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Pratoreview n.29

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review

prato n. 29 primavera 2016

She is rainbow 2016 Spring/summer

Marco Bocci

Dal cinema alla moda

Rael Isacowitz

Wellness e passione

L’ombra degli Etruschi Alla scoperta delle nostre radici

Un weekend a Prato

Itinerario dentro e fuori le mura english version


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10 Arte 14 spettacolo 19 libri 20 Lo sguardo da fuori 22 lo sguardo dalle stelle 25 editoriale 26 COver story Marco Bocci Maudit? No, molto normale di Francesca Lombardi

30 itinerario Che weekend vuoi? di Matteo Grazzini foto Pasquale Paradiso

38 arte L’ombra degli Etruschi di Guido Parigi

42 intervista Incontro con Rael Isacowitz, un’istituzione nel mondo del Pilates di Elisa Signorini

46 Moda She is rainbow. Tutti i colori che indosseremo questa primavera di Francesca Lombardi foto Lineashow


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53 Segni particolari Patrizia Gozzini di Sabrina Bozzoni

55 Segni particolari Emanuele Di Biase di Sabrina Bozzoni

56 Focus Nasce il portale per la vendita online di tessuti pratesi

di Matteo Grazzini foto Dario Garofalo

62 tipicità I prodotti “riconosciuti” di Prato e provincia. Ultimo arrivato la Mortadella 68 ristorante Naga Thai Bistrot di Alessandra Lucarelli

70 itinerario Macelleria Giagnoni, sinonimo di qualità dal 1969 di Virginia Mammoli

72 lifestyle L’universo e i traguardi dello Sporting Club di Prato 74 Shot on site 76 Prato tips 79 English version 82 oroscopo


prato

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Direttore responsabile

Matteo Parigi Bini

moda

Teresa Favi, Francesca Lombardi redazione

Sabrina Bozzoni, Matteo Grazzini, Alessandra Lucarelli, Virginia Mammoli, Mila Montagni, Elisa Signorini

NOVI TÁ

contributors

Claudio Cannistrà, Guido Parigi Bini Fotografi

Gianni Attalmi,Ilaria Costanzo, Dario Garofalo, Lineashow, Martina Melchionno, New Press Photo, Pasquale Paradiso, Adam Katz Sinding (cover) grafica

Martina Alessi, Chiara Bini Traduzioni

Costanza Nutini Direttore Commerciale

Alex Vittorio Lana Pubblicità

Gianni Consorti, Alessandra Nardelli

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ORARIO DI APERTURA

società editrice

Alex Vittorio Lana, Matteo Parigi Bini via Piero della Francesca, 2 - 59100 Prato - Italia tel +39.0574.730203 - fax +39.0574.730204 redazione@gruppoeditoriale.com Registrazione Tribunale di Prato - n° 5/2009 del 10.03.2009

LUNEDÌ MARTEDÌ MERCOLEDÌ GIOVEDÌ VENERDÌ

CHIUSO 8.00 - 19.30 8.00 - 19.30 8.00 - 19.30 8.00 - 19.30

SABATO DOMENICA

8.00 - 13.00 / 15.30 - 19.30 8.00 - 13.00

ORARIO CONTINUATO

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Baroni & Gori - Prato Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana


10 agenda arte

Palazzo Pretorio Lato

PALAZZO PRETORIO Inaugurata la nuova mostra di Palazzo Pretorio, L’ombra degli Etruschi. Simboli di un popolo fra pianura e collina, un viaggio nel tempo che esplora gli orizzonti del sacro e dell’oltretomba, per riannodare i fili di quella civiltà etrusca fiorita anticamente sul territorio a Nord del fiume Arno. Tra cippi, stele e bronzetti, quella che riemerge è una storia affascinante e ricca di suggestioni, che ricostruisce le lontane radici culturali di quest’area della Toscana passando per Prato e l’epicentro di Gonfienti. Una mostra che svela nuovi aspetti finora sconosciuti del passato archeologico di Prato e della Toscana (fino al 30 giugno). MUSEO DEL TESSUTO Continua Heritage. Storie di

In alto: Spazio Moo Palazzo Pretorio

tessuti e di moda, la mostra che celebra i 40 anni del museo ripercorrendone le collezioni. Una variegata antologia di tessuti, abiti e accessori, libri campionario, figurini, antichi giornali di moda, bozzetti originali per abiti e rare edizioni di libri tessuti, che dal Cinquecento giungono fino agli anni Sessanta del Novecento. Un viaggio lungo 600 anni di tessuti e moda. (fino al 30 aprile). Dal 21 marzo al primo maggio, sempre negli spazi dell’Ex Campolmi, La mafia siamo noi, un’opera dell’artista Gerardo Paoletti, che dopo Firenze e Pistoia arriva a Prato. Novantadue ritratti monumentali e interattivi di vittime di mafia e di mafiosi, dal 1977, anno del primo omicidio, alla strage dei Georgofili (1993).

BIBLIOTECA LAZZERINI Il 2 aprile viene inaugurata Away Game. Quindici pratesi a New York City, una mostra fotografica di Andrea Biancalani, che racconta le storie di 15 pratesi che vivono e lavorano a New York. Ognuno è stato ritratto nel luogo della città che più ama e che più lo rappresenta, realizzando così anche un piccolo gran tour della Grande Mela. L’esposizione resterà visibile fino al 30 aprile. Per gli amanti del cinema, invece, continua fino al 16 aprile nella sala conferenze della Lazzerini In poltrona fra gli scaffali, ciclo di incontri tenuti da Massimo Smuraglia sulla storia del cinema, dal free cinema inglese, alla nouvelle vague francese, passando per il nuovo cinema americano

In basso: Museo del Tessuto

(tutti i sabato dalle 16 alle 18.30). Durante il mese di aprile, inoltre, una serie di presentazioni di libri a cui saranno presenti anche gli autori: Oriana Fallaci. Amore, vita e morte delle sue opere di Nicoletta Corsalini, un saggio che abbraccia le suggestioni tematiche fondamentali della Fallaci senza trascurare il profilo storicoletterario della scrittrice, la sua attitudine all’analisi filosofico-profetica e la fertilità inventiva (14 aprile); L’occasione della Poesia di Giuseppe Panella, un lavoro sul persistente contrasto tra dolore e speranza, serenità e sofferenza (21 aprile) e L’alba dei papaveri di Adua Biagioli Spadi, una raccolta di testi intorno a due concetti fondamentali: l’amore e l’identità (28 aprile).


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In alto: Biblioteca Lazzerini Lato

Infine per i ragazzi dai 10 ai 13 anni, Libri…uno sguardo su Prato, letture animate e laboratori per scoprire il territorio di Prato in maniera innovativa (domenica 3, 17 e 24 aprile, nella Sezione Ragazzi e Bambini Via Santa Chiara, 24). DIE MAUER Fino al 30 aprile, la mostra Gianfranco Chiavacci 1967, dedicata al riallestimento di un nucleo di opere già esposte da Chiavacci in occasione della sua prima personale tenuta alla Gallerie Numero di Firenze proprio nel 1967. Non una storicizzazione dell’esposizione, quanto una rassegna di alcune delle opere maggiori dell’artista, un corpus rappresentativo della sua prima fase di ricerca. Successivamente,

In basso: Die Mauer

dal 5 maggio al 22 giugno, una mostra dei lavori del giovane artista siciliano Fabio Romano, una fusione tra la tradizione classica del disegno e la pittura contemporanea. EX CHIESA DI SAN GIOVANNI Le ultime due mostre di YIA 2016 (Young Italian Artists), un progetto di avvicinamento all’arte contemporanea con esposizioni, percorsi didattici e incontri con giovani artisti emergenti italiani. Fino all’8 aprile, Altre tipologie di relazione di Ettore Pinelli, mentre il 15 aprile alle ore 19, inaugurazione della mostra personale di Giuseppe Renda. Una serie di lavori work in progress che contaminano mezzi espressivi tradizio-

Ex Chiesa di San Giovanni Palazzo Pretorio

nali come la pittura con una lettura assolutamente contemporanea (fino al 6 maggio). SPAZIO MOO Fino al 15 aprile, Le Palle, il lavoro che Albert Leclerc, a lungo collaboratore di Giò Ponti e di Ettore Sottsass, realizzò nel 1971 insieme a Loredano Bucciantini (1922-2004). Una serie di suggestive ceramiche formate da assemblaggi di sfere, riportate alla luce dopo più di quarant’anni. LATO Si chiama A place to be. Un luogo, tre progetti d’artista ed è l’iniziativa per celebrare il decennale della fondazione LATO, lo studio di architettura e spazio espositivo di Piazza S. Marco. Un ciclo composto da tre progetti d’artista, re-

alizzati appositamente per LATO, riferiti all’architettura. Il primo è Future in my mind di Enrico Vezzi, esposto fino al 6 maggio. CAPPELLA MAGGIORE DEL DUOMO Un’interessante novità per gli amanti dell’arte: dallo scorso febbraio con la Pratomusei card, non solo ingressi illimitati nei più importanti Musei cittadini (Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Museo del Tessuto, Museo di Palazzo Pretorio e Musei Diocesani), ma anche l’opportunità di ammirare i tesori della Cappella maggiore in Cattedrale, dove si trova il ciclo pittorico di Filippo Lippi raffigurante la vita di San Giovanni Battista e di Santo Stefano.


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agenda spettacolo

Luigi Lo Cascio

MARZO Primo step, il 25 marzo alle ore 22 sul palco dell’Ex Chiesa di San Giovanni con il sound di Cecilia. Nel suo lavoro musicale l’arpa inaspettatamente pop diventa il punto di partenza per raccontarsi e raccontare ciò che ha intorno. Intensa è la sua attività live che nel 2014 l’ha portata a tenere oltre 40 concerti in giro per l’Italia, tra cui gli opening dei live di Levante e Marta sui Tubi. Nell’estate 2015, Cecilia è stata scelta da Niccolò Fabi per aprire le date del suo tour estivo. Da non perdere APRILE Il mese della rinascita per eccellenza porta con sé sorprese spettacolari! Dall’1 al 22 aprile al Circolo La Libertà di Viaccia, la VI edizione della rasse-

Fantasia Pura Italiana

gna Sounds of Friday. On stage un jazz che esce dai confini musicali, anche fisici delle tradizionali platee e sale d’ascolto per approdare ai confini della musica. Quattro appuntamenti da non perdere, ogni venerdì sera. Chiude in grande stile il 22 aprile, il concerto della Natural Revolution Orchestra, nata nel 2014 e diretta dal trombettista e compositore Fabio Morgera, una Grammy Nomination nel 2006 e un curriculum trentennale nel mondo della musica statunitense (Maxwell, Butch Morris, Roy Hargrove, Captain Black Big Band). Rock allo stato puro al Capanno Blackout il 2 aprile con in live del Teatro degli Orrori che presentano il loro ultimo lavoro “Il teatro degli orrori”. Un viaggio nella

società italiana affrontato con la rabbia viscerale e lo struggente disincanto che contraddistinguono la band. Ci fermiamo al Teatro Fabbricone, per l’attesissima Medea di Seneca. Dopo l’enorme successo al Teatro Greco di Siracusa e al Colosseo di Roma, il dramma diretto da Paolo Magelli e interpretato, tra gli altri, da Valentina Banci, approda nella sua città natale. Dal 5 al 10 aprile. Il 9 aprile è la volta di Christian Rainer all’Ex Chiesino di San Giovanni. Artista visivo, musicista, scrittore e regista. Il 16 aprile tutti al rock party di compleanno del Capanno Blackout! Per l’occasione il concerto dei Fantasia Pura Italiana. Band pratese eclettica per definizione, poetici ed ironici, tra gags e improv-

visazioni teatrali. Stesso giorno, ma nel pomeriggio dalle ore 17 per la rassegna di concerti alla Scuola di Musica Verdi in via Santa Trinita. Protagonisti Salvatore Paolo Massei al basso-baritono e Elena Droujenkova al pianoforte. E adesso: Teatro! Al Metastasio, dal 14 al 17 aprile, Enrico IV. Considerato il capolavoro teatrale di Pirandello insieme a Sei personaggi in cerca di autore, Enrico IV è uno studio sul significato della pazzia e sul tema caro all’autore del rapporto, complesso e alla fine inestricabile, tra personaggio e uomo, finzione e verità. Il 21 aprile tutti al Politeama Pratese! Sul podio della Camerata Strumentale città di Prato Christopher Franklin. Dopo il gran-


