2. NOTA METODOLOGICA, APPROVAZIONE E PUBBLICAZIONE
3. INFORMAZIONI GENERALI SULL'ENTE
4. STRUTTURA, GOVERNO E AMMINISTRAZIONE
5. PROGETTO – Una casa per i nostri dipendenti svantaggiati
6. PROGETTO – “A cielo Aperto” un progetto per il Carcere Femminile
7. PROGETTO - Collaborazioni artistiche in Serigrafia
8. ATTIVITA' – I laboratori – Il negozio - Il recupero dei materiali di scarto 9. SITUAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA 10. STAKEHOLDER
1. PREMESSA
Questo Bilancio Sociale è uno strumento di trasparenza e dialogo, attraverso il quale rendiamo conto delle attività svolte, delle risorse utilizzate e degli impatti prodotti sul nostro territorio. È anche un'occasione per riflettere sul percorso compiuto, riconoscere le sfide affrontate e individuare nuove prospettive di sviluppo e miglioramento.
Il 2025 è stato, ancora una volta, un anno di grande impegno e responsabilità; essere una cooperativa sociale significa mettere al centro la persona, promuovere inclusione, creare opportunità e costruire relazioni fondate sulla fiducia e sulla partecipazione.
In un contesto sociale in continua evoluzione, anche se più corretto sarebbe chiamarla involuzione, abbiamo cercato di lavorare con attenzione e spirito di collaborazione, cercando di rispondere ai bisogni emergenti della comunità in cui operiamo e di contribuire alla costruzione di una società più inclusiva, equa e solidale.
Attraverso questo Bilancio Sociale desideriamo raccontare non solo ciò che abbiamo realizzato, ma soprattutto il valore generato insieme alle persone e a tutti coloro che ogni giorno contribuiscono alla nostra missione sociale.
Ogni servizio erogato, ogni progetto avviato e ogni risultato raggiunto rappresentano il frutto del lavoro quotidiano dei soci, dei lavoratori, dei volontari e dei partner che condividono con noi valori e obiettivi.
Noi ci proviamo ogni giorno con la convinzione che ogni azione, anche la più piccola, può contribuire a generare un impatto positivo e duraturo nel territorio e nella vita delle persone.
Ringraziamo tutte le persone che hanno riposto la loro fiducia nella nostra cooperativa e che, con il loro sostegno e la loro partecipazione, rendono possibile il perseguimento della nostra missione. I risultati presentati in queste pagine appartengono a una comunità di persone che crede nel valore della cooperazione come strumento di cambiamento e di crescita collettiva.
2. NOTA METODOLOGICA, APPROVAZIONE E PUBBLICAZIONE
Il presente bilancio sociale è stato sviluppato partendo da un modello ideato da Confcooperative - Federsolidarietà, successivamente rimodulato in maniera da risultare più adeguato alla nostra realtà; da un punto di vista meramente metodologico è possibile dividere il documento in due sezioni:
• La prima sezione, caratterizzata da elementi descrittivi, sarà utile al lettore per comprendere chi siamo, quali sono le attività che caratterizzano il nostro quotidiano e gli output generati; per la stesura di questa parte abbiamo svolto un lavoro di ricerca e smistamento delle informazioni utili partendo dalle seguenti fonti:
Fonti interne
Fonti esterne
Statuto
Regolamento interno dei soci della cooperativa
Libri sociali (libro soci, libro assemblee sociali, libro amministratori)
Visura camerale
Bilancio di esercizio e nota integrativa
Materiale interno
Censimento permanente delle isituzioni non profit – Istat, 2022-2023
Osservatorio sulle condizioni di detenzione – Antigone, 2023-2024
XXII Rapporto sulle condizioni di detenzione – Antigone, 2026
• La seconda sezione consiste invece nell’analisi dei nostri stakeholder e nella descrizione di come vengono coinvolti e monitorati.
L'approvazione del documento è avvenuta durante l'assemblea annuale dei soci del 29/06/26 e la pubblicazione verrà effettuata rendendo il documento accessibile attraverso il sito ufficiale della cooperativa https://www.rioteradeipensieri.org/
3. INFORMAZIONI GENERALI SULL'ENTE
INFORMAZIONI GENERALI
Nome dell'ente Rio Terà dei Pensieri s.c.s.
Codice Fiscale
02782010272
Partita IVA 02782010272
Forma giuridica e qualificazione ai sensi del codice del terzo settore
Indirizzo sede legale
Cooperativa Sociale di tipo B
Via delle Industrie 25/12 – 30175 – Venezia (VE)
N° iscrizione Albo delle Cooperative A142900
Telefono 041/2960658
Sito web https://www.rioteradeipensieri.org/
Email info@rioteradeipensieri.org
PEC amministrazione@pec.riotera-ve.it
Codici Ateco
La Cooperativa intende realizzare i propri scopi sociali, operando di preferenza nell’ambito territoriale delle carceri veneziane (Casa circondariale S.M. Maggiore e Casa di Reclusione Donne Giudecca) mediante il coinvolgimento delle risorse della comunità, e in special modo volontari, fruitori dei servizi ed enti con finalità di solidarietà sociale, attuando in questo modo – grazie anche all’apporto dei soci lavoratori – l’autogestione responsabile dell’impresa.
LA NOSTRA MISSION
Rio Terà dei pensieri è una realtà che si occupa dell’accompagnamento delle persone dal carcere al reinserimento lavorativo, relazionale e abitativo con percorsi individualizzati.
VALORI E FINALITA’ PERSEGUITE
Il fine della Cooperativa è il perseguimento dell'interesse generale della comunità, la promozione umana e l'integrazione sociale dei cittadini, attraverso lo svolgimento di attività di impresa (senza scopo di lucro) finalizzate all'inserimento ed all'integrazione sociale e lavorativa di persone svantaggiate. I principi a cui ci ispiriamo sono: la mutualità, la solidarietà, la democraticità, l'impegno, l'equilibrio delle responsabilità rispetto ai ruoli, lo spirito comunitario, il legame con il territorio e un equilibrato rapporto con lo Stato e le istituzioni pubbliche.
ATTIVITA' STATUTARIE E OGGETTO SOCIALE
1) La programmazione, organizzazione, coordinamento e realizzazione di corsi professionali e di attività formative in genere;
2) Lo svolgimento di attività diverse – agricole, industriali, artigianali e commerciali, sia per quanto concerne la produzione che la commercializzazione e la prestazione di servizi;
3) L’assunzione di tutte le iniziative di carattere teorico e pratico tese ad introdurre, nel campo delle politiche sociali e della tutela dei diritti, elementi, strutture, modelli organizzativi ed istituzionali innovativi, per un più elevato grado di civiltà e di umanità dei servizi sociali e della qualità della convivenza civile.
Reti associative: Federsolidarietà - dal 2004
Consorzi: CSU Zorzetto
CONTESTO DI RIFERIMENTO
Terzo settore/non profit
[fonte: dati Istat]
Al 31 dicembre 2023 le istituzioni non profit attive in Italia sono 368.367 e, complessivamente, impiegano 949.200 dipendenti. Rispetto al 2022, anno in cui si era registrato un lieve calo, le istituzioni riprendono a crescere (+2,3%) mentre i dipendenti aumentano del 3,2% consolidando il trend di crescita riscontrato nell’anno precedente. Il 49,7% delle istituzioni non profit è attivo al Nord, il 22,0% al Centro, il 18,8% e il 9,5% rispettivamente al Sud e nelle Isole. Tra il 2022 e il 2023, la crescita del numero delle istituzioni non profit ha interessato principalmente le associazioni (+2,6%) e le fondazioni (+2,5%) mentre le cooperative sociali, in calo dal 2018, continuano a diminuire (-2,6%).
