SABATO 29 AGOSTO 2020 • ANNO 11 - NUMERO 9
A GIFFONI SI RESTA GIOVANI
29 Agosto 2020
Il giorno di Costa: “Qui una scuola per restare giovani tutta la vita” La visita del Ministro dell’Ambiente: i ragazzi protagonisti delle battaglie sul clima. Ho sempre sostenuto il movimento “Fridays for future”. E sulla scuola: “Presto mascherine riutilizzabili” Un ritorno a Giffoni nell’anno che celebra il cinquantennale del Festival e che chiude la trilogia di temi dedicata agli elementi. Quest’anno si parla di Terra, quella terra che da Ministro all’Ambiente vuole tutelare e proteggere. E’ stato il giorno di Sergio Costa arrivato alla Cittadella del Cinema di Giffoni accolto dal direttore Claudio Gubitosi, dal sindaco di Giffoni Valle Piana, Antonio Gliuano, e dal presidente dell’Ente Autonomo Giffoni Experience, Pietro Rinaldi. Con il ministro presente il Prefetto di Salerno, Francesco Russo. “È un onore ed un piacere essere qui – ha dichiarato il Ministro Costa incontrando i giovani di Giffoni Impact presso la Sala Blu della Multimedia Valley - I ragazzi sono nel mio cuore. Non vorrei sembrare retorico, ma se non investiamo su di loro niente ha un senso. Investire significa strutturare un giovane perché possa inseguire i propri sogni. A Giffoni c’è la scuola per restare giovani per tutta la vita. E questo un grande orgoglio italiano”. “Sono venuto volentieri- ha continuato - proprio perché i temi negli ultimi tre anni sono sempre stati vicini al mio ministero. Giffoni è il luogo dove tu ti puoi confrontare con i giovani e con le loro idee. Possono venire fuori le migliori idee, le più semplici perché i
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giovani sono portatori di idee cosiddette destrutturate, cioè semplici, quelle che in Parlamento possono essere vincenti. Vengo qui per ascoltare, per prendere e per riportare al Parlamento e al Governo”. Giffoni parla ai giovani ed è fatto per i giovani e dai giovani. Anche le battaglie per l’ambiente oggi sono condotte di ragazzi, è il loro tempo quello che viviamo. La pensa così il ministro Costa: “È il momento di accelerare – ha detto - di correre. È il momento buono perché politicamente non solo l’Italia ma il mondo sta guardando finalmente in quella direzione. È il momento dei giovani, è il momento di crederci. E’ il motivo per cui noi, e lo dico con orgoglio italiano, avremo la prima conferenza delle parti mondiali dei giovani con la partecipazione dei 197 Paesi della Convenzione UNFCCC. Mai era stata pensata, l’Italia l’ha pensata, l’ha organizzata la terremo nel settembre 2021 in Italia e tutti i giovani del mondo che hanno a cuore l’ambiente verranno e si confronteranno con i grandi della Terra per dire: noi dalla protesta passiamo alla proposta e chiediamo questo. Quindi è il momento di accelerare”. Un ruolo in questa nuova centralità dei giovani ce l’ha sicuramente il movimento “Fridays for future”: “Quello di Greta Thunberg è un movimento che ha svegliato le
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coscienze - ha detto Costa - Sono da sempre stato un loro sostenitore. Ho ospitato anche a Palazzo Chigi una loro rappresentanza. Ma vorrei essere chiaro sul fatto che il nostro obiettivo non è quello di agganciarci a questo movimento ma di confrontarci con loro. Vogliamo che i giovani entrino nel Palazzo e in questo modo entreranno nel palazzo della Repubblica Italiana e del mondo”. Poi ci sono le campagne di sensibilizzazione volute dal Ministro Sergio Costa. Su queste di sicuro ha il primato quella relativa al mare plastic free, avviata due anni fa: “Non voglio più vedere il nostro mare aggredito dalle plastica - ha detto al riguardo il Ministro Costa - Le nanoplastiche vanno tolte dai nostri vestiti. Lo chiederò alle industrie della moda. Ho incontrato Giorgio Armani nei giorni scorsi a Pantelleria e gli ho chiesto una mano in questo senso. Me l’ha promessa. Si tratta di un argomento che mi sta a cuore. Quali risultati abbiamo raggiunto finora? Se ne è iniziato a parlare nei luoghi dove si decide: in Parlamento, nelle Regioni, nei Comuni. Se ne è iniziato a parlare tra gli imprenditori. Abbiamo già introdotto il Credito d’imposta per chi elimina la plastica dal proprio packaging. E’ legge e prima non c’era. E’ passata alla Camera la proposta di legge SalvaMare. Ho iniziato a capire che non era un’utopia quella che avevo in testa. L’appello è insistere: ho capito che gli
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altri cambiano se noi insistiamo”. Per i ragazzi italiani ci si prepara al ritorno tra i banchi. Non è facile in tempi di pandemia: “Siamo tutti al fianco del Ministro Azzolina – ha aggiunto Costa - e ognuno fornisce propria competenza nelle diverse materie. Siamo il
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primo paese al mondo ad aver reso obbligatoria la formazione ambientale in tutte le scuole di ordine e grado, dalle elementari all’università da questo settembre. È un investimento perché i giovani domani saranno la classe dirigente del futuro e non devono assolutamente fare gli errori che abbiamo fatto noi della nostra generazione” “Per il ritorno a scuola ha aggiunto - stiamo programmando l’utilizzo di mascherine riutilizzabili omologate che possano
sostituire quelle usa e getta, e anche una rete di raccolta di mascherine. E ‘ un argomento molto importante sia per una sicurezza personale che ambientale”. Al termine dell’incontro scambio di omaggi. Al Ministro Costa la riggiola #Giffoni50. A Claudio Gubitosi, direttore di Giffoni, la cravatta del Ministero dell’Ambiente con cui simbolicamente si viene investiti di un ruolo, quello di Sentinella dell’Ambiente, Cavaliere al merito della sostenibilità.
