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FAMIGLIA

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POSTE ITALIANE S.P.A. - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N. 46) ART. 1, COMMA 1, NO/CUNEO - SUPPLEMENTO N.1 AL NUMERO 6-2019 ANNO XXI DI TN TRASPORTONOTIZIE - IN CASO DI MANCATO RECAPITO INVIARE AL CMP/CPO CUNEO PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE PREVIO PAGAMENTO RESI.

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SOMMARIO

IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA

EDITORIALE

PAG. 02

ATTUALITÀ

PAG. 04

IMPRESA

PAG 06

PROFESSIONI

PAG. 10

INNOVAZIONE

PAG. 14

EUROPA

PAG. 17

POLITICA

PAG. 20

ECONOMIA E LAVORO

PAG. 24

PREVIDENZA

PAG. 30

COSTUME E SOCIETÀ

PAG. 32

CONSUMATORE

PAG. 36

SICUREZZA

PAG. 40

MOTORI

PAG. 44

DESIGN

PAG. 46

VIAGGI

PAG. 49

SPORT

PAG. 52

FOOD & WINE

PAG. 54

BENESSERE E BELLEZZA

PAG. 58

MODA

PAG. 60

FOTOGRAFIA

PAG. 62

EVENTI E SPETTACOLI

PAG. 64

CINEMA E LIBRI

PAG. 66

COMICS & GAMES

PAG. 68

MUSICA

PAG. 70

N. 6 | NOVEMBRE-DICEMBRE 2019

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NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019

GENTE IN MOVIMENTO

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editoriale

IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA

EDITORIALE

Direttore responsabile Secondo Sandiano

GENTE IN MOVIMENTO Iscrizione al 3/14 del Registro

Cari lettori, un altro anno è passato e siamo arrivati all’ultimo numero del 2019. Speriamo di essere stati per voi una buona compagnia e una buona lettura durante i vostri viaggi. Guardando indietro, possiamo dire che sono stati due gli argomenti sempre presenti nel corso di questi mesi: la politica e l’attenzione al cambiamento climatico. Il 2019, infatti, è stato l’anno della presa di coscienza e di posizione da parte dei giovani, schierati a fianco di Greta Thunberg, che hanno fatto sentire con forza la loro voce per chiedere un cambiamento drastico da parte di tutte le Nazioni del mondo. Cambiamento che, con il nuovo Parlamento Europeo formatosi dopo le elezioni di maggio, è stato abbracciato dalla nuova Commissione. L’altro argomento preponderante nella cronaca italiana è stata la politica: con i problemi del Governo giallo-verde, sfociati nella crisi di agosto che ha fatto cadere l’esecutivo, abbiamo assistito alla formazione di una nuova maggioranza che ha il compito di far ripartire il nostro Paese nell’ottica di uno sviluppo eco-sostenibile chiesto a gran voce dai ragazzi. Non ci resta che aspettare e vedere cosa accadrà il prossimo anno. Intanto, vi lascio all’ultimo numero di GM GenteinMovimento, dove troverete i contributi dei nostri collaboratori che, nelle prime pagine, ci parleranno di impresa, professioni, innovazione, Europa e politica. Come sempre, non mancheranno rubriche più leggere dedicate alla famiglia dove si parla di: cucina e ricette, benessere e bellezza, sport dove vedremo i primi risultati sulla neve degli azzurri per la coppa del mondo di sci e snowboard, motori, viaggi, moda, i consigli di lettura e i prossimi concerti da non perdere per l’inizio del 2020. A questo punto non mi resta che lasciarvi alle nostre rubriche, augurandovi una buona lettura da parte di tutta la Redazione!

DIRETTORE RESPONSABILE Secondo Sandiano

Stampa del Tribunale di Aosta

CONTATTI REDAZIONE DGConsulting s.c. Tel. 0171 412816 redazione@genteinmovimento.com

IN REDAZIONE Fabrizio Civallero, Michela Giuliano, Adriana Pozzo, Gabriella Tomasi.

WEB www.genteinmovimento.com

Iscrizione al ROC n. 24934

AMMINISTRAZIONE Stefania Ricca

STAMPA

PUBBLICITÀ Tel. 0171 412816 redazione@genteinmovimento.com

COLLABORATORI Si veda pagina 72

in data 29/09/2014 EDITORE E PROPRIETARIO: DGConsulting s.c.

Tipografia Tipolitoeuropa di Cuneo

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attualità

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Bonus TV e decoder per Il 5G è un pericolo? Le il nuovo standard Dvb T2 prime prove sul campo

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Dal mese di giugno 2022 l’attuale standard del digitale terrestre verrà sostituito con il Dvb T2. Pertanto, sarà necessario aggiornare i propri dispositivi per continuare a vedere i nostri programmi preferiti. Pertanto, il Ministero dello Sviluppo Economico ha creato il “Bonus TV”, un’agevolazione per l’acquisto di TV e decoder di nuova generazione per aiutare le famiglie con ISEE fino a 20 mila euro (dichiarato tramite autocertificazione). Il bonus, del valore di 50 euro, verrà erogato sotto forma di sconto praticato dal venditore a partire dal 18 dicembre 2019. Chiaramente, non tutti i prodotti sono validi al fine del riconoscimento del bonus: la lista delle TV e decoder idonei è stata pubblicata sul sito del Mise e verrà aggiornata negli anni a seguire.

Si tratta della “nuova” rete per dati mobile che andrà a sostituire l’attuale 4G LTE. Nonostante i primi timori per un possibile aumento dei campi magnetici e conseguenti danni per la salute dei cittadini, le prime prove sul sono positive. Se è vero che il 5G utilizza frequenze più elevate dei predecessori, i ripetitori sfrutteranno segnali di potenza inferiore. Inoltre, l’indice di penetrazione delle onde nei tessuti umani è davvero basso e si limita agli strati più superficiali della pelle. Come per i predecessori, i dati e gli studi disponibili per il 5G non permettono di avere una risposta univoca. Tuttavia, studi epidemiologici confermano che dall’introduzione dei cellulari ad oggi non si sono verificati aumenti significativi di tumori legati all’uso di questi dispositivi.

Heliogen: la start up segreta di Bill Gates

ICity Rank: la classifica delle città più smart d’Italia

Sconosciuta fino a metà novembre, Heliogen, la start up americana finanziata da personaggi illustri come Bill Gates, si è rivelata al mondo divulgando la creazione di una nuova tecnologia per produrre energia pulita. Nata con l’intento di risolvere i problemi ecologici del pianeta, Heliogen ha dichiarato di aver creato un sistema capace di generare temperature superiori ai mille gradi Celsius a zero emissioni. Questa tecnologia, a dir poco strabiliante, si compone di un campo di specchi che, direzionati dall’intelligenza artificiale, riflettono la luce solare, generando calore. Le applicazioni nel settore industriale sono moltissime: si potrà usare energia totalmente verde per produrre cemento, acciaio e vetro.

Per il sesto anno consecutivo è Milano la città più smart d’Italia, ma è solo al 54° posto nella tutela ambientale. A differenza degli ultimi anni, però, nel 2019 si è ridotto il divario fra il capoluogo lombardo e il resto del Paese. Tuttavia, resta ancora ampio il divario fra Nord e Sud d’Italia. Le prime venti città in classifica appartengono al centro-nord, mentre sono al Nord le città che hanno guadagnato più posizioni: Cuneo 23, Brescia e Rovigo 20, e Piacenza 18. Al 37° posto troviamo la prima città del Meridione e Isole in classifica, Cagliari, che guadagna sei posizioni rispetto al 2018. Soltanto Pescara, Bari e Lecce, fra le altre città del Sud, riescono ad allontanarsi dalla parte bassa della classifica.

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attualità

L’alpinismo è diventato patrimonio dell’Unesco

Il miglior mercatino di Natale d’Europa

Durante la riunione tenutasi a Bogotà l’11 dicembre 2019, la Commissione speciale dell’ONU ha iscritto nella lista dei beni culturali immateriale dell’UNESCO l’alpinismo, definito come “l’arte di scalare le montagne e le pareti rocciose, grazie a capacità fisiche, tecniche e intellettuali”. Si conclude così con esito positivo il percorso di candidatura durato nove anni e sostenuto da Italia, Francia e Svizzera, coordinato dai comuni di Courmayeur e Chamonix. L’alpinismo, infatti, è una disciplina nata proprio sulle Alpi, che da sempre è parte integrante della cultura e delle tradizioni di chi vive questi luoghi. Il riconoscimento è giunto proprio nella “Giornata Internazionale della Montagna”.

È Budapest il vincitore: con 39.448 voti si aggiudica il premio di “Miglior mercatino di Natale in Europa” secondo la classifica stilata da EBD, European Best Destination. Segue, al secondo posto, Vienna con 31.811 voti e, in terza posizione , Danzica con 30.178. La prima e unica location italiana la troviamo in tredicesima posizione con Govone, in provincia di Cuneo, con 7.221. Piccolo borgo delle Langhe, le famose terre dei vini Piemontesi, a due passi da Alba, “Il magico Paese di Natale” è il connubio perfetto tra gusto e divertimento, dove grandi e piccini possono incontrare Babbo Natale, partecipare alla scuola degli elfi, assaggiare i prodotti del territorio e scoprire le tradizioni locali.

Italiani e Black Friday: cosa ne pensano?

In Piemonte il prototipo di autostrada verde

Importato in Italia da Apple nel 2011, il Black Friday, il periodo di sconti pre-natalizio, ha ormai preso piede anche nel nostro Paese. Tuttavia, non tutti ne conoscono il significato o le date. Negli USA il Black Friday cade l’ultimo venerdì di novembre, ovvero il giorno seguente la Festa del Ringraziamento, e rappresenta il giorno d’inizio della stagione dello shopping natalizio. In Italia, invece, dove non c’è una tradizione forte, le offerte per il Black Friday hanno durata variabile: da pochi giorni fino a una settimana. Sull’origine del nome, invece, c’è grande incertezza: alcuni sostengono che si riferisca allo smog del traffico di quel giorno, altri al colore nero delle entrate registrate sui libri contabili dei negozi.

L’esperimento sarà realizzato lungo il torrente Tiglione (tra Asti e Alessandria)dove saranno piantati 65.000 alberi entro il 2021 alla scopo di proteggerlo dalla portata delle piogge e migliorare la resilienza rispetto ai fenomeni atmosferici. La gigantesca “infrastruttura verde” correrà per 34 chilometri di argini e, secondo i calcoli, filtrerà alcune sostanze inquinanti che dai terreni non si sverseranno più direttamente nel torrente grazie alla barriera naturale costituita dalla nuova vegetazione. Secondo uno studio dell’università di Agraria di Torino la fortificazione verde dovrebbe inoltre favorire l’impollinazione delle coltivazioni e impedire la prolificazione degli arbusti esotici che danneggiano gli argini.

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impresa

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Assotrasporti agli stati generali delle PMI Con la partecipazione del sottosegretario al Mef, Pier Paolo Baretta del PD e la presidente della Commissione Finanze della Camera, Carla Ruocco del M5S. a cura di Assotrasporti

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GENTE IN MOVIMENTO

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iviamo in uno stato di crisi economica ormai perenne, ma è tempo di rompere questo muro di silenzio e far sentire la voce di milioni di piccoli e medi imprenditori che possono e devono tornare protagonisti di una vera e propria rinascita economica e civile. Assotrasporti, rappresentata dal Presidente Secondo Sandiano, partecipa agli stati generali delle PMI promossi da Gianni Cicero, Presidente di Valore Impresa, in qualità di portavoce degli autotrasportatori italiani, per chiedere congiuntamente di “rottamare il vecchio fisco per sostenere lo sviluppo del Paese”.

“Con il sottosegretario MEF Pier Paolo Baretta, deputati, senatori e rappresentanze delle associazioni e confederazioni che difendono le PMI e i professionisti, in alternativa alle grandi associazioni del sistema che sta portando il Paese alla deriva. Proposte concrete che arrivano dalla base studiate sulla realtà quotidiana ed elaborate dai professionisti e docenti” dice Secondo Sandiano, Presidente Assotrasporti. All’incontro intitolato “Un fisco da rottamare per sostenere lo sviluppo” presso la Camera dei Deputati, aula del palazzo dei gruppi parlamentari, prendono parte anche PMI Italia, la Confederazione NazionaNUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


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le delle Piccole e Medie Imprese Presieduta da Tommaso Cerciello, ANIE – Associazione Nazionale Imprese Europee rappresentata da Diego Moscheni e UNI – Unione Nazionale Imprenditori rappresentata da Mario Burlò. Inoltre, partecipano il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Pier Paolo Baretta del Partito Democratico, la presidente della Commissione Finanze della Camera, Carla Ruocco del Movimento 5 Stelle, il vicepresidente della Camera, Davide Rampelli di Fratelli d’Italia, il senatore Claudio Durigon e il deputato Massimo Garavaglia della Lega, i parlamentari Andrea De Bertoldi di Fratelli d’Italia e Lucio Malan di Forza Italia. “In Italia c’è chi sembra preoccuparsi soltanto di complicare la vita di chi vuole fare impresa” afferma Gianni Cicero, Presidente di Valore Impresa, “generando norme irrazionali che vessano e colpevolizzano milioni di PMI italiane, favorendo così l’evasione/omissione e la chiusura di centinaia di migliaia di aziende”. “La piccola impresa nella crisi ha dimostrato la necessità di essere aiutata e valorizzata e anche il fisco deve fare la sua parte” dichiara il sottosegretario MEF, Pier Paolo Baretta, proponendo un tavolo di confronto. Della stessa opinione Carla Ruocco: “sin da quando è iniziata la mia esperienza in commissione, ho proposto la semplificazione fiscale come tema fondamentale e ho supportato una proposta di legge di 36 articoli confluita nel Decreto Crescita”. “Un governo responsabile dovrebbe puntare sull’aumento della ricchezza” dichiara Davide Rampelli, “non si possono continuare a fare manovre ridistributive, se non c’è ricchezza da redistribuire”. Allo stesso modo, Claudio Durigon si augura che “finisca la fase assistenziale perché oggi il punto fondamentale sono le aziende”. Massimo Garavaglia suggerisce di “ribaltare la frittata e smettere di fare leggi pensando alle grandi imprese. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019

Facciamo, invece, leggi per le aziende e poi deroghe per quelle più grandi”. Riassumendo, agli stati generali si è parlato di nuove procedure e nuovi criteri di deducibilità dei costi, di tassazione per cassa, pagando l’Iva e le tasse solo sulle fatture incassate, di divieto di compensazione dell’ Iva per le imprese che lavorano con il Pubblico. Inoltre, si è discusso anche di evasione fiscale, della strumentalizzazione della problematica che compara i grandi evasori di finanza, industria e multinazionali, con chi evade/omette per necessità. “La globalizzazione impone di ripensare un sistema economico troppo polverizzato,” dichiara Gianni Cicero, “bisogna potenziare e riqualificare le procedure di sostegno creditizio-finanziario per le PMI e ridurre drasticamente la burocrazia. Se facciamo questo, ripartiamo”. L’incontro rappresenta il quarto appuntamento degli stati generali delle PMI. Il percorso fatto finora è soddisfacente, infatti, quattro delle proposte emerse durante l’appuntamento di marzo sul tema “PMI Italia: il credito è finito” riguardanti proprio il credito alle imprese sono state inserite nel Decreto Crescita. “Oggi passiamo al tema del Fisco e ci aspettiamo dal nuovo Governo altrettanta sensibilità e lungimiranza”. L’evento è stato moderato dal Prof. Giovanni Miele, docente universitario già giornalista Rai, mentre le relazioni tecniche sono state introdotte dalla Dott.ssa Marina Augello, commercialista, “un fisco iniquo e contro lo

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sviluppo” a cui sono seguite la Dott. ssa Manuela Giuliani, commercialista e revisore contabile, “nuovi concetti di determinazione della base imponibile soggetta a tassazione”, la Dott.ssa Manuela Frediani, commercialista e revisore contabile, “definire una tassazione per cassa e non per competenza”, il dott. Massimo Agostini, commercialista e revisore contabile, “L.155/2007 - DL 14/2019 inizia la rottamazione delle imprese”, il dott. Luca De Cinti, commercialista e revisore contabile, “Evasione Fiscale: snellire le procedure per eliminarla”. Di particolare importanza l’intervento del prof. Maurizio Leo, professore ordinario di diritto tributario della Scuola Nazionale dell’Amministrazione - Presidenza del Consiglio dei Ministri nonché docente nei reparti d’istruzione della Guardia di Finanza. All’incontro hanno partecipato rappresentanti di Associazioni e Confederazioni datoriali per dare un chiaro messaggio alla Politica ed alle Istituzioni anche in termini di rapporti di Rappresentanza tradizionalmente concepita. Non è concepibile infatti il tentativo di monopolizzare l’azione della Rappresentanza, così come hanno fatto Confindustria e i Sindacati della triplice, con l’assurdo accordo con l’Inps e l’Ispettorato del Lavoro. Esiste un’altra Rappresentanza.... meno di palazzo e di corridoio e più vicina alle imprese e ai lavoratori, un fronte della Rappresentanza che dialoga su temi veri come quelli del fisco. GENTE IN MOVIMENTO

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impresa

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Trasporto di persone e cose: il contratto Vediamo gli articoli del Codice Civile che disciplinano il contratto di trasporto, di cose o persone. a cura di Elisa Fea

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GENTE IN MOVIMENTO

I

l contratto di trasporto è disciplinato dal Codice Civile agli articoli 1678 e seguenti. La norma citata dispone che, con il contratto in oggetto, il vettore si obbliga, verso corrispettivo, a trasferire persone o cose da un luogo a un altro. Il legislatore distingue tra il contratto di trasporto di persone, disciplinato agli articoli 1681 e 1682 del Codice Civile, ed il contratto di trasporto di cose, oggetto degli articoli da 1683 a 1702 del Codice Civile. Con particolare riferimento al contratto di trasporto di cose, la lettera dell’articolo 1693, comma 1, del Codice Civile è chiara nel disporre che “il vettore è responsabile

della perdita e dell’avaria delle cose consegnategli per il trasporto, dal momento in cui le riceve a quello in cui le riconsegna al destinatario, se non prova che la perdita o l’avaria è derivata da caso fortuito, dalla natura o dai vizi delle cose stesse o del loro imballaggio o dal fatto del mittente o da quello del destinatario”. La responsabilità del vettore trova il proprio fondamento nella custodia che egli ha delle cose da trasportare. Trattasi di una responsabilità particolarmente grave, quale riflesso dell’elevato grado di diligenza cui è tenuto il soggetto che esercita un’attività professionale. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


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In base alla disciplina generale dettata dal legislatore per il caso di inadempimento delle obbligazioni, il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno se non prova che l’inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione dovuta a causa a lui non imputabile, ai sensi dell’articolo 1218 del Codice Civile. In tema di trasporto di cose, qualora una parte del carico sia andata perduta o sia rimasta danneggiata ed il destinatario abbia chiesto ed ottenuto la riconsegna della restante parte, trova applicazione l’articolo 1689, comma 1, del Codice Civile, che testualmente recita: “i diritti nascenti dal contratto di trasporto verso il vettore spettano al destinatario dal momento in cui, arrivate le cose a destinazione o scaduto il termine in cui sarebbero dovute arrivare, il destinatario ne richiede la riconsegna al vettore”. Pertanto nel contratto di trasporto di cose il destinatario, dal momento in cui richiede al vettore la consegna della merce, subentra al mittente nei diritti nascenti dal contratto di trasporto verso il vettore ed altresì nell’obbligo di pagare a quest’ultimo i crediti derivanti dal trasporto, ivi compreso l’obbligo di corrispondere al vettore il corrispettivo del trasporto, a prescindere dall’ esistenza di eventuali crediti del mittente verso il destinatario, gravanti sulla merce; se il vettore effettua la consegna senza pretendere il contemporaneo pagamento del corrispettivo del trasporto dal destinatario, incorre nella perdita dell’azione verso il mittente, pur non venendo meno l’azione nei confronti del destinatario. Tra i diritti nascenti dal contratto di trasporto, nei quali il destinatario subentra al mittente ai sensi dell’ articolo 1689, comma 1, del Codice Civile, deve comprendersi quello al risarcimento del danno conseguente alla perdita o all’avaria della merce. Infatti, allorché le cose siano arrivate a destinazione o sia scaduto il NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019

termine in cui sarebbero dovute arrivare ed il destinatario provveda a chiederne la riconsegna, non può non riconoscersi in capo al destinatario medesimo, per il caso di inadempimento del vettore, il diritto al risarcimento dei conseguenti danni subiti. In tal senso si era espressa la Corte di Cassazione pronunciando la sentenza n. 1034/1978. Tanto premesso, appare opportuno analizzare la situazione in cui il destinatario non intenda agire nei confronti del vettore poiché non interessato all’adempimento o in quanto non abbia risentito di alcun pregiudizio economico pur a fronte dell’inesatto adempimento da parte del vettore, e viceversa l’inesatto adempimento abbia provocato danni nella sfera giuridica del mittente. La Corte di Cassazione, Sezione III, con la pronuncia n. 12744/1999 ha chiarito di non poter condividere un’interpretazione dell’articolo 1689 del Codice Civile che trasformi l’esigenza del vettore di non essere richiesto del risarcimento dei danni sia dal destinatario sia dal mittente in un esonero della propria responsabilità allorché il destinatario non agisca nei suoi confronti in mancanza di un interesse proprio all’adempimento o poiché non ha risentito alcun danno per effetto dell’inesatto adempimento della prestazione promessa dal vettore. In merito alla legittimazione attiva nei confronti del vettore, si è

impresa

espressa di recente anche la giurisprudenza di merito e, in particolare, il Tribunale di Milano, Sezione XI, con la sentenza n. 1876/2019, evidenziando come la legittimazione ad agire del destinatario a proporre domande risarcitorie nei confronti del vettore, in virtù dell’articolo 1689 del Codice Civile, debba ritenersi alternativa a quella del mittente. Il Tribunale adito ha evidenziato come la distinzione debba essere operata individuando la sfera patrimoniale in cui i danni esplicano il proprio effetto. Ne consegue che sussiste la legittimazione attiva del mittente nei confronti del vettore ai fini del risarcimento dei danni per inesatto adempimento a condizione che il mittente dimostri di aver subito, nella propria sfera economica e giuridica, gli effetti negativi dell’inadempimento, senza che alcun pregiudizio sia cagionato al destinatario. Pertanto, alla luce dell’interpretazione dell’articolo 1689 del Codice Civile accolta dalla giurisprudenza di legittimità e di merito, la circostanza che il destinatario della merce non abbia risentito delle conseguenze economiche provocate dalla condotta del vettore non può costituire motivo di esonero della responsabilità del vettore medesimo nei confronti del mittente, unico soggetto danneggiato, rappresentando viceversa il fondamento della legittimazione attiva del mittente stesso. GENTE IN MOVIMENTO

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Una donna-manager per il noleggio auto L’intervista a Raffaella Tavazza, giovanissima imprenditrice dell’autonoleggio “made in Italy”. a cura di Andrea Lovelock

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na delle più giovani imprenditrici alla guida dell’unica compagnia di autonoleggio totalmente italiana, il gruppo Locauto Rent, che opera in un mercato altamente competitivo con una flotta di oltre 20.000 autoveicoli tra autovetture e furgoni, per un una utenza del rent che in Italia, lo scorso anno, solo nel segmento del noleggio a breve termine ha raggiunto circa 1,1 milioni di clienti. Raffaella Tavazza, VicePresidente del Gruppo ne è orgogliosa e conscia delle responsabilità, soprattutto alla luce dell’attuale contesto del settore che si sta diversificando molto nelle

linee di servizi all’utenza. Il primo passaggio è ovviamente quello del posizionamento del brand Locauto nel mercato del rent in Italia. “Dati alla mano, stiamo per chiudere un 2019 con numeri positivi e un fatturato che è cresciuto maggiormente rispetto a quanto sia cresciuto il mercato. È stato anche l’anno della conferma della Business Unit Locauto Van, un segmento sempre più strategico per il gruppo, che ha raggiunto una flotta di veicoli commerciali di quasi 1500 unità, di cui il 30% rappresentato da veicoli speciali e un terzo da modelli refrigerati. Il sistema Locauto Elefast è stato NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


