Anno LX - n. 11/12 Ottobre / Novembre 2015 - Sped. in Abb. Postale, art. 2 comma 20/c Legge 662/96 Regione Campania -BN- In caso di mancato recapito restituire al mittente
Papa Francesco
La Famiglia La porta dell’accoglienza Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Con questa riflessione siamo arrivati alle soglie del Giubileo, è vicino. Davanti a noi sta la porta, ma non solo la porta santa, l’altra: la grande porta della Misericordia di Dio - e quella è una porta bella! -, che accoglie il nostro pentimento offrendo la grazia del suo perdono. La porta è generosamente aperta, ci vuole un po’ di coraggio da parte nostra per varcare la soglia. Ognuno di noi ha dentro di sé cose che pesano. Tutti siamo peccatori! Approfittiamo di questo momento che viene e varchiamo la soglia di questa misericordia di Dio che mai si stanca di perdonare, mai si stanca di aspettarci! Ci guarda, è sempre accanto a noi. Coraggio! Entriamo per questa porta! in questo numero: 2 3 4 5 6 6 7 8 9 10 11 12 13 14
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Papa Francesco Hanno collaborato con noi... Speranza Nostra salve... Una stella per la nostra esistenza Sotto la protezione dell'Assunta Esprimono gratitudine all'Assunta Indulgenza Plenaria Filippo Neri, il Santo Patrono di Guardia S. Celebriamo insieme il Natale Note sulla Chiesa Ave Gartia Plena Appunti di cronaca Il Mistero del Natale nel Cuore dell'uomo di oggi In Memoria di Sono tornati alla casa del Padre
Dal Sinodo dei Vescovi, che abbiamo celebrato nello scorso mese di ottobre, tutte le famiglie, e la Chiesa intera, hanno ricevuto un grande incoraggiamento a incontrarsi sulla soglia di questa porta aperta. La Chiesa è stata incoraggiata ad aprire le sue porte, per uscire con il Signore incontro ai figli e alle figlie in cammino, a volte incerti, a volte smarriti, in questi tempi difficili. Le famiglie cristiane, in particolare, sono state incoraggiate ad aprire la porta al Signore che attende di entrare, portando la sua benedizione e la sua amicizia. E se la porta della misericordia di Dio è sempre aperta, anche le porte delle nostre chiese, delle nostre comunità, delle nostre parrocchie, delle nostre istituzioni, delle nostre diocesi, devono essere aperte, perché così tutti possiamo uscire a portare questa misericordia di Dio. Il Giubileo significa la grande porta della misericordia di Dio ma anche le piccole porte delle nostre chiese aperte per lasciare entrare il Signore - o tante volte uscire il Signore - prigioniero delle nostre strutture, del nostro egoismo e di tante cose. Il Signore non forza mai la porta: anche Lui chiede il permesso di entrare. Il Libro dell’Apocalisse dice: «Io sto alla porta e busso. Se qualcuno
ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me» (3,20). Ma immaginiamoci il Signore che bussa alla porta del nostro cuore! E nell’ultima grande visione di questo Libro dell’Apocalisse, così si profetizza della Città di Dio: «Le sue porte non si chiuderanno mai durante il giorno», il che significa per sempre, perché «non vi sarà più notte» (21,25). Ci sono posti nel mondo in cui non si chiudono le porte a chiave, ancora ci sono. Ma ce ne sono tanti dove le porte blindate sono diventate normali. Non dobbiamo arrenderci all’idea di dover applicare questo sistema a tutta la nostra vita, alla vita della famiglia, della città, della società. E tanto meno alla vita della Chiesa. Sarebbe terribile! Una Chiesa inospitale, così come una famiglia rinchiusa su sé stessa, mortifica il Vangelo e inaridisce il mondo. Niente porte blindate nella Chiesa, niente! Tutto aperto! La gestione simbolica delle “porte” – delle soglie, dei passaggi, delle frontiere – è diventata cruciale. La porta deve custodire, certo, ma non respingere. La porta non dev’essere forzata, al contrario, si chiede permesso, perché l’ospitalità risplende nella libertà dell’accoglienza, e si oscura nella prepotenza dell’invasione. La porta si apre frequentemente, per vedere se fuori c’è qualcuno che aspetta, e magari non ha il coraggio, forse neppure la forza di bussare. Quanta gente ha perso la fiducia, non ha il coraggio di bussare alla porta del nostro cuore cristiano, alle porte delle nostre chiese… E sono lì, non hanno il coraggio, gli abbiamo tolto la fiducia: per favore, che questo non accada mai. La porta dice molte cose della casa, e anche della Chiesa. La gestione della porta richiede attento discernimento e, al tempo stesso, deve ispirare grande fiducia. Vorrei spendere una parola di gratitudine per tutti i custodi delle porte: dei nostri condomini, delle istituzioni civiche, delle stesse chiese. Spesso l’accortezza e la gentilezza della portineria sono capaci di offrire un’immagine di umanità e di accoglienza all’intera casa, già dall’ingres-
so. C’è da imparare da questi uomini e donne, che sono custodi dei luoghi di incontro e di accoglienza della città dell’uomo! A tutti voi custodi di tante porte, siano porte di abitazioni, siano porte delle chiese, grazie tante! Ma sempre con un sorriso, sempre mostrando l’accoglienza di quella casa, di quella chiesa, così la gente si sente felice e accolta in quel posto. In verità, sappiamo bene che noi stessi siamo i custodi e i servi della Porta di Dio, e la porta di Dio come si chiama? Gesù! Egli ci illumina su tutte le porte della vita, comprese quelle della nostra nascita e della nostra morte. Egli stesso l’ha affermato: «Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo» (Gv 10,9). Gesù è la porta che ci fa entrare e uscire. Perché l’ovile di Dio è un riparo, non è una prigione! La casa di Dio è un riparo, non è una prigione, e la porta si chiama Gesù! E se la porta è chiusa, diciamo: “Signore, apri la porta!”. Gesù è la porta e ci fa entrare e uscire. Sono i ladri, quelli che cerca-
no di evitare la porta: è curioso, i ladri cercano sempre di entrare da un’altra parte, dalla finestra, dal tetto ma evitano la porta, perché hanno intenzioni cattive, e si intrufolano nell’ovile per ingannare le pecore e approfittare di loro. Noi dobbiamo passare per la porta e ascoltare la voce di Gesù: se sentiamo il suo tono di voce, siamo sicuri, siamo salvi. Possiamo entrare senza timore e uscire senza pericolo. In questo bellissimo discorso di Gesù, si parla anche del guardiano, che ha il compito di aprire al buon Pastore (cfr Gv 10,2). Se il guardiano ascolta la voce del Pastore, allora apre, e fa entrare tutte le pecore che il Pastore porta, tutte, comprese quelle sperdute nei boschi, che il buon Pastore si è andato a riprendere. Le pecore non le sceglie il guardiano, non le sceglie il segretario parrocchiale o la segretaria della parrocchia; le pecore sono tutte invitate, sono scelte dal buon Pastore. Il guardiano – anche lui – obbedisce alla voce del Pastore. Ecco, potremmo ben dire che noi dobbiamo essere come quel guardiano. La Chiesa è la
portinaia della casa del Signore, non è la padrona della casa del Signore. La Santa Famiglia di Nazareth sa bene che cosa significa una porta aperta o chiusa, per chi aspetta un figlio, per chi non ha riparo, per chi deve scampare al pericolo. Le famiglie cristiane facciano della loro soglia di casa un piccolo grande segno della Porta della misericordia e dell'accoglienza di Dio. E’ proprio così che la Chiesa dovrà essere riconosciuta, in ogni angolo della terra: come la custode di un Dio che bussa, come l’accoglienza di un Dio che non ti chiude la porta in faccia, con la scusa che non sei di casa. Con questo spirito ci avviciniamo al Giubileo: ci sarà la porta santa, ma c’è la porta della grande misericordia di Dio! Ci sia anche la porta del nostro cuore per ricevere tutti il perdono di Dio e dare a nostra volta il nostro perdono, accogliendo tutti quelli che bussano alla nostra porta.
