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Bollettino dell'Assunta Febbraio/Marzo 2017

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Anno LXII - n. 3/4 Febbraio/Marzo 2017 - Sped. in Abb. Postale, art. 2 comma 20/c Legge 662/96 Regione Campania -BN- In caso di mancato recapito restituire al mittente


Papa Francesco

mangia le briciole che cadono dalla sua tavola, ha piaghe in tutto il corpo e i cani vengono a leccarle (cfr vv. 20-21). Il quadro dunque è cupo, e l’uomo degradato e umiliato. L a scena risulta ancora più drammatica se si considera che il povero si chiama Lazzaro: un nome carico di promesse, che alla lettera significa «Dio aiuta». Perciò questo personaggio non è anonimo, ha tratti ben precisi e si presenta come un individuo a cui associare una storia personale. Mentre per il ricco egli è come invisibile, per noi diventa noto e quasi familiare, diventa un volto; e, come tale, un dono, una ricchezza inestimabile, un essere voluto, amato, ricordato da Dio, anche se la sua concreta condizione è quella di un rifiuto umano (cfr Omelia nella S. Messa, 8 gennaio 2016). Lazzaro ci insegna che l’altro è un dono. La giusta relazione con le persone consiste nel riconoscerne con gratitudine il valore. Anche il povero alla porta del ricco non è un fastidioso ingombro, ma un appello a convertirsi e a cambiare vita. Il primo invito che ci fa questa parabola è quello di aprire la porta del nostro cuore all’altro, perché ogni persona è un dono, sia il nostro vicino sia il povero sconosciuto. La Quaresima è un tempo propizio per aprire la porta ad ogni bisognoso e riconoscere in lui o in lei il volto di Cristo. Ognuno di noi ne incontra sul proprio cammino. Ogni vita che ci viene incontro è un dono e merita accoglienza, rispetto, amore. La Parola di Dio ci aiuta ad aprire gli occhi per accogliere la vita e amarla, soprattutto quando è debole. Ma per poter fare questo è necessario prendere sul serio anche quanto il Vangelo ci rivela a proposito dell’uomo ricco. La parabola è impietosa nell’evidenziare le contraddizioni in cui si trova il ricco (cfr v. 19). Questo personaggio, al contrario del povero Lazzaro, non ha un nome, è qualificato solo come “ricco”. La sua opulenza si manifesta negli abiti che indossa, di un lusso esagerato. La porpora infatti era molto pregiata, più dell’argento e dell’oro, e per questo era riservato alle divinità (cfr Ger 10,9) e ai re (cfr Gdc

La Quaresima 2017 Cari fratelli e sorelle, la Quaresima è un nuovo inizio, una strada che conduce verso una meta sicura: la Pasqua di Risurrezione, la vittoria di Cristo sulla morte. E sempre questo tempo ci rivolge un forte invito alla conversione: il cristiano è chiamato a tornare a Dio «con tutto il cuore» (Gl 2,12), per non accontentarsi di una vita mediocre, ma crescere nell’amicizia con il Signore. Gesù è l’amico fedele che non ci abbandona mai, perché, anche quando pecchiamo, attende con pazienza il nostro ritorno a Lui e, con questa attesa, manifesta la sua volontà di perdono. La Quaresima è il momento favorevole per intensificare la vita dello spirito attraverso i santi mezzi che la Chiesa ci offre: il digiuno, la preghiera e l’elemosina. Alla base di tutto c’è la Parola di Dio, che in questo tempo siamo invitati ad ascoltare e meditare con maggiore assiduità. In particolare, qui vorrei soffermarmi sulla parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro (cfr Lc 16,19-31). Lasciamoci ispirare da questa pagina così significativa, che ci offre la chiave per comprendere come agire per raggiungere la vera felicità e la vita eterna, esortandoci ad una sincera conversione. La parabola comincia presentando i due personaggi principali, ma è il povero che viene descritto in maniera più dettagliata: egli si trova in una condizione disperata e non ha la forza di risollevarsi, giace alla porta del ricco e

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Papa Francesco Presentati il logo ed il vademecum. Resta con noi perchè si fa sera I Riti 2017 anno sabbatico per la comunità Hanno collaborato con noi... Parrocchia ... in forma Settimana Santa dell'Anno 2017 Sotto la protezione dell'Assunta Programma Missione Popolare Riti Settennali In Memoria di Sono tornati alla casa del Padre

8,26). Il bisso era un lino speciale che contribuiva a dare al portamento un carattere quasi sacro. Dunque la ricchezza di quest’uomo è eccessiva, anche perché esibita ogni giorno, in modo abitudinario: «Ogni giorno si dava a lauti banchetti» (v. 19). In lui si intravede drammaticamente la corruzione del peccato, che si realizza in tre momenti successivi: l’amore per il denaro, la vanità e la superbia (cfr Omelia nella S. Messa, 20 settembre 2013). Dice l’apostolo Paolo che «l’avidità del denaro è la radice di tutti i mali» (1 Tm 6,10). Essa è il principale motivo della corruzione e fonte di invidie, litigi e sospetti. Il denaro può arrivare a dominarci, così da diventare un idolo tirannico (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 55). Invece di essere uno strumento al nostro servizio per compiere il bene ed esercitare la solidarietà con gli altri, il denaro può asservire noi e il mondo intero ad una logica egoistica che non lascia spazio all’amore e ostacola la pace. La parabola ci mostra poi che la cupidigia del ricco lo rende vanitoso. La sua personalità si realizza nelle apparenze, nel far vedere agli altri ciò che lui può permettersi. Ma l’apparenza maschera il vuoto interiore. La sua vita è prigioniera dell’esteriorità, della dimensione più superficiale ed effimera dell’esistenza (cfr ibid., 62). Il gradino più basso di questo degrado morale è la superbia. L’uomo ricco si veste come se fosse un re, simula il portamento di un dio, dimenticando di essere semplicemente un mortale. Per l’uomo corrotto dall’amore per le ricchezze non esiste altro che il proprio io, e per questo le persone che lo circondano non entrano nel suo sguardo. Il frutto dell’attaccamento al denaro è dunque una sorta di cecità: il ricco non vede il povero affamato, piagato e prostrato nella sua umiliazione. Guardando questo personaggio, si comprende perché il Vangelo sia così netto nel condannare l’amore per il denaro: «Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza» (Mt 6,24). Il Vangelo del ricco e del povero Lazzaro ci aiuta a prepararci bene alla Pasqua che si avvicina. Preghiamo gli uni per gli altri affinché, partecipi della vittoria di Cristo, sappiamo aprire le nostre porte al debole e al povero. Allora potremo vivere e testimoniare in pienezza la gioia della Pasqua.