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Professioni

ampliato e migliorato, così da arrivare a essere disponibile, 7 giorni su 7, 24 ore su 24, permettendo ai clienti di noleggiare, ritirare e consegnare l’auto in modalità full self-service in tutte le location aeroportuali italiane.” Quali caratteristiche distinguono, oggi, una donna-manager alla guida di una impresa fortemente orientata al mercato come Locauto? Locauto è un’azienda 100% italiana in crescita, risponde Tavazza, e con una forte presenza femminile che raggiunge il 50% dell’organico e anima molti ruoli chiave. Personalmente sono convinta che trovare un equilibrio tra vita professionale e personale sia possibile e che la chiave di tutto sia un’ottima organizzazione e un’efficace gestione del tempo. Sono quindi impegnata nel diffondere questo approccio a tutti i livelli aziendali puntando verso una cultura di impresa che coniuga e promuove questi fattori.” Negli ultimi due anni Locauto ha investito molto su prodotti e servizi innovativi, da Elefast a Bau the Way: può descriverne in breve le peculiarità? L’attenzione al cliente e alla customer experience è un tratto distintivo di Locauto. Individuare le necessità dei nostri clienti è una sfida costante che si traduce nell’offerta di prodotti e servizi personalizzati. Così sono nati Locauto Elefast, il primo sistema di noleggio full self-service che consente ai nostri clienti di noleggiare l’auto in totale autonomia tramite l’app gratuita Locautorent (eliminando così tempi di attesa e possibili code a banco) e il servizio Bau the way dedicato ai clienti che desiderano viaggiare senza rinunce con il proprio cane nel rispetto della normativa vigente e in totale comfort. Il servizio prevede infatti la pulizia della vettura al termine del noleggio e un pratico kit con telo coprisedili, cintura di sicurezza e la guida “4 Zampe a bordo”, scritta in collaborazione con l’associazione LAV, che rimane a disposizione del cliente al termine del noleggio. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019

Come vi state preparando alle sfide del futuro? Come sarà il mondo del noleggio-auto da qui al 2030? Dire come sarà il mondo dell’autonoleggio tra 10 anni è una previsione difficile da fare. A mio avviso questo mercato vedrà affermarsi un numero sempre maggiore di players in grado di soddisfare la domanda di mobilità a 360° dei clienti: al netto di eventuali criticità legate all’incertezza normativa, chi sarà in grado di cogliere le peculiarità del mercato potrà contare su una crescita solida. Crediamo, inoltre, che la platea di utilizzatori sia destinata ad allargarsi anche a nuove categorie di clienti, con nuove richieste ed esigenze legate a un concetto di utilizzo dell’ auto destinato a essere sempre più predominante rispetto al possesso: secondo noi sarà questa una delle sfide da vincere nei prossimi anni. Qual è l’impegno del Gruppo rispetto alla sostenibilità ambientale e come si può ben coniugare col corebusiness e con un buon presidio del mercato? Siamo consapevoli di avere un ruolo importante rispetto a queste tematiche e siamo quindi costantemente impegnati nella ricerca di strategie e processi volti alla riduzione dell’impatto ambientale attraverso diverse azioni: prima tra tutte la definizione di una flotta composta da modelli eco-friendly di ultima generazione e una buona percentuale di vetture full hybrid. Ci tengo a sottolineare che il nostro parco auto è, inoltre, tra i più giovani

rispetto agli altri rent-a-car con una vita media di 8-10 mesi, mentre sono in fase di studio iniziative volte al miglioramento delle performance ambientali ed azioni concrete sul tema plastic free nelle nostre sedi. Voi siete anche impegnati in azioni di sponsorizzazioni’ Quali sono e come intendete evolvere queste forme di visibilità nell’immediato futuro? Da sempre Locauto è protagonista nel mondo del calcio, sponsorizzando realtà italiane di primo piano. Siamo stati “Official Rent a Car” della AS Roma e di FC Internazionale Milano: con quest’ultima è stato da poco siglato un rinnovo fino al 2022, assumendo la qualifica di “Premium Partner” della società nerazzurra, che permette di contare su ulteriori assets rispetto a quelli già previsti nel primo triennio. Proprio questo rinnovo ha rappresentato per noi un chiaro segnale di intesa con il Club non solo perché va a consolidare la forte sinergia creatasi nelle scorse stagioni con una delle società calcistiche più importanti al mondo, ma anche perché pone i presupposti per l’affermazione di Locauto Rent come punto di riferimento importante per la mobilità dei tifosi e del club nerazzurro, con tariffe e sconti dedicati e come leader nella mobilità a 360°. L’impegno dell’azienda tuttavia non si è limitato al calcio: sono diverse infatti le occasioni in cui Locauto si affianca a realtà sportive, non ultime le due maratone più importanti d’Italia (Roma e Milano). More to come soon! GENTE IN MOVIMENTO

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Professioni in divisa per 1 giovane su 3 Il fascino della divisa non conosce crisi: quasi metà dei maturandi è disposta a scegliere la carriera in divisa dopo il diploma. a cura della Redazione

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giovani contemporanei sembrano molto attratti dalle professioni in divisa. Questione di posto fisso? No, è un lavoro di cui andare fieri. Le motivazioni che spingono tantissimi ragazzi a voler intraprendere questo tipo di carriera, sin dalla giovanissima età, derivano maggiormente dal blasone e dai valori rappresentati dalle Forze Armate e Forze di Polizia. Per il secondo anno consecutivo l’Osservatorio sulle professioni in divisa di Skuola.net e Nissolino Corsi mostra come vestire un’uniforme per servire lo Stato sia un’opzione ancora molto gettonata tra le nuove generazioni. A pensarci sul serio è il 34% degli

oltre 22mila intervistati (praticamente 1 su 3); studenti di scuole medie, superiori e università. Non solo, per oltre un terzo di loro (35%), sarebbe addirittura la prima scelta per il futuro. Un altro segno dei tempi è poi legato al genere: le ragazze interessate sono sicuramente meno rispetto ai ragazzi, ma non scendono sotto quota 30%. I nati dal 1995 in poi, secondo diversi studi internazionali, non sembrano mettere la retribuzione al primo posto assoluto, ma sono interessati anche alla condivisione del sistema valoriale del contesto in cui lavorano. Perciò non deve stupire che, tra gli stimoli decisivi, al primo posto ci siano i NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


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valori espressi dalle diverse Forze (24%), subito dietro (16%) il tipo di lavoro svolto, al servizio degli altri. Numeri quasi simili (15%) per chi sceglierebbe questa strada soprattutto per far parte di una realtà importante e autorevole. La prospettiva del “posto fisso”, con uno stipendio garantito? Solo 1 su 10 la mette in cima alle priorità. Mentre, tra gli aspetti operativi, spicca (19%) la possibilità di svolgere mansioni investigative, seguita dalla difesa della legalità e delle fasce più deboli della popolazione (entrambe al 17%). Carriera militare che può diventare un’ottima alternativa all’università o ai lavori “tradizionali”. L’indagine, infatti, si è soffermata anche sugli studenti che si sono appena diplomati (hanno partecipato quasi 3mila maturandi). Facendo emergere come il 45% di quelli interessati alla divisa (circa un terzo, proporzione in linea col dato generale) non scarti assolutamente l’idea di entrare nelle Forze armate già alla fine delle scuole superiori. A cui va aggiunto un 23% che valuterebbe l’occasione mentre studia all’università. Alla fine solo 1 su 3 aspetterebbe di prendere una laurea triennale o specialistica (16% per entrambe). Per questo la stragrande maggioranza (3 su 4) pensa che sia molto importante approcciarsi in anticipo alla preparazione per i concorsi militari già nel periodo delle scuole dell’obbligo. E i numeri potrebbero essere persino più consistenti, visto che il 43% ammette di non sapere che, nei

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percorsi da Ufficiali o Sottufficiali, è anche possibile conseguire una laurea triennale e/o magistrale. Non solo in ambito giuridico o sociale, anche in discipline tecnico-scientifiche quali l’ingegneria o la medicina. Ma, in generale, quali sono le Forze Armate o le Forze di Polizia più apprezzate e ambite dai ragazzi? Resiste il primato dell’Esercito: 1 su 5 vorrebbe indossare la più classica delle divise. Medaglia d’argento per la Guardia di Finanza (15%), bronzo per i Carabinieri. Completano la classifica, nell’ordine: la Polizia di Stato (12%), l’Aeronautica Militare (11%), la Marina Militare (9%), i Vigili del Fuoco (5%), la Polizia penitenziaria (4%). Per 1 su 10, invece, la destinazione è indifferente, basta farcela. Numeri che sono abbastanza omogenei sia tra i maschi che tra le femmine. Le cose, però, cambiano a seconda dell’area d’Italia in cui ci si trova. Perché, ad esempio, i giovani del Centro puntano forte sulla Guardia di Finanza (che convince addirittura 1 su 4, specie se maschi), relegando l’Esercito al secondo posto. Lo stesso discorso si può fare per i livelli d’ingresso più gettonati. Apparentemente lo scenario è diviso in tre parti uguali: il 34% del campione partirebbe dalla carriera iniziale, il 33% dal ruolo di Sottufficiale (Maresciallo o Ispettore), un altro 33% direttamente da quello di Ufficiale (attraverso l’Accademia o tramite il concorso da Commissario). Ma, entrando nel dettaglio, al Nord si predilige la Carriera base (il dato

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arriva al 38%), nelle regioni centrali si punta ai gradi da Sottufficiale (41%), al Sud si propende per la carriera da Ufficiale (si sale al 36%, con percentuali ancora più accentuate se il candidato è donna). Per indossare la divisa, però, è necessario superare un concorso pubblico con diverse prove di selezione. Chiaramente la difficoltà del concorso dipende dal ruolo e dal grado a cui si ambisce, ma anche dall’elevata concorrenza. Questi aspetti, però, non spaventano gli aspiranti militari intervistati: appena il 13% di loro, infatti, si fermerebbe al primo insuccesso. Mentre quasi la totalità proverebbe più di una volta: il 45% direbbe basta dopo tre tentativi, il 15% dopo quattro o cinque, più di un quarto (27%) andrebbe ad oltranza, finché non ce la fa. Sono interessanti anche i dati di quelli che hanno già affrontato il concorso, dai quali emerge che oltre la metà (55%) lo ha superato al primo tentativo. La differenza, quasi sempre, la fa la preparazione: più è completa meglio è. Studiando solo sulle banche dati, ad esempio, il tasso di successo si ferma al 30%. Tutt’altro risultato per chi adotta il “pacchetto completo” (quiz, testi e corsi di preparazione): il 75% passa immediatamente. Proprio i corsi di preparazione specializzati sembrano la vera chiave di volta: solo con loro le chance di indossare la divisa al primo tentativo schizzano al 68%. Peccato che solamente 1 su 3 si sia preparato con questa modalità.

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La società dei gigabit La quinti generazione di connessione mobile è in arrivo e promette si superare i limiti degli attuali dispositivi. a cura dell’On. Patrizia Toia

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a diffusione della telefonia mobile prima e il successivo avvento degli smartphone sono stati una “rivoluzione nella rivoluzione”, perché hanno portato tutto il potere dirompente della tecnologia digitale nelle tasche di tutti i cittadini, aprendo così le porte a tutta una serie di applicazioni che stanno cambiando in profondità la nostra società, così come l’economia. Tuttavia, tutte queste innovazioni hanno riscontrato un limite nella capacità dei dispositivi mobili di connettersi a Internet con larghezza di banda, affidabilità e latenza ridotte sufficienti. Oggi l’introduzione della quinta generazione di connessione mobile, la 5G, promette di superare i limiti degli attuali dispositivi mobili. Ancora più importante, il 5G potrebbe consentire una nuova ondata di tecnologie e applicazioni, basate sulla sua nuova infrastruttura per smartcity, produzione avanzata, sistemi sanitari e automobili connesse. Questo è il motivo per cui ogni Paese al mondo sta investendo per accelerare questo cambiamento. Stati Uniti, Cina, Giappone, Repubblica di Corea, Singapore e Taiwan sono in concorrenza con l’Unione Europea per essere i primi a sviluppare una rete completamente funzionante di 5G e raccogliere i frutti della sua promettente econo-

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mia. Gli obiettivi di connettività dell’ Unione europea per il 2025, inclusa la copertura del 5G in tutte le aree urbane, stabiliti nella sua comunicazione sulla connettività per un mercato unico digitale competitivo - Verso una società europea dei gigabit, sono stimati in 500 miliardi di euro. Tuttavia, l’introduzione del 5G è una questione più complicata di una semplice gara internazionale su investimenti e realizzazione di infrastrutture. Ci sono dei dubbi sulla sicurezza delle nuove connessioni wireless che stanno rallentando l’implementazione della nuova infrastruttura 5G. Per questi motivi nella città di Bruxelles i lavori sull’infrastruttura del 5G sono stati interrotti. Inoltre, gli attori pubblici e privati sono riluttanti a investire ingenti somme di denaro in una tecnologia in cui è ancora piuttosto nebuloso il modello di business che trasformerà tali investimenti in profitti. Si tratta di questioni urgenti che devono essere affrontate a livello europeo. Ecco perché di recente ho inviato alla Commissione europea un’interrogazione scritta sulla valutazione dell’ impatto del 5G nelle condizioni del mondo reale. Uno studio recentemente presentato alla commissione per l’industria, la ricerca e l’energia del Parlamento europeo ha rilevato che

l’impatto della tecnologia 5G e delle radiazioni nelle condizioni del mondo reale deve ancora essere adeguatamente valutato e che non è ancora possibile farlo con precisione. Inoltre, circa 200 scienziati hanno recentemente lanciato un appello che affermava che: “La tecnologia 5G aumenterà significativamente l’esposizione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza (RF-EMF), oltre alle tecnologie di telecomunicazione 2G, 3G, 4G e WiFi già in uso”. Ecco perché ho chiesto alla Commissione di stabilire se i pareri elaborati dal Comitato scientifico per la salute, i rischi ambientali ed emergenti (SCHEER) su questo argomento hanno valutato l’impatto del 5G sulla salute umana, e in particolare sulla salute dei bambini, in condizioni e situazioni reali , piuttosto che semplicemente in condizioni di laboratorio. Inoltre, ho chiesto di indicare quali valutazioni sono state condotte per individuare settori strategici in cui questa tecnologia potrebbe fornire le migliori applicazioni e quelle più utili per l’economia europea. I grandi investimenti richiedono forti certezze e se vogliamo rimanere competitivi sul 5G a livello globale, dobbiamo affrontare le questioni relative al modello di business e al possibile impatto sulla salute e sulla sicurezza. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


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Big Data per i trasporti La trasformazione digitale può portare a miglioramenti fino al 60% dell'efficienza operativa dei trasporti. a cura della Redazione

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l progetto Transforming Transport, guidato da Indra, una delle principali società di tecnologia e consulenza a livello globale, è stato premiato come "miglior caso di successo" tra i 42 progetti che promuovono la trasformazione digitale basata sui dati in Europa, sviluppati nell'ambito della Big Data Value PPP, l'ente pubblico-privato che guida la strategia di ricerca e sviluppo nei big data per rafforzare la leadership europea in questo campo. Il macro-progetto, per la cui realizzazione Indra ha coordinato il lavoro di 49 partner provenienti da Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Regno Unito e Spagna, ha ottenuto risultati notevoli, che comportano un punto di svolta nel mondo della mobilità, dei trasporti e della logistica. In Italia si è focalizzato sulla gestione della data value chain e della data quality all’interno di ecosistemi big data con il gestore aeroportuale degli aeroporti milanesi SEA, che ha sviluppato insieme alle società Jeppesen e Boeing un pilota presso l'aeroporto di Malpensa, dove è stata testata l’efficienza dei big data nell’ottimizzazione dei tempi di gestione della rotazione degli aerei. Le soluzioni testate nei 13 pilota definiti dal Progetto facilitano il NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019

processo decisionale attraverso l’utilizzo dei big data e dell’intelligenza artificiale. Ciò consente di ottimizzare i diversi processi di gestione e manutenzione aumentando così l'efficienza e la produttività, migliorando l'esperienza del viaggiatore e riducendo il consumo di energia e le emissioni inquinanti, nonché facilitando la nascita di nuovi modelli di business basati sui dati. Miglioramenti fino al 60% nell' efficienza operativa dei trasporti e fino al 50% nella gestione patrimoniale sono i principali risultati ottenuti nelle 13 prove realizzate in strade, porti, aeroporti, ferrovie e città in tutta Europa. Grazie alla manutenzione predittiva, è stato possibile ridurre i costi di manutenzione delle infrastrutture ferroviarie del 34% così come il numero mensile di interventi in manutenzione del 15%. Il tutto a beneficio dei passeggeri, che possono godere di un numero minore d’interruzioni del servizio e vedono migliorata la loro sicurezza. Anche sotto il profilo delle emissioni inquinanti, si assiste ad una riduzione nella ferrovia che ammonta tra il 15% e il 25%. I porti hanno beneficiato, tra l'altro, di una riduzione del 10% dei costi operativi, evitando ritardi e disponendo

di terminali più efficienti, mentre gli aeroporti hanno ottimizzato del 33% l’utilizzo delle proprie risorse. Su strada, è stato possibile prevedere gli ingorghi del traffico con due ore di anticipo, migliorando la gestione del traffico e riducendo la probabilità di incidenti. È stato inoltre possibile ridurre del 17% i tempi di percorrenza per i camion, grazie all'ottimizzazione dei percorsi e ridurre del 38% il numero di veicoli di consegna necessari per la distribuzione in città, grazie ai nuovi strumenti di pianificazione basati sui dati. Transforming Transport, che con un budget di 18,7 milioni di euro ha ricevuto finanziamenti dalla Commissione Europea nell'ambito del programma Horizon 2020, ha sfruttato un totale di 164 terabyte di dati provenienti da 160 fonti diverse. Il progetto ha mostrato come gli strumenti vengono alimentati con nuovi dati, i modelli predittivi diventano sempre più raffinati, generando soluzioni più efficaci per rilevare e risolvere possibili problemi e prevenirli prima che si verifichino. La qualità dei dati è fondamentale per ottenere i migliori risultati: la più grande varietà rappresenta il fattore più importante (69%), seguito dal volume di dati (25%) e dalla velocità di elaborazione. GENTE IN MOVIMENTO

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La Blockchain applicata all’anagrafe canina Una rivoluzione per le anagrafi canine ma non solo: la blockchain può essere applicata a tutti gli animali che hanno un microchip. A cura della Redazione

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i chiama Pinta il primo cane al mondo registrato con questa straordinaria tecnologia. È un pastore australiano e già era famosa su YouTube come protagonista del canale “@QualaZampa” di Irene Sofia blogger ed istruttrice cinofila. Ma da poche settimane questo cane ha qualcosa in più. L’idea nasce proprio da Irene Sofia e da suo marito Marco Crotta, tra i massimi esperti italiani del settore blockchain, che hanno pensato di utilizzare e sperimentare le infinite possibilità di questa tecnologia proprio sul loro cane. Ha preso il via così il progetto Fauna.life, la prima iniziativa che ha lo scopo di istituire un’anagrafe canina indipendente basata sulla blockchain. La prima anagrafe i cui dati rimangono inalterabili nel tempo, hanno una data certa ed un proprietario/autore identificabile tramite firma digitale. I dati, infatti, sono “permissionless“ permettono di rendere disponibile ma non pubblica l’intera storia di

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ogni elemento inserito. Dalle origini agli sviluppi futuri. Questa caratteristica costituisce la migliore garanzia per far sì che quello che viene immesso nelle transazioni verificate corrisponda esattamente alla veridicità del dato. I vantaggi dell’applicazione della blockchain sono enormi: - unificazione dell’anagrafe canina a livello nazionale e potenzialmente internazionale; - facilitazione degli spostamenti e delle adozioni tra Regioni diverse; - ostacolo alla tratta dei cuccioli dall’Est Europa e contrasto al fenomeno del pet trade; - possibilità di avere tutto l’albero genealogico degli animali di cui si hanno informazioni (es. adesso è molto difficile trovare i fratelli di una cucciolata e sapere per esempio se hanno avuto malattie simili); - lega al microchip tutte le informazioni del pedigree; - permette di allegare tutti i dati sanitari; - offre la possibilità di fare studi

sulla trasmissibilità delle malattie genetiche ereditarie con accuratezza e su un campione molto vasto. Con Fauna.Life sarebbe un collegamento tra il pedigree e il microchip. Ogni anno 200.000 cani sono iscritti all’ENCI e 8.000 gatti a diverse associazioni che rilasciano il pedigree. I libri genealogici sono proprietari, non si vi può accedere liberamente e molte informazioni utili vanno perse. ll progetto nasce per gestire l’anagrafe canina ma non è limitata ai soli cani e può essere applicata a qualsiasi animale identificabile tramite microchip o altro sistema identificativo. Ad esempio è possibile partire anche con l’anagrafe felina, per contrastare il randagismo e catalogare e studiare le colonie feline. I vantaggi della blockchain anche in ambito Pet sono notevoli. Si tratta di una tecnologia semplice, efficace ed economica. Inoltre, permette di mettere in rete tutte le informazioni sinora presenti, contribuendo efficacemente e radicalmente al benessere degli animali. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


Europa

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Trasporto ferroviario per una crescita verde A livello locale e regionale, il potenziale del settore ferroviario per il Green Deal dell’UE è fondamentale. Fonte: Comitato Europeo delle Regioni

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a nuova Commissione ha posto la decarbonizzazione e la mitigazione dei cambiamenti climatici al primo posto tra le sue priorità politiche nell’ ambito del Green Deal europeo. Il settore dei trasporti nel suo complesso è responsabile di circa il 27 % delle emissioni di gas a effetto serra dell’UE. Il settore ferroviario ha una delle più basse percentuali di emissioni di tutti i modi di trasporto ed è anche l’unico le cui emissioni complessive sono in calo, nonostante l’aumento dei volumi di trasporto. In particolare, le linee ferroviarie regionali e locali hanno il potenziale non solo di contribuire alla decarbonizzazione e alla mitigazione dei cambiamenti climatici, ma anche di sostenere altre priorità politiche generali dell’UE. “Le ferrovie offrono una buona combinazione di velocità, sicurezza, comfort, efficienza e prestazioni ambientali. Il trasporto ferroviario, tuttavia, rappresenta ancora solo il 12% del trasporto merci (strada 50%) NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019

e meno del 10% del trasporto di passeggeri. Una questione importante è che la connettività non è distribuita in modo uniforme tra le regioni dell’UE, anche se le linee regionali secondarie sono molto importanti per collegare le principali vie di trasporto alle zone rurali dell’UE e alle regioni e ai territori periferici. La realizzazione delle infrastrutture necessarie non solo collegherà meglio città, aree periurbane e zone rurali, ma ridurrà anche le disparità economiche e sociali tra di esse, rafforzerà il mercato interno e migliorerà la libera circolazione delle persone e delle merci”, sottolinea Pascal Mangin (FR/PPE), relatore del parere. Al fine di realizzare il trasferimento modale, potrebbe essere attivata a livello dell’UE una serie di misure strategiche nel contesto del Green Deal europeo (principio “chi inquina paga”, sistemi di tariffazione più equilibrati, investimenti nella digitalizzazione, ecc.). Parallelamente, il settore ferroviario deve impegnarsi a migliorare ulterior-

mente l’affidabilità, il comfort e l’accessibilità economica dei treni per i passeggeri e le merci. Insieme, il settore ferroviario e le autorità pubbliche dell’UE dovrebbero, inoltre, riflettere sul modo migliore di soddisfare la crescente domanda di rilancio dei treni notturni nell’UE, in quanto i cittadini cercano con maggiore frequenza soluzioni più rispettose del clima per i viaggi a lunga distanza in Europa. Gli enti locali e regionali svolgono un ruolo importante nello stimolare le discussioni con soggetti sia pubblici che privati sui finanziamenti e sulle soluzioni che offrono una vera alternativa, a prezzi accessibili, a modi di trasporto più inquinanti. “Il settore ferroviario deve investire nella digitalizzazione, nella cibersicurezza e nei servizi porta a porta tesi a eliminare le strozzature dell’ultimo chilometro, e occorre sostenerlo sia finanziariamente che mediante la legislazione per incentivare il trasferimento modale verso forme di trasporto a basse emissioni” conclude Mangin. GENTE IN MOVIMENTO

