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Gestor News Settembre 2011

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NE/TN0027/2008

Registrazione n. 1358 - 7 maggio 2008 del registro stampa del Tribunale di Trento

quadrimestrale di informazione della cooperativa trentina di acquisti alberghi e ristoranti

Un punto di riferimento nell'universo degli acquisti


Strada de Sèn Jan, 10 - Pozza di Fassa (TN)

Tel: 0462 - 761271 Fax: 0462 - 761249 info@fassacoop.it www.fassacoop.it


Quadrimestrale della Cooperativa Gestor via Maccani 181/A – Trento Tel. 0461 826506 – Fax 0461 429378 www.gestor.it – info@gestor.it Direttore Responsabile: Franco Delliguanti Registrazione n. 1358 – 7 maggio 2008 del registro stampa del Tribunale di Trento Stampa: Litografica Editrice Saturnia (tn)

Anno III – N. 2 agosto 2011

sommario 2 Il punto

Crisi economica e banche, il peggio deve ancora venire?

8 Intervista Presidente Gestor: trasparenza e vicinanza saranno le mie parole chiave per i prossimi anni 15 L`analisi L’agriturismo trentino resiste alla crisi 27 Il Personaggio

Elio Guetti: il coraggio di partire e di ritornare

28 Tendenze

Ristoranti etnici

34 Il business

Matrimoni, comunioni e cerimonie: quanto incidono i banchetti sui bilanci di un ristorante

36 il provvedimento Il codice sul turismo

38 Focus Certificazione energetica

◗ i ntervista Bar Centrale e Caffè Roma di Cles

◗ tendenze arredamento

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Gestor: un’orchestra che suona una musica armoniosa

editoriale

Nives Tisi

Il raddoppio della base sociale è l’obiettivo per il nostro futuro

U

na realtà consolidata, forte, dagli ideali chiari e decisi, radicata sul territorio ma con uno sguardo all’esterno: Gestor procede con passo sicuro nel suo percorso di crescita, condiviso da 350 soci che costituiscono una fetta importante del settore alberghiero e della ristorazione del Trentino. Abbiamo chiuso un bilancio 2010 positivo e soddisfacente, considerando la situazione difficile nella quale ci troviamo ad operare, nuovi soci hanno scelto di entrare in Gestor e il nostro modello di cooperativa di acquisti ha trovato l’interesse di alcune realtà imprenditoriali di altre regioni, spingendole a nuove forme di collaborazione con noi. Questi sono i dati di oggi, ma noi vogliamo guardare al domani. E lo facciamo forti dei risultati ottenuti finora e consapevoli che una nuova fase si apre per tutti noi. Come già espresso nel corso dell’assemblea del diciannove maggio, immagino la nostra cooperativa come una grande orchestra, composta da tanti elementi musicali, ognuno fondamentale perché la sinfonia finale sia armonios. "Io sono il direttore, voi siete gli orchestrali, i veri protagonisti del concerto, grandi professionisti nel vostro lavoro che con serietà e dedizione fate crescere Gestor. Il mio sogno, è che la nostra orchestra diventi sempre più grande, che nuovi elementi si aggiungano. Ed è questo l’obiettivo, chiaro, che ci poniamo per il nostro futuro: il raddoppio della base sociale. Un traguardo che possiamo raggiungere se ognuno di noi si assumerà l’impegno di presentare alla cooperativa un nuovo possibile socio. Chi fa parte di Gestor conosce bene i vantaggi e le opportunità che essa offre, e quindi non risulterà difficile coinvolgere altri colleghi ad entrare nella nostra realtà. La vostra convinzione costituisce il fondamento della nostra base sociale, perciò sono convinta che potremo raggiungere quest’obiettivo senza fatica né costi. So che questo mio sogno sarà condiviso dal nuovo presidente Gestor, Giorgio Sembenotti, che ho avuto modo di conoscere negli anni. È stata una presenza costante nella cooperativa, fin dalla nascita di questa ultima. Raccoglie un’eredità certamente importante e sono certa che porterà avanti con altrettanti risultati positivi quello che è stato fatto finora. A lui auguro un percorso pieno di soddisfazioni. Da parte mia e di tutto lo staff avrà la piena disponibilità ad essergli accanto nel suo lavoro, per risultati sempre migliori. Solo noi possiamo essere gli artefici del nostro futuro e del futuro della nostra cooperativa. Citando il drammaturgo Heinrich Heine, “dove le parole finiscono, inizia la musica”, v’invito a suonare all’unisono la nostra melodia".

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il punto

Giorgio Bagozzi Vice direttore vicario Cassa Centrale Banca

crisi economica e banche, il peggio deve ancora venire? L'analisi dell'esperto

1. Possiamo delineare un quadro della situazione economica attuale che sta attraversando il Paese? È una domanda per alcuni versi “scontata” ma tutt’altro che banale, a condizione che non ci si rifugi nelle solite risposte generiche (è un momento difficile, c’è la crisi economica, aumenteranno le tasse, etc), risposte che lasciano un po’ il tempo che trovano. Credo che la risposta più vera sia un’altra domanda: come vogliamo gestire questo momento e come pensiamo di uscirne? Non ho la presunzione, naturalmente, di dare risposte a queste domande, che sono di una complessità enorme, considerando anche che la crisi è a livello globale. Mi limiterò pertanto a tentare di individuare il possibile collegamento tra questa contingenza e il vostro settore. Questa crisi ha portato con sé alcuni effetti sui consumatori (e, tra di essi, sui potenziali vostri clienti): certamente una riduzione – a volte anche drastica – del reddito delle famiglie. Questo aspetto tocca un’aliquota della popolazione notevole, concentrata soprattutto nelle fasce a reddito mediobasso, mentre altre (i redditi più elevati) sembrano esserne state colpite molto meno. Quindi permane un “serbatoio” di potenziali clienti ancora assai numeroso e facoltoso, in grado di sostenere ed assorbire la vostra offerta a tutti i livelli (dal piccolo ristorante all’albergo a 5 stelle). C’è però un altro aspetto che sta gradualmente insinuandosi nella gente: la sensazione di incertezza, la paura di perdere reddito e risparmio, che contagia anche le famiglie più benestanti. Mi pare però che, finalmente, i governi (almeno quelli occidentali) abbiano capito che le nostre società e le nostre economie hanno risorse umane, tecnologiche e finanziarie adeguate per uscire dalla crisi: ma la condizione è che si impostino politiche severe ma serie, accettabili e perfino condivisibili dalla gente. Politiche che vanno anche progettate ed applicate dal concerto dei paesi sviluppati. Nessuno può pensare di uscirne da solo, anche se i maggiori sacrifici saranno sulle spalle di chi è stato meno virtuoso nei decenni scorsi. Quindi, la prima ricetta è la serietà e coerenza nei comportamenti, per cui si possa dire (come lo disse agli americani il Presidente Roosevelt nella crisi del ’29): “quello di cui dobbiamo avere paura, è la paura stessa”. 2. Il Trentino come si colloca in questo scenario? L’economia trentina naviga nello stesso mare in cui naviga quella mondiale. Tuttavia, per una serie di ragioni già ampiamente dibattute e note, noi viviamo ed operiamo in un territorio in cui le onde e i venti sono meno impetuosi. Questo ci ripara parzialmente dalle tempeste ma talvolta ci fa anche perdere i vantaggi di godere di un forte vento in poppa, che è necessario per agganciare e cavalcare la ripresa. Fuor di metafora, dobbiamo essere consapevoli dei vantaggi dell’autonomia e di una diffusa cultura del risparmio e della serietà, dobbiamo investire il più possibile in innovazione e collegamenti socioeconomici con le altre realtà.

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3. Secondo lei, quando terminerà la crisi? È una domanda a cui, negli ultimi tre anni avrei spesso risposto in modo differente, a volte contagiato dall’ottimismo, a volte meno. Questo per dire che è una previsione impossibile da fare; speriamo di aver superato il momento peggiore ed auguriamoci che la pesante situazione finanziaria di queste settimane sia il colpo di coda di una crisi veramente “diversa”, che ridisegnerà gli equilibri planetari, almeno a livello finanziario ed economico. Il governatore della Banca Centrale USA ha dichiarato che non modificherà al rialzo i tassi almeno fino al 2013 (non era mai successo che venisse indicato un orizzonte temporale); probabilmente questi sono i tempi che possiamo attenderci per vedere una svolta definitiva.

4. Su cosa bisogna investire per poter uscire da questa fase difficile? Sul proprio lavoro (che dobbiamo rispettare ed amare), sulle proprie competenze (che dobbiamo aggiornare ed applicare), sulla serietà e onestà dei comportamenti (che permettono di costruire fiducia e crescita), sulla cultura dei nostri figli (che ci assicura il futuro, consolidando e sviluppando quanto si è acquisito nel passato).

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5. Quali sono le richieste più frequenti che arrivano alle Casse Rurali dagli operatori del settore turistico? Quali sono le difficoltà più frequenti che gli addetti al settore si trovano ad affrontare? Essendo noi banche, seppur ”speciali”, i rapporti con gli operatori turistici sono ovviamente e soprattutto di natura finanziaria. Dobbiamo dire che, nonostante la crisi, molti operatori hanno capito la necessità di continuare ad investire per elevare la qualità dell’offerta turistica trentina che, dobbiamo riconoscerlo, sconta ancora un gap negativo rispetto ai cugini altoatesini. Tuttavia l’investimento in immobili o strutture non basta: esso va coniugato con infrastrutture all’avanguardia (e molto si sta facendo, con la spinta determinata e determinante dell’Ente Pubblico) ma anche con una decisa propensione verso una diffusa “cultura dell’ospitalità” ad ogni livello da parte di tutta la società trentina e non solo degli addetti al settore. Chi viene in Trentino deve veramente sentirsi “gradito ospite”. 6. Quali sono gli strumenti messi in atto per venire incontro alle esigenze di albergatori, ristoratori e esercenti pubblici? Il principale aiuto che le Casse Rurali danno – da sempre – al settore, è quello finanziario (mutui a m/l termine). Infatti, in un settore come quello alberghiero, l’intensità dei beni stabili all’interno di un’azienda è elevatissima e costituisce praticamente

la totalità dell’attivo. A fronte è necessario finanziare correttamente queste esigenze. Ribadisco il termine “correttamente” perché in molti casi in cui l’impresa turistico-alberghiera versa in difficoltà le cause vanno ricercate in un eccessivo o non coerente approccio al credito. Spesso confrontarsi ed eventualmente moderarsi può essere una scelta giusta. A tal fine, come Casse Rurali Trentine stiamo realizzando uno studio approfondito e concreto sulla realtà alberghiera trentina; i risultati ( una specie di “mappatura” del settore) saranno a disposizione, nell’ottica di evidenziare punti di forza e di debolezza per aiutare gli operatori, l’Ente Pubblico, le Casse Rurali a scelte sempre più efficaci e consapevoli. 7. Qual è il ruolo delle cooperative come Gestor all’interno del tessuto economico trentino? Ho conosciuto la vostra realtà, sorprendendomi in positivo per i numeri che esprime (oltre 300 imprese turistiche aderenti, più di 160 fornitori e distributori convenzionati, un fatturato che si va avvicinando ai 30 milioni di Euro, etc). Credo che il giudizio spetti ai vostri soci, ma ritengo che ogni iniziativa volta a cogliere le esigenze degli associati ed a migliorare l’efficienza delle riposte sia lodevole e vada incoraggiata; beninteso nel rispetto dell’autonomia delle singole aziende e dello spirito di iniziativa degli imprenditori operanti sul territorio, che sono valori fondamentali ed irrinunciabili per il successo e lo sviluppo di una libera economia.

GESTOR sarà presente

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2012

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acendo un bilancio complessivo della nostra presenza alla fiera alberghiera di Riva del Garda nel gennaio scorso, l'ago della bilancia si è spostato nuovamente sul segno +. Così, anche per la fine del prossimo gennaio 2012, Gestor rinnoverà la propria partecipazione all'Expo. Sono infatti i vantaggi e le opportunità che derivano da una presenza fieristica a prevalere su alcune perplessità segnalateci dai nostri fornitori. Le loro preziose osservazioni saranno proprio la base per ripensare ed organizzare la nostra prossima partecipazione in fiera. Una presenza che si articolerà con diverse modalità, esaltando ed evidenziando quell'atmosfera di ospitalità e cordialità che ogni socio, fornitore o amico di Gestor può ritrovare quando entra nella nostra cooperativa. Se interessati a partecipare in fiera all’interno dello spazio Gestor vi invitiamo a prendere contatti con il nostro ufficio commerciale: tel. 0461 826506

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iovedì 19 maggio, presso l’Hotel Alpholiday di Dimaro, si è tenuta l’Assemblea annuale di Gestor. L’importante appuntamento è stato caratterizzato da grandi novità, prima tra tutte l’elezione di Giorgio Sembenotti, titolare dell’ Hotel Everest di Trento, che è subentrato a Danilo Moresco nel ruolo di Presidente della Cooperativa. Cambio di guardia anche all’interno del Consiglio di amministrazione che ha visto l’entrata di Giorgio Venco, del Ristorante San Colombano di Rovereto, in sostituzione al socio fondatore Elio Guetti, dell’Hotel Vela di Trento. Sulla base dei dati di bilancio, anche il 2010 si è chiuso in positivo raggiungendo, e talvolta anche superando, gli obiettivi prefissati. Tra gli associati, considerati i volumi della cooperativa saranno distribuiti quasi 500mila euro quali ristorno di fine anno.

