ITITUTO COMPRENSIVO STATALE
“CARLO AMORE” – MODICA
PROGETTO “ECCELLENZE IN GARA”
LA PRINCIPESSA E LA PLEBEA
A.S. 2021-2022
ISTITUTO COMPRENSIVO “CARLO AMORE” - MODICA
PROGETTO “ECCELLENZE IN GARA”
La principessa e la plebea (Versione libro digitale)
C’era una volta, una principessa di nome Sofia che, pur vivendo a capo di un regno ed essere amata da tutti, non aveva amici perché il padre non le permetteva di stare con i bambini del regno, che non riteneva alla loro altezza. Il re infatti era scontroso, non aveva molti amici, e quei pochi erano reali. Un giorno la principessa e suo padre si misero in viaggio per visitare i piccoli villaggi che facevano parte del regno. Durante il tragitto, Sofia vide dei bambini giocare e senza farsi notare dal padre, saltò giù dalla carrozza e andò a giocare con loro. Tra di essi vi era anche Naira, una bambina plebea con la quale si trovò subito a suo agio; bastò poco alle due bambine per rendersi conto di quanto stavano bene insieme. - Sei proprio simpatica - disse Sofia. – Vuoi essere mia amica? Naira felicissima rispose: Certo,
mi
piacerebbe
moltissimo essere tua amica! - Da oggi, allora, saremo migliori amiche! -
esclamò
Sofia. Nel frattempo il re, accortosi che la figlia era sparita, cominciò
a
cercarla
dappertutto. Cercò e cercò finché la trovò a parlare e scherzare con i suoi nuovi amichetti e la sua nuova migliore amica Naira. 2
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Il re rimproverò la figlia per avergli disobbedito e per aver giocato con quei “poveracci”, così li chiamò il re. Tornati a casa, Sofia fu mandata in camera sua. Il suo gattino all’improvviso avvistò una farfalla fuori dalla finestra e decise di rincorrerla. Sofia saltò fuori dalla finestra e, scivolando in basso aggrappandosi al tronco di un grande albero a ridosso del castello, si mise all’inseguimento del gatto. Si inoltrò nel bosco quando, ad un tratto, precipitò in una buca buia e profonda dalla quale era impossibile uscire. - Aiuto, aiuto! - cominciò a urlare la piccola principessa. Ma nessuno rispondeva. Una strega si presentò lì da lei e si mise a riderle contro dicendole: - Finalmente sei caduta nella mia trappola e potrò vendicarmi di tutto ciò che ho dovuto subire. La tirò fuori dalla buca, la legò ad una robusta catena e la condusse all’interno di un vecchio castello oltre il bosco, dove la imprigionò in una piccolissima e gelida cella chiusa da un cancello di ferro in cima ad una torre. Intanto al castello, il padre si accorse della sparizione di Sofia. Allora, preoccupato, sparse la voce dell’accaduto e promise una ricompensa per chiunque l’avesse trovata. Naira, venne a sapere della scomparsa della sua amica, si preoccupò molto e decise che si sarebbe messa in viaggio alla sua ricerca. Non le importava della ricompensa, voleva solo ritrovare e riabbracciare a tutti i costi Sofia. Il mattino dopo Naira si mise in viaggio. Cammina cammina, si inoltrò nel bosco quando ad un certo punto le si fece incontro un folletto che con voce stridula disse: - Dolce e coraggiosa Naira, so perfettamente cosa ti ha spinto fin qui. - Sai per caso dov’è la mia amica Sofia? Aiutami, per favore! - lo supplicò Naira. - La tua cara amica è prigioniera nel castello incantato della terribile strega Perfidia. Si trova rinchiusa all’interno di un’altissima torre protetta da un robusto cancello di ferro. Solo io posso aiutarti ad aprirlo, ma prima dovrai rispondere correttamente a un indovinello. - Sono pronta! – si affrettò a dire Naira. Il folletto prese un pezzo di pergamena e cominciò a leggere: - Non ha il tuo stesso sangue ma per te è come un fratello, chi è? Naira ci pensò un attimo, poi rispose: - È l’amico! Aveva dato la risposta corretta, così il folletto scelse una delle chiavi che teneva all’interno di una piccola sacca e la consegnò alla coraggiosa bambina aggiungendo: 3
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Con questa chiave potrai liberare la tua amica, ma non ti aiuterà a sconfiggere la terribile strega Perfidia che cercherà di ostacolarti in tutti i modi e avere la sua vendetta. - Quale vendetta? - chiese Naira. - Perfidia abitava in uno dei piccoli villaggi del regno ma era una tipa scontrosa e solitaria, non aveva amici e amava mettere zizzania tra tutti gli abitanti – rispose il folletto. - Per questo motivo il re fu costretto a cacciarla via dal regno e da quel momento giurò che prima o poi si sarebbe vendicata. Naira ringraziò il folletto per le informazioni e riprese il viaggio. Cammina cammina, sentì delle flebili vocine che dicevano: - Dolce e coraggiosa Naira, fermati per favore, aiutaci! Naira si guardò intorno, poi diresse lo sguardò verso il basso, si chinò un po' e infine si inginocchiò a osservare un gruppo di formiche. - Cara Naira, per favore aiutaci! Un coniglio sta distruggendo la nostra casa per costruire la sua tana e ora non sappiamo dove depositare il nostro cibo. La giovane ragazza rispose: - Ma io non posso perdere tempo! Devo trovare e liberare la mia amica Sofia che è prigioniera nel castello incantato della terribile strega Perfidia. - Naira, – disse la regina delle formiche, - se tu sarai gentile con noi e ci aiuterai con il coniglio, sapremo come ricompensarti e ti aiuteremo con la terribile strega, devi solo fidarti di noi. Naira accettò, si procurò un bel cesto di carote da offrire al coniglio e, dopo averlo distratto, sbarrò il buco che portava