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agenda spettacolo

Teatro deglI Orrori

de successo della scorsa Stagione, questa è anche l’occasione per ascoltare il lavoro di un compositore pratese, Alessandro Cavicchi, dedicato a un altro pratese, il flautista Nicola Mazzanti, ottavino solista nell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. Christopher Franklin e la Camerata daranno infine vita alla deliziosa, scintillante Terza Sinfonia di Franz Schubert, certamente la più «viennese» del suo mirabile catalogo sinfonico. Concludiamo il 29 aprile all’Ex Chiesino di San Giovanni con Stefano Pilia. MAGGIO Venerdì 7 tutta l’energia degli Earth Beat Movement al Capanno Blackout. Dal 9 al 15 maggio al Teatro Magnolfi una nuova

Chantal Santon-Jeffery

produzione firmata Teatro Metastasio Stabile della Toscana. Luigi Lo Cascio interpreta La poesia di Pier Paolo Pasolini. Interconnesso a una partitura di video-animazione, Lo Cascio indaga sulla “relazione” intima e sociale che emerge dal corpus poetico di Pasolini, fino alla sua forte e profetica posizione pubblica. Il risultato un unico discorso, pronunciato alla luce del sole e offerto agli sguardi del mondo, senza attenuare la sua anomalia, la sua diversità, la sua ferrea e feconda contraddizione. Giovedì 12 sul palco del Politeama Pratese è la volta del concerto finale di stagione della Camerata Strumentale diretta da Jonathan Webb e con la voce del soprano Chantal Santon-Jeffery. Lo stupo-

Mark Lanegan

re di notti estive, popolate di sogni (Le spectre de la rose), di viaggi verso l’isola che non c’è (L’île inconnue, sempre nel meraviglioso ciclo di liriche di Théophile Gauthier intonate da Berlioz), incornicia il cuore di questo programma, che ha nelle toccanti, miracolose canzoni di un Britten quindicenne e nelle fiabe di Perrault illustrate da Ravel il preludio simbolico alla costruzione dell’Arca musicale. Domenica 15 la grande musica si sposta a Casa Bastone, alle ore 11 il concerto Quintetto a fiati Sine Nomine ( Renzo Pelli, flauto; Marco Del Cittadino, oboe; Leonardo Cremonini, clarinetto; Gianluca Mugnai, corno; Gianluca Saccomani, fagotto) in collaborazione con l’Associazione Cai di Prato. Giun-

giamo all’evento musicale più atteso di questa grande primavera pratese. Lunedì 23 maggio al Teatro Metastasio, Mark Lanegan. Tra atmosfere dark, cantautorato americano, soul, blues e rock’n’roll, la voce inconfondibile di Mark Lanegan non può far altro che coinvolgere e emozionare. Dal vivo a Prato per una delle tre imperdibili date in Italia! Concludiamo in bellezza: il 26 e 28 maggio presso la Chiesa di San Domenico, la Camerata insieme al Teatro Metastasio, alla Scuola di Musica Comunale «Giuseppe Verdi», alle Scuole Medie a indirizzo musicale e alle voci bianche del maggior numero possibile di scuole primarie realizzerà Noye’s Fludde (L’arca di Noè) di Benjamin Britten.


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AGENDA Libri

Si ringrazia per la gentile collaborazione La Feltrinelli Librerie Prato – via Garibaldi 92/94 a, Prato La storia di Nora Natalia Lenzi La storia che si legge nelle pagine di questo romanzo, tessuto in uno stile piano, denso e leggero insieme, ha tante facce quante possono essere gli abitanti di un paese. Un paese che viene all’improvviso turbato dal ritrovamento di un corpo, proprio quello di Nora, la donna scomparsa da vent’anni dal paese e che dà titolo al romanzo. L’amicizia che sboccerà, nel segno del femminile e della sua forza inattesa e legata alla terra, segnerà il paese e la coscienza di quanti ci vivono e gli gravitano attorno, in quella pianura quieta che isola e addormenta le volontà più fragili, quando non sono costrette ad affrontare la violenza che spezza le vite senza un apparente perché. 16.50 euro

Fratello come sei Emiliano Gucci e Hudie Maxituàn Un romanzo corale, coraggioso nel suo modo diretto, difficile da affrontare perché spinge (e sostiene con maturità affettuosa) chi lo legge a guardarsi dentro e ad accettare una quotidianità fatta di piccoli gesti e grandi atti di pazienza, amore senza apparente riscatto e fatica che fa sentire inutili e qualche volta anche incapaci. In questi capitoli la verità ha qualcosa di amaro e di dolce insieme, ma la trama è soltanto e sempre fatta di verità di sentimenti e d’esperienza, perché qui si narrano e s’interrogano i fratelli di giovani con sindrome di Down. Un libro che ha pochi termini di paragone e molte profondità di senso. 9 euro

Una folle smania d’universo Gabriele Lastrucci Può la poesia scriversi attraverso capitoli come di romanzo? Può affiancarsi, immergersi, bruciare la vita e le sue ore intrecciate d’amore e di paura, di estasi e morte? L’esperimento - perché se vuol narrare la vita la poesia non può esser che sperimentare, tentare, giocare con le testimonianze e superare i limiti del visto e dell’assaporato - è quello che dopo tre anni di silenzio tenta Gabriele Lastrucci, lanciando nella luce del verso le sue suggestioni di parole all’immortalità di Shakespeare, Rimbaud, Borges, Pessoa… Un messaggio che trova le sue assonanze mute in chi legge e continua a cercare, come lui, la pluralità dell’uno. 10 euro

A few words. Percorso di forme Diciassette pagine per raccontare il mondo guardandolo da Prato. Diciassette pagine che si rincorrono a ritmo serrato e raccontano storie che non lasciano lo spazio per respirare. Storie asciutte e taglienti, curiose, liquide di verità e giovani di sogni. Diciassette pagine per un progetto editoriale che appena in pochi mesi di vita ha restituita la voglia di leggere un “giornale di letteratura” a chi aveva persa fiducia nella scrittura e ne ha data a chi non ci aveva mai creduto. Costa meno della metà di un pacchetto di sigarette, ma garantisce molte più emozioni. 2 euro


20 Lo sguardo da fuori

wikipediana-mente

Francesco Bini e i suoi scatti che hanno fatto il giro del mondo di Elisa Signorini

un’intervista a francesco bini (in arte sailko): il secondo uploader di foto della più famosa enciclopedia online, wikipedia

Nelle immagini: la copertina del libro scritto da Francesco Bini e due scatti dell’uploader pratese all’opera

E’ pratese il secondo uploader di foto proprie di Wikipedia: si tratta di Francesco Bini, classe 1978, laurea in Economia, che per mestiere lavora in un albergo di Firenze, ma per diletto scatta foto e le carica sulla più famosa enciclopedia online. Nata per caso questa passione è diventata sempre più importante: lo porta in giro per il mondo, gli richiede sempre più tempo per ritoccare e caricare le immagini, lo ha reso un punto di riferimento per i neofiti di Wikipedia. Tanto che nel 2014 ha scritto un libro, Te la do io Wikipedia. Wikipediano in 60 minuti, per formare nuovi contributors. Sul web è Sailko, che è l’unione di sail, vela in inglese, e ko, bambino in giapponese, quindi una specie di bambino marinaio, alla scoperta del mondo con gli occhi curiosi dell’infanzia. Com’è nata la passione per Wikipedia? Un po’ per caso all’inizio del 2006: provai a migliorare la voce su una cantante, aggiungendo un po’ di informazioni. Le modifiche non vennero cancellate e questo mi dette soddisfazione, ma di musica c’erano

già molti contenuti disponibili, mentre in altri campi che ugualmente mi piacevano non c’era praticamente niente. Arrivai a una lista sui monumenti di Firenze e i link erano quasi tutti vuoti. Fu lì che sentii come una chiamata: misi da parte la passione per la musica (all’epoca ero un collezionista di vinili) e mi dedicai a scrivere pagine sulla bellezza dei monumenti di Firenze, che col tempo sono diventati quelli della Toscana, dell’Italia fino ad arrivare all’arte e alla storia in generale. Quindi prima redattore di testi e poi fotografo? Wikipedianamente parlando nasco come redattore. La passione per la fotografia è venuta dopo e inizialmente era solo legata all’esigenza di procurarmi immagini per le voci che scrivevo. Le prime foto erano pessime, anche perché scattavo col cellulare, un cellulare del 2006! Piano piano, grazie ai consigli e alle maggiori possibilità, ho migliorato l’attrezzatura fotografica e ho fatto tanta esperienza da autodidatta: mi consi-


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Lo sguardo da fuori

dero in continuo miglioramento! Com’è nata l’idea del libro e qual è la sua finalità? Tenevo su Wikipedia alcuni seminari, ad uno parteciparono due redattrici di una casa editrice fiorentina specializzata proprio in e-book sul tema di internet e del vivere contemporaneo. È nata così la possibilità di scrivere il primo manuale in italiano su come scrivere su Wikipedia: forte dell’esperienza diretta di così tanti anni, scrivere il libro è stato un gioco da ragazzi! L’interesse per l’Enciclopedia online sono altissimi…ma quasi nessuno sa come davvero funziona: questo libro vuole colmare questa lacuna. Secondo uploader al mondo di foto: un obiettivo o un caso? E cosa comporta esserlo? Direi un caso, così come per caso me ne sono accorto. Anzi quando ho visto le statistiche per la prima volta, ero il primo assoluto, superato solo

da Bot, cioè programmi che caricano immagini in automatico. Col tempo mi hanno superato altri utenti che caricano immagini non loro, prese da speciali database, e una sola persona per foto scattate in proprio (un filippino in pensione che fotografa tutti gli edifici, strada per strada, delle città e dei villaggi che visita). Essere il primo o il secondo della lista non comporta nessun privilegio o status speciale: su Wikipedia siamo tutti sullo stesso livello. Descrivici la comunità wikipediana. E’ come una nuvola che cambia continuamente forma. I contributori restano, si staccano, si aggregano in continuazione. E adesso quale obiettivo ti sei posto? Vorrei creare un database di opere d’arte e di architettura più ampio possibile, da mettere a disposizione di tutti liberamente. Purtroppo devo stare attento alle leggi sulle riproduzioni

fotografiche, che in Italia sono particolarmente restrittive. Mi fa piacere ricevere attestati di stima anche da chi lavora nel mondo dell’arte. Mi dicono che se non fosse per me alcuni pittori o scultori sarebbero praticamente invisibili su internet. Mi piace questo lavoro per rendere accessibili a tutti informazioni, notizie e immagini delle tante cose belle che abbiamo, più o meno vicino. C’è anche Prato tra i tuoi scatti per Wikipedia? Naturalmente da pratese non potevo ignorare Prato. Ho fatto tanti scatti e in particolare ricordo una bella collaborazione con la diocesi che fornì i testi per descrivere i nostri luoghi di arte e fede. A Prato c’e tanto da fotografare, è il classico gioiello da far scoprire: sapevi ad esempio che a Palazzo Pretorio c’è un crocifisso di Botticelli? Se non lo conosci, cercalo online, ce l’ho messo io!


