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GM Gente in Movimento 6-2020

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FAMIGLIA

PROFESSIONI

IMPRESA

POSTE ITALIANE S.P.A. - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N. 46) ART. 1, COMMA 1, NO/CUNEO - SUPPLEMENTO N.1 AL NUMERO 6-2020 ANNO XXI DI TN TRASPORTONOTIZIE - IN CASO DI MANCATO RECAPITO INVIARE AL CMP/CPO CUNEO PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE PREVIO PAGAMENTO RESI.

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editoriale

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EDITORIALE

Direttore responsabile Secondo Sandiano

GENTE IN MOVIMENTO Iscrizione al 3/14 del Registro

Cari lettori, l’ultimo numero di GM GenteinMovimento chiude un anno difficile, diverso, incerto, che ha portato tanti cambiamenti nelle nostre vite e che, forse, ha trasformato il futuro del mondo per sempre. Nonostante le difficoltà, ci auguriamo di essere riusciti a portare un po’ di serenità nelle vostre case, affrontando argomenti e tematiche di interesse per tutti voi. In questo numero vi proponiamo alcuni approfondimenti sul tema del lavoro e, in particolare, sulle novità, necessità e cambiamenti emersi proprio in conseguenza dello scoppio della pandemia: parlando di vaccini e medicinali, l’industria farmaceutica e la logistica ad essa connessa si sono rese conto della necessità di avere una filiera più trasparente, che possa portare un servizio più puntuale al paziente; la crisi derivante dall’emergenza sanitaria ha messo in evidenza le mancanze legislative per la tutela dei lavoratori autonomi e dei professionisti; a questo si aggiunge la difficoltà delle imprese nella rendicontazione dei bilanci in un quadro normativo così incerto e sempre in evoluzione. Parleremo anche di ripresa e degli interventi previsti in tema di trasporto per il 2021; di rigenerazione urbana, per vedere da vicino questo fenomeno che, in conseguenza ai cambiamenti sociali di quest’anno, sta virando verso l’idea di città smart, ecologiche e a misura d’uomo; e della centralità del Mezzogiorno per la ripartenza dell’intero Paese. Come sempre, non mancano articoli più leggeri, dedicati a tutta la famiglia, come la ricetta, in questo numero firmata da Dario Cecchini, il noto macellaio di Panzano in Chianti che, nella terra della razza Chianina ha saputo imporsi con la sua filosofia, proponendo carne di alta qualità proveniente dalla Spagna. Prima di lasciarvi alla lettura dell’ultimo numero del 2020, desidero augurare un buon anno a tutti voi da parte della Redazione! Buona lettura.

DIRETTORE RESPONSABILE Secondo Sandiano

Stampa del Tribunale di Aosta

CONTATTI REDAZIONE DGConsulting s.c. Tel. 0171 412816 redazione@genteinmovimento.com

IN REDAZIONE Fabrizio Civallero, Michela Giuliano, Adriana Pozzo, Gabriella Tomasi.

WEB www.genteinmovimento.com

Iscrizione al ROC n. 24934

AMMINISTRAZIONE Stefania Ricca

STAMPA

PUBBLICITÀ Tel. 0171 412816 redazione@genteinmovimento.com

CONTRIBUTORI Si veda pagina 72

in data 29/09/2014 EDITORE E PROPRIETARIO: DGConsulting s.c.

Tipografia Tipolitoeuropa di Cuneo

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NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020


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Riciclo dei rifiuti: il primato italiano

L’arte del raccordo anulare di Roma vola in Cina

Secondo l’Eurostat, il Paese dell’UE con la più alta percentuale di riciclaggio dei rifiuti industriali e urbani è l’Italia, che conquista il podio con la cifra record del 79%, praticamente il doppio della media europea che si attesta sul 39%. Seguono la Francia 56%, il Regno Unito 50% e la Germania 43%. In termini di risparmio potenziale, il record si traduce in -23 milioni di tonnellate di petrolio e -63 milioni di tonnellate di CO2. Tuttavia, la cifra raggiunta non rappresenta una realtà unica, poiché ci sono forti disparità, soprattutto per quanto riguarda il riciclo dei rifiuti urbani, diffuse sul territorio nazionale. Al contrario, grazie alla carenza di materie prime, il vero fiore all’occhiello è rappresentato dal riciclaggio dei rifiuti industriali e dall’economia circolare.

Nell’ambito delle celebrazioni della XX Settimana della Lingua Italiana, presso l’Accademia di Belle Arti di Chongqing, in Cina, verrà proiettata una serie di dieci documentari che raccontano GRAArt, un’iniziativa di street art promossa da Anas per riqualificare e valorizzare le infrastrutture di una delle arterie più importanti del Paese, nell’obiettivo di dare un'identità ai cosiddetti “non luoghi” e creare un circuito museale all’aperto che racconta la storia della periferia di una grande città come Roma. Si tratta di un’opera di arte contemporanea urbana, ideata da David “Diavù” Vecchiato, tra i nomi di punta dell’Urban art in Italia e fondatore di MURo, il Museo di Urban Art di Roma, che ha raccolto street artist internazionali per realizzare su rampe e sottopassi, una serie di murales.

La prima edizione di TEDxNavigliWomen

Francesca Dendena, il volume in suo ricordo

Il 26 novembre 2020, in diretta streaming, si è tenuta la prima edizione di TEDxNavigliWomen, l’evento digitale che ha l’obiettivo di condividere “ ideas worth spreading”, ovvero idee di valore. Il TEDxNavigliWomen fa parte dell’ evento internazionale TEDWomen, la conferenza dedicata al potere delle donne e delle ragazze nel diventare innovatrici e protagoniste del cambiamento. È in questo momento di incertezza e di grandi sfide culturali, economiche e sociali che è ancora più importante aprirsi alla varietà di idee e punti di vista “senza paura”, per fare scelte consapevoli. L’agire con coraggio è stato il tema di questa prima edizione come omaggio a chi non si è tirato indietro davanti a scelte difficili o percorsi in salita.

Inciso sulla pietra, perché nessuno dimentichi la forza e il coraggio con cui ha lottato per la verità. Scomparsa nel 2010, comparirà tra gli iscritti nel Famedio del Cimitero Monumentale di Milano. La vita di Francesca Dendena, interpretata recentemente anche da Giovanna Mezzogiorno nella docu-fiction Rai “Io ricordo Piazza Fontana” (2019, regia di Francesco Micciché), cambia improvvisamente quando a 17 anni perde il padre nell’attentato terroristico presso la Banca Nazionale dell’Agricoltura: da quel giorno inizia il suo impegno nella ricerca degli autori della strage, tra inchieste, depistaggi, sentenze sfavorevoli, fino alla presidenza dell’associazione dei parenti delle vittime.

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attualità

Il 2020 raccontato dai motori di ricerca

2020: gli italiano sono sempre più digitali

In questo strano 2020, che ci ha spinto ad uscire di meno e a ridurre i nostri contatti sociali, internet è stato un compagno molto presente, soddisfacendo curiosità, intrattenendoci con letture, film e musica, e permettendoci di restare in contatto con gli altri, seppur a distanza. Ma quali sono state le parole più ricercate in Italia? I temi che hanno interessato maggiormente gli utenti nel corso dell’ultimo anno sono correlati al Coronavirus, come era facile aspettarsi. Oltre a “contagi”, ricercatissime anche “nuovo DPCM” e “autocertificazione”. Dopo Sanremo e la “scomparsa di Bugo”, forte interesse anche per i fatti di cronaca internazionale, come la morte di George Floyd e l’esplosione avvenuta a Beirut. Tra i personaggi noti più ricercati, invece, troviamo il Presidente Conte.

È ormai appurato come il lockdown abbia cambiato molte delle nostre abitudini e i nostri comportamenti di acquisto. La presenza online media degli utenti è aumentata in pochi mesi di circa il 300%, un dato che non è sfuggito ad aziende e brand, che hanno rivisto le loro strategie promozionali. Negli ultimi mesi, la spesa media per Google Ads è cresciuta del 359% (da gennaio a settembre 2020) rispetto allo stesso periodo del 2019. Un nuovo modo di proporsi e di proporre i propri prodotti e servizi, che, a quanto pare, parte dal web. Cambiano anche le tipologie delle merci acquistate. Con il prolungamento dello stato di emergenza e dello smart working per milioni di lavoratori, aumentano le ricerche con finalità di acquisto di prodotti per creare il proprio home office.

Presentato il primo tessuto Think local per città, strade capace di uccidere il Covid e quartieri meno bui

Il colore è tra il giallo e l’arancio. La consistenza è quella di un normale tessuto. Ma l’elemento che lo rende rivoluzionario è nascosto al suo interno: nano-particelle di rame “fuse” nel filo. Elementi invisibili all’occhio umano, ma che hanno la capacità di uccidere il Sars-CoV-2. Il tessuto di Italtex, azienda famigliare in provincia di Como, si chiama “Virkill” ed è pensato in particolare per gli ambienti medici e quelli di hotellerie e ristorazione, dove i tessuti (dalle lenzuola alle tovaglie, passando per le divise e i camici) sono spesso veicoli di trasmissione del virus. La proprietà antivirale di Virkill è duratura in quanto non ottenuta con un trattamento superficiale del tessuto. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020

Una riflessione che nasce da questi lungi mesi fatti di lockdown più o meno “light” e DPCM che ci hanno stravolto la vita, ma non dobbiamo per questo rinunciare al nostro senso civico. Nasce la campagna di sensibilizzazione “Think Local” dove tutti siamo eroi normali e aiutiamo il nostro Paese, le nostre città, i nostri quartieri, le nostre vie a non diventare buie. La campagna nasce dalla consapevolezza che il commercio locale ha bisogno dell’aiuto di ciascuno di noi, non solo per l’economia, ma per aiutare anche noi stessi, le nostre città, la nostra qualità di vita. Lo spegnersi di un’insegna porta conseguenze su tutti noi con problemi di sicurezza sociale, ordine pubblico, deprezzamento delle strade. GENTE IN MOVIMENTO

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Una filiera trasparente per i pazienti Industria e distribuzione del settore healthcare insieme per meglio fronteggiare carenze e indisponibilità di medicinali, a cura della Redazione

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’emergenza Covid-19 tuttora in corso non ha fatto altro che enfatizzare criticità già presenti in molti comparti e accelerare processi di mutazione quasi sempre già in atto. La consapevolezza diffusa della rilevanza e, sempre più, della necessità di una maggiore trasparenza lungo la filiera distributiva è sicuramente tra questi. In particolare, questo aspetto assume un’importanza fondamentale nel fronteggiare carenze e indisponibilità di medicinali, un fenomeno di estrema attualità e purtroppo in aumento, sia in Italia sia a livello globale.

A fronteggiare questa criticità nasce In2Dafne, l’iniziativa sviluppata dal Consorzio Dafne, soggetto che rappresenta sia le Aziende Healthcare (farmaci a brand, farmaci generici, nutraceutici, dispositivi medici, integratori, prodotti per la salute, …) sia le aziende della distribuzione Intermedia (grossisti e distributori intermedi), oltre a concessionari e depositari, che mira ad aumentare e garantire visibilità ai diversi attori della supply chain grazie alla condivisione delle quantità disponibili di medicinali nei diversi nodi della filiera, includendo in prospettiva prescrizioni e dispensazioni tramite NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020


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l’integrazione di sistemi di monitoraggio già presenti. Obiettivo primario del progetto In2Dafne, INdustryINventory DAfne, è permettere ai diversi attori della filiera di poter accedere, con visibilità opportunamente profilata e segregata, a informazioni relative alla disponibilità di farmaci sul territorio nazionale, rispettivamente in stock presso l’azienda farmaceutica e nella rete distributiva, per area geografica. AIFA e le istituzioni preposte al monitoraggio potranno così contare su uno strumento ulteriore per verificare eventuali segnalazioni di carenze o indisponibilità con una fotografia aggiornata della situazione. Grazie a In2Dafne, le aziende healthcare avranno a disposizione una fotografia puntuale della disponibilità dei propri prodotti nella rete distributiva per area geografica, con la possibilità di rimodulare i propri piani distributivi sulla base di dati storici reali. I distributori intermedi potranno, invece, visualizzare le informazioni relative alla disponibilità complessiva dei singoli medicinali nell’intera Supply Chain nazionale e,

in una fase successiva, anche i dati delle dispensazioni per aree geografiche, con la conseguente opportunità di modificare le proprie politiche e ripianificare le attività sulla base di dati reali. Le tecnologie blockchain, smart contract e private data, alla base di In2Dafne, per loro natura garantiscono un elevato livello di sicurezza delle informazioni condivise, senza richiedere la presenza di una “terza parte fidata” che detenga le informazioni e assicuri la corretta accessibilità ai singoli attori e consentendo al Consorzio Dafne di mantenere la governance del progetto. Promuovere l’innovazione digitale e la collaborazione di filiera come strumenti per migliorare efficacia ed efficienza dell’ecosistema healthcare nel suo complesso, e delle sue dinamiche distributive, in particolare, da sempre rappresenta la ragion d’essere del Consorzio. L’appuntamento, moderato da Maurizio Melis, Divulgatore di scienza e tecnologia, e conduttore radiofonico, è iniziato con l’intervento di Domenico Di Giorgio, Dirigente Area

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Ispezioni e Certificazioni di AIFA, il quale ha sottolineato l’impegno di AIFA sul tema “AIFA lavora da anni sul fenomeno insieme alle amministrazioni centrali e Regionali e alle sigle della filiera, con un approccio scientifico che ha permesso di identificare tre profili di carenza di matrice diversa, che richiedono interventi di tipo differente”. L’incontro è continuato con l’approfondimento del rappresentante della parte industriale (Distribution Manager in AstraZeneca), Maurizio Riitano, Presidente del Consorzio Dafne “Industria e distribuzione, insieme, hanno condiviso l’importanza di aumentare la trasparenza e la visibilità lungo la filiera, a vantaggio sia del sistema nel suo complesso sia soprattutto del paziente, trovando le giuste modalità per non intaccare i singoli rapporti in essere tra gli attori. Infine, Pietro Lanza, Direttore Generale di Intesa (Gruppo IBM) e Blockchain Director di IBM Italia, ha evidenziato quanto la soluzione delineata dal Consorzio Dafne faccia leva su alcune possibilità introdotte dalle più recenti tecnologie.

SERVIZI E CONSULENZE IN TUTTA ITALIA L’Agenzia Sandiano di Sanremo (IM) è a disposizione delle Associazioni e degli autotrasportatori, in collaborazione con le Agenzie convenzionate sul territorio, per la soluzione delle problematiche del trasporto: iscrizioni e variazioni con o senza limiti presso l’Albo degli Autotrasportatori e l’Albo degli Smaltitori rifiuti; immatricolazioni e passaggi di proprietà dei veicoli in conto terzi e/o in conto proprio; acquisizione aziende di autotrasporto o con requisiti; revisioni e collaudi sia presso sedi Ministero dei Trasporti sia presso officine autorizzate; consulenza specializzata in materia di merci pericolose ADR, merci deperibili ATP, ecc; autorizzazioni internazionali (CEE ed extra-CEE di ogni tipo); apertura sedi all’estero; quesiti e ricorsi presso Ministero dei Trasporti e altri Enti.

Via Fiume 34, 18038 SANREMO (IM) Tel: 0184 501560 - Email: agenzia@sandiano.com - Web: sandiano.com L’Agenzia Sandiano offre consulenza presso le ditte e assistenza presso gli uffici pubblici in tutta Italia

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La trappola del Covid: come uscirne La maggior parte delle piccole aziende riporta difficoltà e riduzione degli investimenti, necessità di maggiori finanziamenti e cambiamenti operativi. a cura della Redazione

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a pandemia ha travolto le piccole imprese italiane in maniera del tutto imprevedibile al punto che tanti non sono ancora riusciti a programmare un piano d’emergenza. Solo a inizio settembre, gli imprenditori erano convinti che non ci sarebbe stato un secondo lockdown: la curva epidemiologica e le decisioni del Governo li hanno smentiti. E oggi, molti di loro si interrogano sul futuro delle loro attività, dal mondo dei servizi al commercio, dall’edilizia all’industria: ogni settore, sebbene in maniera diversa, è stato colpito dalla crisi. Una fotografia molto nitida della situazione che emerge dall’Osserva-

torio Piccole Imprese Italiane lanciato da Credimi, il più grande digital lender per imprese in Europa Continentale, realizzato con il supporto operativo di Nextplora, agenzia di Insight Management, su un campione di 1.200 aziende con fatturato fino a 10 milioni di Euro, suddivise in parti uguali tra i settori di industria, commercio, edilizia e servizi e analizzate per forma giuridica (ditte individuali, società di persone, società di capitali). Le piccole imprese italiane rischiano di portare a lungo il segno delle cicatrici lasciate dalla pandemia. Tanti hanno dovuto abbassare le saracinesche la scorsa primavera durante il periodo di lockdown imposto per NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020


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legge: il 42% delle piccole imprese nell’industria, il 36% nel commercio, il 75% nell’edilizia e il 48% nei servizi. Qualcuno è riuscito ad andare avanti con formule come il delivery, ma non senza difficoltà. I fortunati che dicono di non aver avuto un impatto particolarmente negativo sul business sono molto pochi: si tratta del 16% nell’ industria e nel commercio, il 5% nell’edilizia e il 13% nei servizi. Molte conseguenze della crisi sono trasversali a più tipologie di imprese e settori: effetti negativi sugli investimenti programmati, aumento della richiesta di finanziamenti nel 2020 (principalmente per ripristinare liquidità e pagare i fornitori), numero di chiusure forzate e cali del fatturato, assenza di strategie o piani puramente conservativi per fronteggiare i mesi a venire. È vero però che alcune di queste imprese hanno saputo reagire, in particolare le più piccole e giovani, forse anche proprio grazie alla loro grande flessibilità nell’adottare correttivi e nuove strategie, dando una visione del futuro se non rosea comunque più promettente. Il 60% delle piccole imprese ha registrato una contrazione dei ricavi che oscilla tra il 10% e il 30%: un dato simile sia per le ditte individuali con incassi nell’ordine dei 100mila euro l’anno, sia per le realtà più strutturate. A dimostrazione che la crisi non ha guardato in faccia nessuno. Di conseguenza, è diventato difficile, per una azienda su tre, anche riscuotere i pagamenti, un calvario che a cascata ha avuto ripercussioni sull’intera filiera produttiva, così come pagare il personale, gestire le forniture e saldare le fatture. Una situazione per molti insostenibile e che ora senza un cambio di direzione rischia di avvitarsi ulteriormente e influire sugli investimenti e quindi sulla crescita delle imprese. L’emergenza sanitaria ha gravato anche sugli investimenti: solo un’ azienda su 10 è riuscita a mantenere intatti quelli programmati per il 2020. La metà ha deciso di modificarli sia nelle priorità che nell’entità, e il restante 40% ha fermato tutto in attesa di tempi migliori. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020

L’edilizia è il settore più conservativo in tal senso, con metà delle sue imprese che ha bloccato completamente gli investimenti. Una scelta dolorosa ma, per tanti, l’unico modo per far fronte alle esigenze di cassa: dal pagamento degli stipendi a quello delle fatture, fino alla gestione delle forniture. Solo una sparuta minoranza proverà a superare la crisi investendo e chiedendo finanza fresca per uscire dalla tempesta: una scelta coraggiosa e di lungo respiro che, passata l’emergenza, potrebbe davvero fare la differenza, allargando il divario tra chi si è fermato e chi, invece, ha scelto di rischiare per andare avanti. Le imprese più ottimiste in termini di incremento degli investimenti futuri sono quelle nei settori di commercio e servizi, in particolare le ditte individuali. Come anticipato, per far fronte alle crisi molte piccole aziende sono orientate verso soluzioni difensive, che prevedono nella maggior parte dei casi la riduzione degli investimenti, il ricorso alla cassa integrazione per i dipendenti e l’utilizzo di tutti gli ammortizzatori sociali possibili. Una scelta comprensibile, e in alcuni casi obbligata, ma che rischia di penalizzare la futura ripresa. Il 10% di imprenditrici e imprenditori che ha intenzione di sfidare il Covid mantenendo i propri piani di crescita, invece, ha le idee chiare su come spingere l’acceleratore: aumenterà gli investimenti sulla digitalizzazione (lo dichiara il 16% delle imprese dell’ industria, il 21% di quelle del commercio e il 28% dei servizi), in ricerca e sviluppo (secondo il 20% delle aziende dell’industria, 17% servizi, 18% commercio), nel lancio di nuovi prodotti (16% industria, 15% commercio e 17% servizi) e nell’ampliamento della propria rete commerciale. Ma anche nel marketing (17% industria, 22% commercio 26% servizi) e nella pubblicità. Una strategia di ampio respiro con obiettivi temporali di medio periodo che però può rappresentare la differenza tra morire e sopravvivere in un contesto in rapida evoluzione. E sono proprio le aziende più piccole

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e giovani ad apparire come maggiormente ricettive e dinamiche in questo momento, forse perché sono state quelle che hanno dovuto apportare più cambiamenti. Ad esempio, i dati mostrano che a partire dal 2020 le ditte individuali hanno aumentato l’attenzione verso la digitalizzazione, anche perché necessitavano di colmare un gap significativo con i nuovi comportamenti di acquisto dei consumatori italiani. Come anticipato, per far fronte alle crisi molte piccole aziende sono orientate verso soluzioni difensive, che prevedono nella maggior parte dei casi la riduzione degli investimenti, il ricorso alla cassa integrazione per i dipendenti e l’utilizzo di tutti gli ammortizzatori sociali possibili. Una scelta comprensibile, e probabilmente in alcuni casi obbligata, ma che rischia di penalizzare la futura ripresa. Il 10% di imprenditrici e imprenditori che ha intenzione di sfidare il Covid mantenendo i propri piani di crescita, invece, ha le idee chiare su come spingere l’acceleratore: aumenterà gli investimenti sulla digitalizzazione (lo dichiara il 16% delle imprese dell’industria, il 21% di quelle del commercio e il 28% dei servizi), in ricerca e sviluppo (secondo il 20% delle aziende dell’industria, 17% servizi, 18% commercio), nel lancio di nuovi prodotti (16% industria, 15% commercio e 17% servizi) e nell’ ampliamento della propria rete commerciale. Ma anche nel marketing (17% industria, 22% commercio 26% servizi) e nella pubblicità. Una strategia di ampio respiro con obiettivi temporali di medio periodo che però può rappresentare la differenza tra morire e sopravvivere in un contesto in rapida evoluzione. E sono proprio le aziende più piccole e giovani ad apparire come maggiormente ricettive e dinamiche in questo momento, forse perché sono state quelle che hanno dovuto apportare più cambiamenti, ponendo particolare attenzione verso la digitalizzazione, anche perché necessitavano di colmare un gap significativo con i nuovi comportamenti di acquisto dei consumatori italiani. GENTE IN MOVIMENTO

