Contra!
Contra!
Sito informativo sulla contraccezione
Giulia Bozzetto - 271926 relatore - Katerina Dolejsova correlatore - Natale Lionello UniversitĂ Iuav di Venezia FacoltĂ di Design e Arti Corso di Laurea Magistrale in Design (Comunicazioni Visive e Multimediali) III Sessione di Laurea., Aprile 2013
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I Abstract
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3. Casi studio 3.1 Data visualization vs. infographic design
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4. Contra! 4.1 Sviluppo progettuale 4.2 Il progetto
II Introduzione 1. L'educazione sessuale in Italia 1.1 Cenni storici 1.2 Definizione di educazione sessuale 1.3 Gli adolescenti e la percezione del rischio 2. Nuovi supporti per l'educazione sessuale 2.1 Alcuni esempi
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Conclusioni
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Bibliografia
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Abstract
In Italia l’educazione sessuale non è una materia scolastica. I singoli istituti o docenti possono fare lezioni su temi legati alla sessualità e all’affettività coinvolgendo anche personale esterno. Ma i contenuti, la frequenza e le modalità di questi interventi variano da caso a caso. Vige in sostanza un regime di “anarchia” che fa si che nelle scuole la sessualità venga affrontata solo sotto l’aspetto biologico durante le ore di scienze naturali. La scuola delega il compito di fare educazione sessuale alla famiglia e viceversa. Ma se non è la famiglia a prendersi carico dell’educazione sessuale dei figli, ai giovani non rimane altra scelta che affidarsi alla rete. Nel panorama italiano non ho trovato esempi interessanti di informazione on-line su temi legati all’educazione sessuale. Ho deciso quindi di lavorare sulla progettazione di un sito internet informativo. Nello specifico ho deciso di trattare la contraccezione, perché è un tema in cui l’informazione è fondamentale per poter compiere delle scelte consapevoli, in linea con i nostri desideri, le nostre convinzioni morali, le nostre aspettative per il futuro. Ho scelto come supporto il sito web, perché è un mezzo di comunicazione a cui la maggior parte delle persone ha accesso. Ho sfruttato la possibilità di integrare strumenti diversi. Nel mio progetto ho utilizzato l’infografica interattiva, il video e le illustrazioni per creare un piccolo
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percorso educativo. Il mio obiettivo era offrire all’utente un’esperienza coinvolgente e, allo stesso tempo, informarlo. I temi trattati nel sito sono la fisiologia della riproduzione, le modalità con cui funzionano i principali metodi contraccettivi, la loro efficacia e il loro corretto utilizzo. La mia ricerca progettuale si è concentrata in particolare sulla costruzione di un linguaggio che risultasse accattivante e allo stesso tempo chiaro. Spesso la comunicazione di temi scientifici risulta fredda e poco attraente. Io volevo che l’utente riconnettesse la contraccezione al mondo dei rapporti, delle emozioni e della vita sociale.
In Italy, sex education is not a school subject. The individual schools or teachers can provide lessons on issues related to sexuality and affectivity also involving external staff. But the content, the attendance, and the modality of theese interventions vary from case to case. Basically there’s a state of “anarchy”, so usually sexuality is treated only as a scientific issue during the biology lessons. The school delegates sex education to the family and vice versa. But if the family doesn’t take charge of sex education, young people have no choice but to rely on the web.
I didn’t find any interesting italian example of on-line information on isssues related to sexual education. So I decided to work on the design of an informative website, in particular I decided to treat contraception, because it’s a subject in which information is crucial to make informed choices, in line with our desires, our moral beliefs, and our expectations for the future. I chose to develop a website, because it’s a very common media to which most people have access. I exploited the possibility to integrate different tools: in my project I used interactive infographics, video and illustrations to create a short educational journey. My target was to engage the user and inform him. The topics covered in this site are the physiology of reproduction, the functions of contraceptive methods, their effectiveness and their proper use. My research focused above all on the construction of a visual language that might be nice and clear. Often the communication of scientific issues is cold and unattractive. I wanted to riconnect contraception to the world of emotions, relationships and social life.
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introduzione
Il controllo della fertilità, molto prima di essere un problema tecnico, è un problema culturale […] stabilire il numero di figli che è opportuno (saggio, civile, razionale o anche soltanto economicamente possibile) avere a seconda delle nostre condizioni economiche, della nostra età, della nostra salute, delle nostre speranze, di quello che pensiamo della vita e del nostro concetto di genitorialità, della nostra religione e dei nostri principi morali, del nostro senso di responsabilità e delle nostre attese, dovrebbe essere considerato da tutti un atto naturale e meritorio, e come tale dovrebbe essere sostenuto e facilitato dalla società nella quale viviamo. Il sostegno che sarebbe logico attendersi dovrebbe essere anzitutto culturale, in secondo luogo tecnico. Dalla cultura dovremmo ricavare la capacità di gestire la nostra vita sessuale e affettiva secondo le nostre intenzione e le nostre scelte; la tecnica dovrebbe darci gli strumenti per gestire una vita sessuale libera dai rischi procreativi senza alcun coinvolgimento della nostra salute generale. 1
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Il progetto di tesi che intendo presentare in queste pagine sviluppa il tema della contraccezione. La tematica analizzata è stimolante, ma non priva di problematiche. La citazione del professor Carlo Flamigni esprime con chiarezza la complessità di questo tema. Il primo problema che bisogna affrontare quando si parla di contraccezione è quello tecnico. Per me ciò ha significato ricercare gli strumenti più efficaci per trasmettere informazioni scientifiche in modo chiaro. L’informazione infatti è una premessa fondamentale per poter fare scelte in campo di contraccezione in modo consapevole. Ma come evidenzia bene il professor Flamigni, la contraccezione è anche un problema culturale. Questa coinvolge l’etica, la religione e i desideri dell’individuo e tutte le scelte che la riguardano possono contribuire in maniera decisiva a migliorare la qualità della nostra vita. La contraccezione quindi non è un tema solo legato alla medicina, ma anche alla nostra vita affettiva e sociale. Obiettivo del mio percorso progettuale è stato quello di mettere in relazione questi due aspetti dello stesso tema.
1 Flamigni Carlo, Storia della contraccezione. Ignoranza, superstizione e cattiva scienza di fronte al problema del controllo delle nascite, Baldini Castoldi Dalai editore, Milano, 2012, p. 17.
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l’educazione sessuale in italia
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1.1
Cenni storici
l’EDUCAZIONE SESSUALE IN ITALIA | cenni storici
La storia dell’educazione sessuale in Italia ha profonde radici storiche. È possibile trovare riferimenti specifici alla trattazione pedagogica della dimensione della sessualità già nella precettistica del Cinquecento. Ma è solo con l’Illuminismo che si creano le condizioni per quella riflessione socio-pedagogica intorno alla sessualità che si è espressa esplicitamente alla fine dell’Ottocento.
Dalla nascita della Repubblica al ventennio fascista - Nella neonata Italia unita si instaura un clima positivista e gli scienziati si adoperano in pubblicazioni per difendere saperi nuovi e aumentare il consenso verso la borghesia. Con il diffondersi dell’alfabetizzazione la letteratura penetra sempre più profondamente nel mondo popolare. In questo clima si inserisce la figura di Paolo Mantegazza, scienziato passato alla storia per essere stato fra i primi divulgatori italiani delle teorie darwiniane. I suoi scritti Fisiologia del piacere (1854), Fisiologia dell’amore (1872), Igiene dell’amore (1878) e Fisiologia della donna (1893) ebbero un largo successo di pubblico. Ai tempi Mantegazza viene considerato un esempio di scienziato liberale perché affronta temi ritenuti tabù.
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Di fatto i testi dello scienziato partono da osservazioni biologiche oggettive ma vi applicano gli stereotipi ruoli tradizionali affermati ai tempi, senza particolare attenzione alla questione femminile. 1 Questi testi avranno diffusione anche durante il ventennio fascista poiché in linea con l’idea di famiglia proposta dal regime. Nella seconda metà del XIX secolo il quadro politico nello scenario internazionale muta grazie anche alla forte spinta della classe borghese. In Italia la questione dell’unità nazionale di grande interesse per la borghesia, subordina a sé ogni altro aspetto e anche il problema dell’educazione sessuale viene affrontato come parte del problema nazionale. In questi anni ci sono svariati tentativi di inserire l’educazione sessuale (chiamata «igiene sessuale e sociale») nei programmi scolastici. Posizioni ideologiche diverse si trovavano concordi nel definirla per contrastare le conseguenze di prostituzione, sesso precoce e alcolismo che si diffondevano sempre di più nella nuova società industriale. 2 Gli approcci verso l’educazione sessuale in questo periodo però divergono. Da un lato c’è l’idea di educazione sessuale morale, basata sulla castità come regola etico-fisiologica. Dall’altro la volontà di sviluppare una educazione sessuale legata alla creazione di un senso civico
nazionale basata su principi etico-fisici che trasmettesse come obiettivo la salubrità della nazione. Nel 1902 l’onorevole Nunzio Nasi, ministro della pubblica istruzione, propone un «corso di igiene sessuale» per gli ultimi anni di scuole normali tecniche e liceali che comprendesse la trattazione delle malattie veneree. Nel 1908 Maria Montessori al II Congresso Nazionale delle donne italiane che si svolse a Roma dal 24 al 30 aprile presenta il suo intervento intitolato La morale sessuale nell’educazione. La dottoressa, che nei decenni successivi sarebbe diventata un punto di riferimento internazionale fra i pedagogisti, riteneva bisognasse superara una tradizione che voleva che la donna non si «impiciasse della questione sessuale». 3 Nel 1909 fu indetto, dalla rivista di cultura e politica La Voce, il Convegno Nazionale per la Questione Sessuale. Qui fu espresso accordo generale sulla necessità di un intervento educativo e sull’inutilità di manuali e di insegnamenti specialistici. Ci fu contrasto su ciò che trasforma quest’istruzione in educazione: i naturalisti volevano partire dagli insegnamenti puramente fisiologici, gli idealisti dalla formazione del carattere. Le posizioni espresse nel numero della rivista possono
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apparire arretrate e insistono sulla castità come valore morale e civile ma nel contesto culturale dell’epoca l’idea di informare i giovani per proteggerli dai «pericoli della vita sessuale» era considerata una scelta liberale. A seguito di questo congresso fu istituita una commissione parlamentare con l’incarico di studiare i provvedimenti più idonei da adottare per arginare la crescente criminalità minorile. Dai lavori della Commissione scaturì un progetto di legge che includeva l’obbligatorietà di fare alcune lezioni agli adolescenti sull’igiene sessuale. In Italia era quindi nata la consapevolezza che la prevenzione di alcuni comportamenti pericolosi si potesse ottenere solo attraverso l’informazione. La Prima Guerra Mondiale bloccò molti dei progetti in atto e durante il ventennio fascista il dibattito sul tema si ferma. Si aveva il timore che iniziative di educazione sessuale potessero incappare nelle maglie della legge fascista che vietava ogni propaganda anticoncezionale quale attentato al mantenimento della stirpe. Con i Patti Lateranensi del 1929 si allontana definitivamente la possibilità di fare educazione sessuale nelle scuole e nel documento ufficiale Divini Illius Magistri la chiesa sostiene che questa non aiuta a «premunire i giovani contro i pericoli dei sensi». La posizione ufficiale della Chiesa è quindi che l’informazione
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G.Rifelli, C.Ziglio, Per una storia dell’educazione sessuale 1870-1920, La Nuova Italia, 1991, Firenze, p.36.
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A.Fabrizi, G.Gambino,“Origini e sviluppi dell’educazione sessuale in Italia“ in Rivista di sessuologia clinica, Franco Angeli Edizioni, 2005, Roma, fascicolo 1, p.12.
3 P. Trabalzini, Maria Montessori: un
itinerario biografico e intellettuale (1870-1909), articolo disponibile all’indirizzo internet web.tiscalinet.it/ mediazionepedagogica.
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è inefficace se non nociva e, eventualmente, solo la famiglia ha il ruolo di educare i figli alla sessualità. Nel 1931 Enrico Morselli in Sessualità umana distingue fra «informazione sessuale» (informazioni sui problemi relativi al sesso) ed «educazione sessuale» (formazione alla gestione della sessualità). Questa distinzione sopravvive tuttora. (capitolo 1.2) Nel 1943 Ettore Panguzzi in Purezza e Castità cerca di superare la dicotomia fra informazione ed educazioni proponendo una rivelazione graduale mitigata da una forte educazione morale parallela e contesta il «metodo del silenzio», ossia l’idea che sia meglio non parlare di educazione sessuale con i figli.
Gli anni Sessanta e Settanta - Nel 1960 Luigi de Marchi con Sesso e civiltà, porta in Italia la «rivoluzione sessuale» di Willhem Reich. Reich trova nelle repressione sessuale adolescenziale e infantile l’elemento che produce strutture caratteriali negli individui tali da renderli tolleranti alla servitù politica: per Reich la sessualità fa parte della sfera intima di ciascun individuo e nessuna legge morale o codice può regolarla. Le
riflessioni di De Marchi sono anch’esse di carattere politico e come Reich vede nella “liberazione sessuale” l’obiettivo veramente rivoluzionario che ancora nessuna forza politica è riuscita ad attuare. De Marchi condanna ogni forma di sessuofobia e promuove l’assoluta libertà sessuale quale diritto inalienabile di ogni individuo. Nel 1966 il giornale di istituto del Liceo Parini di Milano La Zanzara pubblica un articolo in cui un gruppo di ragazzi parla dell’uso di anticoncezionali, di educazione sessuale, e in cui alcune ragazze si dichiarano favorevoli ai rapporti prematrimoniali. Il preside, i redattori del giornalino e il proprietario della tipografia vengono processati con l’accusa di «stampa oscena e corruzione di minorenni». 4 La vicenda viene riportata su tutti i principali quotidiani e le parti politiche si esprimono a favore o contro l’arresto degli studenti. Alla fine gli studenti vengono assolti. Il caso de La Zanzara e la pubblicazione dei libri di De Marchi sembrano raccontare una Italia che vive appieno i fervori che hanno anticipato il ‘68. Ma in campo legislativo l’Italia si muove in tutt’altra direzione. L’articolo 533 del Codice Penale punisce con la reclusione fino ad un anno o con una multa l’incitamento a pratiche contro la procreazione o la propaganda a favore di esse. Il divieto era un retaggio dell’epoca fascista
l’EDUCAZIONE SESSUALE IN ITALIA | cenni storici
e di fatto impediva la diffusione di anticoncezionali. Solo nel 1971 l’articolo viene abrogato perché riconosciuto come anticostituzionale e la vendita di farmaci con funzione contraccettiva divenne legale a tutti gli effetti solo nel 1976. Nel 1974 l’onorevole Giorgio Bini del Partito Comunista fa una proposta proposta di legge che prevede la formazione del personale che lavora nelle scuole affinché possa offrire un’educazione sessuale sin dalla scuola materna. L’educazione sessuale si sarebbe dovuta integrare in modo interdisciplinare con diverse altre materie in modo da non creare una scissione fra gli insegnamenti «normali» e le questioni relative a sessualità e riproduzione. Anche nelle successive proposte provenienti da ambito comunista rimaneva l’idea che l’educazione sessuale dovesse essere costituita da una serie di interventi interdisciplinari. Durante la stessa legislatura ci sono altre due proposte di legge sullo stesso tema, una del Partito Socialista Italiano non molto distante da quella di Bini, e una dalla Democrazia Cristiana. La proposta della DC propone una collaborazione fra scuola e famiglia nel definire gli obiettivi da perseguire. In questo modo si sarebbero tutelate le convinzioni idelogiche-religiose delle famiglie e degli educatori.
