Anno LXI - n. 3/4 Febbraio / Marzo 2016 - Sped. in Abb. Postale, art. 2 comma 20/c Legge 662/96 Regione Campania -BN- In caso di mancato recapito restituire al mittente
Papa Francesco
O Croce di Cristo! O Croce di Cristo, simbolo dell’amore divino e dell’ingiustizia umana, icona del sacrificio supremo per amore e dell’egoismo estremo per stoltezza, strumento di morte e via di risurrezione, segno dell’obbedienza ed emblema del tradimento, patibolo della persecuzione e vessillo della vittoria. O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo eretta nelle nostre sorelle e nei nostri fratelli uccisi, bruciati vivi, sgozzati e decapitati con le spade barbariche e con il silenzio vigliacco. O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo nei volti dei bambini, delle donne e delle persone, sfiniti e impauriti che fuggono dalle guerre e dalle violenze e spesso non trovano che la morte e tanti Pilati con le mani lavate. in questo numero: 2 3 4 6 6 6 7 8 10 11 11 13 14
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Papa Francesco Hanno collaborato con noi... Risorti con Cristo... Sotto la protezione dell'Assunta Esprimono gratitudine all'Assunta Suor Giuliana, 70 di vita religiosa Lo spirito Oratoriano Le ombre della Passione Note sulla Chiesa Ave Gratia Plena Grazie Luca! Parrocchia ... in forma In Memoria di Sono tornati alla casa del Padre
O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo nei dottori della lettera e non dello spirito, della morte e non della vita, che invece di insegnare la misericordia e la vita, minacciano la punizione e la morte e condannano il giusto. O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo nei ministri infedeli che invece di spogliarsi delle proprie vane ambizioni spogliano perfino gli innocenti della propria dignità. O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei cuori impietriti di coloro che giudicano comodamente gli altri, cuori pronti a condannarli perfino alla lapidazione, senza mai accorgersi dei propri peccati e colpe. O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei fondamentalismi e nel terrorismo dei seguaci di qualche religione che profanano il nome di Dio e lo utilizzano per giustificare le loro inaudite violenze. O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi in coloro che vogliono toglierti dai luoghi pubblici ed escluderti dalla vita pubblica, nel nome di qualche paganità laicista o addirittura in nome dell’uguaglianza che tu stesso ci hai insegnato. O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei potenti e nei venditori di armi che alimentano la fornace delle guerre con il sangue innocente dei fra-
telli e danno ai loro figli da mangiare il pane insanguinato. O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei traditori che per trenta denari consegnano alla morte chiunque. O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei ladroni e nei corrotti che invece di salvaguardare il bene comune e l’etica si vendono nel misero mercato dell’immoralità. O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi negli stolti che costruiscono depositi per conservare tesori che periscono, lasciando Lazzaro morire di fame alle loro porte. O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei distruttori della nostra “casa comune” che con egoismo rovinano il futuro delle prossime generazioni. O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi negli anziani abbandonati dai propri famigliari, nei disabili e nei bambini denutriti e scartati dalla nostra egoista e ipocrita società. O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nel nostro Mediterraneo e nel mar Egeo divenuti un insaziabile cimitero, immagine della nostra coscienza insensibile e narcotizzata. O Croce di Cristo, immagine dell’amore senza fine e via della Risurrezione, ti vediamo ancora oggi nelle persone buone e giuste che fanno il bene senza cercare gli applausi o l’ammirazione degli altri. O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei ministri fedeli e umili che illuminano il buio della nostra vita come candele che si consumano gratuitamente per illuminare la vita degli ultimi. O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei volti delle suore e dei consacrati - i buoni samaritani - che abbandonano tutto per bendare, nel silenzio evangelico, le ferite delle povertà e dell’ingiustizia. O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei misericordiosi che trovano nella misericordia l’espressione massima della giustizia e della fede. O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nelle persone semplici che
vivono gioiosamente la loro fede nella quotidianità e nell’osservanza filiale dei comandamenti. O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei pentiti che sanno, dalla profondità della miseria dei loro peccati, gridare: Signore ricordati di me nel Tuo regno! O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei beati e nei santi che sanno attraversare il buio della notte della fede senza perdere la fiducia in te e senza pretendere di capire il Tuo silenzio misterioso. O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nelle famiglie che vivono con fedeltà e fecondità la loro vocazione matrimoniale. O Croce di Cristo, ti vediamo anco-
ra oggi nei volontari che soccorrono generosamente i bisognosi e i percossi. O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei perseguitati per la loro fede che nella sofferenza continuano a dare testimonianza autentica a Gesù e al Vangelo. O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei sognatori che vivono con il cuore dei bambini e che lavorano ogni giorno per rendere il mondo un posto migliore, più umano e più giusto. In te Santa Croce vediamo Dio che ama fino alla fine, e vediamo l’odio che spadroneggia e acceca i cuori e le menti di coloro preferiscono le tenebre alla luce. O Croce di Cristo, Arca di Noè che
salvò l’umanità dal diluvio del peccato, salvaci dal male e dal maligno! O Trono di Davide e sigillo dell’Alleanza divina ed eterna, svegliaci dalle seduzioni della vanità! O grido di amore, suscita in noi il desiderio di Dio, del bene e della luce. O Croce di Cristo, insegnaci che l’alba del sole è più forte dell’oscurità della notte. O Croce di Cristo, insegnaci che l’apparente vittoria del male si dissipa davanti alla tomba vuota e di fronte alla certezza della Risurrezione e dell’amore di Dio che nulla può sconfiggere od oscurare o indebolire. Amen!
Cammino per i fidanzati verso il Matrimonio
1 – Sabato 9 Gennaio 2016 - P. Giustino Di Santo, Introduzione 2 – Sabato 16 gennaio 2016 - Suor Laura Garavello, Il Matrimonio cristiano è una vocazione 3 – Sabato 23 gennaio 2016 - Don Pino Di Santo, Il Matrimonio cristiano: aspetti teologici e morali 4 – Sabato 30 gennaio 2016 - P. Giancarlo Giannasso, Il Matrimonio cristiano: aspetti giuridici 5 – Sabato 6 febbraio 2016 - Sebastiano Curcuruto, La spiritualità della coppia 6 – Sabato 13 febbraio 2016 - Giuseppe Ciambriello e Franca Russo, Famiglia Cristiana e stili di vita 7 – Sabato 20 febbraio 2016 - Don Antonio Parrillo, Il Matrimonio e l’Eucarestia: quale relazione 8 – Sabato 27 febbraio 2016 - P. Giustino Di Santo, Il rito del Matrimonio – Incontro di fraternità
Domenica 28 febbraio ore 17,00 Santa Messa Consegna Attestati di partecipazione. Il Parroco P. Giustino Di Santo d.O.
