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Gestornews maggio 2016

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NE/TN0027/2008

quadrimestrale di informazione della cooperativa trentina di acquisti alberghi e ristoranti


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EDITORIALE GESTOR EWS  [ 1 ]

Sommario 02 Appuntamento Assemblea Ordinaria Gestor

Gestor è un’azienda sana. I risultati lo dimostrano

04 Intervista I rifugi, come erano e come sono diventati 11 Il Personaggio Hotel Centrale di Torbole 14 Expo Riva Hotel 2016 Gestor festeggia i 18 anni alla grande 19 GestorBar Il Museo del Caffè di Rovereto 24 Eventi I Suoni delle Dolomiti 34 Il prodotto La mela 36 La Ricetta Il risotto Carnaroli mantecato con mele Granny Smith, porro stufato e nocciole tostate

Foto di copertina: Archivio Fondazione Stava 1985 Onlus

Anno IV – N. 1 maggio 2016 Quadrimestrale della Cooperativa GESTOR via Maccani 181/A – Trento Tel. 0461 826506 – Fax 0461 976068 www.gestor.it – info@gestor.it Direttore Responsabile: Franco Delliguanti Registrazione n. 1358 – 7 maggio 2008 del registro stampa del Tribunale di Trento Realizzazione e stampa: Saturnia - Trento

NIVES TISI Direttore

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ari soci, l’assemblea che ci apprestiamo a vivere sarà un momento di condivisione dei risultati raggiunti insieme e dei nuovi obiettivi che vogliamo prefissarci. Un incontro accompagnato da un clima di ottimismo, un sentimento che nutro io, ma che mi è stato confermato dalle parole di un fornitore in particolare che al termine della visita al nostro stand alla recente Fiera Expo Riva Hotel mi ha confidato di aver interpretato l’organizzazione del nostro spazio espositivo come segno evidente di un’azienda sana e in netta ripresa. Parole che mi hanno rincuorato, certo, ma che hanno rafforzato anche la mia convinzione che viaggiamo sul binario giusto. Uno dei segnali più chiari è stata proprio la folta partecipazione alla Fiera. I risultati per noi sono stati al di sopra di qualsiasi aspettativa, nonostante l’impegno e il lavoro che abbiamo dedicato alla sua preparazione. A dimostrarlo, la presenza numerosa dei nostri fornitori, le visite di tantissimi soci, la festa che si è svolta nei nostri spazi e che ha visto una partecipazione altissima di pubblico. In quattro giorni di manifestazione abbiamo registrato 111 contatti, persone interessate a conoscere la nostra Cooperativa e dunque potenziali nuovi soci. Con mia grande soddisfazione abbiamo avuto per la prima volta ospite nello stand il nostro fornitore Segata. Ma i segnali di ripresa sono anche altri, sono contenuti nel

bilancio di Gestor che presenteremo in Assemblea. Un bilancio positivo, che ci ripaga degli sforzi e dei sacrifici fatti finora a vantaggio della Cooperativa e dei suoi soci. Vorrei che la nostra Assemblea fosse nuovamente un’occasione di confronto e di ascolto. In quella sede vorrei che esprimeste, voi soci, le vostre idee e le vostre aspettative, per riflettervi e lavorarci tutti insieme. Quest’anno abbiamo deciso di organizzare l’Assemblea, che come sapete è da sempre itinerante, in Val di Fiemme. Ci ritroveremo l’8 giugno presso l’Hotel Shandranj di Tesero, perché oltre ad essere una struttura che ha la possibilità di ospitarci numerosi, si tratta anche di uno dei soci più fedeli e più vicini alla nostra filosofia cooperativistica. L’anno che verrà si aprirà inoltre con un progetto innovativo che abbiamo realizzato appositamente per i nostri associati. I dettagli li presenteremo in Assemblea. Si tratta di Gestor Market, un portale di e-commerce, una vetrina on-line dove i nostri fornitori potranno inserire i loro prodotti e i soci potranno fare i loro acquisti, accedendo in tempo reale a tutte le informazioni sulle promozioni commerciali e sui listini prezzi. Per la Cooperativa questo sarà uno strumento per ottimizzare il proprio lavoro e monitorare in maniera sempre aggiornata l’andamento della situazione degli ordini dei singoli soci. Il software verrà realizzato dalla società milanese, IoTrust, azienda che da decenni opera nell’ambito dell’Information Technology, leader nel settore, specializzata in progetti “custom”, studiati cioè per le esigenze specifiche di ciascun cliente. Il programma Gestor Market è pensato unicamente per Gestor e per le necessità dei suoi soci, ed è il primo nel suo genere in tutta Italia. Vi invito ad essere numerosi alla nostra Assemblea, per potervi ascoltare di persona ma soprattutto perché è la festa del socio. Sarà un'opportunità per manifestare la vostra convinzione di voler essere parte di Gestor e di condividerne la filosofia e i valori.


o t t o d o Che prscegliere? Nel settore dei detersivi per lavatrice la scelta tra un prodotto in polvere ed un detersivo liquido non sempre risulta essere semplice. Agli affermati prodotti in polvere si è infatti aggiunta una vasta offerta di detersivi liquidi per lavatrice che, grazie alla costante ricerca e alle tecnologie sempre più avanzate, garantiscono agli utilizzatori rese sempre maggiori con evidenti vantaggi nell’uso degli stessi. Senza l’impiego di cloro, con minimi dosaggi e programmi di lavaggio appositamente dedicati si ottengono infatti degli ottimi risultati di pulito, e grazie all’alto grado di solubilità dei detersivi liquidi, si evitano residui di prodotto sui capi lavati, mantenendone in questo modo inalterata la consistenza tessile. Da sempre all’avanguardia per l‘innovazione e lo sviluppo dei propri prodotti, Hygan si distingue nella produzione di detersivi liquidi professionali, capaci di garantire la miglior resa con il massimo rispetto per l’ambiente, e prossimi alla certificazione europea ECOLABEL. A CURA DI HYGAN 230 x 165 IT LAUNDRY SYSTEM 2 210416.pdf

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INVITO GESTOR EWS  [ 3 ]

ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DEI SOCI 8 GIUGNO 2016 - HOTEL SHANDRANJ – TESERO Dalle 10.00 alle 18.00 Test drive Maserati in collaborazione con Tridentum Auto (su prenotazione)

Dalle 10.00 alle 12.00 Centro benessere ed escursioni guidate

PROGRAMMA DEI LAVORI 1. Saluto del Presidente;

Ore 19.30 Cena Sociale

2. Approvazione Bilancio di esercizio 2015: relazione sulla gestione del Consiglio di Amministrazione, relazione del Collegio Sindacale e delibere conseguenti;

Dalle 14.00 alle 16.00 Corner informativo IPRATICO e MEDIASET PREMIUM

3. Elezione delle cariche sociali e definizione dei compensi. Ore 18.40 Spettacolo Luciano Maci

Ore 18.00 Presentazione Gestor Market e Gestor Shop aperto a tutti i fornitori

Ore 16.00 Assemblea Generale Ordinaria dei Soci

Il saluto del Presidente

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ari Soci, Il 2015 ci ha dato una sferzata di energia positiva. L’abbiamo percepita nell’aria e l’abbiamo letta nei dati: gli arrivi della stagione estiva hanno visto un incremento dell’11,9% rispetto all’anno precedente e quelli dell’inverno sono cresciuti del 5,1% (dati ISPAT 2015/2016). L’occasione per verificare come questo trend positivo si sia riflettuto sui dati della nostra Cooperativa sarà l’Assemblea Annuale di Gestor, che si svolgerà mercoledì 8 giugno all’Hotel Shandranj a Tesero. Abbiamo chiuso un anno in cui abbiamo preso scelte importanti, che hanno però saputo garantire solidità e stabilità a Gestor e che ci permettono di guardare al futuro con ottimismo, sostenuti anche dai primi segnali di crescita del 2016. È stato certamente un 2015 difficile, ma ormai è passato e so quanto impegno e quanto lavoro abbiamo dedicato alla

Cooperativa. Ed è in questo modo che siamo riusciti a mantenere gli stessi livelli di qualità dei servizi e lo stesso numero dei soci, ma soprattutto abbiamo garantito una situazione finanziaria positiva, mettendo nuovamente a disposizione una cifra seppur modesta da destinare ai soci come premio di fine anno. Per il 2016 siamo sicuri di poter fare ancora meglio e arrivare ad avere un bilancio con dei risultati che vi accontenteranno ancora di più. So che vi aspettate dal Presidente tante cose, strategie, obiettivi futuri, ma a tutto questo dobbiamo lavorare insieme. Ed è per questo motivo che vorrei vedere da parte vostra un maggior attaccamento alla Cooperativa. In questo momento di difficoltà io penso che essere uniti, credere nella Cooperativa in maniera più convinta rispetto a come è stato fatto finora, sia estremamente importante, non soltanto per noi, ma anche per i nostri fornitori, perché dimostrare loro la nostra compattezza

ci dà più forza. Vorrei ricordare che Gestor è nata soprattutto per risolvere i problemi dei suoi soci, dando loro quella forza di acquisto che singolarmente ognuno non potrebbe mai avere. Qualsiasi imprenditore, per bravo e attento che sia ai prezzi, ai servizi e alla qualità, è sempre più debole rispetto ad un gruppo solido e coeso che acquista insieme. Il mio desiderio è quello di vedere ogni associato più fedele alla Cooperativa, più rispettoso e collaborativo. Gestor vi appartiene, siete voi. E se le dedicate del tempo, la renderete ancora più forte e competitiva. Mi rivolgo quindi a tutti voi, invitandovi a prendere parte all’assemblea, ad esserne partecipi. La partecipazione a questo incontro è uno degli strumenti più importanti che abbiamo a disposizione per dare ciascuno il proprio contributo personale all’analisi e alla pianificazione delle scelte future che renderanno ancora più grande la nostra Cooperativa.


