Anno LIX - n. 11/12 Ottobre/Novembre 2014 - Sped. in Abb. Postale, art. 2 comma 20/c Legge 662/96 Regione Campania -BN- In caso di mancato recapito restituire al mittente
Papa Francesco
La Chiesa Universale vocazione alla Santità Cari fratelli e sorelle, buongiorno. Un grande dono del Concilio Vaticano II è stato quello di aver recuperato una visione di Chiesa fondata sulla comunione, e di aver ricompreso anche il principio dell’autorità e della gerarchia in tale prospettiva. Questo ci ha aiutato a capire meglio che tutti i cristiani, in quanto battezzati, hanno uguale dignità davanti al Signore e sono accomunati dalla stessa vocazione, che è quella alla santità (cfr Cost. Lumen gentium, 39-42). Ora ci domandiamo: in che cosa consiste questa vocazione universale ad essere santi? E come possiamo realizzarla? 1. Innanzitutto dobbiamo avere ben presente che la santità non è qualcosa che ci procuriamo noi, che otteniamo noi con le nostre qualità e le nostre capacità. La santità è un dono, è il dono che ci fa il Signore Gesù, quando ci prende con sé e ci riveste di se stesso, ci rende come Lui. Nella in questo numero: 2 3 4 6 6 7 8 10 12 14
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Udienza Generale Hanno collaborato con noi... é nato per noi un bambino, un figlio ci è stato donato Sotto la protezione dell'Assunta Esprimono gratitudine all'Assunta Celebriamo insieme il Natale Una vita per la fede... Appunti di cronaca In memoria di... Sono tornati alla casa del Padre
Lettera agli Efesini, l’apostolo Paolo afferma che «Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa» (Ef 5,25-26). Ecco, davvero la santità è il volto più bello della Chiesa, il volto più bello: è riscoprirsi in comunione con Dio, nella pienezza della sua vita e del suo amore. Si capisce, allora, che la santità non è una prerogativa soltanto di alcuni: la santità è un dono che viene offerto a tutti, nessuno escluso, per cui costituisce il carattere distintivo di ogni cristiano. 2. Tutto questo ci fa comprendere che, per essere santi, non bisogna per forza essere vescovi, preti o religiosi: no, tutti siamo chiamati a diventare santi! Tante volte, poi, siamo tentati di pensare che la santità sia riservata soltanto a coloro che hanno la possibilità di staccarsi dalle faccende ordinarie, per dedicarsi esclusivamente alla preghiera. Ma non è così! Qualcuno pensa che la santità è chiudere gli occhi e fare la faccia da immaginetta. No! Non è questo la santità! La santità è qualcosa di più grande, di più profondo che ci dà Dio. Anzi, è proprio vivendo con amore e offrendo la propria testimonianza cristiana nelle occupazioni di ogni giorno che siamo chiamati a diventare santi. E ciascuno nelle condizioni e nello stato di vita in cui si trova. Ma tu sei consacrato, sei consacrata? Sii santo vivendo con
gioia la tua donazione e il tuo ministero. Sei sposato? Sii santo amando e prendendoti cura di tuo marito o di tua moglie, come Cristo ha fatto con la Chiesa. Sei un battezzato non sposato? Sii santo compiendo con onestà e competenza il tuo lavoro e offrendo del tempo al servizio dei fratelli. “Ma, padre, io lavoro in una fabbrica; io lavoro come ragioniere, sempre con i numeri, ma lì non si può essere santo…” – “Sì, si può! Lì dove tu lavori tu puoi diventare santo. Dio ti dà la grazia di diventare santo. Dio si comunica a te”. Sempre in ogni posto si può diventare santo, cioè ci si può aprire a questa grazia che ci lavora dentro e ci porta alla santità. Sei genitore o nonno? Sii santo insegnando con passione ai figli o ai nipoti a conoscere e a seguire Gesù. E ci vuole tanta pazienza per questo, per essere un buon genitore, un buon nonno, una buona madre, una buona nonna, ci vuole tanta pazienza e in questa pazienza viene la santità: esercitando la pazienza. Sei catechista, educatore o volontario? Sii santo diventando segno visibile dell’amore di Dio e della sua presenza accanto a noi. Ecco: ogni stato di vita porta alla santità, sempre! A casa tua, sulla strada, al lavoro, in Chiesa, in quel momento e nel tuo stato di vita è stata aperta la strada verso la santità. Non scoraggiatevi di andare su questa strada. E’ proprio Dio che ci dà la grazia. Solo questo chiede il Signore: che noi siamo in comunione con Lui e al servizio dei fratelli. 3. A questo punto, ciascuno di noi può fare un po’ di esame di coscienza, adesso possiamo farlo, ognuno risponde a se stesso, dentro, in silenzio: come abbiamo risposto finora alla chiamata del Signore alla santità? Ho voglia di diventare un po’ migliore, di essere più cristiano, più cristiana? Questa è la strada della santità. Quando il Signore ci invita a diventare santi, non ci chiama a qualcosa di pesante, di triste… Tutt’altro! È l’invito a condividere la sua gioia, a vivere e a offrire con gioia ogni momento della nostra vita, facendolo diventare
allo stesso tempo un dono d’amore per le persone che ci stanno accanto. Se comprendiamo questo, tutto cambia e acquista un significato nuovo, un significato bello, un significato a cominciare dalle piccole cose di ogni giorno. Un esempio. Una signora va al mercato a fare la spesa e trova una vicina e incominciano a parlare e poi vengono le chiacchiere e questa signora dice: “No, no, no io non sparlerò di nessuno.” Questo è un passo verso la santità, ti aiuta a diventare più santo. Poi, a casa tua, il figlio ti chiede di parlare un po’ delle sue cose fantasiose: “Oh, sono tanto stanco, ho lavorato tanto oggi…” – “Ma tu accomodati e ascolta tuo figlio, che ha bisogno!”. E tu ti accomodi, lo ascolti con pazienza: questo è un passo verso la santità. Poi finisce la giornata, siamo
tutti stanchi, ma c’è la preghiera. Facciamo la preghiera: anche questo è un passo verso la santità. Poi arriva la domenica e andiamo a Messa, facciamo la comunione, a volte preceduta da una bella confessione che ci pulisca un po’. Questo è un passo verso la santità. Poi pensiamo alla Madonna, tanto buona, tanto bella, e prendiamo il rosario e la preghiamo. Questo è un passo verso la santità. Poi vado per strada, vedo un povero un bisognoso, mi fermo gli domando, gli do qualcosa: è un passo alla santità. Sono piccole cose, ma tanti piccoli passi verso la santità. Ogni passo verso la santità ci renderà delle persone migliori, libere dall’egoismo e dalla chiusura in se stesse, e aperte ai fratelli e alle loro necessità. Cari amici, nella Prima Lettera di
san Pietro ci viene rivolta questa esortazione: «Ciascuno viva secondo la grazia ricevuta, mettendola a servizio degli altri, come buoni amministratori di una multiforme grazia di Dio. Chi parla, lo faccia come con parole di Dio; chi esercita un ufficio, lo compia con l’energia ricevuta da Dio, perché in tutto venga glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo» (4,10-11). Ecco l’invito alla santità! Accogliamolo con gioia, e sosteniamoci gli uni gli altri, perché il cammino verso la santità non si percorre da soli, ognuno per conto proprio, ma si percorre insieme, in quell’unico corpo che è la Chiesa, amata e resa santa dal Signore Gesù Cristo. Andiamo avanti con coraggio, in questa strada della santità.