Hanno collaborato con noi per sostenere il Bollettino da Guardia: Iuliani Mario e Pascale Lina – Falato Carmine - Foschini Maria – Falato Mara e Turrisi Pietro - Foschini Francesco – Pengue Lucia in Iuliani - Maiorani Sebastianelli Maria – Lombardi Dora - Perugini Nicola – De Luca Grazia - Falato Anna coniugata Orso – Sebastianelli Marisa – Mancinelli Edda – Mignone Nazzareno – Ceniccola Raffaele – Colangelo Lina – Garofano Mariateresa – Perfetto Michele – Pengue Annalisa – Gambuti Teresa – Garofano Ida - Garofano Flaviano – Falluto Muzio fu Antonio – Falluto Renato – Falluto Felicita – Pengue Alfredo – Foschini Luigi – Pengue Giovannina – Di Staso Raffele – Cucinelli Sisina in Mastantuono – Pezzullo Angelina – Garofano Giuseppe – Maffei Erasmo – Silvestri Vera. dall’Italia: Di Cosmo Franco e Rosalia, Milano – Foschini Ugo, Napoli – Cicchelli Falato Luisa, Gaeta (LT) – Longo Flaviano, Torrazza P. (TO) – Ceniccola Maria, Agrate B. (MI) – Lombardi Milena, S. Lupo (BN) – Blandino Pengue Lina, Roma – Sebastianelli Olga, Benevento – Del Vecchio Marino, Aprilia (LT) – Labagnara Luisa, Fiumicino (Roma) – Di Donato Franca, Rezzato (BS) – Ceniccola Filomeno, Cuveglio (VA) – Carlesimo Espedito, Firenze – Foschini Pasquale, Benevento – Silvestri Bruno, Sanremo (IM) – Cerbo Adele, Torre del Greco (NA) – Pengue Idolo, Bolzano – Ciervo Cesarina, Mosciano S. Angelo – Di Blasio Giovanna, Cerreto Sannita (BN) – Falato Mario, S. Lupo, - Foschini Teresa, Caserta – Ferretti Enrico, Castelvenere (BN)– D’Addona Mario, S. Lorenzo Maggiore (BN) – D’Onofrio Serafina, San Lorenzo Maggiore (BN) – Parroco S. Giacomo Ap., Puglianello (BN) – Ciancio Mariarosaria, Castelvenere (BN) – Morone Pasquale, Lipomo (CO) – Maffei Elvio, Serra Riccò (GE) – Gambuti Marilena, Firenze – Sibio Salvatore, Sanremo (IM) – Capogna Angelo, S. Marcellino (CE). dall’Estero: Gambuti Cielo Ada, USA – Foschini Carbone Angelina, USA – Pesce Antonio e Maria, Canada – Pezzullo Tavallo Filomena, Australia.
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Risorti co Non è qui!... Non è qui! È questo lo stupore di Maria di Magdala quando giunge al sepolcro. La comprendiamo. Vede che, inspiegabilmente, la pietra che ostruiva l'ingresso è stata ribaltata e il cadavere di Gesù è sparito. Probabilmente avrà pensato in un primo momento ad una profanazione, ad un prelevamento illecito di cadavere, ad un furto. Non ha immaginato subito la risurrezione. Solo dopo che Simon Pietro e l'altro discepolo corrono al sepolcro, dopo aver constatato, si "vede" e si "crede". L'evidenza dei fatti induce a considerare che il cadavere non può essere stato trafugato né spostato: le bende sono sparse sul pavimento, ma il sudario è ben piegato in un angolo. Uno degli evangelisti ci informa del resto che si era provveduto a sigillare il sepolcro e a mettere degli uomini di guardia, onde evitare che i discepoli stessi trafugassero il cadavere per inventare il fatto della risurrezione. Insomma, è impossibile conSantuario dell’Assunta cepire la spari82034 Guardia Sanframondi zione del corpo Direttore Responsabile: P. Giustino Di Santo d. O. di Gesù con Dir. Red. Amm.: diverse giustifiCongregazione dell’Oratorio PP. Filippini 82034 Guardia Sanframondi (BN) cazioni. Cristo è Tel. e Fax 0824.864013 Risorto e l'ewww: santuarioassunta.com vento misterioe-mail: santuarioassunta@email.it so della tomba Aut. Tribunale BN Dec. 3/4/1956 n. 25/56 del Registro Stampe vuota, unica C.C.P. 11000825 attestazione dei IBAN: IT77U0335901600100000136796 BIC: BCITITMX vangeli canoniSped. in abb. post., art. 2, ci, ce ne dà un comma 20/C Legge 662/96 lume. La tomba Regione Campania -BN vuota è un aiuto Con approvazione ecclesiastica a che noi consiStampato nel mese di Aprile 2016 da: deriamo la nuova impronta QPRINT s.a.s. Cusano Mutri (Bn) risurrezione del Tel.-fax 0824.862723 - info@nuovaimpronta.net
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Cristo come un evento per nulla mitologico o fantasioso, ma come un dato storico accertato. Il nostro Credo non si incentra sulla tomba vuota. Quella è solo una via per comprendere. La vera fede ci invita piuttosto ad affidarci semplicemente all'evento: Cristo è risorto e noi ne siamo certi. Che Cristo sia risorto ce lo dicono i Vangeli, lo comprovano le testimonianze degli apostoli e dei discepoli che nella storia primitiva del cristianesimo affronteranno la morte pur di divulgare questo avvenimento, ce ne parla la tradizione orale e vivente della Chiesa e questo è sufficiente perché noi crediamo, cioè aderiamo liberamente e con disinvoltura. La resurrezione di Cristo interpella infatti il nostro cuore, intende affascinarci e sollecitarci come evento di Rivelazione nell'amore e non già come scientifica evidenza. Gesù Cristo, Figlio di Dio, che si era umiliato nell'Incarnazione e che aveva esternato lo spasimo d'amore per l'umanità, affrontando il buio del sepolcro, ha avuto la meglio sulla morte, è uscito trionfante dalla sfida con essa. E ha sconfitto la morte definitivamente. Adesso che è risorto, Gesù non è più lo stesso di quando era ancora fra i suoi mentre predicava in Galilea compiendo miracoli: ha assunto connotati di gloria e di incorruttibili-
