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Bollettino Dicembre 2012-Gennaio 2013

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Anno LVIII - n. 1/2 Dicembre 2012/Gennaio 2013 - Sped. in Abb. Postale, art. 2 comma 20/c Legge 662/96 Regione Campania -BN- In caso di mancato recapito restituire al mittente


Si è fatto uomo. Cari fratelli e sorelle, in questo tempo natalizio ci soffermiamo ancora una volta sul grande mistero di Dio che è sceso dal suo Cielo per entrare nella nostra carne. In Gesù, Dio si è incarnato, è diventato uomo come noi, e così ci ha aperto la strada verso il suo Cielo, verso la comunione piena con Lui. In questi giorni, nelle nostre chiese è risuonato più volte il termine “Incarnazione” di Dio, per esprimere la realtà che celebriamo nel Santo Natale: il Figlio di Dio si è fatto uomo, come recitiamo nel Credo. Ma che cosa significa questa parola centrale per la fede cristiana? Incarnazione deriva dal latino “incarnatio”. Sant'Ignazio di Antiochia - fine del primo secolo - e, soprattutto, sant’Ireneo hanno usato questo termine riflettendo sul Prologo del Vangelo di san Giovanni, in particolare sull’espressione: “Il Verbo si fece carne” (Gv 1,14). Qui la parola “carne”, secondo l'uso ebraico, indica l’uomo nella sua integralità, tutto l'uomo, ma proprio sotto l’aspetto della sua caducità e temporalità, della sua povertà e contingenza. Questo per dirci che la salvezza portata dal Dio fattosi carne in Gesù di Nazaret tocca l’uomo nella sua realin questo numero: 2 3 4 6 7 8 10 12 12 13 14

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Si è fatto uomo Esprimono gratitudine all'Assunta "Riscoprire la grazia del Battesimo" Sotto la protezione dell'Assunta Padre Giuseppe Lando d.O. Appunti di cronaca I Riti Settennali di Guardia Sanframondi. Un tentativo di Comprensione Nel Buio la Luce Hanno collaborato con noi... In memoria di... Sono tornati alla casa del Padre

tà concreta e in qualunque situazione si trovi. Dio ha assunto la condizione umana per sanarla da tutto ciò che la separa da Lui, per permetterci di chiamarlo, nel suo Figlio Unigenito, con il nome di “Abbà,

Padre” ed essere veramente figli di Dio. Sant’Ireneo afferma: «Questo è il motivo per cui il Verbo si è fatto uomo, e il Figlio di Dio, Figlio dell’uomo: perché l’uomo, entrando in comunione con il Verbo e ricevendo così la filiazione divina, diventasse figlio di Dio» (Adversus haereses, 3,19,1: PG 7,939; cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 460). “Il Verbo si fece carne” è una di quelle verità a cui ci siamo così abituati che quasi non ci colpisce più la grandezza dell’evento che essa esprime. Ed effettivamente in questo periodo natalizio, in cui tale espressione ritorna spesso nella liturgia, a volte si è più attenti agli aspetti esteriori, ai “colori” della festa, che al cuore della grande novità cristiana che celebriamo: qualcosa di assolutamente impensabile, che solo Dio poteva operare e in cui possiamo entrare solamente con la fede. Il Logos, che è presso Dio, il Logos che è Dio, il Creatore del mondo, (cfr Gv 1,1), per il quale

furono create tutte le cose (cfr 1,3), che ha accompagnato e accompagna gli uomini nella storia con la sua luce (cfr 1,4-5; 1,9), diventa uno tra gli altri, prende dimora in mezzo a noi, diventa uno di noi (cfr 1,14). Il Concilio Ecumenico Vaticano II afferma: «Il Figlio di Dio … ha lavorato con mani d’uomo, ha pensato con mente d’uomo, ha agito con volontà d’uomo, ha amato con cuore d’uom o . Nascendo da Maria Vergine, egli si è fatto veramente uno di noi, in tutto simile a noi fuorché nel peccato» (Cost. Gaudium et spes, 22). E’ importante allora recuperare lo stupore di fronte a questo mistero, lasciarci avvolgere dalla grandezza di questo evento: Dio, il vero Dio, Creatore di tutto, ha percorso come uomo le nostre strade, entrando nel tempo dell’uomo, per comunicarci la sua stessa vita (cfr 1 Gv 1,1-4). E lo ha fatto non con lo splendore di un sovrano, che assoggetta con il suo potere il mondo, ma con l’umiltà di un bambino. Vorrei sottolineare un secondo elemento. Nel Santo Natale di solito si scambia qualche dono con le persone più vicine. Talvolta può essere un gesto fatto per convenzione, ma generalmente esprime affetto, è un segno di amore e di stima. Nella preghiera sulle offerte della Messa dell’aurora della Solennità di Natale la Chiesa prega così: «Accetta, o Padre, la nostra offerta in questa notte di luce, e per questo misterio-


so scambio di doni trasformaci nel Cristo tuo Figlio, che ha innalzato l’uomo accanto a te nella gloria». Il pensiero della donazione, quindi, è al centro della liturgia e richiama alla nostra coscienza l’originario dono del Natale: in quella notte santa Dio, facendosi carne, ha voluto farsi dono per gli uomini, ha dato se stesso per noi; Dio ha fatto del suo Figlio unico un dono per noi, ha assunto la nostra umanità per donarci la sua divinità. Questo è il grande dono. Anche nel nostro donare non è importante che un regalo sia costoso o meno; chi non riesce a donare un po’ di se stesso, dona sempre troppo poco; anzi, a volte si cerca proprio di sostituire il cuore e l’impegno di donazione di sé con il denaro, con cose materiali. Il mistero dell’Incarnazione sta ad indicare che Dio non ha fatto così: non ha donato qualcosa, ma ha donato se stesso nel suo Figlio Unigenito. Troviamo qui il modello del nostro donare, perché le nostre relazioni, specialmente quelle più importanti, siano guidate dalla gratuità dell'amore. Un ultimo elemento propongo alla vostra riflessione. San Giovanni afferma che il Verbo, il Logos era fin dal principio presso Dio, e che

SANTUARIO DELL’ASSUNTA 82034 Guardia Sanframondi Direttore e Redattore: P. Filippo Di Lonardo Responsabile: P. Giuseppe Lando Dir. Red. Amm.: Congregazione dell’Oratorio PP. Filippini 82034 Guardia Sanframondi (BN) Tel. e Fax 0824.864013 www: santuarioassunta.com e-mail: santuarioassunta@email.it Aut. Tribunale BN Dec. 3/4/1956 n. 25/56 del Registro Stampe C.C.P. 11000825 IBAN: IT63Q0101075360041200000632 BIC: IBSPITNA Sped. in abb. post., art. 2, comma 20/C Legge 662/96 Regione Campania -BN Con approvazione ecclesiastica Stampato nel mese di FEBBRAIO 2013 da: TipoLitoGrafica NUOVA IMPRONTA Cusano Mutri (Bn) - Tel.-fax 0824.862723 info@nuovaimpronta.net - www.nuovaimpronta.net