Presentati il logo ed il vademecum dei Riti Settennali. Lo scorso 11 marzo la Basilica Santuario di Guardia Sanframondi è stata la cornice per la presentazione del logo e del vademecum informativo dei Riti Settennali di Penitenza in onore della Vergine Assunta, che saranno celebrati il prossimo agosto. Si è trattato di due iniziative del tutto inedite, entrambe accomunate da un forte valore simbolico: promuovere due strumenti di evangelizzazione capaci di avere un’immediata percezione comunicativa. Sia il logo che il vademecum, infatti, nascono per evangelizzare la pietà popolare guardiese e sostenere il cammino di fede comunitario mediante una catechesi diffusa e diffondibile. Il logo, infatti, è la sintesi di quanto accade nella comunità sannita durante i Riti. Al centro campeggia l’immagine dell’Assunta, venerata da secolare devozione, e sullo stesso piano visivo si colloca una croce fatta, non di legno, bensì di persone che, in maniera corale, si uniscono e rappresentano la Chiesa, popolo di Dio in cammino dietro il Signore Gesù. Entrambe le figure sono contenute in una corona di spine, emblematico strumento penitenziale della tradizione guardiese, che determina il campo principale del logo. Dalla corona e dalla croce sgorga del sangue, che tende a scendere fino ai piedi della croce stessa, dove è destinato a bagnare tutta la folla. La croce, la Madonna e la corona di spine poggiano, tutte e tre, su un libro aperto che rappresenta la Parola di Dio e la sua domanda di conversione che i Riti promuovono, in tutte le loro manifestazioni. La comunità guardiese, con i Riti, verifica periodicamente, e comunitariamente, l’invito di conversione di cui l’annuncio evangelico si è fatto portatore. Il logo è sovrastato dalla scritta “Riti Settennali di Penitenza 2017”. Il vademecum, invece, rappresenta uno strumento incisivo e finalizzato a dare forma e contenuto a quelle idee ed a quei concetti che, benché costituiscano il fulcro della devozione popolare guardiese, spesso sono tramandati solo oralmente. Le voci in esso indicate rappresentano l’essenziale per avere una panoramica semplice ed esaustiva. Lo scopo principale del vademecum è l’evangelizzazione della pietà popolare.

Una pietà popolare che necessita, per la sua natura stessa, di essere purificata dagli aspetti di “devozionismo”, cioè da quei sentimenti di soggettiva gratificazione spirituale, puramente personale, a livello emotivo e sentimentale. Una pietà popolare che ha bisogno di essere evangelizzata per non diventare ritualismo, e perdere l’essenza della relazione con Dio. Una pietà popolare che non può non essere indirizzata, come la missione farà, secondo la direttrice della Parola di Dio. Proprio la pietà popolare, fatta dalle devozioni, dalle pie pratiche, dai rituali (privati e pubblici), che si snodano tra passato e presente, è la protagonista del vademecum. In esso si trova un impianto diviso in quattro parti: la devozione popolare guardiese, la settimana di penitenza, le forme ed i simboli di penitenza, il santuario e la Statua dell’Assunta. Questo tentativo di chiarificazione è solo il primo step, poiché il secondo spetta a ciascuno fedele, dal momento in cui sarà chiamato a dare spiegazioni non superficiali. Sia il logo che il vademecum sono espressione della volontà ecclesiale di arricchire la già solida formazione della comunità guardiese. I Riti vivono della fede semplice, ma sapiente, di un popolo che sa camminare insieme e che non cede alle facili tentazioni del folklore o dell’apparire, poiché il percorso spirituale di cui si nutre è costante e non estemporaneo. Le tante iniziative che vedono la Parrocchia attrice di un lento, ma incisivo, percorso pedagogico sono rafforzate dalla partecipazione numerosa, spontanea e costante che ogni evento sta facendo registrare. Il Vademecum è stato ideato e curato da Padre Giustino Di Santo d.O., e da Nicola Pigna. Hanno collaborato con la stesura dei testi Mons. Fausto Carlesimo, Enrico Garofano, Luca Iuliani, Giovanni Lombardi, P. Dino Magnano d.O., Marialucia Perfetto, Consiglia Sebastianelli, Silvio Falato e P. Giancarlo Giannasso. Importante è stato anche il contributo del prof. Silvio Falato che ha provveduto alla revisione dei testi e di Luigi De Nicola, che ha curato la grafica del logo e del vademecum. Nicola Pigna

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"Resta con noi pe Quella dei discepoli sulla strada di Emmaus è certamente una delle affermazioni di fede più belle che incontriamo nel Vangelo. Il brano è senza dubbio uno fra i più suggestivi e, per certi aspetti, più aderente alla nostra realtà di persone in cammino, certamente con molte certezze, ma spesso vittime di dubbi, perplessità, interrogativi e desideri. Nel giro di una settimana a Gerusalemme è capitato di tutto. Gesù è stato accolto in maniera trionfale, acclamato come un re; ha trasmesso il comandamento dell’amore; durante la cena per la pasqua ha rivelato il valore del servizio con la lavanda dei piedi, ha garantito la sua presenza reale spezzando un pane e versando del vino; è stato arrestato; ha sopportato tradimenti e rinnegamenti; è stato arrestato, processato, condannato a morte, trafitto su una croce, sepolto… E basta. Tutto è finito. Nel giro di una settimana sono sfumati progetti, speranze e illusioni tessuti pazientemente in tre anni di sequela fedele e attenta. Tutte le cose che abbiamo costruito, per le quali ci siamo spesi, per le quali abbiamo sudato, lottato e pianto, per le quali abbiamo anche rischiato, ci siamo esposti, sono definitivamente sigillate e oscurate dietro quella grande pietra rotolata contro l’entrata di quel sepolcro nuovo, scavato nella roccia. Sembra di sentirli: 4

