Anno LIX - n. 7/8 Giugno/Luglio 2014 - Sped. in Abb. Postale, art. 2 comma 20/c Legge 662/96 Regione Campania -BN- In caso di mancato recapito restituire al mittente
Papa Francesco
UDIENZA GENERALE La Chiesa: 1. Dio forma un Popolo Cari fratelli e sorelle, buongiorno. E complimenti a voi perché siete stati bravi, con questo tempo che non si sa se viene l’acqua, se non viene l’acqua… Bravi! Speriamo di finire l’udienza senza acqua, che il Signore abbia pietà di noi. Oggi incomincio un ciclo di catechesi sulla Chiesa. E’ un po’ come un figlio che parla della propria madre, della propria famiglia. Parlare della Chiesa è parlare della nostra madre, della nostra famiglia. La Chiesa infatti non è un’istituzione finalizzata a se stessa o un’associazione privata, una ONG, né tanto meno si deve restringere lo sguardo al clero o al Vaticano… “La Chiesa pensa…”. Ma la Chiesa siamo tutti! “Di chi parli tu?” “No, dei preti…”. Ah, i preti sono parte della Chiesa, ma la Chiesa siamo tutti! Non restringerla ai sacerin questo numero: 2 3 4 6 6 7 8 10 11 12 13
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Udienza Generale Hanno collaborato con noi... Il giorno di Santa Maria. Sotto la protezione dell'Assunta Esprimono gratitudine all'Assunta Solennità dell'Assunta In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa (Lc 1,39) Festa del Patrocinio di San Filippo Neri. Appunti di cronaca Sono tornati alla casa del Padre In memoria di...
doti, ai vescovi, al Vaticano... Queste sono parti della Chiesa, ma la Chiesa siamo tutti, tutti famiglia, tutti della madre. E la Chiesa è una realtà molto più ampia, che si apre a tutta l’umanità e che non nasce in un laboratorio, la Chiesa non è nata in laboratorio, non è nata improvvisamente. E’ fondata da Gesù ma è un popolo con una storia lunga alle spalle e una preparazione che ha inizio molto prima di Cristo stesso. 1. Questa storia, o “preistoria”, della Chiesa si trova già nelle pagine dell’Antico Testamento. Abbiamo sentito il Libro della Genesi: Dio scelse Abramo, nostro padre nella fede, e gli chiese di partire, di lasciare la sua patria terrena e andare verso un’altra terra, che Lui gli avrebbe indicato (cfr Gen 12,1-9). E in questa vocazione Dio non chiama Abramo da solo, come individuo, ma coinvolge fin dall’inizio la sua famiglia, la sua parentela e tutti coloro che sono a servizio della sua casa. Una volta in cammino, - sì, così incomincia a camminare la Chiesa - poi, Dio allargherà ancora l’orizzonte e ricolmerà Abramo della sua benedizione, promettendogli una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia sulla riva del mare. Il primo dato importante è proprio questo: cominciando da Abramo Dio forma un popolo perché porti la sua benedizione a tutte le famiglie della terra. E
all’interno di questo popolo nasce Gesù. E’ Dio che fa questo popolo, questa storia, la Chiesa in cammino, e lì nasce Gesù, in questo popolo. 2. Un secondo elemento: non è Abramo a costituire attorno a sé un popolo, ma è Dio a dare vita a questo popolo. Di solito era l’uomo a rivolgersi alla divinità, cercando di colmare la distanza e invocando sostegno e protezione. La gente pregava gli dei, le divinità. In questo caso, invece, si assiste a qualcosa di inaudito: è Dio stesso a prendere l’iniziativa. Ascoltiamo questo: è Dio stesso che bussa alla porta di Abramo e gli dice: vai avanti, vattene dalla tua terra, incomincia a camminare e io farò di te un grande popolo. E questo è l’inizio della Chiesa e in questo popolo nasce Gesù. Dio prende l’iniziativa e rivolge la sua parola all’uomo, creando un legame e una relazione nuova con lui. “Ma, padre, com’è questo? Dio ci parla?” “Sì”. “E noi possiamo parlare a Dio?” “Sì”. “Ma noi possiamo avere una conversazione con Dio?” “Sì”. Questo si chiama preghiera, ma è Dio che ha fatto questo dall’inizio. Così Dio forma un popolo con tutti coloro che ascoltano la sua Parola e che si mettono in cammino, fidandosi di Lui. Questa è l’unica condizione: fidarsi di Dio. Se tu ti fidi di Dio, lo ascolti e ti metti in cammino, questo è fare Chiesa. L’amore di Dio precede tutto. Dio sempre è primo, arriva prima di noi, Lui ci precede. Il profeta Isaia, o Geremia, non ricordo bene, diceva che Dio è come il fiore del mandorlo, perché è il primo albero che fiorisce in primavera. Per dire che Dio sempre fiorisce prima di noi. Quando noi arriviamo Lui ci aspetta, Lui ci chiama, Lui ci fa camminare. Sempre è in anticipo rispetto a noi. E questo si chiama amore, perché Dio ci aspetta sempre. “Ma, padre, io non credo questo, perché se lei sapesse, padre, la mia vita, è stata tanto brutta, come posso pensare che Dio mi aspetta?” “Dio ti aspetta. E se sei stato un grande peccatore ti aspetta di più e ti aspetta con tanto amore, perché Lui è primo.
