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GM GenteinMovimento 5-2021

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POSTE ITALIANE S.P.A. - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N. 46) ART. 1, COMMA 1, NO/CUNEO - SUPPLEMENTO N.1 AL NUMERO 5-2021 ANNO XXXIII DI TN TRASPORTONOTIZIE - IN CASO DI MANCATO RECAPITO INVIARE AL CMP/CPO CUNEO PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE PREVIO PAGAMENTO RESI.

IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA


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SOMMARIO

IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA

EDITORIALE

PAG. 02

ATTUALITÀ

PAG. 04

IMPRESA

PAG 06

FAMIGLIA

PROFESSIONI

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IMPRESA

GENTE IN MOVIMENTO | IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA | N. 5 Settembre - Ottobre 2021

POSTE ITALIANE S.P.A. - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N. 46) ART. 1, COMMA 1, NO/CUNEO - SUPPLEMENTO N.1 AL NUMERO 5-2021 ANNO XXXIII DI TN TRASPORTONOTIZIE - IN CASO DI MANCATO RECAPITO INVIARE AL CMP/CPO CUNEO PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE PREVIO PAGAMENTO RESI.

PROFESSIONI

PAG. 10

INNOVAZIONE

PAG. 14

EUROPA

PAG. 16

POLITICA

PAG. 21

ECONOMIA E LAVORO

PAG 24

PREVIDENZA

PAG. 29

COSTUME E SOCIETÀ

PAG. 31

CONSUMATORE

PAG. 34

SICUREZZA

PAG. 38

MOTORI

PAG. 40

DESIGN

PAG. 42

VIAGGI

PAG. 44

SPORT

PAG. 46

FOOD & WINE

PAG. 49

BENESSERE E BELLEZZA

PAG. 52

MODA

PAG. 56

FOTOGRAFIA

PAG. 58

EVENTI E SPETTACOLI

PAG. 60

CINEMA E LIBRI

PAG. 64

COMICS & GAMES

PAG. 67

MUSICA

PAG. 70

N. 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021

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Tutti i diritti riservati, è vietata la pubblicazione, anche parziale, senza l’autorizzazione dell’Editore. Nell’eventualità che testi e illustrazioni di terze persone siano riprodotti in questa pubblicazione, l’editore è a disposizione degli aventi diritto non citati. L’editore porrà inoltre rimedio, a seguito di segnalazione, ad eventuali non volute omissioni e/o errori nei relativi riferimenti. In assenza di specifico accordo scritto tra le parti, i collaboratori della testata forniscono a titolo gratuito il materiale per la pubblicazione, che diventa proprietà dell’Editore anche per usi futuri. Garanzia di riservatezza per gli abbonati. L’editore garantisce la massima riservatezza dei dati forniti dagli abbonati e la possibilità di richiedere gratuitamente la rettifica o la cancellazione scrivendo a: “DG Consulting s.c.” - Responsabile dati - Corso Soleri 3, 12100 Cuneo (CN). Le informazioni custodite nell’archivio elettronico dell’editore saranno utilizzate al solo scopo di inviare agli abbonati la testata e gli allegati, anche pubblicitari, di interesse pubblico (legge 675/96). Questo numero è stato chiuso in redazione il 08/11/2021.

NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021

GENTE IN MOVIMENTO

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editoriale

IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA

EDITORIALE

Direttore responsabile Secondo Sandiano

GENTE IN MOVIMENTO Iscrizione al 3/14 del Registro

Cari lettori, la fine del 2021 inizia ad avvicinarsi e, anche se la pandemia da Covid-19 non è stata ancora completamente debellata, per il nostro Paese ci sono segnali positivi di una ripresa economica in corso. La stagione estiva ha riportato i turisti stranieri in Italia e i numeri degli arrivi sono aumentati rispetto al 2019. Approfondiamo l’argomento parlando del caso ligure a pagina 24. Nell’anno in cui l’Italia sembra brillare sotto ogni punto di vista, a partire dallo sport che mai come nel 2021 ci ha regalato tante vittorie, in questo numero parliamo di ripartenza e rinascita con un’intervista a Paolo Pininfarina, presidente del gruppo Pininfarina (pagina 6). Se della ripresa del nostro Paese, e dell’Europa intera, se ne parla anche in relazione all’aumento delle materie prime e alla difficoltà di reperire alcune componenti essenziali, come i microchip, la sicurezza nella catena di approvvigionamento acquisisce un ruolo sempre più strategico per le imprese di oggi e domani. Vi presentiamo quindi un caso concreto di applicazione della certificazione ISO 28000 Supply Chain Security, per spiegarvi al meglio di cosa si tratta (pagina 11). Nelle prossime pagine troverete approfondimenti, notizie e informazioni utili proposte dai nostri contributori, esponenti politici, personalità di spicco ed esperti del settore, i quali ci offrono diversi spunti di discussione. Come sempre, oltre agli articoli più tecnici, dedicati agli “addetti ai lavori”, seguono le nostre rubriche pensate per la famiglia e il tempo libero: in questa fase emergenziale di calo della curva dei contagi, sono finalmente ripartiti i grandi eventi dal vivo, come il Salone del Mobile (pagina 42), la Settimana della Moda di Milano (pagina 56) e FieraCavalli, della quale troverete le anticipazioni del secondo weekend del 12-14 novembre a pagina 62. Senza dilugarmi oltre, vi lascio alla scoperta dei contenuti proposti in questo numero di GM GenteinMovimento.

DIRETTORE RESPONSABILE Secondo Sandiano

Stampa del Tribunale di Aosta

CONTATTI REDAZIONE DGConsulting s.c. Tel. 0171 412816 redazione@genteinmovimento.com

IN REDAZIONE Fabrizio Civallero, Michela Giuliano, Adriana Pozzo, Gabriella Tomasi.

WEB www.genteinmovimento.com

Iscrizione al ROC n. 24934

AMMINISTRAZIONE Stefania Ricca

STAMPA

PUBBLICITÀ Tel. 0171 412816 redazione@genteinmovimento.com

CONTRIBUTORI Si veda pagina 72

in data 29/09/2014 EDITORE E PROPRIETARIO: DGConsulting s.c.

Tipografia Tipolitoeuropa di Cuneo

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NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021


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attualità

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L’AI che rivoluziona la mobilità condivisa

Trend del fotovoltaico in Italia: 23 GW di potenza

A settembre si è celebrata la settimana europea della mobilità, con focus sulla sostenibilità, contesto nel quale la mobilità condivisa rappresenta un servizio con grandi margini di crescita. Nella gestione di questo servizio, nel prossimo futuro, giocheranno un ruolo sempre più centrale l’analisi dei dati in tempo reale e gli algoritmi di intelligenza artificiale. È tempo, dunque, che la shared mobility (noleggio temporaneo di macchine, monopattini, bici, …) si doti di tecnologie per prevedere cosa accadrà sulla strada, prima che accada. Parliamo di pianificare l’offerta in base a quella che sarà la domanda, ottimizzare i costi, migliorare le performance e prevedere le esigenze di mobilità dell’utente per un servizio sempre più personalizzato e di qualità.

Al 31 dicembre 2021 saranno operativi nel nostro Paese 986.867 impianti fotovoltaici di tutte le taglie, per una potenza di 23 GW. Numeri che lasciano ben sperare in merito al raggiungimento degli obiettivi al 2030, per i quali mancano all’appello 30 GW aggiuntivi di fotovoltaico che dovranno essere installati entro i prossimi 10 anni. “Gli impianti più grandi, sopra i 10 MW in Italia sono 49, ma quelli più rilevanti in termini di potenza sono gli impianti che vanno dai 200 kW a 1 MW e che al 31/12/2021 saranno ben 12.660, andando a sviluppare per l’intero 2021 una potenza di complessivi 7,9 GW. Questi impianti si trovano prevalentemente in Puglia dove ve ne saranno, entro fine anno ,1.980 che andranno a sviluppare 1,64 GW” spiega Giorgio Mottironi, marketing manager di EnergRed.

A Torino un’esperienza di La classifica delle città più ristorazione innovativa sostenibili del mondo

Inaugurata la prima “ghost kitchen” d’Italia, ospitata dentro un centro commerciale. Si tratta di una “cucina dentro la cucina” in cui, all’interno di uno spazio condiviso, vengono inseriti dei virtual brand dedicati alla consegna e all’asporto, in aggiunta alla ristorazione tradizionale. In questo caso, i brand presenti, vengono dotati di una cucina esistente dotata di una speciale finestra per il ritiro dei driver e il take away. In Italia, le prime ghost kitchen sono iniziate a sorgere solo qualche anno fa, ma mai era stato applicato questo modello in un centro commerciale: i clienti potranno ordinare, tramite la piattaforma, le pietanze che più preferiscono, effettuando un unico ordine ed eliminando i tempi di attesa. 4

GENTE IN MOVIMENTO

Lo studio di EasyPark, attraverso l’analisi dei dati esistenti, rivela quali sono le città nel mondo che maggiormente impiegano la tecnologia per migliorare la sostenibilità e la vivibilità per il presente e il futuro dei propri cittadini. Visto e considerato che le città devono far fronte a sfide uniche e si sviluppano in modo diverso in base a una serie di fattori, come la dimensione, lo studio è stato suddiviso in tre categorie. In ciascun elenco sono presenti le 50 città con i punteggi più alti della categoria. Siete curiosi di sapere se ci sono anche delle città italiane? La risposta è si: rispettivamente al 37° e 40° posto delle smart city con più di 3 milioni di abitanti troviamo Milano e Roma, le quali hanno totalizzato 72,71 e 66,84 punti. NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021


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attualità

Servono nuovi sistemi alimentari mondiali

I trentini bocciano il bio-distretto provinciale

Trasformare i sistemi alimentari mondiali rendendoli più inclusivi, equi e sostenibili può sembrare una sfida insormontabile, eppure esistono azioni concrete che i leader politici possono intraprendere. Il Fondo Internazionale delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) ha presentato il rapporto “Trasformare i sistemi alimentari per una prosperità rurale” nel quale sottolinea l’importanza di concentrare gli investimenti e sviluppare politiche mirate alle catene alimentari del valore nelle aree rurali, in modo che tutti possano avere accesso a un’alimentazione adeguata e nutriente senza arrecare danni all’ambiente, e tutti i produttori di alimenti possano avere un reddito dignitoso, impegnandosi a riequilibrare il commercio mondiale per correggere gli squilibri di potere.

Domenica 26 settembre i trentini sono stati chiamati a votare al referendum per l’istituzione di un biodistretto per l’intera Provincia, nell’ottica di sviluppare una maggiore sostenibilità ambientale, sociale ed economica dell’agricoltura, partendo dal territorio. Tuttavia, non è stato raggiunto il quorum necessario a rendere la votazione valida, almeno il 40% degli aventi diritto, con l’affluenza ferma al 15%. Il Bio-Distretto trentino per il momento non vedrà la luce, eppure in Italia, per quanto sconosciuti, se ne contano 40, di cui 32 sono già operativi mentre 8 sono attualmente in fase di costituzione. Seppure istituito con norma giuridica, l’adesione al biodistretto da parte di aziende e operatori economici è svolta su base volontaria.

La transumanza tra i Monti Dauni e Vieste

Il primo vertiporto italiano per gli aerotaxi elettrici

Il 10 ottobre 2021 l’Associazione Tratturi e Transumanze, ha organizzato una passeggiata di 25 chilometri sui sentieri della transumanza, una pratica antichissima degli allevatori, per richiamare l’attenzione dei politici sulle criticità ancora irrisolte. Il progetto coinvolge tre tratturi che tagliano da ovest a est la Capitanata, congiungendo tra loro due aree di valore naturalistico, i Monti Dauni e il Gargano, lungo i tracciati del Tratturello Foggia-Camporeale, il Tratturo Foggia-Campolato e il Tratturello Campolato-Vieste. Il progetto necessita di un tavolo interregionale che unisca le aree interne alla costa, i borghi alla città, i cittadini agli allevatori, per un’economia della vicinanza sostenibile e solidale.

A Milano sorgerà il primo vertiporto italiano, composto da una base principale e altre aree satellite, destinate alla partenza e arrivo dei droni e degli aerotaxi elettrici a decollo verticale. Le previsioni parlano del 2026 come data limite per l’entrata in funzione di quello che, ancora oggi, sembra un progetto fantascientifico uscito da qualche pellicola cinematografica. In occasione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina potremmo quindi vedere gli atleti spostarsi tra piste, palazzetti e alloggi a bordo di velivoli completamente elettrici, a metà tra un aereo e un elicottero. Destinati ad essere completamente a guida autonoma, in un primo momento potrebbero essere condotti da piloti in carne e ossa.

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Dal design la rinascita del Piemonte “Abbiamo inventato tutto, dal telefono all’auto, alla tv: all’Italia serve un ministero del design.” a cura di Filippo Poletti

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l design può essere la chiave di rinascita del Piemonte. Il nostro territorio ha inventato tutto, dal telefono all’automobile, alla televisione, poi, ma questa è un’altra storia, ci hanno portato via quasi tutto. Al nostro Paese, come ha invocato in più occasioni il nostro AD Silvio Angori, serve un ministero del design, così da ridare importanza alla progettazione industriale”. A raccontarlo in esclusiva a New Normal Live, il talk in onda su LinkedIn condotto dal giornalista e top voice di LinkedIn Filippo Poletti e Monica Bormetti, è Paolo Pininfarina, presidente del gruppo Pininfarina. È il manager, in diretta sul canale

dedicato al mondo del lavoro, a indicare il futuro del design: “per progettare il futuro servono tante e nuove figure”. Figlio del senatore a vita Sergio Pininfarina e nipote del fondatore della Pininfarina, Battista “Pinin” Farina, Paolo Pininfarina riflette sull’oggi e sul domani a partire dalla sua formazione tecnica, di laureato al Politecnico di Torino: “il design industriale” spiega l’ingegnere dal quartier generale di Cambiano, “è diventato sempre più multidisciplinare. Per progettare ci vogliono diverse figure: servono anche sociologi e psicologi così come esperti di esperienza degli utenti, quali sono gli NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021


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experience designer. Non basta più progettare qualcosa di bello: occorre mettere al centro l’esperienza di chi userà il prodotto. Per questa ragione in Pininfarina abbiamo introdotto la figura dell’head of experience design”. Chi progetta è chiamato, in sostanza, ad abbracciare nuove sfide: “Pininfarina è un’azienda che non si è mai addormentata sul passato e non ha mai vissuto sugli allori. Siamo al passo con i tempi, dinamici. La chiave del nostro successo è la capacità di generare nuove forme, anticipando il futuro”. Guardando al Paese, il presidente Pininfarina, classe 1958, sottolinea l’importanza del “Designed in Italy”: “Serve un ministero del design, perché da questo ambito può arrivare la spinta per ripartire”. Uno stimolo, sotto questo aspetto, è la nuova concept car Teorema, presentata pochi giorni fa dalla casa piemontese: “la Teorema è un acceleratore di tecnologie avanzate, la soluzione a una serie di problemi. È un progetto assolutamente nuovo anche per noi, perché è totalmente virtuale ed è stato fatto in tempi relativamente rapidi, in appena cinque mesi. L’ingresso dei passeggeri nella Teorema, ad esempio, è stato pensato da dietro, i bagagli sono depositati ai lati e, grazie alla presenza di ampie vetrate, è garantita un’esperienza immersiva di viaggio. Il mio personale contributo è stato quello di aver fatto in modo che nella Teorema fossero presenti quei valori di essenzialità, eleganza e armonia che contraddistinguono lo spirito di Pininfarina”. Il domani dell’auto sarà, secondo il presidente Pininfarina, dominato dalla tecnologia elettrica: “dal punto di vista della produzione nel 2035 le auto elettriche saranno più del 50%. Personalmente trovo che l’ibrido, con alimentazione elettrica e a idrogeno, sia un buon compromesso. La mobilità sarà iperconnessa e diventerà totalmente autonoma in tempi che vedrà chi è più giovane di me. Non riesco, tuttavia, a immaginare un mondo di automobili dove il NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021

pilota non conti più. Vedo la possibilità del livello 5, quello senza guida da parte degli uomini, adattabile in contesti molto particolari come i circuiti chiusi. Il livello 4, in uso dagli aerei, è un punto al quale si può pensare di arrivare tra 5-10 anni. Il piacere della guida” aggiunge, “ci sarà ancora”. Il colloquio con il presidente Pininfarina è l’occasione per riflettere sulla sua esperienza alla guida dell’ azienda piemontese: era l’estate del 2008 quando, dopo la tragica scomparsa del fratello Andrea, Paolo prese in mano le redini della casa di design. “Quando l’impresa ha compiuto 60 anni, nel 1990, abbiamo fatto un libro dove erano presentate 498 auto firmate da Pininfarina. Nel nuovo libro ‘90 anni’ abbiamo aggiunto 128 automobili, superando la cifra di 600”, rimarca il manager torinese.

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“La nostra famiglia è nata nell’Astigiano, a due passi da Castelnuovo Don Bosco, in una zona depressa dal punto di vista agricolo. Mio nonno era il decimo di 11 figli, il piccolo, ‘Pinin’ in dialetto piemontese. Iniziò a lavorare a 13 anni, personalizzando i sedili delle vetture da corsa per Vincenzo Lancia: a distanza di quasi un secolo la Pininfarina continua a ‘customizzare’ i suoi prodotti, studiando ad esempio sedute speciali per i clienti della hypercar elettrica Battista”. Nel futuro, infine, “vedo un’azienda ancora più diversificata” conclude il presidente Pininfarina ai microfoni di New Normal Live. “Se oggi ci occupiamo al 70% di auto e al 30% di progettare in altri ambiti, arriveremo al 50 e 50, cercando di essere sempre più presenti in mercati chiave e in forte espansione come la Cina”.

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impresa

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Materie prime, prezzi alle stelle Allarme rosso per i numerosi rincari: è necessario introdurre un calmiere. a cura di Antonio D’Ascoli

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rezzi alle stelle. È allarme rosso per i rincari di numerose materie prime. Una situazione che sta mettendo in crisi molte aziende che si trovano a fare i conti con “sbalzi” di cifre assolutamente eccezionali che rendono, in questo periodo, la gestione dei propri bilanci estremamente difficile. Il rialzo repentino dei prezzi delle materie prime, soprattutto nel settore edile, è diventato un serio problema perché danneggia un settore trainante per la nostra economia e rischia di vanificare i benefici di misure di rilancio come il Superbonus. Qualche cifra può rendere l’idea di quanto sta accadendo, come il balzo dei costi dell’ acciaio (+60%), o quello dell’alluminio (+80,4%) e del rame (+130%). Un’ improvvisa super – inflazione che non si sa quanto può durare ancora, ma che potrà avere degli effetti devastanti se non si prova a riequilibrare la situazione con qualche rimedio compensativo. In primo luogo, come diretta conseguenza, abbiamo un grave problema di approvvigionamento che rischia

di bloccare numerosi cantieri con le immaginabili e gravi ripercussioni economiche e sociali, oltre che un rallentamento sull’attuazione del PNRR. Inoltre, inevitabilmente, così come sta accadendo, questa esponenziale salita dei prezzi ricadrà alla fine già sulle sovraccariche spalle dei consumatori. Ecco che da più parti si invoca il Governo affinché corra ai ripari al più presto. Tra gli appelli, anche quello della Conf PMI ITALIA che chiede l’introduzione di un calmiere ed un intervento per correggere gli effetti distorsivi del reddito di cittadinanza. “Siamo in una situazione di estrema gravità. Bisogna intervenire prima che la situazione sfugga dalle mani” invoca il Presidente Nazionale di Conf PMI ITALIA, Tommaso Cerciello, “ci attiveremo come organizzazione datoriale a chiedere al governo di introdurre un calmiere. È una misura eccezionale, ma necessaria per evitare che i timidi segnali di ripresa che si stavano manifestando anche per effetto del Superbonus, vengano stroncati sul nascere insieme al clima di fiducia che andava ricostruendosi, dopo mesi di vera e propria paura e profonda incertezza. Altro problema” aggiunge ancora Cerciello, “è la necessità di rimodulare il reddito di cittadinanza i cui effetti degenerativi stanno causando la profonda difficoltà, da parte delle aziende, nonostante una richiesta crescente, a trovare manodopera. Raccontare che la disoccupazione si combatte solo stando comodi sul divano, senza formazione e senza politiche attive per il lavoro, significa mentire sapendo di mentire, visto che questa misura, così com’è, non potrà essere ancora sostenuta a lungo”. NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021


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Credito d’imposta industria 4.0

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e imprese, per rimanere competitive, occorre che realizzino periodici investimenti, per perseguire strategie di innovazione tecnologica, transizione energetica ed ambientale. Le attuali condizioni di mercato sono favorevoli per questi progetti e lo saranno anche nel prossimo futuro grazie alle risorse del PNRR che, gradualmente, serviranno a finanziare nuove linee di sostegno agli investimenti e prorogare quelle in atto. In primo piano, i tassi di interesse reali a livelli minimi rendono finanziariamente profittevole l’accensione di nuovi prestiti e riducono i tempi di recupero degli investimenti, sia quelli tradizionali, sia quelli più innovativi. Dal punto di vista fiscale e nell’ambito degli aiuti pubblici, il Mise ha, attualmente, in corso più linee di incentivazione, in particolare il credito d’imposta “Industria 4.0” e la nuova Sabatini. Il primo prevede un credito d’imposta del 50% (che scenderebbe al 40% dal 2022) per investimenti fino a 2,5 milioni in beni materiali ed immateriali che favoriscano una transizione tecnologica in linea con il piano 4.0 del Mise, a titolo esemplificativo un’interfaccia uomo-macchina, il coordinamento dei processi aziendali con sistemi ERP, un utilizzo dell’intelligenza artificiale, ecc. Per un’indicazione esaustiva delle caratteristiche che un bene deve possedere per essere configurabile come 4.0 si rinvia all’ allegato A del Mise. Il credito d’imposta è utilizzabile in tre quote annuali e riguarda anche i beni non 4.0; per i quali l’importo è del 10%, utilizzabile in un’unica soluzione. La Sabatini, cumulabile con il credito d’imposta, è un sostegno determiNUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021

nato in base agli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al 3,575% (2,75% per quelli non rientranti in Industria 4.0) Ad esempio per un investimento di euro 100.000, il contributo erogato per la Sabatini (attualmente in un’ unica soluzione al termine dell’investimento) è di euro 10.092, ossia il 10% circa. La cumulabilità delle due misure consente di coprire il 60% dell’intero investimento, rendendo quindi profittevole la scelta strategica ed anche percorribile per imprese con problemi di liquidità (ovviamente non tali da pregiudicare la solvibilità dell’impresa). La Sabatini, essendo un aiuto di Stato, non è cumulabile con altre agevolazioni pubbliche non fiscali, quali contributi regionali e comunitari e sarà cura della società valutare quali ulteriori agevolazioni abbinare al credito d’imposta “Industria 4,0”. Infine, l’agevolazione complessiva non può superare il 100% del costo agevolabile; nonché va prestata attenzione alla natura dell’agevolazione e ai tetti massimi degli aiuti di Stato, invero elevati e difficilmente raggiungibili dalle piccole imprese.