La Redazione é disponibile presso la nostra redazione il calendario 2016, curato dalla nostra Parrocchia. é possibile richiederne copie alla nostra redazione: santuarioassunta@email.it o info@santuarioassunta.com
Hanno collaborato con noi per sostenere il Bollettino da Guardia: Ceniccola Giovanni – Falato Lorenzo – Del Vecchio Maria – Barbato Filomena – Colangelo Flaviano – Foschini Marino – Di Staso Raffaele – Musto Giovannino – Garofano Marialuigia – Rossano Carlo – Fam.Tabasso - Falato – Perugini Angela – Lombardi Enzo- Garofano Pierino e Teresa – Iuliani Maria - Morelli Maria Vincenza - Sebastianelli Pasquale - Sebastianelli Marisa - Ciervo Lorise. dall’Italia: Don Edoardo Viscosi, Cerreto S. (BN) – Quaranta Dante e Maria Iuliani, Caserta – Cocucci Rosa, Pergine Valsugana (TN) – Tabasso Carlo, Mosciano Sant’Angelo (TE) - Del Vecchio Benito, Albavilla (CO) – Del Rosso Goffredo, Proserpio (CO) - Sanzari Francesco, Mosciano Sant’Angelo (TE). dall’Estero: Ceniccola Bruno, USA – Giovanni Barrie, Canada – Foschini Vittorio, Svizzera – Del Rosso Lino, Svizzera – Romano Elvio, Canada – Cavallo Pezzullo Filomena, Australia.
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Speranza Nostra Salve…. Come un fulmine a ciel sereno, tutto ad un tratto, la sera sembrò diventare notte; all’improvviso, proprio come un ladro di notte, il 20 agosto scorso, il Signore chiamò a sé il nostro fratello e amico, il nostro Parroco, il nostro Preposito; per tutti don Filippo. A volte non hai neanche il tempo di accorgertene. Le cose capitano in pochi secondi. Tutto cambia…..ma il Signore è stato sempre con noi, non ci ha abbandonato e non ci abbandonerà mai. È da quel 20 agosto, da quel pomeriggio che, venuto a mancare don Filippo, una grande responsabilità è caduta sulle nostre spalle, la responsabilità di portare avanti una eredità immensa, un bagaglio denso di esperienze, di valori, di ricordi. Responsabilità di chi ha potuto usufruire dei suoi insegnamenti, della sua dottrina, della sua cultura, a non lasciar correre invano tutto quello che si era accumulato in questi anni di servizio e di cammino insieme. Responsabilità di chi riceve un’eredità incomparabile e allo stesso tempo impegnativa e deve necessariamente far tesoro dell’esperienza passata, per poter continuare a guidare il cammino intrapreso, non per “tirare a campare”, ma per crescere insieme nella Vigna in cui siamo stati posti e che siamo chiamati a curare e a far fruttificare. A questo devono servire i ricordi, in tale modo essi non sono una sterile reminiscenza ma un impulso alla crescita personale e comunitaria. Dal 21 agosto il Vescovo ha affidato a me la cura pastorale della nostra Parrocchia S. Maria Assunta e S. Filippo Neri e in quello stesso giorno il P. Delegato della Sede Apostolica per la Confederazione dell’Oratorio mi ha nominato Preposito e Rappresentante Legale della Congregazione dell’Oratorio di Guardia Sanframondi, di conseguenza Rettore della BasilicaSantuario dell’Assunta e Direttore responsabile del nostro periodico.
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Questa è la volontà di Dio. È Lui che ci chiama a vivere e a scrivere un tratto della nostra storia, della storia di questa gloriosa parrocchia e di questa venerabile Congregazione dell’Oratorio, lavorando assiduamente in questa vigna, insieme tra di noi, guardando l’esempio e facendo frutto dell’insegnamento dei nostri predecessori. La Comunità parrocchiale di Guardia, nella quale sono cresciuto e che ho servito nei primi anni del mio ministero sacerdotale e come vicario parrocchiale da Gennaio 2009, è una comunità vivace, con delle potenzialità inestimabili. Una comunità che, sollecitata positivamente, può raggiungere traguardi considerevoli e a volte inaspettati. Conto molto sui gruppi parrocchiali, tra i primi l’Azione Cattolica; essi devono essere il fermento per far lievitare tutta la massa della parrocchia e condurla verso orizzonti più aperti alle nuove generazioni. In questo ci può essere di aiuto il gruppo “Giovani della parrocchia”; con essi possiamo andare specialmente verso i lontani e intraprendere con loro un cammino verso Cristo, la nostra meta, luce e salvezza. Con voi voglio guardare a un futuro fatto di collaborazione e di rispetto dei ruoli. Per continuare a raggiungere le vostre case ci sarà sempre questo veicolo importante che è il periodico Santuario dell’Assunta. Esso è la voce che dal lontano 1955 entra nelle vostre case di guardiesi residenti ed emigrati, per portare a tutti la benedizione e la protezione della nostra Mamma celeste. A lei affidiamo i nostri buoni propositi, a Lei, nostra Madre e Regina, e a San Filippo Neri nostro glorioso protettore. Siamo certi che essi ci guideranno nel cammino intrapreso e che mai ci abbandoneranno neanche nei momenti tristi e bui, quando sembra che ci cadano addosso delle tegole insostenibili. La Madonna Assunta ci coprirà con il suo manto e San Filippo, con la sua gioia ci griderà: PARADISO… PARADISO! P .Giustino Di Santo d.O.
