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Daily 26 07 2018

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GIOVEDÌ 26 LUGLIO 2018 • ANNO 9  NUMERO 7

Giffoni

Modello di Governo


L’ABBRACCIO DI GIFFONI A LUIGI DI MAIO: “QUI UN MODELLO DI GOVERNO”

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L’abbraccio di Giffoni è tutto per Luigi Di Maio. Lungo il percorso che lo porta alla Cittadella del Cinema centinaia di smartphone illuminati immortalano l’arrivo del vice Premier, per fermarne un fotogramma che diventa subito ricordo, memoria. Poi, decine di selfie con i ragazzi, e ancora applausi. Qualcuno lo ferma, gli stringe la mano. “Luigi, non dimenticarti di noi precari della scuola”, gli chiede una giovane mamma. Quindi

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il saluto caloroso con il direttore Claudio Gubitosi e con il presidente di Giffoni Experience Pietro Rinaldi. «Voglio vedere la Multimedia Valley», dice subito il Ministro che è stato più volte ospite del Festival. Quest’anno brulica di vita tanto da essere entrata di diritto nei luoghi di Giffoni. Lungo la strada tante mani da stringere e piccoli giurati che riconoscono il personaggio politico visto in televisione. E’ un brillare


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Non è facile, ma la nostra generazione è chiamata a fare questo. Ce la metto tutta perché sono una persona di 32 anni, cresciuta in provincia di Napoli e che in questo territorio ha vissuto e ha tutti i suoi affetti». Oggi Luigi Di Maio è al Governo. Ci sono temi sensibili, relativi in particolare alla sfera dei diritti civili, su cui i ragazzi sollecitano chiarezza. Come si mette insieme la posizione dei Cinque Stelle con quella della Lega, unico e solo alleato di governo? Su questo Di Maio è molto chiaro: lo strumento scelto è il Contratto di Governo. Tutto quello che non è compreso, non si farà. E perché? Facile, perché non c’è accordo con Salvini: «Sui diritti sociali siamo d’accordo – ha spiegato - Su quelli civili no e non li toccheremo. Il Ministro della Salute ha detto che non ha intenzione di attentare alla normativa sui vaccini. A mio avviso il Ministro deve intervenire se c’è abbassamento dei livelli vaccinali. Se si raggiungono livelli europei, allora è giusto adeguarsi alla normativa europea. Credo che in Italia con il dialogo si possa ottenere molto di più».Il Contratto di Governo è un nuovo strumento: «Per la prima volta – ha aggiunto il Ministro - un governo nasce sui temi e poi sulle persone. E’ inaspettato? Lo è stato anche per me. Non c’è un solo voltagabbana perché nasce da un’identità politica precisa. Quello che riusciremo a fare è garantire più diritti sociali ai cittadini. In passato si usavano i diritti civili per vederci sottrarre quelli sociali. Oggi colmeremo il gap sui diritti sociali e non toccheremo quelli civili». E’ di destra o di sinistra tutto ciò? Di Maio non se lo chiede nemmeno: «Destra e sinistra - dice - appartengono ad uno schema superato. Con il decreto Dignità sono intervenuto su questioni prioritarie come la riduzione della burocrazia o il contrasto al precariato. Anche questi non sono temi di destra o di sinistra. Sono le cose che la gente ci chiede. I cittadini vogliono che si attui quanto è previsto in Costituzione, null’altro». Ancora applausi, ultima curiosità sul film che meglio incarna l’esperienza del Movimento Cinque Stelle. Di Maio stupisce tutti con la scelta de “I Diari della motocicletta”. «Ora diranno che Di Maio vuole fare Che Guevara. Invece questo film mi piace perché è a metà strada tra il viaggio, la politica, le emozioni». Il saluto alla sala è affidato ad un applauso entusiasta quando Di Maio conferma la sua volontà di accompagnare ancora Giffoni lungo il suo percorso. Fuori dalla Multimedia Valley c’è la sera, e in piazza il vicepremier si ferma al corner di Telefono Azzurro, dopo un affettuoso saluto con il Presidente Ernesto Caffo. Qui firma una t-shirt, salutando i giurati che si avvicinano per una foto. Poi ancora strette di mano, saluti e selfie. E’ notte e Di Maio saluta Giffoni. E ovviamente il suo è un arrivederci.

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di flash quello che accompagna la sera di Luigi Di Maio a Giffoni. Fino all’arrivo in sala Blu dove lo attendono i masterclassers di Giffoni. Il vice Premier non si sottrae alle domande. Risponde a tutte, anche a quelle un po’ insidiose: «Quando avevo la vostra età - ha detto - facevo lo stesso. Andavo agli incontri con i politici e facevo un po’ di polemica. Mi cacciavano. Ovviamente con me non accadrà. Sono qui per ascoltare». D’altronde il confronto è il sale di Giffoni, è il lievito che lo ha fatto diventare un evento conosciuto e amato in tutto il mondo. Di Maio lo conosce bene: «Ho sempre detto che Giffoni era un modello di governo. L’ho detto quando ero all’opposizione e ora, da ministro allo Sviluppo Economico e al Lavoro, voglio metterlo in atto. Questo microcosmo in realtà è un modello di governo. I due grandi temi che possono permettere di far rimanere i ragazzi in Italia sono rappresentati dalle mie deleghe. Dobbiamo contrastare l’emigrazione, soprattutto quella giovanile, perché se i giovani vanno via, vanno via le idee, le idee imprenditoriali ed il Paese perderà così forza economica e forza sociale». Per Di Maio Giffoni è capitale dell’innovazione: «La ricetta giusta è Giffoni - ha aggiunto - voi qui avete investito in tecnologia e cultura. C’è l’hub delle start up che negli anni mi ha sollecitato tante idee che voglio concretizzare ora da ministro». E Giffoni è anche area interna del Sud Italia. E’ Campania, quella stessa Campania dalla quale Di Maio arriva. E la questione meridionale è centrale nel suo intervento: «Il Sud merita una quota di investimenti pubblici - ha detto - per quanti cittadini ha. Rispetto al dato nazionale, dovremmo avere almeno il 35% di investimenti pubblici e così allo stato non è. Il primo bilancio lo porteremo in aula a dicembre, ma inizieremo a lavorarci. Metteremo in campo tutti gli strumenti per guardare al Sud nell’ottica di aiutare anche il Nord». Come si aiuta il Mezzogiorno? Non con un intervento straordinario, ma sistemico perché quella del Sud non è questione a sé, ma è materia pienamente nazionale. Su questo Di Maio insiste parecchio con la platea dei ragazzi di Giffoni: «Ci sono tante idee innovative, non per forza tecnologiche - dice - e per le quali i giovani devono pensare che lo Stato sia un tuo alleato e non per forza un tuo nemico. Noi veniamo da un’epoca in cui c’è stata l’economia della fatica. Poi siamo arrivati all’economia dell’intelligenza e adesso siamo in un’economia esperenziale che è quella di cui si occupa il mondo dell’industria creativa italiana. L’Italia è il Paese più creativo d’Europa e a breve oltre il 50% del mondo del lavoro sarà creativo. Conosco bene i ragazzi del Mezzogiorno, i loro problemi ma anche le loro potenzialità. Ce la metterò tutta. Certo, cambiare significa riuscire a far muovere un colosso.


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VINCENZO SPADAFORA SCRIVE AI GIFFONERS: “VOI SIETE GLI ATTORI DEL CAMBIAMENTO” La lettera del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega ai Giovani e alle Pari Opportunità ai giurati del Festival

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Care ragazze, cari ragazzi, caro Direttore, con grande rammarico, a causa di inderogabili impegni istituzionali non mi è stato possibile partecipare alla Masterclass programmata per il 25 luglio. Il mio rammarico non è di forma, ma sostanziale in quanto Giffoni rappresenta per me un appuntamento centrale dell’estate delle ragazze e dei ragazzi in Italia. Nel corso degli anni ho avuto la possibilità di toccare con mano l’energia che si respira a Giffoni, partecipandovi nell’ambito di diverse esperienza istituzionali che hanno preceduto la mia nomina a Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega ai Giovani e alle Pari Opportunità. Ed è la stessa energia che mi ha fortemente spinto nel corso di questi anni ad impegnarmi in tante battaglie. Siamo abituati a sentire spesso la frase: “i giovani sono il nostro futuro!”. Non è così. Voi siete il nostro presente, siete gli attori di un cambiamento che è già in corso e che non aspetta il “permesso” per esplodere e diramarsi. Da qui la grande responsabilità delle istituzioni nel garantire a voi l’accesso al maggior numero di opportunità, per conoscere, crescere, sbagliare e imparare dai vostri sbagli, per scegliere la strada migliore. Come ci ricorda la Convenzione ONU dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, l’ascolto delle vostre istanze, da parte delle istituzioni, deve essere alla base delle azioni e delle decisioni che hanno un impatto sulla vostra vita. A Giffoni nel corso degli anni ho incontrato tanti ragazzi, con una preziosa luce negli occhi. L’ascolto delle loro storie mi ha spesso aiutato ad orientare le mie scelte. Voglio pertanto consegnarvi, con queste poche righe, un augurio sincero: appassionatevi alle cose che fate e vivete questi anni con grande curiosità. A presto!

