QUADRIMESTRALE DI INFORMAZIONE DEL GRUPPO D’ACQUISTO TRENTINO PER IL MONDO HO.RE.CA.
N° 03 DICEMBRE 2025
POSTE ITALIANE S.P.A. SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE AUT. N° CN-NE/02148/07.2024 STAMPE IN REGIME LIBERO
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Sommario 03.
EDITORIALE Verso i 100 milioni: una crescita da costruire insieme
06.
L’EVENTO La Cena dei Soci
09.
INTERVISTA Uno “Scrigno” di sapori, arte ed emozioni in piazza del Duomo
15.
INTERVISTA Locanda delle Tre Chiavi, i sapori autentici del territorio
19.
GESTORNEWS AperiGestor, il valore di incontrarsi
21.
FOCUS Efficienza energetica: una leva strategica per l’hotel moderno
25.
FOCUS Turismo estivo in Trentino, positivi i dati del 2025
29.
L’APPUNTAMENTO Hospitality 2026, da 50 edizioni al fianco della community dell’ospitalità e ristorazione
33.
INTERVISTA Il “Flamingo” a Cles: una storia di famiglia, sogni e gratitudine
37.
IL PRODOTTO I funghi del Trentino: misteri, profumi e leggende dei boschi alpini
40.
LA RICETTA Crema di Zucca e Funghi Finferli con Chips di Topinambur
Anno XII N. 3 dicembre 20253 Quadrimestrale della Cooperativa GESTOR Via Kufstein, 13 - 38121 Trento (TN) Tel. 0461 826506 www.gestor.it – info@gestor.it Direttore Responsabile: Giustino Basso
In copertina: Matteo Boato, Trentino, 2005, olio su tela, 100x100cm
Registrazione n. 1358 7 maggio 2008 del registro stampa del Tribunale di Trento Realizzazione e stampa: Litografica Editrice Saturnia - Trento
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EDITORIALE
Verso i 100 milioni: una crescita da costruire insieme Un 2025 che si chiuderà con quasi 90 milioni di ricavi, più di 2 milioni di ristorni ai Soci e una rete che supera le 550 strutture: basi solide per puntare al traguardo dei 100 milioni nel 2026 Care Socie, Cari Soci, il 2025 si chiude con numeri importanti, e soprattutto con la sensazione di aver fatto un altro passo avanti insieme. A fine anno supereremo i 90 milioni di euro di ricavi, con un incremento di oltre 13 milioni rispetto al 2024: un risultato che qualche anno fa sembrava davvero molto lontano. Questa crescita non è solo una cifra a bilancio, ma valore che torna ai Soci. Per il 2025 verranno riconosciuti ristorni per oltre 2 milioni di euro, grazie a contratti sempre più performanti e a iniziative pensate per dare un supporto concreto alle strutture: dal ristorno delle spese amministrative, agli sconti sui pagamenti immediati, fino ai bonus legati alla partecipazione alle iniziative promosse dalla Cooperativa. Anche la nostra rete ha continuato a rafforzarsi. Quest’anno 40 nuove strutture hanno scelto di entrare nel sistema, portando il totale tra Soci e Affiliati a oltre 530 realtà. Si tratta di un segnale importante di fiducia nel modello cooperativo che abbiamo costruito e che continuiamo a curare giorno dopo giorno. Guardando al 2026, abbiamo davanti a noi un percorso sfidante, ma alla nostra portata se continueremo a lavorare con la stessa determinazione. Da un lato, ci concentreremo sul potenziamento e sull’affinamento dei siste-
GIANNI PANGRAZZI Direttore
mi informatici, perché siano sempre più performanti, ma anche semplici e intuitivi, così che i dati non restino “numeri chiusi nei report”, ma strumenti utili per orientare le scelte strategiche e leggere con più chiarezza l’andamento delle vostre attività. Dall’altro, abbiamo messo sul tavolo un obiettivo che parla da solo: portare i ricavi a 100 milioni di euro. È un traguardo ambizioso, che fino a poco tempo fa sembrava quasi impossibile perfino da immaginare, ma che oggi poggia su fondamenta più stabili e reali, costruite insieme nel corso di questi anni. Non sarà un “salto” automatico: richiederà attenzione, scelte ponderate e, come sempre, la vostra partecipazione attiva. 3
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EDITORIALE
Proprio la partecipazione rimane uno degli elementi decisivi del nostro modo di fare cooperativa. Le riunioni, gli AperiGestor, le assemblee e gli altri momenti di confronto non sono semplici appuntamenti in agenda, ma occasioni pensate per condividere obiettivi, chiarire dubbi, raccogliere idee e rafforzare quella coesione che, soprattutto nei passaggi più delicati, fa davvero la differenza.
In questo clima, alle porte del Natale, desidero rivolgere a tutte e a tutti voi un augurio sincero. Che le prossime settimane possano portare serenità nelle vostre famiglie e nuova energia per affrontare un 2026 che si preannuncia intenso e ricco di opportunità. Continuiamo a vivere Gestor con spirito propositivo, curiosità e volontà di partecipare: è questo, prima ancora dei numeri, il motore vero della nostra crescita.
UN GRANDE BENVENUTO alle strutture che negli ultimi mesi hanno aderito a Agriturismo Malga Piè
Soraga di Fassa (TN)
Garnì Eden
Canazei (TN)
Hotel Ai Pini
San Giovanni di Fassa (TN)
Hotel Baia Azzurra
Arco (TN)
Hotel Bellavista
Cavalese (TN)
Hotel Bertelli
Pinzolo (TN)
Hotel De Frònz
Soraga di Fassa (TN)
Hotel Grifone
Madonna di Campiglio (TN)
Hotel Lysjoch Gasthaus
Gressoney - La Trinitè (AO)
Hotel Montanara
Predazzo (TN)
Hotel Ristorante Pizzeria Bar Laurin
Canazei (TN)
Hotel Villa Rosella
Canazei (TN)
Ristorante Eat&Roll
Predazzo (TN)
Sun Bait-Rifugio
Canazei (TN)
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Foto di Jay Wennington su Unsplash
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L’EVENTO
La Cena dei Soci Highlights di una serata di festa
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edizione 2025 della consueta Cena dei Soci è stata come sempre un’occasione speciale per ritrovarsi e per creare uno spazio informale di incontro e di leggerezza. Il 25 novembre scorso, ospitati nello showroom del partner Ceccato Automobili, in un clima di festa è stato possibile raccontare del presente di Gestor e far emergere alcuni degli obiettivi per i mesi futuri.