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Misure di ristoro anche per i professionisti Urgente l’istituzione di un tavolo tecnico per gestire l’emergenza economica e scongiurare i fallimenti Fonte: Consulenti del Lavoro

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nche per i Professionisti servono misure “di ristoro” come quelle varate per le aziende interessate dalle annunciate nuove disposizioni antiCovid. A chiederlo al Premier Giuseppe Conte sono stati, con una lettera congiunta, i presidenti dei Consigli nazionali dei Consulenti del Lavoro e dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Marina Calderone e Massimo Miani, i quali hanno evidenziato la necessità di poter contare su sostegni agli investimenti, soprattutto nel campo dell’informatizzazione, e l’istituzione di un tavolo tecnico a Palazzo Chigi sulle crisi aziendali. In questi ultimi mesi, infatti, se da un lato il 79% dei liberi professionisti ha visto ridursi il proprio fatturato e che tale riduzione è stata superiore al 50% rispetto all’anno precedente per il 35,8% degli stessi, dall’altro tutte le attività professionali sono state impegnate in prima linea nell’ emergenza e hanno dovuto fare importanti investimenti in soluzioni informatiche per continuare a lavorare. L’aumento dei contagi su tutto il territorio nazionale, inoltre, comincia ad investire anche gli studi profes10

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sionali, sempre più spesso costretti a chiudere per il verificarsi di casi di malattia. In queste circostanze, gli iscritti agli Ordini non possono essere lasciati soli a sopportare le pesanti responsabilità derivanti dalla impossibilità di rispettare le numerose scadenze dei vari adempimenti. Occorre intervenire, si legge nella missiva, anche in tale ambito per garantire ai lavoratori autonomi le tutele previste per il lavoro dipendente in caso di malattia. La pandemia ha messo in evidenza ancora una volta la profonda differenza nei livelli di tutela della salute assicurati ai vari comparti del lavoro. “Alla vigilia dell’entrata in vigore delle nuove misure annunciate” scrivono i presidenti Calderone e Miani, “riteniamo indispensabile avviare un urgente confronto per valutare l’inserimento nei decreti di prossima emanazione di ‘regole emergenziali’ semplificate in materia fiscale e di ammortizzatori sociali e per ragionare sulla individuazione delle misure necessarie a scongiurare, nell’immediato, crisi e fallimenti aziendali che spingerebbero verso una dimensione sempre più strutturale e meno congiunturale l’evoluzione della crisi che stiamo affrontando”. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020


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Lavoro a tempo determinato Utile per soddisfare esigenze temporanee e non prevedibili, non deve essere usato in maniera impropria. a cura di Gianluca Cerqueti

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ebbene il rapporto di lavoro a tempo indeterminato costituisca la forma comune di rapporto di lavoro, in un’epoca di sempre più pressante necessità di flessibilità, il contratto a tempo determinato è lo strumento principe per far fronte alle esigenze organizzative aziendali, in caso di aumenti imprevedibili di attività o sostituzione di lavoratori assenti, o ancora per l’avvio di nuove attività. Vediamo meglio la disciplina di questa tipologia di rapporto di lavoro subordinato. Negli ultimi anni il rapporto di lavoro a termine ha subito diverse modifiche, volte a limitarne gli abusi, al fine di tutelare il lavoratore. L’ultima modifica, apportata dal D.lgs. 78/2017 (cd. Decreto Dignità), ha limitato a 24 mesi la durata massima consentita per l’utilizzo del rapporto a tempo determinato con il medesimo lavoratore e per le medesime mansioni, e contestualmente, ha reintrodotto le “causali”, vale a dire le motivazioni alla base delle quali il datore di lavoro può fissare un termine al contratto. Tali causali sono: esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività; esigenze sostitutive di altri lavoratori; esigenze connesse a increNUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020

menti temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria. Nel caso in cui il contratto, invece, duri meno di 12 mesi, non è necessario apporre alcuna causale. Vi è poi la possibilità di prorogare la scadenza del contratto per un massimo di 4 volte, sempre rispettando il limite dei 24 mesi, ed è possibile rinnovare un contratto con lo stesso lavoratore, purché siano decorsi almeno 10/20 giorni dalla fine del precedente rapporto, di durata rispettivamente inferiore o superiore a 6 mesi. Nell’ipotesi di rinnovo è sempre necessaria una causale, qualunque sia la durata. Il lavoratore che abbia prestato la propria attività con lo stesso datore in forza di un contratto di durata superiore a 6 mesi, può esercitare il diritto di precedenza per nuove assunzioni a tempo indeterminato che il datore stesso dovesse attuare per le medesime mansioni nei successivi 12 mesi. Un altro limite all’assunzione di lavoratori a tempo determinato, fissato dalla Legge o dai CCNL, è posto in relazione al numero di lavoratori a tempo indeterminato in forza all’azienda. Da tenere presenti alcune eccezioni, come per il lavoro stagionale, per cui è consentito superare i limiti di cui

sopra, o le cosidette start-up innovative, o ancora per le attività dello spettacolo.Infine, è opportuno sottolineare che al lavoratore a tempo determinato spetta il medesimo trattamento economico e normativo in atto nell’impresa per i lavoratori a tempo indeterminato comparabili, in proporzione, chiaramente, al periodo lavorativo prestato. I vari Decreti Legge che si sono susseguiti durante l’emergenza Covid-19, tra le altre materie, hanno parzialmente interessato anche il rapporto di lavoro a tempo determinato. In particolare, durante l’emergenza nazionale, è possibile prorogare o rinnovare un contratto, una sola volta e per un massimo di 12 mesi (nel limite dei 24) senza indicare la causale, anche se siano stati superati i 12 mesi iniziali. In conclusione, il contratto di lavoro a tempo determinato può essere un ottimo strumento per fronteggiare esigenze temporanee o non prevedibili, o per sviluppare l’avvio di nuove realtà imprenditoriali, e comunque una valida opportunità per approcciarsi o reinserirsi nel mercato del lavoro, ma non deve essere utilizzato in maniera impropria, pena le sanzioni amministrative previste o la trasformazione del contratto a tempo indeterminato. GENTE IN MOVIMENTO

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In foto il Consiglio Nazionale dell’INRL

Allarme bilanci, Covid e revisione dei conti Le maggiori insidie per i bilanci delle imprese provengono da un quadro normativo in continua evoluzione. a cura di Andrea Lovelock

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er l’attività di revisione legale nell’epoca dell’emergenza Covid-19 si prospettano sfide impegnative e l’INR, Istituto Nazionale Revisori Legali, è stato tra i primi organismi a lanciare l’allarme per i bilanci delle imprese perché le maggiori insidie provengono da un quadro normativo in continua evoluzione, con proroghe, deroghe e variazioni che rischiano di compromettere la trasparenza nel monitoraggio contabile e di conseguenza la giustezza dei giudizi sui bilanci. La forte preoccupazione dei revisori è stata evidenziata nel corso di numerosi seminari online, organizzati dall’ Inrl nel mese di ottobre e seguiti da

migliaia di revisori. Nel più recente dibattito in streaming promosso dall’Inrl e dall’università della Calabria, ed incentrato proprio sugli impatti del covid-19 nei bilanci delle imprese, il Presidente dell’INRL, Ciro Monetta, ha delineato un quadro poco rassicurante: “Siamo di fronte alla più grave crisi del dopoguerra e le difficoltà dell’intera categoria contabile, da sempre al fianco delle imprese, derivano soprattutto dall’ avvicendarsi di provvedimenti d’urgenza e proroghe che variano di mese in mese. Basti solo pensare alla deroga per la continuità aziendale, all’odissea delle proroghe per la nomina del revisore e/o del collegio, NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020


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alle difficoltà applicazione degli ISA e dei principi contabili. Per non parlare poi delle problematiche legate a un sistema bancario che difetta in tempestività e flessibilità, oltre ad essere poco collaborativo. Alla luce di tutto ciò spero si concluda, al più presto, l’accordo di unitarietà e condivisione tra le professioni contabili già avviato da qualche mese. Mi auguro che possa aprirsi una fase nuova anche in questo senso, capace di far sviluppare e crescere le categorie contabili che sono state e continuano ad essere il motore pulsante dell’economia del paese. Il lavoro di squadra, mai come in questo momento, può fare la differenza. E sulle maggiori criticità nell’attività di revisione un interessante contributo proviene da Alfonso Di Carlo, ordinario di economia aziendale all’Università ‘Tor Vergata’ di Roma: “Stiamo assistendo ad un diffuso rallentamento di molti studi professionali nell’attività di monitoraggio ed in particolare nell’approccio al tema caldo della crisi d’impresa: siamo consapevoli che deficienze e inesattezza nell’attività professionale, a causa dell’emergenza Covid, sono dietro l’angolo. Ma deve essere chiaro un concetto: noi dobbiamo essere in linea con gli altri paesi europei relativamente alla normativa che regolamenta la crisi d’impresa. Il 18 ottobre scorso è stato recepito nel DL crisi d’impresa, un importante correttivo perché riguarda la continuità aziendale dove sono cambiati i termini. All’ interno delle disposizioni sulle continuità d’impresa la parte essenziale è l’accordo di ristrutturazione, con relativa attestazione. Si tratta di un accordo” ha precisato Di Carlo “che di fatto delimita il giudizio del tribunale il quale, rispetto al passato, deve valutare soprattutto ciò che il professionista ha dichiarato: quindi tutta l’attività di revisione è fondamentale per il successo dell’ accordo di ristrutturazione. Ed in questo processo il primo indice che riguarda i revisori legali è lo ‘squilibrio’ dell’impresa, componente essenziale per poter scrivere un NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020

Stiamo assistendo ad un diffuso rallentamento di molti studi professionali nell’attività di monitoraggio e, in particolare, nell’approccio del tema caldo della crisi d’impresa.

giudizio. Ecco perché nella procedura d’allerta diventa cruciale e centrale il ruolo del revisore. È bene ricordare che in altri sistemi europei, vedi la Francia, certe procedure fanno parte della vita reale di una impresa e sono funzioni tipiche per ogni impresa, sia nelle Ocri che nelle procedure di ristrutturazione. Ma purtroppo qui in Italia non abbiamo ancora piena contezza di come comportarci rispetto a questa modifica legislativa. Siamo distanti ancora da altri Paesi europei in merito alla crisi d’impresa: dobbiamo adeguare in fretta la normativa italiana rispetto a quella europea. E c’è un requisito fondamentale da adottare: l’impresa va salvata solo a condizione che non ci sia una grave situazione d’insolvenza. Solitamente in Italia, dove le insolvenze sono diffuse, viene data una seconda chance…ma non sarà più così. Il che significa un tempestivo intervento di alert che favorisca l’attività di ristrutturazione nella quale il revisore può e deve intervenire in modo trasparente.” Tra gli esperti chiamati a raccolta dall’Inrl, Flaviano Moscardini, professore associato di economia aziendale presso l’Università La Sapienza di Roma che analizza lo stato dell’arte nei finanziamenti alle imprese: “Si deve partire dalla premessa che la grave crisi del covid ha ridotto le disponibilità liquide delle imprese ed in molti casi azzerato i fatturati. Si è assistito ad una crescente difficoltà di

comprimere i costi fissi, nonostante gli aiuti del Governo, che sono comunque arrivati molto in ritardo, a partire dalla Cig. C’è stata anche la difficoltà della rinegoziazione di contratti d’affitto, di consulenze etc. L’impresa si è dunque trovata di fronte anche ad almeno tre problematiche legate alla effettiva disponibilità di cassa, alla inesigibilità di crediti commerciali, e ancora ai debiti bancari esistenti. Sappiamo che, negli ultimi mesi, molte istruttorie creditizie del sistema bancario non sono andate a buon fine. Eppoi, in questo periodo, laddove l’istruttoria ha avuto esito positivo, le banche hanno erogato il finanziamento vincolando una quotaparte (fino al 30%) a copertura del debito pregresso, limitando già in partenza il finanziamento stesso.” Da qui, come ha avuto modo di evidenziare anche il Segretario Generale dell’Inrl, Katia Zaffonato, il ruolo cruciale dei revisori legali che “In questo momento storico sono chiamati non solo a compiere una lucida analisi contabile ma ad affiancare amministratori e management delle imprese per salvaguardare la buona gestione e avviare così la ripartenza economica del sistemaPaese. Ecco anche l’importanza di organismi come l’Inrl che oltre alla formazione ed al costante aggiornamento professionale, si dedicano alla interlocuzione con le istituzioni a tutela della professione ed anche delle imprese.” GENTE IN MOVIMENTO

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Vento a noleggio La Galleria del Vento del Politecnico di Milano si mette al servizio delle imprese italiane per lo sviluppo e test di prodotti. a cura della Redazione

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a Galleria del Vento del Politecnico di Milano è un luogo unico nel suo genere. Struttura dal nome semplice, quasi giocoso, questo edificio del Campus Bovisa è in realtà un enorme laboratorio, il più grande in Europa, in cui si studia l’andamento del vento intorno ai corpi dalle più svariate forme e dimensioni. Attraversando le varie stanze della Galleria è possibile assistere a simulazioni di raffiche di varia intensità, fino a 200 chilometri orari, e studiare la loro interazione con elicotteri, ponti ed edifici, oppure con oggetti più piccoli e comuni, come il casco di un ciclista o di uno sciatore. Una sperimentazione continua, che ha come fine ultimo la realizzazione di mezzi e infrastrutture efficienti, prestanti e sicuri. “La Galleria è luogo di ricerca di base per gli studenti e i ricercatori del Politecnico, ma anche di ricerca applicata e di servizio verso il nostro tessuto economico”, afferma Marco Belloli, direttore scientifico della Galleria dal 2001, anno della sua nascita, e custode del laboratorio insieme al responsabile tecnico Luca Ronchi. Molte grandi, medie e piccole imprese italiane, infatti, si sono affidate proprio alla Galleria

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del Vento per testare l’efficacia dei prodotti, affittando l’impianto per i giorni necessari alle prove. Un vero e proprio “noleggio del vento”, che nel corso degli anni ha interessato settori di varia natura: velivoli e costruzioni in primis, ma anche impianti fotovoltaici, tracker per pannelli solari, geomembrane usate come coperture e società di ingegneria strutturale. Con un occhio di riguardo per la sostenibilità: “Lavoriamo sull’efficienza energetica degli edifici o dei velivoli con il bando Ue Clean Sky, nel settore delle energie rinnovabili e dei pannelli fotovoltaici, oppure con le grandi navi da cargo che, grazie ad una rete di vele, consumano e inquinano di meno”. Ma che aspetto ha esattamente una galleria del vento? La struttura si presenta come un gigantesco tubo all’interno del quale passa l’aria che soffia nelle camere di prova; una più grande, in cui si testano gli effetti del vento su oggetti statici, e una più piccola, in cui si provano macchine che si muovono nell’aria ferma. Un impianto che si regge su una tecnologia raffinatissima, ma che a nulla servirebbe senza il fattore umano: nella Galleria del Vento scienza e ingegneria incontrano le eccellenze del sistema produttivo e

nessuno esclude l’altro. Lo conferma il direttore Belloli: “Gli artigiani che costruiscono i modelli in scala e collaborano con noi da tanti anni sono una risorsa preziosissima perché senza di loro tutti i nostri studi non sarebbero possibili”. All’esterno dell’edificio ci sono poi due cabine di comando, i modelli di alcune strutture architettoniche che hanno fatto la fama di Milano, come il quartiere City Life e il Palazzo Italia di Expo 2015, treni ad alta velocità, navi e una vera e propria “wall of fame” con le firme di tutti gli atleti che hanno utilizzato le attrezzature testate dalla Galleria. Giusto per citarne alcuni: Alex Zanardi ed Elia Viviani. Al momento alla Galleria del Vento sono tanti i progetti sul tavolo e altrettanti i sogni da realizzare. Uno su tutti? La costruzione del ponte sullo Stretto di Messina.

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Big data: nel 2020 +44% dei dati prodotti

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ai come quest’anno in tutto il mondo la gestione dei dati è stata fonte di accesi dibattiti sul fronte socio-economico e sanitario. La pandemia da Coronavirus ha messo in evidenza la loro importanza nei processi decisionali delle società contemporanee. Come riportato da Data Science Central, nel 2020 l’ammontare dei dati creati, copiati e consumati a livello globale ha raggiunto i 59 zettabytes. Solo nell’ultimo anno, complice la pandemia, il valore è cresciuto del 44%, passando da 41 a 59 zettabytes e, secondo le previsioni, nel 2024 si raggiungerà una crescita del 152%, toccando quota 149 zettabytes. È recente la campagna di sensibilizzazione #datibenecomune in cui 162 organizzazioni promotrici, tra cui ONG, associazioni e testate giornalistiche, hanno chiesto al Governo italiano dati pubblici, continuamente aggiornati, ben documentati e facilmente accessibili a ricercatori, decisori, media e cittadini, così da poter monitorare e gestire al meglio l’emergenza da Covid-19. Una richiesta che mostra una presa di coscienza sul ruolo che i dati ricoprono nella gestione della pandemia e più in generale nella società moderna. Secondo gli esperti del settore, infatti, a livello nazionale è mancata una politica di integrazione delle banche dati e una loro successiva analisi ed elaborazione: per avere una visione trasversale, le informazioni disponibili devono essere raccolte, analizzate e controllate attraverso il processo che prende il nome di Data Integration. “L’emergenza da Covid-19 ha messo in luce l’importanza di gestire i dati, facendo emergere le difficoltà nell’ integrazione e nella comunicazione fra un sistema e l’altro” afferma Stefano NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020

Musso, CEO di Primeur, multinazionale italiana leader nel settore della Data Integration. “È importante, quindi, diffondere una maggior consapevolezza sull’importanza di affidare la gestione dei dati a esperti, utilizzando i dati in maniera certa e tempestiva. Affinché qualsiasi sistema operi in modo corretto è necessario che i dati passino attraverso varie applicazioni per poter essere processati, analizzati, controllati e diffusi: avere una visione d’insieme e trasversale è fondamentale nel periodo storico che stiamo vivendo. Un processo di Data Integration smart, flessibile ed efficiente offre la sicurezza di avere dei dati raccolti e organizzati al momento opportuno, per poterli utilizzare al meglio. I dati sono un valore solo se completi e certi. In caso contrario possono portare a decisioni contraddittorie e poco utili”.

Complice la pandemia, nel 2020 sono stati prodotti 59 zettabytes di dati a livello globale: si tratta di un trend esponenziale dato che nel 2024 è previsto un aumento del 152%, toccando quota 149 zettabytes. a cura della Redazione

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La situazione geopolitica ai confini orientali Un’analisi politica e geopolitica sull’Europa e i suoi confini orientali. a cura di Romina Rapisarda

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a sicurezza energetica rappresenta per l’Europa una delle sfide principali da affrontare, già dal 2000 la Commissione europea sottolineava la preoccupazione per la dipendenza energetica dell’Unione, troppo subalterna alla variazione dei prezzi del petrolio. Per queste ragioni, dall’inizio del nuovo secolo, la strategia energetica europea si è diretta a ridurre i rischi della dipendenza, elaborando in un primo momento una strategia a lungo termine nel quadro di una partnership con la Russia. Come si legge nel documento della Commissione europea “EU-Russia Energy Dialogue” la Russia e l’Europa condividono lo stesso continente e sono partner naturali, proprio riferendosi alla storia si può comprendere come le relazioni commerciali ed energetiche tra Russia ed Europa risalgono a secoli addietro. Il dialogo aperto dalla Commissione europea con la Russia sull’energia ha preso vita il 30 ottobre del 2000, con l’obiettivo di compiere progressi nella definizione di un partenariato per l’energia ed ha rappresentato un primo importante passo nei rapporti NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020

con la potenza euro-asiatica. Già nel 1994, in realtà, venne firmato un accordo di partenariato e cooperazione UE-Russia per l’istituzione di un quadro giuridico contenente però principalmente disposizioni sul dialogo politico tra le due potenze. Solo nel 2001 prese avviò la fase iniziale dell’accordo siglato il 30 ottobre del 2000, con la creazione di quattro gruppi di lavoro formati da esperti europei, russi e da rappresentanti dell’industria nei settori di interesse comune dell’energia: infrastrutture e tecnologie, investimenti, efficienza energetica e ambiente. In linea generale, l’Unione europea ha adottato negli anni una strategia basata su quattro punti per la risoluzione delle sfide in materia di sicurezza energetica e per definire la geopolitica dell’energia del continente: 1. la creazione di un meccanismo formale di cooperazione regionale per l’energia; 2. lo sviluppo e la trasformazione delle infrastrutture regionali del gas; 3. l’incremento della capacità di produzione di energia; 4. lo sviluppo di tecnologie per

l’efficienza energetica. Quando si discute della situazione geopolitica ai confini orientali dell’Ue non si può sottovalutare la dimensione dell’uso dell’energia nell’Europa centrale, analizzando questa, infatti, possiamo facilmente comprendere il valore delle politiche di cooperazione regionale. Dai primi anni del 2000 il consumo di energia dei Paesi dell’ Europa centrale è stato costantemente in crescita. Analizzati singolarmente si nota che la produzione dell’energia è notevolmente inferiore a quella dei Paesi dell’Europa occidentale e le dimensioni ridotte aumentano, ovviamente, l’influenza dei grandi mercati produttori di energia, come la Russia. La sicurezza energetica è una delle massime priorità per l’Europa e la forte dipendenza dalla Russia per le importazioni di gas e petrolio non è ancora del tutto superabile, in modo particolare per i Paesi Visegrad. La Russia è infatti tutt’ora il fornitore di oltre la metà del gas destinato alla Repubblica Ceca, alla Polonia e all’Ungheria, ed eroga alla Slovacchia il 100% delle forniture di gas. GENTE IN MOVIMENTO

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Europa

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La giustizia europea per la salvaguardia ambientale Gli operatori del diritto militano per la diffusione dell’informazione sulla Giustizia e della sua applicazione a livello europeo. a cura di Maria Paola Cherchi e Sandro Palana

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’Unione europea e le sue istituzioni non sono solo economia ma anche Giustizia, e di Giustizia, ahimé, se ne parla ben poco. Eppure la Giustizia è il nostro pane quotidiano, quello che regola ogni nostra azione! È partendo da questa constatazione che noi, operatori del diritto, “militiamo” per la diffusione dell’informazione sulla Giustizia e della sua applicazione sia a livello nazionale che a livello europeo. Il diritto è infatti, sempre di più, quello tra gli strumenti principali della nostra Europa che potrà contribuire concretamente alla realizzazione dei nostri ideali per costruire una società migliore.

