Anno LXI - n. 5/6 Aprile/ Maggio 2016 - Sped. in Abb. Postale, art. 2 comma 20/c Legge 662/96 Regione Campania -BN- In caso di mancato recapito restituire al mittente
Papa Francesco
La pecorella smarrita Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Conosciamo tutti l’immagine del Buon Pastore che si carica sulle spalle la pecorella smarrita. Da sempre questa icona rappresenta la sollecitudine di Gesù verso i peccatori e la misericordia di Dio che non si rassegna a perdere alcuno. La parabola viene raccontata da Gesù per far comprendere che la sua vicinanza ai peccatori non deve scandalizzare, ma al contrario provocare in tutti una seria riflessione su come viviamo la nostra fede. Il racconto vede da una parte i peccatori che si avvicinano a Gesù per ascoltarlo e dall’altra parte i dottori della legge, gli scribi sospettosi che si discostano da Lui per questo suo comportamento. Si discostano perché Gesù si in questo numero: 2 3 4 6 6 7 8 9 10 11 12 13
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Papa Francesco Hanno collaborato con noi... San Filippo dal cielo sorridi... Sotto la protezione dell'Assunta Esprimono gratitudine all'Assunta Lo spirito Oratoriano L’eccezionale spiritualità di San Filippo Neri Note sulla Chiesa Ave Gratia Plena Sono tornati alla casa del Padre Parrocchia ... in forma Concorso San Filippo Neri, vita ed opere In Memoria di
(cfr Lc 15,1-7)
avvicinava ai peccatori. Questi erano orgogliosi, erano superbi, si credevano giusti. La nostra parabola si snoda intorno a tre personaggi: il pastore, la pecora smarrita e il resto del gregge. Chi agisce però è solo il pastore, non le pecore. Il pastore quindi è l’unico vero protagonista e tutto dipende da lui. Una domanda introduce la parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova?» (v. 4). Si tratta di un paradosso che induce a dubitare dell’agire del pastore: è saggio abbandonare le novantanove per una pecora sola? E per di più non al sicuro di un ovile ma nel deserto? Secondo la tradizione biblica il deserto è luogo di morte dove è difficile trovare cibo e acqua, senza riparo e in balia delle fiere e dei ladri. Cosa possono fare novantanove pecore indifese? Il paradosso comunque continua dicendo che il pastore, ritrovata la pecora, «se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: Rallegratevi con me» (v. 6). Sembra quindi che il pastore non torni nel deserto a recuperare tutto il gregge! Proteso verso quell’unica pecora
sembra dimenticare le altre novantanove. Ma in realtà non è così. L’insegnamento che Gesù vuole darci è piuttosto che nessuna pecora può andare perduta. Il Signore non può rassegnarsi al fatto che anche una sola persona possa perdersi. L’agire di Dio è quello di chi va in cerca dei figli perduti per poi fare festa e gioire con tutti per il loro ritrovamento. Si tratta di un desiderio irrefrenabile: neppure novantanove pecore possono fermare il pastore e tenerlo chiuso nell’ovile. Lui potrebbe ragionare così: “Faccio il bilancio: ne ho novantanove, ne ho persa una, ma non è una grande perdita”. Lui invece va a cercare quella, perché ognuna è molto importante per lui e quella è la più bisognosa, la più abbandonata, la più scartata; e lui va a cercarla. Siamo tutti avvisati: la misericordia verso i peccatori è lo stile con cui agisce Dio e a tale misericordia Egli è assolutamente fedele: nulla e nessuno potrà distoglierlo dalla sua volontà di salvezza. Dio non conosce la nostra attuale cultura dello scarto, in Dio questo non c’entra. Dio non scarta nessuna persona; Dio ama tutti, cerca tutti: uno per uno! Lui non conosce questa parola “scartare la gente”, perchè è tutto amore e tutta misericordia. Il gregge del Signore è sempre in cammino: non possiede il Signore, non può illudersi di imprigionarlo nei nostri schemi e nelle nostre strategie. Il pastore sarà trovato là dove è la pecora perduta. Il Signore quindi va cercato là dove Lui vuole incontrarci, non dove noi pretendiamo di trovarlo! In nessun altro modo si potrà ricomporre il gregge se non seguendo la via tracciata dalla misericordia del pastore. Mentre ricerca la pecora perduta, egli provoca le novantanove perché partecipino alla riunificazione del gregge. Allora non solo la pecora portata sulle spalle, ma tutto il gregge seguirà il pastore fino alla sua casa per far festa con “amici e vici-
ni”. Dovremmo riflettere spesso su questa parabola, perché nella comunità cristiana c’è sempre qualcuno che manca e se ne è andato lasciando il posto vuoto. A volte questo è scoraggiante e ci porta a credere che sia una perdita inevitabile, una malattia senza rimedio. E’ allora che corriamo il pericolo di rinchiuderci dentro un ovile, dove non ci sarà l’odore delle pecore, ma puzza di chiuso! E i cristiani? Non dobbiamo essere chiusi, perchè avremo la puzza delle cose chiuse. Mai!
Bisogna uscire e non chiudersi in sè stessi, nelle piccole comunità, nella parrocchia, ritenendosi “i giusti”. Questo succede quando manca lo slancio missionario che ci porta ad incontrare gli altri. Nella visione di Gesù non ci sono pecore definitivamente perdute, ma solo pecore che vanno ritrovate. Questo dobbiamo capirlo bene: per Dio nessuno è definitivamente perduto. Mai! Fino all’ultimo momento, Dio ci cerca. Pensate al buon ladrone; ma solo nella visione di Gesù nessuno è definitivamente perduto. La prospettiva
pertanto è tutta dinamica, aperta, stimolante e creativa. Ci spinge ad uscire in ricerca per intraprendere un cammino di fraternità. Nessuna distanza può tenere lontano il pastore; e nessun gregge può rinunciare a un fratello. Trovare chi si è perduto è la gioia del pastore e di Dio, ma è anche la gioia di tutto il gregge! Siamo tutti noi pecore ritrovate e raccolte dalla misericordia del Signore, chiamati a raccogliere insieme a Lui tutto il gregge!
Ordinazione Sacerdotale
Nel gaudio dell’anno giubilare, con cuore grato a Dio, Padre di misericordia e dispensatore di ogni grazia, che continua a scegliere i suoi ministri nella nostra comunità diocesana di Cerreto Sannita-TeleseSant’Agata de’ Goti, sabato 2 aprile 2016, primi vespri della II Domenica di Pasqua, o Divina Misericordia, alle ore 18,00 nel Duomo di Sant’Agata de’Goti, Mons. Michele De Rosa, nostro vescovo diocesano, ha ordinato Presbitero il diacono Don Giammaria Cipollone, della Parrocchia “San Pietro Apostolo” in Moiano. Don Giammaria ha presieduto la sua Prima Celebrazione Eucaristica Domenica 3 Aprile alle ore 10,30 nella sua Parrocchia di origine. Giungano al neo-presbitero le nostre felicitazioni e i nostri auguri per un sacerdozio e un apostolato secondo il Cuore di Cristo.