"…che delusione… e chi se l’aspettava… lasciamo perdere, andiamo via… Basta, torniamo ad Emmaus!". Sono i discorsi di due persone che, dopo aver vissuto una esperienza affascinante ed esaltante con Gesù, si ritrovano soli, abbandonati, sconfitti. Ma a questo punto succede la cosa stupenda: Gesù in persona si accostò e camminava con loro. E’ lui che prende l’iniziativa e soprattutto cammina al loro fianco, si fa compagno di quella strada, di quella determinata fase del loro cammino. Hanno incontrato il Signore! Anche noi a Pasqua incontriamo il Signore, lo abbiamo incontrato nel sacramento della Riconciliazione durante la Quaresima, lo incontriamo ora nell’Eucaristia, dopo un periodo di conversione. Chiediamo anche noi a Cristo: "Maestro, dove abiti?" ed egli ci risponderà: "Venite e vedrete" – e seguiamolo, andiamo nella sua casa, stiamo con Lui . Lo stare, il rimanere è il segno più eloquente della conoscenza. Capite ora l’importanza dell’Eucaristia che è la fonte e il culmine del nostro essere discepoli. E’ l’Eucaristia la chiave di svolta dei due uomini di Emmaus. Quando due persone si amano si parlano anche solo con uno sguardo, basta un


erché si fa sera". segno, la comunicazione è immediata. Di colpo balzano in piedi, lasciano la cena a metà e corrono verso Gerusalemme. Quel Gesù che fu profeta, che speravano liberasse Israele, che è stato ucciso in croce era apparso loro, aveva camminato con loro e aveva spezzato per loro il pane. Ecco l’insegnamento per noi oggi: balzare in piedi, lasciare la mensa, correre nel buio per gridare a tutti: "Il Signore è veramente risorto! Noi l’abbiamo visto". Gesù ha acceso il loro cuore ed essi non riescono più a contenere l’ardore: sentono il bisogno di comunicarlo agli altri. E’ fonte di commozione e di responsabilità sapere che Gesù chiede la nostra collaborazione per raggiungere gli altri uomini. I due discepoli di Emmaus, dopo aver incontrato il Signore e dopo averlo riconosciuto nel segno del pane, ritornano a quella comunità che avevano abbandonato e la rinvigoriscono con la testimonianza e la preghiera. La nostra comunità sta vivendo un momento importante di incontro con il Signore. Ha vissuto la Missione popolare in preparazione ai Riti Settennali di Agosto; si appresta a cele-

brare le lodi di Maria e di portarla in trionfo per le strade del nostro paese, mostrandosi a Lei come figli penitenti e bisognosi della misericordia del Padre. Momento importante che va vissuto con fede profonda per una testimonianza viva ed efficace. Chiedo a Gesù che lui stesso accompagni ciascuno di noi, come ha accompagnato i due discepoli di Emmaus. Così anche noi, dopo aver celebrato i nostri Riti settennali, possiamo ripetere la loro preghiera: "Resta con noi perché si fa sera", ed impegnarci a rimanere sempre uniti a lui e a tutti i membri della nostra Comunità, I Riti devono servire ad unirci di più a Lui e tra di noi, bandendo ogni perplessità, ogni disillusione, ogni sconfitta, perché in questo momento di grazia la Mamma Assunta è con noi e vuole portarci sempre di più a Cristo, Via, Verità e Vita. Il vostro Don Giustino

Santuario dell’Assunta 82034 Guardia Sanframondi Direttore Responsabile: P. Giustino Di Santo d. O. Dir. Red. Amm.: Congregazione dell’Oratorio PP. Filippini 82034 Guardia Sanframondi (BN) Tel. e Fax 0824.864013 www: santuarioassunta.com e-mail: santuarioassunta@email.it Aut. Tribunale BN Dec. 3/4/1956 n. 25/56 del Registro Stampe C.C.P. 11000825 IBAN: IT77U0335901600100000136796 BIC: BCITITMX Sped. in abb. post., art. 2, comma 20/C Legge 662/96 Regione Campania -BN Con approvazione ecclesiastica Stampato nel mese di Aprile 2017 da: nuova impronta QPRINT s.a.s. Cusano Mutri (Bn) Tel.-fax 0824.862723 - info@nuovaimpronta.net

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I Riti 2017: anno sabbatico per la comunità Il nostro “Settennio” in onore dell’Assunta stabilisce una sorta di analogia con l’anno sabbatico della tradizione ebraica, trattandosi di una celebrazione rituale, quella degli Ebrei, con cadenza settennale, di natura agreste. Il libro sacro del Levitico, che ne ordinava feste e culto, prescriveva per i terreni coltivati un anno di riposo. Con questo ordinamento: “…per sei anni seminerai il tuo campo e poterai la tua vigna e ne raccoglierai i frutti, ma il settimo anno sarà come sabato, un riposo assoluto per la terra, un sabato in onore del Signore”(Lv, 25/3). Ovviamente, non va perduto di vista la finalità per la quale Dio stesso dava questa prescrizione, perché se il riposo della terra assumeva il significato di “un sabato in onore del Signore”, la comunità non poteva rimanere assente a questo “inno” di ringraziamento elevato al Creatore, concedendo più tempo al culto e all’ascolto della Parola: “Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio…”. Non sappiamo, perché non siamo in possesso di documenti certi, se i nostri antenati, istituendo, qui a Guardia, le celebrazioni settennali in onore dell’Assunta, abbiano avuto come parametro di riferimento il richiamato modello biblico. Ci sia lecito opinare che il nostro “anno sabbatico” si sia strutturato nel corso dei secoli, nelle attuali forme celebrative, una autentica paraliturgia, per dare la possibilità al popolo guardiese di avere, a sca-

