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C’è un luogo in cui il mare incontra la pietra chiara delle cattedrali, dove i vicoli medievali convivono con eleganti boulevard ottocenteschi e dove ogni tramonto sembra invitare a rallentare il passo per osservare l’orizzonte. Quel luogo è Bari.
Capoluogo della Puglia e porta naturale dell’Adriatico, Bari occupa una posizione strategica nel cuore del Mediterraneo. Da sempre crocevia di commerci, culture e popoli, la città ha costruito la propria identità sull’incontro: tra Oriente e Occidente, tra tradizione e innovazione, tra spiritualità e quotidianità.




Con oltre 300.000 abitanti, Bari è oggi una città dinamica e accogliente, capace di sorprendere chi la visita per la prima volta e di conquistare chi la vive ogni giorno. Il suo porto, tra i più importanti del Mediterraneo, continua a rappresentare un punto di collegamento con i Balcani e il Medio Oriente, mentre il suo patrimonio storico e culturale racconta una storia millenaria fatta di dominazioni, scambi e contaminazioni.










































































Le origini della città affondano nell’antichità. Abitata già in epoca pre-romana dai Peucezi, Bari divenne un importante centro commerciale sotto l’Impero Romano e consolidò il proprio ruolo strategico durante il Medioevo. Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi hanno lasciato testimonianze ancora oggi visibili tra castelli, chiese e palazzi storici. Ma è soprattutto la figura di San Nicola ad aver contribuito a rendere Bari una città conosciuta nel mondo, trasformandola in una meta di pellegrinaggio e dialogo tra culture e confessioni religiose diverse.
















Eppure Bari non è soltanto la somma dei suoi monumenti. È una città che si lascia scoprire attraverso le persone, i profumi, i racconti e le atmosfere che animano le sue strade. È la voce delle signore che preparano le orecchiette nei vicoli di Bari Vecchia, il suono delle onde che accompagna una passeggiata sul lungomare, la meraviglia che si prova entrando in un teatro storico o osservando la luce del tramonto riflettersi sul mare Adriatico.
Per questo motivo abbiamo scelto di raccontarla attraverso i suoi quartieri, veri custodi dell’identità cittadina.













































































































Quello che segue non è soltanto un itinerario turistico. È un invito a lasciarsi sorprendere da una città che non ama esibire la propria bellezza, ma preferisce rivelarla poco alla volta. Perché Bari non si conquista in un giorno e non si comprende da una cartolina.
Bari si vive.
E, quasi senza accorgersene,
















































































































































































































































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Per comprendere davvero Bari bisogna partire dalle sue radici. Bari Vecchia è il cuore più autentico della città, un intreccio di vicoli, piazze e monumenti che raccontano oltre mille anni di storia. Qui si incontrano culture diverse, approdate nel tempo sulle rive dell'Adriatico: mercanti, pellegrini, navigatori e conquistatori hanno lasciato tracce che ancora oggi caratterizzano l'identità del quartiere.








Passeggiare tra le sue strade significa scoprire una città che custodisce il proprio passato senza rinunciare alla vitalità del presente. Tra chiese romaniche, musei e castelli, ogni angolo racconta una storia capace di conquistare visitatori e residenti.











































































































La casa del santo che ha reso Bari famosa nel mondo
Spiritualità, arte romanica, pellegrinaggi.
Più che un monumento, la Basilica di San Nicola rappresenta l’anima spirituale della città. Costruita tra il 1087 e il 1197 per accogliere le reliquie di San Nicola, trafugate dalla città di Myra da alcuni marinai baresi, è considerata uno dei più importanti esempi di architettura romanica pugliese.
convivono armoniosamente. La basilica è meta di pellegrinaggi provenienti da tutto il mondo, soprattutto dai Paesi dell’Europa orientale, dove San Nicola è venerato come uno dei santi più importanti della tradizione cristiana.
Scendendo nella suggestiva cripta si percepisce il valore universale di questo luogo, capace di unire culture e confessioni religiose diverse. È proprio qui che Bari rivela la sua vocazione di ponte tra Oriente e Occidente.




La sua facciata sobria e monumentale introduce a un interno ricco di fascino, dove arte, fede e storia
Ogni anno, a maggio, la città celebra la Festa di San Nicola con una spettacolare processione a mare che coinvolge migliaia di persone.





