L’associazione è la forma giuridica che raccoglie la quota maggiore di istituzioni non profit (85,3%), seguono quelle con altra forma giuridica (8,4%), le cooperative sociali (3,9%) e le fondazioni (2,4%).
L’andamento in controtendenza del numero di istituzioni che contraddistingue le cooperative sociali rispetto alle altre forme giuridiche del settore non profit può essere posto in relazione con l’evoluzione delle altre cooperative a mutualità prevalente i cui dati sono diffusi dal registro statistico delle imprese attive (Asia-Imprese). La diminuzione del numero di cooperative sociali attive in Italia, tra il 2018 e il 2023, è in linea con quanto si osserva tra le altre cooperative a mutualità prevalente.
La distribuzione dei dipendenti per forma giuridica si differenzia da quella delle istituzioni (Prospetto 2), con il 53,6% impiegato dalle cooperative sociali e quote che si attestano al 18,7% nelle associazioni, al 15,2% nelle istituzioni non profit con altra forma giuridica e al 12,5% tra le fondazioni. Rispetto al 2022, l’aumento dei dipendenti è maggiore nelle fondazioni (+4,5%) e nelle cooperative sociali (+3,7%).
Nel 2023, la distribuzione del personale dipendente permane concentrata in pochi settori
quali assistenza sociale e protezione civile (50,0%), istruzione e ricerca (14,5%), sviluppo economico e coesione sociale (11,0%) e sanità (10,1%).
RAGIONAMENTI SULLE CONDIZIONI DI DETENZIONE
[fonte: XXII rapporto sulle condizioni di detenzione – Antigone]
Quando si parla di carcere, o quando lo fa qualcuno che ci lavora da tanto tempo, è facile dare molte cose per scontate; è un argomento che emerge nelle cronache o al grande pubblico raramente e spesso solo per accadimenti negativi. La cooperativa, in questo bilancio, racconta qualcosa del carcere attraverso le sue attività ed i sui risultati ma crediamo utile anche fornire alcuni spunti più generali tratti dall’ultimo rapporto di Antigone, associazione che da più di trent’anni si interessa della tutela dei diritti e delle garanzie nel sistema penale e penitenziario.
• Secondo i dati DAP aggiornati al 30 aprile 2026 sono 64.436 le persone detenute negli istituti di pena. Di questi 2.844 sono donne e 20.307 stranieri, a fronte di una capienza regolamentare di 51.265 posti, con un tasso di affollamento reale del 139,1%.
Sono ormai 73 gli istituti penitenziari in cui il tasso di affollamento è pari o superiore al 150%, 8 quelli in cui ha superato il 200%. Si tratta di Lucca (240%), Foggia (225%), Grosseto (213%), Lodi (212%), Milano San Vittore (210%), Brescia Canton Mombello (210%), Udine (210%), Latina (204%). Gli istituti che non hanno raggiunto il “tutto pieno” sono ormai solo 22 in tutta Italia.
• Visto il costante impegno di questo governo ad introdurre nuovi reati ( oltre 55 ), ad allungare le pene previste per quelli esistenti ( 60 nuove aggravanti ), e di fatto a portare e tenere in carcere più gente possibile, i tassi di affollamento sono inesorabilmente destinati a crescere; Quasi 2.000 persone in più in un anno.
• La percentuale delle persone detenute con una condanna definitiva è cresciuta costantemente. Restano comunque circa un quarto dei presenti le persone in attesa di giudizio e presunte innocenti.
• I detenuti diventano sempre più vecchi, alla fine del 2025 gli over 50 sono il 29,5%
della popolazione e questo pone notevoli e prevedibili nuove sfide, sia in tema di domanda di salute, sia in tema di percorsi di reinserimento. Ma crescono al tempo stesso anche i giovanissimi, ed anche questo tema è sentito dagli istituti come molto problematico.
• Non sappiamo molto dei tassi di recidiva di chi passa dal nostro sistema penitenziario, nonostante l’art. 27 della Costituzione preveda la “rieducazione del condannato”, e dunque il contrasto della recidiva, tra le finalità della pena. È
incredibile che in un sistema come il nostro, in cui il fine del contrasto alla recidiva è posto addirittura in Costituzione, non ci si preoccupi di produrre dati affidabili su come le pene riescano, o meno, a raggiungere questa finalità. Quello che sappiamo però è che circa il 60% dei detenuti non è alla prima carcerazione e che di questi il 45,9% c’è già stato tra le 1 e le 4 volte. E questo è probabilmente il dato, peraltro relativamente stabile nel tempo, che meglio di qualunque altro descrive il fallimento, o la vera natura, del nostro sistema penitenziario.
• La sofferenza in carcere sta crescendo drammaticamente. Ad essere aumentate sono soprattutto le aggressioni, sia quelle tra persone detenute, sia quelle nei confronti del personale di polizia penitenziaria.
• Anche quest’anno l’isolamento si conferma come uno degli strumenti maggiormente utilizzati dall’istituzione penitenziaria per gestire il conflitto e, di conseguenza, le persone detenute che per differenti ragioni non si allineano al paradigma carcerario.
• Il disagio psichico delle persone detenute è segnalato da tempo, da chi lavora in carcere, come uno dei principali problemi del nostro sistema penitenziario. Gli operatori sentono di essere chiamati a gestire un’utenza che con il carcere ha poco a che fare, caratterizzata assai più da disagio psichico anziché da un qualsivoglia spessore criminale. Persone per le quali, nel contesto penitenziario, le opportunità di cura peraltro sono del tutto inadeguate, e le condizioni di detenzione particolarmente patogene.
• Non c’è nessuna evidenza che le crescenti chiusure abbiano prodotto maggiore sicurezza. Appare semmai evidente il contrario: il pugno di ferro in risposta agli incidenti che in carcere si verificano quotidianamente, la diffusione del regime a
celle chiuse o la crescente diminuzione delle ora d’aria si accompagnano ad una crescita, e non ad un calo, delle conflittualità. E il nuovo delitto di rivolta penitenziaria, appena introdotto dall’ennesimo Decreto Sicurezza, lascia presagire un futuro ancora più buio.
Queste sono solo alcune delle riflessioni presenti nell’ultimo rapporto di Antigone che consigliamo di leggere perché raccoglie molti dati e offre molte riflessioni, contribuendo a rendere più trasparenti le carceri italiane.