L’ASSEMBLEA IN PILLOLE Giorgio Sembenotti, titolare dell’Hotel Everest di Trento, è stato eletto Presidente

Giorgio Sembenotti nuovo Presidente Gestor con Danilo Moresco Presidente uscente

ASSEMBLEA GESTOR: UNA GIORNATA RICCA DI EMOZIONI

Numerosi i soci intervenuti

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Giorgio Venco, del Ristorante San Colombano di Rovereto, ha sostituito Elio Guetti, dell’Hotel Vela di Trento, all’interno del Consiglio di Amministrazione. il ristorno fine anno da dividere tra gli associati è pari a 487.893,52 euro Il fatturato 2010 è stato di 27.108.435 euro l’incremento rispetto ai volumi del 2009 è stato pari al 18% i nuovi associati sono stati 34 (14 in più rispetto all’obiettivo di 20 fissato nell’assemblea scorsa) Al termine dei lavori Assembleari, grazie alla preziosa collaborazione della Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Sole e di Non (www. stradadellamela.it), gli ospiti hanno potuto prendere parte ad un momento di degustazione dei prodotti tipici offerti dalle Aziende Associate alla Strada. Il momento di chiusura della giornata ha visto protagonisti i presidenti delle cooperative Gestor ed Hogast che attraverso un dibattito ricco di spunti e di riflessioni hanno saputo intrattenere i molti intervenuti – tra soci, fornitori ed autorità - che hanno riempito la sala per presenziare all’incontro.


Benvenuti nuovi soci!

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Dallo scorso maggio, 11 nuove prestigiose aziende hanno arricchito le fila degli associati. Ecco l’elenco dei nuovi soci ai quali diamo il nostro caloroso benvenuto! bar

Centrale Cles (TN)

hotel bar

Canadà

Bellamonte – Predazzo (TN)

Roma Cles (TN)

rist./pizzeria albergo hotel baita

La Spleuza Monclassico – Presson (TN)

Pezzotti Pellizzano (TN)

Derby Dimaro (TN)

Cianci Canazei (TN)

hotel

Gran Zebrù Cogolo di Pejo (TN)

ristorante

Le Roi Madonna di Campiglio (TN)

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Niagara Ossana (TN)

Al Ponte Pergine Valsugana (TN)

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INTERVISTA

Giorgio Sembenotti nuovo Presidente Gestor

TRASPARENZA E VICINANZA SARANNO LE MIE PAROLE CHIAVE PER I PROSSIMI ANNI Giorgio Sembenotti è il nuovo Presidente Gestor. Tra i soci fondatori della Cooperativa, ha visto crescere e maturare questa realtà che nel tempo si è radicata sul territorio, diventando punto di riferimento per gli acquisti da parte di albergatori e ristoratori. Eletto nel corso dell’assemblea dei soci del 19 maggio scorso, Sembenotti subentra allo storico presidente di Gestor Danilo Moresco, alla guida della Cooperativa praticamente da sempre, da quando è nata. Il nuovo numero uno di Gestor, titolare dell’Hotel Ristorante Everest di Trento, ha le idee ben chiare su quali saranno le priorità del suo mandato. Ce le ha svelate in questa intervista.

Presidente, è un importante riconoscimento per Lei essere stato eletto, una soddisfazione ma anche un impegno. Senza ombra di dubbio. Questo mio incarico comporta una serie di responsabilità che affronterò con serietà e costanza. Ho sempre creduto fortemente in questo progetto e fin dall’inizio, quando dodici anni fa, in appena quattordici soci, abbiamo dato il via a Gestor ho considerato la cooperativa come una parte integrante della mia stessa attività di albergatore. È importante ribadire che Gestor siamo noi soci e quindi accetterò ogni contributo, consiglio e critica, purché costruttivi, che arriverà da parte dei nostri associati per rafforzare la Cooperativa. Quali saranno le principali priorità che caratterizzeranno il suo mandato e che seguirà nei prossimi anni? La priorità più importante sarà quella di seguire la strada che è già stata impostata dal mio predecessore Danilo More-

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sco e che ha segnato sempre un trend in costante crescita. La mia volontà, invece, sarà quella di essere più vicino ai soci che cercherò di incontrare e di conoscere meglio per consolidare l’intero gruppo. La Cooperativa non deve essere vista come un’entità lontana. Gestor fa parte della nostra quotidianità e, come tale, riflette le nostre scelte ed i nostri comportamenti. Gli incontri serviranno, mi auguro, ad avvicinare tutti i soci, anche quelli che sono ancora scettici nei confronti della nostra realtà associativa. Tra i progetti che intende portare avanti ci sono anche “Fornitori per fornitori” e “Sviluppo area Treviso”, è così? Si, stiamo riprendendo in considerazione l’opportunità di espanderci anche in Veneto. Tempo fa avevamo avviato un percorso con la provincia di Treviso e ora intendiamo approfondirlo. Vi sono buoni presupposti affinché ottenga buoni risultati il progetto di portare Gestor fuori dalla nostra provincia ed ampliare così il nu-


mero dei soci. Non è da escludere poi la possibilità di estendere l'offerta di alcuni servizi riservati ai nostri soci anche ai nostri fornitori. Mi viene in mente l'opportunità di emettere le tessere carburante Agip o di proporre gli accordi con le aziende di pulizia e di cancelleria. Che realtà è oggi Gestor? Come si colloca sul territorio? Sicuramente è una realtà con un valore intrinseco, perché diamo una sicurezza sia ai soci sia ai fornitori. Non è da sottovalutare l’importanza che riveste la cooperativa verso i fornitori. In un periodo di crisi come quello attuale, noi possiamo garantire una certezza dei pagamenti. È sempre più probabile che anche quelle aziende che in passato hanno sempre rispettato i pagamenti ai fornitori attraversino un periodo di difficoltà. Con Gestor il fornitore si sente tutelato ed è certo di ricevere quanto dovuto alle scadenze pattuite.

Quali parole userebbe per caratterizzare il suo mandato? Innanzitutto trasparenza, nel senso di cercare di far capire ai soci l’importanza del gruppo. E di conseguenza, come ho già detto anche prima, vicinanza: voglio avere un dialogo diretto con i nostri associati. Io ho una convinzione, e cioè che Gestor non è una società esterna al nostro business; al contrario siamo noi stessi, con le nostre attività che la rendiamo possibile. Essendo una cooperativa poi, non ha nessun fine di lucro, e quindi la crescita della Cooperativa corrisponde alla crescita di ogni singolo socio. Questo è il concetto chiave di Gestor e l’idea di base del nostro gruppo con la quale siamo partiti inizialmente. Chiaramente, diventando una realtà sempre più grande, si rischia di perdere il contatto con i soci. Ecco perché intendo ricontattarli singolarmente, uno per uno e cercare di ricreare un gruppo ancora più forte e unito.

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Sarò sempre al vostro fianco Il saluto di Danilo Moresco dopo 12 anni da Presidente

assemblea annuale Gestor è stata all’insegna delle forti emozioni. Il 19 maggio scorso, all’hotel Alpholiday Dolomiti di Dimaro, lo storico e unico presidente di Gestor Danilo Moresco, dopo 12 anni, ha ceduto il testimone al vice presidente Giorgio Sembenotti dell’hotel Everest di Trento. In pratica uno scambio di ruoli, dal momento che Moresco è stato poi eletto vice presidente dal Consiglio di Amministrazione. È entrato nel Consiglio di Amministrazione anche Giorgio Venco, titolare del Ristorante San Colombano di Rovereto che ha preso il posto dell’uscente Elio Guetti dell’Hotel Vela di Trento. Gli occhi dei molti soci intervenuti ai lavori assembleari, come era ovvio, sono stati puntati sul presidente uscente Danilo Moresco. Moresco, fondatore di Gestor nel 1998 con altri 13 imprenditori dell’ospitalità ha letto, con provata commozione, quella che più una tradizionale relazione è stato un sincero e accorato saluto a quanti lo hanno accompagnato nei suoi tanti anni di Presidenza. Un incarico che ha lasciato con sommo dispiacere ed altrettanta serenità. Impossibile fare un bilancio delle tante cose realizzate in tanti anni da Presidente ha annunciato Moresco. Ricorda come perseguisse il difficile obiettivo, oggi centrato, di cercare di creare un gruppo, un insieme di aziende che condividessero motivazioni, convinzioni, fiducia, sintonia, tempo e tanto altro. Quegli stessi valori che ancora oggi ha ricordato essere fondamentali per il successo di Gestor. Una cooperativa che con le proprie forze ha saputo calarsi nel diffidente sistema Trentino e che oggi viene presa da esempio per la tenacia avuta in tanti anni nel proseguire sulla propria strada senza beneficiare di alcun contributo. Un’azienda sana, la nostra, ha affermato Moresco, che ha tenuto a ricordare ai soci quanto gli stessi debbano considerare Gestor come fosse la loro seconda azienda. È indispensabile remare insieme e dalla stessa parte per arrivare alla meta che ci prefiggiamo raggiungere. E sotto il cappello Gestor si riesce a continuare a remare anche con il perdurare della tempesta. Anche quest’anno i soci si divideranno circa 500 mila euro. Non è certo poco, ha dichiarato Moresco, se consideriamo i difficili momenti di crisi che stiamo attraversando con le nostre attività. Il momento più commovente è stata la parte del discorso dedicata ai ringraziamenti. Moresco ha ringraziato prima di tutti il direttore, Nives Tisi, per l’amicizia e la collaborazione di tanti anni di lavoro; ha ringraziato poi i vice presidenti ed il consiglio di amministrazione per la vicinanza e la fiducia sempre accordatagli. Non in ultimo, Moresco ha voluto ringraziare i collaboratori ed i dipendenti, affermando che senza di loro Gestor non sarebbe quella che è.

COMPLIMENTI AI SOCI VINCITORI!

Durante la Cena Sociale, che si è svolta in occasione della scorsa assemblea annuale di Gestor, sono stati premiati i primi 3 soci che nell’arco dell’anno si sono distinti maggiormente per la fedeltà negli acquisti. A loro è stato donato 1 biglietto per la Crociera Gestor. Complimenti allora ad Elio Guetti (Hotel Vela di Trento), a Mariano Seber (Garnì Rosengarten di Castello di Fiemme) e a Domenico Albasini (Hotel AlpHoliday Dolomiti di Dimaro) che ad ottobre saliranno a bordo della Costa Favolosa!

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La squadra di Gestor al servizio dei soci IL

continuo sviluppo della cooperativa negli ultimi cinque anni che oggi conta 333 soci e 158 fornitori, l’inserimento di nuovi servizi per il socio, alcuni cambiamenti degli ultimi mesi, hanno segnato l’avvicendamento di nuove persone sia all’interno dello staff della cooperativa, sia a livello di Consiglio di Amministrazione. Per quanti ancora non ci conoscono direttamente, riportiamo una fotografia dell’attuale assetto organizzativo della cooperativa che ha come obiettivo quello di garantire una migliore funzionalità dei vari uffici e di assicurare la massima qualità, adattabilità e rapidità dei servizi offerti ai soci.

Consiglio di Amministrazione: Presidente:

Giorgio Sembenotti (Hotel Everest – Trento)

Vice Presidenti:

Botto Walter (Bar Pasi – Trento) Moresco Danilo (Ristorante Da Pino – Trento)

Consiglieri d’Amministrazione:

Bertolini Alberto (Feeling Hotel Luise – Riva del Garda), Cemin Peter Nicola (Cant del Gal – Tonadico), Chiocchetti Gianbattista (Hotel La Serenella – Moena), Dossi Ivano (Locanda D&D Maso Sasso – Nogaredo), Molignoni Nicola (Ristorante Giardino – Cles), Mottes Fausto (Hotel Paganella – Fai della Paganella), Palmeri Tommaso (Pizzeria Nuovo Corona – Lavis), Polonioli Battista (Hotel Villa Madruzzo – Trento), Ravelli Alfredo (Hotel Palace Ravelli – Mezzana), Sartori Sandro (Sartori’s Hotel – Lavis), Talmon Bruna (Hotel Lupo Bianco – Canazei), Venco Giorgio (Ristorante San Colombano – Rovereto)

La struttura: Direttore: Nives Tisi

Area Amministrazione: Ravanelli Valentina Segata Antonella Trettel Stefania

Area Commerciale: Adami Alessandro Fossi Alessandro Malfatti Martina

Area Contabilità: Della Pietra Claudio

Segreteria: Spagnolli Martina

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I tre Presidenti: Giorgio Sembenotti (Gestor); Danilo Moresco (uscente Gestor); Oswald Demetz (Hogast)

HOGAST rimane per GESTOR un modello da imitare

Confronto e similitudini tra le due cooperative di acquisto in occasione dell’assemblea Gestor 12