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[ 4 ]  GESTOR EWS INTERVISTA

I rifugi Sono 144 in Trentino. Come erano e come sono diventati

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EZIO ALIMONTA Presidente dell’Associazione Rifugi del Trentino

rifugi sono a tutti gli effetti un patrimonio storico e culturale delle terre alpine, veri protagonisti della montagna. Racchiudono e raccontano l’essenzialità della montagna, quel vivere fatto di silenzi, sacrifici, semplicità, a contatto con la natura, riscoprendo valori che la moderna quotidianità nella sua frenesia a volte allontana. Per secoli il rifugio è stato punto di partenza per i frequentatori della montagna e gli alpinisti per escursioni impegnative. Oggi si è trasformato in punto di arrivo per la grande maggioranza degli escursionisti, meta giornaliera, tappa intermedia di trekking. Di tutti i rifugi dell’arco alpino versante italiano, la percentuale maggiore è nelle province autonome di Trento e Bolzano. In queste strutture gli ospiti possono trovare

ospitalità e ristoro. Negli ultimi 50 anni sono molto cambiati, passando da grandi stanze, con spazi e servizi comuni a camere più piccole, cura per i dettagli, maggiore riservatezza. Il tempo in montagna condiziona pesantemente l’aspetto economico della gestione di un rifugio. Negli ultimi anni le previsioni meteorologiche hanno influenzato la frequentazione della montagna, popolata sempre più dagli escursionisti, che sempre meno sono disponibili a viverla in tutti i suoi aspetti, non ultimo quello del camminare sotto la pioggia. Figura centrale del rifugio è il gestore, molto spesso anche guida alpina. É lui che riceve gli ospiti, da informazioni sul territorio ma anche sulle condizioni meteo per affrontare un’escursione. Familiarità, accoglien-


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INTERVISTA GESTOR EWS  [ 5 ]

za, cordialità e professionalità: ecco cosa si trova in un rifugio, ecco la ricetta per far tornare a vivere con lentezza la montagna. Ezio Alimonta è il Presidente dell’Associazione Rifugi del Trentino. “Io penso che non siano cambiati i rifugi, bensì sono cambiate le esigenze di chi li frequenta. Gli ospiti oggi pretendono qualcosa in più e non è più come trent’anni fa che c’era un piatto di minestrone o di pasta asciutta e basta, ma chiedono altro”.

© m. pilati

I gestori si sono adeguati a queste esigenze? “Questo per forza, perché se non segui il passo non vai avanti, ma questo deve avvenire senza esagerare troppo. Però certamente si deve dare qualcosa in più alla gente. I rifugi non sono più soltanto per gli alpinisti che vanno ad arrampicare, ma sono diventati al novanta per cento strutture per escursionisti che vanno a fare una passeggiata. Una volta erano quasi solo per gli alpinisti. Adesso la loro presenza si è ridotta al dieci per cento. Ormai molti preferiscono le falesie, le arrampicate, frequentano la montagna con più velocità e in maniera diversa, di conseguenza i rifugi sono diventati delle mete e non punti di partenza e dobbiamo adeguarci anche noi”. Ci sono abbastanza risorse per ristrutturarli? “In provincia di Trento ci sono sempre stati molti contributi, anche se adesso è un periodo che c’è un po’ di crisi”.

mangiano e poi tornano in valle, soprattutto in quei rifugi che sono a quote più basse”.

Ma si è perso un po’ il valore del rifugio alpino? “Mah! Non è che si è perso, il discorso è che una volta i rifugi erano solo per scialpinisti che arrivavano, dormivano e poi iniziavano a salire in quota. Adesso i frequentatori dei rifugi sono persone che fanno una camminata, arrivano,

E il modo di vivere la montagna è cambiato? “Non è cambiato tanto il sistema di vivere la montagna, c’è un po’ più di pretesa da parte di chi la frequenta adesso. Forse una volta però si esagerava anche, adesso invece gli escursionisti sono un po’ più tranquilli, più consci


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[ 6 ]  GESTOR EWS INTERVISTA

di cosa fare in montagna e di come comportarsi, la tengono un po’ più pulita e la rispettano di più, una volta ad esempio gettavano rifiuti anche dove non dovevano”. Che cosa significa gestire un rifugio? Quanto è impegnativo? “Come prima cosa, bisogna saper fare un po’ tutto, dal cuoco al falegname, dall’idraulico all’elettricista, perché quando si rompe qualcosa e sei a due ore di cammino a piedi non sempre arriva qualcuno ad aggiustarti il guasto”. É difficile oggi trovare gestori? “Secondo me molti lo farebbero pur non avendo esperienza ma poi succede che dopo un po’ mollano. Sembra una cosa facile ma non lo è, perché ad esempio una famiglia con dei figli, magari adolescenti, che vuole vivere in un rifugio, per tre mesi sta senza vedere nessuno e soprattutto per i ragazzi è difficile. E poi quando sei su devi arrangiarti a far tutto, non hai orari né niente”. Quest’ anno che periodo di apertura avrete? “Apriremo intorno al venti giugno e resteremo aperti fino alla fine di settembre”.

Quanti sono i rifugi in Trentino oggi? “Centoquaranta quattro, tra escursionistici e alpini”. Il gestore di un rifugio è un po’ anche un conoscitore della montagna, una guida alpina, e per questo svolge anche un ruolo di promozione del territorio, è così? “Dovrebbe essere! Anni fa era così per i più. Adesso in certi rifugi non è facile trovare la guida e quindi il discorso è stato allargato un po’ a tutti”. C’è qualcosa da migliorare, anche su questo fronte? “C’è sempre da migliorare. Bisogna capire dove si vuole andare a migliorare. Per quanto riguarda il discorso dei rifugi, in quelli escursionistici c’è gente che si muove, che domanda informazioni, chiede spiegazioni, hanno voglia di sentire storie del rifugio, in quelli alpini invece le persone vanno un po’ per conto loro”. Che cosa rappresentano i rifugi per il territorio? “Sono delle mete che non puoi raggiungere con la macchina, ma solo a piedi e non sono per tutti”.


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FOCUS GESTOR EWS  [ 7 ]

© Fotolia - likoper

Lo sci salva la stagione invernale A farla da padrone, gli impianti di innevamento artificiale

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embrava destinata ad essere una stagione invernale negativa se non addirittura disastrosa, vista la scarsa quantità di neve che ha imbiancato le vallate trentine. E invece, stando a diverse indagini di settore, le nostre località turistiche hanno di che sorridere. Pur essendo partita a rilento, la stagione ha registrato un boom grazie anche al periodo pasquale dove c’è stata un’impennata di turisti appassionati di sci. Uno studio dell’istituto ACS Marketing Solutions per Federalberghi ha stimato che sono stati 9,7 milioni gli italiani che non hanno rinunciato ad una vacanza bianca, 1 milione in più rispetto al 2015. La re-

gione leader nel turismo montano è stato proprio il Trentino Alto Adige, con il 25% della domanda (rispetto al 24% dell’anno scorso), seguita da Piemonte (12,6%) e Valle d’Aosta (11,9%). Ma andiamo a spulciare nel dettaglio i dati dei singoli comprensori sciistici. Partendo dal comprensorio sciistico del Monte Bondone – 20 chilometri di piste per 70 ha ettari - i dati di Trento Funivie, che ha chiuso la stagione il 3 aprile, confermano che i passaggi sono stati 1.220.000, il 3% in più rispetto allo scorso anno, con un record stagionale di passaggi nella giornata di sabato 20 febbraio (da notare che è stato l’unico sabato di bel tempo del mese). A richiamare i tren-


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[ 8 ]  GESTOR EWS FOCUS

tini appassionati dello sci sul Bondone anche le iniziative delle sciate in notturna come Happy Snow, tanto amate soprattutto dai più giovani. Queste hanno registrato 2.000 passaggi a serata con un totale di oltre 33.000 passaggi. Si rileva in questo caso una lieve flessione, imputabile però al fatto che sono state annullate le prime quattro notturne per mancanza di neve. Secondo i dati diffusi da Superski Dolomiti, rispetto alla stagione invernale precedente sono stati in aumento del 5% i primi ingressi (ovvero gli sciatori che si presentano agli impianti di risalita) e del 9,6% i passaggi, per un totale questi ultimi di 150.331.461 tra novembre e marzo, contro i 137.155 671 dello stesso periodo dell’anno precedente. A Campiglio il consorzio Ski Rama ha evidenziato un aumento del 2,56% dei passaggi complessivi negli impianti del Trentino occidentale. Anche la Valle di Fassa chiude la stagione con il segno più. C’è stato un incremento di passaggi dell’8,6% e dei primi ingressi del 5,8%. Grande soddisfazione anche per la nuova funivia “Alba-Coldei Rossi” che ha totalizzato 270.000 passaggi in salita e 220.000 in discesa, superando del 30% le aspettative degli stessi impiantisti. Il consorzio Paganella Ski chiude una stagione da ricordare: sui 14 impianti del comprensorio sciistico sono stati trasportati 6.249.770 sciatori, pari ad un + 8,11% rispetto lo scorso anno. La seggiovia che ha registrato il maggior numero di passaggi è stata la “Albi De Mez-Cima Paganella” con 707.425 sciatori, mentre la telecabina “Andalo-Doss

Pelá” ha trasportato 1.056.586 persone, comprendendo però anche le entrate alle stazioni intermedie. Molti i turisti che hanno scelto gli altipiani cimbri per sciare. I dati (parziali) di incassi riferiti alla Skiarea Alpe Cimbra sono cresciuti di circa il 5,3% facendo segnare qui una stagione record. Anche i passaggi segnano un + 9% grazie all’apertura a novembre e ad un marzo super aiutato da una Pasqua anticipata. Giornata record di passaggi anche in questo caso, sabato 20 febbraio con oltre 108.000 risalite e 9000 sciatori. Se in una stagione arida di neve si sono registrati numeri da record, va detto che è stato grazie soprattutto all’innevamento artificiale. Cannoni e impianti hanno lavorato no-stop per garantire piste innevate e perfette, i risultati si vedono. Soltanto nel carosello che riunisce Madonna di Campiglio, Pinzolo, Folgarida Marilleva, Pejo, Tonale e Monte Bondone ci sono stati il 2,56% in più di passaggi. Certo i costi che le aziende hanno dovuto sostenere per garantire la funzionalità degli impianti di innevamento incidono parecchio, circa il 10-20% dei bilanci delle società funiviarie. A fare da cornice a questa fotografia, i dati che si riferiscono all’intero 2015, un anno che ha visto per il Trentino 5,4 milioni di arrivi (+5,5% rispetto ai 5,16 del 2014) e 30 milioni di presenze (+2,9%). Vuoi la crisi, vuoi la paura di attentati terroristici, vuoi ancora la voglia di scoprire le bellezze di casa nostra, gli italiani (soprattutto, ma non solo) hanno scelto come meta delle loro vacanze il Bel Paese e in particolare le montagne e laghi trentini come meta.