Sostegno all’investimento in strategie di innovazione tecnologica, transizione energetica e ambientale. a cura di Paolo Ferraris

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Equo compenso, non si torni indietro È necessaria una legge che faccia chiarezza sui compensi dei professionisti. Fonte: Consiglio Nazionale Consulenti del Lavoro

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a battaglia sull’equo compenso nasce per superare il vuoto creatosi dopo l’abolizione dei minimi tariffari nel 2006 ed evitare le conseguenze di una deregolamentazione che ha portato, in questi anni, molte pubbliche amministrazioni a mettere a bando per 1 euro la consulenza dei professionisti e tante grandi imprese a dettare le regole del mercato. Dunque, sorprende il continuo rinvio dell’approvazione di una legge che ha già un suo riferimento legislativo nel Jobs Act degli Autonomi del 2017 e che oggi dovrebbe occuparsi di come ampliare questa tutela a beneficio di 2,3 milioni di professionisti. All’indomani del parere negativo della Commissione bilancio della Camera al ddl sull’equo compenso (A.C. 3179), ProfessionItaliane esprime stupore di fronte alle obiezioni emerse su una possibile ricaduta economica per le casse dello Stato di una misura di cui si discute da anni. “Crediamo che il lavoro dei professionisti”, spiega una nota di ProfessionItaliane, “meriti maggiore rispetto. Gli iscritti agli ordini sono i primi interlocutori dello Stato nel funzionamento della pubblica amministrazione. Dopo le liberalizzazioni, l’impegno delle rappresentanze

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istituzionali dei professionisti è stato sempre quello di arrivare ad un sistema chiaro e condiviso di remunerazione delle prestazioni. In questo senso gli Ordini rappresentano la migliore garanzia nell’individuazione e proposizione dei parametri di riferimento per la determinazione dei compensi dei professionisti. “Si tratta” continua l’Associazione che racchiude al proprio interno le rappresentanze professionali di CUP e RPT, “di un riconoscimento proprio degli Ordini che, in funzione della loro natura sussidiaria, potranno assicurare non solo ai professionisti, ma anche alle imprese e alle pubbliche amministrazioni parametri individuati in modo oggettivo e trasparente”. È auspicio di ProfessionItaliane che si trovi un accordo politico all’interno delle forze di maggioranza per fare in modo che il ddl 3179, già frutto dell’unificazione di più proposte, ritrovi il necessario slancio per essere approvato entro la fine della Legislatura con un estensione ampia a tutte le realtà economiche, e non limitato solo alle imprese che nel triennio precedente al conferimento dell’ incarico hanno occupato alle proprie dipendenze più di cinquanta lavoratori o hanno presentato ricavi annui superiori a 10 milioni di euro. NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021


Professioni

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La sicurezza nella Supply Chain

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ono Filippo Belmondo, il Sales Director di Dobell S.p.A. L’Azienda Dobell nasce nel 1958, fondata da Domenico Belmondo come produttrice di articoli da scrittura. Oggi conta circa 100 addetti ed ha una produzione giornaliera di circa 1M di pennarelli, tutti prodotti nello stabilimento di Mappano dove sono presenti le attività di stampaggio ad iniezione ed assemblaggio. Dobell produce esclusivamente per marchio terzi, esportando circa l’85% del fatturato in Europa. I principali mercati sono Germania, Francia e UK. Producendo solo per marchio clienti, vista l’attuale situazione geopolitica NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021

e di mercato, l’Azienda ha maturato la necessità di aumentare il livello di sicurezza delle forniture offrendo un valore aggiunto alla clientela e ai propri stackeholder, da qui la decisione di certificarsi ISO28000 Supply Chain Security.

Intervista a Filippo

Quale è il motivo che vi ha spinto a fare la certificazione? La decisione di certificare la nostra azienda ISO 28000 è derivata da una scelta volta ad incrementare il servizio al cliente poiché, in un mercato sempre più globale e più competitivo, abbiamo ritenuto fondamentale aumentare la sicurezza della Supply Chain Security.

S.p.A., azienda

Belmondo, Sales Director di Dobell

produttrice di articoli da scrittura. a cura di Pierluigi Fabbroni

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Tale traguardo ci consente di distinguerci dai nostri competitors con un servizio aggiunto alla nostra clientela, composta da retailers operanti in molti Paesi. Quale è stato il percorso? Per il raggiungimento del traguardo è stata determinante la collaborazione con un Partner preparatissimo, la Società di consulenza 7 Consulting srl, che ci ha guidato completamente in tutto il processo di certificazione fino al raggiungimento dello stesso. L’iter è durato circa 1 anno e mezzo e si è basato su un’attenta analisi dello status iniziale per poi andare a ridisegnare anche parte del lay out produttivo ed inserire quindi una serie di nuove tecnologie per il conseguimento della certificazione. Ci sono stati momenti difficili? E come li avete superati? Lo scoglio maggiore è stato organizzare tutti i lavori strutturali in sicurezza poiché sarebbero dovuti iniziare tutti a Marzo 2020. Per la situazione dovuta al Covid si è reso necessario riprogrammare tutte le attività, che sono state concentrate in un arco temporale ridotto. Quali benefici avete già raggiunto? I benefici sono stati molti sia diretti che indiretti. Il principale riguarda l’organizzazione, che è stata in parte ridisegnata grazie alle nuove regole. Inoltre il controllo scrupoloso degli

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Con maggiore controllo è aumentata la sicurezza nei locali di stoccaggio e questo ha portato già dei primi benefici riducendo, ad esempio, i piccoli furti.

accessi e dei mezzi di trasporto ha aumentato notevolmente la nostra sicurezza sia a monte per i nostri fornitori che a valle della nostra catena di fornitura. Con maggiore controllo é aumentata la sicurezza nei locali di stoccaggio e questo ha portato già dei primi benefici riducendo, ad esempio, i piccoli furti. Anche in termini di tranquillità del personale i benefici sono stati da subito visibili. Tutte le attività fatte per conseguire la certificazione e la maggior vigilanza hanno aumentato la sicurezza visto che il ciclo produttivo è continuo sulle 24 ore ed il personale è gran parte femminile, con turnover ogni 8 ore. Come state utilizzando la certificazione ISO28000? L’ISO 28000 è sicuramente una certificazione che si confà perfettamente alla nostra azienda poiché noi producendo esclusivamente a marchio cliente abbiamo aumentato il ser-

vizio e la sicurezza dei prodotti. Avendo il cliente sempre al centro dell’attenzione è stato per noi un ulteriore passo avanti e sicuramente la nostra azienda continuerà a muoversi in quest’ottica, cercando di aumentare costantemente il livello di sicurezza e di qualità percepita. Questa certificazione ha iniziato a concretizzarsi solo dopo 11/09/2001 specialmente in USA e solo di recente in Europa. Per la nostra esperienza e i risultati ottenuti ha destato molto interesse presso i nostri principali clienti/retailers, che hanno manifestato l’interesse all’approfondimento dell’argomento. La società 7 Consulting srl opera da oltre 20 anni nel settore della consulenza direzionale in tutti i settori produttivi con consulenti specializzati che hanno maturato la propria esperienza in campo per poi metterla al servizio delle aziende. Per maggiori informazioni consultare il sito www.7consulting.net.

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IA: responsabile, inclusiva e sostenibile Non bisogna avere paura che l’Intelligenza Artificiale si sostituisca all’uomo, rubandogli lavoro e centralità. fonte: Stati Generali Mondo Lavoro

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on abbiamo le competenze e a guardare il PNRR neanche i fondi. Abbiamo fatto un appello a Draghi per chiedere maggiore attenzione alle nuove tecnologie e alla IA, Intelligenza Artificiale, ma non abbiamo avuto risposta. Agli Stati Generali Mondo del Lavoro Italia, la conversazione sull’Intelligenza Artificiale e le nuove tecnologie tra Marco Landi e Piero Poccianti è stata straordinaria. Sotto la moderazione di Marco Pratellesi, giornalista Italian Tech La Repubblica, il quarto incontro a Torino degli Stati Generali Mondo Lavoro Italia ha visto Marco Landi e Piero Poccianti, decani se non guru

delle nuove tecnologie, convergere sulle opinioni fondanti della non pericolosità dell’Intelligenza Artificiale nel senso di un rischio che essa si sostituisca all’uomo rubandogli lavoro e centralità. “Non bisogna avere paura dell’Intelligenza Artificiale ma della scarsa intelligenza naturale” dice con schiettezza toscana Piero Poccianti, presidente A.I.I.A., Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale. “I nostri ricercatori sono meno numerosi che nel resto d’Europa, però se guardiamo agli articoli pubblicati e citati siamo al terzo posto. Pochi, quindi ma buoni. Anche il mondo delle startup è vivace ma non ci sono NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021


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fondi, nonostante l’incredibile quantità di liquidità del nostro Paese”. Sul numero di posti di lavoro che possono saltare a causa dell’IA sono stati fatti innumerevoli studi, anche promossi dallo stesso Worl Economic Forum, con cifre di anno in anno ballerine. In realtà non lo sa nessuno, ma “come già successo per la meccanizzazione, le nuove tecnologie e l’Intelligenza Artificiale serviranno per permettere all’uomo di lavorare meno e meglio”. La grande responsabilità è nelle mani di chi forma le macchine che sono catalizzatori delle nostre storture culturali, e di chi forma i giovani. Se uniamo volontà ed etica, è possibile che portino più bene che male. “Sono presidente di Quest.it, una startup che sta facendo il salto a scaleup”, interviene Marco Landi, presidente di EuropIA ed ex presidente Apple. “Abbiamo bisogno di assumere 100 collaboratori e non li troviamo. Nello stesso tempo i nostri pochi talenti per essere finanziati devono andare in California”. L’ecosistema che esiste negli Stati Uniti concilia Università, Ricerca, Imprese e Finanziamenti. Da noi questo non esiste. “Leggetevi il PNRR, quanta attenzione ci trovate nelle nuove tecnologie e nell’IA? Abbiamo fatto un appello al Presidente Draghi. Non abbiamo ancora avuto risposta.” Difficile dire dove andrà il mondo del lavoro. “Quello che è certo è che il mondo sarà sempre più dominato dalle tecnologie e bisogna prepararsi.

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Dobbiamo lavorare sulla scuola e subito: certi lavori spariranno ma se ne creeranno di nuovi per i quali non c’è preparazione. Inoltre la ricchezza in più che creerà l’IA deve garantire la sopravvivenza di quei lavoratori che non si potranno riqualificare e perderanno il lavoro e questo è un problema sociale che spetta al governo affrontare”. “Temo che dovremo cambiare il modello socioeconomico” incalza Piero Poccianti. “Il capitalismo per un po’ ha fatto bene il suo lavoro ma se lo stravolgiamo può diventare pericoloso. Il profitto, il valore dell’ azione, deve restare un mezzo non un fine. Quali valori stiamo acclamando nei nostri leader? Manager, politici il cui unico fine è farsi eleggere e far dimenticare in fretta i propri errori. E noi che siamo nati per imparare dagli errori così perdiamo la nostra intelligenza di specie”. Per essere un buon leader ci vuole etica e coraggio, per essere un grande manager ci vuole visione ma anche la capacità di mettere tutto in gioco e fare le scelte necessarie. Marco Landi, ex presidente Apple quando Steve Jobbs rientrò in azienda, ricorda il suo motto “Jump the fence”, salta l’ostacolo o salta la recinzione. Nel suo caso specifico significava saltare il muro della sua propria creazione, McIntosh, quando Microsoft aveva il 90% del mercato, e puntare tutto sull’ipod. Ma le nuove tecnologie non sono solo una protesi all’intelligenza umana,

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sono anche, così come stanno le cose, una croce per l’ambiente. “Ogni dispositivo ha una vita media di 5/10 anni e stiamo affogando dentro i dispositivi” dice Piero Poccianti. “Ogni batteria in compenso ha una vita media di 1 o 2 anni. Come smaltire tutto questo? Ogni megabyte scarica nell’ambiente 0.6 gr. di CO2 e il cloud, così com’è, è un’enorme minaccia se non troviamo il modo di decentralizzare, di intermediare, di scaricare il processo dell’intelligenza su più livelli per avvicinarla all’utilizzatore. Ogni volta che chiedo qualcosa ad Alexa faccio rimbalzare la mia richiesta e la sua risposta in un andirivieni di dati da me al cloud e dal cloud a me. Basta fare due calcoli per capire che l’enorme quantità di dati scaricati, di sms e di mail ci stanno scavando la fossa. Per questo rivoluzione digitale e rivoluzione ecologica devono viaggiare insieme”. La vera domanda, secondo Marco Landi, non è tanto come uscirne. Secondo Landi non siamo ancora entrati. “Se i dati sono il petrolio del futuro bisogna fare in modo che non inquinino come il petrolio. Bisogna capire come gestire l’enorme quantità di dati, di chi è la proprietà e come ridurre l’inquinamento che genera. Bisogna continuare a parlarne e coinvolgere i Governi. Solo continuando a parlarne possiamo avere l’IA che vogliamo: inclusiva, responsabile, sostenibile.

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Il futuro del TPL tra vecchi e nuovi problemi Dall’analisi del comparto sono emerse diverse criticità da colmare, come il divario tra nord e sud e quello tra aree metropolitane e zone rurali. a cura dell’On. Mauro Coltorti

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on la ripresa dell’attività scolastica, torna prepotentemente sotto la lente dell’opinione pubblica il tema dei trasporti, soprattutto del trasporto pubblico locale, che già lo scorso anno aveva rivelato tutte le sue note carenze strutturali, esasperate dai protocolli di distanziamento imposti dalla pandemia. Per questo motivo a gennaio scorso, quando era ancora in carica il governo Conte, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (oggi Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili), aveva istituito una Commissione di studio sul Tpl, presieduta dal professor Bernardo Mattarella.

Pochi giorni fa, la Commissione ha inviato alle Camere, in particolare alle Commissioni Lavori pubblici, Infrastrutture e Trasporti del Senato e Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera, la sua relazione finale. Il documento mette in luce diverse criticità e offre spunti di riflessione per avviare una seria riforma del settore. Dal lavoro degli esperti, emerge un evidente gap tra Nord e Sud, e tra aree metropolitane (dove tuttavia l’offerta non soddisfa ancora pienamente la domanda) e aree rurali, determinando anche in questo piccolo segmento di mercato, un’Italia a due velocità. Un segmento di mercato piccolo ma NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021


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fondamentale e regolato da fenomeni complessi che si intrecciano con il governo del territorio, con un’innovazione tecnologica in rapida evoluzione, e con, ovviamente, lo sviluppo economico dell’area su cui insistono. Per dare un’idea del fenomeno, riporto alcuni dati relativi al 2018: oltre 900 imprese operanti nel settore, tra cui una minoranza a controllo pubblico ma che ha in capo la quota maggioritaria del servizio; oltre 120 mila dipendenti per circa 50 mila mezzi che ogni anno percorrono due miliardi di chilometri trasportando oltre 5 miliardi di passeggeri; 5 miliardi di euro l’anno di finanziamenti statali. Infatti il Tpl chiama in causa lo Stato, che ne regola i finanziamenti e le politiche di indirizzo anche in termini di sostenibilità ambientale, e le regioni, che svolgono invece un ruolo di programmazione. Ecco allora che diventa essenziale incardinare un confronto con gli enti locali anche nell’ottica di concreta attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Durante questi sei mesi di lavori della Commissione, infatti, governo e

parlamento hanno varato il PNRR che tra i suoi obiettivi pone come cardini centrali la transizione ecologica e la digitalizzazione, aspetti che necessitano di un importante potenziamento nel settore di cui ci stiamo occupando. La fetta delle esigenze di mobilità dei cittadini coperta dal trasporto pubblico locale è ancora troppo esigua, soprattutto nelle grandi città, dove c’è una forte domanda non soddisfatta in termini sia di quantità che di qualità, con il conseguente consueto congestionamento del traffico per il ricorso ai mezzi privati. Questa domanda potrebbe aver subito variazioni significative in seguito alla attivazione massiva dello smart working, variazioni da valutare appieno nei prossimi mesi. Purtroppo le tecnologie più innovative sono ancora marginali nella programmazione e nella gestione del servizio: sono ancora poco diffusi la bigliettazione elettronica, le tecnologie per il controllo dei mezzi e per la raccolta di informazioni sui viaggiatori, la videosorveglianza e le informazioni all’utenza in tempo reale attraverso app o messaggistica di-

gitale stradale. Infine, non si investe ancora a sufficienza nel settore, come testimonia l’anzianità media di 12 anni dei mezzi, rispetto ai 7 che si registra negli altri paesi europei. La relazione offre anche spunti interessanti, come quello di affidare all’Art (Autorità di Regolazione di Trasporti) il compito di coordinare la rete dei coordinatori regionali, o la necessità di superare il sistema di proroghe di affidamenti lunghi per favorire la concorrenza tra gestori. I gestori stessi devono essere incentivati a migliorare la qualità del servizio e a mantenere lo standard raggiunto e per farlo è necessario un rafforzamento del fondo nazionale trasporti finalizzato alla digitalizzazione della raccolta dati e alla progressiva sostituzione del parco auto, con veicoli elettrici di ultima generazione. La missione 3 del PNRR destina 7,5 miliardi di euro al trasporto pubblico locale: dobbiamo essere pronti per investire bene laddove occorre in maniera efficiente e senza sprechi. A tal fine sarà anche necessario un controllo dei risultati degli investimenti.

SERVIZI E CONSULENZE IN TUTTA ITALIA L’Agenzia Sandiano di Sanremo (IM) è a disposizione delle Associazioni e degli autotrasportatori, in collaborazione con le Agenzie convenzionate sul territorio, per la soluzione delle problematiche del trasporto: iscrizioni e variazioni con o senza limiti presso l’Albo degli Autotrasportatori e l’Albo degli Smaltitori rifiuti; immatricolazioni e passaggi di proprietà dei veicoli in conto terzi e/o in conto proprio; acquisizione aziende di autotrasporto o con requisiti; revisioni e collaudi sia presso sedi Ministero dei Trasporti sia presso officine autorizzate; consulenza specializzata in materia di merci pericolose ADR, merci deperibili ATP, ecc; autorizzazioni internazionali (CEE ed extra-CEE di ogni tipo); apertura sedi all’estero; quesiti e ricorsi presso Ministero dei Trasporti e altri Enti.

Via Fiume 34, 18038 SANREMO (IM) Tel: 0184 501560 Email: agenzia@sandiano.com - Web: sandiano.com L’Agenzia Sandiano offre consulenza presso le ditte e assistenza presso gli uffici pubblici in tutta Italia

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Premio Cittadino UE Il Biscottificio Frolla è il vincitore italiano del Premio del Cittadino europeo 2021. a cura della Redazione

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l Biscottificio Frolla, realtà dell’ imprenditoria sociale, è stato scelto in un novero di finalisti italiani che vedeva selezionati anche il Progetto Ambasciatori della Fondazione Antonio Megalizzi, la petizione per la Cittadinanza italiana a Patrick Zaki, l’associazione Agevolando e Andrea Borello, volontario italiano presso la Croce Rossa francese. I 5 finalisti sono stati premiati a ottobre in un evento ad hoc organizzato dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, assieme ai finalisti del 2020, anno in cui per la pandemia da Covid-19 sono state annullate le cerimonie di premiazione. Il Biscottificio Frolla è una cooperativa sociale che si pone come obiettivo di promuovere l’inclusione e l’inserimento nel mondo del lavoro di persone portatrici di handicap, tramite la produzione di biscotti di alta qualità. Tra i vincitori degli altri Stati membri l’Associazione che difende la dignità dei giudici che lottano per l’indipendenza della giustizia in Polonia, le Attività di supporto all’opposizione Bielorussa in Lettonia e i Volontari per l’accoglienza e l’integrazione dei migranti irregolari di Moya, nelle Canarie, per la Spagna.

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Il Premio viene conferito annualmente dal Parlamento europeo per meriti eccezionali a progetti che promuovono una migliore comprensione reciproca e una maggiore integrazione tra le popolazioni degli Stati membri, che comportano una cooperazione culturale transfrontaliera o transnazionale a lungo termine e che traducono in pratica i valori sanciti nella Carta dei diritti fondamentali dell’UE. I cittadini e le cittadine, i gruppi di cittadini, le associazioni o le organizzazioni possono presentare domanda per il Premio del cittadino europeo per progetti che hanno realizzato o possono candidare un altro cittadino, gruppo, associazione o organizzazione al Premio del cittadino europeo. Il laboratorio pasticcere di Osimo, nato dalla volontà di offrire opportunità di inclusione sociale e lavorativa ai disabili, è stato premiato a Bruxelles il 9 novembre assieme ai vincitori degli altri Stati membri della UE. La giuria internazionale è quindi demandata a individuare i 5 finalisti per Stato membro. Durante la cerimonia ha ricevuto questo riconoscimento anche le “Voci della Memoria”, il progetto di podcast sulla Shoa che ha vinto il premio nel 2020. NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021


europa

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L’espansione dell’UE nell’area balcanica

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l 6 ottobre 2021 a Brdo, in Slovenia, si è tenuto un vertice dei leader Europei e dei Paesi balcanici, per discutere le possibilità di un futuro allargamento dell’UE a questa regione. Da questo incontro è stato redatto un documento, la dichiarazione di Brdo, che riassume le conclusioni tratte dall’importante incontro. Nel documento leggiamo che l’UE ribadisce il suo sostegno alla prospettiva europea dei Balcani occidentali e l’impegno a favore del processo di allargamento. L’Unione ha quindi l’intenzione di intensificare ulteriormente il coinvolgimento nell’area per portare avanti la trasformazione NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021

politica, economica e sociale della regione, riconoscendo i progressi già compiuti dai Balcani occidentali. In risposta, i partner dei Balcani occidentali hanno sottolineato la dedizione ai valori e principi europei e la volontà di realizzare le riforme necessarie nell’interesse della loro popolazione. Tra questi, vengono evidenziati: il primato della democrazia, dei diritti e valori fondamentali e dello Stato di diritto, la prosecuzione degli sforzi per lottare contro la corruzione e la criminalità organizzata e per sostenere la buona governance, i diritti umani, la parità di genere e i diritti delle persone appartenenti a minoranze.