CASA DI RECLUSIONE FEMMINILE VENEZIA-GIUDECCA
[fonte: osservatorio sulle condizioni di detenzione - Antigone]
La Casa di Reclusione femminile di Venezia è una delle quattro (al momento tre, visto che Pozzuoli è stato evacuato dopo le scosse di terremoto del maggio 2024) carceri italiane che ospitano esclusivamente donne detenute. Trattasi di un istituto di pena antico che, tuttavia, risulta essere ben tenuto da un punto di vista strutturale ed igienico. Generalmente questa struttura penitenziaria non soffre del sovraffollamento che caratterizza la quasi totalità degli istituti maschili. Tuttavia, negli ultimi tre-quattro mesi la popolazione reclusa è cresciuta sensibilmente a causa anche dello sfollamento di altri istituti di pena femminili. Questo aumento della popolazione reclusa ha contribuito ad aumentare le tensioni interne. Si tratta di una sede disagiata, data la posizione nella quale si trova. Il turnover da parte del personale di polizia penitenziaria, per questo motivo, è molto alto, stimato a circa 70% ogni anno. La posizione disagiata, tuttavia, comporta sovente altre criticità, in particolar modo in relazione al mantenimento dei contatti con i propri cari da parte delle recluse: molte detenute non hanno, infatti, colloqui frequenti limitando i contatti con i propri famigliari alle telefonate e alle video-chiamate. Sono stati segnalati anche disagi nel momento della scarcerazione di diverse detenute che sono apparse spaesate e in difficoltà nel lasciare l'isola della Giudecca per recarsi alla stazione dei treni o degli autobus di Venezia.
L’ultima visita dell’osservatorio registrata al momento della stesura di questo bilancio sociale risale a luglio 2024.
INDICATORI QUANTITATIVI
Tasso di affollamento
Numero detenuti per ogni art. 21
lavoratori
definitivi
% detenuti coinvolti nei corsi scolastici
% detenuti coinvolti nei corsi di formazione professionale
Numero detenuti per ogni educatore
Numero detenuti per ogni agente di Polizia penitenziaria
N. casi di autolesionismo nel corso dell’anno precedente ogni 100 detenuti
N. di tentati suicidi nel corso dell’anno precedente ogni 100 detenuti
Provvedimenti di isolamento disciplinare nell’anno precedente ogni 100 detenuti
Persone con diagnosi psichiatriche gravi
Persone che fanno regolarmente uso di sedativi o ipnotici
Persone che fanno regolarmente uso di stabilizzanti dell’umore, antipsicotici, antidepressivi
LAVORO E FORMAZIONE PROFESSIONALE
di Reclusione femminile di Venezia Giudecca
Numero lavoratori alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria 15
Numero lavoratori per datori di lavoro esterni 20
Al momento della visita le attività lavorative presenti per enti terzi erano quelle della cooperativa Il Cerchio (laboratorio di sartoria e lavanderia) e della cooperativa Rio Terà dei Pensieri (laboratorio di cosmetica e l'orto).
Il grande orto con due serre produce coltivazioni biologiche che vengono vendute ogni giovedì con un banchetto di fronte al carcere nonché attraverso gruppi di acquisto. Le piante officinali dell'orto vengono usate anche dal laboratorio di cosmetica.
Al momento della visita, dato il periodo estivo, non erano attivi corsi di formazione professionale. Ci è stato detto che da inizio anno circa 50 detenute hanno partecipato a diversi corsi di formazione professionale.
La condizione di disomogeneità della popolazione detenuta (internate, tossicodipendenti etc...) non permette la piena partecipazione ai pur presenti corsi di formazione. per chi vuole approfondire maggiormente consigliamo il seguente link: https://www.antigone.it/osservatorio_detenzione/veneto/202-casa-di-reclusione-femminile-di-veneziagiudecca
CASA CIRCONDARIALE DI VENEZIA S.M.MAGGIORE
[fonte: osservatorio sulle condizioni di detenzione – Antigone]
La Casa circondariale di Venezia "Santa Maria Maggiore" è collocata in una zona piuttosto centrale dell'isola in un edificio risalente agli anni '20 del '900. Come nella visita precedente del 2024 il carcere è fortemente sovraffollato: i presenti sono 238 a fronte di una capienza regolamentare di 159 unità (tasso di affollamento pari a 149%). Questa situazione contribuisce ad alimentare situazioni di tensione tra la popolazione reclusa e il personale, così come osservato nel corso della visita all'interno delle sezioni detentive. In continuità con le visite precedenti, risultano essere molti i detenuti stranieri (132, ovvero circa il 55%) con la presenza, però, di un solo mediatore culturale. L’istituto è in una fase di passaggio dettata dal recente cambio di direzione. Il precedente direttore, insediatosi ad inizio 2024, stava lavorando intensamente con il territorio per creare nuove opportunità di lavoro per i reclusi, oltre che per attirare fondi volti alla ristrutturazione o al riammodernamento di alcune parti dell'istituto. Continuano, il giorno della visita, ad essere presenti collaborazioni con l’esterno soprattutto per quanto riguarda lavoro e formazione professionale. I detenuti che lavorano alle dipendenze di ditte esterne sono circa il 10% mentre i reclusi che svolgono attività lavorativa a turni per conto dell’amministrazione (cucina, sopravvitto, pulizie, manutenzione) sono poco meno del 30%.
L’ultima visita dell’osservatorio registrata al momento della stesura di questo bilancio sociale risale al 23 dicembre 2025.
INDICATORI QUANTITATIVI
Tasso di affollamento
Numero detenuti per ogni art. 21
lavoratori
detenuti coinvolti nei corsi scolastici
% detenuti coinvolti nei corsi di formazione professionale
Numero detenuti per ogni educatore
Numero detenuti per ogni agente di Polizia penitenziaria
N. casi di autolesionismo nel corso dell’anno precedente ogni 100 detenuti
N. di tentati suicidi nel corso dell’anno precedente ogni 100 detenuti
Provvedimenti di isolamento disciplinare nell’anno precedente ogni 100 detenuti
Persone con diagnosi psichiatriche gravi
Persone che fanno regolarmente uso di sedativi o ipnotici
Persone che fanno regolarmente uso di stabilizzanti dell’umore, antipsicotici, antidepressivi
Casa Circondariale “Santa Maria Maggiore” Venezia
LAVORO E FORMAZIONE PROFESSIONALE
Numero lavoratori alle dipendenze dell’amministrazione penitenziari 66
Numero lavoratori per datori di lavoro esterni 26
Tra i 26 detenuti indicati 3 stanno svolgendo un tirocinio (serigrafia). Da un po' è stato attivato il servizio CUP (prenotazioni visite mediche) all'interno dell'istituto, vi lavorano 5 detenuti.
per chi vuole approfondire maggiormente consigliamo il seguente link: https://www.antigone.it/osservatorio_detenzione/veneto/201-casa-circondariale-di-venezia-santa-mariamaggiore
La Cooperativa è stata fondata nel 1994 per portare all’interno delle carceri veneziane progetti di formazione e attività di inserimento lavorativo in un’epoca in cui non era ancora diffusa la presenza di soggetti terzi all’interno degli Istituti di pena. Possiamo dire di essere stati pionieri in questo settore, anche per il fatto di essere una realtà indipendente, non legata direttamente a Centri di formazione o ad Enti ecclesiastici (gli unici che al tempo proponevano qualche attività in carcere).
Da allora abbiamo attraversato molte fasi, realizzato progetti e sperimentazioni, alcuni temporanei, altri che sono stati consolidati nel tempo. Certo è che da allora abbiamo garantito una presenza quotidiana all’interno delle due carceri veneziane e dato un’opportunità a centinaia di persone.