Hanno collaborato con noi per sostenere il Bollettino da Guardia: Del Nigro Giuseppina – De Blasio Domenico – Falato Lina – Lombardi Luigino – Conte Mario – Iacobucci Esterina – Orso Maria – Foschini Marino – Foschini Filomena – Labagnara Angelo e Claudia – Tessitore Pasqualina - N. N.- Iacobucci Egidio – Morelli Maria Vincenza – Falato Renata – Lombardi Luisa – Cusano Maria - Morone Maria – Panza Annibale – Perugini Carlo – Di Staso Raffaele – Rossano Carlo e Di Crosta Angelina – Iuliani Giovanni – Plenzich Cecilia – Del Vecchio Carlo - Di Lonardo Giovanni - Pingue Gemma. dall’Italia: Del Rosso Goffredo, Proserpio (CO) – Parroco S. Maria Assunta, Faicchio (BN) – Blandino Giuseppina e Flavio, Montesilvano (PE) – Colangelo Flaviano, Napoli – Nicolella Giuseppe e Foschini Speranza, Torino – Sibio Salvatore, Sanremo (IM) – Falato Mario, S. Lupo (BN) - Panza Michelangelo, Pinerolo – Di Guglielmo Felice, Lardirago (PV) – Garofano Bruni Rosina, Melzo (MI) – Del Vecchio Pasqualina, Magenta (MI) - Foschini Michele, Aprilia (LT). dall’Estero: Del Vecchio Antonio e Maria, Australia – Ceniccola Bruno, USA - Falato Mario, Inghilterra.
La Redazione é disponibile presso la nostra redazione il calendario 2015, curato dalla nostra Parrocchia. é possibile richiederne copie alla nostra redazione: santuarioassunta@email.it o info@santuarioassunta.com
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“E’ nato per no un figlio ci è stat Durante la novena di Natale abbiamo cantato: “Gesù mio, Bambino diletto, vieni a nascer nel mio petto, Gesù mio, Bambino d’amore, vieni a nascer nel mio cuor: Vieni, deh, vieni, vieni deh, vieni!” A Natale finalmente Dio onnipotente ci avvolge della nuova luce del Verbo fatto uomo: Cristo Salvatore! Infatti nell’antifona d’ingresso nella messa del giorno di Natale leggiamo: “E’ nato per noi un bambino, un figlio ci è stato donato: egli avrà sulle spalle il dominio, consigliere ammirabile sarà il suo nome” (Is 9,5). Gli evangelisti Luca e Matteo raccontano la nascita di Gesù con dovizia di particolari: Maria di Nazareth, il suo sposo Giuseppe, Betlemme, la grotta-stalla, la mangiatoia, gli angeli, i pastori, i magi. Invece l’evangelista Giovanni nel prologo del suo Vangelo in poche parole ci racconta una storia eterna, che ha un punto storico, dentro il tempo, di svolta: Cristo è il Verbo, cioè la Parola, manifestazione di Dio e Dio egli stesso, autore e datore della vita temporale ed eterna per quanti lo accolgono e credono in Lui. “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e verità” (Gv 1,14). Il Natale ci riporta al cuore la bella notizia che Dio si è fatto uno di noi in Gesù, condivide la nostra esperienza umana, la nostra vita terrena, la nostra umanità. L’immenso amore di Dio si abbassa fino a noi, si fa Figlio di Maria, Bambino, pur essendo il Signore e questo per ogni uomo della terra. A Natale quindi si è fatta pace fra il cielo e la terra, fra Dio e l’uomo, fra l’uomo e gli uomini, in Cristo Salvatore. L’incarnazione di Dio nella povertà umana ci fa comprendere la grandezza della creatura, la dignità che essa porta in sé. La carne dell’umanità è impreziosita dalla divinità e diventa il luogo in cui è possibile contemplare la gloria divina. Un antico inno di Efrem il Siro (373) dice: “Benedetto l’infante, che oggi ha ringiovanito l’umanità. Benedetto il buono che in un istante ha arricchito tutta la
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nostra povertà e ha colmato la nostra indigenza”. Una delle caratteristiche sempre più pressanti dell’esistenza umana è quella dell’assuefazione che
può arrivare all’indifferenza, sia nel bene sia nel male. Basta pensare alle reazioni sempre più tenui che provocano le notizie belle o brutte che ogni giorno avvengono nel mondo. Anche il Natale, naturalmente, corre il pericolo di essere vissuto come un’abitudine. Di fronte al mistero che si ripete, non sempre siamo capaci di scorgere la permanente novità di cui il mistero è portatore. Il Natale non è un evento lontano, bello da ascoltare, piacevole e commovente, ma una storia che vuol continuare, che “rivive” se mettiamo al centro il festeggiato. Il balbettio di un bimbo è facilmente soffocabile ma se abbiamo fatto il presepe e l’albero e ci siamo preparati ad accogliere la presenza di Cristo
oi un bambino, to donato” (Is 9,5a) Salvatore non solo nelle nostre case ma anche nella casa interiore, quella della nostra vita, che deve essere illuminata e addobbata, allora sì che è Natale.