Questo breve articolo tratterà dunque dell’’attività della Corte di Giustizia Europea (in abbreviato CGUE) che con una recentissima sentenza, precisamente del 20 novembre 2020, ha condannato l’Italia per avere violato il diritto dell’Unione sulla qualità dell’aria ambiente e, più precisamente, per avere superato, nel proprio territorio, i valori limite applicabili alle concentrazioni di particelle PM10 e ciò in maniera sistematica e continuata tra il 2008 e il 2017, mettendo dunque in pericolo la salute del cittadino. Dunque in tre parole: GiustiziaAmbiente-Salute del cittadino! Prima di esaminare il caso concreto, NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020


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va premesso che appare sempre più incisiva, nell’Ordinamento giuridico nazionale, l’attività della Corte di Giustizia Europea, che ha il compito di interpretare il diritto dell’Unione Europea, facendo sì che lo stesso venga applicato nello stesso modo in tutti i Paesi membri. La CGUE si pronuncia sui casi ad essa proposti. I tipi di casi più comuni riguardano i seguenti aspetti: 1. interpretare del diritto (pronunce pregiudiziali) - i tribunali nazionali degli Stati membri devono assicurare la corretta applicazione del diritto dell’UE, ma se un giudice nazionale è in dubbio sull’interpretazione o sulla validità di una normativa dell’UE, può chiedere chiarimenti alla Corte; 2. assicurare il rispetto della legge (procedure d’infrazione) - questo tipo di misure viene adottato nei confronti di un governo nazionale che non rispetti il diritto dell’UE. Possono essere avviate dalla Commissione europea o da un altro paese dell’UE. Nel caso in cui il paese si dimostri inadempiente, è tenuto a porvi rimedio immediatamente, altrimenti rischia una seconda procedura, che potrebbe comportare una multa; 3. annullare atti giuridici dell’UE (ricorsi per annullamento) - se ritengono che un atto dell’UE violi i trattati o i diritti fondamentali, il governo di uno Stato membro, il Consiglio dell’UE, la Commissione europea o, in taluni casi, il Parlamento europeo, possono chiedere alla Corte di annullarlo; 4. assicurare l’intervento dell’UE (ricorsi per omissione) - in talune circostanze, il Parlamento, il Consiglio e la Commissione devono prendere determinate decisioni. In caso contrario, i governi dell’UE, altre istituzioni dell’UE e, a certe condizioni, anche i privati cittadini o le imprese possono rivolgersi alla Corte; 5. sanzionare le istituzioni dell’UE (azioni di risarcimento del danno) qualsiasi cittadino o impresa i cui interessi siano stati lesi da un’azione o omissione dell’UE o del suo personale può citarli davanti alla Corte. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020

Sotto il profilo degli effetti, anche le sentenze della Corte di Giustizia hanno efficacia vincolante, diretta e prevalente sull’ordinamento nazionale, così come confermato anche dalla Corte Costituzionale italiana con sentenze nn. 168/1981 e 170/1984. Nel 2014, la Commissione europea ha avviato un procedimento per inadempimento (cfr. supra, n. 2) nei confronti dell’Italia in ragione del superamento sistematico e continuato, in un certo numero di zone del territorio italiano, dei valori limite fissati per le particelle PM10 dalla direttiva “qualità dell’aria”. Secondo la Commissione europea, infatti, da una parte, dal 2008 l’Italia aveva superato, nelle zone interessate, i valori limite giornaliero e annuale applicabili alle concentrazioni di particelle PM10, e, dall’altra, non aveva adempiuto l’obbligo di adottare misure appropriate al fine di garantire il rispetto dei valori limite fissati per dette particelle nelle zone interessate. Ritenendo insufficienti i chiarimenti forniti, la Commissione ha proposto dinanzi alla Corte un ricorso per inadempimento. Nella sentenza pronunciata il 10 novembre 2020, la Corte, riunita in Grande Sezione su domanda dell’ Italia, ha accolto il ricorso. In primo luogo, per quanto riguarda la censura attinente alla violazione sistematica e continuata delle disposizioni della direttiva “qualità dell’ aria”, la Corte ha rilevato che, dal 2008 al 2017 incluso, i valori limite giornaliero e annuale fissati per le particelle PM10 sono stati regolarmente superati nelle zone interessate. Inoltre, la Corte sottolinea che, una volta che, come nel caso di specie, tale constatazione è stata accertata, è irrilevante che l’inadempimento risulti dalla volontà dello Stato membro al quale è addebitabile, dalla sua negligenza, oppure da difficoltà tecniche o strutturali cui quest’ultimo avrebbe dovuto far fronte, salvo stabilire l’esistenza di circostanze eccezionali le cui conseguenze non avrebbero potuto

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essere evitate nonostante l’uso della massima diligenza. Nella specie, l’Italia non è riuscita a fornire tale prova. In secondo luogo, la Corte ha ritenuto ugualmente fondata la censura relativa alla mancata adozione di misure adeguate per garantire il rispetto dei valori limite fissati per le particelle PM10, in quanto, in caso di superamento di detti valori limite dopo il termine previsto per la loro applicazione, lo Stato membro interessato è tenuto a redigere un piano relativo alla qualità dell’aria che risponda ai requisiti di detta direttiva, segnatamente a quello di prevedere le misure adeguate affinché il periodo di superamento di tali valori limite sia il più breve possibile. Orbene, nella specie, la Corte dichiara che l’Italia non ha manifestamente adottato, in tempo utile, le misure in tal senso imposte, dato che il superamento dei valori limite giornaliero e annuale fissati per le PM10 è rimasto sistematico e continuato per almeno otto anni nelle zone interessate e che, nonostante il processo inteso a conseguire tali valori limite, in corso in Italia, le misure previste dai piani per la qualità dell’aria sottoposti alla Corte, sono state previste solo in tempi estremamente recenti. Peraltro, mentre l’Italia riteneva indispensabile disporre di termini lunghi affinché le misure previste nei diversi piani relativi alla qualità dell’ aria potessero produrre i loro effetti, la Corte osserva, al contrario, che un siffatto approccio si pone in contrasto sia con i riferimenti temporali posti dalla direttiva “qualità dell’aria”, sia con l’importanza degli obiettivi di protezione della salute umana e dell’ambiente, perseguiti dalla direttiva medesima. Alla luce delle riportate osservazioni, la Corte ha accolto il ricorso della Commissione, condannando l’Italia anche al pagamento delle spese. Questa sentenza, come molte altre che ci riserviamo di proporvi nei nostri prossimi articoli, rappresenta un esempio concreto di tutela del cittadino che l’Europa della Giustizia tenta di garantire. GENTE IN MOVIMENTO

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Europa

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Nella famiglia dei verdi europei Siamo entrati nella famiglia dei Verdi europei, non nel partito dei Verdi italiani. a cura dell'On. Piernicola Pedicini

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olgo l’occasione offerta dal magazine, per annunciare ai lettori che ora anche l’Italia ha una rappresentanza politica all’interno della famiglia dei Verdi europei. Un gruppo politico che ci consentirà di portare avanti le nostre battaglie storiche per l’ambiente, per la salute e contro lo strapotere della grande industria e delle lobby finanziarie. Tuttavia nel rimarcare l’importanza di un presidio a favore delle politiche ambientali in Europa, è doveroso da parte mia fare alcune precisazioni. In queste settimane, è stato sostenuto strumentalmente che tanto io quanto i miei colleghi Rosa D’Amato, Eleonora Evi e Ignazio Corrao, dopo aver concluso il nostro percorso nella delegazione del M5S al Parlamento europeo, abbiamo aderito al partito dei Verdi. È dunque necessario specificare che i Verdi Europei sono un gruppo politico del Parlamento europeo che, come ogni gruppo, accoglie delegazioni di partiti nazionali ma anche deputati indipendenti, noi rientriamo in questo ultimo caso. Per anni anche il M5S ha cercato di aderire alla famiglia dei Verdi europei ma i dubbi sulla democraticità dei processi decisionali e alcune scelte come il voto a favore degli allevamenti intensivi e del business dei

grandi e inquinanti gruppi industriali agroalimentari, lo hanno impedito. Allo stesso tempo, è anche doveroso precisare che essere parte del gruppo dei Verdi europei non vuol dire entrare nel partito dei Verdi italiani con i quali certamente si potranno condividere le battaglie in difesa dell’ambiente, ma non di certo le scelte in tema di macroeconomia come quella sul MES, che per noi rimane uno strumento di austerità che impoverisce i Paesi che vi aderiscono e impatta negativamente anche sulle politiche ambientali. In definitiva, il nostro obiettivo è portare la voce dell’Italia all’interno di una delle famiglie politiche più rappresentate a livello europeo, e quindi maggiormente capace di incidere sulle politiche dell’Unione europea. Da questo momento in poi dobbiamo essere in grado di portare le istanze dei Paesi del Sud d’Europa, e in particolare, nel nostro caso, del Mezzogiorno, all’interno del contesto europeo, dimostrando come da anni, gli effetti delle politiche di austerità imposte dai livelli istituzionali più alti dell’Unione, abbiano danneggiato il nostro Sud. Le resistenze ideologiche, certi diffusi pregiudizi, l’inamovibilità delle scelte delle istituzioni europee su alcuni temi, costituiscono un blocco superabile con il dialogo e la conoscenza delle conseguenze e delle ingiustizie a cui sono stati sottoposti quei Paesi che, pur di onorare il dogma dell’equilibrio del bilancio, per anni hanno dovuto sacrificare crescita, investimenti nel welfare e nell’occupazione. Tutto questo può cambiare, grazie a un’azione politica efficace e mirata al dialogo onesto tra tutte le forze rappresentative dell’Unione Europea. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020


Politica

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L’impegno nel settore trasporti per il 2021

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uesta pandemia ha cambiato radicalmente le nostre vite, impattando in maniera decisamente devastante sui nostri spostamenti e sui trasporti in generale. Il Governo Conte ha dimostrato sin dal primo momento una grande sensibilità per un settore che ha subito un inevitabile tracollo economico a causa delle restrizioni imposte dai Dpcm che si sono succeduti in questi mesi. L’impegno prosegue con la Legge di Bilancio 2021 dove sono stati inseriti diversi provvedimenti normativi a sostegno del settore. Innanzitutto, abbiamo esteso sino al prossimo 30 aprile la possibilità di NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020

indennizzare le imprese di servizi di trasporto ferroviario per passeggeri e merci: abbiamo stanziato un totale di 420 milioni di euro sino al 2034. È stata estesa sempre sino al 30 aprile la riduzione del canone per l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria, concedendo a RFI un totale di 150 milioni di euro sino al 2034. Riprogrammiamo, poi, i contributi in conto impianti a Ferrovie dello Stato Spa relativi agli investimenti dei Contratti di programma tra RFI e Ministero dei Trasporti: si registra, pertanto, un aumento complessivo di 6,7 milioni di euro per il 2021. Per quanto riguarda il trasporto aereo viene prorogato fino al 31 dicembre

Il settore dei trasporti ha subito un inevitabile tracollo economico a causa delle restrizioni imposte per far fronte alla pandemia. a cura dell'On. Emanuele Scagliusi

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Politica

2022 il contributo della scorsa Manovra riconosciuto per ogni biglietto acquistato da e per Palermo e Catania, con uno stanziamento di 50 milioni di euro per il prossimo biennio e innalzando, inoltre, da 20.000 a 25.000 euro la soglia di reddito lordo annuo per i lavoratori dipendenti con sede lavorativa al di fuori della Regione Siciliana e dei migranti per ragioni sanitarie che sono tra i soggetti beneficiari della misura. Un versante su cui il MoVimento 5 Stelle, sia con il Governo Conte I sia con l’attuale Esecutivo, ha sempre puntato molto è quello della mobilità sostenibile. Il cambio di paradigma con il passato è stato decisivo e determinato e ha trovato la propria valorizzazione sullo scenario internazionale nelle politiche europee, come il Green Deal, che pongono importanti sfide per il futuro relativamente alla tutela dell’ambiente e all’impatto della vita delle popolazioni sul Pianeta. La promozione della mobilità sostenibile, pertanto, non poteva che proseguire con decisione anche in questa Legge di Bilancio dove sono state inserite diverse misure a riguardo. Provvediamo, ad esempio, al riconoscimento del contributo per l’acquisto di motoveicoli elettrici o ibridi nuovi anche per gli anni dal 2021 al 2026, rifinanziando il relativo fondo con 20 milioni l’anno sino al 2023 e con 30 milioni nel triennio successivo. Incrementiamo, poi, le risorse del “Programma sperimentale buono mobilità”: 100 milioni per il 2021 per finanziare gli acquisti di biciclette e altri mezzi di mobilità personale elettrica effettuati dal 4 maggio al 2 novembre 2020, destinando anche le risorse eventualmente non utilizzate dei buoni mobilità già erogati. Eventuali economie che si creeranno saranno utilizzate per la rottamazione di autovetture e motociclette inquinanti in quei comuni oggetto di procedure di infrazione europea per la qualità dell’aria. Interveniamo, poi, sul Piano nazionale per la realizzazione di reti 22

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infrastrutturali per la ricarica dei veicoli elettrici così da favorire la realizzazione degli interventi e l’utilizzo delle risorse stanziate: viene stabilito che il MIT finanzi l’acquisto e l’installazione degli impianti da parte delle regioni nonché si prevede l’adozione di un decreto ministeriale per definire le modalità di alimentazione della Piattaforma Unica Nazionale (PUN) dei punti di ricarica elettrica da parte dei gestori delle infrastrutture

Mobilità sostenibile: il cambio di paradigma ha trovato la propria valorizzazione nelle politiche europee che pongono importanti sfide per il futuro.

pubbliche e private ad accesso pubblico. Infine, prevediamo che la disciplina adottata da ciascun comune per l’installazione, la realizzazione e la gestione delle infrastrutture di ricarica debba essere coerente anche con gli strumenti di pianificazione regionale e comunale. Sebbene abbia inevitabilmente subito una battuta d’arresto a causa delle restrizioni agli spostamenti e ai viaggi per gran parte del 2020, il turismo in bicicletta è una delle linee di investimento importanti per la crescita economica dei nostri territori. La diffusione delle ciclovie turistiche, infatti, diviene un asset determinante nell’offerta del nostro Paese in quanto questa tipologia di vacanza è in grado di spostare sempre più appassionati, con ingenti economie e relativi consumi. Per proseguire su questa strada, pertanto, mettiamo sul tavolo ben

5 milioni di euro rifinanziando il fondo per la progettazione e la realizzazione di ciclovie turistiche. Alla luce delle misure di contenimento della diffusione del Covid-19 e delle problematiche generatesi, riserviamo un’attenzione particolare sia al trasporto scolastico nei comuni, a cui destiniamo 150 milioni di euro sia al trasporto pubblico locale e regionale di cui finanziamo i servizi aggiuntivi stanziando 200 milioni di euro per il 2021. Affinare le disposizioni di sicurezza è stato un obiettivo sin dal primo momento su tutti i territori italiani, da quelli “rossi” alle aree meno colpite. Diviene, dunque, necessario sostenere gli sforzi compiuti per la sicurezza di tutta la popolazione scolastica che usufruisce di questi mezzi pubblici affinché si viaggi con sempre maggiore sicurezza, fermo restando il necessario utilizzo dei dispositivi personali come la mascherina. Aumentiamo da 30 a 50 milioni di euro, poi, la quota da riservare alle imprese che svolgono attività di trasporto di viaggiatori mediante noleggio di autobus con conducente. Diamo un sopporto agli enti locali attraverso il rifinanziamento del Fondo per l’acquisto o noleggio di mezzi di trasporto pubblico con ulteriori 8 milioni di euro sino al 2023 nonché ulteriori 24 milioni di euro per gli interventi per le metropolitane. 6 milioni di euro, invece, sono destinati alle nuove linee metropolitane della città di Milano M4 e M5. Proprio a fronte di un anno che potremo definire “horribilis” per i trasporti italiani, non viene a mancare il sostegno del MIT che, con determinazione e lucidità, continua a stanziare somme importanti per il miglioramento del sistema del trasporto pubblico e privato nazionale. Ci attende un 2021 decisivo ma le maniche sono rimboccate e siamo pronti ad affrontare le sfide che il fato porrà davanti al settore, a cui va il mio plauso per gli sforzi fatti in tutti questi mesi di pandemia. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020


Politica

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La rigenerazione urbana

È

ormai evidente che il tema della rigenerazione urbana è diventato fondamentale e in Parlamento stiamo lavorandoci da tempo, non solo con le recenti proposte di legge di cui sono Relatore per il Senato. Già nei mesi scorsi, infatti, sono stati realizzati alcuni interventi normativi che, di fatto, portano su questo terreno. Un primo strumento, attivato con il Decreto Rilancio, è il superbonus 110%. La misura, volta a garantire una detrazione del 110% rispetto a quello che si spende per il recupero del patrimonio edilizio, la messa in NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020

sicurezza degli edifici e l’efficientamento energetico, corrisponde all’ intento di far ripartire un pezzo dell’economia nazionale. La norma, infatti, coinvolge un settore importante come quello dell’edilizia ma anche tutto l’indotto che si fonda sulla ricerca, sulla tecnologia e sull’ innovazione. Si tratta, quindi, di una misura molto importante, che si va ad aggiungere agli altri bonus che già sono stati attivati e che, anche se hanno detrazioni inferiori, hanno già funzionato e saranno anch’essi rinnovati con la nuova Legge di Bilancio; cioè l’ecobonus per l’efficientamento

Gli strumenti per governare la trasformazione delle nostre città. a cura dell’On. Franco Mirabelli

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Politica

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energetico, il sisma-bonus per mettere in sicurezza gli edifici dai rischi sismici e il bonus facciate introdotto nella scorsa Legge di Bilancio, che consente di avere una detrazione per il rifacimento delle facciate degli edifici. Questi bonus prevedevano delle detrazioni fiscali tra il 50% e il 75% in dieci anni e delle diverse modalità di rimborso. Il bonus del 110% si colloca, dunque, in questo contesto e ne hanno diritto i condomini, le persone fisiche, gli IACP, gli enti privati che gestiscono per conto dei Comuni le case popolari di proprietà dei Comuni stessi, le Cooperative a proprietà indivisa, le ONLUS e le società sportive per ciò che riguarda esclusivamente la realizzazione degli spogliatoi. Sono esclusi soltanto gli edifici di lusso (cioè quelli considerati di categoria A1), i castelli e le ville. L’utilizzo del superbonus è sottoposto a una verifica, effettuata da ENEA, rispetto alla conformità agli obiettivi della legge ed è previsto che scada il 31 dicembre 2021 (ma si mira ad una proroga e si sta cercando di reperire risorse per le coperture), eccetto per IACP e enti gestori di edilizia residenziale pubblica, per cui la scadenza è fissata al 30 giugno 2022. In pratica, con questa norma, si auspica che venga dato impulso per rimodernare gli edifici, secondo gli standard di sostenibilità ambientale e energetica e di sicurezza e, di conseguenza, si inizi un’opera di riqualificazione delle nostre città. Altre norme che vanno nella stessa direzione e si spingono un po’ oltre nei progetti di riqualificazione e rigenerazione sono quelle contenute nell’

Articolo 10 del Decreto Semplificazioni, con cui si dà la possibilità di abbattere e ricostruire edifici per rigenerarli, semplicemente presentando la SCIA (dichiarazione dell’ inizio dei lavori). Questa norma non è applicabile ai centri storici e nelle cosiddette Aree A ma è un provvedimento importante perché permette di fare molti interventi nelle periferie e in tanti quartieri in cui gli edifici sono degradati. Inoltre, queste norme sono utilizzabili unitamente al bonus del 110% e, quindi, diventano una grande opportunità per una ricostruzione e una riqualificazione urbana anche in tempi brevi. La questione della rigenerazione urbana è, quindi, complessivamente in itinere. Si tratta anche di un tema contenuto nelle linee di intervento previste dall’Europa per accedere alle risorse del Recovery Fund in quanto è anche un’occasione per governare le trasformazioni delle città. Guardando a ciò che sta avvenendo con il covid e con la necessità di incrementare al massimo le possibilità di smart working, infatti, dovrebbe essere ormai chiaro che le nostre città non potranno più funzionare come prima. Probabilmente non ci sarà solo lo smart working come è durante l’emergenza ma è molto probabile che comunque diminuirà il numero degli uffici nelle nostre città e, aumentando il lavoro da casa, dobbiamo pensare a cosa ne sarà di tutti i servizi che sono stati costruiti attorno agli uffici, soprattutto nei centri storici, come bar e ristoranti che avevano come utenti e clienti prevalentemente chi lavorava negli

uffici. Tutto questo cambierà, dunque, e queste trasformazioni o si subiscono o si governano. Al Senato, in queste settimane, stiamo lavorando per una legge sulla rigenerazione urbana, di cui sono Relatore, che serve esattamente a mettere in campo uno strumento urbanistico, il Piano di Rigenerazione, che i Comuni potranno attivare, definendo le aree e le finalità di intervento e che, a questo punto, diventerà un’occasione anche per beneficiare di una serie di finanziamenti che prevediamo vengano messi a disposizione. La rigenerazione urbana deve servire non solo per riqualificare genericamente alcune aree o edifici ma anche per realizzare un contesto urbano diverso e, dunque, può essere una grande opportunità. Stiamo provando a fare una legge che stabilisca delle priorità, che le finanzi e che dia ai Comuni uno strumento urbanistico per governare le trasformazioni urbane che sono necessarie. Negli ultimi anni, infatti, il tema della rigenerazione urbana si è evoluto da materia per architetti e addetti ai lavori ad una questione importante per tutti, perché lì si gioca la possibilità di migliorare la vita delle città e di adeguare le città alle domande di qualità anche nuove che si sono formate. È un tema decisivo per la politica, per le amministrazioni locali, per avere la possibilità di progettare ambiti ampi. Stiamo provando, quindi, a fare una legge complessiva per mettere insieme tutti gli strumenti utili per dare ai Comuni la possibilità di fare un lavoro che migliori la qualità della vita delle città e dei cittadini.