All’interno delle carceri si raccoglie molta parte della marginalità sociale conseguente allo sviluppo dei nostri territori: troviamo persone di provenienze diverse che hanno trovato nella devianza la via di sostentamento quando per le vie ordinarie non riuscivano a “sbarcare il lunario”, troviamo persone che per fronteggiare le necessità economiche derivanti dalla dipendenza da uso di sostanze stupefacenti hanno ricorso alla vendita delle medesime, troviamo persone che hanno commesso reati a seguito di fragilità psichiche spesso non riconosciute e quindi non trattate, oltre alla parte di persone devianti, per così dire, consapevolmente e per “scelta”.
All’interno di questa moltitudine così variegata di persone i bisogni intercettati sono molti e molto diversi tra loro, ma nella nostra esperienza, quello di avere un reddito proprio e quello di dare un senso al proprio agire sono spesso trasversali alle diverse tipologie di persone presenti, perciò abbiamo perseverato sulla strada dell’inserimento lavorativo. Negli anni abbiamo riflettuto sulle caratteristiche specifiche che volevamo dare al nostro approccio:
- abbiamo scelto di mantenere una dimensione numericamente contenuta per salvaguardare la cura della relazione con le persone inserite in cooperativa;
- abbiamo scelto ambiti lavorativi che veicolassero dei contenuti più alti della specifica attività, che potessero quindi stimolare pensieri e riflessioni, da qui la scelta del biologico in agricoltura e cosmetica e del riciclo nella produzione di borse e accessori;
- facciamo in modo che le persone coinvolte non siano meri esecutori materiali di input altrui, ma che abbiano parte attiva nell’ideazione, creazione ed implementazione dei progetti: questo stimola il pensiero e la creatività, oltre che, forse ancora più importante, il
problem solving;
Fondamentale per l’avvio e lo sviluppo del nostro progetto è stata la creazione di una rete di partner e stakeholder, come si vedrà più dettagliatamente nei paragrafi successivi:
- aziende partner per fornitura materiali come ad esempio i banner che ci vengono offerti dopo l’utilizzo pubblicitario, o alcuni prodotti per la coltivazione;- creazione di una rete di distribuzione a partire dalle botteghe del commercio equo e solidale, fino a botteghe specializzate nella vendita di prodotti dal carcere e botteghe che ricercano un artigianato particolare e di qualità, così come i cittadini organizzati nei Gruppi di Acquisto Solidale;
- aziende partner per la produzione e fornitura di gadget o prodotti del laboratorio di cosmetica;
- aziende partner che attraverso la collaborazione con noi dimostrano il proprio impegno in termini di responsabilità sociale d’impresa.
In questi anni abbiamo verificato che per i destinatari delle nostre attività, la partecipazione ha prodotto diversi benefici, primo fra tutti il fatto di riempire di significato il tempo dell’espiazione della condanna, ovvero fare del tempo in carcere un’opportunità anziché un mero tempo sospeso e di attesa. Attraverso il lavoro si innesca un meccanismo virtuoso di soddisfazione ed impegno, che stimola a non impiegare il tempo oziando e parlando solo di carcere, ma apre la mente e stimola la curiosità.
Il progetto diventa poi ancora più convincente quando ciò cui si da vita non è fine a sé stesso, non si limita ad essere una prova, un passatempo, ma si sa che verrà venduto e proposto nella società libera: questo passaggio fondamentale fa sentire ai detenuti che ciò in cui ci si sta impegnando è vero, concreto e ha una prospettiva, che attraverso questo lavoro si tesse un legame tra il dentro e il fuori, che si è detenuti, ma non si sta perdendo completamente il contatto con un mondo fuori.
Ricadute positive le osserviamo anche nella nostra comunità territoriale di riferimento: attraverso la diffusione dei prodotti realizzati, abbiamo contribuito a potenziare ed arricchire la comunicazione tra il carcere, i detenuti, e la società libera, perché crediamo che questo collegamento dovrebbe restare sempre attivo. Dal momento che i detenuti sono persone che ritorneranno in libertà, siamo convinti che se lo faranno sentendosi parte della società e non avendo la percezione di sé come di un'anomalia, sarà più facile per loro aderire al patto sociale e non tornare a delinquere.
1994
Fondazione della cooperativa
1996
Sottoscrizione di una collaborazione
1995
Prima attività svolta all’interno delle carceri
Nascita laboratorio Serigrafia al Carcere Maschile
1996
Inaugurazione “Orto delle Meraviglie” con AMAV (attuale gruppo Veritas) al Carcere Femminile finalizzata all’inserimento lavorativo di personale “semi-libero”, collaborazione che prosegue ancora oggi.
1997
Apre il Banco Orto per la vendita dei prodotti dell’orto “al minuto”
2000
Prima Festa in Orto, il carcere si apre alla cittadinanza
2004
Stabilizzazione dei soci lavoratori con contratti a tempo indeterminato. la cooperativa ha un sede
2010
Nasce il progetto-marchio Malefatte Trasformazione del laboratorio di pelletteria in laboratorio di recupero degli striscioni in PVC
1999
Nascita del laboratorio di Pelletteria al Carcere Maschile
2001
Nascita del laboratorio di Cosmesi al Carcere Femminile
2008
Primo Negozio: l’edicola storica di campo Santo Stefano (fino al 2017)
2013
Apertura di un laboratorio di produzione di borse e accessori in PVC esterno al carcere. realizzazione del sito di e-commerce 2015
La sede si sposta presso il VEGA
2017
Apre il negozio Process Colletivo ai Frari
2016
Inizio del progetto di collaborazione con l’artista Mark Bradford – Process Collettivo
2019
La coop. Compie 25 anni e pubblica il libro fotografico “Al Femminile Avvio di centro di ascolto per detenuti ed 2020 ex detenuti
Prima esperienza, con progetti di Emergenza Covid, di gestione alloggi per detenute
2022
Nasce una collaborazione con l’artigiana Michela Bortolozzi per la realizzazione di candele architettoniche al Carcere Femminile 2022/23
Progetto “Carcere – Dentro c’è molto di più”
2024
abbiamo firmato due convenzioni-contratti con due enti pubblici che ci hanno messo a disposizione due alloggi, uno in centro storico a Venezia ed uno a Marghera, 2025 da destinare ai nostri soci dipendenti in emergenza abitativa.
Ci assegnano un locale commerciale e spostiamo il negozio in fondamenta San Pantalon
Progetto “A cielo Aperto
4. STRUTTURA, GOVERNO E AMMINISTRAZIONE
CONSISTENZA E COMPOSIZIONE DELLA BASE SOCIALE/ASSOCIATIVA
6
0
0
0
Soci cooperatori lavoratori
Soci cooperatori volontari
Soci cooperatori fruitori
Soci cooperatori persone giuridiche
Soci sovventori e finanziatori
I 14 soci cooperatori lavoratori sono suddivisibili in ulteriori due categorie: 7 soci lavoratori normodotati + 7 soci lavoratori svantaggiati
SISTEMA DI GOVERNO E CONTROLLO, ARTICOLAZIONE, RESPONSABILITA' E COMPOSIZIONE DEGLI ORGANI
DATI AMMINISTRATORI NOME
Vania Carlot
24/07/23 Presidente Emanuela Lucidi
Liri Longo
Vice-presidente
F 50 24/07/23 Consigliere
3
Totale componenti (persone)
0 Di cui maschi
3 Di cui femmine
3 Di cui persone normodotate
MODALITA' DI NOMINA E DURATA CARICA
L'Assemblea ordinaria dei soci elegge il Consiglio di Amministrazione definendo anche il numero dei consiglieri, variabile da 3 a 7. La maggioranza dei componenti del consiglio è scelta tra i soci cooperatori e/o tra le persone indicate dai soci cooperatori persone giuridiche; i soci finanziatori non possono essere più di un terzo dei componenti del Consiglio di Amministrazione. Il consiglio rimane in carica per tre anni e gli amministratori non possono essere nominati per un periodo superiore a tre esercizi consecutivi. Gli amministratori stessi scadono alla data dell'Assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo all'ultimo esercizio della loro carica. Una volta nominato, il Consiglio elegge nel suo seno il presidente ed il vice presidente.
