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“ L’angelo disse loro: “Non temete , ecco vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide, un Salvatore che è Cristo, Signore.”

Lc 2,10-11

La Liturgia del Natale ci raggiunge nuovamente nella nostra vita, a volte un po‟ appesantita dai diversi problemi, per riproporci l‟annuncio stupendo del Vangelo: Gesù Salvatore è venuto tra noi e ha dato un senso nuovo alla storia universale e individuale. Da questo annuncio di salvezza scaturisce il vero moti vo della nostra gioia. Certamente oggi sentiamo l‟insicurezza che l‟attuale crisi economica sta producendo e anche noi siamo sottoposte alla prova dell‟ età che avanza e del sofferto ridimensionamento che ne deriva. Per questo abbiamo bisogno, più che mai, di notizie che ci educhino a scorgere orizzonti di speranza e di solidarietà. La società attuale moltiplica le occasioni di felicità, ma difficilmente riesce a procurare la vera gioia. Guardandoci attorno notiamo che alcune forme di povertà sono più forti che in passato e assumono dimensioni planetarie per le quali non si intravedono soluzioni a breve termine. Queste situazioni possono, a volte, offuscare la gioia, soprattutto se trascuriamo la possibilità che abbiamo di unire anche i nostri piccoli sforzi, per procurare un minimo di sollievo e di benessere ai fratelli.. Il Natale ci ricorda che Gesù è venuto tra noi, perché avessimo la gioia. Egli si è chinato sulla nostra sofferenza per fasciare le piaghe dei cuori affranti e per annunciare l‟amore che salva: Dio , infatti, ha tanto amato il mondo da mandare Suo Figlio Gesù. Nella fede, noi siamo raggiunte dall‟amore di Dio da cui scaturisce nuova certezza per il futuro, nuova possibilità di comunione. La sosta contemplativa davanti al presepe, è una scuola dove, l‟amore di Gesù insegna a realizzare piccoli gesti di sobrietà, solidarietà, fraternità, capaci di generare vita e dignità. In questo modo, sperimentiamo che c‟è più gioia nel dare che nel ricevere. Al Presepe apprendiamo a riconoscere la sete di gioia di tante persone che attendono attenzione, gratuità, perdono, gesti che sgorgano da un cuore trasformato dall‟incontro con la Parola fatta Carne. L‟augurio che di cuore vi rivolgiamo è di trovare, in Gesù Salvatore, la gioia di appartenergli e di contagiare, con la testimonianza, tutti coloro che incontriamo. Auguriamo un gioioso Natale anche alle persone a voi care, a quelle che avvicinate e che collaborano con voi. Un pensiero speciale agli Amici di S. Giovanna Antida. Sr Alfonsina e Consiglio