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Pandemia, la ripresa parte dal Mezzogiorno Occorre una politica lungimirante, che guardi al futuro e alle possibilità di sviluppo offerte dall’intera nazione. a cura dell’On. Nicola Carè

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a pandemia impone restrizioni e limitazioni di diversa natura, ma anche la necessità di programmare la ripresa economica e sociale del nostro Paese. Le risorse del Recovery Fund potrebbero contribuire a realizzare questo obiettivo. Un punto di partenza ed un’opportunità da giocare fino in fondo. Ma non solo. Occorre, inoltre, una politica lungimirante che guardi al futuro e alle possibilità di sviluppo offerte dall’ intera nazione. Eliminare o attenuare sensibilmente il divario economico, infrastrutturale e sociale esistente tra Nord e Sud Italia potrebbe aprire nuove opportunità di sviluppo per

l’intero Paese. Una strada da percorrere con determinazione e senza tentennamenti. Quasi una necessità non più procrastinabile. Le straordinarie risorse di cui dispone il Mezzogiorno potrebbero essere finalmente capitalizzate e produrre nuova ricchezza. Ma a una condizione indifferibile: Nord e Sud devono avere le stesse opportunità e gli stessi mezzi per incidere sui rispettivi territori. Il capitale umano non manca; le risorse storiche, artistiche, culturali e paesaggistiche abbondano. Il Mezzogiorno ha tutte le carte in regola per svolgere un ruolo di primo piano nei prossimi anni. Si tratta di una strada da percorrere per NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020


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realizzare risultati inaspettati, ma possibili, e ridurre al minimo il gap esistente tra le due parti del Paese che ha radici storiche. Si è iniziato, infatti, a parlare di questione meridionale dalla seconda metà dell’800, sin dal conseguimento dell’Unità d’Italia, avvenuta nel 1861. Oggi, nell’attuale crisi economica e sanitaria determinata dall’emergenza epidemiologica Covid-19, la questione è ritornata di stretta attualità, sia pur rimodulata nei termini e nei contenuti. La necessità di rilanciare l’economia italiana ha reso indifferibile l’esigenza di aprirsi alle straordinarie risorse del Mezzogiorno ancora in larga parte inespresse. Dall’Unità d’Italia, il divario socioeconomico esistente tra Sud e Nord del Paese è stato un fenomeno che ha appassionato numerosi studiosi e interessato parte della classe politica. Gli squilibri, tra le due aree del Paese, dal punto di vista infrastrutturale, industriale e dei servizi sono ancora oggi evidenti e sotto gli occhi di tutti. Nella seconda metà dell’800, però, il sistema industriale del Mezzogiorno offriva degli spunti importanti, specie nel settore siderurgico. Basti pensare, tanto per citare un esempio, che “Le Reali ferriere ed Officine di Mongiana” o il “Polo siderurgico di Mongiana”, in Calabria, era uno degli impianti più grandi ed efficienti d’Europa per la lavorazione dell’acciaio, riuscendo a dare lavoro nel 1860 a 1500 operai. Successivamente, la rivoluzione industriale che investì l’Europa alla fine dell’800, in Italia interessò quasi esclusivamente il Nord del Paese. Così il divario tra Nord e Sud Italia si accrebbe sempre di più, anno dopo anno, con un gap sempre crescente e difficile da colmare. Almeno fino alla seconda guerra mondiale. Tale trend si arrestò parzialmente solo nel periodo compreso tra gli anni cinquanta e la metà degli anni 70. In questi anni si registrò una crescita del Mezzogiorno in termini di Pil, produzioni e consumi. Passata questa fase, riemersero i problemi di sempre con il Mezzogiorno costretto a rincorrere. Oggi, il Prodotto interno lordo italiano mette in evidenza questa dicotomia NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020

Dall’Unità d’Italia, il divario socio-economico esistente tra Sud e Nord del Paese è stato un fenomeno che ha appassionato numerosi studiosi e interessato parte della classe politica. Gli squilibri, tra le due aree del Paese, sono ancora oggi evidenti e sotto gli occhi di tutti.

tra le due aree del Paese. Nel 2018, in una fase antecedente all’attuale pandemia, il Pil è aumentato dell’ 1,4% nel Nord-est, dello 0,7 nel Nordovest e nel Centro e dello 0,3% nel Mezzogiorno. Per quanto riguarda il Pil procapite, questo nel 2018 è stato di 36 mila euro annui nel Nord-ovest e solo 19 mila euro nel Mezzogiorno. Questi dati fanno capire che occorre lavorare duramente per riequilibrare il Paese. Tra gli interventi da realizzare, costituisce esigenza prioritaria superare l’atavico gap infrastrutturale che separa il Sud dal Nord Italia. Sbloccare i cantieri per rilanciare la produttività e l’occupazione è una necessità irrinunciabile. Le grandi opere devono essere realizzate al Nord come al Sud. Non misure assistenziali, ma interventi dovuti e necessari. Mi riferisco al settore dei trasporti in maniera particolare. La realizzazione dell’alta velocità ferroviaria risponde a questa esigenza. Oggi da Roma a Milano si viaggia in tre ore. Più o meno lo stesso tempo di percorrenza dovrebbe esserci per collegare la capitale e Reggio Calabria. Il Paese non può viaggiare a due velocità. Anche le vie di comunicazioni interne alle singole Regioni vanno migliorate e messe in sicurezza, sia la rete stradale che quella ferroviaria. Con tale modus operandi si favorisce non solo la mobilità dal Nord al Sud Italia,

ma anche all’interno delle stesse Regioni. È impensabile pensare che per andare da una località all’altra della stessa Regione si impieghino delle ore. Colmando tale deficit infrastrutturale è possibile realizzare quelle condizioni necessarie per lo sviluppo dei diversi comparti: turismo e agricoltura in modo particolare. L’obiettivo e mettere a regime le diverse eccellenze esistenti e attrarre nuovi investimenti, anche dall’estero. Gli imprenditori hanno l’esigenza di trovare terreno fertile e condizioni propizie per investire i loro soldi. A questi interventi si aggiunge la necessità di introdurre sgravi fiscali per le imprese che producono ricchezza e nuovi posti di lavoro. L’ammodernamento del Meridione, attraverso un sistema infrastrutturale efficiente e agevolazioni fiscali per le aziende, è condizione prioritaria per favorire lo sviluppo economico e sociale dell’Italia, attrarre nuovi investimenti, accrescere l’indotto delle imprese esistenti e di nuova costituzione. Oggi, più che mai, lo sviluppo dell’Italia passa dalla crescita del Mezzogiorno e dalle sue innumerevoli risorse. Il nostro è un Paese meraviglioso che deve camminare insieme, costruendo prospettive concrete e valide per i nostri giovani. La sfida è lanciata. Occorre solo perseguirla con responsabilità, tenacia e determinazione. GENTE IN MOVIMENTO

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Agricoltura: un settore resiliente Il settore ha sempre resistito nei momenti storici di difficoltà grazie alle sue doti anticicliche. a cura dell’On. Paolo De Castro

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’agricoltura e la filiera agroalimentare come argine resiliente all’emergenza Covid. Per operatori e “addetti ai lavori” è cosa nota: il settore ha sempre resistito nei momenti storici di difficoltà grazie alle sue doti anticicliche. Per un anno, o più, succede possa subire contrazioni produttive, anche forti, a causa di avversità atmosferiche, fitopatie e zoonosi. Ma poi si riprende e continua a garantire materie prime e trasformate a tutti noi cittadini-consumatori, confermando di essere strategico e trainante per l’economia in generale: del nostro Paese e dell’Europa nel suo insieme, tanto che non a caso la Politica

agricola comune rappresenta un pilastro dell’Ue fin dalla sua costituzione. Il lockdown imposto quest’anno per legge dal Governo italiano, primo in Occidente, per contenere la diffusione della pandemia ha confermato del resto l’elevato peso specifico e il valore di tutta la catena agroalimentare, che con produttori, aziende di trasformazione, della distribuzione e operatori dell’indotto, anche nell’ emergenza ha continuato a rifornire i punti vendita di cibo. Alimenti oltretutto sicuri, nel senso della “food security”, che in condizioni normali diamo talvolta per scontata. Certo, all’inizio di questo dramma che NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020


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nessuno poteva prevedere, anche i prodotti alimentari, come i medicinali e i presidi sanitari, hanno corso il rischio di essere bloccati nei mercati e nella libera circolazione alle frontiere. Ma dopo le prime esitazioni dettate dalla paura e dall’incertezza su come procedere, fortunatamente il pericolo è rientrato. E questo grazie alla solidità del nostro sistema agroalimentare, che quotidianamente assicura le forniture e la presenza di prodotti sugli scaffali, ma anche all’intervento dell’Unione europea che di fronte alle prime avvisaglie di blocchi alle frontiere ha attivato tutte le misure necessarie per fluidificare i trasporti tra Paesi membri, evitando ostacoli e ritardi nelle consegne. E qui, per inciso, voglio ricordare cosa potrebbe succedere in Gran Bretagna con la Brexit, in caso di un "No deal" che imporrebbe controlli alle dogane con l’Ue, visto che il Regno Unito ha solo il 50% di autosufficienza alimentare. D’altra parte, l’attenzione dedicata dall’Unione al Food&beverage è supportata dal fatto che il settore incide per il 15% sul fatturato dell’ industria manifatturiera europea, per il 12% sul valore aggiunto e il 16% sull’occupazione. Non solo, l’industria alimentare dell’Ue-27 è la prima a livello mondiale con un fatturato che sfiora i 1.100 miliardi di euro. Un livello di gran lunga superiore a quello degli Stati Uniti, che seguono al secondo posto con un fatturato di settore pari a meno di 800 miliardi. In ambito Ue, l’industria alimentare italiana si colloca al terzo posto dopo Francia e Germania. E al di là dei numeri, con un turnover di oltre 130 miliardi di euro, che la pongono al secondo posto dopo la meccanica, quella alimentare ha dimostrato di reggere sia alla crisi economica mondiale del 2008, che ora all’emergenza Covid, evitando un’emorragia di posti di lavoro e contenendo il calo dell’export. Come evidenzia una ricerca appena pubblicata di Nomisma, commisNUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020

sionata da Centromarca e Ibc, l’alimentare in Italia è fortemente integrato con l’agricoltura e costituisce il principale presidio in molte aree svantaggiate del nostro Paese, dal Mezzogiorno alle aree montane, dove i livelli di occupazione e di valore aggiunto sono doppi o addirittura tripli rispetto alla media del territorio nazionale. Da qui la necessità di monitorare in modo costante l’evoluzione di questo settore, mai di moda e passeggero, non solo per i fenomeni di delocalizzazione di siti produttivi, ma per le cessioni di marchi del Made in Italy a soggetti stranieri che negli ultimi anni sono state registrate con sempre maggiore frequenza. Cessioni e vendite di rami d’azienda che finiscono per frenare la crescita dimensionale delle imprese e quindi la loro capacità di competere sui mercati internazionali e fronteggiare una concorrenza estera sempre più agguerrita. La ricerca di Nomisma mette in luce che il Covid-19 non ha provocato solo una ‘frattura’ tra il prima e il dopo pandemia, ma ha rafforzato ad esempio il ricorso agli acquisti di prodotti online, rafforzando inoltre la sensibilità dei consumatori verso prodotti in grado di esprimere una sensibilità sociale, e non più solamente rivolta alla tutela dell’ ambiente. L’indagine evidenzia però anche che 7 aziende su 10 ritengono come nei prossimi anni le vendite di prodotti alimentari in Italia continueranno a risentire degli effetti negativi legati

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alla pandemia. E oltre alla crisi economica che inciderà sui redditi degli italiani, per il canale Horeca (Hotel, restaurant e catering), il più colpito dal lockdown, i tempi di recupero saranno più lunghi del previsto, anche per il forte calo dell’ afflusso di turisti stranieri che porterà a una sensibile riduzione dei ristoranti in attività. Il sistema agroalimentare italiano, fatto da imprenditori seri e capaci, riuscirà anche questa volta a superare le sfide più difficili. E comunque andrà posta maggiore attenzione a quanto viene deciso a livello europeo, dove vengono definite strategie e strumenti che possono condizionare in modo rilevante lo sviluppo del settore agroalimentare. Dalla nuova Pac con il Green Deal, alla politica commerciale internazionale, alla Brexit, sono diversi i dossier in discussione in questa fase a Bruxelles e dall’esito dei quali potranno dipendere le sorti, o almeno lo sviluppo, di molte imprese italiane. Per questo non bisogna mai abbassare la guardia, ma far valere la nostra presenza nelle istituzioni Ue in termini costruttivi, perché gli interessi della filiera agroalimentare italiana non sempre collimano con quelli dei francesi o dei tedeschi, anzi. E comunque dalle politiche europee possiamo trarre importanti leve di sviluppo per le nostre imprese. La pandemia da Covid-19 ci ha dimostrato ancora di più che senza l’Unione europea è difficile pensare a uno sviluppo duraturo del nostro sistema agroalimentare. GENTE IN MOVIMENTO

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Il vaccino anti-Covid priorità per le badanti Per il bene dei nostri cari, le badanti dovrebbero avere precedenza nella vaccinazione. a cura della Redazione

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a campagna di vaccinazione in Italia partirà il 21 dicembre con le prime 1.833.975 dosi di vaccino anti-Covid 19, e nel piano presentato durante la Conferenza Stato-Regioni non sono indicate come prioritarie le badanti che assistono i nostri cari nelle case di oltre 407mila famiglie italiane. Lorenzo Gasparrini, segretario generale di Domina dichiara “Il lavoro domestico è considerato un lavoro ‘essenziale’ ma, tuttavia, non pare esserlo in termini di priorità nel piano di vaccinazione per la loro sicurezza e la tutela dei nostri anziani, che sono al pari di quelli presenti nelle Rsa e degli operatori sanitari” Per questo Domina, Associazione Nazionale Famiglie datori di Lavoro Domestico, chiede a gran voce il vaccino anti-Covid-19 subito anche per tutte le badanti. Continua Gasparrini ”mettiamo in sicurezza gli anziani non autosufficienti per fare in modo che il settore del lavoro domestico continui a svolgere il suo ruolo sociale fondamentale. Per il bene dei nostri anziani assistiti nella propria casa, le Regioni dovrebbero prevedere 461 mila vaccinazioni, ridistribuiti per le badanti presenti sul loro territorio.

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In Italia le badanti regolari sono 407mila (dato 2019), in continua crescita (+11,5% dal 2012). Lombardia (63,5 mila), Emilia-Romagna (45,1 mila), Toscana (41,8 mila), Veneto (35,9 mila), Lazio (35,6 mila) e Piemonte (33 mila) sono le regioni nelle quali sono più numerose. Milano (32 mila), Roma (30 mila), Torino (18,6 mila), Cagliari (15,5 mila) e Firenze (12,6 mila), le province che danno lavoro a più assistenti familiari. A questi numeri dobbiamo aggiungere le richieste di regolarizzazione inoltrate in occasione della sanatoria 2020 (54,6 mila in tutto il Paese), per un totale di 461,6mila lavoratrici. “Chiediamo al governo di dare priorità alle badanti, trattandole alla stregua degli operatori delle Rsa”, dichiara Lorenzo Gasparrini, segretario generale Domina. “Ci uniamo all’appello delle associazioni europee EFSI, EFTA e EFFE. Le assistenti familiari sono figure essenziali per tutelare i nostri cari, i nostri anziani, e meritano la massima attenzione. Quando le prime dosi di vaccino saranno disponibili, dobbiamo dare alle assistenti familiari la precedenza, rispetto ad altre categorie di lavoratori”. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020


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Previdenza

Il DDL per la malattia dei professionisti Le Professioni italiane chiedono un appoggio bipartisan per approvare il disegno di legge n. 1474. fonte: Consulenti del Lavoro

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l momento storico che viviamo, con migliaia di professionisti vittime del Covid-19, impone una veloce approvazione del disegno di legge sulla malattia e gli infortuni dei professionisti. In modo da dare una risposta concreta a quanti ogni giorno si adoperano per tutelare imprese e cittadini coinvolti, anche loro, in una crisi sanitaria ed economica senza precedenti”. Così il Comitato Unitario delle Professioni , CUP, e la Rete delle Professioni Tecniche, per voce di Marina Calderone e Armando Zambrano, a nome dei Consigli Nazionali degli Ordini e dei Collegi ai quali sono iscritti oltre due milioni di lavoratori intellettuali, intervengono per sostenere con forza l’approvazione in sede deliberante del disegno di legge n. 1474 in Commissione Giustizia del Senato. Ad appoggiare la deroga all’iter legislativo tradizionale era stata la presidente di Palazzo Madama, Maria Elisabetta Alberti Casellati, riconoscendo al provvedimento la necessità di una corsia privilegiata in forza dell’attuale situazione emergenziale. “Secondo quanto abbiamo appreso”, continuano Calderone e Zambrano, NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020

“sulla deliberante non ci sarebbe un appoggio unanime e ciò rischia di far allungare i tempi su una legge attesa da tanto tempo e oggi non più rinviabile”. Il CUP e la Rete, pertanto, chiedono a tutte le forze politiche un appoggio bipartisan sull’iter veloce per un provvedimento che non comporta alcun impegno economico per l’erario, ma solo lo slittamento automatico degli adempimenti per i contribuenti in caso di malattia o infortunio del loro professionista. “Si tratta di dare un segnale”, concludono la presidente del CUP e il coordinatore della Rete, “ad una componente economica e sociale che in questi mesi ha dato un contributo fondamentale a tutti i livelli nella gestione della pandemia e che oggi non merita di essere mortificata con un rinvio di una legge necessaria”. Il ddl n. 1474 intitolato “Disposizioni per la sospensione della decorrenza di termini relativi ad adempimenti a carico del libero professionista in caso di malattia o di infortunio” è stato presentato in data 8 agosto 2019 in Senato, su iniziativa del Senatore Andrea De Bertoldi, di Fratelli d’Italia. GENTE IN MOVIMENTO

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Parole di un vecchio amico: soffi dell’aldilà Ognuno di noi ha perso qualcuno che amava e, nonostante dicano che il tempo sia l’unica cura, non riescono a darsi pace. a cura di Cristiana Battaglia

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ovembre è il mese dedicato ai nostri cari che hanno lasciato questo mondo materiale per passare a quello spirituale. Ma cosa succede realmente al trapasso? Dove vanno? Ecco in queste poche righe, spiegato in modo molto semplice, cosa capita durante il loro viaggio. Ognuno di noi ha perso qualcuno che amava e, nonostante dicano che il tempo sia l’unica cura, non riescono a darsi pace. Nel momento del distacco l’anima del nostro caro è accanto a noi per tre giorni, durante i quali, passa la maggior parte del tempo a riguardare la sua vita, com’è andata, cos’avrebbe voluto cambiare e cosa più importante, a darci conforto. Già, perché nonostante noi piangiamo per la loro perdita, loro sono felici ma dispiaciuti per noi che soffriamo. Vi lascio qua di seguito le parole di un mio caro amico trapassato più di un anno fa. “Per anni mi sono chiesto cos’è la morte. Per anni mi sono sentito invincibile ad essa. Per anni… per quelli che voi chiamate anni, ma che in realtà non esistono. Facciamo parte di un piccolo spazio temporale. Come esseri umani siamo molto più vecchi di tutto ciò. Nel momento del mio ritorno a casa

ho avuto paura di questo salto nel vuoto, ma questa si è cancellata subito, in un battito di ciglia, quando ho visto la luce e i miei nonni che mi aspettavano. Si sta bene, al di là di ogni aspettativa terrena, si ride tanto, si prende tutto alla leggera, come dovreste imparare a vivere. In realtà il nostro mondo non è lontano da voi, è con voi, solamente che per volontà maggiori non possiamo mischiarci. Ho ritrovato tanti amici, conosciuto donne e uomini di vite lontane pronti per ascendere. Credo che mi fermerò per un po’ qua perché sapete, quella che definivo casa una volta, non era nient’altro che una costruzione di mattoni dove tornavo a dormire, ma casa è questa. Veniamo tutti da qui, nessuno escluso. Non fate l’errore di vivere nell’egoismo, di pensare solo alla materia, crescete, documentatevi, nutrite il vostro spirito, ne gioverete molto. Siate pronti a qualcosa di meraviglioso. Se avessi saputo che mi aspettava una sorta di Gardaland, avrei temuto meno la dolce morte e mi sarei lasciato andare con meno paranoie alla sua venuta. Trovate lo scopo della vostra vita e compietelo. Esistiamo per una ragione, e non cesseremo mai di farlo.” NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020


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I principi per una buona comunicazione Capita spesso di conoscere qualcuno e dopo pochi istanti percepire un disagio nella conversazione. a cura di Elisa Amelia

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hiariamoci qualche idea su come approcciare ad una buona comunicazione in qualunque ambito. Capita spesso di conoscere qualcuno e dopo pochi istanti percepire un disagio nella conversazione, ma razionalmente non riuscire a capirne il motivo. I principi cardine per una buona comunicazione sono 23, spesso sconosciuti alla maggior parte delle persone. Diamo una sbirciatina ai soli primi cinque che risultano già essere di grande importanza per una buona partenza. Il primo principio della comunicazione? Sorridere. Sembra banale ma è, in realtà, fondamentale. Il sorriso predispone all’accoglienza, costa meno a livello di fatica e crea un ambiente sereno. Volendo sperimentare questo principio: due persone si incontrano, l’una sorride l’altra e si potrà constatare che alla ricevente viene voglia di sorridere. Il sorriso è contagioso. Il secondo principio della comunicazione è rivolgersi in tono amichevole. Il tono, che rientra in uno degli otto modi di comunicare, fa sì che l’altro si senta nella condizione ideale alla conversazione che inizia. Con il tono possiamo mettere a proprio agio o a disagio una persona, e trasmettere tutta una serie di NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020

segnali e informazioni che vanno molto al di là dell’informazione verbale. Il terzo principio è chiedersi il nome reciprocamente e ripetere il nome della persona con cui parliamo. Questo crea fluidità e riguardo nei confronti dell’altro. Il quarto principio è fare valutazioni positive. Non cadere nel giudizio o nelle critiche, ma valorizzare quanto di positivo c’è in ciò che è argomentato. Il quinto principio è fare apprezzamenti onesti e sinceri. Questo principio, se messo in atto, diventa un esercizio molto utile anche a sé stessi, come sorridersi allo specchio. Lo facciamo con gli altrie di riflesso con noi. Imparare a fare complimenti sinceri diventa un’attitudine. Qualsiasi attitudine, seppur innata, se non allenata non si presenta. Il rituale è ciò che facciamo in automatico: una somma di abitudini. Se noi sfruttassimo il rituale a nostro vantaggio, svilupperemmo un’attitudine, acquisiremmo una capacità. Un esempio semplicissimo: se creo l’attitudine di sorridere e sorrido ogni giorno, “condiziono” il mondo a sorridere. Più io sviluppo questo, più io otterrò questo.

