Pergola magazine
Via Tornabuoni 101R - Firenze - Tel. 055 212075 email: shops@fanigioielli.it - www.fanishop.it
S t a g i o n e 2 0 1 3 - 1 4 Tra storia e mito | I protagonisti | Non solo teatro
26 24
Sommario
28
08 Un Teatro per tutti di Matteo Renzi 10 Un faro in città di Marco Giorgetti
Tra storia e mito 14 All’ombra di un mulino Pergola, dal 1657 il Teatro 20 Restauri d’arte e bellezza Una Platea rinnovata e una Libreria per i lettori
La stagione 2013-2014 24 I pilastri della società Gabriele Lavia. 5-15 novembre 26 Giocando con l’Orlando Stefano Accorsi e Marco Baliani. 19-24 novembre 28 Servo per due Pierfrancesco Favino. 26 novembre-1 dicembre 30 ’Na specie de cadavere lunghissimo Fabrizio Gifuni. 3-8 dicembre 31 Le voci di dentro Toni Servillo, Peppe Servillo, Gigio Morra, Betti Pedrazzi. 10-20 dicembre 32 Ti ho sposato per allegria Chiara Francini, Emanuele Salce, Anita Bartolucci. 28 dicembre-5 gennaio 33 La coscienza di Zeno Giuseppe Pambieri. 14-19 gennaio 34 Incontri con i protagonisti La Pergola apre al pubblico con incontri gratuiti 35 Una pura formalità Glauco Mauri, Roberto Sturno. 28 gennaio-2 febbraio 36 R iii - Riccardo iii Alessandro Gassmann. 4-9 febbraio
al teatro
il ristorante nel teatro... ma anche il tuo evento
Guido Guidi Firenze Teatro della Pergola • Via della Pergola Firenze • ph. 055 362059 info@guidoguidi.it - www.guidoguidi.it
32 30
35
38 Il Don Giovanni Filippo Timi. 11-16 febbraio 40 Non è vero ma ci credo Sebastiano Lo Monaco, Lelia Mangano De Filippo. 18-23 febbraio 41 Operette morali Adattamento e regia Mario Martone. 25 febbraio-2 marzo 42 Non si sa come Marco Brinzi, Francesco Colella, Elena Ghiaurov, Pia Lanciotti, Sandro Lombardi. 4-9 marzo 43 Una notte in tunisia Alessandro Haber. 11-16 marzo 44 John Gabriel Borkman Massimo Popolizio, Lucrezia Lante della Rovere, Manuela Mandracchia. 18-23 marzo 45 I ragazzi irresistibili Eros Pagni, Tullio Solenghi. 25-30 marzo 46 L’importanza di chiamarsi Ernesto Geppy Gleijeses, Marianella Bargilli, Lucia Poli. 1-6 aprile 47 Il giuoco delle parti Umberto Orsini. 8-13 aprile 48 Viviani Varietà Una grande produzione in tounée italiana fino a maggio 2014 50 Di là dal fiume Goldoni, un luogo per sperimentare un teatro diverso
Non solo teatro 56 La visita è uno spettacolo Dal teatro alla città, itinerari per tutta la famiglia 60 Pergola-lab Dalla formazione specialistica ai corsi per tutti 62
oltre la scena
visioni
UN TEATRO PER TUTTI
Preservare la Pergola, non solo per ricordare ma per costruire il futuro Un teatro è un bene comune. Un teatro come la Pergola, con il suo passato straordinario legato a doppio filo a Firenze e alla grandissima tradizione teatrale italiana, è qualcosa di più che un bene comune: è parte dell’identità culturale stessa della nostra città ma aggiungerei, data la sua importanza, anche della nostra nazione. La Pergola, qualche anno fa, ha rischiato la chiusura dopo lo smantellamento dell’Ente Teatrale Italiano. Abbiamo corso il rischio vero che questo pezzo importante della nostra storia si potesse declinare solo al passato, che questo patrimonio restasse in qualche misura bloccato e poi magari dimenticato. Il Comune di Firenze, insieme all’Ente Cassa di Risparmio, ha scelto invece di non rassegnarsi ma di lottare perché questo teatro, uno dei più antichi d’Italia, rimanesse aperto. Abbiamo scommesso e abbiamo vinto e oggi la Pergola è un luogo pulsante dove gli spettacoli di elevata qualità
si accompagnano alla formazione e alla ricerca. Adesso la Pergola è salva ed è tornata a essere un bene comune per tutti. Mi auguro che sempre più siano i cittadini e gli appassionati che frequentino il teatro e facciano anche l’abbonamento al variegato cartellone che sta per cominciare. La Pergola è e sarà sempre il cuore antico e nobile della cultura teatrale cittadina, baluardo strategico nel centro storico della città. La speranza è che il teatro sia un luogo sempre più vissuto e amato e che riesca, nei prossimi anni, a innalzare ulteriormente il già elevato standard culturale delle sue proposte e a coinvolgere un pubblico, anche nazionale, sempre più ampio. La cultura non significa solo ricordare ma anche costruire il futuro. Qui alla Pergola l’amministrazione comunale sta concretamente provando a costruire il futuro. di Matteo Renzi Sindaco di Firenze
8 Pergola
In alto, l’Atrio delle colonne. In basso, la Sala con il Sipario storico (ph. Giacomo Costa). Pagina accanto, Marco Giorgetti, Direttore Generale consegna a Matteo Renzi il Martello della Pergola
aaaaa aaaaa aaaaaaaaaaa
il punto
Un faro in città
La nuova stagione, i progetti formativi, la storia, la socialità Non sono tempi facili questi per la cultura in generale e lo spettacolo in particolare. La contingenza economica e sociale colpisce duramente la sopravvivenza stessa di questi settori. Eppure, le opportunità sono strette parenti della crisi, almeno per chi ne sappia leggere il valore, per chi sia capace di considerare ogni traguardo come un momento di partenza verso altri viaggi. Per questo la Fondazione Teatro della Pergola guarda con ottimismo al futuro. Dopo le prime due stagioni, che hanno visto l’eccezionale apporto di un Maestro come Maurizio Scaparro dare alle attività quel profilo internazionale che sta alla base delle finalità costitutive del progetto, la stagione che si apre porta grandi speranze e ulteriori opportunità per la crescita di un organismo nato nel 2011 per restituire appieno alla città di Firenze il teatro che maggiormente ne interpreta la storia, il primo teatro all’italiana mai edificato sempre in attività, il luogo in cui lo spettacolo dal vivo ha costruito progressivamente, sperimentandosi, la
propria identità. Cinque prime nazionali, gli attori, le attrici, i registi protagonisti del teatro italiano, i classici variegati da novità e riletture compongono la stagione di prosa, dedicata ad Alfonso Spadoni, grande direttore per oltre trent’anni della Pergola nonché artefice del suo rilancio a partire dagli anni Sessanta. Stagione che è il momento di punta di un’attività multiforme, dove l’impegno per la formazione dei giovani ai mestieri del teatro si coniuga all’attenzione per la storia con le iniziative del Museo, alla cura della memoria con il Centro Studi, alla diffusione dell’esempio di Orazio Costa, grande maestro di teatro che alla Pergola dedicò l’ultima parte della sua vita. Il caffè già in funzione e la nuova libreria disegnano un luogo di vita che si prolunga da mattina e sera, come ai tempi in cui Antonio Meucci lavorava come macchinista e Giuseppe Verdi faceva debuttare Macbeth. Un faro acceso nel ramificato tessuto culturale del centro storico. di Marco Giorgetti Direttore Generale
11 Pergola
Tra storia e mito Viaggio alla scoperta di storie incredibili e personaggi leggendari
il teatro
ALL’OMBRA DI UN MULINO Pergola, dal 1657 il Teatro
Un teatro come nessun altro mai prima c’era stato: questo volevano fare gli Accademici Immobili, nobili dediti al coltivare delle arti e patrocinati dal cardinale Giovan Carlo de’ Medici fratello del Granduca, quando rilevarono l’area ove sorgeva un tiratoio dismesso dell’Arte della Lana. Su progetto di Ferdinando Tacca nacque una sala unica, aperta nel 1657, nella quale trovavano posto per la prima volta i palchi, caratteristica peculiare del teatro all’italiana che nasce proprio con la Pergola: piccoli spazi separati che permettevano a ogni famiglia di ammirare lo spettacolo da una posizione privilegiata. Inizialmente riservato alla corte, il Teatro fu aperto a partire dal 1718 al pubblico pagante. Rappresentava già allora le opere di compositori grandissimi, come Antonio Vivaldi. Ben presto divenne una “Città del Teatro” che riuniva in sé tutti i mestieri e le competenze dell’arte scenica. Nel 1801 al primo piano si aprì il Saloncino, ambiente con stucchi dedicato alla musica e alla danza, ancora oggi seconda sala del Teatro: è il preludio a uno dei periodi più