tutto è stato fatto per mezzo del Verbo e nulla di ciò che esiste è stato fatto senza di Lui (cfr Gv 1,13). L’Evangelista allude chiaramente al racconto della creazione che si trova nei primi capitoli del Libro della Genesi, e lo rilegge alla luce di Cristo. Questo è un criterio fondamentale nella lettura cristiana della Bibbia: l’Antico e il Nuovo Testamento vanno sempre letti insieme e a partire dal Nuovo si dischiude il senso più profondo anche dell’Antico. Quello stesso Verbo, che esiste da sempre presso Dio, che è Dio Egli stesso e per mezzo del quale e in vista del quale tutto è stato creato (cfr Col 1,16-17), si è fatto uomo: il Dio eterno e infinito si è immerso nella finitezza umana, nella sua creatura, per ricondurre l’uomo e l’intera creazione a Lui. Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma: «La prima creazione trova il suo senso e il suo vertice nella nuova creazione in Cristo, il cui splendore supera quello della prima» (n. 349). I Padri della Chiesa hanno accostato Gesù ad Adamo, tanto da definirlo «secondo Adamo» o l’Adamo definitivo, l’immagine perfetta di Dio. Con l’Incarnazione del Figlio di Dio avviene una nuova creazione, che dona la risposta com-

pleta alla domanda «Chi è l’uomo?». Solo in Gesù si manifesta compiutamente il progetto di Dio sull’essere umano: Egli è l’uomo definitivo secondo Dio. Il Concilio Vaticano II lo ribadisce con forza: «In realtà solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo... Cristo, nuovo Adamo, manifesta pienamente l’uomo all’uomo e gli svela la sua altissima vocazione» (Cost. Gaudium et spes, 22; cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 359). In quel bambino, il Figlio di Dio contemplato nel Natale, possiamo riconoscere il vero volto, non solo di Dio, ma il vero volto dell’essere umano; e solo aprendoci all’azione della sua grazia e cercando ogni giorno di seguirlo, noi realizziamo il progetto di Dio su di noi, su ciascuno di noi. Cari amici, in questo periodo meditiamo la grande e meravigliosa ricchezza del Mistero dell’Incarnazione, per lasciare che il Signore ci illumini e ci trasformi sempre più a immagine del suo Figlio fatto uomo per noi.

esprimono gratitudine all'Assunta OTTOBRE 7 – Dicembre 1 – Famiglia Perugini-Maffei. 8 – Famiglia Perfetto-Panza. 9 – Conte Giuseppe e Colangelo Lina per il 50° di matrimonio. Formato Pasquale e Iorio Maria Nicolina per il 50° di matrimonio. 15 – Sanzari Nicola e Lombardi Luisa per il 50° di matrimonio. 22 – Filippelli Luigi e Pengue Raffaella. 25 – Foschini Pasqualina (Australia). 31 – Tammaro Emma. GENNAIO 1 – Sanzari Francesco. 4 – Foschini Luisa. 6 – Mastantuono Pasquale e Del Vecchio Maria per il 50° di matrimonio. 13 – Calvano Giovanni e Renzi Emma per il 50° di matrimonio. Borrelli Carlo e Teresa Gambuti. Santacroce Cleonice. 20 – Conte Giuseppe e Colangelo Lina. 27 – Foschini Nino e Ceniccola Maria per il 50° di matrimonio.

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“Riscoprire la Gra “La fede – ricorda Benedetto XVI – quando è vissuta come esperienza di amore ricevuto e quando viene comunicata come esperienza di grazia e di gioia, allarga lo spazio del cuore”. Un giorno un sacerdote ti ha chiamato per nome e ha aggiunto: “Io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. In questo modo i genitori, i padrini e la comunità cristiana, grazie alla loro fede, ti hanno fatto il dono del battesimo generandoti alla fede. Va detto però, con tutta chiarezza, che il battesimo non è un atto “magico” o un fatto sociale. Purtroppo per molti il battesimo rimane come sepolto sotto una coltre di cenere, mentre questo grande dono d’amore attende una risposta personale “io credo” che nasce da un’adeguata educazione alla fede della famiglia, dei padrini e della comunità cristiana. Ma è nello stesso tempo un atto ecclesiale, che si esprime nella confessione: “Noi crediamo”. E’ infatti la Chiesa che crede: essa in tal modo, con la grazia dello Spirito Santo, precede, genera e nutre la fede del singolo cristiano. E’ opportuno ricordare che la tentazione di tornare indietro, di cedere alla logica pagana dell’egoismo, è sempre in agguato. Ecco perché per crescere nella fede, bisogna riscoprire la grazia del Battesimo. Che cos’è il Battesimo? E’ “immergersi e riemergere”. Chi è battezzato è immerso nella morte di Cristo e risorge con Lui come “nuova creatura” (2 Cor 5,17). Si chiama anche “lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo” (Tt 3,5) e “illuminazione”, perché il battezzato diventa “figlio della luce” (Ef 5,8). Esso è certamente un evento cristologico, ma anche ecclesiale. La filiazione divina, il dono dello Spirito e la missione profetica, regale e sacerdotale di Cristo sono gli elementi

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che caratterizzano il Battesimo di ogni membro della Chiesa. Questo è accaduto anche nel nostro Battesimo? Certamente! Eravamo nati ciechi a causa del peccato e il Battesimo ci ha illuminati. Eravamo nati sordi e il Battesimo ci ha aperto gli orecchi all’ascolto della Parola di Dio, alla voce del Padre, alle mozioni interiori dello Spirito. Eravamo nati muti e il Battesimo ci ha fatto dono di una parola “capace” di chiamare Dio con l’appellativo della confidenza filiale, Abbà, parola aramaica con la connotazione della tenerezza, quasi il balbettio dei bambini: papà. San Clemente Alessandrino ha scritto: “Per la sua misteriosa divinità, Dio è padre. Ma la tenerezza che ha per noi lo fa diventare madre. Amando, il Padre diventa femminile” femminile”. Con il Battesimo ha inizio la vita nuova, vita secondo Gesù, con Gesù, anzi in Gesù. Questa vita nuova in Cristo non è vita da solitari ma è vita in famiglia. Come ogni creatura nasce da una famiglia, per accrescere la famiglia, così le nuove creature, che sono i battezzati, nascono dentro la famiglia di Dio che è la Chiesa, per far crescere la Chiesa. Chi è la Chiesa? La grande famiglia che Cristo ha convocato, è chiamata Chiesa, parola d’origine greca che significa assemblea, convocazione. La Chiesa è “mistero di comunione (degli uomini) con Dio e tra di loro” perché nella sua realtà visibile è presente e operante una realtà spirituale, divina, che si scorge unicamente con gli occhi della fede. Per esprimere il mistero della Chiesa si sono usate diverse immagini che la Scrittura e la Tradizione ci hanno lasciato: ovile, campo di Dio, edificio di Dio, sposa di Cristo, sacramento di Cristo, Tempio dello Spirito Santo… La Chiesa è come un corpo, le cui membra diverse, eppure unite armonica-


azia del Battesimo” mente, sono i battezzati, e la cui testa è lo stesso Gesù. Il Concilio Vaticano II, dopo aver ripreso le varie immagini di Chiesa, ha voluto descrivere la Chiesa come “popolo di Dio in cammino nella storia” radunato nella carità (cfr. Lumen Gentium nn. 9-17);); è la comunità di coloro che ascoltano l’annuncio del vangelo e hanno ricevuto il battesimo. La comunione è la sua anima. La Chiesa è gerarchica? Certo, ma non dobbiamo vedere in antitesi il popolo dei fedeli e coloro che al suo interno esercitano un ruolo di servizio. Tutti i fedeli, siano essi semplici battezzati o pastori, hanno la stessa dignità di figli di Dio. I pastori svolgono un ruolo ben definito al servizio dei fedeli, ma non sono sopra il popolo cristiano perché essi si nutrono alla comune fede e agli stessi sacramenti. I pastori, quali maestri di dottrina, sacerdoti del culto e ministri del governo della Chiesa, avendo maggiori responsabilità, devono vivere in pienezza le virtù teologali, con il loro dinamismo, per unificare i cristiani nel fluire del tempo. Tra pastori e fedeli c’è unità perché li lega la fede nella Parola di Gesù, Parola che essi si ricordano a vicenda. Si realizzano nell’amore fraterno, come ha insegnato loro Gesù. E vivono nella speranza il graduale compiersi del Regno dei cieli promesso dal Signore. Tutti siamo Chiesa, ognuno ha le sue personali responsabilità, un ruolo e una missione. Non possiamo comportarci da disoccupati. Yves Congar, padre conciliare, ha scritto: “Nella barca della Chiesa siamo tutti equipaggio, e nessuno è passeggero”. La Chiesa, anche se gerarchica, è sempre aperta e dinamica e si occupa e preoccupa degli altri per vivere la comunione. Gilbert K. Chesterton così ha scritto: “Quando mi considero da solo, mi sento un verme; ma quando mi considero membro della Chiesa, mi sento grande: partecipe dell’intelligenza di Agostino e Tommaso, dell’arte dell’Angelico”.