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http://it.wikipedia.org/wiki/La_zanzara, (consultato il 03 marzo 2013).
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Se le proposte di Partito Comunista e Partito Socialista Italiano puntavano sull’importanza di una informazione quella della Democrazia Cristiana poneva l’accento sull’esigenza di dare una educazione basata su dei modelli di sessualità «corretti», coerenti con quelli che i ragazzi ricevono dalle loro famiglie. Questa divergenza pareva insormontabile.
Gli sviluppi legislativi degli ultimi decenni – Il dibattito sulla questione si affievolisce sino alla X magistratura quando vi furono di nuovo molteplici proposte di legge provenienti da tutti le parti politiche. Una commissione diretta dall’onorevole Bianca Gelli fu incaricata di elaborare una proposta di legge che verrà approvata nel 1992. Il testo inizialmente di impronta decisamente laica, subì delle modificazioni. Nel testo della legge sull’ Informazione e l’educazione sessuale nella scuola si parla di educare «ad una cultura della sessualità responsabile verso la procreazione e attenta ai valore della vita e della famiglia». Nel testo definitivo compare anche un elemento che aveva caratterizzato le proposte della Democrazia Cristiana e che aveva diviso le parti politiche: la partecipazione delle famiglie che devono venire informate e possono proporre iniziative di educazione sessuale. Nel testo si definisce che
l’educazione sessuale non deve essere una materia a sè ma una serie di interventi su tematiche legate alla sessualità all’interno delle varie discipline. Non viene creata quindi una materia curriculare che tratti i temi legati alla sessualità, e i contenuti sono a discrezione dei docenti o degli istituti. Questa proposta ricalca in parte il progetto di Bini. La legge non termina il suo iter come testimoniano queste proposte di legge risalenti al 1996 e 1999. La prima è della deputata Alberta De Simone di Sinistra Democratica che presenta in parlamento una proposta di legge per la messa in atto del progetto elaborato dalla commissione del 1992: [...]rimangono presenti, attuali e ancor più urgenti i molteplici problemi e le numerose ragioni di ordine sociale, culturale, psicologico, formativo che rendono opportuno l’inserimento nella scuola dell’informazione e dell’educazione sessuale. Riteniamo, altresì, che riproporre il testo approvato dalla VII Commissione nella XI legislatura e ripresentato anche nella XII, frutto di una buona sintesi delle posizioni molto diverse fra le forze politiche, possa costituire un’efficace base per la riapertura del confronto parlamentare con l’obiettivo che possa in tempi non lunghi essere approvata una buona legge. 5
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La legge del 1999 è stata portata in parlamento dal deputato Rodighiero di Lega Nord. Riportio il testo perchè dà una chiara descrizione della situazione di quegli anni (non molto dissimile da quella attuale): Al di là di quanto previsto nei programmi di insegnamento per i vari ordini di scuole [...] nella scuola italiana […] non è ancora consentito informarsi e parlare dei temi inerenti la sessualità e delle forme in cui essa si esprime. I rari casi in cui si riscontra questo tipo di informazione sono da attribuirsi alla sensibilità di qualche insegnante o di qualche preside. L’istituzione scolastica, i programmi, persino i testi in uso, negano la differenza tra i sessi nella storia, nella cultura e nella scienza, tacciono sulla conoscenza dei corpi, cancellano la presenza di soggetti diversi, ragazze e ragazzi, all’interno della scuola. La formazione culturale attuale non fornisce ai giovani strumenti che consentano loro di conseguire una consapevolezza di sè stessi e della loro sessualità, contribuendo, in tal modo, al perpetuarsi di modelli discriminanti e di divisione sessuale dei ruoli. La scuola deve fornire tutti gli strumenti di carattere informativo che consentano libere interpretazioni critiche personali. L’urgenza del contributo
5 Progetto di legge n° 218, XII legislatura.
Il progetto di legge è visionabile sul sito della Camera dei Deputati, all'indirizzo leg13.camera.it/_dati/leg13/lavori/ stampati/sk0500/relazion/0218.htm (consultato il 04 marzo 2013).
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della scuola nel settore della sessualità dipende da alcuni fattori tra cui, uno dei principali, l’impreparazione di molti genitori ed il loro continuo delegare ad altri questo tipo di informazione. 6 Nessuno di questi due progetti di legge prosegue l’iter per diventare legge e attualmente in Italia non è chiara la posizione delle istituzioni rispetto a questo tema. Mentre in altri paese Europei l’educazione sessuale ha una tradizione pluridecennale in Italia il dibattito si concentra ancora sull’eventualità di introdurre o meno questa materia nelle scuole.
lupo alberto: un caso significativo - Nella
prima metà degli anni ’90 si verifica un caso simile a quello che ha coinvolto i redattori del giornale La zanzara decenni prima. Negli anni ’60 parlare apertamente di sessualità in Italia significava sollevare antiche opposizioni ideologiche sopravissute nei secoli. Ma negli anni ’80 e ’90 parlare di sesso ai giovani divenne una urgenza dettata dalla diffusione del virus HIV. Anche il Ministero della Salute italiano si adoperò in questa direzione con delle campagne di sensibilizzazione sull’uso del preservativo. Nel
1993 però si scatenò un acceso dibattito sulla distribuzione di un opuscolo informativo nelle scuole facendo passare il problema sanitario/educativo in secondo piano rispetto a quello politico/ideologico. Si tratta di una vicenda significativa che da sola riesce a rappresentare le contraddizioni che hanno reso impossibile la definizione da parte delle istituzioni italiane di una linea chiara in campo di educazione sessuale. Alla fine del 1991 il Ministero della Sanità commissiona all’agenzia SCR Associati la produzione di un opuscolo per sensibilizzare i giovani sul tema della prevenzione dell’AIDS. L’agenzia decide di affidarsi alla matita di Silver, fumettista italiano creatore del personaggio di Lupo Alberto. I fumetti di Lupo Alberto sono rivolti a un pubblico di adolescenti o giovani adulti, il protagonista è un lupo irriverente e che parla un linguaggio ricco di espressioni gergali. Il titolo dell’opuscolo promosso dal ministero è Come ti frego il virus. Un po’ di cose che è utile sapere per non avere nulla da temere e doveva essere distribuito in luoghi di aggregazione giovanile come le discoteche. Di fatto l’albo a fumetti avrà una diffusione più ampia di quella inizialmente prevista: diviene un opuscolo allegato alla rivista musicale Tutto e, alla fine del 1992, arriva nelle scuole. Il Ministero dell’Istruzione però contesta l’operazione e ordina il ritiro del materiale dagli istituti scolastici. L’allora ministro Rosa
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Russo Jervolino ritiene i contenuti dell’opuscolo inadeguati . L’obiezione principale che viene mossa all’operazione promossa dal Ministero della Salute è quella di aver utilizzato un linguaggio inadeguato. Per rendere l’idea dei contenuti dell’albo riporto il testo di una delle vignette in cui viene descritta la procedura corretta per togliere il preservativo. [...] poiché nulla dura in eterno (neanche l’erezione) può avvenire che il preservativo si sfili dal pene proprio mentre il proprietario del medesimo decide di “ritirarsi” dalle parti sue. Quindi, alla fine di ogni rapporto, quando decidete di “uscire” trattenete al proprio posto il preservativo tenendo con una mano il bordo inferiore. Sembra complicato... ma è più complicato per dirlo senza offendere il pudore di nessuno, che non per voi farlo. In realtà, anzi, questo procedimento è semplicissimo e se la ragazza decide di dare una mano al suo compagno, usare il preservativo puo’ diventare un gioco molto intimo, eccitante e divertente. 7
6 Progetto di legge n° 1722, XII legislatura. Il progetto di legge è visionabile sul sito della Came ra dei Deputati, all'indirizzo leg13.camera.it/_dati/leg13/lavori/ stampati/sk2000/relazion/1722.htm (consultato il 04 marzo 2013).
7 “Silver. Lupo Alberto alla guerra dei
palazzi” pubblicato su Corriere della Sera, 31 luglio 2013.
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L’albo a fumetti voleva essere uno strumento utile da un punto di vista pratico. Il linguaggio usato è diretto e pragmatico, ma viene accusato di banalizzare il sesso. Di fatto l’opuscolo era già stato ampiamente distribuito prima del suo arrivo nelle scuole, quindi la decisione di ritirarlo dalle scuole presa Ministero dell’Istruzione apparve come una presa di distanza dall’operato dell’altro Ministero. Di nuovo quindi si è trattato di uno scontro politico/ideologico. Il personaggio Lupo Alberto è comparso anni dopo in altre campagne per la prevenzione dell’AIDS, ma questa volta non si scatenarono dibattiti. Il panorama italiano risulta oggi molto complesso. Il Vaticano ha definito l’educazione sessuale nelle scuole una minaccia per la libertà religiosa. 8 Anche rappresentanti dell’ultimo governo Berlusconi si sono dichiarati contrari all’introduzione di una materia scolastica nelle scuole in quanto la responsabilità di questi insegnamenti spetterebbe alla famiglia. 9 Ma allo stesso tempo alcuni istituti e associazioni si adoperano a livello locale con progetti, a volte anche all’avanguardia. Bisogna citare a tal proposito il modello peer-to peer adottato in vari istitui italiani, basato sul formare dei tutor fra gli studenti a cui poi spetta la responsabilità di informare i coetanei.
l’EDUCAZIONE SESSUALE IN ITALIA | cenni storici
8 “Nella Ue l'educazione sessuale e civile
minaccia la libertà religiosa” pubblicato su Corriere della Sera, 10 gennaio 2011.
9 “Rocella: no alla educazione sessuale nella scuola” pubblicato su Avvenire, 1 luglio 2009.
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1.2
definizioni di educazione sessuale
l’EDUCAZIONE SESSUALE IN ITALIA | definizioni di educazione sessuale
definizioni e approcci - È difficile definire l’educazione sessuale nei suoi contenuti od obiettivi, poiché questi variano a seconda dell’epoca e del contesto. Prendere in esame solo le operazioni educative/informative svolte consapevolmente significa già ridurre il campo di indagine. Infatti la prima distinzione necessaria è proprio quella fra educazione sessuale formale ed educazione sessuale informale. Nel corso della crescita bambini e adolescenti acquisiscono conoscenze e si formano immagini, atteggiamenti e competenze riguardanti il corpo umano, le relazioni intime e la sessualità. In questo processo utilizzano un’ampia gamma di fonti, fra cui i propri genitori, che quindi, pur non agendo in maniera conscia, offrono la prima forma di educazione sessuale. All’agire dei genitori poi si aggiungono le moltissime altre esperienze di vita quotidiana. Ma se l’educazione sessuale si limita a queste forme indirette di formazione il rischio è quello di far maturare curiosità morbose, paure o ansie nel bambino. Questo timore era espresso dal padre della psicoanalisi Sigmund Freud che in una lettera aperta del 1907 intitolata Istruzione sessuale dei bambini giudica negativamente la tendenza a non soddisfare le curiosità dei bambini su concepimento e sessualità.
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Non c’è alcuna ragione di negare ai bambini quella spiegazione che la loro brama di sapere esige. La curiosità del bambino non raggiungerà un alto livello se in ogni fase dell’apprendere troverà l’appagamento corrispondente. 1 Per questo Freud propone di introdurre l’istruzione sessuale sin dalla giovanissima età. Secondo le sue teorie infatti il bambino non è estraneo a sensazioni sessuali prima della pubertà (ma solo dalla pubertà il giovane connette erotismo e funzione riproduttiva), quindi è necessario che sin dai primi anni di scuola venga affrontata l’educazione sessuale. Il dibattito sull’educazione sessuale nelle scuole comincia quindi più di un secolo fa. L’effettiva introduzione nelle scuole di un’educazione che si concentri su un’ idea di sessualità ampia comincia molto più tardi, in seguito alla cosiddetta «rivoluzione sessuale» degli anni ’70. La diffusione dei primi contraccettivi moderni come la pillola, influenzarono fortemente la concezione di sessualità delle persone permettendo per la prima volta di parlare liberamente di comportamenti sessuali slegati da obiettivi riproduttivi. Ma soprattutto nello stesso periodo la società riconosce l’esistenza di una fase della vita intermedia fra infanzia e età
adulta: l’adolescenza. La società comincia ad accettare o perlomeno ad ammettere che anche i giovani hanno una vita sessuale. Salvo alcune eccezioni (come la Svezia che introduce l’educazione sessuale come materia scolastica nel 1955) gli anni ’70 e ’80 sono i decenni che vedono le scuole europee adottare l’educazione sessuale come materia scolastica. Le ragioni immediate dietro la richiesta di educazione sessuale nelle scuole sono cambiate nel corso degli anni e sono state diverse da paese a paese, andando dalla prevenzione delle gravidanze indesiderate a quella dell’HIV e di altre malattie sessualmente trasmissibili. Ma a poco a poco gli obiettivi dell’educazione sessuale si sono spostati dalla prevenzione a una concezione maggiormente olistica. Nel 1989 la International Planned Parenthood Federation (IPPF), una organizzazione nata nel 1952 per promuovere la salute riproduttiva nel mondo, fece un’indagine per capire come venisse interpretata nei diversi paesi la stessa espressione. Il risultato fu l’identificazione di 4 diversi significati associati alla stessa espressione educazione sessuale: —— educazione demografica che pone un accento particolare sull’uso di contraccettivi.
l’EDUCAZIONE SESSUALE IN ITALIA | definizioni di educazione sessuale
—— educazione sessuale nel senso stretto del termine, intesa come preparazione esclusiva alla vita sessuale senza riferimento alla coppia o ai rapporti affettivi, diffusa inizialmente in Svezia ma poi sostituita da altri approcci. —— educazione alle relazioni interpersonali e alla comunicazione che si concentra sull’incontro con l’altro sesso e sulle problematiche relazionali, diffusa nei paesi scandinavi. —— educazione al matrimonio e alla vita coniugale in cui l’educazione prepara alla vita famigliare, diffusa nei paesi dell’Est-Europa e nei paesi latini. L’indagine, seppur risalga a più di 20 anni fa, testimonia come l’espressione educazione sessuale possa assumere significati molto distanti. D’altro canto il termine stesso educazione presuppone l’esistenza di un sistema di valori di riferimento: Educàre= lat. EDUCARE comp della particella E da,di, fuori e DUCARE per DUCERE condurre, trarre. Aiutare con opportuna
1 S. Freud, “Istruzione sessuale dei
bambini” in E.Saggitario, V.Abrate (curatori), Sigmud Freud. Compendio di tutti gli scritti, Universale Scientifica Boringhieri,1986, Torino, p.146.