L’
Nel corso della cena due Soci hanno ricevuto la moneta d’oro di Gestor per aver raggiunto il traguardo dei 25 anni consecutivi di adesione al gruppo: Alessandro Bettucchi, del Ristorante Scrigno del Duomo di Trento, e Sergio Valentini, della Locanda delle 3 Chiavi di Isera, sono stati celebrati per la continuità del loro impegno e il contributo offerto alla crescita della rete Gestor.
A rendere la serata ancora più significativa, la presenza di molte autorità locali: tra queste, l’assessore Roberto Failoni, che ha voluto portare un saluto ai presenti, riconoscendo il valore del lavoro svolto da chi opera nell’ospitalità e l’impatto positivo delle collaborazioni sul territorio.
Lasciamo a voi lettori alcune immagini della serata che ben raccontano l’atmosfera che l’ha caratterizzata e rivolgiamo a tutti i partecipanti - e all’intero nostro Gruppo - il nostro ringraziamento per la presenza e per l’attenzione che sempre sanno dedicare alle iniziative di Gestor. Con lo stesso spirito, rivolgiamo a tutti voi i nostri più sinceri auguri di Buone Feste. Elemento grafico di Freepik
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INTERVISTA
Uno “Scrigno” di sapori, arte ed emozioni in piazza del Duomo Un locale storico nel cuore di Trento che unisce tradizione trentina, arte contemporanea e alta ristorazione
C’
è un locale in piazza del Duomo a Trento, che sembra essere stato immaginato apposta per fondersi con l’armoniosa bellezza della piazza. La facciata seicentesca affrescata, le mura romane, l’antico portale ad arco con il cancello in ferro battuto, l’elegante corte interna con al centro un pozzo, la scalinata in pietra trentina, gli interni raffinati con soffitti a botte o travi in legno: tutto è pensato per restituire all’ospite un antico ed elegante angolo della vecchia Trento. Stiamo parlando
dello “Scrigno del Duomo”, un ristorante noto ai trentini, ma anche ai moltissimi turisti, che si fermano incuriositi ad ammirare questa particolare struttura. Un locale storico (un tempo si chiamava “La Botte”), che ha subito una radicale trasformazione con l’arrivo di Alessandro Bettucchi nel 1999. Oltre ad ammodernare il locale, la nuova gestione ha impresso un radicale cambiamento nell’offerta gastronomica e del servizio, divenendo un punto indiscusso dell’eccellenza enogastronomica cittadina. 9
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INTERVISTA
Da cosa deriva il nome “Scrigno”? Ai primi del Novecento “Scrigno del Duomo” era il nome di un locale. Abbiamo così deciso di rievocare l’antico nome, antecedente a quello della “Botte”. Per noi, scrigno ha anche un significato di “preziosità”, che vuole sottolineare il valore dei vini e dei nostri piatti. La nostra è una cucina legata al territorio e a prodotti selezionati, nonché ai migliori vini internazionali. Questo perché abbiamo avviato una collaborazione con Cavit, che aveva necessità di confrontare i vini trentini con le migliori realtà mondiali. Come è stato ridisegnato il locale dal restauro? All’esterno c’è un plateatico in piazza Duomo che può ospitare sino a cento persone, mentre il cortile interno offre una disponibilità di cinquanta posti. Entrambi da aprile a ottobre. Entrando troviamo il “Bistrot wine bar”. Ciò che salta subito all’occhio sono i soffitti di origine austriaca, con la sala delle Travi, quella degli stucchi e la sala privé. Scendendo c’è il ristorante con le tre sale: Despotovic, Albino Rossi e Luigi Senesi. Quale è il target dei vostri clienti?
Ciò è stato possibile grazie a una nuova interpretazione della cucina tipica della tradizione del Trentino, ricercata e rivisitata in modo unico. Lo “Scrigno del Duomo” è oggi un luogo esclusivo e raffinato, impreziosito al suo interno dai graffiti del Senesi, dalle nature morte di Albino Rossi, dalla vite di Luciano Zanoni, dai trafilati in gres di Alessio Tasca, dalle foto di Flavio Faganello, dalle opere astratte di Luigi Senesi, dai disegni di Othmar Winkler e dalle stampe di Mondrian. Tutte opere di artisti di rilievo del Novecento e che contribuiscono a rendere unico questo locale. Il ristorante inizia ufficialmente l’attività ormai più di 25 anni fa, quando Bettucchi avvia i lavori di restauro. “Abbiamo anche trovato un sito archeologico - ci spiega il titolare - per cui i lavori sono andati un po’ più lenti per la presenza di beni archeologici”.