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ANGELO BORRELLI A GIFFONI 2018: “SIETE IL FUTURO DELLA PROTEZIONE CIVILE”

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Da Gubitosi e dal capo della Protezione Civile solidarietà al popolo greco colpito dagli incendi

Dal terremoto del 23 novembre 1980 che devastò l’Irpinia fino al terremoto di Ischia dello scorso agosto: la storia della Protezione Civile italiana è legata al filo doppio alla Campania. E dalla Campania, da Giffoni, grazie alle parole del direttore Claudio Gubitosi, arriva forte la solidarietà al popolo greco per la tragedia che in queste ore sta vivendo a causa degli incendi che hanno devastato Atene e l’Attica con un impressionante bilancio, ancora non definitivo, di vittime e feriti. “Mi veniva in mente – ha dichiarato Gubitosi – che l’anno scorso proprio in questi giorni c’era il Vesuvio in fiamme. Quest’anno le cose sono molto diverse, ma a due passi da noi sta accadendo una vera tragedia. Siamo vicini in maniera autentica ai nostri amici greci per quanto sta accadendo”. Ospite di Giffoni il Capo del Dipartimento Nazionale della Proterzione Civile, Angelo Borrelli, che insieme a Gubitosi e al presidente di Giffoni Experience, Pietro Rinaldi, ha siglato un protocollo d’intesa che di fatto avvia una collaborazione strutturata ed organica tra il Dipartimento e Giffoni perché la prevenzione rientra a pieno titolo tra gli obiettivi costitutivi della 26 Luglio 2018

Protezione Civile e la prevenzione non può che passare per le nuove generazioni per le quali Giffoni, da 48 anni è diventato un imprescindibile riferimento formativo e culturale. “Come Protezione Civile - ha dichiarato Borrelli - abbiamo in dotazione sedici Canadair. In questi giorni due sono operativi in Svezia e due proprio in Grecia perché nel mondo della Protezione Civile funziona molto bene il meccanismo della solidarietà a livello europeo”. Borrelli ha visitato poi tutte le strutture e le attività di Giffoni: dalla Cittadella del Cinema alla nuova Multimedia Valley. «È importante esserci - ha aggiunto Borrelli - perché voi siete la futura classe dirigente del nostro Paese, siete la nostra speranza, siete cittadini e quindi siete anche voi la Protezione Civile”. Il Capo della Protezione Civile ha espresso il suo rallegramento per la qualità del piano di sicurezza messo in campo per il Festival, soprattutto in riferimento all’elevatissimo numero di visitatori presenti quotidianamente. “Giffoni – ha dichiarato Gubitosi - è un insieme di progettualità che qui si incontrano. Voglio ringraziare Angelo Borrelli perché sono molto soddisfatto del progetto che abbiamo messo su insieme. A tutti i giovani qui presenti dico che oggi siete testimoni della firma di un accordo che è importante perché riguarda la nostra sicurezza e perché mette insieme persone diverse. In questo modo facciamo bene alle nostre esistenze e facciamo bene all’Italia”. Borrelli ha chiuso la giornata a Giffoni incontrando i giurati di Masterclass Green, con un intervento concentrato sulla prevenzione degli incendi boschivi.


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“Forza Grecia” e una bandiera sullo schermo della Sala Sordi ad accompagnare “We are the world”: un messaggio d’amore, carico di speranza e solidarietà quello che parte dagli Elements +10 della 48esima edizione del Giffoni Film Festival. Vicini al dolore e alle fiamme che stanno devastando la Grecia negli ultimi giorni. “Vorrei che ci trasformassimo in acqua per spegnere il fuoco della Grecia – ha spiegato Orazio Cerino, facilitator dei giurati Elements +10 -. Non dovete pensare mai che quello che succede nel Mondo non vi appartiene. La Grecia non è solo il luogo dove si va in vacanza, è il posto dove è nata la filosofia, il teatro e il cinema. Anche noi dobbiamo difendere la Grecia, dobbiamo sentirci vicini a tutte quelle persone che sono protagoniste di giorni di terrore scanditi dal dolore”. Un abbraccio virtuale, pronto a volare sulle ali della speranza verso un futuro che vada a spegnere disastri come quelli che la Grecia sta affrontando e patendo. “L’acqua è il tema di questa edizione del Festival

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GIFFONI 2018, GLI ELEMENTS+10 PER LA GRECIA: “VORREMMO POTER ESSERE ACQUA E SPEGNERE GLI INCENDI”

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– ha continuato Cerino, spiegando ai giffoners la gravità di quelle immagini che in questi giorni circolano in rete -, ne state capendo l’importanza e state approfondendo temi legati ad un bene così fondamentale. La nostra Terra va rispettata e salvaguardata e voi dovete essere testimoni di questa esigenza, dovete correggere le brutte abitudini dei grandi e quella superficialità che spesso porta a disastri ambientali e umani”. E quel “Forza Grecia” dei giffoners si è sentito forte e chiaro, oltre barriere e confini. “Spesso ci troviamo in Sala a parlare dei supereroi dei film che guardiamo – ha sottolineato ancora Cerino -. Anche i vigili del fuoco sono dei supereroi che tutti i giorni rischiano la vita per il bene di tutti noi. Anche quando ci dicono di lasciare liberi i corridoi e di fare attenzione alla disposizione delle sedie ci stanno difendendo, non dovete sottovalutarle mai certe cose”. Perché il Festival è anche questo, condivisione e solidarietà: forza Grecia, Giffoni è la tua acqua.


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JEREMY IRVINE AI GIFFONERS: “LA VOSTRA ENERGIA FA LA DIFFERENZA, QUESTO FESTIVAL È IL PIÙ BELLO DEL MONDO”

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L’attore al Festival per l’anteprima di “Mamma Mia! Ci risiamo” Grandi emozioni nella Cittadella del Cinema di Giffoni insieme a Jeremy Irvine: dopo una lunga attesa, i giovani giurati hanno incontrato il loro idolo, presto sul grande schermo nel ruolo di Sam in Mamma Mia! Ci risiamo, in anteprima italiana al Giffoni 2018. Abito più adatto non poteva indossarlo: per il suo water carpet e l’incontro con le giurie in Sala Truffaut alla 48esima edizione del Giffoni Film Festival, Jeremy Irvine si è vestito elegante “perché è un momento speciale”, come lui stesso ha rivelato. A soli 28 anni, Irvine è già una star: d’altronde, dopo aver debuttato con Steven Spielberg in War Horse, Hollywood gli ha spalancato le porte. E lui spalanca il suo cuore ai giffoners: “Questa manifestazione – ha detto con entusiasmo – è la più bella del mondo. E ne ammiro anche l’impegno sociale. Ho saputo della campagna contro il bullismo ed è ammirevole. Da ragazzo a scuola l’ho subito e so quanto sia importante trasformare la frustrazione in energia positiva da incanalare nelle nostre passioni”. Nella pellicola interpreta Sam, ossia la versione teenager di Pierce Brosnan che s’innamora dell’irriverente Donna 26 Luglio 2018


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(Meryl Streep nell’originale e Lily James nei flashback della storia). “Sono felicissimo – ha aggiunto l’interprete britannico – di far parte di questo gruppo incredibile e non solo perché ho l’onore di ritrovare Colin Firth ma perché porta un patrimonio musicale come quello degli ABBA anche alle nuove generazioni”. Al limite dell’emozione, i giurati della categoria Generator sapevano già cosa chiedergli, ma non prima di averlo accolto appropriatamente al suo primo Giffoni: “Non ho mai ricevuto un’accoglienza tanto calorosa – ha confessato Irvine – e anche il video di benvenuto che avete preparato per me è eccezionale”. L’attore del sequel di Mamma Mia! non è mancato di dispensare i consigli, particolarmente ai giurati che sognano di intraprendere la sua stessa carriera cinematografica: “Non accettate un ‘no’ come risposta – ha esortato l’attore - io sono abbastanza inesperto, ma anche i miei colleghi mi hanno confermato che di ‘no’ ce ne saranno ancora tanti ad attendermi. Non dovete mai arrendervi. Tenete duro. La tenacia vi ricompenserà”. Un consiglio, il suo, che vale nel cinema come nella vita purché ci sia sempre quell’energia unica che si respira al Giffoni Film Festival: “Ho trascorso le ultime tre e ore a fare interviste con la stampa, ma le vostre domande sono quelle migliori: è la vostra energia a fare la differenza”. Quanto alle lezioni di vita vere e proprie, Jeremy Irvine non si risparmia, anzi si impegna a dare il buon esempio: “Una delle lezioni che ho imparato – ha concluso - è di non lasciarsi guidare dalla rabbia, ma canalizzare le energie in ciò che piace”. Lui, ad esempio, ha fatto del cinema il suo più grande appiglio ed è stato “salvato dalla recitazione”. Oltre all’immensa gratitudine destinata al calore dei Giffoners, non ha dimenticato di ringraziare tutti i maestri che lo hanno aiutato, a partire da Steven Spielberg che fu regista del suo primo film.


ILENIA PASTORELLI COMMOSSA: “GIFFONERS, TUTTI PROMOSSI!”

