Anno LXII - n. 5/6 Aprile/Maggio 2017 - Sped. in Abb. Postale, art. 2 comma 20/c Legge 662/96 Regione Campania -BN- In caso di mancato recapito restituire al mittente
Maggio con Maria e con Filippo Neri. “O Maria io aspettavo con ansia, il ritorno del mese di maggio”. Lo aspettavamo perché è il mese di Maria, lo
aspettavamo perché è il mese di San Filippo Neri. Il mese in cui siamo chiamati a contemplare due grandi Amori: Maria e Filippo. Filippo chiamava Maria: “il mio amore, la mia consolazione, la mamma mia” e diceva: Per cominciare bene e finire meglio è necessaria la devozione alla Santissima Madre di Dio e udir Messa ogni mattina, quando per altro non ci fosse stato impedimento”. Ogni sera abbiamo contemplato il mistero di Maria attraverso le meditazioni del Beato Newman che ci ha spinto a imitarne l’esempio e godere sempre della sua protezione. Il 16 maggio, iniziando la novena di
in questo numero: 2 Maggio con Maria e con san Filippo 3 Con lo sguardo della Madre. 6 La Via del Golgota 8 Parrocchia ... in forma 10 Chiarimenti... 11 Sotto la protezione dell'Assunta 13 In Memoria di 13 Sono tornati alla casa del Padre 14 Hanno collaborato con noi...
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San Filippo ci siamo soffermati sulla imitazione delle virtù di Maria da parte del nostro Santo Patrono, giacchè egli riteneva essenziale la devozione alla Madonna per la crescita in santità. Egli non cessava di raccomandare la devozione verso Maria ai fedeli che accorrevano a lui: “Figliuoli miei, siate devoti della Madonna, siate devoti di Maria: Sappiate, figliuoli e credete a me che lo so: non vi è mezzo più potente ad ottenere le grazie da Dio che la Madonna Santissima”. Raccomandava che si recitasse la corona e a quelli che non avevano tempo insegnava questa breve giaculatoria: “Vergine Maria, Madre di Dio, pregate Gesù per me”, e sostituiva il Padre nostro con l’invocazione “ Vergine e Madre, Madre e Vergine!”; era solito dire “La Madonna Santissima ama coloro che la chiamano Vergine e Madre di Dio, e che nominano innanzi a Lei il nome santissimo di Gesù, il quale ha forza di intenerirle il cuore”. Il ministero sacerdotale di Filippo si può capire solo nella grande devozione del santo verso la Madonna, riassunta nel detto:” siate devoti di Maria, io so quel che dico”. Quell’ “Io so” racchiude una profonda convinzione ed una certezza dell’efficacia della devozione mariana. In quest’anno particolare per la nostra comunità parrocchiale, impariamo dal Santo Patrono Filippo Neri la vera devozione alla Madre del Signore e Madre nostra, perché imitando le sue virtù, possiamo chiedere la sua intercessione affinchè attraverso la celebrazione dei Riti Settennali, raggiungiamo la vera conversione del cuore.
Il vostro Don Giustino
Con lo sguardo della Madre
Come guarda una Madre i suoi figli? Sicuramente con lo sguardo della tenerezza e dell’amore! La tenerezza, come atteggiamento del cuore, che spinge a gesti di attenzione, cura, sollecitudine, fino a toccare le alte vette della misericordia e del perdono. Lo sguardo della tenerezza della nostra Madre celeste Maria, Assunta in cielo, si trasforma in consolazione, vicinanza, presenza, che toglie il nostro cuore dalla solitudine dell’ansia nelle prove, dal pessimismo che spinge alla sfiducia, pressati come siamo dalla fatica del vivere. Quante volte siamo venuti a cercarla, per guardarla e farci guardare, in attesa di questa tenerezza di Madre che riesce a portare pace nel cuore! È consolazione che risolleva nelle cadute, consolazione che purifica i pensieri, consolazione che genera la fecondità della fiducia e della speranza. La tenerezza nasce dal cuore e si condensa in piccoli segni. È la manifestazione, il gesto che trasforma l’attenzione del cuore in dono che cambia la vita, anche tra mille problemi. Ricordiamolo spesso: siamo sempre nel cuore e nei pensieri della nostra Madre celeste. Prima ancora che la preghiera possa elevarsi a Lei, prima ancora che l’invocazione di aiuto emerga dalle nostre labbra, già la Materna cura si china su di noi per acquietare la nostra agitazione e disporre il nostro cuore ad accogliere la sua carezza che lenisce ogni dolore e dona luce nuova alle preoccupazioni. Guardarla per lasciarsi guardare! Guardarla per lasciarsi amare dal Suo amore di Madre che rallenta il nostro respiro, ci fa riposare, come si sperimenta facilmente nel sentire il battito del cuore della mamma.
