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IGE Magazine n.7 Settembre/Ottobre 2026

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#7 S E T / O T T · 2 0 2 6

6 · SPECIALE SVILUPPO SOSTENIBILE

LA SFIDA DELL’EQUILIBRIO SUSTAINABLE DEVELOPMENT — THE CHALLENGE OF BALANCE

ENGLISH 1 · EDITORIAL

The measure of change 18 · E V E N T S

4 · P O L I T I C A · Laura Cavandoli: la buona cultura della consapevolezza 18 · E V E N T I · S B C L I S B O N · Dieci motivi per esserci 26 · E V E N T I · E A S G · Barriere da abbattere e ponti da costruire 38 · I P P I C A · Non c'è sviluppo senza sostenibilità

Sbc Lisbon, ten reasons to be there 22 · C O V E R S T O R Y

Onshop: the new era of digital cash 44 · A M U S E M E N T

22 · C O V E R S T O R Y

60 · T O P O F T H E S L O T REBOOT

La nuova era del contante digitale

Quando la slot incontra il videogame

Out of the park 62 · T H E B E A U T Y O F G A M I N G · Stake gets the audience into the game


E DI TO RI ALE | E D ITO R IA L

sviluppo sostenibile

La misura del cambiamento Crescere senza perdere il controllo. Innovare senza trasformare la tecnologia in un fine. Proteggere senza impedire al mercato di evolvere. Regolare senza soffocare. È forse questa la sfida più complessa che il gaming si trova oggi ad affrontare: trovare un equilibrio tra forze apparentemente contrapposte. Un equilibrio che non significa immobilità né ricerca di un comodo punto mediano. Come scriveva Albert Camus, «l’equilibrio non è rinuncia, ma tensione». È una tensione dinamica tra sviluppo e responsabilità. Lo raccontano bene i due grandi appuntamenti internazionali ai quali dedichiamo parte di questo numero. Da una parte SBC Summit di Lisbona, osservatorio privilegiato sulle trasformazioni del mercato globale, tra tecnologia, nuovi modelli di business, pagamenti e regolazione. Dall’altra EASG Conference, dove ricerca, gioco responsabile, sostenibilità e tutela del giocatore riportano l’attenzione sulla qualità dello sviluppo. Non sono due mondi contrapposti. Sono le due facce della stessa evoluzione. Le case history raccontate in queste pagine mostrano come innovazione e responsabilità possano alimentarsi reciprocamente e come la sostenibilità stia entrando sempre più concretamente nei processi industriali. L’Italia offre invece l’esempio di un equilibrio ancora da trovare. Dopo il riordino dell’online, quello del gioco pubblico terrestre resta il grande passaggio incompiuto. Ritardare ancora significa lasciare convivere frammentazione normativa, incertezza per gli investimenti e differenze territoriali che rischiano di indebolire proprio quel presidio di legalità che il sistema concessorio dovrebbe garantire. Anche per noi questo numero segna un passaggio. La rivista compie un anno e abbiamo scelto di celebrarlo facendo evolvere la sua identità: IGE Magazine diventa Italian Gaming News (IGN Magazine). Non un semplice cambio di testata, ma la scelta di riunire magazine e quotidiano online sotto un unico brand, rafforzandone riconoscibilità e coerenza editoriale. Perché evolvere significa anche questo: cambiare senza perdere la propria identità. E comprendere che, alla fine, è la misura del cambiamento a determinarne il valore. Alessio Crisantemi

sustainable development

EN

THE MEASURE OF CHANGE

Growing without losing control. Innovating without making technology an end in itself. Protecting without preventing the market from evolving. Regulating without stifling. This may be the greatest challenge gaming faces today: finding balance between seemingly opposing forces. Balance does not mean standing still or settling for a comfortable middle ground. As Albert Camus wrote, “balance is not renunciation, but tension.” It is a dynamic tension between growth and responsibility. Two major international events featured in this issue capture that tension. SBC Summit Lisbon offers a privileged view of the forces reshaping the global market, from technology and new business models to payments and regulation. EASG Conference, meanwhile, brings research, responsible gambling, sustainability and player protection back to the centre of the debate about the quality of growth. These are not opposing worlds. They are two sides of the same evolution. The case studies in these pages show how innovation and responsibility can reinforce each other, and how sustainability is becoming increasingly embedded in industrial processes. Italy, however, illustrates a balance that has yet to be achieved. Following the reform of online gambling, the reorganisation of the land-based public gaming sector remains the major unfinished task. Further delays mean prolonging regulatory fragmentation, investment uncertainty and territorial disparities that risk weakening the very safeguards of legality the licensing system is designed to provide. This issue also marks a transition for us. Our magazine turns one, and we have chosen to celebrate by evolving its identity: IGE Magazine becomes Italian Gaming News (IGN Magazine). More than a change of name, it brings the magazine and the Italian Gaming News daily website under one brand, strengthening recognition and editorial consistency. Because evolution also means this: changing without losing your identity. And understanding that, in the end, it is the measure of change that determines its value.


#7 S E T / O T T · 2 0 2 6

4 · L ʼI NTERVI S TA

LAURA CAVANDOLI

Bisogna continuare a regolamentare il gioco per tutelare le persone e le famiglie, ma anche per contenere quei flussi di denaro importanti che rischiano di finire nelle mani della criminalità.

La buona cultura della consapevolezza La d e p u ta ta d e lla Le g a La ura C a va nd o li p re s e nta u na p ro p o sta d i le g g e p e r ist it u ire la g ior n a ta na z io na le d e lla lu d o p a t ia : o c c h i p u nta t i s u lla fo r m a z io ne e l ’ed uc a zi o n e in m a te r ia d i g io co re s p o n sa b i l e.

AT T UA LI TÀ · S PEC I ALE S VI LU PP O S O S TENI B I LE 6 · VERSO MODELLI DI BUSINESS RESPONSABILI

Paolo Taticchi, professore di Strategia e Sostenibilità d'Impresa presso l’University College London analiz za il concetto di sostenibilità, con un focus verso il settore del gambing.

2026 · SET/OTT

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8 · L’ECONOMIA OLTRE ALLA MORALE

10 · CONCRETEZZA E TANGIBILITÀ IL VERO VOLTO DELLA SOSTENIBILITÀ

Il professor Patrizio Graziani delinea il contesto che ha por tato a una crescente attenzione verso la sostenibilità, anche da par te delle imprese di gioco.

11 ·

GIOCO RESPONSABILE A CIASCUNO IL SUO RUOLO

12 · LA RESPONSABILITÀ ENTRA IN GIOCO 14 · LA TECNOLOGIA INVISIBILE DELLE LOTTERIE 15 · LA SOSTENIBILITÀ COME STRATEGIA

16 · N O R M AT IVA

S PEC I ALE · E VENTI 18 · SBC LISBONA: DIECI MOTIVI PER ESSERCI

Oltre 40mila professionisti e 800 espositori pronti a riunirsi alla Fil e Meo Arena dal 2 9 settembre al 1° ottobre: le direttrici strategiche tra big del gaming , networking profilato, intrattenimento e nuove tecnologie.

Gli scenari del (non) riordino La data del 29 agosto 2026 costi tui va il te rmine di attu azione del l a del ega fi sc ale e du nqu e del l ’eman a zione de l riordino. Ora des cr i viamo i du e sc e nari al ter nati vi .

26 · EASG: BARRIERE DA ABBATTERE E PONTI DA COSTRUIRE

Pieter Remmers, segretario generale e organiz zatore della conferenza Easg approfondisce l’evento che si svolgerà a Copenaghen dall’8 all’11 settembre. Focus sulla sostenibilità.


| TESTATINA |

22 · C OVE R STO R Y Registrazione Tribunale di Terni, n. 1816/2025

EDITORE: GN Media srl corso Tacito, 101 | Terni (TR) 05100 Iscrizione ROC n. 18462

REDAZIONE

38 · IP P ICA

La nuova era del contante digitale Privacy, sicurezza, ma anche immediatezza: queste le nuove frontiere dei sistemi di pagamento, anche nel gioco online, che OnShop ha saputo anticipare, aprendosi a orizzonti nuovi attraverso le sue innovative soluzioni.

Non c'è sviluppo senza sostenibilità Foc u s su ll’ippic a ita lia na , c he si trova davant i a dive rse sfi de e a d e cis io ni impor tanti c he la Po lit ica non pu ò ignorare

40 · Quote migliori per le scommesse e nuovi proprietari

52 · P OKER

Jumalon neolaureato e neo milionario, Benso salva l’Italia

DIRETTORE RESPONSABILE

A lle Wo r ld Se r ie s of Po ke r il ca m p io ne d e l m o nd o è u n 2 2e nne f re s co d i la u re a , Lu ca s Ju m a lo n, e s i è p o r ta to a ca s a 1 0 m ilio ni e il b ra ccia letto p iù im p o r ta nte . Se rg io Be ns o è l’u nico a vince re u n t ito lo p e r l’ I ta lia ne l 2 0 2 6!

H A N N O C O L L A B O R AT O A Q U E S T O N U M E R O

28 · SOSTENIBILITÀ IN GIOCO 29 · L’ A N I M A D E L G I O C O 30 · S PA R E T H O U G H T S 32 · C ATA P ULTA

51 · G A M I N G R E T A I L

traffico si misura dopo la conversione

Anna Maria Rengo Cesare Antonini Carlo Cammarella Giulia Di Camillo Vincenzo Diocleziano Sara Michelucci Alfonso ‘Alfi’ Amarante Ewa Bakun Michele Bragantini Geronimo Cardia Simona Clarizio Thomas Dodds Marco Fiore Ginevra Letizia Lanciati Matteo Marini Giancarlo Marzo Imma Romano Francesco Scardovi Marco Trucco Giulio Zamponi Riccardo Zerbetto

P R O G E T TO G R A F I C O E I M PA G I N A Z I O N E

54 · C A S I NÒ

Campione oltre gli ostacoli

36 · S C O M ME S S E

41 · Beyond Ftd, il

IN REDAZIONE

Dominique Properzi d.properzi@gnmedia.it +39 347 2821493

50 · T U T T O E S P O R T

35 · I L F I S C O A L L A L E N T E

Il Man agi n g Di rector di S nai , Frances co Borsetti, anal i zza i l mercato de l bett i n g dal punto di vista del bran d pi ù i conic o del l a stor i a dei book d’ Ital i a.

Alessio Crisantemi

PUBBLICITÀ

34 · L A L E G G E I N G I O C O

Dai Mondiali al campionato passando per l’innovazione

tel. (+39) 0744 461296 fax (+39) 0744 461362 redazione@italiangamingnews.it

44 · A M U S E M E N T

Fuori dal campo La domanda c ontin u a a c re sc e re pe r le opzio ni di intratte nime nto f u o r i c asa le gate allo sp o r t , inc lu si gioc h i arc ad e e d e spe rie nze imme rsive , sc rive Th omas Dod d s .

47 · T U T T O E S P O R T 48 · G A M I N G R E T A I L

Ro b e r to Ma r ia Gu a r ini, p re s id e nte d e l C a s inò d e ll’excla ve ita lia na in te rra sviz ze ra , t ra ccia u n b ila ncio p o s it ivo d e llo sta to d i s a lu te d e lla st r u tt u ra , che g u a rd a co n fi d u cia a lla s u cce s s iva fa s e d i svilu p p o.

56 · L A Q U I N T A C A R T A 57 · G O I N G T O I G E 60 · T O P O F T H E S L O T

Francesco Bellucci via del Maglio, 6 | Terni (TR) 05100 fbellucci.graphicdesign@gmail.com

F O TO GN Media Jess Beck (p. 52), Christian Zetzsche (p. 53) Shutterstock, Unsplash, Magnific AI: Gemini 3.0 Nano Banana Pro

S T A M PA Tipolitografia Federici Via Adda, 3 | Terni (TR) 05100

SEGRETERIA Natasha Crisantemi | segreteria@gnmedia.it

Testata associata Associazione Nazionale Editoria di Settore L’editore è a disposizione degli eventuali proprietari dei diritti sulle immagini riprodotte nel caso non si fosse riusciti a reperirli per chiedere la debita autorizzazione.

I G N r i s p e t t a l ’a m b i e nt e

La carta su cui è stampata questa rivista è prodotta secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. L’ambiente è l’impegno centrale del nostro agire e influenza ognuna delle nostre decisioni e operatività.

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L' I N T ERVI STA

La deputata della Lega Laura Cavandoli presenta una proposta di legge per istituire la giornata nazionale della ludopatia: occhi puntati sulla formazione e l’educazione in materia di gioco responsabile.

LA BUONA CULTURA DELLA CONSAPEVOLEZZA di Anna Maria Rengo

U 2026 · SET/OTT

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na "Giornata nazionale per la prevenzione della ludopatia" che si inserisce in un percorso in verità lungo e tortuoso, quello della riforma del gioco retail. È quanto chiede di istituire, ogni 22 maggio, Laura Cavandoli, deputata della Lega - Salvini Premier e componente della commissione Agricoltura, della giunta per le autorizzazioni, del comitato parlamentare per i procedimenti di accusa e del consiglio di giurisdizione, di cui è presidente, in una proposta di legge assegnata alla commissione Affari sociali di Montecitorio poco prima della pausa estiva. Quali sono le motivazioni che l’hanno portata a presentare una proposta di legge per chiedere l’istituzione della giornata nazionale antiludopatia? “Ho voluto dare una risposta a un autentico allarme sociale che negli ultimi anni sta assumendo dimensioni sempre più rilevanti, anche a causa della diffusione delle piattaforme digitali e la conseguente facilità di accesso al gioco. La ludopatia è una dipendenza

che può travolgere la vita delle persone, compromettere gli equilibri familiari e generare gravi difficoltà economiche e sociali, fino ad annullare le prospettive future degli individui. L’obiettivo della ‘Giornata nazionale per la prevenzione della ludopatia e delle conseguenze patologiche del gioco d’azzardo’ è quello di accrescere la consapevolezza sui rischi di questo fenomeno, far conoscere i servizi di assistenza e cura già presenti sul territorio, e promuovere una cultura della prevenzione, coinvolgendo istituzioni, aziende sanitarie, scuole, terzo settore e famiglie. Al contempo vogliamo dare maggiore visibilità ai percorsi di sostegno destinati a chi sta affrontando questa dipendenza e ai loro familiari. Puntiamo a fare rete tra tutti i soggetti già impegnati nella prevenzione e nell’assistenza, affinché nessuno venga lasciato solo nel silenzio e nell’isolamento. La data del 22 maggio richiama il ‘No Gambling Day’ che già adesso si celebra ogni anno, proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi della ludopatia e denunciare gli impatti sociali ed economici negativi

del gioco d’azzardo.” Combattere il gioco patologico è un obiettivo condiviso e indiscutibile. Oltre alla giornata antiludopatia, che cosa si dovrebbe e potrebbe fare? “Il volume complessivo del gioco d’azzardo nel 2025 ha raggiunto la cifra record di 165 miliardi di euro, con una crescita del 5 percento rispetto all’anno precedente: una cifra che equivale circa al 7,3 percento del Pil. A questi numeri va aggiunto il mercato del gioco illegale, stimato in circa 20 miliardi di euro nello scorso anno. Le perdite dei cittadini poi si aggirano intorno ai 22 miliardi di euro. Questi dati impongono attenzione e interventi da parte del legislatore e più in generale delle istituzioni, anche per le gravi ricadute sul vissuto delle persone, sull’equilibrio psicologico, le relazioni familiari e la stabilità economica. Al gioco patologico sono spesso collegati fenomeni di indebitamento, disagio, isolamento e vulnerabilità, che investono la società civile sotto il profilo sanitario, sociale ed educativo. Bisogna continuare a regolamentare il gioco per tutelare le persone e le famiglie, ma anche per contenere quei flussi di denaro importanti che rischiano di finire nelle mani della criminalità. Anche per prevenire le devianze abbiamo già introdotto nelle scuole l’educazione finanziaria, per favorire un approccio responsabile nella gestione del denaro, del risparmio e


| LʼINTERVISTA |

Laura Cavandoli

tratta di una tematica delicata che coinvolge da vicino la vita delle persone e di tante imprese oneste che devono essere tutelate ed ascoltate. Tra i temi più discussi c’è, ad esempio, l’individuazione di una distanza minima dei punti vendita ‘certificati’ rispetto a luoghi sensibili come scuole, parrocchie e centri di cura. È quindi chiaro che si sta lavorando per una sintesi che tenga il focus puntato sulla tutela dei soggetti più fragili.” La tutela del giocatore e dei minori è certamente da tenere nella massima considerazione, ma in questo contesto è possibile anche tutelare gli operatori legali e l’erario? In che modo? “L’obiettivo è esattamente trovare un punto di equilibrio per tutelare le persone, gli operatori legali e l’erario. Partiamo però da una consapevolezza: non è possibile cancellare il gioco legale, perché si tratta di un fenomeno sociale estremamente diffuso, che se non disciplinato dallo Stato finisce solo per alimentare la criminalità. Quello che invece possiamo fare è regolamentarlo, incasellarlo in un sistema normativo chiaro e condiviso, garantendo controlli che tutelino la salute delle persone e delle famiglie. Per quanto riguarda gli operatori del settore, ritengo che sia necessario permettere un’ampia partecipazione anche da parte di piccoli imprenditori, che devono poter fare il proprio lavoro e partecipare alle nuove gare per le concessioni. Sono proprio gli operatori che con la loro presenza fisica sul territorio e la loro conoscenza diretta dei quartieri e delle persone possono aiutare a prevenire e contrastare la ludopatia.” Nel corso degli anni a livello nazionale, regionale e locale sono

stati varati molti provvedimenti per tutelare la popolazione dai rischi del gioco: divieto assoluto di pubblicità, distanziometri, fasce orarie. Questi strumenti hanno raggiunto gli obiettivi prefissi e, se no, in che modo li si potrebbe modificare? “Sì, fu proprio col decreto Dignità del luglio 2018 che prevedemmo il divieto generale di pubblicità di giochi e scommesse con vincita in denaro. Occorre continuare con la formazione e l’educazione sulle tematiche del gioco e dei suoi rischi: è su questo che si basa la mia proposta di legge per istituire una Giornata nazionale dedicata. Anche la scuola ha un ruolo importante: come ho detto, grazie all’impegno della Lega con la Legge Capitali (legge 5 marzo 2024, n. 21) è stata introdotta l’educazione finanziaria nelle scuole nell’ambito dell’educazione civica. L’obiettivo è sensibilizzare i più giovani fornendo strumenti per riconoscere i rischi, e insieme sviluppare un rapporto responsabile con il denaro e anche con il gioco.” Tematica molto discussa e divisiva è la devoluzione di parte dei proventi di gioco agli enti locali. Lei che cosa ne pensa? “Ho letto nei commenti alla bozza del decreto legislativo di riordino della disciplina del gioco fisico che è prevista questa devoluzione dei proventi ai comuni. A mio parere è una scelta discutibile che lascia dubbi perché gli enti locali sarebbero portati a incentivare il gioco per percepire più risorse! Meglio cambiare la prospettiva ed assicurare agli enti locali una quota delle sanzioni irrogate in caso di violazioni riscontrate nel territorio di riferimento o una quota fissa magari da destinare ad attività dirette al recupero dei giocatori patologici.”

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del rischio economico. Un insegnamento necessario che permette di diffondere anche la rete delle istituzioni pubbliche che si occupano di azzardo patologico.” Il Governo ha portato a compimento il riordino normativo del gioco online ma per quanto riguarda quello fisico lo scenario sembra più incerto. Quali sono le difficoltà che si stanno incontrando e quali sono i suoi auspici al riguardo? “La disciplina del gioco online è stata riordinata con il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, emanato a seguito della legge delega per la riforma del sistema fiscale del 2023. Si sono introdotte norme più restrittive, nuovi controlli, tutele per i minori, misure di autolimitazione basate su spesa, tempo e perdite. Tutto questo perché si registra un aumento del volume del gioco online dal 33 al 61 percento negli ultimi cinque anni. Anche il riordino del gioco fisico è previsto nella legge delega 111/2023 di riforma del sistema fiscale ed il termine per l’adozione del decreto legislativo da parte del Consiglio dei Ministri scade alla fine di questo mese di agosto. La bozza di testo ha visto un primo ok dalla Conferenza Stato-Regioni, ma stanno continuando le interlocuzioni proprio perché si


Paolo Taticchi, professore di Strategia e Sostenibilità d'Impresa presso l’University College London analizza il concetto di sostenibilità, con un focus verso il settore del gambing.

VERSO MODELLI DI BUSINESS RESPONSABILI di Carlo Cammarella

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SPECIALE — SVILUPPO SOSTENIBILE

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on le trasformazioni in atto degli ultimi anni, spinte dalla digitalizzazione e dall’uso dell’intelligenza artificiale, considerare la sostenibilità come un semplice costo non ha più senso. Parliamo infatti di una vera e propria strategia che molte aziende hanno implementato modificando, almeno in parte, il loro modello di business. Nel settore del gioco, oltre all’impatto ambientale, hanno un ruolo centrale anche i concetti di gioco responsabile e tutela degli utenti, fondamentali soprattutto per la reputazione dell’intero comparto. Ad approfondire questi argomenti di grande attualità è Paolo Taticchi, professore di Strategia e Sostenibilità d’Impresa presso l’University College London. Partiamo da un concetto fondamentale: la sostenibilità non deve essere considerata un costo ma parte integrante di una strategia aziendale. Qual è il punto di partenza?