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Responsabile Trentino Alto Adige: De Monte Giuliano 348.4523979 Agenti Alto Adige: Cicconi Sandro 335.7907484 Dal Magro Luca 338.5679870 - Panetta Pasquale 338.9991903 Agente Trentino: Fedrigoni Dario 349.5377348 - Padovani Oscar 340.3309407 Agente Cortina d’Ampezzo: Paier Rolando 340.5210373 Agente Trento/Lago di Garda: Sparano Tiziano 349.4241835


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INTERVISTA GESTOR EWS  [ 9 ]

© Fotolia - Photographee.eu

Albergatori, pubblici esercizi e ristoratori di Confcommercio eleggono i loro Presidenti Per tutti, Gestor è un esempio da seguire

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ei primi mesi dell’anno si sono rinnovate le cariche delle associazioni di albergatori, pubblici esercizi e ristoratori aderenti a Confcommercio. Giovanni Bort è stato riconfermato alla carica di presidente dell’Unat, l’associazione che raggruppa gli albergatori trentini. Nella relazione programmatica l’attenzione ai servizi per i soci, alla rappresentanza della categoria e alla diffusione della cultura turistica in provincia di Trento

per i prossimi cinque anni il presidente delinea le strategie per tutelare il settore e renderlo più competitivo. “Il mondo del settore ricettivo in Trentino sta vivendo, al pari di altri settori, momenti di crisi e trasformazione; emerge sempre più evidente il fatto che l’albergatore oggi debba essere aggiornato e debba seguire costantemente le tendenze del mercato a ritmi rapidissimi, impensabili solo un decennio fa. L’innovazione digitale e la crescita dei sistemi di comunica-


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[ 10 ]  GESTOR EWS INTERVISTA

zione e informazione hanno proiettato ogni singola struttura in una dimensione molto complicata da seguire. E questo si aggiunge ai problemi legati a fisco, burocrazia e credito che, in questi anni difficili, si sono acutizzati. Gestor è, al contrario, un ottimo esempio di come sia possibile grazie ad efficienti strategie di rete ottenere risparmi consistenti nell’esercizio ordinario della propria attività”. Il nuovo consiglio e formato, oltre al presidente Bort da Camilla Angheben, Andrea Baldessari, Enzo Bassetti, Oreste Bonazza, Giovanni Brotto, Gabriele Canalia, Paola Cappelletti, Ilaria Dalle Nogare, Roberto Failoni, Monica Gabrielli, Rosa Geiser, Alberto Giordani, Gianni Gottardi, Mario Lazzeri, Paola Mora, Fulvio Pitscheider, Battista Polonioli, Martina Prenzlow, Silvio Rigatti, Maurizio Rimondi,Mariano Seeber, Sebastiano Sontacchi, Ferdinando Speranza, Aurelio Veneri, Fabrizio Villotti, Alfredo Weiss e Graziano Zambanini. Alla guida dell’Associazione pubblici esercizi del Trentino é stato riconfermato Giorgio Buratti. Per lo storico Presidente dei baristi di Confcommercio é importante riscoprire l’orgoglio di una professione fondamentale sia per l’economia che per la comunità trentina, ma la burocrazia rallenta il lavoro della categoria. “La categoria dei pubblici esercizi trentini è una realtà molto dinamica e varia, diffusa praticamente in ogni centro abitato della provincia. Tra le maggiori problematiche ci sono le questioni legate alla burocrazia, che sottrae tempo prezioso, ed in particolare alla miriade di leggi e normative che rappresentano una giungla piuttosto confusa. L’associazione registra un trend di crescita tra i propri associati, caratterizzato anche da una discreta nati/mortalità delle imprese: segno, quest’ultimo, della sempre maggiore esigenza di professionalità e preparazione richiesta da questo mestiere. L’adesione a Gestor rappresenta un’opportunità che in molti hanno scelto di cogliere”. I membri della nuova Giunta sono, oltre al presidente Giorgio Buratti, Di Vito Ciro (Villa Lagarina), Bresciani Vasco (Riva del Garda), Botto Walter (Trento), Calzavara Willy (Pozza di Fassa), Curia Giovanni (Trento), Daprai Livio (Predaia), De Bertolis Guido (S. Martino Castrozza), Lazzeri Longino (Molina di Fiemme), Masè Renato (Strembo) e Roman Fabia (Trento). Volto nuovo invece alla presidenza dell’Associazione ristoratori del Trentini. Marco Fontanari è stato eletto nuovo Presidente. Prende il posto di Danilo Moresco che resterà Vicepresidente, insieme a Francesco Antoniolli. “Lascio le redini di un’Associazione consolidata e radicata sul territorio che ho seguito con dedizione e passione per 15 anni ad una persona come Fontanari che conosce profondamente la realtà della categoria e so che lavorerà bene”, questo il pensiero del Presidente uscente. Fontanari delinea il suo impegno per i prossimi cinque anni, partendo però da una riflessione sullo stato di salute attuale della categoria. “Direi che oggi siamo in una situazione discreta. In ogni caso, anche laddove si riesce a mantenere i fatturati, sicuramente la

marginalità é ridotta. Oltretutto stiamo vedendo come ci sia un aumento notevole di aperture di catene o di ristoranti etnici e questo porta via sicuramente clientela alla ristorazione classica, quella tipica dei ristoratori trentini”. Quali sono le difficoltà della categoria? “Una é rappresentata dall’accesso al credito. Poi ci sono le difficoltà nel fare margine, perché le tasse non calano. Il costo del lavoro non diminuisce. La concorrenza é aumentata in maniera spropositata. Infine, la propensione alla spesa più ridotta”. Quale sarà il suo impegno come presidente? “L’ impegno sarà quello di lavorare per rafforzare il ruolo della ristorazione in Trentino, valorizzando i prodotti tipici trentini. La ristorazione deve essere vista come un elemento fondamentale per l’offerta turistica, perché non ci può essere una buona proposta del territorio competitiva e di prestigio senza una buona ristorazione”. La nuova giunta dell’Associazione è composta da Marco Trettel, Matteo Bettega, Betty Marighetto, Marco Bortolotti, Francesco Antoniolli, Elio Guetti, Danilo Moresco, Nicola Molignoni, Gianni Cassanelli, Flavio Biondo, Aldo Tiboni, Guido Artini, Marco Fontanari, Ivano Dossi, Paolo Turrini, Alessandro Bettucchi, Maurizio Sartori, Ettore Collu, Pietro De Cunto, Sergio Valentini, Matteo Zanella, Roberto Anesi, Fabrizio Viola. Il nuovo segretario é Mattia Zeni.


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IL PERSONAGGIO GESTOR EWS  [ 11 ]

Hotel Centrale Torbole, una finestra sul Garda Lo conduce Ennio Bertolini con i fratelli, sulle orme di papà Ottone

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ENNIO BERTOLINI Titolare

ituato nel caratteristico centro storico di Torbole, nel cuore della piazza principale, l’Hotel Centrale, attraverso le foto in bianco e nero che lo ritraggono, conserva i ricordi di un passato che hanno segnato la storia di questo piccolo angolo di paradiso affacciato sul Lago di Garda. Oggi il titolare è Ennio Bertolini, che lo gestisce insieme alla sorella Floriana e al fratello Paolo. Un lavoro prezioso quello dei fratelli, soprattutto durante il periodo in cui Ennio è stato impegnato in politica, prima come vicesindaco e poi come primo cittadino.