22 Lo sguardo dalle stelle

NEL SEGNO DELL’ARIETE

Il Giubileo, l’apertura di una porta e il rinnovamento interiore di Claudio Cannistrà Giubileo deriva da “jobel” o “yovel”, in ebraico significa proprio ‘Ariete’

Nella foto sopra Bonifacio VIII indice il primo giubileo nel 1300, affresco attribuito a Giotto Pagina accanto: la piccola chiesetta della Porziuncola all’interno della basilica di Santa Maria degli Angeli

Lo ‘shofar’ è un piccolo corno di montone utilizzato nel mondo ebraico come strumento musicale. Menzionato nel Talmud e nella Bibbia è usato per annunciare la Luna Nuova ed alcune feste religiose solenni, come lo Yom Kippur (giorno dell’espiazione). Questo piccolo corno d’ariete viene utilizzato per ricordare la fede di Abramo. Quando, infatti, Dio chiese al grande patriarca di sacrificargli il suo unico figlio, Isacco, fu proprio un ‘Ariete’, impigliato per le corna in un cespuglio, il segno che Dio aveva gradito la sua obbedienza, che rendeva il sacrificio di Isacco non più necessario. Ma nell’Antico Testamento troviamo un’altra grande solennità, che viene annunciata dal suono del corno d’ariete: il Giubileo! Questo termine deriva da “jobel” o “yovel”, che in ebraico significa proprio ‘Ariete’. Prescrive il libro del Levitico che ogni 50 anni si debba celebrare un anno Santo, ovvero un anno speciale, il Giubileo; un sabato, lungo un anno intero, durante il quale la Terra deve riposare. In quell’occasione, i debiti sono condonati, le terre vengono restituite agli antichi

proprietari, gli schiavi sono liberati, mentre i campi non vengono seminati per permettere alla terra di riposare. Tale anno viene chiamato “l’Anno di Grazia del Signore”. Parlando di “shofar” e “jobel”, non possiamo non pensare ai riferimenti astrologici di tali termini. Il corno d’ariete veniva utilizzato come segnale per dare inizio a una battaglia, in accordo con la natura energetica del segno. Ma soprattutto in astrologia, l’Ariete riveste un significato tutto speciale. È detto anche il “segno dell’Agnello” ed è il primo dello zodiaco, in quanto rappresenta proprio l’inizio di un nuovo ciclo, lungo la spirale zodiacale della vita. Tale segno, che inizia all’equinozio di primavera, indica il risveglio di tutta la natura dal letargo invernale; rappresenta l’energia della Genesi, che esplode per ordinarsi, ma anche il sacrificio di questa stessa energia, che con il suo impulso creativo permetterà a tutti gli altri segni di esprimere la loro natura e di avanzare nel loro cammino. Con questi riferimenti risulta facile il parallelo con il Cristo, Agnello di Dio, che viene e si sacrifica,


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Lo sguardo dalle stelle

purificando ogni cosa: un sacrificio che promette la vita. A riguardo, ricordo che il segno dell’Ariete nella dottrina vedica viene chiamato “Agni”, che significa Fuoco, mentre in sanscrito il suo equivalente è “Uranah”, cioè Fuoco originario, che si manifesta con una forza liberatrice e creativa al tempo stesso. Ora, se pensiamo ai significati che riveste il Giubileo nel mondo cristiano con il perdono dei peccati, che sono purificati dal ‘Fuoco’ dello Spirito Santo, e l’inizio di una nuova vita, diviene più chiaro il legame tra il segno dell’Ariete e l’inizio di un nuovo cammino. Attraversare la soglia: la Porta Santa giubilare. L’apertura di una porta è un gesto semplice, ma fortemente simbolico; è il gesto che compiono gli eroi nelle mitologie, gli Dei nei testi sacri e che ricorre nei sogni degli esseri umani, quando si desidera cambiare vita o aprirsi a nuove prospettive. E’ l’archetipo del passaggio che rin-

nova, che apre nuovi orizzonti. Ed è con questo gesto rituale che l’8 dicembre scorso il Pontefice, Papa Francesco, ha dato inizio a questa serie di celebrazioni importantissime per tutta la cristianità. Le origini di questa cerimonia di indulgenza plenaria e di perdono sono antichissime. Non a caso, nella mitologia romana il custode delle porte, comprese quelle solstiziali, era il misterioso dio bifronte Giano (Ianus, da cui il termine latino “ianua”, cioè porta), signore dell’eternità. Egli teneva uno scettro nella mano destra, simbolo del potere regale, ed una chiave nella sinistra, simbolo del potere sacerdotale. Tale immagine venne interpretata nei primi anni del cristianesimo, come rappresentazione profetica del Cristo, Via e Signore dell’eternità. Dal punto di vista storico, non si può dimenticare che il primo passaggio attraverso una Porta Santa, legata al perdono dei peccati, sia merito di San Francesco. Le fonti narrano che in una notte dell’anno

1216, mentre era immerso nella preghiera presso la chiesetta della Porziuncola, il Santo di Assisi ebbe l’apparizione di Cristo e della Vergine. Essi gli chiedono che cosa desideri per la salvezza delle anime. San Francesco risponde: “Vi prego che tutti coloro che, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, ottengano ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe”. Quello che ha reso nota in tutto il mondo la piccola Porziuncola, che oggi si trova all’interno della basilica di Santa Maria degli Angeli, è il singolare privilegio dell’Indulgenza Plenaria, ovvero la pienezza della misericordia divina, che va sotto il nome di “Perdono di Assisi”. La festa si celebra ogni anno dalla mattina del 1 agosto e si conclude con il vespro solenne del 2 agosto. Quest’anno saranno passati esattamente otto secoli dalla sua istituzione! Per informazioni: canniclau@libero.it labottegadellastrologo@gmail.com


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25 Editoriale

“Non può piovere per sempre”

Storie del presente e del passato... tutto quello che ci piace della città Non è una città facile, né stiamo vivendo un momento storico e sociale fluido. Ma non troverete un rigo sulle questioni che stanno a cuore a tutti noi pratesi e che occupano tanto spazio delle cronache cittadine e no. La nostra è una scelta precisa: fin dal primo numero abbiamo deciso di puntare sulle eccellenze di Prato, di parlare della bellezza di questi luoghi, dell’ingegno di certi imprenditori, della capacità di alcune realtà artigianali, alimentari ma non solo. Questo numero non fa eccezione. La nostra copertina è Marco Bocci, testimonial di Patrizia Pepe per la sua linea maschile. Solare e disponibile, ha parlato con entusiasmo dei suoi progetti, della sua famiglia ma anche dell’azienda pratese che l’ha coinvolto anche nella realizzazione del prodotto. Le foto della campagna AW 2017 di Patrizia Pepe che hanno Marco come protagonista, raccontano la Prato dell’avanguardia architettonica, innovativa e proiettata al futuro. Sono firmate Adam Katz Sinding, giovane talento seguito e accreditato in tutto il mondo.

Abbiamo dedicato alcune pagine alla mostra L’ombra degli Etruschi. Simboli di un popolo fra pianura e collina, a Palazzo Pretorio fino al 30 giugno, e vi abbiamo raccontato di un popolo fiero e ingegnoso, le cui donne non si occupavano solo della casa ma erano una colonna portante della società. La mostra sottolinea come gli insediamenti fossero situati soprattutto nelle zone collinari, dal Montalbano a Carmignano, Comeana fino a Sesto Fiorentino, Calenzano e ai monti della Calvana. Sicuramente discendiamo un po’ da loro, e pensarlo ci rende fieri. Un motivo in più per vedere questa mostra. E’ comunque arrivata la primavera: abbiamo studiato per voi un concentrato di emozioni da distribuire nel corso di un fine settimana dai ritmi serrati ma non insostenibili, con lunghe e piacevoli pause da concedere al gusto e al relax. Fuori e dentro dal centro storico, alla scoperta di luoghi di arte e cultura, ma anche di scorci bellissimi nei dintorni della città. Abbiamo insomma parlato di quello che di piacevole abbiamo visto intorno a noi. Nella speranza che diventi sempre di più!

E’ arrivata la primavera: abbiamo studiato per voi un itinerario lungo un weekend


26 intervista Cover

Maudit? No, molto normale Incontro con Marco Bocci, testimonial di Patrizia Pepe per il prossimo inverno di Francesca Lombardi foto Adam Katz Sinding

A fianco: Marco Bocci, scelto da Patrizia Pepe come testimonial per la linea uomo del prossimo inverno

english version

Di Amedeo Modigliani, che sta interpretando a teatro, ha lo sguardo un po’ malinconico. Ma non l’anima, ci tiene a precisare lui: con una famiglia bellissima e in crescita è profondamente felice. Lo incontriamo a Pitti Uomo, in occasione della presentazione della linea maschile di Patrizia Pepe per il prossimo autunno inverno, che ha scelto Marco Bocci come testimonial del suo stile. Rispetto alle copertine patinate dei settimanali non si può dire meno bello, ma diverso: meno tenebroso, meno complicato. Capelli corti, magro, prova a confondersi in mezzo alla gente che è qui per lui, cerca con lo sguardo il suo agente con cui scambia battute veloci, chiede un caffè. Piccole distrazioni, per stemperare l’attenzione che in questa mattina di metà gennaio si sta creando intorno a lui, come in un crescente tam-tam. Per la nuova campagna di Patrizia Pepe l’attore è stato ritratto dall’obiettivo di Adam Katz Sinding, giovane talento seguito e accreditato, che partendo da Los Angeles in breve tempo ha saputo conquistare il panorama internazionale della fotografia fashion e street-style. E’ di Adam il cliccatissimo blog Le 21ème, con un pubblico attivo di

oltre mezzo milione di follower. La sinergia tra Marco e Adam è stata da subito straordinaria, quasi che insieme riuscissero ha amplificare le rispettive caratteristiche. Il risultato è una campagna cosmopolita e dinamica ma che parla un linguaggio che appartiene all’azienda, fatto di radici, ricerca e tradizione made in Italy. Come set le architetture urbane di alcune strutture d’eccezione di Prato: il Museo Pecci, il Museo del Tessuto, il Palazzo dell’Industria e la Camera di Commercio, che hanno contribuito a ricreare l’atmosfera sofisticata di un’affascinante metropoli. Con Marco abbiamo parlato di moda e non solo. Modello per qualche giorno. E’ stato divertente ? Si, molto. La moda mi diverte da sempre. Per questo progetto poi mi hanno coinvolto anche nella fase della realizzazione delle collezione: ho visto i capi nascere dai bozzetti. Grazie a Patrizia (Bambi, stilista e proprietaria del brand Patrizia Pepe, ndr) è stata una esperienza molto interessante Per lei, con una fisicità e una bellezza molto classica e mediterranea, come è stato lavo-


29 intervista Cover

rare con Adam Katz Sinding, giovane talento cosmopolita? È stata una bellissima esperienza, mi sono divertito a giocare con la moda. Ma quello che più mi ha colpito di Adam è stato il modo in cui mi ha coinvolto: voleva che interpretassi e mettessi qualcosa di me in ogni scatto . Adesso è impegnato a Teatro con Modigliani… è stato felice di tornare sul palcoscenico con un riscontro diretto con il pubblico? Il teatro è stato il mio primo amore e ritornarci mi da una grande carica soprattutto perché c’è un rapporto diretto con il pubblico. Modigliani le somiglia molto fisicamente, anche nell’anima? Siamo molto diversi nell’anima: Modigliani era un uomo con una grande sofferenza interiore. Io al contrario sono molto solare. Il personaggio tra quelli interpretati che ha amato di più? È difficile dirlo perché tutti mi hanno lasciato un bellissimo ricordo. E’ uscito il suo primo libro, A Tor bella monaca non piove mai. Cosa significa scrivere per lei, già tanto impegnato? Un modo per raccontare il vero Marco Bocci, una valvola di sfogo…?

