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Trimestrale di cultura, economia e moda spedizione in abbonamento postale 45% - art. 2, lettera b - legge 662/96 - filiale di Firenze - contiene IP - euro 4,00
n. 28 inverno 2015
Equilibrismi 2016 Winter
Bobo Vieri Il bomber si racconta
Giulia Ottonello
La nuova regina del musical italiano al Politeama
I 40 anni del Museo del Tessuto Una mostra antologica per l’anniversario
Indirizzi del gusto Le migliori gastronomie in cittĂ english version
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10 Arte 14 spettacolo 18 Lo sguardo da Dentro 21 lo sguardo dalle stelle 25 editoriale 26 COver story Bobo Vieri Prato ai piedi del”bomber” di Matteo Grazzini
30 arte Heritage per i 40 anni del Museo del tessuto di Francesca Lombardi
34 arte Andrea Martinelli. Mistral: il corto che racconta l’artista
di Francesca Lombardi
38 Teatro Giulia Ottonello. La nuova regina del musical di Sabrina Bozzoni
43 Moda Il made in Prato alla conquista del mondo di Matteo Grazzini
48 MOda Equilibrismi - A/W 2016 di Teresa Favi foto Officine Fotografiche
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55 Segni particolari Clotilde di Sabrina Bozzoni
57 Segni particolari Matteo Mantellassi di Sabrina Bozzoni
58 Azienda La Fabbrica torna in centro: il temporary store dello storico Lanificio Bisentino di Virginia Mammolii
60 Azienda 70 anni di Salvadori: storia di famiglia e di successo di Elisa Signorini
62 Gastronomie Indirizzi del gusto di Virginia Mammoli foto Pasquale Paradiso
70 ristorante Fancy King di Virginia Mammoli foto Pasquale Paradiso
72 Enoteca To Wine foto Pasquale Paradiso
73 Shot on site 76 Prato tips 79 English version 82 oroscopo
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Direttore responsabile
Matteo Parigi Bini
moda
Teresa Favi, Francesca Lombardi redazione
Sabrina Bozzoni, Matteo Grazzini, Alessandra Lucarelli, Virginia Mammoli, Mila Montagni, Elisa Signorini contributors
Claudio Cannistrà, Piero Ceccatelli, Guido Parigi Bini Fotografi
Gianni Attalmi,Ilaria Costanzo, Lorenzo Cotrozzi, Dario Garofalo, Martina Giachi, New Press Photo, Officine Fotografiche, Pasquale Paradiso, Vittorio Zunino Celotto grafica
Martina Alessi, Chiara Bini Traduzioni
NTL Traduzioni Direttore Commerciale
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Gianni Consorti, Alessandra Nardelli società editrice
Alex Vittorio Lana, Matteo Parigi Bini
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10 agenda arte
Museo del Tessuto Lato
BBS (Vault)
PALAZZO PRETORIO Prosegue fino al 10 gennaio presso il Museo di Palazzo Pretorio la mostra Synchronicity. Contemporanei, da Lippi a Warhol, che resta una delle ricerche artistiche più significative dal secondo dopoguerra, che riuniscono artisti di epoche e formazioni differenti, Marcel Duchamp e Andy Warhol, Daniel Spoerri e Michelangelo Pistoletto, Matthew Barney e Vanessa Beecroft, posti a fianco di Filippo Lippi e Donatello. MUSEO DEL TESSUTO Fino al 30 aprile Heritage. Storie di tessuti e di moda èun viaggio tra le collezioni del Museo per celebrare i suoi primi 40 anni di attività. Oltre 70 opere tra tessili, abiti e accessori, libri campionario, figurini
e giornali antichi di moda, bozzetti originali che dal Cinquecento giungono fino agli anni Sessanta del Novecento. CENTRO PECCI Vitamine. Tavolette energetiche è un progetto itinerante che raccoglie ed espone 466 tavolette d’artista di piccolo formato, realizzate da altrettanti autori internazionali su invito dell’Archivio Carlo Palli. La raccolta, nata con l’obiettivo di mettere in rilievo alcune tendenze internazionali dell’arte contemporanea, affianca artisti emergenti e storicizzati a musicisti, performer, curatori, direttori di musei. Così come attraversa gli ultimi decenni di storia dell’arte, il progetto attraversa anche i centri del contemporaneo italiani: un’esposizione itinerante,
Museo Ardengo Palazzo Pretorio Soffici
lungo lo Stivale, per portare le vitamine nei maggiori musei. Le Tavolette energetiche saranno esposte solo il 13 dicembre al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci. BBS (VAULT) Fino all’8 gennaio la Galleria BBS Vault ospita BAUM, mostra personale dell’artista milanese Nicolò Bruno che raccoglie i suoi nuovi lavori pittorici in cui l’artista sviluppa il tema di una inarrestabile ibridazione tra l’uomo a la natura, tema presente in diversi progetti precedenti anche se in modo embrionale. In questi lavori l’umano cerca sempre più un’integrazione con il mondo naturale e il titolo della mostra già preannuncia questo legame: Baum in tedesco significa albero. I lavori che ne fan-
no parte si palesano difatti come il frutto di una maturazione lenta, di una crescita che porta figure umane a trasformarsi quasi mitologicamente in piante. Nicolò Bruno è nato a Milano nel 1989. Laureato in pittura e arti visive presso il NABA (MI) è vincitore della IV edizione del premio Ora. MUSEO DI PITTURA MURALE Fino al 10 gennaio esposizione di 130 opere del pittore Italo Bolano dedicata all’amico poeta Mari Luzi. La mostra è organizzata dalla Diocesi di Prato in collaborazione con il Comune e gode del patrocinio della Regione Toscana. Lungo è il curriculum dell’artista che annovera musei e mostre in tutto il mondo: Bolano è passato dall’espressionismo figurativo all’espres-
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12 agenda arte
Museo Lato di Pittura Murale
sionista astratto e ha trattato vari temi quali il Cristo, Napoleone, Mario Luzi, la Donna Isola e altri. Iniziando dal suo Open Air Museum negli anni ‘60, prese forma il Museo Diffuso Italo Bolano Isola d’Elba. L’Isola, decorata con l’arte in 50 anni con strutture monumentali in acciaio e ceramica, ricorda quella di Lanzarote nelle Canarie, decorata da César Manrique. VIA DEL SERRAGLIO In tre fondi sfitti in via del Serraglio si animano fino al 10 gennaio il laboratorio creativo diffuso di Poli di CreAttività, uno dei tanti progetti finanziati dalla Regione all’interno del Progetto Prato nato per riqualificare alcune zone della città.
Museo PalazzoArdengo Pretorio Soffici
MUSEO ARDENGO SOFFICI Il Museo Soffici di Poggio a Caiano ospita fino a, 28 febbraio la mostra Tempo verrà....di guerra. Soffici combattente 1915-1918, curata da Luigi Cavallo. L’occasione è quella del centenario della prima guerra mondiale, alla quale Soffici fu richiamato come volontario a 36 anni nel maggio 1916. L’intellettuale, scrittore e pittore sarà ferito più volte, insignito della Croce al Merito di Guerra e fonderà nel 1918 ‘La Ghirba’, giornale dei soldati della 5ª Armata. La visita alla mostra sarà occasione per vedere le Scuderie Medicee presso le quali si trova il Museo.
DIEMAUER Il 12 dicembre viene inaugurata Sequenza per un giorno di inverno. Gianfranco Chiavacci riflesso in dieci artisti contemporanei. Questa mostra vuole far riflettere in una sorta di conversazione collettiva: Gianfranco Chiavacci, uno dei più interessanti e poliedrici autori del panorama contemporaneo locale, viene fiancheggiato da una serie di artisti attualmente in attività ma posteriori al suo percorso di ricerca; il risultato è un godibile gioco speculare che marca l’ecletticità del pittore-fotografo pistoiese ma al contempo crea una sola potente voce artistica, accordata all’unisono. Un percorso tecnico e concettuale, che mostra come la vena ricer-
catrice sia propria non di un solo ma di qualsiasi artista: la grafica, la pittura, la scultura e la fotografia sono tutte al servizio di un preciso cammino, dove Cristina Balsotti,Carlo Colli, Raffaello Gori, Andrea Marini, Paolo Meoni, Giada Mazzini, Andrea Pinchi, Maurizio Sapia, Massimiliano Turco e MO2 diventano di volta in volta i compagni ideali con cui affrontarlo. Dieci inizi diversi di uno stesso romanzo. E Inverno, ossia Gianfranco Chiavacci, diventa scenario perfetto, anzi filo conduttore di una narrazione che non necessita una direzione, può cominciare dalla fine, può finire con l’inizio. Inverno È principio e fine. La mostra resta visitabile in via Firenzuola fino a metà febbraio.
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agenda spettacolo
Nudi e crudi, Teatro Politeama
DICEMBRE La Camerata strumentale è al Politeama il 10 dicembre diretta da Jonathan Webb con Pietro De Maria al pianoforte. Sempre al Politeama prosa il 12 e 13 con lo spettacolo Forbici & Follia per la regia di Marco Rampoldi, e il 31 concerto di San Silvestro Libiamo ne’ lieti calici. Si conclude il 14 a Officina Giovani la rassegna Jazz@Officina 2.0 con Frammenti, progetto di reading teatrale accompagnato da musica, effetti sonori e proiezioni. Numerosi gli appuntamenti di MET Ragazzi: il 12 al Teatro Metastasio Pinocchio; il 19, 20 e 23 al Fabbricone Piantala, vita avventurosa delle piante in giardino; il 19 e 20 al Metastasio anche un classico delle feste: Un Canto Di Natale dall’opera
Giochi di famiglia, Fabbricone
di Charles Dickens. Il cartellone dei teatri cittadini presenta l’11 e 13 al Fabbricone la produzione della Compagnia Stabile del Metastasio Giochi di famiglia con Valentina Banci; dal 17 al 20 al Teatro Magnolfi il monologo di Sandro Veronesi Non dirlo. Il Vangelo di Marco coprodotto dal Metastasio con il Festival di Spoleto. Sempre al Magnolfi il 15 Danteum, le origini islamiche della Divina Commedia, un concerto per pianoforte e voce narrante con le musiche originali di Andrea Nesti. Al Castello dell’imperatore il 20 lo spettacolo sperimentale Oracolo d’inverno. La cerimonia del sé. Al Metastasio musica il 22 con Andrea Chimenti che interpreta David Bowie, il 27 con Mauro Ermanno Giovanardi. Un’altra oppor-
tunità di passare San Silvestro in musica è in Piazza del Comune con Ginevra di Marco e l’Orchestra di Piazza Vittorio. Molti gli appuntamenti dell’IX Festival Zipoli: il 12 alla Scuola di Musica Verdi, il 16 e il 24 alla Chiesa di San Francesco, il 29 alla Chiesa di San Luca alla Querce. Il Contempoartefestival è il 13 al Magnolfi con musiche di Crumb e Ravel, il 17 al Centro Pecci con Istant Composition, una performance d’improvvisazione pittorica e musicale. Per la rassegna Concerti in centro il 16 in Piazza del Comune Canti sotto l’albero ad opera dei piccoli allievi della Scuola Verdi, il 19 sempre in Piazza del Comune Revolution Gospel Band, il 20 Musica lirica alla Corale Verdi.
