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Bollettino Giugno/Luglio 2016

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Anno LXI - n. 7/8 Giugno/ Luglio 2016 - Sped. in Abb. Postale, art. 2 comma 20/c Legge 662/96 Regione Campania -BN- In caso di mancato recapito restituire al mittente


Papa Francesco

Opere di Misericordia Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Quante volte, durante questi primi mesi del Giubileo, abbiamo sentito parlare delle opere di misericordia! Oggi il Signore ci invita a fare un serio esame di coscienza. E’ bene, infatti, non dimenticare mai che la misericordia non è una parola astratta, ma è uno stile di vita: una persona può essere misericordiosa o può essere non misericordiosa; è uno stile di vita. Io scelgo di vivere come misericordioso o scelgo di vivere come non misericordioso. Una cosa è parlare di misericordia, un’altra è vivere la misericordia. Parafrasando le parole di san Giacomo apostolo (cfr 2,14-17) potremmo dire: la misericordia senza le opere è morta in sé stessa. in questo numero: 2 3 4 6 7 7 7 8 9 10 12 13 15

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Papa Francesco Programma Festa dell'Assunta Aspettando il 2017 I riti Settennali di Guardia Sanframondi Sotto la protezione dell'Assunta Esprimono gratitudine all'Assunta Hanno collaborato con noi... Lo spirito Oratoriano Sull’esempio di S. Pio Parrocchia ... in forma L’epidemia pestilenziale a Guardia S. nel 1764. Sono tornati alla casa del Padre In Memoria di

(cfr Mt 25,31-46)

E’ proprio così! Ciò che rende viva la misericordia è il suo costante dinamismo per andare incontro ai bisogni e alle necessità di quanti sono nel disagio spirituale e materiale. La misericordia ha occhi per vedere, orecchi per ascoltare, mani per risollevare… La vita quotidiana ci permette di toccare con mano tante esigenze che riguardano le persone più povere e più provate. A noi viene richiesta quell’attenzione particolare che ci porta ad accorgerci dello stato di sofferenza e bisogno in cui versano tanti fratelli e sorelle. A volte passiamo davanti a situazioni di drammatica povertà e sembra che non ci tocchino; tutto continua come se nulla fosse, in una indifferenza che alla fine rende ipocriti e, senza che ce ne rendiamo conto, sfocia in una forma di letargo spirituale che rende insensibile l’animo e sterile la vita. La gente che passa, che va avanti nella vita senza accorgersi delle necessità degli altri, senza vedere tanti bisogni spirituali e materiali, è gente che passa senza vivere, è gente che non serve agli altri. Ricordatevi bene: chi non vive per servire, non serve per vivere. Quanti sono gli aspetti della misericordia di Dio verso di noi!

Alla stessa maniera, quanti volti si rivolgono a noi per ottenere misericordia. Chi ha sperimentato nella propria vita la misericordia del Padre non può rimanere insensibile dinanzi alle necessità dei fratelli. L’insegnamento di Gesù che abbiamo ascoltato non consente vie di fuga: Avevo fame e mi avete dato da mangiare; avevo sete e mi avete dato da bere; ero nudo, profugo, malato, in carcere e mi avete assistito (cfr Mt 25,35-36). Non si può tergiversare davanti a una persona che ha fame: occorre darle da mangiare. Gesù ci dice questo! Le opere di misericordia non sono temi teorici, ma sono testimonianze concrete. Obbligano a rimboccarsi le maniche per alleviare la sofferenza. A causa dei mutamenti del nostro mondo globalizzato, alcune povertà materiali e spirituali si sono moltiplicate: diamo quindi spazio alla fantasia della carità per individuare nuove modalità operative. In questo modo la via della misericordia diventerà sempre più concreta. A noi, dunque, è richiesto di rimanere vigili come sentinelle, perché non accada che, davanti alle povertà prodotte dalla cultura del benessere, lo sguardo dei cristiani si indebolisca e diventi incapace di mirare all’essenziale. Mirare all’essenziale. Cosa significa? Mirare Gesù, guardare Gesù nell’affamato, nel carcerato, nel malato, nel nudo, in quello che non ha lavoro e deve portare avanti una famiglia. Guardare Gesù in questi fratelli e sorelle nostri; guardare Gesù in quello che è solo, triste, in quello che sbaglia e ha bisogno di consiglio, in quello che ha bisogno di fare strada con Lui in silenzio perché si senta in compagnia. Queste sono le opere che Gesù chiede a noi! Guardare Gesù in loro, in questa gente. Perché? Perché così Gesù guarda me, guarda tutti noi.


BASILICA PARROCCHIALE SANTA MARIA ASSUNTA E SAN FILIPPO NERI SANTUARIO MARIANO

Solennità

Assunzione della Beata Vergine Maria GUARDIA SANFRAMONDI (BN) - 14 e 15 agosto 2016

“Cristo è la primizia dei risorti, e Maria è la primizia dei credenti, la prima di quelli che sono di Cristo. E' nostra madre, ma anche possiamo dire la nostra rappresentante, e la nostra sorella, la nostra prima sorella, è la prima dei redenti che è arrivata in cielo" (Papa Francesco)

Maria è entrata nella gloria, ma è sempre con noi in ogni prova ed è un segno di sicura speranza e di consolazione per il popolo di Dio in cammino. Programma: 6 Agosto Inizio Novenario Ore 19.00 Ricordo dei deputati Rionali defunti. Ore 21.00 Veglia all’Assunta in preparazione all’accoglienza del nuovo Parroco. Ore 22.00 Santa Messa 12 Agosto Ore 18.00 Concelebrazione Eucaristica presieduta da S. E. Mons. Michele De Rosa per l’immissione canonica del nuovo parroco P. Giustino Di Santo 14 Agosto Ore 18,30 Solenne celebrazione dei Primi Vespri e dell’Eucaristia, presieduta da S. E. Mons. Michele De Rosa. Ore 24.00 Santa Messa della Solennità offerta dal gruppo Battenti presiede P. Giancarlo Giannasso, cappuccino.

15 Agosto Ore 8.00 Santa Messa Ore 11.30 Messa Solenne per tutti i guardiesi residenti in Italia e all’estero. Ore 19.00 S. Messa Vespertina. La Corale della Basilica “Cantate Domino in laetitia” e i giovani dell’Oratorio animeranno le celebrazioni solenni. I Padri Filippini Il Consiglio Pastorale Parrocchiale 1 agosto 2016 - Guardia Sanframondi Festa di S. Alfonso Maria de’ Liguori - Patrono della Diocesi.