Nel libro non si parla di Marco Bocci, ma di una storia di periferia. Mi piace molto scrivere e raccontare. Usare la mia fantasia e immaginazione è un modo per evadere e dare sfogo alla mia creatività, un divertimento. La sua giornata ideale? In questo momento cerco di passare molto tempo con la mia meravigliosa famiglia e dopo sono sempre a teatro. Cosa sarebbe voluto diventare se il cinema non avesse funzionato? Un meccanico! Le piacerebbe un giorno passare alla regia ? E’ sicuramente un sogno e un progetto. Prossimi ruoli? Ho appena finito di girare una serie dal titolo Solo con la regia di Michele Alaique, girata in Calabria. I suoi maestri? Quelli con cui ho cominciato: Ronconi, Sollima, Giambattista Diotiaiuti. Però sono cresciuto guardando i film di Lina Wertmuller con Giancarlo Giannini. Una desiderio che ancora non si è avverato Oscar Wilde diceva: “La felicità non è avere quello che si desidera, ma desiderare quello che si ha”.

dal mondo del cinema a quello della moda, senza dimenticare la sua passione per il teatro

Per la nuova campagna di Patrizia Pepe l’attore è stato ritratto dall’obiettivo di Adam Katz Sinding, giovane talento che in breve tempo ha conquistato il panorama internazionale della fotografia fashion e street-style


Che weekend vuoi?

Due giorni a passeggio tra storia, arte e gastronomia di Matteo Grazzini foto Pasquale Paradiso


32 ITINERARI primavera

Veduta di Palazzo Pretorio dal Castello dell’Imperatore

arte, buon cibo, siti storici e natura incontaminata, ecco la ricetta per un week end che non dimenticherete

Dai boschi dell’Appennino ai prati delle Cascine di Tavola passando attraverso storia, gastronomia, arte e cultura. Il territorio della provincia pratese, piuttosto ristretto con i suoi 365 chilometri quadrati, si presta bene ad un concentrato di emozioni da distribuire nel corso di un fine settimana dai ritmi serrati ma non insostenibili, con lunghe e piacevoli pause da concedere al gusto e al relax. Un week end da iniziare di sabato, con una colazione in via Garibaldi, là dove spesso gli esperti e le giurie distribuiscono premi, ovvero alla pasticceria Nuovo Mondo, regno del dolce e della fantasia. Da lì, con le giuste calorie, il breve cammino verso Palazzo Pretorio, in piazza del Comune, per visitare la mostra L’ombra degli Etruschi. Simboli di un popolo fra pianura e collina, un viaggio alla scoperta di una civiltà che ha lasciato tracce anche sulle colline medicee. Per il pranzo, con scelta di piatti legati alla tradizione toscana, il quadrilatero delle mura comprende ristoranti come Soldano in piazza Duomo, Casa Gori in piazza Sant’Agostino, A fianco: alcuni scatti Che ciccia c’è in piazza del Collegio e Baghidel centro storico di Prato no, in via dell’Accademia.

Tanta cultura anche per il pomeriggio; prima al Museo di Pittura Murale di San Domenico (aperto dalle 14 alle 20) e poi al Museo del Tessuto in via Puccetti, dove prosegue la mostra Heritage (fino al 30 aprile), un excursus in 600 anni di tessuti e di moda rivisitati attraverso abiti e accessori, libri campionario, figurini e giornali antichi, bozzetti originali per abiti e rare edizioni di libri tessuti. Prima del meritato riposo del buon turista c’è spazio per un aperitivo in uno dei tanti piccoli locali disseminati nelle vie del centro e per la cena, magari con un tocco di internazionalità, nei vari ristoranti con cucina etnica, dal messicano fino al giapponese o al nuovo thailandese Naga, in via Santa Trinita. Due direttrici per la domenica, per una giornata più all’insegna della natura e del divertimento. Verso sud ed i comuni di Poggio a Caiano e Carmignano tappa obbligatoria alle Cascine di Tavola per una mattinata all’aria aperta e, per gli sportivi, qualche buca al Golf Club Le Pavoniere. Poi navigatore e auto puntati su Artimino, dove prima della visita alla villa Medicea (alle 16, con prenotazione allo 055.8718124)


In queste immagini: una passeggiata nelle Cascine di Tavola, la ciclabile della zona di Vernio e il Mausoleo di Malaparte sulla cima del Monte Le Coste (chiamato dai pratesi “Spazzavento�)


aaaaaaa


36 ITINERARI primavera

Una vista della Rocca di Montemurlo

un itinerario attraverso i luoghi più belli di prato e provincia

A fianco: in alto la passeggiata di Filettole, in basso due immagini di Artimino

o del Museo Archeologico (piazza San Carlo 3, dalle 9,30 alle 13,30 e dalle 15 alle 18) si possono deliziare vista e palato con un pranzo da Delfina (via della Chiesa 1), un must per chi ama la cucina d’eccellenza. Sulla strada del ritorno verso Prato non può mancare una sosta alla Tenuta di Capezzana, magari per una visita con degustazione o per l’acquisto diretto (dalle 10 alle 19) di vino, olio o vinsanto. La strada verso nord porta invece nella Val di Bisenzio ma anche a Galceti che, col suo Centro di Scienze Naturali, offre a adulti e bambini la possibilità di camminare tra i recinti che ospitano tante varietà di animali (dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 14 alle 18 a marzo; dalle 9,30 alle 19 con orario continuato da aprile a giugno). Per chi vuol fermarsi sulle prime pendici della Vallata ed ama il trekking leggero c’è il percorso che lambisce la Villa del Mulinaccio a Vaiano; chi è più allenato può salire fino a Schignano per una merenda con salumi, schiacciatine o crostate fatte in casa da Egisto Cintelli o arrivare addirittura fino a Migliana per gustare i rinomati biscotti del forno Santi.

Chi invece preferisce salire in quota con qualche chilometro più in auto ci sono tre destinazioni da scegliere: Vernio, Gavigno o Montepiano. La prima è tutta per gli appassionati di storia, con il Casone dei Bardi e l’Oratorio di san Niccolò a San Quirico a fondo valle o con il Parco Memoriale della Linea Gotica alla Torricella, dove lo sguardo spazia a 360 gradi anche verso il Mugello e dove rimangono tracce della battaglia del settembre 1944 tra i tedeschi della 334’ Division “Phalange Aphricaine” ed gli americani della 34th Division “Red Bull”. Gavigno (ma solo da fine aprile in poi) è la scelta per bambini e genitori amanti delle sfide e della natura: il parco avventura di Boscotondo, a 900 metri di altitudine immerso nel parco del Carigiola, metterà tutti alla prova con percorsi (anche elementari, per i più piccoli) tra piattaforme su alberi collegate da carrucole, ponti tibetani e liane. Montepiano, limite nord di provincia e regione, vale una sosta per una merenda o una cena in riva al lago con vista sull’Appennino allo Chalet del Villeggiante: aria pulita e buoni sapori del territorio montano per un binomio perfetto.


39 arte mostra

L’ombra degli Etruschi

Simboli di un popolo fra pianura e collina a Palazzo Pretorio di Guido Parigi Bini foto courtesy Palazzo Pretorio Un’interessante finestra per approfondire la conoscenza delle radici più antiche di Prato e della sua zona la apre la mostra L’ombra degli Etruschi. Simboli di un popolo fra pianura e collina che si tiene fino al 30 giugno al Museo del Palazzo Pretorio di Prato. Che da Fiesole ad Artimino e fra FirenzePrato-Pistoia fossero fioriti insediamenti etruschi dell’epoca arcaica era noto, ma si pensava che i centri fossero situati soprattutto nelle zone collinari: dal Montalbano e Carmignano, Comeana fino a Sesto Fiorentino, Calenzano e ai monti della Calvana. Nella piana erano state rinvenute casualmente ceramiche attiche: nel 1735 emerse in un campo a pochi chilometri da Gonfienti l’offerente bronzeo di Pizzidimonte, oggi al British Museum di Londra. Ma i reperti erano solo indizi, non la certezza di una stabile presenza etrusca nella piana. Improvvisamente il miracolo, nel 1996: durante i lavori per la costruzione dell’Interporto a Gonfienti vennero rinvenuti i resti di un’antica città etrusca, e che città! L’area è estesa 13 ettari, fino a oggi esplorati solo in minima parte. Gli scavi hanno permesso di individuare il centro e una Domus di dimensioni straordinarie (circa 1460 mq), la

più grande finora rinvenuta. Sono venuti alla luce antefisse in terracotta, buccheri di pregevole fattura, ceramiche attiche e la “coppa di Douris”, famoso artista greco attivo ad Atene nel VI secolo A.C. Ma ciò che ha stupito è l’organizzazione della città, con le strade (alcune larghe fino a 10 metri) disposte secondo il cardo e il decumano che hanno un orientamento diverso e sicuramente precedente da quello di altri centri etruschi. In più un altro particolare significativo: le strade erano costeggiate da canalette di scolo per il drenaggio delle acque, il che lascia intendere che l’idraulica del territorio pratese era stats sistemata da questi abili bonificatori, tanto che anche il sistema delle gore pratesi va rivisto sotto questa nuova ottica. Insomma una città ben organizzata, di grande importanza strategica, al centro di uno snodo per i traffici di cui gli etruschi erano maestri. Si suppone che Gonfienti fosse uno snodo strategico sulla viabilità transalpina e attraverso il valico di Montepiano consentisse di trasportare il ferro dall’Isola d’Elba fino al porto adriatico di Spina. La mostra – che raccoglie alcune delle testimonianze più significative delle popolazioni etrusche stanziate a Nord del fiume Arno,

a palazzo pretorio fino al 30 giugno, un viaggio alla scoperta delle radici più antiche di prato

In alto: una Coppa Douris A fianco: una statuetta votiva in bronzo

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arte mostra

lungo la direttrice della piana di FirenzePrato-Pistoia, del Mugello/Val di Sieve e del Montalbano - è promossa dal Comune di Prato, dalla Soprintendenza Archeologia della Toscana in collaborazione con Il Polo Museale Regionale della Toscana (Museo Archeologico Nazionale di Firenze, Galleria e Museo di Palazzo Mozzi-Bardini e Villa Medicea di Cerreto Guidi). Il progetto scientifico e il percorso espositivo è a cura di Giuseppina Carlotta Cianferoni (Polo Museale della Toscana), Paola Perazzi, Gabriella Poggesi e Susanna Sarti (Soprintendenza Archeologia della Toscana), in collaborazione con Rita Iacopino. Il progetto di allestimento è a cura di Francesco Procopio. Merito della mostra “L’ombra degli Etruschi” è quello di saper cogliere in modo unitario e omogeneo il significato di questa produzione eccellente, dai risvolti sacri e connessi al mondo dell’oltretomba, riunendo per la prima volta in una sede unica i pezzi più pregiati in funzione della loro rappresentatività sul territorio. Due le sezioni in cui è suddivisa la mostra: la prima (Figure di bronzo) è dedicata all’u-

niverso del sacro, riconducibile all’area dove nel VI secolo A.C. venne fondata la nuova città di Gonfienti. La maggior parte del bronzetti votivi proviene da collezioni private, oltre a un inedito che arriva dagli scavi in corso a Gonfienti e mai esposto finora. Questi manufatti, destinati a un ceto medio “allargato” piuttosto che all’aristocrazia etrusca, venivano prodotti in loco e rappresentavano la dedica dell’offerente alla divinità. La seconda sezione (Figure di pietra) mira a far conoscere la produzione delle “pietre fiesolane”, pietre e cippi funerari in arenaria, come parte integrante dei tumuli sacri che costellavano le grandi vie di comunicazione fluviali e terrestri lungo il corso dell’Arno e dei suoi affluenti. La mostra è accompagnata da un catalogo (edito da Edifir – Edizioni, Firenze) in cui per la prima volta viene pubblicato l’intero repertorio aggiornato delle “pietre fiesolane” (circa cinquanta esemplari) con le ultime scoperte; è l’occasione per approfondire i temi della distribuzione sul territorio, dell’iconografia e della storia degli studi, delle iscrizioni e dei collegamenti culturali.

una storia affascinante e ricca di suggestioni, che ricostruisce le origini culturali di questa zona della toscana