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Il Sottosegretario Sibilia: “Giffoni è un segnale di speranza” L’onorevole ai ragazzi della Impact: “Le forze dell’ordine sono un grande orgoglio italiano” “Giffoni non si ferma. Anzi raddoppia, prosegue fino a dicembre, si moltiplica. È il risultato di un successo arrivato con il sacrificio di chi ha creduto in questa idea, un successo che coinvolge i giovani. Giffoni non si è mai fermato nemmeno durante il lockdown con tanti collegamenti con la sua community e oggi, grazie alla tecnologia sanitaria, si è potuto fare in presenza. Il fatto di poter incontrare i ragazzi è un fatto estremamente positivo che ci dà una grande spinta ed una grande motivazione. Giffoni è un bellissimo esempio, un segnale di speranza per tutti”. Sono le parole di Carlo Sibilia, Sottosegretario di Stato all’Interno al suo arrivo in Cittadella del Cinema. Ad accoglierlo il direttore Claudio Gubitosi, il sindaco di Giffoni Valle Piana, Antonio Giuliano ed il presidente dell’Ente Autonomo Giffoni Experience, Pietro Rinaldi. E’ l’emergenza Covid-19 il tema, la questione al centro del suo intervento, anche in Sala Blu dove il Sottosegretario ha incontrato i ragazzi di Giffoni Impact. “Il virus non risparmia nessuno – ha detto - Dobbiamo essere ancora molto attenti e rispettare le disposizioni sanitarie come abbiamo fatto nei momenti più duri dell’emergenza. Così abbiamo potuto salvare la vita a cinquantamila italiani. Questa è la stima. A breve potremo avere gli strumenti che ci consentiranno di combattere il virus. Faccio riferimento al vaccino. Dobbiamo continuare ad essere responsabili e fiduciosi. L’Italia ha fatto da apripista nella gestione del virus rispetto agli altri Paesi del mondo. Abbiamo dato vita a degli standard che sono poi stati utilissimi altrove. Abbiamo dato una grande dimostrazione di capacità di rispetto delle regole. Ora dobbiamo continuare lungo questa direzione, senza avere paura”.Stesso discorso vale anche per la scuola,
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per la ripresa delle attività didattiche: “Oggi – ha continuato Sibilia - l’Italia ha marcia in più anche in questo senso perché abbiamo un piano per la riapertura, un piano che gli altri Paesi non hanno. Siamo stati il faro nel buio anche durante l’emergenza sanitaria, chissà che non lo diventeremo anche sulla scuola nonostante le critiche. Ovviamente, mi auguro che non ci saranno situazioni pericolose, ma sono certo che con il buon senso si faranno le elezioni e si ritornerà in classe, tutto questo ci riporterà ad un ritorno alla normalità da tutti auspicato”. Poi il suo pensiero va alle forze dell’ordine e di polizia, per il grande lavoro svolto in occasione del lockdown, per il cuore e la passione con cui hanno affrontato una fase così delicata, sempre al fianco dei cittadini. È per Sibilia il segnale più bello di un Paese vivo come l’Italia: “Sono – ha concluso – il vero orgoglio italiano”.
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Marciani: “Se soffia il vento del cambiamento, siate mulini a vento” L’assessore alla formazione e alle pari opportunità ripercorre con i giffoner la sua “avventura”in Regione Campania
“Se soffia il vento del cambiamento, siate mulini a vento”. Chiara Marciani, assessore alla formazione e alle pari opportunità della Regione Campania, torna a Giffoni per incontrare il Dream Team. Ci torna con sulle spalle “un’avventura” lunga cinque anni nell’esecutivo di palazzo Santa Lucia. “Sono stati – racconta l’assessore Marciani - cinque anni pieni di tante esperienze e avventure su progetti nati a volte all’improvviso e a volte ascoltando le esigenze dei ragazzi. Il leitmotiv è stato sempre lo stesso: cercare di offrire ai giovani campani opportunità formative non fini a se stesse. Ogni borsa doveva offrire reali opportunità. La nostra formazione – spiega voleva essere ed è stata cucita su misura: associata alla realtà del territorio e in grado di andare incontro alle opportunità non solo formative ma di occupazione”. Marciani ricorda ai giffoner il lavoro svolto, richiama gli strumenti messi a disposizione nell’ambito della formazione, dai voucher per le donne dai 18 ai 50 anni che vogliono fare un corso di formazione professionale o universitario alle iniziative messe
su per l’imprenditoria femminile e, più in generale, per giovani professionisti. Il discorso cade pure sulla formazione a distanza in tempo di Covid-19: “Il mondo della formazione è vario, riguarda tutte le qualifiche regionali, da estetisti a pizzaioli – dice – Per questo non può funzionare solo con la didattica a distanza: molti corsi prevedono una parte pratica. Adesso, nel rispetto delle normative, i corsi stanno funzionando anche con la parte pratica”. L’assessore fa pure riferimento allo youth work e alla valorizzazione delle esperienze già esistenti: “Coloro che hanno competenze acquisite anche in maniera informale potranno ottenere una qualifica professionale con una sorta di ‘sconto’ formativo”. Marciani, assessore anche alla pari opportunità, parla pure della recente approvazione della legge regionale contro l’omotransfobia: “La legge nasce da un contesto un po’ più ampio, per contrastare tutte le forme di violenza. Partendo dalla violenza contro le donne e altri tipi di violenza – dice - volevano arrivare anche al contrasto all’omotransfobia”. L’intento, in sostanza, è quello di “continuare
un lavoro già iniziato con progetti portati avanti nelle scuole”. Marciani dialoga con i giffoner, risponde alle loro domande e alle loro provocazioni. “Perché noi giovani dobbiamo restare in Campania?”, chiede un membro del Dream Team. “C’è una cosa che mi di dispiace non essere riuscita a fare in questi anni - confessa – C’è un progetto della Regione Lazio che si chiama ‘Torno subito’. Consiste nel far andare i giovani all’stero per un percorso formativo a condizione che tornino nella loro regione per mettere ciò che hanno appreso al servizio di un’impresa del posto. Ecco - spiega - io non vorrei che i giovani campani restassero qui da subito. Vorrei che andassero fuori per fare un’esperienza e poi tornare. Vorrei che potessero avere quell’idea geniale che valorizzasse le realtà del nostro territorio. Già succede, ma vorrei che succedesse all’ennesima potenza”. Infine, un augurio: “Se soffia il vento del cambiamento potete scegliere se essere mulini a vento o muri. Io vorrei che foste tutti mulini a vento”.