Per tutta la novena, una navetta, messa a disposizione dal Comune, porterà i fedeli al Santuario dove, dalle ore 18,30, si recita il Rosario e si celebra il sacramento della confessione.

Gli eventi saranno trasmessi in diretta web: www.santuarioassunta.com

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Aspettando "Nel cielo apparve un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle". È stupenda questa visione dell'Apocalisse che noi possiamo applicare a Maria SS. Assunta in cielo. Nella donna vestita di sole la tradizione cristiana ha visto Israele, la Chiesa e Maria. Maria è il segno atteso dal popolo eletto attraverso il quale si compie la salvezza: il Messia aspettato, il Figlio della donna, che vince il drago, cioè il male, e porta la salvezza. Così in paradiso la Vergine Maria è presente nella sua qualità di regina e di madre. Lei, assunta in cielo, può stare alla destra di Dio a intercedere per i figli ancora peregrinanti nella fede. In Maria ci è rivelata la verità della risurrezione. Come Cristo, in Maria questo dono è una primizia e una promessa per noi: in lei è vinta la Santuario dell’Assunta morte e inaugu82034 Guardia Sanframondi rata la pienezza Direttore Responsabile: P. Giustino Di Santo d. O. della vita. Dir. Red. Amm.: Congregazione dell’Oratorio PP. Filippini Tutto è opera 82034 Guardia Sanframondi (BN) del Signore, Tel. e Fax 0824.864013 tutto è grazia, www: santuarioassunta.com e-mail: santuarioassunta@email.it tutto segno Aut. Tribunale BN Dec. 3/4/1956 dell'amore infin. 25/56 del Registro Stampe nito di Dio C.C.P. 11000825 IBAN: IT77U0335901600100000136796 verso quelli che BIC: BCITITMX accolgono e Sped. in abb. post., art. 2, sperimentano la comma 20/C Legge 662/96 Regione Campania -BN sua misericorCon approvazione ecclesiastica dia. Maria SS. Stampato nel mese di agosto 2016 da: nuova impronta canta il magnifiQPRINT s.a.s. Cusano Mutri (Bn) Tel.-fax 0824.862723 - info@nuovaimpronta.net cat. Lei è beata perché ha cre-

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duto, ha vissuto la fede. E la fede è credere al mondo di Dio, al progetto di Dio, ai valori di Dio, che sono il capovolgimento delle preoccupazioni umane. Maria ha vissuto le cose grandi secondo Dio, nell'umiltà, nella povertà,

nella generosità del suo cuore. Ha compiuto in maniera fedele la sua missione sulla terra, madre di Cristo e madre della Chiesa nascente e ora vive nella gioia, nella beatitudine, nella pienezza di vita che Dio le ha dato per sempre. La sua fede è quella vera, quella che deve alimentare ogni vero cristiano; il resto, tutto quello che non ha relazione con Dio e col Figlio Suo, è parvenza di fede, fede falsa. Quanta “fede falsa”, purtroppo, a volte, siamo costretti ad osservare! Come al centro della primavera c'è la Pasqua, così al centro dell'estate, c'è questa "pasqua mariana". Il "mistero di grazia" che l'Assunzione porta con sé, è una rivelazione stupenda di amore, di speranza e di vita che Dio dona al suo popolo. È un invito a seguire Maria che ha condiviso in tutto la nostra sorte terrena. Alla Risurrezione-Ascensione al cielo di Gesù fa risconto l'Assunzione di Maria (cioè la sua glorificazione nell'anima e nel corpo, ossia nella totalità del suo essere umano). Al "sedere alla destra del Padre" di Gesù, fa riscontro l'incoronazione di Maria a Regina del cielo e della terra. Questa è la fede della


o il 2017…. Chiesa. Pertanto, credere nella glorificazione corporale di Maria è fare professione di fede nel destino assoluto a cui è chiamato il nostro corpo. Con la risurrezione e l'assunzione il corpo è riscattato dalla sua condizione d'amore, di dolore e di morte. Dice il Concilio Vaticano II: "L a Madre di Gesù, come in cielo, in cui è già glorificata nel corpo e nell'anima, costituisce l'immagine e l'inizio della Chiesa che dovrà avere il suo compimento nell'età futura, così sulla terra brilla ora innanzi al peregrinante popolo di Dio quale segno di sicura speranza e di consolazione, fino a quando non verrà il giorno del Signore". La sua missione non è solo intrinsecamente collegata a Cristo, ma anche alla vita della Chiesa e nostra. A quello che lei per grazia già oggi partecipa, un giorno parteciperemo anche noi. Maria vive il futuro che speriamo, per questo ci è accanto ed è per noi luce e guida nella vita di ogni giorno. Il nostro amore alla Madonna deve essere profondo e vero: vogliamo affidarci a lei con le preghiere più semplici, coi sentimenti del cuore, con il rosario e la nostra partecipazione alla Messa. Abbiamo tanto bisogno di grazie, di aiuto, di incoraggiamento, di forza: Lei che è davanti a Dio ed è tanto vicina noi,

può ottenerci tutto questo. Nello stesso tempo lei ci aiuta con il suo esempio a vivere nella fede, nella preghiera, n e l l a bontà, nella generosità del

cuore, nell'accoglienza del progetto di Dio. Questa festa ci è di grande consolazione: saremo insieme a Maria nella gloria, se sapremo come lei vivere nella fede, nella preghiera, nella gioia, nella carità, nel servizio, se sapremo trasfigurare la nostra sofferenza e le nostre incomprensioni nella purezza e nell'amore di chi si sente veramente devoto della Madonna Assunta. Così il Guardiese, ovunque residente, si preparerà a vivere i Riti Settennali, la “Festa della Mamma Assunta”, nel mese di Agosto dell’anno prossimo, quando vivremo intensamente la nostra fede e ne daremo vera testimonianza a tutti quelli che ci osserveranno o come pellegrini o attraverso i mezzi della comunicazione sociale. Andiamo a Cristo attraverso Maria! Il vostro P. Giustino Di Santo d.O.