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denza fissa, “un sabato” in onore del Signore, cioè prestare maggiore attenzione alla Parola di Dio, rendere più fattivo e operante l’impe-

gno cristiano, tutto finalizzato a verificare il proprio percorso di conversione. Si avvia così uno stile di vita, che si fa costume, quello mettersi periodicamente in discussione sia sul piano umano che su quello religioso, per capire meglio la propria collocazione all’interno della nostra

comunità ecclesiale. La ragione per cui i richiami dei Riti si fanno sempre più attuali e pressanti: Recupero del primato di Dio nella nostra quotidianità: Lui deve ispirare ogni nostra azione e accompagnarla con il suo

aiuto, perché ogni nostra attività abbia sempre da Lui il suo inizio e in Lui il suo compimento. E’ il vissuto esistenziale che diventa sacrificio di lode. Questo impone dei ritmi, che, controllati dalla coscienza illuminata dalla fede, aiutano a recuperare il tempo perduto, rispolverando e liberando da incrostazioni le tante osservanze, piuttosto formalistiche, della pratica cristiana. Ci riferiamo alla preghiera quotidiana, alla partecipazione alla Eucaristia festiva, al personale inserimento nella comunità come lievito e come luce. Esemplificando: la luce di un cerino acceso, limitatamente alla sua capacità di illuminare, rompe l’oscurità della notte, ma se i cerini che si accendono sono migliaia, diradano addirittura tutte le ombre di una notte tenebrosa. L’ascolto e la pratica della Parola hanno lo straordinario effetto, quello di ristabilire il primato di Dio nella nostra vita, e, dunque, ristabilire il primato di Dio nella nostra comunità. Essere professionisti della Parola. E’ il secondo richiamo, che ci arriva dai Riti, ed è di sconvolgente attualità dal momento che tantissime volte della Parola si sceglie di essere dilettanti e non professionisti, dando luogo ad un illogico e pretestuoso dualismo tra vita priva-


ta e militanza sociale. Perché, si pretende, nella vita privata la pratica delle fede non disturba nessuno, mentre una testimoniante professione di fede, che certifica pubblicamente il proprio credo cristiano, crea disagio e intolleranza. Non è un ragionamento accettabile perché il “cristiano” non è divisibile tra pubblico e privato e non cambia casacca, passando da un impegno all’altro, per mimetizzarsi con l’ambiente in cui viene a trovarsi. Il credente responsabilmente, col suo stile che lo qualifica, sa crescere nella fede quando opera nel privato e le sa rendere testimonianza quando opera nel sociale. La Parola è la sua luce, la sua guida, il suo progetto di vita. Ovviamente, i richiami

dei Riti sono tanti, ne abbiamo scelto due, che si calano nel nostro vissuto cristiano. Guardia è Comunità viva. In questo arco di tempo, in cui si prepara la grande manifestazione di fede, la reciproca attenzione tra fratelli e sorelle, con i quali condividiamo la quotidianità, ci consenta

di sentirci protagonisti della settennale celebrazione. I Riti non ci chiedono atti di eroismo, con in quali non possiamo misurarci, certamente sono uno stimolo a sentirci in comunione di fede, perché tutti insieme come battezzati, sappiamo cogliere l’evento di Grazia con seria riflessione e totale disponibilità ad interiorizzarne il messaggio. La prossima ricorrenza, scandita dal nostro calendario guardiese, con la sua linea programmatica, tutta articolata sulla normalità del quotidiano, ci consentirà di celebrare il “nostro” “Sabato in onore del Signore” in unione con Maria, l’Immacolata Assunta in cielo. Fausto Carlesimo

Hanno collaborato con noi per sostenere il Bollettino da Guardia: Pigna Silvia - Conte Giustino - Filippelli Davide - Maiorani Sebastianelli Maria - Mastantuono Iolanda - Sanzari Fiorentina - Del Vecchio Carlo Labagnara Carlo - Ceniccola Raffaele - Lancia Ciro - Iualiani Maria - Pascale Rosalia - Rossi Alessandrina - Rossi Maria - Del Vecchio Remo - Sanzari Raffaele Sanzari Francesco - Falato Antonio - Di Lonardo Maria - Prete Ludovico - Blandino Angelo - Izzo Giovanni - Turco Maria - Di Staso Maria - Colangelo Ida Sebastianelli Antonio - Maffei Umberto - Gambuti Speranza - Falluto Felicita - Falato Lorenzo - Garofano Maria Teresa - Ciarleglio Filomena - Del Vecchio Maria - Basile Lucia - Lucia Foschini Antonio - Dott. Ceniccola Amedeo - Tribisonna Giovannina - Procaccini Maria - Fam. Di Lonardo Raffaele Del Vecchio Luigi – Sanzari Nino – Sanzari Fiorentina. dall’Italia: Labagnara Luisa, Palidoro (Roma) - Colangelo Flaviano, Napoli – Pengue Gemma, Mosciano S. Angelo (TE) - Maffei Elvio, Serra Riccò (GE) Mastantuono Santina - Pianezza (TO) - Sebastianelli Olga, Benevento - Saetta Antonietta, Trappitello (ME) - Foschini Ugo, Napoli - Fraenza Evelina, Torino Ceniccola Maria, Roma - Garofano Bruni Rosina, Melzo (MI) - Morone Fabrizio, Ciampino (Roma) - De Blasio Giovanni, Mosciano S. Angelo (TE) - Foschini Lorenzo, Anzio (Roma) - De Carlo Angelina, Magenta (MI) - Sebastianelli Rina, Anguillara S. (Roma) - Germanotta Carlo e Maria, Telese Terme (BN) - Panza Raffaele e Angela, Rezzato (BS) - Sebastianelli Mario, Telese terme (BN) - Blandino Pengue Lina, Roma. dall’Estero: Foschini Pasqualina, Australia - Alterisio Raffaella e Mattarelli Filippo, Australia - Foschini Giovannina, Australia - Lombardi Elena, Inghilterra - Ceniccola Filomeno, Cuveglio (VA) – Del Rosso Goffredo, Proserpio (CO).