Mondo oratoriano
Con gioia la Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri di Mondovì ha annunciato che il diacono Marco Pagliccia d.O. è stato ordinato presbitero il 17 aprile 2016, IV Domenica di Pasqua, alle ore 10, nella Basilica di San Pietro in Roma da Sua Santità Papa Francesco. Il novello Sacerdote ha celebrato domenica 24 aprile nella Chiesa di San Filippo Santuario SS. Nome di Maria, la sua Prima Messa solenne. Ci uniamo alle gioia della Cogregazione dell’Oratorio di Mondovì e al novello Sacerdote esprimiamo i nostri più sinceri auguri per una apostolato secondo i Cuore di Cristo nello spirito di San Filippo Neri. La congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri di Verona e la famiglia Sbaraini riconoscenti a Dio per i suoi molti benefici hanno annunciato con gioia l’Ordinazione Diaconale di don Massimo Sbaraini C.O. per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di S.E.R. mons. Giuseppe Zenti, Vescovo di Verona. Facciamo giungere da queste pagine i migliori auguri al nuovo diacono per un servizio alla Chiesa, nella sequela del Santo Fondatore.
Hanno collaborato con noi per sostenere il Bollettino da Guardia: Tessitore Maria Elena – Filippelli Liliana – Pinto Alfredo – Filippelli Rosa – Turco Giovannina – Sebastianelli Filippo – Pezzullo Angelina – Pengue Raffaele – Pascale Michele – Impavido Di Virgilio Antonio – Orso Mariarosa – Mancinelli Foschini Lina – Falato Renata – Falluto Gaetano e Paola – Ceniccola Carlo – Garofano Alida – Bove Angelo – Panza Angelina – Sanzari Nino – Del Vecchio Luigi – Morone Giovanni - Garofano Pasqualina – Perugini Angela – Orso Maria – Sanzari Adelina – Mancinelli Marianna – Prete Filomena – Sebastianelli Marisa – Di Staso Raffaele - Labagnara Leda - Falato Antonio - Gambuti Sandra - Guerrera Pietruccia - Salvatore Antonina. dall’Italia: Sebastianelli Mario, Erba (CO) – Cicchelli Falato Luisa, Gaeta (LT) – Morone Francesco – Tomaselli Di Blasio Antonina, Pisa – Superiora Vittime Espiatrici, Roma – Ciarleglio Rosetta, Reggello (FI) – De Angelis Lucia, Telese Terme (BN) – De Angelis Antonio, Reggio Calabria – Barbato Francesco e Marilena, Aversa (NA) – dott. Panettieri Antonio, Trento – Federico Antonio Arnaldo, San Lorenzello (BN). dall’Estero: Sebastianelli Tonino e Angelina, Australia – Falato Carolina e Falato Luigi Antonio, Australia – Carlesimo Consiglia, Germania – Lombardi Rita e Angela, USA – Vaccarella Lupo e Giovannina, Australia.
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“San Filippo da Con il cuore colmo di gioia e di gratitudine abbiamo concluso i solenni festeggiamenti in onore del N o s t r o Pa t r o n o Filippo Neri. La gioia mi viene dall’aver potuto vivere il grande giubileo in occasione del cinquecentenario della nascita del nostro Padre filippo e di aver celebrato insieme con la mia comunità la conclusione di questo avvenimento. La gratitudine è il sentimento che consegue a questa gioia. Voglio ringraziare il Signore per averci e avermi dato S. Filippo come Protettore, Padre e Maestro. Voglio ringraziare S. Filippo perché continua a proteggere, benedire e guidare questa comunità a lui da secoli affidata. La particolare celebrazione giubilare richiedeva quest’anno dei festeggiamenti adeguati. La novena, cominciata come sempre il 16 maggio con l’esposizione del Santo, è stata celebrata da diversi sacerdoti, che hanno accettato con entusiasmo il nostro invito. A San Filippo non si può dire di no! Li ringrazio a nome personale e della C o m u n i t à Parrocchiale per aver messo a nostra disposizione un po’ del loro tempo. I primi vespri sono stati presieduti dal Vicario generale, Mons. Antonio Di Meo, mentre P. Giancarlo Giannasso, sempre presente in mezzo a noi nelle solenni celebra-
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zioni, si rendeva disponibile per ascoltare le confessioni. Anche a lui un fraterno ringraziamento. La sera del 25 maggio, in Piazza San Filippo, la festa dell’Oratorio San Filippo Neri ha visto impegnati i bambini, i ragazzi e i giovani della nostra comunità. Dario Garofano, eccezionale come sempre, ha presentato la manifestazione tra battute e incoraggiamenti ai ragazzi e ai genitori coinvolti. Tutti avevano una maglietta rosa con impresso lo stemma del nostro Oratorio. Al termine della gara dei giochi, il voto della giuria, presieduta da Sebastiano Curcuruto, ha decretato vincitore “L’Oratorio di San Filippo”, cioè tutti i ragazzi che si sono impegnati nella attività ricreative e di formazione. C’è stata anche l’esecuzione di canti ormai a tutti noti: accompagnati da Guido Coletta alla chitarra, da Luigi Maria Foschini al violino e da Giovanna Prete alla tastiera, sono stati eseguiti “Vanità di vanità” di Branduardi e “Preferisco il Paradiso” di Frisina. Il mio ringraziamento a tutti: ragazzi, animatori, suonatori. Ha concluso la serata il taglio della torta preparata dal gruppo famiglia e consumata da tutti i presenti. Il saluto finale è stato affidato ai ragazzi dell’Oratorio che hanno recitato la poesia sui roghi di S. Filippo. Dopo ci si è recati tutti in Via Corticelle, dove sono stati accesi i roghi preparati anche quest’anno da Pasquale Mastantuono, Antonio Falato e Geppino Garofano. Un grazie anche a loro. Il giorno 26 maggio, in mattinata l’arrivo della Banda “Città di Nardò” e alle 11,00 la Concelebrazione Eucaristica, presieduta dal Vicario generale della nostra Diocesi, Mons. Antonio Di Meo. Con affetto e stima lo ringraziamo per la sua presenza, la sua parola, la sua preghiera.
