NE/TN0027/2008
Registrazione n. 1358 - 7 maggio 2008 del registro stampa del Tribunale di Trento
quadrimestrale di informazione della cooperativa trentina di acquisti alberghi e ristoranti
Un punto di riferimento nell'universo degli acquisti
editoriale
GESTOR PUNTA A SERVIZI INNOVATIVI PER LA GESTIONE DELL’AZIENDA DEL SOCIO IL 12 SETTEMBRE 2012 NEI NOSTRI UFFICI
Quadrimestrale della Cooperativa Gestor via Maccani 181/A – Trento Tel. 0461 826506 – Fax 0461 429378 www.gestor.it – info@gestor.it Direttore Responsabile: Franco Delliguanti Registrazione n. 1358 – 7 maggio 2008 del registro stampa del Tribunale di Trento Stampa: Litografica Editrice Saturnia (tn)
Anno III – N. 2 agosto 2012
sommario
Nives Tisi
02 Intervista
Il Lago di Garda resiste alla crisi
08 Appuntamento
In
Nuove soluzioni per un'efficace gestione dell'azienda: gestor propone la giornata 2.0
12 Intervista
Bed & Breakfast: quando la vacanza diventa un momento di conoscenza e familiarità
15 Il punto
Club di prodotto Vita Nova: Trentino wellness hotel & resort
20 Intervista Manuel Cosi:
nuovo presidente dell'associazione agriturismo trentino
22 Il personaggio
La Ritonda: Giampaolo Depaoli, la passione per turismo e l'amore per la montagna
28 Focus
Eco sostenibilità negli alberghi: quando la vacanza è amica della natura
30 Intervista
Sicurezza negli alberghi: cosa fare perché una struttura sia a norma
34 Intervista
Il turismo termale trentino
36 Focus
si prepara ad importanti novità
Lezioni di Vino
39 Angolo Fiscale
Rapporto fra fisco e contribuente
41 Il prodotto Le spezie
◗ Il caffè non è più “quello di
una volta” nuove tendenze e gusti si stanno affermando tra i consumatori
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il
un contesto economico difficile e incerto come quello attuale, Gestor si conferma un punto di riferimento importante, per i suoi soci ma non solo. Avvertiamo da parte dei nostri associati l’esigenza di poter disporre da parte della cooperativa di un servizio più ampio, che oltre al contenimento dei prezzi delle materie prime, preveda alcuni suggerimenti indirizzati nell’ offrire proposte, idee e iniziative utili ad ottimizzare la gestione dei costi delle rispettive aziende. Con questi presupposti già da tempo Gestor mette a disposizione dei soci un servizio statistica per ottenere in tempo reale l’andamento degli acquisti. Vogliamo ora proporre alcune soluzioni innovative che possano rispondere alle esigenze di albergatori, ristoratori, pubblici esercenti e fornitori. Abbiamo individuato nella giornata del 12 settembre prossimo, l’occasione per presentare questi nuovi progetti ai soci e agli operatori dell’ospitalità che intenderanno avvicinarsi alla nostra realtà, già nota per affidabilità e competenza. Nel corso della giornata informativa, la parte sul Dynamic Pricing, si occuperà di insegnare a massimizzare attraverso questo strumento la redditività dell'hotel. Sarà presentato anche il nuovo portale internet Gestor che sarà attivo dal prossimo gennaio. Abbiamo pensato di rafforzare uno strumento di comunicazione tra la cooperativa e i nostri soci di modo che questi ultimi potranno, in uno spazio a loro riservato, trovare i propri dati legati alla fatturazione, alle statistiche e alle comunicazioni commerciali in genere. Quello del 12 settembre vuole essere il primo di una serie di incontri che la cooperativa ha in programma per un prossimo futuro, con l’obiettivo di consolidare il rapporto di Gestor con i propri associati e nell’intento di avvicinare nuovi operatori. L'andamento degli acquisti ci fa ben sperare che gli obiettivi che ci siamo prefissati per il 2012 saranno raggiunti a fine anno. I primi segnali positivi sono arrivati dai soci che nelle ultime settimane hanno ricevuto gli assegni con ripartito il premio di fine anno. Molti i sorrisi comparsi sui volti di tanti di loro. Abbiamo voluto far visita di persona per la consegna dei premi a dimostrazione della vicinanza della cooperativa al socio. I settecentomila euro di premio totale di fine anno rappresentano più o meno una media del due per cento per ogni azienda suddiviso in proporzione agli acquisti eseguiti da ognuna nel corso dell’anno 2011. Le continue novità, la soddisfazione dei soci, le iniziative e le agevolazioni messe in campo, rappresentano il nostro invito verso quelle aziende che oggi stanno ancora valutando se entrare nel gruppo Gestor. I fatti hanno dimostrato e dimostrano che la nostra è una realtà forte, e che l’unità e la compattezza di un gruppo può fare la differenza. Decidere di aderire alla cooperativa conviene sempre, e ancora di più entro la fine dell’anno, infatti sono possibili lievi aumenti della tassa di ammissione dal 2013. Gli uffici, la direzione, i consiglieri, i soci e l’ufficio commerciale sono disponibili per una chiacchierata informale di conoscenza e approfondimento con chi fosse interessato a far parte di Gestor.
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INTERVISTA
IL LAGO DI GARDA RESISTE ALLA CRISI
Turismo, ma anche eventi fieristici e sport: questi gli ingredienti del suo successo
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corci suggestivi, paesaggi mozzafiato, borghi storici che si affacciano sullo specchio d’acqua più famoso di Italia. E’ il fascino del lago di Garda, incastonato tra le regioni Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige. Meta ogni anno di milioni di turisti, la cui bellezza è stata immortalata anche da Dante nel ventesimo canto dell’Inferno, il Garda è un’attrattiva non solo per gli amanti del sole, delle passeggiate all’aria aperta, per gli appassionati di windsurf e vela, ma è anche un punto di riferimento per il mondo del business e del marketing, con i suoi eventi fieristici capaci di catalizzare presenze di manager e persone d’affari provenienti da tutto il mondo. Senza dimenticare che da diversi anni ad esempio, la squadra del Bayern Monaco sceglie Riva del Garda come località dove trascorrere il proprio ritiro estivo. Non è difficile intuire che, nonostante il periodo di crisi
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economica che il Paese sta attraversando, il territorio benacense non ha accusato particolarmente di un calo di presenze e di minori entrate in termini economici. La conferma arriva da Marco Benedetti, presidente di Ingarda Trentino, l’azienda di promozione turistica del “lato trentino” del lago. Presidente, partiamo da un bilancio delle presenze turistiche dei primi sei mesi dell’anno. Come è andata rispetto allo stesso periodo del 2011? La crisi ha inciso? “Naturalmente i nostri mesi più importanti iniziano a Pasqua, perché non siamo orientati al prodotto ‘neve’ e quindi direi che su questi mesi oggi possiamo essere ampiamente soddisfatti, un po’ per la crescita delle presenze ma anche per l’andamento ge-
nerale. La mia idea non è quella di basarmi solo sulle presenze e sugli arrivi, ma voglio capire anche a livello di spesa se gli ospiti che arrivano da noi sono compatibili, come vorremmo, con un turismo medio alto. I dati che abbiamo sono esigui e in questo lavoro ci aiutano molto anche le associazioni di categoria e tutto sommato mi sembra che possiamo dire che in un momento di crisi generale, la spesa media del nostro ospite non ha subito grandissimi ribassi”. Quali sono le previsioni per questa estate, in base alle prenotazioni che avete? Come si chiuderà il consuntivo? “Secondo noi dovrebbe chiudersi bene, anche con un piccolo aumento di presenze. Puntiamo ad arrivare ai tre milioni di presenze, c’eravamo già vicini l’anno scorso e penso che sarà un traguardo che potremo raggiungere. Il fatto di aver puntato ad attività all’aria aperta piuttosto che a quelle congressuali o fieristiche ci da ancora un margine di miglioramento soprattutto rispetto ai mercati che abbiamo in loco. Molto dipende chiaramente dalla qualità del servizio e da quello che i nostri operatori sapranno
dare. Ritengo che la promozione migliore sia ancora il passaparola e quindi su questo bisogna puntare ancora molto”. Quanto incide la presenza degli ospiti stranieri sul bilancio dell’attività turistica del territorio del Garda? “Oggi siamo ad oltre l’ottanta per cento di clienti stranieri. Di questi, il cinquantotto per cento circa proviene dall’area tedesca”. Quali sono i punti di forza del territorio dal punto di vista turistico? “Il fatto di offrire una vacanza anche breve – perché la permanenza sul nostro territorio ormai è inferiore ai quattro giorni di media – ma che sa dare molte emozioni, orientata molto all’attività sportiva. Le maggiori attrazioni da noi oggi sono senza dubbio il bike, e poi la vela, il surf, a seguire il tracking, l’arrampicata. E poi come dicevo prima c’è la parte che riguarda l’attività fieristica e congressuale che ci completa nel periodo cosiddetto di bassa stagione, anche se oggi possiamo dire che questa non esiste più”.
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Trentino Alto Adige : responsabile Sig. De Monte Giuliano 335.7170851 Agenti Alto Adige: Cicconi Sandro 335.7907484 - Dal Magro Luca 338.5679870 - Panetta Pasquale 338.9991903 Agente Trentino :Fedrigoni Dario 349.5377348 - Padovani Oscar 340.3309407 Agente Cortina d’Ampezzo : Paier Rolando 340.5210373 - Agente Trento/Lago di Garda : Sparano Tiziano 349.4241835 GestorNews | 2/2012 3
Quest’ultimo comparto quanto è importante per le vostre entrate? “In percentuale non so dirle, però diciamo che è molto importante più che in termini di presenze, in termini di qualità, perché solitamente il congressista o il fieristico è un ospite che sicuramente spende di più sul territorio, e anche a livello di soggiorno non bada a spese” Cambiando argomento, ma rimanendo in qualche modo legati al tema del turismo, sono diversi i progetti che riguardano il territorio anche per quanto concerne la mobilità: dalla ciclopista del Garda al tunnel dell’Alto Garda. In che modo secondo lei potranno incidere sullo sviluppo del territorio? “Sicuramente più servizi diamo e più vivibilità interna garantiamo. Vedo questi interventi non solo finalizzati a velocizzare l’arrivo sul nostro territorio ma soprattutto per fare poi delle scelte forti in termini di fruibilità dei nostri luoghi”.
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Quali sono le strategie future su cui puntare per i prossimi anni? “Per il momento abbiamo approntato un piano strategico che ci riguarda per i prossimi tre anni. Ci sono alcune carenze infrastrutturali da colmare, oltre alla viabilità come già accennato. Sicuramente tra le priorità ci sono anche la presenza di un campo da golf, una balneabilità più abbordabile rispetto alle nostre spiagge che sono sempre battute dall’Ora – cosa che ci da fortunatamente un certo vantaggio sulla vela ma sul fronte della balneabilità crea qualche problema – e poi direi tutte quelle piccole o grandi infrastrutture interne che possono aggiungere qualche momento di elevata qualità da trascorrere sul territorio. Faccio riferimento anche ad una maggiore presenza di attività notturne che oggi sono un po’ in calo rispetto agli anni scorsi quando eravamo il faro del pianobar e delle discoteche. Infine il completamento delle piste ciclabili, il continuo lavoro sulle falesie per l’arrampicata...Però la strategia principale deve rimanere quella della qualità diffusa e puntare sul cliente individuale, non sui gruppi organizzati”.
Gestor è una cooperativa di acquisti per albergatori e ristoratori, che si pone come obiettivo il poter assicurare ai soci l’acquisto di prodotti e servizi a condizioni vantaggiose per le proprie attività. Una realtà come questa può secondo lei dare un contributo alla crescita del comparto turistico e di conseguenza del tessuto economico del territorio? “Conosco Gestor molto bene perché essendo un ristoratore è vicina alla mia realtà. Più che un contributo diretto, quello che Gestor può fare è essere un esempio per gli operatori a collaborare anche in altre attività, cosa che oggi non è per niente scontata. Anzi le nostre imprese turistiche e commerciali tendono un po’ a guardare unicamente il proprio bilancio e non quello complessivo del territorio. Unire le forze è una buona cosa e Gestor, da questo punto di vista, ha dimostrato che il lavorare insieme è la via da perseguire”.