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la terza volta, e non sarà l'ultima, per il Presidente di Hogast, Oswald Demetz, di partecipare ad un'assemblea Gestor. Lo ha affermato, ringraziandolo per avere accolto l'invito, il direttore Gestor Nives Tisi. Potere ascoltare i risultati ed i percorsi intrapresi dalla cooperativa di acquisti altoatesina è certamente stimolante sia per i soci sia per i fornitori Gestor. Il Presidente Hogast è stato brillante come sempre nel rispondere alle domande che gli sono state rivolte ed ha colto abilmente il particolare momento della neo elezione del nuovo Presidente Gestor, Giorgio Sembenotti per ricordare il pellegrinaggio che l’amico Danilo Moresco ha compiuto per il Trentino i primi anni di fondazione di Gestor. 600 sono i soci di Hogast che versano circa 20mila euro per associarsi alla cooperativa. Negli anni, ha confermato Demetz, come l’aumento della quota di adesione sia servito da deterrente. È stato positivo per selezionare i soci, convinti della propria scelta, con un forte sentimento di appartenenza. In Alto Adige abbiamo un'altra mentalità, ammette Demetz, siamo molto compatti ed i soci seguono le direttive della cooperativa. La fedeltà del socio è la nostra principale chiave di successo, ma sono convinto che anche per Gestor finirà allo stesso modo. Vi sono ben 10 anni di differenza di età tra le due cooperative, sebbene siano stati similari le condizioni di


partenza: una trentina di aziende fondatrici per Hogast e quattordici per Gestor. 197milioni è il fatturato degli acquisti prodotto nel 2010, senza contare il fatturato derivato dall'acquisto delle autovetture o dalle carte di credito che porta altri 300 milioni di euro. La cifra è senz'altro rilevante, afferma il Presidente Demetz, soprattutto se si considera che dietro tali numeri opera una squadra di sole 17 persone, ma molto efficienti e convinte, che entro il 2011 diventeranno 20. La novità di Hogast è la fondazione di Gastro Pool, una SRL creata per rispondere alle piccole realtà ricettive che hanno alcune stesse esigenze delle aziende più grandi – es: ascensori – ma che per dimensione non hanno grosse esigenze d'acquisto. Di conseguenza non possono pagare 20mila euro di quota di adesione. In particolare, prosegue Demetz, con questa società abbiamo favorito i fornitori per una scontistica diversa e proporzionata, diversa dalle condizioni applicate al socio Hogast. Non potevamo pretendere dai fornitori che accordassero a tutti gli stessi sconti. Per entrare in Gastro Pool si pagano 3mila euro di quota e nemmeno noi ci aspettavamo in così poco tempo di realizzare un fatturato di 2milioni di euro. Altra novità, prosegue Demetz, è l'inserimento di procedure per il controllo di qualità nei confronti del lavoro dei fornitori. Abbiamo previsto dei controlli a sorpresa eseguiti da due nostri ispettori che verifi-

cano ad esempio i termini delle consegne della merce, lo stato del prodotto, il servizio, ecc. L'obiettivo è arrivare a certificare i nostri fornitori e, soprattutto, trovare insieme delle soluzioni che portino ad un risparmio per entrambi. Alla domanda che consiglio si sente di dare a Gestor, Demetz risponde che il consiglio più grande è quello di mantenersi al di fuori della politica, di agire con discrezione ma agire. La cooperativa è come un club, ha affermato, i cui interessi tra soci e fornitori non vanno sbandierati. Si fanno e vanno salvaguardati. Seppure molto distante da Hogast, il fatturato 2010 di Gestor è comunque rilevante ed in crescita rispetto al 2009. 27 milioni di euro il totale prodotto dagli acquisti effettuati da 320 soci. Sembenotti, neo eletto presidente, dichiara che con la sua presidenza la cooperativa seguirà la strada intrapresa da Moresco, e spingerà ulteriormente nel diffondere verso i soci l'importanza ed il valore della cooperativa. Il fornitore va rispettato ha continuato il Presidente, ma noi siamo la cooperativa e lavorare con noi deve essere inteso come una collaborazione. Gestor pretende correttezza dal fornitore e, al pari di quanto fatto in Hogast anni fa, anche noi prenderemo dei provvedimenti nei confronti di chi sarà scorretto. Sembenotti ha ribadito la volontà di dare continuità al passato, con quanto già portato avanti da Danilo Moresco che peraltro rimane in carica come vice presidente Gestor.

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L’AGRITURISMO TRENTINO

RESISTE ALLA CRISI

RADDOPPIATE NEGLI ULTIMI ANNI LE STRUTTURE CHE PROPONGONO UNA VACANZA ALL’INSEGNA DELLA TRADIZIONE E DELLA VITA CONTADINA

l'analisi

Trentino terra di malghe, rifugi, baite e ...agriturismi. Nonostante il settore del turismo in Italia sia particolarmente colpito dalla crisi – lo dicono i dati Istat che segnalano nel 2010 una diminuzione del numero di viaggi (-12,4%) e del numero di pernottamenti (-7,8%) c’è una fetta del comparto, quella degli agriturismi appunto, che sembra non risentire particolarmente di questo momento di difficoltà. I numeri, nella nostra Provincia, fotografano una crescita costante di arrivi: nel 2008 erano stati 36600, nel 2009 sono stati 45100 e l’anno scorso 51400. E lo stesso si può dire per la progressione delle presenze, che rappresenta i giorni di permanenza totali

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presso le varie strutture. Per gli agriturismi se nel 2008 ci sono state 150.000 presenze, nel 2009 sono aumentate a 179.000 e nel 2010 a 202.600. Da non sottovalutare il fatto che il Trentino è stata la prima provincia italiana a varare una legge provinciale che disciplinasse la realtà degli agriturismi. La legge è stata promulgata nel 1973, con dodici anni di anticipo rispetto alla normativa nazionale. Se aggiungiamo che in Trentino nel 2005 si contavano circa 160 agriturismi e che oggi sono circa 350, il quadro è completo. Come si spiega una controtendenza così significativa? Ne abbiamo parlato con Graziano Lozzer, presidente dell’ “Associazione Agritur Trentino” che coordina le attività amministrative, di assistenza, promozione e formazione di quasi 320 delle 350 strutture trentine. “Sicuramente uno dei fattori principali del nostro successo è la forza dell’Associazione, che è un’associazione di categoria e non un sindacato agricolo. Abbiamo poi sempre cercato di portare avanti l’impegno di offrire una qualità alta dei nostri servizi, puntando ad avere strutture competitive e nuove che facciano la differenza. Forse quelle aziende storiche che erano partite e sono ri-

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maste con la proposta della formula degli appartamenti agrituristici, molti dei quali dislocati nella zona della Val di Non, adesso sono un po’ in sofferenza. Viceversa, quelle aziende che hanno saputo cogliere l’innovazione agrituristica che vuol dire proporre l’ospitalità con la mezza pensione e una bella colazione agrituristica, magari avendo all’interno del proprio maso il locale di trasformazione dei prodotti tipici, stanno riscuotendo un grosso successo. Come offerta aggiuntiva, è nato anche il cosiddetto club di prodotto che si chiama ‘Agritur trentino’ e comprende una trentina di aziende agricole che al loro interno hanno un laboratorio per la lavorazione e produzione di prodotti alimentari tipici ottenuti con materie prime della stessa azienda. Molte di queste aziende si propongono alle scuole anche come ‘fattorie didattichÈ che sicuramente sono quelle che hanno dato un impulso molto forte al progetto. Attualmente in Trentino esistono una cinquantina di fattorie didattiche. Allo sviluppo dei nostri agriturismi ha contribuito poi una promozione molto mirata, che cerca di cogliere un target di clientela che è vicino al nostro mondo, che comprende l’enogastronomia,


le tradizioni, l’immagine della famiglia contadina che è il nostro punto di forza per quanto riguarda l’ospitalità. Ecco, io credo che tutti questi fattori abbiano contribuito ai buoni risultati che stiamo avendo”.

co un fattore fondamentale come la valorizzazione del prodotto locale: più mettiamo prodotti trentini e soprattutto agricoli nel paniere dell’offerta, più riusciamo a valorizzare la nostra realtà”.

Quali sono le caratteristiche che un agriturismo deve avere per essere considerato tale?

L’agriturismo è aperto tutto l’anno?

“Innanzitutto puntiamo molto su queste aziende agricole che propongono qualcosa in più rispetto all’offerta classica, quindi ospitalità, ristorazione e trasformazione dei prodotti, stanze confortevoli – abbiamo camere matrimoniali che superano i tredici metri quadri e cinquanta, addirittura più grandi rispetto a quelle previste dalle normative per gli alberghi. Alcuni agriturismi poi si sono anche dotati di un centro benessere e questo sicuramente rafforza qualitativamente la nostra offerta. Dal punto di vista della normativa è fondamentale l’utilizzo dei prodotti dell’azienda. Per quanto riguarda la ristorazione, il cinquanta per cento dei prodotti deve essere prodotto dalla stessa azienda agricola, il trenta per cento deve essere prodotto da aziende agricole o cooperative trentine, il venti per cento è libero. Ne consegue che entra in gio-

Il Pastificio Felicetti, piccolo gioiello di qualità ed efficienza italiane

Da più di cento anni e quattro generazioni a Predazzo, nel cuore delle Dolomiti, produce una pasta che oltre alle selezionate farine, ha come ingredienti l’aria, l’acqua e l’arte di far bene. Oggi il Pastificio produce complessivamente circa 70 tonnellate di pasta al giorno, in oltre 100 formati. I grani – grano duro, grano duro biologico, biologico integrale, biologico all’uovo e farro – sono coltivati in Italia con l’eccezione del khorasan a marchio Kamut – proveniente da coltivazioni biologiche del Montana. La semola viene impastata con acqua di sorgente che sgorga sulle Dolomiti, a 2.000 metri di altezza, trafilata al bronzo o al teflon ed essiccata alle temperature ideali per esaltare la qualità dei grani utilizzati. Il catalogo Felicetti comprende i formati classici di semola di grano duro (anche all’uovo), quella di grano duro biologico, la linea Monograno Felicetti e la linea Speciale Gastronomia, nata dall’attenzione che da sempre il Pastificio trentino rivolge alle esigenze di mercato. La linea Speciale Gastronomia è dedicata ai professionisti della ristorazione: grani puri, selezionati con rigore e una tecnologia orientata al massimo rispetto della naturalità dei cereali, un risultato di alto livello che nasce anche dalle competenze acquisite dal Pastificio attraverso anni di confronto costante con il settore professionale. Fragranza e armonia tra pasta e condimenti, spessori ottimali per una cottura sempre perfetta, ne fanno un prodotto ideale, per caratteristiche organolettiche, gradevolezza estetica e purezza del sapore, per poter offrire ai clienti un’esperienza gastronomica della migliore tradizione italiana.

“Agriturismo non vuol dire solo estate, soprattutto in certe zone con forte vocazione turistica come ad esempio la Val di Fassa, la Val di Fiemme, la Val di Sole e la Rendena. Ci sono delle strutture che restano aperte tutto l’anno, altre che fanno le due stagioni, altre ancora che sono aperte solo stagionalmente come le malghe agrituristiche. Quella che noi proponiamo è un’offerta complementare che serve all’offerta turistica provinciale in particolar modo agli albergatori attenti”. Come sono cambiati nel tempo gli agriturismi?

“Le prime offerte erano considerate come un arrotondamento del reddito agricolo. Gli ospiti si fermavano nell’azienda o in un appartamento agrituristico anche per un mese. Adesso invece i turisti pernottano trequattro giorni, anche se in media il periodo della permanenza negli agritur è un po’ più alto rispetto all’albergo. Naturalmente il cliente richiede qualcosa in più, non si accontenta delle chiavi dell’appartamento. Vuole visitare l’azienda, respirare l’atmosfera che c’è nelle famiglie che gestiscono la struttura, vivere a contatto con il contadino assistendo a tutti i momenti dell’attività agricola, come ad esempio la vendemmia, l’alpeggio, la lavorazione dei prodotti. È un utente attento, che ama la tranquillità e al tempo stesso vuole strutture nuove e confortevoli”. Una collaborazione con la Cooperativa Gestor può secondo lei essere una spinta per fare ancora meglio?

“Quello che mi ha colpito di più è che tra gli associati di Gestor ci sono molte aziende agricole trentine, soprattutto vignaioli, ma anche altre cooperative che sono soci fornitori. Quindi questo potrebbe essere molto interessante per noi. Credo anche che sarebbe interessante una collaborazione con quelle aziende che trasformano i loro prodotti, aziende che potrebbero diventare dei nuovi fornitori per la cooperativa Gestor. D’altro canto noi stiamo cercando collaborazioni con fornitori e avere un interlocutore unico, che ci dia una garanzia diretta, come la Gestor, potrebbe essere interessante”.

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ualità, affidabilità, cortesia sono le parole chiave che caratterizzano l’attività di Pregis spa. Il Gruppo nasce dall’unione di tre aziende leader nella fornitura di prodotti alimentari e non food per la ristorazione commerciale del Nord Italia: Alimentari SpA, Center Catering SpA, Alimentari Nord Ovest SpA. Tutte le aziende sono certificate da molti anni secondo la Norma UNI EN ISO 9001. Una realtà consolidata nel settore, con un fatturato 2010 da 120 milioni di euro, ma anche in espansione. Presto infatti farà parte di Pregis anche Tuscania Alimentari Srl, un’azienda giovane e dinamica.Tra qualche anno, il Gruppo si costituirà in una società unica, con sede a Riva del Garda. Pregis propone una vasta gamma di prodotti a marchio, ma anche una linea di prodotti freschi, surgelati e confezionati. Si va dal pesce alle carni rosse e bianche, dagli insaccati alla pasta e le farine, dai formaggi e le verdure ai dolci, ai prodotti per la prima colazione. Punto di forza del Gruppo, facente capo alla famiglia Gentilini, sono i prodotti tipici trentini o comunque realizzati in Trentino. Fiore all’occhiello è la carne salada, tipica della zona di Tenno. Pregis è fornitore di riferimento di pesce fresco per la zona di Venezia. Il gruppo Pregis offre anche una linea no food caratterizzata da un ventaglio di prodotti che spaziano dal settore della pulizia e dell’igiene sia civile che industriale al settore alimentare, come le stoviglie monouso e box per pizza.

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Continua a crescere il numero di coloro che decidono di aderire a GestorBar, l’iniziativa nata in seno alla Cooperativa di via Maccani e rivolta alla categoria dei pubblici esercizi. Negli ultimi mesi anche il Bar Centrale e Il Caffè Roma di Cles, sono diventati soci.

Alessandro Fellin, gestore del

“Bar Centrale” di Cles www.barcentralecles.com

“Negli anni questo lavoro è cambiato molto, Gestor ci aiuta a gestire meglio la parte burocratica della nostra attività”

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lessandro Fellin, titolare del Bar Centrale di Cles, ha seguito le orme del padre, che per oltre 30 anni ha gestito un pubblico esercizio. Da circa 10 anni ha preso in gestione l’attività. Un lavoro che negli anni è cambiato, come ci conferma lui stesso: “È cambiata la frequentazione dei locali, la tipologia dei clienti. Una volta al bar venivano soprattutto persone del posto, ora invece il locale è diventato punto di incontro soprattutto per coloro che provengono da altri paesi, extracomunitari in particolare. Una volta si usciva con più frequenza, il bar era veramente un punto di ritrovo, adesso invece ci si ferma per poco tempo, il passaggio è più veloce, mordi e fuggi, ci si ferma giusto il tempo di un caffè, mentre prima era un luogo di incontro serale, le compagnie si trovavano per ore. E per noi che facciamo questo mestiere, allora era anche più di-

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INTERVISTA

vertente essere dietro il bancone e servire i clienti. È diventato anche più difficile trovare personale. I nostri ragazzi un po’ denigrano questo lavoro, che richiede sacrifici perché bisogna lavorare nelle festività, la domenica, la sera...”.