E’ questa la bellezza della Chiesa, che ci porta a questo Dio che ci aspetta! Precede Abramo, precede anche Adamo. 3. Abramo e i suoi ascoltano la chiamata di Dio e si mettono in cammino, nonostante non sappiano bene chi sia questo Dio e dove li voglia condurre. E’ vero, perché Abramo si mette in cammino fidandosi di questo Dio che gli ha parlato, ma non aveva un libro di teologia per studiare cosa fosse questo Dio. Si fida, si fida dell’amore. Dio gli fa sentire l’amore e lui si fida. Questo però non significa che questa gente sia sempre convinta e fedele. Anzi, fin dall’inizio ci sono le resistenze, il ripiegamento su sé stessi e sui propri interessi e la tentazione di mercanteggiare con Dio e risolvere le cose a modo proprio. E questi sono i tradimenti e i peccati che segnano il cammino del popolo lungo tutta la storia della salvezza, che è la storia della fedeltà di Dio e dell’infedeltà del popolo. Dio, però, non si stanca, Dio ha pazienza, ha tanta pazienza, e nel tempo continua a educare e a formare il suo popolo, come un padre con il proprio figlio.
Dio cammina con noi. Dice il profeta Osea: “Io ho camminato con te e ti ho insegnato a camminare come un papà insegna a camminare al bambino”. Bella questa immagine di Dio! E così è con noi: ci insegna a camminare. Ed è lo stesso atteggiamento che mantiene nei confronti della Chiesa. Anche noi infatti, pur nel nostro proposito di seguire il Signore Gesù, facciamo esperienza ogni giorno dell’egoismo e della durezza del nostro cuore. Quando però ci riconosciamo peccatori, Dio ci riempie della sua misericordia e del suo amore. E ci perdona, ci perdona sempre. Ed è proprio questo che ci fa crescere come popolo di Dio, come Chiesa: non è la nostra bravura, non sono i nostri meriti - noi siamo poca cosa, non è quello -, ma è l’esperienza quotidiana di quanto il Signore ci vuole bene e si prende cura di noi. È questo che ci fa sentire davvero suoi, nelle sue mani, e ci fa crescere nella comunione con Lui e tra di noi. Essere Chiesa è sentirsi nelle mani di Dio, che è padre e ci ama, ci accarezza, ci aspetta, ci fa sentire la sua tenerezza. E questo è molto bello!
Cari amici, questo è il progetto di Dio; quando ha chiamato Abramo, Dio pensava a questo: formare un popolo benedetto dal suo amore e che porti la sua benedizione a tutti i popoli della terra. Questo progetto non muta, è sempre in atto. In Cristo ha avuto il suo compimento e ancora oggi Dio continua a realizzarlo nella Chiesa. Chiediamo allora la grazia di rimanere fedeli alla sequela del Signore Gesù e all’ascolto della sua Parola, pronti a partire ogni giorno, come Abramo, verso la terra di Dio e dell’uomo, la nostra vera patria, e così diventare benedizione, segno dell’amore di Dio per tutti i suoi figli. A me piace pensare che un sinonimo, un altro nome che possiamo avere noi cristiani sarebbe questo: siamo uomini e donne, siamo gente che benedice. Il cristiano con la sua vita deve benedire sempre, benedire Dio e benedire tutti. Noi cristiani siamo gente che benedice, che sa benedire. E’ una bella vocazione questa!
Hanno collaborato con noi per sostenere il Bollettino da Guardia: Di Santo Pina – Florio Immacolata – Ciarleglio Filomena – Falato Caterina – Foschini Nina – Foschini Pasquale e Lina – Falluto Agnesina - Di Blasio Salvatrice - De Nicola Rosa - Ceniccola Emma - Di Lonardo Umberto De Blasio Maria - Di Blasio Vittorio - De Blasio Domenico. dall’Italia: Del Rosso Goffredo, Proserpio (CO) – Pengue Ernesto, S. Lupo (BN) – Semplice Paolo, Praticello di Gattatico (RE) – Congregazione dell’Oratorio PP. Filippini, Acireale (CT) – Fraenza Evelina, Torino – Benevento Silvio, Roma - Perugini Vittorina, San Lorenzo Maggiore (BN). dall’Estero: Perugini Luigi e Agnese, Australia – Lombardi Angela e Rita, USA – Guido e Clara Pengue, Australia – Pascale Raffaele, Australia- Riccardo Rolando, Francia - Foschini Pierino, Svizzera - Polidori Lina, Canada.
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“Il giorno di S I riti delle vacanze portano la gente con la mente e il corpo altrove. Il 15 agosto è, per i veri devoti della Madonna, la festa per antonomasia della Vergine Maria perché essa è memoria antica della Madre del Signore, cifra e sintesi di molte verità della fede. Se il dogma dell’Assunzione fu proclamato da Pio XII il 1° novembre 1950 con la costituzione apos t o l i c a Munificentissimus Deus, si deve dire che la Chiesa, in Oriente e Occidente, celebrava da secoli questo convincimento di fede. Basta leggere un’antica orazione romana del secolo VII, composta per la processione che apriva la celebrazione Santuario dell’Assunta del 15 agosto: 82034 Guardia Sanframondi “ Venerabile è Direttore Responsabile: P. Filippo Di Lonardo per noi, Dir. Red. Amm.: Signore, la festa Congregazione dell’Oratorio PP. Filippini 82034 Guardia Sanframondi (BN) di questo giorno Tel. e Fax 0824.864013 in cui la santa www: santuarioassunta.com e-mail: santuarioassunta@email.it Madre di Dio, subì la morte Aut. Tribunale BN Dec. 3/4/1956 n. 25/56 del Registro Stampe temporale, ma C.C.P. 11000825 IBAN: IT63Q0101075360041200000632 tuttavia non BIC: IBSPITNA poté essere tratSped. in abb. post., art. 2, tenuta dai legacomma 20/C Legge 662/96 mi della morte, Regione Campania -BN lei che, dalla Con approvazione ecclesiastica propria sostanStampato nel mese di agosto 2014 da: za generò, TipoLitoGrafica nuova impronta Cusano Mutri (Bn) - Tel.-fax 0824.862723 incarnato, il info@nuovaimpronta.net - www.nuovaimpronta.net Figlio tuo,
