR AREZZO
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L’ E S S E N Z A D E L L U S S O S P O RT I VO T I A S P E T TA I N CO N C E S S I O N A R I A . V I E N I A S CO P R I R L A .
4.2 LITRI V8 416 CV
RIPARATORE AUTORIZZATO Via Alessandro dal Borro 61, Arezzo Tel. 0575 302696 Fax 0575 357668
JAGUAR TIRRENO Via Provinciale Pisana 570, Livorno Tel. 0586 42781 Fax 0586 426475
CONSUMO CICLO MISTO 12.3 L/100 KM. EMISSIONI CO 2 294 G/KM
Jaguar viaggia con
F L O PEO P LE CARS Teresa Favi photo New Press Photo
Movement Gianluca Lelli e i suoi motori Gianluca Lelli and his cars
Tutto è iniziato con un go-kart. Poi i derapage con il fratello a bordo di una Giulia 1300 presa in prestito al padre, poi ancora è stata la volta dei rally con gli amici, a cassetta di una A112 Abart. Qual è stata la tua prima auto? Un furgone Fiat 2042 a benzina. Ero studente e non avevo una lira. La mia prima vera auto sono riuscito a comprarla solo a 27 anni, dopo aver terminato l’università e dopo tre anni e mezzo di lavoro tra Stati Uniti, Parigi e Londra. Era una Bmw M5 Evoluzione, 340 cavalli a trazione posteriore. Rigorosamente usata. La sua automobile attuale? Nel 2005 ho coronato il sogno della mia vita: una Lamborghini Gallardo, 4 ruote motrici, 520 cavalli, cambio sequenziale, di colore grigio metallizzato con gli interni personalizzati in carbonio arancione perchè sono i colori della mia azienda. Da allora mi è capitato di vendere auto identiche a questa a qualcuno dei miei clienti, in dotazione all’appartamento. Da quattro mesi ho anche un Bentley Continental GT nera con interni neri, elegantissima. Cosa apprezza di un’auto? Ne adoro il design e mi commuovono letteralmente le prestazioni tecniche. Sono un appassionato della trazione posteriore. Il più bel viaggio fatto in auto? Non si è trattato di un’automobile ma di una motocicletta. Una Bmw Gs 11 preparata enduro. E’ stato un giro in moto e tenda lungo le coste del Mediterraneo, surfando all’occorrenza. Capricci di questa passione? Amo le auto più di ogni altra cosa, ma non mi ci affeziono mai: le compro da privati e le rivendo ad altri privati dopo 4-5 mesi, saltando quasi del tutto le concessionarie. Incredibile il risultato: una passione a costo zero.
Gianluca Lelli, genio creatore di Hilife, una delle più lussuose agenzie immobiliari di Firenze e proprietario di automobili da sogno, non resiste a nessuna cosa in movimento. Soprattutto se ad alto contenuto performante. Gianluca Lelli, the brilliant “inventor” of Hilife, one of the most important real estate agencies in Florence and owner of dream cars, does not resist wheeled vehicles, especially the highperformance ones.
24 MAGAZINE
It all began with a go-kart. Then came the skidding, with his brother, in an Alfa Romeo Giulia 1300 car borrowed from his father and the rallies with his friends sitting on the box of an A112 Abart. What was your first car? A Fiat 2042 truck. I was a student and I was literally broke. I was able to buy my first real car at the age of 27, when I completed my university studies and after three years and a half of hard work in the US, Paris and London. It was a BMW M5 with 340 hp and rear drive. Strictly second-hand. Your current car? In 2005 I realized the dream of my life: a Lamborghini Gallardo, fourwheel drive, 520 hp, sequential gearshift, metallic grey colored with a personalized orange carbon interior, the colors of my company. I’ve sold a few cars like mine to several clients, with the apartment. Four months ago I also bought a black Bentley Continental GT, with black interior, very elegant. What do you like in a car? I adore the design and I’m literally moved by its technical performance. I’m a true rear-drive cars fan. Your best trip by car? It wasn’t by car, it was by motorcycle. A BMW Gs 11 enduro. I travelled along the Mediterranean coast with a tent and stopping to surf at every opportunity. What does such a passion imply? I love cars more than anything else, but I never grow attached to them. I buy them from private individuals and sell them back to private persons after 4-5 months. I rarely go through car dealers. The result is incredible: a passion that costs me nothing.
shotonsite photo New Press Photo
Federica Cecchi and Gladys Betancourt - Charity live auction Manuela Anzalone and Giovanni Palombini - Tommy Highfield
Manuel De Siati - Tenax club
Marlene Sorensen - Tommy Highfield opening
Angie and Olga - Tenax club
Luca Bacherotti, Cariss Fortind, and Luca Toni - - Tommy Highfield opening
Isa B Vj - Yab club
Gustav Olivier and Caterina Zick - Tenax club
MAGAZINE 29
shotonsite photo New Press Photo
Daniela Bianchi - Colle Bereto cocktail party
Leonardo Pieraccini- Meridiana party
Elisabetta Bersani, Scilla Mannucci, Benedetta Orsini - Yab club
Francesca Giacomelli and Giona Guidi - Yab club
Silvia Magni, Ilaria Bruni and Monica Scricciolo - Hermès event
30 MAGAZINE
Emi Schiano and Beatrice Manzi - Tenax club
Leonardo Depinto and Lucrezia Carrega - Full Up club
Ilaria Baschera and Sandra Gros - Charity live auction
H A R L E Y - D A V I D S O N S P E E D S H O P Since 1995 we have been selling Harleys, repairing Harleys, preparing Harleys, driving Harleys, working and having fun with Harleys...be influenced by the passion; discover the world of Harley-Davidson and Buell, original accessories and clothing made in USA.
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F L O IT IN E RARI E S Claudio Meli photo New Press Photo
Firenze: il ‘di qua d’Arno’ visto da piazzale Michelangelo Florence: view of the right side of the Arno river from piazzale Michelangelo
Le isole del silenzio
Sulle antiche tracce della Firenze contemplativa e dei suoi chiostri On the ancient trail leading to Florentine cloisters
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artiamo dal Chiostro Verde del Convento di Santa Maria Novella per il percorso fiorentino che ci porterà ad attraversare questa meravigliosa città passando per luoghi di impareggiabile fascino, oasi di pace e riflessione. Tale Chiostro ebbe pareti affrescate in ‘terra verde’ da Paolo Uccello, di particolare pregio artistico le scene del Diluvio universale e dell’Ebrezza di Noè, con un uso innaturale della prospettiva e del colore. Percorriamo via del Sole e arrivando in via Tornabuoni potremmo fermarci al mitico Caffè Giacosa, un classico della mondanità fiorentina, oggi parte della boutique di Roberto Cavalli. Cappuccino e pasticceria per golosi. Ci dirigiamo nella zona di San Lorenzo, per visitarne la Basilica, disegnata da Filippo Brunelleschi. Passiamo quindi al Chiostro dei Canonici opera di Antonio Manetti. Sulla parete destra del portico d’ingresso è presente una Madonna con Bambino in stucco, opera di Desiderio da Settignano, con una cornice in terracotta invetriata (1513). Nell’angolo destro verso il transetto della Basilica si accede alla Biblioteca Medicea Laurenziana, progettata da Michelangelo. Una delle principali raccolte di manoscritti al mondo. Custodisce la più vasta collezione di papiri egizi in Italia. A pranzo facciamo sosta in una tipica trattoria fiorentina, aperta solo a mezzogiorno, meta di fiorentini che lavorano nei pressi del Mercato Centrale: Mario (via Rosina 2, Tel. 055-218550). Bistecca alla fiorentina gustata gomito a gomito con i numerosi frequentatori.
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Let’s start our tour of Florentine cloisters with the Chiostro Verde of Santa Maria Novella Church. The cloister was frescoed in ‘terra verde’ by Paolo Uccello. He painted the scenes of the ‘Flood’ and ‘Sacrifice of Noah’ using color and perspective in a very uncommon way. Walking along via del Sole, we arrive at via Tornabuoni where one can stop at the legendary Caffé Giacosa, a favourite spot for Florentine socialites, today part of Roberto Cavalli’s boutique. Excellent cappuccinos and cakes. Our next stop is at the church of San Lorenzo, designed by Filippo Brunelleschi. From there we enter the Chiostro dei Canonici designed by Antonio Manetti. On the portico’s right wall there is a ‘Madonna with Child’ , a stucco-work , by Desiderio da Settignano, showing a glazed earthenware frame (1513). From the cloister we reach the Medicea Laurenziana Library realized by Michelangelo. It contains one of the most important collections of manuscripts in the world and the widest Italian collection of Egyptian papyri. For lunch we stop in a typical Florentine trattoria, open only at lunchtime, the favourite place of the Florentines who work near the Central Market: Mario (via Rosina, 2, tel. 055-218550). Here one can enjoy the famous Florentine steak seated side by side with the many regular customers. We then proceed towards via Cavour and reach the Choistro dello Scalzo. A true hidden gem that originally was the portico leading to the ‘Compagnia dei
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1 - San Lorenzo 2 - Biblioteca Medicea Laurenziana 3 - Santa Maria Novella 4 - Chiostro dello Scalzo 5 - San Marco 6 - Piazza Ss. Annunziata 7 - Veduta aerea di San Lorenzo
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1. SANTA MARIA NOVELLA 2. SAN LORENZO 3. VIA CAVOUR 4. SAN MARCO 5. SS. ANNUNZIATA 6. SPEDALE DEGLI INNOCENTI
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Appena terminato il pasto proseguiamo per via Cavour dove entriamo nel Chiostro dello Scalzo. Piccolo gioiello nascosto della città, era in realtà il portico di accesso per la distrutta chiesa della Compagnia dei Disciplinati di San Giovanni Battista, detta dello Scalzo perché il portacroce durante le processioni soleva andare a piedi nudi. Ciclo di affreschi di Andrea del Castagno. Tornando in piazza San Marco ci fermiamo al Convento omonimo per la visita del Chiostro di S. Antonino del Michelozzo. Affreschi del Beato Angelico. Nel Chiostro la donatelliana ‘piagnona’, la campana che suonò quando fu dato l’assalto al convento per la cattura del Savonarola. Usciti ci incamminiamo verso la Basilica di SS. Annunziata per ammirare la famosa Madonna del Sacco di Andrea del Sarto nel Chiostro dei Morti. Nella Cappella della Confraternita di San Luca, sede fin dal 1563 della Confraternita degli artisti, vi sono sepolti il Cellini, il Pontormo, il Franciabigio e altri... All’interno affreschi del Bronzino e del Vasari e la Sacra Famiglia del Pontormo. Attraversiamo la piazza dirigendoci allo Spedale degli Innocenti, che fu il primo orfanotrofio d’Europa, dove troviamo il Chiostro progettato dal Brunelleschi con l’Annunciazione e una terracotta smaltata di Andrea della Robbia.
Veduta aerea di Palazzo Vecchio (in alto) Caffé Giacosa, via della Spada 10r - Firenze (in basso) Aerial view of Palazzo Vecchio (top) Caffè Giocosa, via della Spada 10r - Firenze (below)
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Disciplinati di San Giovanni Battista’ church, commonly called ‘dello Scalzo’ because the man carrying the crucifix during the processions used to be barefoot. It contains a series of frescoes by Andrea del Castagno. Going back to Piazza San Marco we stop at the convent having the same name to visit the Choistro of S.Antonino designed by Michelozzo. There are frescoes by Beato Angelico. The cloister also contains the bell made by Donatello and called ‘piagnona’ that rang when the convent was attacked to capture Savonarola. We then proceed towards the SS.Annunziata Basilica to see the famous ‘Madonna of the Bag’ painted by Andrea del Sarto in the Chiostro dei Morti. In the Chapel of the Confraternity of St. Luke, the headquarters of the Confraternity of artists since 1563, Cellini, Pontormo, Francobigio and other artists are buried. Inside we find frescoes by Bronzino and Vasari and the ‘Holy Family’ painted by Pontormo. Across the piazza there is the ‘Spedale degli Innocenti’ , the first orphanage in Europe, where we find the cloister designed by Brunelleschi and his “Annunciation’ and a glazed terracotta by Andrea della Robbia.
CON C IERG E T I P S Claudio Meli photo New Press Photo
Lunedì a Firenze Nel giorno in cui la città si riposa. Che fare, cosa visitare, dove mangiare The city’s day off. What to do and where to go
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Restaurant (for dinner)
l lunedì a Firenze sembrerebbe essere una giornata particolarmente noiosa per chi vuole visitarla poiché i musei e le gallerie più conosciute sono chiuse e molte boutiques aprono soltanto nel pomeriggio. Vorremmo sfatare questo luogo comune con alcune tips suggerite dal concierge. Monday in Florence is said to be a very boring day because the best museums and art galleries are closed and many boutiques are open only in the afternoon. However, thanks to a few tips from the concierge, we might prove the contrary.
La Giostra – borgo Pinti 12r - ph 055.241341 Ristorante ormai mitico per il grande savoir faire del Principe e del figlio Soldano, la cucina è ottima in ogni loro proposta. Grande atmosfera. A famous restaurant run by a veritable Prince and his son Soldano. Excellent cuisine. Great atmosphere. Nobilis - via Pietrapiana 82r - ph 055.2345696 Nuovo indirizzo per una cucina di alta qualità. Ambiente molto raccolto. Servizio attento. Eccellente lista di vini con possibilità di acquisto di etichette prestigiose. A new top-quality restaurant. Very intimate ambience. Attentive service. Excellent wine list.
Museum
Palazzo Vecchio – Quartieri Monumentali, 9.00 - 19.00 Non mancate di visitare il sontuoso Salone dei Cinquecento. The great ‘Salone dei Cinquecento’ is worth the visit. Cappella Brancacci - 10.00-17.00 prenotazione obbligatoria - upon reservation only - ph 055.2768224 - 055.2768558 All’interno della Chiesa del Carmine ci sono gli affreschi che vi faranno scoprire tutta la grandezza di Masaccio. The Chapel, which is inside the Church of Santa Maria del Carmine, contains frescoes by Masaccio. Museo dell’Opera di S. Maria del Fiore (Duomo) 9.00-19.30 - Collezione inestimabile d’opere d’arte appartenute al Duomo. Da vedere la Pietà incompiuta di Michelangelo. An inestimable collection of works of art removed from the Duomo, including an unfinished Pietà sculpture by Michelangelo.
Restaurant (for lunch)
13 Gobbi via Porcellana 9r - ph 055.284015 - Se amate la pasta non mancate di assaggiare i rigatoni della casa con pomodoro e mozzarella fresca. Nelle giornate di sole accomodatevi nel piacevole cortile. The dish we strongly recommend to pasta lovers is ‘home-made rigatoni with mozzarella cheese and tomato sauce’. On sunny days, have a seat in the courtyard. Mario - via Rosina 2 - ph 055.218550 Tipica trattoria fiorentina, aperta solo a mezzogiorno, meta di fiorentini che lavorano nei pressi del Mercato Centrale. Bistecca alla fiorentina gustata gomito a gomito con i numerosi frequentatori Typical Florentine ‘trattoria’, open only at lunchtime, the favourite place of the Florentines who work near the Central Market. Enjoy the famous Florentine steak seated side by side with the many frequent customers. 42 MAGAZINE
Shopping
Liverano & Liverano via Fossi 43 - ph 055.2396436 Sartoria rinomata tra quegli uomini che ricercano abiti dal taglio perfetto, realizzati con tessuti pregiati e adatti a soddisfare i gusti e le esigenze più diverse. Renowned tailor’s shop for men in search of perfectly cut suits, made from rich fabrics, for all tastes and needs. Bulgari via Tornabuoni 61r - ph 055.2396786 Dalle ore 10 con orario continuato avrete la possibilità di acquistare nella boutique di via Tornabuoni splendidi orologi e gioielli. From 10 am all-day opening. Beautiful jewellery and wristwatches. Mel Books - via Cerretani 16r - ph 055.287339 - 9.00-20.00 Libreria, musica e caffè - bookshop, remainders area, music, coffee bar. Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella 9.30-19.30 - Via della Scala 16 - 055.216276 Seguite la scia di profumo che da via della Scala vi condurrà in questo magico ‘museo’ per inebriare il vostro olfatto. Follow the trial of scent that from via della Scala leads you to this fascinating ‘museum’.
Wellness & coiffeur
Gabrio Staff Olimpo -13.00-20.00 - via Tornabuoni, 5 - ph 055.282047 Anche di lunedì la possibilità di farsi coccolare dall’abile staff. Momenti di vero relax nella zona benessere tra bagno turco e massaggi. Even on Monday a place to relax and be pampered by a professional staff. Great Turkish bath and massages.
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Francesca Cecchi and Marcello Ghinassi
James and Leonardo Ferragamo
Nora Raul and Francesco Modenese
Giovanna Ferragamo
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Diletta Viligiardi and Wilma Fioretti
Elena Fabrizio and Federica Iezzi
shotonsite MUSEO FERRAGAMO
Monica Bufalini and Maria Ricceri
Valeria and Gherardo Flaccomio Nardi Dei
Sotto le volte a crociera di Palazzo Spini Feroni, è stato inaugurato in dicembre il nuovo museo dedicato a Salvatore Ferragamo. Dal secondo piano, la collezione storica si è trasferita nelle ampie sale del basamento, dove nel ‘38 lo stilista ricavò il suo laboratorio. Ambiente caldo, accogliente, simile a quello di una casa privata ma con tutti gli accorgimenti necessari ad una sede espositiva. Nel negozio, collegato al museo, è stato ricreato lo showroom degli anni Cinquanta.
Francesca Benelli and Simona Chiessi
Florence. The new Salvatore Ferragamo museum was inaugurated in December in Palazzo Spini Feroni. The historic collection was moved from the second floor to the wide rooms of the ground floor where the designer, in 1938, opened his workshop. An exhibition space having the warm, welcoming atmosphere of a private home. In the store, connected with the museum, there is the showroom as it was in the fifties.
Ilaria and Ferruccio Ferragamo
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Le radici di una diva
I successi di Vittoria Puccini, la ragazza della porta accanto The successful career of ‘the girl next door’, Vittoria Puccini
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embra una madonna che ha lasciato la campitura di una tela degli Uffizi, mollando lì un biglietto con su scritto ‘torno subito’. Sebbene infatti la natura estetica del suo aspetto, le movenze e la compostezza nel conversare possano materializzare in un lampo l’antico poetare di Firenze e se quel ‘tanto gentile e tanto onesta pare’ potrebbe quasi calzarle a pennello ancora adesso, in realtà Vittoria Puccini, fiorentina d’origine controllata (Firenze, 1981), è ben calata nella modernità. Figlia di un professore dell’Università di Firenze e di una maestra elementare, nipote di Guido Morozzi, uno dei padri fondatori della storia culturale della città dopo la guerra e durante l’alluvione, Vittoria ha frequentato il liceo classico diplomandosi a pieni voti. She could be a Madonna who has just walked out of an Uffizi painting and left a ‘I’ll be back soon’ sign. However, in spite of her appearance and gestures recalling the style of the Beatrice celebrated by Dante, Vittoria Puccini, a true Florentine (born in Florence in 1981), is completely in step with modern life. Daughter of a university professor and an elementary-school teacher, granddaughter of Guido Morozzi, an important figure of Florence’s cultural scene of the postwar period, Vittoria studied classics and graduated with full marks. She was supposed to continue her studies in Florence, but just a few days before entering University, she went to Milan to visit some friends. She took part in a screen test for a movie by Sergio Rubini (‘Tutto l’amore che c’è’) and was chosen for the role of
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Abito/dress: Philosphy by Alberta Ferretti MAGAZINE 49
CO VER STO RY La mia vera Firenze è la campagna che da Porta Romana attraversa il Galluzzo My true Florence is the countryside that stretches from Porta Romana through the Galluzzo area Il futuro avrebbe previsto per lei una laurea all’ombra del Cupolone, ma giusto prima dell’iscrizione Vittoria va a Milano a trovare amici. Partecipa al provino per un film di Sergio Rubini e… sarà Gaia in ‘Tutto l’amore che c’è’, poi… sarà Elisa di Rivombrosa nell’omonima serie televisiva diretta da Cinzia Th Torrini, e…sarà l’icona pop del piccolo schermo. Da lì non è stato possibile tornare indietro. Solo avanti. Non più università ma cinema e televisione, non più Firenze ma Roma. Non più ragazzetta con i libri sotto al braccio, ma compagna fedele di un collega noto quanto lei e madre di una bambina di sette mesi. Ma a Firenze è tornata recentemente per lavorare alla miniserie televisiva in due puntate ‘Le ragazze di San Frediano’ che andrà in onda su Rai Uno fra pochi mesi. Qual è, Vittoria, il legame di oggi con Firenze? Anche se abito a Roma da sei anni per via del mio lavoro di attrice, tutta la mia famiglia vive qui, compresi i miei più cari amici. Firenze è il luogo caldo degli affetti. Quando torno a casa dai miei genitori, che si trova sulle colline appena fuori città proiettate sul Chianti e verso Siena, il cuore mi si apre. Qui mi rigenero come in nessun’altra parte del mondo. Ma questa è un’attitudine non solo mia. Ho ritrovato lo stesso tratto comune anche negli altri attori toscani che vivono a Roma e che ho avuto modo di conoscere in questi ultimi anni. Per tutti è difficile tagliare i ponti con la Toscana. In quale parte del centro ti senti più a tuo agio? Le rampe di Piazzale Michelangelo. Da laggiù si scorge uno dei più generosi panorami della città dato l’ampio raggio di visuale, ma per uno strano scherzo della prospettiva si ha l’illusione di poter allungare la mano e toccare la cupola del Duomo e il campanile di Palazzo Vecchio, tuffare l’indice nell’Arno che scorre qualche chilometro sotto. C’è una Firenze privata, meno turistica che ti porti nel cuore? La mia vera Firenze è la campagna che da Porta Romana attraversa il Galluzzo dove sono nata e cresciuta e si protende sulle colline del Chianti. Quel percorso familiare fatto tante volte per andare a prendere il vino e l’olio nelle fattorie della zona, a compare la carne buona dal macellaio di Tavarnuzze. La bottega di generi alimentari sotto casa dove si va a fare la spesa tutti i giorni. La Firenze degli artigiani. Il tuo indirizzo per qualche ora di shopping fuori dalle righe? Senz’altro il mercato rionale di Sant’Ambrogio, in fondo a via dei Pilastri e a due passi da Piazza dei Ciompi, che i fiorentini non condividono con i turisti. Siamo nel cuore di uno dei più popolari quartieri di Firenze. Si svolge tutte le mattine, eccetto la domenica, fino alle due del pomeriggio. Entrare nella piazzetta del mercato è come entrare in un paesino, le zone circostanti sono pedonali e la maggior parte delle persone si conoscono. Oltre ad essere una buona occasione per fare la spesa o comprare degli abiti usati, una visita a Sant’Ambrogio è senz’altro un’esperienza culturale vera perché si può sentire gridare, scherzare, imprecare, ammiccare nel nostro purissimo idioma fiorentino. E a pranzo si mangia all’interno del mercato dov’è in funzione una trattoria gomito-a-gomito dai prezzi incredibilmente economici.
Gaia. Then she played ‘Elisa di Rivombrosa’ in the famous TV series directed by Cinzia Th Torrini and shortly became a TV star. At that point, there was no going back. Only ahead. No more university studies but only movies and TV series, goodbye Florence, hello Rome. The young schoolgirl turned into the wife of a famous actor and mother to their daughter. However, she has recently been back to Florence to shoot the TV series ‘Le ragazze di San Frediano’ that will be broadcasted on channel 1 in a few months. Vittoria, what are, today, your ties to Florence? Even if I’ve been living in Rome for six years because of my acting career, my entire family lives in Florence as well as my dearest friends. Florence is the place of my childhood memories. When I go back to my parents’ house, set on the hills of Florence, my heart fills with joy. That is the only place in the world where I relax completely. And the same happens to the other Tuscan actors I’ve met who live in Rome. We all find it hard to ‘break off’ with Tuscany. What part of the town do you like best? The ramps leading to Piazzale Michelangelo. From up there one can enjoy the best view of the town and it seems like you can just reach out a hand and touch the Duomo’s dome and the bell tower of Palazzo Vecchio or dip a finger in the Arno river running just a few kilometres below. Is there a more private, less touristy Florence you are fond of? My true Florence is the countryside that stretches from Porta Romana through the Galluzzo area, where I was born, towards the Chianti hills. It is a very familiar route that I’ve ridden many times to buy the wine and olive oil of the local farms, or meat at the butcher’s of Tavarnuzze. The grocery store next door where one goes every day. The Florence filled with artisans. Where do you suggest to go for a few hours of ‘original’ shopping? Certainly at the local market of Sant’Ambrogio, at the end of via Pilastri, just a short walk from Piazza dei Ciompi, a place unknown to tourists. It is in the heart of Florence . It takes place every morning, except Sunday, till 2 pm. The piazza looks like a small town where everyone knows each other. The nearby streets are closed to traffic. Besides buying grocery or second-hand garments, at Sant’Ambrogio one can plunge into an authentic Florentine atmosphere where people shout, curse, joke in our beautiful dialect. And at lunchtime, nothing is better than eating inside the market side by side with other customers and at a very low price. Florentines’ qualities and faults..... Our best quality is having congenital good taste, a remarkable elegance balanced by an innate sense of proportion that MAGAZINE 51
COV ER ST ORY Sono convinta che Firenze abbia un assoluto bisogno di innovazione, oggi più di ieri I’m more and more convinced that Florence needs to change Pregi e difetti dei fiorentini... Il pregio maggiore è una forte percezione del gusto, un’eleganza spiccata ma con un senso di misura innata che ci porta a distinguerci da tutti gli altri italiani. Il difetto è che siamo troppo restii ai cambiamenti. E questa è stata una cosa che ho sempre percepito fin da bambina anche per ragioni familiari: mio nonno è uno che ha vissuto proprio sulla sua pelle la difficoltà dei fiorentini ad accettare il cambiamento. Ricordo sempre che mia nonna - sua moglie - mi raccontava di un progetto del nonno, Sovrintendente ai beni culturali negli anni ’40, per realizzare una funicolare di collegamento tra Forte Belvedere e il centro città, naturalmente bocciata senza alcuna possibilità di appello perché troppo rivoluzionaria. E penso invece a una città come Parigi, dove la modernità e la funzionalità convivono armoniosamente con la sua struttura storica e con la sua tradizione culturale. Sono convinta che Firenze abbia un assoluto bisogno di innovazione, oggi più di ieri. Nel lavoro di attrice che cosa della tua fiorentinità ti è stata d’aiuto? Credo che il rigore, la serietà professionale e la lucidità che sin dall’inizio hanno contraddistinto il mio modo di lavorare siano in buona parte ereditate da un temperamento comune a tutti i fiorentini. Se il sindaco di Firenze fosse il genio della lampada, cose gli chiederesti per migliorare la città? Più eventi, più teatro, più fermento culturale. Anche se, quando attraverso ponte Santa Trinita e volgo la testa verso ponte Vecchio, non finisco mai di stupirmi per la sua inimitabile bellezza, e questo per me che ci sono sono nata, resta sempre il posto più emozionante e più dolce della mia esistenza. distinguishes us from other Italians. The fault is that we oppose changes too much. I’ve always known it, even for family reasons: my grandfather has personally experienced the Florentines’ reluctance to accept changes. I will never forget my grandmotherhis wife- telling me about my grandfather’s plan of building a funicular connecting Forte Belvedere and the city center. My grandfather was head of the cultural heritage office in the forties but, in spite of that, his project was rejected because considered too revolutionary in those days. When I think of Paris, where innovation and functionality happily coexist with history and cultural tradition, I’m more and more convinced that Florence needs to change. What aspect of your Florentine origins has helped you most in your acting career? I believe that I’ve inherited the typical Florentine rigour, reliability and clearness of mind that I have always put into my job. If the mayor of Florence were Aladdin’s genie, what would you ask him to do for the city? More events, more theatrical performances, more cultural initiatives. And yet, every time I cross Santa Trinità bridge and look at the Ponte Vecchio I’m literally stunned by its incomparable beauty and I realize that, to me, Florence will always be the most heart-warming and sweetest place on earth. 52 MAGAZINE
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Le ore della passione
La mia straordinaria storia d’amore per gli orologi. Tanto da dedicare loro un albergo My lifelong passion for watches and an hotel named after them
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ra tutti gli strumenti che l’essere umano ingegnosamente ha messo al mondo amo gli orologi. Di una passione smisurata. A loro dedico un albergo che aprirà i battenti tra un anno e mezzo in piazza Santa Maria Novella a Firenze. Si chiamerà semplicemente ‘L’O’: ogni piano un grande marchio, ogni stanza un modello. A loro dedico un libro che parlerà della mia collezione. Sempre a loro dedico questo spazio che troverete di numero in numero. Ho accettato d’esser Virgilio, a patto di non annoiare e con l’aspirazione a non soffocare la poesia nel tecnicismo, la chiarezza nel virtuosismo. Così per questa prima volta, vi racconterò come nasce la storia d’amore tra un uomo e gli orologi. Il colpo di fulmine scocca alla Prima Comunione. Basta un semplice Longines. La voglia di capire cosa c’è dentro la cassa. Come possano mettersi in moto quelle piccole rotelle che danno la misura del tempo. Un gradino, e si sposta lo sguardo dal proprio polso per cominciare ad osservare quello degli altri. Arriva il momento dei mercatini, delle botteghe dei vecchi orologiai, della ricerca un po’ fanciullesca dei ricambi, dei pezzi rotti a buon mercato. Non servono grandi finanze, basta solo la curiosità e la percezione della bellezza miniaturizzata di questi oggetti. Quindici, sedici anni. E’ il tempo dei primi acquisti a portata di tasca – Universal Genève, Omega -, forse qualcuno può azzardare addirittura un Precision Rolex, carica manuale cioè il più semplice di tutti e il meno costoso dell’illustre famiglia. E viene il momento in cui dobbia-
Of all the instruments invented by mankind I love watches best. I passionately love them. I dedicate to watches the hotel that will open in a year and a half at Piazza Santa Maria Novella in Florence. It will be named simply ‘L’O’: on every floor a great brand, in every room a different watch model. I dedicate to watches a book about my collection. And I dedicate to watches the first article of a series published on this magazine. I’ve accepted to be a sort of Virgil, leading the readers through the watch world, hoping I won’t be too boring and get lost in technicalities. I would like to convey the poetry of watch collecting. So this time I’m going to tell you how the love story between a man and watches begins. It might be love at first sight during one’s First Communion. Perhaps a simple Longines watch. But enough to be inexplicably driven by the need of understanding what is inside the watchcase, how those little wheels work. Then, one starts noticing other people’s watches. The next step further is to go to antique markets, small watchmakers shops, in search of low-price spare parts. You don’t need much money, you only have to be full of curiosity for those beautiful miniature objects Fifteen, sixteen years old. Those are the years of the first affordable purchases-Universal Genève, Omega, perhaps a Rolex Precision, manual winding, that is, the simplest and less expensive Rolex model. At that point, try to restrain your passion or you will end up in the red! MAGAZINE 55
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Cartier sdraio con smalti - Rolex ovetto acciaio automatico - Patek Philippe smalto con foresta tropicale (All watches: private collection Sandro Fratini)
mo delimitare questa storia d’amore: se no si perde la testa, il conto va in rosso, e non si costruisce niente che abbia un senso. ‘Tutti gli orologi fabbricati entro gli anni ’60’ e il campo da gioco è bell’e tracciato. Si migliora e ci si orienta per la prima volta su Maison più appetibili. Per questa fase di raggiungimento del primo livello di sublimazione ci vuole un perpetuale di Patek Philippe. Grandi complicazioni: fasi lunari, cronografo giorno e cronografo mese. Lavorazione accurata che risale alla fine degli anni ’40. Saliamo ancora. Altro Patek Philippe. Un rattrappante: cronografi sdoppiati che possono effettuare una misurazione contemporanea di due corpi in movimento. Siamo nel mondo dell’altissimo artigianato. I quadranti Patek Philippe sono tutti indelebili, non stampati. Una prerogativa esclusiva condivisa solo con Vacheron Constantin. Già i Rolex, non dispongono di tale raffinatezza. Più tecnologici e meno couture. Ma la sublimazione è vicina. Da questa dinastia, unico acuto, per rarità, della Maison Rolex è il rattrappante prodotto solo in 12 esemplari esistenti al mondo, realizzati esclusivamente in acciaio. Modello ambitissimo, di grande pregio, ma con il quadrante stampato. Patek Philippe è come la Rolls Royce: si distingue per artigianalità, ricerca e cura del particolare. Rolex è come Mercedes. Il suo di più è la ricerca tecnologica e la cura della commercializzazione. A questi livelli, siamo molto alti, la collezione si fa pregiata. Ma permettetemi di esprimere una mia personale convinzione: possedere due orologi, acquistati e curati per amore, significa già disporre di una ‘vera’ collezione. Se non avete ancora sbadigliato... l’appuntamento è alla prossima puntata.
