Anno LVIII - n. 5/6 Aprle/Maggio 2013 - Sped. in Abb. Postale, art. 2 comma 20/c Legge 662/96 Regione Campania -BN- In caso di mancato recapito restituire al mittente
Papa Francesco
Udienza Generale
Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Il tempo pasquale che con gioia stiamo vivendo, guidati dalla liturgia della Chiesa, è per eccellenza il tempo dello Spirito Santo donato «senza misura» (cfr Gv 3,34) da Gesù crocifisso e risorto. Questo tempo di grazia si conclude con la festa della Pentecoste, in cui la Chiesa rivive l’effusione dello Spirito su Maria e gli Apostoli raccolti in preghiera nel Cenacolo. Ma chi è lo Spirito Santo? Nel in questo numero: 2 3 4 6 6 6 7 8 10 12 13 14
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Papa Francesco Udienza Generale Hanno collaborato con noi...
"Attualità del programma di Vita di San Filippo Neri"
Sotto la protezione dell'Assunta Si sono uniti in matrimonio Esprimono gratitudine all'Assunta La festa del nostro Patrono San Filippo Neri Appunti di cronaca I Riti Settennali di Guardia Sanframondi. Un tentativo di Comprensione Mondo Oratoriano In memoria di... Sono tornati alla casa del Padre
Credo noi professiamo con fede: «Credo nello Spirito Santo che è Signore e dà la vita». La prima verità a cui aderiamo nel Credo è che lo Spirito Santo è Kýrios, Signore. Ciò significa che Egli è veramente Dio come lo sono il Padre e il Figlio, oggetto, da parte nostra, dello stesso atto di adorazione e di glorificazione che rivolgiamo al Padre e al Figlio. Lo Spirito Santo, infatti, è la terza Persona della Santissima Trinità; è il grande dono del Cristo Risorto che apre la nostra mente e il nostro cuore alla fede in Gesù come il Figlio inviato dal Padre e che ci guida all’amicizia, alla comunione con Dio. Ma vorrei soffermarmi soprattutto sul fatto che lo Spirito Santo è la sorgente inesauribile della vita di Dio in noi. L’uomo di tutti i tempi e di tutti i luoghi desidera una vita piena e bella, giusta e
buona, una vita che non sia minacciata dalla morte, ma che possa maturare e crescere fino alla sua pienezza. L’uomo è come un viandante che, attraversando i deserti della vita, ha sete di un’acqua viva, zampillante e fresca, capace di dissetare in profondità il suo desiderio profondo di luce, di amore, di bellezza e di pace. Tutti sentiamo questo desiderio! E Gesù ci dona quest’acqua viva: essa è lo Spirito Santo, che procede dal Padre e che Gesù riversa nei nostri cuori. «Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza», ci dice Gesù (Gv 10,10). Gesù promette alla Samaritana di donare un’“acqua viva”, con sovrabbondanza e per sempre, a tutti coloro che lo riconoscono come il Figlio inviato dal Padre per salvarci (cfr Gv 4, 5-26; 3,17). Gesù è venuto a donarci quest’“acqua viva” che è lo Spirito
Santo, perché la nostra vita sia guidata da Dio, sia animata da Dio, sia nutrita da Dio. Quando noi diciamo che il cristiano è un uomo spirituale intendiamo proprio questo: il cristiano è una persona che pensa e agisce secondo Dio, secondo lo Spirito Santo. Ma mi faccio una domanda: e noi, pensiamo secondo Dio? Agiamo secondo Dio? O ci lasciamo guidare da tante altre cose che non sono propriamente Dio? Ciascuno di noi deve rispondere a questo nel profondo del suo cuore. A questo punto possiamo chiederci: perché quest’acqua può dissetarci sino in fondo? Noi sappiamo che l’acqua è essenziale per la vita; senz’acqua si muore; essa disseta, lava, rende feconda la terra. Nella Lettera ai Romanitroviamo questa espressione: «L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (5,5). L’“acqua viva”, lo Spirito Santo, Dono del Risorto che prende dimora in noi, ci purifica, ci illumina, ci rinnova, ci trasforma perché ci rende partecipi della vita stessa di Dio che è Amore. Per questo, l’Apostolo Paolo afferma che la Santuario dell’Assunta 82034 Guardia Sanframondi Direttore e Responsabile: P. Filippo Di Lonardo Dir. Red. Amm.: Congregazione dell’Oratorio PP. Filippini 82034 Guardia Sanframondi (BN) Tel. e Fax 0824.864013 www: santuarioassunta.com e-mail: santuarioassunta@email.it Aut. Tribunale BN Dec. 3/4/1956 n. 25/56 del Registro Stampe C.C.P. 11000825 IBAN: IT63Q0101075360041200000632 BIC: IBSPITNA
vita del cristiano è animata dallo Spirito e dai suoi frutti, che sono «amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé» (Gal 5,2223). Lo Spirito Santo ci introduce nella vita divina come “figli nel Figlio Unigenito”. In un altro passo della Lettera ai Romani, che abbiamo ricordato più volte, san Paolo lo sintetizza con queste parole: «Tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi… avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo “Abbà! Padre!”. Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria» (8,14-17). Questo è il dono prezioso che lo Spirito Santo porta nei nostri cuori: la vita stessa di Dio, vita di veri figli, un rapporto di confidenza, di libertà e di fiducia nell’amore e nella misericordia di Dio, che ha come effetto anche uno sguardo nuovo verso gli altri, vicini e lontani, visti sempre come fratelli e sorelle in
Gesù da rispettare e da amare. Lo Spirito Santo ci insegna a guardare con gli occhi di Cristo, a vivere la vita come l’ha vissuta Cristo, a comprendere la vita come l’ha compresa Cristo. Ecco perché l’acqua viva che è lo Spirito Santo disseta la nostra vita, perché ci dice che siamo amati da Dio come figli, che possiamo amare Dio come suoi figli e che con la sua grazia possiamo vivere da figli di Dio, come Gesù. E noi, ascoltiamo lo Spirito Santo? Cosa ci dice lo Spirito Santo? Dice: Dio ti ama. Ci dice questo. Dio ti ama, Dio ti vuole bene. Noi amiamo veramente Dio e gli altri, come Gesù? Lasciamoci guidare dallo Spirito Santo, lasciamo che Lui ci parli al cuore e ci dica questo: che Dio è amore, che Dio ci aspetta, che Dio è il Padre, ci ama come vero Papà, ci ama veramente e questo lo dice soltanto lo Spirito Santo al cuore. Sentiamo lo Spirito Santo, ascoltiamo lo Spirito Santo e andiamo avanti per questa strada dell'amore, della misericordia e del perdono. Grazie.