GENNAIO L’anno nuovo inizia con il Gospel di Capodanno al Metastasio il 1. Al Magnolfi il 2 musica di epoca barocca ne Amore e i suoi strali, dall’8 al 10 la commedia musicale Il contrabbasso. Al Fabbricone dal 15 al 17 gennaio Pavla Nad Prepadom ispirato alla vita della scalatrice di montagne Pavla Jesih; dal 28 al 31 Alla meta, una formidabile commedia dell’anormalità, che rappresenta anche un tributo a Thomas Bernhard. Al Metastasio dal 21 al 24 Adriana Asti nell’ambito del filone teatro-canzone rende omaggio a Bertolt Brecht e Kurt Weill con Jadasmeeristblau. Il mare è blu, offrendo al pubblico poesie e teatro dei due autori; il 29 e 30 Anelante. Per la rassegna MET Ragazzi il 16
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agenda spettacolo
Camerata Strumentale CIttà di Prato, Teatro Politeama
gennaio al Metastasio Paladini di Francia, Spada avete voi, spada avete io! sulla figura di Orlando, dedicato a Che cosa sono le nuvole? di Pier Paolo Pasolini; il 23 gennaio al Fabbricone Little Bang, uno spettacolo sulle origini dell’Universo. La Camerata è al Politeama il 14 con musiche di Bach, Mozart e Haydn. Sempre al Politeama il 16 e 17 la Compagnia della Rancia in Cabaret con Giampiero Ingrassia; il 23 e 24 la divertente commedia Nudi e crudi con Maria Amelia Monti tratta dal romanzo di successo di Alan Bennett. FEBBRAIO Al Metastasio dal 4 al 7 un classico di Eduardo De Filippo Il sindaco del rione sanità che arriva a Pra-
to dopo il successo della presentazione al Napoli Teatro Festival; dall’11 al 14 Geppy Gleijeses e Marianella Bargili interpretano Pirandello in L’uomo, la bestia e la virtù, che vede il ritorno alle scene anche di Marco Messeri; dal 18 al 21 l’ultimo lavoro del coraggioso regista Antonio Latella, che si ispira liberamente alla poetica del cinema fassbinderiano e firma, con riflessi cechoviani, un omaggio appassionato al grande cineasta tedesco, affidando al talento di Monica Piseddu l’interpretazione di Ti regalo la mia morte, Veronika, che rievoca la vicenda di Veronica Voss. Al Fabbricone dal 26 al 28 Crave, uno squarcio aperto sull’universo di dolore, desiderio, speranza
Sandro Veronesi, Teatro Magnolfi
e disperazione di Sarah Kane, toccante scrittrice, poetessa e drammaturga inglese scomparsa ancora giovanissima nel 1999. Il MET Ragazzi è al Fabbricone il 6 con Sherlock Holmes; il 20 al Teatro Magnolfi Il Brutto Anatroccolo, una fiaba pop sulle differenze. La Camerata è al Politeama il 25 con musiche di Bach, Stravinskij e Čaikovskij. Al Politeama il 6 e 7 le brillanti melodie e le danze dell’operetta La vedova allegra; il 20 e 21 Massimo Dapporto e Tullio Solenghi in Quei due, esilarante storia di un trentennale amore omosessuale. MARZO Dall’11 al 13 al Fabbricone l’opera del francese Pascal Rambert, che firma testo, regia e coreografia
della sua nuova creazione, Prova, uno spettacolo sul tema della scrittura e dell’atto creativo che ha debuttato nella sua versione francese all’ultimo Festival d’Automne; dal 3 al 6 al Metastasio la commedia goldoniana I Rusteghi. Dal 21 al 24 al Teatro Magnolfi il monologo di Sandro Veronesi Non dirlo. Il Vangelo di Marco. Il MET Ragazzi presenta il 12 al Metastasio l’opera Il pifferaio magico; il 17 e 18 al Fabbricone lo spettacolo di teatro-danza Biancanera. La Camerata è al Politeama il 17 marzo. Il 12 e 13 chiudono la stagione del Politeama Simona Marchini e Pino Strabioli ne I buchi nei bottoni ispirato al capolavoro di Aldo Palazzeschi Le sorelle Materassi.
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18 Lo sguardo da dentro
Se la dolcezza premia Il Maestro Paolo Sacchetti e le sue ultime conquiste di Elisa Signorini L’eccellenza del Gambero rosso firma la torta di nozze del sontuoso matrimonio indiano a Firenze
In alto, Paolo Sacchetti della pasticceria Nuovo Mondo e alcune tra le sue più note creazioni
Vicepresidente dell’Accademia Maestri Pasticceri, poco più che cinquantenne, Paolo Sacchetti, con la sua Pasticceria Nuovo Mondo in via Garibaldi, è certamente un’eccellenza pratese affermata da anni ben oltre le mura cittadine: ogni incontro con lui è occasione per venire a conoscenza di un nuovo riconoscimento da aggiungere al suo già ricco palmares. Questa volta più di uno. L’ultimo impegno prestigioso ha legato la Pasticceria Nuovo Mondo niente meno che con l’India. Mi è stato chiesto il dolce di nozze per il matrimonio di fine novembre del figlio di un petroliere indiano: una cerimonia da favola che si è svolta a Firenze. Sono stato contattato a maggio scorso dal miglior catering indiano, che si è occupato di organizzare il ricevimento e col quale avevo già lavorato in occasione di un altro matrimonio un paio di anni fa. Due anni fa preparai il buffet di dolci, questa volta mi è stata chiesta la torta nuziale. E’ stato difficile far incontrare le tradizioni culinarie indiane con le sue prelibatezze?
Questa volta è stato facile dato che gli sposi vivono a Londra e quindi hanno abitudini molto occidentali. Non a caso, secondo la miglior tradizione europea, le decisioni sono state tutte prese della sposa! Una sposa per altro competente in fatto di pasticceria, che aveva chiesto una mousse di cioccolato con bavarese al pistacchio. Dopo l’assaggio di settembre, però, ha convenuto con me che il pistacchio veniva coperto dal gusto del cioccolato e quindi l’abbiamo sostituito con la nocciola. Ultimissimo concorso cui ha partecipato Sacchetti è stato quello del Panettone dell’anno organizzato dalla Gazzetta dello Sport e consegnato il 28 novembre. Una competizione su un dolce che ovviamente non rientra nella tradizione toscana, per quanto ormai dolce di Natale per eccellenza. Non un primo posto, stavolta, ma comunque un buon risultato dato che, pur piazzandosi quinto, Sacchetti ha superato la fatidica quota 1000 punti, ottenuta da una prestigiosa giuria di esperti. Di poco precedente una menzione da par-
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Lo sguardo da dentro
te del Gambero Rosso: di cosa si tratta? Il Gambero Rosso ha presentato a Torino la quinta edizione di Pasticceri&Pasticcerie 2016 che ha assegnato al Nuovo Mondo Tre torte, il massimo riconoscimento della guida. Mi fa piacere essere stato inserito per la quarta volta consecutiva in questa guida insieme ai mostri sacri della pasticceria italiana, tra l’altro solo un paio di mesi dopo che, sempre il Gambero Rosso, aveva inserito il Nuovo mondo nella guida ai Bar d’Italia, nella sezione che raccoglie le 21 migliori colazioni d’Italia. Parliamo ora di Prato. come sono cambiate le abitudini dei pratesi in quanto a pasticceria? Il rito del dolce comprato la domenica mattina in occasione della passeggiata in centro si è un po’ ridotto. Le famiglie sono più piccole e soprattutto i giovani non hanno l’abitudine del pranzo do-
menicale a casa. Si va in pasticceria a comprare un dolce se si è invitati a casa di amici o per una ricorrenza. A questo si aggiunga che c’è la concorrenza forte dei supermercati aperti la domenica: chi ci si trova per far la spesa finisce per comprare lì anche il dolce. Infine non va sottovalutato che negli ultimi anni, purtroppo, si sta attenti anche alle poche decine di euro del dolce della domenica. Il Nuovo Mondo, però, non pare avere risentito pesantemente di queste nuove e fin troppo moderate abitudini… Per fortuna abbiamo un grande bacino di utenza: una buona parte del nostro fatturato è fatta da clienti che vengono da fuori provincia, penso a Empoli a Pistoia. Anche habituée. Quale dolce preferiscono i pratesi? Le pesche di Prato da alcuni anni sono molto richieste: dai pratesi, ovviamente, ma in verità me le richiedono da tutta
Italia. Poi i clienti preferiscono le monoporzioni, per poter assaggiare più gusti. Ho colto questa tendenza molti anni fa quando lanciai la pasticceria mignon. Anche se, da goloso, preferisco di gran lunga la pasticceria ‘formato normale’ per poter godere a pieno i miei gusti preferiti! Anche per la pasticceria ci sono le mode? Sicuramente. Basti pensare al cheesecake: fino a una decina di anni fa era assolutamente un dolce di secondo piano, adesso è uno dei più richiesti, anche come dolce nuziale. A proposito di matrimoni: è importante essere scelto come pasticcere dagli sposi? Sicuramente sì e, a parte la gratificazione di essere stati scelti, resta il fatto che questi ricevimenti sono la miglior vetrina: il passaparola di chi si è trovato bene è la migliore pubblicità, per altro l’unica di cui mi servo.