on Cristo... tà, è diventato un corpo elevato, con proprietà che appartengono solo a Dio, ma questo non impedisce che lo si possa identificare con il Crocifisso che dalla morte è passato alla vita. La risurrezione di Cristo è il passaggio dalla morte alla vita del Figlio di Dio, la vittoria di Gesù sul peccato e sulla morte, la riconquista definitiva dell'uomo da parte di Dio. L'uomo è infatti avvinto dalla risurrezione di Cristo nella misura in cui egli vuole risuscitare con lui e partecipare della sua stessa gloria; fin quando continueremo a prediligere il peccato e ad estromettere Dio dal nostro quotidiano, non avremo compreso il senso della risurrezione. Fintanto che il nostro agire e il nostro pensare saranno affetti da egoismo e apparenza esteriore, fino a quando la nostra religiosità non si trasforma in vera fede, fino a quando confonderemo la devozione con il fanatismo e con l'idolatria, non permetteremo mai a Cristo di risorgere in noi e inconsapevolmente opteremo per la nostra disfatta. Fino a quando l'odio, la violenza, la vendetta e la sopraffazione a danno dei poveri e degli indifesi saranno i nostri criteri di convivenza e di giustizia sommaria, inconsapevolmente lasceremo Cristo nel sepolcro, procurando a noi stessi la morte, semplicemente per il fatto che non vogliamo risorgere
con lui. Come invece sottolinea Paolo, "Cristo risuscitato non muore più" (Rm 6, 9 - 10) e "Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti"(1Cor 15, 20) perché tutti ricevessimo la vita, poiché come in Adamo peccatore abbiamo tutti avuto la morte, così in lui noi avessimo vita piena. Chi decide di vivere in Cristo si decide per la vita, chi a Cristo si oppone o si ostina su altre vie, si ostina a morire definitivamente. L'evento della risurrezione è Pasqua, cioè passaggio dalla morte alla vita che non può che suggerire la gioia per quanti desiderano vivere. La risurrezione è gioia per chi trova nel Risorto la sua motivazione e la sua forza; essa è la letizia di quanti hanno ritrovato in Dio il proprio orientamento dopo lo smarrimento del peccato, la speranza per quanti ancora il peccato rende vittime. Cristo Risorto rincuora e da vigore agli sfiduciati, gli abbandonati e risolleva i derelitti. Cristo Risorto è lo sprone per quanti gettano la spugna, la forza per quanti si ritrovano deboli e oppressi, il sorriso di quanti sono costretti al dolore sia fisico che spirituale. Soprattutto Cristo Risorto è la vita piena per tutti coloro che, magari proprio in questi giorni, hanno perso la vita nonché coraggio e sollievo per coloro che sono costretti a piangere la loro repentina assenza. In Cristo risorto vi è la novità di Dio e questa novità è la vita perenne, la vita della gloria alla quale anche noi siamo chiamati. Abbiamo rivissuto da poco nella nostra Parrocchia il mistero di Cristo morto e risorto attraverso le celebrazioni della Settimana Santa; Maria, che ci ha accompagnato in questo cammino, ci accompagnerà anche nei nostri propositi di rinnovamento. Lei che è la donna della Risurrezione ci aiuti a vivere con Cristo Risorto! P .Giustino Di Santo d.O.
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sotto la protezionedell ’Assunta
Maria Teresa Garofano
Suor Giuliana
Nata il 14-2-1936
In occasione dell’80° compleanno i figli la affidano sotto la protezione della Vergine Assunta
La Confraternita di san Giuseppe
Le suore, sue figlie spirituali, la pongono sotto la protezione dell'Assunta affinché la guidi e la protegga.
Si affidano alla materna protezione dell’Assunta, affinché li sostenga e li aiuti nella loro vita.
SUOR GIULIANA: 70 anni di vita religiosa Nel bel mezzo della Quaresima, ci siamo trovati di fronte ad un avvenimento tanto importante quanto gioioso: Suor Giuliana, delle Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato, ha festeggiato i primi 70 anni di vita religiosa. Sono tanti, è vero; ma di fronte all’amore e alla passione che lei ha messo nel servire nell’Asilo Brizio (di cui oggi è la Responsabile) tanti bambini e di accudirli come se fossero propri, sono veramente pochi. Le si vuole tanto bene e lo ha testimoniato la folla che si è radunata in Chiesa per la celebrazione giubilare. Persone di ogni età, che hanno fruito dell’assistenza di Suor Giuliana, che l’hanno apprezzata in questi oltre 40 anni di
vita vissuti a Guardia, che ancora godono del suo sorriso e della sua battuta quasi ironica, hanno abbracciato la festeggiata per augurarle ancora vita lunga ed hanno partecipato al buffet offerto nei locali parrocchiali. é doveroso evidenziare anche il rapporto gioioso che da sempre la Nostra ha con le consorelle. Nella loro “Casa” di Guardia si respira l’a-
esprimono gratitudine all'Assunta Febbraio 2016 9 - Una devota 16 - Garofano Nino e Lina dall’Inghilterra 28 - Rubicondo Sebastiano 29 - Luisa e Filippo Labagnara
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MARZO 2016 5 - Fam. Perfetto 15 - Perugini Nicola 27 - Di Paola Adelina
ria dell’armonia, perché lei sa essere “amica” e sa guidare con umiltà e fermezza le giovani consorelle. Tutte, anche quelle di altre Case, le vogliono un bene pazzo, tanto che numerose sono intervenute alla “festa”, ed il coro di Casoria ha prestato servizio liturgico alla celebrazione Eucaristica presieduta da padre Giustino Di Santo. A Suor Giuliana diciamo “grazie” per tutto quello che ha dato a Guardia e le porgiamo gli auguri affinchè questo “anniversario di ferro” sia ricordato e scritto a caratteri d’oro negli annali dell’Istituto voluto da Santa Maria Cristina Brando e affinché il Buon Dio le conceda di celebrare il giubileo del settantacinquesimo anno di vita religiosa.