Con la Dichiarazione di Brdo, l’Unione Europea prende accordi con i Paesi Balcanici per una stretta cooperazione internazionale. a cura della Redazione

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Politica

La credibilità di questi impegni dipende dall’efficace attuazione delle riforme necessarie e dal conseguimento di solidi risultati sostenuto da una comunicazione pubblica chiara e coerente. Una società civile autonoma e mezzi di comunicazione indipendenti e pluralistici sono componenti essenziali di qualsiasi sistema democratico. L’UE è il partner più stretto, il maggiore investitore e il principale donatore della regione. Per questo, la portata delle misure di sostegno deve essere pienamente riconosciuta e veicolata nella comunicazione dei Paesi balcanici e nei loro dibattiti pubblici. D’altro canto, il sistema di sostegno europeo continuerà ad essere legato al conseguimento di progressi tangibili in materia di Stato di diritto e di riforme socioeconomiche, e all’adesione ai valori, alle regole e agli standard europei. I partecipanti hanno confermato la volontà di rafforzare la cooperazione internazionale, sia all’interno della regione, sia tra i Paesi Balcani e gli Stati membri confinanti. L’accordo di Prespa con la Grecia e il trattato sulle relazioni di buon vicinato con la Bulgaria sono due esempi importanti degli sforzi compiuti dai presenti per favorire la riconciliazione, la stabilità regionale, e per risolvere controversie che sono radicate nel passato: la stabilità e lo sviluppo dell’intera regione sono requisiti fondamentali per garantire il proseguimento dei percorsi europei. I leader hanno poi discusso di un tema di estrema attualità, ovvero l’emergenza sanitaria per il Covid-19. La crisi pandemica continua ad avere gravi ripercussioni sulle società e sulle economie europee, evidenziando la necessità di accordi di cooperazione bilaterali. Dallo scoppio della pandemia, l’UE è stata al fianco dei Balcani occidentali, sostenendoli a livello sanitario e socioeconomico con a 3,3 miliardi di euro. Per far sì che si possa uscire al meglio da questa situazione, l’Unione è pronta a migliorare ulteriormente l’accesso ai vaccini, alla diagnostica e alle terapie e a garantire e ottimizzare la 20

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Una società civile autonoma, così come mezzi di comunicazione indipendenti e pluralistici, sono componenti essenziali di qualsiasi sistema democratico.

prevedibilità e la resilienza delle crisi future, rispecchiando la solidarietà e il sostegno reciproco su cui si fonda. I rappresentanti dell’Unione hanno poi presentato il piano economico e d’orientamento per l’attuazione dell’agenda verde per i Balcani occidentali. Il piano prevede un pacchetto di investimenti di circa 30 miliardi di euro per la regione nell’ arco dei prossimi sette anni, di cui 9 miliardi di EUR in sovvenzioni e 20 miliardi di EUR in investimenti, stanziati dal nuovo strumento di garanzia per i Balcani occidentali. Al fine di massimizzare il potenziale impatto del piano economico e di investimenti, i partner dei Balcani occidentali dovranno intraprendere riforme economiche e sociali nonché rafforzare lo Stato di diritto. Il piano può stimolare la ripresa socioeconomica e la competitività verdi a lungo termine, sostenerne la transizione verde e digitale, promuovere la connettività sostenibile, l’integrazione regionale, gli scambi commerciali e, in tal modo, consolidare la cooperazione e la convergenza con l’Unione, anche in relazione agli obiettivi dell’UE in materia di clima. Ricordiamo che il piano europeo di decarbonizzazione prevede la diminuzione del 55% delle emissioni di CO2 entro il 2030 e il raggiungimento della neutralità carbonica entro il 2050. In linea con il Green Deal, l’agenda

è un motore fondamentale della transizione verso economie moderne, neutre in termini di emissioni di carbonio, resilienti ai cambiamenti climatici ed efficienti sotto il profilo delle risorse per liberare il potenziale dell’economia circolare, combattere l’inquinamento e migliorare la gestione dei rifiuti. Per il successo della sua attuazione è necessario un forte impegno della regione, confermato dai presenti favorevoli all’accordo. Infine, si è discusso di sicurezza. La decisione dei Paesi Balcanici di stare al fianco dell’UE è un chiaro segno del loro orientamento strategico. Pertanto, ci si aspetta che approfondiscano ulteriormente la cooperazione in materia di politica estera e di sicurezza comune (PESC), compiano progressi tangibili e sostenibili verso un pieno allineamento alle posizioni di politica estera dell’UE e agiscano di conseguenza. Precisiamo che alcuni Paesi sono già pienamente allineati a tutte le decisioni e dichiarazioni PESC e li incoraggiamo a proseguire in questa direzione. L’UE e i Balcani occidentali condividono una serie di sfide in materia di sicurezza che richiedono un’azione coordinata. Rafforzeremo la cooperazione internazionale per contrastare la disinformazione e altre minacce ibride riconducibili, in particolare, ad attori di Paesi terzi che cercano di minare la prospettiva europea della regione. NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021


Politica

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La lotta alle mafie dopo la pandemia Il rischio di aggressione dell’economia legale da parte della mafie, tra ripresa economia e PNRR. a cura dell’On. Franco Mirabelli

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a lotta alle mafie deve restare una priorità anche oggi. Dopo la pandemia, infatti, di fronte alla possibilità di una ripresa economica e alla disponibilità di molte risorse che arriveranno dal PNRR e che produrranno nei prossimi mesi uno sviluppo significativo, le mafie cercheranno di muoversi per aggredire quei patrimoni. È noto che ormai da tempo, le mafie hanno imparato a sparare meno, a farlo solo se lo ritengono strettamente necessario, allo scopo di suscitare un basso allarme sociale per poter lavorare indisturbate nell’aggressione all’economia legale. Per questo le mafie sono ancora più pericolose e insidiose: mettere miliardi di euro derivati da traffici illeciti nel circuito dell’economia legale vuol dire controllare l’economia e creare, di conseguenza, anche un problema democratico molto grande. Falcone diceva che bisognava “seguire i soldi” ma anche costruire una relazione con gli altri Paesi per riuscire a verificare le provenienze dei soldi e trovare le spie del malaffare o del riciclaggio. Le mafie hanno la straordinaria capacità di cambiare continuamente NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021

ambiti di azione, dallo spaccio ai Consigli di Amministrazione, agli studi di commercialisti e trovano le più disparate modalità illegali per fare soldi e riciclare. Su questo, in questi anni, abbiamo provato a informarci, capire e intervenire. Lo abbiamo fatto con la riforma del Codice Antimafia alla fine della scorsa Legislatura; lo abbiamo fatto con alcuni interventi sul sistema carcerario, anche grazie al Procuratore Nazionale Antimafia, Cafiero De Raho, chiarendo che i boss mafiosi non sono detenuti comuni e che serve il parere di chi conosce il fenomeno prima di fare scelte di sconti di pena o di qualunque beneficio. Oggi siamo impegnati di fronte al post-pandemia. I dati di questi mesi indicano che c’è un’esplosione delle transazioni di immobili destinati ad esercizi commerciali e, quindi, c’è il problema di dotarsi di strumenti per capire cosa succede e dove c’è la criminalità organizzata. Lo stesso sta succedendo sulle imprese: i dati parlano di qualche decina di migliaia di imprese che negli ultimi mesi sono passate di mano. Come hanno riportato le cronache, c’è anche un problema che riguarda

le aste giudiziarie. Le tecnologie e le banche dati servono molto per verificare le provenienze dei soldi e intervenire su questi fronti. Abbiamo ottenuto dal Governo la disponibilità ad introdurre nella riforma del processo civile, dove c’è un articolo dedicato alle aste giudiziarie, una norma per creare al Ministero una banca dati che raccolga tutte le anagrafiche di coloro che partecipano alle aste giudiziarie sugli immobili. È evidente che, dando alle Procure la possibilità di accedere alle banche dati, si ha lo strumento per accorgersi prima di episodi come quello del clan di Secondigliano. Ogni settore sensibile, dunque, va monitorato e ogni mezzo di prevenzione, prima che di contrasto, va messo in campo. Abbiamo fatto ciò che potevamo per mettere in sicurezza i soldi del PNRR, garantendo controlli sufficienti per impedire che vadano nelle mani di aziende vicine alla criminalità organizzata. Stiamo facendo molto anche a livello europeo per coinvolgere ogni soggetto nella lotta al riciclaggio. Queste sono le azioni che spetta alla politica mettere in campo e stiamo cercando di farlo. GENTE IN MOVIMENTO

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Politica

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Analisi e prospettive del trasporto pubblico Il Tpl è una componente fondamentale dei servizi per la mobilità delle persone e un adeguato livello di diffusione e di qualità dei servizi risulta necessario. a cura dell’On. Emanuele Scagliusi

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ual è la fotografia del trasporto pubblico locale (Tpl) italiano? Con questo obiettivo, con il Decreto ministeriale 4 gennaio 2021, è stata nominata la Commissione di Studio presieduta dal professor Bernardo Mattarella, la cui relazione conclusiva è stata ora presentata alle Camere. Tra i compiti della Commissione vi era il definire il quadro normativo in relazione agli aspetti economicofinanziari anche nella prospettiva del federalismo fiscale; l’incremento di ogni possibile forma di efficientamento e razionalizzazione, sviluppando un modello di mobilità as a service e un sistema telematico di

tempestiva analisi dei flussi di domanda; nonché definire criteri uniformi per la ripartizione dei contributi statali con particolare riferimento all’esigenza di garantire livelli adeguati su tutto il territorio nazionale e monitorare gli effetti delle misure adottate. Il Tpl è una componente fondamentale dei servizi per la mobilità delle persone e un adeguato livello di diffusione e di qualità dei servizi per la mobilità risulta necessario per l’esercizio dei diritti individuali (libera circolazione) e per l’accesso a esperienze e attività essenziali (lavoro, scuola, cura della salute) nonché per lo sviluppo economico. NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021


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È bene precisare che il Tpl non deve soddisfare tutta la domanda di mobilità presente su un determinato territorio ma deve colmare le carenze del mercato e costituire una valida alternativa a quello privato. Solo così la singola comunità potrà ottenere benefici in termini di sicurezza, rapidità, tutela dell’ambiente e incidenza sul congestionamento delle strade. Per tutti questi motivi, il Tpl viene qualificato come servizio pubblico e vede un importante intervento della macchina amministrativa e politica sia per qual che concerne la regolazione sia in termini di finanziamento. (con costi che, però, ricadono per il 60% sulla fiscalità generale). Nel settore operano quasi 800 imprese, con oltre 115mila dipendenti con 50mila mezzi ed un fatturato annuo complessivo di circa 11,5 miliardi di euro. I chilometri percorsi sono circa 2 miliardi con oltre 5 milioni e mezzo di passeggeri l’anno (dati 2019). Ma, in uno scenario altamente evoluto quale è quello della mobilità, il Tpl si giova solo parzialmente delle innovazioni tecnologiche, digitali e ambientali. La bassa soddisfazione su copertura e frequenza del servizio, pulizia dei mezzi, confort a bordo si evidenzia maggiormente nelle aree metropolitane dove, del resto, c’è maggiore domanda di mobilità ma riguarda anche le zone periferiche dove intere fasce di popolazione che non possono utilizzare il mezzo privato risultano isolate. Su questo scenario si è abbattuta con tutte le sue devastanti conseguenze ed effetti negativi la pandemia. Su cosa è necessario lavorare, dunque, per migliorare la mobilità del Tpl in chiave sostenibile? Innanzitutto la leva digitale può aiutare i gestori ad offrire un servizio più tarato sui bisogni dei fruitori, attraverso una raccolta di dati e informazioni istantanea, nonché può far sì che gli utenti ne monitorino il servizio innalzandone la qualità. Si tratta di informazioni necessarie sia per la programmazione (tipo e dimensione del servizio e relativo finanziamento) NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021

sia per la prestazione (che va sempre più modulata sulle esigenze dell’ utente, che deve divenire protagonista informato e non mero passivo fruitore). Bisogna essere consapevoli che per migliorare il Tpl è necessario investire maggiori risorse, con un incremento del finanziamento pubblico e un concomitante aumento della concorrenza di mercato tra i gestori, evitando il rinnovo d’inerzia delle concessioni. Gli obiettivi di sostenibilità sono già fissati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) dove ci si pone l’obiettivo di traslare almeno il 10% del traffico automobilistico privato al trasporto pubblico, rinnovando al contempo la flotta degli autobus con nuovi mezzi con un più basso impatto ambientale. Tra le altre letture d’intervento suggerite dalla Commissione di Studio guidata da Mattarella ritroviamo la collaborazione tra vettori e l’interoperabilità tecnologica per un sistema di mobilità integrato e dialogante (servizi, tariffe, sistemi informativi, infrastrutture) affinché ne venga massimizzata l’attrattività. Dobbiamo lavorare per un nuovo modo di concepire il trasporto quotidiano affinché diventi il più sostenibile possibile, fornendo un servizio sempre maggiore per un’utenza che

Politica

vede mutare i propri bisogni non più relegati al mero spostamento casalavoro. Entro il 2030, il settore dei trasporti avrà uno sviluppo delle rinnovabili intenso. Perciò stiamo incentivando la predisposizione e la diffusione di infrastrutture dedicate alla mobilità elettrica, con un aumento di stazioni di ricarica. Inoltre, bisognerà tenere in considerazione anche ulteriori forme di alimentazione come quella ad idrogeno che sembra avere buoni spazi di impiego. Ciò deve innestarsi in un dialogo tra i vari Enti, nazionali e locali, per politiche che possano essere davvero incisive e riescano a contemplare i diversi aspetti di una mobilità sempre più complessa e dalle diverse sfaccettature. I notevoli sforzi economici messi in campo con le ultime leggi di Bilancio, i decreti per fronteggiare la pandemia Covid-19 e il PNRR, se attuati con la giusta organicità, potranno finalmente innovare e innalzare qualitativamente il servizio di trasporto pubblico locale a beneficio degli utenti, con l’auspicio che sempre più italiani vedano nell’abbandono nel mezzo privato un miglioramento della propria vita quotidiana, al passo coi tempi, a tutela dell’ ambiente e della collettività.

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economia e lavoro

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Liguria, estate da record I turisti italiani sono aumentati del 5,5% rispetto al 2019 e anche quelli stranieri, nel corso di agosto, hanno raggiunto le località. a cura di Gianni Berrino

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ono state 2.389.705 a luglio e circa 3 milioni ad agosto le presenze dei turisti che hanno scelto la Liguria come meta delle vacanze. Un’estate da record, che ha registrato un incremento rispetto al 2019, l’ultima stagione prima della pandemia che aveva già consacrato la nostra regione tra le mete preferite da italiani e stranieri. Un’estate che ha rappresentato il Restart del turismo, scacciando via i fantasmi della pandemia e rilanciando l’economia del settore. “Le presenze di turisti italiani” ha spiegato l’assessore al Turismo Gianni Berrino, “sempre rispetto a due estati fa, sono aumentate di quasi il 5,5%. Gli stessi stranieri nel corso del mese di agosto hanno iniziato a raggiungere le nostre località turistiche invertendo il trend inizialmente negativo rispetto al 2019. Se da una parte c’è stato un calo degli arrivi dalla Federazione Russa, dalla Gran Bretagna e dalle destinazioni intercontinentali si è invece evidenziato un boom di arrivi e presenze dalla Germania con una crescita ad agosto di oltre il 56% e dalla Svizzera con quasi il 60%. In crescita anche le presenze da Austria, Belgio e Paesi Bassi. Questo

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grande apprezzamento per la Liguria è certo dovuto anche al fatto che gli stranieri hanno potuto avere la garanzia che la nostra regione fosse una destinazione sicura e che in caso di problemi legati al Covid fossero coperti dalla polizza assicurativa che per primi abbiamo attivato in Italia. Le prenotazioni del mese di settembre sono più che incoraggianti con un trend ancora in positivo rispetto al 2019, confermando un’estate storica per la nostra regione”. Gli stranieri sono comunque cresciuti del 33% rispetto al 2020, in particolare i tedeschi (numeri ricavati anche grazie all’elaborazione dei dati di Liguria Digitale), sono stati il 92% in più della scorsa estate. Molto particolare l’andamento degli americani che non erano praticamente presenti nel corso del 2020, mentre sono tornati in Liguria già a inizio giugno, registrando a luglio un +96%. In questi mesi Genova si è riscoperta città d’arte, il Tigullio si è consacrato polo del lusso, il Ponente si sta confermando un’attrattiva per gli amanti della natura e del mare, il nostro entroterra continua il suo percorso di grande crescita e i tour enogastronomici, come la vendemmia

alle Cinque Terre e la spremitura delle olive ad Imperia, porteranno in Liguria un numero sempre maggiore di visitatori. Un turismo di quantità ma anche di qualità, con la fiducia dei consumatori che quest’estate ci ha permesso di fare un balzo in avanti nella classifica delle regioni più visitate e apprezzate d’Italia. Un importante segno più per le presenze degli italiani nella nostra regione è stato registrato dagli agriturismi. Rispetto al 2019 le presenze degli italiani a luglio sono cresciute del 27,4% (+75,61% nell’imperiese, +5,16% nel savonese, +26,54% nell’area genovese, +24,35% nello spezzino). Il turismo di prossimità e la riscoperta del nostro Paese si sono dimostrati vincenti anche in un anno che ha registrato una comprensibile flessione degli stranieri. L’enogastronomia si è confermata un’altra eccellenza della Liguria. Dai dati del Rapporto sul Turismo enogastronomico italiano 2021 le experience legate all’enogastronomia sono rilevanti per il 71% delle persone nella scelta della destinazione di viaggio, con una ulteriore crescita rispetto al 2019 (in cui pesavano per il 59%). NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021


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economia e lavoro

Dop e IGP, il valore del Made in Italy

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numeri indicano che il settore agroalimentare è in continua espansione, confermandosi al secondo posto per importanza dopo quello della meccanica. Con l’Italia sempre più proiettata sui mercati esteri e un export, che quest’anno dovrebbe traguardare la soglia dei 50 miliardi di euro, parliamo di una crescita economica legata anche a risorse intangibili, con un ‘capitale intellettuale’ ancora da valorizzare che trova in particolare una leva nel sistema delle Indicazioni geografiche, Dop e Igp, normato a livello comunitario a partire dagli anni Novanta. E questo è un valore, utile oltre tutto per realizzare progetti di NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021

respiro internazionale che partono dalla qualità delle nostre produzioni. Di questo peso specifico del made in Italy abbiamo parlato anche all’ultima edizione di Cibus, il Salone ‘dedicato’ della fiera di Parma, in occasione di un convegno organizzato dalla Food Trend Foundation. Le risorse intangibili delle imprese, è stato sottolineato, hanno ormai assunto un ruolo preponderante nell’ economia mondiale. E Indicazioni geografiche (Ig) come Parmigiano Reggiano e Grana Padano Dop, Prosciutto di Parma Dop, Gorgonzola Dop hanno il potenziale per essere, nell’agroalimentare, quello che nell’ immaginario comune rappresentano

Le indicazioni geografiche nell’agroalimentare, Dop e Igp, rappresentano brand planetari come Apple e Microsoft. a cura dell’On. Paolo De Castro

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brand planetari come Apple e Microsoft. Le Ig hanno un potenziale che fonda le sue basi su elementi inerenti la proprietà intellettuale, il capitale organizzativo, le risorse umane e il capitale relazionale sviluppato negli anni dalle Dop e Igp italiane attraverso una corretta gestione dei Consorzi di tutela e delle imprese consorziate. Le esportazioni delle nostre Ig, attualmente 876, di cui 315 nel segmento del cibo e 526 in quello del vino, pesano per circa un quarto sul totale dell’export alimentare, per un valore che si avvicina ai 10 miliardi l’anno. Le imprese attive sono 180mila, i Consorzi di tutela 285. Ma per rafforzare la propria competitività, in particolare nei mercati esteri, questo sistema deve capitalizzare risorse, certificazioni e know how. Uno studio curato da Nomisma evidenzia che il Food&Beverage europeo è primo assoluto a livello mondiale, con un fatturato industriale di 1.260 miliardi di euro. Seconda è la Cina con 1.054 miliardi, terzi gli Stati Uniti con 807. E l’Italia si colloca a sua volta al terzo posto nell’Unione europea alle spalle di Francia (219 miliardi) e Germania (218). Tutto questo con una buona propensione all’export e una buona reputazione sui mercati mondiali riferibili soprattutto ai prodotti a Indicazione geografica, ma con un grado di competitività sicuramente migliorabile. Le imprese italiane di settore sono caratterizzate da un limitato dimensionamento strutturale. Quelle con oltre 250 addetti sono solo 134,

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appena lo 0,2% del totale, a fronte delle 621 della Germania e delle 232 della Francia. E le imprese con oltre 350 milioni di fatturato nel nostro Paese rappresentano solo lo 0,1% del totale, anche se pesano per il 52% sull’export di settore. Indicatori che confermano i limiti di un sistema a fare massa critica di prodotti, anche se di eccellenza, e ad attuare economie di scala nelle diverse filiere produttive. Denominazioni di origine (Dop) e Indicazioni geografiche protette (Igp), sottolinea Nomisma, evidenziano una propensione all’export (47%) superiore alla media dell’intera industria alimentare italiana (25%). Tuttavia la Francia, con un numero di prodotti riconosciuti inferiore riesce a fare meglio, con un’incidenza più elevata sia in termini di fatturato sul totale dell’industria alimentare nazionale (15% contro il 12% dell’ Italia) che di export (25% contro 23%). Un vantaggio competitivo da parte del sistema transalpino indotto anche dal più elevato posizionamento di prezzo nel comparto dei vini imbottigliati: nel 2019, sempre in base a elaborazioni di Nomisma su dati della Commissione Ue, la Francia presentava un valore alla produzione dei prorpri vini di 19,6 miliardi, a fronte di 9,3 miliardi da parte dell’Italia. Mentre la Spagna vince il confronto sui prodotti Dop e Igp per quanto riguarda ortofrutta e olio d’oliva, con valori pari rispettivamente a 620 e 135 milioni, contro i 318 e 82 delle Indicazioni geografiche del made in Italy. Certo, l’alimentare di qualità in Italia è fortemente legato alla produzione agricola. Con impatti delle Dop che

tra il 2019 e il 2020 raggiungevano il 48% del latte prodotto e trasformato nei formaggi, dell’82% della produzione suinicola in quello dei salumi e il 70% delle uve per i vini Dop-Igp. Ma non bisogna cullarsi sugli allori. Dopo i colpi inferti dalla pandemia a tutte le imprese alimentari e in particolare ai prodotti che venivano consumati nel canale Horeca, tra gennaio e maggio 2021, rispetto allo stesso periodo 2020, il Food&Beverage francese è cresciuto del 14,4%, quello spagnolo del 13,2%, l’italiano delll’8,3 per cento. Il recupero della Francia è in larga parte trainato dalle Indicazioni geografiche: l’export dei vini rossi Dop Borgogna, sempre nei primi cinque mesi di quest’anno, ha fatto un balzo di oltre il 60%, quello dei rossi Dop Bordeaux è cresciuto del 57%, lo Champagne del 42,6 per cento. Mentre i rossi Dop Piemonte hanno fatto registrare un +23,8%, il Prosecco Dop +22,1 per cento. Sicuramente l’emergenza sanitaria da Covid-19 ci lascia in eredità cambiamenti nell’ approccio al consumo. E in ogni caso nel fare la spesa gli italiani d’ora in poi faranno ancora più attenzione a prodotti di qualità del territorio, sostenibili ed ‘healty’, come quelli veg e ricchi di Omega-3. Per quanto riguarda le Indicazioni geografiche, con la nuova Politica agricola comune e le sfide che ci attendono con il Green Deal e gli obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale indicati dall’Unione europea, il sistema italiano dovrà affrontare uno scenario in forte evoluzione, con importanti cambiamenti anche nel quadro normativo Ue.

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Economia circolare: opportunità per il futuro

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’economia circolare è un nuovo modo di pensare l’Economia: immaginare prodotti e processi virtuosi, sostenibili ed equi. Secondo la definizione della Ellen MacArthur Foundation economia circolare “è un termine generico per definire un’economia pensata per potersi rigenerare da sola. In un’economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera”. L’economia circolare è dunque un sistema economico pianificato per riutilizzare i materiali in successivi NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021

cicli produttivi, riducendo al massimo gli sprechi. I principi base dell’economia circolare L’Economia Circolare, con riferimento alla definizione data dalla Ellen MacArthur Foundation, è un’economia progettata per auto-rigenerarsi, in cui i materiali di origine biologica sono destinati ad essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici devono essere progettati per essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera. Si tratta di un ripensamento complessivo e radicale rispetto al modello produttivo classico, basato sull’iper sfruttamento delle risorse naturali e orientato all’unico obiettivo della massimizzazione dei profitti tramite

Un’opportunità per un futuro migliore e sostenibile, riutilizzando i materiali nei cicli produttivi e riducendo al massimo gli sprechi. a cura di Davide Spitale

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la riduzione dei costi di produzione. Le fasi dell’economia circolare: adottare un approccio circolare significa rivedere tutte le fasi della produzione e prestare attenzione all’intera filiera coinvolta nel ciclo produttivo. Questa attenzione passa per il rispetto di alcuni principi di base, che la Fondazione Ellen Mc Arthur ha individuato in 5 criteri fondamentali. 1 - ECO PROGETTAZIONE - Progettare i prodotti pensando fin da subito al loro impiego a fine vita, quindi con caratteristiche che ne permetteranno lo smontaggio o la ristrutturazione. 2 - MODULARITÀ E VERSATILITÀ - Dare priorità alla modularità, versatilità e adattabilità del prodotto affinché il suo uso si possa adattare al cambiamento delle condizioni esterne. 3 - ENERGIE RINNOVABILI - Affidarsi ad energie prodotte da fonti rinnovabili favorendo il rapido abbandono del modello energetico fondato sulle fonti fossili.