“Siete fantastici. Mi avete fatto emozionare. Ora registro un video e vi dedico una storia di Instagram. Siete tutti promossi!”: Ilenia Pastorelli è entusiasta di incontrare i giurati del Giffoni 2018 e si vede. Scherza, li coinvolge, li diverte, si diverte e i giurati hanno risposto con un calore che l’ha commossa. “Non mi aspettavo tutto questo affetto perché io ho iniziato da poco. Vi dico

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L’attrice romana torna al Festival e si commuove parlando con i giurati

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grazie con tutto il cuore perché vuol dire che sono riuscita ad arrivarvi”. Ha ribadito poi uno dei punti cardine per un giffoners, guardare alla sostanza: “Spesso la gente giudica per quello che ha non per quello che è - dice la Pastorelli - e questo li rende superficiali. Così non faranno molta strada. Io ‘faccio’ l’attrice, ma ‘sono’ un’altra persona: ‘ho’ il David di Donatello ma non ‘sono’ il David”. Quel premio però ha il suo peso: “Mi ha dato una grande responsabilità, in un certo senso mi ha cambiato. Ogni volta che leggo una sceneggiatura mi preoccupo che ne sia all’altezza. Penso a lungo prima di accettare qualsiasi ruolo perché è meglio non fare nulla che fare scelte sbagliate”. Il monito è molto lucido: “Chi si monta la testa e poi cade si fa più male. Meglio restare con i piedi per terra”.


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‘La prossima volta posso venire anche io?”. A proposito di madri e figli, Simona Cavallari sarà Luisa Bentivegna, la mamma del giudice Giovanni Falcone, nel corto “U Muschittiri”, di Vito Palumbo: “Sento la responsabilità di questa interpretazione, da attrice e da madre: Maria, la sorella del giudice Giovanni Falcone, ha seguito da vicino il progetto e si è detta contenta del risultato. Devo dire che è stato molto bello ‘raccontare’ il Falcone bambino e scoprire le paure del piccolo Giovanni. Nessuno lo aveva mai fatto”. Cinema, ma anche teatro per la versatile attrice: nella prossima stagione sarà a teatro in Amami Ancora, con Ettore Bassi e la regia di Stefano Artissunch: “E’ un progetto che mi affascina e mi spaventa: è da molti anni che non faccio teatro e l’emozione si sente”.

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“È sempre bello tornare a Giffoni, ancora di più a distanza di anni, ora che ho tanta esperienza in più da condividere con i ragazzi”: ha gli occhi che sorridono Simona Cavallari, pronta a incontrare gli Elements +10 in Sala Sordi. “L’energia che si respira qui - ha detto l’attrice incontrando la giuria - non è cambiata. Il Festival è cresciuto, anzi siamo nati e cresciuti insieme e, se possibile, è ancora più bello. Cultura, curiosità, carica: per me, Giffoni è tutto questo. Ed è un bene da tutelare: è uno dei pochi eventi culturali dedicati ai ragazzi, capace di stimolarli, di tenerli lontani dai cellulari, di coinvolgerli. Per fortuna Giffoni esiste”. Venti anni fa, ragazzina tra i ragazzini, oggi attrice affermata e madre di tre figli. “Ho raccontato al più piccolo (Levon Axel, 7 anni) tutto quello che succede qui a Giffoni. Ci ha pensato un attimo e mi ha detto:

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SIMONA CAVALLARI: “GIFFONI È UN BENE DA TUTELARE” L’attrice torna al Festival tra ricordi, famiglia, cinema e teatro


Sono stati Salvatore Aranzulla e Oscar Cosulich gli ospiti della Masterclass Classic della mattinata. Il blogger e divulgatore informatico e il giornalista, dopo la visione in anteprima nazionale di SEARCHING, nelle sale italiane dal 18 ottobre distribuito da Warner Bros Entertainment Italia, hanno risposto con puntualità ai quesiti sorti in seguito alla visione del lungometraggio dalle tinte thriller iper-moderne. Il film, raccontato interamente attraverso i dispositivi tecnologici utilizzati quotidianamente per comunicare, porterà David a rintracciare tutti i movimenti informatici di sua figlia prima che scompaia per sempre. “Il lungometraggio che prende drammaticamente forma a partire da una chiamata persa della figlia al padre, non è il solito thriller: tutta l’azione si svolge sullo schermo dei computer”, ha raccontato Oscar Cosulich, uno dei tanti esperti di cinema che ha espresso critiche positive sull’opera cinematografica. “A partire dall’incontro, figurato e reale, tra l’uomo e i dispositivi tecnologici inizierà un percorso di ricostruzione dell’esistenza dell’adolescente,

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A GIFFONI 2018 ARANZULLA E COSULICH PRESENTANO L’ANTEPRIMA DI SEARCHING: “UTILIZZATE I SOCIAL IN MANIERA CONSAPEVOLE” Il blogger e il giornalista per presentare in anteprima nazionale “Searching”

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giungendo a conoscere i suoi contatti e soprattutto i suoi problemi”. A sancire il plauso da parte dei masterclasser è stata soprattutto la veridicità del film, della medesima casa di produzione che aveva curato Unfriended, il thriller soprannaturale del 2014 che aveva rivoluzionato i canoni della cinematografia svolgendosi per intero sugli schermi. “Per esperienza personale - ha spiegato Aranzulla - ho avuto spesso la sensazione che si trattassero queste esperienze con i dispositivi tecnologici in maniera leggera e soprattutto poco corrispondente alla realtà. Quest’opera, viceversa, mi ha colpito per la sua aderenza ai lati oscuri dell’universo tecnologico, alle problematiche che potrebbero insorgere a causa di un utilizzo non consapevole dei social e dell’informatica”. l blogger e il giornalista sono stati difatti unanimi circa la necessità di un utilizzo oculato dei social network: “Il diritto all’oblio è spesso più formale che reale. Voi giovani fruitori informati e coscienti, perciò, avete il dovere di utilizzare queste piattaforme sapendo che, in qualunque momento, potrebbero trasformarsi in un’arma a doppio taglio”.


DUCCIO FORZANO INCORAGGIA I GIFFONERS: “NON RINUNCIATE A FARE DELLA CREATIVITÀ IL VOSTRO LAVORO” dal banco regia, ma dal riversaggi delle vecchie vhs in digitale”. Con la curiosità e la preparazione tecnica che li contraddistingue, i ragazzi della Masterclass hanno riempito Duccio Forzano di domande, anche su Sanremo che ha già diretto per 5 volte: nel 2019 sarà il suo sesto Festival, il secondo con la direzione artistica di Claudio Baglioni, tra i primi a credere nelle sue capacità e con il quale si è creato un ormai ventennale rapporto di amicizia e stima professionale. E proprio “La ripresa sul set come nella vita” è il titolo scelto per un percorso formativo da lui ideato, e a breve al debutto, tutto dedicato ai ragazzi. Lui che ha affrontato la vita con ‘gli occhi della tigre’, per citare il film che lo ha ispirato, ha incoraggiato i giffoners a seguire la propria passione: “Studiate, siate curiosi, rinnovatevi: non rinunciate a fare della vostra creatività il vostro lavoro”.

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Non sapeva di essere un ‘talento’ dell’audiovisivo, lo ha semplicemente scoperto mentre faceva mille altri lavori come ha raccontato nel suo romanzo, “Come Rocky Balboa”, costruito tra l’autobiografia e il racconto di formazione. “Se vuoi fare il regista devi voler raccontare, devi riuscire a emozionare. Non basta la tecnica, ci vuole anche un pizzico di follia. Puoi farlo con il video, con la penna, ma devi volerlo fare” ha detto il regista, pronto a condividere con i ragazzi della Classic la sua esperienza alla regia. “Quando ero alle ‘prime armi’ i miei maestri mantenevano per sé i propri segreti. Io no, io voglio condividere quello che so con i giovani, soprattutto quando riesco a trovare qualcuno che abbia una vera passione. Molti sono affascinati solo dallo show-biz, ma questo è un mestiere e ha la sua gavetta: non si inizia

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Il regista televisivo ritorna a Giffoni tra letteratura e il Festival di Sanremo

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#NONSTIAMOZITTI: GIFFONI FILM FESTIVAL E TELEFONO AZZURRO METTONO IL BULLISMO SPALLE AL MURO ascoltare i ragazzi e possiamo dare risposte alle loro domande”. Attraverso il cortometraggio “Non stiamo zitti”, scritto e diretto da Jacopo Gubitosi - responsabile strategie aziendale del Giffoni Experience - e prodotto da Innovation Hub e Telefono Azzurro, lanciare quindi un messaggio di speranza capace di arrivare agli occhi e alle orecchie di chi quotidianamente si trova a fare i

con Telefono Azzurro – ha spiegato il Direttore Claudio Gubitosi - c’è un’amicizia che dura da oltre trent’anni. Telefono Azzurro è proprio come il Festival, necessario”. Una collaborazione preziosa, sigillata ieri in questa 48esima edizione nel segno della campagna #NonStiamoZitti. “Grazie a Claudio per aver costruito questo sogno, questo Festival è anche un pezzo della mia vita – ha spiegato Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro -. Ho partecipato ogni anno, con entusiasmo. Tutte le volte che torno qui tocco con mano la trasformazione e l’affermazione di un Mondo come questo. Un Mondo che va a braccetto con il nostro, perché insieme possiamo

conti con le ingiustizie e la superficialità. “Bisogna ascoltare chi vive momenti di difficoltà – ha spiegato Jacopo Gubitosi -. Bisogna fargli capire che non sono soli. E per farlo, quale modo migliore se non quello di racconatre una storia capace di smuovere coscienze? Una storia in grado di dare riscatto e che spinga al coraggio e vad ad allontanare il silenzio e la paura”. Allontanare quindi dal tormento e dalla sofferenza attraverso immagini cariche di emozioni e sentimento che vedono come protagonisti i giffoners, attori d’eccellenza di un progetto importante quanto necessario. “È stato importante per noi affrontare una tematica importante come quella del bullismo