Guardarla, lasciarsi guardare, per posare il capo sul suo cuore di Madre e assorbire l’amore che da esso promana, donando al nostro cuore il ritmo, il battito del suo. In questo incrocio di sguardi, tra figli e Mamma celeste, si esprime quella che abitualmente chiamiamo: devozione! Essere devoto significa essere rivolto verso quello sguardo e innestarsi in quel cuore che vive nell’amore di Dio. Nel contatto della devozione è, quindi, l’amore e solo l’amore la vera condizione vitale di ogni possibile relazione; ne è l’origine e ne è l’approdo definitivo. E come in ogni incontro, in ogni intima relazione, anche ciò che accade nella devozione, in quanto dialogo di amore e di vita, non è mai prevedibile né può essere ricondotto a schemi restrittivi; è solo la libertà del cuore e dell’amore di Dio a costruire i percorsi di quel dialogo fecondo, vivo e sempre nuovo. Il mistero dell’incontro di Dio con l’uomo rimane mistero, ma quell’incontro genera e rigenera la vita: dona una nuova vita, personale, ecclesiale, sociale. La devozione a Maria, nostra madre celeste, ci conduce quindi nell’intimità di un dialogo appena accennato, forse sussurrato, molte volte silenzioso. La Madre sa leggere nel cuore. È un dialogo che si definisce mistico, cioè che va in profondità e si esprime per vie che non facilmente possiamo esprimere a parole: come l’Amore! Qui si traccia sicuramente una strada ben precisa che dallo sguardo conduce al cuore e a viverne le sue caratteristiche. Lei ci abitua a saper trovare il respiro di Dio, di Cristo Signore, nello Spirito, e ci dispone, con semplicità e senza resistenze, a fidarsi, confidare ed affidarsi a Dio. Lo sguardo incrociato diventa preghiera e azione concreta che portano a cambiare la vita, rigenerata dalla linfa vitale dell’amore di Dio, che trova anche nel sacrificio e nell’offerta di sé i segni espliciti dell’amore. Questa finalità redentiva e salvifica esige la disposizione del cuore a questa concreta opera del Cristo attraverso l’esempio di Maria che ama il Figlio e lo segue totaliter, fideliter, assidue: totalmente, fedelmente, sempre e comunque. TOTALMENTE. Tutta la persona, in ogni sua parte (fisica, psichica, spirituale), è totalmente orientata. Questa totalità dell’abbandono all’amore di Dio è tale da non permettere forme di riduzione, zone d’ombra, spazi riservati nella nostra persona; nella preghiera siamo totalmente orientati e centrati in Dio, nel suo desiderio di comunicare l’amore
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che dona la vita e salva. È una totalità che tocca la radice stessa della nostra persona e qualifica la nostra personalità, nel suo intimo sentire e nel suo quotidiano agire. Ma, per essere totalmente disponibili a questo amore siamo chiamati, come Maria, alla purificazione della volontà dalle tante preferenze e ripugnanze; siamo chiamati a liberare il cuore dai tanti pregiudizi e pretese che divengono serio ostacolo alla in abitazione di questo amore. FEDELMENTE. L’amore crea un vincolo. Lega alla sua originaria sorgente. Per questo esige, come risposta, la fedeltà alla motivazione dell’amore: la salvezza dell’uomo. Non ciò che io voglio … ma quello che tu vuoi - dice il Signore Gesù nel Getsemani, nel momento della sua grande desolazione. Si compia in me ciò che tu vuoi … ecco sono la tua serva – afferma con umiltà Maria. L’amore si incarna e diventa vero quando dimostra questa difficile fedeltà alla volontà di Dio soprattutto nell’oscurità della prova; e questo vincolo della fedeltà, per consolidarsi, esige dal nostro cuore tre rimandi: la memoria dell’evento pasquale; la denuncia coraggiosa, con la vita, di ogni forma di riduzione della verità svelata dall’amore; la tensione, l’orientamento costante verso il futuro di Dio, promesso e attuato, a vantaggio di tutti. SEMPRE. Sempre, ovunque e comunque. In ogni condizione e contesto. Non ci sono condizioni più o meno favorevoli. L’amore non dipende dalla circostanze…è l’amore a generarle, a cambiare i contesti, a trasformare le strutture della vita. Si pensa abitualmente che solo eliminando i problemi si guadagna la serenità; al contrario, solo nella serenità sarà possibile eliminare qualche problema. Infatti, ogni occasione è propizia per raccontare, a L’amore materno di Maria la spinge a stringere al suo cuore, con più forza, quel Figlio, morto ed esangue, in un rinnovato contatto di intimità fisica e spirituale. Nel dolore e nella prova estrema la fedeltà all’Amore genera il vincolo della relazione mistica che è fiducia, confidenza e affidamento
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totale, fedele e costante. Un vincolo che è: FIDARSI DI DIO. L’amore è la fonte viva di ogni fiducia. Ci si fida, oltre che per l’affidabilità dell’altro, perché lo si ama. L’amore dispone, senza remore, alla fiducia e a riconoscere, di conseguenza, come positiva la presenza dell’altro, nel modo e nella condizione in cui questa presenza si offre al nostro cuore. Proprio mentre Maria afferma “come è possibile questo?”, dichiara all’Angelo e a tutta l’umanità la sua fiducia incondizionata all’Amore che richiede la sua fedeltà. Si fida del Padre e del suo amore lo stesso Gesù, nel Getsemani, proprio quando il calice da bere sembra portarlo molto lontano dalla evidenza di quell’Amore. Gesù si avvia alla croce perché si fida di quell’Amore anche e soprattutto quando assume la forma del dolore; sceglie di seguire la via, talvolta incomprensibile e