Perché il Natale non è tanto un giorno da festeggiare. Non è una parentesi che non ha un’incidenza sulla storia nella quale viviamo. Non può ridursi all’intimità di una festa di famiglia e non deve corrispondere a un clima e a un bisogno indotto da fattori perfino estranei alla festa, come quelli indotti dalla pubblicità che fanno del Natale un giorno dedicato allo scambio di doni, dopo averlo svuotato di ogni significato religioso o spirituale, ma uno stile di vita da acquisire come rinascita. Scriveva don Tonino Bello: “Tutti diciamo che “ci manca il tempo”, perché il ritmo della vita quotidiana è diventato per tutti frenetico. Anche a tale riguardo la Chiesa ha una “buona notizia” da portare: Dio ci dona il
suo tempo. Noi abbiamo sempre poco tempo, specialmente per il Signore non sappiamo o, talvolta, non vogliamo trovarlo. Ebbene, Dio ha tempo per noi!”. Natale ha veramente senso se non ci commuoviamo solo per un bambino che nasce in condizioni disagiate, ma se impariamo a meravigliarci perché quel bambino è veramente Dio che si fa uomo, accessibile e incontrabile. E questo non è una cosa normale. Natale insegna ad avere il gusto per le cose semplici che permettono di riconoscere il Creatore e le sue creature. Nel bambino Gesù tutta la terra ha la possibilità di veder realizzata la salvezza operata da Dio. Le parole umane non sono mai adeguate per raccontare il mistero del Natale, per questo bisogna tacere, contemplare e accogliere quella luce e quella vita nascoste nel bambino, che è nato per noi. Il cammino dei pastori che si recano alla grotta di Betlemme rappresenta il cammino di tutti noi. Come i pastori, anche i Magi, cercano e trovano Gesù Bambino insieme a sua madre. "Maria è colei che sa trasformare una grotta di animali nella casa di Gesù, con alcune povere fasce e una montagna di tenerezza", ha scritto papa Francesco (EG 286). Staccare Gesù da Maria significa staccarlo dalla sua carne. Tutti si prostrano davanti a Lui e gli offrono i loro doni. Come la Madre del Signore e Madre nostra, serbiamo nel nostro cuore questi eventi pieni di speranza. Questo è l’invito che ci viene dal Natale. Natale è una festa di famiglia. La Parrocchia è la famiglia delle famiglie e qui l’esperienza di fede viene vissuta nella dimensione comunitaria, nella condivisione e nella comunione ecclesiale. L’immagine che talvolta si usa nel linguaggio spirituale, per cercare di dire tutto questo, è quello di far nascere in noi Cristo, sull’esempio di Maria, per diventare anche noi portatori di luce, di pace e di gioia. Padre Filippo Di Lonardo d. O.
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sotto la protezione dell ’Assunta
Sofia e Maia Leombruno La nonna Valeria Lombardi le pone sotto lo sguardo materno della Vergine Assunta, affinché le accolga sotto il suo manto e le avvolga di tenerezza.
Giuseppe Conte e Teresa Foschini In occasione del loro 25° anniversario pongono la loro famiglia sotto la protezione dell'Assunta.
Famiglia Antonella e Pasquale Sebastianelli In occasione del Battesimo di Sofia si pongono sotto la protezione della Vergine Assunta
Raffaele Ceniccola e Michelina Santillo In occasione del loro 50° anniversario di matrimonio i nipoti Maria Teresa e Antonio li pongono sotto la protezione della Vergine Assunta.
Giovanni Bosco In occasione della sua Prima Comunione i genitori Massimo e Angela lo pongono sotto la materna protezione dell’Assunta.
Elena Lombardi e Paolo Nannoni Si affidano alla matern protezione dell’Assunta.
esprimono gratitudine all'Assunta Ottobre 15 - Sanzari Elvio e Ada. Novembre 1 - Conte Giuseppe e Foschini Teresa per il 25° di matrimonio. 5 - Una devota. 23 - Una devota. 27 - Una devota.
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Teresa Mancini n. 10-11-1914
In occasione del suo centesimo compleanno, la figlia Angelina Di Crosta e il genero Carlo Rossano, insieme con lei ringraziano il Signore e la affidano alla Vergine Assunta.
Michele Falato
Nato il 14-10-2014 a Berlino II genitori Raffaele e Annalida Di Nola e la nonna Luigina lo pongono sotto la protezione dell’Assunta.
Celebriamo insieme il Natale nella nostra Basilica parrocchiale
"Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono." (1Ts 5,21) 16 dicembre - ore 8,00: Inizio della novena di Natale con i tradizionali canti popolari. Sarà organizzato il “PRESEPE IN FAMIGLIA” con premi-ricordo per tutti i partecipanti 24 dicembre - ore 23,00: 25 dicembre - ore 8,00: ore 11,00: ore 17,00:
Veglia Natalizia e S. Messa della Notte. S. Messa. Messa Solenne. S. Messa vespertina
28 dicembre - Festa della Santa Famiglia ore 8,00: S. Messa. ore 11,00: S. Messa. ore 17,00: S. Messa per le famiglie della Comunità parrocchiale. 31 dicembre -
ore 17,00: S. Messa e “Te Deum”. 1 gennaio 2015 - 48a giornata mondiale della pace:
"Non più schiavi, ma fratelli". ore 8,00: S. Messa. ore 11,00: Messa solenne con la partecipazione delle varie componenti la Comunità parrocchiale. ore 17,00: S. Messa ore 18,00: Concerto della Corale Parrocchiale “Cantate Domino in Laetitia” 3 gennaio - ore 21,00: Inizio della Veglia mariana e S. Messa 6 gennaio - Epifania del Signore ore 8,00: S. Messa ore 11,00: Messa solenne ore 17,00: Arrivano i Magi Santa Messa e bacio del Bambino. sorteggio del Bambino. 11 gennaio - Battesimo del Signore ore 11,00: Messa solenne con la partecipazione dei battezzati il 2014
A tutti i nostri gentili lettori gli auguri più sentiti di un Santo Natale e felice anno 2015 nella pace e nella gioia di Cristo 7
Una vita per la Fede Fra’ Timoteo Casell