I miei dodici anni da Presidente Gestor E la scelta di aderire a GestorBar come è arrivata?

“È solo da qualche mese che ho deciso di entrare a far parte della cooperativa. La conoscevo ma non avevo mai approfondito la questione. Da una parte il passaparola tra colleghi, dall’altra un promoter di Gestor che conoscevo personalmente, mi hanno convinto ad aderire. Successivamente mi sono fatto due conti, ho visto che con questo sistema di avere una piattaforma unica per gli acquisti ci sono diversi vantaggi”.

Danilo Moresco risponde a tutto campo

Quali in particolare?

“Il primo fra tutti è quello di poter ottenere dei prezzi migliori dai fornitori, avere chi lavora per te per tenere sott’occhio le promozioni e ti informa, chi ti controlla che effettivamente venga sfruttata l’occasione di acquisto che offrono i rappresentanti, che ti aiuti a gestire la parte amministrativa relativa alle fatture, che in questo caso sono emesse in un’unica volta quindi invece di averne tante per quanti sono i fornitori, ne hai una soltanto. Se devo dire la verità, mi trovo abbastanza bene con Gestor, vedremo nei prossimi mesi”. Qual è la tendenza del momento che va per la maggiore nel suo locale?

“Da un anno a farla da padrone è lo sprizzone. Per rendere l’idea, consideri che la bottiglia di Aperol fino a qualche tempo fa prendeva polvere sullo scaffale, adesso invece dobbiamo ordinarne scatoloni interi. Attraverso un’efficace campagna di marketing, è stato rilanciato questo prodotto che è diventato poi l’ingrediente principale dello sprizzone che è quello che i nostri clienti ci chiedono di più”.

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NE/TN0027/2008

Quadrimestrale di E-Lunch s.r.l. via Maccani 181 - 38100 Trento Tel. 0461 421418 Fax 0461 422308 www.e-lunch.it - info@e-lunch.it

I NUOVI SERVIZI DI FATTURAZIONE E-LUNCH

DIE NEUEN SERVICELEISTUNGEN ZUR RECHNUNGSAUSSTELLUNG E-LUNCH

A seguito del nuovo software di buono pasto e-Lunch dagli inizi di Maggio verrà attivato un nuovo servizio che le consentirà di ricevere ancora più velocemente tutte le informazioni relative alla pre- fattura elettronica, sia tramite il suo terminale POS che tramite WEB. Tramite POS, grazie al collegamento diretto tra il terminale ed il nostro centro operativo, sarà possibile:

Nach der Einführung der neuen Software für die e-Lunch-Restaurantschecks, wird zu Beginn vom Mai eine neue Serviceleistung aktiviert, die noch rascher alle Informationen bezüglich der elektronischen Vorverrechnung sowohl über Ihr POS-Terminal als auch über Web erteilt. Über POS wird es, dank der Direktverbindung zwischen dem Terminal und unserem Operationszentrum, möglich sein: » Die Vorverrechnung direkt auf dem Terminal einzusehen » Die Vorverrechnung auszudrucken » Die Rechnungsdaten über POS weiter zu geben Dank dieser Serviceleistung wird der Zeitund Kostenaufwand für die Zusendung des Dokumentes eingespart. Über WEB, Zugriff unter der Internetadresse www.ticketXte.it und nach einer simplen Registrierung besteht die Möglichkeit, alle Aktivitäten bezüglich der elektronischen Vorverrechnung problemlos zu verwalten: ■ Rechnungsdaten einsetzen ■ Vorverrechnungen konsultieren ■ Vorrechnung ausdrucken Über das Portal www.ticketxte.it haben Sie außerdem die Möglichkeit zum Zugriff auf viele andere Funktionsfähigkeiten, die die Verwaltung der mit den Produkten verbundenen Tätigkeiten erleichtern und den Zugang zu allen e-Lunch-Vorteilen ermöglichen. Diese Serviceleistung integriert die vorher bestandene Funktion von RIEPILOGO TOTALI – GESAMTE ZUSAMMENFASSUNG. Sollten Sie dennoch mehr Informationen wünschen oder im Detail die Vorverrechnung einsehen wollen, dann können Sie sich jederzeit an die Internetadresse www. ticketxte.it wenden, und zwar unter der Sektion „Rechnungsausstellung“.

»C onsultare le pre-fatture direttamente sul terminale » Stampare la pre-fattura » Inviare i dati di fatturazione tramite Pos Grazie a questo servizio verranno eliminati i tempi ed i costi di spedizione e invio del documento. Tramite WEB, accedendo al sito www.ticketXte.it e, dopo una semplice registrazione, potrà facilmente gestire tutte le attività legate alla pre-fattura elettronica: ■ inserire i dati di fatturazione ■ consultare le pre- fatture ■ stampare la pre-fattura Tramite il portale www.ticketxte.it avrà, inoltre, la possibilità di accedere a molte altre funzionalità che consentiranno di semplificare la gestione delle attività legate ai prodotti e di accedere a tutti i vantaggi e-lunch. Questo servizio integra la precedente funzione di RIEPILOGO TOTALI. In ogni caso, se desiderasse avere maggiori informazioni o consultare il dettaglio della pre- fattura, potrà in qualsiasi momento collegarsi al sito www.ticketxte.it, nella sezione dedicata alla fatturazione.

e-Lunch Srl il Direttore Federico Hornbostel

e-Lunch Srl der Direktor Federico Hornbostel

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La disciplina sportiva del golf sinonimo di libertà assoluta

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opo essere diventati campioni del mondo di golf grazie ai due fratelli Molinari è doveroso dare una sbirciatina in più a questo mondo che sempre più spesso sta entrando nelle nostre vite, grazie anche alle numerose pubblicità nelle quali compare. Spesso lo si associa ad un mondo snob, o a giocatori in età molto avanzata, o di sport molto caro. Sono però retaggi del passato e non c’è nulla di più sbagliato in tutto ciò. La parola da associare al golf è un’altra: libertà. Libertà di avventurarsi in un mondo senza confini o delimitazioni di sorta, libertà di veder volare la propria palla alta nel cielo consci che non si riuscirà mai del tutto a mandarla dove si vuole, libertà di conoscere nuove persone o di giocare da soli contro il campo, di visitare e conoscere nuovi percorsi e scenari sempre diversi e differenti, libertà di staccare la mente completamente dai problemi quotidiani e di librarsi sopra di essi, libertà di vincere e libertà di perdere indipendentemente dall’età e dal livello di gioco, dall’istruzione o dal livello sociale. Un aspetto riguardante l’età nel golf è sicuramente veritiero, visto che il golf ringiovanisce, come dimostra un recente studio svedese della Medical University Karolinska Institutet, che sentenzia come questo sport può essere un buon investimento per la salute, visto che è accertato che il tasso di mortalità per i golfisti è il 40 per cento inferiore a quello di altre persone dello stesso sesso, età e status socio-economico, che corrispondono ad un aumento di 5 anni di vita. Il golf è anche educativo perché insegna ai ragazzi e anche agli adulti le regole del gioco e della vita. Anche dal punto di vista economico è meno costoso dello sci, come sottolinea Marco Dal Fior, prestigiosa firma del Corriere della Sera e vice direttore della redazione “Tempo libero”: “Ho scoperto il golf a quarant’anni dopo aver praticato numerosi sport ad alto livello. Ho iniziato prendendo lezioni al chiuso nei pressi di Porta Venezia a Milano, ma quello che manca ad uno sport come il golf è un’offerta chiara. Non è vero che sia costoso, anzi lo è meno dello sci”. Un famoso psicologo addirittura asserisce che giocare a golf faccia bene all’amore e che ha effetti terapeutici sulle persone. Insomma, per chi non lo avesse ancora fatto, è consigliabile provare a giocare a golf. Ci sono diversi centri in Trentino che si possono andare a scoprire attraverso il web all’indirizzo www.golftrentino.it e su www.golfteam.it. Una specialità che eLunch ha deciso da anni di sostenere.


Der Golfsport ist sinnverwandt mit absoluter Freiheit

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achdem wir, dank der beiden Brüder Molinari, Golf-Weltmeister geworden sind, empfinden wir es nahezu als Pflicht, diesem Sport ein wenig mehr Aufmerksamkeit zu widmen, der immer häufiger in unser Leben „eindringt”, auch dank der zahlreichen Werbekampagnen, in denen er vertreten ist. Meist wird Golf mit der Welt der Snobs assoziiert, oder mit Spielern im fortgeschrittenen Alter, oder aber als ziemlich teurer Sport geschildert. Diese Behauptungen sind nichts anderes als Ammenmärchen und liegen völlig daneben. Ein sinnverwandter Begriff zum Golf ist ein anderer, nämlich Freiheit. Die Freiheit, sich in eine Welt ohne Grenzen oder keinerlei Begrenzungen zu wagen. Die Freiheit, den eigenen Golfball mit dem Blick zu verfolgen, der sich in die Lüfte erhebt, und bei dem man niemals sicher ist, ihn perfekt dahin zu lenken, wo wir ihn haben wollen. Die Freiheit, neue Menschen kennen zu lernen oder allein gegen den Golfplatz anzutreten, neue Golfplätze zu erkunden und immer andere Landschaftsszenen zu bewundern. Die Freiheit, völlig vom Alltagsstress abzuschalten und sich ihm gegenüber erhaben zu fühlen. Die Freiheit zu gewinnen und die Freiheit zu verlieren, unabhängig vom Alter und Spielniveau, vom Bildungsgrad oder gesellschaftlichen Niveau. Ein Aspekt hinsichtlich des Alters der Golfer trifft sicherlich zu, denn Golfen verjüngt, wie eine kürzlich veröffentlichte schwedische Studie der „Medical University Karolinska Institutet” bestätigt, die diesen Sport als gute Anlage in Sachen Gesundheit beurteilt, denn es steht fest, dass die Sterbequote bei Golfern 40% niedriger ist, als bei anderen Menschen desselben Geschlechts, Alters und der sozialwirtschaftlichen Stellung, d. h. die Lebenserwartung erhöht sich um 5 Jahre. Golf leistet auch einen erzieherischen Beitrag, denn dieser Sport lehrt Kids und auch Erwachsenen die Regeln des Spiels und des Lebens. Auch finanziell gesehen ist Golfen nicht so teuer wie Skilaufen, dies jedenfalls betont Marco Dal Fior, einer der bekanntesten Journalisten der Tageszeitung „Corriere della Sera” und Vize der Redaktion „Tempo libero“: „Ich haben den Golfsport mit 40 Jahren entdeckt, nachdem ich zahlreiche Sportarten von hohem Niveau absolviert hatte. Als Einsteiger frequentierte ich einen Indoor-Kurs in der Nähe von Porta Venezia in Mailand, aber was bei einem Sport, wie Golf noch fehlt, ist das offene, klare Angebot. Es stimmt nicht, dass Golfen teuer sei, im Gegenteil, es kostet weniger als der Skilauf.“ Ein bekannter Psychologe behauptet sogar, dass Golfen der Liebe gut tut und therapeutische Wirkungen besitzt. Kurzum, wer sich noch niemals mit dem Golfsport beschäftigt hat, probieren schadet nicht! Im Trentino gibt es etliche Golfplätze, über die man Näheres in den Portalen www.golftrentino.it und www.golfteam.it erfahren kann. Eine Sportart, die e-Lunch schon seit Jahren unterstützt.