Hanno collaborato con noi per sostenere il Bollettino da Guardia: Filipelli Liliana – Procaccini Maria - Famiglia Falato-Tabasso Garofano Mariateresa- Garofano Generosa- Mancinelli Annibale - Mancinelli Marino - Ceniccola Raffaele- Garofano Annibale - Di Leonardo Maria- Pingue Eldorado Avv. Rotondi Luigi - Ciarleglio Filomena - Di Virgilio Nicola - Gambuti Speranza Petrella Oliviero- Ciarleglio Pasqualina-Garofano Emilio - Foschini Vittoria - Sanzari Filomena - Garofano Geppino - Uccellini Francesco- Garofano Teresa - Foschini Diomira - Labagnara Leda e Nicola.
Con approvazione ecclesiastica
dall’Italia: Del Vecchio Giuseppe, Milano- Pigna Filippo, BN – Foschini Floriano,Roma- Colangelo Flaviano, NA - Sibio Salvatore, Sanremo (IM) - Di Blasio Ugo, Pisa- Paolella Orsola Vanda, Moncalieri (TO) – Falato Angiolina, Frattaminore (NA) – Mastantuono Titty, Arezzo - Del Vecchio Teresa, S. Lupo - Falato Luisa, Gaeta - Garofano Pasqualina, Castelvenere (BN)- Pezzullo Ida, Castelvenere (BN) Maiorani Ermelinda, Varese.
Stampato nel mese di Giugno 2013 da: TipoLitoGrafica nuova impronta Cusano Mutri (Bn) - Tel.-fax 0824.862723 info@nuovaimpronta.net - www.nuovaimpronta.net
dall’Estero: Lombardi Angela e Rita, USA – Elena Fahmy,Australia – Carlesimo Luigi,Germania- Lombardi Philip, Australia- Paolella Rosina,Canada - Di Lonardo Clorinda,Canada - Labagnara Aldo, Australia.
Sped. in abb. post., art. 2, comma 20/C Legge 662/96 Regione Campania -BN
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Attualità del programma d Papa Francesco durante l’omelia della domenica delle Palme ha detto: “Gesù ha risvegliato nel cuore tante speranze soprattutto tra la gente umile, semplice, povera, dimenticata, quella che non conta agli occhi del mondo”. Nell’anno della fede dobbiamo riscoprire la novità della nostra fede che è una conoscenza vissuta di Cristo e una testimonianza davanti agli uomini. Il Papa ha proposto tre semplici parole, che rappresentano però un programma di vita: gioia, croce, giovani. Nel ricordare San Filippo, possiamo dire che è stato proprio questo il suo programma di vita. Perché? Perché la sua vita è stata una limpida testimonianza di fede, di amore e di speranza, vissuta con gioia portando la croce e accanto ai giovani. Papa Francesco ha scelto la gioia come prima parola e ha detto: “Non siate mai uomini e donne tristi: un cristiano non può mai esserlo! Non lasciatevi prendere dallo scoraggiamento! La nostra non è una gioia che nasce dal possedere tante cose, ma nasce dall’aver incontrato una persona: Gesù, che è in mezzo; nasce dal sapere che con Lui non siamo soli, anche nei momenti difficili, anche quando il cammino della vita si scontra con problemi e ostacoli che sembrano insormontabili, e ce ne sono tanti”. San Filippo è il santo della gioia cristiana e fece di questa santa gioia un insegnamento della sua scuola spirituale. Diceva con soavità sempre: “Figliuoli, state allegri, state allegri. Voglio che non facciate peccati, ma che siate allegri”. La gioia cristiana è differente da quella del mondo, anzi nasce dal momento in cui si distacca dal mondo e ci s’immerge nella vita, nella persona del Cristo. Papa Francesco poi ha parlato della croce ed ha ricordato: “La croce di Cristo abbracciata con amore mai porta alla tristezza, ma alla gioia, alla gioia di essere salvati e di fare un pochettino quello che ha fatto Lui quel giorno della sua morte”.
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La fede di San Filippo infiammava di carità il suo cuore e lo spingeva a interessarsi dei poveri, perché trovassero aiuto, e dei malati, perché fossero curati. Egli al carnevale romanesco volle istituire le processioni penitenziali con canti sacri. Egli infatti diceva: “Le mortificazioni esteriori aiutano grandemente all’acquisto della mortificazione interiore e delle altre virtù”. Ecco perché Padre Filippo è austero, fa penitenze aspre e dure, ma avverte in questo associarsi a Cristo Crocefisso la fonte della sua gioia. Per lui la gioia, che passa attraverso la Croce, è confermata e rafforzata dalla penitenza. San Filippo diceva: “Non cercate mai di fuggire quella croce che Dio vi manda, perché di sicuro ne troverete un’altra più grande”. Il Papa Francesco infine si è rivolto ai giovani trovando le parole giuste per entrare nel loro cuore: “Voi avete una parte importante nella festa della fede! …I giovani devono dire al mondo: è buono seguire Gesù; è buono andare con Gesù; è buono il messaggio di Gesù; è buono uscire da se stessi, alle periferie del mondo e dell’esistenza per portare Gesù”.
di Vita di San Filippo Neri San Filippo aveva una particolare attenzione per i giovani, infatti diceva: “Beati voi, o giovani, che avete tempo di far bene! Voi potete fare quel bene che non ho fatto io”. Egli perciò dava loro dei consigli che racchiudeva in cinque brevi ricordi: “1°- Fuggire le cattive compagnie. 2° - Non nutrire delicatamente il corpo. 3° - Aborrire l’ozio. 4° - Fare orazione. 5° Frequentare i Sacramenti spesso, e particolarmente la Confessione”. Egli si fa “fanciullo con i fanciulli” e con “il cuore parla al cuore”. Non apre scuole, né traccia programmi o norme teoriche d’insegnamento. Per i ragazzi organizza “liete brigate” che conduce sul Gianicolo a giocare a piastrelle, mentre per i giovani e adulti istituisce gentili forme di sana ricreazione, che sapevano distoglierli dagli sfrenati divertimenti, con la Visita alle Sette Chiese. Amava particolarmente i ragazzi e li voleva buoni e allegri. Li educava a una vita cristiana gioiosa e comunicando loro la sua grande devozione alla Madonna diceva: “Figliuoli miei, siate devoti della Madonna: siate devoti di Maria”.