Ci siamo accorti sperimentando, di contro, che spesso ci sforziamo a non sorridere. Perché ci sforziamo ad avere questo tipo di atteggiamento? Si potrebbe dedurre o identificare erroneamente con il carattere della persona, ma in realtà è ben altro! Rimanendo in quell’atteggiamento possiamo ottenere più cose, come attenzioni e carezze, oppure far sentire in colpa l’altro, oppure farla pagare a qualcuno, una sorta di vendetta. Chi mette il broncio lo fa scientemente. In effetti si è potuto riscontrare che le migliori e più potenti “armi” che abbiamo per “sconfiggere” chi ci fa del male (consapevolmente o no) sono il sorriso e la carezza. Quanti tipi di carezze esistono? Fisica, verbale, materiale. Una volta appreso questo starà a noi decidere quale tra queste utilizzare all’occorrenza. Alla base di tutto ciò dobbiamo ricordare che un comportamento diventa abitudine e poi attitudine e, di conseguenza, diventa parte di noi. Sta a noi decidere quali comportamenti vogliamo mettere in atto e quali, nel caso, voler comprendere per poterli cambiare. GENTE IN MOVIMENTO

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Mamme nella società civile La difesa del bambino prima di tutto: il gruppo Facebook nato con l’intendo di difendere i diritti dei bambini. a cura di Laura Sangiorgi Cellini

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on bastavano notti insonni, pannolini, lavatrici e far la spesa conciliando lavoro, marito e magari ogni tanto il parrucchiere. Le mamme italiane stavolta sono scese in campo con la maglia azzurra della nazionale. Con la forza delle leonesse che proteggono i propri cuccioli, le generatrici del futuro popolo italiano hanno appoggiato il ferro da stiro e si sono armate di microfoni e avvocati. “Ora basta!” Dopo decenni di politiche contro la famiglia e i bambini, nella sola direzione dell’aborto e delle teorie gender, dopo l’assenza di considerazione dei bambini durante il

lockdown, dove i piccoli sono stati letteralmente dimenticati in ogni Dpcm ma ricordati solo dai “Burioni del momento” che li accusavano di essere “untori”, a giugno del 2020 le mamme si sono ritrovate grazie a i social e hanno unito le forze. “Tutto è partito da un gruppo su Facebook nato con l’intento di difendere i diritti dei bambini” racconta Tiziana Coppola, Presidente dell’ associazione Popolo delle Mamme, genitore di un bimbo di 7 anni, “anch’io come tantissime altre mamme italiane ho riconosciuto l’esigenza di mettermi in gioco per il bene di mio figlio e, in senso più ampio, per il bene di tutti i bambini NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020


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italiani. Naturalmente la nostra associazione è aperta anche ai papà” sorride Tiziana “e a tutti coloro che abbiano voglia di dare una mano anche mettendo a disposizione le proprie competenze professionali. Stiamo infatti costituendo un pool di avvocati per portare avanti la difesa dei diritti dei bambini, che va dalla libertà di cura alla tutela dagli abusi, passando dal sostegno all’educazione, alla fertilità e alla scuola parentale. Sono tantissime le famiglie che ci contattano in cerca di risposte. Tra le questioni più ricorrenti c’è la volontà di difendere i bambini dall’ uso indiscriminato degli igienizzanti, oppure la richiesta di informazioni per capire come far utilizzare ai propri figli la mascherina di comunità (quella di stoffa) anziché quella chirurgica. Sicuramente un tema che mette in ansia molti genitori è la paura che vengano effettuati test diagnostici sui propri figli senza il loro consenso. Sotto questo profilo

siamo quindi un punto di riferimento per aiutarli a tutelarsi al meglio. Quello che riscontriamo è che le famiglie hanno bisogno di auto subito” dichiara la Presidente dell’ associazione, “ma non sono solo queste a rivolgersi a noi: anche il personale infermieristico cerca soluzioni per potersi opporre alla psicosi dei continui tamponi.” Il 5 settembre il Popolo delle Mamme si è presentato al mondo tra gli organizzatori della manifestazione di piazza Bocca della Verità a Roma, a cui hanno partecipato migliaia di persone tra genitori, attivisti per la libertà vaccinale e lavoratori preoccupati per la crisi economica causata dalla confusione attuale. In Italia ci sono 25,7 milioni di famiglie in cui vivono 9,8 milioni di bambini, il 16,2% della popolazione nazionale; a settembre 2020 erano stati persi quasi 500mila posti di lavoro, pertanto l’aumentata attenzione sull’associazione non è certo passata inosservata a chi si muove

in cerca di consensi. “La difesa dei diritti del bambino e del suo futuro sono la nostra priorità. Pur dichiarandoci apartitici promuoviamo azioni e appoggiamo qualsivoglia iniziativa proposta da altre realtà associative, gruppi e movimenti, anche politici, finalizzati alla difesa delle libertà individuali garantite dalla Costituzione. I fronti su cui siamo impegnati sono molti” conclude la presidente Coppola “per questo ben accogliamo tutti e tutte coloro che abbiano voglia di armarsi della forza del proprio cuore per unirsi alla nostra famiglia, fatta di tante persone Umane. E a chi sta maldestramente governando ricordo che ‘la mamma è sempre la mamma’” chiosa con vivace sarcasmo la Presidente, “e non conviene farla arrabbiare, perché: ‘le ciabatte di legno e il battipanni esistono ancora’, soprattutto in Italia e soprattutto se la mamma fa l’avvocata, la giudice o la giornalista.”

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Sinistri e veicoli privi di assicurazione Il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada è l’organismo nato allo scopo di risarcire i danni causati da veicoli privi di assicurazione. a cura di Elisa Fea

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a Corte di Cassazione, con la recente ordinanza n. 26908 del 26 novembre 2020, ha fornito chiarimenti in tema di sinistri stradali che vedono coinvolti veicoli privi di assicurazione. Nel caso sottoposto alla Corte, uno scooter guidato da una minorenne era stato tamponato da un’autovettura. I genitori della vittima, in qualità di esercenti la responsabilità genitoriale, avevano inviato diffide al proprietario dell’autovettura con richiesta di comunicare loro i propri dati assicurativi. Poiché tali richieste erano rimaste prive di riscontro, i genitori si erano rivolti al Giudice di Pace, chiedendo la condanna del

proprietario dell’autoveicolo e della Compagnia Assicurativa designata in base all’art. 20 della legge 24 dicembre 1969, n. 990, a risarcire i danni patiti dalla minore. La legge richiamata (recante Assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti e abrogata con l’entrata in vigore del Codice delle Assicurazioni Private), infatti, aveva istituito il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, organismo nato allo scopo di risarcire i danni causati, tra le altre ipotesi, da veicolo identificato ma non coperto da assicurazione. Alla gestione dei sinistri di competenza del Fondo di Garanzia NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020


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provvedono le cosiddette “Imprese designate”, competenti a seconda della zona di accadimento del sinistro. Il procedimento avanti al Giudice di Pace si concludeva con la condanna del proprietario dell’autovettura e della Compagnia Assicurativa, in solido tra loro, a risarcire il danno subito dalla danneggiata. La sentenza veniva impugnata dalla Compagnia Assicurativa nei confronti della vittima che, divenuta nel frattempo maggiorenne, proponeva a sua volta appello incidentale. In accoglimento dell’appello principale, la sentenza di primo grado veniva parzialmente riformata dal Tribunale, riconoscendo come la vittima non avesse fornito prova della scopertura assicurativa del veicolo che l’aveva tamponata e condannando, pertanto, il solo proprietario dell’ autovettura al risarcimento dei danni prodotti. La pronuncia del Tribunale veniva impugnata dalla danneggiata con ricorso in Cassazione. Con il primo motivo di ricorso, la ricorrente sosteneva di aver allegato, nei due gradi di giudizio, la circostanza che la vettura danneggiante fosse sprovvista di assicurazione e che, in merito, controparte non avesse provato nulla né contestato alcunché. La Corte di Cassazione ha rigettato tale motivo di ricorso, evidenziando i presupposti per l’applicazione del cosiddetto “principio di non contestazione”, secondo cui il convenuto, ai sensi dell’art. 167 del Codice di Procedura Civile, è tenuto a prendere posizione, in modo chiaro ed analitico, sui fatti posti dall’attore a fondamento della propria domanda, i quali debbono ritenersi ammessi, senza necessità di prova, ove la parte si sia limitata ad una contestazione generica (Cass. 6/10/2015, n. 19896). Nel dettaglio, i Giudici di legittimità hanno disatteso tale motivo rilevando che il principio di non contestazione postula che la parte che lo invoca abbia per prima ottemperato all’ onere processuale, posto a suo carico, di compiere una puntuale allegazione dei fatti di causa; nel caso di specie, NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020

il Tribunale aveva correttamente e motivatamente ritenuto generica l’allegazione di parte attrice, relativa alla dedotta mancanza di assicurazione. Con il secondo motivo la ricorrente denunciava l’omesso esame circa il fatto decisivo oggetto di discussione tra le parti rappresentato dal silenzio serbato dal danneggiante in relazione alle ripetute diffide con cui i genitori dell’allora minore lo avevano invitato a comunicare i dati assicurativi; secondo la ricorrente, tale fatto era di per sé idoneo a far presumere che l’autovettura fosse sprovvista di assicurazione. Sul punto, tuttavia, la Corte ha ritenuto che non fosse stato violato l’art. 2697 del Codice Civile, che testualmente recita: “Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento. Chi eccepisce l’inefficacia di tali fatti ovvero eccepisce che il diritto si è modificato o estinto deve provare i fatti su cui l’eccezione si fonda”. Secondo i Giudici di legittimità tale violazione si configura solo qualora il giudice abbia attribuito l’onere della prova ad una parte diversa, da quella su cui esso avrebbe dovuto gravare. Infine la ricorrente censurava l’omessa e contraddittoria motivazione in ordine alla mancanza di copertura assicurativa poiché il Tribunale, pur avendo riconosciuto in astratto possibile che una sola presunzione potesse essere sufficiente, non aveva

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tenuto in conto le allegazioni fornite dalla vittima. Anche tale censura è stata disattesa dalla Corte, alla luce del rilievo che il Tribunale, in base ad un accertamento di fatto e con motivazione priva di vizi logici, aveva ritenuto insussistente la prova, anche presuntiva, della scopertura assicurativa, senza disattendere il principio della libera valutazione delle prove sancito dall’ art. 116 del Codice di Procedura Civile. In base alla norma citata “Il giudice deve valutare le prove secondo il suo prudente apprezzamento, salvo che la legge disponga altrimenti” e “può desumere argomenti di prova dalle risposte che le parti gli danno a norma dell’articolo seguente, dal loro rifiuto ingiustificato a consentire le ispezioni che egli ha ordinato e, in generale, dal contegno delle parti stesse nel processo.” Pertanto, dalla pronuncia in esame, si evince che, in caso di sinistro stradale che veda coinvolto un veicolo sprovvisto di assicurazione, grava sul danneggiato l’onere di dimostrare in giudizio che la vettura danneggiante è priva di copertura assicurativa, non essendo a tal fine sufficiente riferire in giudizio che il danneggiante abbia omesso di riferire i propri dati assicurativi. In mancanza di tale prova, il Fondo di garanzia per le vittime della strada non potrà essere chiamato a rispondere dei danni patiti dal danneggiato. GENTE IN MOVIMENTO

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Bollette truffa: 3 milioni di euro sottratti Il 50% degli utenti sceglie il fornitore solo sulla promessa del prezzo più basso, ma spesso dietro si celano degli imbrogli. a cura della Redazione

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re milioni di euro sono stati sottratti a 250 utenti solo negli ultimi 6 mesi in Sicilia. 500 mila euro di danni sono stati causati da un truffatore milanese in Veneto durante il primo lockdown. Lazio e Abruzzo sono le Regioni che hanno ricevuto più domande al Servizio di Conciliazione. Sono solo alcuni dei dati evidenziati dal Rapporto circa le truffe sulle bollette di luce, gas e acqua, stilato da Revoluce, start-up di fornitura di luce e gas naturale, fondata da un gruppo di trentenni del sud Italia. Oltre il 50% di chi cerca un nuovo fornitore si ferma alla promessa del prezzo più basso e di un risparmio esclusivo, per questo molti potenziali truffatori, facendo leva sul presunto risparmio, trovano le condizioni ideali per convincere gli utenti. E le frodi sulle bollette, purtroppo, continuano a coinvolgere centinaia di migliaia di utenti. I tentativi di raggiro possono avvenire per telefono, sia fisso sia cellulare, o anche attraverso una visita di un falso rappresentante.

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Secondo il rapporto, sarebbero almeno 15 milioni gli italiani in cerca di un fornitore più conveniente dell’ attuale, un bacino di utenti che fa gola ad aziende e truffatori. Con l’arrivo dell’inverno, inoltre, le bollette di luce e gas del mercato tutelato sono aumentate sensibilmente, rispettivamente del 15,6% e dell’11,4%. Per non parlare delle maxi-bollette con conguagli, ricalcoli e consumi stimati. La maggior parte degli utenti si limita a pagare, a volte per la difficoltà nel comprendere fino in fondo le voci in bolletta, altre perché non sa quale sia l’iter dei reclami, altre ancora per pigrizia o per evitare problemi, andando poi a cambiare nuovamente fornitore. Si stima che l’ammontare delle truffe si aggiri intorno ai 750mila euro di danni subiti dai cittadini ogni anno e non denunciati, ma la cifra reale potrebbe essere molto più alta. Questi utenti pagano cifre esorbitanti e poi cambiano fornitore, senza preoccuparsi della truffa in cui sono incappati. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020


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Micromobilità: monopattini come bici Nell’estate abbiamo assistito a un vero boom di monopattini e altri veicoli elettrici per gli spostamenti rapidi nei centri abitati. a cura della Redazione

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al 2020, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge 160 del 27 dicembre 2019, i monopattini elettrici con potenza inferiore a 500W sono stati ufficialmente equiparati alle biciclette. Potranno quindi circolare nelle città, viaggiando a una velocità massima di 25 km/h, limite che scende ai 6 km/h orari nelle aree pedonali. Inizia così la rivoluzione della micromobilità che, complici le limitazioni al trasporto pubblico e il maggior rischio di contagio del Covid-19 su di un mezzo chiuso, ha visto una crescita esponenziale nei mesi estivi. Trattandosi a tutti gli effetti di velocipedi, ai monopattini elettrici è stata vietata la circolazione su marciapiedi, strade extraurbane a scorrimento veloce, tangenziali e autostrade. Per la sicurezza del conducente, e degli altri utenti della strada, i monopattini dovranno essere dotati di luce anteriore e posteriore e di un cicalino che avvisi della loro presenza. In caso di utilizzo dopo il tramonto, il NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020

conducente dovrà indossare il giubbotto o bretelle catarifrangenti. E quando si arriva a destinazione? Nel caso non possiate ripiegarlo e portarlo con voi, dovrete parcheggiarlo nelle aree di sosta riservate alle bici. Non è previsto l’obbligo di indossare il casco, conseguire una patente, assicurare il veicolo o dotarlo di targa e le stesse “regole” valgono anche per le biciclette elettriche. Tuttavia, dalla legislazione attuale rimangono esclusi segway, monoruote e hoverboard, per i quali la circolazione è ancora in fase di sperimentazione in specifiche città. I Comuni interessati possono deliberare autonomamente sulla sperimentazione cittadina ed effettuare test su strada da un minimo di un anno a un massimo di due. L’obiettivo è quello di arrivare a una regolamentazione unificata sul territorio, proprio come è successo per i monopattini elettrici. Nel frattempo, la circolazione di questi micro veicoli è solo tollerata. In caso di contenzioso però, il conducente rischia multe salate. GENTE IN MOVIMENTO

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sicurezza

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Furti sul web: reti domestiche in pericolo Impostazione della password, acquisti online e sistemi di sicurezza avanzati: come navigare liberamente e in sicurezza. a cura della Redazione

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ai dati emersi dalla prima edizione dell’Osservatorio Cyber realizzato da CRIF, complice anche il tempo che si passa di più online utilizzando la rete domestica, è emerso che i furti online sono aumentati del 26% nei primi sei mesi del 2020 e il 73,2% di questi, verificatosi tra gennaio e dicembre 2020, è stato commesso su siti di intrattenimento, soprattutto giochi online e streaming, mentre il restante 18,7% su siti dedicati a servizi finanziari. I router wi-fi sono sempre più diffusi e spopolano nelle case degli italiani che, giorno dopo giorno, diventano sempre più hi-tech: termostati,

forni, lavatrici, luci, tv, tende e persiane elettriche e connesse sono facilmente controllabili da uno smartphone. Per far questo è necessario che tutti i dispositivi siano costantemente connessi a internet, via wi-fi. Il router però rappresenta un facile punto di accesso anche per i criminali informatici che possono utilizzarlo per rubare dati sensibili, password e accessi a siti web, col rischio che vengano copiati dati di carte di credito, codici di autorizzazione dell’internet banking e account per i pagamenti online. Proteggersi è possibile: basta seguire alcuni semplici accorgimenti che NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020


sicurezza

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potrebbero fare la differenza. Ad esempio, quando impostiamo la password della rete wi-fi, dobbiamo assicurarci che abbia una lunghezza di almeno 12 caratteri, con una combinazione di lettere maiuscole e minuscole, simboli e numeri. Perché proprio 12 caratteri? Secondo BetterBuys, un hacker ci mette circa 5 ore per decifrare una password di 8 caratteri mentre 200 anni per una di 12 caratteri. Inoltre, non dovreste mai utilizzare il vostro nome, il giorno del compleanno, nomi di animali domestici e famigliari. Quando utilizzate una parola “leggibile”, quindi più facilmente ricordabile, meglio inserire una combinazione di lettere, numeri e caratteri speciali. Ad esempio, potete cambiare la lettera E con il numero 3, la & commerciale o il simbolo di €. Aggiungere un paio di numeri alla fine di una parola, non è più considerata una soluzione “safe”, dal momento che viene utilizzata molto, troppo frequen-

temente. Infine, mai, ma proprio mai, utilizzare la parola “password” come password o la serie numerica “123456”. Sembra banale, ma nel 2017 e 2018 sono state le password più comuni e, di conseguenza, le più hackerate. Un’altra accortezza da tenere ben presente, soprattutto per chi vive in grandi condomini, è rinonimare la rete wi-fi con nomi piuttosto lunghi e di fantasia che non facciano intendere si tratti di una connessione wi-fi. Inoltre, dovreste sempre modificare i dati di accesso alle impostazioni del vostro router che, normalmente, vengono impostati di default e sono comuni allo stesso modello. Se disponibile, attivate sempre il firewall sul vostro router e non dimenticate di spegnere il dispositivo quando lasciate la casa vuota per più giorni. Per quanto riguarda gli acquisti online, è bene accettarsi dell’affidabilità del venditore quando si compra su un nuovo negozio. Cercate online

feedback e recensioni, consultatevi con amici e state attenti alle app di shopping false. Assicuratevi sempre che il sito sul quale intendete fare acquisti sia sicuro: è molto semplice, lo si può capire vedendo un lucchetto chiuso nella barra degli indirizzi o un URL che inizia con https: // anziché http: //. Per difendervi dai tentativi di pishing, fate attenzione soprattutto ai messaggi e-mail, whatsapp o di altri servizi di messaggistica che ricevete. Spesso, sotto la comunicazione della vincita di un premio o l’avviso di un blocco del vostro account, si nasconde una truffa volta a rubare i vostri dati di accesso. In questo caso, il criminale vi invita ad accedere per verificare i movimenti del vostro conto linkandovi una pagina simile a quella originale, che copierà le vostre credenziali di accesso per poi inviarle al malintenzionato. Infine, fate sempre gli aggiornamenti software dei dispositivi per ridurre il rischio di infezione da malware.

