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Anno I numero 1 del 24 settembre 2011

GiuliaViva è anche on-line su www.giuliaviva.it

A partire da oggi, ogni due sabati, GiuliaViva sarà in distribuzione gratuita. Questo nuovo periodico, interamente dedicato alla vita giuliese, vuole essere uno strumento di informazione il più possibile vicino alla realtà del nostro comune. Troppo spesso, crediamo, la passività, l’indifferenza, l’incapacità di giudizio, nascono dalla mancata conoscenza dei fatti. La redazione, pronta ad avviare dibattiti e ad accogliere i contributi di tutti, non ha mire particolari e non è legata a settori economici, ad imprenditori o a rami della pubblica amministrazione. Obiettivo di GiuliaViva è, semplicemente, contribuire a creare un’opinione pubblica informata ed in grado di partecipare alla vita cittadina in maniera consapevole.

Quindicinale d’informazione giuliese distribuzione gratuita - tiratura 2500 copie

SCHIAFFO AL KURSAAL


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Istantanee giuliesi

Asfaltate anche le piante

A giugno iniziano i lavori di messa in sicurezza della Statale 16. L’apertura del cantiere, complice la stagione turistica, provoca lunghe code di automobili. Qualcuno osserva gli alberi sul ciglio della strada e si domanda: “possono essere asfaltate anche le piante?” Evidentemente sì.

Notte di spessore

Tra il 20 ed il 21 agosto, l’amministrazione comunale, ricorrendo ad un prelievo dal fondo di riserva, organizza la Notte Bianca giuliese. L’iniziativa, festa del commercio più che della cultura, soddisfa i negozianti di viale Orsini. Polemici, invece, gli esercenti di via Trieste. Ad allietare la nottata sono chiamati, tra gli altri, “Gli amici di Mario”, Giorgia Palmas e Rocco Il Gigolò, portatori, secondo l’assessore Fabio Ruffini“di contenuti artistici di indubbio spessore”.

Farmacia comunale

La maggioranza Mastromauro, per ridurre le spese e ottenere liquidi, prepara la vendita della farmacia comunale. Scartata l’ipotesi di cedere a privati il 49% dell’attività, si pensa alla dismissione completa. Il colpo non era riuscito neanche al risolutissimo Claudio Ruffini, che dovette cedere di fronte alle resistenze di Rifondazione Comunista. I locali della vecchia farmacia sono stati ristrutturati con soldi pubblici pochi anni or sono e la farmacia continua, comunque, a dare utili. Le uscite comunali, in vertiginosa crescita, imporrebbero però il grande passo. Le spese correnti nel 2010 hanno toccato quota 24.657.000 euro, mentre, solo nel 2006, ammontavano a 19.060.000 euro.

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Chi difende il sindaco ?

La Federazione della Sinistra annuncia il 4 agosto la distribuzione di un volantino polemico che, in un fotomontaggio, immortala il sindaco nei panni di Cetto La Qualunque, spregiudicato e pacchiano protagonista del film “Qualunquemente” di Antonio Albanese. L’iniziativa coglie nel segno: diverte la città e innervosisce il sindaco che, con una raffica di sms, rimprovera i suoi di non averlo difeso pubblicamente.

Le sofferenze del giovane Mastrilli Il 9 settembre l’assessore Roberto Mastrilli formalizza le sue dimissioni. Si teme il peggio. In municipio, convocate d’urgenza, accorrono le più alte cariche del centrosinistra. Perché Mastrilli, ci si chiede, è arrivato a tanto? Chi e perché lo sta facendo soffrire? Il giorno successivo, ritirate le dimissioni, l’assessore tranquillizza tutti. La sua era solo una trovata per protestare contro i tagli del governo Berlusconi. Un cucù sbarazzino in-

ventato per spaventare gli amici ed illudere gli avversari.


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Fatti ...

Schiaffo al Kursaal La Cassazione, lo scorso luglio, ha negato la ripresa dei lavori nell’area appena a nord del Kursaal. Il cantiere è fermo dal gennaio scorso, da quando, cioè, la magistratura ne ha disposto il sequestro per abuso edilizio. Sotto gli occhi di giuliesi e turisti, resta la mole di cemento grezzo che incombe sul marciapiede. Anche dal mare l’impatto è notevole: adagiato una volta fra due ali di verde (pineta a sud, palme a nord), il profilo liberty del Kursaal subisce la concorrenza visiva di un moderno fabbricato vista mare. All’ordinanza di sequestro si è giunti in seguito all’azione legale intrapresa dai residenti del confinante condominio Tritone, che contestano il mancato rispetto delle distanze e dell’allineamento con gli edifici esistenti. Il titolare della ditta esecutrice dei lavori, la “Gavioli restauri”, ha reagito denunciando presunti abusi commessi più di quarant’anni fa dai proprietari del Tritone. Con sorprendente solerzia, l’amministrazione comunale ha affiancato il costruttore nella crociata contro il vecchio palazzo di via Ravenna. Massimo garantismo, invece, nei confronti di Gavioli: “tutto in regola” hanno continuato a sostenere il sindaco e l’assessore Nadia Ranalli , anche dopo l’apposizione dei sigilli. Un atteggiamento, quello del Comune, assecondato dalla maggioranza consiliare e confortato dal silenzio dal presidente di Giulianova Patrimonio, proprietaria del Kursaal che ha scelto di guarda-