San Filippo aveva compreso che non è sufficiente opporsi al vizio, ma che è necessario proporre qualche cosa di alternativo e di elevante. Non basta solo essere “contro”, ma “a favore” di qualcosa di valido e coinvolgente. Gli stessi sforzi li esercitava nei confronti degli artisti esortandoli a mettere il loro genio a servizio di Dio. Fu così che nacquero gli Oratori in musica, gli Annali Ecclesiastici, l’interesse per l’Archeologia. Inoltre, affinché l’opera sua continuasse, istituì la Congregazione di sacerdoti secolari, detta dell’Oratorio, nella quale impresse il classico motto “Servite il Signore nella gioia”. Nel ricordare San Filippo ci viene spontaneo domandare: quale fu il segreto della sua vita, quale il fondamento, quale la base? E rispondiamo sicuri: la base di questa meravigliosa e grande attività è stata la sua fede, fede profonda, fede incrollabile, fede viva, fede operosa. Era la forza della fede che trascinava il Santo a sopportare i disagi della sua attività straordinaria, solo per predicare Cristo. Lo spingeva ad affrontare tante difficoltà, che gli si presentavano davanti. Egli provvide mirabilmente a tutte le età e condizioni dell’uomo. Per la totale fiducia nella sua parola, si riusciva ad ottenere la riconciliazione tra persone divise dall’odio. San Filippo, con la sua fede, è stato sempre vicino a Gesù, è stato a Lui unito profondamente. Era frequente sulle sue labbra questa massima: “Chi vuole altra cosa che non sia Cristo, non sa quello che si voglia. Chi domanda altra cosa che non sia Cristo, non sa quello che domanda. Chi opera e non per Cristo, non sa quello che faccia”. San Filippo ha dato a Gesù tutta la sua vita e tutte le sue forze, servendo con gioia e nel suo nome; perciò ha portato frutto e frutto buono che continua a durare. Pace e gioia. Padre Filippo Di Lonardo d. O.
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sotto la protezione
dell ’Assunta
Lucia Pengue
Luigi Foschini
Si pone sotto la alla protezione dell’Assunta e chiede la sua benedizione.
Circondato dai suoi cari ha festeggiato il suo 90° compleanno. Si rivolge all’Assunta per avere un suo sguardo di benevolenza.
Lidia Di Cerbo I genitori Bruno e Vittoria Foschini, per la laurea della figlia, affidano la loro famiglia alla protezione dell’Assunta.
Maria Teresa Falato di Ida e Walter nata il 1-10-2012
I nonni affidano la loro piccola nipotina sotto la protezione della Vergine Assunta.
I Coniugi Floriano Prete e Giovannina Sebastianelli ringraziano la Madonna per i loro 50 anni di matrimonio.
Angelica Biotti Matteo Vespo La nonna Maria Ceniccola affida i suoi nipoti alla Vergine Assunta affinché li protegga nel lungo cammino della vita.
Desiree Lisone Nata il 7-3-2012 La mamma Angelica la pone sotto la protezione della Vergine Assunta perché la benedica e la protegga nel cammino della sua vita.
La signora Maria Procaccini ha inviato a sua Santità il papa Francesco devoti espressioni di omaggio e di augurio in occasioni della sua elezione alla Cattedra di Pietro, unendo il componimento pubblicato nell’ultimo numero del nostro Bollettino. Il Santo Padre ha ringraziato per il cordiale gesto e ha impartito la sua benedizione apostolica a lei e alle persone care. Ringrazia la Vergine Assunta per questo dono.
si sono uniti in matrimonio 21 Aprile 2013
Cappella Pietro e Falato Adele. 4 Maggio 2013 Parrella Nicola e Sebastianelli Margherita.
esprimono gratitudine all'Assunta Aprile 6 – Famiglia Perfetto Di Lonardo 7 – Di Paola Vittorio e Filomena (Australia). 13 – De Blasio Filippo e Rinaldi Rosa per il 35° di matrimonio.
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Maggio 4 – Il Rione Piazza. 5 – Foschini Damiano e Garofano Antonella. 10 – Una devota. 11 – Pengue Lucia.
La festa del nostro Patrono San Filippo Neri
La festa di San Filippo da secoli è stata caratterizzata dal fuoco. Basti pensare ai fuochi che si accendevano la vigilia della festa nelle piazze del centro storico o al grande rogo composto con le canne o agli spari degli archibugi proprio per ricordare il fuoco dello Spirito Santo che infiammò mirabilmente il cuore del Santo. Ecco perché nel presentare il programma civile si è pensato di dare il massimo spazio ai fuochi pirotecnici. Infatti al rientro della processione con l’immagine di San Filippo Neri lo spettacolo piromusicale della Ditta Lieto dalla durata di 7’23” è stato apprezzato da tutti i presenti a Piazza San Filippo. Ci siamo emozionati e guardavamo tutti in alto guidati dai fuochi, dalla musica e dal coro che cantava “Paradiso! Paradiso!”. Questo era il grido col quale San Filippo calpestava ogni grandezza umana. Alcuni di noi hanno ricordato lo stesso spettacolo fatto per la prima volta dalla Pirotecnica Morsani, proprio sulle note di Fuochi di Artificio composte da Mons Marco Frisina per la XV Giornata Mondiale della gioventù il 2000 a Tor Vergata - Roma, alla presenza del Papa, il Beato Giovanni Paolo II. Il programma, religioso e civile, annunciato per la solennità del Santo Patrono Filippo Neri, è stato portato a termine. La pioggia ha impedito solo il musical “Aggiungi un posto a tavola” previsto per il 25 maggio ma giacché i protagonisti sono i giovani della nostra parrocchia, guidati da Maria Grazia D’Angelo, si è pensato di spostare il musical al giorno 11 giugno, sperando in una serata favorevole per avere la partecipazione di numerose persone e apprezzare l’impegno di quelli che invece di parlare, cosa che va di moda, fanno seriamente e visibilmente qualcosa per la gioia di stare insieme, cosa oggi molto rara. I roghi di San Filippo sono stati preparati con grande cura grazie ai signori Giuseppe Garofano, Pasquale Mastantuono e Antonio Falato. L’accensione dei roghi, prevista per il 25 maggio, è avvenuta la sera del 27, festività liturgica di San Filippo. La passione e l’esempio di volontariato di queste persone speriamo che sia imitato da altri. Alle ore 21,00 del 27 maggio il film “La Maddalena”, girato dalla Titanus a Guardia e Cerreto nel 1953, è stato proiettato non nel cortile dell’Oratorio, come previsto, ma, a causa del freddo intenso, nei locali della nostra casa. La presenza di tante persone ha creato qualche problema all’organizzazione, ma tutto è andato nel verso giusto. La situazione economica è difficile per tutti, ma come sempre sono pochi i generosi, che non stanno certamente meglio degli altri, a dare il loro contributo volontario per la riuscita della manifestazione. La nostra sensibilità ci ha da sempre consigliato di non girare casa per casa a chiedere un contributo proprio per non met-