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Italiani pronti alla svolta ibrido-elettrica Cresce la propensione all’acquisto di vetture ibride ed elettriche: italiani pronti a pagarle fino al 10% in più . a cura della Redazione

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uasi 9 italiani su 10 si dicono pronti ad acquistare vetture ibride o elettriche a prezzi accessibili. Il principale motivo di acquisto dichiarato è sociale, “per non inquinare”, seguito dalla motivazione economica, i risparmi. La diffidenza verso queste alimentazioni è legata al prezzo e, per l’elettrico, alle incertezze sul tema batterie (tempi di carica, presenza colonnine, autonomia). Nonostante resti bassa la conoscenza dei motori elettrici e ibridi e ancora in pochi li abbiano guidati, 2 italiani su 3 per averli sono disposti a pagare fino al 10% in più rispetto ai veicoli tradizionali. Per procedere all’acquisto risulta determinante il test drive. Sono queste le principali evidenza che emergono dalla nuova indagine “Vetture ibride ed elettriche, cosa ne pensate?”, condotta nel mese di novembre da Areté (azienda leader nella consulenza strategica fondata da Massimo Ghenzer). Complice la campagna di incentivi messa in piedi dal Governo, nel mese di ottobre la quota di queste vetture

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sul totale immatricolato ha superato il 25%. Un boom oggi dovuto per lo più alle diverse soluzioni ibride. La survey fotografa la propensione all’acquisto dei consumatori: oltre 9 su 10 si dicono pronti a comprare vetture ibride e quasi l’87% ad acquistare auto elettriche. In entrambi i casi il principale motivo è il minor inquinamento, anche se la leva economica, nelle sue diverse forme, costituisce una componente essenziale del cambio di costumi in atto, in particolar modo per: il risparmio sul carburante (indicato dal 33% del campione), l’utilizzo degli incentivi (13%), la possibilità di non pagare il bollo (5%), minor manutenzione (5%), il mancato pagamento del parcheggio sulle strisce blu (3%). Si riduce quindi il partito degli scettici su queste tecnologie, il cui mancato feeling resta dovuto a ragioni ormai “storiche”: prezzo elevato dei modelli, perplessità sull’autonomia e incertezza sul luogo in cui ricaricarla (per l’elettrico). Ragioni spesso legate alla scarsa conoscenza di queste motorizzazioni e che nascono dalle

esperienze personali: solo il 32% conferma di aver guidato almeno una volta un’auto ibrida e il 23% è stato al volante di un’elettrica. Tra i punti di forza dell’esperienza su vetture elettrificate, gli automobilisti indicano la silenziosità (segnalata dal 44% dei rispondenti), la guida rilassata (27%) e i bassi consumi (17%). Le cose non vanno meglio sul fronte teorico. Complessivamente oltre il 50% degli italiani conosce poco o per nulla le caratteristiche dei motori full/mild/plug-in hybrid. Proprio a causa della scarsa consapevolezza di queste alimentazioni, 9 potenziali acquirenti su 10 ritengono il test drive di prova determinante per maturare la decisione di acquisto e per farlo sono pronti a recarsi in concessionaria (88%) o ad attendere presso il proprio domicilio (12%). Altro capitolo riguarda le modalità di acquisto, per le quali si accentua la tendenza a seguire canali meno tradizionali: oltre la metà si dice pronto a richiedere un finanziamento, il 6% ad attivare un contratto di leasing e ben il 15% intende noleggiarla. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020


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Mobilità condivisa: Roma spinge lo sharing Il Comune di Roma azzera i canoni per gli operatori di car sharing, un impulso concreto alla mobilità condivisa nella Capitale. a cura della Redazione

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n un anno così difficile per i trasporti come il 2020, durante il quale, dopo anni di promozione dei mezzi pubblici per una mobilità più sicura ed efficiente in città si è dovuto porre un limite al loro utilizzo per il bene della salute dei cittadini, il Comune di Roma ha deciso di dare una spinta alla mobilità condivisa, azzerando i canoni sostenuti dagli operatori del car sharing. Annullato il canone del 2020, circa 1.200 euro l’anno per ciascuna macchina posseduta dall’operatore, il provvedimento ha subito trovato largo accoglimento e punta ad essere un esempio da seguire in altre grandi città del Paese. Dopo anni di campagne per ridurre i veicoli privati sulle strade attraverso l’adozione di abitudini di viaggio più ecologiche, tramite la condivisione del proprio mezzo privato (car pooling) o l’impiego di auto a noleggio a ore (car sharing), il rischio di contagio del Coronavirus ha posto un freno improvviso che ha portato a una riduzione del 60% rispetto al 2019. Il ruolo del car sharing è però destinato NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020

a diventare un punto strategico della mobilità del futuro, anche in caso di pandemia, fornendo un’alternativa a chi preferisce evitare i mezzi pubblici. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, gli italiani nel 2018-2019 sono risultati essere gli utenti d’Europa più fedeli al servizio. Più della metà dei nostri connazionali ha rimandato o, addirittura, evitato l’acquisto di un’auto grazie all’utilizzo di mezzi condivisi. Il problema principale, però, risulta essere la scarsa diffusione del servizio, per lo più ora relegato ai grandi centri urbani e ancora poco presente in città più piccole. I dati sono comunque incoraggianti: secondo l’Osservatorio nazionale di sharing mobility le agenzie che offrono il servizio crescono a un tasso del 12% l’anno. Il trend non porta soltanto a una riduzione delle auto in circolazione, ma anche alla riduzione delle emissioni inquinanti. Gli operatori di car sharing, infatti, prediligono sempre più auto ibride o elettriche, contribuendo in concreto a ridurre l’impatto della CO2 nell’atmosfera. GENTE IN MOVIMENTO

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Il nuovo rinascimento di Palazzo Serristori Al via il recupero di uno dei più importanti palazzi rinascimentali di Firenze, appartenuto alla nobile famiglia dei Serristori, fedeli alleati dei Medici. a cura della Redazione

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l magnifico Palazzo Serristori a Firenze, uno dei più importanti edifici rinascimentali della città, con la sua posizione unica sull’ Arno nei pressi di Ponte Vecchio, 5.500 mq di interni e circa 3.000 mq di giardino, dopo lunghi anni di non utilizzo sarà completante restaurato. Acquistato lo scorso marzo dal gruppo LDC di Taiwan, già impegnato a Firenze nella riqualificazione residenziale di un altro edificio di straordinario valore storico Palazzo Portinari Salviati, sarà recuperato, grazie ad un imponente restauro che sarà avviato la prossima primavera, per farne prestigiosi appartamenti extra lusso, con prezzi che variano da 2 a 7 milioni

di euro. Ciascuno degli appartamenti, molti dei quali impreziositi da affreschi dell’epoca, avrà a disposizione aree comuni come lo spettacolare giardino con piscina e la SPA. Un investimento di decine di milioni di euro che darà lavoro a imprese italiane e del territorio per alcuni anni, in un momento così difficile per il Paese. La nobile famiglia Serristori, la cui ascesa inizia nel Medioevo, già nel 1500 aveva raggiunto una posizione di indiscutibile ricchezza e prestigio, dovuta in particolar modo ai rapporti con i Medici, di cui furono fedeli alleati. La costruzione del Palazzo risale all’ inizio del 1500, quando Lorenzo NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020


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Serristori volle edificare una magnifica residenza sulle rive dell’Arno, dove sorgeva già un casino di caccia. Dai documenti, rinvenuti nell’archivio Serristori, si desume che gli architetti che progettarono il nucleo originario del palazzo siano stati i celebri Giuliano e Antonio da Sangallo assieme a Benedetto da Maiano, con il quale avevano già progettato Palazzo Strozzi a Firenze e la Villa Medicea di Poggio a Caiano. Successivamente con Averardo Serristori, ambasciatore per Cosimo I de’ Medici, legato da grande amicizia e ammirazione al grande scultore Michelangelo (a cui, secondo alcuni studiosi, è da attribuire la bellissima scala elicoidale ancora esistente, che collega i sotterranei con l’ultimo piano), il palazzo venne ampliato con l’aggiunta del più grande giardino all’italiana di tutta Firenze, tutt’oggi visibile lungo la sponda sinistra dell’Arno. Nel corso dei secoli il Palazzo è stato

abitato da personaggi illustri come Giuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone, re di Spagna e di Napoli, che vi si rifugiò in esilio con la famiglia, e dai nobili russi Demidoff. Vi hanno soggiornato Papa Leone X dei Medici, del quale è conservato lo stemma cinquecentesco in pietra serena nell’ atrio principale, oltre a intellettuali e artisti di fama internazionale come Giacomo Puccini, Gioacchino Rossini, Lord Byron e Percy Bysshe Shelley, i compositori Richard Strauss e Richard Wagner e la regina d’Italia Elena di Savoia. Ai secoli e al cambiar del gusto sono sopravvissuti straordinari elementi originali del palazzo a partire dal magnifico salone affrescato delle feste, il più grande e prestigioso di Firenze, con i suoi 250 mq di ampiezza e 12 metri e mezzo di altezza, più 150 mq circa di foyer, che sarà destinato a spazio comune per tutti gli appartamenti e la cui costruzione risale al

1600, periodo in cui il palazzo fu ampliato sotto la guida del celebre architetto mediceo Buontalenti. Ancora al loro posto nel salone delle feste, integri e funzionanti, due splendidi lampadari di Murano del 1700, così come i pavimenti lignei originali, autentiche opere d’arte. Ugualmente per la “Sala degli Specchi” e i caminetti del palazzo realizzati in marmi preziosi con stemma dei Serristori e la stufa in terracotta invetriata della manifattura Ginori, di cui esiste solo un altro esemplare al mondo. Dalle litografie del 1500 si può vedere come il palazzo fosse inizialmente dotato di due mulini, di cui uno ancora oggi visibile nei sotterranei. Tra le molte curiosità che caratterizzano questo edificio, sono da ricordare senza dubbio alcuni passaggi segreti, uno dei quali, parzialmente riportato alla luce, congiungeva il palazzo all’ altra riva dell’Arno.

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Experience Liguria Il turismo esperienziale è la vera leva di scelta della vacanza che vogliamo lanciare con la fine dell’emergenza sanitaria. a cura di Gianni Berrino

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al mese di luglio è online il nuovo sito www.experienceliguria.it: un contenitore che racchiude e propone al turista una serie di suggerimenti ed esperienze da fare in Liguria, proposte dagli operatori di tutto il territorio ligure che vorranno aderire all’iniziativa. Sono centinaia le esperienze a disposizione dei turisti, suddivise in varie categorie quali ad esempio “active”, “gourmet”, “borghi”, “family”, “mare” e “Genova-city break”, e continueranno a crescere: ciascun operatore potrà caricare direttamente la propria “experience” utilizzando o la sezione dedicata del sito agenziainliguria.it o il link diretto experienceliguria.it. L’obiettivo è puntare sempre di più sul turismo esperienziale, vero e proprio motore della scelta per la vacanza: con questa piattaforma che racchiude le proposte degli operatori, dallo sport al mare, dal gusto alla cultura fino ai borghi, dalle attività per le famiglie alla scoperta delle città, si va a potenziare e diversificare l’offerta turistica della Liguria, mettendo in risalto le attività del territorio e rendendole più facilmente conoscibili e accessibili al grande pubblico con uno strumento unitario. Per il turista esiste la possibilità di filtrare le esperienze in base alle NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020

proprie passioni, in base ai luoghi, oppure lasciarsi guidare e cogliere al volo le proposte lanciare in modo automatico dal sito. Questo progetto di turismo esperienziale e di marketing territoriale è nato con l’idea di di puntare al rilancio turistico della Liguria affiancando alla promozione e alla pubblicità il racconto, vero e reale, di tutto quello che si può fare, vedere e soprattutto sperimentare in prima persona. “In questa particolare fase dell’emergenza dove sono limitati gli spostamenti, questa piattaforma propone soluzioni anche per far scoprire la Liguria ai liguri” spiega l’assessore al Turismo Gianni Berrino. “Abbiamo scelto di puntare sul turismo esperienziale, vera leva di scelta della vacanza da parte del turista, chiedendo ai nostri operatori di essere protagonisti di un racconto pieno di autenticità. Si tratta del frutto di un lavoro di sviluppo del prodotto turistico fatto al fianco degli operatori nel corso del 2019, che con questo sito dedicato alle esperienze rilancia il territorio e valorizza le tipicità in vista della nuova riapertura una volta finita questa seconda fase di emergenza sanitaria. I turisti che verranno, sanno adesso che la Liguria è la meta ideale per chi non vuole o può andare troppo lontano”.

Tutte le esperienze proposte sono divise in sezioni per favorire l’utente a seguire le proprie inclinazioni come ad esempio la sezione dedicata ai Food Ambassador, oltre trecento operatori certificati della MilanoSanremodelgusto: cantine, frantoi, agriturismi e ristoranti ambasciatori del gusto dove è possibile gustare prodotti tipici di qualità che rappresentano l’identità del territorio. L’Experience Liguria Team di Agenzia In Liguria è a disposizione per supportare gli operatori con assistenza telefonica, a seguito di una richiesta a questa casella di posta: liguriaexperience@agenziainliguria.it.

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Vivere la montagna al di fuori delle piste Oltre lo sci, sono tante le attività che si possono fare sulla neve, godendo della meraviglia dei paesaggi e della libertà delle più belle cime d’Italia. a cura della Redazione

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a montagna d’inverno non è solo sci. Lo sanno bene gli appassionati della neve che, mai come quest’anno, sono alla ricerca di attività più slow per vivere la spensieratezza e la libertà delle cime imbiancate. Nell’aria limpida che si respira tra le vette, infatti, l’inverno significa anche passeggiate tra boschi incantati, escursioni con le ciaspole nel silenzio della neve fresca, slittino, sci di fondo, o magari camminate per fotografare paesaggi bianchi e selvaggi. Insomma, l’inverno senza sci può essere sorprendente. Passeggiare avvolti dalla magia dell’inverno è pura emozione in Val

d’Ega (BZ), un’area bellissima nel cuore delle Dolomiti, a soli 20 km da Bolzano, ed estesa per oltre 200 km², di cui il 70% costituito da boschi di abeti, larici e foreste. I sentieri si snodano tra prati innevati, accoglienti paesini, le cime imbiancate del Latemar e del Catinaccio, i caldi rifugi d’alta quota. Tappeti di neve invitano a ciaspolate tra foreste e paesaggi mozzafiato, da soli o partecipando ad esperienze guidate. Nelle aree sciistiche Obereggen e Carezza, ben attrezzate e sicure, ci sono tre piste da slittino di differenti lunghezze per divertirsi sulla neve con tutta la famiglia. Un’altra esperienza indimenticabile NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020


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è andare a cavallo sul manto bianco al cospetto delle vette Patrimonio dell’Umanità UNESCO. I maneggi della Val d’Ega sono aperti anche durante l’inverno ed offrono corsi di equitazione, lezioni di prova, cavalcate guidate ed escursioni in carrozza. È uno scenario fatato, fatto di alberi innevati, montagne eleganti, intimità, quello che si apre sul Lago di Dobbiaco (BZ), a pochi chilometri dalle maestose Tre Cime di Lavaredo. Quando la neve trasforma il paesaggio è bellissimo passeggiare con o senza ciaspole nel respiro del panorama d’inverno, partecipando a escursioni o esplorazioni intorno al lago e tra le Dolomiti, Patrimonio naturale UNESCO. Quando la neve scende sui vigneti, imbiancando le geometrie dei filari sulla collina di Bressanone, è possibile inoltrarsi tra le viti con le ciaspole per scoprire il paesaggio assopito delle vigne e, al rientro, gustare un vino locale direttamente

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in cantina, insieme al produttore. In Piemonte, nel cuore delle Alpi Liguri, il MondoleSki offre attività per tutta la famiglia: dalle escursioni in motoslitta, diurne e notturne, alle discese su bob, ciambelle e canotti del parco giochi, ideali per far divertire anche i più piccoli, dai percorsi avventura, ai gonfiabili per bambini, Artesina e Prato Nevoso rientrano nella Top Ten Italiana delle stazioni Family Friendly.

Infine, vivete un’esperienza davvero indimenticabile guidando una slitta trainata da una muta di cani Husky, un modo completamente diverso di vivere l’inverno, oppure provate le famose “fat bike”, le mountain bike che, grazie alle notevoli dimensioni dei pneumatici vi permettono di inoltrarvi nei boschi sulla neve fresca oppure di correre sulle piste battute di fondo valle e, per gli amanti della velocità, su quella di discesa.

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Cortina 2021 Un mese intenso, con oltre 25 gare che traghetteranno i migliori sciatori al mondo all’appuntamento italiano di Cortina 2021. a cura della Redazione

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giorni corrono via veloce, mentre la Coppa del Mondo continua il suo tour e Fondazione Cortina 2021 affina gli ultimi dettagli per accogliere i più forti sciatori al mondo che, dal 7 al 21 febbraio, si sfideranno in cerca di una medaglia. Alla cerimonia di inaugurazione manca meno di un mese, giorni intensi per gli atleti intenti a cercare la qualificazione, intensi per il comitato organizzatore che da anni lavora sul lato sportivo e infrastrutturale e che da mesi è impegnato anche sulla sicurezza, con la messa a punto di un piano per contrastare il Covid-19 e garantire la salute ai partecipanti e alla popolazione. Il 2020 dello sci alpino si è chiuso tra l’Italia e l’Austria con due tradizionali appuntamenti dedicati alla velocità maschile sulla celebre pista Stelvio di Bormio e con le gare tecniche femminili di Semmering. In Austria, dopo il gigante cancellato per il forte vento, l’elvetica Michelle Gisin ha sfatato un tabù e vinto la sua prima gara di Coppa del Mondo. La sorella della campionessa olimpica Dominique ha preceduto l’austriaca Katharina Liensberger, al miglior risultato in carriera, e l’americana

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Mikaela Shiffrin che sta ritrovando sempre più le sensazioni dei giorni migliori. Nel superG di Bormio gli Stati Uniti hanno festeggiato il primo successo di Ryan Cochran-Siegle, figlio d’arte di Barbara (campionessa olimpica a Sapporo 1972), che ha preceduto l’austriaco Vincent Kriechmayr e il norvegese Adrian Smiseth Sejersted. Il 2020 dello sci alpino si chiude con la doppietta austriaca di Matthias Mayer e Vincent Kriechmayr in una discesa di Bormio che ha regalato spettacolo e un rinato Dominik Paris. Sono Petra Vlhová e Aleksander Aamodt Kilde i due atleti che festeggiano l’inizio dell’anno iridato al vertice della classifica generale di Coppa del Mondo, dopo una prima parte di stagione agonistica che non ha un vero padrone e che ha riservato non pochi colpi di scena. I pettorali rossi di leader delle classifiche di specialità sono sulle spalle di Petra Vlhová (slalom), Federica Brignone (gigante), Ester Ledecká (superG), Sofia Goggia e Corinne Suter (discesa), Henrik Kristoffersen (slalom), Marco Odermatt (gigante), Mauro Caviezel (superG) e Aleksander Aamodt Kilde

(discesa). Il mese di gennaio da sempre è dedicato alle classiche monumento dello sci alpino. Adelboden, Wengen, Kitzbhüel, Schladming, Sankt Anton, Flachau, Garmisch - Partenkirchen sono solo alcune tappe che traghetteranno gli atleti verso i Campionati Mondiali di Cortina. Un gennaio sempre in pista, tra slalom, gigante, superG e discesa, più di 25 gare che daranno qualche indicazione in più sui grandi favoriti, consapevoli che gli eventi speciali, come Mondiali e Olimpiadi, a volte fanno emergere outsider che partono senza pressioni e si ritrovano davanti a campioni affermati. Entrambi i circuiti, prima di arrivare nella splendida cornice offerta dalla località ampezzana, passeranno da Garmisch-Partenkirchen. Uomini e donne gareggeranno nella tappa tedesca dedicata alla velocità, dopo aver corso in slalom a Chamonix e in gigante nella vicina Kronplatz. Arrivederci 2020, benvenuto 2021. Un anno che si apre all’insegna dello sport, dello sci di alto livello e dei Mondiali di Cortina d’Ampezzo ormai sempre più vicini. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020


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Il Natale degli sportivi Lontani ma sempre vicini. Il claim di un Natale diverso ma comunque all’insegna dei valori che caratterizzano lo sport. a cura della Redazione

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l CONI ha messo in connessione l’intero movimento, rivisitando i contenuti dell’iniziativa che accompagna ormai da anni l’imminente vigilia delle festività natalizie. Il 21 dicembre è andato in scena “Dare luce alle stelle”, evento promosso dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano e dall’Ufficio Nazionale per la Pastorale del tempo libero, turismo e Sport della CEI, impreziosito da testimonianze, contributi e messaggi di speranza per rispondere alla complessità del momento, facendo prevalere la passione e la forza di ripartire che rappresentano il segno distintivo del mondo che si è riunito per la prima volta online. Una diretta streaming che ha saputo mettere insieme i sorrisi e i sogni, il coraggio e il talento, attraverso un mix di emozioni raccontate con gli occhi e le parole dei protagonisti che, grazie alle loro imprese, rendono grande lo sport. I protagonisti hanno raccontato le loro esperienze a cuore aperto, senza schermi, con un focus preciso su temi e vocaboli nevralgici, lo spunto ideale per narrare la magia del movimento: dai sogni, il punto di partenza di ogni vittoria, passando per la fiducia, il presupposto per non ammainare mai NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020

la bandiera, e per l’armonia dei movimenti, fino ad arrivare all’importanza dell’afflato, allegoricamente rappresentato dall’abbraccio tanto agognato in questo momento, e alla luce che sa conquistare l’anima di chi ha saputo coniugare talento e sacrificio per conquistare il traguardo. Il Presidente Malagò ha idealmente salutato e ringraziato l’intera filiera che consente allo sport di rappresentare una delle eccellenze del Paese: “È un appuntamento diverso rispetto a quello consolidato, che prevede l’incontro con tutti i fantastici protagonisti del nostro mondo per le festività natalizie nel rispetto di un Paese cattolico ma nel pieno rispetto di tutte le altre fedi. Quest’anno è un momento laico, consacrato nel nostro Salone D’Onore, teatro di tutti i nostri eventi più importanti. Voglio ringraziare Don Gionatan, che ha voluto fortissimamente organizzare questo appuntamento ed è presenza costante, ha sempre una parola importante per i nostri atleti. Ci ha dato la possibilità di celebrare un Natale in modo originale, attraverso lo streaming sul nostro sito, insieme ai nostri campioni. Buon Natale e tanti auguri di un 2021 diverso rispetto all’anno che abbiamo vissuto." GENTE IN MOVIMENTO

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food & wine

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Fiera del tartufo bianco La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba chiude in bellezza, annunciando un nuovo corso. a cura della Redazione

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ala il sipario sulla 90ª edizione, dedicata al tema “mondo”, e proprio al mondo ci si apre ulteriormente, affiancando alla centralità dell’enogastronomia l’attualità di una sfida quanto mai contemporanea: quella della sostenibilità. L’esposizione mediatica del wine& food a livello mondiale ha imboccato negli ultimi anni un sentiero virtuoso che punta su etica e sostenibilità come concetti portanti di una vera e propria rivoluzione umanistica. Sospinti dalla fama dei grandi chef e dalle luci dei riflettori che il settore è in grado di attirare, vanno moltiplicandosi i progetti no profit con l’ambizione di cambiare alcuni aspetti discutibili della nostra società. È questo il cuore di “Dawn to Earth”, il laboratorio che nasce dalla collaborazione tra la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba e il curatore gastronomico Paolo Vizzari, con il supporto di Microsoft 365, con la volontà di tirare una riga che colleghi Alba (con le Langhe, il Roero e il Monferrato) al resto del Pianeta, usando il Tartufo Bianco d’Alba come ambasciatore e la sua fiera annuale come casa condivisa da mettere a

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disposizione per dare risalto ai più validi progetti a sfondo etico nel panorama mondiale dell’alimentazione, della biodiversità, dell’alta finanza e dell’ICT. “Dawn to Earth” si propone di lavorare alla ricerca dei “game changer” di ogni continente per offrire loro supporto, rete e campagne di racconto o promozione volte ad aprire a un pubblico più ampio il loro messaggio e la natura dei loro sforzi. Nell’Edizione Zero di quello che è destinato a diventare un appuntamento annuale e un’occasione di festa all’interno del palinsesto della Fiera, in quest’anno così particolare si è deciso di premiare lo chef che in Italia ha lavorato con maggiore intensità per rendere il pubblico più sensibile ai temi che legano la cucina alla natura, Norbert Niederkofler, con il team di ragazzi insieme ai quali, oltre a tenere vive le tre stelle Michelin del ristorante St. Hubertus di San Cassiano, ridisegna ogni anno i contorni di due eventi dalla forte matrice etica, Care’s e Cook the Mountain. Appuntamento al 2021, dunque, con la 91ª edizione: l’inaugurazione è prevista per venerdì 8 ottobre. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020


food & wine

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Brasato al midollo Stinco di coscia di manzo disossato, ripieno di midollo e rosmarino, da cuocere al forno. a cura di Dario Cecchini

INGREDIENTI 1 muscolo di manzo il midollo del suo osso sale e pepe una manciata di rosmarino fresco mezzo bicchiere d’olio d’oliva 2 kg scalogni pelati interi mezzo bicchiere di Vin Santo

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COME SI PREPARA Far disossare il muscolo e far rimuovere il midollo dal suo osso. Preriscaldare il forno a 180°C. Mettere la carne su un tagliere. Condire la parte interna con 2 cucchiaini di sale e uno di pepe. Aggiungere il midollo. Cospargere con rosmarino. Arrotolare il muscolo e chiudere bene con lo spago. Mettere la carne in una casseruola da forno con l’olio d’oliva. Aggiungere gli scalogni. Coprire e cuocere per un’ora e mezzo. Aggiungere il vin santo e cuocere per un’altra ora e mezzo. A fine cottura si lascia riposare mezzora, sempre coperto. Tagliare lo spago e servire con gli scalogni.