La maggior parte è rappresentata da imprenditori, professionisti, amministratori del posto. Quando ci sono avvenimenti importanti, come cene aziendali e ricorrenze, oppure ci sono ospiti importanti (industriali, politici, ministri o artisti), il locale diventa un punto di riferimento, quantomeno per la sua posizione in centro città e nella bella cornice di piazza Duomo. I Mercatini di Natale influiscono? Influiscono molto meno in relazione all’evento, perché non rispecchia il nostro target di utenti, ad eccezione di qualche gruppo a cui vendiamo a pacchetto o a prezzi speciali. In questa stagione i nostri clienti sono in maggioranza turisti di passaggio che provengono da tutta Italia e sono diretti verso località delle Dolomiti: da Campiglio alla Valle di Fassa, da Cortina alla Val Gardena o Val Badia. Il Mercatino aiuta come atmosfera, ma non è un turismo che ci fa la differenza. Gli eventi di maggior richiamo, oltre al periodo natalizio, sono il Festival 11
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dell’economia, il Festival dello sport, il Festival del Trento Doc. Eventi mirati che ci confermano come punto di riferimento importante nella ristorazione. Voi gestite anche il ristorante Prime Rose e Castel Ivano? Gestiamo come famiglia il ristorante Prime Rose a Levico, se ne occupa principalmente mia sorella Emanuela. Lì abbiamo sviluppato, anche grazie alla suggestiva location, un’attività di banchettistica e di catering. Castel Ivano è invece una dei luoghi che gestiamo per matrimoni ed eventi. Lo Scrigno festeggia i 25 anni di adesione a Gestor, quale è il suo giudizio? Non può essere che positivo considerato che sono socio di questo gruppo di acquisto da oltre 50 anni se sommiamo le nostre 2 aziende: più di 25 con lo Scrigno e da 26 anni con Prime Rose: siamo stati fra i primi soci ad iscriverci a Gestor. (V.B.)
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INTERVISTA
Locanda delle Tre Chiavi, i sapori autentici del territorio Un’avventura partita da un vecchio palazzo del Settecento, ora punto di riferimento per lo “Slow food”
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uona cucina, passione, territorio e cordialità. Sono questi gli ingredienti che hanno fatto della Locanda delle Tre Chiavi di Isera un punto di riferimento importante per gli amanti dello “Slow food” e non solo. Un riconoscimento sancito da numerosi premi che hanno indicato questo ristorante fra i migliori d’Italia, un fiore all’occhiello della ristorazione trentina. Posta sulle verdi colline di Isera, in piena zona Marzemino, la locanda occupa un antico palazzo settecentesco, dove sto-
ria, tradizione, buona cucina si fondono in un’atmosfera calda e accogliente. Un luogo dove la cucina incontra il territorio, dove il relax si unisce all’accoglienza e dove ogni dettaglio racconta storie di gusto. Un risultato raggiunto grazie al lavoro e alla determinazione di Sergio Valentini e della moglie Anna Rita, che hanno reinventato questo luogo.
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INTERVISTA
La locanda è anche enoteca e spazio per eventi, un luogo dove tradizione e contemporaneità si incontrano tra gusto, cultura e relazioni. A poca distanza dal ristorante si trova il nostro B&B mentre negli alloggi sopra la locanda offriamo il servizio di affittacamere, per un’esperienza completa fra gusto e ospitalità. Voi siete diventati punto di riferimento a livello locale nella ristorazione “Slow food”, qual è la filosofia di fondo che anima questo successo? Da sempre ci siamo preoccupati di coniugare un buon piatto con le produzioni della filiera locale. In cucina c’è Anna Rita, compagna della mia vita da 40 anni. Lei è cuoca, imprenditrice, socia, ideatrice dei piatti, attenta a collegare il buon cibo con i sapori del territorio, con la loro stagionalità e soprattutto con una corretta alimentazione. Chiediamo a loro come è nata la storia della locanda delle tre chiavi. “Ho acquistato nel 1997 all’asta dal Comune -ci spiega Sergio- un vecchio palazzo del Settecento abbandonato da vent’anni e l’ho ristrutturato. In precedenza, dal 1907, l’edificio ospitava la cantina sociale di Isera per poi passare di proprietà nel 1970 a Enrico Spagnolli sempre come cantina vinicola. Da qui è da partita l’avventura. Il 5 dicembre 2025 ricorrono i 28 anni della nostra attività”. A cosa si deve il nome locanda delle tre chiavi? È una storia che risale al 1600, quando i conti Lodron governavano i paesi della destra Adige da Aldeno alla Vallagarina. La contea aveva delle Regole che venivano conservate in un forziere la cui serratura si apriva con tre chiavi diverse conservate da tre dei sette Massari. Come si presenta oggi la struttura? Ogni dettaglio è pensato per offrire un’esperienza “slow”. Il ristorante dispone di tre sale di diversa ampiezza per ospitare sino a novanta persone. Tutte richiamano nell’architettura, negli arredi e nelle suppellettili il gusto al racconto del territorio, alla sua storia, ai suoi prodotti. All’esterno si apre un’ampia corte a cui si accede attraverso un antico portale in pietra ad arco e può ospitare sino a settanta persone. 16
Mangiar bene e mangiar sano. Difficile oggi, ma ci sono delle regole per raggiungere questo obiettivo? Noi abbiamo ideato un decalogo, al quale ci atteniamo e che consigliamo ai nostri clienti. Ce lo può spiegare brevemente? Certo, eccolo: 1. Prenditi il tuo tempo. Accomodati senza fretta ed entra nell’atmosfera del nostro locale; 2. Segui il ritmo delle stagioni; 3. Scopri i piatti legati al territorio; 4. Assaggia con tutti i sensi: mangiare slow è un’esperienza multisensoriale, colori, profumi, consistenze, suoni e sapori si combinano in ogni portata; 5. Supporta i produttori locali; 6. Dai spazio alla curiosità, ogni portata racconta una storia e la sua provenienza. Conoscere ciò che mangi arricchisce l’esperienza; 7. Scegli con cura gli ingredienti. Quando mangi la carne, opta sempre per quella che proviene da allevamenti al pascolo o semi-estensivi in cui ci si prende cura della salute e dell’alimentazione degli animali; 8. Varia la tua alimentazione, assaggia tipologie rare e insoliti: patate, cereali, frutta e verdura; 9. Mangia prodotti integrali e al naturale, i cibi processati, pronti da mangiare, spesso contengono parecchi additivi e sono di bassa qualità nutritiva. Cerca di limitarne il consumo e prediligi prodotti naturali; 10. Cogli l’occasione e cucina. Mettersi ai
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In novembre siete stati premiati per i 25 anni di fedeltà a Gestor. Come giudica, alla luce della sua esperienza, questo servizio? Gestor è tante cose: più che un servizio di fornitura, ti aiuta. Ti sostiene nei momenti difficili ti è vicino ed ha sempre un buon consiglio da darti. Al di là della struttura “basic”, che è quella di avere tanti fornitori che convergono su un gruppo di acquisto offrendo prezzi scontati e migliori, ha ancora una tipologia familiare di protezione e di tutela. È una grande famiglia che cerca di tenere uniti i suoi soci, per cui: tanto di cappello! Progetti per il futuro?
fornelli apporta numerosi benefici: riduce lo stress, accresce la creatività e fa seguire una dieta sana; 11. Esplora una miriade di gusti.