tere in difficoltà le persone. Prendere delle decisioni non è stato mai facile specialmente quando riguarda un qualcosa che coinvolge una comunità. Per chi sa solo lamentarsi su com’è organizzata la festa civile, c’è sempre la possibilità di un confronto serio e costruttivo partendo da tre pilastri: 1) Il presidente di tutte le feste religiose è il Parroco; 2) La festa civile si svolge presso la chiesa, dove è il Santo; 3) La festa religiosa non è una sagra popolare. Si può discutere della Banda, delle luminarie, dei fuochi, del cantante e di tutto quello che si ritiene giusto, ma è bene ricordare non solo che “chiacchiere e tabachere di legno il Banco di Napoli non le prende” ma bisogna impegnarsi personalmente, mettendoci anche la faccia e, perché no, anche i soldi, perché non è sufficiente la buona volontà di pochi, ma c’è bisogno dell’impegno di tutta la comunità. Voglio evidenziare un aspetto non certamente secondario che troviamo nel Vangelo, quando Gesù ironizza sui bambini, che nelle piazze non riuscivano ad accordarsi sul gioco da fare, cioè mimare un funerale o imitare le nozze, e, così facendo, lasciavano sfuggire il tempo del loro divertimento gioioso, rimproverandosi a vicenda: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!” (Lc 7,32b). Per chi si lamenta, vale ciò che diceva sempre il nostro San Filippo: “Lasciateli, miei cari, brontolare, quanto vogliono. Voi seguite il fatto vostro, e state allegramente, perché altro non voglio da voi, che non facciate peccato”. Ringrazio soprattutto il Comitato festa: Umberto Falato, Massimo Di Palma, Luigi De Vincentis, Mario Tribisonna, Paolo e Umberto Di Lonardo e quelli che hanno collaborato vendendo i biglietti. Per continuare la festa civile, sono già troppi gli anni d’impegno, si spera che altre persone siano disponibili ad affiancarli o sostituirli in questo compito così oneroso. Grazie a Consiglia Abate, Dario Garofano e Erminio Lombardi che hanno preparato con cura il baldacchino dove è stato esposto San Filippo e a Luigi De Nicola che ha curato la diretta web. La liturgia è stata animata dai ministranti e dalla corale “Cantate Domino in Laetitia”guidata dalla maestra Maria Grazia D’Angelo. Grazia a tutti voi. Un grazie ai coniugi Damiano Foschini e Antonella Garofano che hanno preparato, anche quest’anno, le caramelle per i bambini e le persone anziane. Ringrazio di cuore tutte le persone che hanno allestito lo stand gastronomico nel nostro cortile per offrire qualcosa a chi veniva in Piazza San Filippo. Ringrazio il Sindaco e l’Amministrazione comunale per il contributo economico e la disponibilità, la Polizia locale, i Carabinieri, i volontari della protezione civile e la Cantina Sociale la “Guardiense” per aver offerto lo spumante e il vino non solo per il brindisi augurale ma anche per le Ditte dei pirotecnici. Grazie a tutti coloro che il loro sostegno economico e spirituale hanno permesso la riuscita della manifestazione in onore del Santo Patrono Filippo Neri. Dalla Redazione.
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cronaca Aprile 2013
Prevalentemente giornate di bel tempo con alcuni pomeriggi piovosi e temperature nella norma. In parrocchia si è cominciato con il Primo Sabato del mese con l’Assunta (6): Veglia alle 21 e S. Messa alle 22. Per tutto il mese c’è stata la normale attività parrocchiale e gli incontri programmati si sono tutti svolti con precisione e buona partecipazione. Pur senza significativi appuntamenti il mese è stato prolifico e pieno di risultati positivi. Le attività di questo mese si sono chiuse con l'Ora di Adorazione
Eucaristica a S. Sebastiano (giovedì 25) animata dalla Corale parrocchiale “Cantate Domino in laetitia” e che ha avuto come tema di riflessione “Io sono il Buon Pastore che offre la vita per le sue pecore”.
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In paese non ci sono state manifestazioni di rilievo. Maggio 2013 Le giornate di questo mese sono state prevalentemente belle tranne qualche pomeriggio piovoso e l’abbassamento delle temperature in concomitanza con la festa del Patrono. L'attività in parrocchia è iniziata con la devozione del Mese di Maggio che c’è stata per tutto il mese nel Santuario alle 17:30 con recita del SS. Rosario, riflessioni e S. Messa. E’ proseguita con il consueto appuntamento del Primo Sabato del mese con l’Assunta (4): Veglia alle 21 nel Santuario seguita dalla S. Messa. Il giorno dopo (domenica 5) si e tenuto il primo turno delle Prime Comunioni che ha visto 2 ragazzi della parrocchia accostarsi per la prima volta all'Eucaristia. Ha celebrato il parroco P. Filippo Di Lonardo mentre i canti sono stati eseguiti dalla “Schola Cantorum” dei ragazzi diretta da Maria Grazia d’Angelo. E’ iniziata davanti alle chiese, come avviene da qualche anno, la raccolta di fondi per organizzare la festa del nostro Santo Patrono S. Filippo Neri in questo mese di maggio ed anche quest’anno è stata organizzata una lotteria. La Supplica alla Madonna di Pompei (mercoledì 8) è stata recitata nelle due chiese a mezzogiorno. Nel giorno dell’Ascensione (domenica 12), come da programma pastorale, si è tenuta anche la celebrazione comunitaria
dell'Unzione degli Infermi che ha avuto moltissimi partecipanti e molti sono venuti dalla casa di riposo del “Cervillo Residence” accompagnati dalla responsabile Anastasia Crocco. La Confraternita di Misericordia ha contribuito attivamente e fattivamente alla sua organizzazione impegnando mezzi e soci. E’ iniziata la Novena a San Filippo Neri (giovedì 16 alle ore 17:30) con Santo Rosario, Santa Messa ed omelia con riflessioni sulla vita del Santo. Nella Basilica Santuario (domenica 19, ore 10:30, giorno di Pentecoste) Mons Antonio Di Meo, vicario generale e delegato dal Vescovo, ha celebrato il sacramento della Cresima o Confermazione a 44 nuovi testimoni di Cristo e la liturgia è stata animata dalla corale “Cantate Domino in laetitia” diretta da Maria Grazia d’Angelo. Durante la S. Messa, come ripreso da qualche anno, per ricordare la “Pasqua delle rose” sono stati lanciati petali di rose dall’alto della Basilica per ricordare la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli. Quest’anno la festa di S. Filippo ha coinciso con la festività della SS. Trinità e quindi non si è potuta celebrare liturgicamente domenica 26 ma si è spostata a lunedì 27. Mentre si è tenuta al 26 la S. Messa delle 11:00 presieduta dal Vescovo Mons. Michele De Rosa concelebranti don Mimmo De Santis e P. Filippo Di Lonardo d.O. e la processione per le vie del paese dopo la S. Messa delle 18. Al termine della Santa Messa
presieduta dal Vescovo i bambini e gli anziani ospiti della casa “Villa Lina” in località Santa Lucia hanno ricevuto delle caramelle e c’è stato il brindisi augurale al suono di marce sinfoniche. Classico il programma, civile e religioso, preparato dal comitato presieduto dal parroco P. Filippo Di Lonardo d.O., con tre serate organizzate. La vigilia (sabato 25 ore 21) non c’è stato per il cattivo tempo il musical “Aggiungi un posto a tavola” organizzato dai ragazzi e giovani della parrocchia coordinati da Maria Grazia d’Angelo. E’ stato rimandato ad altra data a giugno. Al rientro processione il piro-
musicale della Ditta Lieto e la sera della festa (domenica 26 ore 21:30) c’è stata l’esibizione dello Storico Gran Concerto Bandistico Città di Ailano (CE) diretto dal Maestro Nicola Hansalik Samale. A mezzanotte il Festival “I Fuochi di San Filippo” al quale hanno preso parte le ditte: Lieto Carmine e Figli da Visciano, Bruscella Bartolomeo “Eredi”da Modugno e Fratelli Pannella da Ponte. Le luminarie che hanno circondato il Santuario sono state curate dalla Ditta Fratelli Di Meo di Ruviano. Il lunedì dedicato alla festa di San Filippo le Sante Messe sono state celebrate da P. Filippo Di Lonardo d.O., P. Giancarlo Giannasso, cappucino e P. Giustino Di Santo d.O. La sera verso le ore 19,00 sono stati accesi i Roghi di San Filippo, altra tradizione molto antica ripresa dal parroco da alcuni anni, e alle ore 21,00 è stato trasmesso il film “La Maddalena” girato a Guardia S. sessant’anni fa. Tutti questi eventi, come da programma, sono stati trasmessi in diretta su www.santuarioassunta.com. Si ringraziano tutti coloro che hanno collaborato per i festeggiamenti in onore del Santo Patrono.