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Signore nostro”. Si trova qui espressa con precisione teologica la verità che, tredici secoli più tardi, sarà riconosciuta come dogma. Tra il IV e VI secolo gli scritti a p o c r i f i “Dormizione della Santa M adre di Dio” di Giovanni il Te o l o g o e i l “ Tr a n s i t o d e l l a B e a t a Ve r g i n e Maria” di Giuseppe d’Arimatea conobbero un grande interesse. Ne conseguì il desiderio dei pellegrini che andav a n o a Gerusalemme di onorare la tomba d e l l a Ve r g i n e , custodita nella Basilica presso il Getsemani. Proprio in essa, nel VI secolo, si iniziò a commemorare il 15 agosto l’evento della morte e glorificazione della Tutta santa. Perché questa data? In tale giorno, già nel V secolo, si ricordava la dedicazione di una chiesa alla Madre di Dio, la Kathisma, sulla strada che da Gerusalemme conduce a Betlemme, dove Maria si riposò. “Una chiesa molto grande. Forse la più importante di quel periodo”. Kathisma letteralmente significa “il posto a sedere”, perché qui Maria, secondo una tradizione orale, smontata dall’asino, si sarebbe seduta prima di partire per la grotta della natività. Così, la ricorrenza mariana del mese di agosto divenne celebrativa della Dormizione di Santa Maria, che è la più sentita tra le festività mariane nella liturgia bizantina: è preparata da quindici giorni di digiuni e prolungata fino verso la fine del mese, considerato “mese mariano”. Nel corso del VII secolo, col nome di
Santa Maria” Assunzione, la festa fu accolta a Roma e dotata di solenne processiona dal papa Sergio I. Diffusa in tutta Europa, nel Medioevo divenne la più importante festività mariana dell’anno. Non poche cattedrali e chiese d’Europa furono dedicate all’Assunta. La festa dell’Assunta, conosciuta come il “giorno di Santa Maria” e anche come la “Pasqua di Maria”, celebra la Madonna che è entrata nella gloria del cielo, non solo con la sua anima ma anche con il suo corpo, cioè con tutta la sua persona. Paolo nella lettera ai Corinzi dice: “Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti” (1 Cor,15,20). Prima Cristo, poi i credenti in Lui. Se la risurrezione del Cristo è un evento, la nostra è una promessa, che si compirà. E’ chiaro che, questa festa conferma la promessa perché l’ha adempiuta in Maria, la prima dei credenti, e in Lei contempliamo, come segno, ciò che la Chiesa e noi saremo un giorno in cielo. Un tempo c’era un certo disprezzo per la corporeità, quasi che questa impedisse all’uomo di
vivere in pienezza la dimensione dello spirito, dimenticando che essa è l’espressione simbolica dell’umanità in cammino nel tempo. Allora se c’è un cammino da fare nella vita, dalla nascita fino all’approdo alla vita eterna, questo cammino lo possiamo percorrere con Maria, seguendo le sue orme. Papa Fr a n c e s c o c i h a detto: “Maria c’è vicina, perché non perdiamo mai il coraggio di fronte alle avversità della vita, di fronte alla nostra debolezza, di fronte ai nostri peccati: ci dà forza, ci indica il cammino di suo Figlio”. Maria è inseparabile dal Figlio quindi è presso Dio, ma continua la sua opera sulla terra perché il suo cuore di Madre la rende inseparabile anche dai figli che vivono il pellegrinaggio terreno verso la patria celeste. Guida sicura al nostro cammino sulla terra, sarà Lei a spalancare a noi, suoi figli devoti, la “Ianua Coeli", porta dei Cieli. Padre Filippo Di Lonardo d. O.
Ordinazione Presbiterale Il giorno 26 giugno 2014 alle ore 18.30, nella Chiesa Cattedrale in Cerreto Sannita è stato ordinato Presbitero il diacono Antonio Salvatore Macolino della Parrocchia “San Lorenzo martire” in San Lorenzo Maggiore (BN). Il novello sacerdote ha presieduto la sua prima solenne Celebrazione Eucaristica sabato 28 giugno alle ore 19.00 nella Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo Maggiore. Grati al Signore che continua a scegliere i suoi ministri nella nostra comunità diocesana, ci uniamo alla gioia di Don Antonio e della sua famiglia, facendogli giungere i nostri migliori auguri per un fecondo apostolato secondo il Cuore di Cristo.
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sotto la protezione dell ’Assunta
Giuseppe Plenzick ed Elvira Silvestri
Lorenzo Di Blasio
insieme con i nipoti si pongono sotto la materna protezione dell’Assunta.
In occasione della sua laurea in Scienze Statistiche ed attuariali, i nonni paterni lo pongono sotto la protezione della Vergine Assunta.
Giuseppe De Blasio
Carla e Luigi Pengue
In occasione della prima Comunione i genitori lo affidano sotto la materna protezione della Vergine Assunta.
Nel momento in cui intraprendono il loro cammino verso la scuola primaria i genitori Alfredo e Dina li pongono sotto la protezione della Vergine Assunta.
L'Azione Cattolica Parrocchiale gioisce per la laurea della Presidente
Consiglia Sebastianelli le formula i migliori auguri e la affida alla Vergine Assunta.
I rappresentanti del
Cervillo Residence che hanno partecipato alla celebrazione dell'Unzione dei malati si affidano alla Vergine Assunta.
esprimono gratitudine all'Assunta Giugno 13 - Di Staso Raffaele e Del Vecchio Nina per il 50° di matrimonio. 29 - Rubicondo Rosa (Inghilterra). Luglio 16 - Alcuni fedeli. - Garofano Domenico e Verrilli Antonella. - Sebastianelli Silvano e Di Palma Maria per il 25° di matrimonio. 28 - Polidori Lina, Canada.
si sono uniti in matrimonio 28 Giugno 2014 Pascale Giovanni e Di Nardo Maria. 29 Giugno 2014 Mastantuono Egidio e Barbato Miriam.