assurda, che l’amore del Padre traccia per compiere la sua opera. Si fida e lo segue nei sentieri della sua libertà e volontà: sente intimamente che, nonostante tutto e malgrado le estreme difficoltà, quell’amore raggiungerà il suo scopo e lo realizzerà in pieno. Fidarsi del Padre, per Gesù, è stringere con più forza la croce invece che allontanarsi da essa. CONFIDARE. La risposta fiduciosa all’amore crea confidenza, intimità, unione vitale e feconda. Non è solo il confidare nell’affidabilità dell’amore tante volte sperimentato e vissuto; non è solo il percepire, nel fondo più recondito del cuore, che Colui che ci ama continuerà a farlo comunque, anche malgrado le nostre distanze ed eventuali allontanamenti; non è solo la certezza che Dio manterrà la sua parola e darà esito alla sua promessa; è la condizione unitiva che pian piano conduce a parlare lo stesso linguaggio, a guardare con lo stesso sguardo, a riconoscere come proprie le forme di comunicazione di quell’amore: è la condizione di familiarità che porta a sapersi riconoscere nei gesti di Dio, a sentire come proprie le sue vie e a vivere la docilità del cuore come connaturale alla nostra stessa per-
sona. Più si è intimi di una persona e più facilmente si intuisce il suo pensiero, il suo stile, la sua vita. La Confidenza porta ad una tale affinità profonda, empatica, da rendere inutili anche parole e gesti: si vive in una confidenza che diventa intima comunione. Non sono più io a vivere, è Cristo che vive in me – afferma sicuro l’apostolo Paolo. I suoi sentimenti sono i nostri sentimenti; i suoi lineamenti sono quelli che riconosciamo nel nostro volto. La confidenza porta alla conformazione e poi, in ultimo, alla immedesimazione, tanto da sentire e agire in totale abbandono. AFFIDARSI. Questa è appunto la vetta, l’approdo del cammino nella relazione della preghiera del cuore: la consegna totale di sé. Il bimbo è totalmente nelle mani della mamma; da lei dipende in ogni cosa e da lei apprende ogni cosa; con lei si sente al sicuro. In questa condizione di fiducia e confidenza egli si affida, si abbandona nelle sue braccia, sicuro e sereno, in ogni situazione. È questo il farsi piccoli che il Vangelo richiede come condizione sostanziale per entrare nella sua più profonda verità. L’affidarsi scaturisce dalla semplicità. “Ti ringrazio Padre, perché queste cose le rivelate ai Santuario dell’Assunta piccoli…”. La 82034 Guardia Sanframondi contemplazione Direttore Responsabile: P. Giustino Di Santo d. O. del mistero Dir. Red. Amm.: Congregazione dell’Oratorio PP. Filippini dell’Amore, 82034 Guardia Sanframondi (BN) nella devozione Tel. e Fax 0824.864013 mariana del www: santuarioassunta.com e-mail: santuarioassunta@email.it rosario, diventa Aut. Tribunale BN Dec. 3/4/1956 l’esperienza n. 25/56 del Registro Stampe quotidiana C.C.P. 11000825 IBAN: IT77U0335901600100000136796 dell’affidamenBIC: BCITITMX to, dell’abbanSped. in abb. post., art. 2, dono fiducioso comma 20/C Legge 662/96 e confidente Regione Campania -BN nelle braccia Con approvazione ecclesiastica dell’amore Stampato nel mese di Giugno 2017 da: misericordioso nuova impronta s.a.s. Cusano Mutri (Bn) del Padre. Tel.-fax 0824.862723 - info@nuovaimpronta.net Questo lasciarsi
condurre, con semplicità, con naturalezza, senza resistenze dalla recita del rosario diventa consegna a Dio dell’intelligenza, del cuore e della volontà; è riportare alla sua sorgente naturale l’insieme dei doni ricevuti: Tu me li hai dati, a Te li riconsegno – prega S. Ignazio nei suoi Esercizi Spirituali; poi continua – dammi il Tuo amore, perché questo mi basta. E, allo stesso modo, come non ricordare altri esempi di questo totale affidamento di Teresa d’Avila e Giovanni della Croce: nulla ti turbi, nulla ti spaventi, solo Dio basta; di null’altro desidero occuparmi, solo dell’esercizio dell’amore; o ancora, in quella settima stanza interiore della mistica Edith Stein, dove il Tuo tutto, il mio niente detto con il cuore a Dio, diventa la strada maestra di quell’amore totale che la fa resistere fiduciosa anche nel campo di sterminio, anche nella morte. Questo è il segreto più alto svelato nella relazione mistica: l’amore è più forte della morte; l’amore porta la vita anche nel fondo oscuro dell’abisso. Per questo la contemplazione, nell’affidamento totale, diviene azione, diviene missione. A partire dalla serenità interiore che nasce dalla preghiera di affidamento, si sperimenta la bellezza e la forza creativa dell’amore che salva. Soprattutto nei momenti più difficili, problematici, contraddittori, questo amore, se ben radicato nel cuore, mostra tutta la sua vera potenza e rende la stessa fragilità motivo di forza per affrontare e trasformare la prova. È sul Calvario, ai piedi della croce, che risplendono con nuova luce l’amore e la fedeltà della Madre: lei è lì, resiste là dove gli altri hanno avuto paura di rimanere. Stabat Mater dolorosa: nel suo dolore si legge la forza e la forma vera dell’amore. Maria testimonia che l’unione intima con il cuore di Cristo e la fedeltà a questo amore sono la via maestra per attraversare la crudezza del dolore, fino a far rivivere l’amore. Nei momenti drammatici solo questa fedeltà salva. @ Orazio Francesco Piazza Vescovo di Sessa Aurunca