Di sicuro non lavorerò sino a cento anni. Dopo 40 anni di attività, fra qualche anno andrò in pensione e la speranza è quella di interessare qualcuno che possa dar seguito a questa esperienza e fare rendere ancora di più questo bel locale. Un patrimonio che ci auguriamo possa essere di interesse a nuove generazioni di cuochi, camerieri e imprenditori che seguono la nostra filosofia. Mi sono dato cinque anni di tempo per trovare una modalità perché il locale non vada in abbandono e trovare qualcuno che sappia sviluppare le grandi potenzialità che questo ristorante può offrire. (V.B.)
Qual è il vostro target di clienti? Molto vario. Sempre più frequenti i giovani sotto i trent’anni desiderosi di scoprire le pietanze della cucina tradizionale trentina come il baccalà, il tortello di grano saraceno, il tonco del pontesel, oppure i pesci di acqua dolce. Ha incontrato delle difficoltà in questi 28 anni di attività? Non è facile: nonostante la reputazione, il consolidamento sul territorio, la forte passione, il piacere di accogliere i clienti e raccontare il territorio, non possiamo permetterci di perdere un colpo. Il sistema burocratico, normativo, fiscale è sempre più soffocante per cui è un po’ un remare contro.
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GESTORNEWS
AperiGestor, il valore di incontrarsi Da iniziativa sperimentale a calendario strutturato di appuntamenti: nel 2025 gli incontri di AperiGestor crescono per frequenza e contenuti, rafforzando il dialogo tra Soci e Cooperativa
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a un paio d’anni gli appuntamenti degli AperiGestor sono entrati a far parte della quotidianità della cooperativa, ma è nel 2025 che questo percorso ha davvero cambiato passo. Gli incontri sul territorio sono diventati più frequenti, più strutturati e più vicini alle singole realtà locali, fino a trasformarsi in una vera rete di tappe pensate per avvicinare ancora di più Gestor ai propri Soci. Ogni incontro è stato un momento semplice e diretto per stabilire assieme gli obiettivi e le
conseguenti strategie commerciali per poterli raggiungere e per raccontare, senza giri di parole, che cosa fa Gestor per gli albergatori e i ristoratori che ne fanno parte: dalle condizioni d’acquisto rese possibili dalla forza del gruppo, alle nuove collaborazioni con i fornitori, fino ai progetti pensati per affrontare insieme un mercato sempre più complesso. Soprattutto, è stato uno spazio per ascoltare. Molti Soci hanno portato osservazioni e suggerimenti chiari e concreti: è proprio questo tipo di confronto che aiuta a migliorare strumenti, servizi e modo di lavorare. 19
NEWS Non tutti i territori, però, hanno risposto allo stesso modo. In alcune zone le sale erano piene, in altre la partecipazione è stata più contenuta. È un dato da guardare in faccia, perché una realtà come quella di Gestor vive della presenza dei suoi Soci, non solo dei volumi che genera. Gli incontri territoriali servono proprio a ricordare che i risultati migliori arrivano quando ognuno mette sul tavolo il proprio punto di vista, le proprie esigenze, la propria esperienza quotidiana. Se i rapporti con i fornitori si rafforzano, se si negoziano condizioni migliori, se nascono nuovi servizi, è perché dietro i numeri ci sono persone, storie e bisogni concreti che emergono solo quando ci si incontra davvero. Le ultime tappe in calendario - Valle d’Aosta e Garda Veneto - non sono solo la fine di un ciclo annuale di
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GESTORNEWS
incontri, ma un passaggio importante di questo percorso. Saranno occasioni preziose per coinvolgere anche i Soci geograficamente più lontani, che però vivono le stesse sfide di chi è più vicino: costi in aumento, stagionalità, concorrenza sempre più forte, necessità di innovare senza snaturare la propria identità. Guardando all’insieme di questi appuntamenti, la soddisfazione per la partecipazione non è un traguardo, ma un punto da cui ripartire. Dove il confronto è stato vivace manteniamo l’obiettivo di consolidare il metodo e dove la risposta è stata più debole puntiamo a migliorarci per rendere gli incontri più accattivanti, utili e rispondenti alle esigenze dei Soci. Il Gruppo funziona davvero quando ognuno sente che la propria voce conta e che le proprie scelte contribuiscono al futuro di tutti e gli AperiGestor vanno proprio in questa direzione.