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Torna al Festival #NonStiamoZitti, la campagna contro il bullismo di Telefono Azzurro che vede la riconferma del Giffoni Film Festival come partner e come trampolino di lancio del messaggio verso i giovani. Bisogna partire dai giovani, dalla loro curiosità e intelligenza per parlare al loro cuore e allontanare i silenzi capaci di generare ferite che restano aperte. “Abbiamo molte cose in comune

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un onore per me essere testimonial e protagonista di un progetto come questo, spero che questo messaggio arrivi forte a tutti ma soprattutto a chi è vittima di episodi di violenza e bullismo”. #NonStiamoZitti è un viaggio di emozioni, una mano tesa, una carezza. È il desiderio di voler fare di più nel segno di un’amicizia trentennale. “Ernesto è tra le persone più belle che io abbia mai conosciuto - ha concluso Gubitosi - noi continuiamo a camminare insieme, perché Giffoni Film Festival e Telefono Azzurro hanno ancora tanto da fare per i nostri ragazzi”.

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– ha raccontato Martina, una delle attrici del corto -. Spesso non ci accorgiamo di quanto una battuta o un’offesa possa ferire, diamo tutto troppo per scontato”. Spingere e divulgare un messaggio contro il silenzio, un messaggio che anticipi risposte concrete: “Chi è vittima di bullismo tiene tutto dentro per troppo tempo – ha continuato Caffo -. Questo corto deve far luce, deve riuscire a porre ulteriormente l’attenzione su questa piaga della società. Ed il messaggio parte da qui perché devono essere proprio i giovani a divulgarlo”. Tra i protagonisti del corto, Lodovica Comello: “È stato

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Ad accoglierlo una “Pensa” accompagnata dal suono delle chitarre dei masterclasser e dalla loro voce emozionata. Fabrizio Moro ospite ieri della 48esima edizione del Giffoni Film Festival per un incontro intenso e passionale. Cantautore discreto, dalla voce roca e graffiante: “Scrivere canzoni per me vuol dire lasciare delle fotografie che possano rimanere indelebili nel tempo”. Istanti ed emozioni trattenute in note capaci di avvolgere. “Avevo 30 anni quando ho scritto Pensa - ha raccontato Moro- e l’ho fatto senza pensare che potesse diventare un manifesto importante”. La visione dell’ultimo discorso di Paolo Borsellino prima dell’attentato di via D’Amelio ha ispirato uno dei brani più intensi e significativi del cantautore romano: “Ho visto il coraggio di un uomo che aveva scelto di mettersi a disposizione del popolo italiano. Di getto ho scritto le parole di questa canzone con l’intento di lasciare una testimonianza nel tempo. E con la musica si può fare». Un incontro scandito da

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FABRIZIO MORO: “SCRIVERE CANZONI PER ME È COME LASCIARE DELLE FOTOGRAFIE DELLA REALTÀ”

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emozioni, racconti e testimonianze di una musica che custodisce messaggi. Che diventa portavoce di conoscenza e scoperta. “Sono tanti i bambini e i ragazzi che si sono avvicinati a due grandi uomini come Falcone e Borsellino dopo aver ascoltato la mia canzone - ha continuato Moro -, questa è la forza della musica. Che si lascia conoscere”. Per Moro la musica deve essere impegno, costanza e bisogno. “Io scrivo canzoni per esorcizzare le mie paure - ha continuato -. Quando una cosa mi dà fastidio devo scrivere, devo comunicarla. Le mie canzoni parlano di quello che vorrei essere e che ancora non sono». Il suo approccio alla canzone è “trasparente, istintivo e semplice”, come è stato per la canzone vincitrice di Sanremo 2018 Non mi avete fatto niente scritta a quattro mani con Ermal Meta: “L’abbiamo scritta insieme, ma di certo non pensavamo a cosa sarebbe successo dopo, al fatto che con quella canzone avremmo poi vinto Sanremo”.


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FEDERICA ABBATE A MUSIC&RADIO: “IL SUCCESSO ARRIVA SE DAVVERO CI SONO LE QUALITÀ”

Ma in che modo farlo? “Ogni aspetto della propria vita deve rappresentativo della persona: le canzoni, il modo di essere, anche il modo di vestire. Niente di artificioso, basta essere se stessi. In questo modo si riesce a essere unici, e come risultato chi ascolta una canzone riesce a ricordare anche l’autore. Una specie di fidelizzazione”. Esistono anche canzoni “pericolose” per gli interpreti, perché diventando dei tormentoni, dopo il periodo breve di notorietà passano di moda, facendo dimenticare anche chi le canta. “Per questo – ha aggiunto Federica Abbate – è necessario ricercare un lavoro di costruzione

è Levante, gli altri sono tutti provenienti da quel mondo televisivo” ha spiegato Dario Giovannini, aggiungendo come, tra le qualità necessarie per sfondare non basti solo una bella voce: “È necessario anche fare delle buone canzoni, così come è necessaria la coerenza. In un mondo dove quotidianamente, su Spotify veniamo bombardati da più di 30 nuove canzoni al giorno, è necessario distinguersi”.

di piccoli pezzi che realizzino un puzzle, così da contribuire alla costruzione di una propria immagine, realizzandola pian piano e mettendoci la propria personalità». Il successo? Secondo la cantautrice milanese non è solo la canzone che porta alla notorietà: «tante cose che devono intersecarsi, ma la musica è democratica. Chi deve essere premiato, viene premiato, magari dopo mesi o anni, ma il successo arriva”.

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Scrivere e produrre una hit è semplice o necessita di un consistente lavoro alle spalle? In che modo si può raggiungere il successo per un cantautore? Di questo e tanto altro si è discusso a Terravecchia con due nomi del mondo musicale italiano, Dario Giovannini, di Carosello Records, e Federica Abbate, cantautrice, che nonostante la giovane età ha già inanellato una serie di successi - RomaBangkok e Nessun grado di separazione, ma anche Moscow Mule di Benji & Fede - che l’hanno fatta rapidamente conoscere tra il pubblico più giovane. “In Italia, oggi, l’unica donna che può vantare di non aver raggiunto la notorietà grazie ai talent

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permesso quindi di crescere e di essere visibili”. Ma come muove i primi passi il trio comico degli Autogol? Dopo essersi conosciuti sui banchi di scuola, fondano nel 2006 un gruppo comico teatrale, con il quale girano i teatri di Pavia e provincia, presentando i loro spettacoli, interamente scritti da loro. “Dopo il teatro, passiamo in una radio locale, a Pavia. Il format di quel programma è lo stesso di adesso, solo in scala più grande. Si danno notizie con un tono più leggero e poi si condisce con imitazioni” ha aggiunto Iraci. Il web dà una grande libertà, ma dall’altro lato impone tempi più stretti: “sul web, si youtube, per esempio, si vede subito chi ha commentato, chi ha condiviso o chi ha messo like. Il riscontro si ha subito, mentre in radio i tempi sono più lunghi, il ritmo è diverso»” ha concluso Negroni.

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Del rapporto tra i social e radio hanno parlato, a Terravecchia, gli Autogol (Alessandro Iraci, Michele Negroni e Michele Trolli in arte Rollo), insieme ai ragazzi della Masterclass Music & Radio. Il trio comico, che conduce un programma su Radio 105 dal titolo Autogol 105, è partito dal teatro, confluito sul web e sfociato poi in radio. “Il web è un magnifico strumento, dove hai carta bianca. In radio no, hai uno spazio e devi usarlo al meglio, rispettando spazi e direttive editoriali. Altra differenza è che la radio ha un pubblico che interagisce con sms e telefono, mentre il web ha like e dislike, per esempio” ha detto Alessandro Trolli, sottolineando come il pubblico, sul web, riesce a dare un feedback quasi immediato, per far capire cosa piace o non piace. “Senza il web, adesso non saremmo a Radio 105 – ha ammesso Trolli – e ci ha

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IL RAPPORTO TRA RADIO E SOCIAL: MASTERCLASS A TERRAVECCHIA CON AUTOGOL 105

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COMIX E LA BAND IL PAGANTE, DAL WEB AL SUCCESSO CON LA WARNER MUSIC sul web e registrando milioni di visualizzazioni sui loro canali social, consolidandosi come trend setter di lifestlyle giovanile. Il 2016 segna il debutto con una major discografica come Warner Music, che distribuisce “Entro in pass”, l’album che raccoglie, insieme a diversi inediti, tutti i successi degli anni precedenti del trio, raccontando con scanzonata ironia la realtà in cui vivono i giovani in Italia, da una parte costruendo una parodia

è stato ospite di programmi TV e festival come il “Coca Cola Summer Festival”, gli “MTV Music Awards” e i “Wind Music Awards”. “Siamo partiti alcuni anni fa - hanno i componenti del trio - con i video realizzati per gioco, video musicali che giravamo con un iPhone 4 , uno strumento che ci ha permesso di rendere il nostro prodotto virale grazie anche a Youtube. Abbiamo così costruito il progetto Il Pagante, tramutandolo in

della gioventù milanese, dove sono proprio i giovani a parlare di giovani, tra moda, mondanità, vita notturna e scuola. Tra il 2012 e il 2016 raggiungono il successo con hit come “Sbatti”, “Faccio After” e “Pettinero”, diventando velocemente virali

dei suoi aspetti più estremi e controversi, dall’altra facendosi portavoce delle abitudini e dei luoghi comuni dei più giovani, dalle notti in discoteca fino agli esami universitari. Dopo essersi esibiti sui palchi dei più importanti club nazionali, il trio

progetto musicale. Ai giovani consigliamo di provarci in tutti i modi. Oggi ci sono porte per tutti, e strumenti che ti consentono di condividere il tuo mondo come i social network. Se è un’idea che funziona bisogna spingere e crederci”.