fecondi della storia della Pergola, quello segnato tra il 1823 e il 1855 dalla gestione di Alessandro Lanari, che porta a Firenze i più importanti compositori, a cominciare da Bellini; Giuseppe Verdi fa debuttare qui nel 1847 il suo Macbeth. Nel 1826 Martellini dipinge il sipario raffigurante l’incoronazione di Petrarca in Campidoglio, tuttora usato nelle occasioni di gala; il macchinista Canovetti costruisce la macchina per il sollevamento della platea, usata nelle feste da ballo per creare un piano unico col palcoscenico; e un giovane apprendista di palcoscenico, Antonio Meucci, sperimenta un sistema di comunicazione a voce tra la graticcia e la superficie del palcoscenico: è l’antenato del telefono, che Meucci perfezionerà poi, ingegnosamente ma senza fortuna, emigrato negli Stati Uniti. Il teatro è rischiarato dai lumi a gas, e Firenze è capitale d’Italia. Quando, nel 1898, arriverà la luce elettrica, getterà i propri raggi su un teatro non più così splendente. Al melodramma, emigrato verso i più grandi Politeama e Pagliano, si è sostituita la prosa; alla gestione
15 Pergola
il teatro
IL MUSEO RACCONTA LA STORIA DEL TEATRO degli Immobili quella di una società privata che dal 1913 al 1929 si occupa della programmazione. In questo periodo gli ultimi due ordini di palchi vengono sostituiti dalla galleria. Nel 1925 lo Stato dichiara la Pergola monumento nazionale. Incombe la guerra, e gli Immobili cedono la proprietà allo Stato, che lo annette al neonato Ente Teatrale Italiano. Il palcoscenico continua a ospitare la prosa, non disdegnando la rivista e lo spettacolo leggero. Con la direzione di Alfonso Spadoni, dagli anni Sessanta la Pergola trova nuova vita e diviene il tempio della grande prosa. Nasce la Pergola di oggi, un luogo che riesce a coniugare storia, tradizione e innovazione nel nome del Teatro. Una città nella città La “Città del Teatro”, il sistema di spazi che specie nell’Ottocento era luogo di lavoro e residenza per le maestranze della Pergola impegnate nella realizzazione delle opere liriche, cadde progressivamente in disuso per l’irrompere della prosa come genere principale. Rimasero vuoti una serie di spazi affascinanti, come la strada coperta di collegamento tra via del-
la Pergola e Borgo Pinti, il Pozzo, gli spogliatoi dei macchinisti, le stanze delle comparse, gli Appartamenti. Fu di Spadoni la prima idea di un Museo del Teatro, concretizzata nella raccolta di una serie di oggetti nel vano dove alloggia la macchina di sollevamento della platea. Dal 2006 questa idea è un progetto concreto, grazie alla visita-spettacolo In sua movenza è fermo, che porta il pubblico in giro per il Teatro con la guida di attori che ne raccontano la storia. Oggi il Museo della Pergola è un itinerario attraverso gli spazi della “Città del Teatro”: percorre il Vicolo della Carrozze, il passage dove si affacciavano le botteghe che producevano e vendevano accessori e servizi per il teatro, giunge al Pozzo scavato nel 1840, si inoltra nelle stanze che ospitano le macchine per gli effetti sonori e i dispositivi per l’illuminazione poi sale sul palcoscenico, dove Meucci lasciò il suo telefono acustico e la Duse il suo Primo Camerino, per scendere nella Sala della Macchina, a vedere l’imponente e unico dispositivo di sollevamento e lo sgabello dal quale Verdi diresse le prove del Macbeth. Un itinerario che
16 Pergola
il teatro
racconta con i mezzi la Pergola e le arti della scena. Spiriti gentili Può esistere un teatro senza fantasmi? La risposta è, ovviamente, no. E la Pergola non fa eccezione, popolata com’è di piccole leggende che si animano la notte, o quando il teatro è vuoto. Capita allora di udire leggiadri passi di danza, muliebri risate e amoroso conversare: sono la Prima Ballerina e il Coreografo (i nomi son coperti di pudica pietà), che trovarono una triste fine sul declinare del Settecento in uno dei camerini delle Sale da Ballo: mentre si dedicavano a fatti amorosi, il monossido di carbonio di una stufa li fece scivolare nel regno dei più. E la luce che nei
tardi pomeriggi d’estate illumina un palco di terzo ordine nel teatro completamente buio? Quello è Casimiro degli Albizzi, Patrizio di Firenze, Provveditore dell’Accademia degli Immobili per dieci anni dal 1728. In età già avanzata dette prova di essere organizzatore inventivo, bizzarro ma competente, nonché amante delle belle virtuose del canto, che nel mantenere era maestro. Non esitava per questioni di sottane a sfidare vittoriosamente uomini molto più giovani di lui. Morì indebitato ma felice, e perciò torna nella bella stagione a visitare il Teatro, in cerca del suo palco. Storie senza tempo, che la Pergola racconta ai suoi visitatori.
19 Pergola
il teatro
Restauri d’arte e bellezza Una Platea rinnovata e una Libreria per i lettori
Se il Seicento è il secolo dell’immaginario, della scena come luogo privilegiato della realtà che si fa sogno, la Pergola, con le sue innovazioni elaborate da un artista come Ferdinando Tacca - che tra i primi progettò a Firenze uno spazio teatrale fatto di palchi sovrapposti e di una pianta prossima all’ovale, poi caratteri del teatro all’italiana - rappresenta perfettamente quest’ideale, facendolo diventare una costruzione dell’intelletto e dell’arte. Così, grazie a un investimento importante, non stupisce che la platea torni a brillare d’abete lucidato, dimenticando d’esser stata coperta per anni da una moquette rossa, accogliendo le canoniche 400 sedute riposizionate secondo la curva di proscenio, per migliorare l’aspetto complessivo della sala, consentendo una visione più ampia. Un’attenzione, questa, prestata anche al golfo mistico, lo spazio dell’orchestra, con l’occasione restituito all’uso antico, migliorandone ancor più l’acustica. I lavori, poi, sono stati dedicati anche ad altri spazi che compongono il microcosmo d’arte che è la Pergola. E così tornano al loro splendore primigenio anche gli apparati decorativi
della Sala Oro, che deve le sue grazie al lavoro che nella prima parte dell’Ottocento realizzò Luca Ristorini e che nel 1912 venne perfezionata da Gino Papini, decoratore di vaglia, che restaurò lo spazio nel quale si sarebbero trovate a volteggiare cinque della nove Muse, dipinte da Michele Garinei: Talia (la Commedia), Euterpe (la Poesia lirica), Tersicore (la Danza), Melpomene (la Tragedia) e Calliope (la Poesia epica). E mentre s’avviano a conclusione i lavori di restauro alle facciate del Saloncino e della Biblioteca del Teatro, si pianificano altri interventi per il recupero degli Antichi Quartieri e di altri ambienti di interesse storico. Un’offerta, quella di questo luogo d’arte e immaginario, che si amplia in diversi modi, anche grazie a un nuovo angolo, la “Libreria dei lettori”, voluta da Fiammetta Gaudioso e Gennaro Capuano. Una sperimentazione fatta di libri indipendenti che vuol essere un luogo di lettura e pensiero, tra letteratura e saggistica, poesia e spettacolo, infanzia e gourmandise, per tornare a pensare e interrogarsi sul mondo che è e sarà.