La vita di noi battezzati quindi può rendere la Chiesa bella (se santi) o brutta (se peccatori) davanti al mondo. La Chiesa è missionaria? Cristo risorto ha mandato i suoi apostoli a testimoniare la sua presenza salvifica a tutti i popoli, perché Dio vuole che tutti siano salvi. L’impegno missionario è una dimensione essenziale della fede: non si è veri credenti senza evangelizzare. Benedetto XVI, nel suo Messaggio del 18 ottobre 2012 per la Giornata mondiale della gioventù, che si terrà a Rio de Janeiro, in Brasile, dal 23 al 28 luglio 2013, ha scritto: “Nessuno può essere testimone del Vangelo da solo. Gesù ha inviato i suoi discepoli in missione insieme (…). E’ dunque sempre come membri della comunità cristiana che noi offriamo la nostra testimonianza, e la nostra missione è resa feconda dalla comunione che viviamo nella Chiesa: dall’unità e dall’amore che abbiamo gli uni per gli altri ci riconosceranno come discepoli di Cristo (cf. Gv 13,35)”. Riscopriamo la grazia del Battesimo, invochiamo con fiducia lo Spirito Santo e mettendo insieme le nostre forze riprendiamo il cammino. Non siamo soli. Maria, Madre della Chiesa e i Santi intercedono continuamente presso Dio per noi e se stiamo vivendo un momento particolare, ricordiamo cosa diceva San Filippo Neri: “E’ ottimo rimedio, nel tempo delle tribolazioni e aridità di spirito, l’immaginarsi di essere come un mendico, alla presenza di Dio e dei Santi, e come tale andar ora da questo Santo, ora da quell’altro a domandar elemosina spirituale, con quell’affetto e verità onde sogliono domandarla i poveri. E ciò si faccia alle volte corporalmente, andando ora alla chiesa di questo Santo, e ora alla chiesa di quell’altro a domandare questa santa elemosina”. Pace e gioia.

Padre Filippo Di Lonardo d. O.

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sotto la protezione

dell ’’Assunta

Antonio Formisano Marianna Ceniccola Sposi il 24-8-2012

I genitori Franco Ceniccola e Maria de Luca grati al Signore affidano la nuova famiglia alla materna protezione della Vergine Assunta.

Filomeno Assini e Maria Orso In occasione del loro 25° anniversario di Matrimonio affidano la loro famiglia sotto la materna protezione dell’Assunta.

Anita Nicolella I nonni Giustino e Maria pongono la loro nipotina sotto la protezione dell’Assunta.

Noemi Labagnara I genitori la affidano alla materna protezione dell’Assunta perché la guidi nella sua vita.

Fabio Caporaso Zanchelli Nunzio e Necco Maria Assunta Sposi 16 giugno 2012

In occasione del suo compleanno i genitori Giuseppe e Angelina lo pongono sotto la protezione dell’Assunta.

Gli Sposi ringraziano il Signore e chiedono la benedizione della Vergine Assunta.

Matilde Sofia La zia Giovannina Del Vecchio le affida alla materna protezione dell’Assunta.

Alessandro Miotto di Ilenia e Walter nato il 4-11-2012

Nicola Sanzari e Luisa Lombardi

Martina Garofano

In occasione del loro 50° anniversario di matrimonio ringraziano il Signore e si affidano alla protezione dell’Assunta.

I nonni Maria e Giuseppe Falato affidano il loro piccolo nipotino sotto la materna protezione della Vergine Assunta

In occasione della prima Comunione i nonni materni Angelina e Carlo Rossano la pongono sotto la protezione della Madonna Assunta.

I 50enni celebrano il loro compleanno con una S. Messa nel Santuario e si affidano alla protezione dell’Assunta

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P. Giuseppe Lando d.O. La sera del giorno 9 dicembre 2012 a Cava dei Tirreni (SA) si è addormentato nel Signore don Giuseppe Lando. Il giorno 11 dicembre è partito da Guardia un pullman con alcuni fedeli per partecipare alle ore 16,00 nella Basilica Santa Maria dell’Olmo a Cava dei Tirreni al solenne rito funebre presieduto dal Vescovo Diocesano Mons. Orazio Sorricelli e concelebrato da molti sacerdoti. Alcuni fedeli laici della comunità cavese e il guardiese dott. Amedeo Ceniccola, prima della benedizione finale, hanno voluto ricordare la figura del defunto sacerdote. Don Giuseppe era nato il 1

agosto 1916 a Messignadi, frazione di Oppido Mamertino (RC). Dopo gli studi nel Seminario Minore continuò il corso filosofico teologico nel Seminario Maggiore di Reggio Calabria e infine ad Acireale. Il giorno 11 luglio 1943 fu ordinato sacerdote da S.E. Mons. Nicola Canino nella chiesa di San Nicola di Mira a Messignadi. Nella Congregazione dell’Oratorio di Acireale ricoprì i suoi primi incarichi, poi nell’autunno del 1947 si trasferì nella Congregazione di Guardia Sanframondi. Diversi gli incarichi ricoperti da don Giuseppe nella lunga permanenza a Guardia: Vice assistente di Azione Cattolica Ragazzi, vice assistente diocesano e assistente GIEFFE di A.C., Membro del Consiglio Presbiterale e Pastorale, Preposito della Congregazione e Parroco di Santa Maria Assunta e San Filippo Neri, Mansionario e Canonico del Capitolo Cattedrale, fondatore e direttore del Gruppo di preghiera P. Pio da Pietrelcina, insegnate di Religione in diversi gradi di Scuola. Iscritto (1970) nell’Albo Speciale dell’Ordine dei Giornalisti della Campania è sempre stato direttore Re s p o n s a b i l e d e l nostro periodico Bollettino “Santuario dell’Assunta”, di cui era un superstite cofondatore.