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La Via del Golgota Anche quest’anno, in occasione delle festa pasquali, i nostri giovani hanno dato vita alla Via Crucis vivente. Le nostre strade del centro storico sono diventate “La via del Golgota” e, attraverso una scenografia unica e particolare ci hanno fatto rivivere gli ultimi momenti della vita di Cristo, fino all’emozionante e commovente crocifissione avvenuta in Via Monte tre Croci. Ringraziamo per queste forti emozioni tutti quelli che hanno collaborato alla organizzazione e allo svolgimento della manifestazione: Gli attori: Gesù (Luigi Maria Foschini), I 12 Apostoli della celebrazione del Giovedì Santo Giuda (Damiano Foschini), Centurione (Angelo Perfetto), I soldati: (Pierpaolo Ceniccola, Filippo Ceniccola, Alessandro Lombardi, Emanuele Sanzari, Andrea Di Paola Benevento, Gianmarco Maffei, Gabriele Amato, Annibale Uccellini, Alessio Pengue, Michele Alfonso Di Cosmo, Felice Uccellini), Maria (Carmen Pigna), Maria Maddalena (Annarita Pigna) Le pie donne (Angela Prete, Chiara Prete, Eva Silvestri, Michela Melotta, Marilisa Mancini, Romina Falato, Roberta Gambuti, Maria Pengue, Miriana Garofano) I bambini dell’Oratorio La Veronica (Giada Pigna) Pilato (Amato Sebastianelli) Barabba (Giuseppe Ceniccola) Simone di Cirene (Luigi Foschini) 2 ladroni (Libero Pushaj e Antonio Impavido Di Virgilio) Giovanni (Antonio Porto), Giuseppe di Arimatea (Giancarlo Pigna) Gesù morto (Giustino Foschini), Angelo (Antonello Sebastianelli). I lettori: Gianluca Coletta, Sebastiano Curcuruto, Antonella Garofano, Grazia De Luca. Per i costumi: Adriana Sanzari, Angela Sebastianelli, Sandra Ciarleglio, Massimo De Nicola, Rione Portella, Rione Piazza. Allestimento scene: Angela Mastantuono, Alfonsina Grillo, Famiglia Garofano Francesco, famiglia Foschini Bruno, famiglia Foschini Giovanni, famiglia Di Lonardo Morena. Tutti coloro che hanno collaborato: Mariacarmen Pigna, Marika Di Paola Benevento, Licia Conte, Gaya Guerrera, Giovanna Prete, Giustina Labagnara, Marialucia Perfetto, Nazaro Lombardi, Filippo Di Blasio, Angelo Zanchelli, Filippo Morone, Dino Garofano, Michele Foschini, Giovanni Pengue, Erminio Lombardi, Massimo Di Paola Benevento, Franco Varrone, Antonio Sanzari, Massimiliano Garofano, Luigi De Nicola, Impresa edile Di Palma Massimo, Amministrazione comunale, Polizia locale, Corpo protezione civile, Pirotecnica Pannella, Guido Coletta, Silvio Garofano, Miriam De Vincentis. Fotografie: Rita Falato.
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parrocchia in ...forma
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aprile – maggio 2017
aro Lettore,
corrono veloci i giorni che ci separano dalle celebrazioni dei Riti, sicchè le iniziative per la preparazione continuano a susseguirsi a ritmo incalzante. A quanto già fatto nel mese scorso, dobbiamo aggiungere due giorni di Catechesi Popolare, tenuta da s.e. Mons. Francesco Piazza (Vescovo di Sessa Aurunca), sul tema “Con lo sguardo rivolto a
Maria nostra Madre”. Gli incontri, seguiti al “primo sabato con l’Assunta”, si sono tenuti nella Basilica con buona partecipazione di popolo. Li possiamo senz’altro definire momenti di luce, che si sono riflessi nell’animo come il sole nel mare in un’aurora d’estate e che ci hanno ben predisposto anche alla imminente celebrazione della Domenica delle Palme. In questo giorno due eventi: la solenne benedizione delle palme, avvenuta in Piazza San Filippo, sotto un sole bellissimo
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che batteva sulla grande folla che ha accompagnato, poi, il trionfale ingresso di Gesù a Gerusalemme. A sera, si è dato vita alla Via Crucis Vivente, organizzata, in modo ineccepibile ed encomiabile, dai giovani della Parrocchia. Manifestazione commovente, partita da Piazza San Filippo per giungere in Via Monte Tre Croci (attraversando Via Filippo Maria Guidi e via Costarella), dove plasticamente si è inscenato il Calvario salito da Gesù. Uno scenario naturale, il nostro, per conformazione fisica e per il nome che da sempre gli è stato imposto. La temperatura mite del mattino se ne è scesa in modo impressionante, sicchè il sacrificio dei figuranti, vestiti in costume d’epoca, e
dei protagonisti (ladroni e Gesù), è stato notevole anche da questo punto di vista. ### Ci siamo trovati, così, immessi nella Settimana Santa. La celebrazione della Messa in Coena Domini, con la “lavanda dei piedi agli apostoli” (in San Sebastiano rappresentati dal mondo adulto e nel Santuario dai
ragazzi che riceveranno la Prima Comunione); l’Azione Liturgica del giorno successivo (in San
Sebastiano e nel Santuario); la processione dell’Addolorata con il Cristo Morto (molto partecipata e vissuta con profonda emozione) ci hanno portato alla grande veglia pasquale, madre di tutte le veglie, celebrata solo nel Santuario. Il grande giorno della Risurrezione è arrivato ed in tanti si sono accostati al Sacramento della riconciliazione. Padre Giustino durante l’omelia della Messa solenne, ha messo in parallelo il giorno di Pasqua con i Riti Settennali: “risorgere a vita nuova - ha detto – significa anche continuare il cammino penitenziale dei Riti, immergersi in profondità nel mare della conversione personale e comunitaria, rivedere, giorno per giorno, il proprio modus vivendi anche alla luce dei messaggi che provengono dai Misteri che i Rioni presentano”. ### Maggio, mese mariano per eccellenza, aperto con la veglia del primo sabato e la supplica alla Madonna di Pompei, ha visto il Vescovo venire due volte a Guardia: per cresimare cinquantuno giovani guardiesi e tre venuti da fuori e per celebrare la Festa di San Filippo. Mons.