12 Luglio 2014 Iacobucci Michele e Foschini Ida. 20 Luglio 2014 Lavorgna Angelo e Nicolella Ida. Sebastianelli Daniele e Pacelli Sabrina-Saren.
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La Confraternita di San Giuseppe Si pone sotto la materna protezione dell’Assunta, affinché la guidi nel cammino della vita.
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“In quei giorni Maria si alzò e andò in fre La storia della Chiesa è il diario vivente di un pellegrinaggio. Come Maria porta Gesù a Elisabetta così la Chiesa deve portare Gesù agli uomini. Papa Francesco continuamente usa i verbi: Il Vangelo ci riferisce che Maria “in fretta” lascia la casa e si pone in viaggio per visitare Elisabetta. Non è un semplice gesto di cortesia quello di Maria nella scena della Visitazione, ma in essa si esprime, dice Benedetto XVI: “Anche la bellezza dell’accoglienza: dove c’è accoglienza reciproca, ascolto, il fare spazio all’altro, lì c’è Dio e la gioia viene da Lui”. “Camminare” e “andare”. L’ “andare” per Papa Francesco non è solamente un percorso interiore, ma è un andare anche fisico, verso quei luoghi e quelle situazioni esistenziali, dove conviene andare, uscendo da se stessi non per sforzo ma perché attirati e portati dalla grazia di Dio. Allora tutta la vita è un pellegrinaggio perché essa richiama anche il cammino personale del credente sulle orme del Redentore: è esercizio di pentimento per le umane fragilità e prepa-
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razione interiore alla riforma del cuore. Il primo dei pensieri dei pellegrini dovrebbe essere quello che Gesù ha rivelato: “Se qualcuno vuol venire dietro
a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua”. (Mt 16,24). E’ vero che molti pellegrini si aspettano grazie o miracoli, ma è altrettanto vero che essere discepoli significa saper rispondere come Maria: “Avvenga per me secondo la sua parola” (Lc 1,38). Nel nostro tempo, nonostante i mutamenti culturali e il secolarismo diffuso, non si è affievolita nei fedeli l’esperienza del pellegrinaggio. Tutti noi abbiamo partecipato a qualche pellegrinaggio organizzato dalla parrocchia, da gruppi e associazioni verso un santuario. Il santuario è un segno della presenza attiva, salvifica del Signore nella storia e un luogo di sosta dove il popolo di Dio, pellegrinante per le vie del mondo verso la Città futura, riprende vigore per proseguire il cammino. Il vero pellegrino, quando si muove verso un santuario, segue la croce del Cristo e vive questi atteggiamenti: riconosce la salvezza che viene dalla croce, accoglie il mistero pasquale, prende la propria croce e testimonia la fede in Gesù. Papa Francesco, citando il documento di Aperecida, ha scritto: “Il camminare insieme verso i santuari e il partecipare ad altre manifestazioni della
pietà popolare, portando con sé anche i figli e invitando altre persone, è in se stesso un atto di evangelizzazione”. Infatti, all’inizio del pellegrinaggio ci si ritrova al punto stabilito e si nota che sono presenti persone di tutte l’età e ceti sociali non sempre presenti alla vita della comunità parrocchiale. Chi ha accolto l’invito a partecipare al pellegrinaggio porta sempre con sé un po’ di timore ma anche tanta gioia e speranza e un cuore che palpita e desidera qualcosa, forse Qualcuno. Durante il cammino, a piedi o con mezzi di trasporto, per aiutarci ad aprire il cuore di Dio ed entrare in intimità con Lui, con la Vergine Maria, con gli angeli e i santi, si recita opportunamente il rosario, si canta, si scambia qualche parola e, se è necessario riprendere le forze, ci si ferma per una breve sosta. Arrivati alla meta, stanchi, sudati e impolverati, ma pieni di fede si entra in chiesa per guardare ed essere guardati da chi ci ha spinto a fare questo pellegrinaggio, come per dire: “Io anche quest’anno sono venuto da Te, non potevo mancare!”. I pellegrini poi fanno ognuno una scelta: chi offre la preghiera per la propria o altrui sofferenza; chi la gratitudine per la guarigione del corpo e dello spirito; chi la fatica e la gioia del traguardo conquistato ogni giorno con coraggio; chi comincia la fila per confessarsi; chi lascia un’offerta per il culto o per la celebrazione delle Messe; chi compra un ricordino da donare, ma tutti si ritrovano per partecipare alla Santa Messa. Ciò che accomuna queste persone è la fede in Dio e la fiducia nella Vergine e nei Santi, l’affidamento, la ricerca sincera, il desiderio di trovare forza interiore e un senso profondo alla sofferenza, al dolore, alla fatica di vivere. Certo è che nessuno si lamenta
etta verso la regione montuosa…” (Lc 1,39) ma tutti mostrano una grande pace e gioia. Sono tanti i luoghi ai quali si attribuisce un valore particolare perché memoria di qualche manifestazione di Dio, ma il popolo ha mostrato da sempre un’attenzione particolare ai santuari dedicati alla Madre del Signore e madre nostra, la Vergine Maria. I più poveri la sentono particolarmente vicina. Sanno che essa fu povera come loro, che soffrì molto, che fu paziente e mite. Sentono compassione per il suo dolore nella crocifissione e morte del Figlio, gioiscono con lei per la risurrezione di Gesù. Lourdes, Fa t i m a , L o r e t o , Po m p e i , Montevergine e ultimamente Medjugorje sono solo alcuni dei luoghi, dove tanti fedeli si recano ogni anno per pregare. Lo stesso Papa Francesco, all’inizio del suo pontificato, è andato alla Basilica di Santa Maria Maggiore a onorare l’antica