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disciplina a mettere in atto, a svolgere le buone inclinazioni dell’animo e le potenze della mente, e a combattere le inclinazioni non buone: lo che è condur fuori l’uomo dai difetti originali della rozza natura, instillando abiti di moralità e di buona creanza. 2 L’educazione sessuale ha sempre corso il rischio di diventare un’occasione per creare una distinzione fra comportamenti «giusti» e «sbagliati». È innegabile che ogni società abbia le sue norme morali condivise, ma impostare l’educazione sessuale sul prescrivere una serie di precetti comportamentali risulta poco educativo e non democratico. L’espressione informazione sessuale apparentemente dovrebbe risultare meno attaccabile. La storia di questo approccio è antica, abbiamo già illustrato come all’inizio del secolo in Italia si usasse proprio l’espressione «informazione sull’igiene-sessuale» per caratterizzare una serie di interventi finalizzati a prevenire talune patologie. Il termine informazione vuole sottolineare la scientificità e pragmaticità di contenuti liberi da connotazioni morali. In un certo senso anche Freud credeva nella possibilità di dividere l’educazione sessuale in insegnamenti fisici e morali. Nella sua proposta per l’educazione sessuale nelle scuole espressa nella
lettera sopracitata si propone di affrontare il sesso da una prospettiva fisiologica con i bambini. In questo modo i ragazzi sarebbero giunti alla pubertà già informati sulla fisicità del sesso, pronti per poter affrontare il problema nella sua componente morale. Sulla possibilità di distinguere informazione ed educazione si esprimono molto chiaramente Bianca Gelli e Caterina Arcidiacono: Gli interrogativi: informazione o educazione e famiglia o scuola hanno trovato una più equilibrata e ovvia risposta nella sostituzione di quei due o/o con due e/e; in particolare, non può darsi informazione che prescinda dall’educazione, nel senso del necessario dover fare riferimento a sentimenti, affetti, valori, che con la sessualità sono strettamente connessi e viceversa come sia impensabile educare prescindendo dall’ informazione; ugualmente sarebbe del tutto controproducente non avvalersi del contributo educativo sia delle famiglia che della scuola anche ai fini di un’educazione non dissociata dei giovani. 3
l’EDUCAZIONE SESSUALE IN ITALIA | definizioni di educazione sessuale
La stessa Bianca Gelli partecipò come parlamentare a una commissione che elaborò un progetto di legge per l’educazione sessuale in Italia nel 1992. L’evento fu significativo perché alla commissione parteciparono esponenti di tutte le parti politiche con l’obiettivo di trovare una linea comune. La proposta fu proprio chiamata Proposta di legge per una informazione ed educazione sessuale nella scuola. Quest’idea di inscindibilità fra educazione e informazione trovò spazio quindi anche in campo istituzionale. Un altro esempio di approccio olistico all’educazione sessuale è quello proposto dalla International Planned Parenthood Federation. Nel 2008 rilascia un bollettino in cui dà la definizione di educazione sessuale complessiva (ESC) e ne elenca gli obiettivi. In una traduzione italiano del documento possiamo leggere che: (la ESC è un) processo che dura tutta la vita, di acquisizione di informazioni e di formazione di attitudini, convinzioni e valori relativi all’identità, ai rapporti sociali e all’ intimità […]. Una ESC affronta le dimensioni biologica, socio culturale, psicologica e spirituale della sessualità da un punto di vista cognitivo, affettivo e comportamentale, incluse le capacità di comunicare efficacemente e di prendere decisioni responsabili. 4
2 www.etimo.com, voce educare (consultato il 03 marzo 2013).
3 C. Arcidiacono, B. R.Gelli (curatori),
Psicologia di comunità ed educazione sessuale. Verso un modello di educazione socio-affettiva sessuale, Franco Angeli, 1994, Roma, p.10.
4 Traduzione di IPPF, Medical Bulletin, 8
march 2008 contenuta in Contraccezione, sessualità, salute riproduttiva-Rivista Ufficiale Società Medica Italiana per la Contraccezione, gruppo editoriale editeam, n°1, settembre 2008, p.2.
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Nello stesso documento si sostiene che l’obiettivo di questi programmi non è sostituirsi al sistema di valori consolidato nelle famiglie, ma fornire la possibilità di compiere delle scelte in maniera consapevole. Un documento stilato dall’ufficio europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sostiene che l’approccio olistico sia quello più consolidato in Europa, pur rimanendo difficile stilare una tassonomia precisa di tutti i tipi di educazione sessuale esistenti. In molti paesi Europei il problema dell’integrazione fra informazione ed educazione viene affrontato evitando di avere una materia scolastica chiamata “educazione sessuale” ma rendendo gli interventi “multidisciplinari”. Chiaramente la materia che sarà più facilmente investita del compito di fare luce su questioni relative alla sessualità sarà la biologia, ma teoricamente anche le materie umanistiche dovrebbero offrire opportunità per trattare temi legati all’educazione sessuale. Un approccio più ampio all’educazione sessuale è possibile solo se si da una definizione di salute sessuale come quella proposta dalla Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2002: Sexual health is a state of physical, emotional, mental and social well-being in relation to sexuality; it is not merely the absence of
disease, dysfunction or infirmity. Sexual health requires a positive and respectful approach to sexuality and sexual relationships, as well as the possibility of having pleasurable and safe sexual experiences, free of coercion, discrimination and violence. For sexual health to be attained and maintained, the sexual rights of all persons must be respected, protected and fulfilled. 6
l’EDUCAZIONE SESSUALE IN ITALIA | definizioni di educazione sessuale
punti di incontro - Se ci basiamo sulle direttive della OMS e sugli approcci prevalenti in Italia possiamo trovare dei punti di incontro che non danno una vera e propria definizione di educazione sessuale in termini universali, ma riassumono un approccio condiviso da istituzioni e organizzazioni per i diritti civili. Gli elementi da me identificati come fondamentali sono questi: —— l’obiettivo dell’ educazione sessuale è sia informativo che educativo —— non è una materia scolastica a sé stante —— persegue come obiettivo la salute sessuale dell’individuo e intende la salute sessuale come stato di benessere fisico, emotivo, mentale e sociale —— propone un atteggiamento positivo verso la sessualità e non ha solo obiettivi di prevenzione —— vuole promuovere la libertà di scelta e non si pone come alternativa ai valori tradizionali/famigliari/religiosi/politici dell’individuo
5 WHO Regional Office for Europe and BzgA, Standards for Sexuality Education in Europe: A Framework for Policy-makers, education and health authorities and specialists ,Colonia 2010, consultabile all'indirizzo internet bzga-whocc.de (consultato il 04 marzo 2013).
6 WHO Regional Office for Europe and BzgA, Standards for Sexuality Education in Europe: A Framework for Policy-makers, education and health authorities and specialists ,Colonia 2010, p.17.
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1.3
Gli adolescenti e il rischio
l’EDUCAZIONE SESSUALE IN ITALIA | gli adolescenti e il rischio
percezione del rischi0 e contraccezione - Il pericolo di gravidanze indesiderate o di contrarre malattie sessualmente trasmissibili esiste per tutte le fasce di età, ma si accentua particolarmente nella fase adolescenziale. Secondo lo psicologo Jean Piaget i giovani diventano capaci di formulare pensieri ipotetici deduttivi intorno ai 12 anni. Prima il bambino è capace solo del pensiero intuitivo connesso all’egocentrismo: ossia il bambino interpreta ogni rapporto come strettamente dipendente dalla sua azione e non si decentra in un sistema oggettivo. 1 In un articolo del 2005 nella Rivista di Sessuologia Clinica compare un articolo delle ricercatrici Cinzia Silvaggi, Francesca Tripodi, Roberta Rossi e Valentina Cosmi in cui sostengono che l’adolescente viva un momento in cui la sua nuova capacità di pensiero ipotetico-deduttivo si scontra con il suo egocentrismo infantile. 2 In pratica l’adolescente tende a proiettare le possibili conseguenze negative dei suoi comportamenti in un futuro ipotetico e lontano, non riuscendo a riconoscere la pericolosità dei suoi stessi comportamenti. Nello stesso articolo viene citato un interessante modello proposto dallo psicologo americano Donn Erwin Byrne nel 1983. 3 Secondo il suo modello dei five steps intraprendere una scelta contraccettiva sarebbe un percorso costituito da diverse tappe:
1 U.Galimberti, Dizionario di psicologia,
voce “Egocentrismo”, Unione tipografico editrice Torinese, 1992, Torino, p.324.
2 C.Silvaggi, F. Tripodi, R. Rossi e V. Cosmi,
“Sessualità, adolescenza e percezione del rischio” in Rivista di sessuologia clinica, fascicolo 1, Franco Angeli Edizioni, 2005, Roma, p.40.
3 I 5 punti sono stati tradotti dalle ricer-
catrici Silvaggi, Tripodi, Rossi, Cosmi in: “Sessualità, adolescenza e percezione del rischio” in Rivista di sessuologia clinica, fascicolo 1, Franco Angeli Edizioni, 2005, Roma, p. 42. Il testo originale è contenuto in D. Byrne, W, Fisher, Adolescents, Sex and Contraception, New York: Hillsdale, 1983.
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1. Acquisire, elaborare e conservare nella memoria informazioni precise circa il concepimento e le modalità di prevenirlo. 2. Sapere che intrattenere rapporti sessuali è una possibilità reale della propria esistenza. 3. Riuscire ad avere la disponibilità del contraccettivo adeguato. 4. Essere capace di comunicare col partner a proposito dell’opportunità e della modalità della contraccezione. 5. Utilizzare correttamente il contraccettivo scelto. Per poter attuare una corretta pratica contraccettiva quindi la pura informazione non è sufficiente. Occorre essere consapevoli della possibilità di avere rapporti sessuali e riconoscersi come sessualmente attivi, cosa che non sempre i ragazzi fanno. Una percentuale degli adolescenti pur avendo rapporti sessuali completi e conoscendo l’efficacia e le modalità d’uso dei contraccettivi, non li utilizza. Fra gli ostacoli che si interpongono fra gli adolescenti e il corretto utilizzo della contraccezione c’è il timore che l’uso del profilattico possa togliere spontaneità al rapporto. Un’altra difficoltà viene dal pianificare gli incontri sessuali in modo da provvedere a prendere misure contraccettive. Inoltre molti adolescenti sono riluttanti a far conoscere al partner la loro disponibilità al rapporto sessuale. 4
La situazione italiana rispetto alla contraccezione non è rassicurante. Secondo i dati raccolti nel 2012 dalla SIGO (Società Italiana Ginecologi e Ostetricia) l’uso di contraccettivi di emergenza è in aumento e più della metà delle consumatrici hanno una età inferiore ai 20 anni. Delle intervistate il 54% ha dichiarato di aver fatto uso di contraccezione d’emergenza. Un altro indizio preoccupante è proprio la mancanza di dati ufficiali recenti. Le ultime indagini su questo tema di CENSIS e ISTAT risalgono al 2000 (l’indagine ISTAT riporta in realtà dati del 1995). L’idea è che manchi una monitoraggio da parte delle istituzioni in questo campo e i dati raccolti da associazioni come la SIGO o dai sondaggi si basano spesso su campioni piccoli e poco etereogenei.
l’EDUCAZIONE SESSUALE IN ITALIA | gli adolescenti e il rischio
4 C.Silvaggi, F. Tripodi, R. Rossi e V. Cosmi,
“Sessualità, adolescenza e percezione del rischio” in Rivista di sessuologia clinica, fascicolo 1, Franco Angeli Edizioni, 2005, Roma, p.43.
5 Comunicato stampa della SIGO, del
13 febbraio 2012, disponibile sul sito www.sigo.it, (consultato il 4 marzo 2013).
6 I due rapporti sono L’interruzione volon-
taria di gravidanza in Italia. Evoluzione e tendenze recenti. Anni 1980-1998, ISTAT e I comportamenti sessuali degli italiani, falsi miti e nuove normalità CENSIS, entrambi risalenti al 2000.
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2
Nuovi supporti per l’educazione sessuale
38
2.1
alcuni esempi
nuovi supporti per l’EDUCAZIONE SESSUALE | alcuni esempi
Come ho già scritto, oggi nelle scuole italiane l’educazione sessuale non è una materia scolastica. Ciò fa sì che la formazione dei ragazzi su questi temi venga di solito compiuta autonomamente. Ovviamente l’editoria offre molti supporti, rivolti ai bambini, agli adolescenti o ai genitori, ma fra i giovani lo strumento prediletto è il web, seguito dal confronto con i propri coetanei «più esperti». Sono molti gli esempi di consultori o associazioni per i giovani che costituiscono degli spazi di confronto on-line con dei professionisti che rispondono a domande anonime. Un consultorio di Bologna ha attivato questo servizio rilevando che il 72% dei giovani preferisce chiedere chiarimenti o consigli a uno sconosciuto on-line piuttosto che chiedere a genitori o insegnanti. 1 Ma è sufficiente navigare nei forum generici per capire che i temi della contraccezione, della gravidanza e delle malattie sessualmente trasmissibili sono ampiamente discusse da giovani e giovanissime che preferiscono chiarire i loro dubbi attraverso le informazioni frammentate e incerte del web piuttosto che attraverso il confronto diretto con dei professionisti.
1 Contraccezione, sessualità, salute ripro-
duttiva-Rivista Ufficiale Società Medica Italiana per la Contraccezione, volume 2, numero 1, settembre 2008, p26
.
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40
L’informazione sui temi legati a sesso e sessualità ovviamente passa attraverso canali infiniti. Dalle enciclopedie on-line ai motori di ricerca di materiale pornografico. L’educazione sessuale può provenire da tutti questi supporti, abbiamo infatti parlato di educazione sessuale e informale. Qui prenderemo in esame solo casi di supporti on-line con un contenuto dichiaratamente educativo o informativo sul tema della salute sessuale. Affronterò prima dei casi italiani per vedere se vi è una tendenza dominante, poi analizzerò dei casi internazionali che ho trovato particolarmente interessanti. Qui a fianco illustro il modello che ho utilizzato per costruire l’analisi dei siti internet presi in esame.
nazione
dominio del sito Chi ha commissionato il sito? Per quale motivo? Immagini del sito
nuovi supporti per l’EDUCAZIONE SESSUALE | alcuni esempi
target A chi è rivolto il sito? Da cosa lo capiamo?
contenuti Quali sono i contenuti e come sono organizzati? C’è un indice o un sistema di navigazione? C’è una gerarchia fra i vari contenuti?
strumenti Quali dispositivi visivi vengono usati (infografica, video, infomotion, animazione, illustrazioni)?