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GLI ALBERGATORI DEL GARDA SONO D’ACCORDO
“IL NOSTRO TERRITORIO È UNICO, MA OCCORRE VALORIZZARLO ANCORA DI PIù” G
li operatori turistici che lavorano nella zona del lago di Garda sono consapevoli di trovarsi a gestire le loro attività in un territorio unico, dal punto di vista paesaggistico ma anche per la sua posizione geografica strategica. Ma da loro arriva un appello unanime affinché le iniziative e gli eventi di richiamo per turisti (e non solo) vengano organizzate tutto l’anno, per fare in modo che restino sempre accese le luci sulle località che animano il territorio, non solo nel periodo estivo. “Il nostro lago sembra un mare, e al tempo stesso si trova vicino alla montagna – dice orgoglioso Thomas Tretter, titolare del Garda Sporting Club – quello che noi possiamo offrire non si trova altrove in Italia, abbiamo un’offerta molto vasta per i nostri ospiti”. “Il punto di forza del nostro territorio è soprattutto la proposta ambientale che offriamo, da parte nei nostri ospiti sta crescendo sempre di più l’interesse per un turismo all’aria aperta, oltre che per quello tradizio-
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nale da spiaggia” dice Alberto Bertolini, titolare del Feeling Hotel Luise, nonché vicesindaco di Riva del Garda. Ma se il turismo parte avvantaggiato grazie al paesaggio naturale che offre il Garda e che di per sé costituisce già un’attrattiva importante, molto possono fare anche le amministrazioni comunali e gli addetti del settore per migliorare la cartolina-ricordo del lago. Thomas Tretter non ha dubbi: “Per quanto riguarda le infrastrutture, è necessario realizzare una pista ciclabile che arrivi fino a Malcesine, un campo da golf, una piccola funivia sul Bastione, un lido e una piscina vicini al lago, come quello di Caldaro. Da anni, noi albergatori facciamo questo tipo di richieste che finora sono rimaste inascoltate”. “Abbiamo in programma degli investimenti importanti – sottolinea Bertolini - e parlo anche come vicesindaco, per realizzare delle infrastrutture che valorizzino il turismo congressuale e fieristico, che rappresentano una fetta importante del comparto territoriale. Per questo nei prossimi anni sarà
pronto un nuovo centro congressi. Per quanto concerne il turismo all’aria aperta invece, tra le priorità che abbiamo c’è il completamento dei percorsi ciclabili per i biker o per chi preferisce camminate ed escursioni di questo tipo. In vista dei mondiali di arrampicata inoltre (che si sono svolti lo scorso anno, ndr) abbiamo effettuato lavori importanti perché le pareti attrezzate fossero accessibili a tutti e usufruibili anche dopo l’evento sportivo. Per fare un esempio, abbiamo l’unica parete al mondo per i non vedenti. Dobbiamo lavorare di più anche per quanto riguarda lo spazio vicino al lago. Si sta valutando in questo senso un progetto di sviluppo della Colonia Miralago, stando chiaramente attenti all’ambiente circostante”. Sul fronte delle presenze, non va poi così male, grazie soprattutto alla presenza dei turisti dell’area germanica. “Quest’anno va meglio del precedente perché i tedeschi hanno sentito la crisi di più nel duemilaundici”, spiega Tretter. “Nel mese di luglio siamo stati sempre pieni, ad agosto è diverso perché i turisti prenotano quasi sempre last-minute. Quello che ci preoccupa di più è la bassa stagione. Si offre troppo poco nei mesi di settembre e ottobre che invece sarebbero periodo buoni da sfruttare per far arrivare altri turisti. Abbiamo delle vigne bellissime e delle aziende agricole eccellenti, dovremmo creare con loro delle sinergie, integrando il discorso turistico con quello enogastronomico, come avviene in Alto Adige, organizzando manifestazioni che valorizzino questo aspetto territoriale”. Gli fa eco Alberto Bertolini: “Non abbiamo risentito della crisi anche perché la presenza dei turisti stranieri provenienti sopratutto da Germania, Belgio e Olanda compensa il calo delle presenze degli ospiti italiani. In più abbiamo registrato un aumento di vacanzieri che arrivano da nazioni che stanno sviluppando una buona capacità di spesa come la Repubblica Ceca, la Polonia e la Slovacchia. In crescita negli ultimi anni anche il numero di presenze dalla Svizzera, probabilmente grazie al cambio che per loro risulta favorevole”.
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NUOVE SOLUZIONI PER UN'EFFICACE GESTIONE DELL'AZIENDA: GESTOR PROPONE LA GIORNATA 2.0 Oggi lavorare con successo significa stare connessi; significa essere aggiornati sempre, anticipare i cambiamenti, essere pronti e consapevoli dei propri strumenti; significa saper utilizzare al meglio i mezzi a disposizione, evitando gli sprechi e le perdite, ottimizzando i tempi e le risorse. Tablet, portali, gestionali, app e pacchetti voce sono ormai parole quotidiane che assumono immediatamente un significato preciso nelle nostre menti. Tutti sanno di cosa stiamo parlando ed anche i più nostalgici tradizionalisti, affezionati alle rubriche di carta e alle agende di cuoio, non possono negare l’utilità e l’indispensabilità di questi strumenti per la gestione efficace della propria professione. Nel 1999, Gestor ha cominciato col mettere a disposizione una serie di servizi legati al settore enogastronomico, nel corso di questi quasi 12 anni, la Cooperativa ha seguito le necessità dei soci, implementando l’offerta con servizi di carattere più ampio, proponendo partner del settore extra alimentare ma anche delle consulenze a più ampio raggio. Oggi, alla vigilia del 2013, Gestor ha deciso di dare inizio ad una nuova fase introducendo, per i soci, una serie di servizi e di opportunità, tutte rigorosamente 2.0 Per inaugurare questa nuova stagione, MERCOLEDÌ 12 settembre, presso gli uffici Gestor in VIA MACCANI 181/A, dalle 9 del mattino fino alle 18, verrà organizzata la GIORNATA 2.0 durante la quale i soci ed i simpatizzanti potranno partecipare a numerosi eventi:
Corso di Formazione sul Dynamic Pricing
Presentazione dei nuovi servizi sul sito Gestor
software Presentazione dei costi per la Gestione
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Visualizzazione e proposta di nuove App
Descrizioni nuove offerte “Telefonia Mobile”
Proposta rinno vo siti internet
Vi aspettiamo MERCOLEDÌ 12 settembre, presso gli uffici Gestor in VIA MACCANI 181/A, dalle 9 del mattino fino alle 18, per la GIORNATA 2.0 durante la quale sarà possibile partecipare ai seguenti eventi:
CORSO DI FORMAZIONE su DYNAMIC PRICING E GESTIONE DEGLI IDS
Corso gratuito finalizzato a massimizzare la redditività dell’hotel con il dynamic pricing e la gestione dei canali distributivi web attraverso l’approfondimento delle tecniche di dynamic pricing, l’analisi degli strumenti di previsione della domanda e quella delle situazioni di overbooking (vedi riquadro a lato). I posti a disposizione sono limitati (max 35) Orario del corso 9.00 - 12.00 e 14.00 - 17.00
PRESENTAZIONE APP
Durante l’intero corso della giornata i soci potranno conoscere l’ideatore delle App turistiche Campiglio App, Val di Fassa App, Alto Garda App e Trento App. Sarà inoltre proposta un’interessante offerta commerciale riservata ai soci che vorranno inserire la loro struttura all’interno delle Applicazioni. Se l’interesse dei soci di aree territoriali non ancora coperte fosse elevato, potrà essere valutata la possibilità di creare una nuova App per ogni zona del Trentino.
NUOVO PORTALE GESTOR
Nel corso della giornata ci sarà la possibilità di assistere all’anteprima del nuovo portale Gestor, più interattivo e ricco servizi per i soci. Il nuovo sito vuole essere uno strumento per la condivisione di notizie, di offerte e di documenti, facilmente consultabili e di veloce reperibilità.
PROGRAMMA PER LA GESTIONE COSTI - MYCOSTPAR
Presentazione del gestionale MyCostpar; programma per la gestione dei costi. In questa occasione saranno discussi, in anteprima, i dati ottenuti dall’analisi di una struttura socia Gestor che si è prestata a fare da tester per il “progetto pilota” dell’azienda.
PROPOSTE PER LA TELEFONIA MOBILE
I soci avranno la possibilità di valutare, assieme ad un incaricato TIM, l’offerta che l’operatore desidera riservare agli associati. L’intero pacchetto garantisce, oltre al risparmio economico, una consulenza personalizzata e riservata di elevata qualità e comodità, con sconti sui piani tariffari fino al 35%. In occasione dell’incontro sarà proposta una prima offerta riservata ai soci per l’acquisto di Tablet di ultima generazione.
OFFERTA PER IL RESTYLING o per la CREAZIONE di SITI INTERNET
I partecipanti avranno la possibilità di valutare, assieme ad un esperto, la possibilità di rinnovare o di creare un nuovo sito internet adeguato alle esigenze della propria attività. Qualora foste interessati, vi preghiamo di inoltrare quanto prima la preadesione all'indirizzo info@gestor.it per il corso di Dynamic Pricing, considerato l’esiguo numero di posti a disposizione, e vi invitiamo a partecipare numerosi alla giornata, non solo per le opportunità che essa offre, ma anche per visitare i nuovi uffici Gestor.
Relatore: Paolo Catoni
DYNAMIC PRICING E GESTIONE DEGLI IDS Massimizzare la redditività dell’hotel con il dynamic pricing e la gestione dei canali distributivi web
Finalità Generali: Obiettivo dell’incontro è l’approfondimento delle tecniche di dynamic pricing, che contribuiscono alla ottimizzazione dell’occupazione e del profitto. Saranno analizzati gli strumenti di previsione della domanda; come ottimizzare la gestione delle prenotazioni (stay control) e si conosceranno alcune tecniche per prevedere in quanto tempo si concretizzano le prenotazioni, anche per singolo segmento di mercato. Infine, si analizzeranno le situazioni di overbooking, in modo da arginare il rischio di perdita definitiva del cliente. Si analizzeranno successivamente le applicazioni di queste tecniche attraverso la gestione dei canali distributivi online Destinatari: Propietari, Direttori, Revenue Managers, Front Office managers Modalità Didattiche: Formazione teorica, discussione plenaria, esercitazioni pratiche
Programma del Corso: Prima Parte La redditività della Azienda Alberghiera. Costi e prezzi La gestione del “revenue” come criterio guida della strategia aziendale. La nascita dei metodi di Yield Management Prezzo/occupazione. Ottimizzazione parziale, ottimizzazione complessiva Il RevPar, l’ARR, il tasso di occupazione. Oltre il Revpar: Utilizzo del Revpac e del Revenue per Square Meter La segmentazione: individuazione e scelta dei segmenti. I segmenti di mercato tipici del Hotellerie visti in ottica Yield Segmenti “Qualified” e segmenti “Unqualified” Seconda Parte I sistemi di prenotazione CRS I GDS Interazione fra la distribuzione Web e GDS SEO vs distribuzione intermediata Canali Merchant/Canali retailer/Canali misti Tasso di conversione e visibilità Gestione dei contenuti Web Reputation Strategie di integrità tariffaria – Parity Rate
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DYNAMIC PRICING E DISTRIBUZIONE WEB PER IL SETTORE ALBERGHIERO OGGI IL
turismo è al primo posto nell’ecommerce di tutto il mondo, tanto è vero che l’introduzione di Internet e delle nuove tecnologie è riuscita a scardinare l’intera filiera di settore fino a posizionare la distribuzione via web come miglior canale possibile di vendita. Una rivoluzione indotta dal comportamento del viaggiatore moderno che utilizza la rete come prima fonte di informazione per cercare personalmente alloggio, trasporti e qualsiasi altra indicazione ritenga utile relativamente alla destinazione scelta. Grazie al web risparmia tempo, costose intermediazioni e gli è possibile confrontare le offerte presenti sul mercato per poi procedere con l’eventuale acquisto, direttamente online. Gli hotel acquisiscono, in questo modo, un canale di comunicazione diretto che
allarga esponenzialmente il proprio bacino di utenza. Essere visibili con un sito e presenti sui vari portali di distribuzione specializzati diventa dunque indispensabile, dato che significa essere presi in considerazione come alternativa da potenziali clienti in tutto il mondo ed essere quindi inclusi in un processo di scelta su scala globale.
I vantaggi della vendita web Un target emergente. Il segmento dei viaggiatori individuali, (ovvero coloro che non si rivolgono ai tour operator tradizionali), ha alte capacità di spesa, continua a crescere ed ha già superato numericamente quello dei viaggi organizzati, rimasti relegati a fasce di popolazione di età più avanzata.
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Controllo del margine. La possibilità per l’albergo di poter agire in tempo reale sull’informazione proposta consente di avere una maggiore sensibilità sulla domanda e di adeguare l’offerta al suo andamento. In assenza di obblighi con terze parti, l’albergatore potrà gestire liberamente la leva prezzo (modificabile in tempo reale su tutti i sistemi di prenotazione online), traendone beneficio diretto. Efficacia della comunicazione. Le informazioni su web appaiono esattamente nel momento in cui il destinatario le sta cercando, sono controllabili, complete, aggiornate e consentono di calibrare il messaggio a seconda dei benefit rilevanti su ciascun canale di promozione.
Prezzo. La leva cruciale Il settore alberghiero è caratterizzato da una produttività rigida: il numero di camere è stabile e non consente di commisurare la propria offerta all’andamento della domanda di mercato. Tenuto conto di questa particolarità, il prezzo a cui vendere le unità disponibili diventa la variabile strategica principale, dato che si tratta dell’unica vera leva su cui è possibile intervenire, nel tempo, ai fini di incrementare il rendimento della propria struttura. L’obiettivo diventa dunque, trovare quel rapporto ottimale tra ricavo medio per camera e tasso di occupazione che mas-
simizzi il fatturato giornaliero per camera disponibile: un delicato equilibrio in cui la tensione a spingere le vendite attraverso la riduzione dei prezzi deve bilanciarsi con l’esigenza di registrare ricavi elevati durante i periodi di alta occupazione prevista.