Possedere due orologi, acquistati per amore, è già disporre di una ‘vera’ collezione Two watches, bought and preserved with caring love, make a ‘true’ collection To begin with, I suggest to opt for watches made within the sixties. Then, one starts aiming at more attractive items such as a Patek Philippe perpetual calendar. Grand complications: indicators showing day, month and moonphases. A wonderful workmanship dating back to the forties. Let’s get higher up. Another Patek Philippe. A split-seconds chronograph. Now we are travelling the world of the highest artistry and skill. On Patek Philippe watch dials the lettering is indelible, not printed . Only Vacheron Constantin does the same. Rolex is not so sophisticated. More technological and less ‘couture’. The only truly rare Rolex watch is the splits-seconds chronograph model. There are only 12 of them in the world, exclusively steel. Very precious and unique, still, the dial lettering is printed. Patek Philippe is like Rolls Royce: artisan skill, research and attention to details are its distinguishing features. Rolex is more like a Mercedes car. Its strength is technological research and clever marketing. Once you have reached this level, your collection is very valuable. However, I would like to express my personal opinion: two watches, bought and preserved with caring love, make a ‘true’ collection. To be continued......if you haven’t fallen asleep! MAGAZINE 57
COL L EC TOR P E RFUM ES Ilaria Ciuti photo New Press Photo
La collezionista infedele La first lady della storica maison Ferragamo non resiste alla magia del profumo The first lady of the famous Ferragamo fashion house does not resist the magic of perfumes
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Wanda Ferragamo immersa tra le sue boccette di profumo Wanda Ferragamo surrounded by perfume bottles
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n capitano di industria che si innamora di seducenti bottigliette di profumo scintillanti di vetri e cristalli. Che conserva negli armadi cento candidi abitini da battesimo. Che sogna l’arrivo della Pasqua per esporre infiniti portauovo di forme e materiali diversi, purché preziosi. Un capitano che non resiste ai bagliori dell’argento: che vengano dai corpi sguscianti di infiniti pesci snodabili di tutte le misure e preferibilmente indiani, da tante piccole scarpette arrivate perfino dalla Cina, dai cestini grandi e piccoli accumulati con pazienza negli anni, o dalle borsette da sera formato borsellino in cui le signore dell’Ottocento nascondevano giusto poche monete. E a cui batte il cuore di fronte alla propria collezione di camelie. ‘Mi permetta la correzione: capitana, non capitano, d’industria’. Col solo cambio della desinenza Wanda Ferragamo, presidente onorario della Salvatore Ferragamo e convinta che ‘essere donne è una forza’, svela il mistero altrimenti inspiegabile. ‘Solo le donne - continua - si innamorano di certi oggetti. Lo confesso, ho l’anima del collezionista. Ma colleziono cose che agli uomini non interesserebbero mai, e lo faccio con una leggerezza a loro sconosciuta. Sono infedele: accumulo pesci, poi, quando mi sento satura, passo ai profumi, ad altri oggetti ancora. Non
A captain of industry in love with beautiful glass and crystal perfume bottles, who has about one hundred immaculate christening robes, who can’t wait for Easter to come to show an endless collection of eggcups of all sorts, but all very valuable. A captain who cannot resist the silver glows of jointed fish in all sizes and preferably Indian, or the many miniature shoes coming even from China, the big and small baskets patiently collected over the years or the 19th century evening bags the size of a change purse. A captain whose heart skips a beat at the sight of a priceless camellia collection. ‘ A Lady captain of industry, please’ says Wanda Ferragamo, the honorary president of Salvatore Ferragamo , firmly convinced that ‘being a woman is a strength’ and she explains why. ‘Only women – she goes on- fall in love with certain objects. I must admit that I’m a collector by nature. But I collect things that men would never care for and with the frivolity that belongs to women only. I’m ‘unfaithful’ . I collect fish, then when I’ve had enough, I start collecting perfumes or something else. I’m not interested in the collection’s value. I like it, that’s it. Perhaps I could make a donation to a museum. But I think I’ll leave the christen-
penso al valore della collezione. Mi piace e basta. Forse vorrei fare una donazione a un museo. Ma penso di lasciare gli abiti da battesimo a qualche nipote, alle femmine’. Non avrà che l’imbarazzo della scelta: tra nipoti e pronipoti Wanda Ferragamo ne ha ben 45. Il problema semmai sarà di chi resterà fuori, ma niente paura, le collezioni sono già tante e non accennano a fermarsi. Neanche lei, con il suo sorriso dolce e la volontà di ferro, si concede pause. Da quando nel 1960 il marito Salvatore le lasciò l’eredità preziosa ma anche pesante di un’azienda che lei, con intelligenza, determinatezza, fiuto economico e capacità di tenere uniti e attivi i sei figli, è riuscita a far crescere fino alla quarta generazione e al successo di oggi, 575 milioni di euro di fatturato nel 2005 (più 11,4% rispetto al 2004) e circa 700 punti vendita nel mondo, di cui oltre duecento di proprietà. ‘Da 47 anni ogni giorno sono venuta qui in azienda – dice, seduta accanto ai suoi profumi, nelle stanze di Palazzo Spini Feroni -. Mi alzo ogni mattina alle 7, mi occupo della casa, delle telefonate e dei fiori. Alle dieci vengo in ufficio, ci resto a colazione, torno a casa alle sette di sera’. E il tempo per le collezioni? ‘Una donna lo trova sempre, per fare quello che le piace - è la risposta -.
ing robes to one of my granddaughters’. It won’t be an easy choice since Wanda Ferragamo has 45 grandchildren and great grandchildren. But she also has many collections and has no intention to stop collecting. Actually, Wanda Ferragamo, with her sweet smile and iron will, has never been sitting still. Since 1960, when she was left her husband Salvatore’s business that she skilfully and successfully ran and handed down first to her six children and then to the fourth Ferragamo generation. The company today boasts a turnover of 575 million euros (+ 11,4 % over 2004) and about 700 sales points worldwide, of which 200 propriety stores. ‘I’ve been coming to my office every single day for 47 years- she says, seated next to her perfumes, in Palazzo Spini Feroni-. I wake up at 7, take care of the house ,the flowers and phone calls. At 10.00 I come to the office, I stay here for lunch and go home at 7 in the evening’. And when does she find time for her collections? ‘A woman always finds time for something she loves’ -she says-. And I also travel a lot for business and look around. If something attracts my attention, I buy it wherever I am, in foreign cities, even in the airports’. She found her first perfume bottle at Harrod’s in London ten years ago by combin-
Ho l’anima del collezionista. Ma colleziono cose che agli uomini non interesserebbero mai I’m a collector by nature. But I collect things that men would never care for
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COL L EC TOR P E RFUM ES
Se qualcosa mi colpisce la compro in qualsiasi posto: nelle città estere, perfino negli aeroporti fra un volo e l’altro If something attracts my attention, I buy it wherever I am, in foreign cities, even in the airports
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E poi per lavoro viaggio molto, per abitudine osservo. Se qualcosa mi colpisce la compro in qualsiasi posto, nelle città estere, perfino negli aeroporti’. La prima boccetta della collezione di profumi la trovò a Londra da Harrod’s dieci anni fa mischiando il cuore femminile con quello dell’imprenditrice. ‘Stavamo per lanciare un nuovo profumo e volevo studiare cosa facevano gli altri’, spiega. Da lì a innamorarsi dei vetri dorati di Guerlain, dei Liberty di Ungaro, dell’anello-boccetta di Boucheron il passo è stato breve. ‘Non ho un profumo preferito, in questo momento il nostro Incanto Dream mi piace molto. Ma non sono fedele neanche ai profumi’. Lo è però alle camelie: ‘Ne colleziono tantissime, ne ho 30 varietà diverse, alcune fioriscono l’inverno. Quando quella gialla, che è rarissima e mi era stata regalata dalla principessa giapponese Takamado, non ha resistito al nostro clima è stato un vero dolore’. Anche una capitana d’industria si commuove di fronte ‘all’indescrivibile tenerezza di un vestitino da battesimo’. Ma qual è il sentimento che la spinge a collezionare? ‘Quando vedo un bell’oggetto me ne innamoro, e siccome ha sempre infinite varianti, le voglio avere tutte, così piano piano diventano parte di me - rivela -. Mi interessa tutto ciò che esprime estro, uno stato d’animo, un carattere’. Il lato frivolo della capitana che si sposa alla determinatezza con cui Wanda ha perseguito la continuità dell’estro inventivo di Salvatore e il piacere per le infinite varietà di un oggetto che ha qualcosa a che vedere con le numerose calzate che una sola scarpa Ferragamo offre a seconda del tipo di piede. ‘Credo che essere donna - conclude Wanda - regali una capacità di intuizione che aiuta negli affari, ma anche una speciale sensibilità alla bellezza. Ho un solo rimpianto, non avere abbastanza tempo e abbastanza spazio’.
ing her feminine taste and entrepreneurial ability. ‘We were going to launch our new perfume and I wanted to know what the other companies were doing in that field’, she explains. That is how she fell in love with Guerlain’s golden bottles, Ungaro liberty-style perfumes, Boucheron’s ring-bottle. ‘I don’t have a favourite perfume, at present I like our Incanto Dream very much. But I’m not faithful to perfumes either’. She is faithful to camellias though: ‘I have about 30 different varieties of camellias, some flower in winter. When the yellow one, which is very rare and had been given to me by the Japanese princess Takamado, didn’t survive the weather and died, it was very painful for me’. Even a ‘Lady captain of industry’ is moved by an ‘indescribably beautiful christening robe’. What makes collecting so appealing to her? ‘When I see a nice object, it’s love at first sight and I want it in all its infinite versions. So, little by little, those objects become a part of me. I’m interested in anything showing creativity, a mood or character’. The ‘Lady captain’s’ frivolous nature is combined with the determination with which Wanda has followed in Salvatore’s footsteps. ‘I believe that being a woman- concludes Wanda- means having good nose for business but also being very sensitive to beauty. I have only one regret: not having enough time and space’. Le immagini di questa e della pagina precedente si riferiscono alla collezione privata di Wanda Ferragamo The pictures of this page and of the previous one refer to Wanda Ferragamo’s private collections
CHA R IT Y E V E NT Gianni Mercatali
Filippo Ricci, Gianluca Lelli and Niccolò Ricci with the little Celeste
Un gala per amico
The Club promotore di un evento benefico alla Pergola The Club organized a charity event at the Pergola Theatre
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uaranta i soci fondatori. Centosessanta gli ospiti arrivati un po’ da tutta Italia e non solo. Trentamilaottocento gli euro raccolti da The Club in una serata di charity per festeggiare il primo anno di vita. L’associazione, senza scopo di lucro, è stata fondata a Firenze da un gruppo di giovani impegnati nel mondo dell’impresa, delle cultura, del volontariato. Grandi cerimonieri Ori Kafri, presidente del Club, e Filippo Ricci che hanno salutato gli amici, tutti rigorosamente in smoking e abito da sera, nel foyer del Teatro della Pergola durante l’aperitivo per poi trasferirsi, sotto un’attenta regìa musicale e di luci, sul palco magicamente allestito con storiche scenografie per il pranzo placé. Cosicché gli ospiti da spettatori sono diventati gli attori di una magica serata. Sempre sul palco la Casa d’Aste Pandolfini ha proposto un’asta di ventiquattro lotti di prodotti offerti dai soci del Club. Battitore Fabrizio Moretti, noto mercante d’arte e simpatico opinionista nel trasmissione ‘Markette’ di Piero Chiambretti. Grazie alla sua verve e alla generosità degli ospiti è stata raccolta la consistente cifra che è stata totalmente destinata all’adozione di sei cuccioli di Labrador e Golden Retriever di due mesi. Una volta cresciuti ed addestrati dall’Associazione Antropozoa diventeranno dei ‘cani dottori’ che, in collaborazione con la Fondazione Livia Benini, saranno adibiti a progetti mirati come l’assistenza domiciliare ai malati terminali e a bambini e minori affetti da disturbi affettivi– relazionali e disagi fisici e psicologici. Sicuramente un bel traguardo raggiunto con la determinazione e la ‘voglia di fare’ di tutti i soci di The Club. 62 MAGAZINE
Forty founding members. One hundred sixty guests coming from all over Italy and abroad. Thirty-four thousand euros raised by The Club during a charity event organized to celebrate its first birthday. The Club is a non-profit association founded in Florence by a group of young people committed to voluntary work. The masters of ceremonies were Ori Kafri, president of The Club, and Filippo Ricci who welcomed their friends, all in black tie and evening gown, in the foyer of the Pergola Theatre for an aperitif before moving on to the stage where a sumptuous dinner was served in a true theatrical setting. Dinner was followed by an auction sale, organized by the auction house Pandolfini, of twenty-four lots of goods given by The Club’s members and. The auctioneer was Alberto Marchetti, a wellknown art dealer and frequent guest on the TV show ‘Markette’ hosted by Piero Chiambretti. Thanks to his verve and the guests’ generosity, The Club raised a considerable sum of money to adopt six two-month-old Labrador and Golden Retriever puppies. They will be trained by the Antropozoa Association to become ‘doctor dogs’ that, with the collaboration of the Livia Benini Foundation, help terminally ill patients and children suffering from affective-relational problems or physical and psychological illnesses. A great goal achieved through The Club’s determination and goodwill.
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Fabrizio Moretti and Ileana Turrini
Lorenzo Mercatali and Valentina Mattioli
Lorenzo Limberti and friends
Roberto Ditomasso and Stefano Ricci
Gabriele Poli with Irina and Julia Romanov
Dario Donnioni, Lisa Massai and Filippo Scarpelli
Francesca Rocco, Benedetta Pozzi and Simona Terzo
Chiara Nencini e Lorenzo Ristory
Alberto Moretti e Verdiana Fioravanti
Chicco Sgrillini and wife
Lorenzo Niccolini and Fiamma Pozzi
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PEO PL E ARCHI T E CT Lorenza Bianda
Gallery Hotel Art - Firenze. Right Michele Bonan
L’architetto è di moda
Cultura europea, impegno in ogni continente, creatività fiorentina European culture, worldwide commitment, Florentine creativity
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a sincerità e la schiettezza intellettuale dell’architetto Michele Bonan sono solo alcune delle sfaccettature della sua personalità eclettica e in controtendenza con l’esasperato finto internazionalismo odierno. Ama la sua città, Firenze per i retaggi storici di un passato con il quale vuole sempre e comunque fare i conti. Le pietre di Firenze citando MaryMc Carthy scrittrice americana con il cuore fiorentino, sono miliari nel percorso artistico di Bonan. Luoghi conosciuti dove tutti si salutano e si incontrano, dove i desideri comuni si fondono in un unicum armonicum e con il tempo diventano progetti, lavori, nuove sfide. Di chiara origine mitteleuropea l’architetto toscano rivisita il suo retroterra grazie alla biondissima moglie tedesca Christine e i figli Blu, Sky e Kim che lo ispirano accompagnandolo in ogni angolo del mondo. Dallo studio in Lungarno Guicciardini che tanto gli ricorda le brume balzachiane dei lampioni del lungosenna, Michele Bonan riesce nel difficile intento di creare quell’imprintig inconfondibile dettato 66 MAGAZINE
Michele Bonan’s openness and intellectual honesty are but a few facets of his versatile personality forever at odds with the somewhat fake and exaggerated modern internationalism. Bonan loves his town, Florence. He loves it for its rich past with which he constantly measures himself. The stones of Florence, according to Mary McCarthy, an American writer with a Florentine heart, are but milestones along Bonan’s artistic path. His are familiar places where people meet and exchange greetings, where, in a ‘unicum armonicum’, mutual interests merge and become future projects, works and new challenges. The Tuscan architect, of Central European extraction, taps into his geographical roots, thanks to his fair-haired German wife Christine and his children Blu, Sky and Kim who accompany him everywhere in the world. From his Lungarno Guicciardini studio which reminds him so much of Balzac’s Seine embankment with its foggy street lamps,
PEO PL E ARCHI T E CT
Above the new JK Capri Hotel. Right the Grovenor House Miami
Michele Bonan ha cantieri aperti a Miami, Parigi, Capri Michele Bonan is working on new buildings in Miami, Paris and Capri dal suo stile. Una vita frenetica la sua, con cantieri aperti ovunque. A Miami lo attende il processo di ristrutturazione dell’hotel Saxony sulla spiaggia di South Beach che ospiterà il nuovo resort voluto da Arrigo Cipriani patron di Harry’s Bar; una palazzina vittoriana nel cuore di Chelsea a Londra, un hotel particulier a Parigi, residenze milanesi e non ultimo l’hotel JK di Capri, rivisitazione sapiente in chiave di comfort contemporaneo del Palatium, indirizzo storico della Capri amata da Scott Fitzgerald e meta prediletta dall’aristocrazia europea nel periodo tra le due guerre. Venti suites da sogno tutte affacciate sul mare. Ogni lavoro è profondamente diverso l’uno dall’altro anche se si intravede la mano del regista nascosto ed attento come dietro una quinta teatrale. ‘Non esiste un unico stile, il mio lavoro ha un filo conduttore - afferma Bonan - ma parto ogni volta da presupposti diversi. E’ la storia del luogo, il suo contesto socio-culturale, è il genius loci che mi ispira, anche perché non sempre gli spazi sono perfetti. Il bianco e il nero 68 MAGAZINE
Michele Bonan works and creates in his unmistakable and hard to imitate style. He leads a frenzied life, with open building yards everywhere. In Miami, South Beach, the Hotel Saxony’s renovation, a new resort whose building project was strongly advocated by Arrigo Cipriani, the Harry’s Bar owner; a Chelsea Victorian home in London; a ‘hotel particulier’ in Paris, some residential houses in Milan and last the JK Hotel in Capri, a skilful renovation, full of contemporary comforts, of the Palatium, a traditional place of the Capri much loved by Scott Fitzgerald and European aristocracy’s favourite spot between the two wars. Twenty dream suites all overlooking the ocean. Each project is different but always referable to the same skilled hand. ‘I do not follow one style only, my work has a leitmotiv- he saysbut each time I have a different approach. The site’s history, its social and cultural context, the genius-loci, all these things provide me with ideas. Spaces are not always perfect. White and blacks
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Charme: il gusto innato per il bello dove moda e design si intersecano in un gioco senza fine Charm: the natural taste for beauty, where fashion and design join together in a never-ending play declinati in ogni tonalità, accostati alle righe, il beige ed il cognac del cuoio usurato dal tempo danno vita ogni volta ad un nuovo film dove la trama si dipana nell’arco del tempo. Gli spunti sono molteplici: da un vecchio libro di fotografie in bianco e nero, una struttura ipermodern dello skyline newyorkese, un cottage neogotico immerso nella campagna inglese. Ogni epoca ha un suo spessore artistico, il difficile è saperla interpretare: il tardo Déco giapponese che sfocia in complementi d’arredo di sublime bellezza, gli interni parigini degli anni Trenta con i loro innumerevoli rimandi alla bicromia bianco-nero, lo stile delle grandi famiglie americane negli anni del boom economico post bellico come i Vanderbilt, i Mellon e i Kennedy’. Lo charme per Michele Bonan è il gusto innato per il bello dove moda e design si intersecano in un gioco senza fine. Non dimentica di citare quelle icone che fin da bambino, insieme alla madre, hanno influenzato le sue scelte: dal couturier Hubert de Givenchy all’architetto cult della Swinging London David Hicks, a John e Jaqueline Kennedy, Edoardo VIII in esilio alle Bahamas con l’onnipresente Wallis, le creazioni atemporali di Cristobal Baleciaga e gli abiti d’avant garde di Bill Blass.
Michele Bonan privato: nelle foto sopra vincitore di un concorso ippico. Nella foto a destra con la famiglia a bordo del suo yacth Michel Bonan in his private life: above winner of a horse show, Above rigth with his family on his yacth
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in all their tones, together with stripes, the beige and cognac of time-worn leather and so on, start, each time, a new film whose story unravels in time. Ideas may originate from an old white and black picture book, an ultra modern skyline in New York, a neogothic cottage in the English countryside. ‘Each age shows its artistic depth but it is not always easy to be able to interpret it. The late Japanese Deco with furnishings of sublime beauty, Parisian interiors of the thirties with their special white-black dichromatic appeal; the great American families’ style, during the years of the post-war economic boom, like the Vanderbilts, the Mellons, the Kennedies’. For Michele Bonan, charm is the natural taste for beauty, where fashion and design join together in a never-ending play. He does not forget to mention those icons that, besides his mother, have been influencing his choices since childhood: from couturier Hubert de Givenchy to David Hicks, the swinging London’s cult architect, John and Jacqueline Kennedy, Edward VIII, exiled in the Bahamas Islands, with his omnipresent wife Wallis, Cristobal Balenciaga’s timeless fashion and avant-garde couture of Bill Blass.
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Un tour nella cultura italiana o un giro per negozi d’alta moda?
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Little Tony, Jerry CalĂ , Gherardo Guidi and Aida Yespica - Capannina club, Forte dei Marm
Kevin Costner and his wife Kristin Baumgartner - Firenze
La sua storia, la sua cultura, i suoi peronaggi, i sui vini, la sua gastronomia son gli elementi che hanno permesso alla Toscana di essere Conosciuta in tutto il mondo e di diventare l’oggetto del desiderio di molti personaggi. Chi ha scelto di vivere e chi di trascorrere anche un breve periodo come Robert De Niro che ha voluto festeggiare il proprio sessantesimo compleanno. Its history, culture, people, wine and food have made it known worldwide and the object of desire of many important figures. Some have chosen to live in Florence and others to spend only a short period of time, like Robert De Niro who celebrated his 70th birthday right in Florence. Damimark Queen Margrethe II and Alfonso De Virgiliis - Firenze
Sofia Loren and her son Carlo Junior - Firenze
Gina Lollobrigida with Giulio and Daniela Tega - Pietrasanta
Victoria Silvstedt - Firenze
Robert Deniro, Gianni Mercatali and Andra Bocelli - Montecatini
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Cristina Becagli and Claudia Chiti - Yab club Giulia Gelli and Bianca Marconcini - Tenax club
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Neri and Simona Pinzuti - Colle Bereto cocktail party
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Alessandro Tarantino - Central Park club
Daniela Granata and Laura Galilei - Central Park club
Cristina Alba and Fabrizio Gola - Yab club
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Premio Guggenheim - Impresa & Cultura 1999
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PE OPLE SIG NATURES Ermanno Scervino
La mia Firenze E’ come una donna bellissima, da tenere a freno: parola di un creativo It’s like a very beautiful woman, it can be overwhelming: trust the word of a creative E’ uno degli stilisti internazionali più conosciuti e amati, e nelle sue creazioni oltre a una grandissima creatività c’è sempre il sigillo di quell’altissimo artigianato di cui Firenze è maestra nel mondo. Perciò abbiamo chiesto a lui, a Ermanno Scervino, di raccontarci la sua Firenze. irenze è come una donna bellissima. Misteriosa e solare, seducente e altezzosa. Da molti anni vivo in riva all’Arno e non posso immaginare un altro luogo tanto magico. Per amore verso Firenze faccio il pendolare con Milano e con le altre città della moda, dove per uno stilista come me è fondamentale andare per lavoro e per fare ricerca. Se non sono in viaggio ‘di creatività’ o in vacanza a Forte dei Marmi, Mikonos o nell’oasi di Siwa in Egitto, mi sveglio nella mia casa-studio vicino a piazzale Michelangelo, circondata da un grande prato e dai miei alberi di limone, centenari. Passeggiare e osservare il mio giardino di camelie, rose antiche e gardenie, indugiare sul panorama che è lo scrigno del Rinascimento è una cosa che mi rilassa molto ed è così che ha inizio la giornata nella mia Firenze. Quando scendo dal Viale dei Colli, se non vado nei miei laboratori che si trovano tutti intorno alla città, adoro andare in centro. A bordo della mia Mini Cooper S, piccola, elegante e maneggevole, percorro le antiche strade e la passeggiata è piena
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He is one of the best known and loved international fashion designers. His creations, besides elegance and inventiveness, show the seal of the highest artisanship for which Florence is famous throughout the world. This is the reason why we asked Ermanno Scervino to describe ‘his Florence’. Florence is like a handsome woman, a very beautiful woman, mysterious and radiant, self-styled and arrogant. I have been living on the river Arno’s bank for years, now, and I can’t envision another place as enchanting as this. My choice to live in Florence makes me a forced fashion commuter to other towns like Milan where it is necessary, for me, to work and to research. When I’m not travelling for ‘inspiration’ or vacationing in Forte dei Marmi, Mikonos, or Siwa’s Oasis in Egypt I stay in my house-atelier, near Piazzale Michelangelo, surrounded by a large green park with my very old lemon trees. I love to walk through my camellias garden among my ancient roses and gardenias; I let my eyes take in the view of a town which is the cradle of the Renaissance and I feel relaxed and at peace. Thus, begins my day in my Florence. When I come down from the Viale dei Colli, I choose either to go to my factories, all just outside Florence, or downtown, something MAGAZINE 77
PEO PL E SI G NAT URE S
Collezione Prêt à Porter P/E 2008 firmata Ermanno Scervino Prêt à Porter S/S 2008 collection by Ermanno Scervino
Per amore verso Firenze faccio il pendolare con Milano e con le altre città della moda, dove per uno stilista come me è fondamentale andare per lavoro e per fare ricerca. My choice to live in Florence makes me a forced fashion commuter to other towns like Milan where it is necessary, for me, to work and to research di prospettive incantevoli, di angoli meravigliosi, di persone amiche, di negozi e di luoghi che mi sono cari. Da San Niccolò, proseguendo per Palazzo Pitti, arrivo in via Maggio dove c’è un antiquario molto interessante, fornito di quegli oggetti della Firenze e dell’Italia antica che lasciano il segno: questa è una delle mie tappe preferite. Saluto ‘Paolone’ Paoletti e dopo aver fatto quattro chiacchiere con lui e aver ammirato i suoi nuovi pezzi, un quadro, un soprammobile, una madia in legno levigato, proseguo il cammino. Salgo di nuovo a bordo della Mini e continuo la mia passeggiata. Attraverso ponte S. Trinita, e sulla destra il ponte Vecchio è una cartolina che racconta la bellezza della città. Imbocco via Tornabuoni e la percorro fino a piazzetta Antinori. Qui c’è la mia boutique che adoro, internazionale ma anche a misura d’uomo. Il negozio è molto ampio, disposto su due piani, ha cinque vetrine che curo personalmente: cambio l’allestimento molto spesso, a seconda dei momenti della stagione o degli appuntamenti importanti della città, come tutti i saloni di Pitti Immagine. Di tanto in tanto, dopo il lavoro in negozio, o se ho qualche ospite, vado da Procacci dove il succo di pomodoro con il panino tartufato rimangono un must. Amo molto anche invitare amici alla Tavernetta Antinori per pranzare sotto le volte di questo straordinario palazzo cinquecentesco. Se mi viene voglia di sushi scelgo il Momoyama, per le ricette di pesce più leggere e all’italiana scelgo il Fuor d’Acqua. Quando ho ospiti internazionali riservo un tavolo all’Harry’s Bar. Per la cucina toscana invece, in piazza della Passera una delle più graziose e caratteristiche, invito spesso al ristorante I Quattro Leoni che ancora conserva la genuinità della cucina fiorentina. Non trascuro mai una sosta in libreria per scegliere soprattutto libri d’arte, antica e contemporanea, biografie di personaggi dello star system, volumi che narrano di grandi viaggi e di mete straordinarie. Ma è nei vicoli più caratteristici, quelli popolati ancora dagli artigiani, che amo sostare e alzare gli occhi verso quei palazzi che conservano intatto il fascino della storia. 78 MAGAZINE
which I adore to do. At the wheel of my Mini Cooper S, which has the merit of being small, elegant and handy, I drive through the ancient streets which offer from time to time, some enchanting views, wonderful corners, friends, stores....in short all the things that are dearest to me. From San Niccolò and going on towards Palazzo Pitti I reach via Maggio where I usually make a very interesting stop at an antique dealer’s shop full of all those Florentine objects of ancient times. I say hello to ‘Paolone’ Paoletti and chat a while. I take a look at his new pieces, a painting, a knick-knack, perhaps a cupboard made of smooth wood and then I take my leave. My drive goes on. I cross Santa Trinita bridge; to my right there is the Ponte Vecchio, a veritable picture postcard anticipating the town’s beauty. I enter Via Tornabuoni till the Piazzetta Antinori where there is my best boutique or at least the most representative one. It is a very big two-storey shop with five windows I personally take care of. The window dressing is different all the time, according to the fashion season or Pitti Immagine’s calendar. Once in a while after work and sometimes with a guest, I go to Procacci where the truffle sandwich is a must together with a glass of tomato juice. Another pleasurable option is to invite some of my friends to the Tavernetta Antinori in an amazing 16th century palace. When I fancy a sushi dish I choose Momoyama, but I go to the Italian ‘Fuor D’acqua’ for a lighter fish menu. For international guests I make reservations at ‘Harry’s Bar’. For a typical Tuscan cuisine, instead, I’m partial to I Quattro Leoni, a restaurant situated in the lovely and small Piazza della Passera. I never fail to make a stop in a bookstore and browse at books about classical and contemporary art, great adventures and special destinations and celebrity biographies. But it is mostly in the narrow streets and alleys still filled with artisans that I love to stop and raise my eyes toward those beautiful old palaces so full of charm and history.