Adottare un approccio circolare significa rivedere tutte le fasi della produzione e prestare attenzione all’intera filiera coinvolta nel ciclo produttivo.

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Ticket licenziamento verso il riconteggio

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a circolare dell’Inps n. 137 del 17 settembre 2021 in materia di ticket di licenziamento pone una questione tecnica rispetto ai criteri per la determinazione del valore del contributo di cui all’art. 2, comma 31, legge n. 92/2012. L’indicazione esplicita, benché operata per il tramite di una circolare, esprime una richiesta di un importo maggiorato del massimale rispetto al quantum suggerito da atti precedenti e pubblicati dallo stesso istituto, aprendo la porta a richieste di regolarizzazione dei periodi di paga scaduti alla data di pubblicazione della suddetta circolare. Vi proponiamo quindi il commento della NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021

Fondazione Studi Consulenti del Lavoro alla circolare in questione. I criteri di calcolo per la determinazione dell’importo del ticket di licenziamento è “pari al 41 per cento del massimale mensile di ASpI (oggi NASpI) per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni” (art. 2, comma 31, legge 92/2012). Il contributo è pertanto strettamente correlato all’anzianità aziendale del lavoratore cessato, ma scollegato dall’importo della prestazione individuale e, conseguentemente, lo stesso è dovuto in misura identica a prescindere dalla tipologia di lavoro, che esso sia part-time o full-time. Prima dell’emissione della circolare

Ricostruiamo l’impianto regolatorio vigente e le modifiche apportate dall’ultimo documento emesso dall’Inps. fonte: Fondazione Studi CdL

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Inps n. 137/2021, il calcolo del ticket licenziamento aveva come riferimento due documenti di prassi dell’Istituto: il primo, in ordine di tempo, riporta che “riguardo al contributo sulle interruzioni dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, si fa presente che la somma limite di cui all’articolo 4, c. 2 del D.lgs. 22/2015 è stabilita in €1.195,00. Conseguentemente, per le interruzioni realizzatesi da “maggio 2015”, la soglia annuale del contributo di cui all’art. 2, c. 31 della legge 92/2012 corrisponde a € 489,95 e l’importo massimo, riferito ai rapporti di lavoro della durata pari o superiore a 36 mesi, è di € 1.469,85” (messaggio n. 4441 del 30 giugno 2015, in materia di NASpI, profili contributivi). Il secondo messaggio, invece, riguarda la decorrenza e la misura del contributo: “per i licenziamenti effettuati a far tempo dal 1° gennaio 2018 nell’ ambito di una procedura di licenziamento collettivo, i datori di lavoro sopra indicati sono tenuti a versare il contributo ex articolo 2, comma 31, della legge n. 92/2012 che, per effetto della novella legislativa, è costituito da una somma pari all’82 per cento del massimale mensile NASpI per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni. Tenuto conto che, per l’anno 2018, il massimale mensile NASpI è di € 1.208,15, per ogni dodici mesi di anzianità aziendale, la contribuzione da versare è pari a € 990,68 (€ 1208,15 x 82%). Per i lavoratori con anzianità pari o superiore a 36 mesi il contributo è pari a € 2.972,04 (990,68 x 3)” (messaggio n. 594 dell’8 febbraio 2018). Sulla base di tali indicazioni, banche dati, software house, libri e

È ragionevole ritenere che tali conguagli vengano richiesti senza l’applicazione né di interessi né di sanzioni civili.

pubblicazioni specialistiche, hanno determinato il contributo di licenziamento. Successivamente, con la circolare nr. 40 del 19 marzo 2020 l’Inps modifica quanto riportato nei messaggi appena citati, facendo sì che il ticket licenziamento del 2020 e 2021 ammonti a € 1.335,40 x 41% = € 547,51 annuali, pari a € 1.642,53 per il triennio di anzianità. Ne risulta un incremento di ben 132,66 euro per ciascun ticket con anzianità di almeno tre anni e fino a 795,96 euro nei casi di licenziamento collettivo da parte di aziende che rientrano nell’ambito di applicazione della CIGS, in mancanza di accordo. Da recenti controlli sulle banche dati dell’Istituto è emerso quanto riportato nella circolare 137/2021, ovvero che la modalità di calcolo del ticket di licenziamento, nel corso non è sempre avvenuta in modo conforme, non essendo stata correttamente valorizzata la base di calcolo del contributo, pari all’importo del massimale annuo AspI/NASpI. Pertanto, la circolare mira a stabilire un’interpretazione univoca, anche sulla base di recenti interlocuzioni con il Consiglio Nazionale

dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro. Dal quadro delineato, quindi, si rileva l’evidente correlazione tra versamenti in minor misura da parte delle aziende a partire dall’anno 2015 e le indicazioni dei messaggi Inps n.4441/2015 e n. 594/2018, quantomeno sino a febbraio 2020. Solo con la circolare 40 del 19 marzo 2020, infatti, l’Inps ha correttamente fatto riferimento al massimale anziché alla retribuzione imponibile. In ragione di ciò i paventati recuperi dovrebbero tenere conto, oltre che dei termini prescrizionali, anche della distorsione interpretativa indotta dal medesimo istituto. Nei termini citati, è ragionevole ritenere (oltre che auspicabile) che tali conguagli vengano richiesti senza l’applicazione né di interessi né di sanzioni civili e attraverso modalità operative che non impongano ulteriori adempimenti. La questione attiene a una doverosa presa d’atto da parte dell’Inps anche in considerazione del fatto che, in particolare nei casi di licenziamento collettivo, tali differenze di importi potrebbero assumere valori rilevanti di cui le aziende certamente chiederanno conto.

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Maternità e lavoro spesso inconciliabili L’Italia ha i tassi di occupazione femminile tra i più bassi in Europa: 25mila donne l’anno lasciano il lavoro dopo la nascita del primo figlio. a cura dell’On. Elisa Scutellà

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a scarsa natalità è da tempo un problema con cui l’Italia è costretta a fare i conti e che incide negativamente sul benessere stesso del nostro Paese sia in termini economici che sociali. Perché allora nel nostro Paese nascono sempre meno bambini? Partiamo da un dato: l’Italia ha i tassi di occupazione femminile tra i più bassi in Europa e le statistiche dimostrano che 25.000 donne all’anno lasciano il lavoro dopo la prima nascita. Ma vi è di più. Una donna su quattro sceglie di non mettere al mondo un figlio per evitare di dover rinunciare al posto di lavoro faticosamente conquistato. Per tante donne lavoratrici, quindi, una gravidanza sul luogo di lavoro diviene quasi un tabù, per alcuni datori di lavoro una minaccia da scongiurare già in sede di colloquio: avere o desiderare di avere un figlio diventa quindi una discriminante nella scelta della candidata. Dunque, fare un figlio per tante donne significa rinunciare alla propria carriera professionale, significa scegliere NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021

tra lavoro e famiglia o, spesso, essere rifiutate per un lavoro. Le politiche di welfare, infatti, sono ancora estremamente deboli per poter supportare adeguatamente le donne che si affacciano ad un nuovo percorso di vita, la maternità in Italia continua ad essere una fonte di rischio per le donne rispetto al mantenimento dell’occupazione, alla ricerca di un lavoro e, pertanto, per garantire loro una sicurezza economica. Allo stesso tempo, la nostra cultura contiene ancora evidenti tracce di arretratezza sul tema: se un padre che accudisce un figlio viene definito “mammo” significa che siamo profondamente indietro rispetto a tanti altri Paesi in cui costituisce normalità per un padre ed una madre assumersi in modo condiviso le responsabilità di cura dei figli. A ciò si aggiunge che l’Italia è il terz’ultimo paese OCSE, davanti a Turchia e Messico, per livello di partecipazione femminile nel mercato del lavoro. Meno del 30% dei bambini al di sotto dei tre anni usufruisce dei servizi all’infanzia e il 33% circa delle donne

Italiane lavora part-time per conciliare lavoro e responsabilità familiari (la media OCSE è 24%). Sono necessarie politiche di welfare ed una profonda ristrutturazione culturale che metta al centro la famiglia e la condivisione dei compiti della coppia senza lasciare come ahimè tutt’oggi accade, il peso dei compiti familiari solo sulla donna. Diversi studi hanno, inoltre, dimostrato che con un maggior coinvolgimento lavorativo delle donne si avrebbe un esponenziale aumento del Pil ed è per questo che ritengo che stare dalla parte delle donne significhi stare dalla parte di tutti i cittadini. È necessario che si intervenga con strumenti ed iniziative che favoriscano da un lato le donne nell’inserimento o reinserimento a lavoro, e dall’altro, incentivino le imprese e le lavoratrici autonome attraverso strumenti adeguati di supporto che sostengano la conciliazione di vita professionale e vita privata. La maternità per le donne non può essere un limite. GENTE IN MOVIMENTO

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Autonomia contrattuale e rapporti tra coniugi Con il matrimonio, il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. a cura di Elisa Fea

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li articoli 143 e seguenti del Codice Civile sanciscono i diritti e doveri che nascono dal matrimonio. In base al citato art. 143, “con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. Dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’ interesse della famiglia e alla coabitazione. Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia”.

Trattasi di diritti e doveri inderogabili, come disposto dall’art. 160 del Codice Civile, in base al quale “gli sposi non possono derogare né ai diritti né ai doveri previsti dalla legge per effetto del matrimonio”. Pertanto nell’ordinamento italiano non è consentito ai coniugi o a coloro che intendano contrarre matrimonio stipulare accordi aventi ad oggetto gli effetti patrimoniali di una futura eventuale crisi coniugale. Si tratta dei cosiddetti “patti prematrimoniali”, diffusi invece negli ordinamenti anglosassoni, da intendersi come gli accordi stipulati da due soggetti ancora non coniugati i quali, essendo in procinto di NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021


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contrarre matrimonio, intendono predeterminare i reciproci rapporti derivanti da una eventuale futura crisi. Accordi di questo tipo sono volti a prevenire liti giudiziarie, stabilendo in via preventiva i diritti patrimoniali spettanti a ciascun coniuge a fronte dello scioglimento del matrimonio. Il patto prematrimoniale non va però confuso con il cosiddetto “contratto di matrimonio”, con cui i nubendi predeterminano i rapporti discendenti dal futuro matrimonio, nella sua fase “fisiologica” e non di rottura. L’ammissibilità di tali pattuizioni, in epoca precedente al matrimonio, si giustifica alla luce dell’art. 162 del Codice Civile, che consente la stipula delle convenzioni matrimoniali in ogni tempo, e in ragione del fine meritevole di tutela: la disciplina delle prospettive della futura famiglia e la tutela delle sue esigenze patrimoniali. Viceversa, la circostanza che i patti prematrimoniali siano idonei a disciplinare la crisi tra i coniugi prima che la stessa si verifichi genera dubbi di compatibilità con principi fondamentali del nostro ordinamento, potendo influenzare la volontà dei coniugi a domandare o meno lo scioglimento del matrimonio e regolamentare l’entità o il diritto all’assegno di mantenimento o divorzile. Il patto prematrimoniale va altresì distinto dagli accordi “in sede” e “in occasione” di separazione o divorzio, diretti a regolamentare i diritti patrimoniali discendenti da una crisi in corso, stipulati durante la separazione o il divorzio. Tali patti sono ammessi dal nostro ordinamento in quanto non sono stipulati in previsione di una crisi ma quando la crisi è già insorta e hanno la funzione di cristallizzare gli accordi dei coniugi sui rispettivi diritti patrimoniali. Si tratta, infatti, di accordi usualmente recepiti dai coniugi nel ricorso per la separazione consensuale o di divorzio congiunto. In dottrina e giurisprudenza è ormai consolidata l’applicabilità del prinNUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021

cipio della libertà contrattuale agli accordi tra coniugi che riguardino aspetti diversi da quelli tipici della separazione o del divorzio, i cui effetti siano sospensivamente condizionati al verificarsi di tali eventi. Il contratto è definito all’art. 1321 del Codice Civile come “l’accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale”; l’autonomia contrattuale poi sancita al successivo art. 1322, secondo cui “Le parti possono liberamente determinare il contenuto del contratto nei limiti imposti dalla legge e dalle norme corporative. Le parti possono anche concludere contratti che non appartengano ai tipi aventi una disciplina particolare, purché siano diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo l’ordinamento giuridico”. L’estensione della disciplina contrattuale agli accordi tra coniugi aventi contenuto patrimoniale ha portato la giurisprudenza ad affermare l’applicabilità nella materia in discorso della disciplina generale del contratto, comprese le norme sulla sua interpretazione ed i principi di correttezza buona fede nelle trattative e nell’esecuzione degli accordi. Infine, gli accordi raggiunti dai

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coniugi in occasione di separazione consensuale o divorzio congiunto (cosiddetti “contratti della crisi coniugale”) non devono confondersi con le convenzioni matrimoniali: i primi sono contratti atipici, conclusi quanto la crisi matrimoniale è già in atto, meritevoli di tutela da parte dell’ordinamento giuridico ai sensi dell’art. 1322 del Codice Civile, non in contrasto con l’ordine pubblico e caratterizzati da una causa distinta da quella delle convenzioni matrimoniali; queste ultime, invece, sono disciplinate agli artt. 159 ss. del Codice Civile e presuppongono il normale svolgimento del matrimonio, hanno ad oggetto una generalità di beni e non l’esigenza di assetto dei rapporti personali e patrimoniali degli ex coniugi. Tanto premesso, l’autonomia contrattuale sancita all’art. 1322 del Codice Civile risulta applicabile anche in materia di rapporti tra i coniugi, salva però l’inammissibilità di accordi con cui i nubendi regolino anticipatamente le conseguenze della futura eventuale crisi (patti prematrimoniali) e purché al fine di realizzare interessi meritevoli di tutela (qual è la volontà di impedire che eventuali disaccordi sulle condizioni economiche possano generare una lite giudiziaria), nel rispetto dei principi di correttezza e buona fede.

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Caro bollette: un inverno difficile Secondo l’associazione dei consumatori Adiconsum, l’aggravio per le famiglie è di circa 1.000 euro annui tra luce, gas e carburante. a cura della Redazione

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rincari previsti per l’aumento del costo della produzione di luce e gas si sono già iniziati a sentire e il Governo ha messo in campo le prime azioni per aiutare, soprattutto, le famiglie in difficoltà. Il caro prezzi scaturisce dalla combinazione di diversi fattori che ha portato all’aumento della domanda mondiale di gas, cui corrisponde un aumento del prezzo di vendita della materia prima: un inverno, quello del 2020, particolarmente rigido, la ripresa delle attività, la riduzione della vendita di gas all’Europa da parte della Russia e l’aumento delle quote degli Ets, i permessi di emissione di CO2 pagati dalle aziende

per “poter inquinare”. Nonostante l’intervento del Governo per diminuire gli impatti del caro bollette, la misura tampone non è sufficiente a risolvere il problema nel lungo periodo. “A oltre 20 anni dalla liberalizzazione del settore elettrico e a oltre 10 anni dalla liberalizzazione del mercato, ci troviamo ancora a rincorrere il problema del caro-bollette che a sua volta grava sulla competitività delle imprese, sulla vita delle famiglie e alimenta la povertà energetica. Tutto questo in piena transizione energetica, rispetto alla quale il Governo non si è ancora dato una strategia chiara verso la transizione ecologica, sulla cui base adeguare la struttura NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021


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tariffaria. Al riguardo vanno affrontati alcuni problemi indifferibili: un vero mercato europeo dell’energia; un piano di sviluppo delle reti e degli accumuli per far fronte alle crescenti energie rinnovabili, se davvero si vogliono superare le fonti fossili; il passaggio di oneri e accise, non attinenti al consumo dell’energia, sulla fiscalità generale; il contenimento definitivo dell’IVA e della tassazione; il controllo delle aste di CO2; la creazione di un Albo Venditori per il mercato libero, il cui accesso va consentito solo in cambio di determinate garanzie fidejussorie; l’aumento del tetto ISEE del bonus sociale; il Fondo per combattere la povertà energetica” dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum. “Il Paese deve decidere in che direzione andare: se vuole andare verso le fonti rinnovabili allora si deve gradualmente ‘smarcare’ dalle dinamiche di prezzo delle materie prime fossili” prosegue Pierpaola Pietrantozzi, Segretario nazionale Adiconsum, “revisionando la struttura tariffaria in modo tale che preveda, tra le altre cose, il trasferimento degli oneri generali di sistema sulla fiscalità generale, mantenendo in capo alla tariffa elettrica solo quelli effettivamente attinenti, l’esclusione del calcolo dell’IVA dagli oneri e

dalle accise, l’applicazione dell’Iva agevolata al 10% sulle quote relative alla materia prima ed alla commercializzazione di luce e gas, senza dimenticare di prevedere misure per combattere in maniera efficace la povertà energetica, che interessa milioni di famiglie, aggravata anche dall’emergenza Covid. C’è bisogno di fare una scelta strategica di fondo che veda il coinvolgimento delle Associazioni di consumatori in prima persona e non come parte finale di un ingranaggio con i cittadini-consumatori costretti solo a subire i vari rincari dall’alto.

Gli aiuti stanziati per il caro luce, 3 miliardi di euro, interessano circa 3 milioni di persone, ovvero i nuclei familiari con Isee inferiore a 8.265 euro annui, famiglie numerose con almeno 4 figli e Isee inferiore ai 20.000 euro annui, chi percepisce il reddito/ pensione di cittadinanza e persone affette da gravi problemi di salute. Per la fornitura di gas, invece, si prevede l’azzeramento degli aumenti per circa 2,5 milioni di persone. Inoltre, per tutti gli utenti privati e per le piccole imprese vengono azzerate le aliquote degli oneri di sistema per la luce, mentre, per il gas l’IVA passa al 5%.

ADDIO ALLA VOLTURA DELLE BOLLETTE È arrivata la conferma per una manovra che contribuisce finalmente a snellire il processo burocratico del trasloco per gli italiani. Andiamo con ordine. La voltura consiste nel cambiare intestatario del contratto di fornitura delle utenze (luce e/o gas) ed esiste una procedura precisa che è comune ai diversi gestori. In particolare, la voltura luce si richiede soltanto nel caso in cui, all’interno della casa o del locale in cui si intende trasferirsi, sia già attivo un contratto di fornitura dell’energia elettrica. Per quanto riguarda i costi, si va da 45 a 80 euro, a seconda del nostro fornitore, con una tempistica media di 7 giorni lavorativi. Nel resto d’Europa, quando ci si trasferisce in una nuova abitazione, è possibile scegliere il nuovo fornitore di luce e gas e sottoscrivere un contratto con lo stesso. In Italia, invece, per attivare l’utenza, una volta entrati nella propria nuova abitazione (o nel nuovo locale), quando il contatore è attivo, è necessario:

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contattare il fornitore del vecchio inquilino; inviare la documentazione necessaria; pagare il costo della voltura e attendere la ricezione del contratto. In questa fase non è possibile scegliere né il fornitore né l’offerta, ma si è vincolati al contratto del precedente inquilino. La novità arriva dalla recente approvazione della delibera 135/2021/R/eel per stimolare la concorrenza del settore energetico e agevolare la vita ai clienti: a partire dal 1º Ottobre 2021 sarà possibile eseguire la voltura luce e cambiare il fornitore in un’unica procedura, scegliendo l’offerta più conveniente. Nel caso si contatti il fornitore corrente, il venditore dovrà eseguire la voltura entro 5 giorni dalla relativa richiesta. In alternativa, il nuovo inquilino potrà rivolgersi direttamente al nuovo fornitore luce, chiedendo l’attivazione dell’offerta dedicata e l’intestazione della bolletta con un’unica pratica.