Don Giuseppe come scrittore, poeta pluripremiato e accademico di Merito in diversi Enti del Mezzogiorno d’Italia, figura su diversi elenchi nazionali e internazionali di poesia, sotto lo pseudonimo “Giuland”. Ha pubblicato diverse opere che hanno arricchito non solo Guardia ma anche la nostra Diocesi. Ha composto diversi Canti, tra cui l’Inno del nostro Santuario ed ha fatto nascere l’attuale Corale “Cantate Domino in laetitia”. Il 1993 fu nominato Cappellano di Sua Santità. Don Giuseppe lasciò Guardia nel 2001 ed entrò a far parte della Congregazione dell’Oratorio di Cava dei Tirreni, ma il suo legame con il nostro paese è rimasto forte e unico. Il giorno 9 gennaio 2013, nel trigesimo della morte, alle ore 18,00, nella Basilica Parrocchiale Santuario dell’Assunta, è stata celebrata una Santa Messa in suffragio di don Giuseppe. Hanno concelebrato P. Filippo Di Lonardo e P. Giustino Di Santo. Ha animato la liturgia la Corale “Cantate Domino in laetitia”. Prima della Messa, il segretario del consiglio pastorale Cav. Renato Carlo Labagnara, ha tracciato un breve profilo biografico di don Giuseppe. P. Filippo durante l’omelia ha commentato la liturgia della Parola del giorno, poi ha detto: “Ognuno dei presenti alla celebrazione ha un ricordo personale di don Giuseppe. Noi, come comunità, lo affidiamo alla misericordia del Signore perché possa cantare in eterno la liturgia del cielo. Amen”.

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CRONACA DICEMBRE 2012 Poche giornate di pioggia e freddo soprattutto all’inizio del mese. Poi il tempo si è mantenuto abbastanza temperato e si è potuta concludere bene anche la raccolta delle olive.

In parrocchia, il mese è iniziato con il Primo sabato con l’Assunta (1) che ha avuto il solito schema: Veglia alle 21 seguita dalla Santa Messa alle 22. Con l’Avvento che ha coinciso con la prima domenica di questo mese (2) è iniziato il nuovo anno liturgico ed al Santuario, durante la S. Messa delle 11, c’è stata la Corona dell’Avvento animata con letture, disegni ed accensione del cero da parte dei ragazzi della parrocchia cosa che è continuata anche nelle altre tre domeniche (9, 16 e 23). I Padri Filippini anche quest’anno hanno realizzato un bellissimo “Calendario 2013” con le foto delle più importanti manifestazioni che si sono state in parrocchia nel corso del 2012. Esso è stato realizzato dalla TipoLitografica Nuova Impronta di Cusano Mutri e le bellissime foto inserite nel calendario sono di Aleksander Pushaj, Luigi De Nicola e Alessandro Sebastianelli. Per ogni mese vengono riportati i principali appuntamenti della parrocchia, le feste e le ricorrenze. I Padri Filippini lo hanno messo in distribuzione all’inizio del mese con offerta libera e, come per gli anni scorsi, il

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calendario è andato a ruba. Nella Festività dell’Immacolata (sabato 8) si è ripetuta la cerimonia di portare “il fiore alla Madonna” e moltissimi ragazzi da soli o accompagnati dai genitori hanno risposto all’invito. In processione prima della S. Messa delle 11 sono entrati nel Santuario e hanno poggiato il fiore davanti all’Assunta sotto la balaustra. Al termine della S. Messa, celebrata dal parroco P. Filippo Di Lonardo e animata dalla Corale parrocchiale “Cantate Domino in Laetitia”, c’è stato il tesseramento dell’Azione Cattolica guidato dalla presidente parrocchiale Consiglia Sebastianelli. Anche quest’anno la comunità parrocchiale ha organizzato “Nel buio la luce!”, una cerimonia che si è tenuta nel cortile parrocchiale (domenica 9 ore 18) e che è stata animata dai gruppi parrocchiali. Uno spettacolo veramente interessante coordinato dai giovani della parrocchia. Nel cortile è stato acceso un bellissimo albero di Natale pieno di luci fosforescenti e c’è stata poi l’esplosione dei fuochi pirotecnici e il ricco buffet conclusivo. Peccato per la serata un po’ fredda che ha impedito a molti di partecipare. Intanto (domenica 9) c’è stato il ritorno alla Casa del Padre del nostro carissimo ed amatissimo Padre Giuseppe Lando della Comunità Oratoriana di Cava de’ Tirreni (Salerno) che è stato per oltre cinquanta anni (1947 – 2001) membro della Comunità Oratoriana di Guardia Sanframondi. La notizia si è diffusa per il paese il giorno successivo con un manifesto

pubblico e ci si è preparati per partecipare ai funerali tenutisi nella Basilica di S. Maria dell’Olmo a Cava de’ Tirreni (martedì 11 ore 16) con una cerimonia funebre officiata da molti sacerdoti e presieduta da S.E. Mons. Orazio Sorricelli Vescovo della diocesi di Amalfi – Cava de’ Tirreni il quale nell’omelia ha tracciato un bellissimo e ricco profilo del caro Don Giuseppe. La comunità parrocchiale di Guardia ha messo a disposizione un pullman per quanti avessero voluto partecipare al rito esequiale ma ben pochi hanno approfittato dell’occasione. La terza domenica di Avvento (16) alla fine della S. Messa delle ore 11 il parroco ha benedetto “i Bambinelli” portati dai ragazzi in chiesa e che saranno adoperati nelle case anche per fare i presepi o per essere messi in bella mostra in questo periodo di feste natalizie. In questa stessa data hanno organizzato una partecipazione speciale alla S. Messa i cinquantenni della parrocchia, cioè coloro che sono nati nel 1962, conclusasi con una foto ricordo sotto lo sguardo dell’Assunta insieme al parroco. La Novena di Natale (domenica 16lunedì 24) ha avuto lo svolgimento solito sia al Santuario che a S. Sebastiano, rispettivamente alle 7:30 e alle 17:30. Come sempre tanta gente che partecipa nelle due chiese. In basilica c’è stata la Santa Messa celebrata (martedì 18 ore 9:30) da S.E. Mons. Michele De Rosa, Vescovo Diocesano, per tutti gli alunni dell’istituto comprensivo. La Messa di Mezzanotte, molto affollata, è stata preceduta dalla Veglia (lunedì 24 ore 23:30) ed all’organo ha guidato Maria Grazia d’Angelo con la corale parrocchiale “Cantate Domino in laetitia”. Con questa cerimonia trasmessa in diretta web sul sito del Santuario è iniziata la serie di dirette programmate per queste festività natalizie e che allieteranno le giornate dei molti devoti dell’Assunta sparsi per il mondo.


La Messa solenne di Natale, (domenica 25 ore 11) celebrata dal P. Filippo Di Lonardo, ha visto ancora una volta le tre navate della chiesa parrocchiale stracolme di fedeli. All’organo Giovanna Prete ed a guidare il gruppo di ragazzi della Schola Cantorum Maria Grazia d’Angelo e Alfonso De Nicola. Interessante e meditativo il presepe realizzato in basilica da Erminio, Filippo, Michele, Giovanni, Giacobbe e Dino. L’ora di adorazione eucaristica nell’ultimo giovedì del mese (27) a San Sebastiano, organizzata dal Gruppo Famiglia e presieduta da P. Giustino Di Santo, ha visto un buon numero dei partecipanti ed ha avuto come tema di riflessione per le famiglie: “Siamo venuti ad Adorarlo”. Anche quest’anno la Festa della Sacra Famiglia di Nazareth (domenica 30) è stata celebrata in modo speciale facendo recapitare a casa un invito a tutti quelli che si sono sposati nel corso del 2012 o che hanno festeggiato il 25°, il 50° o il 60° di matrimonio, residenti in parrocchia. Punto centrale la celebrazione della S. Messa delle 17 nel Santuario. Al termine della cerimonia, coordinata dal Gruppo Famiglia guidato dai coniugi Antonella Garofano e Damiano Foschini, è stato consegnato un simpatico ricordo e dopo è stata offerta una cena nei locali parrocchiali. Il mese si è chiuso e con il canto del “Te Deum” (lunedì 31) in basilica. In paese l’Amministrazione Comunale ha organizzato il terzo “Natale a Guardia”, una manifestazione che è partita il 15 dicembre 2012 e si è conclusa il 6 gennaio 2013. Una serie di appuntamenti con incontri, convegni, dibattiti, concerti, tombolate che hanno allietato il paese richiamando un po’ di gente in queste serate festive. GENNAIO 2013 Giornate fredde e piovose si sono alternate ad altre senza pioggia e per due volte (giovedì 17 e sabato 19) si è fatta vedere per qualche ora anche la neve ma senza nessun beneficio.