In alto: alcuni dei reperti esposti nella nuova mostra di Palazzo Pretorio


43 intervista wellness

equilibrio e benessere

Incontro con Rael Isacowitz, un’istituzione nel mondo del Pilates di Elisa Signorini

Sembra facile: quando Rael Isacowitz compie qualche esercizio, la leggerezza e l’armonia dei movimenti sono tali che davvero sembra facile. In realtà dietro ci sono la muscolatura di un atleta e la preparazione di anni, oltre che un lavoro ancor più lungo sulla propria interiorità. Su Prato si sono puntati gli occhi dei cultori e dei semplici curiosi del Pilates: dal 25 al 28 febbraio la città è stata l’unica data in Italia del maestro dei maestri, per il quale si sono riuniti presso la Camera di commercio insegnanti di Pilates provenienti da tutta Italia e da vari paesi europei per seguire le sue lezioni e conoscere le nuove macchine da lui ideate. Una sorta di formazione per operatori, ma anche una giornata aperta ai tanti praticanti e non, incuriositi da questo personaggio, che da lungo tempo non era presente in Europa. Il Pilates, che negli ultimi dieci anni ha visto aumentare in Italia del 70% i suoi cultori e che nel mondo ne conta 25 milioni, è stato inventato da Joseph Pilates, ginnasta tedesco, che aprì il primo studio a New York nel 1926. Ispirandosi alla danza, allo yoga, alle discipline orientali, diede alla disciplina il nome di Contrology, in quanto si riferiva al controllo dei muscoli per aumentare agilità, resistenza e flessibilità. Il punto centrale del suo insegnamento è che l’equilibrio del

corpo, della mente e dello spirito porta verso la postura ideale, senza cui il corpo manca della sua forza vitale. Joseph Pilates certificò solo due insegnanti durante la sua vita, Kathy Stanford Grant e Lolita San Miguel. Con entrambe ha studiato e si è perfezionato Rael Isacowitz. Tramite tra Prato e Isacowitz è Ilaria Pulidori, un passato di ballerina classica e insegnante di Pilates che nel 2011 conosce Rael a Costa Mesa: l’incontro le cambia la vita e ora Isacowitz la conferma come una delle migliori istruttrici di Pilates, “una delle migliori mover con cui abbia mai lavorato, seguirla negli esercizi è per me come porgere uno Stradivari a un violinista”. Proprio Ilaria, pratese e titolare dell’unica accademia Basi in Italia (Body Arts and Science International, il metodo di Isacowitz), ha voluto in città questo momento, non facile da piazzare nella fitta agenda di questa icona del Pilates. Mr Isacowitz, possiamo dire che il suo Pilates è quello ‘originale’, vista la linea diretta che la lega all’ideatore? Certamente non ho stravolto le idee di Joseph Pilates, ma non sono d’accordo con chi le ha lasciate immutate in questi 80 anni. Gli utenti del Pilates sono cambiati: abbiamo altre abitudini di vita, svolgiamo attività diverse, questo porta a criticità ed esigenze diverse. Il mio modo di

a tu per tu con rael isacowitz, mentore di moltissimi maestri e appassionati di pilates

A fianco: due ritratti di Rael Isacowitz, esperto di Pilates. Il suo metodo è diffuso in 30 paesi, conta più di 100 studi ed oltre 10.000 insegnanti certificati nel mondo

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intervista wellness

prato capitale del pilates per quattro giorni

In alto e a fianco: Ilaria Pulidori, titolare dell’unica accademia Basi (Body Arts and Science International, il metodo di Isacowitz) in Italia: Pilates in Tuscany, via Frascati, 44

interpretare gli insegnamenti di Joseph tiene conto di questa evoluzione. Non si contano le celebrities che hanno scelto questa disciplina, da Madonna a Michelle Obama, da Luciana Littizzetto a David Beckam. Crede che il Pilates sia una moda? Se da tanti anni i suoi cultori aumentano, direi che siamo oltre la moda, piuttosto lo definirei un lifestyle. Non si può però negare che molti si avvicinano incuriositi dai Vip che lo praticano, ma questo limita questa disciplina di cui è essenziale capire l’essenza. Il Pilates non fa magie, ma se è praticato con serietà e dedizione dà ottimi risultati in termini di benessere inteso nel senso più completo. Non mi piace parlare di fitness, ma piuttosto di wellness, perché il benessere che deriva dal Pilates tocca i muscoli, ma anche la nostra testa. Lei ha il suo quartier generale a Costa Mesa in California, ma il suo metodo è diffuso in 30 paesi, conta più di 100 studi ed oltre 10.000 insegnanti certificati nel mondo.

Qual è il prossimo obiettivo che si è posto? Ovviamente estendere ancora la diffusione del Pilates, ma soprattutto garantire l’integrità dei Centri Basi, per questo viaggio moltissimo per toccare con mano ogni realtà e formare gli insegnanti. La difficoltà maggiore forse sta proprio nella diversità delle culture che incontriamo: è vero che i corpi degli individui di ogni parte del mondo hanno necessità e criticità simili, ma l’approccio del Pilates deve tenere conto anche della cultura di ciascun paese, proprio perché è qualcosa che non si ferma all’apparato scheletrico o muscolare, ma va a cercare il baricentro e l’equilibrio mentale di ciascuno. ‘Accogliente’ è forse il primo aggettivo che viene in mente dopo avere parlato con Rael Isacowitz, seguito sicuramente da carismatico, per il fascino e l’appeal che trasuda. Qual è il suo segreto per risultare così? La prima cosa che faccio è ascoltare chi mi sta davanti, solo così è possibile trovare una sintonia.


46 moda

w o b n i a r she is Tutti i colori che indosseremo questa primavera di Francesca Lombardi foto Lineashow


Occhiali Ralph Lauren da CENTRO OTTICO MARLAZZI Piatto Hermès da SALVADORI Borsa Le pandorine, short Traffic People, orecchini Mercanzia da BEADY Abito VIA ROSMINI 13


Maglia MAGLIFICIO DENNY Bicchiere NasonMoretti da SALVADORI Occhiali Miu Miu da CENTRO OTTICO MARLAZZI Abito VIA ROSMINI 13


Maglia e borsa MAGLIFICIO DENNY Occhiali Dior da CENTRO OTTICO MARLAZZI Camicia L’Autre Chose da PEDINI


Abito Pink Memories da CLAUCRIAN Borsa Emporio Armani da FOX Borsa Pandorine da BEADY Occhiali Dolce & Gabbana, Slvian Heach da CENTRO OTTICO MARLAZZI


Bicchiere Baccarat, piatto Hermès da SALVADORI Camicia L’Autre Chose da PEDINI Borsa Gum Gianni Chiarini Design da FOX Bijoux Mercanzia da BEADY


Aperti anche a pranzo e nel fine settimana fino a mezzanotte selezione di oltre 1000 etichette tra vini champagne e distillati

Enoteca & Winebar Viale della Repubblica, 23 - Prato - Telefono:0574 550462 www.towine-prato.it • facebook: To Wine


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ph. Agnese Morganti

segni particolari tips

3 tuoi piatti da assaggiare a tutti i costi? Bruschetta super con lievito madre, torta salatina ai lamponi e una panzanella di pane croccante con verdure crude e cotte

Prato vista con i tuoi occhi. Gli imperdibili da consigliare? Gli scenari di piazza San Niccolò, i vicoli del centro e le mie lunghe passeggiate e il Mercatino al Parco verde di Olmi, a Quarrata

Patrizia Gozzini. Cuoca vegetariana, artista e amante del vivere naturale. E’ l’anima culinaria de L’Orto del Lupo, luogo di idee e buona cucina Il tuo primo pensiero appena sveglia? Organizzare, organizzare e ancora organizzare la colonna sonora di questo tuo periodo? Basta che sia cantata da Maria Callas

Blog, rivista, creatore di cene-evento, un mix di cucina e cultura. In due parole, raccontaci l’essenza de L’Orto del Lupo L’Associazione Culturale nasce dopo 35 anni di vita vegetariana. Tutto è nato spontaneamente. cucina naturale, gioco e divertimento: questo, per noi, è il mix perfetto!

Un sogno nel cassetto? La terra è di tutti! Questa è l’idea che voglio portare avanti, ad ogni costo, sensibilizzando il maggior numero di persone, COME partecipare alle cene firmate Orto del Lupo? Ogni venerdì al Circolo Curiel di via Filzi, scriveteci a lortodellupo@gmail.com di Sabrina Bozzoni


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segni particolari tips

Essere portavoce di una filosofia legata al cibo oggi. Che cosa significa? Vivere eticamente, del rispetto di ciò che ci circonda. Alidilà delle mode del momento

40 anni e migliore chef vegano al mondo. Il tuo ingrediente segreto? Si chiama Emanuele! Passione e amore per il mio lavoro. E’ questo il mix vincente

Emanuele Di Biase. Il miglior pasticcere vegano al mondo è pratese! Chef, docente e molto di più. Il suo gelato vegan è ormai una leggenda Prato vista con i tuoi occhi. Gli imperdibili da consigliare? Il Parco Scienze Naturali di Galceti, le colline che fanno da contorno alla città, il centro e la sua vivacità. Per una bella spesa vegana, Naturasì

Il tuo primo pensiero appena sveglio? Mio figlio Perché vegano? Perchè amo gli animali e non ammetto il loro sfruttamento Da bambino, come t’immaginavi a 40 anni? Veterinario Un sogno nel cassetto? La vittoria al Campionato Mondiale di Pasticceria

3 tue creazioni da assaggiare a tutti i costi? Il mio speciale gelato vegan, la millefoglie e il lampredotto... Vegano ovviamente la colonna sonora di questo tuo periodo? “The show must go on” Dove possiamo acquistare i tuoi squisiti prodotti? Al Victory Cafè, Montemurlo di Sabrina Bozzoni


56 focus tessile

Pratoexpo.com

Nasce il portale per la vendita online di tessuti pratesi di Matteo Grazzini foto Dario Garofalo Primo passo: venti aziende, tanti articoli in stock service e consegna dei campioni in una settimana

In queste pagine, immagini di alcune aziende pratesi entrate a far parte del nuovo portale per la vendita online

Un magazzino virtuale ma non solo. Un campionario d’eccellenza, ogni giorno più ricco ma non solo. Un raccoglitore di arte, maestria, artigianalità e, per dirla all’inglese, know how ma non solo. Un esempio di quello che Prato è stata e dovrà essere ma non solo. Il sito prato expo.com è la vera novità nel tessile pratese all’indomani delle fiere di febbraio a Monaco di Baviera, Milano e Parigi, ma, come tutte le cose che nascono nell’infinito mondo di Internet, è un embrione, per quanto ben strutturato, ancora in crescita e quindi non del tutto definibile. Nato all’interno di Pratotrade grazie ad un lavoro durato due anni e concretizzatosi con la nascita di una società, composta al momento da sette aziende tessili pratesi (Pontetorto, Mtt, LineaEsse, Arpatex, Fortex, Marini Industrie, But), le prime a credere nel progetto portato avanti con determinazione dal presidente del consorzio Roberto Rosati, il sito ha fatto il proprio debutto a Première Vision, là dove avevano preso corpo i sondaggi di preparazione.