NUMERO DI CDA/ANNO + PARTECIPAZIONE MEDIA
Durante il periodo di rendicontazione sono stati svolti 9 Consigli di Amministrazione, caratterizzati da una partecipazione media da parte dei consiglieri del 100%
PARTECIPAZIONE
2023 Assemblea ordinaria
24/07/23 -Comunicazioni del Presidente;
-Approvazione del Bilancio di Esercizio 2022 e relativi allegati;
-Approvazione Bilancio Sociale 2022;
-Nomina amministratori e determinazioni compensi;
-Nomina revisore contabile e determinazione compenso;
-Consegna e lettura dell’ultimo verbale di revisione;
- Varie ed eventuali.
2024 Assemblea ordinaria
22/07/24 -Comunicazioni del Presidente;
-Approvazione del Bilancio di Esercizio 2023 e relativi allegati;
-Approvazione Bilancio Sociale 2023;
-Consegna e lettura dell’ultimo verbale di revisione;
- Varie ed eventuali.
2025 Assemblea ordinaria
30/06/25 -Comunicazioni del Presidente;
-Approvazione del Bilancio di Esercizio 2024 e relativi allegati;
-Approvazione Bilancio Sociale 2024;
-Consegna e lettura dell’ultimo verbale di revisione;
- Varie ed eventuali.
Si favorisce una partecipazione attiva dei soci attraverso attività specifiche per gruppi di lavoro tematici che a loro volta trovano voce in incontri di coordinamento le cui istanze vengono infine, se opportuno, riportate nel CdA. Tutti i soci, lavoratori e volontari, svantaggiati e normodotati, sono chiamati ad esprimersi sulle attività della cooperativa in generale e sul proprio settore di impiego in particolare per migliorarne le attività e contribuire allo sviluppo delle stesse. Questa partecipazione si esplica attraverso la condivisione delle attività quotidiane e la partecipazione a riunioni di equipe e di coordinamento.
Occupazioni/Cessazioni
Di cui under 35
cui over 50
Di cui maschi
Di cui femmine
Di cui under 35
Di cui over 50
COMPOSIZIONE DEL PERSONALE (AL 31/12/2025)
Personale per inquadramento e tipologia contrattuale
Composizione del personale per anzianità aziendale
Dipendenti svantaggiati
Numero Tipologia
20 Totale
20
0
Lavoratori con svantaggio certificato (n. 381/1991,ecc)
Lavoratori con altri tipi di svantaggio non certificato (disagio sociale)
Tirocini/Stage
Numero Tipologia
5 Totale
5 Tirocini e Stage
0 Volontari in servizio civile
Tipologia lavoratori con svantaggio certificato e non Numero
0
Disabilità fisica e/o sensoriale (n. 381/91)
0 Disabilità psichica (n. 381/91)
0
0
Persone con dipendenze (n. 381/91)
Persone detenute e in misura alternativa (n. 381/91)
Persone con disagio sociale (non certificato) o molto svantaggiate ai sensi del regolamento comunitario (651/2014) non presenti in elenco
Di cui volontari in servizio civile
Tipologie contrattuali e flessibilità
5. PROGETTO Una casa per i nostri dipendenti svantaggiati
Negli ultimi anni le già poche disponibilità di alloggi dove poter scontare una misura alternativa al carcere, in particolare per gli uomini, nel nostro territorio sono completamente venute meno.
Abbiamo in diverse occasioni sollecitato Comune ed Istituzioni religiose a trovare delle soluzioni che potessero permettere, almeno a chi lavora, di uscire dal carcere.
Dopo aver verificato l’impossibilità, sia di una soluzione da parte di altri che della disponibilità del mercato privato ad affittare alloggi a persone in esecuzione penale, la cooperativa ha preso una importantissima decisione; abbiamo firmato due convenzionicontratti con due enti pubblici che ci hanno messo a disposizione due alloggi, uno in centro storico a Venezia ed uno a Marghera, da destinare in comodato ai nostri soci dipendenti in emergenza abitativa.
Da agosto 2024 l’appartamento di Venezia è a disposizione e 3 sono i posti letto; ad oggi già 4 sono i ragazzi che ne hanno potuto usufruire.
L’appartamento di Marghera, disponibile da gennaio di quest’anno, è oggi abitato da un ragazzo, e altri due ne hanno usufruito per un breve periodo.
Aggiornamento del progetto casa ad aprile 2026:
Dell’appartamento di Venezia hanno potuto beneficiare 6 ragazzi, con tempi di inserimento diversi a seconda della misura alternativa applicata.
Dell’appartamento a Marghera hanno potuto beneficiare 4 ragazzi.
6. PROGETTO “A cielo aperto” un progetto per il Carcere Femminile della Giudecca
Abbiamo partecipato al bando “Fragilità” della Fondazione di Venezia che, a fronte di una campagna di crowfunding attraverso la Rete Del Dono, ci ha riconosciuto un contributo di 10.000 euro.
“A cielo aperto” è un progetto che nasce all’interno del carcere femminile della Giudecca per trasformare un contesto difficile in un’opportunità di crescita. Negli spazi dell’ “Orto delle Meraviglie”, un gruppo di detenute parteciperà a un percorso formativo basato sul learning by doing: rigenerare una parte di terreno oggi inutilizzata per creare uno spazio sociale a cielo aperto. Qui saranno realizzate strutture in legno riciclato e aree verdi che diventeranno luogo di incontro, condivisione e formazione.
Grazie alla preziosa presenza dell’Orto delle Meraviglie, un terreno interno alla casa di reclusione coltivato a frutta, ortaggi e piante aromatiche, sarà attivato un percorso formativo che coinvolgerà un gruppo di donne in attività di agro-coltivazione integrate ad esperienze di crescita personale dirette a stimolare una riflessione sulla multiculturalità, la condivisione, la gestione del tempo, la cura delle relazioni e dello spazio comune.
L’obiettivo concreto è dar vita ad un ambiente di cui prendersi cura e da vivere insieme, attraverso un percorso che stimoli collaborazione, rispetto delle differenze e cura reciproca.
Nel carcere femminile della Giudecca a Venezia convivono donne di nazionalità e culture diverse, con abitudini e bisogni che non sempre si accordano, dove il rischio di tensioni è potenzialmente alto. L’intervento mira a ridurre la conflittualità, affrontare il tema della convivenza e della diversità imparando dal mondo naturale. Vogliamo affrontare questa condizione difficile, antitetica allo scopo rieducativo della detenzione, e rileggerla come un’opportunità per migliorare insieme.