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FOCUS
Immagine di senivpetro su Freepik
Efficienza energetica: una leva strategica per l’hotel moderno Soluzioni su misura, tecnologie integrate e nuovi incentivi: come le strutture ricettive possono ridurre i costi, migliorare l’autonomia e rafforzare la propria reputazione sostenibile
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enza alcun dubbio, per le strutture ricettive la questione dell’efficienza non è più un’opzione secondaria, ma un vero e proprio fattore strategico. I costi energetici incidono in modo pesante sui bilanci di hotel, resort e ristoranti; intervenire attraverso un’analisi precisa dei consumi e adottare tecnologie avanzate può trasformare una situazione critica in un’opportunità. Tutto ha inizio con una diagnosi energetica basata su misurazioni reali, sopralluogo, controllo degli im-
pianti e valutazione dei flussi termici ed elettrici. Solo in questo modo è possibile identificare sprechi, inefficienze e margini di miglioramento, costruendo un piano personalizzato che tenga conto delle caratteristiche della struttura, della stagionalità e del tipo di utenza. Microcogenerazione e fotovoltaico Tra le soluzioni più efficaci per il settore dell’Hospitality spiccano gli impianti di microcogenerazione e quelli fotovoltaici, 21
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FOCUS
Nel medio termine, dunque, la scelta di un approccio energetico responsabile diventa un vantaggio competitivo: un hotel efficiente consuma meno, spende meno e comunica meglio. In più, un sistema integrato di diagnosi energetica, fotovoltaico, cogenerazione e monitoraggio consente un controllo continuo, facilita la manutenzione preventiva e aiuta a tenere stabile il costo operativo anche in scenari di mercato energetico instabile. Un futuro sostenibile
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che consentono alle strutture di autoprodurre energia elettrica e calore contemporaneamente. Questa tecnologia, alimentata a gas naturale o biogas, sfrutta un unico motore per generare elettricità e recuperare il calore prodotto, utilizzandolo per l’acqua calda sanitaria, il riscaldamento e la climatizzazione. Il risultato è un rendimento complessivo che può superare il 90%, contro il 50-60% delle soluzioni tradizionali: un dato che si traduce in un taglio della bolletta fino al 40%, minore dipendenza dalla rete e riduzione significativa delle emissioni di CO2.
Per il settore dell’accoglienza, integrare efficienza, autonomia, sostenibilità e responsabilità ambientale significa abbracciare un modello di ricettività più moderno e competitivo. Le tecnologie che oggi sono disponibili consentono di trasformare ogni struttura in un punto di riferimento green. Adottare questa strada non è soltanto una scelta economica, ma un impegno verso l’ospitalità del futuro: un’ospitalità che valorizza l’eccellenza tecnica, il rispetto ambientale e l’esperienza consapevole degli ospiti. Gli operatori che sapranno interpretare questa evoluzione non solo risparmieranno, ma costruiranno un valore duraturo e distintivo.
L’integrazione con impianti fotovoltaici, soprattutto se accompagnata da sistemi di accumulo e monitoraggio, permette di ottimizzare ulteriormente i consumi elettrici. Di giorno si sfrutta l’energia solare, di notte o nei momenti di picco è possibile attingere all’energia accumulata: un approccio ideale per hotel con consumi energetici elevati e continui, oppure per strutture stagionali che desiderano contenere sia i costi che l’impatto ambientale. Ritorni economici, reputazione e sostenibilità Se è vero che l’investimento per l’efficienza energetica porta benefici in termini di riduzione dei costi operativi, è altrettanto vero che, soprattutto per le strutture ricettive, è spesso associato a incentivi pubblici come contributi, detrazioni o finanziamenti agevolati che ne abbassano il costo di ingresso e ne migliorano la redditività. Senza contare poi che questi interventi favoriscono il rafforzamento dell’immagine della struttura, rendendola più attrattiva per gli ospiti attenti all’ambiente e alla sostenibilità.
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Turismo estivo in Trentino, positivi i dati del 2025 Il territorio alpino si conferma un polo di grande attrazione
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rosegue il trend di crescita del turismo estivo in Trentino. Anche quest’anno i dati segnano un più due per cento rispetto allo scorso anno, che già era stato segnalato come il migliore dopo il Covid. È quanto emerge dai dati del sistema Hbenchmark (presentati lo scorso mese dall’assessore provinciale Roberto Failoni) che aggrega in tempo reale le informazioni provenienti dai software gestionali delle strutture ricettive e che come sottolinea una nota dell’ufficio stampa della Giunta provinciale - segna una
crescita complessiva delle presenze estive pari al 2% rispetto al 2024. La componente internazionale è quella trainante (più 8%), mentre quella italiana si mantiene sostanzialmente sugli stessi valori. Il Trentino si conferma dunque un polo di grande attrazione per il turismo, sia estivo che invernale e questo grazie sostanzialmente a tre fattori: l’ambiente naturale, i servizi e l’alto livello delle strutture ricettive. Un patrimonio da tutelare an25
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GRUPPO RESS GRUPPO RESS
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zioni sull’accessibilità delle informazioni, sulle esperienze “outdoor” e sull’offerta enogastronomica (oltre il 70% si è detto “molto soddisfatto”).
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che per i futuri impegni che il territorio si appresta ad ospitare: prima fra tutte le ormai imminenti Olimpiadi invernali; più avanti i mondiali di ciclismo del 2031. Ritornando all’analisi della scorsa estate, i numeri sono confortanti in quanto tutti in crescita con qualche rallentamento nel mese di agosto causato dal maltempo. L’avvio di stagione è stato particolarmente positivo: nella seconda metà di giugno l’occupazione media a livello provinciale è risultata in aumento del 10%, a luglio del 3%. Agosto ha invece segnato una lieve flessione (meno 1%), con cali più marcati in montagna e una performance migliore per laghi e città, soprattutto nel periodo di Ferragosto (laghi quasi sold out). Il prezzo medio per camera si è attestato a circa 170 euro a notte (più 3% rispetto al 2024), con un ricavo medio per camera (revpar) in crescita del 4%.