FAS HION FASHIO P ITTI N SHO UO MO WS Eva Desiderio
The London cut
71esimo Pitti Immagine Uomo: l’eccellenza di Savile Row 71st Pitti Immagine Uomo: the excellence of Savile Row MAGAZINE 81
Previous pages Kate Moss and Tom Ford. Above Henry Poole. Under Marlene Dietrich, Tony Lutwyche, Cary Grant, Oswald Boateng and Alfred Hitchcock
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FASHIO N SHO WS
Un universo impenetrabile ed elitario approda a Firenze con tutta la sua carica di nostalgia e il fascino intatto dell’esclusività An impenetrable and elite world that is bringing to Florence all its fascinating exclusiveness
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ipingono ritratti,usando la stoffa. Ritratti di potenti, di re, di poeti, di pittori, di magnati, di divi di Hollywood e maestri di stile. Hanno due secoli di storia ma si sentono giovanissimi, pronti alla riscossa. Sono i sarti di Savile Row, la strada nel cuore di Mayfair, a pochi metri dai negozi del lusso di Bond Street e dalla maestosità della Regent Street di Nash, che racchiude i segreti della sartorialità e il mito della perfetta eleganza. Protagonisti sempre molto riservati, gelosi dei propri libri d’ordine, non amano mai mescolarsi ad altri, farsi pubblicità, rigidi come dei militari. Disciplina e rigore sono i vessilli della Row, la difesa dell’identità la loro filosofia di vita. Un universo abbastanza impenetrabile ed elitario che approda a Firenze, per Pitti Uomo, con tutta la sua carica di nostalgia e il fascino intatto dell’esclusività. Un progetto complesso ma armonioso che s’intitola proprio “The London Cut. Savile Row Bespoke Tailoring’, diviso in tre atti: la mostra, nell’incanto dorato degli appartamenti della Duchessa d’Aosta a Palazzo Pitti, il libro (il primo in italiano sull’argomento) che è il quinto volume della collana Mode diretta da Maria Luisa Frisa (coedizione Pitti Discovery e Marsilio) e lo shocase a Villa Vittoria con la presentazione delle collezioni durante i giorni del salone. “Casa spirituale della sartoria bespoke per due secoli, Savile Row è l’unica strada del mondo in cui potreste vedere il Duca del Devonshire camminare sul marciapiede di destra mentre si reca a un appuntamento col proprio sarto mentre il famigerato cantante dei Babyshambles Pete Doherty barcolla sul marciapiede di sinistra mentre va a farsi prendere le misure per il suo primo abito su misura’, racconta James Sherwood, giornalista di moda delle più prestigiose testate inglesi, elegantissimo interprete della disciplina del vestire, il “giovin signore’ che è il motore di questa epopea di ago-forbici-filo e il provocatore intellettuale di questa revanche della manualità e del pezzo unico ed irripetibile. Perché chiunque sia stato qualcuno nella storia mondiale è approdato davanti ai banconi delle gloriose botteghe di Henry Poole, Gieves & Hawkes, Ede & Ravenscroft, Anderson & Sheppard, Huntsman Kilgour, Welsh & Jefferies, Dege & Skinner e i nuovi interpreti come Oswald Boateng, Richard James, Spencer Hart, Richard Anderson e Timothy Everest. Oggi appaiono come comete Ralph Lauren, Valentino e Tom Ford, Madonna come Kate Moss. Ieri si sono piegati alle regole “sante’ Lord Nelson e il Duca di Wellington, Rodolfo Valentino e Pablo Picasso, Marlene Dietrich e Fred Astaire, Franck Sinatra e Sir Laurence Olivier, Alfred Hitchcock e Cary Grant, Sua Maestà la Regina e John Lennon, Gianni Versace, Mick Jagger con la prima moglie Bianca. Icona sempre sfavillante quella del Principe di Galles che abdicò per amore dell’avventuriera americana Wally Simpson: fedelissimo al focoso sarto olandese Sholte, il Duca di Windosor fu il suo più famoso seguace e si favoleggia che per lui fu realizzato in una sola notte un soprabito da mattino dopo che un oltraggiato Giorgio V aveva ripreso il figlio per essersi vestito di grigio al Royal Ascot. Leggende, divertenti, curiose e ricche di effetti glamour, come quelle che rimandano ai fasti hollywoodiani del frac e del cilindro di Fred Astaire, confezionati da Aderson & Sheppard, già sarti di Rudy Valentino e poi di Gary Cooper ma anche del senatore Benton (proprietario dell’Enciclopedia Britannica) che portava solo abiti bianchi, di cashmere d’inverno e di cotone
They paint portraits, using fabrics. Portraits of powerful men, kings, poets, painters, tycoons, Hollywood stars and style masters. They are two hundred years old but feel very young. We are talking about the tailors of Savile Row, the street in the heart of Mayfair, a few metres from the luxury stores in Bond Street and Regent Street, the street that guards the secrets of tailoring and of perfect elegance. They are always very discreet and particular about their things, they avoid mingling with the crowd and publicizing themselves, stiff as only soldiers can be. Discipline and rigour is their motto, safeguarding their identity is their philosophy of life. An impenetrable and elite world that is bringing to Florence, for Pitti Uomo, all its fascinating exclusiveness. A complex event called “The London Cut. Savile Row Bespoke Tailoring’ in three acts: the exhibition, at Palazzo Pitti, the book (the first in Italian on the subject) which is the fifth volume of the “Mode’ series directed by Maria Luisa Frisa (co-edition Pitti Discovery and Marsilio) and the presentation of the collections at Villa Vittoria during the Pitti Uomo show. “ The spiritual home of bespoke tailoring for two centuries, Savile Row is the only street in the world where one might have the chance to see the Duke of Devonshire walking on the right side of the street on his way to his tailor’s shop and the Babyshambles singer Pete Doherty staggering along the other side while he is going to a tailor’s shop to be measured for the first custom-made suit of his life’, says James Sherwood, fashion journalist for the most important English newspapers, true style guru and the architect of this tribute to artistry and uniqueness . Because whoever counts for something in the world has been , sooner or later, to either Henry Poole, Gieves & Hawkes, Ede & Ravenscroft, Anderson & Sheppard, Huntsman Kilgour, Welsh & Jefferies, Dege & Skinner or to the new generation such as Oswald Boateng, Richard James, Spencer Hart, Richard Anderson and Timothy Everest. Today it is Ralph Lauren, Valentino, Tom Ford, Madonna and Kate Moss’ turn. Yesterday no less a person than Lord Nelson and the Duke of Wellington, Rodolfo Valentino and Pablo Picasso, Marlene Dietrich and Fred Astaire, Franck Sinatra and Sir Laurence Olivier, Alfred Hitchcock and Cary Grant, Her Majesty the Queen and John Lennon, Gianni Versace, Mick Jagger and his first wife Bianca. And let’s not forget the Prince of Wales who abdicated the throne because in love with the American Wallis Simpson: the Duke of Windsor was such a loyal supporter of the Dutch tailor Sholte that a morning suit was made for him overnight to please King George V who had sharply reprimanded his son because he was dressed in grey at Ascot! Many are the funny stories or tales about Savile Row’s customers and their manias. Fred Astaire had his tailcoat and top hat made by Anderson & Sheppard. They numbered also Rudy Valentino MAGAZINE 83
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Savile Row insegna soprattutto a rispondere sempre alla domanda: di chi è il tuo vestito? E’ mio! Savile Row tells you how to answer the vainest question of all: whose suit is this? It’s mine
d’estate. Douglas Fairbanks sfogava il proprio feticismo sui soprabiti, Henry Ford II ordinava anche 35 giacche tutte in una volta. Oggi è superato solo da Bill Gates e dal Sultano del Brunei. Tra i clienti più eccentrici anche lo speculatore sudamericano Jose Chopitea che non ordinava mai meno di 50 abiti da farsi spedire poi in Perù, in Avenida El Rosario a Lima. E per tenere bene questo immenso guardaroba pare aver costruito addirittura una casa ad hoc. Ogni tanto arriva in Savile Row al portone di Anderson & Sheppard anche il Principe Carlo col figlio William. Ma è Henry Poole & Co il padrino di Savile Row, con la data di nascita che segna il 1806 e una forte tradizione per le divise militari avendo vestito gli ufficiali della battaglia di Waterloo e oggi continuando a confezionare l’abito di corte indossato dai rappresentanti della Contea del Re secondo le indicazioni della Regina Vittoria. Nel passato nella sede londinese della sartoria si potevano incontrare il principe ereditario di Prussia,il re del Belgio,il kedivè d’Egitto, lo zar Alessandro II di Russia, re Umberto I d’Italia come il primo ministro Disraeli, Lord Randolph Churchill, Charles Dickens, il principe Bismarck e l’amante edl Principe di Galles, Lily Langtry. Sotto la loro moda nasce nel 1860 la prima giacca da smoking. Oggi arrivano a gruppi gli oligarchi russi, ancora un po’ intimiditi, come pure i ricchi cinese ed indiani. E agli uomini di potere sotto ogni orizzonte sociale hanno sempre fatto da controaltare alcuni eccentrici habituè di Savile Row: il più famoso di questi “clienti dissoluti’ è attualmente un artista come Sebastian Horsley, dandy divino, ex tossico e gigolò incallito: la sua richiesta più strana, avanzata a un esterefatto John Pearse, è stata quella di inserire una cartuccera di “portapenne’ all’interno delle giacche che poi lui stesso ogni notte imbottiva di siringhe di eroina e cocaina. E proprio in questi giorni sono in lavorazione per lui da Richard Anderson due abiti da cocktail di paillettes rosse e nere. “Quello che ci ha convinto a varare per il 71 Pitti Uomo il progetto Savile Row - spiega Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine - è la voglia di far conoscere anche in Italia il patrimonio culturale di questa comunità di artigiani d’élite. E’ un modo per combattere intelligentemente il rischio di estinzione e di rimettere in moto la voglia di competere sul mercato. E un salone internazionale come il nostro non può sottrarsi a questi impegni, non può non pensare europeo’. Insomma, impazza l’anglomania (sulla scia della mostra sullo stile britannico che si è tenuta al Metropolitan Museum di New York proprio nel 2006) e la passione per la grande eleganza che a Firenze vivrà il suo zenith durante il gala di Palazzo Corsini dedicato al London Cut e alle sue delizie: Sibilla della Gherardesca, che è la gran cerimoniera di Pitti Immagine, ha avuto l’idea spiritosissima di invitare anche le signore ad indossare per l’occasione smoking, tuba e frac. Spettacolo di vanità assicurato, gara di esibizionismo pure. “Savile Row insegna soprattutto a rispondere sempre alla domanda più esosa: di chi è il tuo vestito? E’mio! dice James Sherwood con orgoglio - perché è l’uomo che porta il vestito e non viceversa. E non fa nulla se qualcuno ci accusa di essere un club di gentiluomini. Non mi pare un’offesa far parte di un gruppo così scelto. Essere cliente di un sarto della via più famosa della sartoria resta sempre un indicatore di successo e di ricchezza, dove l’abito fa sempre il monaco’. 84 MAGAZINE
and Gary Cooper among their customers and Senator Benton (the owner of the British Encyclopedia) who wore only white suits, in cashmere for winter and cotton in summer. Douglas Fairbanks had a fetish about overcoats, Henry Ford II ordered even thirty-five jackets at a time. Today only Bill Gates and the Sultan of Brunei do better. One of their most eccentric customers was the South American speculator Jose Chopitea who never ordered less than fifty suits which were shipped to Perù, in Avenida El Rosario in Lima. They say he built a special house to contain his huge wardrobe. And, once in a while, even Prince Charles and his son William knock at Anderson & Sheppard’s door. However, the “number one’ of Savile Row is Henry Poole & co, founded in 1806, which made the uniforms for the officers of the Waterloo battle and today is an official supplier of the Royal Family. The place where one could easily meet the Prussian Crown Prince , the King of Belgium, the Khedive of Egypt, the Tsar Alexander II of Russia, the King Umberto I of Italy, the Prime Minister Disraeli, Lord Randolph Churchill, Charles Dickens, the Prince Bismarck and the Prince of Wales’ lover, Lily Langtry. Henry Poole & co created, in 1806, the first dinner-jacket. Russian, Chinese and Indian millionaires are the current customers. But Savile Row counts many eccentric characters among its habitués. For example, the artist Sebastian Horsley, a veritable dandy, ex drug addict and inveterate gigolo. His most bizarre request was to sew, inside his jackets, a “pen holder’ that he actually filled with heroine and cocaine syringes. He has recently ordered to Richard Anderson two cocktail suits covered with red and black sequins. “What convinced us to carry out the Savile Row project for the 71st Pitti Uomo show-explains Raffaello Napoleone, managing director of Pitti Immagine- is the wish to make known the cultural heritage of these elite artisans. It is a way to protect them from extinction and to stimulate the market. A show like ours cannot avoid such a responsibility, has to operate on a European scale’. In short, everyone loves the British style ( in the wake of the exhibition held at the Metropolitan Museum in 2006) that will be celebrated in Florence at Palazzo Corsini during the London Cut gala: Sibilla della Gherardesca, who is the master of ceremonies of Pitti Immagine, invited the ladies to wear a tuxedo or tailcoat and top hat for the occasion. It’s going to be a true Vanity Fair. “Savile Row tells you how to answer the vainest question of all: whose suit is this? It’s mine - says James Sherwood, proudly- because it’s the wearer and not the designer that counts. And it doesn’t matter if someone accuses us of being a gentlemen’s club. It’s no so offensive. After all, being the customer of a Savile Row tailor is indicative of success and wealth. In Savile Row, appearances are not deceptive.
Timothy Everest
FASHIO N SHO WS Eva Desiderio
Il dandy contemporaneo
James Sherwood, giornalista e critico di moda, detta le sue leggi James Sherwood, journalist and fashion critic, dictates his rules
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a giacca? Meglio a un petto, e con un solo bottone. I pantaloni? Dritti, senza risvolto. La cravatta? Sempre e comunque, con nodo piccolo e stretto: unica eccezione quando si indossa la camicia botton down, slacciata’. Se domandi a James Sherwood, eccelso critico di moda, 35 anni, londinese con diploma di laurea alla St.Martin’s School, giornalista per The International Herald Tribune, The Financial Times, The Independent per tutto quanto fa stile e fashion correspondent della BBC, ti risponde subito così. Poche e lapidarie parole che non ammettono commenti, brevi annotazioni che non contemplano deroghe. Perché James, freddo e fascinoso come sanno esserlo solo certi dandy contemporanei, a forza di studiare le meraviglie degli artigiani di Savile Row sembra lui stesso uscito da un figurino: sempre perfetto, impeccabile, con un’eleganza un po’ languida e nostalgica, le spalle della giacca forti e mai scese, gli occhi azzurri pungenti come spilli, il fazzoletto candido a tre punte che racconta la sua magnifica ossessione per il bel vestire. Quella passione che lo ha portato a Firenze per organizzare tutto l’evento The London Cut. Savile Row Bespoke Tailoring (mostra, libro, showcase) e per far conoscere al mondo questo pianeta di altissima artigianalità. Cosa c’è che non va nel modo di vestire della gente comune? Oh... prima di tutto non va bene che gli uomini con più di trent’anni continuino a sfoggiare un look da ragazzini spiega il severissimo James - perché questo è veramente out. E poi indossare le sneakers a tutte le ore fa tanto Middle Age... Del resto i giovani non hanno esempi da seguire, non trovano modelli da imitare se non rapper, suonatori di hiphop, scatenati fans dello street style. E questa vogliamo chiamarla eleganza? Peccato, davvero peccato che non si abbiano più nell’armadio abiti adatti all’occasione, che non ci sia più un’educazione al buon gusto. Con l’evento di Pitti Uomo si fa un inno alla sartoria, al fatto a mano e all’esclusività. Non c’è il rischio di guardare troppo al passato? Neanche un po’! Sono proprio i giovani uomini a desiderare abiti unici, mai visti per loro. Quanto alle polemiche che hanno scaldato il salone su Londra sì, Londra no, posso solo dire - continua Sherwood - che noi abbiamo bravi sarti solo a Savile Row mentre in Italia ogni paese ha la sua sartoria, ogni città vanta una tradizione artigiana. E poi voi italiani amate molto di più i tessuti morbidi, mentre noi inglesi usiamo lane più rigide, un po’ da uniforme. The London Cut in riva all’Arno con la mostra tra gli stucchi Impero a Palazzo Pitti le ha permesso di conoscere più da vicino Firenze. Cosa le resta nel cuore? Firenze mi fa bene agli occhi e a tutti gli altri sensi. E’ talmente bella, così speciale. Amo moltissimo passeggiare alle 8 di mattina in piazza Signoria. Ecco, allora l’incanto è assoluto perché hai sotto gli occhi il Rinascimento e la sua meravigliosa visione estetica e civile. E siccome non smetto mai di fare il giornalista-critico di moda posso dire di aver notato che i fiorentini sono vestiti mille volte meglio degli inglesi.
The jacket? Better single-breasted, one button only. Trousers? Straight, no turnup. Tie? Always and everywhere, with a tight and small knot: the only exception if wearing a button down, unbuttoned shirt. That’s how the Londoner James Sherwood, thirty-five years old, with a degree from St. Martin’s School, fashion critic, journalist for The International Herald Tribune, the Financial Times, the Independent and BBC fashion correspondent, will answer anyone, when asked. Just a few lapidary, indisputable words. Indeed, James, the cool and charming contemporary dandy that he is, by dint of studying Savile Row’s wonderful artisans, has become a fashion archetype himself. He is always perfect: his impeccable elegance with just the right hint of languid nostalgia, his jacket’s shoulders straight, strong and never drooping, his piercing blue eyes, his immaculate, threecornered handkerchief......all of this a telltale sign of his magnificent obsession for being well-dressed. As a matter of fact, it is this passion which brought him to Florence, to organize The London Cut. Savile Row Bespoke Tailoring (exhibition, book, showcase) event and to make known to the world such high sartorial skill. What’s wrong with the way ordinary people dress, today? “Oh! To begin with, thirty-years old men and over should never dress like teenagers- explains James, sternly- this is absolutely out. Secondly, those good-for-all-hours sneakers are so Middle Age.....Young people have no good comparison standards except rappers, hip-hop musicians, street-style wild fans. Should we call all of this true elegance? What a pity! Unfortunately, today, people no longer possess the attire fit for the occasion and have not been taught good taste’. James Sherwood Pitti Uomo emphasizes the importance of sartorial skill, handmaking and exclusiveness. Isn’t there a danger of looking too much back to the past? “Not at all! Today’s young men ask for unique suits, unfamiliar to them. Concerning the controversy about London’s role in fashion, well, I can only addgoes on Sherwood- that in my country only Savile Row has very good tailors while in Italy each town boats its own excellent tailoring tradition. In addition to that, Italians have a passion for soft fabrics, while English men make use of stiffer wools, a little uniform-like’. The London Cut on the river Arno’s bank, with its exhibition amid the Empire stucco works in Pitti Palace, allowed you to get better acquainted with Florence. What memories are you taking back with you? “Florence is a delight for one’s eyesight and pleases all the other senses too. It is so beautiful and special. I love walking, around eight o’clock in the morning, in Piazza Signoria. At that time the spell is absolute. The Renaissance is in front of you in all its aesthetic and civilian beauty. And, as I never stop being a journalist as well as a fashion critic, I can’t help noticing that Florentines are one thousand times better dressed than the English’.
MAGAZINE 87
FA S H IO N DE SI G NE R Marta Innocenti Ciulli photo Alessandro Bencini make up and hair Rossana Luzzi Vanity Fair - Poltrona Frau by Spazio Termomarket - Firenze
The juice of Couture
Sette ritratti per sette Maison fiorentine. Fashion e appeal Seven portraits of seven Florentine Maisons. Fashion and appeal 88 MAGAZINE
PRADA abito origami couture con scollo dritto - origami dress with straight neckline Bijoux: DSquared2 at Luisa Via Roma Firenze Calze/Stocking: Miu Miu Soprabito/Coat: Balenciaga at Luisa Via Roma Firenze
SALVATORE FERRAGAMO è blu con incrostazioni e paillettes la gonna a ruota con orlo in tralice - blue flared skirt with encrustations and sequins and sideways hem. Sandali/Sandals: Clements Ribeiro at Luisa Via Roma Firenze
ERMANNO SCERVINO chiffon blu notte per l’abito sirena senza spalle - strapless mermaid-like dress in dark blue chiffon Bijoux: DSquared2 at Luisa Via Roma Firenze Calze/Stocking: Miu Miu Sabot: Scholl at Luisa Via Roma Firenze Pelliccia/Fur: Ziral at Luisa Via Roma Firenze
EMILIO PUCCI profondo turchese per l’abito peplo fermato in vita dalla cintura metallica - turquoise blue peplum dress with metal belt
FLAVIO CASTELLANI tubino nero con scollo a cuore e sottili spalline - black snap dress with heart-shaped neckline and narrow straps Scarpe/Shoes: Nicole Brundage at Luisa Via Roma Firenze Pelliccia/Fur: Ziral at Luisa Via Roma Firenze Bijoux: DSquared2 at Luisa Via Roma Firenze
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PATRIZIA PEPE top in chiffon: scollo fermato da un fiocco. Vita alta sottolineata dal velluto - chiffon top: neckline with ribbon. High waist with velvet detail Pantaloni/pants: Balenciaga at Luisa Via Roma Firenze Sandali/Sandals: Clements Ribeiro per Luisa Via Roma Firenze Bijoux: Balenciaga at Luisa Via Roma Firenze
ROBERTO CAVALLI abito sinuoso con piccolo strascico. La schiena è protagonista - open-back dress with a train Scarpe/Shoes: Clements Ribeiro at Luisa Via Roma Firenze Pelliccia/Fur: Rizal at Luisa Via Roma Firenze Bijoux: DSquared2 at Luisa Via Roma Firenze
Gucci’s boutique Florence 1960 - Images from Gucci by Gucci book
ANNIV E R SA RIES G UCCI Eva Desiderio
Frida Giannini and Mark Lee
Due ‘G’ straordinarie Con Frida Giannini e Mark Lee Gucci torna alle radici, in piazza Signoria Gucci goes back to its origins with Frida Giannini and Mark Lee, at Piazza Signoria
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ono così affiatati che addirittura si somigliano. Sorriso diretto ma discreto, modi affabili ma riservati, idee tenaci e chiare, tutti e due di poche parole ma un ciclone di fatti. Romana lei, califoniano (di San Francisco) lui, il braccio e la mente di Gucci, il cuore e la testa di un brand che vuol arrivare con risultati galattici al 2011 tanto da raddoppiare il fatturato. E i numeri, già oggi, sono tutti dalla loro parte: perché la locomotiva delle due mitiche G corre a ritmi di crescita del 18 per cento, verso i due miliardi di euro di fatturato. Frida e Mark, la coppia più intrigante della moda. Miss Giannini che a 34 anni si ritrova ad essere direttore creativo unico della Gucci, Mister Lee che è l’amministratore delegato dei miracoli, di marketing e d’incassi. Nessuno sembra in grado di fermare la loro travolgente scalata nell’Olimpo del fashion e ormai solo pochi nostalgici sembrano ricordare l’energia e gli eccessi di glamour di chi li ha preceduti: l’apollineo Tom Ford e il perfettissimo avvocato Domenico De Sole. Perché sull’impero Gucci adesso splende solo il sole di Frida, la stilista che è partita dalle borsette per arrivare a disegnare anche le collezioni femminili e maschili, e brilla la luna di Mark, il manager d’esperienza (prima da Jil Sander, Giorgio Armani e anche numero uno di Ysl, in Gucci dal ’96 e in continua scalata) che gode della piena fiducia del presidente e amministratore delegato del Gucci Group, Robert Polet, l’uomo chiamato dal numero uno di PPR, Francois Henri Pinault per combattere la ‘guerra’ del lusso. Senza troppo apparire, rifuggendo da quella mondanità esagerata che tanto stregava Tom Ford, convinti che solo con il gioco di squadra si vince (e si stravince) Frida & Mark durante i loro incontri fiorentini (almeno uno ogni due settimane) mettono a punto quelle strategie che hanno portato ai risultati di crescita di fatturato che tutti invidiano. Seduti nello studio di lei, che s’affaccia sulle pietre di Piazza della Signoria, nell’antichissimo Palazzo della Mercanzia che è diventato il nuovo quartier generale della creatività della griffe, oppure a colloquio coi cinquanta giovani assistenti impegnati a resuscitare dagli archivi
They work so well together that they even look alike. A direct yet discreet smile, friendly yet tactful manners, strong and clear ideas, a man and a woman of few words but of great action. She was born in Rome, he comes from San Francisco, Gucci’s hands and brains, the heart and mind behind a brand that plans to double the annual financial revenues within 2011. Current figures are on their side: Gucci revenues are up by 18% and are rapidly heading toward two €2 billion. Frida and Mark, the most intriguing couple of the fashion world. Miss Giannini, at the age of thirty-four, is the sole creative director of Gucci; Mr. Lee is Gucci’s CEO, the man of miracles, the architect of the current growth. Nobody can stop their rise to the Olympus of fashion and few are those who think back with nostalgia to their predecessors: the divinely handsome Tom Ford and the faultless Domenico De Sole. Now, the rising stars of the Gucci Empire are Frida, the designer who started off as handbag design director and ended up as the sole creative director for the Gucci brand, and Mark, the experienced manager ( Jil Sander, Giorgio Armani, YSL before Gucci since 1996) who enjoys the favour of Robert Polet, the Gucci Group’s CEO and president, the man appointed by the number one of PPR, Francois Henri Pinault, to fight the ‘luxury war’. Frida & Mark, very understated, far from fascinated by the fashionable life led by Tom Ford, firmly convinced that teamwork means success, meet at least every two weeks in Florence to define their winning strategies. Seated in Frida’s office, overlooking Piazza della Signoria, in the age-old Palazzo della Mercanzia, where the fashion name’s creativity is now centered, with the fifty young assistants buried in archives in search of old and new MAGAZINE 97
A N N IV ER SARI E S G UC CI
Pagine dorate, custodia logata, formato maxi. Con il libro Gucci by Gucci si sono celebrati gli 85 anni della maison fiorentina Gold-colored pages, book case with logo, maxi size. The Florentine maison celebrates its 85th birthday with the book ‘Gucci by Gucci l’allure sopito per rilanciarlo al braccio e ai piedi delle star di Hollywood, questi due ancora giovani eroi dello stile (Lee ha compiuto 43 anni ma non li dimostra) progettano le nuove aperture nel mondo (specie in Cina dove nel 2007 la Gucci arriverà a quota 16 boutique), presto anche a Saigon in Vietnam (col primo monomarca di lusso), osservano le performance dei vari prodotti (ottima la pelletteria, in ascesa l’abbigliamento, anche maschile, sempre più interessanti i settori gioielli, orologi e profumi), gongolano dei successi spaziali come l’ultimo, a Tokyo. Là, nel lussuoso quartiere di Ginza, Gucci infatti ha aperto a novembre scorso un megastore di 8 piani, un vera torre dorata, con la facciata progettata da James Carpenter e gli interni da William Sofield,che oltre ad ospitare la boutique è dotata anche di un Gucci Cafè e di una galleria per allestire mostre. Ma è Firenze, con la sede medievale all’ombra di Palazzo Vecchio, la fabbrica a Scandicci, i laboratori nell’hinterland e il negozio-faro di Via Tornabuoni (dove si è accolti sempre dalla grande professionalità del direttore, Antonio Bossio) la città dove Frida ha deciso fin dalla prima nomina a direttore creativo di riportare tutto il mondo Gucci, il posto dove lavora, crea e vive col marito e il cane lupo. Quasi una riconquista del territorio dopo il periodo degli scandali e del dolore, dopo la travolgente resurrezione di Ford che però se ne stava sempre tra ParigiLondra e New York e non planava quasi mai in riva all’Arno. Giannini no, è tornata piantando radici solidissime quanto riservate, nello stile che la rende molto simile al suo presidente e a Lee. Silenzio e azione: questo potrebbe essere il loro motto. E i risultati danno loro ragione. Chi avrebbe mai scommesso nel rilancio di Flora? E invece è stato subito boom e corsa alla copia della moda floreale da una maison all’altra, sulle passerelle milanesi come a Parigi. Chi se non Frida poteva lavorare prepotentemente sul logo tanto da inventarsi la pelle Guccissima con l’esclusiva collezione di accessori dedicata? E ancora chi dopo tanto sexy e glam avrebbe cominciato a guardare allo sport e al tempo libero (‘il vero lusso contemporaneo’, come dice sempre Mark Lee) come nuovi territori di caccia per una clientela internazionale sempre più esigente e viziata? Solo loro due, Frida e Mark, coppia di diamante nel lavoro e nel saper immaginare prima degli altri le nuove galassie del lusso. A fare da contraltare alla loro pacata riservatezza (ma, in realtà, combattivissima) è il pungo di ferro di Robert Polet, il presidente del Gucci Group (che governa anche su altre maison come Bottega Veneta e YSL), uomo assai simpatico e di modi cordialissimi, forse uno dei cinquantenni più influenti del mondo degli affari, olandese che adora l’Italia e in modo particolare Firenze, ventisei anni passati alla Unilever prima di arrivare nel 2004 alla Gucci. Certo il salto dai detersivi e dai gelati (l’ultima carica era la presidenza della divisizione internazionale di Ice Cream and Frozen Foods) alle borsette che in passato hanno stregato Grace Kelly e Jackie Onassis e oggi tutte le donne del mondo, non deve essere stato dei più facili per Polet, ma la sua grande esperienza di prodotti e marketing applicato gli ha spianato la strada. Non meraviglia perciò che il volume ‘Gucci by Gucci’, edito dalla maison per festeggiare gli 85 anni del marchio fondato nel 1921 da un pioniere del made in Italy come Guccio Gucci, abbia una veste patinata, una bella custodia logata e lussuosissime pagine dorate. Un segno di vanità? Sì, meritatissimo.