Strategie tariffarie Lo yield management e più precisamente il dynamic pricing si occupa precisamente di definire a quale tariffa risulta conveniente vendere in ciascun periodo dell’anno una volta stimata la domanda presunta attraverso tecniche di inferenza statistica che basano le proprie proiezioni su dati storici, sulle tariffe della concorrenza, sull’occupazione raggiunta e sull’andamento delle richieste. Evitare di raggiungere la piena occupazione con largo anticipo in periodi in cui le camere avrebbero potuto rendere di più è cruciale cosi come vendere camere scontate in periodi di bassa domanda. A fine stagione confrontando i ricavi medi attraverso il web nei periodi di alta domanda con quelli relativi agli operatori tradizionali sarà possibile valutare se eventuali accordi con aziende, gruppi e tour operator sono stati stipulati a condizioni convenienti o meno. La distribuzione web consente all’albergatore estrema libertà nella gestione delle tariffe che possono essere rettificate in tempo reale e, se manovrate efficacemente, riescono a migliorare anche considerevolmente i risultati complessivi dell’ attività.
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INTERVISTA
Bed&breakfast
quando la vacanza diventa un momento di conoscenza e familiarità
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ordialità, genuinità, familiarità, senso dell’accoglienza e della condivisione: potrebbero essere riassunte così, a grandi linee, le parole chiave alla base della filosofia di chi decide di aprire un bed & breakfast, strutture ricettive che offrono ai propri ospiti un alloggio dove trascorrere la notte e la prima colazione. Si tratta di una forma di ospitalità che permette a località e zone interessanti dal punto di vista artistico e naturalistico, ma al di fuori dei circuiti turistici, di essere scoperte e apprezzate grazie alla possibilità di soggiornare in accoglienti e confortevoli case. Un modo di viaggiare fuori dai classici schemi del turismo di massa e del turismo anonimo. Questo tipo di attività, in Trentino, è regolata dalla legge provinciale 7 del 2002 e viene definita come “ospitalità turistica offerta con carattere saltuario da coloro che, avvalendosi della sola organizzazione familiare, utilizzano parte dell’edificio in cui ri-
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siedono, fino ad un massimo di tre camere, fornendo servizio di alloggio e di prima colazione”. In Provincia esiste un’associazione che riunisce 83 delle circa 200 strutture presenti sul territorio provinciale; si chiama “Bed & Breakfast di Qualità in Trentino”, nata nel 2005. La presidente è Enrica Bettini, che abbiamo intervistato. Quali sono le caratteristiche che deve avere un bed&breakfast? “Le nostre sono delle strutture familiari, si tratta di un’attività non imprenditoriale che viene svolta nell’ambito familiare. Sostanzialmente una famiglia che ha delle camere a disposizione vuote che intende utilizzare, apre le porte ai nuovi ospiti che potenzialmente possono arrivare. Noi in Trentino possiamo avere un massimo di tre stanze mentre in altre regioni questo
numero varia molto. Ad esempio in Sicilia e in Puglia hanno sei camere a disposizione con venti posti letto, mentre in Lombardia e in Emilia Romagna le stanze sono quattro. Da noi e in generale nel resto dell’Italia vale la regola delle tre camere da letto. E’ preferibile che le stanze abbiano il proprio bagno privato. Ma al di là di quella che è la struttura in sé, la prima caratteristica necessaria per poter svolgere questa attività è avere la propensione all’accoglienza dell’ospite. Questa è la regola fondamentale perché è molto delicato il discorso di ospitare qualcuno in casa propria, alla fine si tratta di un rapporto con uno sconosciuto ed è sicuramente diverso da quello che si instaura in un albergo o in una struttura meno familiare. Bisogna definire bene il rapporto, stare attenti a non dare troppa confidenza e stabilire dei limiti all’interno dei quali l’ospite può muoversi. Questo non vuol dire porre dei divieti in maniera categorica ma è importante il rispetto reciproco. Inoltre, nonostante sia un’attività a conduzione familiare, è sempre più importante una professionalità adeguata. La nostra associazione organizza dei corsi di formazione non solo per quanto riguarda l’accoglienza, ma anche la comunicazione, ad esempio quella via web, insegnia-
mo anche come preparare le colazioni e come servirle. Come “Bed & Breakfast di Qualità in Trentino” siamo riusciti ad ottenere, in deroga alla legge provinciale, la possibilità di offrire ai nostri ospiti i prodotti fatti in casa piuttosto che quelli confezionati. La filosofia che ispira l’associazione, oltre all’ospitalità e all’accoglienza di qualità, è anche quella di offrire quindi prodotti della nostra terra perché noi siamo la rappresentazione in senso stretto del nostro territorio. I nostri ospiti vivono a diretto contatto con le persone del posto, soggiornano nella loro casa, in zone anche fuori dalla città e meno conosciute al turista come ad esempio la Vallarsa o la Val di Gresta che non sono nemmeno fornite di grandi strutture alberghiere. In questo senso forniamo anche un servizio di ospitalità sostenibile nel complesso dell’offerta turistica provinciale”. In tempi in cui le famiglie stanno più attente alle spese, magari si decide di abbandonare la formula della pensione completa e si preferisce quella dove si ha solo la prima colazione per risparmiare, è così? “Ma io non credo sia solo per questo, quanto soprattutto per l’ambiente familiare e rilassante che proponiamo. Chi viene da noi vuole capire le nostre abitudini e tradi-
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Come si fa ad aprire un bed & breakfast? “Questo è semplicissimo. Chiaramente bisogna che la struttura abbia l’abitabilità. L’interessato deve presentare al proprio comune una dichiarazione di avvio di attività. Il comune verifica che ci siano i parametri necessari per esercitare il servizio, successivamente avvisa il Servizio Turismo della Provincia e da quel momento si può iniziare l’attività. Questo può essere anche un modo per arrotondare i budget familiari, può essere un’idea adatta alle giovani mamme che decidono di rimanere a casa con i bambini o a persone in pensione che hanno la casa grande da poter essere sfruttata”. L’identikit del cliente tipo. “Parliamo di persone con un’istruzione medio-alta, quasi tutte laureate, e con una forte curiosità di conoscere il nostro territorio, vogliono conoscere le nostre storie, sapere come viviamo, visitare gli angoli che esulano dai soliti itinerari turistici”. La vostra associazione si è dotata anche di una Carta dell’Ospitalità Familiare. Di cosa si tratta? “E’ il nostro disciplinare, dove sono raccolte le regole che riguardano la nostra attività, i nostri servizi, sono elencati i criteri che devono essere rispettati dalle camere e dalla colazione”.
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Club di Prodotto Vita Nova Trentino Wellness Hotel & Resort
Il Punto
REGALARSI MOMENTI DI RELAX, RISCOPRENDO LA BELLEZZA DELLA NATURA
L
uoghi accoglienti e con atmosfere rilassanti, profumi avvolgenti, personale professionale che si prenda cura del vostro corpo, cibo genuino: regalarsi un momento di relax per dedicarsi all’armonia psico-fisica che nella frenesia quotidiana si perde può essere utile per ritrovare l’energia e affrontare con uno spirito rafforzato lo stress giornaliero. Per tutto questo, esiste in Trentino Vita Nova Trentino Wellness Hotel & Resort, un club del benessere che raggruppa in tutto il territorio provinciale le migliori strutture alberghiere e ricettive - al momento sono 39 - selezionate secondo elevati standard qualitativi. Hotel, resort e campeggi che si distinguono per esclusivi centri benessere, qualità dei servizi offerti, l’accoglienza e l’eccellente ospitalità.
Isabella Renzi è la presidente di questo Club di Prodotto. “Il nostro Club è nato poco più di dieci anni fa su volontà della Provincia di Trento che intendeva stimolare lo sviluppo del mondo del benessere in Trentino mettendo a disposizione dei finanziamenti. L’occasione è stata colta da un gruppo di albergatori che hanno fondato ‘Vita Nova’ come consorzio di hotel di benessere. E’ stato stilato un disciplinare che indicasse una serie di parametri e di standard qualitativi e che definisse cos’è un hotel benessere. Il Club chiaramente ha fatto da forte stimolo per
gli operatori perché il mondo del benessere negli ultimi anni ha avuto uno sviluppo enorme e molto veloce. Quando è nato il Club erano stati aperti anche hotel che avevano investito in centri benessere, e la presenza in Vita Nova consentiva loro di avere anche un incentivo economico da parte della Provincia”. Quali sono i principali requisiti che un albergo deve possedere per poter entrare a far parte del Club? “Ci sono dei criteri strutturali, altri di servizio e altri ancora di atmosfera, tutti elenca-
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ti nel nostro disciplinare. I primi due sono estremamente oggettivi e riguardano prevalentemente la parte del benessere. È obbligatorio ad esempio, avere una zona acquatica, una zona relax, un’estetista qualificata con l’abilitazione professionale...si tratta di parametri che non tutti riescono ad osservare e che garantiscono quindi un’elevata qualità dei servizi che proponiamo. Questo fa si che il gruppo Vita Nova sia davvero punto di riferimento per il benessere in Trentino. Ci sono anche, come detto, dei criteri di atmosfera, perché Vita Nova intende il benessere a trecentosessanta gradi, che faccia da fil rouge tra tutti i servizi che un hotel offre. In questo senso poniamo un’attenzione particolare anche ai menù che proponiamo nella ristorazione, che siano a basso contenuto calorico o comunque con alimenti che ne garantiscano la leggerezza. Oppure abbiamo l’atmosfera nella hall e nelle camere con dei chiari riferimenti di benessere. Ovviamente il disciplinare lascia poi la libertà ad ogni albergo di esprimere come meglio crede la propria personalità, sempre nel rispetto di certi parametri. Lo scorso anno Vita Nova ha approvato un nuovo disciplinare che ha stretto ulteriormente le maglie degli standard qualitativi proprio per preservare sempre più il significato di questo marchio. Il nostro gruppo poi suddivide gli hotel al suo in-
terno in tre categorie: abbiamo tre specializzazioni disponibili che sono il beauty, l’activity e il family, che possono avere da uno a quattro bollini. Dando per scontato il denominatore comune del nostro disciplinare, vengono riconosciuti dei punteggi aggiuntivi a coloro che hanno dei servizi specifici orientati a questi tre settori”. Per cui sono diverse le tipologie di ospiti che scelgono Vita Nova... “La forza del Club è che spazia su tutto il territorio trentino, quindi cambiano gli ambiti. Noi partiamo dalla categoria tre stelle superior fino al quattro stelle S, per cui abbiamo anche diversi livelli di specializzazione e diverse categorie. Questo permette di aver un ventaglio di proposte ampio che possa soddisfare una fetta di clientela diversificata. Ogni ospite può trovare la formula su misura. Vengono da noi famiglie, coppie giovani in cerca di relax, persone un po’ più mature, gruppi di amici amanti dello sport: le possibilità che offriamo sono tantissime. Abbiamo la montagna con le Dolomiti di Brenta, Fai della Paganella, San Martino di Castrozza, le Valli di Fiemme e Fassa. Abbracciamo poi la Val di Sole e la Val di Non. Siamo presenti sul Garda e sul lago di Levico. In più all’interno del nostro Club non abbiamo solo hotel, ma anche due campeggi di alto livello con un centro benessere per gli ospiti, e delle strutture termali”.
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Quando si parla di wellness e benessere si pensa in qualche modo al lusso, a qualcosa comunque di costoso. In questo periodo di crisi, in cui le persone tendono a spendere meno, come sta andando il vostro settore? Avete registrato un calo di presenze? “Chiaramente il clima di incertezza si sente anche nell’ambiente Vita Nova perché comunque l’Italia sta vivendo un momento di difficoltà. Il nostro ospite di riferimento è prevalentemente di provenienza italiana perché l’italiano ha una cultura del benessere, della cura della propria persona, del nutrirsi in una certa maniera, anche se non mancano gli stranieri. Di conseguenza un po’ di preoccupazione si genera anche nel nostro settore, però riteniamo anche che l’unico modo positivo per affrontare questo momento sia dare qualcosa in più. A questo proposito, Vita Nova quest’anno ha lanciato, grazie alla consulenza di Idea Turismo, una formula di benessere innovativa, chiamata ‘Trekking del benessere’. Si tratta di pacchetti studiati per il week end, per l’intera settimana o addirittura per una settimana spezzata tra due strutture cioè quattro giorni in un hotel in un ambito territoriale e tre giorni in un’altra struttura Vita Nova in un ambito territoriale diverso. Un nuovo modo di
fare benessere, che abbina l’attività sportiva - come può essere il trekking, il nordic walking, un’uscita in bicicletta o una gita a cavallo - al benessere. Gli operatori del beauty infatti ci seguono in queste attività e ad un certo punto creano un momento di benessere all’aria aperta, immersi nella natura, perché il nostro ospite torni ad apprezzare profumi, colori e rumori legati ad un ambiente naturale. Abbiamo visto che questa proposta sta riscuotendo un notevole successo. È un’innovazione che ci aiuta a creare interesse e a proporre una vacanza di valore che può invogliare le persone, anche se in questo momento magari sono restie a prenotare. Ecco quindi come reagisce Vita Nova di fronte alla crisi: dando qualcosa in più ai suoi ospiti e arricchendo la propria offerta”. Come si aderisce al vostro Club di prodotto? “Basta contattare la segreteria di Vita Nova, anche attraverso il nostro sito internet www.vitanova.to. Verrà fornita un’informativa completa di tutta la documentazione necessaria. Successivamente viene istituita una commissione di sopralluogo che verifica i parametri contenuti nel disciplinare. L’esito viene portato in consiglio direttivo e in caso di positività viene deliberato l’ingresso dell’albergo interessato”.