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COMIX arriva al quarto appuntamento, al Giffoni Film Festival, dedicato agli artisti-testimonial dell’Agenda omonima. Dopo Mariasole Pollio e Jenny De Nucci, nella Cittadella del Cinema per ragazzi arriva la band Il Pagante. Il Pagante è un trio milanese composto da Roberta Branchini, Federica Napoli e Eddy Veerus, nato da un progetto web, la cui idea originaria era quella di fare sarcasmo su alcuni atteggiamenti

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“L’AFRICANO”TRA FEDE E MUSICA: LA STORIA DI FRANCO TIANO A Giffoni2018 il documentario sulla figura dell’artista paganese

alla città di Pagani. Il percorso che abbiamo compiuto per realizzare questo lavoro, ha lasciato dentro ognuno di noi parte della sua anima. Francesco, nel corso della sua vita, era il raccordo tra la tradizione orale e la realtà attuale”. Tradizione e realtà fatte di musica, di

Tiano. Un omaggio all’artista paganese a dieci anni dalla sua scomparsa. Proiettato nella Sala Verde della Multimedia Valley, il documentario ha raccontato, grazie alle testimonianze di musicisti, cantanti e amici di una vita, una persona sui generis, a cui si deve la riscoperta, e parte della ritualità della festa della “Madonna delle Galline”, che si celebra ogni anno a Pagani a partire dal venerdì in Albis. Il documentario racconta la vita professionale, umana e artistica, ma soprattutto spirituale, di Franco Tiano, dagli anni ‘70 ai primi anni 2000, restituendo, insieme alla sua storia, un panorama complessivo delle tradizioni e delle culture popolari campane. Santino Desiderio, esperto di musica e una delle menti di questo progetto, ha parlato della genesi di questo omaggio-documentario: “’idea - ha raccontato - è nata grazie al nostro spirito di appartenenza

tammorre. “Aveva un carattere un po’ ribelle, ma devo tanto a questo personaggio, che mi ha fatto muovere i primi passi in questo mondo e che tanto mi ha insegnato - ha raccontato, invece, Ugo Maiorano -Poco tempo prima della Festa, Francesco chiamava tutti i tammorrari, spinto dalla volontà di recuperare questa tradizione. Oggi è una festa che coinvolge tutta la città e questo lo dobbiamo a Franco Tiano. tutto grazie alla musica, che ha il potere di unire e non dividere». Marcello Colasurdo, cantore, è una delle persone che ha vissuto in stretto contatto, quasi in simbiosi, con Francesco Tiano. “Era una persona fuori dalle righe, un misto di ritualità e sacralità. Grazie a lui la Festa della Madonna delle Galline è stata reinterpretata ritornando alla tradizione e riavvicinando il popolo, che ha sempre cantato e suonato con la tammorra”.

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Quella dell’Africano è una storia che andava raccontata. E il modo che è stato scelto per raccontarla è un documentario, prodotto dall’Associazione culturale “Ambress’… Am Press” per la regia di Laura Mandolesi Ferrini, che ripercorre la storia di Francesco

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GIFFONI 2018, CASCONE PRESENTA LA SMART MOBILITY E GUBITOSI SOGNA LA METROPOLITANA LEGGERA Il presidente della commissione Mobilità della Regione Campania ospite di Masterclass Talk

Campania, Gaetano Ratto, e Massimo Bisogno, responsabile dell’Acamir. “Smart Mobility è un progetto articolato e complesso – ha spiegato Cascone - Abbiamo immaginato di investire molto sulle tecnologie legate alla bigliettazione e su quelle presenti sui mezzi, dal wi-fi alla scheda magnetica. E poi c’è tanto lavoro da fare nelle stazioni, che in Campania sono 130 e, se consideriamo quelle di

“Voglio mettere un po’ di confusione creativa – esclama Gubitosi - Ma quando Giffoni è nata, 48 anni fa, non era un’idea folle? E allora dobbiamo credere alle follie”. Del resto, lo stesso progetto presentato ai masterclasser nel corso del faccia a faccia all’Antica Ramiera, Smart Mobility, è molto ambizioso. L’obiettivo è avvicinare le persone al trasporto pubblico locale e avvantaggiarle rispetto all’uso dei mezzi. E dunque, per rendere questi ultimi fruibili, fare ricorso alla tecnologia. Come? Trasportando su smartphone, tra le altre cose, il “pezzettino” di carta, ovvero il biglietto, per viaggiare sul mezzo pubblico. Smart Mobility è tutto questo e anche di più. A spiegare ai giovani cosa c’è dietro e come funziona ci pensano, con Cascone, anche il presidente del Consorzio Unico

Trenitalia, sono oltre 400. Per ognuna vogliamo creare una smart station, tant’è che a tal fine la Regione Campania ha messo in campo 50 milioni di euro”. Al centro del dibattito e alle domande dei masterclasser, l’abbonamento gratuito per gli studenti. “Una scelta, quella del presidente Vincenzo De Luca, che è un investimento nel sociale molto utile e ha un profondo lavoro di base”, ha evidenziato Cascone. Mentre Ratto ha sottolineato: “È un unicum nel nostro Paese, ed è bene che esempi eccellenti vengano portati all’attenzione nazionale”. Per Cascone, che il presidente del Giffoni Film Festival Pietro Rinaldi definisce un “amico del Giffoni”, la mattonella dipinta a mano con il simbolo dell’edizione 2018 del Festival.

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“Una metropolitana leggera che disegni un ring, un vero e proprio anello intorno all’area dei Picentini che ha al centro Giffoni e che con Giffoni forma ormai una rete di 120mila abitanti”. A lanciare l’idea è il direttore Claudio Gubitosi nel corso dell’incontro dei ragazzi della Masterclass Talk con Luca Cascone, presidente della commissione Mobilità della Regione Campania.

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e diversità tra la Terra e il pianeta rosso, con tanto di mappa alla mano. Non mancano studi su come sfruttare le risorse del pianeta gemello e neppure una idea sul mezzo da utilizzare per arrivarci, sulla base da realizzare su Marte per compiere gli studi necessari, nonché sulla data prevista dal loro progetto del primo lancio: 29 novembre 2028 con la prima missione di 40 giorni, nel 2031. “Il futuro prossimo non è più sulla Terra – ha spiegato Linda perché stiamo consumando le risorse. Marte è una possibile meta”. Forte l’interesse dei giffoners per i due giovanissimi interlocutori, protagonisti di una lezione vivace, tutta giocata sul filo della curiosità.

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“Questo pianeta Terra è troppo piccolo, non ci stiamo tutti, quindi dobbiamo andare da qualche altra parte. Secondo noi Marte è il posto giusto”, parola di Linda Raimondo e Francesco Maio. I due ragazzi, ospiti ieri a Giffoni Film Festival per parlare ai ragazzi della Masterclass Talk, hanno raccontato del progetto “Journey to Gusev” che si inserisce all’interno del concorso Odysseus finanziato dall’UE nell’ambito di Horizon 2020, il principale programma di innovazione e ricerca su scienze e spazio. 19 anni lei, 20 anni lui, i due sono convinti che si possa lavorare per andare su Marte. E ai masterclasser hanno spiegato affinità

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UN GIORNO SU MARTE CON I GIOVANI DEL PROGETTO ODYSSEUS


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ANDREA IOVINO AI MASTERCLASSER: “IMPEGNO E RESPONSABILITÀ. NON SIATE CONSUMATORI INCONSAPEVOLI” narrazione, accende il dibattito e provoca repliche tra i masterclassers. La costruzione del conflitto diventa così meccanismo narrativo per aprire nuovi scenari e nuovi orizzonti di senso. Critico anche rispetto all’istituzione scolastica. “Osservo, indago i giovani, cerco di capire in che termini possano essere un valore aggiunto”, esordisce. “Acqua - bene

alunni attraverso laboratori (acqua per tutti, diritto di accesso all’acqua, acqua da bere, acqua per produrre e acqua nell’arte etc) e con la realizzazione del blog “Noi siamo acqua”, con percorsi tematici per attivarsi come cittadini consapevoli, oltre ad una serie di attività itineranti sui territori. “Il cambiamento deve partire dal fare scuola: chi dovrebbe trasferire i saperi,

Locali per l’Educational, la Cultura e la Legalità. Una Masterclass Green con una destrutturazione radicale della linearità della lectio: costante lo stimolo a riflettere per comprendere i processi della conoscenza. Iovino pone domande, quesiti. Utilizzando il metodo della

da conservare” è l’iniziativa messa in campo da Bimed per la valorizzazione del servizio idrico con attività didattiche destinate alle scuole della provincia di Salerno: un programma che sarà sviluppato nel prossimo anno scolastico 2018/19, con formazione dedicata sia ai docenti che agli

dovrebbe preoccuparsi di offrire un metodo del pensare, piuttosto che immaginare un magazzino in cui immettere nozioni”, ha insistito Iovino citando Edgar Morin, padre della pedagogia contemporanea, approfondendo il concetto di “scuola come lavoro alla felicità”.