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ideas. Together, these two young style heroes (Lee is 43 years old but looks younger) plan the opening of new stores worldwide (specifically in China where Gucci will have 16 stores by the end of 2007), examine the performances of the product categories (leather goods are doing great, ready-to-wear is growing fast, jewellery, watches and fragrance are believed to be successful), congratulate each other on the fabulous goals achieved, like the latest one, in Tokyo. There, in the luxury shopping district of Ginza, Gucci opened in November an eight level store, with the façade designed by James Carpenter and the interiors by William Sofield, including also a Gucci Café and art gallery. However, Florence, with the company’s headquarters at Piazza della Signoria, the factory in Scandicci, the workshops in the surrounding area, the main store at via Tornabuoni (where one is always welcomed by the professional director Antonio), is the town where Frida, from the beginning of her adventure as creative director, decided to bring back the Gucci world and set up house with her husband and German shepherd dog. The town Tom Ford stayed away from, being always in Paris, London and New York. Not Frida Giannini. She came back, put down roots and adopted a style very similar to Lee’s. Silence and action: that could be their motto. And the results are rewarding. Who would have ever believed in Flora’s ability? Instead, her canvas bags smothered in florals were a hit that no fashion maison, whether Italian or French, could ignore. Who else could have had the brilliant idea of relaunching the Gucci logo by creating the ‘Pelle Guccissima’, an exclusive line of accessories made out of an ultrafine leather? Who else could have entered the sportswear and free time territory (the true contemporary luxury, says Mark Lee), after so many years of sexy and glamorama outfits, for a more and more demanding international clientele? Who else, if not Frida and Mark, the golden couple of the fashion world. Their calm reservedness (actually, full of spank) is counterbalanced by the iron hand of Robert Polet, the Gucci Group’s president ( who rules over other fashion maisons like Bottega Veneta and YSL), a very friendly man, probably one of the most powerful fiftyyear old men in the world, a Dutch who adores Italy and especially Florence, who after twenty-six years at Unilever joined Gucci in 2004. The passage from ice cream (in his latest position, he was president of Unilever’s Ice Cream and Frozen Foods division) to Grace Kelly and Jackie Onassis’ favourite handbags must not have been easy, but his management experience and deep knowledge of product marketing smoothed the way for him. Therefore, it is not surprising that the tome ‘Gucci by Gucci’, brought out to celebrate 85 years of a brand founded in 1921 by Guccio Gucci, is glossy, beautifully encased and luxury gold-colored pages. A sign of vanity? Yes, yet richly deserved.
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1 - Maria Callas and Princess Grace of Monaco (1964) 2 - Adv fall/winter 1997-98 ph. Mario Testino 3 - The prince of Wales, Charles Windsor (1983) 4 - Gucci catalogue (1971) 5 - Craftman in the Gucci atelier (1953) 7 - Gucci by Gucci cover 6 - Audrey Hepburn, Rome (1960) Images from Gucci by Gucci book
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L U IS A’S FRI E NDS Felice Limosani
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Vi presento Luisa
Sempre lontano da formule tradizionali, oggi si arricchisce di nuove mascotte Since always far from traditional formulas, it is extending its collection with mascot objects
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uisaviaroma è sempre stato distante dalle formule tradizionali del negozio multimarca. Andrea Panconesi ha espresso la sua vitalità non solo attraverso la scelta di collezioni e di servizi di qualità indiscussa, ma soprattutto cercando di interpretare la modernità in un modo esemplare. Nel 2003, quando cominciai ad occuparmi della direzione creativa di Luisaviaroma, pur trovandomi in una delle realtà più innovative della moda contemporanea, sentivo la possibilità di andare oltre. Andrea desiderava stimoli diversi dal lavoro. Io, dopo aver fatto per 20 anni il dj, non ne potevo più dell’house music: insomma 1+1 ha fatto 3. Del resto, come quando si va al ristorante - oltre a mangiare - si desidera altro dalla serata. è come se chi viene a farci visita al suo ingresso dicesse: compiacimi, divertimi, stimolami. 100 MAGAZINE
Luisaviaroma has always kept away from the traditional multibranded store’s ways. Andrea Panconesi has been expressing his creative energy, not only through his collections and high quality services but also by interpreting modernity in an exemplary way. In 2003, when I became responsible for Luisaviaroma, one of the most innovative realities of contemporary fashion, I found some room for improvement. Andrea needed a different stimulus. After twenty years as a DJ, I myself, couldn’t stand house-music anymore. To make it short, 1+1 sometimes makes 3. When going to a restaurant one expects more than just eating and the same can be said for a store. It is as if a customer asked: Please me, entertain me, whet my
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I nuovi toys di Felice Limosani per Luisa Via Roma Firenze in vendita da febbraio - www.luisaviaroma.com - The latest creations of Felice Limosani for Luisa Via Roma Firenze on sale from February 1. Luisa 2. Annatra 3. Giuseppia 4. Calamario 5 Leopolpo 6. Miao Tze 2ng 7. Sandrokan 8. Pasqualo 9. Lelefante 10. Giovanni Rana
“Gli Amici di Luisa” sono la rappresentazione creativa dei nostri clienti. Un tributo concettuale pensato per stimolare chi ci segue a immaginarci come una realtà differente. Un modo ironico d’interagire con i nostri clienti a cui vorrei ricordare il nostro imprinting di azienda creativa. Sono oggetti mascotte che flirtano con l’arte e la cultura dei toys racchiusi in una famiglia e distribuiti nel mondo da Toy2r. Oggetti “dolci e positivi” pensati per far sorridere, creando relazione, scambio e condivisione tra noi e gli amici di Luisa. Sempre di più le nostre passioni personali e il talento del team vengono condivise e supportate da una vera community, sia in negozio che in rete, attratti da un’energia creativa. Nei prossimi numeri allargheremo l’orizzonte a nuove, ulteriori formule innovative, soprattutto quelle che associano arte alla comunicazione e all’intrattenimento
buying appetite. “Gli Amici di Luisa” (Luisa’s friends) is the creative representation of our customers. A conceptual tribute aimed at imagining a different reality. An ironic interaction with our customers who will surely remember our company’s creativity. The project deals with mascot-objects flirting with art and family toys and distributed by Toy2r. These are “tender and positive” objects meant to bring about a smile or to create a bond between ourselves and Luisa’s friends. Our personal involvement and our team’s talent are widely supported by a multitude of enthusiastic friends both at the store and on the Internet. We intend to open up our horizons to new and innovative ideas concerning art, communication and entertainment. MAGAZINE 101
WHAT ’S COOL BAGS Marta Innocenti Ciulli
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Big Bags Grandi, anzi grandissime. Contengono di tutto di più. In pelle morbida e plasmabile. Esibizioniste e generose. Ecco i pezzi cult delle Maison per sfidare il minimale. Big, or better, huge. They contain everything. In soft and malleable leather. Showy and spacious. Here are the fashion designers’ cult pieces that defy minimalism. 1-4. Ermanno Scervino - p.za Antinori, 10/r - Firenze 2. Bottega Veneta - via Tornabuoni, 7/r - Firenze 3. Emilio Pucci - via Tornabuoni, 20/r - Firenze 5. Just Cavalli -via Tornabuoni, 83/r - Firenze 6. Prada - via Tornabuoni, 57/r - Firenze 7-9. Salvatore Ferragamo - via Tornabuoni, 16/r - Firenze 8. Marni - at Raspini - via Roma 25/r - Firenze 10. DSquared2 - at Luisa Via Roma - via Roma, 19/r - Firenze 11. Fendi - via degli Strozzi 1 - Firenze 102 MAGAZINE
WHAT ’S COOL SHOES Marta Innocenti Ciulli
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Feet Portrait La passione dei grandi classici. Le sneakers in versione all day in pelle e tessuto, le stringate, il mocassino, le driving shoes e le double color con ricamo traforato. Il sandalo. Meglio se marrone The passion for classics. Leather and fabric sneakers, lace-up shoes, loafers, driving shoes and the double color ones with cut-work embroidery. Sandals. In brown , if possible. 1-9-12. Sergio Rossi - via Tornabuoni, 6/r - Firenze 2-4-14. Tod’s - via Tornabuoni, 103/r - Firenze 3. Bonora - via del Parione, 11/15 r - Firenze 5. Roberto Cavalli - via Tornabuoni, 83/r - Firenze 6-8-13. Salvatore Ferragamo - via Tornabuoni, 16/r - Firenze 7. Arfango - www.arfango.com 10. Pollini - via Calimalai, 12/r - Firenze 11. Volponi - via Orsanmichele, 12/r - Firenze 104 MAGAZINE
SCERVINO ETRO ROBERTO CAVALLI PUCCI POLO RALPH LAUREN BURBERRY BERARDI RICHMOND ANNA MOLINARI LA PERLA MAURIZIO PECORARO GIAMBATTISTA VALLI STELLA MC CARTNEY MISSOTTEN
PRATO - Corso Mazzoni, 41 - Tel. 0574 29656
WHAT ’S COOL CUFF LINKS Marta Innocenti Ciulli
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Male details Essenziali e lineari, in argento o in oro, con interventi di colore. Non più tanto piccoli. I gemelli, deliziosi gioielli destinati non solo agli uomini, tornano a far parlare di sé. Basic and linear, in gold or silver, with touches of colors. Not so small. Cuff links, lovely pieces of jewellery not only for men, are back into fashion. 1-6-9. Bulgari - via Tornabuoni, 61/r - Firenze 2. Roberto Cavalli - via Tornabuoni, 83/r - Firenze 3. Torrini - p.za Duomo, 10/r - Firenze 4.-5. Salvatore Ferragamo- via Tornabuoni, 14/r - Firenze 7-10. Stefano Ricci - www.stefanoricci.com 8. Cartier - via Tornabuoni, 40/r - Firenze 106 MAGAZINE
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WHAT ’S COOL BEAUTY Marta Innocenti Ciulli
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Wellness Kit Sieri specifici, trattamenti intensivi, prodotti di avanzata concezione tecnologica. Dalle terme e dai centri benessere, le linee omonime per prolungare il piacere delle coccole Special serums, intensive treatments, highly skin-protecting state-of-the-art products. The beauty lines of famous spas to prolong the pleasure of pampering yourself. 1-5. San Giovanni Terme Rapolano - via Terme San Giovanni, 52 - Rapolano Terme (SI) ph 0577.724030 2. Fonteverde - localita’ Terme, 1 - San Casciano Dei Bagni (SI) ph 0578.57241 3-6-10. Terme di Saturnia - via Delle Terme, 1 Saturnia (GR) ph 0564.600111 4-8. Terme di Casciana - Piazza Garibaldi, 9 - Casciana Terme (PI), ph 0587.644608 7. Terme Antica Querciolaia - via Trieste, 22 - Rapolano Terme (SI) ph 0577.724091 9. Matis - Centro Benessere - c/o Hotel Principe di Piemonte, p.za Puccini, 1 - Viareggio (LU) ph 0584.4011 11. Terme della Versilia - viale Marina, 1 Cinquale (MS) ph 0585.807788 108 MAGAZINE
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© G E N I US L O C I _ M i l a n
Fermati.
amati.
fonteverde.
Una villa medicea trasformata in resort. Un centro termale all’avanguardia. L’arte del benessere, lo stile del ricevere. Attimi perfetti. Rinasci...
Fonteverde. La natura dell’armonia.
FONTEVERDE - LOCALITÀ TERME 1 - 53040 SAN CASCIANO DEI BAGNI - SIENA - ITALIA TEL. +39 0578 57241 - FAX +39 0578 572200 info@fonteverdespa.com - www.fonteverdespa.com
H A U T E J E W E LLE RY Marta Innocenti Ciulli
DIOR JOAILLERIE Immagine barocca contemporanea per l’anello solitario con grossa pietra dura. Virtuosismi di oro bianco e incrostazioni di diamanti A contemporary-baroque solitaire ring. White gold virtuosity and diamond encrustations
Caccia grossa Oggetti da grande soirée. Creazioni sfarzose di raffinato e magistrale design. L’alta gioielleria si racconta attraverso convivenze di intarsi e lavorazioni pericolose Splendid and sophisticated creations for great soirées. Haute jewellery and its “dangerous” working.
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CARTIER Oro bianco sul raffinato orologio con il cinturino elasticizzato. Quadrante asimmetrico con perimetro di diamanti White gold wrist watch with stretch band. Asymmetric dial with diamond edge- via Tornabuoni, 40/r - Firenze 1. Dior Joaillerie - via Tornabuoni 57/r - Firenze 2-4. Bulgari - via Tornabuoni, 61/r - Firenze 3. Ristori - ponte Vecchio, 1/3 - Firenze 5. Coppini - via Calmala, 17/r - Firenze
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H A U T E J E W E LLE RY
TIFFANY & CO Design DĂŠco per la spilla da vera regina in oro giallo con una quantitĂ infinita di luminosi smeraldi Deco design for a queenlike gold brooch with countless shining emeralds - via Tornabuoni, 25/r -Firenze 1. Cartier - via Tornabuoni, 40/r - Firenze - 2. Ristori - ponte Vecchio, 1/3 - Firenze - 3. Dior Joaillerie - via Tornabuoni 57/r - 4. Torrini - p.za Duomo, 10/r - Firenze
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PRADA Abito origami couture con scollo dritto. 2 Roma Bijoux: DSquared2 per Luisa Via Calze/Stocking: Miu Miu Soprabito/Coat: Balenciaga per Luisa Via Roma
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POMELLATO Groupage di anelli in oro rosa. Le pietre meno nobili, topazio, cristallo di rocca, acquamarina sono valorizzate dalla montatura molto importante Pink gold rings. The beauty of semi-precious stones, topaz, rock crystal, aquamarine, enhanced by an impressive setting - p.za Antinori, 8/9 - Firenze 1. Rosato - Via E. Rossi, 29 Arezzo 2. Pomellato 3-4. Torrini - p.za Duomo, 10/r - Firenze
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S C H O O L S E V E NT
Creatività a favore dell’India
In mostra a Palazzo Pitti capi unici di ventotto giovani stilisti On display at Palazzo Pitti, twenty-eight young designers’ creations
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Asta Vintage di beneficenza a favore delle opere umanitarie di Dominique Lapierre per i bambini dei lebbrosi di Calcutta torna a far parlare di sé. Il mitico tubino nero, creato per Audrey Hepburn in ‘Colazione da Tiffany’ e donato da Hubert de Givenchy a Dominique Lapierre è stato venduto dalla celebre casa d’aste Christie’s, per la straordinaria cifra di 410.000 sterline a un anonimo compratore francese. Gli effetti benefici di questa importante iniziativa proseguono con l’originale mostra ‘Giovani stilisti per Calcutta’ aperta alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti fino al 28 febbraio. L’evento è organizzato dall’ ‘Associazione per i bambini dei lebbrosi di Calcutta’ di Firenze in collaborazione con l’Associazione ‘Amici della Galleria del Costume’ e vede protagoniste la moda e la creatività grazie alla partecipazione delle cinque scuole di moda più importanti del mondo: Polimoda di Firenze, Royal Academy of Fine Arts di Anversa, Fashion Institute of Technology di New York-Firenze, Royal College of Art di Londra, Central Saint Martins College di Londra. La mostra espone le 28 creazioni degli studenti delle scuole di moda che hanno selezionato le stoffe tra più di 4000 capi ricevuti in donazione durante le edizioni del 2004 e del 2006 dell’asta Vintage di beneficenza. I proventi della mostra ricavati dalla vendita degli abiti esposti andranno a sostegno delle opere umanitarie realizzate da Dominique Lapierre a Calcutta. The charity vintage auction sale in support for Dominique Lapierre’s humanitarian assistance to the children leprous people of Calcutta is the event of the season. The memorable black dress that Audrey Hepburn sported in the movie ‘Breakfast at Tiffany’s’ and given by Hubert de Givenchy to Dominique Lapierre, has been sold by Christie’s for £ 410,000 to an anonymous French buyer. The charity events continue with the exhibition ‘Young stylists for Calcutta’ at the Costume Gallery of Palazzo Pitti till 28 February. The event has been organized by the Florentine ‘Association for the children leprous people of Calcutta’ with the collaboration of the Association ‘Amici della Galleria del Costume’. Five among the most prestigious fashion schools in the world take part in the exhibition: the Polimoda of Florence, the Royal Academy of Fine Arts of Antwerp, the Fashion Institute of Technology of New York-Florence, the Royal College of Art of London, the Central Saint Martins College of London. The exhibit consists of 28 creations of the fashion school students who used the fabrics of over 4000 garments donated to them during the charity auction sales of 2004 and 2006. The garments will be put on sale and the proceedings donated to Dominique Lapierre’s charitable institution.
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In un grande spazio le stelle brillano di più.
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Sede: Via De’ Cattani, 69 - FIRENZE - Tel. 055/30461 - Fax 055/3046260 Express Service: Via Finlandia, 62/S - FIRENZE Tel. 055/6812993 - Fax 055/6812994
Filiale: Via Svezia, 3 (angolo Viale Europa) - FIRENZE Tel. 055/6812993 - Fax 055/6812994
Filiale: Via Petrarca, 27/29 - FIGLINE VALDARNO (FI) Tel. 055/953048 - Fax 055/953359
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ristorante baccarossa
Via Ghibellina, 46r 50122 Firenze tel +39 055 240620 www.baccarossa.it chiuso lunedĂŹ
shotonsite
Milena Iannieeotto and Stefano Saletti - Tommy Highfield opening
Francesca Gigli - Yab club
Clarissa e Clara Paggetti - Tenax club
Tania Focardi Francesca Piricolti and Andressa Silva - Tommy Highfield
Michela Mecacci and Azzurra Costa - Tenax club
Stefania Giusti, Giuliano Luzzatto, Paola Pasiello, Gina Barbera and Andrea Massari - Tommy Highfield opening
Valentina Rangoni Silvia Ballerini - Yab club
Massimiliano Campale and Donatella Berni
Claudia e Marina Luccioli - Yab club
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Fabrizi Gabriele and Daniele Capecchi - Yab club
Lorenzo Medici Tornaquinci, Fabio Bechelli - Hermès
Marco Desideri - Jaguard event
Luigi Filippo Borea Micol Crocetti - Hermès event
Sabrina Galloni - Colle Bereto cocktail party
Emanuela Brusch Von Neuberg and.Paolo Bovan - Hermès
Hemes event
Francesco Giunti con Jacqueline Harrigan - Charity live auction
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Wine charity live auction
Laura Banci Traversi - Charity live auction
NOTHING SUCCEEDS LIKE SUCCESS WHEN SUCCESS HAPPENS, T HAS ALREADY HAPPENED IT HAPPENS WITHIN ONE’S MIND AND SOUL AT FIRST AND THEN REVEALS ITSELF TO THE WORLD THOSE WHO PURSUE QUALITY KNOW THAT SUCCESS IS FIRSTLY ACHIEVED THROUGH ITS FORMULATION, ITS PLANNING, ITS CARRYING OUT AND KNOW THAT OTHERS ARE ABOUT TO KNOW IT TOO
Fattoria Le Capezzine via Colonica, 1 53045 - Valiano di Montepulciano Tel. 0578 724304 - Fax 0578 724308 www.avignonesi.it
WHAT ’S COOL DESIGN Lorenza Bianda
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Say it with design 1. Gebrüder Thonet rivisita la classica Thonet in colori squillanti - The classic Thonet chair in a bright color version: electric blue 2. Piantana a trespolo prodotta da Flair Firenze - Floor lamp made by Flair in Florence 3. Abatjour Gun Bedside Life - table lamp Gun Bedside Life 4. Sedia prodotta da Driade disegnata da Ron Araad dal nome onomatopeico Screw - Chair made by Driade designed by Ron Araad called Screw 6. Coppia di pouff in velluto di cotone rasato della linea ‘Movements’ di Nicola Falcone. Fa parte di una collezione di imbottiti presentata al ‘Salone del mobile 2006’ - Two pouffs in cotton satin-like velvet of the ‘Movements’ line by Nicola Falcone. They are pieces of the collection presented at the ‘International Furniture Fair 2006’. 5. Sedie Nicola Falcone della collezione ‘Alice nel paese delle meraviglie’ presentate a Tokyo nel 2004 e sempre in produzione. La struttura è in ferro acidato, la seduta e le spalliere sono in vitello trattato. Chairs of the ‘Alice in Wonderland’ collection shown in Tokyo in 2004 and still in production; the chair’s structure is in rusty-looking iron, the seat and back are made from treated calfskin. 120 MAGAZINE
Il prodotto come protagonista contemporaneo si veste di tecnologia, di materiali preziosi, di soluzioni architettoniche nuove per rispondere alla riscoperta del corpo e del piacere della cura di sÊ dell’uomo contemporaneo. S.P.A.Z.I.O. nelle intenzioni dei suoi artefici - progettista Arch. Carlo Anzilotti e il direttore artistico Stefano Gualandi - vuole essere testimonianza di una nascente filosofia del benessere e della qualità del vivere e si vuole porre sul mercato fiorentino e nazionale come punto di riferimento del design e del complemento di arredo.
WHAT ’S COOL HI TECH Marie Christine Gazal
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The future is now
1-11 Laptop Asus Lamborghini and pink 2. Gresso telefonino extralusso in legno ed oro disponibile attualmente sul mercato russo - wooden and gold luxury mobile phone available on the Russian market 3. Serene Mobile Bang&Olufsen 4. Tag Concept di Nec cellulare in gomma che si piega intorno al braccio - rubber mobile phone that wraps around the arm 5. Cornici Ottaviani Millerighe Collection per visualizzare foto digitali - Frames for digital photos 6. Lovergrove&Repucci Concerto Table: piano a coda per connettere il vostro ipod - Top with Ipod connection 7. Philips Cineos TV Lcd per una illuminazione in sintonia con le immagini - for a lighting attuned to images 8. Nokia Icon: bracciale prototipo in grado di ricevere sms e di visualizzare il numero - a bracelet that receives SMS messages and visualizes the phone number 9. Vertu Signature Model 2006 cellulare in oro e platino in grado di pagare con carta di credito - gold or platinum mobile phone that can even pay by credit card 10. Fiat by T-Logic fotocamera digitale con lettore mp3 - digital camera with MP3 player. 122 MAGAZINE
Manometro.
time without pressure
GIULIANO MAZZUOLI
Firenze - Italia, tel. +39 055 8070175, manometro@mazzuoli.it, www.giulianomazzuoli.com
WHAT ’S COOL TOYS Marie Christine Gazal
Enjoy yourself Non sono solo giocattoli in legno o in plastica ma una combinazione innovativa e sofisticata di design, colore e tecnologia. Playsam è una linea di oggetti da collezione fondata da Carl Zeding, un progetto al quale hanno collaborato molti tra i più famosi design italiani Alessi, artecnica, B&B Italia. They are not only wooden or plastic toys but also an innovative, sophisticated combination of design, color and technology. Playsam is a line of collector’s items created by Carl Zeding with the collaboration of Alessi, artecnica, B&B Italia. at Le Stanze arredamenti - borgo Ognissanti 46/r - Firenze 124 MAGAZINE
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Quel sorriso, eterno mistero Monna Lisa del Giocondo e le sue giovani e belle discendenti Mona Lisa of the Giocondo house and her progeny
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Natalia and Irina Strozzi
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elle più di lei, fiorentine come lei. Famose per le loro attività artistiche. Natalia e Irina Strozzi, discendenti da Monna Lisa attraverso varie generazioni, non possono pensare di superare in celebrità la loro ava, la cui raffigurazione è quella (al femminile) più famosa del mondo. Ma perché queste due giovani e dinamiche nobildonne del XXI secolo si possono dire discendenti da colei che è appunto la rappresentazione di donna più conosciuta di tutti i tempi? E’ da qui che inizia la nostra indagine storico-genealogica. Dall’origine. Lisa di Anton Maria di Noldo Gherardini, nata il 15 giugno 1479 a Firenze nella centralissima via Maggio, sposa nel 1495 Francesco di Bartolomeo del Giocondo da cui ebbe tre figli che le sopravvissero. Se davvero sia stata lei la donna ritratta da Leonardo da Vinci non è nostro compito indagare. Da cinquecento anni non si parla d’altro, a tal punto da far diventare La Gioconda un’icona assoluta dell’universo dell’arte, e non solo. Ci limiteremo ad indagare intorno ad un personaggio storico che il Vasari indica essere come il soggetto del ritratto più misterioso
Perhaps more beautiful, from Florence as well and renowned for their artistic activities, Natalia and Irina Strozzi are Mona Lisa’s descendents through many and different generations. However, they cannot aspire to more celebrity than their ancestress whose portrait seems to be the most famous in the world. But why these two young and dynamic 21st century aristocratic women claim descent from the famous Mona Lisa? Our genealogical and historical research starts, in fact, right here, from the very beginning. Lisa, daughter of Anton Maria of Noldo Gherardini, born on 15th June 1479 at via Maggio, a street in the town centre of Florence, married in 1495 Francesco di Bartolomeo del Giocondo and begeted three children who outlived here. We are not to know whether she is the woman portrayed by Leonardo da Vinci or not. There has been talk of nothing else for about five hundred years and the ‘Gioconda’ has almost become the only icon of the art world. We are just going to investigate a character out of a myth. Somebody the Vasari indicates as the probable subject of the most
Natalia Strozzi
della storia. Figlia del nobile Gherardini e della sua terza moglie, Lucrezia del Caccia, Lisa, a sua volta seconda moglie del ricco mercante Francesco del Giocondo, visse una vita tranquilla, senza dati biografici rilevanti. Poco, quasi nulla sappiamo di lei. Abitava nella casa dei del Giocondo in via della Stufa, e sopravvisse al marito che la citò amorevolmente nel testamento. Dal matrimonio nacquero due maschi, Piero e Andrea, e una figlia. Estinta verso la fine del XVII secolo tutta la stirpe dei del Giocondo in seguito alla morte dell’ultimo rampollo del ramo superstite della casata, Giacomo, mancato l’8 agosto del 1676, poteva sembrare che la discendenza di Lisa Gherardini si fosse esaurita. Continuava però, come quasi sempre accade, in linea femminile. Ed è attraverso le successive generazioni per via di donne che siamo riusciti a far crescere l’albero genealogico fino ad oggi. Maddalena del Giocondo, infatti, discendente dalla nobile famiglia che deriva il proprio nome da un Giocondo vissuto nel XIII secolo, sposa Niccolò del Garbo, ed estinta la sua linea familiare alla seconda generazione innesta il
La Gioconda, Leonardo da Vinci
enigmatic portrait in the world. Lisa, daughter of the nobleman Gherardini and his third wife Lucrezia del Caccia, was the second wife of a rich merchant, Francesco del Giocondo. She led a very quiet and secluded life. Very little is known about her. She lived in the del Giocondo’s house, at via della Stufa, and outlived her husband who, lovingly, mentioned her in his will, at the time of his death. They had two sons: Piero and Andrea and one daughter. The del Giocondo family was to become extinct toward the end of the 17th century with the death of the last heir, Giacomo, on 8th August 1676. However, as it often happens, the lineage was to survive till our times through a female descent. Maddalena del Giocondo, a descendant of the noble family who got its name from a 12th century Giocondo, married Niccolò del Garbo. Two generations later, she joined her own name and estate to the ancient Florentine stock of the del Garbo. It is by following this family tree that we learn that Maddalena del Giocondo’s son, Baccio del Garbo, married Lisabetta de’Mozzi, starting thus the family lineage Mozzi del Garbo. The archives owned
Natalia e Irina Strozzi: un ramo di colore rosa le unisce a Monna Lisa Natalia and Irina Strozzi: bound to Mona Lisa by a pink branch
MAGAZINE 129
D IREC T D E SC E NDANT S
Monna Lisa di Anton Maria di Noldo Gherardini e di Lucrezia di Galeotto del Caccia, nata a Firenze il 15 giugno 1479 sposa nel 1495 Francesco di Bartolomeo di Zanobi del Giocondo
Piero, nato nel 1496 sposa Maddalena Ridolfi
Andrea Maddalena del Giocondo sposa Niccolò del Garbo Baccio del Garbo sposa Lisabetta de’ Mozzi PierGiannozzoMozzidelGarbo sposa Teresa Guadagni Clementina Mozzi del Garbo sposa Lorenzo Magnani Alfonsina Magnani sposa Luigi Bombicci Pontelli Cesare Bombicci Pontelli sposa Giuseppina Niccolini Maria Luisa Bombicci Pontelli sposa conte Guicciardini GirolamoStrozziGuicciardini sposa Irina Reine
Natalia Strozzi 130 MAGAZINE
Irina Strozzi
suo nome ed il suo patrimonio nell’antica prosapia fiorentina dei del Garbo. Seguendo quest’albero genealogico troviamo che un figlio di Maddalena del Giocondo, Baccio del Garbo, sposa Lisabetta de’ Mozzi, dando origine al ramo Mozzi del Garbo. Alcune carte dell’archivio della famiglia di Monna Lisa sono conservate proprio tra quelle dei discendenti della famiglia Mozzi del Garbo, poi passate agli eredi di questi, i Bombicci Pontelli. E negli inventari ottocenteschi di quest’ultima casata troviamo citata l’esistenza di un ritratto di Monna Lisa. Così arriviamo ai nostri giorni. Attraverso la contessa Maria Luisa Guicciardini, nata Bombicci Pontelli, erede del patrimonio e degli archivi delle famiglie Mozzi, del Garbo e del Giocondo, siamo a ricollegarci al discorso iniziale, parlando delle sue nipoti Natalia e Irina Strozzi Guicciardini. Natalia ventinovenne e Irina ventiquattrenne; ballerina classica la prima, oltre che attrice di teatro e di cinema, autrice di un’autobiografia di successo ‘Facile da Ricordare’, tradotta anche in russo e che sarà presto presentata a Palazzo Strozzi; Irina, secondogenita, laureata alla Bocconi, pianista e raffinata interprete del repertorio classico, tiene periodicamente concerti. Le due giovani nobildonne alternano all’attività artistica quella imprenditoriale, occupandosi delle loro proprietà, del vino e dell’olio prodotti nella loro fattoria di Cusona, grande tenuta nei dintorni di San Gimignano, dove da 1012 anni si produce il Chianti. La madre di Natalia e Irina, francese di nascita e russa per parte di madre, discende per via materna da San Stanislao e non è da dimenticare anche un’altra illustre parentela della famiglia, quella con Winston Churchill; senza contare infine che tutti i Guicciardini (di cui gli Strozzi sono un ramo) discendono dal grande storico fiorentino Francesco Guicciardini. Altre nobili famiglie della città possono vantare una discendenza da Lisa del Giocondo. A noi, però, è parso che Natalia e Irina Strozzi, sensibili artiste, interpreti del loro tempo con uno sguardo al passato, belle di quella bellezza fiorentina che da mezzo millennio si tramanda da generazione in generazione, possono a ragione misurarsi con un’ava del loro stesso sangue. Quella Lisa Gherardini che con buona probabilità si nasconde dietro al misterioso sorriso della Gioconda.