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Entrare a far parte del club vita nova ci ha premiati
la parola agli albergatori N
on c’è dubbio che regalarsi qualche momento di benessere e relax è un piacere al quale non si vuole dire di no, anche in tempi di crisi in cui si sta più attenti al portafoglio. Ecco allora che cambiano le abitudini, che si preferisce ridurre i giorni di vacanza piuttosto che rinunciarvi del tutto. La conferma ci arriva dagli albergatori, soci di Gestor, che hanno deciso di aderire al Club di Prodotto Vita Nova Trentino Wellness Hotel & Resort. Federico Redolf, titolare dell’Hotel Bellaria di Predazzo spiega che la scelta di entrare a far parte del Club è stata dettata dall’esigenza di “diversificarsi dalle altre strutture alberghiere, di offrire qualcosa di più, di proporre un prodotto che fosse di nicchia. Far parte del Club vuol dire avere dei requisiti importanti e dei punteggi alti dal punto di vista della qualità”. “La nostra clientela è prevalentemente italiana d’estate, mentre d’inverno il sessanta per cento dei nostri ospiti sono stranieri, anche se per questi ultimi il marchio del Club non ha molta importanza perchè non lo conoscono. Discorso inverso invece per gli italiani.
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Anche per questo, a livello di marketing, organizziamo diverse iniziative mirate alla clientela del nostro Paese”. “Abbiamo deciso di aderire al Vita Nova perchè è un Club di qualità, che garantisce uno standard elevato e ci permette di essere costantemente aggiornati grazie alle attività di formazione che vengono organizzate per veicolare nel modo migliore il prodotto che offriamo” sottolinea Elena Taller dell’Alphotel di Folgarida. “Coccoliamo i nostri ospiti durante tutta la giornata, offrendo loro un buffet ogni mezz’ora circa in modo che trovino sempre da mangiare, proponendo poi un tipo di vacanza attiva adatta a tutti, sia a chi è più sportivo con escursioni anche estreme sempre accompagnati da un esperto (il marito di Elena è guida alpina, ndr), sia a chi lo è meno ma non vuole rinunciare a fare movimento. Anche in quest’ultimo caso c’è un personal trainer che segue attentamente i nostri ospiti”. “Il nostro è un hotel interamente orientato al benessere e quindi la nostra è stata una scelta obbligata, dal momento che spo-
siamo a pieno la filosofia del Club che è anche l’unico in Trentino a rappresentare questo tipo di vacanza – chiarisce Francesca Mottes dell’Hotel Panorama a Fai della Paganella, che aggiunge inoltre che a convincerla ad aderire a Vita Nova è stata la possibilità di ottenere alcuni contributi per realizzare la spa “contributi leggeri, non alti ma meglio di niente” sottolinea. “Da noi si respira aria di benessere tutto il giorno, siamo attenti ai prodotti a Km zero, alla scelta del menù che sia sano e naturale...oltre al centro benessere abbiamo tre ettari di giardino, tre campi in terra battuta,
sette piscine, una sorgente oligominerale, un giardino bio-energetico. Proponiamo programmi fitness per fare in modo che i nostri ospiti siano a contatto con il territorio, offriamo oltre cento trattamenti estetici. Abbiamo investito molto in termini di qualità. E non mancano le offerte per i bambini come il nido e il baby-club, dal momento che riceviamo anche molte famiglie e facciamo in modo di coinvolgere anche i genitori nelle attività con i loro bambini”. E la crisi ha inciso sulle presenze e il bilancio di quest’anno? “Purtroppo si – risponde Redolf – soprattutto d’estate si fa sentire. Gli italiani hanno iniziato ad eliminare quelle che possono essere considerate delle spese ‘superflue’ come ad esempio i trattamenti estetici o cose di questo tipo, ma non ci rinunciano del tutto. Prenotano meno giorni, magari il week end per rilassarsi. Anche questo è un modo per adeguarsi alla crisi!”. “La nostra clientela appartiene ad una fascia medio-alta – ragiona Taller – che sta più attenta a come spendere e per questo, per venire incontro alle esigenze di chi sceglie di venire da noi, proponiamo pacchetti scontati e offerte speciali”. “Non siamo stati sfiorati minimamente dalla crisi – sostiene Mottes – anche perchè non facciamo proposte differenziate durante l’anno, non ci sono periodi in cui si paga di meno o di più e forse questo invoglia i nostri clienti”.
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INTERVISTA
CAMBIO AL VERTICE DELL’ASSOCIAZIONE AGRITURISMO TRENTINO
MANUEL COSI E’ IL NUOVO PRESIDENTE Primo incontro e dialogo sulla possibilità di creare sinergie tra Gestor e l’Associazione.
é
stato eletto pochi mesi fa nuovo presidente dell’associazione Agriturismo Trentino, e ha già le idee molto chiare su quali saranno i suoi obiettivi. Manuel Cosi succede a Graziano Lozzer di cui era vice e che ha guidato l’associazione per nove anni. Da quando è nata l’associazione, gli agriturismi sono più che raddoppiati in Trentino, raggiungendo quota 377. Il 90% di questi, circa 350, sono soci dell’associazione. Dati in crescita anche sul fronte degli ospiti: nel 2011 sono aumentati del 15,27% gli arrivi, mentre le presenze hanno registrato un + 8,7%, per un totale di 220.224 presenze e di 30 milioni di giro d’affari. All'interno dell’associazione è nato recen-
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temente anche un club, chiamato “Prodotti in agritur”, al quale attualmente hanno aderito 23 strutture: un progetto che prevede la realizzazione all’interno delle aziende di laboratori di trasformazione dei prodotti agricoli propri, che siano essi lattiero-caseari, legati alla carne e agli insaccati, semilavorati della frutta, miele, ortaggi e vino. Gli agriturismi che fanno parte di questo club sono contraddistinti da un marchio che certifica che il 70% dei prodotti proviene dall’azienda stessa. A dimostrazione del fatto che l’associazione intende crescere sempre di più sul territorio, perseguendo qualità e genuinità. Trentasei anni, imprenditore agricolo di Giustino, in Val Rendena, Manuel Cosi ge-
IL CAFFè NON è PIù “QUELLO DI UNA VOLTA” NUOVE TENDENZE E GUSTI SI STANNO AFFERMANDO TRA I CONSUMATORI
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manti della famosa “tazzulella ‘e cafè”, se volete essere al passo con i tempi, dovreste rivedere la vostra abitudine di ordinare il classico caffè liscio, o al massimo macchiato. I tempi cambiano, e con loro le mode, i gusti e le usanze. E anche il caffè sembra essere rimasto vittima di questo sistema. A dimostrazione di ciò, le innumerevoli varietà e miscele di caffè e bevande che oggi campeggiano sui menù di bar e caffetterie. C’è quello al ginseng, quello al guaranà, quello aromatizzato alla vaniglia e quello al pepe, quello bianco di origini asiatiche, il nocciolato o d’orzo, il marocchino, il gocciato e all’americana. Il caffè, da semplice rito mattutino o pomeridiano, sta diventando una vera e propria moda collettiva. Ottimo per iniziare la giornata, ideale per gustarsi un piacevole momento di pausa e relax, adesso si sta trasformando in una bevanda da servire non più nella classica tazzina bensì in tazza grande, aromatizzata e gustosa. Si calcola che ogni anno in tutto il mondo vengano consumate 400 miliardi di tazze di caffè, nonostante il suo valore nutritivo
sia praticamente pari a zero e dovuto quasi totalmente allo zucchero con il quale viene dolcificato. Il caffè al ginseng è in pratica una bevanda solubile, che può essere servita in tazza grande o piccola, calda o shekerata, guarnita con una noce di panna montata e una spolverata di cannella. Una miscela proveniente dalla cultura orientale, in particolare dalla Cina dove la radice del ginseng è utilizzata come tonico, rimedio contro la stanchezza o lo stress. Ha origini sudamericane invece il guaranà. Antiossidante ed energizzante, il guaranà stimola il sistema nervoso e le funzioni cognitive, agisce sul sistema cardiocircolatorio e stimola il metabolismo. Il caffè bianco è invece molto diffuso in Malesia, dove viene servito non solo caldo, ma anche sottoforma di semifreddo o granita. Una bevanda ottenuta da una tostatura leggera dei chicchi di caffè, dal sapore caramellato e un aroma molto dolce. Ce n’è davvero per tutti i gusti..ma non temano gli amanti della tradizione: il caffè, quello nella classica tazzina, resta un’intramontabile piacevole abitudine.
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Yuri Degasperi caffè piazza lodron
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a sette anni ha deciso di mettersi in proprio, dopo aver lavorato sempre in famiglia gestendo il ristorante Groff in via Fermi a Trento che poi dal 2004 e fino all’anno scorso ha portato avanti con la moglie. Nel 2011 ha preso anche in gestione il Caffè Lodron, nel cuore del centro storico del comune capoluogo trentino. Ma non si è fermato qui, perché il primo aprile di quest’anno ha rilevato anche “Il vecchio mulino”a Vezzano. nuovo commerciale Gestor, attraverso la quale sono riuscito ad avere una prospettiva chiara della cooperativa, e dopo aver fatto le mie considerazioni, mi sono convinto. Tante cose sono cambiate: in famiglia abbiamo sempre creduto di essere un gruppo forte, ma mi sono reso conto che nonostante il potere contrattuale che avevamo con i fornitori, far parte di una gruppo è diverso”.
Yuri Degasperi è un nuovo socio di Gestorbar e ci racconta come ha affrontato tutte queste novità e perché ha deciso di entrare nella cooperativa. “E’ la prima volta che lavoro in centro storico. Di alcune cose sono stato molto contento, soprattutto per tutta la parte turistica di clientela che qui riesco ad avere e che in periferia chiaramente manca, sia durante il periodo delle feste natalizie che questo estivo. Cambia un po’ il modo di lavorare, nel senso che in una pizzeria-ristorante si è abituati a determinati ritmi che in un bar invece sono molto più veloci, soprattutto a pranzo. C’è una pausa mordi e fuggi! Invece al “Vecchio mulino” abbiamo ricominciato a fare un po’ di ristorazione classica e adesso stiamo iniziando con la pizzeria”. Quali sono secondo lei le difficoltà e i punti di forza per chi fa questa attività? “ Guardi, io l’ho vista cambiare molto velocemente. Mi sono accorto soprattutto negli ultimi anni che è quasi impossibile riuscire a lavorare con personale italiano, per motivi di abitudini. Questo è un lavoro che impegna le festività, le sere, i sabati. Si è evoluta però molto la preparazione dei ragazzi stranieri, molti di loro fre-
quentano la scuola alberghiera e hanno una disponibilità difficile da riscontrare negli italiani. Lavoro ormai quasi esclusivamente con ragazzi stranieri e mi trovo benissimo, non ho mai avuto problemi”. Perché ha deciso di entrare a far parte di Gestorbar? “Io con Gestor avevo già provato ai tempi del ristorante, parliamo di circa sei anni fa, ma questa esperienza era stata concepita, da parte mia, in maniera molto diversa. Poi, grazie alla visita di Alessio Pinamonti,
Quali sono i vantaggi secondo lei? “Da una parte c’è un compartimento riservato a tutto quello che riguarda l’amministrazione, dove il fornitore si sente molto più in difficoltà a fare il furbo - tra virgolette - perché sa benissimo che ci sono dei prezzi che vengono controllati, che ci sono dei contratti con la cooperativa che devono essere rispettati e quindi non provano a ritoccare i prezzi neanche di un centesimo. Dall’altra parte, soprattutto per come l’ho vissuta io con questo locale in piazza Lodron dove abbiamo puntato comunque molto sul ristorante, partendo con i volumi molto bassi perché il bar è rimasto chiuso per un anno e mezzo, è stato un bene iniziare avendo alle spalle un gruppo forte, anche nei confronti dei fornitori”.
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ontinua a crescere il numero di coloro che decidono di entrare a far parte di Gestorbar. Tra gli “ultimi arrivati”, c’è Serena Degasperi. Da oltre dieci anni lavora nel settore e, insieme ad una socia, da quattro anni gestisce la gelateria Torre Verde a Trento, dopo aver gestito un altro bar nel centro storico della città.
In questi anni secondo lei qualcosa è cambiato in questa attività? “Sono cambiate molto le richieste dei clienti e le tendenze, ma anche le loro abitudini. Io ho iniziato a fare questo lavoro nel periodo in cui avveniva il passaggio dalla lira all’euro e quindi ho visto la differenza. La parte bella di questo lavoro è la soddisfazione di stare con le persone, fare per loro delle cose belle che vengono poi apprezzate anche con dei complimenti. Nel mio bar la parte che i clienti gradiscono di più è quella della gelateria. I nostri prodotti sono artigianali”.