al cielo sorridi…”
Grazie anche ai Ministranti che hanno prestato servizio all’altare guidati dall’Acc.Curcuruto, e alla corale “cantate Domino in laetitia”, guidata dal maestro Gianluca Coletta e accompagnata all’organo da Giovanna Prete, che ha animato la liturgia dei Primi Vespri e della Solennità. Un grazie particolare a Luigi De Nicola che ha curato le dirette web delle celebrazioni. Al termine della Messa, al suono di marce sinfoniche, il tradizionale brindisi augurale in Piazza S: Filippo con le autorità e i presenti. Un grazie di cuore ai coniugi Damiano Foschini e Antonella Garofano che hanno preparato, come sempre, le caramelle per i bambini e le persone anziane. Grazie a loro abbiamo potuto assaporare la dolcezza a assimilarla a quella di S. Filippo Neri. Dopo la Messa delle ore 17,30 è iniziata la processione con numerosissima partecipazione di fedeli. Durante il percorso, preghiere, canti e marce ben eseguite dalla banda musicale, hanno riempito il cuore di gioia. Al rientro della processione, alle ore 21,00, spettacoli pirotecnici diurni a cura di Carmine Lieto & figli e Carmela Ronca, gli stessi che hanno allietato la serata alle ore 23,00, con il festivale pirotecnico “I fuochi di S. Filippo”, che hanno illuminato Guardia a data solennee conclusione alla Solennità. Grazie al Presidente e ai soci della cantina sociale “La Guardiense” per l’offerta del buon vino ai fuochisti e dello spumante per il brindisi augurale, come anche per la consueta disponibilità mostrata in altre occasioni. Grazie ai giovani della Protezione Civile di Guardia e di Montefalcione che si sono impegnati nel servizio d’ordine in tutte le serate di festa e per spegnere eventuali incendi durante il festival pirotecnico.
Il 27 maggio, sempre alle ore 21,00, alla presenza di numerosissimi alunni di tutte le scuole di Guardia, dei loro docenti e dirigenti, si è tenuta in Piazza S. Filippo la serata di presentazione dei lavori e la premiazione dei vincitori del concorso: “s. Filippo Neri, vita ed opere”, di cui parliamo in altra parte del giornale. Sabato 28 maggio abbiamo concluso i festeggiamenti con l’esibizione in Piazza di uno spettacolo musicale eseguito dalla B.B. Orkestra. Durante le quattro serate è stato gestito dal Gruppo Famiglia della Parrocchia uno stand gastronomico. L’impegno di tanti adulti in questo servizio di volontariato ha dato la possibilità ai numerosi presenti di rifocillarsi e di bere qualcosa di fresco. Un grazie di cuore a tutti gli amici del Gruppo Famiglia sempre disponibili ed attenti alle necessità della Parrocchia. Un grazie al Signor Sindaco e all’Amministrazione comunale per la loro presenza alle manifestazioni e per il contributo economico che hanno voluto elargirci. Grazie al Maresciallo e ai Carabinieri della locale stazione che hanno assicurato il servizio d’ordine, grazie al Comandante della Polizia locale e a tutti i Vigili urbani per la loro consueta disponibilità. Un merito indiscusso per la realizzazione delle magnifiche manifestazioni è del Comitato, presieduto dal Parroco, formato da Paolo Di Lonardo, Umberto Falato, Luigi De Vincentis, Massimo di Palma, Pasquale Falato, Michele Foschini, Luigi De Nicola con la collaborazione di altre persone tra cui i giovani Umberto Di Lonardo e Luigi Pengue. A loro la gratitudine mia personale e di tutta la comunità guardiese. San Filippo sarà certamente contento e dal cielo continuerà a sorridere a questo popolo che lo invoca con fede, e non si stancherà mai di proteggerlo, custodirlo e a farlo cresce unito nella fede come fa dal lontano 1626. Il vostro P. Giustino Di Santo d.O.
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sotto la protezionedell ’Assunta
Giuseppe Barbato In occasione del suo 18° compleanno i genitori Francesco e Marilena lo pongono sotto la materna protezione dell’Assunta.
Fabio e Giulia Caporaso In occasione della Cresima di Fabio celebrata a Vidigulfo (PV) il 15-5-2016, i genitori pongono i loro figli sotto la materna protezione dell’Assunta.
Marika Di Paola Benevento I genitori Massimo e Maria la affidano sotto la materna protezione della Vergine Assunta in occasione del suo 18° compleanno.
Marco, Barbara, Selene e Lucio In occasione del Battesimo di Lucio e matrimonio di Barbara e Marco pongono la loro famiglia sotto la protezione della Vergine Assunta.
esprimono gratitudine all'Assunta Aprile 2016 24 - Famiglia De Blasio 25 - Sanzari Pasquale e Mei Immacolata (25esimo di matrimonio)
Maggio 2016 4 - Garofano Maria 7 - Rione Piazza 10 - Morone Pasquale, Lipomo (CO) - Grillo Filomena 23 - Garofano Maria
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La Vergine Assunta ti benedice e ti protegge.
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Nancy e Nazzareno Vaccarella In occasione del matrimonio, celebratosi in Australia il 3-4-2016, i genitori Lupo Vaccarella e Giovannina Del Vecchio, insieme agli zii Filippo, Luigi e Olga, affidano la nuova famiglia sotto la protezione dell’Assunta.
Desirèe Lisone
Battesimo 1 maggio 2016 In occasione del Battesimo la mamma Angelica la pone sotto la materna protezione dell'Assunta.