20 Pergola
L’antico pavimento in legno della Platea risplende dopo il recente restauro
La stagione 2013-2014 Le date, gli spettacoli, i protagonisti
la stagione teatrale
I pilastri della società Gabriele Lavia. 5-15 novembre
Di Henrik Ibsen Regia Gabriele Lavia Prima nazionale Una produzione Teatro di Roma, Fondazione Teatro della Pergola e Fondazione Teatro Stabile di Torino “L’ultima volta che questo testo è andato in scena in Italia, è stato cinquant’anni fa, allestito da Orazio Costa nel ‘suo’ Teatro della Pergola. Il mio caro amico, Marco Giorgetti, ha ritrovato il suo copione: in quello spettacolo recitavano tra gli altri Tino Buazzelli, Anna Proclemer, Nino Manfredi, Bice Valori, ovvero la storia del teatro. Non so se oggi questo debutto a Firenze sia un caso o piuttosto la necessità del caso”. Così Gabriele Lavia nella doppia veste di regista e protagonista racconta la genesi del nuovo spettacolo che apre in prima nazionale la stagione di prosa 2013-2014 del Teatro della Pergola nel segno del grande teatro di Henrik Ibsen. I pilastri della società, scritto nel 1877, è il testo con cui il drammaturgo norvegese, riformò i criteri della sua produzione teatrale segnando una svolta verso il dramma sociale. Un te-
sto “tanto difficile quanto importante” chiosa lo stesso Lavia, che porta in scena il malessere, i tormenti, le debolezze della società borghese per denunciare la corruzione e l’ipocrisia del potere, e per far emergere la verità e la libertà individuale. In questa nuova produzione del Teatro di Roma in coproduzione con la Pergola di Firenze e lo Stabile di Torino, Gabriele Lavia vestirà, dunque, anche i panni del protagonista, il Console Bernick. “Pilastro morale della società”, Bernick vive in realtà da oltre quindici anni una vita di inganni. Ha sedotto e abbandonato una giovane che per il dolore ne è morta, e ne ha fatto ricadere la colpa sul fratello minore di sua moglie Betty, Johan Tonnesen, emigrato subito dopo in America con la sorellastra Lona. Nell’ambiente borghese in cui vive, il Console è un uomo potente e rispettabile fino a quando il rientro improvviso di Johan e Lona, lo costringono a confessare gli errori commessi, riscattando dal tormento la lunga parentesi in cui è vissuto. Giovedì 7 novembre, ore 18 Gabriele Lavia e gli attori della compagnia incontrano il pubblico.
25 Pergola
la stagione teatrale
GIOCANDO CON L’ORLANDO Stefano Accorsi e Marco Baliani. 19-24 novembre
Adattamento e regia Marco Baliani Prima nazionale Produzione Nuovo Teatro con la partecipazione della Fondazione Teatro della Pergola Prima nazionale alla Pergola per Stefano Accorsi e Marco Baliani, di nuovo insieme a giocare con i versi dell’Ariosto, dopo l’esperimento del Furioso Orlando del 2012, un successo teatrale che vedeva Baliani solo in veste di regista, e che in questo nuovo spettacolo dividerà anche la scena con Accorsi. “Cinque anni fa mi chiesero di fare una lettura di alcuni brani dell’Orlando Furioso al Louvre di Parigi. Mentre mi preparavo mi resi conto che quell’opera, di cui avevo un ricordo abbastanza vago, mi piaceva veramente tanto. Mi venne subito l’idea di farne uno spettacolo teatrale. Ne parlai con Marco Balsamo, il nostro produttore, che mi mise in contatto con Marco Baliani, il quale amando molto l’Orlando Furioso è partito con grande entusiasmo e ne ha fatto un lavoro incredibile”. Così nasce questa doppia avventura tea-
trale. Ma se il precedente spettacolo aveva sapientemente agganciato il pubblico, lo aveva emozionato, gli aveva fatto venire voglia di tornare a leggere l’Ariosto, Giocando con l’Orlando, il nuovo allestimento che proprio alla Pergola farà il suo debutto, sarà ancora più fisico, epidermico, più tutto d’un fiato. “Il centro è sempre il tema dell’amore - ci anticipa Baliani - con le due coppie di Orlando/Angelica e Bradamante/Ruggiero, e noi due che entriamo e usciamo dai personaggi, creandone altri intorno, mostri compresi, giocando, appunto, sulla corrispondenza delle rime infilate in un ritmo galoppante, con molta improvvisazione verbale, con rime difficili da trovare, con gesti difficili da compiere. Stefano sarà il cantore che aggancia i vari episodi in un flusso più continuativo, io invece sarò un fool, a far da regista in scena, a diventare spalla e comprimario, a tendere trappole e inventare strofe”. Giovedì 21 novembre, ore 18.00 Stefano Accorsi e Marco Baliani incontrano il pubblico.
26 Pergola
la stagione teatrale
SERVO PER DUE
Pierfrancesco Favino. 26 novembre-1 dicembre Di Richard Bean Liberamente tratto da Il servitore di due padroni di Carlo Goldoni Con gli attori del Gruppo DANNY ROSE Regia Pierfrancesco Favino e Paolo Sassanelli Prima nazionale Una produzione Gli Ipocriti, Associazione R.E.P. la Compagnia di Repertorio con la partecipazione della Fondazione Teatro della Pergola Dopo le produzioni cinematografiche hollywoodiane Pierfrancesco Favino si appresta a tornare al vecchio grande amore, con il debutto in prima nazionale alla Pergola di Servo per due, l’edizione italiana del pluripremiato One Man, Two Guvnors di Richard Bean, liberamente tratto da Il servitore di due padroni di Carlo Goldoni. Regia a quattro mani condivisa con Paolo Sassanelli che Favino ha conosciuto tanti anni fa in un teatro di Roma quand’era ancora studente dell’Accademia “lui recitava, io ero spettatore, mi colpì perché era eccezionalmente bravo”. Insieme hanno fondato recentemente il Gruppo Dan-
ny Rose, una compagnia di 40 attori (tra cui molti volti noti del cinema e della televisione) con cui il lavoro è intenso “abbiamo messo in piedi già una trentina di produzioni solo nel 2012” e inedito “facciamo un teatro che considera lo spettatore parte del processo creativo”. Il moderno Arlecchino di Pierfrancesco Favino vive negli anni Trenta, a Rimini, “un’ambientazione storica che pur non corrispondendo all’originale goldoniano è molto peculiare al significato moderno del testo” commenta l’attore romano che si è formato sotto l’ala di Luca Ronconi. Si chiama Pippo, ha appena perso il lavoro e si ritrova depresso, senza soldi e senza la possibilità di poter mangiare. Disperato e ossessionato dal cibo Pippo comincia a cercare un nuovo lavoro e dopo vari tentativi accetta di lavorare contemporaneamente alle dipendenze di due diversi padroni, trovando così il modo di raddoppiare il suo salario e i suoi pasti. Giovedì 28 novembre, ore 18 Pierfrancesco Favino e gli attori del Gruppo Danny Rose incontrano il pubblico.