La stagione della fede, nella storia di Guardia, è stata lunga e luminosa ed ha portato frutti straordinari di cui hanno beneficiato in tanti, guardiesi e forestieri, abitanti in paesi più o meno lontani, per i tempi d’una volta. Sono frutti sbocciati nel tepore protettivo degli affetti familiari, fioriti al sole della speranza di un futuro migliore e maturati per la sapiente cura di pazienti e tenaci “coltivatori”. Son diventati poi cibo prelibato ed atteso dall’esercito interminabile dei poveri di spirito, sempre avidi di nutrirsi di evangelici ideali e di certezze esistenziali. Tra i tanti frutti della nostra terra Timoteo Caselli (o Caselio, Casellio oggi Casilli) dimostrò di possedere particolari virtù “nutritive”. Correva l’anno 1566 quando egli s’affacciò alla vita in una famiglia come tante, forse un po’ più agiata, in quei tempi così particolari. I Carafa di Maddaloni, Conti di Cerreto, erano padroni del paese ma affidavano a “fidati governatori”, che mal ricompensavano l’incarico, il delicato compito di amministrare l’Università di Guardia. La popolazione, che già attendeva alle estenuanti occupazioni ed attività quotidiane, viveva nell’incertezza e nel disagio, che solo provano i sottomessi, e sperava fervidamente in un cambiamento che rendesse la vita più serena o almeno in un aiuto che contribuisse ad alleviare le sofferenze. Un certo sollievo in realtà giungeva, perché non poteva e non doveva mancare, da parte degli uomini di Chiesa, spesso guardiesi, che erano stati chiamati ad animare, con funzioni e cerimonie sacre, i vari e forse troppi edifici religiosi eretti già alla data sopra ricordata, nonostante la popolazione si aggirasse intorno alle 2000 unità. La Chiesa di Ave Gratia Plena, voluta dalla popolazione, era stata aperta al culto già nel 1431 e vi officiavano vari sacerdoti. Nel 1515 era stata eretta, per iniziativa di privati cittadini, la Chiesetta di Santa Maria degli Angeli. Anche nel 1515 era stata edificata una cappellina a
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cura della Confraternita di S. Maria della Pietà che nel 1535 sarà dedicata a S. Sebastiano martire. Nel 1523 era stata costruita, da privati cittadini, la cappella di S. Leonardo. Nel 1575 sarà innalzato, con elemosine e fondi di privati e di Ave Gratia Plena, il tempio sacro dedicato a San Rocco. Nel 1598 private cittadine faranno costruire la Cappella di S. Maria di Loreto che alla fine del 1700 sarà dedicata a S. Pascasio martire. Pure agli inizi del 1500 doveva essere stata edificata la chiesa di Santa Maria, poi definita dell’Assunta: in essa si trovava costruita, già nel 1514, per volontà di Francesco Marotta, la Cappella di San Nicola (il primo documento di Santa Visita riguardante la Chiesa è però del 1585). La costruzione di quest’ultimo luogo di culto è importante per definire la funzione dei “sacerdoti” che vi officiavano, in rapporto al tessuto sociale e religioso interno, e l’influenza che essi potettero esercitare sull’educazione morale ed umana e sulla formazione religiosa di Timoteo Caselli. Si sa che un tale Antonio Zarrelli, sacerdote (a dire di Abele De Blasio) e numeratore dei fuochi (famiglie o nuclei abitativi familiari) aveva costruito, forse miratamente e comunque subito ad inizio del 1500, su una sua proprietà fuori Porta di Santo un ampio edificio. Probabilmente dietro richiesta della massima Autorità Ecclesiastica della Diocesi, come era accaduto anche altrove, Zarrelli lo concesse in abitazione ad alcuni Padri Domenicani che per “diritto” potevano tenere le loro sacre funzioni “nella Cappella di S. Maria Assunta che era attigua alla loro abitazione”, come scrive Abele De Blasio. Si può pensare che la Chiesa di Santa Maria sia la stessa Cappella di S. Maria Assunta o che all’interno della Chiesa fosse stata edificata una Cappella dedicata all’Assunzione della Beata Vergine. Comunque sia, i Padri Domenicani che celebravano in tale luogo di culto dovettero affascinare, con il loro tradizionale ministero, con le loro proverbiali sapienti ed
entusiasmanti “prediche”, con i loro rapporti continui, diretti e disinteressati con la gente del luogo, il giovinetto Timoteo. E costui, mostrando propensione per la vita monastica di quei frati mendicanti (che tanta cura avevano per la diffusione e il potenziamento della religiosità popolare e per l’incremento della fede e della devozione al nome di Gesù ed al Rosario) con cui era venuto in contatto, decise di abbracciare la vita religiosa e di avvicinarsi al Credo dei seguaci di San Domenico. Belle prove dovette sicuramente fornire negli anni di noviziato nel Convento di Santa Maria della Sanità di Napoli, dove fu presto inviato, tanto da dimostrare di aver assimilato, con studio meditato ed intenso, e di aver sublimato, per indole personale, i dettami tipici dei Domenicani, quali la preoccupazione per i poveri, quale che fosse la povertà, la misericordia di Dio e degli uomini, la vita contemplativa e missionaria, la diffusione della buona novella con mezzi autenticamente evangelici, la fraternità, il perdono reciproco e la disposizione dei confratelli ad aiutarsi vicendevolmente ed a vivere il Vangelo in comunità prima di annunciarlo per le vie del mondo. Se così non fosse stato, Frate Timoteo Caselli dell’Ordine dei Predicatori (“chiaro per la nascita, per la pietà e per la letteratura”) non si ritroverebbe, a distanza di qualche anno, a ricoprire l’incarico di Vicario Generale nello stesso Convento di Santa Maria della Sanità di Napoli1 : difficilmente lo sarebbe divenuto se fosse stato uno dei tanti e non avesse invece dimostrato di meritarlo. L’importanza del ruolo che ricopriva, le competenze specifiche che aveva conseguito, il più che notevole bagaglio culturale che lo distingueva tra gli altri lo portarono a farsi conoscere, a manifestare e far valere i propri meriti, a diventare confessore privato di uomini importanti, a guadagnarsi simpatie ed amicizie, anche altolocate, ad entrare in confidenza familiare con 1
Grazie alla stima di cui godeva non mancò di farsi donare le reliquie di parecchi martiri con cui ornò una Cappella della Sanità.