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Lo sguardo dalle stelle
LA STELLA DI BETLEMME Incontro celeste tra Giove e Saturno di Claudio Cannistrà
“Ed ecco, la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il Bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima”. (Matteo, 2, 9-10). Questa frase riportata nel secondo capitolo del Vangelo di Matteo descrive il percorso dei tre Magi, guidati fino alla città di Betlemme dalla famosa stella cometa, che in realtà altro non era che la congiunzione tra due pianeti lenti, Giove e Saturno. D’altra parte, la parola “stella”, che viene identificata nel testo originale con il termine “astér” ovvero “astro”, indica in maniera specifica un corpo o un fenomeno luminoso celeste. Invece, l’espressione “nel suo sorgere” [in greco en têi anatolêi], che può anche essere tradotta “in oriente”, indica la zona del cielo, in cui era visibile la stella e la direzione da essa mostrata. Ma chi erano veramente i Magi? Il termine usato da Matteo è la traslitterazione del greco ‘magos’ (µάγοι) ed indica l’appartenenza ad una casta di sacerdoti/sapienti/astrologi, forse zoroastriani. Si tratta della classe dotta dell’epoca, capace di interpretare i sogni, di svolgere i rituali ufficiali,
ma soprattutto di studiare il cielo e di ricavare dall’osservazione di stelle e pianeti informazioni sugli eventi futuri. Anche i primi Padri della chiesa, come Origene e Tertulliano, interpretano la stella come un fenomeno celeste naturale, identificando i tre Magi come tre astrologi! Inoltre, nell’iconografia cristiana dei primi secoli la stella non è mai rappresentata sotto forma di cometa con la coda. Fu Giotto che, rimasto impressionato dal passaggio della cometa di Halley nel 1301, la rappresentò per primo in questa forma nella famosa “Adorazione dei Magi”. Da allora tutte le rappresentazioni della natività furono dipinte con questo elemento. Il grande astronomo Keplero, all’inizio del 1600, mediante calcoli precisi del movimento dei pianeti, stabilì che il fenomeno che meglio corrispondeva alla “Stella di Betlemme” e che poteva indicare la nascita di Gesù era la Grande Congiunzione tra Giove e Saturno, avvenuta nel segno dei Pesci nell’anno 7 a. C. Il dato risulta confermato dai calcoli fatti con i moderni programmi computerizzati, ma l’evento era stato registrato anche dai sacerdoti babilonesi nei loro archivi su tavolette cu-
Nelle Sacre Scritture stelle e pianeti spesso compaiono come segni di eventi futuri
Nella foto sopra l’Adorazione dei Magi di Filippino Lippi, pittore pratese, conservato agli Uffizi di Firenze
22 Lo sguardo dalle stelle
neiformi, così come dagli astronomi cinesi. Tale configurazione rimase visibile in cielo per quasi un anno, perché i due pianeti lenti si congiunsero per ben tre volte di seguito, sempre in Pesci (il 29 maggio, l’1 ottobre e il 5 dicembre). La separazione angolare di Giove e Saturno fu di un solo grado, condizione che li rese praticamente sovrapposti; evento rarissimo, che quando si verifica, porta i pianeti a “fondersi” tra loro e ad apparire come un unico corpo celeste. Non solo, ma alla fine di febbraio dell’anno 6 a. C. anche Marte si era avvicinato ai due pianeti lenti e vi si era congiunto, rendendo l’evento ancora più visibile. Si formava, così, in cielo una sorta di scia luminosa, che poteva essere descritta come una cometa, anche se in realtà si trattava dei tre pianeti molto vicini tra loro. Secondo la sapienza orientale, Giove è il pianeta del Divino, Saturno è il pianeta della materia e più in generale è da sempre collegato al popolo ebraico. Invece, il segno dei Pesci, dove si formò la congiun-
zione, oltre ad individuare territorialmente la Palestina, è sempre stato il luogo celeste dell’era messianica. I Pesci sono l’ultimo segno zodiacale, che anticipa l’Ariete, ovvero l’inizio di un nuovo ciclo; un grande ciclo che comincia astronomicamente nel punto vernale, collegato all’equinozio di primavera (0° Ariete). Ecco che per chi, come i Magi, conosceva le simbologie astrologiche, diventava abbastanza semplice interpretare questo evento celeste, come l’annuncio della nascita di un “Re”, che avrebbe avuto dominio sulla materia e sullo Spirito ovvero l’avvento del Messia descritto nelle scritture del popolo ebraico. Il Vangelo non riporta i nomi dei tre Re Magi, ma la tradizione li identifica in Melchiorre, Gaspare e Baldassarre; per alcuni provenienti da tre regioni specifiche: Babilonia, Persia e Yemen, dove lo studio dei fenomeni celesti era molto sviluppato. Si pensa che almeno uno di essi, Baldassarre, il cui nome ha un’etimologia mesopotamica (Bel-sharra-usur significa “O Bel
proteggi il mio Re”), provenisse dalla città di Sippar, situata a sud-ovest dell’odierna Baghdad, dove esisteva una rinomata scuola di astrologia. Essi corrispondono alle tre età dell’uomo: la giovinezza, la mezza età e la vecchiaia, in quanto Cristo si manifesta nel Tempo e lo abbraccia, come Colui che è passato, presente e futuro. Lo studioso Franco Cardini ricorda che il più giovane è rappresentato con la pelle scura e che in Spagna, dove la festa dei Re Magi (Los Reyes Magos) è celebrata con cortei e rappresentazioni popolari, è anche il più amato dai bambini, perché è quello che porta loro i doni dell’Epifania. Claudio Cannistrà fa parte della “Bottega dell’Astrologo”, associazione pratese di recente costituzione, che ha come obiettivo di contribuire allo sviluppo di una nuova comprensione della realtà visibile grazie all’interpretazione delle simbologie celesti e che organizza corsi ed attività culturali. Per informazioni: canniclau@libero.it labottegadellastrologo@gmail.com
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L’arte del ‘riciclarsi’ Artisti, imprenditori, sportivi: le storie della città... fuori dalla città, in un inverno dai mille volti Latitudini, longitudini, paralleli e meridiani, intrecci di linee in una trama dall’aspetto fortemente laniero, pratese. Così è questo numero di Pratoreview: invernale, come la stagionalità preferita dal distretto; internazionale, come è oggi più che mai il nome di Prato, grazie ad imprenditori audaci e innovativi; variegato e versatile, come i protagonisti dei servizi e delle interviste, che si sono re-inventati, quasi nobilmente riciclati come il migliore dei cardati. Artisti che si scoprono attori, come il pittore Andrea Martinelli, protagonista di un cortometraggio che ne racconta lo stile e la vita tra tele e colori. Calciatori che diventano scrittori, come Christian ‘Bobo’ Vieri, che nella sua biografia racconta la pratesità nata a migliaia di chilometri di distanza, in Australia, sviluppata grazie a nonno Enzo e poi ‘diluita’ negli spostamenti di città in città inseguendo un pallone o una bella ragazza. Chilometri e chilometri percorsi anche dall’abbigliamento made in Prato per arrivare nei negozi aperti a Londra, Los Angeles e Abu Dhabi da chi crede ancora e sempre più nella potenza del brand di qualità e nella determi-
nazione dei pratesi, bravi a guardare al futuro ma anche pronti a celebrare il passato e il presente, come per i 40 anni del Museo del Tessuto, festeggiati con una suggestiva mostra, che attraversa i secoli e ci ricorda come una piccola esposizione di tessuti al Buzzi sia diventata una istituzione internazionale per chi lavora nel settore. Artigiani pasticceri come Paolo Sacchetti, chiamato a rendere internazionale la sua arte da un committente indiano, petroliere ricco e dai gusti raffinati, che ha voluto una sua torta per il matrimonio da mille e una notte del fortunato figlio. E la gastronomia, una delle eccellenze pratesi sempre più rivalutate, è anche la protagonista di un focus sulle botteghe storiche della città, dove la cucina pratesi resiste alle nuove mode o le accompagna tenendo vivi i sapori del passato: nomi e specialità che accompagnano da sempre l’apparecchiatura delle tavole in riva al Bisenzio e che stavolta risaltano anche sulle pagine di Pratoreview. Vi accompagniamo quindi in una Prato viva, che esalta la sua storia e che cerca anche fuori dai soliti clichè e dai soliti confini una nuova ribalta.
ovunque si giri lo sguardo c’è un po’ di prato: nei racconti di un bomber, in un tessuto secolare, nelle vetrine più glamour. un mappamondo fatto di nomi, date, arte e abilità che celebra la città ed i suoi tanti protagonisti
In alto: Marionetta di carta Lauraballa Studio d’Arte ph Officine Fotografiche
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Prato Ai piedi di Bobo “Chiamatemi Bomber”, Christian Vieri si racconta di Matteo Grazzini
Christian Vieri è nato a Bologna il 12 luglio 1973 ma si è traferito da piccolo a Sidney seguendo il padre Roberto, tra i primi calciatori famosi a giocare in Australia
Quello tra Christian Vieri e Prato è un rapporto dalle mille sfaccettature, un intreccio di aneddoti, parentele, ritorni e partenze, arrivi e addii. Alcune si trovano tra le righe della sua autobiografia, che arriva nelle librerie col titolo, più che mai appropriato sotto tanti punti di vista, di “Chiamatemi bomber”, vista la mole di reti segnate in carriera nel calcio e la tendenza, soprattutto sui social network, di appellare con lo stesso nomignolo chi ha nel ‘curriculum’ una lunga e qualificata lista di ragazze. Due facce dello stesso soprannome che Vieri racconta con uguale orgoglio e che ne fanno un personaggio sui generis, ma non più del padre Bob, il secondo vero campione della stirpe Vieri, rintracciabile ogni giorno in via Machiavelli, dove tra bar, negozi di parrucchieri e di abbigliamento i Vieri di Prato hanno gli amici ed i confidenti di sempre. Il primo campione è nonno Enzo, scomparso nel 2011, al quale Christian dedica
una parte importante del libro, una vera e propria dedica a chi più di ogni altro ha creduto in lui: più di tanti allenatori e di qualche dirigente. Enzo, uno che da portiere del Prato, narra la leggenda, parava i tiri degli avversari e ributtava loro il pallone dicendo “riprova“, nel 1988 accolse Christian arrivato spaesato e timoroso dall’Australia; un altro mondo, un’altra lingua ed anche quasi un altro sport. Vieri e Paul Okon, discreto centrocampista, che vengono portati alla Vaianese, allora in Interregionale, seconda squadra della provincia dopo il Prato, e mandati ad allenarsi con l’Under 21: Vieri, quindicenne, non vuole allenarsi con i ragazzi, pretende la prima squadra. L’allenatore, Gestri, pistoiese e persona brava ma non lungimirante, non lo prende neanche in considerazione e Bobo se ne va portandosi dietro Okon, col quale le strade si divideranno per poi incrociarsi di nuovo in serie A: avevano ragione loro. Poi, racconta nel libro, il Prato che
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non lo fa giocare, Rodolfo Becheri, nome storico del calcio giovanile pratese e nonno di Alino Diamanti, che lo prende al Santa Lucia, dove fa saltare il banco a suon di gol e si apre la strada verso la storia, anche se un ritorno in Australia per la nostalgia rischia di rovinare tutto. Rimedia ancora nonno Vieri, con Becheri che, una volta di più nella vita, si fruga in tasca per amore del calcio: Vieri torna e spicca il volo, passando anche per storie, aneddoti e leggende che non si trovano nel libro ma che sono scritte con inchiostro invisibile nei corridoi del Lungobisenzio o nella memoria degli amici più cari. Come i massaggi a muscoli e psiche di Oriano Castellani, le ‘lezioni di vita’ di Andrea Toccafondi a Vieri e al figlio Paolo, compagni di squadra e di… divertimenti nella Primavera del Torino, o il compiacimento di nonno Enzo quando Christian, magari a sorpresa, si presentava a casa con Elisabetta Canalis o Melissa Satta ricevendo in cambio un sincero apprezzamento.