“Credo che questa sia l’ipotesi fondamentale di qualunque ragionamento sulla sostenibilità. Se infatti la sostenibilità e gli sforzi di un’azienda rimangono focalizzati solo a livello di compliance o di marketing e a scopi sostanzialmente reputazionali, le azioni diventano un costo e non un investimento. In realtà oggi le aziende possono trasformare questi costi in investimenti che generano profitto e crescita nel momento in cui la sostenibilità contribuisce a ripensare i prodotti, i servizi e i modelli di business. Questo è quello che in parte è avvenuto anche nel mondo del gaming, dove chiaramente esistono tematiche di impatto sociale che vanno gestite. In questo caso è chiaro che la trasformazione verso modelli di business più responsabili comporta attività di innovazione che sono spinte dal tema della sostenibilità sociale.” Può fornirci un esempio pratico di applicazione della sostenibilità in una strategia aziendale? “In Italia abbiamo un caso che è

stato studiato in tutto il mondo, ovvero la trasformazione di Enel e mi riferisco in particolare al processo avvenuto sotto la leadership di Francesco Starace. Parliamo di un’azienda che in meno di 10 anni è passata dall’essere un operatore semplice nel mondo dell’energia da combustibili tradizionali, diventando il più grosso operatore di rinnovabili nel mondo occidentale. Tutto questo lo ha fatto trasformando non solo il modo di fare energia ma anche attraverso un’innovazione orientata alla sostenibilità, ripensando anche il modo di fare finanza. Enel è stata la prima azienda al mondo ad emettere un bond legato a metriche ESG Corporate e con questo bond hanno raccolto oltre 19 miliardi in due anni dimostrando che strategie costruite su piani di sostenibilità reali possono attrarre capitali e trasformare le aziende.” La sostenibilità non può essere solo un elenco di buone azioni ma uno strumento fondamentale per la competitività e la sopravvivenza a lungo termine di qualsiasi industria. Secondo lei perché? “Uno dei problemi più evidenti che abbiamo è legato al fatto che le aziende quotate hanno tanta pressione da parte degli azionisti e degli investitori. Per questo i team manageriali sono molto spesso spinti nei processi decisionali a ragionare per ottenere risultati nel breve termine. Nel momento in cui un’azienda si co-


SPECIALE — SVILUPPO SOSTENIBILE

sformare le aziende. Le aziende nel futuro saranno tutte costruite intorno alle AI che diventeranno dunque uno strumento tecnologico necessario per potenziare tutti i processi decisionali e operativi. Tutto ciò offre delle grandi opportunità anche quando si applica questo strumento a problematiche legate alla sostenibilità. Per esempio nel mondo del gambling avere una tecnologia che permetta di analizzare anche in maniera predittiva i comportamenti di gioco è fondamentale. Possiamo infatti capire come queste persone utilizzano il mondo del gaming e del betting tramite l’intelligenza artificiale che permette di individuare molto più proattivamente persone a rischio di dipendenza. In questo senso diventa a tutti gli effetti uno strumento utile a migliorare il servizio e il modello di business dell’azienda.” Riguarda la reputazione del settore un bilancio di sostenibilità può essere inteso come un fat-

Nel momento in cui un’azienda si costruisce un’agenda di sostenibilità, naturalmente si comincia a spostare il focus del decision making dal breve termine al medio lungo termine. Questo porta con sé il vantaggio di costruire aziende che diventano più resilienti, più robuste, tendenzialmente più competitive e meno soggette a episodi di crisi nel breve termine o esposte a rischi Esg di varia natura.

tore di immagine positivo? “Certamente, il bilancio di sostenibilità è un atto di trasparenza con cui si comunica agli stakeholder dell’azienda la performance reale sulle tematiche ESG. In questo modo viene comunicato agli stakeholder esterni ed interni il percorso che l’azienda sta facendo. In sintesi il bilancio di sostenibilità è lo strumento che permette di comunicare la strategia di un’azienda che lavora seriamente sul tema comunicando in maniera trasparente i propri progetti ed i propri risultati.” Per concludere quale sarà il futuro della sostenibilità e secondo lei che ruolo avrà andando avanti nel tempo? “Gli operatori che non prendono in considerazione la dimensione sociale e quindi il potenziale impatto negativo delle proprie attività perché non lo gestiscono in maniera proattiva, potrebbero essere esposti a grossi rischi. Questo potrebbe compromettere a tutti gli effetti non solo la loro competitività ma la loro capacità di operare. Per questo la sostenibilità diventa sicuramente un tema molto importante dal punto di vista della gestione dei rischi e potenzialmente diventa anche un’opportunità per differenziare le soluzioni innovative anche nel modo del betting. Un esempio pratico è quello di Flutter, che ha innovato la propria offerta con criteri di sostenibilità e impatto sociale positivo. ”

Paolo Taticchi professore di Strategia e Sostenibilità d'Impresa, University College London

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struisce un’agenda di sostenibilità, naturalmente si comincia a spostare il focus del decision making dal breve termine al medio lungo termine. Questo porta con sé il vantaggio di costruire aziende che diventano più resilienti, più robuste, tendenzialmente più competitive e meno soggette a episodi di crisi nel breve termine o esposte a rischi Esg di varia natura.” Nel settore del gaming si parla soprattutto di governance e tutela del giocatore all’interno della sostenibilità. Perché sono importanti questi temi in questo settore? “Nel momento in cui viene portata avanti un’attività di impresa, da un lato è permessa un’attività ludica di intrattenimento ma dall’altro ci sono casi in cui le persone possono essere spinte verso la dipendenza da gioco. Anche se parliamo di una percentuale molto piccola, queste situazioni difficili possono potenzialmente diventare molto problematiche per il business. Per questo motivo, evitare tutto quello che porta con sé un impatto negativo sociale, diventa a tutti gli effetti una forma di risk management per l’attività di impresa. Pertanto non bisogna soltanto partire da uno scopo di greenwashing sociale ma dall’idea di costruire un business resiliente che offra delle opportunità ludiche alle persone senza dare il trigger a problematiche sociali.” L’intelligenza artificiale per molti rappresenta un costo per le aziende. Tuttavia può avere un ruolo importante nella sostenibilità? “Certo, io credo che sia sbagliato probabilmente parlare di AI come costo perché non parliamo di un software ma di una general purpose technology, ovvero una tecnologia così ampia che ha la capacità di tra-


AT T UALITÀ

SPECIALE — SVILUPPO SOSTENIBILE

L’ECONOMIA OLTRE ALLA MORALE di Anna Maria Rengo

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bbligo, marketing o reale sensibilità? È quanto ci si chiede, a fronte del moltiplicarsi delle comunicazioni di sostenibilità da parte delle imprese e in particolare delle rendicontazioni di carattere non finanziario. Al professor Patrizio Graziani, docente a contratto di Imprenditorialità sostenibile presso l’Università La Sapienza di Roma, chiediamo di individuare le ragioni sottese a questa crescente attenzione. “Questa attenzione nasce in una logica di superamento del trade off tra finalità esclusivamente economiche e responsabilità sociali e morali delle imprese. Da oltre dieci anni è stata fatta una sintesi nei sistemi di gestione e governo delle imprese, guardando non solo agli aspetti economici e finanziari, ma anche a quei fattori che nel medio-lungo periodo possono metterne a rischio la creazione di valore, la stabilità, la crescita se non, addirittura, la sopravvivenza. La sostenibilità per l’impresa non è dunque un principio etico-morale ma un percorso strategico che incide sul processo di creazione di valore nel medio lungo termine, creando opportunità e servizi. Dopo le crisi finanziarie del 2008 e del 2009 c’è stata una stagione dell’innamoramento della sostenibilità che ha portato a due derive, ovvero la sostenibilità come strumento di comunicazio-

Patrizio Graziani, docente a contratto di Imprenditorialità sostenibile, Università La Sapienza di Roma

ne o attività di compliance normativa: il messaggio originario, ossia che la sostenibilità funziona davvero solo se genera valore economico nel tempo, è stato messo da parte; c’è stata una ipertrofia normativa da parte dell’Ue che ha caricato le imprese di adempimenti impossibili da realizzare anche per quelle medio-grandi. Da parte sua, il mondo professionale ha scambiato il fine con il mezzo: la rendicontazione è l’ultimo pezzo di un percorso di natura strategica. Venendo al presente, non c’è più un vincolo normativo così forte e la diminuzione dell’onda d’urto ideologica ha posto le imprese di fronte a una constatazione: non sono sostenibile perché è un fatto di marketing o lo impone la legge, ma perché lavorare sui fattori di rischio ambientali, sociali e di governance aziendali mi dà un vantaggio competitivo, ad esempio posizionandomi meglio nell’accesso al mercato dei capitali. C’è chi ha capito questa logica e la sta implementando, gli altri si limitano a fare la check list degli adempimenti o a svolgere esercizi di comunicazione, entrambi destinati a non avere futuro.” Nell’ottica di essere sostenibile, un’attività di gioco ha maggiori o minori sfide da affrontare rispetto ad altre? “Nell’immaginario collettivo, assieme ad armi e tabacco il gioco è visto come una specie di satana. Quindi sicuramente ha più sfide da affrontare e se, sotto il profilo Esg, tutti hanno ben presente il profilo ‘sociale’, non ci si deve dimenticare neanche della ‘E’ e della ‘G’ dell’acronimo. Non ci si può solo focalizzare solo su

Il professor Patrizio Graziani delinea il contesto che ha portato a una crescente attenzione verso la sostenibilità, anche da parte delle imprese di gioco.

campagne di gioco responsabile, ma bisogna tenere presente sul lato ambientale, per esempio, che i software e l’intelligenza artificiale sono dei grandi divoratori di energia e che dunque occorre creare infrastrutture che ne ottimizzino il consumo. Né si può dimenticare la governance: la trasparenza e l’affidabilità dei processi. Il gaming ha bisogno di costruirsi una reputazione, che nasce anche da una comunicazione adeguata, specie in un contesto come quello attuale, dove si ha molto meno spirito critico e si ragiona troppo spesso con un pregiudizio ideologico.” L’attuale regolamentazione e legislazione favoriscono la sostenibilità delle imprese di gioco? “Fin quando la ‘sostenibilità’ non costituirà un fattore premiale riconosciuto nel sistema concessorio italiano, rimane un costo in capo alle imprese. Il regolatore deve incentivarla in quanto ne beneficia: un report di sostenibilità accurato fa piena trasparenza anche gli assetti societari, è parte del cosiddetto adeguato assetto organizzativo e garantisce una maggiore affidabilità del concessionario. Investimenti importanti in termini di risorse umane e finanziarie devono essere sostenibili, se non c’è una prospettiva di lungo termine, se c’è un quadro normativo confuso o non armonizzato, gli investimenti rappresentano solo un incremento dei costi operativi mettendo a rischio la competitività, quindi l’imprenditore si astiene dal farli.”


AT T UALITÀ

SPECIALE — SVILUPPO SOSTENIBILE

CONCRETEZZA E TANGIBILITÀ IL VERO VOLTO DELLA SOSTENIBILITÀ

Le politiche Esg si sono fortemente evolute anche nell’industria del gioco in denaro: il punto con Charmaine Hogan, global head of government relations, e Richard Bayliss, director of

di Anna Maria Rengo

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overnare il processo anziché subirlo. Facendolo diventare strumento di crescita aziendale anche e soprattutto in una prospettiva di medio e lungo termine. È quanto fa Playtech Plc, azienda tecnologica specializzata nella fornitura di software, servizi, contenuti e tecnologie di piattaforma per il settore del gioco in denaro. Con Charmaine Hogan, global head of government relations, e Richard Bayliss, director of product compliance and safer gambling, delineiamo come si è evoluta la sostenibilità nel settore del gioco e quali progressi e sfide restano da affrontare. CH: “L’approccio del settore alla sostenibilità e alla tutela dei giocatori si è evoluto considerevolmente nell’ultimo decennio. Le misure per il gioco responsabile venivano spesso implementate come salvaguardie isolate, mentre oggi l’attenzione si è spostata verso un modello più proattivo e preventivo. I progressi nell’analisi dei dati e nelle conoscenze comportamentali consentono ora agli operatori e ai fornitori di identificare potenziali indicatori di rischio in una fase precoce, permettendo interventi e supporto tempestivi. Il vero progresso è stato il passaggio a una regolamentazione basata sui risultati anziché la semplice imposizione di una lista di requisiti. Oggi, la sfida maggiore è garantire Charmaine Hogan, global head of government relations, Playtech Plc.

product compliance and safer gambling, di Playtech Plc.

la coerenza in un contesto normativo sempre più frammentato. Diverse giurisdizioni stanno introducendo protezioni simili in modi diversi. Ciò può aggiungere complessità per gli operatori autorizzati e non sempre produrre i risultati sperati.” Cosa dovrebbero fare operatori, regolatori e legislatori sul fronte della sostenibilità? CH: “Gli operatori dovrebbero continuare a investire nella ricerca, testando rigorosamente gli interventi e condividendo i risultati con ricercatori, autorità di regolamentazione e stakeholder del settore per contribuire a rafforzare la comprensione nell’intero ecosistema. Le autorità di regolamentazione e i legislatori svolgono un ruolo fondamentale nella creazione di un ambiente di gioco più sicuro e sostenibile. I quadri normativi più efficaci sono quelli che consentono agli strumenti e alle pratiche basati sull’evidenza di evolversi nel tempo, garantendo che la regolamentazione possa adattarsi di pari passo con l’innovazione tecnologica, le nuove ricerche e i cambiamenti nei modelli di comportamento dei giocatori.” Quale ruolo potrebbe svolgere l’intelligenza artificiale nel promuovere una maggiore sostenibilità del gioco d’azzardo? RB: “Il vero valore aggiunto dell’IA risiede nella capacità di identificare gli indicatori sottili e precoci che precedono lo sviluppo completo di un problema. Attraverso una serie di studi di test

controllati condotti con i nostri partner operatori, abbiamo riscontrato che i dati dimostrano che gli interventi personalizzati basati sull’IA superano significativamente i messaggi generici sul gioco responsabile in termini di risultati rilevanti; coinvolgimento nell’utilizzo di strumenti di definizione dei limiti e riduzione degli indicatori di rischio. Questi risultati dovrebbero infondere fiducia negli enti regolatori, inducendoli a considerare l’analisi comportamentale validata come un metodo legittimo per adempiere agli obblighi di diligenza.” Quali strategie adotta Playtech per promuovere il gioco responsabile e la sostenibilità? RB: “Il nostro approccio si basa sulla protezione dei giocatori attraverso dati concreti. Utilizziamo l’analisi comportamentale per identificare potenziali indicatori di rischio e consentire interventi tempestivi e personalizzati, progettati per supportare i giocatori prima che i problemi si aggravino. È importante sottolineare che valutiamo costantemente l’efficacia di queste misure attraverso ricerche e studi controllati condotti in collaborazione con i nostri partner operatori. Condividendo conoscenze e best practice con l’intero settore, miriamo a contribuire a standard più elevati di protezione dei giocatori.”

Richard Bayliss, director of product compliance and safer gambling, Playtech Plc.


SPECIALE — SVILUPPO SOSTENIBILE

GIOCO RESPONSABILE A CIASCUNO IL SUO RUOLO a cura di Imma Romano

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occupo di Gioco Responsabile, sia come professionista della comunicazione che come direttrice delle relazioni istituzionali di Codere Italia. In questi anni ho promosso

In molti Paesi europei la tendenza è proprio questa: le politiche di Gioco Responsabile vengono definite da autorità pubbliche o organismi indipendenti, mentre agli operatori è affidato il compito di attuarle e finanziarle secondo regole comuni e misurabili. Questo modello non esclude gli operatori di gioco, al contrario. Li rende partner fondamentali di una strategia più ampia, guidata da un’autorità pubblica e costruita insieme al mondo scientifico, al sistema sanitario e agli operatori. La parola chiave è collaborazione. I concessionari devono continuare a formare il personale, adottare strumenti di tutela, mettere a disposizione dati, sostenere programmi di ricerca e applicare rigorosamente gli standard definiti dal legislatore. Devono essere parte della soluzione, contribuendo concretamente al raggiungimento di un obiettivo comune. Quello collaborativo è un modello che rafforza l’intero sistema: i cittadini percepiscono maggiore imparzialità, le istituzioni dispongono di strategie uniformi e indicatori condivisi. Gli operatori possono concentrarsi sull’applicazione di standard uguali per tutti, senza essere chiamati a svolgere un ruolo che, per sua natura, appartiene alla sfera pubblica. Il Gioco Responsabile non può essere una responsabilità demandata ai solo concessionari, così come non può essere demandato unica-

campagne di sensibilizzazione, programmi di formazione, collaborazioni con il mondo sanitario e iniziative dedicate alla tutela dei giocatori. Proprio questa lunga esperienza mi porta oggi a una riflessione che, forse, è arrivato il momento di condividere.

mente allo Stato. È una responsabilità collettiva e deve essere trattata come tale: lo Stato definisce la strategia, la comunità scientifica deve orientarla e valutarne l’efficacia, gli operatori di gioco devono collaborare alla sua concreta attuazione, mettendo competenze, risorse e responsabilità al servizio di un obiettivo condiviso. Il vero cambiamento non consiste nell’aumentare gli obblighi degli operatori ma nel ripensare l’architettura del sistema. Il Gioco Responsabile sarà davvero credibile quando smetterà di essere percepito come un obbligo del singolo operatore di gioco, qualunque sia il suo ruolo nella filiera, e diventerà una politica pubblica alla quale tutti contribuiscono, ciascuno secondo le proprie competenze e possibilità.

NOTE D’AUTORE Imma Romano Direttrice Relazioni Istituzionali di Codere Italia

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l Gioco Responsabile rappresenta ormai uno dei pilastri del sistema concessorio italiano. E non è in discussione che gli operatori debbano contribuire attivamente alla tutela dei giocatori, investendo in formazione, informazione, strumenti di prevenzione e collaborazione con le istituzioni. La domanda, che mi faccio da tempo, è però se sia realmente corretto che la strategia di prevenzione sia affidata principalmente ai concessionari. Il concessionario è un soggetto privato che opera per conto dello Stato attraverso una concessione pubblica. Ha il compito di garantire un’offerta di gioco legale, sicura e controllata, rispettare gli obblighi previsti dalla normativa, contrastare il mercato illegale e assicurare il corretto versamento delle entrate erariali. È, legittimamente, un soggetto economico che deve produrre valore, investire e raggiungere obiettivi imprenditoriali. Attribuirgli anche il ruolo di principale promotore della prevenzione del gioco problematico ha generato una inevitabile ambiguità, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti in termini di reputazione del settore. Non perché gli operatori non debbano assumersi responsabilità, ma perché le responsabilità devono essere coerenti con i ruoli. Il gioco problematico è oggi giustamente riconosciuto come un tema di salute pubblica. E le politiche di salute pubblica, per essere credibili ed efficaci, richiedono una regia indipendente, fondata su evidenze scientifiche, obiettivi condivisi e criteri uniformi.

Da oltre quindici anni mi


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SPECIALE — SVILUPPO SOSTENIBILE

Nuove concessioni, tecnologie predittive, formazione capillare e una rete retail in espansione: il percorso di Novomatic Italia mostra come la tutela del giocatore stia diventando una componente operativa del modello industriale, non

LA RESPONSABILITÀ ENTRA NEL GIOCO a cura di Ginevra Letizia Lanciati

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Guarda il rapporto completo di Novomatic Italia qui

l 2025 ha rappresentato per il gioco pubblico italiano un passaggio di fase. Il ritorno delle gare, i nuovi requisiti concessori e la crescente attenzione alla tutela del consumatore hanno spostato il baricentro del settore: non basta più offrire prodotti conformi, occorre dimostrare che tecnologia, organizzazione e presidio del rischio siano progettati intorno alla responsabilità. È in questo scenario che si colloca l’evoluzione di Novomatic Italia. Nella lettera che apre il documento ESG, il CEO Markus Buechele sintetizza l’anno con tre parole: «trasformazione, crescita e responsabilità condivisa». E indica una direzione precisa: «L’innovazione non è solo una leva competitiva», ma uno strumento per rendere il mercato più sicuro e trasparente. Non è una formula astratta. Nel 2025 il Gruppo ha ottenuto, attraverso HBG Online Gaming, la concessione per il gioco a distanza fino al 2034 e ha partecipato, tramite Lottoitalia, all’aggiudicazione della concessione del Lotto per lo stesso orizzonte tem-

porale. Due passaggi che richiedono solidità patrimoniale, sicurezza delle informazioni, sistemi di controllo e tutela del giocatore: elementi ormai parte integrante della capacità industriale di competere. La responsabilità entra così nel prodotto. I sistemi online analizzano frequenza, intensità, spesa e variazioni delle abitudini di gioco, associando agli scostamenti livelli di rischio e azioni correttive. La stessa logica viene applicata al canale fisico, con la proposta di nuove AWP dotate di funzioni di monitoraggio comportamentale. Autolimitazione, autoesclusione, limiti di tempo e messaggi personalizzati diventano componenti del servizio. Ma la tecnologia, da sola, non basta. Nel corso dell’anno 2.593 per-

più soltanto un principio reputazionale.

sone sono state formate sul gioco responsabile, per 4.390 ore complessive. Oltre 40 mila materiali informativi sono stati distribuiti e più di 70 mila persone raggiunte dalle campagne di sensibilizzazione. La scala dell’organizzazione restituisce la portata della sfida: oltre 4.200 dipendenti, il 51% donne, l’86,5% con contratto a tempo indeterminato e più di 62 mila ore di formazione complessive. A questi numeri si affiancano 784 milioni di euro di ricavi, 7,92 miliardi di raccolta e oltre 1,03 miliardi di contributo erariale. Anche il dato ambientale parte dal ciclo operativo: il 98% degli apparecchi viene rigenerato, trasformando l’economia circolare in una scelta industriale prima ancora che reputazionale. Il punto, dunque, non è celebrare un bilancio. È osservare come nel gaming regolamentato la responsabilità stia cambiando natura. Da dichiarazione di principio diventa requisito concessorio, architettura tecnologica, competenza professionale e qualità della relazione con il cliente. È su questo terreno, più che sulla comunicazione ESG, che si misurerà la credibilità futura del settore.


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Dietro un prodotto percepito come tradizionale opera oggi un'infrastruttura complessa, fatta di reti digitali, intelligenza artificiale, eco-

LA TECNOLOGIA INVISIBILE DELLE LOTTERIE

design e relazioni istituzionali. Brightstar Lottery racconta come la sostenibilità stia entrando nei processi quotidiani e ridisegnando il modo di competere nel

a cura di Ginevra Letizia Lanciati

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Guarda il rapporto completo di Brightstar

e lotterie hanno una caratteristica singolare: quando funzionano bene, quasi nessuno se ne accorge. La regolarità delle estrazioni, la sicurezza delle transazioni, la continuità delle reti e l’affidabilità dei terminali vengono date per scontate. Eppure, dietro un prodotto percepito come tradizionale, opera ormai una delle infrastrutture più sofisticate del gioco pubblico contemporaneo. È su questo terreno che si misura oggi la trasformazione di Brightstar Lottery. La società serve quasi 90 clienti in sei continenti, è il principale fornitore tecnologico in 26 delle 46 giurisdizioni statunitensi delle lotterie e lavora con otto delle dieci maggiori lotterie mondiali dotate di sistemi centrali. Una scala che rende evidente come innovazione e sostenibilità non possano procedere su binari separati.

«La sostenibilità crea valore quando diventa un criterio che guida le decisioni quotidiane», osserva Stefania Colombo, Senior Director of Global Sustainability di Brightstar Lottery. Nel settore del gioco, aggiunge, ciò significa considerare insieme «le persone, le comunità, l’integrità del gioco e gli impatti ambientali lungo l’intera catena del valore». Il punto non è quindi affiancare iniziative ESG al business, ma incorporarle nei processi con cui si progettano prodotti, si organizzano servizi e si costruiscono relazioni con clienti e istituzioni. Gli esempi sono concreti. Brightstar ha introdotto un percorso formativo globale sull’uso responsabile dell’intelligenza artificiale, mentre uno strumento di ottimizzazione dei percorsi basato sull’AI ha ridotto distanze e consumi di carburante in alcune attività di assistenza tecnica. I principi di eco-design sono stati applicati al nuovo terminale Retailer Pro S2 per contenere l’impiego di materiali, migliorare le prestazioni energetiche e gestire gli impatti lungo il ciclo di vita del prodotto. La stessa logica emerge sul fronte sociale. Nel 2025 l’azienda ha organizzato 48 iniziative di volontariato in dieci località,

settore.

coinvolgendo oltre mille dipendenti; ha sostenuto 95 organizzazioni benefiche attraverso programmi di matching gift e promosso 15 nuovi eventi solidali. Sul gioco responsabile, l’Emerging Adults Summit ha riunito ricercatori, associazioni e stakeholder di Stati Uniti e Canada per approfondire i comportamenti dei giovani adulti. Per Colombo, il cambiamento nasce soprattutto dal dialogo: dal primo report pubblicato nel 2008, il processo di definizione delle priorità si è arricchito progressivamente del contributo di dipendenti, fornitori, clienti e partner istituzionali. «Affrontare le sfide della sostenibilità richiede obiettivi condivisi, risultati misurabili e la capacità di trasformare gli impegni in azioni concrete». È qui che la tecnologia invisibile delle lotterie diventa leggibile. Non soltanto sistemi, terminali e dati, ma un’organizzazione chiamata a tenere insieme efficienza, integrità e valore pubblico. La competitività non dipende più solo dalla robustezza delle piattaforme: passa dalla capacità di dimostrare, ogni giorno, che innovazione e responsabilità possono essere parte dello stesso progetto industriale.