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I Riti settennali di Guardia Sanframondi Un tentativo di comprensione

I riti settennali di penitenza di Guardia Sanframondi affondano le loro radici nell’Alto Medioevo e sono caratterizzati da gesti di penitenza che, anche se sono più visibili nei flagellanti e nei battenti, sono presenti anche in tutti coloro che partecipano ai riti o come figuranti nei quadri viventi, i cosiddetti “misteri”, o nei tanti cortei processionali dei singoli rioni, e nella grande processione conclusiva della domenica con la statua dell’Assunta. E’ la Vergine infatti ad esser oggetto di questo rito di penitenza. In questo senso i riti costituiscono per la comunità di Guardia il “luogo” per affermare il suo vincolo di appartenenza che ha nell’Assunta il suo simbolo e una verifica degli impegni di vita cristiana presi sette anni prima. Sono cioè il punto di arrivo di un cammino di santità durato sette anni ma anche e soprattutto il punto di partenza per lasciar maturare tutti i giorni la Parola di Dio seminata abbondantemente durante la settimana, dal 16 al 22 agosto. E’ tutta la comunità, divisa in rioni, che si reca al santuario per confessarsi, per fare la comunione, in un bagno spirituale che deve toccare tutti gli abitanti di Guardia. Possiamo dire perciò che ai riti settennali non si assiste, si partecipa percorrendo un itinerario di conversione individuale e comunitario. Spesso l’osservatore poco attento è portato a guardare ai riti in modo superficiale e a giudicare con criteri moderni ciò che si può comprendere solo se certi gesti si vivono personalmente nella fede. Quello che più attrae i mezzi della comunicazione sociale, che irrita alcuni e “scandalizza” qualche altro, sono i battenti che in verità tengono la scena, nell’arco di una settimana di penitenza, per poche ore durante la processione dell’Assunta. A quelli che si scandalizzano davanti a cose, secondo loro sorpassate e medioevali nel senso deteriore delle parola, io direi che proprio il loro indifferentismo religioso porta spesso a conservare nella pietà popolare questi gesti crudi di penitenza se è vero, come è vero, che il numero dei battenti aumenta ogni anno. I battenti partecipano alla prima parte della processione battendosi ritmicamente il petto mentre la processione si inerpica per le strade tortuose del paese. Il faccia a faccia tra la candida schiera dei penitenti e l’Assunta avviene sempre al centro del paese tra il castello medioevale e la fontana dell’olmo. Posso assicurare che è uno dei momenti più toccanti dell’intera giornata. Al cospetto della Vergine i “bianchi” cadono uno dopo l’altro in ginocchio mentre i colpi affondano con maggiore vigore. Abbracciando con un solo sguardo la statua della Madonna e i “battenti” ho potuto cogliere nei occhi di questi ultimi, rivolti amorosamente verso quelli della Madonna, tanta fede e tanta devozione all’Assunta. L’incontro con la grande Madre segna per loro la fase conclusiva del rito. Uno per uno gli incappucciati, dileguandosi nel dedalo delle viuzze, rientreranno solo più tardi, irriconoscibili, per riaccompagnare la statua dell’Assunta verso la nicchia che la custodirà per altri sette anni da vivere sotto la protezione della Madonna, in cammino verso il Signore Gesù che, come dice la lettera agli Ebrei, è il nostro Salvatore e Redentore “ieri, oggi e per sempre” (Eb 13,8). I sociologi, gli etnologi, i cultori di antropologia culturale finché si fermeranno solo all’apparenza dei fatti e non avranno un po’ di umiltà per cogliere anche il loro intimo significato, consapevoli che la nostra ragione da sola non riesce a coglierlo, non capiranno mai che cosa significa essere uomini “religiosi” che, bypassando ciò che si vede con gli occhi materiali, con la fede arrivano al cuore dell’uomo che, come dice San Agostino, è inquieto finché non riposa in Dio. I “laici”, che vogliono giudicare con la sicumera della ragione tutto e tutti, si precludono per questo la possibilità di capire la dimensione religiosa dell’uomo abbarbicandosi a teorie che lasciano il tempo che trovano e che spesso non sono accettate neanche dai loro stessi colleghi più sensibili e aperti al dialogo. @ Michele De Rosa

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sotto la protezionedell ’Assunta si sono uniti in matrimonio Giugno 2016 2 – Fiore Marco e Garofano Barbara 12 – Meglio Giuseppe e Di Santo Deborah 18 – Somma Tommaso e Orlando Veronica 25 – Pruscino Antonio e Di Staso Maria Pia

Alessio Pengue

Emma De Blasio

In occasione della Cresima, ricevuta il 22 maggio, i genitori Giovanni e Rosa lo pongono sotto la protezione della Vergine Assunta e di S. Filippo Neri perché lo guidino e lo proteggano sempre.

I genitori Filippo ed Elvira Staiano, in occasione della Cresima, affidano la loro figlia alla materna protezione della Vergine Assunta

Luglio 2016 9 – Gambuti Raffaele e Lombardi Barbara 10 – Bagnuolo Antonio e Barbato Miriam 16 – Garofano Massimiliano e Falato Alessandra 30 – Gandolfo Marino e Garofano Elena 31 – Insogna Pietro e Gallinella Concetta

Sostieni il Bollettino del Rinnova il tuo abbonamento per il 2017 La Vergine Assunta ti benedice e ti protegge. Hanno collaborato con noi per sostenere il Bollettino da Guardia: Blasiello Filomena in Morone – De Blasio Antonio Filippo - De Blasio Maria – Sebastianelli Marisa – Pengue Giovanni – Di Staso Maria – Coppola Teresa – Del Vecchio Umberto – Panza Annibale – Di Gregorio Ennio – Di Santo Antonio - Izzo Giovanni – Morone Vittorino – Pascale Assunta – Ceniccola Emma – Pezzullo Angelina – Abate Consiglia – Falato Albino - Falato Carlo - Parente Filomena in Silvestri. dall’Italia: Conti Angelo, Roma - Di Guglielmo Cofrancesco Angela, Cerreto Sannita (BN) – Pengue Ernesto, San Lupo (BN) - Pengue Geppino, Botticino – Casbarra Pasqualina, Sanremo (IM) – Garofano Filippo, Telese Terme (BN) – Gambuti Speranza, S. Lorenzo Maggiore (BN) – Foschini Filippo e Marina, Pontelambro (CO) - Lombardi Elda, Cerreto Sannita (BN). dall’Estero: Perugini Lupo e Agnese, Australia – Foschini Albino e Messina Concetta, Canada – Lombardi Rita e Angela, USA – Pisano Donato, Sud Africa - Fusco Maria, Inghilterra – Perugini Livia, Canada - Ceniccola Bruno, USA.

esprimono gratitudine all'Assunta Giugno 2016 19 - Garofano Mirella 21 - Perfetto Marialucia e Angelo

Luglio 2016 3 - Falato Antonio e Grillo Alfonsina (40° di Matrimonio) 6 - Garofano Martino e Sanzari Elena (25° di Matrimonio) 16 - Alcuni devoti 23 - Una devota, per grazia ricevuta 24 - Antonio e Angelina Sanzari (40° di Matrimonio) 27 - Foschini Albino e Messina Concetta, Canada 29 - Perugini Livia, Canada 30 - Ceniccola Flaviano e Teresa Trebisondi (25° di Matrimonio) 31 - Morone Michele e Blandino Rosina

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Lo Spirito Oratoriano...