Una stella per la nostra esistenza L’Apostolo Giovanni (1Gv.1,9-12 ) ci ricorda che Gesù è la luce vera, quella che illumina ogni uomo che viene nel mondo. Una luce che viene rifiutata, quando preferiamo le nostre opere cattive all’amore di Dio. Quando viene accolta dona la vita, genera come figli di Dio, conduce i nostri passi dalle tenebre della morte sulla via della pace. Il Santo Natale ci impegna ad accogliere e conoscere la luce delle verità annunciate da Gesù e trasmesse dalla Chiesa; inoltre ci invita a pregare per chi ancora non conosce il Signore. La nascita di Gesù è il segno che Dio si interessa dell’uomo, interviene attivamente per migliorare la sua situazione. È un interesse che coinvolge Dio, gli fa quasi dimenticare la sua trascendenza, la infinita superiorità e distanza dall’uomo. L’amore di Dio colma ogni distanza che lo separa dall’uomo. Il Signore nasce uomo per la gioia dei poveri, degli umili, degli anziani, di chi è lontano. Cristo non rifiuta nessuna persona e si fa trovare da chiunque lo cerca con cuore sincero. Immergendoci nell’atmosfera del Natale, lasciamoci meravigliare dall’annuncio dell’angelo ai pastori: ”oggi è nato per voi il Salvatore”(Lc 2,11-12), annuncio che ha qualcosa non solo di sorprendente ma possiede anche la forza capace di ribaltare un’intera esistenza e tutta la storia degli uomini. All’ improvviso l’ angelo irrompe nella notte e con le sue parole scompiglia la veglia dei pastori, nei quali ci riconosciamo anche noi oggi. Altrove erano i loro pensieri, per mete diverse divagavano le loro menti: alla famiglia lontana, alla fatica imminente, alla durezza del vivere. Ispirazioni e desideri diversi li trascinavano nell’avanzare della notte, quando vengono travolti dalla luminosa e gioiosa gloria di Dio. A Dio basta un’istante per toccare il nostro cuore e spingere la nostra vita a cercarlo e incontrarlo. P. Giustino Di Santo d.O.
“Per accoglierti, e renderti degna la nostra terra, per credere in te, Signore, non dobbiamo fare nulla di straordinario. Basta avere un cuore limpido e senza raggiri. Basta avere uno sguardo dolce e senza malvagità. Basta porre sulle nostre labbra il sorriso e la gioia. Basta aprire le nostre mani per donare e condividere, essere attenti alla tua parola e accogliere la tua volontà. Basta amare senza differenze e parzialità. Basta accogliere il tuo invito a cambiare la nostra vita, Signore. Vieni, Figlio di Dio e fratello nostro! E dona la tua luce di vita alla nostra terra e al nostro cuore per accoglierti con umile e sincero amore.”
BUON NATALE! 5
sotto la protezionedell ’Assunta
Giorgia Falato
Assunta Iacopo e Daniele Falato
di Claudio ed Emma I nonni paterni l’affidano alla materna protezione dell’Assunta affinchè guidi sempre i suoi passi.
Laurea Magistrale per i beni culturali. I genitori di Iacopo ringraziano la Vergine e chiedono protezione e guida per il loro cammino.
Fortunato Del Vecchio In occasione del 30° compleanno di Fortunato, gli amici Antonella e Pasquale affidano lui e la sua famiglia sotto la materna protezione dell’Assunta, affinché li sostenga e li aiuti nella loro vita
esprimono gratitudine all'Assunta Ottobre 2015 1 - Un devoto. 11 - Guarino Salvatore.
Novembre 2015 5 - una devota. 15 - Ceniccola Giuseppe e Maria - Foschini Albino e Messina Concetta.
Alessandra Maria Iuliani, in occasione della prima Comunione, la affida alla materna protezione dell’Assunta perché la guidi e la protegga nel cammino della vita.
Santuario dell’Assunta 82034 Guardia Sanframondi Direttore Responsabile: P. Giustino Di Santo d. O. Dir. Red. Amm.: Congregazione dell’Oratorio PP. Filippini 82034 Guardia Sanframondi (BN) Tel. e Fax 0824.864013 www: santuarioassunta.com e-mail: santuarioassunta@email.it Aut. Tribunale BN Dec. 3/4/1956 n. 25/56 del Registro Stampe C.C.P. 11000825 IBAN: IT77U0335901600100000136796 BIC: BCITITMX Sped. in abb. post., art. 2, comma 20/C Legge 662/96 Regione Campania -BN Con approvazione ecclesiastica Stampato nel mese di Dicembre 2015 da: nuova impronta QPRINT s.a.s. Cusano Mutri (Bn) Tel.-fax 0824.862723 - info@nuovaimpronta.net
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La Vergine Assunta ti benedice e ti protegge.
V centenario della Nascita di san Filippo indulgenza plenaria
Penitenzieria Apostolica
Beatissimo Padre Mario A. Avilés, Procuratore generale della Confederazione dell’Oratorio di S. Filippo Neri, rivolge dall’animo sentimenti di doverosa obbedienza e filiale venerazione alla tua Santità e dichiara umilmente che il 21 luglio del corrente anno si compiranno cinque secoli da quando, da genitori devoti e onesti di Firenze, nacque S. Filippo Neri e il 22 luglio, durante la festività di S. Maria Maddalena, ricevette il santo battesimo, lui che, nominato sacerdote per la sua obbedienza, preoccupandosi di salvare i giovani dal male fondò un oratorio, nel quale si svolgevano preghiere spirituali, canti e opere di carità, e risplendette per l’amore verso il prossimo, per semplicità evangelica e l’animo gaudioso, per la grandissima dedizione e il servizio instancabile a Dio. Per celebrare quel lieto evento con devozione, a Roma, nella chiesa di S. Maria in Vallicella, a Firenze, patria del fondatore, nonché in ogni Congregazione dell’oratorio eretta canonicamente in tutto il mondo, dal prossimo 25 maggio fino al 26 maggio 2016 si terranno particolari sacre funzioni e varie iniziative spirituali, con l’intento preciso che sia promossa la salutare devozione verso il S. Fondatore in tutta la Confederazione e, con il suo aiuto, che i costumi di tutti i membri e dei devoti fedeli si conformino più vivamente al divino Vangelo. Perché poi con più abbondantemente il tesoro della grazia divina si apra a quelli, che parteciperanno a dette celebrazioni, il Reverendissimo Oratore implora il dono delle Indulgenze alla maniera del Giubileo. E Dio, etc.