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parrocchia in ...forma

C

febbraio – marzo 2017

aro Lettore,

due sono gli avvenimenti più importanti di questo bimestre: le “Sacre Quarantore” e la “Missione Popolare” in preparazione ai Riti Settennali, ormai alle porte. Per questi avvenimenti il Parroco ha indirizzato un’accorata lettera al popolo, per sollecitarlo a partecipare attivamente e vivere con fede questi due eventi. Le Quarantore, come da antichissima

tradizione, si sono celebrate dapprima nella Chiesa di San Sebastiano. Il Santissimo, esposto sull’altare maggiore dopo la celebrazione della Messa del mattino, ha ricevuto l’adorazione di tante persone durante tutto il giorno. A sera, sul calar del sole, si sono celebrati i vespri solenni, presieduti dal Parroco. Abbiamo avuto modo di ascoltare Sebastiano Curcuruto, per il secondo anno, con le brillanti, “chiare e dotte catechesi”, come ha detto padre Giustino. Poi è stato il turno nella Basilica Parrocchiale, seguendo lo stesso

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canovaccio; ma la catechesi è stata tenuta dal Parroco. Questi due momenti di formazione sono stati improntati sul cammino dell’uomo verso Dio e sull’importanza della preghiera, che lo deve accompagnare e sostenere nelle insidie che trova sulla strada. I Vespri solenni conclusivi sono stati presieduti dal nostro vescovo mons. Battaglia, dopo aver visitato, nel pomeriggio, le “Case per Anziani”, esistenti a Guardia. L’illustre Presule ha iniziato l’omelia riconoscendo ai Guardiesi che “stasera avete scritto una interessante pagina di storia, non per voi, ma per la mia vita”, perché “mai ho visto tanta gente in adorazione del Signore…”1. Il Vescovo ci ha spronati a continuare su questa cammino, a sostare con gioia davanti

al Santissimo: “restate in silenzio, fatevi abitare dal silenzio. Sentirete il rumore di coloro che bussano al vostro cuore. Aprite il vostro cuore” e, quasi rivolgendosi a ciascuno di noi, “…ama, non aver paura, fatti raggiungere dalla tenerezza di Dio…”. Dopo la celebrazione tutti hanno 1

Un bel riconoscimento che ha riportato alla mente quello analogo di mons. Leonardo, sul finire degli anni 50.

voluto salutare il Vescovo ed in molti si sono ritrovati nei locali parrocchiali per un momento di fraterna convivialità.

Marzo è stato un mese ricco di appuntamenti e di soddisfazioni comunitarie. Abbiamo cominciato con la tradizionale Veglia all’Assunta, che ha visto una gran folla di fedeli, e con un Consiglio Pastorale, convocato per definire i particolari della Missione Popolare e delle celebrazioni pasquali. La Missione Popolare, avviata con la presentazione del logo dei Riti e del Vademecum (di cui si parla in altra parte del Bollettino), è stata un evento di grandissimo rilievo. Padre Dino Magnano, della Congregazione Filippina di Aci Catena e padre Giancarlo Giannasso, cappuccino, hanno visitato gli ammalati, gli ospiti delle tre case di riposo e incontrato i giovani studenti delle Scuole di Guardia. Mentre padre Giancarlo è stato impegnato ad ascoltare le confessioni per l’intera settimana, padre Dino ha incontrato dapprima gli operatori pastorali e il Comitato per i Riti Settennali; a seguire, ogni sera i gruppi presso vari punti di ascolto della nostra Guardia (uno per ogni Rione), convocati lì dal Parroco e sensibilizzati dai Comitati Rionali. Il penultimo giorno della Missione c’è stata la Confessione comunitaria. Sabato pomeriggio, poi, la “festa dei giovani”, animata anche da un gruppo


di ragazzi venuti appositamente dalla Sicilia, e la sera la veglia all’Assunta, a cura dei giovani stessi. Molti i partecipanti. La catechesi di padre Dino la si può definire un percorso su rette parallele e convergenti su cui ha viaggiato speditamente il treno della Sacra Scrittura: i commenti dei brani biblici, accuratamente scelti, commentati con linguaggio semplice, chiaro e coinvolgente, ci hanno immesso nel periodo forte della Quaresima e sono stati la prima tappa di preparazione spirituale ai Riti. In tantissimi hanno seguito queste lezioni, segno che questa comunità vuole essere evangelizzata per poter a sua volta evangelizzare per arrivare all’appuntamento di agosto con un grado di conversione molto alto e per sperimentare a pieno “la misura dell’amore” della Madonna, che “è un amore senza misura”, per dirla con S. Agostino. Il giorno dell’inizio

ufficiale della Missione, ha celebrato

la Messa solenne padre Dino. A sera c’è stata una imponente Via Crucis, che ha toccato i quattro rioni di Guardia, conclusasi nella Basilica Santuario, con i tre u l t i m i q u a d r i presentati in modo vivente. La Missione è stata c h i u s a domenica 19 marzo dal Vescovo mons. Battaglia, che ha anche amministrato i sacramenti del Battesimo, della Cresima e della Eucaristia ad un adulto. Una giornata indimenticabile, assaggio di una di quelle che vivremo dal 21 al 27 agosto. Il popolo è arrivato sul sagrato della Basilica proveniente dal proprio Rione in processione, dietro il proprio stendardo e ha fatto il suo ingresso con lo sguardo rivolto verso l’Assunta e cantando lo Stellario. All’ingresso c’era il Vescovo che ha accolto tutti e ad ognuno ha stretto la mano. Con il “papà della Diocesi”, padre Giustino, padre Dino, p a d r e Giancarlo, l’accolito Sebastiano Curcuruto ed i ministranti. Un fatto insolito, emozionante, molto apprezzato e gradito dai Guardiesi, oggetto di conversazione e ammirazione per molti giorni. Il Vescovo Mimmo, in una Chiesa strapiena, ha apprezzato pubblicamente quanto si stava facendo, con queste parole: “sono incantato con voi e per voi” e, nel cordiale commento del Vangelo, rivolgendosi singolarmente