SPECIALE — SVILUPPO SOSTENIBILE

LA SOSTENIBILITÀ COME STRATEGIA a cura di Ginevra Letizia Lanciati

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di Flutter SEA (Southern Europe & Africa) racconta come innovazione, tutela del consumatore, capitale umano e transizione ambientale stiano convergendo in un unico

ti, mentre il sistema di intelligenza artificiale predittiva T.E.S.S.A. ha analizzato il 100% delle conversazioni via chat con il customer care per individuare tempestivamente possibili situazioni di vulnerabilità. La tecnologia, in questo caso, non sostituisce il presidio umano, ma lo rafforza, trasformandosi in uno strumento di prevenzione e tutela. La sostenibilità assume però una dimensione più ampia anche nella gestione del capitale umano. Oltre 4.500 persone di 44 nazionalità operano oggi nella regione SEA, all’interno di un modello che investe nella formazione continua, nella crescita professionale e nell’inclusione. Con il 38,5% del top management rappresentato da donne: per una cultura organizzativa orientata davvero alla valorizzazione dei talenti. Accanto alle persone cresce anche l’impegno verso le comunità. Nel 2025 gli investimenti sociali hanno raggiunto 7,9 milioni di euro, mentre le attività di volontariato aziendale hanno registrato un incremento del 338% rispetto al 2022. Sport, educazione e inclusione sociale diventano così parte integrante della presenza dell’azienda nei territori, superando una logica puramente filantropica. Il percorso coinvolge naturalmente anche la dimensione ambientale. Riduzione delle emissioni (-8,8% rispetto al 2024), utilizzo del 100% di energia proveniente da fonti rinnovabili certificate, diminuzione del consumo di carta e

modello di creazione del valore. Un segnale di come il settore stia evolvendo verso una nuova idea di competitività.

coinvolgimento dei fornitori attraverso un programma dedicato alla decarbonizzazione delineano un approccio che guarda all’intera catena del valore. C’è infine un elemento che attraversa tutto il Report e che probabilmente rappresenta il tratto più interessante: l’innovazione. Nel corso del 2025 Flutter SEA ha sviluppato 88 progetti, mappato 682 startup, PMI e idee innovative e investito nella diffusione delle competenze sull’intelligenza artificiale generativa attraverso programmi di AI Literacy. L’innovazione, dunque, non viene raccontata come un tema separato dalla sostenibilità, ma come la condizione necessaria per renderla concreta e scalabile. Il primo Positive Impact Report assume così un significato che va oltre l’azienda: per il gaming, la sostenibilità non è più soltanto un dovere, ma diventa uno dei primi fattori di competitività.

15 SET/OTT· 2026

er molto tempo, anche nell’industria del gioco pubblico, la sostenibilità è stata considerata come un insieme di iniziative complementari al business, prevalentemente legate alla responsabilità sociale d’impresa (CSR). Oggi questo paradigma sta cambiando. La sostenibilità non rappresenta più un capitolo separato dell’attività d’impresa, ma diventa uno degli strumenti attraverso cui costruire competitività, reputazione e capacità di innovazione. In questo scenario si inserisce il primo Positive Impact Report di Flutter SEA, la regione che riunisce Sisal, Snai e PokerStars nei mercati di Italia, Turchia, Marocco, Francia, Spagna e Portogallo. Più che un documento di rendicontazione, il Report fotografa la costruzione di un modello industriale comune, nel quale la crescita economica viene accompagnata da obiettivi misurabili sul piano sociale, ambientale e della governance. Il framework di riferimento è il Positive Impact Plan del Gruppo Flutter, articolato nei pilastri Play Well, Work Better, Do More e Go Zero. Una struttura che interpreta la sostenibilità come leva strategica, capace di attraversare tutte le funzioni aziendali: dall’innovazione alla gestione delle persone, fino al rapporto con clienti, comunità e filiera. Non sorprende che il primo capitolo riguardi il gioco responsabile, che continua a rappresentare il principale elemento distintivo dell’industria regolamentata. Nel 2025 oltre 7.200 punti vendita hanno completato percorsi di formazione dedica-

Il primo Positive Impact Report

Consulta il Positive Impact Report di Flutter SEA


NO R M ATI VA

A I G E M I N I 3 .1 N A N O B A N A N A 2

GLI SCENARI DEL RIORDINO a cura di Geronimo Cardia

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Come noto la data del 29 agosto 2026 costituisce il termine di attuazione della delega fiscale e dunque dell’emanazione del riordino. Queste note, redatte prima della scadenza e affidate alla pubblicazione del 1° settembre, descrivono i due scenari alternativi. Nel primo caso in cui il riordino del territorio sia adottato, si apre la fase delicata della gara sugli apparecchi del territorio in attuazione dei parametri normati. Nel secondo caso in cui il riordino del territorio non sia ancora una volta adottato, si profila l’ennesima proroga tecnica delle concessioni, con la diagnosi che resta la stessa: la paralisi normativa è il vero fattore di rischio da gestire.

Scenario A Il riordino è approvato entro il 29 agosto 2026

Nel primo scenario la riforma del gioco fisico vede la luce entro la scadenza. È l’ipotesi virtuosa — a oggi ritenuta da molti meramente teorica — ma non priva di criticità, perché il riordino apre necessariamen-

te la fase più delicata: quella della gara sugli apparecchi del territorio. I parametri di quella gara — numero di concessioni, requisiti minimi d’offerta, criterio di aggiudicazione e limiti di concentrazione — determineranno la struttura del mercato per il prossimo ciclo concessorio. Da essi dipende la so-

pravvivenza delle piccole e medie imprese della filiera di gestori ed esercenti, e con essa il presidio di legalità diffuso sul territorio. Oggi il timore, diffuso tra gli operatori, è che una gara con un numero ridotto di licenze e requisiti d’offerta elevati favorisca dinamiche oligopolistiche, con un’ulteriore concentrazione della rete a cui corrisponderebbe a tendere una perdita di gettito, di occupazione e di controllo del territorio, senza un guadagno equivalente sul fronte della tutela della salute. Per questa ragione, anche nello scenario favorevole, si rende necessaria una valutazione di impatto delle misure, in ogni caso accompagnata da misure ponte transitorie che governino il passaggio e che consentano per quanto possibile di attualizzare gli effetti benefici dell’implementazione del riordino.


| NORMATIVA |

(AWP e VLT) hanno già trascinato verso il basso il gettito complessivo. Da ciò l’esigenza di una valutazione di impatto preventiva estesa a tutti i prodotti e canali, per evitare il paradosso di un aumento di tassazione che genera gettito su un fronte e ne fa crollare la formazione su un altro. Resta infine, ma non ultima, aperta in parallelo la quarta linea, quella della strada da portare avanti dei tavoli sui prodotti del futuro AWP e VLT: anche in questo caso, una sperimentazione su un numero ristretto di apparecchi, con tassazione sul margine e nuovi parametri, potrebbe dimostrare con numeri reali che il riequilibrio non deprime, ma sostiene, il gettito. Il filo comune

I due scenari, per quanto opposti negli esiti, condividono la stessa diagnosi: la paralisi normativa è il vero fattore di rischio. È l’assenza di un quadro stabile a scoraggiare gli investimenti, a comprimere la domanda legale, a erodere gettito e occupazione e a rinviare l’adozione di prodotti «safe» già consentiti dalla tecnologia per dare una risposta concreta all’esigenza prioritaria di tutelare la salute. Tanto nel riordino quanto nella sua assenza, la stella polare resta la stessa: valutazioni di impatto preventive, misure ponte tempestive, azioni programmatiche per prodotti del futuro e una visione unitaria che tuteli congiuntamente salute, erario, legalità e occupazione.

NOTE D’AUTORE Geronimo Cardia Avvocato cassazionista, dottore commercialista e revisore contabile Studio Cardia www.gclegal.It

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Va infatti considerato un dato di La prima riguarda la natura deltempistica: pur nell’ipotesi migliore le proroghe: trattandosi di proroghe di una riforma condivisa e di una tecniche imposte dalla permanenza gara equilibrata, gli effetti benefici di inefficienze normative — e dunconcreti per gli interessi pubblici que subite dagli operatori lungo non si vedrebbero per ragioni pratutta la filiera, dal concessionario, tiche prima del 2027passando al gestore 2028. Nel frattempo ed all’esercente — È l’assenza di un la rete continua a esse non dovrebbero quadro stabile a contrarsi. Da qui la risultare onerose, o scoraggiare gli proposta di anticipaquantomeno non più investimenti, a re da subito misure onerose di quanto già comprimere la di riequilibrio strutprevisto dalle condomanda legale, a turali per gli appacessioni in essere. erodere gettito e recchi: una riduzione La seconda linea è occupazione e a del PREU funzionale la richiesta immediaal riallineamento del ta delle misure ponte rinviare l’adozione pay out, insieme a già evocate — meno di prodotti «safe» un riequilibrio del PREU, più pay out, già consentiti dalla costo della partita e vincite riportate a tecnologia per del limite di vincita. 200 euro e puntate a dare una risposta In parallelo, l’aper2 euro — quali interconcreta all’esigenza tura di tavoli tecnici venti transitori caprioritaria di tutelare permanenti — sotpaci di anticipare efla salute. to la regia dell’Ente fetti di riequilibrio in regolatore e con il attesa degli effetti di contributo dei concessionari — per un riordino a questo punto da riscridisegnare le AWP e le VLT del futuvere. Il nodo tecnico è quello della ro, con parametri finalmente armocopertura finanziaria, che impone di nizzati a quelli di altri prodotti e caindividuare fonti alternative senza nali, e con l’apporto della tecnologia gravare ulteriormente sul comparto: oggi disponibile per il contrasto al qui si potrebbe puntare molto sulla disturbo da gioco d’azzardo. tecnica di una immediata sperimentazione che porti a convincimento Scenario B stakeholders pubblici e privati. Al 29 agosto 2026 il riordino La terza linea è difensiva e attiene non c’è alla legge di bilancio: occorre presiNel secondo scenario la finestra si diare il rischio di nuovi inasprimenti chiude senza riforma e senza riequifiscali a carico degli apparecchi del librio dei parametri. territorio. Ogni intervento sui livelIl mancato varo entro la scadenza li o sui metodi di tassazione di uno rende pressoché inevitabile un’endei prodotti o dei nesima proroga delle concessioni, due canali produce veicolata con un decreto o collegata un impatto sulla doalla manovra 2027. manda e, a cascata, Il comparto si ritroverebbe, di sui numeri dell’infatto, al punto di partenza, con la tero comparto; i questione territoriale ancora irrisolcontinui aumenti ta. In questa ipotesi assumono riliesubiti dalla verticavo alcune linee di condotta. le degli apparecchi


E V E NTI | E V E N T S

SBC LISBONA

DIECI RAGIONI PER ESSERCI di Giulia Di Camillo

Oltre 40mila professionisti e 800 espositori pronti a riunirsi alla Fil e Meo Arena dal 29 settembre al 1° ottobre: le direttrici strategiche tra big del gaming, networking profilato, intrattenimento e nuove tecnologie.

SPECIALE | SPECIAL

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SBC LISBON TEN REASONS TO BE THERE

OVER 40,000 PROFESSIONALS AND 800 EXHIBITORS SET TO GATHER AT FIL AND MEO ARENA FROM 29 SEPTEMBER TO 1 OCTOBER: THE STRATEGIC DRIVERS SPANNING GAMING'S BIGGEST NAMES, TARGETED NETWORKING, ENTERTAIN-

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1. Un’area espositiva grande come 19 campi da calcio

1. An exhibition area as big as 19 football pitches

Oltre 135mila metri quadrati, circa 19 campi da calcio, quattro macro-padiglioni tematici e più di 800 espositori in rappresentanza di ogni segmento del gaming mondiale. L’esposizione è stata progettata con criteri di intelligenza spaziale per ottimizzare il tempo dei visitatori: il Padiglione 3 è dedicato alle scommesse sportive, i Padiglioni 1 e 2 a casinò online, iGaming e game studio, il Padiglione 4 a pagamenti, fintech, cybersecurity e compliance. Negli spazi di raccordo trovano posto poli d’eccellenza verticali come lo Startup Hub e il Player Protection Hub, dedicato al gioco sicuro, mentre all’ingresso principale il Media Hub opera come redazione giornalistica live sulle novità del mercato.

Over 135,000 square metres, roughly 19 football pitches, four themed macro-pavilions and more than 800 exhibitors representing every segment of the global gaming industry. The layout has been designed with spatial-intelligence criteria to optimise visitors' time: Pavilion 3 is dedicated to sports betting, Pavilions 1 and 2 to online casino, iGaming and games studios, and Pavilion 4 to payments, fintech, cybersecurity and compliance. The connecting spaces host vertical hubs of excellence such as the Startup Hub and the Player Protection Hub, dedicated to safer gambling, while at the main entrance the Media Hub operates as a live newsroom covering market developments.

ieci buoni motivi per lasciare la scrivania e partecipare alla nuova edizione dell’Sbc Summit di Lisbona, tra Feira Internacional e Meo Arena dal 29 settembre al 1° ottobre 2026. Con il payoff “The Greatest Show in Gaming”, l’evento del gruppo Sbc attende circa 40mila professionisti da oltre 150 Paesi, offrendo risposte operative immediate, una visione chiara sull’evoluzione futura del mercato e una rete di relazioni commerciali capace di generare valore ben oltre la chiusura dei cancelli. Che l’esigenza sia analizzare l’intero ecosistema globale, approfondire un mercato specifico o individuare la prossima opportunità di business, ecco il percorso in 10 punti.

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2. Sei Stage e il panel clou con Michael Jordan In una fase segnata da intelligenza artificiale, riassetti normativi e nuovi comportamenti dei consumatori, la sfida non è reperire informazioni ma interpretarle. Il

MENT AND NEW TECHNOLOGIES.

en good reasons to leave your desk and attend the new edition of the Sbc Summit in Lisbon, held between Feira Internacional and Meo Arena from 29 September to 1 October 2026. Under the tagline "The Greatest Show in Gaming", the Sbc group's event expects around 40,000 professionals from over 150 countries, offering immediate operational answers, a clear view of the market's future evolution and a network of business relationships capable of generating value well beyond the closing of the gates. Whether the need is to analyse the entire global ecosystem, dig into a specific market or spot the next business opportunity, here is the journey in 10 points.

2. Six stages and the star panel with Michael Jordan In an era shaped by artificial intelligence, constant regulatory shake-ups and new consumer behaviours, the real challenge is not finding information but interpreting it. The conference programme, Cpd-accredited (Continuing Professional Development), features over 600 speakers across six stages: the Super


| EVENTI

programma conferenze, accreditato Cpd (Continuing Professional Development), conta oltre 600 relatori su sei palchi: il Super Stage per i confronti tra Ceo e regolatori globali, il Global & Emerging Markets Stage sui mercati di nuova apertura, il Technology & Innovation Stage, il Regulation & Compliance Stage, il Payment Expert Summit Stage e il Product Innovation Showcase Stage. Momento clou: il panel “Leadership in Sports Business” con Michael Jordan, Carsten Koerl (fondatore e Ceo di Sportradar) e Jason Robins (co-fondatore e Ceo di DraftKings), moderato dalla giornalista Kirsty Gallacher.

3. Formazione pratica con Education+

4. Attualità con il Global Prediction Markets Forum Da fenomeno di nicchia a tema d’interesse strategico per l’intera industria: i mercati predittivi vivono una rapida crescita che attira operatori, organi di vigilanza e investitori internazionali. Per analizzarne l’impatto nasce il Global Prediction Markets Forum, il 1° ottobre all’Hotel Myriad di Lisbona: riunirà sviluppatori, regolatori e top manager sui nodi chiave del comparto, dalle integrazioni con le scommesse tradizionali alla conformità normativa, dal ruolo dei fornitori di tecnologia alle opportunità commerciali da monitorare. Il biglietto include l’accesso alle sessioni, il catering e il report ufficiale “2026 Prediction Markets Report” curato da Sbc Insights.

5. L’Affiliate Leaders Summit per il performance marketing Punto di riferimento per media buyer, affiliati e specialisti Seo, con oltre 150 espositori dedicati e due palchi su conversione e crescita, fino ai moduli di Conversion Conf sull’automazione via AI. Chiude la cerimonia degli Affiliate Leaders Awards; ingresso gratuito per gli affiliati con profilo approvato.

SPECIALE | SPECIAL

Stage for high-level talks between Ceos and global regulators, the Global & Emerging Markets Stage on newly opening jurisdictions, the Technology & Innovation Stage, the Regulation & Compliance Stage, the Payment Expert Summit Stage and the Product Innovation Showcase Stage. The headline moment: the "Leadership in Sports Business" panel with Michael Jordan, Carsten Koerl (founder and Ceo of Sportradar) and Jason Robins (co-founder and Ceo of DraftKings), moderated by journalist Kirsty Gallacher.

3. Hands-on training with Education+ While the main conferences set out the industry's broad guidelines, the new Education+ track focuses on operational skills professionals can apply immediately at work, bridging theory and daily practice through a hands-on, interactive and measurable learning path. The offering spans four vertical Tech Academies covering artificial intelligence, digital marketing & Crm, Web3 and player experience, the latter developed with Soft2Bet, plus masterclasses on sportsbook trading, casino management strategies and responsible gambling communication.

4. Topical focus with the Global Prediction Markets Forum From a niche phenomenon to a topic of strategic interest for the whole industry: prediction markets are growing fast, drawing the attention of operators, watchdogs and international investors. To examine their impact, the Global Prediction Markets Forum takes place on 1 October at the Hotel Myriad in Lisbon, bringing together developers, regulators and top executives to tackle the sector's key issues, from integration with traditional sports betting to regulatory compliance, the role of technology providers and the business opportunities worth watching. The ticket includes access to the sessions, catering, and the official "2026 Prediction Markets Report" produced by Sbc Insights.

5. The Affiliate Leaders Summit for performance marketing A reference point for media buyers, affiliates and Seo specialists, with over 150 dedicated exhibitors and two stages focused on conversion and growth, including Conversion

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Se le conferenze tracciano le linee guida generali del settore, il nuovo programma Education+ si concentra sugli aspetti operativi, colmando la distanza tra teoria e operatività quotidiana con un percorso pratico, interattivo e misurabile. L’offerta si articola in quattro Tech Academies verticali su intelligenza artificiale, digital marketing & Crm, Web3 e player experience, quest’ultima curata con Soft2Bet, più masterclass su sportsbook trading, strategie di gestione per i casinò e comunicazione per il gioco responsabile.

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E V E NTI | E V E N T S

6. Networking innovativo Consapevole che nei grandi eventi trovare i contatti ideali è una sfida complessa, l’Sbc ha riprogettato il networking in un programma strutturato: Sbc Connect Meets per pianificare appuntamenti profilati con operatori, fornitori e affiliati prima dell’arrivo a Lisbona; i Regulatory Gaming Meet-Ups, 21 sessioni di confronto diretto con regolatori ed esperti legali; gli Show Floor Tours, visite guidate tematiche per individuare gli stand di maggiore interesse; lo Speed Networking; e lo Smart Connect, che incrocia domanda e offerta per connessioni commerciali mirate.

7. Intrattenimento tra Infinity Lisbon e Festival Square

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Accanto alle opportunità commerciali, l’evento offre un ricco calendario di appuntamenti serali per rendere la permanenza a Lisbona produttiva e piacevole: l’evento di chiusura Infinity Lisbon, animato dal dj Tiësto, il Food Festival con oltre 50 food truck dedicati alle cucine internazionali e la Festival Square, area con beer garden e shisha lounge ideale per il networking informale. Sul fronte logistico, convenzioni con Tap Air Portugal e la piattaforma Leading garantiscono tariffe agevolate su voli e hotel, oltre a navette dedicate e ritiro anticipato del badge in aeroporto.

8. Un percorso personalizzato negli hub tematici Ogni partecipante può modellare la presenza sulla propria specializzazione: il Payment Expert Summit su transazioni e frodi, l’Affiliate Leaders Summit con padiglione e premi dedicati, il Player Protection Hub su gioco responsabile e tutela dell’utente.

9. Alta concentrazione di decision maker

SCOPRI SBC SUMMIT 2026

Conf sessions on AI-driven automation. Proceedings close with the Affiliate Leaders Awards ceremony; entry is free for affiliates with an approved profile.

6. Innovative networking Aware that finding the right contacts at large events is a real challenge, Sbc has redesigned networking as a structured programme: Sbc Connect Meets for scheduling profiled appointments with operators, suppliers and affiliates before arriving in Lisbon; the Regulatory Gaming MeetUps, 21 sessions of direct dialogue with regulators and legal experts; themed Show Floor Tours to spotlight the stands of greatest interest; Speed Networking sessions; and Smart Connect, which matches supply and demand for targeted business connections.

7. Entertainment from Infinity Lisbon to Festival Square Beyond business opportunities, the event offers a rich calendar of evening events to make the stay in Lisbon both productive and enjoyable: the closing party Infinity Lisbon, headlined by DJ Tiësto, a Food Festival with over 50 food trucks serving international cuisines, and Festival Square, an area with a beer garden and shisha lounge ideal for informal networking. On logistics, partnerships with Tap Air Portugal and the Leading platform secure discounted flights and hotels, alongside dedicated shuttles and early badge collection at the airport.

8. A personalised path through vertical thematic hubs Every attendee can shape their visit around their own specialism: the Payment Expert Summit on transactions and fraud, the Affiliate Leaders Summit with its own pavilion and dedicated awards, the Player Protection Hub on responsible gambling and user protection.

Il valore di una fiera dipende dalla qualità dei partecipanti: a Lisbona oltre il 30% dei 40mila presenti ricopre ruoli dirigenziali con responsabilità dirette di budget fondatori, Ceo, direttori operativi, responsabili di strategia - garantendo trattative dirette senza intermediari e un confronto costante tra dinamiche dei mercati maturi e opportunità emergenti, a beneficio di partnership su scala globale.

9. A high concentration of decision makers

10. Gestione centralizzata con Connect

10. Centralised management with Connect

L’app ufficiale Sbc Connect permette già prima dell’apertura di esplorare la mappa, contattare altri partecipanti, fissare appuntamenti e creare un’agenda personale, guidando poi gli utenti nei 135mila metri quadrati della struttura.

The official Sbc Connect app lets users explore the floor map, contact fellow attendees, set up meetings and build a personal agenda even before the doors open, then guides them across the venue's 135,000 square metres throughout the three days.

The value of a trade show lies in the quality of its attendees: in Lisbon, over 30% of the 40,000 present hold senior roles with direct budget responsibility - founders, Ceos, chief operating officers, strategy heads - guaranteeing direct negotiations without intermediaries and a constant dialogue between mature-market dynamics and emerging opportunities, benefiting partnerships on a global scale.


C OV E R S TO R Y

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LA NUOVA ERA DEL CONTANTE DIGITALE Privacy, sicurezza, ma anche immediatezza: queste le nuove frontiere dei sistemi di pagamento, anche nel gioco online, che OnShop ha saputo anticipare, aprendosi a orizzonti nuovi attraverso le sue innovative soluzioni.

EN

THE NEW ERA OF DIGITAL CASH

Privacy, safety, but also immediacy: these are the new frontiers of payment systems, even in gaming, that OnShop has crossed a long time ago, opening up new horizons with its in-

I

l panorama dei sistemi di pagamento in Italia è in rapida evoluzione e tra i punti cui prestare la massima attenzione c’è la protezione della privacy e la sicurezza. Ne sono ben consapevoli in casa OnShop, tra i protagonisti del mercato. Ma quali sono le soluzioni offerte dall’azienda? La parola a Simona Mambro, Ceo di OnShop. “L’Italia, al pari di altri Paesi europei, mantiene ancora una forte propensione all’uso del contante e vede

novative solutions.