by the Mozzi del Garbo family show some documents that go back, in fact, to Mona Lisa’s times. These papers were passed on to the Mozzi del Garbo’s heirs, the BombicciPontelli. It is in the 19th century archives of this last family that we find mentioned a Mona Lisa’s portrait and, at this point, we are almost nearing the present times. Through Countess Maria Luisa Guicciardini, born Bombicci-Pontelli, heiress to the estate and the Mozzi, del Garbo and del Giocondo’s archives, we go back to her grand-daughters Natalia and Irina Strozzi Guicciardini. Natalia is 29 years old. Irina is 24. The first is a ballet dancer, she performs as a theatre and movie actress and wrote a successful autobiography ‘Facile da Ricordare’, translated also in Russian and soon to be presented in Palazzo Vecchio. Irina, the second born, obtained a Master’s degree at Bocconi University and is also a pianist and refined interpreter of classical music. She regularly appears in music concerts. The two young aristocrats alternate their artistic activities with business. They are passionately involved in their estate and produce wine and olive oil in Cusona, a large farm near San Gimignano where the Chianti wine has been made for 1012 years. Natalia and Irina’s mother is French by birth and Russian from her mother’s side (she descends from St. Stanislao). The family has also ties with Sir Winston Churchill. And last but not least, the Guicciardinis (of which the Strozzis are a branch) all descend from the great Florentine historian Francesco Guicciardini. Some other noble Florentine families claim lineage with Lisa del Giocondo. However, we like to think that Natalia and Irina Strozzi, as artists, strong interpreters of their times as well as guardians of their heritage and rich with their own ancient Florentine beauty, may well measure themselves with their ancestress: that Lisa Gherardini who might very well be the smiling and enigmatic Gioconda. Ricerca genealogica a cura di Domenico Savini Genealogical research curated by Domenico Savini
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FLO ART Fabrizio Moretti
La Venere ritrovata
Alla scoperta di un capolavoro del ‘500 fiorentino esposto alla National Gallery di Londra The ‘discovery’ of a masterpiece of the Florentine Cinquecento at London’s National Gallery
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ella vita spesso capita di passeggiare davanti a dei dipinti e di non capire veramente il loro vero significato. Voglio parlarvi di un’opera di Agnolo di Cosimo detto il Bronzino, uno dei pittori più importanti in Italia, che lavora a Firenze all’inizio del XVI secolo alla corte di Cosimo I de’ Medici, primo Granduca di Toscana, raffigurante l’Allegoria della vita con Venere e Cupido. Il Bronzino è sicuramente uno dei rappresentati più importanti, insieme al suo maestro Pontormo, di quella corrente artistica che si era venuta a formare a Firenze all’inizio del Cinquecento che si chiama Manierismo. Ristudia Raffaello per il disegno e Michelangelo per lo studio dell’anatomia del corpo umano. La prima volta che vidi l’opera, una delle icone della storia dell’arte italiana, oggi esposta alla prestigiosa National Gallery di Londra nella stanza del Cinquecento, ne rimasi folgorato, sia per il grande patos che esercitava su di me, sia per la freschezza dei colori in perfetto stato di conservazione, che lo facevano sembrare un arcobaleno, oltre che alla finissima qualità pittorica. L’Allegoria fu commissionata da Cosimo I de’ Medici ad Agnolo Bronzino nel 1540 circa, per essere poi regalata a Francesco I, re di Francia. Ma cerchiamo adesso di analizzare l’opera molto complessa, che vuole mostrare cosa può provocare l’amore passionale nella vita dell’uomo. A destra in alto vi è il Tempo, raffigurato qui come un vecchio signore con la clessidra. Il Tempo è adirato perché scopre l’Amore passionale tra Cupido e Venere. Vuole richiamare il concetto neoplatonico: l’amore deve essere puro e spirituale e solo basandosi sui sensi più elevati e col pensiero si giunge alla contemplazione della bellezza ideale; il vero amore, quindi, tende alla perfezione che va ricercata nella contemplazione di Dio. Non come nel dipinto in esame nel quale l’Amore viene vissuto come passione carnale, da cui l’uomo deve stare lontano. Al centro vi sono Venere e Cupido che si stanno baciando elegantemente. A destra vi è un giovane bambino che getta dei petali: può essere identificato con la Follia o il Gioco, in fondo quando si ama si è portati al tornare bambini e a lasciarsi andare. Dietro la Follia vi è la Tentazione, raffigurata qui da una giovane ragazza bella e seducente, infatti la sua faccia ha sembianze umane con due seducenti occhi verdi, ma il suo corpo è quello di un mostro. Vi è anche qui un invito a non cadere nelle braccia dell’effimero. In alto a sinistra vi è la Frode o Falsità, riconoscibile dalla maschera indossata. A sinistra di Cupido vi è l’Invidia, rappresentata come una donna che si sta logorando e soffre della fortuna altrui. Notevole è la maniera in cui l’artista rappresenti questa vecchia che non è altro che la parte di colei di cui è follemente innamorato, ma non è corrisposto e soffre per la felicità degli altri innamorati. In basso la purezza è rappresentata dalla colomba bianca a sinistra, che è anche uno dei simboli di Venere, e sempre il tema della falsità dell’uomo dalle maschere a destra. L’Allegoria rivela un edonismo formale raffinato fino al parossismo in un’astrale unità, acutezza e perfezione del disegno che rasenta il virtuosismo.
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It may happen to any of us to be standing in front of a famous painting without understanding its meaning or message. I would like to talk about Agnolo di Cosimo called Bronzino, one of Italy’s most important masters who , at the beginning of the 16th century, was the official court painter of the Grand Duke of Tuscany, Cosimo I de’ Medici. The painting is ‘Venus, Cupid , Folly and Time’. Undoubtedly, Bronzino was, with Pontormo, one of the most representative artists of the artistic style that emerged in Florence at the beginning of the 16th century called Mannerism. This art style drew inspiration from Raffaello’s way of drawing and Michelangelo’s study of human anatomy. When I first looked at this painting, one of the masterpieces of Italian art history and currently on display at London’s National Gallery, I was literally dazzled. I was enchanted by its pictorial mastery, its perfect preservation and the freshness of its colors which reminded me of a rainbow. It had been commissioned by Cosimo I de’ Medici around 1540 to be presented by him as a gift to Francis I of France. Let’s take a moment, now, to analyze this much complex work in its effort to depict the effects of passionate love in a man’s life. The figure to the upper right of the scene is ‘Time’ depicted as an old man holding an hourglass. Time is angry at discovering that Venus and Cupid are struck by carnal love. He pursues a neoplatonic vision of love: love can only be a pure and spiritual delight. The contemplation of Ideal Beauty is attained only through high thoughts and noble senses, thus true love tends to perfection, which is found only through the contemplation of God. However, in our painting, Love is only carnal passion from which man should stay away. The central figures are Venus and Cupid who are exchanging a tender kiss. On the right, a boy throws flower petals. He is believed to represent ‘Folly’ . After all, when love is involved, one tends to be childish and to let oneself go. ‘Temptation’ stands behind Folly and is symbolized by a beautiful and seductive young girl. Her face, with two tempting green eyes, is human but she has the body of a monster. The reading key, here, is to not succumb to the temptation of fleeting joys. On the upper left of the canvas, we find ‘Deceit’ or ‘Falsehood’ wearing a mask. To Cupid’s left, there is ‘Jealousy’, depicted as a woman worn out with unhappiness due to other people’s good luck. The artist seems to have painted none other than the woman he is madly in love with. He is not loved in return and suffers for all other lovers’ happiness. To the lower left of the scene there is ‘Purity’ , depicted as a white dove, one of Venus’ symbols and, to the right, again the theme of falsehood represented by a masked man. The painting , an allegory of life, reveals a formal and refined hedonism which reaches an almost feverish tension, an astral unity, a sharpness and perfection of design that is very close to virtuosity. Allegoria della vita, trionfo del Manierismo di Agnolo Bronzino Venus, Cupid, Folly and Time by Agnolo Bronzino
FLO ART Sonia Farsetti
Capolavori dell’altro mondo L’epopea di due dipinti macchiaioli recuperati in Nuova Zelanda The odyssey of two Florentine Impressionist paintings
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l mercato dell’arte e delle aste in particolare, ha spesso a che fare con episodi singolari dove arte, storia e vicende personali si intrecciano. Ne è un esempio la vendita effettuata dalla nostra casa d’aste di due importanti dipinti macchiaioli: ‘Giovane donna che culla un bambino’ di Odoardo Borrani e ‘La Bottega del fornaio a Settignano’ di Telemaco Signorini,la cui storia vale la pena di essere raccontata. Il lungo e avventuroso viaggio di queste due opere inizia nel 1940 durante le persecuzioni razziali. Un noto professore di Firenze, all’epoca presidente della Comunità Israelitica della città, raffinato collezionista di macchiaioli toscani, prima di fuggire per scampare alla deportazione, nasconde in uno stanzino murato in una sua casa di campagna a San Donato in Poggio in provincia di Firenze, tutte le cose preziose di casa, tra cui la collezione che contava ben trentadue dipinti di artisti macchiaioli: Lega, Signorini, Borrani, Fattori e altri. Al suo rientro, nel 1946, deve purtroppo prendere atto che durante il periodo bellico, le opere della collezione erano state trafugate assieme a quant’altro contenuto nella stanza murata. Di tale trafugamento viene informato, nel giugno del 1946 l’Ufficio Recuperi Opere Artistiche di Palazzo Pitti. Di queste opere non si sa più nulla per oltre cinquant’anni fin quando, nel 1997 gli eredi del professore vengono informati dalla Guardia di Finanza dell’areoporto di Fiumicino che tra i dipinti di artisti macchiaioli provenienti dal Museo Dunedin della Nuova Zelanda erano state identificate alcune opere appartenute alla loro famiglia. Per capire come questi dipinti siano giunti in Nuova Zelanda occorre fare un passo indietro. Nel 1943 il Maggiore Arthur Harris Fraser, neozelandese, volontario nelle truppe britanniche, giunge in Italia e qui, oltre a esercitare funzioni militari, acquista vari oggetti d’arte che ä solito inviare alla sua famiglia in Nuova Zelanda a mezzo posta, o che porta con sä durante le licenze. Tra i vari acquisti rientrano anche 134 MAGAZINE
The art market and auction houses in particular are often involved in strange events where art, history and personal life stories are intertwined. A good example is our auction house’s sale of two important ‘Macchiaiolo’ paintings: ‘Young woman cradling a child’, by Odoardo Borrani and ‘The baker’s shop in Settignano’, by Telemaco Signorini, the account of which is rather interesting. These two works’ long and eventful journey started in 1940 during racial persecutions. A well known professor, in Florence, at the time president of the town’s Jewish Community and a refined collector of Tuscan ‘Macchiaiolo’ paintings, hid his treasures in his country home, near Florence before trying to escape deportation. Among the house’s valuables he hid, in a small, walled storeroom his precious 32 paintings of the Florentine Impressionism by Lega, Signorini, Borrani, Fattori and others. Unfortunately when he returned home in 1946 he found the collection gone together with all the other valuables. In June 1946, Palazzo Pitti’s office for the recovery of stolen works of art was duly informed but for the next fifty years nothing happened. In 1997, the Professor’s heirs were informed by the Customs Office in Fiumicino Airport that, among several Macchiaiolo paintings coming from the Dunedin Museum in New Zealand, some were identified as belonging to their family. In order to understand how these paintings ended up in New Zealand one must take a step back. In 1943, Major Arthur Harris Fraser, from New Zealand, a volunteer with the British troops, came to Italy and, when off duty, started looking for art objects he periodically sent home to New Zealand or brought back with him when he was on leave. Among these
Furono trafugate durante la guerra e sono state ritrovate al Museo Dunedin They were stolen during World War Two and recovered at the Dunedin Museum
La bottega del fornaio a Settignano Telemaco Signorini
Giovane donna che culla il bambino (1881), Odoardo Borrani
cinque dei dipinti trafugati alla famiglia del Professore fiorentino e tra questi ‘Giovane donna che culla il bambino’ di Odoardo Borrani e ‘La bottega del fornaio a Settignano’ di Telemaco Signorini. Nel febbraio del 1945 il Maggiore Fraser si imbarca per rientrare nella sua città, Dunedin, in Nuova Zelanda. Venti anni dopo la liberazione di Firenze, nel luglio 1964, il maggiore Fraser muore a Dunedin, senza essersi fatto una famiglia e senza mai più essere tornato in Italia. Eredita i suoi beni, quadri compresi, la sorella Dorothy Jane Fraser che mantiene la proprietà dei dipinti per ben trent’anni, ovvero sino al 1994, quando, quasi novantenne prende contatti con la Pinacoteca Pubblica di Dunedin perché proceda a una valutazione degli stessi al fine di una possibile vendita. Il museo si rivolge a colleghi australiani e a esperti americani per avere pareri critico-artistici sulle opere e una loro valutazione. Un parere viene chiesto anche al professor Dario Durbè, curatore del ‘Nuovo Archivio dei Macchiaioli’. Nel settembre del 1994 la signora Dorothy Fraser, in ragione dell’età e della situazione familiare (era infatti nubile), cede, dietro pagamento di una cifra simbolica, i cinque dipinti al Museo Dunedin. Nel 1997 viene organizzata dalla Galleria Pananti di Firenze la mostra ‘I Macchiaioli. Nuovi contributi’ curata da Dario Durbé e da Vittorio Quercioli. Essendo le opere inedite e di particolare bellezza vengono chieste in prestito per la mostra. Ed è così che giungono in Italia, per essere ‘ritrovate’. Questa curiosa vicenda ha avuto risonanza internazionale e ha logicamente dato luogo a una accesa bagarre legale tra gli eredi del professore e il Museo Dunedin, messa definitivamente a tacere dal buonsenso delle parti che hanno trovato un accordo bonario. Dopo questa epopea, durata quasi cinquant’anni, le opere sono state vendute, raddoppiando le stime, presso la nostra casa d’aste. 136 MAGAZINE
purchases there were also five of the paintings stolen from the Florentine family and the two mentioned above by Odoardo Borrani and Telemaco Signorini. Major Fraser returned to New Zealand and his home town Dunedin, in February 1945. Twenty years after the liberation of Florence, in July 1964, Major Fraser, who had never came back to Italy, died in Dunedin, unmarried. His sister, Dorothy Jane Fraser was his sole heiress. She kept the paintings for thirty years when, already old, in 1994, she contacted Dunedin’s Public Museum, in order to have the paintings estimated and possibly sold. The Museum, in its turn, got in touch with some American and Australian experts and Professor Dario Durbè curator of ‘the Macchiaioli painters archives’. In September 1994, Mrs Dorothy Fraser, elderly and nubile, transfered at a symbolic price, the five paintings to the Dunedin Museum. In 1997 the Pananti Gallery, in Florence, organized an art exhibit ‘ I Macchiaioli’. Nuovi contributi’ prepared by Dario Durbè and Vittorio Quercioli and asked the Dunedin Museum for the loan of the beautiful canvases. It is thus that the lost paintings were ‘discovered’ again. This odd event had an international echo and originated a very heated legal dispute between the Professor’s heirs and Dunedin Museum. Luckily, there was a happy ending to the story and the parties found a reasonable agreement. After almost fifty years the paintings were sold by our auction house at double the estimated price.
La casa d’aste Farsettiarte ultimo tassello del caso artistico e legale relativo ai due dipinti The auction house Farsetti Arte is the last element of an interesting artistic and legal case
TREN D S DANCE Marta Innocenti Ciulli photo Lucia Baldini
Se questo è amore
Lucia Baldini e il suo mondo in bianco e nero Lucia Baldini and her world in black and white
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eans e capelli neri lunghi. Occhi che penetrano e raccontano. Alta e filiforme. Una bocca rossa su un carnato etereo. Lucia si racconta malvolentieri, anche se sono gli impercettibili movimenti della testa e delle mani a dire molto più delle parole. Lucia Baldini, fotografa o uno sguardo femminile sulla realtà? Si, esiste uno sguardo al femminile, più passionale e sensuale verso i gesti e le cose della vita. Mi piace catturare la piega di una gonna in un tango, il movimento studiato ma misterioso, intriso di musica e di danza. Ho scelto il tango come pretesto per raccontare il mondo. E il bianco e nero. Perché è duro e immediato, sofisticato e nobile. Il libro Giorni di Tango mi ha portato fortuna. Si sono accorti di me attori, musicisti, ballerine, la gente di libreria e della moda. Mi hanno chiamato sapendo che si sarebbero fusi con l’immagine. Poi l’incontro con Carla Fracci, un avvenimento importante. Una collaborazione che va avanti da diversi anni. Adesso faccio progetti: detto così sembra ovvio, ma non lo è. Il fotografo è un professionista che lavora su commissione. Ora sto elaborando progetti miei. Vorrei essere scoperta di nuovo. E sul tuo legame con il cinema? Devo ringraziare la televisione che nella mia tenera età mandava in onda rassegne sul neorealismo. Corrispondevano al mio vedere in bianco e nero perché riuscivano a proiettare gli stati d’animo. Un altro amore è stato il musical americano. L’elemento musicale è sempre presente. Continui a vivere a San Giovanni Valdarno? Ci sono nata. E poi la provincia ha poche risorse, quindi le devi trovare dentro di te. E’ bello tornare in un posto anonimo, dopo aver lavorato con grandi personaggi, aver vissuto momenti così lontani dal reale e tornare a una dimensione più semplice. E poi, non potrei mai rinunciare allo stufato e un bicchiere di buon Chianti. O no? 138 MAGAZINE
She wears jeans and has long black wavy hair. Her eyes, slow to raise and make contact are searching and telling. She is tall and slender. Her mouth is vividly red on an ethereal complexion. Lucia’s unwillingness to reveal herself is clear but she knows that the tilting of her head or, better, her hands may tell much more than mere words. Lucia Baldini, photographer or a woman’s glance on reality? Yes, there is a feminine approach, more passionate and sensuous. I love to catch a skirt’s pleat in a tango, the calculated mysterious motion of two people getting together during the expanded time. This is my way to shoot. Black and white, emotions. Cians, ballet dancers, people from the fashion and literary world started calling me up. Then I met Carla Fracci: an important event in my carrier. We have been working together for several years. I am now making plans. A photographer is a professional, working on commission. A photo-reportage is requested and the photographer runs. I’m working now on my own projects. I’m dreaming of realizing in a few years a new way of taking pictures. I would like to be discovered again. What are your ties with the cinema? I must thank public TV which, when I was a child, broadcasted reviews about neo-realistic movies. Those images suited my “black and white” feelings perfectly. I knew through them what I wanted to do. American musicals have been another passion of mine. Somehow music is always present in my life. Do you still live in a Tuscan small town? Yes I do, I was born there. There is peace in going back to an anonymous place and a simpler dimension of life after working with Tutte le foto sono tratte dal libro famous people in a famous theatre, far from di Lucia Baldini ‘Giorni di Tango’ everyday life. And then, strictly between you and All the photos are taken me, how could I ever give up the “Sangiovannese from the book Giorni di Tango “ stew and a glass of good Chianti wine? by Lucia Baldini
S A IL IN G T I M E
Guido Parigi Bini photo Carlo Borlenghi
Inchiodato su Luna Rossa
Renzo Guidi racconta le sue avventure con Patrizio Bertelli Renzo Guidi tells about his adventures with Patrizio Bertelli
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i ci inchiodo, laggiù, in fondo al pozzetto di Luna Rossa”, gli intimò Patrizio Bertelli. Cominciò così, quasi per scherzo e molto per scaramanzia, l’avventura di Renzo Guidi in Coppa America. A settantantacinque anni, quando è ora di pensione, sarebbe diventato il più famoso “diciassettesimo” che mai abbia avuto la Coppa America. Su una barca di Coppa il diciassettesimo è il posto riservato all’armatore, o a un suo ospite. Ma mentre gli altri a bordo lavorano, sudano, imprecano, vincono e perdono, lui deve stare silenzioso, quasi immobile a poppa, come in una campana di vetro. Gli è consentito soltanto vedere: non può parlare, suggerire, imprecare e gioire con gli altri compagni. Un idolo impotente. Deve tenersi tutto dentro. E qualche volta più che un privilegio, può diventare una sofferenza. Renzo Guidi, albergatore di Castiglione della Pescaia, che in questi giorni ha compiuto allegramente le ottanta primavere e che ogni mattina fa dieci minuti di stretching dopo aver aperto le finestre della sua camera che si affaccia sul mar Tirreno con Montecristo, il Giglio e l’Elba sullo sfondo, ricorda sorridendo come andò che Bertelli lo “inchiodò” sulla poppa di Luna Rossa. “Un giorno, era appena iniziata la prima esperienza in Coppa, mi telefona e mi dice: ‘Devo fare un salto ad Auckland per sistemare la base dei ragazzi. Vieni con me? Si va e si torna’. Metto in valigia poche cose, e dopo 30 ore di volo siamo in Nuova Zelanda. La mattina dopo mi butta dal letto: ‘Organizzano una “I’ll nail you down there, to Luna Rossa’s cockpit , if I have to”, he warned him. Renzo Guidi’s America’s Cup adventure started out like that, with a joke and certainly as a gesture to ward off ill-luck. At the age of seventy-five, when it was time to retire, he became the most famous “17th man” America’s Cup has ever had. On an America’s Cup boat the 17th man usually is the shipowner or one of his guests. But while the other men on board, work hard and win or lose, he must keep still and silent at the stern, like under a bell jar . He can only watch the race: he is not allowed to speak nor rejoice or grieve like the other crew members. He must keep it all inside. And, sometimes, it’s a torture rather than a privilege. Renzo Guidi, who runs an hotel in the sea village of Castiglione della Pescaia, has recently celebrated his 80th birthday and every morning does 10 minutes of stretching in front of his bedroom window overlooking the Tyrrhenian sea and the Tuscan archipelago. He remembers with pleasure why Patrizio Bertelli “nailed” him to Luna Rossa’s stern. “One day, when he was at the beginning of his experience in America’s Cup, he called me and said: “I have to pop over to Auckland to organize the guys’ base. Are you coming? We’ll be back soon”. I threw a few things in a suitcase and after a thirty-hour flight, we finally arrived in New Zealand. The next morning he just rolled me out of bed: “We are going to race with the training boats- says 140 MAGAZINE
Luna Rossa durante l’America’s Cup di Auckland ha vinto la Vuitton Cup Luna Rossa during the America’s Cup in Auckland won the Vuitton Cup
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serie di regate con le barche da allenamento – dice Patrizio -, ci sono tutti i team, vai a bordo te. Io vengo a vedere col gommone, voglio capire il mare, il campo di regata, come gli altri lavorano a bordo”. “Mi prestano una muta da mare – ricorda Renzo Guidi -, una bella regata, tirata. Vinciamo. La mattina dopo Bertelli va a bordo a fare l’armatore, e perdono. Il giorno dopo tocca di nuovo a me, e vinciamo. Patrizio ritenta per due giorni, e perdono. Risalgo io, e non si finisce di vincere. E’ andata così che mi sono ritrovato per 45 volte di seguito sulla poppa di Luna Rossa, fino alla vittoria nella Vuitton Cup, fino alla sfida finale in Coppa America con i neozelandesi”. Ma cosa lega da più di trent’anni Renzo Guidi, più marinaio vero che operatore alberghiero, a Patrizio Bertelli, più grande imprenditore che marinaio? “E’ un’amicizia che nasce agli inizi degli anni ’70. Patrizio Bertelli aveva 25 anni e l’ambizione di fare le regate. E ovviamente di vincere. Così capitò a Castiglione della Pescaia dove un abile “inventore” di barche da regata si era fatto una certa fama: Vasco Donnini. Comprava scafi nudi dal Bulleri a Fiumicino, poi nel suo cantierino li segava, allungava, plasmava e armava a modo suo, e uscivano barche vincenti. La serie “Tuscany”. Barche di poco più di nove metri. Bertelli ne comprò una, e chiese a Donnini di trovargli qualcuno che facesse equipaggio con lui”. Così comparve Renzo Guidi all’orizzonte di Patrizio Bertelli. Diventeranno inseparabili compagni di mare. “Andammo a fare i campionati italiani dei sesta classe a Livorno – ricorda Guidi -. A me le regate non sono mai interessate. Mi piace andare per mare senza una meta precisa, sentirne i respiri, gli odori, rispettandolo e temendolo, essere un tutt’uno con la barca. Andai a Livorno più per cortesia che per la frenesia del campionato. Ma in quei giorni imparai a conoscere e apprezzare Patrizio, non solo come amico ma anche come marinaio. Non era un fanatico, l’uomo facoltoso che spendeva per il piacere di vincere. Amava anche lui il mare, in più aveva una grande dote: era un organizzatore formidabile. Prevedeva tutto, a bordo tutto doveva essere perfetto. Anche su una barca di nove metri. Permetteva all’equipaggio di concentrasi completamente sulla regata. E ovviamente si vinceva”. Vent’anni dopo, quando ancora era negli occhi di tutti l’avventura del “Moro di Venezia” di Raul Gardini (era stata la prima volta che la coppa America approdava sugli schermi televisivi), Bertelli comprò un vecchio 12 metri americano e si mise a fare le regate in Francia, organizzate per i facoltosi nostalgici della Coppa America. “Un giorno, ai primi di marzo del ’97, Patrizio mi telefona – ricorda Renzo Guidi – e mi dice: ‘sai, German Frers sostiene che sono l’unico italiano a poter fare la Coppa America, quella vera. E’ il miglior architetto navale, mi ha convinto, si va in Nuova Zelanda’. ‘Bene - gli rispondo - così ti vedo in televisione’. ‘Macché
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Patrizio- all the teams are participating. You go on board. I want to watch the race, see how the crew works on board, from the tender”. “Someone gave me a wetsuit- says Renzo Giudi- we sailed a good regatta and won. The next morning Bertelli went on board and they lost. The day after it was my turn and we won. Patrizio tried again for two days and they lost. And so on. That is how I ended up in the stern 45 times in a row, till the Vuitton Cup victory, till America’s Cup final race against New Zealand”. But what has been uniting Renzo Guidi, more of a seaman than an hotelier, and Patrizio Bertelli, a better entrepreneur than sailor, for thirty years? “Our friendship dates back to the seventies. Patrizio Bertelli was 25 years old. He wanted to race and , of course, win. That’s what brought him to Castiglione della Pescaia where a skilful regatta boat “builder” had made a name for himself: Vasco Donnini. He used to buy bare hulls in Fiumicino and transformed them into winning boats in his shipyard: the famous “Tuscany” boats. Only nine metres long. Bertelli bought one of them and asked Donnini to find someone willing to train him”. That is how Renzo Guidi met Patrizio Bertelli. From then on inseparable shipmates. “We took part in the Italian six class championship in Leghorn- remembers Guidi-. Actually, I’ve never been interested in regattas. I like sailing without going anywhere in particular, just to feel the sea, breathe its scent, to be one and the same with the boat. I went to Leghorn more out of politeness than because of the championship. But, in those few days, I was able to get to know Patrizio better and I came to esteem him not only as a friend but also as a sailor. He isn’t a fanatic, the wealthy man who spends his money for the pure thrill of winning. He really loves the sea and has great management and organisational skills. He takes care of every single detail, everything has to be perfect on board. Even on a boat nine metres long. The crew must L’America’s Cup di Luna Rossa, a sinistra Renzo Guidi e Patrizio Bertelli concentrate exclusively on the race. And, of The America’s Cup of Luna Rossa , course, win. on left Renzo Guidi and Patrizio Bertelli Twenty years later, after the adventure of Raul Gardini’s “Moro di Venezia” (it was the first time the America’s Cup was seen on television), Bertelli bought an old American boat 12 metres long and started racing in France along with a bunch of wealthy America’s Cup fans. One day, at the beginning of March 1997, Patrizio called me- says Renzo Guidiand said: “You know what, Germa Frers says that I’m the only Italian who can do the America’s Cup, the real one. He’s the best yacht designer, he convinced me to do it, we’re going to New Zealand. “Fine- I said-so I can watch you on television”. “No way- answers Bertelli -you’re coming with me. If you want, you can watch TV on the Ulisse (Bertelli’s yacht). I spent six months in Auckland,
Luna Rossa festeggia la vittoria della penultima Louis Vuitton Cup. A sinistra Renzo Guidi a Auckland. A destra lo skipper Franco De Angelis e l’armatore Patrizio Bertelli The Luna Rossa team celebrates the second last Louis Vuitton Cup win . Left Renzo Guidi on the quay in Auckland. Rigth the skipper Franco De Angelis and the shipowner Patrizio Bertelli
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La Coppa America è corsa al limite delle possibilità strutturali delle barche, e anche oltre - The boats have to be pushed to the limit to race the America’s Cup
- mi risponde Bertelli -. Vieni anche te. Se vuoi, guarderai le regate dalla tv dell’Ulisse (la barca da crociera del patron di Prada)’. A Aucklan ci sono rimasto sei mesi filati, ma non davanti al televisore”. Sei mesi nel team Prada, 45 volte in regata come diciassettesimo... “Il 6 febbraio 2000 Luna Rossa vince la Vuitton Cup – ricorda Renzo Guidi –, il 2 marzo comincia la sfida di Coppa America contro i neozelandesi, De Angelis e tutti i ragazzi si battono alla grande ma loro sono più forti e hanno il grande vantaggio di regatare nel mare di casa”. “Le prime volte era gioia e l’orgoglio di esserci – dice Renzo Guidi –. L’ospite, il diciassettesimo, sale a bordo per un giorno, s’immerge in un mondo incredibile e si diverte. Qualche barca fa pagare questo privilegio anche mille dollari a botta. Ma se sei l’ospite di tutti i giorni alla fine hai la consapevolezza di essere inutile. Non sei dell’equipaggio: se noti un errore non puoi gridare, cercare di correggerlo, magari vedi gli altri fare un bordo migliore, superarti. Devi star lì, rannicchiato, silenzioso, senza poter far nulla. E’ stressante. E poi il ritorno a terra, spessissimo da vincitore. Vincitori i compagni, non io. Eppure dovevo far finta di essere contento, fiero come se avessi spaccato il mondo. Bertelli aveva fatto costruire un’enorme bandiera italiana, bellissima, ci arrivava incontro portata in volo da un elicottero. Che brividi, passare fra due ali di barche fitte di gente che applaudivano, le sirene delle navi che suonavano. Io, che meriti avevo per essere attore di questa festa”? “Due anni dopo si ricomincia – così Renzo Guidi ricorda la seconda sfida di Coppa in Nuova Zelanda -. Patrizio Bertelli in quell’occasione fu davvero grande. Si accorse subito che la nuova barca non era vincente. Non perse tempo: licenziò Doug Peterson, il progettista, e non esitò a modificare la barca. Luna Rossa ebbe una nuova prua, una nuova chiglia, profonde modifiche. I progressi furono evidenti, ma non sufficienti a contrastare Alinghi e gli svizzeri di Bertarelli”. “Ora Prada è stato il primo team ad approdare a Valencia per la Coppa che si correrà a fine giugno – dice Renzo Guidi -. La nuova barca è bella, mi sembra proprio vincente. Patrizio se lo meriterebbe. Ha anche ingaggiato un timoniere eccezionale, l’australiano James Spitthill, ha ripreso Torben Grael, il tattico della prim’ora, il migliore. C’è di nuovo grande entusiasmo. Io? Sicuramente sarò a Valencia, questa volta la Coppa America la vedrò in televisione, magari a bordo dell’Ulisse. Ma se debbo andare su Luna Rossa, ci vado. Intanto, esco a bordeggiare con il mio Excell 22 davanti alla spiaggia di Castiglione. Per tenermi in forma e non perdere il piede marino ”. 144 MAGAZINE
Luna Rossa è da un anno a Valencia per prepararsi alla sfida della Coppa America 2007 Luna Rossa has been in Valencia for a year to get ready for America’s Cup 2007 but not watching television”. Six months with the Prada team, 45 times on board as 17th man.... “On 6th February 2000 Luna Rossa won the Vuitton Cup- remembers Renzo Guidi- on 2nd March it started challenging New Zealand for the America’s Cup. De Angelis and the whole crew were great but the New Zealanders were faster and had the advantage of racing at home”. “The first time on board I was really happy and proud to be there-says Renzo Guidi. The guest, the 17th man, sails for a day, has fun. You usually have to pay thousands of dollars for the privilege. But if you’re an everyday guest, you feel useless in the end. You’re not a member of the crew: you’re not allowed to point out a mistake, try to correct it, you see the other teams doing better, passing you. You just have to stay there, crouched, keeping quiet and still. It’s stressful. And then the return from sea, often as a winner, the crew of course, not me. And I had nonetheless to pretend I was pleased, honoured. Bertelli always welcomed us back with a huge, beautiful Italian flag waving from an helicopter. What a thrill, going through two corridors of boats full of people cheering, the horns blowing. And what had I done to deserve all that?” “Two years later we started all over again- says Renzo Guidi talking about the second America’s Cup in New Zealand-. Patrizio Bertelli was great that time. He immediately realized the sailboat wasn’t a winner. He didn’t waste time: he fired the designer, Doug Peterson, and made some changes in the boat: a new stem, a new keel. Luna Rossa improved but not enough to beat Alinghi and Bertarelli’s Swiss team”. “The Prada team is now in Valencia getting ready for the Cup in end-June - says Renzo Guidi. The new boat is beautiful and, in my opinion, a winner. Patrizio deserves it. He hired a great helmsman, the Australian James Spitthill, he also has his former tactician back, the best ever, Torben Grael. They are all very excited. Me? I will certainly be in Valencia, but this time I’m going to watch America’s Cup on TV, perhaps on the Ulisse. But if I have to be on Luna Rossa, I’ll be there. In the meantime, I’ll be sailing on my boat called Excell 22 in front of Castiglione della Pescaia. Just to keep in shape”.