Tecnicamente il sito è un vero e proprio magazzino nel quale le aziende che aderiscono possono mostrare e vendere i propri tessuti, anche in stock service, con tanto di campionature consegnabili in sette giorni e certificazione dei prodotti curata da Brachi Lab, altra eccellenza del distretto pratese. Il possibile cliente clicca sul tessuto mostrato, lo vede in alta definizione, valuta il prezzo e ordina: il tutto senza conoscere, nel primo step, il nome dell’azienda che ha prodotto quell’articolo. Una sorta di ‘Amazon della pezza’, per fare una similitudine con uno degli e-commerce più famosi del mondo e quindi niente di nuovo rispetto a quanto accade ogni giorno nel mondo con milioni di siti. Ma la formula è rodata e nel primo mese di vita online sono arrivati già quasi duecento ordini e la speranza dei creatori del portale di arrivare entro la fine del 2016 a 5.000 articoli in vendita e cento aziende presenti (adesso sono venti) non sembra poi così campata in aria, anzi. Ma se tutto questo è già visto e rivisto sul web, sia pure in misura limitata per


aaaaaaa


60 focus tessile

Una vetrina virtuale creata per dare visibilità ad accellenze tessili ancora poco conosciute sul mercato internazionale

quanto concerne il tessile, dove stanno il clamore, la notizia? Semplicemente (mica tanto) nel fatto che pratoexpo. com è uno dei modi per, come dice Roberto Rosati, “risvegliare le coscienze”. Pratoexpo.com è quindi nato per dare una scrollata al sistema tessile pratese (ma non solo), anestetizzato da una crisi ultradecennale: “Abbiamo fatto sondaggi a campione in ogni occasione possibile” spiega Rosati “dalle fiere alla vasta rete di vendita, anche all’estero, scoprendo che ci sono decine e decine di aziende ignorate dalla clientela. Fanno tessuti belli ma nessuno lo sa. Ci siamo trovati di fronte imprenditori depressi, demotivati da una crisi che dura dal 2000, non c’era più entusiasmo dopo una politica dei prezzi che ci aveva resi schiavi dei clienti. Così abbiamo pensato che se avessimo insistito a combattere la crisi continuando a lavorare secondo le nostre abitudini, ognuno per sé e con i metodi tradizionali, avremmo perso la battaglia. Quindi il sito è nato anche per svegliarci, per convincerci a fare squadra, per modernizzarci e rendere i nostri prodotti internazionali,

trasparenti, tracciabili, pronti per il mercato di adesso, più attento e consapevole”. Per rendere ancora più chiaro il suo pensiero Rosati, nella serata di presentazione del sito a stampa, imprenditori e amministratori pratesi, si è affidato ad un filmato, puntando sulla parte in cui un bufalo, circondato dai leoni e attaccato alle spalle, sembra spacciato, finchè non arriva la numerosissima mandria a scacciare gli aggressori e a salvarlo. Ed il concetto di squadra tutta pratese si ritrova nell’albero genealogico del portale, che annovera realtà della città come Multidata, come Fabio Fontani e Alessandro Vannini che si sono occupati della creazione e dello sviluppo dei contenuti o come AlPi Express, che assicurerà le spedizioni dei campioni e dei tessuti nei tempi previsti. Il presente è questo, con un sito messo online in occasione delle fiere per rispettare le tempistiche spesso scandite proprio dai saloni di settore ed in una veste ancora da completare: per il futuro prossimo infatti non mancheranno le sorprese, le novità e ulteriori investimenti in qualità e quantità.


Tipici, locali, autentici I prodotti “riconosciuti� di Prato e provincia. Ultimo arrivato la Mortadella


64 territorio tipicità

Una fase della lavorazione dei Biscotti di Prato nel Biscottificio Antonio Mattei

L’assegnazione del marchio IGP alla Mortadella di Prato arriva dopo anni di lavoro, necessari per poter recuperare una ricetta antica e condivisa

Nella pagina precedente, panino con la Mortadella di Prato IGP (ph. Alessandro Moggi) Nella pagina a destra, i Biscotti di Prato del Biscottificio Antonio Mattei

english version

MORTADELLA DI PRATO IGP Dal 1° marzo 2016 anche Prato ha la sua Igp: la Mortadella di Prato. Prodotta con carni di maiale scelte esclusivamente italiane (prosciutto, spalla, lardo e guancia) che non necessitano di un’eccessiva speziatura, aromatizzate solo cannella, coriandolo, noce moscata, chiodi di garofano, sale e pepe e l’ingrediente più caratteristico, l’alchermes, il liquore ottenuto da un infuso di spezie dolci e acqua di rose tipicamente colorato di rosso con le cocciniglie. Cotta in acqua bollente e lasciata raffreddare, la mortadella si serve con altre due specialità di Prato e provincia, i fichi di Carmignano e il Gran Prato, il pane tutto made in Prato dal grano alla bozza. L’assegnazione del marchio IGP alla Mortadella di Prato arriva dopo anni di lavoro, necessari per poter recuperare una ricetta antica e condivisa. Un’operazione resa possibile da un’attenta ricostruzione storica del prodotto, che affonda le sue radici nei secoli. I primi riferimenti storici di quella che da quest’anno chiameremo Mortadella di Prato Igp si trovano infatti in documen-

ti del 1733 relativi al pranzo allestito dalle monache domenicane per la beatificazione di Suor Caterina de’ Ricci, ma menzioni si continueranno a trovare anche nell’Ottocento – in particolare nei documenti che presentavano questo prodotto alle Esposizioni internazionali di Londra e Parigi – e sempre più frequentemente nel Novecento, quando inizia ad apparire in molti libri di cucina e nella prima edizione della Guida gastronomica d’Italia del Touring Club Italiano (1931). Insomma un’antica prelibatezza fortemente legata alla storia del territorio, portata alla ribalta europea dai suoi 5 produttori ufficiali: Salumificio Mannori, Salumificio Conti, Salumificio Roma, Salumificio Marini, Salumificio Tradizione Salumi. I VINI DI CARMIGNANO I riconoscimenti sono ben più datati se andiamo a guardare nel mondo del vino. Quest’anno Carmignano festeggia i 300 anni dall’emanazione del Bando Mediceo con il quale Cosimo III de’ Medici, stabilendo norme severe per la produzione la vendemmia e la commercializzazione del vino, delimitava all’area compresa nel “Barco”.


Dall’alto in senso orario, Mortadella di Prato del Salumificio Mannori; (ph. Martina Melchionno); vigneti nell’areale di Carmignano; bozza di pane Gran Prato; fase di impacchettamento al Biscottificio Antonio Mattei; bottiglie di Carmignano Rosso Docg


67

territorio tipicità

Vin Santo di Carmignano Doc

Quel bando rappresenta la prima Docg ante litteram. Due mesi prima, il 18 luglio, sempre Cosimo, aveva istituito la Congregazione che avrebbe dovuto controllare i vini “che sono commessi per navigare” cioè adatti a viaggiare per mare vini considerati importanti per il “decoro della Nazione”: tra questi il vino di Carmignano. Una storia di eccellenza, una delle più piccole Docg d’Italia, che produce vini di grande qualità conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo come il Carmignano Docg un blend di Sangiovese, Cabernet, Canaiolo nero e altri vitigni a bacca bianca (Trebbiano toscano, Colombana, Canaiolo bianco, Malvasia del Chianti) autorizzati dal disciplinare del 1998. Il Barco Reale Doc, fratello più giovane del Docg, vino di più rapido consumo, ma sempre con caratteristiche di alta qualità. E il Vin Ruspo, Rosato di Carmignano Doc, prodotto svinando il 5 o 10% del mosto delle vasche del Carmignano docg prima della fermentazione. E il Vin Santo Doc, vino dolce, composto in massima parte dalla varietà Trebbiano. Un patrimonio inestimabile con 14 aziende protagoniste: Tenuta di Ca-

pezzana, Fattoria Ambra, Azienda Agricola Pratesi, Castelvecchio, Colline San Biagio, Fattoria di Artimino, Fattoria di Bacchereto, La Borriana, Le Ginestre, Le Farnete, Le Poggiarelle, Piaggia, Podere Allocco e Podere Il Sassolo. LA QUESTIONE DEI CANTUCCINI Da gennaio 2016 dall’Unione Europea è arrivato il riconoscimento dell’Igp per i Cantuccini Toscani o Cantucci Toscani. E se i cantuccini sono da sempre chiamati anche “biscotti di Prato”, adesso sono biscotti toscani e basta. Sul riconsocimento dei cantucci esiste infatti da sempre una tenzone con Prato che rivendica la propria leadership in fatto di cantucci. Ma i pasticceri e le aziende pratesi - il marchio più rinomato è l’antico Biscottificio Mattei, detto “Mattonella”, famoso in tutto il mondo - si sono trovati di fronte le aziende di tutta la Toscana che hanno scelto di fare sistema ottenendo il riconoscimento di “cantucci toscani”. Staremo a vedere se riusciranno a percorrere la strada di un altro riconoscimento per il marchio “Biscotti di Prato”, per rimarcare la specificità locale.

Quella di CArmignano è una storia di eccellenza a partire dal suo Carmignano Docg, un blend di Sangiovese, Cabernet, Canaiolo nero e altri vitigni a bacca bianca

Nella pagina a fianco: in alto, bottiglie di Carmignano Rosso Docg. In basso, vigneti nell’areale di Carmignano


68 itinerario ristorante

Naga Thai Bistrot Un bistrot tailandese nel cuore di Prato di Alessandra Lucarelli foto Pasquale Paradiso naga thai bistrot: un nuovo indirizzo del gusto da non perdere

Se ancora, presi dalle numerose nuove aperture gourmet della città, non avete provato questo nuovo gioiellino della ristorazione pratese e siete curiosi di sapere di cosa si tratta, leggete bene il nome. L’idea - buona, fresca, divertente - e la filosofia del locale sono racchiuse proprio in queste tre parole, un incontro di culture, tradizioni e dunque cucine diverse. Perché se Naga rappresenta un essere mitologico - metà uomo e metà serpente, adorato dai tailandesi e laotiani che vivono lungo il fiume Mekong -, e thai sta ovviamente per cucina tailandese, bistrot implica un certo ambiente e quel senso di familiarità più vicina alle trattorie nostrane che ai ristoranti orientali. Ecco dunque un ambiente informale ma curato, grandi lampadari rossi e specchi alle pareti, dove le combinazioni dolce/piccante e aspro/fruttato proprie della cucina orientale vengono proposti sulle base di materie prime ricercate e di altissima qualità. Via libera a Pad Thai, zuppa al curry verde con arista e legumi, spaghetti di soia con verdure croccanti e tofu: piatti leggeri Alcune immagini del Naga Thai Bistrot, via Santa che fondono carne, pesce e verdure con Trinita 53, Prato componenti aromatiche come radice di

zenzero, lemon grass, peperoncino piccante, coriandolo, tamarindo, mango, papaia, noce di cocco e lime, rendendo ogni piatto una vera sorpresa. Il concept di questo bistrot thai porta la firma di un veterano della ristorazione pratese, Osvaldo Baroncelli, del figlio Francesco e della nuora, di origini tailandesi, che dopo una prima fortunata esperienza a Nong Khai hanno deciso di scommettere su Prato. Il menu si snoda dagli antipasti alle specialità piatto unico, prezzi modesti se si considera la qualità, e per chi non vuole rinunciare alla cucina toscana nemmeno per una sera è stato studiato un piccolo menu a firma di Osvaldo Baroncelli: storico ristoratore pratese, sommelier professionista e presidente di Ais Toscana, cura anche la carta dei vini del bistrot che spazia tra etichette italiane e straniere. Naga Thai Bistrot vi aspetta dal lunedì al sabato, con cucina aperta fino a mezzanotte. Se preferite potete scegliere la formula del take-away e gustare le specialità del ristorante comodamente a casa vostra (Via Santa Trinita 53, tel. 0574.074031, prenotazioni telefoniche entro le ore 20).


70 itinerario macelleria

Il pranzo è servito Macelleria Giagnoni, sinonimo di qualità dal 1969 di Virginia Mammoli foto Dario Garofalo macelleria e salumeria artigianale. da più di 45 anni solo carne altamente selezionata

In alto, lo staff della Macelleria Giagnoni. A fianco, alcune foto del locale di via dei Ciliani, 122.