ai presenti, ha detto: “Dio ha sete della tua sete…” e “…vi sazierete di sete quando voi stessi diventerete sorgente e fontana per l’altro…” Da buon Padre che ama i figli, non ha fatto mancare il suo auspicio per i Riti: “come mi piacerebbe che il messaggio che come comunità possiamo dare a tutti quelli che verranno a vivere quel momento magico di agosto possa essere davvero il messaggio di una speranza, una speranza che ci riporti soprattutto a rafforzare l’amore di Cristo nella nostra vita… Riti, messaggio di speranza, semplicemente per dire che senza Cristo non possiamo vivere…” Padre Giustino ha ringraziato mons. Vescovo per la sua presenza, per l’intensa omelia ed ha rivolto anche un grazie a “Mamma Assunta, sempre presente tra di noi” per tutto quello che ci dà e per la sua costante

protezione. Domenica 26 marzo, poi, si è celebrata “Giornata del Seminario”. Sono venuti da Cerreto i seminaristi, accompagnati dal rettore, don Pino Di Santo, per pregare tutti insieme nella nostra Basilica. Hanno incontrato i ministranti ed i ragazzi ed hanno parlato della bellezza della vocazione, delle loro storie e del percorso che stanno seguendo per arrivare alla sospirata meta dell’Ordinazione Sacerdotale. A sera la Via Crucis itinerante, su un percorso più breve di quello di quindici giorni addietro. Carlo Labagnara (Foto di Rita Falato)

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Settimana Santa dell'Anno 2017

Basilica parrocchiale Santa Maria Assunta e San Filippo Neri La celebrazione della Pasqua del Signore, crocifisso, morto, sepolto e risorto, costituisce il culmine dell’anno liturgico 9 Aprile - DOMENICA DELLE PALME e della Passione del Signore ore 10,30 - Piazza San Filippo: benedizione dei rami d’ulivo e in Santuario celebrazione della Santa Messa della Passione del Signore. ore 19,30 - Via Crucis Vivente "La via del Golgota" 10 Aprile Lunedi Santo dalle ore 17,00 alle ore 18,00 - Ascolto delle confessioni ore 18,00 - Santa Messa 11 Aprile - Martedi Santo dalle ore 17,00 alle ore 18,00 - Ascolto delle confessioni ore 18,00 - Santa Messa 12 Aprile - Mercoledi Santo ore 18,00 - Santa Messa del Crisma a Cerreto Sannita 13 Aprile - GIOVEDI SANTO ore 19,00 - Santa Messa della Cena del Signore: partecipano i bambini della Prima Comunione. ore 22,00 - Veglia di preghiera. 14 Aprile - VENERDI SANTO ore 8,00 - Celebrazioni delle Lodi ore 17,00 - Celebrazione della Passione del Signore. ore 19,00 - Dalla Chiesa di San Sebastiano processione del Gesù Morto e dell’Addolorata. 15 Aprile - SABATO SANTO ore 22,00 - Solenne Veglia Pasquale. 16 Aprile - PASQUA DI RISURREZIONE ore 8,00 - Santa Messa. ore 11,00 - Solenne Celebrazione eucaristica. ore 18,00 - Santa Messa.

Le celebrazioni Pasquali nella chiesa di San Sebastiano

13 Aprile - GIOVEDI SANTO ore 18,00 - S. Messa e lavanda dei piedi degli apostoli. 14 Aprile - VENERDI SANTO ore 16,00 - Solenne Azione Liturgica. ore 19,00 - Processione del Cristo Morto e dell’Addolorata. 16 Aprile - PASQUA DI RISURREZIONE ore 9,30 - S. Messa.

Cristo è veramente risorto. Alleluia, alleluia.

Buona Pasqua!

I Padri Filippini

Le celebrazioni saranno trasmesse in diretta sul sito

www.santuarioassunta.com 10


sotto la protezione dell ’Assunta

Maria Di Gioia I nonni Maria e Pasquale Morone invocano la protezione dell'Assunta per la loro nipotina.

Francesco Sanzari e Colangelo Giuseppina

In occasione del 50°anniversario del loro matrimonio, pongono la loro famiglia sotto la materna protezione dell’ Assunta, ringraziandola per i doni ricevuti.

Annibale Panza e Maria Morone In occasione del 50° anniversario del loro matrimonio (8-12-1966 – 8-12-2016), ringraziano il Signore e la Vergine Assunta e si pongono sotto la sua materna protezione.

Isabel Foschini

Angelina Del Vecchio

Giusy Basile

Nata il 13-1-1957,

La nipote Angela e i figli per il suo 60° compleanno le fanno giungere i migliori auguri e la affidano sotto la protezione della Vergine Assunta.

nata (20-3-2017) I neo genitori affidano sotto la materna protezione della vergine Assunta la loro piccola.

Da Sidney - Australia

I nonni paterni Angelo e Isolina porgono i migliori auguri alla nipote per la sua laurea, ringraziano la Vergine Assunta e la pongono sotto la sua protezione.

I neo genitori Nazareno e Nency Di Cosmo insieme ai nonni Lupo e Giovannina Vaccarela affidano con devozione sotto la materna protezione della vergine Assunta il loro piccolo

Louis Angelo.

esprimono gratitudine all'Assunta Febbraio 2017 2 - una devota 5 - Falato Annibale - Iadanza Angiolina 12 - Famiglia De Nicola 19 - Sanzari Luigi 27 - I fratelli e i nipoti di Giovanna Ceniccola, per i suoi 90 anni.