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he payment system landscape in Italy is rapidly evolving, and privacy protection and safety are among the areas requiring the utmost attention. OnShop, a leading player in the market, is well aware of this. But what solutions does the company offer? We spoke to Simona Mambro, OnShop’s Ceo. “Italy, like other European countries, still maintains a


COVER STORY

strong inclination for cash use and has large segments of the population that are underbanked, including young people, the elderly, or those who simply don’t trust using payment cards. The growing concern about online fraud has actually boosted our growth, as OnShop exactly responds to this need for safety. Our solution allows users to avoid entering any banking information or credit card numbers online. This way, we completely eliminate the risk of cloning, ensuring maximum protection of our customers’ privacy and financial security.” Are your solutions suitable for the online gaming market too? If so, what are there operational characteristics for this sensitive sector? "The online gaming market has specific dynamics: it requires immediacy, but also customer protection tools. OnShop seems to be designed to solve these only apparently contradictory issues, thanks to its phygital (physical-digital) approach, which transforms cash into a Digital Shopping Voucher, via the physical distribution network. In online gaming, our greatest asset is the fixed denomination of the OnShop voucher. This feature makes it the ideal tool for budget control, actively supporting responsible gaming and preventing overspending. Furthermore, it solves a crucial accessibility issue for young adults: many users who have just turned 18, despite having legal access to the platforms, often do not yet have their own payment cards. With OnShop, they can purchase gaming credits in complete safety, paying in cash at their corner shop and always maintaining control over their spending." What is the conceptual and practical value of the MyOnShop account? “MyOnShop represents the technological bridge between simplified accessibility and advanced safety. From a practical point of view, it is the heart of our user experience without friction. Payment is made directly through the MyOnShop account, available both on the web and via the native app for both iOS and Android. From a conceptual point of view, it is the tool through which we bal-

Simona Mambro Ceo OnShop.

23 SET/OTT· 2026

ampie fasce di popolazione under-banked, che includono giovani, anziani o persone che semplicemente non si fidano nell’utilizzare le carte di pagamento. La crescente preoccupazione per le frodi online ha effettivamente stimolato la nostra crescita, poiché OnShop risponde esattamente a questo bisogno di sicurezza. La nostra soluzione permette all’utilizzatore di non inserire alcun dato bancario o numero di carta di credito sul web. In questo modo, andiamo ad annullare completamente il rischio di clonazione, garantendo la massima tutela della privacy e della sicurezza finanziaria del nostro cliente.” Le vostre soluzioni sono adatte anche al mercato del gioco online? Se sì, quali sono le caratteristiche operative per questo delicato settore? “Il mercato del gioco online ha dinamiche precise: richiede immediatezza, ma anche strumenti di tutela per il cliente. OnShop sembra essere disegnata per risolvere questi temi, solo in apparenza contraddittori, grazie al suo approccio phygital (fisico-digitale), che converte il contante in un Buono Spesa Digitale tramite la rete di distribuzione fisica. Nel gioco online, il nostro più grande asset è il taglio fisso del voucher OnShop. Questa caratteristica lo rende lo strumento ideale per il controllo del budget, supportando attivamente il gioco responsabile e impedendo l’over-spending. Inoltre, risolve un problema di accessibilità cruciale per i giovani adulti: molti utenti neo-maggiorenni, pur avendo legalmente accesso alle piattaforme, spesso non possiedono ancora carte di pagamento proprie. Con OnShop possono acquistare crediti di gioco in totale sicurezza, pagando in contanti presso il loro negozio di fiducia e mantenendo sempre il controllo sulla spesa.” Qual è il valore concettuale e pratico dell’account MyOnShop? “MyOnShop rappresenta il ponte tecnologico tra accessibilità semplificata e sicurezza avanzata. Dal punto di vista pratico, è il cuore della nostra user experience senza attriti. L’azione di pagamento avviene direttamente tramite l’account MyOnShop disponibile sia su web che tramite applicazione nativa sia per iOS che per Android. Dal punto di vista concettuale, è lo strumento attraverso il quale bilanciamo la facilità d’uso per il cliente finale con la rigorosa conformità di OnShop ai vari impianti regolatori delle diverse industry presenti nell’online. Attraverso l’account MyOnShop, infatti, rendiamo disponibili le funzioni più avanzate e sicure di Kyc (Know Your Customer) per l’identificazione certa e forte dell’utilizzatore.”

ONSHOP


C OV E R S TO R Y

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Focalizzandoci sui protocolli di compliance per il gioco online: quali sono le potenzialità e i punti forti di Full-LOCK? “I nostri protocolli di compliance, integrati nell’ecosistema OnShop, trovano la loro massima espressione nei sistemi di autenticazione avanzata e sicura. L’introduzione di queste procedure di autenticazione garantisce alle autorità preposte la possibilità di tracciare ogni flusso di ricarica in modo estremamente dettagliato. Il vero punto di forza di questa architettura è la qualità del dato: forniamo informazioni immediate e trasparenti. Questi dati risultano più completi e sicuramente più facilmente disponibili rispetto a quelli elaborati da altri strumenti di pagamento tradizionali, che spesso sono regolati sotto altre giurisdizioni dell’Unione Europea. Il nostro protocollo Full-LOCK, in particolare, è attualmente l’unico strumento di controllo integrato in un sistema di pagamento che consenta la verifica della coincidenza dell’identità del titolare del conto gioco con l’identità del titolare dello strumento di pagamento garantendo una precisione del 100%.” OnShop è una società nata del 2013. Quando avete “incontrato” il gioco online e qual è il peso di questo settore nell’attività complessiva? “Fin dalla nostra nascita l’obiettivo è stato digitalizzare i pagamenti senza escludere il contante ma usandolo come ponte verso il mondo digitale. L’incontro con il gioco online è stato naturale e quasi immediato,

ance ease of use for the end customer with OnShop’s strict compliance with the various regulatory frameworks of the numerous online industries. Through the MyOnShop account, we make the most advanced and safe Kyc (Know Your Customer) features available for reliable and strong user identification.” Focusing on compliance protocols for online gaming: what are the potential and strengths of Full-Lock? “Our compliance protocols, integrated into the OnShop ecosystem, are best expressed in advanced and safe authentication systems. The introduction of these authentication procedures ensures that authorities can track every top-up flow an extremely detailed way. The true strength of this architecture is data quality: we provide immediate and clear information. This data are more complete and certainly more easily available than that processed by other traditional payment methods, which are often regulated under other European Union jurisdictions. Our Full-Lock protocol, in particular, is currently the only control tool integrated into a payment system that allows the verification of the identity of the gaming account holder and the payment tool holder, assuring 100% accuracy.” OnShop was founded in 2013. When did you first ‘meet’ online gaming, and what is the impact of this sector on your overall business? “Since our inception, our goal has been to digitize payments, without excluding cash, but rather using


COVER STORY

proprio per le caratteristiche demografiche di questo mercato. Essendo un settore con una forte presenza di giovani adulti maggiorenni e utenti under-banked, che necessitano di convertire il contante per le loro transazioni digitali, il gioco online è diventato un mercato importante per la nostra attività. Oggi rappresenta una quota considerevole del nostro volume d’affari, proprio perché il nostro prodotto sembra cucito su misura per le esigenze di spesa controllata e responsabile dei giocatori.”

ONSHOP

it as a bridge to the digital world. The connection with online gaming was natural and almost immediate, because of the demographics of this market. As a sector with a strong presence of young adults and underbanked users, who need to convert cash for their digital transactions, online gaming has become an important market for our business. Today, it represents a significant portion of our turnover, precisely because our product seems tailor-made for players’ needs for controlled and responsible spending.”

L’ESATTA SFUMATURA DI ROSA

lentemente a trazione maschile.” Lei ritiene che la presenza femminile nella società dia un valore aggiunto e in qualche modo “di genere”, oppure sia la “semplice” valorizzazione delle professionalità acquisite da una singola persona, indipendentemente dal sesso? “Ritengo che la base di partenza debba sempre essere la valorizzazione meritocratica della professionalità del singolo individuo, indipendentemente dal genere. Tuttavia, sarebbe riduttivo negare che team diversificati portino un enorme valore aggiunto. La presenza femminile, unita ad altre diversità di background , arricchisce la nostra capacità aziendale di leggere il mercato in modo multidimensionale. Ci aiuta, ad esempio, ad avere una sensibilità particolare verso temi

cruciali come l'accessibilità, l’inclusività, la tutela del cliente e la user experience, elementi che sono alla base del successo del nostro prodotto.” Infine, quale importanza dà OnShop alla sostenibilità? “Per noi di OnShop, la sostenibilità si declina fortemente nel suo aspetto sociale, in particolare attraverso l'inclusione e l'educazione ad un consumo responsabile. Il nostro stesso modello di business è orientato in questa direzione permettendo alla clientela under-banked di partecipare all'economia digitale in totale sicurezza e fornendo strumenti a ‘taglio fisso’ che impediscono l'over-spending nel gioco online. Promuoviamo attivamente un ecosistema sano, tutelato e socialmente sostenibile per tutti i nostri stakeholder.”

and online gaming, which have historically been predominantly male-dominated." Do you believe that the presence of women in the company provides added value and is somehow gender-specific, or is it simply the valorization of the skills acquired by an individual, regardless of gender? “I believe the starting point should always be the merit-based enhancement of the professionalism of each individual, regardless of gender. However, it would be reductive to deny that diversified teams bring enormous added value. The presence of women, united with other background diversities, enriches our company's ability to read the market in a multidimensional way. For example, it helps us

to be particularly sensitive to crucial issues such as accessibility, inclusivity, customer protection, and user experience, elements that are the foundation of our product's success.” How important is sustainability at OnShop? "For us at OnShop, sustainability is strongly defined by its social aspect, particularly through inclusion and education on responsible use. Our business model is oriented in this direction, allowing underbanked customers to participate in the digital economy in complete safety and providing ‘fixed-denomination’ tools, that prevent overspending in online gaming. We actively promote a healthy, protected, and socially sustainable ecosystem for all our stakeholders."

THE EXACT SHADE OF PINK

It's not only about cutting-edge technological solutions. At OnShop, we also look at other aspects that go ‘beyond’ the product, but which facilitate organizational and production models that are always at the top. Above all, compliance with gender quotas, which is not just a quantitative issue, but also a qualitative one. What is the position of women in the company? "The positioning of women at OnShop is an apical and strategic one. The fact that I hold the role of Ceo and that our Cfo is a woman demonstrates unequivocally that our leadership doesn't focus on gender, but on results and vision. At OnShop, women occupy key roles in decision-making processes, helping shape corporate strategies in sectors such as fintech

25 SET/OTT· 2026

Non solo soluzioni tecnologiche e all’avanguardia. In OnShop si guarda anche ad altri aspetti che vanno “oltre” il prodotto ma che facilitano modelli organizzativi e produttivi sempre al top. Su tutti, il rispetto delle quote rosa, che non è solo una questione quantitativa, ma pure qualitativa. Qual è il posizionamento femminile nella società? “Il posizionamento femminile in OnShop è apicale e strategico. Il fatto stesso che io ricopra il ruolo di Ceo e che la nostra Cfo sia una donna, dimostra in modo inequivocabile che da noi la leadership non guarda al genere, ma ai risultati ed alla visione. In OnShop le donne occupano ruoli chiave nei processi decisionali, contribuendo a plasmare le strategie aziendali in settori, come quello del fintech e del gioco online, storicamente e preva-


E V E NTI EASG

BARRIERE DA ABBATTERE E PONTI DA COSTRUIRE di Carlo Cammarella

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SPECIALE | SPECIAL

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L’

industria del gambling si dà appuntamento in Danimarca dall’8 all’11 settembre con la quindicesima edizione della European Conference on Gambling Studies and Policy Issues (Easg) che nel 2026 si svolgerà presso il Cph Conference di Copenhagen. Tanti gli argomenti che verranno trattati nel corso di un evento che unisce operatori, manager, regolatori, politici, consulenti e tutte le figure di spicco che provengono dal settore. Per cominciare, uno spazio importante verrà dato ai nuovi trend normativi con un’analisi dei cambiamenti nelle leggi sul gioco, nelle strategie di applicazione e nella cooperazione internazionale tra i vari Stati. Verrà anche analizzato l’uso dell’intelligenza artificiale in relazione al gioco

responsabile, come strumento di prevenzione, identificazione precoce dei rischi e prevenzione dei giocatori, con un approfondimento sugli aspetti etici e la protezione dei giocatori. Si parlerà anche di dialogo e cooperazione con confronto tra governi, industria del gioco, ricercatori ed esperti sul trattamento delle dipendenze. Ma non è tutto, l’Easg 2026 sarà anche l’occasione per approfondire un tema di grande attualità, fondamentale anche in un comparto così complesso come il gambling. Parliamo, dunque, della sostenibilità che in questa sede avrà un ruolo centrale attraverso l’analisi di tematiche come l’inclusione, la responsabilità sociale e la consapevolezza ambientale. A parlarci di tutti questi argomenti, con un focus proprio sulla sostenibilità, è Pieter

Pieter Remmers, segretario generale e organizzatore della conferenza Easg a p p r o f o n d i s c e l ’e v e n t o c h e s i svolgerà a Copenaghen dall’8 all’11 settembre. Focus sulla sostenibilità.

Remmers, segretario generale e organizzatore della conferenza Easg. Il tema centrale che affrontiamo in questo numero è quello della “Sostenibilità”. Come verrà affrontato durante la conferenza? E quali saranno i principali argomenti trattati? “Il gioco responsabile, il gioco sicuro e il gioco sostenibile sono sempre stati una parte fondamentale nel programma della conferenza dell’As-


SPECIALE | SPECIAL

condivisa, il che significa anche che i quadri normativi sono in continua evoluzione e stanno ricevendo sempre più attenzione. Ci dedicheremo a questi aspetti durante l’intera conferenza.” Come verrà affrontato il problema del gioco illegale durante questi tre giorni e quali nuove tecnologie ritiene che apporteranno valore aggiunto? “Il gioco illegale sta ricevendo molta attenzione nel corso della conferenza. L’esperto Ismail Valli sarà a Copenaghen per fornirci informazioni. Saranno presenti anche Erwin van Lambaart, presidente dell’Associazione europea dei casinò, e Piet van Baveghem delle Lotterie europee. Inoltre, interverranno Andrew Tottenham e Anders Dorph, l’autorità di regolamentazione danese, per illustrare la strada da seguire. Anche le nuove tecnologie riceveranno molta attenzione.” Una domanda conclusiva: quali sono le vostre aspettative per questo evento? “In un mondo in cui ogni anno si tengono decine di conferenze, cerchiamo di essere (tra i) migliori e credo che siamo riusciti a mettere insieme un programma splendido. Vi invitiamo a visitare il sito www. easg2026.org per maggiori dettagli e per registrarvi. C’è un programma con oltre 100 presentazioni e l’hotel della conferenza è quasi al completo, anche se ci sono diverse alternative a 5 minuti a piedi. Quindi preparatevi e registratevi!”.

Pieter Remmers segretario generale Easg

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sociazione europea per lo studio del possibilità di scommettere.” gioco (Easg). Nato negli anni ’90 del Quanto è importante l’utilizsecolo scorso, era sempre stato l’ulzo dell’intelligenza artificiale per timo argomento ad essere discusso. questi temi e quali sono gli sceOra, invece, rappresenta la massima nari generali che affronterete alla priorità per tutti noi, a partire dall’auconferenza? torità di regolamentazione, dall’in“L’Intelligenza artificiale è impordustria, i ricercatori e gli specialisti tante, ma non è l’unica soluzione e nella prevenzione sicuramente non è e nel trattamento. sempre la migliore. Il gioco Ci saranno sessioni Noi e tutti coloro che « responsabile e la su temi normativi, ci circondano abbiatutela dei giocatori ricerca, prevenziomo ancora molto da sono fondamentali ne, strumenti per il imparare e spero che ed è importante gioco responsabile, il programma deluno scambio di idee industria e politica, la conferenza Easg tra tutti i diversi giovani, sistemi di incontribuirà a questo stakeholder che telligenza artificiale, processo.” hanno in comune donne e gioco, predi“ D a l l ’a b b a t t i la consapevolezza ction market, partite mento delle barrietruccate, economia, re alla costruzione dell’esistenza di politica e trattamendi ponti” è il titolo un problema da to. Ci saranno quasi o lo slogan di querisolvere » cento presentazioni sto nuovo evento. nelle sessioni paralleQuanto ritiene imle e nella sessione plenaria mattutina portante questo aspetto in un di mercoledì e giovedì, con relatori e settore delicato come quello del moderatori di alto livello.” gioco? E come dovrebbe essere Il gioco responsabile e la tusviluppato? tela dei giocatori sono tra gli ar“Forse sembra un po’ banale ma gomenti trattati. Come pensate dobbiamo collaborare con tutti i diche questi temi debbano essere versi stakeholder per creare un’inaffrontati in generale e qual è il dustria dignitosa e sostenibile che futuro? offre un prodotto potenzialmente “Il gioco responsabile e la tutela dannoso per il quale tutti dovremdei giocatori sono fondamentali ed mo sentirci responsabili. Ho iniziato è importante uno scambio di idee a lavorarci nel 1990 e il lavoro non tra tutti i diversi stakeholder che è ancora finito, forse siamo ancora hanno in comune la consapevonelle fasi iniziali del cambiamento e lezza dell’esistenza di un problema mi riferisco a quel cambiamento dei da risolvere. Non si tratta di una nostri comportamenti e del controlquestione isolata, tutti i soggetti lo della situazione.” coinvolti devono collaborare per L’evoluzione del quadro noraffrontarla. Anche temi nuovi ed mativo e la cooperazione tranemergenti come i prediction marsfrontaliera sono senza dubbio ket, e la modalità con cui gestirli, aspetti chiave del settore. Come faranno parte del programma della verranno affrontati e qual è la sua conferenza, nonostante un numero opinione al riguardo? sempre crescente di operatori (so“Come già detto, sono un granprattutto europei) stia bloccando la de sostenitore della responsabilità


S O S TENI B I LI TÀ I N G I O C O | a cura di Ewa Bakun

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Per avere maggiori informazioni sull’ICE Research Institute

uando in Clarion Gaming (oggi rinominata WorldGaming) abbiamo creato l’ICE Research Institute, quasi due anni fa, non volevamo semplicemente aggiungere un altro fondo per la ricerca. La domanda da cui siamo partiti era diversa: come possiamo aiutare il settore a passare da un approccio basato sulle opinioni a uno basato sulle evidenze? E soprattutto, come possiamo evitare che la ricerca si fermi alla pubblicazione di un report senza generare cambiamento concreto? Per questo l’ICE Research Institute è stato costruito attorno a un principio semplice: il successo non si misura dal numero di studi finanziati o di articoli pubblicati, ma dalla capacità delle evidenze di influenzare decisioni, strumenti, comportamenti e politiche. Molte organizzazioni finanziano ricerca. Ciò che rende diverso il nostro approccio è la possibilità di accompagnarla lungo il percorso che porta dall’evidenza all’implementazione. Attraverso ICE, iGB L!VE, iGaming Business e l’ecosistema World Gaming abbiamo accesso a operatori, regolatori, associazioni, fornitori tecnologici, accademici e policy maker. La nostra ambizione non è solo produrre conoscenza, ma creare le condizioni affinché quella conoscenza venga discussa, adottata e trasformata in azione. È questa logica che guida l’intero portafoglio di ricerca. Prendiamo il progetto sull’immagine pubblica del

DALLA RICERCA ALL’IMPATTO LA SFIDA DELL’ICE RESEARCH INSTITUTE La sostenibilità va oltre il concetto di gioco responsabile: per un approccio concreto la soluzione è lo studio e la ricerca. Ecco come e perché ICE ha scelto di contribuire al cambiamento.

gioco e la stigmatizzazione, sviluppato con Episteme Social e Universitat Autònoma de Barcelona, di cui si è già parlato in questa rubrica. Lo studio analizza come media e dibattito pubblico influenzino la percezione del gioco e possano, in alcuni casi, ostacolare la prevenzione stessa. Ma il valore non si ferma alla ricerca. Un primo esempio di adozione è rappresentato dal briefing previsto con professionisti del giornalismo presso un collegio professionale spagnolo. L’obiettivo non è discutere i risultati in ambito accademico, ma coinvolgere direttamente chi contribuisce a costruire la narrativa pubblica. Lo stesso approccio caratterizza il progetto sull’efficacia degli interventi di safer gambling, sviluppato dal Politecnico di Milano e dall’Universitat Politècnica de València. Troppo spesso il settore introduce strumenti e messaggi di prevenzione senza sapere realmente quanto funzionino. Questo

progetto utilizza ambienti di laboratorio e metodologie neuroscientifiche per misurare l’efficacia reale degli interventi e fornire indicazioni concrete su quali meritino di essere adottati. Un altro esempio è il progetto sull’AI Registry, sviluppato con UNLV AirHub e Universidad Rey Juan Carlos. Quando si parla di intelligenza artificiale, il dibattito tende spesso a rimanere teorico. Qui abbiamo chiesto qualcosa di diverso: la creazione di uno strumento pratico che permetta alle aziende di valutare e documentare l’utilizzo dell’AI in termini di governance, trasparenza e accountability. La stessa filosofia guida GamBrain, sviluppato con

Fundación Patología Dual. L’obiettivo non è soltanto comprendere meglio vulnerabilità e fattori di rischio, ma sviluppare strumenti digitali e applicazioni mobili che possano supportare identificazione precoce, prevenzione e intervento. Osservando questi progetti emerge un elemento comune: nessuno è stato selezionato soltanto perché interessante dal punto di vista accademico. Tutti contengono un percorso verso l’implementazione. Tutti cercano di rispondere alla stessa domanda: cosa dovrebbe fare qualcuno in modo diverso come risultato di questa ricerca? Per questo motivo, quando penso al futuro dell’ICE Research Institute, penso meno ai paper pubblicati e più alle conversazioni che riusciremo a generare, agli strumenti che verranno adottati e alle decisioni che potranno essere migliorate. Perché la ricerca crea conoscenza. Ma l’impatto nasce soltanto quando quella conoscenza raggiunge le persone che possono usarla. Ed è proprio lì, tra evidenza e implementazione, che l’ICE Research Institute vuole costruire il proprio contributo più importante per il futuro del settore.