si sono uniti in matrimonio 14 Febbraio 2016 Rapuano Mario e Mancinelli Michela 20 Febbraio 2016 Santagata Michele e Simonelli Orsola 12 Marzo 2016 Campanile Giovanni e Albano Maria Rosaria
Lo Spirito Oratoriano:
Alla Luce della Lettera ai Filippesi .... Identità di un Carisma. In questa nostra riflessione ci lasceremo guidare dalla lettera di San Paolo ai Filippesi, per scoprire il carisma della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri. Nella lettera ai Filippesi, possiamo dire che troviamo tutti i valori della vocazione oratoriana secondo lo spirito di Padre Filippo: la gioia, l’umiltà, l’amore fraterno, la preghiera, il servizio, la condivisione e la missione. Questi sono i capisaldi per vivere ed essere Oratoriani oggi. Come l’apostolo Paolo, possiamo ben immaginare che anche il nostro dolce Padre Filippo un giorno ha cosi pregato: “Colui che ha iniziato in voi quest’opera buona, la vostra vocazione e missione, la porti a compimento fino al giorno di Cristo Gesù” (cfr.Fil.1,3-6). Da questo possiamo evincere che l’intuizione della Congregazione dell’Oratorio è frutto dello Spirito Santo, che conduce Filippo Neri e tutti i suoi figli sparsi nel mondo al cuore della vita cristiana e cioè crescere nella conoscenza del dono che Dio Padre ci ha fatto, vivere uniti nell’amore di Cristo quotidianamente ed infine guidati e sorretti dallo Spirito Santo essere nel mondo testimoni della gioia di Cristo. La Congregazione dell’Oratorio nata come espressione di vita evangelica-apostolica secondo l’intuizione carismatica di San Filippo, è una comunità di credenti riuniti dall’unico vincolo dell’amore vicendevole. Mossi dallo Spirito gli oratoriani si impegnano come i primi discepoli del Santo: - a testimoniare il Vangelo, ispirandosi quotidianamente alla Beata Vergine Maria, che il Padre Filippo chiamava Madre e fondatrice vera ed unica della sua congregazione; - a vivere costantemente orientati nella preghiera verso il giorno del Signore, avendo un anima sola e un cuore solo verso Dio e tra loro nella stessa casa, e verso il prossimo. Questo modo di vivere è radicato nelle consacrazioni battesimali e sacerdotali, viene liberamente assunto per portare alla sua pienezza il comandamento nuovo dell’Amore. Questo implica uno sforzo continuo, quotidiano, per conformarsi a Cristo che è venuto per servire e dare la vita per i fratelli. La comunità oratoriana vive quotidianamente questa unità, pur nella diversità dei doni, nella vita di preghiera attraverso: - l’ascolto della quotidiana e familiare Trattazione della Parola di Dio. - Nello spezzare il Pane Eucaristico e domestico e nella vita di lavoro. - Nell’impegno manuale e apostolico di tutti. Uniti cosi in carità fraterna sostenuti dalla stima vicendevole e mossi da collaborazione generosa, gli oratoriani, senza voti e senza altri obblighi, se non quelli derivanti dal Diritto Canonico per le Società di Vita Apostolica, del Sacerdozio ministeriale e della vita comune, formano possiamo dire una repubblica ben ordinata sotto la giuda di un Preposito chiamato da tutti membri Padre. Secondo lo spirito di San Filippo, gli oratoriani annunciano più con la vita che con le parole che l’umiltà e la gioia insieme alla carità e alla preghiera sono le caratteristiche fondamentali della loro vita comunitaria. Dunque l’essere Oratoriano non richiede particolari doti, né impegno in particolari doveri, se non in quelli derivanti dal fatto di dirsi ed essere cristiani, però l’oratoriano deve essere quasi nato a questo tipo di vita, cioè chiamata divina e inclinazione naturale devono fondersi in una cosa sola, cosi da formare nel soggetto scelto e chiamato dal Signore un cuore fatto per la vita oratoriana. Questo garantisce amore e fedeltà a Cristo, a San Filippo e al suo ideale di vita. Annunciare e proclamare Gesù con la propria vita e con la propria parola trovano la loro motivazione profonda di gioia ad una sola importante condizione: Essere con Cristo, perché per me il vivere è Cristo. Sebastiano Curcuruto d.O.
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Le ombre della Passione 2016
In occasione dei riti della Settimana Santa, il Santo Padre ha ricordato a tutti noi che, rivivere con intensità la Passione di Cristo costituisce la possibilità di entrare sempre più nel grande mistero della nostra fede: la Resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo. Ispirati da ciò, i giovani e i “meno giovani” della Parrocchia, anche quest’anno, hanno voluto offrire alla nostra comunità l’opportunità di rivivere in maniera intensa e riflessiva la morte e la Resurrezione di nostro Signore. Una serata ricca di emozione e commozione, realizzata all’interno della Basilica Santuario. Tante le novità proposte a partire dagli attori, tutti ragazzi giovanissimi che hanno la volontà e la voglia di testimoniare la loro fede attraverso un costante impegno in Parrocchia e nelle diverse attività che di volta in volta vengono organizzate. Una scenografia sempre nuova e originale, realizzata grazie al lavoro offerto dai molti adulti che con tanta dedizione offrono il proprio tempo e la propria professionalità. Sempre suggestive ed emozionanti sono state anche le musiche, gli effetti luce, i video proiettati, le riflessioni proposte, anche questo frutto di tanto lavoro ed impegno. La Parrocchia è una grande famiglia, costituita da tante persone che, insieme, lavorano per il bene e la crescita di tutta la comunità. C’è tanto da fare e, la speranza che altri vogliano unirsi a noi è sempre forte. Un grazie di cuore va a tutti coloro che si sono impegnati nel realizzare questa intensa serata. Inoltre un grazie va al Parroco Padre Giustino Di Santo e a Sebastiano Curcuruto che sempre ci offrono il loro supporto fisico e morale. I giovani della Parrocchia
Personaggi: Gesù Ombra: Luigi Maria Foschini Gesù Crocifisso: Filippo Ceniccola Gesù Risorto: Giancarlo Pigna Discepoli: Andrea Di Paola Benevento e Gianmarco Maffei Giuda: Abele Sanzari Soldati: Silvio Garofano, Emanuele Sanzari e Francesco Gramazio Pietro: Alessandro Lombardi Pilato: Amato Sebastianelli Veronica: Licia Conte Simone di Cirene: Filippo Falluto Donne: Ilaria Di Lonardo, Sara Garofano, Selene Filippelli, Mariacarmen Pigna, Centurione: Damiano Foschini