5 maggio 2015
L a P eniten z ieria Apostolica, su mandato del Santissimo Padre Francesco, concede l’anno giubilare con congiunta indulgenza plenaria, che i Cristiani che fanno sincera penitenza e che sono spinti dall’amore devono ottenere alle solite condizioni (con la confessione sacramentale, la comunione eucaristica e la preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice), che si può applicare anche alle anime dei fedeli trattenuti nel Purgatorio, se, unito il cuore con i fini spirituali dell’anno della Vita Consacrata, abbiano visitato le chiese giubilari in pellegrinaggio e qui abbiano partecipato devotamente a qualche sacra funzione in onore di S. Filippo Neri, o almeno per un rilevante spazio di tempo abbiano invocato con devote osservazioni, da concludersi con la preghiera al Signore, il Simbolo di Fede, con le invocazioni della B. Maria Vergine e di S. Filippo Neri. I membri della Confederazione dell’Oratorio, impediti dalla vecchiaia o da una grave malattia, potranno ottenere l’Indulgenza plenaria, se, accolto l’allontanamento da ogni peccato, e pronti a offrire, non appena sarà possibile, le tre consuete pratiche, si saranno uniti spiritualmente alle celebrazioni giubilari, avranno recitato nel luogo dove l’impedimento li trattiene le preghiere citate, offerti i loro dolori o i disagi della propria vita. Perché dunque l’accesso, per ottenere il divino perdono per mezzo delle chiavi della Chiesa, risulti più facile per l’amore cristiano, questa Penitenzieria chiede vivamente che i sacerdoti dell’Oratorio si offrano con generosità alla celebrazione della Penitenza nei chiese giubilari e amministrino spesso la Santa Comunione agli infermi. Il presente ha valore per tutto l’anno giubilare di S. Filippo Neri. Non opponendosi nessun contrario. (traduzione prof. Nadia Carbone)
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Filippo Neri, il Santo Patrono di Guardia Sanframondi Sacerdote
Filippo lascia la casa di Galeotto Caccia perché lo Spirito Santo lo spingeva, oltre che alla preghiera, anche alla carità e all’evangelizzazione. Egli assiste gli ammalati nel corpo e nello spirito portando i più gravi negli ospedali. A San Girolamo della Carità incontra due degnissimi sacerdoti che cambieranno ancora una volta la sua vita: Don Persiano Rosa, che diventa suo confessore e Buonsignore Cacciaguerra che lo invita a partecipare ogni giorno alla sua Santa Messa per ricevere Gesù Eucaristia e adorare il Santissimo Sacramento. Questa idea rivoluzionaria lo trovò entusiasta. Filippo percepisce il Volto del Signore, la sua presenza reale e interpellante nell’Eucaristia e anche negli infermi, nei poveri, nei bisognosi. Egli volle che anche i suoi amici si formassero spiritualmente e molti nobili ed ecclesiastici, sul suo esempio, incominciarono a partecipare ogni giorno alla Santa Messa e ad inchinarsi per lavare i piedi ai fratelli, riscoprendo così il Vangelo: “Fate questo in memoria di me” e “Quello che avete fatto al più piccolo l’avete fatto a me” (). Filippo, laico e libero, insieme a don Persiano Rosa e altri compagni di vita devota fonda la Confraternita della Santissima Trinità dei Pellegrini e Convalescenti, che diventa una scuola di volontariato. Per raccogliere i fondi necessari chiedono l’elemosina. Ogni mese, nella pratica delle Sacre Quarantore, mentre i confratelli della Compagnia della Santissima Trinità s’impegnavano nell’adorazione a turni di un’ora, Filippo suonava il campanello per chi aveva finito il turno, invitandoli con “sermoncini” a ben operare e ben fare, mentre Lui restava ancora in adorazione per tutta la durata delle quaranta ore per ascoltare la voce di Gesù e quasi a sentirne i palpiti del cuore. La presenza reale di Cristo sotto i segni eucaristici lo estasiava e lo spingeva poi a farsi pane spezzato ed a chinarsi sulle sofferenze dei fratelli per moltiplicare per loro quei segni d’amore che diventavano segnali di speranza e fiducia. Egli vuole la salute spirituale di tutti e non esita un istante per darsi tutto a tutti per guadagnare tutti a Cristo. Non fa distinzione di persone, ha stima di tutti, dialoga con tutti e tutto questo viene espresso in modo gioviale e affabile, gioioso e piacevole. Sant’Ignazio di Loyola (fondatore della Compagnia di Gesù, i Gesuiti) diceva di lui: “Filippo è come la campana che invita la gente a recarsi in chiesa, ma essa non si muove dal suo luogo. Così anch’egli manda tanti in convento, ma lui invece resta nel mondo”. In occasione del Giubileo del 1550 la Confraternita giunse ad ospitare fino a 500 pellegrini al giorno prove-
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(terza parte)
nienti da tutta l’Europa. Filippo è l’anima di quell’ospitalità, tanti vogliono essere iscritti alla Confraternita per offrire l’opera e l’obolo. Questa fa parlare di sé non solo Roma ma anche dove ritornano i pellegrini venuti nella Città Eterna per l’Anno Santo. Filippo, sospinto dal suo padre spirituale, è ordinato sacerdote il 23 maggio 1551, all’età di 36 anni, dal Viceregente di Roma Mons. Sebastiano Lionel nella Chiesa di San Tommaso in Parione. “Messer” Filippo, prete secolare, si sistema nel convento di San Girolamo della Carità, a un passo da piazza Farnese. Qui in un ambiente sereno vivono alcuni sacerdoti, preti secolari, sullo stile della prima comunità apostolica e vengono chiamati con il titolo di “Padri”. In un’angusta cella, poi in un granaio poco a poco sistemato a cappella, Filippo riunisce le persone di vari ceti sociali attratte dalla sua spiritualità. La porta è sempre aperta. La sua vita subisce, ora, un fondamentale mutamento non è solo guida ma è anche medico: la Confessione, la direzione spirituale e la Messa quotidiana. Uno dei primi discepoli testimoniò: “Quivi si diede all’esercizio del confessare, nel quale poi consumò il restante della sua vita, talmente che ancora nell’ultima vecchiaia giammai lo tralasciò […]. Et era così assiduo nell’ascoltare le confessioni, che la mattina, avanti giorno, molti che erano occupati andavano a trovarlo et a confessarvisi. Da poi, levatosi, andava in chiesa et quivi, fino all’ultima Messa, la quale per lo più egli soleva celebrare [poco prima di mezzogiorno], stava sempre fermo, non partendo mai se non per qualche urgente necessità o per un atto di carità verso il prossimo, si che chiunque lo voleva, sempre lo ritrovava apparecchiato”. Filippo non si accontenta di confessare e di assolvere; egli si prende cura totalmente delle anime che gli si affidano; le accoglie e chiede una vita cristiana più intensa. Non tralascia di celebrare ogni giorno la Santa Messa, cosa questa non comune in quei tempi, anzi invita i sacerdoti, suoi figli spirituali, a seguire il suo esempio. Raccomandava la celebrazione quotidiana e affermava che: “Facevano grande errore li sacerdoti che potendo non celebravano ogni giorno e che erravano quelli che domandavano licenza di non celebrare ogni giorno con scusa di ricrearsi, dicendo, che quelli che cercano la consolatione fuori del suo luogo cercano la sua dannatione, e chi vuol essere salvo senza il Salvatore, costui non è sano, ma infermo e non è savio ma pazzo”. (S. FILIPPO NERI, Gli scritti e le massime, a cura di A. Cistellini, Brescia, La scuola, 1994, p.174).