Ma la storia dell’albergo ha radici lontane. “Il nostro è sempre stato un albergo di tipo familiare – ci racconta il signor Bertolini - esisteva come locanda e bar già a fine Ottocento, poi come testimoniato da ricerche storiche dal 1906 è diventato locanda, con due/ tre camere per gli ospiti. Nel periodo austroungarico questo era un posto di confine, eravamo vicini al porto e alla dogana austriaca e qui si incontravano tutti quelli che portavano le merci che arrivavano da e verso l’Italia; avvenivano gli scambi, c’erano tanti commercianti e di conseguenza anche diversi bar e locande. Una di


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[ 12 ]  GESTOR EWS IL PERSONAGGIO

queste era nella piazza Vittorio Veneto che adesso si chiama piazza Goethe, ed era la nostra. Durante la prima guerra mondiale poi – racconta ancora il titolare dell’hotel - siamo stati evacuati perché da una parte c’erano gli italiani, dall’altra gli austroungarici, e il paese è stato abbandonato dagli abitanti per due anni. Nel frattempo papà Ottone durante il periodo fascista era stato internato perché aveva inveito contro Mussolini, era stato così denunciato e mandato al confino. Quando è tornato gli hanno ridato la licenza. Nel millenovecentocinquantanove venne ristrutturato l’Hotel Centrale storico che allora occupava un palazzo dei conti d’Arco, uno dei palazzi più vecchi che abbiamo qui a Torbole, i cui affreschi si trovano al Castello del Buonconsiglio con la data del 1543. La casa storica, che risaliva al 1500, successivamente è stata ristrutturata in albergo. Il primo anno, all’inizio nel 1960, avevamo ventidue circa camere. Nel ‘76 la palazzina è stata ristrutturata perché io, mia sorella e mio fratello (un’altra sorella è uscita subito), appena abbiamo finito di studiare abbiamo deciso di rimanere in albergo. Nell’Ottanta poi abbiamo acquistato un’altra parte e ci siamo ingranditi; nell’ottantanove

abbiamo fatto di nuovo i lavori, infine nel 2011 abbiamo acquistato l’ultimo pezzo di proprietà e abbiamo rifinito l’albergo così come lo si vede attualmente. Oggi abbiamo una capienza di 40 camere e 84 letti. Fino al 1983 a condurlo c’era mio padre, oggi ci siamo io che sono titolare, mia sorella Floriana e mio fratello Paolo che è amministratore pure lui; l’altra sorella Carla ha deciso di uscire dalla società.

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Oggi l’albergo ha anche due ristoranti, uno interno e l’altro si chiama Al Porto. Fino al 2008 è stata la mamma, Rita, che ha portato avanti la cucina con passione e impegno”. Qual è l’elemento di forza del vostro hotel? “Noi siamo in centro storico. Inoltre la nostra è una delle aziende più vec-

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IL PERSONAGGIO GESTOR EWS  [ 13 ]

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chie della zona, ce ne sono altre tre o quattro. Ma prima che facessero la strada nel 1928 che viene giù da Nago, si arrivava a Torbole da una strada vecchia che passava tra due forti e che fino ad allora portava direttamente qua in piazzetta. La gente trovava prima questa locanda, dopo c’era il porto e poi gli altri hotel. La nostra forza quindi è che siamo una realtà che esiste da tantissimo. Abbiamo sempre mantenuto rapporti abbastanza stretti con la nostra clientela, li facevamo sentire come a casa loro. E questo avviene anche adesso, non c’è quel distacco che ci può essere in un albergo grande dove arriva il cliente e non conosce nessuno”. www.klarelinie.de

Negli anni come è cambiata la vostra attività? “Il nostro è un lavoro davvero impegnativo. Le racconto una cosa: quando avevamo ristrutturato le camere avevamo messo i badges, ma i clienti non li vedevamo neanche più. E ci mancava il contatto con loro. Così quando abbiamo fatto gli ultimi lavori di ristrutturazione nel duemila undici siamo tornati alle chiavi tradizionali per le camere!”.

Lei è uno dei soci storici di Gestor. Tra i primi della zona ad entrare nella Cooperativa. Perché questa scelta? “All’inizio sono entrato in Gestor perché io tengo la contabilità tramite l’Unione e Commercio e con Gestor avevo chiaramente il vantaggio enorme di fare una o due fatture al posto di farne 30/40, quindi si ha un vantaggio per la contabilità molto importante. Per di più, gli studi di settore che ogni anno cambiano chiedono cose sempre più specifiche e dettagliate che comportano dei tempi lunghi, e avendo fatturato la maggior parte con Gestor adesso riesco a trovare le percentuali o le vendite dei vari tipi merceologici in brevissimo tempo perché me le fornisce la cooperativa. C’è poi il vantaggio economico, perché tramite Gestor si riescono a spuntare prezzi particolari dai nostri fornitori. Questo prima non era possibile perché, si capisce, trattare con ditte grosse da soli è più problematico, se invece c’è una struttura grande, come Gestor, che riesce ad avere prezzi più vantaggiosi sicuramente vale la pena entrarci. Infine le ditte che lavorano con Gestor sono aziende di prima qualità che garantiscono il prodotto”.

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Expo Riva Hotel 2016: Gestor festeggia i 18 anni alla grande

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esperienza ad Expo Riva Hotel 2016 è stata per Gestor la più strepitosa di sempre. Al di là di numeri ufficiali, dei quali non possiamo che essere soddisfatti (23.457 ingressi ed un incremento del 18% rispetto al 2015), per noi il più grande riconoscimento è arrivato dai numerosi messaggi di complimenti e dalle moltissime visite che abbiamo registrato allo stand Gestor. La nuova posizione a piano terra, la dimensione di oltre mille metri quadrati e gli allestimenti curati fino all’ultimo dettaglio hanno fatto sì che non si parlasse solo di un semplice stand ma di un vero e proprio padiglione che racchiudeva un mondo dedicato agli operatori dell’ospitalità. La partecipazione dei soci e dei for-

nitori e la vicinanza dimostrate hanno fatto in modo che quest’ultima edizione di Expo Riva Hotel sia stata la più bella di sempre. Non potevamo sperare di dare vita ad uno scenario migliore per festeggiare il diciottesimo compleanno della Cooperativa. Impossibile poi non menzionare il ristorante Gestor: la cucina dell’executive Chef Stefano Goller, anche quest’anno, è stata fiore all'occhiello dello stand, con oltre 200 coperti serviti ogni giorno grazie alla collaborazione con l’Associazione Cuochi del Trentino. Se è vero il detto “chi ben comincia è a metà dell’opera”, con un attacco d’anno di questa portata, non possiamo che attenderci un 2016 ricco di successi!


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EXPO RIVA HOTEL GESTOR EWS  [ 15 ]


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[ 16 ]  GESTOR EWS EXPO RIVA HOTEL

Ringraziamo per la preziosa collaborazione: ACQUATEC di ANTONIAZZI P.IND. STEFANO

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AZIENDA AGRICOLA POJER E SANDRI di SANDRI FIORENTINO E C.

PROSCIUTTIFICIO GHIRARDI ONESTO SPA

BONORA ORTOFRUTTA SRL

RATIONAL ITALIA SRL

CANTINA ROTALIANA di MEZZOLOMBARDO S.C.A. CAVIT SOCIETÀ COOPERATIVA CHS GROUP SRL CONCILIO SPA

REDORO SRL RESCH&FRISCH GASTRO ITALIA SRL SAIT SOCIETÀ COOPERATIVA

DERSUT CAFFÈ SPA

SCHOENHUBER FRANCHI SPA

DUNI SRL

SECURE LIFE di MASSIMO TAUFER

ERIKA EIS SRL

SEGATA SPA

F.LLI DE CECCO di FILIPPO FARA S. MARTINO SPA FERRARI F.LLI LUNELLI SPA

SURGIVA F.LLI LUNELLI SPA

FORNO D’ASOLO SPA

TECCHIOLLI SNC di TECCHIOLLI SERGIO, ADRIANO E ALDO

ISTITUTO di FORMAZIONE PROFESSIONALE ALBERGHIERO di LEVICO TERME E ROVERETO

TONINI GRANDI IMPIANTI SRL UNIPERSONALE

ITALESSE SRL

TORREFAZIONE CAFFÈ BONTADI SRL

LE DELIZIE SNC di GAMBONI E PISONI & C.

TROTA ORO SRL

MAGIE DAL BOSCO SRL MANIFATTURA DI VENEZIA SRL MARR SPA MAXENTIA di ENZO POLI

VALDO SPUMANTI SRL VIVALLIS SOCIETÀ COOPERATIVA AGRICOLA WEBSYNTAX di DAVIDE DANISE

MIKO SRL A SOCIO UNICO

WINTERHALTER ITALIA SRL

MINUS SRL

WOERNDLE INTERSERVICE SRL in COLLABORAZIONE con CAPRIZ SRL

MOSCHINI ADVCOM di PIERLUIGI MOSCHINI NOVALUX SAS DI VITALI I.&C.

YES FOOD ITALIA SRL

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Riconoscimenti... che motivano! CASSA DI RISPARMIO DI BOLZANO SPA

Ringrazia Nives, Claudio e tutto lo Staff per la bella esperienza che abbiamo vissuto in Gestor e i numerosi contatti che abbiamo potuto sfruttare. Grazie Elisabetta Turri

TOURISM&MARKETING CONSULTING

Desidero ringraziare tutto lo Staff Gestor, in primis sicuramente la regia di Nives ha fatto la differenza, un faro di riferimento imprescindibile, che sa ascoltare, ma anche insegnare, sempre presente e attenta a ogni dettaglio. Ma se non avesse una squadra così unita e efficiente non sarebbe stato possibile quanto fatto. Il mio personale ringraziamento va ben al di là della nostra presenza in Expo. Il punto di forza che ha fatto la differenza, è stata la possibilità di trascorrere 4 giorni con persone mai viste prima, ma con le quali siamo entrati in empatia immediatamente. Una sintonia davvero unica, che poche volte accade, vuoi per percorsi lavorativi simili, vuoi per la stessa voglia e tenacia di combattere questa maledetta crisi e cercare di trovare nuovi stimoli, ma abbiamo trovato anche tanta solidarietà e condivisione. Questi sono i valori che aiutano a tener duro e andare avanti. Grazie ancora, siete stati instancabili e infaticabili, sempre con il sorriso, nonostante le ore di preparazione e di presenza. Sandra Paoli

WELLNESS HOTEL LUPO BIANCO Bravissimi! Un abbraccio Bruna Talmon

HOTEL GIOIOSA

Complimenti, è stato veramente una bella presentazione di GESTOR! Bravi Petra Mayr