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Europa

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Eurobarometro: i valori dei cittadini europei Il sondaggio Eurobarometro dell’autunno ‘19 esamina le opinioni dei cittadini europei dei 28 Stati membri dell’UE. a cura della Redazione

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radizionalmente, l’Eurobarometro autunnale chiede ai cittadini quale questione politica debba essere affrontata in via prioritaria dal Parlamento europeo. Per quanto riguarda i valori europei, una chiara maggioranza dei cittadini vede la protezione dei diritti umani nel mondo (48%), la libertà di parola (38%), l’uguaglianza di genere (38%) e la solidarietà tra gli Stati membri dell’UE (33%) come i principali valori da preservare. Sebbene la classifica delle priorità mostri una variazione significativa tra i singoli Stati membri, per la prima volta il cambiamento climatico

è in cima alla lista delle questioni importanti per i cittadini: quasi un terzo degli intervistati (32%) vuole che il Parlamento affronti la lotta ai cambiamenti climatici come priorità principale. La lotta contro la povertà e l’esclusione sociale (31%), la lotta al terrorismo (24%) e la lotta alla disoccupazione (24%) sono le altre materie indicate come prioritarie. Anche in Italia la lotta ai cambiamenti climatici è salita nella scala delle priorità da affrontare, affiancando al secondo posto la necessità di sviluppare una politica comune di immigrazione e integrazione (25%). Un risultato secondo solo alla lotta NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


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alla disoccupazione giovanile e all’ impegno per raggiungere la piena occupazione nella UE, considerati prioritari per il 37% degli italiani. Nel corso dell’ultimo anno, le manifestazioni per il clima guidate dai giovani hanno mobilitato milioni di cittadini nell’UE e nel mondo. I dati dell’Eurobarometro riflettono questo trend: la maggioranza assoluta degli intervistati (52%) considera i cambiamenti climatici il problema ambientale più urgente, seguito dall’inquinamento atmosferico (35%), dall’inquinamento marittimo (31%), dalla deforestazione (28%) e dalla crescente quantità di rifiuti (28%). Inoltre, quasi sei europei su dieci ritengono che le proteste guidate dai giovani abbiano contribuito, tanto a livello europeo quanto a livello nazionale, al varo di nuove misure per affrontare l’emergenza climatica. Con quasi sei europei su dieci (59%) a favore dell’appartenenza del loro Paese all’Unione europea, il sostegno dei cittadini all’UE si mantiene elevato per il terzo anno consecutivo. I risultati del sondaggio condotto

nell’ottobre 2019 mostrano anche un aumento del livello di soddisfazione per il modo in cui la democrazia funziona nell’Unione: il 52% (+3 punti) degli europei condivide questo sentimento, sottolineando positivamente l’influenza esercitata dalle recenti elezioni europee e dalla maggiore affluenza degli elettori nel processo elettorale. I cittadini vorrebbero che il Parlamento svolgesse un ruolo più incisivo: il 58% degli intervistati chiede infatti un’Assemblea più influente. Si tratta di un aumento di 7 punti percentuali dalla primavera del 2019, arrivando a toccare il risultato più elevato dal 2007. Infine, L’Eurobarometro offre alcune indicazioni su quali tipo di informazioni relative all’UE potrebbero interessare di più i cittadini e su come questi ultimi potrebbero essere maggiormente coinvolti nell’elaborazione delle politiche dell’Unione. In totale, tre quarti degli europei (77%) vorrebbero ricevere maggiori informazioni sulle attività delle istituzioni europee. Le conseguenze concrete della

Europa

legislazione dell’UE a livello locale, regionale e nazionale, nonché le attività del Parlamento europeo e dei suoi membri sono tra i settori più rilevanti per i cittadini.

Il sondaggio si è svolto dall’8 al 22 ottobre 2019 in tutti i 28 Stati membri dell’UE. Sono state intervistate dal vivo 27.607 persone, estratte a sorte come campione rappresentativo di tutta la popolazione di età pari o superiore a 15 anni.

SERVIZI E CONSULENZE IN TUTTA ITALIA L’Agenzia Sandiano di Sanremo (IM) è a disposizione delle Associazioni e degli autotrasportatori, in collaborazione con le Agenzie convenzionate sul territorio, per la soluzione delle problematiche del trasporto: iscrizioni e variazioni con o senza limiti presso l’Albo degli Autotrasportatori e l’Albo degli Smaltitori rifiuti; immatricolazioni e passaggi di proprietà dei veicoli in conto terzi e/o in conto proprio; acquisizione aziende di autotrasporto o con requisiti; revisioni e collaudi sia presso sedi Ministero dei Trasporti sia presso officine autorizzate; consulenza specializzata in materia di merci pericolose ADR, merci deperibili ATP, ecc; autorizzazioni internazionali (CEE ed extra-CEE di ogni tipo); apertura sedi all’estero; quesiti e ricorsi presso Ministero dei Trasporti e altri Enti.

Via Fiume 34, 18038 SANREMO (IM) Tel: 0184 501560 - Email: agenzia@sandiano.com - Web: sandiano.com L’Agenzia Sandiano offre consulenza presso le ditte e assistenza presso gli uffici pubblici in tutta Italia

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Politca

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Lavoro e turismo per il rilancio della Liguria Stimolare l’occupazione in favore della crescita turistica della Regione per far si che il 2020 sia l’anno del rilancio definitivo della Liguria. a cura di Gianni Berrino

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a mission che il mio assessorato si è prefissa nell’anno appena trascorso è stata quella di stimolare l’occupazione e di far crescere un settore fondamentale come il turismo per un 2020 che sia di rilancio definitivo per la Liguria superando in maniera definitiva le problematiche scaturite dagli accadimenti del 2018. Lavoro. Per quel che concerne l’occupazione, abbiamo messo in campo un piano integrato di politiche attive del lavoro, capace di rispondere alle numerose e diversificate esigenze che provengono dall’eterogenea platea dei soggetti disoccupati. Il primo ad essere lanciato è stato

il progetto Fast (Finanziamento Anticrisi di Sostegno Territoriale), finanziato dal Fondo Sociale Europeo per 1,3 milioni di euro, che prevede quali destinatari lavoratori disoccupati a seguito di licenziamento collettivo e lavoratori in cassa integrazione straordinaria che abbiano ricevuto lettera di licenziamento, in accordo all’idea che sia più facile provvedere al ricollocamento professionale nei mesi immediatamente successivi all’interruzione di lavoro. Attraverso Fast i disoccupati possono beneficiare di percorsi di formazione e riqualificazione professionale a spese della Regione, così da renderli più appetibili per le aziende NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


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in cerca di personale. A luglio è stato approvato il progetto Pascal (Politiche Attive per lo Sviluppo delle Competenze e del Lavoro) che prevede percorsi di reimpiego rivolti ai lavoratori in cerca di occupazione in carico ai Centri per l’Impiego con più di 30 anni di età, ed il bando assunzionale cosiddetto “generalista”, che consiste nell’erogazione di bonus da un minimo di 2 mila a un massimo di 6 mila euro a sostegno di imprese che assumano soggetti in stato di disoccupazione o in cassa integrazione guadagni straordinari. In autunno abbiamo aperto la stagione della seconda Garanzia Giovani, con un invito indirizzato alle Associazioni Temporanee di Scopo intenzionate ad erogare le misure del progetto. Garanzia Giovani si pone l’obiettivo di sostenere i giovani Neet (cioè che non studiano né lavorano) fino ai 29 anni con adeguate politiche attive di istruzione, formazione ed inserimento nel mondo del lavoro, supportando i giovani appena usciti dal circuito di istruzione nella fase di ricerca di prima occupazione con azioni mirate e prevenendo l’esclusione e la marginalizzazione sociale dei soggetti più deboli. Si tratta di un progetto a sostegno del quale saranno investiti ben 13 milioni di euro e ci aspettiamo che entri nel vivo nel 2020. Il mio auspicio è che esso possa rappresentare un reale aiuto per i giovani disoccupati affinché possano intraprendere efficaci percorsi di formazione ed approdare ad un’occupazione che costituisca la pietra angolare intorno alla quale costruire il proprio futuro. Turismo. In Liguria il Prodotto Interno Lordo legato al turismo è pari a 3 miliardi e 605 milioni di euro stimati per l’anno 2018 pari al 7,1% del PIL complessivo della regione. Nel turismo operano 67 mila unità di lavoro di cui il 61,2% per lavoro dipendente ed il 38,8% autonomo. Tali unità di lavoro impiegate nella regione rappresentano il 10,3% di quelle occupate complessivamente dalle imprese liguri a conferma della connotazione del turismo come un settore produttivo ad alta intensità NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019

di lavoro. In attesa dei dati complessivi del 2019 possiamo essere soddisfatti perché il movimento turistico da noi non rallenta neanche in autunno. Dopo la chiusura dell’estate con segno positivo sia negli arrivi sia nelle presenze, anche i dati definitivi di ottobre confermano la tendenza alla crescita rispetto al 2018 con percentuali molto elevate: 10,98% di arrivi e 7,28% di presenze in più, nonostante la pioggia e le numerose allerte che hanno colpito la regione soprattutto nella seconda metà del mese. Per arrivare a questi risultati eccellenti abbiamo dovuto affrontare diversi problemi fin dal 2015. Il primo è stato come intervenire nel vuoto avvenuto dopo il depotenziamento delle Province che nel turismo avevano importanza vitale sia come organo di controllo sia per la gestione del territorio e della promozione. Dopo un lungo confronto con le amministrazioni locali e gli operatori del settore, abbiamo deliberato un “Patto per lo sviluppo strategico del turismo” tra Regione Liguria e i Comuni. Un patto volontaristico con cui i Comuni si impegnano in azioni di contrasto all’abusivismo, di avere un punto “Iat” aperto gestito direttamente o unitamente ad altri Comuni limitrofi, di collaborare alla programmazione regionale. Ritengo, inoltre, che sia assolutamente necessaria una riorganizzazione delle professioni turistiche. Sono anni infatti che in Italia è chiuso l’accesso alla profes-

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sione di guida turistica: la legge di riordino, per diverse ragioni, continua a restare bloccata al Ministero. Sono situazioni non più accettabili considerando anche che negli ultimi anni il turismo è cambiato in tutto il mondo con nuove opportunità ed anche nuove specifiche professioni che tardano però ad essere riconosciute e regolarizzate nel repertorio nazionale delle competenze. Per quanto di nostra pertinenza in Liguria abbiamo riaggiornato il repertorio dopo un attento confronto con le parti sociali e dopo aver a scoltato le esigenze del territorio: abbiamo studiato come incentivare le strutture ricettive e gli stabilimenti balneari a rimanere aperti per un periodo maggiore di tempo e garantire contratti di lavoro stabili ai loro dipendenti potendo, al contempo, investire in formazione. Abbiamo messo, tramite risorse Fse, bonus assunzionali di 3 mila euro per contratti di lavoro della durata minima di 8 mesi e di 6 mila euro per nuovi contratti a tempo indeterminato. Abbiamo finanziato in un anno oltre mille nuovi contratti per oltre 3 milioni di euro di investimenti. Si tratta di un risultato che è andato anche oltre le migliori aspettative e che ci ha convinti a replicare quest’ anno, aumentando le risorse stanziate, ed inserendo un bonus di 4 mila euro per contratti di 9 mesi cercando di allungare così ulteriormente la stagione. GENTE IN MOVIMENTO

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Governo: clima e sostenibilità al centro Lotta ai mutamenti climatici, transizione ambientale dell’economia, sviluppo sostenibile sono temi prioritari per il Governo. a cura del Sen. Franco Mirabelli

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l Decreto Legge sul Clima è importante. Si tratta sicuramente di un primo passo ma è un passo sostanziale. Con questo provvedimento si avvia infatti un percorso che l’attuale Governo ha messo al centro della propria azione. La lotta ai mutamenti climatici, la transizione ambientale dell’ economia, lo sviluppo sostenibile sono priorità per questo Governo, una sua ragione fondante, la scelta più evidente di discontinuità con il passato. Con questo decreto-legge e con le tante norme contenute nel disegno di legge di bilancio proprio sulla questione ambientale diamo concre-

tezza al nostro impegno. Lo facciamo perché dobbiamo rispondere a una situazione reale; agli effetti dell’ inquinamento, dei mutamenti climatici, del dissesto idrogeologico. Lo dobbiamo ai ragazzi e alle ragazze che chiedono futuro, che ci chiedono di difendere il Pianeta, che ci chiedono di cambiare tutto. Abbiamo bisogno di assumere il tema della sostenibilità e dello sviluppo sostenibile come questione centrale, come compatibilità necessaria e ineludibile: sostenibilità ambientale, sociale, economica. Scegliere, come facciamo grazie all’ emendamento che abbiamo presentato, di trasformare, dal 1° gennaio NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


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2021, il CIPE in Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile (CIPESS) è importante: è una scelta concreta più volte sollecitata dall’ Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, che impegna il pubblico e le istituzioni, a fare scelte che devono rispondere proprio ai criteri di sostenibilità. È una trasformazione importante di cui siamo orgogliosi. Nel decreto-legge sul clima ci sono, inoltre, molte proposte per le città e per le aree metropolitane, per aiutare le aree più critiche di questo Paese dal punto di vista dell’ inquinamento. Tra queste, la misura della rottamazione delle auto Euro 3 e delle moto Euro 2; il “bonus mobilità” per spostare la mobilità dalle auto e dalle moto al trasporto pubblico e alla mobilità condivisa individuale, avviando così una sperimentazione fondamentale. Inoltre, vengono stanziati 20 milioni a bilancio per le corsie preferenziali, per dare più velocità al trasporto pubblico, investire sul trasporto scolastico sostenibile. Si tratta, quindi, di norme importanti che possono anche cambiare la faccia e la mobilità di intere città per favorire l’uso dei mezzi pubblici, per favorire l’uso dei mezzi meno inquinanti, per incentivare stili di vita e abitudini di mobilità diversi da quelle che conosciamo ancora in troppe città. Ma per le città c’è anche altro. Ci sono 15 milioni per aumentare il verde urbano, per riforestare alcune aree: aumentare alberi serve a dare più ossigeno, ma anche a intervenire concretamente per prevenire il dissesto idrogeologico. Ci sono altre norme come, ad esempio, quella sulla struttura commissariale per la bonifica delle discariche abusive, che è importante perché definisce una struttura che serve ai Comuni. Quante volte i sindaci, che si sono trovati a bonificare un’area in cui c’è stata una discarica abusiva, sono rimasti senza mezzi e senza le capacità per farlo? Questo è uno strumento concreto, NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019

Abbiamo una responsabilità nei confronti dei ragazzi di oggi e delle generazioni future: consapevoli che non c’è più tempo, è arrivato il momento di agire.

che va nella direzione di aiutare i Comuni e i sindaci, per consentire di rimettere a disposizione delle città, dei paesi e dei territori intere aree che erano state trasformate in discariche abusive e che sono rimaste impraticabili, perché mancano le bonifiche. Ci sono poi le misure sulla trasparenza: è giusto costruire in via telematica un’informazione, raccogliere tutti i dati sull’inquinamento e dare ai cittadini, ai Comuni e agli operatori il senso di qual è la situazione, per far capire se le misure che di volta in volta vengono messe in campo sono utili o meno e se sono servite o meno. Nel Decreto Clima, quindi, a mio avviso ci sono norme che possono davvero migliorare le nostre città e ridurre l’inquinamento. Non sono misure burocratiche o banali, ma possono davvero cambiare i comportamenti e aiutare a risolvere i problemi concreti, che sono presenti nei nostri territori, come quello delle discariche abusive. Si tratta certamente di un primo passo, ma il secondo passo è la manovra di bilancio. I 22,5 miliardi di euro messi a bilancio, da qui al 2034, per promuovere l’economia circolare, la decarbonizzazione, la riduzione delle emissioni e il risparmio energetico sono un fatto importante e innovativo, sono un marchio di fabbrica che il Governo ha scelto di darsi in discontinuità con il passato.

Le norme per il green new deal, gli investimenti pubblici per ridurre le emissioni di gas serra, che sono contenute nella manovra economica, sono norme importanti, che segnano e definiscono un marchio di fabbrica. Il Governo, quindi, sta agendo concretamente per dare un segno di cambiamento reale, anche per rispondere alla domanda di futuro e non solo applaudire i ragazzi del Fridays for Future. Abbiamo una responsabilità: ce lo dicono loro, continuamente. Abbiamo una responsabilità nei confronti dei ragazzi di oggi e delle generazioni future e penso che anche con provvedimenti come il Decreto Clima o come quelli contenuti nella Legge di Bilancio possiamo cominciare a fare, consapevoli che non c’è più tempo e che adesso è il momento di agire.

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Piemonte: interventi per favorire il turismo Il turismo è un importante fattore per la crescita economica del Paese: il Piemonte punta sul miglioramento dell’offerta. a cura di Ferraris Paolo

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’importanza del turismo per la crescita economica è argomento noto. A tal fine, pertanto, la Regione Piemonte, attraverso il suo braccio finanziario FinPiemonte, ha messo in campo alcuni interventi per il miglioramento della ricettività e dell’offerta turistica. Il primo, finalizzato alla creazione di nuove strutture ricettive e il miglioramento delle strutture esistenti, degli impianti e delle attrezzature per il turismo, è denominato Fondo Rotativo Turismo 2019. In partenza entro l’anno, in ritardo rispetto alla presentazione del bando avvenuta in primavera, è

aperto a tutti i soggetti che operano nel settore: oltre agli alberghi, anche i gestori di impianti sciistici, parchi divertimenti, aree termali. I costi agevolabili spaziano dall’ acquisto dell’immobile, all’attività edile necessaria alla riqualificazione della struttura, gli investimenti in impianti e sistemi di sicurezza, attrezzature, arredi, hardware e software strumentali all’attività dell’impresa. L’investimento minimo deve essere di almeno 50.000 euro. Il contributo consiste in un finanziamento a tasso zero fino all’80% del costo complessivo, con durata dell’ammortamento variabile in base all’investimento realizzato, nonché NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


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in una quota di contributo a fondo perduto pari a 5%. Il secondo bando è focalizzato sulla crescente domanda, soprattutto degli stranieri, del turismo ciclabile e culturale, per il quale il territorio piemontese è particolarmente favorevole. Infatti, se da un lato la Regione già negli anni scorsi aveva lanciato bandi regionali dedicati agli enti locali per la realizzazione di percorsi ciclabili lungo le principali direttrici e nelle aree Unesco, oggi intende favorire in maniera sostanziosa gli investimenti delle strutture ricettive in attrezzature ed hardware il cui fine sia quello di offrire una maggiore visibilità e riconoscibilità ed accrescere l’offerta di noleggio e riparazione ciclo e ciclo assistita. A titolo di esempio rientrerebbero in questo bando gli acquisti di velocipedi, colonnine per la ricarica delle bici elettriche. Per questo bando FinPiemonte concede un contributo a fondo perduto pari al 70% dei costi ammissibili, fino ad un massimo di euro 10.000. Per entrambi i bandi, come avviene per queste forme di finanza agevolata, sono esclusi i beni usati o acquistati in leasing, l’IVA, i beni di consumo non considerabili come cespiti aziendali. Sono altresì escluse le imprese in difficoltà economica, ossia che hanno perso la metà del capitale sociale a causa di perdite.

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Le agevolazioni non sono cumulabili con altri aiuti concessi dalla Regione, da altri enti pubblici, dallo Stato e dall’Unione europea per le medesime spese, mentre non vi sono incompatibilità con le agevolazioni fiscali, per esempio il super-ammortamento. La domanda per accedere all’agevolazione è interamente telematica da gestire sul sito di FinPiemonte, allegando la documentazione obbligatoria prevista dal bando. È, inoltre, presente un terzo bando che riguarda dei soggetti centrali nell’offerta turistica, ossia le pro loco le quali, entro il 15 febbraio 2020, posso rendicontare le spese sostenute per le attività di valorizzazione del patrimonio culturale, folkloristico del territorio quale la promozione dei prodotti tipici dell’artigianato e dell’enogastronomia, effettuati nel secondo semestre del 2019. La domanda può essere presentata singolarmente o in associazione con almeno tre pro loco, purché le spese

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siano di almeno 5.000 euro per le pro loco singole o 20.000 euro per quelle associate. Il contributo consiste nella copertura, fino a risorse disponibili e sulla base di apposita graduatoria, delle spese sostenute, esclusi gli investimenti in beni durevoli. In conclusione di articolo una breve considerazione sulla necessità delle imprese piemontesi di attingere anche alle risorse provenienti da questi bandi per far fronte alla maggiore difficoltà di approvvigionamento dalle tradizionali fonti bancarie e, nel contempo, realizzare dei programmi di sviluppo per rimanere competitive sul mercato. In questa sede si sono presentate le misure per il settore turistico ma, invero, altrettanti possibilità sono offerte per le imprese che progettano impianti per il risparmio energetico e la produzione di energia rinnovabile e per il sostegno agli investimenti delle PMI manifatturiere.

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Legge di Bilancio 2020 per lo sviluppo del Paese Occorre un vero piano economico shock che lancia un messaggio forte per sbloccare e realizzare tutte le opere di infrastrutture e dissesto idrogeologico. a cura dell’On. Nicola Carè

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a legge di bilancio, presentata dal Governo e all’attenzione del Parlamento in questi giorni indica le micro e macro politiche economiche dei prossimi dodici mesi. In essa abbiamo l’estrema necessità di offrire misure adeguate a superare questa lunga crisi finanziaria e stagnazione dei consumi, proponendo strumenti adeguati. Entro il 31 dicembre, tutti noi parlamentari, abbiamo la responsabilità di apportare modiche ed introdurre emendamenti alla legge di Bilancio, per raggiungere obiettivi necessari per lo sviluppo del Paese.

Il Reddito di cittadinanza e Quota 100, proposte di tipo assistenzialistico, sono apparse sin da subito inefficaci per incentivare l’incremento dei consumi e conseguentemente del PIL italiano; al contrario si è registrata una contrazione degli stessi. Esse hanno mostrato una forte debolezza di tipo pratico e concettuale. Ho contribuito alla formazione della nuova coalizione di Governo, insieme al mio gruppo politico Italia Viva. Una scelta di responsabilità che ho pienamente condiviso, in quanto era indispensabile agire compatti per il bene dell’Italia, per NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


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evitare di gettare la comunità nella precarietà sociale ed economica e scongiurare il paventato aumento dell’IVA. Queste nobili motivazioni, però, devono oggi concretizzarsi in proposte valide che la legge finanziaria, se isolata dal quadro economico complessivo, non è nelle condizioni di offrire. Occorre, infatti, un vero piano economico shock che, come proposto dallo stesso Matteo Renzi, lo scorso 15 Ottobre 2019, lancia un messaggio forte per sbloccare e realizzare tutte le opere di infrastrutture e dissesto idrogeologico oggi in attesa in implementazione in Italia. Questo comporterà lo sblocco e quindi la messa in opera di circa 120 miliardi di progetti, interrotti e/o mai iniziati, i quali produrranno lavoro, occupazione, aumento dei consumi con conseguente incremento della ricchezza e del benessere di ogni individuo, senza la necessità di intervenire così pesantemente con il reddito di cittadinanza. Questo sarà il frutto di un dialogo mai interrotto con tutte le compagini sociali che chiedono di sbloccare opere già finanziate. Paradossalmente, quindi, possediamo la liquidità necessaria per un grande piano che riguardi il settore delle Opere Pubbliche, primo referente per le commesse delle Piccole e Medie Imprese. Vi sono oggi circa 74 miliardi di euro di opere stradali e ferroviarie bloccate come la Tav, la Gronda, l’autostrada

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Importante per il Governo non è fare le cose che gli individui stanno già facendo, ma fare le cose che al presente non vengono fatte per niente.