La nuova oasi di raffinata tranquillità a Firenze Villa Olmi Resort, residenza nobiliare immersa in un ampio parco secolare con piscina, è il nuovo punto d’incontro a Firenze per gli amanti del buon vivere e del buon bere. Il Ristorante Il Cavaliere rappresenta un’esperienza gastronomica di alto livello, che unisce ricercati menù di territorio ad una selezionata e raffinata cantina.
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MA R AT H O N T I M E Rossella Battista photo Agenzia Terramia
New York di corsa
Uno dei quarantamila della maratona della Grande Mela con il cuore in gola One of the forty-thousand contestants of the New York Marathon, puffing and panting
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u chiamali atleti, se vuoi. Ma il più delle volte sono avvocati, medici, docenti universitari, commercialisti, professori abituati più alla luce elettrica che a quella del sole, più allo schermo del computer che allo sky light che offre la New York rigida di fine autunno. Eppure chi riesce a conquistare un posto, nel corpo a corpo della Marathon diventa ‘uno che ce l’ha fatta’, uno che ha vinto la sfida. Il più delle volte con se stessi. Anche se è arrivato ben oltre le 4 ore e 27 minuti (per farsi quasi di corsa i 42 chilometri della camminata più sconvolgente del mondo). Eppure, ricordano gli organizzatori del caravanserraglio italiano di Terramia Tours (terramia.org), il 95 per cento di chi partecipa taglia il traguardo, magari allo scoccare dell’ottava ora, l’ultima consentita per essere un numerino e un nome in quella lista di partecipanti a quella sorta di paese multietnico e poliglotta in corsa che fa tanto ‘La vita è una cosa meravigliosa’ (il 5 novembre erano oltre 40mila i corridori da ogni parte del mondo, tra i quali circa tremila italiani, di cui 180 tra fiorentini e toscani) . E un po’ è così perchè se sfidare il vento tagliente che s’infila tra i grattacieli e ti spinge indietro come un buttafuori ti fa sentire un navigatore in solitaria, in realtà tu non sei mai solo. Corri solo, soffri solo, arranchi da solo, ma sei affogato tra migliaia di corpi sudati e faticanti come il tuo, sostenuto da due ali compatte di gente che ti incita, che ti dà da mangiare, che ti dice di non mollare e quasi quasi ti senti le ali ai piedi. Certo, gli atleti, quelli veri sono un’altra cosa. Ma i nostri piccoli eroi sono i prestati allo sport, i nostri toscanacci scanzonati che decidono la grande marcia giocando a carte con gli amici o dopo l’ennesimo film di Natale e che ogni anno vanno a ingrossare, senza mai prendersi sul serio (ma riuscendo sempre a tagliare il traguardo) il gruppo di fiorentini. Vengono strappati alla pigrizia endemica della business class, dalle comodità di case ovattate, di auto col navigatore satellitare e catapultati nella gara più individualista ancorchè collettiva, sudaticcia, trasfigurante che però, se non l’avessero ancora capito, ti catapulta nell’età adulta anche a cinquant’anni suonati (o 90 come consente il regolamento). Paolo Cordero Guerra è un 39enne avvocato fiscalista fiorentino che ha sempre avuto la passione per lo sport di fondo, la bicicletta e poi la corsa, sempre per hobby, sempre per gioco. ‘Alla New York Marathon ci sono arrivato per caso, attratto da Orlando Pizzolato (vincitore della maratona più pazza del mondo nell’84 e nell’85 ndr). È stato lui a coinvolgermi e alla fine sono sbracato a New York anch’io. E’ stata la prima volta. Correvo per capire cos’è New York ed è stata un’esperienza strabiliante’, racconta l’avvocato che confessa di amare di più Londra. Ma che si è già iscritto, insieme a quel gruppetto di una pattuglia di fiorentini in costante aumento, alla 37sima edizione che si correrà il 5 novembre 2007. ‘Ne ho corse altre di maratone, ma quella di New York è unica, commovente direi. Fino al 39simo chilometro ho corso con uno del gruppo, 146 MAGAZINE
You may call them athletes, if you like. However, they usually are lawyers, doctors, professors, professional accountants, teachers, in short, people more used to artificial light than to sunlight, to a computer screen than to New York’s skyline on a cold autumn day. Nonetheless, whoever takes part in the Marathon ‘has made it’, has won the challenge. Mostly against oneself. Even if it takes more than four hours and twenty-seven minutes (to run 42 kilometres). In spite of that, according to Terramia Tours (terramia.org) that organizes the Italians’ transfer, 95% of the participants cross the finishing line, perhaps at the striking of the eighth hour, but in time enough for being on the list of the contestants of the most multi-ethnic and multilingual marathon in the world ( on 5th November there were 40 thousand runners from all over the world, three thousand Italians of which 180 Florentines and Tuscans). If the biting wind that blows through the skyscrapers and pushes you back like a bouncer, makes you feel alone in the world, you are never really left alone. You run on your own, you suffer and struggle on your own, but you are surrounded by thousands of sweating and exhausted bodies like yours, by thousands of spectators cheering and supporting you and you feel like having wings on your feet. Of course, were not talking about professional athletes here. Our light-hearted Tuscan friends usually decide to take part in the marathon on a dare, not being really serious about it. They leave their cosy homes and luxury cars and travel in business class to run the most backbreaking and enervating race of their life, perhaps at the age of fifty (or even ninety according to the rules). Still, they always cross the finishing line. Paolo Cordero Guerra is a 39 year old Florentine lawyer who has always been a long-distance sports fan. The first time he participated in the New York Marathon was by chance, captivated by Orlando Pizzolato (winner of the 1984 and 1985 marathons). ‘He dragged me into it and I ended up in New York. It was the first time. I wanted to understand what New York is all about. It was an amazing experience’, says the lawyer who admits he prefers London to New York. Anyway, he has already applied to run the 37th race taking place on 5 November 2007, along with a group of ten other Florentines. ‘I’ve run other marathons, but the New York marathon is unique, or better, touching. Till the 39th km I ran with another member of the group, then he slackened his pace and I made the final rush. When I finished the race, I cried. All those people there cheering, shouting, yelling ‘bravo!’, giving you food and something to drink, it is really moving’. He tells us about all those runners that look like multi-colored streamers running along First Avenue and
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poi lui ha rallentato e io ho fatto il rush finale. Quando sono arrivato ho pianto. Piangi perché senti la gente che ti incita, non c’è un metro libero: tutti lì a gridare, a sostenerti, a dirti bravo, a darti da mangiare, da bere’. Racconta di quell’ondeggiare di corridori, dove tutti corrono come stelle filanti colorate in un carnevale lungo la First Avenue subito dopo il Qeensboro Bridge che affronti intorno al 36simo chilometro e che i più già fanno con la lingua di fuori. E racconta della ragazza pompiere che ha un cartello con su scritto ‘You are my heroes’, già proprio lei che avrà passato tutto eppure è lì per garantire sicurezza, ma è lì per sostenere quel paese di eroi. Eroi per un giorno, ma eroi veri. ‘Te ne accorgi fin dalla partenza, quando senti i tuoi passi che rimbombano sul ponte (il Verrazzano che collega State Island a Brooklin e da dove parte la marathon), che si sommano in un rombo a migliaia e migliaia, decine di migliaia di scalpiccii, su un ponte che per sicurezza è senza auto, senza gente, se non i maratoneti. E la musica a tutto volume, e il ponte che oscilla sinistro e gli elicotteri che ronzano’. ‘Ci mancava solo la Cavalcata delle walkirie’ confessa Jacopo Sodi, libero professionista fiorentino, 35enne anche lui (ma l’età media dei maratoneti è 44 anni) e prestato alla New York Marathon per averlo saputo da un amico. Ha provato a farla senza troppa convinzione e poi invece con passione (ci ritorna, giura). Già, se la partenza è all’Apocalypse Now, il resto della giornata te la puoi anche vivere come Dustin Hoffman, un po’ agnello sacrificale. Eppure questa è l’America, bellezza. C’è tutta New York a incitarti e tu corri per tutti e cinque i quartieri, da State Island a Brooklin e poi il Queens e poi Manatthan dove arrivi all’altezza della 53sima strada, e poi l’Upper side e sali su, fino nel Bronx per poi girare e passare sul lato Ovest, Harlem, Central Park lungo la Fifth Avenue e poi segui il Museum Mile e arrivi in fondo al Columbus Circle e nuovamente dentro il Central Park. ‘Quell’ultima parte è una sofferenza - racconta Sodi - perché è in buona parte in salita e tu non ce la fai proprio più’. Ma anche lui porta alto il nome dei fiorentini in corsa: arriva nelle 4 ore e passa della prima tranche. Tutti quelli che arrivano avranno una medaglia, basta non superare l’ottava ora. Chi partecipa in proprio senza affidarsi a un’organizzazione autorizzata può essere scartato alla Lotteria del pettorale che regola il numero dei partecipanti. Sodi correrà col numero 8591. Non è stata la sorte ad assegnarglielo ma l’agenzia Terramia (terramia.com) che organizza pacchetti con tanto di albergo e maglia. Senza pettorale non si corre. La grande sfida parte da un numero. 148 MAGAZINE
then Queensboro Bridge, at the 36th km, puffing and panting. And he tells us about that firewoman who is holding a sign that reads ‘You are my heroes’. Heroes for a day yet true heroes. ‘You realize it as soon as you start the race, when you hear your steps resounding on the bridge ( the Verrazzano bridge that connects State Island and Brooklyn from where the race begins) and adding to those of thousands of runners filling the bridge closed to traffic for the event. And the music at full volume and the bridge swinging, the helicopters buzzing overhead.’ ‘All we needed were the Valkyries’ says Jacopo Sodi, another 35 year old Florentine professional (however the average age of the marathoners is 44), who knew about the marathon from a friend and participated without much conviction (but he is doing it again). He points out that if the start is like being on the set of ‘Apocalypse Now’, for the rest of the race you feel more like a sacrificial lamb. But this is America. There is all New York there, inciting you while you run through all five boroughs of New York City, from State Island to Brooklyn, the Queens and then Manhattan, the Upper side and up till the Bronx, Harlem, Central Park along Fifth Avenue, the Museum Mile, Columbus Circle and into Central Park again. ‘The last part is the toughest’ - says Sodi – ‘because it’s mostly uphill and you are exhausted’. Sodi keeps high the name of the Florentine group because he made it in about four hours. All those who cross the finishing line within the time limit (eight hours) get a medal. Participants who do not go through officially recognized organizations, like Terramia agency, will probably be excluded from the lottery system that determines the number of contestants Sodi has been assigned number 8591. The great challenge starts from a number.
180 tra fiorentini e toscani in marcia per tagliare il traguardo entro le 8 ore canoniche 180 Florentines and Tuscans on the march to finish the race within the eight-hour time limit
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ITINER A RI E S M O UNTAI N Nicky Swallow photo Val di Luce
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Abetone e Val di Luce. Un ritorno di fiamma per lo sci dell’Italia Centrale Abetone and Val di Luce. The revival of central Italy’s ski resorts
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ome meta sciistica, gli Appennini sono meno maestosi delle Alpi e meno impressionanti delle Dolomiti, ma hanno un loro fascino. Provate a stare in cima all’impianto di risalita del Monte Gomito, vicino al comprensorio sciistico dell’Abetone nel nord della Toscana, e vedrete da una parte quasi tutta l’Emilia e dall’altra una bella fetta di Toscana; in una giornata di sole si può persino vedere il mare. Ideale per un fine settimana o anche per una sola giornata di sci (da Firenze sono solo 90 minuti di viaggio), il paese sorge a circa 1400 metri di altitudine e vanta i migliori impianti sciistici dell’Italia centrale. Con i suoi 55 km di piste interconnesse, una rete di 21 impianti di risalita recentemente rinnovata e nuovi cannoni sparaneve, Abetone si presenta come una valida alternativa alle più rinomate stazioni sciistiche del nord Italia. Vi è anche un nuovissimo sistema di skipass elettronico ‘a mani libere’. Il Monte Gomito è il cuore dello sci abetonese. Si può prendere l’ovovia proprio dietro la piazza delle Piramidi e da lì accedere alle piste del versante toscano della montagna e alla bella Val di Luce, dove As a ski destination, the Appenine mountains may be less majestic than the Alps and not as dramatic as the Dolomites but they nonetheless have a certain charm. Stand at the top of the Monte Gomito ski lift near the resort of Abetone in northern Tuscany and you will find much of Emilia laid out before you in one direction and a good chunk of Tuscany in the other; on a clear day you can even see the sea. Ideal for a weekend or even a day’s skiing (and only a 90-minute drive from Florence), the sprawling town lies at around 1,400 metres above sea level and boasts the best-developed ski facilities in central Italy. With its 55 kms of interconnecting pistes, a recently overhauled network of 21 ski lifts and new snow-throwing machinery, it presents a viable alternative to the more famous resorts in northern Italy. There’s even a brand-new ‘hands free’ electronic ski pass system. Monte Gomito is the heart of the Abetone ski area. Take the ‘ovovia’ from just beyond Piazza Piramidi and from here you can access the pistes on the Tuscan side of the mountain as well as the beautiful ‘Val
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ITINER A RI E S M O UNTAI N
Val di Luce 2009: un nuovo albergo e un centro benessere esclusivo Val di Luce 2009: a new hotel and an exclusive wellness center
Paesaggi invernali delle montagne della Val di Luce Winter mountain scenery of the Val di Luce
152 MAGAZINE
si trovano molte delle piste intermedie più interessanti. Gli sciatori più esperti potranno scegliere le tre piste più lunghe chiamate Zeno 1 (la più difficile), 2 e 3 ma dovrebbero anche provare le piste Riva e Stucchi (attraverso rispettivamente via Selletta e Monte Gomito). I principianti e i bambini hanno a loro disposizione diverse buone scuole di sci e piste facili sia in Val di Luce che nello stesso Abetone. In Val di Luce vi è anche uno Snow Park e diverse piste di fondo. Anche se manca di alberghi sofisticati e di quella bellezza da cartolina e atmosfera chic ‘dopo sci’ tipica delle stazioni alpine, Abetone è una località molto amata. E’ un posto pratico, per nulla pretenzioso, con un fascino tutto suo e facilmente raggiungibile sia dalla Toscana che dall’Emilia, quindi particolarmente affollato nei weekend e festività. La zona promette bene per il futuro grazie agli investimenti miliardari del Gruppo Fingen (parte dell’impero Fratini) nella Val di Luce. Il complesso Val di Luce Resort & Residence, che verrà completato nel 2009, sarà composto da un albergo esclusivo con centro benessere, appartamenti, negozi, bar e un ristorante. E tutto a due passi dalle piste. I primi appartamenti saranno pronti nel novembre 2007. di Luce’ (Valley of Light) where many of the area’s more interesting intermediate runs are to be found. Advanced skiers should make for the area’s three longest pistes known as Zeno 1 (the most challenging), 2 and 3 but should also try the Riva and Stucchi runs (accessed via Selletta and Monte Gomito respectively). Beginners and kids are well catered-for with several good ski schools and easy runs both in the Val di Luce and in Abetone itself. There is also a Snow Park in the Val di Luce plus several cross pistes. While it may lack the picture post-card prettiness, sophisticated hotels and chic dopo-sci scene of many Alpine resorts, Abetone is hugely popular. It has a down-to-earth, unpretentious quality that is very attractive and easy access from both Tuscany and Emilia means that it can get seriously crowded at peak times, so avoid weekends and holidays. Meanwhile, the future is looking bright for the area thanks to the multi-million pound investments of the Gruppo Fingen (part of the Frattini empire), focussing on the Val di Luce. When the Val di Luce Resort and Residence is finally completed in 2009, the complex will consist of an up-market hotel and spa, apartments, shops, bars and a restaurant all within spitting distance of the slopes. The first apartments will be ready for occupation in November 2007.
Where to stay
Hotel Bellavista (4-star), via Brennero 383 ph 0573 472044, www.bellavista-abetone.it Hotel Boscolungo (4 star), via Brennero 450 ph 0573 60582, www.boscolungo.it I Pionieri (3-star), via Val di Luce 54, ph 0573 609025,www.ipionieri.it The tourist board can provide a list of self-catering apartments
Where to eat
Da Pierone, via Brennero 288 ph 0573 60668 La Cappanina, via Brennero 520 ph 0573 60562 Il Melograno, via Brennero 239 ph 0573 60549 La Locanda dello Yeti, via Brennero 324 ph 0573 606974
For coffee and hot chocolate La Casina, via Brennero 171
For an aperitivo
Il Lupo Bianco, via Pescinone 3
For sun and snacks on the slopes
Rifugio La Selletta, ph 0573 60171 Rifugio Baita Pulicchio, ph 0573 606734
Where to hire skis
Milianti Sport, via Brennero 283 Universo Sport, via Brennero 540
Ski Schools
Scuola Sci Zeno Colò, ph 0573 607077 Scuola Sci Monte Gomito, ph 0573 60392
Useful numbers
Tourist information, ph 0573 60231 Snow reports, ph 0573 60001 Ski bus from Florence (leaves Florence daily early in the morning and returns in the evening), ph 0573 630130
Web sites
www.pistoia.turismo.toscana.it www.valdiluce.com www.abetone.com MAGAZINE 153
WHAT ’S COOL SKI Marta Innocenti Ciulli
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The Great North A prova di acqua, di vento e di temperature sotto lo zero. Per lo sci, ma non solo, giacche e pantaloni super imbottiti, moffole e caschi fantasia, scarponi per scivolare giù più veloci Water, wind and cold-proof. For skiing and not only, padded jackets and pants, fancy mitts and helmets, ski boots to go faster and faster 1. Moncler 2. Head - Quiksilver 3. Burton - at Verticale Via Ponte alle Mosse, 41/B 4. Head 5. Quiksilver at Centro Surf, Viale Redi, 51/a 6. Quiksilver 7. Head (left) - Burton (right) 8. Quiksilver 9. Fischer 10. Quiksilver 11. Moncler 12. Burton 154 MAGAZINE
ITINER A RI E S ART Gianni Mercatali
Pietrasanta, Mostra Lodola.A destra Piazza del Duomo e una scultura di Fernando Botero Pietrasanta, Lodola exhibition. On the righit Piazza del Duomo and a sculpture by Botero
Là dove vivono le statue
Un atelier d’arte e scultura a cielo aperto nel cuore della Versilia: Pietrasanta An art and sculpture atelier in the open, just a few kilometres from Florence: Pietrasanta
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ietrasanta, capoluogo storico della Versilia, lega la sua origine e denominazione al nobile milanese Guiscardo Pietrasanta che, podestà di Lucca, la fondò nel 1255. Storico centro mondiale della lavorazione del marmo, eden dei maestri scultori, grazie ai suoi artigiani esperti anche nella fusione del bronzo, nell’arte del mosaico e dell’intarsio, è una piccola città ma anche un grande laboratorio e un affascinante spazio espositivo a cielo aperto. Tanto che è considerata uno dei più ambiti luoghi espositivi per l’arte contemporanea. Cornice straordinaria sono la trecentesca Chiesa di S.Agostino, le sale dell’adiacente Chiostro e la vicina Piazza del Duomo a cui si aggiungono in estate la Villa e il Parco de La Versiliana a Marina di Pietrasanta. E’ così che Pietrasanta si è costruita negli anni un profilo arcadico che vive di storia e tradizione tanto da essere chiamata la ‘piccola Atene’. Un chiaro riferimento alla Grecia antica dove l’arte era simbolo di cultura, sociale e politica. E qui l’arte è da sempre considerata la benvenuta. Non a caso vi hanno vissuto e ci vivono artisti come Lipchitz, Moore, Botero, Cascella, Mitoraj. D’altra 156 MAGAZINE
Pietrasanta, the historic chief town of the Versilia area, owes its origin and name to the noble Milanese Guiscardo Pietrasanta, podestà of Lucca, who founded it in 1255. Renowned worldwide for marble working, a true paradise for sculptors and artisans specialized in bronze fusion and mosaic and inlaid works, it may be a small town but it is certainly considered a huge workshop and a fascinating exhibition area in the open. Pietrasanta is, in fact, one of the most sought-after exhibition places for contemporary art. Its 14th century Sant’Agostino Church, the nearby cloister, the Piazza del Duomo plus, during the summer, the Villa and Park of ‘La Versiliana’ in Marina di Pietrasanta, make an extraordinary setting. So it is, that, over the years, Pietrasanta earned for itself the name of ‘small Athens’. It is , of course, a reference to ancient Greece when art was a symbol of political and social culture. Pietrasanta has always welcomed art in all its forms. It is not mere chance that artists like Lipchitz, Moore, Botero, Cascella and Mitoraj have chosen to live there. One walk through Pietrasanta is enough to understand what it is all about.
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ITINER A RI E S ART
Pietrasanta, Museo dei bozzetti - Museum of sketches
Where to stay
Palazzo Guiscardo (4-star), via Provinciale 16 ph 0584 792914 - www.palazzoguiscardo.it Albergo Pietrasanta (4-star), via Garibaldi 35 ph 0584 793726 - www.albergopietrasanta.com
Where to eat
Enoteca Marcucci - via Garibaldi 40 ph 0584 791962 Il Gatto Nero - piazza Carducci 32 ph 0584 70135 L’Antonio - piazzetta Crispi 11 ph 0584 793384 da ‘Mattia’ - via Tripoli - Focette Marina di Pietrasanta - ph 0584 22050
Events & Exhibition
Tra temi sacri e scene di vita quotidiana le sculture luminose di Marco Lodola animano la città nella mostra Luminal dal 16 dicembre 2006 al 4 febbraio 2007 nella Chiesa di Sant’Agostino, Piazza del Duomo e alla Galleria Tega in via Provinciale Vallecchia angolo Via S. Francesco. Between sacred themes and everyday life scenes, Marco Lodola’s Lodola’ luminous sculptures enliven the town in the Luminal exhibit from 16 December 2006 to 4 February 2007 in the Sant’Agostino Church, Piazza del Duomo and at the Tega Gallery at Via Provinciale Vallecchia at the corner with Via S. Francesco.