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“Il sistema di erudizione in cui ci ha immesso il cambiamento digitale non ci insegna a porci delle domande. L’interlocuzione con la propria libertà poggia su due pilastri: impegno e responsabilità”. È provocatorio Andrea Iovino, presidente della BIMED, la biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo associazione di Enti

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A Giffoni il presidente di BIMED a confronto con i ragazzi di Green

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ECONOMIA CIRCOLARE: A MASTERCLASS GREEN LE OPPORTUNITÀ DELLA RICERCA SCIENTIFICA E LE NUOVE ASSUNZIONI DI GIOVANI AD ENEA

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Ospite il presidente di Enea, Federico Testa

L’economia circolare non può essere uno slogan, bisogna praticarla davvero”: è il monito lanciato a Masterclass Green da Federico Testa, presidente Nazionale di ENEA, l’ente di ricerca sulle energie rinnovabili, finanziato per il 50 per cento dallo Stato e per la restante parte fa fondi in outsourcing. “Occorre minimizzare il consumo di suolo, energia, acqua - insiste Testa che presenta ai ragazzi il nuovo progetto brevettato da Enea, “Microcosmo per la coltivazione di piante indoor nello spazio”. L’economia circolare è un concetto importante ed affascinante: significa impostare nei singoli territori modalità di cicli di costruzione, con interventi sul processo produttivo: quello che era uno scarto, un rifiuto, può diventare materia prima seconda, valorizzandolo. Si spende di meno e la discarica non si riempie. Ovviamente 26 Luglio 2018

occorre conoscere il processo produttivo per cambiarlo, ripensare dall’inizio tutta la filiera piuttosto che intervenire con un riciclo intelligente”. Risparmio in termini di prodotto e la necessità di non limitarsi agli slogan, ma fissare le linee guida,

con interconnessione tra le filiere. Nell’ambito dell’economia circolare si inserisce il progetto di ricerca sulla coltivazione indoor, in luoghi al chiuso. Un’idea di agricoltura per consumare poco suolo e poca acqua. “Questo è il futuro - ha insistito Luigi D’Aquino sviluppatore e membro del team che ha brevettato la ricerca – Si tratta di un simulatore di un campo con piante coltivate in laboratorio. L’idea nasce da esigenze sperimentali. In natura la parte aerea della pianta cresce in determinate condizione con ossigeno, flusso d’acqua, umidità. Abbiamo ricostruito intorno alla pianta il suo ambiente naturale con radici piantate nel terreno. A cosa serve questa cosa? Si pensi al km zero. Niente pesticidi e l’utilizzo di un decimo dell’acqua per andare in campo, di cui invece abbiamo sprechi enormi in agricoltura”.


continua - non è peggiore di quella dell’oceano. Abbiamo creato un dialogo con gli scienziati, tra cui Cristina Fossi dell’università di Siena progetto “Plastic Busters”, che nell’enorme riserva marina un enorme paradiso dei cetacei tra Toscana e Costa Azzurra fa mini biopsie per capire la concentrazione dei microplastiche scomposte per verificarne la penetrazione nei tessuti”. Tre gli impegni assunti da Sky nella conference di Malta: l’eliminazione della plastica monouso dalla nostra catena produttiva del gruppo, gli imballaggi dei decoder saranno sostituiti da involucri in materiali riciclabili e, infine, borse di studio per la ricerca scientifica per un investimento totale da parte del gruppo di 25 milioni di sterline stanziate in Europa”. Sensibilizzazione che non vuole essere una demonizzazione della plastica, ma uno stimolo ad imparare ad utilizzarla. Nuove sinergie anche con l’Unesco sulla Ocean Literature, con grandi racconti per incentivare la consapevolezza del mare. “Il principio cardine è che esiste un solo

Da qui parte la campagna “Sky Ocean Rescue”, nel 2017, declinata in Italia in “Un mare da salvare” per sensibilizzare ad un sano utilizzo della plastica. Il mare è importante nella nostra vita, in migliaia di anni, non ci ha mai abbandonato. Spesso si parla delle isole di plastica, le dorsali oceaniche, vortici su cui i rifiuti si concentrano e si mescolano. La condizione del Mediterraneo –

oceano, un solo mare – ha spiegato Moretti ai masterclassers - Se seguissimo il viaggio di una bottiglietta attraverso le correnti, arriveremmo in Artico. Così nasce il reportage in artico, per occuparci dei cambiamenti climatici, per capire che è un solo sistema che influenza il nostro pianeta e la nostra vita quotidiana. Tanto lontano quanto vicinissimo”.

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Ottanta gradi a Nord, fino alle isole Svalbard, ultimo avamposto dell’umanità, nell’Artico, abitate da circa 2mila persone che vivono di turismo e ricerca scientifica. Tra i suoni surreali dei ghiacciai, colonna sonora della trasformazione del nostro pianeta: il global warming, ovvero del riscaldamento globale, è il fulcro centrale del docufilm “Lo stato dell’Artico”, proiettato a Masterclass Green nell’ambito del segmento organizzato con Sky “Un mare da salvare”. Ogni giorno si sciolgono 281gigatonnellate di ghiacci millenari, l’equivalente di 3mila Colossei al giorno. A trasportare la platea alla scoperta di un mondo sempre più interconnesso è il caporedattore di Sky Tg24, Daniele Moretti, autore e protagonista dell’opera che l’ha spinto fino alle varie basi degli scienziati internazionali che studiano i cambiamenti metereologici e climatici, tra cui quella del Cnr italiano “Dirigibile Italia”. “Nel 2050 ci sarà più plastica e pesci nei mari se continuiamo così – ha esordito Moretti –

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RISCALDAMENTO GLOBALE E SCIOGLIMENTO DEI GHIACCIAI: A MASTERCLASS GREEN IL DOCUFILM “LO STATO DELL’ARTICO”

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MEDIAFRIENDS ONLUS, GIFFONI FILM FESTIVAL E FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CINEMA NUOVO DI GORGONZOLA INSIEME PER UN PROGETTO DI SPERANZA E CONDIVISIONE La passione e l’amore per il cinema che unisce, completa e combatte pregiudizi e emarginazione: Mediafriends Onlus, Giffoni Film Festival e Festival Internazionale del Cinema Nuovo di Gorgonzola insieme per un progetto di speranza e condivisione. “Creiamo questo ponte di emozioni, questo ponte di esperienze di vita – ha spiegato il Direttore Claudio Gubitosi – per cominciare a camminare insieme, sarà un percorso bellissimo”. Due strade che si incontrano quelle dei due Festival, per lasciare spazio ad un’idea condivisa di cinema. “Il nostro è un Festival particolare, un’esperienza di vita sia per chi assiste ai corti realizzati ma soprattutto per i nostri ragazzi che diventano attori e protagonisti indiscussi - ha spiegato Luigi Colombo del Festival Internazionale del Cinema Nuovo -. Ha effetto terapeutico su di loro, li aiuta a vivere in maniera migliore. Non ha sicuramente la qualità dei corti che vediamo qui ma una valenza molto importante”. Coinvolgere e valorizzare qualità e passioni di persone affette da disabilità, questo e molto altro alla base del Festival di Gorgonzola divenuto negli ultimi anni punto di riferimento importante nel panorama delle attività cinematografiche per disabili. “Mi sono avvicinato a questo Festival quando uno degli attori era mio fratello – ha continuato Colombo

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-. Ho visto la felicità nei suoi occhi e ho sentito di dover dare il mio contributo. I nostri sono film semplici, realizzati dalle cooperative e dalle realtà che abitualmente accolgono i nostri ragazzi”. Il “Festival Internazionale del Cinema Nuovo”, organizzato dall’Associazione Romeo Della Bella, è un concorso per cortometraggi interpretati esclusivamente da disabili di comunità, centri diurni e associazioni di volontariato. “Il Festival del Cinema non sarà più biennale, ma annuale – ha aggiunto Massimo Ciampa, segretario generale di Mediafriends Onlus che da anni supporta il Festival Internazionale del Cinema Nuovo -. Per noi è importante rendere questo appuntamento continuo e costante perché questi ragazzi devono potersi sentire al centro dell’attenzione. Devono integrarsi con il resto della società e valorizzare le proprie passioni”. Perché il cinema è per tutti. E non conosce diversità, limiti e incertezze: “Mi sono innamorato subito di questo progetto di Mediafriends dedicato ai ragazzi meno fortunati dei nostri giffoners, fanno una cosa unica e necessaria - ha concluso Gubitosi -. Adesso, c’è tanto da fare e costruire insieme”. Per uscire dalla Sala cinematografica “con il sorriso sul volto e nel cuore” e per accorgersi “che la disabilità non è solo un problema”.