li O.D.P. (1566-1639) Vescovo di Marsico personaggi ecclesiastici e politici molto influenti. Uno di essi, per ricompensare evidentemente in qualche misura tutto il bene ricevuto dalle conversazioni, dalla misericordia, dalle dimostrazioni di affetto e di rispetto di Timoteo Caselli, pensò di proporlo per una carica superiore, che giunse forse inaspettata il 21 Luglio del 1614. Il Papa Paolo V, che già lo conosceva, se non direttamente, almeno di nome, come assiduo richiedente di reliquie religiose da destinare al suo Convento, lo nominò Vescovo di Marsico Nuovo, cattedra che si era resa vacante per la scomparsa, avvenuta il giorno 23 Aprile 1614, del presule di Marsico Ascanio Parisi di Moliterno, nella stessa Diocesi di Marsico. Il neo-vescovo Timoteo Caselli raggiunse subito la sua nuova sede, dove ebbe modo di farsi apprezzare per il rapporto che seppe instaurare con i suoi nuovi fedeli, per il sostegno che offriva ai bisognosi, per l’impegno che mostrava per l’affermazione e la divulgazione dei principi evangelici, per i lavori urgenti da realizzare alla Cattedrale, per l’attività amministrativa a cui si dedicò per incrementare le entrate della mensa del Vescovado, per l’iniziativa di indire periodicamente i Sinodi nella sua Diocesi di competenza. Preso dai suoi gravosi impegni amministrativi e pastorali, la sua attenzione sembrerebbe tutta rivolta al suo gregge marsicano. In realtà non era così perché talvolta il suo pensiero volava lì nella sua lontana Guardia, alla sua famiglia, ai suoi compaesani ed agli eventi che maturavano nel suo paese nativo, dove forse non era ritornato o era ritornato solo qualche volta dopo la sua nomina a Vescovo. Però si teneva sempre informato su quanto avveniva tra la sua gente ed aveva appreso, sicuramente con gioia e compiacimento, dell’interesse dell’arciprete Marzio Piccirillo, che aveva già conosciuto, a fondare una Casa dell’ Oratorio a Guardia e seguiva da lontano l’evolversi delle vicende. Così quando si rese conto della difficoltà di Padre Marzio di reperire la somma di
denaro necessaria per ottenere la Bolla di approvazione, non esitò a venire in suo aiuto e gli inviò, prendendoli dalla sua borsa, ben mille scudi romani invece dei quattrocento necessari. L’interesse per i fatti che coinvolgevano la sua famiglia, la sua gente e la tormentata vita religiosa del suo paese non lo portarono affatto a trascurare alcuna cosa della sua vita pastorale o a perdere di vista la vita dei religiosi a lui sottoposti e soprattutto quella degli abitanti di Marsico, su cui continuò a riversare, con abnegazione e sollecitudine, ogni sua amorosa cura fino alla sua fine, che giunse ineluttabile il 23 Novembre del 1639. Memori dell’ operato di un tale pastore, attivo e vigile e sempre preoccupato per il suo gregge (“fu colla voce e coll’esempio modello di virtù al popolo”), i suoi Canonici gli eressero nella Cattedrale dove fu sepolto, a perenne ricordo della sua attività episcopale, un monumento marmoreo. Anche nel Convento di Santa Maria della Sanità di Napoli i suoi Confratelli intesero ricordarlo con una lapide in marmo apposta sulla cappella del Tesoro (che proprio Timoteo Caselli aveva fatto realizzare), in cui erano decantate le sue virtù. Col tempo, con gli eventi catastrofici e con le trasformazioni causate dalla mano dell’uomo le testimonianze epigrafiche che gli furono dedicate sono andate perdute. Ne resta il ricordo perenne nelle opere di tanti religiosi e laici che pensarono bene di trascriverle per tramandarle ai posteri. I suoi compaesani contemporanei, non lasciarono o non seppero lasciare alcun ricordo di lui. Tra i posteri, qualche secolo più tardi, qualcuno, Abele De Blasio, ci provò, ma forse non volle o non seppe, pur avendone le possibilità, approfondire le sue ricerche per ben delinearne la figura, come avrebbe meritato. Ai suoi tempi il De Blasio avrebbe potuto trovare tante notizie in più, sul personaggio Timoteo Caselli, rispetto a quello che oggi si può conoscere sul dotto ed eloquente guardiese divenuto vescovo di
Marsico. Invece egli si limitò solo riferire qualche notizia di carattere generale sulle infruttuose ricerche effettuate, sulle carenti conoscenze sul personaggio, su chi sia stato, su coloro che ne hanno parlato, nei loro scritti. Ritenne opportuno però riportare la scritta rinvenuta (ma forse fattagli pervenire) nella Curia di Marsico: “Anno 1614 Timotheus Casellio Neapolitanus, ordinis Praedicatorum, die 21 Julii electus a Paulo V. Die vero 23 Novembris 1639 morte valedixit saeculo” (Timoteo Casellio, napoletano, (frate domenicano) dell’Ordine dei Predicatori, fu eletto (vescovo) da (Papa) Paolo V il giorno 21 luglio nell’anno 1614. Nel giorno 23 novembre 1639 si congedò da questo mondo con la morte). Bastava questo, per il De Blasio, per delineare un profilo più completo e preciso del Vescovo Caselli, che pure include tra gli “uomini illustri” del suo paese. Altri scrittori, religiosi, storici e ricercatori non guardiesi, a volte sono stati più prodighi di notizie, un po’ uguali ed un po’ diverse tra loro, che comunque rendono un quadro più completo del Vescovo Caselli, come uomo e come religioso. Se dalle parole di Alfonso Meomartini traspare la stima per Timoteo Casellio, tanto da annoverarlo tra i quattro personaggi del passato più importanti di Guardia (insieme al nipote Fabio Golino, a Marzio Piccirilli avvocato presso la magistratura a fine 1700 ed a Filippo De Blasio), e da quelle di Alfredo Zazo si evince una certa considerazione per il religioso (che “lasciò vari manoscritti di argomento biblico e teologico”), sono soprattutto le notizie riportate dai tanti scrittori e cronisti dal XVII al XX secolo (Valle, Fontana, Toppi, Cavalieri, Ughelli, Moroni, D’Avino, Zigarelli, Cappelletti, De Rosa-Cestaro, Colangelo ecc.) che rendono chiara e ben delineata la personalità del Vescovo Caselli sotto l’aspetto umano, morale, sociale e religioso. Prof. Enrico Garofano
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cronaca Ottobre 2014 Belle giornate per quanti devono ancora finire la vendemmia e per la restante parte del mese tutto nella norma.
