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GM GenteinMovimento 4-2021

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FAMIGLIA

PROFESSIONI

IMPRESA

POSTE ITALIANE S.P.A. - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N. 46) ART. 1, COMMA 1, NO/CUNEO - SUPPLEMENTO N.1 AL NUMERO 5-2018 ANNO XX DI TN TRASPORTONOTIZIE - IN CASO DI MANCATO RECAPITO INVIARE AL CMP/CPO CUNEO PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE PREVIO PAGAMENTO RESI.

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IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA

SOMMARIO

IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA

EDITORIALE

PAG. 02

ATTUALITÀ

PAG. 04

IMPRESA

PAG 06

PROFESSIONI

PAG. 12

INNOVAZIONE

PAG. 16

EUROPA

PAG. 18

POLITICA

PAG. 22

ECONOMIA E LAVORO

PAG 27

PREVIDENZA

PAG. 32

COSTUME E SOCIETÀ

PAG. 34

CONSUMATORE

PAG. 38

SICUREZZA

PAG. 40

MOTORI

PAG. 44

DESIGN

PAG. 46

VIAGGI

PAG. 48

SPORT

PAG. 50

FOOD & WINE

PAG. 53

BENESSERE E BELLEZZA

PAG. 56

MODA

PAG. 60

FOTOGRAFIA

PAG. 62

EVENTI E SPETTACOLI

PAG. 64

CINEMA E LIBRI

PAG. 66

COMICS & GAMES

PAG. 68

MUSICA

PAG. 70

N. 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021

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genteinmovimento @genteinmov gente in movimento

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NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021

GENTE IN MOVIMENTO

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editoriale

IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA

EDITORIALE

Direttore responsabile Secondo Sandiano

GENTE IN MOVIMENTO Iscrizione al 3/14 del Registro

Cari lettori, siamo quasi al termine dell’estate, la seconda segnata dall’ emergenza sanitaria in cui la certificazione verde da una parte e l’avanzamento della campagna vaccinale dall’altra, ci hanno permesso di vivere una sorta di normalità. L’Italia è di nuovo stata la meta preferita delle vacanze dei nostri connazionali, presenti, ma con numeri minori rispetto agli anni passati, anche i turisti europei e stranieri. Per questo motivo nella sezione viaggi vi proponiamo un piccolo tour dei comuni “spighe verdi” del basso Piemonte, piccoli centri urbani tra Langhe, Roero e Monferrato, ideali da visitare anche a settembre e ottobre. Lo trovate a pagina 48. Inoltre, volevo segnalarvi l’articolo della Cuore Matto Onlus che presenta le attività svolte nei primi anni di vita di questa associazione, impegnata nell’organizzazione di eventi e manifestazioni finalizzati alla raccolta di fondi per l’acquisto di macchinari per aziende sanitarie e reparti ospedalieri. Chissà, forse leggendo la loro esperienza a pagina 36, ad alcuni di voi verrà la voglia di impegnare parte del proprio tempo libero a servizio della comunità. Come sempre, nella prima parte di GM GenteinMovimento troverete gli approfondimenti in tema di imprenditoria, professioni, economia, lavoro, previdenza, utili per conoscere nuove opportunità, scoprire le tendenze del momento e le previsioni per il futuro. Parleremo anche di Europa, e più precisamente del piano “Fit for 55” per la riduzione di almeno il 55% delle emissioni di gas serra entro il 2030, e di politica, in particolare di giustizia, PNRR e Green Pass. Infine, nella seconda parte della rivista, proponiamo argomenti più leggeri, occupandoci di moda, sport, cucina, motori, comics, videogames, libri, cinema e molto altro ancora. Lasciandovi alla lettura del GM, auguro un bentornato a chi è già stato in ferie e buone vacanze a chi ancora deve partire.

DIRETTORE RESPONSABILE Secondo Sandiano

Stampa del Tribunale di Aosta

CONTATTI REDAZIONE DGConsulting s.c. Tel. 0171 412816 redazione@genteinmovimento.com

IN REDAZIONE Fabrizio Civallero, Michela Giuliano, Adriana Pozzo, Gabriella Tomasi.

WEB www.genteinmovimento.com

Iscrizione al ROC n. 24934

AMMINISTRAZIONE Stefania Ricca

STAMPA

PUBBLICITÀ Tel. 0171 412816 redazione@genteinmovimento.com

CONTRIBUTORI Si veda pagina 72

in data 29/09/2014 EDITORE E PROPRIETARIO: DGConsulting s.c.

Tipografia Tipolitoeuropa di Cuneo

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attualità

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Stop alle grandi navi a Venezia dal 1° agosto

I benefici della settimana lavorativa di 4 giorni

Approvato il decreto legge che mette fine al transito delle grandi navi nel Canale della Giudecca con passaggio di fronte a San Marco dopo la “minaccia” Unesco di finire nella lista nera. Le navi con più di 25.000 tonnellate di stazza lorda, superiori ai 180 metri di lunghezza e 35 metri di altezza, dal 1° agosto non saranno più ammesse alla navigazione nel bacino cittadino, ovvero nelle vie marittime riconosciute di interesse culturale. Provvisoriamente, le navi da crociera potranno attraccare a porto Marghera, sulla terraferma, lo scalo industriale di Venezia. Previsti risarcimenti per chi subirà danni da questa misura attesa ormai da anni. Le piccole navi da crociera, con una capacità di circa 200 passeggeri, potranno continuare ad usufruire del porto lagunare.

Periodicamente se ne torna a parlare e, mai come in questi tempi di crisi, la settimana corta di quattro giorni lavorativi è stata presa in considerazione da molti Paesi occidentali, anche europei. Con gli effetti dell’emergenza climatica, sempre più evidenti, è stato avanzato uno studio per capire come combattere l’inquinamento delle città. Secondo quanto emerso, un fattore di forte riduzione della CO2 è rappresentato dalla riduzione della settimana lavorativa a quattro giorni: diminuendo gli spostamenti tra casa e lavoro, si contrasta l’inquinamento cittadino. Inoltre, le persone hanno più tempo da dedicare a sè stessi e alla propria salute, sono meno stressate e, a parità di stipendio, producono tanto quanto, se non più di prima.

Grandinate eccezionali, piovono palle da tennis

Tokyo 2020: oro nella sostenibilità

Le grandinate che hanno colpito l’Italia tra fine luglio e inizio agosto sono del tutto eccezionali e hanno causato ingenti danni ai cittadini, alle imprese e agli agricoltori. In pochi giorni i temporali che si sono abbattuti prevalentemente nel centro-nord hanno danneggiato veicoli, capannoni, abitazioni e coltivazioni, ferendo alcune persone. Chicchi di grandine grossi come palle da tennis hanno causato la paralisi sull’autostrada A1, nel piacentino, sorprendendo le auto in corsa che si sono ritrovate in pochi istanti con i parabrezza distrutti, costringendo gli occupanti a fermarsi lungo la corsia d’emergenza. L’altissimo numero di veicoli coinvolti ha reso necessario chiudere l’autostrada per il ripristino della viabilità.

Le Olimpiadi di Tokyo 2 020 hanno regalato grandi soddisfazioni alla delegazione italiana, rientrata a casa con un numero record di medaglie che non si era mai registrato prima. Ma vale lo stesso discorso per la sostenibilità della manifestazione? Sappiamo che la cultura giapponese è molto legata all’ambiente e alla natura, lo abbiamo visto anche nella cerimonia di apertura con il tributo all’arte della falegnameria e i 5 cerchi olimpici realizzati in legno. Sotto il nuovo motto “Be better, together”, i giapponesi hanno fatto molto di più: i metalli per la produzione delle 5.000 medaglie assegnate, infatti, derivano da circa 80 mila tonnellate di rifiuti elettronici, raccolti a partire dal 2019. Un bellissimo esempio di economia circolare.

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attualità

Aerei elettrici nel futuro dell’aviazione sostenibile

La tigre minacciata dalle trappole

Gli aerei e-cargo a emissioni zero sono una realtà ed entreranno a far parte della flotta DHL. Il primo aereo completamente elettrico, “Alice”, prenderà il volo entro fine anno e DHL Express, il principale fornitore di servizi espressi al mondo, ne ha già ordinati 12, diventando la pioniera dell’aviazione sostenibile. Alice può essere pilotato da un singolo pilota, trasportare 1.200 kg e volare per 815 chilometri a una velocità massima di 400 km orari. I vantaggi di questa nuova generazione di velivoli sono minor costi di manutenzione, ricarica delle batterie durante le operazioni di carico/scarico, investimenti più contenuti per l’infrastruttura a terra e, naturalmente, zero emissioni inquinanti. I tempi di ricarica dichiarati dal costruttore sono di appena 30 minuti.

Il numero di tigri selvatiche si sta riducendo nel sud-est asiatico. È ormai quasi certo che nel 2022 in questa regione ci saranno meno tigri rispetto al 2010, il 2022 è l’anno in cui era stato fissato l’obiettivo Tx2 per raddoppiarne il numero globale. Eppure, una strada verso il recupero della specie è possibile. Lo racconta il WWF in occasione della Giornata Mondiale della tigre, che come ogni anno si celebra il 29 luglio. Negli ultimi 25 anni la tigre si è estinta in Cambogia, Laos PDR e Vietnam, mentre in Malesia, Myanmar e, in misura minore, Thailandia si è assistito a un decremento significativo. I lacci, il tipo di trappola più utilizzato, sono la più grande minaccia per le tigri.Nonostante tutto, le pattuglie anti-bracconaggio hanno contribuito a una riduzione del 94% delle trappole attive.

Nasce a Roma il primo hub Prima campagna in Artico di mobilità elettrica per la N/R Laura Bassi

È partito a luglio “On Charge&Share”, il progetto pilota per cambiare radicalmente l’approccio alla ricarica del veicolo privato e colmare il gap temporale che costringe gli utenti a fermarsi alla colonnina di ricarica per il tempo necessario al rifornimento. Charging point, E-scooter, e-bike ed e-car sono a disposizione degli utenti attraverso l’App On Mobility, uno strumento intuitivo e funzionale che permette di gestire la ricarica dell’automobile privata e accedere allo stesso tempo ai veicoli in sharing della flotta, per muoversi in modalità ecologica anche durante il tempo necessario a rifornire la propria auto. Il progetto prende il via a Roma, con una colonnina di ricarica, un’auto elettrica, due e-scooter e due e-bike. NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021

La nave rompighiaccio N/R Laura Bassi ha iniziato il 6 agosto la sua prima spedizione scientifica in Artico, la quale durerà 40 giorni. Geofisica e oceanografia sono al centro delle attività dei tre grandi progetti della missione, coordinati rispettivamente da Renata Lucchi di OGS, Maurizio Azzaro del CNR-ISP e da Laura Ghigliotti del CNR-IAS, finanziati dal PRA (Programma di Ricerca in Artico) in base alla valutazione di un comitato di esperti internazionale, che avranno lo scopo di indagare sia i mutamenti in atto nella regione causati dai cambiamenti climatici e il ruolo dell’impatto antropico sui processi globali, sia l’evoluzione dell’ambiente marino artico nella storia recente della Terra. GENTE IN MOVIMENTO

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impresa

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Il credito d’imposta per la ricerca e sviluppo Uno stimolo per spingere la spesa privata in ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica, favorendo la competitività delle imprese. a cura di Davide Spitale

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l credito d’imposta ha come obiettivo quello di stimolare la spesa privata in Ricerca, Sviluppo e Innovazione tecnologica. In questo modo sostiene la competitività delle imprese e per favorire i processi di transizione digitale nell’ambito dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale. La Legge Finanziaria 2021 ha disposto la proroga, fino al periodo d’imposta in corso al 31.12.2022 dei crediti d’imposta, introdotti con la Legge Finanziaria 2020 per gli investimenti: - in ricerca e sviluppo; - in transizione ecologica; - in innovazione tecnologica 4.0; - in altre attività innovative.

Quali sono i soggetti beneficiari? Possono usufruire del credito d’imposta tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti. Questo indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali. Sono escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale. NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


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Sono inoltre escluse le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231. La determinazione e la misura del credito d’imposta variano a seconda della tipologia di investimenti agevolabili: - attività di ricerca e sviluppo: per le attività di ricerca e sviluppo il credito d’imposta spetta in misura pari al 20%, aumentata rispetto al 12% previsto lo scorso anno, della relativa base di calcolo nel limite massimo di 4 milioni di euro (con un aumento quindi di 1 milione di euro rispetto lo scorso anno); - innovazione tecnologica: il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 10%, aumentato quindi rispetto al 6% previsto per lo scorso anno, della relativa base di calcolo o al 15% (lo scorso anno 10%) in caso di obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0. Il limite

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massimo di spesa previsto è pari a 2 milioni di euro (lo scorso anno 1,5 milioni); - attività innovative di design e ideazione estetica: il credito

La determinazione e la misura del credito d’imposta dipende dagli investimenti.

d’imposta è riconosciuto in misura pari al 10%, aumentato quindi rispetto al 6% dello scorso anno, della relativa base di calcolo (lo scorso anno 6%) nel limite massimo di 2 milioni di euro (lo scorso anno 1,5 milioni).

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Come può essere utilizzato il Credito d’Imposta? La modalità di fruizione del Credito d’imposta avviene come specificato di seguito: - si può utilizzare esclusivamente in compensazione tramite modello F24; - è utilizzabile in tre quote annuali di pari importo; - deve essere utilizzato dal periodo successivo a quello di maturazione; - può essere utilizzato a condizione che sia stata rilasciata la certificazione ed espletati gli obblighi documentali. Le aziende che vogliono crescere ed innovarsi per uscire dalla crisi pandemica e rilanciare la loro attività devono sfruttare al massimo queste opportunità offerte dallo Stato. Naturalmente mettendosi nelle mani di persone esperte saranno guidate in questo percorso facilitando le questioni burocratiche, azzerando il margine di errori e facilitando l’ottenimento della certificazione.

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impresa

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Lo standard Equalitas per la viticoltura Aderendo allo standard Equalitas le aziende del vino si impegnano concretamente per la preservazione del pianeta e delle risorse umane. a cura della Redazione

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el corso degli ultimi anni, il richiamo ad una nuova consapevolezza dei fenomeni di produzione e consumo è stato fortissimo. Sembra infatti imprescindibile che qualsiasi tipo di impresa integri nei propri processi nuovi obiettivi, oltre al profitto, per preservare ambiente e produrre benessere sociale. Il nuovo paradigma si sta facendo strada anche nel comparto vitivinicolo, con imponenti investimenti e trasformazioni organizzative e di prodotto. L’istituto Nielsen definisce i Vini Sostenibili come una categoria a sé, capace di rappresentare negli Stati Uniti oltre il 2% del mercato del vino

ed in crescita nettamente superiore rispetto alla media del comparto. Il consumatore inoltre, è pronto a spendere fino ad un terzo in più per un vino sostenibile. Lo standard Equalitas nasce proprio da quest’esigenza ideale del settore vitivinicolo: quella di restituire alle risorse, naturali e umane, lo stesso valore che queste donano al comparto giorno dopo giorno. Equalitas è una certificazione di sostenibilità con uno standard evoluto e complesso. Si tratta di uno standard nato in Italia su misura delle aziende vitivinicole e riconosciuto a livello internazionale, perché unisce in un unico strumento la NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


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dimensione ambientale, socioeconomica ed alcuni fondamentali valori etici, come il rispetto delle pari opportunità di genere e il rifiuto di ogni discriminazione. Lo standard si rivolge principalmente alla filiera del vino, ne interpreta le dinamiche produttive e consente a tutti i suoi attori di ottenere la certificazione adeguandosi ai previsti requisiti, siano essi agricoltori, trasformatori, imbottigliatori o Consorzi di Tutela. La norma prevede, infatti, la certificazione di tre dimensioni produttive: l’impresa, il prodotto finito e il territorio. Il concetto di sostenibilità nel suo uso quotidiano può apparire astratto e generalista, ma in realtà si fonda su specifiche analisi quantitative e sulla modellizzazione di ogni processo produttivo, così da poterli orientare verso traguardi misurabili, come la riduzione degli impatti ambientali e il miglioramento degli equilibri economici e sociali. La sensibilità delle imprese e dei Consorzi di Tutela verso le tematiche della sostenibilità è in forte crescita: in pochissimo tempo sono state numerose le iniziative imprenditoriali - singole o di distretto, ad adottare lo standard Equalitas, riconfigurando processi produttivi, prodotti e nuovi investimenti, nella direzione di una crescita sostenibile. Attualmente le bottiglie certificate con questo standard sono alcuni milioni, ma le prospettive per l’immediato futuro ne annunciano il rapido aumento. Già oggi lo standard Equalitas costituisce un concreto strumento di lavoro per quelle aziende che lo hanno adottato e quei territori che lo stanno sperimentando. Equalitas è diventato un prezioso strumento per fare impresa sostenibile: nell’ultimo periodo, molti fiori all’occhiello del panorama enologico italiano hanno ottenuto la certificazione Equalitas da parte di Valoritalia, leader nella certificazione agroalimentare in Italia: Martini & Rossi, Caviro, Barone Ricasoli e Nosio, solo per citarne alcuni. Per certificarsi occorre sia adottare che dimostrare di aver adottato NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021

“buone prassi”, queste ultime oggettivate da indicatori economici, ambientali e sociali tra loro integrati e definiti in base alle esperienze più evolute. Le “buone prassi” interessano tutti i pilastri e tutte le fasi produttive, dalla vigna alla spedizione del prodotto finito, mentre gli indicatori recepiscono metodi di calcolo aggiornati e in linea con le principali norme ISO e con eventuali risoluzioni OIV. Tra gli indicatori sono presenti quelli più noti (come Carbon e Water Foot Print), ma è incluso anche uno specifico indicatore di biodiversità. Al termine del percorso le aziende sono chiamate a redigere un Bilancio di Sostenibilità, nel quale vengono definite anche le policy di miglioramento che sono alla base dell’ approccio alla sostenibilità. Ai fini della diffusione dello standard Equalitas è stato fondamentale ottenere “riconoscimenti” da parte di acquirenti o potenziali tali. In Finlandia, per esempio, Equalitas è stata inserita nell’elenco dei Green Choice Projects, e pertanto i vini certificati Equalitas hanno diritto ad essere posizionati su uno scaffale dedicato da Alko, il monopolio finlandese. In Norvegia, per la certificazione ai sensi dello standard SOPD, Equalitas è stata inserita tra i progetti “etici” ed “ambientali” che danno diritto al posizionamento su scaffali dedicati dei punti vendita

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del monopolio Vinmonopolet. In Svezia, la partnership funge da corsia preferenziale nei tender del monopolio Systembolaget. E ancora possiamo citare negli Stati Uniti The Sustainability Consortium, iniziativa molto accreditata che assembla vari attori della filiera e propone guide e indicatori, che ha esaminato lo standard Equalitas giudicandolo all’avanguardia, ed autorizzando Equalitas ad utilizzare un claim che ne attesti l’eccellenza. Ottenere lo standard Equalitas è un obiettivo per un certo verso fuori dal comune, da raggiungere grazie ad una struttura efficiente ed ottime competenze tecniche. La mission che Federdoc, primo promotore del progetto, ha impresso ad Equalitas è che possa anche diventare alla portata di tutti. Nel 2021 inoltre, Equalitas ha firmato un protocollo d’intesa con Assobenefit, associazione nazionale per le società benefit. L’accordo è volto a promuovere lo sviluppo in Italia di società benefit e sostenibili nel comparto vitivinicolo. La collaborazione prevede iniziative congiunte di formazione e sensibilizzazione destinate a quelle imprese che vogliano assumere un orientamento coerente con il modello di business benefit, adottando allo stesso tempo lo standard di sostenibilità messo a punto da Equalitas. GENTE IN MOVIMENTO

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impresa

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In foto: Josef Nierling, Porsche Consulting.