re il nascente palazzo senza colpo ferire. La questione è stata portata per due volte in consiglio comunale sia prima che dopo il sequestro dal gruppo “ Il cittadino governante per cambiare”. “Da mesi - sottolineava una mozione dello scorso marzo - i giuliesi vivono come una grande offesa al decoro ed alla bellezza della propria città, nel cuore del lungomare, l’autorizzazione alla costruzione di un edificio così impattante a ridosso del palazzo storico più rappresentativo del lido”. Nella stessa mozione, puntualmente respinta, si chiedeva quali fossero i motivi che avevano permesso la costruzione “di una porzione cospicua dell’edificio fuori dall’allineamento previsto con il Kursaal e la violazione delle norme del prg in ordine alle distanze tra gli edifici”. Perché Giulianova Patrimonio non ha tutelato il Kursaal, come invece è stato fatto dai proprietari del Tritone per il loro edificio? Da comprendere anche le ragioni che hanno spinto l’amministrazione ad assentire ad una variante in corso d’opera che, nella porzione ovest del palazzo, tollera la realizzazione di appartamenti senza finestre a nord e a

sud. Emblematico il consiglio comunale dell’8 novembre quando, dopo aver onorato a chiacchiere la memoria di Angelo Vassallo (il sindaco di Pollica che ha pagato con la vita la tutela del paesaggio e della vivibilità nel suo paese), la cui maggioranza ha respinto sia l’ordine del giorno per la difesa del Kursaal, sia quello che mirava a salvaguardare il panorama visibile dal lungomare. Sulla sorte del cantiere sarà la Magistratura a scrivere l’ultima parola: il giudizio sull’amministrazione, invece, è scritto negli occhi e nei commenti di buona parte dei giuliesi.


in primo piano

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L’ospedale invisibile È bastato poco perché il nuovo ospedale (grande, moderno, ricco di medici e macchine) tornasse a farsi avanti. E’ bastato che la Asl di Teramo, su richiesta della Direzione regionale Politiche della salute, chiedesse al sindaco di deliberare la disponibilita’ a variare la destinazione d’uso di 60.000 metri quadri di terreni agricolo perché la città, o forse solo la sua classe politica, ricominciasse a sognare . Non solo. Applausi a scroscio sono piovuti sul manager della Asl Giustino Varrassi e sulla giunta regionale di centrodestra. “Disponibilità”: poco più di niente, rispetto ai tanti passi concreti che occorreranno per veder sorgere una nuova struttura in via Cupa. La commissione Sanità del Comune è tornata a riunirsi in municipio il 13 settembre. Ai partecipanti è stato consegnato il carteggio intercorso tra Regione, Asl di Teramo e amministrazione . In quei fogli, nessun riferimento ad impegni di spesa o ad attivazioni di reparti. L’unica considerazione di fondo è che non è conveniente ristrutturare il vecchio ospedale attraverso le somme messe a disposizione per la riduzione del rischio sismico. La spesa, insomma, non varrebbe l’impresa. Per questo si punta al nuovo, ma lasciando senza risposta una serie di interrogativi. - Esiste un serio piano finanziario per realizzare il nuovo ospedale? - In quali termini si ricorrerà, eventualmente, alla compartecipazione di privati?

- E’ necessaria la vendita di immobili pubblici ? e in che misura la dismissione di quei beni dovrà contribuire alle spese di realizzazione? - Cosa sarà dell’ospedale di via Gramsci ? - Quali specialità saranno attivate nella nuova struttura? - Esiste una tempistica credibile dell’iter amministrativo e dei successivi lavori edilizi? Anche il sindaco, in apertura dei lavori dell’ultimo consiglio comunale, ha ammesso di non aver ricevuto alcuna garanzia su un’opera che resta aggrappata alla fantasia collettiva e al trionfalismo di uomini e partiti. Non a caso, la sola richiesta di “disponibilità” ha fatto scattare la fanfara dell’attribuzione dei meriti e scatenato la corsa di chi, sulla questione “salute”, vuole ad ogni costo metterci la faccia. Resta incomprensibile come, dinanzi ad un percorso tanto incerto, si debba sposare con zelo la prospettiva di una variante urbanistica. Se, come già accaduto, l’accordo di programma dovesse incepparsi, la nuova destinazione dei terreni di via Cupa rimarrebbe inalterata? Illuminante la considerazione di Carlo Costantini, capogruppo regionale dell’Idv: “Di regola - ha detto -, quando si decide di costruire un nuovo ospedale, le comunità locali interessate prima devono acquisire la certezza delle coperture finanziarie e solo dopo possono avviare le

procedure di individuazione dei siti e le conseguenti acquisizioni delle aree. In buona sostanza, nei rapporti con la Regione e con le Asl dovrebbe valere il detto del “dare soldi, vedere cammello”. I direttori generali delle Asl abruzzesi sembrano invece voler instaurare una prassi diversa: prima vogliono vedere “il cammello “ e solo dopo vogliono preoccuparsi dei soldi.” A Giulianova, il grado di incertezza rende ancor più insopportabili i problemi dell’ospedale esistente, gravato da guasti strutturali, mancanza di personale, tagli di reparti, scarsità di attrezzature, difficoltà organizzative. E se la politica fissa lontano un “gigante” invisibile, il “nano” della sanità teramana conta le sue piaghe e accusa i colpi della peggiore propaganda.