NOTE D’AUTORE Ewa Bakun

Direttrice delle strategie sui contenuti per Clarion Gaming dal 2018, è nel gruppo da oltre 13 anni, dove ha ricoperto i ruoli precedenti di head of content, event director focalizzati sul gaming e di programme manager.


a cura di Riccardo Zerbetto

Lʼ

GIOCO E DENARO UN RISCHIO INSEPARABILE? la roulette russa: il celebre "gioco con la morte" che consiste nell’inserire un proiettile nel tamburo di una rivoltella, farlo girare e premere il grilletto puntando l’arma alla tempia, senza sapere se il proiettile si trovi o meno in corrispondenza della canna. Un simile gesto appare assurdo e contrario all’istinto di vita e di sopravvivenza. Eppure non è un caso che faccia parte dell’immaginario collettivo e che, talvolta, sia stato realmente compiuto da persone forse giunte al limite della decisione ultima se continuare a vivere oppure no. La scelta viene allora affidata a una sorta di ordalia: "sarà il fato a decidere se debbo vivere o meno". Una scelta che la mente razionale del soggetto non sembra sufficiente a risolvere. Se il gioco rappresenta una costante antropologica, è comprensibile che intorno a questa componente dell’esistenza umana si sia strutturata un’intera serie di attività economiche. Qualcosa di analogo avviene per altri comportamenti che non sono direttamente collegati alle necessità della sopravvivenza e a tutte le attività che Freud definisce come "principio di realtà" ma

a quella (apparentemente) voluttuarie che definisce come collegate al soddisfacimento del "principio del piacere". Si pensi, per esempio, alla ricerca di uno stato di ebbrezza, sulla quale si fondano la produzione e la vendita degli alcolici e di altre sostanze inebrianti, spesso sottoposte a proibizioni o limitazioni negli ordinamenti legislativi. Oppure si consideri la sessualità: sebbene oggi sia regolata diversamente rispetto a modalità più arcaiche, come quella della prostituzione legalizzata, essa continua ad alimentare un mercato molto florido. Ne sono espressione i siti di cybersex, la produzione cinematografica e giornalistica di carattere pornografico e le occasioni d’incontro che si collocano al di fuori o ai margini della legalità, offrendo comunque un vasto mercato a chi li promuove. Per quanto riguarda il gio-

co, i monopoli di Stato sono stati istituiti proprio allo scopo di regolamentare una propensione profondamente radicata nell’essere umano ma il cui controllo può sfuggire di mano, specie in individui in stato di fragilità emotiva o di difficoltà economico-esistenziale. Da qui nasce il concetto di "gioco responsabile" come strategia orientata a una "politica sostenibile" che possa mediare efficacemente, seppure con inevitabili fluttuazioni e scompensi all'interno di una polarità compresa tra scelte più proibizionistico-protettive o liberistiche. Senza trascurare il fatto che il denaro, che legittimamente viene previsto per il compenso di chi ci lavora all'interno di attività consentite dalla legge, può rappresentare esso stesso un elemento fortemente propulsivo a sostegno di questa polarità se non viene mitigata con pari sostegno a quella che ne subisce le conseguenze, cosa che l'aumento globale del volume di danaro giocato, almeno nel nostro Paese, non sembra compensato da interventi proporzionati in ambito preventivo e curativo di chi ne subisce la conseguenze.

NOTE D’AUTORE Riccardo Zerbetto

È psichiatra e direttore del Centro Studi di Terapia della Gestalt. Dal 2007 è direttore scientifico di Orthos, associazione per lo studio e il trattamento dei giocatori d’azzardo.

29 SET/OTT· 2026

uomo gioca da sempre. Non a caso viene spesso evocato l’importante contributo di Johan Huizinga sull’Homo ludens. L’essere umano, in quanto faber e sapiens, impara a giocare non soltanto con gli elementi della realtà, ma anche con i simboli, amplificando vertiginosamente attitudini ludiche già presenti negli animali. Ne sono un esempio i primati, nostri “cugini” dal punto di vista evolutivo (i bobobo condividono con il 96% del patrimonio genetico con la specie uomo), dei quali sono ben note le attività ludiche, spesso caratterizzate dalle provocazioni e dai dispetti che sembrano amare. In questi giochi, tuttavia, la posta non è costituita da un elemento simbolico come il denaro — che, oltre a essere un simbolo, rappresenta una merce universale di scambio — ma, in molti casi, dalla vita stessa. Ricordo di aver visto un filmato nel quale uno scimpanzé, o forse un orango, dondolandosi con una liana afferrava la coda di un leopardo. Si trattava di un gioco estremamente rischioso: sarebbe bastato un nulla perché il primate venisse raggiunto dagli artigli del felino e finisse miseramente vittima del proprio azzardo. Eppure questo pericolo non lo dissuadeva dallo sperimentare l’ebbrezza del gioco. Un comportamento simile ricorda, per alcuni aspetti,

| L’A NIM A DEL G IO C O


S PAR E TH O U G H T S | a cura di Matteo Marini

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egli ultimi mesi i tifosi della Lazio si sono scoperti aspiranti commercialisti: indici, plusvalenze e parametri finanziari hanno occupato le pagine sportive più del campo. Ma leggere la crisi solo attraverso i numeri equivale a studiare i sintomi ignorando la patologia. I numeri dicono cosa è accaduto; il management spiega perché. Il punto di partenza corretto non è contabile ma manageriale: sono le scelte di strategia, organizzazione, leadership e governance a determinare, con uno o più esercizi di anticipo, i conti di bilancio. Il nodo mai approfondito è la sostenibilità, richiamata dal club come criterio ispiratore della gestione. Il management ritiene la Lazio “sostenibile” solo perché tiene i conti in ordine. È una lettura incompleta: confonde la sostenibilità — la capacità di creare valore economico nel medio-lungo periodo condividendolo con gli stakeholder — con l’equilibrio finanziario di breve, che ne è al massimo una precondizione, non la finalità. I numeri lo confermano. Il 2023/24 si è chiuso con un utile di 38,5 milioni, frutto della Champions League e delle plusvalenze sui big ceduti; l’anno dopo una perdita

LAZIO, L’EQUILIBRIO CHE NON BASTA Q u a n d o t e n e re i c o nt i i n o rd i n e non significa e ssere sostenibili

di 17,1 milioni e patrimonio netto consolidato negativo. Il primo semestre 2025/26 segna una perdita di 20,3 milioni e un patrimonio tornato positivo solo grazie alla rivalutazione contabile del centro sportivo di Formello: operazione legittima che rafforza il patrimonio ma non genera cassa né redditività. Senza una patrimonializzazione reale, il mancato rispetto dei parametri federali ha portato lo scorso anno al blocco totale del mercato e quest’anno, nonostante le cessioni di gennaio 2026, al mercato a saldo zero. Non è equilibrio: con margini patrimoniali ridotti, quando i

ricavi calano l’unica risposta è tagliare spese correnti e investimenti. Ma tagliare investimenti significa perdere competitività sportiva, cioè i flussi futuri: è il classico sotto-investimento delle imprese finanziariamente vincolate, un circolo vizioso che garantisce la sopravvivenza di breve ma distrugge valore. C’è poi un costo più insidioso e meno visibile a bilancio: l’erosione del capitale relazionale e reputazionale, pilastro della sostenibilità. Si consuma nel rapporto logorato con tifosi e abbonati, che vedono un progetto sportivo rinviato; in una narrazione sempre più difensiva; nel conflitto

NOTE D’AUTORE Matteo Marini

Matteo Marini si è occupato del settore del gioco legale negli ultimi 20 anni. Tra i fondatori del concessionario G.Matica – oggi Admiral Gaming Network - nel 2003, ne è stato presidente dal 2010 al 2013. Dal 2013 fino a dicembre 2022 ne è stato amministratore delegato. Nel periodo 2015-2016 ha ricoperto il ruolo di presidente dell’associazione dei concessionari Acadi, aderente a Confindustria SIT.

con istituzioni e media; nella difficoltà ad attrarre sponsor e partner. Il valore duraturo non nasce dai risparmi di bilancio ma dalle leve manageriali che trasformano la disciplina finanziaria in crescita, non in sopravvivenza. Ed è qui che la Lazio mostra le maggiori fragilità: manca una strategia di diversificazione dei ricavi oltre l’evento sportivo e i diritti tv; manca una leadership percepita come guida di un progetto condiviso; manca un’organizzazione orientata alla crescita e capace di attrarre risorse qualificate; manca una comunicazione capace di raccontare gli obiettivi — il “Piano Lazio 2032”, annunciato e mai presentato — anziché rincorrere le polemiche; manca una governance rispettosa dei soci di minoranza di una quotata e attenta agli stakeholder come asset strategico. Il tema non è individuare responsabilità, ma invertire in fretta una rotta che porta a un declino inesorabile. Non è sostenibile chi chiude un bilancio in pareggio, ma chi aumenta, anno dopo anno, la capacità di creare valore economico, sportivo e relazionale: se per reggere il breve periodo si consumano competitività, fiducia e prospettive, si rinvia soltanto il problema, compromettendo il futuro. Un tema che va approfondito partendo dalla leadership: per evitare che possa diventare anche questa, come spesso accade, il principale ostacolo al cambiamento.


C ATA P U LTA | a cura di Marco Trucco

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oiché sembra che l’ambizione di ogni politico moderno sia quella di essere ricordati dai posteri per aver dato un calcio in culo al gioco d’azzardo, il nuovo primo ministro inglese Andy Burnham ha deciso di cacciare i betting shop e le sale slot dalle high street inglesi. Il suo tweet: “Agenzie di scommesse. Negozi di svapo. Roba brutta. Se ti guardi attorno in una via del centro e ti chiedi ’chi vuole questi?’ non sei il solo. Ma ora ci penso io. Diamo ai cittadini e ai comuni il potere di decidere cosa apre, e di chiudere cosa non va.” A parte l’effetto buffo tipico degli inclusivisti intersezionali quando fanno la voce grossa, il principio espresso da Burnham non è più nobile di quello dell’ultimo razzista che vuole cacciare i kebab e gli shop pakistani perché gli danno noia alla vista. Il metodo, come sappiamo bene in Italia, è letale: dare il potere ai burocrati locali di far prevalere l’etica di partito sulla legge nazionale. Così che l’avviamento, l’investimento e il permesso di operare un betting shop o una sala slot ad un certo indirizzo dipendano da un sindaco che ha un tiramento

THE STATE OF THE UNION (cit.Guccini, RIP) invece che da un diritto e dalla libertà di fare business. Insomma, proprio mentre la riforma del gioco fisico in Italia se ne va da bocca di rosa, l’Italia esporterà il principio del distanziometro in UK. La industry inglese ha risposto con la solita puntigliosa e perdente maniera: i dati. Il numero delle agenzie è calato di più del 30% dal 2019, le sale slot del 10%. Oltre 3mila negozi hanno chiuso e sono stati persi 15 mila posti di lavoro. Tutto vero. Lo ha riportato anche il Financial Times. Ma io mi chiedo: se qualcuno ti guarda in faccia e ti insulta dicendo che fai schifo, tu che fai, estrai i numeri per dimostrare il contrario? A causa dell’incremento della tassa sull’online e dei costi operativi dei negozi, Betfred ha già annunciato la chiusura di 132 shop, William Hill 200. Questo dovrebbe far scattare l’allarme sui conti, sulle tasse, ossia l’unico argomento che può frenare l’ideologo al potere.

NOTE D’AUTORE Marco Trucco

Nato a Torino nel 1974, è uno dei pionieri del poker online. Dal 2010 a oggi ha guidato le operazioni online di diversi gruppi, tra cui Everest Poker, Eurobet, PokerStars e fino a giugno 2023 GGPoker. Ora è chief marketing officer del gruppo Immense Group (ex Videoslots).

Ma i nostri avversari sono tre passi più avanti. Hanno già la soluzione: portare dal 20 al 40% la tassa sulle macchine di categoria B, quelle presenti nei betting shop (fino a 4) e nelle sale con una puntata tra 20 centesimi e 5 sterline, in modo da incrementare, secondo i loro conti, quasi 200 milioni di gettito l’anno. Ovviamente fanno i conti senza l’oste, cioè senza prevedere che senza il profitto delle slot più sale dovranno chiudere. Le stime reali, di Regulus Partner, indicano che con quella tassazione chiuderebbe il 70% delle sale scommesse e il 90% di quelle slot, e che il gettito rimarrebbe al più invariato. È una scena che in Italia abbiamo già vissuto molte volte. Quello che stupisce in UK sono i metodi degli avversari: un circolo vizioso di fondi (estratti dal settore) assegnati a istituti accademici per pubblicare ricerca faziosa sul “danno da gioco” in modo da ottenere fondi ancora più consistenti, infiltrare altri ambienti, creare carriere, posizioni e borse di studio: una vera industria del proibizionismo che ha il compito di sfornare le pezze d’appoggio avvelenate per le campagne politiche. Perché succede questo? Secondo l’ex-advisor della

Maidenhead high street, UK, 15 agosto 2026

BGC Vaughan Lewis, il problema è che la industry ha accettato il principio che il gioco vada tassato prodotto per prodotto in funzione del “danno” generato. Ognuno ha cercato di portare acqua al proprio mulino, sperando di evitare ogni nuovo giro di esecuzioni scaricando le colpe sugli altri prodotti. Il fisico contro l’online, l’ippica contro le scommesse sportive, le scommesse contro i giochi da casinò. E’ stata così consegnata ai nostri nemici la comoda strategia di bussare una porta alla volta, con la falce in mano, e finito il giro ricominciare daccapo perché c’è sempre un prodotto “più dannoso” su cui si può alzare l’aliquota o imporre condizioni capestro. Finora il gioco a terra in UK si è relativamente salvato con l’argomento dell’occupazione (usato anche contro l’online). Io dico solo: speriamo che questo insegni anche in Italia che l’avversario da battere sta dall’altra parte del campo.


L A LE G G E I N G I O C O | a cura di Avv. Giulio Zamponi, Tonucci & Partners

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Il settore del gaming vive da anni una crescita esponenziale, tra opportunità e responsabilità. Lo sviluppo sostenibile per gli operatori di settore non significa solamente rispettare le regole del gioco responsabile o gli standard ambientali: significa costruire un'organizzazione capace di reggere, nel tempo, la pressione di una regolamentazione che cambia continuamente. In questo scenario, il Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001 può divenire il punto di raccordo naturale tra le tante normative che oggi si intrecciano nell'attività di un operatore di gaming. D’altronde chi si occupa di compliance nel gaming ne è a conoscenza: le aree sensibili non sono più soltanto quelle tradizionali. Antiriciclaggio, marketing e sponsorizzazioni, rapporti con la filiera dei fornitori tecnologici, protezione dei dati, uso di sistemi di intelligenza artificiale per il profiling dei giocatori, criteri ESG nella

Il Modello 231 non va più pensato come un fascicolo da aggiornare una volta l'anno, ma come l'infrastruttura attraverso cui far dialogare varie normative come antiriciclaggio ed ESG.

IL MODELLO 231 PERNO DELLA COMPLIANCE INTEGRATA NEL GAMING

selezione di partner e testimonial: ogni area di business genera oggi un potenziale rischio-reato che il Modello 231 è chiamato a mappare e presidiare. Il rischio concreto, se la mappatura non tiene il passo, è che il Modello si riduca a un documento di facciata, aggiornato solo sulla carta.

Perché il Modello 231 può diventare il perno di un sistema di compliance integrata La riforma del decreto 231 attualmente in discussione riscrive l’articolo 7 del decreto, elevando la prassi consolidata per la costruzione dei modelli organizzativi (mappatura dei rischi, protocolli decisionali, gestione delle risorse finanziarie, organismo di vigilanza, flussi informativi, formazione, whistleblowing, sistema disciplinare), mentre il nuovo art. 7-bis introduce criteri normativi di valutazione giudiziale dell'idoneità: il giudice «deve tenere specificamente conto» della conformità alle linee guida associative, alle norme tecniche accreditate e alle buone prassi. Per un operatore di gaming questo significa che il risk assessment non

può più essere un esercizio compilativo, ma deve diventare uno strumento vivo, aggiornato ogni volta che cambia il perimetro normativo o l'attività d'impresa. Inoltre, la possibile introduzione di sanzioni pecuniarie parametrate al fatturato globale impone una revisione del risk assessment con un approccio quantitativo: non è più sufficiente valutare la probabilità di commissione del reato, ma occorre stimare anche l'impatto economico potenziale per l'ente, che può risultare oggi molto più elevato rispetto al passato. Per un operatore con fatturati significativi, questo cambia radicalmente la scala delle priorità nella gestione del rischio. È qui che il Modello 231 può svolgere una funzione preziosa per le società di gaming: fare da struttura portante attorno a cui organizzare adempimenti che, se gestiti separatamente, rischiano di moltiplicare i costi e di lasciare zone scoperte. L'antiriciclaggio, con i suoi obblighi di adeguata verifica della clientela e di segnalazione delle operazioni sospette, si intreccia naturalmente con le aree a

rischio già mappate nel Modello. Le sponsorizzazioni sportive e il marketing, terreno storicamente delicato per il settore, richiedono protocolli di verifica preventiva sui contenuti e sui destinatari delle comunicazioni commerciali, che possono essere ricondotti agli stessi flussi informativi verso l'Organismo di Vigilanza. E i criteri ESG, sempre più richiesti da partner finanziari e da una parte del pubblico, trovano nel sistema dei controlli interni del Modello un naturale punto di verifica e rendicontazione.

Un’opportunità, non un adempimento Il Modello 231 non va più pensato come un fascicolo da aggiornare una volta l'anno, ma come l'infrastruttura attraverso cui far dialogare varie normative, quali antiriciclaggio, ESG e le tante altre discipline che oggi disegnano il perimetro di un'attività di gaming sostenibile. Le modifiche già introdotte e quelle in corso di discussione contribuiscono del resto a ridefinire la funzione del Modello 231, che cesserebbe di essere percepito come mero adempimento documentale per diventare un presidio strutturale del sistema di gestione del rischio d'impresa. Crescere in modo sostenibile, per un operatore di gaming, significa anche questo: avere un sistema di regole interne capace di anticipare i rischi, non solo di rincorrerli.


a cura di Francesco Scardovi e Giancarlo Marzo

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IL NUOVO CORSO Con l'avvio della seconda convenzione (dal 2014) ed a seguito deii chiarimenti forniti dalla stessa Agenzia delle Entrate, dall'Amministrazione dei Monopoli e da una oramai consolidata giurispridenza, i Concessionari hanno adottato definitivamente dei modelli contrattuali "standard" da

ESENZIONE IVA SLOT IL NODO CRUCIALE È L’ACCORDO COMMERCIALE Dopo più di 20 anni dall'ingresso sul mercato italiano delle Awp e l'ormai acclarato quadro normativo sul diritto all'esenzione dei proventi percepiti dai terzi incaricati dei concessionari, alcuni uffici tributari insistono sull'imponibilità Iva ritenendo privatistici i rapporti fra gestori ed esercenti. E diventa centrale il contenuto del contratto tra le parti.

sottoporre necessariamente ai gestori e agli esercenti che intendevano gestire slot nei locali, superando così la questione dell'esenzione. La maggior parte degli Uffici ha quindi ritenuto risolta la vexata questio, rinunciando a proseguire nei contenziosi mentre le Commissioni tributarie riconoscevano il diritto all'esenzione dei compensi condannando in molti casi l'Agenzia alla refusione delle spese del giudizio (tra queste la recente sentenza della Corte di Giustizia Regionale di Napoli trattata in questa rubrica). Nonostante ciò, emerge

ancora, dalla stampa di settore, qualche caso di rigetto dei ricorsi degli esercenti e conseguente conferma di imponibilità ai fini iva dei loro proventi da slot. Dalla lettura delle motivazioni delle sentenze appare evidente come, pur in presenza di un contratto con il concessionario, gestori ed esercenti abbiano sottoscritto un accordo fra loro privo dei riferimenti ai rispettivi ruoli assunti nella collaborazione alla raccolta con il concessionario ma limitato alla definizione di compensi e rispettivi obblighi, tanto da "trarre in inganno" la Corte

nel far presumere un rapporto di natura privatistica esterno alla collaborazione alla raccolta in favore del Concessionario.

L'ACCORDO COMMERCIALE Diviene pertanto fondamentale, per evitare il rischio della pretesa imponibilità ad iva, che i gestori adottino modelli di accordi commerciali con le seguenti caratteristiche: La precisazione alle premesse che: - l'accordo scaturisce dalla avvenuta sottoscrizione dei due separati contratti con il concessionario di riferimento (richiamati e confermati) - che il gestore ha ricevuto espresso mandato dal concessionario alla definizione dei rispettivi compensi nonché a bonificare all'esercente le quote contrattualmente previste, - che ai fini della rilevazione contabile e fiscale dei proventi valgono esclusivamente i rendiconti emessi dal concessionario. Con il richiamo all'art. 10 comma 1 n. 6 del DPR 633/72. In questo modo il rischio di contenziosi in materia di iva sarà definitivamente scongiurato.

NOTE D’AUTORE Francesco Scardovi

Giancarlo Marzo

Dottore Commercialista e Revisore legale Partner Studio Scardovi & Giordani Consulente Commissione Gioco Illegale 18^ Legislatura

Managing partner Studio legale e Tributario Marzo Associati

fscardovi@scardovigiordani.eu

giancarlo.marzo@marzoassociati.it

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l primo decennio del regime concessorio della raccolta di gioco lecito mediante apparecchi è stato caratterizzato da centinaia di accertamenti seriali che pretendevano l'imponibilità ai fini iva dei compensi percepiti dagli esercenti in assenza, in molti casi, del contratto stipulato con i concessionari che preferivano interfacciarsi solo con i gestori. Veniva in tal modo contraddetto il principio sancito dalla circolare 21/E del Maggio 2005 che estendeva il diritto all'esenzione esclusivamente ai terzi incaricati contrattualizzati dai concessionari, risultando imponibili "tutti gli altri rapporti" tra operatori. A rafforzare la tesi degli Uffici contribuivano i contratti siglati tra gestori ed esercenti (c.d. accordi commerciali) con i quali venivano previsti mansioni e compensi senza alcun riferimento al rapporto concessorio. Detto principio è stato ribadito dalla Corte di cassazione nelle note sentenze del 2023 all'epilogo di alcuni contenziosi ultradecennali.

| IL FI S C O A LL A LENTE


SCOMMESSE Il Managing Director di Snai, Francesco Borsetti, analizza il mercato del betting dal punto di vista del brand più iconico della storia dei book d’Italia.

DAI MONDIALI ALLA NUOVA STAGIONE SPORTIVA PASSANDO PER L’INNOVAZIONE di Cesare Antonini

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analisi di Francesco Borsetti, Managing Director di Snai parte dai Mondiali di calcio 2026. Si è parlato molto dell’assenza della selezione italiana e anche degli orari scomodi per i giocatori di casa nostra: ma com’è andata davvero in termini di raccolta? “Nonostante l’assenza della nostra Nazionale, il Mondiale ha dato una spinta molto forte al business di Snai. Abbiamo proposto un’offerta ricca e completa, dalle antepost alla profondità dei mercati pre-match e live, con i pre-match particolarmente protagonisti, anche grazie all’introduzione di Snai MyCombo. La funzionalità ha incontrato un forte gradimento: più di un utente su due l’ha utilizzata, scegliendo di personalizzare la propria scommessa attraverso la combinazione di più esiti all’interno dello stesso evento. È un dato che conferma quanto gli utenti cerchino oggi un’esperienza di gioco sempre più personalizzata e flessibile. Il team Snai ha saputo cogliere al meglio l’opportunità, combinando una campagna commerciale vincente con il Francesco Borsetti, Managing Director di Snai.

successo della migrazione della piattaforma tecnologica appena completata”. Siamo vicini alla ripartenza della Serie A di calcio, dei campionati esteri e di tutte le principali competizioni sportive, quali sono le previsioni per la nuova stagione? “Mi aspetto una stagione molto ricca e di interesse, con un calendario sportivo che garantisce continuità durante tutto l’anno. La destagionalizzazione delle scommesse è ormai una realtà consolidata: il calcio resta il principale driver, ma l’interesse degli utenti si distribuisce sempre di più tra competizioni e discipline diverse. Ci aspettiamo quindi continuità nei volumi e una distribuzione dell’attività sempre più uniforme durante l’anno. La sfida sarà continuare a trasformare la ricchezza del calendario sportivo in un’esperienza di gioco coinvolgente e di qualità, mettendo sempre al centro gioco responsabile, innovazione e sostenibilità”. Quali saranno i nuovi prodotti, le nuove iniziative e le tendenze che vedremo sulla vostra piattaforma di gioco sia online che retail? “Sicuramente ci aspettiamo che la rivoluzione tecnologica realizzata in vista dei Mondiali ci consenta di offrire ai nostri utenti un’esperienza di primo livello

- prosegue Borsetti - continueremo a investire sull’offerta, rendendola sempre più ricca e competitiva, e continueremo a sviluppare i mercati dedicati ai player, che rappresentano una delle tipologie di scommessa più apprezzate dalle nuove generazioni. Siamo in una posizione molto favorevole: abbiamo completato con successo la migrazione della piattaforma Snai su quella di Flutter Sea e questo ci permette di accelerare ulteriormente sul fronte dell’innovazione e dell’offerta di gioco. Il tutto senza perdere la forza e la riconoscibilità che Snai ha costruito nel tempo sul territorio”. Alcune statistiche dicono che il Tennis sta prendendo sempre più spazio all’interno dei mercati di gioco delle varie lavagne? “Come detto il calcio rimane lo sport preferito dai giocatori italiani, ma il tennis sta conquistando sempre più spazio nelle loro abitudini di gioco. E i risultati straordinari dei tennisti azzurri rappresentano senza dubbio uno dei fattori che hanno accelerato questo fenomeno. La crescita del movimento italiano ha portato il tennis a intercettare un pubblico sempre più ampio, mentre il dualismo Sinner-Alcaraz ha aggiunto una dimensione narrativa e mediatica capace di andare ben oltre gli appassionati tradizionali. Una rivalità generazionale, alimentata dai grandi tornei e dai continui confronti per i titoli più importanti, che ha contribuito ad avvicinare al tennis fasce di pubblico diverse e, di conseguenza, anche al prodotto betting legato a questo sport”, ha concluso il Managing Director di Snai.