Santuario dell’Assunta 82034 Guardia Sanframondi Direttore Responsabile: P. Giustino Di Santo d. O. Dir. Red. Amm.: Congregazione dell’Oratorio PP. Filippini 82034 Guardia Sanframondi (BN) Tel. e Fax 0824.864013 www: santuarioassunta.com e-mail: santuarioassunta@email.it Aut. Tribunale BN Dec. 3/4/1956 n. 25/56 del Registro Stampe C.C.P. 11000825 IBAN: IT77U0335901600100000136796 BIC: BCITITMX Sped. in abb. post., art. 2, comma 20/C Legge 662/96 Regione Campania -BN Con approvazione ecclesiastica Stampato nel mese di giugno 2016 da: nuova impronta QPRINT s.a.s. Cusano Mutri (Bn) Tel.-fax 0824.862723 - info@nuovaimpronta.net
Lo Spirito Oratoriano:
Alla Luce della Lettera ai Filippesi .... Identità di un Carisma. La lettera ai Filippesi di San Paolo che stiamo seguendo, per capire meglio il carisma della Congregazione dell’Oratorio al capitolo 1, 27-30 e capitolo 2, 1-18 pone le fondamenta affinché un gruppo di persone possano dirsi Comunità. L’esortazione paolina all’unità concorde tra i membri di una stessa comunità cioè ad avere lo stesso modo di sentire, trova la sua autentica motivazione nel riferimento esplicito a Cristo Gesù, perché in Lui sta la pienezza della gioia del vivere in comunione tra noi. E’ proprio questo che il Padre Filippo, nel pensare la vita comune dei suoi figli, aveva in mente; ecco perché non volle regole bensì solo ed unicamente un sincero amore fraterno che fosse la fonte di quell’energia che unifica e vitalizza la relazione comunitaria. La Congregazione dell’Oratorio nata ufficialmente nel 1575 a servizio dell’Oratorio, ha come sua missione specifica essere testimonianza viva del Vangelo e fermento nella società e nelle sue strutture, procurando la nascita di autentiche comunità cristiane che siano luce e sale della terra. La nostra Congregazione fin dall’inizio fu ed è una FAMIGLIA, sullo stile delle prime comunità cristiane, un cuor solo un anima sola. I membri sono tutti uguali, amandosi come veri fratelli, non per quello che fanno o producono, ma per quello che sono. Questa vita di famiglia comporta che si viva nella stessa casa, che si mangi alla stessa tavola, che si facciano partecipi gli altri delle proprie esperienze apostoliche, che si discutano insieme problemi e difficoltà, che ci sia un aiuto nei momenti di bisogno, che ci siano momenti di preghiera comune. Le nostre comunità non sono numerose, sono famiglie, in cui le facce si conoscono e si amano, in cui ciascuno deve cercare il bene di tutti, costruirlo con l’esempio e perseverare nell’adempierlo. San Filippo voleva che le nostre comunità non fossero una congregazione con voti religiosi perché voleva che la donazione a Dio non fosse determinata da una decisione presa una volta per sempre, e a volte realizzata contro voglia, solo perché ci sono di mezzo i voti; ma fosse una scelta continua e una libera donazione della propria vita a Dio. La CARITà è l’unico vincolo, è la virtù che alimenta l’unione fraterna e insieme all’umiltà sostiene la vita comune di noi oratoriani. Il Santo Padre Filippo una volta interrogato da un monaco certosino su quali fosse le regole per la sua Congregazione cosi rispose: “La Carità è la sola regola, questa basta, se ben vissuta, sia per un buon governo, sia per la santificazione personale. Di più diceva che per essere perfetto non basta obbedire e onorare i superiori, ma bisogna onorare gli uguali e gli inferiori”. Questa assenza di voti comporta a noi Oratoriani una donazione libera e quotidiana, un sentici quasi come nati per la Congregazione, con l’intenzione ferma di rimanere in essa fino alla morte, con libera volontà. Tutto ciò comporta una continua disponibilità al servizio come diceva Gesù, che “non è venuto per essere servito, ma per servire”. La vita oratoriana comporta dunque un grande attaccamento alla propria casa, alla propria famiglia, affezionarci ad essa e starci proprio volentieri e sentirsi bene. A tal proposito mi vengono in mente le parole che il Beato Jhon Henry Newman, pronuncio ai suoi confratelli in una Congregazione Generale: “Se la comunità dovesse diventare una specie di albergo, ove si va per mangiare e dormire e ognuno fa quel che gli pare, non saremmo più una Comunità Oratoriana”. Possa ogni nostra comunità Oratoriana respirare la freschezza delle origini, dal ceppo da cui siamo nati per vivere e rimanere con liberta gioiosa e semplice uniti a Cristo Gesù per portare frutti di santità. Sebastiano Curcuruto d.O.
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L’eccezionale spiritualità di San Filippo Neri Ogni volta che si vuole dimostrare una tesi o di filosofia o di teologia, si è tenuti, per la chiarezza della dimostrazione, a premettere la cosiddetta explicatio terminorum, che consiste nel chiarire il significato di quelle parole nelle quali dovrebbe essere contenuta la sostanza della tesi, al fine di dimostrarne, provarne la verità, e, di conseguenza, farla accettare. A me, pertanto incombe l’obbligo di spiegare l’aggettivo qualificativo “eccezionale” della spiritualità del nostro Patrono San Filippo, in quanto Guardia lo ha voluto e se l’è scelto come tale, affidandosi a lui. Dico subito che, qualificandola “eccezionale” non intendo assolutamente dimostrare e affermare che la vita di San Filippo, sotto la guida dello Spirito Santo, sua luce e sua fortezza, abbia costituito un superamento della normalità di ogni altro santo. Infatti, se la norma della Santità dei fedeli di Cristo è vivere nella perfetta carità di Dio e del prossimo, San Filippo ha fatto questo come lo hanno fatto tutti gli altri santi, e come sempre dovremmo fare tutti i cristiani di oggi e di domani che aspirano alla Santità. Dunque, se una “eccezionalità” c’è nella spiritualità di San Filippo, non si può trovarla nella sostanza, che resta sempre e sola la perfezione dell’amore verso Dio e verso il prossimo, ma nel modo pratico e quotidiano di viverlo e farlo vivere questo necessario amore. Di questa eccezionalità di San Filippo, se n’era già accorto, non senza sorpresa, un altro grande santo, suo contemporaneo, Carlo Borromeo. Come, infatti, non stupirsi nel vedere che San Filippo era come “la campana che chiama gli altri ad entrare in chiesa, restandone, però sempre al di fuori”? San Filippo, infatti, non aveva emesso nessuna professione dei voti di povertà, ubbidienza e castità, né aveva mai voluta imporla ai suoi già numerosi discepoli che il Signore gli aveva dati: la CARITA’, e solo questa, doveva ardere nel cuore, senza vincoli giuridici alla personale libertà. La Carità, questo sole divino che era letteralmente entrato nel cuore di San Filippo in una notte di preghiera nelle catacombe romane, era, ormai, per lui l’unica ragione di vita. Quale la conseguenza per lui, e quale l’insegnamento per i suoi figli spirituali? Se gli uomini vivono nel mondo, qui bisogna restare per infiammarlo di Amore, di quello Spirito, cioè, “che rinnova la faccia della terra”. Era questo rinnovamento che stava a cuore a San Filippo. I suoi sacerdoti della Congregazione dell’Oratorio sono preti secolari, non dunque conventuali o, tantomeno, claustrali. Un mondo santificato della Carità voleva il nostro Patrono! Non poteva, pertanto, San Filippo volere una fuga dal mondo; voleva i suoi figli spirituali congregati certamente “in unum”, ma senza assumere “struttura di religione”, cioè di ordine religioso, anche perché diceva: “Oggi vi sono tante religioni di numero e di bontà come mai sia stato nella Chiesa di Dio”. Capitò una volta che uno dei suoi prediletti discepoli, il famoso cardinale Tarugi, gli parlasse di un giovane che voleva farsi frate cappuccino; San Filippo esclamo: “O Signore Dio, quand’uno può fare qualche frutto nel mondo, subito si vuol andare a perdere nelle religioni”. Con questo non voleva evidentemente criticare uno stato di vita; ma non era la strada che aveva scelto per se e per i suoi seguaci. è questo che mi convince della eccezionalità della Spiritualità di San Filippo Neri. P. Giancarlo Giannasso cappuccino