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Più di 5 milioni di euro: a tanto ammonta lo stanziamento nel Bilancio 2011 destinato al capitolo Rifiuti e pulizia della città. Il consigliere Franco Arboretti ha chiesto, nel corso dell’ultimo consiglio comunale, come mai si proceda oggi ad un prelievo dal fondo di riserva per pagare lo spazzamento stradale fino al 15 settembre, motivandolo con la mancanza di disponibilità finanziaria. Come si farà fronte ora alle spese negli ultimi quattro mesi dell’anno?, si domanda Arboretti. E’ in vista un’ ennesima emergenza rifiuti?

I nostri soldi 3DUFKHJJLR6FXROD ³'RQ0LODQL´

120.000 euro: tanto pagherà il Comune per espropriare un lotto da destinare a parcheggio della scuola Don Milani. Il Cittadino Governante si chiede come mai questa area non sia stata acquisita gratuitamente in occasione della corposa lottizzazione che ha portato alla realizzazione dei palazzi sul fronte nord. L’amministrazione non doveva forse ottenere per legge il 65% di aree in cessione gratuita?

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Non servirà, quest’anno, che i rivenditori di libri di testo rilascino fatture a quanti, per motivi di reddito, avrebbero diritto a contributi sull’acquisto dei volumi scolastici. L’assessore Fabio Ruffini ha infatti comunicato che l’amministrazione comunale, per tagli operati dal Governo centrale, non renderà un euro. La notizia è arrivata alle famiglie quando la spesa, probabilmente, era già stata effettuata ed il mercato della seconda mano esaurito da un pezzo.

7XWWLLQXPHULGL³3URJUHVVR*LXOLHVH´ “Finalmente i cittadini, sempre più tartassati da richieste di pagamento, sapranno come vengono spesi i loro soldi!”. L’ invettiva arriva dal sedicente gruppo di maggioranza “Progresso giuliese”. In un comunicato, i quattro consiglieri dello schieramento annotano: Spese telefoniche della piscina comunale: 6000 euro

Spese telefoniche del mercato ittico: 4000 euro Attività sportive: 49.000 euro d’incasso, 441.000 euro di spese Eliminazione dei rifiuti spiaggiati: spesa lievitata da 40.000 a 860.000 euro. La Corte dei Conti, ammonisce Progresso giuliese, ha invitato i consiglieri a vigilare sulle proprie tasche.


Il Pungiglione (rubrica politica di GiuliaViva)

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Fin che la barca va ...

Pessimo suggerimento, quello cantato nel 1970 da Orietta Berti. Anche se la barca, almeno per il momento, “va”, un sindaco seriamente intenzionato a restare a galla capisce perfettamente che “non remare” o “stare a guardare” potrebbe costargli caro. Non per nulla, visti decrescere i numeri della sua maggioranza, Francesco Mastromauro lavora da mesi per arrivare indenne alla fine della traversata. Confidando nella memoria corta e nel disinteresse collettivi, il centrosinistra ha fatto sì che a sostenere le sorti dell’amministrazione siano oggi Giancarlo Cameli e Mimì Di Carlo. Persi i vecchi distinguo politici, e giudicato non disdicevole, ma fisiologico, il cambio di casacca, i partiti soffiano sciatte bolle d’aria dentro il vento del cambiamento. L’Udc, entrato in giunta, non ha mai impalmato ufficialmente Giancarlo Cameli quale proprio rappresentante in consiglio. Il dottore ne approfitta e sfrutta il dono dell’ambiguità: è disposto a dare appoggio, confortato però dalla possibilità di assentarsi, all’occorrenza, dalla sala consiliare o di astenersi al momento del voto. Di Carlo dice di voler stare in consiglio decidendo di volta in volta: questo, nel 2009, i suoi elettori non lo sapevano, e non è escluso che Mimì, prima di esprimersi, li ascolti tutti, uno per uno, di volta in volta. Tre ex

Pd ed un uomo di centrodestra: anche “Progresso giuliese”, malgrado i proclami, gioca la carta del battitore libero. Afferma di sostenere il sindaco e lo fa attaccando, appena può, la sua maggioranza. Nessuno ha ben capito da che parte stiano Francioni, Ciafardoni, Sacconi e Maddaloni, ma il Pd vive nel miraggio di recuperare almeno i tre fuorisciti. Dinanzi poi ad

un direttivo dell’Idv che mostra di comportarsi come predica Di Pietro e di agire come chiede l’Italia dei Valori, Mastromauro teme il peggio e sogna orizzonti progressisti: l’intesa con Franco Arboretti avrebbe su questo fronte indiscussi vantaggi, ma le possibilita di accordo sono compromesse, i programmi e le convinzioni troppo distanti. È evidente, però: la maggioranza, così com’è, non va. Piano regolatore, grandi progetti edilizi, gestione dei rifiuti: gli iceberg che si parano sulla rotta d’autunno sono più di uno. Anche se le quotazioni scendono, anche se la confusione aumenta, è indispensabile remare. Più che per amore della città, per il bene di uno scafo che imbarca acqua ma finge di avere i numeri per continuare ad andare. M. T.