La 46.ma Giornata Mondiale della Pace (martedì 1) è stata celebrata in tutte le S. Messe. In serata sempre in Basilica (ore18) il classico Concerto di Capodanno della corale parrocchiale “Cantate Domino in Laetitia”, arricchita dai ragazzi della “Schola Cantorum”, diretto dal maestro Maria Grazia d’Angelo con all’organo Gianluca Coletta. Chiesa piena di fedeli e forti applausi per tutti. Si è proseguiti (sabato 5) con il Primo sabato con l’Assunta che ha avuto schema e partecipazioni soliti. La festività dell’Epifania del Signore (domenica 6) si è celebrata con la S. Messa solenne presieduta da P. Filippo Di Lonardo. Prima della S. Messa serale (ore 17) c’è stato l’arrivo dei tre Re Magi che hanno percorso un tratto del Centro Storico ed hanno portato doni a tutti i bambini. Al termine della S. Messa c’è stato il bacio ed il sorteggio del Bambinello. Nel periodo natalizio c’è stato anche “Il Presepe in famiglia” coordinato da Maria Guarnieri. In Basilica (mercoledì 9 ore 17) si è tenuta una celebrazione Eucaristica per il trigesimo del ritorno alla Casa del Padre di P. Giuseppe Lando d. O. avvenuta in Cava de’ Tirreni. Ad animare la liturgia la Corale Parrocchiale “Cantate Domino in laetitia” fondata dallo stesso defunto. Discreta la partecipazione dei fedeli. E’ iniziato il corso di preparazione alla Cresima (giovedì 10) che si tiene ogni giovedì alle 18 per i ragazzi delle scuole medie e alle 19 per i giovani delle scuole superiori e gli adulti. Per la festività del Battesimo del Signore (domenica 13 ore 11) sono state invitate tutte le famiglie che nel corso del 2012

hanno battezzato i loro figli. Buona la partecipazione. Tutte le coppie che sono intervenute hanno ricevuto un simpatico ricordo prima del brindisi augurale conclusivo nei locali della parrocchia. Si è celebrato, come ogni anno, S. Antonio Abate (giovedì 17) con una S. Messa nella sua cappella in località Sant’Antuono il pomeriggio, alle ore 16:30, celebrata dal parroco. In serata fuochi d’artificio preparati dal Comitato. Ha preso il via (sabato 19 ore 20) anche il corso annuale prematrimoniale che si tiene il sabato in parrocchia. Come sempre la celebrazione delle SS. Messe in San Sebastiano per la festa di San Sebastiano (domenica 20), compatrono di Guardia. Anche quest’anno è stata ricordata la festa della Beata Madre Maria Cristina Brando fondatrice delle Suore Vittime Espiatici in S. Sebastiano con una S. Messa celebrata da P. Giustino Di Santo (lunedì 21 ore 18). Discreta la partecipazione dei fedeli. Alla fine del mese (giovedì 31) l’ora di adorazione eucaristica a San Sebastiano

nell’ultimo giovedì del mese organizzata dal Gruppo di Preghiera S. Pio da Pietrelcina “Il Tralcio”. In paese, si è conclusa “Natale a Guardia” (domenica 6). Luca Iuliani

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I Riti Settennali di Guardia Sanframondi Un tentativo di Comprensione

di Mons. Michele De Rosa, vescovo

Il Signore non ha voluto salvarci in un rapporto diretto e immediato con lui, come sostiene Lutero, ma in una comunità, la Chiesa, dove, con la celebrazione dei sacramenti, l’uomo riceve forza e grazia per essere maturo nella fede e vincere tutte quelle tentazioni che possono allontanarlo dall’amore del Signore. Nella Chiesa si entra con il battesimo che è la risposta dell’uomo alla Parola di Dio che chiama, convoca, interpella. Dopo la Pentecoste gli apostoli lasciano il cenacolo e si portano al centro di Gerusalemme. Pietro, capo riconosciuto degli apostoli, parla a voce alta dicendo: «Uomini di Israele, ascoltate queste parole: “Gesù di Nazaret - uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene -, consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano dei pagani, l’avete crocifisso e l’avete ucciso. Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa la tenesse in suo potere”» (At 2, 22-24). Le parole di Pietro costituiscono il kerigma1, l’essenza, del messaggio evangelico a cui ognuno deve aderire se vuol essere veramente cristiano. Il frutto del discorso di Pietro lo troviamo espresso negli Atti degli apostoli: “Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone” (At 2,41). San Paolo a sua volta riassume il fondamento della vita cristiana, chiamato “Vangelo di Dio”, nella proclamazione di Gesù, il Cristo, morto in croce e risuscitato da Dio: “A voi ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto, cioè, che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture e che fu sepolto e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici” (1Cr 15, 3-5). Quando i cristiani aumentarono di numero nacquero le diocesi che sono - come si esprime il concilio Vaticano II – “una porzione del popolo di Dio, affidata alle cure pastorali 1 Il termine viene assunto nel suo significato greco. Nel Nuovo Testamento kerigma può indicare a un tempo il contenuto, il fatto e l’ufficio della predicazione e pone l’accento sulla proclamazione in pubblico, sulle istanze e le promesse avanzate dal fatto salvifico.

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del vescovo, coadiuvato dal suo presbiterio in modo che, aderendo al suo pastore e, per mezzo del Vangelo e della SS. Eucarestia, unita nello Spirito Santo, costituisca una Chiesa particolare, nella quale è presente e opera la Chiesa di Cristo, una, santa, cattolica apostolica”2. Unico presidente della celebrazione eucaristica all’inizio era il Vescovo. I presbiteri concelebravano con lui alla presenza dei fedeli. Quando questi si moltiplicarono i presbiteri dalla città si portarono nei pagi, nei paesi diremmo oggi, a celebrare l’eucarestia a nome del vescovo. Successivamente nacquero le parrocchie, comunità di cristiani normalmente piccole, sotto la guida di un sacerdote chiamato parroco, che rende presente il vescovo in un territorio limitato della diocesi. Il compito di una comunità cristiana è quella di edificare la Chiesa di Cristo - una, santa, cattolica e apostolica - che poggia su quattro pilastri: ascolto della Parola di Dio, preghiera, spezzare il pane o celebrazione eucaristica, carità o solidarietà. E’ un cammino che la comunità deve compiere quotidianamente e non è detto che è sempre rettilineo ma può anche conoscere, con il peccato, fermate o addirittura passi indietro. La vita di una comunità cristiana si alimenta con l’ascolto della Parola di Dio, con la celebrazione dei sacramenti, con le pratiche di pietà che sono sorte attraverso i secoli e che rispondono ed esaltano l’indole di una comunità. La pietà popolare perciò non va ostacolata ma evangelizzata in modo da orientarla verso la liturgia disciplinata dalla Chiesa con lo scopo di coniugare insieme culto e vita, contemplazione e azione, preghiera e vita quotidiana. Essa infatti per comunicare con il soprannaturale “cerca spesso il contatto immediato attraverso fenomeni straordinari - apparizioni, visioni etc. – piuttosto che attraverso la fede, predilige illusorie scorciatoie invece della via maestra della croce, appare viziata dalla vana credulità che al serio impegno sostituisce il facile affidamento a pratiche solo esteriori e da una certa mentalità utilitaristica (lucrare indulgenze, ottenere grazie, assicurarsi l’ingresso in paradiso mediante l’osservanza di certe pratiche vissute peraltro al di fuori del loro contesto originario: i primi venerdì del mese, scapolare della Madonna del Carmine, medaglia miracolosa, etc.)3. 2 Christus Dominus, 11. 3 M. De Rosa, Il dono di un vescovo alla sua Chiesa, Gutenberg Edizioni,