E il rapporto tra Christian e Enzo è tutto nella lettera che si trova nel libro: un ringraziamento del nipote al nonno o meglio, di Vieri a Vieri (“Chiamami Vieri, nonno fa vecchio, non mi piace...” gli disse Enzo), per averci creduto, per averlo stimolato con 5.000 lire a gol, poi diventate mille per evitare una bancarotta. Soldi, un altro dei temi del quale Vieri parla senza remore ammettendone l’assoluta importanza al momento di firmare i contratti: soldi che gli consentono di fare una vita sognata da tanti ma che non hanno condizionato alcune scelte. Fu quantomeno singolare infatti nel 1998, e qua ritorna l’incrocio con Prato, la scelta di partire da Coverciano per i mondiali di Francia nel 1998 dopo aver salutato la famiglia a Prato, zona Badie: singolare non tanto per la scelta in sé, anzi, ma per aver lasciato, per tutto il tempo, la Ferrari parcheggiata in strada in via De Sanctis come una normale utilitaria.
il legame con la città è molto stretto grazie soprattutto al nonno enzo, ex portiere del prato e primo tifoso di ‘bobo’
Sopra Vieri con le maglie della Nazionale, con la quale ha collezionato 49 presenze, della Juventus e dell’Inter
30 Mostra Moda
Intrecci del passato
Heritage. Storie di tessuti e di moda Una mostra per i quaranta anni del Museo del Tessuto
In queste immagini: sopra Tessuto per arredo Francia (Lione), secolo XVIII; sotto tessuto Francia, sec. XVIII
Il museo del Tessuto compie 40 anni e ci regala una grande mostra, Heritage. Storie di tessuti e di moda. La mostra rappresenta un viaggio tra le collezioni del Museo, che apre i suoi depositi attraverso una selezione di opere di grande interesse e valore, molte delle quali acquisite o restaurate di recente, oppure poco note al grande pubblico. L’evento è ospitato nella Sala dei tessuti antichi, la Schatzkammer (camera del tesoro) del Museo, 400 metri quadri interamente riallestiti per l’occasione. Nel percorso espositivo, che dal XVI secolo giunge fino agli anni Sessanta del Novecento, tessuti ed abiti dialogano continuamente, sottolineando le reciproche interconnessioni ed invitando il visitatore a leggere il tessuto in funzione del suo utilizzo finale (abbigliamento o arredamento) ed ogni prodotto finito in relazione al materiale tessile in cui è realizzato. Accanto a tessuti, abiti ed accessori, una selezione di libri campionario, figurini e giornali antichi di moda, bozzetti
originali per abiti e rare edizioni. Il percorso è scandito da 7 teche che racchiudono e svelano allo stesso tempo le evoluzioni della storia del costume. Una menzione particolare per l’ ultima grande teca, la settima, che ospita cinque straordinari abiti femminili sartoriali del Novecento – emblematici dell’ampliamento di interessi del Museo verso il tema della moda – che raccontano per episodi l’evoluzione dello stile e dell’eleganza, scandendo quasi al decennio sessanta anni di cambiamenti sociali e di gusto. Gli anni ’10 e ’20 del Novecento occupano la sesta teca, con splendidi tessuti stampati progettati dall’artista francese Raoul Dufy, una straordinaria cappa in velluto di cotone stampato con motivi di ispirazione medievale – opera della celebre artista/disegnatrice di abiti Maria Monaci Gallenga. La mostra è una occasione imperdibile per visitare questo museo nato nel 1975 all’interno dell’Istituto Tecnico Industriale Tullio Buzzi come collezione di suppor-
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Mostra Moda
to alla formazione dei disegnatori tessili del distretto di Prato, dopo una collocazione temporanea presso il Palazzo Comunale (1998-2002), dal 2003 il Museo ha trovato la sua sede definitiva e per così dire “naturale” presso l’ex opificio tessile Campolmi, acquisito e trasformato dal Comune di Prato in grande polo culturale composto da Museo e biblioteca della città. Negli ultimi quindici anni di attività le collezioni del Museo si sono accresciute notevolmente, grazie alle donazioni da parte di enti, aziende, associazioni, cittadini e cultori della materia. In prima istanza il fondo di tessili antichi – costituitosi con la prima, grande donazione da parte dell’imprenditore Loriano Bertini, anche fondatore del Museo – è in continua crescita, e rappresenta oggi un nucleo di importanza internazionale. Anche la raccolta di esperienze produttive locali si arricchisce continuamente, salvando dalla dispersione gli archivi delle aziende del territorio che cessano l’attività ed effettuando periodiche raccolte di tessuti contemporanei.
In costante incremento la raccolta di costumi, accessori ed abiti che dal Cinquecento giungono fino ai giorni nostri, segno tangibile di un progressivo ampliamento degli interessi del Museo verso il tema della moda moderna e contemporanea. Il Museo ha negli ultimi quindici anni di attività ampliato notevolmente il suo pubblico: bambini, famiglie, semplici appassionati e non solo addetti ai lavori. Sul fronte dei contenuti negli stessi anni si è passati da un approccio specialistico sul tessuto ad una piena apertura ai temi della moda contemporanea, grazie anche ai molti abiti ed accessori entrati in collezione e dalle grandi mostre sul fenomeno del Vintage (2013) e sulla Camicia Bianca di Gianfranco Ferré (2014) che dopo la sede pratese ha trovato ospitalità presso Palazzo Reale di Milano (2015) ed è attualmente allestita presso il Phoenix Art Museum in Arizona. In occasione dei quaranta anni, il Museo ha rinnovato completamente anche il suo sito web (museodeltessuto.it)
Dall’alto in senso orario: abito da sposa, sartoria palermitana, 1912; abito da sposa, sartoria fiorentina, 1947; abito da sera Francia, 1920-1925 ca.; abito da sposa, Sartoria Teresa Ventinove, Firenze, sec. XX, ultimo decennio; dettaglio di giacca da passeggio, Francia, sec. XIX. In questa pagina Raoul Dufy per Maison Bianchini, Férier de Lyon 1918-1930
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foto A. Pucci
Un film nato da un incontro. Protagonisti: Andrea Martinelli; una luce potente che conquista lo sguardo, ti entra dentro e arriva alla pancia, tagliando a metà le emozioni; una Prato silenziosa ma allo stesso tempo autorevole, quasi protettiva con Andrea. E poi Marliana, la casa di famiglia, l’infanzia, una zia bellissima che ride, con due occhi lucenti e pieni di passione… Come quelli che dipinge Martinelli. Frame da un corto che racconta Andrea Martinelli firmato dal fotografo e film-maker Alessandro Pucci. Non una sorta di biografia per immagini, ma un racconto dell’uomo e dell’artista, un “viaggio dentro un quadro di Andrea” come lo ha definito il regista. Realizzato con un microbudget, Mistral ti conquista perché è sì il viaggio a ritroso di Martinelli ma è anche il viaggio di ognuno di noi. Una sorta di transfert nel passato per esorcizzare la lontananza e riempire il senso di assenza che fa parte della natura umana. Come vi siete conosciuti? Alessandro Pucci: Un anno fa. Ho
chiesto io di incontrarlo: avevo appena terminato 8 corti di giovani artisti e volevo fare qualcosa con un artista già affermato. C’è stata subito sintonia… Andrea Martinelli: Sono un vanitoso, l’idea di diventare attore di un film sulla mia vita mi ha subito entusiasmato. E poi ho percepito il coinvolgimento di Alessandro, ho capito che avrebbe dato il massimo e mi sono fidato. Ho lasciato che entrasse nel mio mondo e lui devo dire che lo ha fatto con grande delicatezza. Il corto è stato da subito pensato come un viaggio nella memoria di Andrea e della sua famiglia? A.P. No, in realtà no: al primo incontro ho detto a Andrea che doveva essere un’opera mia e sua. E così è stato: abbiamo impostato una struttura su cui abbiamo inserito immagini ed emozioni che sono scaturite dal nostro incontro, strada facendo. Chi ha fatto la scelta della musica che ha un ruolo quasi da co- protagonista ? A.M. Erano tutti brani che facevano
un “viaggio dentro un quadro di Andrea” come lo ha definito il regista
Nella foto sopra Andrea Martinelli, protagonista del corto firmato Alessandro Pucci e presentato al Museo Pecci in anteprima
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Mistral: un cortometraggio biografico su Andrea Martinelli firmato Alessandro Pucci
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Il Suono della lontananza
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“Per me l’amore quando nasce ha radicato in sé il senso della fine. Mi piace la tristezza sottile che questa visione dell’amore mi provoca, diventa una forma di vitalità”
Alcune immagini dal corto Mistral e foto di backstage. Le foto di backstage sono di Giada Carannante e Fulvia Becherini
parte della mia storia più o meno recente. Glenn Miller lo ascoltava mio padre, era un grande appassionato. I Coldplay li ho sentiti durante un viaggio a NY lo scorso anno, una canzone bellissima che mi ha conquistato anche per il testo. In realtà volevo qualcosa di inedito, sono stato incerto fino in fondo se inserirla o meno… ma mi apparteneva molto. Infine c’è una canzone di Valeria Caliandro, Vil Rouge, pratese. Una grande rivelazione anche per me. Una visione dell’amore molto particolare la tua, nostalgica e legata alla mancanza. Vivi così anche gli amori attuali? A. M. Per me l’amore quando nasce ha radicato in sé il senso della fine. Che può essere l’abbandono o la morte se si rimane insieme tutta la vita. Mi piace la tristezza sottile che questa visione dell’amore mi provoca, diventa una forma di vitalità. Ed è proprio attraverso il mio lavoro riesco a combattere questo senso di
assenza e anche a esorcizzarlo: mi illudo di rendere immortali coloro che dipingo e di averli sempre vicino. Cosa condividi della visione dell’amore e della memoria di Andrea? A.P. Il passato e la memoria, l’infanzia, appartengono al nostro immaginario, sono un rifugio quasi universale. Ma anche le paure di Andrea appartengono a un immaginario condiviso, anche se non tutti riusciamo a confessarle come fa lui. Una domanda che faccio a entrambi: qual è l’Andrea autentico? Quello cupo e solitario o quello ironico che si prende un po’ in giro? A.M. Entrambi… uno esorcizza l’altro. Si compensano e mi fanno restare in equilibrio. A.P. Oggi posso dire che conosco veramente Andrea ed è così… Si prende in giro, è il suo lato più divertente. E Mistral chi è? A.M Sono io, è il vento della lontananza, il suono dell’assenza.