Il capolavoro romanico che custodisce il sole di Bari
Arte sacra, architettura, storia medievale
Elegante, luminosa e meno conosciuta rispetto alla Basilica di San Nicola, la Cattedrale di San Sabino è uno dei tesori più preziosi di Bari. Edificata tra il XII e il XIII secolo sulle rovine di una precedente chiesa distrutta durante l’assedio normanno, rappresenta uno dei massimi esempi di romanico pugliese.
La pietra chiara della facciata, il grande rosone e gli interni armo-

niosi, trasmettono una sensazione di equilibrio e serenità. Sotto la chiesa si sviluppa un importante percorso archeologico che permette di scoprire le stratificazioni storiche della città.
La cattedrale è celebre anche per un fenomeno astronomico che si verifica durante il solstizio d’estate: un raggio di sole attraversa il rosone e illumina un preciso punto del pavimento, riproducendo un evento studiato e progettato dagli antichi costruttori.
Il fenomeno del “sole di San Sabino” richiama ogni anno appassionati di storia, astronomia e architettura.










































































































































































Un viaggio nella storia del santo che unisce i popoli
Cultura religiosa, storia, tradizioni
Accanto alla Basilica di San Nicola si trova un museo che permette di approfondire il legame tra il santo e la città. Il Museo Nicolaiano custodisce documenti, dipinti, oggetti liturgici e testimonianze che raccontano la diffusione del

culto nicolaiano nel Mediterraneo e nel mondo. Le sale illustrano il viaggio delle reliquie da Myra a Bari, l’evoluzione delle celebrazioni dedicate al santo e il ruolo che la città ha assunto nei secoli come meta di pellegrinaggio internazionale.
Visitare questo museo significa comprendere come la figura di San Nicola abbia contribuito a costruire l’identità culturale e religiosa della città.

Dove la fede diventa arte la Veglia Pasquale. Mentre il sacerdote leggeva il testo sacro,













































































































































































































































































































La fortezza che domina Bari da quasi mille anni







































Storia militare, importanti dell’Italia meridionale. Nel corso dei secoli fu utilizzato come presidio militare, residenza nobiliare e centro amministrativo. Oggi ospita mostre ed eventi

















































































Resti romani, abitazioni medievali e testimonianze rinascimentali convivono nello stesso spazio, offrendo un racconto concreto dell’evoluzione urbana di Bari.
Una visita che permette di



































































































































































Lasciandosi alle spalle il fascino senza tempo di Bari Vecchia, la città continua a raccontarsi attraverso quartieri che custodiscono identità diverse ma profondamente complementari. È qui che Bari mostra il suo volto più contemporaneo: elegante, dinamico e aperto al mare. Murat, Umbertino e Madonnella rappresentano tre modi diversi di vivere la città, tre atmosfere che si susseguono naturalmente durante una passeggiata e che, insieme, contribuiscono a rendere Bari una meta capace di sorprendere a ogni passo.
Il quartiere Murat è il simbolo della Bari moderna. Nato all’inizio dell’Ottocento come ampliamento della città oltre le antiche mura, si distingue per il suo ordinato impianto urbanistico, con strade ampie e rettilinee che si incrociano formando una regolare maglia a scacchiera. È il quartiere della vitalità cittadina, dove il ritmo è scandito dalle passeggiate, dallo shopping, dai caffè e dall’incontro tra residenti e visitatori. Qui la città esprime il suo carattere più vivace e cosmopolita, mantenendo un’eleganza sobria




che invita a osservare con calma le facciate dei palazzi, le piazze e gli scorci che si aprono lungo i grandi viali. Non è un caso che Murat venga spesso definito il “salotto” di Bari: da oltre un secolo è il punto di riferimento della vita sociale e commerciale della città. Un’altra curiosità riguarda il suo impianto urbanistico, tra i più regolari d’Italia, ispirato ai principi dell’urbanistica napoleonica e ancora oggi perfettamente riconoscibile.

