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consumatore

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Problemi di streaming per il calcio italiano Continuano i disservizi di Dazn, il servizio di streaming titolare dei diritti televisivi del calcio di Serie A per i prossimi 3 anni. a cura della Redazione

L

a risoluzione della Camera sulla neutralità tecnologica e sul rafforzamento dell’Agcom, è un primo passo, ma non basta per risolvere nell’immediato i disservizi subiti dagli abbonati Dazn. Cerchiamo di capire cos’è successo. Il campionato di serie A 2021-2022 è trasmesso interamente da Dazn, servizio di streaming già presente da alcuni anni sulla scena italiana, che si è aggiudicato in esclusiva i diritti televisivi delle partite per i prossimi tre anni. Questo significa che, cittadini ed esercizi commerciali (bar, pub, ristoranti, club, etc.) dovranno dotarsi di una smart TV e di un abbonamento internet, oltre all’abbonamento a Dazn, per vedere il campionato. La smart TV, in realtà, non è indispensabile, in quanto le partite possono essere viste su pc, tablet e smartphone, oppure tramite chromecast sulle tv dotate di ingresso HDMI. Al contrario, la connessione internet è indispensabile e da questa dipende anche la qualità audio-video. Di fatto, si limita la fruizione delle

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partite agli utenti che vivono in aree coperte dai servizi internet. Tuttavia, dall’inizio del campionato, si sono verificati numerosi disservizi, dalla pessima qualità audio/video fino all’interruzione della diretta, i quali hanno portato le associazioni dei consumatori, l’AGCOM e la Lega Calcio a chiedere provvedimenti al Governo. Le segnalazioni ormai non si contano più e, nonostante la stessa Dazn abbia cercato di riparare ai disguidi con promozioni e sconti agli abbonati, le disdette dal servizio sono aumentate. La IX Commissione della Camera ha quindi approvato una risoluzione per far sì che Dazn assicuri un servizio adeguato ai cittadini e garantisca maggior trasparenza nella rilevazione degli ascolti. Il testo impegna anche l’Esecutivo a valutare un rafforzamento dei poteri di controllo conferiti all’Agcom per tutelare i consumatori. Il problema però, potrebbe essere legato ai tempi tecnici necessari per legiferare, i quali lascerebbero gli utenti in balia dei disservizi ancora per lungo tempo. NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021


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Bilancio incidenti 2020, il buono del Covid-19 Solo grazie alla pandemia diminuiscono i sinistri: servono riforme serie, un PNRR della sicurezza stradale. a cura di Giordano Biserni

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seguito della pubblicazione dei dati ACI-ISTAT sugli incidenti stradali in Italia nell’anno 2020, contraddistinto dalla pandemia e dai conseguenti provvedimenti che hanno ridotto la circolazione viaria per molte settimane, soprattutto nelle ore serali e notturne e nei lunghi spostamenti tra Regioni, l’Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale torna a chiedere nuovi provvedimenti per la sicurezza stradale. “Serve un PNRR per la sicurezza stradale” dichiara Giordano Biserni, Presidente ASAPS, “perché è vero, i dati parlano di una diminuzione del 24,5% dei morti, del 34% dei feriti e del 31,3% degli incidenti, ma nei grafici che abbiamo visionato vediamo che nei mesi estivi di riapertura generale i dati sono gli stessi del 2019, anno senza pandemia. Ancora troppi pedoni muoiono sulle strade con ben 409 decessi, 176 tra ciclisti e monopattinisti e 645 motociclisti. Parliamo perciò di una utenza debole, ancora più debole ai tempi del COVID-19. Proprio a causa 38

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del virus nei centri urbani si è avuto il minor decremento, ma non riusciamo a comprendere perché il Parlamento e il Governo non intervengano, dopo che per l’ennesimo anno, sia riconosciuta come prima causa la distrazione alla guida da cellulare. Nelle centinaia di norme scritte negli ultimi 18 mesi perché non è stata introdotta la sospensione della patente alla prima violazione per l’utilizzo del cellulare alla guida? Perché non si vuole capire che oggi con la messaggistica istantanea si possono provocare sinistri gravi come accaduto di recente anche in autostrada? L’altro tema su cui occorre fare una seria riflessione è quello dell’alta velocità, contrastata dall’opinione pubblica ormai in ogni modo per rendere inoffensivi tutti i sistemi di controllo automatici, dall’autovelox al telelaser e al tutor. Un incidente ogni 10 vede come causa proprio coloro che premono sull’acceleratore. Anche qui manca all’appello un decreto che doveva regolamentare i nuovi controlli di velocità che è

sparito dai radar. Il costo sociale degli incidenti stradali con lesioni a persone nel 2020 ha raggiunto 11,6 miliardi di euro, una cifra folle per un Paese che vuole ripartire dopo il Covid. Da ultimo apprendiamo che l’incidentalità stradale correlata ad alcol e droga è aumentata nel 2020, dopo che anche su questo tema erano partite battaglie nei tribunali su etilometri e sulla loro legittimità. “Nessun serio provvedimento all’ orizzonte con la revisione del CdS, intanto continua l’assurda logica di ripiegamento della Polizia Stradale (mentre la politica tace) con la chiusura di numerosi Distaccamenti posizionati proprio sulle strade statali cioè quelle che l’Istat ci dice essere le più pericolose in assoluto, dove si registra un tasso di mortalità in aumento con 4,4 decessi ogni 100 incidenti, (4,2% nel 2019). Vogliamo perciò iniziare seriamente a tornare a parlare di sicurezza sulle strade? Altrimenti rassegniamoci a rivedere un incremento degli incidenti già dal 2021, e segnali già si vedono” conclude Biserni. NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021


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Regole e deroghe per le opere pubbliche Quando la necessità elimina il superfluo: la sospensione delle regole per il completamento delle grandi opere pubbliche. a cura di Mary Lin Bolis

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’idea che sia necessario adottare regole diverse da quelle ordinarie per poter concludere un’opera pubblica torna con periodicità sempre maggiore. Con la motivazione che si deve riuscire a far concludere determinati appalti, il tema ricorrente non è tanto l’adozione di regole diverse quanto la necessità di sospendere le regole in vigore, per un lasso di tempo o per opere individuate specificamente. L’idea che ne è alla base, quindi, non può essere il miglioramento delle regole esistenti, perché altrimenti la logica imporrebbe l’adozione di regole nuove in via definitiva. A meno di non voler ammettere che le norme cui si chiede di derogare non sono affatto le migliori possibili e rimettere così in discussione l’intero assetto complessivo dei lavori pubblici. Lo schema è sempre lo stesso: si presenta un grande problema come se fosse imprevisto o si lascia crescere un problema fino a che non diventi grande al punto da essere ingestibile. Si inizia quindi a non osservare le norme che sono state poste a presidio NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021

dello specifico settore con tanta cura e con motivazioni condivise. Ad un certo punto si procede con delibere in deroga, avendo cura di nominare un commissario con espressi poteri di derogare alle norme ordinarie. Le stesse regole derogatorie, nel tempo, possono essere passibili di cambiamento. Ma per quale motivo si dovrebbero adottare regole diverse, presumibilmente migliori, per una sola opera stradale e non, ad esempio, per tutti gli infiniti cantieri disseminati sull’intera rete autostradale? Non sarebbe forse meglio abbandonare il continuo ricorso a deroghe e commissari? Atteso che la necessità di una deroga evidenzia che con le vecchie regole è impossibile ottenere i risultati necessari, se vi sono regole migliori è giusto adottarle in via definitiva. Vale in tutti i settori: è così che si spiega la diffusa attesa di un condono, edilizio o fiscale che sia. A ben vedere si tratta di soggetti privati che nutrono l’aspettativa di veder estesi anche a loro i vantaggi del settore pubblico. Non si tratta di altro se non di un modo

di contrastare la cieca burocrazia che pretende di prevenire ogni male con norme assurde imposte a tutti anziché assicurare la punizione dei malfattori. In fondo si tratta di ammettere che dietro la scusa della burocrazia e delle regole insostenibili dilaga l’abusivismo e che fra le violazioni più tenui si nascondono meglio quelle più gravi. L’esempio più assurdo di come sia antica abitudine ricorrere ad una sostituzione delle regole, cambiando i parametri per sostenere che è ben possibile rispettarli, lo si è avuto negli anni novanta, quando gli acquedotti di intere provincie erogavano acqua con livelli di atrazina ben oltre i limiti di legge. Ci volle l’estro di un ministro della sanità burlone a risolvere il problema: l’acqua venne resa potabile con un decreto che decuplicava i limiti massimi dello specifico agente chimico. L’acqua era la stessa, inquinata come sempre e non certo mutata dalla pubblicazione del provvedimento in gazzetta ufficiale, ma con un decreto la gente si convinse che era finalmente diventata buona. GENTE IN MOVIMENTO

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motori

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Il Monitoraggio dei Veicoli Inquinanti Si chiama Move-In il sistema di monitoraggio dei veicoli inquinanti attivo da due anni in Lombardia, ora funzionante anche in Piemonte. a cura della Redazione

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n Piemonte e in Lombardia è attivo il divieto di circolazione per i veicoli inquinanti, il quale differisce per fasce orarie e durata nell’arco dell’anno a seconda della tipologia di direttiva europea di appartenenza. Se per la Lombardia il piano di riduzione dei veicoli inquinanti in circolazione non è una novità, in quanto già attivo da due anni, in Piemonte è entrato in vigore soltanto da quest’anno a causa del posticipo causato dall’emergenza sanitaria. Vediamo quindi di cosa si tratta e come funziona. Le limitazioni interessano 76 comuni piemontesi, i più popolosi con almeno

10 mila abitanti, e sono state uniformate come segue: divieto di circolazione per tutto l’anno, 24 ore su 24, festivi compresi, dei veicoli adibiti al trasporto di persone (categoria M1, M2, M3) e dei veicoli adibiti al trasporto merci (categoria N1, N2, N3) con omologazione inferiore o uguale all’Euro 2 per i veicoli alimentati a benzina e diesel, e con omologazione inferiore o uguale a Euro 1 per i veicoli alimentati a GPL e metano; divieto di circolazione stagionale, dal 15 settembre al 15 aprile di ogni anno dalle ore 8.00 alle 19.00 nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì, per i veicoli diesel adibiti al trasporto di persone (categoria M1, M2, M3) e NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021


motori

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dei veicoli adibiti al trasporto merci (categoria N1, N2, N3) con omologazione uguale a Euro 3 ed Euro 4, cui si aggiunge il divieto di circolazione veicolare 24 ore su 24 tutti i giorni della settimana, festivi compresi, per tutti i ciclomotori e motocicli adibiti al trasporto di persone o merci (categoria L1, L2, L3, L4, L5, L6, L7) con omologazione inferiore o uguale a Euro 1. A questo si aggiunge, per tutti i veicoli di qualsiasi categoria e motorizzazione, il divieto di sosta con il motore acceso. Le limitazioni di cui sopra entrano in vigore con un anno di ritardo per via della pandemia e fanno parte del piano di riduzione delle emissioni inquinanti nella pianura Padana. Tuttavia, la Regione Piemonte, così come la Lombardia in precedenza, ha attivato il sistema Move-In per permettere ai possessori dei veicoli soggetti a limitazioni di poter continuare a utilizzare i propri mezzi in modo responsabile, in deroga alle limitazioni. Tramite l’installazione di una scatola nera con controllo satellitare, al costo di 50 euro per il primo anno di adesione, e di 20 euro per ogni anno successivo, è possibile circolare tutto l’anno rispettando la soglia chilometrica stabilita per ciascuna direttiva europea: ad esempio, a un veicolo leggero adibito al trasporto di merci (categoria N1) Euro 0, benzina o diesel che sia, corrisponde una soglia chilometrica annuale di 2.000 km (vedere tabella in alto). Partendo dal limite stabilito, il sistema calcola e scala i chilometri percorsi in tutte le tratte stradali (comprese autostrade, tangenziali e strade di interesse regionale) dei comuni aderenti nella sola regione Piemonte, a meno che non si aderisca al servizio anche in altre regioni, come in Lombardia. Inoltre, guidando in modo responsabile, a una velocità compresa tra i 70 e i 110 km/h in autostrada e con accelerazioni inferiori a 2m/ s2 sulle strade urbane, per ogni km percorso si guadagno rispettivamente 0,2 km e 0,1 km. NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021

Categoria veicolo

Alimentazione

Categoria Euro

Soglia km/ anno

Automobili M1, motocicli L1-L6

benzina, diesel, GPL, metano

0/1

1.000

Automobili M1

diesel

2

2.000

Automobili M1

diesel

3

5.000

Automobili M1

diesel

4

8.000

Veicoli leggeri ≤ 3.5 t N1

benzina, diesel, GPL, metano

0/1

2.000

Veicoli leggeri ≤ 3.5 t N1

benzina, diesel

2

3.000

Veicoli leggeri ≤ 3.5 t N1

diesel

3

6.000

Veicoli leggeri ≤ 3.5 t N1

diesel

4

9.000

Veicoli pesanti > 3.5 t N2-N3

benzina, diesel

0/1

2.000

Veicoli pesanti > 3.5 t N2-N3

diesel

2

3.000

Veicoli pesanti > 3.5 t N2-N3

diesel

3

8.000

Veicoli pesanti > 3.5 t N2-N3

diesel

4

12.000

Seppur consenta ai veicoli più inquinanti, interessati dal blocco totale 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno, di circolare in deroga al divieti nei limiti chilometrici stabiliti, in caso di attivazione delle limitazioni momentanee stabilite per il superamento dei livelli di inquinamento ambientale sul territorio comunale, anche i veicoli dotati di Move-In dovranno fermarsi come segue: il livello arancione prevede il blocco di tutti i veicoli diesel Euro 3 e 4 adibiti al trasporto di persone e merci, anche il sabato e nei giorni festivi dalle ore 8.00 alle ore 19.00, e dei veicoli diesel Euro 5 adibiti al trasporto di persone dalle ore 8.00 alle 19.00 di tutti i giorni, festivi compresi; mentre con il livello rosso si dovranno fermare anche i veicoli adibiti al trasporto merci con motori diesel Euro 5, dalle 8.00 alle 19.00 di tutti i giorni, sabato e festivi compresi. Aderire è molto semplice: collegandosi al sito dedicato della Regione

Lombardia, bisogna seguire la procedura online, accedendo tramite Spid o Carta Nazionale dei Servizi. È necesario fornire i dati del veicolo, alcuni dati anagrafici o il referente responsabile, nel caso di un’azienda. Completata la procedura bisogna contattare un operatore TSP abilitato al montaggio della scatola nera, certificando il collegamento alla piattaforma telematica Move-In. Nel caso si disponga già di una black-box compatibile, è sufficiente il collegamento al portale. Il completamento della procedura e l’attivazione del servizio viene comunicato tramite e-mail o pec, sulla pagina personale del sito e tramite notifica sull’app Move-In. L’ultimo passaggio prevede l’associazione dei dati del veicolo al proprio telefono, per poter monitorare i chilometri ancora percorribili. A questo punto si è liberi di circolare, entro il limite chilometrico annuo corrispondente alla propria categoria Euro. GENTE IN MOVIMENTO

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Crediti foto: Courtesy Salone del Mobile.Milano

Salone del mobile, una scommessa vinta Il Supersalone, l’evento speciale 2021 riparte tra realtà e digitale, con oltre 60 mila presenze. a cura della Redazione

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i è tenuto dal 5 al 10 settembre, nei primi quattro padiglioni di Fiera Milano, Rho, presentando oltre 1.900 progetti di brand espositori, designer autoproduttori e giovani laureati, un ricchissimo programma pubblico con più di 40 voci illustri (tra architetti, innovatori, visionari, imprenditori, artisti e politici), una rassegna cinematografica in collaborazione con il Milano Design Film Festival, quattro food court ideate da Identità Golose e animate da nove dei più grandi interpreti della cucina italiana e una grande mostra dell’ ADI/Compasso d’Oro, per raggiungere i punti di contatto tra settori

differenti, sperimentare nuovi format espositivi, coinvolgere e motivare i visitatori. E, soprattutto, riaccendere, metaforicamente parlando, i motori della città del design per eccellenza: Milano. Questo, in sintesi, il “supersalone”, l’evento fortemente voluto da Salone del Mobile.Milano e affidato al curatore Stefano Boeri e a un gruppo internazionale di co-progettisti, Andrea Caputo, Maria Cristina Didero, Anniina Koivu, Lukas Wegwerth, Marco Ferrari ed Elisa Pasqual di Studio Folder, Giorgio Donà, co-founder e direttore di Stefano Boeri Interiors. Oltre 60mila le presenze all’evento NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021


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speciale, sostenuto anche dalle parole del presidente Mattarella che ha sottolineato il coraggio e la qualità con cui si è dato vita alla manifestazione, che ha superato ogni aspettativa in termini di affluenza e sancisce il rilancio della città, di un intero sistema e del Paese. Ma si fa anche volano per la sessantesima edizione della rassegna che andrà in scena dal 5 al 10 aprile 2022. “La forza del Salone del Mobile. Milano è sempre stata la volontà di fare squadra, di sperimentare e anche di rischiare, senza mai, però, perdere di vista l’obiettivo finale: il bene per le nostre aziende e per i nostri espositori. Ho sempre vissuto un Salone che, in ogni edizione, è stato capace di mettersi in discussione, di guardare alle trasformazioni della società, di analizzare sfide e cogliere opportunità. Di cambiare punto di vista. È ciò che abbiamo fatto scegliendo la strada di un supersalone” afferma Maria Porro, Presidente del Salone del Mobile. Milano.

“Abbiamo rotto gli schemi per non restare fermi in una situazione che avrebbe potuto impoverire il sistema e compromettere il primato di Milano. Non è stato facile, ma l’aver scelto una nuova strada e colto l’occasione di fornire nuove visioni di brand e prodotti è segno di quanto grande sia la forza del nostro design, che, coniugando tradizioni culturali, creatività dei protagonisti, capacità innovativa dell’industria e dei territori, ci permette di guardare al futuro con fiducia”. Decisivo anche il ruolo della nuova piattaforma digitale del Salone del Mobile.Milano che, nei giorni del “supersalone”, ha amplificato l’evento, attivando un nuovo approccio e un’inedita fruizione sia per i visitatori presenti in fiera sia per gli utenti in remoto. Sono state raccontate aziende e prodotti, si è data la parola ai tanti personaggi presenti, si sono assicurate informazioni e moltiplicati i contatti diretti.

I dati raccolti fino alla giornata di giovedì 9 settembre fotografano una community dinamica e in crescita, ripartita al 50% tra accessi italiani e internazionali, che ha risposto a tutte le iniziative proposte. “Chiudiamo questa edizione del Salone del Mobile.Milano con grande soddisfazione e tanta emozione. Era importante fare un primo ma decisivo passo, esserci e dare un segnale all’intero Paese. Ci siamo riusciti. Grazie al lavoro di tutti: le aziende che si sono messe in gioco, il curatore Stefano Boeri e tutto il team di co-curatori, ma anche gli organizzatori, gli allestitori i designer e gli operatori della cultura e della comunicazione che, insieme, hanno creduto in questa manifestazione. Un ringraziamento particolare al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ci ha fatto sentire la vicinanza delle istituzioni”, conclude Maria Porro, Presidente del Salone del Mobile.Milano.

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Viaggi a impatto zero: i percorsi migliori Circa la metà dei viaggiatori è disposta ad aumentare di 30 minuti il tempo di viaggio, se così facendo si possono portare benefici al clima. a cura della Redazione

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a sostenibilità ambientale occupa sempre più spazio nella vita quotidiana, ma quando si tratta di viaggiare la velocità e la convenienza hanno spesso la precedenza. Tuttavia, un sondaggio rappresentativo di YouGov commissionato da Omio, la piattaforma di prenotazione di viaggi multimodali leader in Europa, mostra che i viaggiatori sono abbastanza disposti a scendere a compromessi e ad adattarsi se questo ha un effetto positivo sull’ambiente. Presentiamo quindi gli otto percorsi più green, basati sulle 100 rotte più popolari dentro e fuori dall’Italia, dove il treno o l’autobus impiegano

solo fino a 52 minuti in più per raggiungere la meta, tenendo conto del viaggio verso l’aeroporto e le stazioni ferroviarie, nonché del tempo di check-in. Viaggiare in treno o in pullman non significa solo risparmiare tempo, ma ha anche un impatto positivo sull’ ambiente: ad esempio spostarsi con i mezzi di trasporto terrestri sulla famosa tratta Roma-Milano permette di ridurre di 81,2 kg le emissioni di anidride carbonica. Gli otto itinerari proposti, generalmente, sono quelli dove la rete dell’ alta velocità è più sviluppata: Roma-Napoli, dove il risparmio di minuti dei mezzi terrestri sull’aereo NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021


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è di ben 87 minuti con una riduzione delle emissioni di CO2 di 28.8kg; Salerno-Roma dove il risparmio è di 65 minuti e di 43,8 kg di CO2; Bologna-Roma, con un risparmio di 58 minuti sull’aereo e 24.4 kg di CO2; Roma-Milano, dove il risparmio è di 17 minuti e di ben 81,2 kg di CO2; Bari-Roma dove il tempo di percorrenza terrestre è superiore di 33 minuti sul viaggio aereo e il risparmio di CO2 è di 61,7 kg; Milano-Salerno con un aumento del viaggio di 43 minuti e 46,2 kg di CO2 risparmiati; Padova-Roma con un aumento di 47 minuti di viaggio e un risparmio di 68,4 kg di CO2; e Roma-Torino con un aumento di 52 minuti di viaggio e 100,6kg di CO2 risparmiati. Il sondaggio rappresentativo di 1.020 persone in Italia ha mostrato che i consumatori sono disposti a scendere a compromessi per il bene dell’ ambiente quando viaggiano. Il 51% accetterebbe fino a 30 minuti di viaggio in più se questo avesse un impatto positivo sull’ambiente, mentre il 22% viaggerebbe anche fino a 60 minuti in più in cambio di un viaggio più sostenibile. In generale, gli intervistati in Italia sono abbastanza disposti a passare al trasporto via terra. Il 45% afferma che viaggerebbe in treno invece che in aereo se la connessione fosse più veloce. Uno su due (50%) preferirebbe prendere il treno se la connessione fosse più comoda che in aereo. Anche il prezzo gioca un ruolo importante nel viaggio: il 49% preferisce il

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treno se il prezzo del biglietto è più economico dell’aereo. La sostenibilità è anche una motivazione che spinge le persone a decidere di non volare, ha affermato il 45% degli intervistati. Anche la questione della sicurezza, per esempio in relazione alla pandemia di Coronavirus, convince molti (43%) a passare al treno. Rispetto al treno, meno viaggiatori sono disposti invece a scegliere l’autobus al posto dell’aereo, eppure quasi uno su quattro (26%) preferisce l’autobus se la connessione è più veloce. Quasi altrettanti (19%) preferiscono prendere l’autobus piuttosto che l’aereo se è più sicuro. La pandemia di Covid-19 ha influenzato il modo di viaggiare in Europa. In Italia, quasi il 27% ha dichiarato che farà più viaggi interni e il 15%

ha risposto che non viaggerà finché non sarà vaccinato. Il 18% degli intervistati ha riferito che controllerà i numeri di infezione e le restrizioni prima di viaggiare in un altro Paese. Il 12% sostiene di preferire il treno rispetto a quello in aereo perché reputa il treno un mezzo più sicuro. Per il 14%, tuttavia, la pandemia non ha avuto alcun impatto sul modo di viaggiare e il 16% vorrebbe tornare alle sue abitudini di viaggio una volta che i livelli di infezione saranno scesi. Soprattutto il 13% dei partecipanti allo studio in Italia ha dichiarato di prendere sempre in considerazione l’ambiente quando prende decisioni di viaggio; tra i 25-34enni, la cifra è del 17%. Negli ultimi 12 mesi il 14% degli italiani ha basato le proprie decisioni di viaggio sull’impatto del riscaldamento globale per almeno un viaggio. I dati utilizzati si basano su un sondaggio online condotto da YouGov Deutschland GmbH a cui hanno partecipato 1.020 persone tra il 29 e il 30 giugno 2021. I risultati sono stati ponderati e sono rappresentativi della popolazione dai 18 anni in sù in Italia. La classifica delle migliori tratte si basa sui 100 itinerari più popolari in treno, pullman e aereo prenotati tramite Omio nell’estate 2020 (tra il 1° giugno 2020 e il 30 settembre 2020) in Italia, Germania, Regno Unito, Spagna e Francia. GENTE IN MOVIMENTO

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Il momento dello sport italiano La crisi pandemica e l’entusiasmo per le vittorie dello sport italiano del 2021 sono al centro dei dibatti degli Stati Generali Mondo del Lavoro dello Sport. a cura della Redazione

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a grave crisi economica indotta dalle chiusure per la pandemia si incrocia con l’entusiasmo diffuso per il medagliere olimpico. Due fronti di natura opposta che convergono scatenando due chiamate shock degli esperti agli Stati Generali Mondo Lavoro nell’appuntamento dedicato all’economia dello Sport: il ritorno di un Ministero dello Sport e la creazione di una confindustria sportiva. Dalla neonata Casa delle Tecnologie Emergenti, Stati Generali Mondo Lavoro delle Sport, sono continuati gli appuntamenti al crucialissimo tema dell’economia dello Sport.