Autunno con ANFFAS ANFFAS TRENTINO Onlus, l’Associazione che si occupa di oltre 700 persone è una delle realtà distribuite sul territorio nazionale più organizzate in termini di qualità e quantità di servizi e opportunità alla persona con difficoltà intellettive e relazionali. A questo impegno contribuisce certamente anche l’azione di comunicazione e promozione di eventi, iniziative e progetti che di anno in anno è sempre in crescita. Questa azione interessa tanto la zona Trento quanto quella delle Realtà Periferiche in modo che vi sia una proposta diversificata quando si valorizza la peculiarità delle diverse realtà e condivisa quando si attuano progetti e di interesse generale. Per l’imminente stagione autunnale ANFFAS TRENTINO Onlus è già in fase organizzativa con due consolidate iniziative che incontrano da diversi anni l’interesse ed il favore della comunità. Alla fine del mese di ottobre è previsto l’appuntamento con UN MORSO E UN SORSO DI SOLIDARIETA’ “la colazione che fa bene al cuore” grazie alla collaborazione di SAIT, COOP e FAMIGLIE COOPERATIVE e con il sostegno delle CASSE RURALI TRENTINE. In 15 punti vendita verrà distribuita una confezione di latte TRENTO e biscotti PRADA, ad offerta simbolica, per raccogliere fondi a favore del FONDO ANFFAS OGGI e sostenere l’acquisto di attrezzature e materiali didattici per i Centri diurni, residenziali e di formazione professionale speciale dell’Associazione. Dal 29 novembre al 4 dicembre, con orario 10.30/18.30 presso l’Atrio della Sala della Tromba in via Cavour a Trento, sarà aperta la mostra-mercatino UN REGALO PER UN REGALO che da 13 anni consecutivi espone presepi e lavori realizzati dai Centri e dalle Comunità Alloggio dell’Associazione e disponibili anche ad offerta sempre a favore del FONDO ANFFAS OGGI. Di anno in anno l’evento beneficia di collaborazioni ed interventi diretti nell’organizzazione attraverso l’impegno Istituzionale e operativo del Comune di Trento, della Provincia Autonoma di Trento e della Regione Autonoma T.A.A. Importante è anche la presenza degli allievi durante l’orario di apertura per un’opportunità di contatto con il visitatore e la soddisfazione di partecipare direttamente alla fase espositiva di ciò che si è realizzato con il valido sostegno e contributo del personale educatore e di volontari. Il 2011 è poi anche l’anno in cui ricorre il 30° anniversario di attività del nostro Centro Abilitativo il Paese di OZ che si occupa di progetti educativi per bambini e adolescenti in difficoltà anche attraverso consulenze, formazione e sostegno psicologico alle rispettive famiglie. Per questa ricorrenza sono previste una mostra fotografica in piazza Cesare Battisti a Trento dal 17 al 30 ottobre, un convegno e occasioni di “open day” per visitare il Centro nel mese di novembre. Infine l’organizzazione dell’importante evento DOLOMITI SOTTO LE STELLE che prevede gare di sci notturne, ha deciso di sostenere ANFFAS TRENTINO devolvendo il ricavato della tappa che si terrà in Val di Fiemme il prossimo 18 novembre. Per maggiori informazioni su tutte le iniziative potete visitare il sito: www.anffas.tn.it

Herbst von ANFFAS ANFFAS TRENTINO Onlus, ein Verein, der sich mehr als 700 Menschen annimmt, gehört auf Landesebene zu den best organisierten Einrichtungen in Bezug auf Qualität und Quantität der Dienstleistungen und der Möglichkeiten für Menschen mit geistiger Behinderung und Persönlichkeitsstörungen. Zu der übernommenen Aufgabe zählen auch die Kommunikation und die Promotion von Events, Initiativen und Projekten, die von Jahr zu Jahr ständig zunehmen. Das Wirkungsfeld bezieht sowohl die Stadt Trento als auch die Randgebiete ein, und dies wiederum garantiert ein unterschiedliches Angebot, das einerseits die Besonderheit der einzelnen Realitäten aufwertet und andererseits diese Realitäten zusammenschmiedet, wenn es sich um die Verwirklichung von Projekten mit allgemeinem Interesse handelt. Für die unmittelbar bevorstehende Herbstsaison ist ANFFAS TRENTINO Onlus schon in der Vorbereitungsphase von zwei konsolidierten Initiativen, die seit etlichen Jahren das Interesse der Gemeinschaft erweckt haben und auf die Gunst dieser Gemeinschaft zählen können. Für Ende Oktober ist die Initiative UN MORSO E UN SORSO DI SOLIDARIETA’- EINEN BISSEN UND EIN SCHLÜCKCHEN DER SOLIDARITÄT geplant, „das Frühstück, das dem Herzen gut tut”, dank der Mitarbeit von SAIT, COOP und FAMIGLIE COOPERATIVE und der Unterstützung durch die Trentiner Raiffeisenkassen CASSE RURALI TRENTINE. In 15 Verkaufsstellen werden jeweils eine Packung mit Milch der Marke TRENTO und Keksen der Marke PRADA gegen eine freiwillige Spende verteilt, um Geld zu Gunsten von FONDO ANFFAS OGGI zu sammeln und den Kauf von Geräten und Lehrmaterial für die Tageszentren, die Wohnzentren und speziellen Ausbildungszentren zu unterstützen. Vom 29. November bis 4. Dezember – mit Öffnungszeit von 10.30 – 18.30 Uhr - findet im Atrium von „Sala della Tromba”, in der via Cavour in Trento die Verkaufsausstellung UN REGALO PER UN REGALO – EIN GESCHENK FÜR EIN GESCHENK statt, die seit 13 Jahren Weihnachtskrippen und Handarbeiten ausstellt, die in den Zentren und Wohngemeinschaften des Vereins gefertigt wurden und auch gegen Spendenleistungen, stets zu Gunsten von FONDO ANFFAS OGGI, erhältlich sind. Diese Wohltätigkeitsveranstaltung kann bei der Organisation alljährlich auf die Zusammenarbeit und die direkten Interventionen der Stadtgemeinde Trento, der Autonomen Provinz Trento und der Autonomen Region Trentino-Südtirol zählen. Wichtig ist auch die Anwesenheit der Schüler während der Öffnungszeit, da sich so die Gelegenheit zum direkten Kontakt mit dem Besucher bietet und außerdem die Zufriedenheit, direkt an der Ausstellung mit den selbst gefertigten Exponaten teilzunehmen, mit der wertvollen Unterstützung der Pädagogen und der Volontäre. Schließlich ist das Jahr 2011 auch der 30. Jahrestag seit dem Bestehen bzw. dem Beginn der Tätigkeit unseres Habilitationszentrums „il Paese di OZ”, das sich mit Lehrprojekten für behinderte Kinder und Jugendliche befasst, auch in Form von Beratung, Ausbildung und psychologischer Unterstützung für die betroffenen Familien. Anlässlich dieses Jahrestags sind eine Foto-Ausstellung auf der Piazza Cesare Battisti in Trento – vom 17. bis 30. Oktober -, eine Tagung und „Tage der offenen Tür”, zum Besuch des Zentrums, im November geplant. Und abschließend: Die Veranstalter des Highlight-Events DOLOMITI SOTTO LE STELLE – DOLOMITEN UNTER DEM STERNENZELT, mit nächtlichen Skirennen, haben sich dazu entschlossen, ANFFAS TRENTINO zu unterstützen, indem sie dem Verein den Erlös der am kommenden 18. November im Val di Fiemme stattfindenden Etappe zukommen lassen. Für weitere Infos über die Initiativen, besuchen Sie bitte unser Portal: www.anffas.tn.it


Yuri Valli, gestore de

“il caffÈ roma” di Cles Q

uella del barista sembra essere un’attività che si tramanda da una generazione all’altra, nella famiglia Valli. Il nonno di Yuri aveva un bar quindi lui fin da piccolo è cresciuto con questa passione. Una passione che per qualche anno ha messo da parte facendo tutt’altro, come l’agente immobiliare a Trento per un certo periodo. Dopo aver lavorato qualche stagione in discoteca e in alcuni pub, da 7 anni gestisce con il fratello Il Caffè Roma a Cles.

“Ho aderito a GestorBar perché è una grande comunità”

Gli chiediamo come sta andando e quali sono le doti che un buon barista deve avere.

“Occorre innanzitutto avere un po’ di calma con la gente e i clienti. È poi una fortuna poter andare a lavorare contenti del proprio mestiere e io mi diverto ancora nella mia attività ”.

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INTERVISTA

Perché ha deciso di aderire a GestorBar?

“La Gestor mi è stata presentata qui a Cles da un collega che frequento e dove vado a mangiare ogni tanto. Anche lui fa parte della cooperativa, me ne ha parlato, ho partecipato ad un paio di incontri informativi, ho capito che oltre ad essere una grande comunità è una realtà che porta diversi vantaggi per i soci e per questo un paio di mesi fa ho deciso di aderire”.

tipo di confronto posso già farlo sul listino prezzi che vedevo prima, e un risparmio reale c’è. Anche sotto l’aspetto fiscale, la fattura unica è un enorme vantaggio per noi perché si riesce a controllare meglio i conti. Si è più seguiti nella propria attività, non solo negli acquisti ma anche nei servizi che offriamo ai nostri clienti”.

I miei dodici anni da Presidente Gestor

Qual è la tendenza nel momento tra i suoi clienti?

“Quello che ormai va negli ultimi anni è sicuramente lo sprizzone. Qui a Cles non ci sono tante richieste diverse, il bar è considerato ancora un posto di ritrovo dove trascorrere la serata anche perchè in paese non c’è molto altro. Il mio non è un bar grande, eppure la gente viene volentieri a passare un po’ di tempo con noi”.

Danilo Moresco “Da un punto di a vista economico, il fatto risponde tutto campo che hai una competitività maggiore, ofQuale vantaggio l’ha convinta ad aderire a Gestor?

ferte più convenienti e sconti più significativi sui prodotti da acquistare. Questo

Ne facciamo di cotte e di crude.

Dalla prima colazione alla cena, specialità surgelate prelievitate e da lievitare, pronta cottura e già cotte, dolce e salato, primi e secondi, snack e appetizer e poi fritti, dessert, specialità regionali e stagionali… insomma oltre 700 referenze in catalogo!

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il personaggio ELIO GUETTI:

IL CORAGGIO DI PARTIRE E DI RITORNARE ECCO COM’è CAMBIATO NEGLI ANNI L’HOTEL VELA DI TRENTO

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arte da lontano la storia di Elio Guetti, titolare dell’Hotel Vela di Trento. Ancora giovanissimo, negli anni ’60 si trasferisce insieme ai fratelli in Germania per cercare lavoro. Erano gli anni in cui tanti italiani si trasferivano all’estero tentando di costruirsi un futuro che forse l’Italia di allora non era in grado di garantire. Nel frattempo, nel 1975, la famiglia Guetti apre un ristorante poco distante dal centro storico di Trento e solo dopo qualche anno, nel 1978, Elio decide di tornare a casa per seguire da vicino la gestione dell’attività. Arriva il 1996 e viene il momento di ampliare questa struttura ormai avviata: ecco allora che viene ristrutturata e trasformata in hotel con ristorante –pizzeria. Oggi, ad aver preso in mani le redini dell’hotel, gestito in società con un fratello, sono soprattutto i figli di Elio, Claudia e Riccardo, grazie anche all’aiuto della mamma, la signora Lucia, che mantiene vive le sue radici partenopee attraverso le specialità tipiche della gastronomia napoletana, come la pizza e le ricette a base di pesce. Ripercorriamo con Elio la storia del suo albergo. Dalle sue parole traspare tutto l’amore e la fatica che ha investito negli anni nel suo lavoro. “Una volta c’era meno burocrazia – ci racconta – il lavoro era diverso. Anche il rapporto con i dipendenti era meno difficile di adesso, c’era più professionalità”.

Quali sono i punti di forza del suo locale? “Noi facciamo cucina tradizionale trentina ma non solo. In più c’è la pizzeria che è molto apprezzata dai nostri clienti. Inoltre c’è da dire che la professionalità e la serietà pagano. Seguiamo con attenzione e cura i nostri ospiti, cerchiamo di soddisfare le loro esigenze e per questo il nostro lavoro ci da molte soddisfazioni”. Lei è stato uno dei fondatori della Gestor. Ci racconta com’è nata questa avventura? “All’inizio mi chiesero se volevo partecipare a questa idea e io accettai con entusiasmo. Eravamo una decina di soci e poi, negli anni, siamo diventati oltre 320. È stata una bella sfida che però abbiamo vinto”.

Cos’è che l’ha convinta di quest’idea? “Credo che acquistare in gruppo sia sempre vantaggioso, non solo dal punto di vista dei prezzi. Si hanno diverse agevolazioni, ci si confronta tra colleghi e in gruppo si è più forti”. È cambiata, secondo lei, negli anni, la Cooperativa? Sicuramente. Innanzitutto è cresciuta nella sua struttura. All’inizio c’era solo un referente e un impiegato. Oggi con la direzione di Nives, c’è un ufficio vendite, un’amministrazione, e i dipendenti sono aumentati. Io sono sempre rimasto nel Consiglio di Amministrazione, fino all’ultima assemblea di maggio. Ho deciso di ritirarmi perché penso che sia giusto fare posto ai nuovi soci che hanno più stimoli e voglia di fare. È bene che ci sia un ricambio nella gestione, come in tutti i lavori”.

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Ristoranti etnici un’opportunità o una minaccia?

Sono sempre di più i locali etnici che si affacciano sul mercato della ristorazione nelle nostre città e la voglia di provare qualcosa di nuovo diverso dal solito stuzzica i palati di molti clienti

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ebab, cous cous, involtini primavera, sushi e noodless: gli italiani e i trentini apprezzano sempre di più i piatti tipici della cucina etnica. Lo confermano anche dati recenti della Camera di Commercio di Trento che vedono in costante crescita il numero di ristoranti gestiti da extracomunitari che propongono menù dei Paesi d’origine. Un ristorante etnico su 4 è cinese, 1 su 8 arabo, 1 su 10 latinoamericano. Da una parte, ci sono il gusto, le mode e la curiosità di chi sceglie una cucina diversa dalla propria, con un occhio anche al portafoglio visti i prezzi indubbiamente più bassi rispetto ai locali italiani; dall’altra, c’è chi è preoccupato che la qualità e la tipicità del Made in Italy siano messe a rischio. Avviene così che in alcune città, come Lucca, le amministrazioni comunali proclamino una vera e propria crociata contro kebab e pollo al bambù, proibendo con tanto di regolamento l’apertura di ristoranti e fast food nel centro storico. Ma davvero questo tipo di pubblici esercizi costituisce una minaccia per la nostra tradizione gastronomica? Ne abbiamo parlato con Nicola Malossini, titolare del ristorante Niky’s di Trento, che ha inserito nel suo menù ingredienti e pietanze etniche, ma rivisitate e reinventate.

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www.resch-frisch.com Cosa ne pensa, in qualità di ristoratore, del proliferare di ristoranti etnici, anche a Trento? Io la vedo una tendenza positiva, come avviene anche in altre città italiane. Fino a pochi anni fa a Trento c’erano solo ristoranti cinesi; adesso cominciano ad esserci locali indiani, che hanno un’unica gestione familiare, e s’inizia a diffondere la cucina tailandese. Mi sembra una cosa buona anche per la diversificazione dell’offerta ristorativa della città che fino a poco tempo fa era inflazionata, nel senso che tutti i ristoranti proponevano più o meno gli stessi piatti e gli stessi menù. Ultimamente invece com’è cambiata la situazione? Tendenzialmente nei locali si incontrano proposte nuove, non solo nei ristoranti etnici. Ho notato che diversi ristoranti, come noi o altri sempre in città, si stanno un rinnovando e cominciano a proporre un’offerta differente. Ricordo che tempo fa con le Osterie Tipiche Trentine si era provato a fare qualcosa di diverso cavalcando l’onda della cucina tipica, ma sinceramente non so dire se sia stato un successo. Sicuramente la tradizione va tutelata, tuttavia è nostro dovere cercare qualcosa di nuovo da offrire ai nostri clienti, soprattutto in questo periodo di crisi in cui la gente esce molto di meno e, ampliando l'offerta, si cerca di prendere più fasce possibili di clientela.