Svolgimento dei riti settennali Soltanto se conosciamo nell’intimo una realtà possiamo darne un giudizio equo e preciso. Ritengo opportuno perciò presentare lo svolgimento dei riti settennali con vinto che tutti gli avvenimenti della settimana devono essere inquadrati in una unica cornice e coglierli con un unico sguardo. Ab immemorabili i guardiesi sono devoti della Madonna Assunta in cielo. Questo dogma è una conseguenza della maternità divina di Maria. Per questo ruolo così importante svolto da Maria nella storia della salvezza i cristiani devono avere nei suoi riguardi una sincera e filiale devozione che secondo il concilio ecumenico Vaticano II - “consiste né in uno sterile e passeggero sentimentalismo, né una certa quale vana credulità, ma bensì procede dalla fede vera, dalla quale siamo portati a riconoscere la preminenza della Madre di Dio, e siamo spinti al filiale amore verso la Madre nostra e all’imitazione delle sue virtù”4. Fin dall’inizio i cristiani hanno pensato di venerare la Madonna offrendo al Signore le proprie sofferenze e tribolazioni, unendo il proprio al dolore di Maria che ha visto il suo figlio morire sulla croce, umanamente sconfitto da un manipolo di uomini che pensavano, uccidendo Gesù, di fare cosa gradita a Dio. I riti penitenziali che si diffusero ben presto nelle comunità cristiane affondano le radici nell’Antico Testamento quando gli Ebrei, insieme o singolarmente, esprimevano la loro volontà di conversione a Jahvé con il digiuno, l’astinenza sessuale, il modo sobrio di vestire, le suppliche per avere il perdono, l’offerta dei sacrifici espiatori, la confessione dei peccati, il riconoscimento e l’esaltazione della misericordia di Dio. In seguito a queste si aggiunsero anche pratiche di mortificazioni corporali a carattere cruento, come la flagellazione. Dal secolo XI una crescente attenzione al mistero della passione e morte del Signore porta alla comparsa di strumenti di penitenza (discipline, cilici, corone di spine) in alcuni ordini religiosi e movimenti laicali. Nelle missioni popolari, dopo il Concilio di Trento, i predicatori ricorrevano spesso a forme penitenziali come le discipline o flagellazioni, per ricordare ai presenti le sofferenze del Redentore, la possibilità della dannazione eterna, la gravità dei peccati la necessità della riparazione o espiazione dei peccati, l’urgenza della conversione. Il carattere comunitario di queste forme penitenziali - che specie nell’Italia Meridionale non sono riconducibili alle missioni popolari ma si sviluppano autonomamente nell’ambito di Penta (SA) 2008, p. 442. 4 Lumen Gentium, 67.

celebrazioni volte per lo più a commemorare i dolori di Cristo e di sua madre - trova la più genuina ragione d’essere nella consapevolezza della dimensione sociale del peccato, ferita inferta al corpo della Chiesa. A questo filone possiamo far risalire i nostri Riti Settennali di Penitenza in onore dell’Assunta che man mano hanno trovato una definiva ristrutturazione che si ripete ogni sette anni. Presentiamo perciò lo svolgimento dei riti di penitenza guardiesi così come si so no svolti nel 20105. In preparazione ai riti si è svolta la novena dell’Assunta dal 6 al 14 agosto. L’ultima sera, sabato 14, sono stati celebrati i primi vespri presieduti da S. E. Mons. Michele De Rosa, vescovo diocesano. Il giorno dopo, solennità dell’Assunta, celebrazione eucaristica alle ore 11.00 per tutti i guardiesi residenti in Italia e all’estero ritornati in paese per la ricorrenza settennale. Lunedì 16 ha preso il via la settimana di processioni in onore dell’Assunta. Il primo dei quattro rioni in cui è diviso il paese, il Croce6, partendo dalla Chiesa di San Rocco verso le otto, ha fatto la sua processione di penitenza e ha portato in processione i “misteri”, quadri viventi che si ispirano a scene dell’Antico e del Nuovo Testamento, alla vita dei santi, ai dogmi della Chiesa cattolica. Una volta composti sfilano muti per tutto il percorso. Hanno chiuso questa processione di penitenza, come avviene per tutti i rioni, i flagellanti, penitenti incappucciati che si percuotono le spalle con catenelle di metallo. Tutti coloro che partecipano a questa processione portano sul capo una corona di spine e una fune intrecciata sul petto, simbolo della penitenza mentre il coro rionale esegue a cappella l’inno di penitenza. Arrivato al santuario dell’Assunta il corteo è entrato in chiesa e uno dei padri missionari, invitati per l’occasione, ha tenuto una prima predica sul significato della penitenza cristiana e della partecipazione ai riti settennali. I sacerdoti che sono stati invitati per questi riti 2010 (tre) sono gli stessi che hanno tenuto la missione al popolo nel mese di marzo. In questa occasione, ma anche durante le ore pomeridiane e serali, tutti i fedeli si sono avvicinati al sacramento della riconciliazione. Subito dopo si è riformato il corteo che ha fatto ritorno, seguendo un itinerario concordato con gli altri rioni, alla chiesa rionale di San Rocco dove è giunto dopo mezzogiorno. (continua) Foto: archivio Eligio Garofano, tratte dal libro “Guardia Sanframondi - La Memoria fotografica”, 2003. 5 Per lo svolgimento dei riti del 2003 si può utilmente leggere G. Chiavarini Azzi, Sangue e Misteri. I riti settennali di Guardia Sanframondi nei diari di un viaggiatore, Edizioni Reatà Sannita, Benevento 2010. 6 Gli altri sono: Portella, Fontanella e Piazza.

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Nel buio la luce Un doveroso ringraziamento da parte della redazione e della comunità parrocchiale a tutti quelli che hanno pensato, organizzato e lavorato per questo evento. Le condizioni climatiche avevano messo in seria difficoltà il programma della serata. La mattina del 9 dicembre 2012, per il fortissimo vento della notte, l’albero preparato con tanta cura e con le tante luci, si era rotto. I tanti volontari, non si son persi d’animo, hanno lavorato alacremente ed hanno ripristinato il tutto. La sera, per il freddo pungente, i canti preparati dai ragazzi sono stati eseguiti nel salone parrocchiale. Nel cortile sono state accese lentamente le varie luci poi il magnifico spettacolo di musica e fuochi preparato da Garofano M a s s i m i l i a n o . Tu t t i hanno apprezzato il bellissimo gioco di luci, di suoni e di fuochi. I bambini hanno portato un giocattolo che poi è stato consegnato a quei bambini meno fortunati di altre

comunità. E’ stato offerto a tutti qualcosa da mangiare preparato dai gruppi parrocchiali. L’organizzazione della serata è stata resa possibile dalla vendita dei biglietti. L’estrazione dei biglietti vincenti, con i tantissimi premi offerti

dai commercianti guardiesi, è stato un altro momento particolare della meravigliosa manifestazione. Grazie a tutti e pensiamo già al prossimo anno.