Intanto l’Olimpiade invernale 2026 sta entrando nel vivo coinvolgendo anche il territorio trentino. La fiaccola olimpica, partita dalla Grecia il 4 dicembre scorso, attraverserà il Trentino in due tappe principali tra il 18 e il 29 gennaio 2026. Un primo passaggio avverrà il 18 gennaio, toccando Riva del Garda e Rovereto, mentre un secondo e più esteso percorso è previsto dal 27 al 29 gennaio. Quest’ultimo includerà località come Cavalese, e arriverà a Trento il 29 gennaio. Il Trentino è protagonista delle Olimpiadi (6-22 febbraio 2026) e Paralimpiadi (6 -15 marzo 2026) invernali Milano-Cortina 2026, ospitando diverse discipline nelle valli di Fiemme e in particolare a Tesero e Predazzo. La Val di Fiemme sarà la sede principale per lo sci di fondo, la combinata nordica, il salto speciale, oltre che per le gare paralimpiche di sci di fondo e biathlon. Il Trentino è anche Destination & Taste Sponsor dei giochi, promuovendo il territorio, i suoi prodotti e la sua ospitalità. Valentina Basso
Anche l’andamento della stagione autunnale è risultato in linea con i dati dello scorso anno: il mese di ottobre ha registrato prenotazioni stabili anche grazie alle molte manifestazioni in programma un po’ in tutte le valli e in città con le giornate del Festival dello sport e i vari appuntamenti dell’Autumnus. A soddisfare la clientela sono soprattutto l’accoglienza, le attività “outdoor”, l’accesso alle informazioni e l’enogastronomia. Guardando all’inverno, le prime proiezioni confermano valori analoghi al 2024, con tariffe medie giornaliere in aumento del 12%. Secondo il sondaggio post-vacanza, l’84% dei turisti si dichiara molto soddisfatto dell’accoglienza in Trentino. Positive anche le valuta-
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L’APPUNTAMENTO
Hospitality 2026, da 50 edizioni al fianco della community dell’ospitalità e ristorazione Dal 2 al 5 febbraio 2026, il mondo HoReCa si riunisce al quartiere fieristico di Riva del Garda per la 50a edizione di Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza, la più completa fiera italiana dedicata al settore
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inquanta edizioni di successi e una nuova iniezione di energia: Hospitality 2026 si conferma un evento imprescindibile per i professionisti del comparto. Grazie a una proposta espositiva che abbraccia tutti i segmenti dell’ospitalità, la fiera offre una panoramica completa su ultime tendenze, innovazioni e soluzioni per far crescere il business. Secondo il Rapporto di Teha Group “Nutrire il Paese, connettere le persone.
L’Horeca come ecosistema”, l’HoReCa si dimostra un segmento importante per l’economia italiana con un fatturato 2024 di 107,1 miliardi, oltre 1,5 milioni di addetti in 382mila imprese e investimenti per 2,7 miliardi di euro. “Per Hospitality non significa solo celebrare un traguardo storico, ma riconoscere il percorso di evoluzione che l’ha trasformata in un punto di riferimento per contenuti, qualità e partecipazione internazionale di alto livello. Guardiamo 29
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L’APPUNTAMENTO
con entusiasmo alla prossima edizione che metterà al centro innovazione, accessibilità, inclusione e il ruolo crescente delle esperienze outdoor, oggi elemento chiave e trasversale per l’intero settore”, commenta Alessandra Albarelli, Direttrice Generale di Riva del Garda Fierecongressi. Il format continua con successo nella sua formula consolidata: oltre 45mila mq di spazio espositivo in quattro aree tematiche – Beverage, Contract & Wellness, Food & Equipment e Renovation & Tech – e tre aree speciali RPM - Riva Pianeta Mixology, Spazio Vignaiolo e Solobirra, dedicate alla mixology, al vino e alla birra artigianale. Particolare attenzione sarà riservata al turismo open-air, segmento sempre più strategico per l’intera filiera e che nel 2024 in Italia ha registrato 11,4 milioni di arrivi e 71 milioni di presenze, con un indotto di circa 8 miliardi di euro e oltre 100.000 addetti in 2.600 strutture italiane (Osservatorio FAITA-Federcamping, 2024). In fiera, l’offerta open air sarà protagonista nel rinnovato padiglione Outdoor Boom e nel padiglione B2 dedicato al contract per esterni, arricchita da un fitto calendario di incontri formativi realizzati in collaborazione con Faita Federcamping. Tra le novità della 50a edizione, la trasformazione del padiglione Outdoor Boom, con un layout ripensato che ricrea ambientazioni ispirate a campeggi, glamping e aree ricreative all’aperto. “Vogliamo offrire un’esperienza immersiva, un contesto che richiami immediatamente natura e accoglienza. Non una semplice sequenza di stand, ma un percorso integrato capace di raccontare l’evoluzione dell’ospitalità open air”, spiega Giovanna Voltolini, Exhibition Manager di Hospitality. Accessibilità e inclusione saranno temi trasversali all’intera manifestazione e troveranno espressione nel progetto DI OGNUNO, che nel 2026 esplora l’open air con l’installazione “Orizzonti Possibili”: un itinerario immersivo che interpreta il viaggio outdoor come metafora della vita e del turismo, mostrando come l’inclusione sia un orizzonte in continua evoluzione. L’obiettivo è proporre spunti concreti per rendere le strutture più accessibili, anche attraverso piccoli accorgimenti. 30
Il palinsesto formativo di Hospitality Academy offrirà numerose occasioni di aggiornamento e grazie al contributo di esperti, opinion leader e associazioni di categoria, sul main stage e nelle 7 arene tematiche si alterneranno approfondimenti dedicati a hotellerie, ristorazione, ospitalità outdoor, turismo del vino, mixology e settore brassicolo. Non mancheranno le iniziative esperienziali pensate per coinvolgere maggiormente i visitatori. Il Buyer Programme Confermata la certificazione di manifestazione internazionale, status che consente agli espositori di accedere a contributi e incentivi Simest per la partecipazione e favorisce l’incoming di operatori esteri. Grazie al Buyer Programme, sviluppato anche col supporto dell’Agenzia ICE (ITA-Italian Trade Agency), saranno presenti operatori provenienti da mercati europei per creare sempre maggiori connessioni e opportunità di business per gli espositori. A Hospitality 2026 ci saranno i concorsi, compresi quelli dedicati agli studenti degli istituti alberghieri e professionali, insieme a premi e riconoscimenti. E, per celebrare la 50ª edizione, la fiera esce dai padiglioni e anima il
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L’APPUNTAMENTO
territorio con Out&About – Il lato fuori di Hospitality: un calendario diffuso di eventi e iniziative speciali realizzati in collaborazione con realtà del settore. Su www.hospitalityriva.it e tramite la app Hospitality Digital Space tutte le informazioni per organizzare la propria partecipazione ad Hospitality.