La devozione a Maria Nel libro degli Atti degli Apostoli al capitolo 1 al versetto 14 cosi leggiamo: “Tutti erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui”. Queste parole saranno state lette e rilette dal nostro dolcissimo Padre Filippo, tanto da farlo diventare un figlio devotissimo di Maria e mai tralascio di inculcare nel cuore dei suoi figli spirituali la tenera devozione alla Madonna. Dalle sue più antiche biografie sappiamo che, ancora da laico visitava le numerose chiese che a Roma vi sono dedicate alla Madonna e i testimoni oculari, tra cui ricordiamo il Baronio, il Tarugi, il Talpa, al processo canonico interrogati sulla devozione mariana nel Padre Filippo cosi rispondevano: “Mai il Padre tralascio di pregare il Santo Rosario quotidianamente, e spesso si sentiva ripetere delle piccole massime che sapevano di un accorato grido di un figlio verso la Mamma”. Da quello che ci viene tramandato dai suoi primi biografi sappiamo pure di una particolare devozione di Filippo Neri, ovvero una corona composta da 63 grani. Questa si rifaceva ad una antica leggenda la quale affermava che la Beata Vergine Maria sarebbe stata assunta in cielo all’età di 63 anni, questa devozione in Filippo è presente sin dalla sua fanciullezza in quanto a Firenze sua città natale era molto in voga. Ed è proprio quel versetto di At 1,14 in cui in germe possiamo leggerci l’ideale della nostra Congregazione, si proprio in quel “concordi nella preghiera, insieme con Maria” da lui chiamata vera Fondatrice della

Congregazione. Filippo proponeva ai suoi figli spirituali delle semplici ma efficaci giaculatorie, che avevano una profonda spiritualità. Le più celebri sono: - Madonna benedetta, datemi grazia, che io mi ricordi sempre della vostra verginità; - Maria Madre di grazia, Maria di Misericordia, difendici dal nemico e accoglici nell’ora della morte, - Vergine Madre, prega Gesù per me; - Vergine Madre, Madre sempre Vergine, prega Gesù per me; - Sappiate, Figliuoli, e credete a me, che lo so: non vi è mezzo più potente per ottenere le grazie da Dio che la Madonna Santissima. - Maria il mio amore, la mia consolazione, la mammina mia La più intensa ed efficace, quella che il Padre ripeteva spesso è Vergine Maria, Madre di Dio, prega Gesù per me. Uno dei suoi primi biografi, il Bacci commentando questa giaculatoria scrive: “dicendo queste brevi parole, si dà brevemente ogni lode possibile alla Madonna Santissima, prima perché si chiama col suo nome Maria, e poi perché le si danno i due titoli più grandi di Vergine, e Madre di Dio e poi perché si nomina il frutto dolce del suo seno Gesù. Quest’ultimo secondo il Santo Padre Filippo, aveva ed ha per sempre il compito di intenerire il cuore e concedere la grazia”. Possiamo dunque dire a questo punto che la devozione mariana in Filippo Neri è semplice, ma allo stesso tempo non è pietismo, sdolcinatura o fanatismo. La sua passione per Maria è quella di un figlio profondamente e pazzamente innamorato della Madre - tanto che sul letto di morte l’invocava col il titolo più dolcissimo Mammina mia- che nella grande maturità di una vita autenticamente spesa per il Vangelo capisce che solo per mezzo di Maria si va a Gesù. Si in Maria, Filippo e oggi ogni oratoriano, riconosce la Madre la prima e più fedele Uditrice della Parola di Dio, che si fa discepola nel quotidiano con un semplice Eccomi si compia in me la tua Parola. In lei e come lei ogni Oratoriano apprende la docilità all’azione dello Spirito tanto da diventare suo Tempio, sua dimora, diventa grembo accogliente in cui si compie quello che è avvenuto in Maria il giorno dell’annunciazione, cioè il Verbo si fa carne. Concludo con una raccomandazione che spesse volte il Padre Filippo ripeteva ai suoi figli spirituali: “Figliuoli miei, siate devoti della Madonna: siate devoti a Maria, so quello che vi dico”, una devozione non fatta di pietismo formale o di sterile devozionalissimo, ma fatta con il cuore di un figlio che nella gioia e nel dolore l’invoca Mammina mia. Sebastiano Curcuruto d.O.

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Sull’esempio di San Pio pellegrini in cerca di Misericordia. Come da tradizione il Gruppo di Preghiera P. Pio, della nostra comunità parrocchiale il 30 giugno si è recato in pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo. Quest’anno il pellegrinaggio ha assunto un valore particolare in quanto inserito nell’anno giubilare ed ha permesso ai partecipanti di lucrare le indulgenze. Arrivati intorno alle 9.00 abbiamo percorso il cammino della Via Crucis, ripercorrendo passo dopo passo il cammino dell’Amore Misericordioso di Dio tanto da donarci suo Figlio, il suo unico Figlio per la nostra salvezza. Terminato il pio esercizio della Via Crucis ci siamo recati a celebrare e sperimentare personalmente l’abbraccio misericordioso di Dio nel sacramento della Riconciliazione. Al termine abbiamo partecipato con il cuore colmo di gioia alla Celebrazione dell’Eucarestia nella chiesa nuova di P. Pio. Durante la celebrazione abbiamo presentato al Signore l’intera comunità parrocchiale di Guardia, il sacerdote celebrante nella sua omelia ci ha esortati ad essere piccole gocce di quel sangue ed acqua che scaturirono dal costato aperto di Gesù morente in croce per dissetare questa umanità assetata di Dio. Dopo il pranzo abbiamo vissuto il passaggio della Porta Santa della Misericordia vivendo un momento intenso di preghiera la Coroncina della Divina Misericordia recitata in cripta. Ci siamo fatti pellegrini in cerca di Misericordia non solo per noi presenti ma per il mondo intero. Conservo nel cuore e nella mente l’esperienza di questa giornata ricca della presenza Misericordiosa di Dio che continua ad amarci nonostante le nostre continue infedeltà. Sebastiano Curcuruto d.O.