Il futuro è degli uffici calamita, multifunzionali Josef Nierling, CEO di Porsche Consulting Italia, racconta il domani del lavoro al talk New Normal Live di Filippo Poletti e Monica Bormetti. a cura di Filippo Poletti

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vremo spazi di co-creazione nelle sedi delle aziende. Gli uffici devono diventare dei magneti. Il lavoratore deve volerci andare perché e quando questo gli consente di svolgere meglio il suo compito. Ecco allora che gli spazi saranno aperti al lavoro comune con i partner e i clienti, in modo da creare un ecosistema dove sia possibile integrare diversi attori e creare team multiaziendali e multifunzionali che lavoreranno per soddisfare i bisogni dei clienti”. A raccontarlo è Josef Nierling, CEO di Porsche Consulting Italia, ospite di New Normal Live, il talk in onda

su LinkedIn condotto dal giornalista e top voice di LinkedIn Italia Filippo Poletti e dalla psicologa Monica Bormetti. Per il post pandemia, Porsche Consulting ha immaginato l’approccio “New Work” che rivoluzionerà le sedi e le organizzazioni: “bisogna costruire un sistema organizzativo che predispone le persone a fare la scelta più corretta in termini di produttività”, aggiunge il manager. Il “New Work” plasmerà l’ufficio, “perché è a partire dal concetto del nuovo modo di lavorare che saranno ridisegnati gli spazi, e le nuove modalità operative saranno la leva per attrarre le persone in sede nel NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


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momento in cui sarà più utile. Nella gestione delle risorse umane l’approccio funzionale sarà via via sostituito da un approccio project driven e dal lavoro in team crossfunzionali”. Questo nuovo approccio è necessario per risolvere un problema che accomuna diversi Paesi. Secondo uno studio di Porsche Consulting svolto in Germania sulle 100 maggiori società per giro d’affari, l’85% delle aziende aveva già prima della pandemia la necessità di pianificare azioni volte ad aumentare produttività ed engagement. Ma nei molteplici interventi che hanno riguardato digitalizzazione, riorganizzazione, ottimizzazione dei processi, nuovi sistemi IT, sostenibilità, l’80% non ha portato i risultati attesi. Di qui la necessità di correre ai ripari, “perché” commenta Nierling a New Normal Live, la rubrica giornalistica settimanale in onda su LinkedIn dal 2020 “questo invece è il tempo in cui non ci si può permettere di sbagliare”. In tema di nuovi spazi urbani Nierling, padre originario di Amburgo e mamma siciliana, riflette sul futuro: “dobbiamo immaginare nuovi approcci al lavoro, progettando luoghi dove le persone siano attirate ad andare. ‘L’ufficio calamita’ deve essere in grado di generare valore, mettendo i collaboratori nelle condizioni di incontrare i colleghi per confrontarsi e costruire nuove idee”. Il primo passo da compiere è quello di ripensare le planimetrie: “eliminiamo il concetto dei grandi edifici con piani destinati alle funzioni azien-

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A Milano servono in media 43 minuti per raggiungere il posto di lavoro. Tutto questo va demolito: bisogna progettare uffici più vicini a dove si abita.

dali. Servono aree dedicate, da quella per l’innovazione a quella della trasformazione strategica, da quella dedicata alla convivialità, a quella per il lavoro individuale”. C’è poi la questione molto importante rappresentata dagli spostamenti casa-ufficio: “a Milano” dice Nierling ai microfoni di New Normal Live, “servono in media 43 minuti per raggiungere il posto di lavoro. Tutto questo va demolito: occorre distribuire gli uffici sul territorio. Bisogna progettare spazi di lavoro più vicini a dove si abita”. Ripensando gli uffici, sarà possibile “migliorare i processi produttivi, rendendoli più efficaci”. Ulteriore tassello del cambiamento del mercato del lavoro è il tema dell’apprendimento: “è importante insegnare alle persone la capacità di imparare” tira le somme Nierling. “Non sapendo come sarà il futuro, è bene costruire organizzazioni che siano in grado di apprendere costantemente e sviluppare competenze”. Proprio nell’ottica della continua crescita “Porsche Consulting ha

smontato il concetto di ‘capo’. Abbiamo ad esempio dei coach che seguono i manager: questo ci permette di realizzare percorsi di crescita personalizzati”. “L’esperienza è il fulcro della vita lavorativa ma anche del rapporto con il cliente, per creare il cosiddetto ‘Client for Life’”. Ne è un esempio la recentissima apertura del Porsche Experience Center in Franciacorta, il primo in Italia e l’ottavo al mondo: anzi, con una superficie di 60 ettari, è il più grande Porsche Experience Center. È il manager, in collegamento dagli uffici di via Stephenson a Milano, a spiegare la rilevanza dell’esperienza per i marchi, facendo cenno al Porsche Experience Center in Franciacorta: la pista è lunga 2,5 chilometri ed è affiancata da un’ area multifunzionale di 220 metri quadrati, attraversata da un grande ponte sospeso. Un ristorante e una terrazza con vista sulla pista completano la grande area d’incontro battezzata “Agorà”. Si tratta di un investimento 26 milioni di euro per Porsche in Italia. “Siamo convinti” spiega Nierling a New Norma Live “che le aziende debbano focalizzarsi sull’esperienza del prodotto e, in particolare, sui servizi offerti. Da produttori di auto ci stiamo trasformando in fornitori di servizi di mobilità creando un ecosistema in cui il cliente è al centro. Trasferiamo questi concetti ai nostri clienti italiani di diversi settori, dall’ alimentare, alla distribuzione al mondo dei beni industriali: nessuno sarà esente dall’essere parte di un ecosistema di esperienze”. GENTE IN MOVIMENTO

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Professioni

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Nasce il Coordinamento per l’Agricoltura Il coordinamento nazionale per l’agricoltura mette insieme tutte le professionalità e le competenze del settore. a cura di Antonio D’Ascoli

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ealizzare un coordinamento nazionale che metta insieme tutte le professionalità e le competenze legate alla filiera dell’agricoltura. Agronomi, agrotecnici, consulenti fiscali e del lavoro, avvocati, sedi di Caf e Patronato, tutti uniti per fornire una risposta organizzata, efficace, e competente, a un settore che può rappresentare un vero e proprio volano per il rilancio dell’economia italiana. È questo il nuovo progetto della Confederazione PMI ITALIA, presentato lo scorso 7 maggio a Nola all’hotel dei Platani. A partecipare al meeting costitutivo, presieduto da Tommaso Cerciello,

presidente nazionale della Conf PMI ITALIA, professionisti ed operatori del comparto agricoltura, florovivaistico, floricoltura, forestale, oltre che rappresentanti delle varie sedi di Conf PMI ITALIA, provenienti da varie regioni d’Italia. Nel corso dei lavori sono stati affrontati diversi temi che hanno evidenziato la necessità di un coordinamento che si chiama European Coordination On Nutrition And Health, ECNH e si occuperà della qualità del cibo a difesa della salute dell’ uomo ottimizzare le esperienze e costituire per le aziende del settore un preciso e saldo punto di riferimento che le possa accompagnare NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


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in questa nuova fase di rinascita. “Così come già fatto con altri settori” afferma il presidente nazionale della Conf PMI ITALIA, Tommaso Cerciello, “sarà realizzato, presso la nostra Confederazione, un dipartimento dedicato all’Agricoltura che possa fornire in maniera integrata e semplice le risposte che gli operatori cercano per orientarsi sul fronte delle norme, dei finanziamenti, dell’ internalizzazione. Il nostro obiettivo è quello di essere vicino alle aziende con servizi concreti che rispondano a reali esigenze”. Ad intervenire, tra gli altri, la dottoressa Anna Spisto, ex funzionaria Inail, che ha evidenziato quelle che sono tutte le opportunità per un’ottimizzazione delle spese di gestione delle imprese sia per quanto concerne l’aspetto fiscale che previdenziale. Il dottore Giovanni Trinchese, commercialista ed imprenditore, si è dichiarato entusiasta del progetto

del coordinamento, dando la sua piena disponibilità. Inoltre ha condiviso insieme a tutti gli intervenuti la sua esperienza di rivitalizzazione di antiche sementi che ad oggi si sta rivelando un’iniziativa imprenditoriale di alto gradimento e di grande soddisfazione, non solo sul piano economico ma anche di tutela delle tradizioni. La dottoressa Carla Pacini, presidente della sede provinciale di Latina della Conf PMI ITALIA ha evidenziato illustrato la propria esperienza sul territorio e le sue connessioni con l’estero. Sulla formazione e la sicurezza hanno, invece, focalizzato la loro attenzione, il dottor Francesco Arancio Rubino, presidente della sede di Siracusa della Conf PMI ITALIA, e il dottor Luigi Gaudelli presidente della sede di Alife. Delle opportunità relative alla finanza agevolata ha parlato Francesco Caccavo, mentre il dottor Gennaro

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Scogliamiglio, presidente nazionale UNCI ha posto forte il tema del rilancio del comparto attraverso un’ azione sinergica. Della necessità di puntare sulla qualità del cibo ha invece riferito il dottore Antonio Pepe nella sua veste di presidente dell’ European Coordination On Nutrition And Health, ECNH . La dottoressa Barbara Veneri, presidente della provinciale della Conf PMI ITALIA di Reggio Emilia, ha sottolineato l’importanza di tutela dei prodotti di eccellenza come il parmigiano o il prosciutto, mentre l’avvocato Antonio Crisci ha aperto uno squarcio sulle opportunità legate all’internazionalizzazione del “Made in Italy”, in particolare in Ghana rispetto al quale ha un canale privilegiato dopo anni di Consolato onorario e attualmente “re” di una tribù, titolo assegnatogli a seguito di una consolidata collaborazione con lo Stato africano.

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Più competenze strategiche L’agenda autunnale dei Revisori tra formazione professionale, webinar, seminari in presenza e partnership con le università italiane. a cura di Luca Simeoni

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n attesa di confermare l’appuntamento clou delle Giornate Europee dei Revisori Legali che dovrebbero svolgersi entro la fine dell’anno a Milano, con una kermesse di interventi istituzionali e professionali, l’Istituto Nazionale Revisori legali ha confermato le priorità della sua agenda autunnale che, oltre alla formazione professionale e un ricco programma di webinar e seminari in presenza, contempla partnership con alcune importanti università italiane per introdurre master di primo e secondo livello per una specializzazione più puntuale nell’attività revisionale, che si affiancherà all’ impegno costante dell’istituto nell’

aggiornamento professionale e nella promozione tra le nuove generazioni di professionisti contabili. Le altre due priorità che l’Inrl intende perseguire attraverso una efficace interlocuzione col mondo politicoistituzionale riguarda la titolarità da riconoscere ai revisori per il rilascio del ‘visto di conformità ed una più articolata competenza al fianco delle imprese nel difficile percorso postcovid soprattutto alla luce del recente provvedimento col quale il Governo Draghi ha stabilito il rinvio al maggio 2022 dell’entrata in vigore del codice della crisi e lo slittamento al 2023 delle misure d’alert. Nello specifico il Decreto del governo NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


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contiene la introduzione di un nuovo strumento di aiuto alle imprese in difficoltà, di tipo negoziale e stragiudiziale, e la modifica alla Legge fallimentare con l’anticipazione di alcune disposizioni dello stesso Codice ritenute utili ad affrontare la crisi economica in atto. Si tratta della composizione negoziata della crisi, che sarà operativo dal prossimo 15 novembre, che rappresenta un percorso meno oneroso rispetto a quello molto articolato del codice della crisi, con il quale si intende agevolare il risanamento di quelle imprese che, pur trovandosi in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario tali da rendere probabile la crisi o l’insolvenza, hanno le potenzialità necessarie per restare sul mercato, anche attraverso la cessione dell’ azienda o di un ramo di essa. È bene precisare che l’utilizzo di questo strumento non è stato vincolato alle dimensioni dell’impresa purché ci sia l’iscrizione al registro delle imprese, comprese le società agricole. In buona sostanza, con tale decreto, l’Esecutivo intende quindi dare alle aziende la possibilità di avvalersi di un esperto, un professionista specializzato nelle ristrutturazioni aziendale, provvisto di specifiche competenze e indipendente, che dovrà agevolare il risanamento dell’impresa. Il percorso della composizione negoziale è esclusivamente di tipo volontario ed è dunque attivabile solo dalle imprese che decidono di farvi ricorso. Inoltre è previsto che gli organi di controllo societari, in presenza di una situazione di squilibrio patrimoniale o economicofinanziario, segnalino all’imprenditore l’esistenza dei presupposti per ricorrere alla composizione negoziata, dovere che rientra nell’articolato del codice civile. Ebbene in tale contesto l’esecutivo guidato da Mario Draghi ha escluso dal ruolo di negoziatore il revisore legale che non rientra nel sistema ordinistico, generando un crescente disappunto all’interno dell’Inrl. E da qui una netta presa di posizione NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021

Ci riserviamo di intervenire subito dopo la pausa estiva presso le sedi politico-istituzionali per evidenziare gli elementi discriminanti di questo provvedimento nei confronti di tutti i liberi professionisti.

del Presidente dell’Inrl, Ciro Monetta che ha già svelato le prossime mosse dell’associazione a tutela della categoria: “ci riserviamo di intervenire subito dopo la pausa estiva presso le sedi politico-istituzionali per evidenziare gli elementi discriminanti di questo provvedimento nei confronti di tutti i liberi professionisti, in particolare i revisori non appartenenti al sistema ordinistico, perché se da un lato, si affida ai revisori legali il compito di attenzionare i referenti delle imprese su eventuali anomalie preservando così l’azione di monitoraggio contabile che ci spetta secondo quanto disposto dalle normative europea e nazionale, dall’altro non contempla i revisori tra i professionisti di riferimento per il ruolo di ‘negoziatori’ senza quindi tener conto delle specializzazioni acquisite da tutta la nostra categoria.” Nel decreto, tra l’altro, viene poi specificato che, laddove l’imprenditore decida di intraprendere questo percorso e chiedere la nomina di un esperto indipendente che valuti lo stato dell’impresa e lo assista per il buon esito della composizione negoziata, rimane sempre e comunque il ‘titolare’ della negoziazione. In altre parole la presenza dell’esperto non ha dunque l’obiettivo di sostituire l’imprenditore nel dialogo con i suoi creditori o con le altre parti interessate ma diventa soggetto professionale di grande utilità per dare forza e credi-

bilità alla posizione dell’impresa ed a rassicurare i creditori e le altre parti interessate. È bene poi sottolineare che l’istanza di accesso alla composizione negoziata si presenta attraverso una piattaforma accessibile dal sito della Camera di commercio presso il cui registro delle imprese è iscritto l’imprenditore che la inoltra. Attraverso tale piattaforma l’imprenditore, prima di entrare nel relativo percorso, può ottenere tutte le informazioni utili sulla composizione negoziata, sulle modalità di attivazione del percorso e sui documenti da produrre con l’istanza di nomina dell’esperto. Infine, l’inserimento di alcuni dati contabili nell’apposito test dovrebbe permettere ad ogni impresa di comprendere la sostenibilità del debito accumulato tramite i flussi finanziari futuri e dunque la gravità dello squilibrio esistente e la sua eventuale reversibilità. Ed è proprio su questo passaggio del decreto che si focalizza la contestazione dell’Inrl che sostiene come proprio la conoscenza e l’analisi dei dati contabili, da sempre prerogativa di esperti revisori, può rappresentare il legittimo viatico di una consulenza ed assistenza di alto profilo professionale per le imprese in forte difficoltà nel proprio rilancio o semplicemente nella ripartenza prevista dopo la pandemìa. GENTE IN MOVIMENTO

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Innovazione

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VdA: rete pubblica in fibra ottica Dal 2010 si è intrapresa un’azione regionale di sviluppo della digitalizzazione attraverso l’approvazione del progetto VDA Broadbusiness. a cura di Carlo Marzi

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ell’ambito di un territorio complesso come quello delle regioni alpine, la Regione Valle d’Aosta risulta essere quella con la più alta concentrazione di paesi montani in Italia. In tale contesto si collocano gli sforzi compiuti per superare il digital divide infrastrutturale. La mancata disponibilità di servizi di comunicazione in banda larga ha costituito in passato un fattore di divario digitale che si è tradotto nell’ emarginazione di fasce di popolazione e aree economiche dai flussi di informazione e dall’economia della conoscenza, producendo una diminuzione dei diritti di cittadinanza e della

competitività dei territori. Dotarsi di una moderna infrastruttura di comunicazione al servizio della propria economia e nell’interesse dei cittadini, delle istituzioni locali, delle imprese e dei turisti è divenuto pertanto fattore prioritario per la Regione Autonoma Valle d’Aosta. Sin dal 2010 si è intrapresa un’azione regionale di sviluppo della digitalizzazione attraverso l’approvazione del progetto VDA Broadbusiness, finanziato dall’Unione Europea, al quale sono seguiti, a luglio del 2016, un Accordo di programma con Ministero dello Sviluppo Economico e una Convenzione con INFRATEL per Banda Ultra Larga. NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


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Il progetto VDA Broadbusiness, il cui costo totale è pari a 24 milioni di euro, sta portando la banda ultra larga in Valle d’Aosta e aprendo la strada allo sviluppo della tecnologia di accesso di nuova generazione, come le reti mobili di quarta generazione e 5G. Tale azione si è concretizzata con la progettazione definitiva, esecutiva, realizzazione e gestione di una rete in fibra ottica di circa 700 Km sul territorio della Regione con l’obiettivo di portare banda ultra larga alle principali postazioni radio base degli operatori di telefonia mobile, nei pressi delle centrali Telecom, dei municipi ed in altri punti di interesse regionale. Con una sua rete di proprietà la Valle d’Aosta ha reso possibile la diffusione di una rete pubblica in fibra ottica su tutto il territorio con l’obiettivo di assicurare in prima istanza la connettività nelle aree agricole/ montane, migliorare l’accessibilità alla rete per gli edifici scolastici, le strutture socio/sanitarie sul territorio, monitorare i flussi turistici, realizzare la comunicazione del rischio in tutti i punti critici del territorio, monitorare i flussi turistici, realizzare la comunicazione del rischio in tutti i punti critici del territorio, implementare la telemedicina e la teleassistenza. VdA Broadbusiness ha realizzato un’infrastruttura in fibra ottica di oltre 700 chilometri e 600 punti di accesso al Wi-Fi libero (Hot Spot) con connettività in banda ultra larga per la navigazione sul Web in tutti i 74 comuni della Valle d’Aosta. Carlo Marzi, Assessore alle Finanze, Innovazione, Opere pubbliche e Territorio della Regione autonoma Valle d’Aosta spiega come “viviamo positivamente le richieste di tanti operatori privati di voler utilizzare la nostra BBVDA per chiudere il ciclo e portare adesso la fibra dai luoghi pubblici alle utenze private: significa che l’azione intrapresa non è unicamente un pensiero ma una valutazione concreta del mercato. Al mercato spetta regolamentare i passaggi successivi con un occhio attento da parte nostra affinché se NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021

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Con una sua rete di proprietà la Valle d’Aosta ha reso possibile la diffusione di una rete pubblica in fibra ottica su tutto il territorio, con l’obiettivo di assicurare la connettività nelle aree agricole e montane per tutti: imprese, cittadini, scuole, strutture sanitarie.

qualcuno resta escluso, sul territorio, si possa intervenire”. Si ritiene che entro quest’anno sarà possibile iniziare a valutare le azioni necessarie per estendere il più possibile la copertura a tutti i valdostani oltre quanto già programmato. Il modello della fibra ottica parta dall’idea di rendere tutti uguali, ma la Valle d’Aosta è un territorio molto complesso da gestire: quando sarà completato il lavoro di Open Fiber, sarà compito della Regione coprire quel 15% che per i grossi operatori economici non è importante, ma che fa la differenza per il nostro modello di società. L’infrastruttura realizzata è resa disponibile in regime di libera concorrenza a tutti gli operatori che vogliono rafforzare la propria rete con collegamenti in fibra ottica per poter offrire servizi a valore aggiunto. Grazie a questo progetto, la Valle d’Aosta è divenuta una delle regioni montane meglio connesse in Italia. L’infrastruttura VDA Broadbusiness è altresì la base per la realizzazione del Piano Nazionale Banda Ultra Larga, che sta attualmente installando una nuova rete di accesso per connettere utenti privati e aziendali alla rete di backhaul. In esecuzione della manifestazione di interesse per l’utilizzo dell’infrastruttura in fibra ottica realizzata, approvata dalla Giunta regionale valdostana con propria deliberazione n. 642/2016, al

2020 sono stati stipulati i contratti di concessione d’uso delle fibre ottiche posate con i seguenti operatori di telecomunicazioni: TIM, Vodafone, FastWeb, Eolo, FastAlp, Open Fiber e WindTre. Per quanto concerne l’infrastruttura di accesso WiFi, distribuita su 600 Access Point operativi sulla rete in fibra ottica realizzata sull’intero territorio regionale, nel marzo 2020, per agevolare l’accesso alle infrastrutture digitali nel particolare periodo di pandemia SAR-COV-2, la stessa è stata abilitata senza limitazione d’uso. Nel corso dello stesso anno la rete ha erogato servizi di accesso alla connettività Internet per poco meno di 500 mila contatti sul portale. Sul totale di circa 127 mila utenti registrati, di cui 9.000 nuovi utenti abilitati nel corso del 2020, questi hanno effettuato accessi alla rete circa 350.000 volte, generando un traffico totale nel corso dell’anno per oltre 54 TB. Il piano di Open Fiber sul cluster A&B in Valle d’Aosta, in particolare, è concentrato sulla città di Aosta. Sono complessivamente interessate 13.000 unità Immobiliari per un investimento complessivo di circa 5 milioni di Euro. Il piano prevedeva per il 2020 circa 6.000 UI commercializzabili e il completamento entro la fine del 2021. GENTE IN MOVIMENTO

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Europa

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Fit for 55: obiettivi da raggiungere nel 2030 Il pacchetto di proposte della legge europea sul clima mira a ridurre di almeno il 55% le emissioni di gas a effetto serra entro il 2030. a cura dell’On. Marco Campomenosi

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l pacchetto “Fit for 55”, presentato dalla Commissione Europea il 14 luglio, ha lo scopo di contribuire a raggiungere gli obiettivi individuati dalla legge europea sul clima, la Climate Law, e più ampiamente dal Green Deal europeo. In particolare, il pacchetto di proposte vuole intervenire nei settori dell’energia, dell’ utilizzo del suolo, delle politiche fiscali e dei trasporti, per ottenere la riduzione di almeno il 55% delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2030. In termini generali, il mio partito ha mantenuto una posizione critica nei confronti della Climate Law, di cui il pacchetto “Fit for 55” è un’emana-

zione, pur condividendo la necessità di avviare e promuovere un processo di transizione energetica per ridurre l’impatto ambientale delle attività della nostra società. Difatti, ciò che non condividiamo e che ci preoccupa non è il fine di ridurre il surriscaldamento globale e tutelare l’ambiente, bensì i mezzi individuati dall’Ue per ottenere questo risultato, che consistono in obiettivi di medio termine troppo ambiziosi e in politiche di transizione miopi rispetto alle esigenze dei comparti produttivi. Tra le proposte avanzate dalla Commissione, su cui la Lega lavorerà con spirito costruttivo durante il complesso processo legislativo che NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


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caratterizza le istituzioni europee, vorrei dedicare questo contributo a due in particolare che riguardano i trasporti: la revisione della Direttiva EU ETS, e le modifiche degli standard di CO2 per auto e furgoni. Quanto alla revisione del sistema per lo scambio di quote di emissione per l’UE (EU ETS), la Commissione propone di estendere gradualmente l’attuale sistema al settore marittimo, tra il 2023 e il 2025. Inoltre, riguardo all’aviazione che già ricade sotto l’ETS, la Commissione propone di eliminare gradualmente le quote di emissioni gratuite che questo settore attualmente riceve. A nostro avviso, il provvedimento ha forti criticità. Innanzi tutto, l’Ue si propone di intervenire in modo pervasivo su due mercati internazionali, il marittimo e l’aviazione, che sono già sottoposti alla regolamentazione di organismi dotati di respiro e di governance globali, precisamente l’IMO e l’ICAO, che sono le uniche sedi opportune per discutere simili tematiche ambientali. Inoltre, ci domandiamo se sia razionale prevedere una tassazione sulle emissioni di settori che non dispongono ad oggi delle tecnologie necessarie per il rinnovo delle flotte, senza stanziare contemporaneamente fondi sufficienti per accompagnare la loro auspicata transizione in modo concreto. Infatti, oggigiorno non esistono le tecnologie per realizzare aeromobili o navi porta-container dotati di una propulsione a zero impatto ambientale, come ad esempio la propulsione

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elettrica o a idrogeno. Quanto alla modifica degli standard di emissione di CO2 per auto e furgoni, la proposta della Commissione vorrebbe introdurre nuovi obiettivi concernenti le emissioni di CO2 per l’intero parco auto dell’UE, per le nuove autovetture e per i nuovi veicoli commerciali leggeri, applicabili dal 2030 e dal 2035. Nello specifico, la Commissione vorrebbe che, entro il 2030, i valori emissivi per auto (95 g CO2/km) e furgoni (147 g CO2/km) scendano rispettivamente del 55% e del 50% (precedentemente gli obiettivi erano del 37,5% e del 31%). Al 2035, inoltre, l’intenzione della Commissione è ridurre a zero tali soglie. Dunque, dal 2035 verrebbero venduti soltanto veicoli a emissioni zero, senza riservare alcun ruolo a tutte le altre tecnologie esistenti come i motori a combustione interna e gli ibridi. È evidente che gli obiettivi proposti

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dalla Commissione sono eccessivamente stringenti. Dal canto nostro, sosteniamo a questo riguardo due principi irrinunciabili. In primo luogo la neutralità tecnologica, cioè garantire una flessibilità alle case produttrici nella scelta degli strumenti di propulsione dei mezzi a parità di impatto ambientale, così da evitare che le uniche tecnologie disponibili siano l’elettrico e l’idrogeno. In secondo luogo, la necessità di tenere conto dell’intero ciclo di vita delle tecnologie (LCA - Life Cycle Assessment), perché l’assenza di emissioni su strada non significa che l’impatto ambientale della tecnologia utilizzata sia nullo. Ad esempio, la produzione dell’ elettricità è ben lontana dall’essere del tutto “verde”, anzi vi sono problemi di non facile soluzione come lo smaltimento delle batterie, senza contare la tenuta della rete di distribuzione nel momento in cui aumenterà il carico della domanda. Un discorso approfondito meriterebbe poi il tema dell’approvvigionamento energetico e delle materie prime. Qui basti dire che è inutile ridurre le emissioni su strada se le materie prime o l’energia vengono importate da Paesi terzi che inquinano a dismisura e sfruttano manodopera a basso costo. Concludendo, ci aspetta un autunno caldo in cui il nostro obiettivo sarà armonizzare le proposte esagerate della Commissione con le esigenze e le aspettative di comparti strategici per la nostra società. GENTE IN MOVIMENTO