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Note sulla Chiesa Ave Gratia Plena (Quarta parte)
È interessante notare come gli Amministratori ed i Cappellani dell’Ave Gratia Plena avessero la prerogativa di gestire nel corso dell’intero anno, sia all’interno della chiesa che nei luoghi di culto ad essa collegati, tutte le cerimonie concernenti gli eventi religiosi da celebrare, secondo tradizione, in paese. È altrettanto interessante conoscere il tipo di celebrazione a cui si doveva procedere e le modalità con cui si festeggiava una determinata circostanza. Ad esempio – a voler riportare a caso qualche semplice testimonianza – nel mese di Gennaio, il giorno sette, si celebrava “in S. Rocco Chiesa dello Spedale messa cantata «redeunte Jesu ex Aegipto» con p(ri)mo e 2° vespro”. Invece il giorno 17 si procedeva alle celebrazioni per la “Festività di S. Ant(oni) o Abbate p(ri)mo e 2° vespro e messa parata per il legato di Ant(oni)o Sellaroli”, il quale per il Santo eremita doveva avere un culto particolare. Un evento straordinario cadeva in Marzo, precisamente il giorno 25, quando ci si apprestava, nel sacro tempio dell’A.G.P., alla “Solennità di n(ost)ra Chiesa” con le celebrazioni di “p(ri)mo e 2° vespro e messa parata coll’intervento di tutti li RR(everendi) Capp(ella)ni con esposiz(io)ne del Venerabile”. Un grande esempio di rispetto riverente per le tradizioni religiose locali oltre che di collaborazione costruttiva tra gli Amministratori dell’A.G.P. e i Padri Filippini può essere considerata una celebrazione particola-
re che cadeva nel giorno 2 del mese di Giugno: nelle antiche carte si legge che in quella circostanza “nella Chiesa di S. Rocco
nello spedale si celebra con p(ri)mo e 2° vespero la festività del Glorioso S. Filippo Neri principal Padrone”. Una cerimonia molto sentita, che generava grande commozione, avveniva ancora il giorno 5 del mese di Giugno con la partecipazione di tutti i cittadini: “Su le ore 21” si intonava un “Solenne Te Deum con suono festivo di tutte le campane in rendim(ent)o di grazie per esserci sino a q(ues)to tempo il Sig(no)re Iddio preservato dal flagello del terremoto per memoria di 5 giugno 1688”. Un evento estremamente drammatico che aveva lasciato il segno nella popolazione.
Nel mese di Luglio, nel giorno “14 nella Chiesa di S. Rocco dello spedale con p(ri)mo e 2° vespro e messa parata” si celebrava “la festività di S. Bonaventura”: evidente segno di venerazione per il santo di Bagnoregio che nel lontano 1246 aveva dato vita ad una Confraternita del Gonfalone a cui era stata affiliata quella creata a Guardia. Ad Agosto il giorno 2 “nella Chiesa di S. Maria degl’Angeli …, con p(ri)mo e 2° vespro e messa parata” si celebrava “la festività della Regina degli Angeli”. Il giorno 16 invece era la data indicata per la “Sollennità del nostro spedale, e Chiesa di S. Rocco con primo e 2° vespro, messa solenne, processione tanto nell’andare a pigliare, quanto nel riportare la statua d’argento di detto nostro Santo dalla Chiesa Madre senza esenzione de Cappellani” obbligati a far parte del corteo religioso. In Settembre un occhio di riguardo era riservato al santo patrono di Napoli e del Regno: “A 19 nella chiesa dello Spedale di S. Rocco p(ri)mo e 2° vespero e messa parata per la sollennità di S. Gennaro”. La prima domenica del mese di Ottobre si celebrava “con primo e 2° vespero, e messa parata da tutti i Reverendi Cappellani la festività del S. mo Rosario, con solenne processione, ed esposizione del Santissimo Sacramento”. Il giorno seguente, lunedì, c’era invece “officio doppio de morti con messa parata nell’Altare del Rosario per li confrati defunti”. A Novembre ovviamente, il
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giorno 2, “tré ore avanti giorno con l’intervento di tutti li Capp(ella)ni e con gran p(ri)mo e 2° vespro e messa parata solennità” si procedeva alla celebrazione con “l’officio, e messa, per tutti li fedeli defonti”. Il giorno più importante del mese di Dicembre, vale a dire il 25, si celebrava la “sollennità del S.mo Natale primo e 2° vespro, officio Divino, e messa maggiore cantata nella sacra notte, … e messa solenne nell’ora propria”. Come si è ricordato, non erano solo queste le celebrazioni volute dagli Amministratori dell’A.G.P. nei luoghi di culto legati alla loro Chiesa madre. Esse però bastano a dare un’idea della capacità organizzativa dell’Ente e delle attività che venivano programmate a beneficio dei
fedeli e della comunità tutta. Si potrebbe aggiungere, per avere un quadro più completo delle mani-
festazioni promosse e degli impegni morali e materiali presi con il popolo dei fedeli, qualcosa in merito ai restanti obblighi riservati ai Cappellani dell’Annunciata: “In ogni prima Domenica del mese, messa cantata e processione circa sesta colla statua della Vergine del Rosario, vespero, e Rosario” … “Tutti li dieci Cappellani che sono al servizio del nostro Spedale siano sempre pronti all’assistenza de poveri infermi con somministrarli que’ sacramenti, che possono aggiutarli –aiutarli– a ben morire, e poi esequiarli nella Chiesa di detto Spedale “more solito”. Enrico Garofano
sono tornati alla casa del Padre Aprile 2016 2- Sebastianelli Giovannina, nata a Guardia Sanframondi il 2 maggio 1927, vedovo Garofano Pasqualino. 5- Venditti Antonio, nato a Guardia Sanframondi il 24 ottobre 1925, vedovo Ceniccola Antonietta. 10- Del Vecchio Filippo, nato a Guardia Sanframondi il 9 gennaio 1930, coniugato Meoli Filomena. 13 - Giannotta Anna Maria nata ad Amorosi, il 30 marzo 1951, coniugata Del Vecchio Giovanni. 15- Iuliani Filomena, nata a Guardia Sanframondi, il 16 agosto 1928, coniugata Del Vecchio Carlo. 17- Garofano Pasquale, nato a Guardia Sanframondi il 26 ottobre 1937, coniugato Garofano Teresa. 19- Pengue Maria Antonia, nata a Guardia Sanframondi, il 15 luglio 1926, vedova Garofano Ernesto. 22- Garofano Gaetano, nato a Guardia Sanframondi, il 13 giugno 1938, coniugato Del Vecchio Giuseppina. 23- Falato Everdina, nata a Guardia Sanframondi, il 31 agosto 1927, vedova Garofano Umberto. 24- Grillo Giovanni, nato a Guardia Sanframondi , il 19 agosto 1926, vedovo Lombardi Giuseppina. 25- Falato Filippo, nato a Guardia Sanframondi, il giorno 8 novembre 1929, vedovo Pengue Maria. 28- Varrone Salvatore, nato a Guardia Sanframondi il 5 febbraio 1938, coniugato Mancini Teresa.