In parrocchia l’attività è iniziata con il Primo Sabato con l’Assunta (4): Veglia alle ore 21 e S. Messa alle ore 22. C’è stata la festa della Beata Vergine Maria del Rosario nella prima domenica (5) e a mezzogiorno nelle due chiese è stata recitata la Supplica alla Madonna di Pompei e buona è stata la partecipazione dei fedeli. La nostra comunità ha poi celebrato nella terza domenica (19), come da antica tradizione, la Festa di San Pascasio e per l'occasione è stata riaperta la cappella dedicata a questo santo lungo Corso Umberto e P. Giustino Di Santo d. O., come sempre avviene, alle 9:00 vi ha celebrato la S. Messa. In paese in concomitanza con la festa si è svolta la Fiera di San Pascasio, anche questa di tradizione antichissima, che si è tenuta nella parte alta del paese in Piazza Municipio e lungo Via Parallela. E’ iniziata (venerdì 24) la Novena delle Anime del Purgatorio che si è tenuta alle ore 7:30 nel Santuario e alle 17:30 a S. Sebastiano. Buono il numero di fedeli parte-
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cipanti. E’ stata celebrata nell’ultima domenica del mese (26) la Giornata Missionaria e le offerte raccolte nelle chiese oggi sono state destinate a tale scopo. Il mese si è chiuso (giovedì
tutte le attività dei diversi gruppi parrocchiali. A tutti da queste pagine, ancora una volta, gli auguri per risultati sempre migliori. In paese oltre che la tradizionale Fiera di S. Pascasio che si è svolta nella terza domenica non ci sono state attività di rilievo anche per la vendemmia in corso.
30) con l’appuntamento consueto dell’Ora di Adorazione Eucaristica a S. Sebastiano dopo la S. Messa delle ore 18. Dopo la pausa estiva in questo mese sono riprese quasi
Novembre 2014 Bello il tempo e buono per la raccolta delle olive che sono state poche per la malattia che le ha colpite. In parrocchia il giorno di Tutti i Santi (sabato 1, alle 14:30) c’è stata la tradizionale processione per lucrare le indulgenze per i fedeli defunti, la quale dal Santuario ha raggiunto il Cimitero. Buono il numero dei fedeli partecipanti. Qui il Parroco ha proceduto alla benedizione delle tombe dei fedeli defunti, ha concluso la novena delle Anime del
Purgatorio ed è stata celebrata una S. Messa (ore 16). La sera nella basilica la devozione del Primo Sabato con l’Assunta con il solito schema: Veglia dalle ore 21 seguita dalla S. Messa alle ore 22. Il giorno successivo, Commemorazione di tutti i fedeli defunti. Nella Cappella del Cimitero sono state celebrate le SS. Messe alle ore 9,30, alle 11 e alle 16 e tutte sono state abbastanza partecipate. In questi primi giorni del mese il
cimitero è stato il punto dei preghiera e di incontro per tutti, anche per i tanti guardiesi che risiedono fuori e che tornano in questi giorni festivi della ricorrenza per visitare e pregare sulle tombe dei propri cari defunti. Nella seconda domenica del mese, (9) dopo la S. Messa nel pomeriggio (ore 17) è stato
riposto S. Antonio di Padova dopo il bacio della reliquia e la piccola processione sulla piazza. Dopo l’assemblea parrocchiale il giorno 19 è stato convocato il Consiglio Pastorale. I presenti hanno eletto come nuovo segretario Consiglia Sebastianelli, dopo la rinuncia di Renato Labagnara. Dopo una lunga discussione sugli impegni del nuovo anno pastorale sono stati nominati membri del Consiglio degli Affari Economici Consiglia Abate e Alfonso De Nicola. Giovedì (27) si è ripetuto l’appuntamento dell’ ora di Adorazione Eucaristica a S. Sebastiano. E’ iniziata (sabato 29) la Novena dell’Immacolata. P. Filippo Di Lonardo l’ha presieduta al Santuario alle 7:30 mentre P. Giustino Di Santo l’ha presieduta a S. Sebastiano alle 17:30. L’ultima domenica del mese (30) ha coinciso con la prima domenica di Avvento ed è iniziato la preparazione al Natale di Gesù. In paese l’Amministrazione comunale in occasione della festa dell’Unità Nazionale e della Giornata delle Forze
Armate ha organizzato (martedì 4) una manifestazione per non dimenticare coinvolgendo anche tutte le scuole presenti in paese. Si è iniziati con l’alzabandiera davanti al Municipio, i saluti, canti e poesie, il corteo lungo Corso Umberto, la deposizione di una corona di alloro presso il monumento ai caduti realizzato sulla facciata della Chiesa di S. Sebastiano, la celebrazione di una S. Messa nella stessa chiesa officiata da P. Giustino Di Santo. Al termine in Piazza Castello una dimostrazione dei Vigili del Fuoco di Benevento che ha interessato i numerosi presenti. Luca Iuliani Santuario dell’Assunta 82034 Guardia Sanframondi Direttore Responsabile: P. Filippo Di Lonardo Dir. Red. Amm.: Congregazione dell’Oratorio PP. Filippini 82034 Guardia Sanframondi (BN) Tel. e Fax 0824.864013 www: santuarioassunta.com e-mail: santuarioassunta@email.it Aut. Tribunale BN Dec. 3/4/1956 n. 25/56 del Registro Stampe C.C.P. 11000825 IBAN: IT63Q0101075360041200000632 BIC: IBSPITNA Sped. in abb. post., art. 2, comma 20/C Legge 662/96 Regione Campania -BN Con approvazione ecclesiastica Stampato nel mese di Dicembre 2014 da: nuova impronta QPRINT s.a.s. Cusano Mutri (Bn) Tel.-fax 0824.862723 - info@nuovaimpronta.net
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in memoria di...
Falato Giuseppe
n. 3-6-1928 – m. 2-12-2013
Maria Colella
n. 10-5-1929 – m. 19-9-2008
Nel primo e nel sesto anniversario della morte le figlie Lina, Assuntina e la famiglia tutta li affidano alla Vergine Assunta.
Anna Maria Durante n. 19-1-1957 – m. 1-7-2014
n. 9-4-1899 – m. 18-12-1982
La cugina Maria la ricorda con immenso affetto e la affida alla misericordia del Signore e alla Vergine Assunta.