Roma-Latina e la Strada Statale 106 in Calabria. Stessa sorte riguarda investimenti per porti e aeroporti, nonché per i piani riguardanti periferie e città. Sono attualmente 25,9 i miliardi di euro disponibili e non spesi per arginare il dissesto idrogeologico: cifra da distribuire tra mitigazione del rischio, edilizia scolastica, reti fognarie e depuratori, bonus sisma, piani invasi e acquedotti. Occorre attenzione costante ai progressi di questi progetti con focus sulle aree interne della penisola, basilari per risolvere l’emergenza spopolamento che ci sta affliggendo. Nel contempo si devono supportare i settori di eccellenza quali il campo culturale e quello turistico, valorizzando il nostro inimitabile patrimonio artistico e paesaggistico. La dialettica parlamentare deve superare le divisioni ideologiche alla ricerca di questi risultati e di una rivoluzionaria implementazione della Politica Green che riguardi l’energia, la quale consenta una reale transizione ecologica e nello stesso tempo riduca il cuneo fiscale per investimenti strutturali nell’economia circolare e piani di adattamento ai cambiamenti climatici. Ridurre le emissioni di gas serra è oggi più che mai non solo un imperativo morale, ma anche un dovere verso le nuove generazioni ed il Pianeta. Tuttavia, imporre tassazioni punitive non è la risposta utile a sensibilizzare

l’imprenditoria e l’opinione pubblica. Rincari nella tassazione devono, perciò, accompagnarsi ad incentivi ed investimenti eco-sostenibili. Inoltre, una rimodulazione dell’Irpef è indispensabile per far attivare un cuneo fiscale capace di far ripartire i consumi, il settore occupazionale e conseguentemente una crescita economica adeguata di questo Paese. Tutto ciò deve attivarsi assieme ad una revisione accurata delle microtasse della futura manovra finanziaria. Si tratta, dunque, di scelte di politica economica che per poter essere valide devono affiancarsi ad una immediata semplificazione burocratica, in modo che le opere attualmente in programma possano essere messe in moto senza altri dilazioni e che gli investimenti esteri nel nostro Paese siano sempre più frequenti. E’ necessario che l’investitore straniero non esiti a causa della burocrazia italiana. Per concludere, cito John Maynard Keynes, ispiratore della macroeconomia moderna, che così riassumeva il ruolo dei Governi contemporanei: “Importante per il Governo non è fare le cose che gli individui stanno già facendo, ma fare le cose che al presente non vengono fatte per niente. Non potete aspettarvi che gli imprenditori si mettano a varare programmi di ampliamenti, mentre stanno subendo perdite.” GENTE IN MOVIMENTO

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Economia circolare Per l’Unione Europea è un’opportunità che vale 1.800 miliardi di euro entro il 2030 e favorirà la crescita del Pil e l’occupazione. a cura della Redazione

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ono 1.800 miliardi di euro annui. A tanto ammonta il beneficio economico che l’Unione Europea potrebbe realizzare entro il 2030 con l’adozione maggiore di pratiche di economia circolare (ovvero di recupero delle risorse). Secondo l’Osservatorio sulla Mobilità sostenibile di Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici) è questo il principale risultato che emerge dal recente rapporto “Verso un’Europa sostenibile entro il 2030” stilato dalla Commissione Europea, rapporto con cui la Commissione indica le basi strategiche fondamentali per una transizione verso la sostenibilità. I 1.800 miliardi di beneficio economico sono una cifra di grande entità, ma non è l’unico vantaggio che si può realizzare con l’economia circolare. Infatti, sempre secondo il rapporto, la transizione verso l’economia circolare potrebbe fare da volano all’economia dell’area euro favorendo una crescita del Pil fino al 7% in più entro il 2030 e sarà potenzialmente in grado di creare oltre 1 milione di nuovi posti di lavoro. Le strategie circolari, sottolinea Airp, sono particolarmente importanti nel settore dei trasporti. Sul fronte della gestione dei veicoli a

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fine vita, ad esempio, sempre più aziende stanno investendo sui trasporti sostenibili trasformando la linea di produzione, puntando al recupero degli scarti e alla rigenerazione (remanufacturing) dei materiali appartenenti ai veicoli alla fine del loro ciclo di vita (oli esausti, batterie, plastiche, pneumatici, ecc.). Tra i componenti automotive che meglio e da più tempo si prestano alla pratica dell’economia circolare spicca sicuramente il pneumatico. L’industria del pneumatico, grazie all’attività di ricostruzione, svolge infatti da quasi un secolo un ruolo pioneristico nell’aprire la strada a un modello di economia circolare virtuoso e sostenibile. Questo perché il pneumatico di qualità nasce per essere ricostruito e quindi per essere utilizzato anche più volte, grazie al riutilizzo delle strutture portanti del pneumatico ancora integre alla fine del ciclo di vita. La pratica della ricostruzione di pneumatici è dunque fondamentale per risparmiare materie prime, petrolio ed energia e consente di ridurre la produzione di PFU (pneumatici fuori uso), rallentando in modo considerevole il flusso di smaltimento dei pneumatici. Per questi motivi si tratta di un modello altamente

strategico nel quadro dei sistemi produttivi odierni e soprattutto del futuro. Tornando al rapporto, va segnalato come il percorso verso un’economia circolare rappresenti un’enorme opportunità per creare vantaggi competitivi in modo sostenibile. In particolare viene sottolineato come molto sia già stato fatto con il piano d’azione per l’economia circolare adottato dalla Commissione Juncker nel 2015. Questo piano definisce misure volte a guidare l’economia dell’UE verso un percorso circolare di consumo e di produzione fondato sulla gestione ottimale dei rifiuti, sulla sensibilizzazione dei consumatori e sulla progettazione di prodotti che siano adeguatamente attrezzati per il ricorso crescente al riutilizzo, alla riparazione e al riciclaggio. Quasi tutti gli elementi del piano d’azione sono già stati realizzati. Tuttavia, secondo la Commissione, dovranno essere adottate ulteriori strategie per creare un’economia europea completamente circolare. All’interno di queste strategie, ad esempio, un ruolo di grande importanza potrà essere giocato dall’intelligenza artificiale. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


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Trasporto merci e logistica: le sfide per l’Italia in Europa pagina 13 Dal territorio focus su: Piemonte , Lombardia e Toscana ,1 .tra )64 .n 4002/20/72 .L ni .vnoc( 3002/353 .L.D - elatsop otnemanobba ni enoizidepS - .A.p.S enailatI etsoP OPC/PMC la eraivni otipacer otacnam id osac nI .00,3 orue :ozzerP - XIX onnA 1.rN - OENUC/ON ,1 ammoc .iser otnemagap oiverp etnettim la enoizutitser al rep oenuC

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145mila posti “vacanti” La fotografia del mercato del lavoro italiano, delle persone con disabilità. Fonte: Fondazione Studi CDL

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l sistema del collocamento mirato, introdotto 20 anni fa dalla legge n.68/1999, pur rappresentando un prezioso strumento di inclusione lavorativa e sociale delle persone con disabilità, non è più in grado da solo di impedire che questi soggetti si ritrovino confinati ai margini del mercato del lavoro e, quindi, della società. Dal report “L’inclusione lavorativa delle persone con disabilità in Italia”, presentato dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro in occasione della conferenza stampa organizzata al Ministero del Lavoro per la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, è emerso uno spaccato di questa realtà, che nel 2018 poteva contare quasi su 360mila lavoratori, per la maggior parte uomini (58,7% contro il 41,3% delle donne) e concentrati al Nord d’Italia, con la regione Lombardia che da sola occupa il 21,5% del totale. Un universo in cui il 53,7% degli occupati ha più di 50 anni, il 93,7% ha un contratto a tempo indeterminato ma ad alta incidenza di part time, soprattutto negli “under 30” (49,3%). Ma c’è un elemento nella ricerca, condotta sui dati resi per la prima volta disponibili dal Dicastero

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di via Veneto e relativi alle dichiarazioni PID (Prospetto Informativo Disabili) che le aziende con più di 14 dipendenti devono inviare ai fini del rispetto dell’obbligo normativo, che più di ogni altro sorprende. A fronte dei 360mila occupati dichiarati dalle aziende in ottemperanza alla Legge, ci sono 145mila posti di lavoro “vacanti”. C’è, inoltre, una forte sproporzione tra la domanda e l’offerta di lavoro. Il numero degli iscritti alle liste di collocamento ammonterebbe a 775mila unità e sarebbe in aumento per le difficoltà riscontrate nel promuovere inserimenti stabili. Negli ultimi anni, complice la crisi economica, il sistema si è dimostrato sempre più in affanno e incapace di dare risposta ad un’offerta di lavoro che solo nel 30% dei casi riesce a collocarsi. Un’altra conferma giunge dall’audizione dell’Istat sulla legge di Bilancio 2020, durante la quale è emerso che i più penalizzati sono i giovani e i giovanissimi con disabilità: nella fascia d’età tra i 25 e i 44 anni il 31,2% è in cerca di occupazione, quasi il doppio rispetto al 16,8% della fascia dei 45-64enni. Nel 2015, a fronte di quasi 92mila persone iscritte per la prima volta nelle liste di collocamento

mirato, gli avviamenti al lavoro sono stati 27.468, vale a dire il 29,9%. L’Istituto di statistica ha, inoltre, precisato che su 100 persone di 15-64 anni che, pur avendo limitazioni funzionali motorie o disturbi intellettivi sono comunque abili al lavoro, solo il 35,8% è occupato, il 20% è in cerca di un’occupazione e il 43,5% risulta inattivo. Alla conferenza stampa è intervenuto il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo. “Vi è necessità di riequilibrare il versante delle politiche attive” ha dichiarato in conferenza stampa la Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine, Marina Calderone, “con interventi che potenzino l’incrocio tra domanda e offerta, ma prima ancora l’occupabilità delle persone con disabilità e, quindi, la loro formazione. Serve per le aziende un percorso di accompagnamento e assistenza per definire un piano condiviso di inserimento dei lavoratori con disabilità. Tra i protagonisti del mondo del lavoro deve crescere la sensibilità su questo tema con un vero e proprio salto culturale. Una crescita che i Consulenti del Lavoro si pongono come obiettivo immediato, affiancando imprese e istituzioni nel creare questo circuito virtuoso”. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


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I dati sul precariato

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e assunzioni dei primi nove mesi del 2019 sono state, complessivamente, 5.527.000 nel settore privato. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente la crescita ha riguardato i contratti a tempo indeterminato, di apprendistato, stagionali e intermittenti; risultano invece in diminuzione i contratti a tempo determinato e quelli in somministrazione. Nel periodo gennaio-settembre del 2019 rispetto al corrispondente periodo del 2018 vi è stato un netto incremento delle trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato, passate da 359.000 a 537.000 (+178.000, +49,4%); in crescita risultano anche le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo (+11.000, +23,2%). Le cessazioni nel complesso sono state 4.950.000, in diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: la riduzione ha riguardato le cessazioni di contratti in somministrazione e di rapporti a termine; in crescita sono invece le cessazioni di rapporti con contratto intermittente, stagionale, di apprendistato e a tempo indeterminato. Nel report quattro tavole trimestrali consentono l’analisi in dettaglio della dinamica dei flussi di attivazione e di cessazione dei rapporti di lavoro in relazione a dimensione aziendale,

tipologia oraria, tipologia di cessazione, tipo di agevolazione contributiva. In particolare, per quanto riguarda le dinamiche distinte per classe dimensionale, le imprese con oltre 15 dipendenti presentano in tutti e tre i trimestri del 2019 una contrazione delle assunzioni mentre quelle fino a 15 dipendenti risultano sostanzialmente stabili nel primo e secondo trimestre e in calo nel terzo. Quanto ai motivi di cessazione, in tutti i trimestri del 2019, rispetto allo stesso periodo del 2018 si registra una contrazione sia dei licenziamenti per motivi economici che delle conclusioni per fine termine; risultano invece in crescita le dimissioni. Infine, si segnala che nei primi nove mesi del 2019, su un totale di 1.861.000 nuovi rapporti a tempo indeterminato (incluso l’apprendistato) i nuovi rapporti agevolati risultano pari a 452.000 (circa il 24%), di cui 73.000 dovuti all’esonero strutturale giovani under 35 previsto dalla legge di stabilità 2018. Su base annua, il dato risulta quindi positivo ed è pari a +316.000. Si conferma l’inversione di tendenza, già segnalata nel 2018, tra l’andamento dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato e determinato: il saldo annualizzato del tempo determinato è passato da +33.000 (09/2018) a +378.000 (09/2019).

Sono stati pubblicati i dati relativi a settembre 2019 dell’osservatorio sul precariato: crescono i contratti a tempo indeterminato. Fonte: INPS

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Giornalismo: richiesta maggiore professionalità Gli italiani riconoscono l’importanza della buona informazione ma richiamano i giornalisti ad una maggiore professionalità: non contano solo click e like. Fonte: Agi Agenzia Italia

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li italiani sono consapevoli dell’importanza di una “buona e corretta” informazione e del ruolo centrale che possono svolgere i professionisti dei media, ma ritengono che il “modello italiano” sia lontano da quello ideale. Il 70% degli italiani pensa, infatti, che i giornalisti facciano poco per veicolare un’informazione corretta e professionale: un ritratto aggravato dal 58,8% degli intervistati che vede i giornalisti più orientati a generare traffico piuttosto che a veicolare buona e corretta informazione. Sono i dubbi degli italiani sulla

professionalità dei giornalisti ad emergere dal nuovo rapporto Agi-Censis “I professionisti dell’informazione nell’era trans-mediatica: grado di fiducia, elementi critici e attese degli italiani” realizzato nell’ambito del programma pluriennale “Diario dell’Innovazione” della Fondazione per l’Innovazione COTEC che indaga la reazione degli italiani di fronte ai processi innovativi. Ad illustrarlo il Presidente Censis Giuseppe De Rita con il direttore Agi Mario Sechi nel corso dell’evento “Il futuro dell’informazione: dalla storia d’Italia all’editoria 5.0” organizzato da Agi, Agenzia Italia, NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


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presso il Piccolo Teatro Studio Melato di Milano. Con loro anche il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’Informazione e all’Editoria Andrea Martella che ha presentato le azioni previste nel nuovo piano del Governo Editoria 5.0 per aiutare il mondo dell’informazione. “Il sistema editoriale attraversa da almeno un decennio una crisi finanziaria profonda, che ha ormai assunto caratteri strutturali. Allo stesso tempo sono mutati i suoi connotati fondamentali” ha dichiarato il Sottosegretario Martella. “Con riferimento all’informazione primaria, la sua natura di bene pubblico non solo giustifica, ma implica necessariamente un intervento statale. Il mio impegno sarà orientato a verificare tutte le

possibili soluzioni, anche di natura legislativa, idonee ad assicurare il necessario sostegno al comparto delle agenzie di stampa, nel rispetto del principio del pluralismo dell’ informazione”. Ma se il sentiment nei confronti del mondo dell’informazione è negativo, per gli italiani non è impossibile uscire da questa situazione. Il 69% degli intervistati è infatti convinto che “la capacità di raccontare, la completezza, il pensiero critico, la serenità di giudizi” siano prerogative esclusive dei giornalisti e il 52,7% ritiene che la navigazione casuale in internet non possa sostituire la lettura sistematica di un quotidiano. Recupero reputazionale, rigore professionale, maggiore dialogo e scambio con i lettori, capacità di adattamento al nuovo contesto sono

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le parole d’ordine che emergono dal Rapporto e che consentirebbero di riporre fiducia in un possibile futuro del giornalismo di qualità. “Da questa ricerca emerge chiaramente il ruolo delicatissimo di noi professionisti dell’informazione, in bilico tra la questione della disintermediazione e il mercato delle notizie, sempre più competitivo e alimentato da esigenze di immediatezza, straordinarietà, appeal del contenuto” commenta il direttore Agi Mario Sechi. “Gli italiani ci lanciano un messaggio chiaro e preciso: abbiamo bisogno di voi, ma dovete cambiare. Ed è proprio in questa direzione che Agi intende procedere, con un modo di fare e raccontare l’informazione più vicino ai lettori, alle aziende, alle istituzioni. [...] Siamo pronti a far cambiare idea agli italiani!”.

I DATI DELLA RICERCA AGI-CENSIS La produzione dell’informazione si è polverizzata di giornale possano essere scritti in modo automatico perdendo la sua tradizionale dimensione verticale. Oggi senza il ricorso a giornalisti, con un 42,8% che lo ritiene l’informazione viaggia in orizzontale, con i lettori avvolti “inquietante”. Queste resistenze sembrano ridursi, con in una “nebulosa informativa”. Tutto ciò in un contesto un 48% di favorevoli, nel momento in cui si restringe il generale dove si è assistito alla perdita di centralità campo ad ambiti di lavoro che appaiono effettivamente della carta stampata, e più di recente alla crisi degli standardizzabili, come le previsioni del tempo, la borsa, stessi media online, esposti alla micidiale concorrenza gli eventi sportivi e i risultati elettorali. di chi oggi controlla sia la produzione dei contenuti I dati mostrano come gli italiani siano consapevoli che che la loro distribuzione. Ci troviamo in un’era trans- il modello di informazione ideale sia molto distante mediatica dove la vendita della notizia tende a da quello reale. Il 70,1% degli intervistati ritiene che i giornalisti facciano poco per veicolare un’informazione prevalere sulla modalità di confezionamento. Il 52,7% degli italiani ritiene che la navigazione casuale corretta e professionale. Per le professioni giornain internet non possa sostituire la lettura sistematica listiche serve quindi uno scatto d’orgoglio che punti di un quotidiano. Una consapevolezza che si sposa, ad un recupero reputazionale: il 58,8% degli italiani è visti i dati generali sull’acquisto di quotidiani, con un convinto che oggi i giornalisti siano più orientati a “vorrei ma non posso”. Ai giornalisti viene riconosciuto generare traffico piuttosto che a veicolare buona e un ruolo centrale, con il 69% degli intervistati convinto corretta informazione. che “la capacità di raccontare, la completezza, il Per il 77,8% degli italiani quello delle fake news è un pensiero critico, la serenità di giudizi” siano prerogative fenomeno pericoloso, anche perché a oltre il 50% degli esclusive dei professionisti dell’informazione. In tutti utenti è capitato di dare credito a notizie false circolate questi casi si registra un’accentuazione tra coloro che in rete. Le persone più istruite, inoltre, ritengono che le dispongono di livelli di istruzione più elevati. fake news sul web vengano create ad arte per inquinare Gli italiani prendono le distanze da soluzioni che pos- il dibattito pubblico (74,1%) e che possono favorire in sano allontanare il mondo dei media da una costante qualche modo derive populiste (69,4%). Una particolare attenzione verso la qualità di ciò che producono. Solo sensibilità riguarda il tema della salute: quasi 9 milioni il 14%, infatti, prova emozioni positive rispetto alla di italiani ritengono di essere stati vittima di fake news possibilità che, grazie all’intelligenza artificiale, articoli in materia sanitaria nel 2019.

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Il ruolo della tecnologia Per quasi 8 ragazzi su 10, tecnologia e digital hanno un ruolo soprattutto positivo nella loro vita. a cura della Redazione

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irca metà del campione usa app/siti per prenotare ristoranti e locali o per ordinare cibo che gli viene consegnato a casa; altrettanti utilizzano “sempre-spesso lo smartphone nelle attività fisiche/ sportive; l’84% usa “sempre-spesso” smartphone e pc come navigatore per cercare percorsi e destinazioni, pressoché la totalità degli studenti, circa la metà del campione, usa sempre app/siti per gestire la scuola (registro elettronico di scuola/ università): questo quanto emerge dall’indagine condotta da BVA-Doxa per Visa in collaborazione con FEduF, la Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio costituita dall’ABI, su di un campione di 500 ragazzi italiani tra i 18 e 25 anni, sulla percezione del valore del denaro contante ed elettronico nella generazione dei nativi digitali. Per il 42% del campione, il digital è presente in tutti gli ambiti della vita. In pochi sono d’accordo con la difficoltà di non riuscire a distinguere tra digital e realtà (18%), così come nel ruolo dei social quale strumento per esprimere le proprie emozioni (21%). Un po’ meno della metà sono d’accordo nel constatare che il denaro contante non sparirà (42%

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accordo 8-10) e consapevoli che i pagamenti dematerializzati hanno facilitato la loro vita (42% d’accordo). Lo smartphone entra in modo deciso anche nella mobilità: il 37% utilizza app per sharing di mezzi di trasporto (auto, bici, scooter) e il 42% paga i mezzi pubblici con lo smartphone, il 22% paga la sosta per l’auto con le app. L’uso dello smartphone è diffuso anche per la prenotazione delle vacanze: il 60% del campione lo usa per prenotare aerei, case o alberghi online. Accanto allo smartphone, si fanno largo gli assistenti vocali con una penetrazione ancora in crescita: i giovani li usano per “chiedere informazioni”, per “ascoltare la musica”, ma anche per divertirsi “facendo domande assurde”. Il mondo del digital entra in modo significativo nella gestione dell’ intrattenimento: il 60% del campione gioca con lo smartphone semprespesso, 87% guarda video brevi dai social e ascolta musica, il 66% guarda film e serie tv. Il ruolo del digital diventa rilevante anche in ambito pagamenti: dalla gestione degli acquisti online, all’ uso dell’app della propria banca, fino all’uso vero e proprio dello smartphone come strumento per effettuare

i pagamenti. Se poco meno della metà possiede un conto corrente personale (47%), l’88% usa le carte per i suoi pagamenti. Tra queste, la più utilizzata dal campione è la prepagata 60%, seguita dalla carta di debito 46% e quindi dalla carta di credito 33%. Per la gran parte delle carte in loro possesso è abilitata la modalità contactless (76%), solo il 10% non la usa perché non si fida, a fronte di un 51% che la usa ogni volta che può. Nel complesso dei loro pagamenti se il 39% è gestito in “contanti”, il restante 60% passa attraverso forme dematerializzate di denaro, tra cui carte (32%), app di pagamenti (12%). I contanti vengono preferiti per la maggior parte dei pagamenti sotto i 15 euro (75%), per gli scambi di denaro con gli amici (56%) e per le spese al bar/fast food (75%). Per i pagamenti degli acquisti nei punti vendita così come nei locali, ristoranti e pizzerie e per la spesa alimentare contanti e carte (nelle diverse forme di carte di debito, credito e prepagata) si alternano in ugual misura. I giovani del campione sono molto inclini agli acquisti on line, scelti soprattutto per la convenienza dei prezzi e per la comodità di ricevere la merce a casa. Il 41% utilizza le carte prepagate per i propri acquisti web. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


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IN PRIMO PIANO pagina 9 Dal territorio: Fuga di Piemonte, trasportatori Liguria, all’estero, Trentino Alto26.000 Adige truck persi in 5 anni pagina 36 pagina 4 L’Albo Autotrasporto è di tutti, non di una casta!