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Europa

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La mobilità al centro del futuro PNRR Il concetto di mobilità deve cambiare in un’ottica di sostenibilità e innovazione. a cura dell’On. Emanuele Scagliusi

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ono ingenti gli sforzi e le risorse messe a disposizione nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per un potenziamento nel cambiamento del concetto di “mobilità”, che dovrà sempre più essere sostenibile e innovativa, riducendo l’impatto ambientale. In questi ultimi mesi, in vista dell’avvio in autunno delle procedure attuative del PNRR, abbiamo lavorato per introdurre una serie di misure di supporto che possano permettere di raggiungere in maniera più determinata e agevole gli obiettivi che si prefigge il Piano. Attraverso l’approvazione dei decreti Sostegni-bis e Semplificazioni-Governance, infatti, sono divenute realtà norme ritenute necessarie e propedeutiche ai futuri lavori che ci guideranno sino alla prossima Legge di Bilancio, la quale ci auguriamo segnerà un definitivo spartiacque per lasciarci alle spalle, una volta per tutte, la pandemia Covid-19 e le sue drammatiche conseguenze sull’ economia nazionale. I cittadini italiani vogliono tornare a spostarsi con serenità, sia per diletto e piacere sia per motivi lavorativi o per altre tipologie di necessità. L’obiettivo che ci si pone è far sì che questo ritorno agli spostamenti in maniera massiva sia scevro da timori nonché abbia il

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minor impatto possibile sull’ambiente. Il primo risultato da raggiungere è quello di sostenere il settore del trasporto pubblico locale e regionale affinché i pendolari non perdano qualità e quantità di un servizio cruciale per la collettività. Attraverso uno stanziamento di ulteriori 800 milioni di euro per il 2021, abbiamo rifinanziato la copertura della riduzione dei ricavi di queste imprese dovuta alla pandemia. Il sostegno ha interessato anche le società di servizi di trasporto di persone su strada non soggetti a obblighi di servizio pubblico con ulteriori 5 milioni di euro per i danni subiti nonché un ristoro incrementato di 10 milioni di euro per le Regioni destinato a sostenere le imprese esercenti trasporto turistico di persone mediante autobus coperti. Il Covid-19 si è abbattuto in maniera drammatica, poi, sul trasporto aereo di linea e sono state ingenti le risorse messe a disposizione per scongiurare il rischio di interruzione del servizio e garantire la continuità territoriale. Abbiamo esteso, inoltre, da diciotto a ventiquattro mesi dalla data di emissione il periodo di validità del voucher riconosciuto in relazione a contratti di trasporto aereo, ferroviario, marittimo, ai contratti di soggiorno o ai pacchetti turistici. Una norma intro-

dotta sin dal primo provvedimento anti-Covid, il “Cura Italia”. Sarà possibile, poi, usufruire del “buono viaggio” sino al 31 dicembre prossimo grazie ad un ulteriore stanziamento di 20 milioni di euro. Prevista dal decreto “Rilancio”, la misura sostiene gli spostamenti effettuati a mezzo taxi o noleggio con conducente da parte di persone fisicamente impedite o comunque a mobilità ridotta o con patologie accertate nonché da persone appartenenti a nuclei familiari in stato di bisogno. L’importo del buono copre il 50% della spesa sostenuta e non può superare i 20 euro per ciascun viaggio. Per permettere l’avvio immediato degli interventi sulla rete ferroviaria nazionale, in vista dell’attuazione dei progetti compresi nel PNRR, sono state approvate modalità semplificate per l’aggiornamento del contratto di programma di investimenti tra il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e la Rete Ferroviaria Italiana. Inoltre, siamo intervenuti sulla disciplina per la realizzazione di punti e stazioni di ricarica di veicoli elettrici affinché l’installazione delle infrastrutture venga considerata attività di edilizia libera, non soggetta al rilascio del permesso di costruire. NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


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politica

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Verso una giustizia più efficiente Troppo spesso si è sottovalutata la vera portata della riforma della Giustizia, perdendosi in polemiche politiche con argomenti che si trascinano da anni. a cura dell’On. Franco Mirabelli

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lla Camera dei Deputati è stata votata la riforma del processo penale, che sarà approvata in via definitiva al Senato a settembre, mentre in Commissione Giustizia di Palazzo Madama si sta concludendo il lavoro sulla riforma del processo civile. Troppo spesso si è sottovalutata la vera portata della riforma della Giustizia. Ci perdiamo sempre nella polemica politica, con argomenti che si trascinano da anni e che, di fatto, ha impedito di riformare la giustizia per farla funzionare meglio nell’interesse dei cittadini. Questo è il tema che stiamo provando ad affrontare ora, sapendo che le riforme del processo

penale e civile sono due condizioni che l’Europa ci pone per accedere alle risorse del Recovery Fund. Questo perché siamo un Paese in cui i processi durano tantissimo e ci sono molte sedi giudiziarie in cui sono accumulati moltissimi procedimenti aperti da anni e vanno smaltiti. I cittadini hanno il diritto ad avere processi giusti e in tempi ragionevoli, sia sul penale che sul civile. Inoltre, la concorrenzialità del nostro Paese e la possibilità di competere con gli altri Paesi del mondo è molto condizionata da queste difficoltà e da questi ritardi della Giustizia. È evidente, infatti, che chi vuole venire a investire nell’economia italiana sa NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


politica

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benissimo di questa situazione in cui la giustizia civile funziona lentamente e che le cause vengono risolte dopo molti anni e questo è un disincentivo che condiziona le scelte. Un recente studio indica che le riforme del processo civile e penale possono portare da sole un aumento dello 0,2% del PIL. Queste riforme, quindi, sono una priorità per il Parlamento. Si è parlato molto della questione della prescrizione. Con la riforma Bonafede era stata eliminata la prescrizione dopo il primo grado di giudizio, quindi i processi avrebbero potuto anche non finire mai e questo era un errore che voleva rispondere all’esigenza di evitare che la prescrizione impedisse a molte vittime e a molti imputati di avere giustizia. Era, quindi, necessario trovare un punto di equilibrio ed è stato trovato innanzitutto lavorando affinché ci fossero tempi certi per i processi. Questo ha implicato il tagliare i tempi della fase delle indagini e ridurre il numero delle proroghe. Inoltre, il PM che decide di voler ricorrere in appello deve confrontarsi con il GUP, che è un giudice terzo, per verificare se ci sono o meno degli elementi reali per riuscire a cambiare la sentenza in appello. L’appello deve durare al massimo due anni. Partendo da questo principio, siamo intervenuti affinché, per i reati comuni, il magistrato possa chiedere una proroga di un anno per l’appello e fino ad un anno e sei mesi per la cassazione (dove il tempo del processo deve essere di un anno). C’è poi un tema che riguarda alcuni reati gravi, che era in parte già affrontato da un emendamento del Governo. Tutti i reati che hanno una pena che arriva all’ergastolo non possono essere prescritti. A questo si è aggiunta una giusta attenzione per i reati di mafia, terrorismo, violenza sessuale, traffico di droga, per cui il magistrato ha la possibilità di chiedere la proroga dei tempi, motivandola con il numero degli indagati, la complessità delle indagini o la stessa tipologia di reati. Questo per evitare che ci fosse il NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021

Un recente studio indica che le riforme del processo civile e penale possono portare da sole un aumento dello 0,2% del PIL: queste riforme sono quindi una priorità per il Parlamento e per il nostro Paese.

pericolo, segnalato da molti, che il reato si estinguesse per lo sforamento dei tempi processuali definiti. Nella riforma del processo penale c’è anche il tentativo di superare l’idea che l’unica pena e l’unica punizione sia il carcere e che l’unica strada per arrivare alla giustizia penale sia il processo. Per questo abbiamo insistito affinché si introducessero i riti alternativi come la mediazione, il patteggiamento, la messa in prova, la giustizia riparativa perché una serie di reati bagatellari venissero sanzionati con delle contravvenzioni. Questo può avere anche un’influenza positiva perché c’è la necessità di ridurre le presenze in carcere e mettere in campo un sistema di punizioni che consentano la rieducazione e il reinserimento sociale. C’è poi un altro problema aperto che riguarda la riforma del CSM. Di fronte a ciò che è successo e che hanno riportato le cronache, la vicenda di Palamara e il fatto che quelle vicende abbiano di fatto screditato la magistratura, che è un organo costituzionale per noi fondamentale, era evidente che ci fosse bisogno di una riforma del CSM. Il tema principale credo che sia quello di riuscire a fare in modo che non siano sempre i giudici a giudicare i giudici stessi. C’è poi la riforma del processo civile su cui stiamo lavorando e che è molto

più tecnica ma non dovrebbe essere oggetto di significative polemiche politiche e comporta una serie di scelte che cambieranno in maniera significativa le abitudini di chi lavora. Il tema in questo ambito sono gli uffici del processo e le persone che affianchino i giudici, in quanto il problema fondamentale del processo civile è che non ci sono abbastanza giudici per smaltire tutto il lavoro che c’è da fare. I giudici sono fondamentali per scrivere le sentenze ma se fanno una serie di altre cose, è evidente che si creano ritardi. Con la digitalizzazione, gli uffici del processo e le assunzioni abbiamo cercato di fare in modo che i giudici possano dedicarsi di più a emettere sentenze. Abbiamo dato la delega al Governo affinché stabilisca il principio per cui una parte consistenti di cause civili vengano discusse dal giudice di pace. Anche questo serve per aumentare il numero delle cause che possono essere risolte in tempi brevi. Un altro tema è, infatti, quello dell’incentivare la mediazione e fare in modo che le cause civili che vadano a giudizio siano il meno possibile. Digitalizzazione e uscire dall’idea che tutto si risolva andando a processo perché ci sono riti alternativi, come la mediazione, sono i temi cardine su cui credo che si stia facendo una buona riforma della giustizia. GENTE IN MOVIMENTO

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politica

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Tra PNRR e Green Pass si gioca il futuro dell’Italia La prima chiave di volta per uscire da questa crisi si chiama campagna vaccinale: dovrebbe essere chiaro a tutti che non c’è altro modo per uscire dalla pandemia. a cura dell’On. Ettore Rosato

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l 2020 passerà alla storia come uno degli anni più difficili della nostra storia repubblicana. Abbiamo conosciuto il dolore della pandemia, la sofferenza per la lontananza dai propri cari e la perdita di oltre centomila nostri connazionali. Accanto al dramma delle vite distrutte dal virus, c’è stata la disperazione di chi ha visto chiudere la propria attività per lunghi mesi, dovendo rinunciare ad un reddito e vedendo vanificati anni di sacrifici anche economici. Ce lo siamo detti fin da subito: non appena fosse stato disponibile un rimedio alla pandemia avremmo dovuto coglierlo immediatamente. E

la scienza una soluzione l’ha trovata, facendo un lavoro straordinario, in tempi eccezionali. Bisogna fidarsi della scienza medica, e la storia ci insegna che i vaccini hanno sempre salvato la vita. Permettere al virus di continuare a circolare con le sue varianti significa mettere nuovamente in pericolo la sicurezza della nostra comunità e specialmente di chi è più debole, a cominciare da coloro i quali al vaccino non possono accedere per comprovate condizioni di salute. La prima chiave di volta per uscire da questa crisi si chiama campagna vaccinale o, per utilizzare un termine ormai divenuto di uso comune, il NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


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Green pass. Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti: non c’è altro modo per uscire dalla pandemia se non quella di raggiungere l’immunità di gregge. E dobbiamo ammettere che in questi mesi abbiamo ottenuto ottimi traguardi soprattutto se pensiamo a quanto fosse incartata la gestione dell’emergenza a inizio di quest’anno. Più della metà della popolazione è oggi immunizzata e la percentuale di chi ha ricevuto almeno la prima dose è ancora più alta. Prevedere l’obbligo della certificazione in alcuni luoghi ha un duplice significato. Da un lato è un modo per incentivare la restante parte della popolazione a vaccinarsi, dall’altro consente di creare dei luoghi dove il rischio contagio è minore. Come ha ricordato anche il presidente Draghi in più occasioni, aver introdotto l’obbligo di green pass in alcune attività al chiuso è l’unico modo per evitare che quelle attività debbano chiudere nuovamente. Con le regole anti contagio che hanno determinato le chiusure, alcune durante quasi un anno, la pandemia ha portato con sé una delle crisi economiche più profonde dal secondo dopoguerra. Per rispondere a questa recessione, l’Unione europea si è mossa, forse per la prima volta, in modo puntuale ed efficace, prevedendo un fondo di ripresa che non ha precedenti per la portata di questo investimento. E all’

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Italia spetta tra le quote più importanti: oltre 200 miliardi di euro. Se guardiamo al passato, dobbiamo tornare al piano Marshall per trovare un’altra occasione in cui il nostro Paese ha avuto una tale disponibilità di denaro in così breve tempo. Un’occasione dal profilo davvero eccezionale. Ecco perché la seconda chiave di volta per uscire dalla crisi si chiama PNRR, il Piano nazionale di ripresa e resilienza che definisce il “come” queste risorse verranno spese. Come tutte le risorse che abbiamo speso in questi due anni, anche la maggior parte di queste sono prese a prestito dalle prossime generazioni e per questo vanno utilizzate con una forma di attenzione maggiore: non devono servire per una spesa improduttiva, bonus o sussidi, ma devono trasformarsi in debito buono. Vanno investite in infrastrutture e per attuare quelle riforme strutturali che servono a rendere il nostro Paese più competitivo. E le riforme sono uno dei punti cardine del nostro PNRR. Semplificazione della burocrazia, sblocco delle opere pubbliche, riforma della giustizia, riforma fiscale, Family Act. Solo così potremo valorizzare il nostro Made in Italy, il patrimonio culturale artistico unico al mondo, sostenere la genitorialità contrastando la denatalità e incentivando l’occupazione femminile. Per farlo serve una programmazione seria che

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abbia visione e metodo, perché 200 miliardi di euro a disposizione del nostro Paese significa che abbiamo 100 milioni di euro al giorno da spendere, e spendere bene, da qui al 2026. L’agenda politica dei prossimi mesi sarà ricca di appuntamenti e la sfida, lo sappiamo, è impegnativa, ma siamo sulla strada giusta. Anche grazie all’autorevole guida del presidente Draghi che ha permesso al Paese di cambiare il ritmo di marcia, di guardare oltre l’emergenza per tracciare le linee di fondo per lo sviluppo economico e sociale del prossimo decennio.

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politica

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Green Pass sui bus Servono controlli stringenti su autobus e treni regionali dove le persone si assiepano, favorendo il contagio. a cura dell’On. Simona Vietina

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olti errori sono stati fatti nella conduzione dell’ emergenza Covid nel nostro Paese. Uno dei fronti su cui mi sono sempre battuta con grande decisione e senza mezzi termini è stata la richiesta di puntare i riflettori su un ambito che coinvolge, ogni giorno, milioni di italiani: i controlli. Mentre, mese dopo mese, si sono susseguite norme sempre più stringenti, l’Italia ha mostrato il proprio più serio tallone d’Achille nell’incapacità (o nella mancanza di volontà) di effettuare controlli stringenti, efficaci, sanzionando chi non rispettava le regole: si è preferito colpire tutta l’economia, mettendo in ginocchio interi settori invece che stabilire norme chiare, precise e inequivocabili mettendo in campo le forze necessaria per farle rispettare. E oggi le cose non vanno molto diversamente, purtroppo: l’incapacità di controllare (o la mancanza di volontà) perdurano in un settore che trovo cruciale per la vita quotidiana di tante persone, il trasporto pubblico. Sui mezzi di trasporto, l’ho ripetuto fin dalle primissime fasi della pandemia, sarebbero stati necessari rigidi controlli degli accessi: non mi riferisco ai treni a lunga percorrenza ma alle centinaia di corse che autobus e

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corriere effettuano ogni giorno, o ai vagoni dei pendolari in cui nessuno verifica il numero d’ingressi né la distribuzione dei passeggeri. Una situazione paradossale che, nei mesi estivi, è stata ulteriormente aggravata dagli spostamenti verso le destinazioni della villeggiatura con situazioni da carro bestiame, persone assiepate e ammucchiate in ogni dove e, naturalmente, nessun controllo. Queste situazioni favoriscono la diffusione e circolazione del virus e sono una concausa importante nell’impennata dei casi che stiamo registrando: lo erano l’anno scorso quando sollevai il problema, purtroppo inascoltata, lo saranno ancora di più quest’anno dove ci troviamo costretti a confrontarci con una variante ancora più aggressiva. La soluzione sarebbe stata una vaccinazione globale per tutta la popolazione adulta ma, a ben vedere, siamo ancora lontani dal bersaglio. Ecco quindi che il Green Pass diventa un obbligo necessario per l’accesso a questi mezzi sui quali, non mi stancherò di ribadirlo, occorre verificare anche che il numero dei passeggeri rispetti quanto indicato dalla norma. Ma se chiediamo al Paese di rispettare una norma, dobbiamo essere noi parlamentari per primi a dare il buon esempio: ecco perché sono convinta

se il Governo vuole imprimere un’ accelerata sul Green Pass noi parlamentari dobbiamo essere pronti a ottenerlo ed esibirlo. Non stiamo forse imponendo a medici e personale della scuola di completare il ciclo vaccinale e ottenere il green pass a pensa della sospensione dello stipendio? Bene, allora altrettanto si faccia con tutti i parlamentari. E non mi si venga a parlare di scorciatoie, con il Green Pass annacquato per chi ha ricevuto una sola dose: in questo momento opportunità per concludere il ciclo vaccinale non mancano, così come le dosi. A tutti i miei colleghi dico: vacciniamoci e sì al Green Pass per entrare in Parlamento. È un problema anche di senso e dovere civico, oltre che di rispetto per le fasce più deboli: se tutti gli adulti si fossero vaccinati, ad esempio, i bambini di qualunque età sarebbero pressoché al sicuro senza vaccino. Invece, grazie a una fetta di popolazione che sceglie di non vaccinarsi, in futuro saremo costretti a vaccinare anche i piccoli e piccolissimi. È arrivato il momento di responsabilizzare tutti sull’immunizzazione, indispensabile per uscire da questa terribile pandemia e riportare il Paese, e la sua vita economica e sociale, verso una situazione di sicurezza e normalità. NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


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economia e lavoro

Lavoratori stagionali: ci vuole una riforma

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a categoria dei lavoratori stagionali è tra le più danneggiate dalla lunga emergenza sanitaria ed economica causata dal Covid-19, avendo risentito in maniera particolare della crisi del comparto turistico-ricettivo e ritrovandosi da un giorno all’altro senza lavoro e costretta ad affrontare la precarietà economica scaturita anche dall’inadeguatezza degli ammortizzatori sociali. Nei giorni scorsi la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, della quale sono Capogruppo per il Movimento 5 Stelle, ha approvato un mio emendamento al Decreto Sostegni bis che proroga l’esonero contributivo per l’assunzione dei lavoratori stagionali fino al 31 dicembre 2021. Un aiuto concreto pensato per sostenere aziende e lavoratori, ma che da solo non basta poiché, come denunciato dagli stessi operatori, l’attuale normativa a disciplina del lavoro stagionale non risponde pienamente alle esigenze di un settore tanto complesso e variegato. Due i nodi principali da sciogliere e che necessitano dell’intervento del legislatore: uniformare e ridurre le tipologie di contratti di lavoro attualmente applicabili al settore; riformare gli istituti NASpI e Dis-Coll, rivelatisi inadeguati a sostenere i lavoratori nei lunghi periodi di inattività propri del lavoro stagionale. L’attuale sussidio di disoccupazione, introdotto con il Jobs Act, infatti copre solo una parte dei mesi di effettiva inattività, condannando le famiglie già da gennaio, in attesa della nuova stagione turistica, a dover far fronte ad una costante condizione di incertezza economica. L’emergenza sanitaria con le sue ripercussioni sul piano economico e sociale hanno contribuito ad evidenziare queste problematiche già denunciate da tempo dai lavoratori. NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021

Infatti, nel dicembre del 2019, ben prima dell’arrivo della pandemia, la Camera dei Deputati approvava un mio ordine del giorno in cui si impegnava il Governo a trovare una soluzione alla difficile situazione in cui versavano migliaia di lavoratori in tutta Italia. La pandemia ci ha poi imposto di affrontare l’emergenza giorno per giorno e quindi a concentrare tutti gli sforzi verso la necessità di garantire un sostegno immediato ai lavoratori rimasti senza una fonte di reddito. In questa fase il mio impegno e quello del Movimento 5 Stelle è stato indirizzato a far si che tutti i lavoratori stagionali, di tutte le categorie e con ogni codice Ateco, venissero inclusi nelle misure di sostegno. A riguardo, tra il marzo 2020 e il maggio 2021, la Camera dei Deputati ha approvato tre miei ordini del giorno volti ad impegnare il Governo a garantire un adeguato sostegno economico a tutti i lavoratori stagionali. Ho inoltre presentato tre interrogazioni chiedendo, tra le altre cose, di valutare l’opportunità di prevedere un prolungamento della durata dei trattamenti NASpI e Dis-Coll. In questi mesi sto lavorando ad una proposta di legge che punti a modificare il sistema dei contratti e ad una revisione dell’art 5 della Legge 183/ 2014, che stabilisce la durata della NASpI. Intanto a settembre verrà presentata una mozione in aula per impegnare il Governo al riconoscimento della figura professionale dei lavoratori stagionali. Il Covid-19, oltre ad aver condizionato la quotidianità di tutti noi ha però anche evidenziato problematiche e carenze, indicando al legislatore come e dove intervenire per migliorare le condizioni lavorative e sociali nel paese. Il lavoro stagionale è uno dei settori su cui è necessario intervenire il prima possibile.