La figlia Giuseppina e i nipoti lo ricordano con immutato affetto.
Gino Falato
n. 1.1.1937 – m. 6.10.2002 La moglie e i figli lo ricordano e lo affidano alla Vergine Assunta e alla misericordia divina
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Abele Ciaburri
Dott. Luigi Labagnara La famiglia nel 30° anniversario della prematura e improvvisa scomparsa lo affida alla infinita misericordia del Signore
Mario Ferretti
n. 28.1.1958 – m. 11.10.2013 Nel primo anniversario della morte i genitori lo affidano alla infinita misericordia del Signore
Nicola Pigna
n. 28.4.1926 – m. 19.10.1998 La moglie lo ricorda e lo affida alla preghiera della Chiesa e alla misericordia divina.
Luciano Sanzari
n. 15-10-1919 – m. 7-12-2007 “Anche quando non ci sarò più ci sarò ancora, vivrò nella vostra memoria con i bei ricordi”
Nel settimo anniversario della scomparsa la moglie Edvige, i figli Angelina e Pasquale, il genero Aldo e il nipote Raffaele ne serbano nel cuore la memoria e lo affidano alle preghiere della Chiesa.
Maria Falato
n. 20-4-1921 – m. 13-11-2013
Francesco Iacobucci n. 4-12-1919 – m. 5-3-2004
Le figlie li ricordano con immutato affetto e li affidano alla misericordia divina.
Angelo Mancini
n. 14-2-1958 – m. 29-9-2014 La famiglia lo ricorda con immutato affetto e lo affida alla infinita misericordia del Signore.
Margherita Mauriello n. 19-10-1960 – m. 14-9-2014
Il marito Angelantonio e le figlie Elena e Giovanna, con grande fede nella risurrezione, la ricordano con immutato affetto e la affidano alla infinita misericordia del Signore.
in memoria di...
Salvatore Pezzullo
n. 24-12-1907 – m. 3-12-1989
Giovannina Pengue
n. 12-10-1908 – m. 21-7-1988
Angelo Orso
n. 11-8-1927 – m. 26-9-1999
La figlia Maria li ricorda con immutato affetto e li affida al Signore della vita perché gioiscano nella luce dei giusti.
Le figlie Angelina e Filomena li ricordano con immutato affetto e li affidano alla infinita misericordia del Signore.
Rosina Sanzari
n. 25-6-1923 – m. 6-5-2013
Angelo Raffaele Garofano n. 4-7-1922 – m. 23-11-2013
La figlia Leonina, i nipoti e il pronipote li affidano al Signore della vita.
Clodomiro Mancinelli n. 11-5-1927 – m. 30-11-2013
Giovannina Tribisonna n. 30-9-1933 – m. 6-1-2007
Concetta Falato
n. 05-02-1922 – m. 15-3-2013
Nicola Sanzari
n. 1-3-1933 – m 28-10-2014 “..Voglio però ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi; voglio pensare che ancora mi ascolti, che come allora sorridi” La mogli e i figli lo affidano alla misericordia divina.
Antonella Speranza Mancinelli
Francesco (Frank) Foschini
n. 4-1-1974 – m. 24-10-2012 a Melbourne – Australia Nel secondo anniversario della morte la zia Rosa e famiglia lo affida misericordia del Signore.
Renato Pigna
n. 10-2-1935 – m. 9-9-2014
n. 25-11-1971 – m. 7-5-1977 Nel primo anniversario della scomparsa del padre, il figlio Angelo ricorda i genitori e la sorella Antonella, affidandoli alla infinita misericordia del Signore.
La moglie e i figli lo affidano alla misericordia del Signore e alla Vergine Assunta
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in memoria di...
Filippo Foschini
n. 23-5-1928 – m. 14-11-2014
“Questo è l’amore.. Perché l’amore chiama”. Dopo una vita insieme, siete volati via insieme. Ci mancherete davvero tanto.
Luigi Iannucci n. 1906 – m. 1968
Caterina Plenzich
Angelina Foschini
n. 20-4-1937 – m. 23-9-2014
n. 30-6-1935 – m. 17-10-2014
Raffaela Ciarleglio n. 1908 – m. 1973
I figli li ricordano con immutato affetto e li affidano alla infinita misericordia del Signore.
Il marito e i figli la affidano alla infinita misericordia del Signore.
Pasquale Di Lonardo
Nicola Di Cesare
n. 26-4-1958 – m 5-9-2006 La moglie e i figli implorano per lui il riposo eterno e lo affidano alla Vergine Assunta
P. Domenico Pascale
n. 4-2-1951 – m. 1-10-2003
n. 11-3-1939 – m. 30-11-2008
I familiari implorano per lui il riposo eterno e lo affidano alla infinita misericordia del Signore
Nel 6° anniversario della scomparsa lo affidiamo alla infinita misericordia del Signore.
sono tornati alla casa del Padre Ottobre 2014 10 - Morone Vinicio, nato a Guardia Sanframondi il 20 aprile 1938, coniugato Pedicini Donata. 28 - Sanzari Nicola, nato a Guardia Sanframondi il 1 marzo 1933, coniugato Lombardi Luisa. Novembre 2014 2 - Turco Giovannina, nata a Guardia Sanframondi il 21 luglio 1927, nubile. 5 - Frangiosa Lina, nata a Guardia Sanframondi il 6 luglio 1945, vedova Ozzana Giuseppe. 7 - Di Donato Vincenzo, nato a San Lorenzo Maggiore il 5 giu-
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gno 1949, vedovo Basile Giustina. 15 - Casalino Maria, nata a Guardia Sanframondi il 7 dicembre 1934, vedova Musto Dantantonio. 16 - Gambuti Mafalda, nata a Guardia Sanframondi il 22 maggio1932, vedova Di Lonardo Armando. 18 - Gambuti Annibale, nato a Guardia Sanframondi il 13 dicembre 1927, coniugato Pengue Carolina. 22 - Mastantuono Pasquale, nato a Guardia Sanframondi il 7 marzo1940, coniugato Pengue Assunta. 25 - Di Blasio Manfredo, nato a Guardia Sanframondi il 25 ottobre 1922, coniugato Lombardi Dora. 26 - Bencivenga Lorenzo, nato a San Lorenzo Maggiore il 28 agosto 1914, vedovo Labagnara Fiorentina.