Detto e ... contraddetto Dall’ articolo apparso su “Il faro” ( numero 1, anno 2000), poi ripreso nel comunicato stampa “Il caso Albani-Cameli” del 17 marzo 2000. “Il caso Albani è anche e soprattutto il caso Cameli. Un sindaco che in questi anni ha umiliato e negato la verità, la giustizia e la dignità di un’intera città, tradendo la fiducia dei cittadini, ignari di quello che si agitava sotto un pentolone degli affari inconfessabili il cui “coperchio” si è sollevato lasciando il re-sindaco nudo e senza più la maschera del “buono, onesto e senza macchia” che aveva indebitamente indossato…” Francesco Mastromauro, capogruppo consiliare Ds Dal comunicato stampa diffuso dal Pd di Giulianova il primo luglio 2011. “Le rabbiose reazioni all’inizio dell’ultimo consiglio comunale testimoniano il dissolvimento delle opposizioni tutte. La lucida analisi dell’ex Sindaco Giancarlo Cameli ha evidenziato il putridume di un centro destra agonizzante ed in lite perenne. Condividiamo appieno la considerazione, che facciamo nostra, di Giancarlo Cameli che un sindaco serio non deve cedere ai ricatti per sete di potere. Apprezziamo la sua dichiarazione che né lui né Mastromauro hanno mai ceduto ai ricatti. Neanche il Partito Democratico ha mai ceduto e mai cederà ai ricatti per sete di potere.” Partito democratico di Giulianova


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Cinque domande a ...

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Pino Procopio

di Giorgio Mancinelli siero. Penso a Neruda, per esempio. È stato per molto tempo, per il popolo cileno, l’unico modo di far giungere il suo dissenso all’estero. Chi non fa arte per dire qualcosa, per denunciare qualcosa fa solo del mestiere o peggio ancora del mercato. La sua produzione cosa vuol dire o de-

Con un po’ di comprensibile emozione, data la mia giovane età, ho avuto l’occasione di incontrare e intervistare Pino Procopio, artista calabrese e giuliese d’adozione, ormai noto ed affermato pittore a livello nazionale che ha accettato di creare la testata di GiuliaViva. Lo incontro nel suo studio e mi mette subito a mio agio demolendo l’idea un po’ stereotipata che il genio di un artista si accompagni per forza alla sregolatezza. Come si è reso conto che la sua strada era quella dell’arte? La mia strada è stata in fondo una strada predestinata, anche i miei nonni erano artisti e tutti mi hanno invogliato e incoraggiato in questo senso. Pensa che l’arte abbia anche adesso una funzione sociale? L’arte ha sempre una funzione sociale, sia essa pittura, poesia, musica ecc.: è una denuncia di ingiustizie o comunque esplicitazione di un pen-

nunciare? I canoni di bellezza, oggi vengono dettati dalle immagini televisive o dalle riviste specializzate. I miei personaggi sono l’anti-copertina patinata. La mia è una pittura quasi iperrealista, tra virgolette naturalmente. Questi personaggi abbondanti sono reali e non si sforzano di corrispondere ad immagini stereotipate. Sì alla fine la mia pittura si traduce in ironia. Diciamo che descrivo delle situazioni con una grafia specifica che passa attraverso l’espansione delle forme. Cosa pensa dell’arte fatta senza pennello? Per esempio video art, installazioni? Tutto il bene possibile se esprimono un concetto: l’importante è trasmettere qualcosa. Ci sono dei video straordinari, estremamente poetici. La testata che ha disegnato per GiuliaViva è una sintesi estremamente armonica di Giulianova: ne vuole parlare? Prima di tutto voglio dire che mi ha

fatto molto piacere la richiesta di realizzare la restata da parte di alcuni amici: il giornale è un’opera che dà modo di esprimere un libero pensiero e quindi sono stato felice di contribuire. Per quanto riguarda il progetto, quello che apparirà sul quindicinale è il secondo bozzetto che ho fatto. Per disegnarlo sono partito dal cavaliere che appare sullo stemma della città. L’ho rappresentato con la visiera alzata e questo ha già dato modo di dire a chi l’ha visto che assomiglia ad almeno 7-8 persone. La sua lancia è una linea che finisce per unire il lido rappresentato dalla vela e la parte alta rappresentata dalla Rocca. L’ho salutato e ringraziato, portando con me la voglia di acquistare subito quello che mi ha detto essere stato il suo ultimo libro letto: la favola del topo Firmino, il topo di biblioteca che prima di divorare libri li leggeva. E non mi è difficile pensare che in questo libro una denuncia sicuramente ci sarà. Concordo infatti con Procopio: l’arte, se non è denuncia o non comunica

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A tutto sport Una città in movimento A Giulianova esistono molte società ed associazioni sportive che da anni partecipano ai vari campionati. Calcio, pallacanestro, tennis, pallavolo, nuoto, vela, basket in carrozzina, pattinaggio su strada e su pista: tutte, giustamente, curano l’attività giovanile ma tutte hanno grandi difficoltà a disporre di strutture per poter dare adeguate risposte alla programmazione degli allenamenti. Molti sport, tra l’altro, necessitano di impianti attrezzati che, per il contesto economico esistente, le società non sono in grado di realizzare. Indicativo della penuria di spazi pubblici è il fatto che, con la ripresa delle attività, debba ogni anno partire la corsa all’accaparramento delle palestre scolastiche. Piattaforme poliva-

di Giancarlo De Falco

lenti nei quartieri permetterebbero ai giovani di dedicare più tempo allo sviluppo delle proprie capacità tecniche che le limitate sedute di allenamento svolte nelle società di appartenenza non riescono a potenziare. Ma la città merita risposte anche più impegnative: un campo di calcio dignitoso per lo svolgimento delle attività giovanili e per gli allenamenti, quando necessari, del Giulianova; un campo per le nuove realtà del calcio dilettantistico e femminile ; un palazzetto dello sport a disposizione delle diverse discipline sportive. Molto c’ è ancora da fare se si vuole migliorare il benessere generale dei cittadini e per farlo bisogna avere forte il convincimento di quanta importanza abbia oggi l’attività sportiva. Sempre