Per contrastare la precarietà economica del settore, è necessario avviare una riforma che tuteli i lavoratori stagionali, fortemente danneggiati dall’emergenza sanitaria. a cura dell’On. Teresa Manzo

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Turismo in difficoltà, misure insufficienti Il comparto del turismo è in profonda difficoltà: le misure del governo si sono rilevate insufficienti e inefficaci e ci sono criticità nella ricerca del personale. a cura di Antonio D’Ascoli

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l vero freno per la ripartenza è l’incertezza. È questo lo spettro che aleggia su tutti gli operatori economici ed in maniera più “inquietante” sul destino di ristoratori e albergatori. Un quadro normativo, sempre fluido, a seconda dell’indice di contagio, che ritorna a preoccupare, a cui si aggiunge anche la divisiva vicenda legata al Green pass, restituiscono una situazione di perenne “spada di Damocle” che pende sul capo di molti imprenditori. Ma cosa bisognerà auspicarsi per il prossimo futuro? “In primo luogo” afferma  Giuseppe Reticella, presidente del Centro studi

turistici manageriali (CSTM) aderente a Conf PMI, “un progressivo, ma deciso ritorno alla normalità sul piano globale. Una prospettiva che al momento appare ancora lontana. È ben nota come l’incidenza del turismo estero sia  fondamentale per la ripresa. Ecco perché la stessa offerta turistica dovrà cambiare concentrandosi, sottolinea Reticella, su quella individuale. Bisognerà considerare, inoltre, anche il trend degli ultimi anni con il tramonto delle vacanze prolungate che hanno ceduto il passo a week end più frequenti, a cui si aggiunge anche la drastica riduzione della spesa procapite”. NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


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In questi giorni sta dilagando, tra l’altro, anche la polemica circa la cronica difficoltà delle imprese, in particolare nel settore turistico, alberghiero, a reperire lavoratori stagionali. In molti casi, il disincentivo ad accettare le proposte di lavoro viene addebitato alla misura del reddito di cittadinanza. “Siamo di fronte ad un problema molto serio” spiega ancora Reticella. “Nel settore turistico – alberghiero non si trovano più assistenti di sala, personale in cucina, oppure nei bar. Il vero problema è l’elevato costo del lavoro che andrebbe dimezzato. Con lo sblocco dei licenziamenti i lavoratori saranno costretti a condizioni ancor più difficili, soprattutto se si considera che i sussidi in questa modalità passiva non potranno durare ancora a lungo. Occorre, quindi, tornare alla valorizzazione delle competenze per arrestare questo declino. Tra le altre cose, stiamo puntando l’attenzione sul triste fenomeno della svendita anche di grosse catene alberghiere italiane a società che definisco estero, vestite che fanno di tutto per non pagare le tasse nel nostro Paese”. Per il Presidente Nazionale della  Conf. PMI ITALIA, Tommaso Cerciello, il reddito di cittadinanza è una misura che ha mostrato gravi criticità e rischia seriamente di compromettere il rilancio economico. “Il punto centrale deve essere la formazione” afferma Cerciello, “vanno destinate alle imprese più risorse per questo scopo. Al tempo stesso vanno tagliati in maniera drastica le voci che pesano sul costo del lavoro. Solo così possiamo immaginare un

modello produttivo capace di garantire lavoro vero ad una fascia ampia di popolazione. L’assistenzialismo è demotivante e non dura per sempre: quando non ci sarà più la possibilità di sostenere tutti questi bonus, cosa faranno le persone che nel frattempo non si saranno formate? In questo vedo un grave pericolo per il prossimo futuro”. Per Antonio Pepe di “Noi Aspim”, federata a Conf PMI ITALIA il vero problema risiede nella misura del reddito di cittadinanza che nel tempo ha mostrato molte falle con meccanismi che non hanno funzionato, come il ruolo dei navigator. “La misura del reddito di cittadinanza va riformula” afferma Pepe, “il meccanismo di incontro tra la domanda e l’offerta non ha assolutamente funzionato. A tal proposito riteniamo che sia necessario una riformulazione strutturale per superare le gravi criticità che si sono palesate. Molti tra coloro che percepiscono il reddito preferiscono rifiutare le offerte di lavoro, preferendo a percepire il sussidio e magari arrotondando in nero. È assolutamente necessaria una rimodulazione del cittadinanza modifica prevede che alla scadenza del 90 esimo giorno il sussidio non sia più erogato e che il soggetto in cerca di lavoro venga preso in carico da un’ ente pubblico o da un’ azienda a cui andrà la cifra prima percepita dal beneficiario. L’ente o l’azienda dovrà poi mettere a disposizione la differenza per raggiungere la spettanza corrispondente all’attività a cui è stato destinato il lavoratore. Questo potrebbe essere un modello intelli-

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gente per mantenere costante il livello di formazione, far incontrare domanda e offerta, superando il fallimentare modello dei navigator. A breve lanceremo una campagna di raccolte firme per sollecitare il governo a procedere alla modifica”.

In foto, dall’alto: Giuseppe Reticella, Tommaso Cerciello e Antonio Pepe.

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La futura PAC, una pietra miliare per l’UE In quasi 60 anni di storia, li compirà nel 2022, una Politica Agricola Comune così non si era mai vista. a cura dell’On. Paolo De Castro

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aranzia di reddito per gli agricoltori, tutela dell’ ambiente e dei lavoratori. Con benefici diretti e indiretti per tutti, dai campi alle tavole dei consumatori. In quasi 60 anni di storia (li compirà nel 2022) una Politica agricola comune così non si era mai vista. Poggiata su tre pilastri e sul coinvolgimento economico di tutti i cittadini europei, con un corposo impianto di legge basato su tre regolamenti e accompagnato da adeguate risorse finanziarie fino al 2027. L’accordo politico sulla futura Pac (entrerà in vigore nel 2023) che abbiamo raggiunto a fine giugno in sede di

Trilogo tra Commissione, Parlamento e Consiglio rappresenta una pietra miliare di questa politica ‘trasversale’, sempre più articolata ma equa, trasparente ed eco-sostenibile. Il testo dell’accordo, già validato quasi all’unanimità (con la sola eccezione della Bulgaria) dai ministri agricoli dell’Unione, insieme ai punti tecnici ancora da risolvere, sarà completato nelle prossime settimane e in autunno dovrà essere sottoposto al voto della commissione Agricoltura e della Plenaria del Parlamento europeo, così come all’ok finale da parte del Consiglio. Sul piano finanziario, la Pac rappresenta il 31,95% del budget totale NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


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dell’Unione per il periodo 2021-2027, con una dotazione di 386,6 miliardi di euro a supporto di quasi 7 milioni di aziende agricole europee. Tra i principali punti, la nuova Politica agricola introduce un nuovo sistema, secondo il quale ciascuno Stato membro sarà tenuto a redigere un Piano strategico nazionale, basato sull’analisi delle proprie condizioni, e che conterrà sia le misure del primo che del secondo pilastro (Pagamenti diretti e Sviluppo rurale), da sottoporre alla Commissione entro il 31 dicembre 2021. La Commissione avrà poi a disposizione 6 mesi per la valutazione e approvazione del Piano, che entrerà ufficialmente in vigore, come accennavo, l’1 gennaio 2023. Il Piano dovrà specificare come ciascun Stato membro intenda raggiungere i nove obiettivi chiave identificati per la futura Politica agricola comune, vale a dire: garantire un reddito equo agli agricoltori, aumentare la competitività, riequilibrare la distribuzione del potere nella filiera alimentare, agire per contrastare i cambiamenti climatici, tutelare l’ambiente, salvaguardare il paesaggio e la biodiversità, sostenere il ricambio generazionale, sviluppare aree rurali dinamiche, proteggere la qualità dell’alimentazione e della salute. Ogni Stato membro dovrà inserire all’interno del proprio Piano strategico una definizione di agricoltore attivo, secondo criteri obiettivi e non discriminatori, come l’utilizzo di registri nazionali che identifichino i beneficiari dei pagamenti diretti. Tali beneficiari dovranno svolgere almeno un’attività agricola minima, senza quindi escludere agricoltori pluri-attivi e part-time. Gli Stati membri, avranno poi la possibilità di definire una lista negativa di soggetti che verranno automaticamente esclusi, come aeroporti, strutture sportive e altre. Per garantire stabilità e prevedibilità, il sostegno al reddito rimarrà un elemento essenziale della Pac con il 75% del budget totale destinato alle misure del primo pilastro, e in NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021

particolar ai pagamenti di base, che per l’Italia ammontano a 3,63 miliardi di euro l’anno, e che continueranno a essere in funzione delle dimensioni in ettari dell’azienda agricola. Per accedere a tali pagamenti, gli agricoltori dovranno rispettare i criteri di condizionalità, vale a dire le buone pratiche agro-ambientali, che passano dalle attuali 7 a 9. Vengono infatti introdotte anche la rotazione (o diversificazione) colturale, così come l’obbligo di aree non produttive. Le piccole aziende sotto i 10 ha saranno esentate da questi due obblighi aggiuntivi, al pari delle aziende che destinano almeno il 75% della propria superficie a foraggere o colture sommerse. La novità assoluta contenuta nella nuova Pac è quella della dimensione sociale. Per la prima volta dalla sua istituzione, nel 1962, viene infatti inserito il vincolo del rispetto delle normative vigenti in materia di diritti dei lavoratori, particolarmente rilevanti per il settore agricolo.

Senza creare alcun onere amministrativo aggiuntivo, nel caso in cui venga accertato, nell’ambito dei normali controlli effettuati dalle autorità nazionali competenti, che un agricoltore violi tali normative, l’autorità competente dovrà trasferire l’informazione all’organismo pagatore Pac dello Stato membro, che comminerà una riduzione dei diritti all’aiuto. Tale meccanismo entrerà in vigore volontariamente già a partire dal 2023, e sarà obbligatorio per tutti gli Stati membri dall’1 gennaio 2025. A conferma dell’impronta ambientalista pensata per questa Pac, l’Unione ha inserito eco-schemi obbligatori per gli Stati membri, ma volontari per gli agricoltori, che

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consisteranno in pratiche quali l’agricoltura biologica, l’agro-ecologia, la difesa integrata dalle specie nocive, il risparmio idrico, ma anche misure volte a migliorare il benessere animale, per un valore minimo del 25% dei pagamenti diretti, che per l’Italia si traducono in circa 900 milioni di euro l’anno anno. Gli Stati membri dovranno scegliere quali misure offrire ai propri agricoltori, a seconda delle proprie caratteristiche geografiche e climatiche, sulla base di un menu di indicazioni preparato a livello UE. Tra gli aspetti qualificanti, viene mantenuta la possibilità per gli Stati membri di destinare fino al 13% dei propri pagamenti diretti al supporto di produzione in difficoltà, come quella della barbabietola, del riso, del pomodoro, della carne bovina. E gli stessi Stati dovranno utilizzare un minimo del 3% della propria dotazione combinata dei fondi destinati a primo e secondo pilastro, per supportare i giovani agricoltori, fino a un massimo di 40 anni, con la possibilità di finanziare fino al 100% l’acquisto di terreni agricoli. La nuova Pac salvaguarda anche il ruolo delle Regioni in tutti i passaggi rilevanti nella redazione del Piano strategico nazionale, sia in termini di contenuti che procedurali. La Pac mantiene poi come in passato interventi settoriali, ad esempio per l’ortofrutta, l’apicoltura, per l’olio di oliva e le olive da tavola, nonché per il settore vitivinicolo. Per aiutare i produttori a entrare in nuovi mercati e di regolamentare i vini a basso tenore alcolico includendoli tra i prodotti vitivinicoli, viene autorizzata la de-alcolazione totale (titolo alcolometrico inferiore a 0.5%) per i vini da tavola. Mentre i vini Dop e Igp potranno essere de-alcolati solo parzialmente (titolo alcolometrico superiore a 0.5%). In etichetta dovrà comunque essere indicato in modo chiaro che si tratti di vini de-alcolati. E, soprattutto, non vengono concesse pratiche che prevedano l’aggiunta di acqua e altri elementi non ricavati direttamente dal processo di de-alcolazione. GENTE IN MOVIMENTO

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Previdenza

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L’indennità ISCRO per lavoratori autonomi Approfondiamo il funzionamento della nuova indennità prevista dalla Legge di bilancio 2021, istituita in via sperimentale fino al 2023. a cura di Giovanni Firera e Maria Terranova

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i chiama “indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa”, in breve ISCRO, e può essere richiesta all’Inps dal 1° luglio 2021. Questa indennità, prevista dalla Legge di bilancio 2021, è stata istituita in via sperimentale per il triennio 2021-2023 in attesa che si compia la ben più complessa riforma degli ammortizzatori sociali. Vediamo, in dettaglio, chi può richiederla e a quali condizioni. L’ISCRO è destinata ai liberi professionisti, compresi i partecipati agli studi associati o società semplici, iscritti alla Gestione separata, che esercitano per professione abituale atti-

vità da lavoro autonomo, connesso all’esercizio di arti o professioni. Per poter presentare la richiesta di ISCRO è necessario che i lavoratori destinatari della misura possiedano, congiuntamente, i seguenti requisiti: - essere iscritti alla Gestione separata istituita presso l’INPS; - essere titolari di Partita IVA, da almeno 4 anni, per la stessa attività per cui si è iscritti alla Gestione separata; - essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria (requisito verificato tramite DURC on line); - nell’anno precedente alla presentazione della domanda è necessario che sia stato prodotto un reddito di NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


Previdenza

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lavoro autonomo inferiore al 50% dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei tre anni anteriori all’anno precedente (verifica su dichiarazioni dei redditi certificate dall’Agenzia delle Entrate); - ulteriore requisito reddituale è aver dichiarato, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito non superiore a € 8.145 (verifica su dichiarazioni dei redditi certificate dall’Agenzia delle Entrate); - non essere beneficiari di Reddito di cittadinanza (incompatibilità); - non essere titolari di trattamento pensionistico diretto (incompatibilità); - non essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie; - non essere percettori di indennità di disoccupazione NASPI o DISCOL (incompatibilità). L’ISCRO è compatibile e cumulabile con la percezione di Assegno di invalidità.

L’indennità ISCRO è pari al 25 %, su base semestrale, dell’ultimo reddito da lavoro autonomo certificato dall’ Agenzia delle Entrate, non prevede accredito di contribuzione figurativa e non concorre alla formazione del reddito. Il suo importo mensile non potrà essere inferiore a 250 euro e non potrà essere superiore a 800 euro. Il trattamento potrà essere richiesto per una sola volta nel triennio 2021-2023 e potrà essere erogato per massimo sei mesi. L’erogazione dell’indennità ISCRO richiede la partecipazione dei beneficiari a percorsi di aggiornamento professionale i cui criteri, come pure il relativo finanziamento, saranno definiti da un apposito decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro dell’economia e delle finanze. La percezione dell’indennità si interrompe se, nei sei mesi di fruizione, si verificano le seguenti condizioni:

- cessazione dalla partita IVA; - titolarità di trattamento pensionistico diretto; - iscrizione ad altre forme di previdenza obbligatorie; - titolarità di Reddito di cittadinanza. La domanda dovrà essere presentata entro il 31 ottobre di ogni anno, tramite il sito inps.it, utilizzando le credenziali PIN Inps (se già possedute) oppure SPID, Carta di Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi. In alternativa al sito Inps la presentazione della domanda potrà avvenire anche tramite il Contact Center integrato chiamando il numero 803 164 (da fisso) oppure 06 164 164 (da cellulare). Prima di presentare domanda, per la verifica dei requisiti da possedere, le incompatibilità e le modalità di calcolo dell’indennità, si invitano gli interessati a prendere visione della Circolare 94 del 30 giugno 2021.

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Il mestiere del papà al tempo del coronavirus Secondo un’indagine di R-Everse, il lockdown ha migliorato il rapporto padrefiglio e l’equilibrio tra vita privata e vita lavorativa. a cura della Redazione

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ssere genitori e coniugare le esigenze del mondo del lavoro con quelle familiari non è mai stato semplice. La situazione è diventata ancor più complessa durante l’emergenza sanitaria, dove l’intreccio tra la drastica riduzione di relazioni sociali per rimanere il più possibile nelle proprie case, il cambiamento nelle modalità di lavoro, la complessità della DAD e della gestione h24 dei propri figli hanno fatto sì che si modificassero i rapporti di genitorialità ponendo i genitori-lavoratori in situazioni inedite. In occasione della Festa del Papà, R-Everse, innovativa società di head

hunting unica in Europa ad applicare il metodo del recruiting collaborativo, ha effettuato l’indagine “Smartworking e paternità: come i papà stanno affrontando il lavoro da casa”, in cui ha coinvolto i papà-professionisti in una survey per approfondire questo tema ancora poco battuto, indagando la portata dei cambiamenti introdotti dal Covid-19 nella vita di queste fondamentali figure maschili. Se da un lato possiamo considerare il diffondersi della pandemia Covid-19 come uno dei peggiori drammi degli ultimi decenni, dall’altro lato questo ha reso necessario trascorrere quanto più tempo possibile all’interno delle NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


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proprie mura domestiche, con effetti concreti nel rapporto genitore-figlio e nella work-life balance. Di questo ne è convinto anche Daniele Bacchi, CEO di R-Everse, che commenta: “la pausa pranzo con l’intera famiglia a tavola ogni giorno della settimana per me è stato un regalo bellissimo e inaspettato. Ho quattro figli dagli 8 ai 13 anni e mi sono lanciato, pranzo dopo pranzo, in discussioni sempre più interessanti, coinvolgendoli anche in tematiche lavorative. Provocarli e spronarli a condividere le loro opinioni e osservare le loro personalità formarsi giorno dopo giorno attraverso il dibattito è tutt’oggi commovente nel mio ruolo di padre”. Innanzitutto, i risultati dell’indagine confermano che il cambiamento riscontrato nel modo di lavorare è stato per la maggior parte dei casi drastico. Prima della pandemia, infatti, ben il 57% degli intervistati non aveva mai sperimentato il lavoro in smartworking, e solo il 4% lo viveva

in modo stabile. Anche dopo la fine del lockdown, questa nuova modalità di lavoro è rimasta nelle vite professionali e si prospetta che non sia una “moda” destinata a scomparire, bensì possa diventare parte integrante delle condizioni contrattuali. La survey evidenzia in particolare gli effetti della pandemia e della necessità di lavorare da casa sul rapporto tra padri e figli. Il 71% dei papà intervistati ha evidenziato un cambiamento nel rapporto con i propri figli. In particolare, questo cambiamento è considerato positivo per il 63% di loro: un dato di grande conforto sia per le famiglie sia per le aziende e i datori di lavoro, che possono solo beneficiare dall’avere collaboratori con una vita domestica quanto più possibile serena e bilanciata. A influire notevolmente sugli equilibri domestici e nel rapporto padre-figli, è stata sicuramente anche la didattica a distanza, modalità inedita di insegnamento. Sulla totalità dei padri intervistati, infatti, il 50% ha dichia-

rato di aver supportato i figli in questa attività. L’altra metà degli intervistati non ha avuto necessità di supporto oppure si è affidata al partner o ad altre persone della famiglia. Tirando le somme, dall’indagine emerge che i padri italiani sono per la maggior parte soddisfatti dell’equilibrio che, nonostante le sfide, sono riusciti a creare tra vita privata e lavorativa: un risultato importante per ogni singolo individuo, per le famiglie, e anche per le aziende. L’indagine evidenzia come questo equilibrio di cui si è sempre alla ricerca, deve essere necessariamente supportato anche dall’intervento delle istituzioni. Per favorire una migliore conciliazione lavoro-famiglia che riguardi tanto le madri quanto i padri, nel corso degli anni, e soprattutto recentemente, sono state portate avanti misure significative che si auspica possano svilupparsi e ampliarsi ulteriormente tenendo in considerazione il contesto in cui si lavora e si vive.

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costume e società

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Cuore Matto Onlus Conosciamo la Onlus Cuore Matto attraverso il racconto dei primi anni di attività nel sociale. a cura di Cuore Matto Onlus Staff

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uore Matto Onlus è un’associazione formata da un gruppo di amici con l’intento di rendersi utili al prossimo. In una calda sera d’estate, questi otto amici, pensarono che non sarebbe stato male trasformare i buoni pensieri in buone azioni, certamente più utili. E così, nel tempo libero dai rispettivi impegni lavorativi, l’associazione, che pian piano si è arricchita numericamente contando oggi ben venti soci nello staff, ha iniziato a progettare eventi e manifestazioni finalizzati alla raccolta di fondi per l’acquisto di macchinari per associazioni sanitarie e reparti ospedalieri della zona. Gli eventi fino ad oggi realizzati sono stati: 28 Agosto 2018, serata di gala all’ Astragalo CLUB di Castiglioncello (LI) a favore di “OLIVER accende un sorriso onlus” per l’acquisto di un ecografo per il reparto di pediatria dell’ospedale di Cecina (LI). 28 Maggio 2019, giornata dimostrativa a Cecina Mare a favore della Società Pubblica Assistenza di Cecina. 6 Settembre 2019, serata di gala al Circolo Ufficiali della Marina Militare di Livorno a favore del reparto di Neurochirurgia dell’Ospedale di Livorno per l’acquisto di uno strumento per

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la chirurgia spinale, un elettrobisturi di coagulazione con termofusione e con irrigazione a base di soluzione fisiologica. Nella primavera del 2020, in piena emergenza pandemica, Cuore Matto Onlus si è messo nuovamente in gioco con un importante intervento a favore sia del reparto del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Cecina, sia della Società Pubblica Assistenza Cecina ODV. Grazie ad un’importante donazione dell’azienda Ornellaia di Bolgheri (LI) e di altre aziende operanti nel nostro territorio, oltre alle innumerevoli donazioni di privati, l’associazione è riuscita a raccogliere un’importante somma di denaro che ha permesso di donare al reparto del Pronto Soccorso un ecografo specifico per le diagnosi polmonari mentre alla Società Pubblica Assistenza Cecina ODV è stato donato un contributo economico per l’acquisto di tutto il necessario a tutela degli operatori e della cittadinanza (DPI ed altro materiale assistenziale di vario genere). 29 Luglio 2021, serata di gala presso l’Astragalo CLUB di Castiglioncello (LI) a favore della Società Pubblica Assistenza Cecina ODV per l’acquisto di un monitor multiparametrico (misuratore di pressione arteriosa, rilevazione

saturazione ossigeno, pacemaker esterno e defibrillatore) A questo ultimo evento sono stati presenti molti graditissimi ospiti privati e rappresentanti di società che, grazie alle donazioni pervenute, hanno consentito di raggiungere l’obiettivo dell’evento e, nel prossimo mese di settembre, con una manifestazione in corso di organizzazione, verrà operata la formale consegna del macchinario. In soli tre anni dal primo evento, l’associazione Cuore Matto Onlus è riuscita, con estrema determinazione e convinzione, a realizzare progetti molto ambiziosi che hanno consentito, a reparti ospedalieri e società di assistenza sanitaria, di potersi avvalere di strumenti indispensabili per facilitare l’impegno che, il personale medico e sanitario, si trova ad affrontare quotidianamente per le varie emergenze territoriali. Tutto questo non sarebbe mai stato possibile se, nonostante la buona volontà dell’associazione, i nostri sostenitori non avessero sempre risposto, con tempismo e generosità, alla sfide che abbiamo lanciato e per questo diciamo sempre, un po’ come motto dell’associazione, grazie per averci aiutato ad aiutarvi. NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


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costume e società

Imparare a comunicare Approfondiamo uno degli otto modi di comunicare: la risonanza. a cura di Elisa Amelia

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egli ultimi incontri in-formativi dell’associazione DCA abbiamo trattato uno degli 8 modi di comunicare con tutti i presenti: la risonanza. Per spiegare in modo semplice di cosa stiamo parlando, useremo l’esempio del diapason: messi uno di fianco all’altro due diapason, stimolando il primo, il secondo risuonerà della stessa frequenza dopo qualche attimo. Dal primo si propagheranno vibrazioni o frequenze tali da influenzare il secondo. Tra gli essere umani accade esattamente la stessa cosa. Una persona emette una emozione e l’altro, collegato, la percepirà. Questo può accadere per diversi motivi ma principalmente per come è strutturato il nostro corpo. Il tutto nasce dal fatto che siamo tutti legati dalle stesse molecole, in quanto respiriamo tutti la stessa aria e beviamo tutti la stessa acqua (l’acqua che viene da noi bevuta, espulsa tramite le urine, poi filtrata e “ripulita” e infine rimessa in circolazione). Ed esistono ulteriori questioni di tipo genetico e biologico che varrebbe la pena di menzionare, ma avremo modo in altro contesto. Cosa abbiamo fatto durante l’incontro? Abbiamo messo in collegamento, attraverso il principio della risonanza, alcune dinamiche che si svolgono NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021

nelle famiglie presenti all’incontro per comprendere a pieno quali sono le emozioni che impediscono di nutrire il proprio corpo rinunciando così alla vita sia fisica che sociale. Le persone che non avevano mai sperimentato questa modalità comunicativa hanno avuto modo di provarne l’autenticità e l’utilità e di riscontrare emozioni e problematiche a cui non avevano prestato attenzione e, contestualmente, hanno avuto l’occasione di vedere la propria situazione da un altra prospettiva e quindi di poter mettere in atto soluzioni a cui non avevano mai pensato. Hanno riscontrato come la pazienza, la cura, l’amore, l’ascolto dell’altro e la perseveranza li aiuteranno a trovare soluzioni e un po’ di serenità in questo momento di difficoltà. Uno dei messaggi pervenutoci in DCA cita “Incontri come questi aiutano l’essere umano a sviluppare le capacità insite in lui, danno speranza, perché grazie al coraggio e all’impegno tutto è risolvibile. Gli Esseri Umani sono speciali ma spesso ce lo dimentichiamo.” Per questo motivo continueremo nel perseguimento della nostra mission mettendo sempre di più in campo le nostre competenze e ricordando che la priorità è sempre e comunque il benessere della persona. GENTE IN MOVIMENTO

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consumatore

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L’Europa per la qualità dell’agroalimentare Il Consorzio Tutela Provolone Valpadana avvia due campagne triennali di informazione sui regimi europei di qualità (DOP, IGP, STG) in Italia e in Australia. a cura della Redazione

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re italiani su quattro conoscono almeno uno dei loghi dei regimi di qualità dell’ Unione Europea in ambito agroalimentare (DOP, IGP, STG), ma quanti ne conoscono il reale significato e la stretta correlazione con l’Unione Europea? Il Consorzio Tutela Provolone Valpadana ha commissionato due indagini con interviste CAWI all’istituto di ricerca NielsenIQ per raccogliere indicazioni utili da utilizzare per la comunicazione del prossimo triennio, riservata al territorio nazionale e all’Australia, uno dei Paesi extra UE più importanti per l’esportazione del Provolone Valpadana DOP.