LINGUAGGIO Che tipo di linguaggio verbale e visivo viene usato?
È in linea con il target e con gli obiettivi del progetto?
valutazioni Che valutazione do del progetto?
Quali sono i punti deboli o i punti di forza?
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42 ITALIA
mettiche.it Sito informativo promosso dalla SMIC, Società Medica Italiana per la Contraccezione.
i mg. 1
Una delle rubriche del sito mettiche
i mg. 2
Home page del sito mettiche.it
nuovi supporti per l’EDUCAZIONE SESSUALE | alcuni esempi
target
contenuti
Nella descrizione degli obiettivi della SMIC leggiamo che il sito di propone «come uno spazio di incontro e di dibattito per i giovani in cui confrontarsi e reperire informazioni esaurienti e puntuali su contraccezione, ma non solo». Quindi il target di riferimento è quello dei giovani e degli adolescenti. In home page troviamo moltissimi richiami a notizie e agli ultimi contenuti inseriti nel sito. Il menù orizzontale permette di navigare attraverso le sezioni informative, mentre quello verticale raccoglie delle rubriche in cui periodicamente vengono pubblicati nuovi contenuti. La contraccezione e la contraccezione di emergenza sembrano essere i temi principali del sito, ma ci sono anche interventi di sessuologhe e rubriche come Quattro chiacchere con Margherita simile a un blog.
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strumenti
I contenuti nel sito sono tutti esclusivamente verbali. Non ci sono video o immagini particolarmente informative.
linguaggio
Il linguaggio verbale passa da un tono medico/divulgativo nelle parti in cui si parla di contraccezione, ad articoli più colloquiali. Il linguaggio visivo è altrettanto confuso. La palette di colori è molto ampia, e lo sfondo colorato e caotico. Le foto sono poco comunicative, e non aggiungono nessun contenuto al sito.
valutazioni
Il sito è molto dispersivo. É molto difficile avere un quadro generale delle informazioni che vi sono contenute. Il layout molto uniforme non aiuta ad orientarsi. Le scelte grafiche non comunicano nè il target a cui è rivolto il sito, nè il tema che vi è trattato.
44 italia
sceglitu.it Sito promosso dalla SIGO (Società Italiana Ginecologia e Ostetricia). Nell’informativa per la privacy però possiamo leggere che i dati forniti attraverso il sito vengono trattati da una casa farmaceutica.
i mg. 1
Sezione i Video e le Interviste di ScegliTu
i mg. 2
Home page del sito sceglitu.it
nuovi supporti per l’EDUCAZIONE SESSUALE | alcuni esempi
target Il sito è chiaramente rivolto alle ragazze. La sezione
linguaggio
Il linguaggio visivo qui sembra essere maggiormente studiato. Ci sono molte immagini di giovani donne e la palette è costruita da colori pastello e gradienti con i colori dell’arcobaleno. L’insieme comunica un mood molto preciso, simile a quello che ritroviamo spesso nelle pubblicità di prodotti destinati alle donne. Anche qui linguaggio verbale non è sempre coerente. Alcune pagine citano testi medici, altre invece hanno un tono molto più informale.
valutazioni
La struttura del sito è simile a quella di un portale internet. I molti richiami in home page attirano l’attenzione dell’utente senza aiutarlo però ad orientarsi. Le informazioni sono sicuramente utili ma molto frammentate. È difficile avere un quadro completo delle opzioni in campo di contraccezione o delle malattie sessualmente trasmissibili. Inoltre il questo caso l’utenza maschile viene totalmente ignorata.
giovanissime o il mini-sito che raccoglie le interviste alle campionesse olimpiche italiane non lasciano dubbi a riguardo.
contenuti I contenuti sono strutturati attraverso delle sezioni
tematiche (contraccezione, sesso e salute, sesso e psicologia, giovanissime, benessere, lifestyle). Fra i temi affrontati ve ne sono anche alcuni abbastanza distanti dalla salute sessuale, come l’alimentazione o il benessere della pelle. La navigazione avviene attraverso il menù orizzontale e i numerosi richiami in home page. Qui le sezioni sono più chiare di quelle del sito mettiche.
strumenti Anche qui i contenuti sono prevalentemente verbali.
C’è però un’intera sezione dedicata ai video. Nella sezione I Video e le Interviste di Scegli Tu ci sono interventi di specialisti e interviste a personaggi dello sport. Inoltre alcune sezioni sono accompagnate da illustrazioni di parti anatomiche.
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46 italia
lapillolasenzalapillola.com Questo sito non è promosso da nessuna associazione medica, ma è chiaro che la committenza è una casa farmaceutica. Si tratta quindi di uno strumento di comunicazione con finalità chiaramente commerciali.
i mg. 2 i mg. 1
Home page del sito lapillolasenzalapillola.it
Pagina che mostra i vari tipi di contraccettivi.
i mg. 3 I vantaggi e gli svantaggi di ogni metodo contraccettivo vengono elencati utilizzando delle icone e un codice cromatico molto chiaro.
nuovi supporti per l’EDUCAZIONE SESSUALE | alcuni esempi
target Il sito promuove l’uso di contraccettivi ormonali alternativi alla pillola (cerotto transdermico, anello vaginale, impianto sottocutaneo e spirale a rilascio ormonale). È rivolto solo alle ragazze, potenziali comumatrici di contraccettivi.
contenuti Anche questo sito ha diverse sezioni tematiche, ma qui è
chiaro che il tema principale è quello della contraccezione. Nella home page compare un sondaggio che si aggiorna in tempo reale sugli anticoncezionali più usati fra le visitatrici del sito.
strumenti Nel sito vengono usate illustrazioni, icone e semplici infografiche interattive. Ad esempio la differenza fra
ù contraccettivi ormonali e non ormonali è resa in maniera
immediata attraverso una pagina che utilizza delle illustrazioni . Selezionando uno dei contraccettivi accedo a una pagina che ne spiega il funzionamento e soprattutto ne evidenzia vantaggi e svantaggi.
linguaggio Il linguaggio verbale in questo caso è abbastanza coerente, informale e sintetico in ogni sezione. Il linguaggio visivo punta di nuovo a rendere chiaro che il sito è rivolto a ragazze. In questo caso il layout, le illustrazioni e le icone guidano l’utente attraverso i contenuti e non sono subordinati al testo.
valutazioni Il sito è più compatto dei precedenti e risulta più facile da
consultare. La parte più comprensibile e interattiva è quella che parla dei vari metodi anticoncezionali. Le altre parti si affidano di nuovo unicamente ai contenuti testuali.
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48 pAESI BASSI
canyoufixit.sense.info Questo sito è stato realizzato dalla Soa Aids Nederland, una associazione che si occupa di prevenire la diffusione dell’ AIDS nel Paesi Bassi. Si tratta di un quiz interattivo in cui l’utente viene invitato a riconosce comportamenti richiosi.
L'utente può selezionare che personaggio seguire. Durante la visione ne sentirà i pensieri.
i mg. 2 i mg. 1 Home page del sito. Nella fascia in basso ci sono le anteprime dei video.
i mg. 3 L’utente deve segnalare i comportamenti potenzialmente pericolosi cliccando il pulsante fix it. Se lo segnala nel momento giusto guadagna dei punti.
nuovi supporti per l’EDUCAZIONE SESSUALE | alcuni esempi
target Il sito presenta dei video i cui protagonisti hanno un’età
LINGUAGGIO
che va dai 15 ai 21 anni. Il target di riferimento quindi è quello degli adolescenti e dei giovani adulti.
contenuti Entrando nel sito ci troviamo di fronte ad una serie di
video. Ognuno rappresenta una situazione realistica in cui giovani uomini e donne si trovano ad interagire. È possibile consultare un indice per sapere che argomenti vengono trattati in ciascun video.
strumenti I video sono interattivi. Prima di cominciare a vedere
ciascun filmato è possibile scegliere un personaggio con cui identificarsi, e durante la visione se ne potrànno sentire i pensieri. Lo spettatore è invitato a segnalare i comportamenti scorretti del personaggio cliccando un pulsante sotto all’area di visualizzazione del video. A ogni segnalazione il video si ferma, l’utente deve rispondere a una domanda a scelta multipla. In base alla risposte l’utente riceve un feedback negativo o positivo, solo allora può riprendere a vedere il video.
valutazioni
49
I video sono molto corti e le situazioni sono raccontate con il ritmo e le modalità di un telefilm. Le storie raccontate coinvolgono ragazzi e ragazze allo stesso modo. Nel sito gli elementi interattivi sono grandi ed evidenti. L’utente percepisce subito che la visione dei video è solo una parte dell’esperienza. La possibilità di scegliere un personaggio a mio parere aumenta il coinvolgimento dell’utente. Il visitatore del sito non è invitato a confrontarsi solo con la propria esperienza, ma anche ad assumere il punto di vista di un altra persona. La possibilità di «sentire i pensieri» è un incentivo ad esplorare anche le prospettive dei personaggi di sesso o età diversi dalla propria. L’approccio qui è più educativo che informativo, e punta a raggiungere il coinvolgimento dell’utente creando dei contenuti che risultino stimolanti e divertenti.
50 regno unito
The Sexperience 1000 The Sex Education Show è un programma di Channel 4, canale televisivo pubblico britannico. La trasmissione ha un sito Internet ricco di contenuti interattivi. The Sexprience 1000 è una data visualization basata su un sondaggio fatto su un campione di 1000 persone.
i mg. 1 Visualizzazione nella forma di bar chart. Ogni piccolo personaggio stilizzato rappresenta una delle persone che ha partecipato al sondaggio.
I risultati possono essere filtrati. In questo caso l’utente ha deciso di seguire solo le risposte degli amanti della musica rock.
i mg. 2
nuovi supporti per l’EDUCAZIONE SESSUALE | alcuni esempi
target L’infografica si basa su un campione di individui che va
LINGUAGGIO
dai 16 ai 60 anni, e risulta interessante per tutte le fasce di età.
contenuti Scorrendo le domande è possibile visualizzare come
la popolazione ha risposto. I risultati possono essere filtrati sulla base di altri fattori come la musica preferita, l’operatore telefonico, il supermercato di fiducia. È possibile anche selezionare un singolo individuo e seguire tutte le sue risposte.
strumenti
Si tratta di un’infografica interattiva interessante perchè combina bar-chart e grid matrix e possiamo visualizzare i singoli individui che compongono il campione. Passando da una schermata all’altra ci sono delle transizioni animate: i piccoli elementi che compongono il bar chart si spostano per andare a ricomporre un nuovo grafico.
valutazioni
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Il linguaggio visivo non è orientato verso un target specifico ed è sintetico e accattivante. I piccoli personaggi stilizzati risultano buffi ma anche funzionali e trasformano una visualizzazione molto comune (il bar chart) in qualcosa di nuovo. La possibilità di visualizzare i profili delle persone che hanno partecipato al sondaggio e di seguirne le risposte, rende questa infografica particolarmente coinvolgente. Infatti ciò con cui noi interagiamo non sono dei numeri ma degli individui più o meno simili a noi che ci «raccontano» le loro preferenze sessuali. Penso che l’idea fosse anche quella di comunicare che la vita sessuale è un aspetto della nostra vita che si integra con tutti gli altri (i nostri gusti, le nostre preferenze nei consumi..). Questo progetto ha un forte valore di intrattenimento e trasmette un’idea positiva della sessualità senza affrontare il tema in maniera diretta.
52 francia
Zizi sexuel l’expo! Guide du zizi sexuel è un libro nato dalla collaborazione fra il fumettista Zep e l’autrice Hélène Bruller. Si tratta di un manuale di educazione sessuale a fumetti per adolescenti e preadolescenti uscito nel 2002. Nel 2007 il fumetto è diventato una mostra alla Citè des Sciences di Parigi. Per promuovere la mostra è stato creato un sito internet costruito sulla stessa struttura dell’esposizione.
i mg. 2
i mg. 1
Slide di vignette all’interno del sito.
Home page del sito.
nuovi supporti per l’EDUCAZIONE SESSUALE | alcuni esempi
target La mostra e il sito sono rivolti a bambini e preadolescenti
LINGUAGGIO
Il linguaggio scelto da Zep è a volte irriverente ma sempre ironico. Fatta eccezione per l’utilizzo di nomignoli per i genitali (zizi è un modo usato dai giovanissimi per indicare il pene) possiamo dire che il linguaggio sia molto esplicito. Le scelte grafiche fanno riferimento al mondo del fumetto. Le scritte calligrafiche un po’ infantili, i colori saturi e i disegni cartoon fanno capire chiaramente che il sito è indirizzato ai bambini (maschi e femmine).
valutazioni
Il sito è molto divertente pur essendo solo lo strumento di promozione di una mostra. L’utilizzo di personaggi cartoon non impedisce di dare delle rappresentazioni anatomicamente fedeli degli organi genitali o dell’atto sessuale. Questo linguaggio secondo me riesce a comunicare ai giovanissimi un senso di curiosità positiva verso la sessualità.
dai 9 ai 14 anni. L’ironia contenuta nel fumetto però può essere apprezzata anche dagli adulti.
contenuti I contenuti affrontati sono l’innamoramento, la pubertà,
i rapporti sessuali, la gravidanza e gli abusi. I temi mettono insieme sentimenti e fisiologia in un unico progetto omogeneo. Tuttti questi temi vengono visti dal punto di vista del protagonista del fumetto, un bambino curioso e senza malizia che indaga il sesso e l’amore.
strumenti I contenuti sono trasmessi nella forma di illustrazioni e
fumetti. Per ogni tema c’è una slide di vignette. Ci sono anche delle parti interattive come il generatore di dichiarazioni d’amore o il quiz.