29 Pergola
la stagione teatrale
’NA SPECIE DE CADAVERE LUNGHISSIMO Fabrizio Gifuni. 3-8 dicembre
Di Fabrizio Gifuni, da Pier Paolo Pasolini e Giorgio Somalvico Con Fabrizio Gifuni Regia Giuseppe Bertolucci Una produzione del Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti, ripresa in esclusiva per il Teatro della Pergola ’Na specie de cadavere lunghissimo, monologo ideato e interpretato da Fabrizio Gifuni, è la confluenza virtuosa di tre qualità: quella attoriale di Fabrizio Gifuni; quella registica di Giuseppe Bertolucci; quella linguistica di Pierpa-
olo Pasolini e del poeta milanese Giorgio Somalvico. Lo spettacolo realizzato quasi dieci anni fa, e ripreso adesso da Fabrizio Gifuni in esclusiva per il Teatro della Pergola per sei repliche, mette insieme i testi più polemici e politici di Pasolini. Scritti corsari, Lettere luterane, e l’ultima intervista rilasciata a Furio Colombo abbracciano gli endecasillabi di Somalvico che, in un romanesco crepitante e reinventato, raccontano le ultime ore di vita di Pasolini attraverso il delirio dell’omicida, in fuga da Ostia. Giovedì 5 dicembre, ore 18 Fabrizio Gifuni incontra il pubblico.
30 Pergola
la stagione teatrale
LE VOCI DI DENTRO
Toni Servillo, Peppe Servillo, Gigio Morra, Betti Pedrazzi. 10-20 dicembre Di Eduardo De Filippo Regia Toni Servillo Produzione Teatri Uniti/Piccolo Teatro di Milano Teatro d’Europa/Teatro di Roma Toni Servillo così introduce la sua chiave di lettura de Le voci di dentro, testo tra i più spirituali di Eduardo De Filippo: “E’ la commedia dove Eduardo, pur mantenendo un’atmosfera sospesa fra realtà e illusione, rimesta con decisione nella cattiva coscienza dei suoi personaggi, e quindi dello stesso pubblico”. Per l’occasione, al fianco di Toni c’è
il fratello Peppe, non nuovo al teatro di prosa ma questa volta pronto a ricomporre un inedito quadro di famiglia. La trama parte dall’assassinio di un uomo, sognato dal protagonista Alberto Saporito che è suo amico: Saporito lo crede realmente commesso dalla famiglia dei suoi vicini di casa, e mette in moto oscuri meccanismi di sospetti e delazioni. Si arriva a una vera e propria ‘atomizzazione della coscienza sporca’, di cui Saporito si sente testimone e tragicamente complice, nell’impossibilità di far qualcosa per redimersi.
31 Pergola
la stagione teatrale
TI HO SPOSATO PER ALLEGRIA Chiara Francini, Emanuele Salce, Anita Bartolucci. 28 dicembre-5 gennaio
Di Natalia Ginzburg Regia Piero Maccarinelli Prima nazionale Una produzione ErreTiTeatro30 in collaborazione con Fondazione Teatro della Pergola Piero Maccarinelli mette in scena la più allegra commedia di Natalia Ginzburg. Una pièce sfrontata, ironica, che coglie una coppia nei primi giorni del matrimonio quando la passione e l’allegria devono confrontarsi con le regole della vita matrimoniale. Una grande prova per gli attori, soprattutto per Chiara Francini attrice fiorentina da sempre impegnata in teatro ma anche nel cinema e in popolari produzioni televisive,
che approda sul palcoscenico della Pergola con lo spirito di chi gioca ‘in casa’. Palcoscenico altrettanto familiare per Emanuele Salce che lo ha visto, nel 2012, tra i protagonisti della prima produzione teatrale della Fondazione Teatro della Pergola. Emanuele Salce ha un legame speciale con questa pièce che suo padre, Luciano, nel 1967 trasformò in un film con Monica Vitti e Giorgio Albertazzi. Ti ho sposato per allegria è il ritratto di un matrimonio borghese, quello tra l’avvocato Pietro e Giuliana, una giovane donna di bassa estrazione sociale conosciuta a una festa, ma è soprattutto il racconto della vita travagliata di Giuliana prima di sposare Pietro e che lui dopo le nozze non tarderà a scoprire…
32 Pergola
la stagione teatrale
LA COSCIENZA DI ZENO Giuseppe Pambieri. 14-19 gennaio
menti salienti della sua vita (la morte Di Tullio Kezich del padre, l’amore non ricambiato per dal romanzo di Italo Svevo una fanciulla, il matrimonio di ripiego Regia Maurizio Scaparro Una produzione del Teatro Carcano con una sorella di lei, la rivalità con il cognato Guido, la relazione extraconiudi Milano gale con Carla). Fragile e inadeguato Maurizio Scaparro affronta e vince in di fronte ai cambiamenti della sociescioltezza la non facile scommessa di por- tà, pieno di tic e di nevrosi, si dichiara tare sulla scena il capolavoro sveviano, “malato”, ma la sua malattia è tutta di con un grande protagonista, Giuseppe origine psicologica. Di fronte alla vita Zeno riesce però sempre a mantenere Pambieri nei panni di Zeno Cosini. Sullo sfondo di una Trieste cosmopolita un atteggiamento ironico e distaccato ma anche crogiuolo culturale della Mit- (“La vita non è né brutta né bella, ma è teleuropa tra la fine della Belle Epoque originale”) che gli permetterà di capirla e la Prima guerra mondiale, si svolge la meglio e, quindi, di crescere. vicenda di Zeno Cosini che, partendo Mercoledì 15 gennaio, ore 17.30 da una seduta psicanalitica, evoca i mo- Giuseppe Pambieri incontra il pubblico. 33 Pergola
rilancio a partire dagli anni Sessanta. la stagione teatrale
A Porte aperte Gli incontri con i protagonisti
Ogni giovedì alle 18, come ormai tradizione, la Pergola organizza incontri con i protagonisti degli spettacoli. Oltre i consueti appuntamenti segnaliamo in particolare il 12 dicembre, ore 18, l’incontro con Toni Servillo e con alcuni protagonisti di quella stagione dal titolo Spadoni e Eduardo: un’idea di teatro, un’idea di città. A vent’anni dalla morte dell’uomo che fu per oltre sei lustri
direttore della Pergola, e a quaranta dalla prima fiorentina de Gli esami non finiscono mai, il racconto di una relazione intensa e complessa in una stagione di vivaci speranze culturali per Firenze, il passaggio dagli anni Settanta agli Ottanta. Ricordiamo che al lavoro di Alfonso Spadoni, grande direttore per oltre trent’anni della Pergola e artefice del suo rilancio a partire dagli anni Sessanta, è dedicata questa stagione di prosa.