F.LLI DE CECCO

La F.lli De Cecco e il sottoscritto ringraziamo per essere stati invitati a far parte del vostro importante gruppo. Siete straordinari e la vostra professionalità unita alla vostra cortesia/ simpatia sono elementi che fanno la differenza. Auspichiamo di poter effettuare molteplici altre fiere insieme a Voi. Migliori saluti. Gianluca Mastelli


Il marketing esperienziale per conquistare i clienti Oggi il turista non acquista solo un soggiorno, ma vuole un’esperienza di soggiorno, intendendo con questo la ricerca dell’interazione con un territorio e con gli attori che su di esso operano. È quindi il coinvolgimento del consumatore a determinare la qualità della vacanza. Le imprese turistiche e ricettive sono chiamate a creare un contesto e sviluppare i mezzi attraverso i quali il turista possa partecipare alla creazione della sua personale esperienza e possa così vivere esperienze memorabili. L’esperienza inizia quando il consumatore inizia a percepire il bisogno che spinge a cercare informazioni e notizie. In questa fase l’esperienza assume i contorni dell’interazione tra l’individuo e il messaggio comunicativo che per le strutture ricettive e turistiche è veicolato attraverso dal sito web e dai Social Media sui quali è presente. Quanto più il sito e i social sono in grado di sollecitare la sfera emotiva tanto più la struttura ricettiva è capace di raggiungere i viaggiatori e stabilire un legame. In seguito alla ricerca di informazioni, il consumatore procede con l’acquisto. I mezzi a disposizione per l’acquisto devono essere semplici e dare la possibilità di creare lui stesso la sua esperienza di soggiorno personalizzata (ad esempio prevedere l’aggiunta di altri servizi o escursioni). E’ quindi importante che il booking engine presente sul sito dia all’utente la possibilità di creare la sua esperienza in autonomia e in modo semplice ed intuitivo. Il consumo dell’esperienza inizia nel momento del checkin e termina al check-out. Gli operatori dell’ospitalità devono ricordare sempre che l’ospite non è solo il punto di ma è l’interlocutore da coinvolgere, con cui inalriferimento teragire e a cui lasciare gli spazi per creare: occorre quindi prima di tutto studiare il prodotto da vendere e gli attributi che questo possiede e cercare di suscitare nell’individuo sensazioni, percezioni, emozioni che sono alla base di qualsiasi esperienza. Ma il processo di acquisto e consumo non finisce qui perché da qui cominciano i ricordi. E gli operatori devono approfittare di questo: dotandosi di programmi che consentano agli ospiti di condividere la loro esperienza nei Social network, creando offerte e omaggi che li invoglino a parlare della loro esperienza di soggiorno nel web. L’obiettivo è quindi far conoscere il brand attraverso le parole di chi lo ha già conosciuto direttamente attivando un passaparola positivo.

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Il museo del caffè A Rovereto raccolta e conservata la storia ultracentenaria della più antica torrefazione d’Italia

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STEFANO ANDREIS Curatore del museo e titolare della Torrefazione Bontadi

a storia del caffè, in Italia, si intreccia con quella di Rovereto. Forse non tutti sanno che la prima torrefazione italiana è quella della Città della Quercia, avviata nel 1790, come certificato anche da documenti storici e riconosciuto dalla Camera di Commercio. Da allora, ininterrottamente, la famiglia Bontadi ha portato avanti questa attività. Ai tempi era una bottega dove si vendeva anche caffè crudo, oggi l’azienda produce 150 mila chili di caffè all’anno, che viene esportato in tutta Europa, in Russia, in Cile e nel nord Italia.

Nel gennaio scorso ha aperto in vicolo del Messaggero, nella sede dell’antica ditta Bontadi, il Museo del Caffè, un luogo dove l’aroma di questa bevanda trasuda da quegli antichi macchinari che nei secoli passati hanno prodotto miscele uniche e pregiate, ancora oggi richieste in diverse parti del mondo. L’idea di creare un posto che conservasse e raccontasse l’affascinante arte del caffè è stata di Stefano Andreis, curatore del museo e titolare della Torrefazione Bontadi.


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Come nasce il progetto di questo museo? “È un’idea che è nata quasi in maniera naturale, viste tutte le attrezzature e tutti gli oggetti che abbiamo trovato in questa azienda. Mi sembrava una cosa importante esporli e dare la possibilità a tutta la gente roveretana, e non, di ammirarli. Non dimentichiamo che ci troviamo lungo l’asse Mart – Casa Depero, che porta nella nostra città un approvvigionamento di turisti direi selezionati e appassionati di cultura”. Quanti pezzi sono esposti e da dove arrivano? “Abbiamo circa 300 pezzi, che sono stati divisi in due settori: c’è una parte dedita alla casa, alle massaie, alla famiglia, agli strumenti casalinghi, e poi c’è la parte professionale dove ci sono tutte le attrezzature industriali appartenenti al mondo del caffè espresso”. Quali sono i pezzi più curiosi? Cosa si può scoprire passeggiando in questo museo? “Si trova tutta la storia della provenienza dell’espresso italiano, perché partiamo da una macchina a colonna che nasce alla fine dell’Ottocento. Gli ingegneri del tempo avevano capito che con una caldaia si riusciva a creare una pressione e con questa a far uscire tramite un’infusione l’acqua che passava attraverso la polvere del caffè e alla fine usciva praticamente un’acqua sporca. Poi negli anni Quaranta siamo arrivati ad un meccanismo con

la leva manuale, con il quale si andava ad aumentare la pressione, e così è nata praticamente la crema del caffè come la conosciamo oggi. Negli anni Sessanta gli ingegneri della Faema sono riusciti a ricreare lo scambiatore di calore, grazie al quale beviamo il caffè ancora adesso, cioè non più con un’acqua ristagnante in caldaia ma con un’acqua di corrente. Quindi, un caffè perfetto”. Per molti anni poi le caffettiere sono state realizzate utilizzando materiale residuo dell’industria bellica, è così? “Certo, soprattutto nel periodo post bellico si nota fortemente questa cosa. Si vedono le attrezzature che sembrano delle bombe. Nelle colonne delle macchine del caffè degli anni Quaranta della Gaggia e della Faema si evidenzia proprio l’obice del cannone. Allora non c’erano soldi per reinvestire subito il materiale in nuovi stampi e quindi gli ingegneri furono bravi ad adattarsi e ad adattare non solo le macchine del caffè ma tutta l’industria dell’epoca”. Il caffè una volta era un lusso, soltanto i ricchi potevano permetterselo. “Sì, il caffè era un lusso, soprattutto le macchine da caffè di famiglia. Se andiamo ad equiparare con il valore del tempo ci volevano circa sette-ottomila euro per comprare una macchina per farsi un espresso in famiglia. Non a caso il logo della torrefazione Bontadi è rappresentato da un veliero, che ricorda che a quei tempi il caffè era una merce, una materia prima, molto ambita nel mondo della pirateria e quindi i commercianti dovevano usare navi


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molto veloci, come i velieri con due o tre alberi appunto, per non essere rapinati. Oggi è diventata la seconda materia prima più scambiata al mondo dopo il petrolio”.

Il caffè che beviamo oggi è lo stesso di 30, 40, 50 anni fa? “Il modo di tostarlo è praticamente rimasto invariato. Credo che sia di quei settori dove la tecnologia ha subìto minori cambiamenti per quanto riguarda l’ingegneria”. L’apertura di questo museo è un po’ anche un omaggio alla famiglia Bontadi dalla quale lei ha rilevato l’azienda nel 2004. “Ripeto, per me è stata una cosa naturale. Loro sono stati bravi a mantenere tutti questi oggetti, e noi siamo stati bravi a creare questo ambiente e ad esporli”.

Che mondo è quello del commercio e della produzione del caffè? “E’ un mondo a tutto tondo, perché bisogna partire dal momento in cui il caffè si coltiva, bisogna selezionare un campo, scegliere una fazenda che garantisca continuità nella produzione di quel determinato tipo di prodotto e di quella qualità particolare, bisogna stoccare il caffè in maniera corretta – noi ad esempio i magazzini li abbiamo a Trieste dove c’è un microclima particolarissimo, tant’ è

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che tutt’ oggi le autorità sanitarie permettono il confezionamento nel sacco di iuta. Dobbiamo essere bravi nella lavorazione, ed essere ancora più bravi, dopo la tostatura - momento in cui il caffè comincia a degradare nella sua particolarità tutte le sostanze organolettiche – a mantenere quella fragranza andando a confezionare il prodotto con le dovute accortezze”.

Da dove proviene il caffè che lavorate? “Noi acquistiamo in tutto il mondo: dal Sudamerica, il cui paese principale è il Brasile, poi abbiamo il centro America con il Messico, adesso c’è anche una nuova varietà cubana molto buona; dall’ Africa, che produce caffè straordinari, ma noi ne utilizziamo solo uno, quello dell’Etiopia perché è l’unico paese che ci garantisce una continuità nel tempo; ma ce ne sarebbero altre di qualità molto buone. Tra l’altro credo sia un paese da tenere sott’occhio perché molte piantagioni africane stanno per essere acquistate dai cinesi che sono molto attenti al mercato, e quindi l’Africa tra non molto potrebbe diventare tra i migliori produttori al mondo. Poi abbiamo quello del Sud-Est asiatico dove stanno producendo dei caffè straordinari; nella zona di Sumatra ad esempio cresce il caffè più costoso al mondo, che è il kopi luwak, un caffè che cresce allo stato selvatico, viene mangiato dal luwak che è una specie di volpe, poi viene defecato e in loco vengono raccolti i chicchi presenti negli escrementi. È un caffè molto pregiato che costa intorno ai 1500 euro al chilo”.