Anche GESTOR sarà presente ad Hospitality! Ti aspettiamo a Riva del Garda, dal 2 al 5 febbraio, allo Stand B02 nel Padiglione D (piano terra).
Vieni a scoprire anche quest’anno tutte le novità ed i servizi a disposizione dei Soci Gestor! Vuoi un biglietto d’ingresso? Scrivici su info@gestor.it per richiederlo ai nostri uffici!
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INTERVISTA
Il “Flamingo” a Cles: una storia di famiglia, sogni e gratitudine Da quarant’anni un punto di riferimento per l’intera comunità della Val di Non
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Il consiglio che diamo ai giovani è semplice, ma profondo: non smettete mai di sognare. Perché, a volte, i sogni – se coltivati con passione e dedizione – si realizzano davvero. E possono regalare le soddisfazioni più belle”. Inizia così l’intervista con Andrea Paternoster e Giovanna Omodei, fondatori e titolari del ristorante-pizzeria “Flamingo” di Cles, oggi gestito assieme ai figli Anna e Luca. È da questa frase che vogliamo partire, perché crediamo racchiuda il cuore della loro storia. Un per-
corso che oggi è diventato un simbolo di accoglienza e qualità, ma che affonda le sue radici in un sogno semplice e audace, coltivato quarant’anni fa da due ragazzi con pochi mezzi ma pieni di speranza. Oggi il Flamingo è un locale noto e apprezzato in Trentino, ma come è nato questo sogno? Era il 21 dicembre del 1985 quando - ci racconta Andrea - appena due settimane dopo il nostro matrimonio, aprivamo le 33
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INTERVISTA
porte della nostra piccola paninoteca-birreria-pizzeria, nel centro di Cles. Giovanna (da tutti conosciuta come Vanna) aveva 22 anni, io 27. Avevamo poco, pochissimo, ma avevamo tutto: un progetto, l’amore, la voglia di lavorare e la determinazione di costruire qualcosa di nostro. Quel piccolo sogno è cresciuto con noi. E con lui anche la nostra famiglia. Oggi il Flamingo è gestito insieme ai nostri figli, Anna e Luca, ed è diventato molto più di un locale: è una casa. Chi entra lo percepisce immediatamente, perché dentro queste mura ci sono quarant’anni di lavoro, sorrisi, sfide e gratitudine. Come avete affrontato i cambiamenti nel tempo? Abbiamo sempre cercato di rinnovarci senza mai tradire l’anima del locale. Abbiamo modernizzato gli spazi, ampliato il menù, ascoltato con attenzione chi ci sceglie. Ma una cosa - sottolineano Anna e Andrea è rimasta immutata: il nostro desiderio di accogliere con calore, rispetto e cura. Le pizze cotte nel forno a legna, i piatti preparati con ingredienti freschi e locali, l’attenzione alla cultura culinaria nonesa e trentina: tutto è pensato per far sentire ogni cliente accolto e a casa. Perché il nome “Flamingo, da dove arriva? È un omaggio affettuoso - ricorda Giovanna - al nostro passato. Il “Flamingo” era l’albergo in cui lavorammo, giovanissimi, sulla Riviera romagnola. Quel nome è rimasto nel nostro cuore, quale simbolo di libertà, leggerezza e speranza. Quando ci fu impossibile usare il primo nome che avevamo scelto per motivi di copyright (cioè, “Charlie Brown”), pensammo subito al “Flamingo”. E ora quel fenicottero ci rappresenta da quarant’anni. Oggi vi sentite appagati dal percorso fatto? Sì, senza dubbio. Il nostro è un mestiere impegnativo, ma meraviglioso. Lo diciamo sempre: è come recitare su un palcoscenico, ogni sera diversa, ogni cliente uno spettatore. Richiede attenzione, pazienza, passione. Ma in cambio regala affetto autentico. Non c’è niente di più bello che vedere un cliente soddisfatto, un sorriso sincero, un grazie spontaneo.
Il segreto del nostro successo, oltre all’unione familiare che si è rafforzata anno dopo anno, credo siano anche le persone che hanno camminato al nostro fianco: collaboratori fedeli, professionali, appassionati. Con loro abbiamo costruito un’identità forte, e a loro va il nostro grazie più sentito. Possiamo dire che il “Flamingo” non è nostro, ma è di tutti quelli che ci hanno creduto e ci credono ogni giorno, collaboratori e ospiti. Quanto conta per voi la comunità? Moltissimo - afferma Andrea - abbiamo ricevuto tanto, e crediamo sia giusto restituire. Negli anni ho avuto la possibilità di contribuire a progetti importanti: dall’Apt della Val di Non al Consorzio Cles Iniziative, passando per la valorizzazione del lago di Santa Giustina, per il Comune di Cles e per lo sport, con l’Anaune Calcio. Credo davvero che vivere un territorio significhi prendersene cura. E il futuro, come lo immaginate? Ci auguriamo - ci confida Giovanna - di ritagliarci un po’ più di tempo per noi, per le nostri nipoti, Matilde e Carlotta, per le piccole cose che, facendo questo mestiere, abbiamo spesso dovuto mettere da parte. Abbiamo lavorato a Natale, a Pasqua, tante domeniche. Ma non rimpiangiamo nulla. Ogni sacrificio ha dato senso a questa storia. Ogni rinuncia ha costruito ciò che siamo oggi. E se tornassimo indietro, lo rifaremmo. Siete anche parte del gruppo Gestor. Che valore ha avuto per voi questa esperienza? È stata e continua a essere un’avventura importante. In Gestor ci siamo sentiti parte di qualcosa di più grande: una rete di persone e locali che condividono gli stessi valori. Ci riconosciamo appieno nel motto: “Se vuoi correre, vai da solo. Se vuoi andare lontano, vai con gli altri”. È così che siamo arrivati fin qui: insieme, come famiglia, come squadra, come comunità. Vogliamo per questo esprimere il nostro ringraziamento di cuore a chi ci ha accompagnati lungo questo cammino. A chi c’è stato ieri, a chi c’è oggi e a chi – speriamo – continuerà a sceglierci anche nei prossimi quarant’anni. 35
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Foto di Наталья Севрук su www.pexels.com