icona della Salus Populi Romani. Guardare Maria, riflettere sulla sua vita, imitarla, come dice il Catechismo della Chiesa Cattolica, “nel suo pellegrinaggio della fede” permette di avere una visione più chiara sulla Chiesa di cui lei è modello e immagine. La mamma fa tante cose; è pronta a mille servizi in casa; è colei che serve; è colei che ci ha dato la vita. A ogni occorrenza si chiama la mamma; essa è risposta a ogni minima necessità del figlio. Paolo VI faceva notare: “Quanta gente, vediamo, non è molto
religiosa, ma a l l a Madonna, a quella sì, curva il capo ed esprime una preghiera che altrimenti non sarebbe mai uscita dal cuore e arrivata alle labb r a ” . Questa fede è chiamata “pietà popolare” che non equivale a dire devozione emotiva o solo sentimentale, tanto meno “devozionismo”, come qualcuno continua a ripetere. Molto opportunamente Papa Francesco, nell’Evangelii gaudium (n.123) precisa: “Nella pietà popolare si può cogliere la modalità in cui la fede ricevuta si è incarnata in una cultura e continua a trasmettersi. In alcuni momenti guardata con sfiducia, è stata oggetto di rivalutazione nei decenni posteriori al Concilio. E’ stato Paolo VI nella sua Esortazione apostolica Evangelii nutiandi a dare un impulso decisivo in tal senso. Egli spiega che la pietà popolare “manifesta una sete di Dio che solo i semplici e i poveri possono conoscere” e che “rende capaci di generosità e di sacrificio fino all’eroismo, quando si tratta di manifestare la fede”. Il 2 luglio, anche quest’anno, abbiamo fatto l’esperienza del pellegrinaggio a piedi al Santuario della Madonna delle Grazie, patrona della nostra Diocesi. Alle 5 di mattino c’è stato alla “Sorgenza” il raduno dei
pellegrini e poi la partenza. Durante il percorso abbiamo recitato il Santo Rosario, tra un mistero e l’altro abbiamo eseguito canti mariani e poi le litanie lauretane. La breve sosta a contrada Croce ha permesso di riprendere fiato e raccogliere le offerte da consegnare ai frati cappuccini. Il cammino verso il Santuario è continuato con un particolare rosario. La solista cantava: “Maria veniamo per grazie! Maria facci grazia!” e i pellegrini rispondevano: “A te veniamo per grazie! Maria facci grazia!”, intervallato dalla giaculatoria: “Tu partisti con gran fretta/ per andare da Elisabetta. Tu partisti incoronata/ con Gesù santificata”. Poi la litania lauretana cantata in latino: “Sancta Maria. Regina dell’anima mia” con la risposta dei pellegrini: “Regina dell’anima mia quanto è bello chiamare Maria”. Alle ore 7 abbiamo partecipato alla Santa Messa insieme ai pellegrini venuti da altre comunità. Ognuno con mezzi propri o a piedi è ritornato alle proprie case, dopo aver condiviso l’esperienza della fede, per testimoniare la gioia del Vangelo. In sostanza, va bene il pellegrinaggio, la candela, la confessione, la comunione, l’applauso, se, contemporaneamente, si decide di imitare la Madonna nel cammino di fede. La Madre Chiesa conta su di noi! Maria, Madre di Gesù e Madre nostra, ci accompagna sempre con il suo amore e la sua tenerezza. La Redazione
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Festa del Patrocinio di San Filippo Neri Domenica 27 luglio è finita anche quest’anno la festività che ricorda la protezione esercitata dal Patrono San Filippo Neri per tutti noi Guardiesi fin dal 1626. Nella Basilica Parrocchiale l’immagine del Santo con la reliquia è stata esposta fin dal 16 maggio, ora è tornata a occupare una stanza della nostra casa oratoriana fino al prossimo anno. Il culto a San Filippo nella diocesi Telesina è nato a Guardia poi si è diffuso lentamente anche in diocesi e soprattutto nella diocesi di Benevento. Il Padre Filippino Giovan Battista Foppa, di Bergamo, fu eletto arcivescovo di Benevento il 18 maggio 1643. Egli era amico del Padre Marzio Piccirillo fondatore della nostra Congregazione dell’Oratorio e certamente ha portato nella sua diocesi la devozione a San Filippo Neri. Mons. Foppa è stato arcivescovo di Benevento per 30 anni, morì il 18 dicembre 1673. Il cardinale fra’ Vincenzo Maria Orsini, domenicano, arcivescovo di Benevento dal 18 marzo 1686, elesse San Filippo Neri compatrono del Diocesi. Il sisma del 5 giugno 1688 recò gravissimi danni a tutto il Sannio ed anche al palazzo arcivescovile sotto le cui macerie restò lo stesso arcivescovo che fu tratto in salvo solo dopo più di un’ora e mezza, mentre il gentiluomo, che discorreva con lui, fu trovato cadavere. Il cardinale stesso, in un testo autografo, dice che si salvò grazie ad una stampa raffigurante San Filippo Neri che era in un armadio chiuso. L’armadio nel cadere si aprì e si pose come una campana tra lui, le pietre e i calcinacci impedendo che lo schiacciassero. Sotto il capo del cardinale fu trovata una stampa che raffigurava la visione della Madonna nell’atto di sostenere il tetto della chiesa di Santa Maria in Vallicella in Roma. Uno dei soccorritori raccolse, tra le tante immagini sepolte dalle macerie, quella che rappresentava San Filippo mentre risuscita il
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piccolo Paolo Massimo il 16 marzo 1583: egli la prese e la baciò con grande devozione. Il cardinale attribuì lo scampato pericolo e la salvezza dei seminaristi e di tanti sacerdoti a San Filippo Neri e promosse un forte culto in suo onore in tutta la diocesi; non si contano gli altari, le cappelle e le tele con il Santo, al quale fece intitolare anche una chiesa. Il Cardinale Orsini venne a Guardia il 13 luglio 1694, consacrò una pietra sulla quale sarà costruito l’altare di San Filippo, riconobbe il miracolo del precordio del Santo liquefattosi o rammollitosi il 3 giugno 1688, due giorni prima del terremoto, e lo ripose in un reliquario d’argento. Egli nel 1697 elevò San Filippo Neri comprotettore di Gravina, sua città natale, e protettore patrono di Manfredonia e fece un cospicuo finanziamento