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benessere e bellezza

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Il 2020 è stato l’anno delle occhiaie Il 2020 sta per finire e oltre a essere ricordato come l’anno del coronavirus, potrebbe essere ricordato anche come “l’anno delle occhiaie”. a cura della Redazione

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ra le cause principali della loro formazione ci sono la mancanza di sonno, l’eccessiva stanchezza (sia fisica che mentale), le situazioni di stress, la cattiva alimentazione, la mancanza di esercizio fisico o l’elevato consumo di caffeina e alcol. Tutte cose all’ ordine del giorno, purtroppo, per la maggior parte degli italiani nel corso di quest’anno così difficile. E non solo per noi: le consulenze per il trattamento delle occhiaie sono aumentate in tutta Europa nel corso del 2020. Le occhiaie sono un’alterazione del colore della pelle sotto le palpebre. In questa parte del viso la pelle è fino a quattro volte più sottile che in altre

parti del corpo e la vasodilatazione dei capillari, con conseguente formazione degli antiestetici aloni quasi bluastri sotto gli occhi, viene messa ben in evidenza. Se è vero che tra le cause principali delle occhiaie ci sono da una parte una predisposizione genetica, dall’ altra l’appartenenza a determinati gruppi etnici (toni della pelle più scuri sono più inclini a iperpigmentazione intorno alla zona degli occhi), ci sono molte altre cause e fattori che possono provocarle. Gli esperti medici di clinicabaviera.it, una delle più importanti aziende oftalmiche in Europa, spiegano quali sono le cause principali e cosa fare per prevenirle. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020


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Mancanza di sonno - Per la maggior parte delle persone la comparsa di occhiaie sotto gli occhi è legata alla mancanza di sonno o all’eccessiva stanchezza. Questo avviene perché le situazioni di stanchezza provocano la dilatazione dei vasi sanguigni, con conseguente colore blu o grigiastro, diverso dal resto della pelle, che si forma nell’area sotto gli occhi, creando un forte contrasto in una zona in cui l’epidermide è così sottile. Questo tipo di “cerchi” hanno solitamente breve durata. L’unico rimedio è migliorare la qualità del nostro riposo e dormire almeno 8 ore a notte; non solo, Clinica Baviera ha stilato una lista di piccoli suggerimenti da mettere in pratica ogni giorno per dormire bene: andare a dormire sempre alla stessa ora e svegliarsi alla stessa ora. Questo dovrebbe essere fatto anche nei fine settimana. La routine aiuta infatti a regolare i ritmi interni del nostro corpo. Non usare il cellulare prima di andare a dormire. Guardare video, rispondere a whatsapp, email, giocare o dare un ultimo sguardo ai social network è diventata l’abitudine notturna più diffusa tra gli italiani. Otto su dieci affermano che è l’ultima cosa che fanno prima di coricarsi. Ma la luce blu emessa dai telefonini inibisce la secrezione di melatonina, che è l’ormone che favorisce il sonno. Fare esercizio fisico regolarmente è uno dei modi migliori per migliorare il sonno e la salute. L’esercizio fisico

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quotidiano dimezza il tempo necessario agli adulti per addormentarsi e garantisce oltre mezz’ora di sonno in più a notte. Prendersi cura della camera da letto e usare cuscini e materasso giusti. In camera da letto bisognerebbe cercare di ridurre al minimo i rumori esterni, le luci artificiali provenienti da dispositivi come sveglie, televisione, telefoni cellulari. È inoltre importante avere una temperatura tra i 18 e i 20°. Fare un bagno o una doccia rilassante. Un bagno o una doccia calda un’ora e mezza prima di andare a dormire può aiutare a rilassarsi e a migliorare la qualità del sonno, soprattutto negli adulti più anziani. Bere il meno possibile ed evitare alcolici. La “nocturia” è la necessità di urinare eccessivamente durante la notte, cosa che di conseguenza può influire sulla qualità del sonno. Bere grandi quantità di liquidi prima di andare a letto può causare sintomi simili, anche se alcune persone sono più sensibili di altre. Detto questo, bere ed essere ben idratati è vitale per la salute, quindi è consigliabile ridurre l’assunzione di liquidi a fine giornata e bere di più nell’arco di tutto il giorno. L’alcol, invece, di notte può provocare o acuire apnee notturne, il russare o altri disturbi del sonno. Non consumare una cena abbondante. Mangiare pesante a cena o cenare troppo tardi sono cose che contribuiscono a un cattivo sonno. Si consiglia di preparare cene leggere

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e non assumere troppo zucchero di sera. Stress e ansia sono un altro tipo di stanchezza, di solito più mentale, che possono causare lo stesso tipo di stanchezza fisica sul nostro viso. Dobbiamo cercare di rilassarci di fronte alle avversità e prendere la vita con più calma. La dieta influisce direttamente su tutti gli aspetti della nostra salute, compresi i vasi sanguigni e, di conseguenza, sulle occhiaie. Tenendo presente che la causa finale della presenza delle occhiaie è la dilatazione dei vasi sanguigni, anche problemi di circolazione possono essere all’origine della loro comparsa; è importante quindi effettuare test specifici per escludere o confermare questa possibile causa. Un’altra possibile causa delle occhiaie è la ritenzione idrica, spesso legata a possibili malattie autoimmuni e a processi infiammatori in atto nel corpo. Inoltre, alcuni problemi ormonali possono essere legati alla comparsa delle occhiaie. Le occhiaie sono di solito un problema legato principalmente all’estetica. E a volte i rimedi naturali come l’applicazione di qualche fettina di cetriolo, kiwi o una bustina di camomilla imbevuta nell’acqua calda possono aiutare a mitigarne la presenza. Tuttavia, se persistenti, o se accompagnate da altri sintomi, è importante andare dal medico.

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Occhiali da sole: quando indossarli? Accessorio moda o dispositivo per la salute? Scopriamo quando è bene indossarli. a cura della Redazione

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li occhiali da sole vengono spesso considerati un accessorio indispensabile e per la maggior parte degli italiani, abituati a non uscire mai di casa senza di loro e a scegliere il paio più adatto in base al look indossato ogni giorno. Purtroppo però sono in pochi a pensare che portare un paio di occhiali da sole sia anche una questione di salute, cosa che invece andrebbe sempre tenuta in considerazione nel momento in cui si acquistano degli occhiali e si preferisce un modello rispetto ad un altro. Come primo aspetto bisognerebbe considerare che l’Italia è un Paese dove il sole risplende per la maggior parte dell’anno. Anche se si va verso i mesi invernali e sembra che i raggi abbiano meno effetto, perfino in giornate nuvolose il 90% della radiazione UV passa attraverso le nuvole arrivando quindi quasi intatta, come nelle giornate di sole pieno. Da qui la domanda che si pongono in tanti: dobbiamo indossare occhiali da sole tutto l’anno? La risposta è sì, gli occhiali da sole sono un elemento protettivo fondamentale, perché

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i raggi ultravioletti (UV) possono danneggiare gravemente i nostri occhi. Oltre a fungere da barriera contro i raggi UV, gli occhiali da sole di qualità impediscono a corpi estranei di entrare in organi delicati come gli occhi: i più comuni possono essere sabbia, sassolini e persino insetti. Inoltre, quando abbiamo il sole di fronte, la sua luce può diventare un problema mentre si guida. Nei mesi dell’anno con le temperature più basse le membrane che ricoprono il bulbo oculare tendono a seccarsi e gli occhiali da sole non solo impediscono che ciò accada, ma forniscono anche una protezione contro il vento e il freddo. Se pratichiamo sport sulla neve, dobbiamo sempre ricordare che il ghiaccio e la neve riflettono una grande quantità di radiazioni UV che aumentano di circa il 10% ogni 1.000 metri di altitudine. Infine, è bene sapere che le radiazioni UV colpiscono anche le palpebre e le zone intorno agli occhi, causando un più rapido invecchiamento della nostra pelle e una conseguente formazione di rughe macchie e anche altre alterazioni. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020


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Coco Chanel, icona della moda femminile La giornalista Roberta Damiata ha dedicato un libro a Coco Chanel per raccontare la sua brillante vita. a cura della Redazione

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onostante i racconti, le biografie e i film sulla sua vita, Gabrielle Chanel, per tutti Coco Chanel, continua a rimanere ancora un mistero. Una donna nata poverissima, rimasta orfana e risorta alla vita diventando la prima grande influencer della storia e l’icona che ha rivoluzionato il mondo della moda. Una donna intelligente, che è riuscita a rimanere un mistero anche a tanti anni dalla sua morte. Questa nuova biografia, indaga tra le pieghe della sua vita portando alla luce nuove rivelazioni sulla Coco Chanel privata, i suoi grandi amori, le sue passioni che abbracciavano anche il mondo femminile, e i suoi immensi dolori. In un periodo in cui la guerra incendiava il mondo, lei spinse il suo genio anche fuori dalle porte del suo atelier per abbracciare le idee naziste. La sua vita vista dal settimo piano dell’hotel Ritz di Parigi tra le inseparabili sigarette, modelle filiformi, abiti iconici e giovani amanti. Tutto il profumo di un’epoca in un

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racconto che somiglia ad un romanzo dalle sfumature forti che mescola, creazioni da sogno, intrighi internazionali e verità inimmaginabili su una donna esile che ha avuto il mondo tra le sue mani e che ancora continua con il suo mito, ad influenzare intere generazioni. Il 10 gennaio 1971 moriva a Parigi la grande stilista, icona di stile ed eleganza del ventesimo secolo. Così, 50 anni dopo, questo libro si pone come un tributo alla donna che ha rivoluzionato l’immagine femminile. L’autrice, Roberta Damiata, nata a Palermo nel 1966, è giornalista e direttrice di testate di Gossip (Eva3000), Cronaca (Scomparsi) e Moda (Vision 2.0). Ha cominciato a scrivere da giovanissima pubblicando molte biografie di cantanti degli anni ’80. Corrispondente da Londra, lavora anche come opinionista in trasmissioni televisive di Rai e Mediaset. Nel 2015 ha vinto il Premio Donna dell’anno, e nel 2017 il premio eccellenze “I Love Ischia”. Attualmente scrive per il settimanale “F” e per il sito de IlGiornale.it. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020


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L’outlet di capi firmati vintage e second hand Nasce un nuovo modo di fare shopping di abbigliamento con grandi marchi e usato di qualità. a cura della Redazione

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n tempi di pandemia anche lo shopping di abbigliamento si è rivoluzionato: a Firenze è nato un nuovo negozio, sia online che fisico, che prende spunto dal concetto di outlet, con sconti disponibili a partire dal 30% per tutto l’anno, unendolo alla vendita e scambio di abbigliamento usato di marca e di alta qualità. Un concept unico quello di Outletin, che nasce per rivoluzionare l’idea di boutique e di shop online, unendo in un solo posto tutto ciò che più piace dello shopping: capi nuovi ma sempre in saldo, capi vintage e second hand di alta qualità, all’insegna dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale. Una nuova formula di acquisto, con vendita e scambio di abbigliamento, che promette di ridare nuova vita agli armadi degli italiani. Prendendo come riferimento il prezzo di vendita finale, chi porta i propri capi potrà scegliere tra il ricevere il 30% in contanti o il 50% tramutato in buoni acquisto, spendibili su tutti gli articoli presenti, sia nuovi che Secon Hand e Vintage. I buoni saranno validi per un anno NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020

e potranno essere spesi sia nello store fisico che nello shop online. I capi sono acquistati direttamente dai rivenditori autorizzati delle migliori marche e dai privati che desiderano vendere capi di abbigliamento e accessori che non usano più o non hanno mai utilizzato. In questo modo si può donare nuova vita ai capi usati e produrre benefici significativi per l’ambiente. Infatti, riutilizzando un chilo di abiti usati si riducono le emissione di CO2 di 3,6 kg, il consumo di acqua di 6 mila litri, l’uso di fertilizzanti di 0,3 kg e l’utilizzo di pesticidi di 0,2 kg. La stessa attenzione per l’ambiente è prevista anche nello store, in cui prevarrà il colore verde stabilizzato, che riduce la quantità di polveri sottili all’interno degli ambienti chiusi, non trattato con materiali tossici o nocivi, e in cui è previsto l’utilizzo di materiali naturali come legno e corda per l’esposizione. Onde evitare assembramenti e per facilitare il rispetto delle disposizioni anti-contagio, per la vendita dei propri capi usati è possibile fissare un appuntamento. GENTE IN MOVIMENTO

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L’originale campagna contro l’abbandono rifiuti A Sestu, in provincia di Cagliari, nasce l’originale campagna contro l’abbandono dei rifiuti a cura dell’ex assessora all’ambiente Lia Sechi. a cura della Redazione

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asce a Sestu, in provincia di Cagliari, l’originale campagna che non mostra la città bella e ordinata da cartolina, ma incornicia in “scioccanti” istantanee l’abbandono dei rifiuti, il tutto accompagnato dall’hastag #SestuACasaTua. Quello dell’abbandono selvaggio dei rifiuti è un problema generale che, ovviamente, e purtroppo, non riguarda solo Sestu. Nel comune del primo entroterra cagliaritano si è deciso di affrontarlo con un approccio singolare: l’ex assessora all’ambiente ingegner Lia Sechi ha personalmente immortalato le micro e macro discariche che continuamente

vengono monitorate dal suo assessorato e che vengono poi ripulite e i cui autori vengono puntualmente sanzionati. Nasce così una carrellata di scatti curati nella forma, esteticamente raffinati ma brutali nel soggetto (divani abbandonati, materassi sventrati o sacchetti lasciati nell’erba alta) dove in primo piano campeggia la scritta “a casa tua fai così?” e l’hastag, che chiunque può usare nei propri account social per contribuire a popolare questa galleria, #Sestu ACasaTua. L’idea nasce dall’ex assessora che quotidianamente, con la sua delega per l’amministrazione comunale di NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020


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Sestu, ha combattuto contro questa piaga e lo ha fa assieme a Compagnia Barracellare, Polizia Locale e CNS con Formula Ambiente. “Abbiamo lanciato questa campagna” dichiara Lia Sechi “per mostrare quanto un gesto, all’apparenza banale, può recare danno e creare degrado. Vogliamo far sentire i nostri concittadini orgogliosi del luogo in cui vivono e vorremmo che ciascuno di sentisse responsabilizzato nei confronti del proprio ambiente, che lo sentisse quindi come la propria casa. Il rispetto verso l’ambiente che ci circonda, nasce solo nel momento in cui un determinato posto lo sentiamo davvero nostro, #sestucasatua non è un concetto astratto, ma è la semplice realtà.”

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Le immagini più belle dell’Australia 2020 Tre fotografie tra le più cliccate e condivise in questo 2020, proposte da Tourism Australia per raccontare le bellezze del Paese. a cura di Redazione

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ourism Australia propone una selezione fotografica senza precedenti. In quest’anno, segnato dalla pandemia, sono stati molti gli scatti iconici super apprezzati sui social, capaci di raccontare un continente unico al mondo. Nell’immagine in alto troviamo le vele dell’Opera House di Sydney illuminate con delle commoventi immagini dedicate ai Vigili del Fuoco australiani, che si sono battuti per combattere gli incendi boschivi su tutto il Paese (Crediti: @sydneyoperahouse). La foto è risultata essere una delle più amate e cliccate di tutto l’anno. In un periodo in cui stare a contatto con i propri affetti non è stato sempre semplice, la foto commovente di una mamma di quokka insieme al suo piccolo rappresenta l’amore materno e fa conoscere un altro piccolo marsupiale, autoctono dell’Austrialia, ma meno conosciuto di koala e canguri (foto a sinistra, crediti: @cruzysuzy / @meiji_nguyen_photography).

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Infine, il meraviglioso spettacolo notturno delle spiagge luminescenti della Jervis Bay, capace di accendere davvero la magia della notte. @jordan_robins ha catturato questo insolito fenomeno naturale causato da una reazione chimica all’interno del plancton, che crea vortici di blu brillante lungo la costa.

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eventi e spettacoli

Il Transpotec Logitec si sposta a giugno Nuove date per Transpotec Logitec 2021: la mostra si svolgerà a Fiera Milano dal 10 al 13 giugno. a cura della Redazione

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ranspotec Logitec, l’appuntamento fieristico per l’autotrasporto e la logistica, si terrà a Fiera Milano dal 10 al 13 giugno 2021. Dopo un attento ascolto del mercato, Fiera Milano ha dunque stabilito una nuova data, che consentirà alla mostra di esprimere al meglio tutte le sue potenzialità e di ribadire la centralità di un settore che in questi mesi più che mai ha dimostrato il ruolo chiave della movimentazione merci nell’approvvigionamento di beni primari come il food e il farmaceutico. Primo appuntamento europeo del settore nel 2021, Transpotec Logitec, il cui progetto si sta costruendo in un confronto continuo e aperto con tutta la sua community, ha tutte le carte in regola per confermarsi vetrina di riferimento dell’intero comparto. Un’occasione unica per i produttori, che potranno lanciare in anteprima nuovi mezzi e soluzioni, e per gli operatori in visita, che potranno finalmente, dopo il lungo stop, NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020

valutare dal vivo le novità sul mercato. Piattaforma integrata di business e di contenuti, la manifestazione si focalizzerà sui temi che già oggi stanno avendo concreti e significativi impatti su organizzazioni aziendali, processi logistici e sulle competenze di chi opera in questo settore. Sostenibilità, sicurezza, formazione professionale, sono i focus intorno a cui sta prendendo forma il progetto, dalla parte espositiva, che vedrà la presentazione di mezzi di ultima generazione e una integrazione sempre maggiore con le soluzioni logistiche, alle aree demo, fino agli eventi formativi che si terranno nei quattro giorni di manifestazione. Un progetto che punta dunque sulla centralità dei contenuti, che nei prossimi mesi saranno anche al centro di webinar formativi che faranno da ponte verso l’appuntamento di giugno. La nuova collocazione temporale consentirà inoltre di godere appieno degli spazi espositivi esterni: l’area di Largo Nazioni, immediatamente

prospiciente i padiglioni, farà da palcoscenico per gli attesissimi test drive. Sul fronte dei veicoli pesanti, i professionisti del trasporto potranno scoprire i mezzi e le varie innovazioni a bordo, con test drive all’interno e all’esterno del quartiere fieristico, per metterne alla prova l’affidabilità in ogni contesto e valutarne comfort e sicurezza. I veicoli commerciali leggeri saranno protagonisti di prove dedicate, che consentiranno di testare le loro prestazioni, con un’attenzione particolare ai mezzi elettrici e ibridi. A partire dal venerdì, inoltre, le aree esterne si coloreranno di passione, grazie al raduno di camion decorati, resi unici dalle personalizzazioni, ma spesso top di gamma anche in termini di optional e tecnologie a bordo. L’irrinunciabile appuntamento con Transpotec Logitec è dunque a Fiera Milano, da giovedì 10 a domenica 13 giugno 2021. Tutte le informazioni sul progetto sono on line sul sito www.transpotec.it. GENTE IN MOVIMENTO

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Grande successo per Genova Smart Week Successo di pubblico per la sesta edizione. Dalla settimana emerge un chiaro messaggio: lo sviluppo di Genova sarà smart. a cura della Redazione

S Nella foto i robot per la pulizia e sicurezza del ponte San Giorgio di Genova.