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La “battaglia” culturale sul contenuto nutrizionale Il “nutri-score” è uno strumento che condiziona le scelte d’acquisto ma non fornisce una corretta informazione al consumatore. a cura dell’On. Paolo De Castro

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n panino con la mortadella, o una merendina al cioccolato, un bicchiere di vino o un sacchetto di popcorn, un piatto di lenticchie o un hamburger con patate: cosa conviene mangiare e bere di questi tempi per stare bene? O cosa è meglio evitare per non finire sovrappeso, con possibili guai per la salute? La domanda sembra retorica, perché anche i nostri nonni sapevano che molto dipende dalle quantità di cibo (e di calorie) che ognuno di noi assume giornalmente. Del resto, già 500 anni fa Paracelso scriveva “è la dose che fa il veleno”: uno slogan che anche oggi qualunque medico di

base, intellettualmente onesto, può ricordare ai propri pazienti. Filosofia spicciola a parte, il problema non è però di poco conto. Tanto da far accendere i riflettori della cronaca e aprire un dibattito nelle sedi istituzionali europee, che nel 2020 dovrebbe portare a una nuova regolamentazione a beneficio di una corretta informazione per tutti noi consumatori. Nel Vecchio continente, da sempre all’avanguardia sul fronte della sicurezza alimentare e la tutela dei cittadini, l’inizio della disputa risale al 2011 con l’obbligo, previsto dall’ Unione europea, di indicare i contenuti nutrizionali sui cibi NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


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pre-confezionati. Una norma pensata per informare, appunto, e non condizionare le scelte dei consumatori, che tuttavia ha aperto la strada a una serie di provvedimenti varati in ordine sparso da alcuni Stati membri. Primo fra tutti la Gran Bretagna, che cinque anni fa ha introdotto la cosiddetta “etichettatura a semaforo” con i tre colori verde, giallo e rosso. Un sistema che classifica gli alimenti in modo generico in base al contenuto di grassi, sale e zuccheri. Nel 2016 è stata la volta della Francia che ha adottato l’etichettatura “Nutri-score”, seguita da Belgio, Svizzera, poi Spagna e ora Olanda. Un altro escamotage che prevede una scala di colori e lettere (dalla A alla E) per classificare gli alimenti in base al loro contenuto di ingredienti ‘buoni’ (fibre, frutta) o ‘cattivi’ (grassi, zuccheri), ma che di fatto scredita molte produzioni di eccellenza dell’ agroalimentare made in Italy, Dop e Igp, dai formaggi ai prosciutti, all’olio extravergine di oliva, che prevedono ricette e sistemi di trattamento certificati dall’Italia e dalla stessa Unione europea. La portata del contendere è enorme anche sul piano economico. La multinazionale Nestlé, ad esempio, ha annunciato a mezzo stampa che entro il 2019 l’etichetta nutrizionale a “semaforo nutri-score” comincerà ad apparire sui propri prodotti a marchio. Questo a partire da Francia, Belgio e Svizzera, dove le autorità sanitarie nazionali già raccomandano il bollino che classifica gli alimenti con questo sistema. Nel frattempo, a seguito di un’iniziativa di Federalimentare, il Governo italiano sta per consegnare alla Commissione europea una controproposta al “Nutri-score” denominata “Etichetta a batteria”. La quale prevede di considerare non gli alimenti presi singolarmente, ma la loro incidenza all’interno di una dieta giornaliera, articolata in porzioni, dove si possono misurare energia, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale. Un sistema di “lettura” e di contabilità dei quantitativi di alimenti che ognuno di noi può assimilare senza problemi. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019

Che è poi alla base della Dieta mediterranea riconosciuta Patrimonio dell’Unesco. La Dieta mediterranea e il modello italiano si basano del resto sulla piramide alimentare, che in linea di principio non esclude alcun cibo, ma ne indica le quantità consigliate in modo da proporre una dieta varia e soddisfacente per il palato, equilibrata sul piano nutrizionale. Il sistema “a batteria” è il risultato di due anni di lavoro scientifico portato avanti da istituti e ricercatori indipendenti, come l’Istituto superiore della Sanità, il Consiglio superiore dell’ Agricoltura e il Crea, coordinato dai ministeri della Salute, degli Esteri, delle Politiche agricole e dello Sviluppo economico. Il sistema è supportato, inoltre, da uno studio sul campo commissionato all’Università della Luiss. Un’indagine condotta su un campione di famiglie italiane che, interpellato sul gradimento del Nutri-score francese e la “batteria” italiana, ha risposto di preferire senza dubbio la seconda. La battaglia “culturale” in ambito europeo è già aperta. Sostenuta in parallelo dalla richiesta del nostro mondo agricolo di rendere obbligatoria l’indicazione d’origine per tutti gli alimenti, freschi e trasformati. Intanto nei giorni scorsi Federalimentare, a un incontro organizzato all’Ambasciata italiana a Berlino, ha auspicato di “avere al nostro fianco l’industria alimentare tedesca, come anche quella degli altri Paesi europei, per evitare di creare un grave danno al nostro settore, senza ottenere al

consumatore

tempo stesso alcun vantaggio per la salute dei cittadini”. Il presidente dell’associazione, Ivano Vacondio, ha rincarato la dose osservando che “se l’approccio dirigistico del Nutri-score e delle etichette a semaforo prevarrà su quello informativo italiano della batteria nel sistema di orientamento visivo del consumatore sulla salubrità degli alimenti, ciò potrebbe rappresentare per il comparto in Italia un danno superiore anche a quello causato dai dazi nelle guerre commerciali ingaggiate dagli Usa”. Sicuramente in Europa, ma anche in Italia, abbiamo bisogno di tanta educazione alimentare. E per quanto mi riguarda l’ho già detto a più riprese: noi siamo contro i Nutri-score che condizionano, e non informano, i consumatori. La lotta all’obesità, che rappresenta un fenomeno in aumento e quindi un problema sociale, va contrastata del resto a partire proprio da una corretta informazione: semplice e trasparente, ma fondata su basi scientifiche e che informi noi consumatori senza condizionare le nostre scelte d’acquisto. Per questo mi auguro si arrivi a breve a un’armonizzazione delle norme europee. Ci sono già risposte per soddisfare le necessità di piccole e grandi aziende. Il Parlamento Ue, che mi vede schierato in prima linea nelle commissioni Agricoltura e Bilanci, farà chiaramente la sua parte per tutelare la salute di tutti i cittadini e chi produce alimenti di qualità, nel rispetto dell’ambiente. GENTE IN MOVIMENTO

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consumatore

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E-commerce: acquistare in sicurezza Ecco una breve panoramica per capire come valutare l’affidabilità di un sito e acquistare in sicurezza online. a cura di Flaminia Santilli Centro Europeo Consumatori

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l Natale è alle porte e il numero di chi sceglie di acquistare online regali per amici e familiari è in continua crescita; il Black Friday e il Cyber Monday hanno rappresentato per molti una grande occasione di acquisto in previsione delle imminenti festività, confermando la tendenza per cui sempre un maggior numero di consumatori preferisce dedicarsi allo shopping virtuale. Secondo un recente rapporto Eurostat, infatti, nel 2018, il 69% degli internauti ha acquistato prodotti online e nel 36% dei casi, l’acquisto aveva natura transfrontaliera. Se i vantaggi dell’e-commerce, dall’abbat-

timento della distanza geografica alle infinite possibilità di scelta, sono dunque noti ai più, non altrettanto può dirsi dei diritti che la normativa europea attribuisce ai consumatori quando acquistano online. Questi spesso si trovano a dover fronteggiare le spiacevoli conseguenze di un incauto acquisto, oppure a non conoscere, prima della conclusione dello stesso, gli strumenti di cui godono per compiere transazioni in sicurezza. Ecco dunque una breve panoramica di quanto, chi si accinge a fare shopping online, dovrebbe sempre aver presente. In primo luogo, prima di compiere un acquisto online, è bene valutare NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


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approfonditamente l’affidabilità del sito. È sufficiente adottare semplici accorgimenti come verificare la titolarità del dominio attraverso appositi strumenti disponibili online gratuitamente oppure analizzare la presentazione generale del sito web, controllando che non vi siano traduzioni approssimative: se i “cookies” cioè i file che vengono creati ai fini della navigazione, vengono presentati come “biscotti”, probabilmente non si è in presenza di un venditore così professionale. È inoltre di fondamentale importanza che il venditore stesso sia facilmente identificabile: è indispensabile la presenza di un indirizzo geografico e di recapiti di contatto. In ambito europeo è inoltre possibile effettuare un rapido controllo della partita IVA attraverso il VIES, sistema elettronico di scambio di dati sull’IVA disponibile in rete: basterà inserire il numero della partita IVA per verificarne la titolarità e la validità e dunque la corretta registrazione del venditore. Anche le recensioni degli utenti forniscono un valido aiuto; è buona regola non limitarsi al numero di stelle assegnate ad un determinato venditore ma leggere anche il contenuto delle recensioni per assicurarsi che provengano da utenti reali. La presenza di un marchio di fiducia, come ad esempio il sigillo Netcomm, garantisce inoltre l’adesione ad uno specifico codice di condotta e può essere dunque indice di affidabilità. Una volta effettuati questi primi controlli, si può procedere ad esaminare il contenuto del sito, prestando attenzione alle informazioni precontrattuali fornite: prima della finalizzazione dell’acquisto, le caratteristiche del bene o del servizio devono essere adeguatamente presentate, così come il prezzo totale, comprensivo di tutti i supplementi e costi aggiuntivi quali quelli di spedizione. I mezzi di pagamento devono essere chiaramente indicati e allo stesso modo, le modalità di esecuzione del contratto, la sua durata e gli strumenti attraverso cui è possibile presentare reclami devono essere opportunamente dichiarati. Un ottimo strataNUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019

gemma per valutare la trasparenza del professionista è controllare che nelle condizioni generali vi siano riferimenti alla garanzia legale, obbligatoria per legge, al diritto di recesso e agli strumenti di risoluzione stragiudiziale delle controversie: chi vende in Europa è tenuto infatti a riportare sul proprio sito il link alla piattaforma ODR (Online Dispute Resolution), strumento digitale preposto dalla Commissione Europea per consentire a consumatori e professionisti di comporre la controversia insorta senza ricorrere alle vie legali. Infine, è fondamentale leggere l’informativa sulla privacy; la tentazione di bypassare pagine di testo e accaparrarsi immediatamente l’oggetto del proprio desiderio può essere difficile da arginare, ma informarsi su chi tratta i nostri dati e come eventualmente li diffonde non è affare di poco conto, soprattutto se, malauguratamente, tali dati vengono in seguito utilizzati impropriamente. Una volta compiuto l’acquisto, se si tratta di un prodotto che deve essere fisicamente recapitato, è bene ricordare che la consegna deve avvenire entro il termine pattuito, o al più tardi, entro trenta giorni dall’ acquisto. Se il venditore non rispetta tale termine o in alcuni casi, un ulteriore termine supplementare indicato dall’acquirente, quest’ultimo può chiedere la risoluzione del

consumatore

contratto e ottenere la restituzione del prezzo pagato. A consegna avvenuta possono, infine, verificarsi due eventualità: il prodotto non è quello che abbiamo ordinato, è di un colore diverso oppure della taglia sbagliata, o ancora ci è stato recapitato non funzionante oppure… semplicemente ci siamo pentiti dell’acquisto. Nel primo caso possiamo avvalerci della garanzia legale di conformità: prevista per legge, obbliga il venditore a consegnarci esattamente il bene che abbiamo acquistato e a riparare ad eventuali difformità attraverso la sostituzione o la riparazione senza alcuna spesa per il consumatore. Nel secondo caso invece, e solo per gli acquisti online che non siano beni deperibili, personalizzati o servizi di trasporto, è possibile esercitare il diritto di recesso restituendo il prodotto ed ottenere così il rimborso di tutte le somme versate, compresi i costi di spedizione, a meno che in fase di acquisto non sia stata scelto un servizio particolare e più oneroso (es: spedizione express). Attenzione: le spese per restituire il prodotto sono a carico dell’acquirente ed è necessario assicurarsi di rispedire il bene all’indirizzo indicato appositamente per il recesso, che non sempre coincide con quello di provenienza. GENTE IN MOVIMENTO

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Sicurezza

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La terribile estate dei motociclisti 70 vittime nei fine settimana di giugno, 45 in quelli di luglio e 70 nei 5 fine settimana di agosto: nel primo weekend di agosto record i lenzuoli bianchi. a cura di Giordano Biserni

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S

ì lo sappiamo che nessuno ne parla, lo fa allora l’ASAPS con dati e cifre indiscutibili pur sapendo che la nostra denuncia puntigliosa dà fastidio a molti. È intollerabile che nei soli fine settimana dei tre mesi estivi si siano contate addirittura 185 vittime fra i motociclisti. Una vera e assurda mattanza. Pensate che quei 13 fine settimana corrispondono a 39 giorni, per cui saremmo di fronte ad una media di quasi 5 motociclisti morti ogni giorno con una punta di 8 morti al giorno nel primo fine settimana di agosto. In sostanza, e per paradosso, se questa media giornaliera fosse quella

di ognuno dei 365 giorni arriveremmo a 1.731 morti l’anno fra i soli motociclisti, rispetto al totale dei 685 motociclisti deceduti in tutto il 2018 secondo i dati Istat. Ovviamente i mesi invernali raffreddano questa media imbarazzante. Andiamo nel dettaglio in quattro fine settimana di giugno abbiamo avuto il record di 70 motociclisti morti in incidenti stradali. La voglia di moto dopo un mese di maggio piovoso e freddo ha certamente influito nel determinare uscite in massa su statali, passi appenninici, località marine con un incremento oggettivo dei fattori di rischio. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


Sicurezza

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Nei 4 fine settimana di luglio le cose sono andate un po’ meglio con 45 morti negli incidenti che hanno coinvolto motociclisti. Sempre tanti. Nei 5 fine settimana di agosto altre 70 vittime con il record assurdo di 22 schianti mortali con 25 morti nel primo fine settimana di agosto, a causa di tre plurimortali. Quando raccoglievamo i dati di quel maledetto week end non credevamo ai nostri occhi. Non avevamo memoria di cifre simili con la media 8 motociclisti morti ogni giorno. La gran parte degli incidenti mortali dei motociclisti nei fine settimana è avvenuta al nord. Delle 185 vittime 28 si sono contate in Lombardia, 19 in Veneto e in Emilia Romagna, 18 nel Trentino Alto Adige, 8 in Piemonte. Poi 18 in Puglia, 12 nel Lazio e 11 in Campania e 15 in Sicilia. Cifre più basse nelle altre regioni. È difficile individuare i fattori di una tale assurda tragedia. Fattori che sicuramente sono molteplici e che vanno dai comportamenti con assunzione di rischio dei motociclisti

spesso refrattari al rispetto delle regole della strada, tutti vediamo sorpassi e pieghe da brivido sulle strade, specie le statali o nei passi “santuario” dei bikers. Ci sarebbe da fare anche un discorso ampio sulla potenza delle moto vendute sul mercato, sempre più sovrapponibile a quelle della pista. Ma altrettanto potremmo dire della responsabilità e superficialità di molti automobilisti sempre più distratti alla guida e schiavi della nuova forma di distrazione di massa: quella del cellulare alla guida utilizzato sempre più spesso non solo in fonia ma anche in messaggistica e navigazione sul web o addirittura con i selfie. Le dinamiche classiche degli incidenti più gravi col coinvolgimento dei dueruotisti hanno una frequente connotazione: una vettura che svolta a sinistra col conducente che non si accorge dell’arrivo in senso contrario o da dietro del motociclista, che ovviamente ha sempre la peggio. Facciamo uno sforzo perché i motociclisti si rendano sempre più

visibili con giubbetti retroriflettenti già adottati in diversi altri Paesi. Aggiungiamo la condizione delle strade che in molti casi diventa moltiplicatore dei rischi: buche, segnaletica orizzontale, guard rail “affettatori”, strade non illuminate. Infine quale ultimo, ma non ultimo, fattore la carenza ormai tristemente accettata di pattuglie sulle strade. In particolare sulle statali, le arterie più pericolose, dove alla presenza di pattuglie della Polizia Stradale si è fatta via via più rara. In 10 anni 2008 –2018 sono oltre 79.000 le pattuglie in meno schierate su statali e provinciali, cioè 216 in meno ogni giorno. Serve un riposizionamento della vigilanza sulle strade, servono campagne informative mirate ed efficaci e sono non più rinviabili interventi sulla manutenzione delle strade per garantirne parametri minimi di qualità. Insomma la serie di numeri tragici della mortalità dell’estate appena trascorsa non hanno bisogno di altri commenti. Ma di fatti quelli sì.

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Sicurezza

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Il MO.S.E. salverà Venezia? Progettato quasi 30 anni fa come barriera per l’acqua alta superiore ai 110 cm, il sistema potrebbe non essere in grado di sostenere le attuali variazioni del livello del mare. a cura della Redazione

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a serie di acqua alta che ha colpito la Laguna di Venezia da fine novembre è impressionante. Dopo il terribile record di 187 cm raggiunto il 12 novembre, che rappresenta il valore più alto raggiunto dall’alluvione del 1966 quando si toccarono i 194 cm, le maree eccezionali hanno continuato a susseguirsi. Sui notiziari sono comparsi i veneziani con l’acqua in casa e nei negozi, piazza San Marco sommersa, la Basilica allagata, vaporetti e barche spazzate via e poi, l’isola di Pellestrina. Questo litorale, poco conosciuto al di fuori della regione, è stata l’area che ha subito le conseguenze

peggiori: oltre ai danni materiali sono morte due persone. Pellestrina è l’isola che si trova a sud del Lido di Venezia, una lunga striscia di terra che da sempre protegge la città lagunare contro le mareggiate. Il litorale è difeso dai Murazzi, un’ imponente diga in pietra costruita nel XVIII secolo. Nonostante i 12 metri di spessore e i 5 metri di altezza, durante l’alluvione del ’66 queste mura furono aperte in più punto. Con l’acqua alta dello scorso novembre, invece, i Murazzi si sono trasformati in una vera e proprio trappola per i cittadini. L’ondata di marea, insieme alle raffiche di vento che soffiava a 100 km/h, ha causato NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


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un’onda anomala che, sorpassando le mura di Pellestrina, ha allagato completamente l’abitato. Complice il mal funzionamento delle pompe di emergenza, le mura hanno intrappolato l’acqua impedendone il deflusso al mare. In men che non si dica le immagini dell’acqua alta eccezionale con quasi la totalità della laguna sommersa hanno fatto il giro del mondo e si è tornato a parlare del MO.S.E. (Modulo Sperimentale Elettromeccanico). Si tratta del sistema di dighe a scomparsa, attualmente in fase di ultimazione, costruito sulle tre bocche di porto lagunari. L’opera è composta da enormi schiere di paratoie cave autosommergibili incernierate sul fondale marino che, all’occorrenza, vengono alzate per bloccare le ondate di acqua alta. Il meccanismo funziona attraverso l’immissione di aria nelle paratoie che ne permette il galleggiamento, portandole verso l’alto, e l’immissione di acqua per farle tornare sul fondo. Essendo composto di ben 78 paratoie comandate singolarmente, suddivise sulle tre bocche d’accesso che lavorano in maniera indipendente, il sistema risulta essere molto flessibile. Il progetto del MO.S.E., nato tra la

fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90, è stato presentato in via definitiva nel 2002, ottenendo il via ai lavori l’anno successivo. Con un costo iniziale stimato di 3.200 miliardi di lire, i primi finanziamenti del 2002 hanno visto lo stanziamento di 450 milioni di euro. Nel 2013 la somma era già salita a 4.987 milioni di euro e, l’anno successivo con i lavori giunti ormai al 90%, la spesa raggiunta era di 5.493 milioni di euro. Tra scandali sulle tangenti, proteste, stop ai lavori e riprese, siamo giunto al 2019 con un’opera colossale dal costo esorbitante che ancora non funziona. Vista l’urgenza della situazione, a inizio dicembre sono stati effettuati dei test sul funzionamento delle paratoie di Punta Sabbioni. Durante l’innalzamento è andato tutto bene, ma nella fase di abbassamento cinque barriere sono rimaste bloccate. La causa? Il deposito di detriti venutosi a creare durante la fase di elevazione che ne ha impedito la chiusura. Le paratoie, di fatto, sono casse di metallo larghe 20 metri, alte dai 18 ai 30 metri e spesse fino a 5 metri che, salendo, causano uno spostamento d’acqua tale da risucchiare detriti e sabbia. Così, una squadra di sub, coadiuvata da due gru, è dovuta

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scendere per fare “pulizia”. Resta quindi il dubbio che, una volta ultimato, il MO.S.E. non sia in grado di difendere la laguna a dovere. Progettato quasi 30 anni fa per porre rimedio all’acqua alta a partire dai 110 cm, il sistema era stato pensato quando a Venezia l‘acqua alta non erano all’ordine del giorno. Con le variazioni attuali del livello del mare, le aperture/chiusure delle barriere sarebbero di gran lunga più numerose rispetto a quanto previsto in fase di progettazione. Il dubbio è che il sistema non sia in grado di reggere un’operatività così sostenuta. Inoltre, tra le obiezioni maggiormente sollevate contro il MO.S.E. ci sono i costi di realizzazione, gestione e manutenzione dell’opera. Passati i primi tre anni dalla realizzazione, le spese per il funzionamento ricadrebbero interamente sugli enti locali. Sul lato ambientale, invece, le critiche mosse riguardano i lavori di livellamento e mantenimento del fondale nei pressi delle bocche, dove si trovano le paratoie ancorate al suolo da migliaia di pali in cemento armato. A questo si aggiunge il mancato ricambio d’acqua che, teoricamente, dovrebbe comportare un problema solo durante l’innalzamento delle barriere.