Ultimo giovedì del mese (30, ore 18) con S. Messa ed Adorazione Eucaristica che questo mese si è tenuta nel Santuario. A guidare sono state le suore Vittime
Espiatrici che hanno proposto la riflessione sul tema: “In attesa dello Spirito Santo con Maria”. In paese si è tenuta la manifestazione “Bicincittà” (domenica 12 ore 14) organizzata dal circolo Arciguardia, che ha attraversato numerosi centri della Valle Telesina e si è conclusa a Castelvenere. Luca Iuliani
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I Riti Settennali di Guardia Sanframondi Un tentativo di Comprensione
di Mons. Michele De Rosa, vescovo
(continua) Seguendo la missione di Gesù, venuto non a chiamare i giusti ma i peccatori perché si convertano (cf 5,22), i discepoli pongono al centro dell’ annuncio la necessità della penitenza, del perdono e della conversione come passaggio obbligato per credere e rimanere in Gesù. E’ sempre il “cuore” ad entrare per primo in gioco. La conversione infatti presuppone che sia il cuore a chiedere perdono e a dire di sì a Dio, ad accogliere la sua chiamata e a fare spazio alla sua Parola, lasciandosi completamente trasformare. L’inizio di tutto è dunque un’esperienza di illuminazione e di una rinascita che provengono dalla grazia di Dio, ma anche dalla disponibilità dell’uomo ad accoglierla. Tutta la fatica, poi, sta nel continuare a convertirsi e a camminare nello Spirito Santo. Giustamente Fausto Carlesimo scrive che la celebrazione dei riti guardiesi non è una semplice scadenza, “ma ogni settennio è un evento che si connota con le sue peculiarità, è memoria storica che descrive il cammino di una comunità di credenti in costante adesione alla parola di Dio, è testimonianza viva di conversione e di rinnovamento interiore di chi, con cuore contrito e umiliato, si mette sulle tracce di Dio, forse per ritrovarlo, forse per conoscerlo meglio”1. E tutto questo come forma di devozione all’Assunta. “I Riti non sono la festa dell’Assunta, ma ne promuovono il culto e la devozione perché Maria sia sempre per tutti modello di vita evangelica”2. «I nostri Riti - scrive a sua volta il parroco di Guardia Sanframondi, P. Filippo Di Lonardo - nei simboli, nei gesti e nelle parole non solo ricordano l’imperativo accorato dell’apostolo Paolo: “Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare cin Dio” (2Cor 5,20), ma sono un ritorno alle fonti della vita cristiana, che esprime la fede in Cristo nella triplice dimensione personale, comunitaria e storica e quindi può essere vissuta dagli uomini di oggi»3. I “misteri” caratterizzano i Riti di Guardia. Mistero viene dal greco mysterion (dal verbo, myein “chiudere la bocca”), in latino mysterium. In lingua greca aveva un duplice significato, profano e religioso. Nel primo senso indicava un segreto, cioè una verità nascosta; nel secondo, al plurale (i misteri) denotava
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1
F. Carlesimo, op, cit., p. 151.
2
Ivi, p. 154.
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F. Di Lonardo, Festa dell’Assunta. Fede, cultura e tradizione, Nuova Impronta, Cusano Mutri [BN] 2009, p. 20.