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Accanto al museo, c’è anche una vera e propria Accademia del caffè. “Si tratta di un’attività fondamentale per noi, prima di tutto per dare continuità a quello che noi andiamo a ricercare, e cioè la qualità negli altri. Non posso dare continuità ricevendo qualità ottima e poi andando a dare il prodotto a qualcuno che non lo sa lavorare. Noi quindi dobbiamo andare a cercare la qualità nei campi, nelle fazenda, dobbiamo portarla da noi, dobbiamo confezionare il prodotto in maniera eccelsa. A questo punto però io devo anche

formare il mio cliente che andrà ad offrire la tazzina di caffè nel suo bar al cliente finale. Se noi non facciamo questo tipo di formazione non avremo quella continuità necessaria per portare a buon fine la materia prima, e cioè avere un prodotto eccezionale. Se una soltanto delle cosiddette cinque “emme”, le cinque componenti del nostro lavoro che sono la mano, la materia prima, la miscela, la macinatura e la manutenzione, viene a mancare nella formazione, non riusciremo a dare un ottimo espresso italiano al cliente finale”.

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I suoni delle Dolomiti Quando la montagna incontra la musica in uno spazio condiviso di grande libertà

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CHIARA BASSETTI Direzione artistica

orna anche quest’anno la manifestazione “I Suoni delle Dolomiti”, ventiduesima edizione. Diciannove appuntamenti tra luglio e agosto che porteranno grandi musicisti tra le vette dei Monti Pallidi. Diciannove concerti, due trekking e un’alba magica da trascorrere all’ombra delle maestose cime. Circa una settantina di artisti dal 2 luglio al 26 agosto saliranno in quota in un programma che propone le note e l’improvvisazione del jazz, le arie dolci ed eleganti della musica classica e che ha come filo conduttore per la sezione melodica una serie di progetti in omaggio a Fabrizio De Andrè.

Chiara Bassetti cura la direzione artistica insieme a Paolo Manfrini. In tanti anni di programmazione e di eventi, è cambiata la manifestazione? “No, la manifestazione non è cambiata, la formula che abbiamo ideato ventidue anni fa risulta ancora buona. Il festival si rinnova di anno in anno attraverso le scelte musicali, gli artisti che vengono ospitati e i progetti che vengono ideati. La formula ruota intorno al rispetto per la natura, alla voglia di scoprire la montagna in una dimensione diversa da quella abituale e questo binomio musica-natura è ancora il motore di questa iniziativa


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che, ripeto, è rimasta uguale, è cresciuta nel tempo però mantiene fede agli obiettivi che ci siamo dati per la sua organizzazione”. Quest’anno come è stato scelto il cartellone musicale? “Il cartellone è rappresentativo di tanti generi musicali. Poi a seconda delle esigenze tecniche, delle caratteristiche logistiche del luogo, si cerca di scegliere una proposta che possa essere ambasciatrice dei valori e dell’offerta del territorio Trentino in Italia ma anche all’estero. La logica è quella di proporre un cartellone molto diverso, per target anche diversi di pubblico, con degli artisti importanti e riconosciuti in luoghi molto belli dal punto di vista ambientale”. C’è qualche novità quest’ anno per le location? “I luoghi ruotano. In questi anni ne abbiamo passati tanti. Dalla passata edizione siamo ritornati in quota sulle Dolomiti, e lì ogni luogo è magico. Certo che posti come la Val Nana in Val di Non che abbiamo introdotto l’anno scorso sono davvero molto particolari e molto belli. Cosa vogliamo dire del Col Margherita in Val di Fassa per esempio? Da qui si ammirano tutte le Dolomiti. E così via.... per ogni luogo ci sarebbe un aggettivo da dire. Sono posti molto belli e si cerca di stupire il pubblico anche da un punto di vista ambientale. Poi sono luoghi che anche se ritornano nel tempo, vengono interpretati in maniera diversa dagli artisti che vi si esibiscono”. Chi è il pubblico de I suoni delle Dolomiti? “È un pubblico eterogeneo, che come età va dai venticinque ai settanta-ottanta anni, per cui dentro davvero

c’è di tutto. Ci sono appassionati di musica, appassionati di montagna, appassionati del genere specifico o dell’artista specifico, ci sono persone che scelgono il Trentino per trascorrere qualche giorno di vacanza proprio in concomitanza di concerti ed è anche per questo che si cerca di differenziare l’offerta, per permettere a tutti di trovare sia da un punto di vista della location e quindi della prestazione fisica e sia dal punto di vista musicale la propria dimensione”. È un modo diverso di vivere la montagna ma anche la musica, perché si crea empatia con l’artista. “Sì certo. Per gli artisti è una cosa molto speciale perché cambiano completamente la prospettiva della loro esibizione. Sono su un prato a diretto contatto con il pubblico con cui stanno tutto il giorno, per cui diventa anche per loro un mettersi in gioco e scoprirsi apertamente senza paure. Devo dire che chi partecipa poi ha sempre un bel ricordo perché il lato della relazione umana è molto forte, ma anche la sperimentazione dell’esecuzione in un luogo così può offrire delle opportunità anche all’artista”. Negli anni è cresciuto il festival? “Si, il festival negli anni è cresciuto senza dubbio. Certo dipende molto anche dalle variabili meteorologiche, però diciamo che mediamente siamo attorno ai quaranta-cinquanta mila spettatori. Poi dipende ovviamente anche dal numero dei concerti che offriamo. Anni addietro facevamo trentacinque-trentasette concerti, l’anno scorso erano diciannove come quest’anno. Ma comunque l’anno scorso eravamo sui trentacinque mila spettatori che hanno partecipato. Ma non bisogna scordarsi che questo festival


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nasce come evento di comunicazione e di promozione della montagna del Trentino. E da questo punto di vista la rassegna stampa che ogni anno noi diligentemente raccogliamo e valutiamo testimonia che è ancora uno strumento molto efficace per veicolare l’offerta principale del Trentino, quella ambientale, che è una delle caratteristiche più importanti del nostro territorio”. Entrando nel dettaglio del programma, si parte il 2 luglio in Valle San Nicolò a Jonta in Val di Fassa con il concerto in omaggio a Fabrizio De Andrè firmato Neri Marcorè accompagnato dall’ensemble di Gnu Quartet. Si prosegue il 6 luglio a Passo Lavazè in Val di Fiemme con il jazz d’avanguardia di Franco D’Andrea accompagnato dal batterista Hans Bennink. Ci si sposta quindi in Val Rendena a Malga Movlina il 14 luglio per incontrare il violinista di fama mondiale Gilles Apap accompagnato dalla fisarmonica del serbo Srdian Vukasinovic e dal liuto del turco Tavlan Arikan. Il 16 luglio è Col Margherita in Val di Fassa Gruppo Lusia lo scenario per l’unica alba in programma per un concerto suggestivo con la cantante lappone Mari Boine, vera rivoluzione della musica con quella sua capacità di creare suggestioni sciamaniche. Per i Suoni il progetto speciale si sta sviluppando con i musicisti trentini Corrado Bungaro, Paolo Vinaccia, Carlo La Manna, Roger Ludvigsen e Giordano Angeli. Sono dodici sassofonisti, virtuosi di altrettante orchestre, quelli che il 18 luglio salgono ai Laghi di Bombasèl in Val di Fassa per un concerto che dalla musica classica percorre il tempo fino a Morricone. Il 20 luglio le note di Bach eseguite dal violoncello di Mischa Maisky risuoneranno al Rifugio Rosetta alle Pale di San Martino. Il primo trekking è in programma dal 23 al 25 luglio, si sale sul Gruppo del Catinaccio in compagnia di Mario Brunello, Giuliano Carmignola e Rolf Lieslevand in un cammino musicale attraverso la musica barocca e, a conclusione il 25 luglio concerto al Rifugio Antermoia. Il 29 luglio al Rifugio Giovanni Segantini ci sarà la musica per clarinetto di Alessandro Carbonare, Luca Cipriano e Perla Cormani, trio di fiati con un repertorio che spazia dalla classica al jazz. A cavallo fra il 31 luglio e il 2 agosto si snoda il secondo trekking in Primiero sulle Pale di San Martino in compagnia di Petra Magoni e Ilaria Fantini, voce e arciliuto, che culmina il 2 agosto nel concerto di presentazione del nuovo disco di Musica Nuda nella splendida cornice di Villa Welsperg. Amico del festival da anni è Stefano Bollani che torna il 3 agosto al Rifugio Micheluzzi, in Val Duron. Il canto armonico sarà protagonista il 5 agosto del concerto alle Buse de Tresca in Val di Fiemme con Huun-Huur-Tu quartetto della Repubblica di Tuva a cavallo fra Tibet e Mongolia. Spazio alla danza e alla sperimentazione il 10 agosto a Pian della Nana con il danzatore coreografo coreano Yong Min Cho accompagnato dal violoncello di Mario Brunello. Il 12 agosto un omaggio a Fabrizio De Andrè sull’Altopiano della Paganella a Busa del Cacanù con. Cristina Donà, Rita Marcotulli, Enzo Pietropaoli, Fabrizio Bosso, Javier Girotto, Saverio Lanza, Cristiano Calcagnile in “Amore che vieni amore che vai”. Incontro di kora e violoncello, con i musicisti Ballakè Sissoko del Mali e il francese Vincent Segal a Malga Canvere in Val di Fassa Gruppo Viezzena Bocche il 22 agosto. Il 24 agosto il jazz del quintetto Ensemble Symphony Orchestra accompagna Richard Galliano a Camp Centener in Val Rendena. Gran finale il 26 agosto con un concerto dalle sonorità gipsy e kletzmer con la Barcelona Gipsy balKan Orchestra in Ciampac, Gruppo della Marmolada in Val di Fassa.