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La laguna di Venezia rappresenta uno degli ecosistemi più estesi e importanti d’Europa. Proprio per la sua unicità, il sito è stato iscritto nella lista Unesco nel 1987 quale Patrimonio Mondiale dell’Umanità e, in quanto tale, deve essere protetto. L’ambiente naturale della laguna rappresenta un territorio estremamente delicato: i terreni, formati da sabbie e limi, hanno contribuito all’abbassamento del suolo e a un lento sprofondamento della città, aumentato dai pompaggi industriali di Marghera. LEGENDA A - Bocca di porto di Lido B - Bocca di porto di Malamocco C - Bocca di porto di Chioggia 1 - Città di Venezia 2 - Punta Sabbioni 3 - Venezia Lido 4 - Isola di Pellestrina 5 - Chioggia

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La mobilità intelligente è ormai realtà La tecnologia per la mobilità intelligente è ormai diventata realtà grazie al “Cellular Vehicle-to-Everything che consente la comunicazione dei veicoli con il cloud. a cura della Redazione

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urante una demo live organizzata a Torino, il consorzio 5G Automotive Association (5GAA) ha dimostrato per le strade della città una serie di casi d’uso pronti per essere implementati, fornendo un assaggio delle applicazioni future sul famoso circuito di prova costruito sul tetto del Lingotto. Una serie di nomi illustri che partecipano al consorzio 5GAA, tra cui Audi, Continental, Ericsson, Fiat Chrysler Automobiles, Harman Samsung, Marelli, Pirelli, Qualcomm, TIM e Vodafone, ha fornito demo sullo stato dell’arte della tecnologia C-V2X e sulle tendenze del futuro:

le applicazioni Vehicle-to-Vehicle (V2V), Vehicle-to-Infrastructure (V2I), e Vehicle-to-Network (V2N), tutte basate su 4G LTE e 5G. “La mobilità connessa è ormai una realtà del mercato.” ha dichiarato il Chief Technology Officer di 5GAA, Dott. Maxime Flament. “I casi d’uso messi in campo nelle strade di Torino sono studiati per essere implementati sfruttando lo slancio impresso dalle importanti evoluzioni lungo il percorso delle potenzialità offerte dal 5G.” Le demo all’aperto, grazie all’impiego delle comunicazioni dirette short range, in sinergia con le reti mobili, hanno rivelato la portata delle NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


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potenzialità offerte dall’attuale tecnologia C-V2X che è pronta per essere applicata. Utenti della strada vulnerabili: demo all’aperto sulla sicurezza. In questo test, parte dell’Iniziativa Torino Smart Roads, che gode del patrocinio del Comune di Torino, è stato dimostrato come la comunicazione tra gli utenti della strada può aiutare a prevenire situazioni potenzialmente pericolose. L’obiettivo delle demo era mostrare in che modo la rete mobile 5G può aiutare a proteggere gli utenti della strada vulnerabili: i pedoni e i ciclisti. Nel caso di un pedone che si appresta ad attraversare la strada, un dispositivo a bordo strada, collegato alla rete mobile e munito di una telecamera in grado di rilevare l’azione, invia un messaggio di allerta ai veicoli collegati che si trovano in prossimità (comunicazione I2V). Nello scenario dato da una bicicletta e un veicolo connessi, in spostamento l’una verso l’altro, in caso di rilevazione del rischio di collisione, entrambi ricevono un messaggio di allerta sulla presenza dell’altro veicolo. Sistema urbano di allerta georeferenziata su strada. TIM, FCA, Links Foundation, il Comune di Torino con 5T, e il Politecnico di Torino hanno illustrato in che modo il Servizio Trasporti e Viabilità del Comune intende segnalare agli automobilisti in tempo reale le potenziali situazioni di pericolo e di viabilità modificata (ingorghi stradali, allerta lavori, limiti di velocità dinamici, ecc.). Una segnalazione di allerta georeferenziata standard è inviata tramite rete mobile 5G e solo i veicoli coinvolti ricevono la segnalazione geolocalizzata. L’allerta è letta e visualizzata sul veicolo e può, per esempio, segnalare al conducente un’imminente riduzione di velocità. L’obiettivo del test era dimostrare come il network 5G TIM è adatto alla realizzazione di servizi smart road per le automobili collegate. La soluzione adottata rispetta gli standard prescritti, quindi può essere implementata nelle altre zone coperte da reti mobili. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019

Avviso di collisione anteriore. FCA e Harman Samsung hanno condotto due prove dimostrative Vehicle to Vehicle (V2V), integrando la comunicazione diretta short range C-V2X in una Maserati Levante e in una Quattroporte. I veicoli, tramite un radiocollegamento diretto (networkless radio link), comunicano su base anonima alcune informazioni basilari, come la posizione e la rispettiva direzione. Il Forward Collision Warning (FCW) rileva il pericolo di una potenziale collisione frontale e mette in allerta il conducente. L’Intersection Movement Assist (IMA) assiste il conducente in prossimità degli incroci, prevenendo una potenziale collisione laterale con un veicolo in arrivo. Emergency Electronic Brake Light (EEBL), Stationary Vehicle Warning (SVW). FCA, Continental, e Qualcomm hanno messo in atto uno scambio di informazioni veloce e affidabile tra veicoli in una situazione d’emergenza. Le due demo si sono basate sulla tecnologia C-V2X direct-short range, che ha consentito la comunicazione Vehicle-to-Vehicle (V2V) tra due Jeep Renegade. La demo era composta da due parti: “Stationary Vehicle Warning” (SVW): all’attivazione delle luci di emergenza, l’applicazione trasmette un messaggio a tutti i veicoli che si trovano in prossimità, in modo tale da informare i veicoli in arrivo, anche se la situazione di emergenza non è ancora visibile. “Emergency Electronic Brake Light warning” (EEBL): in caso di frenata improvvisa, l’applicazione trasmette un messaggio ai veicoli che seguono, in moto tale da comunicare la situazione potenzialmente pericolosa ai veicoli che sopraggiungono. See-through. Vodafone, FCA, Vodafone Automotive, Marelli e Altran hanno illustrato la funzione “See Through”, che si avvale della comunicazione C-V2X long-range cellular network, per lo scambio di video in streaming in tempo reale tra veicoli, allargando il raggio visivo del conducente in contesti di visibilità limitata e per la prevenzione di incidenti, soprattutto

Motori

nella fase di sorpasso. Le due Jeep Renegade protagoniste della demo erano dotate di una soluzione di connettività (Marelli) e di videocamere a frequenza di fotogrammi elevata (Marelli Motorsport) per il rilevamento della carreggiata. Un sistema di monitoraggio in tempo reale e un algoritmo di mappatura dello spazio dei veicoli, specificamente sviluppato da Vodafone Automotive, permette al paradigma Multi-access Edge Computing (MEC) di Vodafone la gestione dinamica e l’indirizzamento dei flussi video in base alle rispettive posizioni dei veicoli, garantendo tempi minimi di latenza end-to-end, per la sicurezza del conducente. La bassissima latenza e l’elevata affidabilità di Vodafone 5G sono state di importanza fondamentale per il mantenimento del flusso e della sincronia del video scambiato dai veicoli in tempo reale, anche in condizioni di traffico intenso e saturazione delle celle. Servizi ADAS 5G-enhanced primi al mondo. Audi, Ericsson, Italdesign, KTH, Pirelli, Qualcomm, TIM e Tobii hanno illustrato come le automobili intelligenti, gli smartphone commerciali 5G e le reti 5G sono in grado di garantire miglior comfort, sicurezza e efficienza. Questa collaborazione esclusiva ha messo insieme il potere degli occhiali dotati di monitoraggio oculare, gli pneumatici intelligenti, la realtà aumentata a bordo veicolo e i telefoni 5G in una sinergia live su rete 5G. La connettività cellulare 5G, con le sue elevate prestazioni e la sua bassa latenza, può ormai rendere possibile la collaborazione istantanea tra veicoli, l’ecosistema dell’internet delle cose e i più avanzati servizi di assistenza alla guida. Le demo live sul circuito di prova del Lingotto di Torino si sono basate sullarete commerciale 5G, installate in città da TIM in collaborazione con Ericsson. Per migliorare la sicurezza dei pedoni sono state impiegate automobili Audi dotate di Cyber Tyre Pirelli, modem embedded 5G forniti da Qualcomm, e smartphone 5G. GENTE IN MOVIMENTO

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design

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AIAP Women in Design Award 2019 La selezione finale ha visto la presenza di designer provenienti da tutto il mondo per la quarta edizione dell’AWDA. a cura della Redazione

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Lo scorso 8 novembre si è svolta, nella suggestiva cornice del Tepidarium del Roster, a Firenze, la cerimonia conclusiva della quarta edizione di AWDA Aiap Women in Design Award. Una giornata che, nonostante il mal tempo, si è configurata come una festa, ma anche come una occasione per discutere di design e di come questo, attraverso lo sguardo obliquo delle donne, possa configurarsi quale agente di cambiamento. Ai saluti iniziali di Laura Moretti, co-curatrice del premio, e fiorentina doc, sono susseguiti i saluti istituzionali del Presidente della Commis-

sione Cultura del Comune di Firenze, Fabio Giorgetti, una riflessione introduttiva del presidente di Aiap Associazione Italiana design della comunicazione visiva e i saluti di Johnathon Strebly presidente eletto di ico_D International Council of Design, partner istituzionale di AWDA. Questa prima sessione breve, di doverosi saluti e ringraziamenti è stata il preludio alla conferenza durante la quale abbiamo avuto l’onore di ascoltare il brillante speech di Alice Rawsthorn sulla presenza delle donne nel design ma soprattutto su come i parametri del design di prodotto o di altri dispositivi siano ancora calibrati solo su modelli NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


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maschili. È stato poi possibile ascoltare il ruolo delle associazioni nei Paesi partner del premio, la norvegese Grafill e l’indonesiana ADGI attraverso i rispettivi delegati Maria Saetre e Zinnia Zinar. Abbiamo poi avuto la possibilità di discutere delle questioni di genere in una interessante tavola rotonda, condotta dalla giovanissima designer Bianca Sangalli Moretti, cui hanno preso parte la storica del design Raimonda Riccini prof. Allo IUAV di Venezia, i ricercatori Francesco E. Guida del Politecnico di Milano e Gianluca Camillini della Libera Università di Bolzano, oltre a Maria Saetre, Zinnia Zinar, Nilam P Moeliono oltre che Tortoioli Ricci e Jhonathon Strebly. Ne è nata una interessante riflessione che si spera possa produrre dei risultati concreti per il volume di prossima pubblicazione. La giornata è proseguita, poi, con la presentazione dei progetti e delle designer selezionate nella short list e che sono venute da vari Paesi del mondo, dal Giappone alla Norvegia, dall’Indonesia alla Svizzera. Grande festa, quindi per tutte le selezionate e per le vincitrici delle menzioni e del primo premio assoluto che quest’anno va a Sylwia Bartoszewska, giovanissima designer polacca. Oltre alle menzioni nelle tre categorie di partecipazione, che rappresentano le diverse fasi della vita di una donna designer, dalla formazione, alla ricerca, alla professione, AWDA ha previsto un premio speciale alla carriera e uno alla memoria. Il riconoscimento è rivolto alle donne designer che si sono distinte nella loro vita per i risultati professionali ottenuti, per le riflessioni e il contributo alla diffusione della cultura del design. PREMIO ALLA MEMORIA A Claudia Morgagni (Milano, 19282002) va il premio alla memoria quale riconoscimento molteplice alla figura di una progettista grafica, di un’artista, di un insegnante, di una madre, di una donna che ha saputo far convivere i suoi diversi ruoli, i suoi diversi interessi, le sue passioni, le sue NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019

competenze e inclinazioni affermando con decisione e perseveranza, in un’epoca in cui non era affatto semplice, la propria professionalità e il proprio modo di interpretarla. Claudia Morgagni può costituire un modello di riferimento per le progettiste e per le donne, di oggi e di domani. PREMIO ALLA CARRIERA A Lora Lamm (Arosa, 1928) va il premio alla carriera per avere costruito negli anni un linguaggio che nasce nel rigore della scuola svizzera per divenire un sistema fortemente caratterizzato e autoriale, dominato dalle forme semplici, dal colore, dall’illustrazione. Segnata da una “pensosa leggerezza” è stata capace di descrivere, attraverso un’incisiva capacità comunicativa, la trasformazione della donna e la sua emancipazione, compresa quella della graphic designer di cui lei rappresenta uno dei pochi esempi riconosciuti dalle storie della disciplina. Il premio AWDA 2019 è andato a Sylwia Bartoszewska e al suo progetto intitolato “The Visual Imaginary of the Polish National Parks”. Il design non dovrebbe essere solo una attività professionale bensì uno strumento culturale e un modo di porsi nella quotidianità. Il progetto riceve il primo premio assoluto per la capacità di approfondire un tema apparentemente semplice andando oltre i meri aspetti funzionali. Inoltre, sono state consegnate tre menzioni d’onore. Per la categoria “Professioniste” vince il premio Carlotta Origoni con il progetto intitolato “The Veil is Seen only when it is Lifted”. Il progetto riceve la menzione d’onore per aver avuto la capacità di trasferire un contenuto complesso in un artefatto analogico che contiene in sé un alto livello di interattività. A Orith Kolodny viene assegnata la menzione d’onore per la categoria PHD, ricercatrici e docenti per avere sviluppato un progetto, intitolato “199 Drapeaux - Formes, Couleurs et Motifs”, che va ben oltre la lettura grafica delle bandiere del mondo, scomposte in un sistema tasso-

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nomico di forme e colori, alla ricerca di quei minimi comuni multipli che accomunano e non distinguono gli emblemi di ogni identità nazionale. Il progetto si trasforma, infine, in un inusuale atlante da leggere e guardare. Infine, a Laura Simonati va il premio della categoria “Studentesse” per il progetto intitolato “Unfolding Brussels. Colonial Traces in the Public Space”. Attraverso un meccanismo semplice, quello dello strappare le pagine, il gesto diventa metaforico nel mostrare l’opposta situazione tra i due paesi: Bruxelles e il Congo. In aggiunta ai premi precedenti, l’AWDA 2019 ha riconosciuto quattro menzioni speciali. Grazie al progetto intitolato “Digital Reports of the Office of the Auditor General of Norway” le designer Svanhild Vindenes Egge e Maria Bono ricevono la menzione per la categoria professioniste. Il progetto è il classico esempio, per nulla scontato, né consueto, di come il design è al servizio della collettività, meritevole per la committenza illuminata, un governo che si avvale degli strumenti del design, e meritevole per il progetto stesso che senza cadere in inutili decorativismi diventa lo strumento di accesso alle informazioni, per i singoli cittadini. A Tricia Treacy viene assegnata la menzione speciale per la categoria PHD, ricercatrici e docenti, per avere saputo sintetizzare, in modo visivamente contemporaneo, un processo di costruzione partecipata di senso, esperienza, identità. Riceve la prima menzione per la categoria studentesse la designer Joy Gloria Harendza per il progetto “Jagoan Social Campaign”. Un tema complesso, quello della molestia verso le donne, affrontato con coraggio e ironia, attraverso un uso misurato dei linguaggi giovanili. Infine, Maryam Helida con il progetto “Guidebooks: Heritage Exploring of Ternate” riceve la seconda menzione studentesse per un progetto di identità che non scade in linguaggi folkloristici. GENTE IN MOVIMENTO

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Brescia Underground Quanti modi ci sono per visitare Brescia e il suo territorio? La solita visita in superficie non basta, bisogna scendere sottoterra... a cura della Redazione

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er visitare Brescia e il suo territorio, non ci si può limitare ad aprire una canonica guida turistica e a consultarne l’indice, perché i segreti vanno svelati sul campo, magari dando un’occhiata letteralmente sotto la superficie del turismo convenzionale. Seguendo le orme di arte e natura in percorsi alternativi che in alcuni casi le vedono fondersi con nonchalance, si può creare un itinerario fuori dal comune per trasformare un soggiorno o una gita di poche ore in un’esperienza inedita che, dalla Valle Camonica al Lago di Garda, garantisce il fascino della sorpresa. Sotto le strade della città, l’associazione Brescia Underground si propone come guida in un inusuale trekking in profondità tra antichi fiumi, canali invisibili dalla superficie e rogge sommerse. Aneddoti e storie dell’ antica Brixia accompagnano gli itinerari ben strutturati di un’esperienza suggestiva alla scoperta del sottosuolo e delle rotte commerciali di un’epoca che fu, dove canali e corsi d’acqua erano il fulcro degli scambi e dell’attività economica. Colta collezionista di origine tedesca, Hiky Mayr ha dedicato molti anni della propria vita alla ricerca, alla raccolta e al restauro delle sculture NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019

raffiguranti il Bambino Gesù. La sua magnifica ossessione ha dato vita alla Fondazione Museo “Il Divino Infante” di Gardone Riviera, l’unico luogo espositivo al mondo a dedicare al tema uno spazio tanto significativo. I manufatti esposti, tutte opere a sé stanti di dimensioni variabili tra i sessanta e i novanta centimetri, documentano le tecniche, gli usi, i materiali e l’iconografia legata alla scultura a tutto tondo avente per soggetto Gesù Bambino e, in alcuni esempi, “Maria Bambina”. Si parla di piramidi ma l’Egitto non c’entra niente. Nella parte settentrionale del Lago d’Iseo, il comune di Zone è il luogo scelto dalla natura per dare forma alle proprie creazioni, frutto dell’erosione provocata dal gioco tra l’acqua e il terreno di origine morenica. In questa galleria d’arte involontaria, si sono create, nel corso delle ere, imponenti piramidi coniche sormontate da grandi massi. Nella riserva naturale istituita nel 1984 e a esse intitolata, un percorso di circa un’ora, con indicazioni e spiegazioni sulle caratteristiche del territorio e le dinamiche del fenomeno, permette l’accesso a questo spettacolo. Per i più temerari, consigliatissimo l’itinerario in bicicletta. Attraverso campi e boschi, un sentiero

con scorci sul Lago di Garda e sul Monte Baldo conduce all’Eremo di San Valentino, costruito secondo la leggenda dagli abitanti di Gargnano per sfuggire alla peste del 1630. Tutt’uno con la parete di roccia cui è addossata, la chiesetta è una costruzione dal caratteristico colore bianco, sormontata da una grossa roccia strapiombante. Al suo interno è conservato un profilo di Geremia Paladini di Cassone di Brenzone, “el Romet de San Valentì”, ritratto con la sacca e il bastone. Notevole anche il panorama che, oltre al lago e alla cima di cui sopra, abbraccia il paese di Gargnano e la “Villa Feltrinelli”, che ospitò Benito Mussolini durante il periodo della Repubblica di Salò. Altra visita nella provincia inusuale di Brescia è quella che porta verso Bienno, in Valle Camonica. Inserito nella lista dei Borghi più belli d’Italia, il paese è anche noto per la propria natura di museo a cielo aperto, favorita dal progetto Bienno Borgo degli Artisti che permette a giovani scultori, pittori e incisori di confrontarsi con gli artigiani al lavoro nelle botteghe del posto. Ogni anno viene lanciato un bando per l’assegnazione di residenze e botteghe d’artisti in vista dell’ormai mitologica Mostra Mercato. GENTE IN MOVIMENTO

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Il castello di Padernello accessibile Visite guidate in Lingua dei Segni Italiana (LIS) per le persone sorde e udenti segnanti alla scoperta del maniero quattrocentesco della Bassa Bresciana. a cura della Redazione

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una storia antica e affascinante quella del Castello di Padernello, che domina austero ed elegante la Bassa Bresciana, con il suo borgo rurale, frazione di Borgo San Giacomo (BS). Un castello quattrocentesco che appartenne alla nobile casata dei Martinengo, ramo dei Conti di Padernello detti anche “della Fabbrica”, per poi trasformarsi nel corso dei secoli, divenendo villa signorile nel Settecento, per passare alla famiglia Salvadego nell’Ottocento ed essere infine riconosciuto nel 1912 di alto pregio architettonico da

parte del Ministero della Pubblica Istruzione. Un maniero ricco di ambienti antichi e di arte, in cui riconoscere il passaggio delle diverse epoche, per scoprire le vicende che l’hanno animato, in relazione alla storia e alla società del territorio. Un mondo prezioso tornato alla luce grazie ad un’opera di restauro collettiva, intrapresa nel 2006 su input della Fondazione Castello di Padernello, che ha scongiurato l’abbandono e il decadimento a cui si stava avviando il maniero, dopo essere rimasto disabitato. Oggi questo patrimonio storicoNUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


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artistico e culturale è protagonista di visite guidate e luogo di eventi, che hanno portato una nuova rigenerazione turistica e culturale a tutto il territorio. Il Castello di Padernello è un maniero che emerge maestoso dall’acqua del suo fossato, con il suo ponte levatoio ancora funzionante. Visitabile solo con la guida, man mano che vi addentrerete nelle stanze scoprirete la misteriosa leggenda della Dama Bianca, un fantasma che ritorna ogni dieci anni la notte del 20 luglio con in mano un segreto scritto su un libro d’oro, alla ricerca di chi la possa ascoltare. In alcuni sabati del 2020 (11 gennaio, 8 febbraio, 7 marzo, 4 aprile, 9 maggio, 6 giugno, 5 settembre e 3 ottobre, oppure su richiesta), il Castello di Padernello è accessibile alle persone sorde e agli udenti segnanti e si può visitare con un’operatrice culturale museale segnante bilingue (italiano/LIS). Le visite guidate si svolgono dalle 15.00 alle 17.00, per un massimo

di 20 persone. La prenotazione è obbligatoria. Ma non è tutto! Il Castello di Padernello apre il suo ponte levatoio all’imbrunire per svelare una vita segreta, nascosta alla luce del sole.

Al tramonto, un’anima che da secoli attraversa lo spazio e il tempo, ogni tanto si sveglia e comincia a raccontare la sua storia che inevitabilmente si intreccia con quelle del castello.

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Coppa del Mondo di sci Vittoria della piemontese Marta Bassino nella Coppa del Mondo di sci tenutasi a Killington, USA. a cura della Redazione

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rima vittoria per Marta Bassino nello slalom gigante. La 23enne piemontese conquista il podio della gara di Coppa del Mondo di Sci, nella tappa americana tenutasi a fine novembre a Killington, precedendo la compagna di squadra Federica Brignogne. Doppietta italiana dunque per le atlete femminile. Con il tempo di 1’38”19, Marta ha preceduto Federica di soli 26 centesimi. Completa il podio l’americana Mikaela Shiffrin. In foto, il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e l’assessore allo Sport, Fabrizio Ricca, festeggiano la vittoria di Marta Bassino. “Sono orgoglioso e felice di potermi complimentare di persona con una giovane campionessa nata nella nostra terra” così il presidente Alberto Cirio ha accolto Marta Bassino. “Abbiamo voluto incontrarla nel palazzo della Regione perché Marta porta i colori del nostro Paese e del nostro Piemonte in alto nel mondo. La neve e lo sci sono la prima voce del turismo piemontese, l’economia del nostro territorio vive anche di turismo invernale ed è certificato che un’atleta di questo livello è un esempio ed un’attrattiva per i giovani ad intraprendere questo sport”.