Dalla Congregazione dell’Oratorio di Roma

Grata al Signore per il dono del Sacerdozio, la Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri in Roma, insieme alla famiglia Quintavalle, l’Oratorio secolare e la Comunità parrocchiale annuncia con gioia che è stato ordinato Sacerdote il Diacono P. Ivan Quintavalle C.O., per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Georg Gänswein Arcivescovo titolare di Urbisaglia, Prefetto della Casa Pntificia, Lunedì 27 Giugno alle ore 19.00, nella “Chiesa Nuova”, Parrocchia Santa Maria in Vallicella. Padre Ivan ha presieduto la sua prima Celebrazione Eucaristica in Chiesa Nuova Martedì 28 Giugno, Messa Vespertina della Solennità dei SS. Pietro e Paolo. Da queste pagine facciamo giungere alla Congregazione Romana le nostre felicitazioni e gli auguri più sentiti al neo-presbitero per un sacerdozio secondo il Cuore di Cristo nello spirito di San Filippo Neri.

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parrocchia in ...forma C

Giugno - Luglio 2016

aro lettore, ci siamo appena lasciati alle spalle l’anno filippiano ed ecco altre importanti ricorrenze storiche della nostra Parrocchia. “Con atto del notaio Oreste Golino del 2 giugno 1626, a richiesta di ogni ceto di persone e su proposta del Dott. G. B. De Pascale nel pubblico consiglio, tenuto in detto giorno dagli eletti dell’Università di Guardia, fu scelto S. Filippo come Protettore del paese. La deliberazione fu approvata

nel Sinodo Diocesano del 14-9-1626 dal vescovo Mons. Sigismondo Gambacorta e, dopo che Urbano VIII elevò a festa di precetto il giorno del Protettore di ciascuna città o terra, fu confermata anche dal Vescovo Mons. Pietro Paolo de Rusticis il 24-8-1643”1 Si avverava, così la profezia che San Filippo fece, quando era ancora in vita, “incontrandosi un giorno (come costantemente si dice) con un certo cittadino della Guardia: state allegro – tra le altre cose, gli disse – che non andrà molto e per mezzo di un vostro paesano saremo anco noi paesani”2. Son trascorsi 390 anni e anche quest’anno, come nei passati, la felice scelta

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del Patrocinio è stata ricordata nella quarta domenica di luglio, con una solenne celebrazione Eucaristica ed una breve processione con l’immagine di San Filippo sul sagrato del Santuario. Ha prestato servizio liturgico la Corale Parrocchiale Cantate Domino in Laetitia, sotto la direzione del maestro dr. Gianluca Coletta. Dopo dieci anni da questo atto, alla Congregazione Filippina di Guardia viene riconosciuta personalità giuridica. Così si storicizza l’evento: “Mons. Gambacorta, per undici anni, aveva paternamente seguita la santa attività del Piccirillo in parrocchia e in Diocesi, e fu certamente lieto di emanare la bolla del 30 giugno 1636, con la quale fu data personalità giuridica alla Congregazione di preti e chierici già fondata dall’arciprete D. Marzio.”3 Sono 380 anni e non è poca cosa. *** Vediamo adesso quali sono state le altre attività parrocchiali, oltre a quelle di prassi e alla citata celebrazione del Patrocinio. 1. “Il Sacramento dell’Unzione degli

grazia speciale al cristiano che sperimenta le difficoltà inerenti allo stato di malattia grave o della vecchiaia”4; in virtù di questo insegnamento, è stato impartito agli anziani della nostra Parrocchia. In verità non sono stati in molti a partecipare alla celebrazione in Chiesa, per via di una influenza che ne sta colpendo parecchi. Padre Giustino, però, nella settimana seguente, si è recato nelle Case di Riposo che sono a Guardia per celebrare là la liturgia, con gli ospiti che lo hanno voluto. Così un buon numero di persone ha potuto sperimentare gli effetti della grazia speciale di questo Sacramento, che tra gli altri, sono “il conforto, la pace e il coraggio per sopportare cristianamente le sofferenze della malattia o della vecchiaia” 5

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P. Adolfo De Blasio – Il Nostro Paese – ed. 1957 – pag. 154

Infermi ha lo scopo di conferire una

*** 2. A metà mese Padre Giustino ha presieduto un Consiglio Pastorale: 1) per un bilancio consuntivo sulle attività svolte in Parrocchia, su come si sono svolte, quali le difficoltà incontrate da ciascun gruppo e per porre le basi per una riflessione, da farsi a settembre, per ovviare agli inconvenienti riscontrati e per immaginare quali nuove iniziative adottare per coinvolgere sempre più persone; le risultanze del bilancio sono comunque molto

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P. Adolfo De Blasio – Il Nostro Paese – ed. 1957 – pag. 145

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Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1527

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Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1532

P. Adolfo De Blasio – Il Nostro Paese – ed. 1957 – pag. 168


positive. 2) Padre Giustino ha anche comunicato che don Pino Di Santo non può più offrire la sua collaborazione per la celebrazione di una Messa domenicale, per motivi inerenti al suo impegno sacerdotale altrove. Il Consiglio unanimemente ha espresso il grazie sentito e cordiale a don Pino augurandogli un proficuo lavoro. Si è palesata, così, la necessità di ridurre la celebrazione di una Messa festiva. Dopo attenta analisi padre Giustino ha accolto la proposta del Consiglio: unire in uno le due Messe celebrate in San Sebastiano nel nuovo orario delle 9,30. Ciò consentirà anche di riportare, da settembre, la Messa nella Chiesa Parrocchiale alle ore 11. *** 3. Il Catechismo insegna che “la santa Eucarestia completa l’iniziazione cristiana”6 e ciò è avvenuto per 19 ragazzi della nostra Parrocchia, adeguatamente preparati dalle Catechiste alla loro Prima Comunione. Rispetto agli anni precedenti l’avvenimento si è arricchito di una bellissima novità: prima di dare inizio alla Liturgia, i ragazzi sono stati presentati singolarmente al Parroco e ognuno, quando chiamato, rispondendo “presente” si è recato a porre il proprio nome su un puzzle appositamente predisposto, costruendo così il volto 6

Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1322

di Gesù. Padre Giustino ha inserito il senso di questa novità nell’omelia rivolta sì principalmente ai neo comunicandi, ma anche ai genitori e a quanti hanno partecipato alla celebrazione. *** 4. Il 24 giugno 2016 è stato ufficialmente reso noto che Papa Francesco ha

accettato la rinuncia alla guida della nostra Diocesi di s.e. mons. Michele De Rosa (per raggiunti limiti di età) e ha eletto il nuovo vescovo nella persona di s.e. mons. DOMENICO BATTAGLIA, della Diocesi di Catanzaro. Nel contempo ha nominato, mons. De Rosa Amministratore Apostolico della Diocesi. A s.e. De Rosa rivolgiamo il nostro “grazie” per l’intenso, proficuo lavoro che ha svolto dal 23 maggio 1998 in questo lembo del Sannio e, in particolare, per tutte quelle volte che, onorandoci con la Sua presenza, ci ha istruito e indicato la retta via da seguire. A s.e. Battaglia diamo il nostro caloroso e filiale benvenuto; Gli auguriamo, sinceramente un buon lavoro, onde, con

la Sua guida paterna e premurosa questa Chiesa possa elevarsi sempre di più e che, con una Sua costante presenza tra la gente, possa contribuire in maniera esponenziale al rafforzamento della fede, della speranza e della carità e delle opere sui cui essa deve basarsi per non essere vana. Mons. Battaglia sarà ordinato Vescovo in Catanzaro il 3 settembre e farà il suo ingresso in Diocesi il 2 ottobre. *** 5. Il 6 luglio è stato inaspettatamente convocato un Consiglio Pastorale per il 13. Oggetto “una breve ma urgente comunicazione”. Padre Giustino ha comunicato che ha risposto positivamente alle sollecitazioni del Vescovo mons. De Rosa ed ha accettato la nomina di Parroco della nostra Parrocchia e che ha già comunicato “tale decisione al Delegato della Sede Apostolica per la confederazione dell’Oratorio”. Il Decreto Episcopale gli sarà consegnato in forma ufficiale e solenne, da s.e. mons. De Rosa e dato lettura al popolo di Dio guardiese, “nella celebrazione Eucaristica di venerdì 12 agosto 2016 alle ore 18,00”. Il Consiglio ha espresso soddisfazione per la decisione assunta - che pone fine alla “vacatio” iniziata il 20 agosto 2015, con “il ritorno alla Casa del Padre del caro e venerato padre Filippo Di Lonardo” - elevando un grazie alla Trinità e alla Madonna e rivolgendo al neo Parroco gli auguri più cordiali gli ha confermato la collaborazione per far crescere sempre di più la nostra comunità parrocchiale. Carlo Labagnara

sono tornati alla casa del Padre Giugno 2016 3 - Caiola Anna Maria, nata a Guardia Sanframondi il 12 Luglio 1922, vedova Del Vecchio Annibale 4 - Nicolella Assunta, nata a Guardia Sanframondi il 28 Febbraio 1923, vedova Morone Michele 10 - Maiorani Ludovica, nata a Guardia Sanframondi il 10 Settembre 1927, vedova Mancini Michele 18 - Pengue Pasquale, nato a Guardia Sanframondi il 3 Novembre 1929, coniugato con Ceniccola Rosina 23 - Gismondi Giuseppina, nata a Cerreto Sannita il 2 Gennaio 1945, coniugata con Casilli Pasquale

Luglio 2016 1 - Mignone Nazzareno, nato a Benevento il 8 Gennaio 1937, coniugato con Basile Lucia 2 - De Monaco Eunilia, nata a Pietrelcina il 26 Maggio 1945, nubile 10 - Parente Roberto, nato a Guardia Sanframondi il18 maggio 1953, coniugato Sebastianelli Maria 14 - Panza Angiolina, nata a Guardia Sanframondi il giorno 11 novembre 1919, vedova Bove Umberto 22 – Del Vecchio Maria, nata a Guardia Sanframondi il 3 maggio 1933, vedova Borrelli Elvio 23 – Falato Vincenzo, nato a Guardia Sanframondi il 5 ottobre 1939, vedovo De Blasio Remigia 29 – Iuliani Edvige, nata a Guardia Sanframondi il 26 ottobre 1921, vedova Sanzari Luciano

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L’epidemia pestilenziale a Guardia Sanframondi nel 1764. La comunità guardiese nel corso dei secoli è stata in varie circostanze colpita e tormentata da eventi drammatici che ne hanno condizionato la vita, limitato e rallentato la crescita sociale, civile, economica ed anche incrinato, talvolta le certezze religiose dei fedeli. Tra gli eventi più particolarmente catastrofici vanno incluse le pestilenze, che hanno mietuto con l’ineluttabile falce della morte l’esistenza di tantissimi cittadini, uomini, donne, vecchi, bambini, di qualsiasi età e condizione, la-sciando uno stato di desolazione e sconforto tra la popolazione, a cui non era rimasto altro, per scamparne, che appellarsi ai santi protettori locali nella speranza, vana, di risollevarsi. L’epidemia pestilenziale più grave, quella che desolò tutto il Regno di Napoli ma anche gli stati confinanti, compreso lo Stato della Chiesa, fu sofferta dai guardiesi nell’anno 1764. I medici che studiarono molto attentamente l’evento epidemiologico, che definirono “febbre epidemica” o “epidemia pestilenziale”, lo ritennero la naturale conseguenza di una condizione di denutrizione molto avanzata provocata dal “malgoverno” del tempo e dalla cattiva gestione delle risorse alimentari disponibili. In qualche “cronaca” locale del tempo, che la sorte ha voluto conservarci a futura memoria, si può leggere della grave e fin troppo sottovalutata carestia dell’anno 1763, premessa e spia dell’imminente evento che si presentò l’anno seguente in tutta la sua violenza e che risultò fatale per tanti, troppi cittadini. La maggior parte di costoro dapprima si vide impegnata nella disperata ricerca di qualsiasi alimento che potesse soddisfare almeno in parte la fame sempre più crescente, a cui fu condannata dai gestori locali delle derrate alimentari (“la fame vie più cresceva, á causa che il