Padre Filippo Di Lonardo d.O.
Celebriamo insieme il Natale nella nostra Basilica parrocchiale
"Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono." (1Ts 5,21) 16 dicembre - ore 8,00: Inizio della novena di Natale con i tradizionali canti popolari. 24 dicembre - ore 23,00: 25 dicembre - ore 8,00: ore 11,30: ore 17,00:
Veglia Natalizia e S. Messa della Notte. S. Messa. Messa Solenne. S. Messa vespertina
27 dicembre - Festa della Santa Famiglia ore 8,00: S. Messa. ore 11,30: S. Messa. ore 17,00: S. Messa per le famiglie della Comunità parrocchiale. 31 dicembre -
ore 17,00: S. Messa, Adorazione Eucaristica e “Te Deum”. 1 gennaio 2016 - 49a giornata mondiale della pace:
"Vinci l'indifferenza e conquista la pace". ore 8,00: S. Messa. ore 11,30: Messa solenne con la partecipazione delle varie componenti la Comunità parrocchiale. ore 17,00: S. Messa ore 18,00: Concerto della Corale Parrocchiale “Cantate Domino in Laetitia” 2 gennaio - ore 21,00: Inizio della Veglia mariana e S. Messa 6 gennaio - Epifania del Signore ore 8,00: S. Messa ore 11,30: Messa solenne ore 17,00: Arrivano i Magi Santa Messa e bacio del Bambino. sorteggio del Bambino. 10 gennaio - Battesimo del Signore ore 11,30: Messa solenne con la partecipazione dei battezzati il 2015
A tutti i nostri gentili lettori gli auguri più sentiti di un Santo Natale e felice anno 2016 nella pace e nella gioia di Cristo 9
Note sulla Chiesa Ave Gratia Plena Nel passato anche abbastanza recente, vale a dire fino a qualche decennio addietro, a Guardia l’attività di culto era praticata in varie Chiese. Solo talvolta, per ricorrenze, situazioni particolari o per necessità hanno funzionato le chiesette o cappelle private di S. Leonardo, di San Pascasio Martire e di Santa Maria degli Angeli. Invece nella Basilica Santuario dell’Assunta e di San Filippo Neri, nella Basilica di San Sebastiano Martire, nella Chiesa di San Rocco, nella chiesa di S. Antonio da Padova al Convento e nella Chiesa dell’Annunciata o Ave Gratia Plena si praticava a tempo pieno attività di culto, anche per la presenza di un numero consistente di Padri Filippini che a queste chiese erano assegnati. In alcune di esse poi si è interrotta la pratica religiosa per vari motivi, di staticità o di inagibilità in seguito a movimenti sismici o a condizioni di deperimento strutturale degli edifici, come San Rocco, S. Antonio da Padova e l’ “Annunciata”. Proprio di quest’ultimo edificio religioso ci si vuole occupare riferendo qualche notizia concernente il suo passato non troppo recente. La Chiesa dell’ Annunziata, nel vecchio centro storico del paese, così come si presenta oggi non è la Chiesa originaria. Fu la prima chiesa ad essere eretta fuori delle mura del Castello, dopo che già dal 1428 la chiesa di S. Angelo annessa al Castello fu considerata inagibile per il pericolo di crollo e vi fu cessata l’attività di culto. I cittadini, dopo averne fatta richiesta al vescovo, ottennero proprio fin da quell’anno 1428 il permesso da monsignor Marcuzio Brancia di costruire
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una nuova chiesa da dedicare a Santa Maria Annunciata. La chiesa fu eretta completamente con il contributo volontario dei cittadini nel 1430 e fu inaugurata nel 1431. Era una chiesa particolare, di Patronato dell’Università, vale a dire del Comune, per cui gli amministratori dell’edificio religioso si riservarono alcuni diritti che le impedirono di diventare arcipretale e quindi parrocchia. In realtà, anche se
solo per qualche tempo, funzionò comunque da parrocchia, prima che lo diventassero volta per volta e periodicamente la Chiesa dedicata a S. Leonardo, quella intitolata a S. Rocco e quindi, definitivamente, la Chiesa consacrata a S. Maria Assunta dopo che divenne Arcipretale. La chiesa originaria era molto più piccola di quella attuale e rispondeva alle esigenze del numero dei cittadini del tempo. Si tenga presente che nel 1532 quando i fuochi erano 171 (circa 1000 abitanti) funzionavano in Guardia già le chiese di San Sebastiano (non quella che si può ammirare oggi), di S. Maria degli Angeli nell’attuale rione Croce e di San Leonardo nell’attuale zona così denominata. Si vuole ricordare, per inciso, che le altre Chiese del paese furono eret-
te solo successivamente: quella di San Rocco fu fondata nel 1575, quella dell’Assunta verso la fine del 1500 (però in un documento di inizio 1300 è nominata già una chiesa di S. Maria) e quella di S. Antonio da Padova, annessa al Convento di S. Francesco d’Assisi, eretta nel 1617. La chiesa era stata costruita ad una navata e forse non comprendeva neppure quello che i guardiesi chiamano il “Cappellone”, ma era dotata di vari altari. Aveva l’ingresso più o meno a metà strada tra quello attuale e la porta di accesso alla sagrestia, in quella porticina murata che si vede percorrendo Via Filippo Maria Guidi. Ai suoi lati c’erano l’ospedale (ad est, dalla parte di Porta Ratello) e il brefotrofio (ad ovest, verso l’attuale Campanile). Dal 1511 fu sottoposta ad un processo di ingrandimento, reso necessario forse anche per la crescita della popolazione. L’ampliamento fu fatto a scapito dell’ospedale che proprio dal 1511 passò in una casa di possesso dell’ Università, dove rimase fino al 1593, quando trovò sistemazione definitiva negli ambienti costruiti accanto alla chiesa di S. Rocco. Nel 1685 la chiesa si ritrovò con due porte di ingresso e col campanile, su cui campeggiava un orologio solare. Internamente era arricchita di parecchi altari, del Cappellone e dell’Altare maggiore, che risultava sopraelevato rispetto agli altri ed aveva una volta pitturata con figure di santi sostenuta da pilastri. (Continua). A cura di Enrico Garofano
cronaca