In Italia il 74% degli intervistati conosce almeno uno dei tre loghi, con un’accentuazione per la DOP e l’IGP, ma solo il 46% è consapevole del reale significato e del legame con l’Unione Europea, attribuendo, invece, a tali grafiche, concetti legati alla sostenibilità e al solo legame con l’Italia. L’80% degli intervistati dichiara, inoltre, di aver conosciuto i loghi attraverso le confezioni dei prodotti alimentari, mentre rimane marginale il contributo di internet, della TV e dei volantini distribuiti dalle diverse catene di supermercati. Se da un lato la DOP rimane una garanzia di autenticità, alta qualità, tradizione e NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


consumatore

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cultura del cibo, provenienza da una specifica zona di produzione, certificazione di un disciplinare di produzione, oltre che la garanzia contro le falsificazioni, dall’altro un terzo degli intervistati dichiara che risulta difficile riconoscere i prodotti DOP dalle imitazioni. La categoria merceologica principalmente associata ai prodotti DOP rimane quella dei formaggi. All’interno di questi, il Provolone Valpadana è preceduto da Parmigiano Reggiano, e Grana Padano e Gorgonzola ma, chi conosce il Provolone Valpadana D.O.P., ne dà una valutazione superiore su quasi tutte le caratteristiche prese in esame nell’indagine (sicurezza, qualità, sapore, ecc. comprese quelle di prezzo) se confrontato con i prodotti D.O.P. in generale. In Australia, in particolare nelle tre città interessate dall’indagine (Sidney, Melbourne e Brisbane), i conoscitori dei loghi dei regimi europei di qualità si attestano al 37% con le confezioni dei prodotti che rappresentano, anche qui, la principale fonte di conoscenza, affiancate dai social media e dai siti web (complessivamente internet risulta la prima fonte per l’I.G.P. e la D.O.P.). La TV ha un ruolo centrale per circa un terzo del campione. Il 29% degli intervistati riconosce tuttavia la corretta provenienza, legando i loghi all’Unione Europea. Anche in questo caso ai regimi europei di qualità vengono associate garanzie di autenticità, qualità, certificazione di un disciplinare di produzione e garanzia contro le falsificazioni, ma si conferma anche la difficoltà di riconoscimento dei prodotti DOP dalle imitazioni. Benché la maggioranza del campione reputi il cibo europeo di qualità equivalente a quello australiano, in generale il cibo europeo contraddistinto dai regimi di qualità viene apprezzato. Più di 8 intervistati su 10 hanno acquistato almeno una volta cibo europeo di qualità (con la maggioranza che lo compra piuttosto raramente). Le cose cambiano parlando però della categoria dei Formaggi. Infatti, la maggioranza del campione considera i formaggi europei di NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021

L’obiettivo è diffondere e rappresentare al meglio il significato dei regimi europei di qualità, favorendone la conoscenza e una maggior presa di coscienza da parte del consumatore.

qualità (DOP, IGP, STG), migliori di quelli australiani. Ma all’interno dei formaggi per associazione al formaggio europeo di qualità, gli italiani non primeggiano, lasciando addirittura il primo posto al Parmesan (57%), che ottiene valori più alti rispetto al Parmigiano Reggiano (40%), mentre la categoria Provolone si posiziona all’ottavo posto a pari merito con Gorgonzola (28%) e con, poco più sotto, il Grana Padano (22%). Parlando invece di formaggi italiani DOP, è indicata la presenza della Mozzarella di Bufala Campana e Parmigiano Reggiano nelle prime posizioni e, a seguire, Gorgonzola, Pecorino Romano, Grana Padano e Provolone Valpadana. Infine, quasi la metà degli intervistati conosce il logo e/o la denominazione di Provolone Valpadana (43%). Sulla base di questi elementi, il Consorzio Tutela Provolone Valpadana, avvierà, a breve, due campagne di informazione dedicate, utilizzando come prodotto testimonial il Provolone Valpadana DOP. Le campagne, realizzate con il contributo dell’Unione Europea, avranno l’obiettivo da un lato, di rafforzare la consapevolezza e il livello di riconoscimento dei regimi di qualità dell’ Unione Europea e, dall’altro, di aumentare la competitività ed il consumo dei prodotti europei di qualità sia sul territorio nazionale che su quello australiano. “Le linee guida dell’Unione Europea, che da anni sostiene l’importanza

dell’evidenza dei loghi rappresentativi dei regimi di qualità, da sempre rappresentano il punto di partenza delle attività promozionali e di vigilanza del Consorzio” dichiara Libero Giovanni Stradiotti, Presidente del Consorzio Tutela Provolone Valpadana. “Lo sforzo delle aziende per sostenere il prodotto di qualità si è mantenuto costante sin dalla costituzione del Consorzio, consentendo alla denominazione di passare dall’ iniziale “Provolone tipico” del 1975 a Provolone Valpadana DOP nel 1996, migliorando gli standard produttivi, peraltro in continua evoluzione ed investendo costantemente in ricerca e promozione.” “Attraverso le indagini commissionate all’istituto di ricerca NielsenIQ abbiamo avuto la conferma di quanto ancora sia necessario informare il consumatore finale sul territorio nazionale e di quanto sia rilevante approcciare la promozione extra UE con la consapevolezza di operare in territori nei quali il vero Made in Italy si trova a competere con diffusi e radicati fenomeni di italian sounding” dichiara Vittorio Emanuele Pisani, Direttore del Consorzio Tutela Provolone Valpadana. “L’obiettivo delle prossime campagne sarà proprio quello di diffondere e rappresentare al meglio il significato dei regimi europei di qualità, proponendo una comunicazione chiara che ne favorisca la conoscenza e una maggior presa di coscienza da parte del consumatore”. GENTE IN MOVIMENTO

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sicurezza

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Violenza di genere La legge non basta: è necessario garantire il diritto alla protezione delle donne vittime di violenza. a cura dell’On. Elisa Scutellà

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dati che emergono dal “Rapporto sulla violenza di genere e domestica nella realtà giudiziaria” della Commissione di inchiesta del Senato sul femminicidio e la violenza di genere, ci mostrano che il fenomeno della violenza contro le donne non viene riconosciuto, o meglio, non viene “letto” nel modo corretto per poterlo identificare. La ricerca, realizzata tra dicembre 2019 ed il 2020 dalla Commissione d’inchiesta, è stata svolta somministrando questionari a procure, tribunali ordinari, tribunali di sorveglianza, Consiglio superiore della magistratura, Scuola superiore della magistratura, Consiglio nazionale forense e ordini degli psicologi in riferimento al triennio 2016-2018. Dall’indagine emerge che soltanto nel 12,3% delle procure italiane ci sono magistrati specializzati nella violenza di genere e domestica, mentre nel 10,1% delle procure di piccole dimensioni, non esistono professionisti specializzati. Il 95% dei tribunali non è in grado di dire in quante cause di separazioni, divorzi, provvedimenti riguardo ai figli emergono episodi di violenza domestica e, anche quando la violenza è nota e accertata, solo nel

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31,5% dei tribunali gli atti del procedimento penale vengono acquisiti dal civile. Inoltre, il 95,5% dei tribunali non riesce a nominare consulenti tecnici d’ufficio con una specializzazione in materia di violenza di genere. Per quanto attiene la formazione di magistrati, avvocati e psicologi, anche qui l’offerta formativa risulta piuttosto carente. Nel triennio 2016-2018 la Scuola superiore della magistratura ha organizzato soltanto  6 corsi di aggiornamento in materia di violenza di genere e domestica, oltre a 25 iniziative formative a livello locale, che hanno visto il coinvolgimento di circa il 13% dei magistrati. Per quanto riguarda gli avvocati, nello stesso periodo preso in considerazione, sono stati organizzati più di 100 eventi in materia di violenza di genere e domestica, cui hanno partecipato su un totale di circa 243.000, oltre 1.000 avvocati di cui oltre l’80% donne, dunque, in tre anni solo lo 0,4 % degli avvocati ha partecipato a eventi formativi in materia di violenza di genere e domestica. Ulteriori criticità riguardano anche la formazione di consulenti, in particolare degli psicologi, che, alla luce

del ruolo centrale da questi assunto nell’ambito dell’attività di consulenza e peritale nei processi, destano particolare preoccupazione. Alcuni dei dati fin qui esposti ci portano inevitabilmente a riflettere su un’evidente carenza di formazione e specializzazione in ambito giudiziario che sembra procedere parallelamente ad una normativa che, ad oggi, riesce ad essere più incisiva ed efficace per il contrasto alla violenza di genere. I ritardi e le lacune vanno necessariamente colmati per garantire il diritto alla protezione delle donne vittime di violenza in modo tale che chi debba con loro confrontarsi abbia piena coscienza e conoscenza del fenomeno. A fronte dell’indagine portata avanti dalla Commissione d’inchiesta dunque, la fotografia dello status quo del sistema giustizia in termini di formazione e specializzazione per affrontare e “leggere” al meglio i casi di violenza di genere, non può che farci ritenere che quanto prescritto dalla Convenzione di Istanbul al fine di rendere concreto il diritto delle vittime alla protezione resta, ahimè, ancora disatteso. NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


sicurezza

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Omicidio stradale: arma già spuntata?

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ell’articolo precedente, dopo aver approfondito il percorso che ha portato all’ introduzione dell’Omicidio Stradale, ci sia chiesti se, nel complesso, i risultati che si attendevano sono stati raggiunti: la risposta è no. La prima domanda che dobbiamo porci è se la legge 41/2016 doveva avere un prioritario effetto dissuasivo o solo quello più congeniale di rendere finalmente giustizia alle vittime e ai loro familiari. Andiamo con ordine. Dal 2016 al 2018 i dati Istat della sinistrosità stradale disegnano una sorta di gioco dell’oca con regressi e aumenti della mortalità alternati. NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021

Nel 2016, con 9 mesi di vigenza effettiva della legge 41, i morti sulle strade sono stati 3.283 con una diminuzione di 145 decessi e un segno meno del 4,2% rispetto al 2015. Nel 2017, invece, abbiamo assistito ad un preoccupante testa coda con 3.378 vittime mortali e un incremento di 95 lenzuoli bianchi stesi sulle strade pari a un +2,9%. Poi arrivano i dati del 2018, con una nuova lieve e positiva inversione di marcia, 3.325 le vittime, 53 in meno e un calo dell’1,6%. Dati disarmonici anche nel numero dei feriti. Nel 2019, ci dice l’Istat, sono stati 172.183 gli incidenti stradali con lesioni a persone in Italia, in lieve calo

Continua la disamina sull’omicidio stradale, nella quale vedremo se l’inasprimento delle pene ha portato ai risultati che si attendevano. a cura di Giordano Biserni

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sicurezza

rispetto al 2018 (-0,2%), con 3.173 vittime (morti entro 30 giorni dall’ evento) e 241.384 feriti (-0,6%). Il numero dei morti diminuisce rispetto al 2018 (-161, pari a -4,8%), per il secondo anno consecutivo dopo l’aumento registrato nel 2017, e si attesta sul livello minimo mai raggiunto nell’ultima decade. Cosa se ne ricava? Che la legge non è stata poi così fortemente dissuasiva? Forse anche perché ancora molti conducenti non conoscevano e non conoscono le gravi conseguenze che possono seguire ai loro comportamenti. Perché dico che i contenuti della legge forse non sono sufficientemente conosciuti? Quando ho occasione di confrontarmi anche con persone che si occupano di sicurezza o sono impegnate nell’ autotrasporto, intravedo molta incertezza. Dopo un anno e mezzo dall’approvazione mi è capitato di parlare in un’aula universitaria a parecchie decine di studenti di Giurisprudenza, e, con una certa sorpresa, mi sono reso conto che la grande maggioranza non conosceva ancora le pene previste dalla legge 41/2016. E questo spiega già molto. Ma sull’altro versante, quello che secondo il mio parere era il vero obiettivo, cioè le condanne congrue e adeguate a chi uccide in conseguenza di ubriachezza, assunzione di droghe e comportamenti assurdamente rischiosi (velocità, sorpassi in curva, ecc.) l’obiettivo è stato centrato? La risposta è difficile. Nella prima fase, diciamo relativamente al 2016 e parte del 2017, abbiamo visto finalmente pene severe che, in qualche caso (in primo grado), arrivavano a 8 anni e qualche volta hanno toccato e superato i 10 anni di reclusione. Insomma, sembrava proprio che le vittime e i loro familiari avessero finalmente una giustizia più adeguata senza quelle sentenze “scandalose” che per un paio di persone travolte e uccise sulla strada o un bambino travolto da un ubriaco sulle strisce (come il piccolo Jonathan nel 2014 a Ravenna) si fermavano sempre intorno ai due 42

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anni e 8 mesi e a volte anche meno. Poi? Poi, nel tempo a seguire, fine 2017 e 2018, e anche nel 2019 e 2020, abbiamo visto che le pene inflitte nei casi di omicidio stradale anche più gravi, hanno cominciato di nuovo ad abbassarsi, sfiorando o addirittura ricalcando, in diversi episodi tragici, le stesse pene antecedenti all’invocata Legge 41. Ricordo qui per tutti il caso dell’ omicidio di Alina Marchetta, la ragazza di 26 anni travolta e uccisa, nell’aprile 2019 mentre era sul marciapiede, da una vettura condotta da una ragazza coetanea ubriaca e alla guida alle 10.00 di una domenica mattina. Condannata in primo grado 3 anni e sei mesi. Cos’è accaduto? Per una risposta servono più adeguati esperti giuridici. Probabilmente le tecniche difensive degli avvocati si sono affinate e, spesso, si ricorre a quella specie di cavallo di Troia contenuto nella legge sull’Omicidio stradale, che prevede nei casi di non esclusiva responsabilità dei conducenti lo sconto delle pene fino alla metà. Questo non solo nel caso di una percentuale di corresponsabilità della vittima, ma anche se si documentano carenze nella struttura stradale, nella segnaletica, ecc. Insomma, può darsi che mi sbagli, ma pare che la media delle condanne, anche con l’aggiunta dei patteggiamenti, stia tornando in modo deludente vicino ai bassi limiti di pena precedenti. In proposito stiamo facendo come ASAPS uno studio per capire se le condanne a seguito della legge 41/2016 sono veramente di nuovo in regresso. Sarebbe veramente una grande delusione. Rimangono gli effetti degli arresti obbligatori nei casi di omicidio alcol e narco connesso, arresti quasi sempre domiciliari e per pochi giorni. Esclusi solo alcuni casi veramente eclatanti, come gli omicidi plurimi di Vittoria (Ragusa), con i due bambini travolti da un SUV condotto da un pregiudicato mentre erano seduti davanti a casa, vittime alle quali vennero ampu-

tate le gambe nel tentativo, non riuscito, di salvarle. O il plurimo omicidio dei due fratellini di Alcamo (Trapani), per il ribaltamento della vettura condotta dal papà, il quale si stava facendo un selfie (o una diretta Facebook) mentre guidava. In entrambi i casi sono emerse per i conducenti, le ombre lunghe della cocaina. Ecco: se per casi come questi, ma anche tanti altri, non arriveranno pene non inferiori 12–15 anni, allora vuol dire che anche la legge 41/2016 in pratica non è servita a niente. Peraltro, con la carenza costante e cronica di controlli su strada per il contrasto all’alcol, alla droga, all’uso dei cellulari, certificati dal numero irrisorio di sanzioni contestate non possiamo minimamente pensare di invertire il trend della mortalità. Non esiste ancora educazione civica e stradale, non esistono forti campagne informative, i controlli sono veramente esigui e la percezione di farla quasi franca nei processi fa il resto. Se poi le condanne tornano ad essere quelle ante legge 41/2016, allora la battaglia non si vince proprio e la delusione per quanti si sono spesi senza risparmio per una maggiore sicurezza sulle strade è tanta. Appunti conclusivi. La modesta piccolissima miniriforma del Codice della strada che prevedeva anche la sospensione della patente alla prima violazione per uso del cellulare alla guida aveva iniziato il suo percorso alla Camera nell’ottobre del 2013 e si è spiaggiata nella primavera del 2018 alla fine della scorsa legislatura. La miniriforma ha iniziato il suo nuovo percorso nel 2018 ed è finita come sappiamo in totale alto mare. No, la sicurezza stradale in epoca Covid (ma anche prima) non interessa molto, anzi, forse per niente. Intanto nei dati del 2020 vedremo un calo netto degli incidenti dei morti e dei feriti sulle strade, ma grazie ai lockdown e ai coprifuoco notturni da Covid-19 appunto. E dopo? NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


sicurezza

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motori

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Le più belle Rolls-Royce del mondo Dalla AX 201 “Silver Ghost” del 1907 alla Phantom III, le RollsRoyce partecipano al Concours of Elegance del Regno Unito. a cura della Redazione

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amoso per raccogliere le più belle e rare auto del mondo, il Concours of Elegance del Regno Unito di quest’anno presenterà la Rolls-Royce più significativa mai costruita. L’evento, che si svolgerà dal 3 al 5 settembre all’Hampton Court Palace di Richmond (Londra), uno dei primi tre concorsi d’eleganza al mondo per la qualità delle auto che attira, ospiterà circa mille esemplari dei modelli più esclusivi di sempre. Tra queste, c’è anche la Rolls-Royce “Silver Ghost” del 1907, targata AX 201 (nella foto in alto), modello da 40/50 CV, la vettura che si è guada-

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gnata il soprannome di “migliore auto al mondo”. Color argento, con alcuni elementi placcati col prezioso metallo, la “Silver Ghost” fu presentata agli Scottish Reliability Trials del 1907, ottenendo la vittoria assoluta. Doppiando il record dell’epoca di percorrenza senza problemi, dopo aver macinato 14.371 miglia, ottenne il soprannome di “Silver Ghost” proprio per il suo aspetto e la sua silenziosità, quasi inquietante. La AX 201, dopo essere stata a lungo di proprietà privata, è rientrata in possesso della Rolls-Royce, che ne ha curato il restauro completo nel 1989. Nel 2019 la AX 201 è stata acquistata

da un collezionista privato inglese e pare che sia stata assicurata per 35 milioni. Per la prima volta dopo 20 anni, sarà mostrata al pubblico proprio in occasione del concorso. In mostra ci sarà anche una Silver Gosht Twenty del 1922, prodotta in soli 2.885 esemplari. L’auto ebbe un successo immediato con diverse vendite ai reali indiani. Accanto troveremo una Rolls-Royce Alpine Eagle del 1914 (foto a lato). Costruita come Torpedo Grand Luxe per l’esposizione dell’Earls Court Motor Show del 1913, aveva una carrozzeria rivoluzionaria per l’epoca, con capote completamente a scomparsa, cassette degli attrezzi montate su entrambi i parafanghi, carrozzeria in un unico pezzo in acciaio, cruscotto dotato di strumenti e interruttori. Si tratta dell’unica Silver Ghost con carrozzeria Van den Plas ancora originale. Un’altra delle splendide Rolls-Royce in mostra sarà l’eccezionale Phantom III appartenuta al generale britannico Sir Montgomery. Acquistata da Sir Alan Butler, presidente della De Havilland Aircraft Company, allo scoppio della guerra fu donata allo sforzo bellico, divenendo l’auto personale del generale Montgomery. NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


motori

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Elettrici e falsi miti Dalla sicurezza all’efficienza della batteria, tutto quello che c’è da sapere sui veicoli elettrici. a cura della Redazione

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l piano “Fit for 55”, che prevede lo stop della vendita di auto a benzina e diesel entro il 2035, ha portato nuovamente alla ribalta il tema dell’adozione dei veicoli elettrici. Se l’Italia, come dimostrato dagli ultimi dati Acea, risulta tra i Paesi dove veicoli ibridi ed elettrici si stanno diffondendo più velocemente, talvolta gli utenti nutrono ancora alcune incertezze in merito all’utilizzo dei mezzi green. “Le opportunità offerte da veicoli elettrici e ibridi sono molteplici, sia per le aziende sia per i singoli consumatori. Per abbracciare questo cambiamento di paradigma, tuttavia, è necessario ripensare il tradizionale approccio alla mobilità e all’infrastruttura, e imparare un modo nuovo di gestire i propri mezzi”, spiega Fabio Saiu, Director Geotab Italia e Leasing & Renting European Director di Geotab. “Per favorire davvero la diffusione di un nuovo modello sostenibile, riteniamo importante supportare organizzazioni e consumatori nella transizione all’elettrico, offrendo loro tutte le informazioni necessarie a prendere decisioni consapevoli dal punto di vista sia ambientale, sia economico”. Per fugare i dubbi più comuni e aprire la strada all’elettrificazione delle flotte aziendali e ai privati, è stata stilata una lista di falsi miti sui veicoli elettrici. NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021

Molti credono che sia difficile prevedere i consumi dei veicoli elettrici e gestire l’ansia da autonomia. Come per ogni altro aspetto, la conoscenza è la migliore soluzione per gestire sprechi e preoccupazioni. Spesso, infatti, i conducenti di veicoli elettrici tendono a essere eccessivamente cauti nell’esaurimento dell’ autonomia. Imparare a leggere le stime e a pianificare i percorsi consente di avere sempre una visione chiara su come gestire l’energia rimasta, mentre evitare di ritardare le ricariche rappresenta un valido aiuto per la gestione della cosiddetta “ansia da autonomia”. Si tratta di poche ma semplici abitudini da far entrare nel quotidiano, per sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla mobilità elettrica. Parlando di sicurezza, si teme che le batterie dei veicoli elettrici contengano livelli di energia e sostanze chimiche che li rendono più pericolosi di quelli con motore a combustione interna. In realtà, i veicoli elettrici non sono semplicemente sicuri, ma possono esserlo anche più di quelli tradizionali. Oltre a standard di sicurezza elevati, volti a evitare la fuoriuscita di sostanze chimiche dalle batterie, i veicoli elettrici offrono importanti vantaggi anche dal punto di vista strutturale. Quasi come se fossero degli smart-

phone, si pensa che le batterie dei veicoli elettrici debbano essere completamente cariche per dare la resa migliore. Al contrario, i veicoli elettrici hanno meno probabilità di perdere la carica quando non utilizzate. Tuttavia, sono naturalmente soggette a un processo di deterioramento nel tempo e la loro capacità di stoccare energia ed erogare potenza diminuisce. In tema di costi, si è diffusa l’idea che la manutenzione dei veicoli elettrici sia costosa. In realtà, il minor numero di parti mobili e l’assenza di accumulo di particolato ne riduce i costi di manutenzione. Se i veicoli a combustione interna presentano rischi comuni come candele difettose o cinghie dentate danneggiate, infatti, quelli elettrici non dispongono di tali componenti e non vanno quindi incontro ai relativi costi di manutenzione. Infine, chi ama stare al voltane pensa che i veicoli elettrici possano essere noiosi da guidare. Se la rumorosità ridotta può inizialmente disorientare gli appassionati delle quattro ruote, è l’accelerazione veloce e fluida a conquistarli. Le vetture elettriche hanno accesso a gran parte della coppia fin da subito e offrono, quindi, un’accelerazione più rapida che rende la guida più divertente e sportiva. GENTE IN MOVIMENTO

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Il nuovo parco di Cuneo Il Parco Parri riceve una segnalazione per il Premio Internazionale City Scape, Brand&Tourism and Landscape a cura della Redazione

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l Parco Parri di Cuneo, attualmente in fase di realizzazione, ha proposto alla cittadinanza l’accesso all’area in anteprima attraverso un virtual tour. Il video interattivo permette di camminare nel parco, esplorandone le principali zone e a scoprire interessanti curiosità sulla città stessa. Ed è proprio per la realizzazione di questo innovativo video che il Parco Parri ha ricevuto una menzione speciale nell’ambito del Premio Internazionale City’Scape City_Brand&Tourism Landscape nella categoria “Digital Landscape: la tecnologia per l’esperienza del paesaggio”.