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PH. JEFF GRIFFITH, UNSPLASH

NON C’È SVILUPPO SENZA SOSTENIBILITÀ di Sara Michelucci

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ippica italiana si trova oggi di fronte a una sfida decisiva: coniugare tradizione, innovazione e sostenibilità per costruire un futuro più solido e competitivo. In un contesto in cui il settore è chiamato a rispondere alle nuove esigenze ambientali, economiche e sociali, lo sviluppo dell'intera filiera passa attraverso investimenti, benessere animale, valorizzazione dei territori e modernizzazione delle infrastrutture. La sostenibilità non rappresenta più soltanto un obiettivo, ma una leva strategica per rilanciare un comparto che continua a essere parte integrante del patrimonio sportivo, culturale ed economico del Paese. In questo scenario, istituzioni, operatori e appassionati sono chiamati a lavorare insieme per promuovere un modello di ippica capace di crescere nel rispetto

dell'ambiente, degli animali e delle comunità. Ma in che modo il mondo ippico deve essere rilanciato? Lo abbiamo chiesto ad Antonio Viani, presidente Unione Proprietari Galoppo, il quale sottolinea: “Le leve da utilizzare possono essere molteplici, però prima di qualsiasi intervento bisogna individuare le figure chiave del settore, mi riferisco ai Proprietari e al Pubblico, nel quale ricomprendo anche gli Scommettitori. Qualsiasi intervento deve avere l’obiettivo finale di migliorare quella che definisco la loro esperienza ippica. In concreto, per esempio, alzare l’asticella dell’ospitalità negli ippodromi, dove ancora esistono situazioni che non sono all’altezza e che “respingono” le due categorie qui sopra richiamate. Ma non solo, significa anche predisporre una programmazione che massimizzi le esigenze di questi due pilastri, semplifico, bisogna

Fo c u s s u l l ’i p p i c a i t a l i a n a , c h e s i t ro v a d a v a nt i a d i v e rs e s f i d e e a d e c i s i o n i i m p o r t a nt i c h e l a P o l i t i c a n o n p u ò i g n o ra re

organizzare un calendario e una programmazione che porti a corse più belle e avvincenti, così facendo avremo uno spettacolo migliore e dunque Proprietari più motivati a investire e un Pubblico che tornerà ad apprezzare l’ippica e ovviamente a scommettere su di essa.” Se parliamo di equilibrio tra sviluppo e sostenibilità cosa possiamo dire sul settore? “In linea generale non può esistere sviluppo duraturo senza sostenibilità. L’ippica, inutile nasconderci dietro un dito, oggi non si autosostiene e questo perché, ritorniamo al punto precedente, per troppo tempo ci si è dimenticati dei due attori principali, quelli che sostengono l’intera filiera. Infatti, le condizioni del sistema sono peggiorate quando il numero e la qualità dei proprietari si è molto ridotta e idem per quanto concerne il pubblico e gli scommettitori. Creare le condizioni per rimetterli al centro porterà sviluppo perché ci saranno investimenti nel parco cavalli e porterà sostenibilità, perché il pubblico ritornerà ad affollare gli ippodromi e a scommettere sul nostro sport. Non dimentichiamo che l’ippica mantenuta in larga parte dallo Stato è una condizione tutto sommato recente, dalle sue origini e fino a una ventina abbondante di anni fa era esattamente il contrario, cioè l’ippica era autosufficiente e anzi rappresentava una importante voce di ricavi per il bilancio nazionale.”


| IPPICA |

Serve una riforma davvero profonda e incisiva delle scommesse ippiche. Se attraverso piccoli interventi, legati principalmente alla tassazione sulla quota fissa, siamo riusciti a invertire la china nel volume di scommesse, mi pare evidente che una riforma generale possa essere la chiave per garantire sostenibilità.

Antonio Viani presidente Unione Proprietari Galoppo

più di attualità. Le istituzioni nazionali in questi ultimi anni si sono dimostrate molto vicine al settore e hanno dimostrato di averne a cuore il futuro. Sia per quanto riguarda il tema delle tempistiche di pagamenti, sia per quanto concerne il riordino del comparto ippodromi, i passi avanti e l’impegno profuso sono notevoli. Va evidenziato che anche a livello locale abbiamo assistito a un risveglio di attenzione che certamente fa piacere. L’unica richiesta che mi sento di avanzare al mondo politico è di procedere speditamente con la creazione dell’Agenzia per l’Ippica, la pietra angolare su cui poggiare ogni progetto di rilancio. Faccio i miei più sinceri complimenti alla Direzione Generale per l’Ippica perché ne riconosco gli sforzi, ma abbiamo necessità di una struttura apposita che non sia interna al Ministero e che quindi possa rispondere alle esigenze del settore in maniera più veloce e con un approccio più privatistico, cosa che ovviamente non può fare una Direzione inserita in un Ministero. L’Agenzia sarebbe davvero il punto di svolta epocale, quindi la richiesta che faccio al mondo politico è che il processo iniziato nella scorsa finanziaria sia portato avanti con determinazione e possa concludersi positivamente quanto prima.”

Perché quanto riguarda il mondo delle scommesse ippiche cosa dovrebbe essere migliorato? “Come ho detto sopra, va riformato e rilanciato tutto il settore, sia attraverso la creazione di un sistema scommesse ippiche davvero concorrenziale con gli altri giochi, oggi ancora molto avvantaggiati come tassazione rispetto a quelli ippici, sia tramite la creazione di nuovi giochi più attenti alle necessità della clientela giovane. Infine, anche attraverso un incentivo a favore di quei concessionari pronti a ‘scommettere’ sulle potenzialità delle scommesse ippiche e quindi pronti a investire in pubblicità e promozione. Oggi troppo spesso l’ippica è relegata in un angolo, questo perché il concessionario ha un guadagno minore a vendere il nostro prodotto e ciò non aiuta il rilancio.” Cosa vi augurate per il futuro del settore? “Mi auguro ovviamente che gli auspici qui sopra accennati possano tradursi in realtà nei prossimi mesi e anni, significherebbe che il rilancio del settore si è pienamente concretizzato. L’ippica ha potenzialità enormi, è uno sport unico che può coniugare natura, spettacolo, velocità ed emozioni, va però organizzato al meglio e rilanciato.”

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Quali sono le priorità del settore in termini di sostenibilità? “In parte ho già risposto, ma ribadisco che serve una riforma davvero profonda e incisiva delle scommesse ippiche. Se attraverso piccoli interventi, legati principalmente alla tassazione sulla quota fissa, siamo riusciti a invertire la china nel volume di scommesse, mi pare evidente che una riforma generale possa essere la chiave per garantire sostenibilità. Allo stesso tempo – scusate se mi ripeto – dobbiamo porre attenzione anche al prodotto che vendiamo e quindi incentivare al massimo i Proprietari a investire, perché avere corse belle, di qualità e incerte è anche la base di partenza per aumentare le scommesse.” Quali sono le richieste che vi sentite di avanzare al mondo politico? “Innanzitutto, non va dimenticato che l’ippica è un settore estremamente labour intensive e green, quindi, raccoglie le due tematiche


I PPI CA

QUOTE MIGLIORI PER LE SCOMMESSE E NUOVI PROPRIETARI

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l rilancio del settore ippico richiede un’analisi approfondita di vari aspetti prima di procedere, poiché molte componenti devono essere allineate. È fondamentale chiarire cosa si intende per 'rilancio' e l’ampiezza che deve assumere”. Parola di Daniele Fortuzzi, Marketing Director Racing&Equestrian, General Manager di Varese Turf & Sport, società che gestisce l'ippodromo Le Bettole di Varese, il quale fa un'analisi a tutto campo del mondo ippico, partendo dalla sua riforma. “Se puntiamo a competere con i mercati inglesi, irlandesi e francesi, abbiamo già perso opportunità negli anni '90 a causa della mancanza di visione degli operatori ippici italiani. D'altro canto, se consideriamo le nuove potenze emergenti (Dubai, Qatar, Arabia Saudita, Hong Kong, Singapore), ci mancano i capitali necessari per affrontare questa sfida. Pertanto, il rilancio deve concentrarsi su un

Daniele Fortuzzi, Marketing Director Racing&Equestrian, General Manager di Varese Turf & Sport

riassetto dell'ippica interna, mirando a incrementare il fatturato del 10 percento annualmente, attraverso due fattori principali: offrire quote migliori per le scommesse; attrarre nuovi proprietari con incentivi economici significativi e concreti. Senza proprietari, il mondo ippico non può prosperare.” Come ottenere un equilibrio tra sviluppo e sostenibilità del settore? “Per attrarre nuovi proprietari, è necessario: creare ambienti accoglienti; offrire giochi e scommesse rapide; proporre attrattive non solo per gli scommettitori o i proprietari, ma anche per le loro famiglie; promuovere una cultura ippica che cresca e si sviluppi; migliorare la qualità dei cavalli allevati in Italia, rendendoli visibili negli allevamenti (con la famiglia); fornire informazioni chiare sui costi e ricavi legati al mantenimento di un cavallo da corsa, evitando di presentare l'acquisto come un semplice sogno. È importante presentare l'ippica moderna non solo come una passione, ma come un mercato con indici da rispettare, rappresentando un investimento reale per i proprietari. Purtroppo però le parole 'svilup-

po' e 'sostenibilità' non riflettono attualmente il mondo ippico. Sviluppo significa capire come creare nuovi concetti di marketing, al momento non visibili nei piani del settore. La sostenibilità è ciò che il Ministero sta cercando di attuare in questa situazione critica, con un recente miglioramento che merita riconoscimento da parte degli operatori. Priorità per la sostenibilità del settore: è fondamentale investire nei proprietari e creare sindacazioni agili, in stile inglese, piuttosto che una Srl con soci e un amministratore delegato responsabile di ogni aspetto. La necessità di intervenire sulla legislazione è evidente, ma potrebbe richiedere tempo; di conseguenza, ribadisco l'importanza di investire sui proprietari.” Quali sono le vostre richieste per la politica? “Oltre a evitare errori e garantire il corretto funzionamento degli ippodromi, l'unica richiesta è la seguente: se nel programma corse di Milano Galoppo, in una qualsiasi giornata, il 90% dei cavalli proviene da Irlanda, Uk, Francia e Germania e solo il 10% è italiano, allora serve rivedere la gestione dei contributi agli allevatori italiani. Qual è la soluzione? Studiare un sistema di erogazione dei contributi che incentivi il miglioramento della qualità della produzione.” Cosa migliorare invece in chiave scommesse? “Questo bisogna chiederlo ai provider, ma è chiaro che il vecchio totalizzatore ha ceduto il passo alla quota fissa.” Cosa vi augurate per il futuro del comparto? “Spero di vedere un incremento del 10% nella raccolta delle scommesse ogni anno nei prossimi tre anni, e di assistere a un cavallo italiano, nato in Italia, che partecipi alla King George”. (Sm)


S C OM M E S S E BEYOND FTD

IL VALORE DEL TRAFFICO SI MISURA DOPO LA CONVERSIONE

Il network di affiliazioni italiano Betaffiliation opera dietro questo mantra e festeggia i dieci anni di attività con un posizionamento consolidato

“I

Giovanni Galantino, Chief Marketing Officier di Betaffiliation.

raccontare la dimensione raggiunta dal network: “Nel corso del 2025 le campagne hanno generato quasi 300.000 registrazioni e oltre 200.000 Ftd. Un ritmo che si è mantenuto anche nel 2026: nel solo primo semestre sono stati superati i 150.000 nuovi registrati e i 100.000 Ftd. Non soltanto conversioni, però, il valore è nella qualità, come dicevamo prima”. Nelle campagne strutturate la qualità degli utenti acquisiti permette agli operatori di ottenere un ritorno dell’investimento particolarmente rapido: “Sulla base delle performance osservate sulle campagne del network, il payback dell’investimento non supera i sei mesi, arrivando nei casi più performanti molto prima. Questo approccio sposta quindi l’attenzione dal semplice costo di acquisizione al valore effettivamente prodotto dal giocatore nel tempo”. Un’altra peculiarità di BetAffiliation è la capacità di integrare fonti di traffico profondamente differenti. “L’ecosistema comprende Seo, programmatic e traffico proveniente dai canali social con i tipster. Gli utenti acquisiti attraverso attività prevalentemente social degli affiliati contribuiscono per circa il 40% alla raccolta e all’utile complessivo del concessionario interessato come è successo nell’ambito un’operazione pianificata per un singolo bookmaker. In questo caso specifico il traffico ha sviluppato sulla sola verticale sport un turnover mensile nell’ordine dei 30-40 milioni di euro, generando mediamente 4-6 milioni di

in Italia e pronta per il Latam.

euro di utile al mese”. Top posizionamento in Italia, e ora si guarda anche al Brasile: “Si apre ora una nuova fase - assicura Galantino - la strategia di crescita guarda alla Latam e in particolare al Brasile, mercato sul quale il network sta iniziando a operare con l’obiettivo di replicare progressivamente il modello sviluppato nel nostro Paese. Non si tratta semplicemente di esportare campagne, ma di trasferire un know-how costruito in quasi dieci anni di attività”. Si percepiscono già gli effetti del riordino del gioco online sui vostri modelli di business? “Gli equilibri del mercato stanno cambiando e non direi che il nostro lavoro è “più facile” - analizza Galantino - un mercato più concentrato porta certamente alcuni vantaggi: interlocutori più strutturati, maggiori investimenti, standard tecnologici e di compliance più elevati. Allo stesso tempo, però, la concentrazione ha anche un costo. Un numero più ristretto di operatori significa inevitabilmente una minore diversificazione dell’offerta commerciale e una maggiore forza contrattuale nelle mani dei concessionari. Dal nostro punto di vista, la risposta è stata quella di evolvere il modello di business. Non possiamo più limitarci a essere un semplice intermediario tra traffico e operatore. Dobbiamo diventare sempre più capaci di produrre valore aggiunto”, hanno concluso da BetAffiliation.” (Ca)

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l futuro dell'affiliazione non è trovare nuovi modi per aggirare le regole, ma diventare parte riconosciuta della filiera regolamentata.” Se BetAffiliation dovesse sintetizzare al massimo con una frase “manifesto” la sua attività direbbe proprio queste parole esatte. Accanto, ovviamente, al titolo di questa intervista al Chief Marketing Officer, Giovanni Galantino, che sta a significare come “il vero indicatore della qualità di una campagna è ciò che accade dopo l’Ftd, il First time deposit, il primo versamento nel conto gioco: e cioè la capacità del giocatore di rimanere attivo, generare turnover e, soprattutto, produrre Ngr, il ricavo netto dalla raccolta, per l’operatore”. Ma cerchiamo di capire un po’ di più di questa realtà nata, appunto, nell’ottobre del 2016: “Abbiamo costruito un ecosistema che oggi conta oltre 10.000 affiliati iscritti, dei quali circa 2.000 risultano mediamente attivi ogni mese, considerando come attivi gli affiliati capaci di generare almeno una conversione mensile. Sul fronte dell’offerta, BetAffiliation mette a disposizione oltre 70 campagne attive tra betting e casinò, grazie ad accordi che coprono gran parte degli operatori Adm sul mercato italiano”. Ma sono soprattutto i numeri relativi all’acquisizione a


AMUSEMENT

www.intergameonline.com

FUORI DAL CAMPO a cura di Thomad Dodds, Editor InterGame

La domanda continua a crescere per le opzioni di intrattenimento fuori casa legate allo spor t, inclusi giochi arcade ed esperienze immersive.

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entre la Coppa del Mondo ha dominato i titoli dei giornali internazionali di questa estate appena andata in archivio, con storie che spaziano dai tifosi scozzesi che prosciugano le scorte di birra di Boston fino a improbabili eroi come il portiere australiano Patrick Beach e l'estremo difensore di Capo Verde Vozinha, ci è stato ricordato quanto potente sia lo sport nel XXI secolo. Non sorprende quindi che la sua popolarità si estenda oltre il campo da calcio, il parquet o l'arena di gioco, raggiungendo i luoghi di intrattenimento in tutto il mondo. Flight Club, Toca Social, Smaaash, Taroko Sports e Sixes Cricket sono soltanto alcuni dei marchi che collegano le proprie offerte di divertimento a concetti radicati nello sport. Detto questo, che cosa rende le attrazioni di intrattenimento sportivo fuori casa così amate dai visitatori? “Tutto nasce da un profondo desiderio di connettersi nel mondo fisico, di sentirsi parte di qualcosa di più grande e di coinvolgersi nella comunità”, spiega Jamie Reilly, general manager Sports & Events di Moment Factory. “In particolare per le generazioni più giovani. Sebbene le piattaforme digitali abbiano fatto un lavoro straordinario nel costruire comunità sportive globali, oggi le persone desiderano sempre di più la sensazione concreta di stare insieme. Stiamo assistendo a un chiaro cambiamento, nel quale marchi nativi digitali si stanno spostando verso esperienze basate sulla location, cercando di creare autentici legami emotivi e sensoriali nella vita reale”. Il pubblico non vuole più limitarsi a sedersi e guardare. Una filosofia che caratterizza anche i progetti dello studio internazionale di intrattenimento, che si tratti di The Messi Experience o di Realmadrid Games. “La missione principale rimane la stessa: connettersi in modo autentico con l'identità e i valori del marchio e immergere sia i tifosi più appas-

EN

OUT OF THE PARK

DEMAND CONTINUES TO GROWTH FOR OUT-OFHOME

SPORTS-LINKED

ENTERTAINMENT

OP-

TIONS, INCLUDING ARCADE GAMES AND IMMERSIVE EXPERIENCES.

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s the World Cup dominated international headlines, as this summer draws to a close, with stories ranging from Scottish fans drinking Boston dry to unlikely heroes, such as Australian goalkeeper Patrick Beach and Cape Verde shot-stopper Vozinha, it is a reminder of the power that sport holds in the 21st century. Therefore, it comes as no surprise that its popularity extends beyond the pitch, court or playing arena and into entertainment venues around the world. Flight Club, Toca Social, Smaaash, Taroko Sports and Sixes Cricket are just a handful of brands that tie their amusement options to concepts rooted in sports. That said, what is it about out-of-home sports entertainment attractions that visitors love so much? “Ultimately, it’s about a profound desire to connect in the physical world and to feel part of something bigger and engage with the community,” Jamie Reilly, general manager of sports and events at Moment Factory, explained. “This is especially true for younger generations. While digital platforms have done an amazing job building global sports communities, people are now craving the tangible feeling of being together. “We’re seeing a clear shift where digitally native brands are moving into location-based experiences, seeking to create true emotional and sensory bonds in real life.” Audiences don’t want to just sit back and watch anymore, in his opinion. A philosophy that is carried into the global entertainment studio’s projects, whether it’s The Messi Experience or Realmadrid Games. “The core mission remains the same: to connect authentically with the brand’s identity and values, and to immerse both


| FUORI DAL CAMPO

sionati sia i nuovi arrivati in quel mondo. L'aggiunta di livelli interattivi consente al pubblico di evolvere da una partecipazione passiva a una attiva”, aggiunge. Per Reilly, il futuro delle soluzioni dedicate a sport e intrattenimento consisterà nella creazione di ecosistemi dinamici legati ai luoghi, capaci di attrarre tifosi, residenti e turisti durante tutti i 365 giorni dell'anno. “Solo nel 2025, oltre 300 strutture di intrattenimento in tutto il mondo, quasi la metà delle quali in Nord America e in Europa, sono state rinnovate o costruite ex novo”, spiega. “Tuttavia, il tradizionale modello a uso singolo fa sì che la maggior parte di questi enormi spazi rimanga al buio nei giorni senza eventi e durante la bassa stagione. Ciò comporta opportunità inutilizzate per coinvolgere i tifosi, creare legami con le comunità locali e generare nuove fonti di ricavo”.

L’esperienza delle freccette

Minigolf: un grande richiamo L'appeal delle attrazioni a tema sportivo è molto ampio, soprattutto nel caso del minigolf. Attrazione apprezzata sia dagli adulti sia dai bambini, il minigolf si inserisce perfettamente in un'ampia varietà di strutture ricreati-

die-hard fans and newcomers into that world. Adding interactive layers allows for audiences to evolve from a passive participation to an active one,” she added. For Reilly, the future of sports and entertainment solutions will involve creating dynamic, place-driven ecosystems that magnetise fans, locals and tourists 365 days a year. “In 2025 alone, over 300 entertainment venues worldwide, with nearly half in North America and Europe, were renovated or newly built,” she explained. “Yet, the traditional single-use model leaves most of these massive spaces dark on non-event days and during the off-season. This results in dormant opportunities to engage fans, connect with local communities and unlock new revenue streams.”

Dar ts-led experiences The global appeal of darts has been on the rise, with both viewership reaching record heights and prize money soaring, powered, in part, by the meteoric rise of the UK’s Luke Littler, along with the personalities of Gerwyn Price and Michael van Gerwen. But how does that translate to increased bookings and longer dwell time for entertainment and hospitality operators? Péter Lévay-Mán, Dartsee’s marketing manager, explained that the number of people that are choosing to seek out entertainment that forces people to put down their phones is on the rise, especially interactive darts. With the most effective locations offering a gamified experience, in his view. “Imagine you play a few rounds of darts and the day after you get personalised feedback from the venue about your scoring average, your heatmap and how you stack up against other players in the area. You’ll be much more inclined to return for more. That’s actually a feature we are working on at Dartsee: players get to see all kinds of stats in their profile, including memories of past games. “As for dwell time, there’s hard evidence that those who play sports-themed attractions will stay longer while also consuming more. The profit you make with these machines is not the actual hours you sell, but the extra money you make from the extra F&B sales.” He added that going out for a pint or a cocktail is just not the kind of fun younger generations seek, saying that he believes crowds want different kinds of fun, with interactive darts able to play a key role in the modern night out.

