

INFANZIA


Accelerazioni improvvise, mutamenti di sguardo, scoperte. In altre parole: il continente sismico dell’infanzia.
TERREMOTI
Michele andava alle elementari in una scuola cattolica per poveri, attaccata a una scuola cattolica per benestanti e, per un accordo tra le suore che gestivano entrambi gli istituti, i vicini più ricchi lasciavano usare ai vicini più poveri il loro teatro.
Una sala grande con un vero palcoscenico.






una canzone comica napoletana su una sciantosa che aveva deciso di andare in tournée a Parigi.

Ma il capolavoro di Madre Deo fu quando adattò per la scena un poema di Salvatore Di Giacomo
“Lassamme fa’ a Dio”. Michele ebbe la parte del Padreterno e un parrucchiere gli incollò alla faccia una barba finta. Truccato in quel modo attraversò le strade del quartiere sotto lo sguardo stupito dei passanti.

Per andare a scuola da Madre Deo, si saliva per un’antica scalinata di piperno, detta Scale al Paradiso perché l’istituto era in vicolo Paradiso. Chissà che proprio questa collocazione non avesse ispirato la direttrice a mettere in scena il poema di Di Giacomo ambientato tra i miseri vicoli di Napoli e il più alto dei cieli.

Non su quella, ma su un’altra scalinata del quartiere, Michele e altri due suoi amici avevano trovato il loro posto segreto.
Mentre le funicolari che costeggiavano le scale salivano e scendevano rumorosamente, i tre andavano lassù ad ammirare, scagliata sul fondale secco di un canale, una mano! Era la traccia di un omicidio oun’amputazione volontaria?