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confronto fra i casi analizzati - I primi tre esempi (quelli italiani) sfruttano poco le possibilità offerte dal web. Gli unici video che è possibile trovare in questi siti sono interviste a ginecologi o medici, l’interazione è limitata alla navigazione attraverso il menù e i contenuti sono affidati soprattutto a testi. Tutti e tre hanno come tema principale la contraccezione, ma trattano anche moltissimi altri argomenti. Non riescono però a dare una struttura chiara a questa mole di informazioni e risultano dispersivi. Gli ultimi tre esempi invece hanno un approccio totalmente diverso. In tutti c’è una forte componente di intrattenimento che non ho trovato in nessun esempio italiano. Inoltre nessuno degli ultimi casi analizzati si propone di essere esaustivo su tutti i temi relativi alla educazione sessuale (come cercano di fare siti come sceglitu e mettiche). Al contrario l’utente viene guidato alla scoperta delle informazioni attraverso un percorso che ha uno sviluppo chiaro.
nuovi supporti per l’EDUCAZIONE SESSUALE | alcuni esempi
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3
DATA VISUALIZATION & INFORMATION GRAPHIC
58
3.1
DATA VISUALIZATION VS. INFORMATION GRAPHIC
casi studio | data visualization vs. infographic design
Jacques Bertin, nel libro Semiology of Graphics identifica 3 funzioni per le rappresentazioni grafiche di dati: —— registrare informazioni, per avere un meccanismo di archivio di informazioni altrimenti non memorizzabili —— comunicare informazioni, in questo caso si può effettuare una selezione delle informazioni da mostrare poiché l’obiettivo è fornire all’utente un’ informazione memorizzabile anche a scapito della completezza dei dati forniti —— elaborare le informazioni. I dati forniti devono essere completi e confrontabili fra di loro Nel panorama contemporaneo la rappresentazione di dati sta conquistando sempre maggior spazio nel giornalismo. Fra gli esempi più prestigiosi si possono citare i lavori di testate come il The New York Times, National Geographic e Bloomberg negli Stati Uniti, il The Guardian nel Regno Unito, Intelligence in Lifestyle e La Lettura in Italia. Se ci riferiamo alle funzioni identificate da Bertin possiamo dire che la funzione di queste visualizzazioni di solito è di comunicare delle
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informazioni. L’obiettivo è quello di raccontare delle storie così come farebbe un articolo giornalistico. La distinzione fra funzione di registrazione e analisi dei dati e quella di comunicazione di informazioni da esse derivanti corrisponde in modo abbastanza fedele alla distinzione che di solito viene fatta fra data visualization e information graphic. Entrambe le discipline si confrontano con la rappresentazione di dati, ma di solito si associano ai due termini obiettivi diversi. Francesco Franchi sostiene che l’information graphic sia soprattutto un «esercizio di giornalismo» in cui le informazioni vanno filtrate e interpretate per creare delle rappresentazioni che siano significative per il lettore . 1 Nell’information graphic quindi è presente una forte autorialità mentre di solito si definisce data visualization la rappresentazione di un data set che comunica solo la dimensione di quei dati e niente di più. Anche nel libro Informotion, animated infographics di Fink e Manger l’information graphic viene messo in relazione con il giornalismo: In contrast to the data visualization […] in wich every numerical value has exactly one visual representative, the information graphic presents overall contexts and is often the result of a journalistic
examination of a specific thematic area. By comparing different data sets and visualizations of the data and embedding them in a context, the viewer sees the result in the form of a narration with the help of illustration. Secondo questa definizione fra le proprietà dell’ information graphic vi sarebbe anche la capacità di dare vita a una narrazione. Implicitamente si afferma quindi che la data visualization presenta dei dati senza contestualizzarli e quindi senza dargli una valenza narrativa. L’incipit del saggio di Edward Segel e Jeffrey Heer Narrative Visualizations: telling stories with data sembra scontrarsi con quanto detto finora. In recent years, many have commented on the storytelling potential of data visualization. 1 Nel saggio di Heer e Segel non viene fatta distinzione fra infographic design e data visualization. I due docenti di Stanford hanno analizzato una serie di progetti che potrebbero appartenere all’una o all’altra categoria.
casi studio | data visualization vs. infographic design
Invece che fare delle distinzioni fra approcci più o meno «giornalistici» i due autori creano un’unica categoria in cui fa rientrare tutte visualizzazioni con un valore narrativo: le narrative visualization. Nel saggio vengono identificate le tecniche visive e non visive che facilitano la narrazione. Le tecniche visive sono: —— visual structuring le tecniche che puntano a comunicare la struttura generale dell’informazione e aiutano l’utente e identificare la propria posizione all’interno del percorso narrativo —— highlighting le tecniche che aiutano a dirigere l’attenzione dello spettatore verso determinate aree —— transition guidance le tecniche per far muovere l’attenzione dell’utente all’interno di un scena o fra scene diverse Le tecniche non visive sono: —— ordering l’organizzazione del percorso che lo spettatore deve fare —— interactivity i modi in cui l’utente può modificare o elaborare i dati —— messaging l’uso di contenuti verbali all’interno della narrazione
1 Edward Segel, Jeffrey Heer, Narrative
Visualization: Tellig Stories with Data, disponibiel all’indirizzo internet http://vis. stanford.edu/papers/narrative
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Questa tassonomia vuole identificare le tecniche che permettono di rendere un dispositivo visivo narrativo, ma i due autori identificano due approcci opposti nell’utilizzarle. L’approccio author-driven e l’approccio reader-driven. Nell’approccio author-driven vengono utilizzati maggiormente l’ordering e il messaging per far fruire al lettore le informazioni in un ordine preciso. Generi come la comic strip, o il video ad esempio di solito conducono l’utente attraverso una narrazione lineare. In questo modo si può raccontare in modo molto efficiente una storia o comunicare un messaggio ben preciso. L’approccio reader-driven invece lascia un maggior margine di scelta al lettore per definire l’ordine con cui fruire delle informazioni. Ad esempio in un poster composto da sezioni non gerarchizzate è l’utente a scegliere da che punto cominciare la lettura. In questo modo è più difficile ottenere una vera e propria narrazione, ma è un approccio che risulta efficiente se si vuole portare l’utente a fare delle ipotesi. Rientrano nella categoria reader-driven le data visualizations interattive che permettono all’utente di muoversi liberamente attraverso i dati. I due autori però non riducono la dicotomia a interattivo/passivo
e a giornalistico/neutrale riuscendo così ad indagare in maniera più ampia quali siano gli elementi che rendono la visualizazzione di dati un dispositivo narrativo.
data visualization e movimento - Durante la fase di ricerca che ha preceduto la progettazione ho incontrato molti video di infographic design. Il video è uno dei media di cui fruiamo più spesso quando navighiamo su internet, ho deciso di indagare questo strumento perché riesce a coniugare bene informazione e intrattenimento. La costruzione in infografiche attraverso il mezzo video impone dei limiti che influenzano in maniera determinante il progettista. Il primo elemento è la limitata risoluzione rispetto alla stampa che costringe a rinunciare alla ricchezza di dettagli. La seconda è l’inserimento della dimensione temporalelineare che costringe lo spettatore a fruire delle informazioni in una sequenza predeterminata. Su questo aspetto si esprime anche Jacques Bertin: An inclusion into cinematographic expression very quickly reveals that most of its laws are substantially different form the laws of atemporal drawing. Although movement introduces only one additional variable, it
casi studio | data visualization vs. infographic design
is an overwhelming one, it so dominates perception that it severely limits the attention which can be given to the meaning of the other variables. 2 La risoluzione e la dimensione temporale quindi non permettono di rappresentare attraverso il video dati molto complessi in un’unica visualizzazione, . Nonostante imponga delle sostanziali limitazioni questo media però risulta efficace grazie a queste sue caratteristiche: —— Il tempo non deve più venire reso graficamente ma è tempo effettivo che può venire accelerato o decelerato. —— Si possono illustrare con maggior efficacia relazioni di causa effetto —— Si possono sfruttare punti di vista diversi o movimenti di camera per evidenziare aspetti diversi della stessa data visualization. —— Se si vuole comunicare un messaggio chiaro è più facile condurre l’attenzione dello spettatore su determinati aspetti. Da questo punto di vista il video è uno strumento sempre fortemente author-driven. —— Il video offre la possibilità di rappresentare il movimento così come appare ai nostri sensi. —— Lo spettatore può fruire dei contenuti visivi e testuali contemporaneamente attraverso l’uso della voice over.
2 Bertin Jacques, Semiology of Graphics,
diagram,networks, maps, University of Wisconsis Press, 1983, p. 42.
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Analisi di casi interessanti - Nel prossimo capitolo analizzerò dei casi interessanti di data visualization e information graphic. Per fare ciò ho costruito un modello di analisi basato su alcune delle riflessioni fatte finora. D’ora in poi utlizzerò i termini infografica e data visualization in maniera indistinta, senza dare a questi due valori diversi. Per le analisi di questi casi ho creato un modello simile a quello già usato per i siti internet. Ho però aggiunto tre voci: —— interazione —— narrazione —— reader-driven vs author-driven
Nome del progetto Autore - anno Breve descrizione del progetto, eventuale committenza.
casi studio | data visualization vs. infographic design
target A chi è rivolto il progetto? Da cosa lo capiamo?
contenuti Quali sono i contenuti e come sono organizzati? strumenti Quali dispositivi visivi vengono usati (infografica, video, ù infomotion, animazione, illustrazioni)? LINGUAGGIO Che tipo di linguaggio verbale e visivo viene usato?
È in linea con il target e con gli obiettivi del progetto?
interazione Cè la possibilità di interagire con le informazioni? La parte interattiva è limitata a certi contenuti?
narrazione È possibile individuare una narrazione? reader-driven vs In base all’analisi di narrazione e intarezione è author-driven possibile definire se l’approccio è più reader-driven o author-driven?
valutazioni Giudizio personale sulla qualità del progetto. Quali sono i punti deboli o i punti di forza?
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One race, Every medallist ever Kevin Quealy & Graham Roberts - 2012 One race, every medallist ever è un articolo proposto dal New York Times durante le Olimpiadi di Londra 2012. Racconta come si sono evolute le performance atletiche dei centometristi nell’ultimo secolo e crea degli highlights su dei fatti interessanti che riguardano questa disciplina.
i mg. 1 Home page del sito. L’utente visualizza solo il player del video.
Infografica interattiva che ribadisce i concetti espressi nel video.
i mg. 2
i mg. 3 Immagini con didascalie che presentanto degli atleti importanti nella storia dell’atletica.
casi studio | data visualization vs. infographic design
target
Il New York Times è una prestigiosa testata giornalistica americana. Il target di riferimento quindi sono gli adulti e i giovani adulti che si informano sull’attualità attraverso la rete.
contenuti
L’articolo è composto da tre moduli: un video, una data visualization e delle immagini con didascalie. Il video mette a confronto le velocità medie dei centometristi e presenta alcuni degli atleti che hanno fatto la storia della disciplina olimpica. Le stesse informazioni vengono riproposte in un’ infografica e in una parte di immagini con didascalie. Non c’è un menù, l’utente scopre i diversi contenuti scorrendo la pagina web.
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strumenti
Il video è costituito da una infografica tridimensionale. Il grafico rappresenta un ipotetico photofinish di una gara a cui partecipano tutti centometristi che hanno conquistato l’oro nella storia delle olimpiadi moderne. I movimenti di camera portano l’attenzione su determinate aree del grafico e una voice-over spiega la perché quei dati siano rilevanti. L’infografica rappresenta i dati mostrati nel video in modo bidimensionale. In questo caso però l’utente può ottenere delle informazioni aggiuntive sui singoli corridori posizionando il mouse all’interno del grafico attraverso la tecnica del detail-on-demand. Il video ci presenta una storia ben precisa mentre la esplorazione dell’infografica ci permette di ricostruire altre narrazioni alternative. Le immagini con didascalie presentano alcuni degli atleti che sono stati citati nel video.
linguaggio
Il linguaggio è quello del giornalismo. L’obiettivo non è quello di offrire una registrazione completa dei dati disponibili nè quello di creare un particolare coinvolgimento nell’utente. Il video sceglie un linguaggio non particolarmente enfatico ma che fornisce all’utente delle informazioni interessanti e lo stimola ad approfondire le conoscenze appena ottenute.
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Frame del video. La camera si muove su di una infografica tridimensionale, evidenziandone i dati salienti.
i mg. 4
casi studio | data visualization vs. infographic design
interazione
L’interazione è limitata all’infografica dove l’utente può ottenere dei detail-on-demand. Il video è uno strumento che viene fruito passivamente, in questo caso però serve anche da tutorial per l’infografica che lo segue. Infatti la voice-over illustra le variabili contenute nel grafico tridimensionale, quando l’utente si trova a interagire con il grafico non deve compiere un grosso sforzo per decifrarne i codici.
narrazione
La parte più narrativa dell’articolo è il video. La narrazione parte dal campione del 2012 Usain Bolt per fare un riflessione sulle performance degli atleti che lo hanno preceduto. A questa parte che ha uno sviluppo cronologico segue una analisi di altre varibili come la nazionalità degli atleti o il confronto fra le performance di professioni e degli atleti giovanili.
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reader-driven vs author-driven
Il layout della pagina web è responsive, ciò significa che indipendentemente dalla risoluzione dello schermo viene visualizzata sempre la stessa quantità di contenuti. In questo caso l’utente che apre la pagina web si trova di fronte al video e non vede le altre parti del sito. Con questa scelta il progettista fa si che l’utente fruisca dei contenuti in modo lineare, partendo dal video, passando poi a infografica e foto. Quindi l’approccio generale è author-driven.
valutazioni
In questo caso i progettisti hanno ben sfruttato la possibilità di ripetere un messaggio attraverso due strumenti diversi: il video e l’infografica. Il video rende l’analisi dei dati più “narrativa” e permette di comunicare un messaggio chiaro e difficilmente fraintendibile. L’infografica, basandosi su un data set completo e coerente, permette all’utente di verificare il messaggio illustrato dal video. Inoltre l’infografica funziona molto bene nel rendere visivamente chiare le proporzioni, e le grandezze.
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Asap science Mitchell Moffit & Gregory Brown - 2012 ASAP Science è un canale YouTube dove vengono caricati con frequenza settimanale dei video su contenuti legati alla scienza, in particolare alla biologia. L’obiettivo degli autori è soddisfare la curiosità degli utenti dando spiegazioni scientificamente corrette ma facili da comprendere e divertenti.
i mg. 1
Frame dei video presi dai video ASAP Science.
casi studio | data visualization vs. infographic design
target
contenuti
I video sono rivolti ad un target di giovani. Le spiegazioni scientifiche sono dettagliate non rendendolo uno strumento adatto per i giovanissimi (pre adolescenti e bambini). I riferimenti a film, band, o situazioni quotidiane presenti nel video mi fanno pensare che il target di riferimento sia quello degli under-30. Ogni video risponde a una domanda che è anche il titolo del video. I temi sono i più disparati dal “Cosa succede durante l’orgasmo?” a “Perchè procrastiniamo?”. Le risposte sono molto brevi e introducono concetti di biologia, fisica o medicina.
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strumenti
Video realizzati in stop-motion su di una lavagna bianca accompagnati da una voice-over e da un loop musicale.
linguaggio
Il linguaggio è informale e chiaramente rivolto ad un target giovane. La voice-over usa un linguaggio scientifico divulgativo. Non usa mai termini scientifici senza darne una definizione. Molto spesso ci sono riferimenti a situazioni quotidiane. Dal punto di vista visivo il linguaggio ha una estetica fortemente do-it-yourself. Le animazioni in stop-motion infatti sono realizzate con disegni schizzati o con oggetti di uso comune che vengono scelti per analogia o per valore metaforico (una pallina di plastica può rappresentare un virus, un palloncino che esplode rappresenta la sensazione dell’orgasmo...).