Battaglia, prima di imporre le mani, rivolgendo ai giovani ha esordito: “qualunque cosa tu faccia, mettici il cuore e non aver paura se ci rimetti. Il mondo intero è tuo fratello…” e, rivolgendosi a tutti: “… S c e g l i e t e con libertà, credete con responsabilità. Non abbiate p a u r a , affrontate le paure per essere vinte… bisogna essere innamorati della vita…” – ed ha continuato – “innammoratevi della bellezza che è dentro di voi”, concludendo: “io ci sono per voi, voi ci siete per me che ci sono: camminiamo insieme ed insieme faremo grandi cose”. ### Parlando di San Filippo, nel giorno a lui dedicato, il Vescovo ha detto che “la grandezza di san Filippo nella Chiesa e nel
mondo è ancor viva oggi perché lui ha usato tenerezza, mortificazione e allegria… Tenerezza perché ha saputo andare incontro alle persone sofferenti, emarginate, soprattutto i ragazzi… Lasciatevi raggiungere dalla tenerezza di Dio e donate tenerezza…
Mortificazione spirituale che significa: pagare di persona per ciò che credi ci insegna a non aver paura… Allegria: disponibilità a sapersi chinare sulle fatiche degli altri…” Infine “abitate l’Oratorio”, nel vero senso del termine, “affinchè nascano nuove vocazioni”. A sera una imponente processione, presieduta da padre
Giustino, ha attraversato tutto il paese. Anche i festeggiamenti civili hanno avuto lo stesso consolidato copione dello scorso anno. Siamo arrivati a questo 26 maggio con una novena - celebrata oltre che da padre Giustino, da: mons. Fausto Carlesimo, don Antonio Macolino, don Pino Di Santo, don Franco Marotta, don Marino Labagnara – e con i Vespri della vigilia presieduti da padre Giancarlo Giannasso, che all’omelia ha messo in rapporto la festa di San Filippo con l’Ascensione del Signore e la Solennità della Trinità. ### Nel giorno dell’Ascensione, come previsto, durante la Messa solenne c’è stata la “Unzione
degli Infermi”. Molte le persone anziane che si sono avvicinate a questo Sacramento, segno della convinzione che non è il Sacramento della pre morte, bensì un aiuto spirituale che viene dato a chi soffre. In questo stesso giorno si è anche dato inizio alla questua per i Riti Settennali. Come da antica tradizione, stamani il Parroco ha consegnato i campanelli al Comitato del Rione Croce affinchè con il loro suono annunciassero la lieta novella. Sarà così, nelle domeniche prossime, per il Rione Portella, il Rione Fontanella ed il Rione Piazza. Carlo Labagnara (Foto di Rita Falato)
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Chiarimenti... La missione popolare e l’uscita dei campanelli hanno segnato l’inizio della settennale celebrazione dei Riti in onore dell’Assunta. Un intero paese interrompe i suoi ritmi naturali per potere, in uno sforzo corale, rendere omaggio sacrificale alla Vergine. Si tratta di un evento che, conserva ancora molto forte la sua matrice mistico/religiosa, anche se da qualche settennio ha assunto, agli occhi di un pubblico molto ampio (fin oltre Oceano), specialistico e non, un interesse di grande rilievo, e la valenza di importante evento mediatico, oltre che di oggetto di studio per sociologi, etnologi ed antropologi, storici. Ognuno ha cercato, dal suo punto di vista, di definire, interpretare e rimodellare il senso da dare ai nostri Riti. Siamo consapevolmente fieri che l’immagine o le immagini che ne sono state date non hanno mai e in nessun modo trasformato la natura più profonda di questa antichissima testimonianza di fede popolare. Anche recentemente, in un convegno sulla presentazione di un libro dal titolo: “Festa, Espiazione, Misteri nei Riti di Guardia Sanframondi”, a cura di Pierluigi Rovito e Aldo Colucciello, gli autori, hanno tentato una interpretazione in chiave antropologica e storica, spesso fantasiosa e inesatta, di una manifestazione di fede, forse esuberante e per certi versi sconcertante, ma che chiede di accettare in pieno la natura misterica del rito o almeno di sospendere qualsiasi tipo di giudizio su di esso e di astenersi da spiegazioni in chiave scientifica, sia essa storica, sociologica, antropologica etnologica o psicologica. I Guardiesi non amano le spiegazioni scientifiche o, forse, più in generale, non amano le spiegazioni. Si può dire qualsiasi cosa, si possono trovare tutte le spiegazioni razionali di questo mondo, ma per gli studiosi o pseudo tali che vengono da fuori, i Riti restano e resteranno un mistero verso il quale bisogna nutrire rispetto. Solo il Guardiese, solo chi vive i Riti in prima persona, solo che ne ha un’esperienza vissuta e diretta sa quello che essi rappresentano per ognuno, sa dare le giuste