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grano s’era inviato in varij paesi”, si legge in un manoscritto del tempo). Coloro che dovevano vendere il grano, infatti, preferivano lucrare sul prezzo che non venne opportunamen-

te “calmierato” come dovuto, nonostante le regali disposizioni al primo comparire della penuria alimentare. Per guadagnare ancora di più sul grano che essi tenevano o che veniva messo a loro a disposizione perché lo distribuissero a prezzo equo ed a ragionevole quantità ai cittadini, non esitavano a venderlo a personaggi squallidi di altri paesi vicini o anche lontani al prezzo più conveniente (“gl’ affittator … inviarono un corriero à Casa Nova che avesse venuto Gaetano Papa di notte nella Guardia à comprarsi quella quantità di grano, che voleva, come in effetto venne”). Alla loro losca attività di commercianti avidi e senza scrupoli si deve l’inizio delle difficoltà della gente a reperire cibo, per cui ai cittadini non restò che rassegnarsi al peggio quando accusarono i primi segni di cedimento fisico, debilitati com’erano per mancanza di opportuno sostentamento. A nulla erano serviti le rimostranze ed i tentativi del popolo di ottenere giustizia direttamente, anche con sistemi sbrigativi. I cittadini più ricchi ed i benestanti, che potevano contare sulle loro riserve alimentari (che

Parte prima.

comunque non tardarono ad esaurirsi) e sui loro beni mobili ed immobili (che furono costretti a svendere per procurarsi il cibo), furono inizialmente preservati dalla malattia e dalla morte, che però alla fine travolsero anche loro. Furono soprattutto i cittadini più poveri, quelli sprovvisti di ogni mezzo e soprattutto i mendicanti a soccombere per primi, nonostante l’impegno degli amministratori della Chiesa A.G.P. a venire in soccorso di quanti ne avevano bisogno con elargizione di grano, farina, pane ed anche danaro. Quando i soccorsi non bastarono più, tutti, i contadini, gli artigiani, i poveri, anche i “cittadini” che fino ad allora erano stati più fortunati perché “agiati”, si diedero a percorrere le campagne in cerca di qualsiasi cosa che avesse forma e sostanza di cibo o che potesse rappresentare un “alimento” sia pure momentaneo. Il loro modo di procurarsi cibo ben presto si rivelò controproducente. Infatti quei poveretti, affamati e già debilitati, non esita-rono a raccogliere anche erbe selvatiche e non commestibili “le quali erano di mal gusto, ed odore”: tanta e tale era la necessità di dover ingerire qualcosa per sostentarsi. Le cronache dicono che essi “poco dopo divennero tanti infermi di corpo, privi di spirito, e parimente di forza, di maniera tale, che com’unque si toccavano, cascavano à terra come puri morti”. “a dì 13 Aprile si viddero molti poveri … esclamando pietà, e misericordia, di modo che erano costretti per la fame; … le campane incominciarono à sonare à morto, e non si sapeva, chi era il defonto, … il Padre non sapeva la morte del figlio, la madre non sapeva la morte della figlia, i fratelli la morte delle sorelle, in somma dalla matina sino alla sera non si vedeano altri che poveri e defonti”. (continua) Enrico Garofano


in memoria di...

Silvio Lombardi

n. 1-7-1923 – m. 12-7-2005

Vittorio Labagnara n. 15-2-1937 – m. 14-12-2011

Le figlie Rita e Angela e il genero Pasquale lo ricordano con tanto affetto e lo affidano alla preghiera della Chiesa e alla Vergine Assunta.

La moglie lo ricorda con immutato affetto e lo affida alla misericordia del Signore

Filomena Ceniccola

Giovanni Foschini

n. 19-5-1941 – m. 24-7-2007

n. 7-11-1921 – 28-12-2006

Nell’anniversario della morte il marito Luigi, il figlio Giovanni e la nuora Rosa, i nipoti Luigi ed Alessio la ricordano con affetto.

La moglie Vittorina lo affida al Signore della vita perché gioisca nella luce dei giusti

Luigi Foschini

n. 20-8-1953 – m. 22-8-2014 La mamma con immutato affetto lo ricorda e lo affida alla infinita misericordia del Signore.

Gino Guarnieri

n. 2-11-1926 – m. 1-7-2006 La moglie Ida, i figli Teresa, Maria e Giuseppe lo ricordano con immutato amore e lo affidano alla misericordia di Dio.

Ida Cusani

Elena Di Brigida Garofano

n. 26-10-1939 – m. 11-6-2016

n. 19-8-1939 – m. 1-6-2013

I figli con grande fede nel Signore Risorto la affidano alla infinita misericordia del Signore

Anna Mancini

n. 25-7-1927 – m. 4-3-2010

Nell’anniversario della morte il marito Raffaele la affida al Signore della Vita.

Giovanni Mancini

n. 27-4-1926 – m. 1-11-2010

La figlia Agnese e il genero Lupo con immutato affetto li affidano alla infinita misericordia del Signore.

Elvio Borrelli

n. 9-1-1931 – m. 17-6-2009 La moglie i figli con immutato affetto lo affidano alla preghiera della Chiesa e alla misericordia divina.

Antonio Vaccarella

n. 10-11-1939 – m. 22-5-2016 in Australia La moglie Clara e i figli lo ricordano a quanti lo conobbero e lo amarono in vita e lo affidano alla infinita misericordia del Signore.

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in memoria di...

Egidio Pengue

Carmine Flaviano Pengue

n. 16-9-1967 – m. 3-7-2007

n. 24-7-1930 – m. 10-9-2004

Gli zii Guido e Clara con fede profonda implorano per lui il riposo eterno

Lorenzo Meoli

n. 27-6-1952 m. 11-6-2014 in Australia Lo zio Guido Pengue e la cugina Clara con immutato affetto lo affidano alla infinita misericordia del Signore.

Filomena Mancinelli n. 15-2-1933 m. 13-10-2011 in Australia

Rosina Foschini

Il fratello Guido e la cognata Clara lo affidano alla misericordia del Signore.

n. 12-3-1909 – m. 26-9-1990 Il figlio Guido con la moglie Clara li ricordano con immutato affetto e li affidano alla misericordia del Signore.

Antonio Meoli

Teresa Pengue

n. 28-11-1933 – m. 20-6-1998 Nel 18° anniversario della perdita del caro Antonio, Guido e Clara Pengue affidano il loro cognato e fratello alla misericordia del Signore.