Da ottobre a dicembre 2025, attraverso la Rete del Dono, amici, associazioni e privati
cittadini hanno donato per permetterci di realizzare questo progetto. C’è stata anche una bellissima cena presso il ristorante La nuova grotta a Venezia dove gli amici di Tocia –cucina e comunità hanno preparato dei fantastici manicaretti e che ci ha permesso di raggiungere l’obiettivo.
In questi mesi abbiamo iniziato a lavorarci e nel prossimo bilancio sociale vi racconteremo quello che siamo riusciti a fare.
7. PROGETTO Collaborazioni artistiche in Serigrafia
Il laboratorio di serigrafia si occupa di stampa su tessuto, principalmente borse shopper e T-Shirt in cotone.
Per incrementare l’offerta di prodotti e per arricchire l’esperienza di apprendimento dei detenuti impiegati nel laboratorio, la cooperativa ha al suo attivo una collaborazione con l’artista e grafic designer Benjamin Reichen del collettivo Åbäke.
Åbäke è un collettivo di design grafico transdisciplinare, fondato nel 2000 da Patrick Lacey (UK), Benjamin Reichen (FR), Kajsa Ståhl (SE) e Maki Suzuki (FR) a Londra, Inghilterra, dopo essersi incontrati al Royal College of Art. Gran parte del loro lavoro si concentra sull'aspetto sociale del design e sulla forza che la collaborazione può apportare a un progetto. Da questa filosofia scaturisce anche la collaborazione con il laboratorio della cooperativa:
In particolare i detenuti sono stati sollecitati a sperimentare nuove modalità di approccio alla stampa serigrafica e ad utilizzare colori di origine vegetale (algae ink).
Da queste sperimentazioni, è scaturito anche il progetto GOTO che è l’esito di e’ un processo di stampa manuale e collettivo che prende in prestito il metodo e il flusso dalla tradizione del GOTO dei soffiatori di vetro dell'isola di Murano, una pratica creativa per utilizzare il vetro fuso avanzato alla fine della giornata lavorativa.
Analogamente il flusso di lavoro circolare della serigrafia manuale è una coreografia di azioni attentamente orchestrate tra tutti i partecipanti: ogni
Ciclo/Giro consiste in 4 stampe, prodotte da 4 livelli di colore applicati successivamente.
La rotazione del carosello della giostra di stampa, la sequenza degli strati, l'applicazione manuale dei colori e le mani dello stampatore partecipano alla creazione di una stampa unica.
L'inchiostro avanzato dal laboratorio viene riutilizzato e trattato come un elemento liquido da versare e applicare alle stampe per creare nuove trame e colori. Viene scaldato ad altissime temperature per essere fissato sul tessuto e raggiungere il suo stato solido finale. Grazie a questo progetto si è dato vita ad uno spazio sperimentale ai margini del processo produttivo che evidenzia la natura creativa della stampa manuale e contribuisce alla pratica collettiva quotidiana del laboratorio di serigrafia.
8.0. ATTIVITA' ..I
Il laboratorio orto
Nel carcere femminile coltiviamo manualmente un terreno di 6000m2.
Questo laboratorio, battezzato “Orto delle Meraviglie”, si discosta dalle tecniche più comuni di coltivazione: è gestito in modo da poter valorizzare la bio-diversità che caratterizza un agrosistema sano, con un utilizzo di materie prime e mezzi tecnici naturali in un ottica di riduzione dell'impronta ecologica dei cicli produttivi.
La coltivazione diventa quindi strumento di formazione, una occasione per trascorrere del tempo a contatto con la natura, senza tralasciare l'aspetto produttivo. Gli ortaggi e la frutta sono infatti venduti in un mercatino pubblico settimanale (ogni giovedì mattina, proprio davanti al carcere), ad un Gruppo di Acquisto Solidale presente sul territorio ed ad alcuni noti ristoranti. Oltre a questa produzione, vengono anche coltivate piante officinali che, una volta trasformate, divengono materia prima per la realizzazione di una linea di prodotti cosmetici e di cura per la persona.
Il laboratorio di cosmesi
Il secondo laboratorio che la cooperativa gestisce all'interno dell'istituto femminile è un laboratorio di cosmesi che propone prodotti naturali di alta qualità capaci di risultare al passo con le esigenze più recenti: i nostri prodotti si avvalgono di
certificazioni di qualità come “Biodizionario” e “VeganOK” capaci di valorizzare la nostra visione di una Cosmesi ecologica e solidale. Il nostro marchio è “Meraviglie” di Rio Terà”. Nel corso dell’anno molte energie sono state spese per la creazione e realizzazione di una nuova linea di prodotti cosmetici solidi, a cui la cooperativa crede molto.Il laboratorio fornisce anche ad alcuni alberghi referenze cosmetiche in refill e saponi.
Il laboratorio di serigrafia
All’interno del carcere maschile realizziamo stampe su tessuto per personalizzare capi di abbigliamento, in particolar modo T-shirt e borse shopping che vendiamo al pubblico o che realizziamo per clienti terzi. In questo ambito collaboriamo con importanti Istituzioni culturali della città e con enti privati che utilizzano la nostra serigrafia per la stampa dei propri gadget, oltre ad occasionali altre collaborazioni. Per incrementare il rapporto tra carcere e mondo esterno, il laboratorio ha cercato il contributo di giovani creativi veneziani e grafici di fama internazionale che contribuiscano allo sviluppo del nostro progetto.
Il laboratorio di pelletteria-PVC
Il secondo laboratorio attivo all’interno del carcere maschile si occupa di recuperare materiali di riciclo con la finalità di realizzare borse e accessori a marchio “Malefatte”; i materiali impiegati sono cambiati nel tempo e il laboratorio, che quando è stato attivato lavorava solo pelle, adesso utilizza prevalentemente il PVC dei
manifesti pubblicitari che vengono trasformati in una collezione ampia di pezzi unici e coloratissimi. Le borse e gli accessori vengono venduti tramite una rete di negozi e on-line, ma vengono anche proposti come gadget aziendali. L'idea che ci guida in questa attività è la sfida di ridare nuova vita a qualcosa di ritenuto “rifiuto”, promuovendo quindi un processo di trasformazione delle cose e delle persone.
All'esterno del carcere non mancano le occasioni per perseguire i nostri obiettivi:
- dal 2013 abbiamo aperto un secondo laboratorio di riciclo/pelletteria per fronteggiare l'esigenza di incrementare la capacità produttiva del settore e al contempo per poter dare continuità ai percorsi di inserimento lavorativo e sociale che intraprendono i detenuti che lavorano con noi;
- da oltre vent’anni, grazie a Veritas s.p.a., una multiutility interamente pubblica, abbiamo l’opportunità di offrire lavoro a detenuti in misura alternativa per servizi di spazzamento e attività ausiliarie presso alcune aree pubbliche nella Terraferma e Centro Storico del Comune di Venezia. Anche questo è un modo per riprendere un percorso graduale di reintegrazione nel tessuto urbano e lavorativo.
- nel 2017 abbiamo aperto un piccolo negozio in centro storico a Venezia e nel 2025 ci siamo spostati in uno spazio un po’ più grande.
8.1. ATTIVITA' iI negozio Store Malefatte & Meraviglie di Rio Terà
A otto anni dall'apertura di Process Collettivo, nato grazie alla collaborazione con l'artista statunitense Mark Bradford, abbiamo trovato un nuovo negozio, più grande e in una posizione di grande passaggio, non troppo distante da dove eravamo, per la gioia dei nostri affezionati clienti.