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C’è qualcuno che pensa che questi locali possono rovinare il Made in Italy. Questo discorso non ha senso. Il Made in Italy si rovina se si apre un ristorante italiano con cuochi cinesi. Ma se affiancata alla cucina italiana, c’è un’offerta cinese, pachistana o indiana non vedo dove sia il problema. Anzi, si aumenta la scelta per il cliente, si può fare concorrenza, ma il Made in Italy non viene intaccato visto che siamo in Italia. A Trento e dintorni ci sono quasi trecento locali, e quelli etnici sono appena il 2%. Un numero irrisorio, che non mette a repentaglio la cucina tipica. Nelle grandi città il discorso è diverso; a Venezia, per esempio, vi sono numerosi ristoranti italiani per turisti gestiti da extracomunitari che non cucinano bene i nostri piatti tradizionali. Come si giustificano i prezzi bassi che vengono applicati nei locali etnici rispetto a quelli italiani? Questo è un mistero. Un ristorante normale, con una gestione accurata, non starebbe in piedi e non arriverebbe a fine mese con quei prezzi lì. Soprattutto adesso che i margini sono talmente ridotti: se chiudi in attivo il netto che ti resta in tasca si aggira sul 5-6% del giro d’affari complessivo. Una volta era sopra il 20-23%, dieci anni fa anche sul 25%. Adesso, se chiudi al 7% stando attento agli acquisti, sei bravo. Loro come fanno? È un mistero. Forse può incidere anche il discorso della conduzione familiare del locale, per cui si riducono i costi del personale? Questo sicuramente. Se si è in regola, la gestione familiare è alla base del risparmio, perché il

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costo del lavoro incide tantissimo, circa il 40% delle spese della gestione. Abbiamo anche l’esempio degli agritur e dei piccoli ristoranti a conduzione familiare che se la cavano meglio di noi e possono fare dei prezzi un po’ meno alti. Ma per il resto, non so dire come facciano a mantenere prezzi così bassi.

Lei nel suo menù ha inserito anche dei piatti dal sapore etnico. Perché questa scelta? Il Niky’s è sempre alla ricerca di qualcosa di alternativo, di particolare, di simpatico. Abbiamo trasformato alcuni piatti, come la pizza ad esempio che abbiamo fatto diventare un fazzoletto, o abbiamo rivisto il classico tortel di patate trentino con il tortel di crespella. Ogni tanto prendiamo qualche piatto e lo proponiamo ai nostri clienti in una forma rivisitata. Quando vado in giro cerco sempre qualcosa di nuovo e penso a come posso adattarlo per offrirlo ai miei clienti. Il cous cous ha un potenziale unico, pur essendo semplicemente semola di grano duro, e per questo ci siamo permessi di giocare tantissimo con questo piatto proponendolo in modi sempre diversi, fino ad averne adesso dieci versioni nella lista del menù e devo dire che è tra i piatti più richiesti. Questa è stata davvero una buona intuizione.

Per cui secondo lei qual è il modo migliore, dal punto di vista di un ristoratore, per convivere con queste nuove tendenze? Adesso, basta guardarsi intorno, se uno va al ristorante, non ordina più primo e secondo, ma preferisce tendenzialmente un piatto che sia unico – in questo senso fino a poco tempo fa la pizza era stato il piatto unico per eccellenza. La cucina etnica si presta moltissimo a questa consuetudine sempre più diffusa. Per noi italiani che amiamo la pasta e altre cose, è bello andare a scegliere ingredienti della cucina etnica e trasformarli per i nostri piatti. Tuttavia non tutti apprezzano la cucina etnica; per questo bisogna trovare il modo per accontentarli pur preparando qualcosa dal sapore diverso. In questo modo possiamo anche metterci in concorrenza con i ristoranti etnici veri e propri. È un in-put per chi fa questo lavoro, a rinnovarsi e offrire delle cose nuove. Esatto. È un ottimo stimolo per noi. Inoltre io credo che gran parte della concorrenza in Trentino in questo periodo non è costituita dalla cucina etnica. Il problema più grosso è quello di lasciare aprire un ristorante in qualsiasi punto della città senza avere le competenze adeguate. Un ristoratore improvvisato, che tiene aperto almeno un anno – perchè non riesce a durare di più – crea una concorrenza che crea danno a noi che questo lavoro lo facciamo con professionalità.

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intervista aD Alessandra Caradonna Presidente dell'Associazione Casalinghe d'Europa

RIVALUTIAMO LA FIGURA DELLA CASALINGA Secondo una ricerca del centro studi "Donne e Qualità della Vita", su 4mila casalinghe in tutta europa, le 700 italiane intervistate sono risultate le più insoddisfatte. Al primo posto la preoccupazione per la crisi economica, 1 casalinga su 2 non si risposerebbe e 2 su 3 non farebbero più figli. Dal 1989 esiste l'associazione Onlus Casalighe d'Europa fondata da Alessandra Caradonna. I principali obbiettivi sono quelli di far riconoscere la casalinga come persona attiva nel lavoro, di farle riconoscere un contributo da parte dello Stato ed una pensione adeguata e di far equiparare gli incidenti domestici agli infortuni sul lavoro. L’Associazione non è legata ad alcun partito o movimento politico ma è aperta alle proposte di chiunque, così com’è pronta ad appoggiare qualunque movimento o singolo politico che proponga qualcosa di valido.

Quante associate aderiscono? Ci sono anche uomini?

L’associazione Casalinghe d’Europa è un movimento d’opinione e come tale è aperto a tutti. Tra i nostri aderenti, simpatizzanti e iscritti (abbiamo da poco superato la quota di sessantatremila) ci sono anche uomini e donne che non svolgono l’attività di casalinga a tempo pieno. Per raggiungere i nostri scopi è importante l’aiuto di tutti, anche di chi ha poco a che fare con la conduzione di una casa e di una famiglia.

Può farci una sintesi dei principali risultati che avete ottenuto da quando è nata l’Associazione ad oggi?

Sono sincera: fino ad oggi le nostre richieste non sono state ascoltate da chi di dovere. Parlamento e Governo sembrano più interessati ad altre faccende. Vedo però che tra le nuove generazioni c’è maggior interesse nei confronti delle casalinghe, viste finora solamente come un enorme bacino di voti.

Quali sono le principali richieste che ricevete dai vostri associati e come riuscite a farne fronte?

Oltre ai tre obbiettivi principali, le persone si rivolgono a noi per svariati motivi. Una delle richieste più frequenti riguarda la possibilità di rientrare nel mondo del lavoro. A tale proposito abbiamo dato vita ad una serie di corsi di formazione e di aggiornamento alle nuove tecnologie.

Dal sito si evince che avete attivato alcune convenzioni. Che tipo di collaborazioni cercate? In ogni comune d’Italia cerchiamo persone che diventino responsabili di sedi locali, dove riunire un buon numero di persone. Il responsabile ha anche il compito di stipulare quelle convenzioni che ritiene più opportune nel proprio territorio. Non ci sono limiti, però posso dire che quelle più gradite riguardano gli avvocati e i commercialisti. Avete mai pensato a convenzioni per pacchetti vacanza-turistici da riservare ai vostri soci? Abbiamo già avuto occasione di proporre ai nostri associati pacchetti studiati da varie agenzie e tour operator. Ancor oggi giungono in sede lettere di chi ha effettuato viaggi e vorrebbe ripetere l’esperienza. In caso affermativo che tipo di proposta vi aspettate? Ho notato la vostra sensibilità verso la natura, i bambini, gli animali, il sociale. Tutti elementi inseriti nell’ambiente trentino. Sì, il Trentino è una delle mete maggiormente segnalate da chi ci contatta. Non sarebbe male realizzare qualcosa in questa bellissima regione. La maggior parte dei nostri aderenti abita nel nord del Paese (in particolar modo in Lombardia) quindi diventa una meta particolarmente accessibile. Che progetti avete per il futuro?

Questa è la risposta più difficile, non certo per mancanza di progetti ma per la ragione opposta. Temo che lo spazio non sia sufficiente ad elencarli tutti, perciò mi limito a ricordare che tra tutte le nostre battaglie (e non è esagerato chiamarle così) quella più importante riguarda il riconoscimento del ruolo della casalinga. Fino a quando sarà ritenuta un “soggetto a carico non produttivo” non sarà possibile ottenere nulla. Per tutto il resto rimando i lettori a consultare il sito www.casalinghedeuropa.eu nel quale troveranno tutte le informazioni e le novità dell’Associazione.

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L’evento fieristico della Val di Sole Dal 14 al 16 ottobre 2011 a Mezzana

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itorna a metà di ottobre la tre giorni dedicata all’imprenditoria della Val di Sole. EXPO NOCE è da 4 anni un appuntamento fisso per le aziende interessate al mercato dell’ambito dolomitico dove presentare i propri prodotti. È un termometro per l’economia loca-

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le che va oltre i 50.000 posti letto garantiti dal settore alberghiero ed extra alberghiero; la manifestazione è un’occasione imperdibile per tutti coloro che vogliono venire a conoscenza delle novità proposte principalmente nell’ambito turistico alberghiero, in quello dell’artigianato e della zootecnia.


Ma i settori rappresentati saranno molteplici, dai prodotti ai servizi all’alimentare e, come consuetudine, non mancheranno le degustazioni dei prodotti tipici Trentini :salumi, formaggi, vini e distillati. Expo Noce è organizzata presso il Palasport di Mezzana dal Comune e dal Consorzio turistico Mezzana Marilleva, in collaborazione con Trentino spa, Apt Val di Sole, Assessorato provinciale all’industria, artigianato e commercio, Associazione albergatori e imprese turistiche della Provincia e Cassa rurale Alta Val di Sole e Pejo. Gli stand dell’esposizione sono aperti al pubblico con ingresso gratuito venerdì 14 ottobre dale 16.00 alle 20.00, mentre sabato 15 e domenica 16 dalle 10.30 alle 20.00. Nell’edizione dello scorso anno circa 80 espositori hanno presentato i loro prodotti ad un pubblico di 8.000 visitatori. Risultati rilevanti ottenuti grazie ad una capillare campagna pubblicitaria e alla presentazione di un evento di Motocross Acrobatico di caratura nazionale. L’edizione 2011 ospiterà di conseguenza uno spettacolo mozzafiato. Per maggiori informazioni: 0463 757588

Pulitalia,

obiettivo ambiente pulito Notevoli investimenti nella ricerca di soluzioni davvero ecologiche Lavorare per un mondo più pulito. È questo l’obiettivo che Pulitalia Detergenti Industriali ha fissato come primario: grandi investimenti nella ricerca, formazione di alto livello, costante impegno per rispettare l’ambiente. I risultati? Pulitalia propone una ricca linea di detergenti superconcentrati che ottimizzano l’efficacia riducendo al minimo le emissioni di agenti inquinanti. Inoltre vi è la Linea Natura, linea di detergenti innovativi composti di materie prime naturali e biodegradabili al 100%. Ma l’impegno dell’azienda spazia in tutte le direzioni, nella ricerca come nella formazione e nell’organizzazione generale: infatti dal 1996, Pulitalia è un’azienda Certificata ISO. Il cliente Pulitalia sa di poter chiedere il massimo a questa azienda, anche sulla consulenza. Al servizio efficace e professionale che la clientela esige, Pulitalia risponde infatti con operatori professionalmente preparati dal proprio centro di formazione Performare Spa. Insomma, definire ogni singola proposta merceologica marcata Pulitalia un «prodotto» sembra davvero riduttivo: dietro l’etichetta dell’azienda vicentina ci sono oltre quarant’anni di esperienza, di impegno, di ricerca, per fare di ogni «prodotto» davvero una «forza buona che deterge meglio», e garantire la massima soddisfazione dell’utilizzatore.


