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INTRODUZIONE

fopravviverà l’uomo del terzo millennio dell’era cristiana? Di fronte ai diabolici marchingegni partoriti dalla mente umana la terra rischierà di ridursi ad uno dei tanti pianeti spenti della nostra galassia senza più tracce di vita come se fossero residui fossili di civiltà ormai trapassate ? Quando Cristo tornerà sulla terra, così come ha promesso, troverà ancora la fede e l’uomo? Dalla storia della Bibbia in poi, in un continuo crescendo, mai come oggi, l’uomo si presenta così smarrito, sconvolto, frustrato, agitato, angosciato, violentato, malato, asfissiato, inquinato terrorizzato, dissacrato! La sua estinzione sembra profilarsi come una concreta possibilità, non certa per mano del Creatore, ma per opera dell'uomo stesso che ardisce sfidare e surrogarsi al Dio della Creazione. L’uomo sta imitando satana? Può darsi. Del resto la lotta tra il bene ed il maligno, tra valori e disvalori, tra eternità e morte, secondo il libro della Genesi, ebbe inizio nel momento in cui Adamo ed Eva destinati alla felicità dell’Eden cedono il dono eterno della vita all’inganno del peccato originale offerto dal detentore del male. Essi, così abusando del dono della libertà si sono trovati nudi e mortali. Il primo delitto in ordine di tempo proviene da Caino; un qualsiasi giudice garantista oggi lo manderebbe assolto. La biblica “Strage degli innocenti” è un orrido massacro ordito da un re, evento meno scellerato di fronte allo scempio di migliaia d’embrioni umani che si frantumano nel seno materno prima di vedere la luce, con l’autorizzazione “legale” dei novelli Erodi. Se Maria di Nazareth, donna umile ed emarginata di Galilea, avesse disobbedito rifiutando il frutto della maternità, nel mondo non sarebbe nato il Salvatore. Ella, accettando il concepimento, ha partorito il frutto del suo seno, Gesù. La storia dell’Exodus del popolo ebraico guidato da Mosè, per affrancarsi dalla schiavitù d’Egitto, è solo il preludio delle migliaia dei nuovi schiavi che affamati e disperati giungono da ogni lembo di terra, per approdare verso paesi europei dove illusoriamente scorre “latte e miele”. Le guerre bibliche tra ebrei e filistei, tra i figli di Sion e i romani sono solo l’anticipazione delle guerre e guerriglie ancor oggi ricorrenti tra i popoli della tormentata Terra Santa. I milioni d'ebrei vittime della Shoah sono l’equivalente d'altrettanti esseri umani sterminati nei campi di concentramento dei gulag sovietici. Le armi ed i mezzi di distruzione usati nell’antichità e nelle successive epoche, sono giocattoli di fronte alle duecentomila mila vittime innocenti provocate dall’olocausto nucleare di Hiroshima e Nagasaki in nome della democrazia. Una minaccia crescente ove si confronti alla potenza distruttiva dei nuovi armamenti nucleari in possesso ormai anche dei piccoli paesi. Persino i gemiti laceranti della creazione (animali e piante) soffrono di fronte alla spoliazione delle foreste, agli incendi dei boschi, agli inquinamenti dei fiumi e dei mari, dell’aria e dei laghi e d’ogni altra sorta di catastrofici abusi ambientali. Gli incontri di Gesù con le schiere degli affamati della Galilea, sono solo primizie di fronte ai milioni di persone denutrite sparse sulla terra. Infine l’accusa di deicidio lanciata contro il Sinedrio e gli ebrei dopo la crocifissione di Gesù sul monte Golgòta, rimbalzata lungo il corso dei secoli, potrebbero oggi estendersi a gran parte del genere umano che volutamente ignora Cristo, o lo perseguita o lo inchioda di nuovo sulla croce sotto lo sguardo straziante della Madre. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta d’alberi graditi alla vista e buoni da mangiare tra cui l’albero della vita in mezzo al Giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male.


Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche… e il serpente disse alla donna. E’ vero che Dio ha detto: non dovete mangiare e non toccare altrimenti morrete. Il serpente disse alla donna: non morirete affatto! Dio sa che quando voi ne mangerete, si aprirebbero i vostri occhi e diventerete come Dio, conoscendo il bene ed il male. Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza, prese del frutto e ne mangiò, poi ne divide anche il marito che era con lei e anch’egli ne mangio. Alla fine si accorsero di essere nudi. ( Gen. 2,7-9) Quando Adamo cede così alle lusinghe del peccato, nasce lo scontro tra il bene ed il male ed ogni aspetto giusto presenta il suo rovescio. L’odio diventerà il contrario dell’amore, la bontà, il rovescio della cattiveria, la morale in immoralità, la fede in ateismo, la pace in guerra. Dopo la scomparsa del Paradiso terrestre le stesse leggi fisiche si reggeranno sul precario degli opposti equilibri. L’homo politicus, nella secolare corsa sfrenata al dominio, ha escogitato guerre, inganni artifici machiavellici e ogni sorta di lotte fratricide, ammantandola ipocritamente come difesa della giustizia, della pace, dell’ordine e della legalità. Il peccato è l’aver dato ospitalità nel proprio spirito a Satana. (Johan. XII 27) Dal peccato originale sono scaturiti come fiumi in piena i sette vizi capitali. Dal cuore dell’uomo che nascono i cattivi pensieri e nel cuore che nasce l’adulterio, òa fornicazione, l’odio, l’omicidio ed ogni offesa alla carità. (Mt. 7.20 e ss.) Non diversamente la stessa cultura laicista, pur evitando ogni riferimento alla trascendenza e al valore della sacra scrittura, riconoscere i comportamenti negativi degli atti umani come “errori” lesivi dell’altrui libertà. “non fare agli altri ciò che non vuoi che fosse fatto a te”. In filosofia ed in diritto si parla di male morale, di colpa in rapporto alla mente e alle leggi naturali, definite come arbitrarie trasgressioni. Fin dall’origine dunque l’umanità è continuamente sottoposta alle tentazioni del principe delle tenebre. Pertanto, a causa del peccato, il cammino dei discendenti d’Adamo passa attraverso un avvicendarsi di continue lotte, guerre e divisioni. Solo la grazie salvifica di Cristo aiuterà l’umanità a vincere le tenebre del male, grazie alla intercessione della Vergine. L’AUTORE


L'uomo il silenzio di Dio i dolori della Vergine