Ottobre 2015 Belle giornate per quanti devono ancora finire la vendemmia. Nella notte tra il 14 e il 15 c’è stato un alluvione che ha interessato parte del Sannio che ha anche provocato l’esondazione del fiume Calore e molte aziende agricole guardiesi sono state colpite. In parrocchia l’attività è iniziata con il Primo Sabato con l’Assunta (3): Veglia alle ore 21 e S. Messa alle ore 22. C’è stata la festa della Beata Vergine Maria del Rosario nella
prima domenica (4) e a mezzogiorno nelle due chiese è stata recitata la Supplica alla Madonna di Pompei e buona è stata la partecipazione dei fedeli. La nostra comunità ha poi celebrato nella terza domenica (18), come da antica tradizione, la Festa di San Pascasio e per l'occasione è stata riaperta la cappella dedicata a questo santo lungo Corso Umberto e P. Giustino Di Santo d. O., come sempre avviene, alle 9:00 vi ha celebrato la S. Messa. In paese in concomitanza con la festa si è svolta la Fiera di San Pascasio, anche questa di tradizione antichissima, che si è tenuta nella parte alta del paese in Piazza Municipio e lungo Via Parallela. E’ iniziata (sabato 24) la Novena delle Anime del Purgatorio che si è tenuta alle ore 7:30 nel Santuario e
alle 17:30 a S. Sebastiano. Buono il numero di fedeli partecipanti. E’ stata celebrata nell’ultima domenica del mese (25) la Giornata Missionaria e le offerte raccolte nelle chiese oggi sono state destinate a tale scopo. Il mese si è chiuso (giovedì 29) con l’appuntamento consueto dell’Ora di Adorazione Eucaristica a S. Sebastiano dopo la S. Messa delle ore 18. Dopo la pausa estiva in questo mese sono riprese quasi tutte le attività dei diversi gruppi parrocchiali. A tutti da queste pagine, ancora una volta, gli auguri per risultati sempre migliori. In paese oltre che la tradizionale Fiera di S. Pascasio che si è svolta nella terza domenica non ci sono state attività di rilievo anche per la vendemmia in corso. Novembre 2015 Bello il tempo e buono per la raccolta delle olive che sono state abbondanti. In parrocchia il giorno di Tutti i Santi (domenica 1, alle 14:30) c’è stata la tradizionale processione per lucrare le indulgenze per i fedeli defunti, la quale dal Santuario ha raggiunto il Cimitero. Buono il numero dei fedeli partecipanti. Qui il Parroco ha proceduto alla benedizione delle tombe dei fedeli defunti, ha concluso la novena delle Anime del Purgatorio ed è stata celebrata una S. Messa (ore 16). Il giorno successivo, Commemorazione di tutti i fedeli defunti. Nella Cappella del Cimitero sono state celebrate le
SS. Messe alle ore 9,30, alle 11 e alle 16 e tutte sono state abbastanza partecipate. In questi primi giorni del mese il cimitero è stato il punto dei preghiera e di incontro per tutti, anche per i tanti guardiesi che risiedono fuori e che tornano in questi giorni festivi della ricorrenza per visitare e pregare sulle tombe dei propri cari defunti. Nella basilica la devozione del Primo Sabato con l’Assunta (7) con il solito schema: Veglia dalle ore 21, animata per questo mese dai Giovani della Parrocchia, seguita dalla S. Messa alle ore 22. Nella seconda domenica del mese, (8) dopo la S. Messa nel pomeriggio (ore 17) è stato riposto S. Antonio di Padova dopo il bacio della reliquia e la piccola processione sulla piazza. La nostra Comunità Parrocchiale ha accolto ufficialmente, domenica 15 novembre dopo la messa Vespertina delle ore 17, il giovane Accolito Sebastiano Curcuruto, proveniente dalla Congregazione dell’Oratorio di Acicatena (CT). Sebastiano farà parte della Congregazione dell’Oratorio di Guardia e sarà vicino al P. Giustino nel lavoro pastorale nella nostra Parrocchia. Rinnoviamo a lui da queste pagine gli auguri di una buona permanenza nella nostra Comunità.
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Giovedì (26) si è ripetuto l’appuntamento dell’ ora di Adorazione Eucaristica a S. Sebastiano, con una buona partecipazione di fedeli. E’ iniziata (domenica 29) la Novena dell’Immacolata. P. Giustino Di Santo l’ha presieduta al Santuario alle 7:30 e a S. Sebastiano alle 17:30. L’ultima domenica del mese (29) ha coinciso con la prima domenica di Avvento ed è iniziata la preparazione
al Natale di Gesù con l’allestimento della Corona di Avvento sia nella Basilica santuario che nella Chiesa di S. Sebastiano In paese l’Amministrazione comunale in occasione della festa dell’Unità Nazionale e della Giornata delle Forze Armate ha organizzato (mercoledì 4) una manifestazione per non dimenticare coinvolgendo anche tutte le scuole presenti in paese. Si è iniziati
con l’alzabandiera davanti al Municipio, i saluti, canti e poesie, il corteo lungo Corso Umberto, la deposizione di una corona di alloro presso il monumento ai caduti realizzato sulla facciata della Chiesa di S. Sebastiano, la celebrazione di una S. Messa nella stessa chiesa officiata da P. Giustino Di Santo. Luca Iuliani
Il Mistero del Natale nel Cuore dell’uomo di oggi L’uomo di oggi si pone molte domande su se stesso, su Dio, sul mondo, sulla storia. L’arrivo del Natale né può evidenziare almeno due. La prima domanda riguarda l’uomo stesso, il suo corpo, la possibilità di rinascere, di essere nuovo, di imprimere una svolta positiva alla storia. La seconda domanda riguarda il rapporto dell’uomo con Dio: è possibile vedere Dio, quando intorno a noi sembra essere la fine, parlargli faccia a faccia? Il tuo volto, Signore, io cerco, diceva già allora il salmista ,non nascondermi il tuo volto!. Ma Dio sembra ripetere: “Il mio volto non lo si può vedere”. La Parola che ascoltiamo durante la liturgia di Natale ci raggiunge e cerca di far luce in queste domande; anzi ci annuncia che tutte le promesse e le attese dell’avvento trovano il loro compimento. Finalmente ascolteremo : Oggi è nato per voi il Salvatore. Oggi la luce splende su di noi. È apparsa la grazia di Dio apportatrice di salvezza per tutti gli uomini.