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più, a Giulianova, si vedono persone di diversa età camminare, correre, andare in bicicletta, soprattutto sul lungomare. Buon segno, significa che anche da noi si diffonde la consapevolezza del prezioso legame tra sport e salute. Fondamentale che i nostri amministratori colgano questo segnale: l’incremento dell’attività fisica implica una piena sintonia tra le abitudini dei giuliesi ed i cambiamenti di stile di vita in atto nel mondo occidentale. Capire quanta importanza abbia assunto l’attività motoria nella vita della comunità comporta una ricerca di adeguate soluzioni alle nuove esigenze. La nostra amministrazione, che conta invece di spendere migliaia di euro per un ascensore inclinato tra lido e paese, saprà darsi da fare?

Due vittorie e due sconfitte per il Giulianova Calcio

È iniziata con una vittoria contro l’Aprilia per 1-0, l’avventura del Giulianova Calcio nel campionato di seconda divisione. Il ritorno alla realtà, purtroppo, ha evidenziato tutti i limiti dell’attuale squadra giallorossa, segnata dalla sconfitta di Campobasso e soprattutto da quella tra le mura amiche con l’Arzanese. Il giovane allenatore De Patre si trova

a gestire una difficile situazione, poiché non è riuscito a portare quegli elementi che riteneva affidabili per la categoria, soprattutto i cosiddetti “under” (giocatori nati dal ’91 in poi), fondamentali per attingere ai fondi che la Lega mette a disposizione ma che, se non validi, penalizzano fortemente la competitività della squadra. Atavica è la mancanza di un attaccante di categoria, elemento fondamentale per sperare di vincere qualche partita in più. Troppo ottimistico pensare che la vittoria di Fano, anche grazie a Recchiuti (classe ‘94), possa risolvere entrambi i problemi. Il Giulianova Calcio ha vissuto anni travagliati, sempre sull’orlo del fallimento a causa di debiti pregressi

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di Daniele Adriani

difficilmente sanabili. Di certo si è notato un assoluto isolamento (indotto o voluto, difficile dirlo) dell’attuale proprietà che da sola stenta a garantire il futuro ambizioso che la piazza giuliese si aspetta. Difficoltà oggettive e notizie (anche su testate web nazionali) secondo le quali ci sarebbe stata una gestione non consona, hanno esacerbato gli animi. Sulle tattiche sportive e sulle strategie gestionali, i tifosi si trovano a discutere e talvolta anche a prendere posizioni estreme, come quella di disertare lo stadio, una volta “casa naturale” della passione giuliese. Noi sappiamo che questa “notte” deve essere superata: vedere il Fadini vuoto ci riempie il cuore di tristezza.


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La pagina della cultura

Cresce l’attesa per la riapertura della biblioteca Bindi di Cinzia Falini

La riapertura della biblioteca comunale “Vincenzo Bindi”, fulcro culturale della città, è fortemente attesa: chiusa da ben oltre un quinquennio per ristrutturazione, dovrebbe essere riconsegnata alla città molto presto. Le biblioteche vivono, nel momento storico attuale, grandi difficoltà: sono continuamente oggetto di tagli diretti e indiretti di fondi che ne penalizzano fortemente il servizio ai cittadini. Ne è un esempio la biblioteca provinciale “M. Delfico” di Teramo ultimamente umiliata dalla scarsa sensibilità degli amministratori che spesso non comprendono, talvolta neanche conoscono né hanno interesse a farlo, sia la funzione sociale e culturale delle biblioteche sia la loro organizzazione interna e quindi le professionalità necessarie al buon funzionamento di esse. All’accorato appello del suo direttore Gigi Ponziani, l’amministrazione ha risposto assegnando alla biblioteca alcuni ragazzi del servizio civi-

le; la stampa ha titolato: “Riparte la biblioteca Delfico”. Ma veramente crediamo che la biblioteca possa “ripartire” solo con l’ausilio dei volenterosi e disponibili ragazzi del servizio civile? Oppure crediamo che per far funzionare una biblioteca basti tenerla aperta e tenere i libri sugli scaffali? Una biblioteca, nel nostro caso la biblioteca comunale “V. Bindi”, ha dei doveri nei confronti dei cittadini il primo dei quali è il servizio: è necessario rendere fruibile, nel più breve tempo possibile, il patrimonio bibliografico raccolto e per troppo tempo nella polvere. Rendere fruibile non significa parlarne e descriverlo a parole: tutto questo è stato già fatto. Significa renderlo tecnicamente fruibile, significa mettere in piedi reti e servizi attivi da subito e duraturi nel tempo, non solo per l’inaugurazione. Di sicuro apprezzeremo i nuovi locali e un allestimento ben studiato per massimizzare gli spazi; certamente sarebbe stato opportuno recuperare e collegare al palazzo Bindi due appartamenti attigui che il Comune, con una oculata operazione acquistò alla metà degli anni Ottanta proprio a questo scopo, nei quali collocare il fon-

do moderno (o almeno una parte di esso) lasciando il fondo Bindi (l’unico legato al lascito testamentario) nel palazzo omonimo. Questa soluzione, probabilmente non considerata percorribile per motivi ignoti, avrebbe sicuramente evitato lo smembramento della biblioteca che, qualora risultasse inevitabile visti gli spazi angusti, comporterà un peso economico maggiore nella gestione ordinaria della biblioteca: due sedi diverse = doppio personale, doppi costi di gestione. Sarebbe stato sicuramente più semplice trovare i soldi per un restauro di tutti i locali anziché scegliere di gravare l’amministrazione di spese di gestione ordinaria notevolmente maggiori. L’attesa per la riapertura della biblioteca è grande e i cittadini confidano che i lunghi tempi siano legati allo sforzo economico che l’amministrazione deve intraprendere per organizzare una biblioteca moderna ed efficiente con personale qualificato. Seguiremo con attenzione.