Mini-golf: big appeal The appeal of sports-focused attractions is broad, particularly when it comes to mini-golf. A popular attraction for both adults and young children, mini-golf works well within a wide variety of entertainment venues, from FECs to adventure parks. “Sport-based attractions tap into something deeply human - the desire to play, compete and

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L'attrattiva globale delle freccette è in costante crescita: sia gli ascolti televisivi sia i montepremi hanno raggiunto livelli record, spinti anche dalla rapidissima ascesa del britannico Luke Littler, oltre che dalle personalità di Gerwyn Price e Michael van Gerwen. Ma come si traduce tutto questo in un aumento delle prenotazioni e in tempi di permanenza più lunghi per gli operatori dell'intrattenimento e dell'ospitalità? Péter Lévay-Mán, marketing manager di Dartsee, spiega che è in aumento il numero di persone che cercano forme di intrattenimento capaci di far mettere da parte il telefono, in particolare le freccette interattive. A suo giudizio, le location più efficaci sono quelle che offrono un'esperienza “gamificata”. Immaginate di giocare alcune partite a freccette e di ricevere il giorno successivo un feedback personalizzato dal locale con la vostra media punti, la heatmap dei lanci e il confronto con gli altri giocatori della zona. Sareste molto più propensi a tornare. Il profitto non deriva dalle ore di utilizzo delle macchine, ma dalle vendite aggiuntive di cibo e bevande”. Aggiungendo che uscire semplicemente per bere una birra o un cocktail non rappresenta più il tipo di divertimento ricercato dalle generazioni più giovani. A suo avviso, il pubblico desidera esperienze differenti, e le freccette interattive possono svolgere un ruolo fondamentale nella moderna serata fuori.

OUT OF THE PARK |


AMUSEMENT ve, dai Family Entertainment Center ai parchi avventura. “Le attrazioni sportive fanno leva su qualcosa di profondamente umano: il desiderio di giocare, competere e stare insieme”, dichiara Scott Lundmark, presidente e CEO di Adventure Golf & Sports. “Il minigolf, in particolare, mette tutti sullo stesso piano: un bambino, un genitore e un nonno possono davvero divertirsi insieme, cosa piuttosto rara. Questo ampio richiamo si traduce in tempi di permanenza più lunghi e permanenze più lunghe significano una maggiore spesa, soprattutto per cibo e bevande. Può essere incluso in un biglietto a prezzo unico oppure proposto come attrazione a pagamento, offrendo grande flessibilità agli operatori. Svolge inoltre un ruolo importante come attività sociale e rilassante, complementare alle attrazioni più dinamiche, offrendo agli ospiti un luogo in cui socializzare e ricaricarsi continuando al tempo stesso a generare ricavi”.

Prestazioni elevate nelle sale giochi

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amusement

Nelle sale giochi, dove la popolarità dei titoli spesso segue l'andamento delle tendenze mondiali, i giochi sportivi mantengono una presenza costante. I centri di intrattenimento di tutto il mondo ospitano comunemente macchine a tema sportivo, e i giochi di pugilato rappresentano spesso un'attrazione immancabile. Lo sport è parte integrante della cultura quotidiana; le persone hanno già un legame emotivo con gli sport che amano, quindi la barriera all'ingresso è praticamente nulla”, spiega Lester Travasso, sales and marketing executive di Sega Amusements International. “Questa familiarità immediata genera afflusso di pubblico e gioco ripetuto in un modo che concetti più astratti devono faticare maggiormente a ottenere. Continuiamo a registrare ottime performance con giochi sportivi come Allstars Basketball, NBA Game Time e Air FX, così come con titoli di grandi dimensioni come Neon Bowling, a dimostrazione che la domanda interessa diversi formati, tipologie di location e fasce d'età”. Secondo Allison Timberlake, marketing director di LAI Games, tutti comprendono immediatamente un gioco sportivo, ed è proprio questo il motivo del loro successo. Che si tratti di lanciare, tirare o mettere alla prova le proprie abilità, non esiste una lunga curva di apprendimento. “Gli elementi sociali, competitivi e interattivi rappresentano una parte fondamentale del fascino di questi giochi. Lo sport è naturalmente competitivo e questo si trasferisce perfettamente nell'arcade. I giocatori vogliono battere il record, sfidare gli amici e fare un'altra partita: questi giochi creano quei momenti di socialità che spingono le persone a giocare e a guardare”.

connect,” Scott Lundmark, president and CEO of Adventure Golf & Sports, stated. “That broad appeal translates into increased dwell time and longer stays mean more spending especially on food and beverage. It works as a pay-one-price inclusion or a standalone pay-per-attraction, giving operators flexibility. “It also fills an important role as a social, relaxed activity that complements higher-energy rides and attractions, giving guests a place to connect and recharge while still generating revenue.’ He added that a good mini-golf course must offer the right kind of challenge for guests, so that it remains enjoyable for players of all skill levels. If the course is too easy, he says, adults disengage, while if it’s too hard, centres lose the younger guests.

Strong performers within arcades In arcades, where game popularity often rises and falls with global trends, sports titles command a consistent presence on the floor. Entertainment centres around the world commonly feature sports-based machines, with boxers often a staple attraction. “Sports are woven into everyday culture; people already have an emotional connection to the games they love, so the barrier to play is almost zero,” Lester Travasso, Sega Amusements International’s sales and marketing executive explained. “That instant familiarity drives foot traffic and repeat play in a way that more abstract game concepts sometimes have to work harder to achieve. We’re consistently seeing strong performance across sports games like Allstars Basketball, NBA Game Time and Air FX, as well as bigger footprint titles like Neon Bowling, proof that the appetite spans formats, venues and age groups.” Everybody immediately understands a sports game, which is why the work so well, says Allison Timberlake, LAI Games’ marketing director, adding that whether you’re throwing, shooting or testing your skills, there’s no big learning curve. “The social, competitive and interactive elements are a huge part of the appeal. Sports are naturally competitive, and that translates really well to the arcade. Players want to beat the high score, challenge their friends and take one more turn. They create those social moments that get people playing and watching.”


a cura di Giulia Di Camillo

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L’OBIETTIVO DELLA RESPONSABILITÀ Nessuno può costruirla da solo. “Serve una coalizione stabile e credibile” racconta Giampaolo Di Marco, professore della Pontificia Università Antonianum di Roma.

La responsabilità sociale si costruisce quando il gaming diventa occasione di aggregazione sicura, non isolamento. Occorre collaborazione, nessun soggetto può costruirla da solo: serve una coalizione stabile e credibile”. Quali sono i benefici che ne derivano? “Gli esports possono portare benefici importanti, ma funzionano bene solo se accompagnati da una gestione consapevole di rischi educativi, sociali, sanitari e

Giampaolo Di Marco professore della Pontificia Università Antonianum di Roma.

organizzativi. Tra i possibili benefici annoveriamo lo sviluppo di competenze cognitive, il lavoro di squadra e comunicazione, l’inclusione e l’accessibilità, lo sviluppo di competenze digitali e professionali, nonché opportunità economiche”. E le criticità? “Certamente le problematiche dovute all’eccesso, con conseguenze sulla salute, l’assenza di modelli economici trasparenti e la precarietà professionale. In sintesi, gli esports possono essere una palestra di competenze digitali, cognitive e sociali, oltre che un settore culturale ed economico in crescita. Le criticità non vanno ignorate ma devono

essere gestite con educazione digitale, limiti equilibrati, tutela dei minori, regole competitive, attenzione alla salute e governance trasparente”. Come valuti l’ingresso dell’intelligenza artificiale nelle dinamiche degli esports? “Un passaggio ormai strutturale: non parliamo solo di una tecnologia di supporto, ma di un fattore che può influenzare performance, allenamento, fruizione dello spettacolo, governance competitiva e inclusione. La questione centrale, però, è evitare che l’AI diventi un moltiplicatore di squilibri economici, tecnici o cognitivi - e usarla invece come leva di responsabilità sociale”. Se ti chiedessi tre suoi punti di forza? “L’inclusione e l’accessibilità: l’AI può rendere il gaming più accessibile a persone con abilità diverse grazie a interfacce adattive, comandi vocali evoluti o sottotitoli intelligenti ad esempio. E ancora benessere, tutela e prevenzione: l’intelligenza artificiale può aiutare a monitorare dinamiche dannose come tossicità nelle chat, cyberbullismo, abuso del tempo di gioco, stress competitivo o comportamenti problematici. Fino al fair play e all’integrità competitiva, perché può rafforzare i sistemi anti-cheat, individuare comportamenti anomali, supportare arbitraggi più accurati e proteggere la correttezza delle competizioni”.

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on è solo questione di business e intrattenimento. Ciò a cui bisogna ambire è un sistema culturale, educativo, sportivo e digitale per costruire responsabilità sociale nell’ecosistema degli esports in Italia. Un percorso da tracciare creando regole e pratiche condivise tra publisher, team, organizzatori, piattaforme, sponsor, istituzioni, scuole, famiglie e community. Il messaggio arriva da Giampaolo Di Marco, professore della Pontificia Università Antonianum, che ci ha raccontato come la responsabilità sociale negli esports nasca “da una governance riconoscibile”. E dunque “codici etici, policy contro discriminazioni e molestie, procedure disciplinari, tutela dei minori, trasparenza nei contratti e nei rapporti economici”. In Italia il passaggio è cruciale, perché l’ecosistema esports è ancora in fase di consolidamento normativo e istituzionale. “L’esports può avere un ruolo sociale anche attraverso eventi locali, associazioni sportive dilettantistiche, centri giovanili, biblioteche, scuole e spazi civici.

| T U T TOE S P ORT


G A MI NG R E TAI L | a cura di Michele Bragantini

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artiamo da qui: la brand reputation è quella sensazione che fa dire ai tuoi clienti: “mi fido e ci vado", prima ancora di aver provato e “ci torno”, dopo aver provato. Sul “ci torno” ci siamo soffermati spesso: accoglienza, cortesia, competenza, experience e qualità dell’offerta, nell’accezione marketing, cioè risposta corretta alle aspettive del target di riferimento, personale formato e corretta comunicazione nel punto vendita. Ma sul: “mi fido e ci vado”? La comunicazione all’esterno del punto vendita, che nel nostro settore non è più radio, giornali, affissioni (alzi la mano chi nello scorso anno, potendolo fare legalmente, ha comprato affissioni!), si chiama invece passaparola, che a sua volta, oggi si chiama social. Mi piace iniziare la chiacchierata da questa frase: Google parla di te quando tu non ci sei. Inquietante, strategicamente affascinante, tragicamente vera! Il brand, cari colleghi, non è solo un bel logo, con colori e payoff azzeccati. Il brand diventa la “reason why” per cui scegli quella porta e non l'altra, è promessa, identità, valori, tono di voce, coerenza.

UN POST VI SEPPELLIRÀ! Basta che se ne parli? Forse, purché se ne parli bene!

Quindi, in estrema sintesi, possiamo dire che la brand reputation è la risposta positiva del brand alle promesse fatte e la coerenza che esprime. Un brand senza reputation non sarà mai credibile ed una reputation forte, senza brand, non ha valore. Insieme sono clienti soddisfatti e fedeli, quota di mercato, fatturato. Torniamo ai social. Chi ci dà una mano per una costruzione solida della nostra brand reputation? TikTok, Instagram, LinkedIn. Li hanno tutti, tutti li usano, bene in pochi. Vediamo. Se usati bene: 1) I social sono uno strumento fondamentale per il brand. Rappresentano una relazione diretta, puoi parlare con i clienti senza filtri, rispondi personalmente, puoi scherzare nei commenti, chiedere scusa se sbagli. Una vera comunicazione B2C. 2) Sei social proof in tempo reale. Una recensione, un

video unboxing, un creator che tagga vale più di 10.000 euro di adv. 3) Se lavori bene sui social, puoi costruire una community: la community difende il tuo brand dagli attacchi esterni. Ma se usi male i social? Problemi! Vediamo: 1) Ricordati che l’algoritmo decide se esisti. Un commento negativo non gestito diventa un caso, un evento negativo diventa crisi. Devi essere veloce e quindi molto “sul pezzo”! 2) Essere ovunque, postare tutto, rincorrere ogni trend rende ridicoli: non sei giovane, sei cringe. La coerenza vale sempre di più. 3) Non usare i professionisti per gestire i social è come lanciarsi senza paracadute. Gestire bene i social non è "mio cuggino che è bravo con Instagram": è strategia, piano editoriale, customer care h24, grafica, copy, analisi dati. Quindi, di nuovo un consi-

NOTE D’AUTORE Michele Bragantini

gaming retail

Michele Bragantini si forma in marketing e business administration. Già AD di un concessionario per la parte retail (bingo), è oggi amministratore di TSJ Holding. È inoltre coinvolto nell’industria dei centri commerciali come vicepresidente di due consorzi. Svolge attività di advisor sia per il gambling che per l’amusement, e per il retail in generale.

Nellʼera in cui anche il bar sotto casa ha un profilo social mega trend, è fondamentale che la tua presenza retail diventi quanto mai un concetto e perché questo avvenga, c’è bisogno di due cose: un brand e soprattutto una brand reputation. glio già dato: rivolgiamoci a dei professionisti, paghiamoli come meritano, ma soprattutto ascoltiamoli. Poi, poco ma buono, meglio 2 canali fatti da Dio che 5 a pene di segugio. Ancora: la reputation si gestisce prima del disastro, gestisci anche i commenti scomodi. Trasparenza: spiega, chiedi scusa se serve, sposta in privato. Il brand è chi dici di voler essere. La reputation è come il tuo target ti percepisce. Non è detto coincidano. I social sono l’agorà dove volere ed essere si incontrano e dove puoi valutare la loro coerenza. Concludo: usa la tua esperienza, mettila a disposizione di chi oggi sa usare gli strumenti e traduci tutto in strategia, rendendo coerente ogni area del tuo business. Ripeto, ogni area del tuo business. Se prometti ai clienti di entrare nel castello incantato, dovrà accadere! Non è più vero che "basta che se ne parli". Se oggi se ne parla male, chiudi. Buon lavoro a tutti.


P O KE R

Alle Wo r l d S e r i e s of P o k e r il campione del mondo è un 2 2enne fresco di laurea, Lu c a s J u m a l o n , e si è por tato a casa 10 milioni e il braccialetto più impor tante. S e rg i o B e n s o è l’unico a vincere un titolo per l’Italia nel 2026!

JUMALON NEOLAUREATO E NEO MILIONARIO BENSO SALVA L’ITALIA di Cesare Antonini

U N J U M A LO N S O LO A L C O M A N D O !

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Lucas Jumalon, a soli 22 anni, si è laureato nuovo campione del mondo di poker vincendo il Main Event delle World Series of Poker 2026. Dopo il successo di Joe Cada nel 2009, il neolaureato alla Grand Canyon University, registra anche il record di secondo campione più giovane della storia di questo torneo meraviglioso. Nella primissima volta degli August Niner, cioè il final table giocato dal 3 al 6 agosto (fino a qualche anno fa si giocavano a novembre), Jumalon ha comandato tutta la fase finale conquistando il braccialetto più prestigioso delle Series di Las Vegas durate due mesi e mezzo, scippando il titolo e la prima moneta da 10 milioni di dollari a Lauri Saaskilahti. Il primo finnico della storia a raggiungere il tavolo finale del Main Wsop, si è “consolato” con 6 milioni di bigliettoni e, fino a questo shot, aveva vinto 138mila dollari nei tornei dal vivo. Vi lasceremo il Qr code con l’approfondimento delle tasse e quanto

oltre al promettente professionista di Houston Han Feng, che secondo alcuni spettatori era il più tecnicamente preparato al tavolo finale, e allo specialista del cash game Jamie Shaevel, alla sua ottava apparizione a premio in un Main Event. Eppure, sembrava destino che l’heads-up finale si riducesse a Jumalon e Saaskilahti, due giocatori decisamente meno esperti, entrambi con precedenti vincite massime in carriera nell’ordine delle cinque cifre. In heads-up la battaglia mentale è stata importante. In un colpo, con il big blind a 4 milioni, Saaskilahti ha rilanciato a 10 milioni dal bottone con A10, solo per essere costretto a decidere se chiamare con tutto il suo stack di 131.000.000 quando Jumalon, con A9, è andato all-in. Saaskilahti ha riflettuto per un minuto prima di decidere che era il momento di rischiare, solo che stava rischiando con la mano migliore.

sia elevato il prelievo per questi neo milionari, ma la soddisfazione è altissima. “È una sensazione di pura euforia. Mi sento come se mi sveglierò domani e mi chiederò: ‘Giochiamo di nuovo oggi?’ Affronto tutto con questa mentalità. Amo questo gioco così tanto, mi ha dato tantissimo e mi ha fatto conoscere persone fantastiche. Non potrei essere più grato”, aveva commentato a caldo Jumalon. Cosa ci farà ora con 10 milioni? Lucas ha dichiarato che “ci vorranno alcuni giorni per realizzare tutto ma non farò niente di troppo avventato”. Il IL PAYOUT FINALE DEL MAIN EVENT ragazzo sembra avere la 1. Lucas Jumalon United States $ 10,000,000 testa sulle spalle. 2. Lauri Saaskilahti Finland 6,000,000 Al tavolo finale di 3. Greg Mueller Canada 3,750,000 quest’anno c’erano giocato4. Michael Gagliano United States 2,750,000 ri di grande esperienza. Tra 5. Han Feng United States 2, 250,000 questi, due veterani ame6. Rami Hammoud Canada 1,750,000 ricani come Michael Ga7. Jamie Shaevel United States 1,500,000 gliano, vincitore di quattro 8. Mario Boos France 1, 250,000 braccialetti, e Greg Mueller, 9. Evagoras Evagorou Cyprus 1,000,000 vincitore di tre braccialetti,


| POKER |

Si sentiva fiducioso riguardo al flop quando entrambi i giocatori hanno trovato una coppia d’assi perché aveva il kicker più forte. Ma il nove al turn ha portato Jumalon a una

sola carta dalla vittoria del Main Event. E poi un quadri al river ha regalato il piatto a Saaskilahti. Proprio così, una carta al river ha cambiato completamente le sor-

ti del torneo. Il vantaggio in chip di Jumalon, per la prima volta al tavolo finale, è stato messo in dubbio. Ma la speranza del ribaltone per il finnico è durata poco.

B E N S O B R A C C I A L E T T O, S U P E R D A R I O È S E M P R E LU I

Sergio Benso

no i migliori eventi fino a Sanremo”, dove l’abbiamo incrociato spesso oltre che nel Nevada e a Campione d’Italia negli anni passati. Esperto di Mixed Game ma anche di Hold’em. E le sue considerazioni sono illuminanti: “Amo il Mixed Plo, un dealer choice di 6 varianti Omaha 4/5 carte e 4/5 carte double board e poi Omaha Hi/Lo 4 carte e Big O 5 carte. Ma, attenzione: l’Hold’em è un gioco difficilissimo. La teoria del gioco ottimale ha sventrato il gioco ma dal vivo c’è ancora molta exploitazione. E dobbiamo sapere che in alcuni mixed games ci sono molte meno soluzioni per giocare bene una mano. Il Big O è molto divertente, si gioca una mano su tre, nel No Limit Hold’em saresti considerato iper aggressive”. Da circa 20 anni colleziona piazzamenti a premio, molti dei quali nelle varianti di Omaha, e partecipa alle Wsop dal 2015, ma non aveva mai vinto un braccialetto. “Di solito sbaglio l’ultimo giorno, ma non oggi”, ha concluso Benso. “Ho avuto fortuna e ho giocato bene.”

“il player americano tra i miei preferiti e più temibili da affrontare in certi giochi”. Alla fine l’ha eliminato in quarta piazza proprio lui. Un successo che parte da lontanissimo per un player sempre silenzioso, quasi invisibile ai tavoli, che si è definito “lupo solitario” anche se giura che “al cash game sono molto più gioviale e divertente, nei tornei tendo ad essere più riservato per ovvi motivi”. Come detto Benso vive in Olanda dal 2012, non solo perché sua moglie è dei Paesi Bassi, ma perché lì “il poker è davvero sdoganato, si gioca dappertutto. Dopo aver giocato tantissimo all’Aviation club di Parigi, storica sala da gioco francese, 14 anni fa sono volato proprio in Olanda e ora vivo lì con la mia famiglia arricchita dall’ar- IL PAYOUT FINALE DELL'EVENTO #91 rivo di mia figlia Joy”. 1. Sergio Benso Italy $ 196,431 Ma Sergio è un roun2. Farhad Jamasi United States 130,904 ders, dicevamo: “Ho sem3. Steven Liu United States 90,762 pre viaggiato tantissimo 4. Justin Liber to United States 64,007 per il poker ed è stato uno 5. Max x Coleman United States 45,925 dei motivi che mi hanno 6. Joshua Stewar t United Kingdom 33,536 portato a scegliere questo 7. Jon Turner United States 24,931 lavoro. Da Las Vegas a tut8. Zachar y Fischer United States 18,874 te le location dove si gioca-

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Se Dario Sammartino ha centrato ancora tantissimi cash, tuttavia senza squilli particolari, e altre deep run italiane non si sono accese fino a raggiungere i titoli sperati, proprio in coda alle Wsop, è arrivato il braccialetto di Sergio Benso, player 48enne di Genova, che ha “salvato” il poker tricolore. Ovviamente tutti giocano per sé, ovvio, ma la bandiera conta e, non a caso, i risultati nei tornei live, si chiamano “bandierine”, proprio a dare valore alla performance per la propria patria. Benso è un rounders vero e proprio che ha conquistato il titolo nel suo gioco mixed preferito, il Big O. “È una delle mie varianti preferite, anzi, giocherei sempre a quella e il torneo vinto (era il 91esimo delle Series, Ndr) il $ 1,500 Pick Your Plo, racchiudeva il Plo, appunto, il Plo8, il Card Plo 1x/2x Board e il Big O. Sono davvero felice di questo risultato che corona un po’ la mia carriera iniziata tantissimi anni fa e che è professionistica dal 2007 quando mi sono trasferito in Francia per giocare 24 ore su 24 all’Aviation Club de France”. Veniamo al sodo: la prima piazza nell’evento 91 si è tradotta in 196mila dollari che portano le sue vittorie totali su TheHendonMob, a circa 1,2 milioni. Ovviamente Sergio è anche un giocatore cash e non tutto viene registrato online. Il suo balance, ovviamente, lo sa solo lui. Un’altra ciliegina sulla torta è aver battuto anche Justin Liberto

Ecco quanto pagheranno di tasse i campioni Wsop


CA S I NÒ

Roberto Maria Guarini, presidente del Casinò dell’exclave italiana in terra svizzera, traccia un bilancio positivo dello stato di salute della struttura, che guarda

CAMPIONE OLTRE GLI OSTACOLI di Anna Maria Rengo

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ono lontani i tempi del Casinò chiuso, di centinaia di famiglie private della loro fonte di reddito e del paese deserto, essendo venuta meno la sua principale attrazione turistica e ricreativa. La riapertura del Casinò dopo l’avvio di una procedura concordataria che sta procedendo a passo più spedito del previsto verso la sua conclusione, ha illuminato di nuova vita l’intera comunità di Campione d’Italia e le prospettive future sono improntate all’insegna dell’ottimismo. “I dati relativi all’andamento dell’attività nel 2026 evidenziano un quadro complessivamente positivo, con proventi da gioco in crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e superiori alle previsioni formulate a budget all’inizio dell’esercizio”, spiega il presidente del Casinò, Roberto Maria Guarini. “La dinamica dei ricavi si accompagna a un andamento favorevole dei principali indicatori gestionali. La prosecuzione della politica di attenzione ai costi e di controllo delle diverse componen-

Roberto Maria Guarini presidente Casinò di Campione

ti di spesa ha consentito di tradurre la crescita dell’attività in una generazione di flussi operativi ed economici migliore rispetto alle attese, con un miglioramento della marginalità rispetto ai valori inizialmente previsti. Particolarmente significativo è anche l’andamento degli ingressi, con un incremento rispetto al corrispondente periodo del 2025. A sostenere i flussi di visitatori ha contribuito anche la prosecuzione e l’intensificazione delle manifestazioni dedicate al poker, consolidando una tendenza che aveva già iniziato a manifestarsi nel corso dello scorso esercizio. All’aumento degli ingressi si affianca inoltre un’evoluzione positiva dei proventi da gioco, che nel corso del 2026 ha interessato sia il comparto dei tavoli sia quello delle slot. La combinazione dei due fattori ha determinato un incremento dei proventi medi per visitatore rispetto allo scorso anno, fornendo un ulteriore indicatore della qualità della crescita nel periodo.” L’andamento, sottolinea il presidente del Casinò, “appare quindi contraddistinto da più componenti: maggiore affluenza, crescita dei proventi, incremento del ricavo medio per visitatore, parallelamente sostenuti da un’attenta gestione dei costi.

con fiducia alla successiva fase di sviluppo.