la stagione teatrale
UNA PURA FORMALITà Glauco Mauri, Roberto Sturno. 28 gennaio-2 febbraio
Versione teatrale di Glauco Mauri dal ra modificandone quelle parti che si presentavano con dei connotati tropfilm di Giuseppe Tornatore po cinematografici, preservandone Regia Glauco Mauri quell’intensità che dall’inizio ci avvolPrima nazionale ge nel suo misterioso intreccio”. Produzione della Compagnia Il racconto rimane oscuro fino al suo Glauco Mauri Roberto Sturno sconvolgente epilogo, dove i pezzi lain collaborazione con Fondazione cerati di una vita si compongono in Teatro della Pergola una serenità inaspettata e commo“Quando Una pura formalità di Giu- vente: un capovolgimento radicale seppe Tornatore uscì nel 1994 fu ac- di quello che sembrava un giallo. è colto, per la sua inquietante novità, stato commesso un delitto e ne viene con una certa difficoltà. Oggi è con- accusato un celebre scrittore, Onoff. siderato uno dei suoi film più belli in Ma, pur con la tipica atmosfera di assoluto - dice il regista Glauco Mauri un thriller, Una pura formalità è un -. Ho cercato di far rivivere tutta la viaggio alla scoperta di se stessi, della forza drammatica della sceneggiatu- propria vita. 35 Pergola
la stagione teatrale
RIII - Riccardo III Alessandro Gassmann. 4-9 febbraio
Di William Shakespeare Ideazione scenica e regia Alessandro Gassmann Produzione Teatro Stabile del Veneto, Fondazione del Teatro Stabile di Torino, Società per Attori Grande testo, il Riccardo III di William Shakespeare, che ha per protagonista un re crudele, ambizioso, manipolatore, ma anche insicuro, tormentato, spaventato dalla solitudine. Alessandro Gassmann, alle prese per la prima volta con un capolavoro shakespeariano, lo porta in scena nella doppia veste di regista e protagonista con un adattamento e una messa in scena contemporanea, piena di rabbia e di passione. “Il nostro Riccardo, col suo violento furore, la sua feroce brama di potere, la sua follia omicida, la sua ‘diversità’ - dice Gassmann - dovrà colpire al cuore, emozionare e coinvolgere il pubblico di oggi (mi auguro in gran parte formato da giovani), trasportandolo in un viaggio affascinante e tragico, attraverso le pieghe oscure dell’inconscio e nelle deformità congenite dell’animo umano”. La decisione di affrontare un’opera di Shakespeare - “ho sempre avuto
nei riguardi del Bardo un approccio timoroso, forse per l’incombenza di gigantesche ombre familiari” confida lo stesso Gassmann - non è disgiunta dal felice incontro artistico con Vitaliano Trevisan, la cui rilettura permette di immergersi con immediatezza in tutta la forza, la bellezza e la straordinaria attualità di questa grande opera, attraverso un linguaggio moderno, diretto ed efficace: “Vitaliano Trevisan ha mantenuto assoluta fedeltà all’originale ma lo ha tradotto in italiano – spiega infatti Gassmann - nel linguaggio comunemente parlato e che permetterà a me e agli altri nove attori di recitare in maniera che Shakespeare torni a parlare alla gente, come era in origine”. Una lingua asciutta, secca, che arriva dritta, rendendo la trama chiara e coinvolgente. E’ un Riccardo gigantesco, fuori scala rispetto agli altri attori e alla scena, costretto a chinarsi per potersi specchiare, per passare da una porta, o per guardare qualcuno negli occhi. “Ho già le scarpe adatte” disse sorridendo Alessandro Gassmann a Trevisan al loro primo incontro. E quell’idea intrigò da subito il drammaturgo veneto...
37 Pergola
la stagione teatrale
il don giovanni
Vivere è un abuso, mai un diritto. Filippo Timi. 11-16 febbraio deve semplicemente rincorrerla. Ha Testo e regia di Filippo Timi Produzione Teatro Franco Parenti, capito che la vita è ingiusta, giustificata solo dalla morte. Vivo è solo Teatro Stabile dell’Umbria ciò che muore, e solo amando si Né secondo Molière, né secondo rischia davvero di toccare le vette Mozart. Semplicemente secondo gelide dell’estrema solitudine, e da Filippo Timi: il mito di Don Gio- lì sentire il canto delle sirene. Solo vanni riscritto dal più irriverente tradendo si raggiunge l’amore assodegli artisti italiani: “non aspettarti luto. Un desiderio morto non è più il Don Giovanni piacione dell’opera un desiderio. originale che passa la vita a sedur- Questa consapevolezza lo trattiene, re le donne. Pensa che in scena ci non lo fa bruciare, benché desideri sono otto quinte color oro acceso, bruciare, essendo convinto che un che uno le vede e dice: “Aiuto!”. È desiderio morto non è più un deuna rilettura estetizzante e piena di siderio. Il suo rapporto con Doncontaminazioni musicali, dalle al- na Anna, Donna Elvira, e Zerlina lucinazioni dei Pink Floyd all’Uo- è molto teatrale, proprio perché la mo Tigre. Sono incursioni che ser- sua arte è tutta teatrale. Tutti i pervono a rendere un mito come il Don sonaggi che si muovono sulla scena Giovanni contemporaneo. Come il sono ingabbiati negli straordinari mio, che si veste con un mantello costumi di Fabio Zambernardi, e con più di mille fiori cuciti sopra”. nelle luci, di forte spettacolarità, diDopo l’Amleto, col Don Giovanni, segnate da Gigi Saccomandi. Timi, Filippo Timi continua il suo percor- che ne Il Don Giovanni lo è per so di riscrittura e reintepretazione finta, un grande seduttore lo è per intervenendo su un testo classico davvero, e senza riserve di genere. con quella carica di humor nero Un personaggio, prima e molto più che fa presagire la morte, tanto che un attore. E lui è certo che lo che il suo Don Giovanni sa già di sa: “amo quando non capisci se in dover morire; conosce la sua fine; scena vedi l’uomo o il ruolo”. 38 Pergola
la stagione teatrale
Non è vero ma ci credo Sebastiano Lo Monaco, Lelia Mangano De Filippo. 18-23 febbraio
Di Peppino De Filippo Regia Michele Mirabella Una produzione Sicilia Teatro “Essere superstiziosi è da ignoranti”, sosteneva Eduardo in un suo celebre motto, “e porta pure male”: e nella cultura partenopea la superstizione e il presagio hanno un gran peso. Peppino non fu da meno del fratello quanto a timore reverenziale per la buona sorte, che propiziava con ogni sorta di amuleto. Logico che dedicasse a questo tema anche una divertente commedia. Il commendatore Gervasio Savastano è tormentato dalla superstizione; gli affari non vanno bene e sospetta che il
responsabile sia un impiegato, Belisario Malvurio, cui attribuisce un influsso malefico. In famiglia ci sono problemi: la figlia Rosina è innamorata di un giovane, che non è all’altezza della ragazza. All’improvviso la fortuna sembra girare: in azienda arriva Alberto Sammaria, e gli affari cominciano ad andar bene. Anche il giovane di cui era innamorata Rosina è un ricordo. L’inconveniente è che il novizio aziendale ha una magnifica gobba beneaugurante. Tutto sembra filar liscio, ma il diavolo ci mette la coda: il gobbo confessa di essersi innamorato di Rosina e si dimette. Il commendatore è disperato, e convincerà sua figlia a sposare il gobbo. Ma...
40 Pergola
la stagione teatrale
operette morali
Adattamento e regia Mario Martone. 25 febbraio-2 marzo Con (in ordine alfabetico): Renato Carpentieri, Roberto De Francesco, Iaia Forte, Paolo Graziosi, Giovanni Ludeno, Paolo Musio, Totò Onnis, Barbara Valmorin Adattamento e regia Mario Martone Una produzione della Fondazione del Teatro Stabile di Torino Ironico, arguto, sorprendentemente contemporaneo. Questo è Leopardi secondo Mario Martone, che - già regista della pellicola Noi Credevamo - continua il suo viaggio nell’antiretorica dell’800 italiano. Operette morali (Premio Ubu per il teatro 2011 per la miglior regia) è frutto dell’adattamento a quattro mani,
con Ippolita di Majo, di 16 quadri tratti dall’opera che Leopardi scrisse tra il 1824 e il 1832. Sbarcano sulla scena, i temi più profondi del Poeta, ma in una lingua e con una struttura viva e moderna più simile alla commedia che al teatro classico. Sullo sfondo di una scenografia immaginata dal grande artista Mimmo Paladino come una proiezione onirica in continua trasformazione, i nove attori sono presenze rubate alla casa del Poeta e danno voce e volto a quei dialoghi che dopo oltre un secolo svelano una natura teatrale. La musica per il Coro di morti porta la firma di Giorgio Battistelli, prezioso completamento di un cast d’eccezione.