Abbiamo chiamato il nostro nuovo negozio Store Malefatte & Meraviglie di Rio Terà, un nome che racchiude la storia delle nostre produzioni e di chi le realizza.
Cambia il nome e la location ma non l'essenza di questo luogo, ovvero uno spazio di condivisione, un'opportunità di lavoro per detenuti ed ex detenuti e di promozione dei progetti della cooperativa.
Abbiamo aperto a giugno 2025 e con la collaborazione di Rebiennale, una società artigiana veneziana che nella dis-insatallazione di mostre e padiglioni della Biennale interviene salvaguardando i materiali utilizzati per poterli ri-utilizzare, abbiamo progettato e allestito il nostro nuovo negozio con questi materiali di recupero, in linea con la nostra filosofia green.
Trasferire un'attività commerciale, porta con sé diverse incognite e dubbi ma ad oggi possiamo sostenere di aver fatto la scelta giusta!
Lo Store Malefatte & Meraviglie di Rio Terà, si trova in Salizada S.Pantalon n. 29
8.2. ATTIVITA’ Il recupero dei materiali di scarto
Di vitale importanza, per il proseguimento del progetto Malefatte, è l’attività finalizzata ad intercettare e recuperare i banner pubblicitari in pvc prima che vengano destinati allo smaltimento.
Attività che ha attraversato in questi anni momenti difficili dal punto di vista del reperimento del materiale; basti pensare al periodo del Covid che ha avuto, tra le altre conseguenze, lo stop agli eventi per quasi due anni.
L’attività di reperimento del pvc consiste in una continua ricerca di contatti con fiere, ditte di affissioni, aziende pubbliche e private, attraverso tutti i mezzi di cui disponiamo: social media, sito, mail di presentazione del progetto e contatti personali.
A questa, segue la fase di ritiro del materiale, che consiste nell’andare di persona con i propri mezzi o avvalendosi di un corriere.
E’ la delicata fase in cui bisogna capire, comunicando con il nostro donatore, che tipo di materiale andiamo a recuperare e se effettivamente è utilizzabile per le nostre produzioni.
Un banner può essere particolarmente danneggiato, eccessivamente graffiato o di grammatura troppo bassa e se inutilizzabile rappresenterebbe solo un costo.
Per quanto riguarda il reperimento di nuovi materiali, nel corso del 2025, abbiamo attivato nuove collaborazioni e consolidato alcune relazioni di lunga data.
Tra le più significative vi sono:
- Tosetto Consulting: circa 800 m2 di teloni di camion donati nel 2025
- SPAC Spa: ci ha permesso di sperimentare nuovi modelli grazie alla donazione di diverse metrature di tessuto in poliestere utilizzato per rivestimenti di arredi.
- Rossi Moda: grazie alle ulteriori donazioni di pellame, contribuisce a portare avanti la linea “Malefatte Seconda Pelle”.
Nel corso del 2025 abbiamo recuperato e lavorato oltre 6.000 m2 di materiale e realizzato oltre 16.600 pz. tra borse e accessori.
Grazie a:
RBS, Pixart printing, Run Rome, Spac spa, Vela spa, S.C.I. Pubblicità, Wolkswagen Treviso, Fastweb, Rosselli pubblicità, 2Night, Mia Real srl, Comune di Padova, Rossi Moda, Givenchy
Tra le realtà che hanno scelto di affidarci la produzione di gadget, volgiamo citare InfrontMaratona di Roma, con cui a gennaio 2025 abbiamo stipulato un accordo della durata di due anni.
L'accordo prevede il recupero di circa 200 m2 di materiale ed il riutilizzo di parte di esso per la produzione di gadget personalizzati, entrati a far parte del merchandising ufficiale della Maratona.
Ci avvaliamo di un revisore contabile, Roberta Paturzo, regolarmente iscritta all'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Venezia.
PROVENIENZA DELLE RISORSE ECONOMICHE CON SEPARATA INDICAZIONE DEI
CONTRIBUTI PUBBLICI E PRIVATI
Ricavi e Proventi
Ricavi da Enti
Pubblici per gestione servizi sociali, sociosanitari, socioeducativi
Ricavi da Enti
Pubblici per gestione di altre tipologie di servizi (manutenzione verde, pulizie...)
Ricavi da privaticittadini inclusa quota di cofinanziamento
Ricavi da privatiimprese
Ricavi da privati-non profit
Ricavi da Consorzi e/o altre cooperative
0,00
217.356,54
Patrimonio
Conto economico
Composizione capitale sociale
versato da soci cooperatori lavoratori
Capitale versato da soci cooperatori volontari
Capitale versato da soci sovventori/finanziatori
Valore della produzione
Valore della produzione (Voce Totale A. Del conto economico bilancio CEE
Costo del lavoro
Costo del lavoro (Totale voce B.9 Conto Economico Bilancio CEE
Costo del lavoro (compreso nella voce B.7 Conto
Economico Bilancio CEE
CAPACITA' DI DIVERSIFICARE I COMMITTENTI Fonti delle entrate 2025
Incidenza pubblico/privato sul valore della produzione 2025
All'interno della categoria dei portatori di interesse è possibile individuare una eterogenea molteplicità di individui o gruppi che direttamente o indirettamente influenzano o sono influenzati dalle nostre attività; Siamo consapevoli della diversità di queste figure e proprio per questo abbiamo preferito una rappresentazione grafica capace di evidenziare come ognuno costituisca un elemento imprescindibile del “sistema” Rio Terà dei Pensieri.
Dalla mappa si evince come il “gruppo clienti” rappresenti una parte consistente e come sia a sua volta diversificato ed eterogeneo; dalla piccola bottega del commercio equo alle grandi società/aziende di livello internazionale, tutti si fanno promotori dei nostri progetti.
Affinché questo avvenga ci avvaliamo di strumenti di coinvolgimento quali social network e newsletter dedicate, attraverso cui valorizziamo le collaborazioni e teniamo aggiornati i nostri clienti e sostenitori, su progetti e novità.
Nel 2025, gli iscritti alla newsletter sul sito malefattevenezia.it sono stati oltre 6.000, abbiamo inviato di media 2 newsletter al mese e attivato 7 campagne di web marketing, sia generiche che mirate al merchandising aziendale.
Per quanto riguarda l'ambito “partnership”, va sottolineato come questo sia sempre più vario e in movimento, soprattutto nelle relazioni con i privati: associazioni, artigiani, fondazioni contribuiscono a valorizzare e potenziare il nostro operato con nuovi progetti, idee ed opportunità.
Sul fronte delle relazioni con le istituzioni, oltre a quelle di lunga data, si consolidano le più recenti con Ater e Ipav per la locazione di due appartamenti, che la cooperativa mette a disposizione dei propri dipendenti svantaggiati.
Dal 2025 abbiamo stipulato un ulteriore contatto di locazione con Ipav per quanto riguarda il nostro punto vendita a Venezia.