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“Il Piemonte è casa dello sport e di atleti eccezionali come questa grande campionessa. È un onore poter ricevere Marta Bassino, che tanto lustro ha dato allo sci piemontese con una vittoria internazionale” ha affermato l’assessore regionale allo Sport Fabrizio Ricca. “È nostra intenzione promuovere gli sport sulla neve anche tra i più piccoli, proprio per fare in modo che siano sempre di più i potenziali campioni di domani”. L’atleta di Borgo San Dalmazzo (CN) è tornata in Piemonte per alcuni giorni di pausa prima di riprendere gli allenamenti in preparazione alle successive gare di Coppa del Mondo. Proseguono così gli appuntamenti della Coppa del Mondo 2019-2020 che hanno visto il terzo posto di Francesca Marsaglia in discesa libera e il secondo posto di Nicol Delago per il supergigante in Canada. Grandi risultati anche a St. Moritz, in Svizzera, dove Sofia Goggia e Federica Brignone hanno conquistato i primi due gradini del podio nel supergigante. Infine, lo scorso 17 dicembre, Federica Brignone ha conquistato il primo posto sulle piste francesi dello slalom gigante. Annullate, invece, a causa del mal tempo le gare previste per il 21 e 22 dicembre in Val-d’Isère, Francia. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


sport

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Snowboard azzurro Coppa del Mondo a Cortina e Cervinia: trionfo degli atleti azzurri che conquistano cinque gradini del podio in tre gare. a cura di Redazione

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are in notturna per la tappa di dicembre 2019 di Cortina, che ha visto gli atleti della Coppa del Mondo di Snowboard scendere a tutta velocità sulla pista Tondi del Faloria. L’evento più spettacolare è lo slalom parallelo in notturna vinto dall’ azzurro Roland Fischnaller. Sul secondo gradino del podio è salito dall’atleta della Corea del sud Lee Sang-ho, seguito dal russo Igor Sluev. Gli atleti hanno potuto incontrare i propri fan in baita il venerdì prima delle gare, con la consegna dei pettorali nella palestra di roccia “Cortina 360°”. Il sabato, invece, ha rappresentato il clou della manifestazione, con l’inizio delle gare in mattinata e la discesa dei bambini e ragazzi dello sport giovanile. Il FIS Snow Kids attira sempre più partecipanti da tutto il mondo e, grazie alla campagna internazionale “Bring Children to the Snow”, è ormai divenuto parte integrante della Coppa del Mondo. Il pomeriggio è stato dedicato ai “grandi”, prima con le discese di qualifica e, una volta scesa la notte, con le finali. La notte è proseguita al rifugio Faloria per celebrare l’evento NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019

e l’amore dello sport. La Coppa del Mondo di snowboard è diventata un appuntamento fisso per Cortina che, da qui al 2026, prevede numerose competizioni sulle discese delle Dolomiti. Il 2021 sarà la volta dei Mondiali di sci, per poi arrivare al culmine con le Olimpiadi del 2026. Grandi risultati anche per la Coppa del Mondo di snowboard cross tenutasi a Cervinia il 20-21 dicembre 2019, dove la squadra femminile e maschile italiana hanno confermato di essere tra le migliori al mondo. Per chi non conosce la specialità, le gare di Snowboard Cross - SBX si disputano in gruppo. Gli atleti affrontano la pista in contemporanea, scendendo lungo un percorso che prevede passaggi in paraboliche, salti, scalini e falsi piani, col rischio di collidere contro gli avversari. Le spettacolari gare hanno visto salire sul primo gradino del podio gli italiani Michela Moioli per il femminile e Lorenzo Sommariva per il Maschile. Ma non finisce qui: terzo posto azzurro nel cross femminile per Sofia Belingheri e secondo posto azzurro per Emanuel Perathoner. Non c’è che dire, un inizio davvero grandioso per gli atleti italiani! GENTE IN MOVIMENTO

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Sulle tracce di un mito: il vino marino All’isola d’Elba un esperimento scientifico unico al mondo: un viaggio indietro nel tempo per scoprire i segreti di un vino mitologico. a cura della Redazione

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tappare una bottiglia di vino e tornare indietro nel tempo è possibile grazie ad un esperimento scientifico unico al mondo condotto all’isola d’Elba . Nesos, il vino marino, è stato presentato il 13 novembre a Firenze in un convegno organizzato in collaborazione con Regione Toscana, Toscana Promozione Turistica, Fondazione Sistema Toscana e Vetrina Toscana. Alla presentazione a Villa Fabbricotti, sede di Toscana Promozione, sono intervenuti Francesco Palumbo, Direttore di Toscana Promozione Turistica Paolo Chiappini, Direttore di Fondazione Sistema Toscana, Stefano Feri, Vice Presidente del Parco Nazionale Arcipelago e Stefano Ciuoffo, Assessore al Turismo e

Commercio della Regione Toscana. L’esperimento enologico è stato realizzato dall’Azienda Agricola Arrighi dell’isola d’Elba in collaborazione con il Professor Attilio Scienza, Ordinario di Viticoltura dell’Università degli Studi di Milano e Angela Zinnai e Francesca Venturi del corso di Viticoltura ed Enologia dell’Università di Pisa. L’idea di ripercorrere dopo 2500 anni, sulle tracce di un mito, le varie fasi della produzione di un vino antico nacque proprio all’Elba, quando Antonio Arrighi, piccolo produttore dell’isola, che da oltre dieci anni sperimentava e vinificava nelle anfore di terracotta di Impruneta, sentì il Professor Scienza parlare della sua ricerca sul vino dell’isola di Chio. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


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I vini di Chio, piccola isola dell’Egeo orientale, facevano parte di quella ristretta élite di vini greci considerati prodotti di lusso sul ricco mercato di Marsiglia e, successivamente, di Roma. Varrone li definiva “vini dei ricchi” e, come ricorda Plinio Il Vecchio, Cesare li offrì al banchetto per celebrare il suo terzo consolato. Come i vini di Lesbo, Samos o di Thaso, quello di Chio era dolce e alcolico, unica garanzia per sopportare i trasporti via mare, ma aveva qualcosa che gli altri vini non avevano, un segreto che i produttori di Chio custodivano gelosamente e che rendeva questo vino particolarmente aromatico: la presenza del sale derivante dalla pratica dell’ immersione dell’uva chiusa in ceste, nel mare, con lo scopo di togliere la pruina dalla buccia ed accelerare così l’appassimento al sole, preservando in questo modo l’aroma del vitigno. L’uva utilizzata per ricreare questo particolare metodo di vinificazione è l’Ansonica: un’uva bianca tipica dell’Elba, probabile incrocio di due antiche uve dell’Egeo, il Rhoditis ed il Sideritis, varietà caratterizzate da una buccia molto resistente ed una polpa croccante che ha permesso una lunga permanenza in mare. Le uve sono state immerse in mare per 5 giorni a circa 10 metri di profondità, protette in ceste di vimini. Questo processo ha consentito di eliminare parte della pruina superficiale, accelerando così il successivo appassimento al sole sui graticci, senza arrivare alla produzione di un vino dolce. Il sale marino durante i giorni di immersione, per “osmosi” penetra anche all’interno, senza danneggiare l’acino. Il successivo passaggio delle uve avviene in anfore di terracotta con tutte le bucce, dopo la separazione dei raspi. La presenza di sale nell’uva, con effetto antiossidante e disinfettante, ha permesso di provare a non utilizzare i solfiti, arrivando a produrre, dopo un anno in affinamento in bottiglia, un vino estremamente naturale, molto simile a quello prodotto 2500 anni fa. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019

Di questo vino, vendemmia 2018, sono state prodotte solo 40 bottiglie, l’ultima vendemmia, la 2019, è nelle anfore di terracotta ancora a contatto con le bucce. Dalle analisi svolte dall’Università di Pisa è emerso che il contenuto in fenoli totali del vino marino è il doppio rispetto a quello prodotto tradizionalmente, e questo grazie alla maggiore estrazione legata alla parziale riduzione della resistenza della buccia. Il legame di questo vino mitologico con l’isola d’Elba è anche di tipo storico. Come tutti i commercianti greci anche quelli del vino di Chio, facevano scalo sulla via del ritorno in patria, all’isola d’Elba e a Piombino, per caricare materiali ferrosi, venendo quindi a contatto con il mondo etrusco. I ritrovamenti di anfore in relitti di navi affondate, nelle tombe o nella costruzione di drenaggi testimoniano che molte città costiere della Toscana etrusca erano tra i luoghi di maggior frequentazione dei commercianti di Chio. Inoltre, analizzando il DNA di un set di vitigni dell’Isola del Giglio e della Toscana tirrenica e confrontandoli con altri provenienti dal Mediterraneo, i ricercatori del DIPROVE dell’ Università di Milano hanno trovato notevoli analogie genetiche tra il vitigno Ansonica-Inzolia e due vitigni provenienti dall’Egeo orientale, il Rhoditis ed il Sideritis. La particolare vocazione enologica dell’isola dell’Arcipelago toscano è documentata da Franco Cambi e Laura Pagliantini dell’Università

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degli studi di Siena, co-direttori dello scavo archeologico della villa rustica romana di San Giovanni, nella rada di Portoferraio. Gli scavi, infatti, hanno portato alla luce delle anfore vinarie e, in particolare, i dolia defossa: grandi vasi interrati che contenevano ciascuno più di mille litri. I cinque doli ritrovati potevano contenere circa 6.000 litri. Durante il convegno è stato proiettato in anteprima italiana il documentario “Vinum Insulae” diretto e prodotto da Stefano Muti (Cosmomedia), che racconta l’esperimento enologico di Nesos. Reduce dai successi del 26° Festival International Œnovidéo di Marsiglia (primo premio come Miglior Cortometraggio e riconoscimento della Revue des Œnologues, per l’originalità e il valore della sperimentazione) Vinum Insulae è in concorso anche alla IX edizione del Most Festival 2019, Festival internazionale del cinema del vino e della cava, che si sta svolgendo in Spagna a Vilafranca del Penedès, durante la celebrazione della Giornata europea del turismo del vino. Il corto partecipa nella sezione competitiva: “Collita” composta da 36 film provenienti da tutto il mondo. Il 17 Novembre ci sarà l’annuncio dei vincitori e la premiazione. Ricerca scientifica, scoperte archeologiche, arte, passione per la coltura e la cultura della vite, un territorio ineguagliabile come quello del Parco dell’Arcipelago Toscano hanno dato vita ad un prodotto unico che racconta una storia millenaria. GENTE IN MOVIMENTO

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Risotto alla zucca Ricetta di origini contadine, il risotto alla zucca è un primo che rappresenta i sapori genuini della cucina casalinga. a cura di Gabriella Tomasi

INGREDIENTI PER 6 PERSONE 450g di riso Carnaroli 300 g di polpa di zucca gialla 80 g di burro 3 cucchiai di olio 60 g di grana padano 2 cipolle una costa di sedano una carota un porro un ciuffetto di prezzemolo un rametto di rosmarino

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COME SI PREPARA Pelate, tagliate a pezzetti e lessate in acqua la zucca insieme a una cipolla, il sedano, la carota, il porro e il prezzemolo. Scolate la zucca e le verdure e fatene una crema passandole nel setaccio o nel passaverdure. Conservate il brodo vegetale per la cottura del riso. Tritate finemente la cipolla rimasta e rosolatela in una padella con olio, rosmarino e un po’ di burro. Versate il riso e, a fuoco vivo, fatelo rosolare per un minuto, mescolando. Aggiungere mezzo bicchiere di vino bianco e fatelo evaporare. Bagnate il riso con il brodo e cuocete lentamente, mescolando di tanto in tanto. A circa metà cottura aggiungete la crema di zucca. Quando cotto, spegnete il fuoco e mantecate il risotto con il burro avanzato, il formaggio grana grattugiato e servite.

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benessere e bellezza

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Inverno: prenditi cura dei tuoi occhi Le raccomandazioni degli esperti per proteggere gli occhi nei mesi invernali con basse temperature. a cura della Redazione

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li occhi sono una delle parti più delicate del corpo umano e soffrono di più con la maggior intensità della luce solare in estate. Tuttavia, secondo gli esperti di uno dei più importanti centri di oftalmologia in Europa, possono essere danneggiati anche dagli sbalzi termici che in Italia di solito si verificano nel tardo autunno e all’inizio dell’inverno, quando a giornate di sole splendente si alternano giorni in cui all’improvviso le temperature scendono in picchiata. Tra i disturbi più comuni di cui si soffre in questo periodo ci sono occhi

secchi, congiuntivite virale, infezioni, piccole irritazioni o ulcere. Niente di grave naturalmente, basta accorgersene per tempo e rivolgersi a uno specialista; ma ci sono anche delle piccole precauzioni che possono essere adottate per evitare che questi fastidi insorgano. Alcune sono molto semplici: per migliorare la salute degli occhi nei mesi più freddi dell’anno è importante utilizzare sempre occhiali da sole appropriati, fare attenzione all’igiene e idratare gli occhi. Il freddo, i riscaldamenti negli ambienti chiusi, il vento o l’intensa esposizione ai raggi ultravioletti durante la pratica di sport sulla neve possono causare prurito, bruciore e NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


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visione offuscata. Per evitare questi fastidi si possono seguire i consigli dei medici, vere e proprie linee guida per proteggere gli occhi in questo periodo dell’anno. #1 Non strofinare gli occhi Con l’arrivo del freddo arriva anche il vento che spesso favorisce la penetrazione di corpi estranei negli occhi; in questo caso si raccomanda di non strofinarli e lavarli rapidamente con acqua o lacrime artificiali. #2 Aumentare l’idratazione Gli sbalzi di temperatura che si verificano quando si passa dall’ aria aperta ad ambienti chiusi dove i riscaldamenti sono molto alti influenzano la salute dell’occhio: al chiuso l’aria è secca e non c’è umidità e questo può provocare sensazione di bruciore e secchezza. Conviene quindi favorire l’idratazione dell’ occhio utilizzando gocce di siero oculare o lacrime artificiali. Inoltre, è bene bere molta acqua. #3 Sbattere le ciglia Sbattere spesso le ciglia aiuta a stimolare la produzione di lacrime in modo naturale e previene così lesioni oculari e secchezza dell’occhio. #4 Più frutta e verdura Non si tratta solo di prendersi cura dei propri occhi, ma di seguire in generale una dieta sana che aiuti anche gli occhi. Mangiare bene ha effetti su tutto il nostro corpo, occhi compresi, contribuendo a mitigare la sindrome dell’occhio secco; è consigliabile includere nella propria dieta molta frutta e verdura, così come acidi grassi e omega 3. #5 Utilizzare umidificatori In casa è importante avere degli umidificatori, soprattutto nelle camere da letto e controllare i riscaldamenti cercando di mantenerli a un livello non eccessivo per non avere un clima interno troppo secco che può nuocere anche alla vista. #6 Riposare corpo e occhi Dopo una giornata in cui gli occhi NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019

sono stati esposti a tanti fattori e si è trascorso molto tempo all’aperto, è consigliabile riposare la vista e non sforzarla con l’uso di computer, tablet, smartphone o altri dispositivi elettronici. Il riposo fa bene a tutto il corpo. #7 Non fumare o bere in modo eccessivo Queste abitudini malsane possono portare a numerose patologie oculari come cataratta, glaucoma o problemi alla retina. Un consiglio da tenere presente in generale per il proprio benessere, non solo per la salute degli occhi. #8 Indossare occhiali da sole tutto l’anno Gli occhi non devono essere protetti solo nelle giornate di pieno sole, anche le nuvole permettono al 90% della radiazione ultravioletta di passare, quindi è consigliabile proteggere gli occhi durante tutto l’anno indossando dei buoni occhiali da sole. Inoltre, sono essenziali per chi pratica gli sport invernali perché in montagna il sole è più vicino e il riverbero della neve moltiplica i raggi e, come se non bastasse, servono da barriera, impedendo alle particelle trasportate dal vento di penetrare negli occhi. #9 Prestare attenzione ai sintomi A volte i problemi agli occhi non si manifestano prima di quattro o sei ore dall’esposizione a condizioni meteorologiche avverse, quindi è importante prestare molta attenzione a eventuali sintomi anomali.

#10 Andare dall’oculista Sebbene tutti questi consigli siano validi, in presenza di sintomi come lacrimazione eccessiva, rossore, gonfiore delle palpebre, fotosensibilità, mal di testa, sensazione di corpo estraneo o visione offuscata, è opportuno consultare un oculista il prima possibile per evitare che la situazione diventi più grave. Il Dott. Marco Moschi, Direttore Sanitario di Clinica Baviera Italia, spiega: “Gli occhi sono molto sensibili agli sbalzi di temperatura che si verificano nel tardo autunno e all’inizio dell’inverno e in questo periodo dell’anno è molto comune soffrire di occhi secchi; per evitarlo, è meglio proteggerli sempre con occhiali, idratarli con lacrime artificiali e in ambienti chiusi utilizzare umidificatori. Inoltre, se siete stati all’aperto per molto tempo e avete esposto gli occhi al freddo, al vento o all’inquinamento, è consigliabile riposare gli occhi per qualche minuto e non sforzarli troppo con l’abuso di computer e altri dispositivi elettronici. Con il freddo si registrano inoltre tassi elevati di quella che è conosciuta come congiuntivite virale: un tipo di congiuntivite causata dagli stessi virus che provocano l’influenza, i più comuni sono gli adenovirus. I sintomi più tipici sono arrossamento dell’ occhio, secrezioni, gonfiore delle palpebre, e di solito dura circa 10 giorni. Ai primi sintomi la cosa migliore da fare è andare dall’oculista per individuare la terapia corretta”. GENTE IN MOVIMENTO

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moda

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Patrizia Fiandrini: eleganza firmata Matilde Nonostante le tendenze degli ultimi tempi, lo stile di Patrizia Fiandrini propone con orgoglio la forza della personalità. a cura della Redazione

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e sensazioni alla vista ed al tatto che scaturiscono dagli abiti della Maison Patrizia Fiandrini sono fortemente riconducibili alle atmosfere di eventi speciali che conciliano eleganza a valori mai sopiti. Nonostante le tendenze all’anacronismo degli ultimi tempi che ascrivono l’abito alle epoche e sempre meno alle persone, lo stile di Patrizia Fiandrini non guarda pedissequamente alle linee modaiole ma propone con orgoglio la forza della personalità. Il grande apprezzamento ottenuto su New York per la sessione Spring/ Summer 2020 la cui collezione è stata successivamente implementata da altri capi, è raccontato nel catalogo 2020 che è fruibile da qualche giorno in PDF direttamente dal sito ufficiale del brand. Caterina Gabanella ha indossato gli abiti sotto la direzione dello Studio Del Vecchio che ha, inoltre, affidato il

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servizio a Federico Mancuso il quale, nella duplice veste di fotografo e film maker, si è anche occupato del clip istituzionale curandone non solo le riprese ma anche la post produzione. Tony Prosia, noto hair stylist abruzzese e grande professionista apprezzato in eventi di alto profilo istituzionale (un esempio tra tutti il festival di Sanremo) si è occupato personalmente del Trucco e Parrucco mentre Aldo Azzaro ha gestito egregiamente la parte audio nella sua qualità di Sound Designer. Residenze Gregoriane, la bellissima location sita nella parte storica di Tivoli, ha accolto il brand per gli scatti e le riprese video. In coerenza con la strategia della “Casa” una parte del campionario 2020 sarà esposta presso il noto Multibrand “Modamica di Vimodrone” oltre che fruibile, previo appuntamenti personalizzati, direttamente nello show room Umbro della stilista. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


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Olivo Barbieri: Mountains and Parks Una grande mostra di arte contemporanea che dialoga con il territorio e propone una riflessione su temi di attualità come quello ambientale. a cura di Redazione

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stata inaugurata venerdì 15 novembre 2019 la mostra “Olivo Barbieri. Mountains and Parks”. Oltre 50 lavori esposti in un percorso ventennale che comprende una serie di grandi immagini fotografiche inedite che hanno come soggetto le montagne della Valle d’Aosta, in particolare il Cervino e il Massiccio del Monte Bianco, realizzate per l’occasione. Per la prima volta, poi, viene presentata la produzione scultorea attraverso tre monumentali lavori plastici che occupano l’ala centrale del Centro Saint-Bénin. Le opere in mostra ripercorrono la ricerca compiuta da Barbieri dal 2002

al 2019 sottolineando l’attenzione verso le tematiche connesse con il paesaggio e l’ambiente. Non manca, poi, un ciclo d’immagini dedicato alla storia dell’arte antica e moderna e la proiezione di un video del 2005 realizzato in Cina. Commenta l’Assessore Laurent Viérin: “va in scena al Centro Saint-Bénin di Aosta una grande mostra di arte contemporanea che dialoga con il territorio e propone una riflessione su temi di attualità come quello ambientale. Molto interessanti sono le immagini dedicate da Olivo Barbieri alla Valle d’Aosta, inserite in questo contesto internazionale. Mountains and Parks, il progetto NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


fotografia

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ideato per il Centro Saint-Bénin, propone l’indagine di Barbieri sui parchi naturali, siano essi le Alpi (già nel 2012 la Valle d’Aosta era stata oggetto di una specifica indagine), le Dolomiti, Capri rivisitata con i colori della memoria o le cascate più importanti del pianeta che, come afferma l’artista, “sopravvivono intatte ad uso del turismo o come luoghi fisici museali dove ammirare come potrebbe essere una natura incontaminata”. Si tratta di una rassegna spettacolare e problematica, che affronta questioni fondamentali come l’esigenza di un rinnovato equilibrio naturale associato al turismo di massa che, se da un lato “consuma” i luoghi, dall’altra ne garantisce la sopravvivenza. Le immagini di Olivo Barbieri viste dall’alto, riprese con la tecnica della messa a fuoco selettiva che evidenzia solo alcuni elementi lasciando volontariamente sfocato il resto della scena, hanno inaugurato un nuovo modo di percepire il paesaggio che, grazie all’introduzione consapevo-

le di alcuni “errori” fotografici, ci appare in modo inedito, più simile a un modellino in scala (non manca nemmeno l’uso della pittura digitale) che a un contesto reale. Sebbene nulla di ciò che vediamo appaia contraffatto, l’indagine di Barbieri decreta l’ambiguità della rappresentazione. Sono immagini che non nascono dalla volontà di ottenere effetti speciali (non c’è post-produzione), ma dalla curiosità di verificare il comportamento del mezzo fotografico in condizioni non-idonee. Insieme ai parchi dei ghiacci e dell’ acqua, il suo sguardo si estende ai Landfills, le quattro grandi discariche abitate da migliaia di persone e animali del Sud Est asiatico in Thailandia, Indonesia e Malesia. Sono i parchi tematici in negativo, la coscienza sporca dell’Occidente dove si gioca l’equilibrio del pianeta. Il paesaggio si estende anche alla storia dell’arte dove la messa a fuoco selettiva modifica la percezione di

opere ormai metabolizzate con un atteggiamento ironico e dissacrante. Nel Paradiso Terreste di Nicolas Poussin sembra di vedere il Creatore che si allontana appoggiato ad un drone di controllo, mentre il mito di Mark Rothko è connesso con i simboli del fast food americano, gli hamburger. Il dialogo con i maestri del passato coinvolge anche Paolo Uccello, Caravaggio e Canaletto. Quest’ultimo, attraverso l’uso della camera ottica, sembra anticipare gli esiti della fotografia contemporanea. Per la prima volta è presentata in mostra la produzione plastica di Barbieri con tre grandi sculture in legno realizzate per l’occasione che fanno riferimento alla mappatura simbolica dei codici Hobo, i vagabondi americani e i Rom. Ne emerge una geografia errante che crea un paesaggio segreto, accessibile solo ai membri della tribù. L’esposizione rimarrà aperta fino al 19 aprile 2020 presso il Centro Saint-Bénin di Aosta.