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Canale You Tube dove sono caricati tutti i video di ASAP Science .
i mg. 2
casi studio | data visualization vs. infographic design
interazione
Nessuna, i video sono strumenti che vengono fruiti passivamente.
narrazione
Tutti i video hanno una struttura simile. Cominciano con una domanda basata sul “Perchè?” o sul “Come?”. In meno di due minuti danno una risposta a questi quesiti. Nelle spiegazioni può esserci una narrazione più o meno accentuata, a seconda del tema affrontato.
reader-driven vs author-driven
Secondo la definizione di Heer e Segel questi dispositiva sarebbero totalmente author-driven perchè nel video l’utente deve seguire il percorso lineare definito dall’autore. Questo però vale solo dal punto di vista teorico. Infatti i video sono tutti molto corti, e la piattaforma su cui sono caricati incoraggia l’utente a guardare più di un video. Il risultato è che l’utente si trova a navigare fra molti contenuti simili guidato principalmente dalla propria curiosità.
valutazioni
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La parte visiva del video a volte serve a chiarire dei concetti altrimenti difficilmente spiegabili a voce, ma molto spesso serve solo da sostegno al testo. Ad esempio i testi scritti ci aiutano a memorizzare i termini scientifici che incontriamo per la prima volta. Questi video sono molto efficaci perchè hanno una buona presa sull’attenzione dello spettatore e lo lasciano con l’impressione di aver colto il senso generale della spiegazione. Una trasposizione su un supporto meno dinamico (ad esempio delle immagini con delle didascalie) probabilmente sarebbe risultato più efficace dal punto di vista dell’apprendimento, perchè avrebbe permesso all’utente di soffermarsi sui passaggi chiave della spiegazione o sui termini nuovi, ma non avrebbe stimolato allo stesso modo la curiosità dello spettatore.
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Home appliance energy use Lisa Straufield - 2010 La designer Lisa Straufield e il suo team erano stati contattati dalla General Electric per creare dei contenuti interattivi sul consumo di energia elettrica da inserire nel sito della società. La scelta dei progettisti fu quella di concentrarsi sui singoli elettrodomestici per permettere all’utente di scoprire in termini finalmente comprensibili, qual’è il consumo di ogni singolo apparecchio.
i mg. 1
Schermata iniziale della applicazione.
Posizionando il mouse sui vari elementi della applicazione compare un baloon con delle informazioni.
i mg. 2
casi studio | data visualization vs. infographic design
target
L’applicazione è rivolta a tutti coloro che devono affrontare il problema del costo dell’energia domestica.
contenuti
L’applicazione permette di verificare il consumo degli elettrodomestici più comuni. L’obiettivo è incentivare l’acquisto di nuovi elettrodomestici a ridotto consumo energetico. Per alcuni elettrodomestici posso sapere quanti anni saranno necessari per ammortizzare il costo di acquisto grazie al risparmio energetico.
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strumenti
Si tratta di una infografica interattiva. In base ai parametri impostati gli elettrodomestici si ordinano diversamente. I parametri sono: - a cosa corrisponde un kilowatt ora per ogni elettromestico in termini di tempo di utilizzo/mansioni svolte. - qual’è il consumo in watts di ogni elettrodomestico - quanto costa l’utilizzo di ciascun elettrodomestico in un anno/mese/giorno - quanto consumerebbe ciascun elettrodomestico se funzionasse a benzina in un anno/mese/giorno.
linguaggio
L’applicazione parla di elettricità, ma non affronta questo tema da un punto di vista teorico, ma da uno più pratico e “quotidiano”. Il linguaggio visivo usato trasmette questo obiettivo. Le piccole illustrazioni, i baloon e la tipografia danno alla applicazione un aspetto giocoso e non tecnico.
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i mg. 3 L’utente può inserire le specifiche del suo elettrodomestico. L’applicazione dice in quanti anni l’utente riuscirebbe ad ammortizzare l’acquisto di un nuovo elettrodomestico a limitato consumo energetico.
casi studio | data visualization vs. infographic design
interazione
narrazione
Il livello di interazione è molto alto. Le piccole animazioni delle icone invitano l’utente a interagire ancor prima di aver capito quale è il contenuto dell’ applicazione. L’utente è invitato a scoprire da solo come funziona l’infografica. Le possibili interazioni sono apparentemente poche, ma bastano pochi minuti di esplorazione per capire che in realtà le funzioni sono moltissime. Ad esempio si possono selezionare tutti gli elettrodomestici che si possiedono per avere una stima del consumo energetico totale. Oppure l’utente può comunicare all’applicazione che tipo di elettrodomestico possiede per avere una stima del risparmio che otterebbe se sostituisse il suo apparechhio attuale con uno nuovo a consumo energetico ridotto. La narrazione praticamente assente.
reader-driven vs author-driven
valutazioni
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L’applicazione utilizza un approccio fortemente readerdriven. La forza del progetto sta proprio nel fatto che l’utente può andare a cercare le informazioni che gli interessano. Il layout subisce delle modificazioni minime eppure questa applicazione riesce a mostrarci moltissimi dati. Le funzionalità della applicazioni non sono facili da comprendere, ma la piacevolezza dell’interfaccia fa si che l’utente sia stimolato ad indagarne le funzionalità. Le animazioni sono appena percettibili ma sufficientemente chiare da guidarci. Ad esempio se si passa sopra a un elettrodomestico questo non solo si illumina ma la stellina al suo fianco comincia a pulsare facendoci capire che se clicchiamo in quel punto otteremo delle informazioni aggiuntive. Questo ed altri dettagli rendono questa infografica piacevole da esplorare e stimolante nonostante il tema apparentemente noioso.
4
contra!
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4.1
sviluppo progettuale
contra! | sviluppo progettuale
Dalla ricerca preliminare sull’educazione sessuale sono emersi questi due punti importanti: —— In Italia gli interventi di educazione sessuale sono sporadici. I giovani devono affidarsi all’esperienza dei coetanei o alla ricerca personale per reperire informazioni pratiche ed utili per vivere consapevolmente la loro vita sessuale. —— I supporti informativi/educativi on-line italiani hanno spesso un approccio molto “generalista”. L’ambizione di creare dei portali dove si possano trovare tutte le informazioni relative alla sessualità porta a progetti poco chiari e dispersivi. Inoltre il linguaggio usato risulta poco adatto ad un target di giovani abituato a prodotti che coniugano informazione e intrattenimento. Queste due osservazioni hanno costituito la base sulla quale definire gli obiettivi del mio progetto.
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Obiettivi - In
primo luogo volevo creare uno strumento che fosse autenticamente informativo, per questo ho deciso di concentrarmi su un argomento più specifico rispetto alla “educazione sessuale” in generale. Ho quindi deciso di concentrarmi solo sulla contraccezione. I siti web italiani che ho analizzato affrontano il tema elencando i zmetodi contraccettivi esistenti e descrivendone controindicazioni e metodi di assunzione. Il mio obiettivo invece era fornire all’utente delle competenze più profonde in questo campo, definendo in maniera chiara gli elementi base della fisiologia della riproduzione umana e definendo i principi che rendono efficaci i metodi contraccettivi. Queste competenze sono apparentemente teoriche e slegate dall’esperienza pratica ma, a mio parere, sono fondamentali per superare la diffidenza verso i metodi contraccettivi che agiscono in modo invisibile. Il secondo obiettivo era quello di elaborare un linguaggio che non facesse più riferimento solo al mondo della medicina o della farmacia. La contraccezione infatti è sicuramente un tema legato alla salute ma come fa notare anche il professor Carlo Flamigni, autore di molti libri di carattere scientifico e divulgativo:
[...] il rapporto tra il medico e il paziente che richiede la contraccezione è del tutto particolare: non si tratta di persone sofferenti e ammalate che cercano sollievo e cure adeguate, ma di persone in buone condizioni di salute che vogliono continuare a vivere sane e con il privilegio di una vita sessuale piena e priva di complicazioni, forse preparate a correre qualche piccolo rischio, ma solo dopo averlo valutato con piena consapevolezza. 1 Bisogna quindi ricordare che nella maggior parte dei casi la scelta di ricorrere a un metodo anticoncezionale è una scelta libera fatta per migliorare la qualità della propria vita. L’atmosfera “medica” che ho trovato nei siti web italiani fa subito dimenticare questo primo aspetto della contraccezione portando l’utente a concentrarsi solo sulle controindicazioni e sui rischi. Ovviamente una informazione su questi temi è molto importante, ma rischia di accrescere i timori e le preoccupazioni in chi sta per intraprendere le prime esperienze sessuali. La definizione di questo obiettivo è stata fortemente influenzata dal visual journalism (capitolo 3) e dalla sua capacità di coniugare informazione e alto coinvolgimento dell’utente.
contra! | sviluppo progettuale
Infine volevo che la comunicazione non fosse rivolta unicamente ad un pubblico femminile. I siti informativi che ho analizzato hanno anche una finalità commerciale quindi ovviamente si rivolgono prevalentemente alle donne in quanto consumatrici di metodi anticoncezionali ormonali. Il linguaggio da “rivista femminile” però trasmette alle ragazze un messaggio sbagliato, ossia che la contraccezione sia un tema sul quale esiste solo un confronto fra donne o fra donne e specialisti. In pratica si comunica che la scelta del miglior metodo contraccettivo sia una responsabilità puramente individuale e si esclude la possibilità che questa possa avvenire anche confrontandosi con il partner dell’altro sesso.
1 C. Flamigni, A. Pompili, Contraccezione,
L’Asino d’oro edizioni,2011, Roma, p.26.
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4.2
descrizione del progetto
contra! | descrizione del progetto
Utilizzatori e supporto - Il mio progetto è rivolto principalmente a quella fascia di popolazione che ha conoscenze nulle o molto superficiali in campo di contraccezione e sente il bisogna di avere dei chiarimenti su questo tema. Questo significa che il target di riferimento è molto ampio e va dai 14-15 anni, all’inizio dell’età adulta. Ho deciso di sviluppare il progetto come un sito web, in particolare sfruttando la possibilità di utilizzare strumenti diversi come il video e l’infografica interattiva. Ho scelto questo supporto e non una applicazione per smart-phone o tablet perché per ora è ancora il web è mezzo di informazioni più universale, alla quale la maggior parte dei giovani ha accesso.
Nome - Il nome scelto per il progetto è Contra!. Il nome viene dal prefisso della parola “contraccezione”. É una parola breve, dal suono deciso che vuole suonare come un invito all’azione.
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Definizione dei contenuti - Tutte le informazioni e i dati sono stati ricavati da un volume scientifico-divulgativo scritto dal professore Carlo Flamigni e dalla ginecologa Anna Pompili intitolato Contraccezione. 2 Il libro è stato pubblicato nel 2011, quindi è sufficientemente recente perché le informazioni al suo interno possano venire ancora considerate attendibili. I metodi contraccettivi esistenti sono in realtà di più di quelli affrontati all’interno del sito. Il testo di Flamigni mi ha guidato nel selezionare cosa includere nel progetto. Molte tecniche contraccettive non sono state trattate perché è molto improbabile che riguardino il mio target. Ad esempio gli impianti sottocutanei sono una opzione comune in Africa e Asia ma di fatto non hanno utilizzatrici in Europa e negli Usa. 3 Ho anche escluso la sterilizzazione maschile o femminile, perché è una scelta che difficilmente riguarda i giovani. Altri metodi contraccettivi invece non sono stati trattati perché praticamente non sono presenti nel mercato. È il caso degli spermicidi o del diaframma, metodi noti a molte donne perché ampiamente diffusi negli anni ‘60 e ‘70 ma oggi quasi scomparsi dal mercato. 3 Altri metodi di nuova generazioni invece non sono stati introdotti perché poco diffusi e al contempo poco efficaci, è il caso del condom femminile o della pillola maschile.
L’organizzazione è stata influenzata dai five steps di Donn Erwin Byrne (capitolo 1.2) citati da Silvaggi, Tripodi,Cosmi e Rossi nel loro articolo su adolescenza e percezione del rischio. Sviluppando il progetto però ho deciso di non seguire alla lettera il modello dello psicologo americano, perché ciò avrebbe reso la gerarchia delle informazioni poco agevole. Ho creato una mia sequenza di competenze da acquisire. Le diverse competenze sono state affrontate utilizzando strumenti diversi. Nello specifico ho utilizzato fotografie, testi, video, infografica interattiva, piccole animazioni, e illustrazioni. Nella pagina a sinistra uno schema riassume associa temi e strumenti.
contra! | descrizione del progetto
foto & testo
Diventare consapevoli della necessità di informarsi in tema di contraccezione.
2 C. Flamigni, A. Pompili, Contraccezione, L’Asino d’oro edizioni,2011, Roma, p.96.
3 C. Flamigni, A. Pompili, Contraccezione, L’Asino d’oro edizioni,2011, Roma, p.135.
video
Considerare la possibilità di confrontarsi con il partner a proposito dell’opportunità e delle modalità della contraccezione.
infografica interattiva
Acquisire, elaborare e conservare nella memoria informazioni precise circa il concepimento e le modalità per prevenirlo.
testo &immagini
Utilizzare correttamente il metodo contraccettivo scelto.
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Organizzazione dei contenuti - I contenuti che ho definito devono venire fruiti nel loro ordine, poiché ogni nuova competenza si fonda sulla precedente. Per fare ciò ho deciso di organizzare le diverse sezioni del sito in una sequenza verticale che può essere navigata utilizzando anche solamente lo scroll. C’è anche un menù orizzontale di navigazione per poter passare da una sezione all’altra, ma ho cercato di invitare l’utente a seguire il mio percorso proponendo delle sezioni molto strette nella dimensione verticale. L’utente vedrà parte della sezione successiva, comprendendo che i contenuti sono sviluppati in una sequenza verticale e venendo implicitamente invitato a consultare le diverse sezioni nella sequenza proposta. Il passaggio da una sezione all’altra è evidenziato da un cambio di fondale. Su uno schermo con risoluzione 1600 x 900 pixel le prime sezioni risultano alte circa 700 pixel, lasciando intravedere una fascia con uno sfondo diverso. L’obiettivo era quello di condurre l’utente in un breve percorso formativo sul tema della contraccezione. Ho cercato di rendere questo percorso il più possibile coinvolgente e visivamente stimolante.
1600 x 900
contra! | descrizione del progetto
Intro foto &testo
Giulia & dario video
fisiologia infografica interattiva
Efficacia infografica interattiva
contraccettivi testo & immagini
Delle immagini accompagnate da un testo introducono l’utente ai contenuti del sito. Un video spiega i concetti fondamentali necessari a comprende come funziona la contraccezione. Questa parte interattiva ci permette di ripercorrere passo passo i contenuti affrontati nel video.
In questa sezione confrontiamo i metodi contraccettivi sulla base della loro efficacia. Da qui possiamo anche accedere a delle schede dei singoli contraccettivi.
Una seria di schede in cui un testo è affiancato da delle immagini ci permette di approfondire uno ad uno i metodi anticoncezionali.
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anello vaginale
non è un suggerimento per san valentino! giulia & dario
fisiologia
efficacia
giulia &
contraccettivi
contatti / chi siamo /
/
contra! | descrizione del progetto
intro STRUMENTI foto e testo contenuti Diventare consapevoli della necessità di
informarsi in tema di contraccezione.