motivazioni, riesce anche a darne una chiave interpretativa. Gli ultimi interventi, ai quali abbiamo accennato, non ci sono piaciuti. Ci siamo sentiti offesi e mortificati dalle loro elucubrazioni, dalle loro interpretazioni e ad alcune loro affermazioni ed inesattezze. Non accettiamo paragoni e similitudini con altri riti addirittura pagani, con altri modelli culturali, con altri modi di vivere e concepire la vita e la fede. In alcuni momenti ci è sembrato che i Guardiesi e i Riti siano stati sottoposti ad una sorte di vivisezione per i loro scopi di studio e di ricerca che secondo noi li hanno portati a conclusioni completamente inconsistenti. Particolarmente grave e offensiva è stata la citazione sugli “Oratoriani che sono la brutta copia dei Gesuiti”. Forse l’esimio storico non conosce né i Gesuiti né gli Oratoriani e forse non sa che Guardia si è nutrita da oltre 300 anni della dottrina e della spiritualità dell’Istituto fondato da S. Filippo Neri. Ci fermiamo qui. Vogliamo concludere affermando convintamente che noi guardiesi, pur pienamente calati in una realtà secolare e globalizzata, continuiamo pervicacemente a testimoniare la nostra identità e a difendere la nostra “inattualità”. A dispetto di ogni giudizio e di ogni limitata volontà di spiegare col solo strumento della ragione cosiddetta scientifica. I nostri Riti resistono anche al cannibalismo dei Media e degli studiosi e riescono a conservare intatta, nel tempo, l’immancabile capacità di emozionare e coinvolgere e niente intacca o toglie alle ragioni della fede e della tradizione. Infine ricordiamo che chi vuole avere un approccio serio, concreto, veritiero con i Riti, è sufficiente che legga i testi di Don Fausto Carlesimo e di P. Filippo Di Lonardo. La redazione
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sotto la protezione dell ’Assunta
Antonio e Angelina Sebastianelli
pongono tutta la loro famiglia sotto la protezione della Vergine Assunta.
Silvia Ceniccola
Battesimo 5 marzo 2017
I genitori Silvio e Giuseppina affidano la loro famiglia sotto la protezione dell’Assunta.
Filippo, Giovanni e Filippo I nonni Filippo Tribisonna e Ida Labagnara li affidano sotto la materna protezione dell’Assunta
In occasione dei Riti settennali Antonio e Torina Del Vecchio si pongono sotto la materna protezione dell’Assunta per il percorso della loro vita.
Lina Garofano In occasione del suo 80° compleanno tutta la famiglia la affida sotto la protezione della Vergine Assunta.
si sono uniti in matrimonio Aprile 2017 22 - Vitale Umberto e Gentile Elena 30 - Piccirillo Nicola e Di Mella Ilda Alessandra
esprimono gratitudine all'Assunta Aprile 2017 9 - Garofano Geppino e Angelina 25 - Foschini Angelo e Isolina Maggio 2017 6 - D’Addona Mario e Garofano Lina - Il Rione Piazza
7- Una devota 15 - Bagnuolo Filomena 29 - Filippelli Rosa 30 - Fam. Benevento - Conte Teresa, Australia
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in memoria di...
Filippo Di Lonardo
Eldorato Garofano
n.3-3-1947 – m. 18-5-2017
10-5-1925 – m. 22-4-2016
La cugina Consiglia lo ricorda a quanti lo ebbero caro in vita e lo affida alla misericordia del Signore.
La moglie e le figlie lo affidano al Signore della vita, perché gioisca nella luce dei giusti.
Carmine Santopietro
Giovanni Raffaele Benevento
n. 28-2-1950 - m. 26-8-2016 La moglie Teresa e i figli lo affidano alla infinita misericordia del Signore.
n. 10-12-1955 - m.1-2-2017 La moglie Angela e i figli Giancarlo e Stefania lo affidano alla misericordia del Signore perché gli doni l’eterno riposo e la luce eterna.
Michelangelo Panza
Maria Giovannina Filippelli
n. 27-1-1915 – m. 30-4-1986
n. 21-5-1914 – m. 2-4-2015
Il figlio Annibale e famiglia li affidano alla infinita misericordia del Signore.
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Vittorio Labagnara
n. 15-2-1937 – m. 14-12-2011 La moglie e i figli lo affidano alla infinita misericordia del Signore.
Lina Prete
n.16-9-1929 – m. 11-2-2017
Alfredo D’Aiello
n. 21-10-2011 – m. 12-4-2014 La bisnonna Teresa lo ricorda con immutato affetto.
Pasqualina Prete
n. 10-12-1926 – m. 13-1-2017
I familiari le ricordano con immutato affetto e le affidano alla preghiera della Chiesa e alla misericordia divina.
Alfredo Mancino
n. 24-7-1936 – m. 22-12-2016
Maria Cusani
n. 3-2-1937 – m. 27-5-2016
Le figlie li ricordano a quanti li conobbero e li amarono in vita per una preghiera e li affidano alla infinita misericordia del Signore.
in memoria di...
Pasquale Sanzari
n. 6-11-1930 – m. 15-6-1995
Angelina Silvestri
n. 23-8-1934 – m. 19-5-2011
I loro cari li affidano alla infinita misericordia del Signore.