Procedendo verso il mare si entra


























































nell’Umbertino, un quartiere nato tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, quando Bari attraversava una stagione di grande crescita economica e culturale. Qui l’atmosfera diventa più raccolta e raffinata: gli edifici storici, i viali alberati e le eleganti architetture raccontano il gusto della Belle Époque e il desiderio della città di affermarsi come importante centro del Mezzogiorno. Passeggiare nell’Umbertino significa immergersi in una Bari signorile, dove ogni dettaglio architettonico contribuisce a creare un paesaggio urbano armonioso. Tra le sue particolarità spicca la presenza di numerosi edifici in stile Liberty ed eclettico, che ne fanno uno dei quartieri più rappresentativi di questo linguaggio architettonico in Puglia. Inoltre, grazie alla presenza di ampi viali e spazi verdi, l’Umbertino conserva ancora oggi un’atmosfera tranquilla, ideale per essere scoperta senza fretta.
diversi, rendendo questa parte della città particolarmente suggestiva.
Madonnella conserva un’anima autentica e rilassata, capace di coniugare eleganza e semplicità.
Tra le sue curiosità spicca il fatto che il lungomare monumentale di Bari, realizzato tra gli anni Venti e Trenta del Novecento, sia considerato uno dei più lunghi e scenografici d’Europa. Ma è soprattutto il rapporto quotidiano dei baresi con il mare a rendere speciale questo quartiere: all’alba come al tramonto, il lungomare si trasforma in un luogo di incontro, sport e socialità, diventando parte integrante della vita cittadina.
Tre quartieri, tre identità e un’unica città da vivere con lentezza. Perché Bari non conquista soltanto con i suoi monumenti, ma con l’atmosfera che si respira passeggiando tra le sue strade, lasciandosi guidare dalla curiosità e dalla voglia di scoprire, passo dopo passo, tutte le sfumature del suo carattere.







, il quartiere che più
































L’itinerario si conclude a Madonnella, il quartiere che più di ogni altro racconta il legame tra Bari e il mare. Nato all’inizio del Novecento come naturale espansione della città verso la costa, oggi è uno dei luoghi più amati dai baresi, dove la vita quotidiana si intreccia con il paesaggio dell’Adriatico. Qui il ritmo rallenta: le passeggiate sul lungomare, la brezza marina e la luce che cambia nel corso della giornata regalano scorci sempre

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La tradizione che continua a vivere Storia, prosa, cultura
Affacciato su Corso Vittorio Emanuele II, il Teatro Piccinni è il più antico teatro cittadino.

Intitolato al compositore barese
Niccolò Piccinni, è stato inaugurato nel 1854 e per oltre un secolo ha rappresentato il principale centro della vita culturale locale.
Gli eleganti interni e la sua posizione strategica ne fanno ancora oggi uno dei luoghi più amati dai cittadini e dai visitatori.




Il teatro nato sul mare



Arte contemporanea, architettura, fotografia
Costruito tra il 1912 e il 1914 su una piattaforma sostenuta da palafitte, il Teatro Margherita è uno






La sua posizione sull’acqua lo rende unico nel panorama italiano e contribuisce a creare uno dei panorami più fotografati della città. Nato come spazio dedicato agli spettacoli teatrali e alle attività mondane, oggi ospita mostre ed eventi legati all’arte contemporanea.






































































ziativa della famiglia Petruzzelli, è diventato rapidamente uno dei principali teatri italiani. Dopo il devastante incendio del 1991, la sua ricostruzione è stata vissuta dai baresi come una vera rinascita collettiva.
Oggi ospita stagioni liriche, concerti, balletti e grandi eventi internazionali, continuando a essere il cuore culturale della città.














Architettura, cinema,



borghesia barese, conserva ancora oggi il fascino delle grandi sale del Novecento.
Le decorazioni interne e la posi-



































Perché i pazienti viaggiano per raggiungerci?
Non siamo la classica meta del turismo dentale low-cost. Navi Dental è il punto di arrivo per chi cerca standard clinici internazionali, senza compromessi. Ogni mese, la nostra bussola guida pazienti provenienti da Scozia, Francia, Dubai, USA, Spagna, Germania e Panama, oltre a professionisti da Milano, Roma e Torino. A questi si aggiungono i tantissimi pazienti di Puglia, Sicilia, Calabria e Basilicata che ci raggiungono comodamente in auto. Non viaggiano per cercare il risparmio. Viaggiano per trovare la massima precisione clinica unita a un’esperienza di cura totalmente priva di stress.

