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PROGETTARE L ’ I M P R E S A

Il di Giancarlo Pastore cipas@cipas.info

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Rebirthing

IL RESPIRO CIRCOLARE: Intanto la parola Rebirthing letteralmente tradotta significa Rinascere, uno dei motivi per cui fu chiamato così era che molto spesso le persone che lo praticavano si trovavano a rivivere la propria nascita in forma di immagini o sensazioni, un altro motivo fu che le persone che praticavano Rebirthing costantemente, sembravano persone più giovani, più sane, più luminose, più aperte alla vita “rinate” appunto. Il rebirthing è una respirazione circolare (Pranapanagati negli esercizi di respirazione yoga) ove inspirazione ed espirazione si fondono in maniera armoniosa. Questo modo di respirare fa entrare subito in contatto con le tensioni di tipo fisico e mentale che si sono somatizzate, dando loro la possibilità di sciogliersi (sovente già nella prima seduta), non esistendo nel momento presente i presupposti che le hanno generate. Pochissimi sanno che CIRCA IL 70% DELLE TOSSINE VIENE ELIMINATO ATTRAVERSO LA RESPIRAZIONE, E SOLO IL RESTANTE 30% ATTRAVERSO FECI, URINA, SUDORE, ETC. Basta pensare che possiamo stare circa 40 gg senza mangiare, 4-6 giorni senza bere, 48 ore senza dormire, ma quanti minuti senza respirare? Normalmente il paziente assume la posizione distesa con il corpo completamente rilassato e la mente vigile. La tecnica in se è molto semplice ma deve essere precisa (suono - intensità - pienezza - ritmo - profondità) altrimenti non funziona. Ecco perchè è bene affidarsi ad un rebirther professionale. Nelle prime sedute si possono avere sensazioni di leggera alterazione, che possono essere gradevoli, come quando si prova una leggera ubriachezza, euforia, un senso di anestesia corporea e di rilassamento profondo; oppure spiacevoli, quando, ad esempio, si rivivono esperienze dolorose o traumatiche. In alcuni subentra un fenomeno di tetania, cioè una contrazione involontaria dei muscoli, principalmente delle mani e della bocca, simile ad una leggera paralisi che si risolve rapidamente per lasciare posto ad una sensazione di benessere e vitalità.

Durante queste fasi tensioni ed emozioni negative si scaricano con un fenomeno di catarsi: c’è chi ha un pianto liberatorio, chi è scosso dalle risa per una contentezza che non sa definire. Alcuni, avendo già una buona apertura interiore, sperimentano stati di pace e beatitudine; altri risvegliano in sè stessi capacità creative e chiare risposte a situazioni pratiche.

A chi può essere utile Il respiro circolare, soprattutto SE integrato in una psicoterapia, offre effetti straordinariamente rapidi ed efficaci in numerose situazioni per: - integrare le proprie emozioni - ritrovare la qualità di un buon sonno - imparare a gestire gli stati d’ansia - rielaborare traumi del passato consci o inconsci - abbassare notevolmente il livello di stress e nervosismo - offrire efficace aiuto in caso di frigidità e impotenza - far rientrare in contatto con il vero se per vincere insicurezza e confusione mentale - riportare energia vitale negli stati depressivi - sconfiggere gli attacchi di panico - portare alla coscienza intuizioni sui propri problemi della vita - creare uno stato di rilassamento e benessere in tutto il corpo - essere di efficace aiuto in ogni tipo di problema velocizzando qualsiasi percorso terapeutico (integrandolo in una normale psicoterapia) Molte delle problematiche dette “psicosomatiche” trovano in questa pratica una risposta positiva. E’ sicuramente uno dei metodi più efficaci per ritrovare la gioia di vivere e la serenità. Oltre alla salute olistica il rebirthing offre la possibilità reale di sperimentare stati di meditazione profonda, di contatti con il proprio “IO” interiore.


LETTERE AL DIRETTORE

“Lasciate che i bambini vengano a me”