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Folla: I bambini dell’Oratorio San Filippo neri e santa Maria Assunta Lettori: Renato Labagnara, Antonella Garofano, Antonella Volpe, Grazia de Luca Costumi: Adriana Sanzari, Consiglia e Angela Sebastianelli Collaboratori: Erminio Lomabrdi, Alfonso De Nicola, Nazaro Lombardi, Franco Varrone, Guido Coletta, Gaya Guerrera, Massimo di Palma, Elda Maiorani, Gianni di Palma, Miriam De Vincenti, Alfonsina Grillo, Alessandra Falato, Dino Garofano, Luigi De Nicola, Serena Foschini, Massimiliano Garofano, Giovanna Romano, Angelo Zanchelli, Giustina Labagnara, Marialucia Perfetto, Gianluca Coletta, Filippo Morone, Marika Di Paola Benevento, Mariateresa Sanzari, Angela Mastantuono. Coordinatore e Regista: Dario Garofano
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Note sulla Chiesa Ave Gratia Plena
(Terza parte)
Tutta l’attività che si svolgeva all’interno dell’amministrazione e della chiesa stessa dell’Ave Gratia Plena, da quella strettamente religiosa a quella puramente fiscale sempre in relazione alle funzioni che si svolgevano, era scrupolosamente annotata e registrata. Così si può leggere, nei documenti di metà Settecento, che “(per) messe, Anniversarij, Divini Officij, e altro, contribuisce la n(ost)ra Chiesa a’ n(ost)ri RR (Reverendi) Capp(ella) ni annualm(ent)e la somma di D(ucat)i sette cento sessanta cinque” (vale a dire €38.250,00) e che altri “duc(at)i cento venti (cioè € 6.000,00) pagansi a RR. Capp(ella)ni destinati al servizio della n(ost)ra Casa Santa dello Spedale”. Da parte loro i Reverendi Cappellani che espletavano servizio in Chiesa erano tenuti ad effettuare “in ogni prima Domenica del mese, messa cantata e processione circa sesta colla statua della Vergine del Rosario, vespero, e Rosario”. Sollecitazioni particolari erano riservate agli altri: “tutti li dieci Cappellani che sono al servizio del nostro Spedale siano sempre pronti all’assistenza de poveri infermi con somministrarli que’ sacramenti, che possono aggiutarli (aiutare loro) a ben morire, e poi esequiarli nella Chiesa di detto Spedale «more solito»”. Ma le spese a cui dovevano provvedere gli Amministratori erano ancora tante: per i sagrestani, i chierici, gli organisti, i ceri, l’incenso, l’olio; per la manutenzione dei sacri arredi necessari per l’esercizio del culto; per il responsabile dell’ospedale, per il rettore, per il medico, per il chirurgo; per la biancheria, i letti e gli arnesi vari per il mantenimento dell’ospedale; per la manutenzione alla casa che fungeva da ospedale ed ai fabbricati delle due chiese, una delle quali aveva bisogno di una seria riparazione che poteva costare tantissimo. C’erano inoltre le tasse da pagare, più di 300 ducati l’anno (€15.000,00). Interessantissimi e lungimiranti erano invece i vari punti su cui verteva-
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no i Diritti degli amministratori e l’ Attività sociale di cui si faceva carico l’Ave Gratia Plena come istituto socialreligioso. Per prima cosa era previsto “che in
ogni futuro tempo” gli Amministratori potessero vendere, alienare i beni stabili e mobili, comprarne di nuovi e spendere il denaro che si ricavava dai beni immobili della chiesa per il servizio degli ammalati, dei poveri, dei così detti “jettatielli” e per le funzioni di culto, senza dover chiederne il permesso all’Autorità Ecclesiastica ma dandone semplicemente conto al Razionale, che doveva ovviamente renderne conto relazionando anno per anno su ogni cosa ai Sindaci dell’Amministrazione, ai Cittadini ed ai procuratori della Chiesa. Come secondo punto, Sindaci, cittadini e procuratori della Chiesa “in ogni futuro tempo” avrebbero fatto dir messa solo ai Cappellani “probi, ed idonei cittadini”, nati da padre nativo di Guardia. Nel terzo punto si prevedeva che era arbitrio di Sindaci, cittadini e procuratori sostituire i Cappellani con altri, comunque probi e cittadini nati da padre cittadino. Anche le leggi di fondazione della
Chiesa, importanti per i risvolti umanitari e sociali oltre che religiosi, erano fissate in “articoli”, precisamente quattro: 1) Obbligo di celebrare messe e sacri uffizi in un certo numero per volontà dei donatori di beni e denari. Il tutto comportava una spesa annua di 1290 ducati circa (€64.500, 00). 2) Obbligo del mantenimento dell’ospedale, per una somma intorno ai 250 ducati annui (€12.500,00). In determinati anni la somma fu nettamente al disotto del reale bisogno. 3) Obbligo di prendersi cura dei neonati abbandonati (“jettatielli”), non solo quelli di Guardia, anche quelli “che si esibiscono a n(ost)ra Chiesa da Convicini Paesi”. Nei primi tempi le spese riguardavano solo le indispensabili fasciature e il susseguente ricovero nell’Annunziata di Napoli. In seguito gli amministratori dell’A. G. P. dovettero pagare anche per gli indumenti e per gli imprevisti, versando all’Ospizio di S. Lorenzo in Aversa la somma annua di 170 ducati circa (€8.500,00). 4) Obbligo di elargire elemosine ai poveri del comune e provvedere al maritaggio delle donzelle povere del comune. Anche in questo caso non sempre fu possibile disporre dei 100 ducati (€5.000,00) preventivati per la distribuzione delle elemosine, scesi alcune volte a 60 ducati (€3.000,00). Di 60 ducati (€3.000,00) era pure la somma da distribuire alle ragazze povere da marito. Gli Amministratori della Chiesa in realtà speravano di poter disporre di una somma maggiore per il maritaggio, sia perché un benefattore aveva donato parte della sua eredità espressamente per questa istituzione, sia perché essi erano convinti che l’opera di beneficenza per il maritaggio fosse “la più utile alla società perché per essa si riparano i tanti inconvenienti che derivano da un forzato celibato”. Enrico Garofano
Dopo tanti anni, il dott. Luca Iuliani, per motivi di salute, lascia questa rubrica dedicata alla Cronaca. È inutile sottolineare la competenza e la professionalità con la quale l’amico Luca ha svolto il suo compito. Alle sue doti e alla sua capacità professionali aggiungeva la caratteristica del vero cristiano, del vero uomo di fede, che traspariva sempre nei racconti della vita parrocchiale e paesana. Del suo lavoro, svolto nel silenzio, lo ringrazio a nome personale, a nome dei miei predecessori e a nome di tutti i lettori del nostro Bollettino, che hanno potuto usufruire dei suoi scritti, che, senza alcuna pretesa letteraria o scientifica, ci hanno informato sull’accaduto in Parrocchia e in Paese.
Grazie Luca!!!