ottobre 2014 2 - Garofano Angelo, la moglie Luisa. - De Lucia Carlo (trigesimo), i figli. 3 - Lombardi Goffredo e Filippelli Maria Ida, la figlia Filomena. 4 - Mancini Elena e Di Lonardo Pasquale, la famiglia. - Iuliani Maurizio, la moglie e figlie. - Falato Angelo e Grillo Angiolina, la figlia Renata. 5 - Ciarleglio Mario e Filomena, la figlia Emma. - Uccellini Giovanni, Gianni e Giovannina, la familiare Anna. - Plenzich Teresa (anniversario), i figli. - Mastantuono Silvio e Pengue Maria, il figlio Pasquale. - Foschini Michele e Gugliotti Caterina, la nipote Teresa. 6 - Lombardi Igina (trigesimo), la figlia Battistina. 7 - Sanzari Maria, i figli. 8 - Morone Raffaella, i figli. - Del Vecchio Maria, la sorella. 9 - Pigna Renato (trigesimo), la moglie e figli. - Sanzari Domenico e D’Aria Vincenzina, il figlio Silvio. 10 - D’Errico Carolina (trigesimo), il marito e figli. - Del Vecchio Giovannina (trigesi-
mo), la figlia. 11 - Foschini Angelo e Emma, il figlio. 12 - Falato Gino, la moglie e figli. - Formato Vincenzo, Vittoria e Luisa, la famiglia. - Assini Assunta, la famiglia. - Maiorani Guido, la moglie e figli. - Zacchino Maria e Conti Anna, i figli. 13 - Del Rosso Vincenzo (trigesimo), la moglie e figli. 14 - Mauriello Margherita (trigesimo), il marito e figlie. 15 - Di Santo Vincenzo (trigesimo), la moglie e figlio. 16 - Pigna Filippo (anniversario), la moglie e figli. 18 - Conte Vincenzo e Matilde, i figli. 19 - Morone Elvio e Concetta. - C e n i c c o l a L u i s a , l a f i g l i a Giuseppina e nipoti. - Silvestri Francesco, la famiglia. - Pigna Nicola, la moglie e figli. - De Leuce Domenico e Di Palma Luisa, la nipote. 20 - Sanzari Ugo (anniversario), la moglie e figli. 23 - Plenzich Caterina (trigesimo), il marito e figli. 25 - Morone Angelina, il figlio. 26 - Falato Aldo, la moglie e figli. - Ceniccola Pasquale e Iolanda, la
Novembre 2014 1 - Foschini Alberto e Ludovica, i figli. - Tutti i defunti, Garofano Maria. - Falato Fausto, la moglie e figli. - Morone Ida e Del Vecchio Fiore, la figlia Maria. 2 - Guarnieri Gino, la moglie e figli. - Garofano Angelo e Giovanni, la congiunta Luisa. 3 - Pengue Giuseppe, la moglie e figlie. 7 - Iannotti Giovanna, il gruppo di preghiera. 8 - Pengue Luisa, la figlia. - Orsino Giovanna, il marito e figlie. 9 - Guerrera Giuseppe, la moglie e figli. - Mancini Arcangelo e Santina, i figli. - Sanzari Raffaele, la moglie e figli. - Maiorani Renato, la moglie e figli. - Ceniccola Giovanni, i genitori. 11 - De Lucia Giuseppe, i figli.
12 - Morone Vinicio (trigesimo), la moglie e figlio. 13 - Falato Maria (anniversario), le figlie. 15 - Sanzari Giovanni, la moglie e figli. 16 - Sanzari Alfredo e Malvina, il figlio Luigi. - Morone Felice e Pasqualina, i figli. - Di Santo Abele e Teresa, la figlia Luisa. - Sebastianelli Pasquale e Sanzari Raffaele, da Ildo e Lilia. - Sebastianelli Giovanni e Angelina, le figlie Maria e Lina. 20 - Salvatore Umbertina, il marito e figli. 21 - Foschini Filippo e Angelina, i figli. 22 - Ciarleglio Rosa e Sanzari Silvio, i figli. - Plenzich Flaviano, Egidio e Angelina, i familiari. 23 - Tessitore Annibale e Gambuti Elena, il figlio Ernesto. - S i m e o n e G i o v a n n i n a e
figlia. - Garofano Giovanni e Teresa, la congiunta Luisa. - Foschini Giuseppe e Uccellini Giovannina, la figlia Speranza. - Garofano Raffaele e Ceniccola Deosina, la figlia Maria. 27 - Maffei Carmine e Angelo e Rubicondo Rosina, la familiare Luisa. - Mastantuono Egidio, la moglie e figli. 28 - Perugini Vittorio e De Blasio Maria, il figlio Nicola. - Ceniccola Alfonso e Rubicondo Teresa, le figlie. - Sanzari Giovanni (anniversario), la moglie e figlie. 29 - Mancini Angelo (trigesimo), la famiglia. - Sebastianelli Gabriele e Maria, la figlia. 30 - Foschini Giovanni, Filippo e Giuseppina, la congiunta Caterina. - Colangelo Angelo e Salvatore, la moglie. 31 - Benevento Giuseppe, la figlia Mena. - Fappiano Domenico, Carmela e Domenico, la famiglia.
Capobianco Armando, i figli e le nuore. - Mastantuono Gaetano, la moglie. 24 - Garofano Antonio (anniversario), i figli. - I suoi defunti, Ceniccola Bruno. 25 - Garofano Angelo Raffaele, la figlia Leonilda. - I suoi defunti, Ceniccola Bruno. 27 - Panza Maria Teresa e Mancinelli Armando, il genero Bruno. 28 - Sanzari Nicola (trigesimo), la moglie e figli. 29 - Civitillo Filippo, la moglie Angelina. 30 - Mancinelli Clodomiro, il figlio. - Pezzullo Salvatore e Pengue Giovannina, la figlia Angelina. - Di Santo Concetta, i figli. - Grillo Salvatore e Luisa e Santilli Anna, la familiare Luisa. - Falato Giuseppe e Anna Maria, la nuora Luisa.
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San Filippo Neri Bisogna desiderare di superare in sanità san Paolo, san Francesco e tutti i santi, e anche se li si potrà mai raggiungere non bisogna smettere di averli come mèta.