di ben 11.889 ducati all’Oratorio di San Filippo Neri (forse quello di Napoli, perché il Cardinale aveva un continuo rapporto epistolare con i Padri di quella casa, ma nel documento non è riportato). La devozione verso San Filippo aumentò quando scampò, per una seconda volta al pericolo del terremoto nel marzo 1702. Eletto Papa il 29 maggio 1724 scelse il nome di Benedetto XIII. Egli iniziò il suo pontificato sotto il segno di San Filippo Neri e prescrisse che la sua festa fosse di precetto per l’Urbe e il suo distretto. Grazie al Papa Benedetto XIII anche nella nostra Diocesi si è sviluppato il culto a San Filippo Neri, infatti nella Cattedrale e nel Palazzo Vescovile ci sono delle tele raffiguranti il nostro Santo ed anche in altre chiese della Diocesi. Oggi San Filippo Neri è patrono di Gioia del Colle (BA), di Candida (AV) e di Tursi (MT) ma è anche compatrono di Roma e di tante altre città. La Redazione
cronaca Giugno 2014 Poche le giornate di pioggia. Per il resto bel tempo e temperature nella norma della stagione. In parrocchia, si è iniziato con il secondo turno delle P rime Comunioni (domenica 1 ore 10:30). Altri ventitré ragazzi della parrocchia per la prima volta hanno ricevuto l’Eucarestia e la S. Messa è stata celebrata dal P. Giustino Di Santo. Il gruppo delle catechiste ha preparato la celebrazione ed i canti sono stati eseguiti dalla corale parrocchiale "Cantate Domino in laetitia" guidata da Alfonso De Nicola.
lo svolgimento solito: Veglia alle 21 e S. Messa alle 22. Il giorno dopo (domenica 8) si è celebrata la solennità di Pentecoste. Nella nostra parrocchia durante la S. Messa delle 10,30 è stato somministrato il sacramento della
L’attività è proseguita con il Primo Sabato con l’Assunta (7) che ha avuto unzione dei malati. Numerose le persone anziane partecipanti che si sono fatte ungere con il rito, erano presenti anche gli ospiti del “Cervillo Residence”. Giovedì (19) il Gruppo di Preghiera di San Pio da Pietrelcina “Il tralcio”, guidato dal Parroco, è andato in pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo e all’Incoronata di Foggia. La pioggia non ha impedito ai presenti di fare la Via Crucis e di svolgere il resto del programma.
ha avuto svolgimento ed orari soliti. Dopo la S. Messa delle 18 al Santuario, celebrata dal Parroco, ha preso il via il corteo processionale ed ha seguito l'itinerario di tutte le processioni per le vie del paese con inizio e termine in piazza San Filippo. Hanno partecipato i gruppi parrocchiali con i propri stendardi e le proprie bandiere che hanno preceduto l’Ostensorio Eucaristico portato in processione da P. Giustino Di Santo. Lungo il percorso sempre tantissime le coperte appese ai balconi in onore dell'Eucarestia che ha fatto il giro di tutta Guardia Sanframondi accompagnata dal gruppo bandistico Città di
Domenica 22 si è celebrata la Solennità del Corpus Domini che
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Marigliano. Gli altarini, che vengono realizzati lungo il percorso per lo più con coperte e tovaglie da famiglie fedeli e devote e dove ci si ferma per pregare e dare la benedizione, anche quest’anno sono stati numerosi. L'Amministrazione Comunale, come sempre, è stata presente in forma ufficiale con il gonfalone ed il sindaco Floriano Panza indossava la fascia tricolore. Al termine, prima di entrare nel Santuario verso le ore 21, c'è stata la benedizione eucaristica e la batteria pirotecnica offerta dal Comitato Festa. Ultimo giovedì del mese a S. Sebastiano (26, ore 18) con S. Messa ed adorazione eucaristica. In paese “Gli Amici del cuore” hanno organizzato la XV Giornata mondiale per il cuore (domenica 8, castello medievale) con un programma ricco che ha riscosso interesse e partecipazione di pubblico. Ha preso il via la manifestazione “Estate a Guardia 2014” organizzata dall’Amministrazione comunale insieme alle associazioni locali. Luglio 2014 Giornate calde e assolate, belle per il periodo estivo ma c’è stata anche la pioggia. In parrocchia le attività sono iniziate, come ogni anno, con il pellegrinaggio alla Madonna delle Grazie di Cerreto Sannita nel giorno della festa (mercoledì 2). I fedeli partecipanti si sono ritrovati alle cinque del mattino in località Sorgenza, all’inizio della strada provinciale vicino alla fontana della Sorgente e si sono incolonnati
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dietro la croce, guidati dal parroco P. Filippo Di Lonardo. A piedi hanno raggiunto il Santuario in quel di Cerreto Sannita e, come da programma, prima c’è stata la celebrazione della S. Messa alle 7 del mattino e dopo ognuno è tornato a casa con i propri mezzi. Si è proseguito con il tradizionale appuntamento (sabato 5) del Primo Sabato con l'Assunta: alle 21 incontro di preghiera con recita del santo rosario, litanie e canti, seguito alle 22 dalla celebrazione della Santa Messa. Anche quest’anno i devoti dell’icona della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che si trova lungo Corso Umberto hanno voluto sottolineare la ricorrenza della festa. Con le offerte raccolte è stata celebrata una Santa Messa nella chiesa di San Sebastiano il giorno della festa (mercoledì 16). Domenica 27 con il Patrocinio di San Filippo Neri sono terminati anche quest’anno i festeggiamenti in onore del Santo Patrono. In paese è continuata “Estate a Guardia 2014” con films all’aperto, presentazione di libri, spettacoli, mostre di pittura e di fotografie scandagliate per tutto il mese. Avvertiamo i lettori che andiamo in stampa prima della fine del mese per fare in modo che il Bollettino possa arrivare alle famiglie prima della festa dell’Assunta. Luca Iuliani
in memoria di...