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di Sabrina Bozzoni
Attrice, cantante, ballerina, signore e signori vi presentiamo Giulia Ottonello! Classe 1985, genovese Doc, per tutti i “MariaDeFilippi-dipendenti” e non, questo volto dalla pelle di luna potrebbe sembrare molto familiare… Era l’ormai lontanto 2002 e Giulia esultava per la vittoria di quel primo talent che portava il nome di Saranno Famosi. Oggi Giulia ne ha fatta di strada. Quella giovanissima ragazzina dalla bellezza così unica e particolare si è trasformata in un cigno danzante, che non ha paura e calca con estrema sicurezza i palchi più importanti della nostra penisola. L’attrice sarà sul palco del Politeama Pratese, sabato 16 e domenica 17 gennaio, con la Compagnia della Rancia in Cabaret, per la regia di Saverio Marconi. Il titolo è famosissimo, grazie all’omonimo film del 1972 che consacrò Liza Minnelli come un’autentica star e numerose sono state le edizioni del musical in tutto il mondo. L’ambiguo e stravagante Maestro di Cerimonie del Kit Kat Klub, dove si conoscono Cliff e Sally, è interpretato da Giampiero Ingrassia. Abbiamo incontrato Giulia durante la sua tournée. Giulia, prima di tutto, come ti senti in questo periodo della tua vita? Bene e tu?? Scherzi a parte. E’ periodo bellissimo e stimolante. Passo da un tea-
tro all’altro, sono sempre con le valigie alla mano, è la vita che ho sempre sognato e, malgrado la stanchezza che a volte si fa sentire, non potrei desiderare di meglio. Vogliamo bandire tutte le domande che parlano della “Giuliadiamici”, ma solo una cosa ti vorremmo chiedere: il tuo ricordo più bello che ti lega a questa tua primissima esperienza? Ce ne sono molti. Il fatto di aver vissuto umanamente un’esperienza così particolare, che allora era molto diverso da oggi, per me è stata la vera svolta della vita. Sono molto grata a questa esperienza. E’ stato uno dei migliori inizi che avessi potuto sperare, che poi si è concluso con una vittoria. Devo dire che aver partecipato ad un talent nel 2002 è ben diverso che farlo nel 2015. E l’incontro con il teatro? Com’è avvenuto? E’ arrivato dopo pochissimo, fin da subito, dopo varie audizioni, Saverio Marconi della Compagnia della Rancia, mi ha voluta per alcuni spettacoli. Attrice, cantante, protagonista di molti musical, a gennaio sarai al Politeama di Prato con “Cabaret”. Parlaci un po’ di questo lavoro. E’ bellissimo! Rappresenta una grande occasione per me. Interpretare un perso-
Arriva con “Cabaret” al Politeama il 16 e 17 gennaio, insieme a Giampiero ingrassia e alla Compagnia della Rancia diretti da Saverio Marconi
Giulia Ottonello, 31, attrice e cantante, da anni dà corpo e voce a numerosi musical italiani
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Reginetta del musical italiano, Giulia Ottonello si racconta
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La ragazza ha stoffa
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intervista teatro
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naggio del calibro di Sally Bowles, è – che dire – uno spasso! Lo spettacolo contiene molteplici aspetti, abbiamo lavorato con grande profondità sui personaggi. Vedrete un musical dove, dentro la più vivace spensieratezza, si fa spazio un profondo invito alla riflessione. Si chiama “I Miei Colori” ed è il tuo primo disco da solista, il tuo viaggio musicale che unisce generi ed ispirazioni. Quali sono i colori di Giulia? “I miei colori” è una metafora che rappresenta il mio essere profondamente eclettica. Nella musica spazio da un genere all’altro in un vero e proprio arcobaleno di sonorità. Ti definisci “Vegana, Glutenfree e Crueltyfree”… Quindi: che cosa ci prepareresti in una cena tra amici? La mia insalata russa vegana, non ne posso fare a meno! Ti abbiamo vista anche al cinema, in “Fuga di cervelli” di Paolo Ruffini. Altri obiettivi professionali da raggiungere? Il mio sogno è continuare con il teatro, vorrei poter mettermi alla prova con titoli diver-
si e stimolanti. E poi arriva la mia musica: interpretare i miei brani con i professionisti che mi affiancano è una realtà che vorrei non finisse mai. E il cinema? Perché no! Una cosa che odi e un’altra, per cui provi amore spassionato. Odio l’indifferenza della gente, amo i sushi roll vegani e il mio cane, che si chiama Groovo. Prova a descriverti, nel bene e nel male Sono una persona disponibile e onesta. Nel bene e nel male. Genovese Doc, che cosa ti lega alla nostra Toscana? Potrebbe sembrare una gratuita sviolinata ma sinceramente io amo la vostra terra. Amo i colori, la vostra attitudine, il vostro umorismo. Paolo Ruffini in questo caso mi è stato molto d’aiuto… Giulia, il tuo personale antidoto di felicità! Coraggio e volontà. 3 dischi da avere subito? In alto, Giampiero Ingrassia Off the Wall di Michael Jakson, Ray of in una foto di scena Light di Madonna e Bjork con Homogenic. di “Cabaret”
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di Matteo Grazzini
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Londra, Los Angeles e Abu Dhabi: ecco i nuovi negozi ‘pratesi’
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Il made in Prato alla conquista del mondo
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Faliero Sarti, dopo tokyo e san pietroburgo è sbarcato a londra. Montezemolo apre los angeles. L’ultima apertura di Patrizia pepe è stata quella di abu dhabi
A fianco, un foulard e la boutique Faliero Sarti in Myfair a Londra (in alto) Lorenzo Guazzin e Monica Sarti, borse della collezione a/i firmata Patrizia Pepe
In tutto il mondo finiscono i ‘cenci’ di Prato. Con questa audace ‘rivisitazione’ di una delle più celebri frasi di Curzio Malaparte puntiamo il dito sul mappamondo seguendo i ‘cenci’ - e che cenci – del nuovo millennio, ovvero i capi di abbigliamento di grande qualità e pari fama che vengono prodotti da aziende pratesi e distribuiti nei cinque continenti. Brand che investono in ricerca, design e, ovviamente, negozi, aprendo i propri punti vendita fuori dall’Italia, internazionalizzando di conseguenza anche il nome di Prato e del suo distretto. Ed in un mondo sempre più globale e con mercati in continuo cambiamento ci sono delle costanti che non mutano, dei punti fermi che, soprattutto per chi vive di moda, non possono crollare. Uno di questi è rappresentato da Londra, l’ombelico del mondo per il fashion per charme, economia, qualità e quantità di brand. Un laboratorio sempre in movimento, un luogo dove sperimentazione e tradizione viaggiano fianco a fianco senza scontrarsi, dove l’atmosfera invita a mettersi in evidenza, a presentarsi al mercato, a sottoporsi al gusto e al giudizio delle persone.
Ed a Londra la moda made in Prato è quella di Faliero Sarti, che dopo Tokyo e San Pietroburgo, ha aggiunto adesso un nuovo tassello al mosaico dei negozi fuori dall’Italia inaugurandone uno nel quartiere di Mayfair, al 37 di Albemarle Street 37: 180 metri quadrati di boutique ad un passo da Soho e dalla Royal Academy of Arts. Due piani in una tipica costruzione britannica con mattoni rossi e balconi, in una via elegante e dinamica. Punto di forza sono le sciarpe disegnate da Monica Sarti, l’accessorio must nato dalla storia e dall’esperienza del lanificio di famiglia grazie alla geniale intuizione della stilista-manager: “Le mie sciarpe sono una striscia di tessuto con una stampa – ha detto in un incontro sull’artigianalità – e me le sono inventate quando mi sono accorta che non trovavo una mia collocazione in azienda. Si sta tornando ad apprezzare il made in Italy al 100%, che ha una qualità e un’artigianalità che spesso ne giustificano il prezzo”. Stessa lingua ma altro continente per Montezemolo, che esce dai confini europei e vola oltre Oceano per aprire il primo negozio negli States, a Los Angeles,
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In alto, lo stand Montezemolo a Pitti Uomo e la vetrina dell’omonima boutique a MIlano in corso Garibaldi
dove moda fa rima, non poetica ma di immagine, con Rodeo Drive, Hollywood e Beverly Hills. Così dopo Milano, Forte dei Marmi, Firenze, Campi Bisenzio, Lucca, Pistoia e Mosca il brand fondato da Renzo Guazzini e ora guidato dal figlio Lorenzo porta l’insegna in California, al The Village di Westfield Topanga, nella zona a nord-ovest di Los Angeles, in uno dei maggiori poli commerciali del lusso dello stato californiano e della San Fernando Valley. “Riteniamo che il nostro stile incontrerà favorevolmente il pubblico americano – dicono da Montezemolo - e ne abbiamo conferma dalla nostra clientela internazionale che gravita principalmente attorno ai nostri store di Milano e Forte dei Marmi ed anche dai feedback che riceviamo anche da nostro shop online. La nostra formula è alchimia di innovazione stilistica e tradizione sartoriale, nello stile che ormai ci differenzia e ci è riconosciuto nella moda maschile. La scelta dei materiali si riflette in un design che predilige la modernità ed il comfort.
Una formula che riteniamo vincente per distinguersi tra i big della moda americana” Il tris d’assi pratese è completato da Patrizia Pepe, il primo dei brand a varcare i confini nazionali e ormai presente con i propri prodotti nei cinque continenti con negozi, corner shop e showroom, come quelli a Londra e Manchester o a Boca Raton, nella calda Florida. E poi ancora Melbourne, Abidjan, la Guadalupa, i quaranta punti in Cina, il Messico, giusto per fare il giro del mondo seguendo il marchio pratese. L’ultimo passo in ordine di tempo è quello fatto a Abu Dhabi, dove il distributore internazionale Lui O Lei ha portato il primo negozio di accessori firmati Patrizia Pepe negli Emirati Arabi Uniti, al Tryano Department Store dello Yas Mall. E quella del mondo arabo è la nuova frontiera per il fashion, soprattutto di fascia alta e non è da escludere che altri brand pratesi, puntando il dito sul mappamondo, possano scegliere proprio quella destinazione.
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La vostra più grande passione? Creare “idee di stoffa da mettere addosso“ Tre aggettivi per definire il vostro personale universo di stile? Trasformista, giocoso, fuori dal tempo
Quale colonna sonora ci suggerisci per questa intervista? La Colonna Sonora di Amici Miei Un sogno per la tua città? Dare spazio alle mani artigiane
Clotilde. Una mora, l’atra rossa. Silvia e Costanza. Due entità per un unico progetto che parla di moda “trasformista” L’ultima cosa per cui vi siete emozionate? Ieri, quando una foglia gialla ci è volata in macchina passando dal finestrino Moda è… “Niente passa tanto di moda come la moda” Bruno Munari
Prato, croce e delizia. Una cosa che odiate, una che amate? Le passeggiate in ciclabile all’imbrunire. Le mille rotatorie Com’è stata la vostra esperienza con M.i.T al White di Milano? Un connubio di risate professionalità gioco e ironia
Il progetto più importante che intravedete nel vostro futuro? Uno solo? Mantenere viva la nostra energia Quando avete sentito che questa era la strada giusta per voi? Quando qualsiasi abito esistente aveva bisogno di essere modificato in altro perché acquistasse una nuova identità di Sabrina Bozzoni
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Matteo Mantellassi. Anima creativa di M.i.T, il nuovo marchio di calzature artigianali dello storico Mantellassi Calzature L’ultima cosa per cui ti sei emozionato? Tutti i giorni, quando vedo la mia bambina Quale colonna sonora ci suggerisci per questa intervista? Lucio Dalla, “L’anno che verrà”
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La Fabbrica torna in centro, il temporary store dello storico Lanificio Bisentino di Virginia Mammoli
LA fabbrica torna in centro, il temporary store firmato Bisentino, in via garibaldi fino al 31 gennaio
Alcuni scatti del temporary store e della produzione dello storico Lanificio Bisentino
La manifattura tessile pratese di nuovo in centro, grazie al temporary store firmato Lanificio Bisentino, aperto a novembre proprio nella frequentatissima via Garibaldi, una delle principali vie dello shopping di Prato. Mosso dal desiderio di rafforzare ancor più il legame con la propria città, Bisentino ha aperto un piccolo ma fornito negozio, dove fino al 31 gennaio è possibile acquistare i prodotti dello storico lanificio pratese a prezzo di fabbrica, con la comodità di una boutique in pieno centro aperta tutti i giorni (escluso il lunedì mattina). Dal produttore al consumatore senza intermediari, questa l’importante dimensione che così si vuole recuperare. In vendita, ovviamente le famose sciarpe Bisentino, insieme a stole, scialli e mantelle, ma anche cappelli di maglia, calzini in cashmere e i plaid della linea di design LanificioB. Accessori moda interamente prodotti nella zona di Prato, con la garanzia del marchio Bisentino, che da oltre 70 anni si distingue nel mondo della moda per la ricercatezza dei materiali e per la raffinata lavorazione.
Un progetto che intende ricongiungere in un unico spazio due realtà, il centro urbano e quello produttivo, una volta intimamente intrecciate l’una con l’altra, quando la giornata dei cittadini pratesi era scandita dal ritmo dei telai, nelle strade si sentiva il profumo del tessuto e l’acquisto era direttamente fatto in fabbrica. Un modo dunque per riaffermare l’identità tessile della città riducendo al minimo la filiera di produzione. In esposizione nel temporary store circa 120 modelli di sciarpe, assortite in una vasta gamma di colori. Una selezione alternata settimanalmente, in modo da poterne vedere in tutto oltre 400 tipologie diverse. Questi e molti altri prodotti lasceranno il centro, ma certamente non la loro città, e saranno acquistabili sempre a prezzo di fabbrica anche dopo la chiusura del negozio, recandosi allo spazio apposito presso l’azienda, a Comeana. Un’iniziativa, quella del temporary store, per sua natura a tempo determinato, ma che ci auguriamo abbia un seguito e possa essere d’ispirazione anche per altre attività.