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Eldorato Garofano
n. 10-5-1925 - m. 22-4-2016 La moglie Ceniccola Giovannina e le figlie, con grande fede, lo affidano al Signore della Vita e alla Vergine Assunta.
Maggio 2016 14- Labagnara Mariano, nato a Napoli il giorno 1 novembre 1932, celibe 16- Foschini Vittorio, nato a Guardia Sanframondi il 6 aprile 1933, vedovo Corbo Letovina 17- Sanzari Filomena, nata a Guardia Sanframondi il 2 maggio 1927, vedova Iacobucci Filippo 27- Cusani Maria, nata a Guardia Sanframondi il 3 febbraio 1937, coniugata Mancino Alfredo
Luigi Garofano
n. 29-11-1924 – m. 17-5-2016 Il figlio Enrico e la cognata Elena lo affidano alla Vergine Assunta e alla misericordia divina.
parrocchia in ...forma C
Aprile - Maggio 2016
aro lettore, il mese di aprile è un po’ avaro per la cronaca parrocchiale. Ciò nondimeno, oltre alle abituali attività pastorali e agli incontri dei Gruppi, c’è da segnalare: 1) il “primo Venerdì” ha visto il Parroco impegnato in unincontro con gli ospiti delle tre Case di Riposo esistenti in Guardia San Filippo Neri, Villa Lina e Residence Cervillo – le quali hanno accolto con entusiasmo don Giustino ed invitandolo a ritornare presto, mostrando così il loro gradimento; 2) i nostri ministranti (che sono un buon numero) hanno partecipato al Giubileo loro riservato in Centro Diocesi. Sono
stati accolti dalla amorevole paternità del Vescovo De Rosa e con lui si sono intrattenuti dopo la celebrazione Eucaristica. Il mese di maggio invece ha avuto un’agenda molto fitta. E’ iniziato con una riunione di Consiglio Pastorale, convocato per definire nei particolari le celebrazioni dei mesi di maggio e giugno. I suoi componenti sono stati invitati dal Parroco ad immaginare, altresì, come incrementare la partecipazione dei fedeli ad alcune iniziative e farle decollare come si conviene.
Il “primo sabato con l’Assunta” (che per questo mese di maggio, da qualche anno, viene curato dal Rione Piazza con la partecipazione del Coro Note d’Amore di Solopaca) è stato il preludio della Supplica alla Madonna di Pompei” che il giorno seguente si è celebrata, in contemporanea, nella Chiesa
di San Sebastiano e nella Basilica Parrocchiale. Nel quadro celebrativo del mese mariano, si è inserita (come sempre accade) la Novena di San Filippo,
che è andata a preparare la conclusione dell’anno giubilare filippiano, in ricordo del 500° compleanno del nostro Patrono. Hanno celebrato le Messe vespertine: padre Giustino Di Santo, don Mimmo De Santis, don Giovanni Pirtac, don Marino Labagnara, don Pino Di Santo, don Fausto Carlesimo, don Flaviano Foschini e padre Giancarlo Giannasso. Il tema delle loro omelie è stato incentrato su San Filippo visto alla luce del suo rapporto intenso con la Madonna. In questo contesto abbiamo riascoltato anche Sebastiano Curcuruto. I canti sono stati guidati da Alfonso De Nicola. In questa cornice è stato anche conferito il Sacramento della Cresima a 33 giovani guardiesi e a tre venuti da fuori. Mons. Vescovo ha tenuto una brillante o m e l i a parlando dei doni che lo Spirito S a n t o effonde e sui frutti che produce in noi (anche quando non ce ne accorgiamo) e ricordando anche il rapporto profondo e particolare che San Filippo aveva con la terza persona della Trinità. Con questi intensi parallelismi si è giunti alla celebrazione dei “Primi Vespri di San Filippo” presieduti da mons. Di Meo (vicario generale della Diocesi), concelebrante padre Giustino. All’omelia ha presentato la “gioia di San Filippo” e ribadita la necessità che ognuno di noi ha nel possedere “nel cuore” quella “del cuore”.
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dr. Gianluca Coletta. A distanza di tre giorni, la grande solennità del Corpus Domini. La folta processione, che si è avviata dopo la Messa vespertina, durata oltre due ore, si è snodata nelle vie di Guardia, molte delle quali hanno 26 maggio Festa del Patrono San Filippo “grande riformatore dei suoi tempi… uomo di gentile aspetto e di modi anche più gentili, soave sopra ogni misura nello sguardo, nella parola e in tutto, abbellito da un’anima santamente poetica che gli traspariva nel volto, umile nell’atteggiamento, talvolta o apparentemente o realmente bizzarro, e nelle sue bizzarrie pur sempre Santo, singolarissimo per una certa celestiale allegrezza che gli fu compagnia anche tra i dolori e le contraddizioni, così ardente
nella Carità di Dio e del prossimo da parere spesso folle per amore”1. Ha presieduto la Messa Solenne mons. Di Meo, su incarico del Vescovo (assente per motivi di salute), concelebrata da: padre Giustino, don Flaviano Foschini, don Marino Labagnara e don Mimmo De Santis, mentre padre Giancarlo è stato occupato nelle confessioni. Questi, con gli altri Padri impegnati durante la Novena, hanno onorato l’ospitalità del Parroco, sedendo alla stessa mensa, dopo aver brindato con il popolo in Piazza San Filippo e distribuito caramelle ai bambini. A sera la tradizionale processione. Come nel giorno delle Cresime, anche in questi due giorni il servizio liturgico è stato assicurato dalla Corale Cantate Domino in Laetitia, diretta dal maestro 1
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Card. Capecelatro – Vita di San Filippo Neri – ed. 1901 -
accolto il passaggio del Signore con balconi adornati a festa, con il pavimento tappezzato con riquadri di fiori e con citazioni sacre ed hanno ospitato il Santissimo sui tanti altarini, appositamente preparati per una sosta di preghiera. Al termine il Parroco ha ringraziato tutti evidenziando la bellezza spirituale e artistica dell’arredamento preparato. Tra un canto ed una preghiera dei fedeli, le note suonate dalla Banda Città di Marigliano, L’Amministrazione Comunale e le Autorità Militari operanti sul territorio, hanno partecipato ufficialmente oltre ovviamente, le Associazioni ed i Gruppi Parrocchiali.