Marzo 2017 1 - Foschini Luisa e Labagnara Filippo 18 - Famiglia Ceniccola 31 - Garofano Nino e Foschini Lina, (50° di Matrimonio)

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in memoria di...

Elvio Paolella

n. 10-9-1929 m. a Torino il 22-4-2013 Nel 4° anniversario della scomparsa la moglie Lucia e le figlie Orsola e Simonetta lo ricordano con immenso affetto e lo affidano alla Vergine Assunta e alla misericordia infinita del Signore.

Vittoria Fusco

n. 20-3-1938 – m. 31-1-2017 Il marito, i figli, le nuore e i nipoti, con grande fede nella risurrezione, la affidano alla preghiera della Chiesa.

Giovanni Garofano

Giovanni Foschini

n. 15-4-1030 – m. 7 -1-2014 La sorella Pasqualina dall’Australia lo affida alla infinita misericordia del Signore.

Adalberto Falato

Giovanni Garofano n. 24-6-1954 – m. 16-3-2011 La madre Luisa lo ricorda a coloro che gli hanno voluto bene e lo affida alla infinita misericordia del Signore.

Giuseppe Pengue

n. 3-11-1934 – m. 21-2-2009 La moglie e le figlie lo affidano al Signore della vita.

n. 14-7-1942 – m. 24-11-2016

n. 15-4-1953 – m. 2-1-2016

Giovanni Mancini

Nazzareno Mignone

I nipoti lo ricordano con immutato affetto.

La nipote, i familiari e gli amici lo ricordano con affetto nel giorno del suo 64° compleanno.

La moglie e i figli con grande fede nel Signore risorto, implorano per lui il riposo eterno.

Filomeno Orso

Alessandro Sebastianelli

n. 1-8-1937 – m. 1-7-2016

Pasquale Pengue

n. 21-12-1950 - m.26-2-2017

n. 19-4-1935 - m. 15-4-2001

n. 29-3-1933 – m. 16-2-1995

n. 13-1-1930 – m. 3-3-1978

La sorella Ersilia, il cognato Giuseppe lo affidano alla infinita misericordia del Signore.

La moglie e i figli non potranno mai dimenticarlo, lo ricordano con immutato affetto e lo affidano alla misericordia divina.

La moglie e i figli ricordandolo con affetto lo affidano alla misericordia del Signore e alla Vergine Assunta.

La moglie e i figli lo ricordano con immenso affetto e lo affidano al Signore Risorto.

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in memoria di...

Antonio Di Santo

n.21-12-1923 – m.14-2-2010 Nel 7° anniversario della morte la moglie e i figli lo affidano alla immensa misericordia del Signore.

Filippo Del Vecchio

n. 1-10-1922 – m. 11-3-2005

Giancarla Scrimieri n. 9-8-1951 – m. 11-3-1920

Il marito e le figlie con immenso affetto la ricordano a quanti la conobbero e la amarono in vita e implorano per lei il riposo dei giusti, affidandola alla misericordia del Signore.

Il marito e le figlie la affidano alla materna misericordia della Vergine Assunta per proteggerla sempre.

Elda Pascale

Maria Pascale

n. 19-12-1919 – m. 9-12-2015

Il figlio Remo li ricorda a quanti li conobbero e li ebbero cari in vita e li affida alla preghiera della Chiesa e alla infinita misericordia del Signore.

Concetta Garofano

n.2-12-1926 – m. 17-3-2000

Elvio Morone

n. 26-10-1919 – m. 20-10-1988

La congiunta Luisa li ricorda con grande fede nella Resurrezione e li affida al Signore.

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Angela De Lucia

n. 14-4-1946 – m. 20-3-2010

n. 7-6-1923 m. 19-1-2017 in Australia

Antonio Di Santo

n. 11-01-1930 – m. 1-3-2016 La moglie e i figli lo ricordano con immutato affetto e lo affidano al Signore Risorto.

Antonio Basile

n. 29-11-1924 - m.17-5-2016

Il genero Remo li ricorda con immenso affetto e li affida al Signore risorto.

Cristina Iuliani

n. 9 -12- 1936 - m. 6-2-2017

Alfonso Turco

n. 23-8-1924 – m. 14-1-1987

La congiunta Maria Iuliani vedova Turco, ricorda la sorella e il marito e li affida alla infinita misericordia del Signore risorto.


in memoria di... Febbraio 2017 1 - Sebastianelli Caterina, i figli (Anniversario) 2 - Martino Franco, i genitori (Anniversario) 3 - Morone Iginio, la moglie e i figli 4 - Di L onardo Giacomo, i genitori (Anniversario) - Perfetto Fausto e Pengue Angelina, il figlio 5 - Di Santo Concetta, i Figli - Tomaselli Floriano, Adelina e Silvio, i familiari 6 - Rossi Erminia, il marito e i figli (Trigesimo) 7 - Falluto Sebastiano, la moglie e i figli - Del Vecchio Elvio, i figli (Trigesimo) 8 - Pigna Luciano, i genitori (Trigesimo) 9 - Giorgio Zerrillo, la moglie e i figli (Trigesimo) 10 - Pengue Carmine, i nipoti (Trigesimo)

11 - Mancinelli Ubaldo, la moglie e i figli 12 - Martino Franco, i genitori - Ceniccola Vittorio e Tribisonna Vinicia, i figli - Foschini Giovanni, la sorella Pasqualina dall’Australia 13 - Bencivenga Lorenzo, i genitori (Trigesimo) 14 - Di Santo Antonio, la moglie e i figli - Sanzari Adamo, la moglie e i figli (Trigesimo) 15 - Prete Pasqualina, i figli (Trigesimo) 16 - Morone Giovanni, la moglie ed i figli (Trigesimo) 17 - Grillo Mario, la moglie (Trigesimo) 18 - Sanzari Maturino, la moglie e i figli 19 - Anime del Purgatorio, Garofano Maria - Basile Giuseppe e Garofano Ida, la figlia