HANNO COLLABORATO CON NOI PER SOSTENERE IL BOLLETTINO DA GUARDIA: Di Santo Antonio – Morone Michele – Ferrigno Enzo – Cataldo Berenice – Gambuti Teresa – Pengue Giovanni – Di Gregorio Ennio – Tammaro Eleonora in Falato – Guerrera Pietruccio – Pengue Giovannina – Del Vecchio Nina – Fam. Prete-Morone – Prof. Garofano Enrico – Bove Giovanni – Iuliani Maria – Pengue Ida – Fam. Perugini-Maffei – Del Vecchio Raffaele – Sanzari Francesco – Rossano Carlo – Parente Filomena in Silvestri – Zanchelli Nunzio – De Blasio Vincenzo fu Tonino – Di Lonardo Giovanni – Foschini Ida – Sanzari Nicola – Di Lonardo Armando – Panza Annibale - Pengue Emilia – Mancinelli Angelo – Mignone Nazareno – Colangelo Lina – Labagnara Elena – Falluto Felicita – Lombardi Dora – Sanzari Rosina – De Blasio Domenico - Gen. De Blasio Giovanni - Falato Maria e Giuseppe. DALL’ITALIA: Del Vecchio Giuseppe, Stradella (PV) – Tessitori Cristina, Pavia – Ceniccola Maria, Agrate Brianza (MI) - Maffei Elvio, Serra Riccò (GE) – Assini Elvira, Benevento – Di Donato Franca, Rezzato (BS) – Morone Francesco, Roma – Ciarleglio Rosetta, Reggello (FI) – Garofano Pasquale e Gina, Centoia (AR) – Sanzari Lina, Firenze – Labagnara Luisa, Roma – Fraenza Evelina, Torino – Perugini Vittorina, S. Lorenzo Maggiore (BN) – Cutillo Orlando, Ponte (BN) – Mazzamauro Nino, Roma – Colangelo Flaviano, Napoli - Mazzocoli Nicola, Grugliasco (TO) – Tribisonna Forgione Maria, Rivoli (TO) – Sanzari Giuseppe, Telese Terme (BN) – Germanotta Carlo e Maria, Telese Terme (BN) – Panza Raffaele e Angela, Rezzato (BS) – De Blasio Giovanna, Cerreto Sannita (BN) – Marilena Nicolella, Giugliano (NA) – Sanzari Di Toro Filomena, Varese - Di Santo Emilia, San Lorenzo Maggiore (BN). DALL’ESTERO: Labagnara Guido e famiglia, USA – Foschini Renato, Canada - Di Paola Vittorio e Filomena, Australia.

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in memoria di...

Gina Garofano

Alfredo Lombardi

Flaviano Necco

Angelo Grillo

n. 31-1-1955 – m. 21-8-2012

n. 17-10-1922 – m. 21-12-2012

n. 24-11-1932 – m. 28-1-2012

n. 26-11-1939 – m. 4-12-2011

I familiari la ricordano a quanti la conobbero in vita e la affidano alla infinita misericordia del Signore.

La sorella Dora lo ricorda con tanto affetto e lo affida al Signore della vita perché gioisca nella luce dei giusti.

Il figlio Silvio lo ricorda a quanti lo ebbero caro in vita e lo affida alla misericordia di Dio.

La moglie e i figli, con grande fede nel Signore risorto, lo affidano alla preghiera della Chiesa e alla misericordia divina.

Filippo Del Vecchio

Giovanni Sanzari

Angelo Garofano

Michele Mancini

n. 1-10-1922 – m. 11-3-2005

n. 20-10-1921 – m. 27-1-2009

n. 20-2-1924 – m. 28-12-2010

n. 30-10-1923 – m. 28-12-2011

La moglie e i figli lo affidano alla infinita misericordia del Padre.

La moglie e le figlie lo ricordano e lo affidano alla Vergine Assunta e alla misericordia divina.

Nel secondo anniversario della morte la moglie Luisa ed i suoi familiari lo ricordano con immenso affetto e lo affidano alla misericordia del Signore.

Nel primo anniversario della morte la moglie e i figli lo affidano al Signore Risorto e alle preghiere della Chiesa.

Giovanni Sanzari

n. 28-7-1924 – m. 21-12-2012 La moglie e i figli lo affidano alla infinita misericordia del Signore

Silvio Ceniccola

n. 1-8-1916 – m. 20-12-1989

Adelina Foschini

n. 24-8-1921 – m. 26-9-2012

La figlia Ernestina li ricorda a quanti li conobbero e li amarono in vita e li affida alla infinita misericordia del Signore

Irma Casilli

n. 8-6-1925 - m. 1-1-2013 Il marito Luigi Garofano ed il figlio Enrico, a cui nel dolore della separazione è di conforto il ricordo della sua pazienza e della sua bontà, per intercessione della Vergine Assunta l’affidano alla misericordia del Signore.

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in memoria di...

Umberto Di Santo n. 1930 – m. 2011

Gina Di Santo

n. 2-4-1926 – m. 14-1-2013

Luigi Di Santo

n. 12-10-1938 – m. 27-7-2012

Angelo Raffaele Di Santo nn. 9-11-1920 – m. 27-3-2010

I familiari li ricordano a quanti li conobbero in vita e li affidano al Signore della misericordia.

Angiolina Morone

Ciro Del Vecchio

n. 23-2-1914 – m. 31-12-2010

n. 9-10-1940 – m. 7-2-2004

Nel secondo anniversario della morte le nipoti Angela e Mariavittoria la affidano alla Vergine Assunta e alla misericordia del Signore.

La moglie e i figli lo ricordano con immutato affetto e lo affidano al Signore risorto

Pasqualina Del Vecchio n. 30-10-1911 – m. 15-5-1989

Silvio Del Vecchio

n. 24-4-1909 – m. 16-1-1982

Con immenso affetto li ricordano la nuora Delfina e i nipoti Maria e Anna

sono tornati alla casa del PADRE DICEMBRE 2012 4 - Catena Mario, nato a Napoli il 5 gennaio 1922, coniugato Turco Olga. 8 - Parente Alfonsina, nata a Guardia Sanframondi il 9 luglio 1925, vedova Gambuti Corrado. 14 - Di Staso Delfina, nata a Guardia Sanframondi il 19 ottobre 1923, vedova Blandino Luigi. 21 - Sanzari Giovanni, nato a Guardia Sanframondi il 28 luglio 1924, coniugato Polcino Giuseppina. 25 - Franco Emma, nata a Guardia Sanframondi il 8 febbraio 1935 , coniugata Iuliani Bruno. 27 - Falato Filomeno, nato a Guardia Sanframondi il 30 marzo 1925, coniugato Zacchino Vincenzina. 28 - Zacchino Vincenzo, nato a Guardia Sanframondi il 21 dicembre 1924, coniugato De Vincentis Rosina.