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anniversario Azienda
Salvadori: 70 anni ben portati Una storia di famiglia e di successo di Elisa Signorini L’azienda fu fondata nel 1945 da Faustina Salvadori che con l’aiuto del marito, Pietro Marini, aprì una piccola bottega a cui affiancava la partecipazione ai mercati
Nella foto accanto alcuni brand di rilievo internazionale, venduti in esclusiva da Salvadori
Salvadori è ormai alla quarta generazione e ricorre quest’anno il settantesimo anno di attività. L’azienda fu fondata nel 1945 da Faustina Salvadori che con l’aiuto del marito, Pietro Marini, aprì una piccola bottega a cui affiancava la partecipazione ai mercati; il genero Luigi Pieraccini ha dato un grande sviluppo all’attività, facendola andare oltre le mura cittadine; dal 1980 lo affiancano i figli, Roberto e Luca, che hanno ampliato le categorie merceologiche trattate e hanno lanciato l’azienda anche sul web; infine sono entrate in pista anche le figlie di Roberto e Luca, Francesca e Valentina, le quali gestiscono una società di proprietà della Salvadori che si occupa dei negozi Swarovski a Prato e nel centro commerciale I Gigli. Un’azienda familiare che si è molto evoluta ma che ha mantenuto intatta l’attenzione per la qualità. In effetti, se sembra ormai normale per chi entra nel negozio di via Pomeria trovare tutto il meglio dell’infinito mondo degli accessori per la cucina, dietro a questa normalità c’è una grande ricerca da parte dei titolari per scovare la migliore qualità e il miglior rapporto qualità/prezzo.
La clientela è ormai ampia, infatti non è un caso trovare in negozio clienti provenienti da ogni parte della Toscana e, visti i rapporti commerciali che la regione ha con il mondo intero, trovarci anche una clientela internazionale. Tutto è reso più facile dal web: il sito consente visite virtuali dei reparti e l’e-commerce, che per le lista di nozze è possibile dal 1998. E poi c’è il personale: assistenza in negozio, telefonica, consegne a domicilio. Dall’elettronica al viaggio, dai profumi per la casa ai gioielli, oltre a tutto quello che riguarda la tavola e la cucina, compresi i più moderni utensili per un’alimentazione sana e rispettosa delle sempre maggiori esigenze, dalle diete particolari alle intolleranze. Estrattori, centrifughe, pentolame completamente atossico, vaporiere. Con la certezza che al di là del marchio, la qualità va testata direttamente. Ma Salvadori non offre solo oggetti, garantisce anche assistenza e servizi, a partire dagli Showcoking che insegnano a utilizzare al meglio gli accessori (da tenere d’occhio la pagina Facebook per tutti gli eventi).
Dall’alto in senso orario, tre immagini della gastronomia dell’Enoteca Barni, fabbricazione dei ravioli e piÚ in alto tortellini oltre a salse e conserve nella gastronomia Ferraboschi Nella foto a destra, la gastronomia Tempestini
Gli indirizzi del gusto Le migliori gastronomie in cittĂ
di Virginia Mammoli foto Pasquale Paradiso
64 ITINERARI gastronomie
Gastronomia Chigurni
parola d’ordine La cucina toscana è un must in tutto il mondo rifornisce solo da grandi artigiani italiani, come selezione e a Prato ci sono dei veri templi del gusto che Dall’Ava per il San Daniele, Chini in Gaiole e tradizione rendono omaggio a tutte le nostre eccellenze. Piccole e grandi gastronomie, dove accanto a piatti della tradizione, si trovano prodotti particolari e selezionati: salumi e formaggi di ogni tipo, pasta fresca, pane e ottime bottiglie di vino. Ecco dunque le migliori gastronomie della nostra città. CHIGURNI Una gastronomia dove trovate tutte le specialità della Toscana, a partire ovviamente dal territorio di Prato. Sedani alla pratese quindi, ma anche farinata di cavolo nero e pappa al pomodoro. Tra i prodotti, molte varietà di prosciutto, dal San Daniele al prosciutto di cinta senese fino al Pata Negra, e una vasta gamma di formaggi e di vini che va da quelli nostrani fino ai più blasonati francesi e non solo. Orario: 8 alle 13 e dalle 16.30 alle 19.30 - via S. Trinità 15 - ph. 0574 25665. ENOTECA BARNI È il regno dello chef Angiolo Barni. Aperto nel 1925 come panificio, diventa poi salumeria e gastronomia, fino a ristorante, e catering di prestigio internazionale. La gastronomia si
in Chianti per la cinta senese e il prosciutto Sant’Ilario di Stefano Montali. Così anche per i formaggi, tra cui si trovano vere rarità, come un delizioso parmigiano di fossa. Da non perdere i piatti di Angiolo, a partire dal semplice ma inimitabile ragù, preparato con la ricetta della nonna. Orario: dalle 8 alle 14.30 e dalle 17 alle 20 - via F. Ferrucci 22 - 0574 607845. FERRABOSCHI La pasta fresca del Ferraboschi è un vera leggenda. La specialità è la paste ripiena. Nessun preparato, né semilavorato, solo verdure prese direttamente dall’ortolano e carne fresca. Oltre alle ricette classiche, abbinamenti inediti, come Il Frantoio, tortelli ripieni con tutte le verdure della minestra di pane, oppure la pasta farcita con crescenza, pinoli e spinaci freschi novelli. La parola d’ordine è una soltanto: bontà. Orario: dalle 8.30 alle 13.30 e dalle 16 alle 19.30 - via dei Tintori 81 - 0574 21638. LA FATTORESSA Altro indirizzo che non può mancare è quello de La Fattoressa, dove la ricerca del prodotto
Ristorante Enoteca Piazza delle carceri 1/2 prato Tel 3356695459 - 0574 475476 www.decanteristorante.it
Nella pagina accanto: dall’alto in senso orario, Il Buongustaio, Enoteca Barni, Migrana, La Fattoressa, L’Antilope,Tempestini. In questa pagina: Enoteca Barni (sopra) e Migrana
68 ITINERARI gastronomie
Ferraboschi
“i sette nani”, formaggio cremoso e con sentori di sottobosco. Qualità che gli conferisce un sapore diverso in ogni stagione dell’anno, come quella punta tartufata che ha in questo periodo
fa la differenza. Tipici salumi toscani, solo artigianali, come la mortadella di Prato e formaggi di prima scelta, dal sapore autentico, con cui preparare dei panini gourmet, da gustare in un ambiente intimo e vivace, sorseggiando un bicchiere di buon vino. Orario: dalle 7.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30 - via della Sirenze 3 - 0574 27606. MIGRANA Salumi eccellenti, ottenuti esclusivamente con suini italiani. Prodotti fuori dai circuiti della grande lavorazione. Ma il cavallo di battaglia è lo stesso da più di 60 anni: il parmigiano, di cui è presente una varietà che difficilmente si trova in altre botteghe con stagionature oltre i 40 mesi. Orario: dalle 8 alle 13.00 e dalle 16 alle 20 - via Firenzuola 63 - 0574 31419. IL BUONGUSTAIO Il Buongustaio è un punto di riferimento per qualità e ricercatezza. Una gastronomia da asporto, con alcuni posti dove potersi accomodare e ritrovare i sapori autentici della cucina locale, come il lesso rifatto e le seppie in zimino. Un’offerta dettata da una ricerca incessante di prodotti particolari, spesso dimenticati, ma soprattutto di eccellenza.
Orario: dalle 7.30 alle 14 e dalle 17 alle 20 - via G. Catani 38 - 0574 593398. L’ANTILOPE Nata come rosticceria, questa gastronomia è anche un ristorante dall’atmosfera familiare, ma curata. In questo locale il girarrosto la fa da padrone. La specialità quindi non può che essere la carne, compresa un’ampia scelta di selvaggina. Nei due ricchi banchi, quello fresco e quello caldo, troverete solo prodotti freschi e piatti espressi preparati come tradizione vuole. Orario: dalle 8.30 alle 16 e dalle 17 alle 24 - Via Pistoiese 248 - 0574 21033. TEMPESTINI Ottimi i salumi e i piatti tipici preparati come in casa, ma è in fatto di formaggi, che qui potete trovare dei prodotti davvero unici. Come i formaggi de La Fossa dell’Abbondanza. Assolutamente da non perdere il formaggio di mucca in cera d’api, oppure i sette nani, cremoso e con sentori di sottobosco. Qualità che gli conferisce un sapore diverso in ogni stagione dell’anno, come quella punta tartufata che ha in questo periodo. Orario: dalle 7 alle 13 e dalle 16 alle 19.30 - via dei Ciliani 84 0574 466671.
Aperti anche a pranzo e nel fine settimana fino a mezzanotte Dicembre aperto tutti i giorni selezione di oltre 500 vini e 100 champagne
Enoteca & Winebar Viale della Repubblica, 23 - Prato - Telefono:0574 550462 www.towine-prato.it • facebook: To Wine
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Happy Birthday Fancy King! Il noto ristorante di via Valentini compie 20 anni e cambia look di Virginia Mammoli fancy king, il noto ristorante che da 20 anni delizia i palati di pratesi e non
Un’importante ricorrenza quella del Fancy King. Il ristorante di via Valentini, amato dai pratesi ma anche da chi si trova in città per lavoro o per piacere, quest’anno ha compiuto 20 anni e lo ha fatto in grande stile, con un restyling a 360 gradi di tutti gli ambienti. Un cambiamento di look mostrato ai propri ospiti lo scorso agosto e che ha ottenuto un ottimo riscontro anche da chi era più affezionato alla sua immagine precedente. Un arredamento contemporaneo e molto curato, giocato sui toni del grigio e del bianco, con quel tocco di familiarità dato da alcune frasi in dialetto pratese che si vedono alzando lo sguardo. L’avventura del Fancy King ha inizio a Firenze, nel 1982. Dopo alcuni anni, arriva la decisione di investire su Prato e in breve il ristorante è diventato uno dei più frequentati della città, apprezzato per una cucina che sa andare incontro ai gusti di tutti pur distinguendosi e mantenendo alta la qualità dei piatti. Tra i suoi clienti anche nomi importanti della politica, ospiti noti del mondo dello spettacolo e dello sport, come Vieri, Veronesi, Conti e Batistuta. Una lista che Alcune foto del ristorante di via Valentini, dopo potrebbe proseguire a lungo. il restyling dello scorso agosto Il menù è in continuo cambiamento, inter-
pretando le esigenze e i gusti di una società sempre in evoluzione. Sono rimasti però alcuni cult, come la Fiaccheraia, una pasta con sugo a base di pomodoro, aglio e peperoncino, con sopra una grattata di pecorino. Un piatto semplice, ma molto saporito, a cui i clienti del Fancy King non rinuncerebbero mai. Oltre alle portate sempre a disposizione, non dimenticate di dare uno sguardo alla lavagna, che elenca le proposte del giorno, stabilite con un occhio di riguardo ai prodotti stagionali e in modo da offrire la più ampia possibilità di scelta. Così anche per le pizze, di cui già di base il ristorante offre fino a 30 tipi preparati con diversi impasti: ad esempio, oltre a quello classico, anche impasti senza lieviti, integrali o con i cereali. Un consiglio? Da non perdere il portafoglio, una deliziosa schiacciata ripiena di mozzarella di bufala, pomodorini, crudo e lattuga, magari accompagnata con una delle ottime birre artigianali della fornita carta. Molto apprezzati anche i dolci, esclusivamente di produzione propria. Provate il cheesecake, la golosa torta di nutella, oppure il dolce con le arance caramellate, non ve ne pentirete.