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Associazione Astronave a Pedali Comune di Eboli Comune di Gi�oni Valle Piana IIS Superiore Perito Levi maggio
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Centro San Nicola Fondazione Pino Daniele Associazione Prosopon Comune di Cittanova Goodwill
Un progetto del Gi oni Experience per il contrasto alla povertà educativa minorile
Partner Basilicata Calabria Campania Sardegna Veneto
IIS R. Piria Studio & Poi Associazione Pollinolandia Comune di Terranova di Pollino Comune di San Donà di Piave I. Infanzia "Santa Maria della Pietà'" ITC L. Alberti IC Romolo Onor Oratorio San Giuseppe Lavoratore Scenari Verdi Società Cooperativa Onlus Impresa Sociale Nuovi Scenari Srl Consorzio di Bacino Imbrifero Montano del Taloro ITC Salvatore Satta
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Il cast di Sul più bello: “La malattia non ci può definire” Il nuovo teen dramedy dell’autunno presentato in anteprima a #Giffoni50 Sarà il nuovo teen dramedy made in Italy dell’autunno: Sul più bello, in uscita il 22 ottobre su produzione Eagle Pictures, è l’opera di debutto di Alice Filippi, presentata in anteprima con le prime immagini a #Giffoni50 dai protagonisti, dal co-sceneggiatore Roberto Proia e dalla regista. La vicenda segue il filone della sick-lit ma promette una marcia in più. Infatti Sul più bello è la storia della giovanissima Marta (Ludovica Francesconi), tanto simpatica quanto bruttina, che dalla nascita soffre di una rara malattia genetica. Nonostante tutto, Marta è la ragazza più solare che abbiate mai conosciuto. Carattere travolgente ha fretta di fare tutto e subito. A 19 anni come ogni ragazza della sua età sogna il grande amore ma lei non è una che si accontenta e prima che la sua malattia degeneri vuole sentirsi dire “ti amo” da un ragazzo bello... il più bello di tutti. I suoi amici e coinquilini Jacopo (Jozef Gjura) e Federica (Gaja Masciale) sono la sua famiglia e ogni volta
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fanno il possibile per dissuaderla dal puntare troppo in alto. Finché ad una festa Marta vede Arturo (Giuseppe Maggio) bello, sicuro di sé e per lei completamente inarrivabile. In altre parole: la preda perfetta. Ma mentre i fedeli amici si preparano a gestire l’ennesima delusione, stavolta le cose andranno in maniera diversa. Una volta sconfitta la rivale in amore Beatrice (Eleonora Gaggero) e ottenuto l’amore di Arturo, Marta dovrà affrontare la sfida più dura: raccontargli che il tempo non è a loro favore. “È la prima volta – ha precisato Proia – che vediamo il trailer su grande schermo e ne siamo tutti entusiasti, per noi è un film molto speciale con un messaggio importante: la protagonista non ha avuto molto dalla vita ma non si lascia definire dalla sua condizione ed è intenzionata a farsi dire “Ti amo” dal suo ragazzo ideale e così trova in Arturo il suo obiettivo”. “Prima d’iniziare – ha confessato la protagonista Ludovica Francesconi
– ero terrorizzata all’idea che il sogno di vedermi su grande schermo stesse per realizzarsi, ma poi sul set ho stretto amicizie bellissime ed è stato fantastico. Se dovessi descrivere il progetto con una sola parola userei “emozionante” e dal mio alter ego Marta ho imparato moltissimo. Ha dei limiti ma la sua malattia non la definisce e lei dimostra che con determinazione puoi raggiungere qualunque obiettivo. Mi ha fatto crescere e lo considero un regalo”. Eleonora Gaggero, nella veste di antagonista, ha deciso di stupire i fan: “In Beatrice mi ci sono ritrovata perché come attrice anch’io ho a che fare con pregiudizi da parte di persone che non mi conoscono e danno voce a pettegolezzi infondati”. “Questi personaggi – ha concluso la regista – nella finzione come nella realtà non sono buoni o cattivi, ma sono pieni di tante sfumature e dobbiamo ricordarci che l’apparenza inganna”.
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Sacrificio, sfida e valori: in anteprima a #Giffoni50 la clip de “L’ultima gara” Raoul Bova: “Non è importante la competizione, ma sfidare i propri limiti. Vi faccio una promessa: l’anno prossimo sarò dei vostri”. Presentata in anteprima a #Giffoni50 una clip del film “L’ultima gara”, diretto da Raoul Bova e Marco Renda. L’attore romano, impegnato nelle riprese della nuova fiction di Canale5 “Buongiorno mamma”, non ha potuto essere fisicamente presente nella sala Verde della Multimedia Valley, ma non ha fatto mancare il suo calore e la sua vicinanza ai ragazzi della masterclass Class che lo hanno travolto con il loro entusiasmo. “E’ un film a cui tengo moltissimo – ha spiegato Bova – perché l’elemento autobiografico è molto forte. La storia è legata ai valori dello sport, che è fatto di impegni, sacrifici e rinunce, che però poi ti possono ricompensare”. Ad introdurre la platea alla storia di bracciate - che ha coinvolto i campioni Emiliano Brembilla, medaglia olimpica ad Atene 2004; Filippo Magnini, bi-iridato e bronzo olimpico; Massimiliano Rosolino, oro a Sidney 2000, e Manuel Bortuzzo, talento del nuoto ferito gravemente - un ulivo secolare, il ricordo di un cronometro scoperto dopo un lutto familiare e la decisione di “tornare sul blocchetto che significa tuffarsi e trovare qualcosa che non c’è più”. Bova si è poi soffermato sul concetto di campione: “Siamo in una società nella quale tutti vogliono diventare numeri uno. Nel film, invece, si parla dell’importanza del non mollare. Anzi, il campione viene descritto come una persona sola, per far comprendere che il fatto di primeggiare non regala la felicità. Si è veramente felici
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quando si riesce a raggiungere un equilibrio con se stessi e a superare i propri limiti, in gruppo”. Tra le scene più belle, ha ricordato Bova, ce n’è una che lo vede insieme a Bortuzzo. “Con Manuel ci siamo incontrati nel momento in cui mi ero fratturato una gamba ed avevo perso i miei genitori. Era un momento difficile per entrambi e lui aveva una straordinaria voglia di reagire. Insieme abbiamo guardato verso il passato e verso il futuro. Ad un certo punto la macchina da presa ci inquadra di fronte a una diga. Il mio personaggio è in apprensione, perché non ho mai avuto un buon rapporto con i muri, forse perché non sono riuscito a superarli tutti. Manuel invece mi guarda e mi dice che gli dà un grande senso di libertà. Gli chiedo il perché è mi risponde che da quella diga era possibile spingersi e guardare il mondo capovolto. Ecco, se guardi un muro resterà per sempre un muro, mentre se ti giri e guardi altrove, trovi l’orizzonte. Un insegnamento veramente bellissimo”. Non è l’unico. Il privilegio di un attore è anche quello di poter “rubare” ai suoi personaggi le risposte mancanti. Alla giovane Giorgia che gli chiede quali personaggi lo abbiano maggiormente influenzato, dice, “quello di San Francesco. In quel momento avevo molti dubbi sulla fede, su Dio e sugli uomini. Poi è arrivato San Francesco che da quel momento non mi ha più abbandonato. Era un anarchico dell’amore e si è battuto come un guerriero per questo”.