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Quando l’acqua diventa patrimonio culturale
Architettura, design, storia industriale
Pochi edifici raccontano la storia della Puglia come Palazzo dell’Acquedotto. Realizzato negli anni
delle regioni più assetate d’Italia.
Gli interni, decorati dall’artista












Duilio Cambellotti, trasformano un edificio amministrativo in una vera opera d’arte. Mosaici, affreschi e decorazioni raccontano il rapporto tra uomo, territorio e risorse naturali.
È uno dei più significativi esempi di architettura pubblica italiana del
























































































porto, offre una prospettiva unica














































Il culto di San Nicola ha origini molto antiche. Pur non essendo originario della città, ma della Turchia, dai baresi e non solo è considerato un punto di riferimento, diventando addirittura patrono di Bari. Noto come San Nicola di Myra è originario dell’Asia Minore, si ipotizza della città greca di Pàtara. Fu un vescovo della città di Myra, in Licia (Turchia), nel IV secolo d.C. Qui rimasero i suoi resti, fino all’assalto dei mussulmani e al seguente loro recupero da parte di alcuni baresi. Il suo culto è un ponte tra occidente ed oriente, perché è venerato sia dai cristiani che dagli ortodossi. Nel mondo, probabilmente, è conosciuto con il nome più famoso di Santa Claus. Le ricorrenze sono due: l’8 maggio, data del recupe-





































































ro delle spoglie del santo, e il 6 dicembre, giorno della sua morte. La celebrazione della festa inizia molto presto con una solenne messa alle prime luci del dì, verso le 5 di mattina. Finita la messa si prosegue con la visita alla cripta del Santo, dove sono riposte le reliquie e dov’è presente la colonna miracolo di marmo rossiccio, un particolare oggetto di culto popolare e religioso. Secondo la leggenda è stata trovata sulla riva del mare il giorno della deposizione delle ossa nella cripta del Santo. E se vi chiedete perché questa colonna è miracolosa, bisogna allora indagare nel rito popolare delle zitelle. Si tratta di una tradizione antica, unita a fondo nella cultura di questo popolo, secondo cui le donne nubili e di giovane età, chiedevano una grazia al Santo toccando la colonna e girando per 3 volte consecutive attorno ad essa. Questa usanza è decaduta al fine di preservare l’integrità della colonna, anche se tutt’ora vengono lasciati dei bigliettini alla sua base. Durante la celebrazione della messa, tra le mura del centro storico e le vie principali prende forma la fiaccolata nicolaiana. Una lunga marcia di torce accese che dal Parco 2 Giugno arriva al sagrato della Basilica. Ma il momento più atteso è al termine della messa, con l’arrivo della fiaccolata: la colazione di San Nicola, a base di cioccolata calda e tipici dolci natalizi del luogo.


































































La presenza degli dei greci nella vita e nelle tradizioni dell’antica Bari
Sembra che Bari, nell’antichità, fosse meta di diverse divinità greche. Ermes, il messaggero degli dei, per primo la visitò, curioso di vedere come vivessero i mortali.
Al passaggio di Dioniso, dio del vino, invece, si scatenò un putiferio: le donne si ubriacarono fino a perdere ogni freno, tanto che gli uomini, rimasti lucidi, dovettero chiedere l’intervento della dea Era.
È con Atena che la città assunse la fama di centro culturale. Ella, infatti, vi invitò diversi filosofi dell’epoca a tenere lezioni, tra cui Platone. Il dio più temuto dai baresi era invece Poseidone. Egli s’accorse che il popolo non donava mai in offerta del pesce, ma solamente la carne. Montò su tutte le furie e minacciò i baresi con terribili maremoti e la promessa di naufragio delle navi partite dal porto, se non avessero offerto anche del pesce insieme alla carne.















Da allora gli abitanti offrirono anche il pesce come dono agli dei.











































































Le credenze popolari legate alle Masciare
Conosciuto come “U arche d’la Masciare”, secondo il folklore popolare, sotto quest’arco, nei pressi della Basilica di San Nicola, le streghe di Bari si davano appuntamento per lanciare il malocchio e fare incantesimi agli ignari che passavano nei pressi. Le “Masciare” erano capaci di trasformarsi in gatte nere, e chi nelle vicinanze dell’arco le incrociava doveva farsi il segno della croce per tre volte e ripetere questa frase: “Maestra Diana che vai per la via devo incontrare Gesù, Giuseppe e Maria”.



Le reliquie e i misteri della Basilica di San Nicola
















Le leggende legate alla Basilica appartengono a tradizioni diverse. La prima, di origine cristiana, racconta che le reliquie di San Nicola, giunte a Bari, furono trasportate da una coppia di buoi che si fermò nel punto in cui oggi sorge la Basilica, rifiutandosi di proseguire. L’episodio fu interpretato come un segno della volontà divina di edificare lì la chiesa destinata a custodire le spoglie del santo.

