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L’esperienza del virtual tour, con tecniche di gamification, consente già durante le fasi di cantiere, la scoperta del parco in corso di realizzazione, con un’estrema libertà di movimento all’interno dell’area virtuale di progetto e nella città, con focus informativi sui luoghi di interesse, rappresentando un importante lascito a disposizione della cittadinanza anche quando il parco sarà realizzato. Il parco si compone di diverse aree e potrà essere utilizzato per diverse attività: il parco urbano attrezzato sarà dotato di numerosi elementi per il gioco e lo sport a tutte le fasce d’età, con campi polifunzionali, uno skatepark, vasche per la sabbia, zone con pavimentazione antitrauma e un percorso fitness con 16 stazioni di allenamento. Per gli amanti del paesaggio, il percorso alberato affiancato da specchi d’acqua, permette completa accessibilità. Il prato è invece delimitato dai frutteti didattici e dalle piantagioni di erbe aromatiche e fiori. Il Parco Parri rappresenta uno dei più grandi cantieri verdi d’Italia e diverrà l’area verde attrezzata più grande della città. L’apertura del parco alla cittadinanza è prevista per il 2022. NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


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Ricucendo Milano Dalle ex aree Falck a Milano Sesto: la costruzione di un nuovo ecosistema urbano per il benessere dei cittadini. a cura di Redazione

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pazio MIND e Milano Sesto sono i due progetti urbanistici con sede nella città di Milano: MIND nasce dopo il successo di EXPO 2015 e dalla grande visibilità conquistata dal capoluogo lombardo, mentre Milano Sesto deve fare i conti con la storia della grande epopea industriale, con i suoi successi ma anche con i suoi conflitti, le sue sconfitte portate nella vita della comunità locale. Non solo: nel corso di un quarto di secolo sulle ex aree Falck si sono depositati sogni, aspettative, proiezioni sul futuro, progetti individuali e collettivi che non hanno trovato risposta concreta intempi ragionevoli. Lo scoppio della pandemia, infine, non ha di certo accelerato il processo ma ha messo un ulteriore punto alla vitalità del post-Expo. Nonostante tutto, ci sono stati anche risvolti positivi: a Milano Sesto il forte impulso impresso dalla pandemia al cambiamento  verso stili di vita più sostenibili e più inclusivi ha reso intanto molto più attuali, più pregnanti e più preziose le indicazioni contenute nel nuovo masterplan redatto da Foster+Parters, un piano improntato non solo ai più attuali standard di sostenibilità ed efficienza NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021

energetica, ma caratterizzato anche da funzioni e persino da una forma urbis orientati a favorire socialità e inclusione. Ma oltre alle differenze, fra i due spazi non mancano le analogie: anche la superficie di Milano Sesto è molto estesa, quasi un milione e mezzo di metri quadrati, il che implica un investimento finanziario molto impegnativo, circa 4 miliardi di euro. Si tratta del più grande progetto di rigenerazione urbana in corso in Italia e senz’altro uno dei più importanti in Europa. Una vera e propria costruzione di una nuova città, volta a dar vita a un tessuto sociale inclusivo che, attraverso operazioni di mercato, avrà l’obiettivo di invertire la rotta rispetto a decenni nel corso dei quali le città hanno invece espulso chi non poteva permettersi i prezzi di acquisto o i canoni d’affitto offerti dal mercato. Per quanto riguarda i progetti futuri, è stato appena avviato il cantiere per la costruzione della nuova stazione ferroviaria di Sesto San Giovanni: una stazione a ponte, progettata da Renzo Piano Building Workshop con Ottavio Di Blasi & Partners, che ricongiungerà finalmente due parti di città che i binari avevano separato. GENTE IN MOVIMENTO

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Le Spighe Verdi per i comuni rurali Il prestigioso riconoscimento e marchio di qualità assegnato ai comuni rurali che si sono distinti nell’attuazione di politiche ambientali sostenibili. a cura della Redazione

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anto Stefano Belbo, piccolo comune nel cuneese conosciuto per aver dato i natali a Cesare Pavese, conferma la sua vocazione “green” di Comune rurale, potendosi fregiare anche quest’anno delle “Spighe Verdi”. Il premio viene riconosciuto alle Amministrazioni impegnate, con il coinvolgimento degli attori locali e degli imprenditori agricoli, nell’ attuazione di politiche ambientali volte all’educazione alla sostenibilità, alla conservazione e valorizzazione del paesaggio, alla partecipazione pubblica, alla sostenibilità e all’innovazione in agricoltura, oltre che alla corretta gestione dei rifiuti,

alla tutela della biodiversità e all’ efficienza energetica. Nella giornata di martedì 27 luglio, nuovamente attraverso una cerimonia di consegna virtuale, in questa sesta edizione è arrivata la conferma nell’attribuzione della bandiera recante l’immagine di una spiga verde su un fondo blu, corrispettivo della “Bandiera Blu” che premia la qualità delle coste e i migliori Comuni balneari d’Italia. Il Comune di Santo Stefano Belbo è stato confermato nel ristretto novero dei Comuni italiani (59 in tutto, 10 dei quali in Piemonte) che possono fregiarsi del riconoscimento attribuito dalla FEE (Foundation for NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


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Environmental Education), riconosciuta dall’UNESCO come leader mondiale nel campo dell’educazione ambientale e dell’educazione allo sviluppo sostenibile, e da Confagricoltura, che hanno premiato il ruolo strategico del comparto produttivo agricolo, in sinergia con le istituzioni locali, nella concreta promozione della cultura della sostenibilità ambientale e nella creazione di nuove risorse turistiche. Dei 10 comuni “spighe verdi” piemontesi, sette si trovano nella provincia di Cuneo, per lo più nel territorio di Langhe e Roero. Attraversando le terre dove hanno origine alcuni dei vini più rinomati al mondo, troviamo le “spighe verdi” di Guarene, Alba, Bra, Cherasco e Monforte d’Alba. Nel nostro tour delle “spighe verdi” delle colline cuneesi, partiamo da Monforte d’Alba, che vanta anche il titolo di uno dei “Borghi più belli d’Italia”. Terra da cui nasce il vino Barolo, la visita di una cantina con

degustazione è d’obbligo, Monforte è conosciuto in tutto il mondo per il festival jazz ospitato nell’anfiteatro a cielo aperto Horszowski, che offre una bellissima vista sui vigneti. Proseguiamo quindi nella cittadina di Cherasco, iconica per le sue mura “stellate”, nella quale non potete perdervi i giardini del castello, la chiesa della Madonna del Popolo e i giardini della chiesa di San Pietro, la sinagoga e, per i più curiosi, il Museo della Magia. Proseguiamo a Bra, famosa per la salsiccia di Fassona, ottima da mangiare cruda, e per Cheese, la manifestazione internazionale interamente dedicata al formaggio che si tiene ogni due anni a settembre. Prossima tappa: Alba, la capitale delle Langhe. La città, situata ai piedi delle colline, è la sede di due delle più importanti manifestazioni del territorio: Vinum ad aprile e la Fiera del Tartufo in autunno. Nella vostra visita non potete perdervi le numerose

chiese, che racchiudono gioielli dell’arte locale, “Alba Sotterranea” la visita alla città romana, e le torri, testimonianza del passato medievale. Ci spostiamo quindi a Guarene, nel Roero, per visitare il famoso castello che mostra in tutto il suo splendore il tocco di Filippo Juvarra, uno dei principali esponenti del barocco italiano, che per anni lavorò alla corte dei Savoia. Raggiungiamo infine Santo Stefano Belbo, paese in cui prende vita l’ultimo romanzo scritto da Cesare Pavese, La luna e i falò, nel quale è possibile seguire diversi itinerari sulle tracce dell’autore. Ritornando a parlare di vini, il tour termina nella provincia di Asti con la visita di Canelli, famosa per le sue cantine naturali scavate nel tufo, le cosiddette “cattedrali sotterranee”, entrate a far parte della lista dei siti patrimonio dell’Unesco nel 2014, luoghi ideali per l’affinamento dei vini e degli spumanti qui prodotti.

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L’Italia ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 Iniziata con un virus che ne ha decretato il rinvio, l’olimpiade 2020 sarà ricordata a lungo dallo sport italiano. a cura della Redazione

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n anno fa l’emergenza sanitaria per il Covid-19 ha costretto il comitato olimpico a posticipare le Olimpiadi di Tokyo 2020 che, conservando il nome, è stata disputata nel 2021 in Giappone. Iniziate con un virus, riprogrammate per la presenza di un tifone, le gare di questi Giochi si sono tenute a porte chiuse: l’unico pubblico ammesso era composto dai membri delle delegazioni, tecnici, allenatori e atleti non impegnati nelle competizioni. L’Italia, che si è subito fatta notare per la discussa divisa, omaggio alla terra del sol nascente, ha conquistato le prime pagine dei giornali con un record assoluto di medaglie: 40 in tutto,

10 ori, 10 argenti e 20 bronzi che le sono valse il 10° posto e il superamento del precedente record stabilito a Los Angeles 1932 e riconfermato a Roma 1960 di 36 podi. La delegazione italiana, la più vasta e completa di sempre, è stata rappresentata da 384 atleti, 187 donne e 197 uomini, e ha partecipato in tutti gli sport, tranne che in cinque: hockey, calcio, badminton e rugby a 7. Con almeno una medaglia vinta al giorno, l’Italia si è fatta notare, e un po’ detestare, soprattutto nell’atletica, dove Marcel Jacobs ha vinto l’oro nei 100 metri, battendo gli americani, e facendo il bis insieme a Lorenzo Patta, Eseosa Desalu e Filippo Tortu NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


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nella staffetta maschile 4-100, soffiandolo per un solo centesimo di secondo alla squadra inglese. Sale sul gradino più alto anche Gianmarco Tamberi, oro nel salto in alto insieme all’avversario e amico Mutaz Essa Barshim. Altri due ori nell’atletica leggera con Massimo Stano e Antonella Palmisano, unica donna a vincere in questa categoria, con due bellissimi primi podi nella 20 km di marcia. Le medaglie d’oro dell’atletica, per il nostro Paese, rappresentano molto di più di una vittoria ai Giochi Olimpici, in quanto sono stati segnati moltissimi record storici: il 1° agosto 2021 Marcell Jacobs è il primo italiano a partecipare alla semifinale e finale dei 100 metri piani, firmando il record nazionale di velocità di 9”80 dopo 121 anni dalla prima partecipazione dell’ Italia in questa disciplina. Lo stesso giorno, e per la precisioni, pochi minuti prima di Jacobs, Gianmarco Tamberi è il primo uomo a salire sul podio del salto in alto. Prima di lui, solo l’atletica femminile aveva avuto la sua campionessa di salto in alto con Sara Simeoni, oro a Mosca 1980, argento a Montreal 1976 e Los

Angeles 1984. Inoltre, alle precedenti Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016, l’Italia non aveva vinto nessuna medaglia: da 0 a 5 ori in 5 anni. Davanti, soltanto gli Stati Uniti d’America. In questa edizione di Tokyo 2020, il primo atleta a dare il via alla conquista delle medaglie è stato Vito Dell’Aquila con il suo oro nel Taekwondo nella categoria -58kg. Ci spostiamo in acqua, non in piscina ma sul fiume, dove la coppia formata da Valentina Rodini e Federica Cesarini ha conquistato l’oro nel canottaggio. Primo posto storico anche per la coppia mista Ruggero Tita e Caterina Banti nella vela, classe Nacra 17, quella con il catamarano. L’ultimo oro arriva dal ciclismo indoor, con l’inseguimento a squadre maschile e il team composto da Simone Consonni, Filippo Ganna, Francesco Lamon e Jonathan Milan. Tra i restanti campioni olimpici, scrivono la storia dello sport italiano il quartetto composto Thomas Ceccon, Alessandro Miressi, Lorenzo Zazzeri e Manuel Frigo con l’argento nel nuoto per la staffetta 4x100 metri stile libero maschile. Due di loro, Miressi e

Ceccon, insieme a Nicolò Martinenghi e Federico Burdisso risalgono sul terzo gradino del podio per la staffetta 4x100 metri misti maschile. Argento storico anche per la ginnasta Vanessa Ferrari, salita sul podio nel corpo libero femminile, vincendo la prima medaglia olimpica per la ginnastica femminile dopo 93 anni, da Amsterdam 1928. Lucilla Boari, invece, è la prima italiana a vincere una medaglia nel tiro con l’arco, un bronzo nell’individuale femminile, mentre Irma Testa è la prima italiana a vincere una medaglia nel pugilato, bronzo nei pesi piuma femminili. Scrive la storia la divina Federica Pellegrini, la prima donna a centrare cinque finali olimpiche consecutive nei 200 stile libero. Suo il quinto posto. Bocciati, si fa per dire, perché parliamo pur sempre dei migliori atleti al mondo, gli sport di squadra, pallanuoto e volley, dove alla vigilia dei Giochi il podio sembrava possibile. Male il tiro a volo e il trap. Un po’ di amarezza per la scherma, dove le medaglie sono arrivate, ma nessun oro, non accadeva da Mosca 1980.

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Vendemmia 2021, parola d’ordine resilienza

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nche quest’anno siamo giunti ad agosto, per alcune regioni italiane la vendemmia è già iniziata, per altre invece è questione di giorni. Anno molto particolare questo 2021 che sicuramente farà molto parlare di se negli anni a venire, soprattutto a causa di questo clima molto particolare che sta dettando legge su tutto il territorio italiano. “Non esistono più le mezze stagioni”, mai fu detto più attuale negli ultimi 15 anni; incredibile pensare come per produttori di vino di tutta l’Italia fosse alquanto semplice in passato prevedere le condizioni climatiche NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021

in base al periodo dell’anno, mentre ora le cose sono cambiate in maniera piuttosto drastica, ormai non è strano andare incontro a gelate in primavera o trovare giornate autunnali in agosto. Le condizioni climatiche stanno cambiando, questo è innegabile. Nonostante tutto in Italia si attende comunque una annata di buona/ ottima qualità anche se l’andamento della raccolta sarà influenzato molto dal resto del mese di agosto e da quello di settembre per confermare le previsioni anche sul piano quantitativo. È reso noto tuttavia che sul piano qualitativo a situazione dei vigneti è

Il clima molto particolare di questo 2021, i picchi termici, le grandinate e le gelate influenzeranno i vini prodotti da questa vendemmia. a cura di Mattia Perredda

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generalmente buona, nonostante le violente piogge e grandinate che in certi casi hanno distrutto interi vigneti e le gelate di pasqua hanno fatto tardare di una settimane abbondante la vendemmia al centro nord. Al sud al contrario l’innalzamento improvviso delle temperature, con punte di 42 gradi nelle città più calde, ha portato a una maturazione precoce delle uve, addirittura una settimana in anticipo rispetto alla vendemmia 2020. Come ogni anno però si potrà capire la reale qualità della vendemmia solo durante le prime settimane di settembre. Nonostante sia previsto un calo di produzione tra il 5% e il 10% rispetto alle vendemmie precedenti, l’Italia rimane leader mondiale a livello di produzione di vino. Nel 2020 in Italia sono state prodotti ben 47.2 mln di ettolitri di vino, a seguire Francia e Spagna con rispettivamente 44.8 e 36.8. Nel Nord Italia i problemi sono stati legati al maltempo, nella fattispecie il Friuli Venezia Giulia, in cui il clima piovoso e con nevicate abbondanti hanno causato ritardi nella maturazione delle uve, ma grazie al clima più caldo di giugno la fioritura è iniziata correttamente, facendo ben sperare. In Trentino Alto Adige la situazione ad oggi è buona: qui la grandine è stata più aggressiva e ha colpito 500 ettari vitati con danni non indifferenti, anche se i calcoli precisi si potranno effettuare solo a vendemmia ultimata. Il Il caldo delle ultime settimane sta facendo recuperare in parte il ritardo accumulato nei mesi precedenti. Analoga è la situazione in Lombardia, dove in Franciacorta e Oltrepò Pavese le ultime piogge hanno risanato in parte i danni arrecati dalle gelate primaverili. In Piemonte c’è un panorama piuttosto eterogeneo ma in generale si profila una vendemmia a grandi linee come le precedenti. Le gelate successive alla Pasqua e il freddo di fine maggio hanno messo a dura prova la scorza dei vigneti: giugno 54

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caldissimo come pochi altri, solo le ultime precipitazioni hanno aiutano a migliorare la situazione. Qui purtroppo le grandinate sono scese con grande potenza, per alcuni produttori i danni sono saliti fino al 50% delle proprietà. In Emilia Romagna, qui il problema è stato subito un inverno abbastanza caldo; il freddo è arrivato nei mesi primaverili, molto prolungato e intenso, specialmente nelle nottate, oltre ad aver provocato danni faranno tardare la vendemmia anche di una decina di giorni. Nonostante tutto però nei mesi successivi le piante hanno risposto molto bene a la ripresa è stata notevole. In Toscana, gli ultimi mesi del 2020 e i primi mesi del 2021 hanno fatto registrare abbondanti rovesci, questo ha portato a fornire il terreno di notevoli scorte idriche. Anche qui le gelate sono state violente, con punte di -7 gradi, ma con il clima più caldo di maggio i danni sono risultati essere più limitati. Nel centro Italia la stagione invernale è stata più calda del normale. Le precipitazioni sono state più abbondanti della norma in autunno, mentre in Febbraio e in tutta la primavera si è registrato un record negativo con una scarsità di piogge che non si vedeva dal 1961. Questa siccità ha portato a diversi ritardi nella vendemmia, in attesa di qualche mm di pioggia che possa aiutare la maturazione finale. Scendendo verso Sud, si rilevano in Abruzzo e Molise piogge scarse fino ad aprile e nei mesi primaverili per cui i vigneti giovani sono andati in forte sofferenza. Dalla fine di aprile fino alla metà di luglio non si è verificata alcuna precipitazione di rilievo e la vite dimostra ancora una volta la grande capacità di adattamento e resilienza alle situazioni estreme, riuscendo, da un punto di vista fisiologico, a reagire e ad adattarsi alle condizioni di scarsità idrica. In Campania, freddo e pioggia hanno un po’ fatto preoccupare ma il clima più mite di maggio e le piogge di luglio hanno fatto ben sperare,

limitando i danni al minimo. In linea generale, le condizioni climatiche hanno consentito una gestione dei vigneti senza particolari problemi. La Puglia risulta fortunata, dal momento che non ha riscontrato problemi a livello meteorologico e vegetativo delle viti, anche se come ogni anno i problemi di siccità non permettono ai produttori di dormire sonni tranquilli. Il risultato di questa siccità sono uve non totalmente mature ai primi di agosto. In Calabria, nonostante le avversità dovute anche alle gelate i vigneti sono in uno stato vegetativo ottimale; al contrario di molte regioni qui la vendemmia sarà in anticipo di circa 10 giorni. Si presenta in buona salute anche il vigneto in Sicilia, qui l’inverno ha portato generose precipitazioni mentre la primavera è stata decisamente asciutta. Nella seconda metà di Giugno le temperature sono state molto elevate favorendo una buona maturazione del frutto. La vendemmia sia prospetta ottima in quantità e qualità. Infine, la Sardegna ha goduto di un buon approvvigionamento di acqua che a volte ha purtroppo causato gravi danni. Attualmente la regione sta facendo la conta dei danni causati dagli incendi e si pensa che ci sarà un calo delle rese non ancora stimabile. Il cambiamento climatico sta incidendo sempre di più sul panorama vitivinicolo, addirittura diverse ricerche dimostrano che se non cambiamo il nostro stile di vita, il 56% delle regioni vitivinicole nel mondo potrebbe scomparire se si confermasse uno scenario di aumento delle temperatura di 2 gradi centigradi entro il 2050. Percentuale che potrebbe salire all’85% se il riscaldamento raggiungesse i +4 gradi entro il 2100. Dati molto preoccupanti, che speriamo possano essere solo la peggiore delle ipotesi, anche perché un mondo senza vino sicuramente sarebbe un posto un po’ più cupo e triste in cui vivere. NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


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La Sangria Bevanda tipica spagnola, vediamo come preparare questo elisir dell’estate, ideale come aperitivo per le calde serate. a cura di Gabriella Tomasi

INGREDIENTI 1 litro di vino rosso amabile 1 litro di gazzosa 1 bicchiere di rum 2 pesche 2 mele 2 lime 3 arance 4 cucchiai di zucchero 1 stecca di cannella ghiaccio

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COME SI PREPARA Prendere un’arancia e spremerla. Lavare bene la restante frutta, privarla di torsoli e semi e tagliarla a cubetti. Versare la frutta in un recipiente capiente e aggiungere il succo di arancia. Aggiungere il vino rosso amabile. Aggiungere lo zucchero e mescolare. In un infusore da tè mettere la stecca di cannella, anche in pezzi. In questo modo sarà più facile rimuoverla. Lasciar riposare 2 ore in frigorifero. Togliere la cannella, aggiungere il rum e la gazzosa. Mescolare. Aggiungere, infine, il ghiaccio, prima di servire.