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“Giffoni e’ un’emozione unica” Nick Vivarelli e Fabrizio Laurenti protagonisti a Masterclass Cult
“Un’emozione unica. È la prima volta che il film ritorna sul grande schermo dopo il lockdown. Grazie Giffoni”. Si parla di scrittura cinematografica a Masterclass Cult con il critico Nick Vivarelli, nella veste di co-autore alla regia, insieme a Fabrizio Laurenti, regista e sceneggiatore, al termine della proiezione del documentario fuori concorso “Life is a B-Movie: Piero Vivarelli”. Un cinema da riscoprire, attraverso la vita irrequieta e la filmografia di Piero Vivarelli, regista di B-Movie italiani, paroliere di successi musicali tra cui 24.000 baci di Celentano e sceneggiatore dello spaghetti western Django amato da Quentin Tarantino, che riesce a dare forma a fumetti con Satanik e Mister e mette in scena la rivoluzione sessuale con Il Dio Serpente. “E’ bellissimo condividere un film con un pubblico così attivo”, ha insistito Fabrizio Laurenti. “Una grandissima emozione, il dialogo è stato stimolante, credo sia stata la più bella esperienza in un evento festivaliero”, ha continuato Nick Vivarelli. “Life is a B-movie non è un titolo ad effetto – hanno spiegato i due autori – Un pioniere che ha spaziato tra i vari generi del film, ma anche delle varie forme d’arte. Una persona sintonizzata sul tempo, un innovatore”. L’esigenza è quella di rivalutare la figura di Vivarelli, associato alla figura mitologica di Prometeo, che, in epoca fascista porta il jazz, la musica vietata dei neri e poi il rock che scardina i valori tra generazioni di padri e figli. Inno alla trasgressione e alla leggerezza. Un artista che ha attraversato generi, contro tutto e tutti, ai margini. Un uomo che ha seguito sempre l’istinto. Un incontro controverso, quello con i giurati, che ha
stimolato la discussione sul processo creativo, all’origine della scrittura. “Come avviene il processo creativo?”, è la domanda che i giffoner hanno sottoposto ai due registi. “A volte un film nasce da un’idea – hanno evidenziato Nick e Fabrizio - Le regole possono essere trasgredite, senza una struttura, un’ossatura di fondo. Nel documentario la struttura arriva dopo. E’ fondamentale un’apertura, un’elasticità nel saper cogliere tutte le possibilità del racconto. Ad esempio, verso la fine degli anni ’60, l’idea di Jango nasce dalla volontà di montare un film da un sogno, quasi freudiano, e poi da lì si è generata una trama talmente forte da affascinare lo stesso Tarantino che in epoca moderna ne ha fatto un remake”. E da qui il valore profondo del B-Movie, quel film considerato dalla critica quasi un sottogenere, che però ha salvato l’industria culturale cinematografica italiana dall’imperialismo americano. Oltre 350 film prodotti all’anno. “Il pubblico in Italia andava a vedere il cinema italiano e ha fatto sì che nascessero categorie di professionisti, montatori, costumisti, registi, sceneggiatori, attrezzisti, direttori di produzione, anche grazie agli innovatori del cinema italiano degli anni ’60. Oltre la struttura di stampo americano, nella dinamica aristotelica di tre atti: spesso in realtà il cinema parte dalla macchia poetica, da un’immagine, da una suggestione. È questo il cinema libero, anticonformista, fuori dalle regole della grammatica, che esiste e noi abbiamo voluto mostrarlo, senza alcuna glorificazione, ma per l’entusiasmo, la carica creativa, eversiva fuori dal coro”.
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Ragazzi irresponsabili a #Giffoni50 per salvare l’ambiente Maisto: “I più giovani sono i più sensibili nei confronti del pianeta” Di cosa abbiamo bisogno veramente? Dell’indispensabile, del necessario, dell’ambiente. “Considerate la quantità di oggetti che abbiamo nelle nostre case e
regista Maisto -Siamo noi stessi, col nostro impegno o disimpegno quotidiano, a decidere se cambiare o non cambiare le cose. Oggi, infatti, la vera rivoluzione passa dalla vita
“è un’urgenza. La strada verso il collasso”. Ripartire dall’ambiente, dalla nostra Terra, da Giffoni, dai giffoner. “Noi siamo l’ambiente – ha concluso Maisto - Noi possiamo
pensate a dopo quanto tempo si trasforma in spazzatura”: Ezio Maisto ha provato a raccontarla così a #Giffoni50. In anteprima per i giffoner il suo Ragazzi Irresponsabili, il docufilm Infinity Lab su Fridays For Future, il movimento ambientalista studentesco ispirato dalla protesta di Greta Thunberg. “Ho voluto documentare lo straordinario innalzamento del livello di attenzione dei ragazzi verso i temi ambientali seguito alla diffusione del messaggio e dell’immagine di Greta – ha raccontato Maisto - È importante puntare l’attenzione sull’emergenza climatica e la crisi ecologica, tutti dovrebbero rendersene conto. C’è esigenza di cambiare il proprio stile di vita, di attivarsi e fare la propria parte”. Un viaggio di rivoluzione e speranza insieme agli studenti e ai ragazzi che con passione e determinazione si sono mobilitati per contrastare l’azione distruttiva dell’uomo sull’ambiente. “Per molti giovani italiani Greta Thunberg non rappresenta solo un simbolo, ma anche un’assunzione di responsabilità – ha spiegato il
quotidiana”. Un cambiamento culturale necessario, che viaggia sulle gambe dei giovani attivisti pronti a difendere quel pezzo di Mondo e futuro. “Purtroppo tutto questo non viene insegnato nelle scuole – ha aggiunto Maisto tocca a noi aprire quella porta e entrare nel nuovo paradigma per costruire un mondo nuovo, per cercare la rivoluzione, quel cambiamento culturale capace di generare un’alternativa. La mia vita zero waste è una piccola ribellione personale, adesso c’è necessita di mettere in discussione tante cose e guardare con verità alle vecchie abitudini”. Cambiare, per proiettarsi alla responsabilità. “Fare attivismo è in un certo senso fare politica – ha continuato Monica Capo, attrice del docufilm - Abbiamo presentato la piattaforma Ritorno al futuro ai nostri politici ma i nostri appelli sono caduti sempre nel vuoto. L’emergenza climatica è un tumore, quando ci accorgeremo che è imminente forse sarà troppo tardi”. Perché, come ha sottolineato Alessandro Silvello, tra i protagonisti di Ragazzi Irresponsabili, questa
fare tanto, non c’è lavoro se non c’è ambiente ed è l’ambiente a dover rappresentare quella priorità da difendere. Tutte le battaglie muoiono se muore l’ambiente”. Infinity, la piattaforma di video streaming on demand del Gruppo Mediaset, nel 2019 ha creato Infinity Lab, il primo laboratorio italiano permanente sulla piattaforma Produzioni dal Basso, nato per essere l’incubatore di nuove storie, di idee e di competenze per registi, videomaker, autori e sceneggiatori. Documentari, inchieste, ma anche docu-fiction e reportage vengono selezionati e, raggiunto il 50% del budget previsto in crowdfunding, vengono cofinanziati per il restante 50% da Infinity, entrando anche nel catalogo dei contenuti on demand distribuiti dalla piattaforma di streaming. Ragazzi Irresponsabili è uno dei documentari selezionati e cofinanziati nell’ambito della call “Uno sguardo all’ambiente”, lanciata per progetti audiovisivi sui temi dell’ecologia, sostenibilità e ambiente e sarà disponibile su Infinity in autunno.