Non si sa quanto pesi davvero lo sport, 1%, 1,5% o 3% del Pil? Difficile dirlo perché è difficile perimetrare le attività economiche che rientrano nel comparto, tra negozi che vendono “anche” articoli sportivi e operatori privi di uno status professionistico con relative tutele. Vivacemente moderato da Marco Bellinazzo, veterano del giornalismo sportivo in forze al Sole 24 Ore, l’incontro apre con un’amara sintesi degli economics che inquadrano l’effetto della pandemia sul mondo dello sport. È Giovanni Sacripante, direttore marketing ed eSport FGCI, a tirare le somme del settore calcio, lo sport che secondo un’analisi NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021


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dell’UEFA ha un impatto sulla nostra economia superiore ai 3 miliardi di euro: il bilancio del modello di business del calco ha raddoppiato le perdite, da -400 a -800 milioni di euro, e aumentato il debito che sale a 5 miliardi di euro, purtroppo non a causa di investimenti infrastrutturali, ma per finanziare l’acquisto dei giocatori. Nella stagione 2020 si sono perse 50 mila partite, 250 mila calciatori, il 3% dei tesserati che, tra gli under 20, raggiungono quasi il 10%. È facile immaginare la portata delle perdite del 2020 estendendo l’analisi a tutto il comparto. Il sostegno offerto da Sport e Salute con 1 miliardo di euro di aiuti pubblici destinati ai circa 200 mila collaboratori dello sport non professionistico si associa ora al miliardo di euro del PNRR e l’augurio di chi questo mondo lo conosce e lo pratica è che, finalmente, associando gli investimenti con l’entrata in vigore nel 2023 della Riforma, si cominci davvero a guardare allo sport come a un’industria a tutti gli effetti. Specie per tutti quegli operatori che oggi animano il dilettantismo dietro cui si cela l’impossibilità di abbracciare lo sport come professione a tutto tondo, con redditi e tutele degne di questa definizione. Le società devono aiutarsi da sé facendo squadra. È l’opinione di Marcel Vulpis, vicepresidente di Lega Pro che riunisce ben 60 club diffusi su 20 regioni proprio con l’obiettivo di unire le forze. Non è facile fare marketing associativo con 60 club, ma se si accetta l’idea di fare rete creando tutti insieme una grande piattaforma digitale, si possono anche attrarre più investimenti. Questa ambizione legittima e corale ad essere considerati una vera industria porta il moderatore a provocare i presenti: qui ci vorrebbe di nuovo un Ministro dello Sport. Cosa gli consigliereste? Paolo Biancone si augura che un Ministero dello Sport partirebbe dalla leva fiscale del lavoro, sulla quale si potrebbe estendere il professionismo da opzione elitaria a normale scelta professionale, e al welfare. Se lo Sport è un’industria, deve avere gli stessi diritti e tutele. NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021

Digitalizzare lo Sport in fretta e senza indugi suggerisce Giovanni Sacripante: “lo Sport non può prescindere dalla componente entertainment e l’entertainment è anni luce avanti allo sport nel digitale”, bisogna allargare la partecipazione, nei settori giovanili, femminili e dell’eSport. La passione sportiva anima il dibattito e scaldi gli animi. Paolo Carito, docente di Sport Management che nel suo intervento aveva ricordato come l’Italia sia al 25° sui 28 paesi della UE per digitalizzazione. Rincara la dose suggerendo all’ipotetico Ministro di lavorare su una rappresentatività più

diffusa e coesa: una confindustria dello Sport. L’idea è una tale bomba che lo stesso Bellinazzo non manca di candidarsi a dirigerla, spingendo per l’inserimento in Costituzione del diritto allo sport. È di Paolo Biancone, docente dell’Università di Torino, la proposta di un obbligo sportivo legato al diritto allo sport, come l’obbligo scolastico esprime il diritto allo studio. Ma non è tutto. Come ha già sottolineato il Presidente Draghi, e come dice con felice sintesi lo stesso Bellinazzo in apertura dei lavori, chi fa sport non è solo più sano, è anche più bello. È una persona migliore. La leva economica dello sport non è solo nel rapporto che vuole che per ogni euro investito nello sport se ne risparmino 4 in spese sanitarie, anche se questo dato nel 4° Paese europeo per sedentarietà con un tasso di

obesità tra ragazzi dai 3 ai 17 anni pari a 1 su 4, dovrebbe di per sé costituire un incentivo a investire nello sport di base. Con una nutrita testimonianza di atleti ed ex atleti professionisti impegnati nella vita civile, la mattinata di oggi ha infatti offerto molti spunti per un’altra riflessione: a quanto ammonterebbe il risparmio in spesa e spreco sociale dato dai valori offerti dallo sport ai giovani, senso di scopo, sacrificio personale per l’ottenimento di un risultato di squadra, disciplina, equilibrismo dinamico tra alti e bassi, rispetto dell’altro? Questa seconda giornata dedicata allo sport si è tenuta in una sede che da sola fa ben sperare: la Casa delle Tecnologie Emergenti di Torino. Inaugurata a luglio, con il sostegno del Comune e degli atenei di Torino e il finanziamento del Ministero dello Sviluppo Economico, promuoverà l’accelerazione di start-up e il trasferimento verso le PMI delle tecnologie emergenti abilitate dal 5G (IoT, Big Data, Intelligenza Artificiale, Blockchain), con l’obiettivo di sviluppare prodotti e servizi che migliorino la vita nelle città. Sede di buon auspicio perché le tecnologie e, facendo un passo indietro, la stessa digitalizzazione ,sono gli strumenti di rilancio dello sport italiano di cui tutti sentono la necessità. Il recente caso Ronaldo, che con la propria firma su un contratto con una nuova squadra ha portato con sé qualcosa come 59 milioni di follower, praticamente un Paese come l’Italia, fa ben capire come dalla fede calcistica a vita nella stessa maglia il pubblico del calcio vada sempre più verso la fede in un eroe sportivo. Passando per i social. Allo stesso modo si stanno diffondendo gli eSport tanto da spingere FGCI a creare due nazionali ufficiali di videogiochi. Non è tanto il giro d’affari che globalmente sfiora il miliardo, quanto la possibilità di conoscere e farsi conoscere da due mondi di sportivi che, appunto, portano nuovi comportamenti e nuove preferenze: i Millennials e la Generazione Z, gli sportivi del futuro. GENTE IN MOVIMENTO

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Terza vittoria di stagione per il Team Rosberg La penultima tappa dell’innovativo campionato mondiale di suv elettrici si è tenuta in Sardegna. a cura della Redazione

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i è tenuto in Sardegna l’ultimo X Prix dell’Extreme-E, il nuovo campionato dei suv elettrici, che si sta avviando alla conclusione. I vincitori della tappa sono i piloti RXR Johan Kristoffersson e Molly Taylor, seguiti dalla squadra ABT Cupra XE. Brutto risultato, invece, per il Team Segi TV Chip Ganassi Racing, giunto quarto dopo l’incidente di Sara Price al secondo giro. JBXE si è quindi assicurato il terzo posto e il terzo podio consecutivo. Sébastien Loeb, del Team X44, continua ad essere perseguitato dalla sfortuna, con un ritiro avvenuto durante i giri di qualificazione causato dalla rottura dello sterzo. “Era piuttosto scivoloso là fuori, quindi all’inizio è stato un po’ difficile. Da quel momento si è cercato solo di gestire il rischio e penso che lo abbiamo fatto davvero bene. Johan l’ha portato a casa e ancora una volta, è stato uno sforzo incredibile da parte di tutta la squadra. Abbiamo avuto un weekend molto impegnativo dalla nostra parte, ma non ci siamo mai arresi e siamo molto felici di aver

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vinto”, ha dichiarato Molly Taylor, Rosberg X Racing, al termine della corsa. “Quando ho preso in consegna la macchina, eravamo al secondo posto ed eravamo piuttosto isolati. Avevamo Mattias Ekström dietro, ma sapevo che sarebbe stato difficile sorpassare. Poi ho sentito che Sara Price aveva rotto lo sterzo davanti, quindi ho cercato di riportare l’auto tutta intera senza correre grossi rischi. Penso che in questa finale Molly abbia fatto davvero il lavoro migliore” ha aggiunto Johan Kristoffersson, Rosberg X Racing. Un forte acquazzone prima dello spegnimento delle luci ha creato la prima finale “bagnata” della stagione di Extreme-E, fornendo ai cinque finalisti una nuova sfida da superare nella loro corsa per la vittoria all’Enel X Island X Prix. All’appello manca l’ultima tappa del campiona inaugurale di Extreme-E, il Jurassic X Prix, che si terrà il 19-20 dicembre 2021 a Bovington, nel Regno Unito, sulla costa sud-est dell’Inghilterra. NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021


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Come conservare il vino

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uante volte ci è capitato di entrare nella cantina dei nonni e trovare tra le mille bottiglie di vino una bottiglia di Barolo del 1970? E quante volte aprendola siamo rimasti delusi perché completamente ossidata? Oppure quante volte siamo stati molto vicini ad aprire quel Brunello di Montalcino acquistato per una grande occasione e abbiamo scoperto essere ormai defunto perché non conservato correttamente? Per evitare questo tipo di situazioni sarebbe bene conoscere alcuni consigli per conservare il vino nel modo migliore: ecco qui alcuni suggerimenti da poter utilizzare in NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021

maniera pratica ed efficace. Prima di tutto sarebbe opportuno prediligere una stanza il più al buio possibile, in quanto il vino è fotosensibile e quindi la luce, soprattutto quella solare, non solo funge da acceleratore per l’evoluzione dei vini, ma innesca anche delle reazioni chimiche tra alcune sostanze presenti all’interno della bottiglia, portando alla formazione di componenti solforati dall’odore molto sgradevole riconducibili a zolfo, cavolo, cipolla, cartone. Insomma niente di particolarmente accattivante. Questo è riconosciuto come vero e proprio difetto e prende il nome di “gout de lumière” o “Gusto

Ecco alcuni suggerimenti da poter utilizzare in maniera pratica ed efficace per conservare a lungo le bottiglie di vino da invecchiamento. a cura di Mattia Perredda

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di Luce”. La temperatura di conservazione è molto importante: deve essere preferibilmente tra i 12 e i 15 gradi. La temperatura troppo alta può provocare fenomeni di rifermentazione o evaporazione del vino, mentre una temperatura troppo bassa può andare a bloccare l’evoluzione del vino in bottiglia. Uno

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sbalzo termico continuato nel tempo provocherà sicuramente danni irreparabili al vino, quindi sarebbe opportuno mantenere questo range di temperatura per tutto il periodo di conservazione. Oltre alla temperatura bisogna fare attenzione anche all’umidità che deve sempre oscillare tra il 50% e il 70%, mai al di sotto, perché il rischio è quello di andare a seccare il tappo permettendo all’ossigeno di entrare in maniera troppo aggressiva nella bottiglia. Se fosse al di sopra non è un problema, se non per l’etichetta che rischierebbe di staccarsi, in questo caso un semplice velo di pellicola da cucina attorno alla bottiglia ci aiuterà a risolvere il problema. Oltre all’ambiente circostante è anche molto importante la posizione di conservazione della bottiglia, la quale deve sempre essere posta in orizzontale. In questa posizione il vino sarà sempre in contatto con il tappo così da risultare umido ed elastico, questo permetterà una corretta micro-ossigenazione del vino e quindi una buona evoluzione nel tempo. Un piccolo dettaglio per le bottiglie conservate in questo modo per lungo tempo è quello di rimetterle in posizione verticale qualche ora prima dell’apertura, così che tutti i sedimenti che si sono depositati possano cadere sul fondo e quindi evitare di essere versati nel calice.

La cantina ideale deve essere priva di suoni e rumori forti e costanti, perché il suono tende a destabilizzare il vino e a compromettere l’elasticità del tappo. Si tendono ad utilizzare gli scaffali in legno proprio perché questo è un materiale che naturalmente assorbe le onde sonore. Il vino è un elemento vivo, mai scordarlo! L’ultimo consiglio riguarda i forti odori. Essendo il vino una sostanza molto delicata sarebbe opportuno conservarla lontano caldaie e solventi vari oppure da cibi particolarmente forti quali salumi e formaggi. Il rischio sarebbe quello di far assorbire dal tappo (e quindi dal vino) tutti questi odori. Questi sono alcuni consigli per conservare senza timore il vino nel corso del tempo, logico è il fatto che non tutti dispongono di una cantina interrata che possiede tutte queste caratteristiche. Alcuni rimedi alternativi possono essere delle cantinette da vino, soluzione pratica e decisamente economica, oppure si potrebbe ricavare nel ripostiglio di casa un angolo climatizzato e deumidificato che possa accogliere le nostre bottiglie (un pochino più dispendiosa come soluzione ma molto più ad effetto). Non aspettate una grande occasione per aprire una grande bottiglia, perché l’apertura di una grande bottiglia renderà grande l’occasione!

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Crespelle ai funghi Il freddo autunnale inizia a farsi sentire ed è ora di iniziare a coccolarsi con i frutti della stagione. a cura di Gabriella Tomasi

INGREDIENTI PER 4 PERSONE 750 ml di latte 275 gr di farina 500 gr funghi 200 gr di fontina 70 gr di burro 2 uova olio Evo sale pepe noce moscata 1 spicchio d’aglio

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COME SI PREPARANO Preparazione delle crespelle: fondere 40 gr di burro, a parte sbattere le uova e aggiungere 500 ml di latte. Salare e amalgamare il tutto. Aggiungere la farina a pioggia e incorporare con la frusta. Per ultimo, aggiungere il burro e mescolare. Lasciare riposare in frigorifero per circa 30 minuti. Nel frattempo, preparare la farcitura delle crespelle, partendo dalla besciamella: mettere il restante burro in un tegame e, una volta fuso, aggiungere 30 gr di farina. Unire a più riprese 250 ml di latte, mescolando con la frusta. Salare, pepare e aggiungere la noce moscata. Pulire i funghi, versare l’olio in una padella, aggiungere lo spicchio d’aglio e rosolare un po’; aggiun-gere i funghi e cuocerli per 8-10 minuti. Frullare metà dei funghi insieme alla besciamella. Tagliare la fontina a cubetti. Preparare le crespelle cuocendo un mestolo dell’impasto in padella antiaderente, farcirle con la besciamella ai funghi, i cubetti di fontina e qualche pezzo di fungo. Disporre le crespelle in una pirofila unta e cuocere a forno statico per 5 minuti.

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Perché abbiamo bisogno del nutrizionista? Se fino agli anni ‘30 i nutrizionisti praticamente non esistevano, oggi sono diventati figure centrali del viver sano, ma perché? a cura di Francesco Norcini

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a quando abbiamo bisogno di un nutrizionista che ci dica cosa mangiare? Se per millenni siamo andati a vanti senza che nessuno ci dicesse come e cosa mangiare, cos’è successo? Domande che probabilmente non ci poniamo mai ma che sono più scontate di quanto immagini. Questo vuol dire che fino al 1930 i nutrizionisti, praticamente, non esistevano e stiamo parlando dell’epoca dei tuoi Nonni, non dei dinosauri e degli uomini nelle caverne. Se capiamo perché è successo questo capiamo anche la causa del 90% delle malattie che ci troviamo ad affrontare oggi.

È facile immaginare che quello che mangiamo sia in grado di scatenare effetti immediati al nostro corpo in quanto viene direttamente ingerito. All’inizio del 900 la maggior parte della popolazione si nutriva ancora di quello che produceva direttamente o che veniva prodotto nelle zone circostanti. Per farti un esempio, era impossibile trovare le fragole a dicembre. Oltre a questo, non esistevano ancora prodotti industriali come oggi e lo zucchero veniva usato poco. Il tempo passato in cucina, solitamente dalle donne, era molto, questo perché la preparazione degli alimenti richiedeva tempo. Il mondo, poi, è iniziato a cambiare, NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021


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e con l’avvento, nel dopo guerra, di un nuovo commercio e di nuove opportunità di lavoro per tutti l’essere umano ha iniziato a cercare metodi alternativi e più veloci per mangiare. Ovviamente se mangiamo qualcosa che ci fa male ce ne accorgeremmo subito, probabilmente perché vomiteremmo o comunque sia ce ne renderemmo conto. Purtroppo, però, ci sono tanti ingredienti che non ci fanno male subito e soprattutto non ci fanno male in piccole dosi e a queste sostanze il nostro corpo si può in qualche modo abituare. Quindi per assurdo, la macchina più complessa ed efficiente di tutte, ci ha permesso di rovinarci la salute per anni. Il nostro corpo non è una macchina, nella quale non puoi mettere il carburante sbagliato perché altrimenti non parte. Il nostro corpo è un organismo complessissimo fatto di miliardi di interazioni e scambi che avvengono all’interno del nostro sistema. È in grado di sopportare momenti difficili o di trattare un certo numero di tossine senza perire. Ovviamente le aziende alimentari sono attentissime a questi aspetti e non metterebbero mai in commercio un alimento dannoso. Al contempo, però, se devono cercare di abbassare i costi e trovare alternative rapide per soddisfare una domanda sempre più esigente, possono scegliere di sfruttare soluzioni che non sono dannose ma che non sono propriamente adatte al nostro corpo. Ma se siamo in grado di sopportare situazioni di stress per il nostro corpo è perché riusciamo a mettere in funzione dei meccanismi di difesa incredibilmente efficienti. Per esempio, quando ingeriamo troppo zucchero, il nostro corpo è in grado di abbassare la glicemia nel sangue grazie all’insulina, il fegato trasforma gli zuccheri in eccesso in grassi e viene stimolata la sensazione di sete. Bevendo, riusciamo a diluire la concentrazione di zuccheri nel sangue. Lo zucchero trasformato NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021

in grasso servirà in un secondo momento, quando potrà essere usato come riserva energetica se ne avrà bisogno. Se ingeriamo un alimento scorretto il nostro corpo produrrà delle tossine che poi smaltirà attraverso un complesso sistema che coinvolge anche muco, sudore ed escrementi. Questo fa si che ci siano tantissimi alimenti che possiamo permetterci di ingerire senza un danno immediato, ma che a lungo andare, invece, creano seri problemi. Basti pensare che le tossine rimangono intrappolate nel grasso esattamente come fa la ghiaia nei ghiacciai. Andando a perdere peso e quindi riducendo il nostro grasso, le tossine riemergono. Per questa ragione, durante il processo di dimagrimento, il corpo ci manifesta qualche fastidio. Anche le fragole a dicembre, che una volta semplicemente non esistevano, oggi rappresentano un problema nuovo che spesso è alla base dei classici malanni invernali come raffreddore e bronchiti, non solo le fragole ma anche arance, e la frutta in generale. Negli anni, però, sono nate anche tante contraddizioni e false credenze che ci confondono ancora di più, per esempio proprio il fatto che la frutta faccia bene, quando invece non fa sempre bene. Oppure che la dieta mediterranea sia sana, quando invece oggi è praticamente impossibile mangiare seguendo quella che è davvero la dieta mediterranea. Questi argomenti sono tutti trattati all’interno del blog che ti invito ad esplorare. Come possiamo risolvere questa situazione? Oggi ci troviamo ad affrontare un problema nuovo, ossia il fatto che ci stiamo dimenticando del passato. Questo accade perché le nuove generazioni non hanno memoria di un periodo come quello all’inizio del 900. Manca, quindi, il mezzo di paragone per molte persone e affidarsi alla sola scienza ci espone ad un rischio troppo alto. Questo perché la scienza si muove sui grandi numeri e spesso questo

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richiede che passino molti anni e si ammalino molte persone. In tutti i lavori svolti con i miei clienti i risultati sulla salute e sul proprio benessere avvengono nelle prime settimane ed è facilissimo comprendere i segnali che il nostro corpo ci dà. Infatti la soluzione non è imparare a mangiare, ma è imparare a capire il nostro corpo tornando a concentrarci sulla causa di ogni problema e non solo sui suoi sintomi. Un corpo sano è in grado di dirti cosa ti fa bene e cosa invece ti fa male e se a questo unisci anche quelle poche conoscenze sul cibo che ti servono, diventerà difficile ammalarsi a causa di ciò che mangi. Non c’è un solo cliente che grazie a questo metodo non sia riuscito a perdere peso e a migliorare la sua forma fisica. Questo è dovuto al fatto che non si tratta di una ricetta magica o di una formula super segreta, ma delle semplici regole di madre natura e della logica applicata al mondo del cibo. Si tratta di tornare a vivere senza il bisogno di qualcuno che ci dica cosa mangiare e in che misura.

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Coronavirus: nuovi casi in aumento Nell’ultima settimana di ottobre sono aumentati i nuovi casi e le terapie intensive, mentre si riducono i nuovi vaccinati. Fonte: GIMBE

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l monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 27 ottobre - 2 novembre 2021, rispetto alla precedente, un aumento di nuovi casi (29.841 vs 25.585) (figura 1) e una sostanziale stabilità dei decessi (257 vs 249). In aumento i casi attualmente positivi (84.447 vs 75.046), le persone in isolamento domiciliare (81.070 vs 72.101), i ricoveri con sintomi (2.992 vs 2.604) e le terapie intensive (385 vs 341). “Nell’ultima settimana si conferma a livello nazionale un incremento dei nuovi casi settimanali, seppure più contenuto rispetto alla precedente (+16,6%)” dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE.

L’aumento della circolazione virale è ben documentato dall’incremento registrato nelle ultime due settimane sia del rapporto positivi/persone testate (da 3,6% a 8,2%), sia del rapporto positivi/tamponi molecolari (da 2,4% a 4,3%). In tutte le Regioni tranne Marche, Molise, Piemonte, Sicilia e Umbria si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi. 43 Province hanno un’incidenza pari o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti: in Veneto tutte le Province superano tale soglia. Solo la Provincia di Trieste, con 376 casi per 100.000 abitanti, supera la soglia dei 150. “Sul fronte ospedaliero si registra un NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021


incremento dei posti letto occupati da pazienti COVID: rispetto alla settimana precedente +14,9% in area medica e +12,9% in terapia intensiva” afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE. In termini assoluti, il numero di pazienti COVID in area medica è passato da 2.371 del 16 ottobre a 2.992 del 2 novembre (+26%) e quello nelle terapie intensive da 338 del 25 ottobre a 385 del 2 novembre (+14%). A livello nazionale il tasso di occupazione rimane molto basso (5% in area medica e 4% in terapia intensiva) e nessuna Regione supera le soglie del 15% per l’area medica e del 10% per l’area critica. “Si registra un lieve aumento degli ingressi giornalieri in terapia intensiva con una media mobile a 7 giorni di 26 ingressi rispetto ai 23 della settimana precedente” spiega Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE. Al 3 novembre risultano consegnate 99.784.168 dosi: in assenza di nuove forniture per la terza settimana consecutiva si riducono le scorte di vaccini a mRNA, che si attestano a quota 9,9 milioni di dosi. “La necessità di accelerare la somministrazione delle terze dosi e la progressiva estensione della platea dei candidati alla dose booster richiedono un numero consistente di dosi: per questo è fondamentale conoscere il piano delle forniture per i prossimi mesi, di cui al momento non esistono dati ufficiali” spiega Mosti. Al 3 novembre il 78,7% della popolazione (n. 46.656.290) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+130.795 rispetto alla settimana precedente) e il 75,7% (n. 44.864.608) ha completato il ciclo vaccinale (+357.441). In calo del 5,1% nell’ultima settimana il numero di somministrazioni (n. 1.066.374) con una media mobile a 7 giorni di 134.604 dosi/die. Dopo aver sfiorato quota 440mila nella settimana 11-17 ottobre, il numero dei nuovi vaccinati nelle ultime due settimane è crollato prima a 239mila (-45,7%) e poi poco sopra 144mila (-39,6%). Dei 144.258

nuovi vaccinati nella settimana 25-31 ottobre il 76,2% appartengono a fasce anagrafiche che includono persone in età lavorativa. Rispetto alle persone ancora da vaccinare, preoccupano in particolare gli oltre 2,7 milioni di over 50 ad elevato rischio di malattia grave e ospedalizzazione e gli oltre 1,3 milioni nella fascia 12-19 che riducono la sicurezza nelle scuole. Le coperture vaccinali con almeno una dose di vaccino sono molto variabili nelle diverse fasce di età: dal 97,1% degli over 80 al 73,5% della fascia 12-19. In generale, rispetto alla settimana precedente, gli incrementi sono sempre più modesti: il numero di vaccinati con almeno una dose cresce dello 0,6% nella fascia anagrafica 12-19, dello 0,4% nelle fasce anagrafiche 20-29 e 30-39, dello 0,3% nella fascia 40-49, dello 0,2% nella fascia 50-59, mentre negli over 60 l’incremento non supera lo 0,1%. Negli over 60 l’efficacia del vaccino sulla malattia grave si conferma molto elevata, ma in lieve e progressiva diminuzione: “indipendentemente dal livello degli anticorpi circolanti, questi dati confermano le indicazioni alla dose booster alle categorie a rischio identificate dal Ministero della Salute e la necessità di accelerarne la somministrazione” commenta Cartabellotta. In particolare, la platea vaccinabile con la terza dose ad oggi è costituita da 883.460 persone per la dose aggiuntiva e da 5.131.130 persone per la dose booster, escluse quelle under 60

anni che hanno ricevuto il vaccino Johnson&Johnson, non ancora incluse negli Open Data sui vaccini anti-COVID-19). Al 3 novembre sono state somministrate 1.691.819 terze dosi di cui 277.975 dosi aggiuntive e 1.413.844 dosi booster, con una media giornaliera di 39 mila somministrazioni. Il tasso nazionale di copertura vaccinale per le dosi aggiuntive è del 31,5% con nette differenze regionali: dall’ 1,8% della Valle D’Aosta al 99,1% della Toscana. La copertura nazionale con dose booster è invece del 27,6% anche qui con notevoli differenze tra le Regioni: dal 10,2% della Calabria al 67,1% del Molise. Sulla base della platea vaccinabile con dose booster restano ancora da somministrare, ad oggi, oltre 3,71 milioni di dosi alle quali si aggiungeranno progressivamente gli over 60 che hanno completato il ciclo vaccinale nei mesi di maggio e giugno: in particolare entro fine anno saranno 7,4 milioni i candidati alla terza dose, pari a circa 800.000 somministrazioni settimanali. A questi vanno aggiunti circa 748 mila under 60 vaccinati con Johnson& Johnson entro fine giugno, per un totale di oltre 12 milioni di persone da coprire con la dose di richiamo. “Anche se questi numeri potrebbero essere leggermente sovrastimati, è indispensabile accelerare la somministrazione delle terze dosi, che implica una grande sforzo organizzativo” conclude Cartabellotta.