Serena Degasperi gelateria torre verde TRENTO
Perché ha deciso di entrare a far parte di Gestorbar? “Ho cominciato a conoscere la Gestor attraverso il suo giornale che mi arrivava già da prima. L’ho poi ritrovata alla Fiera Expo Riva Hotel dove ho raccolto un po’ di informazioni allo stand. Quest’anno mi sono informata bene e ho deciso di farlo perché pensavo potesse essere vantaggioso. È importante avere un appoggio nella ricerca dei fornitori, c’è poi in vantaggio di avere degli sconti e poi per la commercialista sarà comodo avere un’unica fatturazione”.
Mirza Cemaic bar noemi - salorno
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a un anno il Bar Noemi di Salorno si è rinnovato, cambiando anche titolare. Il locale adesso è gestito da Mirza Cemaic e il suo socio, giovanissimi, di 24 e 25 anni, che recentemente hanno anche deciso di entrare a far parte di Gestorbar.
grande, di circa 520 metri quadrati, con un giardino esterno, lo spazio dedicato alle scommesse e una sala slot machine, oltre al locale del bar.
Mirza da 6 anni lavora con una società che gestisce agenzie di scommesse, dunque arriva dal mondo del gioco, ma ha deciso di investire e di buttarsi in una nuova avventura: quella di offrire ai suoi clienti anche un servizio di bar e caffetteria. Un locale
Perché la scelta di prendere in gestione il bar? “Ci interessava avere un'entrata in più - spiega Mirza – e poi anche per la soddisfazione personale di fare qualcosa di nuovo e di avere un locale di nostra proprietà. Il bar è una realtà che ci sta dando molte gratificazioni, che non ci aspettavamo. È molto apprezzato dai nostri clienti. In questo anno di gestione abbiamo cercato di offrire un buon servizio. Lavoriamo molto con le prime colazioni, dalla mattina alle sei fino a mezzogiorno. Abbiamo poi dei pasti veloci con panini, tramezzini e piatti freddi. Durante il pomeriggio il nostro locale è un punto di ritrovo an-
che perché si trova sulla strada principale di Salorno e ha un ampio parcheggio”. E la scelta di entrare in Gestorbar dopo appena un anno di attività? “Abbiamo deciso di aderire su consiglio di un collega di Cles. Ma anche parlando con l'ufficio commerciale di Gestor siamo venuti a conoscenza di una serie di sconti che ci sono sui vari fornitori. Per noi è conveniente perché acquistiamo molta merce e a fine anno il risparmio è notevole. Infine ci ha convinti la comodità di poter fare solo la bolla senza il pagamento immediato. La fattura a fine mese ci fa comodo perché riusciamo a tenere in questo modo sotto controllo i flussi della merce in entrata con il venduto ed evitare il pagamento con rimessa diretta”.
E-lunch 2012 E-lunch nasce nel 2005 e, fin da subito, la nostra missione e’ stata il creare un sistema territorio dove le aziende che fanno grande la nostra regione riescono ad unirsi per il raggiungimento di un obiettivo comune migliorando la qualità di vita del cittadino e permettendo un successivo sviluppo del Trentino Alto Adige. In questi anni siamo riusciti a mantenere fede alla nostra missione, garantendo il risultato anche attraverso la Certificazione di Responsabilità Sociale SA8000 e stringendo accordi con alcune delle principali realtà imprenditoriali del territorio. Il 15 settembre 2010 le quote societarie di e-Lunch passano a Edenred Italia, meglio nota con il marchio Ticket Restaurant, che condividendo le nostre missioni decide di prender parte al progetto lasciandoci totale autonomia nel perseguire i nostri obiettivi.
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stisce insieme alla famiglia l’agritur La Trisa. Il suo impegno può riassumersi in tre punti cardinali: la diffusione delle fattorie didattiche, la formazione degli aderenti all’associazione, la promozione del territorio rurale trentino attraverso il rafforzamento della sinergia con le Apt e Trentino Marketing. “Noi come associazione vogliamo mantenere e rafforzare, come fatto finora, la nostra differenziazione rispetto alle altre realtà turistiche, perché siamo sì legati al comparto del turismo, ma la nostra componente principale è costituita dalla produzione come aziende agricole. Noi offriamo una proposta turistica legata al mondo agricolo, strettamente connessa al comparto della zootecnia, della frutticoltura, dell’orticoltura e a quelle che sono le realtà variegate che abbiamo in Trentino. Vogliamo continuare a mantenere serietà e professionalità, tenendo fede alla nostra identità, che significa che noi siamo prima di tutto aziende agricole”. “Le idee che abbiamo sono tante e alcune ancora in fase di progettazione, ma una che abbiamo ben chiara – prosegue Cosi – è quella di dare sempre maggiore spazio alle fattorie didattiche. Adesso sono cin-
quanta le nostre aziende che lo fanno, e attraverso la valorizzazione di queste fattorie cerchiamo di fare cultura, facendo diventare normalità cose che oggi non lo sono più, riportare i bambini a contatto con la natura, con il mondo agricolo e gli animali come una volta, dimostrando loro che le mucche vere non sono di colore viola come quelle che si vedono nelle pubblicità”. Tra i vari progetti in cantiere, non viene esclusa una collaborazione con Gestor. “C’è stato un primo incontro formale – conferma Cosi – e l’idea di avere una possibilità di creare delle sinergie con la cooperativa può essere un’opportunità positiva. Sicuramente sarà un argomento interessante da discutere in Consiglio di Amministrazione e chiederemo ulteriori incontri a Gestor. L’importante per noi è non perdere di vista quella che è la nostra filosofia e la nostra identità, anche perché abbiamo dei vincoli di legge che ci impongono di fare acquisti da aziende agricole e cooperative trentine. Magari da parte di Gestor potrebbero essere pensate delle proposte ad hoc per i nostri associati, e perché no, potremmo diventare noi, con i nostri prodotti, fornitori per Gestor”.
NUOVO FORNITORE GESTOR DAL 01.04.2012
L’Azienda Pojer e Sandri nasce nel 1975 dall’incontro dei giovani Fiorentino Sandri e Mario Pojer. Il primo aveva appena ereditato circa due ettari di vigneto, il secondo si era di recente diplomato enologo alla scuola di enologia di San Michele all’Adige. Questo fortunato connubio prende vita grazie alla volontà comune di produrre vino di gran pregio dai vigneti posti tra la Valle dell’Adige e la Valle di Cembra, precisamente
sulla collina di Faedo, culla fin dal 1975 di uno straordinario Palai Müller Thurgau. Fin dall’inizio alla Cantina si è sempre affiancata la Distilleria, che fu tra le prime a produrre in Trentino la grappa di monovitigno. In Val di Cembra, in località Valbona, a Maso Besleri, invece si è impostato un concetto più evoluto, staccandosi dal vino varietale per dar vita a 2 cuvèe, oltre ad aver realizzato, in uno dei 2 masi situati all’interno della proprietà, l’acetaia.
| 2/2012 - www.pojeresandri.it 25 Azienda Agricola Pojer e Sandri - di Sandri Fiorentino & C. - Via Molini, 4 - 38010 Faedo TN - Tel. GestorNews 0461 650342 - info@pojeresandri.it
il personaggio
GIANPAOLO DEPAOLI LA PASSIONE PER IL TURISMO E L’AMORE PER LA MONTAGNA
TITOLARE DELL’ALBERGO “LA RITONDA”, CI RACCONTA LA SUA STORIA, CHE E’ ANCHE QUELLA DELLA SUA TERRA
Gianpaolo Depaoli
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er chi non lo conoscesse (e crediamo siano davvero in pochi) Gianpaolo Depaoli è un personaggio vulcanico, pieno di vitalità, energia, voglia di non fermarsi mai. Uno che di storie ne ha da raccontare, perché le ha vissute. Storie che sono entrate a far parte dell’immaginario collettivo di chi ama la montagna e abita in Val Canali. Guida alpina, maestro di sci, esperto scalatore (nel 1976 ha partecipato alla spedizione alpinistica extraeuropea al Daulaghiri con il gruppo delle guide alpine del Primiero“Le Aquile”), organizzatore di eventi e manifestazioni (ci racconta che è riuscito a far passare l’unico Giro del Trentino in Val Canali) nonché fondatore e gestore dell’albergo “La Ritonda”, un piccolo gioiello situato nel cuore della Val Ca-
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nali, all’interno del Parco Naturale ai piedi delle maestose Pale di San Martino. Una storia che comincia tanti anni fa e continua in questo splendido angolo di paradiso. A raccontarcela è lo stesso Gianpaolo, appena rientrato da una passeggiata per funghi che inizia tutte le mattine alle 6 e alla quale non rinuncia mai. “La storia è complicata ma anche semplice - esordisce – era il cinquantanove quando ho iniziato a fare la scuola alberghiera a Riva del Garda dopo aver avuto un incidente con gli sci. Allora sembrava che dovessi rinunciare a fare attività agonistica, quindi ho fatto la stagione in Svizzera e ho completato gli studi a Forte dei Marmi. A seguito del mio rientro in Svizzera sono tornato in Italia e ho preso in gestio-
ne con la mia famiglia un rifugio sul Cadore. Ho sempre avuto la passione per il turismo e creduto nelle potenzialità di questo territorio ed è stato così che successivamente, nel sessantacinque, ho fatto costruire una baita sul terreno che era di mio padre”. E’ nata così La Ritonda, che prende il nome dalla caratteristica forma ad arco dove nei vecchi “masi” trovava spazio il focolare. “Era una baita piccola, per la maggior parte in legno, con cinque camere, un solo bagno, e senza corrente. La luce era a gas e c’era una cucina a carbone”. Da allora, quella che era una baita, è diventata negli anni una struttura alberghiera rinomata, con 25 camere ed un ristorante ampio, grazie anche alla preziosa collaborazione delle due sorelle Valentina e Orsolina e della moglie Daria, che Gianpaolo definisce amorevolmente “la regina dell’alveare”, sottolineando l’importanza della sua presenza e del suo aiuto: un amore nato sul lavoro e che va avanti con armonia e complicità. “I primi anni si lavorava solo in estate, poi con il flusso turistico che aumentava e con gli ospiti che richiedevano anche la possibilità di fare escursioni e passegADV HYGAN 210 x210 SOGG. 5.ai 1 17/07/12 15.09 giate in montagna abbiamo iniziato a tenere aperto tutto l’anno. La nostra cucina è diventata il nostro punto di forza: sono stato il
primo ad inserire nei nostri menù la tosela del Primiero - su cui ha girato anche un documentario - e abbiamo vinto diversi premi e ottenuto riconoscimenti soprattutto perché utilizziamo molto le erbe, i funghi e prodotti della zona”. Senza dimenticare inoltre che Gianpaolo Depaoli è stato anche autore di un libro di ricette scritto con il gastronomo Giuseppe Bigazzi, volto noto anche della tv. Un testo intitolato “Osti custodi”, che però ha fatto storcere il naso a Depaoli in quanto le ricette del suo ristorante contenute all’interno sono state stravolte rispetto alle originali. A seguire le orme del padre ci sono i figli Marzia, Davide e Karin,
che con il loro lavoro gli hanno regalato importanti soddisfazioni. Nel 2001, Depaoli acquisisce lo storico albergo ristorante “Cant del Gal”, ora gestito dalla figlia maggiore Marzia, e dalla sua famiglia, il marito Nicola e le figlie Stephanie e Pernilla. Nel 2007, il figlio Davide, anche lui guida alpina e membro del Soccorso Alpino, prende in gestione il “Bar Laghetto”, sul lago Welsperg.
Come sono cambiate nel tempo le richieste degli ospiti? “Ora dobbiamo stare sempre all’erta, dobbiamo cercare di avere cose sempre migliori perché la gente è sempre più esigente, soprattutto in questo particolare momento dell’economia. Una delle grosse difficoltà per noi è riuscire a contenere le spese, riuscendo ad offrire sempre servizi che rispettino il rapporto qualitàprezzo”. Qual è l’importanza di far parte di Gestor? “Per me è molto importante. Io ho sempre creduto nel gruppo, nelle associazioni e nelle cooperative e sono un grosso sostenitore del fatto che l’unione fa la forza. Ho lavorato molto per far arrivare la Gestor in Primiero perché ci tenevo. Sono stato uno dei primi ristoratori del Trentino ad iscrivermi alla cooperativa. Credo sia importante stare insieme e sostenersi a vicenda, perché un albero solo su un colle è facile che venga abbattuto da una raffica di vento. La forza trainante della Gestor è il sostegno che dà ad un’economia complessa come quella del settore del turismo”.