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Max Giusti ai giffoner: “Conservate i vostri sogni” Attore, doppiatore, imitatore, istrionico e versatile, Max Giusti non si è risparmiato, facendosi travolgere dall’entusiamo dei Giffoner. «E’ il mio terzo Giffoni», ha esordito, «e la cosa più bella, è che i ragazzi fanno le domande più originali dei giornalisti». Tra imitazioni e giochi, con le voci di Vasco Rossi e Ligabue a simulare uno scontro tra rocker, Max ha ripercorso la sua carriera, sempre a caccia di nuove sfide, nuove scommesse, esattamente con lo stesso spirito di Claudio Gubitosi, arrivato in sala come un ragazzino alla cinquantesima presenza per i saluti di rito e di affetto, nel segno di una determinazione per la ripartenza. «Non dimenticherò la scelta di essere presente qui fisicamente», ha sottolineato Gubitosi allo showman, il quale a sua volta ha rilanciato: «Stare qui è importante per Giffoni e per noi, con tutte le distanze e le prescrizioni per ricominciare». Reduce dal successo di Pechino Express, Max ha raccontato l’esperienza di stare lontano dalla sua famiglia, la voglia di tornare a casa: «Volevo la mia libertà, mia moglie e i miei figli, ho cominciato a lavorare in terza liceo, a Pechino invece dovevi chiedere aiuto per ogni cosa. La cosa più bella di quei trentasette giorni è stata mettere gli occhiali e guardare un letto pieno di capelli, trovare un buco che era bagno, doccia e tutto. Al ritorno, ho scoperto il valore dell’amicizia, con un legame incredibile con il compagno di viaggio per tutta la gara. Non ci davano niente dalla produzione, abbiamo rubato anche le merendine». Il viaggio, basato su passaggi autostop a chiedere agli automobilisti, tra Cina, Tailandia . «Non devi mollare, devi essere sincero e non devi aggredire. Ci venivano a prendere alle cinque del mattino, poi ci invitavano a cena, erano carini e restavi sveglio fino a mezzanotte ma alle cinque dovevi svegliarti. La prima cosa che ho fatto all’aeroporto ho abbracciato i miei, e poi, la carbonara. Col Guanciale eh, non mi scivolate, senza cipolla. E poi tre rossi e un bianco». Lo scontro in gara durante il viaggio è rimasto nei ricordi dei ragazzi per la capacità di stare sullo stesso piano dei più giovani. «Viaggiare e fermarsi nei grandi centri è più difficile, mentre nei villaggi, nelle zone rurali sono più abituati all’accoglienza. Quando uno viaggia in poco tempo si creano dei rapporti. Verso la fine c’è stata una cena a telecamere spente, non lo sa neanche la produzione ed è stato il premio più bello. Il giorno più brutto ho pianto perché la notte prima non ci avevano accolto, eravamo nella giungla, ad un tratto lungo questa statale passa un pulmino di belgi e francesi, alcuni erano di origine italiana, e su Rai international vedevano il mio gioco dei pacchi in tv. In quel momento ho rivisto la mia famiglia, mi è venuto da piangere». La ricetta del lavoro artistico per Max Giusti ha bisogno di una base: «La fama è effimera, dovete conservare i vostri sogni. L’immagine è importante, ma se dietro non c’è niente, si scopre. Giocatevi tutte le chance che avete». Nel mezzo di una emergenza ancora presente per il Covid-19, Max è entusiasta della presenza dei ragazzi, e li sprona per la ripartenza: «Sarà dura, difficile, ma la supereremo. Dobbiamo stare uniti in questo momento. Ma passerà. E avremo tanto da raccontare».
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Aiello a #Giffoni50 per “Musica e contaminazioni” Aiello, romano di adozione e cosentino di origine, è uno dei nuovi volti dell’indie-pop italiano. Antonio Aiello ha pubblicato lo scorso anno il suo primo “vero” debutto discografico dal titolo “Ex Voto” anche se in precedenza aveva rilasciato un Ep dal titolo Hi-Hello prodotto da Daniele Sinigallia. Dapprima aveva partecipato, senza successo, alle selezione di alcuni concorsi e show televisivi fino a quando, testardamente, non si è messo in proprio e così si è fatto notare per le sue capacità autoriali. Successivamente arriva il contratto con la RCA records che lo fa decollare grazie al grande successo dei suoi video-singoli “Arsenico”, “La mia ultima storia”, “Il cielo di Roma” e la recente “Vienimi (a ballare)” che su YouTube racimolano milioni di visualizzazioni entrando nei cuori dei giovanissimi. “Musica e contaminazioni” è il tema che il giornalista torinese Roberto Pavanello tratta con Aiello. In una gimkana di domande con i giffoner si è indagato su questo variegato modello artistico che a detta di molti è fonte di ispirazione, arricchimento e condivisione. “ Mi interessa dare emozioni profonde e stimolanti. Compongo da sempre traendo ispirazione dalla vita quotidiana, da una passeggiata, un caffè, da un tg. Emozioni semplici” ha dichiarato Aiello. Cresciuto a pane e rhythm and blues ha un background soul arricchito da un grintoso sound pop-rock. Suona e compone al pianoforte e la sua esperienza di vita e artistica in Australia, trasferitosi lì dopo la laurea in Scienze della Comunicazione, lo ha notevolmente contaminato; sporcato di influenze altrui che lo hanno arricchito. Costantemente in viaggio ama Londra e la frequenta non solo per acquistare le sue camice psichedeliche ma anche per assorbire nuovi stimoli, per tornare sempre alla base: “Io sono nato e cresciuto in Calabria e poi a 21 anni sono andato a Roma per studiare più concretamente la musica. Mi sento una persona “molto terrena e terrona” anche se un poco con la testa tra le nuvole ma pronto a ripiombare nella realtà. Ho i piedi ben piantati a terra e nelle mie tradizioni!”. Trasuda meridione e ammette di amare il concetto di contaminazione, fa una costante ricerca di elementi del Sud del mondo e nella sua musica non lesina mescolare le tradizioni che hanno radici profonde che partono dai popoli greci, bizantini e spagnoli. È cresciuto anche ascoltando pietre miliare del cantautorato italiano: “Sono un devoto di Rino Gaetano, di Battisti e Lucio Dalla per il resto mi lascio trascinare da artisti internazionale e da generi come la latin o la street music e mi piacciono Drake, Post Malone o Rosalia. Mescolo il vecchio con il contemporaneo e ci metto tutto me stesso”. Il successo, velocissimo e inaspettato, lo sta costruendo adesso nonostante la tanta visibilità: “Spero di poter dire presto che con la musica ci posso campare ma l’entusiasmo che vedo in torno a me mi mette buon umore. Comporre, suonare dal vivo mi da fiducia e dentro di me sento che è il mio momento”. Per il prossimo futuro Aiello annuncia un nuovo lavoro discografico entro Natale e lascia i giffoners con una massima: “È fondamentale evolversi, non siate pigri!”.