Il 31 è stato il giorno conclusivo del “Mese di Maggio” dedicato alla Madonna. Padre Giustino ancora una volta ha posto l’accento sul ruolo insostituibile e mistico che ha avuto ed ha nella complessa umanità, di ieri e di
oggi, Colei che, eccelsa Creatura, visse in profonda umiltà la Sua misteriosa condizione di “Madre e Figlia del Suo Figlio”. Il Programma civile dei festeggiamenti è stato il seguente: 25 maggio: festa dell’Oratorio, con giochi e canti dei bambini, organizzata dagli Animatori del Gruppo; 26 maggio: concerto in Piazza San Filippo del Complesso Bandistico “Città di Nardò”; 27 maggio: premiazione del concorso svolto nelle scuole sul tema: San Filippo: vita e opere” (se ne parla in altra parte del Bollettino); 28 maggio: in Piazza San Filippo spettacolo musicale della Big Band Orkestra; Gli spettacoli pirotecnici sono stati di Carmine Lieto & figli da Visciano (Na) e di Carmela Ronca da Piretrastornina (Av); le luminarie dei F.lli Di Meo da Ruviano (Ce). Sono, altresì, meritevoli di segnalazione: a) l’inaugurazione della biblioteca dell’Istituto Comprensivo “Abele De Blasio”; b) l’inaugurazione del Palazzo degli Uffici (ex Tribunale) in cui sono allocati l’Ufficio del Giudice di Pace e la biblioteca comunale; 3) l’iniziativa dell’Associazione “Gli Amici del Cuore” il cui Comitato Scientifico ha tenuto, ai giovani studenti del Polo Scolastico Superiore, tre lezioni integrate sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari e sui rischi che si corrono se si vive la vita in modo sregolato. Carlo Labagnara
Concorso
San Filippo Neri, vita ed opere Le celebrazioni giubilari in onore di San Filippo Neri richiedevano certamente un coinvolgimento di tutta la Comunità parrocchiale. E il modo migliore è stato quello di coinvolgere tutti gli Istituti Scolastici di Guardia: l’Istituto comprensivo “A. De Blasio, comprendente anche gli alunni di S. Lorenzo Maggiore e di S. Lupo e l’Istituto Superiore “Galilei-Vetrone” comprendente l’Istituto Tecnico Agrario e il Liceo Scientifico. È stato indetto perciò un concorso con il tema: “S. Filippo, vita ed opere”, preparato da una Commissione formata dal Parroco, da Sebastiano Paglione, Angelo Scarinzi e Tersa Piazza (docenti di Religione nelle Scuole di Guardia), Guido Coletta, Carlo Labagnara, Dario Garofano, Pina Tommasino, Patrizia Lombardi e Sebastiano Curcuruto. Tutte le scuole hanno subito accolto l’invito a partecipare al concorso. Si ringraziano le Dirigenti scolastiche dott. Silvana Santagata dell’Istituto Comprensivo “A. De Blasio” e la dott. Grazia Pedicini dell’Istituto Superiore “GalileiVetrone” che hanno permesso, attraverso i loro docenti, la partecipazione al concorso di tutti gli alunni. Ben 410 tra bambini, ragazzi e giovani hanno partecipato alla realizzazione di testi letterari, poesie, disegni, lavori grafici e multimediali. La Commissione giudicatrice, formata dal Parroco P. Giustino Di Santo, dai Proff. Silvio Falato,
Ernesto Garofano e Raffaele Di Santo per la parte letteraria, dai Proff. Ernesto Pengue e Gianluca Mancini per la parte artisticopittorica e da Luigi De Nicola per la parte informatica, ha dovuto svolgere un ampio lavoro di selezione per poter scegliere delle opere vincitrici tra tante pervenute. Tutte le opere sono state esposte in una mostra realizzata nell’auditorium del nostro Santuario e le vincitrici sono raffigurate in questa pagina. A premiare i vincitori, la sera del 27 maggio, in una manifestazione presentata in maniera impeccabile da Dario Garofano, sono stati gli allievi dell’Istituto “Carafa-Giustiniani” di Cerreto Sannita che avevano provveduto in precedenza alla manifattura dei premi in ceramica, dietro le direttive della dott. Giovanna Caraccio e dei docenti Patrizia Colucci e Marco De Lerma, ai quali va il nostro apprezzamento e il nostro ringraziamento. Oltre ai pezzi in ceramica sono stati distribuiti a tutti attestati di partecipazione e spille in ricordo del cinquecentenario, oltre che dei cuori confezionati dal “laboratorio potenziamento in Arte” guidato dalla prof. Anita Trotta, presso l’Istituto Comprensivo “A. De Blasio”. Anche a lei va il nostro ringraziamento. Ringraziamenti a tutti coloro che hanno fatto in modo che, ancora una volta, come sempre nei secoli passati, S. Filippo fosse conosciuto, onorato ed amato come nostro amico, protettore, concittadino. P. Giustino Di Santo d.O.
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in memoria di...
Malvina Iacobucci e Giacomo De Vecchio
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Giuseppe Cerbo n. 7-5-1948 – m. 19-7- 1986
n. 1-7-1923 – m. 12-7-2005 Le figlie Rita e Angela e il genero Pasquale lo ricordano con immutato affetto e la affidano alla preghiera della Chiesa e alla Vergine Assunta.
Le figlie Ida e Marisa, con le loro famiglie li ricordano con immutato affetto e li affidano alla Vergine Assunta.
I figli la affidano alla misericordia del Padre e alla preghiera della Chiesa
La moglie, dopo trenta anni dalla scomparsa, mantiene sempre vivo il ricordo e con immutato affetto lo affida alla infinita misericordia del Signore.
Pasquale Pengue
Angela De Lucia
Vincenzo Ceniccola
n. 13-1-1930 – m. 3-3-1978
n. 14-4-1946 – m. 20-3-2010
La moglie e i figli lo affidano alla misericordia divina, perché gioisca nella luce dei giusti.
Il marito e le figlie la affidano alla preghiera della Chiesa e alla misericordia infinita del Signore.
Nicola e Filomena Conte
Gabriele e Maria Sebastianelli
I figli Angelina e Tonino li affidano alla misericordia di Dio per intercessione della Vergine Assunta.