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Focus
ECO-SOSTENIBILITÀ NEGLI ALBERGHI
Quando la vacanza è amica della natura
T Achille Leonardelli
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urismo eco-sostenibile, viaggiare green, impatto ambientale zero. Quella che fino a pochi anni fa sembrava essere semplicemente una moda, una tendenza seguita da pochi, adesso si è trasformata in una pratica sempre più diffusa, in una filosofia di vita concreta. Da una parte i turisti si dimostrano sempre più sensibili alle problematiche ambientali, scelgono di viaggiare in maniera eco-sostenibile e soggiornare in hotel che rispettino la natura. Dall’altra, albergatori e addetti al settore della ricezione, hanno l’esigenza di offrire proposte di turismo sostenibile, o “ecofriendly”, non solo per soddisfare questo tipo di utenti, ma anche per seguire un’ottica di risparmio, soprattutto a lungo termine. Investire oggi in un modo “verde” di fare ospitalità significa tagliare sensibilmente, domani, i costi energetici e di smaltimento rifiuti, senza dimenticare il fatto che la reputazione del proprio albergo ne trarrà vantaggio. Le iniziative ad oggi più diffuse tra gli eco-hotel sono soprattutto l’utilizzo di energie alternative
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a basse emissioni di carbonio, minor spreco di acqua e detergenti, impiego di alimenti a “km zero” o biologici, riciclo di carta e differenziazione dei rifiuti, utilizzo di lampade a basso consumo energetico e ricambio di biancheria solo su richiesta. Achille Leonardelli, titolare dell’Hotel Alla Posta di Pinè, ha dichiarato guerra agli sprechi, decidendo di ristrutturare il proprio albergo all’insegna dell’ “eco sostenibilità”. “Recentemente abbiamo trasformato il nostro albergo in una struttura a quattro stelle, e nel fare questo investimento abbiamo avuto un occhio di riguardo verso tutto ciò che concerne l’energia alternativa. In base al rispetto di alcune normative, abbiamo installato pannelli solari e fotovoltaici, abbiamo convertito tutto a metano con caldaie di ultima generazione a condensazione, abbiamo scelto il riscaldamento a pavimento e abbiamo utilizzato vernici esclusivamente naturali, il tutto per cercare di creare un ambiente vivibile e rispettoso al cento per cento della natura. All’inizio i costi da sostenere sono importanti, ma
nel tempo vengono abbattuti sensibilmente”. “Ma anche nella quotidianità - prosegue Leonardelli - abbiamo deciso di adottare una serie di comportamenti e accorgimenti che tutelino l’ambiente, i turisti e anche i nostri dipendenti. Ad esempio in cucina, che è l’attività principale di un albergo, cerchiamo di lavorare sempre con prodotti freschi, che potremmo chiamare anche a “km zero” perché sono prevalentemente del nostro territorio, ordinati in piccoli quantitativi in modo da non avere scarti e non inquinare l’ambiente, avendo in più il vantaggio economico immediato sui costi di approvvigionamento. Il ragionamento alla base di questi comportamenti è che quello che preparo, lo devo vendere e non buttare via”. Le ‘buone maniere’ da adottare nei confronti dell’ambiente riguardano anche lo smaltimento dei rifiuti. “Certo. C’è una grande convenienza nel fare una vera raccolta differenziata e anzi cerchiamo di fare pressione sui nostri fornitori affinché non utilizzino imballaggi di plastica, ma mettano la merce direttamente nei nostri contenitori che sono multi-uso. In questo modo eliminiamo anche il costo di smaltimento dei rifiuti. In ogni locale dell’albergo, dalla cucina alle camere ai luoghi comuni, stiamo mol-
to attenti a separare i diversi materiali. E’ chiaro che se io produco meno, pago meno”. Rispettare l’ambiente significa anche rispettare e tutelare i propri dipendenti. “Scegliamo prodotti per la pulizia, come i detersivi, che siano meno nocivi possibile per il nostro personale. Anche le lavanderie alle quali ci rivolgiamo utilizzano saponi a norma, non aggressivi”. Ma anche gli ospiti di una struttura alberghiera possono contribuire al rispetto dell’ambiente, stando attenti a limitare gli sprechi. “Ormai in tutti gli alberghi, sia nei bagni che nelle stanze, si lasciano degli avvisi che invitano il cliente a non richiedere il ricambio degli asciugamani se questi non sono stati utilizzati”. Un modo per sensibilizzare gli ospiti ma anche per renderli partecipi delle scelte fatte dalla struttura dove hanno deciso di trascorrere un soggiorno di vacanza. “Siamo diventati tutti un po’ verdi dentro – conclude Leonardelli – c’è un senso di consapevolezza e di responsabilità più ampio di una volta”. Il rispetto per l’ambiente dunque non va in vacanza. Le giuste pratiche di comportamento nei confronti dell’eco-sistema devono essere messe in pratica sempre e ovunque. E quando scegliamo un albergo, prestiamo attenzione che sia il più possibile amico della natura.
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Intervista
LA SICUREZZA NEGLI ALBERGHI
Cosa fare perché una struttura ricettiva sia a norma e rispetti le regole per ospiti e lavoratori Norme antincendio o per l’igiene alimentare, assistenza sanitaria per gli ospiti, provvedimenti per la sicurezza di chi lavora in hotel: non è facile destreggiarsi nel mare magnum delle leggi che sono alla base di un’attività alberghiera e di ristorazione. Anche per chi è in vacanza, la sicurezza è un diritto. E lo è anche per i dipendenti di strutture ricettive, dal personale di servizio, ai camerieri, ai cuochi agli impiegati. Occorre prestare attenzione non solo alle strutture e agli impianti, ma anche al comportamento da adottare in caso di emergenza. Esistono leggi e corsi di aggiornamento per le attività di formazione e informazione dei lavoratori sulla sicurezza. Ne parliamo con Massimo Taufer, della SecurLife, azienda che fornisce prodotti e sistemi per la sicurezza. Partiamo dall’ABC: gli accorgimenti e i servizi che non devono assolutamente mancare perché una struttura alberghiera sia considerata sicura per i suoi ospiti? “Il mio consiglio è quello di pensare alla “sicurezza” in modo completo. Mi spiego meglio: noi dobbiamo tutelare sicuramente gli ospiti in albergo ma al contempo dobbiamo pensare alla sicurezza di chi lavora e vive in azienda (tante volte nostri cari se si tratta di un’ impresa a gestione familiare). Quindi dividiamo i “servizi” in due parti: la prevenzione incendi e la sicurezza sul lavoro.” Qual è la normativa di riferimento? “Nel campo antincendio dobbiamo fare riferimento al D.P.R. n.151 del 2011 per poi analizzare le diverse leggi specifiche ad esso correlate, mentre nell’ambito della sicurezza sul lavoro il Decreto principe e’ il D.Lgs.n.81 del 2008, anche conosciuto come “TESTO UNICO SULLA SICUREZZA”.
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Come viene effettuato un chek up completo della struttura? “Di norma viene effettuato un sopralluogo accurato presso la struttura dove, in primis, viene presa in esame la documentazione obbligatoria quale il D.V.R. Documento Valutazione dei Rischi, il D.V.R.I. Documento Valutazione Rischio Incendio, il C.P.I. Certificato Prevenzione Incendi, ecc. Si passa poi al controllo di tutti i presidi attivi-passivi antincendi e di sicurezza quali gli estintori, le manichette, le porte REI, le lampade di emergenza, le vie di fuga, l’impianto rilevazione ed allarme antincendio, e così via. Una volta chiara la situazione, si definisce un programma di lavoro e di controllo costante come previsto dalle leggi in vigore”. Sul fronte degli impianti antincendio, quali sono le regole da rispettare? “Personalmente, arrivando da un mondo interventistico, ritengo fondamentale il controllo di tutti i presidi attivi-passivi (estintori, porte REI, luci di emergenza, impianto
rilevazione ed allarme incendio, smokeout, idranti a muro, NASPI) di una struttura turistico-ricettiva da parte di personale qualificato. Ritengo inoltre fondamentale, ma veramente, formare il personale (oltre agli Addetti alla lotta e gestione Antincendio) in modo serio e pratico, effettuando anche simulazioni d’incendio. Per fortuna non ci sono stati molti incendi di alberghi in Trentino ma quei pochi hanno avuto effetti disastrosi. Adesso che mi ci fa pensare, mi ricordo un fatto accaduto nel luglio del 2007: ero impegnato nelle operazioni di spegnimento di un rogo in un hotel, dove intervenivo come pompiere volontario, e in quel periodo seguivo l’adeguamento antincendio di un albergo di Trento. In quell’ occasione chiamai al telefono il titolare solo per invitarlo a venire a vedere cosa volesse significare l’incendio di un albergo. Era il nostro Presidente Giorgio Sembenotti”. E per quanto riguarda l’assistenza sanitaria in hotel? “Il Datore di Lavoro ha l’obbligo di creare un sistema completo in risposta a qualsiasi emergenza sanitaria dovesse capitare in albergo (D.Lgs.n.81/2008), quindi
vengono fatti corsi per Addetti al Pronto Soccorso aziendale, vengono fornite cassette del Pronto Soccorso e, cosa molto importante, vengono rispettivamente svolti periodicamente gli aggiornamenti dei corsi e i controlli delle cassette di primo soccorso”. Sul fronte dell’igiene alimentare quali sono gli accorgimenti e le condizioni di sicurezza? “Dobbiamo adempire a quello che dice la legge, quindi formulare e applicare un piano di autocontrollo HACCP (Hazard Analisys and Critical Control Point) con i relativi controlli tutti registrati in apposite schede”. Oggi molti alberghi posseggono anche wellness e sale fitness. In che modo vengono sottoposte a controlli queste aree? “I centri benessere e le sale fitness sono ambienti particolari. Essi sono soggetti a maggior controlli soprattutto nella parte elettrica. Inoltre deve essere fatta una formazione specifica ai lavoratori addetti a queste strutture, simulando qualsiasi condizione di emergenza per intervenire nella maniera più adeguata e sicura”.
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In che modo deve essere svolta la formazione in materia di sicurezza degli operatori di una struttura alberghiera? “In conformità alla legge. Attraverso dei corsi con programmi specifici per diverse tematiche, come antincendio, primo soccorso sanitario, utilizzo attrezzature, utilizzo D.P.I., Rischio chimico biologico. Il consiglio che mi sento di dare e’ quello di essere più pratici possibili e di non affidarsi a “consulenti” - la sola parola mi da fastidio! - che leggono molto ma magari non hanno mai fatto un soccorso, non hanno mai spento un incendio vero, con tutte le problematiche che esso manifesta. Pensate che esistono relatori, istruttori di corsi antincendio che non hanno mai spento un fuoco. Provate a capire da soli...” Quali sono le regole da rispettare per garantire invece chi lavora nel settore alberghiero? “Rispettare e far rispettare le leggi cui accennavo prima. Tante volte non è il datore di lavoro che se ne frega, anzi mai, ma è il lavoratore!” In Trentino com’è la situazione su questo fronte? Ci sono dati riferiti a controlli? “Nella nostra Provincia le strutture turistiche ricettive sono soggette a normali controlli previsti dalle legge, come del resto succede nelle altre regioni italiane. I Vigili del Fuoco eseguono controlli sotto l’aspetto della prevenzione incendi mentre l’ U.O.P.S.A.L. esegue verifiche in materia di sicurezza sul lavoro. Il Datore di lavoro deve, e sottolineo deve, attraverso seri collaboratori, trovare il giusto equilibrio tra il lavoro e la sicurezza. Questo non vuol dire spendere molti soldi e dedicare molto tempo per nulla, ma vuol dire affidarsi a seri partner. L’albergatore deve pensare a portare avanti il bilancio in positivo dell’albergo ed il “tecnico della sicurezza” deve pensare a rendere la struttura più sicura possibile per il cliente e per i lavoratori che tante volte sono familiari”.
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assemblea dei soci
Mercoledì 16 maggio, si è svolta, presso l’Alpen Hotel Eghel, a Folgaria, l’Assemblea annuale di Gestor. Queste, in sintesi, le notizie di un’Assemblea che si è certamente distinta per il clima di amicizia e di cordialità nel quale si è svolta:
Rinnovo delle cariche dei consiglieri
Il Presidente, nella sua relazione, ha condiviso con i soci la necessità di rimanere uniti
Gli obiettivi 2011 sono stati tutti ampiamente raggiunti
i 5 consiglieri in scadenza di mandato sono stati rieletti
e di agire coesi per poter fronteggiare la crisi. Per poter sfruttare la forza della Cooperativa è fondamentale mirare ad uno stesso obiettivo e non considerarsi concorrenti ma colleghi.
Il fatturato 2011 è stato di 31.763.000 euro con un incremento del 16% rispetto al dato del 2010. L’utile 2011, al netto delle imposte è stato di 21.525 euro. Il ristorno di fine anno, è pari a circa 700 mila euro (+36% rispetto al 2010). 44 nuove aziende hanno aderito a Gestor nel corso dell’anno.
Botto Walter Bar Pasi
Mottes Fausto Hotel Paganella
Polonioli Battista Hotel Villa Madruzzo
Sembenotti Giorgio Hotel Everest
Talmon Bruna
Il bene di ogni socio è il bene di tutti gli altri soci.
hotel Lupo Bianco
Il Presidente Sembenotti ha colto l’occasione per ribadire che Gestor è e deve rimanere un luogo d’incontro, un riferimento per tutti i soci, invitandoli dunque a passare a visitare gli uffici e ad incontrare lo staff ogniqualvolta ne avessero occasione.