i riti di iniziazione religiosa intorno ai quali gli iniziati erano tenuti al rigoroso silenzio. I nostri misteri si rifanno direttamente al senso letterale greco, perché hanno una funzione mimica: i personaggi esprimono sentimenti ed idee mediante gesti e movimenti del corpo, presentano personaggi ed episodi tratti dalla Bibbia, dal catechismo, dalla storia della Chiesa e dalla vita dei santi. Nel Medioevo nasce la biblia pauperum con l’intento didattico di avvicinare alla Sacra Scrittura anche persone analfabete, ed era la maggior parte della popolazione, che apprendeva le verità cristiane attraverso le immagini. Nel secolo XI si ebbero rappresentazioni per tutte le feste del Signore e per le feste dei santi più popolari, come pure drammi a sfondo dogmatico-teologico (mistero di Adamo, dei profeti, del giudizio universale, delle vergini stolte e prudenti). In un primo tempo avevano luogo nelle chiese e gli attori erano chierici e allievi dei monasteri che recitavano in latino, vestiti di indumenti sacri. Ma a cominciare dai secoli XII-XIII subentrarono le lingue volgari e si inserirono anche i laici e i misteri si trasformarono lentamente in vere e proprie rappresentazioni popolari, recitate davanti alle chiese, nelle piazze o lungo le strade principali del paese. Lo sviluppo delle confraternite, poi, devote al mistero della passione del Signore e ai dolori della Vergine Maria - e che avevano come triplice fine la penitenza, la formazione dei laici e la carità – portò alla creazione di bellissime immagini, piene di sentimento la cui contemplazione continua ad alimentare la fede e l’esperienza religiosa dei fedeli. Anche Guardia Sanframondi ha avuto diverse confraternite. Due tuttavia hanno avuto un ruolo importante per i riti: L’Assunta (o Gonfalone) e il SS. Nome di Maria. La sera dei venerdì di quaresima la confraternita dell’Assunta, dopo aver meditato la passione del Signore e i dolori della Madre, iniziava una processione penitenziale per le vie del paese. Il corteo era aperto da una croce con i simboli della passione e i confratelli si percuotevano le spalle con catene cantando litanie per l’occasione. Ancora oggi alcuni pententi chiamati flagellanti o disciplinanti, uomini, ed anche donne in camice bianco e cappuccio ad occhiaia per restare anonimi, si percuotono le spalle con catene o catenelle di ferro. Altri sono chiamati “battenti a sangue” perché si percuotono il petto fino farlo sanguinare con la spugnetta, un disco di sughero che porta infilate diverse punte di metallo acuminate mantenute diritte da uno strato di cera. La gran-
dezza dalla spugna e la lunghezza o il numero delle punte di metallo acuminate variano secondo il desiderio del penitente. Sono solo i battenti a calamitare, purtroppo, l’attenzione dei mezzi di comuni cazione sociale e a far gridare ai razionalisti alla pietà popolare come la pietà delle classi subalterne e ai riti come frutto della superstizione che caratterizza il popolo ignorante. Chi ha fede e crede in Dio e in alcune manifestazioni religiose popolari viene da questi tacciati di dogmatismo. Eppure i credenti cercano di confrontarsi con gli altri, di dialogare. Invece i laicisti sono i veri dogmatici oggi. Sono spesso come coloro che al tempo di Gesù davanti a un miracolo fatto dal Signore invece di approdare alla fede decisero di ucciderlo. Eppure vi sono alcuni laici più pensosi, più aperti, che guardano con simpatia ai Riti Settennali di Penitenza di Guardia Sanframondi, come espressione di una genuina pietà popolare. Illuminanti sono le parole del prof. Marino Niola, docente ordinario di antropologia culturale presso l’università “Suor Orsola Benincasa!” di Napoli nella nota introduttiva al libro di Fausto Carlesimo4: «Se i protagonisti dei misteri, offrono il proprio corpo, il proprio volto, per rappresentare “un vasto paradigma di penitenza e di conversione”, i flagellanti e i battenti - oltre mille nell’ultima edizione - esteriorizzano la loro penitenza interiore nell’anonimato e nel riserbo più stretti. I battenti si percuotono il petto a sangue coperti dal saio bianco e dal cappuccio, dichiarando con forza di non aver bisogno di un pubblico per compiere il proprio atto di fede e penitenza nel nome dell’Assunta. E’ vero, non ne hanno bisogno e meritano rispetto. Ma se il pubblico non ci fosse, forse il loro gesto perderebbe tutta la sua portata simbolica, ciò che gli conferisce lo statuto di “dono”. Più di ogni altro il gesto dei battenti lascia impressa negli occhi l’immagine della fede pulsante della comunità guardiese. Le loro tuniche bianche arrossate dal sangue diventano lo specchio in cui tutti quelli che assistono ai riti credenti e non credenti, curiosi e studiosi, oltre gli appassionati arrivati da ogni parte del mondo - possono rivedersi ritrovando nella festa il segno vivo, la traccia tangibile delle proprie angosce esistenziali. L’esperienza dei Riti può essere un invito alla riflessione sulla fede anche per lo spettatore agnostico o ateo. Il sacrificio dei battenti esibito pubblicamente acquista il valore di un monito di fede esemplare e, attraverso il loro sacrificio, la piccola comunità di Guardia Sanframondi diventa un modello 4
F. Carlesimo, op. cit., pp.9-10.
universale di rigenerazione e rinnovamento spirituale” 5 . Insomma, “quella di Guardia è una sacralizzazione dell’identità locale che ogni sette anni riannoda il filo millenario che lega passato e presente della comunità. Così gli uomini della penitenza riscrivono a lettere di sangue il patto civico nel nome della madre celeste”6. Conclusione I riti settennali di penitenza di Guardia Sanframondi affondano le loro radici nell’Alto Medioevo e sono caratterizzati da gesti di penitenza che, anche se sono più visibili nei flagellanti e nei battenti, sono presenti anche in tutti coloro che partecipano ai riti o come figuranti nei quadri viventi, i cosiddetti “misteri”, o nei tanti cortei processionali dei singoli rioni, e nella grande processione conclusiva della domenica con la statua dell’Assunta. E’ la Vergine infatti ad esser oggetto di questo rito di penitenza. In questo senso i riti costituiscono per la comunità di Guardia il “luogo” per affermare il suo vincolo di appartenenza che ha nell’Assunta il suo simbolo e una verifica degli impegni di vita cristiana presi sette anni prima. Sono cioè il punto di arrivo di un cammino di santità durato sette anni ma anche e soprattutto il punto di partenza per lasciar maturare tutti i giorni la Parola di Dio seminata abbondantemente durante la settimana, dal 16 al 22 agosto. E’ tutta la comunità, divisa in rioni, che si reca al santuario per confessarsi, per fare la comunione, in un bagno spirituale che deve toccare tutti gli abitanti di Guardia. Possiamo dire perciò che ai riti settennali non si assiste, si partecipa percorrendo un itinerario di conversione individuale e comunitario. Spesso l’osservatore poco attento è portato a guardare ai riti in modo superficiale e a giudicare con criteri moderni ciò che si può comprendere solo se certi gesti si vivono personalmente nella fede. Quello che più attrae i mezzi della comunicazione sociale, che irrita alcuni e “scandalizza” qualche altro, sono i battenti che in verità tengono la scena, nell’arco di una settimana di penitenza, per poche ore durante la processione dell’Assunta. A quelli che si scandalizzano davanti a cose, secondo loro sorpassate e medioevali nel senso deteriore delle parola, io direi che proprio il loro indifferentismo religioso porta spesso a conservare nella pietà popolare questi gesti crudi di penitenza se è vero, come è vero, che il numero dei battenti aumenta ogni anno. I battenti partecipano alla prima parte della processione 5
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battendosi ritmicamente il petto mentre la processione si inerpica per le strade tortuose del paese. Il faccia a faccia tra la candida schiera dei penitenti e l’Assunta avviene sempre al centro del paese tra il castello medioevale e la fontana dell’olmo. Posso assicurare che è uno dei momenti più toccanti dell’intera giornata. Al cospetto della Vergine i “bianchi” cadono uno dopo l’altro in ginocchio mentre i colpi affondano con maggiore vigore. Abbracciando con un solo sguardo la statua della Madonna e i “battenti” ho potuto cogliere nei occhi di questi ultimi, rivolti amorosamente verso quelli della Madonna, tanta fede e tanta devozione all’ Assunta. L’incontro con la grande Madre segna per loro la fase conclusiva del rito. Uno per uno gli incappucciati, dileguandosi nel dedalo delle viuzze, rientreranno solo più tardi, irriconoscibili, per riaccompagnare la statua dell’Assunta verso la nicchia che la custodirà per altri sette anni da vivere sotto la protezione della Madonna, in cammino verso il Signore Gesù che, come dice la lettera agli Ebrei, è il nostro Salvatore e Redentore “ieri, oggi e per sempre” (Eb 13,8). I sociologi, gli etnologi, i cultori di antropologia culturale finché si fermeranno solo all’apparenza dei fatti e non avranno un po’ di umiltà per cogliere anche il loro intimo significato, consapevoli che la nostra ragione da sola non riesce a coglierlo, non capiranno mai che cosa significa essere uomini “religiosi”
che, bypassando ciò che si vede con gli occhi materiali, con la fede arrivano al cuore dell’uomo che, come dice San Agostino, è inquieto finché non riposa in Dio. I “laici”, che vogliono giudicare con la sicumera della ragione tutto e tutti, si precludono per questo la possibilità di capire la dimensione religiosa dell’uomo abbarbicandosi a teorie che lasciano il tempo che trovano e che spesso non sono accettate neanche dai loro stessi colleghi più sensibili e aperti al dialogo. Foto: archivio Eligio Garofano, tratte dal libro “Guardia Sanframondi - La Memoria fotografica”, 2003.