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eventi e spettacoli

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Il futuro della mobilità in scena al Citytech La settima edizione di Citytech ha affrontato le tematiche più innovative del settore della mobilità: da quelle già di uso quotidiano, a quelle in arrivo nel nostro Paese. a cura di Citytech

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ono state due giornate piene di contenuti e dibattiti quelle di Citytech, evento conference + exhibition leader in Italia per le tecnologie legate alla mobilità. L’evento ha avuto luogo il 20 e 21 novembre scorso presso il Milano Luiss Hub, spazio polifunzionale della Luiss Business School, situato nel cuore dell’Innovation District milanese di Porta Nuova. Promosso dal Comune di Milano, patrocinato dai Ministeri dell’ Ambiente e dello Sviluppo Economico, Regione Lombardia e Agenzia per l’Italia Digitale, la settima edizione di Citytech ha affrontato le tematiche più innovative del settore mobilità: da quelle

già di uso quotidiano, a quelle in arrivo nel nostro Paese. Come ha raccontato Marco Granelli, Assessore alla Mobilità e Lavori Pubblici del Comune di Milano, durante l’apertura dei lavori del Forum: “Siamo dentro un cambiamento complesso ed interessante che ci porta verso una maggiore sostenibilità ma dobbiamo saperlo governare, e questo è il compito di una buona amministrazione. Abbiamo sperimentato questo cambiamento a partire dagli ultimi anni orientandoci sempre di più verso la mobilità sostenibile, a partire dagli investimenti sul trasporto pubblico e da reti di connessione costituite per esempio dalla sharing mobility. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


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Ma il cambiamento continua e sarà sempre più in chiave elettrica: dal piano di riconversione della flotta Atm che porterà l’azienda dei trasporti milanesi ad adottare mezzi a zero emissioni entro il 2030, alla dotazione di una infrastruttura di ricarica elettrica in città. Milano si sta ponendo degli obiettivi ambiziosi e i risultati sono tangibili per tutti. Appuntamenti come quello di Citytech sono importanti perché aiutano a far circolare idee e buone pratiche e allargano i punti di vista”. L’innovazione arriva dalla Super Smart Society - La Sessione Istituzionale di apertura è stata dedicata al tema “Super Smart Society - Come l’utilizzo consapevole delle tecnologie dà vita alla città 5.0”. Sorpassato il concetto di quarta rivoluzione industriale, il file rouge degli interventi della sessione plenaria ha riguardato proprio questo quinto stadio dell’evoluzione della società, la società 5.0. Moderatrice della sessione è stata Emilia Garito, EU Expert Innovation e CEO di Quantum Leap IP, che ha spiegato: “Derivante dalla necessità attuale delle industrie di accogliere le proposte tecnologiche esterne ad esse e di esplorare nuovi modelli di business partecipativi e inclusivi, la Super Smart Society si basa sulla soddisfazione di reali bisogni e si esprime in maniera esaustiva nel concetto giapponese di Society 5.0, ovvero una società tecnologicamente avanzata in cui il progresso é progettato in chiave Human Centered, pensato quindi per migliorare le condizioni di vita e di lavoro dell’uomo.” Si è parlato, dunque, di una società intelligente che persegue non solo l’innovazione tecnologica ma soprattutto responsabilità e sostenibilità con una visione umano-centrica della città in cui uomini e tecnologie sapranno coesistere ed interagire in modo sinergico. La mobilità prende il volo con la Urban Air Mobility Una novità assoluta per il nostro Paese è stata affrontata nel workshop tecnico del pomeriggio: la Urban Air Mobility. Sono stati diversi gli ospiti NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019

internazionali che hanno raccontato come la mobilità urbana aerea, considerata da molti come la prossima frontiera dell’innovazione nel settore dei trasporti, stia prendendo corpo diventando sempre più una realtà in diverse aree del mondo. Tra i più interessanti, è stato presentato lo studio condotto da NEXA Advisors che ha preso in esame 74 città nel mondo, tra le più idonee ad ospitare nuovi servizi di mobilità aerea. Tra queste anche Milano, che si posiziona al 27° posto tra le città analizzate con più potenziale. Il capoluogo lombardo è, infatti, naturalmente candidato ad attrarre l’innovazione tecnologica della mobilità urbana aerea. Come però spiega Michael J. Dyment, Founder and Managing Partner di NEXA Advisors: “Prima che le città e i Paesi si impegnino a fornire lo spazio fisico ed aereo per i vertiporti e un quadro normativo per i voli eVTOL, devono comprendere quali sono i vantaggi sociali ed economici che derivano dall’uso di questa tecnologia, come la riduzione di traffico e di emissioni, l’arrivo di nuove industrie, la crescita di lavoro e gettito fiscale. Citytech è stato il contesto giusto per approfondire queste tematiche”. I protagonisti della mobilità del futuro - Il viaggio di Citytech all’ insegna della Digital Transformation è

eventi e spettacoli

proseguito poi con i diversi workshop tecnici, il cui programma di dettaglio è disponibile sul sito del Forum. Si è discusso, dunque, di alcune tra le tematiche più trendy ed attuali del momento: micromobilità, sharing mobility, veicoli elettrici, infrastrutture di ricarica, pagamenti digitali, big data, blockchain, city logistic e soluzioni per la sosta. Oltre alle conferenze, il format di Citytech ha previsto anche un’estesa area espositiva sia interna che esterna alla manifestazione dove le aziende più all’avanguardia del settore hanno presentato prodotti e servizi, progetti e concept che guardano al futuro della mobilità. Protagoniste dei workshop e dell’area espositiva, le aziende sponsor del Forum che hanno portato le loro esperienze come player di maggior successo sia in ambito nazionale che internazionale: ALD Automotive, FREE NOW e Geotab (Silver Sponsor), Be Charge, Bosch e SHARE NOW (Supporter Sponsor), ACCIONA, ESRI Italia, Flowbird e hive (Tech Sponsor), K-City e VINCO. NET (Startup), Circ, Energica Motor Company, MiMoto e Mobike (Mobility Partner). È partner tecnico dell’evento ATM mentre Airbus, ANIASA, Nexa Capital Partners, Open Italy e The Aviary Project sono knowledge partner. L’iniziativa ha, inoltre, ottenuto il patrocinio tecnico di AIPARK, AMAT, INU e TTS Italia. GENTE IN MOVIMENTO

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Cinema e libri

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La stagione anime 2020 si apre a febbraio La nuova stagione anime al cinema debutta a febbraio con il nuovo sbalorditivo film dello Studio Trigger e del registra Hiroyuki Imaishi che ridefinisce il cinema d’animazione robotico giapponese. a cura della Redazione

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GENTE IN MOVIMENTO

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er i fan degli anime si prepara un 2020 ricchissimo di appuntamenti. La nuova stagione degli Anime al Cinema distribuita da Nexo Digital con Dynit proporrà, infatti, cinque entusiasmanti eventi: vediamo i primi. Si parte 3, 4 e 5 febbraio con “Promare”, un film dal ritmo incalzante prodotto da Studio Trigger e diretto da Hiroyuki Imaishi, due nomi che sono leggende dell’animazione giapponese grazie a serie di culto come Gurren Lagann e Kill La Kill. Con uno stile unico, colorato e strabiliante, Promare si spinge oltre e ridefinisce il cinema d’animazione robotico giapponese. La trama ci conduce in un universo in cui sono trascorsi trent’anni dall’apparizione dei Burnish, una razza di esseri mutanti armati di fiamma, che ha distrutto metà del mondo grazie al fuoco. Quando appare un nuovo gruppo di mutanti che si fanno chiamare Mad Burnish, ha inizio l’epica battaglia tra Galo Thymos, un nuovo membro della squadra di salvataggio anti-Burnish detta Burning Rescue e Lio Fotia, il leader dei Mad Burnish… Il secondo appuntamento della stagione sarà dal 19 al 25 marzo con “My Hero Academia The Movie 2 Heroes: Rising”, che arriva al cinema dopo il successo del primo film, che ha incassato più di 21 milioni di dollari in tutto il mondo. In questo nuovo lungometraggio ritroveremo Deku, Bakugo, Todoroki e tutti gli altri studenti della classe A. All Might, l’eroe numero 1 ammirato in tutto il mondo, a malincuore dovrà rinunciare al suo ruolo di simbolo della pace. Proprio per questo, una figura oscura che si muove dietro le quinte deciderà di uscire allo scoperto. Ma un Villain di nome Nine farà la sua comparsa…

My Hero Academia è il manga creato da Kohei Horikoshi con oltre 24 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Questo nuovo cortometraggio conferma lo staff delle serie animate e del film precedente: il regista Kenji Nagasaki, lo sceneggiatore Yousuke Kuroda, il character designer Yoshihiko Umakoshi, il compositore della colonna sonora Yuuki Hayashi e lo studio di animazione Bones. La stagione degli anime al cinema proseguirà il 20, 21 e 22 aprile con “Ride your Wave”, una commovente storia d’amore del visionario regista Masaaki Yuasa, astro nascente dell’ animazione giapponese. Vincitore del premio al Miglior Film al Fantasia Film Festival di Montreal e al SITGES International Fantastic Film Festival di Barcellona e del prestigioso Golden Goblet Award allo Shangai International Film festival, “Ride your Wave” racconta la storia di Hinako, una studentessa universitaria amante del surf che si è appena trasferita in una piccola città sul mare. Quando scoppia un improvviso incendio nel suo condominio, Hinako viene salvata da Minato, un vigile del fuoco. Proprio quando i due sembrano essere ormai inseparabili, Minato perde la vita in un incidente in mare. Hinako è così sconvolta che non riesce più nemmeno a guardare l’oceano, ma un giorno canta una canzone che le ricorda i momenti passati insieme e Minato le appare magicamente nell’acqua. Da quel momento in poi, può evocarlo cantando la loro canzone. Ma i due potranno davvero rimanere insieme per sempre? E qual è la vera ragione dell’improvvisa ricomparsa di Minato? Per sapere quali sono le sale cinematografiche che aderisco al progetto Nexo Digital visita il sito www.nexodigital.it. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


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Consigli di lettura I nostri consigli di lettura per la stagione autunnale: vi presentiamo due titoli italiani e uno straniero. a cura della Redazione

IL SENTIERO DEI FIGLI ORFANI Giovanni Capurso Il giornalista e scrittore Giovanni Capurso presenta “Il sentiero dei figli orfani”, il suo terzo romanzo di formazione che racconta le memorie giovanili di Savino, un uomo che ripercorre il suo passato e rivive le fasi di quel delicato passaggio che dalla fanciullezza conduce all’adolescenza. Ambientato in un piccolo paese lucano, San Fele, un luogo “fuori dalla storia e dagli eventi”, il romanzo descrive i primi turbamenti d’amore e i primi schiaffi ricevuti da una realtà che opprime il desiderio di evasione del giovane, ansioso di conoscere il mondo. Da adulto tornerà nei luoghi che in un tempo lontano l’hanno lasciato orfano, e comprenderà infine, il senso del suo viaggio.

UN GREEN NEW DEAL GLOBALE Jeremy Rifkin Una nuova visione sul futuro dell’umanità sta rapidamente guadagnando slancio. Di fronte a un’emergenza climatica planetaria, una giovane generazione sta promuovendo un dibattito sull’ipotesi di un Green New Deal e dettando il programma di un audace movimento politico capace di rivoluzionare la società. Sono i Millennial a farsi carico del problema del cambiamento climatico. Se il Green New Deal è diventato un tema fondamentale nella sfera politica, nel mondo delle imprese sta emergendo un movimento parallelo che nei prossimi anni scuoterà le fondamenta dell’economia globale.

IL FIGLIO DEL BOSCO: MEMORIE DI UN FOLLE FOLLETTO Elisa Nicotra Vi siete mai chiesti cosa accadrebbe se un mezzo folletto irlandese, per giunta affetto da violinismo, si ritrovasse rinchiuso nel più orrendo manicomio londinese, verso la fine del XIX secolo? È ciò che accade a Flannan O’Connor, figlio di un elfo e di una pazza, folletto Folle e Furioso per essere stato disprezzato dall’amata Maggie, l’indomita fanciulla dallo sguardo di zaffiro e dal linguaggio da carrettiere. Fuggito su un treno, Flannan si ritrova in terra sconosciuta, lontano dall’Irlanda e dai suoi fatati amici, in balia dell’inquietante Imperatore, essere ambiguo e misterioso, e di un manipolo di dottori ben intenzionati e di infermieri sadici. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019

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Comics & Games

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Torna Last Man #10 La saga firmata da Balak, Sanlaville e Vivès con il nuovo attesissimo capitolo, nel quale verrà svelato il segreto di uno dei protagonisti. a cura della Redazione

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a serie che unisce tornei di lotta, ambientazioni medievali e scenari futuristici torna con il decimo capitolo e si abbia al climax finale, che culminerà nel dodicesimo e ultimo volume. Il mondo conosciuto finora si intreccia a un passato dove convivono magia e religioni oscure e si uniscono emozioni e azione. Questo decimo volume dell’iconica serie francese, svela il segreto incredibile di Marianne, la madre del combattente Adrian Velba, sconvolgendo tutta la trama! Un mix fra manga shōnen, quest medievale e scenari futuristici rende Last Man una serie di culto di questi anni, ormai premiatissima. Una sezione a colori, un foglio di adesivi e disegni di livello stellare completano l’esperienza di questo volume straordinario. Bastien Vivès è nato a Parigi nel 1984. Appassionato di arte e di disegno fin da piccolo, ha studiato presso alcune delle scuole più prestigiose della Francia. Il suo esordio nel mondo del fumetto avviene nel 2007. In pochissimo tempo, Vivès ottiene numerosi apprezzamenti di pubblico e di critica. Tra i suoi lavori più importanti, Il gusto del cloro (che gli è valso il Premio rivelazione al Festival del fumetto di Angoulême nel 2009 e

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il Premio Micheluzzi come miglior fumetto straniero al Napoli Comicon nel 2010), Nei miei occhi e Polina. Nel 2013, insieme ai colleghi Balak e Michaël Sanlaville dà vita a Last Man, serie che si propone come un atto d’amore verso le arti marziali e i manga, edita da BAO Publishing. La serie ha riscosso un successo inarrestabile, ottenendo prestigiosi riconoscimenti come “Prix de la série” al Festival Internazionale del Fumetto di Angoulême nel 2015 e il Premio Gran Guinigi nel 2016 come “Miglior Serie”. Yves Bigerel, in arte Balak, è nato in Francia nel 1979. Dopo aver studiato disegno d’animazione a Parigi, realizza numerosi cortometraggi d’animazione. Esperto e teorico del fumetto digitale, Balak è uno dei principali storyboardisti francesi. È inoltre collaboratore dei Marvel Studios. Michaël Sanlaville è nato a Lione nel 1982. Appassionato di cinema d’animazione e di fumetti, si afferma in poco tempo come illustratore, storyboardista e autore completo. Amico e collaboratore di Bastien Vivès, nel 2008 lavora insieme a lui a Hollywood Jan, omaggio ai film d’azione degli anni Ottanta. Nel 2012 pubblica Le fléau Vert. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


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Comics & Games

Overwatch2: il sequel Il secondo capitolo della Blizzard porta i giocatori all’interno della storia mentre gli eroi di tutto il mondo si uniscono per l’attacco globale del Settore Zero. a cura della Redazione

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iù di 50 milioni di giocatori in tutto il mondo hanno unito le forze per conquistare obiettivi, spingere il carico e lottare per il futuro in Overwatch®, l’acclamato sparatutto a squadre di Blizzard Entertainment. Il sequel farà addentrare i giocatori più a fondo nel mondo e nella storia di Overwatch basandosi sull’acclamata competizione PvP globale del gioco originale. In Overwatch 2, i giocatori assumeranno il ruolo di eroi del mondo in missioni cooperative nelle quali dovranno fare squadra, potenziarsi e annientare l’ondata di minacce in tutto il mondo. I giocatori si daranno anche battaglia nell’evoluzione del lato competitivo di Overwatch, che manterrà imprese e collezioni dei giocatori, aggiungendo al roster completo attuale di Overwatch una nuova generazione di eroi, nuove mappe in location internazionali riconoscibili, la nuova modalità Scorta e molto altro. “Con Overwatch 2 abbiamo creato l’esperienza di gioco cooperativa e narrativa che i giocatori hanno chiesto a gran voce sin dall’uscita del gioco originale, e che noi stessi volevamo sviluppare da molto tempo,” ha detto J. Allen Brack, presidente di Blizzard Entertainment. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019

“Non vediamo l’ora di raccontare il nuovo capitolo di quest’epica storia e di dare ai giocatori un nuovo tipo di esperienza cooperativa basata sulla progressione e sulla personalizzazione dei propri eroi preferiti, fornendo un’esperienza ancora più completa rispetto a quella dell’ Overwatch che conosciamo.” Nelle Missioni Storia cooperative ricche d’azione di questo sequel, i giocatori vivranno in prima persona la creazione di una nuova Overwatch dove Winston, Tracer e altri membri della squadra originale uniscono le forze con una nuova generazione di eroi. I giocatori avranno un importante ruolo nel prossimo capitolo della saga di Overwatch, dove una nuova crisi globale si svilupperà attraverso una serie di intense missioni da quattro giocatori. Nel corso della storia, i giocatori dovranno formare squadre con diversi eroi in cui dovranno combattere per difendere il mondo dalle forze Omnic del Settore Zero, scoprire le ragioni dell’attacco di queste armate robotiche e affrontare nuove minacce che sorgono in tutto il globo. La battaglia continua con le Missioni Eroe, dove Overwatch dovrà superare i propri limiti per difendere le città di tutto il pianeta dall’invasione dei

robot, affrontare agenti operativi di Talon e occuparsi dei tanti criminali che assediano il mondo. In questa modalità altamente ripetibile, i giocatori potranno progredire di livello con i propri eroi preferiti e ottenere potenti opzioni di personalizzazione che potenzieranno le loro abilità nel gioco cooperativo, permettendo per esempio di scegliere tra il Dardo di Fuoco di Reinhardt per incendiare i nemici vicini o la Bomba a Impulsi di Tracer per causare una devastante reazione a catena, abilità che forniranno loro il vantaggio di cui hanno bisogno per risolvere la situazione. Per aiutarci a realizzare queste missioni, in questo sequel sono anche stati introdotti dei significativi miglioramenti dal punto di vista grafico che permettono di supportare mappe più grandi per l’esperienza di gioco cooperativa (PvE), oltre alla grande varietà di nuovi nemici e fazioni che i giocatori incontreranno nel corso delle missioni. Overwatch 2 rappresenta anche l’inizio di una nuova era. Questo sequel vedrà l’aggiunta di molti nuovi eroi giocabili al roster in continua crescita, porterà i giocatori in nuovi luoghi del mondo con altre mappe e location. GENTE IN MOVIMENTO

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musica

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Note di viaggio: Guccini La raccolta delle canzoni più belle e indimenticabili di Francesco Guccini, contenente anche l’inedito “Natale a Pavana”. a cura della Redazione

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ote di Viaggio – capitolo 1: venite avanti… è la prima parte della raccolta delle più belle e indimenticabili canzoni di Francesco Guccini interamente prodotta e arrangiata da Mauro Pagani, storico musicista e produttore al suo fianco per la prima volta, e interpretate dalle grandi voci della musica italiana, uscita il 15 novembre per BMG. Un progetto straordinario che contiene anche l’inedito Natale a Pavana, una nuova pagina che Francesco Guccini ha voluto regalare alla musica italiana dopo tanti anni lontano dai microfoni. Il brano è una poesia in dialetto scritta dal cantautore e messa in musica da Mauro Pagani, che racconta la nostalgia dei ricordi della sua infanzia a Pavana legati al Natale in famiglia. “Le canzoni di Francesco hanno accompagnato da sempre il mio cammino di uomo e di musicista” racconta Mauro Pagani “in ogni casa, in ogni festa, discussione o corteo lui in qualche modo c’era. Avere l’opportunità di risalire quel lunghissimo fiume di immagini e di parole, potendo per di più contare sull’aiuto

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e la maestria di così tanti amici, è stato davvero un gran privilegio. Scegliere è stata la cosa più difficile. Alla fine ciascuno ha cantato ciò che era stato importante per lui, o magari semplicemente ciò che più lo emozionava. Quanta bellezza, quanta vita, quanto presente.” Tanti gli artisti che hanno aderito con entusiasmo al progetto, che non vuole essere celebrativo, ma guarda al futuro attraverso le canzoni del Maestro. L’album vede la partecipazione di Elisa (Auschwitz), Ligabue (Incontro), Carmen Consoli (Scirocco), Giuliano Sangiorgi (Stelle), Nina Zilli (Tango per due), Brunori Sas (Vorrei), Malika Ayane (Canzone quasi d’amore), Francesco Gabbani (Quattro stracci), Samuele Bersani e Luca Carboni (Canzone delle osterie di fuori porta), Margherita Vicario (Noi non ci saremo), Manuel Agnelli e Mauro Pagani (L’avvelenata). “Questo disco non è un semplice tributo a un gigante della musica e della nostra cultura” racconta Dino Stewart, Managing Director di BMG, “ma è un progetto unico proprio perché realizzato con il prezioso intervento del Francesco Guccini

“autore”. Sono convinto che, con questo valore aggiunto, l’album potrà essere apprezzato ancora di più, sia dal suo pubblico, sia da tutti coloro che vorranno conoscere meglio Guccini o addirittura scoprirlo grazie a questo progetto ambizioso”. La copertina dell’album è una straordinaria opera realizzata dallo street artist Tvboy, comparsa a sorpresa la mattina del 29 ottobre a Bologna, sotto gli occhi increduli e meravigliati dei passanti nei pressi di via Paolo Fabbri a Bologna. Lo street artist ha rappresentato una barca in mezzo al mare con a bordo tutti gli artisti che hanno preso parte al progetto e, al centro, Francesco Guccini con Mauro Pagani. Un messaggio forte, come sono da sempre quelli che contraddistinguono la produzione di Guccini, che il cantautore ha voluto lanciare questa volta anche dal punto di vista visivo. L’illustrazione ragiona su un tema di stretta attualità, e non a caso è sorto proprio accanto a un’associazione di via Libia che sostiene il valore della differenza e propone progetti aperti di accoglienza e solidarietà. L’album è disponibile in CD, vinile, streaming e download. NUMERO 6 | NOVEMBRE - DICEMBRE 2019


Musica

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Prossimamente in concerto Alcuni dei maggiori show dal vivo dei prossimi mesi in Italia. a cura della Redazione

NICOLÒ FABI

NEGRITA

NEK

Ultime date per il tour “Tradizione e Tradimento” del cantautore italiano che ad aprile 2020 inizierà il giro di concerti europei, accompagnato da Roberto Angelini e Pier Cortese, produttori dell’ultimo disco insieme a Nicolò.

25esimo anniversario del gruppo per i Negrita che dalla scorsa primavera hanno iniziato un lunghissimo tour di festeggiamenti. A gennaio l’ultima tournée intitolata “La Teatrale + Reset Celebration” che alternerà esibizioni acustiche ed elettroniche.

Con il concerto del 22 settembre all’Arena di Verona, Filippo Neviani ha ufficialmente inaugurato il tour europeo che toccherà 30 città. Le ultime tappe di gennaio 2020 vedranno il cantautore impegnato in Italia.

SANREMO 2020: SARÀ IL 70° FESTIVAL Dal 4 all’8 febbraio 2020 si terrà il 70° Festival di Sanremo, un’edizione speciale all’insegna della coralità e della celebrazione nel segno della storia della Rai, che vedrà impegnata l’intera azienda. Nell’era del digitale, il Festival vuole essere un evento multipiattaforma, già “iniziato” nel 2019 con le selezioni per Sanremo Giovani. Padrone di casa per questa eccezionale edizione sarà Amadeus, volto Rai, esperto di musica, storico dj, che sarà anche direttore artistico. Assieme a lui, nel corso delle cinque serate sul palco dell’Ariston, si alterneranno volti che hanno costruito, anno dopo anno, la storia del Festival.

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Non mancheranno le sorprese, gli speciali e l’immancabile “DopoFestival” che sarà costruito all’insegna dell’innovazione. Il prossimo 6 gennaio, durante la puntata del programma “I soliti ignoti” in onda tutti i giorni su Rai1 alle 20:30, Amadeus svelerà i nomi dei “big” che parteciperanno al Festival. Qualche notizia, però, è già trapelata e sembra quasi certa la presenza di: Diodato, Irene Grandi, Morgan e Bugo, i Pinguini Tattici Nucleari. Data per certa, invece, la presenza di Mauro di Nettuno, che “canta” con la lingua dei segni, invitato ufficialmente da Amadeus in persona.

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collaboratori

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HANNO COLLABORATO ALLA REALIZZAZIONE DI QUESTO NUMERO ROSARIO De Luca

MARINA Calderone

Consulente del lavoro, avvocato e giornalista. Ricopre la carica di Presidente della Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro.

Presidente del Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi Professionali (C.U.P.) e Presidente Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.

FRANCO Mirabelli

PATRIZIA Toia

NICOLA Carè

Senatore, è Vicepresidente del gruppo PD, membro delle commissioni giustizia, territorio ambiente e beni ambientali e capogruppo PD in commissione antimafia.

Europarlamentare eletta nelle fila del PD, é Vicepresidente della Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia al Parlamento Europeo.

Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, è stato CEO e Segretario Generale della Camera di Commercio e Industria Italiana in Australia.

GIANNI Berrino

GIORDANO Biserni

PAOLO De Castro

Assessore di Regione Liguria al Lavoro e Politiche attive dell’occupazione, Trasporti, Rapporti coi sindacati, Promozione turistica e Marketing territoriale, Tutela consumatori.

Fondatore e Presidente dell’ASAPS (Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale) dal 1991, dirige la rivista “Il Centauro”, organo ufficiale dell’ associazione.

Eurodeputato PD/S&D dal 2009, è vicepresidente della Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale. Professore all’Unibo, in passato è stato Ministro delle Politiche Agricole.

FERRARIS Paolo

FLAMINIA Santilli

ANDREA Lovelock

CITYTECH Clickutility

Commercialista in Asti e insegnante di economia aziendale nella scuola secondaria.

Legal Advisor del Centro Europeo Consumatori Italia, punto di contatto nazionale della rete ECCNet, istituita dalla Commissione Europea per consulenza e assistenza gratuita ai consumatori.

Addetto Stampa dell’Istituto Nazionale Revisori Legali. Giornalista, è collaboratore del gruppo Class Editori.

Citytech è un evento ideato e realizzato da Clickutility on Earth, un team di professionisti appassionati di innovazione e mobilità.

GABRIELLA Tomasi

ASSOTRASPORTI Associazione

È intermediario assicurativo. Appassionata di cucina, animali e montagna.

Associazione Nazionale che dal 1985 tutela e difende gli autotrasportatori italiani.

ELISA Fea

Laureata in Giurisprudenza nell’anno 2014 presso l’Università degli Studi di Torino, esercita in Cuneo la professione di Avvocato dall’anno 2018 in materia civile e penale.

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GM Gente in Movimento 6-2019  

In questo numero, l'ultimo del 2019, parliamo di impresa, professioni, innovazione, Europa e politica grazie al contributo dei nostri collab...

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