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Affidarsi con entusiasmo a rassicuranti cambiamenti

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Ph. Sara Righetto

rogettare un hotel? Ma certo! Sono un architetto, l’ho fatto e continuo a farlo e mi diverte moltissimo. Ma non è questo il punto. Qui si tratta di rimboccarsi le maniche, settimana per settimana, mese per mese per affiancare l’albergatore. Per dargli con la mia creatività e le mie competenze un supporto concreto, per rasserenarlo in tutti i cambiamenti indispensabili a tenere viva l’anima e l’eleganza del suo hotel. “Sara, se ci lasci da soli facciamo confusione, non abbiamo tempo di seguire tutto!”

SARA RIGHETTO Architetto

Come nasce la sua figura professionale? È con questa esclamazione, rivoltami

affettuosamente da un albergatore, che è incominciato il mio lavoro nel mondo dell’hospitality. E, ogni volta che vado in un albergo, ho proprio la conferma che sono davvero tantissimi gli aspetti che un direttore deve organizzare: se solo penso alla gestione del personale, degli ordini delle forniture, delle esigenze dei clienti. In un contesto tanto complesso, non c’è da stupirsi se l’estetica passa in secondo piano. Quali necessità degli hotel va a soddisfare? Se si verifica il bisogno di integrare l’arredo esistente, di migliorare l’illuminazione di uno spazio comune o semplicemente di cambiare i tendaggi e tovagliato e lo si fa frettolosa-


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mente, senza una armoniosa visione di insieme, si rischia di trasformare il proprio hotel in un insieme di rattoppi incoerenti. Quindi, necessità pratiche sicuramente, ma senza tralasciare nemmeno per un istante l’estetica degli ambienti, la coerenza con l’identità dell’albergo e tenendo sempre presente che il cliente deve percepire il meglio e, perché no? Anche stupirsi! Per sentire il desiderio di tornare. Ma qual'è la realtà più frequente? Quello che purtroppo riscontro spesso è che un architetto, una volta consegnato un hotel a cantiere concluso, poi sparisca. Ma, anche dopo poco tempo, un albergatore può sentire il bisogno di rivedere la funzionalità, per esempio della sala ristorante, e da solo certo non ha il tempo e le competenze per farlo. È a questo punto che intervengo: analizzo il progetto del progettista, per non perdere mai di vista la sua impronta iniziale e prendo in mano la situazione per risolvere le esigenze del caso.

Quale il suo modo di operare? Primo step: ascoltare e osservare. Certi clienti mi dicono che sono un “architetto psicologo”: mi fa sorridere! Quando l’albergatore mi evidenzia una situazione critica, mi soffermo ad esaminare in modo molto analitico lo stato delle cose e il rapporto fra lo spazio e le persone che lo vivono, sia ospiti sia personale addetto. Il mio lavoro parte proprio dalla comprensione delle diverse dinamiche. Poi fissiamo insieme il budget e le tempistiche per l’obiettivo da raggiungere. Condividiamo un progetto di massima, e infine sviluppo quello definitivo. Si analizzano i preventivi e si scelgono le maestranze, non solo in base al prezzo più conveniente, ma soprattutto per capacità e rispetto dei tempi. E poi si parte con i lavori veri e propri.

dell’hotel: mi accorgo, infatti, che non si presta attenzione all’importanza dell’estetica. Ma, inevitabilmente, tutto passa prima attraverso lo sguardo! E questo è un dato molto importante. Dal momento in cui una persona entra in un luogo, dapprima i suoi occhi attraversano l’insieme e, poi, sono attratti dai dettagli. La coerenza fra il tutto e le sue parti la ritengo fondamentale. E non ci si immagina neppure quanto poco basti per fare la differenza: è solo una questione di sensibilità.

Che punti critici spesso presentano gli hotel? Purtroppo, in molteplici situazioni non c’è consapevolezza circa il bisogno di un relooking o di un restyling

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ANGOLO FISCALE GESTOR EWS  [ 31 ]

Il redditometro

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base al comma 4 dell’art.38 del DPR n.600/73, l’Ufficio può determinare sinteticamente il reddito complessivo del contribuente (persona fisica) sulla base di spese: i) di qualsiasi genere; ii) sostenute nel corso del periodo d’imposta accertato; inoltre il comma 5 dello stesso art. 38 prevede che l’ufficio possa determinare sinteticamente il reddito complessivo facendo riferimento altresì a specifici “elementi indicativi di capacità contributiva” (individuati dal MEF con apposito Decreto) da emanare con periodicità biennale. Il MEF ha emanato il Decreto 16.9.2015, pubblicato sulla G.U. 25.9.2015, n. 223, che individua il “contenuto induttivo degli elementi indicativi di capacità contributiva sulla base dei quali può essere fondata la determinazione sintetica del reddito”. Il nuovo De-

creto tiene conto dei rilievi formulati dal Garante della Privacy con il Parere 21.11.2013 ed evidenzia il ruolo delle spese effettive nella ricostruzione sintetica, ridimensionando in modo sostanziale il ruolo delle spese medie ISTAT. Peraltro ciò era già stato recepito dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare 11.3.2014, n. 6/E. Di seguito si analizza il contenuto del D.M. 16.9.2015. Elementi di spesa indicativi di capacità contributiva e accertamento induttivo (art. 1) L’art. 1, D.M. 16.9.2015, analogamente al precedente Decreto, dispone che: • gli elementi indicativi di capacità contributiva sono individuati nella Tabella A allegata al Decreto (riportata in fondo all’articolo) e riguardano le spese sostenute dal contribuente per l’acquisizione di servizi e beni e per il relativo man-

A CURA DI Claudio Della Pietra

tenimento (comma 2); • il contenuto induttivo degli elementi indicativi di capacità contributiva, ovvero l’ammontare di reddito ricostruibile attraverso i predetti elementi, è determinato tenendo conto (comma 3): a) della spesa media, per gruppi e categorie di consumi, del nucleo familiare di appartenenza che corrisponde alla spesa media annuale dei consumi delle famiglie elaborata dall’ISTAT sulla base di “campioni significativi” di contribuenti appartenenti a 11 tipologie di nuclei familiari presenti nelle 5 aree territoriali di suddivisione del territorio italiano. Le tipologie di nuclei familiari, indicate nella Tabella B allegata al Decreto (suddivisi in base alle 5 aree territoriali in cui è ripartito il territorio nazionale: Nord-Est,


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[ 32 ]  GESTOR EWS ANGOLO FISCALE

Nord-Ovest, Centro, Sud, Isole), risultano invariate rispetto al precedente D.M., e sono le seguenti:  1  2  3  4  5  6  7  8  9 10 11

Persona sola con meno di 35 anni Coppia senza figli con meno di 35 anni Persona sola con età compresa tra 35 e 64 anni Coppia senza figli con età compresa tra 35 e 64 anni Persona sola con 65 anni e più Coppia senza figli con 65 anni e più Coppia con 1 figlio Coppia con 2 figli Coppia con 3 o più figli Monogenitore Altre tipologie

b) delle “risultanze di analisi e studi socio economici, anche di settore” (comma 4); • per la determinazione sintetica del reddito, in presenza delle spese indicate nella citata Tabella A, non va più fatto riferimento al maggiore ammontare tra: i) quanto disponibile risultante dalle informazioni presenti in Anagrafe tributaria e ii) quanto determinato considerando le spese medie ISTAT essendo ora previsto che “l’ammontare risultante dalle informazioni presenti in Anagrafe tributaria si considera prevalente rispetto a quello calcolato induttivamente” (comma 5). Resta ferma la validità dei dati desumibili attraverso le analisi e gli studi socio economici, anche di settore ed è confermato che l’Ufficio può utilizzare anche gli elementi di capacità contributiva diversi da quelli della Tabella A, se dispone di informazioni relative al sostenimento di spese per l’acquisizione di servizi e beni e relativo mantenimento e alla quota di risparmio riscontrata, formatasi nell’anno, con la precisazione che la stessa va assunta al netto del risparmio utilizzato per consumi e investimenti. Gli “elementi indicativi di capacità contributiva” di cui alla citata Tabella A sono quelli riportati al piede dell’articolo

Spese per beni e servizi (art.2) L’art. 2 del Decreto in esame conferma il principio in base al quale: • sono attribuite al contribuente le spese relative all’acquisizione di beni e servizi, risultanti dai dati disponibili o dalle informazioni presenti in Anagrafe tributaria e le spese relative all’acquisizione di beni e servizi effettuati dal coniuge e familiari fiscalmente a carico; • non sono attribuite al contribuente le spese relative all’acquisizione di beni e servizi effettuati esclusivamente per l’attività d’impresa o lavoro autonomo “sempre che tale circostanza risulti da idonea documentazione”. Utilizzo dei dati per la determinazione sintetica del reddito (art. 3) Il reddito complessivo del contribuente, come previsto dall’art. 3 del Decreto in esame, è determinato sulla base: a) dell’ammontare delle spese, anche diverse da quelle indicate nella citata Tabella A, che risultano sostenute dallo stesso in base ai dati disponibili o alle informazioni presenti in Anagrafe tributaria; b) dell’ammontare delle ulteriori spese riferite ai beni e servizi di cui alla Tabella A, determinate in base ad analisi e studi socio economici. Tali analisi sono utilizzate per la ricostruzione delle spese per l’utilizzo di veicoli, barche e aeromobili attraverso le specifiche tabelle relative alla “spesa media risultante dall’indagine annuale sui consumi delle famiglie … effettuata

su campioni significativi di contribuenti appartenenti ad undici tipologie di nuclei familiari distribuiti nelle cinque aree territoriali in cui è suddiviso il territorio nazionale”. Gli importi indicati nelle tabelle ISTAT sono riferite a spese mensili; c) della quota relativa agli incrementi patrimoniali imputabile al periodo d’imposta, nella misura determinata con le modalità indicate nella citata Tabella A; d) della quota di risparmio dell’anno. Come sopra accennato, il risparmio va assunto al netto di quanto utilizzato per consumi e investimenti. Si evidenzia che le nuove disposizioni non fanno più riferimento alla quota parte dell’ammontare della spesa media ISTAT riferita ai consumi del nucleo familiare di appartenenza, calcolata e attribuita al singolo componente in proporzione al suo reddito rispetto a quello familiare. Con la Circolare 31.7.2013, n. 24/E l’Agenzia delle Entrate, in merito alla quantificazione dell’ammontare delle spese attribuibili al contribuente, classifica le stesse in varie tipologie, come di seguito rappresentate: TIPOLOGIA SPESA

DESCRIZIONE

SPESE CERTE

Spese di ammontare certo, oggettivamente riscontrabili, conosciute dal contribuente e dall’Amministrazione finanziaria.