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wine and food new opening
Professionisti del vino
To Wine. L’enoteca e wine bar di Prato sfodera il piacere della convivialità che nasce intorno al vino “To Wine era un sogno fin da quando ho iniziato a conoscere l’affascinante mondo del vino” racconta Gionni Bonistalli patron della enoteca e wine bar da alcuni mesi si è spostata al numero 23 di viale della Repubblica. “Dopo anni di preparazione e studio, dopo tanti “investimenti alcolici” in degustazioni, ho deciso finalmente di trasformare la mia passione in un lavoro”. Per arrivare a mettere insieme la straordinaria collezione di vini e champagne che oggi si trovano in vendita e in degustazione da To Wine, c’è voluta, oltre alla passione e all’intraprendenza, anche la conoscenza profonda del mercato e del prodotto di Bonistalli, delegato Fisar di Prato, e dei suoi due amici e collaboratori Pietro Palma e Daniele Zanieri, entrambi sommelier Ais. Dal piccolo vigneròn a regime biologico e biodinamico alla grande maison, una gamma indirizzata tanto al nuovo o sporadico consumatore quanto all’appassionato cultore, al ristoratore o al professionista. Un’enoteca pensata per offrire un rapporto diretto, dove poter assaggiare e valutare, discutere ed approfondire, dove l’esperienza di tanti anni di assaggi viene messa a disposizione del cliente. Una formula indovinata, che premia la
curiosità, la serietà e l’ospitalità tanto che To Wine sta diventando anche un punto di riferimento e di incontro nell’area pratese. “Molti clienti già sono diventati nostri amici – prosegue Bonistalli – perché Il piacere di ospitare come se fossimo nel nostro salotto di casa è stato fin dall’inizio uno dei punti cardine del nostro lavoro ”. Da questo proposito è nata l’idea di un ambiente confortevole e accogliente, pensato per poter gustare al meglio i vini e abbinarli - dalla pausa pranzo all’aperitivo e nel fine settimana anche a cena e dopocena - a una proposta gastronomica, semplice ma di eccellenza, come illustra lo stesso Gionni: “Se ogni nostra bottiglia racconta una storia, così anche ogni piatto è frutto di un lavoro di selezione rigoroso, dai salumi ai formaggi, dalle preparazioni gastronomiche ai dessert”. Insieme alla dinamica selezione di vini al calice, è possibile scegliere tra le quasi mille referenze dell’enoteca e degustarle al tavolo senza maggiorazioni di prezzo. L’enoteca offre anche servizi di banqueting con la possibilità di richiedere il servizio di sommelier professionisti per cene o eventi privati e periodicamente ospita incontri con i produttori, serate a tema e di approfondimento. E confezioni speciali durante le festività natalizie…
Dal piccolo vigneròn alla grande maison, quasi 1000 referenze in degustazione accompagnate da specialità gourmet all’ora di pranzo, aperitivo e a cena nei week end
Nella pagina a fianco, alcune immagini degli interni dell’enoteca e wine bar To Wine, al centro da sinistra Daniele Zanieri, Pietro Palma e Gionni Bonistalli (ph. Pasquale Paradiso)
Autumn party In occasione dei 50 anni dell’ottica Marlazzi, nella spendida cornice del Golf Club Le Pavoniere, è stato presentato il numero autunnale di Pratoreview. Durante la serata sono stati premiati i vincitori del torneo di golf realizzato da Marlazzi per l’occasione.
prato
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APERITIvo
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AMICI MIEI Via Verdi 28 APOTHEKE Via Verdi 17 ph. 0574.25099 Bar Ercole Viale Montegrappa 304 ph. 0574.597076 Bar San Francesco Via Santa Trinita, 32 ph. 0574.448516 Bigonge Bar Piazza Buonamici ph. 0574.26319 BLENDER Via Garibaldi Caffe’ Buonamici Via Ricasoli 3 ph. 0574.30170 Caffe’ 21 Viale Piave 5 ph. 0574.42064 Da Lucio Piazza del Comune EL BARRIO Via Cairoli FIASCHEMBERG Via Settesoldi 42 I FRARI Via Garibaldi 120 ph. 334.3442532 Il Giardino del The’ Piazza Mercatale 46 ph. 0574.442816 KORNER KAFFE Via Borselli 89 ph. 0574.6224216 La Dolce Vita Via Traversa Pistoiese, 37 ph. 0574.814748 La Gioconda Via Raffaello Lambruschini 25 ph. 0574.603091 La Tazza d’Oro Viale della Repubblica 290 ph. 0574.593771 LE Barrique Via G. Mazzoni 19 ph. 0574.30151 Leo’s Bar Via del Palco 119 ph. 0574.28033 Opificio JM Piazza San Marco 39 ph. 0574.870500 www.opificiojm.it PRATO CITY Via Valentini 7 ph. 0574.1821183 Schiaccinomania Via Santa Caterina 12 ph. 0574.605154 To wine Viale della Repubblica, 23 ph. 0574 550462 ZERO Via Garibaldi 65 ph. 0574.35041
Ristoranti
A casa gori Piazza sant’Agostino Antichi Sapori
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Via F. da Filicaia 40/A ph. 0574.461189 agora Piazza duomo 44 ph. 0574.1825949 Baghino Via dell’Accademia 9 ph. 0574.27920 Boccondivino Via Mascagni 59 ph. 0574.22957 buvette Via Santa Trinita 7 ph. 347.0905629 Cafiero Vicolo de’ Neroni ph. 0574.606309 Il Decanter Piazza Delle Carceri 1/2, 59100 Prato, Italia ph. +39 0574475476 al castello Piazza S.Maria Delle Carceri, 1 ph.0574.483136 Enoteca Antica Fiaschetteria Piazza Filippo Lippi 4 ph. 0574.41225 Enoteca Razmataz Piazza Mercatale 110 ph. 0574.448619 Enoteca Barni Via Ferrucci 22 ph. 0574.607845 I’Salottino Via Settesoldi 36 ph. 0574.063153 Il Capriolo Via Roma 306 ph. 0574.1825326 Il Mercante Via Traversa il Crocifisso 47 ph. 0574.627174 Il Pirana Via Valentini 110 ph. 0574.25746, www.ristorantepirana.it L’Altra Calafuria Piazza Filippo Lippi 9 ph. 0574.26697 L’ANTILOPE Via Pistoiese 248 ph. 0574.21033 LA COVA TAPAS BAR Via Santa Trinita 3 La fabbrica alimentare Via Valentini 102 ph. 0574.870315 La Grotta di Bacco Piazza S. Domenico 16 ph. 0574.440094 LA LIMONAIA DI VILLA ROSPIGLIOSI Via Firenze 83 ph. 0574.592515 La Veranda Via dell’Arco 10 ph. 0574.38235 Le Fontanelle valentino Via Traversa del Crocifisso 7 ph. 0574.622316
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LE Garage Bistrot Piazza San Domenico, 26 ph. 0574.24842 Lo Scoglio Via Giuseppe Verdi 42 ph. 0574.22760 Mangia Via Ferrucci 175 ph. 0574.572917 Mokha Piazza San Marco 5 ph. 0574.400412, www.mokha.it Opera 22 Via Pomeria 64 ph. 0574.606812 www.opera22.it Pepe Nero Via Zarini 289 ph. 0574.550353 Salomè Hotel Datini, Via Marconi, 30 ph. 0574.562348 Sasso Via Firenze 40 ph. 0574.562288 SOLDANO Via della Sirena ph. 0574.830913 Via Pomeria 35 ph. 0574.34665 Tonio Piazza Mercatale 161 ph. 0574.21266
Trattorie
La Fontana Via di Canneto 1 ph. 0574.27282 Lapo Piazza Mercatale 141 ph. 0574.23745 Logli Mario Via Carteano 1 Filettole ph. 0574.23010 Osteria Cibbè Piazza Mercatale 49 ph. 0574.607509 osteria le cento buche Via degli Abatoni 7 ph. 0574.694312
Pizzerie
Cavallino Rosso da Giovanni Via Pistoiese 26 ph. 0574.23143 Don Chisciotte P.zza Mercatale 38/39 ph. 0574.39023 Via Pistoiese 502 ph. 0574.816909 Viale Galilei 21 ph. 0574.442903 Fancy King Via Valentini, 21 ph. 0574.581343 Il Ragno Via Valentini 133 ph. 0574.596700 King’s Pub Via Garibaldi 148 ph. 0574.28641
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Passaparola Viale Galilei 8 ph. 0574.468350 PIZZA E BOLLICINE ph. 0574.1825821 Pizzeria Maggie Via Bologna 519 ph. 0574.460493 Pizzeria Il Sipario Via Firenze 40 ph. 0574.562282 Sciuscià Via Galcianese 79 ph. 0574.28058 Vienna SCUDERIE Via del Purgatorio 61 ph. 0574.630763
Cucina etnica Fujiama Via Valentini 5 ph. 0574.623857 Hong Kong Via Fabio Filzi 47 ph. 0574.611180 KALDI’S CAFFE Via Settesoldi 31 ph. 339.5355010 MALACUEVA Via dei Lanaioli 31 ph. 347.6522823 MOI SUSHI LAB Via Verdi 15 ph. 0574.067037 Nagoya Via Avignone 34 ph. 0574.400183 NAGA Via Santa Trinita, 53 Raja Piazza del Collegio 8 ph. 0574.32032 RAVIOLI LIU Via Fabio Filzi 39 ph. 0574.830973 SAKURA Via Cavallotti 36 ph. 0574.1820920
OUTSIDE
Cantagallo
Il Ghirighio Loc. Migliana 29 ph. 0574.981103 La Bua della Tonia Via S. Quirichello 2 ph. 0574.956171 La Castagna Via di Migliana 40 ph. 0574.981791 Trattoria il fabbro Via Bologna - Loc. Il Fabbro ph. 0574.956380
Carmignano
Biagio Pignatta Viale Giovanni XXIII 1Artimino ph. 055.8718086 Cantine del Redi Via 5 Martiri 29 - Artimino ph. 055.8751408 Da Delfina Via della Chiesa 1 - Artimino ph. 055.8718074,
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La Cantina di Toia Via Toia 12 ph. 055.8717135 Il Barco Reale Piazza Vittorio Emanuele II, 28, ph. 055.8711559 Olga Via Montalbano 6 ph. 055.8712028 Su pe’i’ canto Piazza Matteotti 25/26 ph. 055.8712490
Cerreto
Lago di cerreto Via di Cantagallo 327 ph. 0574.691899
GALCIANA
A MANGIA’ FORA Via Sant’Ippolito 16 ph. 328.3032343
Montemurlo
Casa la querce Via La Querce 43 ph. 0574.683099 La Taverna della Rocca Piazza Castello 2, ph. 0574.680459 Osteria Beccaceci Via Venezia 6, ph. 0574.680266 www.beccaceci.com
Montepiano CA DEL SETTA Via della Badia 16 ph. 0574.959829
Poggio a Caiano Il Vecchio Casale Via Carmignanese 127 ph. 055.877427, La Furba Via Statale 99 ph. 055.8705316 www.lafurba.it La Frugola Via Aldo Moro 33 ph. 055.8778143
Vaiano
La Locanda degli Artisti Via Bertini 76 Schignano ph. 0574.983436 Pizzeria G. Rossi Via Braga 191 ph. 0574.946503 La Nuova Tignamica Via Val di Bisenzio 112 ph. 0574.984424
Vernio
Circolo Arci Via Del Bisenzio 292 ph. 0574.957466 Renzo Via Stazione 7 ph. 0574.938151
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18 If sweetness brings rewards Vice president of the Academy of Master Confectioners, in his early fifties, Paolo Sacchetti, with his Pasticceria Nuovo Mondo on Via Garibaldi, is certainly one of Prato’s confirmed excellences which for years has been located beyond the city walls: every encounter with him is an opportunity to learn of a new award to be added to his already impressive resume. This time, more than one. The last prestigious job connected the Pasticceria Nuovo Mondo with nothing less than India. I was asked to make the wedding cake for a wedding at the end of November for the son of an Indian oilman, a fairytale ceremony that took place in Florence. I was contacted last May by the best Indian catering outfit, which was in charge of organizing the reception and with whom I had previously worked at another wedding a couple of years ago. Two years ago I had prepared the dessert buffet. This time I was asked to make the
father Bob, the second true champion of the Vieri line. The first is Enzo the grandfather, who died in 2011, to whom Christian dedicates an important part of the book, a real dedication to the person who, above all else, believed in him. In 1988, he took in a confused and fearful Christian who had come from Australia; another world, another language and almost a different sport as well. There is the Prato that does not let him play, Rodolfo Becheri, historical name of Prato’s youth football league and grandfather of Alino Diamanti, who took him in the Santa Lucia Club, where the goals were legion Prato in the eyes, and and opened the way to history, the anecdotes and feet, of Bobo legends that are not in the book but are written with The relationship between invisible ink in the corridors Christian Vieri and Prato is of Lungobisenzio or in the multi-faceted, a weave of memory of his dearest anecdotes, relationships, friends. returns and departures, arrivals and farewells. Some Like the muscle and psyche massages from are found between the Oriano Castellani, the lines of his autobiography, ‘life lessons’ of Andrea “Chiamatemi Bomber (Call Toccafondi for Vieri and me Bomber)”. his son Paolo, teammates Vieri is a personality unto himself, but not more than his and friends when it came to... the Turin Spring, or the pleasure of grandfather Enzo when Christian, for a surprise, came home with Elisabetta Canalis or Melissa Satta, receiving sincere appreciation in exchange. The relationship between Christian and Enzo is all in the letter that is in the book: a grandson thanking his wedding cake. Not long ago you had a mention from the Gambero Rosso: what is it? In Turin, Gambero Rosso presented the fifth edition of Pastry & Pastry Shops 2016 which assigned the Tre Torte award to Nuovo Mondo , the guide’s highest award. I’m glad to have been included for the fourth consecutive time in this guide along with the giants of Italian pastries. Among other things, only a couple of months later Gambero Rosso again included the Nuovo Mondo in the guide to the Bars of Italy, in the section that lists the 21 best breakfasts in Italy.