Don Giustino
parrocchia in ...forma febbraio - Marzo 2016
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aro lettore, il mese di febbraio è cominciato con un impegno di tutto rispetto e tanto caro a noi guardiesi: continuare le celebrazioni delle sacre Quarantore per immetterci, poi, nel periodo forte di preparazione alla Pasqua. Il tutto si è svolto secondo il solito schema, ma con una novità di rilievo: durante le celebrazioni in San Sebastiano ha dettato
le meditazioni Sebastiano Curcuruto. Ha istruito l’Assemblea sulle figure bibliche, presentate dalla Scrittura, con tono pacato, competenza e convinzione, usando un linguaggio chiaro, semplice, convincente. Questa “variazione” al protocollo è stata molto apprezzata dal popolo e ciò ha dato soddisfazione al Parroco che l’ha fortemente voluta. Per le celebrazioni in Basilica tutto
secondo tradizione, con il Vescovo che ha presieduto il rito della serata finale e con il buffet offerto dai Gruppi Parrocchiali. Il servizio liturgico è stato prestato dalla Corale Parrocchiale Cantate Domino in Laetitia, con all’organo Alfonso De Nicola. In tutto questo si è inserite altre due importanti celebrazioni: 1. la “Candelora”. Un rito che invita il cristiano ad una profonda riflessione perché “la candela che in questo giorno viene accesa può essere una modalità per celebrare la vita. Il suo compito è triplice: essa fa luce, riscalda, si consuma e tutto avviene nello stesso momento dell’ardere”,1 e, in compagnia del Santissimo esposto sull’altare, induce ad una rivisitazione personale dell’essere cristiano; 2. La ”imposizione delle ceneri” che è avvenuta dopo la celebrazione Eucaristica in cui sono stati doverosamente ricordati tutti i Padri e Fratelli oratoriani che sin qui hanno servito la Comunità Filippina e la Parrocchia di Guardia. Si può affermare con certezza che se ancor oggi si registra un buon grado di spiritualità tra la nostra popolazione, lo si deve anche al loro spendersi nel sottile lavoro di guida, senza risparmiarsi.
Immessi, così, nel periodo della Quaresima, si sono svolte anche le Via Crucis, celebrate oltre che nelle Chiese, anche in forma itinerante nelle strade di Guardia. La partecipazione di popolo è stata buona anche se si è dovuto sfidare l’inclemenza del tempo. La Corale Parrocchiale “Cantate Domino in Laetitia” ha compiuto il 21° anno di Servizio Liturgico nella nostra Comunità. Fu fondata nel 1995, da padre Giuseppe Lando, di v. m., e da Luca Iuliani e Carlo Labagnara. Era il XXV anniversario della morte del padre Adolfo Di Blasio, il 275° della Fondazione della Congregazione dell’Oratorio Filippino di Guardia e il IV centenario della morte di San Filippo Neri. Alla Corale venne imposto quel nome, che è tutto un programma di vita, in omaggio al grande Santo che “prese la musica nel senso più ampio, e volle giovarsi sì del canto, sì del suono, sì dell’armonico intreccio loro
1 Cardinale Menichelli
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per elevare gli animi a Dio”2. Nata con pochi elementi, oggi è composta da 37 membri oltre al direttore, maestra Maria Grazia d’Angelo e al condirettore, maestro Gianluca Coletta, e si avvale anche della collaborazione di Giovanna Prete. Un fatto molto grave si è verificato ai danni del nostro patrimonio artistico, storico e monumentale. Mani ignobili hanno distrutto i vasi posizionati sul sagrato della Chiesa di San Sebastiano, rovinato molto seriamente la Fontana del Popolo e perpetrati danni anche ad altri cimeli testimoni della storia della nostra Guardia Sanframondi. Il 24 febbraio si è riunito il Consiglio Pastorale per mettere a punto il programma dettagliato per le prossime celebrazioni pasquali. In apertura il p. Giustino Di Santo, con parole appassionate e vibranti ha ringraziato tutti i componenti per l’importante servizio che svolgono all’interno della Parrocchia ed ha chiesto un sostegno più forte e più convinto alla sua azione pastorale. Il mese di febbraio si chiude con una bella nota: il “Salerno Camper Club” ha vissuto la sua festa del tesseramento a Guardia Sanframondi. I camperisti hanno partecipato numerosi alla Messa vespertina di sabato 27, in San Sebastiano. Sono stati salutati dal parroco, don Giustino, durante l’omelia ed hanno prestato servizio liturgico proclamando una delle due letture e recitando una preghiera al termine della Messa. Una buona preparazione alla Pasqua non può non essere catalizzata dal riconoscere le proprie colpe, chiedere perdono al Buon Dio con il proponimento di non offenderlo più. Tutta la comunità è stata impegnata nella celebrazione del 2 S.E. Alfonso Capecelatro in “La Vita di San Filippo Neri”, 1901
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Sacramento della Riconciliazione. Hanno cominciato i bambini della Prima Comunione, che accompagnati dai genitori e dalla catechiste, hanno fatto la loro prima confessione. E’ stata la volta, poi, dell’intera Comunità a ripetere la bella esperienza della Celebrazione Comunitaria Penitenziale. Tantissimi ci siamo ritrovati nella Chiesa Parrocchiale, e dopo aver meditato sulla Sacra Scrittura con l’omelia di mons. Vescovo, abbiamo partecipapato al Sacramento della Riconciliazione con la Confessione individuale. Insieme con s.e. mons. De Rosa, il nostro padre Giustino
e don Mimmo De Santis, don Jonut Pirtac, don Edoardo Viscosi e don Pino Di Santo, hanno ascoltato le confessioni. Un’esperienza suggestivamente forte, che oramai si inserisce a pieno titolo nella tradizione guardiese. Domenica delle Palme è stata un’altra giornata “forte”, che ha aperto praticamente la Settimana Santa. In mattina la consueta solenne celebrazione della benedizione dei ramoscelli di ulivo e la lettura commovente della Passione del Signore. In serata i Giovani della Parrocchia, sotto l’instancabile e competente regia di Dario Garofano, hanno ripresentato le “Ombre della Passione”, di cui più dettagliatamente si parla in altra parte del Bollettino. Non si può non evidenziare, anche in questa rubrica, che è stata una rappresentazione dalle molte emozioni. I testi scelti per il commento hanno sollecitato nei numerosi fedeli intervenuti una meditazione personale che non può che produrre benefici personali e comunitari. I riti della Settimana Santa hanno avuto la stessa programmazione degli anni passati. E’ un canovaccio dal quale non ci si vuole e non ci si può discostare perché ha mostrato, sin qui, tutta la sua validità. In San Sebastiano don Fausto Carlesimo ha presieduto le celebrazioni del Giovedì
Santo, con la consueta “lavanda dei piedi agli apostoli” e l’Azione Liturgica del Venerdì Santo. Nella Basilica Parrocchiale, invece, è stato padre Giustino a “lavare i piedi agli apostoli”, rappresentati dai bambini che riceveranno la Prima Comunione, e a presiedere l’Azione liturgica del Venerdì Santo. Giorno in cui si è svolta anche la Processione con l’Addolorata e Cristo Morto. Il popolo ha dato vita ad una grandissima manifestazione di fede, con una partecipazione numerosa e ha condiviso, spiritualmente e con tanta emozione, le sofferenze del Signore. Sabato Santo, con il cuore rattristato, si è necessariamente dovuta fare un’unica eccezione, rispetto al passato: nella Chiesa di San Sebastiano non è stata celebrata la veglia Pasquale, “madre di tutte le veglie”, per mancanza del Sacerdote celebrante. In Parrocchia, invece, padre Giustino ha presieduto la Liturgia tutto secondo tradizione, con il coro dei “Giovani dell’Oratorio” che hanno animato la Veglia e la celebrazione eucaristica. Nella Domenica della Risurrezione le celebrazioni delle Messe hanno avuto il consueto orario. In tanti hanno partecipato a tutte le Celebrazioni Eucaristiche. Particolarmente affollata quella delle 11,30, il cui servizio liturgico è stato assicurato dalla Corale Cantate Domino in Laetitia. Anche in questi mesi di febbraio e marzo si sono ripetuti tutti gli appuntamenti fissi previsti dal Programma Pastorale. Tra essi merita di essere segnalato il “Primo Sabato con l’Assunta”. Incontro molto sentito e partecipato, che da quest’anno ha una nuova impostazione: prima della Messa si recita il Rosario meditato, con animazione da parte dei Gruppi. Nel mese di febbraio è stato impegnato il Gruppo Famiglia e nel mese di marzo i “Ragazzi dell’Oratorio”. I fedeli hanno mostrato gradimento per questa innovazione. Carlo Labagnara
in memoria di...