Elvio Borrelli
n.9-1-1931 – 17-6-2009
Maria Del Vecchio
n. 3-5-1933 – m. 22-7-2016
I figli, con grande fede nella risurrezione, li affidano al Signore della vita.
Angiolina Foschini
n. 26-2-1911 – m. 21-11-1985
Giuseppe Maffei e Perugini Assunta
Alfredo D’Aiello
n. 2-12-1909 – m. 13-2-1977
Il figlio Giuseppe e la nuora Rosa li ricordano con tanto affetto e li affidano alla misericordia del Signore.
Luigi Garofano
n. 29-11-1924 – m. 17-5-2016 La figlia Vittorina li affida alla preghiera della Chiesa e alla misericordia divina.
Alma Basile
I familiari lo ricordano a quanti lo ebbero caro in vita e lo affidano alla misericordia del Signore.
Marino Labagnara
n. 28-4-1948 –m. 1-4-2017
n.4-12-1929 – m. 31-5-2007
I figli la ricordano con affetto e la affidano al Signore risorto.
La moglie e i figli lo affidano alla Vergine Assunta e alla misericordia divina..
Giovannina Sebastianelli
Pasqualino Garofano
n. 2-5-1927 –m. 2-4-2016
n. 3-12-1922 m. 24-1-1991
La figlia Rosa e il genero Giuseppe con immutato affetto li ricordano e li affidano alla misericordia del Signore.
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in memoria di...
Assunta Nicolella
n. 28-2-1923 – m. 4-6-2016
Michele Morone
Renato Pigna
n. 8-11-1923 – m. 12-12-2010
n. 10-2-1935 – m. 9-9-2014
Le figlie con le rispettive famiglie li affidano alla infinita misericordia del Signore.
Nicola Di Cesare
n. 26-4-1958 – 5-9-2006
La congiunta Silvia con immutato affetto e con fede profonda li affida al Signore della vita perché gioiscano nella luce gloriosa.
sono tornati alla casa del Padre Aprile 2017 1- Basile Alma, nata a Benevento il28 aprile 1948, vedova Di Blasio Pasquale - Ricciardi Edvige, nata a S. Lorenzello (BN) il 12 settembre 1942, vedova Foschini Angelo 2- Garofano Gaetano, nato a Guardia Sanframondi il 23 marzo 1957, coniugato Del Vecchio Filomena 29 - Blandino Marino, nato a Guardia Sanframondi il 12 agosto 1929, vedovo Plenzich Elvia 30 - Capoluongo Filomena, nata a Carinaro (CE) il 23 febbraio 1943, vedova Uccellini Annibale
Maggio 2017 10 - Falato Edvige, nata a Guardia Sanframondi il giorno 8 marzo 1928, vedova De Blasio Sebastiano 12 - Gambuti Manfredo, nato a Guardia Sanframondi il 29 aprile 1940, coniugato Lavorgna Pasqualina - Di Lonardo Pasquale, nato a Guardia Sanframondi il 18 giugno 1930, coniugato De Angelis Anna 17 - Falato Ada, nata a Guardia Sanframondi il 12 novembre 1927, vedova Morelli Lorenzo 28 - Ceniccola Rosina, nata a Guardia Sanframondi il 26 febbraio 1930, vedova Pengue Maturino
Sostieni il Bollettino del Rinnova il tuo abbonamento per il 2017 La Vergine Assunta ti benedice e ti protegge. Hanno collaborato con noi per sostenere il Bollettino da Guardia: Del Vecchio Maria Wanda - Foschini Adelina – Morone Umberto – Falato Maria e Turrisi Pietro - Sanzari Antonio – Grillo Carlo – Procaccini Maria – Grillo Luisa – Falato Albino – Foschini Teresa – Garofano Alida – Di Crosta Vincenzo – Pengue Alfredo – Di Staso Raffaele e famiglia – D’Addona Mario – Prete Ludovico e Morone Mariaida – Morone Antonio – Panza Annibale – Gambuti Laura – Plenzich Giovanni – Romano Giovanni – Gambuti Teresa – Maffei Elvio - Garofano Letizia – Borrelli Luisa – Falluto Agnese – Falato Flaviano – Ceniccola Vincenzo – Labagnara Angelo – Labagnara Leda e Basile Nicola- Di Blasio Salvatrice- De Nicola Rosa – Pigna Silvia – Perfetto Michele – Panza Annibale – Pacelli Annamaria – De Blasio Filomena- Garofano Ezio – Gambuti Sandra – Garofano Pierino e Teresa – Parente Filomena in Silvestri. dall’Italia: Congregazione dell’Oratorio, Acireale (CT) - Fraenza Evelina, Torino – Abate Armida, Napoli - Foschini Teresa, Caserta – Ceniccola Ezio, Sanremo (IM) - Lavorgna Pasqualina, S. Lorenzello (BN) – Conti Maria, Figline Valdarno (FI) – Carlesimo Espedito, Firenze – Mariconte Anna, Roma – Panettieri Antonio, Trento – Scetta Rosaria, Graniti (ME) – Falato Pasquale, Gaeta (LT) – Garofano Filippo, Telese Terme (BN). dall’Estero: Del Vecchio Antonio e Torina, Australia – Sebastianelli Antonio e Angelina, Australia - Pigna Ildo e Maria, Australia – Conte Teresa, Australia – Di Paola Vittorio e Filomena – Alterisio Raffaella e Mattarelli Filippo, Australia – Pesce Antonio, Canada – Pesce Maria, Canada – Corbo Nancy, USA- Perugini Lupo e Agnes – Tessitore Francesco – Romanelli Maria – Pengue Guido e Clara – Di Virgilio Ida in Pengue.