SPESE ISTAT

Spese mutuate dalla classificazione ISTAT come risultante dall’indagine annuale sui consumi delle famiglie.

SPESE PER BENI DUREVOLI

Quota di spesa, sostenuta nell’anno, per l’acquisto di beni e servizi durevoli.

Contraddittorio (art.4) L’art. 4 del Decreto esaminato conferma che il contribuente, in caso di accertamento sintetico, ha la possibilità di dimostrare che il finanziamento delle spese è avvenuto: - con redditi diversi da quelli posseduti nel periodo d’imposta; - con redditi esenti o soggetti a ritenuta a titolo d’imposta, esclusi; - da parte di soggetti diversi dal contribuente; o può dimostrare il diverso ammontare attribuibile al contribuente stesso. Decorrenza delle nuove disposizioni (art.5) L’art. 5 del Decreto in esame dispone, infine, che le disposizioni sopra esaminate sono applicabili agli accertamenti sintetici relativi agli anni a decorrere dal 2011. Considerazioni finali Per il “nuovo” redditometro assume rilevanza il concetto di spesa e, pertanto, in presenza di rilevanti spese sostenute, il reddito accertabile in capo al contribuente aumenta e per la quasi totalità delle voci di spesa l’Ufficio considera soltanto quanto disponibile o presente nell’Anagrafe tributaria. Riferimenti legislativi • A rt. 38 D.P.R. 600/73 disposizioni accertamento imposte sui redditi • Circolare 11/3/2014, n. 6/E accertamento sintetico del reddito complessivo • D.M. 16/9/2015 accertamento sintetico del reddito complessivo delle persone fisiche, per gli anni d’imposta a decorrere dal 2011 Siti di interesse • w ww.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/09/25/15A07218/sg • w ww.istat.it • www.ilsole24ore.com/pdf2010/Editrice/ILSOLE24ORE/ ILSOLE24ORE/Online/_Oggetti_Correlati/Documenti/ Norme%20e%20Tributi/2014/03/CIR6E-11-3-14.pdf


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Manifattura Cozzi - Venezia 1765 Il progetto della rinascita e della valorizzazione della Manifattura Cozzi di Venezia (1765 – 1815) prende le mosse dalla volontà di recuperare l’antica tradizione artistica veneziana delle porcellane, nell’ambito della produzione europea del Settecento. Geminiano Cozzi, uomo di marketing del Settecento, comprese di avere dinanzi a sè un mercato che andava differenziandosi e di conseguenza impostò due diversi tipi di produzione, l’uno medio alto, a disposizione delle caffetterie e del ceto borghese, l’altro di elevata qualità con pezzi eccezionali destinati alle grandi famiglie ed alla nobiltà. Grazie albattage pubblicitario, promosso a mezzo di stampa dal Cozzi, con spirito di moderno imprenditore, i prodotti varcarono ben oltre i confini della Repubblica Veneta, fin nel Levante. Oggetti della Manifattura Cozzi possono essere ammirati, tra gli altri, al Victoria & Albert Museum di Londra, al Paul Getty Museum in California, nei Musei civici Veneziani di Ca’ Rezzonico, Galleria di Palazzo Cini, Fondazione Querini Stampalia, Palazzo Ducale, Palazzo Nani Mocenigo, ai musei civici di Torino e Napoli, e sono tutt’ora battuti alle più esclusive aste di Sotheby’s e Christie’s, e di molte altre case d’asta, formando oggetto di collezioni private. Tant’è che da marzo 2016 il Museo del settecento veneziano di Ca’ Rezzonico presenta una prestigiosissima mostra monotematica sulla Manifattura Cozzi, con esposizione di oltre 500 pezzi provenienti dai principali musei mondiali e da privati collezionisti. Oggi le porcellane Cozzi, grazie alla stessa cura e qualità della manifattura di un tempo, riportano l’esclusività e la raffinatezza sulla tavola dei più prestigiosi hotels e leading restaurants. Il marchio Cozzi Venezia 1765 esprime infatti l’alta gamma di Manifattura di Venezia, Azienda che grazie alla lunga esperienza e competenza della famiglia Tognana, si è specializzata nella fornitura di porcellane da tavola, bone china, vetro e complementi per l’hotellerie di classe, per leading restaurants, per la crocieristica, casinò, banchettistica e la ristorazione commerciale, ed infine per i villaggi vacanze. Nello showroom della sede operativa di Treviso è presente una vasta collezione caratterizzata da qualità assoluta, eleganza, innovazione, versatilità e studiata funzionalità. A cura di Manifattura di Venezia ADV Gestor mezza pagina_02 esecutivo.pdf

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IL PRODOTTO GESTOR EWS  [ 35 ]

© Fotolia - arinahabich

La mela Un concentrato naturale di bontà

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a salute vien mangiando. E ci sono prodotti, in natura, che rappresentano un vero e proprio concentrato di proprietà benefiche per l’organismo. Tra questi, senza dubbio, figura la mela. Un frutto che per le sue qualità e caratteristiche, secondo gli esperti non dovrebbe mai mancare in una dieta sana ed equilibrata, essendo fonte naturale di vitamine e antiossidanti. Dici “mela” e pensi subito al Trentino Alto Adige, dove alcuni territori sono quasi del tutto vocati a questa coltura, il cui frutto è diventato segno indiscutibile di riconoscimento. In Italia infatti la produzione è concentrata soprattutto nella nostra regione (46%), ma anche in Emilia-Romagna (17%) e Veneto (14%). Altre aree di una certa importanza sono Piemonte, Lombardia e Campania. Si trovano in commercio ormai sempre. La mela è il frutto più destagionalizzato, infatti lo si trova tutto l’anno poiché vengono fatte maturare len-

tamente in atmosfera controllata. La sua naturale maturazione varia da fine agosto a metà ottobre. La coltivazione del melo risale all’età della pietra e le varietà di mele oggi commercializzate sono circa duemila in tutto il mondo, mille in Italia. Alcune varietà più comuni: Fuji, tondeggiante, buccia colore rosso-rosato, polpa croccante e succosa, sapore dolce, ricca di fruttosio Golden Delicious, buccia colore giallo, polpa croccante e compatta, sapore dolce leggermente acidulo Granny Smith, buccia verde, polpa croccante, ricca di magnesio Renetta, forma irregolare, buccia rossa e verde Stark Delicious, buccia rossa, polpa fine e croccante, sapore aromatico, contiene molto carotene e retinolo Mela Annurca, tipica della Campania, più piccola rispetto alle altre, rotondeggiante con buccia rossa

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striata e polpa bianca, succosa, dolce, di eccezionale sapore. Tornando alle proprietà nutrizionali della mela, questa rappresenta una fonte alimentare essenziale di polifenoli (circa il 22% dei polifenoli necessari vengono assunti attraverso questi frutti). Sono presenti anche discrete quantità di flavonoidi. Le mele sono anche ricche di vitamine. Quelle presenti sono: vitamina B, riboflavina (vit. B2), niacina (vit. B3), acido folico (vit. B9); vitamina A, vitamina C. Tra i sali minerali della mela troviamo il sodio, il potassio, il ferro, il calcio, il fosforo e lo zinco. In questo frutto è presente un vero patrimonio di sostanze antiossidanti e protettive nei confronti dei tumori. In cucina le mele possono essere impiegate non soltanto per preparare torte e strudel, ma anche per accompagnare e insaporire carni rosse o bianche per preparare salse, marmellate e conserve o ancora cocktail e bevande.


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[ 36 ]  GESTOR EWS LA RICETTA

Ingredienti per 6 commensali: • Riso Carnaroli gr. 420 • Brodo vegetale gr. 1100 (circa) • Mele Granny Smith gr. 180 • Trentingrana grattugiato gr. 150 STEFANO GOLLER Executive Chef

• Porro stufato gr. 90 • Nocciole tostate gr. 75 • Burro nostrano gr. 60 • Sale e pepe di macinino q.b.

La ricetta IL RISOTTO CARNAROLI MANTECATO CON MELE GRANNY SMITH, PORRO STUFATO E NOCCIOLE TOSTATE

Procedimento Pulire e lavare il porro, tagliarlo a piccoli cubetti e farlo appassire in un saltiere con un filo di olio di oliva. Una volta appassito aggiungete il riso Carnaroli e farlo tostare, aggiungervi poi poco di brodo vegetale alla volta continuando la cottura e rimestando il riso di continuo. A parte lavare e tagliare le mele lasciando anche la buccia, spadellarle in un saltiere con una noce di burro. A cottura quasi ultimata, togliere il riso dalla fonte di calore e mantecarlo con il Trentingrana, il burro, le mele precedentemente spadellate e le nocciole tostate e tagliuzzate. Posizionare il risotto nel piatto prescelto e guarnire con del porro fritto, delle nocciole e poi a piacimento per dare un tocco di colore posizionarvi un rametto di timo e pomodorino datterino.


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Gestornews maggio 2016 by Gestor Società Cooperativa - Issuu