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Intervista
IL TURISMO TERMALE TRENTINO SI PREPARA AD IMPORTANTI NOVITà
ENTRO L’ANNO SARANNO APPROVATE LE LINEE GUIDA Si pensa alla nascita di un Consorzio Termale e di un marchio
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erme, fanghi, aerosol, docce, inalazioni, insufflazioni... sono solo alcune delle terapie che possono essere seguite nelle strutture termali sparse sul territorio. In Trentino - tra le regioni italiane insieme all’Alto Adige che registra il più alto afflusso di turisti nelle località termali secondo Federterme - operano otto centri termali a prevalente trattamento terapeutico – Comano, Levico, Pejo, Dolomia, Rabbi, Roncegno, Garniga, Caderzone - ma il settore nel corso degli anni ha cambiato il proprio posizionamento, da un lato nell’ambito del servizio sanitario nazionale, dall’altro nel contesto delle attività turistiche. SPA, beauty farm, centri benessere e terme sono diventate denominazioni che spesso si confondono fino a diventare espressione unica di un’offerta che si rivolge sia al turista-viaggiatore, orientato alla cosiddetta vacanza benessere-relax, sia al “cittadino”, inteso come abitante della città che cerca rifugio dallo stress della città e della quotidianità. Occorre fare ordine. E anche per questo l’intero comparto in provincia di Trento si appresta a vivere importanti cambiamenti. “Per noi – spiega il dottor Romano Stanchina, Dirigente Servizio turismo della Provincia autonoma di Trento - il turismo termale è quello che ha una motivazione di vacanza legata in qualche modo alla risorsa termale e che non vede quest’ultima solo come curativa della propria salute ma anche come strumento per cercare il proprio benessere”. Dati precisi su questo tipo di turismo in Trentino non ce ne sono anche se non è difficile fare un bilancio di come sia cambiato negli anni il settore. “Da una situazione, quella degli anni novanta, in cui le terme si rivolgevano fondamentalmente a curisti, cioè a persone che avevano necessità di curare delle patologie, si sta andando verso un sistema nel quale la componente curativa è ancora molto forte ma sta piano piano affermandosi e diventerà sempre più importante l’aspetto del wellness. In Trentino c’è una grande eterogeneità di modelli di governo delle località termali: si va dalla stazione termale classica come Comano o Levico, all’albergo termale come “L’antico bagno” di Pozza di Fassa che è un vero e proprio albergo con la concessione per l’utilizzo dell’acqua termale e fa anche attività di cura medica”. Il settore a breve vedrà significative novità. “Stiamo predisponendo delle linee guida generali per le politiche termali in Trentino che saranno approvate entro l’anno e che prevedono l’attuazione della nuova legge che regola il comparto, approvata lo scorso anno, la legge provinciale 6 del 2011. Questa legge ha ridisciplinato gli strumenti di intervento della provincia e sostituisce la legge provinciale 21 del 1983. In questo momento le linee guida sono state inviate all’Azienda Sanitaria Provinciale e alle varie aziende termali che dovranno dare il loro parere. Si tratta di un documento di alta programmazione che contiene le indicazioni generali di politica turistico-termale che devono essere coerenti con il disegno di sviluppo della
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Provincia. Quello del termalismo è un settore delicato e intersettoriale che deve tener conto anche delle politiche sanitarie e minerarie della Provincia”. Anche la nuova legge, come quella precedente, va detto, prevede la possibilità di finanziamenti pubblici a fronte di investimenti, ma amplia il ventaglio, proponendo un modo nuovo di fare programmazione.
Quali le altre novità della normativa? “Il testo prevede l’istanza di un coordinamento ma anche l’individuazione di aree termali, cioè territori fatti da Comuni contigui che abbiano deciso nell’ambito della programmazione della Comunità di Valle che la risorsa termale per loro è fondamentale. L’obiettivo è quello di fare politiche termali da parte dell’ente pubblico in modo efficace attraverso i vari livelli istituzionali – Provincia, Comunità di Valle e Comuni. Si vuole poi distinguere tra il termalismo classico, più strettamente legato ad un discorso salutare,e quello invece legato al wellness e al benessere”. “Alcune stazioni termali – prosegue Stanchina - possono essere ricondotte ad un circuito termale che è in pratica un coordinamento che si occupa della parte promozionale del settore, curato come presidenza dall’Apt di Comano. Si tratta di un’iniziativa, per il momento volontaria, di tutte le stazioni termali trentine che sugli aspetti promozionali col-
laborano da qualche anno con il servizio turismo provinciale per definire dei progetti di comunicazione comuni”. “Per noi è interessante l’esistenza di questo coordinamento perché fa in modo che le iniziative, sponsorizzate e finanziate al 50% da Trentino Marketing e per la restante parte dalle varie Aziende termali, siano coerenti e in linea con la politica della Trentino Marketing, marchio di garanzia e sicurezza. La Provincia vede in questo coordinamento la possibilità di offrire dei servizi con maggiore efficacia ed efficienza. Efficacia intesa come collaborazione tra le singole aziende termali per raggiungere il target di mercato desiderato. Dal punto di vista dell’efficienza, il mettersi insieme equivale invece ad una razionalizzazione e un contenimento dei costi, ad esempio nel campo delle forniture perché presentarsi come sistema delle terme del Trentino e non come singola azienda equivale a spuntare delle condizioni sicuramente più vantaggiose”. “Inoltre la nuova legge dice che la Provincia deve impegnarsi anche attraverso le sue società controllate – che in questo momento sono Trentino Marketing e Trentino Sviluppo – per avere una proposta termale unitaria anche attraverso il marchio “Terme del Trentino”da inserire nel brand trentino. Si sta ragionando da tempo infine anche sulla possibilità di far nascere un consorzio termale, un progetto sul quale anche le aziende si stanno confrontando”.
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Lezioni di
VINO
Prosegue il nostro percorso alla scoperta della cultura vitivinicola del Trentino. Storie, tradizioni, sapori e profumi raccontati da filari di viti che attraversano il territorio testimoniando la passione e la dedizione della sua gente per questo settore. In questo secondo appuntamento con la rubrica “Lezioni di vino”, Gianpaolo Girardi di Proposta Vini, ci farà conoscere le varietà storiche e quelle ibride dell’uva.
Le varietà storiche Anche la produzione vinicola con il tempo si è adeguata alle nuove tendenze e alle richieste che arrivano dal consumatore. In Trentino questo processo è avvenuto senza “tradire” la tradizione, offrendo sì prodotti eccellenti dal punto di vista qualitativo, ma rispettando gli antichi vitigni, permettendone la coltivazione e la vinificazione, per ottenere prodotti unici e di “territorio”. Di seguito, le varietà d’uva presenti in Trentino fino alla fine della Prima guerra mondiale e in molti casi, anche fino al 1950 (materiale tratto dalla pubblicazione ‘Vini dell’Angelo’ di Proposta Vini, ndr): Lagarino Bianco, Nosiola, Paolina, Peverella, Veltliner Rosso, Verdealbara/Wanderbara/Maor, Vernaccia Bianca, Casetta, Franconia, Groppello di Revò, Lambrusco a foglia frastagliata, Marzemino Gentile, Negrara, Negrone, Pavana, Portoghese, Rossara, San Lorenzo, Schiava Nera, Teroldico, Turca. Altre varietà tradizionali trentine in fase di recupero: A FRUTTO BIANCO: Angelica, Garganega, Bianchetta, Brentegana, Cinese, Trebbiano, Vernazzola. A FRUTTO ROSSO: Negretta. Andando più nello specifico, approfondiamo alcune delle varietà storiche. Paolina: era coltivata nei dintorni di Pergine, soprattutto lungo le sponde del Lago di Canzolino e nella Valle del Sarca, vicino
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rossara
veltliner rosso
alle grandi pendenze; necessita di lunga esposizione al sole. Si coltiva solo in Val di Non. Pavana: era coltivata in Valsugana e nella zona di Vezzano. E’ il vino emblema della Valsugana. Era coltivata ovunque, dal Forte di Civezzano alle Scalette di Primolano.
a Dro. Il grappolo dell’uva Paolina è gigantesco, i suoi chicchi sono carichi di acidità e poveri di alcol. Ne risulta un vino dal basso grado alcolico (tra i 10° e gli 11° ), con una nota di freschezza e di mineralità che ricorda i grandi bianchi del Nordeuropa. Peverella: era coltivata nei dintorni di Lavis, nella Valle del Sarca e nella cosiddetta Busa di Tione nelle Giudicarie. In Trentino scomparve con il flagello della fillossera, in Alto Adige la sua coltivazione non è mai cessata. Veniva solitamente vinificata con altre uve come la nosiola, la garganega o la vernaccia, alle quali cedeva elementi aromatici. Il vino che se ne ricava è delicato e presenta aromi speziati tra i quali spiccano la noce moscata e il pepe. E’ ottimo come vino da aperitivo.
Portoghese: era coltivato in Valsugana (sopra i 500 m) e sporadicamente nei dintorni di Rovereto e di Riva del Garda. Era uno dei vini della Mitteleuropa. L’omonimo vino che si produce ancora oggi non manca mai nelle carte dei vini ungheresi, austriache, ceche e slovacche. Rossara: era coltivata nella Piana Rotaliana e sporadicamente nella bassa Val di Non. Era presente in tutto il Triveneto e in Valtellina. In Trentino fino a pochi decenni fa era molto coltivata nella Piana Rotaliana. Esistono ancora oggi piccoli appezzamenti. E’ un vino dall’intensa e piacevole profumazione di spezie e frutta rossa.
peverella
Veltliner Rosso: era coltivato in Valsugana, in Val di Cembra (fino a Capriana) e nei dintorni di Trento, soprattutto nella zona di Aldeno. Il suo grappolo è a volte dorato, a volte rosato o rosso. E’ una delle varietà austriche più importanti e tutt’ora molto coltivata nelle zone di Wachau e Stiria. Negli ultimi cinquant’anni è stata sostituita da varietà più produttive ma, tra le uve storiche, è tra le più intriganti. Casetta: era coltivata nei dintorni di Ala e principalmente nelle zone collinari. Questo vitigno deriva probabilmente dalla domesticazione della Vitis vinifera silvestris, uva selvatica e quindi può essere considerato, autoctono, insieme al Lambrusco a Foglia Frastagliata. Idoneo a lungo invecchiamento, era servito nelle occasioni di festa. Groppello di Revò: era coltivato in Val di Non. E’ un’uva adatta alla montagna e
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Le varietà ibride
Nei primi decenni del ‘900 si cominciarono a piantare in tutta Europa, in Italia dopo il 1920, delle varietà d’uva che erano frutto di incroci tra la vite europea e quella americana. La stagione di queste varietà durò meno di una trentina d’anni, perché, nel frattempo era stato messo a punto un sistema considerato migliore: l’innesto su “piede americano”. Nelle principali zone produttive vennero velocemente sostituite da queste nuove ma in quelle marginali (ad esempio in Valsugana e in Valle di Terragnolo) sono rimaste fino ai giorni nostri e ancora né esistono di produttive. Queste uve non si trovano mai negli elenchi varietali perché considerate di serie “b” e, in realtà, sono da considerarsi a tutti gli effetti e per varie ragioni meno interessanti delle cugine di “pura razza”. Ecco i nomi di qualcuna di esse: zaibel o saibel, grinto, clinto, fraga, fragolino, isabella; bianco americano, rosso americano, ragul, maiero, raggio d’oro, bacco o bacò, ibrido bianco o rosso, bianca o rossa selvatica, comandante, colonel, tipo negron, ecc. A onor del vero bisogna segnalare che, negli ultimi anni, alcune varietà, frutto di incroci e di selezioni durati decenni, effettuati dallo Staatliches Weinbauinstitut Freiburg in Germania hanno dato dei risultati veramente interessanti. Molte aziende, anche trentine, le stanno piantando e sperimentando. Si chiamano, quelle bianche: Merzling, Solarix, Johanniter, Bronner, Helios, Muscaris, Souvignier Gris. Quelle rosse: Prior, Baron, Monarch, Cabernet Cantor, Cabernet Carbon, Cabernet Cortis.
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Rapporto fra fisco e contribuente
Le verifiche fiscali, 1a parte
Accesso da parte della Guardia di finanza
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presente articolo vuole offrire un piccolissimo aiuto all’imprenditore contribuente che deve e vuole affrontare nel modo più sereno le verifiche fiscali. Gli articoli saranno due e si svilupperanno nel modo seguente: nella prima parte affronteremo le problematiche relative ad accessi e ispezioni da parte della Guardia di Finanza mentre, nella seconda parte prevista per il mese di dicembre, analizzeremo i documenti che possono provenire direttamente dall’Agenzia delle Entrate o da altri organi dell’Amministrazione Finanziaria. L’Amministrazione Finanziaria si è sempre prodigata al fine di combattere, in primo luogo, l’evasione fiscale, problema endemico della nostra Nazione e, in secondo luogo, ha cercato di intessere con i contribuenti un nuovo dialogo al fine di formare una coscienza in tutti noi facendoci diventare dei “corretti” imprenditori contribuenti. Partiamo dal presupposto che gli accertamenti non debbano essere visti solo come un momento di ansia o, passatemi il termine, di perdita di tempo ma debbano essere improntati ad una reciproca collaborazione, in cui entrambe le parti possono imparare o insegnare qualche cosa: partiamo sempre dal presupposto che l’imprenditore contribuente è tutelato dalla legge 27 luglio 2000, n. 212, il cosiddetto Statuto del contribuente, che obbliga l’Amministrazione Finanziaria a confrontarsi con alcuni diritti fondamentali del contribuente stesso.