Elpidia e Michele Foschini
Angelo Foschini
Renato Foschini
John Carbone
La congiunta Angelina Foschini Carbone li ricorda a quanti li conobbero e li amarono in vita e implora per loro la pace eterna per intercessione della Vergine Assunta.
Annamaria Passaro
n. 24-9-1949 – m. 8-4-2013
Andrea Di Paola Benevento
n. 6-4-1930 – m. 12-3-2008
Nel terzo anniversario della scomparsa i familiari la ricordano con immutato affetto e la affidano alla preghiera della Chiesa.
La moglie e i figli lo ricordano a quanti lo ebbero cara in vita e lo affidano alla preghiera della Chiesa e alla misericordia divina.
Giuseppe Pengue
Elvio Paolella
n. 3-11-1934 – m. 21-2-2009 La moglie e le figlie, con grande fede nella risurrezione, lo affidano al Signore della vita, perché gioisca nella luce dei giusti.
n. 10-9-1929 m. a Torino il 22-2-2013 La moglie Lucia e le figlie Orsola e Simonetta lo ricordano nel terzo anniversario della scomparsa e affidano la sua anima buona alla misericordia divina.
Giuseppe Basile
n. 21-11-1924 – m. 18-2-2016 La figlia Diomira e il genero lo ricordano con immutato affetto e lo affidano alla preghiera della Chiesa.
Giuseppe Di Santo
n. 27-2-1930 – m. 14-4-1982
Alessandro Sebastianelli n. 29-3-1933 – m. 16-2-1995
Sono trascorsi molti anni ma per i tuoi cari il tuo ricordo è sempre vivo. Con affetto ti affidano alla misericordia del Signore.
Don Angelo Di Santo n. 26-7-1952 – m. 27-3-2006
I familiari li ricordano con immutato affetto e li affidano al Signore della vita, perché gioiscano nella luce dei giusti.
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in memoria di...
Filomeno Orso
Giovanni Ceniccola
n. 25-2-1945 – m. 14-2-2002 La moglie e i figli lo affidano al Signore Risorto e alle preghiere della Chiesa.
Dott. Giovanni Garofano
Filippo Del Vecchio
n. 24-6-1954 - m. 16-3-2011
n. 27-3-1933 – m. 18-8-2009
La madre Luisa lo affida alla Vergine Assunta e alla misericordia divina.
I familiari, con grande fede nella Risurrezione, lo affidano al Signore della Vita, perché gioisca nella luce dei giusti.
Antonio Di Santo
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La moglie e i figli lo ricordano con immutato affetto e lo affidano alla preghiera della Chiesa.
Maturino Foschini
Giovanni Foschini
n. 15-4-1930 – m. 7-1-2014 La sorella Pasqualina residente in Australia lo ricorda con immutato affetto e lo affida al Signore risorto e alla Vergine Assunta.
Giustino Foschini
n. 27-10-1941 – m. 27-8-2015
Sebastiano Falluto
n. 30-4-1933 – m. 7-2-2015 Nel primo anniversario della scomparsa, la moglie e i figli, con grande fede, lo affidano al Signore della vita e alla Vergine Assunta.
P. Domenico Pascale
n. 11-3-1939 – m. 30-11-2008
La congiunta Assuntina con immutato affetto, affida il marito e il fratello alla misericordia divina e alla preghiera della Chiesa.
Alfonso Guadagno
n. 11-1-1930 – m. 1-3-2016
n. 1-1-1925 – m. 21-1-2016
n. 25-2-1941 – m. 4-12-2015
La moglie Sanzari Fiorentina e famiglia lo affidano alla misericordia del Signore e alla preghiera della Chiesa.
La moglie e le figlie lo affidano al Signore miericordioso perché gioisca nella gioia del Padre.
La moglie e la figlia con grande fede lo affidano alla misericordia del Signore e alle preghiere della Chiesa.
Ludovica Sanzari m. 13-1-2016
Pasquale Falato n. 15-7-2009
La congiunta Fiorentina li affida alla infinita misericordia del Signore affinché gioiscano nella pace dei Santi.