Voci dal Sud, pag. 2

Verbum caro factum est(Gv 1,1-18) Il prologo del vangelo di Giovanni è un inno poetico che narra la storia misteriosa di Dio, il totalmente Altro, che si fa incredibilmente piccolo e vicino alle creature. L’evangelista al v. 1 scrive: “In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio”. Il testo giovanneo inizia con un termine greco molto noto alla cultura filosofica: il termine archè. L‟ archè è la causa prima, il principio originario, l‟inizio assoluto di tutte le cose che sono, la causa incausata. Giovanni, quindi, ci dice che in principio, all‟inizio, prima di ogni altra cosa, c‟era il Verbo, e il Verbo era Dio. All‟inizio, cioè, c‟era la Parola. Leggiamo, ora, la prima pagina della Bibbia, Gen 1,1. L’autore sacro scrive: “In principio Dio creò il cielo e la terra”. E di seguito, aggiunge: “Dio disse: sia la luce e la luce fu”. Dio, dice la Sacra Scrittura, ha creato tutte le cose per mezzo della Parola e questa Parola/ Verbo che si incarna continua la sua attività creatrice nella nostra vita e nella storia degli uomini, fa nuove tutte le cose ed è capace di trasformarci. Il Verbo, il principio della vita, è la vita stessa; è pienezza d‟amore. È vita e luce che risplendono nelle tenebre. È bellissima questa immagine! La luce squarcia il buio, fa emergere la vita dal caos. A tal proposito, Anna Maria Canopi, monaca benedettina, scrive: “La luce splende nelle tenebre del caos … Ma il caos che cos‟è? È difficile immaginare il deserto del niente … Eppure è proprio in questa distesa sconfinata, in questo vuoto immenso, che Dio si pronunzia e la sua Parola diventa luce, diventa firmamento, diventa tutto ciò che esiste nello spazio, fino alla creazione dell‟uomo che segna il culmine dell‟opera creatrice di Dio” . I due concetti vita e luce sono strettamente legati: la vita, da cui emana la luce, rischiara le tenebre. Le tenebre, nel vangelo di Giovanni, indicano l‟assenza di Dio. Il Verbo che si incarna ricongiunge la terra e cielo, e il vuoto di Dio viene definitivamente riempito con la sua presenza reale in mezzo a noi. Al v. 9 l‟evangelista annuncia il rifiuto di Gesù da parte della sua gente. È una storia veramente drammatica quella del Verbo che si fa carne! Il mondo che è stato fatto per mezzo di lui non lo riconosce. Il termine mondo assume, qui, due significati: indica l‟universo creato da Dio, ma anche quella parte di umanità che si è allontanata da Dio, e che, legata ai beni materiali, ha smarrito ogni interesse per la vita spirituale. Questa umanità non riconosce il Figlio di Dio, l‟Autore della vita e non sa dare un senso al Natale. Mi sembra che nell‟inno giovanneo il Verbo compie un cammino di abbassamento simile, per alcuni versi, al processo di umiliazione ed esaltazione dell‟inno cristologico della lettera Continua da pag 8


Voci dal Sud, pag. 7

noi ascoltassimo Lui....., e la sua voce venisse a rapirci e avvolgere e immergere nelle gioie interiori della Sapienza immortale, non sarebbe questo gustare la vita eterna ed entrare nella gioia del tuo Signore?...” Vivere costantemente in un clima di silenzio, ci permette di entrare sempre più nei “segreti di Dio, di respirare l‟aria pura dell‟intimità con Lui. La preghiera è un dono, il più grande dono da parte del Signore. Per meritare e custodire questo dono prezioso, è necessario entrare nel più profondo di noi stesse, in un grande silenzio, abbandonando tutto ciò che è transitorio, poiché il Signore chiama ogni sua creatura all‟Incontro con Lui, nella preghiera, per gustare l‟amore grande di Dio per noi, quest‟Amore che dura per sempre. Ci renderemo conto come noi siamo stati chiamati per ciò che dura e rimane: il Suo Amore paziente, misericordioso, benigno che ci insegue e ci persegue, che non ci lascia mai.

E il Verbo si fece carne di G. Allia I primi ad arrivare sono i più lontani! Un simpatico pulmino grigio perla fa giungere a Castellace i giovani di Reggio Calabria. Frequentano l‟Istituto San Vincenzo e il loro nuovo Preside li raggiunge. Federica arriva da Polistena: non si perderebbe un incontro per nulla al mondo! Intanto nell‟auditorium della Parrocchia si „combatte‟ con gli strumenti tecnici più all‟avanguardia: videoproiettori, CD, mini computer, adattatori. I fiori e il leggio, preparato con cura da suor Emiliana, per intronizzare la Parola, rischiarano i volti. La chitarra arriva da Messignadi, Angela l‟ha portato per animare la Messa conclusiva! Così dopo il solenne richiamo all‟attenzione, di suor Angela, si cominci con la voce di suor Silvana che intona „Ubi caritas‟. Sintonizzati i cuori con la preghiera, suor Lidia può proporre l‟obiettivo del Primo Incontro Regionale di Pastorale Giovanile. Un obiettivo che può essere realizzato solo nell‟arco della giornata o può diventare un obiettivo per l‟anno o per la vita. Ci si divide quindi in due gruppi per età. La lectio ha lo stesso tema: „Il Verbo si è fatto carne…‟. Mistero ineffabile di un Dio Altissimo che si fa uno di noi. Le anime lo recepiscono, ognuno secondo la sua „capienza‟. Dio parla veramente a tutti!

Buone feste a tutti , nella gioia del Signore.