MONDO ORATORIANO Dalla congregazione dell’Oratorio di Chioggia Con grande gioia la congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri di Chioggia ha annunciato l’ordinazione presbiterale di Don Ermanno Caccia C.O. L’ ordinazione è avvenuta sabato 8 giugno 2013, alle ore 18 nella Chiesa dei Padri Filippini di Chioggia (VE) per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di S.E. Rev.ma Adriano Mons. Tessarollo, vescovo di Chioggia. Il neo presbitero ha presieduto la prima santa messa Domenica 9 giugno presso la Parrocchia dei Padri Filippini e il 16 giugno presso la Parrocchia San Giovanni Battista e Santa Maria Assunta in Almè (BG). Da queste pagine facciamo giungere le migliori felicitazioni alla congregazione di Chioggia e al nuovo presbitero gli auguri di un sacerdozio secondo il cuore di Cristo, nello spirito di San Filippo Neri.
Dalla congregazione dell’Oratorio di Roma-comunità della Garbatella Grata al Signore per il grande dono della vocazione a servizio della Chiesa, la Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri di Roma annuncia con gioia l’ordinazione presbiterale di Giulio Di Fabio, per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di S.E. Rev.ma Mons. Edoardo Aldo Cerrato, C.O. Vescovo di Ivrea, sabato 25 maggio 2013 alle ore 11, parrocchia San Filippo Neri in Eurosia, Roma. Il neo sacerdote ha presieduto la celebrazione eucaristica Domenica 26 maggio presso la Parrocchia Santa Maria in Vallicella e presso la parrocchia San Filippo Neri in Eurosia e Domenica 2 giugno nelle parrocchie di Pescara. Auguri per un apostolato secondo il cuore di Cristo e lo spirito filippino.
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in memoria di...
Vittorio Labagnara
Concetta Di Santo
Luigi De Nicola
Pasquale Pengue
n. 15-2-1937- m. 14-12-2011
n. 10-1-1922 - m. 2-2-2013
n. 1-6-1925 – m. 20-5-2009
n. 13-1-1930 – m. 3-3-1978
La moglie e i figli lo ricordano con immutato affetto e lo affidano alla misericordia del Signore.
Il fratello Marino, con immutato affetto la affida al Signore della vita.
La moglie Elvira e i figli lo affidano alla infinita misericordia divina e alla Vergine Assunta in cielo.
La moglie e i figli lo ricordano con immutato affetto e lo affidano alla infinita misericordia del Signore.
Michele Gambuti
Gino Guarnieri
Pasquale Orso
n. 13-12-1931 – m. 7-6-1996
n. 2-11-1926 - m. 1-7-2006
n. 16-10-1929 – m. 15-4-2013
La moglie e le figlie lo affidano alla infinita misericordia del Signore.
La moglie e i figli lo affidano alla misericordia del Padre e alla preghiera della Chiesa
I familiari lo affidano alla infinita misericordia divina e alla Vergine Assunta in cielo.
Chiarina Mancini
n. 8-4-1912- m. 29-5-2012 I familiari con immenso affetto la affidano alla misericordia divina
Lucia Masella
Fausto Di Lonardo
n .23-4-1964– m. 24-4-2006
n. 4-8-1941- m. 19-5-2010
Nel settimo anniversario della morte il marito i figli e i parenti la affidano alla infinita misericordia del Signore.
Le sorelle Maria ed Elda lo ricordano con immutato affetto e lo affidano alla preghiera della Chiesa.
Silvio Lombardi
n. 1-7-1923 – m. 12-7-2005 Le figlie Angela e Rita lo ricordano con immutato affetto e lo affidano al Signore della vita perché gioisca nella luce dei giusti.
Maria Giovannina Filippelli
n. 21-5-1914– m. 20-4-2013 I figli la affidano alla misericordia divina, perché gioisca nella luce dei giusti.
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in memoria di...
Olga Falato
n. 27-1-1927 – m. 7-9-2012 Il marito Vinicio, i figli Sandra, Nicola e Paola la ricordano con immutato affetto e la affidano al Signore risorto.
Giacomo Tabasso
n. 22-8-1925 – m. 23-6-1983 Oggi più di ieri sentiamo l’immenso vuoto della tua assenza e con fede nel Cristo risorto ti affidiamo alla sua misericordia. I tuoi cari per sempre.
Elvio Paolella
n. 10-9-1929 m. a Torino il 22-4-2013 La moglie Lucia e le figlie Orsola e Simonetta lo affidano all’infinita misericordia divina ed alla Vergine Assunta
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Luigi Del Vecchio
n. 25-5-1927 – m. 16-1-2013 La moglie e i figli lo affidano alla preghiera della Chiesa e alla misericordia infinita del Signore.
Vincenzo Di Santo n. 1-12-1929 – m. 16-4-2011 La sorella Luisa ed i suoi familiari lo ricordano con tanto affetto nel 2° anniversario della sua scomparsa
Renato Maiorani
n. 3-11-1929 - m. 1-6-2013 La moglie e i figli lo affidano alla infinita misericordia del Signore
Giuseppe Garofano
n. 8-2-1951 - m 30-12-2012 Il papà lo affida alla misericordia divina.
Elvio Pinto
n. 4-5-1932 – m. 5-2-1998
Rosa Martone
n. 6-4-1930 – m. 12-3-2008 Il marito la affida alla infinita misericordia del Signore.
Teresa Falato
n. 12-12-1932 – m. 1-5-2013
I nipoti con grande affetto li affidano alla infinita misericordia del Signore.