Febbario 2016 3 - Foschini Elio, la moglie - Di Lonardo Giovanni, la moglie e le figlie 4 - Labagnara Angelo (trigesimo), i figli 5 - Mancinelli Ubaldo (anniversario), la moglie e i figli 6 - Ceniccola Maria e Filippelli Gino, la figlia Teresa - Di Lonardo Filomeno, la moglie e i figli - Di Lonardo Don Filippo, i giovani della Parrocchia 7 - Garofano Mario, la moglie - Di Santo Concetta, i figli - Ceniccola Deosina, Garofano Raffaele e Angelo, da Maria Garofano - Pinto Elvio e Falato Teresa, i nipoti - Grillo Alfredo, la moglie e i figli 8 - Benevento Filomena (trigesimo), i figli 10 - Padri e Fratelli della Congregazione dell’O-
ratorio 11 - Filippelli Gilda (trigesimo), i figli 12 - Falluto Sebastiano (anniversario), la moglie e i figli 13 - De Blasio Marino e Teresa, le figlie 14 - Di Lonardo Alfredo, i nipoti - Foschini Giovanni, la sorella Pasqualina dall’Australia - Ucci Maria e Tommasino Benedetto, la figlia Pina - Ceniccola Giovanni, la moglie e i figli 15 - Del Vecchio Raffaele (anniversario9, la moglie e i figli 16 - Del Vecchio Michele e Garofano Giuseppina, i figli 17 - Vespertino Giuseppe, la sorella Carmela 18 - Ceniccola Michele (anniversario), i figli 19 - Di Guglielmo Giuseppe (anniversario), la nuora e i nipoti
20 - Sanzari Maturino, la moglie e i figli 21 - Ceniccola Modestino e Blasiello Ernestina, il nipote - Sebastianelli Alessandro, la moglie e i figli - Falato Giacobbe, la moglie e i figli - Borrelli Silvio e Leonarda, il figlio Carlo - Lombardi Gilda, la moglie Alfonsina 22 - Romano Vittorio, (trigesimo), i cugini - Filippelli Pellegrino, Plenzik Caterina e Filippelli Teresa, i figli 23 - Foschini Maturino (trigesimo), la moglie e i figli 24 - Romano Maria(anniversario), i figli 27 - Sanzari Pascasio e Mariuccia, la nuora 28 - Del Vecchio Angela e Garofano Pasquale, la figlie Lina - Foschini Abele e Morone Albina, le figlie - Cutillo Angelo, la famiglia - Di Lonardo Vinicio, la moglie.
Marzo 2016 1 - Sebastianelli Caterina (trigesimo), i figli 3 - Franco Martino (trigesimo), i genitori 4 - Pascale Silvio e Annunziata, i figli 5 - Di Lonardo Giacomo (trigesimo), i genitori 6 - Falato Luigi e Di Lonardo Giuseppe, i figli - Garofano Teresa, la sorella Lina - Labagnara Vittorio, la moglie e i figli - Filippelli Mario, la moglie Biondino Teresa - Di Lonardo Elvio e Clorinda, la congiunta Sanzari Maria 8 - Festa Filippo (trigesimo), i figli 10 - Di Santo Roberto (trigesimo), la moglie e i figli 12 - Don Domenico Pascale e Don Filippo Di Lonardo, da Luisa, Isolina e Filomena
- Falato Annibale, la moglie 13 - Garofano Giovanni, la madre - Di Paola Benevento Andrea, la moglie e i figli - Mancini Arcangelo e Plenzich Santina, i figli - Maiorani Guido, la moglie e i figli 14 - Garofano Serafina (anniversario), il marito e i figli 16 - Basile Filomena (trigesimo), i figli 18 - Verrillo Giuseppe, Angela e Gina, la moglie di Giuseppe - Gambuti Gina (anniversario), i figli 19 - Frangiosa Nicola e Assunta, il figlio Pino - Garofano Geppino, la moglie e i figli 20 - Garofano Concetta, la congiunta Luisa - Pezzullo Salvatore e Pengue Giovannina, la figlia - Don Filippo Di Lonardo, da Garofano
Maria - Ucci Maria e Tommasino Benedetto, la figlia - Ceniccola Vittorio e Tribisonna Vinicia, i figli 21 - Di Lonardo Mario (anniversario), i figli - Di Paola Raffaele(settimo), il fratello 22 - Basile Giuseppe (trigesimo), i figli 23 - Filippelli Pellegrino, Caterina e Teresa, i figli 27 - Gambuti Vittorio, la moglie - Orso Nicola, la moglie e i figli - Falato Angelo e Grillo Angelina, la figlia Renata 29 - Del Vecchio Elvira (anniversario), i figli 30 - Panza Eligio (anniversario), i figli 31 - Catena Olga, i genitori
sono tornati alla casa del Padre Febbario 2015 1- Sebastianelli Caterina, nata a Guardia Sanframondi il 28 febbraio 1922, vedova Pigna Gioacchino Di Lonardo Giacomo, nato a Benevento il 16 febbraio 1975, coniugato Semeraro Anna Maria. 2 – Franco Martino, nato a Benevento il giorno 8 dicembre 1967, celibe. 7 - Festa Filippo, nato a S. Lorenzello (BN) il 9 marzo 1928, vedovo Pengue Rita. 9 - Di Santo Roberto, nato a Guardia Sanframondi il 13 dicembre 1948, coniugato Di Lella Mastantuono 16 - Basile Filomena, nata a S. Lorenzo Maggiore il 23 dicembre 1918, vedova Pigna Vittorio. 18 - Basile Giuseppe, nato a Guardia Sanframondi il 21 novembre 1924, vodovo Garofano Ida 21 - Corbo Maria, nata a Castelvenere il giorno 1 agosto 1918, nubile Rotondi Crescenzo, nato a Guardia Sanframondi il 20 ottobre 1933, coniugato Maiella Angelina. 24 - Perugini Assunta, nata a Guardia Sanframondi il 29 dicembre 1919, vedova Maffei Giuseppe.
Marzo 2016 1 - Di Santo Antonio, nato a Guardia Sanframondi il giorno 11 gennaio 1930, coniugato Sanzari Fiorentina. Uccellini Annibale, nato a Guardia Sanframondi il 21 ottobre 1944, coniugato Capoluongo Filomena. 5 - Sanzari Maria, nata a Guardia Sanframondi il giorno 1 ottobre 1929, nubile. 10 - Di Paola Raffaele, nato a Guardia Sanframondi il 3 marzo 1958, celibe. 12 - Gambuti Rosina, nata a Guardia Sanframondi il 15 febbraio 1955, coniugata Martino Pasquale. 13 - Castelluzzo Grazia, nata a Benevento il 20 agosto 1939, vedova Ciarleglio Ildo. 23 - Tagliaferro Anna, nata ad Amorosi il 30 giugno 1935, coniugata Di Blasio Flaviano. 24 - Perfetto Angelo, nato a Guardia Sanframondi il 7 febbraio 1928, vedovo Sanzari Maria. 29 - Benevento Elvio, nato a Guardia Sanframondi il 12 dicembre 1920. Vedovo Falato Anna Maria.
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All'acquisto dell'amor di Dio non c'è più vera e più breve strada che staccarsi dall'amore delle cose del mondo ancor piccole e di poco momento e dall'amor di se stesso, amando in noi più il volere e servizio di Dio, che la nostra soddisfazione e volere.