Dove Cosa Quando Appuntamento al cinema spettacoli in prima visione al Moderno Multiscreen I Puffi in 3D

L’alba del pianeta delle scimmie

Genere: Animazione, Fantastico Regia: Raja Gosnell Feriali 20.40 - 22.30 Sabato 16.40 - 18.30 - 20.40 - 22.30 Domenica 15.00 - 16.45 - 18.30 - 20.40 - 22.30 dal 23\09 al 29\09

Genere: Azione, Drammatico, Thriller Regia: Rupert Wyatt Feriali 20.40 - 22.45 Sabato 16.30 - 18.30 - 20.40 - 22.45 Domenica 15.00 - 16.40 - 18.30 - 20.40 - 22.45 dal 23\09 al 07\10

A Dangerous Method

Baciato dalla fortuna

Genere: Drammatico, Thriller Regia: David Cronenberg Cast: Keira Knightley, Viggo Mortensen, Michael Fassbender,Vincent Cassel, Sarah Gadon, André Hennicke, Arndt SchweringSohnrey, Mignon Remé, Mareike Carrière dal 30\09 al 13\10

Genere: Commedia Regia: Paolo Costella Cast: Vincenzo Salemme, Alessandro Gassman, Asia Argento, Nicole Grimaudo, Elena Santarelli, Dario Bandiera dal 30\09 al 13\10

Civitella 1861. Ultimo atto per l’Unità d’Italia. Le armi nella scena dell’assedio

Condivisione di affetti Firenze e Santo Stefano di Sessanio. Opere d’arte dalla Galleria degli Uffizi dal 28 luglio al 30 settembre 2011

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I best sellers più venduti segnalati dalla libreria IANNI IL PROFUMO DELLE FOGLIE DI LIMONE Clara Sànchez “ Un romanzo sulla vendetta e la cattiveria, ma anche sull’amicizia e sull’amore. Toccherà la vostra anima.” - Què Leer-

UN REGALO DA TIFFANY - Melissa Hill “Un romanzo delizioso, divertente, con un pizzico di mistero.” -Marie Claire“Uno di quei libri da cui è difficile staccarsi.” -Sunday Independent-

IL LINGUAGGIO SEGRETO DEI FIORI Vanessa Diffenbaugh

Concerti mostre ed eventi

L’esposizione presenta le artiglierie ed armi individuali da fuoco e bianche appartenute sia all’esercito sardopiemontese sia borbonico scontratisi a Civitella del Tronto nell’ultimo drammatico assedio alla Fortezza del 1861. L’allestimento è realizzato con pannellature che ripropongono la ricostituzione del sistema uomo

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+ arma. Esposti inoltre i venti cannoni che negli ultimi due giorni d’assedio scaraventarono su Civitella circa 7900 proiettili. Il cannone Stenhope esposto è l’unico esemplare rimasto in Italia. Armi e artiglierie esposte provengono dalle collezioni del Museo Storico Nazionale dell’Artiglieria di Torino e del Museo di Capodimonte di Napoli. La mostra, curata da Piergiorgio Tiscar e dal generale Natale Cicconi, è organizzata dal comune di Civitella del Tronto, il Comitato per i festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia di Civitella del Tronto e l’ente gestore Sistema Museo, con il patrocinio della Regione Abruzzo e della Provincia di Teramo. Apertura: marzo e ottobre 10.00 – 18.00; aprile, maggio e settembre 10.00 – 19.00; giugno, luglio e agosto 10.00 - 20.00. Questa mostra della collana ‘La città degli Uffizi’ è stata allestita a Santo Stefano di Sessanio in Abruzzo in segno di solidarietà nei confronti d’un luogo d’incanto, che s’era guadagnato l’ammirazione degli ospiti anche stranieri e che un destino funesto ha quasi ridotto a una silenziosa solitudine. La Galleria degli Uffizi – aggredita nel 1993 dalla furia d’un attentato che avrebbe potuto farla tracollare e che ne distrusse due capolavori assoluti, guastandone molti altri – trovò nell’Associazione Amici degli Uffizi (nata giusto in seguito a quell’esplosione, come gesto d’incondizionato affetto) un grande conforto per la sua resurrezione. Quell’esperienza premurosa e intelligente (che peraltro tuttora vive ed è per il museo così proficua) ha indotto a stringere relazioni forti col Comune di Santo Stefano di Sessanio, avamposto mediceo in terra d’Abruzzo, colpito – al pari del museo fiorentino – da una tragedia inaspettata e fulminea.

“Una storia profonda e potente che mostra come sia possibile trovare la strada di casa anche dopo che sono stati tagliati tutti i ponti alle spalle.” - Jamie Ford, autore del Gusto proibito dello zenzeroIL LIBRO SEGRETO DI DANTE Francesco Fioretti Intrighi, teoremi, sorprendenti rivelazioni sul poema più importante di tutti i tempi.