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La prima sezione non ha ancora dei contenuti veramente informativi, ma punta a coinvolgere l’utente evidenziando le sue lacune di conoscenza in campo di contraccezione. Il messaggio trasmesso non vuole essere di biasimo, ma scherzoso e divertente. Mi sono infatti ispirata ai meme 2 di Internet, in particolare ai fails. Non ne ho ripreso la forma grafica, ma ho voluto riproporre l’idea di evidenziare un’errore sciocco o una circostanza ridicola. Le situazioni proposte sono volutamente assurde e non realistiche, ma allo stesso tempo mettono in luce delle lacune di conoscenza reali. Le foto sono state realizzate su fondo bianco. Ho cercato di ottenere delle immagini chiare e semplici, senza preoccuparmi che apparissero realistiche. Il mio obiettivo era condurre l’attenzione dell’utente sui contenuti e non convincerlo della veridicità delle immagini proposte. Immagine e testo concorrono insieme a creare l’effetto umoristico. La tipografia è sovrapposta direttamente sulla foto insieme a dei semplici disegni realizzati a mano. Il font utilizzato imita la scrittura calligrafica, risultando così coerente con il segno utilizzato per realizzare i disegni.
contra! | descrizione del progetto
1 Il concettodi meme è stato elaborato
dall’etologo Richard Dawkins e identifica una entità culturale (una idea, un comportamento, un simbolo) capaci di replicarsi diffondendosi fra le persone. Un internet meme è un’immagine o una frase, di solito a contenuto umoristico, che si diffonde attraverso la rete e viene diffusa, replicata e reinterpretata dagli utenti della rete
i mg. 1 Le altre immagini dall'intro. La schermata cambia ad ogni refresh della pagina web.
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non è un suggerimento per san valentino! giulia & dario
fisiologia
efficacia
contraccettivi
contatti / chi siamo /
/
giulia & dario Come nascono i bambini? Cellula uovo e spermatozoi si fondono. Prima però sono state necessarie molte tappe preparatorie nell’organismo
contra! | descrizione del progetto
Giulia & dario strumenti
foto e testo
contenuti
Considerare la possibilità di confrontarsi con il partner a proposito dell’opportunità e delle modalità della contraccezione Acquisire, elaborare e conservare nella memoria informazioni precise circa il concepimento e le modalità per prevenirlo. Diventare consapevoli della necessità di informarsi in tema di contraccezione.
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Subito dopo all’intro l’utente si trova nella sezione Giulia & Dario. Qui compare solo il player di un video che si avvia da solo quando lo scroll dell’utente raggiunge la piena visualizzazione della sezione. Nel video vengono affrontati principalmente due argomenti. Il primo è la fisiologia della riproduzione femminile. Nello specifico vengono chiarite le interazioni fra ovaie e ipofisi, le tempistiche delle diverse fasi del ciclo mestruale e il fenomeno dell’ovulazione. Il secondo tema affrontato è la catalogazione dei più comuni metodi contraccettivi sulla base della modalità con cui agiscono: metodi ormonali, metodi barriera, metodi naturali e dispositivi intrauterini. Dopo aver definito i contenuti del video ho scritto una sceneggiatura e steso uno storyboard. Il mio obiettivo era quello di raccontare una piccola storia e al cui interno inserire le informazioni di natura scientifica. La storia in sé è molto semplice. Una ragazza si sveglia e manda dei messaggi affettuosi a un ragazzo. La coppia si trova, e vediamo i due insieme sullo stesso letto. Infine vengono nascosti da una coperta, facendoci capire che molto probabilmente avranno rapporti sessuali. Questa sequenza di situazioni serve a dare al video una componente narrativa rendendolo più coinvolgente e contestualizza tutte le informazioni scientifiche, riconnettendole al mondo dei rapporti personali e dei sentimenti
Nella prossime pagine riporto lo storyboard e la sceneggiatura realizzate per la realizzazione del video. Il testo è pronunciato da una voce fuoricampo.
i mg. 2
contra! | descrizione del progetto
Questa è Giulia.
Giulia da un po’ di tempo si sente con Dario...
... e ci sono buone possibilità che finiscano per fare sesso insieme.
Ma prima Giulia vi mostrerà il suo apparato riproduttivo.
Ecco l’UTERO, la VAGINA, le OVAIE o gonadi, e le TUBE.
Dal primo giorno di mestruazioni...
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l’ipofisi di Giulia...
ha rilasciato nel corpo GONADOTROPINE ossia gli ormoni che regolano le funzioni delle ovaie.
La prima gonadotropina a essere rilasciata è l’ormone FSH...
... che recluta uno dei follicoli che si trova nelle ovaie e lo aiuta a svilupparsi
La cellula uovo raggiunge le tube.
E se Giulia e Dario facessero sesso ora senza prendere alcuna precauzione?
Beh c’è un’alta probabilità che concepiscano un figlio
Ma Giulia e Dario non desiderano ancora avere dei bambini.
contra! | descrizione del progetto
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il follicolo rilascia nel corpo ESTROGENI che stimolano l’ipofisi a produrre l’ormone LH.
Dopo una settimana di mestruazioni e dopo una settimana durante la quale il follicolo si è sviluppato
... arriva per Giulia il momento della OVULAZIONE, ossia il periodo in cui una donne può rimanere incinta.
L’ormone l’LH infatti provoca la rottura del follicolo che fino ad ora ha conservato la CELLULA UOVO.
Per questo hanno deciso di utilizzare un metodo contraccettivo.
Alcuni metodi contraccettivi si basano sull’evitare che avvenga l’ovulazione.È il caso dei metodi ormonali come la pillola, il cerotto o l’anello vaginale.
Altri invece si basano sull’evitare che il seme raggiunga la cellula uovo e la possa fecondare. È questo il caso dei metodi barriera come il preservativo.
Ed è anche il principio alla base dei metodi naturali che si basano sull’evitare di avere rapporti sessuali durante il periodo della ovulazione.
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Infine vi sono i dispositivi intrauterini, come la spirale di rame, rendono l’utero un luogo inospitale per l’impianto della cellula uovo.
Quindi Giulia e Dario possono fare sesso serenamente?
Si se hanno rispetto l’uno dell’altro, se si sentono liberi di prendere le decisioni che riguardano il loro corpo...
... e soprattutto se lo desiderano.
contra!  |  descrizione del progetto
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Il video è stato realizzato utilizzando la tecnica dello stop-motion ossia ogni frame corrisponde a uno scatto fotografico. Questa tecnica viene sfruttata per animare oggetti in modo analogico limitando la post-produzione al semplice montaggio in sequenza delle foto. Tutto il video è stato girato usando una inquadratura a volo d’uccello e utilizzando dei set volutamente semplici e non molto realistici. Le situazioni rappresentate vogliono essere delle astrazioni della realtà: un maggiore realismo avrebbe potuto distrarre dai contenuti informativi del video, inoltre le situazioni rappresentate volevano essere universali. La tecnica stessa dello stop-motion si presta molto bene a ricreare situazioni evidentemente irreali (gli oggetti si muovono da soli e i movimenti dei personaggi sono poco fluidi). La realizzazione del video mi ha posto di fronte alla sfida di rappresentare dei processi invisibili. Per farlo ho creato delle metafore visive, utilizzando esclusivamente oggetti fisici animati. I materiali spesso non sono stati scelti per la loro somiglianza con il referente, ma perché mi permettevano di spiegare dei concetti in modo chiaro e visivamente stimolante. In questa pagina sono presentati degli esempi di questo processo di rappresentazione
i mg. 3 Per rappresentare gli ormoni ho utilizzato dei fili di lana che scorrono perché visivamente richiamano l’idea di flusso di sostanze. I fili viaggiano nell’aria e non attraverso il corpo: questa è un’altra rappresentazione metaforica. Mi sono permessa questa libertà perché siamo abituati a rappresentazioni di funzioni del corpo costituite da frecce o diagrammi, ma la nostra conoscenza intuitiva del corpo umano ci permette di ricondurre quelle semplificazioni grafiche a processi naturali.
contra! | descrizione del progetto
Attraverso uno split screen ho ribadito la connessione fra ipofisi ed ovaie.
i mg. 4
i mg. 5 Affinché la comprensione del video fosse chiara era importante che lo spettatore capisse che il follicolo è composto da una membrana e da un corpo al suo interno (la cellula uovo) che a un certo punto ne fuoriesce. Per questo ho scelto di rappresentarlo come una caramella.
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La cellula uovo però è stata di nuovo realizzata con la lana, perché connessa ai flussi ormonali.
i mg. 6
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Oltre ad oggetti invisibili, nel video sono rappresentati anche concetti astratti. È il caso, ad esempio, del meccanismo di funzionamento dei vari metodi contraccettivi. Per ogni tipologia di contraccettivo (ormonale, barriera, naturale e dispositivi intrauterini) è stata realizzata un’animazione in stop-motion che non fa riferimento a uno specifico metodo contraccettivo ma ad un’intera categoria. Per realizzare queste animazioni ho utilizzato la cellula uovo già vista nel video. La comprensione di queste animazioni è legata alla visione della parte precedente del video, perché ne riprende degli elementi (l’incarto di caramella, l’utero).
contra! | descrizione del progetto
Animazione che rappresenta il funzionamento dei metodi ormonali. L’ovulazione non avviene, quindi la cellula uovo non viaggia verso l’utero ma viene “incartata”.
i mg. 7
Animazione che rappresenta il funzionamento dei metodi barriera. Un ostacolo fisico impedisce allo sperma di raggiungere la cellula uovo.
i mg. 8
Animazione che rappresenta i metodi naturali. Questi metodi si basano sull’individuare il momento esatto dell’ovulazione nella donna. I rapporti sessuali quindi avvengono solo quando la cellula uovo non c’è.
i mg. 9
i mg. 10 Animazione che rappresenta il funzionamento della spirale. L’ovulazione avviene ma l’ovulo si distrugge senza riuscirsi a impiantare nelle pareti dell’utero.
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contra! | descrizione del progetto
Fisiologia STRUMENTI
infografica interattiva
contenuti
Acquisire, elaborare e conservare nella memoria informazioni precise circa il concepimento e le modalità per prevenirlo. Diventare consapevoli della necessità di informarsi in tema di contraccezione.
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In questa sezione è possibile percorrere i cambiamenti che avvengono nel corpo femminile durante il ciclo mestruale. Questa parte è volutamente ridondante in termini di contenuti. Infatti spiega cose che sono già state presentate nel video. Il video però ha uno sviluppo temporale fisso, sul quale l’utente non può intervenire. Ripresentare gli stessi concetti in una forma più interattiva è un modo per permettere all’utente di ripercorrere i passaggi che sono sfuggiti (“one race, every Medallist Ever”, cap 3.2). La navigazione avviene attraverso una timeline presente sulla sinistra che rappresenta i 28 giorni del ciclo mestruale. Cliccando sulle frecce è possibile andare avanti o indietro, scorrendo i giorni cambiano i disegni e le didascalie sulla destra, mentre l’immagine di sfondo rimane ferma. I flussi di gonadotropine e ormoni fra ovaie e cervello sono rappresentati attraverso dei disegni realizzati a mano in modo molto istintivo e quasi schizzato. Lo stesso vale per la timeline, dove le immagini che caratterizzano le diverse fasi del ciclo riprendono il linguaggio usato nella sezione precedente. Questa parte è interattiva, ma è ancora molto legata a una idea di narrazione lineare perché l’utente è invitato a percorrere la timeline e non può fare salti temporali.
i mg. 11 Esempio di schermata nella sezione Fisiologia. Compare la prima parte di testo sulla destra e nell'utero appare il disegno dell'endometrio che si sta sfaldando (mestruazioni). i mg. 12 Schermata in cui si riprendono i temi affrontati nel video. I flussi di ormoni che vanno da ipofisi a ovaie vengono rappresentati con frecce e scritte disegnati a mano.
contra!  |  descrizione del progetto
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contra! | descrizione del progetto
efficacia STRUMENTI
infografica interattiva
contenuti
Acquisire, elaborare e conservare nella memoria informazioni precise circa il concepimento e le modalità per prevenirlo. Diventare consapevoli della necessità di informarsi in tema di contraccezione.
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La sezione Efficacia offre la possibilità di confrontare fra di loro i diversi metodi anticoncezionali confrontando il numero di fallimenti che registrano in media. Inoltre vengono ribadite le diverse categorie di metodi contraccettivi. Da questa sezione è anche possibile accedere alle pagine dedicate ai singoli contraccettivi. Appena l’utente accede a questa sezione si trova di fronte a 7 test di gravidanza, ognuno riporta il nome di un metodo contraccettivo. Se seleziono un delle due voci fra fallimenti teorici e fallimenti reali, i test di gravidanza si trasformano in una bar chart. La lunghezza del test indica il numero di gravidanze su 100 donne durante il primo anno di utilizzo di quel metodo contraccettivo. I tappi dei test di gravidanza sono di diversi colori. Una legenda permette di associare al colore del tappo una categoria diversa di metodi contraccettivi (ormonale, barriera, naturale o dispositivo intrauterino). Se si clicca su uno qualsiasi dei tappi è possibile visualizzare una piccola animazione, simile a quelle presenti anche nel video della sezione Giulia & Dario, che riassume il funzionamento di quella categoria di metodi contraccettivi.
Dopo aver selzezionato la voce fallimenti reali i test sono diventati una bar chart. Più lungo è il test di gravidanza maggiore è il numero di fallimenti previsti. In questa visualizzazione l’utente ha cliccato sul segno per avere informazioni sul coito interrotto. Se l’utente passa con il mouse su uno dei tappi compare una piccola animazione che riprende quelle già visualizzate nel video.
i mg. 13
i mg. 14 Cliccando sul simbolo + accanto a ogni test è possibile vedere una piccola descrizione del metodo contraccettivo e una fotografia. In questo caso l’utente ha selezionato il coito interrotto. Il metodo anticoncezionale è stato rappresentato con una immagine metaforica. Cliccando sulla freccia alla fine del testo è possibile accedere alla scheda relativa a quel contraccettivo nella sezione successiva
attivano la produzione di LH.
contra! | descrizione del progetto
efficacia
pillola contraccettiva 8 fallimenti
Ci sono diversi tipi di pillola contraccettiva. La più comune è quella estroprogestinica, costituita dalla combinazione di due ormoni, un estrogeno e un progestinico. L’osservazione che durante il periodo della
Quando si sceglie un contraccettivo il primo elemento che entra nella valutazione è la sua efficacia. I dati si riferiscono alla percentuale di gravidanze per 100 donne durante il primo anno di utilizzo del metodo contraccettivo.