Giovanni, Donatella e suor Alessandra ci fanno dono della loro preziosa testimonianza di Vita. Tutti

abbiamo ascoltato in religioso‟ silenzio il racconto dell‟ „incarnazione‟ del Verbo nelle vicende della storia umana: droga, lotta armata, AIDS, famiglia normale, „mancanza‟ di qualcosa, ripugnanza di fronte alla sola idea di essere infermiera e la luce dell‟AMORE che squarcia le tenebre della devastazione di una malattia sconosciuta su cui le case farmaceutiche fanno affari, riempie il vuoto con la donazione costante a „questi‟ fratelli di cui pochi vogliono prendersi cura, rivela la bellezza dell’essere accanto a chi soffre nel corpo e nell‟anima. Mistero della fede! Un agnostico che comincia a conoscere. Una mamma e una moglie che scopre un „dono di sé‟ più grande. Una consacrata che si abbandona fiduciosa a Colui che l‟ha chiamata. Grazie! Il pranzo condiviso: lasagne al forno, crocchè di riso, panini a volontà, torte, frutta bibite come una grande famiglia che si ritrova, ci „riscaldiamo‟ al tepore della fraternità. Un pallone che vola, qualche bans e poi si ricomincia: Saverio si fa raccontare il „bello‟ e il „meno bello‟ della mattinata: la lectio, le testimonianze, la preghiera iniziale,il desiderio di conoscersi di più. Suor Tina invita i giovani a pensare ad una „incarnazione della Parola nella loro vita‟: esplodono i desideri! Una tombolata presso le Case Famiglia di Castellace e Polistena, una raccolta di alimenti per le famiglie in difficoltà, impiegare la settimana dello studente per sensibilizzare al volontariato, impegnarsi come gruppo a servizio di una Continua a pag 8


Voci dal Sud, pag. 8

Sono tornati alla Casa del Padre ANDREA, cognato di Sr Laura Maiorano; ANTONIO, cognato di Sr Carmelina Rodolico; MILENA, sorella di M. Renata Salvadore. ANTONIO, cognato di Sr carmelina De Vita VINCENZO, nipote di Sr Diomira Bruno Il Signore conceda a tutti la gioia di contemplare il suo volto

Ricordiamo con particolare affetto SUOR GEMMA DI GIROLAMO: 49 anni di Vita Religiosa. Deceduta il 23 novembre 2011, nella Comunità di Giugliano (NA),

Interceda per noi presso Gesù e accompagni il nostro cammino cammino..

Continua da pag 2

ai Filippesi, Fil 2,5-11. Il Verbo, l‟autore della vita, che è prima di ogni cosa, assume la natura umana ed è rinnegato e rifiutato dalle sue creature “Non considerò, scrive San Paolo, un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma umiliò se stesso assumendo la condizione di servo, e divenuto simile agli uomini, si è fatto obbediente fino alla morte, e alla morte di croce”. La storia umana del Verbo preesistente è sicuramente una storia triste, ma è il pegno della nostra salvezza.

Infatti,

l‟evangelista

Giovanni continua: “A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati”.

Il v.14 è quello centrale, perché riassume il mistero del Natale: “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità”.Il Verbo viene ad abitare in mezzo a noi, pianta la sua tenda. Il grembo di Maria è il luogo fisico dell‟incarnazione del Verbo. Egli vuole, però, farsi carne entrando nella storia di ciascuno di noi, e attraverso noi continuare a dimorare nel mondo. Lasciamo che anche in questo Natale Dio pianti la sua tenda nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità perché il totalmente Altro, possa ancora diventare uno di noi. Sr Tina Carbone

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delle strutture della zona a servizio degli anziani, dei disabili. Poi, all‟ora nona, ci si incammina e poco a poco la sala da pranzo della Casa Famiglia per malati di AIDS, si riempie di fedeli che si raccolgo attorno ad un altare Lì, illuminati dalla Parola, spezzata da don Gianni, immersi nella contemplazione di un Dio che si fa Pane diventiamo offerta per il Padre, umanità redenta dal sangue di un agnello senza macchia, uomini e donne ri-creati da un AMORE senza limiti! Amen


Voci dal Sud con iniziative Movimento Giovani Giovanna Antida