Facciamo una piccola introduzione dicendo che per verificare il regolare adempimento degli obblighi tributari, l’Agenzia delle Entrate adotta diversi strumenti di controllo: i controlli automatizzati, gli inviti al contraddittorio, i questionari, le attività istruttorie esterne, come i controlli mirati, le verifiche fiscali e le indagini finanziarie. Questi controlli si chiudono con la notifica dell’avviso di accertamento, atto con il quale l’Agenzia delle Entrate descrive il risultato dell’attività istruttoria e dei singoli metodi accertativi utilizzati. L’attività di accertamento può prendere le mosse dall’acquisizione di elementi presso il contribuente (verifiche, ispezioni, accessi, richieste di documenti, questionari) oppure dagli elementi in possesso dell’Agenzia delle Entrate (dichiarazioni, atti registrati, comunicazioni varie). In questo articolo affronteremo le problematiche relative all’accesso da parte dei verificatori che fanno parte della Guardia di Finanza. Durante l’accesso da parte della Guardia di Finanza è importante non farsi prendere dalle paure che ci coinvolgono nel momento della verifica ma è doveroso porre attenzione ad alcuni elementi che sono nei diritti dell’imprenditore contribuente e che in alcun modo possono o debbono creare attriti con i responsabili della verifica. Gli elementi su cui porre attenzione sono i seguenti:
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Angolo fiscale 39
1) informare sempre i propri collaboratori vecchi e nuovi che l’accesso da parte di qualsiasi Organo di Polizia Tributaria deve essere eseguito in presenza del titolare dell’azienda o di un suo delegato, nel caso di assenza del titolare o del legale rappresentante dell’azienda: pertanto è doveroso fare attendere i verificatori fino all’arrivo della persona delegata ad accompagnare gli stessi nell’accesso all’azienda ed, eventualmente, ai suoi locali; 2) di solito i verificatori si presentano in borghese e, in base alle dimensioni dell’azienda, essi possono essere in due o tre (capo pattuglia, direttore della verifica e comandante del reparto), pertanto c’è la necessità di controllare bene i tesserini che i verificatori sono tenuti a presentare. E’ importante ricordare che nel caso di verifica da parte della Guardia di Finanza le foto sui tesserini presentano il verificatore in divisa senza cappello; 3) leggere attentamente e sottolineo molto attentamente il foglio di servizio che riporta le imposte oggetto di controllo e gli anni di riferimento. Attenersi scrupolosamente a quanto richiesto e riportato nel foglio stesso; 4) nel caso di dubbi o sospetti l’imprenditore contribuente ha diritto ad effettuare i “suoi” controlli telefonando alla sede riportata nel foglio di servizio; 5) alla verifica può assistere qualsiasi persona delegata che. di solito, è il proprio consulente di fiducia o il responsabile della contabilità aziendale; 6) ricordare sempre che le verifiche e ricerche nei locali destinati all’esercizio dell’attività commerciale abbisognano solo dell’autorizzazione del Capo Ufficio, mentre c’è la necessità di autorizzazione da parte del Procuratore della Repubblica nel caso di accessi in locali dove si risiede e nel caso di perquisizioni personali (art. 52, terzo comma, D.P.R. 633/1972). Molto importante è che tali accessi siano effettuati in presenza di un delegato o del legale rappresentante della società o del titolare della ditta; 7) per ogni accesso deve essere redatto un processo verbale da cui risulta tutto ciò che è stato analizzato da parte dei verificatori e le relative metodologie utilizzate oltre alle risposte date dal contribuente; 8) nel caso in cui le scritture contabili siano presso terzi è necessario esibire
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un’attestazione che indichi quali siano le scritture e i registri in possesso di terzi; 9) i l verbale di constatazione redatto a conclusione dell’attività di verifica dovrà essere consegnato al contribuente che avrà 60 giorni di tempo per presentare eventuali memorie difensive sui rilievi effettuati dai verificatori; 10) il contribuente destinatario di un processo verbale di constatazione relativo a violazioni in materia di imposte sui redditi e di imposta sul valore aggiunto, atto non impugnabile autonomamente (l’atto impugnabile è l’avviso di accertamento emesso dagli Uffici Finanziari), può accelerare la definizione della contesa attraverso l’istituto dell’ adesione, introdotto dal decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Se il contribuente esercita questa facoltà, ha diritto: a) a lla riduzione a 1/6 delle sanzioni (cioè alla metà della misura prevista nell’ipotesi di accertamento con adesione) ; b) a l pagamento rateizzato delle somme dovute senza dover prestare alcuna garanzia. E’ importante ricordarsi che, in caso di verifica da parte della Guardia di Finanza, il nostro atteggiamento deve essere quello di massima collaborazione con una partecipazione attiva alla verifica (vedere manuale giuridico professionale di diritto Tributario III edizione pgg. 451-452); questo permette di poter controllare bene tutte le fasi del procedimento potendo riportare le proprie osservazioni all’interno di un normale e costruttivo confronto fra le parti. Riferimenti normativi – A ccessi, ispezioni e verifiche, art. 52, D.P.R. 633/72 – S tatuto dei diritti del contribuente, legge 27 luglio 2000, n. 212 – M etodologie operative, circolare della Guardia di Finanza n. 1/2008 del 29 dicembre 2008 – I stituto dell’adesione, D.L. 25 giugno 2008, n. 112 convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 – M anuale giuridico professionale di diritto tributario, autore Raffaello Lupi, editore IPSOA, III edizione, anno 2001 Siti internet di interesse www.gdf.it www.agenziadelleentrate.gov.it
le spezie SAPORI VENUTI DA LONTANO, CHE HANNO SPOSATO LA CUCINA ITALIANA
P
rofumate, saporite, colorate, benefiche, le spezie sono quell’ingrediente che regala un tocco in più ai nostri piatti. Conosciute fin dai tempi degli Egizi, evocative degli affascinanti viaggi compiuti da Vasco de Gama e Cristoforo Colombo lungo la rotta per l’India per incontrare eleganti mercanti di questo prodotto, esposte e vendute nei caotici suk marocchini, oggi sono molto diffuse nella cucina italiana, anche se è chiaramente la cucina orientale a farne largo uso. Le spezie sono semi (come il pepe), frutti, radici (la curcuma), possono essere ricavate dalle bacche (il peperoncino è una di queste), dalle cortecce (come la vaniglia), dai fiori (è il caso dello zafferano), dalle foglie (le foglie di curry ne sono un esempio) e dalle gemme floreali (i chiodi di garofano). Adatte alla preparazione di primi piatti, pietanze a base di carne, pesce (da aggiungere preferibilmente a fine cottura per preservarne il sapore e l’aroma), per insaporire verdure e dolci o ancora per profumare creme e bevande, le spezie hanno anche proprietà benefiche per l’organismo, con qualità digestive e antinfiammatorie, e limitano inoltre la proliferazione dei batteri. Anche per questo sono particolarmente diffuse in zone esotiche e calde. Ormai si possono acquistare facilmente in qualsiasi supermercato o drogheria, fresche o essiccate, macinate e già pronte per l’uso. Per chi preferisce invece conservarle intere e fresche, è utile sapere come prepararle. Alcune spezie, come il pimento, il cardamomo, i chiodi di garofano, i semi di cumino e il pepe nero si possono pestare nel mortaio; altri semi come il pepe bianco, sono più duri e necessitano del macinino. Lo zenzero e la noce moscata possono essere grattugiate. La cannella e la vaniglia possono essere aggiunte per intero per aromatizzare cibi o salse e poi tolte prima del consumo.
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La ricetta
LA MOUSSE AL CIOCCOLATO FONDENTE E CARDAMOMO,
Con Kamut Soffiato Al Miele E Crema Alla Vaniglia Profumata Al Pepe rosa dose per 6 persone
INGREDIENTI PER MOUSSE AL CIOCCOLATO FONDENTE E CARDAMOMO cioccolato fondente gr.80 - panna montata gr. 150 cardamomo gr. 3
PROCEDIMENTO:
per prima cosa confezionare la mousse al cioccolato, portare gr.50 di panna a 83° gradi con l’aggiunta del cardamomo schiacchiato e reso in polvere in precedenza, togliere dal fuoco e aggiungervi il cioccolato fondente tagliato finemente cosi da farlo sciogliere bene, appena arriverà ad una temperatura di 30°/32° gradi aggiungervi il resto della panna semi montata e amalgamare bene il tutto fino ad ottenere un composto cremoso.
INGREDIENTI PER CREMA ALLA VANIGLIA E PEPE ROSA latte gr. 150 panna gr. 50 tuorli d’uovo n. 3 zucchero semolato gr. 70 maizena gr. 3 pepe rosa gr. 2 bacca vaniglia n. 1
PROCEDIMENTO:
mettere in un pentolino il latte e la panna con la bacca di vaniglia, metterlo sul fuoco e portarlo a sfiorare il bollore. A parte in un contenitore di metallo mettere i tuorli d’uovo, lo zucchero semolato e la maizena, versarvi il latte rimestando di continuo e riporre ancora sulla fonte di calore cuocendo la crema rimestandola, controllare con un termometro e portare la crema a 82°/84° gradi cosi da non farla stracciare, a cottura ultimata togliere dal fuoco, passarla al setaccio togliendo la bacca della vaniglia e per ultimo aggiungervi il pepe rosa macinato al momento.
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COMPOSIZIONE DEL DESSERT:
in un Mettere la mousse e ia er cc sti pa sacco da à et dei riempire circa la m in rre bicchieri scelti, po tre o en frigorifero per alm e di ed ffr ra ore così che si . ne si rassodi be Trascorso il tempo dal togliere le mousse vi il er ng giu ag o frigorifer iel m e Kamut soffiato al a e poi colarvi la crem lia nig va profumata alla a e nir ar gu e pepe rosa, ai ire rv se e piacimento vostri ospiti.
Diamo il nostro più caro benvenuto alle 19 prestigiose strutture che hanno deciso di aderire alla Cooperativa.
De La Ville Andalo (TN) bar caffè Piazza Lodron Trento (TN) ristorante Al Vecchio Mulino Vezzano (TN) hotel Menardi Cortina D’Ampezzo (BL) hotel Tyrol Canazei (TN) gelateria Torre Verde Trento (TN) caffè TRIDENTE Trento (TN) ristorante LA CUCINA DI CREMA hotel
Giavera del Montello (TV)
DA GERRY Monfumo TV) ristorante Da Domenico Spresiano (TV) hotel My Vitalis Nature Hotel Folgaria (TN) hotel Villa Flora Roncegno (TN) hotel Polsa Brentonico Polsa (TN) pizzeria Vecchia Canonica Malè (TN) hotel Bella di Bosco Malè (TN) hotel Dolomiti Brentonico Polsa (TN) ristorante Speedy Pause Trento ristorante
Loc. Spini di Gardolo (TN)
Osteria Coe Folgaria (TN) hotel Al Giardino Treviso (TV) ristorante
CONTROLLO DEI PREZZI
ANALISI STATISTICHE MENSILI DEGLI ACQUISTI
FATTURAZIONE UNICA
L’UNIONE FA IL RISPARMIO
CONSULENZE E FORMAZIONE
RISPARMI E SCONTI DIVISIONE DEGLI UTILI Gestor Soc. Coop. – Via Maccani, 181/A 38121 TRENTO
Tel. 0461/826506 – Fax 0461/429378 – info@gestor.it
Bolzano capitale dell’ospitalità italiana presenta Hotel 2012 L
’Alto Adige è un territorio piccolo, ricco di contrasti, il punto d’incontro di tradizioni alpine e mediterranee, disseminato di castelli, residence, chiese, antichi conventi, ristoranti, malghe, rifugi e agriturismi, un crocevia di culture diverse che per ragioni storiche hanno imparato una grande “cultura”, quella dell’ospitalità! Hotel 2012 proporrà un programma collaterale sempre più ricco, in cui troveranno posto convegni, workshop, mostre e giornate a tema dall’architettura alla cultura, dalla gastronomia agli agriturismi. Da un lato saranno presentati i nuovi scenari del marketing turistico nell’era dei social media sarà il focus dell’incontro organizzato da Fiera Bolzano in collaborazione con HGV, HGJ e Alto Adige Marketing (SMG): partendo dalle premesse illustrate nell’edizione 2011 da relatori di chiara fama, si parlerà di come nel settore dell’ospitalità sarà sempre più importante riuscire ad integrare strategie di marketing on e offline e ascoltare le esigenze di un potenziale ospite che ora ha la possibilità di esprimersi liberamente senza filtri, facendosi egli stesso promotore delle strutture alberghiere, vivendo e raccontando il turismo. Dall’altro, architettura e basso impatto ambientale, paesaggio e cultura collegati all’industria alberghiera saranno invece gli argomenti del convegno “Cultura – Architettura – Paesaggio” organizzato in collaborazione con HGV, SMG e con la Provincia Autonoma di Bolzano, ripartizione natura e paesaggio: attraverso le relazioni di architetti e professionisti di chiara fama internazionale si scopriranno le altissime potenzialità che questo settore possiede per ottimizzare le risorse e realizzare strutture in grado di inserirsi in perfetta sintonia nel paesaggio naturale circostante. L’appuntamento è dunque a Fiera Bolzano, dal 22 al 25 ottobre 2012 a Hotel, dove cultura, territorio e ospitalità si incontrano per confrontarsi su i nuovi trend del settore.
Tutte le informazioni sulla manifestazione: www.hotel.fierabolzano.it
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22 - 25 ottobre 2012 | Bolzano Fiera internazionale specializzata per alberghi e gastronomia lun-gio: 9.30 - 18.00
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