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uccesso oltre ogni aspettativa per la sesta edizione della Genova Smart Week, l'evento promosso dall’Associazione Genova Smart City e dal Comune di Genova con il supporto organizzativo di Clickutility Team che ha visto il coinvolgimento di 161 relatori e il sostegno di 105 realtà, tra sponsor e partner. I numeri della prima versione digitale: oltre 3.000 persone hanno partecipato in streaming e sono stati circa 500.000 gli utenti raggiunti dalle piattaforme e dai canali di comunicazione web. Una città per essere smart deve avere

come obiettivo primario la digitalizzazione dei documenti e dei processi dell’amministrazione. In seconda battuta, deve investire in infrastrutture digitali per far parlare l’ambiente fisico della città con le attività ordinarie e con quelle straordinarie. Obiettivo finale della smart city è quello di mettere in condizione i cittadini di diventare smart. In questo senso il ruolo dell’amministrazione risulta fondamentale. La Genova Smart Week, oltre a confermarsi un palcoscenico per le eccellenze di ogni settore (dalle infrastrutture alla mobilità, dall’ economia circolare alla rigenerazione urbana) che hanno proposto idee e stimoli, è stata un momento di condivisione con i cittadini delle attività e dei progetti dell’amministrazione, dimostrando che Genova ha tutti i requisiti per essere una smart city in fieri. Online troverete gli atti, le interviste e i video di questa edizione sul sito web della Genova Smart Week: www.genovasmartweek.it. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020


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Il cantiere Arte Gallery di Treviso Da Sten Lex a Tellas, la street art invade “Il Cantiere Art Gallery” di Treviso fino al 20 febbraio 2021. a cura della Redazione

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naugura giovedì 10 dicembre, e disponibile fino al 20 febbraio 2021, al Cantiere Art Gallery di Treviso ci sarà “Art: from the STREET to the WALLS” la mostra curata da Marcello Francolini che raccoglie i lavori di alcuni degli street artists più famosi al mondo: il duo Sten Lex e Tellas. Fenomeno artistico e mediatico fra i più influenti degli ultimi quarant’ anni, la Street Art è ormai entrata di diritto nei musei e nelle gallerie, contribuendo al rinnovamento della pittura e della scultura contemporanea con la carica dirompente tipica di una controcultura. L’arte di strada: l’unica e sola avanguardia in grado di riunire gioventù, periferie e minoranze nell’era della globalizzazione. Quattordici opere, tra tele e stencil su poster con sostegni in ferro e vetro, di cui due inedite e site specific, organizzate in un percorso distribuito sugli oltre 400 metri quadri di un ex hangar industriale riconvertito in polo culturale, con uno spazio espositivo e un cocktail bar e ristorante d’eccellenza. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020

Soffitti alti sette metri e pareti con mattoni a vista, dove sperimentare un concetto d’esposizione volta a trasformare la fruizione in sosta. Un luogo in cui il contatto con l’opera diviene colloquiale, privato e al tempo stesso collettivo, sull’esperienza dei caffè storici che hanno animato il panorama artistico italiano come il “Caffè Michelangiolo”, il “Giubbe Rosse”, il “Caffè Campari” e il Caffè Argano”. Il progetto nasce da una riflessione sui concetti fondamentali nella storia della controcultura Street e su tutte le sue evoluzioni. Come scrive Marcello Francolini nel testo critico “Sten Lex e Tellas sono entrambi cresciuti nell’alveo della Street Art, sul banco di scuola, a mo’ di tramezzino, il libro sopra, la rivista “Aelle” sotto e un foglio disponibile al centro. Ma è chiaro che ogni nuova generazione ridefinisce i canoni precedenti, così nei lavori di questi artisti, lo stesso spazio del muro s’estende, aumenta il rapporto cognitivo con il pubblico passante, i cittadini, la collettività. E dunque per questa

movimentazione d’intenti l’opera s’allarga, si magnifica, per esporsi alla civiltà urbana. In questo senso credo, entrambi gli artisti s’accomunano in un principio di rieducazione all’immaginazione, ogni loro opera si pone come ridefinizione dello spazio, tanto di quello reale quanto di quello interiore”. Rigenerazione e rinascita sono i temi fondamentali dello stile innovativo di Sten Lex, veri e propri pionieri dello stencil poster, che ha reso celebre in tutto il mondo il duo già attivo in Italia dai primi anni 2000. Risalgono al 2001 infatti le prime opere murarie del duo, apparse sui muri di Roma, con figure tratte dalla cultura pop, dall’arte sacra, e dal mondo del cinema, cominciando a diffondere lo Stencil Graffiti, una tecnica allora ancora poco nota. Ma è con l’invenzione dello “stencil poster”, combinazione di mezzi toni e stencil, che Sten Lex si consacra come “incisore del nuovo millennio”, rendendo per la prima volta unica e irripetibile una tecnica nata con lo scopo di essere riprodotta. GENTE IN MOVIMENTO

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Film animati: il festival Dal 14 al 20 dicembre 2020 si è tenuto, in diretta streaming, il primo Festival italiano del cinema d’animazione. a cura della Redazione

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a prima edizione di Catch the Moon, International Children & Youth Animated Film Festival, il primo festival italiano e tra i pochissimi in Europa, dedicato al cinema d’animazione per bambini e ragazzi è arrivato nelle scuole di tutta Italia e nelle case di tutti gli appassionati di cinema d’animazione con una ricca programmazione: una competizione ufficiale con 35 cortometraggi finalisti, di cui 12 anteprime italiane e 5 mondiali e 19 cortometraggi fuori competizione, suddivisi in “Animals” e “Christmas Adventure” e un focus sull’EestiKunstiakadeemia, l’Accademia estone delle arti. Il 20 dicembre è stata la giornata dedicata alla premiazione della competizione internazionale per cortometraggi, con la formazione della giuria dei ragazzi, in collaborazione con le scuole di tutta Italia, e la presenza di una giuria di esperti di alto profilo composta da Anete Melece, Beatrice Pucci e Michele Bernardi. I quattro premi previsti, miglior cortometraggio, vinto da “Précieux” di Paul Mas; miglior cortometraggio per bambini, vinto da “The witch and the baby” di Evgenia Golubeva; miglior

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cortometraggio per ragazzi, vinto da “Love quest” di Cécile Despretz; e il premio del pubblico, vinto da “Dahu” di Mona Schnerb, sono stati affiancati dalla menzione speciale di Michele Bernardi e Beatrice Pucci, vinta da “Bench” di Rich Webber e dalla menzione Speciale di Anete Melece, vinta da “HI” by Linking Xu. Il Festival è stato arricchito da due mostre online, una dedicata alla Carta dei diritti dei bambini all’arte e alla cultura, l’altra al MAUA, Museo di arte urbana aumentata, e da laboratori di animazione a numero chiuso tenuti da Beatrice Pucci, Michele Bernardi e dagli esperti di BePart. “Sono particolarmente onorato e felice di poter dirigere la prima edizione di Catch The Moon, un’esperienza unica nel suo genere” spiega il direttore artistico Luigi Iovane, già direttore di Imaginaria. Alla competizione ufficiale sono state candidate oltre mille opere, arrivate da tutti i continenti, mentre i film in gara sono stati resi disponibili alla visione in streaming gratuita durante le giornate del festival, per promuovere, formare e diffondere il cinema d’animazione tra bambini e ragazzi. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020


Cinema e libri

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Consigli di lettura I nostri consigli di lettura per l’inizio dell’anno: quattro autori nazionali che ci propongono tre romanzi e una biografia. a cura della Redazione

G. VITALI

M. PONTICELLO

Il Signore di Notte

La vera storia di Martia Basile

Il romanzo richiama esplicitamente ai “Signori di Notte”, una delle numerose magistrature dell’antica Serenissima Repubblica di Venezia. La trama si sviluppa attorno a personaggi realmente esistiti e altri di fantasia, arricchendo il giallo di notizie storiche, aneddoti, leggende e fiabe dove il protagonista è Francesco Barbarigo, aristocratico di una delle più antiche famiglie della Serenissima.

Un romanzo storico basato su un fatto di cronaca realmente accaduto, con al centro una straordinaria protagonista femminile. La storia si sviluppa in una inconsueta Napoli del XVII secolo, capitale del viceregno spagnolo, nella quale si compie un atroce delitto. La vittima è Martia Basile, una sposa bambina, data in matrimonio a un commerciante che traffica con la corte.

R. DI CAMPLI

G. MASTRANGELO

Beethoven, la straordinaria complessità di un genio

Fuori onda

“A distanza di quasi due secoli dalla sua morte, egli non ha posteri ma solo contemporanei”. Adesso, che sono trascorsi esattamente due secoli e mezzo dalla nascita, il sentimento che Beethoven suscita negli ascoltatori non è cambiato. Un viaggio per accostarci a Beethoven, scandagliandone l’animo e le sfaccettature della complessa personalità. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020

L’amara storia di un giornalista televisivo che non riesce più a indossare le maschere che gli sono state imposte dai poteri forti, ma che in fondo ha sempre accettato. A lavoro su un caso giudiziario pieno di ombre, il protagonista dovrà decidere una volta per tutte se vale la pena continuare a vivere un’esistenza agiata e di successo, con l’atroce consapevolezza della sua debolezza e meschinità. GENTE IN MOVIMENTO

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Comics & Games

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Il nuovo Evangelion Grandissima attesa per l’uscita nelle sale cinematografiche giapponesi del quarto film della saga. a cura della Redazione

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uscita programmata nelle sale giapponesi per il 23 gennaio 2021, il quarto film del ciclo "Shin Evangelion" diretto da Hideaki Anno, studio Khara , e intitolato “Evangelion: 3.0+1.0 Thrice Upon A Time” è stato posticipato di quasi un anno per via dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19. Il film segue le pubblicazioni precedenti, “Evangelion: 1.0 You Are [Not] Alone£ (2007), "Evangelion: 2.0 You Can [Not] Advance" (2009), ed “Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo” (2012) nati dalla saga originale del 1995 conosciuta con il nome "Neon Genesis Evangelion", creata dal regista Hideaki Anno e realizzata dallo Studio Gainax. Divenuta negli anni un cult della cultura pop, Evangelion è più di una storia di “robottoni” anni ‘70. Complesso, introspettivo, psicologico, l’anime racconta la lotta della sopravvivenza degli esseri umani, minacciata da misteriosi nemici conosciuti come angeli, che combattono queste gigantesche creature con dei robot umanoidi guidati da ragazzi, gli Evangelion. Attraverso il protagonista, Shinji, l’autore racconta uno spaccato della propria vita e della cultura giapponese, lanciando una vera e propria

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critica agli “otaku”, gli appassionati ossessivi di manga e anime. Orfano di madre e con un rapporto di amore/odio con il padre che non vede da anni, Shinji soffre di depressione e tende a isolarsi dal mondo, evitando i contatti sociali. L’ansia e la pressione che derivano dalle aspettative che tutti ripongono in lui in quanto pilota di uno degli Eva demandato alla protezione dell’umanità, lo portano a scavare sempre più a fondo nel suo animo. Una puntata alla volta il protagonista affronta il suo percorso di crescita e, allo stesso tempo di guarigione, proprio come l’autore ha trovato la forza di uscire dalla depressione grazie al lavoro sulla serie. Gli ultimi due episodi però, per diversi problemi di produzioni, confusero e in parte delusero gli appassionati. In seguito al remake e al successo della serie, grazie alla gigantesca mole di materiale prodotto, si decise di realizzare un lungometraggio. Il film in uscita a gennaio 2021 in Giappone è l’ultimo componente della tetralogia “Rebuild of Evangelion” basata sulla serie originale. Mentre i primi due ripercorrono la trama originale, dal terzo film la storia prosegue allacciandosi agli eventi conclusivi della saga. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020


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Comics & Games

PS5, la nuova generazione PlayStation5 apre il campo alla nuova generazione di console con un controller fuori dal comune. a cura della Redazione

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n passato le innovazioni legate alla grafica dei videogiochi hanno segnato il vero cambio generazionale. Oggigiorno, invece, grazie ai mostruosi livelli raggiunti nella console precedente, la PlayStation5 punta sull’esperienza di gioco. Certo, se disponete di un televisore di fascia alta i giochi avranno un aspetto migliore, anche quelli creati per PlayStation4. La nuova console vi permette di sfruttare i 4K, l’HDR e giocare a 120 fps. Un hardware più potente garantisce caricamenti più rapidi e animazioni più fluide. Ma il vero cambiamento, quello che proietta la nuova beniamina di casa Sony nell’esperienza di gioco della next-gen, è il controller. Divenuta introvabile nel giro di pochi giorni dalla messa in commercio, la nuova console è una delle più grandi mai costruite. Bianca e nera, PlayStation5 è disponibile in versione digitale o con lettore Blu-ray, venduta a prezzo differente (399 euro per la prima, 499 euro con lettore ottico). Posizionabile sia in verticale, sia in orizzontale, sotto i pannelli si trova lo slot di espansione della memoria di archiviazione che, al momento della vendita, dispone di 667, 2 Gb liberi. Ma la vera star della nuova console è il controller DualSense. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2020

Si tratta della prima grande riprogettazione del controller di PlayStation da quando Sony ha introdotti i twin-stick. Il nuovo DualSense è leggermente più grande e pesante del precedente DualShock, risultando comunque molto comodo. Il design bicolore conferma anche la posizione dei tasti proposta con PS4. Con un’autonomia di gioco di circa 6-7 ore, il caricamento avviane attraverso il nuovo standard USB-C. I grandi cambiamenti, però, sono celati all’interno: il DualSense è dotato di nuovi trigger adattivi con tensione variabile, capaci di offrire della resistenza fisica a seconda di

cosa si sta facendo sullo schermo. Allo stesso tempo, attraverso la vibrazione, il controller garantisce un feedback tattile più sottile, compatibilmente con quanto sta accadendo nel gioco. Chiaramente, per sentire tutto il potenziale del DualSense, dovete provare un gioco di ultima generazione. Ad esempio, giocando ad Astro’s Playroom, potete sentire i passi del protagonista nelle vostre mani, che si alternano a destra e sinistra, ricevendo un feedback diverso quando si attraversa una superficie differente. Grazie al DualSense, PlayStation5 vi regalerà un’immersione di gioco fuori dal comune.

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musica

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Roma Jazz Festival La 44° edizione si è tenuta a porte chiuse nelle sale dell’Auditorium Parco della Musica ed è stata interamente trasmessa in diretta streaming . a cura della Redazione

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a chiusura dei teatri imposta dai provvedimenti governativi per contrastare la diffusione del Covid-19 non ferma uno dei più importanti appuntamenti internazionali dedicati al jazz. Ideato e organizzato da IMF Foundation in co-produzione con la Fondazione Musica per Roma, il Roma Jazz Festival conferma la sua 44° edizione dal titolo Jazz for Change, riorganizzando in tempo record la programmazione che si è svolta a porte chiuse nelle sale dell’Auditorium Parco della Musica ed è stata interamente trasmessa in diretta streaming HD, grazie all’alleanza strategica con la piattaforma internazionale LIVE NOW. “La Fondazione Musica per Roma” dichiara l’AD della Fondazione Musica per Roma, Daniele Pitteri, “continua la sua attività di programmazione avviando anche linee progettuali innovative parallelamente a quelle tradizionali che proseguono normalmente come mostre, esposizioni, visite guidate. Da mesi stavamo sperimentando la possibilità di fare gli spettacoli via streaming nei nostri spazi, e il Roma Jazz Festival è il primo ciclo di concerti trasmessi on line a pagamento che entrerà a far parte della nostra nuova offerta

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culturale digitale e che utilizzerà il nuovo teatro di posa ad alta tecnologia allestito nella Sala Petrassi”. Jazz for Change, un tema, ideato in tempi non sospetti, per indicare come la musica e i musicisti possano rappresentare le istanze di un cambiamento civile, sociale ed economico. Su questo tema abbiamo costruito un programma con grandi nomi internazionali e nazionali. Poi hanno ridotto le capienze degli spazi, hanno anticipato gli orari di chiusura, ed infine hanno chiuso i teatri. Bene, ci siamo adeguati e non rinunciamo. Il festival lo faremo, a porte chiuse, in live streaming ad alta definizione. Il jazz è sempre stato e rimane una musica di resistenza, ma non è solo musica. Come dice Wynton Marsalis, è anche un modo di stare nel mondo e di stare con gli altri. E pensando al nostro pubblico, agli appassionati, ai lavoratori dello spettacolo abbiamo deciso di andare avanti, riconoscendo il ruolo vitale che la musica può svolgere nella vita di ognuno. Questo è un momento storico per ascoltare, imparare, crescere, agire e cambiare. #JazzForChange” afferma il Direttore Artistico Mario Ciampà. Una dichiarazione che dimostra una straordinaria capacità di adattamento

e di reazione a una situazione difficile, pur restando perfettamente in linea con gli intenti iniziali. Jazz for Change inaugura, infatti, un ciclo tematico triennale dedicato al futuro e all’innovazione: “la situazione imprevista nella quale il mondo si è trovato, ha dato un’accelerazione nell’uso delle tecnologie e della rete internet, coinvolgendo in maniera determinante anche il settore della cultura. Per questo, l’uso dello streaming, della realtà virtuale e dell’intelligenza artificiale saranno sperimentati e sviluppati nei prossimi tre anni, con l’obbiettivo di arrivare a creare una piattaforma integrata che permetta allo spettatore di essere non più soggetto passivo ma interattivo, creando le condizioni di un allargamento del pubblico e un maggiore coinvolgimento” conclude il direttore.

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Musica

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Prossimamente in concerto Non potendo ancora assistere di persona, vediamo quali sono i concerti in diretta streaming. a cura della Redazione

SCARLATTI

REGIO ALIVE

OPERA STREAMING

L’Associazione Alessandro Scarlatti inaugura la sua prima esperienza in live streaming con una stagione di 7 concerti in diretta su ilteatroinrete.it e propone una guida all’ascolto e sottotitoli in inglese. Appuntamento da gennaio, in orario pomeridiano nei giorni festivi, al prezzo di 3 euro.

Il Teatro Regio di Torino ha deciso di portare la musica nella case di tutti, con 8 appuntamenti e 8 ensemble diversi, composti dagli artisti del Regio, andati in onda sul web a fine 2020 e ancora fruibili gratuitamente in streaming sul sito web del Teatro teatroregio.torino.it/regio-alive.

Il progetto della Regione EmiliaRomagna è volto a diffondere la tradizione del melodramma, patrimonio internazionale. Organizzando stagioni teatrali con spettacoli dal vivo e dirette web, già dal 2012 è stato reso disponibile lo streaming gratuito delle rappresentazioni.

Polizza Patente Protetta In caso di ritiro della patente dei tuoi dipendenti, potrai ricevere un’indennità da 2.700 € a 18.000 €. Richiedi un preventivo gratuito: Tel. 0171 41.31.46 servizi@imprenditorieprofessionisti.it

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contributori

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HANNO CONTRIBUITO ALLA REALIZZAZIONE DI QUESTO NUMERO

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ROSARIO De Luca

MARINA Calderone

FRANCO Mirabelli

Consulente del lavoro, avvocato e giornalista. Ricopre la carica di Presidente della Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro.

Presidente del Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi Professionali (C.U.P.) e Presidente Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.

Senatore membro delle Commissioni Ambiente e Politiche europee. Capogruppo PD della Commissione bicamerale Antimafia.

EMANUELE Scagliusi

CRISTIANA Battaglia

PAOLO De Castro

Deputato del M5S, membro della III Commissione Affari Esteri e Vicepresidente del Comitato Permanente per i diritti umani.

Operatrice olistica, nasce come estetista sempre alla ricerca di metodologie per curare lo spirito. Si occupa di guarigione energetica, prendendosi cura della persona a 360°.

Eurodeputato PD/S&D dal 2009, è vicepresidente della Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale. Professore all’Unibo, è stato Ministro delle Politiche Agricole. Crediti foto.

NICOLA Carè

ELISA Amelia

GIANLUCA Cerqueti

Nicola Carè, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, è stato CEO e Segretario Generale della Camera di Commercio e Industria Italiana in Australia.

Esperta in gestione risorse umane, Docente presso Università Popolare per l’Evoluzione Umana, dirigente d’azienda.

Consulente del Lavoro in Sanremo, collabora dal 2009 con lo Studio Farina & Cerqueti e dal 2016 con lo Studio Bracco & Cerqueti Stp. Delegato di Fondazione Consulenti per il Lavoro.

ELISA Fea

MARIAPAOLA Cherchi

SANDRO Palana

Laureata in Giurisprudenza nell’anno 2014 presso l’Università degli Studi di Torino, esercita in Cuneo la professione di Avvocato dall’anno 2018 in materia civile e penale.

Avvocato internazionalista, presso il Foro di Bruxelles, assiste PMI e privati nelle materie specifiche dello Studio legale “Cherchi & De Vos, European Law Firm”. cherchilaw.com

Avvocato presso il Foro di Roma, responsabile dell’Italian Desk dello Studio legale “Cherchi & De Vos, European Law Firm” di Bruxelles. Sito: www.cherchilaw.com.

ROMINA Rapisarda

GIANNI Berrino

PIERNICOLA Pedicini

Collaboratrice parlamentare presso la Camera, dal 2015 al 2017 presso il Parlamento Europeo, dottoranda di ricerca con borsa di studio presso La Sapienza in scienze politiche.

Assessore della Regione Liguria al Lavoro e Politiche attive dell’ occupazione, Trasporti, Rapporti con le organizzazioni sindacali, Promozione turistica e Marketing territoriale.

DARIO Cecchini

ANDREA Lovelock

Macellaio da otto generazioni, porta avanti i valori e le tradizioni di famiglia, proponendo carne proveniente dalla Catalogna nel suo negozio e nei suoi ristoranti.

Addetto Stampa dell’Istituto Nazionale Revisori Legali. Giornalista, è collaboratore del gruppo Class Editori.

GENTE IN MOVIMENTO

LAURA Sangiorgi Cellini Giornalista, ha lavorato per Teleromagna. Con l’insorgere dell’emergenza sanitaria si è occupata di sostenere famiglie, studenti e diritti dei bambini.

Europarlamentare iscritto al Gruppo dei Verdi/Alleanza libera europea, è membro della commissione per i problemi economici e monetari.

ADRIANA Pozzo Classe 1966, appassionata di viaggi, fotografia, religioni e misticismo, esercita la professione di impiegata amministrativa da circa 35 anni.​

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