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Cosa dicono i numeri, il significato simbolico I numeri ci parlano in continuazione e noi possiamo coglierne il significato: ecco una piccola guida per interpretare i numeri della vostra vita. a cura di Gaia Smoquina

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a Numerologia è una scienza antichissima che ha come oggetto di studio i numeri e la loro correlazione con il mondo esterno. I primi a studiarli e a trarne dei significati che sono stati poi tramandati di civiltà in civiltà, furono i Caldei. Un popolo semita che abitava nella zona della Mesopotamia. Essendosi mescolati durante la loro crescita con altre popolazioni, hanno mantenuta viva questa conoscenza. Esistono 5 Numerologie a cui si può far riferimento, la Caldea innanzitutto, poi la Vedica, la Cinese, la Pitagorica e la Cabalistica. Integrandole, si può ottenere un quadro completo della

persona, degli eventi e delle cose. Se inoltre, si riesce a unirla con altri strumenti di conoscenza, il quadro diventa sempre più completo e particolareggiato, fatto ad hoc, come un abito su misura. I numeri ci parlano in continuazione, a partire da quando ci svegliamo, ne siamo circondati e molto spesso se siamo in presenza ci rendiamo conto che in determinati momenti o giorni abbiamo a che fare con gli stessi numeri o con i loro palindromi. Come per tutti gli eventi della nostra vita, si può cogliere un significato oppure no. Il libero arbitrio esiste e ne facciamo molto uso, anche se molto spesso inconsapevolmente. NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


benessere e bellezza

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Dopo questa lettura, invito a far caso ai propri numeri e ad iniziare ad osservare se ce né uno in particolare che ricorre più spesso; se si notano dei numeri che colpiscono; se ritornano sempre gli stessi per più di una volta nella giornata. Quando ci si apre a questo tipo di osservazione si notano cose che prima passavano in sordina, tipo una targa di una macchina, un orario, il conto da pagare, il conta chilometri dell’auto, e via dicendo. Qui di seguito riporto un riassunto breve dei primi 9 numeri. Chiaramente per poter avere un quadro completo soprattutto correlato a persone o eventi, bisogna andare nel profondo ed estrapolare più numeri possibili, in modo che la descrizione che ne esca sia molto vicina alla persona o cosa, che si sta cercando di conoscere. Perché la Numerologia è uno strumento che possiamo utilizzare per comprendere chi siamo, cosa vogliamo, per imparare finalmente a conoscere le nostre doti, i nostri limiti, dove è più corretto che si diriga la nostra attenzione. Per questo bisogna utilizzare la data di nascita e il nome e cognome. Attraverso questi dati si può ottenere una Mappa (come la chiamo io) dei numeri di quella persona, un vero e proprio manuale di istruzioni personali che aiuta molto a sapere e riportare in luce la nostra vera essenza.

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Parla del nuovo, dell’inizio, della possibilità di cambiare schemi mentali e affrontare le cose da una nuova prospettiva. Quando si è sotto questa energia, si ha a che fare con il Sole, quindi si ha più coraggio, si osa di più e si accettano con più ardore le novità.

2

È il numero con l’energia femminile più forte, è collegato alla Luna. Quando si ha a che fare con questo numero si comprende il significato di dualità, soprattutto nella relazione. Ci si può aprire alla propria energia femminile, dandoci la possibilità di accogliere, di collaborare e condividere. NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021

I numeri ci parlano in continuazione, a partire da quando ci svegliamo, ne siamo circondati e molto spesso, se siamo in presenza, ci rendiamo conto che in determinati momenti o giorni abbiamo a che fare con gli stessi numeri o con i loro palindromi.

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7

4

8

La parola d’ordine per questo numero è creatività. Con l’influenza del 3 possiamo dare spazio, anzi oserei che dobbiamo, alle nostre doti creativi che permetteranno alle nostre idee di diventare concrete. Siamo sotto l’influenza di Giove che spinge oltretutto alla conoscenza e alla saggezza.

È il costruttore. Con questo numero, utilizziamo l’energia del fare, del realizzare, del far quadrare la nostra vita, nel riportarci sulla giusta via. Il 4 permette di consolidare, di gettare delle fondamenta solide. Ketu, un polo lunare, è collegato a tale numero e consente una conoscenza rivolta verso noi stessi.

5

Mercurio è il pianeta a cui fa riferimento questa energia. Il cambiamento è l’insegnamento più importante e soprattutto insegna come accogliere la trasformazione nella vita di tutti i giorni. È una vibrazione veloce, da tutto e subito.

6

Ci rimanda all’Amore, quello incondizionato. È collegato a Venere e quindi porta il bello nelle nostre vite, in tutti i campi della nostra esistenza. Ci permette di prenderci cura di noi stessi e degli altri.

Siamo sotto l’influenza di Rahu, un polo lunare, che porta voglia di indipendenza. Il 7 ci sprona alla ricerca, allo studio, ad approfondire prima di tutto chi siamo e poi espandere tale conoscenza all’ esterno.

Collegato a Saturno, porta abbondanza. Con l’8 possiamo stare tranquilli che tutto ciò che desideriamo arriverà per come è giusto che sia. Avere tanto in tutti i campi della propria vita.

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Ci aiuta a chiudere i cicli che si susseguono durante la nostra vita. Permette di lasciar andare ciò che non serve più per essere pronti all’1. È unito a Marte e per questo porta con se tanta energia nel portare a termine. Questi numeri solo così sprigionano tanta forza e ci permettono di comprendere come si sta muovendo la nostra energia. In questo caso, per descriverli ho utilizzato sia la conoscenza vedica che quella pitagorica. Per avere un quadro più approfondito e conoscere qual’è il tuo abito su misura puoi contattarmi alla mia pagina Facebook: Studio olistico Gaia. GENTE IN MOVIMENTO

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benessere e bellezza

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Lo zucchero è il peggior nemico dell’uomo? In questo articolo approfondiremo un argomento fortemente legato alla salute e al benessere: lo zucchero e in generale il ruolo che ha il sapore dolce nella nostra vita. a cura di Francesco Norcini

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iamo naturalmente predisposti a preferire i sapori dolci. Si tratta di una predisposizione fisiologica, che probabilmente serviva ai primi essere umani a distinguere gli elementi di origine vegetale nutritivi da quelli nocivi. Per questo, l’industria alimentare, ha sempre cercato metodi alternativi per dolcificare i suoi alimenti. Gli obiettivi, col tempo, sono stati i più disparati: diminuire i costi di produzione, trovare alternative meno caloriche rispetto del saccarosio oppure creare consistenze e colorazioni che potessero assuefare il nostro palato. E allora, se la predilezione per i sapori

dolci è una predisposizione fisiologica del nostro organismo, cosa c’è di male in questa categoria di cibi? Perché lo zucchero ci fa male? In questo caso è facile fare un salto indietro e buttare uno sguardo sull’ evoluzione dell’uomo. L’essere umano è esposto alle attuali quantità di zucchero solo da pochi anni. Pensa che il saccarosio è stato scoperto a fine 700 e si è iniziata la sua estrazione solo all’inizio dell’800. Se quasi 2 secoli possono sembrarti tanti, paragonati alla storia dell’ essere umano valgono come 5 minuti nella vita media di una persona. In natura, l’uomo, aveva solo 2 fonti di “zuccheri”, che erano la frutta e il NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


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miele. Come puoi facilmente immaginare la frutta non era sempre presente, bensì variava di stagione in stagione, con una maggiore presenza in estate e una minore presenza in inverno. Il miele, invece, doveva essere raccolto dalle api. Non esistevano certo prodotti confezionati contenenti dolcificanti o zuccheri. Per farti un esempio di quanto sia facile eccedere con gli zuccheri, ti basta pensare che una bustina di zucchero al bar ne contiene 5 grammi e la dose raccomandata giornaliera è di 25 grammi. Se ti piace il caffè con lo zucchero sono sufficienti 5 caffè in un giorno per raggiungere questo limite, ma se consideriamo che lo zucchero è spesso presente in prodotti come pasta, marmellata, biscotti, prodotti da forno, cibi dei fast food e frutta possiamo immaginare quanto sia facile eccedere di moltissimo questa quantità. Il problema principale è che il nostro organismo non ha barriere in grado di difendersi dall’esubero si zucchero, in quanto non siamo progettati per consumarne cosi tanto e cosi frequentemente. Esistono zuccheri migliori di altri? Su questo argomento si parla da sempre, tra zucchero bianco, zucchero di canna, stevia, agave, dolcificanti. Partiamo dal presupposto che spesso e volentieri, dal punto di vista puramente chimico, molti zuccheri o dolcificanti sono uguali, quindi l’indicazione rimarrebbe quella di rimanere al di sotto dei 25 grammi al giorno

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indipendente da quale zucchero o dolcificante si usa. Si possono però sfatare alcune credenze che potrebbero peggiorare la situazione. Partiamo per esempio dal classico zucchero bianco, che è forse il più demonizzato, in quanto ha un apporto calorico elevato ed è anche il primo prodotto arrivato sul mercato. In realtà è decisamente il meno tossico tra gli zuccheri, tra cui i malti che derivano dalla fermentazione dei cereali, o il fruttosio che è invece altamente demineralizzante. Inoltre, un altro vantaggio dello zucchero bianco derivato dalla barbabietola, è che deriva da un prodotto appartenente alla famiglia delle chenopodiacee, la stessa famiglia delle erbette, degli spinaci, della barbabietola rossa e della quinoa. Lo zucchero di canna, invece, deriva dalla famiglia delle graminacee ed è quindi un cereale, inoltre quello che spesso si trova nei bar non è realmente zucchero di canna, ma semplicemente zucchero bianco proveniente dalla barbabietola alla quale si aggiunge la melassa che è un sottoprodotto bruno della produzione dello zucchero di canna e quindi in grado di “colorare” lo zucchero bianco. Mentre i malti hanno la capacità di fermentare e assorbire liquidi, per questo, poco dopo il consumo di alimenti contenenti malto, si noterà un fortissimo gonfiore addominale. I malti sono spesso utilizzati nei dolci senza zucchero e spesso, purtroppo, non è specificato in etichetta da quale cereale provengano. È bene comprendere che non esiste alimento al mondo che sia dolce senza contenere zucchero. Esistono piuttosto prodotti dolcificati attraverso “edulcoranti”, termine che spesso troviamo anche tra gli ingredienti e che non sono altro che amidi, ossia carboidrati o zuccheri complessi. Chi soffre di diabete e consuma alimenti “senza zucchero” avrà comunque la glicemia molto alta proprio a causa di questi zuccheri complessi. Attenzione alla dipendenza da zucchero! Ora veniamo al dunque e trattiamo un argomento importantissimo. Cosa succede se continuo a

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mangiare più zucchero del dovuto? Nel nostro corpo il consumo di cibi dolci agisce esattamente come una droga. Il nostro corpo prova appagamento e produce dopamina, richiedendone ancora, esattamente come moltissime droghe. Il problema è che la soglia necessaria a soddisfare quel bisogno via via si alza e di conseguenza le quantità richieste dal nostro organismo sono sempre più elevate. Il consumo eccessivo di zuccheri, però, può causare: - malattie cardiovascolari - colesterolo alto - pressione arteriosa alta - tiroiditi - diabete - disbiosi intestinale - steatosi epatica Le crisi di astinenza da zucchero sono del tutto paragonabili a quelle di un fumatore che cerca di smettere di fumare. Sono necessari dai 7 ai 10 giorni per disintossicarsi dallo zucchero, periodo in cui è possibile attraversare forti crisi di mal di testa, senso di svenimento, debolezza muscolare e mancanze di energie. Come supero la voglia di zucchero se mi voglio disintossicare? Esiste un metodo molto semplice per eliminare la voglia di dolce che può sopraggiungere in questi casi. È sufficiente mangiarsi qualche mandorla o nocciola e masticarla molto bene fino a renderla una poltiglia. Spero che questo articolo possa esserti stato utile in merito al consumo dello zucchero.

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moda

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Frank Stephenson lancia le t-shirt “Lost Merch” Svelata l’ultima gamma di merchandising della collezione “Lost Merch” dedicata alle auto progettate dal designer. a cura della Redazione

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l designer statunitense Frank Stephenson, considerati uno dei maestri dell’era moderna, ha lanciato la collezione di t-shirt intitolata “Lost Merch”, merce smarrita, dedicandola ai modelli di auto che, nel corso della sua brillante carriera, ha disegnato. Le magliette rappresentano una sorta di eredità di Stephenson, con grafiche vintage

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disegnate a mano e uno stile adatto all’epoca in cui la quattro ruote è stata realizzata. La collezione “Lost Merch” è composta da rappresentazioni simil-promozionali che sembrano appartenere alla campagna di lancio ufficiale dei veicoli ideati da Frank. Tra queste troviamo: la Ferrari F430, con le sue prese d’aria anteriori ispirate al pilota Shark Nose di Phil Hill e, sul retro, le luci sollevate e sporgenti, con scarichi a punta di fucile; la Maserati MC12, una supercar da corsa che ha vinto 40 delle oltre 90 gare dei campionati cui ha partecipato; la MINI del nuovo millennio, con due versioni di t-shirt, una con la sola auto, l’altra con lo schizzo e il bulldog da cui Frank ha tratto ispirazione, la Ford Escort Cosworth, uno dei suoi primi lavori, in cui ha partecipato da co-designer occupandosi solo di alcuni aspetti della vettura; e la McLaren P1, anche questa in due versioni, una con la sola auto e l’altra rappresentante lo schizzo e il pesce vela, animale da cui ha tratto ispirazione. NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


moda

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Il marketplace per l’usato della moda La crisi ha portato molte persone a rivalutare il commercio online e le piattaforme per l’acquisto di capi di moda. a cura della Redazione

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i chiama Visualit ed è il nuovo marketplace che permette ai merchant professionisti di vendere i propri capi d’abbigliamento e agli accessori di qualità usati. Sulla piattaforma è possibile proporre oggetti nuovi autentici e d’alta gamma che possono essere utilizzati da uomo, donna e bambini. Si tratta quindi di un punto d’incontro virtuale tra i privati che desiderano acquistare prodotti di qualità (talvolta anche vintage) e i venditori professionali (merchant) che mettono a disposizione capi d’abbigliamento e accessori nuovi e di prima scelta. Ad oggi la piattaforma conta oltre 20.000 articoli in vendita di 300 Brand conosciuti ma il numero aumenta ogni giorno via via che nuovi merchant si affiliano. Nella piattaforma aziende e privati possono vendere prodotti di moda e trovare acquirenti qualificati. Tutto nel totale anonimato e, solo se voluto, l’identità del venditore potrà essere svelata quando la transazione sarà completata. NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021

Inoltre, Visualit mette a disposizione la possibilità di diventare “venditore affidabile”: alcuni utenti, grazie alla loro comprovata affidabilità, saranno premiati dalla community attraverso un badge che li rende positivamente riconoscibili da parte degli utenti. Allo stesso tempo, gli appassionati di moda e tutti coloro che vogliono acquistare un prodotto vintage in ottimo stato, possono trovare in Visualit una soluzione ideale alle loro necessità. Chi desidera acquistare una borsa da donna, una camicia da uomo o un capo d’abbigliamento per bambini, può farlo in totale sicurezza: tra i loro valori, infatti, la sicurezza della transazione e dei prodotti sono, da sempre, al primo posto. In un momento di grande incertezza come quello che stiamo attraversando e di preoccupazione degli utenti verso il web, Visualit vuole essere una soluzione sicura per tutti coloro che desiderano vendere capi d’abbigliamento d’alta moda. Inoltre, si può mantenere l’anonimato fino alla fine e scoprendo il nome del venditore al momento della transazione. GENTE IN MOVIMENTO

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fotografia

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Muse, l’esperienza fotografica di Harari Una galleria a cielo aperto per le strade del centro storico di Locorotondo, dal 31 luglio al 31 agosto. a cura della Redazione

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uido Harari, tra i più celebri fotografi italiani di musica, torna al Locus festival dopo lo straordinario successo della mostra “Sonica” nel 2020. “MUSE” è il nome di un nuovo progetto speciale, in prima esclusiva per il Locus, che metterà in mostra una selezione di celebri ritratti femminili dall’impressionante archivio fotografico di Harari. La mostra, organizzata da Bass Culture e dall’Associazione “Il Tre Ruote Ebbro” in collaborazione con il Comune di Locorotondo, è stata inaugurata alla presenza dell’ autore in un incontro pubblico il 31 luglio in piazza Aldo Moro a

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Locorotondo e continuerà per tutta la durata del festival fino al 31 agosto. I ritratti di Patti Smith, Nina Simone, Joni Mitchell, Laurie Anderson, Fatoumata Diawara, Tina Turner, Kate Bush, Joan Baez, Skin, Beth Gibbons (Portishead), Debbie Harry, Sade, Whitney Houston, Nina Hagen Con Lene Lovich, Miriam Makeba, Annie Lennox, Sinead O’connor, Mavis Staples, Patty Pravo, Gianna Nannini, Tracy Chapman, Mercedes Sosa, Mia Martini, Alice, Carmen Consoli, Rickie Lee Jones, Suzanne Vega, Noa, Loredana Berté, Milva, Cristina Donà, Siouxsie Sioux, Ute Lemper, Marianne Faithfull, sono solo alcune delle circa 40 immagini che saranno esposte, stampate in una speciale cromia rosso-oro, lungo un percorso nel bellissimo centro storico di Locorotondo, sulle caratteristiche mura imbiancate delle case tradizionali. Molte opere sono accostate ad un QR code, che attraverso i dispositivi digitali degli utenti permetterà l’ascolto di storie e musica legate all’artista ritratta, in un podcast prodotto per MUSE da Guido Harari con la voce narrante dell’attrice Licia Lanera. NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


fotografia

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Il concorso fotografico dedicato ai giovani La Regione Valle d’Aosta lancia un concorso fotografico nazionale dedicato ai giovani. a cura della Redazione

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on l’intento di far emergere le visioni della società contemporanea di giovani artisti residenti in Italia, la Regione autonoma Valle d’Aosta, nell’ambito della mostra The Families of Man, visitabile al Museo archeologico regionale di Aosta fino al 10 ottobre 2021, lancia il concorso fotografico “CULT21: Fotografare il mondo oggi – The Families of Man”. Il Concorso fotografico è finalizzato a selezionare immagini inedite e a valorizzare nuovi talenti in ambito nazionale trattando temi di forte attualità, connessi alle sezioni della mostra in corso, quali “La fine della modernità: la globalizzazione e il ripensamento dell’identità”, “Il mondo connesso: dalla virtualità alla sostenibilità” e “La pandemia: la resilienza e la ripartenza”. L’indagine da cui muove l’esposizione ha dato vita nel corso degli anni a numerose letture: archetipo di tutte è la mostra The Family of Man ideata da Edward Steichen (1955, New York, MoMA) a cui il titolo del progetto di Aosta rimanda. Presentata in piena guerra fredda e dopo la Seconda Guerra Mondiale, The Family of Man NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021

fece il punto su di un’epoca di cambiamento e venne pensata per celebrare la dignità umana. Il progetto attuale, ideato in un periodo di inattesi mutamenti e curato da Elio Grazioli e Walter Guadagnini, rilegge l’impostazione della mostra degli anni ‘50 in chiave sociale, a partire dagli eventi culturali, politici, tecnologici, in particolare quelli dal più alto valore simbolico, che hanno determinato la formazione del mondo di oggi. Le immagini vincitrici del contest fotografico CULT21 saranno premiate in un evento pubblico e saranno oggetto di una mostra, che sarà realizzata dalla Struttura Attività espositive e promozione identità culturale della Regione autonoma Valle d’Aosta in una delle proprie sedi istituzionali. La mostra sarà corredata da un catalogo che raccoglierà immagini e biografie degli autori. La partecipazione al concorso CULT21 è gratuita. Le immagini devono essere inedite. Il concorso termina venerdì 12 novembre 2021. Le opere dovranno essere inviate tramite la scheda di partecipazione entro e non oltre tale data. Per approfondimenti su concorsocult.it e mostrathefamiliesofman.it. GENTE IN MOVIMENTO

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eventi e spettacoli

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Appuntamento a Transpotec Logitec 2022 La manifestazione di riferimento del settore sarà un’occasione unica per la ripartenza: proposte e formazione con al centro gli operatori e le loro esigenze a cura della Redazione

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sei mesi dall’inaugurazione Transpotec Logitec, l’appuntamento di riferimento per il mondo dell’ autotrasporto e della logistica che si terrà a Fiera Milano dal 27 al 30 gennaio 2022, si prepara a offrire una ricca proposta merceologica e di contenuto su quattro padiglioni (14,18, 22, 24) più l’ampia area esterna in Largo Nazioni. Dopo la complessa situazione del 2020, che, a causa della pandemia, ha visto un forte rallentamento per il mercato dei veicoli industriali e commerciali, i primi cinque mesi del 2021 hanno mostrato importanti segnali di ripartenza (11.363 nuovi

autocarri, pari al + 49,1%, secondo i dati ANFIA). Da un lato, dunque, la fiera valorizzerà l’impegno dei costruttori, che propongono mezzi sempre più sostenibili e altamente digitalizzati, progettati guardando alle opportunità di risparmio, a partire dall’aerodinamica fino alle motorizzazioni alternative, dall’altra, grande attenzione sarà dedicata agli autisti, per cui è fondamentale un continuo aggiornamento, che consenta loro di mettersi alla guida di mezzi sempre più sofisticati e di gestire nuove responsabilità derivanti da una committenza sempre più esigente. Se il 2020 è stato l’anno in cui l’autoNUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