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#Giffoni50, la lezione di Ernia sulla “Nuova era del Rap” È tra i più apprezzati e seguiti rapper della nuova generazione si chiama Matteo Professione, in arte Ernia. Inizialmente il nome era Er-Nyah - nato per gioco tra i banchi di scuole alle medie, ha raccontato - e faceva parte della crew Troupe d’Elite con Ghali. Oggi è tra i più importanti esponenti della scena italiana che lo ha portato velocemente ad avere una particolare attenzione per la qualità delle sue canzoni. Raffinato quanto un cantautore e dal sound ipnotico ed ammaliatore ama la letteratura, ma con i giffoner ha ammesso che “Scrivere è una delle cose che mi piace di meno”. L’artista milanese è in grado di catturare il pubblico sin dalle prime note grazie alle suggestioni profonde che risultano atipiche in un panorama rap & trap spesso egocentrico e maschilista o votato all’ostentazione. Con il giornalista Roberto Pavanello, si è addentrato ne “La nuova era del Rap”. Ai giffoner, che al #Giffoni50 stanno facendo una full immersion nel mondo hip hop italiano, spiega storie ed evoluzioni, e in alcuni
casi involuzioni, dell’epopea rap e di quanto il mercato discografico sia totalmente concentrato su questi esponenti che hanno sostituito le tradizionali pop star, Ernia ha spiegato che “Oggi è più facile fare rap, mentre io ho fatto gavetta anche se l’esposizione avuta sin dagli inizi mi ha messo in difficoltà. Ero troppo piccolo frequentavo ancora il Liceo e l’ esperienze negative mi hanno formato”. “Oggi - ha aggiunto - c’è una bulimia nelle produzioni italiane, escono velocemente e il mercato prova ad assorbirle tanto che siamo costretti a pubblicare sempre nuove canzoni. Poi con l’avanzare dell’età si sviluppa una maturità tale che influisce anche sullo stile del rappato o di scrittura. Nella carriera di un artista ci sono più finestre che si chiudono e si riaprono, è un costante cambiamento artistico e personale”. Non si sente un rapper particolarmente solare, la sua vena scura si riflette nella musica come nella vita privata: “Ora mi sento più a mio agio e riesco a fare le cose con maggiore consapevolezza e mi sento felice”.
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29 Agosto 2020
Benedetta Macellaro Generator +13 - Sala Consilina THE CASTLE by Lina Lužytė (Lithuania/Ireland, 2019, 91’)
Giffoni è simbolo ed icona di libertà e di benessere. E’ il posto dove ognuno può ritrovare se stesso e conoscere contemporaneamente tante persone straordinarie.
ri sogni p o r p i e ir u o di inseg l l e u q è m l nel fi vivono o s i c iu h e c h c c a r e io le person e Il messagg t t u t e r a , sopraff ò r e p a z n e sempre, s intorno.
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29 Agosto 2020
esto film sia Credo che qu atti non ho if d , le a in ig r poco o ovità . Inoltre n a n u lc a o t a riscontr un finale ia b b a n o n o s pen leto. Per p m o c e t n e m sufficiente voto è sei. questo il mio
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29 Agosto 2020
Matteo Perrotta Generator +13 - Giurato da ben 9 anni - Salerno LIFE WITHOUT SARA AMAT by Laura Jou (Spain, 2019, 75’)
Giffoni per me è un punto di incontro tra ragazzi di tutto il mondo con la passione del cinema e la sua magia ti porta a sperare di tornare anche l’anno successivo.
ifficoltà d a ll e d e io g parla di corag e h c lm fi n u proiezione È a n U . e z z re are le sicu il percorso di abbandon a t n o c c ra , te adolescen ifficile. d e s che, per un e h c n a , à erso la liber t v a it c s re c a ll de
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In “Life w ithout S ara Ama por ta ad t” la prot abbando agonista nare il p è spinta Il mio vo roprio m dal desid to è sett ondo, in e. erio di li cerca di ber tà ch un luogo e la dove sen tirsi a ca sa.
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29 Agosto 2020
Ambiente, cibo e sostenibilità: Fondazione Barilla Sonia Massari è una ricercatrice in materia di sostenibilità, per la fondazione Barilla. «E’un gruppo che lavora sull’educazione ambientale», ha spiegato ai GIffoner, «e si muove in un ambiente che sa poco di obiettivi di sviluppo sostenibile. I giovani in particolare pensano che gli obiettivi sulla sostenibilità spettino alle generazioni future». Per esempio, i giovani n gran pare ignorano, secondo ricerche statistiche, cosa sia la sostenibilità, e il rapporto col cibo. IL valore della dieta mediterranea, ad esempio, non è riconosciuto. Le ricerche puntano sulla scuola, per creare valore, formando docenti. «Due anni fa, durante un seminario, alcuni docenti hanno risposto che non era una loro priorità. Se riuscissimo a far diventare la sostenibilità sexy, saremmo un mondo migliore» La nutrizione ha
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in sé tre paradossi al centro degli studi: «si muore per troppo cibo e per troppo poco, le risorse sono usate al quaranta per cento per auto e animali, infine con lo spreco di cibo potremo darne quattro volte di più a chi ne ha bisogno». Le ricerche svolte prevedono multidisciplinari e interdisciplinari, con prospettive aperte di lavoro basate su interazione e insiemi di competenze. L’aspetto transdisciplinare invece riguarda un approfondimento e un’esperienza maggiore nel settore di riferimento: tutto ciò si muove verso una soluzione. «Tutto questo serve a sviluppare innovazione collaborativa, con approccio empatico nella ricerca e risultati probabilmente totalmente inaspettate». Il Mooc, “Massive on-line course”, riguarda corsi online disponibili, in
particolare per la Barilla utilizzato per promuovere sistemi sostenibili nel mediterraneo. «SI tratta di creare cittadini consapevoli e aperti a comprendere cos’è questo territorio». Il lavoro di ricerca auspica uno scambio trasversale di competenze: «digitale e tradizione sono egualmente importanti. La salute è l’obiettivo, scienza e realtà quotidiana devono unirsi, la ricerca deve fare rete e arrivare a tutti». L’obiettivo auspicabile è far convergere le direzioni di passato e futuro, nell’ambito del food:«Dei mestieri devono reinventarsi e delle professioni saranno nuove. Anche l’artista diventerà una professione di questo settore, i consultans, gli esperti d’acqua, food scientists, energy experts. Bisogna pretendere che scuola e università preparino per questi mestieri».