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pillola contraccettiva
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8 fallimenti
130/180 euro
Ci sono diversi tipi di pillola contraccettiva. La più comune è quella estroprogestinica, costituita dalla combinazione di due ormoni, un estrogeno e un progestinico. L’osservazione che durante il periodo della gravidanza è sterile aveva fatto ipotizzare che le grandi quantità di ormoni prodotti in questo periodo potessero fermare la liberazione di gonadotropine e quindi inibire l’ovulazione. Il funzionamento della pillola si basa proprio sul concetto di feedback negativo: gli ormoni in essa contenuti arrestano la produzione di FSH e di LH. Quindi la stimolazione dell’attività ovarica si arresta, il picco di LH non arriva e l’ovulazione non
cerotto
contra!  |  descrizione del progetto
contraccettivi STRUMENTI
Immagini e testo
contenuti
Utilizzare correttamente il metodo contraccettivo scelto.
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In questa sezione ad ogni metodo contraccettivo viene dedicata una scheda che ne spiega l’utilizzo. Ognuna di queste schede contiene un testo che l’utente può scorrere posizionandovi sopra e utilizzando lo scroll o cliccando le piccole frecce che si trovano sotto alla colonna di testo. Le immagini a lato cambiano man mano che l’utente scorre il testo. Questo espediente permette di mantenere la visualizzazione di ciascuna scheda compatta, così se l’utente scopre di non essere interessato a continuare a leggere il funzionamento di un metodo contraccettivo può passare velocemente a quello successivo. Inoltre crea un effetto simile a una animazione dato che il susseguirsi delle immagini sarà abbastanza veloce.
Scorrendo il testo all’interno di ciscuna scheda le immagini cambiano. Nelle pagine seguenti riporto le immagini realizzate per la sezione Preservativo. Le prime descrivono il contraccettivo preso in esame.
contra! | descrizione del progetto
La prima ilustrazione che l'utente visualizza il contraccettivo con il suo packaging.
i mg. 15
i mg. 16 L'utente visualizza le dimensioni più comuni del preservativo.
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Alla descrizione del metodo contraccettivo seguono delle istruzioni più precise sul corretto metodo di utilizzo.
i mg. 17 Rappresentazione del pene in erezione e identificazione del glande.
contra! | descrizione del progetto
i mg. 18 L'immagine spiega che bisogna premere sul serbatoi del preservativo prima di srotolarlo.
i mg. 19 Il simbolo di attenzione indica un comportamento scorretto: finita la penetrazione l’uomo deve subito togliere il preservativo, quando è ancora presente l’erezione.
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pillola contraccettiva 8 fallimenti
In questa e nelle pagine seguenti riporto tutte le schede dedicate agli altri contraccettivi.
130/180 euro
Ci sono diversi tipi di pillola contraccettiva. La più comune è quella estroprogestinica, costituita dalla combinazione di due ormoni, un estrogeno e un progestinico. L’osservazione che durante il periodo della gravidanza è sterile aveva fatto ipotizzare che le grandi quantità di ormoni prodotti in questo periodo potessero fermare la liberazione di gonadotropine e quindi inibire l’ovulazione. Il funzionamento della pillola si basa proprio sul concetto di feedback negativo: gli ormoni in essa contenuti arrestano la produzione di FSH e di LH. Quindi la stimolazione dell’attività ovarica si arresta, il picco di LH non arriva e l’ovulazione non
cerotto contraccettivo 8 fallimenti
Il cerotto è un quadrato di circa 4,5 x 4,5 cm che rilascia giornalmente, attraverso la cute, estrogeni e progestinici. La quantita di estrogeni rilasciata nel corpo è simile a quella che si ottiene con una pillola. Non è dunque, come molti credono, un contraccettivo a basso dosaggio. Il cerotto può essere applicato sulle natiche, sulla schiena, sull’addome, sulla parte superiore del braccio. L’unica parte del corpo che deve venire evitata è il seno
159 euro
Ogni scatola contiene tre cerotti settimanali. Il primo deve essere applicato il primo giorno di mestruazioni, e sostituito dal successivo dopo una settimana.Dopo il terzo cerotto, cioè dopo tre settimane di uso del cerotto contraccettivo si deve
anello vaginale L’anello vaginale è un anello sottile e flessibile, che immesso nella vagina, rilascia ogni giorno per 21 giorni progestinici ed estrogeni offrendo una
settimane di uso del cerotto contraccettivo si deve
anello vaginale 8 fallimenti
L’anello vaginale è un anello sottile e flessibile, che immesso nella vagina, rilascia ogni giorno per 21 giorni progestinici ed estrogeni offrendo una protezione molto simile a quella della pillola classica. Nonostante le basse dosi ormonali rilasciate, l’anello assicura l’inibizione della maturazione del follicolo e del picco preovulatorio dell’LH, mantenendo inoltre un ottimo controllo del ciclo, con una bassissima incidenza di sanguinamento intramestruale.
186 euro
L’anello si deve tenere in vagina per tre settimane, poi lo si toglie per una. Durante la settimana di pausa si verificano le pseudo-mestruazioni.
PRESERVATIVO 15 fallimenti
1 euro
Il preservativo è una specie di cappuccio che copre artificialmente il pene, agendo come barriera fisica per impedire il passaggio del liquido seminale e di microorganismi che potrebbero causare infezioni. Il 90% dei preservativi in commercio sono in lattice. Le altre tipologie esistente sono i preservativi in budello di agnello e i preservativi sintetici. I preservativi in budello di agnello sono in materiale naturale. I piccoli pori presenti nella membrana possono essere attraversati dai i microorganismi, compresi l’herpes virus e l’HIV. I preservativi sintetici, sono anallergici, quindi possono essere usati da chi è allergico al lattice. La loro efficacia verso le malattie sessualmente
metodi naturali I metodi naturali si basano sull’individuazione del periodo in cui la donna è fertile, durante il quale la coppia si astiene dai rapporti sessuali.
contra! | descrizione del progetto
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possono essere usati da chi è allergico al lattice. La loro efficacia verso le malattie sessualmente
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metodi naturali I metodi naturali si basano sull’individuazione del periodo in cui la donna è fertile, durante il quale la coppia si astiene dai rapporti sessuali.
13/20 fallimenti
0 euro
L’aggettivo «naturale» si riferisce al fatto che non si utilizzano farmaci o dispositivi per modificare la fertilità. Bisogna però considerare che questi metodi si basano sull’astinenza sessuale in un periodo del mese in cui la coppia è «naturalmente» più incline ad avere rapporti sessuali. I metodi naturali presuppomgono una buona conoscenza delle nozioni base di fisiologia dell’apparato riproduttivo femminile. La coppia deve sapere soprattutto cosa succede in prossimità dell’ovulazione e per cercare di evitare
coito interrotto Il coito interrotto consiste nella rapida estrazione del pene dalla vagina immediatamente prima dell’eiaculazione.
27 fallimenti
È forse uno dei metodi più antichi di controllo delle nascite ma anche uno dei meno efficaci. I fallimenti del coito interrotto sono legati a due motivi. Il primo è l’errore tecnico, ossia l’uomo non riesce a controllare il momento dell’eiaculazione e non ritrae il pene dalla vagina in tempo.
0 euro
La seconda causa di fallimento è dovuta al fatto che vi possono essere perdite pre-eiaculatorie che contengono degli spermatozoi. Il coito interrotto ha più probabilità di risultare
dispositivi intrauterini I dispositivi intrauterini come la spirale stimolano nell’endometrio una reazione infiammatoria che richiama nell’utero un gran numero di globuli
Il coito interrotto ha più probabilità di risultare
contra! | descrizione del progetto
dispositivi intrauterini 1 fallimenti
10/20 euro
I dispositivi intrauterini come la spirale stimolano nell’endometrio una reazione infiammatoria che richiama nell’utero un gran numero di globuli bianchi. I globuli bianchi hanno il compito di distruggere tutto ciò che non viene riconosciuto come proprio dell’organismo e quindi distruggono gli spermatozoi. Inoltre l’endometrio non è più capace di accogliere la cellula uovo che quindi va incontro a una rapida distruzione. In alcuni casi la spirale può impedire l’impianto di una cellula uovo già fecondata. La spirale deve essere inserita da un medico esperto dopo aver escluso che vi sia una gravidanza
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Scrivi! contra@gmail.com Contra! - aprile 2013
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gli elementi del linguaggio grafico - Gli elementi fondamentali del linguaggio visivo che ho usato sono la tipografia, la fotografia e il disegno a mano. Nelle pagine che seguono analizzo uno per uno queste componenti del mio progetto.
Tipografia - Nel progetto vengono usati tre font, uno per i testi più lunghi (FF Meta Regular), uno per i titoli delle sezioni e per il menù (Ostrich Sans Black) e uno che compare esclusivamente nell’intro e nel logo (Amatic Regular).
FF Meta Regular di Erik Spiekermann, 1991 - É uno dei più noti bastoni umanisti. Il font è stato inizialmente disegnato da Spiekermann per essere utilizzato con corpi piccoli sulla carta di scarsa qualità dagli uffici delle poste tedesche. 4 Il progetto però viene inizialmente abbandonato per venire ripreso anni dopo. Il font, anche se inizialmente concepito per la stampa mantiene una buona resa su schermo. L’ho scelto perché gli spessori generosi e non eccessivamente modulati garantiscono al carattere una buona leggibilità anche sugli sfondi fotografici che ho utilizzato nel mio progetto. Inoltre è un font molto economico in termini di spazio. Ostrich Sans Black di Tyler Fink, 2011 - Per i titoli ed il menù ho scelto un sans-serif molto compatto che mi ha permesso di usare corpi molto grandi. Amatic SC Regular di Vernon Adams, 2011 - Questo font è stato utilizzato nell’intro. Anche in questo caso avevo bisogno di un font che mantenesse una buona leggibilità anche su uno sfondo fotografico. Amatic è un font calligrafico che riesce a imitare in maniera realistica il disegno a mano, ma allo stesso tempo risultava sufficientemente chiaro e leggibile per le mie esigenze. Questo font è stato anche usato per il logo Contra!. A questi font si aggiungono le numerose scritte calligrafiche che compaiono nel video e nei disegni utilizzati in tutte le sezioni del video.
contra! | descrizione del progetto
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4 http://en.wikipedia.org/wiki/FF_Meta, (consultato il 04 marzo 2013).
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fotografia
- La fotografia ha un ruolo fondamentale nel mio progetto. La struttura del sito infatti è resa visibile grazie agli sfondi fotografici che cambiano di sezione in sezione. Anche il video di fatto è costituito da una serie di fotografie. La scelta di utilizzare fotografie (e non illustrazioni o elaborazioni grafiche) è stata dettata dalla volontà di dare all’utente l’idea di un linguaggio schietto, senza troppe mediazioni. Allo stesso tempo però un eccessivo realismo avrebbe probabilmente distratto dai contenuti. Ad esempio l’utilizzo di immagini fotografiche di nudo per mostrare parti anatomiche spesso distra perchè l’utente fatica a concentrarsi su altri contenuti che non siano la nudità in sé. Il mio obiettivo è stato cercare di evitare rappresentazioni troppo realistiche che avrebbero distratto dai contenuti fondamentali, ma allo stesso tempo cercare di non astrarre troppo la realtà. La maglietta indossata dalla protagonista è un esempio di questa ricerca. L’apparato riproduttivo femminile rappresentato è chiaramente una stilizzazioni grafica poco realistica, ma il fatto che venga presentata su di un corpo reale ci permette di avere una idea chiara della sua localizzazione e dimensione, e anche se queste informazioni non sono fondamentali, ci permettono di percepirlo come più “reale” di un disegno.
Maglietta con la rappresentazione dell’utero. L’immagine è tratta da uno dei frame del video
i mg. 20
contra! | descrizione del progetto 127
i mg. 21
Frame dal video
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Per comunicare che fra i due vi un sentimento di affetto ho usato un cuore, la rappresentazione metaforica del sentimento amoroso più comune.
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In questa scena compaiono sia il cuore, che le magliette con le rappresentazioni di utero e pene.
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Disegni - L’ultima componente del linguaggio grafico utilizzato sono i disegni. Non si tratta di vere e proprie illustrazione quanto si annotazioni che dialogano con le foto. I disegni hanno il tratto di uno schizzo veloce, ma ho cercato di renderli comunque chiari e informativi. Questo tipo di segno è stato utilizzato anche per evidenziare tutte le aree cliccabili.
contra! | descrizione del progetto
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Alcuni dei disegni ralizzari per il sito.
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conclusione
Ho scelto di sviluppare il progetto come un sito web perchè questo è uno strumento a cui praticamente tutti hanno accesso. Gli stessi contenuti potrebbero però essere sviluppati anche per smart phone e tablet, non necessariamente utilizzando il layout definito per il web. L’obiettivo principale del mio progetto era la definizione di un linguaggio e la ricerca di un modo di trasmette informazioni scientifico-tecniche utilizzando strumenti che avessero anche una componente di intrattenimento. Perseguendo gli stessi obiettivi e utilizzando lo stesso linguaggio si potrebbero affrontare moltissimi altri temi legati alla sfera del corpo e della salute. Per esempio la contraccezione d’emergenza, oppure problematiche sanitarie e sociali come l’obesità. La scelta del tema alla base il progetto si è rivelata azzeccata, perché mi ha permesso di imparare cose nuove. Credo che la curiosità sia uno degli stimoli più importanti per un progettista: se il designer non prova interesse per ciò che comunica, difficilmente lo proverà l’utente. Inoltre questa tematica mi ha costretto a interrogarmi profondamente su come rappresentare le cose, cercando soluzioni che non fossero banali, ma che allo stesso tempo risultassero comprensibili.
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Infine questo progetto mi ha permesso anche di divertirmi, coinvolgendo nelle riprese del video e nelle foto amici che si sono dimostrati molto propositivi e curiosi. I loro consigli e le loro critiche sono stati preziosi e il loro entusiasmo mi ha aiutato a credere in questo progetto.
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ringraziamenti
I miei primi ringraziamenti vanno ai miei relatori Katerina Dolejsova e Natale Lionello. La loro disponibilità e competenza sono state preziosissime durante gli ultimi mesi. Questo progetto sarebbe stato letteralmente impossibile senza la generosità, la pazienza e l’affetto dei miei amici e della mia famiglia. Ringrazio innanzitutto coloro che hanno partecipato al video e alle foto. Dario Marturano e Giulia Sanson, i protagonisti del video. Oltre ad essere stati ottimi attori hanno saputo affrontare le lunghe ore di ripresa con allegria e spirito propositivo e per questo sono loro profondamente grata. Dario è anche autore della musica, a lui va un’ulteriore ringraziamento. Ringrazio Sabrina Taffarel, assistente durante le riprese, voce narrante del video, modella nelle foto e, soprattutto, ottima amica. Daniele Manzato mi ha salvato nel momento del bisogno dimostrando ancora una volta di essere un vero amico. Grazie anche a Marco Roccaro, “consulente” suo malgrado durante tutte le fasi del progetto.
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Infine non posso non ringraziare tutti i componenti della mia famiglia Mio padre Luigi, sempre pronto a prendersi carico dei miei problemi. Mia madre Agnese, per l’infinita comprensione. Mi sorella Claudia, perchè la sua forza mi è sempre d’esempio.
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bibliografia
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