Come sperimentarlo E’ possibile apprendere il rebirthing attraverso sedute individuali per appuntamento a cadenza settimanale o bisettimanale. In alcuni casi può essere necessario fare sedute più ravvicinate. Solitamente le sedute consigliate sono 10. Questo è comunque un numero indicativo. L’esperienza insegna che, in molti casi, sono necessari più di 10 incontri, il tutto dipende infatti anche dalla problematica che si va ad affrontare, anche se comunque già dalle prime sedute si notano cambiamenti significativi ed evidenti. Se si considera la portata del lavoro che si va a compiere, si comprenderà che i 3 mesi circa necessari per le 10 sedute (a cadenza settimanale), sono un tempo molto breve, anche se il REBIRTHING è, di fatto, un potente mezzo di “risveglio” e di “risanamento”. Superata questa fase di apprendimento può essere praticato da soli ed il Rebirthee (praticante di Rebirthing) diviene maestro di se stesso. Si potrà, volendo, ripetere l’esperienza quando se ne sente la necessità osservando i mutamenti che il Rebirthing avrà nel frattempo prodotto in noi, come pure fare delle sedute di gruppo, dove la condivisione delle esperienze diventa elemento gioioso e terapeutico. Possiamo inoltre dire che il REBIRTHING permette anche di attivare quelle famose potenzialità del cervello, che tutti sappiamo di possedere, ma che pochi usano... Si calcola infatti che solo il 5% delle potenzialità del cervello vengono usate... Attraverso il REBIRTHING arriva un maggiore afflusso di ossigeno al cervello e sembra si attivino aree cerebrali altrimenti dormienti. Il rebirthing quindi è un insieme di tecniche e conoscenze che riguardano la crescita personale. Attraverso questo strumento è possibile migliorare ogni aspetto ed ogni livello della vita. Per mezzo della respirazione circolare e la comprensione del funzionamento del pensiero si innescano rapidamente una serie di processi evolutivi che portano ad una consapevolezza più grande di sè e delle proprie possibilità. Ricordiamo comunque che lo strumento del rebirthing, come tutti gli strumenti, è solo un mezzo, che nelle mani sbagliate o incompetenti può diventare inefficace. Ricordiamoci ancora che dietro ad ogni strumento c’è un professionista (speriamo!!!) che lo applica!!!!!

Salve! Mi chiamo Barbara e sono la titolare e la chef di un nuovo ristorante nelle Marche, “La Locanda dei Matteri”, vicino a Civitanova Marche. Quello del cuoco è stato sempre il mio lavoro, a partire dalle scuole superiori fino all’obiettivo conseguito con l’apertura della mia personale attività, passando per grandi maestri e chef, come Gualtiero Marchesi, Heinz Beck e Fabio Campoli. “Sfogliando” il vostro sito mi sono soffermata sulla notizia provocatoria del divieto d’ingresso a cani e bambini nei ristoranti; questo perché!? Nel mio ristorante ho voluto, invece, dare spazio ed importanza ai bambini che sono il futuro della società e della ristorazione, creando un menu bambini. Le famiglie con prole non sono costrette a chiamare la babysitter o ad andare in pizzeria, ma possono tranquillamente cenare in un buon ristorante, con piatti esclusivamente dedicati ai piccini, per evitare sia gli sprechi nelle porzioni, che i soldi dei genitori che sono, normalmente, costretti a scegliere e pagare piatti “impegnativi” che il bambino ha difficoltà ad accettare. Il nostro menu prevede piatti semplici ma sfiziosi come la cotoletta di pollo, la pasta al pomodoro o i tortellini con panna e cotto. Naturalmente tutti i prodotti sono freschi, a partire dalle carni e formaggi (aziende agricole marchigiane), fino ad arrivare alla pasta fatta in casa, così come le olive all’ascolana i dolci e... tutto insomma! Allora pensavo di replicare all’argomento portando la mia esperienza come esempio sulla vostra rivista. Ringraziando anticipatamente, porgo cordiali saluti. Barbara Settembri - La Locanda dei Matteri - Civitanova Marche (MC) www.lalocandadeimatteri.com - Tel. 320.7807566

Anch’io mi sento un anziano intollerante Gentile signora Mazzolini, vorrei associarmi al suo club di anziani intolleranti, caso mai ne fondasse uno. Purtroppo avendo votato alle ultime politiche per il governo attuale, sono pentito di aver contribuito alla carriera ministeriale di figure eccelse per la loro incompetenza nel settore turistico e nelle politiche agro-alimentari. Credo che Lei abbia omesso per ragioni di spazio l'ultima perla della “sciura” Brambilla, che ha autorizzato le più generiche aziende ricettive a somministrare cibo anche agli extra moenia, senza prevedere per i loro gestori i basilari requisiti professionali, per i quali in quarant'anni di professione mi sono impegnato. Quasi mi dispiace di non essere un cane, la cui categoria è talmente protetta da far invidia ai cristiani. Il fatto grave è che molte persone, per carità canina, non esitano ad anteporre i diritti dei loro quattro zampe a quelli che si dovrebbero alle persone umane. Ma è più grave constatare che forse hanno ragione, dopo aver assistito al panorama di imperizie messe in campo da una classe politica che è molto brava nella foga dei distinguo, ma che purtroppo rappresenta anche una larga fetta di italiani, compresi eventuali pentiti come il sottoscritto. Con stima crescente, Angelo Antonio Angiulli, ex ristoratore ed attualmente libero professionista del settore. Antonio Angiulli - Candelo (BI)

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2011 La Madia 265 ottobre articolo rebirthing