N W WEB RADIO TV
29 Agosto 2020
Podeia: “I giovani preziosi per dare un messaggio di speranza”
Mito Krew firma le magliette di #Giffoni50 Quella di Antonio Podeia, amministratore delegato della Mito Krew, si definisce start up solo come anno di nascita, ma fa tesoro delle lunghe e faticose esperienze coltivate in Oriente nella produzione del settore tessile. Mito Krew nasce nel 2019 ed è un brand che mira a specializzarsi come linea di abbigliamento per le discipline tecnico-sportive. Partire dal Sud Italia per arrivare a svilupparsi in tutto il Paese e in Europa fa parte del background di questa azienda composta esclusivamente
da giovani. Quest’anno i giffoner indossano le t-shirt della freemont lab battipagliese, un prodotto esclusivamente made in Italy realizzato in 100% cotone, che mira con grande serietà e professionalità alla qualità del prodotto. Un progetto creato da ragazzi che ha deciso di sostenere il Festival dei ragazzi per antonomasia, per lo spirito di coinvolgimento che appartiene a questa speciale manifestazione e con l’obiettivo di mandare un messaggio alle nuove generazioni sull’inestimabile
GIFFONI NEWS Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione al numero 19751 DIRETTORE RESPONSABILE Marco Cesaro REDAZIONE Via Aldo Moro 84095 Giffoni Valle Piana (SA) tel. 089 80 23 001 m.cesaro@giffoniff.it www.giffoniff.it RESPONSABILI DEL TRATTAMENTO DEI DATI (d. Lgs. 196/2003): Marco Cesaro, Pietro Rinaldi
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importanza dello sport e delle attività fisiche. “Mito Krew in questo primo step sta lavorando molto nella promozione e nella promulgazione del marchio – dichiara Antonio Podeia, amministrato delegato Mito Krew - e abbiamo scelto il Giffoni Film Festival per due ragioni per lanciare un messaggio di rinascita in una fase molto delicata del nostro Paese ma soprattutto questo è un evento culturale legato ai giovani, ai loro desideri, alle loro emozioni”.
EDITORE Ente Autonomo Giffoni Experience Sede legale: Via Aldo Moro 84095 Giffoni Valle Piana (SA) PRESIDENTE Pietro Rinaldi CAPOREDATTORE Rita Esposito REDATTORI Barbara Cangiano Daniele Moschella Sabrina Sica IMPAGINAZIONE & GRAFICA Patrizia De Cristofaro
CONCESSIONARIA PER LA PUBBLICITÀ PER L’ITALIA E PER L’ESTERO Giffoni Media Service S.r.l., Sede legale e Direzione commerciale Via Aldo Moro 84095 - Giffoni Valle Piana (SA) Tel. 089 866 727 info@giffonimediaservice.it www.giffonimediaservice.it
29 Agosto 2020
Jacopo Genuardi e Simone La Rosa raccontano Vimove La startup catanese raccoglie fondi per progetti cinematografici attraverso il crowdfunding Questa sesta edizione di Next Generation ha dato occasione di conoscere tante nuove startup ma ha dato anche modo a vecchi amici di tornare nel mondo Giffoni. È il caso dei ragazzi di Vimove, giovane startup catanese con lo scopo di raccogliere fondi per progetti cinematografici attraverso il crowdfunding, rendendo però i vari mecenati veri e propri produttori del film tramite il concetto delle royalties. Con Giffoni Innovation Hub rinnovano per il secondo anno consecutivo un’amicizia nata ufficialmente lo scorso anno, quando Jacopo Genuardi e Simone
The Alpacop”, scritto e ideato da Gabriele Nicolosi in coproduzione con Vimove. L’episodio pilota è in fase di realizzazione. Siamo molto soddisfatti, l’attenzione sta salendo e ci sta aiutando molto anche l’interesse di personaggi noti nel mondo dell’animazione come Giorgio Vanni e Pietro Ubaldi. Stiamo cercando al momento ulteriori investitori e degli sponsor a livello istituzionale, per aumentare la credibilità di cui ogni progetto necessità. Poi è arrivato il Covid... Cinquant’anni di festival di cui si è inaugurata la factory ufficiale, col quale Giffoni Opportunity produrrà
del crowdsourcing, per permettere ad un regista emergente di avere altre persone a collaborare per un progetto cinematografico. Io credo che questo sarà il futuro del cinema. L’esperienza Giffoni quanto e come vi ha aiutato? Jacopo - Sicuramente nei contatti che riesce a creare. Si formano delle sinergie davvero importanti con persone che gravitano attorno al mondo Giffoni. Sia con Giffoni Innovation Hub, su temi quali il crowdfunding, lo sviluppo di startup e i nuovi modelli di business che sul lato cinematografico, dove la presenza di tanti produttori,
La Rosa, rispettivamente Ceo e Cto, parteciparono come relatori alla round table “Blockchain e Media”. Un anno è trascorso da quando avete avuto modo di presentarvi al mondo Giffoni tramite l’Hub. Cosa è cambiato da allora? Jacopo - Dall’anno scorso ad oggi è cambiato che alcuni progetti caricati sono in fase di produzione. Abbiamo ad esempio un documentario, “Sic Parvis Magna” e un cartone animato, “Alpacarl
i propri film e non ospiterà solo quelli visionati in tutto il mondo. Nel futuro c’è la possibilità che siano gli stessi utenti a decidere le storie da produrre? Simone - Assolutamente. Vimove nasce proprio con questa visione, in cui non è più il mercato a scegliere cosa guardare ma le persone stesse. Ribaltare il concetto che le persone, finanziando i progetti, possano decidere cosa vedere al cinema. Il concetto è un po’ quello
registi, media, offre numerose e nuove opportunità che altrove sarebbe più difficile recuperare. Un evento come Giffoni porta una commistione d’idee alle quali altrimenti non avresti accesso. Simone - Ogni anno Giffoni è stato il nostro punto di ripartenza. Il momento in cui ti confronti con tantissime esperienze diverse. E mai come quest’anno si ha bisogno di ripartire, quindi siamo davvero nel posto giusto.