Marzo 2017 1 - Padri e fratelli defunti della Congregazione dell’Oratorio 2 - Foschini Eleonora, i figli - Uccellini Annibale, la moglie e i Figli (Anniversario) 3 - Filippelli Gino e Ceniccola Maria, le figlie - Foschini Matilde, i figli (Trigesimo) 4 - Di Santo Antonio, la moglie e i figli (Anniversario) - Iuliani Maurizio, la moglie e le figlie 5 - Garofano Raffaele , Deosina e Angelo, la congiunta Maria - Ceniccola Vittorio, Tribisonna Vinicia, i figli - Grillo Alfredo, la moglie e i figli - Pengue Pasquale, la moglie e i figli 6 - Anime del Purgatorio, Nino e Lina dall’Inghilterra - Ciambrella Lorenzo, la moglie e i figli (Trigesimo)

7 - Tessitore Angela, i figli (Trigesimo) 8 - Pascale Maria (Sydney) la sorella e i parenti (trigesimo) 9 - Di Santo Roberto, la moglie e i figli (Anniversario) 10 - Fusco Vittoria, il marito e i figli (Trigesimo) 11 - Iuliani Maria, la cugina e famiglia 12 - Di Lonardo Mario e Rita, i figli - Garofano Concetta, la congiunta Luisa - Festa Filippo, i figli 13 - Gambuti Rosina, il marito e i figli (Anniversario) 14 - Rubbo Pietro, i familiari (Trigesimo) 15 - Iuliani Cristina, i fratelli e le sorelle (Trigesimo) 16 - Falato Cristina, i nipoti (Trigesimo) 17 - Sanzari Antonina, il figlio (Trigesimo) 18 - Franco Martino, i genitori 19 - Garofano Giovanni, la madre Luisa - Maiorani Guido, la moglie e i Figli - Mancini Arcangelo e Plenzich Santina, la

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Diomira - Capocefalo Gino e Lombardi Carmela, le figlie - Anime del purgatorio, i fedeli - Anime del purgatorio, i fedeli - Anime del purgatorio, i fedeli - Garofano Vincenzo, la moglie e le figlie (Trigesimo) - Perugini Assunta, i figli (Anniversario) - Mancinelli Umberto e famiglia, i familiari - An. Purg., fedeli - Ceniccola Elvio e Filomena, i figli - Mancini Filippo e Pasqualina, i figli - Sebastianelli Alessandro, la moglie e i figli - Morone Alcina e Foschini Abele, le figlie - Pengue Giuseppe, i familiari

figlia 20 - Di Paola Raffaele, il fratello e i parenti (Anniversario) 21 - Garofano Maria, i figli (Trigesimo) 22 - Sanzari Ugo, i familiari (Trigesimo) 23 - Prete Lina, i figli (Trigesimo) 24 - Basile Filomena, i figli (Anniversario) - Garofano Serafina, i familiari 25 - Grillo Gilda e Alfredo e Angiolina, la congiunta Renata 26 - Colangelo Salvatore, la moglie i figli - Basile Fausto e Falato Mariano, la Figlia - De Blasio Filomena e Ceniccola Maria, i familiari - Perfetto Angelo, i figli (Anniversario) 27 - Garofano Enrico, i familiari (Trigesimo) 28 - Garofano Giovanni, le sorelle (trigesimo) 29 - Catena Olga, i genitori 30 - Del Vecchio Michele e Garofano Giuseppina, i figli 31 - Tessitore Antonietta, i nipoti (trigesimo)

sono tornati alla casa del Padre Febbraio 2017 2 - Rubbo Pietro, nato a Guardia Sanframondi il 25 dicembre 1931, celibe. 6 - Iuliani Cristina, nata a Guardia Sanframondi il 9 dicembre 1936, nubile 7 - Garofano Maria, nata a Guardia Sanframondi il 6 gennaio 1926, vedova di Ceniccola Silvio. 8 - Sanzari Ugo, nato a Guardia Sanframondi il giorno 1 aprile 1943, celibe 11 - Sanzari Antonina, nata a Guardia Sanframondi il 5 dicembre 1921, vedova Falato Filomeno. 11 - Prete Lina, nata a Guardia Sanframondi il 16 settembre 1929, Vedova Tirolo Silvio. 14 - Pengue Filomena, nata a Guardia Sanframondi il 18 agosto 1923, vedova Nicolella Luigino. 19 - Garofano Giovanni, nato a S. Lorenzo Maggiore il 21 dicembre 1950, coniugato 21 - Tessitore Antonietta, nata a Guardia Sanframondi il 10 luglio 1919, vedova Garofano Pacifico

Enrico Garofano

n. 6 aprile 1950 – m. 16-2-2017 Gli zii e i cugini ne piangono la immatura scomparsa, lo ricordano a quanti lo conobbero e lo amarono in vita e lo affidano alla infinita misericordia del Signore.

Marzo 2017 4 - Labagnara Geremia,nato a San Lorenzello il 21 agosto 1929, coniugato con Ceniccola Maria. 11 - Scrimieri Giancarla, nata a Napoli il 9 agosto 1951, coniugata con Lucia Foschini Antonio. 13 - Falato Umberto nato a Cerreto Sannita il 10 novembre 1953, coniugato 16 - Di Paola Adelina nata a Guardia Sanframondi il 20 maggio 1933, vedova Di Crosta Pascasio. 27 - Macolino Angiolina, nata a San Lorenzo maggiore il 3 febbraio 1944, vedova Di Blasio Filippo

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Quando l'anima sta rassegnata nelle mani di Dio, e si contenta del divino beneplacito, sta in buone mani, ed è molto sicura che le abbia ad intervenire bene.


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Bollettino dell'Assunta Febbraio/Marzo 2017 by Luigi De Nicola - Issuu