alla
tana
delle
formiche. Quando Naira tornò dalle formiche queste le consegnarono una sottile bacchetta dorata. - Cara Naira, disse la formica regina, - hai mostrato grande generosità e ti sei comportata da vera amica nei nostri confronti. Per questo, come promesso, abbiamo deciso di donarti questa bacchetta magica, la più potente al mondo e l’unica in grado di annullare i poteri della strega malvagia. 4
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- Grazie mie care amiche, ve ne sarò per sempre grata – si apprestò a dire Naira prima di congedarsi e riprendere il cammino. Aveva camminato tutto il giorno, il sole cominciava a tramontare e stava per farsi notte. Era stanca e affamata ma non aveva intenzione di fermarsi. Cammina cammina, si ritrovò davanti una piccola casetta. Decise di chiedere ospitalità per la notte, avrebbe continuato il suo viaggio il giorno dopo. Bussò alla porta e l’accolse una simpatica vecchietta che non esitò un momento a farla entrare, le offrì un povero ma caldo pasto e le chiese come mai una piccola bambina come lei si trovasse sola in mezzo al bosco. - Devo trovare la mia amica Sofia, - raccontò Naira, - si è allontanata nel bosco ed è stata catturata dalla terribile strega Perfidia. La vecchietta assunse le sembianze di una fata, le si avvicinò lentamente e con voce dolce e soave le sussurrò: - Cara Naira, bambina dolce e dal cuore grande, ho qui ciò che ti aiuterà a salvare la tua cara amica. Naira, contenta, chiese subito: - Cara fata, cosa devo fare, dimmi tu come posso salvarla. La fata allora le indicò cinque bottiglie appoggiate su un candido e soffice manto di neve che ricopriva il prato all’esterno della piccola casetta. - Una di esse – disse la fata, - contiene un biglietto con la formula magica che ti aiuterà a sconfiggere la strega e a salvare la tua cara amica Sofia. Naira scelse una delle cinque bottiglie senza esitare. Appena la prese in mano, chiuse i suoi dolci occhi e sperò di aver trovato il biglietto. Lo trovò e lesse:
Su bacchettina datti da fare, una soluzione devi trovare, con i miei amici voglio giocare e in compagnia vorrei stare.
Felice ma stanca si abbandonò in un sonno profondo. Il giorno dopo, di buon mattino, ringraziò di cuore la fata e riprese il cammino. Ad un tratto scorse da lontano il castello della strega. Decise di avvicinarsi, lentamente ma con passo sicuro. Non ci mise molto ad arrivare ai piedi del castello che si trovava su una collinetta oltre il bosco. Di nascosto si intrufolò all’interno della torre attraversò 5
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una minuscola porticina, fece una ripida scalinata che portava in cima alla torre e qui trovò Sofia. Con grande emozione prese la chiave ricevuta dal folletto e aprì il cancello di ferro che teneva prigioniera la sua amica. Le due amiche si abbracciarono e si strinsero forte, e scoppiarono in lacrime dalla gioia. Poi di corsa scesero per le scale della torre, ma proprio quando stavano per oltrepassare la piccola porticina attraverso la quale si era poco prima intrufolata Naira, la strega cattiva le affrontò molto arrabbiata. - Dove credete di andare? - tuonò Perfidia. - So che hai sofferto tanto da quando sei stata cacciata dal regno, ma Sofia è una bambina dolce ed innocente, e soprattutto non ha colpe. Dimostra che sei cambiata, questo è l’unico modo per poter ritornare in pace nel tuo villaggio! - esclamò Naira. La strega stava per pronunciare uno dei suoi malefici incantesimi, quando le due amiche impugnarono insieme la bacchetta magica ricevuta in dono dalle formichine e, facendola ruotare in aria, lessero in coro la pergamena con la formula magica: Su bacchettina datti da fare, una soluzione devi trovare, con i miei amici voglio giocare e in compagnia vorrei stare. La strega fu avvolta da una nuvola di polvere che la pietrificò e cadde in terra in mille e mille pezzi. Le due bambine mano nella mano poterono finalmente ritornare a casa. Il re fu molto felice di poter riabbracciare la sua adorata bambina. Sofia raccontò tutto quanto al padre e disse che era stata Naira a salvarla dalla strega cattiva. Il re ringraziò la piccola plebea per aver salvato sua figlia e le chiese cosa avrebbe potuto fare per sdebitarsi. La bambina espresse solo il desiderio che il re fosse stato più buono e amichevole con tutti e di concederle la possibilità di giocare ed essere amica di Sofia. 6
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Il re così imparò a vivere in armonia con tutti. Sua figlia trovò tanti amici con cui giocare tutti i giorni e da allora nel regno tutti vissero felici e contenti.
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