Il Bu iness

MATRIMONI, COMUNIONI E CERIMONIE: QUANTO INCIDONO I BANCHETTI SUI BILANCI DI UN RISTORANTE? Lo abbiamo chiesto ai diretti interessati

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a crisi e la congiunta tura economica pesano sulle tasche dei consumatori, e a conferma di ciò può essere preso in considerazione un segmento ben preciso del settore della ristorazione: quello delle cerimonie e dei banchetti. Nel nostro Paese continuano a diminuire i matrimoni di anno in anno (secondo l’Istat in due anni quasi 30mila matrimoni in meno) ma nonostante ciò il business delle cerimonie è più vivo che mai. Raccogliendo un po’ di pareri tra gli albergatori e i ristoratori di locali che si trovano turistiche minori del Trentino, abbiamo rilevato un’opinione abbastanza contraria, e cioè che negli ultimi anni si è registrato un calo evidente di servizi per cerimonie tale per cui questo tipo di richieste non costituisce un fattore significativo per il bilancio delle strutture ricettive. Alberto Girardelli titolare dell’Hotel San Giacomo a Brentonico, spiega che il ritorno economico di matrimoni

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e banchetti incide poco sul rendiconto globale. “In un anno riceviamo in media una ventina di richieste, prima erano molte di più. Ma questo credo che non sia colpa solo della crisi, ma anche dal fatto che ora esistono diverse alternative al ristorante. In tanti preferiscono affidarsi ad un catering e scelgono location più romantiche o fiabesche, come ville e castelli che fino a poco tempo fa non offrivano questo tipo di servizi. Noi puntiamo sulla qualità del menù che proponiamo, avendo un’esperienza di oltre cinquanta anni; offriamo poi un ambiente diversificato, non solo la sala ristorante ad esempio ma anche una discoteca per il dopocena. Per quanto ci riguarda, da noi conta anche il fattore fidelizzazione, nel senso che molti decidono di rivolgersi a noi perché magari qui si sono sposati altri familiari e quindi la scelta del locale tiene conto anche di un valore affettivo. Ma in linea di massima possiamo dire che oggi prevale, sul risultato finale,


l’aspetto della location e non più tanto quello della qualità del menù”. Gli fa eco Franca Merz, dell’Albergo Due Camini di Baselga di Pinè: “Il numero di cerimonie che organizziamo è calato molto negli ultimi anni mentre quando c’erano l’impatto sul nostro bilancio era alto. Noi in ogni caso lavoriamo da sempre con piccoli numeri, al massimo prepariamo per novanta persone perché non abbiamo uno spazio molto grande. C’è da dire che il mercato qui in zona è viziato a causa della presenza di grandi alberghi che abbassano i prezzi dei servizi e di conseguenza anche lo standard della qualità. E poi oggi la gente preferisce festeggiare comunioni o matrimoni in strutture pubbliche, magari affidandosi ad un catering pensando di spendere meno, ma non sempre è così”. Sono cambiate le richieste dei clienti per quanto riguarda i piatti da inserire nel menù? “Quelli li propongo io – precisa la signora Merz – il mio locale non segue l’andamento del mercato, la gestione della cucina la stabilisco io. Io considero il mio locale una boutique e non certo un supermercato per cui abbiamo solo clienti di un certo tipo. Le persone che vengono da noi sanno che puntiamo alla qualità del menù del ristorante e quindi si affidano completamente a noi evitando di chiedere cose diverse” sottolinea Merz. Chi quest’anno ha deciso di non organizzare banchetti e cerimonie è Andrea Fedrigoni titolare dell’Albergo Margherita di Rumo: “Le richieste sono calate, negli anni Novanta superavano le venti/venticinque l’anno, adesso sono solo cinque o sei. Quest’anno abbiamo deciso poi di fare lavori di ampliamento nel nostro locale e per questo motivo non abbiamo accettato richieste. Inoltre statisticamente è evidente che oggi ci sono alberghi che propongono di tutto per soddisfare qualsiasi richiesta, offrendo anche la ristorazione, cosa che prima non facevano. Tanti infine preferiscono rivolgersi alle grandi strutture, optando per un servizio di catering”. Danilo Moresco, titolare del ristorante Da Pino di San Michele all’Adige spiega che “l’importanza di ricevimenti sul bilancio di un locale dipende innanzitutto dalla struttura stessa del locale. Le richieste dei clienti oggi sono di avere spazi ampi, comodi, senza colonne o altri ostacoli, che riescano a contenere centocinquanta-duecento persone, e dove magari ci sia anche

uno spazio esterno, come un parco o un giardino dove allestire una zona relax, per l’aperitivo o per chi fuma. Indubbiamente – spiega Moresco – il catering ha portato via un’ampia fetta di clienti che al ristorante o all’albergo preferiscono location diverse. Oggi noi facciamo una quarantina di cerimonie all’anno, prima invece erano molte di più”. E come sono cambiate, anche nel menù, le richieste di chi oggi si sposa o decide di festeggiare un evento importante al ristorante? “Prima la giornata trascorreva in maniera piuttosto statica – prosegue Moresco – il servizio era solo al tavolo, oggi invece il banchetto è più movimentato, i nostri clienti chiedono un aperitivo lungo, in piedi, eliminando così l’antipasto. Il primo viene servito al tavolo e per il secondo c’è chi sceglie un buffet, così come per il dolce. Inoltre adesso, anche per una questione di spesa, in tanti semplificano il menù, cercando di limitare i costi da sostenere e quindi al menù più elaborato ne preferiscono uno meno ricercato”. Il matrimonio resta dunque il giorno più bello della propria vita... e allora meglio incorniciarlo in una scenografia da favola. E pazienza se la torta non sarà proprio delle migliori!

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IL CODICE DEL TURISMO

più tutela per i consumatori-viaggiatori, aiuti alle imprese e riqualificazione dell’offerta turistica nell’ottica di una maggiore competitività nel sistema italia nel suo complesso

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21 giugno 2011 è entrato in vigore il Codice del Turismo: un provvedimento che regola il settore turistico in materia di assicurazioni, risarcimenti e che garantisce assistenza e una maggiore qualità dei servizi offerti a chi viaggia scegliendo un pacchetto turistico. Le nuove norme sostituiscono il precedente e più generico Codice del Consumo. Tra le novità introdotte, una che ha lo scopo di limitare le truffe on-line: le agenzie di viaggio on-line saranno equiparate a quelle tradizionali; sarà quindi identificato un unico soggetto responsabile, nei confronti del turista intenzionato ad acquistare un viaggio. In fatto di ristorazione il Codice prevede l’istituzione di attestazioni e medaglie destinate ad imprese e persone che si sono distinte “come interpreti della grande tradizione culinaria italiana, diffondendo e valorizzando l’immagine dell’Italia anche all’estero”. Per fare chiarezza e destreggiarci tra diritti e doveri della nuova Carta, abbiamo intervistato Barbara Osti, responsabile dello Sportello Europeo Consumatori di Trento. “La norma più importante che è stata introdotta da questo Codice del Turismo è quella che prevede il cosiddetto danno da vacanza rovinata. Si tratta di un risarcimento danni che viene riconosciuto ai turisti che hanno riscontrato degli inadempimenti da parte del touroperator durante la loro vacanza e che quindi hanno avuto dei problemi di diversa natura: ad esempio era stato descritto un mare bellissimo con una spiaggia attrezzata e in realtà arrivati sul posto gli ospiti trovano che il lido assomiglia ad una discarica, oppure la mancanza di servizi in albergo che invece erano previsti o ancora la piscina inagibile. In questi casi il danno viene riconosciuto ai turisti in base al tempo che è inutilmente trascorso e all’irripetibilità dell’occasione perduta di vacanza, in quanto quest’ultima ormai non si potrà più ripetere. Quindi, in considerazione di questi fattori, è stato stabilito che al turista possa essere riconosciuto un danno. Anche prima esisteva un simile riconoscimento, soltanto che se ne teneva conto solo a livello giurisprudenziale, cioè per poterlo ottenere era necessario rivolgersi ad un giudice e quindi era molto difficile e macchinoso”. Adesso invece, chi subisce un danno da vacanza a chi deve rivolgersi? “I turisti che abbiano dei problemi durante il periodo di ferie, possono provare a chiedere subito, anche direttamente al tour-operator, una somma che copra a titolo di risarcimento il danno subìto. Certo, bisognerà vedere come verrà applicata una norma di questo tipo. Come Sportello Europeo Consumatori speriamo che l’introduzione di questo Codice porti un notevole beneficio ai turisti che purtroppo si ritrovano in situazioni poco piacevoli”.

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GRAFFITI2000

Quindi, in concreto, il turista che dovesse riscontrare una truffa o un servizio non adeguato alle attese, cosa deve fare? “Deve innanzitutto reclamare il danno quando è ancora in vacanza, quindi rivolgersi all’accompagnatore o al personale dell’albergo per cercare di trovare una soluzione. È importante questo perché ovviamente il tour-operator che ha organizzato la vacanza, o l’albergatore, devono avere la possibilità di porre rimedio immediato alla mancanza segnalata. Ad esempio nel caso di stanze che non sono all’altezza di quelle che invece erano state descritte, è possibile che venga trovata/proposta al cliente un’altra sistemazione con servizi adeguati. Nel caso in cui non venisse trovata alcuna soluzione, entro dieci giorni il consumatore deve presentare un reclamo, in forma scritta, al touroperator. Precedentemente all’entrata del Codice del Turismo, il reclamo doveva essere fatto con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, adesso può essere fatto con qualsiasi mezzo, purché ovviamente si abbia la garanzia che il reclamo sia stato ricevuto. Il tour operator è l’organo responsabile cui rivolgersi per il risarcimento anche se il danno è stato causato per negligenza altrui. Sarà comunque il tour operator a risarcire il turista e poi a sua volta, si rivarrà ad esempio sull’albergatore. C’è qualche figura preposta al controllo del rispetto del Codice? “Il Codice stesso prevede che vengano attivati degli sportelli per il turista, presso i quali si potranno rivolgere sia i consumatori sia gli enti che rappresentano gli interessi dei turisti per eventuali richieste, informazioni o reclami. Questi enti dovrebbero appunto fare delle indagini qualora venissero segnalate delle situazioni in cui il Codice non sia stato rispettato. Questi sportelli sono previsti dalla normativa, ma ancora non mi risulta che siano stati istituiti”. Ci sono delle novità anche per quanto riguarda i pacchetti turistici venduti on-line? Si tratta del diritto di recesso dalla prenotazione che può essere escluso soltanto qualora sia espressamente previsto, per iscritto, dal touroperator. Quindi qualora il tour-operator non escluda, nero su bianco, il diritto di recesso, il turista ha il diritto di recedere dalla prenotazione entro dieci giorni. Purtroppo si verifica spesso che le persone che comprano su internet un pacchetto non siano pienamente consapevoli di quello cui vanno incontro e che a volte basta un click per obbligarsi”. A chi bisogna rivolgersi per avere maggiori informazioni? “Esiste un servizio del ‘Pronto turista’, che è possibile contattare anche durante la vacanza per avere informazioni su quali sono i propri diritti. Il numero da chiamare è 0461/262993”.

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e Province autonome di Trento e Bolzano, il 10 agosto scorso, hanno raggiunto un significativo accordo sui temi della certificazione energetica e di sostenibilità degli edifici, basato sulle sinergie fra Leed e CasaClima e pensando ad un distretto regionale dell’edilizia sostenibile. Secondo i termini dell’accordo,

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CERTIFICAZIONE ENERGETICA: ACCORDO FRA TRENTO E BOLZANO

Dopo l’approfondimento sull’architettura eco-sostenibile, in questo numero, gli architetti Gioia D’Argenio e Ilaria Granello dello Studio Civico 3 di Riva del Garda ci aggiornano sul recente accordo tra le due Province in materia di certificazione energetica.

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“la Provincia autonoma di Bolzano metterà a disposizione la lunga esperienza in materia di qualità e certificazione energetica maturata con il sistema CasaClima mentre la Provincia autonoma di Trento farà partecipare CasaClima al proprio sistema di certificatori energetici e condividerà con Bolzano l’esperienza maturata, in tema di sostenibilità a seguito della promozione del sistema di rating Leed. A livello operativo, CasaClima procederà, secondo quanto previsto dal regolamento della Provincia di Trento, alla sua iscrizione all’organismo di abilitazione dei certificatori energetici trentini denominato Odatech, diventando così soggetto certificatore abilitato al rilascio sia della certificazione rispondente ai criteri e ai processi previsti dal modello CasaClima sia alle disposizioni vigenti in materia energetica in provincia di Trento. Il certificato avrà quindi al contempo validità e contenuto amministrativo nonché di qualità di processo. La Provincia autonoma di Bolzano provvederà a fornire, nelle forme di pubblicità che riterrà opportune, informazioni riguardanti il modello di certificazione Leed agli utenti interni ed esterni all’Amministrazione. Sarà inoltre avviata una prima sperimentazione in Provincia autonoma di Bolzano del sistema di certificazione di sostenibilità Leed su uno o più casi, anche al fine di poterne apprezzare costi e benefici. Il Distretto tecnologico trentino collaborerà con la fornitura di informazioni, pubblicazioni e studi internazionali e nazionali nonché con la presentazione di casi concreti, mentre GBC Italia potrà seguire la sperimentazione e, se richiesto, procedere alla certificazione dei casi di studio. Le iniziative ed i passi operativi concordati tra le due Province consentiranno quindi di proseguire anche sul piano concreto lungo il percorso verso la costituzione di un meta-distretto a livello regionale sui temi degli “edifici verdi”, confermando la volontà congiunta della due Province di porsi come area leader a livello europeo sul tema della sostenibilità in edilizia e delle energie rinnovabili”.