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in memoria di... Aprile 2017 1 - Garofano Generico, la moglie - Falato Rosina, il marito e i figli 2 - Di Lonardo Giuseppe e Falato Luigi, i figli - Morone Raffaella e De Lucia Giuseppe, i figli - Ceniccola Nicola, Rosina e Leo, il congiunto Giovanni - Di Lonardo Ezio e Clorinda, la congiunta Maria 4 - Labagnara Geremia, la moglie e le figlie (trigesimo) 5 - Del Vecchio Giuseppe, i familiari 7 - Sebastianelli Giovannina, i figli (anniversario) 8 - Caruso Sandro, la mamma 9 - Lombardi Idolo, Umberto e Giuseppina, la congiunta Ada - Falato Vittorio e Plenzich Maria Concetta, i figli - Fa la to Ang elo e Gr illo Angiolina, la figlia Renata
10 - Benevento Gianni, la moglie Angela 11 - Scrinieri Giancarla, il marito e i figli (trigesimo) 16 - Abate Elvio e Annunziata, la figlia - Di Santo Abele e Teresa, la familiare Luisa - Orso Filomeno, la moglie e i figli - Silvestri Salvatore, la famiglia 18 - Pi g n a A g n e s e e C a s i l l i Francesco, il figlio - Garofano Pasquale, la moglie e la figlia 19 - Pengue Maria Antonia, la figlia e la nuora (anniversario) 20 - Del Vecchio Ida e Giuseppe, la figlia - Di Paola Adelina, la figlia (trigesimo) 21 - Falato Umberto, la mamma (trigesimo) 22 - Foschini Orlando e Falato
Gina, le figlie 23 - Meoli Vincenzo, la moglie e i figli - Sanzari Luciano e Rosina, il figlio - Borrelli Silvio e Leonarda, il figlio Carlo 24 - Grillo Giovanni, i figli (anniversario) 25 - Del Vecchio Alfonso, i familiari - Macolino Angiolina, i figli (trigesimo) 26 - Curcuruto Antonino, la moglie e i figli - Garofano Eldorato, la moglie e le figlie (anniversario) 27 - Falato Filippo e Everdina, i familiari (anniversario) 28 - Varrone Salvatore, la moglie e i figli (anniversario) 30 - Gambuti Vittorio, la moglie - Pa n z a M i c h e l a n g e l o e Giovannina, il figlio Annibale - Falato Fausto, la famiglia
Maggio 2017 1 - Sebastianelli Teresa, il fratello e le cognate (settimo) - Pinto Elvio e Falato Teresa, i parenti 2 - Pigna Rodolfo e Falato Belinda, il figlio Armando 3 - Silvestri Elvio, Teresa e Angelina, il figlio Ugo 4 - Grillo salvatore, Luisa e Santilli Anna, la congiunta Filomena 5 - Morone Luisa, la figlia Ludovica Di Staso - Borrelli Matilde e Labagnara Raffaele, la nuora Teresa e famiglia 6 - Basile Alma, i figli (trigesimo) 7 - Turco Vittorina, i figli - Don Filippo Di Lonardo, da Geppino e Angelina Garofano - Gambuti Flaviano e Michela, la figlia Teresa 8 - Sanzari Raffaele e Maffei Anna, la figlia Giovanna 9 - Borrelli Matilde e Labagnara Raffaele, la figlia 10 - Iadanza Antonino, la moglie Garofano Maria
11 - Garofano Domenico, la moglie e i figli 12 - Foschini Italia e Iuliani Felice, la nipote Maria 13 - Pigna Rosanna e Luciano, i familiari 14 - Sanzari Adamo, Ruggiero, Vincenzo e Angelina, la congiunta Maria - Plenzich Giuseppe e Pinto Irma, i figli - Tomaselli Floriano, la moglie e i figli - Zacchino Giuseppe e Tribisonna Albertina, la figlia 16 - Plenzich Livia e Marino, i familiari 17 - Ricciardi Edvige, i figli (trigesimo) 18 - Garofano Gaetano, la moglie e il figlio (trigesimo) 19 - Di Lonardo Fausto, la moglie e le figlie 20 - Sanzari Pasquale e Romano Maria Assunta, il figlio Antonio 21 - Maiorani Renato, la moglie e i figli - Foschini Abele e Morone Alcina, le figlie - Morone Rosalia, gli amici Antonio
e Alfonsina 23 - Garofano Luigi, i familiari (anniversario) 24 - Pengue Maturino, la figlia 25 - Del Vecchio Luigi, la moglie e i figli - Romanelli Rocco, la moglie Maria - Propri defunti, Gaudino De Lucia Giuseppina 26 - Ceniccola Giovanni, l’amico Pasquale Mastantuono - Don Filippo Di Lonardo, i familiari - Mancini Filippo e Pasqualina, i figli 27 - Cusani Maria, le figlie (anniversario) 28 - Zacchino Maria e Conti Anna, i figli - Di Paola Benevento Andrea, il figlio - Tommasino Benito e Ucci Maria, la figlia 30 - Di Lonardo Filippo, la cugina Consiglia 31 - Capoluongo Filomena, i figli (trigesimo)
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Paradiso! Paradiso! Attendete a vincervi nelle piccole cose, se volete vincervi nelle grandi.