INAIL, SICUREZZA SUL LAVORO: LO SPETTACOLO DI PEPPE IODICE

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Si pone l’accento sulla sicurezza, sul lavoro, sulle strade. Ai giovani dico di non guidare col cellulare, siate cauti. Parlare con leggerezza di queste tematiche ti permette di far passare con maggiore semplicità il messaggio”. Iodice si è esibito in una sala Galileo gremita, fotografando in modo dissacrante la realtà con la sensibilità di chi sa che tragedia e farsa viaggiano sempre lungo la stessa traiettoria. Il pubblico ha riso alle battute di Iodice, ma allo stesso tempo è stato portato a riflettere sui pericoli da evitare nella vita e sul lavoro.

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Inail Salerno (rappresentata da Angela Cirillo, vicaria della direzione territoriale Salerno Inail), in collaborazione con la Direzione regionale Campania, e il Giffoni Film Festival hanno presentato ieri, lo spettacolo di Peppe Iodice, noto comico napoletano, che ha intrattenuto i genitori dei giurati della sezione “Parental Experience” con una ironica performance sul tema della sicurezza sul lavoro. “Io nella vita faccio il comico, scrivo per far ridere e non lancio messaggi, ma questa con Inail e Giffoni - ha detto - è una collaborazione particolare e preziosa progetta per le famiglie.

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CAFFO DURANTE “NEXT EDUCATION”: “GIFFONI E TELEFONO AZZURRO CRESCIUTI INSIEME ASCOLTANDO I NUOVI LINGUAGGI DEI RAGAZZI”

La prima parola chiave l’ha detta Claudio Gubitosi: responsabilità. “Buon lavoro a tutti perché tutti abbiamo responsabilità”, ha sottolineato il patron di Giffoni Experience inaugurando all’Antica Ramiera la round table ‘Next Education – A new kind of Education’, un focus sui cambiamenti del mondo dell’educazione promosso da Giffoni Innovation Hub. “Qualcuno mi ha detto – ha proseguito – che ho messo in piedi una delle prime startup e forse è proprio così, ma un’intuizione deve essere trasformata in materia e poi in luogo fisico. Come è stato per Giffoni. E per Giffoni Innovation Hub, una scommessa fatta sei anni fa, un investimento sull’innovazione. Perché investire sull’innovazione? Perché la complessità, che contraddistingue Giffoni, è qualcosa di anomalo, diverso e utile”. È sulla complessità dell’universo educativo che si sono confrontati i tanti relatori presenti: Amleto Picerno 26 Luglio 2018

Armando Bisogno (coordinatore di Wikimedia Italia per la Campania) e Monica Tamburini (docente scuola dell’infanzia e collaboratrice università Bicocca). Insieme hanno evidenziato limiti, potenzialità e successi di alcuni modelli, italiani e internazionali, e tracciato linee guida per il futuro. “Giffoni e Telefono Azzurro sono cresciuti insieme ascoltando i ragazzi, ma dobbiamo capire che il mondo sta cambiando, è sempre più digitale, quindi bisogna imparare e comprendere nuovi linguaggi”, ha puntualizzato Ernesto Caffo. “La scuola ha bisogno di investimenti: serve Ceraso (fondatore di Medaarch un piano nazionale adeguato – e moderatore dell’incontro), ha aggiunto – e bisogna mettere Ernesto Caffo (presidente di insieme saperi e alleanze”. Alle Telefono Azzurro), Valeria alleanze ha fatto riferimento Fascione (assessore Regione anche l’assessore Fascione: Campania all’innovazione, “Senza il sostegno del pubblico startup e internazionalizzazione), non si va avanti. Mortehn Lehn (general manager Noi vogliamo accompagnare di Kaspersky Lab Italia), Fabrizio i processi di aggiornamento Renzi (direttore tecnologie digitale nel mondo delle e innovazione Ibm Italia), imprese. Per quanto riguarda Daniele Chieffi (capo della la scuola, abbiamo fatto un digital communication di Agi), protocollo con il Miur per creare Danilo Casertano (fondatore un grande hub campano, da dell’associazione Manes), Malin rilanciare a livello europeo, che Dahlgren (decana della scuola lavori sulla formazione di talenti privata Lund, in Svezia), Alberto digitali. Tutte queste sfide non si Tozzi e Stefano Vicari (ospedale possono affrontare da soli, ma in Bambino Gesù di Roma), rete”.


AL VIA “SCHOOL FACTOR” PER INSEGNARE LA CULTURA DIGITALE NELLE SCUOLE corso un ciclo di workshopdestinati proprio a chi vuol diventare un formatore all’innovazione, un “next education tutor” (info e prenotazioni: www. schoolfactor.it/academy/). Alla presentazione ha partecipato l’assessore all’Innovazione della Regione Campania, Valeria Fascione. “Tra pochi anni molti mestieri non ci saranno più ma ce ne saranno altri che richiedono competenze digitali. Per questo dobbiamo essere pronti. In 50 scuole ad alta dispersione scolastica vogliamo introdurre format di apprendimento diverso per poi fare un bando per le scuole dalle quali le stesse potranno attingere a risorse, strumenti e competenze che abbiano a che fare proprio col digitale e stimolino la cultura imprenditoriale. Un cocktail magico, speriamo, per rendere l’apprendimento più divertente e stimolante”. “La Campania - ha detto il direttore Claudio Gubitosi - si avvia a essere una delle regioni più creative d’Europa. Abbiamo capacità e dobbiamo crederci. Siamo Giffoni. Ci avviamo a compiere cinquant’anni. La 51esima edizione non sarà la 51esima ma la 50esima più una, perché bisogna mantenere la leggerezza di ciò che si è fatto. Faremo cose nuove, altre sale espositive, una nuova e più grande sala cinema. Gli strumenti per fare cose ci sono, ma bisogna utilizzarli. Grazie alla Regione e a Luca Tesauro per aver portato, con Giffoni Innovation Hub, una ventata d’innovazione a Giffoni”.

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“In che modo gli insegnanti possono adattarsi alle nuove esigenze del mercato del lavoro? È la domanda a cui Giffoni Innovation Hub vuole rispondere. Esperienze diverse, contaminandosi, riescono ad arricchire i vostri sogni. Questo è School Factor”. Così Luca Tesauro, CEO e founder della creative agency di Giffoni, introducendo la presentazione dell’ambizioso progetto durante lo School Factor Day all’interno della sala conferenze della Multimedia Valley. Pronti a lavorare insieme in 70 scuole di tutta Italia per trasmettere ai ragazzi competenze legate al mondo digitale e alle nuove tecnologie i tutor dell’innovazione del progetto, ideato da Giffoni Innovation Hub e realizzato in collaborazione con Medaarch, Knowledge for Business, Campania NewSteel e Fondazione Cultura e Innovazione. Obiettivo di School Factor: diffondere tra i più giovani le conoscenze necessarie a destreggiarsi in un mondo del lavoro sempre più complesso e tecnologico. Tanti i temi: modellazione 3D, fabbricazione digitale, arduino, robotica, intelligenza artificiale tra arte e scienza, digital storytelling, visione d’impresa, business plan, narrazione digitale e social media. A formare i tutor, selezionati tra le migliori risorse, la School Factor Academy che prepara in primis i docenti a entrare nelle scuole, portando programmi di didattica innovativa. Durante la rassegna di innovazione Next Generation 2018 – nell’ambito del Giffoni Film Festival, fino al 28 luglio – è in

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Presentato ieri il format di Giffoni Innovation Hub


OGGI IN CONCORSO

relazione della madre con un altro uomo. Per ostacolarla adotterà l’unico metodo che conosce: quello della guerra. In Sala Lumiére, sempre alle 14:30 la storia di un allenatore di calcio femminile e di una vita fatta di frustrazioni e privazioni nel lungometraggio RUNNING LIKE WIND (Cina, 2017) di Zhong Hai per gli Elements +6. Per la categoria Gex Doc, in Sala Galileo alle 14:45, il film di Alessandro Marinelli BASILEUS – LA SCUOLA DEI RE (Italia, 2017). Ambientato nella scuola media Federico Fellini del quartiere San Basilio a Roma, racconta i percorsi di formazione di un gruppo di adolescenti e di cosa significhi essere insegnanti in contesti non semplici.

Buster. La Sala Lumiére, accoglierà alle 10:00 i Generator +18 e la proiezione di MICHAEL INSIDE (Irlanda, 2017) di Frank Berry che racconta la storia di un 18enne irlandese che vive con suo nonno Francis. Il ragazzo non frequenta le migliori compagnie e si troverà a fare i conti con la sofferenza e il carcere. Alle 14:30, in Sala Truffaut, sarà sottoposto al giudizio dei Generator +16 SADIE (USA, 2018) di Megan Griffiths: Sadie è un’adolescente che vive con i genitori, anche se il padre è sempre assente a causa del suo lavoro nell’esercito. Malgrado la lontananza, la ragazza è molto affezionata al padre e non accetta la nuova

Spetterà ai piccoli giurati Elements +3 valutare invece sei dei ventidue cortometraggi in concorso, dalle 19:00 in Sala Sordi: AN OLD LADY STEPPED OUT FOR SOME BREAD AND A PASTRY (Russia, 2017) di Anastasiya Jakulina, ANT (Germania, 2017) di Julia Ocker, CATASTROPHE (Netherlands, 2017) di Jamille van Wijngaarden, COCO’S DAY (Russia, 2017) di Tatiana Moshkova, DUBAK (Russia, 2017) di Anna Kritskaya, KAAL (Francia, 2018) di Charlie Aufroy, MOGU AND PEROL (Giappone, 2018) di Tsuneo Goda, PAT (Italia, 2018) di Adriano Candiago, VS SANTA (Spagna, 2017) di Raúl Colomer e Aitor Herrero.