Pasquale Sanzari
n. 6-11-1930 - m. 15-6-1995
Angelina Silvestri
n. 23-8-1934 - m. 19-5-2011
In occasione dell’anniversario di morte, la famiglia affida entrambi all’infinita misericordia di Dio per intercessione della Vergine Assunta.
in memoria di... Aprile 2013 1 - Foschini Giovanna (trigesimo), i figli. 5 - Falato Concetta, il Gruppo San Pio. 6 - Tuttii defunti, Iannucci Rosalba. 7 - Nedia Ida, Malvina e Terina, la familiare Pasqualina. - Romano Carmela, il marito e figli. - De Blasio Sebastiano, la moglie e figli. - De Blasio Remigia, il marito e figli. 8 - Ceniccola Sebastiano (settimo). 10 - Foschini Maria (trigesimo), la figlia. 11 - Di Paola Marianna (anniversario), il figlio Amedeo. 14 - Del Vecchio Marcellino e Maria, la nipote Lina.
- Lombardi Giuseppina, Idolo e Umberto, i familiari. - Silvestri Salvatore, la moglie e figli. - Di Santo Vincenzo, la sorella Luisa. - Silvio, Maria e Silvio, i familiari. 15 - Falato Concetta (trigesimo), i figli. 16 - Ciampone Nicolina, il marito e figlie. 20 - Falato Angelo e Grillo Angiolina, la figlia Renata. 21 - Panza Alberto e Letizia, i figli. - Grillo Salvatore e Luisa, Santilli Anna, la familiare Filomena. - Di Guglielmo Antonio e Di Brigida Speranza, la figlia. - Orso Filomeno, la moglie e figli.
22 - Morgillo Dora (anniversario), i figli. 25 - Foschini Filippo, la moglie e figli. - Foschini Rosina (trigesimo), il fratello e le sorelle. - Lombardi Giuseppina, la figlia. 27 - Foschini Irma (anniversario), i nipoti. 28 - Masella Lucia, il marito, i figli e parenti. - Pengue Pasquale, la moglie e figli. - Gambuti Vittorio, la moglie e figli. - Basile Maria Luigia, Ceniccola Ciro e Giuliano, la famiglia. - Iacobucci Carlo, la moglie Filomena e figli. 29 - Sanzari Pasqualina, il marito e figli.
Maggio 2013 1 - Mancinelli Armando e Panza Maria Teresa, la figlia Lina. 2 - Garofano Giuseppina (trigesimo), i figli. 3 - De Vincentis Giovanni, la moglie e figli. 4 - Garofano Angelo e Maria Elena, i figli. - Sanzari Giovanni, la moglie e figli. 5 - Ceniccola Raffaele e Falato Inelda, i figli. - Di Guglielmo Filippo, Teresa e Giovanna, la figlia Teresa. - Uccellini Giovanni e Gianni, la familiare Sebastianelli Anna. 6 - Del Vecchio Antonio, il pronipote Antonio Sebastianelli. 7 - Plenzich Livia, i familiari. 8 - Pengue Carmina e Di Lonardo Elvio, le figlie. 9 - Iadanza Antonino, la figlia. 11 - Sanzari Francesco e Tessitore Maria Assunta, la nuora. 12 - Foschini Vincenza, da Filippo Di Lonardo. - Pengue Maturino, la moglie e figli. - Maiorani Guido, la moglie e figli. - Ceniccola Giovanni, i genitori.
- Del Vecchio Giacomo e Iacobucci Malvina, le figlie. 14 - Assini Silvio e Assunta, il figlio Michele. 15 - Garofano Emilio e Concetta, la figlia Maria. 16 - Orso Pasquale Nicola (trigesimo), la moglie e figli. 17 - Mancini Pietro e Di Blasio Teresa, i figli. 18 - Di Lonardo Fausto, la moglie e figlie. - Falato Angelo e Grillo Angiolina, la figlia Renata. 19 - Silvestri Angelina, le figlie. - C e n i c c o l a G i o v a n n i , l ’ a m i c o Mastantuono Pasquale. - Mei Francesca, il marito e figli. - Di Brigida Filippo e Assunta, le sorelle. 20 - Di Paola Anna, i figli. 21 - Filippelli Maria Giovannina (trigesimo), i figli. 22 - Foschini Abele e Morone Alcina, le figlie. - Guerriero Rita, Nicola e Pasqualina, i congiunti Diomira e Filomeno. 23 - Pingue Teresa (anniversario), il marito e figli.
24 - Foschini Alfredo (trigesimo), le figlie. 25 - Plenzich Domenico e Ida, i figli. - Per i suoi defunti, da Plenzick Filomena. 26 - Pingue Teresa, il figlio Daniele. - Mancini Filippo e Sebastianelli Pasqualina, i figli Angelina e Flaviano. - Di Blasio Mariateresa, la figlia. - Garofano Mario, Pasquale e Speranza, la congiunta Carolina. 27 - Pengue Antonio e Gina, la figlia. - Anime del purgatorio, da Sebastianelli Antonio. - Foschini Filippo, la moglie e figli. 28 - Falato Belinda, il figlio Armando. - Longobardi Anna, il marito Ildo (USA). 29 - Mancini Chiarina, i figli. - I suoi defunti, Foschini Renato (Canada). 30 - Falato Domenico (anniversario), la moglie e figli. 31 - Pigna Rodolfo (trigesimo), i figli. - I suoi defunti, Foschini Renato (Canada).
sono tornati alla casa del Padre Aprile 2013 1 - Garofano Giuseppina, nata a Guardia Sanframondi il 16 gennaio1936, vedova Del Vecchio Michele. 10 - Uccellini Giovannina, nata a Guardia Sanframondi il 22 maggio 1921, vedova Foschini Giuseppe. 15 - Orso Pasquale Nicola, nato a Guardia Sanframondi il 16 ottobre 1929, coniugato Orso Alessandrina. 20 - Filippelli Maria Giovannina, nata a Guardia Sanframondi il 21 maggio 1914, vedova Panza Michelangelo. 24 - Foschini Alfredo, nato a Guardia Sanframondi il 10 0ttobre1924, vedovo Falato Elda
Maggio 2013 1 - Pigna Rodolfo, nato a Guardia Sanframondi il 3 giugno 1928, vedovo Falato Belinda. - Falato Teresa, nata a Guardia Sanframondi il 12 dicembre1932, vedova Pinto Elvio. 7 - Sanzari Rosina, nata a Guardia Sanframondi il 25 giugno 1923, coniugata Garofano Angelo Raffaele. 10 - Mancini Flaviano, nato a Guardia Sanframondi il 20 febbraio1948, coniugato Garofano Raffaella. 26 - Maiorani Renato, nato a Guardia Sanframondi il 3 novembre1929, coniugato Garofano Elda. 31 - Sanzari Filomena, nata a Pietraroia il 20 settembre 1914, nubile.
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San Filippo Neri Quando sei tentato ricordati delle cose belle che Dio ti ha fatto gustare e cosĂŹ facilmente la supererai.