I funghi del Trentino: misteri, profumi e leggende dei boschi alpini Un tesoro nascosto nei boschi, protagonista assoluto della cucina di montagna
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el cuore del Trentino, dove i boschi si inerpicano verso le Dolomiti e l’aria profuma di resina e terra umida, l’arrivo dell’autunno porta con sé un piccolo rito collettivo: la ricerca dei funghi. Non è solo un passatempo, né una semplice occasione per riempire il cestino. È un tuffo in un mondo fatto di tradizioni, rapporto con la natura, silenzio e avventura, dato che tra gli abeti della Val di Fiemme, i lariceti della Val di Sole e i boschi di faggi della Vigolana, il fungo diventa una cre-
atura sfuggente che sembra scegliere da chi farsi trovare. In Trentino, i raccoglitori più esperti parlano dei funghi come di “ospiti del bosco”, da avvicinare con rispetto. In alcune valli si dice addirittura che i porcini “sentano” il rumore: chi cammina leggero avrà più possibilità di incontrarli. Forse è solo superstizione, ma chi va a funghi sa che la dimensione emotiva è parte fondamentale dell’esperienza. E non manca chi giura di avere un proprio luogo segreto, 37
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IL PRODOTTO Foto di Jędrzej Koralewski su www.pexels.com
timanale e c’è un limite di peso, un modo per preservare il delicato equilibrio del bosco. Non mancano poi i corsi di micologia organizzati dai musei locali o dalle associazioni, spesso affollati da turisti curiosi di imparare a distinguere le specie e di conoscere le storie che da secoli circondano il mondo dei funghi. Cercare funghi nei boschi trentini significa, in fondo, entrare in dialogo diretto con l’ambiente naturale. Significa rallentare, accorgersi del fruscio di una foglia o del colore che cambia sul muschio. È un modo per ritrovare un contatto autentico con la natura. E quando, tornando a valle con il proprio bottino, si ha la sensazione di aver ricevuto un regalo. Il rapporto tra le genti trentine e i funghi, poi, è narrato in mille storie e leggende locali, che ancora oggi vengono ricordate. A Folgaria, ad esempio, si racconta di funghi che “nascono con la luna”, mentre nelle Giudicarie si dice che i porcini migliori spuntino dopo tre notti fresche di fila. In Val di Non, poi, circola la credenza che i funghi crescano dove hanno fatto il nido le formiche rosse. Nessuna di queste teorie è scientificamente provata, ma tutte contribuiscono a rendere la raccolta un’esperienza unica in un paesaggio quasi incantato.
tramandato di generazione in generazione come un’eredità preziosa, oppure scovato al prezzo di lunghe ricerche.
Foto di Jeffry Surianto su www.pexels.com
I boschi trentini, del resto, ospitano una straordinaria varietà di specie: dai celebri porcini ai galletti, dai finferli ai sanguinelli, fino al rarissimo ovolo, soprannominato “l’imperatore” per il colore brillante e il sapore elegante. I funghi si trovano spesso lungo i confini invisibili tra tipologie di alberi, perché ogni fungo ha un rapporto speciale con una pianta: il porcino predilige l’abete rosso e il faggio, il galletto il pino silvestre, mentre il sanguinello ama i boschi misti. Ognuno ha la sua caratteristica distintiva: il porcino profuma di nocciola e sottobosco, il finferlo ricorda il profumo della frutta secca, il sanguinello offre una nota quasi pepata. Non sorprende che molti cuochi locali dedichino ai funghi veri e propri menù d’autore, fatti di tagliatelle ai porcini freschi, canederli ai finferli, zuppe di montagna, arrosti accompagnati da sanguinelli trifolati. Il Trentino protegge molto questa risorsa. La raccolta è regolamentata: serve un permesso giornaliero o set39
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LA RICETTA
Ingredienti (per 4 persone): Per la crema: • 700 gr di Zucca Delica o Mantovana • 1 porro • 1 patata piccola • 800 ml di brodo vegetale caldo • 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva • 20 gr di burro • Sale e pepe q.b. Per i funghi: • 250 gr di finferli già puliti • 20gr di burro • 1 spicchio d’aglio • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato • Sale e pepe q.b.
Crema di Zucca e Funghi Finferli con Chips di Topinambur
Per le chips: • 120/150 gr di topinambur (1 tubero medio/grande) • Olio di semi per frittura q.b. • Qualche fogliolina di timo o di maggiorana
Procedimento: Pulire la zucca e tagliarla a cubetti; affettare il porro e rosolarlo nell’olio. Aggiungere la zucca e la patata lasciando insaporire. Coprire con il brodo e cuocere 20/25 minuti. Frullare con un mixer a immersione fino ad ottenere una crema liscia, aggiungere il burro per dare brillantezza e correggere di sale. Pulire i funghi rapidamente con un panno umido, sciogliere il burro con lo spicchio d’aglio e saltare i finferli 4/5 minuti a fuoco vivo. Eliminare l’aglio, salare, pepare e finire con il prezzemolo fresco. Pelare il topinambur e affettarlo sottilissimo con una mandolina. Friggere in olio caldo fino a doratura e scolare su carta, salare leggermente. Per l’impiattamento, versare la crema calda nel piatto fondo, disporre al centro i finferli saltati e completare con chips croccanti, un filo d’olio e timo fresco.
Consigli per la cucina: • la crema può essere preparata il giorno prima, abbattuta a e poi rigenerata; • i finferli possono essere sostituiti con porcini o pioppini in base alla disponibilità stagionale; • per una versione ancora più gourmet, aggiungere un filo d’olio al tartufo nero e una spolverata di nocciole tostate. 40
Finferli: foto di Adam Bartoszewicz su Unsplash Zucca: foto di KamranAydinov su Freepik
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