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GENNAIO 2013 1 - Casilli Irma, nata a Guardia Sanframondi il 8 giugno 1925, coniugata Garofano Luigi. 5 - De Vincentis Rosina, nata a Guardia Sanframondi il 19 giugno 1925, vedova Zacchino Vincenzo. 13 - Rinaldi Vincenzo, nato a Guardia Sanframondi il 1 novembre 1923, vedovo Falato Pasqualina. 14 - Di Santo Gina, nata a Guardia Sanframondi il 2 aprile 1926, nubile. 16 - Del Vecchio Luigi, nato a Guardia Sanframondi il 25 maggio 1927, coniugato Foschini Diomira. 19 - Di Gregorio Giovanni, nato a Guardia Sanframondi il 8 febbraio 1933, coniugato Iuliani Consiglia. - Acinelli Vittorio, nato a San Lupo il 12 febbraio 1932, coniugato Pengue Armida. 22 - Sebastianelli Filomena, nata a Guardia Sanframondi il 14 ottobre 1920, vedova Pengue Mario. 25 - Garofano Abele, nato a Guardia Sanframondi il 3 aprile 1948, coniugato Marenna Caterina Angelina.


in memoria di... DICEMBRE 2012 1 - Ceniccola Nicola, Rosina e Leo, il familiare Giovanni e famiglia. 2 - Pezzullo Salvatore e Pengue Giovannina, le figlie Angelina e Filomena. - Falato Maria, il marito e figli. - Sebastianelli Giovanni e Garofano Angelina, le figlie Maria e Lina. - Rubicondo Angelo, Matilde e Pasquale, il familiare Luigi. - Pengue Giovanni e Maria e Ceniccola Modestino e Esterina, il nipote Giovanni. 3 - Panza Maria Teresa, la figlia Nina. - Blandino Gilda (anniversario), il figlio Pasquale. - Guerriero Rita, i figli. 4 - Grillo Angelo (anniversario), la moglie e figli. - Sanzari Vittorio e Angiolina, il figlio Abele. 5 - Lombardi Goffredo e Filippelli Maria Ida, la figlia Filomena. - Sebastianelli Gabriele e Maria, la figlia Teresa. 6 - Falato Doro, la moglie e figlia. - Iuliani Maurizio e Lucia, la congiunta Diomira. 7 - Labagnara Flaviano, Maria e Concepita, la familiare Caterina. - Garofano Romualdo e Falato Concettina, la figlia Filomena. 8 - Garofano Concetta, la famiglia.

- Ceniccola Giuseppe, la moglie e figli. - Mucciacciaro Rosina, il marito Parente Filippo. - Anime del Purgatorio. 9 - Di Libero Tommaso e Rosina, la nipote Rosa. - Romano Maria Teresa, l’amica Angelina. - Maiorani Guido, la moglie e figli. - Grillo Salvatore, Anna e Luisa, la familiare Filomena. - Di Lonardo Armando, la moglie e figli. 10 - Ceniccola Mario, le figlie e parenti tutti. - Foschini Maria (anniversario), il marito e figli. 13 - Izzo Ida (trigesimo), i figli. 15 - Foschini Marino e Giuseppe, la congiunta Filomena. 16 - Labagnara Vittorio, la moglie e figli. - De Blasio Loreto, Filomena e Maria, il familiare Adolfo. - Gambuti Vittorio, la moglie e figli. - Fusco Raffaele e Pesce Rosina, il figlio Antonio. - De Blasio Remigia, il marito e figli. 17 - Pengue Giuseppe, la moglie e figlie. - Foschini Silvio e Angiolina, il figlio e la nuora. 18 – Foschini Filomeno, la moglie e figli. - Lombardi Giuseppina e Gilda, la familiare Alfonsina. 19 - Ceniccola Giovanni, i genitori.

GENNAIO 2013 1 - Defunti Tomaselli-Mancinelli. - Garofano Angiolina e Sebastianelli Giovanni, i figli. - Iacobucci Carlo, la moglie Filomena. - Di Cosmo Alfonso, la moglie e figli. 3 - Catena Mario (trigesimo), la moglie e figli. 4 - Mancini Elena, il gruppo di preghiera P. Pio. 5 - Abate Fabio e Silvia, la figlia Consiglia. - Garofano Giovanni, la moglie e figli. - Pingue Elena, il marito e figli. 6 - Assini Assunta, il marito e figli. - Ceniccola Vittorio e Tribisonna Vinicia, i figli. - De Blasio Filomena, il marito e figlia. - Di Brigida Filippo e Gina, i figli. 7 - Pengue Alfredo, gli zii. - Foschini Michele (trigesimo), i figli. 9 - P. Lando Giuseppe (trigesimo), i Padri. 10 - Plenzick Angelo (anniversario), la figlia. - Di Libero Assunta, i figli. 11 - Parente Alfonsina (trigesimo), la figlia Speranza.

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19 20 21 -

Maiorani Guido, la moglie e figli. Del Vecchio Giuseppe e Ida, la figlia. Abate Gennaro e Gambuti Elda, le figlie. Morone Angiolina e Sanzari Vittorio, il figlio franco. Di Crosta Claudio e Maria e Filomeno Di Lonardo, la figlia Angela. Di Staso Delfina (trigesimo), la famiglia. De Blasio Diomira (anniversario), i figli. Labagnara Marino, la moglie e figli. Mancini Pietro, la moglie e figli. Iuliani Maurizio, la moglie. D’Errico Errico, la moglie e figli. Vitelli Anastasia, i figli. Di Lonardo Filomeno, la famiglia. Mancini Alfredo, Basile Maria Elena e Miria, la famiglia. Nedia Teresa, il marito e figlio. Mancini Filippo e Pasqualina, il figlio Flaviano. Iacobucci Armando e Panza Assunta, la nuora Filomena. Sanzari Giovanni (trigesimo), la moglie e

- Mancini Elena, da Cielo Ada. 20 - Pengue Giovannina e Angelina, la sorella Rita. 21 - Mastantuono Angelina, la figlia. 22 - Dragotti Raffaella e Sanzari Michele e Olimpia, i familiari. 23 - Garofano Giovanni e Adelina, i figli. - Del Vecchio Giacomo e Iacobucci Malvina, le figlie. - Fa p p i a n o D o m e n i c o , M a r i a n o e Mariantonia, la figlia. - Rinaldi Silvio e Maria, i figli. 25 - Sebastianelli Alessandro, la moglie e figli. - Di Lonardo Goffredo, Giuseppe, Fausto e Gaetana, i familiari. - Falato Angelo e Grillo Angiolina, la figlia Renata. - Di Lonardo Ezio e Clorinda, la familiare Maria. 27 - Lombardi Alfredo (settimo), le sorelle Dora e Elda. - Perfetto Michele e Raffaella, i familiari. 28 - Mancini Michele (anniversario), la moglie e figli. 29 - Ciaburri Alfredo e Mirella, la congiunta D’Aria Maria. 30 - Colangelo Filippo e Grillo Rosina, i figli. - Macolino Giuseppe, la figlia Teresa e familiari. - Garofano Angelo, la moglie e figli. - Sanzari Assunta, la figlia. 22 23 25 26 27

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figli. Falluto Muzio, la moglie e figli. Don Giuseppe, Raymond e Ada Cielo. Franco Emma (trigesimo), il marito e figli. Anime del Purgatorio, una devota Di Virgilio Giuseppe e Maria il figlio Antonio Conte Matilde e Vincenzo, i figli Foschini Angiolina, i figli. Pizzocri Giuseppe, la moglie e figli. Falato Filomeno (trigesimo), la moglie e figli. Necco Flaviano (anniversario), la moglie e figli. Foschini Armando e Letizia, i figli Nino e Lina. Zacchino Vincenzo e De Vincentis Rosina (trigesimo), i figli. Falato Michele (settimo), la sorella Teresa. Casilli Irma (trigesimo), il marito e figli. Falato Angelo e Grillo Angiolina, la figlia Renata

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San Filippo Neri Non bisogna rattristarsi nè perdersi d'animo di fronte alle tentazioni, perchÊ Dio quando vuole donare qualche virtÚ suole prima permettere che si venga tentati contro si essa.


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