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La settimana della moda 2021 di Milano Torna dal vivo a Milano l’evento fashion più atteso dell’anno: grande successo per la prima edizione post-Covid. a cura della Redazione

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a settimana della moda milanese si è svolta dal 21 al 27 settembre 2021, presentando la collezione uomo e donna della primavera-estate 2022. La Milano Fashion Week rappresenta uno degli eventi più importanti al mondo nel campo della moda, insieme alle settimane della moda di Londra, Parigi e New York. Con un palinsesto ricchissimo, composto da oltre 170 eventi, anteprime, appuntamenti collaterali e presentazioni, sulla passerella di Milano si sono tenute 42 sfilate dal vivo e 19 eventi digitali. Il perdurare dell’emergenza sanitaria ha costretto gli organizzatori a proporre ancora dei contenuti in formato digitale,

ma la maggior parte degli eventi si è comunque tenuto in presenza. Grazie al suo successo e alla partecipazione di grandi stilisti internazionali, Milano Fashion Week è capace di ispirare tendenze della moda creativa in tutto il mondo. In questi giorni, gli appassionati di moda hanno potuto assistere alla prima sfilata di Miuccia Prada e Raf Simons, dopo l’annuncio della loro codirezione creativa di Prada. Lo spazio espositivo, un edificio industriale, presentava scatole di legno di varie altezza, dipinte di grigio, con schermi digitali incorporati. La passerella, anch’essa grigia, si aggirava tra i vari elementi come NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021


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un’autostrada urbana, richiamando il modello architettonico di una città. La nuova collezione, più Prada che mai, presenta abiti neri lunghi e morbidi, realizzati per lo più in rayon sostenibile, con maniche o scollature in maglia fantasia o jacquard. Tra i big, i colossi italiani della moda, Salvatore Ferragamo, Giorgio Armani, Versace, Dolce & Gabbana, Valentino e Fendi, hanno saputo far parlare di sé. Lo spettacolo di Valentino, tenutosi in teatro, ha riaffermato il legame tra moda e cultura italiana: una sala visibilmente vuota tranne che per un quintetto d’archi, la cantante Cosima e i modelli “socialmente distanziati”. Giorgio Armani, invece, ha mostrato i suoi pantaloni morbidi e le giacche semplici caratterizzate dal tocco femminile che lo stilista tanto ama. La familiarità vende. Debutta da Fendi RTW di Kim Jones, uno dei designer più dotati in circolazione. Intenzionato a mostrare la

sua sensualità, sembra che qualcosa lo stia frenando. Forse il lasciato di Karl Lagerfeld, suo predecessore, che ha lavorato per decenni per Fendi? I suoi abiti drappeggiati con spalle scoperte, l’uso disinvolto del raso di seta perlato per i pantaloni, con top abbinato e le pellicce era fin troppo convenzionale. Gli abiti di Ian Griffiths da Max Mara, invece, sono una bella interpretazione di grandi classici: un kilt caratterizzato da poche cuciture, parzialmente aperte, giubbotti ben tagliati in lana di cammello, un gilet da caccia in nylon trapuntato abbinato a una gonna sottile negli stessi toni, un cappotto con gonna ampia in ricco velluto verde scuro con ampio cappuccio. La flanella è al centro della collezione firmata Marco Zanini, che propone abiti molto personalizzati, realizzati con i migliori tessuti. Tra i capi cult, la sua splendida blusa con collo arrotolato in raso di seta caffè-latte con maniche

extra larghe, un paio di pantaloni in flanella grigia e uno smoking da uomo bianco sporco con pantaloni neri attillati unisex. Zanini ama l’estetica, e si vede. Concludiamo la nostra rassegna con lo spettacolo di Marni, tenutosi sabato sera, in un’area industriale semi-deserta. Il designer ha saputo creare una forte risposta emotiva del pubblico al primo grande evento dal vivo “post-pandemico”. Gli ospiti erano vestiti con camicie a righe di cotone dipinte a mano, pantaloni larghi o vestiti. Un coro e una piccola orchestra e le voci di Dev Hynes e Zsela hanno accompagnato la sfilata. Al postodi una passerella diritta c’era una piattaforma di legno circolare, circondata da una serie di rialzi in legno utilizzati come seduta dal pubblico. Sfilando tra i partecipanti, i modelli hanno avvolto gli ospiti in una spirale di colori e audacia. Gli spettatori e lo spettacolo si sono così fusi insieme.

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Crediti foto: Gabo Caruso

We Are Humans al Cortona On The Move L’ordinario e lo straordinario della condizione umana all’undicesima edizione del festival internazionale Cortona On The Move. a cura della Redazione

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i è conclusa a Cortona l’undicesima edizione del festival internazionale di visual narrative Cortona On The Move che ha portato, dal 15 luglio al 3 ottobre 2021, nel centro storico della città toscana e alla Fortezza del Girifalco, un percorso artistico che ha messo al centro l’uomo e le sue relazioni. We Are Humans è il tema centrale di Cortona On The Move 2021. “Siamo tutti protagonisti di questa edizione, l’essere umano torna al centro nella sua quotidianità, con le sue relazioni, gli affetti e la condivisione di esperienze, un omaggio all’ordinario e allo straordinario della nostra condizione umana” spiega Arianna Rinaldo,

direttrice artistica del festival. Cortona On The Move si caratterizza da sempre per la centralità della fotografia contemporanea, con un’attenzione continua all’evoluzione del linguaggio fotografico che anche quest’anno ha messo in mostra opere che hanno saputo emozionare e far riflettere. Tra i protagonisti dell’undicesima edizione, Paolo Pellegrin, fotografo italiano di fama mondiale dell’agenzia Magnum Photos e Canon Ambassador, ha accolto la proposta di Cortona On The Move e Intesa Sanpaolo, Main Partner del festival, di realizzare un progetto fotografico sugli effetti della pandemia da COVID-19 nei rapporti tra le persone. L’Altro, titolo della mostra NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021


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di Pellegrin, è un progetto fotografico che cattura la quotidianità in un periodo storico atipico segnato dal distanziamento sociale. Le fronti corrugate, le bocche nascoste dalla mascherina e i volti in bianco e nero che emergono dal buio raccontano l’indebolimento dei rapporti interpersonali e il timore dell’uomo verso il prossimo. La mostra di Pellegrin spiega visivamente come i volti diventano lo strumento con il quale il singolo si mostra all’altro e a sé stesso. Insieme alla mostra di Paolo Pellegrin è stata proposta “Come saremo – L’Italia che ricostruisce”, una selezione di fotografie dell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo a cura di Arianna Rinaldo, direttrice artistica del festival, con la supervisione scientifica di Barbara Costa, responsabile dell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo. Un dialogo per immagini che racconta la rinascita dell’Italia nel secondo dopoguerra suggerendo un parallelismo con la situazione post pandemica che viviamo oggi. Un racconto di ottimismo e speranza. L’edizione 2021 ha ospitato, tra le altre, la mostra I Know How Furiously Your Heart is Beating realizzata da Alec Soth. L’artista statunitense, dopo una pausa dalla fotografia, torna a guardare il mondo dal suo obiettivo. Un’esplorazione poetica che va oltre lo scatto e rappresenta un nuovo approccio del fotografo ai soggetti

Crediti foto: Aleksi Poutanen NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021

fotografia

Crediti foto: Hannah Reyes Morales

ritratti, un tentativo di guardare al di là delle persone intravedendo la loro vita interiore. I Know How Furiously Your Heart is Beating è l’ultimo lavoro di Soth realizzato in tutto il mondo ed esposto in Italia per la prima volta. Molti gli artisti di richiamo internazionale selezionati dalla direzione artistica. Tra loro Alessandra Sanguinetti che con il lavoro An Everlasting Summer - The Adventures of Guille and Belinda tratta i temi dell’amicizia, delle relazioni e dello scorrere del tempo; Andrea Mastrovito che, con NYsferatu - Symphony of a Century, ricrea in rotoscopio (tecnica di animazione)

Nosferatu, film storico di Friedrich W. Murnau, come metafora dei nostri giorni. In mostra anche il progetto vincitore del premio internazionale “Happiness ONTHEMOVE 2019”, Circus Love - The Magical Life of Europe’s Family Circuses di Stephanie Gengotti: un reportage sull’arte circense e sul senso di condivisione, di famiglia e il bisogno di riscoprire il rapporto con la natura. Una visione differente, quella del ruolo universale della ninna nanna, viene raccontata da Hannah Reyes Morales nel suo delicato Living Lullabies. L’invecchiamento e il dolore insito nel dirsi addio sono i protagonisti di Leaving and Waving di Deanna Dikeman. Sono invece le gioie e il pathos della vita ad essere osservati in Conversations with Myself di Jo Ann Chaus. Il dialogo con sé stessi, così come l’autonomia, l’inclusione e l’amore responsabile sono i concetti principali attorno ai quali ruota anche Gabo Caruso con Cora’s Courage. Le interazioni tra l’uomo e il mondo animale sono state, invece, il centro delle mostre di Aleksi Poutanen con Fellow Creatures e di A Sensitive Education di Francesca Todde. Spazio al reportage di attualità con Jon Henry, che in risposta agli insensati omicidi di uomini di colore avvenuti negli Stati Uniti per mezzo della polizia, porta a Cortona una serie intitolata Stranger Fruit. GENTE IN MOVIMENTO

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Expo Dubai 2020 apre al pubblico Inaugurata esattamente un anno dopo a quanto previsto, dal 1° ottobre 2021 l’Esposizione Universale apre le porte al pubblico. a cura della Redazione

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’Expo 2020 di Dubai ha ufficialmente aperto i battenti il 1° ottobre 2021 e per sei mesi di apertura, fino al 31 marzo 2022, sarà accessibile al pubblico di tutto il mondo. Nonostante il posticipo dovuto alla pandemia e ai conseguenti problemi di sicurezza per il contenimento del contagio, sono attesi milioni di visitatori da tutte le parti del mondo. Sono 192 le nazioni partecipanti con i rispettivi padiglioni e, per l’occasione, abbiamo cercato di scovare alcuni dei punti di maggior interesse. La visita dell’Expo non può che incominciare dallo stand degli Emirati Arabi Uniti, Paese che ospita l’espo-

sizione, che ha dato mostra di sé con un grandioso padiglione, in un mix di design, tecnologia e sostenibilità. A ben guardarlo, il padiglione ricorda un gigantesco falco, animale simbolo del Paese, composto da un “piumaggio” in acciaio. Composto da quattro piani, l’esposizione degli Emirati Arabi Uniti si estende su una superficie di 10mila metri quadrati dove il visitatore imparerà a conoscere il passato, il presente e il futuro e la cultura del Paese ospite. Facciamo tappa in Europa, e più precisamente al “Padiglione Campus” della Germania dedicato all’istruzione come mezzo per affrontare i problemi e le sfide di un futuro sempre più NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021


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sostenibile. L’esperienza di visita inizia con l’iscrizione al campus che consente l’ingresso alla “Welcome Hall” nella quale si trova una piscina contenente 100mila palline. Ciascuna di queste palline racconta una storia di un tedesco impegnato nella sostenibilità. Prendendo una pallina e posizionandola su un lettore, la “matricola” potrà scoprire di chi si tratta e di cosa si è occupato. Non mancano seminari, presentazioni e lezioni, fino a raggiungere la sala della laurea. Ci spostiamo quindi in Spagna, un padiglione che si fa subito notare per la particolare architettura: composto da nove cilindri gonfiabili disposti sul tetto, prodotti tramite l’impiego di un materiale moderno e leggero chiamato ETFE, la conformazione di questi “coni” permette di rinfrescare naturalmente i locali interni. Parlando di mobilità, il padiglione spagnolo presenta l’Hyperloop Z01, il treno supersonico a levitazione magnetica progettato per raggiungere velocità fino a 1.000 chilometri orari. Terminiamo in bellezza la rassegna europea con il padiglione italiano (in foto), uno dei più visitati in questo primo mese di apertura. Il progetto propone un’architettura circolare con una facciata multimediale realizzata partendo dal riciclaggio di due milioni di bottiglie di plastica. Tutto l’edificio è all’insegna del riuso: al suo interno troviamo fondi di caffè, bucce d’arancia, scafi di imbarcazioni che, dall’attuale uso come tetto dell’ edificio, al termine dell’esposizione potranno essere impiegati per salpare letteralmente verso nuovi orizzonti. All’interno, il visitatore accede al percorso di visita partendo da un punto panoramico: c’è anche un Belvedere con annesso giardino di erbe spontanee della macchia mediterranea. La mostra si divide in uno spazio dedicato all’innovazione, nelle installazioni digitali che creano giochi di luce e ombre e nel teatro della memoria. Acclamato fin dall’inizio come uno dei progetti più riconoscibili di questa Expo, il Padiglione Italia ha vinto il premio per il miglior NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021

progetto imprenditoriale dell’anno ai prestigiosi Construction Innovation Awards. Riprendiamo il nostro viaggio volando a Singapore, location in cui il visitatore è introdotto a un microcosmo del paesaggio, nel quale si sottolinea il continuo lavoro del Paese per migliorare la qualità di vita dei suoi cittadini, la sostenibilità e la resilienza degli insediamenti umani, attraverso soluzioni urbane innovative. L’esperienza all’interno del padiglione porta alla scoperta e alla comprensione dell’ evoluzione di Singapore come città che promuove una relazione sinergica tra la comunità, la natura e lo sviluppo urbano per creare opportunità per il futuro. Prosegue sulla stesso filone il padiglione della Nuova Zelanda: con il motto “care for people and place” (cura delle persone e dei luoghi), il Paese abbraccia l’antica saggezza Maori di “kaitiakitanga”, un concetto che si basa sulla profonda relazione che esiste tra uomo e natura. All’ interno vengono presentate alcune

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delle ultime innovazioni neozelandesi, specialità culinarie e oggetti di design particolari. Il Bahrein, invece, propone una foresta di giganteschi aghi da tessitura che sfonda il tetto del padiglione, creando un meraviglioso effetto di luce filtrata e ombre verso l’esterno. Con esposizioni di moda e proposte culinarie, il padiglione cuce simbolicamente l’identità multiculturale del Paese per un’esperienza di visita da ricordare. Saltiamo in America e, più precisamente, in Canada, dove il padiglione è stato realizzato per creare un ponte tra la cultura del Paese e gli Emirati Arabi Uniti. I paesaggi mozzafiato canadesi sono qui riproposti e realizzati attraverso l’impiego di elementi architettonici propri del mondo arabo: ad esempio la facciata di legno è ispirata all’architettura tradizionale della Mashrabiya. All’ interno il percorso espositivo presenta i risultati canadesi nel campo della tecnologia d’avanguardia, in ambito aerospaziale e nell’intelligenza artificiale. GENTE IN MOVIMENTO

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Due weekend tra carrozze e cavalli Fieracavalli ritorna dal 12 al 14 novembre a Verona, con focus su discipline western, cavallo arabo e salone del cavallo iberico e frisone. a cura di Gabriella Tomasi e Secondo Sandiano

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onclusasi la finale della coppa del mondo, con la tradizionale sfilata delle carrozze per il centro di Verona, si chiude anche il primo weekend di Fieracavalli, che ha visto la partecipazione di oltre 20 mila presenze in un solo giorno. Ma la passione per l’ippica non si ferma, ritornando dal 12 al 14 novembre, dandosi appuntamento con il secondo weekend della manifestazione, che quest’anno ha raddoppiato le giornate di fiera, dopo lo stop di un anno a causa della pandemia. Al centro, storia e competizione del mondo dell’ippica accompagnano esposizioni di esemplari, concorsi sportivi, rassegna allevatoriali, spettacoli teatrali e molto altro, riunendo non solo appassionati ed esperti, ma anche atleti e campioni equestri. Le aree tematiche pensate a tale scopo differenziano le esigenze dei visitatori: le aree commerciali per gli addetti ai lavori, le aree sportive in cui si tengono anche le competizioni e i concorsi ippici internazionali. Dalla riscoperta delle razze autoctone

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italiane con i caroselli e i concorsi morfologici, alle esibizioni di teatro equestre, fino alle più importanti competizioni di salto ostacoli indoor: Fieracavalli ha accolto appassionati, atleti e operatori del settore. Riflettori puntati anche sul turismo equestre, con interviste e testimonianze di viaggiatori in sella sulle tracce dell’ Italia rurale. Il mondo equestre incontra anche mondi diversi, ingaggiando progetti di inclusione sociale promossi dalla manifestazione, come quelli dedicati alla valorizzazione dell’ippoterapia per il trattamento del disturbo dello spettro autistico nei bambini e al reinserimento dei detenuti attraverso corsi di aiuto maniscalco e tecnico di scuderia. In queste giornate non sono mancati i debutti competitivi: primo fra tutti quello della Top Team ideata e promossa da Scuderia 1918, competizione riservata a squadre composte da cavalieri e amazzoni di varie nazionalità, tra i migliori al mondo, che per l’edizione 2021 è stata vinta dal team Jumping Verona. Anteprima assoluta anche per Verona

Auction, l’asta internazionale ibrida riservata al Cavallo da Sella Italiano dove un esemplare è stato battuto per 44.000 euro. La prima parte della rassegna si è chiusa con l’evento agonistico più atteso della stagione sportiva indoor, l’unica tappa italiana della Longines FEI Jumping World CupTM che nella sua ventesima edizione ha visto trionfare Simon Delestre, già nell’albo d’oro di Jumping Verona. I riflettori saranno puntati sulle competizioni di Team Penning e Ranch Sorting, che avverranno nel padiglione 3 nel secondo appuntamento della rassegna. Fieracavalli guarda anche all’impatto ambientale, confermando anche per questa edizione l’accordo con ALIS, l’Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile, per ridurre l’impatto ambientale del trasporto dei 3.000 cavalli presenti in fiera. Grazie alla combinazione di diverse modalità di trasporto merci si stima un abbattimento delle emissioni di CO2 tra il 40% e il 60% rispetto al trasporto effettuato esclusivamente su strada. La fiera garantisce le misure anti-Covid. NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021


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Il Premio Kinéo al Filmfestival di Venezia Conosciamo i vincitori del Premio Kinéo, il prestigioso riconoscimento che viene dato in occasione del Festival di Venezia. a cura della Redazione

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ome ogni anno, si tiene presso la 78° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia la cerimonia di premiazione del Premio Kinéo, il prestigioso riconoscimento internazionale ideato e diretto da Rosetta Sannelli, che quest’anno compie 20 anni di presenza a Venezia e 19 anni di riconoscimenti assegnati. Tra i primi vincitori annunciati: Miss Marx di Susanna Nicchiarelli, che si aggiudica il premio come Miglior Film e Miglior Regia; Governance Il prezzo del potere di Michael Zampino, a cui va il premio come Miglior Opera Prima; Est di Antonio Pisu, invece, riceve il premio come

Miglior Sceneggiatura; a Il buco in testa di Antonio Capuano viene assegnato il Premio Pubblico& Critica SNCCI. Il Kinéo, però, è una manifestazione che sa guardare al presente e al futuro, per questo, fra i riconoscimenti che assegna ogni anno ci sono anche quelli dedicati alla serialità. Quest’anno ad aggiudicarsi il premio come Miglior Serie Tv/Piattaforme Italiana è Romulus di Matteo Rovere e Michele Alhaique, mentre il premio come Miglior Serie Tv/Piattaforme Internazionale è dato alla serie francese, già divenuta di culto, Chiami il mio agente! di Fanny Herrero. Fra i premi internazionali, poi, ci NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021


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sono anche: il Miglior Film Internazionale in sala assegnato a Nomadland di Chloé Zhao; Miglior Film Internazionale in piattaforma per Mank di David Fincher; il MHA (Movie for Humanity Award) per Mila di Cinzia Angelini (vera e propria “regina dell’animazione”). Tra i numerosi artisti internazionali presenti: David Warren, regista teatrale e televisivo con al suo attivo molte produzioni a Broadway e successi come Desperate Housewifes e Gossip Girl, che ha appena concluso le riprese di Grace & Frankie, e Madalina Ghenea (nei panni di Sofia Loren in un cameo su House of Gucci) madrina della manifestazione. Quella di quest’anno, però, è un’ edizione che ha voluto privilegiare in modo particolare i giovani artisti, fra questi: Irene Casagrande, che si divide con successo tra cinema e TV; Michele Ragno, co-protagonista del film School of Mafia di Alessandro Pondi (2021); Lorenzo Zurzolo, co-protagonista di Morrison di Federico Zampaglione (2021), un film sul mondo della musica e su una bella amicizia; Eleonora Contessi direttrice di fotografia e allieva del CSC, con all’attivo diverse partecipazioni a Festival internazionali e fondatrice di una rivista internazionale di fotografia; Antonia Fotaras, anche lei già allieva del CSC, che sarà Venezia alle Giornate degli Autori con il film Il silenzio grande di Alessandro Gassmann. Tra le novità di quest’anno, poi, si segnala la collaborazione con la

Veneto Film Commission, che ospiterà la conferenza stampa del 4 settembre allo Spazio Regione Veneto dell’Hotel Excelsior del Lido di Venezia. Altre importanti collaborazioni sono quelle con premi e festival esteri, che vengono riconfermate anche quest’anno, tra cui l’unico Festival dell’ONU, SGDs in Action Film Festival, progettato per promuovere gli obiettivi dell’Agenda 2030, e con l’ITTV Festival di Los Angeles, diretto da Valentina Martelli, importante manifestazione della produzione televisiva italiana che promuove il “Rinascimento” del sistema creativo e innovativo del nostro Paese nel mercato. A consegnare il Premio ITTV/Kinéo ad Andrea Scrosati (nello spazio della Regione Veneto) sarà l’attrice Maria Pia Calzone. La cerimonia di premiazione del Kinéo si è tenuta il 5 settembre presso il Padiglione Italiano dell’ Istituto Luce Cinecittà, mentre, come lo scorso anno, grazie alla sensibilità verso il cinema e le arti della direttrice Lorenza Lain, l’esclusiva cena degli artisti si è tenuta a Ca’ Sagredo, nella dimora cinquecentesca dei Dogi Morosini, potendo ammirare gli affreschi di Pietro Longhi, le tele del Tiepolo e la biblioteca, monumento nazionale. Il Kinéo, infine, ha promosso sempre domenica 5 settembre, un seminario coordinato dal critico cinematografico SNCCI Carlo Gentile sul mondo dell’audiovisivo: “Challenging the Digital Deluge”. Al seminario, negli

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spazi del Venice Production Bridge dell’Hotel Excelsior, è seguita la proiezione del documentario An Impossible Project di Jens Meurer (Germany, Austria e UK, 2020). “Molto è successo e cambiato in un ventennio, ossia dalla nascita del Premio Kinéo nel 2002. Il cinema italiano ha rialzato la testa e l’industria, grazie anche all’avvento delle piattaforme che hanno moltiplicato le opportunità di lavoro, sembra oggi godere di buona salute. Certamente è arrivato anche il momento del rinnovamento, come hanno decretato sia i voti del pubblico sia quelli della Giuria, che hanno privilegiato i molti volti nuovi che si sono affacciati alla ribalta. Il mondo dell’audiovisivo sta inoltre affrontando il problema della digitalizzazione, argomento discusso nel seminario Challenging the Digital Deluge. Ma ora è anche il momento di sostenere le sale cinematografiche dove, pandemia permettendo, ci auguriamo di tornare a vedere i film in tutto il loro potenziale” ha dichiarato l’attrice e direttrice del Premio Kinéo, Rosetta Sannelli.

