

L’asino Fofo

un racconto di Giulia Maria Falzea illustrato da Claudia Palmarucci
L’asino Fofo sapeva di miele e farina. Pareva impastato, come un biscotto, dalle mani di nonna.


L’asino Fofo aveva centotré anni e gli occhi rotondi sempre bagnati da un poco di luce. Aveva visto tutti i posti del mondo, l’asino Fofo.





Sul dorso, appena appena arcuato, s’era caricato cinquantacinque quintali di basto.



Sul dorso, l’asino Fofo aveva portato bambine e bambini, in fasce e piangenti.




Li aveva cullati,
aveva anche dato loro i nomi del vento e del sole.


Nel basto portava solo domande, stipate per bene, alcune pesanti, altre troppo leggere.

Trentasei ricette diverse per fare i ravioli, ottantacinque versioni sconosciute di Biancaneve, quarantasei abecedari di lingue che nessuno più parla.
Una dozzina di foto proibite,




un fiocco di neve,


un granello di sabbia del deserto assolato,


un poco di acqua di mare.