Silvio Lombardi
Linda Cerbo n. 27-9-1925 – m. 11-4-2015
n. 10-9-1929 - m. a Torino il 22-2-2013 I figli Tonino e Angelina dall’Australia invocano per i genitori la misericordia divina per intercessione della Vergine Assunta.
n. 3-12-1930 – m. 6-10-2010 La moglie e i figli lo affidano alla infinita misericordia del Signore.
Elvio Morone
n. 26-10-1919 – m. 20-10-1988
Maria Veneranda Pascale n. 25-11-1956 – m. 17-1-2016
I familiari tutti la ricordano con tanto affetto e la affidano alla misericordia divina e alla Vergine Assunta.
Concetta Garofano
n. 2-12-1926 – m. 17-3-2000
La congiunta Luisa li ricorda con immutato affetto e li affida alla misericordia del Signore.
Aprile 2016 3 - Abele e Agnesina, da Nino e Lina, Inghilterra - Tacinelli Maria Elena, i figli (anniversario) 2 - Perfetto Angelo, i figli (settimo) - Basile Fausto e Falato Mariano, la figlia Ida - Plenzich Angelo Raffaele, il figlio 3 - Abate Elvio e Annunziata, la figlia - Iuliani Flaviano, la moglie e le figlie - Don Filippo Di Lonardo, amici - Parente Filippo, la sorella Filomena - Ceniccola Armida, Nucciarelli Antonio e Gambuti Raffaele, le figlie 4 - Pingue Mareia, il marito e il figlio (anniversario) 5 - Corbo Maria, la famiglia (trigesimo) 6 - Rotondi Crescenzo, la moglie e i figli (trigesimo) 7 - Perugini Assunta, i figli (trigesimo) 8 - Ceniccola Fermina, i nipoti (anniversario)
9 - Del Vecchio Angelo e Cristina, il figlio 10 - Di Santo Abele e Teresa, la congiunta Luisa - Lombardi Idolo, Umerto e Giuseppina, i congiunti - Pengue Pasquale, la moglie e i figli - Don Filippo Di Lonardo, una devota - Di Brigida Assunta e Garofano Elena, la sorella 11 - Di Santo Antonio, la moglie e i figli (trigesimo) 12 - Uccellini Annibale, la moglie e i figli (trigesimo) 13 - Sanzari Maria, la sorella e i nipoti (trigesimo) 14 - Di Lella Maria, le sorelle (anniversario) - Di Paola Raffaele, familiari (trigesimo) 15 - Gambuti Rosina, il marito e i figli 16 - Di Mezza Vittorio, la moglie e i figli 17 - Sanzari Luciano e Rosa, il figlio - Plenzich Giuseppe e Pinto Irma, i figli
- Don Filippo Di Lonardo, Ada e Maria - Silvestri Salvatore, la moglie e i figli - Sebastianelli Giovanni e Angiolina, le figlie 18 - Cerbo Linda, figli (anniversario) 21 - Pigna Agnese e Casilli Francesco, i figli Elena e Michele 23 - Defunti Paolella-Piazza, i parenti - Sanzari Assunta, la figlia 24 - Del Vecchio Alfonso e Martone Lucia, la madre - Panza Michelangelo e Filippelkli Maria, la figlia Maria - Tomaselli Floriano, Silvio e Adelina, la famiglia - Mancini Angelo e Maiorani Assunta, la nuora - Plenzich Adelina, i familiari 27 - Perfetto Angelo, i figli (trigesimo) 28 - Filippelli Pellegrino, Caterina e Teresa, i figli - Pascale Luigi e Blandino Ernesta, la famiglia 30 - Silvestri Elvira, il marito e i figli
Maggio 2016 1 - Orso Filomeno, la moglie e i figli - Borrelli Matilde e Labagnara Raffaele, la figlia - Maiorani Antonietta e Giovanni, la nipote Ida - Pigna Rodolfo e Belinda, il figlio Armando 2 - Benevento Elvio, i figli (trigesimo) - Pascale Maria Veneranda, i familiari 3 - Falluto Sebastiano, la moglie e i figli 5 - Sebastianelli Giovannina, i figli 6 - De Vincentis Giovanni, la moglie e i figli 7 - Falato Giacobbe, la moglie e i figli 8 - S a n z a r i Ad a m o , Ru g g i e r o Vincenzo e Zacchino Angelina, la congiunta Maria - Iacobucci Maria e Del Vecchio Giacomo, le figlie Guerina e Assuntina 9 - Del Vecchio Filippo, la moglie e i figli (trigesimo) 11 - Perugini Vittoria e De Blasio Maria, il figlio Nicola
- Garofano Domenico, la moglie 12 - Filippelli Pellegrino, i figli (anniversario) 13 - Turco Vittorina , i figli 14 - Sanzari Rosina, i figli (anniversario) 15 - Zacchino Maria e Conti Anan, i figli - Pingue Teresa e Di Santo Guglielmina, il familiare Daniele - Garofano Serafina, il marito e i figli - Borrelli Matilde e Labagnara Raffaele, la nuora Teresa - Falato Pasqualino, i figli 16 - Plenzich Livia, i familiari 17 - Falato Marianna, i nipoti (anniversario) - Cavallo Gino, la cognata Angelina 18 - Iadanza Antonino, la moglie 19 - Ceniccola Filomena, il marito e il figlio - Silvestri Angelina, la famiglia 20 - Di Lonardo Fausto, la moglie. 21 - Foschini Abele e Morone Alcina, le figlie. 22 - Pengue Maturino, la moglie e i
figli - Morone Teresina e Alfonsina, la nipote Teresa - G a r o f a n o A n g i o l i n a e Sebastianelli Giovanni, le figlie Lina e Maria 24 - Pengue Carmina e Di Lonardo Elvio, le figlie. 26 - Ceniccola Giovanni, l’amico Mastantuono Pasquale. - Don Filippo Di L onardo, Angelina e Geppino. - Sebastianelli Pasqualina e mancini Filippo, i figli 27 - Parente Sisto, i figli. 28 - Iuliani Filomena, il marito e i figli(trigesimo) 29 - Maiorani Renato, la moglie e i figli. - Lombardi Flaviano, Elena e Nicola, i congiunti. Di Guglielmo Filippo, Teresa e Giovannina, la congiunta Teresa 30 – Garofano Pasquale,la moglie e la figlia(trigesimo) 31 – Pengue Maria Antonia, i figli (trigesimo)
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Ai giovani diceva: Non vi caricate di troppe devozioni, ma intraprendetene poche, e perseverate in esse. Non tante devozioni, ma tanta devozione.