Annibale Mancinelli

n. 19-10-1933 – m. 24-8-2014

Il fratello Guido Pengue e la cognata Clara li ricordano e li affidano alla misericordia del Signore

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Enrico Pengue

n. 12-3-1905 – m. 18-9-1978

n. 25-5-1946 – m. 7-11-1997

Rosina Di Virgilio

n. 5-6-1914 – m. 23-11-2001

Alfredo Di Virgilio

n. 13-3-1910 – m. 17-1-2003 La loro figlia Ida con grande fede affida i suoi genitori alla misericordia del Signore.

Elio Pengue

n. 31-5-1944 – m. 30-3-1997

Guido e Clara li ricordano e li affidano alla misericordia divina.

Vincenzo Meoli

n. 28-3-1910 – m. 19-6-2002

Maria Giuseppina Meoli n. 29-6-1912 – m. 3-2-2008

La figlia Clara e il genero Guido con immutato affetto li affidano al Signore risorto.


in memoria di...

Giovanni Grillo

n. 19-8-1926 – m. 24-4-2016

Giuseppina Lombardi n. 31-1-1928 – m. 19-3-2011

I figli li ricordano con immutato affetto e li affidano al Dio della misericordia e alla Vergine Assunta.

Assunta Nicolella

n. 28-2-1923 – m. 4-6-2016 Le figlie e il genero la affidano al Signore misericordioso perché gioisca nella luce dei Santi.

Maria Cusani

n. 3-2-1937 – m. 27-5-2016 Il marito e le figlie la ricordano a quanti la conobbero e l’amarono in vita per una preghiera e l'affidano alla infinita misericordia del Signore.

Giugno 2016 1 - Giannotta Annamaria, il marito e i figli (Trigesimo) 3 - Annamaria, Filippo e Pasquale 4 - Garofano Generico, la moglie - Garofano Romualdo e Falato Concettina, la figlia 5 - Sanzari Raffaele e Maffei Anna, la figlia - Sanzari Giovanni, la moglie e i figli - Di Brigida Garofano Elena, il marito e i figli - Pinto Silvia e Labagnara Filippo, i figli 6 - Garofano Eldorato, la moglie e i figli (Trigesimo) 7 - Falato Everdina e Filippo, i familiari (Trigesimo) 8 - Casilli Irma, il figlio - Grillo Giovanni, i figli (Trigesimo) 9-Garofano Gaetano, la moglie e i figli (Trigesimo)

10 - Varrone Salvatore, la moglie e i figli (Trigesimo) 11 - Generosa, Francesco e Andrea, congiunti 12 - Borrelli Elvio, la figlia - Defunti, Ida Foschini - Di Guglielmo Antonio e Di Brigida Speranza, la figlia - Ceniccola Elvio e Musto Filomena, i figli 13 - Mucci Giacomina, il marito e i figli (Anniversario) 14 - Lombardi Raffaele, i figli (Anniversario) 15 - Vaccarella Antonio, i familiari (Settimo) 16 - Sanzari Filomena, le figlie(Trigesimo) 17 - Garofano Luigi, il figlio Enrico (Trigesimo) 18 - Foschini Vittorio, i figli (Trigesimo) - Procaccini Vincenzo e Ida e Aldo Garofano, la familiare Maria 19 - Garofano Giovanni e Teresa, la congiunta Luisa

- Morgillo Angelo, la moglie e i figli - Franco Malvina, Sanzari Pasquale e Alfredo, la congiunta Maria - Sanzari Pasquale , la famiglia 20 - Parente Alfonsina, i nipoti e i cognati (Trigesimo) 22 - Assini Antonio e Florio Rachele, la figlia 24 - Garofano Giovanni , la madre 25 - Benevento Giuseppe e Morone Letizia, la figlia 26 - Grillo Salvatore, Luisa e Santilli Anna, la congiunta Filomena - Filippelli Maria, la famiglia - Sanzari Raffaele, la moglie e i figli - Falluto Muzio, la moglie e i figli 27 - Cusani Maria, il marito e i figli (Trigesimo) 28 - Papa Giuseppe, la figlia

Luglio 2016 1 - Falato Giacobbe, la moglie e i figli(Anniversario) 2 - Foschini Marino e Foschini Angelo, la moglie di Marino - Guarnieri Gino, la moglie e i figli 3 - Sebastianelli Gabriele e Nonno Irma, i figli - Guerrera Giuseppe, la moglie e i figli - Tomaselli Floriano, la moglie 4 - Parente Domenico, la moglie e il figlio (Anniversario) 5 - Caiola Anna Maria, i nipoti (Trigesimo) 7 - Nicolella Assunta e Sanzari Pascasio, i familiari (Trigesimo) 9 - Paolella Concetta e Fasulo Michele, la figlia Franca e i nipoti - Varrone Nicola, Filomena e Aldo, l’amica Renata

10 - Sanzari Adamo, la moglie - Garofano Domenico e moglie, la sorella Fina - Falato Elda e Foschini Alfredo, la figlia 11 - Maiorani Ludovica, le figlie (Trigesimo) 12 - Cusani Ida, i figli (Trigesimo) - Lombardi Silvio, le figlie Rita e Angela e il genero Pasquale 15 - Armellino Lucia, i figli (Anniversario) 17 - Filippelli Gino e Ceniccola Maria, la figlia Teresa - Falato Annibale, la figlia Maria - Cerbo Giuseppe, la moglie - Domenico e Maria Colella, la famiglia 19 - Pengue Pasquale, i figli (Trigesimo) 20 - Benevento Luigi, i figli (Anniversario) 22 - Giuseppina Gismondi, il marito e i figli (Trigesimo) - Pengue Luisa, i figli

23 - Grillo Alfredo, Angiolina e Gilda, la congiunta Renata 24 - Ceniccola Filomena, il marito e i figlio - Borrelli Filomena e Labagnara Angelo, la sorella Elena - Falato Fausto, la moglie - Pe z z u l l o S a l v a t o r e e Pe n g u e Giovannina, la figlia Angelina 25 - Letizia Foschini, Luisa e Isolina - Izzo Ida, i figli (Anniversario) 26 - Gambuti Michele, il fratello e la sorella (II Anniversario) - Gambuti Cielo Ada, i familiari (settimo) 30 - Garofano Aldo, la moglie e i figli 31 - Ducentino Raffaele e Santanna Lorenza, la figlia Maria - Ceniccola Maria, Loreto e Filomena, il figlio

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Non fate i maestri di spirito, e non pensate di convertire gli altri; ma pensate a regolare prima voi stessi.


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Bollettino Giugno/Luglio 2016 by Luigi De Nicola - Issuu