41 Pergola
la stagione teatrale
non si sa come Di Luigi Pirandello. 4-9 marzo
Con (in ordine alfabetico) Marco Brinzi, Francesco Colella, Elena Ghiaurov, Pia Lanciotti, Sandro Lombardi Regia Federico Tiezzi Una produzione della Compagnia Sandro Lombardi Federico Tiezzi Scritto a Castiglioncello nell’estate del 1934, Non si sa come si apre su un quadretto di genere fin troppo idillico: una mattina di settembre, sulla terrazza della casa di Giorgio Vanzi, i protagonisti, appartenenti a una borghesia agiata, conducono una vita disinvolta: del solo Vanzi si sa che è militare di Marina, forse ufficiale. E di Nicola Respi che frequenta il Circolo della Racchetta. Centro del
dramma il rovello di Romeo Daddi che, dopo aver ceduto alla passione per Ginevra, moglie dell’amico Giorgio, capisce quanto sia facile commettere un atto che può rivelarsi colpa, senza responsabilità, perché accaduto non si sa come. Delitti innocenti, atti irriflessi che marchiano a fuoco. Preso dal desiderio di scoprire negli altri questi delitti Romeo dà inizio a una specie di seduta freudiana di gruppo. Da qui Pirandello apre uno dei suoi drammi più feroci e strazianti, immergendosi, come armato di un bisturi dell’animo, nei labirinti segreti del cuore e della psiche, per ché “ciò che noi conosciamo di noi stessi non è che una parte, una debolissima parte, di ciò che siamo”.
42 Pergola
la stagione teatrale
Una notte in tunisia Alessandro Haber. 11-16 marzo
Di Vitaliano Trevisan Regia Andrée Ruth Shammah Produzione del Teatro Franco Parenti Una notte in Tunisia è uno spettacolo da non perdere. Ne hanno gran merito la regia di Andrée Ruth Shammah e un cast di attori eccezionale. Narra gli ultimi giorni di Craxi, esule in Tunisia. Ma l’autore, Vitaliano Trevisan, non ci parla di “politica” o di cronaca, bensì di ciò che in essa ci tocca in sorte, senza speranza di redenzione. Alza lo sguardo dalla cronaca e dalla storia, dalla trama degli ultimi giorni di vita di Craxi - “X” è il suo nome nel testo - e diventa metafora del potere e della sua caduta. Scandita in quattro
scene in uno spazio candido più simile a una tenda berbera che a una casa, Una notte in Tunisia ha la linearità di un apologo ma dentro bruciano i sentimenti e i rancori fra cimeli e citazioni garibaldine. Applauditissimo dal pubblico e dalla critica, lo spettacolo ha per protagonista Alessandro Haber, qui in stato di grazia, calato in un personaggio degno di Bernhard. Immerso in un corpo a corpo con la parola scritta, deve ossessivamente verificarla con se stesso e con chi ha intorno. Primo fra tutti l’esilarante Pietro Micci, il fedele Cecchin, portiere d’albergo, che dà ritmo allo spettacolo e muove con leggerezza la scena e le azioni degli altri personaggi.
43 Pergola
la stagione teatrale
JOHN GABRIEL BORKMAN
Massimo Popolizio, Lucrezia Lante della Rovere, Manuela Mandracchia. 18-23 marzo Di Henrik Ibsen Regia Piero Maccarinelli Una produzione Artisti Riuniti in collaborazione con Teatro Eliseo “Grandi ambizioni muovono il protagonista di questo testo di Ibsen”, dice il regista Piero Maccarinelli. Borkman (Massimo Popolizio) è un brillante banchiere incorso in un fallimento finanziario. Toccato dal disonore, dissolta la stima degli altri nei suoi confronti, non è disposto a considerarsi un vinto. Si sente un creatore, un artista della finanza. Accanto a lui, il suo solo amico, Foldal, autore di un testo mai pubblicato, creatore a sua volta di qualcosa che non vedrà mai la luce.
Alle vicende del finanziere si intrecciano quelle delle due sorelle Rentheim - la moglie e la ex amante di Borkman (Manuela Mandracchia e Lucrezia Lante Della Rovere). Due sorelle che hanno avuto lo stesso uomo, senza averlo mai completamente posseduto. E poi i figli ventenni, più consapevoli della limitatezza del loro agire nel mondo: si deve bruciare la vita, aggredirla e viverla non nell’attesa del compimento di un progetto, ma nella certezza della sua brevità. Un’analisi lucida, filosofica e poetica, ma anche feroce e tragicomica del destino che fa di ognuno un prevaricatore, un umiliato e offeso, che trasforma ogni affermazione vitale in un gesto di violenza.
44 Pergola
la stagione teatrale
I RAGAZZI IRRESISTIBILI Eros Pagni, Tullio Solenghi. 25-30 marzo
Di Neil Simon Regia Marco Sciaccaluga Una produzione del Teatro Stabile di Genova Eros Pagni, con i suoi brontolii sordi da orso furente, e Tullio Solenghi, con la sua recitazione comica solo apparentemente distaccata, perché capace di non perdere mai il ritratto di un’anima, sono i protagonisti di questa famosa commedia firmata dal maestro della situation comedy, Neil Simon. Sono i dialoghi scintillanti a far scoppiettare dall’inizio alla fine questo spettacolo andato in scena con grande successo per la prima volta nel dicembre 1973.
Dopo quarant’anni di lavoro insieme, due attori comici si separano a causa dell’irreparabile disaccordo sulla scelta di ritirarsi dalle scene, ma improvvisa e inaspettata arriva l’occasione di apparire in tv. Sembra facile l’idea di riunirsi un’ultima volta, ma i loro “irresistibili” bisticci sono appena iniziati... Annota il regista Marco Sciaccaluga a proposito dei due personaggi: “Il loro ritrovarsi dopo anni, il tentare una difficile ripartenza nel loro mare che è il teatro, ci racconta di una sete, di una joie de vivre che è esplicitamente contenuta nella metafora del vaudeville di cui sono magnifici, anche se un po’ arrugginiti specialisti”.
45 Pergola
la stagione teatrale
L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI ERNESTO Geppy Gleijeses, Marianella Bargilli, Lucia Poli. 1-6 aprile
Di Oscar Wilde Traduzione Masolino D’Amico Regia Geppy Gleijeses Una produzione Teatro Quirino di Roma/ Teatro Stabile di Calabria Quando nel 2002 Geppy Gleijeses portò L’importanza di chiamarsi Ernesto sul palcoscenico della Pergola il successo fu impareggiabile: per molto tempo rimase quello l’incasso più alto mai registrato dal teatro. Quell’allestimento torna oggi rinnovato in una delle protagoniste, Marianella Bargilli. L’eterea verbalità di The importance, dove tutti - non solo il
cinico di turno - si esprimono mediante paradossi squisiti, si accompagna a un senso visivo di teatralissima efficacia. Le didascalie sono molto suggestive e l’apparizione di Jack Worthing in lutto stretto per la morte dell’immaginario fratello Ernest è un colpo di scena rimasto famoso. Dalle didascalie si capisce anche lo stile di recitazione che Wilde desiderava, non farsesco e nemmeno, d’altro canto, realistico. I personaggi debbono cioè scambiarsi le battute con perfetta naturalezza, senza mostrare di ritenerle spiritose e senza tentare di giustificarle caratterizzandosi come eccentrici.