158 MAGAZINE
parte basta farci una passeggiata per capirla. In inverno la città ha un fascino tutto suo. Tutto particolare. In questa stagione non è luogo di villeggiatura e per questo è bello scoprirla nella sua più intima essenza. La tranquillità, l’aria pura, una luce bellissima permettono di apprezzarla con un approccio tutto diverso. Scoprire la piazza dove Michelangelo soggiornò per alcuni mesi del 1518 per scegliere il marmo dell’immortalità. Visitare il Museo dei Bozzetti, una gipsoteca unica nel suo genere, il Battistero con un superbo fonte battesimale, il Duomo di San Martino e i grandi affreschi del 1993 ‘ la Porta del Paradiso’ e ‘la Porta dell’Inferno’ di Fernando Botero nella Chiesa della Misericordia. Numerose sono le gallerie private di arte moderna e contemporanea. Da apprezzare la vivacità dei numerosi bar, pub e ‘angoli golosi’. A soli quattro chilometri si trova il Versilia Golf Club con un percorso a 18 buche. Da non perdere una passeggiata a piedi con strada e sentiero panoramico tra gli ulivi per arrivare alla Rocca di Sala che, con le sue antiche mura, domina il centro cittadino e dalla quale si apre uno straordinario panorama sul mare della Versilia. In winter time the town has a special charm. Not a holiday resort during the cold month, one can truly appreciate its intimate essence, its tranquility, the pure air and the incredible beautiful light. One discovers the square where Michelangelo lived for a few months in 1518 during his search for his immortal marble and may visit the museum of sketches, a unique collection ; the baptistery with its wonderful font; the Duomo of San Martino and the great frescoes ‘The Door of Heaven’ and ‘The Door of Hell’ realized by Fernando Botero in 1993 in the Church of the Misericordia . Many are, in Pietrasanta, the private modern and contemporary art galleries. There are also many and colorful nightclubs and ‘glutton corners’. Four kilometers from Pietrasanta one finds the Versilia Golf Club with an 18hole golf course. Last but not least, a walk along a scenic route through olive trees towards Rocca di Sale, with its ancient walls, dominating the town center and from which one can enjoy an extraordinary view of the Versilian sea.
ITINE R ARIES RESO RT
Dormire nella storia
Sulle colline di Firenze nella villa voluta da Machiavelli Machiavelli’s mansion on the hills of Florence
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illa Mangiacane, una delle più belle dimore storiche delle colline fiorentine, circondata da una tenuta di 300 ettari dove si alternano vigneti, oliveti, campi e boschi di rara bellezza. Siamo nel Chianti Classico, ad appena 15 chilometri da Firenze, sul crinale della collina di Sant’Andrea a Percussina da cui si domina la città del Giglio. Si dice che nella progettazione della villa, voluta agli inizi del 1500 dal cardinale Francesco Maria Machiavelli (zio di Niccolò, l’indimenticabile autore del ‘Principe’), sia intervenuto anche il genio di Michelangelo, la cui impronta si riconosce soprattutto nell’impianto della costruzione a pianta rettangolare e nel loggiato, il cui arcone centrale è perfettamente in asse con la Cupola del Brunelleschi. Glynn Cohen, imprenditore sudafricano, si innamora di questa villa splendida anche se un po’ decadente, della grande tenuta sulle colline dolci, capaci di produrre vini e oli preziosi, e se ne impossessa. Siamo Villa Mangiacane, one among the most beautiful historic mansions on the Florentine hills, is surrounded by 300 hectares of vineyards, olive groves, fields and woods of rare beauty. The location is in the Chianti Classico area, only 15 kilometres from Florence, on the ridge of S.Andrea in Percussina’s hill from which one has a clear view of Florence. They say that Michelangelo himself contributed to the design of the villa, commissioned by Cardinal Francesco Maria Machiavelli (uncle to Niccolò, the unforgettable author of ‘The Prince’). His unmistakable mark is mostly recognizable in the structure, a rectangular plant, and in the ‘loggiato’ whose central arch is perfectly in axis with Brunelleschi’s dome. Glynn Cohen, a South African entrepreneur, fell literally in love with this somewhat ruined but still magnificent villa, with its large grounds, perched on such sweet hills abounding with vineyards and olive trees, and bought it. Nearing the new millennium, Cohen MAGAZINE 161
ITINER A RI E S RE SORT
Lo scorso luglio sono state inaugurate la nuova spa e il ristorante The last July opened the new spa and the restaurant
Immagini della Villa Mangiacane. Sopra: un’opera che impreziosisce il ‘giardino delle sculture’’ Pictures of Villa Mangiacane. Above: a work of art of the ‘garden of sculptures’
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alle soglie del nuovo millennio e Cohen riorganizza la fattoria e impianta nuovi vigneti per un Chianti generoso; porta in pochi anni l’estensione delle coltivazioni specializzate a 67 ettari, di cui 20 di uliveto e il resto a vigna. Poi decide di aprire la villa ad un turismo di grande élite, e sottopone l’edificio ad un recupero radicale. E’ un lavoro lungo e appassionato: solo nel 2004 sono pronte le venti suites, arredate in maniera eclettica con mobili etnici in cui si vede tutto il gusto raffinato del suo proprietario. Si impreziosisce il parco e si riorganizza il ‘giardino della scultura’, dove vengono esposte una sessantina di sculture, opere di artisti esponenti della Shone Art dello Zimbabwe, scavata una grande piscina. Il recupero di Villa Mangiacane e l’apertura dell’hotel fu occasione per una festa meravigliosa: era il maggio 2004 e tutti gli ospiti, arrivati da Londra, Mosca, New York, Saint Tropez, erano rigorosamente vestiti di bianco. Ancora oggi ogni sei mesi (a maggio e poi in ottobre, il tempo della vendemmia) si ripete con abiti diversi questo simpatico appuntamento mondano che riunisce persone da tutto il mondo. La nuova spa e il ristorante, inaugurati lo scorso luglio, hanno dato alla struttura maggior spessore e ottimizzato i servizi offerti ai clienti. Oggi la struttura si avvale della consulenza dello Stein Godel Group. reorganized the estate and planted new vineyards for the production of Chianti wine. A few years later, the vineyards spread over an area of 47 hectares and 20 hectares were planted with olive groves. He decided, later on, to open his villa to an elite tourism and started a radical renovation of the building. It was a long, passionate work. In the year 2004 twenty suites were completed and furnished in an eclectic manner, with ethnic pieces of furniture showing the owner’s refined taste. The villa’s park was improved and the ‘Sculptures garden’ was enriched with about sixty sculptures made by artists of Zimbabwe’s Stone Art movement and a large swimming pool was added. The renovation of Villa Mangiacane and the opening of the hotel were the occasion for a fabulous party thrown in May 2004, with guests coming from London, Moscow, New York and Saint-Tropez, all elegantly dressed in white. Still, every six months (in May and October, at grape harvest time), this fashionable event, which brings together people from all over the world, is renewed. The new spa and the restaurant, inaugurated in July, has added value to the site and optimized all services for its guests. The hotel avails itself of the Stein Godel Group’s consultancy.
ITINER A RI E S C E LLAR Gianni Mercatali
Alcune bottiglie della produzione Folonari: a sinistra la fattoria di Poggio Casciano Some bottles of the Folonari production, on left the Poggio Casciano estate
Ruffino, scrigno Folonari Gli antichi tenimenti di una famiglia fiore all’occhiello dell’enologia The winery is the pride and joy of the wine-making world Sul mercato americano è sinonimo di Chianti, ma la struttura produttiva è improntata alla diversificazione. 7 fattorie, 650 ettari di vigneti On the US market it is synonymous with Chianti, actually it counts on diversification: seven estates, 650 hectares of vineyards
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er i consumatori americani Chianti vuol dire Ruffino: una recente ricerca Nielsen ha rilevato che il Riserva Ducale da solo rappresenta oltre il 15% del valore della categoria Chianti e Chianti Classico su questo mercato. Ruffino, però, non è soltanto Chianti. La struttura produttiva messa a punto dalla Famiglia Folonari che ha rilevato l’azienda nel 1913, è orientata alla diversificazione e alla proposta di prodotti vincenti nelle varie tipologie come il Romitorio di Santedame che ha ottenuto il punteggio di 94/100 su Wine Spectator e i ‘3 bicchieri’ del Gambero Rosso. Significativi investimenti nei vigneti e nelle cantine, ricerca e sperimentazione sono gli elementi con i quali la famiglia Folonari dimostra la sua creatività provando che tradizione e innovazione possono, e devono, incontrarsi nel vino. ‘La nostra filosofia produttiva - dice Luigi Folonari, ad di Ruffino - ha sempre rispecchiato quei concetti fondamentali che sono la conoscenza del territorio, il rispetto per le grandi tradizioni vinicole toscane, la
To American consumers, Chianti stands for Ruffino: a Nielsen research has acknowledged that the Riserva Ducale wine represents over 15% of the value of all Chianti and Chianti Classico wines on the market. However, Ruffino is not only Chianti. The winery, taken over by the Folonari family in 1913, has counted on the production of diverse wines, but all top-scoring, such as the ‘Romitiorio di Santedame’ which earned a 94-point rating on the Wine Spectator 100-point scale and was awarded the ‘Tre Bicchieri’ prize by Gambero Rosso. Considerable investments in the vineyards and cellars, research and experimentation are the key ingredients of the Folonaris’ success and prove that wine is the result of both tradition and innovation. ‘Our production philosophy- says Luigi Folonari, managing director of Ruffinohas always been based on the knowledge of the territory, the respect for the great Tuscan wine tradition, the passion for autochthonous vines and not only’.
passione per i vitigni autoctoni e non solo’. Oggi in Toscana i Tenimenti Ruffino sono 7 oltre a nove poderi per un totale di oltre 1500 ettari di cui 650 coltivati a vigneto. La fattoria più vicina a Firenze, a pochi chilometri dal centro storico, è la Tenuta di Poggio Casciano, le cui origini risalgono all’XI secolo. Vi soggiornarono famiglie nobili della zona come i Soderini, di cui Paolo Antonio fu cugino di Lorenzo il Magnifico. Su un poggio, circondata dai vigneti, spicca la villa padronale del XIV secolo che tutt’oggi conserva lo stile inconfondibile del tempo in cui fu costruita ed è la residenza di Paolo Folonari, mentre un’ala della villa è adibita a luogo di accoglienza di charme per gli ospiti. Poggio Casciano, con i suoi 222 ettari, è una delle più estese tenute di Ruffino, mentre i vigneti coprono una superficie di 62 ettari. Comprendono diverse colline, con esposizioni e altitudini diverse, e riuniscono un’incredibile varietà di microclimi. Questa caratteristica ha permesso di coltivare vitigni differenti, come il Sangiovese, il Cabernet Sauvignon, il Merlot, il Sirah, e il Pinot Nero.
At present, Ruffino properties include seven estates and nine holdings amounting to over 1500 hectares of which 650 planted with vineyards. The closest one to Florence , a few kilometres from the city centre, is the ‘Tenuta di Poggio Casciano’ whose origins date back to the 11th century. Several local noble families lived there, like the Soderinis. Paolo Antonio Soderini was cousin to Lorenzo the Magnificent. The 14th century villa is set on the top of the hill, surrounded by vineyards, and is today Paolo Folonari’s residence. The guests quarters are situated in a wing of the house. Poggio Casciano, with its 222 hectares, is one of the biggest Ruffino estates, while the vineyards spread over an area of 62 hectares consisting of hills lying at different levels and with different exposures and, thus, with an incredible variety of microclimates. That’s what makes possible the growing of different grape varieties, like Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah and Pinot Noir.
Luigi Folonari nella cantina di Poggio Casciano Luigi Folonari in the wine cellar of Poggio Casciano
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TUS C A N Y FOOD Gianni Mercatali
La ‘festa’ del maiale
17 gennaio, per Sant’Antonio si compie il rito contadino della macellazione On 17th January, St. Anthony’s day, the traditional pig slaughter takes place
E’
l’unico sostantivo che declinato al femminile assume nel lessico comune anche un altro significato. È il maiale. Un animale da cortile o da allevamento ma che vive anche allo stato brado. Della sua macellazione, magistralmente raccontata da Bernardo Bertolucci nel suo film ‘Novecento’, non si butta via niente. Il periodo di questo rito contadino va dal 30 novembre giorno di Sant’Andrea al 17 gennaio, festa di Sant’Antonio, protettore sacro degli animali domestici, chiamato anche Sant’Antonio ‘del porco’. Fra le varie razze quella più antica è la Cinta Senese. Una delle prime testimonianze della sua esistenza è in un affresco risalente al 1338 di Ambrogio Lorenzetti su una parete del Palazzo Comunale di Siena. Sono animali di colore nero, simili a cinghiali, dalla caratteristica ‘cintura’, o cinta, bianca intorno al collo. L’interesse per il ripristino in purezza della Cinta Senese è di questi ultimi vent’anni, dopo che una serie di allevatori toscani ha deciso di partecipare alla reintroduzione di questa razza autoctona e quasi estinta. Questi suini crescono più lentamente, allo stato brado in appositi grandi spazi recintati secondo la loro indole. Si nutrono esclusivamente delle ghiande che cadono dalle querce, dai faggi e soprattutto dai lecci dei boschi, senza trascurare i tuberi e le radici che raspano sotto terra, scavando buche. Il gusto delle loro carni non conosce paragoni: diventano ghiotte salsicce, salami e prosciutti di qualità speciale, unici al mondo. Per chi vuole acquistare queste carni, sicuro punto di riferimento è l’Antica Norcineria Falorni di Greve in Chianti.
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E’ stata riscoperta la ‘cinta senese’: allevata nei boschi offre carni e salumi di grande pregio The ‘cinta senese’ has been rediscovered: raised in the wild state, it provides excellent meat It is the only Italian noun that has also a second meaning in the feminine: the word ‘pig’. A domesticated and farm-raised animal that can also live in the wild state. Every single part of the pig can be utilized after slaughter, a procedure masterfully described in the cult movie ‘Novecento’ by Bernardo Bertolucci. This peasant custom takes place from 30th November (St. Andrew’s day) to 17th January, St. Anthony’s day, the patron saint of domestic animals, especially of pigs. One of the oldest pig breeds is the Cinta Senese. The first evidence of its existence is found in a fresco of 1338 painted by Ambrogio Lorenzetti on a wall of the town hall of Siena. Cinta Senese pigs are black, very much like wild boars, and have a white ‘belt’ (cinta in Italian) around the neck. A group of Tuscan breeders, who decided to save this autochthonous breed at risk of extinction, have started raising Cinta Senese pigs again twenty years ago . They have a slow growth rate and live in a semi-wild state, in huge fenced pastures. They feed exclusively on oak and beech acorns, wild tubers and roots. The meat is extraordinarily tasty and makes excellent sausages and cold cuts. For those interested in purchasing such a special meat, we strongly recommend the ‘Antica Norcineria Falorni’ in Greve in Chianti. MAGAZINE 167
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F L O G U I D E to
d i n i n g, n i g h t l i f e a n d h o t e l s
Claudio Meli
R ES TA U R ANT FIRENZE Alle Murate - via del Proconsolo 6, ph 055.240618 Ristorante la sera, museo durante il giorno. Nei sotterranei sito archeologico da prenotare per cene private. Ottima cucina delle regioni d’Italia. Restaurant in the evening, museum during the day. An underground archaeological site for private dinners upon reservation. Excellent Italianregional food. Angels - via del Proconsolo 29, ph 055.2398762 Ambiente raffinato per una cena in palazzo storico reso moderno da sapienti arredi black & white. Fatevi consigliare i vini da Mary, simpatica ed esperta sommelier. Sophisticated ambience in an historic palazzo with contemporary black and white interiors. Enjoy the wines recommended by Mary, the lovely and experienced sommelier. Antica Porta - via Senese 23r, ph 055.220527 Pizzeria sempre affollatissima di fiorentini. Ottimi anche i primi piatti. Consigliata la prenotazione. A pizzeria always packed with locals. Excellent pasta dishes. It is advisable to reserve in advance. Baccarossa - via Ghibellina 46r, ph 055.240620 Delizioso nuovo ristorante di pesce. Materie prime di ottima qualità. Servizio attento. Acquistabili prodotti unici. Nice new speciality fish restaurant. Fresh pro-
ducts. Attentive service. Unique items on sale. Beccofino - piazza degli Scarlatti 1r, ph 055.290076 Tornato nelle sapienti mani di David Gartner. Ottima cucina italiana e internazionale. Due possibilità: wine bar o ristorante. Run by the clever David Gartner. Excellent Italian and international cuisine. Double choice: wine bar or restaurant. Boccanegra - via Ghibellina 124r, ph 055.2001098 Tre spazi distinti: ristorante, enoteca, pizzeria. Da provare tutti. Ristorante perfetto anche dopo il teatro. Davanti al Teatro Verdi. Three places in one: restaurant, wine bar and pizzeria. They are all worth a visit. Ideal aftertheatre dining. In front of the Verdi Theatre. Borgo San Jacopo (ristorante dell’Hotel Lungarno) - Borgo San Jacopo 14, ph 055.27261 Quattro tavoli in terrazzino con vista ineguagliabile sul Ponte Vecchio. Cucina per palati moderni. Four tables on a small terrace overlooking the Ponte Vecchio. Contemporary cuisine. Buca Lapi - via Trebbio 1r, ph 055.213768 Tradizionale ristorante fiorentino tra i più antichi in città nelle ex-cantine di Palazzo Antinori. Piatti tipici toscani abilmente proposti da Luciano il padrone di casa. Traditional Florentine restaurant, one of the oldest in town, built in the Palazzo Antinori’s wine cellars. Typical Tuscan dishes prepared by the patron Luciano. Caffè Pitti - piazza Pitti 9, ph 055.2399863 Location idilliaca di fronte a Palazzo Pitti. Specializzato in tartufo. Accanto la botteghina dove acquistare prelibatezze legate al prezioso tubero. Cocktail bar. Chiedete di Gianni. Across the street from Palazzo Pitti. Try their truffle dishes. Next door, there is a shop where one can buy truffle specialities. Cocktail bar. Ask for Gianni. Cammillo - borgo S. Iacopo 57r, ph 055.212427 Da cinquant’anni trattoria di qualità. Anche pesce. Cucina a vista. Conduzione familiare. A very good family-run old trattoria. The kitchen is in view of the customer. Cantina Barbagianni - via Sant’Egidio 13r, ph 055.2480508 - Su due piani, sala nel sottosuolo dai colori tenui e dalle sedute molto confortevoli. Cucina italo/toscana con originali rivisitazioni. Two-floor restaurant. The underground floor is light-colored and has very comfortable seating. Italian-Tuscan revised cuisine. Cibreo - via Andrea del Verrocchio 8r, ph 055.2341100 Fantasia e cura in cucina. Ormai un classico in città. Da provare, sempre della famiglia, Cibreino e Teatro del Sale nella stessa strada. Creativity and attention to details. A “classic” in town. Worth trying are also the Cibreino and Teatro del Sale run by the same family and in the same street. Da Alberto - piazza Cestello 8, ph 055.2645364 Cucina toscana in ristorante d’atmosfera. Piano Bar nel fine settimana. Chiedete ovviamente di Alberto.
Tuscan cuisine and great atmosphere. Piano bar on weekends. Ask for Alberto, of course. Dante - piazza N. Sauro 12r, ph 055.219219 Ristorante e pizzeria. Ottimo pesce fresco. Saletta prenotabile per cena privata nella cantinetta. Restaurant and pizzeria. Excellent fresh fish. Wine cellar available for private dinners upon reservation. Donnini - via di Rimaggio 22 (Bagno a Ripoli), ph 055.630076 - Appena fuori città, offre una cucina fiorentina davvero ben fatta e spazia dalla pappa al pomodoro al fritto misto, alla tagliata di manzo. Just outside town, it offers good Florentine dishes, including “pappa al pomodoro”, mixed fry and steak. Eito - via de’ Neri 72r, ph 055.210940 Primo ristorante giapponese a Firenze. Ottima qualità. Locale moderno e minimalista. Completamente ristrutturato da poco. Efficiente staff interamente giapponese. Best Japanese restaurant in Florence. Modern and minimalist ambience. It has been completely renovated recently. Very professional Japanese staff. Enoteca Pinchiorri - via Ghibellina 87, ph 055.242777 - Fra i primi 10 ristoranti nel mondo. Cantina con collezione di vini prestigiosissimi. Ambiente elegante, servizio perfetto. Tre stelle Michelin. One among the ten best restaurants in the world. Wine cellar containing a rare wine collection. Elegant ambience, impeccable service. It has achieved the highest culinary distinction: three Michelin stars. Fuor d’Acqua - via Pisana 37, ph 055.222299 Pesce freschissimo. Antipasti di crudo di elevatissima qualità per iniziare un percorso per una cultura culinaria di mare che vi lascerà la voglia di ritornare appena usciti. Servizio impeccabile.
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FLO GUIDE
Very fresh fish. Top-quality raw fish entrees and a delicious fish menu that will make you go back for more. Impeccable service. Garga - via del Moro 48, ph 055.2398898 Trattoria con pareti affrescate da artisti contemporanei. Piatti scenografici. Carne e anche pesce elaborati dall’estroso chef. Trattoria with walls frescoed by contemporary artists. Spectacular dishes. Fish and meat prepared by the creative chef. Giusti - località Prulli (Reggello), ph. 055.863.255 Stategica posizione non lontana da outlet The Mall. Ottimi pici al cinghiale. Carne chianina di qualità. Mega schermo per calcio e formula 1. Located at short distance from the outlet stores of “The Mall”. Excellent “pici” with wild boar. Good Chianina steak. Huge TV screen to watch football games and Formula One races. La Cantinetta, località Spedaluzzo (Greve in Chianti), ph. 055.8572000 - Trattoria di campagna. Servizio molto friendly. Eccellenti piatti toscani. Possibilità di cenare in veranda con caminetto. A country trattoria. Very friendly service. Excellent Tuscan dishes. There is also a veranda with fireplace. La Cantinetta di Rignana - località Rignana (Greve in Chianti), ph. 055.852065 - Genuina trattoria isolata nella meravigliosa campagna. Strada bianca per arrivare. Gran piatto della cantinetta: un must. A genuine trattoria in the countryside. A dirt road leads to the restaurant. The “Cantinetta” dish: a must-have La Martinicca - via del Sole 27r ph, 055.218928 A due passi dal cuore dello shopping. Ristorante con menù molto variegato e ottimi vini. Ottimo rapporto qualità prezzo. Located downtown. It offers a wide variety of food and excellent wine. Good value for money. La Reggia - via San Francesco 18 (Fiesole), ph 055.59385 - Vista mozzafiato sulla città. Trattoria condotta con passione da Leonardo ed il padre Mario. Piacevolissima terrazza estiva. Ottima cantina di vini. A breathtaking view of the town. A trattoria passionately run by Leonardo and his father Mario. In the summer, a lovely terrace. Excellent wine list. Latini - via dei Palchetti 6r, ph 055.210916 Antica trattoria con tavoli da dividere con gli altri commensali. Mitica Bistecca alla Fiorentina. Cantina per cene private con eccezionale collezione di vini. Old trattoria with tables shared with other people. Excellent Florentine steak. Wine cellar available for private dinners and great wine collection . Le Barrique - via del Leone 40r, ph 055.224192 In San Frediano. Alessandro, il proprietario, cura il servizio come in una casa privata. Ottimi vini. Materie prime direttamente dal mercato Centrale. Located in the San Frediano area. Alessandro, the owner, makes his guests feel at home. Excellent wines. Fresh products coming directly from
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the central market. Mario - via Rosina 2, ph. 055.218550 Tipica trattoria fiorentina, aperta solo a mezzogiorno, meta dei fiorentini che lavorano nei pressi del Mercato Centrale. Bistecca alla fiorentina gustata gomito a gomito con i numerosi frequentatori. Typical Florentine “trattoria”, open only at lunchtime, the favourite place of the Florentines who work near the Central Market. Enjoy the famous Florentine steak seated side by side with the many frequent customers. Nobilis - via Pietrapiana 82r, ph 055.2345696 Nuovo indirizzo per una cucina di alta qualità. Ambiente molto raccolto. Servizio attento. Eccellente lista di vini con possibilità di acquisto di etichette prestigiose. A new top-quality restaurant. Very intimate ambience. Attentive service. Excellent wine list.
decorations. Rossini - lungarno Corsini 4, 055.2399224 Raffinato ristorante all’interno di un suggestivo palazzo rinascimentale. Cucina innovativa. Visitate assolutamente la cantina. Refined restaurant in a magnificent Renaissance palazzo. Innovative cuisine. The wine cellar is worth a visit. Santo Bevitore - via Santo Spirito 64r, 055.211264 - A San Frediano. Cucina tradizionale con rivisitazioni soft a cena. Informale, frequentato da molti giovani. In the San Frediano area. Traditional cooking, a bit revisited for dinner. Casual place for young people. Solociccia - (Panzano in Chianti), ph. 055.852020 Mangiare dal famoso macellaio Dario Cecchini. Tavolo unico, niente menu, carne naturalmente fantastica. Il vino lo si può portare da casa. The famous Dario Cecchini’s place. One large table only. No menu. Fabulous meat, of course. Feel free to bring your own bottle of wine. The Lounge - piazza S. Maria Novella 9, ph 055.2645282 - Ristorante, salotto, cocktail bar. Pesce e carne di altissima qualità. Ricerca di prodotti genuini proposti con passione dallo Chef Massimo Bocus. Brunch da non perdere la domenica. Restaurant, salon, cocktail bar. Top-quality meat and fish. Genuine food prepared with passion and creativity by the chef Massimo Bocus. Fabulous Sunday brunch. Tre Panche - via Pacinotti 32r, ph. 055.583724 Piccolissimo ristorante. Cucina tradizionale rivisitata. Arredamento in legno, collezione vini antichi. Tortelli con formaggio di fossa al tartufo: un must. Very small restaurant. Traditional revisited cuisine. Wooden furnishing, old wine collection. Tortelli with truffled pecorino cheese: a must-have.
AREZZO Osteria di Passignano - Badia a Passignano (Tavarnelle Val di Pesa), ph. 055.8071278 - Osteria raffinata proprietà della famiglia Antinori. Possibile visita alle cantine e scuola di cucina. Vini e cibo ad alti livelli. A sophisticated “osteria” owned by the Antinori family. It is possibile to visit the wine cellars and take cooking lessons. Top-quality food and wine. Ostrica Blu - via Vittorio Veneto 6 (Campi Bisenzio) - Locale tutto pesce, fra i primi a lanciare la moda del crudo. Only fish and well-known for its raw fish dishes. Parione - via del Parione, 76r, ph 055.214005 Trattoria tipica. Cucina a vista. Piacevole sala per cene private. Ottima carne. Decorazioni in stile alle pareti. Typical trattoria. Kitchen in view. Nice dining room for private dinners. Excellent meat. Wall
Acquamatta - piazza della Vittoria 13 (Capolona), ph. 0575.420999 - Elegante, servizio al top. Notevoli le proposte di menù degustazione e della cucina locale Elegant place, perfect service. Good tasting menus and local dishes. Fiorentino - via Luca Pacioli 60 (Sansepolcro), ph. 0575 742033 - Locale esistente da circa duecento anni. Gestione attuale da oltre cinquanta accoglie i propri clienti con professionalità. In stagione tartufi. A two hundred years old restaurant. The current owners, who have been running it for fifty years, are highly professional. Truffles in season. I Tre Bicchieri - piazzetta Sopra i Ponti, 3 ph. 0575.26557 - Enoteca con cucina che fonde toscanità e creatività. Vicino al corso che porta alla città alta. Wine bar and restaurant combining tradition and creativity. Near the street leading to the upper town.
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FULL UP COOL CLUB
Via della Vigna Vecchia 23/r 50122 Firenze 055 293006
INFO LINE +39 333 6070952
FLO GUIDE
La Lancia D’Oro - piazza Grande 18, ph 0575.21033 - Sotto le meravigliose logge del Vasari, nella celebre piazza delle manifestazioni storiche. Cucina tradizionale Under the loggias of Vasari, in the main piazza. Traditional cooking Osteria del Teatro - via Maffei 2 (Cortona), ph 0575.630556 - La passione per il teatro si ritrova sia nelle sale cinquecentesche con camino sia nella zona più conviviale in stile trattoria. 16th century dining rooms with fireplace and also a more trattoria-style area. Osteria di Rendola - loc. Rendola (Montevarchi), ph. 055.9707491 - In aperta campagna accanto ad un relais, presenta importanti piatti del territorio In the countryside near a relais hotel, offers local dishes.
GROSSETO Buca San Lorenzo - via Manetti 1, ph. 0564/25142 Specialità di pesce e locali in ambiente ricavato nelle mura medicee. Pietanze proposte a voce. Medicean walls made into a restaurant offering fish specialities and no written menu. Canapone - piazza Dante 3, ph. 0564.24546 Completamente ristrutturato. Ristorante elegante e raffinato nel cuore del centro storico. Enoteca Canapino a pranzo con piatti tipici a prezzo contenuto. Completely renovated. Elegant and refined restaurant in the town center. Enoteca Canapino for lunch: local dishes at a fair price. Da Caino - località Montemerano (Manciano), ph 4602817 - Uno dei locali più celebrati, dove è tuttavia ancora viva la tradizione culinaria della Maremma. Tre forchette del Gambero Rosso. One of the most famous Italian restaurants, where one can enjoy the traditional cooking of
the Maremma area. It has been awarded “Three Forks” by the Gambero Rosso guide. Il Fiore del Tesoro - località Valpiana (Massa Marittima) - ph 056692971 - In campagna, in un albiente delizioso, lo chef Heros De Agostinis propone piatti che spaziano fra mare e terra. In the countryside, in a lovely place, the chef Heros De Agostinis prepares both fish and meat dishes. Il Frantoio - piazza della Provvidenza 11 (Capalbio), ph 0564896484 - Cucina creativa pur ispirandosi alla tradizione della Maremma. Al piano superiore una sala per la vendita di prodotti etnici. Creative cuisine inspired by the traditional cooking of the Maremma area. Upstairs, ethnic products on sale. Il Gambero Rosso - lungomare Andrea Doria 62 (Porto Ercole), ph. 0564.832650 - Punto di riferimento per gli appassionati delle specialità di mare a Porto Ercole. Sulla passeggiata. In estate terrazza all’aperto. The favorite place of fish lovers in Porto Ercole. On the promenade. Terrace in the summer. Il Tufo Allegro - vicolo Costituzione 5 (Pitigliano), ph 0564.616192 - Intricato nelle splendide viuzze del paese. Locale di grande fascino con proposte toscane. Salette ricavate nel tufo. Located in one of the many alleys of the town. Very fascinating place offering Tuscan dishes. Trattoria Toscana - località Badiola (Castiglione della Pescaia), ph 0564.944800 - Parte del prestigioso complesso ricettivo dell’hotel L’Andana, cucina paesana proposta da Alain Ducasse rispettando i sapori della Maremma. Eccellente lista vini. The trattoria of the hotel L’Andana, local cooking revisited by Alain Ducasse. Excellent wine list.