Se state cercando carne di prima qualità, a Prato c’è una macelleria che da più di 45 anni è una vera garanzia: la Macelleria Giagnoni, in via dei Ciliani 122. Un vero paradiso per gli amanti della carne e dei salumi, particolarmente rinomata per la bistecca da intenditori. Aperta nel 1969 da Ivano Giagnoni, oggi è gestita con passione dai figli Enrico e Lisa, la moglie Agnese e i collaboratori Raffaello e Marco, macellai di fiducia di molti pratesi e non solo. Veri ‘artigiani della carne’ che amano prendersi cura dei propri clienti curando al massimo il loro prodotto. La filosofia non è cambiata negli anni: trattare solo carne altamente selezionata. La filiera produttiva è cortissima: tutti allevatori dell’Appennino tosco-emiliano. Le carni bianche vengono per lo più dalla zona del Mugello, mentre per le carni rosse il punto di riferimento è da sempre un allevatore di Pavullo nel Frignano (MO), Chezzi Giordano. Una piccola azienda che alleva la pregiata razza bovina limousine, originaria della Francia, famosa per le sue carni morbide e saporite. Animali allevati all’aperto, con un’alimentazione controllata seguita personalmente da Giordano. Deli-

ziosa, oltre come carne da cottura, per la tartare, altro fiore all’occhiello della casa. I salumi sono tutti preparati direttamente in macelleria. Da non perdere la deliziosa bresaola, la soprassata e la finocchiona. Da provare anche la linea dei pronto-cuoci: saltimbocca, involtini e molte altre specialità pronte per essere cucinate, ideali sia per una cena importante, che per un pasto veloce ma sfizioso. Un modo per coccolare sé e i propri ospiti in maniera semplice e pratica. Di questi gustosi prodotti si occupa Agnese, la regina della cucina della Macelleria Giagnoni, che prepara anche piatti pronti che potrebbero far invidia ai grandi chef: sughi di pecora o di cinghiale, lasagne, roast beef, oppure, per la stagione estiva, panzanella, riso freddo e molto altro. E se avete bisogno di qualche consiglio non vi preoccupate, come sanno bene gli habitué di questa storica macelleria, Enrico e il suo staff saranno felici di svelarvi i segreti per insaporire e cuocere tutto alla perfezione. Insomma, come amano ripetere Giagnoni e team: “tu invita chi vuoi, che al resto ci pensiamo noi!”


73

focus lifestyle

In piena forma da 40 anni L’universo e i traguardi dello Sporting Club di Prato di Elisa Signorini Non è facile immaginare che oltre il cancello su via Firenze ci sia un luogo di sport e relax come quello dello Sporting Club, ma anche questa discrezione fa parte dei servizi che il circolo garantisce ai suoi soci, insieme ai corsi e alle strutture sportive: campi da calcio e calcetto, campi da tennis, piscina, un campo da beach tennis e beach volley, pugilato per adolescenti e adulti e un servizio di custodia per ormai un centinaio di biciclette da corsa. Il circolo è nato nel 1975 dall’idea di 14 pratesi che dopo l’esperienza del circolo Etruria, saturo di soci, acquistarono la villa e il terreno dall’imprenditore Baldassini per creare una nuova realtà sportiva. Oggi il circolo, la cui cooperativa titolare dell’immobile è presieduta da Jacopo Calò Carducci, conta 600 nuclei familiari e un’utenza di 2200 persone. Proprio l’anno scorso, in occasione del quarantesimo anniversario dalla fondazione, la sua storia è stata ripercorsa da un libro scritto proprio dal presidente e una grande festa, a cui hanno partecipato circa 400 soci, ha riunito i fondatori o i loro figli per rendere loro merito di que-

sta lungimirante iniziativa. Alessandro Colzi è attualmente il presidente dell’associazione sportiva mentre Franco Mazzoni è il direttore sportivo, insieme al consiglio si occupano delle strutture e delle attività, amatoriali e agonistiche. Tra quest’ultime senza dubbio la punta di diamante del circolo sono le squadre di tennis, che contano un medagliere di tutto rispetto. Nel 2015 la squadra maschile è stata fermata alle semifinali del campionato nazionale di A1, raggiungendo così il miglior risultato di sempre; vittoria nazionale invece per le squadre Under 16, sia maschile che femminile. L’onore del podio più alto anche per la squadra femminile che ha vinto la serie A1 del campionato nazionale e che non è nuova a questi risultati dato che la squadra femminile del TC Prato ha raggiunto lo stesso traguardo nel 2013 e nel 1982. Nel campionato dello scorso anno, guidate dal capitano Carla Mel, le giocatrici di punta sono state Maria Elena Camerin, Lucrezia Stefanini, Corinna Dentoni e Martina Trevisan.

campi da calcio e calcetto, campi da tennis, piscina, un campo da beach tennis e beach volley, pugilato e un servizio di custodia per biciclette da corsa

In alto: una panoramica su parte dello Sporting Club A fianco: alcuni scatti del circolo, in alto la squadra maschile di A1, in basso le giocatrici di punta del circolo capitanate da Carla Mel


Let’s get the party started! Ospiti speciali e amici di sempre per festeggiare

il

numero

invernale

di

Pratoreview, cover story Christian Vieri. Nella location esclusiva di Eventi e Cucina, nel centrale viale Montegrappa, un Winter Party tra gusto e stile.


prato

tips

APERITIvo

prato

AMICI MIEI Via Verdi 28 APOTHEKE Via Verdi 17 ph. 0574.25099 Bar Ercole Viale Montegrappa 304 ph. 0574.597076 Bar San Francesco Via Santa Trinita, 32 ph. 0574.448516 Bigonge Bar Piazza Buonamici ph. 0574.26319 BLENDER Via Garibaldi Caffe’ Buonamici Via Ricasoli 3 ph. 0574.30170 Caffe’ 21 Viale Piave 5 ph. 0574.42064 Da Lucio Piazza del Comune EL BARRIO Via Cairoli FIASCHEMBERG Via Settesoldi 42 I FRARI Via Garibaldi 120 ph. 334.3442532 Il Giardino del The’ Piazza Mercatale 46 ph. 0574.442816 KORNER KAFFE Via Borselli 89 ph. 0574.6224216 La Dolce Vita Via Traversa Pistoiese, 37 ph. 0574.814748 La Gioconda Via Raffaello Lambruschini 25 ph. 0574.603091 La Tazza d’Oro Viale della Repubblica 290 ph. 0574.593771 LE Barrique Via G. Mazzoni 19 ph. 0574.30151 Leo’s Bar Via del Palco 119 ph. 0574.28033 Opificio JM Piazza San Marco 39 ph. 0574.870500 www.opificiojm.it PRATO CITY Via Valentini 7 ph. 0574.1821183 Schiaccinomania Via Santa Caterina 12 ph. 0574.605154 To wine Viale della Repubblica, 23 ph. 0574 550462 ZERO Via Garibaldi 65 ph. 0574.35041

Ristoranti

A casa gori Piazza sant’Agostino

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Antichi Sapori Via F. da Filicaia 40/A ph. 0574.461189 agora Piazza duomo 44 ph. 0574.1825949 Baghino Via dell’Accademia 9 ph. 0574.27920 Boccondivino Via Mascagni 59 ph. 0574.22957 buvette Via Santa Trinita 7 ph. 347.0905629 Cafiero Vicolo de’ Neroni ph. 0574.606309 Il Decanter Piazza Delle Carceri 1/2, 59100 Prato, Italia ph. +39 0574475476 al castello Piazza S.Maria Delle Carceri, 1 ph.0574.483136 Enoteca Antica Fiaschetteria Piazza Filippo Lippi 4 ph. 0574.41225 Enoteca Razmataz Piazza Mercatale 110 ph. 0574.448619 Enoteca Barni Via Ferrucci 22 ph. 0574.607845 I’Salottino Via Settesoldi 36 ph. 0574.063153 Il Capriolo Via Roma 306 ph. 0574.1825326 Il Mercante Via Traversa il Crocifisso 47 ph. 0574.627174 Il Pirana Via Valentini 110 ph. 0574.25746, www.ristorantepirana.it L’Altra Calafuria Piazza Filippo Lippi 9 ph. 0574.26697 L’ANTILOPE Via Pistoiese 248 ph. 0574.21033 LA COVA TAPAS BAR Via Santa Trinita 3 La fabbrica alimentare Via Valentini 102 ph. 0574.870315 La Grotta di Bacco Piazza S. Domenico 16 ph. 0574.440094 LA LIMONAIA DI VILLA ROSPIGLIOSI Via Firenze 83 ph. 0574.592515 La Veranda Via dell’Arco 10 ph. 0574.38235 Le Fontanelle valentino Via Traversa del Crocifisso 7 ph. 0574.622316

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LE Garage Bistrot Piazza San Domenico, 26 ph. 0574.24842 Lo Scoglio Via Giuseppe Verdi 42 ph. 0574.22760 Mangia Via Ferrucci 175 ph. 0574.572917 Mokha Piazza San Marco 5 ph. 0574.400412, www.mokha.it Opera 22 Via Pomeria 64 ph. 0574.606812 www.opera22.it Pepe Nero Via Zarini 289 ph. 0574.550353 Salomè Hotel Datini, Via Marconi, 30 ph. 0574.562348 Sasso Via Firenze 40 ph. 0574.562288 SOLDANO Via della Sirena ph. 0574.830913 Via Pomeria 35 ph. 0574.34665 Tonio Piazza Mercatale 161 ph. 0574.21266

Trattorie

La Fontana Via di Canneto 1 ph. 0574.27282 Lapo Piazza Mercatale 141 ph. 0574.23745 Logli Mario Via Carteano 1 Filettole ph. 0574.23010 Osteria Cibbè Piazza Mercatale 49 ph. 0574.607509 osteria le cento buche Via degli Abatoni 7 ph. 0574.694312

Pizzerie

Cavallino Rosso da Giovanni Via Pistoiese 26 ph. 0574.23143 Don Chisciotte P.zza Mercatale 38/39 ph. 0574.39023 Via Pistoiese 502 ph. 0574.816909 Viale Galilei 21 ph. 0574.442903 Fancy King Via Valentini, 21 ph. 0574.581343 Il Ragno Via Valentini 133 ph. 0574.596700 King’s Pub Via Garibaldi 148 ph. 0574.28641

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Passaparola Viale Galilei 8 ph. 0574.468350 PIZZA E BOLLICINE ph. 0574.1825821 Pizzeria Maggie Via Bologna 519 ph. 0574.460493 Pizzeria Il Sipario Via Firenze 40 ph. 0574.562282 Sciuscià Via Galcianese 79 ph. 0574.28058 Vienna SCUDERIE Via del Purgatorio 61 ph. 0574.630763

ph. 055.8718074 La Cantina di Toia Via Toia 12 ph. 055.8717135 Il Barco Reale P.zza Vittorio Emanuele II, 28, ph. 055.8711559 Olga Via Montalbano 6 ph. 055.8712028 Su pe’i’ canto Piazza Matteotti 25/26 ph. 055.8712490

Fujiama Via Valentini 5 ph. 0574.623857 Hong Kong Via Fabio Filzi 47 ph. 0574.611180 KALDI’S CAFFE Via Settesoldi 31 ph. 339.5355010 MALACUEVA Via dei Lanaioli 31 ph. 347.6522823 MOI SUSHI LAB Via Verdi 15 ph. 0574.067037 Nagoya Via Avignone 34 ph. 0574.400183 NAGA thai Via Santa Trinita, 53 ph. 0574.074031 Raja Piazza del Collegio 8 ph. 0574.32032 RAVIOLI LIU Via Fabio Filzi 39 ph. 0574.830973 RAVIOLI di CRISTINA Via Cavallotti 36 ph. 0574.1820920

GALCIANA

Cucina etnica

OUTSIDE

Cantagallo

Il Ghirighio Loc. Migliana 29 ph. 0574.981103 La Bua della Tonia Via S. Quirichello 2 ph. 0574.956171 La Castagna Via di Migliana 40 ph. 0574.981791 Trattoria il fabbro Via Bologna - Loc. Il Fabbro ph. 0574.956380