46 Pergola
la stagione teatrale
il giuoco delle parti Umberto Orsini. 8-13 aprile
Di Luigi Pirandello Regia Roberto Valerio Produzione della Compagnia Orsini A distanza di quasi vent’anni dal celebre allestimento di Gabriele Lavia (1996), un vero signore della scena come Umberto Orsini accetta di interpretare di nuovo il protagonista de Il giuoco delle parti pirandelliano, la più compiuta incarnazione della poetica dell’umorismo. Orsini è diretto da un giovane ma affermato regista, Roberto Valerio, che aveva esordito in una piccola parte nel mitico spettacolo di Lavia. “Posso dire - confessa il regista – che mentre ammiravo tutte le sere quello splendido spettacolo
pensavo a come lo avrei messo in scena io. A distanza di anni, il Caso, tanto caro a Pirandello, ha fatto sì che quel cerchio si chiudesse”. La vicenda della commedia ruota intorno “ai soliti tre”: il marito, la moglie, l’amante. Il marito, Leone Gala, s’è separato amichevolmente dalla moglie: visita la donna una volta al giorno ma vive per conto proprio, coltivando le sue passioni. La moglie continua la sua relazione con l’amante e si annoia, perché è libera, ma di una libertà che il marito le concede e ciò la irrita. Indignata, vuole farlo diventare attore. E, quando le si presenta una fortuita occasione, tenta di mettere a repentaglio la vita del marito trascinandolo in un duello…
47 Pergola
Viviani VarietĂ
Una grande produzione della Compagnia Gli Ipocriti e della Fondazione Teatro della Pergola, in tounĂŠe italiana fino a maggio 2014. Massimo Ranieri in viaggio tra poesie, parole e musiche del Teatro di Raffaele Viviani, con la regia di Maurizio Scaparro
Piazza Santo Spirito di sera
la stagione teatrale
DI LÀ DAL FIUME
Goldoni, un luogo per sperimentare un teatro diverso All’angolo tra via Santa Maria e via delle Caldaie, nel cuore dell’Oltrarno tra via Romana e via dei Serragli, si gode di una delle più belle viste del Campanile di Giotto che ci siano a Firenze: piazza Santo Spirito sta in fondo, in linea esattamente retta, e il campanile sovrasta perfettamente inquadrato dal profilo dei tetti. Un momento di perfezione sublime, da Sindrome di Stendhal, che non deve essere sfuggito quando all’inizio dell’Ottocento si decise di costruire proprio qui il Teatro Goldoni. Già nel 1819 una guida di viaggio francese definiva il complesso del Teatro Goldoni come delle “délices” Goldoni: e non esagerava, perché a quel tempo nell’area dove fino a poco prima sorgeva il convento di Annalena Malatesta si apriva un sistema d’offerta completo, composto dal teatro all’italiana, da un saloncino delle feste (oggi sede della Goldonetta di Virgilio Sieni) e da un’ampia arena all’aperto. Nella mente di quel Gargani che lo costruì avrebbe dovuto soppiantare la Pergola come teatro di corte, data anche la vicinanza a Palazzo Pitti. Forse per i cattivi auspici che dall’aldilà Annalena, triste per la fine del suo convento, aveva inviato, il Teatro Goldoni non decollò mai com’era
nelle intenzioni di Gargani; che, anzi, fu persino frodato dai costruttori, rei di aver impiegato materiale di scarto per i lavori come si scoprirà solo molti anni più tardi. Tramontato questo progetto di grandezza col declinare dei Lorena, il Goldoni rimase a simboleggiare grandezze e difficoltà della gestione di un edificio teatrale: le presenze di Craig, Gassmann, Kantor, Meredith Monk e Ronconi da una parte, le numerose chiusure e una ristrutturazione difficile dall’altra. Riaperto dopo il 1998, fu affidato alle cure del Maggio Musicale Fiorentino. Oggi la Fondazione Teatro della Pergola, proprio grazie a un accordo di collaborazione con il Maggio Musicale Fiorentino, desidera dare il proprio contributo all’attività del Goldoni valorizzandone ulteriormente la centralità in un quartiere bello quanto delicato negli equilibri; un quartiere di bellezze del paesaggio, tra Giardino di Boboli, Torrigiani e Annalena; un quartiere di chiese, antichi oratori, vecchi spedali, ancora profondamente popolaresco e artigiano, dove l’anima dell’innovazione spunta nei tanti stranieri e nelle nuove attività che continuano a nascere. Il quartiere del pioniere della moda ita-
51 Pergola
Ingresso del Teatro Nella pagina accanto, la Sala del Goldoni
la stagione teatrale
liana Giovambattista Giorgini, di scrittori come Alphonse Lamartine e Nathaniel Hawthorne, di musicisti come Luigi Dallapiccola, e di Jesse White, la donna che prese parte come infermiera a molte delle spedizioni di Giuseppe Garibaldi. Goldoni come valore della città, come punto di espressione multidisciplinare, come luogo di convergenza di molte delle anime del tessuto produttivo artistico della città che hanno forze ma non una casa. Un teatro che possa ripercorrere quel sentiero che da via delle Caldaie porta in Santo Spirito, e poi nel centro della città, in modo da unire ancor di più con la lingua della cultura le due sponde dell’Arno. Un luogo, già noto per la tradizionale programmazione curata dal Maggio, che diventa un nuovo spazio per
il teatro in italiano ma anche per quello in inglese, un nuovo punto di riferimento per gli spettatori, un caposaldo del senso di appartenenza a un territorio. Una sfida per il domani di Firenze che riguarda tutti. Venerdì e sabato 6/7 dicembre, ore 21.15 La Compagnia delle Seggiole, in collaborazione con Fondazione Teatro della Pergola, presenta il nuovo allestimento della Mandragola di Niccolò Machiavelli, per la regia di Claudio Spaggiari. Lunedì 9 dicembre, ore 18 Fabrizio Gifuni legge Il Principe di Machiavelli, in occasione della mostra La via al Principe: Niccolò Machiavelli da Firenze a San Casciano, allestita nella Biblioteca Nazionale Centrale Firenze.
53 Pergola
Non solo teatro Conoscere il piĂš antico teatro di Firenze attraverso attivitĂ ed eventi trasversali. Perfezionarsi o avvicinarsi alla recitazione frequentando i suoi corsi
Visitatori e gruppi di bambini durante le visite guidate organizzate alla Pergola
non solo teatro
La visita è uno spettacolo Dal teatro alla città, itinerari per tutta la famiglia
Il teatro è lo spazio del racconto, degli scenari inattesi, dei sogni che trovano forme fino a quel momento ignote, sospesi tra pietre, suoni, palchi e memorie... Senza mai perder di vista il rito della parola che diventa arte. E la Pergola propone e dispone, per fiorentini e non soltanto, un ventaglio d’idee tra le quali scegliere per conoscere il Teatro e le sue tante e multiformi storie. nel teatro Agli uomini e alle donne (come Meucci e l’impresario Lanari, la soprano Barbieri Nini, il macchinista Canovetti e la sarta della Duse, narratori-attori in prima persona) alle macchine che sapevano e sanno muovere, alla parte segreta che crea la bellezza sulla scena è dedicata la visita-spettacolo realizzata dalla Compagnia delle Seggiole, In sua movenza è fermo ispirato al motto dell’Accademia degli Immobili, nelle domeniche 10 novembre, 15 dicembre, 16 febbraio, 16 marzo e 13 aprile, in tre diversi orari: 10, 11 e 12. Un’occasione per conoscere come si lavorava e si allestiva
uno spettacolo, quali strumenti si usavano e quali innovazioni furono escogitate per mettere in scena capolavori come il Macbeth di cui Verdi scelse di tenere qui la prima, in una formula recitativa che da dieci anni convince ed è vincente. Una vera e propria Visita guidata è invece quella che conduce i visitatori nei misteri della scena, intesa come arte teatrale, percorrendo gli ambienti dell’antica città Ottocentesca fino al teatro ancora oggi utilizzato e addirittura sotto la platea, dove sono oggi custoditi oggetti straordinari. Le occasioni sono numerose: mercoledì 13, 20 e 27 novembre; 4 e 18 dicembre 2013; 22 e 29 gennaio; 5, 12, 19, 26 febbraio; 5, 12, 19, 26 marzo; 2, 9, 16, 23 aprile, alle ore 9.30 in lingua inglese e alle ore 11 in italiano. Le domeniche 1dicembre, 15 gennaio, 2 febbraio, 2 marzo, le visite si terranno per gli italiani appassionati alle 10, 11 e 12 . in città Un itinerario quasi d’archeologia, per chi vuole immergersi in curiosità e architetture in trasformazione,