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eventi e spettacoli

trasporto ha dimostrato di essere nentistica e della distribuzione after- collaborazione con EvenT, che indispensabile per il sistema Paese, market, offrirà ai visitatori la più prevede corsi professionali della pur nella complessa durata di un’ora, situazione per il per un agile mercato dei mezzi, percorso formae il 2021 è l’anno tivo dedicato ai dei segnali di professionisti di Se il 2020 è stato l’anno in cui l’autotrasporto ripresa, la prosogni livello. sima edizione di Infine, i test ha dimostrato di essere indispensabile per il Transpotec Logitec di guida, nella si propone come grande area il primo evento in esterna prospisistema Paese, pur nella complessa situazione presenza nell’anno cente i padidella nuova consaglioni, permetper il mercato dei mezzi, e il 2021 è l’anno dei pevolezza per tutti teranno di comi comparti. prendere al meL’autotrasportaglio le perforsegnali di ripresa. tore sarà al centro mance dei di un ecosistema mezzi, sia LCV dedicato, che conche pesanti, e sentirà di aggiordi individuarne narsi su mezzi, allestimenti e servizi, ampia proposta di prodotti e soluzioni le caratteristiche più confacenti alle ma sarà anche occasione di incontro per la manutenzione e la riparazione proprie necessità e a quelle della e formazione. propria flotta, grazie anche al dei mezzi pesanti. La proposta espositiva proporrà le Il Logistic Village, a cura di DBInfor- confronto diretto con collaudatori e ultime novità su veicoli commerciali mation e FIAP, alla sua seconda istruttori professionali. leggeri e mezzi pesanti, tra motoriz- edizione, si ripropone invece come  Nel weekend si conferma lo spazio zazioni alternative, ibrido, ma anche spazio dedicato a valorizzare lo stretto dedicato alla professione che diventa gas e diesel evoluto, senza dimenti- rapporto che lega autotrasporto passione: Transpotec Logitec si care i veicoli trainati, con rimorchi e logistica, favorendo in concreto animerà dei colori dei raduni di dotati di ogni tipo di allestimento, l’incontro tra gli operatori del settore decorati, che occuperanno le aree dalla temperatura controllata al e la committenza più avanzata, oggi esterne il 29 e 30 gennaio con cava-cantiere. particolarmente attenta a selezionare centinaia di mezzi provenienti da Transpotec Logitec offrirà dunque un partner affidabili e non semplici tutta Italia, tutti caratterizzati da momento unico per tornare a vedere fornitori di trasporto e servizi. allestimenti fuori dal comune. i mezzi dal vivo e salire a bordo dopo La digitalizzazione ha cambiato il quasi due anni di mancanza di eventi modo di stare alla guida, le nuove  per il settore. In fiera si potranno motorizzazioni hanno cambiato il modo toccare con mano i veicoli nuovi, di guardare all’efficienza e al risparmio provarli e scoprirne le caratteristiche, sui costi. Si tratta di un’evoluzione confrontandosi direttamente con i re- inarrestabile che deve essere compresa anche grazie alla formasponsabili delle case costruttrici. Ampio spazio sarà dedicato anche zione professionale costante.  ai servizi per le flotte, con software Il ricco calendario di eventi formativi di ultima generazione pensati per di Transpotec Logitec nasce per risponmonitorare il carico e i mezzi in ogni dere alle esigenze di ogni professiomomento, offrendo informazioni in nista interessato a un percorso adetempo reale e un contatto continuo guato e utile alle proprie ambizioni tra autista, mezzo e centro operativo. professionali. Non mancheranno aree speciali Associazioni di categoria, editori e dedicate: torna l’Aftermarket Village, realtà istituzionali presenteranno organizzato da DBInformation con eventi di informazione su iniziative di le riviste Parts Truck e Logistica& ampio respiro e sui contesti normativi Trasporti, che, per numero di adesioni, indispensabili per il settore, ma non mancheranno occasioni di formaha già superato la passata edizione. Grazie alla partecipazione di prima- zione tecnica su temi specifici, come rie aziende del mondo della compo- la Transpotec Academy realizzata in NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021

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Cinema e libri

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Fuori dal finestrino Terminate le riprese del cortometraggio di Maurizio Matteo Merli, interpretato da Rocío Munoz Morales (in foto). a cura della Redazione

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ono terminate le riprese del nuovo cortometraggio diretto ed interpretato da Maurizio Matteo Merli dal titolo “Fuori dal Finestrino”, che vede la presenza nel cast di Rocío Munoz Morales, Giovanni Mancini e Maristella Mazza. Il film, prodotto da Father&Son e Cinema Teatrale Marino & C. è stato girato nel Comune di Bovino (FG) e racconta la storia di Alma (Rocío Munoz Morales) una giovane donna, bella ed apparentemente realizzata. Ma Alma è anche una moglie e una madre. Un giorno, a causa di un improvviso guasto all’automobile e a una fermata inattesa, qualcosa le farà cambiare idea sulla sua vita, dandole un nuovo punto di vista. Ciò che è stato, quello che è diventata ma soprattutto cosa ci sarà nel suo domani. L’incontro con Favonio (Giovanni Mancini), poi, una sorta di “novello Virgilio” dall’aspetto strambo, porteranno la giovane protagonista a scoprire una realtà diversa, a interrogarsi sul senso della vita, su questa continua corsa spasmodica verso il successo e ad affrontare sé stessa con

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coraggio, capendo davvero quali sono le sue vere priorità. “In un momento complicato e delicato come quello che stiamo vivendo, in cui tutte le filiere nazionali soffrono o chiudono i battenti, bisogna trovare nuove idee e nuovi modi di sviluppo industriale. Allora come non coniugare insieme cultura, turismo e promozione del territorio? Segmenti che, da sempre, viaggiano all’unisono. Per questo, il registra ci teneva a realizzare un progetto che riuscisse a legare in modo diverso e originale tutti questi elementi. Fuori dal finestrino è un film che non solo nasce a Bovino, ma prende vita da Bovino, un piccolo paese dalla tradizione millenaria che, nel corso dei secoli, ha saputo mantenere intatte le sue radici e la sua cultura. “Il mio film parla proprio di questo, del sapersi godere appieno le cose più piccole e più belle della vita quotidiana. Una virtù di cui questo piccolo comune riesce a farsi portavoce con grande maestria. E che, oggi più che mai, nell’epoca della pandemia (o speriamo, ‘post-pandemia’) dovremmo apprendere tutti” dichiara Maurizio Matteo Merli. NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


Cinema e libri

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Consigli di lettura Consigli di lettura per tutti i gusti: approfondimenti sul futuro, una storia da leggere insieme ai più piccoli, un libro per l’anima e un’indagine sui delitti del passato. a cura della Redazione

M. BENTIVOGLI

E. BRUGES

Il lavoro che ci salverà

Ricardito lo squalo?

Il futuro del lavoro è il futuro della nostra società e della nostra civiltà. Non bastano politiche economiche efficaci per superare la più grande crisi sociale del dopoguerra e affrontare i mutamenti del nostro tempo. Serve, come premessa, un nuovo pensiero dal quale nascano politiche e iniziative capaci di distruggere le vecchie retoriche ideologiche sul lavoro, sulla globalizzazione, sul futuro.

Il libro per bambini, illustrato da Eva Sartorini, da cui verrà tratto un film di animazione diretto da Marco Pollini. Ideato e scritto dall’autrice colombiana di adozione italiana, Evelyn Bruges, è un racconto di formazione, di riscoperta e accettazione di sé stessi, con un importante intento pedagogico anche sulla questione ambientale. Il libro, infatti, narra le avventure di Ricardito, un pesce pappagallo che può salvare il pianeta.

T. SERRA

L. ABBATE

L’incertezza è zen

Faccia da mostro

L’incertezza appartiene alla condizione umana, ma oggi è diventata l’assoluta protagonista delle nostre vite. In questo periodo senza precedenti, mentre combattiamo collettivamente la diffusione del Coronavirus, sentiamo mancarci la terra sotto i piedi. Quando il mondo cambia in modo così repentino e imprevedibile, il livello di ansia generale e individuale non può che salire.

L’ombra di un ex agente sui delitti di mafia. I servizi deviati, Gladio, e la misteriosa donna su cui si indaga per le stragi degli anni Novanta. Si parla di lui per l’omicidio di Ninni Cassarà, a Palermo, nel ‘85. Per quello di un bambino, Claudio Domino, l’anno dopo. Per il fallito attentato ai danni di Giovanni Falcone, e per l’omicidio di un poliziotto, Nino Agostino, e della moglie, nell’estate del ‘89.

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Comics & Games

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Darkhawk, il ritorno La Marvel ci riprova e torna a lanciare una nuova serie di Darkhawk nel 30esimo compleanno del personaggio. a cura della Redazione

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l supereroe creato dalla matita di Tom DeFalco e Mike Manley, torna a prendere vita con un design più moderno e tecnologico nella nuova miniserie in debutto negli USA ad agosto 2021, a cura di Kyle Higgins (scrittura) e Juanan Ramirez (disegno). La Marvel tenta di portare alla ribalta uno dei supereroi meno conosciuti e ci riprova con un nuovissimo Darkhawk in cui la vita di Connor Young, star diciassettenne del basket che sogna di diventare un professionista nell’ NBA, viene sconvolta da una diagnosi medica improvvisa. Connor raccogliere quindi il testimone, in questo caso un amuleto, del precedente protagonista, Chris Powell. Come in precedenza, l’amuleto darà il potere al giovane ragazzo di scambiare il proprio corpo con un androide alieno, ma ci aspettano delle novità sia per quanto riguarda il funzionamento dell’amuleto, sia per alcune componenti dell’androide. Si tratta di una nuova era per l’eroe Marvel, che presenta un nuovo approccio all’aspetto del personaggio, grazie al character design dell’artista Pepe Larraz. “Il design di Darkhawk è audace e sorprendente. C’è un motivo per cui

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il personaggio è davvero durato negli ultimi 30 anni, nonostante sia apparso poco frequentemente: si tratta del suo look memorabile. Secondo me, l’aspetto di un nuovo supereroe rappresenta il 90% della sfida di creazione di un nuovo personaggio che abbia il potenziale per resistere alla prova del tempo” dichiara Kyle Higgins durante il rilascio di alcune tavole in anteprima. Dopo le collaborazioni su serie quali Power Ranger, Winter Soldier, Ultraman e Radiant Black, Higgins ha dichiarato di essere felice di poter contribuire a dare un tocco contemporaneo ai supereroi, riadattandone la genesi alla storia e cultura contemporanea. In questi 30 anni, Darkhawk ha ricoperto diversi ruoli: giustiziere urbano, eroe cosmico, membro di riserva degli Avenger e dei New Warrior, fino a far parte di un gruppo di supporto per gli ex supereroi in crisi. Nel caso vi siate persi lo speciale “Heart of the Hawk” di inizio anno, l’autore consiglia di leggerlo prima di passare alla nuova serie. Nonostante se ne parli già da settimane sui blog di specialisti italiani, il fumetto è attualmente disponibile solo in lingua inglese. NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


Comics & Games

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Il fenomeno Pokémon Pokémon Unite, il MOBA accessibile che sta spopolando nel mondo Nintendo, presto disponibile su iOS e Android. a cura della Redazione

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ggi parliamo del MOBA più interessante di tutti i tempi. Ma come ha fatto a diventare il fenomeno del momento non appena uscito? Giochi come League of Legends e Dota 2 sono molto popolari, ma spesso risultano essere impenetrabili per i nuovi giocatori. Pokémon Unite mira ad affrontare e risolvere questi problemi: non solo offre una nuova modalità di gioco per i mostricciattoli più famosi del mondo, ma aggiunge soluzioni intelligenti che semplificano il gioco e lo rendono più accessibile. Per chi non lo sapesse, con MOBA si classificano i videogiochi dove due squadre devono distruggere la base avversaria per vincere la partita. In Pokémon Unite i giocatori devono distruggere le basi avversarie segnando i punti guadagnati sconfiggendo i Pokémon selvatici che compaiono nell’arena. La partita dura 10 minuti e vince chi ha segnato più punti. A differenza dei classici MOBA, è il numero di punti e non l’annientamento della base a dare la vittoria. Il gioco si basa sulle abilità, sulla scelta dei componenti della squadra e sulle strategie adottate. I nuovi giocatori possono scegliere tra un NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021

numero limitato di Pokémon, che si suddividono per il ruolo che ricoprono all’interno della squadra. Si inizia sempre con il Pokémon nella forma base e, attraverso i punti esperienza guadagnati nelle battaglie contro i Pokémon selvatici e avversari, si cresce di livello, facendo evolvere il proprio Pokémon. Esistono poi degli oggetti da dare al proprio Pokémon, che permettono di potenziare diverse caratteristiche, aumentare i danni di un attacco, la resistenza o la salute. Gli oggetti forniscono difficoltà di scala man mano che si avanza nei ranghi. All’ inizio le differenze tra i Pokémon e gli stili di gioco non sono ben definite. Invece, quando tutti avranno potenziato gli oggetti, gli attaccanti saranno molto più letali. Attualmente disponibile gratuitamente solo per Nintendo Switch, al momento non è stata annunciata nessuna versione per PC e non ci sono rumor su un futuro rilascio. Siamo quindi in attesa del debutto ufficiale su dispositivi mobili iOS e Android previsto per il 22 settembre prossimo. Il gioco è multipiattaforma e chi possiede già un account su Nintendo Switch, potrà giocare con lo stesso profilo anche sui dispositivi mobili. GENTE IN MOVIMENTO

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musica

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Sponz Fest 2021 La nona edizione del Fest ideato e diretto da Vinicio Capossela, dal 25 al 29 agosto a Calitri e in Alta Irpinia. a cura della Redazione

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opo un’edizione 2020 dedicata all’acqua come elemento di purificazione e rigenerazione, realizzata lungo il corso dei fiumi Ofanto e Sele, lo Sponz 2021 propone una riflessione sulle cosiddette terre dell’osso. Sarà un’edizione inserita in un più ampio dibattito per ripensare le aree interne in una visione verticale della geografia, che non distingue tra nord e sud ma tra spina dorsale e aree urbanizzate. Questa nona edizione è concepita come un campo base, un laboratorio a cielo aperto in cui fare confluire le esperienze e il pensiero. Il campo è allestito sopra al paese di Calitri, in località Gagliano, di fronte alla pietra su cui poggia il paese di Cairano. Cinque giorni di concerti, spettacoli, incontri con grandi ospiti nazionali e internazionali, poi le lezioni della Libera Università per Ripetenti con i suoi corsi per l’ossatura di un manifesto delle aree interne, i laboratori creativi, i tavoli di lavoro per la creazione di un Manifesto delle Aree Interne, gli itinerari “Visitazioni” nella terra dell’Osso organizzati da Campania Artecard per riscoprire meravigliosi borghi, luoghi della cultura e musei dell’Irpinia e tanto altro. Dal 2013 in Alta Irpinia, uno di quei

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GENTE IN MOVIMENTO

luoghi interni che Manlio Rossi Doria definì “terre dell’osso” in contraltare alla polpa delle coste e delle pianure urbanizzate, si è tenuta un’esperienza che ha cercato di fare del vuoto una risorsa. La storia di Sponz Fest è quella di una comunità non geograficamente localizzata che ha cercato di farsi laboratorio di un’idea del mondo più vicina a quella che si vorrebbe. Non esattamente un festival, più invece una festa intesa come sovvertimento dell’ordine, interruzione del tempo dell’utile, il cui basso continuo fosse il paesaggio fisico e umano, e il cui motore fosse “l’arte dell’incontro”. La salvaguardia e la rigenerazione dei paesi delle aree interne, sempre più necessaria anche in relazione alla crisi del modello urbano e a un riequilibrio dell’insediamento e dei modelli di vita, sono il tema prevalente di questa edizione. Attraverso politiche mirate e l’utilizzo delle nuove tecnologie è possibile creare le condizioni affinché le persone abbiano l’opportunità di scegliere di rimanere, di ritornare o anche di arrivare per la prima volta in un territorio che solitamente è visto come un luogo da cui partire. “In Alta Irpinia è stato l’anniversario del terremoto dell’80. Vorremmo partire

da quelle macerie e dall’idea di territorio che stava dietro alla ricostruzione per immaginare i prossimi anni, il futuro delle aree appenniniche ai tempi della pandemia, dell’auspicato new green deal, dei cambiamenti nelle aspettative di qualità della vita”. Questo vale per l’Alta Irpinia ma allo stesso modo per molte delle terre interne, cui lo sviluppo economico ha in gran parte riservato lo stesso destino: spopolamento, perdita dei servizi, saccheggio energetico e il diventare luogo di smaltimento di scorie e rifiuti prodotti altrove. Ecco anche perché quest’anno per la prima volta lo Sponz Fest ha allargato i suoi confini uscendo dalla Campania per uno speciale del festival, una “Costola Reggiana”, tenutosi a inizio luglio. Tra gli ospiti già confermati di Sponz All’Osso, ci sono il leggendario chitarrista Marc Ribot, il grande eretico della musica italiana, lo scompaginatore artistico Jacopo Leone e le sperimentazioni sonore di Matt Elliott e Daniel Blumberg, la cantante spagnola Martirio e Raul Rodriguez, la leggenda del punk italiano Dome La Muerte, lo scrittore Giuseppe Catozzella, l‘accademico e critico musicale Alessandro Portelli, lo storico Carlo Ginzburg, la giornalista Annalisa Camilli, il monaco e saggista Enzo Bianchi e molti altri. NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


Musica

IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA

Prossimamente in concerto I prossimi concerti, programmati per l’autunno 2021. a cura della Redazione

SFERA EBBASTA

DIODATO

PINGUINI TATTICI NUCLEARI

8 tappe per il “Famoso” tour del rapper italiano, per la presentazione dell’album omonimo pubblicato lo scorso novembre. Oltre al debutto in cima alla classifica, tutte le 13 tracce nell’album sono state nella top per diverse settimane.

A un anno dalla vittoria del Festival di Sanremo, dopo un breve tour estivo nel 2020, torna ad esibirsi nell’arena più prestigiosa d’Italia, quella di Verona. Appuntamento al 19 settembre col cantautore di “Fai rumore”.

L’attesissimo tour dei palazzetti di settembre-ottobre 2021, programmato in origine a marzo-aprile 2020 dopo il terzo posto a Sanremo, e rimandato per ben due volte, si terrà a partire dal 25 settembre a Conegliano (TV).

NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021

GENTE IN MOVIMENTO

71


contributori

IL MAGAZINE DELL’IMPRENDITORE, DEL PROFESSIONISTA E DELLA FAMIGLIA

HANNO CONTRIBUITO ALLA REALIZZAZIONE DI QUESTO NUMERO

72

SIMONA Vietina

TERESA Manzo

FRANCO Mirabelli

Politica e insegnante, già sindaco di Tredozio, alle elezioni politiche del 2018 viene eletta alla Camera dei Deputati tra le fila di Forza Italia.

Deputata M5S, è Vicepresidente della Commissione parlamentare per il controllo sull’ attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale.

Senatore membro delle Commissioni Ambiente e Politiche europee. Capogruppo PD della Commissione bicamerale Antimafia.

EMANUELE Scagliusi

GAIA Smoquina

PAOLO De Castro

Deputato del M5S, membro della III Commissione Affari Esteri e Vicepresidente del Comitato Permanente per i diritti umani.

Counselor olistica, laureata e diplomata nel 2012 presso l’Aspic per la scuola di Roma. Esercita la professione attraverso colloqui individuali, di coppia e di gruppo.​

Eurodeputato PD/S&D dal 2009, è vicepresidente della Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale. Professore all’Unibo, è stato Ministro delle Politiche Agricole. Crediti foto.

CARLO Marzi

ELISA Amelia

MATTIA Perredda

Nominato Assessore alle finanze, innovazione, opere pubbliche e territorio della Regione Autonoma Valle d’Aosta il 21 ottobre 2020.

Esperta in gestione risorse umane, Docente presso Università Popolare per l’Evoluzione Umana, dirigente d’azienda.

Appassionato di enogastronomia. Esperto di sommellerie, oggi responsabile commerciale e accoglienza clienti presso azienda vitivinicola nelle Langhe.

FRANCESCO Norcini

MARCO Campomenosi

GIORDANO Biserni

Dottore, consulente nutrizionale ed ex obeso, ha perso 50kg in un anno grazie al metodo col quale oggi aiuta centinaia di persone a tornare in salute.

Avvocato di Genova, dopo essere stato assistente dell’eurodeputato Matteo Salvini, viene eletto nel PE nelle file della Lega nel 2019.

Presidente dell’ASAPS fino dal 1991 e direttore della rivista il Centauro, organo ufficiale dell’associazione.

GIOVANNI Firera

ANTONIO D’Ascoli

FILIPPO Poletti

DAVIDE Spitale

Responsabile Area Comunicazione Sede Regionale INPS del Piemonte, già Presidente dei Giornalisti Uffici Stampa Piemonte me Vicesegretario dell’Ass. Stampa Subalpina.

Giornalista e consulente per la comunicazione responsabile ufficio stampa Conf PMI ITALIA direttore quotidiano on line delle pmi piazzaffari.it.

Top voice LinkedIn, cura la rassegna quotidiana dedicata ai cambiamenti del lavoro. Giornalista professionista, ha scritto per 30 testate e si occupa di comunicazione aziendale.

Innovation Manager e fondatore di Alzarating, si occupa di consulenza aziendale dal 2001.

GABRIELLA Tomasi

ELISA Scutellà

MARIA Terranova

ETTORE Rosato

È intermediario assicurativo. Appassionata di cucina, animali e montagna.

Deputata del M5S, membro Commissione giustizia, Commissione di controllo enti gestori previdenza e assistenza, Giunta per le autorizzazioni

Addetta Area Comunicazione Sede Regionale INPS del Piemonte.

Vicepresidente della Camera dei Deputati, Coordinatore nazionale di Italia Viva. Deputato in carica dal 2008, già sottosegretario al Ministero dell’Interno.

GENTE IN MOVIMENTO

NUMERO 4 | LUGLIO - AGOSTO 2021


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il giornale e il quotidiano online

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Transpotec Logitec, ritorno al futuro. Noi ci saremo ...e tu?

Anno X V II - Num e ro 2 /2 0 1 5

Anno X VII - N umero 1/2015

TRASPORTONOTIZIE www.trasportonotizie.com

degli autotrasportatori

A nno X V II - Num e ro 3 /2 0 1 5

Divieti di circolazione, più ore di guida nel 2015

pagina 8 Germania, obbligo di salario minimo per gli stranieri

pagina 14

IN PRIMO PIANO

Sistri, da aprile multe per chi non si iscrive

pagina 9 Trasporto merci pericolose, novità ADR 2015

pagina 28

Con la Sabatini bis, agevolazioni alle aziende che investono

pagina 4 Transpotec, ecco i nostri convegni e lo stand in cui vi accoglieremo!

pagina 19

Patenti superiori, esami al computer da marzo

pagina 10 Dal territorio. Focus Piemonte, Liguria, Lombardia

pagina 36

Cabotaggio, stop ai vettori croati in Italia per altri due anni

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IN PRIMO PIANO

Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, NO/CUNEO - Nr. 2 Anno XVII - Prezzo: euro 4,00. In caso di mancato recapito inviare al CMP/CPO Cuneo per la restituzione al mittente previo pagamento resi.

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Autotrasporto riformato, tutte le novità 2015. Ma è vera rivoluzione?

pagina 7

Concorrenza estera, Assotrasporti chiede l’intervento dell’UE

pagina 27

e di chi viaggia

Transpotec 2015, l’autotrasporto ritrova l’ottimismo Graziano Delrio è il nuovo Ministro ai trasporti

IN PRIMO PIANO pagina 9 Dal territorio: Fuga di Piemonte, trasportatori Liguria, all’estero, Trentino Alto26.000 Adige truck persi in 5 anni pagina 36 pagina 4 L’Albo Autotrasporto è di tutti, non di una casta!

pagina 29

Passaggio Albi provinciali alle Motorizzazioni, 6 mesi per la transizione

pagina 9 RCA, addio attestato di rischio e contrassegno cartacei

pagina 30

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Tutto sul Transpotec: gli eventi, le interviste e lo stand TN

pagina 17 Dal territorio. Focus Piemonte, Liguria, Sicilia

pagina 36

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