Carmignano

Biagio Pignatta Viale Giovanni XXIII 1Artimino ph. 055.8718086 Cantine del Redi Via 5 Martiri 29 - Artimino ph. 055.8751408 Da Delfina Via della Chiesa 1 - Artimino

Cerreto

Lago di cerreto Via di Cantagallo 327 ph. 0574.691899 A MANGIA’ FORA Via Sant’Ippolito 16 ph. 328.3032343

Montemurlo

Casa la querce Via La Querce 43 ph. 0574.683099 La Taverna della Rocca Piazza Castello 2, ph. 0574.680459 Osteria Beccaceci Via Venezia 6, ph. 0574.680266 www.beccaceci.com

Montepiano CA DEL SETTA Via della Badia 16 ph. 0574.959829

Poggio a Caiano Il Vecchio Casale Via Carmignanese 127 ph. 055.877427, La Furba Via Statale 99 ph. 055.8705316 www.lafurba.it La Frugola Via Aldo Moro 33 ph. 055.8778143

Vaiano

La Locanda degli Artisti Via Bertini 76 Schignano ph. 0574.983436 Pizzeria G. Rossi Via Braga 191 ph. 0574.946503 La Nuova Tignamica Via Val di Bisenzio 112 ph. 0574.984424

Vernio

Circolo Arci Via Del Bisenzio 292 ph. 0574.957466 Renzo Via Stazione 7 ph. 0574.938151


Consultinvest Investimenti SIM S.p.A. Ufficio dei Promotori Finanziari di Prato Via Bruno Buozzi 82/84 Tel. 0574 870401 Resp. Sig. Mauro Sereni


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mid-January. For the new Patrizia Pepe campaign, actor Marco Bocci has been photographed by Adam Katz Sinding, the young popular and qualified talented photographer who left Los Angeles to conquer within a little time the international world of fashion & streetstyle photography. Adam is Maudit? No, just an the founder of the popular ordinary man. blog Le 21ème, with an An interview with audience of more than Marco Bocci half a million followers. That melancholy eyes are Their collaborative working something he shares with relationship has immediately Amedeo Modigliani, the proved beneficial, since it character he plays in the has magnified the results theatre. But not his soul, of their respective work. he says, since he couldn’t The final result has been be more happy with his a global and dynamic beautiful (growing) family. campaign that reflects the We met Marco Bocci at key elements the company Pitti Uomo, in occasion of focuses on: tradition, the presentation of Patrizia research and Made-In-Italy. Pepe 2016 Fall/Winter As for the setting, the urban Menswear Collection, architecture of some among of whose style he is the most representative spokesperson. He actually is buildings of Prato -the as handsome in person as Pecci Museum, the Museo he is on the glossy covers del Tessuto, the Palazzo of fashion magazines, yet dell’Industria and the there is something different Chamber of Commerce- to about him: he looks less recreate the sophisticated mysterious and complicated. atmosphere of a fascinating He is thin with short hair. metropolis. With Marco, we He tries to blend in the talked about fashion and crowd, among the people other issues. who have come to see him, his gaze searching the one What weekend are of his agent, with whom you thinking of? he exchanges some quick From the Apennine forests words. He asks for a coffee. to the park at the Cascine Some little distractions di Tavola in a tour through to lessen the discomfort history, food tradition, art due to the ever growing and culture. The territory of attention kept focused the province of Prato gives on him this morning of a feeling of excitement that

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can be enjoyed through a weekend tour full of activities that do not require a sore body at the end of the day, with long, pleasant breaks for relaxing or tasting good food. Starting from Saturday: after having visited Palazzo Pretorio, the Mural Painting Museum of San Domenico and the Museo del Tessuto, you can have an international dinner at one of the ethnic restaurants in the city centre offering Mexican, Japanese or Thai -the

many animals kept within extended enclosures where the animals are kept. If you prefer to reach the first slopes of the Valley to do some light trekking, we suggest you try the itinerary up to the Villa del Mulinaccio in Vaiano, while if you are well trained, you can walk up to Schignano and have a break at Egisto Cintelli’s café. Finally, if you wish to drive up the hills some more kilometers, you can choose between three destinations: Vernio, Gavigno and Montepiano.

The Shadow of the Etruscans An interesting showcase to better know the ancient roots of Prato and its territory is provided by the exhibition The Shadow Of The Etruscans. Traces Of A Cultures In Hills And Valleys, until the 30th of new Naga restaurantJune at the Museum of food. Some tips for a Palazzo Pretorio of Prato. Sunday dedicated more to The exhibition shines a nature than amusement. light on some of the most Proceeding southwards to interesting views of the the districts of Poggio a Etruscan who lived north Caiano and Carmignano, of the Arno river, near you shouldn’t miss the Florence, Prato, Pistoia, park Cascine di Tavola. around the Mugello area, Then drive up to Artimino in the Val di Sieve and and do not forget, on Montalbano, providing a your way back to Prato, homogeneous approach to to stop at the Tenuta these exceptional collection di Capezzana estate. related to the sacred and Instead, if you follow the the afterlife and displaying, road northwards, you will for the first time in just one reach the Bisenzio Valley location, the most precious and also Galceti with its Centre of Natural Sciences, artefacts in terms of their representativeness of the where adults and kids will territory. walk around admiring the

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The exhibition is divided into two sections. The first one (Bronze Figures), dedicated to the sacred, is related to the geographic area where the settlement of Gonfienti arose during the sixth

38 century b.C. Most of the bronze votive figures come from private collections, and one more -never exhibited before- from the ongoing excavations at the archeological site of Gonfienti. These artefacts, destined more to the middle classes than to the Etruscan aristocracy, were manuactured on-site and represented the dedication to the divinity. The second section (Stele Figures) is dedicated to the Pietre Fiesolane steles: sandstone funerary steles and stones, which once decorated the tombs along the main land and water communication routes along the Arno river and its tributaries. Wellness And Balance with Rael Isacowitz Prato has recently been

the focus of the attention of both pilates enthusiasts: during his four-day-visit to Prato - the only one for Italy - from February 25 to 28, Master Teacher of pilates Rael Isacowitz, many Italian and European pilates instructors filled the Chamber of Commerce of Prato. A sort of training program for those professionally committed to pilates, but also an event open to sport enthusiasts and conoisseurs. Ilaria Pulidori, owner of the only one Basi Academy in Italy (Isacowitz method) was the mediator between Prato and Mr. Isacowitz, who said about her: ‘she is one of the best movers I have worked with’. Mr. Isacowitz, you follow the true classical pilates method, don’t you? I haven’t gone too far from Joseph Pilates’ traditional method, but I don’t agree

have approached this fitness system. Is pilates a fashion choice? Well, more than a fashion choice I’d rather define it a lifestyle.

the first references to the product that from this year will be called Mortadella of Prato IGP can be found in some documents of 1733 concerning the dinner held by the Dominican nuns in occasion of the MORTADELLA Beatification of Sister OF PRATO IGP Caterina De’ Ricci, From the 1st of March though other mentions 2016, also Prato has its IGP product: the Mortadella of it appeared during sausage of Prato. Made of the 19th century – in different selected pork cuts particular related to the presentation of this product (ham, shoulder, fat, jowl) at the international food that do not necessarily Exhibitions of Paris and require the use of too London- and, even more many spices, it is flavored frequently, during the 20th with garlic, macis, pepper, century, when it could coriander, cinnamon, also be found in many cloves and Alchermes, cookbooks as well as in the the most typical product’s first (1931) edition of the ingredient, a liquor food guide of the Touring obtained from an infusion Club of Italy. of rose water with a characteristic scarlet color obtained from the addition of Kermes or cochineal. Ater having cooked it in hot water and let it cool down, the Mortadella can be served with other two top quality products of Prato and its province: the Figs of Carmignano and the Gran Prato bread, entirely made in Prato from the wheat An ancient delicacy whose to the final product. The history is strongly linked designation IGP has been with that of the territory given to the Mortadella of Prato after years dedicated and whose rediscovery in Europe has been to the recovery of such favored by its official an ancient recipe people producers: Salumificio had once shared. A work Mannori, Salumificio made possible thanks to an attentive analysis of the Conti, Salumificio Roma, Salumificio Marini, history of the product, a Salumificio Tradizione history that started many Salumi. centuries ago. Indeed,

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30 with those who haven’t changed it at all over the last 80 years either. Pilates enthusiasts are not the same and the way I apply Joseph’s method takes into account this evolution. Countless of celebrities


82 oroscopo primavera

MESSAGGI DALLE STELLE

Consigli a trecentosessanta gradi seguendo il percorso degli astri ARIETE (21 marzo – 20 aprile) Prima decade in forma smagliante; seconda desiderosa di raggiungere situazioni stabili. Soluzioni impreviste possono aprire nuovi orizzonti ai nati tra l’8 e il 13 aprile.

BILANCIA (23 settembre – 22 ottobre) Energie cospicue e una forte volontà stimolano i nati in settembre. Devono attendersi imprevisti e nuove situazioni i nati dal 10 al 17 ottobre. Gli affetti sono favoriti in giugno.

TORO (21 aprile – 20 maggio) Potete contare sul moderato appoggio di Giove, Nettuno e Plutone. In più dal 5 aprile Mercurio si ferma nel vostro segno, offrendo lucidità mentale e favorendo trattative ed operazioni commerciali.

SCORPIONE (23 ottobre – 22 novembre) Allontanatosi Marte, siete più sereni per sfruttare al meglio gli influssi gioviani provenienti dalla Vergine, anche se Mercurio che si oppone dal Toro vi rende superficiali e poco discreti.

GEMELLI (21 maggio – 21 giugno) Marte appare insidioso per i nati in maggio in rapporto a salute e forma fisica. Saturno richiede pazienza e senso di responsabilità ai nati dal 4 al 7 giugno. Desiderosi di cambiare i nati dall’8 al 15.

SAGITTARIO (23 novembre – 21 dicembre) Le bizze dello stazionare di Marte nel segno rendono la prima decade tesa e poco incline a collaborare. Malinconica appare anche la seconda decade, impegnata a gestire il transito di Saturno.

CANCRO (22 giugno – 22 luglio) Gli appoggi di Mercurio durano tutta la primavera, rafforzati dall’apporto venusiano in maggio. Anche Giove e Nettuno vi sono amici. Con questo cielo le dissonanze di Urano e Plutone si attenuano.

CAPRICORNO (22 dicembre – 20 gennaio) Anche se potete contare sul trigono di Giove dalla Vergine, alcune situazioni richiedono tempo per essere risolte: gli ostacoli che vi propongono Urano e Plutone vanno affrontati con calma.

LEONE (23 luglio – 23 agosto) In netta ascesa e con spirito di iniziativa i nati in luglio, mentre mancano chiarezza di idee e capacità organizzative ai nati in agosto, che scontano il lungo quadrato di Mercurio dal Toro.

ACQUARIO (21 gennaio – 19 febbraio) Energia brillante, intraprendenza e spirito di iniziativa caratterizzano i nati in gennaio. Alti e bassi emotivi con sorprese ed imprevisti per i nati in febbraio. Sentimenti favoriti nel mese di aprile.

VERGINE (24 agosto – 22 settembre) Alcuni freni esistenziali riguardano i nati dal 3 al 7 settembre, che possono però contare sul transito di Giove nel segno per superare gli ostacoli. Nervosismo esagerato per i nati in agosto.

PESCI (20 febbraio – 20 marzo) Nervosi fino a fine maggio i nati dal 23 al 28 febbraio: per loro la prudenza è d’obbligo in tutti i campi! Saturno frena le azioni dei nati dall’1 al 6 marzo, cui si addice maggiore realismo.

a cura di Claudio Cannistrà, la “Bottega dell’Astrologo” Per informazioni sui corsi e le attività culturali organizzate scrivere a: labottegadellastrologo@gmail.com; canniclau@libero.it Disegni dei segni zodiacali opera di Pacpainter – www.pacpainter.it


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