Nel Natale di Gesù nasce l’Uomo nuovo e in lui noi incontriamo Dio. Chiunque lo accoglie rinasce come uomo nuovo in Lui. Cari amici la nascita del Figlio di Dio in mezzo a noi nell’umiltà della natura umana e nella povertà della grotta di Betlemme ci porta il dono di una vita nuova e divina: dalla nascita di Gesù, nato da donna e dalla sua scopertafede da parte dei pastori si arriva alla nascita di coloro che sono-come dice l’apostolo Giovanni nel suo vangelogenerati non da carne e sangue ma da Dio per la fede nel Cristo, figlio di Dio divenuto figlio dell’uomo. L’annuncio che risuona a Natale non è una semplice bella notizia. È proclamazione stupita di un evento che si compie oggi, nella celebrazione, un evento di nascita: di Gesù, del cristiano, della Chiesa. La celebrazione del Natale non è un giocare a Cristo che nasce, o una sacra rappresentazione. Non è un vuoto ricordo, una nostalgia del passato, un gioco di sentimenti. Insieme con il Natale di Cristo, la
Chiesa celebra il suo natale e il natale di ogni cristiano. Non siamo spettatori di un evento, ma lo viviamo, vi prendiamo parte. San Leone Magno insegna: Mentre noi adoriamo la nascita del nostro Redentore, scopriamo che con essa celebriamo la nostra origine. Infatti la nascita di Cristo è l’origine del popolo cristiano; il giorno natalizio del capo è anche il giorno natalizio del corpo. Il natale dunque è un mistero di rinascita universale, nella notte santa ha inizio una nuova creazione. Celebrare l’Eucarestia in questo periodo di Natale, significa entrare in un nuovo stile di vita, vale a dire la vita dei figli di Dio: Comportarsi come lui. Rompere con il peccato. Praticare la giustizia. Osservare i comandamenti soprattutto quello dell’amore. Per vivere il natale bisogna come Maria concepire e generare Cristo nel proprio cuore. Ogni giorno il Cristo nasce in chi lo accoglie con l’ascolto e l’obbedienza alla sua Parola. Sia questo l’augurio più vero del Natale di quest’anno di grazia, sia il nostro cuore culla per il Verbo di Dio che si fa carne per amore. Sebastiano Curcuruto d.O.
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in memoria di...
Rosina (Teresa) Mancini n. 18-11-1914 - m. 16-8-2015
La figlia Angelina e il genero Carlo la ricordano con immutato affetto e la affidano alla infinita misericordia di Dio e alla Vergine Assunta.
Antonio Labagnara
n. 12-6-1927 – m. 24-7-2012
Gino Falato La moglie e i figli lo ricordano con immutato affetto e lo affidano alla misericordia di Dio.
Flaviano Labagnara
n. 27-6-1961 – m. 29-9-2015
I familiari tutti li ricordano con immutato affetto e li affidano alla misericordia divina.
Pasquale Mastantuono
Rosina Sanzari
Umberto Pengue
n. 28-5-1931 – m. 26-8-2006
Umberto Pengue
n. 6-1-1982 - m. 22-9-2013
I familiari li ricordano e li affidano alla Vergine Assunta e alla misericordia divina.
Ettore Benevento
n. 29-4-1923 – m. 23-9-2015 I figli con grande fede nella risurrezione affidano il loro genitore al Cristo Risorto e alla preghiera della Chiesa.
Luigi Foschini
n. 7-3-1940 – m. 22-11-2014
n. 19-6-1926 – m. 14-5-2015
n. 20-8-1953 – m. 22-8-2014
La moglie e i figli con affetto lo ricordano e lo affidano alla preghiera della Chiesa e al Cristo Risorto.
I figli e i nipoti la ricordano a quanti la conobbero e con fede nel Signore Risorto implorano per lei la pace eterna.
La sorella e il fratello con immutato affetto lo ricordano e lo affidano alla infinita misericordia del Signore.
Nicola Pigna
n. 28-4-1926 – m. 19-10-1998 La famiglia lo ricorda con immutato affetto e lo affida alla preghiera della Chiesa e alla misericordia divina.
Pasquale Foschini
n. 18-7-1930 - m. 13-3-1988
La moglie e i figli lo affidano alla infinita misericordia del Signore perché gioisca nella luce dei giusti.
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in memoria di...
Luciano Sanzari
n. 15-10-1919 – m. 7-1-2007 “L’assenza non è assenza, abbiate fede, colui che non vedete è con voi” (S. Agostino)
La moglie Edvige, i figli Angelina e Pasquale, il genero Aldo e il nipote Raffaele ne serbano nel cuore la memoria e lo affidano alla preghiera della Chiesa.
Sacerdote Filippo Colangelo
Annibale Gambuti
Ugo Sanzari
P. Domenico Pascale
n. 13-12-1926 – m. 18-11-2014
n. 7-71932 – m. 20-10-2013
n. 11-3-1939 – m. 30-11-2008
La moglie e i figli lo affidano alla preghiera della Chiesa e alla infinita misericordia del Signore.
La moglie e i figli lo ricordano con immutato affetto e lo affidano alla misericordia del Signore e alla Vergine Assunta.
Nel 7° anniversario della scomparsa lo affidiamo alla infinita misericordia del Signore.