Sagre e feste in provincia e fuori

25 Settembre - Tornareccio (CH) Regina di miele Mostra mercato del miele e dei prodotti tipici 1 e 2 Ottobre Bisenti - Festa dell’uva e del vino montonico


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Primo e Secondo

Brodetto alla giuliese, miracolo di gusto e convivialità di Andrea Beccaceci Il brodetto è il piatto che più di ogni altro rappresenta la gastronomia giuliese. Da sempre è un simbolo di aderenza al territorio, privo di status sociale, garanzia di convivialità: il poter mettere un tegame od un coccio fumante al centro di una tavola è giustamente considerato un privilegio. La cura con cui prima vengono scelti gli ingredienti e poi eseguita la cottura lo rendono un piatto dal fascino inimitabile . Il brodetto non è un tegame con il pesce messo lì sul fuoco, svogliatamente, in attesa che sia pronto: è un rito di tradizione, gusto e vita sociale; non è il canonico piatto che la donna di casa prepara mentre gli ospiti siedono a tavola in attesa, ma è la pietanza che coinvolge e fa parlare di sé anche durante la cottura, quando il profumo inizia a spandersi nell’aria e tutti sentono la necessità di avvicinarsi a controllare il lento bollore del tegame. La nascita del brodetto tradizionale alla giuliese è contemporanea a quella della flotta peschereccia locale. I marinai, infatti, doven-

do preparare dei pasti a bordo, usavano i pesci meno adatti al mercato o quelli esteticamente imperfetti, uniti ai pochi ingredienti che avevano a disposizione. Da questa premessa nasce il brodetto come “piatto povero” dei pescatori. I pesci indispensabili alla preparazione tradizionale sono, dunque, quelli di scarso valore commerciale o perché molto spinosi o perché di sapore meno pregiato. Nel tempo i giuliesi - invero anche i cuochi dei ristoranti - ne hanno ampliato il concetto rendendolo una preparazione. Sono state aggiunte alcune specie di pesci, crostacei e molluschi che le prime flotte non pescavano: scampi, rane pescatrici e razze. Gli integralisti della tradizione sostengono, addirittura, che sono da escludere anche le vongole e le cozze che, invece, sono entrate da tempo nella ricetta in quanto sprigionano un’ ulteriore carica di sapore marino. Quello che, ancora oggi, tutti evitiamo di introdurre in pentola è il pesce azzurro.

Volendo individuare il periodo più felice per la preparazione del brodetto si indica quello che va da agosto a novembre, tempo in cui il novellame diventa adulto e le carni sono più saporite, come anche il pomodoro.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE : Gallinella (mazzolina) - razza scorfano - palombo - triglia - rana pescatrice - seppia - lucerna - panocchia- tracina 1,5 kg di pomodori maturi 1/4 di un peperone verde di media grandezza 1 spicchio d’aglio 1 ramo di prezzemolo 1 dl di olio extravergine d’ oliva PREPARAZIONE Dopo aver pulito accuratamente il pesce, soffriggere leggermente in una padella l’aglio triturato nell’ olio, aggiungere il pomodoro, il peperone il sale e, se gradito, il peperoncino. Unire le seppie tagliate a listarelle e dopo 4/5 minuti aggiungere i pesci a seconda delle loro dimensioni e caratteristiche. I pesci a carne più coriacea per primi scorfano , gallinella , palombo e tracina gli altri successivamente. In ultimo aggiungere i frutti di mare. Servire direttamente dal tegame guarnendo con del pane tostato ed il prezzemolo tagliuzzato.


Noi allo specchio Giovani non in crisi

GiuliaViva anno I n.1

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di Roberta Dal Pozzo

In TV, qualche anno fa, c’era una pubblicità che promuoveva il Servizio civile e terminava con questo slogan: “Servizio civile: una scelta che cambia la vita. Tua e degli altri”. Accattivante, ma allo stesso tempo estremamente profondo. 1˚ febbraio 2011: mi ritrovo, in prima persona, a sperimentare lo slogan della pubblicità di cui sopra, a fare di quelle parole esperienza di vita. Il mio impegno nel Servizio civile è di sei ore al giorno per cinque giorni alla settimana: una presenza piacevolmente invadente! Mi sento di dire che questa è una possibilità grandiosa per noi giovani che, e non è una novità, soprattutto in questo momento storico non abbiamo prospettive lavorative rosee. Spendere alcune parole su cosa sia il Servizio civile è molto importante. Esso rappresenta una vera “opportunità messa a disposizione dei giovani

dai 18 ai 28 anni di dedicare un anno della propria vita a favore di un impegno solidaristico inteso come impegno per il bene di tutti e di ciascuno e quindi come valore di coesione sociale. Il servizio civile volontario garantisce ai giovani una forte valenza educativa e formativa, un’ importante e spesso unica occasione di crescita personale, un’ opportunità di educazione alla cittadinanza attiva, contribuendo allo sviluppo sociale, culturale ed economico del nostro Paese. Chi sceglie di impegnarsi per dodici mesi nel Servizio civile volontario, sceglie di aggiungere un’esperienza qualificante al proprio bagaglio di conoscenze, spendibile nel corso della vita lavorativa, quando non diventa addirittura opportunità di lavoro, e nel contempo assicura una sia pur minima autonomia economica”. Queste sono le parole che si trovano sul sito del Servizio Civile Nazionale (www.serviziocivile.gov.it) alla voce “Cos’è il servizio civile”. Ho scelto di riportarle perché sono efficaci e descrivono perfettamente l’essenza di questa esperienza. È difficile incontrare qualcuno che ti offra non solo un approccio educativo al mondo del lavoro, ma anche uno sguardo umano sulla vita e sul lavoro stesso. Invece qui anche i muri parlano di umanità e di educazione. Il nostro motto, anzi, il nostro metodo di lavoro, è “Imparare facendo”.