La seconda leggenda, di influenza celtica, riguarda la presenza all’interno della Basilica di una









riproduzione, o memoria, della lancia con cui Longino trafisse il costato di Gesù sulla croce. Secondo alcune versioni, dal suo metallo sarebbe stata forgiata Excalibur, mentre il sangue di Cristo, raccolto in una coppa, avrebbe dato origine al Santo Graal.
Ancora oggi alcuni ritengono che il Graal sia nascosto sotto la Basilica, ipotesi sostenuta da due presunti indizi: un rilievo scolpito nell’archivolto e il crittogramma di San Nicola inciso sulla lamina d’argento dell’altare del Patrocinio.
















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09.00

Colazione e ingresso a Bari Vecchia
Inizia la giornata da Piazza Mercantile o Piazza del Ferrarese, storiche porte di accesso al centro antico. Dopo una colazione in uno dei caffè della zona, addentrati nei vicoli della Città Vecchia, osservando la vita quotidiana che anima corti e stradine.
Tempo di visita: 1 ora
10.00
Basilica di San Nicola
Raggiungi la basilica simbolo della città, meta di pellegrini provenienti da tutto il mondo. Visita la chiesa superiore e la cripta che custodisce le reliquie del santo.
Tempo di visita: 45 minuti

11.00
Museo Nicolaiano
A pochi passi dalla basilica, approfondisci la storia del culto nicolaiano attraverso documenti, opere d’arte e testimonianze storiche.
Tempo di visita: 30 minuti
11.45
Cattedrale di San Sabino e Museo Diocesano detto “Exultet”
Passeggiando tra i vicoli raggiungi la cattedrale romanica. Se possibile, visita anche il Museo degli Exultet, che conserva preziosi rotoli miniati medievali.



Tempo di visita: 1 ora













































































































13.00
18.00

Pranzo a Bari Vecchia
Fermati in una trattoria del Centro
Storico per assaporare specialità locali come orecchiette, focaccia barese o piatti a base di pesce.
Tempo previsto: 1 ora e 30 minuti
Teatro Petruzzelli
Ammira il più grande teatro dell’Adriatico, simbolo della rinascita culturale barese.
Tempo di visita: 30-45 minuti
19.00


14.30
Palazzo dell’Acquedotto Pugliese

Castello Svevo

Dedica il primo pomeriggio alla visita della fortezza normannosveva, uno dei principali monumenti della città.
Tempo di visita: 1 ora
15.45
Palazzo Simi
Scopri gli scavi archeologici che raccontano le origini più antiche di Bari, dall’età romana al Medioevo.
Tempo di visita: 45 minuti
16.45
Teatro Margherita
Attraversa Piazza del Ferrarese e raggiungi il teatro costruito sul mare, oggi importante spazio dedicato all’arte contemporanea.




Concludi il percorso architettonico visitando uno dei più straordinari esempi di architettura pubblica del Novecento italiano.
Tempo di visita: 30 minuti
20.00
Tramonto sul Lungomare Raggiungi il Lungomare Nazario Sauro per una passeggiata al tramonto. Da qui si gode una delle viste più suggestive sulla città e sul mare Adriatico.
Tempo di visita: 1 ora
21.00
Cena e spettacolo












17.30


Tempo di visita: 30 minuti





Concludi la giornata con una cena nel quartiere Murat o Madonnella e, se in programma, assisti a uno spettacolo presso:
• Teatro Petruzzelli








• Teatro Piccinni
• Teatro Kursaal Santalucia






Passeggiata nel quartiere Murat





Percorri Corso Vittorio Emanuele II





fino al Teatro Piccinni, quindi prosegui verso il cuore ottocentesco della città, caratterizzato da eleganti strade e palazzi.
























Interventi di meccanica
Interventi sul sistema elettrico
Tagliandi in garanzia
Autodiagnosi
Revisione e ricarica aria condizionata
Installazione Blockshaft
Sostituzione e lavaggio cambio
automatico

Professional for your car











































































Emergenze
Antiviolenza e Stalking

CCISS Viaggiare Informati
Corpo Forestale dello Stato
Emergenza Maltrattamento Minori
Guardia di Finanza - Pronto Intervento
Numero Unico Emergenze
Soccorso Stradale ACI
Telefono Azzurro


Unità di Crisi del Ministero
degli Affari Esteri
Pubblica Utilità
Comune - Centralino
URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico)
- Solo da Telefono Fisso
Tel. 1522
Tel. 1518
Tel. 1515
Tel. 114
Tel. 117
Tel. 112
Tel. 803 116
Tel. 19696
Tel. 06 36225
Tel. 080 5771111
Tel. 080 5772390
Tel. 800 018291
