Per capire cosa comporta l’introduzione del certificato CasaClima nel panorama della certificazione della Provincia di Trento, quali metodi di certificazione vengono utilizzati, quale processo di certificazione scegliere d’ora in poi, dobbiamo cominciare dall’inizio. La Provincia autonoma di Trento ha creato l’agenzia Trentino Sviluppo per favorire lo sviluppo sostenibile del sistema trentino attraverso azioni e servizi volti a supportare la crescita dell’imprenditorialità e la capacità di fare innovazione. Tra i sui progetti c’è Habitech, il Distretto Energia Ambiente promosso dalla Provincia autonoma di Trento e riconosciuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca. Nasce dalla collaborazione tra Università, laboratori di ricerca, imprese private e istituzioni locali con l’obiettivo di realizzare in Trentino filiere produttive specializzate nei settori legati all’edilizia sostenibile, alla produzione di energia da fonti rinnovabili e alle tecnologie intelligenti per la gestione del territorio. Braccio operativo di Habitech è il Consorzio Distretto Tecnologico Trentino che ha l’obiettivo di dare concretezza ai progetti del Distretto, promuovendo specifiche iniziative imprenditoriali. Circa 184 soci in rappresentanza di oltre 300 imprese, enti di ricerca e agenzie pubbliche, hanno aderito ad un progetto che mette a frutto la vocazione ambientale trentina, dando vita ad un polo di eccellenza per le tecnologie sostenibili al quale soggetti pubblici e privati possono rivolgersi per reperire soluzioni tecnologiche e gestionali. Nel 2008 Trentino Sviluppo e la Società Consortile Distretto Tecnologico Trentino promuovono la nascita del Green Building Council Italia (GBC Italia), associazione no profit, che porta una profonda innovazione nel mercato italiano dell’edilizia grazie all’introduzione dei parametri LEED (Leadership in Energy and Environmental Design). Un’associazione di imprese, studi professionali associati, amministrazioni pubbliche, università, che intendono favorire lo sviluppo dell’edilizia sostenibile collegandosi alla comunità internazionale. Il riferimento sono l’esperienza internazionale dell’USGBC (United States Green Building Council) e il sistema di classificazione LEED. Odatech è l’organismo di abilitazione e certificazione di Habitech – Distretto Tecnologico. Nasce come primo Organismo di Abilitazione dei certificatori energetici in Provincia di Trento, con il compito di abilitare i soggetti certificatori e di verificare la corretta applicazione e il monitoraggio della certificazione energetica in Trentino. Nel 2011 diventa tra i primi organismi in Italia

che certificano le competenze nell’edilizia sostenibile. Odatech ha un ruolo importante nel contribuire allo sviluppo della cultura dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale nella Provincia di Trento. All’interno di questo organismo si colloca la “certificazione energetica trentina” attualmente in vigore che presto verrà affiancata dalla certificazione energetica CasaClima. A breve il cittadino potrà scegliere di certificare la propria abitazione con un metodo piuttosto che con l’altro; la certificazione energetica CasaClima avrà la stessa validità della “certificazione energetica trentina”. Naturalmente anche la certificazione Leed è riconosciuta dalla Provincia di Trento ma ad oggi nel campo residenziale è possibile certificare solo edifici oltre i quattro piani fuori terra. La certificazione Leed è prevista dall’art. 149 bis della L.P. 1/2008: “In attesa di una disciplina organica in materia di certificazione di sostenibilità ambientale degli edifici, la Provincia può adottare il sistema di certificazione LEED (leadership in energy and environmental design), per assicurare una diminuzione dell’impatto sull’ambiente degli edifici propri e degli enti pubblici strumentali. A tal fine la Giunta provinciale: a) definisce le tipologie di opere e gli interventi edilizi a seguito dei quali è obbligatoria l’acquisizione della certificazione di sostenibilità ambientale; b) definisce le tipologie di edifici esclusi dall’obbligo di certificazione, per le limitate dimensioni o per la non autonoma funzionalità. La Giunta provinciale, nelle deliberazioni che stabiliscono criteri e modalità per la concessione di agevolazioni per la realizzazione di opere e interventi, può prevedere clausole e condizioni che favoriscano l’adozione da parte dei beneficiari del sistema di certificazione LEED”. Si deduce quindi che per gli edifici della Provincia e dei propri enti strumentali deve essere adottata, da parte della Giunta provinciale, una disciplina di attuazione. I comuni sono esclusi dall’obbligo dell’applicazione del protocollo di sostenibilità ambientale. I metodi di certificazione LEED e CasaClima sono sempre stati visti, nell’opinione comune, come due sistemi contrapposti e in concorrenza tra loro. L’accordo raggiunto dalle Province autonome di Trento e di Bolzano dimostra che le due certificazioni possono coesistere e completarsi tra loro. Per rispondere in maniera esaustiva alla domanda iniziale “quale processo di certificazione scegliere?” ci proponiamo di approfondire i tre sistemi di certificazione sopraccitati analizzando i processi ed i campi di applicazione di ognuno di essi nei prossimi numeri.

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Angolo Fiscale

di Claudio Della Pietra

La mediazione nelle

controversie civili e commerciali a

2 parte IN

questa II parte dell’articolo (la I parte è stata pubblicata sul numero di aprile) analizziamo le varie fasi della mediazione. 1) Domanda: come evidenziato nella I parte dell’articolo la mediazione si introduce con una semplice domanda da inoltrare all’Organismo investito. Nella domanda debbono essere indicati obbligatoriamente: ■ la scelta dell’organismo ■ le parti in causa ■ l’oggetto della pretesa ■ le relative ragioni Ciascuna delle parti può scegliere liberamente l’Organismo e ove entrambe le parti vi procedano la mediazione si svolgerà davanti all’Organismo in relazione al quale per prima è stata comunicata alla controparte l’istanza. Bisogna tenere presente che l’istanza non impedisce al giudice la concessione di eventuali azioni cautelari e la prescrizione viene interrotta a decorrere dalla data in cui la domanda di mediazione viene notificata alla controparte; 2) nomina del mediatore: l’Organismo nomina il mediatore e fissa la data del primo incontro entro i 15 gg successivi alla ricezione della domanda; 3) incontri: il mediatore organizza uno o più incontri sapendo che il procedimento deve concludersi obbligatoriamente entro 4 mesi; 4) accordo spontaneo: l’accordo raggiunto con la collaborazione del mediatore viene verbalizzato, sottoscritto dalla parti e dal mediatore, depositato presso l’Organismo di mediazione ed ha efficacia vincolante al pari di un contratto (mediazione facilitata). Nel caso in cui le parti diano spontaneamente seguito al contenuto del verbale non c’è bisogno di omologazione; diversamente,

l’accordo deve essere omologato dal giudice e diventa così esecutivo (valore di sentenza passata in giudicato) previa verifica dei requisiti della regolarità formale e del rispetto dei principi dell’ordine pubblico. Nulla vieta che l’accordo possa prevedere il pagamento di una somma di denaro e/o imporre obblighi oltre che le conseguenze nel caso di mancato adempimento; 5) mancato accordo spontaneo: il mediatore può, comunque, avanzare una proposta di risoluzione della lite che le parti restano libere di accettare o meno. Tale proposta del mediatore può essere fatta solo se le parti concordemente glielo richiedono o se il regolamento dell’Organismo lo prevede; 6) proposta accettata: la mediazione è andata a buon fine; 7) proposta rifiutata: si procede in giudizio con l’obbligo da parte del mediatore di informare le parti delle possibili sanzioni e spese processuali conseguenti. Nel caso in cui la sentenza rispecchi la proposta di mediazione le spese del processo saranno a carico della parte che ha rifiutato ingiustificatamente la soluzione conciliativa; 8) processo verbale: il mediatore deve obbligatoriamente stilare un processo verbale da depositare presso l’Organismo di mediazione sottoscritto dalle parti e dal mediatore. Il processo verbale (PVC) può essere acquisito in copia dal giudice in modo da poter valutare il comportamento delle parti Le spese di avvio del procedimento sono pari ad euro 40 per ciascuna parte e, nella tabella A del D.M. n. 180 del 2010, sono indicate le spese dovute agli Organismi Pubblici per ciascuna parte in rapporto al valore della lite:

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Valore della lite in euro

Spese

Fino a 1.000

euro 65

da 1.001 a 5.000

euro 130

da 5.001 a 10.000

euro 240

da 10.001 a 25,000

euro 360

da 25,001 a 50.000

euro 600

da 50.001 a 250.000

euro 1.000

da 250.001 a 500.000

euro 2.000

da 500.001 a 2.500.000

euro 3.800

da 2.500.001 a 5.000.000

euro 5.200

oltre 5.000.000

euro 9.200

La mediazione è gratuita per i soggetti che nel processo beneficiano del gratuito patrocinio. L’importo massimo delle spese di mediazione può/deve subire le seguenti variazioni: Importo può essere aumentato deve essere aumentato deve essere ridotto

Misura

Motivazione

non superiore a 1/5

particolare importanza, complessità o difficoltà dell’affare

non superiore a 1/5

in caso di successo della mediazione

di 1/5

nel caso di formulazione della proposta da parte del mediatore

di 1/3

nelle materie di mediazione obbligatoria nessuna delle controparti partecipa al procedimento

Riferimenti normativi » D.Lgs. 4/3/2010, n. 28 (istituzione della mediazione) » D.M. 18/10/2010, n. 180 (criteri e le modalità di iscrizione e tenuta del registro degli organismi di mediazione e dell’elenco dei formatori per la mediazione, nonché le indennità spettanti agli organismi) » D.L. 225/2010 (differimento dei termini per alcune controversie) » Circolare del 4 aprile 2011 (regolamento di procedura e requisiti dei mediatori, chiarimenti) Siti internet di interesse » http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_10.wp;jsessionid=35DABB003F4D6FC06F16DD1D5 5D69324.ajpAL05 (elenco degli Organismi abilitati)

noleggio

attrezzature per la ristorazione

Piatti: fondi, piani e da dessert di nuovo design. Sottopiatti, servizi da the e caffé, segnaposto, candelabri

Posate: lisce, lavorate e d’argento

Bicchieri: da aperitivo, acqua, vino, calici, balloon, da grappa, da cognac

catering di qualità ■ consegna a domicilio GARDOLO – Via dell’Ora del Garda, 13 – Tel. 0461 992979 – Fax 0461 956350 www.menuservice.it – info@menuservice.it

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Tavoli: rotondi, quadrati, rettangolari; sedie: da interno e da giardino con coprisedia. Tovagliato di diversi colori e dimensioni

Attrezzatura da cucina: freezer, scaldavivande, pentolame, vassoi, tavoli in acciaio, forni, fuochi, forni da pizza Gazebi / Furgoni Tensostrutture

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LA BIRRA: TANTO AMATA DAI TRENTINI UN PRODOTTO NON SOLO DA BERE MA ANCHE “DA CUCINARE”

B

irra....croce e delizia dei trentini. Bionda, rossa, doppio malto, o altro ancora, è una delle bevande più consumate, senza alcun dubbio. Pur se non appartenente propriamente alla tradizione trentina, bensì importata dalle vicine Austria e Germania, o ancora di più, a Bolzano, è impossibile non trovarla a tavola, accanto ai piatti tipici della gastronomia locale. È interessante sapere che la birra è una delle più antiche bevande prodotte dall’uomo, risalente almeno al V millennio a.C. di cui rimane traccia su fonti scritte dell’Antico Egitto e della Mesopotamia. Inserita in un sano regime alimentare e bevuta con moderazione, anche la birra, le cui proprietà sono spesso poco note, secondo gli esperti può avere degli effetti benefici su chi la consuma. Dal punto di vista della sua composizione, gli ingredienti principali utilizzati nella sua produzione sono: orzo, acqua, luppolo e lievito. La birra contiene circa il 90-93% di acqua in cui sono disciolti minerali (potassio, magnesio), microelementi (zinco, selenio) e vitamine idrosolubili come la B2 e la B3. In base alla qualità della birra, si possono trovare anche aminoacidi, carboidrati (destrine e maltosio), fibre solubili disintossicanti e polifenoli considerati cardioprotettivi. Questa bevanda contiene anche alcol (3-4 grammi per 100 cc), che apporta circa 7 kcal per grammo. Non particolarmente amica della dieta, la birra deve essere abbinata agli alimenti giusti ed è ideale per accompagnare la pizza o i primi piatti, ma anche carne e pesce. La birra è classificata secondo il grado alcolico e i gradi Plato (1 Plato = 10 g di zuccheri in 1 kg di mosto). Si distinguono così: Birra analcolica: grado Plato tra 3 e 8 e alcol non superiore a 1,2% Birra leggera o light: grado Plato tra 5 e 10,5 e alcol tra 1,2% e 3,5% Birra: grado Plato >10,5 a alcol superiore a 3,5% Birra speciale: grado Plato >12,5 e alcol superiore a 3,5% Birra doppio malto: grado Plato superiore a 14,5 e alcol superiore a 3,5% Ma la birra è un ottimo ingrediente anche per preparare pietanze gustose e creative. Cuochi e chef seguono sempre più la tendenza di arricchire le loro ricette con l’aroma e il colore che regala la birra, sfumata ad esempio in un piatto di pesce o di carne, o utilizzata per accompagnare una salsa o per insaporire un primo piatto. Ricette semplici e divertenti da realizzare, anche per chi frequenta esclusivamente i fornelli di casa propria.

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Risotto carnaroli mantecato con

BIRRA NERA,

speck croccante e rosmarino ingredienti per 4 commensali:

Stefano Goller

■ riso carnaroli gr. 280 ■ brodo di carne gr. 600 ■ birra scura gr. 400 ■ speck gr. 180 ■ trentingrana gr.150 ■ scalogno gr. 40 ■ rosmarino gr. 20 ■ olio “Uliva" Agraria Riva del Garda q.b. ■ sale e pepe di macinino q.b.

Executive Chef

Procedimento: › pelare, lavare e tritare finemente lo scalogno; porlo in una pentola con un filo di olio e farlo soffriggere. Aggiungere il riso e farlo tostare, a questo punto versarvi la metà della birra e farla evaporare. › Versare un po’ di brodo alla volta e proseguire la cottura rimestando di tanto in tanto. A metà cottura circa aggiungervi anche la birra rimanente e ultimare la cottura. › Togliere dal fuoco e mantecare con lo speck tagliato in precedenza e passato in padella per renderlo croccante. Aggiungervi il rosmarino tritato molto finemente , il Trentingrana grattugiato e l'olio “Uliva del Garda". Infine insaporire con sale e pepe di macinino. › Sistemare il riso nel piatto prescelto e decorare con una fetta di speck essiccato, un rametto di rosmarino e delle falde di pomodoro confit.

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2011

BIOLIFE

SAPORI E PROFUMI, SALUTE, SOSTENIBILITÀ

plus Eccellenze enogastronomiche Degustazioni a tema

18 - 20 novembre 2011 | Bolzano

Incontro dei produttori

Fiera dell’eccellenza regionale biologica

200 Aziende presenti 10 Regioni rappresentate INSIEME A

SANI&VITAL

2011

ven-dom: 9.30-18.00

16-20 NOVEMBRE

www.biolife.bz


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Oggi chi lavora in proprio ha un aiuto in più. È Business Insieme, un’ampia offerta di servizi e prodotti personalizzati per sostenere liberi professionisti, commercianti, artigiani e piccoli imprenditori. Vieni in Filiale a parlare con uno dei nostri Gestori. Troverai la soluzione adatta alle tue esigenze.

Claudia Pavignano, commerciante.

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Gestor News Settembre 2011 by Gestor Società Cooperativa - Issuu