Si riconferma, l'importanza dell’attività di reperimento del materiale di riciclo, attraverso nuovi contatti e accordi con aziende, enti e cittadini privati che hanno deciso, con entusiasmo ed estrema disponibilità, di sostenerci donandoci pvc, rimanenze di pelle e altre tipologie di materiale.. Non da ultimo, va ricordato il prezioso contributo dei volontari i quali, ognuno con la propria specificità e tutti con lo stesso entusiasmo, contribuiscono alla realizzazione dei progetti della cooperativa attraverso il loro supporto ad attività, operatori e utenti.
TIPOLOGIA DI COLLABORAZIONI
Descrizione Tipologia soggetto Tipo di collaborazione Forma di collaborazione
Comune di Venezia Ente pubblico Convenzione Sostegno al reddito degli utenti
Ipav Ente pubblico Convenzione Appartamento in locazione
Ater Ente pubblico Convenzione Appartamento in locazione
Gruppo Veritas Ente pubblico Contratto Inserimento lavorativo
Mark Bradford/Ford Foundation Privato Accordo Progetto “Process Collettivo”
Michela Bortoluzzi “Relight Venice” Privato Partnership Progettazione e workshop
Fondazione di Venezia Fondazione Accordo-Finanziamento Progetto A cielo aperto
Benjamin Reichen “Abake” Privato Partnership Progettazione e workshop
Ministero della Giustizia –Istituti penitenziari di Venezia, UIEPE
Ente pubblico Convenzione Realizzazione progetti
Tra i nostri principali portatori di interesse senza dubbio troviamo i nostri utenti; quegli uomini e quelle donne che cerchiamo di coinvolgere attraverso i nostri laboratori, con la formazione ed il lavoro quotidiano. In forma molto schematica proviamo a raccontare come ognuno di loro entra a far parte della cooperativa.
La cooperativa Rio Terà dei Pensieri realizza i propri scopi sociali mediante l’attivazione di progetti di inserimento lavorativo di detenuti, di detenuti in misura alternativa e di ex detenuti.
Tutte le iniziative messe in campo nascono dalla convinzione che è necessario garantire l’inserimento socio-lavorativo anche a coloro che, per cause diverse, hanno commesso errori, che il fine ultimo di chi opera nel sociale non è assistere le persone ma essere garanti della loro integrazione sociale ed economica. L’inclusione sociale di autori di reato fornisce a chi ha sbagliato una seconda opportunità e nel contempo mira a garantire alla collettività minor rischio di recidive.
Metodologia operativa
- Il primo contatto avviene all’interno degli istituti Penitenziari dove la cooperativa è presente con diverse attività laboratoriali e di formazione professionale.
- L’individuazione dei futuri utenti avviene in stretta sinergia con l’area educativa (educatori, psicologi) degli Istituti Penitenziari.
- La selezione per l’inserimento avviene attraverso colloqui dove si fa un primo bilancio di competenze e attitudini ed una prima rilevazione di feed-back; poter intervenire, già in fase di esecuzione della pena, nella costruzione del percorso di inserimento lavorativo e sociale del condannato è di estrema importanza.
- I detenuti sono inizialmente coinvolti attraverso corsi di formazione o tirocini formativi; già in questa fase viene avviato dagli operatori un primo periodo di osservazione e conoscenza su diverse aree di intervento:
• comportamentale
• socio-relazionale
• competenze-abilità
- L’inserimento lavorativo avviene attraverso una valutazione individuale e con tempistiche non necessariamente uguali per tutti.
- Durante tutto il percorso lavorativo gli utenti sono supportati ed accompagnati dal personale della cooperativa.
- E’ in questa fase che si sviluppa il piano individualizzato che prevede obiettivi:
• a medio termine, quelli strettamente legati al periodo di detenzione;
• a medio-lungo termine, nei casi dove sia possibile progettare un inserimento lavorativo all’esterno del carcere;
• a lungo termine, nei casi in cui il progetto ha concrete possibilità di una stabilizzazione.
Partendo dal presupposto che il trattamento rieducativo deve svolgersi in un continuum tra carcere e territorio, per l’esperienza maturata in quasi trent’anni ed anche sulla base dei risultati raggiunti, per la presa in carico del programma di reinserimento lavorativo ci si avvale della collaborazione di molte figure che a vario titolo sono coinvolte nella buona riuscita del percorso e che sono rappresentate da:
• operatori della cooperativa
• professionisti con competenze specifiche nei settori di cui ci occupiamo
• volontari
• educatori penitenziari
• psicologi
• assistenti sociali U.E.P.E
• causelor e psicoterapeuta
Informazioni tecniche
- La cooperativa applica per tutti i suoi inserimenti il CCNL delle Cooperative Sociali.
- I detenuti sono considerati svantaggiati in base alla legge 381/91 per:
• tutto il periodo della detenzione
• 18 mesi dopo la fine della detenzione se hanno usufruito di misure alternative alla detenzione
• 24 mesi se non hanno usufruito di alcun beneficio
- La cooperativa coinvolge mediamente quindici lavoratori svantaggiati all’anno; per la tipologia di inserimenti di cui ci occupiamo i contratti sono nella quasi totalità dei casi a tempo determinato, questo per lasciare sempre spazio a nuovi inserimenti.
11. OBIETTIVI
Obiettivi raggiunti:
• abbiamo un nuovo negozio, più grande e ad un costo inferiore;
• la raccolta fondi che abbiamo creato grazie alla Fondazione di Venezia ha raggiunto e superato il suo obiettivo; in questi anni abbiamo creato buone relazioni e tanti sono gli amici che, ognuno come può, ci sostiene;
• le nostre attività, nonostante mille difficoltà, resistono.
Obiettivi da raggiungere:
• abbiamo bisogno di acquistare/sostituire alcuni macchinari, sia per il laboratorio di pvc/pelle che per quello di cosmetica; trovare le risorse economiche per farlo sarà la nostra priorità;
• adottare strumenti di indagine dei bisogni e delle aspettative. E’ un tema su cui fatichiamo molto;
• promuovere relazioni e partnership che ci aiutino a far crescere le nostre attività.
Insieme ai nostri obiettivi strategici crediamo importante provare a confrontarci anche con alcuni degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) proposti nell’Agenda 2030
dall’Organizzazione delle Nazioni Unite
Ci occupiamo di inserimento lavorativo di persone in condizione di svantaggio (L.381/91);
Ci occupiamo di orientamento e integrazione socio-lavorativa.
I dipendenti con contratto a tempo indeterminato beneficiano di un’assistenza sanitaria integrativa.
Organizziamo corsi di formazione professionale per le persone detenute.
Garantiamo ai nostri dipendenti svantaggiati l’accesso all’istruzione scolastica e di alfabetizzazione.
Il 100% del nostro Consiglio di Amministrazione è formato da donne
Tra i nostri obiettivi c’era quello di stipulare nuovi contratti per energia e gas 100 % green ed abbiamo iniziato a farlo.
garantire continuità di stipendio e posti di lavoro
lavorare per trovare nuove opportunità lavorative
Promuoviamo l’inclusione sociale a prescindere da età, sesso, origine, religione o altro.
Gestiamo un orto in città.
Riutilizziamo materiali che altrimenti sarebbero destinati ad essere rifiuti.
I nostri prodotti partono da un concetto comune che è quello del minor impatto ambientale possibile.
Ci impegniamo quotidianamente per promuovere l’inclusione sociale e garantire processi decisionali condivisi e trasparenti.
Incentiviamo e cerchiamo di sviluppare collaborazioni con altri Enti.