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Adolescenza, guerra, dolore e carcere nei lungometraggi in concorso oggi. Si parte alle 10:00 in Sala Truffaut con OLD BOYS (UK, 2018) di Toby MacDonald riservato ai Generator +13: nel college inglese di Calderhouse vince sempre il più forte. Amberson, timido e poco sportivo, si troverà a fare i conti con l’emarginazione e la sofferenza. Fino all’arrivo di Agnes e della popolarità. Per gli Elements +10, in Sala Sordi alle 10:00, è invece la volta di ZOO (Irlanda/UK, 2017). Il lungometraggio di Colin Mclvor basato su una storia vera e ambientata nel 1941, durante i bombardamenti aerei tedeschi di Belfast, dove Tom lotterà per salvare il cucciolo di elefante

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FILM IN CONCORSO: ANCORA TANTE EMOZIONI PER I GIURATI DI GIFFONI2018 il mare e l’altra pura come l’aria. In Sala Lumiére gli Elements +6 sono stati invece protagonisti del viaggio di ÖTZI E IL MISTERO DEL TEMPO (Italia, 2018) di Gabriele Pignotta: Kip è un ragazzo come tanti, intelligente e sensibile, per cui il tempo dell’infanzia sta finendo. Quando si reca al museo a salutare la mummia per l’ultima volta, accade qualcosa di magico e Ötzi si risveglia, cominciando a rigenerarsi. Per la categoria Gex Doc, in Sala Galileo, la proiezione di IN MY ROOM (Israele, 2018) di Ayelet Albenda:la storia si svolge nelle stanze di sei adolescenti, il film viene interamente raccontato dai video autoprodotti dai ragazzi e pubblicati su YouTube. Spetterà ai piccoli giurati Elements +3 valutare invece sei dei ventidue cortometraggi in concorso, dalle 19:00 in Sala Sordi: DAM! THE STORY OF KIT BEAVER (Canada, 2017) di Kjell Boersma, PENGUIN (Germania, 2018) di Julia Ocker, PATHFINDER (Russia, 2017) di Veronika Fedorova, STRENGHT IN NUMBERS (Francia/Belgio, 2017) di Anais Sorrentino, THE SWIMMING LESSON (Russia, 2017) di Tatyana Okruzhnova, TRUNKY (Russia, 2017) di Ekaterina Filippova e TANGUITO ARGENTINO (Argentina, 2017) di Joaquin Braga.

26 Luglio 2018

48 A EDIZIONE

Giornata ricca di proiezioni quella di ieri per i giffoners della 48esima edizione del Giffoni Film Festival. Si è cominciato in mattinata, in Sala Truffut con LOS BANDO (Norvegia/Svezia, 2018) riservato ai Generator +13 che racconta l’amicizia tra Axel e Grim che decidono di esibirsi al Campionato nazionale del rock con la loro band, Los Bando Immortale. Sempre alle 10:00, ma in Sala Sordi, il lungometraggio di Rasko Miljkovic THE WITCH HUNTERS (Serbia/Macedonia, 2018), dedicato agli Elements +10: Jovan, un bambino di dieci anni che soffre di una parziale paralisi cerebrale e che grazie alla fantasia e al potere dell’immaginazione riuscirà a rifugiarsi in un mondo fantastico e libero. In Sala Lumiére, ai Generator +18 è toccato giudicare il film THE HUNGRY LION (Giappone, 2017) che racconta la storia di un insegnante di liceo che viene arrestato con l’accusa di avere avuto rapporti sessuali con una minorenne. Per la sezione Generator +16, in Sala Truffaut, c’è stata la proeizione di AIR (Germania, 2017) di Anatol Schuster: che racconta come con l’amore cura le ferite del passato attraverso la conoscenza di Louk e MAnja, una profonda come

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Ieri un’altra intensa giornata di proiezioni per i 5600 giurati del festival


AMALFI 839AD: AL GIFFONI 2018 UN IMPERDIBILE SPETTACOLO FIRMATO AURA

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Il musical epico rientra nella rassegna Giffoni Street Fest

Con più di 400 repliche all’attivo e decine di migliaia di spettatori entusiasti provenienti da tutto il mondo, il musical epico “Amalfi 839AD” arriva al Giardino degli Aranci, domani sera alle 21:30. Lo spettacolo, proposto da AURA all’interno dello Street Fest, narra le appassionanti vicende che portarono alla nascita della Prima Repubblica Amalfitana e alla liberazione dal sanguinario dominio longobardo del Principe Sicardo. La storia si svolge nell’anno 829 d.C., in pieno Medioevo, quando la Città di Amalfi fu conquistata dai Longobardi, guidati dal perfido Principe Sicardo. Due giovani innamorati, Antonio e Giovanna, devono separarsi a causa della drammatica guerra. Dopo dieci lunghi anni di esilio, Antonio torna nella propria città natale, divenuto ormai un esperto guerriero. Il giovane ritrova Amalfi in preda alle scorribande dei Saraceni, spietati pirati mediorientali, e sotto il consolidato dominio del sanguinario Sicardo. Dopo aver ritrovato gli amici d’infanzia Ottavia e Carlo, Antonio scopre che 26 Luglio 2018

Giovanna, di cui è ancora innamorato, è stata promessa in sposa proprio a Sicardo. Tra mille peripezie e intrighi, il giovane proverà a liberare il popolo di Amalfi dalla tirannia e a ritrovare l’amore di Giovanna. “Amalfi 839AD”, scritto e diretto da Ario Avecone, resta ad oggi forse l’unica espressione originale di una forma nuova di teatro, dove gli spettatori, in questo incredibile viaggio nel tempo, toccano con mano le emozioni degli attori.


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altre storie” sono i titoli scelti che suggellano la collaborazione con la Mostra di Sarmede, dove l’esposizione di immagini della fantasia è giunta alla sua 35esima edizione. Un momento importante che mette in comunicazione tra loro spazi e storie solo apparentemente lontani, ma in realtà collegati dal potere magico dell’immaginazione. Il viaggio tocca mondi diversi, dal Giappone, destinazione da toccare accompagnati da Momonoko Taro, il bimbo nato da una pesca, a quello degli animali, con “Il pinguino che aveva freddo” e “Il lupo e la caverna e altre storie”. Racconti, parole e poesia, imperativi alla base dell’idea Giffoni.

26 Luglio 2018

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Nel Parco Pinocchio di Giffoni Valle Piana, ogni sera una storia. Sette letture animate per altrettante serate del Giffoni Street Fest: dal 21 al 27 luglio, Giacomo Bizzai e Carlo Corsini, con la partecipazione del corpo Bandistico Rinaldi, si cimentano nei racconti della Mostra dell’Illustrazione per l’Infanzia di Sarmede. Musica e storie per avvicinare i più piccolial mondo della lettura e far riscoprire ai più grandi il piacere del racconto e delle favole con letture interattive. “Il pinguino che aveva freddo e altre storie”, “Ciao cielo e altre storie”, “Momonoko taro e altre storie”, “La Yamamba e altre storie”, “Il lupo e la caverna e altre storie”, “Storie nel bosco”, “Il trampoliere e

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AL GIFFONI STREET FEST, LETTURE ANIMATE DALLA MOSTRA D’ILLUSTRAZIONE PER L’INFANZIA DI SARMEDE


PIU’ FRIZZANTI LE SERATE AL CONVENTO CON IL GUSTO DI PEPSI E CHIN8NERI Ogni sera, ai piedi della collina di Terravecchia le antiche mura del Convento di San Francesco, diventano il luogo di ritrovo dove giurati, talent e addetti ai lavori del Giffoni Film Festival possono degustare prodotti tipici e ascoltare buona musica, sorseggiando Pepsi Regular, Pepsi Max, Chin8, Aranciosa, Limoncedro e Gassosa Neri, le bevande di I.B.G. SpA. Centinaia le presenze ogni giorno, tra rappresentanti delle delegazioni dei film, critici e giornalisti che grazie ai sapori freschi ed agrumati delle bevande Neri e alle inconfondibili bollicine Pepsi trovare ristoro dopo la lunga giornata trascorsa nella Cittadella del Cinema. Se a questo

scenario si aggiunge il magico intreccio che solo il cinema riesce a fondere tra fiction e vissuto quotidiano, si ha la percezione che la spensieratezza che si respira nel Chiostro è il momento in cui immergersi in un’atmosfera magica, guardare il mondo con gli occhi della fantasia, riscoprire i sentimenti più semplici e profondi.

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Daily 26 07 2018 by Giffoni Experience - Issuu