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I consigli di lettura Consigli di lettura per i primi freddi autunnali: approfittiamo dell’abbassamento delle temperature per leggere e riflettere. a cura della Redazione

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F. A. GRANA

M. ALBANESI

Cosa resta del papato

Vespa. La storia di un mito italiano

Un’opera estremamente curata e documentata, ricca di citazioni e di puntuali rimandi, al fine di aiutare i lettori a comprendere le dinamiche che alimentano il magistero papale e l’azione ordinaria del papato nel mondo contemporaneo. Emergono fra le righe domande e interrogativi utili a successive riflessioni: il papato è ancora un’istituzione valida o è ormai percepita come del tutto anacronistica?

A settantacinque anni da quando la Piaggio ne depositò il brevetto (aprile 1946) e con oltre diciotto milioni di esemplari diffusi sulle strade dei cinque continenti, la Vespa ha dato e continua a dare una nuova marcia al mondo intero, unendo in un’unica passione giovani di culture lontane e diverse, diventando così il primo marchio veramente globale della mobilità, reso celebre da “Vacanze Romane”.

C. M. MARTINI

A. MARINO

Ritrovare se stessi

Camere nascoste

Nella vita di ogni uomo e donna, di qualunque fede religiosa e politica, c’è un momento cruciale in cui occorre fermarsi, creare una pausa di silenzio nella vita caotica e riflettere sul senso del proprio destino. Siamo sempre in cammino, e più si va avanti più si scoprono orizzonti, più si cammina e più si avanza. Riedizione del classico del ‘96, il testo è ancora un valido invito a fermarsi a riflettere.

A cosa possiamo spingerci quando siamo certi di non essere visti? A quale oscurità possiamo dare la stura nel segreto di una stanza chiusa? Questo romanzo a tinte fosche ambientato al sole del sud, racconta la storia di un omicidio con diversi riferimenti storici ai casi più eclatanti degli ultimi anni. Pur seguendo la trama noir, il libro si presta a riflessioni sociologiche.

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New World, il gioco firmato Amazon L’espansione di Amazon non si ferma: scopriamo il primo videogame di successo della piattaforma. a cura della Redazione

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a piattaforma di e-commerce a servizio di streaming, da produttore cinematografico e televisivo a sviluppatore di videogiochi: Amazon continua ad espandere il proprio campo di azione, lanciando il suo primo videogioco di sucesso, New World. Dopo un solo giorno di uscita, New World si era già guadagnato il titolo di più giocato su Steam nel 2021, un picco di richieste che ha messo in difficoltà i server, rendendo l’esperienza di gioco meno appagante per moltissimi player, con tempi di attesa che si sono protratti anche per alcune ore. Al momento disponibile soltanto su pc, l’MMO di Amazon ha colpito per lo stile di combattimento, i progressi del personaggio, le diverse modalità multiplayer e l’altissima scelta di personalizzazione. Il primo step di gioco è la creazione del personaggio, forma del viso, acconciatura, cicatrici, tatuaggi, dimensione del corpo, etc: le combinazioni sono davvero infinite. Inizia quindi l’avventura, con il nostro personaggio che naufraga su un’isola NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021

sconosciuta con nient’altro che una spada e vestiti strappati. Di lì a poco ci troveremo a sfidare una sorta di pirata zombie, imparando fin da subito le basi del combattimento. I controlli sono piuttosto semplici, consentendo di bloccare o schivare per evitare i danni, contrattaccando con colpi leggeri o pesanti per minare la salute dell’avversario. Man mano che si avanza nel gioco, il combattimento diventa sempre più complesso: si sbloccano nuove tecniche di attacco, si aggiungono nuove tipologie di armi, ciascuna con il proprio schema di abilità da sbloccare. Una volta sconfitto il nemico, possiamo saccheggiarlo e dotarci dei nuovi strumenti e indumenti ritrovati. Terminato il tutorial si inizia a esplorare il mondo, caratterizzato da paesaggi affascinanti che appagano alla vista: un oceano scintillante, un vulcano soprannaturale con rocce levitanti, città in stile medievale e boschi incantati. La mappa del mondo è davvero gigantesca. Man mano che si completano le missioni, è possibile recarsi in città

per incontrare contadini e mercanti, acquisire nuova strumentazione o costruirsi le proprie armi, estraendo i materiali necessari. Chi ha paura di annoiarsi a tagliare legna, cacciare animali e raccogliere roccia può stare tranquillo: anche in un’area base possono presentarsi improvvisamente mostri da combattere. Al di fuori della storia principale, esistono diverse modalità multigiocatore PvP, tra cui svetta la modalità Guerra 50 contro 50: una squadra darà l’assedio agli avversari, i quali dovranno difendere un forte medievale. Chi preferisce la modalità PvE può sfidare i nemici controllati dall’ intelligenza artificiale nella versione “invasione”. Infine, con la modalità “spedizione” si affrontano i dungeon tra enigmi, nemici e boss davvero impegnativi, anche in compagnia di altri giocatori. Disponibile per pc tramite l’acquisto su Amazon o Steam, New World non necessita di un abbonamento. Il prezzo è di 39.99 euro per la versione standard, 49.99 euro per la versione deluxe. GENTE IN MOVIMENTO

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Comics & Games

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Lucca Comics& Games, a riveder le stelle La stella polare che guiderà il Festival sarà il ritorno del pubblico, capace di regalare all’evento l’unicità che lo contraddistingue. a cura della Redazione

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riveder le stelle: light. È questo il claim e la linea guida del 55esimo anno di Lucca Comics & Games, di nuovo in presenza dopo l’esperienza di Lucca ChanGes. La stella polare che guiderà il Festival, aperto da venerdì 29 ottobre a lunedì 1° novembre, sarà infatti il ritorno al rapporto con il pubblico, una community capace di regalare all’evento l’unicità che lo contraddistingue a livello mondiale. Un’occasione soprattutto per ritrovare, seppur con le chiare limitazioni necessarie per tutelare la salute di tutti, i creatori degli universi che sono parte integrante del festival: gli amici editori, le aree espositive e di vendita, gli incontri. Torna quindi il più grande Salone dedicato al fumetto, al gioco,

allo storytelling e alle mitologie contemporanee, con gli stand delle industrie creative che lo rappresentano. “È un’emozione poter annunciare l’edizione 2021 di Lucca Comics & Games in presenza” afferma in una nota il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. “Uno degli appuntamenti più amati a livello nazionale e non solo dai giovani e dagli appassionati del settore torna finalmente ad animare la città di Lucca e a far rivivere il rapporto caloroso con il suo pubblico che poi è il vero nutrimento di questo festival. Il duro lavoro degli organizzatori, che ringrazio, ha permesso di trovare le modalità più adatte perché la manifestazione si potesse svolgere in piena sicurezza e NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021


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tranquillità permettendo agli editori, agli autori e alle migliaia di lettori e fan di poter godere appieno di questa opportunità unica. La Regione da sempre segue e partecipa supportando questo momento che rende Lucca capitale del fumetto e centro di cultura. Sono i fumetti, le graphic novel e il gaming oggi le forme narrative che raccontano meglio al pubblico giovane e giovanissimo la complessità del mondo e i sentimenti umani e anche per questo motivo, grazie ai tanti confronti stimolanti tra le diverse realtà, Lucca Comics & Games riesce così bene a parlare ai giovani e ad avvicinarne migliaia alla lettura”. Anche il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini dichiara: “dopo due anni, finalmente la nostra città torna a essere protagonista con il suo festival. Un appuntamento ormai irrinunciabile, diventato vero riferimento per tutti gli appassionati della cultura pop in genere e importante per il nostro territorio. Un ringraziamento sentito a quanti si stanno impegnando con grande passione alla riuscita della manifestazione di quest’anno, nuova e più complessa nelle modalità. Un’edizione per forza più contenuta, ma ugualmente affascinante e interessante nei contenuti culturali e nella sua capacità di mettere assieme espressioni artistiche differenti. Lucca accoglierà con calore e ospitalità quanti vorranno venire, ai quali, lasciatemi dire a nome della città: bentornati a Lucca”. “Avere in questo difficile 2021” commenta il presidente della Provincia, Luca Menesini, “Lucca Comics & Games nuovamente ‘in presenza’ è un segnale importante per quella ripartenza a cui tutti aspiriamo. Certamente, le limitazioni ancora ci sono, ma sono quelle necessarie a far sì che la manifestazione si possa svolgere con il più alto grado di sicurezza possibile in questa fase ancora delicata della pandemia che stiamo vivendo. Sono, quindi, molto soddisfatto che, anche in questa edizione del festival, Palazzo Ducale sia la sede delle mostre, anche quest’anno di livello NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021

culturale è molto alto. È anche questo un segnale di ‘ritorno alla normalità’, ma, soprattutto, mette ancor più in evidenza come il palazzo sede della Provincia abbia un ruolo centrale nella vita culturale del territorio”. “Mai come adesso” sottolinea Francesca Fazzi, presidente di Lucca Crea, “sentiamo forte il desiderio e la necessità di una nuova socialità della cultura. Un mondo di parole e immagini che Lucca Comics & Games interpreta in questo suo 55esimo anno di fondazione con la freschezza di un nuovo inizio. Lo scorso anno i primi 10 (+1) autori dei manifesti di Lucca Comics lanciarono l’invito a sognare insieme il festival dando vita alla grande mostra-simbolo di Lucca Changes, l’edizione 2020 drammaticamente segnata dalla pandemia. Oggi il sogno prova di nuovo a farsi realtà. Lo fa con la tenacia e la determinazione di un affiatato gruppo di lavoro, che ha accettato, affiancato da vecchi e nuovi compagni di viaggio, una sfida tutta da vincere per far vivere, ancora una volta, a Lucca, la fantastica avventura della creatività”. Secondo Raffaele Domenici, vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca: “il ritorno di Lucca Comics & Games rappresenta probabilmente il segnale più atteso da tutto il territorio. Un passo fondamentale verso la normalità. Non serve di certo ricordare l’importanza cruciale di questa manifestazione, tanto per la sua capacità di intercettare le passioni di giovani e meno giovani, quanto per l’indiscutibile merito di aver ritagliato per Lucca un ruolo specifico sull’atlante della geografia culturale italiana. Anche per queste ragioni da quest’anno la Fondazione affianca direttamente il festival nella realizzazione di specifici eventi che si svolgeranno nella Chiesa di San Francesco, per contribuire in maniera diretta allo svolgimento dell’evento che, in questa occasione, lo ripeto, veicola un messaggio veramente significativo: dare nuovo spazio alla cultura attraverso manifestazioni realizzate in

Comics & Games

sicurezza e con la massima accuratezza. Avanti così.” Il Claim 2021 “…a riveder le stelle” simboleggia infatti la sintesi di quel verso immortale de La Comedìa di Dante Alighieri (del XXXIV Canto dell’Inferno) e propone un festival nuovo che diventa il luogo della transizione, anche verso il digitale e i temi ambientali, del ritorno di una generazione ai Festival culturali, tramite un nuovo modello di conoscenza, confronto e apprendimento sociale. Un community event che non produce solo cultura, ma in cui le coscienze si incontrano, condividono e si auto-educano appropriandosi di uno spazio unico e monumentale, lasciandosi ispirare dalle storie più amate, dalle intuizioni dei loro autori e modificando il proprio ambiente circostante. La parola inglese Light è quindi la perfetta sintesi di questo nuovo modello: Lucca Comics & Games vuole dare il suo contributo nel passaggio da un momento oscuro alla luce, una strada verso la nuova normalità che include anche una manifestazione più “leggera” ed agile. Il motto scelto non è certamente casuale e accompagnerà anche visivamente l’esperienza del Festival: nell’anno delle celebrazioni dantesche, è stato infatti chiesto a un Maestro contemporaneo dell’ illustrazione di realizzare l’immagine distintiva di questa edizione. Per raccontare la visione poetica che quest’anno lega Lucca Comics & Games a Dante e al suo viaggio con Virgilio attraverso le tenebre dell’ Inferno, è stato quindi scelto un autore che potesse raccontare il viaggio avventuroso del Festival, col suo colorato armamentario di cosplayer e con la sua mitologia di draghi e di astronavi, sposandola al carico di letteratura e di mito che vive alla poesia di Alighieri: Paolo Barbieri, già autore de L’Inferno di Dante illustrato pubblicato in una nuova edizione da Sergio Bonelli Editore e tra i selezionati per la mostra Dante ipermoderno promossa dal Ministero degli Affari Esteri e curata dal Professor Giorgio Bacci. GENTE IN MOVIMENTO

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musica

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Zazzarazzaz 2021, la canzone jazzata a Sanremo Da oltre vent’anni in estate a Sanremo si tiene la rassegna dedicata alla canzone jazzata. a cura di Roberto Berlini

S

anremo non è solo la città dei fiori e del festival della canzone Italiana. In estate, da oltre vent’anni, vi si tiene una rassegna dedicata alla canzone jazzata, ovvero quel vasto repertorio di canzoni che ha risentito notevolmente, dalle origini (anni Trenta) ad oggi, di un’impronta jazz. “Zazzarazzaz Festival”, questo è il titolo della manifestazione, si è tenuto dal 19 al 27 agosto in tre serate presso l’incantevole parco di Villa Ormond, una storica residenza appartenuta a ricchissimi mercanti svizzeri del tabacco, nell’aureo periodo della Belle époque. La XXII edizione è stata dedicata a Fred Bongusto, l’indimenticato cantore della “rotonda sul mare” e di molti successi finemente colorati di tinte jazzistiche. Con garbo ed eleganza lo scorso 19 agosto l’Orchestra Stabile dello Swing, dieci elementi diretti da Freddy Colt (direttore artistico della rassegna), ha aperto la rassegna accompagnando il cantante-attore emergente Matteo Ferrari e omaggiando la musica dei grandi artisti

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GENTE IN MOVIMENTO

della canzone jazzata italiana tra cui Natalino Otto, Ernesto Bonino, il Trio Lescano e Alberto Rabagliati, accanto a composizioni strumentali molto rare dovute alla penna di maestri quali Lelio Luttazzi, Pippo Barzizza e Francesco Ferrari. Ospite della serata il jazzista piemontese Felice Reggio, che si è confermato un valente solista sia alla tromba che al flicorno soprano, in particolar modo nel “medley” di successi di Fred Bongusto concepito appositamente per l’occasione dall’ arrangiatore molisano Antonello Capuano. La sera seguente è stata pervasa dall’energia e dalla bravura dei Bandakadabra, una band torinese di fiati e percussioni che ha riproposto in chiave “classic jazz” celebri successi del pop internazionale anni ’90 e 2000. Il gruppo di otto elementi è stato impreziosito dalla voce Mr T-Bone, volto noto nella scena reggae e ska, che nella seconda parte del concerto si è rivelato ottimo interprete non solo dei brani di Bongusto ma anche di alcune tra le

canzoni italiane più “swinganti” di varie epoche. Il pubblico che gremiva le gradinate della Villa a stento si è potuto trattenere dal ballare! Gli spettacoli sono state brillantemente condotti dallo speaker Alex Cosentino. La rassegna si è conclusa venerdì 27 nella cornice del Museo del Fiore di Sanremo con la presentazione, in anteprima nazionale, del libro “L’astro di Pippo Barzizza” (Carocci editore, Roma, 2020) con la partecipazione del cantante Franco Fasano, di un’orchestra di dieci elementi e l’intervento di diversi studiosi di jazz italiano. “Zazzarazzaz Festival” è da sempre organizzato dal Centro Studi Musicali “Stan Kenton” sotto l’egida del Comune di Sanremo, quest’anno con il patrocinio della Regione Liguria e della Fondazione Lelio Luttazzi di Roma. Sotto le esotiche palme, nella frescura di tre serate estive di fronte al mare, si è rinnovato ancora una volta l’idillio tra la canzone e il jazz, secondo una formula che incontra il favore del pubblico dal lontano 1997. Perché Sanremo non è solo “Sanremo”. NUMERO 5 | SETTEMBRE - OTTOBRE 2021


Musica

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Prossimamente in concerto Si torna a cantare e suonare dal vivo senza restrizioni: al chiuso capienza al 100% con il Green Pass. a cura della Redazione

CARMEN CONSOLI

LE VIBRAZIONI

ANNALISA

Si riparte con “Volevo fare la rockstar Tour”, che prende il nome dall’album uscito il 24 settembre 2021. La tournèe autunnale dei teatri della cantautrice catanese prenderà il via a novembre, sabato 20, all’Auditorium del Lingotto Giovanni Agnelli di Torino.

Il quartetto milanese torna in concerto con 5 tappe nei teatri italiani di Catania, Palermo, Bologna, Milano e Padova a partire dal 24 novembre. Segnaliamo la data del 29 novembre a Bologna: la band si esibirà con l’orchestra di Beppe Vessicchio.

Ultime tappe del tour “Nuda 10 Club” che si concluderà il 19 dicembre a Modugno. Oltre i suoi più grandi successi, l’artista presenterà per la prima volta le canzoni di “Nuda 10” nella nuova versione. Biglietti ancora disponibili per i prossimi appuntamenti.

SI RIPARTE CON I CONCERTI AL CHIUSO SENZA LIMITAZIONI Come previsto dal Decreto Legge nr. 105 del 23 luglio 2021, dal 6 agosto fino al 31 dicembre 2021 per l’accesso a teatri, cinema, luoghi culturali, auditorium e altre location in cui si svolgono concerti, al chiuso o all’aperto, è necessario presentare il Green Pass all’ingresso. In assenza della certificazione, il personale addetto ai controlli vieterà l’accesso ai locali e non si avrà in nessun modo diritto al rimborso del biglietto. In seguito, il Consiglio dei Ministri del 7 ottobre ha deliberato nuove disposizioni per l’accesso alle attività culturali, sportive e ricreative, aumentando la capienza massima di spettatori consentiva. Pertanto, dall’11 ottobre 2021, in zona bianca, teatri, sale da concerto, cinema, locali dedicati all’intrattenimento e allo spettacolo dal vivo, sia all’aperto che al chiuso, possono tornare a occupare il 100% dei posti disponibili, sempre dietro presentazione del Green Pass in corso di validità per tutti gli spettatori a partire da 12 anni. Per gli eventi sportivi la capienza massima è fissata al 75% per gli eventi all’aperto e al 60% per gli eventi al chiuso. Capienza ridotta anche per le discoteche, al 50% al chiuso e al 75% all’aperto, dove però si torna a ballare senza mascherina. Ad eccezione della pista da ballo, è sempre obbligatorio tenere la mascherina al chiuso.

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contributori

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HANNO CONTRIBUITO ALLA REALIZZAZIONE DI QUESTO NUMERO

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FILIPPO Poletti

ELISA Scutellà

FRANCO Mirabelli

Top voice di LinkedIn, cura la rassegna quotidiana dedicata ai cambiamenti del lavoro. Giornalista professionista, ha scritto per 30 testate e si occupa di comunicazione aziendale.

Deputata del M5S, membro Commissione giustizia, Commissione di controllo enti gestori previdenza e assistenza, Giunta per le autorizzazioni

Senatore membro delle Commissioni Ambiente e Politiche europee. Capogruppo PD della Commissione bicamerale Antimafia.

EMANUELE Scagliusi

GIANNI Berrino

PAOLO De Castro

Deputato del M5S, membro della III Commissione Affari Esteri e Vicepresidente del Comitato Permanente per i diritti umani.

Assessore della Regione Liguria al Lavoro e Politiche attive dell’occupazione, Trasporti, Rapporti con le organizzazioni sindacali, Promozione turistica e Marketing territoriale.

Eurodeputato PD/S&D dal 2009, è vicepresidente della Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale. Professore all’Unibo, è stato Ministro delle Politiche Agricole. Crediti foto.

ELISA Fea

MARY LIN Bolis

MATTIA Perredda

Laureata in Giurisprudenza nell’anno 2014 presso l’Università degli Studi di Torino, esercita in Cuneo la professione di Avvocato dall’anno 2018 in materia civile e penale.

Avvocato con studio in Cuneo e in Padova, lavora prevalentemente nel settore delle assicurazioni e del risarcimento danni alla persona.

Appassionato di enogastronomia. Esperto di sommellerie, oggi responsabile commerciale e accoglienza clienti presso azienda vitivinicola nelle Langhe.

FRANCESCO Norcini

PIERLUIGI Fabbroni

GIORDANO Biserni

Dottore, consulente nutrizionale ed ex obeso, ha perso 50kg in un anno grazie al metodo col quale oggi aiuta centinaia di persone a tornare in salute.

Ingegnere, opera in 7Consulting dal 2010 come consulente e Lead Auditor, dopo aver fatto esperienza operativa in diversi ruoli di responsabilità in una multinazionale.

Presidente dell’ASAPS fino dal 1991 e direttore della rivista il Centauro, organo ufficiale dell’associazione.

ROBERTO Berlini

ANTONIO D’Ascoli

MAURO Coltorti

Dottore in storia dell’arte moderna, si occupa di musica italiana e straniera degli anni Trenta e Quaranta, compilando discografie e studi biografici. Dal 2017 è membro del Centro Studi Musicali Stan Kenton.

Giornalista e consulente per la comunicazione responsabile ufficio stampa Conf PMI ITALIA direttore quotidiano on line delle pmi piazzaffari.it.

Senatore eletto nel 2018 nelle fila del M5S, è Presidente della Commissione Lavori Pubblici e professore di geomorfologia.

GABRIELLA Tomasi

DAVIDE Spitale

PAOLO Ferraris

È intermediario assicurativo. Appassionata di cucina, animali e montagna.

Innovation Manager e fondatore di Alzarating, si occupa di consulenza aziendale dal 2001.

Commercialista in Asti e insegnante di economia aziendale nella scuola secondaria.

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