Nel complesso, questi elementi consentono alla Società di registrare un Ebitda superiore alle previsioni di budget, confermando la capacità di mantenere un equilibrio positivo tra sviluppo dei ricavi e presidio della struttura dei costi. I risultati raggiunti rappresentano al tempo stesso una base importante per affrontare la successiva fase di sviluppo. Nei prossimi periodi sarà infatti necessario accompagnare l’evoluzione gestionale con un adeguato programma di investimenti destinato al progressivo miglioramento della struttura, degli spazi e, più in generale, della qualità dell’esperienza offerta alla clientela.” E guardando al futuro, “l’obiettivo sarà quello di mantenere e rafforzare nel tempo la capacità attrattiva della struttura, adeguandola all’evoluzione delle aspettative del pubblico e offrendo ambienti, servizi e occasioni di intrattenimento sempre più qualificati. Gli investimenti rappresentano un passaggio naturale per valorizzare i risultati raggiunti e creare le condizioni per un ulteriore sviluppo dell’attività. Il quadro che emerge è dunque quello di una crescita sostenuta dai fondamentali gestionali positivi: risultati superiori al budget, maggiore capacità di generare ricavi e attenzione ai costi. Una dinamica che dovrà ora essere accompagnata da una nuova fase di investimenti, con l’obiettivo di rendere la struttura sempre più moderna, attrattiva e rispondente alle esigenze della propria clientela”, conclude Guarini.”


L A Q U I NTA C ARTA | a cura di Marco Fiore

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bilità. Partiamo dal ricordare, aiutati dal web, cosa significa: porre attenzione al presente per non compromettere il futuro. In estrema sintesi soddisfare i bisogni di oggi senza compromettere le risorse e le possibilità per le generazioni future. Si tratta di un modello globale che poggia su tre pilastri, ambientale, sociale e governance. Pare opportuno ricordare che i Casinò sono aziende a tutti gli effetti e come tali non possono esimersi dal rispettare il cambiamento che sta interessando il mondo a loro esterno, soprattutto per tematiche che sono regolamentate da un ampio compendio di norme.

Non si tratta di una gara per conquistare quote di mercato, attività nella quale ai casinò non manca certo la capacità, quanto di aggiornare la propria filosofia di gestione dell’impresa al fine di rendere l’azienda rispettosa del futuro a 360°.

AI GEMINI 3 NANO BANANA PRO

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l tema che affronto in questo numero della rubrica è di assoluta attualità: la sosteni-

SOSTENIBILITÀ E GIOCO D’AZZARDO UN BINOMIO COMPATIBILE

Per verificare se i casinò possono giocare la partita entriamo maggiormente nel dettaglio di quanto i tre pilastri prevedono per ottenere una “patente” di sostenibilità. Non si tratta di una gara per conquistare quote di mercato, attività nella quale ai casinò non manca certo la capacità, quanto di aggiornare la propria filosofia di gestione dell’impresa al fine di rendere l’azienda rispettosa del futuro a 360°. Ad esempio, lo specifico tema è stato oggetto di una “Relazione sulla Sostenibilità” che con attenzione all’anno 2024 è stata presentata nel dicembre 2025 dal Casinò di Saint-Vincent. Così come il Casinò di Venezia integra annualmente

nel documento di Bilancio le tematiche ambientali, economiche e sociali. Quanto poco sopra evidenziato è la migliore conferma del fatto che anche il mondo del gioco d’azzardo può provvedere senza alcuna problema ad allinearsi al modello globale citato in premessa. Dal punto di vista del rispetto dell’ambiente, la sfida non è certamente di poco conto. Gli immobili che ospitano le case da gioco, salvo per Campione d’Italia e per Saint-Vincent, non offrono molte possibilità di ricorrere a fonti di energia rinnovabili, quali il solare o l’eolico. Però esistono altre soluzioni, certamente percorribili, che possono essere adottate per ridurre/

ottimizzare i consumi energetici. I casinò consumano molta energia per assicurare vivibilità ai propri ambienti e soprattutto per garantire il funzionamento degli innumerevoli apparati elettrici ed elettronici che sovrintendono alla produzione del reddito aziendale. Non penso che in futuro siano programmati sviluppi di nuove volumetrie, per cui l’obiettivo per tutti sarà quello di rinnovare e rendere efficienti gli impianti esistenti abbracciando quanto di meglio la tecnologia è e sarà in grado di offrire. Dal punto di vista sociale, i casinò hanno compiuto negli anni passi da gigante. È stata massima l’attenzione alla tutela dei diritti dei lavoratori, al tema dell’inclusione, della parità di genere, alla sicurezza sul lavoro e al concreto supporto alle comunità locali. Le varie governance che si sono avvicendate alla guida delle case da gioco italiane, infine, hanno dedicato sempre maggiore impegno alla ricerca della trasparenza, al contrasto della corruzione e una gestione aziendale inclusiva e responsabile. Le premesse ci sono tutte, la strada da percorrere è sicuramente ancora lunga e sfidante, ma i casinò hanno affrontato negli anni cambiamenti che non esito a definire epocali riuscendo sempre ad assicurare continuità alle proprie attività. Sono certo che saranno puntuali all’appello anche questa volta!


G O I NG TO IG E | a cura di Simona Clarizio, Responsabile IGE / Coordinatrice IGE Executive Club

Lʼ

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Scopri le prossime date e i temi chiave qui

IGE Executive Club compie un anno, e i numeri dicono più di quanto ci si aspettasse all’inizio: una community di C-level e figure apicali del gaming che ha scelto di incontrarsi con continuità, di parlare con franchezza, di costruire fiducia reciproca in uno dei settori più regolati e osservati del Paese. Non un esperimento riuscito per caso, ma la prova che il dialogo riservato tra industria e istituzioni funziona, quando le persone giuste si siedono allo stesso tavolo. In dodici mesi il Club ha dimostrato una cosa semplice: la riservatezza non è chiusura, è la condizione perché il confronto diventi vero. Gli incontri a porte chiuse, la Chatham House Rule, l’assenza di copertura mediatica hanno permesso a operatori, concessionari, fornitori e regolatori di parlare senza la rigidità della comunicazione pubblica — di anticipare scenari, condividere dubbi, costruire letture condivise su temi che altrove si affrontano solo a cose fatte. Questo primo ciclo ha consolidato una relazione diretta e costante con l’Agenzia Dogane e Monopoli e con le principali istituzioni, e ha trasformato il Club in un punto di riferimento riconosciuto sul campo, non autoproclamato. Ora si apre una seconda fase, e cambia la natura della sfida. Il primo anno è servito a costruire fiducia: creare lo spazio, selezionare

executive gaming club

DOVE NASCE L’INDUSTRIA DEL FUTURO Un anno dopo il lancio dell'Executive Club di IGE è tempo di bilanci: dal dialogo riservato alla costruzione del futuro del gaming.

la community, trovare il linguaggio giusto. Il secondo chiede un salto di livello — entrare nel merito dei temi che stanno ridisegnando gli equilibri del settore, con la stessa profondità con cui un board affronta le proprie decisioni più rilevanti. Tre direttrici guidano la nuova programmazione

La prima è quella dei payment. Governare l’ecosistema delle transazioni tra regolazione, business e piattaforme è ormai una priorità sistemica, non un tema tecnico da relegare ai soli reparti operativi. Tracciabilità, interoperabilità, nuovi strumenti di pagamento e prevenzione del rischio disegnano oggi gran parte del perimetro competitivo del gioco pubblico, e richiedono un confronto multilaterale tra operatori, provider e istituzioni. La seconda è la sicurezza globale, intesa nel senso

più ampio: cybersecurity, protezione delle infrastrutture digitali, resilienza dei sistemi, ma anche lettura degli scenari geopolitici che condizionano filiere tecnologiche e scelte di investimento. In un settore ad alta esposizione pubblica, la sicurezza non è più un costo di compliance: è parte della reputazione e della fiducia che il gaming deve continuare a meritarsi. La terza è la riforma: nuove regole tecniche, certificazione dei concessionari, evoluzione del quadro normativo verso la nuova era del gioco online. Il Club continuerà a offrire ai suoi membri una lettura anticipata dei processi in corso, non un commento a posteriori, con briefing normativi, early warning e insight riservati costruiti insieme ad AdM e alle principali istituzioni. Questi temi non restano confinati agli incontri riservati del Club. Trovano un

momento di sintesi pubblica nella prossima edizione di IGE – Italian Gaming Expo & Conference, in programma il 14 e 15 aprile 2027, dove payment, sicurezza e riforma saranno al centro del confronto tra industria, regolatore e istituzioni, in continuità diretta con il percorso avviato dall’ IGE Executive Club nel corso dell’anno. È qui che si misura il valore aggiunto del modello: ciò che si elabora in un contesto riservato e continuativo diventa, nel momento pubblico di IGE, visione condivisa e agenda di sistema. Il Club non si sostituisce al grande appuntamento annuale: lo alimenta, lo anticipa, gli dà profondità. Il metodo resta lo stesso che ha reso credibile il primo anno di attività: incontri su invito, nel tardo pomeriggio, un comitato scientifico che orienta contenuti e qualità del dibattito, un’agenda costruita insieme ai membri e non calata dall’alto. Cambia l’ambizione: da spazio di confronto a laboratorio strategico, capace di anticipare – non solo commentare – le trasformazioni del settore. L’ IGE Executive Club entra così nel suo secondo anno con una consapevolezza precisa: la community che si è formata non è un pubblico da informare, ma un sistema di leadership chiamato a costruire, insieme, le risposte alle sfide che il settore non può più permettersi di subire.


w w w.it a lia n ga mi n gex p o.c om

il futuro sostenibile del gioco the sustainable future of gaming

APRILE ROMA salone delle fontane

APRILE ROMA spazio novecento


TO P O F THE S LOT

I n q u e st a ru b ri c a i n o g n i nu me ro p rop o ni a m o uno dei p ro d ot t i “t o p” s u l me rc at o, t ra Aw p, V l t e V i d e o s l ot , scelto dalla n o st ra re d a z i o n e .

Con Reboot, WMG porta nel mondo delle slot un linguaggio che guarda apertamente all’universo del videogame. Robot, scenari post-apocalittici e meccaniche di gamification costruiscono un titolo che cerca una propria identità oltre i codici più tradizionali della videoslot, puntando su interazione e coinvolgimento. Una scelta che conferma la ricerca della software house padovana verso formule capaci di contaminare generi e modalità di intrattenimento differenti.

DESIGN E GRAFICA

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Provala qui

È probabilmente l’aspetto nel quale Reboot dichiara con maggiore decisione la propria personalità. L’immaginario è quello di un futuro popolato da robot, con un’estetica che mescola fantascienza, tecnologia e suggestioni da action game. Il protagonista, The Drop Bot, è una massiccia macchina da combattimento dall’aspetto volutamente vissuto, lontana dalle superfici perfette della fantascienza più patinata. Anche il visual scelto per accompagnare il gioco insiste sul concetto di sfida: “Are you ready to reboot the game?”. Non soltanto un claim, ma una dichiarazione d’intenti per un prodotto che prova a spostare la slot verso un territorio visivo più vicino alle nuove forme di entertainment digitale.

REBOOT Quando la slot incontra il videogame Tipologia: Video slot

RTP min: 90,6% | RTP max: 93,2%

Nome: Reboot — The Drop Bot

Volatilità: 1,6

Produttore: WMG Gaming

Hit Frequency: 1,8

Tema: Robot / Sci-fi / Gaming

Bonus Game: Battle-Bonus

STRUTTURA DI GIOCO La struttura conserva l’immediatezza necessaria a una videoslot online, ma la veste con elementi mutuati dal gaming. L’obiettivo non sembra essere quello di complicare l’esperienza, quanto piuttosto di darle ritmo e una maggiore percezione di progressione. È proprio questa contaminazione a rappresentare uno degli aspetti più interessanti del titolo. WMG utilizza infatti una grammatica familiare al giocatore di slot, inserendola però in una cornice nella quale il semplice susseguirsi degli spin lascia spazio a una

narrazione più dinamica. Il risultato è un gameplay che cerca di accompagnare il giocatore dentro l’azione anziché limitarlo alla sola osservazione dei rulli.

FUNZIONALITÀ SPECIALI E BONUS Il cuore dell’esperienza è il Battle-Bonus, la feature attraverso la quale emerge con maggiore evidenza l’anima “gaming” di Reboot. La tradizionale fase bonus assume qui i contorni di una battaglia, rafforzando la sensazione di partecipare attivamente all’azione. È

un passaggio interessante anche in termini di game design: il bonus non viene percepito soltanto come un’interruzione del gioco base finalizzata all’assegnazione di un premio, ma come parte integrante dell’universo narrativo costruito attorno a The Drop Bot. Grafica, animazioni e dinamiche speciali lavorano così nella stessa direzione, aumentando il senso di immersione e dando al prodotto una riconoscibilità precisa.

IL VERDETTO Con Reboot, WMG sceglie di esplorare il confine sempre più sottile tra gaming e gambling entertainment. Il risultato è una slot dalla forte identità visiva, che utilizza gamification e linguaggi propri del videogame senza perdere l’immediatezza richiesta dal prodotto. Una proposta particolarmente interessante anche in prospettiva di mercato, perché intercetta una tendenza destinata a pesare sempre di più nello sviluppo dell’online gaming: la ricerca di esperienze capaci di andare oltre il semplice spin e di dialogare con abitudini, estetiche e modalità di interazione proprie dell’intrattenimento digitale contemporaneo. Reboot, già dal nome, prova a premere il tasto del riavvio.

Comunicazione “business to business” a finalità imprenditoriale, commerciale o professionale, ai sensi delle Linee Guida Agcom (Delibera n. 132/19/Cons.)


INSPIRE

|

INNOVATE

|

IMPACT

ENGAGE THE FUTURE


IL B E LLO D EL G I O C O | a cura di Ginevra Letizia Lanciati

I n q u e st a ru b ri c a vogliamo p re m i a re g l i s fo r z i d e l l e a z ie nd e d i gaming che partecipano a i p ri n c i p a l i e v e nt i d i s et t o re, andando a p re mi a re l o stand che ci ha colpito d i p i ù , att ra v e rs o u n a selezione che c oi n v ol ge i n o s t ri e s p e rti di gaming e d i ret a i l .

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THE B E AU T Y OF G A MING

STAKE METTE IL PUBBLICO IN GIOCO

Q

uesta edizione della rubrica ci porta a Londra,in occasione di iGB L!VE 2026. Tra le tante presenze, una in particolare ha saputo attirare la nostra attenzione: quella di Stake, che ancora una volta ha scelto di trasformare il proprio spazio espositivo in un’esperienza da vivere. Più che uno stand tradizionale, infatti, quello di Stake è un invito all’azione. Il brand ci ha ormai abituati a presenze di impatto nelle fiere internazionali, nelle quali prodotto, comunicazione e intrattenimento tendono a fondersi. In passato anche il mondo della Formula 1, con la monoposto legata alla sponsorship del team, è diventato protagonista della comunicazione del marchio. Stavolta la strada scelta è stata differente, ma il principio è rimasto lo stesso: creare engagement. Nello spazio troviamo infatti un mini campo da calcio, racchiuso da strutture in truss e reti, con tanto di porta, pallone e portiere. Non una semplice scenografia, ma un’attività con cui misurarsi personalmente, trasformando il visitatore da spettatore a protagonista. È proprio questa la caratteristica più interessante del concept: Stake non chiede soltanto di essere guardata, ma invita a giocare. Il nero domina lo spazio e crea un ambiente quasi immersivo,

mentre il logo bianco del brand emerge con grande forza dalla parete retroilluminata alle spalle della porta. Il verde del terreno di gioco e l’illuminazione blu completano una scenografia essenziale, immediatamente riconoscibile e fortemente legata all’identità visiva del marchio. Lo sport diventa qui un linguaggio universale attraverso il quale creare relazione, competizione e divertimento, abbattendo quella distanza che spesso separa il visitatore dal brand all’interno di una manifestazione B2B. E il risultato si vede: le persone entrano, provano, si sfidano, osservano gli altri giocare. Lo stand genera movimento e curiosità e, soprattutto, offre un motivo concreto per fermarsi. È una filosofia che racconta bene l’approccio di Stake agli eventi: meno esposizione, più esperienza. Anche questa volta, dunque, Stake riesce a portare nel cuore di una fiera del gaming qualcosa che va oltre il classico spazio espositivo. Un piccolo terreno di gioco nel quale il brand diventa esperienza, la visita diventa partecipazione e il pubblico entra letteralmente in campo. Perché, in fondo, se parliamo del bello del gioco, cosa c’è di meglio che… giocare davvero? Complimenti per l’esposizione.

EN

T

STAKE GETS THE AUDIENCE INTO THE GAME

his edition of our column takes us to London for iGB L!VE 2026. Among the many exhibitors, one in particular caught our attention: Stake, which once again chose to turn its exhibition space into an experience to be enjoyed. More than a traditional stand, Stake’s space is an invitation to take action. The brand has accustomed us to making an impact at international trade shows, where product, communication and entertainment come together. In the past, the world of Formula 1 has also taken centre stage in the brand’s communication, with the race car linked to its team sponsorship. This time, the approach was different, but the principle remained the same: creating engagement. The space features a mini football pitch enclosed by truss structures and netting, complete with goal, ball and goalkeeper. It is not simply a set, but an activity visitors can try for themselves, turning them from spectators into protagonists. This is perhaps the most interesting aspect of the concept: Stake does not simply ask to be looked at – it invites people to play. Black dominates the space, creating an almost immersive environment, while the

brand’s white logo stands out prominently on the backlit wall behind the goal. The green playing surface and blue lighting complete an essential yet instantly recognisable setting, strongly connected to the brand’s visual identity. Here, sport becomes a universal language for creating interaction, competition and entertainment, breaking down the distance that often separates visitors from brands at B2B events. And the result is clear: people step inside, give it a try, challenge each other and watch others play. The stand generates movement and curiosity and, above all, gives visitors a real reason to stop. It is a philosophy that perfectly reflects Stake’s approach to events: less display, more experience. Once again, Stake manages to bring something beyond the traditional exhibition space into the heart of a gaming trade show. A small playing field where the brand becomes an experience, the visit becomes participation and the audience literally steps onto the pitch. After all, when we talk about the beauty of gaming, what could be better than… actually playing? Congratulations on the stand!

Comunicazione “business to business” a finalità imprenditoriale, commerciale o professionale,ai sensi delle Linee Guida Agcom (Delibera n. 132/19/Cons.)


29 SEPT – 1 OCT 2026 FIL & MEO ARENA, LISBON

THE GREATEST SHOW IN GAMING 40,000+ Delegates 600+ Speakers 800 Exhibitors


A P P U NTA MENTI | A P P O I N T M E N T S

GLI APPUNTAMENTI INTERNAZIONALI AI QUALI NON PUOI MANCARE

SETTEMBRE | S E P T E M B E R fino al 2

SIGMA NORTH AMERICA 2026

Mexico City, Mexico https://sigma.world/summits/ north-america/

The international appointments that you can’t lose

7—8

GAT EXPO

PUERTO RICO 2026

San Juan, Puerto Rico www.gatevents.net/gat-expopuerto-rico-2026/ 8—11

EASG CONFERENCE 2026

Copenaghen, Danimarca www.easg2026.org/

2025 · SET/OTT

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10—11

15

GAMING IN SPAIN CONFERENCE 2026

Madrid, Spain www.gamingin.eu/spain LIGA SUMMIT

OTTOBRE | O C T O B E R

22—24

FUTURE LANDSCAPE & PLAYSPACES KSA 2026

IAAPA EXPO EUROPE

MITEC, Kuala Lumpur, Malaysia www.vendasean.com

Fira Gran Via, Barcellona, Spagna www.iaapa.org/expos/iaapa-expo-europe 23—24

EXPO 2026

SPICE CENTRAL ASIA

Area A, China Import & Export Fair Pazhou Complex, Guangzhou, Cina www.gti-amuse.com/gtiexpo

2026

Bogota, Colombia www.gatevents.net/gat-bogota

14—16

27—28

SPORTS BETTING

Amsterdam, Olanda www.payexpo.com/paymentsleaders-summit/uk

Lima, Perù www.eventus-international.com/liga

2026

GTI ASIA CHINA

PAYMENT LEADERS' SUMMIT UE

17—18

VEND ASEAN 2026

10—12

30—1

HIPTHER WARSAW

WEST AFRICA+

SUMMIT

SUMMIT 2026

Dakar, Senegal www.sportsbettingevents.com/sbwa

Varsavia, Polonia https://hipther.com/events/ warsaw-summit/

15

29—1

6—7

20—21

PAYMENT LEADERS' SUMMIT UK

Londra, Regno Unito www.payexpo.com/paymentsleaders-summit/uk 21—22

RAAPA EXPO AUTUMN 2026 – Amusement Rides and Entertainment Equipment

VDNH, Mosca, Russia www.raapa.ru/en/exhibition 20—21

PAYMENT LEADERS' SUMMIT UK

Londra, Regno Unito www.payexpo.com/paymentsleaders-summit/uk 21—22

Riyadh, Arabia Saudita www.futurelandscapeandplayspacesksa.com/

SCANDINAVIAN & NORDIC GAMING SHOW 2026

7

Stoccolma, Svezia www.eventus-international.com/ sngs

Forum Acadi 2026: “IMPATTO SOCIALE DEL GIOCO”

27—30

Confcommercio, Roma, Italia www.acadi.it 13—14

ACOS – THE AUTUMN COIN OP SHOW 2026

ILEC Conference Centre, IBIS Earls Court, Londra, Regno Unito www.coin-opshow.co.uk 14

GAT EXPO BOGOTA

SBC SUMMIT 2026

E-SPORT E FISCALITÀ NELL'ECONOMIA DIGITALE

Bogota, Colombia www.gatevents.net/gat-bogota

Feira Internacional de Lisboa, Lisbona, Portogallo www.sbcevents.com/sbc-summit/

Presentazione del libro e prospettive per il settore del gaming competitivo in Italia

2026

Camera dei Deputati, Roma https://italiangamingnews.it/tag/ eventi/

GLOBAL GAMING EXPO – G2E 2026

The Venetian Expo, Las Vegas, Nevada, United States www.globalgamingexpo.com 21—22

TAAPE 2026 – Thailand Amusement & Attractions Parks Expo

Impact Exhibition Centre, Bangkok, Thailandia www.taapeexpo.com


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IGE Magazine n.7 Settembre/Ottobre 2026 by Gn Media - Issuu