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grandfather or better, from Vieri to Vieri (“Call me Vieri, grandfather makes me sound old, I don’t like it...” Enzo told him), for having believed in him, for motivating him with 5,000 lira per goal, which then become a thousand to avoid bankruptcy. Money is another issue which Vieri addresses without qualms, admitting its absolute importance when signing contracts, money that allowed him to make a living that many dream of but that did not condition all of his choices. The sound of distance A film that grew out of an encounter. The stars are
34 Andrea Martinelli; a powerful light that captures our eye, gets inside you and into your belly, cutting emotions in half, and a quiet yet authoritative Prato, almost protective toward Andrea. And then there is Marliana, the family home, childhood, and a beautiful laughing aunt, with sparkling eyes full of passion… Like those painted by Martinelli. A frame from a short film about Andrea Martinelli by
Piazza San Domenico, 26 Prato - info & prenotazioni 0574-24842 - www.legaragebistrot.it info@legaragebistrot.it
Le Garage bistrot
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photographer and filmmaker Alessandro Pucci. Not a sort of biography in pictures, but a story of a man and artist, a “journey into a painting by Andrea” as defined by the director. Made with a microbudget, Mistral will win you over because it is the Martinelli’s journey backward but also the journey of each of us. A kind of transfer into the past to exorcise the sense of distance and fill in the sense of absence that is part of human nature. How did you meet? Alessandro Pucci: A year ago. I asked to meet him: I had just finished eight short films about young artists and wanted to do something with an established artist. Were were immediately in tune with each other... Andrea Martinelli: I’m vain. The idea of becoming an actor in a movie about my life immediately made me enthusiastic. And then I felt Alessandro’s involvement, and understood that he would give me his best and I trusted him. I let him come into my world and I must say that he did so with great delicacy.
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The girl has the right stuff Actress, singer, and dancer, ladies and gentlemen, we present Giulia Ottonello! Born in 1985, a true Genoan, for all the “MariaDeFilippi” addicts and others, this moon-pale face may seem very familiar. It was the now far-off 2002, and Giulia rejoiced at her victory in that first talent show called “Saranno Famosi”. Today Giulia has come a long way. That young girl with such a unique and special beauty has turned into a dancing swan, someone who fearlessly and confidently treads the boards of the most important stages of our country. The actress will be on stage at the Politeama Pratese, Saturday, January 16 and Sunday, 17, with the Compagnia della Rancia in “Cabaret”, directed by Saverio Marconi. The title is very famous thanks to the 1972 film of the same name that made Liza Minnelli a real star. There have been many versions of the musical throughout the world. The ambiguous and extravagant Master of Ceremonies of the Kit Kat Klub, where Cliff and Sally get to know each other, is played by Giampiero Ingrassia. We met Giulia during her tour. Actress, singer, and star of many musicals, in January you’ll be at the Politeama in Prato, starring in “Cabaret”. Tell us a bit about this work.
It’s wonderful! It’s a great opportunity for me. Playing a character the likes of Sally Bowles, is - what can I say - it’s a riot! The show has all kinds of complexity. We went into great depth when working on the characters. You’ll see a musical where, within the liveliest carefree attitude, space is made for
a profound invitation to think about things.
mosaic of shops, launching one in Mayfair, at 37 Albemarle Street: 180 square meters of boutique just a short walk from Soho and the Royal Academy of Arts. It’s the same language but another continent for Montezemolo, leaving the boundaries of Europe and flying across the Atlantic to open the first store in the States, in Los Angeles, where fashion goes hand in hand, not poetically, but image-wise, with Rodeo Drive, Hollywood and Beverly Hills: the Lorenzo Guazzini brand brings its label to California, to The Village of Westfield Topanga. The trio of aces from Prato is completed by Patrizia Pepe, the first brand to cross national borders and now found on five continents with
“Made in Prato” sets out to conquer the world Prato’s ‘rags’ end up all over the world. With this bold ‘reinterpretation’ of one of Curzio Malaparte’s most famous phrases, the finger moves across the globe following the ‘rags’ and what rags - of the new millennium, or the high quality and famous clothing manufactured by companies in Prato and distributed on five continents. Brands that invest in research, design and, of course, shops. In London, the “Made in Prato” fashion is that of Faliero Sarti, which after Tokyo and St. Petersburg, has added a new piece to the
42 shops, corner stores and showrooms, such as those in London and Manchester or Boca Raton, in simmering Florida. The last step in order of time is Abu Dhabi, where the international distributor Lui O Lei brought the first store of accessories by Patrizia Pepe to the UAE, to the Tryano Department Store in the Yas Mall.
82 oroscopo inverno
MESSAGGI DALLE STELLE
Consigli a trecentosessanta gradi seguendo il percorso degli astri ARIETE (21 marzo – 20 aprile) Grande pressione dei pianeti lenti sui nati dal 3 al 10 aprile: Urano rende irrequieti e ansiosi, Plutone fa riemergere emozioni represse, Saturno chiede di riflettere. Più tranquilli i nati in marzo.
BILANCIA (23 settembre – 22 ottobre) La pressione esercitata da Urano e da Plutone riguarda soprattutto i nati dal 7 al 13 ottobre, sottoposti ad influssi imprevisti e bloccanti. Ottimo il mese di marzo per i nati in settembre.
TORO (21 aprile – 20 maggio) Marte vi è dichiaratamente ostile tra gennaio e febbraio, portando stress e contrarietà, ma non abbiate paura: Giove dalla Vergine vi protegge. Impatiens è il rimedio di Bach che vi si addice!
SCORPIONE (23 ottobre – 22 novembre) Provate a trasformare la tendenza al nervosismo e alla polemica in occasioni di crescita positiva, portando avanti le iniziative che vi stanno a cuore con la determinazione necessaria.
GEMELLI (21 maggio – 21 giugno) In recupero i nati in maggio per lo sciogliersi dei freni saturnini. Rallentamenti nelle iniziative, cali energetici e ostacoli burocratici per i nati dall’1 al 6 giugno. Senza problemi gli altri.
SAGITTARIO (23 novembre – 21 dicembre) Saturno, pianeta del destino e delle decisioni importanti, interessa i nati dal 2 all’8 dicembre. Sono mesi da gestire con calma e riflessione, un po’ per tutti. Un corallo rosso potrebbe aiutarvi.
CANCRO (22 giugno – 22 luglio) Il 2016 inizia con ottimi stimoli astrali e nuove prospettive per il futuro. Solo i nati dal 7 all’11 luglio si trovano sempre invischiati in situazioni imprevedibili e controverse.
CAPRICORNO (22 dicembre – 20 gennaio) Ottimi stimoli mentali e recuperi affettivi brillanti fino a metà febbraio, a vantaggio soprattutto dei nati in dicembre, appoggiati dall’intuito. Contrarietà inattese per i nati dal 6 all’11 gennaio.
LEONE (23 luglio – 23 agosto) Meglio moderare velleità ed orgoglio, badando a consolidare i progetti in atto. Marzo offre un maggiore dinamismo e un migliore equilibrio energetico, soprattutto ai nati in luglio.
ACQUARIO (21 gennaio – 19 febbraio) Marte vi è ostile a inizio anno, mentre Venere favorisce le gioie del cuore da metà febbraio a metà marzo. In particolare, la seconda decade attraversa una fase di cambi costruttivi.
VERGINE (24 agosto – 22 settembre) Saturno dissonante appesantisce e carica di obblighi la seconda decade, Giove porta soddisfazioni alla terza, Marte esprime ottimi impulsi per tutti tra gennaio e febbraio.
PESCI (20 febbraio – 20 marzo) Navigazione tormentata sia per i nati in febbraio che viaggiano sull’onda degli illusori sogni nettuniani, sia per i nati in marzo che si confrontano con il quadrato celeste tra Giove e Saturno.
a cura di Claudio Cannistrà, la “Bottega dell’Astrologo” Per informazioni sui corsi e le attività culturali organizzate scrivere a: labottegadellastrologo@gmail.com; canniclau@libero.it Disegni dei segni zodiacali opera di Pacpainter – www.pacpainter.it
Via F. Ferrucci, 130/B PRATO - Tel. 0574 581695 www.otticamarlazzi.it - info@otticamarlazzi.it