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29 Agosto 2020
OGGI IN SALA
AFRAID by Daniele Suraci In un piccolo paese del sud della Calabria, Saro (10) è impegnato a superare le proprie paure, attendendo il ritorno di un padre smarrito nel dolore.
LUCE & ME by Isabella Salvetti Un bimbo di circa 10 anni è in macchina col padre romano e romanista. Sono in ritardo perché il derby sta per cominciare, ma prima devono passare alla recita. Il bimbo è vestito con una minigonna azzurra svolazzante .
SEPTEMBER by Giulia Louise Steigerwalt Maria e Sergio sono in classe insieme ma non si sono mai parlati. Di ritorno dalle vacanze estive Maria viene notata da Cristian, un ragazzo di cui è follemente infatuata. Cristian manda Sergio a chiederle se vuole stare con Christian.
TIMO’S WINTER by Giulio Mastromauro Timo, il più piccolo di una comunità greca di giostrai, si trova ad affrontare insieme ai suoi cari l’inverno più duro.
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KLOD by Giuseppe Marco Albano Klaudio è un ragazzo di 13 anni e il suo sogno è diventare un giocatore di basket. Un giorno il rombo di un’auto irrompe nel silenzio di una casa di campagna dove Klaudio vive con la sua famiglia. L’Albania non è più un posto sicuro.
OUR TIME by Veronica Spedicati Roberta vuole godersi gli ultimi giorni d’estate in spiaggia con i suoi amici, suo padre Donato invece la fa stare a casa per aiutare con le faccende domestiche. La distanza tra i due sembra incolmabile.
SULLE PUNTE by Ulisse Lendaro Sul palco, davanti alla commissione di un’accademia di danza, qualcosa tormenta Camilla. Ha preso il posto di Sara, la sua migliore amica, che si è ritirata a causa di un incidente. Ma si è trattato veramente di un incidente?
29 Agosto 2020 Rappresentano un’idea, sono collezionabili e indossarne una significa scegliere da che parte stare. Le spillette iPins caratterizzeranno le giornate di Giffoni 2020 che quest’anno festeggia i suoi 50 anni. Tutti i Giffoner avranno una spilla in latta tonda da appuntare alle proprie t-shirt, mentre ai Juros sarà consegnata quella dalla forma del logo dei 50 anni (realizzata in fusione e colorata in smalti). iPins.it nasce nel 2006, da un’idea made in Lettere (Napoli), “internet Pin store”: subito dopo con marchio iPins®. “E’ una grandissima opportunità ed un vero piacere essere a Giffoni come sponsor tecnico.. - dice Adriano Giordano, amministratore iPins - Con questa storica manifestazione cinematografica condividiamo le stesse idee e gli stessi sentimenti basati su innovazione, cinema e giovani”. iPins è un’azienda specializzata nella produzione di spillette, realizzabili in forme, dimensioni e materiali diversi a seconda del progetto. L’intento è quello di far affermare il concetto di “spilletta”, spesso erroneamente individuato come un accessorio di poco conto. Per iPins le spillette sono un “must have”. Graziose e cariche di forte impatto visivo, sono il perfetto mezzo di promozione. Quest’anno Giffoni rimodula, nel rispetto delle nuove normative anti Covid, la propria formula dividendo la manifestazione in 4 momenti da agosto a dicembre. Nella prima parte, dal 18 al 22 e nella seconda dal 24 al 29 agosto, iPins sarà presente a Giffoni con un proprio stand dove sarà possibile immergersi nell’esperienza iPins Giffoni50 e collezionare la spilla di Giffoni 50, realizzata in fusione, colorata in smalti, dimensioni 35 mm, al costo di 5 euro, oltre ad altri prodotti iPins Giffoni50 come elastici per
capelli, specchietti, magneti e d altro. La novità assoluta di iPins per coinvolgere tutti i Giffoner è “faccia da iPins”, il contest che iPins lancerà a Giffoni quest’anno. Scatta una foto e taggaci @ipins.it crea un post dal tuo account di Instagram aggiungi hashtag #ipinsamoilmondo il tema è “il mio mondo a Giffoni” I 5 scatti più rappresentativi verranno selezionati e verrà comunicato ai partecipanti, le 5 foto verranno pubblicate sull’account instagram @ipins.it. Vincerà la foto con più like e commenti. Il vincitore avrà l’opportunità di realizzare spille della propria faccia, trasformata in bozzetto cartoon da un artista e trasformata in spilla in fusione e colorata a smalti da iPins®. Ulteriori informazioni ed il regolamento consulta gli account iPins di Facebook, instagram e TikTok oltre alle pagine ufficiali di Giffoni Film Festival. Durante le proiezioni degli eventi a Giffoni50 verrà proiettato il primo corto-iPins promozionale, realizzato in occasione della partecipazione al Giffoni Film Festival, evento che segna il rilancio del marchio sul territorio nazionale ed oltre. 25 secondi leggeri: come Start indiscusse le Pin-protagoniste iPins (spillette) con partecipazione straordinaria de “il giovane iPinsoso”. Il cast-spillette: a forma di mongolfiera, di pesce di mondo. A forma di Giffoni50 e della sagoma de “il giovane iPinsoso”. Tutto il cast-spillette sarà disponibile sotto forma di set da collezione, realizzato in spillette vere e messo in vendita all’indirizzo iPins.it/Giffoni. Il corto è stato realizzato grazie al team di cybear.it. Dal 18 al 29 Agosto verranno trasmessi due simpaticissimi spot radio a tema cinema e Giffoni50, Grazie a Radio Punto Zero rpz.it - la Radio che accende il presente.
iPins® sbarca al Giffoni Film Festival Il marchio di spillette made in Campania realizza la spilla che celebra la 50ª edizione della manifestazione e lancia il primo web contest
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Vota per il Public Choice Award su www.regiostarsawards.eu Digital Academies for Inclusive Learning
Polo San Giovanni a Teduccio, Napoli
CATEGORIA Inclusive growth - Skills & Education for a digital Europe
School 2 experience festival
Iniziativa realizzata nell'ambito del Piano Nazionale Cinema per la Scuola promosso da
www.schoolexperience.it
Campania Giffoni Valle Piana
Scuole Primarie, Secondarie Primo e Secondo Grado
16|21 novembre
Terranova di Pollino Senise Sant’Arcangelo
Scuole Secondarie Primo e Secondo Grado
Scuole Secondarie Primo e Secondo Grado
12|15 ottobre
Palermo
Basilicata
4|7 novembre
Sicilia