Vincenzo Meoli
n. 28-3-1910 – m. 19-6-2002
Maria Giuseppina Meoli n. 29-6-1912 – m. 3-2-2008
La figlia Clara e il figlio Guido con immutato affetto li affidano al Signore risorto.
Teresa Pengue
n. 25-5- 1946 – m. 7-11-1997
Elio Pengue
n. 31-5-1944 – m. 30-3-1997
Guido e Clara li ricordano e li affidano al Signore della vita perché gioiscano nella luce del Padre.
Enrico Pengue
n. 12-3-1905 – m. 18-9-1978
Rosina Foschini
n. 12-3-1909 – 26-9-1990 Il figlio Guido con la moglie Clara li ricordano con immutato affetto e li affidano alla misericordia del Signore.
Rosina Di Virgilio
n. 5-6-1914 – m. 23-11-2001
Alfredo Di Virgilio
Egidio Pengue
n. 16-9-1967 – m. 3-7-2007 Gli zii Guido e Clara con fede profonda implorano per lui il riposo eterno.
Carmine Flaviano Pengue n. 24-7-2930 – m. 10-9-2004
Il fratello Guido e la cognata Clara lo affidano alla misericordia del Signore.
Antonio Meoli
Filomena Mancinelli
Guido e Clara Pengue affidano il cognato e fratello alla misericordia del Signore.
Il fratello Guido e la cognata Clara la ricordano e la affidano alla misericordia divina.
n. 28-11-1933 – m. 20-6-1998
Anna Mancini
n. 25-7-19927 – m. 4-3-2010
Giovanni Mancini
n. 13-3-1910 - m. 17-1-2003
n. 27-4-1926 – m. 1-11-2010
La loro figlia Ida con grande fede affida i suoi genitori alla misericordia del Signore
La figlia Agnese e il genero Lupo con immutato affetto li affidano alla infinita misericordia del Signore.
n. 15-2-1933 m. 13-10-2011 in Australia
Lorenzo Meoli
n. 27-6-1952 – m. 11-6-2014 in Australia Lo zio Guido Pengue e la cugina Clara Pengue con immutato affetto lo affidano alla infinita misericordia del Signore.
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in memoria di...
Vittorio Labagnara
Teresa Pascale
n. 15-2-1937 – m. 14-12-2011
n. 4-2-1937 m. 3-5-2014 in Australia
I familiari lo affidano alla preghiera della Chiesa e alla misericordia divina.
Il marito Pascale Ugo la ricorda a quanti la conobbero e la amarono in vita e la affida alla infinita misericordia del Signore.
Raffaele Sanzari
Elena Mancini
n. 9-11-1926 – m. 9-6-2013
n. 31-3-1930 – m. 23-7-2012
La moglie e i figli lo ricordano con immutato affetto e lo affidano alla infinita misericordia del Signore
Nel secondo anniversario della morte il marito e i figli la affidano alla infinita misericordia del Signore.
Filomena Falato
n. 20-8-1929 – m. 14-11-2007 Il marito e la figlia la ricordano con immutato affetto e la affidano alla preghiera della Chiesa.
Filomena Ceniccola
n. 19-5-1941 – m. 24-7-2007
Silvio Lombardi
n. 1-7-1923 – m. 12-7-2005 Le figlie Rita e Angela e il genero Pasquale lo ricordano con tanto affetto e lo affidano alla preghiera della Chiesa e alla Vergine Assunta.
Angelina Silvestri
n. 23-8-1934 – m. 19-5-2011
In occasione dell'anniversario della morte, la famiglia affida entrambi alla infinita misericordia del Signore per intercessione della Vergine Assunta in cielo.
sono tornati alla casa del Padre
Filomena Ceniccola
n. 19-5-1941 – m. 24-7-2007 Nel settimo anniversario della morte il marito Luigi, il figlio Giovanni e nuora, i nipoti Luigi ed Alessio la ricordano con affetto.
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Giugno 2014 2 - Garofano Filomena, nata a Guardia Sanframondi il 25 aprile 1934, vedova Iacobucci Carlo. 11 - Barbato Vincenzo, nato a Guardia Sanframondi il 1 ottobre 1929, vedovo Falato Evelina. 21 - Zacchino Giuseppe, nato a Guardia Sanframondi il 23 settembre 1929, coniugato Tribisonna Albertina. 25 - Di Guglielmo Giovanni, nato a Guardia Sanframondi il 19 ottobre 1964, coniugato Perrella Loredana.