Ed è stupendo lavorare senza avere i soldi come primo e spesso unico obiettivo. Il servizio civile è fondamentale non solo per noi che decidiamo di intraprendere questa avventura, ma anche per gli enti che, ospitando il progetto, si avvalgono di personale giovane, brioso e motivato: questo dovrebbe entusiasmare la nostra società, che spesso è intorpidita e avvolta dalla supremazia dell’obsoleto. Bisogna avere più fiducia nei giovani e il bello del Servizio civile è che si regge proprio su di noi! E di “impieghi” ce n’è per tutti i gusti: le aree di intervento nelle quali è possibile prestare il Servizio civile sono riconducibili ai settori di protezione civile, ambiente, patrimonio artistico, educazione e promozione culturale e, per gli amanti del viaggio, servizio civile all’estero. Spero di aver sollevato anche solo un po’ l’interesse verso una grande opportunità di cui si sente molto parlare ma che forse non si conosce profondamente. Invito tutti, giovani e non, a consultare il sito www.serviziocivile.gov.it . I giuliesi sono inoltre molto fortunati perché in viale Orsini 90 c’è l’ufficio della Nova Comunicazione, associazione senza scopo di lucro che opera nel campo delle politiche giovanili, progettando e realizzando esperienze di Servizio civile (e non solo). Buona fortuna e buona vita a tutti!


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GiuliaViva anno I n.1

Inviateci le vostre lettere, segnalazioni o foto a: ditelo@giuliaviva.it

Grammatica giuliese

Salve, sono un cittadino residente nel quartiere Annunziata. Tutti i giorni i miei occhi incontrano questo cartello, proprio accanto al bar Giardino. Possibile che chi lo ha piantato non lo abbia letto? Sarà davvero vietato posteggiare su “ambo i lati”? A Giulianova, evidentemente, gli “ambi” non sono solo quelli del lotto e della tombola... A. C.

GiuliaViva

Registrazione al Tribunale di Teramo n. 647 del 07 06 2011 Direttore Responsabile Marzia Tassoni direttore@giuliaviva.it Editrice: Associazione “Giulianova Media & Communications” Redazione e Amministrazione 64021 Giulianova Piazza Buozzi 22 tel. 3461035861 fax. 0857992144 redazione@giuliaviva.it pubblicita@giuliaviva.it -tel.3473612374 VWDPSDWRGD7LSROLWRJUD¿D/$5$3,'$ 9LD**DOLOHL*LXOLDQRYD/LGR

ditelo@giuliaviva.it Notte bianca

Città sporca

Salve, sono un cittadino giuliese e mi Sono titolare di un’attività commerciaassocio a quanti altri - tra cittadini e le nel centro di Giulianova lido. Vorrei commercianti - hanno trovato la notte segnalare che, quest’estate, tantissimi bianca una presa in giro. Soprattutto clienti sono entrati in negozio dicennon vedo con quale valore legale il co- do di trovare la città terribilmente mune abbia potuto mettere in circola- sporca. Mi è dispiaciuto che, a lamenzione i manifesti e le locandine che, ol- tarsi, siano stati anche e soprattutto i tre a pubblicizzare gli eventi pubblici e turisti. Quando si parla di rifiuti, tutti quindi gratuiti, pubblicizzavano anche commentano la raccolta differenziata l’evento “discoteca in spiaggia” (al cen- o la gestione delle discariche. Ma deltro del volantino, che vi ho allegato, le semplici cartacce nelle aiuole e sui ma se ne possono trovare tanti altri in marciapiedi, delle bottiglie lasciate nei giro per Giulianova). Tale evento in- parchi, dei cestini mezzi rotti e strafatti era una serata PRIVATA di una colmi d’immondizia, chi si occupa? discoteca, che infatti faceva pagare Lo spazzamento quotidiano dovrebbe 10€ di ingresso, e non c’entrava niente essere una priorità, ed invece, già dalcon il comune. Io, siccome conosco di le prime ore della mattina, è evidente persona uno degli organizzatori, dato che nessuno ha provveduto alla puliche lavora come organizzatore anche zia spicciola. I villeggianti hanno sotin quella discoteca, posso concludere tolineato anche la trascuratezza delle che ha fatto inserire questa serata nel traverse vicino alla spiaggia. Un pecprogramma per fini suoi personali. cato, per una città che crede di essere Ora mi chiedo soltanto: è giusto che il una perla del turismo. comune pubblicizzi un evento privato R. G. A PAGAMENTO, tra l’altro inserendolo assieme ad altri gratuiti? Grazie per l’attenzione, spero di essere Parco Cerulli stato chiaro. lettera pervenuta via mail Mi congratulo con l’amministrazione comunale per aver finalmente provveduto ad attrezzare con i giochi per bambini il parco Cerulli, in via Orsini. Ora la pineta è davvero fruibile, e credo che anche chi frequenta il vicino centro anziani sia contento di vedere un po’ d’animazione. Il parco Franchi, contrariamente a questo, è tra l’altro troppo assolato e polveroso, oltre ad avere due sole altalene. e-mail firmata


GiuliaViva anno1 nr.1 24 settembre 2011  

Periodico quindicinale d'informazione giuliese in distribuzione gratuita

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