È tornato alla casa del Padre il 25 luglio 2015 a Roma don Filippo Colangelo. Nato a Guardia Sanframondi il 13 dicembre 1936 da Raffaele e Parciasepe Giovanna, fu battezzato il 2 gennaio 1937 nella Chiesa parrocchiale dove ebbe anche il sacramento della cresima l’11 maggio 1947. Da ragazzo entrò nella Congregazione dei “Piccoli Operai o Oblati della Chiesa” fondata da Mons. Giulio Penitenti. Dopo la formazione spirituale e teologica fu ordinato sacerdote a Roma il 5 luglio 1964. Tornò a Guardia accompagnato da Mons. Giulio Penitenti ed accolto da i Padri Filippini, da parenti, amici e tanti fedeli celebrò la prima Messa Solenne al Santuario il 2 agosto 1964 accompagnato da Mons. Giulio Penitenti, che tenne anche l’omelia. La sua vita sacerdotale l’ha vissuta lontano da Guardia, dove tornava solo per riposarsi un poco ospite delle sue sorelle e celebrando la Santa Messa o a San Sebastiano o in un’altra chiesa. Era sempre presente ai nostri Riti Settennali, portando con sé anche i fedeli della comunità dove svolgeva il suo ministero pastorale.
sono tornati alla casa del Padre ottobre 2015 9 – Di Palma Filippo, nato a Guardia Sanframondi il 7 luglio 1962, coniugato Ciampone Carmela. 23 – Sebastianelli Annibale, nato a Guardia Sanframondi il 28 febbraio 1951, celibe. 24 – Gambuti Giovanni, nato a Guardia Sanframondi il 10 ottobre 1929, coniugato Garofano Angelina. 29 – Coppola Maria Giuseppa, nata a Faicchio il 9 giugno 1915, nubile
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Novembre 2015 2 - Vitale Giuseppa, nata a Frattamaggiore (NA) il 20 febbraio 1920, vedova Garofano Giuseppe. 13 – Sebastianelli Teresina, nata a Guardia Sanframondi il 17 ottobre 1915, vedova Foschini Giuseppe. 15 – Iacobucci Letizia, nata a Guardia Sanframondi il 30 gennaio 1912, vedova Panza Elvio. 21 – D’Aria Ida, nata a Guardia Sanframondi il 3 maggio 1932, vedova Ciaburri Alfredo. 27 – Grillo Abele, nato a Guardia Sanframondi il 2 giugno 1924, coniugato Pengue Antonietta
Ottobre 2015 1 - Foschini Giustino (trigesimo), la moglie e i figli 3 - Falato Angelo e Grillo Angiolina, la figlia Renata. - Mancini Elena, Di Lonardo Pasquale e Sac.Filippo, la famiglia. 4 - Filippelli Mario, la moglie e i figli. - Di Blasio Remigia, il marito. - Di Lonardo Ildo e Morone Michele, la congiunta Giuseppina. - Iuliani Maurizio, la moglie e le figlie. 5 - Di Blasio Benito(trigesimo), la moglie e i figli. 6 - Benevento Ettore(settimo), i familiari. 9 - Necco Maddalena, il fratello e la cognata. Novembre 2015 1 - Silvestri Francesco, la famiglia. - An. Purg, Gambuti Teresa. - Maiorani Renato , la moglie e i figli. - Garofano Giovanni e Angelo, la congiunta Luisa. 2 - P. Di Lonardo Filippo, i padri filippini. 6 - P. Di Lonardo Filippo, il gruppo San Pio. 7 - Foschini Albero e Ludovica, i figli. - Zacchini Giuseppe, la figlia. 8 - Falato Fausto, la moglie e i figli. - Sanzari Raffaele, la moglie. - Di Santo Abele e Teresa, la congiunta Luisa. - Plenzich Giuseppe e Pinto Irma, i figli. - Mancini Arcangelo e Plenzich Santina, i figli. 9 - Accardo Gennaro(settimo), la sorella e i nipoti. 10 - Di Palma Filippo(trigesimo), la moglie e i figli.
10 - Di Lonardo Assunta, i nipoti. 11 - Falato Giuseppe e Annamaria, la nuora Luisa. - Maiorani Guido, la moglie e i figli. - Falato Gino, la moglie e i figli. 17 - Pigna Nicola, la famiglia. 18 - Tutti i defunti, Foschini Ida. - An. Purg. alcuni fedeli. - Morone Elvio e Concetta, la congiunta Luisa. - Garofano Pasquale, il nipote. - Garofano Raffaele e Ceniccola Deosina, la figlia Maria. 19 - Iannucci Filippo(settimo), il fratello Dante e la sorella Arsita. 21 - Garofano Angelina, i familiari. 24 - Perfetto Gino, i figli. 25 - Ceniccola Giovanni, i genitori. - Sanzari Giovanni, la moglie e le figlie. - Garofano Giovanni e Teresa, la 14 - Grillo Alfredo, Angelina e Gilda, la congiunta Renata. 15 - Di Staso Ludovica e Carlo, la congiunta Clelia. - Labagnara Luigi e Vladimiro, la congiunta Concetta. - Ceniccola Armida, Nucciarelli Antonio e Gambuti Raffaele, le figlie. 16 - Gambuti Mafalda (anniversario), i figli. 18 - Mancini Rosina(anniversario), la figlia e il genero. 21 - C a p o b i a n c o A r m a n d o e Simeone Giovannina, la figlia. 22 - Ceniccola Pasquale e Iolanda, la figlia. - Sebastianelli Angelina e Giovanni, le figlie. - Grillo Salvatore, Luisa E Sanzari Anna, la congiunta Filomena. - Morone Raffaella, i figli. - Ceniccola Giuseppe e Maria, da Bruno Ceniccola. 23 - Mastantuono Pasquale (anni-
congiunta Luisa. - Sanzari Nicola, la moglie e i figli. 26 - Morone Angelina, il figlio. - Maffei Carmine, Angelo e Rubicondo Rosina, la figlia Luisa. 27 - Perugini Vittorio e De Blasio Maria, il figlio Nicola. - Conte Giovanni, la moglie e i figli. 28 - Falato Filippo e Ilda, la figlia. - Meoli Vincenzo, la moglie e i figli. 29 - Sebastianelli Gabriele e Maria, la figlia. - Labagnaro Flaviano(trigesimo), i familiari. 30 - Nedia Ida e Giuseppe, le figlie. - Mastantuono Egilio, la moglie e i figli. 31 - Anime Sante del Purgatorio, Falato Renata.
versario), la moglie e i figli. 24 - Sebastianelli Annibale (trigesimo), il padre e il fratello. 25 - Di Blasio Manfredo (anniversario), la moglie e i figli. 26 - Gambuti Giovanni(trigesimo), la moglie e i figli. 27 - Coppola Maria Giuseppe (trigesimo), la figlia e i nipoti 28 - Gambuti Annibale (anniversario), la moglie e i figli. 29 - Foschini Luisa e Basile Alfonso, la figlia Ida. - Sanzari Silvio e Ciarleglio Dora, i figli. - Tessitore Annibale e Gambuti Elena, il figlio Ernesto. - Ceniccola Maria e Filomena e Loreto De Blasio, i familiari. - Ceniccola Nicolino, Leo e Rosina, il congiunto Giovanni. 30 - Sacerdoti defunti, una fedele. - Bencivenga Lorenzo, (anniversario) i figli.
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La Madonna Santissima ama coloro che la chiamano Vergine e Madre di Dio, e che nominano innanzi a Lei il nome santissimo di Ges첫, il quale ha forza d'intenerire il cuore.