57 Pergola
non solo teatro
Antonio Meucci torna a vivere durante una visita spettacolo
è quello dedicato - sabato 5 aprile alle 10.30 - a quei teatri che non ci sono più nel centro storico della città: Voci perdute, sempre presenti, che prenderà il via da Piazza della Signoria, per concludersi nel museo della Pergola. Di tutt’altro segno il percorso dantesco proposto il sabato successivo (12 aprile) alle 10.30, che con Sovra il bel fiume d’Arno alla gran villa, accompagnerà i partecipanti lungo lapidi e curiosità, nel segno del Sommo poeta, cominciando da piazza dell’Olio per giungere sul Ponte Vecchio. Un viaggio inatteso è quello proposto invece per domenica 27 aprile, alle 10.30, quando si aprirà una sorta di “caccia culinaria” delle
Strade del cibo, tra nomi esotici e antichi, curiosità e prelibatezze raccontate, cominciando da piazza dell’Olio (poteva essere altrimenti?) per giungere infine al Teatro della Pergola. Due Case storiche, importanti nella struttura costruttiva cittadina, offrono l’occasione di svelare i loro misteri, tra momenti di curiosità e fascino: Casa Martelli e Palazzo Davanzati ospiteranno - da maggio a settimane alterne, la domenica - una serie di visite spettacolo. Casa Martelli (in via Zanetti 8) presenterà, con la Compagnia delle Seggiole, L’ospite illustre, ovvero la Firenze del Grand Tour vista da Casa Martel-
58 Pergola
non solo teatro
Casa Martelli
li, per raccontare gli ornamenti, i vezzi e i costumi di una dimora gentilizia nel Settecento; per Casa Davanzati, invece, a far da guida sarà Bernardo Davanzati, signore trecentesco addentro alle vicende che segnarono la storia della città affacciata sull’Arno. Anche qui, in via Porta Rossa 13, gli appuntamenti domenicali saranno alle 10, alle 11 e alle 12, per ascoltare chi racconta come Ogni casa è un grande libro. per le famiglie Tre sono gli appuntamenti pensati per un momento diverso e unico, tutto domenicale e familiare in quello scrigno magico che il teatro è per i più piccoli, a cominciare da
domenica 24 novembre alle 10.30, quando genitori e figli saranno invitati a creare il proprio stemma, come potranno fare anche nel periodo natalizio, ovvero il 29 dicembre. L’1 dicembre, invece, ancora alle 10.30, il mistero svelato attraverso esperimenti e percorsi nei sotterranei, sarà quello del suono del teatro, che condurrà i bambini e i loro accompagnatori in un viaggio fatto di rumori di scena e di conoscere il telefono di Antonio Meucci, già macchinista di questo Teatro, cui sarà possibile abbinare l’attività Onde suonate presso la Fondazione Scienza e Tecnica, in via Giusti 29 (tel. 055 2264364 e www.teatrodellapergola.com).
59 Pergola
In alto, Maurizio Scaparro con gli allievi del laboratorio per tecnici e maestranze In basso, un ritratto del Maestro
attività
Pergola-lab
Dalla formazione specialistica ai corsi per tutti Il Teatro della Pergola, rispondendo a una delle sue fondamentali missioni, quella formativa e di attenzione ai giovani, prosegue e consolida un programma di corsi di specializzazione e laboratori di avvio all’espressione. Dopo i corsi di formazione gratuita per le maestranze teatrali c’è grande attesa per la seconda tappa del progetto Giovani, cultura, lavoro ideato e curato da Maurizio Scaparro dedicato agli attori dal titolo Dalla Commedia dell’Arte ai nuovi linguaggi. In quattro laboratori condotti da altrettanti maestri europei i giovani attori saranno chiamati a riscoprire quella “tradizione tradita” che era ed è la Commedia dell’Arte affinando le tecniche di recitazione, canto, danza, movimento per riscrivere i parametri di un attore che oggi deve essere sempre più europeo. Alle lezioni si alterneranno nel mese di dicembre: dal 2 al 4 il regista Niky Wolcz (docente presso
la Columbia University School of Arts di New York), dal 6 all’8 Michele Monetta (docente di mimo corporeo all’Accademia Silvio d’Amico), dal 10 al 12 Marc Proulx (Insegnante di Training fisico all’ESAD - TNS de Strasbourg - Francia) infine dal 13 al 15 Janusz Skubaczkowski (Preside Associato del Dipartimento Teatro Danza a Bytom - Scuola Statale di Dramma Ludwik Solski a Cracovia in Polonia). Il bando è on-line sul sito www.teatrodellapergola.com e si rivolge a studenti e giovani attori fino a 29 anni di età. Altro importante tassello della formazione alla Pergola è la ripresa degli storici incontri di Avviamento all’Espressione derivati dal Metodo Mimico di Orazio Costa, basato sul recupero e l’affinamento dell’attitudine mimica e delle sue estensioni, all’educazione del corpo. I corsi - aperti a tutti senza limiti di età - hanno frequenza settimanale (tel. 055 2264359).
61 Pergola
oltre la scena
Il teatro della Pergola, uno dei più antichi e più belli fra i teatri all’italiana nel mondo, ospita da anni eventi pubblici e privati di grandissimo pregio. L’apparato scenico - dall’illuminazione, alle macchine - e la capienza straordinaria ne fanno la location ideale di Gran bal, cene di gala, matrimoni da sogno e convention. (Nella foto sotto il Ministro Massimo Bray e il Presidente della Fondazione Sergio Givone)
FONDAZIONE TEATRO DELLA PERGOLA Presidente Sergio Givone Consiglio di Amministrazione Ugo Caffaz, Stefania Ippoliti, Franco Lucchesi, Raffaello Napoleone Collegio Revisori dei Conti Giuseppe Urso (Presidente), Adriano Moracci, Roberto Lari Direttore Generale Marco Giorgetti
Pubblicazione realizzata da Gruppo Editoriale
www.gruppoeditoriale.com Redazione Teresa Favi, Alessandra Lucarelli, Francesca Lombardi, Mila Montagni, Guido Parigi Gruppo Editoriale
Fotografi Filippo Anzini, Daniele Barraco, Simona Cagnasso, Gaetano Catalano, Ilaria Costanzo, Giovanni Cozzi,Giacomo Costa, Fabio Esposito, Marco Fantechi, Manuela Giusto, Achille Le Pera, Tommaso Le Pera, Filippo Manzini, Andrea Messana, Margherita Mirabella, Gianluca Moggi (NewPressFoto), Alessio Pelagatti, Angelo Redaelli, Massimo Sestini, Rocco Toscani, Beppe Veruggio, Franco Zampetti (foto di copertina) Biglietteria Teatro della Pergola via della Pergola 24 - biglietteria@teatrodellapergola.com 055 0763333 Orario: da lunedì a sabato dalle 9.30 alle 18.30; domenica riposo. Biglietteria on line www.teatrodellapergola.com Box Office via delle Vecchie Carceri 1 - 055.210804 Orario: da lunedì a venerdì dalle 9.30 alle 19, sabato dalle 9.30 alle 14 I biglietti sono in vendita anche presso il Circuito Regionale Box Office www.boxofficetoscana.it Informazioni e acquisti con carta di credito 055.0763333 gRUPPOE’ possibile acquistare i biglietti di tutta la stagione durante le serate di spettacolo presso e DITORIALE la biglietteria del teatro. Orari di inizio spettacolo Martedì-Sabato 20.45, Domenica 15.45, Lunedì riposo TEATRO DELLA PERGOLA Via della Pergola 12/32 - 50121 Firenze Centralino 055 22641 - Biglietteria 055 0763333 pubblico@teatrodellapergola.com - www.teatrodellapergola.com
Pergola magazine
Via Tornabuoni 101R - Firenze - Tel. 055 212075 email: shops@fanigioielli.it - www.fanishop.it
S t a g i o n e 2 0 1 3 - 1 4 Tra storia e mito | I protagonisti | Non solo teatro