luglio 2014 7 – Ceniccola Luisa, nata a Guardia Sanframondi il 18 ottobre 1924, vedova Del Vecchio Lorenzo. 9 – Varrone Leonilda, nata a Guardia Sanframondi il 31 ottobre 1925, vedova Garofano Vittorio. 16 – Vignali Violanda, nata a Guardia Sanframondi il 30 marzo 1938, vedova Garofano Filippo. 19 – Colangelo Maria, nata a Guardia Sanframondi il 5 settembre 1931, vedova Salvatore Erminio. 22 – Pe n g u e L u i s a , n a t a a G u a r d i a Sanframondi il 21 dicembre 1929, coniugata Pengue Giovanni
Giugno 2014 1 - Di Brigida Garofano Elena, il marito e figli. - Orso Filomeno, la moglie e figli. - Di Paola Anna, i figli. - Lombardi Idolo, Umberto e Garofano Giuseppina, i familiari. - Conte Nicola e Filomena, i figli Angelina e Tonino Sebastianelli (Australia). 4 - Prete Bruno (nono), le sorelle. 6 - Colangelo Maria Elena e Morone Pasquale, la figlia Filomena. 7 - G a r o f a n o G e n e r i c o , l a moglie e figli. - Garofano Romualdo e Falato Concettina, la figlia Filomena. 8 - Borrelli Elvio, la figlia Luisa. - Sanzari Raffaele, la moglie e figli. - Capobianco Armando e Simeone Giovannina, i figli. - Gambuti Michele, le figlie. 9 - Casilli Irma, il marito e figlio. - Garofano Giovannina (anniversario), i figli. Luglio 2014 1 - Florio Giuseppe (anniversario), la moglie e figli. 2 - Garofano Filomena (trigesimo), i figli. 4 - Tomaselli Floriano (anniversario), la moglie e figlie. - Pengue Egidio, Elvio e Teresa, la congiunta Angela. 5 - Guarnieri Gino, la moglie e figli. - Foschini Marino e Angelo, la congiunta Filomena e figli. 6 - Di Blasio Raffaele, la moglie e figli. - Ceniccola Nicola, Rosina e Leo, il familiare Giovanni. - Anime del purgatorio, da Di Santo Ida. - Di Staso Rodolfo, la moglie e figlie. - Di Brigida Giuseppe e Filomena, la figlia. 8 - D e l Ve c c h i o D a m a s o Raffaele, la moglie Elena. 9 - Di Muraglia Giuditta (anni-
10 - Fusco Giovanni, la moglie. - Rubbo Michele, la moglie. 12 - Pengue Giovanni (trigesimo), la moglie e figli. 13 - Iacobucci Egidio e Carmela, il figlio Michele. 14 - Morone Teresina e Alfonsina, la nipote. 15 - Morgillo Angelo, la moglie e figli. - Pigna Rosanna e Sebastianelli Giuseppe, i familiari. - Falato Pasquale, la moglie. - Morone Angelina, dalle zie Edvige, Lilia e Carolina. - Pinto Silvia e Filippo, i figli Fiore e Ida. 16 - Pengue Abele (trigesimo), il fratello e la sorella. 17 - Panza Grazia Maria (anniversario), i figli. 18 - Conte Giovanni (settimo), la famiglia. 20 - Mancini Roberto (anniversario), le figlie. 21 - Falato Angelo e Grillo Angiolina, la figlia Renata. 22 - Falluto Muzio, la moglie e figli. - Guerrera Giuseppe, la moglie versario), la famiglia. 11 - Barbato Vincenzo (trigesimo), i figli. - Lombardi Silvio, le figlie Rita e Angela. 12 - Varrone Nicola, Filomena e Aldo, l’amica Renata. 13 - Sanzari Adamo, la moglie. - Ceniccola Giovanni, i genitori. - Mancinelli Nina, il marito e figli. - Garofano Domenico e Rosalia, la sorella. - Foschini Alfredo e Elda, la figlia. 15 - Di Guglielmo Maria, la famiglia. 17 - Defunti, Filippelli Davide. 19 - Falato Angelo e Grillo Angiolina, la figlia Renata. 20 - Falato Fausto, la moglie e figli. - M a n c i n i L u d o v i c o , l a moglie Ida e figli. - Grillo Salvatore e Luisa e Santilli Anna, la familiare
e figli. - Garofano Giovanni e Teresa, i familiari. - Maiorani Antonio, la moglie e figli. 23 - Di Blasio Filippo (trigesimo), la moglie e figli. 24 - Foschini Luigi (anniversario), la moglie e figlie. - G a r o f a n o G i o v a n n i , l a mamma Luisa. 25 - Meoli Lorenzo (settimo), la moglie, figli e nipoti. - Iannotti Giovanna (trigesimo), i figli. 26 - Borrelli Filomena (anniversario), il marito e figli. - Verrilli Mario, la moglie. 27 - Mancinelli Andrea (anniversario), i genitori. - Abate Elvio e Casbarra Annunziata, la figlia Consiglia. 28 - Mancinelli Andrea, gli zii e cugini. 29 - Pesce Filomena, la sorella Vittoria. - Morone Vittorino, la moglie e figli. - Garofano Elena e Assunta, la sorella. Filomena. - Perugini Ida e Leonarda, la nipote Maria. 21 - Foschini Vittorio e Pasqualina, i figli. - Zacchino Giuseppe (trigesimo), la moglie e figlie. 22 - Ermenegildo e Antonietta. 23 - Mancini Elena, il marito e figli. 25 - Di Guglielmo Giovanni (trigesimo), la moglie e figli. 26 - Plenzich Filomena, la figlia Rosa. 27 - Nicolella Andrea e Ida, i figli. - Foschini Luisa e Falato Giuseppe, da Ida Foschini. - L abagnara Antonio, la moglie e figli. - Pezzullo Salvatore e Pengue Giovannina, la figlia Angelina. - M a n c i n i A r c a n g e l o e Plenzich Santina, i figli.
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San Filippo Neri Il demonio quando non può far cadere qualche persona in peccati gravi cerca di metter diffidenza fra il penitente e il confessore, perché così può accrescere la sua influenza.