LIVORNO Da Galileo - via della Campana 20, ph 0586.889009 Piatti tipici livornesi a prezzi interessanti. Locale adornato dalle foto dei personaggi celebri che hanno fatto visita. Typical Leghorn dishes and fair prices. The walls are adorned with photos of celebrities who have been there. Il Cantuccio - largo Garibaldi,6 (Marina di Campo Isola d’Elba), ph. 0565.976775 - Notevole soprattutto la cucina di mare, con il pesce appena pescato. Vasta la cantina. Great fish dishes made with fish caught and cooked. Many wines. Il Gambero Rosso - piazza della Vittoria 13 (San Vincenzo), ph 0565.701021 - Due stelle Michelin, tre forchette Gambero Rosso. Sul porto, locale storico con cucina raffinata e creativa. Da sempre un punto di riferimento culinario per tutti gli appassionati di cucina. Two Michelin stars, three Gambero Rosso forks. On the harbour, a famous restaurant offering refined and creative cuisine. Highly recommended
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for haute cuisine lovers. Il Garibaldi Innamorato - via Garibaldi 5 (Piombino), ph 0565.49410 - Delizioso ristorante di pesce nel centro storico. Da provare soprattutto i priatti ottenuti con il pesce “povero”. Lovely fish restaurant in the town center. Try the dishes made with the so-called “poor” fish. La Pineta - via Cavalleggeri Nord 27 (Marina di Bibbona), ph 0586.600016 - Per tutti gli amanti di pesce un indirizzo indimenticabile. Locale situato proprio sulla spiaggia. Stella Michelin. An unforgettable place for all fish lovers. Right on the beach. One Michelin star. Osteria del Mare - borgo dei Cappuccini 5, ph 0586.881027 - In zona portuale una semplice trattoria con buona scelta di piatti di cucina marinara a costi contenuti. A simple trattoria in the port area with good fish dishes and reasonable prices. Osteria del Noce - via della Madonna 18 (Marciana -Isola d’Elba), ph 0565.901284 - A mezza costa del Monte Capanne, d’estate si mangia sotto un pergolato con una vista indimenticabile del mare. Buoni i piatti di pesce, ma intrigante anche l’offerta di piatti di terra. Halfway up the Capanne mountain. When the weather is good, one can enjoy the food under the pergola overlooking the sea. Good fish and meat dishes. Scacciapensieri - via Verdi 22 (Cecina), ph 0586.680900 - Locale moderno. Specialità di mare di grande qualità. Moglie in cucina e marito in sala per un connubio vincente. A modern restaurant. Top-quality fish prepared and served by a winning couple. Stella Marina - via Vittorio Emanuele II 1 (Portoferraio - Isola d’Elba), ph 0565.915983 - Accanto allo scalo dei traghetti, propone una cucina di mare molto curata nella qualità. Buona la lista dei vini. Near the ferry port, it makes use of quality products. Good wine list.
LUCCA All’olivo - piazza S. Quirico 1, ph 0583.496264 Piccolo ristorante situato in una delle caratteristiche piazzette del centro. Cucina di mare e terra. Piacevole veranda. Small restaurant in one of the picturesque small piazzas of the town. Fish and meat dishes. Nice veranda. Buca di Sant’Antonio - via della Cervia 3, ph 0583.55881 - In palazzo di origini settecentesche. Prosciutti e pentole alle pareti. Piatti tradizionali e tipici. In an 18th century building. Prosciuttos and pots hanging from the walls. Traditional and local dishes Da Giorgio - via Zanardelli 71 (Viareggio), ph 0584.44493 - Ristorante familiare con piacevole atmosfera. Curata proposta di antipasti e vasta scelta di crostacei. Molti ospiti celebri hanno lasciato dediche.
Informal restaurant, friendly atmosphere. Many entrees and wide choice of shellfish. A place popular among celebrities. Enoteca Marcucci - via Garibaldi 40 (Pietrasanta), 0584.791962 - Locale molto in auge tra i giovani. Carta dei vini molto ampia. Cucina semplice e appetitosa. Very popular restaurant among young people. Extensive wine list. Simple and tasty cooking. Gazebo - (Hotel Locanda l’Elisa) via Elisa 25, ph 0583.494539 - Raffinatezza in questo ristorante situato all’interno di un originale gazebo circondato da un rigoglioso parco. Coperti limitati. Fantasie culinarie. Refined restaurant placed under a gazebo and surrounded by a luxuriant park. Not many seats available. Creative cuisine. Lorenzo - via Carducci 61 (Forte dei Marmi), ph 0584.874030 - Gli amanti del mare non possono mancarlo. Punto di riferimento signorile in Versilia. Proprio nel centro cittadino. Perfect place for fish lovers. A famous exclusive restaurant of the Versilia area. Downtown. Maitò - via Arenile 28 (Forte dei Marmi), ph 0584. 80940 Sul lungomare. Raffinato locale con ottime proposte di cucina marinara. Lista dei vini curata. On the promenade. Elegant restaurant with excellent fish dishes. Carefully selected wine list. Romano - via Mazzini 120 (Viareggio), ph 0584.31382 Stella Michelin per questo ristorante che da 35 anni riscuote ottimo successo per le sue proposte culinarie. Recentemente rinnovato. One Michelin star for this restaurant that has been at the top of the list for thirty five years thanks to its excellent cuisine. Recently renovated.
MASSA CARRARA Caveau del Teatro - piazza Santa Cristina (Pontremoli), ph 0187.833328 Ripropone in chiave moderna piatti locali tradizionali, ma anche piatti di impronta mediterranea. Local cooking in a modern version, but also Meditteranean dishes. Da Riccà - lungomare di Ponente (Marina di Massa), ph 0585.41070 - Piccolo ristorantino che dagli anni Sessanta con la stessa gestione propone ottime specialità di mare. Small restaurant run by the same family since the sixties. Excellent fish. La Peniche - Lungobrugiano (Marina di Massa), ph 0585.240117 Location molto particolare su di una palafitta. Ambiente con arredamento che riporta alla Francia. Specialità marinare ed anche ottime pizze. Built on piles, French-style interiors. Fish specialities and also very good pizzas. Ninan - via L. Bartolini 3, ph 0585.74741 Classica signorilità in questo locale con proposte della tradizione rivisitate dall’abile mano del giovane chef. A classic and refined restaurant offering traditional dishes revisited by the skilful young chef.
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PISA Dante e Ivana - viale del Tirreno 207c (Tirrenia), ph 050.32549 - Pregevole offerta di vini per una cantina a vista in locale elegante e intimo. Cucina marinara fantasiosa. Good wines and elegant and intimate place. Creative fish cooking. Del Duca - via di Casphlo 2 (Volterra), ph 0588.81510 Nel centro storico, wine bar e ristorante. Si può optare per uno spuntino veloce, oppure sedersi a gustare la ribollita con colombaccio e tartufo locale. In the historic center, wine bar and restaurant. For a quick snack or to enjoy “ribollita” or truffle dishes. Foresta - via Litoranea 36 (Marina di Pisa) ph 050.35082 - Molti piatti di pesce di ottima fattura. Piccolo ristorante affacciato sul mare. Atmosfera accogliente e familiare. Excellent fish dishes. Small restaurant overlooking the sea. Friendly and informal atmosphere. Osteria dei Cavalieri - via San Frediano 16, ph 050.580858 - Ambiente caloroso. Nei pressi dell’Università. Cucina genuina a prezzi molto interessanti. Warm atmosphere. Near the university. Genuine cooking at reasonable prices. Osteria del Porton Rosso - vicolo del Porton Rosso 1, ph 050.580566 - Fratello e sorella in cucina. Solo cucina marinara. In una delle zone più caratteristiche di Pisa. Ambiente rustico. Brother and sister in the kitchen. Only fish. In one of Pisa’s most characteristic areas. Perbacco - viale Vittorio Veneto 30 (Montescudaio), ph 0586.650324 - Cucina di buon livello che valorizza i prodotti locali. Specialità i risotti, i tortelli, la bistecca di Chianina. High quality restaurant and local dishes. The chef’s specialities are risotto, tortelli and Chianina steak.
PISTOIA Baldo Vino - piazza San Lorenzo 5, ph 0573.21591 Enoteca molto fornita. Piacevoli piatti presentati in modo raffinato. Tavolo d’ingresso immerso in piccola libreria colma di testi di enologia. Well-stocked wine bar. Good dishes and elegant presentation. The table at the entrance is buried in wine books. Enoteca Da Giovanni - Via Garibaldi 25 (Montecatini Terme), ph 0572.71695 Ottimi vini, carne e pesce da assaporare in due sale una più elegante l’altra più casual. La sera d’estate servizio nel dehors. Very good wines, fish, meat. Two dining rooms: one elegant, the other more casual. In summer one can eat outside. Gourmet - via Amendola 6 (Montecatini Terme), ph 0572.771012 - Elegante locale dall’ampia scelta di piatti sia di carne che di pesce con una predilezione per quest’ultimi. Tradizione e fantasia in
174 MAGAZINE
un mix riuscito. Elegant restaurant with a wide choice of both fish and meat dishes. A perfect mix of tradition and creativity. Manzoni - corso Gramsci 112, 0573.28101 Materie prime di qualità in questo locale per appassionati di pesce. Rapporto qualità prezzo eccellente. Pietanze offerte a voce. For fish lovers. Excellent quality/price ratio. No written menu.
PRATO Accanto a Mattonella - via Ricasoli 16, ph 0574.448409 - Locale creato dagli eredi della tradizione pasticcera di Mattonella, l’inventore dei “ Biscotti di Prato”; Ambiente elegante e servizio informale. La II domenica del mese Brunch all’italiana A Bar-Restaurant created by the owners of the famous Mattonella pastry shop, the “inventors” of the “Prato biscuits”. Elegant ambience and informal service. Every second Sunday of the month, Italian brunch. Il Piraña - via Valentini 110, ph 0574.25746 Vero indirizzo di riferimento per cultori del pesce. Da anni sulla cresta dell’onda. The favorite spot of fish fans. It has been riding high for years. Logli - via di Carteano 1, località Filettole, ph 0574.23010 - Trattoria tipica situata sui colli. Carne alla griglia. Accoglienza molto calorosa. Typical trattoria set on the hills. Grilled meat. Very friendly reception. Da Delfina - via della Chiesa 1 (Artimino) ph 055.8718074 - Antica trattoria. Oggi locale raffinato ed accogliente.Cucina tradizionale.In estate servizio in terrazza con splendida vista sulle circostanti colline. Old trattoria. Traditional cooking. In summer, meals are served on the terrace with view of the surrounding hills. Volver - via Bovio Giovanni, 2 ph 0574. 22382 Moderno e raffinato è diventato un locale da guida grazie all’attenzione alla cucina, alla cantina e al servizio di qualità. A modern and refinest restaurant awarded by the guides thanks to its attention to the cuisine and wine list and high-quality service.
SIENA Antica Osteria da Divo - via Franciosa, 25 ph 0577.284381 - Trattoria con piatti tipici senesi presentati in modo originale. Atmosfera di classe con sala principale di stampo medioevale e sale interne e sottosuolo originariamente tombe Etrusche. Trattoria offering typical Sienese dishes presented in a very original way. Sophisticated atmosphere with a medieval main dining room. The other rooms and basement were once Etruscan tombs.
Arnolfo - via XX Settembre 50 (Colle di val D’Elsa), ph. 0577.920549 - In palazzo del ‘500, due salette intime e una terrazza per l’estate. Cucina raffinata e fantasiosa. Due stelle Michelin. Located in a 16th century building, two intimate rooms and a terrace in summer. Creative and refined cuisine. Two Michelin stars. Badia a Coltibuono - sulla strada Chiantigiana (Gaiole in Chianti), ph 0577.749479 - Spettacolare monastero oggi proprietà privata, chiesa visitabile soltanto durante le messe. Accanto il ristorante con corsi di cucina e vini di qualità. Once a monastery, today a private property. The church is open only during mass. Cooking lessons and good wines. Banfi - località Sant’Angelo Scalo (Montalcino), ph 0577.816054 - Piatti creativi e moderni, fra terra e mare, in un contesto unico, quello del Castello Banfi. E ovviamente la cantina promette tutti i profumi di cui sono capaci i settecento ettari di vigneti. Creative and modern dishes, both fish and meat, served in the most beautiful setting: the Banfi Castle. Of course, wine for all tastes. Bottega Nuova - Strada Chiantigiana 29, ph 0577.284230 - Tre menù degustazione: pesce, carne, misto. Nessuno tradisce. Three tasting menus: fish, meat or mixed. They are all fantastic. Il Canto dell’Hotel Certosa di Maggiano - strada di Certosa 86, ph. 0577.288180 - L’estro di Paolo Lopriore profonde tecnica e mano sapiente nell’equilibrio dei sapori per stuzzicare l’appetito. Cantina importante. Creative dishes prepared by the chef Paolo Lo Priore and fine wines. Il Colombaio, località Colombaio (Casole), ph 0577949002 - Vincenzo Di Grande ne ha saputo fare un ottimo ristorante, dove si possono gustare mix di pesce e prodotti locali. Cantina all’altezza. Vincenzo Di Grande transformed it into an excellent restaurant where one can enjoy fish and local products. Good wine list. Il Pozzo Monteriggioni - piazza Roma 2 (Monteriggioni), ph 0577.304127 - Tradizioni culinarie locali in ambiente familiare. Proprio sulla deliziosa piazza del borgo. Local cuisine and a family atmosphere. Located in the main piazza. La Frateria di Padre Eligio - convento San Francesco (Cetona), ph 0578.238261 - In un luogo straordinario, la cucina offre un menù unico di otto portate che spaziano dalla norcineria casalinga a piatti di grande inventiva. Located in a beautiful place. The restaurant has only one menu consisting of eight dishes combining tradition and creativity. La Leggenda dei Frati - piazza Garfonda 7 (Abbadia Isola - Monteriggioni), ph 0577.301222 Antico complesso abbaziale. Intimo ristorante condotto con passione da una coppia di fratelli divisi tra cucina e sala. Orto privato con grandi varietà di spezie.
An ancient abbey. A small restaurant passionately run by two brothers, one is the chef and the other the maïtre. Private vegetable garden with all kinds of herbs. Mugolone - via dei Pellegrini 12, ph 0577.283039 Cucina tipica senese. In stagione sublimi tartufi e funghi. Typical Sienese cooking. Excellent truffles and mushrooms in season. Osteria Le Logge - via del Porrione 33, ph 0577.48013 A pochi passi da piazza del Campo, un laboratorio di nuove e interessanti proposte della cucina tipica senese. Just a short walk from Piazza del Campo, typical Sienese cooking with new and interesting ideas.
N IG H T L IFE FIRENZE Angels - via del Proconsolo 29/31r, ph 055.2398762 Interessante il dopocena Interesting after-dining place Boston T. - viale Europa 160, ph 055.6533307 Aperitivi party il giovedì e il venerdì Aperitif parties on Thursday and Friday Colle Bereto - piazza Strozzi 5r, ph 055.283156 Locale del momento, aperitivo e dopocena, serata cool il venerdì Very trendy place, before and after dinner; cool Friday night Dolce Vita - piazza del Carmine 26r, ph 055.284595 Locale storico della “night life” fiorentina, il venerdì e il sabato all’aperitivo Famous Florentine bar; on Friday and Saturday for drinks Frescobaldi Wine Bar - via de’ Magazzini 2/4, ph 055.284724 - Aperitivo enoteca Bar and wine bar
Country House Hotel and Restaurant in the heart of Chianti Classic
k Piccolo Albergo di campagna con Ristorante nel cuore del Chianti Classico
Via San Cresci, 31/32 - 50022 Greve in Chianti - Florence ph +39 055 88 40 004 - fax +39 055 88 40 005 info@villabordoni.com - www.villabordoni.com
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Full up - via della Vigna Vecchia 23-25r, ph 055.293006 Disco, serate perfette il giovedì e il venerdì Disco club, best nights: Thursday and Friday Fusion Bar - Gallery Art Hotel - piazzetta dell’Oro 5, ph 055.27263 - Aperitivo cena e dopocena sempre di classe, clientela selezionata Stylish aperitif, dining and after dining place, selected clients Il Rifrullo - via S. Niccolo’ 55r, ph 055.2342621 Aperitivo cena e dopocena, cool la domenica sera Aperitif, dinner and after-dinner place. Cool on Sunday night Meccanò - parco delle Cascine Via dell’Olmo 1, ph 055.331371 - Disco, serata buona il venerdì Disco club, the coolest night is Friday Moyo - via de’ Benci 23/r, ph 055.2479 738 - Una certezza a tutte le ore, dopocena giusto il venerdì It never lets you down, perfect after-dinner place on Friday Negroni Florence Bar - via Renai 17r, ph 055.243647 Aperitivo e dopocena, serate migliori il martedì e il venerdì Apertifs and after-dinner drinks, don’t miss the place on Tuesday and Friday nights Noir (ex Capocaccia) - lungarno Corsini 12r,
ph 055.210751 - Tutte le sere frequentato, top martedì, venerdì e domenica Very popular, best nights are Tuesday, Friday and Sunday Plasma - piazza Ferrucci 1, ph 055.0516926 - Sempre frequentato, serata diversa il mercoledì Always packed with people, nice on Wednesday evenings Porfirio Rubirosa - viale F. Strozzi 18/20, ph 055.490965 - Cool l’aperitivo del sabato e il dopocena Cool Saturday night Rose’s - via del Parione 26r, ph 055.287090 - Sempre frequentato, sushi bar Very popular, sushi bar Sésame - via delle Conce 20r, ph 055.2001381 Cena e dopocena di classe, etnico, aperitivo il mercoledì Sophisticated dinner and after-dinner place, ethnic. Happy hour on Wednesday Slowly Café - via Porta Rossa 63r, ph 055.2645354 Informale, a tutte le ore Informal, at any time Tenax - via Pratese 46, ph 055.308160 Disco, serata cult sabato Disco club, Saturday nights cannot be missed The Lounge - piazza Santa Maria Novella 9-10r, ph 055.2645282 - Aperitivo chic Chic place for a drink Yab - via Sassetti 5r, ph 055.308160 - Disco, serata fashion e target più adulto il giovedì, house il venerdì Disco club, fashion night and targeted at grownups on Thursday night, house music on Friday Zoe - via de’ Renai 13r, ph 055.284595 Aperitivo e dopocena, cool il giovedì Before and after-dinner drinks, cool on Thursday night Universale - via Pisana 77, ph 055.221122 Disco, serata frizzante giovedì Disco club, cool on Thursday night Regina Margherita - via Padule 25, (Bagno a Ripoli) ph 055.6510556 - Serata generosa il sabato Saturday nights are the best
AREZZO Carosello (Casa Cantoniera) - lungarno 4747, (Ter-
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ranova Bracciolini) ph 055.9199028 - Disco, sabato sera cool Disco club on Saturday nights Grace - Madonna Del Prato 125, ph 0575.27368 Disco, venerdì notevole Great disco club on Fridays
GROSSETO Black Sun - via Della Dogana, (Castiglione Della Pescaia) ph 0564.922456 - Disco il sabato Disco club on Saturday night Four Roses - viale Giannutri 3, Grosseto ph 0564.34658 - Disco, cool il privè del venerdì Disco club, prive lounge on Friday Kings - Localita’ Cala Galera, (Porto Ercole) ph 0564.833912 - Disco, sabato live di classe Disco club, for a classy Saturday night out Narciso e Boccadoro - Piazza del Sale 25/27, mob. 347.3577350 - 349.5743223 Ristorante, musica dal vivo e dj-set. Il meglio nel weekend Restaurant, live music and dj-set. Best on weekends
PRATO Caffè 21 - viale Piave 5, Prato ph 0574.42064 Aperitivo e dopocena il sabato Happy hour and after-dinner drinks on Saturday Latin Lover - viale Valentini 102, Prato ph 0574.448207 Aperitivo la domenica sera e dopocena Drinks before and after dinner on Sunday night Viva - viale Valentini 16, Prato ph 0574.603274 Aperitivo il giovedì e dopocena il venerdì For a drink on Thursday and after dinner on Friday
SIENA Essenza - Località Casetta, (Siena) ph 0577 364482 Disco, venerdì tendenza Disco club, trendy on Fridays
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VERSILIA Alma Rosa - viale Morin 89/a, (Forte dei Marmi) ph 0584-82503 - Aperitivo e pre-disco tutti i weekend Happy hour on weekends Twiga - via Roma 2, (Forte dei Marmi) ph 0584.21518 Disco, la più esclusiva The most exclusive disco club La Capannina - viale della Repubblica 16, (Forte dei Marmi) ph 0584.787988 - Disco, storica ed immortale Famous evergreen disco club Seven Apples - viale Roma 108, (Forte dei Marmi) ph 0584.20458 - Disco immortale, una sicurezza Disco club, a classic that never disappoints you Quebrada - Italico 5, (Forte dei Marmi) ph 0584.82410 Aperitivo e cena; delizioso Before and after dinner drinks; lovely place
H O T EL S FIRENZE Albergotto - via de’ Tornabuoni 13, ph 055.26464 - fax 055.28108 www.albergotto.com All-Suite Palazzo Magnani Feroni - borgo San Frediano 5, ph 055.29544 fax 055.2608908 www.palazzomagnaniferoni.com Antica Torre di Tornabuoni n.1 - via de’ Tornabuoni 1 , ph 055.2658161 fax 055.218 841 www.tornabuoni1.com B&B In Piazza della Signoria - via dei Magazzini 2, ph 055.29546 fax 055.2676616 www. inpiazzadellasignoria.com Brunelleschi - piazza Santa Elisabetta 3, ph 055.27370 fax 055.219653 www.hotelbrunelleschi.it Castello del Nero Hotel & Spa - strada Spicciano 7, (Tavarnelle Val di Pesa) ph 055.8064 70 fax 055.80 64 77 77 www.castello-del-nero.com Castello di Gabbiano - via di Gabbiano 22, (Mercatale Val di Pesa) ph 055.821053 fax 055.82.18.082 www.castellogabbiano.it Continentale - Vicolo dell’Oro 6r, ph 055.27262 fax 055.2831 www.lungarnohotels.com Excelsior Westin - piazza Ognissanti 3, ph 055.27151 fax 055.210278 www.starwoodhotels.com Gallery Art - vicolo dell’Oro 5, ph 055.27263 fax 055.268557 www.lungarnohotels.com Grand Hotel - piazza Ognissanti 1, ph 055.288781 fax 055.217400 www.starwoodhotels.com Grand Hotel Baglioni - piazza Unità Italiana 6, ph 055.23580 fax 055.23588895 www.hotelbaglioni.it Grand Hotel Minerva - piazza Santa Maria Novella 16, ph 055.27230 fax 055.268281 www.grandhotelminerva.com Helvetia & Bristol - via dei Pescioni 2, ph 055.287814 fax 055.288353 www.royaldemeure.com Hotel Bernini Palace Baglioni - piazza San Firenze 29, ph 055.288621 fax 055.268272 www.baglionihotels.com
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Hotel Regency - piazza Massimo D’Azeglio 3, ph 055.2452247 fax 055.2346735 www.regency-hotel.com J & J - via di Mezzo 20 , ph 055.26312 055.240282 www.cavalierehotels.com/firenze JK Place - piazza Santa Maria Novella 7, ph 055.2645181 fax 055.2658387 www.jkplace.com Lungarno - borgo San Jacopo 14, ph 055.27261 fax 055.268437 www.lungarnohotels.com Lungarno Suites - lungarno Acciaiuoli 4, ph 055.2726 8000 fax 055.2726 8888 www.lungarnohotels.com Montebello Splendid - via Garibaldi 14 , ph 055.27471 fax 055.2747700 www.hotel-florence-montebellosplendid.com Plaza Hotel Lucchesi - lungarno della Zecca Vecchia 38, ph 055.26236 fax 055.2480921 www.plazalucchesi.it Poggio dei Medici ( Barberino Mugello ) - via San Gavino 27, (Scarperia) ph 055.84350 fax 055.84304 www.poggiodeimedici.com Relais S.Croce - via Ghibellina 87, ph 055.2342230 fax 055.2341195 www.relaisantacroce.com Residenza del Moro - via del Moro 15, ph 055.290884 fax 055.2648494 www.residenzadelmoro.com S.M.Novella - piazza Santa Maria Novella 1, ph 055.271841 fax 055.27184199 www.hotelsantamarianovella.it Savoy - piazza della Repubblica 7, ph 055.27351 fax 055.35888 www.hotelsavoy.it Una Vittoria - via Pisana 59, ph 055.22771 fax 055.22772 www.unahotels.it Vignamaggio - via Petriolo 5, ( Greve in Chianti ph 055.85.46.61 fax 055.8544468 www.vignamaggio.com Villa Bordoni - via San Cresci 31/32, (Mezzuola Greve in Chianti ) ph 055.8840004 fax 055.8840005 www.villabordoni.com Villa Gamberaia - via del Rossellino 72, ph 055.697205 fax 055.697090 www.villagamberaia.com Villa La Massa - via della Massa 24, (Bagno a Ripoli) ph 055.62 611 fax 055.633102 www.villalamassa.com Villa La Vedetta - viale Michelangelo 78, ph 055.681631 fax 055.6582544 www.villalavedettahotelcom Villa Mangiacane - via Faltignano 4, (San Casciano ph 055.8290123 fax 055.8290358 www.mangiacane.it Villa Medici - via Il Prato 42, ph 055.277171 fax 055.2381336 www.villamedicihotelcom Villa Olmi Resort - via degli Olmi 4/8, (Bagno a Ripoli) ph 055.637 710 fax 055.6377 1600 www.villaolmiresort.com Villa San Michele - via Doccia 4, (Fiesole) ph 055.5678200 fax 055.567 8250 www.villasanmichele.com
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MONTECATINI Grand Hotel & La Pace - via della Torretta 1, ph 0572 9240 fax 0572 78451 www.grandhotellapace.it Grotta Giusti - via Grotta Giusti 1411, (Monsummano Terme) ph 0572 9240 fax 0572 9077200 www.grottagiustispa.com
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GROSSETO Cala Del Porto - via del Pozzo, (Punta Ala) ph 0564 922455 fax 0564 920716 www.hotelcaladelporto.com Il Pellicano Hotel - localita’ Sbarcatello, (Porto Ercole) ph 0564 858111 fax 0564 833418 www.pellicanohotelcom L’Andana - tenuta la Badiola, (Castiglione della Pescaia) ph 0564 944800 fax 0564 944577 www.andana.it Terme di Saturnia - via delle Terme 1 - Fraz. Terme, (Manciano - Saturnia) ph 0564 601061 fax 0564 601266 www.termedisaturnia.com
ISOLA D’ELBA Hotel Hermitage - La Biodola, (Portoferraio) ph 0565 9740 fax 0565 969984 www.hotelhermitage.it
LUCCA Albergo Pietrasanta - via Garibaldi 35, (Pietrasanta) ph 0584 793726 fax 0584 793728 www.albergopietrasanta.com Augustus - V.le A. Morin 169, (Forte Dei Marmi) ph 0584 787200 fax 0584 787102 www.augustus-hotel.it Byron - V.le A. Morin 46, (Forte Dei Marmi) ph 0584 787052 fax 0584 787152 www.hotelbyron.net Grand Hotel Principe di Piemonte - piazza Puccini 1, (Viareggio) ph 0584 4011 fax 0584 401803 www.principedipiemonte.com Locanda D’Elisa - via Nuova per Pisa 1952, (Massa Pisana) ph 0583 379737 fax 0583 379019 www.locandalelisa.it Villa Roma Imperiale - via Corsica 9, (Forte dei Marmi) ph 0584 78830 fax 0584 80841 www.villaromaimperiale.com
Borgo La Bagnaia - s.s. 223 Siena - Grosseto km. 12, (Bagnaia) ph 0577 813000 fax 0577 817464 www.borgolabagnaia.com Borgo San Felice - località San Felice, (Castelnuovo Berardenga) ph 0577 ph64 fax 0577 359089 www.borgosanfelice.com Capannelle - località Capannelle 13, (Gaiole in Chianti) ph 055.567 8200 fax 0577 749121 www.capannelle.com Castello di Tornano - castello di Tornano, (Gaiole in Chianti) ph 0577 746067 fax 0577 746094 www.castelloditornano.it Castello di Velona - località Velona, (Montalcino) ph 0577 800101 fax 0577 835661 www.castellodivelona.it Fonteverde - località Terme 1, (San Casciano dei Bagni) ph 0578 57241 fax 0578 572200 www.fonteverdespa.com Grand Hotel Continentale - banchi di Sopra 85, (Siena) ph 0577 56011 fax 0577 5601555 www.ghc.royaldemeure.com La Collegiata - località Strada 27, (San Gimignano) ph 0577 943201 fax 0577 940566 www.lacollegiata.it Park Hotel Siena – Villa Gori Golf Club - via Marciano 18, (Siena) ph 0577 290290 fax 0577 290448 www.phs.royaldemeure.com Relais la Suvera - località Pievescola, (Casole D’Elsa) ph 0577 960300 fax 0577 960220 www.lasuvera.it San Filippo - località Pod. S. Filippo 134, (Montalcino) ph 0577 847176 fax 0577 847213 www.sanfilippomontalcino.com
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